13 marzo 2008

Nicoletta Paciaroni maestra di vita

E' sicuramente uno dei personaggi più interessanti del mondo dello spettacolo che TWorld possa menzionare. Si chiama Nicoletta Paciaroni e molti la conoscono come sensitiva per il suo omonimo programma sull'emittente la9. Ma Nicoletta Paciaroni è molto di più e lo scopriamo insieme leggendo questa biografia che corre sui vari blog. A 32 anni, il signor Fabio Ciambotti, si trasforma in Nicoletta Ciambotti grazie ad una sentenza che stabilisce la nuova identità anagrafica. Nicoletta chiede ed ottiene l'annullamento del precedente matrimonio. La Paciaroni dopo poco sposa un 30enne, tale Mario Sibilia, gestore di locali notturni. La coppia si trasferisce a Porto Recanati dove la signora Nicoletta continua la sua attività di porno star, attività intrapresa prima del suo secondo matrimonio, con il nome di Dalila Nero. Nel 1990, in un locale di Codognè, un trentenne si invaghisce di questa attrice porno, la frequenta per un paio di volte e poi la scarica. Ma Nicoletta innamoratasi invece di quell'uomo, molla per lui il secondo marito e comincia ad assillare il malcapitato, convinta di aver incontrato l'amore vero. Incomincia in questo periodo a frequentare maghi e maghe per sapere di questo amore così sofferto e per far avvicinare a sé quest'uomo che invece dimostra di non gradire la sua compagnia, a parte brevi parentesi dovute forse a debolezza o stanchezza. Diventa così una carto dipendente. Frequentando operatori esoterici ne ruba i termini, studia l'ambiente, i clienti, ed alla fine, dopo qualche anno, decide il grande passo, si fa la sua partita I.V.A., si compera il suo spazio in una televisione privata e... Appare improvvisamente in televisione definendosi "Maestra di vita", rifiuta la cartomanzia ed afferma di essere una terapeuta spirituale. Aggredisce subito i maghi e la cartomanzia in diretta..."io non sono come loro, - afferma, - io non vendo fumo,...con la mia esperienza aiuto la gente a risolvere i problemi". In effetti si presenta, su Serenissima Televisione di Padova, senza carte, ma a quanti le telefonano in diretta chiede 5 numeri che vadano dall'uno al ventotto. Ed in base ai numeri detti, fa le sue belle previsioni, da consigli, analizza situazioni. E man mano che il tempo passa, anche la sua presentazione muta, e da maestra di vita e terapeuta spirituale, diventa sensitiva, per poi trasformarsi in medium, maga ed ultimamente in paragnosta.Ora le sue rispettabilissime trasmissioni sono perle trash: sigle in cui mostra i suoi averi (la sua nobile dimora, gioielli preziosi, amici vip, pellicce etc...), balletti erotici con striminziti reggiseni e perizoma invisibili, brevi ma intensi momenti di autocelebrazione, tra vantarsi delle sue tette di silicone e del suo "stupendo" corpo e, non ultimi, i momenti d'ira, quando qualche povero cliente formula la domanda non proprio come dovrebbe e gli sbatte il telefono in faccia. Il meglio di sé l'ha però dato alcuni anni fa, quando ha "donato" ai propri telespettatori, nel mezzo di una trasmissione, uno strip integrale.

Etichette: , ,

29 dicembre 2007

Quando Giulietta e Romeo diventano trans

“Romeo e Giulietta” erano due trans. Almeno questa è la versione del capolavoro shakespeariano messa in scena il 20 dicembre nel teatro del carcere di Rebibbia da un gruppo di detenute transessuali.

L’opera, intitolata “Storia di Giulia” ha riportato vari atti dedicati alla celebre tragedia d’amore ed è stata interpretata da dodici trans che hanno recitato di fronte ad una platea composta, tra gli altri, dagli “inquilini” del braccio maschile G8.

L’iniziativa, che fa parte del ”Progetto Princesa-Tespis” cominciato nel 2005 e rivolto alle trans detenute a Rebibbia, è nato dalla collaborazione tra il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Arcitrans Roma Circolo Libellula e l’Assessorato alle politiche del lavoro della provincia di Roma.

Fonte: 06blog

Etichette: ,

22 luglio 2007

Lady: transgender in classifica

Artiste transessuali nella classifica musicale coreana. Ebbene si loro sono le "lady" che dopo il loro esordio del 2005 si preparano all' uscita dell'album per il 2007, Sine, Sahara, Binu and Yoona sono nate come dei "lui" ed ora sono delle "lei" con un aspetto che molte donne nate tali le ucciderebbero. “Ci piace la cioccolata, lo shopping e il gossip. Mentalmente siamo sempre state donne, l'unica differenza è che noi abbiamo cambiato qualcosa nel fisico, siamo semplicemente donne con un'extra-cicatrice" ha dichiarato una del gruppo secondo un articolo di intrattenimento. Le componenti delle "Lady" - tutte transgender post-op (operate. NdT) - dichiarano di sperare di trovare accettazione dal pubblico, essendo state caldamente accettate dalle loro famiglie. “E' stata dura per le famiglie all'inizio, ma ora mi supportano. Sono stata molto fortunata, quando sono diventata adulta e mi sono sottoposta all'intervento di riassegnazione sessuale, la mia intera famiglia è venuta in mio supporto", dichiara tutto il gruppo, parlando con unica voce.

Etichette: , , ,

16 giugno 2007

La Berta, storia di un cambiamento

Ieri Roberto, oggi LaBerta: storia di un 27enne napoletano, dall'adolescenza «pseudo-etero» alla decisione, in età adulta, di operarsi. Complice l'amore con un misterioso (quanto famoso) attore di cinema e tv. Basta vedere una delle fotografie che ritraggono LaBerta per scoprirsi a pensare: «Questo volto non mi è nuovo». Nell'elenco di quelle che LaBerta definisce «comparsate in tv», figurano infatti le Cronache marziane e Lucignolo su Italia1, il film Mater Natura di Massimo Andrei e Apocalisse delle scimmia di Romano Scavolini, oltre alla fiction I&G su Canale Jimmy. E poi tanto teatro («recito e scrivo testi»), senza contare le ospitate e i ruoli di conduzione nei vari Miss Drag-qualcosa in giro per l'Italia. Un presente tutto lustrini e pailettes cui fa da contraltare un passato senz'altro più triste e faticoso.LaBerta l'abbiamo conosciuta così, quando lei stessa ci ha raccontato, rispondendo alle domande di una delle nostre autointerviste sulla scuola di Allo specchio, i suoi difficili trascorsi scolastici: «Soffrivo di epilessia temporanea, una malattia che porta a crisi improvvise, in seguito alle quali si cade in coma per un tempo che può andare dai pochi secondi a qualche minuto. Mi ricordo che con mio padre e mia madre facevamo il giro delle classi in cerca di una maestra che accettasse di avermi tra i suoi alunni», ci racconta LaBerta.«"Ho già due handicappati", aveva risposto una maestra - ricorda LaBerta - "e non ne voglio certo un terzo". Un'altra ancora era solita dire, la mattina, a tutta la classe: "Preghiamo insieme per Roberto perché potrebbe morire"». Roberto, appunto. Questo il nome all'anagrafe, allora e ancora oggi. Bambino frastornato dalla malattia e adolescente poi «palesemente effiminato», Roberto vive l'esperienza del bullismo prima da vittima, poi da carnefice.«I ragazzi mi insultavano nei corridoi, mi schiaffeggiavano, mi rubavano lo zaino - ci racconta Roberto - e facevano il gioco dello "scemo in mezzo". I professori guardavano e non dicevano nulla. Del resto, i "guappi" sono quelli che si accattivano più simpatie, anche tra i docenti, che sono infatti accondiscenti nei loro confronti, perciò hanno campo libero. Poi purtroppo - e me ne vergogno e pento ancora oggi - mi sono lasciato andare anch'io allo sfottò di un compagno che aveva problemi di apprendimento».Vita dura, nei quartieri di Napoli, per i ragazzini un po' borderline per comportamenti e orientamenti sessuali: «C'era un padre di famiglia, sposato con figli, omosessuale: quando i miei coetanei avevano bisogno di soldi - rivela Roberto -, prendevano appuntamento con lui. L'ho fatto anch'io, fino a che, a fatica, mi sono tolto dal giro e ho "salvato" anche un amico, col quale avevo un rapporto affettivo particolare. Il bello è che tutti nel quartiere sapevano e nessuno diceva nulla!».Dai quartieri partenopei ai corridoi degli studi televisivi, la solfa è sempre quella: «Molti evidentemente non hanno capito che il genere sessuale non è un lavoro e pensano che ci sia un'equivalenza fra transessualismo e prostituzione. Ho fatto piccole cose in tv: tra chi fa da tramite tra la produzione e il casting, c'è sempre qualcuno che ci prova. Per molti uomini non fa differenza che una sia donna o trans».
La famiglia, come accade quasi sempre in questi casi, ne ha sofferto: «Più per i condizionamenti sociali che per la prospettiva di un'eventuale solitudine esistenziale data dall'impossibilità di farsi una famiglia, sia per me che per mio fratello, che è gay e con il quale vivo un rapporto strettissimo, quasi di simbiosi.
Donne, comunque, ne ho avute diverse. Con qualcuna ho anche convissuto - rivela Roberto -: stavo bene con loro, senonché a un certo punto della mia vita sono arrivata a una svolta».L'incontro sentimentale decisivo, che convince Roberto a diventare LaBerta, è con un uomo: «Un attore famoso, sia di cinema che di fiction, più grande di me, sui 56 anni: con lui ho vissuto una bellissima storia durata sei mesi. E' stato amore vero, per la prima volta: non era il solito rapporto di sfruttamento sessuale. Lui mi trattava veramente da donna e questo mi ha aperto gli occhi». In seguito al rapporto con quest'uomo, di cui Roberto fornisce solo qualche indizio - «ma il nome non lo dirò mai», avverte -, matura la decisione di intervenire chirurgicamente sul proprio corpo.«Quattro mesi fa - dice infatti LaBerta - mi sono operata al naso e al seno. Ora mi sento molto più sicura di me stessa, mi curo di più, mentre prima, invece di vestirmi, mi nascondevo dentro tute e maglioni larghi. L'operazione definitiva però non la farò mai, perché l'iter è troppo lungo e doloroso: non me la sento di affrontarlo». Ogni tanto fa capolino qualche pentimento: «Ma solo in certe occasioni, quando mi rendo conto di attirare ancora di più l'attenzione di uomini che vogliono l'attributo ma non hanno il coraggio di andare con altri uomini o di quelli che pensano che io sia straricca perché faccio la vita». Sulla carta d'identità, quindi, rimarrà sempre scritto "Roberto". Ma cuore e identità di LaBerta ormai si declinano al femminile, questo è certo: «E' iniziata per me una nuova vita - dice -: ora sono finalmente realizzata».

Fonte: Libero

Etichette: , , , ,

06 giugno 2007

Amanda Lepore a Barcellona

Amanda Lepore è sicuramente un' icona trans mondiale. Personaggio autoironico e divertente ma anche di notevole talento, è stata musa ispiratrice per molti artisti da Lachapelle a Pierre et Gilles in poi vista la sua malleabilità ed ecletticità. Amanda vive a New York ma gira tutto il mondo per le sue performance shock ed i suoi singoli di successo nei gay house club. E' definita come un' esasperazione della chirurgia estetica, completamente rimodellata dal bisturi dal viso ai seni ai glutei. Amanda gioca con questa esasperazione estetica che l'ha resa famosa rendendosi Barbie di se stessa e sperimentando ogni giorno nuovi look. Da anni è testimonial dell' Heaterette Spring, una sfilata di beneficenza famosissima a New York dove la passerella l'accoglie ogni stagione con successo. Amanda Lepore sarà una delle ospiti attesissime al prossimo Loveball Festival che si terrà a Barcellona dal 2 al 6 agosto prossimi. Visita il sito ufficiale di Amanda Lepore












Etichette: , , ,

15 ottobre 2006

Parigi da l'addio a Coccinelle

Una vera pioniera. Questo è stata Coccinelle, icona del mondo transessuale e primapersona francese a cambiare sesso, morta lunedì scorso all’età di 75 anni. Jaqueline Charlotte Dusfrenoy debuttò a Marsiglia nel 1953. in “Chez madame Arthur”, celebre cabaret in cui lo spettacolo era incentrato sui travestimenti. Cinque anni dopo arrivò la scelta di mutare sesso, con un’operazione a Casablanca. “Quando aprii gli occhi dopo l’operazione”, ha raccontato, “il dottore mi disse: ‘Buongiorno Mademoiselle! ‘ e mi senti’ subito rassicurata”. Scelse il nome d’arte “Coccinelle” un giorno di carnevale, quando si trovò addosso un vestito rosso a pois neri, e si esibì all’Olympia nel 1964.
Il suo matrimonio con un giornalista sportivo, nel 1960, attira l’attenzione della stampa internazionale sulle prime nozze di un transessuale. Dopo due anni si separò. Arrivarono una seconda unione e poi una terza nel 1996. La sua vita l’ha raccontata lei stessa nel libro “Coccinelle par Coccinelle”. Punto di riferimento per i transessuali all’epoca, ha detto Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione comunista, Coccinelle diventò un “simbolo” non solo del mondo transgender ma anche del “vizio parigino che approdava in Italia”, dove Ghigo Agosti le dedicò una canzone. Oggi, conclude Luxuria, anche grazie a Coccinelle “si può parlare di argomenti relativi ai transgender senza morbosità e i transessuali stessi rivendicano un posto nella società”. I funerali di Coccinelle si svolgeranno domani in forma privata. Lunedì prossimo, annuncia il sito
www.coccinelleshow.com , sarà celebrata una messa d’addio nella chiesa di Saint Roch.

Etichette: , ,

28 agosto 2006

Juana Jimenez trans protagonista in tv

Dopo quattro mesi di ricerche e 250 provini, il regista Giovanni Veronesi ha finalmente scelto l’interprete di una trans per “Manuale d’amore 2”, sequel di un fortunato successo di due anni fa proditto da Aurelio de Laurentis. Si tratta dell’attrice Juana Jimenez, una regina delle notti romane e direttrice artistica del CinePub, il locale di Via Palermo frequentatissimo da attori e registi. Juana interpreterà l’amica del cuore di una insolita coppia gay, formata da Sergio Rubini e Antonio Albanese. “Manuale d’amore 2” racconterà ancora quattro diverse fasi dell’amore (con un’incursione quindi anche nel mondo gay) e ad interpretare i diversi episodi saranno Carlo Verdone, Monica Bellucci, il bel tenebroso Riccardo Scamarcio, Fabio Volo, Barbara Boboulova e Claudio Bisio. La lavorazione del film durerà dieci settimane circa e il film dovrebbe uscire a gennaio. Juana aveva fatto già recitato in La squadra, Commesse, Il bello delle donne e ne La meglio gioventù. Per saperne di più: www.juanajimenez.it

Etichette: , ,

03 aprile 2006

Maurizia Paradiso crea occhiali da sole

Maurizia Paradiso è un personaggio difficilmente catalogabile; trasgressiva, esagerata ma incredibilmente vera dai passati burrascosi e dalla carriera artistica turbolenta. Molti la conoscono come conduttrice di un sexy programma TV dal titolo "Colpo Grosso" o come testimonial di una catena di sexy shop: Magic Amarica o come modella per i cataloghi di Eros Veneziani. Tra apparizioni tv, ospitate, film hard e vicende amorose turbolente, Maurizia Paradiso ha spettacolarizzato anche la sua transessualità rendendo testimone il pubblico, giorno dopo giorno del suo passaggio da un sesso all' altro. Ha creato nel 2006 una sua linea di occhiali da sole dal titolo "Pulp by Maurizia Paradiso". Una linea di modelli rigorosamente neri, lenti fumè e con una rivisitazione generale dei modelli più famosi di tutti i tempi acquistabili on-line sul suo sito. Un piccolo business ma ben strutturato che la conferma, prima che donna, personaggio intelligente e di talento.

Etichette: , ,

18 marzo 2006

Miss Trans Puglia 2006














Etichette: , ,

01 febbraio 2006

Catherine Zeta Jones trans al cinema

Pronta ad interpretare April Ashley

A Hollywood sembra che stia prendendo piede, fra le star, la moda di "giocare" al transessuale. Sull'onda del successo di "Transamerica" in cui la brava Felicity Huffman tenta di raggiungere un'impossibile femminilità, anche la super diva Catherine Zeta-Jones si appresta a vestire i panni di un trans. La moglie di Michael Douglas sarebbe infatti pronta a calarsi nei panni di April Ashley, un'artista dei cabaret parigini degli anni '50 che dopo un'infanzia travagliata cambiò sesso a Casablanca e divenne donna. La Ashley, nata a Liverpool da padre cattolico e madre protestante, raggiunse il successo al "Carousel" di Parigi e tornata in Gran Bretagna divenne una nota modella. Ma ciò che soprattutto la portò agli onori della cronaca fu l'annullamento del matrimonio con Arthur Corbett, nel 1970: la motivazione portata dalla corte britannica, April Ashley era nata maschio. La Zeta-Jones dovrebbe così interpretare l'ex cantante e modella, diventata una sorta di portabandiera dei transessuali e tuttora vivente. Secondo il "New York Post", i produttori della pellicola starebbero aspettando soltanto il "sì" definitivo della star. Intanto la Zeta-Jones ha confessato: "Mi piacerebbe molto fare uno spettacolo stile Las Vegas con vere drag queen!".

Etichette: , ,