Bologna una casa per i trans
Una casa per accogliere e aiutare anche con un lavoro i trans che vogliono sottrarsi alla strada e allo sfruttamento. E' il progetto che potrebbe dar vita a Bologna a un’esperienza pilota a livello nazionale. Il Mit, Movimento italiano transessuali, ha proposto questa idea al Comune di Bologna, ora gli assessori competenti dovranno valutarne la realizzabilità, ma è probabile che troverà un riscontro favorevole, visto che esiste già un sostegno organizzato per le donne che vogliono uscire dalla prostituzione. Chi presterà più attenzione al vaglio del progetto sarà il vicesindaco Adriana Scaramuzzino, che ha una delega alle politiche sociali. La notizia, anticipata dal Corriere di Bologna, farà di sicuro discutere, come già sta succedendo per l’orientamento espresso da Libero Mancuso in materia di sicurezza e prostituzione. La proposta della Casa per i trans è spiegata da un esponente del Mit, Marcella Di Folco (nella foto) che ha alle spalle un'esperienza di consigliere comunale. L’idea parte dall’osservazione che per i transessuali è necessario l’istituzione di una struttura specifica, mentre fino ad oggi essi sono stati assistiti in quelle esistenti per prostitute. «Occorre una struttura destinata in modo esclusivo ai trans. Può essere realizzata in città o comunque nelle vicinanze — ha detto la Di Folco —. Noi abbiamo presentato la richiesta e siamo fiduciosi. Puntiamo a un centro di accoglienza e assistenza che raccolga trans da tutt’Italia, e pensiamo che saranno giovani stranieri i più interessati a liberarsi dallo sfruttamento al quale sono sottoposti ». Se il Comune sceglierà di appoggiare concretamente l’iniziativa, i trans troverebbero vitto, alloggio e aiuto all’inserimento nel mondo del lavoro per ricostruirsi una vita. Forse sulla valenza nazionale del progetto potrebbero appuntarsi le polemiche più insistenti, in relazione ad un effetto calamita e quindi al lievitare dei costi. Tra i potenzialmente favorevoli però si farà sicuramente notare che ogni persona sottratta al mondo della prostituzione è un passo di migliore convivenza per tutta la collettività. In Emilia-Romagna è già attiva da alcuni anni un’iniziativa chiamata «Oltre la strada» che ha dato buoni risultati.Fonte: Emilia.net
Etichette: Cronaca, Marcella_Di_Folco, Mit, Politica

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