13 aprile 2007

Un nuovo John Holmes?

Cosa spinge un ragazzo come tanti altri a intraprendere la carriera del porno attore? Le risposte potrebbero essere molte, fra queste i soldi facili (si fa per dire) e le belle donne. Per Gabriele, vincitore nell'aprile 2002 del "Pisello d'oro", premio in palio al concorso indetto dall'agenzia Diva Futura di Riccardo Schicchi allo scopo di trovare nuovi talenti dell'hard core, è stato soprattutto il desiderio di conoscere ragazze affascinanti e smaliziate. «Mi piacciono molto le donne - confessa Gabriele - e questo lavoro mi permette di frequentarne tantissime e di bellissime. Ho solo l'imbarazzo della scelta. Poi se per fare l'amore ti pagano, è ancora meglio. Anche perché i soldi mi servono per pagarmi gli studi universitari».Gabriele, 27 anni di Genova, iscritto a psicologia all'università di Roma, è riuscito a entrare nel mondo del porno passando dalla porta principale e saltando la lunga e faticosa gavetta che tocca un po' a tutti quelli che vogliono fare carriera nel mondo dell'hard e dello spettacolo in genere. «Partecipare e vincere questo concorso - continua Gabriele - mi ha permesso di diventare in brevissimo tempo un attore professionista e sono più che orgoglioso».Hai già girato qualche film?Sì, ne ho appena terminato uno con il regista Visconti per la casa di produzione Fm. Si intitolerà "Donna d'onore". Fra tre mesi ne girerò un altro.Hai già scelto un nome d'arte?No, per ora sono solo Gabriele ca*** d'oro.Hai una fidanzata?Beh, per mia fortuna ora sono single, ma se dovessi incontrare la ragazza giusta non so se continuerei a fare il porno divo. Immagino che non accetterebbe questo mio lavoro. Che impressione ti ha fatto stare sul set con attori professionisti?È stato bellissimo. Ero molto emozionato perché a mostrarsi nudi davanti a un sacco di persone ci vuole fegato. E io ne ho. Comunque superato i primi imbarazzi tutto è andato liscio. A chi ti ispiri quando giri in film?Senza ombra di dubbio al mitico Rocco Siffredi.Perché?Io e lui abbiamo molto in comune. Madre natura è stata generosa con entrambi. Poi mi piace come attore e per il tipo di sesso che pratica sulle scene.E se un giorno ti capitasse di far "cilecca" come ti comporteresti?Di sicuro non prenderei il Viagra come già fanno alcuni miei colleghi, ma semplicemente smetterei.Cosa vedi nel tuo futuro?Spero di riuscire a diventare produttore di me stesso, proprio come ha fatto Siffredi.Qual è secondo te la parte migliore del tuo corpo?Vorrei tanto dire gli occhi, ma non è così.Le misure contano?Certo, soprattutto se vuoi fare questo lavoro.

Fonte: Libero.it

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29 settembre 2006

Sindrome di Pollicino: 20.000 i piselli italiani

Boom di uomini italiani vittime della sindrome di Pollicino, in coda nello studio dellandrologo per ottenere misure migliori di quelle fornite loro da madre natura. Parola di specialisti. Sono infatti circa 20mila lanno i maschi della penisola che richiedono un intervento chirurgico di allungamento allorgano genitale. E la percentuale di chi ne avrebbe davvero bisogno non supera il 3-4%. In più del 95% dei casi, dunque, le ragioni del ritocco sarebbero puramente estetiche. A denunciare il fenomeno, una vera malattia che dal 1891 i medici chiamano dismorfofobia e che colpisce sempre più giovani e giovanissimi, sono gli esperti della Sia (Società italiana di andrologia), riuniti alluniversità degli Studi di Milano da oggi al 29 settembre per il XXIII Congresso nazionale Sia.
Largomento centrale della quattro giorni meneghina, presentata oggi allateneo di via Festa del Perdono, sarà La chirurgia del pene: tradizione, ricerca ed evoluzione. Ma la Tavola rotonda di apertura è dedicata allEpica, etica ed estetica del pene. Un tema spinoso, perché a bussare alla porta dellandrologo, muniti di centimetro, molte volte sono anche i ragazzini di 14-15 anni, spiega allADNKRONOS SALUTE il consigliere Sia, Ciro Basile Fasolo. E così, proprio come alcune coetanee chiedono a mamma e papà un seno nuovo per Natale o per la promozione a scuola, spesso anche i maschi giovanissimi avanzano la richiesta ai genitori. Ma allorigine di tutto questo cè un gravissimo problema psicologico - avverte lesperto - un dramma che la chirurgia non risolve, ma può solo peggiorare.

Ma qual è lidentikit delluomo italiano ossessionato dalle misure intime? Nella stragrande maggioranza dei casi letà di chi chiede lintervento va da 14-15 anni a 35-40 - continua Fasolo - E alla base - ribadisce - non cè quasi mai un problema organico. Sono giovani con tratti psicologici ossessivi, affetti da una timidezza che diventa fobia sociale. Stanno male con se stessi e stanno male con gli altri. Quando iniziano a frequentare gli spogliatoi delle palestre o dei campi di calcio la loro insicurezza aumenta, trasformandoli in soggetti auto-osservatori: si fotografano, si guardano allo specchio, si misurano e alla fine arrivano dallandrologo. E se trovano uno specialista compiacente, un esperto poco attento che accetta di accontentarli, alla fine non sono comunque contenti. Vogliono di più, perché il disagio vero rimane e cresce. Da qui la necessità di un lavoro di squadra con psichiatri e bioeticisti, per aiutare questi pazienti ad accettarsi a fondo.
I numeri confermano lallarme. Nel 2002, nel corso della II Settimana di prevenzione andrologica - ha ricordato in conferenza stampa Edoardo S. Pescatori, direttore del Giornale italiano di medicina sessuale e riproduttiva, la Sia ha selezionato a caso un campione di 2.392 uomini che avevano aderito alliniziativa. Ebbene, abbiamo verificato problemi di dismorfofobia in 414 dei maschi esaminati. Non solo. Abbiamo calcolato che la misura media delluomo italiano è di 13,5 centimetri. E la maggior parte di chi chiede un allungamento raggiunge o supera i 14 centimetri. Insomma, non avrebbe alcun motivo di arrossire davanti a partner o amici. Parlando di chirurgia di allungamento - ha precisato Edoardo Austoni, primario urologo dellospedale San Giuseppe-Milanocuore di Milano e presidente del congresso Sia - bisogna distinguere la chirurgia ricostruttiva del pene sottodimensionato, un traguardo importante per la salute del malato, e la chirurgia dei lestofanti: quelli che intervengono per estetica e danneggiano il paziente.
Fonte: Opa/Adnkronos Salute

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06 aprile 2006

Dimensioni del pisello: le donne dicono

Uomini preoccupati dalle dimensioni del proprio sesso? A complicare la vita dei maschi afflitti dalla 'sindrome di pollicino' arriva uno studio che cerca di far luce sul legame tra centimetri e piacere dal punto di vista femminile. Dalla ricerca, condotta da Aleksander Stulhofer del Dipartimento di sociologia dell'Universita' di Zagabria su 556 donne dai 19 ai 49 anni in cinque grandi citta' croate, emerge che per lei alcune misure sono piu' importanti di altre. E che non solo le dimensioni, ma anche l'aspetto dell'organo in questione sembra cruciale, a garanzia di una soddisfazione fra le lenzuola. In particolare nell'indagine, pubblicata in una lettera sugli 'Archives of Sexual Behaviour', i ricercatori hanno chiesto alle intervistate di dare un voto all'importanza delle dimensioni del pene (lunghezza e diametro) del partner e all'aspetto estetico, in vista di un rapporto intimo soddisfacente. Cosi' si e' visto che per le donne il diametro e' risultata piu' importante della lunghezza. E se un quinto del totale ha giudicato in generale i centimetri poco rilevanti, per il resto delle donne questo aspetto e' risultato 'in qualche modo' o 'molto' importante. In particolare sembra che a dare piu' valore alle dimensioni siano le donne sessualmente piu' esperte. Inoltre la ricerca ha evidenziato che anche l'aspetto estetico e' 'in qualche modo' (44.9%) o 'molto' (26.9%) importante dal punto di vista della soddisfazione femminile. ''Dunque gli uomini dovrebbero iniziare a preoccuparsi non solo delle dimensioni?'', si chiede Stulhofer.

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