29 settembre 2006

Sindrome di Pollicino: 20.000 i piselli italiani

Boom di uomini italiani vittime della sindrome di Pollicino, in coda nello studio dellandrologo per ottenere misure migliori di quelle fornite loro da madre natura. Parola di specialisti. Sono infatti circa 20mila lanno i maschi della penisola che richiedono un intervento chirurgico di allungamento allorgano genitale. E la percentuale di chi ne avrebbe davvero bisogno non supera il 3-4%. In più del 95% dei casi, dunque, le ragioni del ritocco sarebbero puramente estetiche. A denunciare il fenomeno, una vera malattia che dal 1891 i medici chiamano dismorfofobia e che colpisce sempre più giovani e giovanissimi, sono gli esperti della Sia (Società italiana di andrologia), riuniti alluniversità degli Studi di Milano da oggi al 29 settembre per il XXIII Congresso nazionale Sia.
Largomento centrale della quattro giorni meneghina, presentata oggi allateneo di via Festa del Perdono, sarà La chirurgia del pene: tradizione, ricerca ed evoluzione. Ma la Tavola rotonda di apertura è dedicata allEpica, etica ed estetica del pene. Un tema spinoso, perché a bussare alla porta dellandrologo, muniti di centimetro, molte volte sono anche i ragazzini di 14-15 anni, spiega allADNKRONOS SALUTE il consigliere Sia, Ciro Basile Fasolo. E così, proprio come alcune coetanee chiedono a mamma e papà un seno nuovo per Natale o per la promozione a scuola, spesso anche i maschi giovanissimi avanzano la richiesta ai genitori. Ma allorigine di tutto questo cè un gravissimo problema psicologico - avverte lesperto - un dramma che la chirurgia non risolve, ma può solo peggiorare.

Ma qual è lidentikit delluomo italiano ossessionato dalle misure intime? Nella stragrande maggioranza dei casi letà di chi chiede lintervento va da 14-15 anni a 35-40 - continua Fasolo - E alla base - ribadisce - non cè quasi mai un problema organico. Sono giovani con tratti psicologici ossessivi, affetti da una timidezza che diventa fobia sociale. Stanno male con se stessi e stanno male con gli altri. Quando iniziano a frequentare gli spogliatoi delle palestre o dei campi di calcio la loro insicurezza aumenta, trasformandoli in soggetti auto-osservatori: si fotografano, si guardano allo specchio, si misurano e alla fine arrivano dallandrologo. E se trovano uno specialista compiacente, un esperto poco attento che accetta di accontentarli, alla fine non sono comunque contenti. Vogliono di più, perché il disagio vero rimane e cresce. Da qui la necessità di un lavoro di squadra con psichiatri e bioeticisti, per aiutare questi pazienti ad accettarsi a fondo.
I numeri confermano lallarme. Nel 2002, nel corso della II Settimana di prevenzione andrologica - ha ricordato in conferenza stampa Edoardo S. Pescatori, direttore del Giornale italiano di medicina sessuale e riproduttiva, la Sia ha selezionato a caso un campione di 2.392 uomini che avevano aderito alliniziativa. Ebbene, abbiamo verificato problemi di dismorfofobia in 414 dei maschi esaminati. Non solo. Abbiamo calcolato che la misura media delluomo italiano è di 13,5 centimetri. E la maggior parte di chi chiede un allungamento raggiunge o supera i 14 centimetri. Insomma, non avrebbe alcun motivo di arrossire davanti a partner o amici. Parlando di chirurgia di allungamento - ha precisato Edoardo Austoni, primario urologo dellospedale San Giuseppe-Milanocuore di Milano e presidente del congresso Sia - bisogna distinguere la chirurgia ricostruttiva del pene sottodimensionato, un traguardo importante per la salute del malato, e la chirurgia dei lestofanti: quelli che intervengono per estetica e danneggiano il paziente.
Fonte: Opa/Adnkronos Salute

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