2 italiani su 3 hanno problemi sessuali
Due italiani su tre, tra i 20 e i 40 anni, hanno problemi sessuali . La meta' va dall'andrologo perché ha dubbi sulle dimensioni del pene; il resto fa i conti con eiaculazione precoce, deficit erettile, mancanza di libido e infertilita'. Quello che emerge dal III Congresso Nazionale "Progressi in Andrologia", che si tiene a Villa San Giovanni fa cadere in picchiata il mito dell'italiano campione di sesso come al contrario si diceva fino a qualche anno fa."Sono sempre piu' numerosi i pazienti che si rivolgono a noi perché ossessionati dalla dimensione del pene", afferma il professor Andrea Ledda, andrologo e direttore scientifico del congresso."Sono giovani, tra i 20 e i 40 anni, di cultura media, molti studenti, con alle spalle una sfilza di storie finite con giovani donne - osserva - Tutti alla ricerca della risoluzione del grande problema che li assilla: la lunghezza inadeguata, secondo loro, del proprio pene. Ma nell'80% dei casi le dimensioni rientrano nella norma. Questi giovani uomini arrivano con stampate in testa le misure accuratamente prese e spesso con esempi di altre lunghezze avute da qualche amico per un confronto. Numerosi soffrono di eiaculazione precoce, hanno problemi di erezione e erroneamente imputano questi disturbi proprio alla dimensione del loro organo sessuale e pensano di non saper fare sesso". "Responsabile diretta di questo sentirsi inadeguati e di quanto ne consegue - sostiene Ledda - e' la pornografia sempre piu' diffusa. La visione di film hard e la frequentazione di siti porno, diffusissima, sviluppano nei giovani uomini la convinzione che il sesso sia solo penetrazione, e molto aggressiva, con prestazioni tali da parte del maschio che sono pero' possibili solo con attori dopati di testosterone e simili. Ma il sesso, in un normale rapporto di coppia, non e' quello dei film e del web. E da qui comincia la depressione da insoddisfazione sessuale: il maschio si scopre diverso da certi modelli e si sente inadeguato." In aumento il numero di pazienti che accusano un deficit erettile. "Questo fenomeno - spiega il dottor Nicola Ilacqua, presidente del congresso - e' collegato al diffondersi di errate abitudini di vita, alimentazione ipercalorica, sedentarieta', tabagismo, con una conseguente crescita epidemiologica dei casi di diabete, dislipidemia, ipertensione arteriosa, cardiopatie, che costituiscono il fattore predisponente ad ammalarsi di deficit erettile. Sono sempre piu' numerosi i pazienti con deficit erettile che si rivolgono ai centri andrologici pubblici per farsi curare.Purtroppo questi centri pubblici sono ancora pochi e mal distribuiti sul territorio".Fonte: Ansa


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