01 marzo 2006

Anna Oxa tonfo sanremese del Pagliaccio Azzurro

Indubbiamente coraggiosa Anna Oxa per le scelte fatte in merito al 56° Festival della canzone italiana a Sanremo; un brano che già dal titolo lascia presagire qualcosa di forte: "processo a me stessa". Schiva, cupa e solitaria non appare da nessuna parte nei giorni antecedenti al festival nè rilascia dichiarazioni o interviste. Appare così solo all'ultimo cioè all' inizio del festival alla sua prima esibizione. Liftata e tirata, quasi nipponica e accentuata ancora di più dal trucco, sfoggia un apparente look sobrio al limite della Drag Queen, a metà fra la "Madonna" di "Frozen" e lo spirito della bambina senza pace di "The ring" con al suo seguito un ancor più nero coro lirico maschile di Tirana. E questo è solo l'inizio (che avviene tra l'altro al buio più completo del palco). Il testo della canzone letto da un foglio (ma almeno Patty Pravo usa il sempre comodo leggio) per un brano incomprensibile. Dalla sua voce ora cupissima, ora in falsetto, non si capisce una frase di senso compiuto. Dove va a parare Anna Oxa? Cos'è che dovremmo capire e non capiamo della sua performance? Un ritorno alla provocazione dei tempi di "Pagliaccio azzurro" o qualcosa di troppo culturale da infilare nel dopocena delle famiglie italiane? Lo scopriremo ascoltando e riascoltando e riascoltando il brano di Anna Oxa. Dal disco e col testo in mano.