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Il
titolo del disco è esplicito: Mina è l'allieva, Frank Sinatra il
maestro. E l'idea grafica del libretto lo ribadisce, con il bric-a'-brac
di oggettistica scolastica (fogli di quaderno, pennini, temperini,
gomme per cancellare) e foto inedite di Mina messo insieme da Mauro
Balletti, che firma anche la copertina del nuovo cd della tigre di
Cremona. La cover si presenta con un'immagine della cantante
lombarda appena ragazzina davanti a una lavagna da aula scolastica.
''L'allieva Mina'' è un disco realizzato con estremo rispetto per
colui che della signora Mazzini è stato l'idolo, per quanto
concerne il modo di cantare le ballate: Frank Sinatra. Lei ha voluto
realizzarlo andando contro certe convenzioni discografiche,
scegliendo dal repertorio di Sinatra le canzoni che più le
piacciono, registrandole in diretta in studio con i musicisti, e con
grande divertimento.
Lo testimonia la traccia video (compatibile con tutti i sistemi
operativi, e visibile su computer) di ''Blue moon'', inclusa nella
prima edizione a tiratura limitata del cd: che documenta una take
della canzone (diversa da quella contenuta nel disco) che Mina
esegue seduta al banco del mixer, cantando appunto in diretta e
addirittura dirigendo i suoi bravissimi musicisti:''alla fine di
questa mi venite giù di un tono'', ''ancora giù di un altro tono''.
E i musicisti di Mina, Alfredo Golino alla batteria, Massimo
Moriconi al contrabbasso, Danilo Rea al piano e Fender, Andrea
Braido alle chitarre - vanno dietro a Mina come si faceva una volta,
''quando i cantanti sapevano cantare'' sottolinea con orgoglio il
produttore dell'album, Massimiliano Pani, stando attenti alle sue
indicazioni, seguendola con attenzione nelle sue spontanee scelte
interpretative.
Tutti i brani dell'album sono stati realizzati così, con il
quartetto jazz e la voce della solista registrati live, ad eccezione
dei tre ('April in Paris', 'Only the lonely' e 'Laura'), che sono
stati arrangiati per orchestra e diretti da un altro grande maestro:
Gianni Ferrio. Delle 14 canzoni incluse nel Cd, scritte dal 1932 (''April
in Paris'') al 1967 (''My way''), e incise da Sinatra fra il 1945
(''These foolish things'') e il 1968 (ancora ''My way''), Mina ne
aveva già registrate in passato solo quattro: ''The nearness of
you'' e ''Angel eyes'' (nell'album ''Mina 1964''), ''Strangers in
the night'' (nell'album ''Catene'', 1984) e ''Dindi'' (come retro
del singolo ''Que no, que no'', nel 1963).
A proposito di ''Dindi'', una curiosità: Mina l'ha incisa prima che
lo facesse Frank Sinatra, la cui versione è del 1967. La selezione
delle canzoni da includere in ''L'allieva'' è stata fatta con il
cuore: ''a memoria'', scegliendo i brani che Mina ricorda di avere
più amati, e che ripropone qui cantando senza alcuna concessione
all'effetto ma con una compostezza. Frank Sinatra a sua volta non
nascose il suo rispetto e la sua ammirazione per Mina: sul finire
degli anni Sessanta, 'the voice' aveva deciso di scegliersi
un'erede, un'artista di lingua italiana alla quale consegnare
idealmente il proprio testimone. E aveva scelto Mina. L'offerta
prevedeva addirittura una serie di concerti in coppia, al termine
dei quali Sinatra avrebbe detto addio alle scene. Fu consegnata al
padre di Mina da un signore inviato personalmente da Sinatra, Joe
Adonis, il quale dettò le condizioni del contratto, che prevedeva
un'esclusiva, e descrisse minuziosamente i termini della proposta.
Mina andò negli Stati Uniti, tenne alcuni concerti, e si spaventò,
perché si rese conto che la macchina dello show business americano
era enorme, e assai più minacciosa e divorante, rispetto a quella
dell'industria musicale italiana. Tornata a casa, Mina s'ammalò:
Adonis venne di nuovo in Italia, a Roma, constatò che la malattia
non era diplomatica ma reale, e rinunciò al contratto. |