Di Sergio Lo Giudice
Mario
Venuti, musicista e cantante pop dalle esperienze versatili, è nato
a Siracusa nel 1963. Nel 1982 forma a Catania i Denovo, una delle
band più significative del panorama italiano degli anni '80,
autrice, grazie anche ai brani firmati dallo stesso Venuti, di
un'interessante miscela di pop e sonorità mediterranee. Il gruppo
si classifica secondo, dietro ai Litfiba , al
Festival Rock Italiano di Bologna del 1982 , scrive alcune
canzoni memorabili (come "Niente insetti su Wilma" e
"Se tengo il passo", giusto per citarne due firmate da
Mario), fino ad approdare a Sanremo nel 1988 con il brano "Ma
che idea" prima di sciogliersi nel 1990. Da allora Mario Venuti
ha proseguito in proprio la propria attività di autore di canzoni,
realizzando tre nuovi album
e collaborando con altri artisti fra cui
Carmen Consoli, con la quale scrive
"La semplicità" e "Amore di plastica"
pubblicate nel primo album della cantante. Con Carmen Consoli ha
inciso anche "Mai come ieri", contenuta nell'omonimo album
di Venuti del 1998. Ma Mario Venuti è anche un musicista che non si
tira indietro di fronte ad un impegno sociale, soprattutto quando si
tratta di diritti civili. Ha partecipato al concerto del Gay &
Lesbian Pride nazionale di Bologna, nel 1995 e a quello di Roma nel
1997. Di fronte alle polemiche sul World Pride Roma 2000 non poteva
certo restarsene zitto.
Allora,
Mario. Cosa ne pensi di questa bufera sulla manifestazione dell'8
luglio? Che e' riuscita a
risvegliare l'orgoglio anche in chi
non sentiva la necessità di sbandierare la propria identità
sessuale. Io, da omosessuale, non mi sento un "artista
omosessuale", non vorrei distrarre l'attenzione dal mio lavoro
artistico per mettere in primo piano la mia sessualità. Vivo a
Catania col mio compagno, tutti quelli che mi conoscono sanno che
sono gay. Vivo la mia vita con discrezione, perche' questa e' la mia
indole, ma di fronte a
questi attacchi non si puo' rimanere in silenzio.
Dirsi
gay acquista, in questa
situazione, un significato politico, di reazione... Infatti.
Molti non sentirebbero la necessità di manifestare il proprio
orientamento sessuale, preferiscono viverlo serenamente nei propri
spazi privati. D'altra parte, il vero orgoglio gay e' quello che si
riesce a tirare fuori giorno per giorno, rispondendo alle situazioni
che ti si presentano di fronte nella vita quotidiana. Il mondo della
musica rock e pop italiana non e' rimasto in silenzio: da Jovanotti
a Piero Pelù, dai 99 Posse a Caterina Caselli, da Loredana Bertè a
Patty Pravo sono fioccate le adesioni e le prese di posizione.
Sta
forse nascendo una nuova stagione di impegno sociale e civile dei
musicisti italiani? Direi
che, per fortuna, non
si e' mai spenta del tutto. Il mondo del rock e' lo specchio delle
contraddizioni della società. Per un verso e' edonista, vanesio,
frivolo, per un altro è pensoso, riflessivo, attento alle
problematiche sociali. Questa sua vena civile, dagli anni '70 in poi
non si e' mai spenta del tutto. Comunque, e' vero che i musicisti
possono avere un particolare ascendente sull'opinione pubblica,
e per cio' sono importanti le loro prese di posizione, ma
bisogna anche evitare meccanismi di delega che rischiano di essere
controproducenti. Per quanto mi riguarda, cerco di impegnarmi su
quei temi a cui mi sento piu' sensibile. Per esempio, mi capita di
frequente di fare gratuitamente concerti per la LILA. |