12 agosto 2007

Ecco il pornaoke: per sentirsi un po' pornostar

C’ era una volta Rosario Fiorello, che girava l’Italia facendo cantare signore e signorine, nonne e nipoti. Era il karaoke: un microfono, le parole in sovra-impressione sul monitor e la base musicale ad accompagnare sbilenche interpretazioni di successi pop. Arrivato dal Giappone, il karaoke è passato in tv e ora diverte giovani e meno giovani in locali sparsi qua e là. Il pornaoke è altrettanto divertente e, sicuro, più stimolante. Funziona esattamente come il suo antenato: sullo schermo, al posto di un qualsiasi tormentone canoro, le immagini di un classico del cinema a luci rosse. Chi partecipa al gioco non deve far altro che doppiare la stella hard di turno. Porno più karaoke uguale pornaoke, semplice: dalle canzoni di Eros Ramazzotti a tutt’altro eros. Una donna può prestare la propria voce e i propri gemiti al villoso Ron Geremy e un uomo può, perché no, fare la stessa identica cosa con la mitica Moana Pozzi. Qualcosa si era già visto al Misex del 2005, ma giovedì 2 agosto scorso il Drodesera fies – rassegna di teatro, danza e performance a Trento – ha dedicato un’intera serata al “The travelling porno karaoke show”.Lo spettacolo è curato da Gaia Novati e Tatiana Bazzichelli, ideatrici del festival di porno indipendente Cum2Cut che hanno ufficialmente importato il pornaoke, dal Pornofilmfestival di Berlino – padrino dell’evento nel 2006 - alla manifestazione trentina. Le due ragazze hanno spiegato lo spirito dello show sulle pagine di Queer, allegato settimanale di Liberazione. “Siamo interessati a un tipo di pornografia non meramente commerciale, attenta alle diverse espressioni della sessualità”. Fondamentale la dimensione ludica: “Attraverso il gioco, che in ogni karaoke è il principale attore dello spettacolo, le immagini perdono la loro patinata e distante sessualità e, grazie all’intervento degli attori/spettatori riacquistano nuova forza dando vita a immaginari alternativi”. Paese che vai, porno karaoke che trovi: “La selezione delle clip pornografiche tiene presente del contesto culturale locale e la specifica zona geografica in cui avviene l’evento”. Da “Gola profonda” a “Cicciolina e Moana ai Mondiali” quindi: esibizioni singole, in coppia, di gruppo… Chiunque può amare John Holmes o possedere Ilona Staler, con il pornaoke siamo tutti pornostar. Fonte: Affari Italiani

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