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La rubrica di Genny sul mensile Pride. Opinioni e divagazioni di una grande nullafacente! Gli articoli più recenti e quelli in archivio. 
Gay in affitto               di Genny Random

Se non ti càpita, non sai cosa significa cercare una casa in affitto ai giorni nostri.Un appartamento, una mansarda, un monolocale, anche un buco in periferia… ti accontenti di tutto e a qualunque prezzo solo poter tornare dal lavoro la sera e gustarti le meritate otto ore di sonno. Se poi sei gay, la ricerca di una casa necessita di alcuni accorgimenti supplementari. Ecco allora un piccolo, subdolo, delirante ma vero vademecum “politically scorrect” del gay in cerca di affitto. È scritto al maschile ma vale per tutte. Prendi casa da solo. Dividere casa con qualcuno è bello e fa molto “Friends” ma la tua vita non è un telefilm. Se pensi di dividerla con il tuo lui può al contrario diventare una telenovela: chi va via e da dove in caso di litigio? E una volta separato in casa, sei poi disposto a vedere il tuo ex entrare ed uscire con la sua nuova fiamma dalla tua mezza porta della tua mezza casa? Fissa un appuntamento telefonico e presentati in agenzia immobiliare in giacca e cravatta (tailleur per le signore). Anche se lavori al minimo salariale e pure in nero, l’immagine è importante e ovviamente hai soldi da spendere. Chi affitta appartamenti vive nel terrore di infilarsi in casa gente che poi d’improvviso smette di pagare e la libera solo dopo anni di procedure legali. I centri storici poi sono pieni di miniappartamenti a due milioni al mese con sei posti letto e sette operai dentro, così come sulle coste italiane si stendono chilometri di graziose villettine abitate solo due mesi l’anno: luglio e agosto. Tra tutte queste offerte c’è la tua casa. Trovala. Sii vago ma loquace nel presentarti; fingi, menti, recita. Devi dare buona impressione all’agente immobiliare che a sua volta la deve riportare al padrone di casa. L’idea di sapere tutto di te li tranquillizza anche se sono tutte balle. Ricorda: per quanto tu possa essere semplicemente te stesso c’è sempre qualcuno che riesce ad avere l’appartamento per un sorriso, un lavoro migliore o un figlio in più di te. Non parlare mai di feste o pareti da bucare, animali esotici o biciclette sul pianerottolo in quanto anche se paghi l’affitto e quindi puoi farci quel che vuoi, stai per entrare nell’unica e preziosa seconda casa che un giorno restituirai ai figli di altri, e che quel giorno dovrai riconsegnare integra. Se l’appartamento è ammobiliato non ci pensare proprio di spostare i mobili: i proprietari vivono col terrore che tu possa rovinare la camera da letto di mammà in radica di noce tarlata tentando di sostituirla con un moderno truciolare laccato dell’Ikea. Visita il probabile nido in compagnia di qualcuno di sesso verosimilmente opposto al tuo ma che stia al gioco; praticamente una comparsa. Penseranno che siete una coppia di fidanzatini etero. I proprietari di appartamento adorano le coppiette etero in cerca del nido d’amore; al momento della decisione le prediligono su tutto il resto. Eppoi, per logica, se si vive in due ci si aiuta e l’affitto si paga comunque. Tutto coincide. Una volta firmato il contratto a tuo nome, sarai libero di sfogare la tua omosessualità sul marmo di un “quattro anni più quattro tacitamente rinnovabile”! Eppoi, in un secondo momento potrai dire che è venuto a vivere con te un collega di lavoro tanto bravo e tanto gentile; lo spazio c’è dacché la tua ragazza ti ha lasciato… Altra regola d’oro; mai prendere un appartamento se al piano di sotto ci abitano i proprietari e possibilmente sceglierlo isolato e… lontano dai vicini (scusa il gioco di parole). Ti spìano e ti condizionano. Anche se sono discreti e rispettosi sentono i gemiti notturni baritonali provenienti dalla tua camera da letto. Questo significa che pur di non vedere le loro facce espressive della mattina dopo, finisci per azzittire i tuoi amanti ad ogni gemito o col farli entrare e uscire dalla finestra del bagno come diversivo per non destare sospetti. Se puoi, compra ma non fare il mutuo. Finiresti col sacrificare il sabato in disco per pagare le rate o col mortificare quei piccoli piaceri della vita tanto cari a te e alla tua compagnia di amici gay. Qualcuno ti dice che comprare casa è giusto; un giovane gay deve pensare sin d’ora al suo futuro di vecchio triste e solo. Una casa propria, in cui aspettare di morire, fa comodo. Tuttavia, con le leggi attuali la erediterebbero solo quei tuoi parenti stronzi che non vedi da taaanto tempo, o al massimo il Comune. Fai tu. Come? Dove vivo io? In una roulotte con giardino. La mia roulotte.

Su gentile concessione Pride Edizioni

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