Le elezioni di
Mister Gay sono un po’ come il Natale; arrivano inesorabili
ogni anno e non sai mai cosa ti aspetta sotto l’albero. E poi
si adattano ovunque come Babbo Natale; alle Hawaii sul surf, nei
ghetti di Calcutta o in Kenya su una slitta trainata da
elefanti. Quella delle elezioni del gay più bello, bravo,
intelligente, dotato, orgogliosamente gay (e gli aggettivi si
sprecano) è una realtà consolidata ormai non solo in Italia ma
anche nel resto dell’Europa e del mondo. La manifestazione si
è espansa sempre più fino a raggiungere la sua gerarchia
planetaria; dalle selezioni regionali alle universali passando
per discoteche, pride, saune e teatri. E allora facciamoci un
giro per l’Europa a spulciare, tra scettri e coroncine,
notizie sui nuovi rappresentanti del mondo gay e le loro
elezioni.
A
che serve?
Dipende. Essere mister gay vuol dire sicuramente essere
belloccio ma anche abbastanza intelligente da coniugare i verbi
davanti a un microfono e saperne abbastanza sulla realtà gay
del proprio paese. Per la comunità GLBT (quando c’è e si
comporta da tale), il Mister gay è una “istituzione” forse
frivola ma di buon impatto e visibilità per il resto della
società. Francamente, di tutti i mister eletti in Italia solo
Salvatore Inguì (1997, il primo!) ricordo abbia raggiunto tale
scopo mettendosi in gioco più volte per ottenere dei risultati.
I suoi successori al contrario sembrano aver ricevuto una fascia
con su scritto “Embè?”; oltre al comunicato stampa “del
giorno dopo”, a fatica sono ospiti di locali gay, per non
parlare della TV che se non hanno lo scandalo in famiglia non li
vuole. Forse dipende dalla famosa comunità GLBT italiana che
non gradisce la rappresentanza di questi futili pupazzetti
mutandati, o forse dagli sponsor che non sono mai abbastanza per
santificare manifestazioni del genere. O magari è colpa di chi
gli mette la corona di cartone e la fascia scritta a pennarello
e non ne accompagna l’evoluzione. Certo, all’estero non è
rose e fiori ma almeno c’è più partecipazione e orgoglio in
merito. A cominciare dalle piccole cose, ad esempio, uno
straccio di servizio fotografico fatto per bene.
Saranno
famosi. Già, si comincia dalle foto. Prima o poi
alle selezioni qualcuno fotografa il Mister Gay di turno,
che sia per un’agenzia viaggi, una bevanda, un fotografo
emergente o un sito internet. In Inghilterra le selezioni del
Mister nazionale durano praticamente un anno; al setaccio
regione dopo regione e locale dopo locale con tanto di foto dei
candidati per la finalissima da votare già su sito (http://mrgayuk.co.uk).
Tra i premi in palio ci sono proprio dei servizi fotografici. Io
ho scaricato nella sezione download lo sfondo per il computer di
un certo Daniel Roberts, niente male! In ogni caso almeno i
vincitori vengono trattenuti per il set fotografico del giorno
dopo da distribuire alla stampa.
Non ho
l’età. Proprio
spulciando tra le foto ho notato che gli inglesi eleggono
concorrenti appena ventenni. O forse sono i concorrenti che si
presentano sempre più giovani? Mah! Anche i Mister di Paesi
Bassi, Polonia, Svezia e Scandinavia quest’anno sono appena
ventenni anzi, il più piccolo di queste europee è Mister Gay
Germania 2004, 19 anni, tale Suat Bahceci. Il piccino tra
spinning danza e piscina è venuto su alquanto in fretta e gode
di ottima salute. Ma anche il nuovo Mister Gay Europa (www.mrgayeurope.com)
è giovanissimo; David Thorkildsen dalla Norvegia (hops! le
finali si sono tenute proprio in Norvegia, ma che coincidenza..)
ha venti anni, fa la commessa in un negozio ed è amante della
kick boxe. Vi dico solo che lo hanno incoronato con pelliccia,
corna vichinghe e un mazzo di orchidee gialle. Manco Vivienne
Westwood avrebbe osato tanto!
Tu chi
rappresenti? E a
proposito di osare, vi ricordate in Italia il 1996? Era l’anno
di Denny Mendez, prima Miss di colore nella storia del Concorso.
Fu un mezzo scandalo. Beh, le selezioni di Mister Gay in Europa
a confronto farebbero scollare il lifting di patron Mirigliani
superando etnie, religioni e paesi d’origine. Se l’anno
scorso il più bello in Germania si chiamava Suat, quest’anno
si chiama Ibrahim ed è un gran bel pezzo di gnoccone (www.mrgay2005.de) e nessuno dei due ha cognome
tipico tedesco. Ma il premio “Mister Padania” potremmo darlo
a tale Hugues
Maxime; il più “anziano” alle europee di quest’anno, 37
anni, nero che più nero non si può e per giunta in
rappresentanza della bionda e slavata Danimarca. Bèccati sto
Pa-Danese! Se però volete rappresentanze più classiche, allora
ci vuole Mister Gay Mediterraneo che nel pieno delle aspettative
è moro, occhi neri , robusto e pure sardo, eletto a giugno a
Mykonos (www.mr.gaygreece.gr).
Un occhio di riguardo va all’Europa dell’est come Russia,
Lettonia, Ungheria, Estonia, eccetera che, seppur con una debole
comunità gay in crescita, dimostrano ottimo gusto, encomiabili
doti organizzative e voglia di esserci. Al contrario Francia,
Spagna e Portogallo se ne fregano altamente; pare non eleggano
rappresentanti nazionali. Mah!
Che
ce tocca fa’ pe’ partecipà!
Per partecipare bisogna ovviamente viaggiare spesso e manco
a dirlo i premi in palio sono dei viaggi. Ossia, se passi le
regionali vai alle nazionali, poi alle europee e poi a Mister
Gay Universo. Se poi ad ogni selezione vinci un viaggio (o anche
due) quando ci torni a casa? Tutto
spesato, magari in camera d’albergo si sta anche in tre, fra
concorrenti, e se l’hotel ha anche la piscina allora è
proprio vacanza! Bisogna tuttavia concentrarsi e trovare quel
qualcosa che colpisca la giuria al momento giusto;
l’esibizione o il curriculum. Cantare “Sweet transvestite”
in bustino e giarrettiere o, come alle selezioni in Lettonia www.xxl.lv,
ballare sulle punte col tutu bianco o ancora suonare il violino
in abito da sera. Tranquilli; il classico strip-tease non è
mancato neanche lì. Poi c’è Mister gay Grecia che nel
curriculum sfoggia la maratona di Londra di 42 chilometri per
beneficenza. Tu non lo voteresti?
L’evento?
Nazione che vai, staff che trovi.
Oltre all’immancabile patron-padrone in prima fila, ci sono il
presentatore e la drag presentatrice (che malgrado l’apparenza
baraccona sanno i gerundi e sono pure poliglotti), un tecnico
audio/luci puntuale con le pile dei microfoni sempre cariche,
una truccatrice isterica ma capace e un coreografo con la
laringite che cerca di coordinare la mandria di bisontini
distratti; alla finale in Grecia quest’anno i ragazzi aprivano
la serata in toga da antico greco e corona d’alloro in testa,
armeggiando suggestive fiaccole dallo stoppino difettoso; La
prima fila era terrorizzata all’idea di ardere, certe facce!
Per Mister Gay Europa invece c’era una vera sala di danza per
le prove con specchi e sbarra per la danza classica ma niente
Flashdance; tutti serissimi in fila per due col resto di uno.
Giuria e pubblico invece sono uguali ovunque; gente più o meno
nota del mondo gay che conta, riconta e ancora conta il
punteggio dei concorrenti in gara mentre dalla platea l’ex
dell’ex dell’ ex del numero 9 fischia e rifischia per farlo
arrivare ultimo alle votazioni del pubblico.Per
chi volesse vivere prossimamente tutte queste emozioni
all’estero, due appuntamenti importanti; il prossimo Mister
gay Europa nel Luglio 2006 a Budapest in Ungheria e, dopo le
recenti europee, Mister Gay Universo nell’ottobre 2005 a Palm
Springs in California. Poi si ricomincia daccapo.