07 maggio 2008

news 7 maggio

A MARIA ORNELLA SERPA CHE CI HA
LASCIATO IN SILENZIO E CHE DAL SILENZIO HA COMBATTUTO
"come un albero maestoso le tue "anche nella notte più buia
radici sono in me……" il tuo ricordo sarà luce…" "La tua vita come un fiore di
loto è sbocciata nel pantano silenzioso…..Come un fiore di Loto ci
donasti a tutti coraggio, sorrisi e dignità….. Con dignità hai vissuto
fino all'ultimo tuo istante…. Nel silenzio e nel dolore ci hai
lasciato……. Il tuo sguardo è impresso in ognuno di noi e mai si
cancellerà la sua memoria…..Il tuo esempio di forza e di grandezza c'
insegna quanto si necessaria la libertà……Grazie Ornella, per sempre sarai nei nostri cuori"
GAYA CsF
(lo staff e gli amici)

ALEMANNO E IL GAY PRIDE
Apprendiamo da un'intervista rilasciata oggi dal neo
sindaco di Roma Giovanni Alemanno cosa egli pensa del Gay Pride. Egli
afferma infatti di ritenerlo una forma aggressiva di manifestare il
proprio modo di essere ed è quindi contrario ad un evento di questo
tipo che, secondo lui, è una forma di esibizionismo sessuale tout
court. Il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore del
RomaPride dal 1994, aiuta il Sindaco a conoscere una realtà che egli
evidentemente non conosce affatto. Da sempre il Gay Pride non è mai
stato e non sarà mai una mera "ostentazione sessuale". Si tratta invece
di un momento di richiesta di diritti negati alle persone gay,
lesbiche, bisessuali e transgender, di un corteo pacifico, gioioso,
colorato e allegro e di rivendicazione politica al quale partecipano,
ogni anno di più, centinaia di migliaia di persone, quindi esattamente
tutto il contrario dei concetti di aggressione e ostentazione. Anche
quest'anno, il 7 giugno, il RomaPride sarà un corteo di civile
partecipazione che darà valore e risalto ai temi della libertà, della
laicità e della pari dignità per tutti i cittadini. Inoltre di un Gay
Pride non si discute in Consiglio comunale, in quanto esiste la libertà
di manifestare. Tutt'al più se ne possono discutere delle modalità
tecniche ed il patrocinio, che normalmente è oggetto dell'attività del
Sindaco e/o degli Assessori. Con le sua parole, probabilmente il
sindaco Alemanno dimostra che è in attesa di tale richiesta, che gli
sarà prontamente formulata.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 348/7708437

MATRIMONIO LESBICO IN OSPIZIO
Ruth Pogson, 83 anni, and Beth Aime, 79, si sono sposate ieri
davanti ad un piccolo gruppo di parenti e amici in un ospizio, la St.
Jude's Anglican Nursing Home di Vancouver, in Canada, dove vivono
attualmente. Sono entrambe due pretesse anglicane in pensione, e stanno
insieme dal 1995. Volevano sposarsi in chiesa, ma non è stato
possibile. E adesso hanno scelto il matrimonio civile, che è consentito
in Canada anche tra due persone dello stesso sesso, "per rendere legale
la realtà della nostra unione". Ruth, che è costretta su una sedia a
rotelle, ha detto: "Nella chiesa, il rituale è importante come i riti
di passaggio. E questo per noi è un rito di passaggio. E' una stagione
di vita interamente nuova. Cambia tutto". Beth non si arrende, vuole
sposarsi anche in chiesa. Dice che il parroco della diocesi di New
Westminster le ha promesso di chiedere l'autorizzazione al vescovo. Il
parroco, Peter Elliott, era presente alla cerimonia civile nell'ospizio
e ha dichiarato: "Sono felice che si siano sposate. Sono felice che
abbiano trovato felicità l'una nell'altra". Lo "scisma" sulla questione
lgbt, nella chiesa anglicana, non è teorico o dottrinale: passa
attraverso concrete scelte e situazioni di vita, passa anche attraverso
Ruth e Beth. E quest'ultima ha detto ai suoi invitati nuziali: "Il
motivo per cui siamo qui riguarda la giustizia e riguarda il fatto di
trasformare una comunità in una comunità inclusiva invece di esserne
sempre ai margini. Siamo qui per la speranza di cambiare questo mondo
in un mondo in cui siamo tutti uguali". Ha ricordato che lei e Ruth si
sentono già sposate davanti a dio, e che questa non è la prima volta
che si sono scambiate i voti: quindici anni fa, hanno tenuto "un
piccolo servizio nostro" in una chiesa sul Lago Huron. Il loro viaggio
insieme non è stato facile: Beth si è sentita depressa e rifiutata
negli ultimi cinque anni, perché a causa del suo rapporto con Ruth le è
stato impedito di partecipare alle cerimonie religiose: "E' stata dura.
Eravamo due sacerdote chiuse fuori dalla chiesa". Ma i brutti ricordi
adesso sono alle spalle. Non è mai troppo tardi per essere due lesbiche
felici.

IL MOVIMENTO GLBT DOPO LE ELEZIONI
Il movimento Lgbt dovrà interrogarsi in queste ore a Bologna e dovrà dare dei chiari segnali di
scelta e d'indirizzo politico a tutto il movimento popolare nato dal
Roma Pride 07. Dopo il risultato elettore al Parlamento 2008 e dopo il
grave atto subito di compagni e dalle compagne del circolo di Cultura
omosessuale di Roma Mario Mieli questa diventa sempre più necessaria e
sentita. Il clima generale e che noi respiriamo nel Paese è molto
pesante nei confronti non solo delle solite minoranze (omosessuali e
Rrom) ma anche nei confronti di tutt@ quegli amministratori locali che
hanno sostenuto con forza e determinazione, politiche sociali volte all'
inclusione e al superamento delle diffidenze tra i popoli. Siamo
consapevoli, aggiunge CARLO CREMONA ( pres.Associazione i Ken) che il
percorso che abbiamo dinnanzi sarà certamente lungo e faticoso, come
sappiamo ed immaginiamo che, non saranno pochi gli ostacoli che si
frapporranno alla realizzazione dei nostri sogni. Noi non smettiamo di
sognare! Non ci siamo mai avviliti, nella nostra condizione di
minoranza non ascoltata c'é la nostra forza e certamente non cesseremo
di portare avanti le nostre iniziative o le nostre attività anche ora
che al Parlamento siede uno schieramento di centro e di destra e che
all'opposizione c'è un centro democratico. A questa leadership
rinnoviamo le stesse richieste che anni fa avevamo rivolto al
precedente Governo, con la medesima speranza ossia che si possano
riconoscere a tutti i cittadini pari dignità e reale uguaglianza di
trattamento. Riteniamo questa dei requisiti di libertà e di ragione
derivanti non solo dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
ma anche dei requisiti indispensabili e sanciti dalla nostra
Costituzione un luogo politico ancora vivo e vegeto. Chiediamo a tutte
le Istituzioni democratiche Parlamentari e locali, a tutte le
associazioni ed i sindacati, ai partiti politici ed ai singoli
cittadini e cittadine di non abbandonare le vittime del fascismo e del
terrorismo politico a se stessi. Esprimiamo solidarietà politica ma
anche disponibilità ai compagn@ del circolo Mario Mieli ritenendo tutti
i volontari delle associazioni LGT ( in particolare) degli eroi post
moderni che a prescindere da tutto e da tutti continuano il loro
prezioso lavoro sociale con la medesima speranza e con uk medesimo
impegno civile. Personalmente all'amica Rossana Praitano, a nome di
tutti gli amici di i Ken e di Napoli e del coordinamento GLT Campano (
Arcilesbica Napoli e M.I.T.) esprimo il nostro caloroso abbraccio
augurandoci un mondo sempre migliore e meno popolato di stupidità e di
violenza.
Ufficio stampa i Ken
Via Toledo 210
80132 – Napoli
Carlo Cremona
3923887147
tel fax 0815519653


MANIFESTO UFFICIALE DELLA
DESTRA RADICALE ITALIANA
(Come la Destra radicale si organizza socialmente nel nostro paese)
PROCLAMI E DELIRI VARI
Fratelli , Amici ! Un vecchio spettro si aggira per il mondo civile e le società
evolute moderne : la nuova destra ! La vera destra che si occupa
di organizzare le idee della politica non ha classi o categorie
privilegiate di riferimento che si fronteggiano in maniera evidente o
latente ; essa considera la società un corpo unico il cui nucleo
fondante le società, sono le famiglie che le popolano in un
dato territorio, avendo esse in comune la cultura , la lingua ,la
storia , le tradizioni ,la religione unica .La storia dei popoli della
terra non è una storia di lotta tra classi sociali, tra ricchi e
poveri, tra oppressi e oppressori,tra borghesi e capitalisti ! La
storia politica dell'uomo non deriva dall' evoluzione astratta e
individuale di una scimmia che diventa umanoide e bisogna bloccare a
tutti i costi nei suoi istinti animaleschi con l'idea ugualitaria . La
storia politica dell'uomo iniziò quando un gruppo di famiglie in un
dato territorio si coalizzarono per meglio governarsi e difendersi . La
storia umana delle società civili organizzate politicamente, sia che si
analizzi civiltà primordiali , sia che si osservi società moderne, non
è mai stata una storia di classi in lotta tra loro, una guerra
latente tra oppressi ed oppressori , tra ricchi e poveri , piuttosto
si sono avute situazioni di ingiustizia nell'ambito sociale . In
queste società, invece, a un certo punto del loro grado di convivenza
e sviluppo,sia per influenze economiche ambientali sfavorevoli , sia
per questioni ideologiche alogene , sia per conflitti con altre società
organizzate, si è creato quasi sempre un livello di ingiustizia tra
i vari nuclei e ordini sociali, tanto da determinare condizioni
favorevoli a immani conflitti e guerre fratricide, interne ed esterne
,tra gruppi di membri in condizioni economiche opposte . Spesso si è
trattato di una degenerazione interna e sociale provocata dalla
perdita di valori morali a livello individuale che hanno portato ad
una rapida autodistruzione ,a una disgregazione famigliare , all'
anarchia sociale ,determinando condizioni di ingovernabilità e somma
ingiustizia dove gli squilibri nei rapporti di lavoro provocati dalla
nuova tecnica, è stata la miscela di nuove guerre, egoismi e conflitti
che hanno portato a ingiustizie sociali e salariali di tipo
economico. La conseguenza della perdita di valori all'interno di
numerose famiglie ha portato poi all'anarchia e alla lotta fra i
corpi sociali organizzati che sono come un mosaico unico in cui
non è possibile che le parti se ne distacchino in fazioni opposte
. La perdita della giustizia nel corpo sociale fu il risultato di
egoismi estesi basati sulla cattura di privilegi sociali, sulla sete
di potere famigliare o di clan , licenza nei costumi , invidia sociale ,
abbandono di valori della tradizione ,immoralità , libertà e autonomia
dai valori naturali della condizione umana legati a dei precisi
doveri morali dei singoli e delle famiglie . La nostra epoca non si
differenzia in nulla dalle altre epoche storiche se non per uno
sviluppo vertiginoso della tecnica che ha permesso l'acquisizione di
innumerevoli mezzi capaci di dare all'uomo infinite possibilità di
organizzazione e di venire incontro al costante aumento numerico
degli individui nelle società esistenti Offrendo così la possibilità
a tutti di migliorare lo sviluppo di vita con interscambi economici e
culturali . Tuttavia notiamo che la terra ha ancora moltissime aree
poco abitate e con una scarsa popolazione e come sia necessario che
sia popolata di più e in modo omogeneo, senza che determinati corpi
sociali, impadronendosi delle leve del governo mondiale , impongano
una loro libera morale autonoma rispetto al diritto naturale di tutte
le società umane esistenti . Già nella Cina ex comunista si
incominciano a notare gli effetti devastanti di una politica del
controllo selettivo delle nascite imposto alle famiglie ! Proprio
questa autonomia umana e politica nei confronti dei valori naturali,
è alla radice delle ingiustizie tra gli uomini e delle classi sociali
ancora oggi e porterà a uno sfacelo futuro se continuerà a essere
percorsa . La pecora nera che ha ribaltato e rivoluzionato popoli
interi creando squilibri e disordini mondiali non è stata una classe
particolare,quella borghese, sebbene molto attiva e trafficona, che
minacciava di volta in volta chi si frapponeva ai suoi traffici
commerciali . No ! La forza che ha capovolto interi sistemi sociali , è
stata una forza culturale che cercava l'autonomia morale e aveva solo
di riflesso l'obiettivo di mettere fine alle ingiustizie sociali !
Essa partiva da molto lontano proponendosi dapprima come nuova forza
morale e poi come forza rivoluzionaria per un nuovo ordine utopico
tutto terreno,basato sul calpestamento dei valori morali che solo l'
uomo possiede ! L 'obiettivo era consegnare tutto nelle mani di uno
stato assolutista e padrone della vita pubblica e privata dei cittadini
con la scusa ugualitarista . Ai piccoli padroni sostituire uno più
forte di tutti con il pugno di ferro e onnipotente. In una parola ,
dovunque, oggi, ha preso il potere l' autonomia morale dei singoli o
di uno stato onnipotente , hanno spezzato senza pietà tutti quei
vincoli che legavano i nuclei famigliari agli altri nuclei ,a un
sistema sociale , alle unione dei singoli tra di loro . In altre
parole, l'autonomia morale frutto dell' egoismo individuale , ha
modellato il mondo a sua immagine e somiglianza creando continui
bisogni e illusioni di una falsa libertà che diventava un fattore
disgregativo sociale . Gli eroi rivoluzionari e anarchici erano gli '
uomini liberi da impegni morali che avrebbero dovuto assicurare la
giustizia alle masse di oppressi e sottosviluppati nel campo sociale .
Ma un eroe che non ha impegni morali del tipo: "non rubare !" potrà
mai ergersi a guida di chi non deve rubare sul piano pubblico e sociale
? Così il proletariato non è quell'essere nuovo venuto da un altro
pianeta ; un essere incontaminato perché senza interessi e proprietà,
che ha solo bisogno di appropriarsi dei mezzi di produzione per godere
anche lui del paradiso economico del vecchio borghese . Il povero non
è altro se non il frutto di mille ingiustizie sociali dovute in parte a
se stesso, in parte al sistema sociale , in parte a condizioni
ereditarie avverse e non facilmente controllabili . Così quando un
individuo si ubriaca o si droga o delinque e non lavora , solo in
parte si può colpevolizzare il sistema sociale vigente , qualunque esso
sia . Anzi il sistema sociale deve farsi carico di assicurargli un
livello minimo di esistenza secondo la sua dignità umana ,ma non
giustificarlo nelle sue deviazioni morali che vanno punite senza
pietà e senza sconti di pena ! Abbiamo visto come gli ultimi
rivoluzionari chiamati comunisti ,in realtà non avevano solo l'
obiettivo si eliminare a loro modo le ingiustizie sociali evidenti in
determinati sistemi sociali per creare utopiche società di eguali ;
essi capivano che bisognava sempre rivolgersi contro l'autorità
deputata a garantire l'ordine e la sicurezza e lo sviluppo di tutti
perché questa garantiva sempre un certo sistema morale atto a impedire
a chiunque di delinquere . Essi, quindi, non solo hanno sempre
contestato il potere garante dell'ordine ,un potere naturale ,ma dopo
che lo hanno ottenuto , non hanno eliminato nessuna ingiustizia
prefissasi, se non facendo tabula rasa delle forze esistenti ; hanno
solo agito alla radice cercando di rovesciare il diritto naturale su
cui si basava ogni rapporto sociale degli esseri viventi sulla terra.
In questa opera di demolizione dei valori morali naturali nel campo
sociale in cui mascheravano il desiderio di una società più giusta,
di eguali, da attuare facendo tabula rasa delle altre classi , essi
hanno avuto come alleati, indiretti o diretti, gente cristiana e
anarchici ugualitaristi , con gli stessi obiettivi politici perché
questi volevano realizzare sul piano sociale quello che solo sul piano
della fede o religioso essi potevano ottenere . Il loro obiettivo
sociale non era il bene comune dei singoli e delle famiglie e
garantire lo sviluppo di tutti con la giustizia divina ; il loro
obiettivo era di ordine religioso-spirituale, quindi utopico , in cui
confondevano i valori del diritto naturale che presiede al bene comune
di uno stato , alle visioni evangeliche che doveva portare tutti all
'egualitarismo livellatore , credendo cosi di eliminare l'ingiustizia
sociale . Ma una dottrina di salvezza basata sul perdono individuale
non poteva diventare una dottrina sociale di giustizia ! Per fare
questo molti di essi arrivavano a rinnegare anche il Vecchio Testamento
! Quindi, nella distruzione di ogni ordine naturale essi avevano come
alleati e portaborse cristiani spirituali che proponevano il vangelo
sul piano sociale invece che come dottrina di salvezza dal peccato.
Molti di questi acquasantieri dell'egualitarismo, fautori di un
progressismo evoluzionista o naturalista della storia della salvezza ,
divennero Presidenti di Azione Cattolica,Presidi , Rettori di facoltà
teologiche e laiche , Cardinali, filosofi cristiani ,grandi umanisti ,
preti telepredicatori e pedagogisti ,pacifisti ecologisti , infine papi
! Così come nel medio evo molti di questi paladini dei poveri si
ribellavano alle varie ingiustizie sociali in nome di problemi
teologici, contestando l'autorità ecclesiastica che garantiva l'ordine
sociale , oggi chiedevano la rivoluzione in nome di false teorie
economiche che avevano come fine sempre utopie di stampo religiose.
Molte di queste utopie sono realizzabili solo a patto che si esca fuori
dalla società naturale o che la si stravolga con una rivoluzione che
non risolverà mai il problema della giustizia sociale in quanto sono
sbagliate le loro premesse . La famiglia infatti non è un retaggio
dello stato borghese, ma il nucleo sul quale ruota tutto il sistema
politico di un popolo . Nella storia ebraica abbiamo gli anziani e i
patriarchi che decidevano la politica generale ,nell'antica Roma
abbiamo i Pater Familias e i Senex , in Grecia abbiamo i nobili a
decidere della cosa pubblica ,ma una nobiltà e onore che derivava
dalla fedeltà alla legge naturale . La destra, quindi , è quella forza
che opera per bloccare ogni movimento rivoluzionario dei valori morali
fondamentali che le forze rivoluzionarie vorrebbero gettare nella
polvere ,quindi è conservatrice e reazionaria ,ma non per fini di
mero potere economico ed egoistico . La destra è democratica se la
maggioranza si adegua ai valori naturali , ma è spietatamente
antidemocratica se con il falso buonismo e umanesimo pacifista e
sociale , cerca di calpestare la giustizia venendo a patti con le
forze demolitrici dei valori morali che legano la società e le
famiglie con vincoli irremovibili , minacciando il loro bene comune .
La destra è anche rivoluzionariamente violenta se la situazione è
troppo compromessa sul piano morale ! Per la destra l'essenziale della
politica non è la questione della proprietà privata o proprietà
sociale o di un' utopico egualitarismo che darebbe la dignità a tutti ,
anche all'assassino e al ladro, ma l'essenziale è la giustizia
giusta nel corpo sociale in quel mosaico di famiglie e di gruppi o
federazioni o corpi sociali che formano una società e uno stato ; è
una questione di valori morali da far rispettare a tutti in forma
uguale ! La destra quindi cerca di individuare quei politici , quegli
uomini non disposti a svendersi sulle pubbliche piazze per ottenere il
voto di più gente possibile da ripagare poi con favori economici .
Essi hanno un percorso preciso da seguire ; un percorso morale che
conoscono tutti . Applicare con la bilancia e con la spada il diritto
naturale ! Questo diritto naturale di cui parla la destra , non è la
morale evangelica che è un optional dei fedeli e dei discepoli del
Regno a livello personale , ma una legge universale che riguarda tutte
le categorie sociali e tutti popoli della terra .La destra è per la
legge universale naturale ! La destra se parte da certezze , queste
non derivano dalla presunzione di avere individuato una classe che
salverà finalmente il mondo e l'umanità,perché queste certezze non
sono opinioni umane derivate da infallibili analisi economiche e
sociologiche che ci autorizzano a rivoluzioni immani , ma parte da
certezze che vengono dall'Alto, quindi non sono opinioni di tizio e di
caio o di una scuola filosofica di pensiero , ma sono certezze
superiori , le uniche che possono salvare l'umanità .
Uomini di vera destra di tutto il mondo unitevi !
Ufficio Presidenza della Destra Italiana
3 Maggio 2008
INOLTRATO DA destraradicale@yahoo.it -
a: c.augias@repubblica.it
INVIATO DA c.augias@repubblica.it

EUROBERLUSCONI
Se si parlasse di comicità, a non averlo bisognerebbe inventarselo. Ma qui invece parliamo di diritti civili e di Unione Europea.L'ultima gaffe di Silvio Berlusconi è di ieri sera. Il
presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, intenderebbe
assegnare al successore di Franco Frattini il portafoglio dei Trasporti
anziché quello della Giustizia. Tra i più papabili alla successione di
Frattini l'eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE. Silvio
Berlusconi ha affermato che sarebbe molto più conveniente interessarsi
di infrastrutture e trasporti anziché di omosessualità. Nonostante la
scarsa visione generale del compito di un Commissario europeo alla
Giustizia e la totale assenza di bon ton del futuro Presidente del
Consiglio (che d'altronde ne ha già dato prova altrove con corna e mani
a mitraglietta puntate su una giornalista), stavolta non possiamo non
essere d'accordo con lui. Tajani, il probabile successore di Frattini,
appare un uomo senza competenze specifiche adeguate, per il quale
addirittura molti eurodeputati avevano già inoltrato formale protesta
per la candidatura alla Giustizia, non ritenendolo idoneo a quell'
incarico. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ritiene, come
molti in Europa, che Tajani alla Giustizia rappresenterebbe una deriva
pericolosa nei confronti di categorie sociali discriminate. La frase
di Berlusconi, inoltre, fa ben comprendere come la destra italiana ed
il prossimo governo vogliono occuparsi delle libertà civili e dei
diritti delle persone omosessuali. Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli Segreteria Politica – Andrea Berardicurti 348/7708437

"AMORE CIVILE" PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA
Nell'anniversario del referendum sul divorzio studiosi e associazioni si confronteranno sulle
nuove famiglie, convivenze e relazioni affettive
Il prossimo sabato 10, 11 e 12 maggio si terrà a Roma la conferenza "Amore civile", prima
parte di un evento di tre giorni sulle nuove forme di convivenza e
relazioni affettive, per la riforma del diritto di famiglia.
http://www.radioradicale.it/amorecivile
Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per
la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal
significativo titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione
dell'amore civile". Il convegno ha rappresentato l'occasione per
rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai
tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata
sul concetto di "amore civile". Amore civile significa mettere al
centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore
civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta
incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è
convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del
dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere
che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità", e che in
questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa
rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà
dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il
baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato. Il
successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno
fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere
permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma
globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera
iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al
centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e
omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra
figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la
violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza. Con
l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere
umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica
per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici,
riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si
sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale
e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica
"corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo
per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le
coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un
Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso
di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni
direttamente impegnate su queste istanze. La conferenza "Amore civile"
si terrà a Roma il prossimo 10, 11 e 12 maggio. Speriamo che vorrai
essere tra i partecipanti di questo importante evento, che cade
significativamente a pochi giorni dall'insediamento del nuovo
parlamento. I lavori della conferenza saranno così articolati: Sabato
10 maggio 9,30-19 – Convegno Sala delle conferenze Piazza Monte Citorio
n.123/a ore 21 - proiezione e dibattito sul film "Ti do i miei occhi"
Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre Argentina 76, 3°
piano. Domenica 11 maggio 9-14 - Assemblea aperta con relatori e
partecipanti Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre
Argentina 76, 3° piano. Lunedì 12 maggio ore 12 – Conferenza stampa di
presentazione dei risultati della conferenza.. Marco Cappato
(segretario Associazione Luca Coscioni) - Rita Bernardini (segretaria
Radicali Italiani) - Sergio Rovasio (segretario associazione "Certi
diritti") - Diego Galli (responsabile RadioRadicale.it) - Diego
Sabatinelli (segretario Lega italiana per il divorzio breve).
Diego Galli Responsabile del sito internet Radio Radicale
Via Principe Amedeo, 2
00185 Roma
Tel (+39) 06 488781
Cell (+39) 347 0918518
Email
diego.galli@radioradicale.it
http://www.radioradicale.it

IL GIOCO DELLE TRE CARTE ALL'ONU
Non avrei voluto fare commenti circa il discorso che il capo di stato vaticano ha tenuto all'ONU ma, come tutti sanno, "un bel tacer non fu mai scritto". Credo che pochi nutrissero
dubbi sul fatto che la presenza di B16 fosse finalizzata a portare
anche in quel settore la voce del confessionalismo, però (dato il
contesto) ci si sarebbe aspettata quanto meno si una linea di coerenza
più solida, anziché arrivare a riproporre anche nella suddetta sede il
solito "gioco delle tre carte" che nel nostro paese è già riuscito a
condizionare la classe politica oltre ogni limite di accettabilità. Due
sono i punti più inquietanti dell'intervento papale (non che gli altri
non lo siano, ma preferisco soprassedere) : il primo è costituito dalla
questione ritrita e ricotta della "espressione pubblica delle
religioni" che (per chi non lo ricordasse) è stata inserita anche nello
statuto del PD. Orbene : secondo il Sig. Ratzinger le religioni
avrebbero diritto ad un'espressione pubblica, ma senza spiegare
esattamente cosa egli intenda con tale terminologia. Allo stato
attuale, almeno nei paesi democratici, nessuno ha mai negato l'
espressione pubblica di una religione (fintanto che questa viene intesa
come rispetto di quanto contenuto all'art. 18 della Dichiarazione
Universale), ma se per espressione pubblica si intende "espressione
istituzionale" (nel senso che la voce di un rappresentante religioso
diventa legge per tutti) forse il "buon Joseph" dovrebbe rivedere le
sue posizioni insieme a chi gli fa eco, perché attraverso tale
interpretazione della cosiddetta "espressione pubblica" si pretende di
fatto di istituire la teocrazia. Personalmente come "non credente
militante" mi sono sempre battuto per la libertà di espressione della
"concezione del mondo" che rappresento, ma non ho mai preteso di
imporla come verità istituzionale che tutti (anche i credenti)
dovrebbero rispettare. Posso aver chiesto il rispetto di una
convenzione stabilita per legge o per costituzione (questo sì), ma non
ho mai preteso di imporre agli altri le mie convizioni a-religiose
(chiedere l'esposizione nei luoghi pubblici dell'emblema della
Repubblica Italiana al posto del crocifisso, non significa imporre l'
ateismo o l'agnosticismo a tutti, come qualcuno vorrebbe far credere,
ma solo rispettare la laicità dello stato). Se tutti gli uomini nascono
uguali, non si può pretendere libertà di parola invocando l'art. 19
della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e poi cercare (in
virtù del proprio diritto canonico) di vedere imposte a tutti le
proprie convinzione religiose negando a chiunque il diritto di
dissentire ed ignorando così l'art. 30 dello stesso documento. Se tutti
gli uomini nascono uguali, non si può pretendere di fare le vittime
accusando gli altri di violare la propria libertà di espressione,
quando con quella libertà di espressione si negano di fatto le libertà
agli altri. Se tutti gli uomini nascono uguali, non si può chiedere per
se stessi il rispetto di un diritto richiamato da un articolo e poi,
una volta ottenuto, si negano agli altri i 29 rimanenti articoli
sanciti dalla stessa convenzione che viene invocata. Ed ecco che (quasi
per induzione) arriviamo proprio al secondo punto invocato dal teocrate
: il rispetto dei diritti umani ! Per chi non lo sapesse (o non lo
ricordasse) il Vaticano è uno dei pochi paesi al mondo che non ha mai
riconosciuto la Dichiarazione Universale. Ora però il suo capo di stato
si reca all'ONU a invocarne il rispetto. Non basta, egli aggiunge
(parole testuali riportate su REPUBBLICA) : "Ogni Stato ha il dovere
primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e
continue dei diritti umani … ". Cosa farà quando tornerà a casa ? In
qualità di capo di uno stato in cui si verificano "violazioni gravi e
continue dei diritti umani", inizierà a esercitare pressioni su se
stesso ? Si metterà davanti ad uno specchio in un monologo da
"scenografia shakesperiana" tentando di convincere la sua metà oscura
(che molti hanno ironicamente raffigurato nell'imperatore Palpatine)
che in fondo anche gli altri hanno diritto a credere in quello che
vogliono e che in fondo i governi di tutti i paesi (dovendo governare
su genti di ogni cultura e religione) dovrebbero varare leggi non
ispirate a dottrine religiose (dottrine che chiunque è però libero di
rispettare nel proprio privato) e che anche lui dovrebbe fare la stesa
cosa in quei 40 ettari di cui è monarca, mentre l'oscura figura dall'
altra parte lo incita a sterminare i nemici della fede come gli atei,
gli omosessuali, gli abortisti o gli scienziati ? Parlando dal punto di
vista umano, provo pietà per un personaggio del genere che è costretto
ad arrivare a simili espedienti dialettici di bassa lega e ad
arrampicarsi sugli specchi al fine di invocare il contrario di ciò che
egli stesso propina, per non tentare neanche per un istante di
rimettersi in discussione, prigioniero com'è del suo ruolo e di una
dottrina a cui ha deciso di votare in modo acritico tutta la propria
esistenza.
INVIATO DA Francesco Paoletti - UAAR Roma

INTERVISTA ESCLUSIVA DI BABILONIA AL CAPITANO DELLA VOLLEY ROMA LUIGI MASTRANGELO
"I CALCIATORI COME FIGHETTI. SE MI INVITANO VORREI ESSERE IN PRIMA FILA
AL GAY PRIDE".
Da Mottola, piccolo paesino pugliese, alla sfolgorante
carriera nella pallavolo per la Roma Volley, Luigi Mastrangelo, detto
"Maestro" è la nuova icona gay. Niente più Carrà o Mina o i calciatori
stile Kakà, gli omosessuali, al pari delle donne, hanno decretato che
l'uomo che si porterebbero volentieri nel talamo amoroso è l'adone Gigi
Mastrangelo, classe 1975. Il pluricampione europeo e mondiale, col
desiderio di qualche oro anche a Pechino, rilascia al mensile Babilonia
una intervista esclusiva, parlando molto di sport e omosessualità e,
naturalmente della sua passione per la pallavolo. Ma se non avesse
fatto il giocatore? «Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare
pulizia di tanta delinquenza». Babilonia interroga il campione sul
problema a dichiararsi omosessuali nelle varie discipline sportive,
per paura di essere emarginati. «Non capisco perché i gay debbano
avere difficoltà a dichiararsi. Non siamo aperti abbastanza. All'estero
non è così. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono
molto più limpide e cercano di combattere l'omofobia anche nello sport.
Sì, non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero
criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno
sportivo gay», risponde Mastrangelo. Proseguendo nell'intervista a
Babilonia, Mastrangelo, racconta di quanto gli piaccia essere la nuova
icona gay: «Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro,
anzi. E poi ho un cugino omosessuale». Ma, quelli della sua squadra,
l'allenatore? «Forse qualche invidia per il fatto di essere così
apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono
contento perché credo faccia bene alla pallavolo, visto che non è
conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex
symbol per le donne. Gli uomini però mi hanno sempre dato più
soddisfazioni. L'ho capito anche e soprattutto attraverso le mie
amicizie con i gay. Apprezzano di più la fisicità». Mai ricevuto
"avances"?, chiede la storica rivista omosessuale. «Sì, anche da
amici», risponde il campione. Poi, Mastrangelo dice la sua sui
calciatori: «Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E
questo è terribile. Inoltre mi dà fastidio la sovraesposizione dei
calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia
rifatte. Le trovo molto poco maschili». Non dimentica Pechino,
Mastrangelo e a Babilonia dichiara: «Mi rendo conto che c'è un problema
politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto
bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed è una cosa
assurda». Sulle adozioni gay è ancor più incisivo: «Penso – dice
Mastrangelo – che due omosessuali possano crescere un bambino
benissimo. Non ci trovo niente di strano. E' strano piuttosto il fatto
che non sia permesso». Parteciperebbe, anche come testimonial al Gay
Pride? «Sì. Accetterei volentieri. Mi invitate?», risponde con un bel
sorriso a Babilonia. «Dopo quelli che mi procura mio marito, gli
orgasmi che mi dà Zapatero sono i migliori». Esordisce così, Pedro
Zerolo in una intervista rilasciata al nostro mensile, dopo mesi di
contatti e paziente attesa. Zerolo, ispiratore del matrimonio gay, 48
anni portati con effervescenza, gode della stima e fiducia personale
del premier spagnolo: «Insomma Pedro, dopo tutto il polverone che
abbiamo creato, quando ti sposi?», ebbe a dirgli dopo l'approvazione
della legge. Zerolo si racconta e narra della Spagna; della sfida
contro l'ingerenza dell'episcopato clericale e anche dell'Italia: «Ho
avuto un fidanzato napoletano. La politica italiana ha un deficit di
progetti». Suggerimenti? «La società si deve mescolare, aprire le porte
alla diversità. C'è bisogno di una società meticcia, meno arroccata.
Per prima cosa l'Italia si deve liberare della pesantissima ingerenza
vaticana», è la risposta di Zerolo all'inviato di Babilonia. Ed essendo
Pedro un avvocato, dà un bel suggerimento a quanti vorrebbero sposarsi
in Spagna ed essere riconosciuti nel nostro Paese.
INVIATO DA
mcirrito.babiloniamagazine@gmail.com


LA FILOSOFIA DELLA PANSESSUALITA'
(traduzione) di Peter Boom
La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell'uomo, siano
esse occasionali o permanenti) è basata sull'osservazione dei fenomeni
naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia
mondiale. La Teoria si propone di far superare i correnti "pregiudizi"
spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società
contemporanea. Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali
o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non
dovrebbe reprimerle. La nostra sessualità, come i nostri sentimenti,
può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di
qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso
animali, cose e verso noi stessi. Laddove il sesso viene considerato
"peccaminoso" possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.
Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi
parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza
sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono
anch'esse naturali e parte di un processo subconscio.La storia e
l'antropologia raccontano l'infinita variabilità del comportamento
sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente
sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna.
Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con
maggiore apertura mentale per placare l'ansia causata dal credere di
aver commesso un "peccato". In effetti la Teoria della Pansessualità
aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi
per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e gioiosa
naturalezza. Peter Boom:
http://digilander.libero.it/pansexuality


GIORDANO BRUNO
la ragione è laica. Conferenza e pubblico dibattito con
Maria Mantello, saggista, prof. di Filosofia e Storia Introduce e
coordina: Maria Barbalato, Generoso Procaccini editore. Giovedì 15
maggio 2008, ore 18.00 LIBRERIA RINASCITA Via Prospero Alpino, 48 –
Roma (Circonvallazione Ostiense). Ingresso libero…
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
"Giordano Bruno" Union Mondiale des Libres Penseurs International Humanist and Ethical Union
Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma tel: 3297481111 - e.mail:
liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
www.periodicoliberopensiero.it

CONEGLIANO GAY CIRI CECCARINI OSPITE D'ONORE ALL'APERTURA DEL CIRCOLO SHAKE
Saranno il cantautore riminese Ciri Ceccarini (www.myspace.com/ciriceccarini) e il suo singolo "Sono ciò che sono" gli ospiti d'onore della giornata di festa organizzata dallo Shake, il
neonato circolo gay di Conegliano Veneto per il prossimo sabato 10
maggio 2008. Ceccarini arriverà a Conegliano alle 10,30 per la
conferenza stampa in programma presso la sede del circolo, in via
Settembrini 135 durante la quale Ciri darà il benvenuto agli ospiti
salutando il presidente e tutti gli amici del circolo Shake. Durante l'
incontro con i giornalisti e i cittadini di Conegliano Veneto sarà
possibile ascoltare il brano "Sono ciò che sono", brano in cui il
giovane Ciri ha unito il coraggio della denuncia alla voglia di libertà
per le persone gay. Ciri Ceccarini tornerà quindi in scena a mezzanotte
alla discoteca Gold a Godega di S.Urbano in via Leonardo Da Vinci 4
dove, affiancato dalla vocalist veneta Simona Tedeschi e dalle
splendide movenze della ballerina mediorientale Fatima,proporrà un'ora
di musica live con i brani più belli del suo variegato repertorio. Ciri
Ceccarini, ventotto anni, è un famoso showman e trasformista romagnolo.
Assieme alla dote istrionica che lo ha resto una vera attrazione sulla
riviera adriatica, Ciri sin da giovanissimo si dedica al cantautorato e
produce numerosi brani con i quali partecipa a vari festival tra i
quali l'Accademia di San Remo, il Festival di San Marino, il Roma Music
Festival. Dallo scorso anno Ceccarini ha iniziato a frequentare anche
la capitale con esibizioni nei più prestigiosi club romani tra i quali
il famosissimo Gilda. Ciri e il suo gruppo artistico si esibiscono,
inoltre, periodicamente in diretta nazionale sulle frequenze tv di
Canale Italia.
Ciri Ceccarini – Press Office Contatti
Daniele Priori – Press Agent 328/6323820
Mail danielepriori@inwind.it
Web
www.myspace.com/ciriceccarini

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21 aprile 2008

E' gay il cartone animato più premiato

Alla fine hanno vinto i pupazzi gay. La giuria di Cartoons on the Bay, la rassegna internazionale di cinema d'animazione che si è conclusa il 13 prile a Salerno, ha assegnato a «Rick & Steve: la coppia di gay più felice del mondo » uno dei premi più prestigiosi: migliore serie tv dell'anno. Prodotta in Canada, è formata da sei episodi di 22 minuti che raccontano le vicende di tre coppie omosessuali. Un riconoscimento ricevuto nonostante le polemiche nate all'inaugurazione della rassegna. Tra le proteste quelle di Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade (che organizza la manifestazione: aveva espresso la sua disapprovazione, seguito poi dalla Curia di Salerno che ha ordinato ai giornalisti di Telediocesi di ignorare la rassegna. Nardello aveva detto: «Sono rimasto colpito dal fatto che un tema come quello dell'omosessualità possa essere così disinvoltamente trattato in un prodotto destinato ai più piccoli». Ieri dopo la vittoria della sit-com ha precisato: «La mia preoccupazione era sul target: non lo manderei mai in onda in fascia protetta». Tuttavia, la nomination di «Rick & Steve» era proprio per la categoria «serie tv per tutte le età». «Eravamo tutti d'accordo », ha detto Eric Shaw, presidente della giuria e sceneggiatore di «SpongeBob». «Il premio è stato assegnato — continua — non solo per la grande qualità tecnica, ma anche perché è unico tra le serie tv. Sono storie scritte maledettamente bene, irriverenti e capaci di rompere pregiudizi sociali». Le vicende di «Rick & Steve » si svolgono in una comunità gay formata da uomini e donne, si parla anche di fecondazione assistita. I protagonisti, che vogliono un figlio, si fanno aiutare una coppia lesbica. Poi si sposano in chiesa con la benedizione di un sacerdote e tra i personaggi c'è un amico paraplegico. Tutto realizzato con la tecnica di animazione dello «stop motion», cioè con pupazzetti di plastica che vengono fotografati in singole pose diverse una dall'altra che, quando unite, danno l'idea del movimento. «La serie è di qualità — dice Claudia Sasso, giurata e responsabile della programmazione ragazzi di Raidue — ma non è adatta a tutto il pubblico. Dati i temi trattati credo che non andrà sulle tv generaliste ». Sul fatto che non fosse proprio per bambini era d'accordo anche la giurata Patricia Hidalgo, direttore della programmazione della Walt Disney. Pochi dubbi invece per il resto della giuria, l'inglese Barry Purves, animatore dei pupazzi di Mars Attacks! e Giovanna Milano, consulente nel mondo dei cartoon. Nessun premio, infine, per lo spagnolo «Friends & Chips: the new pope», altra serie che aveva creato qualche polemica per i temi di satira religiosa. Sono state premiate anche due serie italiane: «Gladiatori» diretta da Maurizio Forestieri e «Acqua in bocca» di Manuli e prodotta da Rai Fiction.
Vai al sito ufficiale di Rick e Steve
Fonte:Corriere della sera

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04 aprile 2008

RUTELLI "SANTO SUBITO", (però sindaco, mai!). Amen.

di Giovanni Dall'Orto.
Sei in pericolo, un pericolo Capitale.
Se non manderai subito questa mail a dieci elettori, Rutelli conquisterà il soglio romano, abolirà il sesso fuori dal matrimonio, vieterà il preservativo, la pillola e la pillola del giorno dopo, imporrà il cilicio ai cittadini e assumerà in Comune solo chi va a messa tutte le domeniche. E Roma sarà solo l'inizio: il clericalismo dilagherà anche nel resto del Paese, le elezioni verranno concluse con fumate bianche o nere, e la laicità sarà proibita.
Se non manderai questa mail i tuoi figli non avranno accesso alle Unioni civili, ma solo ad unioni incivili con persone che si mettono le dita nel naso, mangiano la minestra col risucchio e guardano tutte le sere Emilio Fede. Questo è un appello per Franco Grillini sindaco di Roma. Fallo circolare tra gli amici, soprattutto se abitano a Roma. Se manderai anche tu questa lettera a dieci persone, la tua vita cambierà in meglio. Soprattutto in caso di elezione di Grillini. Antonio P. non ha inviato questa mail, facendo commenti sprezzanti sui "laicisti", ed il giorno dopo è stato coinvolto nell'esplosione della sua famiglia nucleare. La radioattività dei suoi rapporti con la ex moglie è destinata a durare almeno quindici milioni di anni, a causa dell'assenza del divorzio breve, osteggiato in Parlamento dai clericali. Immacolata B. non ha inviato questa mail irridendo pubblicamente i senzadio, e nonostante amasse suo marito una settimana dopo è stata costretta a lasciarlo per avere anche lei una "famiglia tradizionale" proprio come quella di Berlusconi (divorziato), Fini (divorziato) e Casini (divorziato). W. V., che si candida come leader di un partito politico, ha cancellato questa mail, e il giorno dopo sul letto di morte il compagno Giuseppe lo ha rimproverato: "Un tempo dicevi che non saremmo morti democristiani, e invece guarda cosa mi hai fatto, convincendomi a fare la tessera del tuo partito…". Preso dai rimorsi, W. V. ha promesso piangendo che avrebbe cercato di essere laico almeno quanto De Gasperi, ma ormai il Giuseppe era morto irrimediabilmente da democristiano. Antonia G. ha premuto il tasto "canc" vedendo l'intestazione di questa mail, ed una settimana dopo ha risolto il suo problema di lavoratrice precaria sposando il figlio del noto industriale S. B. … solo per scoprire che doveva lavare a mano i piatti dei pranzi di gala con 150 invitati.
È possibile votare per Grillini sindaco di Roma anche esercitando il "voto disgiunto":

Il programma elettorale di Franco Grillini è qui.

Le risposte alle domande più frequenti sono qui.

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30 gennaio 2008

news 30 gennaio

NASCE LA FONDAZIONE MASSIMO CONSOLI
www.fondazionemassimoconsoli.com
Questa Fondazione si occupa di proseguire il lavoro di Massimo Consoli. Lui era il "papá"del
Movimento Gay italiano, qui troverete informazioni altrove non
disponibili. Aderite e contribuite al nostro lavoro, gaiamente uniti
nel difendere l'Archivio, incrementandolo e operando per la sua
conservazione. I contatti fanno riferimento a un gruppo di
amici/compagni di Massimo sempre attenti ai vostri suggerimenti.

OMOFOBIA GALOPPANTE AL SENATO
Il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano è
stato aggredito duramente dal capogruppo del suo stesso partito al
Senato, Tommaso Barbato ed anche dal senatore di AN, Nino Strano,
subito dopo la sua dichiarazione di voler votare la fiducia al governo
Prodi. Cusumano è stato apostrofato con epiteti quali "cornuto",
"frocio" e "checca squallida". Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli rileva con estremo disappunto la violenta cultura omofobica che
regna tra gli esponenti politici che dovrebbero garantire la
democrazia, nel nostro Paese. A tutti costoro va il nostro biasimo per
la loro condotta razzista e squallida. Riteniamo inoltre che non è un
caso che proprio da quella parte della politica che si professa più
vicina al mondo cattolico arrivino segnali così gravi di
discriminazione contro gli omosessuali. Esprimiamo la nostra
solidarietà al Senatore Cusumano, oggetto di tale aberrante attacco.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437

L'ERA DELLE BESTIE DURA UN'ETERNITÀ
Riflessioni sul presente guardando al passato
Di Cinzia Ricci -
http://www.cinziaricci.it/editoriali-bestie.htm
In fondo, tecnologia e progresso medico-scientifico a parte, cosa c'è di diverso rispetto ai
tempi passati? L'Italia fascista, ad esempio, o l'Italia dei feudi e
del vassallaggio, dei mille comuni, delle grasse e sanguinarie corti,
dei Re, dei Papi, dei banchieri e i loro tirapiedi, delle crociate e
dell'inquisizione, del popolo affamato, vessato, ricattato, istruito
alla paura e alle superstizioni, condannato all'ignoranza, tenuto in
schiavitù, buono solo per pagare le tasse, provvedere alla mensa del
padrone, riempire il suo granaio, far figli da mandare a morire di
lavoro, nei bordelli, in guerra, per un tozzo di pane, un piatto di
lenticchie, una parvenza di vita e libertà… Certo, oggi c'è l'obbligo
scolastico, c'è persino la possibilità di proseguire gli studi - basta
appartenere ad una famiglia benestante disposta ad investire sul futuro
dei figli. Quasi tutti sono andati o vanno a scuola, molti persino all'
università, ma pochi conoscono l'italiano, i più lo parlano male e
scrivono peggio, leggendolo non ne capiscono il senso. Non conoscono
neanche la storia, neppure quella recente, dei nonni, dei padri - non
li riguarda, ne sono addirittura infastiditi, non sapendola la
inventano, o negano. Gli italici scolaretti non sanno nulla degli
"altri", i "diversi", i dirimpettai, i confinanti vicini o lontani. Per
non sprecare tempo ed energie sui libri, ad informarsi, magari
direttamente, si tramandano ogni genere di fandonia, luogo comune,
preconcetto, e chi le spara grosse vince, è sempre benaccetto. Il
cittadino scolarizzato, persino laureato, non è razzista, omofobo, che
diamine! Vuole solo che froci e lesbiche la smettano con le loro
assurde pretese, che gli stranieri vengano in Italia in vacanza o a
svolgere quei lavori che non facciamo più, portino qua i loro soldi o
qua spendano quelli che gli diamo ma poi se ne vadano, in fretta,
oppure restino, rispettando le nostre leggi, ligi al dovere, grati e
silenziosi, senza nulla pretendere, senza farsi vedere, ostentare,
cittadini invisibili, di serie B, indegni di cittadinanza, servizi e
diritti. Oggi c'è libertà, democrazia - dicono. Possiamo fare quello
che vogliamo, dicono. Essere o apparire come ci pare, dicono. Dicono
anche che quasi non c'è differenza tra abbienti e pezzenti, tra uomini
e donne, tra etero ed omosessuali, che tutti abbiamo le stesse
opportunità, che la nostra cultura, le nostre leggi – tra le più
avanzate del mondo - ci tutelano, proteggono, garantiscono, senza
eccezioni. Dicono che siamo un popolo virtuoso, ospitale, talmente
evoluto, pacifico e tollerante da non aver bisogno di nuove leggi
contro le discriminazioni e le violenze, talmente intelligente ed
avanzato da dibattere sull'opportunità di farsi promotore di una
moratoria contro l'aborto, talmente civile da essere il primo promotore
della moratoria contro la pena di morte. Ma i figli non sono tutti
uguali. I figli dei rumeni, ad esempio, che notoriamente rubano e
puzzano sin dalla nascita, è meglio che vadano a scuola su autobus loro
riservati, separati dai bambini italiani che invece sono santi e
navigatori, per nascita – le mamme straniere ivi residenti, quindi,
abortiscono pure, ci facciano il piacere. Anche i morti non sono tutti
uguali. Se a morire è un extracomunitario, magari mentre sta salvando
dei bambini a cui la madre italiana non ha impedito di fare il bagno
nonostante il mare mosso, se a morire è un clandestino che lavora al
nero, magari cadendo da un'impalcatura in un cantiere in subappalto,
gestito da caporali italiani, per dieci euro al giorno escluso vitto e
alloggio, o investito da un automobilista italiano ubriaco o
semplicemente distratto, se a morire suicida è un ragazzo la cui unica
colpa è essere omosessuale, in Italia, se a morire per mano di un
rispettabile cittadino italiano di sana e robusta costituzione
eterosessuale, è una trans senza permesso di soggiorno, se a morire, ad
essere picchiate, stuprate, licenziate, sfruttate, disconosciute sono
le persone che non ci piacciono, non ci somigliano, che ci imbarazzano,
che crediamo rappresentino una minaccia ai nostri privilegi, alle
nostre abitudini e convinzioni, allora la morte non è così scandalosa,
inaccettabile, non è tanto grave, importante, significativa, degna di
attenzione, mobilitazione, impegno. In questi casi, l'italico
giornalismo tace o mette la sordina ai suoi strilloni, i politici
dicono due o tre fregnacce tanto per dimostrare che leggono i giornali,
gli altri fingono di non vedere, sapere, cambiano canale, voltano
pagina cercando l'oroscopo. Sì, oggi ci sono i giornali, gli studi
televisivi, internet, arene nella sostanza simili a quelle dei nostri
antenati, in cui è lecito mostrare carni lacere ed ogni altra
bestialità, in cui la gente fa a pugni per potersi esibire, per poter
pubblicamente sbranare l'altro: straparlando, urlando, insinuando,
inventando le più strampalate o patetiche fandonie che la platea
immancabilmente beve - e fa proprie, con piacere.
Dicono anche che
rispetto al passato, oggi il popolo è tenuto in gran considerazione.
Intere famiglie, quartieri, possono aspirare ad una sicura
sistemazione. Liste interminabili di persone girano di tasca in tasca
prima delle elezioni. Poi, quelle stesse persone finiscono in cima alle
graduatorie, ad ingrossare l'esercito di lavoratori socialmente utili –
a loro stessi e a chi li ha comprati. L'ormai abituale ricorso alle
esternalizzazioni ha una sua precisa utilità in questo scambio di
favori. I partiti, le amministrazioni, gli enti statali e il governo
stipendiano orde di delinquenti, semianalfabeti, imprenditori,
consulenti, furbetti, portaborse con o senza portafoglio, preti e
monache, veline e attricette da strapazzo, gente che fuori dai palazzi,
dai corridoi, non sarebbe nessuno. Oggi, i nobili sono decaduti, non
contano più. Ci sono però una miriade di piccoli, insulsi, inetti
reucci fatti a mano e c'è il Papa, naturalmente, quello è rimasto –
altra faccia, altro nome, stesso incrollabile, immenso potere,
arbitrio. Quanti sudditi alla corte del più influente, impiccione e
piantagrane monarca del mondo. Oggi non corriamo più il pericolo che un
manipolo d'illuminati raccolga intorno a sé il consenso popolare
riuscendo ad ottenere miglioramenti, se non proprio cambiamenti
radicali, epocali. Pochi sarebbero disposti a seguirli rischiando
personalmente. Nessuno parteciperebbe a quello sforzo collettivo in cui
si è tenuti ad anteporre il bene comune al proprio. D'altra parte, la
maggioranza delle persone pensa sinceramente che i guasti attuali siano
la conseguenza di azioni sbagliate compiute da altri, mai di una loro
diretta o indiretta responsabilità, neppure parziale, minima. Perché
impegnarsi quando, stando tranquilli e senzienti, si può vivere senza
farsi mancare il necessario, talvolta persino prosperando? Perché
giocarsi o, peggio, spartire con gl'incapaci, i guastafeste, i
vanagloriosi e gli idealisti, il poco o tanto che si possiede, si è
conquistato? Già… Oggi ci sono le consultazioni referendarie, sindacali
- così, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter scegliere
se fare due turni oltre a quelli già previsti nel contratto ricevendo
in cambio un piccolo aumento, la regolarizzazione dei colleghi precari
e 250 nuove assunzioni, poco più del 50% di essi può tranquillamente
dimostrare chi comanda: piuttosto morti che in fabbrica anche il sabato
mattina o nel turno di notte tra la domenica e il lunedì. Piuttosto
morti! E muoiono, infatti, come mosche – mal pagati e disprezzati da
chi può permettersi il lusso di non sporcarsi le mani. Muoiono, ma se
vai nelle piccole aziende dove si lavora di braccia, dove il cervello
si pensa di poterlo lasciare a casa - in un cantiere o un magazzino, ad
esempio -, scopri che nessuno, regolare o irregolare che sia, si
preoccupa di rispettare e far rispettare le più elementari norme di
sicurezza: pochissimi usano le imbracature, portano i caschi, le scarpe
rinforzate, i guanti da lavoro, indumenti adatti. Scopri che a
mezzogiorno le trattorie sono affollate di maestranze affamate, che le
tavole e i bivacchi si riempiono di birre, fiaschi di vino, liquorini
per digerire, per combattere il freddo, scopri che la percentuale di
operai giovani cannati ancor prima di prendere servizio è altissima,
poi via, a lavorare sui tetti, arrampicati su scale sghimbesce e
ponteggi montati in fretta, senza protezioni, spostando merci, usando
macchinari e utensili sempre pericolosi, anche quando in perfetto
stato, soprattutto se mal tenuti. È strano che i morti non siano il
doppio, il triplo, il quadruplo ed oltre. Oggi le donne possono
lavorare e sono pure stipendiate se lo fanno, mica come una volta che
erano vacche da mungere, soltanto puttane, o sorelle, figlie, mogli e
madri. D'accordo, guadagnano e contano meno degli uomini, ma di che si
lamentano? Un tempo lo facevano gratis e zitte, passi lunghi, sguardo a
terra. Possono persino separarsi dal coniuge, rinunciare alla patria
potestà del maschio, tentare di avere una vita indipendente – colpa
delle femministe, dell'emancipazione femminile se poi padroni, padri,
fratelli, mariti e fidanzati perdono il controllo, tentano di rientrare
in possesso del potere e dei privilegi apparentemente perduti, cercano
di mettere le cose a posto a suon di botte, stupri, coltellate, colpi
di pistola. Oggi abbiamo gli ospedali e grazie all'approvazione dell'
ultima finanziaria, non paghiamo più nemmeno il ticket. Ma le
probabilità di entrarci malconci e uscirne morti sono comunque alte,
troppo alte. Gli ultimi che se ne preoccupano sono proprio gli
amministratori pubblici, i manager delle ASL, i medici e gli operatori
sanitari per i quali lo stipendio e la carriera contano più della vita
umana, il cui unico pensiero è rimanere tra quelli che la politica e l'
economia prediligono. Sanità ed istruzione privata: businnes milionario
per le casse vaticane, per le tasche dei notabili genuflessi, pii e
laici. Sanità e istruzione pubblica: croce e delizia - sprechi ed
eccellenze. Dicono. Amara realtà italica a due marce, facce, un po'
come tutto il resto. Chi nasce al sud e al sud rimane, farebbe meglio a
ricorrere allo stregone, ai salassi, ai rimedi empirici, a pregare i
santi – cose che i concittadini dell'Italia "zavorra" non avendo
alternative fanno, talvolta persino volentieri, preferendolo. Ci sono
le guerre – oggi finalmente "intelligenti", selettive, giuste o
accettabili, il male minore o necessario. Ci sono i massacri
collaterali, statistici, scientifici. L'annientamento delle culture e
delle popolazioni che riteniamo a vario titolo ostili, incolte e
incivili. Democrazia, capitalismo, eterosessismo, machismo – non può,
non deve esservi alternativa. Siamo bravi, oggi, incredibilmente
moderni, globali: esportiamo spazzatura, credenze, promesse, illusioni,
menzogne e morte, chiamiamo la nostra merce "libertà", la offriamo come
un regalo ma la imponiamo con la forza - poi presentiamo il conto ed
abbiamo persino la faccia tosta di offenderci, arrabbiarci, se qualcuno
si azzarda a protestare. Oggi, se impiccano un ragazzino accusato di
sodomia, tutto il pianeta ne è informato e può civilmente indignarsi
sentendosi fortunato di non essere al posto suo, fortunato di vivere in
un luogo migliore, in cui la legge e la Polizia sono al servizio del
popolo, non di un tiranno o un Dio assetato di sangue. Popolo: entità
astratta, massa indefinibile senza una sua propria identità,
soggettività. Poliziotti: fotografie del Duce nel portafoglio, facce
qualsiasi, manovali indifferenti al discernimento, capaci della più
compiaciuta brutalità, del più completo menefreghismo, fiero
disimpegno, braccia armate con licenza di punire chiunque tenti di
alzare la testa, ubbidienti all'ordine di lasciare che piccole orde di
deliranti nazifascisti tengano in ostaggio intere città, le mettano a
ferro e fuoco in occasione di una partita di calcio, un lutto, un
capriccio. Uomini che smessa la divisa si uniscono ad essi per far
pulizia, dimostrare chi è il padrone, ristabilire l'ordine – come
natura comanda. Negri, ebrei, froci, lesbiche, islamici, storpi,
mentecatti, zingari, dissidenti politici, atei, non sono forse esseri
inferiori, laidi, malati, indegni, pericolosi? Non sono qui per rubarci
i soldi, il lavoro, la casa, per indebolire la razza, distruggere la
famiglia, la cristianità, per destabilizzare il sistema, contaminare i
giovani con le loro credenze, opinioni, con le loro ripugnanti
perversioni? Oggi non c'è più la peste a pareggiare i conti, a renderci
tutti uguali. Ecco l'unica, vera differenza con i tempi passati, quelli
che guardiamo dall'alto in basso, con vanità, presunzione. In questo
baccanale, in questo impazzimento collettivo in cui i più stanno beati
o beoti, pensare, sapere e parlare di diritti, giustizia sociale,
realtà, storia, non ha alcun senso. Ci si sente noiosi, e soli, come
cani. E allora cala il silenzio, cala il sipario – interiore. Non si ha
più alcun motivo per cercare onestà, generosità, compassione, eroismo,
fantasia, bellezza - per credere, illudersi che ve ne sia ancora un po'
in qualche angolo remoto dell'animo umano. FONTE
www.cinziaricci.it


LA DIFESA DELLA VITA
Il vicario del Papa da Ferrara: «La fede non
riguarda solo Dio ma anche i rapporti sociali» Poi conferma le parole
di Bagnasco: i politici cattolici non promuovano leggi in contrasto con
il bene Ruini: restituire alle donne la libertà di non abortire
DA ROMA MIMMO MUOLO
L' aborto «è la soppressione di un essere umano
vivente». E una legge che lo preveda, come la 194 in Italia, «rimane
intrinsecamente cattiva». Tuttavia la Chiesa non ha mai «incitato a
rivolte o a comportamenti sediziosi ». Chiede, però, che sia applicata
in tutti i suoi aspetti. Lo ha detto ieri sera il cardinale Camillo
Ruini, intervistato da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, durante la
puntata di 'Otto e mezzo' andata in onda su La7. Sorridente e a suo
agio, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha risposto con
pacata chiarezza a tutte le domande, che hanno toccato anche temi come
la contraccezione, la presunta ingerenza della Chiesa nelle leggi dello
Stato e l'atteggiamento dei politici cattolici in materie eticamente
sensibili. Legge 194. «Un punto sul quale insistiamo da tempo – ha
ricordato – è quello dell'attuazione integrale di questa normativa».
Soprattutto «si faccia il possibile per aiutare le donne ad accogliere
il figlio». Specie quando il problema è di ordine economico, ha
sottolineato il cardinale, risolverlo non è eccessivamente difficile.
«L'esperienza dei Centri di aiuto alla vita che abbiamo promosso da
tanti anni, ha già mostrato che 85mila aborti in Italia sono stati
evitati» in un primo momento con modestissime somme e poi «attraverso
il dialogo, l'aiuto psicologico, il far sentire alle madri che ci sono
persone disposte a condividere il problema con loro», infine con la
capacità «di favorire un inserimento mondo del lavoro». Quanto all'
obiezione che in questo caso si restringe la libertà della donna, Ruini
ha ribattuto: «È falsa in radice e va rovesciata. La donna abortisce
perché non è libera e diventa libera se le si dà la possibilità
concreta di non abortire. Che non è un obbligo, nessuno può
costringerla, è soltanto un'offerta, un atto di solidarietà di solito
graditissimo». Infine la questione terminologica. Aborto uguale
omicidio? «Personalmente non uso mai questa parola – ha risposto Ruini
– anche per una forma di rispetto verso le donne e per le famiglie.
Tuttavia anche altre espressioni, come 'interruzione volontaria della
gravidanza' rischiano di occultare la realtà del fatto. Quindi il
linguaggio deve essere il più sereno possibile, ma anche veritiero e
certamente accompagnato dall'affetto, dall'amicizia, dalla
solidarietà». «Nei confronti delle donne che abortiscono, come nei
confronti di tutte le persone che vivono per un motivo o per l'altro
delle situazioni che la Chiesa giudica negative o irregolari, non
abbiamo atteggiamenti persecutori od ostili, ma quanto mai accoglienti
». Contraccezione. Una battuta anche su questo tema. Si tratta di «una
scelta etica che la Chiesa ritiene sia corrispondente alla natura
profonda del rapporto tra l'uomo e la donna e che perciò propone ai
cattolici, senza minimamente pensare che si debba imporre per legge».
Ingerenza. «Vorrei sfatare che in Italia – ha detto il cardinale
rispondendo a un'altra domanda – ci sia, da parte della Chiesa, più
attenzione ai temi politici e sociali che altrove». E ha citato il caso
del Canada, dove, «quando c'è stata la questione del matrimonio degli
omosessuali due cardinali sono andati a protestare in Parlamento.
Pensate che cosa sarebbe successo, se l'avessi fatto io». Quello che
cambia, ha aggiunto, «è l'efficacia degli interventi, certamente
maggiore da noi». Ruini ha quindi spiegato che «la fede cristiana non
riguarda soltanto il rapporto con Dio», ma (e basti guardare i dieci
comandamenti), anche i rapporti sociali. Perciò quando «vi sono
problemi etici che chiedono di essere codificati in leggi
potenzialmente in contrasto con la visione cristiana della vita non si
può non intervenire». La mediazione dei politici cattolici. Ma tutto
ciò, gli è stato chiesto, non dovrebbe avvenire, con la mediazione dei
politici? «La parola mediazione – ha risposto il porporato – può avere
due significati. Se una legge viene approvata dalla maggioranza in
Parlamento, anche se non ci piace, diremo che è ingiusta. Altro è che i
cattolici stessi si facciano promotori di leggi in contrasto con ciò
che anche alla luce della fede sappiamo essere il bene per l'uomo.
Questo atteggiamento è certamente sbagliato», ha detto, e anche su
questo è apparso in accordo con l'attuale presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco. «Anche al tempo della Dc – ha concluso Ruini
– Mai coloro che si dichiaravano politici di ispirazione cristiana
sostenevano loro stessi certe posizioni. Soccombevano in Parlamento, ma
questo è un altro discorso». Alla fine della registrazione, salutando i
giornalisti presenti, il cardinale si è concesso una battuta scherzosa
anche in merito alla sua presenza sui media: «Non fatemi parlare
troppo. Altrimenti la Litizzetto poi mi dice 'Eminens'. Io non l'ho mai
guardata, ma mi dicono che è simpatica. E poi la mia segretaria la
imita benissimo».
Davide Montanari +39 339 7107082
Ufficio stampa
Arcigay


I CONFETTI OMOSESSUALI DI SULMONA
Confetti Pelino - Sulmona (AQ) - ' pronto e tra una settimana sar' messo in produzione. Si chiama
, la sposa gay, ed ' il nuovo confetto della storica ditta di Sulmona,
dedicato alle coppie omosessuali.''idea ' nata dalle richieste
provenienti dal'America di un prodotto specifico per le coppie
omosessual', hanno spiegato Mario e Antonio Pelino, rispettivamente
presidente e amministratore delegato della Confetti Pelino .Il nuovo
prodotto si compone di materie esclusivamente naturali. Messo da parte
il tipico amido di questi alimenti, gay bride ' una felice unione di
mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay,
zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti
ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come ' nella tradizione
dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalit' di una scelta di
vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore
ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla,
tinta che nasce dal'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il
maschile e il femminile. Aperta e pronta anche a rispondere ai
mutamenti nei costumi della societ'. Vicina quindi a tutti coloro, gay
e non, che intendono celebrare i momenti significativi della loro vita
anche attraverso la scelta di un confetto adeguato. 'altronde -
sottolineano i due dirigenti della'Confetti Pelino – abbiamo clienti da
ogni parte del mondo, e tra loro ci sono anche coppie omosessuali. La
Confetti Pelino di Sulmona ' u'azienda leader nel mondo in questo
settore, nata nel 1783 per volere di Berardino Pelino che dette
u'impronta produttiva ad u'attivit' fino a quel momento esclusivamente
commerciale. 'azienda fin dalla sua fondazione ' votata alla qualit'
dei suoi prodotti, confetti e dolci in generale, e al benessere del
consumatore. Qualit' garantita nel'uso di ingredienti certificati e di
alto valore naturale e dai processi produttivi che conservano ancora
oggi 'integrit' delle materie prime usate. Proprio tre giorni fa, il 26
maggio, la famiglia Pelino si era resa protagonista di una "guerra"
tutta interna tra fratelli proprio a causa della possibilità di
lanciare questo tipo di prodotto. A scatenare la diatriba era stata
Paola Pelino, neodeputata di Forza Italia, che, in u'intervista a'Il
Giornal', aveva dichiarato di non contare sui Pacs per aumentare il
fatturato del'azienda di famiglia.'I confetti? Vorrei continuare a
venderli alle coppie normal', aveva detto Paola Pelino. Immediata la
reazione del fratello Antonio, amministratore delegato dell'azienda,
che, in risposta al'articolo, aveva scritto una lettera al quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro per chiarire che le opinioni della
sorella nulla hanno a che fare con 'impresa di famiglia, che produce
confetti venduti in tutto il mondo.'Le opinioni espresse dal deputato
di Forza italia sono di natura esclusivamente politica e personale e
non coinvolgono la direzione del'aziend', ha spiegato nella lettera
Antonio Pelino, precisando che del consiglio 'amministrazione Paola
Pelino ' membro insieme a Mario, Antonio, Lucilla e Marco Pelino. Come
a dire, non ' la sorella deputata a dare la linea. A soli tre giorni di
distanza la piacevole notizia del lancio del nuovo confetto lilla Gay
Bride: si è trattato dunque di liti politiche in famiglia o di u'abile
strategia commerciale. In ogni caso è un bel passo avanti da parte di
una delle più tradizionali aziende italiane. FONTE Arcigay.it


SOLIDARIETA' ALLA SIGNORA PATRIZIA ROMANO
Anonimi come la viltà che li caratterizza, maschi o femmine non importa. Sono solo violenti ed
ignoranti personaggi abietti alla società civile. Noi, omosessuali e
trans siamo abituati, purtroppo, ai soliti atti di terrorismo sociale e
psicologico da parte di sconosciuti ma anche da parte dei sedicenti
amici o parenti. C'indigniamo ma non ci sconvolgiamo. Nonostante ciò,
ancora troppe volte, gay lesbiche e trans sono umiliati in casa o fuori
casa, da genitori o da amici "cattivi" , ma la
cosa intollerabile è quando anche le Istituzioni democratiche sono "cattive" con i più
deboli. Questo, avviene perché "la differenza" degli omosessuali e
delle trans non è riconosciuta ancora come non riparata, nonostante le
persecuzioni e gli stermini dimenticati. Ecco, perché, i Ken con il
patrocinio del Comune di Napoli organizzerà anche quest'anno attività
ed incontri con la città e nelle scuole sul tema dell'Omocausto (lo
sterminio nazista dei Gay)a cui invitiamo la Signora Romano a
partecipare. Lo faremo anche nella IIa Municipalità di Napoli con la
partecipazione
del M.I.T. Napoli, di Arcilesbica Napoli (coordinamento
campano GLT)e con la collaborazione straordinaria di Libellula 2001 -
ArciTrans e del circolo Anthias di Napoli. Speriamo che, il presidente
Patruno e all'assessore Esposito ( come la maggioranza in Consiglio
Comunale di Napoli e dell'assessore Valente),comprendino il "sano"
valore della critica da noi esercitata nei loro confronti per il merito
della Consulta Pari Opportunità (di cui i Ken fa parte) che è portatore
di omofobia non manifesta. La Consulta è incapace - per come è stata
regolamentata - di esprimere
modernità e reali esigenze sociali per una
convivenza civile tra le differenze (non solo di genere) ma anche di
orientamenti sessuali e di identità di genere. Negare ciò, significa
avallare l'intolleranza e
la violenza di chi ci vorrebbe " cacciati" e
perché no, arsi ancora una volta. Invitiamo, quindi tutti ad una rapida
modifica del regolamento istitutivo inserendo come previsto anche dal
piano d'azione per l'anno europeo delle pari opportunità 2007, non di
fatto, ma di diritto, tutte le categorie escluse ( gay lesbiche e
trans comprese).
Carlo Cremona Presidente Associazione omosessuale i
Ken
UFFICIO STAMPA
Via Toledo 210 - Na
081 5519653
3923887147
www.i-ken.org


GRAVE ATTO DI INTOLLERANZA
ALLA SECONDA MUNICIPALITA'
Con grande rammarico, Alberto Patruno Presidente e l'Assessore Susy Esposito della
II Municipalità di Napoli, hanno appreso dalla Sig.ra Patrizia Romano
del vile messaggio pervenuto in forma anonima alla sua attenzione: "SEI
UNA SPORCA LESBICA VAI VIA CHE INFETTI!!!" Nei prossimi gioni sarà il
"Giorno della Memoria" per non dimenticare gli stermini avvenuti per l'
odio razziale, xenofobo e omofobo. Purtroppo tanto dolore non è
riuscito a cancellare nella gente i pregiudizi e occorre sviluppare
momenti di condivisione e conoscenza reciproca. Crediamo che tale
episodio sia solo espressione di un singolo e non di un intero contesto
lavorativo che, si speri
valuti ed accetti le persone per quelle che
sono e non per il loro orientamento sessuale. D'altronde, la storia del
mondo del lavoro ha sempre affermato principi di solidarietà e
tolleranza. Esprimiamo solidarietà alla Sig.ra Patrizia.
Alberto
Patruno
3475851794 3473880579
Susy Esposito
3356675870

IL BELL'ESEMPIO DELLA REGIONE LAZIO
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
ringrazia la Regione Lazio ed in particolare l'Assessore al Bilancio
Luigi Nieri per aver inserito nella Finanziaria 2008 aiuti economici
nell'acquisto per la prima casa alle "giovani coppie". L'aver lasciato
senza altre distinzioni questa dicitura pone quindi tutte le giovani
coppie sullo stesso livello, fermi restando i requisiti per l'accesso
agli aiuti. Ci auspichiamo che la Regione Lazio sia di esempio per
tutte le altre Amministrazioni: l'aver ribadito il riconoscimento del
sostegno in maniera paritaria pone la nostra Regione tra quelle che in
maniera laica e non discriminatoria garantiscono i diritti di tutti i
cittadini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica
06/5413985 – 348/7708437

FAVOLETTA SCHIFOSETTA
A cura di Peter Boom
UN ALTRO PIANETA
Favoletta schifosetta, scritta male, non corretta e unpolitically correct di
Peter Boom C'era una volta un altro pianeta abitato da strane bestiole
per metà cani e per metà umanoidi. Le bestiole avevano attitudini e
usanze simili a queste due categorie, erano operose, furbe ed alcune
anche intelligenti, tutte dedite a peccati belli e brutti. Nella città
più importante era stata costruita una cuccia gigante, nella loro
lingua chiamata "Ano", da non confondere con quel organo da dove
defluiscono le cose digerite. I sudditi del grande capo Ano erano
chiamati Ani, molto ossequiosi e obbedienti al loro capo, che un giorno
sì e un altro giorno pure ricordava sulla grande piazza del "Ano" come
le povere bestiole si dovevano comportare. Non si esponeva a
contraddittori, lui d'altronde aveva la verità in tasca e solo lui
sapeva elargire i buoni consigli che gli venivano direttamente
trasmessi via internet da un pianeta superiore. Le bestiole, essendo
naturalmente pansessuali esattamente come i cani e gli umani, facevano
di tutto per nascondere le proprie innate peccaminose tendenze e per
farsi perdonare portavano molti regali, croccantini e denari al grande
Ano, che grazie al suo sconfinato ed arrogante potere, in parlamento
fece votare per mezzo dei suoi fedeli politici molte leggi
contronatura, calpestando con i suoi stivali neri i più elementari
diritti civili. La sua organizzazione capillare aveva mietuto nei
secoli milioni di vittime e guastato la vita a miliardi con le sue
immorali regole ed imposizioni. Ma vicino ad "Ano" si trovava una
grande "sqUola" dove venivano istruite le bestiole giovani più
intelligenti nelle diverse scienze e la Scienza, questo si sa, è sempre
stata una spina nel fianco dei grandi capi Ano. In questa "sqUola" gli
enti+ insegnavano agli enti- per far diventare anche loro enti+, e
molti enti+ e- , avendo studiato tanto, non sopportavano più il grande
capo Ano che interpretando a suo modo un libro antico e antiquato si
era reso veramente antipatico anche perché non teneva conto della vera
legge della natura. Infatti, la natura intesa scientificamente non gli
avrebbe permesso più di esercitare tutta quell'influenza sulla massa
sempre più informata delle bestiole. Non avrebbe più potuto affermare
che è innaturale quando una bestiola si intrattiene sessualmente con
un'altra bestiola, cosa che valeva anche per i bestioli. Tentava di
imporre l'antiscientifica teoria della creazione, una balla talmente
grande che soltanto i creduloni potevano crederci ancora. Voleva
altresì imporre l'origine "anona" a tutto il pianeta, disconoscendo
tutte le altre origini anche quelle molto più antiche. Tutti i politici
dovevano essere concordi con lui (anche per non fargli pagare la
Impostori Causa Imposte), esigeva una società basata su certi paranoici
principi irrinunciabili, faceva una continua pubblicità su tutti i
massmedia attuando una forte censura sotterranea ed esponeva il suo
anofisso dappertutto, anche dove non doveva stare. Molti suoi ani
peccavano gravemente ed allegramente ed abusavano a mente serena delle
piccole bestioline e dei piccoli bestiolini. Questi ani se lo potevano
permettere perché il grande Ano e i suoi gerarchi tenevano
rigorosamente segreti questi misfatti (se no che esempio avrebbero
dato) e spostavano gli ani pedofili, se scoperti, in altra sede, dove
poi, grazie a questa impunità, potevano ricominciare con il loro turpe
vizio godendo delle loro piccole vittime traumatizzandole per sempre.
Non c'era dunque da meravigliarsi che gli enti+ e gli enti-
cominciarono a protestare contro chi era responsabile di questo grave
pluri-favoreggiamento ed altre corruzioni (tra l'altro neanche prese in
considerazione dai politici concordi e conniventi). Nella prossima
puntata di questa favoletta, della quale do piena liberatoria per la
libera diffusione su tutti i massmedia e nella quale naturalmente non
si allude ad alcuna persona, vedremo come va a finire. Peter Boom. http://digilander.libero.it/pansexuality/

GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE.
PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO
UNITO
GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE
LE NAZIONI UNITE
ARRESTATI IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19
ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI. L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH",
PER LA QUALE E' PREVISTA, COME PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA
PENA DI MORTE.
INTANTO, DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO
CONFORTANTI ANCHE PER LA RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE
D'APPELLO SAREBBE INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA
Si chiamano Hamzeh
Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana
(18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23
gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il
giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad
Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura
fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che
cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di
avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. La loro
confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale islamico
li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il reato di
chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale iraniano
prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati "nemici di
Allah". Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro assassinio del
ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat", avvenuto nella
prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno internazionale,
proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per la vita in
Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio di tanti
innocenti, vittime di un regime spietato. "Il popolo iraniano per la
maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a morte e alla
lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo pochi
fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano strumenti
leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si battono con
eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a rischio
delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui le
minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".
Ma le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana
rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato
l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a
seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con
la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani
e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove
l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte
d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco
confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non
concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni
internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo
inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler
più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne.
"Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a
dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del
rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati.
Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro
di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi
complici". Il Gruppo EveryOne ha avviato una petizione internazionale
(
http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html) sui due casi, per
i quali sono stati interpellati anche l'Alto Commissario per i Diritti
Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto Commissario per i Rifugiati
António Guterres e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-
moon. EveryOne chiede a tutti i sottoscrittori di inviare e-mail e fax
di protesta alle ambasciate iraniane, in Italia e a all'estero, nonché
al governo britannico (per gridare no alla criminale deportazione di
Pegah e di tanti altri profughi innocenti) e al regime iraniano di
Amadhinejad.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-
8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com ::
info@everyonegroup.com
INVIATO DA Sergio Rovasio

LILLI GRUBER A "BABILONIA" PARLA DELL'IRAN E DEL RUOLO DELLE DONNE IN MEDIO ORIENTE.
E sull'Italia accusa: «Cardinali avrebbero chiamato parlamentari per
fermare il testo sulla sicurezza antiomofobia». «In Iran esiste una
teocrazia, che è anche regime, secondo la quale il reato di sodomia va
punito con la pena di morte. Purtroppo va ricordato che questo tipo di
pena viene applicata in qualche altro Paese islamico. In realtà, come
sempre accade con le religioni quando assumono un ruolo importante,
alcune barbare pratiche sono più legate a società patriarcali che non
alla religione ». L'europarlamentare Lilli Gruber intervistata dal
mensileBabilonia parla dell'Iran "Paese dei segreti" e del coraggio
delle donne; delle esecuzioni di giovani accusati di omosessualità e di
quei Paesi europei con scarsa sensibilità verso i diritti civili:
«Negli ex Paesi comunisti riscontriamo delle situazioni di violazioni
dei diritti umani fondamentali». E L'Italia? Gli omosessuali non hanno
un minimo di diritti riconosciuti. «L'Italia – replica Lilli Gruber a
Babilonia – come tutti i Paesi che si fondano sulla laicità dello Stato
e quindi sulla netta separazione tra Stato
e religione in ogni senso.
(...) Quello che non è tollerabile è una interferenza diretta. Alcuni
cardinali avrebbero addirittura chiamato una serie di parlamentari per
invitarli a non votare il testo sulla sicurezza e questa la trovo come
una grave interferenza» Alla domanda su chi sia Ahmadinejad risponde:
«Un ultra nazionalista e ultra conservatore legato ai pasdaran e ai
guardiani della rivoluzione. Ha potuto vincere le elezioni solo
perché una metà degli iraniani non è andata al voto».L'europarlamentare
che a dicembre si era mobilitata contro l'impiccagione del giovane gay
Moloudzadeh, scrivendo una lettera di protesta all'ambasciatore
iraniano a Bruxelles, dice: «Non abbiamo ricevuto una risposta
ufficiale ma l'ambasciata ha chiamato per chiedere un incontro».
E le
donne? «Quella delle donne – spiega l'europarlamentare a Babilonia – è
una società civile molto vivace. In Iran ci sono molti gruppi,
associazioni, movimenti ed è una grande società in movimento». Parlando
dell'omosessualità vissuta come tara, Lilli dice: «Questo problema per
loro (paesi islamici ndr.) è spesso legato a tradizioni arcaiche più
che alla religione fermo restando che nel Corano la sodomia è vista
come un grande reato. Ma come è anche nella religione cattolica. Nel
mondo cristiano ci sono anche lì varie interpretazioni dei testi
sacri». INVIATO DA Mario Cirrito – BABILONIA –

RICONOSCERE ASILO POLITICO ANCHE PER GAY E LESBICHE
ITALIA INADEMPIENTE. LO DICE LA
COMMISSIONE EUROPEA IN RISPOSTA A UN'INTERROGAZIONE DEL RADICALE MARCO
CAPPATO. PREANNUNCIATO ANCHE RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA .
Rispondendo ad una interrogazione dei deputati europei Marco Cappato
(Radicali) e di Sophie In't Veld (Democratici 66, Paesi Bassi), la
Commissione europea ha denunciato ritardi nella trasposizione nazionale
della direttiva sull'asilo politico 2004/83/CE, che include un obbligo
per gli Stati membri di considerare l'orientamento sessuale come
ragione per concedere lo status di rifugiato, sulla base delle
circostanze fattuali.
Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo
radicale: "Su 27 Stati membri dell'Unione europea, solamente 17 hanno
rispettato la scadenza del 10 ottobre 2006 per trasporre nel diritto
nazionale la direttiva sull'asilo. Gli altri, tra i quali l'Italia,
hanno nel frattempo ricevuto nel luglio 2007 una lettera dalla
Commissione con parere motivato che li richiamava ai loro obblighi. La
Commissione annuncia nella risposta all'interrogazione l'intenzione di
portare questi Stati alla Corte di Giustizia nel caso persistano nella
loro inadempienza, di cui la lettera é la prima tappa. La Commissione
ha inoltre annunciato di stare esaminando l'applicazione della
direttiva nell'Unione, ed in particolare l'obbligo fatto agli Stati
membri di riconoscere l'orientamento sessuale come ragione per
concedere l'asilo politico. Mi auguro che l'Italia trasponga la
direttiva al più presto e che lo faccia pienamente e correttamente, in
particolare rispetto alle norme sull'orientamento sessuale"
INVIATO DA
Sergio Rovasio


LA PACE E LA FAMIGLIA DI BENEDETTO XVI
Ho avuto occasione di leggere solo in questi giorni l'intervento di Benedetto
XVI sulla Famiglia e la Pace reso l' 8 dicembre u.s. Questo Papa, sui
cui ultimi fatti non intendo qui entrare, ha collegato la pace con l'
istituto familiare, e in particolare con la famiglia cristiana,
istituto che oggi sarebbe, a suo dire, in crisi a causa della cultura
laica e secolarizzata, con conseguente perdita della cultura della
pace. Che dire ? Per me e' una chiara favola, come una favola o fiaba
appare tutta la dottrina cristiana con il suo principale testo, cioe'
la Bibbia. In ordine alla favole o alla fiabe Vladimir Popper afferma
che le medesime hanno varianti fisse, cioe' da una parte l' eroe, dall'
altra c'e' un personaggio malefico, che si oppone all'eroe, c'e' una
forza benefica che corre in aiuto dell'eroe nella sua impresa, ci sono
prove cui l'eroe deve sottoporsi e che danno svolgimento all'impresa, c'
e' un premio, c'e' un dono, una liberazione che l'eroe deve guadagnare,
ecc.ecc. e c'e' innanzitutto anche la sconfitta della morte. Ebbene
tutto questo c'e' nella Bibbia, sia vecchio che nuovo testamento, in
quel quadro che vede da una parte l'imbonitore, il seduttore, e dall'
altra, come dice Roland Barthes, una giovane fragile tesa ad essere
attratta e sedotta. Cio' premesso, a dimostrazione di come in quel
cristianesimo di cui attualmente e' capo Benedetto XVI, le affermazioni
dello stesso siano al di fuori della relativa dottrina, si riporta
quanto si legge nel nuovo testamento: MATTEO 10/34 NON CREDIATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA. NON SONO VENUTO A PORTARE LA
PACE MA LA SPADA. PERCHE' SONO VENUTO A DIVIDERE IL FIGLIO DAL PADRE,
LA FIGLIA DALLA MADRE, LA NUORA DALLA SUOCERA E I NEMICI DELL'UOMO
SARANNO I SUOI FAMILIARI. LUCA 12/49 SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO
SULLA TERRA: COME VORREI CHE FOSSE GIA' ACCESO! ………………………PENSATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA ? NO, VI DICO, MA LA
DIVISIONE. D'ORA INNANZI IN UNA CASA SU CINQUE PERSONE SI DIVIDERANNO
TRE CONTRO DUE, DUE CONTRO TRE: PADRE CONTRO FIGLIO E FIGLIO CONTRO
PADRE, MADRE CONTRO LA FIGLIA E FIGLIA CONTRO LA MADRE, LA SUOCERA
CONTRO LA SUA NUORA E LA NUORA CONTRO LA SUOCERA. Non sembra quindi che
la famiglia cristiana sia un luogo di amore e di pace. A sua volta
ecco quanto si legge nel Vecchio Testamento, che come e ' noto fa parte
di quella Bibbia che e' la base della dottrina cristiana. ESODO 32/27 (
MOSE) SI FERMO' SULLA PORTA DEL CAMPO E GRIDO: CHI E' PER IL SIGNORE ?
..... A ME. ED EGLI ORDINO' LORO: HA DETTO IL SIGNORE, IDDIO D'
ISRAELE: CIASCUNO DI VOI SI METTA UNA SPADA AL FIANCO: ANDATE IN GIRO
PER IL CAMPO, DA UNA PORTA ALL'ALTRA, E OGNUNO UCCIDA IL FRATELLO,
L'AMICO, IL PARENTE. ALLORA I FIGLI DI LEVI FECERO SECONDO LE PAROLE
DI MOSE': E IN QUEL GIORNO MORIRONO FRA IL POPOLO CIRCA TREMILA UOMINI.
POI MOSE' DISSE: OGGI VOI SIETE STATI CONSACRATI AL SERVIZIO DEL
SIGNORE, CHI AL PREZZO DEL PROPRO FIGLIO, E CHI DEL PROPRIO FRATELLO;
PERCIO' EGLI OGGI VI DONA LA BENEDIZIONE. Ecco il commento della Chiesa
Cattolica Apostolica MOSE' CAPO DI QUEL POPOLO COSI' POCO ACCESSIBILE
ALLA VOCE DELLA RAGIONE E DEL SENTIMENTO, DOVETTE INFLIGGERE UN SEVERO
CASTIGO, E CHI LO ESEGUI' FECE OPERA GIUSTA. Se questo e' il commento
dell'attuale Chiesa Cattolica, e' consequenziale che la medesima
ordini, come ha sempre fatto fino a quando ha avuto il potere
materiale, di prendere la spada e di andare ad uccidere il padre, il
figlio, il fratello, e cosi' via, per il solo fatto di avere un Dio
diverso o avere nessun Dio, con scarsa attenzione per la famiglia. A
questo aggiungiamo che Gesu' non solo ha imposto che nessuno ami piu'
di lui la propria madre, il proprio padre e i propri figli, cioe' la
propria famiglia, ma addirittura fu lui stesso a non amare e a non
rispettare la sua famiglia. Ricordiamo l'episodio di Gesu' dodicenne
fuggito dai genitori per andare al Tempio, quello delle nozze di Cana
in cui ebbe a rivolgersi a Maria non con il termine di madre, ma di
donna, l'episodio in cui Gesu' fu raggiunto dalla madre e dai fratelli,
ma che non volle vedere, ecc.ecc. A questo aggiungiamo che l'altra
componente della famiglia di Gesu', cioe' Giuseppe, viene descritto non
come protagonista della stessa, ma come semplice comparsa. I vari passi
della Bibbia sulla famiglia ci appaiono in totale contraddizione con
l'attuale pensiero sulla famiglia, anche cristiana. Oggi questa e'
vista come punto centrale della donna e dell'uomo, mentre nella
dottrina cristiana e' riguardata come possibile impedimento alla
comunione con Dio, come mezzo di procreazione, a mo' di tutti gli
animali, e come strumento di soddisfazione della concupiscenza. Vediamo
cosa dice San Paolo: A RIGUARDO POI DI QUANTO MI AVETE SCRITTO, E' BENE
PER L'UOMO NON TOCCARE DONNA, TUTTAVIA PER EVITARE LA FORNICAZIONE OGNI
UOMO ABBIA LA SUA MOGLIE ED OGNI DONNA ABBIA IL MARITO. IL MARITO RENDA
ALLA MOGLIE QUEL CHE LE DEVE LO STESSO FACCIA LA MOGLIE VERSO IL
MARITO. LA MOGLIE NON E' PADRONA DEL PROPRIO CORPO, MA IL MARITO.
COSI' PURE IL MARITO NON E' PADRONE DEL PROPRIO CORPO, MA LA MOGLIE.
NON PRIVATEVI L'UNO DELL'ALTRO SE NON DI COMUNE ACCORDO PER UN TEMPO
DETERMINATO, PER ATTENDERE ALLE PREGHIERE, POI RITORNATE DI NUOVO
INSIEME AFFINCHE' SATANA NON VI TENTI A CAUSA DELLA VOSTRA
INCONTINENZA. Dove stanno, nelle parole della Bibbia, la giustizia e l'
amore di cui parla Benedetto XVI ? Cio' che appare importante per la
famiglia cristiana e' il CORPO e non lo SPIRITO. A meno che per questo
Papa LA GIUSTIZIA E L'AMORE si concretizzino nel fare sesso per evitare
le tentazioni di Satana. Dove sta quel rispetto che i figli debbono
avere nei confronti dei genitori e l'umanizzazione nei riguardi dei
fratelli? Mi si consenta di ricordare che quando a Roma dominava la
famiglia cristiana, detta citta', capitale del cristianesimo che vedeva
seduti sul suo massimo scanno i predecessori di Benedetto XVI, veniva
definita come quella dei delitti e dei veleni e le relativa alcove
erano una alternanza di piu' o meno belle donne. Ma non solo. Nei quasi
duemila anni di famiglie cristiane, l'Europa non ha visto mai un
momento di pace, pace che invece la nostra generazione sta godendo,
almeno nel nostro continente, e cio' da quando le famiglie si sono
laicizzate e secolarizzate. Che dire poi di quanto i popoli europei
cristiani, specie i cattolicissimi re di Spagna, fecero al tempo, non
solo delle Crociate, ma anche successivamente in sede di colonizzazione
dell'Africa e dell'America, in cui migliaia di famiglie africane furono
divise, strumentalizzate, schiavizzate, ecc.ecc., al di fuori di ogni
senso della giustizia, dell'amore e della pace ? E che dire delle
condizioni degli attuali popoli cattolicissimi del Sud America che sono
nelle peggiori condizioni economiche, civili e sociali dei popoli cosi'
detti evoluti e civili del mondo, in cui la famiglia e' un non senso
assoluto.? Quindi non si tratta di ritenere che l'uomo sia "cattivo",
ma che questi operi secondo i retti insegnamenti di Cristo e secondo i
suoi comportamenti. Non dice forse Giovanni nella sua prima lettera che
CHI DICE DI STARE IN GESU' CRISTO, DEVE ANCHE VIVERE COME E' VISSUTO
LUI ? E come Cristo e' vissuto ? Per rimanere al testo evangelico, si
evidenzia che mentre sembra che inviti alla pace, poi e' lui stesso a
dire che non e' venuto a portare la pace, ma la spada. Ma Gesu' non
solo dichiara di aver portato la spada, ma addirittura dice che non
bisogna turbarsi delle guerre: MARCO 13/7 MA QUANDO VOI SENTIRETE
PARLARE DI GUERRE E DI RUMORI DI GUERRE, NON VI TURBATE. E' NECESSARIO
CHE CIO' AVVENGA, TUTTAVIA NON E' ANCORA LA FINE. POICHE' SI SOLLEVERA'
NAZIONE CONTRO NAZIONE E REGNO CONTRO REGNO, CI SARANNO TERREMOTI IN
VARI LUOGHI E VERRANNO DELLE CARESTIE. QUESTO E' IL PRINCIPO DEI
DOLORI. Quindi perche' un cristiano dovrebbe operare per la pace se la
guerra e' voluta da Dio ? E che cosa insegna la Chiesa di Cristo anche
con le sue rappresentazioni ? Andiamo in pellegrinaggio alla Basilica
di San Paolo in Roma. Ebbene che cosa vediamo ? Vediamo la statua di
San Paolo, colui che viene definito l'apostolo delle genti e il primo
teologo cristiano, che in una mano ha un libro e nell'altra una spada.
Il tutto ci ricorda il famoso detto mussoliniano LIBRO E MOSCHETTO.
Anche Mussolini era tanto amante della famiglia fascista, non molto
dissimile da quella cristiana, ma non sembra proprio che amasse la
pace, come non sembra che la ami la dottrina dl Cristo e l'abbia amata
la relativa storia. Infine da un punto di vista storico, mi si permetta
ricordare che dopo la caduta della PAX ROMANA, a favore della quale
Augusto, imperatore pagano, dedico' una specifica ara, che ancora
ammiriamo, e con l'avvento del potere cristiano, e quindi della
famiglia cui si rifa' Bendetto XVI, la pace, inj Europa, e' andata a
farsi benedire, auspici gli infiniti papi che si sono susseguiti sullo
scanno su cui oggi siede Benedetto XVI. Guardacaso, da quando l'Europa
ha un nuovo tipo di famiglia che tanto condannano la Chiesa cattolica e
in particolare Benedetto XVI, la pace in essa e' divenuta una costante.
Ma forse e' questo che preoccupa l'attuale Vicario di Cristo in terra:
CHE SI ALLONTANI SEMPRE DI PIU' IL PRINCIPIO DEI DOLORI DI CUI CI HA
PARLATO MARCO 13/7, cioe' si allontani la cristiana fine del mondo.
Benedetto XVI afferma che tutti i popoli formano una sola comunita',
hanno una unica origine, cioe' Dio, e hanno un solo fine, cioe' Dio, e
sono una comunita' di pace. Una simile affermazione mi ha fatto pensare
o che l'attuale Papa non sia un gran teologo, o che anche lui pensi di
rivolgersi ai poveri in ispirito e agli ignoranti, pensando di vivere
al tempo in cui Campo de' Fiori era destinata ai liberi pensatori,
cioe' a coloro che hanno reso poi famosa la nostra Europa. Leggiamo
cosa recita la Bibbia, cioe' il testo sacro dei Vicari di Cristo in
terra: GENESI 11/1 ALLORA TUTTA LA TERRA AVEVA UN MEDESIMO LINGUAGGIO E
USAVA LE STESSE PAROLE. .................E DISSERO GLI UNI AGLI ALTRI:
SU FABBRICHIAMO DEI MATTONI, E CUOCIAMOLI AL FORNO. E SI SERVIRONO DI
MATTONI INVECE CHE DI PIETRE E DI BITUME IN LUOGO DELLA CALCE. E
DISSERO: ORSU' EDIFICHIAMO UNA CITTA E UNA TORRE CON LA CIMA AL CIELO.
FABBRICHIAMOCI COSI' UN SEGNO DI UNIONE, ALTRIMENTI SAREMO DISPERSI
SULLA FACCIA DELLA TERRA. MA IL SIGNORE SCESE A VEDERE LA CITTA' E LA
TORRE, CHE I FIGLI DEGLI UOMINI COSTRUIVANO E DISSE: ECCO ESSI SONO UN
POPOLO SOLO E HANNO TUTTI UN MEDESIMO LINGUAGGIO: QUESTO E' IL
PRINCIPIO DELLE LORO IMPRESE. NIENTE ORMAI LI IMPEDIRA' DI CONDURRE A
TERMINE TUTTO QUELLO CHE VERRA' LORO IN MENTE DI FARE. ORSU' DUNQUE,
SCENDIAMO E PROPRIO LI' CONFONDIAMO IL LORO LINGUAGGIO, IN MODO CHE GLI
UNI NON SI INTENDANO CON GLI ALTRI. Ecco di chi e' la colpa delle
disunioni e delle guerre. Gli uomini volevano essere uniti, ma il Dio
giudaico cristiano ha avuto paura che gli sfuggissero dalle mani, forse
ha avuto anche invidia che nei medesimi nascesse lo spirito di
iniziativa e che cominciassero a sfidare le forze divine, cioe' la
conoscenza. Questo episodio ci ricorda anche quello del mito greco
rappresentato da Prometeo e Zeus, in cui, come in questo, possiamo
vedere anche una contrapposizione delle religioni, e quindi anche
quella giudiaco cristiana, con la ricerca e la scienza. Ecco chi ha
inventato il principio DIVIDE ET IMPERA. Ora, i vicari di Dio/Cristo in
terra, invece si stanno battendo per l'unione tra i popoli, con il loro
eucumenismo, eucumenismo che pero' vede sempre come unica istituzione
principe la Chiesa Cattolica. Chi ha ragione, Dio o i suoi vicari in
terra delle ultime generazioni ? Pero', quando questi vicari avevano
gran parte della terra sotto il loro dominio, o temporalmente o
religiosamente, nulla hanno fatto per l'unione, anzi sono stati sempre
i promotori delle guerre, guerre di religione, guerre tra papato e
impero, guerra di conquista, ecc.ecc. E nulla stanno facendo ora nei
riguardi del laicismo e dei valori naturali. Uso questo termine perche'
lo usa l'attuale Papa, in una visione perversa e contraddittoria dell'
intelletto e della ragione umana. Ora se il suindicato principio, cioe'
quello del DIVIDE ET IMPERA, ha dominato per secoli l'Europa quando,
in un modo o nell'altro imperava la dottrina e la famiglia cristiana,
esso non sembra piu' far parte della cultura dei governanti europei,
come mezzo o strumento di potere e di sopraffazione sugli altri popoli,
almeno teoricamente, e quindi dottrinariamente. Benedetto XVI ha
continuato dicendo che la famiglia naturale, cioe' quella fondata sul
matrimonio di un uomo di una donna, e' una intima comunione di vita e
d'amore, e' il luogo di umanizzazione della persona ed e' la culla
della vita e dell'amore e che la famiglia e' una istituzione divina che
sta a fondamento della vita delle persone, e' educatrice alla pace ed
e' una agenzia di pace. Giusto, ma per meglio dire ammettiamo e non
concediamo. Mi si permetta al riguardo una domanda. Cosa dobbiamo
pensare: che i preti che non mettono su famiglia non siano umanizzati,
non siano educatori di pace e di amore ? Che nella fantasia umana la
famiglia possa essere ritenuta come istituzione divina, puo' anche
darsi, ma che detta famiglia possa essere considerata un luogo di
umanizzazione della persona, a me lascia qualche dubbio e cio'
cominciando dalla prima famiglia giudaico cristiana, cioe Adamo ed Eva
e relativi figli. Leggiamo cosa dice il Vecchio Testamento. Adamo, al
momento della creazione della donna e quindi della prima famiglia, ebbe
cosi' a dire: QUESTA VOLTA ESSA E' CARNE DELLA MIA CARNE, E OSSO DELLE
MIE OSSA, LA SI CHIAMERA' DONNA PERCHE' DALL'UOMO E' STATA TOLTA. PER
QUESTO L'UOMO ABBONDENERA' SUO PADRE E SUA MADRE E SI UNIRA' A SUA
MOGLIE E I DUE SARANNO UNA SOLA CARNE. E i due furono tanto una sola
carne che poi Adamo, al momento della responsabilita' in ordine alla
famosa mela ebbe cosi' a dire a Dio che lo aveva rimproverato per aver
a lui disubbidito: LA DONNA CHE TU MI HAI POSTO ACCANTO MI HA DATO DELL'
ALBERO E IO NE HO MANGIATO. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto
XVI, cioe' una famiglia che non solo scarica sull'altro componente la
responsabilita' del " peccato", dimostrando cosi' in che termini si
possa dire che detta istituzione sia un luogo di amore e di giustizia,
ma che addirittura riporta la responsabilita' del fatto a Dio, in
quanto creatore dell'elemento femminile della prima famiglia. E che
dire dei primi fratelli della prima famiglia giudaico cristiana, cioe'
di Caino ed Abele ? Tutti conosciamo la storia piu' o meno vera, piu'
o meno fantasiosa, e cioe' che per un nonnulla il primo tolse la vita
al secondo. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto XVI, cioe' una
famiglia in cui tra fratelli ci si " scanna " e in cui non sembra
essere presente ne' la giustizia ne' l'amore ? E che dire della
famiglia di Isacco, di Rebecca, di Esau' e di Giacobbe ? Come ben si
legge nella Bibbia, Giacobbe, fratello di Esau', ma un fratello
scansafatiche, ricatto' Esau' che era tornato dal lavoro mentre l'altro
era rimasto senza far niente sotto la tenda. La moglie Rebecca truffo',
oltretutto con destrezza, sia il marito Isacco che il figlio Esau' per
favorire il figlio Giacobbe. Questi inganno' e truffo' sia il padre che
il fratello Esau'. Ebbene e' a questa famiglia che pensa e cui tende
Benedetto XVI ? Forse si, se si considera che il famoso angelo che si
presento' a Maria ebbe cosi' a dirle: ECCO CONCEPIRAI UN FIGLIO, LO
DARAI ALLA LUCE E LO CHIAMERAI GESU'. SARA' GRANDE E CHIAMATO FIGLIO
DELL'ALTISSIMO,; IL SIGNORE DIO GLI DARA' IL TRONO DI DAVID SUO PADRE E
REGNERA' PER SEMPRE SULLA CASA DI GIACOBBE. Ora tutti, o almeno i
cristiani, dovrebbero conoscere, non solo le " bravate" di Giacobbe,
che in parte ho sopra riportate, e sulla cui casa Dio ha posto, come
re, Gesu', ma anche gli anomali comportamenti di David che ben poco
hanno a che vedere con l'amore e la giustizia all'interno della
famiglia. Ebbene, Benedetto XVI e' il Vicario in terra di questo Gesu'
che sarebbe nato per regnare sulla casa di Giacobbe, cioe' la casa di
un ricattatore e di un truffatore. Potrei continuare all'infinito
riferendo episodi sia del vecchio che del nuovo testamento nonche'
della relativa bimillenaria storia cristiana, cominciando dalla
famiglia di Agostino, ma mi astengo solo per evitare una eccessiva
lunghezza della presente e considerato che gli stessi sono o dovrebbero
essere conosciuti da tutti i cristiani, cominciando dal Benedetto XVI.
Uno pero' ritengo di ricordarlo perche' per me e' veramente
sconvolgente, e perche' dimostra come l'amore e la giustizia familiare
sia totalmente estranea alla dottrina cui si rifa' Benedetto XVI,
autore delle meditazioni che con la presente si intendono osservare. Mi
riferisco all'episodio che vede un discepolo di Gesu' chiedere al
medesimo il permesso di andare a seppellire il padre che era morto.
Ebbene qual e' stata la risposta di quel Cristo di cui Benedetto XVI
dicono essere il Vicario in terra: LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I
MORTI. Questo e' l'onore che si deve avere nei riguardi di uno dei
componenti della famiglia, questo e' il rispetto che si deve avere all'
interno della famiglia cristiana ? Se sono questi, io preferisco la
famiglia laica e secolarizzata, come credo che ormai la preferisca la
maggioranza degli Europei, e come indirettamente riconoscono le
gerarchie cattoliche quando affermano che bisogna operare per la
rievangelizzazione del vecchio continente. Benedetto XVI ha detto che
la famiglia nasce dal si definitivo di un uomo ed una donna. Mi si
permetta di ricordare quanto al riguardo dice Gesu': Matteo5/32:
CHIUNQUE RIPUDIA SUA MOGLIE, ECCETTO IN CASO DI CONCUBINATO, LA ESPONE
ALL'ADULTERIO. Quindi, e' lo stesso Gesu' che considera moglie anche la
concubina, termine questo oggi modificato in convivente. Ora se e' lo
stesso Gesu' che definisce moglie anche la concubina, vuol dire che
anche il concubinato, oggi convivenza, e' considerato da Cristo come
una famiglia. D'altra parte nel primo cristianesimo abbiamo un esempio
famoso e fulgido di famiglia convivente, cioe' quella di Agostino che
convisse con la moglie concubina per 15 anni generando anche un figlio.
Benedetto XVI ha parlato della pace, del bene e del male, come naturali
conoscenze dell'uomo. Giusto, ma allora dove e' stato l'uomo cristiano
per circa due mila anni, quando il medesimo e' stato un susseguirsi di
guerre, di ingiustizie, di genocidi, di reiterati assoluti
schiacciamenti dei deboli, cominciando dalle famose guerre coloniali in
Sud America che hanno totalmente o quasi distrutto le popolazioni
aborigene ? Forse la Chiesa di Roma e il Cardinal Borromeo quando
perseguitavano Campanella, Giordano Bruno, Galileo Galilei, pensavano
che stavano perseguendo il bene. Puo' darsi, ma allora e' ben stare
alla larga da questo BENE. Dove stava la Roma cattolica ? Benedetto
XVI ha detto che la forza va sempre disciplinata dalla legge.
Giustissimo, ma dove stavano in questi ultimi venti secoli i Vicari di
Cristo che hanno preceduto l'attuale Papa, secoli che hanno visto l'
arbitrio piu' assoluto al di fuori di ogni bene naturale e della legge
? Mi si consenta riportare quanto Hitler ebbe a dire circa il
cristianesimo: ATTUALMENTE L'INDIVIDUO DEVE NOTARE CON SOFFERENZA CHE
NEL MONDO ANTICO, MOLTO PIU' LIBERO DEL MODERNO, APPARVE, CON LA VENUTA
DEL CRISTIANESIMO, LA PRIMA PAURA SPIRITUALE. ANCHE IL CRISTIANESIMO
NON POTE' APPAGARSI DI COSTRUIRE IL SUO ALTARE: DOVETTE PER FORZA
DISTRUGGERE LE AREE PAGANE. Ed egli, per la sua azione, prese ad
esempio, l'azione millenaria del cristianesimo: SOLO COMINCIANDO CON
QUESTA ENTUSIASTICA INTOLLERANZA ( cioe' la distruzione dei templi
pagani) POTE' FORMARSI LA FEDE INDISCUTIBILE, DI CUI L'INTOLLERANZA E'
PROPRIO LA NECESSARIA CONDIZIONE PRELIMINARE. Benedetto XVI ha
ricordato che nel 1968, grazie ad una provvidenziale intuizione di
Paolo VI la Chiesa indisse la prima giornata della Pace. Ebbene
Benedetto XVI dovrebbe ricordare che detta intuizione non fu
provvidenziale, cioe' frutto della provvidenza divina, perche' gia'
dagli anni 1950 ci furono organizzazioni e uomini che si stavano
battendo per la pace. Il famoso simbolo della pace tuttora presente
risale al 1958. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la tutela
ambientale. La Chiesa cattolica solo da pochi anni sta dedicando parte
del suo tempo all'ambiente. I laici sono decenni che lo hanno
affrontato. La Chiesa cattolica ha eliminato dal suo codice penale la
pena di morte soltanto negli anni sessanta del XX secolo, a me sembra
nel 1969, quando altri popoli europei gia' da decenni l'avevano
eliminata dalla propria legislazione. Come al solito la Chiesa piu' che
prendere le iniziative, si adegua alle iniziative degli altri, e cio'
dopo anni e anni, se non dopo decenni e secoli, pronta sempre a tornare
indietro quando ha le possibilita' politiche. Mi si consenta concludere
con una considerazione. In questi giorni, alcuni giornali hanno
ricordato come in pendenza degli ultimi due papati gli scontri
ottocenteschi tra laici e cattolici si erano andati notevolmente
smussando, e cio' in particolare sotto il " regno" di Giovanni Paolo
II. Ancora una volta che dire ? I laici grosso modo sono sempre gli
stessi, chi e' cambiato, e' stato il Pontefice Massimo della Chiesa di
Roma. Sull'argomento sarebbe bene che meditassero gli uomini di buona
volonta', laici e cattolici, altrimenti si potrebbe sapere come si
comincia ma non come si finira'. Non vado oltre per evitare una
eccessiva lunghezza della presente. Se quanto io ho detto non dovesse
corrispondere alla verita', ci sara' qualcuno che, nel quadro della
rievangelizzazione di cui da tempo questo Papa parla, riterra' di
negare, con documenti alla mano, che quanto sopra ho scritto sia vero
? Ci sara' qualche giornalista della carta stampata, della radio o
della televisione che avra' il coraggio, il senso civico l'onesta'
professionale di affrontare il tema in questione senza alcuna
sudditanza intellettuale? Massimo Sega 00199 Roma – Via Fucino 6

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22 settembre 2007

news 22 settembre

INTERVISTA AD ALESSANDRO CECCHI PAONE
Potete leggerla e ascoltarla su
www.portalelazio.net
Servizio curato da Carla Liberatore

GENTILINI ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Finalmente una buona notizia dal fronte della
giustizia. Il vice sindaco di Treviso, l' omofobo sceriffo Gentilini, è
stato iscritto nel registro degli indagati grazie all'opera del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli che già da tempo ha pubblicato sul
suo sito il modulo di querela nei suoi confronti per istigazione a
delinquere, dopo che in un'intervista rilasciata ad una radio agli
inizi del mese di agosto, egli aveva lanciato una "pulizia etnica
contro i culattoni". "E' un piccolo passo che ci riempie di orgoglio e
ci fa ben sperare che anche in altre parti d'Italia, di fronte ad
esternazioni razziste ed omofobe, altri omosessuali e transessuali
abbiano il coraggio di denunciare gli atti e gli atteggiamenti
discriminatori. Ci aspettiamo che tante altre persone scarichino dal
nostro sito il modello di querela e lo inviino al più presto alla
Procura della Repubblica. E' ora di dire basta ai sorprusi perpetrati
ai danni delle persone glbt, anche attraverso le vie legali. Speriamo
soltanto che tutto finisca, come spesso succede in questi casi, nell'
archiviazione. Il Circolo Mario Mieli vigilerà affinché ciò non
succeda" Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli Segreteria Politica Andrea Berardicurti . tel. 06/5413985
348/7708437


VELTRONI E L'ORIENTAMENTO SESSUALE
Nei giorni scorsi con un comunicato stampa il Mario Mieli ha sollecitato i candidati
leader del Partito Democratico ad esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali, per fornire degli elementi di giudizio a
quei gay, lesbiche e trans potenzialmente interessati al nascente
partito. Era stato chiesto a ciascun candidato di scegliere se
esprimersi o meno su tali temi, con quale chiarezza e proposte, con
quanta determinazione, con quali previsioni e soprattutto prospettiva
politica. Un' articolata domanda per una complessa, ampia e attuale
questione, che riguarda il dieci per cento della popolazione italiana.
Ad oggi ci è giunta una sola risposta di sette righe ad opera del
Comitato Nazionale Walter Veltroni, qui riportata: "Veltroni ha sempre
avuto considerazione per chi viene discriminato per il suo orientamento
sessuale, non solo chiedendo a tutti il rispetto, ma creando occasioni
di incontro e di festa per sciogliere la diffidenza e la paura, che
sono componenti primarie della violenza. In questo senso, porterà la
positiva esperienza realizzata come sindaco di Roma nell'ambito del
Partito Democratico, affinché nessuno si senta escluso o esposto all'
intolleranza." Dinanzi ad anni di lotte del movimento lgbt, a mesi di
polemiche sui Dico e company, ad un Pride di giugno con un milione di
persone, ad un pacchetto antiviolenza che non viene varato, a norme
antidiscriminatorie che non esistono, alla crescente violenza e
omofobia nei confronti di omosessuali e trans, al bullismo, alle crepe
nella laicità dello Stato e via discorrendo, una sola risposta
perviene, che promette sollecitazioni al rispetto e aiuti per le feste.
Increduli e offesi, riteniamo che la cosa si commenti da sé. Ci
limitiamo a sottolineare che il richiamo al rispetto in una Nazione
democratica dovrebbe essere scontato e comune a tutte le forze
politiche, siano di destra, di centro o di sinistra. Quanto al "creare
occasioni d'incontro e di festa", gli omosessuali e le persone
transessuali gli incontri e le feste sanno benissimo farseli da soli, e
sanno anche condividerli con gli eterosessuali. In ogni caso non si
vede il nesso con le richieste di interventi normativi che in Italia
non ci sono, al contrario del resto di Europa. Fabrizio De Andrè
cantava: "E senza che gli altri ne sappiano niente, dimmi senza un
programma, dimmi, come ci si sente?". Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica Andrea
Berardicurti . tel. 06/5413985 348/7708437

APPELLO PER LA LIBERTA' IN IRAN
Da alcuni mesi Arcigay è mobilitata in una campagna di
denuncia della terribile situazione dei diritti umani in Iran. Dopo la
nostra azione di denuncia, che ha portato ad una discussione in
Commissione esteri della camera e alla condanna delle esecuzioni
capitali del regime iraniano, e dopo la mobilitazione per Pegah
Emambakhsh abbiamo pensato di lanciare una petizione per la libertà in
Iran. Insieme ad Arcilesbica e all'Associazione Lamanicatagliata
abbiamo attivato un sito
www.dirittiumani-iran.org dove tutti possono
sottoscrivere un appello al governo (che vi allego qui sotto) affinchè
si pongano in atto azioni concrete per la tutela dei diritti umani
fondamentali in quel paese. E' naturale che più saranno i
sottoscrittori dell'appello, maggiori saranno le possibilità di
incidere politicamente e mettere in campo iniziative che possano
denunciare una situazione drammatica per tutte le minoranze di quel
paese. Per questa ragione chiedo la vostra collaborazione per la
massima diffusione di questo appello e per la pubblicizzazione del sito
sia tramite le vostre mailing list, che attraverso i contatti stampa,
gli amici, le associazioni, i partiti, gli esponenti del mondo
politico, istituzionale o associativo, i blog ed i siti delle vostre
associazioni. Non si tratta solo di tutelare le molte vite umane che
sono in gioco, la posta è ben più alta. Il rischio concreto è che se
non ci sarà una mobilitazione di coscienze qui in occidente i
dissidenti iraniani, lasciati soli, saranno sempre più spinti a
chiedere l'intervento armato di Bush, che sembra non vedere l'ora di
aprire un nuovo fronte di guerra con l'Iran. So che questo può sembrare
uno strumento piccolo, ma è pur sempre l'occasione per fare qualcosa di
concreto. Rimango a disposizione per qualsiasi tipo di informazione,
chiarimento o contributo che possano portare al successo di questa
iniziativa. Vi ringrazio fin d'ora per l'impegno che vorrete riservare
a questa importante campagna per i diritti umani. Luca Trentini
Responsabile nazionale Arcigay Diritti umani e Lotta alla violenza

APPELLO PER LA LIBERTÀ IN IRAN
La situazione di repressione e di violazione dei diritti umani in Iran ha subito recentemente un deciso peggioramento. Dopo l'avvio di una campagna moralizzatrice che detta
regole precise persino sul taglio dei capelli da parte del regime di
questo paese si sono verificate un numero elevatissimo di violazioni
delle libertà individuali. Uomini e donne, musicisti, artisti,
attivisti e oppositori politici vengono sistematicamente arrestati con
le accuse più disparate. La situazione è divenuta ormai drammatica. Il
regime non ha esitato a condannare a morte dopo processi sommari molte
persone con accuse solitamente legate a non meglio precisati "crimini
sessuali". La situazione è molto confusa a causa della difficoltà di
reperire informazioni e contatti in un paese dove vige ormai il
terrore. Molti attivisti dei diritti umani sono stati arrestati o sono
in fuga e non è quasi più possibile reperire notizie e aggiornamenti
sulla situazione. Appare evidente che questa operazione mira ad
eliminare ogni potenziale voce di dissenso al regime il quale, in virtù
di un totale controllo dei media, fa apparire come pericolosi criminali
uomini e donne colpevoli solo di "atteggiamenti occidentali" o
"sodomia". Come cittadini e associazioni che hanno a cuore il pieno
rispetto dei diritti umani non possiamo accettare o tollerare una
situazione che viola la libertà e la dignità delle persone e la vita
umana. L'Italia, grande partner commerciale dell'Iran, membro del
comitato per i diritti umani dell'ONU, paese che promuove la moratoria
internazionale delle esecuzioni capitali e l'abolizione della pena di
morte non può rimanere in silenzio. Per queste ragioni facciamo appello
al Governo italiano perché
· attivi tutti i canali diplomatici per
scongiurare l'ulteriore esecuzione di condanne a morte;
· sostenga i
movimenti dei diritti civili e di liberazione femminile presenti
clandestinamente nel paese;
· operi presso il Parlamento europeo e in
sede comunitaria perché l'Unione europea esprima una condanna della
repressione in atto;
· richiami l'Iran al rispetto dei trattati
internazionali sui diritti umani;
· si renda disponibile a dare asilo
politico a chi è perseguitato in Iran o rischia la persecuzione se
espulso verso quel paese;
· monitori costantemente la situazione dei
diritti umani in Iran;
Promuovono: Arcigay, Arcilesbica, Associazione
Lamanicatagliata per sottoscrivere l'appello:
www.dirittiumani-iran.org


LA BENEDIZIONE DELLE COPPIE OMOSESSUALI DIVIDE I BATTISTI ITALIANI
ROMA - In vista dell'Assemblea Sinodo, che si aprirà nei primi giorni
di novembre a Roma, in cui Battisti, Metodisti e Valdesi si riuniranno,
dopo due anni, si affilano le armi sulla discussione del documento
redatto dal Gruppo di lavoro sull'omosessualità (G.l.om), composto dai
rappresentanti delle tre confessioni) che chiede esplicitamente alle
tre chiese di istituire la benedizione delle coppie gay. Nonostante il
documento sia stato approvato anche con il voto favorevole dei
rappresentanti battisti presenti nel Gruppo di lavoro è in seno alle
chiese battiste che esistono le maggiori divergenze di merito (quelle
valdesi e metodiste non hanno rilevanti problemi in proposito, come si
evince dall'approvazione dell'ordine del giorno contro l'omofobia nel
loro sinodo Valdese di quest'anno). Infatti in internet stanno girando,
in questi giorni, vari documenti realizzati da alcune comunità battiste
della penisola, in cui si va da valutazioni possibiliste e inclusive
nei confronti delle coppie omosessuali a documenti di netta chiusura,
di presa di distanza dal documento del Gruppo di lavoro
sull'omosessualità e di rifiuto di ogni tipo di benedizione delle
coppie omosesuali. In prevalenza tale atteggiamento è riscontrabile in
alcune comunità del Lazio e dell'Italia meridionale sulla base di
interpretazioni letterali della Bibbia, comunità che accusano "Gruppo
di lavoro sull'omosessualità" di non aver lavorato per il dialogo e di
dare interpretazioni faziose della Scrittura e della morale cristiana
per sostenere le benedizioni ai gay. Naturalmente si deve tenere
presente che, pur unite formalmente nell'UCEBI (Unione delle Chiese
Battiste in Italia), le comunità battiste sono, a differenza di altre
chiese protestanti come quella valdese, di tipo congregazionalista. In
poche parole ogni chiesa locale fa capo solo a se stessa e il rapporto
con il livello nazionale è molto debole e ciò spiega l'atteggiamento di
estrema apertura di alcune comunità (come in Toscana o nel
settentrione) e, all'opposto, di aperta ostilità di altre su questo
tema. Questa spaccatura è destinata ad influire molto sullo svolgimento
dell'Assemblea Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e Valdesi di
quest'anno. Dalla REFO (Rete Evangelica fede e Omosessualità) fanno
sapere che ce la metteranno tutta per arrivare ad un'approvazione del
documento del G.l.om e, quindi, delle benedizioni delle coppie gay. Ma
anche se avvenisse, ciò non vincolerebbe le comunità battiste che non
vogliano procedere con questa pratica. Ma in alcuni ambienti del
protestantesimo italiano si dà per probabile un nulla di fatto su
questa materia, anche se molti sottolineano come sia comunque positiva
la discussione sull'argomento, indipendentemente dall'esito finale,
anche perché questa discussione è inedita per le altre realtà cristiane
del nostro paese. Qualora il Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e
Valdesi non decida nulla sulle benedizioni delle coppie gay una delle
possibilità ventilate è che ognuna delle chiese coinvolte possa
decidere autonomamente di approvare la disciplina sulle benedizioni
alle coppie gay.


A QUANDO IL MEDIA VAFFANQ-DAY? BIG-BANG DEL SISTEMA
IL VIRUS DISINFORMAZIJA HA I GIORNI CONTATI
Il Virus disinformazija «Copyright» Giuliana D'Olcese per Beppe Grillo
Mentre il Corriere della
Sera titolava «il Nemico in Casa» il Popolo diessinodecretava: «Sì al
Vaffanculo-Day contro il finanziamento pubblico a giornali e Tv».
Appunto, contro il Nemico in Casa. Un virus chiamato Missis Frenda. Il
Virus disinformazija colpisce ancora Grillo e Grillanti, e l'ineffabile
Missis Frenda, Regina dell'Asilo Mariuccia.... a Presidenza.
repubblica@quirinale.it «La discussione è aperta», dice oggi dalle
colonne dei giornali il Presidente della Repubblica, e mentre chiede ai
Mass media di «evitare facili sensazionalismi», il politologo Giovanni
Sartori, ragionando sull'evento promosso da Beppe Grillo, il Vaff-Day,
dalle colonne del Corsera
www.corriere.it risponde con osservazioni e
parole ineccepibili ed aderenti alla realtà italiana: «lo stato di
putrefazione del Paese è tale...» scrive Sartori a cui va riconosciuto
di aver dato la risposta più sensata, e priva di grossolana
partigianeria di parte, letta finora sul quotidiano diretto da Paolo
Mieli, sul quale, se ne sono lette di tutti i colori contro Grillo come
il titolo del 9 settembre «Insulti a Biagi». Falso mediatico che
gridava vendetta. Da vecchia amica e da cittadina che egli stesso ha
visto più volte impegnata nelle battaglie civiche e civili, comprese le
Riforme Istituzionali, voglio dire al Presidente Napolitano Caro
Giorgio, quando i buoi son scappati dalle stalle, i tardivi, se pur
autorevoli ''tappi" istituzionali, hanno sortito effetti contrarissimi
a quanto si proponevano di ottenere. Oggi ottengono, se pur possibile
perchè la misura del Paese è stracolma, l'effetto di aizzare ancor più
gli animi esasperati, e schifati, di noi cittadini-elettori. Caro
Presidente, sei una persona di cultura e intelligenza politica tali,
che sai bene, purtroppo, che moniti e tappi istituzionali non è più
tempo che funzionino. Sei la persona, e con te Clio, più perbene, leale
e onesta che abbia conosciuto e frequentato nella vita, quindi credimi
Giorgio, questo Paese è alla frutta ma, sono certa, che la tua
rettitudine ed il tuo senso dello Stato sono tali che possono, se vuoi,
investire il Paese di un vento nuovo, fresco, pulito, lindo,
respirabile. Hai un grande lavoro davanti a te ma te lo chiedono 60
milioni di italiani perchè non serve alludere, purtroppo. Non basta
lanciare avvertimenti corretti, chiari, mirati a chi e a quanti ben
sanno che arrivano a redazioni, associazioni, movimenti, cittadini,
istituzioni. La correttezza verbale viene scambiata per debolezza,
insulsaggine. Chi deve capire finge di non capire. Si sente il più
furbo, o la più furba, del Reame così che a stretto giro di ore,
rivomita sulle pagine del suo giornale il prodotto adulterato e
adulterante. L'odioso subdolo indotto politico che compiace e serve
l'area politica di riferimento. Del lettore-elettore chi se ne frega!
La sbobba la passa il convento. O così o pomì. Ordine di scuderia
compiacere e arruffianarsi - nell'occasione - Fassino e D'Alema. E
Bersani, e Latorre - non proprio eburneo secondo il giudice Forleo -
che su Beppe Grillo vaneggiano di fascismi e totalitarismi,
Mussolinismi e Togliattismi, Giannettismi e populismi. Un Grande
Festival degli ismi più obsoleti, i più usurati. Sì, politici e grandi
firme che paventano fascismi e totalitarismi hanno perso il ben
dell'intelletto. So' juti 'a acito diciamo a Napoli, caro Giorgio. La
popolarità debordante, il consenso socio-politico che circonda Grillo
hanno fatto perdere la trebisonda a media e politici. Compreso Vincino
il cui libero spirito di acuto vignettista deve essersi sciolto
nell'acido muriatico della militonza redazional antigrillante. Roba per
water e mafia. Il Paese ride, si incazza, e condanna. Si sottrae sempre
più a quanto politici & media si sforzano di dominare: il consenso di
parte. Il consenso, cieco, coatto. Svalutare, Azzerare, Polverizzare
l'affermazione e la strabiliante aggregazione ottenute, anche
all'estero, dal Vaff-Day di Grillo - vedi il commento dell'Herald
Tribune - evento organizzato senza soccorsi rossi o azzurri di
giornali, radio e Tv, è la «mission» che sembra essersi data, e
perseguire, il Corrierume militante anti Grillante. Vedi, tra gli
altri, Missis Frenda Signorina grandi firme del Corrierone nazionale,
che al mio post di domenica 16 settembre *A quando il Media Vaffanq-Day?
* deve aver prestato l'attenzione concessa a prose e rime di petulanti
signorine di buona famiglia. Irrilevante. Roba per figlie di Maria. Il
Virus disinformazija che sembra possedere Missis Frenda è ad uno stato
irreversibile tale che il lunedì successivo, la zelante reporter del
Corriere della Sera, precisa come il Ragioniere dello Stato, presenta a
pagina 2 - con tra virgolette le intere frasi - un circostanziatissimo
conto della serva con ben 12 dichiarazioni di Grillanti non in linea
con le Liste civiche proposte da Grillo. Alla puntigliosa trascrizione
virgolettata dei 12 dissensi, però, Missis Frenda non fa seguire
un'altrettanto ragionieristica lista dei messaggi di consenso. Niet
virgolettati. Niet consensi. Nisba conto della serva. In fiscale
sequenza soltanto gli sconsensi. Decisa quanto perentoria la Ragioniera
grandi firme dell'Asilo Mariuccia ha liquidato gli innumerevoli
consensi alle liste civiche con un telegrafico quanto arcigno e severo:
«Un coro di no alla nascita delle liste civiche. Accompagnato,
ovviamente, da messaggi di consenso». Punto. Ovviamente,
quell'«ovviamente» concesso dall'arcignosa reporter ai consensi
espressi dai Grillanti svela tutta la furbetteria mediatica della
ineffabile Missis Frenda nella doppia parte di ragioniera antigrillante
e di maestrina con la penna rossa dell'Asilo Mariuccia. Questo è solo
un esempio, tra i mille, della subdola arma dell'indotto politico
esercitato per interessi di parte dai Media su lettori e spettatori.
L'indotto politico che piace e compiace, e serve, il politico. Serve la
partitocrazia, il Potere, i conservatori, le lobby, le corporazioni.
Non stupisca ne' scandalizzi, perciò, la proposta di Grillo di un Vaff-
Day contro i Media. Proposta applaudita ed approvata a furor di popolo
diessino con un coro di 9.000 «Sì al Vaffanculo-Day contro il
finanziamento pubblico a giornali e Tv». Appunto. Contro il Nemico in
Casa ovverosia i Media finanziati attraverso leggi assurde che spremono
i contribuenti. Nella coscienza collettiva, quindi, non è Grillo il
Nemico in Casa - così definito da Sergio Romano sulla prima pagina del
Corriere della Sera - sono i Media. Il Nemico in Casa è il
Virusdisinformazija .
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di
LiberoReporter mensile di politica, costume, attualità.
www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


SOCIO DEL MARIO MIELI
FERMATO A RAMALLAH DALLA POLIZIA PALESTINESE
Un socio del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, attivista politico e volontario delle
attività culturali e ludiche del Circolo, a Gerusalemme per motivi di
studio, ha presentato al consolato italiano a Gerusalemme e per
conoscenza alla Farnesina e quindi al Ministro D' Alema un resoconto
della disavventura accadutagli a Ramallah un paio di giorni fa. Il
ragazzo in questione è stato circondato da una decina di persone, che
non vestivano uniformi e sia lui sia il suo amico palestinese sono
stati caricati a forza in macchina e portati ad una centrale di
polizia. E' stato chiaro fin dall'inizio che la motivazione era un
controllo dovuto all'orientamento sessuale dei due giovani, entrambi
gay; ma quello che più stupisce sono le modalità con cui esso è stato
condotto: non un semplice controllo documenti o un interrogatorio
formale ma un vero e proprio atto di forza (il ragazzo è stato
infilato a forza in macchina contro la propria volontà e ha
naturalmente resistito alla violenza, che gli ha procurato lividi,
ecchimosi e graffi su tutto il corpo) e che si è risolto solo dopo
molte ore passate dal nostro socio in commissariato. Il Circolo Mario
Mieli è assai allarmato per quanto accaduto, non solo per la personale
vicenda del nostro associato, che possiamo dire essersi conclusa
relativamente bene, ma soprattutto per il cattivo segnale in merito
alla situazione sociale e al rispetto dei più elementari diritti civili
e libertà individuali in una parte dei Territori Palestinesi, Ramallah,
che non è neppure tra le più remote e vede un cospicuo numero di
cittadini stranieri in visita o presenti per esempio per motivi di
studio nella nota università di Bierzet o nelle numerose agenzie
internazionali presenti. Già in passato, in ragione dell' impegno
proprio sul fronte dei diritti civili, in particolare sulla questione
dell'orientamento sessuale e identità di genere, il Mario Mieli era
venuto a conoscenza di episodi gravi e aveva dovuto seguire
dall'Italia la fuga da Ramallah di alcuni giovani perseguitati e
minacciati. Pare quindi che la situazione sia ulteriormente
degenerata e riteniamo oltremodo opportuno un intervento anche
diplomatico in sostegno dei diritti umani e civili e delle libertà
individuali nei Territori Palestinesi, la cui autorità è così
generosamente sostenuta dal Governo Italiano e dall'UE. Noi come
Associazione riteniamo indispensabile per la pacificazione di quest'
aria martoriata del Medio Oriente la creazione di uno Stato palestinese
autonomo accanto allo Stato israeliano ma teniamo a sottolineare che
nel processo democratico di creazione dello stato palestinese devono
essere garantite le liberta individuali e quindi anche quelle legate
all'orientamento sessuale e di identità di genere. Molti cittadini
palestinesi dei Territori sono costretti o indotti a lasciare le loro
case a ragione del loro orientamento sessuale, e questo si traduce
inevitabilmente in un impoverimento del tessuto sociale ed economico
del Paese. Più diritti, più apertura, più libertà e più rispetto per le
diversità, qui più che altrove, vuol dire più ricchezza e soprattutto
più pace! Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica 06/5413985 – 348/7708437

I KEN: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO DEL MARIO MIELI FERMATO A RAMALLAH
L' associazione i Ken esprime la propria solidarietà al compagno del
circolo Culturale di Roma Mario Mieli oggetto del grave atto
intimidatorio ed omofobico subito a Ramallah ed invita i compagni e le
compagne di Roma a scendere in piazza con le proprie bandiere accanto
alle nostre il 30. Riferimento notizia e comunicato Mario Mieli RM http:
//
www.mariomieli.org/spip.php?article391. Purtroppo, anche questo
evento, ci convince sempre di più che, l'azione proposta e sostenuta
dal coordinamento campano del Movimento ( Gay Lesbico e Trans)
rappresenti la motivazione straordinaria per incontrarsi, per
riaccendere l'attenzione del movimento GLBT Nazionale e dell'attenzione
pubblica sul tema della lotta all'omofobia alla transfobia, gettando un
ponte verso il mediterraneo da Napoli il 30 settembre prossimo
venturo. Occorre, mettere nelle nostre agende e forse in quella del
prossimo Bologna Pride una sfumatura su questo tema ( se condivisa) che
rappresenta per noi del Sud un motivo di comune sentire e di unione.
Vogliamo risposte dal Parlamento ed al Ministro Mastella sul tema della
violenza e dell'omofobia e sul perché non si trova una soluzione
legislativa nazionale opportuna ed efficace per la salvaguardia della
libertà e della sicurezza dei cittadini e delle cittadine GLT.
Riteniamo che il sud Italia, oggi rappresenti con Napoli una vitalità
ed una reazione che dia speranza per una effettiva liberazione dall'
oppressione e dalla violenza, per un mondo plurale, differente e di
pace. INVITIAMO TUTTI E TUTTE A NAPOLI IL 30 SETTEMBRE 07 ALLA
MANIFESTAZIONE leggi…
http://ikenonlus.wordpress.com/2007/09/13/invito-
appello-a-manifestazione-nazionale-napoli-30-settembre-2007/ Per info
napoliglt@i-ken.org


QUEERFORPEACE
La rete Queerforpeace, che dal 2003 interviene nei territori palestinesi per affiancare l'emergere del movimento gay-lesbico-trans dentro il movimento di liberazione
palestinese, esprime solidarietà al compagno del Mario Mieli, al
compagno palestinese aggredito, e a tutti le/i gay-lesbiche- trans
palestinesi. Negli anni ne abbiamo incontrati tanti/e e conosciamo le
difficoltà che le persone GLBTQ affrontano in un contesto di
occupazione e oppressione da parte dello Stato Israeliano, dentro una
società bloccata, senza vie di uscita, se non la resistenza o
l'implosione. 40 anni di occupazione non hanno certo aiutato lo
sviluppo dell'autonomia dei singoli/e in una società, come quella
palestinese, che non ha stato né sovranità, e dove il destino di ognuno
è affidato alle reti familiari-patriarcali. Del resto, se in Italia
forze politiche che siedono in parlamento inneggiano alla pulizia
etnica contro gli omosessuali e gruppi neofascisti/neonazisti
imperversano nelle strade con aggressioni e violenze; se il
fondamentalismo cattolico sposato dalle gerarchie vaticane aggredisce
quotidianamente le persone GLBTQ, possiamo facilmente immaginare cosa
succede in un paese senza stato né legge, in un contesto di guerra dove
vari gruppi girano armati e il fondamentalismo religioso ha preso molto
terreno nella politica. L'Europa, da parte sua, più che invocare il
rispetto dei diritti più elementari nei territori palestinesi, non solo
dei gay, ma degli esseri umani, si è spesso voltata dall'altra parte,
oppure si è unita (Italia compresa) senza critiche a un embargo
internazionale che ha disconosciuto l'esito delle elezioni, spezzato la
fragile costruzione di una struttura democratica palestinese e diviso
la resistenza palestinese per il solo vantaggio delle sue componenti
maggioritarie. Nei contesti di conflitto e in società militarizzate
come quella palestinese e israeliana, le prime vittime sono spesso
donne, gay, lesbiche, trans. La loro resistenza è per noi il punto di
partenza per una trasformazione sociale che marcia di pari passo con il
riconoscimento della dignità e libertà del popolo palestinese. Per
questo, anziché appellarci alle formulazioni astratte - da troppo tempo
utilizzate per coprire le peggiori nefandezze delle "guerre umanitarie"
- e agli squallidi giochi delle diplomazie occidentali, chiediamo al
Movimento GLBTQ in Italia più solidarietà dal basso al movimento gay-
lesbico-trans palestinese, che sta tentando di affermarsi in questo
contesto difficile sia nei territori occupati dal 1967 che entro i
confini del '48. E lo facciamo avendo proposte concrete da avanzare,
comprendenti attività politiche, culturali, sociali in Palestina per il
2008, in continuità con quanto realizzato sin ora. A questo proposito
la rete Queerforpeace darà informazioni su modalità e dettagli a
partire dal nuovo anno. Riaffermiamo infine l'importanza di rafforzare
reti di resistenza trans-nazionali che combattano il gli integralismi
religiosi che, in varie forme, stanno egemonizzando lo spazio politico
globale. QUEERFORPEACE.
www.queerforpeace.org info@queerforpeace.org

30 SETTEMBRE 2007 CONTRO OMOFOBIA&TRANSFOBIA E CAMORRA
Il coordinamento campano GLT ( gay lesbico trans)
unitariamente costituito, CONDIVIDE la piattaforma politica organizzativa ACCOMUNA
le proprie autonome organizzazioni del Movimento GLT locale
PROPONE E CHIEDE DI SOSTENERE la MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA contro OMOFOBIA&TRANSFOBIA e CAMORRA
Napoli il 30 SETTEMBRE 2007 APPELLO: I
recenti episodi di violenza nei confronti di cittadine e cittadini
omosessuali che si sono verificati in una delle più importanti piazze
di Napoli, hanno indotto le organizzazioni omosessuali e trans del
territorio partenopeo a porsi una serie di delicate questioni intorno
ai grandi temi della non violenza e della solidarietà sociale in una
città lacerata dal degrado socio culturale e dall'illegalità. Tutte le
commistioni possibili ed inimmaginabili tra precariato sociale,
impresa, società, malavita, malcostume, fascismo, omofobia e transfobia
e mentalità camorristica, come in una ricetta esplosiva, determinano
una condizione in cui l'individualismo e la logica della sopraffazione,
in alcuni contesti hanno sconfitto la convivenza solidale tra gruppi
differenti, caratteristica endemica della nostra città. Rendere tale
caratteristica una risorsa piuttosto che un campo minato, sta alla
assunzione di responsabilità e all'azione concreta da parte delle
istituzioni innanzitutto, e poi dei cittadini. i Ken, Arcilesbica e il
M.I.T. di Napoli ritengono che ora più che mai sia necessario un
intervento comune che dia risalto alla volontà dei tanti cittadini
omosessuali napoletani di intraprendere un percorso che promuova a
Napoli un cultura delle differenze e del diritto, partendo dalla
convinzione che la cultura omofobica e transfobica presente in una
comunità rappresenti un indiscutibile indicatore di un più ampio stato
di miseria culturale e di degrado sociale. Morse ataviche, queste, che
come è drammaticamente risaputo, affliggono la nostra città prostrando
continuamente quelle spinte positive al cambiamento che sono pur
fortemente presenti nel tessuto sociale napoletano. In qualità di
operatori sociali, che da tempo lavorano attivamente sul territorio,
crediamo fermamente che la lotta contro la discriminazione sessuale sia
un'importante tappa all'interno di un più complesso processo di
sviluppo e che deve necessariamente tradursi nella realizzazione di una
serie di iniziative concrete volte all'integrazione e alla rieducazione
sociali; azioni che nella loro sostanza, contrastino l'acuirsi di un
conflitto sociale fino ad oggi trascurato e non sufficientemente
prioritario nelle incaute agende istituzionali. Sul merito delle
vicenda di Piazza Bellini e di tutte le altre piazze e strade urbane
caratterizzate dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse,
riteniamo che solo lavorando in questa direzione la migrazione di
gruppi sociali "differenti", siano essi immigrati o comunità
omosessuali o transessuali o altro, debbano avere la piena garanzia di
libertà aggregativa ai fini della socializzazione e della espressione
culturale e politica in un rapporto APERTO di zona con il resto della
cittadinanza locale e globale. Chiediamo a tutte e a tutti di lavorare
insieme per l'affermazione di modelli di socialità obliqua fondata
sulla cultura della legittima coesistenza di forme ed espressioni
differenti accomunate dal valore comune dell'anticamorra e dell'
antifascismo e per organizzare un'azione tesa alla costruzione di
percorsi di monitoraggio dei fenomeni criminali e di collaborazione
istituzionale con le forze di governo del territorio e della pubblica
sicurezza al fine di una gestione degli spazi urbani condivisi e
plurali. Per tali ragioni, le suddette associazioni omosessuali sono
profondamente intenzionate ad intraprendere una battaglia che parta
dalla lotta all'omofobia, alla transfobia ma che si affianchi alla
difesa di tutti i diritti civili e di valori assoluti come la non-
violenza, l'antifascismo e l'anticamorra.
Questo quadro, che abbozza in maniera sommaria e approssimativa la nostra realtà sociale e culturale,
costituisce la premessa a ciò che chiediamo alle nostre istituzioni,
ovvero:
· azioni volte a campagne d'informazione, contro l'omofobia,
alla transfobia e per la cultura delle differenze
· attivazione di uno
sportello contro l'omofobia e la transfobia ( numero verde)
·
attivazione di un tavolo nel comitato dell'ordine e della sicurezza
pubblica sui temi dell'omofobia e transfobia
· percorsi formativi nelle
scuole di "cultura del rispetto delle differenze"
Tali richieste
rappresentano una griglia di partenza a cui chiediamo a tutti e a tutte
di aderire consapevoli che essa rappresenta solo l'inizio di una
politica di gestione nuova e di sviluppo per quanti e quante vivono
ancora nell'oppressione e nella paura. Per questo e per tutto ciò che è
stato detto chiediamo una manifestazione NAZIONALE ANTIFASCISTA a
Napoli il 30 settembre contro l'OMOFOBIA & TRANSFOBIA e la CAMORRA
nella quale la nostra città lanci l'allarme che oltre la nostra piazza,
c'è un'Europa che da sogno dell'inclusione rischia di divenire terra di
odio e di persecuzione.
Chiediamo allo Stato e alle Chiese di
partecipare ad una manifestazione di libertà, di dignità ma anche di
pace e di solidarietà.
i Ken ONLUS Napoli - Carlo Cremona
Arcilesbica
Napoli - Giordana Curati
M.I.T. Napoli - Laura Matrone
Aderiscono:
Associazione Priscilla Napoli Coop. Dedalus Arcitrans Napoli circolo
Anthias LIBERA Napoli Legambiente Pozzuoli Spazio Zero Libera Scuola
UDS Nazionale UDS Campania UDU Giovani Comunisti F.G.C.I. Napoli

LA FINE DEL CIBO
Viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma Il
mondo rischia di finire il cibo Troppi campi dedicati al biofuel
Uno studio choc pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian: il rebus
biocarburi. Il cambio di destinazione provoca l'aumento dei costi delle
derrate . Meno prodotti agricoli, sempre più cari. Aggiungete carenza
d'acqua disastri naturali e sovrappopolazione: è la ricetta per il
disastro. Da anni viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma
un'altra minaccia, ancora più immediata, potrebbe essere la fame
globale: sempre meno prodotti alimentari disponibili, sempre più cari,
contesi da una popolazione terrestre sempre più grande, in un periodo
già reso critico da risorse idriche sempre più scarse e da un clima
sempre più imprevedibile. "La fine del cibo", riassume il titolo del
Guardian di Londra, puntando il dito contro un fenomeno che sta
accelerando il deficit alimentare: sempre più terre, in America e in
Occidente ma anche nel resto del pianeta, finora utilizzate per
coltivare prodotti agricoli, adesso vengono adibite alla coltivazione
di biocarburi, come l'etanolo e altri carburanti "puliti", sia per
ridurre l'inquinamento atmosferico, sia per ridurre la dipendenza
dall'energia petrolifera di un esplosivo e instabile Medio Oriente. E'
questo, sostengono gli esperti, il fattore scatenante dell'aumento dei
prezzi del cibo. Aggiungendovi il declino delle acque, i disastri
naturali e la crescita della popolazione, ammonisce il quotidiano
londinese, si arriva a "una ricetta per il disastro". Lester Brown,
presidente della think-tank Worldwatch Institute e autore del best-
seller "Chi sfamerà la Cina?", presenta così la questione: "Siamo di
fronte a un'epica competizione per le granaglie tra gli 800 milioni di
automobilisti del pianeta e i due miliardi di poveri della terra". Come
in quasi tutte le sfide tra ricchi e poveri, non è difficile immaginare
chi la stia vincendo. Esortati dal presidente Bush a produrre entro
dieci anni un quarto dei carburanti non fossili di cui necessitano gli
Stati Uniti, migliaia di agricoltori americani stanno trasformando il
"granaio d'America" in una immensa tanica di biocarburi. L'anno scorso
già il 20 per cento del raccolto di granoturco Usa è stato usato per la
produzione di etanolo, i cui stabilimenti raddoppiano di anno in anno.
Una politica analoga è in corso un po' ovunque, dall'Europa all'India,
dal Sud Africa al Brasile. Diminuendo la terra destinata alla
coltivazione di grano, il prezzo del frumento è aumentato del 100 per
cento dal 2006, e ciò sta portando ad aumenti da record dei prezzi dei
generi di prima necessità: pane, pollo, uova, latte, carne. Ad
accrescere le preoccupazioni del dottor Brown c'è il boom demografico
ed economico di Cina e India, i due giganti in cui vive il 40 per cento
della popolazione mondiale: anche perché cinesi ed indiani stanno
abbandonando la loro tradizionale dieta ricca di verdure a favore di
un'alimentazione più "americana", che contiene più carne e latticini.
Non tutti condividono gli scenari catastrofici. "Il Brasile ha 3
milioni di chilometri quadrati di terra arabile, di cui solo un quinto
è attualmente coltivato e di cui solo il 4 per cento produce etanolo",
dice il presidente brasiliano Lula. Ma le Nazioni Unite calcolano che
la richiesta di biocarburi aumenterà del 170 per cento solo nei
prossimi tre anni. Ci sarà abbastanza cibo per tutti? O presto verrà il
giorno in cui dovremo scegliere tra una pagnotta e un pieno di
biocarburi per la nostra auto? ENRICO FRANCESCHINI - Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it

IL V. DAY DI BEPPE GRILLO
L' Herald Tribune e il V-day
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-
day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha
pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la
traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italiana
Irriverenza e comicità per chiedere le riforme. Il successo di una
campagna popolare lanciata da un comico iconoclasta dà ai politici
italiani la possibilità di una pausa per riflettere. Beppe Grillo è l'
artefice del V-day, che ha richiamato 300.000 persone sabato a firmare
una petizione per epurare l'Italia dalla sua classe politica corrotta
che per Grillo include i partiti, molte istituzioni governative e i
media. Alcuni politici hanno liquidato l'iniziativa di Grillo come
"demagogia superficiale" e messo in guardia sulle sue "tendenze
populiste". "Le proteste di massa non sono sempre giuste", ha detto
Antonio Polito, un senatore di centro-sinistra mercoledì. "La storia
del secolo scorso è piena di proteste di massa sbagliate. Quando finì
la democrazia fu sempre a causa delle proteste di massa." Altri hanno
avvertito di fare attenzione alle campane di allarme che vanno
ascoltate. "Di fronte a una protesta di massa, chi è criticato dovrebbe
ascoltare e tentare di capire," Fausto Bertinotti, il presidente della
Camera ha detto in un talk show martedì in tarda serata. "Grillo sta
riempiendo un vuoto della politica con materiale molto dubbio, ma le
sue critiche andrebbero accettate." Gli italiani hanno fatto la fila in
più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di
Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i
candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi
a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari.
"Sono rimasto realmente sorpreso, non mi aspettavo una simile
affluenza", ha detto Grillo in una intervista telefonica martedì. Gli
organizzatori stimano in 50.000 le persone presenti sabato a Bologna
per ascoltare Grillo. "Ciò che è successo è che è stato liberato un
virus che attacca la classe politica. Ma in questo caso non c'è
vaccino." In molti modi, il V-day è stato un ulteriore esempio della
crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica.
Con più di 750.000 copie vendute, il best seller dell'estate è stato il
libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: "La Casta", una pungente
esposizione di avidità, sprechi e corruzione. "La gente sente che
richieste elementari, come maggiore efficienza, riforme diffuse o la
modernizzazione delle istituzioni e dell'economia sono ignorate dall'
attuale classe politica," dice Roberto D'Alimonte, che insegna Scienze
Politiche all'Università di Firenze, rilevando che le statistiche e i
sondaggi indicano tutti una insoddisfazione generale. "Quindi, inoltre,
vedono gli attuali politici come costosi, privilegiati e arroganti." La
protesta di Grillo è iniziata attraverso il suo blog,
www.beppegrillo.
it, uno dei primi cinque siti web più letti in Italia, con più di un
milione di accessi in luglio, secondo Nielsen//NetRatings. Il blog ha
dato origine a centinaia di gruppi spontanei – chiamati "meetup" – che
hanno organizzato punti di raccolta in Italia e nel mondo per
raccogliere le firme sabato. "L'idea del V-day è stata di dare voce a
coloro che non hanno voce," ha detto Grillo, che ha negato di voler
creare un suo partito. I suoi supporter, ha evidenziato, sono già un
"movimento politico" e si incontrano regolarmente per discutere di
argomenti come l'economia e l'ambiente e di tentare di aumentare la
consapevolezza su questi temi. "Siccome il movimento è partito dal web,
è partito dal basso," ha detto. "Questo sarà" ha aggiunto "il
riferimento per il futuro. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di parole
nuove." Nel lungo termine, la campagna del V-day può ulteriormente
indebolire il governo di centro-sinistra del Primo Ministro Romano
Prodi, che sta lottando per realizzare molti dei suoi impegni
elettorali. In un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera questa
settimana, il 68 per cento degli intervistati ha detto di non essere
soddisfatto del governo nei suoi primi 16 mesi di vita. Renato
Mannheimer, la cui società Metis ha condotto il sondaggio, ha scritto
che la delusione deriva dalla percezione che il governo è stato
"incapace di portare a compimento i suoi obiettivi", elencando dozzine
di esempi di "promesse senza riposte e progetti non portati a termine."
Dopo l'otto settembre, alcuni critici di Grillo hanno attaccato il
comico per il suo "approccio messianico". "La classe politica si sente
minacciata e difende sé stessa tentando di delegittimare la protesta,"
ha detto D'Alimonte. Grillo ha detto: "Mi chiamano guru, qualcuno che
ipnotizza le folle. Ma questo significa soltanto che non hanno compreso
che cosa è avvenuto nelle strade sabato." "
13 Settembre 2007 - Le
firme del V-day Il totale parziale è di 332.225. Le voci di chi ha
partecipato, spesso per la prima volta in vita sua, a una
manifestazione politica sono decine di migliaia nella Rete. Ne riporto
cinque. Cosa c'è di più politico di una legge di iniziativa popolare
prevista dalla Costituzione? Un grazie a tutti coloro che sono stati ai
banchetti dall'alba al tramonto, a tutte le associazioni e ai singoli
cittadini. "Vorrei iniziare con un grazie a Beppe Grillo e a tutti
coloro che hanno partecipato al v-day. io sono di Caltanissetta e
quando ho visto che anche nella mia piazza si raccoglievano le firme
per questo meraviglioso evento ho capito che Beppe ha davvero la forza
di coinvolgimento che manca a questi politici" Leonardo "Quando siamo
andati a firmare a piazza Dante a Napoli, l'8 settembre, pensavamo di
non trovare nessuno perché c'eravamo rassegnati all'idea che gli
italiani sono un popolo di pecoroni.... quando abbiamo visto che
dovevamo fare la fila per firmare una proposta di legge che manda a
casa coloro che non hanno i requisiti per poter affrontare i problemi
del nostro paese, abbiamo capito che l'Italia si sta svegliando, le
pecore si trasformano in leoni". Michele "A Parma abbiamo organizzato
una V-biciclettata per tutta la città, ovunque risvegliavamo la gente
con il tintinnio dei nostri campanelli. Nessun partito, giovani e meno
giovani, eravamo proprio tanti. Partecipazione,interessi, gioia,
sorrisi... queste le reazioni della gente... ho portato in bicicletta
con me anche il mio figlioletto di 10 mesi, so che è stata una giornata
importante e potrò dirgli in futuro:" Marco non te lo ricordi ma l' 8
settembre 2007 c'eri anche tu"". Mauro "Sono un uomo di 73 anni. Quando
l' 8 settembre scorso, insieme a mia moglie, mi sono recato a Piazza
Castelnuovo a Palermo presso il banchetto per apporre la mia firma di
adesione al V-day, ho notato con piacere che l'intera piazza era
gremita di moltissimi giovani entusiasti. Bisogna ascoltarli. Loro sono
la classe dirigente di domani. Il tuo successo è da accreditare, oltre
che alla grande capacità di comunicare le idee che hai, anche ai tre
punti sacrosanti (moltissimo sentiti dalla gente) della tua proposta di
legge di iniziativa popolare." Aldo "Pensavo di essere di destra perché
mi piace il rigore, la precisione, l'intraprendenza, l'inquadratura, la
"buona" famiglia, perché sono un imprenditore.... Credevo di non essere
di sinistra perchè odio condividere con chi non si rimbocca le maniche
e si dà da fare, perchè non mi piace appiattire i "talenti" individuali
anziché distinguere le persone per le qualità; perchè quelli di
"sinistra" hanno spesso offeso la mia voglia di lavorare a scuola, nel
lavoro, nella vita... ORA, dopo SEI ORE di coda in Piazza Castello a
Torino, non sono più niente.... E INVECE SONO TUTTO!!! Sono pieno,
ripieno di speranza di voglia di "partecipare" di essere coinvolto e di
coinvolgere. Faccio parte del "gruppo" di coloro che vogliono cambiare
l'Anima del Mondo che è la nostra Italia. Domenica andrò a pescare al
lago. Non lo facevo da quindici anni. Voglio vivere... bene." Antonio
V-day after

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco
per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la
prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco
Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive
una lettera che mi getta nello sconforto. "Caro Beppe, sono trascorsi
pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro.
Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età
media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è
stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un
giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al
posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli
altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo. Fassino, segretario di un
partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei
giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per
aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino
Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato
da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più
bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino
ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello
della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con
due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta
per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al
mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso
giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino:
quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da
parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato,
il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si
allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con
un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido
senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che
la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati:
dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare
l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003
stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un
parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del
Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due
parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è
come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di
quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va
data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire)
ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota
dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai
voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i
voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle
missioni. Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido
Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia
della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio
all'inchiesta sulle scalate. Ora difende un "indagabile" in
quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato
Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di
Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che
l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina
travestito?" Marco Travaglio
12 Settembre 2007 V-generation La V-
generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link,
un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno
potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica
vera, legata al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla
famiglia, all'acqua, all'energia. La Rete è il nuovo luogo della
politica. Sabato la V-generation è scesa in piazza per firmare una
legge di iniziativa popolare. Si è materializzata, ma solo per chi la
ignorava. Un momento di democrazia: una proposta di legge popolare.
Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore. Sono state
raccolte SOLO 300.000 firme perchè sono finiti i moduli. Nelle piazze c'
era almeno un milione di persone. La V-generation è stata definita
"Italia di merda" e "anti politica". Il popolo della V-generation è un'
offesa vivente per i professionisti della politica. Un delitto di lesa
maestà per molti giornalisti e intellettuali. Tutta gente (non
precaria) che ha vissuto bene, molto bene in questi anni alle spalle
del Paese. Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo
composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe
essere ringraziato. E' la valvola di sfogo di una pentola a pressione
che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro
di questo Paese. La V-generation è aria pura, condivisione, futuro.
Gaber direbbe: "la libertà è partecipazione". Grazie a tutti i Meetup,
siete stati FANTASTICI! FONTE Beppegrillo.it - V. DAY - Condivido il
senso di frustrazione. Devo dire però che non mi sorprende lo stato
attuale delle cose. È la logica conseguenza di una gestione
opportunista e borbonica di un potere che non può permettersi il lusso
che la gente pensi, che vi sia un reale aumento della libertà
individuale e della giustizia sociale. La mediocrità è programmata.
Vengono volutamente lasciati cadere tutti gli appelli alla coscienza ed
alla reale partecipazione sociale. In un mondo in cui non ci dicono
neppure chi è in guerra con gli stati uniti o con chi sono davvero in
guerra loro figurati se si può liberamente parlare, programmare,
costruire una alternativa valida allo stato delle cose attuale. Le cose
raccapriccianti da denunciare con grande forza non sono certo gli
argomenti di Grillo. Ho la sensazione che lui finisca comunque per fare
il gioco dei partiti. L'importante è che gli imbecilli vadano a votare
per mettere la firma ai programmi del potere. Dopo la caduta del muro
di berlino si vede molto più limpidamente la totale responsabilità del
sistema del capitale nella pianificazione dello sfruttamento, nella
sistematica pianificazione della miseria per il lavoro a basso costo e
alto profitto, l'estensione genetica del controllo, l'uso del terrore
per giustificare il dominio, la reintroduzione massiccia della
schiavitù negli usa e in europa sotto forma di "fenomeno" immigrazione.
Questi sono gli orrori da codice di Norimberga che si uniscono allo
storico saccheggio delle risorse umane e del pianeta. Sono 10 anni che
non voto questi parassiti perché non è data alcuna alternativa neanche
parziale. Mi rifiuto di avvallare i loro inganni e finti litigi.
Bisogna che gli Italiani capiscano in che realtà si vive. Sergio
Martella -
www.arte-e-psiche.com

LA NUOVA BATTAGLIA DI BEPPE GRILLO
Il comico e l'iniziativa per "cacciare" i politici condannati in via
definitiva ma ancora in Parlamento e "contro una politica
autoreferenziale, ormai lontana anni luce dai cittadini"
L'8 settembre in piazza per il V-Day "Il V-Day è un virus, deve arrivare dappertutto,
non in una sola città". Per questo Beppe Grillo ha deciso non di fare
una sola manifestazione, a Roma, ma di coinvolgere tutte, o quante più
possibile, le città d'Italia. Il simbolo è una V rossa, tracciata sopra
un 8, che ricorda quella del film "V per Vendetta", ma significa
un'altra cosa: si tratta del Vaffanculo Day (locuzione "sdoganata" di
recente dalla Cassazione), l'appuntamento è per l'8 settembre ed è la
nuova sfida di Grillo, animata da una macchina organizzativa decollata
grazie al Web. La risposta popolare si vedrà nelle piazze coinvolte, da
Nord a Sud. Lo scopo: protestare contro i politici condannati in via
definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con
una raccolta di firme la proposta di legge popolare per "cacciarli" dal
Palazzo e soprattutto esprimere un disagio e una stanchezza per una
politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana
anni luce dai cittadini e dalle loro attese. L'obiettivo dell'8
settembre: è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare
per un Parlamento Pulito: la legge prevede la non eleggibilità dei
pregiudicati, un massimo di due legislature e l'elezione diretta del
candidato. La proposta di legge popolare è stata presentata alla
Cassazione in luglio. "L'8 settembre - spiega Grillo - per ricordare
che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione
allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi
culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione
popolare". Grillo l'8 sarà a Bologna, in Piazza Maggiore, per uno
spettacolo-manifestazione che inizierà nel pomeriggio. Il comico va
avanti come una ruspa su un percorso intrapreso molti anni fa, e
proseguito nei teatri di tutta la penisola con i suoi spettacoli
incisivi nel mettere a nudo gli scandali italiani. Ma è stato il Web a
segnare la svolta strategica per le sue battaglie (raccolte in un libro
di prossima uscita): da Parlamento Pulito alla Val di Susa per
proseguire con Unipol, la risorsa acqua, la Borsa, le Primarie dei
cittadini, Fazio, l'indulto, la Telecom, il precariato (Schiavi
moderni), gli Inceneritori, Via dall'Iraq. "Combattere una battaglia è
bello. Che si perda o che si vinca - dice Grillo da suo blog - rimane
il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita
che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente.
Toglie linfa al nostro organismo. Diventiamo un po' più verdi, un po'
più grigi, un po' più neri, assumiamo i colori di una televisione
disturbata. E qualche volta 'saltiamo'. Spariamo al vicino di casa.
Facciamo a pezzi la famiglia. Buttiamo massi da un ponte autostradale".
Per Grillo, "è l'autorepressione che ci lavora dentro. Giorno dopo
giorno. Telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle,
certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più
dell'avversario. Vivere per quel secondo in più è l'obiettivo del
cittadino combattente. In questi tre anni - prosegue - ho combattuto
più battaglie del generale Patton nella Seconda Guerra Mondiale. Per
Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare
verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili,
così integrati con la realtà da confondersi con essa". FONTE:www.
repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

SCATTI DI TEATRO LESBICO DRAMMATURGIE DI TEATRANTI LESBICHE
A cura di Eleonora Dall'Ovo Casa
editrice: Il Dito e la Luna 115 pagine, 12 euro
Finalmente un' antologia di teatro lesbico che raccoglie le drammaturgie di quattro
autrici italiane, che da anni replicano i loro spettacoli su tutto il
territorio nostrano. Commedie, poesie e un poema epico che forniscono
alla comunità lesbica, e non solo, immaginari positivi e dissacranti in
netto contrasto con la visione discriminatoria che per lungo tempo ha
segnato la rappresentazione delle lesbiche. ScAtti di teatro lesbico
intende contribuire a testimoniare l'esistenza del teatro lesbico in
Italia, evidenziandone la capacità di critica sociale e politica e
promuovendone la diffusione. L'introduzione della teatrante Eleonora
Dall'Ovo e la conclusione della sociologa Sveva Magaraggia, mettendo in
luce aspetti socio-economici, politici e teorici legati alla produzione
e fruizione del teatro lesbico in Italia, danno spessore a questa
raccolta. Per informazioni e presentazioni:
Eleonora Dall'Ovo 340
3783848 - Il Dito e la Luna 02.52.20.97.43 - 02.66.91.211
info@ilditoelaluna.com

AZIONE GAY E LESBICA PRESENTA:
"BUONA LA PRIMA"- NITRATO D'ARGENTO E PARI OPPORTUNITÀ
Venerdì 28 settembre 2007
dalle 22.30 in poi... Auditorium Flog - Via M.Mercati 24/a Firenze con
Ravamarah & BigSur dj staff Video/Photo set e shop Prezzo 5€ soci/e/*
Azione Gay e Lesbica 8€ soci/e/* ARCI 10 € biglietto intero info:
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23 luglio 2007

news 23 luglio

BARI ISTITUISCE REGISTRO UNIONI CIVILI
Arriva da Bari una delle notizie più
confortanti degli ultimi giorni: il Sindaco Michele Emiliano ha dato
disposizione alla ripartizione dei servizi demografici del Comune
affinché venga istituita l'anagrafe delle unioni civili senza
distinzione tra quelle omosessuali e quelle eterosessuali. La
disposizione recita anche che nel caso di coabitazione per vincoli
affettivi, la richiesta di famiglia anagrafica dovrà essere
sottoscritta congiuntamente alla presenza dell'ufficiale di anagrafe.
"Questa normativa pone Bari al livello delle maggiori città europee in
quanto a riconoscimento paritario di tutti i cittadini senza
distinzioni di orientamento sessuale o di genere" commenta soddisfatta
Rossana Praitano, Presidente del Circolo Mario Mieli di Roma. "Anche i
Comuni del Mezzogiorno iniziano a recepire le istanze di una parte
della popolazione che chiede pari diritti per tutti; ancora più
importante che la lotta contro il pregiudizio e la discriminazione
trovi gli alleati più congeniali nelle Istituzioni ed Amministrazioni
locali che più di ogni altro possono agire nel tessuto sociale locale:
per questo motivo ci auguriamo che l'esempio di Bari possa essere
presto emulato da tanti altri Comuni, Roma in testa. Auspichiamo per
questo un intervento del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, in quanto
candidato leader del nascente PD, che dia l'esempio e sia di sprone per
il raggiungimento della pari dignità di tutti e tutte" conclude Rossana
Praitano. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria
Politica Andrea Berardicurti 06/5413985- cell 3397126198 Via Efeso,
2/A 00146 ROMA tel. 065413985 fax 065413971 - 3487708437

500 BAMBINI SODOMIZZATI DA PRETI. LA RAI TACE OMERTOSA
Il magistrato Luigi Tosti scrive una lettera al Direttore del TG1 della Rai
Caro Direttore del TG1 , dopo aver appreso dal TG della Rete La 7 delle ore 12.30 del 15
luglio 2007, la notizia secondo cui l'Arcidiocesi cattolica di Los
Angeles ha dovuto sborsare 660 milioni di dollari per tacitare 500
vittime di abusi sessuali perpetrati da preti cattolici pedofili dal
1940 in poi, e questo in vista del processo che si terrà domani 16
luglio, e che sino ad ora l'Arcidiocesi di Boston ha sborsato ben 2
miliardi di dollari per risarcire gli altri bambini sodomizzati da
altri preti cattolici, vedendosi costretta a vendere parte del proprio
cospicuo patrimonio, ho visionato con apprensione i telegiornali messi
in onda da RAI 2, ore 13, e da RAI 1, ore 13, per accertarmi che le
reti televisive della Repubblica Pontifica Italiana assolvessero, con
fedeltà, l'obbligo, su di loro gravante, di disinformare i cittadini
italiani e di occultare con diligenza le notizie che possono risultare
pregiudizievoli per il "buon nome" del Vaticano e della Chiesa
Cattolica. Ebbene, ho potuto constatatre con sommo piacere -e di ciò
non posso non compiacermente come cittadino italiota contribuente e
pagante il canone per il servizio "pubblico"- che entrambi i TG
Nazionali hanno opportunamente e diligentemente occultato questa
notizia, che è stata invece improvvidamente propalata dalla Rete 7,
preferendo diffondere altre facezie, ivi inclusa quella relativa
all'evento epocale del momento, cioè lo svolgimento quotidiano delle
vancanze del Sommo Pontefice sull' arco Alpino. Mi congratulo,
ovviamente, con la Vostra sagace ed opportuna opera di occultamento
della verità -verità che potrebbe nuocere alla sagace opera di
disinformazione di Mons. Fisichella, ad avviso del quale il fenomeno
della pedofilia avrebbe coinvolto sì e no 4 o 5 preti, e mi chiedo
anche se non sarebbe opportuno interessare il Governo della Colonia
Pontificia affinché provveda a revocare la licenza televisiva alla Rete
7, per aver diffuso notizie che possono pregiudicare il buon nome
dell'Unica Chiesa voluta dal Dio incarnato, cioè l'Unica Chiesa
legittimata a rappresentarlo, sul nostro pianeta Terra, in virtù di
procura scritta rilasciata 2.000 anni or sono. Nell'inviarvi i più
cordiali saluti mi pemetto di allegare, in calce, la notizia,
improvvidamente diffusa anche dal Messaggero.
Luigi Tosti - tosti.
luigi@yahoo.it
Preti pedofili, risarcimento record a Los Angeles.
L'Arcidiocesi pagherà 660 milioni di dollari
LOS ANGELES (15 luglio) -
Più di un milione di dollari a testa. E' il risarcimento ottenuto da
circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a
partire dagli anni Quaranta in California. A pagare l'indennizzo record
sarà l'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles, che complessivamente dovrà
sborsare 660 milioni di dollari. Lo hanno riferito gli avvocati dei
querelanti. L'accordo, arrivato all'ultimo minuto - l'inizio del
processo era fissato per lunedì - è il più costoso degli ultimi anni
per laChiesa cattolica, bersagliata da richieste di indennizzi
miliardari per numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti nei
confronti di minori. Ray Boucher, capo dei legali che hanno difeso le
vittime, ha detto che oggi ci sarà un annuncio congiunto con
l'Arcidiocesi di Los Angeles sull'accordo.
"Che schifo una società che
non difende nemmeno i propri bambini."
Paul Harris

COMUNICATO STAMPA
Napoli città ideale per la mostra "Vade Retro" La città di Lucio
Amelio, amata da Andy Warhol e Robert Mapplethorpe, in cui il concetto
di cultura è da sempre declinato in senso libero ed ampio, è per
antonomasia il luogo designato ad ospitare la mostra "Vade Retro". "Il
sindaco di Napoli è diverso dal sindaco di Milano, e questo ci fa
pensare a possibilità concrete affinché la nostra città possa ospitare
la mostra sull´omosessualità `Vade Retro´, concepita in senso moderno e
di livello europeo, che rappresenterebbe un grande richiamo al turismo
ed un motivo di riscatto per la nostra città" , dichiara Salvatore
Simioli, presidente dell´Arcigay di Napoli ,"Ricordiamo che nel
programma politico elettorale del nostro sindaco è scritto che è
proprio `sul terreno della cultura e dell´informazione´, `la lotta
contro ogni forma di discriminazione sociale derivante dal sesso,
dall´età, dall´etnia, dall´orientamento sessuale´ " "Auspichiamo",
conclude Salvatore Simioli, "che il progetto di portare la mostra qui
includa la possibilità di aprirla agli artisti locali, alla ricca
produzione di arte delle scuole napoletane e che possa riportare
all´onore della cronaca tutta una serie di attività che stanno
riformando il modo di produrre arte da noi, dal PAN al MADRE, alle
mostre di tipo privato, alle importanti produzioni locali che faticano
a raggiungere i circuiti che contano.
DONNE E INTERNET
PROGRESSO O
REGRESSO DELL'"ETERNO FEMMINEO"
Internet come l'Isola dei morti
L'Isola
dei morti di Harold Bocklin 1880
Massimo Mantellini, a mio parere, è
«l'ultimo giapponese» dei galanti alla maniera che fù - galanteria che
conquistava anche le più arcigne - che difenda, anzi esalti il ruolo e
il modo di stare in rete del mondo femminile italiano, infatti, è con
l'articolo «La rete delle Donne» che ne ha esaltato pregi, virtù e
virtuosismi telematici. Mantellini, che ha partecipato al Barcamp
tematico del FemCamp.it ospitato dal laboratorio Technèdonne.it,
scrive: «Di certo l'universo femminile in rete non è mai stato così
vivace e produttivo. I tempi maturano, e con loro la rete, grazie anche
alla partecipazione attiva delle donne. Mai come da quando esiste la
rete possiamo osservare lo scarto netto fra chi fa e chi pensa,
l'analisi sociologica dell'impatto tecnologico sull'universo femminile
dal racconto delle esperienze concrete, editoriali e imprenditoriali di
donne che hanno scelto Internet per valorizzare le proprie competenze.
Molti i progetti femminili in rete, come Style.it, capaci di coniugare
gli aspetti sociali (fornire loro uno strumento di informazione e
pubblicazione a propria misura) con quelli commerciali (creare una
comunità di utenti a margine di progetti editoriali femminili come i
magazine di Condè Nast): luoghi della rete utili per quelle migliaia di
navigatrici che anche nella Internet italiana non solo sono in rapida
silenziosa ascesa numerica ma che, sempre più spesso, decidono di
partecipare alla «grande conversazione» aprendo un blog, discutendo su
forum, magazine elettronici e liste di discussione, cercando ambiti di
interattività a propria misura. Internet resta una grande arena di
«valore assoluto» senza biglietto d'ingresso dove le donne con la loro
mai abbastanza sottolineata sensibilità ed intelligenza la faranno
presto da padrone». A differenza della rosea e galante quanto generosa
visione di Mantellini - che vede in rete un universo femminile mai
stato così vivace e produttivo come ora - invece, tranne lo sparuto
eroico drappello costituito dalle «solite note» - che vanno dal
giornalismo alle nuove tecnologie e via via fino all'imprenditoria,
alla politica ed al commercio - è proprio in Internet che si ha il
desolante impatto con la mancanza quasi totale di donne che, a
differenza degli uomini, manifestino interessi «elevati» dell'universo
femminile italiano, o perlomeno di curiosità allargata a temi non
specificamente femminili. Desolante è l'assenza di interesse, o di
partecipazione attiva, intellettuale, o solo dell'anima, a qualsiasi
problema concernente la partecipazione alla cosa pubblica, alla
cittadinanza, alla politica, al sociale, all'economia, alla curiosità
verso la scienza, la tecnologia, al cinema ed al teatro come storia del
costume o, almeno, verso lo strumento Computer-Internet, ed il suo uso.
Dai cosìdetti temi «elevati» o dagli argomenti cosìdetti «impegnativi»
o «per uomini», l'assenza delle donne italiane è pressochè totale.
Questo distacco dalla cosa pubblica è l'unica ragione che sta alla
base, quindi poche balle su quote rosa o non rosa, della macroscopica
differenza numerica che distingue, e sottolinea impietosamente,
parlamentari, ministri, sottosegretari e segretari di partito uomini
dalle donne elette o preposte alle medesime funzioni. Le donne amano il
Potere, ma non vogliono e non sanno prenderselo da sole. Sono gregarie,
per natura o per soggezione durata secoli non lo si sa ma certo è che,
lo si vede in politica, si accucciano sempre all'ombra del Potere
detenuto dal maschio detto, da loro, «misogino! maschilista!». Lo
servono come chierichette all'Altare. Ammucciano ad ogni suo ordine, ad
ogni stravaganza nefasta per il popolo terrorizzate, qualora
disobbedienti, di non essere ricandidate, rielette. Di non godere più
dell'Ombra del Potere mentre, standosene in ombra, ne godono, ne
divengono le Vestali, le Grandi complici. Ma non è solo nella cosa
pubblica e nella politica che l'universo femminile italiano non anela a
ruoli decisionali e responsabilità, e non se li assume di opinione,
almeno, bensì laddove c'è da impegnarsi, da far sentire la propria voce
l'universo femminile italiano è assente. Muto. E' l'Isola dei morti. E
tranne le note eccezioni, che confermano la triste desolante regola,
ciò ha il suo spietato specchio in Internet ove, statisticamente, le
donne sono in numero pari agli uomini, se non maggiore, per
frequentazione di siti porno e chat per incontri «ravvicinati». Perchè?
Pornografia, scambi e chat sex sostituiscono la mancanza di sesso da
parte della massa, massa oramai davvero impressionante in Italia, di
donne obese che, giustamente, dato il senso di repulsione che suscitano
nei maschi, nessuno si «fila». Internet ed i suoi strumenti, quindi non
sono, come sogna il galante generoso Mantellini, la Grande frontiera
conquistata, anche, dalle donne dalle quali, invece, è rarissimo che
arrivi una iniziativa interessante, una proposta originale, una
battaglia sociale o politica da condurre coralmente e con la forza
della convinzione, e della tecnologia che è immensa ma la cui efficacia
e forza è capita da pochi. Le donne, salvo eccezioni, tengono i propri
pc come sgabuzzini del rottamatt e, salvo lamentarsi e non fare alcuno
sforzo per capire pc e Internet, e così essere in grado di usarne le
relative difese, navigano come se facessero un giro dal parrucchiere
beccandosi cimici, pulci, hackers, virus, dialers, spammers e spioni ai
quali, invece, potrebbero dare la caccia decimandoli. Donne sveglia!
Stop all'Isola dei morti. Stop al regresso dell'eterno femminino, e
avanti con il progresso dell'impegno e della tecnologia! Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm

COMUNICATO STAMPA
E' uscito il n.2/2007 della
rivista "Il libro volante" diretta da Andrea Panerini ed edita da La
Bancarella Editrice. Il tema principale di questo secondo numero è
"Manuale di sopravvivenza alla nuova sinistra" che introduce, con un
titolo paradossale, le questioni che attengono alla ridefinizione
culturale dei valori della sinistra italiana e la domanda fondamentale:
si può ancora parlare di sinistra in Italia? Di notevole livello gli
inteventi di Rossano Pazzagli, Antonio Gai, Patrice Poinsotte, Enrico
Beni e Andrea Panerini. Le interviste, al contrario del numero
precedente, mirano a valorizzare alcuni nomi di grosso valore ma poco
conosciuti dal grande pubblico. Il giovane apologeta cattolico Matteo
Salvatti ci dice che "nessuno vi obbliga ad ascoltare la Chiesa
Cattolica" in una franca intervista in cui parla a tutto campo di
religione, laicità, politica e cultura. Aldo Grassini, direttore del
Museo "Omero" di Ancona ci introduce nel mondo dei musei "da toccare",
pensati appositamente per i non vedenti o gli ipovedenti. Stefano
Casi, attore e direttore artistico di "Teatri di vita" (rassegna
teatrale bolognese) invece ci parla del mondo del teatro italiano e di
Copi, commediografo e romanziere sudamericano poliedrico e dalla
personalità complessa. Nel campo letterario in questo numero la
redazione de "Il libro volante" ha optato per la pubblicazione di opere
selezionate di narrativa e di poesia puntando su giovani autori. E' il
caso, pertanto, di Nicola Lotto, Cristian Bufi e Nunzio Festa, tutti
scrittori under 30. Nella sezione Miscellanea, che chiude la rivista,
oltre alle recensioni di Alberto Morelli e ad altri interessanti
articoli, sono da segnalare i documenti tratti da discorsi e opere di
Altiero Spinelli (di cui ricorre il centenario dalla nascita), don
Lorenzo Milani e Gianni Anselmi. La rivista, che costa 10 euro a copia
(abbonamento annuale 30 euro), può essere ordinata presso la redazione
( info@librovolante.eu) o acquistata presso una delle librerie
convenzionate ( www.librovolante.eu).

CITY CAR…. NELL'EUROPA DELL'EST,
DOVE VENGONO FABBRICATE, GLI OPERAI RICEVONO STIPENDI DA FAME
Le signore bene, da noi, le comprano piene di accessori, senza neanche
guardare troppo il prezzo (sono utilitarie). Ma nell'Europa dell'Est,
dove vengono fabbricate, gli operai ricevono stipendi da fame. Ossia
380 euro al mese per i polacchi che costruiscono una Fiat 500, 270 per
gli slovacchi che assembrano Toyota Aygò, Peugeot 107, Citroen C1 o la
nuova Renault Twingo, appena 166 euro per gli ungheresi che fanno
nascere la Opel Agila e la Suzuki Splash e - se possibile - ancora meno
(appena 100 euro) per i brasiliani che fabbricano la Volkswagen Fox. Ma
questo è un altro discorso. In Europa, invece, il basso salario degli
operai che fabbricano Fiat 500, Toyota Aygò e soci è stato alla base di
tutta la strategia di lancio di queste vetture che non a caso vengono
fabbricate solo in quei paesi e poi distribuite in mezzo mondo. Certo,
il concetto di "stipendi da fame" è relativo: non è che Fiat, Opel e
tutti gli altri colossi industriali europei sfruttino gli operai.
Questi stipendi, nei rispettivi paesi, sono dignitosi. Anzi: le cifre
che riportiamo in questa inchiesta rappresentano solo la base del
salario (che poi cresce un po' con gli straordinari e con il lavoro
notturno), ma come ci ha raccontato un sindacalista di un paese
dell'Est che preferisce rimanere nell'anonimato, "le nostre fabbriche
non sono in Cina, fuori dal mondo. Noi siamo collegati a Internet,
vediamo i vostri programmi televisivi e in mezza giornata di macchina
possiamo arrivare nei paesi europei più ricchi. Ma con i nostri salari
siamo tagliati fuori da tutto. E questo condurrà inevitabilmente a
forti tensioni sociali". Tensioni che portano - come già successo in
molte fabbriche automobilistiche dei Paesi dell'Est a una richiesta
semplice ma - per certi versi - pazzesca: raddoppiare la paga degli
operai. Una cosa che ovviamente potrebbe destabilizzare i conti
economici di molte aziende ma che vede lavoratori e sindacati molto
compatti. Non va dimenticato che, anche a loro, scorrono continuamente
sotto gli occhi le immagini dei successi commerciali, dei fatturati
record e dei trionfi di queste macchinine sulla scena internazionale.
Insomma, un cinese che lavora nella fabbrica della Apple e che per
l'equivalente di 40 euro al mese fabbrica gli iPod alla fine sta meglio
di un polacco che lavora alla linea di montaggio della Fiat 500 o di
uno Slovacco che fa i turni alla fabbrica Toyota-Peugeot-Citroen: per
il cinese non ci sono possibili confronti di salari con Paesi
confinanti. Il suo stipendio ha un solo raffronto: quello con i suoi
cittadini. Ma c'è dell'altro: in Slovacchia, Polonia e in tutti i Paesi
dell'Est, invece, le modernissime city car sono regolarmente a listino,
anche se ovviamente a prezzi impossibili per i poveri operai. I calcoli
sono impressionanti: il costo di una 500 equivale a due anni e mezzo di
lavoro di un operaio che la costruisce, quello di una Toyota Aygò a più
di tre e via via per le altre. ARTICOLO DI VINCENZO BORGOMEO Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it
NESSUNO TOCCHI CAINO 21.07.2007
LIBIA. INFERMIERE BULGARE, PENA DI MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO - 17
luglio 2007: il Consiglio superiore delle istanze giuridiche, massimo
organo della giustizia libica, ha commutato in ergastoli le condanne a
morte emesse nei confronti delle cinque infermiere bulgare e del medico
palestinese accusati di aver volontariamente infettato bambini con il
virus Hiv. Oggi, la commutazione giunge a poche ore dalla decisione
delle famiglie delle vittime di accettare un indennizzo pari a circa un
milione di dollari per vittima, oltre che di ritirare la richiesta di
condanna a morte per i sei imputati. La decisione dei familiari giunge
dopo giorni di trattative condotte dalla Fondazione del figlio 34enne
del leader libico Gheddafi, Seif Al-Islam, il quale ha svolto il ruolo
di mediatore. L'ergastolo potrebbe essere scontato in patria, dal
momento che Tripoli e Sofia hanno un accordo di estradizione. I sei
erano accusati di aver inoculato il virus dell'Aids ad almeno 438
bambini di Bengasi, seconda città della Libia, 56 dei quali sono morti.
Le infermiere Kristiana Valtcheva, Nassia Nenova, Valia Tcherveniachka,
Valentina Siropoulo e Snejana Dimitrova, oltre al medico Achraf Joumaa
Hajouj (un palestinese che ha ottenuto in giugno, a sua tutela, la
nazionalità bulgara), si sono sempre dichiarati innocenti e hanno
denunciato che le loro confessioni sono state estorte sotto tortura. La
Fondazione ha fatto sapere che il denaro dei risarcimenti proviene dal
Fondo Speciale d'Aiuto a Bengasi, creato nel 2005 da Tripoli e Sofia
sotto l'egida dell'Unione Europea.
ITALIA-USA. D'ELIA, GOVERNO INCAUTO
E UNILATERALE NELLA ESTRADIZIONE - 14 luglio 2007: "Dal ministro
Mastella mi sarei aspettato più prudenza e un rigore maggiore nel caso
Cipriani". Lo afferma Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino, intervenendo sulla estradizione
negli Stati Uniti del cittadino italiano Benedetto
Cipriani accusato
di pluriomicidio in Connecticut. "Più che in ossequio al principio
sacrosanto di cooperazione giudiziaria - continua D'Elia -,
l'estradizione è stata decisa in ossequio al potente alleato, prova di
fedeltà agli Stati Uniti, più che atto dovuto." "Sulla certezza
assoluta del Ministro della Giustizia che non vi sia rischio neanche
teorico di pena capitale" D'Elia augura a Mastella "buona fortuna".
"Rimane però – sostiene D'Elia - un problema politico: l'assenza di
reciprocità nei rapporti di cooperazione giudiziaria con gli Stati
Uniti." "E' possibile – si chiede D'Elia – che la cooperazione debba
essere intesa sempre a senso unico?" "Non è mai successo che gli Stati
Uniti abbiano estradato in Italia un cittadino americano; a volte,
l'Italia non osa neanche chiederla." "Il Governo ha consegnato in
fretta e furia un cittadino italiano alla giustizia americana, mentre
nella vicenda Calipari, nel caso Abu Omar, nella tragedia del Cermis,
l'Italia attende da anni, non dico l'estradizione dei responsabili, ma
una prova concreta di collaborazione da parte degli Stati Uniti."
I

RAN. PROSEGUONO LE LAPIDAZIONI E LE IMPICCAGIONI PUBBLICHE - 20 luglio
2007: il quotidiano iraniano Etemad-Meli ha riportato, l'11 luglio, che
otto donne sono state condannate alla lapidazione in Iran. Due di loro
sono attualmente recluse nel carcere Evin di Teheran, due nel carcere
di Sipedar nella città sud-occidentale di Ahwaz, una nella città
settentrionale di Tabriz, una a Varamin, una nel carcere di Chobin
nella città occidentale di Qazvin e una nel carcere di Orumieh nell'
Iran nord-occidentale. Il 14 luglio un'altra donna è stata impiccata in
pubblico per omicidio secondo quanto riportato dai media locali. La
donna, identificata solo come Hurieh, 29 anni, è stata giustiziata
nella città di Tabriz, insieme ai due suoi complici, Farhad, 23 anni, e
Reza, 24. I tre, giudicati colpevoli dell'omicidio del marito della
donna e di tre suoi familiari, sono stati frustati per "relazione
illegittima e rapina", prima dell'impiccagione. Un altro cittadino
iraniano, Navid Parham, 22 anni, è stato impiccato in pubblico, a
Shiraz, per omicidio e rapina.
Intanto il 19 luglio due iraniani di
etnia curda sono stati condannati a morte per 'atti contro la sicurezza
nazionale'. Si tratta del giornalista Adnan Hassanpur e dell'attivista
sociale Hiwa Butimar. Secondo voci, non confermate, dei media iraniani,
i due avrebbero collaborato con gruppi illegali d'opposizione al
governo, ma la sorella del giornalista Hassanpur ha smentito queste
affermazioni dicendo che l'unico reato del fratello è la sua penna e
gli articoli che scrive. Articolo 21 e Isf (Information, Safety &
Freedom) hanno promosso una campagna a favore dei due uomini, a cui ha
aderito anche Nessuno tocchi Caino. "Per Nessuno tocchi Caino in Iran
la battaglia contro la pena di morte è prima di tutto una battaglia per
l'affermazione dei diritti umani e la costituzione di uno stato
democratico. Finché consentiamo al regime iraniano di continuare ad
opprimere con inaudita violenza i propri cittadini non dobbiamo
stupirci se poi l'Iran diviene una minaccia anche per la comunità e la
sicurezza internazionale," hanno dichiarato i dirigenti di NtC. "Per
noi la democrazia in Iran passa anche dalla soluzione del caso dei due
giornalisti condannati a morte per i quali è fondamentale che la
Comunità internazionale si impegni per chiedere il rispetto in Iran di
quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la
comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci sentiamo parte
attiva", hanno concluso Sergio D'Elia e Elisabetta Zamparutti.

GEORGIA (USA). SOSPESA ESECUZIONE DI TROY ANTHONY DAVIS - 16 luglio 2007: la
State Board of Pardons and Paroles della Georgia ha concesso una
sospensione di 90 giorni a Troy Anthony Davis, la cui esecuzione era
fissata per domani. La decisione è stata presa dopo una udienza a porte
chiuse durata 9 ore in cui sono stati esaminati gli elementi emersi
recentemente a favore del condannato. I 90 giorni di tempo serviranno
al Board per esaminare con più completezza quanto di sua competenza,
ossia la richiesta di clemenza. Il provvedimento di clemenza che
potrebbe emettere il Board può solo essere la commutazione della
condanna a morte in ergastolo, con o senza condizionale. Un vero e
proprio proscioglimento è invece competenza dei tribunali. Davis, 38
anni, è stato condannato a morte nel 1991 per l'omicidio del poliziotto
Mark Allen MacPhail avvenuto nel 1989 durante una rissa. Secondo i suoi
difensori, Davis, che è nero, sarebbe stato "incastrato" dai colleghi
della vittima, che era bianca. L'arma del delitto non è mai stata
ritrovata, né altre prove "fisiche" collegavano Davis all'omicidio. Una
serie di testimoni oculari, alcuni poliziotti e 9 "civili", avevano
identificato Davis, il quale, dopo aver a lungo proclamato la sua
innocenza, alla fine del processo aveva confessato, nella speranza di
ottenere almeno l'attenuante sufficiente a non essere condannato a
morte. Dopo il processo la sorella di Davis, Martina Correia, ha
ricontattato i testimoni "civili", e tra il 1999 e il 2003 ha ottenuto
da 7 di loro una deposizione giurata in cui ritrattano la
testimonianza, spesso sostenendo di essere stati "forzati" dalla
polizia. Altri 9 testimoni non ascoltati all'epoca del processo hanno
invece testimoniato che la persona che potrebbe essere colpevole dell'
omicidio è un bianco, per la precisione Sylvester "Red" Coles, che è
uno dei due testimoni oculari che non hanno ritrattato. Queste
testimonianze sono state usate per dei ricorsi davanti alla Corte di
stato, alla Corte Suprema di stato, e alla Corte d'Appello dell'11°
Circuito. I ricorsi sono stati tutti respinti per questioni
procedurali, sostenendo sostanzialmente che c'erano dei difetti di
procedura nei tempi e nei modi in cui le nuove testimonianza sono state
raccolte. Questo perché nel 1996 in Georgia è entrata in vigore una
nuova legge mirata proprio a sveltire le procedure di appello dei
condannati, fissando anche dei termini per la presentazione di nuovi
elementi. All'inizio del mese anche la Corte Suprema degli Stati Uniti
aveva rifiutato di prendere in considerazione il caso, in quanto la
legge del 1996 è stata sostanzialmente

USA: FLORIDA FINE MORATORIA. TEXAS ESTENDE PENA CAPITALE - 18 luglio 2007: il Governatore della Florida, il repubblicano Charlie Crist, ha messo fine nello stato ad
una moratoria durata sette mesi, decisa lo scorso dicembre dopo che
erano stati necessari ben 34 minuti per mettere a morte un condannato,
Angel Diaz. La moratoria era stata introdotta nel timore che la
procedura dell'iniezione letale procurasse eccessivo dolore al
condannato, in violazione della Costituzione. Christ ha messo fine alla
moratoria autorizzando l'esecuzione, in calendario il prossimo
novembre, di Mark Schwab, condannato a morte nel 1992 per avere ucciso
un ragazzo di 11 anni dopo averlo rapito e stuprato. Secondo Crist, i
cambiamenti apportati alla procedura dalla Commissione per l'
Amministrazione dell'Iniezione Letale e adottati dal Dipartimento di
Correzione della Florida sono in grado di garantire esecuzioni capitali
senza dolore. La moratoria era stata decisa dall'allora governatore
della Florida, anche lui repubblicano, Jeb Bush, nell'attesa dei
risultati di una commissione di inchiesta sulle procedure seguite
nell'esecuzione dei condannati a morte. Anche il Texas fa un passo anti-
abolizionista. Il governatore Rick Perry infatti, il 16 luglio, ha
ratificato la legge sulla violenza sessuale nei confronti di minori. La
legge HBB, approvatA a maggio dalla Camera, è detta anche "Jessica's
Law", dal nome di Jessica Lunsford, una bambina rapita e uccisa in
Florida nel 2005 da una persona con precedenti per violenza su minori.
La legge prevede condanne fino a 25 anni per il primo episodio di
molestie sessuali gravi su minori di 14 anni, e la possibilità di
condanna a morte per il secondo episodio, anche quando la vittima non
viene uccisa. La legge inoltre prevede che attraverso un dispositivo di
localizzazione satellitare (GPS) la polizia tenga una mappa aggiornata
in tempo reale dei pregiudicati per reati sessuali nei confronti di
minori. Questo aspetto della legge però è di non facile attuazione: la
Florida ha approvato una legge simile due anni fa, ma la polizia non è
ancora riuscita a rintracciare tutte le persone che risultano schedate.
La nuova legge entra in vigore il 1° settembre, e sarà applicata solo
per i reati commessi dopo quella data.

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22 giugno 2007

news 22 giugno

LA GIORNATA DELL' oRGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perchè, c'è¨ scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENO A nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF


LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIA Ha fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.

COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
IDEE PER LE VACANZEVuoi vivere una vacanza tra cultura montagna e sport insieme al tuo amore, ai tuoi amici, al tuo cane? A L’Aquila c’è una magnifica opportunità per fare tutto questo. Si affitta una casa indipendente composta da 2 camere, 4 posti letto max, 1 bagno, 1cucina, posto auto privato, biancheria. Posizione ideale per visite alla città , passeggiate nel verde, vicino centro sportivo. Prezzo settimanale: 400 € Prezzo mensile: 1.500. Per informazioni e contatti: Bruna Marcantonio 320.2214003 bruna.marcantonio@fastwebnet.it Bruna Marcantoniomob +393202214003http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
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LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.


«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com
BUENA VIDAGAYA CsF
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Data: Fri, 22 Jun 2007 12:10:26 +0100 (GMT+01:00) Da:
carla_liberatore@virgilio.it Oggetto: NEWS DEL 22 GIUGNO
Allegato in formato testo [ Controlla e salva sul pc ]
NOTIZIARIO GAYA CsFVENERDI’ 22 GIUGNO 2007
LA GIORNATA DELL’ORGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perché, c'è scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (
www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENOA nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF
LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIAHa fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.
COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
IDEE PER LE VACANZEVuoi vivere una vacanza tra cultura montagna e sport insieme al tuo amore, ai tuoi amici, al tuo cane? A L’Aquila c’è una magnifica opportunità per fare tutto questo. Si affitta una casa indipendente composta da 2 camere, 4 posti letto max, 1 bagno, 1cucina, posto auto privato, biancheria. Posizione ideale per visite alla città , passeggiate nel verde, vicino centro sportivo. Prezzo settimanale: 400 € Prezzo mensile: 1.500. Per informazioni e contatti: Bruna Marcantonio 320.2214003 bruna.marcantonio@fastwebnet.it Bruna Marcantoniomob +393202214003http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 - tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini
LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.

COMUNICATO STAMPA

«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com

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05 maggio 2007

news 5 maggio

Circolo Mario Mieli, covo di terroristi.
Esprimiamo piena solidarietà ad Andrea Rivera , che per aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale.
Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue
idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come
queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere
la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea
Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare
il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai
più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano
parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei
confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora
tutto il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, che della sua
libertà di pensiero e di critica è fieramente orgoglioso, si autoaccusa
di terrorismo, dal momento che consideriamo che la società che vuole
Ratzinger sia una società buia e intollerante. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, auspica che si levino più forti e numerose da
parte del mondo politico, della cultura, del sindacato e del lavoro, le
voci in solidarietà verso chi ha il coraggio delle proprie idee e di
esprimerle liberamente e in maniera non servile. Non vorremmo
ritrovarci ai tempi dell'Inquisizione e dell'Indice dei libri proibiti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone –
Direttivo Tel. 3497355715


SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: RADICALI E
ASSOCIAZIONE COSCIONI SABATO 5 MAGGIO ALLE ORE 11.00 IN PIAZZA SAN
PIETRO.
Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni
manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato
Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che
prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno
cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO
TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO". Saranno presenti i
deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della
segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed
Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario
dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del
radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca
Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio
Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali
Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.

Arcigay Napoli chiede il riconoscimento delle nuove famiglie sul territorio
Arcigay Napoli
esprime vicinanza ad Udi Napoli e condivisione della richiesta inviata
al Presidente della Giunta Regionale della Campania, all'assessore alle
Politiche Sociali, ai Capigruppo regionali, di ritiro della delibera
pubblicata sul bollettino della Regione Campania n. 40 del 4/9/06, che
assegna fondi per l'acquisto della prima casa a favore di
famiglie
sposate e coppie di nuova costituzione. "La delibera regionale rivela
una arretratezza culturale irrispettosa delle esigenze delle nuove
famiglie, presenti in numero sempre maggiore sul nostro territorio, ed
applicando indirettamente trattamento diverso alle famiglie
monoparentali o alle coppie di fatto, esclude di fatto dal godimento di
benefici tra le altre, le famiglie omosessuali, con o senza figli",
afferma Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli, "la delibera
ignora del tutto che è proprio insistendo su vecchi schemi familiari,
antropologicamente e sociologicamente superati, che si creano tra le
mura domestiche situazioni in cui maturano violenze e soprusi ai danni
di donne, di persone omosesuali o transgender". Arcigay Napoli, nel
domandare, con Udi Napoli, la correzione dei criteri di accesso alla
fruizione di benefici previsti dal bando regionale, per ovviare alle
situazioni di discriminazioni al momento esistenti nei confronti delle
famiglie di fatto basate su vincoli affettivi, chiede: - di istruire
l´ufficio anagrafe, predisponendo la necessaria modulistica, affinché
rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano
richiesta, ai sensi dell´art. 33, comma 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, l'
«Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o
parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi» (come
riconosce l´art. 4 dello stesso Regolamento d´esecuzione), quale
pubblica attestazione delle risultanze delle schede di famiglia tenute
ai sensi dell´art. 21 D.P.R. 30 maggio 1989; - di assicurare ai membri
della famiglia anagrafica, nell´ambito delle proprie competenze e
compatibilmente con la normativa vigente, tutti i procedimenti,
benefici e opportunità amministrative di varia natura, alle medesime
condizioni riconosciute dall'ordinamento alle coppie sposate; - di
sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato,
affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti,
doveri e facoltà alle famiglie diverse da quelle scaturenti dal
matrimonio, siano esse costituite da persone dello stesso sesso, sia
esse monogenitoriali o costituite da conviventi. Nonché a sollecitare
il tema dell´affrancamento delle donne e dei giovani dalla famiglia,
mediante il riconoscimento di garanzie, tutele e vantaggi volti a
garantire la indipendenza e la effettiva autodeterminazione delle donne
e dei giovani.


COMUNICAZIONE ARCIGAY NAPOLI
Al quotidiano "Il Roma" Egregio Gianni De Felice, Mi presento, sono Christian Pinzarrone, trans
FtM e responsabile del Circolo "Anthias" Arcitrans Libellula di Napoli.
Le scrivo in merito al Suo articolo dal titolo "La Asl cade in trans e
addio Casablanca", pubblicato sul quotidiano "Il Roma" lo scorso 26
aprile. Convengo con lei per la chiara e motivata denuncia nei
confronti della cattiva organizzazione delle nostre Asl e della
"malasanità" dilagante sul nostro territorio, in quanto a questi
problemi sociali, come di certo non le sarà sfuggito, anche noi persone
transessuali siamo soggetti. Ritengo però che denunciare queste
problematiche prendendo una posizione non solo avversa ma addirittura,
mi consenta, vile, nei confronti delle persone che hanno un disturbo
dell'identità di genere, costituisca piuttosto uno "status" di comodo...
E' più facile puntare il dito contro chi è già continuamente
surclassato dalla società piuttosto che arrischiarsi a gettare un po'
di luce tra le impervie ombre della stessa e venirne a capo capendone i
malsani meccanismi. Non è certo per aspettare che altri siano a
cancellarsi o inventarsi un "pisello" o una "patatina", come Lei scrive
con gratuito sarcasmo, che le donne aspettano sei mesi per una
mammografia; queste lunghe e vergognose attese purtroppo ci sarebbero
anche senza la "problematica" trans. E le dico che anche io, nonostante
sia un cittadino italiano che paga tutte le tasse e gode dei diritti e
dei doveri relativi "alla persona" previsiti dalla Costituzione
italiana, per poter avere le mie operazioni dovrò attendere non meno di
un anno... Ecco Lei non può neanche immaginare cosa darei per
accorciare questi tempi. Che in una struttura pubblica venga effettuata
una mastectomia bilaterale per terapia contro il cancro o per questioni
inerenti all'identità sessuale cosa cambia ? Le assicuro che la prassi
medica e relativi tempi di attesa sono gli stessi. In ultimo lei chiede
nel Suo articolo che roba sono le "istanze identitarie" ? Poiché
nessuno nasce imparato, come diciamo a Napoli, le spiego per me cosa
significa questo termine: *il rispetto della persona in quanto essere
umano e cittadino, in tutte le sue sfaccettature* e come specificato,
tra le altre cose, dalla legge 164 del 1982, *il diritto dello stesso
ad essere felice*. La ringrazio per la cortese attenzione. Napoli,
30/4/2007 Cordialmente, Christian Pinzarrone
circoloanthias@arcigaynapoli.org
(Dal quotidiano Roma del 26/04/2007 )
26/04/2007 - La Asl cade in "trans" e addio Casablanca
di Gianni de
Felice - La ministra della salute Livia "Ringhio" Turco, se non ci
fosse, dovrebbero inventarla. Sennò, di che avremmo da strabiliare?
Come tutti salvo una persona sanno, la nostra epoca vive l´emergenza
droga. Prezzi crollati, frontiere con più buchi d´un formaggio
svizzero, migliaia di clandestini che spacciano. La polizia ce la mette
tutta, ma la battaglia è impari: dieci pusher vengono arrestati e
cinque vengono
scarcerati. Indulti a parte, il nostro codice è più
elastico della famosa pelle. Alcuni condomini di Milano, nelle zone
afflitte da discoteche, pub, piano bar, starlette, vallette, top model,
calciatori, indossatori, tronisti e via vippeggiando, hanno ingaggiato
guardie private notte-giorno. Avevano scoperto che i pusher nascondono
la merce nei loro cortili e vani ascensore: depositi di retrobottega.
Come per tanti altri servizi, che lo Stato dovrebbe corrispondere in
cambio delle imposte che esige, anche la sicurezza dobbiamo pagarcela
due volte. Vedete i pistoleri armati davanti alle nostre banche? Bene,
ce li abbiamo soltanto noi. Nel resto d´Europa bastano la doppia porta
blindata e la polizia di Stato. Ma torniamo all´emergenza droga. Con
tanti giovani che ne muoiono e tantissimi che ne vengono distrutti
psicologicamente e fisicamente, qual fu la bella pensata della ministra
della salute? Aumentare la quantità massima di droga cosiddetta
"leggera" ammissibile come uso personale. Come dire una chance in più
ai pusher per suddividersi la merce e giustificarne il possesso. Come
incoraggiare la diffusione della droga, invece di stroncarla con
durissime sanzioni. Quanti giovani interpretarono quella "turcata" come
un messaggio di alleggerimento: via, non stiamo a metterla giù così
pesante, un po´ di erba in più non è la fine del mondo? Qualcuno, per
fortuna, ricorse contro l´improvvido decreto e il Tar accolse. Al
momento la ministra prese cappello e annunciò appello al Consiglio di
Stato. Ne venne, per nuova fortuna, dissuasa. Quel decreto era
impopolare, una gaffe politica. Il Consiglio di Stato avrebbe potuto
respingere l´appello e la figuraccia sarebbe stata doppia. Più saggio
parlare di riordino generale della materia, annunciare l´elaborazione
di un disegno di legge, allungare i tempi, diluire e sperare che
nessuno si ricordasse più di quella bella pensata. Così fu. Ma la
ministra non è tipa da starsene lì, tranquilla, a monitorare i ritardi
delle Asl, a sorvegliare la circolazione dei topi negli scantinati di
certi ospedali, a contare quanti italiani muoiono non per cattiva
salute ma per cattiva sanità. Macché, lei è donna d´azione, sensibile a
tutte le istanze. Anche quelle dei transessuali. I quali - come
sostiene l´onorevole Vladimiro Guadagno, in arte e in politica
"Luxuria" - meritano il rispetto delle loro "istanze identitarie". Che
roba sono? Prestodetto: rifarsi il naso, gonfiarsi o spianarsi i seni,
inventarsi e cancellarsi un pisello, cancellarsi o inventarsi una
patatina. Insomma tutte quelle cose per le quali si andava, una volta,
a Casablanca: a spese proprie. Mentre ora, trattandosi di "istanze
identitarie", ed essendo ricco il budget della sanità, dovrebbero
essere fatte in qualche nostra Villa Passerina o in qualche discreto
Dick Surgery Center. è l'opinione della ministra competente, Livia
"Ringhio" Turco. «Credo - ha detto - che il servizio ospedaliero debba
prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il proprio corpo con
la sua identità», La Asl cade in trans: siamo al pisello della mutua,
alla topina della sanità? Purtroppo, non si sa chi deve prendersi
carico delle donne che aspettano sei mesi per una mammografia, degli
anziani che si sentono rinviare di tre mesi un elettrocardiogramma,
delle Tac e delle Risonanze magnetiche che vengono di fatto negate con
la tattica di rinvii impossibili. Accertamenti costosi? Sì, ma non è
che siano a buon mercato le installazioni di passere e piselli, le
sbarbature definitive, le piallature di pomi d´Adamo, i ritocchini
laringei alle corde vocali che cambiano un quasi baritono in
gorgheggiante contralto. Secondo un listino prezzi uscito in questi
giorni, per un "servizio completo" si va - salvo complicazioni -verso i
50mila euro, un centinaio di vecchi milioncini. «L´intimità della
persona va rispettata - ha sentenziato la ministra -E quindi credo che
il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo». Parole impagabili.
Surreali. Se non esistesse, l´on. Livia "Ringhio" Turco, dovrebbero
inventarla. Per avere di che strabiliare. E anche per alimentare il
serbatoio elettorale del centrodestra. Pare che ad ogni sua intervista
o apparizione tivù, conquisti cinquantamila nuovi simpatizzanti.
Prosit!


LETTERA AL CAPO DELLO STATO
Carlo Azeglio Ciampi
Presidenza della Repubblica Italiana
Caro Presidente Ciampi, Le ho fatto pervenire
( per mano di persone affidabilissime ), il 25 febbraio u.s., il testo
di un mio discorso tenuto il 9 febbraio presso la Protomoteca del
Campidoglio davanti ad un pubblico di intellettuali, deputati, etc. Non
avendo ricevuto alcun cenno di risposta da parte Sua in merito alla
questione gravissima da me sollevata, chiedo che ufficialmente venga
aperta un'inchiesta da parte delle Istituzioni. Una seria indagine da
attuare sulle reali condizioni di vita delle persone omo-, bi-, e pan-
sessuali, in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università,
sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali ed organizzazioni
panolebi. Le posso confermare che in Italia sono stato oggetto di gravi
offese e minacce, che ho subito danni relativi alle mie attività
lavorative e anche fisici, insieme ad impedimenti di un sereno
svolgersi dei sentimenti di amicizia, affettivi e di amore, come
milioni di Italiani. Attendo quindi una Sua esauriente risposta e
sicuro della Sua sensibilità umana e morale nei confronti di tutti i
cittadini, Le porgo i miei più cordiali saluti, Joan Peter Boom. -
Allegato testo: "Michelangelo" - AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO? -
di Peter Boom - Sono 42 anni che faccio il militante gay e onestamente
non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a quasi 66 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di
richiamare tutti alla propria responsabilità. A cominciare dal Capo
dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che ora mi sento
costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile
politico in Italia. Lui, ultimamente, ha nominato gli ebrei, ma non le
altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri
umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che è una dimenticanza
casuale. Il Capo dello Stato rappresenta il popolo italiano, ma
evidentemente non rappresenta Michelangelo e una bella fetta dei
residenti passati, presenti e futuri. Poi c'è, molto più grave ancora,
quel capo che si spaccia per "infallibile tramite" tra un Dio
cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo,
questo capo blatera giudizi dall'alto del suo palazzo imponente
indossando sontuose vesti ricamate d'oro. E poi i preti cacciano via
travestiti e femminielli. Una parte rilevante della popolazione è
"panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans,
etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi
e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione,
fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la
maggior parte. A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il
sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare tutti di
questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche
bruciandosi vivo in piazza San Pietro. Quando un omosessuale
impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si
suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo.
L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una
vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato. Abito a
circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede
della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci",
"Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse
frocio, lo ammazzerei". Pensate che in queste condizioni una ragazza o
un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo.
Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a
causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli
affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo
ostacolato, condannato, emarginato. Nelle grandi città i gay possono
usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come
dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi
nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla
famiglia, sul lavoro o a scuola. Chi è responsabile di tutte queste
disgrazie? Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte
delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra
Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri,
operatori sociali e organizzazioni panolebi. Un'arma efficace contro la
distruzione continua di moltissime vite è necessaria. Non crediate che
io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il
Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso
della parola un Papa anticristiano. Una denuncia che va fatta in
Italia, in Europa, nel mondo. Da troppo tempo è tempo di cambiare. Joan
Peter Boom Gaya CsF - via Forno di sotto 47 - 01031 - Bagnaia (VT)
Bagnaia.

SCANDALO A WASHINGTON
Coinvolto ufficialmente RANDALL
TOBIAS, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile
per gli aiuti all'estero e l'UOMO DI PUNTA DEI PROGRAMMI ANTI-AIDS
dell'amministrazione Usa BASATI SULLA CASTITA' (UDITE! UDITE!), ma si
arresta solo la maitresse. Lo scandalo ha già travolto l'eroe anti-Aids
dell'amministrazione Bush. Giro di squillo in Usa, «15 mila clienti».
Parla Madam Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione.
WASHINGTON (STATI UNITI) - Le più richieste erano le cinquantenni:
parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la
donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto
rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush.
Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di
giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non
ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i
cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff». ESCORT SERVICE - La
D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva
gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale
americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire
ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali
perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-
time: «Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il
giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin
and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23,
tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette
per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi:
non solo studentesse, ma anche casalinghe disperate, una professoressa
di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina,
un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento
della prostituzione. 15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua
lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del
segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti
all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids
dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso
confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle
ragazze del giro Pamela Martin. VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo
in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i
tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta
di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a
suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda,
tra questi, Harlan Ullman, il consulente del Pentagono a cui è
attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio
della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero
anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante
corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e
militari.
04 maggio 2007
e discriminazioni del passato e del presente, una denuncia per
scongiurare quelle del futuro. Immagino un carro pieno di omosessuali,
donne e uomini, con la divisa dei deportati dei campi di
concentramento, con il triangolo rosa accanto alla stella gialla. Ed
una domanda: la Chiesa, dov'era? Immagino un carro pieno di streghe, di
fanciulle condannate al rogo con il pretesto della loro diversità, a
memoria di tutte le donne bruciate vive dall'Inquisizione, donne la cui
unica colpa era quella di non conformarsi al ruolo che la società
teologica di quel tempo voleva imporre. Ed una domanda: la parola di
Cristo, dov'era? Immagino un carro pieno di donne incinte condannate al
turpe mercato dell'aborto clandestino, quando le probabilità di morire
prima ancora di aver vissuto, erano altissime. Ed una domanda: la
solidarietà cristiana, dov'era? Immagino un carro ospedale, con persone
malate ed altre, disperate, divise da una grata che impedisce di stare
vicini ai propri compagni. Ed una domanda: la Pietas cristiana, dov'è?
Immagino un carro pieno di persone normali, uomini in giacca e cravatta
e donne in tailleur, con un cappuccio sul volto, condannate al
silenzio. Ed una domanda : la parola di Dio sull'eguaglianza, dov'è?
Immagino un carro pieno di transessuali costrette a prostituirsi,
perché a loro non viene concessa nessuna alternativa per guadagnarsi
onestamente la vita. Ed una domanda: la giustizia divina, dov'è?
Immagino un carro pieno di uomini di razza bianca, età compresa tra i
30 e i 60 anni, rispettabili eterosessuali regolarmente sposati con
figli, accanto a fanciulle e ragazzetti tailandesi e brasiliani. Ed una
domanda: Bagnasco, perché non dici chi sono? Immagino un carro con
preti e uomini con la lupara. Ed una domanda: perché avete taciuto?
Immagino un carro pieno di preti che predicano una morale che essi per
primi disattendono, al riparo delle loro sagrestie. ed una domanda: La
morale divina, è uguale per tutti? Immagino un carro con tante lapidi
con i nomi di tutte le persone morte ammazzate o suicidate negli ultimi
anni perché amavano chi non dovevano amare. Ed una domanda: di chi è la
colpa? Immagino un carro pieno di gente normale con i loro figli. Ed
una risposta: la colpa è di tutti noi. Immagino un carro pieno di
monaci appartenenti a tutte le Fedi, insieme sulla stessa Terra, sotto
lo stesso sole. Ed una risposta: siamo tutti eguali. Isabelle Rizk


STORIE DI "COMUNE" FOLLIA
Articolo di Carla Liberatore Gaya CsF
Quella
che segue è la storia di Mario – impiegato al centralino del Comune di
L'Aquila – e Iris, il suo bel cagnone biondo, necessario alla vita di
Mario in quanto non vedente.
Mario è un non vedente e lavora al centralino del Comune di L'Aquila dal 30 dicembre del 2006 e in
ottobre, gli è stato affidato un cane-guida di nome Iris. Dall'arrivo
di Iris sono iniziati i problemi di Mario sul lavoro in quanto alcuni
suoi colleghi vedendolo arrivare all'ufficio con il suo cane guida,
iniziarono a "storcere il muso"; e la collega con cui Mario divideva la
stanza, iniziò a lamentarsi con la dirigenza del Comune perché le dava
fastidio la presenza del cane. Così la "gentile" signora ha pensato
bene di far valere il suo diritto a non condividere il posto di lavoro
con una presenza "animale". E il diritto di Mario? Bene, anzi: Male!
Mario è stato spostato a lavorare in una specie di scantinato, zeppo di
topi, escrementi di topi e veleno topicida. Per fortuna che Mario tiene
sempre Iris al guinzaglio ed è solo per questo che la sua cagnolina non
si è nutrita dell'appetibile veleno, in quanto questo veleno, proprio
per essere adatto alla funzione di sterminare i topi, ha un odore ed un
sapore gradevole per tutti gli animali. Il suddetto trasferimento di
stanza è stato un atto arbitrario di mobbing e discriminazione, senza
che nessuno si sia preso la responsabilità di questo atto. E' stato uno
spostamento coatto senza alcuna documentazione scritta che ne spiegasse
i motivi, da parte dei dirigenti del Comune di L'Aquila. Le ragioni
della collega di Mario, pare siano ascritte su di una non meglio
identificata certificazione medica, che fra l'altro non certifica
nessun tipo di allergia a peli di animale, né tantomeno certifica
disturbi cutanei, ottici e/o respiratori. Nel frattempo a Mario viene
impedito di lavorare perché gli sono stati sottratti gli strumenti in
Braill necessari allo svolgimento delle funzioni per le quali è stato
assunto; e quando va al lavoro è costretto a passare sei ore dentro l'
ufficio senza poter fare niente. Così, esasperato, si è rivolto al
Dott. Alarico Bernardi – Responsabile del Sindacato R.D.B C.U.B P.i.
di L'Aquila – il quale a sua volta ha contattato la D.ssa Cristiana
Graziani – Responsabile dell'ufficio Regionale VERDI per la tutela dei
diritti degli animali, nonché Rappresentante locale di PETA Animalisti
italiani - . S'incrociano quindi, in una vicenda tenera ma dai contorni
ingarbugliati, i diritti di un uomo diversamente abile e quelli del suo
cane guida Iris; diritti che vengono negati da una burocrazia sempre
più arrogante e che se ne frega degli aspetti umani nel quotidiano e
che ancora una volta non prende posizione in maniera ufficiale, con il
solito gioco delle "scatole cinesi", di chi si rifugia sempre dalle
responsabilità e non prende posizione né nel bene e né nel male.
Posizione invece che alle quali non si sottraggono mai i VERDI, nella
lotta per la difesa dei diritti degli animali, degli esseri umani e
dell'ambiente, che come in questo caso si espongono ufficialmente a
difesa di Mario e della sua Iris, tanto che il giorno giovedì 3 maggio
u.s. hanno indetto una conferenza stampa per raccontare questa vicenda
triste e allo stesso tempo grottesca.
SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEI
VERDI ABRUZZO CON LE DICHIARAZIONI DI WALTER CAPORALE – CAPOGRUPPO ALLA
REGIONE DEI VERDI ABRUZZO – CRISTIANA GRAZIANI E MARIO.
COMUNICATO
STAMPA VERDI REGIONE ABRUZZO
L´Aquila 3 Maggio 2007
L´AQUILA. GRAVE
DISCRIMINAZIONE CONTRO DISABILE NON VEDENTE. I VERDI CHIEDONO
INTERVENTO IMMEDIATO DALLA REGIONE.
Dichiarazione di Walter Caporale,
Capogruppo Regionale dei Verdi e di Cristiana Graziani, Medico
Veterinario responsabile Ufficio Verdi per la tutela dei diritti
Animali: L´Aquila, 3 maggio 2007 - "Sembra impossibile ," - esordisce
il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale - "ma nel terzo
millennio siamo ancora costretti a denunciare un grave e vergognoso
caso di discriminazione, questa volta a L´Aquila, nei confronti di un
disabile non vedente, Mario Di Paolo, e del suo cane guida Iris. A
Mario è stato impedito di proseguire il suo lavoro nella stanza e con
gli strumenti abituali per la funzione di centralinista: egli è stato
relegato in una stanza umida, piena di escrementi e persino di veleno
per topi diffuso nell´ambiente e pericoloso sia per l´uomo che per il
cane. Per questo motivo ho presentato una Interrogazione Urgente a
risposta immediata al Governatore della Regione, Ottaviano Del Turco,
con la richiesta di risposta al prossimo Consiglio Regionale dell´ 8
Maggio, e agli Assessori regionali competenti, affinché Mario Di Paolo,
sposato e con due figli, disabile non vedente ed il suo cane guida Iris
abbiano giustizia immediata.". "La discriminazione contro Mario" -
dichiara Cristiana Graziani - "è intollerabile, segno di inciviltà e
di regresso sociale da parte dell´Amministrazione Comunale dell´Aquila:
il nostro amico deve tornare immediatamente con il suo cane guida Iris
nella sua abituale postazione di lavoro, e non in uno scantinato umido
e stretto. Nello scantinato che ci vadano le bestie che lo hanno
discriminato". Dichiarazione di Mario Di Paolo, centralinista non
vedente del Comune di L´Aquila: "In una società che si considera
emancipata e moderna, in una città quale L´Aquila che voglia essere al
passo coi tempi e all´avanguardia, non è più tollerabile che viga la
cultura tribale del più forte che schiaccia il più debole, la
concezione dell´indifeso come essere inferiore bersaglio e obiettivo di
maltrattamento e di vituperio, l´idea che gli animali siano esseri
inferiori e che la diversità dovuta all´handicap sia una macchia da
cancellare, la nostra cattiva coscienza da rimuovere ed eliminare. Ho
denunciato con forza quanto mi è accaduto per aiutare me e gli altri
non vedenti a venir fuori da queste pastoie di arretratezza spirituale
ed intellettuale. Per questo ho deciso di raccontarvi la storia di
rifiuto e di disagio di Iris e me".
VERDI REGIONE ABRUZZO 335.790.71.20
- 0862.644.213 - 0872.49.519 -
www.waltercporale.it -
gruppoverdi@regione.abruzzo.it


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
Ti amavo senza saperlo: i gay e l'Opera. Incontro con Davide Garattini e
Sabino Lenoci.
Forse l'idea che i gay siano particolarmente attratti
dall'opera lirica è davvero uno dei tanti luoghi comuni che circondano
l'omosessualità. O forse le cose non stanno così come del resto ci dice
l'esperienza di tante persone che abbiamo conosciuto. Per capire meglio
questo aspetto molto particolare del vissuto di noi gay abbiamo deciso
di chiedere il parere di due esperti di teatro musicale e abbiamo
invitato Sabino Lenoci, editore e direttore della rivista
internazionale "L'Opera" e Davide Garattini direttore
della rivista
"Musical!". Segue, alle 20.00, la cena.
Gruppo del Guado - Cristiano
Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3
Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 -
www.gaycristiani.it


12 MAGGIO: LA
GIORNATA «DEL CORAGGIO LAICO»
di Simone Sapienza - pubblicato il 01
Maggio 2007
13 maggio 1974
«Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family
Day manifesterà la controriforma, a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà
la riforma». Il leader dello Sdi, Enrico Boselli, la mette così, nel
presentare l'iniziativa che, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e
Rita Bernardini, ha promosso per celebrare, 33 anni dopo, il 'coraggio
laico' (è questo lo slogan dell'iniziativa) della battaglia contro il
referendum per la cancellazione della legge sul divorzio, nello stesso
giorno in cui una piattaforma cattolica ha convocato il Family Day.
«Mentre gli sconfitti e gli umiliati del 1974 celebreranno a milioni e
milioni la loro rivincita – dice Pannella - vogliamo dimostrare che c'è
un'altra Italia, quella delle conquiste civili». L'appello è a tutte le
forse laiche. Pannella chiede a Mussi e Angius di dar seguito «alle
dichiarazioni di laicità fatte al congresso dello Sdi» attivandosi per
il successo di "Coraggio Laico": «Una nuova 'cosa' politica ha forse
più successo se nasce direttamente nella lotta». La giornata del 12
sarà aperta da un convegno organizzato dall'Associazione Coscioni e da
RadioRadicale.it, dal titolo: «Il mito della famiglia naturale. La
rivoluzione dell'amore civile». INVIATO DA DGP (DìGayProject)


UCCISA IN IRAK UNA GIOVANE RAGAZZA DI 17 ANNI
A Bashika, Mosul, (Irak)
centinaia di uomini hanno ucciso lapidandola Du'a Khalil, una giovane
ragazza di 17 anni. Questo orrendo omicidio "d'onore" è stato ripreso
in diretta da vari telefonini e macchine fotografiche digitali che
mostrano anche la presenza della polizia locale del governorato del
Kurdistan iracheno. Du'a Khalil è di religione Yezidi, diffusa nel
kurdistan iracheno. Si è innamorata di un ragazzo iracheno arabo e
musulmano con cui si incontrava in grande segreto che, però, si è
rifiutato di sposarla. Umiliata e oramai "disonorata" per la sua
famiglia, è stata ospite per cinque giorni da un locale capo yezidi che
l'ha convinta a tornare dai suoi perché l'avrebbero
perdonata. Appena
tornata, i suoi parenti di cui il fratello, lo zio ed il cugino l'hanno
spogliata, picchiata a sangue e infine lapidata a morte in presenza di
centinaia di spettatori. I gruppi islamisti della regione hanno ben
pensato strumentalizzare questo
crimine per organizzare una vendetta
contro gli Yezidi. Sostengono che la giovane ragazza si era convertita
all'Islam e che è una "martire dell'Islam" perché punita per la sua
conversione. Già 23 yezidi sono stati uccisi. E' per questo, è urgente
che le autorità irachene e la polizia irachena intervengano per
arrestare i parenti di Du'à colpevoli dell'omicidio e fare chiarezza
sull'inefficienza dell'autorità locale a proteggere anche le vittime
della vendetta islamista solo perché sono di religione yezidi. Ieri ad
Arbil un'enorme manifestazione contro i crimini d'onore in Kurdistan è
stata organizzata da diverse associazioni democratiche kurde Yezidi. Le
donne in Medio Oriente sono vittime dell'oppressione partiarcale e
della violenza che siano musulmane sunnite o sciite, druze, christiane
o Yezidi. Fra i kurdi, le Nazioni Unite hanno contato 40 omicidi
d'onore dall'inizio del 2007. Firmate la petizione indirizzata al
Governo Regionale del Kurdistan Iracheno per condannare la lapidazione
di Du'a e per cancellare i "crimini d'onore" nel Kurdistan iracheno e
in Iraq Campagna Internazionale contro i Crimini d'Onore

INVIATO DA Ornella Serpa Gaya
CsF


COMUNICAZIONE
CIRCOLO LESBICO "DRASTICA….MENTE"
ECCOCI ANCORA QUI PER VOI. COME SEMPRE VI OFFRIAMO FILM, DIBATTITO, PRESENTAZIONE DI
LIBRO, TEATRO, E POI... LA TERRAZZA!!!
LUNEDÌ 7 MAGGIO ore 21 c/o Sala
ex Dazio, Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova
Proiezione film "Chutney Popcorn" di Nisha Ganatra (1999) Reena è una
giovane artista newyorkese di origini indiane, felicemente fidanzata
con Lisa. Per aiutare la sorella sterile (e novella sposa) decide di
'ospitare' per nove mesi il bambino, che sarà poi affidato alla
sfortunata coppia. Ma la famiglia di Reena, molto legata alle
tradizioni, non può tollerare una simile scelta, e Lisa certo non
accetta a cuor leggero la futura gravidanza della ragazza... Se due
sistemi di valori opposti si scontrano, è possibile che la felicità
stia a metà strada? DOMENICA 13 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova Teatro Danza LOOP DANCE a cura di
Abracalam MERCOLEDì 16 MAGGIO ore 21 c/o Circolo Arci Pixelle, via
Austria 23/e - Padova RIAPRE LA TERRAZZA DRASTICA!
Inauguriamo la
terrazza Concerto con Zeno Odorizi (fiati) e Sandra Stella (voce)
(International Pop) LUNEDÌ 21 MAGGIO ore 21 c/o Sala ex Dazio,
Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova DONNE O MADONNE?
Casa e Chiesa come dio comanda Quanta influenza ha ancora la Chiesa
sulla libertà e l'autodeterminazione di donne e lesbiche? Ne parliamo
con tre importanti rappresentanti del femminismo italiano: Nicoletta
Poidimani – saggista e intellettuale militante Lidia Cirillo –
responsabile dei Quaderni Viola e autrice del recente libro "Da
Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni
e potere" Graziella Bertozzo – movimento Facciamo breccia Per
prepararvi al dibattito date un'occhiata a questi link:
http://www.nicolettapoidimani.it
http://www.clrbp.it/Comunicato_20060119.htm
http://www.facciamobreccia.org

MERCOLEDì 23 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta "Calco"
di Monica Maggi La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle.
Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota
giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura
erotica e arte. "Calco" è ancora toccare la propria pelle per sentire
quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa
– divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa
esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano.
Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non
incontrare l'ovvio. MERCOLEDì 30 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta Susanna
in Racks Shark o la dance du ventre Venite a trovarci all'Astra! Da
mercoledì 2 a venerdì 4 maggio tornano le GIORNATE DI
CINEMA E CULTURA OMOSESSUALE al cinema Astra. A questo link trovate programma e info:
http://www.cuc-cinemauno.it/?menu=gcco

Come sempre il circolo
organizzerà il suo belllliiissssimo banchetto informativo all'entrata
del cinema. Saremo lì tutte le sere dalle 20 in poi con libri,
volantini e materiale vario per soddisfare tutti i vostri dubbi e
curiosità sul Drasticamente (e non solo). - PER VOI CONTRIBUENTI TASSE
IN VISTA! Vi ricordiamo il 5 per 1000! Basta scrivere nella casella
"Sostegno al volontariato..." il codice fiscale del circolo
Drasticamente: 92072830281, è un piccolo e amonimo gesto che ci può
aiutare a sostenere le attività dell'associazione.

COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE MILANO
SWIM FOR LIFE 9
Swim for Life 9 è la nona edizione di una manifestazione sportiva natatoria di
beneficenza periodicamente organizzata dal Gruppo Pesce Milano. Si tratta di una gara di nuoto
categoria Master organizzata in collaborazione con la UISP Lombardia
(Unione Italiana Sport per Tutti). Al termine della competizione
agonistica riservata ai tesserati UISP, FIN e CSI, si svolgerà una
staffetta non agonistica rivolta a tutti gli appassionati di nuoto che
vogliono comunque offrire il proprio sostegno e la propria solidarietà
con un piccolo gesto concreto. I proventi della manifestazione
sportiva, saranno destinati a favore dell'ASA (Associazione
Solidarietà AIDS Onlus, Milano), che offre sostegno e assistenza delle
persone sieropositive e in stato di AIDS conclamato. L'edizione della
Swim For Life di questo anno prevede, inoltre, una
novità: l'esibizione
della prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia,
SyncDifferent. Madrina di questo evento particolare sarà Eva
Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai
Campionati del mondo svoltisi a Fukuoka (JPN) nel 2001 e agli Europei
di Berlino del 2002. Swim For Life 9 è aperta al pubblico e si svolgerà
nella piscina comunale di Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord /
tangenziale est uscita 12), Domenica 13 Maggio a partire dalle ore
14.30 con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese e della
Provincia di Milano. Per ulteriori informazioni sul programma e l'
iscrizione è possibile consultare il nostro sito internet
http://www.
swimforlife-italia.org - Ringraziamo fin d'ora per il vostro sostegno e
restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti al riguardo
(telefono 340.5246398 / info@gruppopesce.org /
www.gruppopesce.org )
iscriviti alla manifestazione dal nostro sito:
www.swimforlife-italia.
org


DIO CRIMINALE, ASSASSINO E TERRORISTA
Dio biblico asassino,
terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida,
schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista,
sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere
venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.
di Luigi Tosti.

Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e
alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, di poter
affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure
la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio
di apertura di "Motivi aggiuntivi". Il documento completo verrà
presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all'
udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L'Aquila. Il
documento integrale verrà reso pubblico sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data. CORTE D'APPELLO
DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007
MOTIVI AGGIUNTI R.G. Appelli N° 1118/2006 per l'imputato appellante
Tosti Luigi. QUESTIONE PRELIMINARE -Premetto che, avendo un interesse
alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo
motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero
dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata
assenza. Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono
costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza
dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione
generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane,
imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926. Ribadisco,
pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei
confronti del Ministro di Giustizia. Queste le motivazioni del mio
rifiuto e della mia richiesta.
a)Il mio rifiuto scaturisce, in primo
luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza
(artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei
diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare
di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come
prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della
Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è
simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio
del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio
incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della
Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e
di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già
sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere
giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti
dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni. b) In secondo
luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la
lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito
sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti
dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da
idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non
mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa
delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia,
che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di
Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti
altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più
elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica. c) Infine, il
rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario
all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia
dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento
che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente
l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto
ai miei ed agli altrui simboli. Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno
possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed
altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio
incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come
significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto
più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere
processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali",
cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata
di idolatria cattolica. Si tratta, innanzitutto, di una questione di
rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi
sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e
pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione
cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti
delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i
cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E
questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo
macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e
psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio
perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di
"redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma
anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi,
di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali
crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e
streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale
discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di
criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli
omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza,
di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari
diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di
religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti
pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi
miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini
speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di
bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di
cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.
Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla
condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice
penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali
sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni
forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da
parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in
un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante,
stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli
omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da
pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed
animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche
se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di
Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua
immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue
inclinazioni criminali. Giammai accetterei l'imposizione della croce
uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio
ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a
maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione
Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno
si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora
glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua
duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia
pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei
Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo
imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori
morali e civili diametralmente opposti. Continua (…) Rimini - L'Aquila,
1° maggio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 -
tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Il
presente documento "Motivi aggiuntivi" 1 maggio 2007 sarà reso pubblico
integralmente sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da
Axteismo Press dopo l'udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al
Tribunale de L'Aquila. Fonte:
http://nochiesa.blogspot.com -
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici http:
//nochiesa.blogspot.com

http://nochiesa.blogspot.com
per aderire e
informazioni: ateismo@yahoo.it tel. +39 3393188116


NESSUNO TOCCHI CAINO
05.05.2007
PENA DI MORTE. ANCHE IL GABON SOTTOSCRIVE LA
DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 4 maggio
2007: nel corso di un Consiglio dei Ministri svoltosi ieri a Libreville
il Gabon ha aderito all'iniziativa italiana per la moratoria universale
sulla pena di morte decidendo di sottoscrivere la Dichiarazione che ha
così raggiunto 91 cosposnorizzazioni. La firma è stata raccolta nel
corso della missione condotta da Aldo Ajello per conto del Governo
italiano. Di seguito il comunicato del Consiglio dei Ministri nella
parte riguardante la decisione sulla moratoria: "... nel proseguo dei
lavori, e in risposta all'appello dell'Unione Europea volto a ottenere
una moratoria sull'applicazione della pena di morte, il Consiglio dei
Ministri ha deciso l'adesione del nostro paese a questa iniziativa
umanitaria internazionale, che si inserisce del resto nella logica dell'
attuale politica del presidente Omar Bongo Ondimba e del governo
gabonese in questo campo ..." Marco Pannella, Sergio D'Elia, Valter
Vecellio, Lucio Bertè, Claudia Sterzi in sciopero della fame ad
oltranza dal 16 aprile hanno dichiarato: "La firma del Gabon, paese
peraltro abolizionista di fatto, è la dimostrazione di come l'
iniziativa per la presentazione della risoluzione per la moratoria all'
Assemblea Generale dell'ONU incontri un sempre maggior sostegno. E'
proprio per questo che si rafforzano le ragioni della nostra iniziativa
nonviolenta perché sia presentata all'Assemblea Generale in corso a New
York la risoluzione pro moratoria da parte dell'Italia e di una
colazione mondiale di paesi rappresentativi di tutti i continenti
evitando di affidare una così importante iniziativa nelle sole mani
dell'Unione europea, relegando in tal modo l'universalità della
richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più presentabile e
degno di tale obiettivo."
MALAWI. INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE
OBBLIGATORIA - 27 aprile 2007: la Corte Costituzionale del Malawi ha
dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria. Riunita a
Blantyre, la Corte stava esaminando il ricorso presentato da un
condannato a morte per omicidio, Francis Kanfantayeni, e da cinque
altri imputati. "La Sezione 210 del Codice penale è illegittima, dal
momento che stabilisce l'obbligo di condanna a morte a seguito di un
omicidio", ha detto il giudice Elton Singini leggendo la sentenza
emessa dalla Corte all'unanimità. "La pena di morte obbligatoria viola
il diritto dell'individuo che lo tutela nei confronti di trattamenti o
punizioni disumane, negando il diritto al processo equo e alla
revisione della sentenza da parte di un tribunale di grado superiore",
ha aggiunto il giudice. L'ultima persona giustiziata in Malawi è stata
impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia
fatto venire dal Sudafrica.
TUNISIA. PRESTO COALIZIONE CONTRO PENA
CAPITALE - 30 aprile 2007: è in via di formazione in Tunisia una
coalizione nazionale contro la pena di morte, annunciano fonti vicine
al Partito dell'Unità Popolare. Tra le organizzazioni coinvolte
rientrano la Sezione tunisina di Amnesty International, la Lega
Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani, la Lega dei Giornalisti,
l'Istituto Arabo per i Diritti Umani e la Lega Tunisina per la Ricerca
sullo Sviluppo. A seguito della pubblicazione da parte di alcuni
esponenti della società civile tunisina, il 18 febbraio scorso, di un
manifesto politico, le organizzazioni stanno preparando i testi del
patto costitutivo, dello statuto interno e del manifesto ufficiale.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della coalizione mondiale fondata
a Roma il 13 maggio 2002 e delle raccomandazioni espresse durante la
terza conferenza mondiale contro la pena di morte, che si è svolta lo
scorso febbraio. Alla fine del mese scorso, il ministro tunisino della
Giustizia aveva affermato che nel suo paese non è ancora tempo di
abolire la pena di morte, anche se ormai da 15 anni non si eseguono più
condanne di questo tipo. Tra i principali sostenitori della sua
abolizione figura il Partito Social Liberale tunisino, che il 13
febbraio scorso ha emesso un comunicato in cui chiede la cancellazione
di questa pena e la sua sostituzione con l'ergastolo nel caso di
crimini gravi e premeditati. Un orientamento questo cui hanno aderito
recentemente anche i giornalisti tunisini, in nome "degli alti valori
che derivano dal patrimonio civile del paese e che ne determinano la
posizione d'avanguardia in molti ambiti".
ITALIA. CAMERA, PENA DI
MORTE VIA DA COSTITUZIONE, TESTO VA A SENATO - 2 maggio 2007: la Camera
italiana ha approvato in seconda deliberazione la proposta di legge che
abolisce dalla Costituzione la pena di morte. La pdl approvata prevede
che dall'articolo 27 della Costituzione vengano soppresse, all'ultimo
comma, le parole "se non nei casi previsti dalle leggi militari di
guerra". Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa
la pena di morte". In nessun caso. I voti favorevoli sono stati 471,
con un solo voto contrario. Trattandosi di una proposta di legge
costituzionale, il testo dovra' essere approvato una seconda volta
senza modifiche anche dall'Aula del Senato, che su esso si' e' gia
espresso una volta.
USA. BOSTON GLOBE, PENA DI MORTE INCOSTITUZIONALE
- 29 aprile 2007: il metodo dell'iniezione letale – è scritto in un
editoriale del 'Boston Globe' – non costituisce una maniera umana di
giustiziare il condannato, come imporrebbe la Costituzione degli Stati
Uniti. Benche' sia stata abolita in quasi tutte le democrazie avanzate,
continua il Globe, la pena di morte sopravvive negli Usa in parte
poiche' gli Stati dove e' legale si sono sforzati di farla diventare
'asettica'. In America l'era delle impiccagioni in pubblico e'
tramontata da un pezzo, ed esse sono state sostituite da un
procedimento impersonale ed estremamente discreto che riduce al minimo
la scomodita' per chi la somministra e per il pubblico. Sebbene da
decenni ci si sforzi per far apparire la pena capitale come una
procedura puramente clinica - sforzo culminato nell'adozione
dell'iniezione letale come metodo di esecuzione largamente prevalente -
un nuovo studio analitico e scientifico delle esecuzioni in California
e North Carolina, appena pubblicato, suggerisce proprio il contrario.
Il cocktail di tre sostanze iniettate nella vena del condannato puo'
dar luogo a un doloroso fenomeno di asfissia durante il quale la
persona rimane conscia. L'iniezione letale, oltre la superficie di
'umanita' che tale metodo pretenderebbe di rappresentare, viola in
realtà la proibizione costituzionale di punire in modo crudele e
inusuale. Altri metodi che arrecano morte pressoche' immediata, come la
ghigliottina o la fucilazione, sono stati respinti come rivoltanti per
la sensibilita' attuale. Lo stesso avviene per la sedia elettrica. Ci
sono inoltre molte altre ragioni per le quali la pena capitale andrebbe
abolita: non e' un deterrente per i criminali, e' applicata in modo non
equanime a seconda delle giurisdizioni e dei gruppi sociali coinvolti,
e' irreparabile in caso di errore giudiziario. Comunque una pena di
morte rapida, indolore e pulita - conclude l'editoriale - ancora non
esiste.

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16 aprile 2007

news 16 aprile

Omofobia: Oggi a Napoli si è inaugurata una partecipatissima V
conferenza nazionale del volontariato, ed in quel contesto era presente
il box del volontariato delle associazioni della Campania. L'
associazione omosessuale i Ken era presente con i propri volontari e
con il proprio materiale prodotto in quest'anno sociale e come sempre
avviene la saponetta ( logo di i Ken) ha suscitato parecchie curiosità
ed attenzioni da parte di centinaia di amici di tutta Italia. Ad un
certo punto, 3 persone non identificate hanno avvicinato i volontari di
i Ken ed accusandoli di monopolio dello spazio del volontariato
campano, intimavano la rimozione del materiale di i Ken brandendo come
arma il nostro volantino con sopra il finocchio con la scritta meglio
finocchio che ignorante, mostrando con scandaloso sdegno quell'immagine
tanto odiosa. Immediata la solidarietà delle volontarie delle altre
associazioni presenti nel box ai nostri volontari e del Sindaco Rosa
Russo Iervolino che ha partecipato pubblicamente con la propria
presenza al box la propria stima all'associazione ed ai volontari di i
Ken conosciuti da Lei come persone serie, orgogliosi e sempre "al
lavoro". Il Sindaco affettuosamente si è schierata al fianco dei
giovani volontari ed ha chiesto scusa per l'aggressione subita ed ha
esortato a proseguire l'ottimo lavoro dell'associazione. Anche il
Ministro Paolo Ferrero, ha voluto dimostrare la propria solidarietà
pubblicamente recandosi di prersona al box e parlando direttamente ai
volontari ed al Presidente Carlo Cremona, trovando questo gesto
intimidatorio vergognoso.
i Ken - Presidente Carlo Cremona


UN GRAZIE DI CUORE PER LA VOSTRA SOLIDARIETA'
Vorrei ringraziare di persona tutti
quanti voi che avete espresso in maniera così sentita la vostra
solidarietà per le scritte denigratorie ed offensive nei miei riguardi
e verso tutte le persone omosessuali. Tanta solidarietà da parte del
movimento GLBT, da uomini e donne delle istituzioni, e da una
moltitudine di persone comuni che non conoscevo, mi hanno fatto capire
che non siamo soli a portare avanti una battaglia di diritti e libertà.
Se i fanatici che hanno scritto quelle ingiurie speravano di
spaventarci o di renderci più deboli, si sbagliano di grosso!Noi siamo
sempre qui, ancora più uniti e più determinati per rivendicare pari
diritti. Grazie! Imma Battaglia Presidente Di'Gay Project – FONTE
Redazione Di'GayProject

IN OLANDA UN MONUMENTO PER LE PROSTITUTE VITTIME DELL'ODIO.
E QUI?
Alta, fiera e guarda avanti tenera ed imperturbata. E' stata scelta, ovviamente, una
figura femminile per simboleggiare la dovuta memoria del puttanicidio.
Una statua come monumento a ricordo delle tante, troppe vittime della
violenza e dell'omicidio puttanofobo. E la mente non può non correre
subito ai recenti e dolorosi pittanicidi di Ipswich – Londra, (GB).
Vedendola sul sito (
www.lucciole.org) delle nostre amiche Pia Covre e
Carla Corso, le coraggiose zetess@ di Pordenone che per prime in Italia
hanno iniziato e continuano - insieme alle impareggiabili Marcella di
Folco e Porpora Marcasciano del M.I.T. di Bologna - a portare
valorosamente avanti la battaglia rivendicativa delle Z(occole), specie
di strada, sono stata pervasa da un brivido e, sorridendo per l'
orgoglio, ho anche pianto per la gioia frammista al dolore. Ad
Amsterdam, città coraggiosa, laica ed avanguardista, pur nella sua
probabile contraddizione, il 31 marzo scorso è stato inaugurato, nei
pressi del "quartiere a luci rosse", questo monumento – il primo nella
storia - alla memoria del puttanicidio, grazie all'interessamento, ed
alla spesa, della signora Mariska Majoor, una donna cosciente di essere
"una donna" in una società fallo-patriarcale ed imperialista. Un gesto
di altissimo valore culturale, civico ed umano che non possiamo di
certo aspettarci né dall'opinione pubblica (maschile), né dalle
istituzioni (maschiliste ed oligarchiche, oltre che fortemente
confessionali) del nostro Bel Paese; tanto meno dal nostro "sindaco" di
Roma, tale signor Valter Veltroni, impegnatissimo in tutt'altra
direzione. Puttanofobia, puttanicidio. Non ci sono altre parole per
descrivere un fenomeno esteso di odio e di persecuzione di massa contro
le prostitute che dalla discriminazione arriva all'omicidio passando
per abusi, vessazioni, violenze e stupri. Il puttanicidio come fenomeno
culturale estremo da considerare e combattere. Non ci sono stime
ufficiali della sua entità perchè non c'è un reale interesse pubblico a
contrastarlo; ma se si pensa che le violenze e i puttanicidi sono nell'
ordine di decine di migliaia solo in Italia non è difficile supporne l'
allarmante gravosità. Troppe vittime ha mietuto e sta mietendo tra chi,
in condizioni di debolezza talvolta estrema, cerca faticosamente di
portare a casa un guadagno dignitoso. Troppa l'indifferenza e la
connivenza sulla quale si regge questo atteggiamento "perbenista".
Troppi i perpetratori (forze dell'ordine, uomini comuni e "clienti"
ossia padri e figli di famiglia che votano, fanno politica attiva,
informazione, opinione obnubilando le nostre menti e dirigendo le
nostre opinioni ed emozioni), troppi i propulsori e le connivenze
(istituzioni pubbliche, informazione mediatica, opinione pubblica),
troppi i silenzi (specie delle donne), troppa l'indifferenza, troppo l'
odio e troppo ingiustificato. Per chi come me appartiene alla massa
delle "maledette" alla Gide, questa statua femminile ha un senso
profondo di appartenenza, di comunità, di identità; ma non di
"categoria", bensì di condivisione di dolorose vicende e sentimenti
umani, pur nella coscienza che non siamo le sole vittime di questo tipo
di "consorzio umano", oggi anche globalizzato. La mia memoria non può
non correre alle varie vicissitudini che mi hanno avuta, fino a ieri
notte, protagonista in quanto Z(occola) di strada: dileggio, sputi,
percosse, stupri, fughe disperate ed affannose per sottrarmi a tutto
questo e a quanto di peggio avrebbe potuto succedermi. Soltanto
fondando il Co.Di.Pe.P. (Coordinamento per la Difesa delle Persone
Prostitute) ho potuto in un certo qual senso proteggermi, diventando
"qualcuno". Ma il mio senso di ginofilia non mi consente di non
estendere questo mio "privilegio" a quant@ condividono la mia sorte di
donna in questo tipo di contesto socioculturale. Non posso non
ricordare come l'attuale "dibattito" in tema di "prostituzione" non sia
altro che un determinato e facile darci "in pasto all'odio", per dirla
con il compianto Pisolini. Non posso non dire che le colpe sono diffuse
tra chi perpetra materialmente gli atti violenza puttanofoba e chi,
dovendo, non fa nulla per prevenirle, contenerle o contrastarle. Troppi
gli interessi sui nostri copri sessuati, sulle nostre vite e sui nostri
guadagni. Troppa la volontà, diffusa, di colpirci in toto
strumentalizzando biecamente i veri crimini che si perpetrano, troppo
facilmente, nel nostro contesto; troppo l'interesse a tenerci ma sotto
dominio; troppa la mitopoiesi catartica della "povera prostituta".
Basti solo pensare che, per questa società, i "delinquenti" nella
prostituzione siamo noi prostitute e che le "vittime" della delinquenza
siamo sempre noi prostitute per rendersi conto del volontario
atteggiamento da fumus persecutionis che regna nella cosiddetta lotta
al traffico-tratta-sfrutttamento. Basti ancora pensare che le persone
costrette a prostituirsi sono inspiegabilmente confuse con chi, come
me, vuole fare questo "lavoro" e subiscono quindi il medesimo
trattamento puttanofobo specie dalle istituzioni e dalle forze dell'
ordine che in quanto ad odio e persecuzione non hanno certo bisogno di
prendere lezioni. Troppi i tentativi di offuscare un contesto umano,
quello della "prostituzione", che assomma, come ogni altro, cose buone
e cose pessime. In conclusione, al di dà delle comprensibili emozioni e
dei sentimenti contrastanti, noi, prostitute - specie di strada -,
vittime delle aberranti violenze fallo-patriarcali, giustizialiste ed
imperialiste vogliamo ancora una volta dare prova del nostro altissimo
senso civico significando il nostro dolore con un monumento alla
memoria. Non chiediamo vendetta ma considerazione; non chiediamo
legalizzazioni né diritti ad hoc, inutili e perniciosi, ma
semplicemente di potere gestire le nostre vite ed attività
autonomamente e nel pieno rispetto che vogliamo tributare alla nostra
società che, usando largamente i servizi sessuali che offriamo
autodeterminatamente, vorremmo ci riconoscesse ed includesse
materialmente in sé proteggendoci dalle insidie e dalle violenze.
Auspichiamo che cessi tutto quanto questo monumento alla memoria sta lì
a significare, anche nella viva speranza che riesca ad intercedere
presso le coscienze di quanti - e ce ne sono - vogliono dire "NO" all'
odio ed alla violenza, di qualunque tipo, e che, fuorviati da un'
informazione tendenziosa, non colgono ancora il senso del nostro
appello. Deve essere stato terribile essere marchiati con una stella
gialla in epoca nazi-fascista. Ed è questa una sensazione che, almeno
personalmente, conosco molto, troppo bene, purtroppo! INVIATO DA
Ornella Serpa Gaya CsF

MARTEDÌ 17 APRILE ore 21 SALA EX DAZIO RIVIERA PALEOCAPA 98 – PADOVA
Dibattito sui DiCo. Il punto di vista delle donne lesbiche e non sui
presupposti politici e culturali che stanno alla base di questo
disegno di legge. Il 17 aprile affronteremo un tema che ha assunto in
questi ultimi mesi una posizione centrale nell'agenda politica
italiana: quella del riconoscimento di istituzioni e forme giuridiche
alternative al matrimonio nell'ambito delle quali vengano concessi
diritti e imposti doveri tipici dell'istituto matrimoniale. Questi
istituti giuridici sono già diffusi praticamente in tutta l'Europa
occidentale, a partire dalle forme deboli e alternative di
riconoscimento quali le "convivenze registrate" del nord Europa e dei
PACS francesi, per finire con l'allargamento totale e incondizionato
del matrimonio a ogni persona maggiorenne a prescindere da sesso e
orientamento sessuale come nei Paesi Bassi e, più recentemente, in
Spagna. In febbraio il governo italiano, dopo mesi di discussioni
interne tra le proprie componenti centriste e di sinistra, ha
licenziato il disegno di legge sui DiCo a firma delle ministre Bindi e
Pollastrini. La proposta del governo si pone come obiettivo una
qualche forma di parificazione tra coppie sposate e conviventi
omo/etero e si trova ora in discussione alla Commissione Giustizia del
Senato. Prima e dopo la loro formulazione, i DiCo sono stati oggetto
di una forte opposizione da parte della Chiesa e del suo braccio
italiano, la CEI. Dall'altra parte si è fatta sentire, anche se
indubbiamente non con la stessa forza e visibilità, la voce di molte
componenti dell'associazionismo LGBT che hanno chiesto una legge che
potesse sancire l'uguaglianza, principalmente ispirata ai PACS
francesi. L'obiettivo che ci poniamo con questo dibattito, che abbiamo
volutamente cercato di ampliare ad una cerchia allargata di singole e
associazioni di donne, è quello: - di investigare e discutere l'
oggetto del contendere, ossia le forme di riconoscimento delle coppie
dello stesso sesso inclusi i DiCo, e i presupposti politici e
culturali che stanno alla base di esso; - di aprire un dibattito tra le
donne, lesbiche e non, sulle implicazioni culturali e sociali di un
tale riconoscimento, su quello che il riconoscimento della coppia,
inclusa quella lesbica, comporta per i soggetti potenzialmente
interessati; infine di far convergere la discussione su forme
giuridiche alternative a quella classica matrimoniale e familiare.
Intervengono al dibattito: ANITA SONEGO – Gruppo Soggettività Lesbica,
Milano LUCA TRAPPOLIN – Sociologo, Università di Padova TATIANA
MOTTERLE – Circolo Lesbico Drasticamente Coordina AURORA D'AGOSTINO –
Consigliera Comunale - Padova

PROGRAMMA MAY DAY 2007
L'Aquila 28, 29, 30 aprile e 1° maggio
L'Aquila - Parco del Castello FESTA DEL NON
LAVORO la nostra precarietà è il loro profitto (arte - musica e parole)
SABATO 28 APRILE IN MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL MASS - DO IT
YOURSELF - ATTIVAmENTE - ELABORAZIONI ARTISTICHE clown, spettacoli per
bambini, arte, giochi, libri, fumetti, ozio, satira, artigianato,
mostre, petizioni, saperi e sapori in libertà NEL POMERIGGIO:
LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI, ASSEMBLEE, BANCHETTI INFORMATIVI,
ECOLOGIA VALENTINA CANCELLI no-tav e grandi opere MATTEO PODRECCA
Libero Ateneo della Decrescita Ecologia libertaria FRANCO BOTTICCHIO e
DARIO D'ALESSANDRO l'Abruzzo si buca: le cave GIANNI TARQUINI
ecodistruzioni in America Latina - SPETTACOLI DELLA SERA READING
POETICO a cura di Paolo Paletti DURK SUNRISE sweet rock DABADAB AQ on
FAYA sound system. NELLA NOTTE A SEGUIRE VIDEO-PROIEZIONI: reportage,
documentari - DOMENICA 29 APRILE IN MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL
MASS - DO IT YOURSELF - ATTIVAmENTE - ELABORAZIONI ARTISTICHE clown,
spettacoli per bambini, arte, giochi, libri, fumetti, ozio, satira,
artigianato, mostre, petizioni, saperi e sapori in libertà NEL
POMERIGGIO: LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI, ASSEMBLEE, BANCHETTI
INFORMATIVI CINZIA ARRUZZA presentazione libro "Pubblico è meglio" Ed.
Carta SANITA' e DIRITTI CIVILI GIORDANO COTICHELLI sistema sanitario e
bisogni sociali FRICCHE movimento NO VAT e PACS MARIA PAOLA FALQUI
ingerenza del clero su diritti individuali ORESTE SCALZONE
conversazione sui movimenti - SPETTACOLI DELLA SERA FLAMENCO a cura
della Palestra Yajè C.A.Di Can.Po. Compagnia Aquilana di Canto Popolare
TARAF romanì e klezmer Il custode del drago - NELLA NOTTE A SEGUIRE
VIDEO-PROIEZIONI: reportage, documentari - LUNEDI' 30 APRILE IN
MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL MASS - DO IT YOURSELF - ATTIVAmENTE -
ELABORAZIONI ARTISTICHE clown, spettacoli per bambini, arte, giochi,
libri, fumetti, ozio, satira, artigianato, mostre, petizioni, saperi e
sapori in libertà NEL POMERIGGIO: LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI,
ASSEMBLEE, BANCHETTI INFORMATIVI Video-intervista a CARLO BERTANI
scrittore ANTIMILITARISMO e FORMAZIONE MASSIMO SOLFERINO riconversione
industria bellica ETTORE D'INCECCO il mercato del sapere COLLETTIVO
STUDENTESCO INDIPENDENTE pedagogia e società: prospettive libertarie
COMITATI DI BASE STUDENTI LIBERTARI libera cultura in liberi spazi.
SPETTACOLI DELLA SERA KILLER KING rock MOTA SEMPER rock RODEO DRIVE
rock O-MAGGIO AL FUOCO Il custode del drago -NELLA NOTTE A SEGUIRE
VIDEO-PROIEZIONI: reportage, documentari -MARTEDI' 1° MAGGIO IN
MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL MASS - DO IT YOURSELF - ATTIVAmENTE -
ELABORAZIONI ARTISTICHE clown, spettacoli per bambini, arte, giochi,
libri, fumetti, ozio, satira, artigianato, mostre, petizioni, saperi e
sapori in libertà NEL POMERIGGIO: LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI,
ASSEMBLEE, BANCHETTI INFORMATIVI EDOARDO PUGLIELLI presentazione libro
"Battaglie e vittorie dei ferrovieri abruzzesi" LAVORO CARMELA BONVINO
T.F.R. e reddito sociale GIUSEPPE DI MARCO economia della conoscenza e
sfruttamento capitalistico ENRICO VOCCIA Meccanismi ideologici e
dinamica dello sfruttamento ILARIA DEL BIONDO Camera del Lavoro
Precario - SPETTACOLI DELLA SERA POESIA Laboratorio "Dietro le Quinte"
IL CIRCO DI PONGO E BARTOLO con Giulio Votta e Marco Valeri special
guest Umberto Caraccia PAPALEG DUO blues ALMA rockblues - NELLA NOTTE
A SEGUIRE VIDEO-PROIEZIONI: reportage, documentari. per cause non
dipendenti dalla nostra volontà, il programma può subire variazioni all'
ultimo minuto. Lo staff ti consiglia l'abbonamento alla rivista
"L'ANTIFASCISTA" e l'acquisto del CAFFE' ZAPATISTA, il buon caffè
rebelde! - LA NOSTRA PIATTAFORMA - MAY DAY- UN ALTRO MONDO È
NECESSARIO - L'Aquila, 28-29-30aprile e 1° maggio. Di nuovo in piazza
per ribadire la nostra opposizione alla precarietà del lavoro e della
vita. Precarietà che sempre più si configura come forma di
sfruttamento legalizzato dallo stato al servizio delle multinazionali.
Mentre i partiti e i sindacati riformisti si preparano ad organizzare
autobus per la solita festa del 1°maggio a Roma, noi per il quinto anno
consecutivo affermiamo un nuovo modo di stare al fianco dei lavoratori
e delle lavoratrici, rifiutando con forza ogni forma di controllo e di
subordinazione. Siamo immersi nella guerra. L'ordine sociale attuale
non può continuare ad esistere senza la guerra. Una guerra che è
continua proprio perchè è il modo con cui gli stati, le potenze
economiche e finanziarie pensano le loro relazioni di potere e di
dominio. Relazioni di potere e di dominio finalizzate a controllare
territori geopoliticamente rilevanti, risorse fondamentali per
continuare ad esercitare quel dominio e quel potere: le fonti
energetiche, idriche, agricole, forestali, alimentari, i semi, i
saperi, le capacità di lavoro manuale ed intellettuale. Ma all'interno
di questo sistema delle guerre, che sono guerre sociali, ecologiche,
economiche, militari, ci sono altre prospettive e altre strade. Sono le
nostre storie, le nostre pratiche, i nostri progetti, i nostri
linguaggi. Noi non usiamo (non dovremmo mai usare) la parola RISORSA...
una parola che rimanda allo scambio economico, ai flussi finanziari, al
mercato e ai mercati, a cominciare da quello delle armi. Noi usiamo la
parola BENI. E diciamo che questi beni - la terra, l'acqua, l'energia,
la cultura, la città, la casa, la salute, i saperi tradizionali -
devono essere collettivi, cioè essere considerati beni civici di tutte
e di tutti e per questo essere beni collettivi comuni. E lo vediamo in
tutte quelle realtà impegnate sui diversi territori del nostro paese,
in quel vasto antagonismo progettuale contro le nocività ambientali e
sociali, contro l'attacco alla salute, contro la potenza della rendita
urbana e la privatizzazione degli spazi delle città, la distruzione del
territorio, le grandi opere, la dissipazione di materia ed energia, le
centrali a carbone e nucleari, inceneritori e discariche e contro la
privatizzazione dei servizi locali. Lotte connesse con il vasto
universo di movimenti contro la guerra, le basi militari, contro la
precarietà dell'esistenza, contro lo sfruttamento e la
criminalizzazione dei migranti e dei chiedenti asilo. Vogliamo
diventare più forti e più autonomi. Alternativi alle scelte del
capitalismo globalizzato e di tutti quelli che mettono al primo posto
un insensato realismo che non ha niente di realistico, anzi è fuori dal
reale, anche nel linguaggio: se è vero, come è vero, che la guerra
viene chiamata pace, che volendo essere contro la guerra senza se e
senza ma si resta in Afghanistan, si va in Libano. Noi non possiamo
accettare questo modo di ragionare e di fare, non per ragioni
ideologiche, ma perchè questo loro progetto è un progetto di dominio, è
arretrato rispetto al nostro progetto, è fuori dalla storia di donne e
uomini che vogliono costruire un tempo e uno spazio collettivi
diversi.
(Coordinamento MayDay 2007- L'Aquila) www.fermobiologico.it;
aquilamayday2007@fermobiologico.it - Info TEL. 3471810061

ROMA: GIA' RACCOLTE L'80% DELLE FIRME PER LA PETIZIONE SULLE UNIONI CIVILI
Unioni
civili/Comune di Roma. Sintesi della conferenza stampa che si è tenuta
oggi nella sede del Partito Radicale.
MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario
dell'Associazione Radicali Roma (primo firmatario della proposta di
delibera di iniziativa popolare sul Registro delle Unioni Civili a
Roma) "Nel primo dei tre mesi utili per sottoscrivere la delibera di
iniziativa popolare sul registro delle unioni civili, sono state già
raccolte 4000 delle 5000 sottoscrizioni necessarie per presentare tale
proposta in Consiglio Comunale. A seguito nel deposito delle firme, lo
stesso Consiglio Comunale avrà 4 mesi per discutere e votare la
proposta di delibera popolare. Un ottimo risultato, ma come più volte
dichiarato, reputo essenziale superare di molto il numero minimo di
firme richiesto così da trasmettere un segnale forte alla classe
politica capitolina sempre più succube del potere vaticano e delle
logiche partitocratiche.
Inoltre lancio un appello a tutte le sezioni
Ds capitoline affinché si uniscano a quante sono già impegnate nella
raccolta firme (Testaccio, Esquilino, Aurelia, Ripa Grande); mi rivolgo
anche al nuovo Segretario dei Democratici di Sinistra di Roma, Mario
Ciarla, invitandolo a prendere una posizione chiara su questa
iniziativa, soprattutto alla luce di quanto accaduto, proprio sull'
argomento in questione, al loro ultimo congresso. La nostra campagna
nasce dal vissuto quotidiano privato dei cittadini, pertanto rende
palese il vuoto dilagante che separa la classe politica dal resto della
società ed infastidisce la leadership inadeguata dinanzi alle nuove
esigenze, pertanto auspichiamo che ciò costituisca motivo di interesse
crescente per i media radio-televisivi romani e la carta stampata
locale, tanto più considerato l'andamento positivo che la sta
caratterizzando. Noi continueremo a raccogliere le firme nelle strade,
tra coloro che come noi avvertono il bisogno e l'urgenza di organizzare
un'alternativa laica e liberale nella nostra città: la raccolta firme
sul registro delle unioni civili è solo un primo passo necessario, ma
non sufficiente, che va in questa direzione". MARIO STADERINI
Capogruppo della Rosa nel pugno nel Municipio. Le 4 mila firme hanno un
valore particolare alla luce delle difficoltà esterne che la campagna
sta incontrando. Il Comune di Roma, dopo aver negato la piazza del
Campidoglio per la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa,
non ha ancora reso disponibile i moduli per sottoscrivere presso gli
Uffici aperti al pubblico dei 19 Municipi, come invece prevede lo
Statuto. Sempre il Comune non agevola la raccolta firme perché, per
inerzia della burocrazia, ci impedisce di raccogliere sullo stesso
modulo anche le e-mail, importanti per organizzare i sottoscrittori nel
convogliamento e nell'informazione di altri cittadini. Per questo,
presenteremo un ricorso straordinario direttamente al Sindaco Veltroni,
al quale chiediamo un intervento per far rispettare le norme e dare
cosi la possibilità ai cittadini di firmare e di conoscere. Il Sito del
Comune, infatti, non da nessuna notizia della campagna in corso.
Inoltre, il registro delle unioni civili a Roma non avrebbe solo un
valore simbolico, ma anche pratico: con il registro, si rafforzerebbe
la legge sui Dico e non si perderebbe tempo in caso di slittamento
della sua approvazione in Parlamento. Infatti, la registrazione
costituirebbe prova ai fini del calcolo del tempo per accedere ai
benefici previsti dalla legge DICO: nel disegno di legge è ammessa la
prova contraria della convivenza(norma utilizzabile a fini sabotatori
del provvedimento), che sarebbe impossibile di fronte all'evidenza di
un atto pubblico come il registro. ROBERTO GIULIOLI Consigliere
Comunale di Roma. Penso non si voglia affrontare questo tema e non si
voglia disturbare 'il conducente'. Questa è una città che si
autocelebra di includere, sui diritti civili non lo sta facendo. Il
segno di questo Consiglio comunale è conservatore, di stampo cattolico
e poco incline a dare spazio ai diritti civili. Sono solo 21 su 60
infatti i consiglieri comunali definibili laici. La sinistra deve fare
queste battaglie, anche se scomode. Per questo ci rivolgiamo ai
cittadini, e sono contento che la base dei Ds abbia capito il senso
dell'iniziativa e molte sezioni romane stanno raccogliendo le firme.
IMMA BATTAGLIA Presidente Di'Gay project. Per il Di'Gay Project il
significato di questa iniziativa va oltre la mera presentazione della
delibera in sede di Consiglio Comunale, rappresenta la nostra risposta
all'imperversare della ingerenze vaticane che sempre più acquistano
valore centrale tanto a livello mediatico quanto politico. Nell'attuale
contesto italiano è di fondamentale importanza scalfire una breccia a
favore della questione omosessuale inserita nella battaglia per la
laicità delle istituzioni ed il riconoscimento dei diritti civili per
tutti i cittadini italiani. In questo primo mese di raccolta firme,
senza l'appoggio mediatico che ha dato luogo solo ad un silenzio
assordante, siamo stati in grado di raccogliere bel 4000 firme e questo
è un dato su cui è importante riflettere. Roma, a differenza di quanto
afferma il sindaco Veltroni, non è una città inclusiva e la buona
accoglienza che ha avuto la nostra iniziativa lo dimostra. Inoltre
tengo a sottolineare che la sinistra romana, e in un certo qual modo
italiana, è in una fase attendista, ma i cittadini laici non possono
non mostrare sfiducia verso questo mondo politico che non si assume
alcuna responsabilità su temi tanto rilevanti. RITA BERNARDINI
Segretaria Radicali Italiani. Questa campagna non ha solamente un
valore simbolico, rappresenta un'iniziativa concreta che si svolge
nella particolare città di Roma in un momento focale per quanto
concerne il riconoscimento dei diritti civili.
A differenza del mondo clericale, ben organizzato e potente, i laici sono stati colti di
sorpresa dalla deriva che sta imperversando nel nostro Paese. Era
opinione diffusa che i diritti civili conquistati fossero solamente
migliorabili, ma ora che ci stiamo rendendo conto che la realtà è ben
diversa è necessario organizzarsi utilizzando tutti gli strumenti di
democrazia diretta che le istituzioni riconoscono ai propri cittadini.
Inoltre tengo a sottolineare che la politica, e più specificatamente i
partiti politici, sono sempre più distanti dai cittadini. Dinanzi
questo scollamento non si può rimanere indifferenti e come primo passo
bisogna iniziare a considerare la volontà diffusa tra i cittadini come
un fattore rilevante, non più come un dato evanescente. Concludo con un
appello a tutti i laici: devono avere la forza di organizzarsi per
scalfire questo grumo anticlericale che incide sempre più pesantemente
nella vita di tutti i cittadini. FONTE Partito Radicale – INVIATO DA
Redazione DGP


FIRENZE, UN MINUTO DI SILENZIO IN PROVINCIA PER RICORDARE IL SEDICENNE
TORINESE MATTEO
Massimo Mattei, Presidente del Consiglio Provinciale di
Firenze, ha ricordato il giovane suicida dell'istituto tecnico
Sommelier di Torino con un lungo discorso contro l'omofobia nelle
scuole e nella società italiana e proponendo a tutto il Consiglio un
minuto di silenzio. Massimo Mattei, Presidente del Consiglio
Provinciale di Firenze, ha voluto aprire la seduta straordinaria di
Consiglio di oggi, giovedì 12 aprile 2007, in Palazzo Medici-Riccardi,
ricordando il giovane Matteo Maritano, torinese di sedici anni
suicidatosi con un lancio dal quarto piano della propria abitazione
dopo essersi accoltellato al petto perché deriso dai compagni di classe
e continuamente etichettato come "gay". Mattei ha sottolineato come in
Italia viga un "dilagante senso di omofobia, che permea nella nostra
società" e ha proseguito affermando che purtroppo non ci si rende conto
di quanto possa essere devastante per un adolescente gay o lesbica
vivere in un ambiente, com'è tuttora la scuola italiana, in cui
"frocio" o "lesbica" sono gli insulti più ricorrenti e offensivi. "Non
ci si rende conto che ci sono situazioni familiari in cui l'
omosessualità viene vissuta come una disgrazia e, quando va male, come
una vera devianza da punire e correggere" ha poi continuato. Infine, ha
proposto a tutto il Consiglio Provinciale un minuto di silenzio e
riflessione sul caso di Matteo. Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro,
presidente e segretario di Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" plaudono l'
iniziativa provinciale: "Siamo grati a Massimo Mattei e a tutto il
Consiglio Provinciale di Firenze per aver portato in una sede
istituzionale, trattando il tema con la dovuta chiarezza e legittimità,
un caso che pare invece essere passato – ahinoi – inosservato nell'
ambiente scolastico comunale. La nostra richiesta all'assessore all'
Istruzione e alle Politiche Giovanili, Daniela Lastri, di istituire 5
minuti simbolici di silenzio e riflessione sull'accaduto di Torino non
ha avuto nessun tipo di risposta, nemmeno da parte della segreteria
dell'Assessorato. Questo un po' ci rammarica, poiché riteniamo
importante, se non fondamentale, che proprio tra i banchi di scuola si
sviluppi un serio dibattito tra gli allievi e i docenti al fine di
informare e soprattutto sensibilizzare sul bullismo anti-gay, sul
rispetto dovuto alle diversità e alla dignità della persona
indipendentemente dalla sua condizione fisica, culturale, religiosa,
economica, sociale e personale." "Confidiamo a questo punto" –
concludono i referenti di Arcigay Firenze – "in una presa di posizione
propositiva e volenterosa dei ragazzi e degli insegnanti delle scuole
fiorentine, che si sono finora dimostrati aperti e accoglienti verso
tutte le forme di diversità e che ci hanno permesso in tempi recenti di
organizzare incontri di dialogo, confronto e sensibilizzazione sui temi
dell'omofobia, dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere".
Matteo Pegoraro Segreteria, Ufficio Stampa e Cerimoniale Relazioni con
l'Esterno Arcigay Firenze Tel: 340 8135204 –
ufficiostampa@arcigayfirenze.it
L'ALTRO MARTTEDI '
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 17 aprile
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 ospita
Daniela Danna autrice del saggio
"Ginocidio: la violenza contro le donne nell'era globale" Eleuthera
Edizioni
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600
streaming su
www.radiopopolare.it

satellite Eutelsat Hot Bird 13°
Est, Frequenza 12.111 MHz, Polarizzazione verticale.


PRIVATIZZATO L'ORDINE DEGLI PSICOLOGI
Venerdì 13 aprile ed il giorno successivo c'è
stata l'adunanza del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi
(che, ricordiamo, è formato da tutti i Presidenti degli Ordini
Regionali e delle Province Autonome) con all'Ordine del Giorno punti
cruciali tra cui questioni inerenti la pubblicazione dei verbali del
CNOP, la validazione dell'articolo 21 del nostro Codice Deontologico,
la definizione delle attività caratterizzanti la professione
(importantissima). Vista la rilevanza degli argomenti che si sapeva
essere in discussione una nostra collega ha chiesto via fax al
Presidente del Consiglio Nazionale di poter assistere alla riunione.
Per quanto il regolamento che stabilisce il funzionamento del Consiglio
Nazionale sia un oggetto irreperibile, una specie di Santo Graal delle
istituzioni della Psicologia italiana - nessuno l'ha mai visto e si ha
il dubbio che non esista - e quindi non sia dato sapere quali sono le
procedure esatte per poter assistere alle riunioni di quello che
dovrebbe essere, per la legge, un organo di rappresentanza democratico,
la richiesta di poter essere presente appare pacifica. Questo sia alla
luce delle indicazioni della legge 241/90, sia in riferimento alle
procedure adottate dalla maggior parte dei Consigli Regionali - che
ormai da tantissimo tempo favoriscono la possibilità per gli iscritti
di assistere alle loro riunioni – sia in linea con le indicazioni della
legge istitutiva della professione sia, soprattutto, per motivi di
comune buon senso in un periodo in cui, tra Bilanci bizantini,
tariffario anti-Bersani, aumento di gettoni ai Presidenti, ricorsi
sbagliati al TAR sulla Psicologia Clinica, Referendum gestiti
allegramente, posizioni assurde assunte in relazione all' aumento di
durata delle Scuole di Specializzazione e quant'altro abbiamo già
abbondantemente documentato, la disillusione e lo scollamento della
categoria dalle sue istituzioni rappresentative sono un serio problema
per lo stesso posizionamento sociale della Psicologia. Ciononostante,
con la lungimiranza che contraddistingue l'attuale dirigenza
istituzionale degli Psicologi, si è preferito non solo rispondere che
NON E' POSSIBILE assistere alle riunioni del Consiglio Nazionale ma si
è deciso di motivare questa presa di posizione con argomentazioni
speciose e superficiali che proponiamo alla riflessione dei colleghi.
Qui sotto riportiamo sia il fax di richiesta della collega che
(comprese le licenze) il fax del presidente del CNOP col quale la casta
decisionale della nostra categoria si arroga l'esclusiva non solo delle
decisioni (legittima) ma anche delle informazioni. Che il nostro Ordine
Nazionale fosse un fortino blindato non è una notizia nuova. La totale
mancanza di trasparenza e la non pubblicità dei verbali è cosa
risaputa, così come è risaputo che questa istituzione, che dovrebbe
essere rappresentativa della nostra categoria, combina poco e niente a
tutela, promozione e visibilità del nostro lavoro, utilizzando circa 28
euro per ogni quota d'iscrizione delle 150-170 che versiamo ai nostri
Ordini Regionali (moltiplicate per 60.000 e fate voi i conti del budget
completamente sprecato). Riguardo gli accampati motivi giuridici
vorremmo avere una maggiore chiarezza e chiederemo al "nostro"
Presidente di fornirci gli estremi di Legge cui allude (senza dircene):
sarà forse opportuno far formulare un parere legale per conto nostro.
Invitiamo anche tutti i colleghi a fare altrettanto e a comunicarcelo.
A noi sembra piuttosto strano che un organo pubblico e rappresentativo
quale è un Ordine Professionale non sia tenuto alle più elementari
regole di trasparenza, laddove -in uno Stato di Diritto - è possibile
partecipare alle sedute del Parlamento, visionare tutti gli atti
pubblici, etc, etc. Questo non vale per il nostro Ordine Nazionale?
Riguardo i motivi di opportunità, qui davvero ci sembra che il nostro
Presidente si arrampichi sugli specchi. Intanto, definire "terzo non
qualificato" una collega che paga l'iscrizione e che è la parte
rappresentata di questa istituzione la dice lunga di quale idea degli
iscritti viga all'interno del "palazzo", di quale sia la cultura
istituzionale ivi prevalente. Non parliamo, poi, della storia dell'
afflusso indiscriminato, alquanto risibile dal momento che nessuno
prima di oggi ci risulta abbia mai fatto tale richiesta e che si tratta
della richiesta di una (1) unità. Di quale problema di capienza si
blatera? Mica le riunioni del Consiglio avvengono nella soffitta o
nello sgabuzzino? Insomma, cari colleghi, tradotto in termini concreti,
il Presidente Palma accampa una serie di scuse anche piuttosto ingenue
e maldestre per dirci che non vuole avere occhi e orecchie nel
Consiglio che egli evidentemente non considera di tutta la comunità
professionale, ma suo privato e dei suoi compari. I colleghi non
possono essere presi per i fondelli in questo modo e non si può loro
riservare un trattamento di questo tipo. Il futuro professionale ed il
denaro versato sono nostri, l'arroganza è tutta loro. FONTE
altrapsicologia.it – INVIATO DA Dr.ssa Paola Biondi Psicologa

COMUNICATO AZIONE GAY/LESBICA
NORME NORMALI
Il Ministero della Famiglia lancia la prima Conferenza Nazionale sulla Famiglia che si
terrà a Firenze dal 24 al 26 maggio. Nel momento attuale
caratterizzato dall´ormai insopportabile ingerenza della chiesa
cattolica nella politica italiana centrata sul tentativo di limitare le
iniziative legislative che riconoscano l´autodeterminazione dei corpi e
degli stili di vita (aborto, diritti riproduttivi, unioni affettive e
sessuali ...), la ministra Rosy Bindi organizza una Conferenza che
dovrà segnare la linea delle politiche governative a partire dalla
riflessione sulla famiglia "come soggetto titolare di diritti". La
Conferenza, lanciata in concomitanza con la convocazione del family
day, è una chiara risposta a chi tenta dare visibilità alle istanze
politiche di donne, lesbiche, gay, trans e di tutte le soggettività non
conformi ad un modello sociale eteropatriarcale proclamato come unico
dall´ondata integralista e oscurantista che investe il nostro paese.
Rosy Bindi stessa chiarisce quale concetto di famiglia è sotteso
all´iniziativa ministeriale: "ci vogliamo occupare delle famiglie
semplici, delle famiglie normali" tanto che il logo della Conferenza
ritrae un uomo e una donna (incinta) con un bambino in braccio ed una
bambina per mano nel quale, visto che mediamente i nuclei familiari
italiani non sono certo composti da tre figli, si può anche leggere un
sostegno alla prolificità di triste memoria. Dietro a questa
definizione di "normale" emerge in controluce l´attacco di Ratzinger
agli "amori deviati" e le dure parole di Bagnasco, presidente della
CEI, contro il concetto di autodeterminazione: "Una società che
codifica l'assoluta libertà di ciascuno su se stesso, ad esempio con
l'autodeterminazione senza alcun limite rispetto allla morte, si pone
sulla via dell'implosione: l'assoluta libertà sciolta da ogni vincolo è
la premessa per qualsiasi forma di violenza, sopraffazione, conflitto".
Inoltre la Conferenza Nazionale sulla Famiglia non ha obiettivi
limitati all´Italia, anzi propone un´Alleanza per la Famiglia, sulla
scia dell'appello lanciato a livello europeo dalla attuale presidenza
tedesca dell´Unione europea, tanto che è prevista a Firenze la presenza
della ministra tedesca per la Famiglia,, Ursula von der Layen, oltre a
quella di altri rappresentanti europei interessati al progetto.
Riteniamo importante costruire a Firenze in occasione di questa
iniziativa ministeriale una mobilitazione che ponga al centro del
dibattito l´autodeterminazione di tutte e di tutti, la necessità di
politiche sociali non legate ad una lettura ideologica e integralista,
la richiesta di cancellazione di leggi confessionali a livello
nazionale (in particolare la legge 40) e locale (la criminalizzazione
dell´interruzione volontaria di gravidanza portata avanti dalla Regione
Lombardia attraverso la legge sull´obbligatorietà del seppellimento del
feto) ma anche europeo (principalmente in Polonia dove stanno per
essere varate delle leggi fortemente discriminatorie verso donne,
lesbiche, gay e trans). Pertanto invitiamo tutte e tutti ad una prima
assemblea lunedì 23 aprile, alle ore 21 presso la sede di Azione gay e
lesbica in via Pisana 32 rosso Firenze FACCIAMO BRECCIA


PSDI E COSTITUENTE SOCIALISTA
Con i tre congressi nazionali dello Sdi, dei Democratici di sinistra e della Margherita si avvia una fase decisiva
della evoluzione del centro sinistra che sfocerà da una parte nella
Costituente socialista e dall'altra nel Partito democratico. L'ampia e
frastagliata galassia della sinistra italiana è dunque a un bivio
storico, è messa di fronte a un nuovo difficile passaggio che richiede
la volontà e la capacità di prendere delle decisioni politiche, di fare
delle scelte strategiche di grande portata per il proprio futuro e per
tutto il paese. Il PSDI, per primo nella sinistra italiana, in un altro
periodo ancor più difficile di quello attuale, seppe rispondere
all'appuntamento con la storia e dare un contributo determinante per la
salvezza dell'Italia, salvaguardando e sviluppando nel contempo quel c
oncetto di socialismo democratico e riformismo liberale che oggi tanti
reclamano fino ad abusarne, e anche usurpandolo, non avendo né meriti
storici né titoli politici. In particolare si fa qui riferimento alla
scelta di "civiltà" fatta con la scissione di Palazzo Barberini, di cui
proprio tre mesi fa, l'11 gennaio, abbiamo ricordato il 60°
anniversario. Giuseppe Saragat non si fece piegare dai ricatti
ideologici, dai tumulti di piazza e da ogni sorta di pressione politica
e morale e prese allora la strada che andava presa, l'unica strada
giusta che contribuì in modo decisivo ad evitare di far ricadere
l'Italia nella tenaglia del totalitarismo, stavolta quello comunista
dopo venti anni di dittatura fascista, e consentì agli italiani di
ricostruire il paese sui cardini che Saragat tracciò: libertà,
democrazia, giustizia. Non è per niente banale ribadire che quegli
stessi cardini di Sara gat restano per il PSDI di oggi la base
identitaria fondamentale per avviare il percorso della nuova
Costituente socialista e giungere entro il 2009 alla nascita di un
nuovo forte soggetto politico di matrice socialdemocratica nella grande
casa del socialismo europeo. Di fronte alla crisi della seconda
repubblica che ha fallito gli obiettivi della governabilità e del
rinnovamento dell'Italia; di fronte a un falso bipolarismo che ha
prodotto governi di centro destra e di centro sinistra, pur diversi fra
loro, comunque inadeguati alle nuove sfide interne e internazionali; di
fronte a un paese che è diviso, sfiduciato, deluso, meno competitivo,
più povero e più ingiusto; di fronte all'aberrante logica
dell'antipolitica del berlusconismo in crisi ma non per questo meno
ingombrante; di fronte quindi a una prospettiva che rischia di far fare
all'Italia un doppio salto indietro, spetta ancora una volta alla
sinistra, spetta per primi a i socialisti, a tutti i socialisti
democratici, dare una nuova decisa e decisiva risposta. La risposta,
non solo per i sondaggi che sembrano attualmente inchiodarlo sotto il
tetto angusto del 25% dei voti, non può venire dalla costruzione del
nuovo Partito democratico. Se il buon giorno si vede dal mattino, i
congressi della Quercia e della Margherita hanno offerto uno
spettacolo tutt'altro che esaltante dove da una parte c'è stato un
eccesso di conformismo e dall'altra non sono stati sufficienti gli
idranti a spegnere le fiamme divampate per il riaccendersi di antiche
rivalità interne, il riacutizzarsi di diatribe fra gruppi di potere e
dove è fallito sul nascere l'avanzata di nuovi protagonisti,
l'affermazione di una nuova classe dirigente, l'idea nuova della
politica. Anche nella debolezza della discussione c'è già un motivo
politico che bisogna saper riconoscere e interpretare. Non prenderne
atto e non volerne discutere alla luce del sole, sottovalutare
l'incertezza politica e lo smarrimento di militanti e dirigenti, anzi
cercare, come sembra stiano facendo ognuno a suo modo Fassino e
Rutelli, di nascondere la polvere sotto il tappeto, non spianerà di
certo la strada verso il nuovo partito. In tal modo si esce da due
partiti "vecchi" e "chiusi" per entrare in uno nuovo che ricalca i
mali dei padri fondatori, si rischia di sommare due organizzazioni
parallele e di non realizzare un rassemblement nel quale le persone, le
storie, le tradizioni, si confrontino davvero. Se è questo il Pd che
sta per nascere, un partito che sembra chiudere definitivamente la
storia del PCI, che però cancella la parola "socialista", lascia fuori
la vasta e profonda area della sinistra italiana per diventare una (non
eccelsa) forza neocentrista di stampo cattolico, un partito con una
classe politica autosufficiente e autoreferenziale, la scom messa è
perduta in partenza. Trasformare il limite già pesante del
"consociativismo virtuoso" dell'ex Pci in uno stagno immobile, nel
quale poco si discute e ancor meno si realizza può portare non solo al
fallimento ante litteram del Partito democratico ma rischia di
indebolire il fronte riformista e riconsegnare l'Italia alle destre per
molti anni. Evidentemente tutto questo vale, non solo come premessa,
anche per tutte le forze, partiti, associazioni e singole persone,
impegnate nella nuova Costituente socialista. La democrazia è un
confronto permanente di posizioni e per giungere al nuovo soggetto
politico non deve venir meno, da subito, una grande tensione ideale,
una vivace battaglia politica con piena e coraggiosa assunzione di
responsabilità, senza farsi limitare nella discussione da
considerazioni opportuniste su quale può essere il proprio interesse di
parte o personale, se criticare p uò compromettere la possibilità di
arrivare o no ad un certo posto di potere interno al partito e poi
nelle istituzioni. In altre parole se, come la storia dei partiti
socialisti in Italia insegna, ci si avvia in presenza di un assordante
conformismo, di "silenzio voluto", di calcolo politico, di silenzio
quale espressione di volontà politica di aree aggregate o di singoli
compagni, anche qui il futuro sarebbe inevitabilmente segnato da
fallimento certo. Giusto chi, come fa Lanfranco Turci, valorizza
l'esperienza del "miglior" Craxi come traccia per i socialisti di oggi
e per il nuovo soggetto da costruire da subito. Altrettanto giusta è la
necessità di un bilancio critico permanente senza escludere niente e
nessuno. Solo così si aiuta l'aggregazione di nuove realtà sociali,
la crescita di nuovi gruppi dirigenti e si sviluppa in ciascuno il
senso di responsabilità ed anche il coraggio necessario per condurre
una battaglia politica. Se fosse già tutto sicuro e prestabilito
sarebbe troppo facile. Se fosse automatico il successo della nuova
sfida socialista, la barca della Costituente sarebbe già oggi troppo
piccola a contenere tutti i partecipanti. Se si pretende di condurre
una battaglia politica con le spalle coperte e con i risultati sicuri
allora tutti sono capaci di farla. Ma non è così. Non si può pensare
che siccome il Pd apre spazi a sinistra, diventa gioco forza, la
rinascita di una grande realtà socialista che rispolveri sigle, nomi e
storie del passato. Sulla nuova identità del nuovo soggetto politico
serve un confronto che non è scontato e non può essere considerata
esaustiva la pur importante e decisiva tappa di Bertinoro del 3-4 marzo
scorso. Parliamo di costruire una forza politica "laica e
liberalsocialista, a vocazione maggioritaria, in competizione con il
Partito democratico, collocata in Europa nel Pse". Non è poco. Proprio
perché l'obiettivo non è la contrapposizione al Pd e non è il ritorno
al vecchio PSI. Ma una strategia non basta definirla nei suoi concetti
essenziali, va calata nel vivo dei processi politici, verificandone la
validità nel confronto con la realtà, correggendo enunciazioni e
realizzazioni nel corso degli avvenimenti dei quali si vuole diventare
e restare protagonisti. Si deve prestare grande attenzione al travaglio
che animerà dopo il Congresso parte non secondaria di militanti e
dirigenti dei Ds, specie di quelli che non votando la mozione Fassino
rifiutano l'ingresso nel Pd. Con questi compagni l'incontro non solo è
possibile ma rappresenta uno sbocco politico fondamentale per lo stesso
nostro progetto e convogliare insieme nella famiglia del socialismo
europeo. Con Rifondazione impegnata in un difficile p rocesso di
revisione che avrà tempi non brevi, e anche con gli altri spezzoni
della sinistra radicale non è pensabile oggi una coabitazione nella
Costituente ma andrà comunque stabilito un rapporto di alleanza. Anche
in questa fase della costituente che dovrà strutturarsi nel frattempo
in una realtà di tipo "federale" con regole chiare valide per tutti, è
fondamentale il concetto della pari dignità fra tutti i soggetti in
campo. Tutti dobbiamo essere coscienti del peso e della storia di ogni
forza impegnata in questo nuovo sforzo. Ma non ci sembra proprio il
caso di assegnare oggi all'interno della costituente il ruolo di
"partito guida" a questo o a quello. All'opposto, non valorizzare
appieno oggi l'identità, l'apporto e il ruolo del PSDI sarebbe un grave
errore politico. Così come sarebbe un grave limite non considerare
essenziale per il successo di questa nuova sfida, s ulle orme dei
grandi fratelli del socialismo europeo (dalla socialdemocrazia tedesca,
al new labour, al Psoe di Gonzales) il rinnovamento anche culturale e
il rafforzamento organizzativo ed elettorale del Partito Socialista
Democratico Italiano. Non è una questione interna di partito. E' questo
un tassello qualificante per la credibilità della Costituente e il
rafforzamento di un nuovo centro sinistra capace di far uscire
l'Italia dalla crisi, per accrescere e non per ridurre i livelli di
libertà, (a cominciare dai valori della laicità e dei diritti civili)
di benessere, di uguaglianza, di giustizia: principi socialisti cui un
partito come il nostro non può abbandonare o delegare. Né oggi né mai.
Massimo Falcioni Direzione Nazionale PSDI - Email: falcioni.
massimo@libero.it


*SI', FONDIAMO LA GENS ANDREATTA*
Riavvolgiamoci nell'Anello Magico di Nino Andreatta
«Una infinita nostalgia» e una proposta Di creature umane circondate da quell'anello magico di cui era
avvolto l'uomo, e il politico, Beniamino Andreatta, ne nascono assai
raramente e, assai più raramente, è concesso loro di esercitare
quell'attrazione gravitazionale quale quella esercitata dai pianeti sui
satelliti, sul mondo planetario circostante. Queste creature baciate
dal Signore, però, mai hanno l'aria di esercitare quel malinteso potere
che deriva da una posizione dominante intellettuale, culturale e
politica. Anzi, pur ben consci del loro valore, stanno tra noi con
quella grazia, quella levità, quell'eleganza umana e politica che è il
«Low Profyle». Più sono di grande qualità ed autorevoli, più il loro
muoversi nel mondo è riservato, raffinato, allusivo, mai protervo, mai
impositivo, mai privo di autocritica, di autoironia. E Nino Andreatta,
che aveva il dono della critica politica fulminante, dissacrante ed
impietosa, la esercitava avvolto da quell'Anello Magico, da quella
grazia, da quel carisma intellettuale tali da far sentire il
malcapitato di turno un unto dal Signore, una creatura eletta, un
Cavaliere della Tavola Rotonda sul cui capo si fosse posata la spada di
Re Artù. Persino Giovanni Spadolini, che non accettava critiche neppure
da grandi politici quali erano Ugo La Malfa e Bruno Visentini, era
divertito dagli strali con cui lo investiva Andreatta che considerava
«un enfant terrible mais un enfant de grande valeur, un enfant terrible
avec une grande tête politique» ed a cui perdonò, anni dopo, perfino
la famosa «lite delle comari» il cui epilogo, la caduta del primo
Governo Spadolini, si svolse in una tragicomica notte di tregenda
durante una cena in casa di una comune amica. Unici commensali a non
cadere preda di agitazione motoria per la perdita della poltrona, una
ministeriale l'altra di primo sottosegretario a Palazzo Chigi, furono
Nino Andreatta e Vittorio Olcese. Serafici, sornioni, ed invitando
Spadolini a fare altrettanto, continuarono a mangiare lasagna, pastiera
e babbà che erano le gran specialità della padrona di casa. Nino era
estremamente rispettato ed amato dai collaboratori - un ricordo
speciale va alla mitica signora Bianca Celico - dai giovani e dalle
donne perchè conversava con loro degli stessi temi e mostrando loro lo
stesso interesse con cui si intratteneva con uomini politici, grandi
imprenditori, ministri, economisti, e giusvaloristi come Roberto
Ruffilli, sottraendole a quella frustrazione italico-tribale, arcaica,
trappanissima, malmostosa e cafona, inferta alle donne dai politici
maleducatissimamente arroccati in gruppetti misogino-razzisti a
parlare, secondo loro, di «cose non da donne». Andreatta, pur un
teorico, cattedratico e grande economista, era per la Politica che,
sopratutto, coinvolga e privilegi gli interessi della Polis, la
Politica nata dal basso, popolare, non viceversa. Politica a grande
partecipazione popolare, non la politica scostante, asfittica, e
perdente, i cui vertici hanno la meglio sui cittadini, la Polis. Mi
diceva: «In piena Bicamerale, hai avuto una grande intuizione politica
con il Movimento per le Riforme, le Riforme si fanno anche dal basso,
questa Bicamerale è il sepolcro di Thutankhamon. Tale e quale come l'ha
rappresentata Gad Lerner su Rai uno. Terrificante». Nino, torna tra
noi! viene da dire ancora una volta raccogliendo il suggerimento di
Giovanni Bazoli, apparso domenica 8 aprile su un grande quotidiano del
Nord, con cui Bazoli ha conclu