09 ottobre 2007

news 10 ottobre

VELTRONI: DI BUONE INTENZIONI E'
LASTRICATO L'INFERNO
Un mese fa il Circolo Mario Mieli aveva chiesto ai
candidati leader del Partito Democratico di esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali. Era pervenuta una sola desolante ed
offensiva risposta ad opera del Comitato Veltroni. A seguito della
nostra dura reazione, è seguita una rettifica di tale Comitato, che
annunciava un futuro pronunciamento da parte di Veltroni in persona.
Oggi sull'Unità leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui
temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.
Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati
omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè
risponde, come si suol dire, ai suoi. Pensiamo che tale iniziativa non
sia dettata tanto dalla consapevolezza, per altro esatta, che il Mieli,
come tutte il movimento omosessuale e transessuale, siano autonomi e
distinti dai partiti, ma da una difficoltà oggettiva a comprendere che
le istanze provengono dalla società e dai movimenti che in essa vivono
e si muovono, ed è ad essi che bisogna rivolgersi. Scelta carente
soprattutto dopo un Pride con un milione di persone in piazza, e anche
considerando la polemica ricordata all'inizio. In definitiva ci sembra
si sia voluto evitare su tali temi sia di riconoscere degli
interlocutori politici fuori dalla logica partitica, sia di parlare
direttamente ai singoli cittadini. Riscontriamo quindi un chiaro
difetto di comunicazione. Nel merito delle risposte, certamente
culturalmente sensibili, queste appaiono come un'analisi sociologica,
piuttosto che un programma per un partito nascente. Inoltre
riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma
dell'Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia
proprio ed estenda al futuro partito l'esito completamente
insufficiente di un compromesso passato. In buona sostanza ci sembra di
capire che persino l'esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la
linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva
imposto. Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare
entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno
verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Invitiamo Veltroni e l'intero partito a capire che o si produce un vero
cambiamento di rotta, o rimarranno solo i tre o quattro candidati
omosessuali del PD a sperare ancora in esso. Rossana Praitano -
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985- cell 3397126198


CONFERENZA
STAMPA
Mercoledì 10 ottobre 2007 ore 11.00
presso la sede del Partito
Radicale, in via di Torre Argentina 76 III Piano.
Si terrà una
conferenza stampa sui seguenti temi: -Richiesta di incontro al Sindaco
di Roma Walter Veltroni. -Registro delle unioni civili al Comune di
Roma, a che punto è la nostra proposta? Intervarranno: Rita Bernardini,
Segretaria di Radicali Italiani. Massimiliano Iervolino, Segretario
dell'Associazione Radicali Roma. Mario Staderini, Capogruppo radicale
della Rosa nel Pugno al I° Municipio.
www.radicaliroma.com -
Massimiliano Iervolino
Segretario Associazione Radicali Roma
via di
Torre Argentina 76
00186 Roma
3392500303
m.iervolino@radicali.it
www.
radicaliroma.com

TRANSESSUALI DENUNCIATE DAI CARABINIERI PERCHE'
VESTITE DA DONNA
INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AL GOVERNO. NO ALLE DISCRIMINAZIONI, NO ALLA VIOLAZIONE DEI
DIRITTI CIVILI E UMANI DELLE PERSONE TRANSESSUALI.
I deputati radicali
della Rosa nel Pugno, Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia,
Bruno Mellano e Marco Beltrandi, hanno depositato oggi
un'interrogazione urgente ai Ministri della Giustizia, Interni, Pari
Opportunità, Difesa e Solidarietà Sociale contro un grave episodio di
persecuzione delle persone transessuali, denunciate dai Carabinieri
perché vestite da donna.
Di seguito il testo integrale:Per sapere -
Premesso che: - Il 4 ottobre a Montesilvano, in provincia di Pescara,
durante un controllo antiprostituzione dei Carabinieri, alcune
transessuali sono state sanzionate perchè vestite da donna, in base
all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931;
Premesso altresì - che l'articolo 85 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto n. 773, il 18 giugno
1931, recita: " È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il
contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 20.000 a
lire 200.000. È vietato l'uso della maschera nei teatri e negli altri
luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle
condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di
pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi,
invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione
amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000."; - se siano a conoscenza
dei fatti esposti in premessa; - se, i Ministri della Giustizia; degli
Interni, della Difesa, dei Diritti delle Pari Opportunità e della
Solidarietà Sociale, non ritengano che nel caso di specie non
sussistano i requisiti per comminare l'ammenda prevista dal Regio
Decreto del 1931 anche in considerazione della legge numero 164, del
14 aprile 1982, recante: "Norme in materia di rettificazione di
attribuzione di sesso" e delle necessarie maggiori attenzioni verso i
bisogni e le necessità di persone che vivono drammi e difficoltà
personali già molto gravi; - se non ritengano anacronistico,
persecutorio, discriminante e confliggente con lo spirito e i vincoli
del diritto dell'Unione europea il contenuto e l'applicazione nel
contesto descritto della norma prevista dall'art. 85, R.D. 773/1931; -
se non ritengano necessario adottare ogni misura volta a rivedere
l'articolo di legge sopra citato considerando il cambiamento dei
costumi e le maggiori garanzie di tutela dei diritti delle persone
transessuali rispetto al contesto in cui fu emanata tale norma; - se
non ritengano che tale applicazione della legge, volto a colpire una
parte della popolazione già discriminata da atteggiamenti omofobici
diffusi nel paese, non costituisca una violazione dei diritti civili e
umani della persona. I deputati radicali della Rosa nel Pugno:
Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia, Marco Beltrandi,
Bruno Mellano. Uff. Stampa: Sergio Rovasio Tel. 06-689791 Comitato
Nazionale di Radicali Italiani: mozione particolare sul matrimonio
delle persone omosessuali


GAY HELP LINE: UNA INUTILE POLEMICA
Leggiamo un comunicato di Fabrizio Marrazzo, Presidente di Arcigay
Roma, relativo all'assegnazione con bando del Contact Center
antiomofobia (Gay Help Line) del Comune di Roma. Innanzitutto siamo
sorpresi per il grande ritardo di questa dichiarazione, poiché il Mario
Mieli aveva presentato ricorso ben due mesi fa, ed Arcigay Roma è stato
immediatamente informato a tal punto di costituirsi in giudizio. Ci
stupisce inoltre che Marrazzo ci accusi di attaccare politicamente la
sua associazione attraverso uno strumento legale. Precisiamo che se
avessimo voluto attaccare politicamente Arcigay Roma, avremmo potuto
farlo da tempo per una serie di motivazioni, ma per carità di popolo
abbiamo evitato, anche per il proficuo percorso di collaborazione con
Arcigay Nazionale e con tutte le altre associazioni del mondo
omosessuale e transessuale italiano. Per esempio già all'epoca della
nascita stessa della Gay Help Line, elargita ad un'associazione a quel
tempo priva di qualunque esperienza specifica, si sarebbe potuto
sottolineare questa "particolarità" e stupirsi pubblicamente per
incongruenze quali la pubblicizzazione di un enorme flusso di contatti
telefonici prima ancora che la linea fosse attiva. Del resto per la
stessa carità di popolo e per non dare l'impressione di una guerra fra
poveri abbiamo evitato di divulgare nei mesi scorsi l'uso di uno
strumento legittimo come un ricorso amministrativo. E avremmo
continuato a farlo qualunque fosse stato l'esito dello stesso,
consapevoli che una cosa sono gli strumenti giuridici e l'altra il
confronto politico. Evidenziamo infine che il ricorso da noi presentato
riguarda le motivazioni di assegnazione del Contact Center valutati da
noi inadeguate; questa è la metodologia corretta e trasparente che si
utilizza in qualsiasi Bando pubblico senza che nessuno se ne senta
attaccato od offeso. Sempre per carità di popolo abbiamo evitato in
questi mesi di diffondere le diverse pressioni a ritirare il ricorso,
pur rimanendo allibiti quando queste provenivano dirette ma con
modalità tortuose da esponenti politici, che chiariamo non essere dell'
Amministrazione Comunale. Infine invitiamo Marrazzo ad evitare di
coinvolgere in questa polemica le altre associazioni collegate ai due
raggruppamenti che si erano presentati a bando, essendo la questione
tecnicamente e sostanzialmente riferibile ai due capo fila, cioè
Arcigay Roma e "Mario Mieli", a meno che non sia desiderio di Marrazzo
scatenare una tenzone planetaria che non interessa a nessuno.
Precisiamo infine di non ricevere contatti diretti da parte di Fabrizio
Marrazzo da mesi immemorabili, ne tanto meno inviti ad unire la nostra
ventennale specifica esperienza per una Linea amica, cosa del resto non
obbligatoria. Ci auguriamo di non aver sprecato tanta carità di popolo
ovvero tanta saggezza politica e relazionale, e invitiamo il passionale
Marrazzo ad una maggiore serenità. Rossana Praitano Presidente Circolo
di cultura omosessuale "Mario Mieli"
Rossana Praitano (348.7708439)
Segreteria Circolo "Mario Mieli"
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI
Roma, 28-29-30 Settembre 2007
Mozione particolare (approvata a
maggioranza)
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani premesso che
durante la stesura del programma dell'Unione Emma Bonino si alzò e se
ne andò indignata quando i rappresentanti dei partiti della coalizione
decisero di non inserire la parola Pacs tra gli obiettivi politici del
programma del governo di centro-sinistra; considerato che la proposta
governativa dei Dico, compromesso del compromesso rispetto ad una legge
di civiltà in materia di regolamentazione delle unioni civili sia per
le coppie gay che per quelle eterosessuali, si è arenata in Parlamento;
considerato che presso la Commissione Giustizia del Senato, in sede di
Comitato ristretto, si sta elaborando una proposta condivisa su tale
materia denominata 'Cus' che limita ancor più diritti richiesti per le
coppie gay ed eterosessuali; preso atto che ormai tutte le
organizzazioni glbt italiane, deluse e amareggiate dall'atteggiamento
di genuflessione al potere clericale vaticano della classe politica,
rivendicano oggi, con forza, per le coppie gay, l'accesso all'istituto
del matrimonio civile quale traguardo di civiltà per il superamento
totale delle disuguaglianze e delle discriminazioni; così come
ribadito, per la prima volta, dal documento unitario del gay pride
nazionale del giugno scorso; constatato che il 'Manifesto per
l'eguaglianza dei diritti' (
www.matriomiodirittogay.it) che chiede
l'accesso all'istituto del matrimonio civile per le persone gay è stato
firmato da migliaia di cittadini italiani, da esponenti del mondo
politico di diversa provenienza, da rappresentanti della società
civile, culturale, associativa, artistica italiana ed europea e da
parlamentari, dirigenti e militanti radicali;
considerato che già il IV
Congresso di Radicali Italiani aveva votato all'unanimità una Mozione
particolare in cui si chiedeva l'adesione del movimento alla battaglia
'zapateriana' per l'accesso all'istituto del matrimonio per le persone
lesbiche e gay, così come ulteriormente ribadito anche al quartultimo
Comitato nazionale di Radicali Italiani; delibera l'impegno a sostenere
in tutte le sedi: - la pdl n. 1244 presentata dai deputati radicali
Capezzone, Beltrandi, D'Elia, Mellano, Poretti e Turco sin dal giugno
2006; - la campagna per l'accesso all'istituto del matrimonio civile
per le persone omosessuali quale massimo traguardo volto al superamento
delle diseguaglianze e delle discriminazioni così come già avviene in
Spagna, Olanda, Belgio e Canada; auspica che la Segretaria, la
Tesoriera e la Presidente di Radicali Italiani sottoscrivano il
'Manifesto per l'eguaglianza dei diritti' (
www.matrimoniodirittogay.
it).


ORGOGLIO DI CITTADINI E CITTADINE OMOSESSUALI E TRANS DI NAPOLI
Napoli ore 19:45 Palazzo San Giacomo ( Municipio) - La comunità GLT (
gay lesbica e trans) Napoletana ha chiesto ed ottenuto ad Horas un
incontro con il Sindaco di Napoli On Rosa Iervolino Russo sui temi
della violenza metropolitana registrata dalle comunità a danno delle
persone omosessuali e trans. Una delegazione di 6 persone con i
presidenti Carlo Cremona ( i Ken) , Giordana Curati ( Arcilesbica) e
Laura Matrone ( M.I.T. Napoli) ha illustrato alla prima cittadina la
manifestazione indetta per il 30 settembre sul tema dell'omofobia &
transfobia e dell'Anticamorra. Il Sindaco, ha apprezzato l'attività
delle associazione GLT che in questo percorso vivono con l'
amministrazione comunale il valore comune di cittadinanza ed ha
garantito agli organizzatori il pieno sostegno della città per la buona
riuscita della manifestazione, riconoscendo all'antifascismo la radice
storica di una battaglia di liberazione che al giorno d'oggi è
battaglia contro la Camorra. Non a caso il 30 e dopo la commemorazione
all' Eroe Salvo d'Acquisto, una nuova piazza si animerà con spirito
rinnovato e moderno guardando al proprio passato come monito per un
futuro non oppresso dalla logica della violenza e della sopraffazione
contro i più deboli e di considerati DIVERSI. Gli organizzatori,
Cremona, Curati e Matrone tengono a precisare che tale manifestazione
CONTRO porta con se un progetto per il Futuro che è un ponte
immaginario nel Mediterraneo che sappia parlare di Solidarietà, di Pace
e di Dignità ed essere al tempo stesso un simbolo a cui guardare con
fiducia e speranza. Molte le personalità che hanno aderito e che
saranno in piazza, dall'assessore Riccio che patrocina l'iniziativa a
quello provinciale di Napoli D'Aimmo ai consiglieri comunali Minisci,
Nicodemo e Giudice. Tanti parlamentari anche hanno aderito, in
particolare Vladimir Luxuria e Titti de Simone presente alla
manifestazione, ma tante associazioni e cooperative continuano ad
aderire ogni giorno a questo appello che vuole vedere tutti in piazza a
manifestare in allegria la propria voglia di una città rinnovata.
Mancano alcune risposte all'appello che sono ancora attese, alcune
associazioni nazionali del mondo GLT, la Curia S.E. Crescenzo Sepe e la
Società Sportiva Calcio Napoli. A tutti loro e a tutti i cittadini e le
cittadine va il nostro accorato appello a dedicare a se ed al bene
della città questa occasione che per noi ha il sapore della storia e
che vorremmo condividere ciascuno nel proprio modo ciascuno con la
propria differenza. Il presidente di i Ken Carlo Cremona dichiara:"
solo ieri ho visto realizzare il sogno cominciato prima dell'elezioni
del Sindaco Iervolino, quando le chiedemmo un Patto per il Futuro di
Napoli, ci lasciammo dopo la Sua elezione ad una data in cui ci saremmo
ritrovati con fatti concreti per impegni concreti. Questo giorno è
giunto, ed il nostro Sindaco non si è tirata indietro ma, come sua
abitudine, si è rimboccata le maniche e si è messa a lavorare al nostro
fianco. Questo è stato emozionante come il vedere accanto a me tante
donne autorevoli ciascuna con ruoli, modi e percorsi differenti, ma
unite solidalmente con un maschio senza mai prevaricare senza mai
imporre una superiorità. Questa cosa deve far riflettere tutti, a mio
avviso, e cioè di come il mondo femminile contenga la collaborazione e
lo spirito positivo di parità che nel mondo maschilista si traduce in
incomprensibile competizione. Il risultato di questo Rosa, mi auguro,
che comporterà il trenta, di vedere tante donne, tante femmine in
piazza a colorare con noi questa giornata di lotta e di sogno".

GIONATA NEWS
L'omosessualità nella lettera ai Romani di Paolo
Riflessione di Romeo Cavedo tratta da CredereOggi, anno XX, n.116,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, pp.40-41 Nel Nuovo
Testamento uno dei pochi riferimenti all'omosessualità è nella lettera
ai Romani di Paolo che sembra considerare l'omosessualità un male
contro natura al quale Dio ha abbandonato gli uomini per punire la loro
idolatria. Una visione che, pur essendo storico-salvifica, non sembra
sufficiente per dedurre che la tendenza omosessuale sia in se stessa
più grave di altre propensioni umane. Vediamo perché vita, così qui
egli segnala questa innaturale situazione umana come segno della rovina
di tutti. Naturalmente noi riteniamo che non sia corretto questo
sfruttamento di una situazione m. L'unico brano neotestamentario che
potrebbe avvalorare l'idea di una particolare malizia dell'
omosessualità in se stessa è l'argomentazione di Romani 1,26-27. Qui la
questione si pone seriamente, perché Paolo, dopo aver affermato che la
colpa primaria, origine di ogni altra, è il mancato onore reso al vero
Dio, che la ragione umana poteva conoscere partendo dalla perfezione
del mondo creato, afferma che Dio, in conseguenza di questa deviazione
idolatrica, ha abbandonato i pagani a «passioni disonorevoli». Le donne
pagane, dice Paolo, hanno mutato le relazioni naturali in altre
innaturali e gli uomini, abbandonando il naturale rapporto con la
donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo
cose vergognose, uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la
punizione che era conveniente al loro traviamento idolatrico. L'idea di
Paolo è geniale: egli vede nella presenza di comportamenti omosessuali,
femminili e maschili, all'interno del modo di vivere pagano, una
conseguenza della perversione dell'idea di Dio verificatasi nell'
idolatria. Essendo stata degradata l'immagine di Dio, egli ha permesso
che venisse scardinata l'immagine dell'uomo, cosicché la colpa dell'
idolatria è ricaduta sull'uomo. E molto probabile che Paolo pensi in
primo luogo a quei rapporti innaturali che erano in uso in alcuni culti
idolatrici della fecondità. Pur scrivendo ai Romani, egli è
probabilmente influenzato dalla critica biblica contro l'antica
prostituzione sacra cananea, perché l'idea di collegare idolatria e
perversione sessuale gli viene quasi certamente da una diagnosi
implicita nella tradizione biblica. E chiaro però che, se il culto
avvalora l'omosessualità sacralizzandola, essa diventa lecita anche
nella vita profana e, di conseguenza, Paolo può includere nella sua
condanna anche l'omosessualità profana. Hanno quindi ragione coloro che
ritengono che Paolo pensi soprattutto a questa, anche perché
espressioni come «ardere di passione gli uni per gli altri»
difficilmente possono alludere al fascino di rituali osceni nell'ambito
del culto. Il vero problema è sapere se questa sua diagnosi storico-
salvifica è soltanto un geniale argomento retorico per sostenere una
tesi più generale, che cioè ogni peccato deriva dalla falsificazione
della realtà di Dio, o è in se stessa oggetto del suo autorevole
insegnamento. Se anche fosse vera, come è probabile, la seconda
ipotesi, bisogna fare attenzione a non ridurre a condanna morale un
ragionamento che è a un altro livello. Paolo, come tutti gli Ebrei, è
convinto che l'omosessualità è una cosa assurda e inspiegabile e vede
in essa il segno della miseria in cui Dio ha lasciato che l'uomo
precipitasse, per poter poi comprendere, da questo abisso, la necessità
di credere al vangelo del gratuito perdono. Più che una colpa è per lui
una punizione e una disgrazia, è peccato, nel senso, tipicamente
paolino, di potenza malvagia e distruttrice dell'uomo, prodromo di
morte, alienazione da Dio. Utilizzare i versetti paolini per una
colpevolizzazione settoriale degli omosessuali significa distorcerne il
senso, perché per Paolo, quell'anomalia disgraziata presente nel mondo
pagano, è segno della miseria in cui sono caduti tutti, eterosessuali
compresi. Come, scrivendo ai Corinzi che distorcono il senso dell'
eucaristia, Paolo ricorda che tra loro molti sono malati e alcuni sono
morti, non per condannare solo costoro ma per rimproverare tutti,
perché hanno ricevuto in maniera indegna il cibo della inoritaria per
farne la bandiera di un male comune, ma Paolo ragiona secondo i luoghi
comuni e i pregiudizi della sua cultura ebraica, che, come abbiamo
visto, hanno la loro origine nella narrazione su Sodoma. Invece di
citare ciechi, storpi o lebbrosi, egli cita, come prova che l'idolatria
rovina l'uomo, gli omosessuali, perché, da un lato, glielo suggerisce
la connessione con la prostituzione sacra e, dall'altro, ciò gli
permette di giocare sull'effetto del parallelismo tra natura di Dio
deformata e natura dell'uomo parimenti deviata. La nozione di natura
umana nella lettera ai Romani Basta questa genialità retorica a fare
dell'omosessualità, in nome della Scrittura, qualcosa che, a differenza
di tutte le altre condizioni umane, è già fuori posto in se stessa,
prima ancora di essere asservita a progetti di male? Allo scrivente
pare di no, ma ciascuno è libero di giudicare come meglio crede.
Nessuna delle risposte, però, potrà pretendere di essere l'unica
giusta. Non è inutile confrontare la precipitosa sicurezza con cui
talora si deduce dai versetti paolini la tesi che l'omosessualità è
male perché contro natura non solo con le sottigliezze che si applicano
alla sua nozione di natura quando egli parla della conoscenza della
legge da pane della coscienza dei pagani, ma anche con un caso ben più
serio che si trova nel capitolo 5 di Romani. Qui Paolo suppone
indubitabilmente che tutti gli uomini derivano fisicamente dall'unico
Adamo, eppure, per conciliare il suo insegnamento con l'ipotesi
scientifica del polifiletismo (più ceppi umani tra loro indipendenti)
si fa di tutto per dire e dimostrare che la sua argomentazione
teologica può reggere, anche se di fatto Adamo non è storicamente quell'
unico progenitore che lui credeva fosse. Non si vede per quale ragione
si debba mantenere la sua visione sulla malizia dell'omosessualità nel
caso che la scienza dimostri che non va giudicata una deviazione, ma un
fatto la cui vera natura può essere definita solo dalla scienza. Le
argomentazioni bibliche per dimostrare, sulla base dei racconti della
creazione, che le donne devono portare il velo quando pregano nell'
assemblea sono state tutte smantellate con acribia esegetica degna di
miglior causa. Non si vede perché l'idea di indicare nell'omosessualità
la prima delle perverse conseguenze dell'idolatria debba rimanere
inattaccabile. Alla luce di tutto questo si deve concludere che l'
interpretazione del testo paolino rimane aperta e discutibile. La
ricerca sulla valutazione morale dell'omosessualità deve procedere su
altre strade. L'omosessualita' nei testi paolini - Brano tratto da
Bibbia e omosessualità di Romeo Cavedo, in CredereOggi , anno XX, n.2,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, p.42 Il fatto,
quindi, che in 1Cor 6,9-10 e in 1Tm 1,10 (l'omosessualità) sia citata
in un elenco di vizi non basta a bollarla come qualcosa di già distorto
o peccaminoso come tendenza, prima ancora che dia origine a
comportamenti di fatto contrari al volere di Dio. E' evidente che, se
vale il principio che ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio
è peccato — cosa che l'Antico Testamento ancora ignorava —, ne
consegue che ogni atto, desiderio e pensiero omosessuale è peccato non
di più e non di meno di come lo sono gli equivalenti nella sfera
eterosessuale. Ma nulla autorizza, sulla sola base dei testi citati, a
vedere nella tendenza omosessuale o in un casto amore omosessuale
qualcosa di già perverso in se stesso. Può darsi che gli autori lo
pensassero ma solo a causa di loro valutazioni culturali prive di
fondamento razionale e basate solo su pregiudizi e luoghi comuni.
INVIATO DA Gionata news –
www.gionata.org


MILANO: UNO SPORTELLO RIVOLTO A DONNE OMOSESSUALI E BISESSUALI
Il Centro Medico Yoni, dalla
prima settimana di ottobre, tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore
20.00, apre uno sportello per dare spazio a tutte le richieste che
riguardano la salute fisica e psicologica delle donne omosessuali e
bisessuali. Questo sportello, coordinato da una lesbica, che offre
gratuitamente accoglienza e da informazioni sulla comunità GLTQ, è il
primo nella storia della città di Milano e nasce grazie all'impegno
etico di un gruppo di professioniste (ginecologhe, psicologhe,
mediatrici linguistico-culturali e segretarie) proveniente da anni di
lavoro nelle strutture pubbliche e disponibile ad offrire consulenza
ginecologica e psicologica nel rispetto e valorizzazione delle
diversità etniche, religiose, culturali e per orientamento sessuale.
Yoni, aperto dal 2006, è un centro privato no profit, dove tutte le
prestazioni sanitarie vengono eseguite a prezzi calmierati, offrendo
un'ampia disponibilità di orari (che tengono conto degli impegni
quotidiani delle donne) e brevità nei tempi di attesa per appuntamenti
e visite. UFFICIO STAMPA CENTRO YONI: 02 39325616 – 3403783848
yoni@hotmail.it Il Centro Yoni si trova a Milano in via Camillo Ugoni
11, in zona Bovisa. È aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 20.00
con orario continuato. Per appuntamenti il telefono è 02 39325616.
Metro linea 3 gialla (fermata Maciachini). Passante ferroviario
(fermata Lancetti). Autobus 92. Tram 3 (fermata Imbriani). www.
centroyoni.it yoni@hotmail.it
- I nostri servizi:
- Visite ed
ecografie ginecologiche - Visite e consulenza alla gravidanza
- Visite
ed ecografie al seno - Visite e controlli in gravidanza
- Visite e
consulenza alle giovani donne - Ecografia in gravidanza
- Diagnosi
precoce dei tumori femminili - Visite per l'interruzione volontaria di
gravidanza
- Controlli clinici per la menopausa - Psicoterapia
individuale e di coppia
- Contraccezione del giorno dopo - Counselling
e sostegno individuale
- Visita e consulenza preconcezionale -
Mediazione linguistico-culturale


MESSICO: DIRITTI IN ARRIVO
Messico, proposte di legge in favore del riconoscimento dei diritti
umani per i transessuali
02-10-2007 - Fonte: Peace Reporter
Buone
notizie in vista per i transessuali messicani.
Da qualche giorno
esperti del settore dei diritti umani legati all'associazione Frente
Ciudadano Pro Derechos de Transexuales, stanno discutendo la proposta
di legge federale per la "non discriminazione dei diritti umani e
civili dei Trans". E i primi risultati si iniziano a intravedere. I
fatti - L'iniziativa di legge, infatti, è chiara ed esplicita: tutti
gli individui devono essere trattati nel rispetto della loro identità,
devono avere la possibilità di sviluppare la propria personalità e
devono avere anche il diritto di avvicinarsi senza problema alcuno al
servizio sanitario nazionale. "Per questa ragione – ha dichiarato il
deputato del Partido Alternativa, Delio Hernandez – è necessario
approvare una legge che conferisca un'identità giuridica per impedire
che all'interno di uno Stato moderno e funzionale si dia spazio alla
discriminazione". Si dice d'accordo con il deputato Hernandez anche
Roshell Terranova, attivista del Frente Ciudadano Pro Derechos de
Transexuales, che ha sottolineato a più riprese le differenti
problematiche legate alla discriminazione che vive quotidianamente la
comunità transessuale in Messico: carenza di servizi sanitari,
discriminazione in fase di ricerca di un lavoro, fino a arrivare al
disconoscimento di essere persona. Accade a pochi chilometri Rosa Maria
Rodriguez, cubana impegnata nella difesa dei diritti umani dei
transessuali e impiegata al Centro Nacional de Educacion Sexual
dell'Havana, ha partecipato alle riunioni dei giorni scorsi spiegando
cosa si sta facendo nell'isola caraibica per aiutare queste persone.
Sembra infatti che a Cuba la materia sia stata studiata a fondo e il
Centro Nacional de Educacion Sexual sia giunto a conclusioni
importanti: appoggio totale a chi vuole cambiare sesso. In che modo?
Aiutando psicologicamente chi prende questa decisione ad assumere
l'identità che vuole. Non solo Il Centro Nacional de Educacion Sexual
si occupa anche di dare aiuto e consiglio per il cambio dei documenti,
concede un'attenzione medica minuziosa a chi decide di sottoporsi a
operazioni chirurgiche e cerca di portare avanti campagne di
sensibilizzazione in modo che la popolazione si abitui a non
discriminare. E tutto questo avviene in forma assolutamente gratuita.
Insomma, le diverse esperienze raccolte durante l'assise hanno fatto in
modo che la proposta di legge presentata in Messico per il pieno
rispetto dei diritti umani dei Transessuali consente a chi decide di
cambiare sesso di non sentirsi titolare di diritti a casa sua.
(Alessandro Grandi) Fonte:
www.peacereporter.net INVIATO DA Promiseland.
it

ABRUZZO: LANCIANO, I GAY NEL MIRINO DI FORZA NUOVA
GAYLIB:"SUL LORO SITO SI PREPARANO A REPRIMERE
A CALCI E PUGNI L'AVANZATA
FINOCCHIA. E' ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, SI APPLICHI LA LEGGE MANCINO"
"Amici gay di Lanciano, fate attenzione. L'81% degli iscritti alla
locale sezione di Forza Nuova intende reprimere l'avanzata finocchia,
così la chiamano, a calci e pugni".A lanciare l'allarme è Daniele
Priori, vicepresidente di GayLib (gay liberali di centrodestra) che
stigmatizza con forza l'istigazione alla violenza omofoba presente sul
sito di Forza Nuova Lanciano (
www.fnlanciano.it). "La segnalazione –
fanno sapere dall'associazione - ci è giunta da un gruppo di iscritti e
simpatizzanti della zona. Effettuate le dovute verifiche, abbiamo preso
atto di come nel forum, alla sezione Agorà, c'è un simpatico posto con
tanto di sondaggio il cui titolo è appunto 'Come fermare l'avanzata
finocchia'. Oltre ciò gli stessi amici di Lanciano – proseguono dal
direttivo di GayLib – ci parlano di preoccupanti intimidazioni e
tentate violenze avvenute in città già da qualche tempo a questa
parte". "Terremo la situazione sotto controllo – dichiara il presidente
di GayLib, Enrico Oliari – con la speranza che lo facciano anche le
istituzioni e nella fattispecie telematica la polizia postale. Istigare
alla violenza è un reato per reprimere il quale va applicata e
ampliata, altro che abrogata come chiede proprio Forza Nuova, la legge
Mancino del 1993 contro la discriminazione, odio o violenza per motivi
razziali, etnici, nazionali o religiosi. Per quel che ci riguarda –
conclude Oliari – GayLib è pronta a costituirsi parte civile sempre
nella speranza che segnalazioni e allarmi fondati come questo possano
aiutare la prevenzione di un fenomeno di violenza triste, ignorante e
senza alcun fondamento ideologico qual è l'omofobia". GayLib – Il
Direttivo - Enrico Oliari Presidente Cell.335/6622440 - Daniele Priori
– Vicepresidente Cell.328/6323820


I 18 ANNI DI MAURICE
Il circolo
Maurice diventa maggiorenne e celebra i 18 anni di attività con un
convegno dedicato al carattere misto che lo contraddistingue: la
mixitè. Rappresentanti di associazioni glbt (gay, lesbiche, bisessuali,
transgender) italiane, storici/che dei movimenti, esperienze
individuali di identità e di orientamento, saranno protagoniste del
seminario che si svolgerà nella giornata di: Sabato 13 Ottobre 2007
Sala Consiliare di Via Saccarelli, 18 – Torino "18 anni glbt del
Maurice: la mixité nel circolo e nel movimento" 9.30 – 13.00 La mixité
nel circolo Maurice: Saluti della Presidente: Rosanna Viano
Introduzione: Gigi Malaroda Altramartedì: Roberta Padovano Gruppo Luna:
Andrea Capello Gruppo Uomini: Maurizio Nicolazzo ConTatto: Achille
Schiamone Gruppo Drag "Les Artistes": Crudelia The Money (Gaetano Di
Fazio) La mixité nella storia del movimento glbt italiano: Nerina
Milletti Porpora Marcasciano Gianni Rossi Barilli - 14.30 -19.00 La
mixité nel movimento glbt italiano attuale: Saluti delle Assessore Pari
Opportunità: Marta Levi (Comune di Torino), Aurora Tesio (Provincia
di Torino), Giuliana Manica (Regione Piemonte) Arcilesbica: Cristina
Gramolino Arcigay: Aurelio Mancuso Circolo Mario Mieli (Roma): Andrea
Maccarrone Coordinamento Associazioni Trans* Sylvia Rivera: Leila
Deianis Azione Gay- Lesbica (Firenze): Elena Bigini Pianeta Viola
(Brescia)/Lista Lesbica Italiana: Patrizia Colosso Circolo Pink
(Verona): Gianni Cardini Coordinamento Torino Pride: Enzo Cucco. E
sempre all'insegna della mixitè la giornata si chiuderà con un grande
party finale per condividere con chiunque lo vorrà il piacere di un
momento di festa all'Hiroshima Mon Amour, di via Bossoli, 83 dalle ore
23.30 in avanti, con il concerto degli Ex Novo, spettacolo Drag del
gruppo Les Artistes, proiezioni video, DJ set dei Carovana Linguamano,
etc. Dal 25/10 al 15/11, presso il cortile del Maglio (Piazza Borgo
Dora), si terrà la mostra iconografica: "Il Maurice racconta la sua
storia" E' inoltre in atto al raccolta di foto: "Quando eravamo
piccoli" per info: mailto:segreteria@mauriceglbt.org -
segreteria@mauriceglbt.org – TEL. 0115211116 - Iniziative realizzate
con il Patrocinio della
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città
di Torino, il Servizio lgbt e grazie al
contributo economico dei
Gruppi Consiliari in Regione di Rifondazione Comunista, Comunisti
Italiani ed Ecologisti- Uniti a Sinistra

ANIMALI ALLEVATI…INFEZIONI
ALL'UOMO
Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti animali sta
avendo conseguenze devastanti.
25-09-2007 - Fonte: SSNV L'aumento di
animali allevati aumenta il rischio di trasmissione di infezioni
all'uomo Un report della FAO del 17 settembre ci avverte che i grandi
cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella produzione globale di
carne - specie quella di pollo e di maiale - portano con sé un grave
rischio di trasmissione di malattie dagli animali d'allevamento
all'uomo. Dichiara testualmente la FAO nel suo report"Produzione
industriale di bestiame e rischi per la salute globale": Il rischio di
trasmissione di malattie dagli animali all'uomo aumenterà nel futuro, a
causa dell'aumento della popolazione umana e animale, cambiamenti nella
produzione di carne, l'emergenza delle reti mondiale agro-alimentari e
un significativo aumento della mobilità delle persone e delle merci".
Tutto questo perché il numero di animali allevati sta crescendo in modo
spaventoso: aumenta la popolazione totale umana, ma aumenta soprattutto
la richiesta di carne e altri alimenti di origine animale da parte dei
paesi in via di sviluppo che stanno diventando più "ricchi". Afferma
Joseph Domenech, veterinario capo della FAO: "Questi sviluppi possono
portare a seri rischi di diffusione di malattie a livello locale e
globale, che finora non sono stati presi nella considerazione dovuta
dalle istituzioni". Secondo la FAO, la produzione in più rapida
espansione è quella della carne di maiale e di pollo. Si tratta di una
produzione intensiva altamente industrializzata, che ha avuto una
crescita annua compresa tra il 2.6% e il 3.7% nell'ultimo decennio. Di
conseguenza, nei paesi industrializzati, la stragrande maggioranza di
polli e tacchini sono "prodotti" in stabilimenti di 15-50.000 animali
l'uno. Nei paesi in via di sviluppo si sta seguendo lo stesso
pericoloso cammino, e i sistemi di allevamento tradizionale vengono
sostituiti da quelli industriali, soprattutto in Asia, Sud America e
alcune regioni dell'Africa. Aggiunge la FAO che il movimento di animali
nel mercato internazionale e la concentrazione di migliaia di animali
confinati in piccoli spazi aumenta la probabilità del trasferimento di
patogeni. Inoltre, gli allevamenti industrializzati producono una
grande quantità di escrementi, che possono contenere un'alta quantità
di patogeni. La maggior parte di queste deiezioni sono smaltite con lo
spargimento sul terreno, senza nessun trattamento preventivo, ponendo a
rischio di infezione gli animali selvatici. La FAO avverte che mentre
il virus altamente patogeno H5N1 è sotto attento esame internazionale,
la circolazione "silenziosa" dei virus dell'"influenza A" (IAV) nel
pollame e nei suini dovrebbe essere presa in attenta considerazione.
Molti virus IAV sono oggi piuttosto diffusi nel pollame in commercio, e
in misura minore nella carne suina, e potrebbero portare all'emergenza
di una pandemia di influenza umana. La FAO chiede ai produttori di
carne di applicare le misure di biosicurezza di base, di non costruire
allevamenti vicino a luoghi di residenza delle persone o a luoghi di
nidifcazione o passaggio di uccelli selvatici e di pulire e
disinfettare regolarmente gli allevamenti. "In realtà" affermano gli
esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
- "l'unico modo per scongiurare questo pericolo è quello di diminuire
il consumo di alimenti animali, sia le carni di polli e di maiale, le
più pericolose da un punto di vista sanitario, che di altri animali,
che pongono comunque gravi problemi di impatto ambientale e
inquinamento. Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti
animali sta avendo conseguenze devastanti. Il gioco non vale la
candela...". Non è pensabile, infatti, che sia possibile risolvere
questo problema se la domanda di carne continua ad aumentare, sia nei
paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. L'unico modo
per arginare il fenomeno è una presa di coscienza dei consumatori,
perché non spetta solo alle istituzioni risolvere il problema, ma sta
alle singole persone diminuire la domanda di alimenti animali,
altrimenti nessuna legge o misura precauzionale al mondo potrà
funzionare. Comunicato del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia
della Nutrizione
www.nutritionecology.org/it Fonte:FAO Dramatic changes
in global meat production could increase risk of diseases 17 settembre
2007 Da:
www.scienzavegetariana.it – INVIATO DA Promiseland.it


L'
ALTRO MARTEDI'
Trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di
Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo
Ruiu Martedì 9 ottobre dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Eric
Shanower autore de L'età del bronzo la prima Odissea a fumetti che
illustra in maniera esplicita e conturbante le relazioni omosessuali
nell'antica Grecia. In Italia L'età del bronzo è in corso di
pubblicazione per le edizioni Free Books a cura di Massimo Basili e
speciale omaggio a Yolanda Retter Vargas pioniera attivista lesbica
latinoamericana a cura di Luky Massa - Fuoricampo Lesbian Group
email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.
radiopopolare.it


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Presentazione del libro
"TransAzioni – Corpi e soggetti FtM" di Mary Nicotra Mercoledì 17
ottobre 2007 alle ore 16,30 Mary Nicotra presenterà TransAzioni – Corpi
e soggetti FtM presso la Stazione Leopolda – Sala Convegni a Pisa.
Discuteranno insieme all'Autrice Fabianna Tozzi, Presidente nazionale
Associazione Crisalide Azione-Trans, Liana Borghi, Ricercatrice
Università di Firenze, Ezio Menzione, Avvocato. Introduce Paola Bora,
Casa della Donna di Pisa. L'iniziativa è inserita nel Mese del Libro
2007 – Itinerari tra libri, lettori e biblioteche. Nell'occasione verrà
proiettato il documentario "TransAzioni" di Mary Nicotra, produzione
Donne in Viaggio 2004, durata 28 min. Info: Associazione Casa della
Donna, Tel./fax 050.55.06.27, segreteria.casa@tiscali.it,
www.comune.
pisa.it/casadonna Il Dito e La Luna > casella postale 10223 -20110
Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com per
ordini e comunicazioni: dluna@iol.it per info e per iscriversi alla
nostra newsletter: info@ilditoelaluna.com

DISCUTERE, CONOSCERE,
CAPIRE
PER ESSERE PIU' LIBERI/E
Prof. Giovanni Cimbalo Docente di
Diritto Ecclesiastico Università di Bologna Rita De Santis AGEDO
autrice del libro "Il nuoro" 20 ottobre 2007 Ore 17.00. Sala da tè
"TEMPO"
via Garibaldi, 174/b Avezzano (Aq) palazzo degli ex uffici Saza
GayaCronisti Aq - AGEDO Ass. cul. Alternativa Libertaria.

Etichette: , , , , , ,

22 settembre 2007

news 22 settembre

INTERVISTA AD ALESSANDRO CECCHI PAONE
Potete leggerla e ascoltarla su
www.portalelazio.net
Servizio curato da Carla Liberatore

GENTILINI ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Finalmente una buona notizia dal fronte della
giustizia. Il vice sindaco di Treviso, l' omofobo sceriffo Gentilini, è
stato iscritto nel registro degli indagati grazie all'opera del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli che già da tempo ha pubblicato sul
suo sito il modulo di querela nei suoi confronti per istigazione a
delinquere, dopo che in un'intervista rilasciata ad una radio agli
inizi del mese di agosto, egli aveva lanciato una "pulizia etnica
contro i culattoni". "E' un piccolo passo che ci riempie di orgoglio e
ci fa ben sperare che anche in altre parti d'Italia, di fronte ad
esternazioni razziste ed omofobe, altri omosessuali e transessuali
abbiano il coraggio di denunciare gli atti e gli atteggiamenti
discriminatori. Ci aspettiamo che tante altre persone scarichino dal
nostro sito il modello di querela e lo inviino al più presto alla
Procura della Repubblica. E' ora di dire basta ai sorprusi perpetrati
ai danni delle persone glbt, anche attraverso le vie legali. Speriamo
soltanto che tutto finisca, come spesso succede in questi casi, nell'
archiviazione. Il Circolo Mario Mieli vigilerà affinché ciò non
succeda" Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli Segreteria Politica Andrea Berardicurti . tel. 06/5413985
348/7708437


VELTRONI E L'ORIENTAMENTO SESSUALE
Nei giorni scorsi con un comunicato stampa il Mario Mieli ha sollecitato i candidati
leader del Partito Democratico ad esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali, per fornire degli elementi di giudizio a
quei gay, lesbiche e trans potenzialmente interessati al nascente
partito. Era stato chiesto a ciascun candidato di scegliere se
esprimersi o meno su tali temi, con quale chiarezza e proposte, con
quanta determinazione, con quali previsioni e soprattutto prospettiva
politica. Un' articolata domanda per una complessa, ampia e attuale
questione, che riguarda il dieci per cento della popolazione italiana.
Ad oggi ci è giunta una sola risposta di sette righe ad opera del
Comitato Nazionale Walter Veltroni, qui riportata: "Veltroni ha sempre
avuto considerazione per chi viene discriminato per il suo orientamento
sessuale, non solo chiedendo a tutti il rispetto, ma creando occasioni
di incontro e di festa per sciogliere la diffidenza e la paura, che
sono componenti primarie della violenza. In questo senso, porterà la
positiva esperienza realizzata come sindaco di Roma nell'ambito del
Partito Democratico, affinché nessuno si senta escluso o esposto all'
intolleranza." Dinanzi ad anni di lotte del movimento lgbt, a mesi di
polemiche sui Dico e company, ad un Pride di giugno con un milione di
persone, ad un pacchetto antiviolenza che non viene varato, a norme
antidiscriminatorie che non esistono, alla crescente violenza e
omofobia nei confronti di omosessuali e trans, al bullismo, alle crepe
nella laicità dello Stato e via discorrendo, una sola risposta
perviene, che promette sollecitazioni al rispetto e aiuti per le feste.
Increduli e offesi, riteniamo che la cosa si commenti da sé. Ci
limitiamo a sottolineare che il richiamo al rispetto in una Nazione
democratica dovrebbe essere scontato e comune a tutte le forze
politiche, siano di destra, di centro o di sinistra. Quanto al "creare
occasioni d'incontro e di festa", gli omosessuali e le persone
transessuali gli incontri e le feste sanno benissimo farseli da soli, e
sanno anche condividerli con gli eterosessuali. In ogni caso non si
vede il nesso con le richieste di interventi normativi che in Italia
non ci sono, al contrario del resto di Europa. Fabrizio De Andrè
cantava: "E senza che gli altri ne sappiano niente, dimmi senza un
programma, dimmi, come ci si sente?". Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica Andrea
Berardicurti . tel. 06/5413985 348/7708437

APPELLO PER LA LIBERTA' IN IRAN
Da alcuni mesi Arcigay è mobilitata in una campagna di
denuncia della terribile situazione dei diritti umani in Iran. Dopo la
nostra azione di denuncia, che ha portato ad una discussione in
Commissione esteri della camera e alla condanna delle esecuzioni
capitali del regime iraniano, e dopo la mobilitazione per Pegah
Emambakhsh abbiamo pensato di lanciare una petizione per la libertà in
Iran. Insieme ad Arcilesbica e all'Associazione Lamanicatagliata
abbiamo attivato un sito
www.dirittiumani-iran.org dove tutti possono
sottoscrivere un appello al governo (che vi allego qui sotto) affinchè
si pongano in atto azioni concrete per la tutela dei diritti umani
fondamentali in quel paese. E' naturale che più saranno i
sottoscrittori dell'appello, maggiori saranno le possibilità di
incidere politicamente e mettere in campo iniziative che possano
denunciare una situazione drammatica per tutte le minoranze di quel
paese. Per questa ragione chiedo la vostra collaborazione per la
massima diffusione di questo appello e per la pubblicizzazione del sito
sia tramite le vostre mailing list, che attraverso i contatti stampa,
gli amici, le associazioni, i partiti, gli esponenti del mondo
politico, istituzionale o associativo, i blog ed i siti delle vostre
associazioni. Non si tratta solo di tutelare le molte vite umane che
sono in gioco, la posta è ben più alta. Il rischio concreto è che se
non ci sarà una mobilitazione di coscienze qui in occidente i
dissidenti iraniani, lasciati soli, saranno sempre più spinti a
chiedere l'intervento armato di Bush, che sembra non vedere l'ora di
aprire un nuovo fronte di guerra con l'Iran. So che questo può sembrare
uno strumento piccolo, ma è pur sempre l'occasione per fare qualcosa di
concreto. Rimango a disposizione per qualsiasi tipo di informazione,
chiarimento o contributo che possano portare al successo di questa
iniziativa. Vi ringrazio fin d'ora per l'impegno che vorrete riservare
a questa importante campagna per i diritti umani. Luca Trentini
Responsabile nazionale Arcigay Diritti umani e Lotta alla violenza

APPELLO PER LA LIBERTÀ IN IRAN
La situazione di repressione e di violazione dei diritti umani in Iran ha subito recentemente un deciso peggioramento. Dopo l'avvio di una campagna moralizzatrice che detta
regole precise persino sul taglio dei capelli da parte del regime di
questo paese si sono verificate un numero elevatissimo di violazioni
delle libertà individuali. Uomini e donne, musicisti, artisti,
attivisti e oppositori politici vengono sistematicamente arrestati con
le accuse più disparate. La situazione è divenuta ormai drammatica. Il
regime non ha esitato a condannare a morte dopo processi sommari molte
persone con accuse solitamente legate a non meglio precisati "crimini
sessuali". La situazione è molto confusa a causa della difficoltà di
reperire informazioni e contatti in un paese dove vige ormai il
terrore. Molti attivisti dei diritti umani sono stati arrestati o sono
in fuga e non è quasi più possibile reperire notizie e aggiornamenti
sulla situazione. Appare evidente che questa operazione mira ad
eliminare ogni potenziale voce di dissenso al regime il quale, in virtù
di un totale controllo dei media, fa apparire come pericolosi criminali
uomini e donne colpevoli solo di "atteggiamenti occidentali" o
"sodomia". Come cittadini e associazioni che hanno a cuore il pieno
rispetto dei diritti umani non possiamo accettare o tollerare una
situazione che viola la libertà e la dignità delle persone e la vita
umana. L'Italia, grande partner commerciale dell'Iran, membro del
comitato per i diritti umani dell'ONU, paese che promuove la moratoria
internazionale delle esecuzioni capitali e l'abolizione della pena di
morte non può rimanere in silenzio. Per queste ragioni facciamo appello
al Governo italiano perché
· attivi tutti i canali diplomatici per
scongiurare l'ulteriore esecuzione di condanne a morte;
· sostenga i
movimenti dei diritti civili e di liberazione femminile presenti
clandestinamente nel paese;
· operi presso il Parlamento europeo e in
sede comunitaria perché l'Unione europea esprima una condanna della
repressione in atto;
· richiami l'Iran al rispetto dei trattati
internazionali sui diritti umani;
· si renda disponibile a dare asilo
politico a chi è perseguitato in Iran o rischia la persecuzione se
espulso verso quel paese;
· monitori costantemente la situazione dei
diritti umani in Iran;
Promuovono: Arcigay, Arcilesbica, Associazione
Lamanicatagliata per sottoscrivere l'appello:
www.dirittiumani-iran.org


LA BENEDIZIONE DELLE COPPIE OMOSESSUALI DIVIDE I BATTISTI ITALIANI
ROMA - In vista dell'Assemblea Sinodo, che si aprirà nei primi giorni
di novembre a Roma, in cui Battisti, Metodisti e Valdesi si riuniranno,
dopo due anni, si affilano le armi sulla discussione del documento
redatto dal Gruppo di lavoro sull'omosessualità (G.l.om), composto dai
rappresentanti delle tre confessioni) che chiede esplicitamente alle
tre chiese di istituire la benedizione delle coppie gay. Nonostante il
documento sia stato approvato anche con il voto favorevole dei
rappresentanti battisti presenti nel Gruppo di lavoro è in seno alle
chiese battiste che esistono le maggiori divergenze di merito (quelle
valdesi e metodiste non hanno rilevanti problemi in proposito, come si
evince dall'approvazione dell'ordine del giorno contro l'omofobia nel
loro sinodo Valdese di quest'anno). Infatti in internet stanno girando,
in questi giorni, vari documenti realizzati da alcune comunità battiste
della penisola, in cui si va da valutazioni possibiliste e inclusive
nei confronti delle coppie omosessuali a documenti di netta chiusura,
di presa di distanza dal documento del Gruppo di lavoro
sull'omosessualità e di rifiuto di ogni tipo di benedizione delle
coppie omosesuali. In prevalenza tale atteggiamento è riscontrabile in
alcune comunità del Lazio e dell'Italia meridionale sulla base di
interpretazioni letterali della Bibbia, comunità che accusano "Gruppo
di lavoro sull'omosessualità" di non aver lavorato per il dialogo e di
dare interpretazioni faziose della Scrittura e della morale cristiana
per sostenere le benedizioni ai gay. Naturalmente si deve tenere
presente che, pur unite formalmente nell'UCEBI (Unione delle Chiese
Battiste in Italia), le comunità battiste sono, a differenza di altre
chiese protestanti come quella valdese, di tipo congregazionalista. In
poche parole ogni chiesa locale fa capo solo a se stessa e il rapporto
con il livello nazionale è molto debole e ciò spiega l'atteggiamento di
estrema apertura di alcune comunità (come in Toscana o nel
settentrione) e, all'opposto, di aperta ostilità di altre su questo
tema. Questa spaccatura è destinata ad influire molto sullo svolgimento
dell'Assemblea Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e Valdesi di
quest'anno. Dalla REFO (Rete Evangelica fede e Omosessualità) fanno
sapere che ce la metteranno tutta per arrivare ad un'approvazione del
documento del G.l.om e, quindi, delle benedizioni delle coppie gay. Ma
anche se avvenisse, ciò non vincolerebbe le comunità battiste che non
vogliano procedere con questa pratica. Ma in alcuni ambienti del
protestantesimo italiano si dà per probabile un nulla di fatto su
questa materia, anche se molti sottolineano come sia comunque positiva
la discussione sull'argomento, indipendentemente dall'esito finale,
anche perché questa discussione è inedita per le altre realtà cristiane
del nostro paese. Qualora il Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e
Valdesi non decida nulla sulle benedizioni delle coppie gay una delle
possibilità ventilate è che ognuna delle chiese coinvolte possa
decidere autonomamente di approvare la disciplina sulle benedizioni
alle coppie gay.


A QUANDO IL MEDIA VAFFANQ-DAY? BIG-BANG DEL SISTEMA
IL VIRUS DISINFORMAZIJA HA I GIORNI CONTATI
Il Virus disinformazija «Copyright» Giuliana D'Olcese per Beppe Grillo
Mentre il Corriere della
Sera titolava «il Nemico in Casa» il Popolo diessinodecretava: «Sì al
Vaffanculo-Day contro il finanziamento pubblico a giornali e Tv».
Appunto, contro il Nemico in Casa. Un virus chiamato Missis Frenda. Il
Virus disinformazija colpisce ancora Grillo e Grillanti, e l'ineffabile
Missis Frenda, Regina dell'Asilo Mariuccia.... a Presidenza.
repubblica@quirinale.it «La discussione è aperta», dice oggi dalle
colonne dei giornali il Presidente della Repubblica, e mentre chiede ai
Mass media di «evitare facili sensazionalismi», il politologo Giovanni
Sartori, ragionando sull'evento promosso da Beppe Grillo, il Vaff-Day,
dalle colonne del Corsera
www.corriere.it risponde con osservazioni e
parole ineccepibili ed aderenti alla realtà italiana: «lo stato di
putrefazione del Paese è tale...» scrive Sartori a cui va riconosciuto
di aver dato la risposta più sensata, e priva di grossolana
partigianeria di parte, letta finora sul quotidiano diretto da Paolo
Mieli, sul quale, se ne sono lette di tutti i colori contro Grillo come
il titolo del 9 settembre «Insulti a Biagi». Falso mediatico che
gridava vendetta. Da vecchia amica e da cittadina che egli stesso ha
visto più volte impegnata nelle battaglie civiche e civili, comprese le
Riforme Istituzionali, voglio dire al Presidente Napolitano Caro
Giorgio, quando i buoi son scappati dalle stalle, i tardivi, se pur
autorevoli ''tappi" istituzionali, hanno sortito effetti contrarissimi
a quanto si proponevano di ottenere. Oggi ottengono, se pur possibile
perchè la misura del Paese è stracolma, l'effetto di aizzare ancor più
gli animi esasperati, e schifati, di noi cittadini-elettori. Caro
Presidente, sei una persona di cultura e intelligenza politica tali,
che sai bene, purtroppo, che moniti e tappi istituzionali non è più
tempo che funzionino. Sei la persona, e con te Clio, più perbene, leale
e onesta che abbia conosciuto e frequentato nella vita, quindi credimi
Giorgio, questo Paese è alla frutta ma, sono certa, che la tua
rettitudine ed il tuo senso dello Stato sono tali che possono, se vuoi,
investire il Paese di un vento nuovo, fresco, pulito, lindo,
respirabile. Hai un grande lavoro davanti a te ma te lo chiedono 60
milioni di italiani perchè non serve alludere, purtroppo. Non basta
lanciare avvertimenti corretti, chiari, mirati a chi e a quanti ben
sanno che arrivano a redazioni, associazioni, movimenti, cittadini,
istituzioni. La correttezza verbale viene scambiata per debolezza,
insulsaggine. Chi deve capire finge di non capire. Si sente il più
furbo, o la più furba, del Reame così che a stretto giro di ore,
rivomita sulle pagine del suo giornale il prodotto adulterato e
adulterante. L'odioso subdolo indotto politico che compiace e serve
l'area politica di riferimento. Del lettore-elettore chi se ne frega!
La sbobba la passa il convento. O così o pomì. Ordine di scuderia
compiacere e arruffianarsi - nell'occasione - Fassino e D'Alema. E
Bersani, e Latorre - non proprio eburneo secondo il giudice Forleo -
che su Beppe Grillo vaneggiano di fascismi e totalitarismi,
Mussolinismi e Togliattismi, Giannettismi e populismi. Un Grande
Festival degli ismi più obsoleti, i più usurati. Sì, politici e grandi
firme che paventano fascismi e totalitarismi hanno perso il ben
dell'intelletto. So' juti 'a acito diciamo a Napoli, caro Giorgio. La
popolarità debordante, il consenso socio-politico che circonda Grillo
hanno fatto perdere la trebisonda a media e politici. Compreso Vincino
il cui libero spirito di acuto vignettista deve essersi sciolto
nell'acido muriatico della militonza redazional antigrillante. Roba per
water e mafia. Il Paese ride, si incazza, e condanna. Si sottrae sempre
più a quanto politici & media si sforzano di dominare: il consenso di
parte. Il consenso, cieco, coatto. Svalutare, Azzerare, Polverizzare
l'affermazione e la strabiliante aggregazione ottenute, anche
all'estero, dal Vaff-Day di Grillo - vedi il commento dell'Herald
Tribune - evento organizzato senza soccorsi rossi o azzurri di
giornali, radio e Tv, è la «mission» che sembra essersi data, e
perseguire, il Corrierume militante anti Grillante. Vedi, tra gli
altri, Missis Frenda Signorina grandi firme del Corrierone nazionale,
che al mio post di domenica 16 settembre *A quando il Media Vaffanq-Day?
* deve aver prestato l'attenzione concessa a prose e rime di petulanti
signorine di buona famiglia. Irrilevante. Roba per figlie di Maria. Il
Virus disinformazija che sembra possedere Missis Frenda è ad uno stato
irreversibile tale che il lunedì successivo, la zelante reporter del
Corriere della Sera, precisa come il Ragioniere dello Stato, presenta a
pagina 2 - con tra virgolette le intere frasi - un circostanziatissimo
conto della serva con ben 12 dichiarazioni di Grillanti non in linea
con le Liste civiche proposte da Grillo. Alla puntigliosa trascrizione
virgolettata dei 12 dissensi, però, Missis Frenda non fa seguire
un'altrettanto ragionieristica lista dei messaggi di consenso. Niet
virgolettati. Niet consensi. Nisba conto della serva. In fiscale
sequenza soltanto gli sconsensi. Decisa quanto perentoria la Ragioniera
grandi firme dell'Asilo Mariuccia ha liquidato gli innumerevoli
consensi alle liste civiche con un telegrafico quanto arcigno e severo:
«Un coro di no alla nascita delle liste civiche. Accompagnato,
ovviamente, da messaggi di consenso». Punto. Ovviamente,
quell'«ovviamente» concesso dall'arcignosa reporter ai consensi
espressi dai Grillanti svela tutta la furbetteria mediatica della
ineffabile Missis Frenda nella doppia parte di ragioniera antigrillante
e di maestrina con la penna rossa dell'Asilo Mariuccia. Questo è solo
un esempio, tra i mille, della subdola arma dell'indotto politico
esercitato per interessi di parte dai Media su lettori e spettatori.
L'indotto politico che piace e compiace, e serve, il politico. Serve la
partitocrazia, il Potere, i conservatori, le lobby, le corporazioni.
Non stupisca ne' scandalizzi, perciò, la proposta di Grillo di un Vaff-
Day contro i Media. Proposta applaudita ed approvata a furor di popolo
diessino con un coro di 9.000 «Sì al Vaffanculo-Day contro il
finanziamento pubblico a giornali e Tv». Appunto. Contro il Nemico in
Casa ovverosia i Media finanziati attraverso leggi assurde che spremono
i contribuenti. Nella coscienza collettiva, quindi, non è Grillo il
Nemico in Casa - così definito da Sergio Romano sulla prima pagina del
Corriere della Sera - sono i Media. Il Nemico in Casa è il
Virusdisinformazija .
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di
LiberoReporter mensile di politica, costume, attualità.
www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


SOCIO DEL MARIO MIELI
FERMATO A RAMALLAH DALLA POLIZIA PALESTINESE
Un socio del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, attivista politico e volontario delle
attività culturali e ludiche del Circolo, a Gerusalemme per motivi di
studio, ha presentato al consolato italiano a Gerusalemme e per
conoscenza alla Farnesina e quindi al Ministro D' Alema un resoconto
della disavventura accadutagli a Ramallah un paio di giorni fa. Il
ragazzo in questione è stato circondato da una decina di persone, che
non vestivano uniformi e sia lui sia il suo amico palestinese sono
stati caricati a forza in macchina e portati ad una centrale di
polizia. E' stato chiaro fin dall'inizio che la motivazione era un
controllo dovuto all'orientamento sessuale dei due giovani, entrambi
gay; ma quello che più stupisce sono le modalità con cui esso è stato
condotto: non un semplice controllo documenti o un interrogatorio
formale ma un vero e proprio atto di forza (il ragazzo è stato
infilato a forza in macchina contro la propria volontà e ha
naturalmente resistito alla violenza, che gli ha procurato lividi,
ecchimosi e graffi su tutto il corpo) e che si è risolto solo dopo
molte ore passate dal nostro socio in commissariato. Il Circolo Mario
Mieli è assai allarmato per quanto accaduto, non solo per la personale
vicenda del nostro associato, che possiamo dire essersi conclusa
relativamente bene, ma soprattutto per il cattivo segnale in merito
alla situazione sociale e al rispetto dei più elementari diritti civili
e libertà individuali in una parte dei Territori Palestinesi, Ramallah,
che non è neppure tra le più remote e vede un cospicuo numero di
cittadini stranieri in visita o presenti per esempio per motivi di
studio nella nota università di Bierzet o nelle numerose agenzie
internazionali presenti. Già in passato, in ragione dell' impegno
proprio sul fronte dei diritti civili, in particolare sulla questione
dell'orientamento sessuale e identità di genere, il Mario Mieli era
venuto a conoscenza di episodi gravi e aveva dovuto seguire
dall'Italia la fuga da Ramallah di alcuni giovani perseguitati e
minacciati. Pare quindi che la situazione sia ulteriormente
degenerata e riteniamo oltremodo opportuno un intervento anche
diplomatico in sostegno dei diritti umani e civili e delle libertà
individuali nei Territori Palestinesi, la cui autorità è così
generosamente sostenuta dal Governo Italiano e dall'UE. Noi come
Associazione riteniamo indispensabile per la pacificazione di quest'
aria martoriata del Medio Oriente la creazione di uno Stato palestinese
autonomo accanto allo Stato israeliano ma teniamo a sottolineare che
nel processo democratico di creazione dello stato palestinese devono
essere garantite le liberta individuali e quindi anche quelle legate
all'orientamento sessuale e di identità di genere. Molti cittadini
palestinesi dei Territori sono costretti o indotti a lasciare le loro
case a ragione del loro orientamento sessuale, e questo si traduce
inevitabilmente in un impoverimento del tessuto sociale ed economico
del Paese. Più diritti, più apertura, più libertà e più rispetto per le
diversità, qui più che altrove, vuol dire più ricchezza e soprattutto
più pace! Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica 06/5413985 – 348/7708437

I KEN: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO DEL MARIO MIELI FERMATO A RAMALLAH
L' associazione i Ken esprime la propria solidarietà al compagno del
circolo Culturale di Roma Mario Mieli oggetto del grave atto
intimidatorio ed omofobico subito a Ramallah ed invita i compagni e le
compagne di Roma a scendere in piazza con le proprie bandiere accanto
alle nostre il 30. Riferimento notizia e comunicato Mario Mieli RM http:
//
www.mariomieli.org/spip.php?article391. Purtroppo, anche questo
evento, ci convince sempre di più che, l'azione proposta e sostenuta
dal coordinamento campano del Movimento ( Gay Lesbico e Trans)
rappresenti la motivazione straordinaria per incontrarsi, per
riaccendere l'attenzione del movimento GLBT Nazionale e dell'attenzione
pubblica sul tema della lotta all'omofobia alla transfobia, gettando un
ponte verso il mediterraneo da Napoli il 30 settembre prossimo
venturo. Occorre, mettere nelle nostre agende e forse in quella del
prossimo Bologna Pride una sfumatura su questo tema ( se condivisa) che
rappresenta per noi del Sud un motivo di comune sentire e di unione.
Vogliamo risposte dal Parlamento ed al Ministro Mastella sul tema della
violenza e dell'omofobia e sul perché non si trova una soluzione
legislativa nazionale opportuna ed efficace per la salvaguardia della
libertà e della sicurezza dei cittadini e delle cittadine GLT.
Riteniamo che il sud Italia, oggi rappresenti con Napoli una vitalità
ed una reazione che dia speranza per una effettiva liberazione dall'
oppressione e dalla violenza, per un mondo plurale, differente e di
pace. INVITIAMO TUTTI E TUTTE A NAPOLI IL 30 SETTEMBRE 07 ALLA
MANIFESTAZIONE leggi…
http://ikenonlus.wordpress.com/2007/09/13/invito-
appello-a-manifestazione-nazionale-napoli-30-settembre-2007/ Per info
napoliglt@i-ken.org


QUEERFORPEACE
La rete Queerforpeace, che dal 2003 interviene nei territori palestinesi per affiancare l'emergere del movimento gay-lesbico-trans dentro il movimento di liberazione
palestinese, esprime solidarietà al compagno del Mario Mieli, al
compagno palestinese aggredito, e a tutti le/i gay-lesbiche- trans
palestinesi. Negli anni ne abbiamo incontrati tanti/e e conosciamo le
difficoltà che le persone GLBTQ affrontano in un contesto di
occupazione e oppressione da parte dello Stato Israeliano, dentro una
società bloccata, senza vie di uscita, se non la resistenza o
l'implosione. 40 anni di occupazione non hanno certo aiutato lo
sviluppo dell'autonomia dei singoli/e in una società, come quella
palestinese, che non ha stato né sovranità, e dove il destino di ognuno
è affidato alle reti familiari-patriarcali. Del resto, se in Italia
forze politiche che siedono in parlamento inneggiano alla pulizia
etnica contro gli omosessuali e gruppi neofascisti/neonazisti
imperversano nelle strade con aggressioni e violenze; se il
fondamentalismo cattolico sposato dalle gerarchie vaticane aggredisce
quotidianamente le persone GLBTQ, possiamo facilmente immaginare cosa
succede in un paese senza stato né legge, in un contesto di guerra dove
vari gruppi girano armati e il fondamentalismo religioso ha preso molto
terreno nella politica. L'Europa, da parte sua, più che invocare il
rispetto dei diritti più elementari nei territori palestinesi, non solo
dei gay, ma degli esseri umani, si è spesso voltata dall'altra parte,
oppure si è unita (Italia compresa) senza critiche a un embargo
internazionale che ha disconosciuto l'esito delle elezioni, spezzato la
fragile costruzione di una struttura democratica palestinese e diviso
la resistenza palestinese per il solo vantaggio delle sue componenti
maggioritarie. Nei contesti di conflitto e in società militarizzate
come quella palestinese e israeliana, le prime vittime sono spesso
donne, gay, lesbiche, trans. La loro resistenza è per noi il punto di
partenza per una trasformazione sociale che marcia di pari passo con il
riconoscimento della dignità e libertà del popolo palestinese. Per
questo, anziché appellarci alle formulazioni astratte - da troppo tempo
utilizzate per coprire le peggiori nefandezze delle "guerre umanitarie"
- e agli squallidi giochi delle diplomazie occidentali, chiediamo al
Movimento GLBTQ in Italia più solidarietà dal basso al movimento gay-
lesbico-trans palestinese, che sta tentando di affermarsi in questo
contesto difficile sia nei territori occupati dal 1967 che entro i
confini del '48. E lo facciamo avendo proposte concrete da avanzare,
comprendenti attività politiche, culturali, sociali in Palestina per il
2008, in continuità con quanto realizzato sin ora. A questo proposito
la rete Queerforpeace darà informazioni su modalità e dettagli a
partire dal nuovo anno. Riaffermiamo infine l'importanza di rafforzare
reti di resistenza trans-nazionali che combattano il gli integralismi
religiosi che, in varie forme, stanno egemonizzando lo spazio politico
globale. QUEERFORPEACE.
www.queerforpeace.org info@queerforpeace.org

30 SETTEMBRE 2007 CONTRO OMOFOBIA&TRANSFOBIA E CAMORRA
Il coordinamento campano GLT ( gay lesbico trans)
unitariamente costituito, CONDIVIDE la piattaforma politica organizzativa ACCOMUNA
le proprie autonome organizzazioni del Movimento GLT locale
PROPONE E CHIEDE DI SOSTENERE la MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA contro OMOFOBIA&TRANSFOBIA e CAMORRA
Napoli il 30 SETTEMBRE 2007 APPELLO: I
recenti episodi di violenza nei confronti di cittadine e cittadini
omosessuali che si sono verificati in una delle più importanti piazze
di Napoli, hanno indotto le organizzazioni omosessuali e trans del
territorio partenopeo a porsi una serie di delicate questioni intorno
ai grandi temi della non violenza e della solidarietà sociale in una
città lacerata dal degrado socio culturale e dall'illegalità. Tutte le
commistioni possibili ed inimmaginabili tra precariato sociale,
impresa, società, malavita, malcostume, fascismo, omofobia e transfobia
e mentalità camorristica, come in una ricetta esplosiva, determinano
una condizione in cui l'individualismo e la logica della sopraffazione,
in alcuni contesti hanno sconfitto la convivenza solidale tra gruppi
differenti, caratteristica endemica della nostra città. Rendere tale
caratteristica una risorsa piuttosto che un campo minato, sta alla
assunzione di responsabilità e all'azione concreta da parte delle
istituzioni innanzitutto, e poi dei cittadini. i Ken, Arcilesbica e il
M.I.T. di Napoli ritengono che ora più che mai sia necessario un
intervento comune che dia risalto alla volontà dei tanti cittadini
omosessuali napoletani di intraprendere un percorso che promuova a
Napoli un cultura delle differenze e del diritto, partendo dalla
convinzione che la cultura omofobica e transfobica presente in una
comunità rappresenti un indiscutibile indicatore di un più ampio stato
di miseria culturale e di degrado sociale. Morse ataviche, queste, che
come è drammaticamente risaputo, affliggono la nostra città prostrando
continuamente quelle spinte positive al cambiamento che sono pur
fortemente presenti nel tessuto sociale napoletano. In qualità di
operatori sociali, che da tempo lavorano attivamente sul territorio,
crediamo fermamente che la lotta contro la discriminazione sessuale sia
un'importante tappa all'interno di un più complesso processo di
sviluppo e che deve necessariamente tradursi nella realizzazione di una
serie di iniziative concrete volte all'integrazione e alla rieducazione
sociali; azioni che nella loro sostanza, contrastino l'acuirsi di un
conflitto sociale fino ad oggi trascurato e non sufficientemente
prioritario nelle incaute agende istituzionali. Sul merito delle
vicenda di Piazza Bellini e di tutte le altre piazze e strade urbane
caratterizzate dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse,
riteniamo che solo lavorando in questa direzione la migrazione di
gruppi sociali "differenti", siano essi immigrati o comunità
omosessuali o transessuali o altro, debbano avere la piena garanzia di
libertà aggregativa ai fini della socializzazione e della espressione
culturale e politica in un rapporto APERTO di zona con il resto della
cittadinanza locale e globale. Chiediamo a tutte e a tutti di lavorare
insieme per l'affermazione di modelli di socialità obliqua fondata
sulla cultura della legittima coesistenza di forme ed espressioni
differenti accomunate dal valore comune dell'anticamorra e dell'
antifascismo e per organizzare un'azione tesa alla costruzione di
percorsi di monitoraggio dei fenomeni criminali e di collaborazione
istituzionale con le forze di governo del territorio e della pubblica
sicurezza al fine di una gestione degli spazi urbani condivisi e
plurali. Per tali ragioni, le suddette associazioni omosessuali sono
profondamente intenzionate ad intraprendere una battaglia che parta
dalla lotta all'omofobia, alla transfobia ma che si affianchi alla
difesa di tutti i diritti civili e di valori assoluti come la non-
violenza, l'antifascismo e l'anticamorra.
Questo quadro, che abbozza in maniera sommaria e approssimativa la nostra realtà sociale e culturale,
costituisce la premessa a ciò che chiediamo alle nostre istituzioni,
ovvero:
· azioni volte a campagne d'informazione, contro l'omofobia,
alla transfobia e per la cultura delle differenze
· attivazione di uno
sportello contro l'omofobia e la transfobia ( numero verde)
·
attivazione di un tavolo nel comitato dell'ordine e della sicurezza
pubblica sui temi dell'omofobia e transfobia
· percorsi formativi nelle
scuole di "cultura del rispetto delle differenze"
Tali richieste
rappresentano una griglia di partenza a cui chiediamo a tutti e a tutte
di aderire consapevoli che essa rappresenta solo l'inizio di una
politica di gestione nuova e di sviluppo per quanti e quante vivono
ancora nell'oppressione e nella paura. Per questo e per tutto ciò che è
stato detto chiediamo una manifestazione NAZIONALE ANTIFASCISTA a
Napoli il 30 settembre contro l'OMOFOBIA & TRANSFOBIA e la CAMORRA
nella quale la nostra città lanci l'allarme che oltre la nostra piazza,
c'è un'Europa che da sogno dell'inclusione rischia di divenire terra di
odio e di persecuzione.
Chiediamo allo Stato e alle Chiese di
partecipare ad una manifestazione di libertà, di dignità ma anche di
pace e di solidarietà.
i Ken ONLUS Napoli - Carlo Cremona
Arcilesbica
Napoli - Giordana Curati
M.I.T. Napoli - Laura Matrone
Aderiscono:
Associazione Priscilla Napoli Coop. Dedalus Arcitrans Napoli circolo
Anthias LIBERA Napoli Legambiente Pozzuoli Spazio Zero Libera Scuola
UDS Nazionale UDS Campania UDU Giovani Comunisti F.G.C.I. Napoli

LA FINE DEL CIBO
Viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma Il
mondo rischia di finire il cibo Troppi campi dedicati al biofuel
Uno studio choc pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian: il rebus
biocarburi. Il cambio di destinazione provoca l'aumento dei costi delle
derrate . Meno prodotti agricoli, sempre più cari. Aggiungete carenza
d'acqua disastri naturali e sovrappopolazione: è la ricetta per il
disastro. Da anni viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma
un'altra minaccia, ancora più immediata, potrebbe essere la fame
globale: sempre meno prodotti alimentari disponibili, sempre più cari,
contesi da una popolazione terrestre sempre più grande, in un periodo
già reso critico da risorse idriche sempre più scarse e da un clima
sempre più imprevedibile. "La fine del cibo", riassume il titolo del
Guardian di Londra, puntando il dito contro un fenomeno che sta
accelerando il deficit alimentare: sempre più terre, in America e in
Occidente ma anche nel resto del pianeta, finora utilizzate per
coltivare prodotti agricoli, adesso vengono adibite alla coltivazione
di biocarburi, come l'etanolo e altri carburanti "puliti", sia per
ridurre l'inquinamento atmosferico, sia per ridurre la dipendenza
dall'energia petrolifera di un esplosivo e instabile Medio Oriente. E'
questo, sostengono gli esperti, il fattore scatenante dell'aumento dei
prezzi del cibo. Aggiungendovi il declino delle acque, i disastri
naturali e la crescita della popolazione, ammonisce il quotidiano
londinese, si arriva a "una ricetta per il disastro". Lester Brown,
presidente della think-tank Worldwatch Institute e autore del best-
seller "Chi sfamerà la Cina?", presenta così la questione: "Siamo di
fronte a un'epica competizione per le granaglie tra gli 800 milioni di
automobilisti del pianeta e i due miliardi di poveri della terra". Come
in quasi tutte le sfide tra ricchi e poveri, non è difficile immaginare
chi la stia vincendo. Esortati dal presidente Bush a produrre entro
dieci anni un quarto dei carburanti non fossili di cui necessitano gli
Stati Uniti, migliaia di agricoltori americani stanno trasformando il
"granaio d'America" in una immensa tanica di biocarburi. L'anno scorso
già il 20 per cento del raccolto di granoturco Usa è stato usato per la
produzione di etanolo, i cui stabilimenti raddoppiano di anno in anno.
Una politica analoga è in corso un po' ovunque, dall'Europa all'India,
dal Sud Africa al Brasile. Diminuendo la terra destinata alla
coltivazione di grano, il prezzo del frumento è aumentato del 100 per
cento dal 2006, e ciò sta portando ad aumenti da record dei prezzi dei
generi di prima necessità: pane, pollo, uova, latte, carne. Ad
accrescere le preoccupazioni del dottor Brown c'è il boom demografico
ed economico di Cina e India, i due giganti in cui vive il 40 per cento
della popolazione mondiale: anche perché cinesi ed indiani stanno
abbandonando la loro tradizionale dieta ricca di verdure a favore di
un'alimentazione più "americana", che contiene più carne e latticini.
Non tutti condividono gli scenari catastrofici. "Il Brasile ha 3
milioni di chilometri quadrati di terra arabile, di cui solo un quinto
è attualmente coltivato e di cui solo il 4 per cento produce etanolo",
dice il presidente brasiliano Lula. Ma le Nazioni Unite calcolano che
la richiesta di biocarburi aumenterà del 170 per cento solo nei
prossimi tre anni. Ci sarà abbastanza cibo per tutti? O presto verrà il
giorno in cui dovremo scegliere tra una pagnotta e un pieno di
biocarburi per la nostra auto? ENRICO FRANCESCHINI - Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it

IL V. DAY DI BEPPE GRILLO
L' Herald Tribune e il V-day
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-
day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha
pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la
traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italiana
Irriverenza e comicità per chiedere le riforme. Il successo di una
campagna popolare lanciata da un comico iconoclasta dà ai politici
italiani la possibilità di una pausa per riflettere. Beppe Grillo è l'
artefice del V-day, che ha richiamato 300.000 persone sabato a firmare
una petizione per epurare l'Italia dalla sua classe politica corrotta
che per Grillo include i partiti, molte istituzioni governative e i
media. Alcuni politici hanno liquidato l'iniziativa di Grillo come
"demagogia superficiale" e messo in guardia sulle sue "tendenze
populiste". "Le proteste di massa non sono sempre giuste", ha detto
Antonio Polito, un senatore di centro-sinistra mercoledì. "La storia
del secolo scorso è piena di proteste di massa sbagliate. Quando finì
la democrazia fu sempre a causa delle proteste di massa." Altri hanno
avvertito di fare attenzione alle campane di allarme che vanno
ascoltate. "Di fronte a una protesta di massa, chi è criticato dovrebbe
ascoltare e tentare di capire," Fausto Bertinotti, il presidente della
Camera ha detto in un talk show martedì in tarda serata. "Grillo sta
riempiendo un vuoto della politica con materiale molto dubbio, ma le
sue critiche andrebbero accettate." Gli italiani hanno fatto la fila in
più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di
Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i
candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi
a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari.
"Sono rimasto realmente sorpreso, non mi aspettavo una simile
affluenza", ha detto Grillo in una intervista telefonica martedì. Gli
organizzatori stimano in 50.000 le persone presenti sabato a Bologna
per ascoltare Grillo. "Ciò che è successo è che è stato liberato un
virus che attacca la classe politica. Ma in questo caso non c'è
vaccino." In molti modi, il V-day è stato un ulteriore esempio della
crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica.
Con più di 750.000 copie vendute, il best seller dell'estate è stato il
libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: "La Casta", una pungente
esposizione di avidità, sprechi e corruzione. "La gente sente che
richieste elementari, come maggiore efficienza, riforme diffuse o la
modernizzazione delle istituzioni e dell'economia sono ignorate dall'
attuale classe politica," dice Roberto D'Alimonte, che insegna Scienze
Politiche all'Università di Firenze, rilevando che le statistiche e i
sondaggi indicano tutti una insoddisfazione generale. "Quindi, inoltre,
vedono gli attuali politici come costosi, privilegiati e arroganti." La
protesta di Grillo è iniziata attraverso il suo blog,
www.beppegrillo.
it, uno dei primi cinque siti web più letti in Italia, con più di un
milione di accessi in luglio, secondo Nielsen//NetRatings. Il blog ha
dato origine a centinaia di gruppi spontanei – chiamati "meetup" – che
hanno organizzato punti di raccolta in Italia e nel mondo per
raccogliere le firme sabato. "L'idea del V-day è stata di dare voce a
coloro che non hanno voce," ha detto Grillo, che ha negato di voler
creare un suo partito. I suoi supporter, ha evidenziato, sono già un
"movimento politico" e si incontrano regolarmente per discutere di
argomenti come l'economia e l'ambiente e di tentare di aumentare la
consapevolezza su questi temi. "Siccome il movimento è partito dal web,
è partito dal basso," ha detto. "Questo sarà" ha aggiunto "il
riferimento per il futuro. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di parole
nuove." Nel lungo termine, la campagna del V-day può ulteriormente
indebolire il governo di centro-sinistra del Primo Ministro Romano
Prodi, che sta lottando per realizzare molti dei suoi impegni
elettorali. In un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera questa
settimana, il 68 per cento degli intervistati ha detto di non essere
soddisfatto del governo nei suoi primi 16 mesi di vita. Renato
Mannheimer, la cui società Metis ha condotto il sondaggio, ha scritto
che la delusione deriva dalla percezione che il governo è stato
"incapace di portare a compimento i suoi obiettivi", elencando dozzine
di esempi di "promesse senza riposte e progetti non portati a termine."
Dopo l'otto settembre, alcuni critici di Grillo hanno attaccato il
comico per il suo "approccio messianico". "La classe politica si sente
minacciata e difende sé stessa tentando di delegittimare la protesta,"
ha detto D'Alimonte. Grillo ha detto: "Mi chiamano guru, qualcuno che
ipnotizza le folle. Ma questo significa soltanto che non hanno compreso
che cosa è avvenuto nelle strade sabato." "
13 Settembre 2007 - Le
firme del V-day Il totale parziale è di 332.225. Le voci di chi ha
partecipato, spesso per la prima volta in vita sua, a una
manifestazione politica sono decine di migliaia nella Rete. Ne riporto
cinque. Cosa c'è di più politico di una legge di iniziativa popolare
prevista dalla Costituzione? Un grazie a tutti coloro che sono stati ai
banchetti dall'alba al tramonto, a tutte le associazioni e ai singoli
cittadini. "Vorrei iniziare con un grazie a Beppe Grillo e a tutti
coloro che hanno partecipato al v-day. io sono di Caltanissetta e
quando ho visto che anche nella mia piazza si raccoglievano le firme
per questo meraviglioso evento ho capito che Beppe ha davvero la forza
di coinvolgimento che manca a questi politici" Leonardo "Quando siamo
andati a firmare a piazza Dante a Napoli, l'8 settembre, pensavamo di
non trovare nessuno perché c'eravamo rassegnati all'idea che gli
italiani sono un popolo di pecoroni.... quando abbiamo visto che
dovevamo fare la fila per firmare una proposta di legge che manda a
casa coloro che non hanno i requisiti per poter affrontare i problemi
del nostro paese, abbiamo capito che l'Italia si sta svegliando, le
pecore si trasformano in leoni". Michele "A Parma abbiamo organizzato
una V-biciclettata per tutta la città, ovunque risvegliavamo la gente
con il tintinnio dei nostri campanelli. Nessun partito, giovani e meno
giovani, eravamo proprio tanti. Partecipazione,interessi, gioia,
sorrisi... queste le reazioni della gente... ho portato in bicicletta
con me anche il mio figlioletto di 10 mesi, so che è stata una giornata
importante e potrò dirgli in futuro:" Marco non te lo ricordi ma l' 8
settembre 2007 c'eri anche tu"". Mauro "Sono un uomo di 73 anni. Quando
l' 8 settembre scorso, insieme a mia moglie, mi sono recato a Piazza
Castelnuovo a Palermo presso il banchetto per apporre la mia firma di
adesione al V-day, ho notato con piacere che l'intera piazza era
gremita di moltissimi giovani entusiasti. Bisogna ascoltarli. Loro sono
la classe dirigente di domani. Il tuo successo è da accreditare, oltre
che alla grande capacità di comunicare le idee che hai, anche ai tre
punti sacrosanti (moltissimo sentiti dalla gente) della tua proposta di
legge di iniziativa popolare." Aldo "Pensavo di essere di destra perché
mi piace il rigore, la precisione, l'intraprendenza, l'inquadratura, la
"buona" famiglia, perché sono un imprenditore.... Credevo di non essere
di sinistra perchè odio condividere con chi non si rimbocca le maniche
e si dà da fare, perchè non mi piace appiattire i "talenti" individuali
anziché distinguere le persone per le qualità; perchè quelli di
"sinistra" hanno spesso offeso la mia voglia di lavorare a scuola, nel
lavoro, nella vita... ORA, dopo SEI ORE di coda in Piazza Castello a
Torino, non sono più niente.... E INVECE SONO TUTTO!!! Sono pieno,
ripieno di speranza di voglia di "partecipare" di essere coinvolto e di
coinvolgere. Faccio parte del "gruppo" di coloro che vogliono cambiare
l'Anima del Mondo che è la nostra Italia. Domenica andrò a pescare al
lago. Non lo facevo da quindici anni. Voglio vivere... bene." Antonio
V-day after

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco
per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la
prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco
Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive
una lettera che mi getta nello sconforto. "Caro Beppe, sono trascorsi
pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro.
Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età
media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è
stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un
giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al
posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli
altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo. Fassino, segretario di un
partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei
giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per
aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino
Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato
da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più
bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino
ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello
della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con
due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta
per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al
mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso
giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino:
quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da
parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato,
il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si
allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con
un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido
senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che
la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati:
dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare
l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003
stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un
parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del
Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due
parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è
come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di
quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va
data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire)
ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota
dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai
voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i
voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle
missioni. Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido
Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia
della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio
all'inchiesta sulle scalate. Ora difende un "indagabile" in
quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato
Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di
Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che
l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina
travestito?" Marco Travaglio
12 Settembre 2007 V-generation La V-
generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link,
un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno
potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica
vera, legata al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla
famiglia, all'acqua, all'energia. La Rete è il nuovo luogo della
politica. Sabato la V-generation è scesa in piazza per firmare una
legge di iniziativa popolare. Si è materializzata, ma solo per chi la
ignorava. Un momento di democrazia: una proposta di legge popolare.
Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore. Sono state
raccolte SOLO 300.000 firme perchè sono finiti i moduli. Nelle piazze c'
era almeno un milione di persone. La V-generation è stata definita
"Italia di merda" e "anti politica". Il popolo della V-generation è un'
offesa vivente per i professionisti della politica. Un delitto di lesa
maestà per molti giornalisti e intellettuali. Tutta gente (non
precaria) che ha vissuto bene, molto bene in questi anni alle spalle
del Paese. Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo
composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe
essere ringraziato. E' la valvola di sfogo di una pentola a pressione
che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro
di questo Paese. La V-generation è aria pura, condivisione, futuro.
Gaber direbbe: "la libertà è partecipazione". Grazie a tutti i Meetup,
siete stati FANTASTICI! FONTE Beppegrillo.it - V. DAY - Condivido il
senso di frustrazione. Devo dire però che non mi sorprende lo stato
attuale delle cose. È la logica conseguenza di una gestione
opportunista e borbonica di un potere che non può permettersi il lusso
che la gente pensi, che vi sia un reale aumento della libertà
individuale e della giustizia sociale. La mediocrità è programmata.
Vengono volutamente lasciati cadere tutti gli appelli alla coscienza ed
alla reale partecipazione sociale. In un mondo in cui non ci dicono
neppure chi è in guerra con gli stati uniti o con chi sono davvero in
guerra loro figurati se si può liberamente parlare, programmare,
costruire una alternativa valida allo stato delle cose attuale. Le cose
raccapriccianti da denunciare con grande forza non sono certo gli
argomenti di Grillo. Ho la sensazione che lui finisca comunque per fare
il gioco dei partiti. L'importante è che gli imbecilli vadano a votare
per mettere la firma ai programmi del potere. Dopo la caduta del muro
di berlino si vede molto più limpidamente la totale responsabilità del
sistema del capitale nella pianificazione dello sfruttamento, nella
sistematica pianificazione della miseria per il lavoro a basso costo e
alto profitto, l'estensione genetica del controllo, l'uso del terrore
per giustificare il dominio, la reintroduzione massiccia della
schiavitù negli usa e in europa sotto forma di "fenomeno" immigrazione.
Questi sono gli orrori da codice di Norimberga che si uniscono allo
storico saccheggio delle risorse umane e del pianeta. Sono 10 anni che
non voto questi parassiti perché non è data alcuna alternativa neanche
parziale. Mi rifiuto di avvallare i loro inganni e finti litigi.
Bisogna che gli Italiani capiscano in che realtà si vive. Sergio
Martella -
www.arte-e-psiche.com

LA NUOVA BATTAGLIA DI BEPPE GRILLO
Il comico e l'iniziativa per "cacciare" i politici condannati in via
definitiva ma ancora in Parlamento e "contro una politica
autoreferenziale, ormai lontana anni luce dai cittadini"
L'8 settembre in piazza per il V-Day "Il V-Day è un virus, deve arrivare dappertutto,
non in una sola città". Per questo Beppe Grillo ha deciso non di fare
una sola manifestazione, a Roma, ma di coinvolgere tutte, o quante più
possibile, le città d'Italia. Il simbolo è una V rossa, tracciata sopra
un 8, che ricorda quella del film "V per Vendetta", ma significa
un'altra cosa: si tratta del Vaffanculo Day (locuzione "sdoganata" di
recente dalla Cassazione), l'appuntamento è per l'8 settembre ed è la
nuova sfida di Grillo, animata da una macchina organizzativa decollata
grazie al Web. La risposta popolare si vedrà nelle piazze coinvolte, da
Nord a Sud. Lo scopo: protestare contro i politici condannati in via
definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con
una raccolta di firme la proposta di legge popolare per "cacciarli" dal
Palazzo e soprattutto esprimere un disagio e una stanchezza per una
politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana
anni luce dai cittadini e dalle loro attese. L'obiettivo dell'8
settembre: è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare
per un Parlamento Pulito: la legge prevede la non eleggibilità dei
pregiudicati, un massimo di due legislature e l'elezione diretta del
candidato. La proposta di legge popolare è stata presentata alla
Cassazione in luglio. "L'8 settembre - spiega Grillo - per ricordare
che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione
allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi
culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione
popolare". Grillo l'8 sarà a Bologna, in Piazza Maggiore, per uno
spettacolo-manifestazione che inizierà nel pomeriggio. Il comico va
avanti come una ruspa su un percorso intrapreso molti anni fa, e
proseguito nei teatri di tutta la penisola con i suoi spettacoli
incisivi nel mettere a nudo gli scandali italiani. Ma è stato il Web a
segnare la svolta strategica per le sue battaglie (raccolte in un libro
di prossima uscita): da Parlamento Pulito alla Val di Susa per
proseguire con Unipol, la risorsa acqua, la Borsa, le Primarie dei
cittadini, Fazio, l'indulto, la Telecom, il precariato (Schiavi
moderni), gli Inceneritori, Via dall'Iraq. "Combattere una battaglia è
bello. Che si perda o che si vinca - dice Grillo da suo blog - rimane
il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita
che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente.
Toglie linfa al nostro organismo. Diventiamo un po' più verdi, un po'
più grigi, un po' più neri, assumiamo i colori di una televisione
disturbata. E qualche volta 'saltiamo'. Spariamo al vicino di casa.
Facciamo a pezzi la famiglia. Buttiamo massi da un ponte autostradale".
Per Grillo, "è l'autorepressione che ci lavora dentro. Giorno dopo
giorno. Telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle,
certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più
dell'avversario. Vivere per quel secondo in più è l'obiettivo del
cittadino combattente. In questi tre anni - prosegue - ho combattuto
più battaglie del generale Patton nella Seconda Guerra Mondiale. Per
Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare
verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili,
così integrati con la realtà da confondersi con essa". FONTE:www.
repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

SCATTI DI TEATRO LESBICO DRAMMATURGIE DI TEATRANTI LESBICHE
A cura di Eleonora Dall'Ovo Casa
editrice: Il Dito e la Luna 115 pagine, 12 euro
Finalmente un' antologia di teatro lesbico che raccoglie le drammaturgie di quattro
autrici italiane, che da anni replicano i loro spettacoli su tutto il
territorio nostrano. Commedie, poesie e un poema epico che forniscono
alla comunità lesbica, e non solo, immaginari positivi e dissacranti in
netto contrasto con la visione discriminatoria che per lungo tempo ha
segnato la rappresentazione delle lesbiche. ScAtti di teatro lesbico
intende contribuire a testimoniare l'esistenza del teatro lesbico in
Italia, evidenziandone la capacità di critica sociale e politica e
promuovendone la diffusione. L'introduzione della teatrante Eleonora
Dall'Ovo e la conclusione della sociologa Sveva Magaraggia, mettendo in
luce aspetti socio-economici, politici e teorici legati alla produzione
e fruizione del teatro lesbico in Italia, danno spessore a questa
raccolta. Per informazioni e presentazioni:
Eleonora Dall'Ovo 340
3783848 - Il Dito e la Luna 02.52.20.97.43 - 02.66.91.211
info@ilditoelaluna.com

AZIONE GAY E LESBICA PRESENTA:
"BUONA LA PRIMA"- NITRATO D'ARGENTO E PARI OPPORTUNITÀ
Venerdì 28 settembre 2007
dalle 22.30 in poi... Auditorium Flog - Via M.Mercati 24/a Firenze con
Ravamarah & BigSur dj staff Video/Photo set e shop Prezzo 5€ soci/e/*
Azione Gay e Lesbica 8€ soci/e/* ARCI 10 € biglietto intero info:
055 220 250 info@azionegayelesbica.it
www.azionegayelesbica.it

Etichette: , , , , , , ,

06 agosto 2007

news 6 agosto

TRISTI COINCIDENZE
Stefania, una transessuale di 35 anni, è stata aggredita e ridotta in fin di
vita da un vile aggressore che l’ha poi derubata di poche cose ed è

sparito nel nulla. Questo è purtroppo quasi sempre il cliché delle
violente aggressioni che spesso portano alla morte di gay e
transessuali. Grazie alla competenza degli agenti della Squadra Mobile
che operano in questi casi, sempre più spesso i colpevoli vengono
smascherati e consegnati nelle mani della giustizia. Ci