09 ottobre 2007

news 10 ottobre

VELTRONI: DI BUONE INTENZIONI E'
LASTRICATO L'INFERNO
Un mese fa il Circolo Mario Mieli aveva chiesto ai
candidati leader del Partito Democratico di esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali. Era pervenuta una sola desolante ed
offensiva risposta ad opera del Comitato Veltroni. A seguito della
nostra dura reazione, è seguita una rettifica di tale Comitato, che
annunciava un futuro pronunciamento da parte di Veltroni in persona.
Oggi sull'Unità leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui
temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.
Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati
omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè
risponde, come si suol dire, ai suoi. Pensiamo che tale iniziativa non
sia dettata tanto dalla consapevolezza, per altro esatta, che il Mieli,
come tutte il movimento omosessuale e transessuale, siano autonomi e
distinti dai partiti, ma da una difficoltà oggettiva a comprendere che
le istanze provengono dalla società e dai movimenti che in essa vivono
e si muovono, ed è ad essi che bisogna rivolgersi. Scelta carente
soprattutto dopo un Pride con un milione di persone in piazza, e anche
considerando la polemica ricordata all'inizio. In definitiva ci sembra
si sia voluto evitare su tali temi sia di riconoscere degli
interlocutori politici fuori dalla logica partitica, sia di parlare
direttamente ai singoli cittadini. Riscontriamo quindi un chiaro
difetto di comunicazione. Nel merito delle risposte, certamente
culturalmente sensibili, queste appaiono come un'analisi sociologica,
piuttosto che un programma per un partito nascente. Inoltre
riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma
dell'Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia
proprio ed estenda al futuro partito l'esito completamente
insufficiente di un compromesso passato. In buona sostanza ci sembra di
capire che persino l'esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la
linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva
imposto. Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare
entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno
verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Invitiamo Veltroni e l'intero partito a capire che o si produce un vero
cambiamento di rotta, o rimarranno solo i tre o quattro candidati
omosessuali del PD a sperare ancora in esso. Rossana Praitano -
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985- cell 3397126198


CONFERENZA
STAMPA
Mercoledì 10 ottobre 2007 ore 11.00
presso la sede del Partito
Radicale, in via di Torre Argentina 76 III Piano.
Si terrà una
conferenza stampa sui seguenti temi: -Richiesta di incontro al Sindaco
di Roma Walter Veltroni. -Registro delle unioni civili al Comune di
Roma, a che punto è la nostra proposta? Intervarranno: Rita Bernardini,
Segretaria di Radicali Italiani. Massimiliano Iervolino, Segretario
dell'Associazione Radicali Roma. Mario Staderini, Capogruppo radicale
della Rosa nel Pugno al I° Municipio.
www.radicaliroma.com -
Massimiliano Iervolino
Segretario Associazione Radicali Roma
via di
Torre Argentina 76
00186 Roma
3392500303
m.iervolino@radicali.it
www.
radicaliroma.com

TRANSESSUALI DENUNCIATE DAI CARABINIERI PERCHE'
VESTITE DA DONNA
INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AL GOVERNO. NO ALLE DISCRIMINAZIONI, NO ALLA VIOLAZIONE DEI
DIRITTI CIVILI E UMANI DELLE PERSONE TRANSESSUALI.
I deputati radicali
della Rosa nel Pugno, Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia,
Bruno Mellano e Marco Beltrandi, hanno depositato oggi
un'interrogazione urgente ai Ministri della Giustizia, Interni, Pari
Opportunità, Difesa e Solidarietà Sociale contro un grave episodio di
persecuzione delle persone transessuali, denunciate dai Carabinieri
perché vestite da donna.
Di seguito il testo integrale:Per sapere -
Premesso che: - Il 4 ottobre a Montesilvano, in provincia di Pescara,
durante un controllo antiprostituzione dei Carabinieri, alcune
transessuali sono state sanzionate perchè vestite da donna, in base
all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931;
Premesso altresì - che l'articolo 85 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto n. 773, il 18 giugno
1931, recita: " È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il
contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 20.000 a
lire 200.000. È vietato l'uso della maschera nei teatri e negli altri
luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle
condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di
pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi,
invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione
amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000."; - se siano a conoscenza
dei fatti esposti in premessa; - se, i Ministri della Giustizia; degli
Interni, della Difesa, dei Diritti delle Pari Opportunità e della
Solidarietà Sociale, non ritengano che nel caso di specie non
sussistano i requisiti per comminare l'ammenda prevista dal Regio
Decreto del 1931 anche in considerazione della legge numero 164, del
14 aprile 1982, recante: "Norme in materia di rettificazione di
attribuzione di sesso" e delle necessarie maggiori attenzioni verso i
bisogni e le necessità di persone che vivono drammi e difficoltà
personali già molto gravi; - se non ritengano anacronistico,
persecutorio, discriminante e confliggente con lo spirito e i vincoli
del diritto dell'Unione europea il contenuto e l'applicazione nel
contesto descritto della norma prevista dall'art. 85, R.D. 773/1931; -
se non ritengano necessario adottare ogni misura volta a rivedere
l'articolo di legge sopra citato considerando il cambiamento dei
costumi e le maggiori garanzie di tutela dei diritti delle persone
transessuali rispetto al contesto in cui fu emanata tale norma; - se
non ritengano che tale applicazione della legge, volto a colpire una
parte della popolazione già discriminata da atteggiamenti omofobici
diffusi nel paese, non costituisca una violazione dei diritti civili e
umani della persona. I deputati radicali della Rosa nel Pugno:
Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia, Marco Beltrandi,
Bruno Mellano. Uff. Stampa: Sergio Rovasio Tel. 06-689791 Comitato
Nazionale di Radicali Italiani: mozione particolare sul matrimonio
delle persone omosessuali


GAY HELP LINE: UNA INUTILE POLEMICA
Leggiamo un comunicato di Fabrizio Marrazzo, Presidente di Arcigay
Roma, relativo all'assegnazione con bando del Contact Center
antiomofobia (Gay Help Line) del Comune di Roma. Innanzitutto siamo
sorpresi per il grande ritardo di questa dichiarazione, poiché il Mario
Mieli aveva presentato ricorso ben due mesi fa, ed Arcigay Roma è stato
immediatamente informato a tal punto di costituirsi in giudizio. Ci
stupisce inoltre che Marrazzo ci accusi di attaccare politicamente la
sua associazione attraverso uno strumento legale. Precisiamo che se
avessimo voluto attaccare politicamente Arcigay Roma, avremmo potuto
farlo da tempo per una serie di motivazioni, ma per carità di popolo
abbiamo evitato, anche per il proficuo percorso di collaborazione con
Arcigay Nazionale e con tutte le altre associazioni del mondo
omosessuale e transessuale italiano. Per esempio già all'epoca della
nascita stessa della Gay Help Line, elargita ad un'associazione a quel
tempo priva di qualunque esperienza specifica, si sarebbe potuto
sottolineare questa "particolarità" e stupirsi pubblicamente per
incongruenze quali la pubblicizzazione di un enorme flusso di contatti
telefonici prima ancora che la linea fosse attiva. Del resto per la
stessa carità di popolo e per non dare l'impressione di una guerra fra
poveri abbiamo evitato di divulgare nei mesi scorsi l'uso di uno
strumento legittimo come un ricorso amministrativo. E avremmo
continuato a farlo qualunque fosse stato l'esito dello stesso,
consapevoli che una cosa sono gli strumenti giuridici e l'altra il
confronto politico. Evidenziamo infine che il ricorso da noi presentato
riguarda le motivazioni di assegnazione del Contact Center valutati da
noi inadeguate; questa è la metodologia corretta e trasparente che si
utilizza in qualsiasi Bando pubblico senza che nessuno se ne senta
attaccato od offeso. Sempre per carità di popolo abbiamo evitato in
questi mesi di diffondere le diverse pressioni a ritirare il ricorso,
pur rimanendo allibiti quando queste provenivano dirette ma con
modalità tortuose da esponenti politici, che chiariamo non essere dell'
Amministrazione Comunale. Infine invitiamo Marrazzo ad evitare di
coinvolgere in questa polemica le altre associazioni collegate ai due
raggruppamenti che si erano presentati a bando, essendo la questione
tecnicamente e sostanzialmente riferibile ai due capo fila, cioè
Arcigay Roma e "Mario Mieli", a meno che non sia desiderio di Marrazzo
scatenare una tenzone planetaria che non interessa a nessuno.
Precisiamo infine di non ricevere contatti diretti da parte di Fabrizio
Marrazzo da mesi immemorabili, ne tanto meno inviti ad unire la nostra
ventennale specifica esperienza per una Linea amica, cosa del resto non
obbligatoria. Ci auguriamo di non aver sprecato tanta carità di popolo
ovvero tanta saggezza politica e relazionale, e invitiamo il passionale
Marrazzo ad una maggiore serenità. Rossana Praitano Presidente Circolo
di cultura omosessuale "Mario Mieli"
Rossana Praitano (348.7708439)
Segreteria Circolo "Mario Mieli"
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI
Roma, 28-29-30 Settembre 2007
Mozione particolare (approvata a
maggioranza)
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani premesso che
durante la stesura del programma dell'Unione Emma Bonino si alzò e se
ne andò indignata quando i rappresentanti dei partiti della coalizione
decisero di non inserire la parola Pacs tra gli obiettivi politici del
programma del governo di centro-sinistra; considerato che la proposta
governativa dei Dico, compromesso del compromesso rispetto ad una legge
di civiltà in materia di regolamentazione delle unioni civili sia per
le coppie gay che per quelle eterosessuali, si è arenata in Parlamento;
considerato che presso la Commissione Giustizia del Senato, in sede di
Comitato ristretto, si sta elaborando una proposta condivisa su tale
materia denominata 'Cus' che limita ancor più diritti richiesti per le
coppie gay ed eterosessuali; preso atto che ormai tutte le
organizzazioni glbt italiane, deluse e amareggiate dall'atteggiamento
di genuflessione al potere clericale vaticano della classe politica,
rivendicano oggi, con forza, per le coppie gay, l'accesso all'istituto
del matrimonio civile quale traguardo di civiltà per il superamento
totale delle disuguaglianze e delle discriminazioni; così come
ribadito, per la prima volta, dal documento unitario del gay pride
nazionale del giugno scorso; constatato che il 'Manifesto per
l'eguaglianza dei diritti' (
www.matriomiodirittogay.it) che chiede
l'accesso all'istituto del matrimonio civile per le persone gay è stato
firmato da migliaia di cittadini italiani, da esponenti del mondo
politico di diversa provenienza, da rappresentanti della società
civile, culturale, associativa, artistica italiana ed europea e da
parlamentari, dirigenti e militanti radicali;
considerato che già il IV
Congresso di Radicali Italiani aveva votato all'unanimità una Mozione
particolare in cui si chiedeva l'adesione del movimento alla battaglia
'zapateriana' per l'accesso all'istituto del matrimonio per le persone
lesbiche e gay, così come ulteriormente ribadito anche al quartultimo
Comitato nazionale di Radicali Italiani; delibera l'impegno a sostenere
in tutte le sedi: - la pdl n. 1244 presentata dai deputati radicali
Capezzone, Beltrandi, D'Elia, Mellano, Poretti e Turco sin dal giugno
2006; - la campagna per l'accesso all'istituto del matrimonio civile
per le persone omosessuali quale massimo traguardo volto al superamento
delle diseguaglianze e delle discriminazioni così come già avviene in
Spagna, Olanda, Belgio e Canada; auspica che la Segretaria, la
Tesoriera e la Presidente di Radicali Italiani sottoscrivano il
'Manifesto per l'eguaglianza dei diritti' (
www.matrimoniodirittogay.
it).


ORGOGLIO DI CITTADINI E CITTADINE OMOSESSUALI E TRANS DI NAPOLI
Napoli ore 19:45 Palazzo San Giacomo ( Municipio) - La comunità GLT (
gay lesbica e trans) Napoletana ha chiesto ed ottenuto ad Horas un
incontro con il Sindaco di Napoli On Rosa Iervolino Russo sui temi
della violenza metropolitana registrata dalle comunità a danno delle
persone omosessuali e trans. Una delegazione di 6 persone con i
presidenti Carlo Cremona ( i Ken) , Giordana Curati ( Arcilesbica) e
Laura Matrone ( M.I.T. Napoli) ha illustrato alla prima cittadina la
manifestazione indetta per il 30 settembre sul tema dell'omofobia &
transfobia e dell'Anticamorra. Il Sindaco, ha apprezzato l'attività
delle associazione GLT che in questo percorso vivono con l'
amministrazione comunale il valore comune di cittadinanza ed ha
garantito agli organizzatori il pieno sostegno della città per la buona
riuscita della manifestazione, riconoscendo all'antifascismo la radice
storica di una battaglia di liberazione che al giorno d'oggi è
battaglia contro la Camorra. Non a caso il 30 e dopo la commemorazione
all' Eroe Salvo d'Acquisto, una nuova piazza si animerà con spirito
rinnovato e moderno guardando al proprio passato come monito per un
futuro non oppresso dalla logica della violenza e della sopraffazione
contro i più deboli e di considerati DIVERSI. Gli organizzatori,
Cremona, Curati e Matrone tengono a precisare che tale manifestazione
CONTRO porta con se un progetto per il Futuro che è un ponte
immaginario nel Mediterraneo che sappia parlare di Solidarietà, di Pace
e di Dignità ed essere al tempo stesso un simbolo a cui guardare con
fiducia e speranza. Molte le personalità che hanno aderito e che
saranno in piazza, dall'assessore Riccio che patrocina l'iniziativa a
quello provinciale di Napoli D'Aimmo ai consiglieri comunali Minisci,
Nicodemo e Giudice. Tanti parlamentari anche hanno aderito, in
particolare Vladimir Luxuria e Titti de Simone presente alla
manifestazione, ma tante associazioni e cooperative continuano ad
aderire ogni giorno a questo appello che vuole vedere tutti in piazza a
manifestare in allegria la propria voglia di una città rinnovata.
Mancano alcune risposte all'appello che sono ancora attese, alcune
associazioni nazionali del mondo GLT, la Curia S.E. Crescenzo Sepe e la
Società Sportiva Calcio Napoli. A tutti loro e a tutti i cittadini e le
cittadine va il nostro accorato appello a dedicare a se ed al bene
della città questa occasione che per noi ha il sapore della storia e
che vorremmo condividere ciascuno nel proprio modo ciascuno con la
propria differenza. Il presidente di i Ken Carlo Cremona dichiara:"
solo ieri ho visto realizzare il sogno cominciato prima dell'elezioni
del Sindaco Iervolino, quando le chiedemmo un Patto per il Futuro di
Napoli, ci lasciammo dopo la Sua elezione ad una data in cui ci saremmo
ritrovati con fatti concreti per impegni concreti. Questo giorno è
giunto, ed il nostro Sindaco non si è tirata indietro ma, come sua
abitudine, si è rimboccata le maniche e si è messa a lavorare al nostro
fianco. Questo è stato emozionante come il vedere accanto a me tante
donne autorevoli ciascuna con ruoli, modi e percorsi differenti, ma
unite solidalmente con un maschio senza mai prevaricare senza mai
imporre una superiorità. Questa cosa deve far riflettere tutti, a mio
avviso, e cioè di come il mondo femminile contenga la collaborazione e
lo spirito positivo di parità che nel mondo maschilista si traduce in
incomprensibile competizione. Il risultato di questo Rosa, mi auguro,
che comporterà il trenta, di vedere tante donne, tante femmine in
piazza a colorare con noi questa giornata di lotta e di sogno".

GIONATA NEWS
L'omosessualità nella lettera ai Romani di Paolo
Riflessione di Romeo Cavedo tratta da CredereOggi, anno XX, n.116,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, pp.40-41 Nel Nuovo
Testamento uno dei pochi riferimenti all'omosessualità è nella lettera
ai Romani di Paolo che sembra considerare l'omosessualità un male
contro natura al quale Dio ha abbandonato gli uomini per punire la loro
idolatria. Una visione che, pur essendo storico-salvifica, non sembra
sufficiente per dedurre che la tendenza omosessuale sia in se stessa
più grave di altre propensioni umane. Vediamo perché vita, così qui
egli segnala questa innaturale situazione umana come segno della rovina
di tutti. Naturalmente noi riteniamo che non sia corretto questo
sfruttamento di una situazione m. L'unico brano neotestamentario che
potrebbe avvalorare l'idea di una particolare malizia dell'
omosessualità in se stessa è l'argomentazione di Romani 1,26-27. Qui la
questione si pone seriamente, perché Paolo, dopo aver affermato che la
colpa primaria, origine di ogni altra, è il mancato onore reso al vero
Dio, che la ragione umana poteva conoscere partendo dalla perfezione
del mondo creato, afferma che Dio, in conseguenza di questa deviazione
idolatrica, ha abbandonato i pagani a «passioni disonorevoli». Le donne
pagane, dice Paolo, hanno mutato le relazioni naturali in altre
innaturali e gli uomini, abbandonando il naturale rapporto con la
donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo
cose vergognose, uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la
punizione che era conveniente al loro traviamento idolatrico. L'idea di
Paolo è geniale: egli vede nella presenza di comportamenti omosessuali,
femminili e maschili, all'interno del modo di vivere pagano, una
conseguenza della perversione dell'idea di Dio verificatasi nell'
idolatria. Essendo stata degradata l'immagine di Dio, egli ha permesso
che venisse scardinata l'immagine dell'uomo, cosicché la colpa dell'
idolatria è ricaduta sull'uomo. E molto probabile che Paolo pensi in
primo luogo a quei rapporti innaturali che erano in uso in alcuni culti
idolatrici della fecondità. Pur scrivendo ai Romani, egli è
probabilmente influenzato dalla critica biblica contro l'antica
prostituzione sacra cananea, perché l'idea di collegare idolatria e
perversione sessuale gli viene quasi certamente da una diagnosi
implicita nella tradizione biblica. E chiaro però che, se il culto
avvalora l'omosessualità sacralizzandola, essa diventa lecita anche
nella vita profana e, di conseguenza, Paolo può includere nella sua
condanna anche l'omosessualità profana. Hanno quindi ragione coloro che
ritengono che Paolo pensi soprattutto a questa, anche perché
espressioni come «ardere di passione gli uni per gli altri»
difficilmente possono alludere al fascino di rituali osceni nell'ambito
del culto. Il vero problema è sapere se questa sua diagnosi storico-
salvifica è soltanto un geniale argomento retorico per sostenere una
tesi più generale, che cioè ogni peccato deriva dalla falsificazione
della realtà di Dio, o è in se stessa oggetto del suo autorevole
insegnamento. Se anche fosse vera, come è probabile, la seconda
ipotesi, bisogna fare attenzione a non ridurre a condanna morale un
ragionamento che è a un altro livello. Paolo, come tutti gli Ebrei, è
convinto che l'omosessualità è una cosa assurda e inspiegabile e vede
in essa il segno della miseria in cui Dio ha lasciato che l'uomo
precipitasse, per poter poi comprendere, da questo abisso, la necessità
di credere al vangelo del gratuito perdono. Più che una colpa è per lui
una punizione e una disgrazia, è peccato, nel senso, tipicamente
paolino, di potenza malvagia e distruttrice dell'uomo, prodromo di
morte, alienazione da Dio. Utilizzare i versetti paolini per una
colpevolizzazione settoriale degli omosessuali significa distorcerne il
senso, perché per Paolo, quell'anomalia disgraziata presente nel mondo
pagano, è segno della miseria in cui sono caduti tutti, eterosessuali
compresi. Come, scrivendo ai Corinzi che distorcono il senso dell'
eucaristia, Paolo ricorda che tra loro molti sono malati e alcuni sono
morti, non per condannare solo costoro ma per rimproverare tutti,
perché hanno ricevuto in maniera indegna il cibo della inoritaria per
farne la bandiera di un male comune, ma Paolo ragiona secondo i luoghi
comuni e i pregiudizi della sua cultura ebraica, che, come abbiamo
visto, hanno la loro origine nella narrazione su Sodoma. Invece di
citare ciechi, storpi o lebbrosi, egli cita, come prova che l'idolatria
rovina l'uomo, gli omosessuali, perché, da un lato, glielo suggerisce
la connessione con la prostituzione sacra e, dall'altro, ciò gli
permette di giocare sull'effetto del parallelismo tra natura di Dio
deformata e natura dell'uomo parimenti deviata. La nozione di natura
umana nella lettera ai Romani Basta questa genialità retorica a fare
dell'omosessualità, in nome della Scrittura, qualcosa che, a differenza
di tutte le altre condizioni umane, è già fuori posto in se stessa,
prima ancora di essere asservita a progetti di male? Allo scrivente
pare di no, ma ciascuno è libero di giudicare come meglio crede.
Nessuna delle risposte, però, potrà pretendere di essere l'unica
giusta. Non è inutile confrontare la precipitosa sicurezza con cui
talora si deduce dai versetti paolini la tesi che l'omosessualità è
male perché contro natura non solo con le sottigliezze che si applicano
alla sua nozione di natura quando egli parla della conoscenza della
legge da pane della coscienza dei pagani, ma anche con un caso ben più
serio che si trova nel capitolo 5 di Romani. Qui Paolo suppone
indubitabilmente che tutti gli uomini derivano fisicamente dall'unico
Adamo, eppure, per conciliare il suo insegnamento con l'ipotesi
scientifica del polifiletismo (più ceppi umani tra loro indipendenti)
si fa di tutto per dire e dimostrare che la sua argomentazione
teologica può reggere, anche se di fatto Adamo non è storicamente quell'
unico progenitore che lui credeva fosse. Non si vede per quale ragione
si debba mantenere la sua visione sulla malizia dell'omosessualità nel
caso che la scienza dimostri che non va giudicata una deviazione, ma un
fatto la cui vera natura può essere definita solo dalla scienza. Le
argomentazioni bibliche per dimostrare, sulla base dei racconti della
creazione, che le donne devono portare il velo quando pregano nell'
assemblea sono state tutte smantellate con acribia esegetica degna di
miglior causa. Non si vede perché l'idea di indicare nell'omosessualità
la prima delle perverse conseguenze dell'idolatria debba rimanere
inattaccabile. Alla luce di tutto questo si deve concludere che l'
interpretazione del testo paolino rimane aperta e discutibile. La
ricerca sulla valutazione morale dell'omosessualità deve procedere su
altre strade. L'omosessualita' nei testi paolini - Brano tratto da
Bibbia e omosessualità di Romeo Cavedo, in CredereOggi , anno XX, n.2,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, p.42 Il fatto,
quindi, che in 1Cor 6,9-10 e in 1Tm 1,10 (l'omosessualità) sia citata
in un elenco di vizi non basta a bollarla come qualcosa di già distorto
o peccaminoso come tendenza, prima ancora che dia origine a
comportamenti di fatto contrari al volere di Dio. E' evidente che, se
vale il principio che ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio
è peccato — cosa che l'Antico Testamento ancora ignorava —, ne
consegue che ogni atto, desiderio e pensiero omosessuale è peccato non
di più e non di meno di come lo sono gli equivalenti nella sfera
eterosessuale. Ma nulla autorizza, sulla sola base dei testi citati, a
vedere nella tendenza omosessuale o in un casto amore omosessuale
qualcosa di già perverso in se stesso. Può darsi che gli autori lo
pensassero ma solo a causa di loro valutazioni culturali prive di
fondamento razionale e basate solo su pregiudizi e luoghi comuni.
INVIATO DA Gionata news –
www.gionata.org


MILANO: UNO SPORTELLO RIVOLTO A DONNE OMOSESSUALI E BISESSUALI
Il Centro Medico Yoni, dalla
prima settimana di ottobre, tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore
20.00, apre uno sportello per dare spazio a tutte le richieste che
riguardano la salute fisica e psicologica delle donne omosessuali e
bisessuali. Questo sportello, coordinato da una lesbica, che offre
gratuitamente accoglienza e da informazioni sulla comunità GLTQ, è il
primo nella storia della città di Milano e nasce grazie all'impegno
etico di un gruppo di professioniste (ginecologhe, psicologhe,
mediatrici linguistico-culturali e segretarie) proveniente da anni di
lavoro nelle strutture pubbliche e disponibile ad offrire consulenza
ginecologica e psicologica nel rispetto e valorizzazione delle
diversità etniche, religiose, culturali e per orientamento sessuale.
Yoni, aperto dal 2006, è un centro privato no profit, dove tutte le
prestazioni sanitarie vengono eseguite a prezzi calmierati, offrendo
un'ampia disponibilità di orari (che tengono conto degli impegni
quotidiani delle donne) e brevità nei tempi di attesa per appuntamenti
e visite. UFFICIO STAMPA CENTRO YONI: 02 39325616 – 3403783848
yoni@hotmail.it Il Centro Yoni si trova a Milano in via Camillo Ugoni
11, in zona Bovisa. È aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 20.00
con orario continuato. Per appuntamenti il telefono è 02 39325616.
Metro linea 3 gialla (fermata Maciachini). Passante ferroviario
(fermata Lancetti). Autobus 92. Tram 3 (fermata Imbriani). www.
centroyoni.it yoni@hotmail.it
- I nostri servizi:
- Visite ed
ecografie ginecologiche - Visite e consulenza alla gravidanza
- Visite
ed ecografie al seno - Visite e controlli in gravidanza
- Visite e
consulenza alle giovani donne - Ecografia in gravidanza
- Diagnosi
precoce dei tumori femminili - Visite per l'interruzione volontaria di
gravidanza
- Controlli clinici per la menopausa - Psicoterapia
individuale e di coppia
- Contraccezione del giorno dopo - Counselling
e sostegno individuale
- Visita e consulenza preconcezionale -
Mediazione linguistico-culturale


MESSICO: DIRITTI IN ARRIVO
Messico, proposte di legge in favore del riconoscimento dei diritti
umani per i transessuali
02-10-2007 - Fonte: Peace Reporter
Buone
notizie in vista per i transessuali messicani.
Da qualche giorno
esperti del settore dei diritti umani legati all'associazione Frente
Ciudadano Pro Derechos de Transexuales, stanno discutendo la proposta
di legge federale per la "non discriminazione dei diritti umani e
civili dei Trans". E i primi risultati si iniziano a intravedere. I
fatti - L'iniziativa di legge, infatti, è chiara ed esplicita: tutti
gli individui devono essere trattati nel rispetto della loro identità,
devono avere la possibilità di sviluppare la propria personalità e
devono avere anche il diritto di avvicinarsi senza problema alcuno al
servizio sanitario nazionale. "Per questa ragione – ha dichiarato il
deputato del Partido Alternativa, Delio Hernandez – è necessario
approvare una legge che conferisca un'identità giuridica per impedire
che all'interno di uno Stato moderno e funzionale si dia spazio alla
discriminazione". Si dice d'accordo con il deputato Hernandez anche
Roshell Terranova, attivista del Frente Ciudadano Pro Derechos de
Transexuales, che ha sottolineato a più riprese le differenti
problematiche legate alla discriminazione che vive quotidianamente la
comunità transessuale in Messico: carenza di servizi sanitari,
discriminazione in fase di ricerca di un lavoro, fino a arrivare al
disconoscimento di essere persona. Accade a pochi chilometri Rosa Maria
Rodriguez, cubana impegnata nella difesa dei diritti umani dei
transessuali e impiegata al Centro Nacional de Educacion Sexual
dell'Havana, ha partecipato alle riunioni dei giorni scorsi spiegando
cosa si sta facendo nell'isola caraibica per aiutare queste persone.
Sembra infatti che a Cuba la materia sia stata studiata a fondo e il
Centro Nacional de Educacion Sexual sia giunto a conclusioni
importanti: appoggio totale a chi vuole cambiare sesso. In che modo?
Aiutando psicologicamente chi prende questa decisione ad assumere
l'identità che vuole. Non solo Il Centro Nacional de Educacion Sexual
si occupa anche di dare aiuto e consiglio per il cambio dei documenti,
concede un'attenzione medica minuziosa a chi decide di sottoporsi a
operazioni chirurgiche e cerca di portare avanti campagne di
sensibilizzazione in modo che la popolazione si abitui a non
discriminare. E tutto questo avviene in forma assolutamente gratuita.
Insomma, le diverse esperienze raccolte durante l'assise hanno fatto in
modo che la proposta di legge presentata in Messico per il pieno
rispetto dei diritti umani dei Transessuali consente a chi decide di
cambiare sesso di non sentirsi titolare di diritti a casa sua.
(Alessandro Grandi) Fonte:
www.peacereporter.net INVIATO DA Promiseland.
it

ABRUZZO: LANCIANO, I GAY NEL MIRINO DI FORZA NUOVA
GAYLIB:"SUL LORO SITO SI PREPARANO A REPRIMERE
A CALCI E PUGNI L'AVANZATA
FINOCCHIA. E' ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, SI APPLICHI LA LEGGE MANCINO"
"Amici gay di Lanciano, fate attenzione. L'81% degli iscritti alla
locale sezione di Forza Nuova intende reprimere l'avanzata finocchia,
così la chiamano, a calci e pugni".A lanciare l'allarme è Daniele
Priori, vicepresidente di GayLib (gay liberali di centrodestra) che
stigmatizza con forza l'istigazione alla violenza omofoba presente sul
sito di Forza Nuova Lanciano (
www.fnlanciano.it). "La segnalazione –
fanno sapere dall'associazione - ci è giunta da un gruppo di iscritti e
simpatizzanti della zona. Effettuate le dovute verifiche, abbiamo preso
atto di come nel forum, alla sezione Agorà, c'è un simpatico posto con
tanto di sondaggio il cui titolo è appunto 'Come fermare l'avanzata
finocchia'. Oltre ciò gli stessi amici di Lanciano – proseguono dal
direttivo di GayLib – ci parlano di preoccupanti intimidazioni e
tentate violenze avvenute in città già da qualche tempo a questa
parte". "Terremo la situazione sotto controllo – dichiara il presidente
di GayLib, Enrico Oliari – con la speranza che lo facciano anche le
istituzioni e nella fattispecie telematica la polizia postale. Istigare
alla violenza è un reato per reprimere il quale va applicata e
ampliata, altro che abrogata come chiede proprio Forza Nuova, la legge
Mancino del 1993 contro la discriminazione, odio o violenza per motivi
razziali, etnici, nazionali o religiosi. Per quel che ci riguarda –
conclude Oliari – GayLib è pronta a costituirsi parte civile sempre
nella speranza che segnalazioni e allarmi fondati come questo possano
aiutare la prevenzione di un fenomeno di violenza triste, ignorante e
senza alcun fondamento ideologico qual è l'omofobia". GayLib – Il
Direttivo - Enrico Oliari Presidente Cell.335/6622440 - Daniele Priori
– Vicepresidente Cell.328/6323820


I 18 ANNI DI MAURICE
Il circolo
Maurice diventa maggiorenne e celebra i 18 anni di attività con un
convegno dedicato al carattere misto che lo contraddistingue: la
mixitè. Rappresentanti di associazioni glbt (gay, lesbiche, bisessuali,
transgender) italiane, storici/che dei movimenti, esperienze
individuali di identità e di orientamento, saranno protagoniste del
seminario che si svolgerà nella giornata di: Sabato 13 Ottobre 2007
Sala Consiliare di Via Saccarelli, 18 – Torino "18 anni glbt del
Maurice: la mixité nel circolo e nel movimento" 9.30 – 13.00 La mixité
nel circolo Maurice: Saluti della Presidente: Rosanna Viano
Introduzione: Gigi Malaroda Altramartedì: Roberta Padovano Gruppo Luna:
Andrea Capello Gruppo Uomini: Maurizio Nicolazzo ConTatto: Achille
Schiamone Gruppo Drag "Les Artistes": Crudelia The Money (Gaetano Di
Fazio) La mixité nella storia del movimento glbt italiano: Nerina
Milletti Porpora Marcasciano Gianni Rossi Barilli - 14.30 -19.00 La
mixité nel movimento glbt italiano attuale: Saluti delle Assessore Pari
Opportunità: Marta Levi (Comune di Torino), Aurora Tesio (Provincia
di Torino), Giuliana Manica (Regione Piemonte) Arcilesbica: Cristina
Gramolino Arcigay: Aurelio Mancuso Circolo Mario Mieli (Roma): Andrea
Maccarrone Coordinamento Associazioni Trans* Sylvia Rivera: Leila
Deianis Azione Gay- Lesbica (Firenze): Elena Bigini Pianeta Viola
(Brescia)/Lista Lesbica Italiana: Patrizia Colosso Circolo Pink
(Verona): Gianni Cardini Coordinamento Torino Pride: Enzo Cucco. E
sempre all'insegna della mixitè la giornata si chiuderà con un grande
party finale per condividere con chiunque lo vorrà il piacere di un
momento di festa all'Hiroshima Mon Amour, di via Bossoli, 83 dalle ore
23.30 in avanti, con il concerto degli Ex Novo, spettacolo Drag del
gruppo Les Artistes, proiezioni video, DJ set dei Carovana Linguamano,
etc. Dal 25/10 al 15/11, presso il cortile del Maglio (Piazza Borgo
Dora), si terrà la mostra iconografica: "Il Maurice racconta la sua
storia" E' inoltre in atto al raccolta di foto: "Quando eravamo
piccoli" per info: mailto:segreteria@mauriceglbt.org -
segreteria@mauriceglbt.org – TEL. 0115211116 - Iniziative realizzate
con il Patrocinio della
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città
di Torino, il Servizio lgbt e grazie al
contributo economico dei
Gruppi Consiliari in Regione di Rifondazione Comunista, Comunisti
Italiani ed Ecologisti- Uniti a Sinistra

ANIMALI ALLEVATI…INFEZIONI
ALL'UOMO
Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti animali sta
avendo conseguenze devastanti.
25-09-2007 - Fonte: SSNV L'aumento di
animali allevati aumenta il rischio di trasmissione di infezioni
all'uomo Un report della FAO del 17 settembre ci avverte che i grandi
cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella produzione globale di
carne - specie quella di pollo e di maiale - portano con sé un grave
rischio di trasmissione di malattie dagli animali d'allevamento
all'uomo. Dichiara testualmente la FAO nel suo report"Produzione
industriale di bestiame e rischi per la salute globale": Il rischio di
trasmissione di malattie dagli animali all'uomo aumenterà nel futuro, a
causa dell'aumento della popolazione umana e animale, cambiamenti nella
produzione di carne, l'emergenza delle reti mondiale agro-alimentari e
un significativo aumento della mobilità delle persone e delle merci".
Tutto questo perché il numero di animali allevati sta crescendo in modo
spaventoso: aumenta la popolazione totale umana, ma aumenta soprattutto
la richiesta di carne e altri alimenti di origine animale da parte dei
paesi in via di sviluppo che stanno diventando più "ricchi". Afferma
Joseph Domenech, veterinario capo della FAO: "Questi sviluppi possono
portare a seri rischi di diffusione di malattie a livello locale e
globale, che finora non sono stati presi nella considerazione dovuta
dalle istituzioni". Secondo la FAO, la produzione in più rapida
espansione è quella della carne di maiale e di pollo. Si tratta di una
produzione intensiva altamente industrializzata, che ha avuto una
crescita annua compresa tra il 2.6% e il 3.7% nell'ultimo decennio. Di
conseguenza, nei paesi industrializzati, la stragrande maggioranza di
polli e tacchini sono "prodotti" in stabilimenti di 15-50.000 animali
l'uno. Nei paesi in via di sviluppo si sta seguendo lo stesso
pericoloso cammino, e i sistemi di allevamento tradizionale vengono
sostituiti da quelli industriali, soprattutto in Asia, Sud America e
alcune regioni dell'Africa. Aggiunge la FAO che il movimento di animali
nel mercato internazionale e la concentrazione di migliaia di animali
confinati in piccoli spazi aumenta la probabilità del trasferimento di
patogeni. Inoltre, gli allevamenti industrializzati producono una
grande quantità di escrementi, che possono contenere un'alta quantità
di patogeni. La maggior parte di queste deiezioni sono smaltite con lo
spargimento sul terreno, senza nessun trattamento preventivo, ponendo a
rischio di infezione gli animali selvatici. La FAO avverte che mentre
il virus altamente patogeno H5N1 è sotto attento esame internazionale,
la circolazione "silenziosa" dei virus dell'"influenza A" (IAV) nel
pollame e nei suini dovrebbe essere presa in attenta considerazione.
Molti virus IAV sono oggi piuttosto diffusi nel pollame in commercio, e
in misura minore nella carne suina, e potrebbero portare all'emergenza
di una pandemia di influenza umana. La FAO chiede ai produttori di
carne di applicare le misure di biosicurezza di base, di non costruire
allevamenti vicino a luoghi di residenza delle persone o a luoghi di
nidifcazione o passaggio di uccelli selvatici e di pulire e
disinfettare regolarmente gli allevamenti. "In realtà" affermano gli
esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
- "l'unico modo per scongiurare questo pericolo è quello di diminuire
il consumo di alimenti animali, sia le carni di polli e di maiale, le
più pericolose da un punto di vista sanitario, che di altri animali,
che pongono comunque gravi problemi di impatto ambientale e
inquinamento. Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti
animali sta avendo conseguenze devastanti. Il gioco non vale la
candela...". Non è pensabile, infatti, che sia possibile risolvere
questo problema se la domanda di carne continua ad aumentare, sia nei
paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. L'unico modo
per arginare il fenomeno è una presa di coscienza dei consumatori,
perché non spetta solo alle istituzioni risolvere il problema, ma sta
alle singole persone diminuire la domanda di alimenti animali,
altrimenti nessuna legge o misura precauzionale al mondo potrà
funzionare. Comunicato del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia
della Nutrizione
www.nutritionecology.org/it Fonte:FAO Dramatic changes
in global meat production could increase risk of diseases 17 settembre
2007 Da:
www.scienzavegetariana.it – INVIATO DA Promiseland.it


L'
ALTRO MARTEDI'
Trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di
Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo
Ruiu Martedì 9 ottobre dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Eric
Shanower autore de L'età del bronzo la prima Odissea a fumetti che
illustra in maniera esplicita e conturbante le relazioni omosessuali
nell'antica Grecia. In Italia L'età del bronzo è in corso di
pubblicazione per le edizioni Free Books a cura di Massimo Basili e
speciale omaggio a Yolanda Retter Vargas pioniera attivista lesbica
latinoamericana a cura di Luky Massa - Fuoricampo Lesbian Group
email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.
radiopopolare.it


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Presentazione del libro
"TransAzioni – Corpi e soggetti FtM" di Mary Nicotra Mercoledì 17
ottobre 2007 alle ore 16,30 Mary Nicotra presenterà TransAzioni – Corpi
e soggetti FtM presso la Stazione Leopolda – Sala Convegni a Pisa.
Discuteranno insieme all'Autrice Fabianna Tozzi, Presidente nazionale
Associazione Crisalide Azione-Trans, Liana Borghi, Ricercatrice
Università di Firenze, Ezio Menzione, Avvocato. Introduce Paola Bora,
Casa della Donna di Pisa. L'iniziativa è inserita nel Mese del Libro
2007 – Itinerari tra libri, lettori e biblioteche. Nell'occasione verrà
proiettato il documentario "TransAzioni" di Mary Nicotra, produzione
Donne in Viaggio 2004, durata 28 min. Info: Associazione Casa della
Donna, Tel./fax 050.55.06.27, segreteria.casa@tiscali.it,
www.comune.
pisa.it/casadonna Il Dito e La Luna > casella postale 10223 -20110
Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com per
ordini e comunicazioni: dluna@iol.it per info e per iscriversi alla
nostra newsletter: info@ilditoelaluna.com

DISCUTERE, CONOSCERE,
CAPIRE
PER ESSERE PIU' LIBERI/E
Prof. Giovanni Cimbalo Docente di
Diritto Ecclesiastico Università di Bologna Rita De Santis AGEDO
autrice del libro "Il nuoro" 20 ottobre 2007 Ore 17.00. Sala da tè
"TEMPO"
via Garibaldi, 174/b Avezzano (Aq) palazzo degli ex uffici Saza
GayaCronisti Aq - AGEDO Ass. cul. Alternativa Libertaria.

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22 settembre 2007

news 22 settembre

INTERVISTA AD ALESSANDRO CECCHI PAONE
Potete leggerla e ascoltarla su
www.portalelazio.net
Servizio curato da Carla Liberatore

GENTILINI ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Finalmente una buona notizia dal fronte della
giustizia. Il vice sindaco di Treviso, l' omofobo sceriffo Gentilini, è
stato iscritto nel registro degli indagati grazie all'opera del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli che già da tempo ha pubblicato sul
suo sito il modulo di querela nei suoi confronti per istigazione a
delinquere, dopo che in un'intervista rilasciata ad una radio agli
inizi del mese di agosto, egli aveva lanciato una "pulizia etnica
contro i culattoni". "E' un piccolo passo che ci riempie di orgoglio e
ci fa ben sperare che anche in altre parti d'Italia, di fronte ad
esternazioni razziste ed omofobe, altri omosessuali e transessuali
abbiano il coraggio di denunciare gli atti e gli atteggiamenti
discriminatori. Ci aspettiamo che tante altre persone scarichino dal
nostro sito il modello di querela e lo inviino al più presto alla
Procura della Repubblica. E' ora di dire basta ai sorprusi perpetrati
ai danni delle persone glbt, anche attraverso le vie legali. Speriamo
soltanto che tutto finisca, come spesso succede in questi casi, nell'
archiviazione. Il Circolo Mario Mieli vigilerà affinché ciò non
succeda" Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli Segreteria Politica Andrea Berardicurti . tel. 06/5413985
348/7708437


VELTRONI E L'ORIENTAMENTO SESSUALE
Nei giorni scorsi con un comunicato stampa il Mario Mieli ha sollecitato i candidati
leader del Partito Democratico ad esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali, per fornire degli elementi di giudizio a
quei gay, lesbiche e trans potenzialmente interessati al nascente
partito. Era stato chiesto a ciascun candidato di scegliere se
esprimersi o meno su tali temi, con quale chiarezza e proposte, con
quanta determinazione, con quali previsioni e soprattutto prospettiva
politica. Un' articolata domanda per una complessa, ampia e attuale
questione, che riguarda il dieci per cento della popolazione italiana.
Ad oggi ci è giunta una sola risposta di sette righe ad opera del
Comitato Nazionale Walter Veltroni, qui riportata: "Veltroni ha sempre
avuto considerazione per chi viene discriminato per il suo orientamento
sessuale, non solo chiedendo a tutti il rispetto, ma creando occasioni
di incontro e di festa per sciogliere la diffidenza e la paura, che
sono componenti primarie della violenza. In questo senso, porterà la
positiva esperienza realizzata come sindaco di Roma nell'ambito del
Partito Democratico, affinché nessuno si senta escluso o esposto all'
intolleranza." Dinanzi ad anni di lotte del movimento lgbt, a mesi di
polemiche sui Dico e company, ad un Pride di giugno con un milione di
persone, ad un pacchetto antiviolenza che non viene varato, a norme
antidiscriminatorie che non esistono, alla crescente violenza e
omofobia nei confronti di omosessuali e trans, al bullismo, alle crepe
nella laicità dello Stato e via discorrendo, una sola risposta
perviene, che promette sollecitazioni al rispetto e aiuti per le feste.
Increduli e offesi, riteniamo che la cosa si commenti da sé. Ci
limitiamo a sottolineare che il richiamo al rispetto in una Nazione
democratica dovrebbe essere scontato e comune a tutte le forze
politiche, siano di destra, di centro o di sinistra. Quanto al "creare
occasioni d'incontro e di festa", gli omosessuali e le persone
transessuali gli incontri e le feste sanno benissimo farseli da soli, e
sanno anche condividerli con gli eterosessuali. In ogni caso non si
vede il nesso con le richieste di interventi normativi che in Italia
non ci sono, al contrario del resto di Europa. Fabrizio De Andrè
cantava: "E senza che gli altri ne sappiano niente, dimmi senza un
programma, dimmi, come ci si sente?". Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica Andrea
Berardicurti . tel. 06/5413985 348/7708437

APPELLO PER LA LIBERTA' IN IRAN
Da alcuni mesi Arcigay è mobilitata in una campagna di
denuncia della terribile situazione dei diritti umani in Iran. Dopo la
nostra azione di denuncia, che ha portato ad una discussione in
Commissione esteri della camera e alla condanna delle esecuzioni
capitali del regime iraniano, e dopo la mobilitazione per Pegah
Emambakhsh abbiamo pensato di lanciare una petizione per la libertà in
Iran. Insieme ad Arcilesbica e all'Associazione Lamanicatagliata
abbiamo attivato un sito
www.dirittiumani-iran.org dove tutti possono
sottoscrivere un appello al governo (che vi allego qui sotto) affinchè
si pongano in atto azioni concrete per la tutela dei diritti umani
fondamentali in quel paese. E' naturale che più saranno i
sottoscrittori dell'appello, maggiori saranno le possibilità di
incidere politicamente e mettere in campo iniziative che possano
denunciare una situazione drammatica per tutte le minoranze di quel
paese. Per questa ragione chiedo la vostra collaborazione per la
massima diffusione di questo appello e per la pubblicizzazione del sito
sia tramite le vostre mailing list, che attraverso i contatti stampa,
gli amici, le associazioni, i partiti, gli esponenti del mondo
politico, istituzionale o associativo, i blog ed i siti delle vostre
associazioni. Non si tratta solo di tutelare le molte vite umane che
sono in gioco, la posta è ben più alta. Il rischio concreto è che se
non ci sarà una mobilitazione di coscienze qui in occidente i
dissidenti iraniani, lasciati soli, saranno sempre più spinti a
chiedere l'intervento armato di Bush, che sembra non vedere l'ora di
aprire un nuovo fronte di guerra con l'Iran. So che questo può sembrare
uno strumento piccolo, ma è pur sempre l'occasione per fare qualcosa di
concreto. Rimango a disposizione per qualsiasi tipo di informazione,
chiarimento o contributo che possano portare al successo di questa
iniziativa. Vi ringrazio fin d'ora per l'impegno che vorrete riservare
a questa importante campagna per i diritti umani. Luca Trentini
Responsabile nazionale Arcigay Diritti umani e Lotta alla violenza

APPELLO PER LA LIBERTÀ IN IRAN
La situazione di repressione e di violazione dei diritti umani in Iran ha subito recentemente un deciso peggioramento. Dopo l'avvio di una campagna moralizzatrice che detta
regole precise persino sul taglio dei capelli da parte del regime di
questo paese si sono verificate un numero elevatissimo di violazioni
delle libertà individuali. Uomini e donne, musicisti, artisti,
attivisti e oppositori politici vengono sistematicamente arrestati con
le accuse più disparate. La situazione è divenuta ormai drammatica. Il
regime non ha esitato a condannare a morte dopo processi sommari molte
persone con accuse solitamente legate a non meglio precisati "crimini
sessuali". La situazione è molto confusa a causa della difficoltà di
reperire informazioni e contatti in un paese dove vige ormai il
terrore. Molti attivisti dei diritti umani sono stati arrestati o sono
in fuga e non è quasi più possibile reperire notizie e aggiornamenti
sulla situazione. Appare evidente che questa operazione mira ad
eliminare ogni potenziale voce di dissenso al regime il quale, in virtù
di un totale controllo dei media, fa apparire come pericolosi criminali
uomini e donne colpevoli solo di "atteggiamenti occidentali" o
"sodomia". Come cittadini e associazioni che hanno a cuore il pieno
rispetto dei diritti umani non possiamo accettare o tollerare una
situazione che viola la libertà e la dignità delle persone e la vita
umana. L'Italia, grande partner commerciale dell'Iran, membro del
comitato per i diritti umani dell'ONU, paese che promuove la moratoria
internazionale delle esecuzioni capitali e l'abolizione della pena di
morte non può rimanere in silenzio. Per queste ragioni facciamo appello
al Governo italiano perché
· attivi tutti i canali diplomatici per
scongiurare l'ulteriore esecuzione di condanne a morte;
· sostenga i
movimenti dei diritti civili e di liberazione femminile presenti
clandestinamente nel paese;
· operi presso il Parlamento europeo e in
sede comunitaria perché l'Unione europea esprima una condanna della
repressione in atto;
· richiami l'Iran al rispetto dei trattati
internazionali sui diritti umani;
· si renda disponibile a dare asilo
politico a chi è perseguitato in Iran o rischia la persecuzione se
espulso verso quel paese;
· monitori costantemente la situazione dei
diritti umani in Iran;
Promuovono: Arcigay, Arcilesbica, Associazione
Lamanicatagliata per sottoscrivere l'appello:
www.dirittiumani-iran.org


LA BENEDIZIONE DELLE COPPIE OMOSESSUALI DIVIDE I BATTISTI ITALIANI
ROMA - In vista dell'Assemblea Sinodo, che si aprirà nei primi giorni
di novembre a Roma, in cui Battisti, Metodisti e Valdesi si riuniranno,
dopo due anni, si affilano le armi sulla discussione del documento
redatto dal Gruppo di lavoro sull'omosessualità (G.l.om), composto dai
rappresentanti delle tre confessioni) che chiede esplicitamente alle
tre chiese di istituire la benedizione delle coppie gay. Nonostante il
documento sia stato approvato anche con il voto favorevole dei
rappresentanti battisti presenti nel Gruppo di lavoro è in seno alle
chiese battiste che esistono le maggiori divergenze di merito (quelle
valdesi e metodiste non hanno rilevanti problemi in proposito, come si
evince dall'approvazione dell'ordine del giorno contro l'omofobia nel
loro sinodo Valdese di quest'anno). Infatti in internet stanno girando,
in questi giorni, vari documenti realizzati da alcune comunità battiste
della penisola, in cui si va da valutazioni possibiliste e inclusive
nei confronti delle coppie omosessuali a documenti di netta chiusura,
di presa di distanza dal documento del Gruppo di lavoro
sull'omosessualità e di rifiuto di ogni tipo di benedizione delle
coppie omosesuali. In prevalenza tale atteggiamento è riscontrabile in
alcune comunità del Lazio e dell'Italia meridionale sulla base di
interpretazioni letterali della Bibbia, comunità che accusano "Gruppo
di lavoro sull'omosessualità" di non aver lavorato per il dialogo e di
dare interpretazioni faziose della Scrittura e della morale cristiana
per sostenere le benedizioni ai gay. Naturalmente si deve tenere
presente che, pur unite formalmente nell'UCEBI (Unione delle Chiese
Battiste in Italia), le comunità battiste sono, a differenza di altre
chiese protestanti come quella valdese, di tipo congregazionalista. In
poche parole ogni chiesa locale fa capo solo a se stessa e il rapporto
con il livello nazionale è molto debole e ciò spiega l'atteggiamento di
estrema apertura di alcune comunità (come in Toscana o nel
settentrione) e, all'opposto, di aperta ostilità di altre su questo
tema. Questa spaccatura è destinata ad influire molto sullo svolgimento
dell'Assemblea Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e Valdesi di
quest'anno. Dalla REFO (Rete Evangelica fede e Omosessualità) fanno
sapere che ce la metteranno tutta per arrivare ad un'approvazione del
documento del G.l.om e, quindi, delle benedizioni delle coppie gay. Ma
anche se avvenisse, ciò non vincolerebbe le comunità battiste che non
vogliano procedere con questa pratica. Ma in alcuni ambienti del
protestantesimo italiano si dà per probabile un nulla di fatto su
questa materia, anche se molti sottolineano come sia comunque positiva
la discussione sull'argomento, indipendentemente dall'esito finale,
anche perché questa discussione è inedita per le altre realtà cristiane
del nostro paese. Qualora il Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e
Valdesi non decida nulla sulle benedizioni delle coppie gay una delle
possibilità ventilate è che ognuna delle chiese coinvolte possa
decidere autonomamente di approvare la disciplina sulle benedizioni
alle coppie gay.


A QUANDO IL MEDIA VAFFANQ-DAY? BIG-BANG DEL SISTEMA
IL VIRUS DISINFORMAZIJA HA I GIORNI CONTATI
Il Virus disinformazija «Copyright» Giuliana D'Olcese per Beppe Grillo
Mentre il Corriere della
Sera titolava «il Nemico in Casa» il Popolo diessinodecretava: «Sì al
Vaffanculo-Day contro il finanziamento pubblico a giornali e Tv».
Appunto, contro il Nemico in Casa. Un virus chiamato Missis Frenda. Il
Virus disinformazija colpisce ancora Grillo e Grillanti, e l'ineffabile
Missis Frenda, Regina dell'Asilo Mariuccia.... a Presidenza.
repubblica@quirinale.it «La discussione è aperta», dice oggi dalle
colonne dei giornali il Presidente della Repubblica, e mentre chiede ai
Mass media di «evitare facili sensazionalismi», il politologo Giovanni
Sartori, ragionando sull'evento promosso da Beppe Grillo, il Vaff-Day,
dalle colonne del Corsera
www.corriere.it risponde con osservazioni e
parole ineccepibili ed aderenti alla realtà italiana: «lo stato di
putrefazione del Paese è tale...» scrive Sartori a cui va riconosciuto
di aver dato la risposta più sensata, e priva di grossolana
partigianeria di parte, letta finora sul quotidiano diretto da Paolo
Mieli, sul quale, se ne sono lette di tutti i colori contro Grillo come
il titolo del 9 settembre «Insulti a Biagi». Falso mediatico che
gridava vendetta. Da vecchia amica e da cittadina che egli stesso ha
visto più volte impegnata nelle battaglie civiche e civili, comprese le
Riforme Istituzionali, voglio dire al Presidente Napolitano Caro
Giorgio, quando i buoi son scappati dalle stalle, i tardivi, se pur
autorevoli ''tappi" istituzionali, hanno sortito effetti contrarissimi
a quanto si proponevano di ottenere. Oggi ottengono, se pur possibile
perchè la misura del Paese è stracolma, l'effetto di aizzare ancor più
gli animi esasperati, e schifati, di noi cittadini-elettori. Caro
Presidente, sei una persona di cultura e intelligenza politica tali,
che sai bene, purtroppo, che moniti e tappi istituzionali non è più
tempo che funzionino. Sei la persona, e con te Clio, più perbene, leale
e onesta che abbia conosciuto e frequentato nella vita, quindi credimi
Giorgio, questo Paese è alla frutta ma, sono certa, che la tua
rettitudine ed il tuo senso dello Stato sono tali che possono, se vuoi,
investire il Paese di un vento nuovo, fresco, pulito, lindo,
respirabile. Hai un grande lavoro davanti a te ma te lo chiedono 60
milioni di italiani perchè non serve alludere, purtroppo. Non basta
lanciare avvertimenti corretti, chiari, mirati a chi e a quanti ben
sanno che arrivano a redazioni, associazioni, movimenti, cittadini,
istituzioni. La correttezza verbale viene scambiata per debolezza,
insulsaggine. Chi deve capire finge di non capire. Si sente il più
furbo, o la più furba, del Reame così che a stretto giro di ore,
rivomita sulle pagine del suo giornale il prodotto adulterato e
adulterante. L'odioso subdolo indotto politico che compiace e serve
l'area politica di riferimento. Del lettore-elettore chi se ne frega!
La sbobba la passa il convento. O così o pomì. Ordine di scuderia
compiacere e arruffianarsi - nell'occasione - Fassino e D'Alema. E
Bersani, e Latorre - non proprio eburneo secondo il giudice Forleo -
che su Beppe Grillo vaneggiano di fascismi e totalitarismi,
Mussolinismi e Togliattismi, Giannettismi e populismi. Un Grande
Festival degli ismi più obsoleti, i più usurati. Sì, politici e grandi
firme che paventano fascismi e totalitarismi hanno perso il ben
dell'intelletto. So' juti 'a acito diciamo a Napoli, caro Giorgio. La
popolarità debordante, il consenso socio-politico che circonda Grillo
hanno fatto perdere la trebisonda a media e politici. Compreso Vincino
il cui libero spirito di acuto vignettista deve essersi sciolto
nell'acido muriatico della militonza redazional antigrillante. Roba per
water e mafia. Il Paese ride, si incazza, e condanna. Si sottrae sempre
più a quanto politici & media si sforzano di dominare: il consenso di
parte. Il consenso, cieco, coatto. Svalutare, Azzerare, Polverizzare
l'affermazione e la strabiliante aggregazione ottenute, anche
all'estero, dal Vaff-Day di Grillo - vedi il commento dell'Herald
Tribune - evento organizzato senza soccorsi rossi o azzurri di
giornali, radio e Tv, è la «mission» che sembra essersi data, e
perseguire, il Corrierume militante anti Grillante. Vedi, tra gli
altri, Missis Frenda Signorina grandi firme del Corrierone nazionale,
che al mio post di domenica 16 settembre *A quando il Media Vaffanq-Day?
* deve aver prestato l'attenzione concessa a prose e rime di petulanti
signorine di buona famiglia. Irrilevante. Roba per figlie di Maria. Il
Virus disinformazija che sembra possedere Missis Frenda è ad uno stato
irreversibile tale che il lunedì successivo, la zelante reporter del
Corriere della Sera, precisa come il Ragioniere dello Stato, presenta a
pagina 2 - con tra virgolette le intere frasi - un circostanziatissimo
conto della serva con ben 12 dichiarazioni di Grillanti non in linea
con le Liste civiche proposte da Grillo. Alla puntigliosa trascrizione
virgolettata dei 12 dissensi, però, Missis Frenda non fa seguire
un'altrettanto ragionieristica lista dei messaggi di consenso. Niet
virgolettati. Niet consensi. Nisba conto della serva. In fiscale
sequenza soltanto gli sconsensi. Decisa quanto perentoria la Ragioniera
grandi firme dell'Asilo Mariuccia ha liquidato gli innumerevoli
consensi alle liste civiche con un telegrafico quanto arcigno e severo:
«Un coro di no alla nascita delle liste civiche. Accompagnato,
ovviamente, da messaggi di consenso». Punto. Ovviamente,
quell'«ovviamente» concesso dall'arcignosa reporter ai consensi
espressi dai Grillanti svela tutta la furbetteria mediatica della
ineffabile Missis Frenda nella doppia parte di ragioniera antigrillante
e di maestrina con la penna rossa dell'Asilo Mariuccia. Questo è solo
un esempio, tra i mille, della subdola arma dell'indotto politico
esercitato per interessi di parte dai Media su lettori e spettatori.
L'indotto politico che piace e compiace, e serve, il politico. Serve la
partitocrazia, il Potere, i conservatori, le lobby, le corporazioni.
Non stupisca ne' scandalizzi, perciò, la proposta di Grillo di un Vaff-
Day contro i Media. Proposta applaudita ed approvata a furor di popolo
diessino con un coro di 9.000 «Sì al Vaffanculo-Day contro il
finanziamento pubblico a giornali e Tv». Appunto. Contro il Nemico in
Casa ovverosia i Media finanziati attraverso leggi assurde che spremono
i contribuenti. Nella coscienza collettiva, quindi, non è Grillo il
Nemico in Casa - così definito da Sergio Romano sulla prima pagina del
Corriere della Sera - sono i Media. Il Nemico in Casa è il
Virusdisinformazija .
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di
LiberoReporter mensile di politica, costume, attualità.
www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


SOCIO DEL MARIO MIELI
FERMATO A RAMALLAH DALLA POLIZIA PALESTINESE
Un socio del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, attivista politico e volontario delle
attività culturali e ludiche del Circolo, a Gerusalemme per motivi di
studio, ha presentato al consolato italiano a Gerusalemme e per
conoscenza alla Farnesina e quindi al Ministro D' Alema un resoconto
della disavventura accadutagli a Ramallah un paio di giorni fa. Il
ragazzo in questione è stato circondato da una decina di persone, che
non vestivano uniformi e sia lui sia il suo amico palestinese sono
stati caricati a forza in macchina e portati ad una centrale di
polizia. E' stato chiaro fin dall'inizio che la motivazione era un
controllo dovuto all'orientamento sessuale dei due giovani, entrambi
gay; ma quello che più stupisce sono le modalità con cui esso è stato
condotto: non un semplice controllo documenti o un interrogatorio
formale ma un vero e proprio atto di forza (il ragazzo è stato
infilato a forza in macchina contro la propria volontà e ha
naturalmente resistito alla violenza, che gli ha procurato lividi,
ecchimosi e graffi su tutto il corpo) e che si è risolto solo dopo
molte ore passate dal nostro socio in commissariato. Il Circolo Mario
Mieli è assai allarmato per quanto accaduto, non solo per la personale
vicenda del nostro associato, che possiamo dire essersi conclusa
relativamente bene, ma soprattutto per il cattivo segnale in merito
alla situazione sociale e al rispetto dei più elementari diritti civili
e libertà individuali in una parte dei Territori Palestinesi, Ramallah,
che non è neppure tra le più remote e vede un cospicuo numero di
cittadini stranieri in visita o presenti per esempio per motivi di
studio nella nota università di Bierzet o nelle numerose agenzie
internazionali presenti. Già in passato, in ragione dell' impegno
proprio sul fronte dei diritti civili, in particolare sulla questione
dell'orientamento sessuale e identità di genere, il Mario Mieli era
venuto a conoscenza di episodi gravi e aveva dovuto seguire
dall'Italia la fuga da Ramallah di alcuni giovani perseguitati e
minacciati. Pare quindi che la situazione sia ulteriormente
degenerata e riteniamo oltremodo opportuno un intervento anche
diplomatico in sostegno dei diritti umani e civili e delle libertà
individuali nei Territori Palestinesi, la cui autorità è così
generosamente sostenuta dal Governo Italiano e dall'UE. Noi come
Associazione riteniamo indispensabile per la pacificazione di quest'
aria martoriata del Medio Oriente la creazione di uno Stato palestinese
autonomo accanto allo Stato israeliano ma teniamo a sottolineare che
nel processo democratico di creazione dello stato palestinese devono
essere garantite le liberta individuali e quindi anche quelle legate
all'orientamento sessuale e di identità di genere. Molti cittadini
palestinesi dei Territori sono costretti o indotti a lasciare le loro
case a ragione del loro orientamento sessuale, e questo si traduce
inevitabilmente in un impoverimento del tessuto sociale ed economico
del Paese. Più diritti, più apertura, più libertà e più rispetto per le
diversità, qui più che altrove, vuol dire più ricchezza e soprattutto
più pace! Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica 06/5413985 – 348/7708437

I KEN: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO DEL MARIO MIELI FERMATO A RAMALLAH
L' associazione i Ken esprime la propria solidarietà al compagno del
circolo Culturale di Roma Mario Mieli oggetto del grave atto
intimidatorio ed omofobico subito a Ramallah ed invita i compagni e le
compagne di Roma a scendere in piazza con le proprie bandiere accanto
alle nostre il 30. Riferimento notizia e comunicato Mario Mieli RM http:
//
www.mariomieli.org/spip.php?article391. Purtroppo, anche questo
evento, ci convince sempre di più che, l'azione proposta e sostenuta
dal coordinamento campano del Movimento ( Gay Lesbico e Trans)
rappresenti la motivazione straordinaria per incontrarsi, per
riaccendere l'attenzione del movimento GLBT Nazionale e dell'attenzione
pubblica sul tema della lotta all'omofobia alla transfobia, gettando un
ponte verso il mediterraneo da Napoli il 30 settembre prossimo
venturo. Occorre, mettere nelle nostre agende e forse in quella del
prossimo Bologna Pride una sfumatura su questo tema ( se condivisa) che
rappresenta per noi del Sud un motivo di comune sentire e di unione.
Vogliamo risposte dal Parlamento ed al Ministro Mastella sul tema della
violenza e dell'omofobia e sul perché non si trova una soluzione
legislativa nazionale opportuna ed efficace per la salvaguardia della
libertà e della sicurezza dei cittadini e delle cittadine GLT.
Riteniamo che il sud Italia, oggi rappresenti con Napoli una vitalità
ed una reazione che dia speranza per una effettiva liberazione dall'
oppressione e dalla violenza, per un mondo plurale, differente e di
pace. INVITIAMO TUTTI E TUTTE A NAPOLI IL 30 SETTEMBRE 07 ALLA
MANIFESTAZIONE leggi…
http://ikenonlus.wordpress.com/2007/09/13/invito-
appello-a-manifestazione-nazionale-napoli-30-settembre-2007/ Per info
napoliglt@i-ken.org


QUEERFORPEACE
La rete Queerforpeace, che dal 2003 interviene nei territori palestinesi per affiancare l'emergere del movimento gay-lesbico-trans dentro il movimento di liberazione
palestinese, esprime solidarietà al compagno del Mario Mieli, al
compagno palestinese aggredito, e a tutti le/i gay-lesbiche- trans
palestinesi. Negli anni ne abbiamo incontrati tanti/e e conosciamo le
difficoltà che le persone GLBTQ affrontano in un contesto di
occupazione e oppressione da parte dello Stato Israeliano, dentro una
società bloccata, senza vie di uscita, se non la resistenza o
l'implosione. 40 anni di occupazione non hanno certo aiutato lo
sviluppo dell'autonomia dei singoli/e in una società, come quella
palestinese, che non ha stato né sovranità, e dove il destino di ognuno
è affidato alle reti familiari-patriarcali. Del resto, se in Italia
forze politiche che siedono in parlamento inneggiano alla pulizia
etnica contro gli omosessuali e gruppi neofascisti/neonazisti
imperversano nelle strade con aggressioni e violenze; se il
fondamentalismo cattolico sposato dalle gerarchie vaticane aggredisce
quotidianamente le persone GLBTQ, possiamo facilmente immaginare cosa
succede in un paese senza stato né legge, in un contesto di guerra dove
vari gruppi girano armati e il fondamentalismo religioso ha preso molto
terreno nella politica. L'Europa, da parte sua, più che invocare il
rispetto dei diritti più elementari nei territori palestinesi, non solo
dei gay, ma degli esseri umani, si è spesso voltata dall'altra parte,
oppure si è unita (Italia compresa) senza critiche a un embargo
internazionale che ha disconosciuto l'esito delle elezioni, spezzato la
fragile costruzione di una struttura democratica palestinese e diviso
la resistenza palestinese per il solo vantaggio delle sue componenti
maggioritarie. Nei contesti di conflitto e in società militarizzate
come quella palestinese e israeliana, le prime vittime sono spesso
donne, gay, lesbiche, trans. La loro resistenza è per noi il punto di
partenza per una trasformazione sociale che marcia di pari passo con il
riconoscimento della dignità e libertà del popolo palestinese. Per
questo, anziché appellarci alle formulazioni astratte - da troppo tempo
utilizzate per coprire le peggiori nefandezze delle "guerre umanitarie"
- e agli squallidi giochi delle diplomazie occidentali, chiediamo al
Movimento GLBTQ in Italia più solidarietà dal basso al movimento gay-
lesbico-trans palestinese, che sta tentando di affermarsi in questo
contesto difficile sia nei territori occupati dal 1967 che entro i
confini del '48. E lo facciamo avendo proposte concrete da avanzare,
comprendenti attività politiche, culturali, sociali in Palestina per il
2008, in continuità con quanto realizzato sin ora. A questo proposito
la rete Queerforpeace darà informazioni su modalità e dettagli a
partire dal nuovo anno. Riaffermiamo infine l'importanza di rafforzare
reti di resistenza trans-nazionali che combattano il gli integralismi
religiosi che, in varie forme, stanno egemonizzando lo spazio politico
globale. QUEERFORPEACE.
www.queerforpeace.org info@queerforpeace.org

30 SETTEMBRE 2007 CONTRO OMOFOBIA&TRANSFOBIA E CAMORRA
Il coordinamento campano GLT ( gay lesbico trans)
unitariamente costituito, CONDIVIDE la piattaforma politica organizzativa ACCOMUNA
le proprie autonome organizzazioni del Movimento GLT locale
PROPONE E CHIEDE DI SOSTENERE la MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA contro OMOFOBIA&TRANSFOBIA e CAMORRA
Napoli il 30 SETTEMBRE 2007 APPELLO: I
recenti episodi di violenza nei confronti di cittadine e cittadini
omosessuali che si sono verificati in una delle più importanti piazze
di Napoli, hanno indotto le organizzazioni omosessuali e trans del
territorio partenopeo a porsi una serie di delicate questioni intorno
ai grandi temi della non violenza e della solidarietà sociale in una
città lacerata dal degrado socio culturale e dall'illegalità. Tutte le
commistioni possibili ed inimmaginabili tra precariato sociale,
impresa, società, malavita, malcostume, fascismo, omofobia e transfobia
e mentalità camorristica, come in una ricetta esplosiva, determinano
una condizione in cui l'individualismo e la logica della sopraffazione,
in alcuni contesti hanno sconfitto la convivenza solidale tra gruppi
differenti, caratteristica endemica della nostra città. Rendere tale
caratteristica una risorsa piuttosto che un campo minato, sta alla
assunzione di responsabilità e all'azione concreta da parte delle
istituzioni innanzitutto, e poi dei cittadini. i Ken, Arcilesbica e il
M.I.T. di Napoli ritengono che ora più che mai sia necessario un
intervento comune che dia risalto alla volontà dei tanti cittadini
omosessuali napoletani di intraprendere un percorso che promuova a
Napoli un cultura delle differenze e del diritto, partendo dalla
convinzione che la cultura omofobica e transfobica presente in una
comunità rappresenti un indiscutibile indicatore di un più ampio stato
di miseria culturale e di degrado sociale. Morse ataviche, queste, che
come è drammaticamente risaputo, affliggono la nostra città prostrando
continuamente quelle spinte positive al cambiamento che sono pur
fortemente presenti nel tessuto sociale napoletano. In qualità di
operatori sociali, che da tempo lavorano attivamente sul territorio,
crediamo fermamente che la lotta contro la discriminazione sessuale sia
un'importante tappa all'interno di un più complesso processo di
sviluppo e che deve necessariamente tradursi nella realizzazione di una
serie di iniziative concrete volte all'integrazione e alla rieducazione
sociali; azioni che nella loro sostanza, contrastino l'acuirsi di un
conflitto sociale fino ad oggi trascurato e non sufficientemente
prioritario nelle incaute agende istituzionali. Sul merito delle
vicenda di Piazza Bellini e di tutte le altre piazze e strade urbane
caratterizzate dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse,
riteniamo che solo lavorando in questa direzione la migrazione di
gruppi sociali "differenti", siano essi immigrati o comunità
omosessuali o transessuali o altro, debbano avere la piena garanzia di
libertà aggregativa ai fini della socializzazione e della espressione
culturale e politica in un rapporto APERTO di zona con il resto della
cittadinanza locale e globale. Chiediamo a tutte e a tutti di lavorare
insieme per l'affermazione di modelli di socialità obliqua fondata
sulla cultura della legittima coesistenza di forme ed espressioni
differenti accomunate dal valore comune dell'anticamorra e dell'
antifascismo e per organizzare un'azione tesa alla costruzione di
percorsi di monitoraggio dei fenomeni criminali e di collaborazione
istituzionale con le forze di governo del territorio e della pubblica
sicurezza al fine di una gestione degli spazi urbani condivisi e
plurali. Per tali ragioni, le suddette associazioni omosessuali sono
profondamente intenzionate ad intraprendere una battaglia che parta
dalla lotta all'omofobia, alla transfobia ma che si affianchi alla
difesa di tutti i diritti civili e di valori assoluti come la non-
violenza, l'antifascismo e l'anticamorra.
Questo quadro, che abbozza in maniera sommaria e approssimativa la nostra realtà sociale e culturale,
costituisce la premessa a ciò che chiediamo alle nostre istituzioni,
ovvero:
· azioni volte a campagne d'informazione, contro l'omofobia,
alla transfobia e per la cultura delle differenze
· attivazione di uno
sportello contro l'omofobia e la transfobia ( numero verde)
·
attivazione di un tavolo nel comitato dell'ordine e della sicurezza
pubblica sui temi dell'omofobia e transfobia
· percorsi formativi nelle
scuole di "cultura del rispetto delle differenze"
Tali richieste
rappresentano una griglia di partenza a cui chiediamo a tutti e a tutte
di aderire consapevoli che essa rappresenta solo l'inizio di una
politica di gestione nuova e di sviluppo per quanti e quante vivono
ancora nell'oppressione e nella paura. Per questo e per tutto ciò che è
stato detto chiediamo una manifestazione NAZIONALE ANTIFASCISTA a
Napoli il 30 settembre contro l'OMOFOBIA & TRANSFOBIA e la CAMORRA
nella quale la nostra città lanci l'allarme che oltre la nostra piazza,
c'è un'Europa che da sogno dell'inclusione rischia di divenire terra di
odio e di persecuzione.
Chiediamo allo Stato e alle Chiese di
partecipare ad una manifestazione di libertà, di dignità ma anche di
pace e di solidarietà.
i Ken ONLUS Napoli - Carlo Cremona
Arcilesbica
Napoli - Giordana Curati
M.I.T. Napoli - Laura Matrone
Aderiscono:
Associazione Priscilla Napoli Coop. Dedalus Arcitrans Napoli circolo
Anthias LIBERA Napoli Legambiente Pozzuoli Spazio Zero Libera Scuola
UDS Nazionale UDS Campania UDU Giovani Comunisti F.G.C.I. Napoli

LA FINE DEL CIBO
Viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma Il
mondo rischia di finire il cibo Troppi campi dedicati al biofuel
Uno studio choc pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian: il rebus
biocarburi. Il cambio di destinazione provoca l'aumento dei costi delle
derrate . Meno prodotti agricoli, sempre più cari. Aggiungete carenza
d'acqua disastri naturali e sovrappopolazione: è la ricetta per il
disastro. Da anni viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma
un'altra minaccia, ancora più immediata, potrebbe essere la fame
globale: sempre meno prodotti alimentari disponibili, sempre più cari,
contesi da una popolazione terrestre sempre più grande, in un periodo
già reso critico da risorse idriche sempre più scarse e da un clima
sempre più imprevedibile. "La fine del cibo", riassume il titolo del
Guardian di Londra, puntando il dito contro un fenomeno che sta
accelerando il deficit alimentare: sempre più terre, in America e in
Occidente ma anche nel resto del pianeta, finora utilizzate per
coltivare prodotti agricoli, adesso vengono adibite alla coltivazione
di biocarburi, come l'etanolo e altri carburanti "puliti", sia per
ridurre l'inquinamento atmosferico, sia per ridurre la dipendenza
dall'energia petrolifera di un esplosivo e instabile Medio Oriente. E'
questo, sostengono gli esperti, il fattore scatenante dell'aumento dei
prezzi del cibo. Aggiungendovi il declino delle acque, i disastri
naturali e la crescita della popolazione, ammonisce il quotidiano
londinese, si arriva a "una ricetta per il disastro". Lester Brown,
presidente della think-tank Worldwatch Institute e autore del best-
seller "Chi sfamerà la Cina?", presenta così la questione: "Siamo di
fronte a un'epica competizione per le granaglie tra gli 800 milioni di
automobilisti del pianeta e i due miliardi di poveri della terra". Come
in quasi tutte le sfide tra ricchi e poveri, non è difficile immaginare
chi la stia vincendo. Esortati dal presidente Bush a produrre entro
dieci anni un quarto dei carburanti non fossili di cui necessitano gli
Stati Uniti, migliaia di agricoltori americani stanno trasformando il
"granaio d'America" in una immensa tanica di biocarburi. L'anno scorso
già il 20 per cento del raccolto di granoturco Usa è stato usato per la
produzione di etanolo, i cui stabilimenti raddoppiano di anno in anno.
Una politica analoga è in corso un po' ovunque, dall'Europa all'India,
dal Sud Africa al Brasile. Diminuendo la terra destinata alla
coltivazione di grano, il prezzo del frumento è aumentato del 100 per
cento dal 2006, e ciò sta portando ad aumenti da record dei prezzi dei
generi di prima necessità: pane, pollo, uova, latte, carne. Ad
accrescere le preoccupazioni del dottor Brown c'è il boom demografico
ed economico di Cina e India, i due giganti in cui vive il 40 per cento
della popolazione mondiale: anche perché cinesi ed indiani stanno
abbandonando la loro tradizionale dieta ricca di verdure a favore di
un'alimentazione più "americana", che contiene più carne e latticini.
Non tutti condividono gli scenari catastrofici. "Il Brasile ha 3
milioni di chilometri quadrati di terra arabile, di cui solo un quinto
è attualmente coltivato e di cui solo il 4 per cento produce etanolo",
dice il presidente brasiliano Lula. Ma le Nazioni Unite calcolano che
la richiesta di biocarburi aumenterà del 170 per cento solo nei
prossimi tre anni. Ci sarà abbastanza cibo per tutti? O presto verrà il
giorno in cui dovremo scegliere tra una pagnotta e un pieno di
biocarburi per la nostra auto? ENRICO FRANCESCHINI - Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it

IL V. DAY DI BEPPE GRILLO
L' Herald Tribune e il V-day
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-
day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha
pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la
traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italiana
Irriverenza e comicità per chiedere le riforme. Il successo di una
campagna popolare lanciata da un comico iconoclasta dà ai politici
italiani la possibilità di una pausa per riflettere. Beppe Grillo è l'
artefice del V-day, che ha richiamato 300.000 persone sabato a firmare
una petizione per epurare l'Italia dalla sua classe politica corrotta
che per Grillo include i partiti, molte istituzioni governative e i
media. Alcuni politici hanno liquidato l'iniziativa di Grillo come
"demagogia superficiale" e messo in guardia sulle sue "tendenze
populiste". "Le proteste di massa non sono sempre giuste", ha detto
Antonio Polito, un senatore di centro-sinistra mercoledì. "La storia
del secolo scorso è piena di proteste di massa sbagliate. Quando finì
la democrazia fu sempre a causa delle proteste di massa." Altri hanno
avvertito di fare attenzione alle campane di allarme che vanno
ascoltate. "Di fronte a una protesta di massa, chi è criticato dovrebbe
ascoltare e tentare di capire," Fausto Bertinotti, il presidente della
Camera ha detto in un talk show martedì in tarda serata. "Grillo sta
riempiendo un vuoto della politica con materiale molto dubbio, ma le
sue critiche andrebbero accettate." Gli italiani hanno fatto la fila in
più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di
Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i
candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi
a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari.
"Sono rimasto realmente sorpreso, non mi aspettavo una simile
affluenza", ha detto Grillo in una intervista telefonica martedì. Gli
organizzatori stimano in 50.000 le persone presenti sabato a Bologna
per ascoltare Grillo. "Ciò che è successo è che è stato liberato un
virus che attacca la classe politica. Ma in questo caso non c'è
vaccino." In molti modi, il V-day è stato un ulteriore esempio della
crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica.
Con più di 750.000 copie vendute, il best seller dell'estate è stato il
libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: "La Casta", una pungente
esposizione di avidità, sprechi e corruzione. "La gente sente che
richieste elementari, come maggiore efficienza, riforme diffuse o la
modernizzazione delle istituzioni e dell'economia sono ignorate dall'
attuale classe politica," dice Roberto D'Alimonte, che insegna Scienze
Politiche all'Università di Firenze, rilevando che le statistiche e i
sondaggi indicano tutti una insoddisfazione generale. "Quindi, inoltre,
vedono gli attuali politici come costosi, privilegiati e arroganti." La
protesta di Grillo è iniziata attraverso il suo blog,
www.beppegrillo.
it, uno dei primi cinque siti web più letti in Italia, con più di un
milione di accessi in luglio, secondo Nielsen//NetRatings. Il blog ha
dato origine a centinaia di gruppi spontanei – chiamati "meetup" – che
hanno organizzato punti di raccolta in Italia e nel mondo per
raccogliere le firme sabato. "L'idea del V-day è stata di dare voce a
coloro che non hanno voce," ha detto Grillo, che ha negato di voler
creare un suo partito. I suoi supporter, ha evidenziato, sono già un
"movimento politico" e si incontrano regolarmente per discutere di
argomenti come l'economia e l'ambiente e di tentare di aumentare la
consapevolezza su questi temi. "Siccome il movimento è partito dal web,
è partito dal basso," ha detto. "Questo sarà" ha aggiunto "il
riferimento per il futuro. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di parole
nuove." Nel lungo termine, la campagna del V-day può ulteriormente
indebolire il governo di centro-sinistra del Primo Ministro Romano
Prodi, che sta lottando per realizzare molti dei suoi impegni
elettorali. In un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera questa
settimana, il 68 per cento degli intervistati ha detto di non essere
soddisfatto del governo nei suoi primi 16 mesi di vita. Renato
Mannheimer, la cui società Metis ha condotto il sondaggio, ha scritto
che la delusione deriva dalla percezione che il governo è stato
"incapace di portare a compimento i suoi obiettivi", elencando dozzine
di esempi di "promesse senza riposte e progetti non portati a termine."
Dopo l'otto settembre, alcuni critici di Grillo hanno attaccato il
comico per il suo "approccio messianico". "La classe politica si sente
minacciata e difende sé stessa tentando di delegittimare la protesta,"
ha detto D'Alimonte. Grillo ha detto: "Mi chiamano guru, qualcuno che
ipnotizza le folle. Ma questo significa soltanto che non hanno compreso
che cosa è avvenuto nelle strade sabato." "
13 Settembre 2007 - Le
firme del V-day Il totale parziale è di 332.225. Le voci di chi ha
partecipato, spesso per la prima volta in vita sua, a una
manifestazione politica sono decine di migliaia nella Rete. Ne riporto
cinque. Cosa c'è di più politico di una legge di iniziativa popolare
prevista dalla Costituzione? Un grazie a tutti coloro che sono stati ai
banchetti dall'alba al tramonto, a tutte le associazioni e ai singoli
cittadini. "Vorrei iniziare con un grazie a Beppe Grillo e a tutti
coloro che hanno partecipato al v-day. io sono di Caltanissetta e
quando ho visto che anche nella mia piazza si raccoglievano le firme
per questo meraviglioso evento ho capito che Beppe ha davvero la forza
di coinvolgimento che manca a questi politici" Leonardo "Quando siamo
andati a firmare a piazza Dante a Napoli, l'8 settembre, pensavamo di
non trovare nessuno perché c'eravamo rassegnati all'idea che gli
italiani sono un popolo di pecoroni.... quando abbiamo visto che
dovevamo fare la fila per firmare una proposta di legge che manda a
casa coloro che non hanno i requisiti per poter affrontare i problemi
del nostro paese, abbiamo capito che l'Italia si sta svegliando, le
pecore si trasformano in leoni". Michele "A Parma abbiamo organizzato
una V-biciclettata per tutta la città, ovunque risvegliavamo la gente
con il tintinnio dei nostri campanelli. Nessun partito, giovani e meno
giovani, eravamo proprio tanti. Partecipazione,interessi, gioia,
sorrisi... queste le reazioni della gente... ho portato in bicicletta
con me anche il mio figlioletto di 10 mesi, so che è stata una giornata
importante e potrò dirgli in futuro:" Marco non te lo ricordi ma l' 8
settembre 2007 c'eri anche tu"". Mauro "Sono un uomo di 73 anni. Quando
l' 8 settembre scorso, insieme a mia moglie, mi sono recato a Piazza
Castelnuovo a Palermo presso il banchetto per apporre la mia firma di
adesione al V-day, ho notato con piacere che l'intera piazza era
gremita di moltissimi giovani entusiasti. Bisogna ascoltarli. Loro sono
la classe dirigente di domani. Il tuo successo è da accreditare, oltre
che alla grande capacità di comunicare le idee che hai, anche ai tre
punti sacrosanti (moltissimo sentiti dalla gente) della tua proposta di
legge di iniziativa popolare." Aldo "Pensavo di essere di destra perché
mi piace il rigore, la precisione, l'intraprendenza, l'inquadratura, la
"buona" famiglia, perché sono un imprenditore.... Credevo di non essere
di sinistra perchè odio condividere con chi non si rimbocca le maniche
e si dà da fare, perchè non mi piace appiattire i "talenti" individuali
anziché distinguere le persone per le qualità; perchè quelli di
"sinistra" hanno spesso offeso la mia voglia di lavorare a scuola, nel
lavoro, nella vita... ORA, dopo SEI ORE di coda in Piazza Castello a
Torino, non sono più niente.... E INVECE SONO TUTTO!!! Sono pieno,
ripieno di speranza di voglia di "partecipare" di essere coinvolto e di
coinvolgere. Faccio parte del "gruppo" di coloro che vogliono cambiare
l'Anima del Mondo che è la nostra Italia. Domenica andrò a pescare al
lago. Non lo facevo da quindici anni. Voglio vivere... bene." Antonio
V-day after

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco
per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la
prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco
Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive
una lettera che mi getta nello sconforto. "Caro Beppe, sono trascorsi
pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro.
Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età
media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è
stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un
giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al
posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli
altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo. Fassino, segretario di un
partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei
giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per
aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino
Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato
da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più
bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino
ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello
della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con
due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta
per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al
mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso
giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino:
quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da
parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato,
il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si
allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con
un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido
senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che
la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati:
dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare
l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003
stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un
parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del
Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due
parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è
come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di
quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va
data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire)
ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota
dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai
voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i
voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle
missioni. Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido
Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia
della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio
all'inchiesta sulle scalate. Ora difende un "indagabile" in
quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato
Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di
Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che
l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina
travestito?" Marco Travaglio
12 Settembre 2007 V-generation La V-
generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link,
un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno
potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica
vera, legata al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla
famiglia, all'acqua, all'energia. La Rete è il nuovo luogo della
politica. Sabato la V-generation è scesa in piazza per firmare una
legge di iniziativa popolare. Si è materializzata, ma solo per chi la
ignorava. Un momento di democrazia: una proposta di legge popolare.
Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore. Sono state
raccolte SOLO 300.000 firme perchè sono finiti i moduli. Nelle piazze c'
era almeno un milione di persone. La V-generation è stata definita
"Italia di merda" e "anti politica". Il popolo della V-generation è un'
offesa vivente per i professionisti della politica. Un delitto di lesa
maestà per molti giornalisti e intellettuali. Tutta gente (non
precaria) che ha vissuto bene, molto bene in questi anni alle spalle
del Paese. Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo
composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe
essere ringraziato. E' la valvola di sfogo di una pentola a pressione
che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro
di questo Paese. La V-generation è aria pura, condivisione, futuro.
Gaber direbbe: "la libertà è partecipazione". Grazie a tutti i Meetup,
siete stati FANTASTICI! FONTE Beppegrillo.it - V. DAY - Condivido il
senso di frustrazione. Devo dire però che non mi sorprende lo stato
attuale delle cose. È la logica conseguenza di una gestione
opportunista e borbonica di un potere che non può permettersi il lusso
che la gente pensi, che vi sia un reale aumento della libertà
individuale e della giustizia sociale. La mediocrità è programmata.
Vengono volutamente lasciati cadere tutti gli appelli alla coscienza ed
alla reale partecipazione sociale. In un mondo in cui non ci dicono
neppure chi è in guerra con gli stati uniti o con chi sono davvero in
guerra loro figurati se si può liberamente parlare, programmare,
costruire una alternativa valida allo stato delle cose attuale. Le cose
raccapriccianti da denunciare con grande forza non sono certo gli
argomenti di Grillo. Ho la sensazione che lui finisca comunque per fare
il gioco dei partiti. L'importante è che gli imbecilli vadano a votare
per mettere la firma ai programmi del potere. Dopo la caduta del muro
di berlino si vede molto più limpidamente la totale responsabilità del
sistema del capitale nella pianificazione dello sfruttamento, nella
sistematica pianificazione della miseria per il lavoro a basso costo e
alto profitto, l'estensione genetica del controllo, l'uso del terrore
per giustificare il dominio, la reintroduzione massiccia della
schiavitù negli usa e in europa sotto forma di "fenomeno" immigrazione.
Questi sono gli orrori da codice di Norimberga che si uniscono allo
storico saccheggio delle risorse umane e del pianeta. Sono 10 anni che
non voto questi parassiti perché non è data alcuna alternativa neanche
parziale. Mi rifiuto di avvallare i loro inganni e finti litigi.
Bisogna che gli Italiani capiscano in che realtà si vive. Sergio
Martella -
www.arte-e-psiche.com

LA NUOVA BATTAGLIA DI BEPPE GRILLO
Il comico e l'iniziativa per "cacciare" i politici condannati in via
definitiva ma ancora in Parlamento e "contro una politica
autoreferenziale, ormai lontana anni luce dai cittadini"
L'8 settembre in piazza per il V-Day "Il V-Day è un virus, deve arrivare dappertutto,
non in una sola città". Per questo Beppe Grillo ha deciso non di fare
una sola manifestazione, a Roma, ma di coinvolgere tutte, o quante più
possibile, le città d'Italia. Il simbolo è una V rossa, tracciata sopra
un 8, che ricorda quella del film "V per Vendetta", ma significa
un'altra cosa: si tratta del Vaffanculo Day (locuzione "sdoganata" di
recente dalla Cassazione), l'appuntamento è per l'8 settembre ed è la
nuova sfida di Grillo, animata da una macchina organizzativa decollata
grazie al Web. La risposta popolare si vedrà nelle piazze coinvolte, da
Nord a Sud. Lo scopo: protestare contro i politici condannati in via
definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con
una raccolta di firme la proposta di legge popolare per "cacciarli" dal
Palazzo e soprattutto esprimere un disagio e una stanchezza per una
politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana
anni luce dai cittadini e dalle loro attese. L'obiettivo dell'8
settembre: è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare
per un Parlamento Pulito: la legge prevede la non eleggibilità dei
pregiudicati, un massimo di due legislature e l'elezione diretta del
candidato. La proposta di legge popolare è stata presentata alla
Cassazione in luglio. "L'8 settembre - spiega Grillo - per ricordare
che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione
allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi
culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione
popolare". Grillo l'8 sarà a Bologna, in Piazza Maggiore, per uno
spettacolo-manifestazione che inizierà nel pomeriggio. Il comico va
avanti come una ruspa su un percorso intrapreso molti anni fa, e
proseguito nei teatri di tutta la penisola con i suoi spettacoli
incisivi nel mettere a nudo gli scandali italiani. Ma è stato il Web a
segnare la svolta strategica per le sue battaglie (raccolte in un libro
di prossima uscita): da Parlamento Pulito alla Val di Susa per
proseguire con Unipol, la risorsa acqua, la Borsa, le Primarie dei
cittadini, Fazio, l'indulto, la Telecom, il precariato (Schiavi
moderni), gli Inceneritori, Via dall'Iraq. "Combattere una battaglia è
bello. Che si perda o che si vinca - dice Grillo da suo blog - rimane
il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita
che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente.
Toglie linfa al nostro organismo. Diventiamo un po' più verdi, un po'
più grigi, un po' più neri, assumiamo i colori di una televisione
disturbata. E qualche volta 'saltiamo'. Spariamo al vicino di casa.
Facciamo a pezzi la famiglia. Buttiamo massi da un ponte autostradale".
Per Grillo, "è l'autorepressione che ci lavora dentro. Giorno dopo
giorno. Telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle,
certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più
dell'avversario. Vivere per quel secondo in più è l'obiettivo del
cittadino combattente. In questi tre anni - prosegue - ho combattuto
più battaglie del generale Patton nella Seconda Guerra Mondiale. Per
Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare
verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili,
così integrati con la realtà da confondersi con essa". FONTE:www.
repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

SCATTI DI TEATRO LESBICO DRAMMATURGIE DI TEATRANTI LESBICHE
A cura di Eleonora Dall'Ovo Casa
editrice: Il Dito e la Luna 115 pagine, 12 euro
Finalmente un' antologia di teatro lesbico che raccoglie le drammaturgie di quattro
autrici italiane, che da anni replicano i loro spettacoli su tutto il
territorio nostrano. Commedie, poesie e un poema epico che forniscono
alla comunità lesbica, e non solo, immaginari positivi e dissacranti in
netto contrasto con la visione discriminatoria che per lungo tempo ha
segnato la rappresentazione delle lesbiche. ScAtti di teatro lesbico
intende contribuire a testimoniare l'esistenza del teatro lesbico in
Italia, evidenziandone la capacità di critica sociale e politica e
promuovendone la diffusione. L'introduzione della teatrante Eleonora
Dall'Ovo e la conclusione della sociologa Sveva Magaraggia, mettendo in
luce aspetti socio-economici, politici e teorici legati alla produzione
e fruizione del teatro lesbico in Italia, danno spessore a questa
raccolta. Per informazioni e presentazioni:
Eleonora Dall'Ovo 340
3783848 - Il Dito e la Luna 02.52.20.97.43 - 02.66.91.211
info@ilditoelaluna.com

AZIONE GAY E LESBICA PRESENTA:
"BUONA LA PRIMA"- NITRATO D'ARGENTO E PARI OPPORTUNITÀ
Venerdì 28 settembre 2007
dalle 22.30 in poi... Auditorium Flog - Via M.Mercati 24/a Firenze con
Ravamarah & BigSur dj staff Video/Photo set e shop Prezzo 5€ soci/e/*
Azione Gay e Lesbica 8€ soci/e/* ARCI 10 € biglietto intero info:
055 220 250 info@azionegayelesbica.it
www.azionegayelesbica.it

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06 agosto 2007

news 6 agosto

TRISTI COINCIDENZE
Stefania, una transessuale di 35 anni, è stata aggredita e ridotta in fin di
vita da un vile aggressore che l’ha poi derubata di poche cose ed è

sparito nel nulla. Questo è purtroppo quasi sempre il cliché delle
violente aggressioni che spesso portano alla morte di gay e
transessuali. Grazie alla competenza degli agenti della Squadra Mobile
che operano in questi casi, sempre più spesso i colpevoli vengono
smascherati e consegnati nelle mani della giustizia. Ciononostante il
numero dei delitti di matrice omofobica e transfobica è in costante
aumento e nel nostro paese manca un chiaro segnale politico che estenda

la legge Mancino ai reati di omofobia e transfobia. A conferma di ciò
si registra in queste ore la coincidenza con la conclusione delle
audizioni della Commissione Giustizia della Camera, che sembrerebbe
orientata a stralciare dal pacchetto antiviolenza in esame tutta la
normativa a tutela di gay, lesbiche e trans e far approvare la sola
parte relativa alle donne. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli esprime la sua profonda solidarietà a Stefania e a tutti coloro

che le sono vicini in queste ore di ansia; si augura che le forze
dell’
ordine che stanno seguendo il caso lo risolvano al più presto
individuando e arrestando il colpevole; esprime il proprio fermo
dissenso a questa ipotesi sconcertante della Commissione Giustizia che
parrebbe ignorare che la matrice culturale della violenza alle donne,
agli omosessuali e alle transessuali è la medesima. La comunità glbt
riceve oggi l’ennesimo schiaffo, al quale non rimarrà insensibile,
da
Istituzioni parlamentari, colpite da orticaria quando si tratta di
questioni omosessuali e transessuali.
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Rossana Praitano – Presidente -06/5413985 fax
06/5413971
- 3397126198


FAMILY MATTERS
Lâ Università degli Studi del Piemonte
Orientale, con l’Agedo e le associazioni di familiari spagnola (Ampgil)
e inglese (Flag), stanno realizzando il progetto “Family Matters”: sostenere le famiglie per prevenire la violenza ai giovani gay e lesbiche. Finanziato dai fondi comunitari *Daphne*, il progetto ha come obiettivo produrre conoscenze utili ad aiutare le famiglie a diventare
un luogo dove i giovani gay e le giovani lesbiche trovino sostegno per
fronteggiare la violenza omofoba e dove insieme si possa costruire una
società libera da violenza e da pregiudizi. Attraverso un questionario a diffusione nazionale si vuole dare voce a genitori di ragazzi che tra i 14 e i 22 anni, sono diventati visibili in famiglia. Le interviste,
trattate in maniera assolutamente anonima dal gruppo di ricerca,
affiancheranno ai dati raccolti dal questionario le voci delle
famiglie. Per la buona riuscita della ricerca, è importante poter
raccogliere esperienze diverse: abbiamo per questo bisogno della
collaborazione di tutte/i, per far conoscere la ricerca ai familiari
che potrebbero essere interessati a partecipare. Per partecipare:
telefonate 01312283726 (martedì dalle 14.30 alle 18) oppure scrivete a progettodaphne@sp.unipmn.it - http://www.arcigayroma.it

CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE DONNE E DISCRIMINAZIONE
Le donne sono ancora vittima di discriminazione. Il Pixelle è un circolo arci
giovane, che ha dato spazio alle iniziative delle donne. Aperto da 5
socie che con l'aiuto di molte altre, hanno trasformato un grigio
capannone industriale in un luogo accogliente e piacevole. Concerti,
teatro, cineforum, presentazioni di libri e tanto altro. Ora "lo
sfratto", senza preavviso, senza possibilità di dialogo, e con
l'accusa di essere un locale "equivoco". Un locale spesso attaccato che non ha
mai avuto lo spazio mediatico per esporre il proprio punto di vista. Ma questa diaspora delle donne ha il sapore amaro della discriminazione.
Se volete scrivere un vostro un messaggio di sostegno speditelo a
info@pixelle.it lo pubblicheremo sul sito www.pixelle.it al piu' presto. Grazie a tutti e a tutte quelli che sono passati per aver fatto del Pixelle un posto diverso e speciale e grazie anche a chi
vorrà aiutarci in questa lotta alla discriminazione.

LETTERA DEL
CIRCOLO DRASTICAMENTE ALLA REDAZIONE DE IL MATTINO DI
PADOVA, 5 AGOSTO 2007.
Spett.le Redazione, noi socie del circolo Drasticamente
abbiamo deciso di scrivervi per entrare nel merito di alcuni punti
della discussione sorta in seguito allo sfratto subito dal circolo
Pixelle dalla sua sede di via Austria a seguito della decisione del
consorzio ZIP (Zona Interporto di Padova). Lo facciamo perché il
nostro circolo è stato spesso ospite della sede del Pixelle. Scriviamo in
primo luogo motivate dalla rabbia per quello che si profila come l’
ennesimo attacco alle donne lesbiche. Dopo la nostra separazione dal
circolo Tralaltro all’incirca dieci anni fa, non siamo ancora
riuscite a trovare una sede stabile nella quale organizzare e ospitare le nostre attività . Meno fortunato del circolo Arcigay Tralaltro, che già da tempo risiede in una sede del comune, il circolo Drasticamente ha ripetutamente chiesto all’amministrazione comunale uno spazio –
tramite numerose raccomandate - e un incontro con il sindaco Zanonato senza che entrambe tali richieste siano mai state soddisfatte. Questo ci ha costrette ad anni di cambiamenti di sede – spesso in condivisione – i quali molte volte hanno limitato la capacità di azione della nostra
associazione. Attraverso il Pixelle abbiamo trovato un luogo dove poter svolgere le nostre attività culturali e allo stesso tempo finanziarci, ponendoci in entrambi i casi al servizio di una popolazione – quella femminile ed in particolare quella lesbica – che, rispetto alla popolazione in generale inclusa quella gay, gode di minore visibilità e spazi aggregativi e ricreativi. Purtroppo, per una decisione del
consorzio ZIP, ora il Pixelle è costretto a lasciare la sua sede. Questa decisione è arrivata in modo improvviso e colpisce tra molti locali e attività culturali presenti nell’area, proprio il Pixelle.
Il nostro dubbio è che si sia voluto trovare un capro espiatorio per giustificare una cacciata che ha il sapore amaro di una discriminazione per noi inaccettabile. Il tutto accade nella (continua) indifferenza del sindaco rispetto a questo specifico episodio e alle già citate
richieste di incontro in relazione alla richiesta di una sede. Ma anche nel silenzio di quegli esponenti apertamente gay del governo municipale i quali sono soliti schierarsi in prima linea per combattere le
disuguaglianze e ai quali competerebbe perlomeno informarsi se dietro allo sfratto del Pixelle non si nascondano intenti discriminatori contro donne e lesbiche. Attendiamo una risposta dall’uno e dagli altri come si converrebbe ad istituzioni non tanto democratiche ma
semplicemente decenti. Nel frattempo, annunciamo che daremo battaglia
nelle sedi opportune fino a quando un chiarimento sullo sfratto
repentino del Pixelle e sulla questione annosa della nostra sede non
saranno date risposte convincenti. Il circolo lesbico Drasticamente


ADOLESCENTI GAY, UN DRAMMA¦ I GENITORI? NON SANNO AIUTARLI

L'adolescenza è un momento di crisi profonda. Se poi ci si innamora di una persona dello stesso sesso è un dramma. E così accadono gli episodi di Lecco, dove una ragazzina ha tentato il suicidio perche' la madre le impediva di vedere la fidanzatina. Il 30% dei ragazzi si toglie la vita per disagi dovuti all'orientamento sessuale. FONTE Libero.it


DUE
RAGAZZI GAY SI BACIANO A ROMA, I CARABINIERI LI FERMANO, LI PORTANO IN
CASERMA E LI DENUNICIANO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA. INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI: "QUALE REATO E' STATO
COMMESSO DALLA COPPIA GAY? E A QUANTE COPPIE ETEROSESSUALI VIENE
RISERVATO LO STESSO TRATTAMENTO?".
Interrogazione dei deputati radicali Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano e Marco Beltrandi su quanto avvenuto la notte scorsa a Roma, davanti al
Colosseo. Interrogazione urgente a risposta scritta: Ai Ministri della
Difesa, degli Interni, della Giustizia, della Famiglia e delle Pari
Opportunità . Per sapere – premesso che: Secondo quanto dichiarato
dall'Arcigay di Roma e da alcuni organi di stampa, nella notte tra il
26 e 27 luglio 2007, a Roma vicino al Colosseo, in una zona frequentata da persone lesbiche e gay, una coppia gay di due ragazzi di 27 e 28 anni, che si baciava, è stata arrestata da una pattuglia di
Carabinieri. La coppia è stata portata alla Caserma militare del Celio e dopo un interrogatorio sono stati rilasciati con un verbale dal quale risulta che sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria; Per
sapere:
- quali violazioni di legge hanno commesso i due ragazzi che
si baciavano davanti al Colosseo;
- quante coppie
eterosessuali che si baciano vengono fermate, arrestate, interrogate e
poi denunciate al giudice perché si baciano davanti a un monumento;
- se non ritengano i Ministri interessati che tale vicenda sia l'ennesimo atto di gravissima discriminazione cui le persone omosessuali sono vittime in Italia;
- se non ritengano i Ministri interessati utile promuovere corsi di aggiornamento tra le
forze dell'ordine per evitare che episodi così marcatamente
discriminatori si ripetano e che aggravano la già difficile condizione degli omosessuali in Italia. I deputati radicali: Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano, Marco Beltrandi


COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
OGGETTO: Il Comitato Gay e Lesbiche Prato viene censurato durante la serata dedicata a Tondelli
con l’interpretazione dell’On. Vladimir Luxuria. In occasione dello spettacolo “Vladimir Luxuria in Omaggio a Pier Vittorio Tondelli, la sera di venerdì 27 luglio presso il parco di Galceti (Prato), il Comitato Gay e Lesbiche Prato era stato contattato dagli organizzatori (Circoscrizione Prato Nord - COMUNE DI PRATO, Associazione Culturale Pronomos) per presenziare alla serata stessa con un banchino informativo con libri, dépliant, riviste ecc. a tematica gay, lesbica, bisessuale e trans. Fra i vari materiali esposti era presente anche una bandiera del Coordinamento Facciamo Breccia (www.facciamobreccia.org), cui il Comitato Gay e Lesbiche Prato aderisce. Tale bandiera riportava lo slogan ripetuto nelle ultime due manifestazioni organizzate dal Cordinamento, ossia “No-Vat. Più autodeterminazione. Meno Vaticano.” Alcuni membri dell’organizzazione si sono rivolti al Comitato chiedendo di togliere la bandiera dai materiali esposti, dichiarando che, per una manifestazione culturale e non politica, la bandiera era da considerarsi eccessiva. Vari membri del coordinamento hanno fatto presente come la richiesta fosse insensata, considerando la semplicitÃ
dello slogan ed il contesto della serata. Vista l’insistenza degli organizzatori, hanno deciso allora di coprire il testo della bandiera con dei pezzi di carta bianca che riportavano la dicitura “Censura
clericale”, considerando questo espediente, quasi teatrale, un gesto adatto al contesto per esprimere la propria insofferenza al tentativo censorio. A questo punto alcuni degli organizzatori hanno strappato con violenza la bandiera, qualcuno ha anche affermato “Tanto con voi
bisogna fare così”. Sono seguite proteste da parte dei membri del Comitato, che sono state prontamente bloccate dal servizio d’ordine della serata. In particolare è stato impedito ai membri del comitato di incontrare l’On Vladimir Luxuria per spiegare i fatti, situazione paradossale se si considera che Vladimir Luxuria, non ancora onorevole, ha partecipato alla prima manifestazione No-Vat ed ha anche preso parola durante gli interventi finali dal palco. Il Comitato Gay e
Lesbiche Prato esprime il proprio sconcerto per un simile comportamento che nega ogni forma di dissenso verso l’ingerenza vaticana sulla politica italiana. La negazione di tale dissenso risulta assurda considerando la pesantezza dell’attacco vaticano allo sviluppo dei diritti civili per gay, lesbiche e trans in Italia. Eppure l’ organizzazione ha invitato a celebrare l’autore gay Tondelli un* parlamentare transgender che proviene dal movimento gay lesbico bisessuale e trans romano e italiano! Ci chiediamo, a parte l’ aggressività del gesto, se l’organizzazione della serata aveva una pur vaga idea del profondo senso politico che assume, nell’Italia del 2007,
invitare V.Luxuria ad interpretare “Camere separate”, “Pao pao” ecc.
ecc. A nostro parere non ha senso tenere insieme una reverenza muta verso un’ indiscutibile cattedra vaticana con elementi di cultura gay fatti solo fenomeno di costume o evento di tendenza. L’Italia risulta ogni giorno di più il paese della contraddizione, dove da una parte la Cassazione riconosce il diritto di un rifugiato africano alla piena espressione dell’omosessualità come elemento dell’identità da rispettare (forse esistevano altri istituti preposti a riconoscere
questa ovvietà ?) e dall’altro si denuncia una coppia gay perché si bacia in pubblico a Roma. Viene da domandarsi se mai la politica italiana, specialmente del centrosinistra, riuscirà ad uscire dal suo senso di minorità rispetto alla gerarchia della chiesa cattolica, diventando finalmente maggiorenne ed europea. Prato, 27 luglio 2007 Comitato Gay e Lesbiche Prato – 347/4637511 –
info@gayelesbicheprato.it - www.gayelesbicheprato.it


ASSOCIAZIONE RADICALE IGNAZIO SILONE LETTERA APERTA A WALTER VELTRONI
È più che mai indispensabile risolvere lo sconcertante ostracismo dell’attuale
comitato dirigente del nascente PD verso le aspirazioni ideali di noi
radicali, ritenuti (spero anche secondo lei ingiustamente, carissimo
Veltroni) “non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito
Democratico”. Qui non ve la potete cavare con un triste e chirurgico “NIET” burocratico ! Questo rifiuto, apparentemente legittimo, apre delle fratture molto ampie e profonde che abbisognano per essere ricucite di organizzare una o più giornate di studio e di riflessione
congiunta tra il PD e Radicali Italiani. I burocrati facciano pure il loro mestiere ma la politica che vuol essere levatrice di nuove idealità e aspettative per questa nostra Italia si deve allertare e
ricucire lo strappo. Perciò noi dell’Associazione Radicale
“Ignazio Silone” ci appelliamo a Te ancora pieni di speranze perché tu sappia essere uomo d’onore e di parola! Ricordiamo a Te ed a tutti gli
italiani che si attendono da anni un vero partito democratico le oltre
660 parole del tuo discorso che sembrano scritte dai Silone, Rosselli
e noi radicali, parole che ci hanno indotto a batterci per poter
partecipare al processo costituente del 14 ottobre: Il partito che
immagino è un luogo aperto. Aperto, in primo luogo, ai giovani.
Aperto ai cittadini, a quei movimenti che nel corso di questi anni hanno
interpretato meglio la domanda di cambiamento, di rinnovamento della
politica, che veniva dalla società italiana. Aperto a livello
regionale, dove insieme a coloro che vengono da storie e da
appartenenze di partito dovranno partecipare, contare e decidere,
associazioni, gruppi, comitati e singoli cittadini. Così daremo vita
ad un partito federale, dove il principio dell'autonomia guiderà le
scelte riguardanti le persone che vivono e lavorano in quel determinato
territorio. Il Partito democratico, un partito che nasce dalla
confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Insomma,
ognuno di noi entra nel Partito democratico con la propria storia e la
propria identità , nessuno può chiedere a nessun altro di rinunciarvi. Rimango dell'idea che ho sostenuto in questi anni: una grande casa dei
democratici e dei socialisti. Sono convinto che il 14 ottobre sarà un
giorno importante per la democrazia italiana. Nasce, in forma nuova, un partito nuovo. Nasce consentendo a chiunque creda in questo progetto di iscriversi, naturalmente e direttamente, e di candidarsi. Associazioni e gruppi, comitati e movimenti, singole persone potranno, nello stesso
momento, formare un nuovo partito e decidere gli organi dirigenti e il
leader nazionale. E' un fatto mai accaduto prima. E' stato sempre più
facile che nuovi partiti nascessero da scissioni o da proiezioni
personali di leader carismatici. Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere, fin dal primo momento, alla stessa stregua dell'altro.
Per questo abbiamo voluto il principio "una testa, un voto". A contare, più di tutto, è il fatto che ogni giorno che passerà farà circolare e mescolare un po' di più le nostre idee, le nostre convinzioni, il nostro modo di guardare al di fuori di noi stessi. Un libero scambio
che sempre di più farà sentire ad ognuno di essere non una sola cosa, ma più d'una insieme. E cioè, semplicemente, un "democratico". Ora bisogna fare "l'ultimo miglio". Bisogna incrociare le storie e aprirsi. Bisogna arrivare ad una "indistinguibilità " organizzativa di ciascuno. Il Partito democratico non sarà un partito di ex. Sarà , finalmente, la casa dei "democratici". La più bella definizione di sé che un essere umano possa dare. Essere democratici vuol dire assumere nella propria
condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica". La politica non è una passeggiata solitaria nella quale puoi scegliere i percorsi e le soste che più ti piacciono. E' un meraviglioso viaggio collettivo. Vorrei che lo facessimo per una volta in allegria, con la serenità che in questa casa più grande, con amici nuovi, tutti possiamo essere diversi. Se questo partito, infatti,
dovesse iniziare il cammino con i difetti della politica preesistente, con i gruppi e le correnti chiuse e in conflitto, sarebbe quanto di più lontano dallo spirito che in queste ore sento attorno a noi, dalla
nuova fiducia per una possibilità che si apre. Non si comincia un nuovo
viaggio con un equipaggio dilaniato da vecchi rancori e preoccupato di
gettare dalla nave chi ad essa si affaccia per la prima volta. Una
leadership forte deve esercitare tutte le prerogative, nessuna esclusa, e deve saperlo fare ascoltando e condividendo. Il partito dispone già oggi di tante personalità e altre ancora ne verranno, altre ne conosceremo. Le opinioni di tutti saranno importanti. Non sono state
ancora precisate le regole della elezione della Assemblea Costituente,
né quelle per il segretario. Quando ciò sarà stato definito si
potrà formalizzare o meno una candidatura. Se ce ne sarà più d'una potrÃ
essere un bene. L'importante è che siano espressione di piattaforme
politiche chiaramente diverse. Altrimenti apparterrebbero, come logica,
ad un tempo che tutti vogliamo superare. Una società chiusa, rigida,
burocratica, provoca e alimenta rabbia e frustrazione. Non è questa la
via giusta. Dobbiamo decidere che Paese essere. Il Paese dell'egoismo
sociale e del corporativismo, dell'incattivimento populista e
dell'odio. Oppure un Paese che pensa positivo, volta pagina, guarda al
futuro. Parole che noi abbiamo preso sul serio portandoci a sostenere
toto corde la candidatura di Pannella ma che, se tu continuassi a
lavartene le mani, appaiono sarcastiche e beffarde. Sperando in un
sollecito riscontro. Gino Antognetti Segretario dell’Associazione
Radicale “Ignazio Silone” email: gino@associazioneradicalesilone.org


IL MARE PIu' SPORCO DEL MONDO? E' IL MEDITERRANEO: FARCITO DI SPAZZATURA
GALLEGGIANTE (SOPRATTUTTO PLASTICA), IMPREGNATO DI IDROCARBURI E ALTRI
INQUINANTI. I DATI RACCOLTI DA GREENPEACE E DA UN'ORGANIZZAZIONE
AMBIENTALISTA SPAGNOLA, OCEANA, PARLANO CHIARO.
Il Mediterraneo e' un mare relativamente piccolo; ha una superfice di 2 milioni e mezzo di
chilometri quadrati, e misura 4.000 chilometri dalle coste del Vicino
Oriente fino allo Stretto di Gibilterra. E' anche un mare «chiuso»:
il ricambio completo dell'acqua avviene all'incirca in 90 anni. Ed è un
mare invaso di spazzatura, sostiene Greenpeace - che da un paio di mesi
sta perlustrando il «mare nostrum» con la sua nave Rainbow Warrior
(in questo momento si trova nella zona spagnola, ed è per questo che ieri
il quotidiano El País ha dedicato ampio spazio all'allarme sullo stato
del Mediterraneo). Infatti presso le coste spagnole si contano 33 pezzi
di spazzatura galleggianti per metro quadro, di cui tre quarti sono
pezzi di plastica: dai frammenti ai sacchetti e le bottiglie. La
plastica «è la spazzatura più comune ed è la causa di gran parte
dei problemi per la fauna e gli uccelli marini», afferma Greenpeace. In
mare aperto la densità di spazzatura galleggiante si abbassa: può
arrivare però fino a 35 pezzi per chilometro quadrato. Ma il peggio
sta sul fondo: in media nei fondali mediterranei si contano 1.935 «pezzi»
per chilometro quadrato, che è la densità più alta di tutti i
fondali oceanici del pianeta. C'è poi l'inquinamento fluido, o liquido:
secondo uno studio di Oceana (citato da El País), nel Mediterraneo navigano
fino a 10 grammi di idrocarburi per litro. Per quanto piccolo, il
Mediterraneo è però un mare molto frequentato: un terzo della
navigazione mercantile mondiale lo attraversa, e circa il 20% del
traffico petrolifero; in media ogni anno 12mila navi solcano queste
acque. Tanto traffico è di sicuro una fonte di inquinamento, ma non la
prima: la gran parte della contaminazione presente nelle acque del
Mediterraneo viene dalla terraferma, e questo è un dato che fa
riflettere. Nel bacino mediterranea sboccano 69 fiumi, che portano ogni
anno 283 chilometri cubi d'acqua: questi fiumi, e i sistemi di
drenaggio pluviale, sono la fonte più diretta di contaminazione marina
perché vi trasportano ogni sorta di reflui (solidi e liquidi) dalle
zone urbane e industriali dell'interno. Spagna, Italia e Francia
insieme generano il 60% dell'inquinamento che affluisce al
Mediterraneo. Sulle coste mediterranee vivono circa 150 milioni di
persone a cui si aggiungono circa 200 milioni di visitatori annuali:
scarichi urbani e turismo costiero sono l'altra grande fonte di
inquinamento. La contaminazione liquida non è meno preoccupante. E
anche qui c'è un dato che fa riflettere: l'inquinamento di routine,
afferma Oceana, è assai più pericoloso di quello provocato dalle
grandi catastrofi (come gli incidenti che provocano grandi dispersioni di
petrolio o carburante). I ricercatori di Oceana sottolineano che ogni
anno 400mila tonnellate di idrocarburi sono scaricate in mare,
illegalmente e in via del tutto irregolare. Un incidente con
sversamento e «marea nera» attrae attenzione e sarà tamponato con
misure d'emergenza; non così il «normale» inquinamento. Tutto questo
si riflette in primo luogo sulla fauna marina: si pensi che il 20% delle
tartarughe marine nel Mediterraneo centrale, una specie molto studiata,
mostra contaminazione da idrocarburi. Preoccupante anche la
contaminazione da mercurio di molte specie di pesce che finiscono sulle
tavole degli umani. Le due organizzazioni ambientaliste spagnole dicono
che per riparare a questo stato di cose sono necessarie diverse azioni,
dalla diminuzione dei consumi alla moltiplicazione degli impianti di
depurazione, al controllo sullo stato delle imbarcazioni, al lavoro
educativo. La prima cosa è sapere che ogni cosa che usiamo sulla
terraferma va a finire in mare, e che il problema fa affrontato
all'inizio della catena dell'inquinamento, non alla fine. Marina Forti
Fonte:www.ilmanifesto.it INVIATO DA Promiseland.it


ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Il Ministero della Sanità ha fornito una
seconda risposta evasiva all'On. Donatella Poretti (RNP) che in
collaborazione con l’Associazione Coscioni ha presentato un’
interrogazione per chiedere di fare piena luce sul comportamento della
Commissione Nazionale sulle Cellule Staminali, istituita dal Ministro
Sirchia presso l’Istituto Superiore di Sanità e decaduta nel 2004,
senza lasciare completa evidenza o pubblicità dei finanziamenti
erogati, delle modalità adottate e dei risultati prodotti dai progetti
finanziati. L’onorevole Poretti aveva già presentato una prima
interrogazione a cui il ministero aveva risposto parzialmente, pertanto
ha presentato una seconda interrogazione a cui non è stata data
risposta e quindi una terza che ancora una volta non ha chiarito quali
documenti pubblici, siti istituzionali e riviste scientifiche diano
pubblicità e evidenza dei motivi per cui è decaduta la Commissione
nazionale sulle Cellule Staminali ovvero del motivo per cui non aveva
più ricevuto finanziamenti; degli importi dei progetti da essa
finanziati, conclusi e non; di chi e come ha scelto i revisori di tali
progetti; delle modalità di valutazione da essi adottate; dei
consuntivi amministrativi e scientifici delle attività concluse e
finanziate; del motivo dell'eventuale aumento dei fondi per il primo
bando da 7,5 Meuro, dichiarati dal comunicato 442 (2001) della
Commissione nazionale, agli 11 Meuro dichiarati dall'ISS; di chi e come
abbia valutato i progetti del secondo bando e del perché non sia stato
possibile distribuire i finanziamenti in modo da poter finanziare anche
il terzo bando atteso dalla comunità scientifica. A questa terza
interrogazione è stata data una risposta generica, in particolare l’
onorevole Poretti ha lamentato la singolarità della decisione, assunta
dall'Istituto Superiore di Sanità , di chiudere il sito internet della
citata Commissione subito dopo la cessazione dell'attivitÃ
istituzionale della stessa e a progetti ancora in corso e che la
possibilità ora suggerita dal Ministero della Sanità , per i
cittadini, di contattare telefonicamente l'ISS, non appare idonea a garantire un
livello adeguato di trasparenza. L’iniziativa dell’Onorevole
Poretti e dell’Associazione Coscioni ha preceduto di poco la notizia, data tra
venerdì e sabato, che EuroStemCells e ESTOOLS, due progetti
transnazionali di ricerca sulle cellule staminali hanno chiesto al
governo italiano di predisporre un piano a sostegno della ricerca sulle
cellule staminali embrionali. L’onorevole Poretti e l’Associazione
Coscioni si uniscono ai ricercatori europei per chiedere non solo che
il governo finanzi la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma
anche che vigili sulla legalità dei finanziamenti stanziati o giÃ
erogati per i progetti di ricerca sulle staminali adulte e sulle
eventuali lacune di trasparenza messe in atto dalla suddetta
Commissione. Di seguito nel link, i il testo integrale
dell'interrogazione: http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=587


IRAN. DEPUTATI ITALIANI SI MOBILITANO CONTRO PENA MORTE GIORNALISTI
CURDI
1 agosto 2007: "Il Parlamento italiano scende in campo nella
mobilitazione per la salvezza dalla forca di Adnan Hassanpour e Hiwa
Boutimar, i due giornalisti iraniani di etnia curda condannati a morte
la scorsa settimana da un Tribunale della Rivoluzione in quanto 'nemici
di Allah'". Lo annuncia una nota congiunta di Articolo21 e Information
Safety & Freedom (ISF), le associazioni italiane che, insieme a
Nessuno tocchi Caino, hanno raccolto per prime l'appello lanciato
dall'organizzazione Iniziativa per la Libertà di Espressione in Iran.
Stando alla nota, le firme raccolte fino a questo momento in Parlamento
sono quelle di Umberto Ranieri (presidente della commissione Esteri),
Daniele Capezzone (presidente della commissione Attività produttive),
Enzo Carra, Giuseppe Giulietti, Antonello Falomi, Paolo Gambescia,
Khaled Fuad Allam, Massimo Fiorio, Teresa Bellacovo, Laura Bafile,
Emanuele Fiano, Franco Grillini, Domenico Aurisicchio, Katia Zanotti,
Lalla Trupia, Marina Sereni, Marco Filippeschi, Sergio D'Elia, Bruno
Mellano, Giovanni Crema, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Donatella
Poretti, Donato Mosella, Augusto Rocchi, Giovanni Paglierini, Nicola
Tranfaglia , Luciano Tessitore, Alba Sasso, Emilia De Biasi, Manuela
Ghizzoni, Rosalba Benzoni, Cinzia Fontana, Laura Froner, Roberto
Zaccaria e Maura Leddi. "Le adesioni - assicurano ISF e Articolo21 -
sono ancora in corso e il loro numero aumenterà sicuramente". "Azioni
contro la sicurezza nazionale" e "contatti con organizzazioni
sovversive" sono le accuse mosse contro i due giornalisti. Adnan, che
lavorava per il settimanale Asu, chiuso nel 2005 dal ministero della
Cultura e dell'orientamento islamico, è stato accusato inoltre di
"spionaggio" per i suoi contatti con alcuni media stranieri, mentre il
suo collega oltre ad essere stato collaboratore della rivista censurata
è membro attivo della Ong ambientalista Sabzchia. FONTE Nessuno Tocchi
Caino


ZAMBIA. 97 COMMUTAZIONI
2 agosto 2007: il presidente dello
Zambia, Levy Mwanawasa, ha commutato in ergastolo le condanne a morte
di 97 prigionieri, annuncia un comunicato diffuso dalla capitale
Lusaka. Il Presidente ha anche rimesso in libertà 823 detenuti,
decongestionando in questo modo diverse prigioni del paese. Nel
comunicato, Mwanawasa si dice preoccupato per le cattive condizioni di
detenzione nel paese e assicura che il Governo sta studiando la maniera
per renderle più umane e sopportabili. Inoltre si rivolge alle
autorita' penitenziarie perche' vengano liberati anche i detenuti che
hanno osservato buona condotta e quelli più malati. Dal suo arrivo al
potere nel 2001, il capo dello stato, ex avvocato per i diritti umani e
contrario alla pena di morte, ha rifiutato di firmare ordini di
esecuzioni di condanne a morte, una formalita' prevista dal codice del
paese. Per continuare a decongestionare le prigioni – conclude il
comunicato – il Governo dello Zambia proseguirà nella revisione dei
casi ed eventualmente a raccomandare la grazia presidenziale. FONTE
Nessuno Tocchi Caino

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23 luglio 2007

news 23 luglio

BARI ISTITUISCE REGISTRO UNIONI CIVILI
Arriva da Bari una delle notizie più
confortanti degli ultimi giorni: il Sindaco Michele Emiliano ha dato
disposizione alla ripartizione dei servizi demografici del Comune
affinché venga istituita l'anagrafe delle unioni civili senza
distinzione tra quelle omosessuali e quelle eterosessuali. La
disposizione recita anche che nel caso di coabitazione per vincoli
affettivi, la richiesta di famiglia anagrafica dovrà essere
sottoscritta congiuntamente alla presenza dell'ufficiale di anagrafe.
"Questa normativa pone Bari al livello delle maggiori città europee in
quanto a riconoscimento paritario di tutti i cittadini senza
distinzioni di orientamento sessuale o di genere" commenta soddisfatta
Rossana Praitano, Presidente del Circolo Mario Mieli di Roma. "Anche i
Comuni del Mezzogiorno iniziano a recepire le istanze di una parte
della popolazione che chiede pari diritti per tutti; ancora più
importante che la lotta contro il pregiudizio e la discriminazione
trovi gli alleati più congeniali nelle Istituzioni ed Amministrazioni
locali che più di ogni altro possono agire nel tessuto sociale locale:
per questo motivo ci auguriamo che l'esempio di Bari possa essere
presto emulato da tanti altri Comuni, Roma in testa. Auspichiamo per
questo un intervento del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, in quanto
candidato leader del nascente PD, che dia l'esempio e sia di sprone per
il raggiungimento della pari dignità di tutti e tutte" conclude Rossana
Praitano. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria
Politica Andrea Berardicurti 06/5413985- cell 3397126198 Via Efeso,
2/A 00146 ROMA tel. 065413985 fax 065413971 - 3487708437

500 BAMBINI SODOMIZZATI DA PRETI. LA RAI TACE OMERTOSA
Il magistrato Luigi Tosti scrive una lettera al Direttore del TG1 della Rai
Caro Direttore del TG1 , dopo aver appreso dal TG della Rete La 7 delle ore 12.30 del 15
luglio 2007, la notizia secondo cui l'Arcidiocesi cattolica di Los
Angeles ha dovuto sborsare 660 milioni di dollari per tacitare 500
vittime di abusi sessuali perpetrati da preti cattolici pedofili dal
1940 in poi, e questo in vista del processo che si terrà domani 16
luglio, e che sino ad ora l'Arcidiocesi di Boston ha sborsato ben 2
miliardi di dollari per risarcire gli altri bambini sodomizzati da
altri preti cattolici, vedendosi costretta a vendere parte del proprio
cospicuo patrimonio, ho visionato con apprensione i telegiornali messi
in onda da RAI 2, ore 13, e da RAI 1, ore 13, per accertarmi che le
reti televisive della Repubblica Pontifica Italiana assolvessero, con
fedeltà, l'obbligo, su di loro gravante, di disinformare i cittadini
italiani e di occultare con diligenza le notizie che possono risultare
pregiudizievoli per il "buon nome" del Vaticano e della Chiesa
Cattolica. Ebbene, ho potuto constatatre con sommo piacere -e di ciò
non posso non compiacermente come cittadino italiota contribuente e
pagante il canone per il servizio "pubblico"- che entrambi i TG
Nazionali hanno opportunamente e diligentemente occultato questa
notizia, che è stata invece improvvidamente propalata dalla Rete 7,
preferendo diffondere altre facezie, ivi inclusa quella relativa
all'evento epocale del momento, cioè lo svolgimento quotidiano delle
vancanze del Sommo Pontefice sull' arco Alpino. Mi congratulo,
ovviamente, con la Vostra sagace ed opportuna opera di occultamento
della verità -verità che potrebbe nuocere alla sagace opera di
disinformazione di Mons. Fisichella, ad avviso del quale il fenomeno
della pedofilia avrebbe coinvolto sì e no 4 o 5 preti, e mi chiedo
anche se non sarebbe opportuno interessare il Governo della Colonia
Pontificia affinché provveda a revocare la licenza televisiva alla Rete
7, per aver diffuso notizie che possono pregiudicare il buon nome
dell'Unica Chiesa voluta dal Dio incarnato, cioè l'Unica Chiesa
legittimata a rappresentarlo, sul nostro pianeta Terra, in virtù di
procura scritta rilasciata 2.000 anni or sono. Nell'inviarvi i più
cordiali saluti mi pemetto di allegare, in calce, la notizia,
improvvidamente diffusa anche dal Messaggero.
Luigi Tosti - tosti.
luigi@yahoo.it
Preti pedofili, risarcimento record a Los Angeles.
L'Arcidiocesi pagherà 660 milioni di dollari
LOS ANGELES (15 luglio) -
Più di un milione di dollari a testa. E' il risarcimento ottenuto da
circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a
partire dagli anni Quaranta in California. A pagare l'indennizzo record
sarà l'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles, che complessivamente dovrà
sborsare 660 milioni di dollari. Lo hanno riferito gli avvocati dei
querelanti. L'accordo, arrivato all'ultimo minuto - l'inizio del
processo era fissato per lunedì - è il più costoso degli ultimi anni
per laChiesa cattolica, bersagliata da richieste di indennizzi
miliardari per numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti nei
confronti di minori. Ray Boucher, capo dei legali che hanno difeso le
vittime, ha detto che oggi ci sarà un annuncio congiunto con
l'Arcidiocesi di Los Angeles sull'accordo.
"Che schifo una società che
non difende nemmeno i propri bambini."
Paul Harris

COMUNICATO STAMPA
Napoli città ideale per la mostra "Vade Retro" La città di Lucio
Amelio, amata da Andy Warhol e Robert Mapplethorpe, in cui il concetto
di cultura è da sempre declinato in senso libero ed ampio, è per
antonomasia il luogo designato ad ospitare la mostra "Vade Retro". "Il
sindaco di Napoli è diverso dal sindaco di Milano, e questo ci fa
pensare a possibilità concrete affinché la nostra città possa ospitare
la mostra sull´omosessualità `Vade Retro´, concepita in senso moderno e
di livello europeo, che rappresenterebbe un grande richiamo al turismo
ed un motivo di riscatto per la nostra città" , dichiara Salvatore
Simioli, presidente dell´Arcigay di Napoli ,"Ricordiamo che nel
programma politico elettorale del nostro sindaco è scritto che è
proprio `sul terreno della cultura e dell´informazione´, `la lotta
contro ogni forma di discriminazione sociale derivante dal sesso,
dall´età, dall´etnia, dall´orientamento sessuale´ " "Auspichiamo",
conclude Salvatore Simioli, "che il progetto di portare la mostra qui
includa la possibilità di aprirla agli artisti locali, alla ricca
produzione di arte delle scuole napoletane e che possa riportare
all´onore della cronaca tutta una serie di attività che stanno
riformando il modo di produrre arte da noi, dal PAN al MADRE, alle
mostre di tipo privato, alle importanti produzioni locali che faticano
a raggiungere i circuiti che contano.
DONNE E INTERNET
PROGRESSO O
REGRESSO DELL'"ETERNO FEMMINEO"
Internet come l'Isola dei morti
L'Isola
dei morti di Harold Bocklin 1880
Massimo Mantellini, a mio parere, è
«l'ultimo giapponese» dei galanti alla maniera che fù - galanteria che
conquistava anche le più arcigne - che difenda, anzi esalti il ruolo e
il modo di stare in rete del mondo femminile italiano, infatti, è con
l'articolo «La rete delle Donne» che ne ha esaltato pregi, virtù e
virtuosismi telematici. Mantellini, che ha partecipato al Barcamp
tematico del FemCamp.it ospitato dal laboratorio Technèdonne.it,
scrive: «Di certo l'universo femminile in rete non è mai stato così
vivace e produttivo. I tempi maturano, e con loro la rete, grazie anche
alla partecipazione attiva delle donne. Mai come da quando esiste la
rete possiamo osservare lo scarto netto fra chi fa e chi pensa,
l'analisi sociologica dell'impatto tecnologico sull'universo femminile
dal racconto delle esperienze concrete, editoriali e imprenditoriali di
donne che hanno scelto Internet per valorizzare le proprie competenze.
Molti i progetti femminili in rete, come Style.it, capaci di coniugare
gli aspetti sociali (fornire loro uno strumento di informazione e
pubblicazione a propria misura) con quelli commerciali (creare una
comunità di utenti a margine di progetti editoriali femminili come i
magazine di Condè Nast): luoghi della rete utili per quelle migliaia di
navigatrici che anche nella Internet italiana non solo sono in rapida
silenziosa ascesa numerica ma che, sempre più spesso, decidono di
partecipare alla «grande conversazione» aprendo un blog, discutendo su
forum, magazine elettronici e liste di discussione, cercando ambiti di
interattività a propria misura. Internet resta una grande arena di
«valore assoluto» senza biglietto d'ingresso dove le donne con la loro
mai abbastanza sottolineata sensibilità ed intelligenza la faranno
presto da padrone». A differenza della rosea e galante quanto generosa
visione di Mantellini - che vede in rete un universo femminile mai
stato così vivace e produttivo come ora - invece, tranne lo sparuto
eroico drappello costituito dalle «solite note» - che vanno dal
giornalismo alle nuove tecnologie e via via fino all'imprenditoria,
alla politica ed al commercio - è proprio in Internet che si ha il
desolante impatto con la mancanza quasi totale di donne che, a
differenza degli uomini, manifestino interessi «elevati» dell'universo
femminile italiano, o perlomeno di curiosità allargata a temi non
specificamente femminili. Desolante è l'assenza di interesse, o di
partecipazione attiva, intellettuale, o solo dell'anima, a qualsiasi
problema concernente la partecipazione alla cosa pubblica, alla
cittadinanza, alla politica, al sociale, all'economia, alla curiosità
verso la scienza, la tecnologia, al cinema ed al teatro come storia del
costume o, almeno, verso lo strumento Computer-Internet, ed il suo uso.
Dai cosìdetti temi «elevati» o dagli argomenti cosìdetti «impegnativi»
o «per uomini», l'assenza delle donne italiane è pressochè totale.
Questo distacco dalla cosa pubblica è l'unica ragione che sta alla
base, quindi poche balle su quote rosa o non rosa, della macroscopica
differenza numerica che distingue, e sottolinea impietosamente,
parlamentari, ministri, sottosegretari e segretari di partito uomini
dalle donne elette o preposte alle medesime funzioni. Le donne amano il
Potere, ma non vogliono e non sanno prenderselo da sole. Sono gregarie,
per natura o per soggezione durata secoli non lo si sa ma certo è che,
lo si vede in politica, si accucciano sempre all'ombra del Potere
detenuto dal maschio detto, da loro, «misogino! maschilista!». Lo
servono come chierichette all'Altare. Ammucciano ad ogni suo ordine, ad
ogni stravaganza nefasta per il popolo terrorizzate, qualora
disobbedienti, di non essere ricandidate, rielette. Di non godere più
dell'Ombra del Potere mentre, standosene in ombra, ne godono, ne
divengono le Vestali, le Grandi complici. Ma non è solo nella cosa
pubblica e nella politica che l'universo femminile italiano non anela a
ruoli decisionali e responsabilità, e non se li assume di opinione,
almeno, bensì laddove c'è da impegnarsi, da far sentire la propria voce
l'universo femminile italiano è assente. Muto. E' l'Isola dei morti. E
tranne le note eccezioni, che confermano la triste desolante regola,
ciò ha il suo spietato specchio in Internet ove, statisticamente, le
donne sono in numero pari agli uomini, se non maggiore, per
frequentazione di siti porno e chat per incontri «ravvicinati». Perchè?
Pornografia, scambi e chat sex sostituiscono la mancanza di sesso da
parte della massa, massa oramai davvero impressionante in Italia, di
donne obese che, giustamente, dato il senso di repulsione che suscitano
nei maschi, nessuno si «fila». Internet ed i suoi strumenti, quindi non
sono, come sogna il galante generoso Mantellini, la Grande frontiera
conquistata, anche, dalle donne dalle quali, invece, è rarissimo che
arrivi una iniziativa interessante, una proposta originale, una
battaglia sociale o politica da condurre coralmente e con la forza
della convinzione, e della tecnologia che è immensa ma la cui efficacia
e forza è capita da pochi. Le donne, salvo eccezioni, tengono i propri
pc come sgabuzzini del rottamatt e, salvo lamentarsi e non fare alcuno
sforzo per capire pc e Internet, e così essere in grado di usarne le
relative difese, navigano come se facessero un giro dal parrucchiere
beccandosi cimici, pulci, hackers, virus, dialers, spammers e spioni ai
quali, invece, potrebbero dare la caccia decimandoli. Donne sveglia!
Stop all'Isola dei morti. Stop al regresso dell'eterno femminino, e
avanti con il progresso dell'impegno e della tecnologia! Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm

COMUNICATO STAMPA
E' uscito il n.2/2007 della
rivista "Il libro volante" diretta da Andrea Panerini ed edita da La
Bancarella Editrice. Il tema principale di questo secondo numero è
"Manuale di sopravvivenza alla nuova sinistra" che introduce, con un
titolo paradossale, le questioni che attengono alla ridefinizione
culturale dei valori della sinistra italiana e la domanda fondamentale:
si può ancora parlare di sinistra in Italia? Di notevole livello gli
inteventi di Rossano Pazzagli, Antonio Gai, Patrice Poinsotte, Enrico
Beni e Andrea Panerini. Le interviste, al contrario del numero
precedente, mirano a valorizzare alcuni nomi di grosso valore ma poco
conosciuti dal grande pubblico. Il giovane apologeta cattolico Matteo
Salvatti ci dice che "nessuno vi obbliga ad ascoltare la Chiesa
Cattolica" in una franca intervista in cui parla a tutto campo di
religione, laicità, politica e cultura. Aldo Grassini, direttore del
Museo "Omero" di Ancona ci introduce nel mondo dei musei "da toccare",
pensati appositamente per i non vedenti o gli ipovedenti. Stefano
Casi, attore e direttore artistico di "Teatri di vita" (rassegna
teatrale bolognese) invece ci parla del mondo del teatro italiano e di
Copi, commediografo e romanziere sudamericano poliedrico e dalla
personalità complessa. Nel campo letterario in questo numero la
redazione de "Il libro volante" ha optato per la pubblicazione di opere
selezionate di narrativa e di poesia puntando su giovani autori. E' il
caso, pertanto, di Nicola Lotto, Cristian Bufi e Nunzio Festa, tutti
scrittori under 30. Nella sezione Miscellanea, che chiude la rivista,
oltre alle recensioni di Alberto Morelli e ad altri interessanti
articoli, sono da segnalare i documenti tratti da discorsi e opere di
Altiero Spinelli (di cui ricorre il centenario dalla nascita), don
Lorenzo Milani e Gianni Anselmi. La rivista, che costa 10 euro a copia
(abbonamento annuale 30 euro), può essere ordinata presso la redazione
( info@librovolante.eu) o acquistata presso una delle librerie
convenzionate ( www.librovolante.eu).

CITY CAR…. NELL'EUROPA DELL'EST,
DOVE VENGONO FABBRICATE, GLI OPERAI RICEVONO STIPENDI DA FAME
Le signore bene, da noi, le comprano piene di accessori, senza neanche
guardare troppo il prezzo (sono utilitarie). Ma nell'Europa dell'Est,
dove vengono fabbricate, gli operai ricevono stipendi da fame. Ossia
380 euro al mese per i polacchi che costruiscono una Fiat 500, 270 per
gli slovacchi che assembrano Toyota Aygò, Peugeot 107, Citroen C1 o la
nuova Renault Twingo, appena 166 euro per gli ungheresi che fanno
nascere la Opel Agila e la Suzuki Splash e - se possibile - ancora meno
(appena 100 euro) per i brasiliani che fabbricano la Volkswagen Fox. Ma
questo è un altro discorso. In Europa, invece, il basso salario degli
operai che fabbricano Fiat 500, Toyota Aygò e soci è stato alla base di
tutta la strategia di lancio di queste vetture che non a caso vengono
fabbricate solo in quei paesi e poi distribuite in mezzo mondo. Certo,
il concetto di "stipendi da fame" è relativo: non è che Fiat, Opel e
tutti gli altri colossi industriali europei sfruttino gli operai.
Questi stipendi, nei rispettivi paesi, sono dignitosi. Anzi: le cifre
che riportiamo in questa inchiesta rappresentano solo la base del
salario (che poi cresce un po' con gli straordinari e con il lavoro
notturno), ma come ci ha raccontato un sindacalista di un paese
dell'Est che preferisce rimanere nell'anonimato, "le nostre fabbriche
non sono in Cina, fuori dal mondo. Noi siamo collegati a Internet,
vediamo i vostri programmi televisivi e in mezza giornata di macchina
possiamo arrivare nei paesi europei più ricchi. Ma con i nostri salari
siamo tagliati fuori da tutto. E questo condurrà inevitabilmente a
forti tensioni sociali". Tensioni che portano - come già successo in
molte fabbriche automobilistiche dei Paesi dell'Est a una richiesta
semplice ma - per certi versi - pazzesca: raddoppiare la paga degli
operai. Una cosa che ovviamente potrebbe destabilizzare i conti
economici di molte aziende ma che vede lavoratori e sindacati molto
compatti. Non va dimenticato che, anche a loro, scorrono continuamente
sotto gli occhi le immagini dei successi commerciali, dei fatturati
record e dei trionfi di queste macchinine sulla scena internazionale.
Insomma, un cinese che lavora nella fabbrica della Apple e che per
l'equivalente di 40 euro al mese fabbrica gli iPod alla fine sta meglio
di un polacco che lavora alla linea di montaggio della Fiat 500 o di
uno Slovacco che fa i turni alla fabbrica Toyota-Peugeot-Citroen: per
il cinese non ci sono possibili confronti di salari con Paesi
confinanti. Il suo stipendio ha un solo raffronto: quello con i suoi
cittadini. Ma c'è dell'altro: in Slovacchia, Polonia e in tutti i Paesi
dell'Est, invece, le modernissime city car sono regolarmente a listino,
anche se ovviamente a prezzi impossibili per i poveri operai. I calcoli
sono impressionanti: il costo di una 500 equivale a due anni e mezzo di
lavoro di un operaio che la costruisce, quello di una Toyota Aygò a più
di tre e via via per le altre. ARTICOLO DI VINCENZO BORGOMEO Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it
NESSUNO TOCCHI CAINO 21.07.2007
LIBIA. INFERMIERE BULGARE, PENA DI MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO - 17
luglio 2007: il Consiglio superiore delle istanze giuridiche, massimo
organo della giustizia libica, ha commutato in ergastoli le condanne a
morte emesse nei confronti delle cinque infermiere bulgare e del medico
palestinese accusati di aver volontariamente infettato bambini con il
virus Hiv. Oggi, la commutazione giunge a poche ore dalla decisione
delle famiglie delle vittime di accettare un indennizzo pari a circa un
milione di dollari per vittima, oltre che di ritirare la richiesta di
condanna a morte per i sei imputati. La decisione dei familiari giunge
dopo giorni di trattative condotte dalla Fondazione del figlio 34enne
del leader libico Gheddafi, Seif Al-Islam, il quale ha svolto il ruolo
di mediatore. L'ergastolo potrebbe essere scontato in patria, dal
momento che Tripoli e Sofia hanno un accordo di estradizione. I sei
erano accusati di aver inoculato il virus dell'Aids ad almeno 438
bambini di Bengasi, seconda città della Libia, 56 dei quali sono morti.
Le infermiere Kristiana Valtcheva, Nassia Nenova, Valia Tcherveniachka,
Valentina Siropoulo e Snejana Dimitrova, oltre al medico Achraf Joumaa
Hajouj (un palestinese che ha ottenuto in giugno, a sua tutela, la
nazionalità bulgara), si sono sempre dichiarati innocenti e hanno
denunciato che le loro confessioni sono state estorte sotto tortura. La
Fondazione ha fatto sapere che il denaro dei risarcimenti proviene dal
Fondo Speciale d'Aiuto a Bengasi, creato nel 2005 da Tripoli e Sofia
sotto l'egida dell'Unione Europea.
ITALIA-USA. D'ELIA, GOVERNO INCAUTO
E UNILATERALE NELLA ESTRADIZIONE - 14 luglio 2007: "Dal ministro
Mastella mi sarei aspettato più prudenza e un rigore maggiore nel caso
Cipriani". Lo afferma Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino, intervenendo sulla estradizione
negli Stati Uniti del cittadino italiano Benedetto
Cipriani accusato
di pluriomicidio in Connecticut. "Più che in ossequio al principio
sacrosanto di cooperazione giudiziaria - continua D'Elia -,
l'estradizione è stata decisa in ossequio al potente alleato, prova di
fedeltà agli Stati Uniti, più che atto dovuto." "Sulla certezza
assoluta del Ministro della Giustizia che non vi sia rischio neanche
teorico di pena capitale" D'Elia augura a Mastella "buona fortuna".
"Rimane però – sostiene D'Elia - un problema politico: l'assenza di
reciprocità nei rapporti di cooperazione giudiziaria con gli Stati
Uniti." "E' possibile – si chiede D'Elia – che la cooperazione debba
essere intesa sempre a senso unico?" "Non è mai successo che gli Stati
Uniti abbiano estradato in Italia un cittadino americano; a volte,
l'Italia non osa neanche chiederla." "Il Governo ha consegnato in
fretta e furia un cittadino italiano alla giustizia americana, mentre
nella vicenda Calipari, nel caso Abu Omar, nella tragedia del Cermis,
l'Italia attende da anni, non dico l'estradizione dei responsabili, ma
una prova concreta di collaborazione da parte degli Stati Uniti."
I

RAN. PROSEGUONO LE LAPIDAZIONI E LE IMPICCAGIONI PUBBLICHE - 20 luglio
2007: il quotidiano iraniano Etemad-Meli ha riportato, l'11 luglio, che
otto donne sono state condannate alla lapidazione in Iran. Due di loro
sono attualmente recluse nel carcere Evin di Teheran, due nel carcere
di Sipedar nella città sud-occidentale di Ahwaz, una nella città
settentrionale di Tabriz, una a Varamin, una nel carcere di Chobin
nella città occidentale di Qazvin e una nel carcere di Orumieh nell'
Iran nord-occidentale. Il 14 luglio un'altra donna è stata impiccata in
pubblico per omicidio secondo quanto riportato dai media locali. La
donna, identificata solo come Hurieh, 29 anni, è stata giustiziata
nella città di Tabriz, insieme ai due suoi complici, Farhad, 23 anni, e
Reza, 24. I tre, giudicati colpevoli dell'omicidio del marito della
donna e di tre suoi familiari, sono stati frustati per "relazione
illegittima e rapina", prima dell'impiccagione. Un altro cittadino
iraniano, Navid Parham, 22 anni, è stato impiccato in pubblico, a
Shiraz, per omicidio e rapina.
Intanto il 19 luglio due iraniani di
etnia curda sono stati condannati a morte per 'atti contro la sicurezza
nazionale'. Si tratta del giornalista Adnan Hassanpur e dell'attivista
sociale Hiwa Butimar. Secondo voci, non confermate, dei media iraniani,
i due avrebbero collaborato con gruppi illegali d'opposizione al
governo, ma la sorella del giornalista Hassanpur ha smentito queste
affermazioni dicendo che l'unico reato del fratello è la sua penna e
gli articoli che scrive. Articolo 21 e Isf (Information, Safety &
Freedom) hanno promosso una campagna a favore dei due uomini, a cui ha
aderito anche Nessuno tocchi Caino. "Per Nessuno tocchi Caino in Iran
la battaglia contro la pena di morte è prima di tutto una battaglia per
l'affermazione dei diritti umani e la costituzione di uno stato
democratico. Finché consentiamo al regime iraniano di continuare ad
opprimere con inaudita violenza i propri cittadini non dobbiamo
stupirci se poi l'Iran diviene una minaccia anche per la comunità e la
sicurezza internazionale," hanno dichiarato i dirigenti di NtC. "Per
noi la democrazia in Iran passa anche dalla soluzione del caso dei due
giornalisti condannati a morte per i quali è fondamentale che la
Comunità internazionale si impegni per chiedere il rispetto in Iran di
quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la
comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci sentiamo parte
attiva", hanno concluso Sergio D'Elia e Elisabetta Zamparutti.

GEORGIA (USA). SOSPESA ESECUZIONE DI TROY ANTHONY DAVIS - 16 luglio 2007: la
State Board of Pardons and Paroles della Georgia ha concesso una
sospensione di 90 giorni a Troy Anthony Davis, la cui esecuzione era
fissata per domani. La decisione è stata presa dopo una udienza a porte
chiuse durata 9 ore in cui sono stati esaminati gli elementi emersi
recentemente a favore del condannato. I 90 giorni di tempo serviranno
al Board per esaminare con più completezza quanto di sua competenza,
ossia la richiesta di clemenza. Il provvedimento di clemenza che
potrebbe emettere il Board può solo essere la commutazione della
condanna a morte in ergastolo, con o senza condizionale. Un vero e
proprio proscioglimento è invece competenza dei tribunali. Davis, 38
anni, è stato condannato a morte nel 1991 per l'omicidio del poliziotto
Mark Allen MacPhail avvenuto nel 1989 durante una rissa. Secondo i suoi
difensori, Davis, che è nero, sarebbe stato "incastrato" dai colleghi
della vittima, che era bianca. L'arma del delitto non è mai stata
ritrovata, né altre prove "fisiche" collegavano Davis all'omicidio. Una
serie di testimoni oculari, alcuni poliziotti e 9 "civili", avevano
identificato Davis, il quale, dopo aver a lungo proclamato la sua
innocenza, alla fine del processo aveva confessato, nella speranza di
ottenere almeno l'attenuante sufficiente a non essere condannato a
morte. Dopo il processo la sorella di Davis, Martina Correia, ha
ricontattato i testimoni "civili", e tra il 1999 e il 2003 ha ottenuto
da 7 di loro una deposizione giurata in cui ritrattano la
testimonianza, spesso sostenendo di essere stati "forzati" dalla
polizia. Altri 9 testimoni non ascoltati all'epoca del processo hanno
invece testimoniato che la persona che potrebbe essere colpevole dell'
omicidio è un bianco, per la precisione Sylvester "Red" Coles, che è
uno dei due testimoni oculari che non hanno ritrattato. Queste
testimonianze sono state usate per dei ricorsi davanti alla Corte di
stato, alla Corte Suprema di stato, e alla Corte d'Appello dell'11°
Circuito. I ricorsi sono stati tutti respinti per questioni
procedurali, sostenendo sostanzialmente che c'erano dei difetti di
procedura nei tempi e nei modi in cui le nuove testimonianza sono state
raccolte. Questo perché nel 1996 in Georgia è entrata in vigore una
nuova legge mirata proprio a sveltire le procedure di appello dei
condannati, fissando anche dei termini per la presentazione di nuovi
elementi. All'inizio del mese anche la Corte Suprema degli Stati Uniti
aveva rifiutato di prendere in considerazione il caso, in quanto la
legge del 1996 è stata sostanzialmente

USA: FLORIDA FINE MORATORIA. TEXAS ESTENDE PENA CAPITALE - 18 luglio 2007: il Governatore della Florida, il repubblicano Charlie Crist, ha messo fine nello stato ad
una moratoria durata sette mesi, decisa lo scorso dicembre dopo che
erano stati necessari ben 34 minuti per mettere a morte un condannato,
Angel Diaz. La moratoria era stata introdotta nel timore che la
procedura dell'iniezione letale procurasse eccessivo dolore al
condannato, in violazione della Costituzione. Christ ha messo fine alla
moratoria autorizzando l'esecuzione, in calendario il prossimo
novembre, di Mark Schwab, condannato a morte nel 1992 per avere ucciso
un ragazzo di 11 anni dopo averlo rapito e stuprato. Secondo Crist, i
cambiamenti apportati alla procedura dalla Commissione per l'
Amministrazione dell'Iniezione Letale e adottati dal Dipartimento di
Correzione della Florida sono in grado di garantire esecuzioni capitali
senza dolore. La moratoria era stata decisa dall'allora governatore
della Florida, anche lui repubblicano, Jeb Bush, nell'attesa dei
risultati di una commissione di inchiesta sulle procedure seguite
nell'esecuzione dei condannati a morte. Anche il Texas fa un passo anti-
abolizionista. Il governatore Rick Perry infatti, il 16 luglio, ha
ratificato la legge sulla violenza sessuale nei confronti di minori. La
legge HBB, approvatA a maggio dalla Camera, è detta anche "Jessica's
Law", dal nome di Jessica Lunsford, una bambina rapita e uccisa in
Florida nel 2005 da una persona con precedenti per violenza su minori.
La legge prevede condanne fino a 25 anni per il primo episodio di
molestie sessuali gravi su minori di 14 anni, e la possibilità di
condanna a morte per il secondo episodio, anche quando la vittima non
viene uccisa. La legge inoltre prevede che attraverso un dispositivo di
localizzazione satellitare (GPS) la polizia tenga una mappa aggiornata
in tempo reale dei pregiudicati per reati sessuali nei confronti di
minori. Questo aspetto della legge però è di non facile attuazione: la
Florida ha approvato una legge simile due anni fa, ma la polizia non è
ancora riuscita a rintracciare tutte le persone che risultano schedate.
La nuova legge entra in vigore il 1° settembre, e sarà applicata solo
per i reati commessi dopo quella data.

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28 aprile 2007

news 28 aprile

"JONATHAN – DIRITTI IN MOVIMENTO"
Pescara 24 aprile 2007
Ancora un omicidio di una ragazza "transessuale". Questa volta nella nostra
città. Manuela, 38 anni, è stata trovata nel suo appartamento con la
testa fracassata, nuda, con un cuscino a coprirle la testa, sul gas una
macchinetta del caffè già pronta per essere servita, evidentemente al
suo assassino, e che Manuela non ha avuto il tempo di assaporare. In
questo 2007 è la terza vittima (30 nel 2006) di una assurda quanto
cieca violenza che colpisce le persone "transessuali". Tutti i
quotidiani locali, ed anche alcuni nazionali, hanno riportato la
notizia con dovizia di particolari e con toni assolutamente morbosi, a
tratti offensivi, e con una terminologia che sta ad indicare quanta
ignoranza e quanta discriminazione ancora esistono verso persone che,
loro malgrado, si trovano a vivere una situazione di disagio sociale,
di solitudine e di emarginazione. Manuela in realtà non era una
"transessuale" ma una donna a tutti gli effetti, avendo già affrontato
tutto il processo di transizione fino ad arrivare all'intervento
chirurgico per la cosiddetta "riassegnazione sessuale" e al conseguente
cambio di identità sui documenti. Utilizzare termini quali "trans" o
addirittura articoli, aggettivi e verbi al maschile è, oltre che
inopportuno e scorretto, anche offensivo per chi, dopo un lungo
processo, caratterizzato da sofferenze psicologiche e fisiche, approda
finalmente alla sua vera identità di genere. Manuela "trans", "donna",
"prostituta"… che importa? Manuela era una persona ma a differenza
delle persone "normali", meritevoli di rispetto e di pietà di fronte
all'orrore subito, lei non merita né l'uno né l'altro. E' come se la
vita di una persona come lei avesse meno importanza delle altre, "in
fondo" , è il pensiero comune" se l'è andata a cercare"… Il vero orrore
non è l'omicidio in sé ma il pensiero, i ragionamenti e le congetture
che l'accompagnano. In questo momento avremmo voluto scegliere il
silenzio, quel silenzio cupo e doloroso al quale vorremmo tanto
rifugiarci, ma l'urlo che esplode dentro ognuno di noi non può essere
taciuto. E' l'urlo che spazza via il moralismo e perbenismo dei
benpensanti, di coloro che hanno armato quella mano e che ora
disprezzano e offendono quel corpo martoriato ancora caldo e
sanguinante. La mano grondante di sangue non è solo una, quella dell'
assassino, ma sono tante quanti sono i pregiudizi, le cattiverie, l'
emarginazione e l'isolamento che alcune persone, a causa del loro
orientamento sessuale o di genere, sono costrette a subire. E' la mano
di chi si è nutrito del pensiero corrente che "tanto uccidere una
trans, una prostituta non è poi così tanto grave". Come potrebbe essere
altrimenti se transessuali, lesbiche e gay sono quotidianamente
bersaglio di efferati attacchi da parte della politica, della Chiesa
Cattolica, del branco mediatico? Noi Manuela la conoscevamo. Si era
rivolta alla nostra Associazione per parlare di sé, per partecipare
attivamente alle nostre iniziative. Manuela si è rivolta a noi anche
per essere aiutata a cercare un lavoro "normale": era stanca di
prostituirsi e non sapeva come fare per modificare ancora una volta il
suo cammino di vita. Ci parlava della sua famiglia, del bel rapporto
che aveva con suo padre che, diceva, aveva assistito in una lunga
malattia che l'aveva portato alla morte. Ci ha parlato della sua
laurea, dei suoi studi e delle sue letture. Noi abbiamo conosciuto
Manuela trans, donna, prostituta ma soprattutto persona. E' per lei e
per tutte le persone come lei che continueremo la nostra lotta. Ora è
il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Qualcuno
stanerà l'assassino. Noi faremo in modo che quanto accaduto non venga
dimenticato. Jonathan – Diritti in movimento
Crisalide Azione-Trans
Abruzzo - Jonathan - Diritti in movimentoAssociazione glbt
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RESOCONTO MANIFESTAZIONE CONTRO IL RACKET DELLA PROSTITUZIONE
L' Aquila, 24 e 26 aprile 2007
VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, hanno
presentato: Adelina, la sua storia, il suo libro e il suo progetto
"Tricarico". Buona l'affluenza di pubblico, considerando che nelle
manifestazioni culturali in genere non si registrano molte visite. L'
attenzione dei media è stata sufficiente ma non soddisfacente. Ad ogni
modo i VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, sono riusciti a concentrare
per la due giorni, l'attenzione dell'opinione pubblica circa la piaga
del racket della prostituzione che brutalizza quotidianamente molte,
troppe donne costringendole a prostituirsi per la strada. I VERDI e
Gaya CsF presenteranno nei prossimi mesi altre iniziative a livello
locale e nazionale. – Dichiarazioni di Adelina: "sono delusa dalla
tiepida accoglienza dei giornalisti della carta stampata e dall'assenza
delle autorità nell'ambito di questa manifestazione. Sono venuta da
Milano con 40 centesimi in tasca, questo per dimostrare che ciò che
faccio, lo faccio perché ci credo e credo fermamente che sia necessario
lottare contro la bestialità dei clan che gestiscono questo tipo di
attività criminose. Ho visto e subito innumerevoli violenze al fine di
essere costretta a prostituirmi sui marciapiedi; nel gruppo di ragazze
di cui facevo parte, la più grande aveva 21 anni e la più piccola solo
14. Venivamo stuprate dai nostri aguzzini con sistematicità, dopo aver
"lavorato" più di 14 ore per la strada. Non ci davano nemmeno il tempo
di lavarci, ci offrivano un solo toast al giorno ed era l'unico cibo
che avevamo a disposizione. Gli uomini di questo clan c'inducevano
anche a derubare i clienti più abbienti. Inoltre eravamo costrette a
guadagnare un milione di lire al giorno e quando non portavamo questa
cifra a fine giornata, oltre alla solita violenza sessuale, venivamo
punite con torture quali: sigarette spente sul seno e sul pube, ferite
inferte con armi da taglio, sulle quali veniva applicato del sale e
richiuse con i lembi che si erano aperti. Tutto questo si sommava ai
calci, pugni e schiaffi che ci "elargivano generosamente" in ogni
momento. C'è una grande urgenza d'informazione sul tema del racket
della prostituzione e su tanti altri argomenti inerenti. Bisogna
costruire una conoscenza e una cultura ad ogni livello, affinché le
coscienze non rimangano azzittite dall'indifferenza, perché è proprio l'
indifferenza il primo killer di chi si trova in certe condizioni. Sono
stata costretta a prostituirmi per quasi cinque anni, fermata dalla
Polizia italiana e rimpatriata per tre volte. Fin dal primo rimpatrio,
tentando di tornare a casa, bussai alla porta e mia madre mi cacciò via
dicendo che avevo disonorato la famiglia. Incontrati malauguratamente
mio zio (fratello di mia madre), che a suon di schiaffi e calci mi
condusse nel suo appartamento dove mi violentò ripetutamente. In
un'altra occasione di rimpatrio invece, camminando per strada, vidi
sopraggiungere mio nonno (padre di mia madre) che mi trascinò dentro il
suo furgone e mi violentò senza nessuna vergogna. Dopo aver abusato di
me, chiese se volevo dei soldi e naturalmente non li accettai. L'unico
mio pensiero fu quello di fuggire da quell'inferno, da quell'atrocità,
dovrei avrei potuto trovare una famiglia e invece trovai solo dolore e
sofferenze indicibili, ancor più di quante ne avevo già sopportate.
Oggi grazie all'aiuto della Polizia e dei Carabinieri, sono una donna
libera, libera dal racket della prostituzione, libera di vivere e
lottare contro ogni forma di schiavitù e soprattutto pronta a
combattere per liberare tante altre ragazze e bambine che si trovano in
quelle condizioni. Sto portando avanti il progetto Tricarico che
consiste nell'apertura in Basilicata, presso una struttura già
esistente, una casa d'accoglienza per le donne che si vogliono
ribellare al racket della prostituzione. Il progetto Tricarico è un mio
omaggio al Maggiore Mario Tusa e al Colonnello Giacomo Vilardo, che dal
1998 al 2002, hanno salvato più di 500 donne dal racket, grazie alla
loro tenacia sono riusciti a mettere la criminalità in ginocchio
lavorando a livello nazionale, essendo inoltre, il primo reparto
operativo nel quadro europeo a comprendere l'importanza del contrasto
verso il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Il 26
novembre scorso nell'ambito di una manifestazione, ho premiato Polizia
e Carabinieri e chiesi al Maggiore Tusa cosa provano quando salvano
queste donne e i loro bambini, mi rispose che il lavoro svolto era
stato un'opera di Dio e hanno dedicato le donne e i bambini sottratti
dal racket, alla Madonna e a Gesù. Prossimamente uscirà il libro "Le
stelle del cuore – quattro anni leggendari e rischiosi della compagnia
dei Carabinieri di Tricarico contro il racket delle schiave
mitteleuropee". Sono davvero molto pochi i commenti che si possono fare
di fronte ad una vicenda così agghiacciante. Certo è che spesso, quando
incontriamo queste ragazze per la strada, potremmo essere meno
indifferenti e chiederci quanti "pezzi" di Adelina ci sono in ognuna di
loro. Noi di Gaya CsF e del gruppo VERDI Regione Abruzzo, aderiamo alla
campagna di divulgazione e sensibilizzazione lanciata da Adelina,
mettendo a disposizione tutti i mezzi di cui disponiamo. Chiunque
voglia contattare Adelina, può farlo presso il suo sito internet: www.
adelina113.altervista.org oppure presso il suo indirizzo email:
adelina113@tiscali.it - nei prossimi giorni faremo girare nella mailing
list di Gaya e sul web in genere, una serie di servizi e montaggi audio-
video-fotografici, sulla manifestazione che si è tenuta a L'Aquila,
grazie al preziosissimo ed insostituibile contributo del gruppo VERDI
Abruzzo e dei cronisti, fotografi e cameraman del gruppo Gaya CsF. Un
ringraziamento speciale va a: Walter Caporale (Capo gruppo VERDI
Abruzzo), Cristiana Graziani (gruppo Consiliare VERDI Abruzzo), Mario
Camilli (Segretario VERDI Abruzzo), al cameraman di Gaya CsF Massimo
Pupi, alle fotografe di Gaya CsF: Cinzia Marinangeli e Marina
Giovannini e al cronista di Gaya CsF Massimo Bernardini, tutti quanti i
quali mi hanno assistita sia nel lavoro di preparazione della
manifestazione e sia durante i giorni intercorsi, con la loro presenza
e il loro inesauribile lavoro. Carla Liberatore Gaya CsF


UE: ARCIGAY, DA PARLAMENTO EUROPEO UNA
LEZIONE DI CIVILTÀ
"L'OMOFOBIA DEI LEADER RELIGIOSI SIA CONDANNATA
ANCHE DA QUELLO ITALIANO"
"Come al solito. Il parlamento Europeo dà lezioni di civiltà a quello italiano: speriamo serva a smuovere l' indifferenza dei politici di casa nostra contro gli attacchi omofobici
da parte di leader politici come Roberto Calderoli e Giulio Andreotti e
leader religiosi come il presidente della Cei Angelo Bagnasco". Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta l'odierna
risoluzione del parlamento europeo contro l'omofobia, sostenuta da Pse,
Liberali, Verdi e Sinistra Europea, che ribadisce l'invito agli stati
membri "a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da
coppie dello stesso sesso", condanna "i commenti discriminatori
formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli
omosessuali" e dà ufficialità alla "Giornata internazionale contro
l'omofobia", celebrata da anni il 17 maggio in tutto il mondo, Italia
compresa, su iniziativa delle associazioni lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transgender). "Anche se dal testo approvato è scomparsa la
condanna esplicita a Bagnasco per aver accostato le coppie di fatto
alla pedofilia e all'incesto – prosegue Lo Giudice – la sostanza non
cambia: le parole del presidente della Cei, che in Italia cadono in un'
indifferenza inquietante, sono considerate nel resto d'Europa come
intollerabili espressioni di omofobia da bandire. "È positivo –
conclude il presidente di Arcigay – che il parlamento europeo abbia
voluto ricordare la tragedia di Matteo, il quindicenne torinese vittima
del bullismo antigay. Che distanza dal comportamento del ministro
Fioroni, che dopo la tragedia di Torino non ha speso una sola parola
contro l'omofobia nelle scuole italiane". Ufficio stampa Arcigay

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori A NOIDONNE redazione@noidonne.org
Sorelle mie, compagne immaginarie... ma veramente pensate che il sig
Ratzinger possa intendere ragione "al femminile", e magari schierarsi
dalla parte dei diritti delle donne, quelli che noi donne consideriamo
tali, quelli che ci spettano in quanto esseri umani intelligenti ?
Veramente potete credere che l'uomo-dio anche solo potrà semplicemente
leggere il vostro appello con "cristiana pietas", quella che lui e i
suoi accoliti sbandierano a ogni piè sospinto per meglio ricacciare le
donne, e non solo, che osino rivendicare a sé pari diritti dei maschi
nell'inferno quotidiano del sessismo cattolico apostolico romano? Ma
non vi sembra che 2000 anni di riduzione alla condizione servile delle
donne sottoposte al maschile e maschista, scientificamente programmato
e documentato, ci dovrebbero almeno aver insegnato a non avere alcuna
fiducia in qualcuno che della repressione della sessualità e della
riduzione della donna a femmina del maschio, e fattrice di figli, ha
fatto e continua a fare il fondamento del suo potere assoluto e
alienante, in nome e per conto di un dio che se esistesse così come ce
l'ha raccontato, avrebbe certo impedito tutto ciò ' ?
Il "Sommo Pontefice" non è solo il capo religioso più assolutista del pianeta, è
anche il capo di uno stato estero, assoluto, teocratico e nel quale non
vige alcuna democrazia, che esercita un enorme potere nel mondo
attraverso la credulità della povera gente e una ricchezza incrementata
dalle tasse che tutti gli anni noi, italiane, siamo costrette a
regalargli, togliendole alle nostre finanze, al bilancio dello stato,
ai servizi di cui abbiamo necessità, attraverso il perverso meccanismo
dell' ottopermille, e a quelle che altri stati, europei e non solo, con
meccanismi analoghi gli regalano altrettanto graziosamente. Il "Sommo
Pontefice" è il capo assoluto di uno stato teocratico, che pretende di
imporre la sua legge sopra le leggi degli stati sovrani, che pretende
di arrogarsi il diritto ( canonico) di proteggere i preti pedofili
espropriando di fatto i giudici italiani (Stato sovrano la Repubblica
Italiana) dell'ufficio di giudicare tali crimini secondo la sua Legge.
Smettete di sognare, una buona volta, per favore, per amore. Ne và
della nostra vita, quella vera, reale, quella che tutti i giorni ci
vede, volenti o nolenti, coscienti o meno in una trincea sempre più
angusta e soffocante, fatta di violenza e di sopraffazione che non
abbiamo scelto, perchè non ne abbiamo neanche avuto l'opportunità.
Nella nostra vita reale di donne, quella che la religione del sig.
Ratzinger ci ha costruito addosso, tale tipo di sogno può essere più
che pericoloso, può essere suicida. No grazie, non posso, non voglio
sottoscrivervela. Alba Montori 11 aprile 2007.
LETTERA APERTA AL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI - Alla vigilia dell'8 marzo, giornata universalmente dedicata alle donne, durante l'udienza nella Sala Nervi
nel Suo discorso ha omesso qualsiasi riferimento alle condizioni di
vita delle donne in Italia e nel mondo. Con disagio osserviamo che non
c'è stato un cenno alle sofferenze che le donne patiscono in aggiunta a
quelle che già le guerre e la fame impongono a miliardi di persone. A
milioni di donne è negato il diritto ad un'esistenza dignitosa,
all'istruzione, al lavoro, alla maternità. Sono le violenze subite in
quanto donne. Stupri, mutilazioni sessuali, lapidazioni, matrimoni
combinati, riduzione in schiavitù e costrizione alla prostituzione sono
violenze sessuate che le donne subiscono anche per mano di uomini che
dovrebbero essere loro compagni di vita. Spesso tali innominabili
violenze sono perpetrate in base a leggi tribali o di clan secondo un
relativismo culturale sul quale sarebbe importante Lei si esprimesse.
E' proprio nelle mura domestiche, luogo simbolo di tutela e di affetti,
che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne, come
documentato dalle fonti più varie nazionali ed internazionali. Anche in
Italia la violenza, che a volte arriva al "femminicidio", raramente è
denunciata perché spesso avviene in famiglia. E' una vera e propria
guerra dichiarata alle donne e praticata dagli uomini con la forza
fisica o con l'inganno delle tradizioni. Allora perché, Sua Santità,
non condanna questi comportamenti e non rivolge un appello specifico
agli uomini, esortandoli a rispettare le donne e a riflettere sulle
cause di tanta brutalità? Tutti i giorni la Chiesa ripropone richiami
sul valore della famiglia e sulla necessità di tutelarla come caposaldo
della società. Ci domandiamo perché a questi appelli Lei non aggiunga
anche raccomandazioni su che cosa la politica e tutta la struttura
sociale debba fare in concreto affinché questo avvenga. La maternità,
considerata nel lavoro al pari di una malattia e nella società un fatto
privato, è vissuta dalle donne in solitudine e come un dilemma,
aggravato dalla precarietà delle condizioni lavorative. Le donne da
anni chiedono che la maternità, che ogni bambino che nasce, sia un
evento che la società mette al centro delle sue attenzioni, proprio per
quella sacralità della vita cui la Chiesa richiama continuamente. La
Sua voce, una Sua parola in questa direzione aiuterebbe a far si che la
famiglia, non a parole ma in concreto, fosse tutelata, rispettata,
valorizzata. Alba Montori Gaya CsF


INTITOLATA UNA PIAZZA DELL' AQUILA A ULRICHS
di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti
noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive
condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco
perché si tratta di un'informazione più attuale che mai. Come alcuni di
voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895)
era un tedesco che nell'Ottocento, per primo, ha cercato di dare un'
interpretazione scientifica positiva dell'omosessualità, pubblicando
alcuni libretti sull'argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla
fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro,
all'Aquila, dov'è morto nel 1895 e dov'è sepolto nel cimitero locale.
Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato
(come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita
per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio
ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L'iniziativa ha
avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me,
avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua
monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con
le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il
suo viaggio all'Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani
sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo
nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno
riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane
editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi
responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po' il nonno
del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da
Giovanni Dall'Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po' lo
sento come mio figlio, per l'affetto e la responsabilità che ho sempre
sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E,
badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che
l'omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una
psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace
definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il
primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva,
con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che,
all'epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato
(nei suoi dodici libretti sull'"enigma" di questo tipo di amore) capace
di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà
ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà
dell'Ottocento. Oggi, anche la città dell'Aquila ha deciso di
dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e,
come dicevo all'inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare,
che reputo importantissima: chiedere all'amministrazione delle poste un
annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita
di Ulrichs, abbinandolo all'istituzione della piazza a suo nome. Non è
una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997
per ricordare le "Origini del movimento gay in Italia", e poi nel 2004
per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse,
pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter
contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per
poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell'
Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la
notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio
Piccinini: Un piazzale vicino al Castello Spagnolo per Karl Heinrich
Ulrichs a L'Aquila. Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso
la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta
la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, all'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini CSU L'Aquila

LA PARS LEDENTE DEL PASTICCIO TELECOM
Nel puttanaio infinito del pasticcioso pasticciaccio inverecondo di
Telecom, e dei suoi spioni di cui gli espertissimi vertici di Telecom e
di Pirelli non potevano non sapere (Carlo Buora e capo del personale
compresi) ha perfettamente ragione il giornalista Davide Giacalone a
definire scuse amorali quelle fornite con l'abituale spocchia e
improntitudine da Tronchetti Provera che ha scelto sede, tempi ed
argomenti che peggiori non sarebbe stato possibile trovare e ciò vuoi
per eventuale complicità con gli spioni (cosa che spetta alla
magistratura accertare, e posto che egli non è neanche indagato), vuoi
per l'incapacità di accorgersi di cosa accadeva nella stanza accanto
alla sua, talora nella sua stessa stanza, e comunque con uomini e
strutture da lui scelti e da lui pagati. La "pars" ledente di Telecom è
Tronchetti Provera, altro che parte lesa come senza vergogna ma con
dosi massicce di facce di tolla, facciacce che più di tolla non si può,
si ostinano a sostenere Tronchetti Provera & Co. Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - P.S.: Hai fatto il
Mecenate nell'Uovo con un solo euro? Se non l'hai ancora fatto solo per
pigrizia sei sempre in tempo a FAI *il Mecenate nell'Uovo* versandolo
sul Conto corrente postale n° 11711207 FAI Fondo per l'Ambiente
Italiano Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano Causale: Mecenate nell'uovo
Giuliana D'Olcese Restauro Vescovi

OSSERVATORIO LGBT VENEZIA
CITTADINANZE E PLURALISMO CULTURALE
Nell'anno europeo delle Pari Opportunità Convegno internazionale Padova, 4 maggio 2007 Salone di Civitas. Fiera di Padova. h.10.30 – 18.00
Nell'agenda delle società contemporanee, il problema del pluralismo è stato affrontato
soprattutto in riferimento all'emersione delle culture dei migranti.
Tuttavia, negli ultimi anni le domande di cittadinanza di gay e
lesbiche hanno reso più articolata questa discussione. Oggi, il corpo
delle donne migranti, delle lesbiche e dei gay si trova al centro di
dilemmi culturali che sfidano le definizioni dellacittadinanza sul
terreno delle relazioni di genere e dello statuto della differenza.
Come è possibile contrastare le nuove forme dell'esclusione sociale
coniugando le esigenze di integrazione con il riconoscimento delle
identità? In altri termini: come è possibile vivere assieme da diversi?
Questi interrogativi costituiscono l'oggetto del convegno
internazionale "Cittadinanze e pluralismo culturale", organizzato in
occasione dell'anno europeo delle Pari Opportunità dal Dipartimento di
Sociologia dell'Università di Padova in collaborazione con
l'Osservatorio Lgbt del Comune di Venezia. Il convegno, che si svolgerà
il 4 maggio 2007 dalle 10.30 alle 18.00 all'interno del Salone di
Civitas (Padova Fiere, via N. Tommaseo 59, Padiglione 8), presenta i
risultati di una ricerca nazionale e di un progetto europeo sul
rapporto tra genere e differenze culturali e sull'integrazione delle
donne migranti. Dopo l'iniziativa sull'omogenitorialità e le nuove
famiglie, realizzata l'anno scorso, continua latra Università di Padova
e Osservatorio Lgbt sugli aspetti più complessi della cittadinanza,
all'interno del Salone di Civitas, che è l'appuntamento nazionale più
importante della società civile e dell'economia sociale. Sala 8C Ore
10.30 – 11.30 SESSIONE I Vivere assieme, diversi Genere e costruzione
sociale del corpo nella sfera pubblica franca bimbi - Università di
Padova L'integrazione delle donne migranti nel mercato del lavoro e
nella società maria kontos – I. S. R. Frankfurt am Main Ore 11.30 –
13.30 SESSIONE II Le donne immigrate: tra processi di esclusione e
domande di riconoscimento Coordina giovanna campani - Università di
Firenze Interventi christine catarino - ISP – Université Paris X
tiziana chiappelli - Università di Firenze monica massari - Università
della Calabria letterio pantò/sveva magaraggia - Università di Milano-
Bicocca Sala 8B Ore 15.00 – 16.45 SESSIONE III Genere, differenza
culturale e orientamenti sessuali Coordina fabio bozzato - Osservatorio
LGBT Venezia Interventi chiara bertone - Università del Piemonte
Orientale luca trappolin - Università di Padova elisabetta ruspini -
Università di Milano Bicocca Discutono farian sabahi - Università di
Torino ruba salih - Università di Bologna Ore 17.00 – 18.00 SESSIONE IV
Ripensare la cittadinanza Coordina laura balbo - Università di Padova
Interventi donatella barazzetti - Università della Calabria carmen
leccardi - Università di Milano-Bicocca gustavo guizzardi - Università
di Padova 1 palazzo cavalli s.marco 4089 --- 30124 venezia Tel:+39.
041.274.8320 / 8264 -differenze@comune.venezia.it

UNIONE FEMMINILE NAZIONALE
SALUTE, CORPO, SESSUALITA', CONSULTORI. PARLARNE PER AGIRE
OCCORRE IL NOSTRO BENE-STARE
Mettiamo in comune progetti e percorsi - SABATO 5 maggio 2007 – DALLE 10.30 ALLE 16.30 CORSO DI PORTA NUOVA 32, MILANO Per individuare iniziative condivise a partire dalle esperienze
locali. Per essere operative, senza escludere l'ambizione di mettere a
fuoco i cambiamenti intervenuti nel rapporto delle persone (e le
persone hanno un sesso, o più di uno) con la medicina. Perché su
corpo, sessualità, salute, maternità e aborto la parola decisiva sia
la nostra: non di autorità religiose, nè "scientifiche", né di
interessi di mercato. Gli argomenti sono tanti e complessi: vi
invitiamo a partecipare per dare
vita ad una rete nazionale che si dia
successivi appuntamenti e che sappia garantire raccordo tra gli snodi:
movimenti, organizzazioni, istituzioni. L'incontro è aperto. Da
Bologna, Milano, Bologna, Ravenna, Roma, Torino, Trento hanno già
assicurato la partecipazione donne (e uomini) singole o organizzate.
Interventi brevi e informali favoriranno la condivisione di esperienze
e il dibattito. Promuovono l'iniziativa: Coordinamento per
l'autodeterminazione della Casa delle donne di Torino, Osservatorio
salute donna di Milano, Unione femminile nazionale. Per aderire e per
avere informazioni: Tel/fax 02/6572269 (Unione femminile) oppure
osa@osadonna.org Grazie se vorrete diffondere questo invito. OCCORRE IL
NOSTRO BENE-STARE - Mettiamo in comune progetti e percorsi. La salute è
un bene collettivo da salvaguardare che è sempre più affidato ad una
gestione privatistica. Alla progressiva privatizzazione dei servizi
sanitari e sociali corrisponde: una grande solitudine delle persone
nell'affrontare i problemi di salute; solitudine specialmente femminile
perché alle donne è affidato il compito di "rimettere al mondo il
mondo" ogni giorno; una sempre maggiore povertà di risorse economiche e
possibilità sociali; un sempre minore interesse alla conoscenza della
vite quotidiane delle persone e del concreto operare dei servizi,
spesso "tenuti sù" da lavoratrici e lavoratori inascoltati e negletti;
una grande mancanza di idee e di pratiche efficaci e solidaristiche
nella gestione dei servizi; La nostra salute dipende dallo stato di
salute della nostra democrazia. Né l'uno né l'altra possono fare a
meno del nostro BENESTARE….. sul corpo e la sessualità, su maternità e
aborto, sulla salute riproduttiva, sul disagio maschile e femminile
nell'agire una sessualità che per essere sempre più compulsivamente
prescritta può rivelarsi sempre più fonte di ansia e noia a un tempo.
VOGLIAMO: Verificare il rapporto di ciascuna e ciascuno con la
medicina, il nostro corpo, la nostra sessualità (femminile e
maschile), i servizi che se ne fanno carico. Descrivere le singole
realtà regionali per individuarne le specificità territoriali e
disegnare una mappa dei servizi pubblici in Italia, utilizzando come
parametro l'autodeterminazione dei soggetti e la libertà di scelta.
Discutere e concordare livelli minimi di funzionamento e risorse
assegnate per i servizi per la salute delle donne; Proporre pratiche
politiche ed azioni condivisibili e coordinate a livello
nazionale.
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


OMOFOBIA, GAYLIB SU CONDANNA UE ALL' ITALIA:
"ATTO UNILATERALE CONTRO TUTTI I POLITICI E I TONI VIOLENTI
DELLE GERARCHIE VATICANE. ORA CHIEDIAMO SUBITO LEGGE SU CONVIVENZE E
CONTRO L'OMOFOBIA IN AMBITO PUBBLICO E PRIVATO"
GayLib (gay liberali e di centrodestra) esprime profonda soddisfazione per il pronunciamento
ufficiale con cui il Parlamento europeo ha condannato Polonia e Italia
per omofobia."Era ora che qualcuno si svegliasse - dichiara il
presidente Enrico Oliari – riconoscendo ciò che il movimento gay
italiano denuncia da decenni. Il fatto, poi, che la condanna arrivi con
un voto espresso dalla maggioranza schiacciante degli europarlamentari
eletti dall'intera comunità dei cittadini dell'Unione europea dà una
ulteriore valenza a parole già da sé chiare e inequivocabili". Nel
testo votato oggi a Strasburgo, infatti, l'Europarlamento invita i
Paesi dell'Unione a prendere misure contro le dichiarazioni rilasciate
da leader pubblici incitanti alla discriminazione e all'odio sulla base
dell'orientamento sessuale. "Senza voler essere faziosi – aggiunge il
vicepresidente di GayLib, Daniele Priori – nelle parole del Parlamento
Europeo si legge un riferimento coraggioso e neanche troppo implicito
ai vertici ecclesiastici. Dopo questo pronunciamento, credo, sarà più
difficile tornare ad accostare una proposta di legge sulle convivenze
gay ad incesto e pedofilia, come ha detto il presidente della Cei
Bagnasco un mese fa, piuttosto che insistere ogni giorno, come fanno
dal Vaticano, su forme di amore debole, deviato e contro natura,
riferendosi alle vite di milioni di coppie omosessuali". "E' inoltre
indubbio – riprende il presidente Oliari – che l'arrivo di una tale
condanna da parte dell'Europarlamento sia un colpo, senza distinzioni,
all'autorevolezza della politica italiana. Pertanto, oggi più che mai
con forza e decisione e a nome dell'intero direttivo di GayLib –
conclude Oliari – torniamo a chiedere con forza al Governo italiano non
solo il compimento del percorso legislativo delle proposte di legge in
materia di convivenza ma anche una legge chiara e decisa contro l'
omofobia e la discriminazione in ambito pubblico e privato per l'
orientamento sessuale e di genere. Perché l'Europa, una volta di più,
ci fa capire come ventisette paesi debbano stare insieme non solo per i
benefici di natura economica ma anche per una affermazione chiara e
netta dei diritti civili". GayLib - Il Direttivo - Contatti Enrico
Oliari – Presidente 335/6622440 - Daniele Priori - Vicepresidente
328/6323820 - Marco Anselmo Jouvenal - Coordinatore nazionale
338/7554565


UN ATTIVISTA GAY DI 258 ANNI FA
di Massimo Consoli
David Thorstad mi manda questo documento tratto da "Story from BBC News",
http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr-/2/hi/uk_news/england/manchester/6593281.stm (25 aprile 2007). Ve lo
traduco liberamente in italiano per vostra comodità. Gli scritti tra
parentesi, in corsivo, sono osservazioni o spiegazioni che ho inserito
per rendere più comprensibile il testo. Buona lettura, Massimo Consoli
- È probabile che la battaglia per i diritti gay sia stata combattuta
più di due secoli prima che la legislazione inglese sull'omosessualità
venisse liberalizzata. Uno studioso della University of Manchester
Academic, ha rintracciato gli scritti del 18mo secolo di Thomas Cannon,
forse uno dei primi attivisti gay, contenuti in una pergamena
manoscritta (di circa 90 x 150 cm.) con l'imputazione di un tipografo
per il suo lavoro del 1749 intitolato "Ancient and Modern Pederasty
Investigated and Exemplified" ("La pederastia antica e moderna
investigata e spiegata con degli esempi"). Il libro venne vietato, ma
il manoscritto ha dei lunghi estratti con delle affermazioni mai fatte
prima. Il Dr Hal Gladfelder ha trovato la pergamena in una scatola di
documenti non catalogati dal 1750, mentre faceva una ricerca ai
National Archives di Kew. (Gli Archivi Nazionali dell'Inghilterra,
Galles e Regno Unito sono una delle più ricche collezioni del mondo,
comprendendo circa mille anni di storia inglese. Si trovano a quaranta
minuti con la metro dal centro di Londra, a Ruskin Ave, Kew, Richmond,
Surrey, TW9 4DU,
www.nationalarchives.gov.uk) Il testo dell'imputazione
suggerisce che il libro fosse un'antologia di racconti e testi
filosofici in difesa dell'omosessualità maschile. Un racconto si occupa
di travestimento mentre altri sono traduzioni di testi omoerotici
latini e greci. Uno degli estratti dice che "Il desiderio innaturale è
una contraddizione in termini; una totale sciocchezza". "Il desiderio è
un impulso amatorio delle più profonde parti umane". Il Dr Gladfelder,
della School of Arts, Histories and Cultures, dice: "Probabilmente è la
prima volta che viene affrontato in inglese l'argomento omosessuale in
maniera sostanziale. Le uniche altre discussioni sull'omosessualità che
conosciamo erano contenute in attacchi violentemente moralistici e
omofobici o nel resoconto di processi per il crimine di sodomia fino al
1750, ed oltre". In Inghilterra la sodomia è stata un reato capitale
punibile con la pena di morte fino al 1861, e l'omosessualità è stata
vietata fino al 1967. (Spesso si ignora che Oscar Wilde, nel 1895 venne
condannato al massimo della pena, due anni di lavori forzati, per il
reato di "gross indecency", cioè, di "grave oltraggio al pudore". Fosse
stato riconosciuto colpevole di penetrazione anale, la punizione
sarebbe stata molto più grave, arrivando fino all'ergastolo. Poi, in
seguito al Rapporto Wolfenden, nel 1967 la legge venne modificata
permettendo attività omosessuale tra adulti consenzienti sopra i 21
anni, mentre l'attività eterosessuale era permessa a partire dai 16
anni. In Irlanda l'omosessualità è stata decriminalizzata solo nel
1993). Il Dr Gladfelder afferma che Cannon scappò sul continente
europeo per evitare una incriminazione, e che non sopravvivono copie
del libro. "Possiamo dire che Cannon stava scrivendo per la subcultura
gay del suo tempo, che è rimasta quasi del tutto nascosta", aggiunge.
"Sebbene sia vissuto nell'anonimato, possibilmente a causa della
notorietà raggiunta dal suo pamphlet, di sicuro lo considero un
martire. Penso che ciò che è capitato a lui abbia spianato la strada a
duecento anni di repressione omofobica", ha aggiunto. (Cannon era
figlio del Decano della Cattedrale di Lincoln, e suo nonno era Vescovo
di Norwich e di Ely. Fu anche amico e rivale di John Cleland, autore
del classico erotico "Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere", del
1748, che fu l'unico altro testo di quel periodo contenente scene
esplicite di omosessualità maschile)


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
Con una precisa scelta editoriale, il
quotidiano Liberazione pubblica la lettera di Andrea Colombo, coautore
con i terroristi fascisti pluriomicidi Francesca Mambro e Valerio
Fioravanti, un testo di pura faziosità difensiva, avulsa da ogni realtà
processuale accertata in via definitiva, e omette di pubblicare il
comunicato stampa dell'Associazione Familiari Vittime della strage
alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e la lettera di risposta al
Direttore Piero Sansonetti. Il comunicato di Andrea Colombo contiene
inoltre, anche un' inutile intimidazione nei miei confronti,
indicandomi quale destinatario di querela. Sono sconcertato da una tale
scelta di campo che appare favorire Andrea Colombo ed i suoi due
collaboratori, a scapito della verità e censurare le proteste delle
vittime della strage. Il Presidente Paolo Bolognesi Lettera al
Direttore di Liberazione Piero Sansonetti del 24 aprile 2007 - Caro
Direttore Ho appreso che il vostro giornalista Andrea Colombo ha
scritto una risposta alle mie contestazioni sul libro da lui scritto
con terroristi fascisti, i pluriomicidi Valerio Fioravanti e Francesca
Mambro. A questa risposta è stato dato l'onore della prima pagina, (
domenica 22 lunedì 23 aprile) non mi sembra che alle mie contestazioni
sia stato riservato uguale trattamento e me ne dispiace. Prendo atto
che il Partito della Rifondazione Comunista non c'entra nulla con le
opinioni del suo portavoce, ma preme sottolineare come in tutti questi
anni Andrea Colombo abbia utilizzato la sua collocazione a sinistra ,
prima sul Manifesto poi anche con citazione esplicita, GRadio Rai del
giorno 18 aprile, quale portavoce di Rifondazione Comunista, per
portare avanti da sinistra le sue tesi innocentiste, di accreditamento
di assurde piste alternative e di denigrazioni delle sentenze senza
molta conoscenza degli incartamenti processuali. Questo appoggio
incondizionato, da sinistra, alle tesi innocentistiche basate sul nulla
credo non faccia onore ne al Partito della Rifondazione Comunista né al
suo giornale Liberazione. Farà sicuramente bene alla notorietà del
dottor Andrea Colombo visto la grande pubblicità che viene data alla
sua persona "di sinistra " e ai terroristi che potranno aumentare la
loro notorietà criminalmediatica con l'aiuto di quel libro scritto dal
portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. Distinti saluti.
Presidente Paolo Bolognesi

NESSUNO TOCCHI CAINO 28.04.07 MORATORIA.
MINISTRI ESTERI UE RINVIANO DECISIONE A MAGGIO - 23 aprile 2007:
'Abbiamo deciso che decideremo insieme con la Ue nel prossimo consiglio
ministeriale di maggio sulla presentazione di una risoluzione per la
moratoria delle esecuzioni capitali; nel caso in cui non ci fosse una
decisione Ue ci riserveremo di procedere autonomamente sulla base di
una coalizione dei volenterosi'. Lo ha precisato il ministro degli
Esteri Massimo D'Alema nel corso della conferenza stampa finale della
riunione dei ministri degli esteri dei 27 a Lussemburgo (CAGRE). 'Nel
caso non ci sia un consenso Ue - ha detto D'Alema - abbiamo deciso che
il Consiglio dei ministri valutera'. Non escludo che l'Italia decidera'
di muoversi egualmente'. 'Tuttavia ritengo giusto cercare un'
iniziativa comune dell'Ue su questo tema', non solo per la nostra
generale impostazione europea 'ma anche per avere successo', ha detto
D'Alema. 'Ci daremo ancora qualche giorno - ha aggiunto il ministro
degli Esteri - per fare verifiche attraverso contatti bilaterali con
gli stati membri dell'Onu, per valutare l'effettiva disponibilita' a
votare la risoluzione'. 'La valutazione e' che - ha precisato D'Alema -
la risoluzione deve essere presentata a colpo sicuro'. D'Alema ha
ricordato che al momento ci sono 90 Paesi che hanno aderito alla
'Dichiarazione di associazione' fatta insieme all'Ue per la moratoria.
Questo vuol dire che non c'e' 'la certezza di un voto positivo perche'
bisognerebbe poter contare su 96' voti. D'Alema ha riportato inoltre
una lettera inviata oggi da Amnesty International al Consiglio dei
ministri degli Esteri nella quale l'organizzazione 'mette in guardia
l'Ue dal chiedere in modo prematuro un voto, dal momento che un
eventuale insuccesso avrebbe conseguenze negative'. "Il Ministro degli
Esteri italiano Massimo D'Alema – hanno dichiarato i Radicali a seguito
del CAGRE - ci sembra cada in un patente equivoco, in un errore di
fatto, nell'interpretare le posizioni e le decisioni del Parlamento
italiano, oltre che ignorare posizioni e delibere del Parlamento
europeo. Il Parlamento italiano, infatti, ha da tempo impegnato il
Governo a presentare la Risoluzione nell'Assemblea Generale in corso e
ribadito nettamente quel mandato, essendo noto che ormai - almeno da
otto anni - la maggioranza alla proposta di moratoria è largamente
acquisita e sempre più chiaramente confermata nell'Assemblea Generale.
Certo, se si accumulassero oltre che ritardi anche gravissimi errori,
qualsiasi risultato positivo potrebbe essere impedito: come di già
accadde nel 1999 quando gli Ambasciatori dei Paesi europei presenti ed
operanti a New York si trovarono, all'improvviso ed all'ultimo momento
utile, dinanzi alla disposizione giunta "da Bruxelles" di ritirare la
Risoluzione già pronta con certezza di successo. La stessa situazione
di pretesi "rinvii cautelativi" si è ripresentata nel 2003; in entrambe
queste occasioni si è trattato di un evidente comportamento offensivo
dei mandati parlamentari. È chiarissimo anche che il Parlamento
italiano, così come il Parlamento europeo, con un'inedita,
straordinaria maggioranza ha anch'esso deliberato e richiesto al
Consiglio ed alla Commissione di sostenere nell'assemblea attualmente
in corso la Risoluzione, della quale invece il CAGRE di oggi conferma
non esservene tuttora nemmeno una bozza o una traccia. Ed infine
ricordiamo il caldo, immediato, deciso sostegno all'iniziativa italiana
e del Parlamento europeo del nuovo Segretario Generale delle Nazioni
Unite, Ban Ki Moon. Vorremmo ricordare che già nel 1994 la Risoluzione
fu battuta, sol perchè 4 Stati abolizionisti europei votarono contro la
Risoluzione. Questo comportamento fu determinante per impedire, dunque,
già 13 anni fa all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di deliberare
la moratoria universale della pena di morte. Ci chiediamo se l'opinione
pubblica europea e mondiale, oltre a quella dei paesi appena citati,
sia stata informata di quell'infausto, inspiegabile ed inscusabile
comportamento. Certo, lo ripetiamo, se proprio è quel che si desidera,
da qualche parte "europea", è pur sempre possibile, anche se non
probabile, che si torni a perdere sol perchè un comportamento di fatto
ostracistico ha sicuramente di nuovo pesato negativamente. Nel mese di
gennaio, dopo l'esecuzione del dittatore iracheno, da parte di quasi
tutti i governi, ivi compresi alcuni che praticano tuttora la pena di
morte, vi era stata una vera e propria sollevazione, una deprecazione
pressoché globale. A questa situazione di opinione pubblica mondiale è
stato deliberatamente deciso di dare la risposta della moratoria
universale. Ora, invece, non si può di certo escludere che un qualche
gravissimo atto terroristico possa ancora una volta provocare quel
contesto meno favorevole, se non ostile che, ad oggi, sono solamente la
cattiva volontà e ipocriti comportamenti a ritardare, rinviare,
impedire. Per questo, decidiamo di continuare l'azione nonviolenta
attualmente in corso, estendendola e rafforzandola, rivolgendo un
appello a tutti i militanti nonviolenti, autenticamente pacifisti o
semplicemente consapevoli che a stragi di diritto e gravi
inottemperanze degli esecutivi nei confronti dei parlamenti
corrispondono eventi gravissimi, con conseguenze di incalcolabile danno
per il diritto, l'umanità, di sostenere o partecipare allo sciopero
della fame ad oltranza che conduciamo. Il Governo italiano,
manifestamente, ha ora bisogno di questo sostegno ai suoi obiettivi ed
impegni assunti. Nella speranza che non sia necessario attendere ancora
un altro CAGRE (istituzionalmente, com'è noto incompetente, a meno
dell'unanimità di tutti i suoi componenti), a continuare ad impedire
che la moratoria universale venga sostenuta con pari dignità anche da
Paesi di massimo prestigio delle varie Regioni del mondo. Ad esempio,
il Sud Africa, ha dichiarato la sua piena disponibilità e pie!
no
accordo ad essere co-sponsor di una Risoluzione, pur letteralmente
ancora ignorata e non ufficialmente stilata, nemmeno come semplice
bozza.
MORATORIA. BONINO, INIZIATIVA ALL'ONU IN PERICOLO - 24 aprile
2007: "Mi pare una situazione compromessa, in pericolo, e mi pare a
maggior ragione di dover ricordare il sostegno allo sforzo gravoso
dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, Sergio D'Elia, Lucio
Berte', Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Valter Vecellio, giunti
all'ottavo giorno di sciopero della fame, e degli altri militanti in
sciopero della fame, per tentare di dare forza a questa iniziativa". Lo
ha detto il ministro Emma Bonino, intervenuta in diretta a Radio
Radicale per raccontare la cronaca della relazione tenuta, alla fine
del Consiglio dei ministri, dal ministro degli Esteri D'Alema dopo la
riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue ieri a Lussemburgo. "Mi
sembra che il rinvio a maggio sia una ennesima perdita di tempo, una
perdita di un altro mese in cui si dovrebbero verificare le
disponibilita' dei paesi senza peraltro aver ancora preparato un testo
di risoluzione. Ho detto in Consiglio, un Consiglio comunque piuttosto
disattento, che sarebbe stato auspicabile che l'Italia cercasse non
generiche adesioni, ma paesi co-sponsor della proposta di risoluzione.
In questo modo - ha precisato Bonino – alla riunione prevista per il 14
maggio, si sarebbe potuto sperare di mettere i paesi scettici dell'Ue
con le spalle al muro". Bonino ha ricordato che l'appuntamento di oggi
a Palazzo Chigi era stato previsto nello scorso Cdm: "La relazione e'
stata molto puntuale, perche' D'Alema ha dato atto del dibattito che si
e' svolto ieri a Lussemburgo, della richiesta insistita dell' Italia
perche' l'Ue prendesse in considerazione la possibilita' di andare in
Assemblea generale Onu gia' in questa sessione. La presidenza ha fatto
circolare una lettera di Amnesty che parlava del rischio di perdere in
Assemblea generale Onu e D'Alema ci ha riferito sul fatto che si e'
ripetuta la resistenza di alcuni paesi europei scettici sull'esito, e
ha aggiunto che viceversa la presidenza tedesca e' stata cooperativa".
Bonino ha concluso: "Alla fine si e' deciso di svolgere una attivita'
da oggi al prossimo Consiglio europeo del 14 maggio, una attivita' di
verifica della possibilita' di voto positivo dei vari paesi. A questo
scopo la presidenza ha predisposto un questionario, che immagino sia
gia' partito. Questa e' la situazione, e non mi pare promettere bene.
Lo diciamo da quel di': ci sono in Europa, e' chiaro (e spiace che
Amnesty offra il destro a questa situazione), ci sono paesi scettici
per conto terzi. Oggi D'Alema ha ripetuto piu' volte 'non siamo stati
inerti, abbiamo preso iniziative, abbiamo istruito le ambasciate', ma
mi sembra che la situazione sia di pericolo per una iniziativa che
poteva essere vincente, una iniziativa di cui in questi giorni, mentre
in Iraq si pensa di introdurre la pena di morte per i disertori, il
mondo ha ancora piu' bisogno".
MORATORIA. BAN KI MOON, 'ITALIA CONTINUI
A CREDERCI' - 24 aprile 2007: "Come questione di principio io
incoraggio e dò il benvenuto all'azione italiana nel cercare una
moratoria globale delle esecuzioni capitali, e come forse vi state
accorgendo c'e' una tendenza crescente della stessa comunita'
internazionale per arrivare all'abolizione della pena di morte". Lo ha
affermato Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, in
un'intervista al 'Quotidiano Nazionale'. "L'espansione o meno di questo
appoggio - ha continuato Ban Ki Moon - dipende pero' dagli stati
membri. Ma come paese che ha iniziato la campagna, invito l'Italia ad
andare avanti, non la considero una 'missione impossibile', non so
quanto ci vorra', ma dovete avere energia ed entusiasmo e continuare a
crederci".
PENA MORTE. PE, PRESIDENZA UE FACCIA IMMEDIATA RICHIESTA
MORATORIA - 26 aprile 2007: la presidenza tedesca dell'Unione europea
e' stata nuovamente invitata dal Parlamento dell'Ue a presentare con
urgenza, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso, una
risoluzione per una moratoria universale sulla pena di morte. La
richiesta e' contenuta in un testo votato oggi, a larga maggioranza,
dall'assemblea di Strasburgo, che aveva approvato un appello analogo il
primo febbraio scorso, cui il governo di Berlino non ha ancora dato
seguito. Intervenendo in aula, il ministro tedesco Guenter Gloser ha
confermato che la presidenza Ue presentera' in maggio una sua relazione
ed ha ribadito che l'obbiettivo e' quello di ottenere il sostegno di
tutti i paesi dell'Ue alla proposta di moratoria avanzata dall'Italia.
In un testo di 50 righe, presentato da tutti i gruppi tranne quelli
dell'estrema destra e degli euroscettici, i parlamentari europei
indicano la moratoria quale 'un passo strategico verso l'abolizione
della pena capitale in tutti i paesi' e ricordano che la dichiarazione
sulla pena di morte presentata dall'Ue All'assemblea generale dell'Onu
nel dicembre 2006 'raccoglie ormai 88 firme di stati appartenenti a
tutti i gruppi geografici'. Il Parlamento europeo rivolge, quindi, 'un
nuovo appello agli stati membri affinche' ottengano il sostegno di
paesi terzi a favore della dichiarazione' ed incoraggiano l'Ue a
cogliere tutte le opportunita' esistenti ed 'a presentare
immediatamente, con la cosponsorizzazione di paesi di altri continenti,
una risoluzione per una moratoria universale' all' attuale Assemblea
generale delle Nazioni Unite. L'assemblea di Strasburgo annuncia
inoltre la partecipazione alla campagna mondiale contro la pena
capitale, anche tramite le sue delegazioni interparlamentari ed invita
tutte le istituzioni dell'Ue ed il Consiglio d'Europa a proclamare, a
partire dal 2007, il 10 ottobre quale Giornata europea contro la pena
di morte. In occasione del dibattito svoltosi in aula e'stato ricordato
che i paesi che mantengono la pena di morte sono 54. Altri 37, pur
prevedendola ancora nel loro ordinamento, da almeno dieci anni non
eseguono questo tipo di sentenza e cinque hanno introdotto una
moratoria. A seguito del voto dell'assemblea di Strasburgo, gli
europarlamentari radicali Marco Pannella e marco Cappato hanno
dichiarato: "il Parlamento europeo è tornato a chiedere - all'unanimità
e con le parole più chiare - IMMEDIATAMENTE la presentazione
all'Assemblea generale delle nazioni Unite in corso di una risoluzione
per la moratoria sulle esecuzioni capitali. Lo abbiamo chiesto ai
Governi degli Stati membri e all'Unione Europea, proponendo di
attivarsi anche per la co-sponsorizzazione da Paesi di diverse aree
geografiche. A fronte di questa richiesta chiara, ancora nel dibattito
di ieri il Consiglio ha continuato a difendere quella strada del
rinvio, sempre lastricata di buonissime intenzioni e di cauta
dissennatezza, che da 14 anni ha dilapidato una vittoria storica sulla
cultura e pratica della morte, della guerra e della violenza. Come
abbiamo ampiamente documentato, la Presidenza tedesca sta oggi attuando
una strategia sconfitta in partenza, grazie alla quale tutt'oggi non
esiste nemmeno un testo di risoluzione sulla quale raccogliere consensi
all'ONU, mentre si continua a NON raccogliere firme su una
dichiarazione di nessun valore e si spediscono questionari insensati
per conoscere posizioni già note da anni. Non possiamo che augurarci
che l'impotenza dei potenti europei, dei responsabili governativi e
delle loro burocrazie, possa farsi forza di questo secondo voto del
Parlamento europeo."
USA. STUDIO, DOLORE ATROCE DIETRO INIEZIONI - 24
aprile 2007: uno Studio scientifico condotto negli Stati Uniti su
esecuzioni praticate in due stati Usa negli ultimi 20 anni, ha
sollevato ulteriori dubbi sulla capacità dell'iniezione letale di
procurare la morte nella maniera voluta. Lo studio, pubblicato sulla
rivista scientifica Public Library of Science Journal, PLoS Medicine,
esamina 41 iniezioni letali praticate in California e Nord Carolina. La
ricerca ha evidenziato che il sodio tiopentale, il barbiturico che
serve a far perdere conoscenza, è stato somministrato in quantità
fissa, senza tenere conto delle caratteristiche del detenuto, come il
peso corporeo o eventuali patologie. Se non addormentato completamente
– dicono i ricercatori – il detenuto potrebbe avvertire una sensazione
di soffocamento indotta dalla seconda sostanza, il bromuro di
pancuronium, una sostanza paralizzante. Infine arriva il cloruro di
potassio, che provoca l'arresto cardiaco: a questo punto il condannato
potrebbe sentire la sensazione di star bruciando. La ricerca - guidata
dal chirurgo oncologo Leonidas Koniaris, della University of Miami
Miller School of Medicine – ha preso in esame esecuzioni della
California e Nord Carolina dal momento che questi due stati rendono
disponibile la più ampia documentazione sulle iniezioni letali. 'E'
possibile - ha detto Koniaris al Washington Post - che queste persone
siano torturate e che noi non possiamo vederlo, perche' sono
paralizzate. Non sono sicuro che una societa' civile debba fare una
cosa del genere'. Le conclusioni 'sono state per noi sconvolgenti', ha
aggiunto Teresa Zimmers, un altro membro del team: 'Ci sono limitate
ricerche scientifiche dietro questo protocollo e l'immagine
dell'iniezione letale come di un metodo umano di giustiziare qualcuno,
e' completamente sbagliata'. I risultati della ricerca sono stati
pubblicati sulla rivista medica insieme a un editoriale nel quale i
responsabili della rivista spiegano che non e' loro intento quello di
migliorare il protocollo, bensi' suggerire la necessita' di abolire del
tutto la pena di morte.

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27 marzo 2007

news 27 marzo

La pagina di liberi tutti sull'Unità del 27 marzo è dedicata interamente alla realtà trans
apriamo con un viaggio attraverso gli occhi di un diciassettenne che si
sente donna e insieme a lui/lei esploriamo l'abc della transessualità:
i termini: transessuale, transgender, travestito il disturbo: cioè la
disforia di genere la legge, e i suoi limiti, che in Italia scandisce
sostegno socio/psicologico e intervento le paure le associazioni a
centro pagina c'è un mio breve corsivo dove si mette in luce (citando
en passant il caso Sircana) la "maschera trasgressiva" attribuita alle
persone trans (e da loro alle volte indossata) e il vero volto di
"tante vite senza scandalo" alla ricerca di faticosi equilibri, in
pagina anche un articolo che cita libri e fumetti e un altro che parla
della "favolosità" sullo schermo citando e "leggendo" alcuni dei
principali film
Delia Vaccarello

CERIMONIERE SALE SUL PULPITO E
BACIA IL COLLEGA:
L'insolita dichiarazione durante la messa vespertina
AVEZZANO (L'Aquila) - E' salito sul pulpito e ha dichiarato il proprio
amore, con tanto di bacio in bocca, al collega cerimoniere, assistente
dell'officiante durante la messa vespertina. L'insolito "coming out" è
accaduto qualche giorno fa ad Avezzano, nel santuario della Madonna
della Pietraguaria. La preghiera dei fedeli era appena terminata quando
sul pulpito è salito uno dei due cerimonieri. "Ringrazio il parroco per
avermi dato questa possibilità, poter fare gli auguri al mio amico",
l'altro cerimoniere che gli stava accanto. "Ti amo", e poi quel bacio
che ha pietrificato i fedeli, rimasti increduli, e un lungo abbraccio.
La chiesa è gestita dai cappuccini, che cercano subito di minimizzare.
"Non c'è nulla di strano a dire ti amo a una persona dello stesso
sesso. Dio, infatti, è amore", è la versione ufficiale proposta da uno
dei padri. Ma quando gli è stato fatto osservare che alcuni fedeli
hanno parlato di un bacio dato sulla bocca il cappuccino si fa
sbrigativo: "Non stavo celebrando io, non ho visto se il bacio è stato
dato su una guancia o altrove, su questo non saprei proprio cosa dire".
Per la sua dichiarazione, il cerimoniere ha scelto un'occasione
pubblica e sacra. Eppure non tutti i fedeli della chiesa di Avezzano
hanno apprezzato. Qualcuno ha lasciato il luogo sacro mentre la messa
era ancora in corso e altri si sono detti "impietriti" e "scossi". La
coppia che sta facendo già parlare molto di sé non sarebbe di Avezzano,
ma si sarebbe trasferita in città da qualche mese. FONTE Repubblica.it
sabato 24 marzo 2007 – INVIATO DA CSU L'Aquila

MARIO MIELI: FAMILY DAY, NON POSSUMUS!
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli valuta i fondamenti e gli scopi del Family Day
come totalmente agli antipodi rispetto alle richieste del movimento
omosessuale e transessuale italiano, ma anche come contrapposti a
qualunque idea nuova e diversa di famiglia. Con occhio più attento le
basi del Family Day mettono in discussione la possibilità stessa di
riconoscimenti e tutele per i comportamenti personali e affettivi dei
cittadini non coincidenti con l'etica cattolica. I promotori dell'
evento del 12 maggio dichiarano in modo inequivocabile che la ragione
del loro manifestare è la difesa del modello di famiglia tradizionale,
inteso come quello basato esclusivamente sui canoni della religione
catolica. Tale difesa si traduce nella richiesta che solo tale modello
debba essere previsto nell'ordinamento italiano, a scapito di qualunque
novità normativa per le forme diverse di famiglia, sia pure esistenti
nella realtà (coppie di fatto eterosessuali e coppie omosessuali in
genere). E' perfettamente legittimo, anzi è la virtù più grande di una
democarazia, che ognuno possa scendere in piazza a favore o contro
qualcosa. Il Mario Mieli, democratico e laico fino all'osso, riconosce
l'utilità e il valore prezioso di ogni manifestazione dove si esprimano
pacificamente richieste e opinioni di singoli o di gruppi di cittadini.
E' indubbia l'importanza che tali contenuti emergano chiari, affinché
il dibattito culturale e politico non ne venga inquinato, e affinchè
ognuno, che scelga di aderire o meno, ne sia pienamente consapevole e
responsabile. E' chiaro come il sole che il Family Day non è a favore
della famiglia, intesa ampiamente come entità storico-sociale, e
nemmeno vuole spingere per i cosiddetti "aiuti alle famiglie", al di là
dei corollari usati strumentalmente come ad esempio i sostegni ai
redditi deboli. La manifestazione è contro le tutele giuridiche rivolte
ad ogni tipo di famiglia diversa da quella ritenuta giusta dai
promotori. Conseguenza lapalissiana è che la manifestazione è contro
ogni riconoscimento delle coppie omosessuali, dunque contraria ad ogni
raggiungimento della piena equiparazione di tutti i cittadini, al di là
del loro orientamento sessuale. Il Circolo Mario Mieli vede invece
nell'appuntamento del Pride del 9 giugno a Roma l'occasione per tutti
di scendere in piazza per rivendicare contenuti esattamente contrari a
quelli del Family Day, in perfetta coerenza con 35 anni di battaglie
politiche e culturali del movimento omosessuale e transessuale. Il
Family Day caricherà il Pride di ulteriore urgenze e necessità. Il
Pride unitario e nazionale, ossia posto da tutte le associazioni
omosessuali e transessuali italiane, si fonderà sui concetti di
laicità, piena autodeterminazione dei singoli, pari dignità e pari
diritti, temi sicuramente condivisi anche da molte persone che gay non
sono e che troveranno in quell'appuntamento l'occasione per ribadirli
con forza. Valutiamo quindi come impossibile che qualunque associazione
gay possa trovare nel Family Day un qualsiasi tipo di vicinanza, così
come immaginiamo impossibile che le singole persone omosessuali e
transessuali possano aderire a idee che negano la loro stessa
esistenza. Rossana Praitano – Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Segreteria Politica – Andrea Berardicurti - a.
berardicurti@mariomieli.org - 06/5413985 339/7126198

"IL FAMILY DAY HA GETTATO LA MASCHERA: E' CONTRO LE NUOVE FAMIGLIE"
ARCIGAY E ARCILESBICA NON PARTECIPERANNO ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA
Arcigay e Arcilesbica non parteciperanno al Family Day previsto per il 12 maggio a Roma. "Gli organizzatori hanno gettato la maschera ammettendo che la loro sarà una manifestazione
contro una parte delle famiglie italiane e contro una legge sulle
unioni civili – denuncia la presidente nazionale di Arcilesbica
Francesca Polo –. A quella manifestazione aderiscono anche
organizzazioni di estrema destra. In quella piazza si inciterà alla
discriminazione verso le persone omosessuali. Il nostro posto è
altrove." "Sosteniamo quelle famiglie di fatto gay, lesbiche ed etero e
i genitori di omosessuali che vorranno prendere parte alla
manifestazione per rivendicare la fine di un apartheid sociale e
giuridico – aggiunge Sergio Il Giudice, presidente nazionale di Arcigay
- Al contrario, siamo esterrefatti delle posizioni di chi, fra le forze
politiche del centrosinistra, dichiara di voler aderire alla Family day
in quanto ne condivide il manifesto che è decisamente discriminatorio e
antieuropeo". Il 12° Congresso nazionale di Arcigay, dal titolo "Siamo
famiglie: pari dignità, pari diritti", si terrà a Milano come previsto
dall'11 al 13 maggio. Lo ha deciso definitivamente il consiglio
nazionale dell'associazione, riunitosi stamattina a Bologna. Ufficio
stampa Arcigay

LA CAMERA DEI LORD HA DATO IL "SI'" DEFINITIVO CHE
VIETA OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE
La Camera dei Lord ha dato ieri sera il si' definitivo alla legge che vieta ogni forma di
discriminazione verso gli omosessuali nell'accesso a servizi pubblici finanziati dallo stato, una decisione che era stata avversata dalla
Chiesa cattolica, le cui agenzie per l'adozione sono co-finanziate
dallo stato, che minacciava di chiudere queste agenzie piuttosto che
dare bambini alle coppie omosessuali. Tuttavia, il voto e' stato
salutato con favore da Ruth Kelly, ministro per le comunita' locali e
fervente cattolica, che ha definito l' 'Equality Act (Sexual
orientation)', ''un grande passo in avanti per assicurare dignita'
rispetto e giustizia a tutti''. Ai Lord c'era stato un appassionato
dibattito, ma la proposta che voleva cancellare la legge e' stata
respinta. FONTE ANSA LONDRA 22 MAR 2007 – INVIATO DA Alba Montori Gaya
CsF


DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO:"Nei trattati istitutivi europei
nessun riferimento alle radici cristiane"
• Dichiarazione di Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche
Europee
"I moniti di Papa Benedetto XVI investono indubbiamente grandi
questioni di società, e quindi di grande, specifico, valore morale, che
interpellano governanti, forze politiche e cittadini. Ma in che
termini?" dichiara Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e
per le Politiche Europee, reagendo al discorso del Papa davanti ai
vescovi europei riuniti a Roma. "I padri fondatori della Comunità
europea erano tutti, o quasi, "democristiani di ferro", nonché
cattolici praticanti, da De Gasperi a Schuman a Adenauer" prosegue la
Bonino, "e sicuramente erano ben consapevoli delle "radici cristiane"
della civiltà europea. Ma per loro, nei trattati che oggi celebriamo,
fu naturale semmai riferirsi ai frutti di libertà, democrazia,
solidarietà, laicità che da quelle radici si sono sviluppati e che sono
alla base del progetto di integrazione europea. Cosa erano, apostati?"
si chiede Emma Bonino. "Ed è forse apostata l'Unione europea nel suo
complesso, o lo sono le sue istituzioni, a partire dal Parlamento
europeo, solo perché esprimono le loro posizioni, nell'esercizio delle
proprie prerogative e responsabilità senza consultarsi con la
Segreteria di Stato?" "Il Papa", conclude la Bonino, "forse ha come
modello la politica italiana, dove troppi politici dimentichi della
rigorosa, grande tradizione dei cattolici liberali, sono invece usi
chinarsi al bacio del santo piede, ma l'Europa è, e deve rimanere, una
realtà più complessa e articolata." INVIATO DA Sergio Rovasio sergio.
rovasio@gmail.com - INOLTRATO DA Alba Montori Gaya CsF

"DICO "
BENE O MALE? BENE!
di Ermanno Genre, docente di teologia sistematica
della Facoltà valdese di teologia
Riconoscere i diritti delle coppie di
fatto non danneggia la famiglia Il compito delle chiese non è quello
di dettare legge sulle questioni che regolano la vita sociale e per le
quali occorre rispettare la laicità dello Stato che invece è di tutti.
I Dico continuano a tenere alta la tensione politica ed ecclesiale in
tutto il paese. Il fatto che il governo Prodi abbia ritenuto prudente
lasciare questa materia fuori dalle priorità di governo – è ora
questione parlamentare – non ha spostato di molto l'indice della
temperatura che resta incandescente: e ogni giorno qualcuno soffia
sulla brace! I Dico hanno assunto uno status symbol, in positivo e in
negativo, di uno scontro fra civiltà tutto interno al cattolicesimo e
alla società italiana, e se ora il nuovo presidente della Cei invita a
evitare «scontri insensati», dopo che il suo predecessore ha imbastito
i presupposti per questo scontro frontale, riesce difficile dare peso
alle sue parole. Se non bastasse, la Pontificia Accademia per la vita
incita i cattolici alla mobilitazione per la tutela della vita con il
richiamo a una «coraggiosa obiezione di coscienza» rivolta in modo
particolare a «medici, infermieri, farmacisti e personale
amministrativo, giudici e parlamentari, ed altre figure professionali
direttamente coinvolte nella tutela della vita umana individuale,
laddove le norme legislative prevedessero azioni che la mettono in
pericolo». Sarà difficile, per la spregiudicatezza di questo programma,
seguire la via indicata da mons. Bagnasco. È in questo clima
incandescente che si è inserita l'esortazione apostolica del papa,
Sacramentum caritatis, dedicata all'eucaristia. Che cosa c'entra l'
eucaristia con i Dico? Apparentemente niente. In un paragrafo (83) in
cui si parla di «coerenza eucaristica», è richiesta coerenza «nei
confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che
occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali,
come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino
alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e
donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene
comune in tutte le sue forme. Tali valori non sono negoziabili.
Pertanto i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro
grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente
interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e
sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha
peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia (I Cor. 11, 27-29)». Penso
sia difficile trovare nei testi di sacramentaria cattolica quel «nesso»
che al papa appare così evidente. A me ciò che appare evidente è l'uso
poco corretto delle Scritture per sostenere la non negoziabilità della
posizione vaticana. Fortunatamente, in mezzo a posizioni intransigenti
e che rendono impossibile il dialogo, si sono sentite anche parole
chiare e lucide da parte del mondo cattolico italiano, con le quali ci
si sente in piena sintonia, perché ispirate a un cristianesimo che
riflette e si interroga, che rispetta la laicità dello Stato, che
dialoga senza rinunciare in nulla alla propria fede cristiana
cattolica. Una parola esplicita, in controtendenza alle dichiarazioni
vaticane, è giunta, nei giorni scorsi, da Betlemme, dal cardinale
Martini. Parlando a un gruppo di pellegrini milanesi guidati dall'
arcivescovo di Milano Tettamanzi, il cardinale ha affermato tondo tondo
che il compito della chiesa è quello di «farsi comprendere ascoltando
anzitutto la gente, le loro necessità, problemi, sofferenze, lasciando
che rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che
le nostre parole non cadano come dall'alto, da una teoria, ma siano
prese da quel che la gente sente e vive, la verità dell'esperienza, e
portino la luce del Vangelo». Il compito della chiesa e dei suoi
ministri non è quello di dettare legge nelle questioni che regolano la
vita di tutti in una società plurale, per cultura e religione, ma di
fornire argomentazioni, riflessioni sugli elementi fondamentali
concernenti l'etica e la bioetica, equipaggiare culturalmente e
teologicamente le coscienze delle persone, rendendole capaci di
decisioni autonome. I Dico non intendono distruggere la famiglia,
rispettandola pienamente riconoscono altre relazioni fra le persone,
non contemplate dall'art. 29 della Costituzione (che definisce la
famiglia) e inserite nel programma di governo. Quando Lutero e i
riformatori hanno contratto matrimonio, correggendo il contro-natura
imposto a sacerdoti e vescovi (largamente concubini) dal Diritto
canonico, essi hanno restituito libertà alla persona e onore al
matrimonio cristiano. L'istituto famigliare però, è bene ricordarlo,
non è una prerogativa dei cristiani: esso è condiviso da credenti e non
credenti. È questione che concerne il diritto civile: la chiesa viene
dopo. E la visione cristiana della famiglia e del matrimonio non è puro
fatto di natura, esso si situa nell'orizzonte di una vocazione, nella
direzione di una parola che suscita il confronto con l'evangelo di Gesù
Cristo e non con i non possumus ecclesiastici. In Italia (ma non è così
negli altri paesi europei in cui vi sono forme diverse di Pacs) la
questione dei Dico – come dei grandi e complessi problemi di bioetica –
viene letta unilateralmente attraverso le lenti del Vaticano e della
Cei, oscurando tutti gli altri punti di vista di cattolici,
protestanti, ebrei, di credenti e non credenti. E tutto ciò con la
complicità dei mass-media che non sanno che cosa significhi
«informazione» in una società laica democratica e pluralista. Gli
evangelici italiani non hanno tutti la stessa opinione sulle coppie di
fatto, perciò è bene che se ne discuta nelle nostre comunità, nel
rispetto di punti di vista diversi. Ma, appunto, un confronto che
sopporta la diversità in campo etico, non mette in questione l'unità
della chiesa e non impedisce il riconoscimento legislativo delle coppie
di fatto. Riconoscere questi diritti non è un attacco alla famiglia né
al matrimonio fra un uomo e una donna: permette però alle coppie di
fatto, che vivono relazioni d'amore e di solidarietà diverse da quelle
matrimoniali, di essere riconosciute nella loro piena dignità di
persone. Tratto da Riforma del 23 marzo 2007 – INVIATO DA Andrea
Panerini (il Libro Volante)

VERGOGNA CASTRISTA A FRASCATI GAYLIB LAZIO: LA GIUNTA DI FRASCATI TESSE LE LODI CON UNA RASSEGNA CULTURALE AL REGIME CASTRISTA CAMPIONE DI OMOFOBIA E DI PROSTITUZIONE MINORILE.
SI ABBASSINO I TONI SULL'INIZIATIVA IN NOME DEI VALORI CONDIVISI COME
LA LIBERTA' E I DIRITTI. QUELLI CHE A CUBA MANCANO.
GayLib Lazio prende formalmente le distanze, denunciandone la gravità storico-politica e
sociale dell'iniziativa filocastrista che si terrà presso le scuderie
Aldobrandini di Frascati dal 24 marzo.
Ci spiace leggere – annotano dall'associazione gay di centrodestra – che il Comune di Frascati si
erga addirittura a promotore, attraverso il suo assessorato alle
Politiche Culturali, di una rassegna artistica che di fatto magnifica
come eroi due personaggi tutt'altro che esemplari, se non in negativo,
quali sono stati Fidel Castro e Ernesto Che Guevara. E' bene ricordare,
poi, che la loro Rivoluzione, dalla quale prende il titolo l'intero
cartellone di eventi, ha provocato a Cuba repressione attraverso la
negazione dei diritti di libertà, terrore e discriminazione violenta in
primo luogo per gli omosessuali e gli artisti, due categorie di
"indesiderabili" per il regime perché "diversi" dalla massa, quindi
potenzialmente controrivoluzionari.
L'assessore alle Politiche Culturali di Frascati dovrebbe forse andare a rileggere un libro bello
quanto sconvolgente intitolato "Prima che sia notte" di Reinaldo
Arenas, cubano, artista, omosessuale perseguitato dal regime castrista
così come le numerose ricerche del padre storico del movimento gay
italiano Massimo Consoli, che certo non simpatizza per la destra, il
quale ha dimostrato come proprio il grande Che Guevara, che peraltro
era medico, sia stato il primo persecutore degli omosessuali cubani. Il
primo a dare vita, appena nominato ministro, ai campi di lavoro forzato
nei quali, forse, a giudizio dell'eroe, gli invertiti potevano
ritrovare la virilità e la passione politica per il regime. Ci
rattrista che proprio la città di Frascati, resasi autrice non più
tardi di qualche settimana fa, di una iniziativa bella e all'
avanguardia come la proiezione del film "Transamerica" nelle scuole per
educare i ragazzi al rispetto delle diversità, cada oggi in maniera
tanto rovinosa tessendo lodi con fondi pubblici al regime di Fidel
Castro. Uno scivolone che non fa onore alla tradizione nobile e libera
di Frascati. Concludendo, non resta che auspicare un abbassamento dei
toni sull'iniziativa in nome di valori che in Italia dovrebbero essere
condivisi quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani, civili e
di libertà. Esattamente quelli che mancano ancora oggi, a oltre
cinquant'anni dalla Rivoluzione castrista, nella martoriata società
cubana, all'interno della quale invece imperano: fame, narcotraffico,
prostituzione e lavoro minorili. Argomenti sui quali forse sarebbe più
onorevole spendere soldi e organizzare convegni con i patrocini
comunali.
GayLib Lazio
Contatti
www.gaylib.it

Christian Poccia –
Referente
Cell. 3334956683

COMUNICAZIONE DONNE IRAN
Presentazione del libro "Integralismo islamico e questione femminile"
Riprendere il cammino della libertà femminile dopo mille e una notte . La resistenza
delle donne contro l'integralismo islamico in Iran - Venerdì 30 marzo
2007 ore 15,30 – 19,00 Santa Maria della Scala, Sala San Pio Piazza
Duomo – Siena - Siena ha ospitato, attraverso l'Associazione I.R.I.D.E,
diversi incontri con le donne del sud del mondo che lottano per
ribaltare la propria condizione d'emarginazione e oppressione nei
rispettivi paesi, al fine di far conoscere la loro storia, il loro
pensiero politico e le loro esemplari lotte cosi spesso ignorate.
Questo percorso d'accoglienza e confronto continua con le donne del
Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dell' Associazione Donne
Democratiche iraniane in Italia. E non solo per dovere e piacere di
'sorellanza', ma anche perché esse rappresentano una forte esperienza
di liberazione dall'integralismo religioso-patriarcale, in forte
crescita anche nei paesi non musulmani. Un integralismo col quale tutte
le donne oggi devono necessariamente fare i conti, che le discrimina
all'interno di vite drammaticamente sospese se non addirittura negate,
che vanifica ogni possibilità di democrazia e di reale parità tra i due
sessi. Nel corso dell'incontro viene presentato il libro " integralismo
islamico e questione femminile- Nuovi integralismi, vecchi patriarcali:
un anacronismo senza rapporto con il mondo contemporaneo", pubblicato
da IRIDE e dalla PROVINCIA DI SIENA. Questo libro parla del progetto
politico di Maryam Rajavi- leader del consiglio Nazionale della
Resistenza Iraniana eletta presidente pro tempora della Repubblica
Iraniana. E' una preziosa testimonianza su come donne e uomini in
esilio abbiano dato vita e siano capaci di mantenere, da più di vent'
anni, una organizzazione democratica di lotta per sconfiggere un regime
teocratico impossibile da riformare . E' un esempio di come donne e
uomini, in questo cammino, abbiano anche preso coscienza della
mentalità patriarcale fortemente radicale nelle loro menti e nei loro
cuori e se ne siano liberati. Questa lunga marcia di resistenza da loro
intrapresa vuol portare la pace la democrazia nella società iraniana, a
partire dalla capacità di governo e dall'energia liberata delle donne
riconosciute vitali ed esenziali per raggiungere questo obiettivo. Sono
ormai venticinque anni che il conflitto tra integralismo islamico e
islam democratico lacera l'Iran. Questi due poli opposti si rifanno a
un'interpretazione totalmente diversa della filosofia, della storia,
della cultura e della politica. Al centro di questo confronto storico,
si colloca la questione femminile - Maryam Rajavi - Programma - Saluto
di Anna Carli Rettore Santa Maria della Scala. Introduzione di Sonia
Rsevrenis e Antonia Banfi I.R.I.D.E. E letture di alcuni passaggi del
libro. Comunicazione di Pietro del Zanna Assessore Azioni per la pace
e cooperazione Internazionale della Provincia di Siena. Proiezione del
documento " Il Leone e le catene". Di Nella Condorelli per RAI News 24
Roma 2005 . Tavola rotonda aperto ai contributi del pubblico presente.
Partecipano i rappresentanti del: Consiglio Nazionale della Resistenza
Iraniana, Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia
Associazione Articolo 21 e IRIDE. Comunicazione di Fiorenza Anatrini,
Assessore alle pari opprtunità della provincia di Siena. Traduzione
consecutiva dal persiano all'italiano e viceversa. Per tutta la durata
dell'incontro sarà allestito un punto di degustazione di tè, dolci
iraniani e pistacchi. Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in
Italia Via delle Egadi,15-00141-Roma Fax:06.87185026 E-Mail:
donneiran@yahoo.it

OMOSESSUALE E DI CENTRODESTRA:
PARLA DANIELE PRIORI VICEPRESIDENTE DI GAYLIB
di Filippo Corticello
"Essere omosessuale in Italia non significa necessariamente indossare la
maglietta del Che al Gay Pride". È in pillole il pensiero di Gaylib,
l'associazione che raccoglie gli omosessuali di centrodestra. In tempi
di oscurantismo, discriminazioni e diritti difesi con estrema fatica,
Gaylib combatte da destra "il bigottismo ed il clericalismo radicati
come un cancro in entrambi gli schieramenti". Daniele Priori,
venticinque anni e una passione per la scrittura (due libri già
pubblicati e diverse collaborazioni all'attivo), ne è il vicepresidente
dal 2004. R@: Signor Priori, come nasce l'associazione Gaylib di cui
lei è vicepresidente? DP: "Nasce nel 1997, a tre anni dall'inizio del
berlusconismo e un anno dopo la prima vittoria del centrosinistra alle
elezioni politiche. Consolidata, infatti, l'idea che in Italia ci si
sarebbe divisi su due schieramenti e che il movimento gay e l'Arcigay
stessa, alla quale anche il nostro attuale presidente e molti dei
fondatori aderivano, si era schiacciata tutta a sinistra, un gruppo
cospicuo di persone (imprenditori, liberi professionisti, giornalisti,
medici e certamente anche ragazzi, prevalentemente al nord) decisero di
unirsi e dare vita così al primo gruppo unitario di centrodestra.
C'erano, infatti, allora come oggi, persone vicine alla Lega, ad An e
Forza Italia, ai partiti cattolici e all'area libertaria-radicale.
Crediamo che questa sia la vera forza del nostro gruppo, giunto ormai
al decimo anno di vita". R@: Il centrodestra italiano ha sempre
assunto posizioni molto conservatrici sul terreno dei diritti civili e
pare essere poco tollerante verso ogni diversità. Come coniuga le sue
scelte nella vita privata con l'appartenenza pubblica ad una coalizione
di questo tipo? DP: "Credo sia meglio, non per i gay ma per i tanti
cattolici divorziati che abbiamo in barca, parlare poco di vita
privata, altrimenti potrebbero uscire ulteriori scheletri dagli
armadi...Occore fare una distinzione relativamente ai periodi. Il
centrodestra del '94 era infinitamente meno bigotto di quello attuale.
Dal 2001 in poi, complici anche gli attacchi islamici all'occidente,
c'è stata su tutti i fronti un serrate le fila da parte dei cattolici e
il centrodestra per stupide logiche elettorali, che peraltro nel 2006
non hanno neppure premiato, si è schiacciato totalmente su posizioni
clericali, al limite del neoguelfismo. E' bene però che si sappia che
questo non solo non è il centrodestra che vogliamo, ma non è il
centrodestra della tradizione italiana, storicamente laico grazie a
forze come la Democrazia Cristiana e il Msi. Non è il centrodestra
europeo dove vi sono esempi lampanti di posizioni laiche e
riformatrici: da Sarkozy a Aznar, da Cameron alla Merkel. Il
centrodestra italiano attuale è semplicemente un pasticcio che,
infatti, perde le elezioni persino contro una alleanza improponibile
come quella prodiana". R@: Non solo le vecchie dichiarazioni di dubbio
gusto dell'onorevole Calderoli e della Lega sugli omosessuali, ma
adesso anche le recenti battute dell'onorevole Berlusconi. Come spiega
tanta omofobia? DP: "Più che omofobia lo chiamerei guappismo. Si
divertono a fare i coatti quando poi, senza mezzi termini, sono
sbugiardati dalle loro mogli. Le dico la verità: se oggi scendesse in
politica Veronica la voterei proprio con affetto e stima!" R@: La Casa
delle Libertà è, a suo avviso, una coalizione veramente liberale? DP:
"Lo era e dovrebbe tornare ad esserlo. Adesso credo proprio non si
possa parlare neppure di coalizione: ognuno va per conto proprio, tutti
su strade sbagliate!" R@: Qual è il suo giudizio sulla manifestazione
per i Dico di sabato 10 marzo a Piazza Farnese? DP: "È stato il secondo
tempo di Vicenza. Una prova di forza della sinistra radicale contro i
sostenitori del Partito Democratico. È tragico come l'Arcigay sia
riuscita, volutamente o meno, a farsi sfilare di mano quella che doveva
essere la manifestazione unitaria del movimento gay. Eppure noi eravamo
lì. Non le nego, però, che ci siamo sentiti proprio poco rappresentati,
anche perché al nostro presidente, come a quelli di molti altri gruppi,
non è stata data la parola. Bella prova di democrazia e pluralismo per
il movimento, non c'è che dire!" R@: Esiste un monopolio culturale
della sinistra su tematiche come queste? DP: "Esiste su questa e su
mille altre tematiche. La sinistra, forte dello spirito di appartenenza
con cui ha svezzato da sempre i suoi militanti, riesce a canalizzare a
bassissimo costo interi pacchetti di voti. Il pacchetto gay è tra
questi. Speravamo, anche con la manifestazione del 10 marzo, in un
cambio di rotta, ma purtroppo, a mente fredda, crediamo che la strada
sia sempre la stessa: il movimento gay è per la sinistra, con la
sinistra, nella sinistra". R@: Come giudica l'interventismo della
Chiesa nella "cosa pubblica"? DP: "Disdicevole, eccessivo, del tutto
inopportuno, prevaricatore. Il cardinale Ruini giocava a tutto campo
senza che nessuno potesse dirgli niente, salvo essere accusato di
anticlericalismo spicciolo. Non parliamo poi del pontefice, la cui sola
immagine riesce a creare scoramento anche nei cristiani. Io sono un
credente, ma penso che il volto e le parole di Gesù siano davvero altro
dalla gerarchia ratzingeriana. Qualche speranza si può nutrire
guardando il filone Martini-Tettamanzi: da loro Ratzinger & Co.
dovrebbero frequentare almeno un bel corso di comunicazione cristiana,
se ci fosse". R@: L'Italia è un Paese libero o vi sono ancora
pregiudizi e limitazioni per gli omosessuali? DP: "L'Italia è un Paese
furbo e provinciale. Tutto va bene purché non se ne parli. Nel pieno
rispetto della dottrina cattolica non scritta. In ogni caso anche qui
si stanno facendo passi da gigante, tra gli etero e anche tra i gay.
Oggi, in materia di rispetto delle diversità, io punterei l'attenzione
sulla famiglia e sulla scuola, due ambiti in cui un giovane omosessuale
il più delle volte è ancora solissimo e destinato a soffrire. Anche in
questo senso un Parlamento che legiferi e dei giudici che comincino a
condannare per il reato di omofobia, come avviene ad esempio in
Francia, sarebbero degli ottimi precedenti".
FONTE www.rivistaonline.
com - 20 Marzo 2007 – INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


Due coppie di West Palm Beach hanno unito le loro vite, case e
amore. E si raccontano sul numero speciale di Babilonia dedicato alle
coppie di fatto. Cris ha 10 anni,. Ha un viso d'angelo e occhi pieni di
felicità. Sua sorella Sofia ne ha 7, capelli scuri come i suoi occhi.
Le case in cui vivono sono molto belle, i genitori ne hanno comprato
due e ne hanno unito i giardini. Cris e Sofia però sono più fortunati
degli altri bambini; hanno quattro genitori. Ember, 48 anni, la madre
biologica, Mimi, 45 anni, la moglie di Ember, Tom, 44 anni, il padre
biologico, Mark, 40 anni, il marito di Tom. Loro sono i pionieri, i
padri fondatori di un nuovo tipo di famiglia. La dimostrazione vivente
che si può fare. E così si raccontano sul nuovo numero del mensile
omosessuale Babilonia. I sei protagonisti della storia raccontata dal
mensile vivono intensamente econ responsabilità la loro situazione. Al
corrispondente americano del mensile si raccontano, fanno vedere la
loro casa e le foto dei rispettivi matrimoni omosessuali celebrati in
Massachussetts. Secondo il censimento effettuato negli Usa nel 2000,
almeno 6 milioni di bambini sono cresciuti da genitori omosessuali.
Difficile ignorare, anche per il nostro Paese, una realtà di questa
portata. INVIATO DA Mario Cirrito

LE CAUSE PRINCIPALI DELL'EFFETTO SERRA
Prima di mangiare quell'hamburger,pensa al riscaldamento globale!
Riportiamo la traduzione di un articolo comparso di recente su una
rivista americana, che mette in luce come il problema del riscaldamento
globale sia molto legato al consumo di alimenti animali, e che non e'
solo sui veicoli a motore, le centrali elettriche, ecc. che bisogna
intervenire per risolverlo, ma anche (anzi, ancora di piu'!) sulle
nostre abitudini alimentari, che hanno un impatto molto maggiore di
quello che molti credono. Quando il Congresso affronta le cause del
riscaldamento globale e cerca dei rimedi, l'attenzione si concentra sui
veicoli a benzina e sulle centrali elettriche a carbone, non sugli
umili bovini. Eppure gli allevamenti sono tra le principali fonti dei
gas serra, causa dei cambiamenti climatici. E dal momento che le diete
a base di carne si stanno diffondendo sempre di piu' in tutto il mondo,
cambiare le nostre abitudini alimentari potrebbe rivelarsi tanto
difficile quanto cambiare i nostri mezzi di trasporto. Secondo una
recente relazione della FAO, il problema non è solamente quello delle
ben conosciute flatulenze, sulle quali spesso si fa dell'ironia, e
delle deiezioni dei ruminanti. Un imoatto ben maggiore ce l'hanno le
modifiche dell'utilizzo dei terreni, soprattutto la deforestazione per
aumentare le zone di pascolo e per liberare terreni per la coltivazione
di mangimi per animali. Così come l'utilizzo di energia per produrre
fertilizzanti, per far funzionare i macelli e gli impianti di
produzione delle carne, e per pompare l'acqua. Quando le scoperte della
FAO furono rese note a Novembre, uno degli autori della relazione,
Henning Steinfeld, dichiarò: "Gli allevamenti sono una delle principali
cause dei più seri problemi ambientali di oggi". La triplice minaccia
dei gas La FAO ha comunicato che gli allevamenti sono responsabili del
18% delle emissioni di gas serra misurate in anidride carbonica
equivalente. Questo comprende il 9% delle emissioni di anidride
carbonica, il 27% del metano e 65% dell'ossido di azoto. In totale,
queste superano le emissioni causate dai mezzi di trasporto. Gli ultimi
due gas menzionati sono particolarmente problematici, sebbene
nell'atmosfera siano in quantità minori rispetto al biossido di
carbonio, che rimane il maggior colpevole del riscaldamento globale. Ma
il metano ha 23 volte il potenziale di riscaldamento (GWP) rispetto al
biossido di carbonio e l'ossido di azoto 296 volte di più. Il metano
potrebbe rappresentare un problema anche più grave se il permafrost
nelle latitudini più a nord si sciogliesse con l'innalzamento delle
temperature, rilasciando il gas attualmente intrappolato sotto la
vegetazione in decomposizione. Quel che è certo è che le emissioni di
questi gas potrebbero aumentare notevolmente se gli esseri umani
continuano a consumare una sempre maggior quantita' di prodotti
derivati dagli allevamenti. Con l'aumento della prosperità in tutto il
mondo negli ultimi decenni, il numero delle persone che mangiano carne
– e la quantità che ne viene consumata ogni anno – è cresciuto
costantemente. Secondo la FAO, tra il 1970 e il 2002, il consumo annuo
di carne pro capite nei paesi in via di sviluppo è aumentato da 10kg a
29kg. Mentre nei paesi industrializzati, si e' passati da 65kg a 80kg.
Informazioni sulla dieta vegetariana: A seguito dell'aumento della
popolazione, il consumo di carne nel mondo in via di sviluppo è quasi
quintuplicato durante il trentennio tra il 1970 e il 2002. Inoltre, è
previsto che la produzione annua globale di carne aumenterà più del
doppio, da 229 milioni di tonnellate all'inizio del decennio fino a 465
milioni di tonnellate nel 2050. Ciò rende quello degli allevamenti il
settore dell'agricoltura globale caratterizzato dalla crescita più
rapida. Gli attivisti per i diritti degli animali e coloro i quali
sostengono la causa vegetariana hanno subito afferrato le implicazioni
della relazione della FAO. Noam Mohr ha scritto, in una relazione per
EarthSave International: "Il modo migliore per ridurre il riscaldamento
globale durante la nostra esistenza è diminuire o eliminare il consumo
dei prodotti di origine animale". Mohr scrive inoltre che il
cambiamento della dieta puo' far diminuire le emissioni dei gas serra
più velocemente rispetto alla diminuzione dell'uso dei combustibili
fossili, dal momento che il turnover per gli allevamenti è più breve
rispetto a quello per le automobili e per le centrali elettriche.
Esiste un via rapida per il raffreddamento? "Anche se oggi fossero
disponibili delle fonti di combustibile a emissione zero,
occorrerebbero parecchi anni per costruire e lentamente sostituire le
grandi infrastrutture dalle quali dipende la nostra economia attuale"
continua Mohr. "Allo stesso modo, contrariamente al biossido di
carbonio che può rimanere nell'atmosfera per oltre un secolo, il metano
si disperde fuori dall'atmosfera in soli otto anni, per cui diminuire
le emissioni di metano significherebbe rinfrescare velocemente la
Terra". Alcuni ricercatori dell'Università di Chicago hanno paragonato
l'impatto che hanno i mangiatori di carne sul riscaldamento globale,
con quello dei vegetariani e hanno scoperto che la dieta comune
americana – inclusi tutti i processi di lavorazione del cibo – da' come
risultato 1.5 tonnellate in più di CO2-equivalente all'anno, sotto
forma di tutti i gas serra, rispetto ad una dieta priva di carne. I
ricercatori Gidon Eshel e Pamela Martin sono arrivati alla conclusione
che i cambiamenti dello stile alimentare potrebbero essere più efficaci
che inventare nuovi e più efficienti modelli di auto, che riducano le
emissioni annue di CO2 di circa una tonnellata all'anno. Il Dr. Esherl,
la cui famiglia gestiva un allevamento di bovini in Israele, ha
dichiarato "non c'è bisogno di arrivare per forza alla scelta estrema
del veganismo, basterebbe mangiare un hamburger alla settimana, invece
che due, per fare una differenza sostanziale". Fonte: www.agireora.org

- News inserita da Daria Mazzali Promiseland.it Redazione Italia –
INVIATO DA Promiseland.it


NESSUNO TOCCHI CAINO
24.03.2007
MORATORIA. PANNELLA, DA STASERA RIPRENDO LO SCIOPERO - PER ORA - DELLA
FAME - 21 marzo 2007: Marco Pannella ha annunciato la ripresa del suo
sciopero della fame, per ottenere il rispetto degli impegni solenni e
reiterati di parlamenti e di governi, in primis quello italiano, per la
presentazione alla Assemblea generale dell'ONU in corso di una
risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali. La ripresa dell'
iniziativa nonviolenta è stata annunciata dal leader radicale in una
conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati. Pannella
comincera' lo sciopero della fame questa sera, tuttavia nelle prossime
ore 'potrebbe trasformarsi in quello della sete'. Il 20 marzo, a
seguito dell'impiccagione in Iraq dell'ex vice presidente Taha Yassin
Ramadan, Marco Pannella, aveva rilasciato la seguente dichiarazione:
"L'esecuzione di Ramadan provocherà, certamente, un feroce
rafforzamento degli odi e del tragico momento che attraversano le
popolazioni irachene e quelle che dall'Afghanistan alla Palestina non
hanno certo bisogno che continui nel mondo la follia delle esecuzioni,
degli assassini di Stato. L'opinione pubblica di tutto il mondo aveva
a tutti dimostrato che la battaglia nonviolenta che avevamo rilanciato
sin dal mese di luglio all'insegna di "Nessuno Tocchi Saddam" era
necessaria e che l'assurdità degli stati, ivi compreso il nostro,
avrebbe esteso ed aggravato la tragedia che il mondo sta vivendo.
Malgrado tassativi pronunciamenti del Parlamento italiano, del
Parlamento europeo, del Consiglio d'Europa, di tutte le istituzioni
europee e della maggioranza degli stati membri dell'ONU, e malgrado l'
apparente convinzione, anche di tutta la classe dirigente, dell'
oligarchia italiana ed europea, la risoluzione che sin dall'inizio di
gennaio è stata preannunciata per l'attuale Assemblea Generale dell'
ONU, malgrado la nostra mobilitazione istituzionale politica e civile,
questa risoluzione non è stata presentata, anzi non è stata nemmeno
compilata. Lo ripeto: l'esecuzione di stamane ed altre annunciate, le
tante nel frattempo compiute in tutto il mondo - da allora ad oggi -
nonostante le delibere, tassative, reiterate di parlamenti e governi
continueranno, mentre anche il "governino italiano" - sembrerebbe per l'
ennesima volta rassegnato, nel totale disinteresse anche delle
opposizioni - all'ennesimo, osceno e irresponsabile rinvio. Noi siamo
felici più di chiunque del salvataggio effettuato in Afghanistan del
nostro Daniele Mastrogiacomo. Con un centesimo della volontà e dell'
impegno fortunatamente fornito in questa settimana per raggiungere
questo risultato, certamente sarebbe stato e sarebbe ancora possibile
scongiurare migliaia e migliaia di morti. Per questo, mi appare
opportuno, necessario, riprendere l'iniziativa nonviolenta, lo sciopero
- per ora - della fame, a partire da domani sera. Mi auguro che
contribuirà a rendere possibile, da parte del potere, quel che era ed è
impegnato a fare: presentare - senza più alibi ormai indecenti - la
risoluzione per la moratoria che di già nel 1999, avendo assicurata l'
approvazione da parte della maggioranza dell'Assemblea generale dell'
ONU, venne inopinatamente non più presentata nella scandalizzata
incredulità perfino del rappresentante italiano all'ONU, l'Ambasciatore
Francesco Paolo Fulci".
IRAQ. IMPICCATO IL VICE DI SADDAM - 20 marzo
2007: Taha Yassin Ramadan, ex vice presidente dell'Iraq di Saddam
Hussein, è stato impiccato prima dell'alba. Si tratta del quarto membro
del passato regime – compreso lo stesso Saddam – giustiziato per
crimini contro l'umanità, in relazione al massacro dei 148 sciiti di
Dujail, avvenuto per rappresaglia dopo un tentativo di assassinio dell'
ex dittatore, nel 1982. Ramadan era stato riconosciuto colpevole lo
scorso dicembre di omicidio, deportazione forzata e tortura e
condannato all'ergastolo. Tuttavia la Corte d'Appello aveva in seguito
rinviato il caso all'Alta Corte chiedendole di condannare l'accusato a
morte, ciò che l'Alta Corte ha fatto. Dopo la caduta del regime di
Saddam Hussein, avvenuta il 9 aprile 2003, la pena di morte in Iraq era
stata sospesa dall'Autorità Provvisoria della Coalizione. E' stata
reintrodotta dopo il trasferimento di poteri alle autorità irachene,
avvenuto il 28 giugno 2004. L'8 agosto 2004, a poco più di un mese dal
suo insediamento, l'allora Governo iracheno ad interim guidato da Iyad
Allawi ha varato una legge che ripristina la pena di morte per
omicidio, sequestro di persona, stupro e traffico di stupefacenti. Il 4
ottobre 2005, il Parlamento iracheno ha approvato una nuova legge anti-
terrorismo che prevede la pena di morte per "chiunque commetta ... atti
terroristici", così come per "chiunque istighi, prepari, finanzi e
metta in condizione terroristi di commettere questo tipo di crimini".
TEXAS. NON TROVANO LA VENA, ASPETTA 20 MINUTI PER MORIRE - 20 marzo
2007: Charles Anthony Nealy, 42 anni, è stato giustiziato in Texas
mediante iniezione letale per un omicidio commesso nel corso di una
rapina, avvenuta a Dallas nel 1997. Con il condannato già legato sul
lettino, la somministrazione delle sostanze letali è cominciata con più
di 20 minuti di ritardo, per l'incapacità degli addetti a trovare una
vena adatta. Nealy è stato dichiarato morto alle ore 19.20, sette
minuti dopo l'iniezione letale. Era stato condannato a morte per l'
omicidio con arma da fuoco di Jiten Bhakta, 25enne di origine indiana,
proprietario di un negozio di alimentari. Nealy sarebbe stato
identificato dal fratello della vittima, anche lui presente nel negozio
al momento della rapina, avvenuta il 20 agosto 1997. Rispetto all'
omicidio, Nealy – che aveva diversi precedenti per rapina a mano armata
– si era sempre detto estraneo, sostenendo di trovarsi a quell'epoca in
Oklahoma. Si tratta della nona esecuzione in Texas dall'inizio del
2007, e della terza nello stato dall'inizio di marzo.
CINA. "MENO
CONDANNE A MORTE NEL 2006" - 22 marzo 2007: il numero di condanne a
morte emesse in Cina nel 2006 è il più basso degli ultimi dieci anni,
ha dichiarato, giovedì scorso, Liu Jiachen, consigliere politico ed ex
vice presidente della Corte Suprema del Popolo, senza però rivelarne il
numero esatto. Partecipando alla sessione annuale della Commissione
Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese
(CPPCC), tenutasi a Pechino, Liu ha detto che dal 1997 si registra un
graduale decremento di casi capitali, oltre a un minore uso di pene
severe, compreso l'ergastolo. "Per frenare il crimine – ha spiegato Liu
– non possiamo affidare le nostre speranze alla pena di morte. Possiamo
contrastare il crimine crescente con molti altri metodi". "Questo
concetto va inoltre d'accordo con il trend mondiale verso il graduale
alleggerimento delle pene, il che significa che pene severe possono
essere imposte solo nei casi di un ristretto numero di grandi
criminali", ha aggiunto. In un documento emesso congiuntamente la
settimana scorsa da Corte Suprema del Popolo, Procura Suprema del
Popolo, Ministero della Pubblica Sicurezza e Ministero della Giustizia,
viene raccomandato ai funzionari giudiziari di usare più cautela nella
gestione dei casi capitali, rispettando con scrupolo la legge nella
ricostruzione dei fatti, raccolta delle prove, applicazione delle
procedure e decisioni relative all'entità della pena. Oltre a punire i
criminali – afferma il documento – bisogna proteggere i loro diritti
umani, compreso quello a non subire umiliazioni: non si potranno più
esibire in pubblico persone sospettate o condannate a morte. La polizia
non dovrà usare la tortura nel corso degli interrogatori, al fine di
estorcere confessioni, vietati inoltre metodi illegali di raccolta
delle prove. Per quanto riguarda i giudici, a ogni livello nella
gestione di casi capitali dovranno prestare maggiore attenzione alla
validità delle prove. Il 20 marzo, la Cina ha firmato con la Francia un
trattato di estradizione in base al quale Parigi consegnerà ricercati
alle autorità cinesi solo se queste ultime forniranno"sufficienti"
garanzie di non emettere condanne a morte. Lo rende noto il ministro
della Giustizia francese, Pascal Clement, aggiungendo che, in base al
trattato, richieste di estradizione per reati politici o militari
potranno essere respinte. Nel firmare l'accordo, Pechino accetta che i
mandati di cattura siano approvati sia dalla magistratura che dalla
polizia cinesi, il che – commenta Clement - "costituisce un
miglioramento nel rispetto dei diritti umani".
SUDAN. DUE DONNE
CONDANNATE ALLA LAPIDAZIONE - 14 marzo 2007: due donne sono state
condannate alla lapidazione in Sudan per adulterio, riporta il giornale
Juba Post. Si tratta di Amunah Abdallah (23 anni) e Sa'diah Fadul (22),
condannate da un tribunale di Al-Azazi, nella provincia Manajil dello
stato di Al-Jazirah, uno dei 26 stati del Sudan. Il giornale riporta la
testimonianza di un attivista per i diritti umani, Faysal Al-Bagir,
secondo cui le due donne – originarie della tribù Tama in Darfur – si
trovano attualmente recluse nella prigione di Wad Medani. Versano in
condizioni critiche, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e
una delle due tiene con sé in prigione la figlia di due anni. In Sudan
sono reati capitali: omicidio, rapina a mano armata, detenzione e
traffico di armi, tradimento, atti di guerra contro lo Stato o che
possano mettere in pericolo la sua indipendenza e unità territoriale,
apostasia, prostituzione. In conformità con la legge della Sharia, il
Codice Penale prevede punizioni corporali come flagellazioni,
amputazioni, lapidazioni e crocifissioni, oltre all'esposizione
pubblica del corpo dopo l'esecuzione. Secondo l'Organizzazione Sudanese
contro la Tortura (SOAT), tra il marzo 2003 e il marzo 2004, sono state
condannate a morte 71 persone, almeno 10 delle quali sono state
giustiziate. Le esecuzioni nel 2003 sono state almeno 13. Non esistono
dati ufficiali ma, secondo Amnesty International, almeno due esecuzioni
sarebbero avvenute in Sudan nel 2004. Le esecuzioni nel 2005 sono state
almeno 4.

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