20 febbraio 2008

news 20 febbraio 2008

LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra
religione, di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la
natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna,
sono povero, sono paria e handicappato.
La mia sedia a rotelle è
questa società.
Sono un indiano, e sono meno di te e son strano,
diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i
capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e
rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono
razzista, ma solo con i razzisti!
Peter Boom


INCENDIO AL COMING OUT
La solidarietà di politici e militanti. Venerdì sit-in davanti al
locale On. Franco Grillini (Ps). Coming out. Attentato di omofobia
vigliacca. L'incendio del locale glbt "Coming out" di Roma è un atto di
violenza omofobica inaudita e vigliacca. Si vuole minacciare la
comunità gay e lesbica romana in uno dei suo maggiori luoghi di
aggregazione, la gay street, foriera di tristi polemiche politiche nei
mesi scorsi, addirittura tra i pro e i contro la presenza di gay nella
zona. E' la realizzazione, al di là di chi dice che la questione
omosessuale è risolta nel nostro Paese, che ci sono gruppi che fanno
della violenza, della discriminazione anti-gay e dell'omofobia la loro
attività principale. E' necessario pertanto una immediata risposta di
sentita solidarietà. Nell'aderire quindi al sit-in organizzato da
Arcigay Roma, mi preme sottolineare che in Parlamento abbiamo fatto di
tutto perché fosse approvata la legge su stalking e omofobia, che
prevedeva aggravanti per gli atti di violenza e discriminazione
motivati dall'orientamento sessuale. Purtroppo la furiosa opposizione
della destra e dei parlamentari clericali, nonché la fine anticipata
della legislatura, ha impedito l'approvazione di uno strumento
legislativo efficace contro la violenza alle persone omosessuale. On.
Franco Grillini


ARCIGAY: INCENDIO AL COMING OUT DI ROMA ULTIMO
GESTO PROVOCAZIONE OMOFOBA
Dobbiamo purtroppo rilevare, come gli
episodi d'intimidazione omofoba continuino ad imperversare in tutto il
paese senza che vi sia un'adeguata reazione da parte delle istituzioni
e partiti. Putroppo in Italia una vera lotta contro l'omofobia non è
mai iniziata a causa delle interdizioni da parte della gerarchia
vaticana e delle loro emanazioni politiche presenti in quasi tutti i
partiti di centro sinistra e di centro destra. La cruda realtà è che se
altre minoranze fossero state colpite come quella gay negli ultimi tre
anni assisteremmo ad una gara sui mass media e nelle sedi istituzionali
per trovare strumenti adatti di prevenzione, d'azione culturale e
sociale o di repressione.
Trattandosi però di gay, lesbiche, transessuali non si va oltre a blande e scontate solidarietà cui però
non fanno seguito iniziative concrete.Denunciamo pubblicamente che la
responsabilità di questo clima e di questo disinteresse ricade
totalmente sulla classe politica italiana, sempre pronta ad indignarsi
rispetto ad altre vicende, ma assolutamente insensibile e cinica,
ritenendo gli attacchi, le violenze, le discriminazioni nei nostri
confronti, come inevitabile reazione alla nostra aumentata visibilità e
forza sociale. Esprimiamo alle gestrici del Coming Out la nostra piena
solidarietà ed impegno, affinché un'esperienza come quella della
piccola Gay Street di Roma possa continuare ad esistere. Ci uniamo alla
mobilitazione promossa dall'Arcigay di Roma per venerdì sera e
chiediamo a questo governo, seppur limitato nelle competenze, di
battere finalmente un colpo. Infine ci incuriosisce sapere cosa avrà da
dire il neo candidato a Sindaco di Roma Francesco Rutelli che ha, come
il suo predecessore, una parola buona per tutti ma che sulla
cittadinanza gay non ha mai espresso alcunchè di sensato e concreto.
Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay

IGNOBILE ATTACCO AL LOCALE COMING OUT
Apprendiamo con estrema preoccupazione dell'incendio
doloso appiccato al Coming Out, noto locale nei pressi del Colosseo che
da anni è un visibile punto di riferimento e di ritrovo per la
comunità gay-lesbica della capitale e non solo. Ben più di un
campanello di allarme ma un vero e proprio atto di intimidazione per la
città e per tutti noi, che si assomma ai crescenti episodi di
aggressioni fisiche e verbali, alle scritte, ai manifesti "Basta froci"
che hanno invaso i mostri quartieri qualche mese fa, alle minacce, alle
parole in libertà di esponenti politici e religiosi. Un crescendo che
non ha trovato sufficienti reazioni di scandalo e di sdegno pubblico.
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, condanna fermamente
questo gravissimo episodio, esprime la più calda solidarietà alle
proprietarie del Coming Out, che con il loro impegno e la semplicità
del loro lavoro quotidiano si sono ritrovate in prima fila in uno
scontro che non dovrebbero essere costrette a combattere. Chiamiamo
alle proprie responsabilità le istituzioni, ricordando in particolare
che solo pochi mesi fa il Parlamento ha perso l'occasione di lanciare
un segnale chiaro varando una prima norma antiomofobia. La storia deve
insegnarci a non sottovalutare questa escalation di violenza che mira a
colpire nei suoi luoghi più riconoscibili un'intera comunità.
Intendiamo continuare con maggiore energia e slancio il nostro impegno
alla luce nel sole, nella nostra città, non facendoci intimidire e non
lasciando che queste azioni, sempre meno folli in quanto più
organizzate, cambino in peggio le nostre vite ricacciandoci nel
nascondimento. Andrea Maccarrone – Direttivo Mario Mieli Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria politica – Andrea
Berardicurti 06/5413985 – 348/7708437

COMING OUT, ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA: "SOLIDARIETÀ ALL'INTERA COMUNITÀ OMOSESSUALE"
"L'Associazione Radicali Roma esprime solidarietà all'intera comunità
omosessuale di Roma, per l'atto intimitadorio della scorsa notte ai
danni del Coming Out, locale storico di ritrovo di lesbiche, gay e
transgender della Capitale. La comunanza di intenti e sensibilità con
il mondo omosessuale di Roma, palesatesi nel 2007 con la raccolta firme
per la petizione di iniziativa popolare sull'istituzione di un registro
delle Unioni Civili, ci porta ad auspicare un'attenzione particolare da
parte di tutte le forze politiche che si vanno schierando in questa
prossima competizione amministrativa, affinchè non si verifichino più
atti intimitadori e codardi come quello di questa notte, né isolamenti
ghettizzanti delle aspettative della comunità gay." Massimiliano
Iervolino Segretario Associazione Radicali Roma via di Torre Argentina
76 00186 Roma 3392500303 m.iervolino@radicali.it www.radicaliroma.com


I GAY NELLE SCUOLE FANNO ANCORA PAURA ALLE DESTRE ?
Il bullismo è un grave problema d'attualità ed è proprio per questo che il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli, in occasione dei 25 anni dalla sua
fondazione, ha proprio ieri presentato alla stampa il Primo Progetto
organico di intervento di un'associazione gay all'interno delle scuole
superiori della capitale, con 60 incontri programmati in sei differenti
scuole, con i docenti, gli alunni e i genitori. Il progetto gode del
Patrocinio dell'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma,
con il quale il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli collabora da
anni. Alla presentazione di ieri l'Assessore Cecilia D'Elia è
intervenuta personalmente spiegando le motivazioni del patrocinio e
dell'adesione dell'Assessorato al progetto. Al rappresentante di
Alleanza Nazionale del Settore Scuola ed Istruzione, il "sedicente"
senatore Giuseppe Valditara, la cosa pare non andare giù. A dieci anni
dalle pessime esternazioni di Gianfranco Fini sui maestri gay, Alleanza
Nazionale torna a prendere la vecchia e mai abbandonata posizione che
stigmatizza gli omosessuali ed avalla in questo modo il problema del
bullismo e dell'omofobia nelle scuole e tra i giovani. In una
dichiarazione rilasciata all'Agenzia di Stampa APCOM, il "sedicente"
senatore Valditara attacca il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli e condanna il progetto liquidandolo come "un'iniziativa
velleitaria" ed esprime perplessità sulla competenza e sull'
imparzialità degli operatori coinvolti nel progetto. A Valditara si
unisce inoltre l'AGE (Associazione Italiana Genitori) che pur
professando apertura e comprensione, esprime una posizione di condanna
nei confronti dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Per
rispondere al Senatore Valditara, ricordiamo che il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli è un'associazione impegnata da 25 anni nella
difesa delle persone gay, lesbiche e transessuali ed è riconosciuta a
livello internazionale (World Pride 2000). Tra le Istituzioni con le
quali il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha collaborato in
questi 25 anni ricordiamo il Ministero della Salute, l'Istituto
Superiore di Sanità, la Regione Lazio, la Provincia di Roma, il Comune
di Roma e vari suoi Assessorati, il Carcere di Rebibbia, l'Azienda
Ospedaliera San Giovanni – Addolorata, gli IRCS Spallanzani e San
Gallicano. E' membro della Consulta Nazionale delle Associazioni per la
Lotta all' Aids istituita dal Ministero della Salute, del Direttivo
della Consulta per i problemi penitenziari del Comune di Roma e
collabora fattivamente da anni con la Questura di Roma relativamente
agli episodi di omofobia e transfobia. Se tutto questo è "sedicente"……
Precisiamo infine che il progetto "Smontiamo i Bullismi" è stato
approvato dall'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma e
che gli operatori coinvolti (psicologi ed assistenti sociali), pur non
essendo stati direttamente designati dall'Assessorato, sono
professionisti titolati e di comprovata esperienza che collaborano da
anni con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Ricordiamo
peraltro che il Mario Mieli lavora da anni nelle scuole romane, con
interventi specifici sulle tematiche dell'orientamento sessuale e della
prevenzione. Ci auguriamo quindi che il problema del bullismo nelle
scuole e tra i giovani venga affrontato concretamente a livello
istituzionale, anziché essere strumentalizzato con polemiche sterili e
controproducenti. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica ed Organizzativa Andrea Berardicurti – Massimo
Farinella Ufficio Stampa
Francesco Paolo Del Re 06/5413985 -
348/7708437 – 348/7708436 – 320/0823405


UN ALTRO SPORTELLO PER I DIRITTI CIVILI ED UMANI IN ABRUZZO
Avezzano – L'Aquila – La
Responsabile regionale di Gaya CsF, Anna Maria Angelitti, comunica l'
apertura dello sportello per i diritti civili ed umani presso la sede
PRC (Partito Rifondazione Comunista) in Via Parri 13/b e 13/c . Lo
sportello si mette al servizio dei cittadini che vivono stati di
difficoltà sociale e lavorativa. Si propone inoltre come punto di
incontro e assistenza per tutte le persone vittime di mobbing,
discriminazione, violenza, e a disposizione delle persone con
orientamento omo e trans sessuale, ecc… Lo sportello "DIRITTI UMANI E
CIVILI – Pierpaolo Pasolini" avrà il supporto e la collaborazione con
tutti gli attivisti della provincia di L'Aquila e dell'Abruzzo in
genere, fra cui: il Partito di Rifondazione Comunista, Gaya CsF – di
cui è Responsabile Regionale la Angelitti -, il Comitato Promotore
Arcigay Consoli L'Aquila e AGEDO di Pescara di cui è Rappresentante
Claudia Toscano. Lo sportello per i Diritti "Pasolini" fa seguito alla
precedente iniziativa degli attivisti di Gaya CsF presso i VERDI alla
Regione Abruzzo, che in gennaio hanno inaugurato grazie all'intervento
di Walter Caporale, lo sportello Diritti Civili e Umani intitolato a
Massimo Consoli. Anna Maria Angelitti è una degli attivisti più in
vista di Gaya CsF, conosciuta sia a livello locale che nazionale, donna
preparata nel sociale che ha spesso portato avanti lotte per la
salvaguardia dei diritti delle persone. Lo sportello resterà aperto nei
seguenti giorni: Martedì e Mercoledì dalle ore: 14.00 – 16.00 - Giovedì
e Venerdì dalle ore : 10.00 – 13.00. Per info e appuntamenti: Tel:
0863/415618 - e-mail: info@rifondazionemarsica.org. Anna Maria
Angelitti Responsabile Sportello Diritti Civili ed Umani "Pasolini"
Avezzano.

GAY, IRAN: GRUPPO EVERYONE CHIEDE INCONTRO URGENTE CON
L'AMBASCIATORE IRANIANO A ROMA
GLI ATTIVISTI: "INVITIAMO LE MIGLIAIA DI
FIRMATARI DELLA PETIZIONE A SCRIVERE ALL'AMBASCIATA CHIEDENDO CHE I
GIOVANI OMOSESSUALI HAMZEH E LOGHMAN SIANO RISPARMIATI"
Ha superato oggi le 12.500 sottoscrizioni la petizione per la vita di Hamzeh Chavi
e Loghman Hamzehpour (www.petitiononline.com/irangay), i due ragazzi di
18 e 19 anni arrestati a Sardasht, nell'Azerbaijan Iraniano, lo scorso
23 gennaio, con le accuse di "mohareb" e "lavat", che hanno confessato
sotto tortura di amarsi e rischiano la messa a morte. Gli attivisti del
Gruppo EveryOne hanno indirizzato una lettera ad Abolfazl Zohrevand,
Ambasciatore in Italia della Repubblica Islamica dell'Iran, in cui
chiedono un urgente incontro per discutere del caso dei due giovani,
che sta suscitando clamore in tutto il mondo, e della preoccupante
situazione sulla violazione dei diritti umani in corso nel Paese.
"Signor Ambasciatore," si legge nella lettera, firmata dai leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "viviamo in
un tempo difficile, in cui spesso la luce e il buio, l'amore e l'odio,
la giustizia e l'ingiustizia si confondono. Signor Ambasciatore, Le
chiediamo di far sì che le supreme Autorità iraniane mostrino un po' di
luce. […] Siamo a chiedere a Lei di mobilitarsi" continua la lettera
"affinché quei due ragazzi, che stanno per essere condannati solo
perché si amano in modo diverso, vengano risparmiati. L'omosessualità
esiste in tutti i Paesi del mondo ed è sempre esistita, anche fra i
grandi uomini del passato. Attraverso di Lei, vogliamo supplicare il
presidente Ahmadinejad e i giudici della repubblica Islamica di
restituire a quei giovani la loro libertà, i loro sogni, la loro
possibilità di fare del bene". Il Gruppo EveryOne invita tutti i
sottoscrittori della petizione, e così tutti coloro che credono ancora
nel valore della vita umana e della convivenza civile, a inviare all'
Ambasciata Iraniana a Roma, in via Nomentana 361/363, una lettera o una
cartolina – o un'e-mail a Ambassador@iranembassy.it, info@iranembassy.
it e ebassiran.rome@hotmail.com – recante due brevi frasi: "Life for
Hamzeh and Loghman. Stop executions in Iran". "Chiediamo all'
Ambasciatore Abolfazl Zohrevand di confermare il suo impegno per la
tutela delle minoranze e di levare la sua voce autorevole per
convincere Teheran a non versare il sangue di Hamzeh e Loghman, a non
ripetere ancora una volta il martirio di giovani innocenti, come
avvenne nel giugno del 2005 con Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni, le
immagini della cui esecuzione hanno sconvolto il mondo, e lo scorso 5
dicembre, con l'impiccagione, nel carcere di Dizel Abad a Kermanshah,
del ventunenne Makwan Moloudzadeh, il cui nome è diventato un simbolo
mondiale per la lotta contro l'omofobia , la pena di morte e i
trattamenti disumani e degradanti nei confronti dei perseguitati.
Crediamo che l'Ambasciatore sia l'interlocutore ideale per parlare di
vita in Iran; non va dimenticato il suo impegno nel Progetto di Cipro
per la Pace (1999) né la sua sensibilità verso il tema dei Diritti
Umani". "Vita per Hamzeh e Loghman. Stop alla pena di morte in Iran"
ripetono Malini, Pegoraro e Picciau. "Due semplici frasi per un
cambiamento che la maggior parte degli iraniani chiede insieme a noi:
ci auguriamo che l'Ambasciatore sia disponibile al dialogo e che la
nostra richiesta venga condivisa e supportata da tutti i cittadini,
dalle forze politiche, dalle associazioni e organizzazioni per i
diritti umani e civili a livello italiano e internazionale". Per
ulteriori informazioni: Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527 www.
everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

MANCUSO (ARCIGAY):
DISONOREVOLE SENTENZA DELLA CASSAZIONE
È gravissimo che un organismo
istituzionale come le sezioni riunite della Corte Suprema di Cassazione
definiscano un "fatto disonorevole un rapporto omosessuale" mettendolo
nero su bianco su una sentenza . È inaccettabile che in un dispositivo,
come il 7280 del 14 febbraio scorso, in cui si ragiona di tutela della
testimonianza e di diritti del testimone si offra una definizione di
omosessualità come fatto disonorevole e lo si affianchi, equiparandolo,
ad un rapporto incestuoso. L'omosessualità non può essere un fatto
esposto come stigma sociale e l'omofobia dei giudici, e anche della
classe politica, è prodotta dal clima di omofobia dilagante nel nostro
paese. Noi ci consideriamo assolutamente orgogliosi dei nostri amori e
dei nostri rapporti. Disonorevole è il pregiudizio sociale,
disonorevole è l'omofobia disonorevole sono sentenze come questa.
Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay. Ufficio stampa Arcigay:
Davide Montanari, cell. +39.3478782418, tel. +39.051.6493055


BABILONIA INTERVISTA PRETE PENTITO DI UNA COMUNITA' PER EX GAY
Babilonia: Intervista esclusiva per l'Italia con Scott Harrison, prete
pentito di due comunità per ex-gay, passato attraverso l'esperienza di
un esorcismo. Terapie come lavaggi di cervello ed esorcismi per guarire
dall'omosessualità. E' la testimonianza di Scott Harrison al mensile di
cultura omosessuale Babilonia. La storia di Scott inizia negli anni
ottanta quando si unisce a Living Waters fino a diventare lui stesso
sacerdote nella comunità e si specializza presso Exodus International,
la più tristemente nota delle comunità per ex gay. In cosa consisteva
questa terapia è lo stesso Scott a raccontarlo a Babilonia: «Era più
che altro un lavaggio di cervello. Con questa terapia violentano la tua
psiche. Alla fine dei corsi formativi e di teologia diventai ministro e
iniziai un mio gruppo verso la chiesa di Foursquare.» Scott Harrison
racconta dettagliatamente il suo percorso religioso con i neo-
pentecostali fino a quando viene costretto a passare attraverso
l'esorcismo: «Mi ci ero unito – racconta Scott a Babilonia – sotto
consiglio di miei superiori. Mi avevano convinto che anche se non
propriamente posseduti, una persona poteva lasciare che il diavolo
dominasse un'area della sua vita. Andai volentieri per ricevere una
preghiera. Avevo fiducia in queste persone e lasciai che, secondo la
pratica, imponessero le mani su di me e permisi che manipolassero le
mie emozioni. Ricordo che mentre passavo attraverso quella terribile
esperienza, chiedevo se veramente potesse esistere un demone
responsabile dell'omosessualità. L'esperienza fu profondamente
devastante con conseguenti ferite profonde. M'incoraggiarono a gridare,
urlare e lo interpretarono come la liberazione dal demone». Alla
domanda del perché si sia deciso a raccontare la sua storia, Scott
risponde: «Ho il sospetto che alcuni gruppi ex gay pratichino ancora
l'esorcismo». Oggi, Scott Harrison vive nella contea di Orange, in
California; ha abbandonato la chiesa e ora è diventato uno dei
personaggi più richiesti, negli Stati dell'ovest americano, dove aiuta
tanti giovani nel difficile percorso dell'accettazione. FONTE Mario
Cirrito (Babilonia)


AL VIA UN CORSO SU 'EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITÀ E
SESSUALITÀ CONSAPEVOLE
Operatori dei consultori: formazione sui temi
Lgbt
Un altro passo avanti nel lavoro contro le discriminazioni
sessuali
di Lucia Zambelli
Firenze Oltre 500 operatori dei
consultori 'a scuola' per prepararsi a rispondere in maniera adeguata
anche alle esigenze di giovani lesbiche, gay, bisessuali, transessuali,
transgender (lgbt). Il corso su 'Educazione all'affettività e
sessualità consapevole' prende il via domani, mercoledì 20 febbraio, e
fa parte di un percorso formativo organizzato dall'assessorato al
diritto alla salute della Regione Toscana avviato il 15 febbraio
scorso, che si concluderà il 19 giugno, dal titolo 'Dall'affettività
alla maternità e paternità consapevole'. Il percorso, che coinvolgerà
tutti gli operatori dei consultori e delle strutture di educazione alla
salute, affronta tre tematiche: percorso maternit&agr! ave; e sostegno
alla genitorialità; educazione all&rsqu! o;affett ività e sessualità
consapevole; interruzione volontaria di gravidanza. Il progetto,
realizzato dall'assessorato al diritto alla salute su sollecitazione
dell'assessorato alle riforme istituzionali, vuole rispondere all'
esigenza di dotare il personale dei consultori familiari e per i
giovani della Toscana di una formazione che lo renda pronto a
rispondere a dubbi, domande, necessità e urgenze di giovani lesbiche,
gay, bisessuali, transessuali o transgender e dei loro genitori,
parenti o amici Da domani i medici, gli psicologi, il personale dei
consultori della Regione Toscana saranno pronti ad accogliere i giovani
lgbt e a rispondere alle loro domande. Un passo avanti, quindi, nel
lavoro che la Regione sta conducendo da alcuni anni per la piena
accoglienza e la piena inclusione sociale delle persone lgbt e contro
ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità
di genere. In Toscana funzionano 244 consultori, di cui 204 familiari e
40 per i giovani. FONTE Toscana Notizie Agenzia di informazione della
Giunta Regionale Registrazione 5101/2001 presso il Tribunale di
Firenze.
Direttore responsabile Daniele Pugliese telefono +39
055/4384714 - fax +39 055/4384800 e.mail agenzia@toscana-notizie.it

CHE FAMIGLIA È QUELLA OMOSESSUALE ?
A spiegare la sua, partendo da
quella genitoriale, è sul prossimo numero di Babilonia uno storico del
movimento omosessuale e un giornalista affermato: Daniele Scalise.
«Quella genitoriale – racconta Scalise a Babilonia – è stata una
famiglia dove c'era un coacervo di amore e rigore. Poi mi sono
innamorato di una bellissima ragazza che è stata mia moglie e ci siamo
dati molto amore e una figlia. Con Franco, oggi, siamo una famiglia
come tante che vive insieme e si sostiene quando uno dei due sta male».
Scalise racconta la sua passione politica giovanile: «Ero militante in
una associazione che si chiamava "Soccorso Rosso". Venivano da noi dei
militanti del Fuori che noi guardavamo con compatimento: questi
parlavano di rivoluzione sessuale...». Anche sulle organizzazioni
omosessuali, Scalise è netto: «Da noi – spiega a Babilonia – manca una
politica seria dei movimenti omosessuali che in questa fase politica mi
sembrano parecchio assenti. Non propongono, non riescono ad essere
incisivi. C'è ancora un'idea di militanza obsoleta che
non regge perché
non stimola. Bisognerebbe tessere una tela di lobby politica. Ma chi lo
fa? I nostri deputati è come non ci fossero.» Poi la stoccata finale
sulle elezioni: «Stiamo vivendo uno dei peggiori periodi. La politica è
inadeguata, incapace e inesistente. C'è anche una aggressività
clericale smodata, intollerabile, inaccettabile che messa insieme alla
mancanza di politica fa quello che siamo: un Paese smidollato senza
alcuna prospettiva. In Italia la destra è clericale, fatta di
divorziati, di gente dalla doppia morale e la sinistra è impotente e
parolaia, in ginocchio anch'essa di fronte al papa». Cosa dovrebbero
fare gli omosessuali, chiede Babilonia. «La mia posizione dal 1984 è
chiara: non vado a votare! Mi rifiuto di votare per chi non mi ascolta,
per coloro che hanno dimostrato disprezzo verso gli omosessuali».
Tornando alla famiglia omosessuale, cosa direbbe Daniele Scalise, a un
padre o una madre omosessuale che non sanno affrontare la situazione
con figli, parenti e amici? «Ho incontrato un padre che non sapeva
come dirlo alla figlia. Gli ho spiegato che era essenziale dirlo per
salvare il loro rapporto. In un altro caso è stata la moglie a spingere
il marito a uscire fuori da quel segreto terribile. Dirlo fa bene a noi
e fa bene anche agli altri», conclude Scalise.

Teatrhalìe 2007/2008
Terza Rassegna di Letture Teatrali organizzata dall'Unione Femminile
Nazionale Donne comune denominatore presenta per la prima volta a
Milano Donne di Sabbia con Colher Pereira, Oriana Fruscoloni, Monica
Livoni Larco, Anna Ottone e Patrizia Papandrea a cura
dell'Associazione Donne di Sabbia. Parole, racconti e testimonianze di
donne di Ciudad Juarez e Chihuahua, per dare eco a quelle 470 voci
zittite con l'assassinio e a quelle 600 con il rapimento. Un
femminicidio ancora impunito che si perpetua da 14 anni, per il quale
secondo un rapporto di Amnesty International le azioni messe in campo
dal governo messicano per contrastare questi orrendi crimini non sono
sufficienti ad affrontare un problema che interessa purtroppo non solo
il Messico, ma anche il Guatemala. Mercoledì 20 febbraio 2008 ore
19.00 in Corso di Porta Nuova 32 Milano ingresso libero. La rassegna
organizzata dall'Unione Femminile Nazionale presso i propri spazi di
Corso di Porta Nuova 32 a Milano, ha quest'anno come titolo Donne
Comune Denominatore, per sottolineare e narrare il costante impegno di
molte donne a creare alleanze e rappresentanza nella storia di tutti i
giorni. Sei appuntamenti teatrali, uno al mese, da ottobre a marzo, in
cui si alterneranno tante attrici che si sperimenteranno in diverse
forme di rappresentazione e in diversi temi per raggiungere più
pubblici curiosi. Alla fine di ogni performance, sarà sempre offerto un
aperitivo, un momento in cui sarà possibile chiacchierare di teatro e
di storie di donne con le attrici. Un modo creare per una rete
emozionale tra attrici e spettatori e per far diventare Teatrhalìe Le
Muse del Teatro un luogo simbolico in cui si parla di teatro al
femminile. INVIATO DA Eleonora Dall'Ovo



C'è una bandiera nel mio cuore…. Ha tutti i colori del mondo, c'è un mondo dentro me che non ha
bisogno di bandiere….
Carla Liberatore Gaya CsF
Movimento di libera
informazione e libera vita
Email: gaya.cronistisenzafrontiere@virgilio.it
Tel. 339.8794768 – 0862.4005216

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23 gennaio 2008

Pace e cultura, incontro con Pannella

COMUNE DI FOSSA in collaborazione con L'ASSOCIAZIONE RADICALE IGNAZIO SILONE
L'ASSOCIAZIONE NESSUNO TOCCHI CAINO
Presenta La seconda edizione della Manifestazione " Pace e Cultura"con un dibattito su la
"Moratoria contro la pena di morte: un impegno per i Diritti Umani."
L'incontro si terrà domenica 27 gennaio alle ore 10.30 presso la sala Consiliare
del Comune di Fossa. Al dibattito parteciperanno: L'On. Marco Pannella,
Presidente di Nessuno Tocchi Caino Ottaviano Del Turco, Presidente della
Regione Abruzzo Ferdinando di Orio, Rettore dell' Università dell'
Aquila. Modera Fabrizio Politi, Costituzionalista e Preside della
Facoltà di Economia dell'Aquila. Nella giornata di commemorazione della
Shoah intendiamo realizzare un impegno concreto contro ogni forma di
sopruso ai Diritti Umani ancora oggi effettuati in più luoghi del
mondo. L'approvazione della Moratoria contro la Pena di Morte, da parte
delle Nazioni Unite, rappresenta una vittoria sostanziale, ma,
nonostante molti segnali positivi, le esecuzioni capitali sono riprese.
Che cosa è stato fatto finora e cosa bisogna ancora fare per costruire
un' umanità più cosciente e civile? Autorità politiche e rappresentanti
delle istituzioni civili si confronteranno insieme con l'auspicio di
tracciare nella, e, con la stessa società, un percorso in grado di
gettare le basi per la realizzazione di un processo normativo che
impegni la comunità internazionale. Ricordando anche le parole del
Ministro degli Esteri Massimo D'Alema: "Le esecuzioni capitali sono un
estremo, visibile, atto di violenza, che appartiene ad una cultura che
dovrebbe essere consegnata al passato".
"Pace e Cultura" è una manifestazione nata nel 2006 a Fossa con l'
obiettivo di realizzare un evento che promuovesse la costruzione di un
percorso di Pace, e per tutto il 2008 si sosteranno incontri ed
iniziative. Grazie ai traguardi raggiunti ed all'impegno che in tutta
la sua vita ha dedicato all' affermazione dei ditti civili, quest'anno,
il Comune di Fossa, donerà la targa di "Costruttore di Pace" all'On.
Marco Pannella, con un forte augurio per la nuova iniziativa del
Satyagraha Mondiale per la Pace, la Democrazia, la Libertà che
intraprenderà nei prossimi giorni. Un ringraziamento va a Gino
Antognetti, Presidente dell'Associazione Radicale Ignazio Silone dell'
Aquila, ed Elisabetta Zamparutti, tesoriere dell'Associazione Nessuno
Tocchi Caino, per il sostegno dedicato all'iniziativa. La giornata si
concluderà a partire dalle ore 17.00 con l' introduzione "L'immagine
della memoria" ovvero una presentazione della Shoah vista dal cinema a
cura di Daniela Colagrande. Seguirà la proiezione del film "Train de
vie", di Radu Mihaileanu. Una scelta che vuol essere la conclusione di
un evento ricco d'impegno con un invito alla speranza, all'ironia, al
sorriso. Il film infatti affronta il delicato tema dell'olocausto
in maniera ironica, sebbene emozionante e profonda. Affidato alla voce
dello scemo del villaggio risuonerà certamente, nelle menti di
ciascuno, il tuo monito: "Che importanza ha che Dio ci sia o non ci
sia? Ci siamo mai chiesti se esiste l'Uomo?"
L'Assessore alla Cultura: Berta Giacomantonio

"PACE E CULTURA"
Fossa, 27 gennaio 2008, ore 10.30
Sala Consiliare Moratoria contro la pena di morte:
un impegno per i diritti umani
Nella giornata di commemorazione della Shoah intendiamo
realizzare un impegno concreto contro ogni forma di sopruso ai Diritti
Umani ancora oggi effettuati in più luoghi del mondo. L'approvazione
della Moratoria contro la Pena di Morte, da parte delle Nazioni Unite
rappresenta una vittoria sostanziale, ma, nonostante molti segnali
positivi, le esecuzioni capitali sono riprese. Che cosa è stato fatto
finora e cosa bisogna ancora fare per costruire un'umanità più
cosciente e civile? Autorità politiche e rappresentanti delle
istituzioni civili si confronteranno insieme con l'auspicio di
tracciare nella, e, con la stessa società, un percorso in grado di
gettare le basi per la realizzazione di un processo normativo che
impegni la comunità internazionale. Ricordando anche le parole del
Ministro degli Esteri Massimo D'Alema: «Le esecuzioni capitali sono un
estremo, visibile,atto di violenza che appartiene ad una cultura che
dovrebbe essere consegnata al passato».

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09 ottobre 2007

news 10 ottobre

VELTRONI: DI BUONE INTENZIONI E'
LASTRICATO L'INFERNO
Un mese fa il Circolo Mario Mieli aveva chiesto ai
candidati leader del Partito Democratico di esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali. Era pervenuta una sola desolante ed
offensiva risposta ad opera del Comitato Veltroni. A seguito della
nostra dura reazione, è seguita una rettifica di tale Comitato, che
annunciava un futuro pronunciamento da parte di Veltroni in persona.
Oggi sull'Unità leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui
temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.
Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati
omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè
risponde, come si suol dire, ai suoi. Pensiamo che tale iniziativa non
sia dettata tanto dalla consapevolezza, per altro esatta, che il Mieli,
come tutte il movimento omosessuale e transessuale, siano autonomi e
distinti dai partiti, ma da una difficoltà oggettiva a comprendere che
le istanze provengono dalla società e dai movimenti che in essa vivono
e si muovono, ed è ad essi che bisogna rivolgersi. Scelta carente
soprattutto dopo un Pride con un milione di persone in piazza, e anche
considerando la polemica ricordata all'inizio. In definitiva ci sembra
si sia voluto evitare su tali temi sia di riconoscere degli
interlocutori politici fuori dalla logica partitica, sia di parlare
direttamente ai singoli cittadini. Riscontriamo quindi un chiaro
difetto di comunicazione. Nel merito delle risposte, certamente
culturalmente sensibili, queste appaiono come un'analisi sociologica,
piuttosto che un programma per un partito nascente. Inoltre
riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma
dell'Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia
proprio ed estenda al futuro partito l'esito completamente
insufficiente di un compromesso passato. In buona sostanza ci sembra di
capire che persino l'esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la
linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva
imposto. Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare
entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno
verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Invitiamo Veltroni e l'intero partito a capire che o si produce un vero
cambiamento di rotta, o rimarranno solo i tre o quattro candidati
omosessuali del PD a sperare ancora in esso. Rossana Praitano -
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985- cell 3397126198


CONFERENZA
STAMPA
Mercoledì 10 ottobre 2007 ore 11.00
presso la sede del Partito
Radicale, in via di Torre Argentina 76 III Piano.
Si terrà una
conferenza stampa sui seguenti temi: -Richiesta di incontro al Sindaco
di Roma Walter Veltroni. -Registro delle unioni civili al Comune di
Roma, a che punto è la nostra proposta? Intervarranno: Rita Bernardini,
Segretaria di Radicali Italiani. Massimiliano Iervolino, Segretario
dell'Associazione Radicali Roma. Mario Staderini, Capogruppo radicale
della Rosa nel Pugno al I° Municipio.
www.radicaliroma.com -
Massimiliano Iervolino
Segretario Associazione Radicali Roma
via di
Torre Argentina 76
00186 Roma
3392500303
m.iervolino@radicali.it
www.
radicaliroma.com

TRANSESSUALI DENUNCIATE DAI CARABINIERI PERCHE'
VESTITE DA DONNA
INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AL GOVERNO. NO ALLE DISCRIMINAZIONI, NO ALLA VIOLAZIONE DEI
DIRITTI CIVILI E UMANI DELLE PERSONE TRANSESSUALI.
I deputati radicali
della Rosa nel Pugno, Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia,
Bruno Mellano e Marco Beltrandi, hanno depositato oggi
un'interrogazione urgente ai Ministri della Giustizia, Interni, Pari
Opportunità, Difesa e Solidarietà Sociale contro un grave episodio di
persecuzione delle persone transessuali, denunciate dai Carabinieri
perché vestite da donna.
Di seguito il testo integrale:Per sapere -
Premesso che: - Il 4 ottobre a Montesilvano, in provincia di Pescara,
durante un controllo antiprostituzione dei Carabinieri, alcune
transessuali sono state sanzionate perchè vestite da donna, in base
all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931;
Premesso altresì - che l'articolo 85 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto n. 773, il 18 giugno
1931, recita: " È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il
contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 20.000 a
lire 200.000. È vietato l'uso della maschera nei teatri e negli altri
luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle
condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di
pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi,
invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione
amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000."; - se siano a conoscenza
dei fatti esposti in premessa; - se, i Ministri della Giustizia; degli
Interni, della Difesa, dei Diritti delle Pari Opportunità e della
Solidarietà Sociale, non ritengano che nel caso di specie non
sussistano i requisiti per comminare l'ammenda prevista dal Regio
Decreto del 1931 anche in considerazione della legge numero 164, del
14 aprile 1982, recante: "Norme in materia di rettificazione di
attribuzione di sesso" e delle necessarie maggiori attenzioni verso i
bisogni e le necessità di persone che vivono drammi e difficoltà
personali già molto gravi; - se non ritengano anacronistico,
persecutorio, discriminante e confliggente con lo spirito e i vincoli
del diritto dell'Unione europea il contenuto e l'applicazione nel
contesto descritto della norma prevista dall'art. 85, R.D. 773/1931; -
se non ritengano necessario adottare ogni misura volta a rivedere
l'articolo di legge sopra citato considerando il cambiamento dei
costumi e le maggiori garanzie di tutela dei diritti delle persone
transessuali rispetto al contesto in cui fu emanata tale norma; - se
non ritengano che tale applicazione della legge, volto a colpire una
parte della popolazione già discriminata da atteggiamenti omofobici
diffusi nel paese, non costituisca una violazione dei diritti civili e
umani della persona. I deputati radicali della Rosa nel Pugno:
Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia, Marco Beltrandi,
Bruno Mellano. Uff. Stampa: Sergio Rovasio Tel. 06-689791 Comitato
Nazionale di Radicali Italiani: mozione particolare sul matrimonio
delle persone omosessuali


GAY HELP LINE: UNA INUTILE POLEMICA
Leggiamo un comunicato di Fabrizio Marrazzo, Presidente di Arcigay
Roma, relativo all'assegnazione con bando del Contact Center
antiomofobia (Gay Help Line) del Comune di Roma. Innanzitutto siamo
sorpresi per il grande ritardo di questa dichiarazione, poiché il Mario
Mieli aveva presentato ricorso ben due mesi fa, ed Arcigay Roma è stato
immediatamente informato a tal punto di costituirsi in giudizio. Ci
stupisce inoltre che Marrazzo ci accusi di attaccare politicamente la
sua associazione attraverso uno strumento legale. Precisiamo che se
avessimo voluto attaccare politicamente Arcigay Roma, avremmo potuto
farlo da tempo per una serie di motivazioni, ma per carità di popolo
abbiamo evitato, anche per il proficuo percorso di collaborazione con
Arcigay Nazionale e con tutte le altre associazioni del mondo
omosessuale e transessuale italiano. Per esempio già all'epoca della
nascita stessa della Gay Help Line, elargita ad un'associazione a quel
tempo priva di qualunque esperienza specifica, si sarebbe potuto
sottolineare questa "particolarità" e stupirsi pubblicamente per
incongruenze quali la pubblicizzazione di un enorme flusso di contatti
telefonici prima ancora che la linea fosse attiva. Del resto per la
stessa carità di popolo e per non dare l'impressione di una guerra fra
poveri abbiamo evitato di divulgare nei mesi scorsi l'uso di uno
strumento legittimo come un ricorso amministrativo. E avremmo
continuato a farlo qualunque fosse stato l'esito dello stesso,
consapevoli che una cosa sono gli strumenti giuridici e l'altra il
confronto politico. Evidenziamo infine che il ricorso da noi presentato
riguarda le motivazioni di assegnazione del Contact Center valutati da
noi inadeguate; questa è la metodologia corretta e trasparente che si
utilizza in qualsiasi Bando pubblico senza che nessuno se ne senta
attaccato od offeso. Sempre per carità di popolo abbiamo evitato in
questi mesi di diffondere le diverse pressioni a ritirare il ricorso,
pur rimanendo allibiti quando queste provenivano dirette ma con
modalità tortuose da esponenti politici, che chiariamo non essere dell'
Amministrazione Comunale. Infine invitiamo Marrazzo ad evitare di
coinvolgere in questa polemica le altre associazioni collegate ai due
raggruppamenti che si erano presentati a bando, essendo la questione
tecnicamente e sostanzialmente riferibile ai due capo fila, cioè
Arcigay Roma e "Mario Mieli", a meno che non sia desiderio di Marrazzo
scatenare una tenzone planetaria che non interessa a nessuno.
Precisiamo infine di non ricevere contatti diretti da parte di Fabrizio
Marrazzo da mesi immemorabili, ne tanto meno inviti ad unire la nostra
ventennale specifica esperienza per una Linea amica, cosa del resto non
obbligatoria. Ci auguriamo di non aver sprecato tanta carità di popolo
ovvero tanta saggezza politica e relazionale, e invitiamo il passionale
Marrazzo ad una maggiore serenità. Rossana Praitano Presidente Circolo
di cultura omosessuale "Mario Mieli"
Rossana Praitano (348.7708439)
Segreteria Circolo "Mario Mieli"
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI
Roma, 28-29-30 Settembre 2007
Mozione particolare (approvata a
maggioranza)
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani premesso che
durante la stesura del programma dell'Unione Emma Bonino si alzò e se
ne andò indignata quando i rappresentanti dei partiti della coalizione
decisero di non inserire la parola Pacs tra gli obiettivi politici del
programma del governo di centro-sinistra; considerato che la proposta
governativa dei Dico, compromesso del compromesso rispetto ad una legge
di civiltà in materia di regolamentazione delle unioni civili sia per
le coppie gay che per quelle eterosessuali, si è arenata in Parlamento;
considerato che presso la Commissione Giustizia del Senato, in sede di
Comitato ristretto, si sta elaborando una proposta condivisa su tale
materia denominata 'Cus' che limita ancor più diritti richiesti per le
coppie gay ed eterosessuali; preso atto che ormai tutte le
organizzazioni glbt italiane, deluse e amareggiate dall'atteggiamento
di genuflessione al potere clericale vaticano della classe politica,
rivendicano oggi, con forza, per le coppie gay, l'accesso all'istituto
del matrimonio civile quale traguardo di civiltà per il superamento
totale delle disuguaglianze e delle discriminazioni; così come
ribadito, per la prima volta, dal documento unitario del gay pride
nazionale del giugno scorso; constatato che il 'Manifesto per
l'eguaglianza dei diritti' (
www.matriomiodirittogay.it) che chiede
l'accesso all'istituto del matrimonio civile per le persone gay è stato
firmato da migliaia di cittadini italiani, da esponenti del mondo
politico di diversa provenienza, da rappresentanti della società
civile, culturale, associativa, artistica italiana ed europea e da
parlamentari, dirigenti e militanti radicali;
considerato che già il IV
Congresso di Radicali Italiani aveva votato all'unanimità una Mozione
particolare in cui si chiedeva l'adesione del movimento alla battaglia
'zapateriana' per l'accesso all'istituto del matrimonio per le persone
lesbiche e gay, così come ulteriormente ribadito anche al quartultimo
Comitato nazionale di Radicali Italiani; delibera l'impegno a sostenere
in tutte le sedi: - la pdl n. 1244 presentata dai deputati radicali
Capezzone, Beltrandi, D'Elia, Mellano, Poretti e Turco sin dal giugno
2006; - la campagna per l'accesso all'istituto del matrimonio civile
per le persone omosessuali quale massimo traguardo volto al superamento
delle diseguaglianze e delle discriminazioni così come già avviene in
Spagna, Olanda, Belgio e Canada; auspica che la Segretaria, la
Tesoriera e la Presidente di Radicali Italiani sottoscrivano il
'Manifesto per l'eguaglianza dei diritti' (
www.matrimoniodirittogay.
it).


ORGOGLIO DI CITTADINI E CITTADINE OMOSESSUALI E TRANS DI NAPOLI
Napoli ore 19:45 Palazzo San Giacomo ( Municipio) - La comunità GLT (
gay lesbica e trans) Napoletana ha chiesto ed ottenuto ad Horas un
incontro con il Sindaco di Napoli On Rosa Iervolino Russo sui temi
della violenza metropolitana registrata dalle comunità a danno delle
persone omosessuali e trans. Una delegazione di 6 persone con i
presidenti Carlo Cremona ( i Ken) , Giordana Curati ( Arcilesbica) e
Laura Matrone ( M.I.T. Napoli) ha illustrato alla prima cittadina la
manifestazione indetta per il 30 settembre sul tema dell'omofobia &
transfobia e dell'Anticamorra. Il Sindaco, ha apprezzato l'attività
delle associazione GLT che in questo percorso vivono con l'
amministrazione comunale il valore comune di cittadinanza ed ha
garantito agli organizzatori il pieno sostegno della città per la buona
riuscita della manifestazione, riconoscendo all'antifascismo la radice
storica di una battaglia di liberazione che al giorno d'oggi è
battaglia contro la Camorra. Non a caso il 30 e dopo la commemorazione
all' Eroe Salvo d'Acquisto, una nuova piazza si animerà con spirito
rinnovato e moderno guardando al proprio passato come monito per un
futuro non oppresso dalla logica della violenza e della sopraffazione
contro i più deboli e di considerati DIVERSI. Gli organizzatori,
Cremona, Curati e Matrone tengono a precisare che tale manifestazione
CONTRO porta con se un progetto per il Futuro che è un ponte
immaginario nel Mediterraneo che sappia parlare di Solidarietà, di Pace
e di Dignità ed essere al tempo stesso un simbolo a cui guardare con
fiducia e speranza. Molte le personalità che hanno aderito e che
saranno in piazza, dall'assessore Riccio che patrocina l'iniziativa a
quello provinciale di Napoli D'Aimmo ai consiglieri comunali Minisci,
Nicodemo e Giudice. Tanti parlamentari anche hanno aderito, in
particolare Vladimir Luxuria e Titti de Simone presente alla
manifestazione, ma tante associazioni e cooperative continuano ad
aderire ogni giorno a questo appello che vuole vedere tutti in piazza a
manifestare in allegria la propria voglia di una città rinnovata.
Mancano alcune risposte all'appello che sono ancora attese, alcune
associazioni nazionali del mondo GLT, la Curia S.E. Crescenzo Sepe e la
Società Sportiva Calcio Napoli. A tutti loro e a tutti i cittadini e le
cittadine va il nostro accorato appello a dedicare a se ed al bene
della città questa occasione che per noi ha il sapore della storia e
che vorremmo condividere ciascuno nel proprio modo ciascuno con la
propria differenza. Il presidente di i Ken Carlo Cremona dichiara:"
solo ieri ho visto realizzare il sogno cominciato prima dell'elezioni
del Sindaco Iervolino, quando le chiedemmo un Patto per il Futuro di
Napoli, ci lasciammo dopo la Sua elezione ad una data in cui ci saremmo
ritrovati con fatti concreti per impegni concreti. Questo giorno è
giunto, ed il nostro Sindaco non si è tirata indietro ma, come sua
abitudine, si è rimboccata le maniche e si è messa a lavorare al nostro
fianco. Questo è stato emozionante come il vedere accanto a me tante
donne autorevoli ciascuna con ruoli, modi e percorsi differenti, ma
unite solidalmente con un maschio senza mai prevaricare senza mai
imporre una superiorità. Questa cosa deve far riflettere tutti, a mio
avviso, e cioè di come il mondo femminile contenga la collaborazione e
lo spirito positivo di parità che nel mondo maschilista si traduce in
incomprensibile competizione. Il risultato di questo Rosa, mi auguro,
che comporterà il trenta, di vedere tante donne, tante femmine in
piazza a colorare con noi questa giornata di lotta e di sogno".

GIONATA NEWS
L'omosessualità nella lettera ai Romani di Paolo
Riflessione di Romeo Cavedo tratta da CredereOggi, anno XX, n.116,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, pp.40-41 Nel Nuovo
Testamento uno dei pochi riferimenti all'omosessualità è nella lettera
ai Romani di Paolo che sembra considerare l'omosessualità un male
contro natura al quale Dio ha abbandonato gli uomini per punire la loro
idolatria. Una visione che, pur essendo storico-salvifica, non sembra
sufficiente per dedurre che la tendenza omosessuale sia in se stessa
più grave di altre propensioni umane. Vediamo perché vita, così qui
egli segnala questa innaturale situazione umana come segno della rovina
di tutti. Naturalmente noi riteniamo che non sia corretto questo
sfruttamento di una situazione m. L'unico brano neotestamentario che
potrebbe avvalorare l'idea di una particolare malizia dell'
omosessualità in se stessa è l'argomentazione di Romani 1,26-27. Qui la
questione si pone seriamente, perché Paolo, dopo aver affermato che la
colpa primaria, origine di ogni altra, è il mancato onore reso al vero
Dio, che la ragione umana poteva conoscere partendo dalla perfezione
del mondo creato, afferma che Dio, in conseguenza di questa deviazione
idolatrica, ha abbandonato i pagani a «passioni disonorevoli». Le donne
pagane, dice Paolo, hanno mutato le relazioni naturali in altre
innaturali e gli uomini, abbandonando il naturale rapporto con la
donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo
cose vergognose, uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la
punizione che era conveniente al loro traviamento idolatrico. L'idea di
Paolo è geniale: egli vede nella presenza di comportamenti omosessuali,
femminili e maschili, all'interno del modo di vivere pagano, una
conseguenza della perversione dell'idea di Dio verificatasi nell'
idolatria. Essendo stata degradata l'immagine di Dio, egli ha permesso
che venisse scardinata l'immagine dell'uomo, cosicché la colpa dell'
idolatria è ricaduta sull'uomo. E molto probabile che Paolo pensi in
primo luogo a quei rapporti innaturali che erano in uso in alcuni culti
idolatrici della fecondità. Pur scrivendo ai Romani, egli è
probabilmente influenzato dalla critica biblica contro l'antica
prostituzione sacra cananea, perché l'idea di collegare idolatria e
perversione sessuale gli viene quasi certamente da una diagnosi
implicita nella tradizione biblica. E chiaro però che, se il culto
avvalora l'omosessualità sacralizzandola, essa diventa lecita anche
nella vita profana e, di conseguenza, Paolo può includere nella sua
condanna anche l'omosessualità profana. Hanno quindi ragione coloro che
ritengono che Paolo pensi soprattutto a questa, anche perché
espressioni come «ardere di passione gli uni per gli altri»
difficilmente possono alludere al fascino di rituali osceni nell'ambito
del culto. Il vero problema è sapere se questa sua diagnosi storico-
salvifica è soltanto un geniale argomento retorico per sostenere una
tesi più generale, che cioè ogni peccato deriva dalla falsificazione
della realtà di Dio, o è in se stessa oggetto del suo autorevole
insegnamento. Se anche fosse vera, come è probabile, la seconda
ipotesi, bisogna fare attenzione a non ridurre a condanna morale un
ragionamento che è a un altro livello. Paolo, come tutti gli Ebrei, è
convinto che l'omosessualità è una cosa assurda e inspiegabile e vede
in essa il segno della miseria in cui Dio ha lasciato che l'uomo
precipitasse, per poter poi comprendere, da questo abisso, la necessità
di credere al vangelo del gratuito perdono. Più che una colpa è per lui
una punizione e una disgrazia, è peccato, nel senso, tipicamente
paolino, di potenza malvagia e distruttrice dell'uomo, prodromo di
morte, alienazione da Dio. Utilizzare i versetti paolini per una
colpevolizzazione settoriale degli omosessuali significa distorcerne il
senso, perché per Paolo, quell'anomalia disgraziata presente nel mondo
pagano, è segno della miseria in cui sono caduti tutti, eterosessuali
compresi. Come, scrivendo ai Corinzi che distorcono il senso dell'
eucaristia, Paolo ricorda che tra loro molti sono malati e alcuni sono
morti, non per condannare solo costoro ma per rimproverare tutti,
perché hanno ricevuto in maniera indegna il cibo della inoritaria per
farne la bandiera di un male comune, ma Paolo ragiona secondo i luoghi
comuni e i pregiudizi della sua cultura ebraica, che, come abbiamo
visto, hanno la loro origine nella narrazione su Sodoma. Invece di
citare ciechi, storpi o lebbrosi, egli cita, come prova che l'idolatria
rovina l'uomo, gli omosessuali, perché, da un lato, glielo suggerisce
la connessione con la prostituzione sacra e, dall'altro, ciò gli
permette di giocare sull'effetto del parallelismo tra natura di Dio
deformata e natura dell'uomo parimenti deviata. La nozione di natura
umana nella lettera ai Romani Basta questa genialità retorica a fare
dell'omosessualità, in nome della Scrittura, qualcosa che, a differenza
di tutte le altre condizioni umane, è già fuori posto in se stessa,
prima ancora di essere asservita a progetti di male? Allo scrivente
pare di no, ma ciascuno è libero di giudicare come meglio crede.
Nessuna delle risposte, però, potrà pretendere di essere l'unica
giusta. Non è inutile confrontare la precipitosa sicurezza con cui
talora si deduce dai versetti paolini la tesi che l'omosessualità è
male perché contro natura non solo con le sottigliezze che si applicano
alla sua nozione di natura quando egli parla della conoscenza della
legge da pane della coscienza dei pagani, ma anche con un caso ben più
serio che si trova nel capitolo 5 di Romani. Qui Paolo suppone
indubitabilmente che tutti gli uomini derivano fisicamente dall'unico
Adamo, eppure, per conciliare il suo insegnamento con l'ipotesi
scientifica del polifiletismo (più ceppi umani tra loro indipendenti)
si fa di tutto per dire e dimostrare che la sua argomentazione
teologica può reggere, anche se di fatto Adamo non è storicamente quell'
unico progenitore che lui credeva fosse. Non si vede per quale ragione
si debba mantenere la sua visione sulla malizia dell'omosessualità nel
caso che la scienza dimostri che non va giudicata una deviazione, ma un
fatto la cui vera natura può essere definita solo dalla scienza. Le
argomentazioni bibliche per dimostrare, sulla base dei racconti della
creazione, che le donne devono portare il velo quando pregano nell'
assemblea sono state tutte smantellate con acribia esegetica degna di
miglior causa. Non si vede perché l'idea di indicare nell'omosessualità
la prima delle perverse conseguenze dell'idolatria debba rimanere
inattaccabile. Alla luce di tutto questo si deve concludere che l'
interpretazione del testo paolino rimane aperta e discutibile. La
ricerca sulla valutazione morale dell'omosessualità deve procedere su
altre strade. L'omosessualita' nei testi paolini - Brano tratto da
Bibbia e omosessualità di Romeo Cavedo, in CredereOggi , anno XX, n.2,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, p.42 Il fatto,
quindi, che in 1Cor 6,9-10 e in 1Tm 1,10 (l'omosessualità) sia citata
in un elenco di vizi non basta a bollarla come qualcosa di già distorto
o peccaminoso come tendenza, prima ancora che dia origine a
comportamenti di fatto contrari al volere di Dio. E' evidente che, se
vale il principio che ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio
è peccato — cosa che l'Antico Testamento ancora ignorava —, ne
consegue che ogni atto, desiderio e pensiero omosessuale è peccato non
di più e non di meno di come lo sono gli equivalenti nella sfera
eterosessuale. Ma nulla autorizza, sulla sola base dei testi citati, a
vedere nella tendenza omosessuale o in un casto amore omosessuale
qualcosa di già perverso in se stesso. Può darsi che gli autori lo
pensassero ma solo a causa di loro valutazioni culturali prive di
fondamento razionale e basate solo su pregiudizi e luoghi comuni.
INVIATO DA Gionata news –
www.gionata.org


MILANO: UNO SPORTELLO RIVOLTO A DONNE OMOSESSUALI E BISESSUALI
Il Centro Medico Yoni, dalla
prima settimana di ottobre, tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore
20.00, apre uno sportello per dare spazio a tutte le richieste che
riguardano la salute fisica e psicologica delle donne omosessuali e
bisessuali. Questo sportello, coordinato da una lesbica, che offre
gratuitamente accoglienza e da informazioni sulla comunità GLTQ, è il
primo nella storia della città di Milano e nasce grazie all'impegno
etico di un gruppo di professioniste (ginecologhe, psicologhe,
mediatrici linguistico-culturali e segretarie) proveniente da anni di
lavoro nelle strutture pubbliche e disponibile ad offrire consulenza
ginecologica e psicologica nel rispetto e valorizzazione delle
diversità etniche, religiose, culturali e per orientamento sessuale.
Yoni, aperto dal 2006, è un centro privato no profit, dove tutte le
prestazioni sanitarie vengono eseguite a prezzi calmierati, offrendo
un'ampia disponibilità di orari (che tengono conto degli impegni
quotidiani delle donne) e brevità nei tempi di attesa per appuntamenti
e visite. UFFICIO STAMPA CENTRO YONI: 02 39325616 – 3403783848
yoni@hotmail.it Il Centro Yoni si trova a Milano in via Camillo Ugoni
11, in zona Bovisa. È aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 20.00
con orario continuato. Per appuntamenti il telefono è 02 39325616.
Metro linea 3 gialla (fermata Maciachini). Passante ferroviario
(fermata Lancetti). Autobus 92. Tram 3 (fermata Imbriani). www.
centroyoni.it yoni@hotmail.it
- I nostri servizi:
- Visite ed
ecografie ginecologiche - Visite e consulenza alla gravidanza
- Visite
ed ecografie al seno - Visite e controlli in gravidanza
- Visite e
consulenza alle giovani donne - Ecografia in gravidanza
- Diagnosi
precoce dei tumori femminili - Visite per l'interruzione volontaria di
gravidanza
- Controlli clinici per la menopausa - Psicoterapia
individuale e di coppia
- Contraccezione del giorno dopo - Counselling
e sostegno individuale
- Visita e consulenza preconcezionale -
Mediazione linguistico-culturale


MESSICO: DIRITTI IN ARRIVO
Messico, proposte di legge in favore del riconoscimento dei diritti
umani per i transessuali
02-10-2007 - Fonte: Peace Reporter
Buone
notizie in vista per i transessuali messicani.
Da qualche giorno
esperti del settore dei diritti umani legati all'associazione Frente
Ciudadano Pro Derechos de Transexuales, stanno discutendo la proposta
di legge federale per la "non discriminazione dei diritti umani e
civili dei Trans". E i primi risultati si iniziano a intravedere. I
fatti - L'iniziativa di legge, infatti, è chiara ed esplicita: tutti
gli individui devono essere trattati nel rispetto della loro identità,
devono avere la possibilità di sviluppare la propria personalità e
devono avere anche il diritto di avvicinarsi senza problema alcuno al
servizio sanitario nazionale. "Per questa ragione – ha dichiarato il
deputato del Partido Alternativa, Delio Hernandez – è necessario
approvare una legge che conferisca un'identità giuridica per impedire
che all'interno di uno Stato moderno e funzionale si dia spazio alla
discriminazione". Si dice d'accordo con il deputato Hernandez anche
Roshell Terranova, attivista del Frente Ciudadano Pro Derechos de
Transexuales, che ha sottolineato a più riprese le differenti
problematiche legate alla discriminazione che vive quotidianamente la
comunità transessuale in Messico: carenza di servizi sanitari,
discriminazione in fase di ricerca di un lavoro, fino a arrivare al
disconoscimento di essere persona. Accade a pochi chilometri Rosa Maria
Rodriguez, cubana impegnata nella difesa dei diritti umani dei
transessuali e impiegata al Centro Nacional de Educacion Sexual
dell'Havana, ha partecipato alle riunioni dei giorni scorsi spiegando
cosa si sta facendo nell'isola caraibica per aiutare queste persone.
Sembra infatti che a Cuba la materia sia stata studiata a fondo e il
Centro Nacional de Educacion Sexual sia giunto a conclusioni
importanti: appoggio totale a chi vuole cambiare sesso. In che modo?
Aiutando psicologicamente chi prende questa decisione ad assumere
l'identità che vuole. Non solo Il Centro Nacional de Educacion Sexual
si occupa anche di dare aiuto e consiglio per il cambio dei documenti,
concede un'attenzione medica minuziosa a chi decide di sottoporsi a
operazioni chirurgiche e cerca di portare avanti campagne di
sensibilizzazione in modo che la popolazione si abitui a non
discriminare. E tutto questo avviene in forma assolutamente gratuita.
Insomma, le diverse esperienze raccolte durante l'assise hanno fatto in
modo che la proposta di legge presentata in Messico per il pieno
rispetto dei diritti umani dei Transessuali consente a chi decide di
cambiare sesso di non sentirsi titolare di diritti a casa sua.
(Alessandro Grandi) Fonte:
www.peacereporter.net INVIATO DA Promiseland.
it

ABRUZZO: LANCIANO, I GAY NEL MIRINO DI FORZA NUOVA
GAYLIB:"SUL LORO SITO SI PREPARANO A REPRIMERE
A CALCI E PUGNI L'AVANZATA
FINOCCHIA. E' ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, SI APPLICHI LA LEGGE MANCINO"
"Amici gay di Lanciano, fate attenzione. L'81% degli iscritti alla
locale sezione di Forza Nuova intende reprimere l'avanzata finocchia,
così la chiamano, a calci e pugni".A lanciare l'allarme è Daniele
Priori, vicepresidente di GayLib (gay liberali di centrodestra) che
stigmatizza con forza l'istigazione alla violenza omofoba presente sul
sito di Forza Nuova Lanciano (
www.fnlanciano.it). "La segnalazione –
fanno sapere dall'associazione - ci è giunta da un gruppo di iscritti e
simpatizzanti della zona. Effettuate le dovute verifiche, abbiamo preso
atto di come nel forum, alla sezione Agorà, c'è un simpatico posto con
tanto di sondaggio il cui titolo è appunto 'Come fermare l'avanzata
finocchia'. Oltre ciò gli stessi amici di Lanciano – proseguono dal
direttivo di GayLib – ci parlano di preoccupanti intimidazioni e
tentate violenze avvenute in città già da qualche tempo a questa
parte". "Terremo la situazione sotto controllo – dichiara il presidente
di GayLib, Enrico Oliari – con la speranza che lo facciano anche le
istituzioni e nella fattispecie telematica la polizia postale. Istigare
alla violenza è un reato per reprimere il quale va applicata e
ampliata, altro che abrogata come chiede proprio Forza Nuova, la legge
Mancino del 1993 contro la discriminazione, odio o violenza per motivi
razziali, etnici, nazionali o religiosi. Per quel che ci riguarda –
conclude Oliari – GayLib è pronta a costituirsi parte civile sempre
nella speranza che segnalazioni e allarmi fondati come questo possano
aiutare la prevenzione di un fenomeno di violenza triste, ignorante e
senza alcun fondamento ideologico qual è l'omofobia". GayLib – Il
Direttivo - Enrico Oliari Presidente Cell.335/6622440 - Daniele Priori
– Vicepresidente Cell.328/6323820


I 18 ANNI DI MAURICE
Il circolo
Maurice diventa maggiorenne e celebra i 18 anni di attività con un
convegno dedicato al carattere misto che lo contraddistingue: la
mixitè. Rappresentanti di associazioni glbt (gay, lesbiche, bisessuali,
transgender) italiane, storici/che dei movimenti, esperienze
individuali di identità e di orientamento, saranno protagoniste del
seminario che si svolgerà nella giornata di: Sabato 13 Ottobre 2007
Sala Consiliare di Via Saccarelli, 18 – Torino "18 anni glbt del
Maurice: la mixité nel circolo e nel movimento" 9.30 – 13.00 La mixité
nel circolo Maurice: Saluti della Presidente: Rosanna Viano
Introduzione: Gigi Malaroda Altramartedì: Roberta Padovano Gruppo Luna:
Andrea Capello Gruppo Uomini: Maurizio Nicolazzo ConTatto: Achille
Schiamone Gruppo Drag "Les Artistes": Crudelia The Money (Gaetano Di
Fazio) La mixité nella storia del movimento glbt italiano: Nerina
Milletti Porpora Marcasciano Gianni Rossi Barilli - 14.30 -19.00 La
mixité nel movimento glbt italiano attuale: Saluti delle Assessore Pari
Opportunità: Marta Levi (Comune di Torino), Aurora Tesio (Provincia
di Torino), Giuliana Manica (Regione Piemonte) Arcilesbica: Cristina
Gramolino Arcigay: Aurelio Mancuso Circolo Mario Mieli (Roma): Andrea
Maccarrone Coordinamento Associazioni Trans* Sylvia Rivera: Leila
Deianis Azione Gay- Lesbica (Firenze): Elena Bigini Pianeta Viola
(Brescia)/Lista Lesbica Italiana: Patrizia Colosso Circolo Pink
(Verona): Gianni Cardini Coordinamento Torino Pride: Enzo Cucco. E
sempre all'insegna della mixitè la giornata si chiuderà con un grande
party finale per condividere con chiunque lo vorrà il piacere di un
momento di festa all'Hiroshima Mon Amour, di via Bossoli, 83 dalle ore
23.30 in avanti, con il concerto degli Ex Novo, spettacolo Drag del
gruppo Les Artistes, proiezioni video, DJ set dei Carovana Linguamano,
etc. Dal 25/10 al 15/11, presso il cortile del Maglio (Piazza Borgo
Dora), si terrà la mostra iconografica: "Il Maurice racconta la sua
storia" E' inoltre in atto al raccolta di foto: "Quando eravamo
piccoli" per info: mailto:segreteria@mauriceglbt.org -
segreteria@mauriceglbt.org – TEL. 0115211116 - Iniziative realizzate
con il Patrocinio della
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città
di Torino, il Servizio lgbt e grazie al
contributo economico dei
Gruppi Consiliari in Regione di Rifondazione Comunista, Comunisti
Italiani ed Ecologisti- Uniti a Sinistra

ANIMALI ALLEVATI…INFEZIONI
ALL'UOMO
Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti animali sta
avendo conseguenze devastanti.
25-09-2007 - Fonte: SSNV L'aumento di
animali allevati aumenta il rischio di trasmissione di infezioni
all'uomo Un report della FAO del 17 settembre ci avverte che i grandi
cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella produzione globale di
carne - specie quella di pollo e di maiale - portano con sé un grave
rischio di trasmissione di malattie dagli animali d'allevamento
all'uomo. Dichiara testualmente la FAO nel suo report"Produzione
industriale di bestiame e rischi per la salute globale": Il rischio di
trasmissione di malattie dagli animali all'uomo aumenterà nel futuro, a
causa dell'aumento della popolazione umana e animale, cambiamenti nella
produzione di carne, l'emergenza delle reti mondiale agro-alimentari e
un significativo aumento della mobilità delle persone e delle merci".
Tutto questo perché il numero di animali allevati sta crescendo in modo
spaventoso: aumenta la popolazione totale umana, ma aumenta soprattutto
la richiesta di carne e altri alimenti di origine animale da parte dei
paesi in via di sviluppo che stanno diventando più "ricchi". Afferma
Joseph Domenech, veterinario capo della FAO: "Questi sviluppi possono
portare a seri rischi di diffusione di malattie a livello locale e
globale, che finora non sono stati presi nella considerazione dovuta
dalle istituzioni". Secondo la FAO, la produzione in più rapida
espansione è quella della carne di maiale e di pollo. Si tratta di una
produzione intensiva altamente industrializzata, che ha avuto una
crescita annua compresa tra il 2.6% e il 3.7% nell'ultimo decennio. Di
conseguenza, nei paesi industrializzati, la stragrande maggioranza di
polli e tacchini sono "prodotti" in stabilimenti di 15-50.000 animali
l'uno. Nei paesi in via di sviluppo si sta seguendo lo stesso
pericoloso cammino, e i sistemi di allevamento tradizionale vengono
sostituiti da quelli industriali, soprattutto in Asia, Sud America e
alcune regioni dell'Africa. Aggiunge la FAO che il movimento di animali
nel mercato internazionale e la concentrazione di migliaia di animali
confinati in piccoli spazi aumenta la probabilità del trasferimento di
patogeni. Inoltre, gli allevamenti industrializzati producono una
grande quantità di escrementi, che possono contenere un'alta quantità
di patogeni. La maggior parte di queste deiezioni sono smaltite con lo
spargimento sul terreno, senza nessun trattamento preventivo, ponendo a
rischio di infezione gli animali selvatici. La FAO avverte che mentre
il virus altamente patogeno H5N1 è sotto attento esame internazionale,
la circolazione "silenziosa" dei virus dell'"influenza A" (IAV) nel
pollame e nei suini dovrebbe essere presa in attenta considerazione.
Molti virus IAV sono oggi piuttosto diffusi nel pollame in commercio, e
in misura minore nella carne suina, e potrebbero portare all'emergenza
di una pandemia di influenza umana. La FAO chiede ai produttori di
carne di applicare le misure di biosicurezza di base, di non costruire
allevamenti vicino a luoghi di residenza delle persone o a luoghi di
nidifcazione o passaggio di uccelli selvatici e di pulire e
disinfettare regolarmente gli allevamenti. "In realtà" affermano gli
esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
- "l'unico modo per scongiurare questo pericolo è quello di diminuire
il consumo di alimenti animali, sia le carni di polli e di maiale, le
più pericolose da un punto di vista sanitario, che di altri animali,
che pongono comunque gravi problemi di impatto ambientale e
inquinamento. Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti
animali sta avendo conseguenze devastanti. Il gioco non vale la
candela...". Non è pensabile, infatti, che sia possibile risolvere
questo problema se la domanda di carne continua ad aumentare, sia nei
paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. L'unico modo
per arginare il fenomeno è una presa di coscienza dei consumatori,
perché non spetta solo alle istituzioni risolvere il problema, ma sta
alle singole persone diminuire la domanda di alimenti animali,
altrimenti nessuna legge o misura precauzionale al mondo potrà
funzionare. Comunicato del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia
della Nutrizione
www.nutritionecology.org/it Fonte:FAO Dramatic changes
in global meat production could increase risk of diseases 17 settembre
2007 Da:
www.scienzavegetariana.it – INVIATO DA Promiseland.it


L'
ALTRO MARTEDI'
Trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di
Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo
Ruiu Martedì 9 ottobre dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Eric
Shanower autore de L'età del bronzo la prima Odissea a fumetti che
illustra in maniera esplicita e conturbante le relazioni omosessuali
nell'antica Grecia. In Italia L'età del bronzo è in corso di
pubblicazione per le edizioni Free Books a cura di Massimo Basili e
speciale omaggio a Yolanda Retter Vargas pioniera attivista lesbica
latinoamericana a cura di Luky Massa - Fuoricampo Lesbian Group
email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.
radiopopolare.it


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Presentazione del libro
"TransAzioni – Corpi e soggetti FtM" di Mary Nicotra Mercoledì 17
ottobre 2007 alle ore 16,30 Mary Nicotra presenterà TransAzioni – Corpi
e soggetti FtM presso la Stazione Leopolda – Sala Convegni a Pisa.
Discuteranno insieme all'Autrice Fabianna Tozzi, Presidente nazionale
Associazione Crisalide Azione-Trans, Liana Borghi, Ricercatrice
Università di Firenze, Ezio Menzione, Avvocato. Introduce Paola Bora,
Casa della Donna di Pisa. L'iniziativa è inserita nel Mese del Libro
2007 – Itinerari tra libri, lettori e biblioteche. Nell'occasione verrà
proiettato il documentario "TransAzioni" di Mary Nicotra, produzione
Donne in Viaggio 2004, durata 28 min. Info: Associazione Casa della
Donna, Tel./fax 050.55.06.27, segreteria.casa@tiscali.it,
www.comune.
pisa.it/casadonna Il Dito e La Luna > casella postale 10223 -20110
Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com per
ordini e comunicazioni: dluna@iol.it per info e per iscriversi alla
nostra newsletter: info@ilditoelaluna.com

DISCUTERE, CONOSCERE,
CAPIRE
PER ESSERE PIU' LIBERI/E
Prof. Giovanni Cimbalo Docente di
Diritto Ecclesiastico Università di Bologna Rita De Santis AGEDO
autrice del libro "Il nuoro" 20 ottobre 2007 Ore 17.00. Sala da tè
"TEMPO"
via Garibaldi, 174/b Avezzano (Aq) palazzo degli ex uffici Saza
GayaCronisti Aq - AGEDO Ass. cul. Alternativa Libertaria.

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05 luglio 2007

news 5 luglio

L' AQUILA: NOTTE DI TENSIONE AL PARCO DEL SOLETROVATI COLTELLI E CATENE
Un gruppo di giovani di sinistra: “I neo fascisti volevano lo scontro”Una ventina di giovani identificati dalle forze dell’ordine che hanno poi recuperato, nascosti tra le siepi a ridosso di Collemaggio, un paio di coltelli, tirapugni, catene di ferro e bastoni. Armi per questa volta non impugnate, ma non certo per il ritrovato spirito di tolleranza tra le due fazioni politiche. Teatro del mancato scontro è stato il Parco del Sole dove domenica, intorno alle 4 del mattino, giovani di sinistra e anarchici stavano smontando gli stand utilizzati per una festa. Un lavoro interrotto dall’arrivo di una quindicina di giovani neofascisti (alcuni arrivati da fuori città ) che, dopo aver assistito ad un concerto in un locale del centro storico, hanno pensato di movimentare la nottata con una visita al Parco del Sole dove associazioni di sinistra, collettivi studenteschi, anarchici e comitati di base, stavano chiudendo una tre giorni di festa movimentata da spettacoli, mostre e dibattiti. Una “spedizione” che – sulla scorta di quanto accaduto qualche giorno fa a Villa Ada, dove una cinquantina di simpatizzanti di estrema destra si sono resi protagonisti di una violenta aggressione ai danni di organizzatori e spettatori della manifestazione “Roma incontra il mondo” – qualcuno aveva già messo in conto. Così nella notte fra sabato e domenica a smontare stand e palco sono rimasti in tanti. Probabilmente molti di più di quanti il gruppo neo fascista, le cui posizioni sembrano vicine a Forza Nuova, pensava di trovare. La tensione è salita alle stelle per alcuni minuti si è temuto anche il peggio. Ad impedire lo scontro fisico è stato l’arrivo di polizia e carabinieri che, ad onor del vero, avevano lasciato la zona poco prima quando, vista l’ora, sembrava archiviato il pericolo di una visita indesiderata. Agenti e carabinieri hanno bloccato i due gruppo e proceduto all’identificazione di una ventina di giovani delle due opposte fazioni. Poi la scoperta tra le siepi che costeggiano il tratto di strada che da Collemaggio arriva al megaparcheggio, di un paio di coltelli, di tre tirapugni, di una catena di ferro, nonché diversi bastoni di legno. Un ritrovamento inquietante, sul quale sono in corso indagini volte ad accertare la provenienza dell’armamentario. Intanto per le associazioni e i collettivi studenteschi “è chiarissima la volontà di aggressione mostrata dal gruppo neo fascista”. Un gruppo che ha prima tenuto un concerto inneggiante all’odio razziale e che poi ha lasciato quel locale del centro storico con l’intento di attuare un vero e proprio raid al Parco del Sole. Una vicenda – si legge nel comunicato stampa di Spazio libero 51 – che merita grande attenzione. Questa nostra manifestazione, che si ripete da anni, è stata ricca di appuntamenti. I nostri dibattiti hanno stimolato l’interesse di centinaia di persone che amano il confronto e la non violenza. E’ un’iniziativa che ripeteremo. FONTE Il Centro d’Abruzzo – INVIATO DA Carla Liberatore Gaya CsFCOMUNICATO STAMPA GAYA CsFSolidarietà agli organizzatori della manifestazione: “Amore, Arte e Rivoluzione”Apprendiamo con grande rammarico della vicenda occorsa nella notte fra sabato e domenica u.s., riguardante il tentativo di aggressione da parte di alcuni militanti dell’estrema destra di L’Aquila, nei confronti degli organizzatori di “Amore, Arte e Rivoluzione”. Noi di Gaya CsF di L’Aquila siamo vicini a tutti coloro che subiscono violenze di ogni tipo e tentativi di violenza, in quanto crediamo profondamente nel dialogo con tutte le eventuali divergenze politiche, sociali ed idealistiche e soprattutto crediamo nella pace; poiché la nostra forma mentis è determinata da un grosso apporto culturale, nonché dalla mancanza di idiozia sociale. Riteniamo che i gesti di alcuni estremisti siano sintomatici di una carenza intellettiva e morale, pertanto consiglieremmo alle istituzioni, di sottoporre a cure psicologiche forzate, questi individui la cui mente, è ovviamente ottenebrata da falsi ideali, da frustrazioni e rabbie represse. Inoltre vorremmo far presente alle istituzioni politiche nazionali, che nella Costituzione italiana, è contemplato il divieto di organizzare gruppi “fascisti” e pertanto sarebbe opportuno che qualcuno dei tanti Deputati e Ministri che paghiamo “profumatamente” con i soldi statali, si dia da fare affinché gli incidenti avvenuti, se d’incidenti si tratta, prima a Roma nell’ambito della manifestazione “Roma incontra il mondo”, ed il tentativo di aggressione di L’Aquila, non si verifichino mai più; o perlomeno, che certi “gruppi politici”, siano tenuti sotto strettissima osservazione da parte delle autorità competenti. E’ necessario non sottovalutare i problemi di queste condizioni sociali che si vengono a verificare, in quanto la sottovalutazione non è nient’altro che un escamotage per non affrontare il problema che si presenta e nel frattempo, le persone civili, non devono essere perseguitate dalla paura e dalle manganellate di “fascisti” senza anima e senza storia nei cuori, vittime innanzitutto della loro “intollerabile” carenza culturale e della mancanza d’intelligenza emotiva. Carla Liberatore Responsabile Nazionale di Gaya CsF (Cronisti senza Frontiere).

LA DISOCCUPAZIONE SCENDE, MA PER LE DONNE LA SITUAZIONE NON CAMBIA
"Il fatto che la disoccupazione sia scesa è certamente un dato positivo, ma un basso tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro costituisce uno spreco di risorse. L'assistenza all'infanzia è a tal fine fondamentale". Questo il commento ai dati Istat di Pia Locatelli, eurodeputata SDI e Presidente dell'Internazionale Socialista Donne, che prosegue analizzando come "ancora oggi il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è affrontato in modo marginale, è un problema 'giovane' e viene risolto in modo individuale: gli asili nido sono carenti, le famiglie si rivolgono ai nonni, alla baby sitter quando se la possono permettere o, purtroppo, sacrificano il lavoro della donna, che è nella maggior parte dei casi quello che produce minor reddito". "Insomma - prosegue l'europarlamentare socialista - occorre che il nuovo welfare si faccia carico della difficoltà di conciliare lavoro e 'casa', vita professionale (incluse le aspirazioni di carriera) e vita familiare, soprattutto per le donne. Attraverso strategie di politica sociale adeguate si riuscirà a tutelare le madri che lavorano e le famiglie a doppio reddito". "Occorre – conclude Locatelli – rafforzare la capacità programmatoria orientata a favorire l’integrazione tra le politiche di sostegno all’occupazione femminile, le politiche sociali dei servizi e quelle legate all’istruzione, l’organizzazione degli orari e le politiche di conciliazione familiare". FONTE RED.

SDI ONLINE IL GRUPPO PSE AL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AI GOVERNI DI IMPEGNARSI CONTRO LA PENA DI MORTE
Gli eurodeputati socialisti europei oggi hanno rivolto un invito urgente ai governi UE per sostenere la moratoria delle esecuzioni capitali a livello di Nazioni Unite. Il leader del gruppo Martin Schulz ha detto: “Questo è un momento critico per assicurare una risoluzione nell’Assemblea dell’ONU in corso. Il meeting dei Ministri europei a Lussemburgo del 18 giugno ha un’opportunità cruciale per contribuire a liberare il mondo dalla pena di morte”. Dipenderà dalla presidenza tedesca portare una proposta di decisione in questo senso. FONTE RED. SDI ONLINEARRIVA LA PILLOLA DELL'AMNESIA CANCELLA I BRUTTI RICORDIUn brutto ricordo, un'esperienza traumatica che continua a tornare in mente, tormentandoci. Che sia una storia d'amore finita male - come nel film "Se mi lasci di cancello" - o qualcosa di ancora peggiore, che per qualcuno può arrivare a rendere impossibile svolgere una semplice routine quotidiana, l'idea di poterla cancellare dalla mente, o per lo meno renderla più sopportabile, sembra un sogno. Eppure un gruppo di ricercatori annuncia di essere riuscito nell'impresa, sperimentando un farmaco che riesce a provocare una sorta di amnesia selettiva, bloccando i percorsi biochimici che fanno sì che il ricordo venga recuperato dalla mente. Gli scienziati di Harvard e della McGill University a Montréal, in Canada, hanno usato il propranololo, accoppiandolo ad una terapia psichiatrica, per far sparire le memorie spiacevoli in pazienti che hanno subito un trauma. In un lavoro pubblicato sul Journal of Psychiatric Research, le due équipe descrivono l'esperimento che ha coinvolto 19 volontari, vittime di violenza sessuale o di incidenti violenti. A loro è stato chiesto di descrivere il momento in cui hanno subìto il trauma, oltre dieci anni prima. Alcuni hanno preso il farmaco, altri un placebo, e dopo una settimana di trattamento chi aveva assunto il medicinale ricordava l'evento con minore stress rispetto agli altri. Somministrando il farmaco nel momento in cui il paziente stava ricordando il trauma i neuroscienziati sono riusciti ad affievolirlo e a cancellarne i lati spiacevoli, con risultati che aprono speranze per chi soffre di stress post-traumatico, di attacchi di ansia o panico legati ad un evento specifico scatenante. "Abbiamo dato ai pazienti un farmaco che elimina la parte emotiva del ricordo nel momento in cui lo stavano recuperando" ha spiegato al quotidiano britannico Daily Telegraph il dottor Karim Nader, della McGill University, che da anni lavora a queste ricerche. "Ne ha lasciato intatta la parte conscia, in modo che potevano ricordare tutti i dettagli, ma senza esserne devastati psicologicamente". Il ricordo, quindi, è manipolabile durante lo stadio in cui viene riportato in superficie, prima di essere definitivamente consolidato. Agendo nella fase in cui è ancora malleabile, è possibile manipolarlo, suggeriscono gli scienziati: e il farmaco usato in questo esperimento ha smantellato la via biochimica che fa sì che il ricordo si "solidifichi" una volta richiamato. Proprio quello che sognava di ottenere la protagonista del film "Se mi lasci ti cancello", che voleva cancellare i ricordi di una storia d'amore finita male per non riviverne il trauma. Per Kate Winslet e Jim Carrey non ha funzionato, eppure la scienza sta facendo progressi. Un altro gruppo di scienziati, nel laboratorio guidato da Joseph LeDoux alla New York University, è riuscito a cancellare con successo un singolo pezzetto di memoria nel cervello dei ratti, lasciando intatto il resto. Nel lavoro, pubblicato recentemente su Nature Neuroscience, gli animali erano stati addestrati per associare a due toni musicali un piccolo shock elettrico, in modo che appena sentivano il suono anticipavano la sensazione di dolore. Iniettando un farmaco specifico, UO126, gli animali "dimenticavano" di associare al suono l'idea del dolore, e quindi non avevano più paura, ma il resto dei loro ricordi era esattamente come prima. L'idea di poter cancellare in maniera selettiva ciò che non si vuole più ricordare è affascinante e potrebbe essere risolutiva per chi è tormentato da traumi passati che non si riescono a mettere a tacere. Eppure non mancano le polemiche per le possibili implicazioni di una tale manipolazione. E c'è chi sostiene che il metodo potrebbe portare a facili abusi e che prima di immettere sul mercato la pillola dell'amnesia si dovrebbero mettere a punto regole severe e ben precise per limitarne rigorosamente l'uso. FONTE repubblica.it INVIATO DA opsonline.it

CYBERCRIMINALI STUDIANO LA PSICOLOGIA DEGLI UTENTI
I cybercriminali utilizzano giochi psicologici per convincere gli utenti che utilizzano la Rete a cedere denaro e informazioni riservate, che potrebbero compromettere loro stessi e l'azienda in cui lavorano. Lo rivela il report "Giochi Psicologici" di McAfee, pubblicato con la collaborazione di uno psicologo legale, il Professor Clive Hollin dell'Università di Leicester nel Regno Unito. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale, «i criminali informatici stanno adottando tecniche sempre più abili come assumere identità che possono sembrare attendibili, coinvolgere con scherzi amichevoli e fare leva sulle emozioni umane come paura, insicurezza e avidità ». Secondo il Professor Hollin «date le giuste condizioni in termini di capacità di persuasione della comunicazione e la combinazione critica di fattori personali e circostanziali, la maggior parte delle persone potrebbe essere vulnerabile a informazioni fallaci. Ciò è vero sia per gli utenti di computer esperti che inesperti: mentre l'ingenuità potrebbe essere una spiegazione parziale, anche gli utenti più sofisticati possono essere tratti in inganno e diventare suggestionabili da messaggi illusori». In sostanza, i criminali informatici stanno cercando di manipolare il comportamento degli utenti, persuadendoli ad aprire allegati, cliccare su link o addirittura inserire informazioni riservate. Articolo di Marianna di Iorio, tratto da: www.pmi.it INVIATO DA opsonline.it

COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMASINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
L'Assemblea annuale dell'Associazione Radicali Roma si terrà sabato 7 luglio dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 8 luglio dalle 10.00 alle 20.00 presso l'Hotel dei Congressi in Viale Shakespeare 29 a Roma. MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario dell’Associazione Radicali Roma “Il 7 e 8 luglio presso l’Hotel dei Congressi si terrà l’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma, un appuntamento importante in cui oltre al rinnovo delle cariche verranno decise le linee guida dell’agire politico dell’associazione per l’anno 2007-2008. La nostra battaglia sul Registro delle Unioni Civili acquista oggi ancor più rilevanza considerata la candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico: la sua posizione al riguardo sarà indicativa dell’indirizzo che vuole dare al PD in tema di laicità . Ad oggi la nostra proposta di delibera popolare non è stata inviata a nessuna commissione del Comune di Roma, step imprescindibile per la successiva discussione in Aula Giulio Cesare. In linea con la tradizione radicale, abbiamo invitato al nostro congresso tutti i segretari di partito romani sperando che tale occasione possa esser colta come momento di dialogo specie con i segretari del cantiere di sinistra perché la laicità ed i diritti civili non siamo meri spot politici, ma vere e proprie battaglie che si concretizzano in azioni politiche tese reali che incidano positivamente sul vissuto dei cittadini. In questo momento assistiamo ad un vero e proprio stallo del Consiglio comunale di Roma: decisioni importanti passano per il Sindaco e la sua giunta senza dibattito, spesso il numero legale dei consiglieri non viene raggiunto ed il problema dei “pianisti” è ahimè perpetuante. Nel nostro congresso valuteremo le modalità attraverso le quali dare realizzazione ai nostri 7 odg in tema di trasparenza e legalità , presentati dal Consiglieri RnP Quadrana in sessione di bilancio: tutti approvati, ma ad oggi lettera morta! In tema si sicurezza, la voce antiproibizionista è completamente assente su temi quale la droga e la prostituzione a Roma. Durante l’assemblea verranno valutate le iniziative per sensibilizzare i cittadini su come l’antiproibizionismo e la riduzione del danno siano le vere risposte al problema sicurezza della nostra città , affinché si arrivi anche alivello locale, sulla base delle proprie competenze, ad iniziative deliberative sull’argomento. Su questi temi e su molti altri invitiamo tutti i cittadini romani a partecipare alla nostra assemblea annuale.”RITA BERNARDINISegretaria Radicali Italiani“L’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma per il rinnovo delle cariche e per la scelta dell’indirizzo politico del prossimo anno segue le indicazioni statutarie dettate da Radicali Italiani. Tengo molto a sottolineare questo aspetto perché è proprio nell’ambito delle associazioni radicali locali che sto concentrando molte delle mieenergie affinché queste associazioni nell’originalità e libertà della loro azione ed iniziativa siano soggetti politici “pieni” nel rapporto di interdipendenza con Radicali Italiani. Radicali Roma durante quest’anno ha lavorato proprio in questo senso: ha avanzato ed avviato proposte concrete per la città di Roma, ma allo stesso tempo è stata punto di riferimento locale per le iniziative di Radicali Italiani, quale la manifestazionedel Coraggio Laico. Ottima la proposta presentata da Massimiliano Iervolino per monitorare il comportamento dei consiglieri comunali. La mia breve esperienza di Consigliera comunale a Roma risale a sei anni fa, ma non credo che i problemi di legalità da me denunciati all’epoca siano stati risolti, specie quello dei ‘pianisti’. Inoltre vorrei sottolineare che Radicali Italiani, proprio nel suo ultimo Comitato nazionale conclusosi domenica scorsa, ha deliberato una mozione particolare perché Camera e Senato adottino e rendano effettivamente pubblica l’anagrafe degli eletti. Unostrumento che permetterà ai cittadini di conoscere il comportamento dei propri rappresentanti per essere maggiormente informati nel momento elettorale. Inoltre vorrei avanzare una proposta a Radicali Roma: un’azione politica finalizzata alla pubblicazione sul sito del Comune di Roma degli acquirenti e dei prezzi di acquisto delle vendite di immobili di proprietà del Comune di Roma. Troppo spesso tali immobili, dislocati perlopiù nel centro storico, sono stati venduti nella piena clandestinità a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato a persone non proprio disagiate economicamente. Parteciperò al Congresso di Radicali Roma durante la giornata di domenica, a causa della mia partecipazione di sabato ai lavori di Chianciano, nella cosiddetta ‘Bertinoro due’.”GIANCLAUDIO MORINITesoriere dell’Associazione Radicali Roma“In tempi in cui si fa tanto parlare di caste, costi o ‘costi delle caste’, Radicali Roma non si è limitata ad enunciare un principio, ma l’ha fatto proprio ed inverato nella sua azione politica. Infatti, più del 50% delle risorse, sempre collegate alle singole iniziative, è arrivato dai Cittadini. Sottolineando inoltre come un altro principio cardine dell’agireradicale, la trasparenza, sia stato perseguito utilizzando una parte dell’autofinanziamento per dotarsi di strumenti tecnici che consentano la videoregistrazione delle riunioni dell’Associazione, luoghi di dibattito e di confronto dove gli aderenti, i militanti e i simpatizzanti approfondiscono i temi del momento e decidono sul come affrontarli.”ALESSANDRA PINNAPresidente dell’Associazione Radicali Roma“L’Assemblea annuale costituisce un momento cruciale per l’Associazione Radicali Roma perché è in questa sede che si valuta l’attività politica portata avanti durante l’anno trascorso e si marcano le linee guida dell’agire politico futuro. I punti statutari che differenziano l’Associazione Radicali Roma dagli altri soggetti politici sono essenzialmente tre: un congresso annuale aperto in cui si vota secondo il principio ‘one man, one vote’. L’assemblea sarà aperta a tutti, iscritti, non iscritti, simpatizzanti e semplici curiosi: una vera agorà di dibattito politico in cui tutti avranno diritto di parola. Un’assemblea annuale che permette di rinnovare il principio di legittimazione della dirigenza e dell’indirizzo politico a scadenza fissa di dodici mesi. Le tre cariche dirigenziali, Segretario, Tesoriere e Presidente, saranno votate da tutti gli iscritti, anche da coloro che si iscrivono nell’attimo prima della relazione del tesoriere, senza far ricorso a delegati, pertanto ogni votante rappresenta solo e soltanto se stesso. Questi a mio avviso sono peculiarità che caratterizzano l’Associazione Radicali Roma nella piena realizzazione della tradizione radicale.”www.radicaliroma.com

VOLAMARESu un territorio piccolo come quello del golfo di Napoli vivono oltre 2 milioni di persone, che aumentano notevolmente in alcune aree durante i periodi di ferie.Il territorio del golfo di Napoli è però anche la sede di una serie di ambienti molto diversi tra loro che creano diversi ecosistemi, ognuno con una propria biodiversità unica al mondo, soprattutto sotto il livello del mare, che in nessun modo è protetta se non in piccole aree. A tutto questo vanno aggiunte le stratificazioni storiche ed artistiche che precedono i fenici e i greci ed arrivano alle opere di arte moderna nelle metrò dell'arte. Il golfo di Napoli è principalmente inquinato in mare dal porto di Napoli e dal fiume Sarno, ma sono altrettanto evidenti i danni sulla costa della cementificazione che supera il 70%, la mancanza di depuratori adeguati, la vendita eccessiva di barche a motore, che oggi costano quanto un'utilitaria, vanno più veloci e non posseggono nessun controllo sulle emissioni liquide, gassose ed acustiche altamente inquinanti. La risorsa mare, come risorsa economica e lavorativa, produce oggi uno sfruttamento aggressivo e demolitivo, che sta compromettendo definitivamente la biodiversità dell'intero golfo e quindi anche le sue potenzialità economiche. Ognuno di noi può fare qualcosa portando sempre con sé un sacchetto al mare, come in montagna, riempiendolo dei propri rifiuti, a partire dalle cicche di sigaretta a tutti gli imballaggi per cibo e bevande, e portando via anche qualche oggetto di plastica o di metallo abbandonato da altri, per dare il buon esempio, pratico, ogni giorno ed aumentare la civiltà , l'igiene e la bellezza della natura che ci circonda. Basta un retino e una busta di plastica poi per pulire dalle cicche e dai piccoli oggetti sparsi nelle nostre spiagge quelle ceneriere all'aperto su cui giochiamo noi e i nostri bambini. Oppure basta applicare una semplice regola: a casa mia non dormo e non mangio in una discarica e pulisco tutti i giorni fino in fondo tutto ogni mattina... Ciò nonostante le spiagge resteranno piene di oggetti ancora più minuti come i bastoncini per le orecchie in plastica: basta non comprarli e soprattutto non gettare mai nulla nello scarico fognario in casa, né a terra per strada...perché tutto prima o poi finisce a mare e quindi sulle spiagge della nostra splendida estate...AMMINISTRAZIONI E CITTADINI POSSONO CAMBIARE TUTTO E FERMARE L'ATTUALE DEVASTAZIONE IN CORSO! MAGARI ADOTTANDO IL SEGUENTE PROGETTO:1. Cambiamento dell'attuale modello di sviluppo della diportistica a favore delle barche a vela, ad energia solare o con carburanti non inquinanti;2. Rottamazione vantaggiosa delle barche a motore a favore di quelle a vela e ad energia solare, con corsi gratuiti di vela;3. Divieto dell'ancoraggio selvaggio e divieto dell'uso di ancore demolitive;4. Depuratori biologici e impianti di compostaggio per il trattamento dei fanghi residui così come cementificazione degli scarichi abusivi e denunce penali a carico dei proprietari dei relativi immobili o imprese irregolari;5. Riutilizzo delle acque bianche e piovane laddove possibile;6. Divieto di portare sacchetti di plastica a bordo e uso di sporte riutilizzabili in materiali riciclabili;7. Premialità ed obbligo alla raccolta differenziata per la diportistica e sulle coste;8. Riqualificazione e bonifica del fiume Sarno, del lungomare di Bagnoli, del porto di Napoli e di tutte altre aree portuali o costiere inquinate;9. Campagne di informazione alla popolazione generale sui divieti di gettare per terra, o direttamente negli scarichi fognari oggetti non ecocompatibili;10. Campagne di informazione specifiche ai turisti anche occasionali,ai sub ed ai proprietari di barche da diporto;11. Coinvolgimento diretto nella pulizia e salvaguardia di coste e fondali di turisti, sub e diportisti;12. Controllo dei pontili rimovibili e degli approdi fissi con limitazione d'uso alle sole barche a vela e ad energia solare;13. Divieto di approdo in tutte le baie e davanti a tutte le spiagge e coste del golfo se non presso gli approdi fissi ed in numero ridotto, stabilito per legge, mantenendo una distanza di sicurezza tra natanti superiore ai 200 metri, come avviene nel Mar Rosso o alle Maldive;14. Pari diritti per le donne e per le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale all'accesso ai circoli nautici;15. Ricostutuzione delle spiagge anche con sistemi ingegneristici moderni sul modello di Marsiglia e Barcellona.La strega malignaManliok TAGLI ASL OVVERO IL CICERO PRO DOMO SUATra poco le ASL della CAMPANIA taglieranno, e la mia è tra le più malversatrici, molti dei fondi che davano regolarmente ai propri lavoratori medici, infermieri professionali ecc ecc…oltre che tagliare le risorse per le strutture e i progetti in generale. Tutto giusto direte: se non lavoriamo e non rendiamo che ci taglino lo stipendio! Se non fosse che, come forse NON sapete, ebbene, NESSUNO TAGLIERA’ nemmeno un CENT alle CLINICHE CONVENZIONATE, garantendo in pratica gli STIPENDI dei colleghi infermieri, medici ecc ecc, del cosiddetto privato, i loro progetti e le loro strutture a prezzi folli e a scapito del servizio pubblico! La situazione è particolarmente grave per la Salute Mentale dove ogni sforzo di evitare che un paziente finisca nei MANICOMI che sono oggi le CLINICHE CONVENZIONATE falliscono soprattutto per il meccanismo perverso con cui esse vengono sovvenzionate dalle ASL. Mentre il servizio pubblico è tenuto a determinati standard di qualità elevati, al controllo ossessivo dell'orario di lavoro e alla limitazione del budget sulla base di un controllo della spesa millesimale, basato su un metodo chiamato DRG (cioè ogni azione costa tot, misura tutte le azioni in modo ossessivo e avrai il DRG completo), le strutture private sono pagate FORFETTARIAMENTE cioè convenzionalmente una cifra folle ogni anno senza nessun controllo di qualità e nessun controllo di efficacia o efficienza dei servizi erogati... APPELLO CIVICO AL BUON SENSO, sempre di CICERO PRO DOMO SUA: Fatemi lavorare il triplo ma togliete tutte le convenzioni ai privati o almeno tagliate a loro quello che vorreste tagliare del mio stipendio di inerme IMPIEGATO della SALUTE MENTALE! …fatelo per me e per la mia NON famiglia, ma fatelo anche per gli utenti che sono rinchiusi nei MANICOMI delle CLINICHE CONVENZIONATE senza che nessuno spenda un cent per progetti che gli diano nuovamente dignità , laddove non una vita decente... PETIZIONE PER LA RAGAZZA LESBICA STUPRATA DA UN GRUPPO DI OMOFOBIQualcuno ha iscritto la petizione "PER ANTONELLA E PER TUTTE LE PERSONE CHE HANNO SUBITO VIOLENZE" online. Potresti firmarla se non l'hai già fatto? GRAZIE. Ecco il link: http://www.petitiononline.com/estrela7/petition.html

CHI ERA ULRICHS ?di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco perché si tratta di un’informazione più attuale che mai. Come alcuni di voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895) era un tedesco che nell’Ottocento, per primo, ha cercato di dare un’interpretazione scientifica positiva dell’omosessualità , pubblicando alcuni libretti sull’argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro, all’Aquila, dov’è morto nel 1895 e dov’è sepolto nel cimitero locale. Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato (come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L’iniziativa ha avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me, avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il suo viaggio all’Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po’ il nonno del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da Giovanni Dall’Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po’ lo sento come mio figlio, per l’affetto e la responsabilità che ho sempre sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E, badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che l’omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva, con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che, all’epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato (nei suoi dodici libretti sull’”enigma” di questo tipo di amore) capace di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà dell’Ottocento. Oggi, anche la città dell’Aquila ha deciso di dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e, come dicevo all’inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare, che reputo importantissima: chiedere all’amministrazione delle poste un annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita di Ulrichs, abbinandolo all’istituzione della piazza a suo nome. Non è una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997 per ricordare le “Origini del movimento gay in Italia”, e poi nel 2004 per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse, pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell’Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio Piccinini:UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER KARL HEINRICH ULRICHS A L'AQUILA.Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L’Aquila si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l’onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante l’ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero Monumentale della città , e la proposta di un convegno di studi sulla figura e l’opera dello studioso tedesco spentosi a L’Aquila nel 1895, che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di grande civiltà e cultura, all’On. Franco Grillini che attraverso una interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio Piccinini COMUNICATO STAMPA “I KEN”:MAI GAY, MAI GAY,Molti ragazzi hanno vergogna del titolo, perchè hanno vergogna di Se. Lunedì è tempo di bilancio, anche per MAI GAY e se da un lato c’è la piena soddisfazione dell’associazione i Ken per l’affluenza decisa ed interessata che sta scandendo i giorni di avvio della rassegna cinematografica MAI GAY dall’altro lato c’è l’amara constatazione di quanta strada ancora ci sia dinnanzi a noi popolo Queer ( omosessuali impegnati socialmente per la comunità ) per tracciare dei percorsi condivisi di dignità con di tutti e tutte. La rassegna MAI GAY piace molto, dichiara Carlo Cremona presidente di i Ken, a tutti e tutte, piace come idea e nello specifico piacciono molto i titoli proposti, ma… il MA c’è ed è che molti ragazzi e ragazze (avvicinate nei locali e nei luoghi frequentati dal popolo omosessuale e trans della città ) denunciano di aver vergogna e di non poter portare a casa il programma della rassegna MAI GAY. Molti di loro dichiarano che non si sentono liberi e confessano la paura di ritorsioni familiari a causa del titolo esplicito della rassegna cinematografica. Il disagio che è nei loro sguardi, continua il presidente di i Ken ci dimostra quanto, il patrocinio del Comune sia importante, e di quanto esso sia ancora insufficiente a sviluppare un’ effetto di legittimazione su un’ aggettivo – GAY - che per molti è sinonimo di oppressione e di paura. La nostra battaglia contro l’odio e la paura e per una cultura ricca di Differenze continua senza esitazione offrendo nella cultura, nel cinema, oggi, le ragioni e le radici di nuovi percorsi della dignità e questo MAIGAY che ricorda il MAIDAY, grido di aiuto pare molto appropriato. Poche ancora le lesbiche ed i gay al botteghino, per paura di essere rintracciate,riconosciuti come GAY,ma molti gli etero friendly che a tali denunce si meravigliano e ci esortano ad insistere nella proposta e non demordere perché, ci confermano che non è semplice avere coraggio di essere semplicemente se stessi ma che la strada è tracciata. GIORNALISTI, ANCORA UNO SFORZO!Il 3 luglio del 1981, il New York Times dava notizia di un “Raro cancro in 41 omosessuali”.Il 13 luglio era la volta del New York Native (“Un cancro colpisce la comunita’ gay”). Quasi subito, il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive di Atlanta, nella Georgia, (CDC = Centers for Disease Control), che il precedente 5 giugno aveva messo in allarme la comunita’ medica, comincio’ a parlare di Sarkoma di Ka’posi, puntando l’accento sull’infezione opportunistica piu’ appariscente, o di Polmonite Penumocisti Carinii (MMWR = Morbidity and Mortality Weekly Report, Rapporto Settimanale sulla Morbilita’ e la Mortalita’). In generale, la stampa preferiva definizioni piu’ scandalistiche, come GRID (Gay-Related Immune Deficiency, Immunodeficienza Collegata all’Omosessualita’), Gay Cancer, Homosexual Plague, Morbo Gay… Ompo N° 71, del dicembre dello stesso anno, scriveva di “Un nuovo male americano?”, e di “Peste del XX secolo”. Quest’ultima definizione era destinata a fare il giro del mondo, anche se tolta dal contesto nel quale era stata inserita e che ne avrebbe reso piu’ chiaro il significato originario. Fin dall’inizio il CDC aveva sottolineato l’immunodeficienza delle persone che cadevano ammalate, cosi’ che qualcuno comincio’ a riassumerla nell’acronimo ACID (Acquired Immunodeficiency Disease, New York Native, March 29, 1982), o CAID (Community Acquired Immunodeficiency, NYN, June 21, 1982), ed infine “AIDS” (che all’inizio voleva significare Acquired Immune Deficiency Status, prima ancora che Sindrome, ibidem). Quest’ultima sigla, suggerita gia’ a suo tempo dal CDC, venne usata di preferenza da un’organizzazione per l’assistenza medica ai gay, la GMHC (Gay Men’s Health Crisis) nel settembre dello stesso anno, mentre in Italia s’instaurava la tendenza a scrivere “A.I.D.S.” un po’ dappertutto. Ompo era il primo giornale a scrivere “Aids” (N° 79, gennaio 1985), ed infine “aids” (N° 81, marzo 1985), immediatamente seguito dal quotidiano Paese Sera (intervista al prof. Fernando Aiuti, del 7 aprile 1985). I francesi, che piu’ correttamente di noi chiamano l’aids, “sida” (come tutti gli altri popoli di lingua neolatina), hanno seguito la stessa strada: “SIDA”, “Sida”, e infine “sida” (cfr. Gai Pied Hebdo N° 69, 14 mai 1983; N° 114, 7 avril 1984; N° 149, 22 de’cembre 1984). Poco alla volta, anche i giornalisti italiani si sono adeguati, passando dal primitivo “A.I.D.S.” all’attuale “aids” del quotidiano Il Tempo (“All’amante di Hudson solo 7,5 miliardi”, 23 aprile 1989). Ma se questa e’ la (logica) tendenza, ci sono ancora numerose resistenze: gli americani e gli inglesi insistono con “AIDS”, imitati nel nostro paese quasi solo da Il Medico d’Italia, mentre la stragrande maggioranza si e’ fermata a “Aids”. Noi siamo per “aids”! (per quel che riguarda il solo nome, ovviamente!). Noi siamo per “aids” per lo stesso motivo per cui siamo per “malaria” e non “mal aria”, per “tbc” e non “TBC”… Tutte le sigle che entrano nel linguaggio quotidiano e che diventano nomi comuni vanno scritte minuscole, anche i nomi delle malattie, visto che noni non diciamo “Sifilide”, ma “sifilide”, non “Peste”, ma “peste”, non “Influenza”, ma “influenza”… Un altro problema sorge quando vogliamo indicare il malato di aids. Un gruppo di pazienti riuniti in convegno del 1983 a Denver, nel Colorado, si dette il nome di “People With Aids”, “Persone Con Aids”, che oggi viene comunemente siglato in “PWA”. L’origine di questa definizione sembra risalire a Mark Feldman che, durante una marcia con le candele tenutasi a San Francisco un mese prima della sua morte, disse: “Il 1 novembre del 1982 io ero una persona, un essere umano. Il 23 dello stesso mese, la mia diagnosi e tutta la gente mi etichettava come una vittima. Poi, cominciarono a chiamarmi ‘persona con aids’. Ebbene, come tanti di noi gia’ sanno, io sto cercando di dare una definizione di me stesso. Io sono una persona con aids, un essere umano, non una vittima, e divento un paziente solo quando vado all’ospedale…” (cfr. Dennis Altman, Aids in the Mind of America, Anchor, New York, 1987). I francesi usano talvolta, a meta’ tra l’ironico ed il polemico, “sidatique”, come gia’ dicono “chole’rique” (“coleroso”), “syphilitique” (“sifilitico”), “herpe’tique” (“che ha l’herpes”), e via di questo passo. Noi, su Ompo, usiamo l’acronimo “PWA”, tutto maiuscolo perche’ non e’ una parola entrata nell’uso comune (e probabilmente non ci entrera’ mai), e perche’ il nostro periodico si rivolge soprattutto ad un pubblico di “addetti ai lavori” che non hanno difficolta’ ad interpretare le decine di sigle delle quali sono infarciti i nostri articoli. Ma siamo coscienti della necessita’ di un termine breve, riassuntivo, che non costringa l’italiano medio a estenuanti “calembours” o giri di parole. Non i puo’ quotidianamente dire o scrivere “persona con aids”. Poiche’ noi italiani, unici tra tutti i latini abbiamo adottato l’inglese “aids”, invece del piu’ confacente “sida”, ne dovrebbe conseguire che la “persona con aids” andrebbe definita “aidsitica”: parola impronunciabile, difficile e troppo vicina a “stitica”. A parte i problemi di assonanza, le “PWA” sono tutto, meno che stitiche. Anzi, il primo tra i sintomi della sindrome e’ una diarrea profusa e inarrestabile. Potremmo provare con una sine’ddoche, estrapolando uno dei componenti della sigla (Sindrome Immuno-Deficitaria Acquisita) pe indicare il tutto del male. Ma quale? “Sindromatico”? Ma la “sindrome” e’ un insieme di segni e sintomi che possono fornire infinite diagnosi. “Immunodeficitario”? Forse andrebbe anche bene, ma e’ troppo lungo e vago, cosi’ com’e’ vago e onnicomprensivo “immunodepresso”. “Acquisito”? non ha alcun senso. Forse bisogna recuperare la versione latina di “aids”, cioe’ “sida”, e da questa fare come i francesi (e gli spagnoli e i portoghesi), derivandone “sidatico”. Non dobbiamo dimenticare, comunque, che questa parola e’ estremamente vicina a “sotadico”. La Satira Sotadica di Luisa Sigea e’ un libro licenzioso di Nicolas Charter, mentre le “fasce sodiche”, se la memoria non m’inganna, erano quelle zone del globo terrestre nelle quali (secondo Richard Burton) era maggiormente diffusa l’omosessualita’! In ogni caso bisogna decidersi ad adottare un linguaggio comune, comprensibile da tutti. Anche nella pronuncia di “aids” abbiamo i soliti problemi derivati dall’ambiguita’ di una sigla anglosassone per niente duttile alle necessita’ della nostra lingua. Cosi’, i piu’ sofisticati pronunciano “e’iz”, gli indecisi “ai(d)z”, i precisi “aiddiesse”… per ragioni fonetiche, e in apparente contraddizione con quanto detto sopra sulle sigle che diventano nomi comuni, crediamo che in questo caso si debba dire proprio “aiddiesse”, pronunciando, cioe’, tutte le singole lettere che compongono la sigla A.I.D.S. Percio’, visto che la responsabilita’ di un uso corretto della nostra lingua, e di quanto nella nostra lingua ci viene dall’estero, oggi ricade in larghissima parte sulla stampa, la radio e la televisione, i giornalisti devono poter essere messi in grado di svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile e con tutti gli strumenti adatti. Questo articolo, insieme ad un altro pubblicato sul nostro periodico in merito ai problemi di terminologia sollevati dalla problematica aids (come si dice: “Ka’posi” o “Kapo’si” o “Kaposi’”, “emofiliaco” oppure “emofilico”, ecc., Ompo N° 84, giugno 1985), cerca di venire incontro anche a questi problemi di linguaggio che potrebbero sembrare futili, ma non lo sono per niente. Basta pensare che, molto spesso, chi ci telefona in redazione perde i primi cinque minuti cercando di mettere insieme parole che non conosce bene o che non capisce affatto, oppure usando frasi perifrastiche imbarazzanti, come quel giovano che ci ha chiamato ed ha esordito affermando: “Io sono uno di quelli che hanno l’aids…”. Percio’, giornalisti, ancora uno sforzo! Cerchiamo, tutti quanti insieme, di usare un linguaggio comune, chiaro, facilmente comprensibile e onesto senza essere allarmante e ricordiamoci che perfino nella scelta grafica di una parola si puo’ fare del terrorismo, e A.I.D.S. e’ molto piu’ “paralizzante” di aids. Massimo Consoli

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01 luglio 2007

news 29 giugno

COORDINAMENTO TORINO PRIDE Organizza il 1° luglio 2007 APERITIVO CON ARTE! ALLO SPAZZI di via Virle 21 Torino ore 19.30 Presentazione della Prima Antologia di Teatro Lesbico ScAtti di Teatro Lesbico a cura di Eleonora Dall'Ovo Il Dito e la Luna edizioni e ore 21.00 spettacolo lesbico Sogno di una notte d'estate con intemezzo lesbico di e con Eleonora dall'Ovo. Lo spettacolo è la riscrittura in chiave contemporanea e lesbica del capolavoro Shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate, ambientato nel locale Witchwood, popolato da streghe lesbiche, che attraverso i loro eccentrici drinks cambiano i destini delle clienti, risvegliando in loro i desideri più nascosti. Al Witchwood, come nel bosco shakespeariano, regna la sola legge dell'istinto e seguendo di pari passo l'intreccio ideato da Shakespeare, la barista Lele, trasposizione contemporanea del dispettoso folletto Puck, trovandosi di fronte a due arroganti coppie etero, si divertirà ad innescare in loro sinapsi omoerotiche invertendole in coppie omosessuali. Lele come Puck seminerà il disordine in tutto locale, beffandosi di ogni regola del gioco e i colpi di scena non mancheranno di divertire il pubblico in platea.
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI 30 GIUGNO 2007: TORINO PRIDE2007Sabato 30 Giugno Il Dito e La Luna sarà presente al TorinoPride2007 con uno stand in Piazza Castello a Torino, a partire dalle ore 16,00. Per maggiori informazioni: Torino Pride 30 giugno 2007. Anche il 30 giugno saranno tre le parole d’ordine: Parità Dignità Laicità . Contro l’omofobia, per la pari dignità e i pari diritti per le persone lesbiche, gay e trans, per la laicità dello Stato, la democrazia e l’antifascismo. Appuntamento dalle ore 16 a Torino, in Piazza Castello. Musica, danze, arte, cultura, spettacolo e politica a cura del Coordinamento Torino Pride, per celebrare la Giornata dell’Orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transessuale Decine di stand delle associazioni, danze, performance artistiche e teatrali. La Living Library, la Biblioteca Vivente proposta in anteprima nazionale insieme al Comitato All Different All Equal di Torino. Canti suoni danze con MANACUMA Animazione con Turin CheerleadersPresentazioni:· il libro di Adele Parrillo “Nemmeno il dolore: storia di un amore ucciso a Nassiriya e negato in Italia”, con la partecipazione dell’autrice· Il volume collettivo “We will survive. Lesbiche, gay e trans in Italia”.Alle ore 21, special guest: FRATELLI SBERLICCHIO Dal palco suoneranno i DJ torinesi Super Pippo, Queen Cristi, Resident Virus, Luca De Paoli e Robi Vaio. Presenta e conduce Marina Paganotto di Radio Flash. Porteranno il loro saluto rappresentanti delle Istituzioni. Del Coordinamento Torino Pride fanno parte: Associazione Philadelphia, Circolo Arci di cultura gay, lesbica, bisessuale e transgender Maurice, Comitato Provinciale Arcigay “Ottavio Mai”, Coordinamento Pasolini, Davide e Gionata, Gayleft Piemonte, Gaytineris, Gruppo Lambda – Amici della Fondazione Sandro Penna, Gruppo Pesce Torino, Gruppo transessuali Luna, L’altra comunicazione, L’altraMartedì spazio lesbico del Maurice. Per info, visita il sito
www.ilditoelaluna.com . Vi aspettiamo con tantissime novità . Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 per ordini e comunicazioni: dluna@iol.it
COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMAUNIONI CIVILI/COMUNE DI ROMA, IERVOLINO (RADICALI ROMA): "IL CANDIDATO VELTRONI È A FAVORE O CONTRO LE UNIONI CIVILI?”

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Segretario dell'Associazione Radicali Roma (primo firmatario della proposta di delibera di iniziativa popolare sul Registro delle Unioni Civili a Roma): “Grazie all’iniziativa ideata dall’Associazione Radicali Roma, entro settembre il Consiglio Comunale di Roma dovrà discutere la Proposta di delibera popolare sul Registro delle Unioni Civili depositata a giugno in Campidoglio. Non vi è ombra di dubbio che il Sindaco Veltroni, nonché candidato alla Segretaria del nascente Partito Democratico, giocherà un ruolo significativo ai fini dell’approvazione o viceversa della bocciatura di questa delibera. Sarà interessante capire verso quale delle due posizioni l’osannato Veltroni si pronuncerà , non solo per l’iniziativa in sé, ma anche per comprendere l’inclinazione che la sua guida vorrà dare al Partito Democratico sul tema della Laicità dello Stato. Voglio infine segnalare che dal sondaggio on-line di repubblica.it si evince che i cittadini italiani vorrebbero che il manifesto di Veltroni, oltre a puntare al rilancio della sinistra, si occupasse della Laicità dello Stato (seconda priorità delle dieci a disposizione): a breve grazie all’iniziativa dell’Associazione Radicali Roma tutte queste persone potranno finalmente ottenere risposta su cosa c’è da attendersi in tema di diritti civili da Veltroni, il ‘SINDACO DI TUTTI’.”
www.radicaliroma.com
COMUNICATO STAMPA Il racconto della testimone che conferma la presenza di Francesca Mambro alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, contenuto nel libro di Riccardo Bocca “Tutta un'altra strage”, è un fatto importante. Conferma infatti quello che l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna ha via via appreso dal formarsi delle sentenze, ovvero che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, con l'aiuto di Luigi Ciavardini, sono stati gli spietati esecutori di quell'attentato. Lo hanno dimostrato, d'altronde, cinque gradi di giudizio, nel corso dei quali sono emersi elementi tali da non lasciare dubbi. Elementi, va precisato, oscurati in questi anni da una sapiente azione di disinformazione, condotta da personaggi sia di destra che di sinistra, a volte ignoranti della materia e in buona fede, altre volte ben consapevoli e in malafede. Per troppo tempo le vittime delle stragi hanno subito la smania revisionista di chiudere la stagione dei terrorismi rosso e nero con una rimozione generale. Un insultante colpo di spugna che è inaccettabile per i familiari delle vittime. Il Presidente Paolo Bolognesi

COMUNICAZIONE”I KEN”CONTINUIAMO A FARE COSE CHE NOI STESSI REPUTIAMO ECCEZIONALI, VI PREGHIAMO DI DARNE RISALTO E SPAZIO NEI VOSTRI SITI, MAIL, MOLTI CHE SONO A NAPOLI IN QUESTI GIORNI ANCHE PER VACANZA NON SANNO CHE FARE…. BACIO A TUTTI E SOPRATTUTTO AI ROMANI CHE HANNO CON TUTTI NOI SOSTENUTO IL PESO DI QUESTO PRIDE. ERAVAMO UNA MAGNIFICA FORZA, SIAMO UNA STRAORDINARIA RISORSA PER IL PAESE! VENITE A NAPOLI CHE NON E’ SOLO MUNNEZZARassegna cinematografica Maigay 28 giugno- 9 luglio 2007 Napoli, Multicinema Modernissimo via Cisterna dell’Olio 49/59 Ingresso sala 2: singolo 3 euro, giornaliero 5 euro. Ingresso Videodrome: libero fino ad esaurimento posti ProgrammaGiovedì 28 giugno Sala 2: - 20.00: Ma la Spagna non era cattolica? (Italia, 2007, 80’) di Peter Marcias con Alessandro Averone, Elena Arvigo, Caterina Gramaglia. con il contributo di: GLBT Film Festival di Torino 21.30: In memoria di me (Italia, 2006, 113’) di Saverio Costanzo, con Christo Jivov, Filippo Timi, Marco Baliani, André Hennick con il contributo di: Fillea-Napoli Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Lonesome cowboy (USA, 1969, 110’) di Andy Warhol, con Tom Hompertz, Eric Emerson, Taylor Mead. Venerdì 29 giugno Sala: 20.30 e 22.30: Cabaret (USA, 1972, 123’) di Bob Fosse, con Liza Minelli, Michael York, Helmut Griem, Marisa Berenson copia proveniente dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”con il contributo di: Goethe Institut. Videodrome: ore 18.30: My hustler (USA, 1965, 79’) di Andy Warhol, con Paul America, Ed Wiener, Ed Hood Con la collaborazione di Mario Zonta. ore 20.00 ed ore 22.30 Rassegna corti (durata 130’)Nerofumo (ITALIA, 2003, 22’) di Walter Martyn Cabell con Lorenza Damiani, Michele Halquique. L’interruzione (Italia, 2006, 22’) di Domenico Natella con Imma Sorrentino, Sibilla Passi, Margherita Monachesi, Margi Villa Papà , fattene una ragione (Italia, 2006, 5’) di Antonio Giglio, con Antonio Conte, Giovanni Esposito, Danilo Buccilli Quello che sento (Italia, 2004, 20’) di Fabio Mollo con Filippo Sandon, Paolo Menon, Vasco Mirandola Corto in Bra 2006: menzione speciale Con la collaborazione di: Voir Trade: Golden Hayes (Italia, 2007, 6’) di Max Croci e Matteo B. Bianchi, con Justine Mattera , Gianni Canova, Roger Mazzeo Con la collaborazione di : Centro Sperimentale di Cinematografia –Roma: Al buio (Italia, 2005, 11’) di Fabio Mollo con Giuseppe Forlì, Daniele Grassetti. Premiato al Festival “Officinema” di Bologna 2005. Presentato come evento speciale alla 62° mostra del Cinema di Venezia nella sezione corto/cortissimo. Carmilla (Italia, 2006, 25’ ) di Fabio Mollo, con Veronica Visentin, Sofia Vigliar Dentro Roma (Italia, 2006, 30’) di Francesco Costabile con Vlad Alexandru Toma, Cosimo Bani, Sandrina Seserman Sabato 30 giugno Sala 2: 20.30 e 22.30: Cuori (Italia/Francia, 2006, 120’) di Alain Resnais con Sabine Azéma, Lambert Wilson, André Dussollier con il contributo di: Atelier Maggese Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: I a man (USA, 1967, 95’) di Andy Warhol con Tom Baker, Nico, Valerie Solanis. ore 20.00 ed ore 22.30: Fi jerda – il campetto (Italia, 2005, 84’) di Alessandro Golinelli, con Gianni Fantoni, Bechir Ben Brahim, Irene Turati, Maria Teresa Molino. Con la collaborazione di: GLBT Film Festival di Torino. Domenica 1 luglio Sala 2: 20.30: L’isola di Arturo (Italia, 1962, 92’) di Damiano Damiani con Vanni De Maigret, Reginald Kernan, Luigi Giuliani in collaborazione con: Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale con il contributo di: Egraphe-Carta riclicata ed altro 22.30: Edmond (USA, 2005, 90’) di Stuart Gordon con William H. Macy, Julia Stiles, Joe Mantenga con il contributo di: Fandango. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Women in revolt (USA, 1971, 99’) di Paul Morrissey con Betty Blue, Penny Arcade, Holly Woodlawn ore 20.00 ed ore 22.30 Rassegna corti (durata 130’) Nerofumo (ITALIA, 2003, 22’) di Walter Martyn Cabell con Lorenza Damiani, Michele Halquique L’interruzione (Italia, 2006, 22’) di Domenico Natella con Imma Sorrentino, Sibilla Passi, Margherita Monachesi, Margi Villa. Papà , fattene una ragione (Italia, 2006, 5’) di Antonio Giglio, con Antonio Conte, Giovanni Esposito, Danilo Buccilli Quello che sento (Italia, 2004, 20’) di Fabio Mollo con Filippo Sandon, Paolo Menon, Vasco Mirandola Corto in Bra 2006: menzione speciale Con la collaborazione di: Voir Trade: Golden Hayes (Italia, 2007, 6’) di Max Croci e Matteo B. Bianchi, con Justine Mattera , Gianni Canova, Roger Mazzeo Con la collaborazione di : Centro Sperimentale di Cinematografia –Roma: Al buio (Italia, 2005, 11’) di Fabio Mollo con Giuseppe Forlì, Daniele Grassetti al Festival “Officinema” di Bologna 2005. Presentato come evento speciale alla 62° mostra del Cinema di Venezia nella sezione corto/cortissimo. Carmilla (Italia, 2006, 25’ ) di Fabio Mollo, con Veronica Visentin, Sofia Vigliar Dentro Roma (Italia, 2006, 30’) di Francesco Costabile con Vlad Alexandru Toma, Cosimo Bani, Sandrina Seserman. Lunedì 2 luglio Sala 2: 20.30 e 22.30: La Mala Educaciòn (Spagna, 2004, 105’) di Pedro Almodovar con Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Javier Camara Con il contributo di: Ciromarino Hair. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Flesh (USA, 1968, 69’) di Paul Morrissey con Joe D’Alessandro, Geraldine Smith, Patti D'arbanville. ore 20.00 ed ore 22.30 Documentari round uno: Tran(s) de vie “Le strade di Princesa – ritratto di una trans molto speciale” (Italia, 1997, 50’) di Stefano Consiglio, con Fernanda Farias Albuquerque Con al collaborazione di: GLBT Film Festival di Torino: L’eletta (Italia, 2006, 50’) di Camilla Paternò, Marco Basilé, con Vladimir Luxuria. Martedì 3 luglio Sala 2: 20.30: Amore ed altre catastrofi (Australia, 1996, 82’) di Emma Kate Croghan con Frances O'connor, Alice Garner, Mattew Dyktynsk con il contributo di: Lucky Red 22.30: Giorni (Italia, 2001, 90’) di Laura Muscardin con Thomas Trabacchi, Riccardo Salerno, Davide Bechini con il contributo di: Movie Factory. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Trash- I rifiuti del mondo (USA, 1970, 108’) di Paul Morrisey con Joe D’Alessandro, Holly Woodlawn, Jane Forth. Mercoledì 4 luglio Sala 2: 20.30: Banchetto di Nozze (Taiwan/USA, 1993, 104’) di Ang Lee con Winston Chao, Mitchell Lichtenstein, May Chin con il contributo di: Lucky Red 22.30: Gonne al bivio (But I’m a cheerleader) v.m. 18 (USA, 1999, ’95) di Jamie Babbit con Cathy Moriarty, Clea DuVall, Natasha Lyonne. con il contributo di: Fourlab/Outloud. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Heat- Calore (USA, 1971, 100’) di Paul Morrisey con Joe D'Alessandro, Sylvia Miles, Andrea Feldman. ore 20.00 ed ore 22.30 Documentari round uno: Tran(s) de vie “Le strade di Princesa – ritratto di una trans molto speciale” (Italia, 1997, 50’) di Stefano Consiglio, con Fernanda Farias Albuquerque Con al collaborazione di: GLBT Film Festival di Torino: L’eletta (Italia, 2006, 50’) di Camilla Paternò, Marco Basilé, con Vladimir Luxuria. Giovedì 5 luglio Sala 2: 20.30: Hotel Paraiso (Zus & Zo) v.m.18 (Olanda 2001, 106’) di Paula van der Oest con Monic Hendrickx, Anneke Blok, Sylvia Porta con il contributo di: Fourlab/Outloud 22.30: Mariscos beach (Crustaces e coquillages) v.m.18 (Francia, 2005, 93’) di Olivier Ducastel con Valeria Bruni-Tedeschi, Gilbert Melki, Jacques Bonnaffé con il contributo di: Fourlab/Outloud. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Lonesome cowboy (USA, 1969, 110’) di Andy Warhol, con Tom Hompertz, Eric Emerson, Taylor Mead. The wild side of the movies di Walter Maryn Cabell, a cura di Silvia Baraldini e Mario Zonta Con la collaborazione di: Indigo Film: Roma A.D. 000 (Italia, 2001, 62’) di Paolo Pisanelli con Imma Battaglia, Saverio Aversa, Renata Evans. Venerdì 6 luglio Sala 2: 20.30 e 22.30 L’apparenza inganna (Francia, 2001, 84’) di Francis Veber con Daniel Auteuil, Gerard Depardieu, Thierry Lhermitte con il contributo di: Studio Legale Barbara Cremona. Videodrome: ore 18.30: My hustler (USA, 1965, 79’) di Andy Warhol, con Paul America, Ed Wiener, Ed Hood. Ore 20.00: Documentari round due: Wild pride The wild side of the movies di Walter Maryn Cabell, a cura di Silvia Baraldini e Mario Zonta Con la collaborazione di: Indigo Film: Roma A.D. 000 (Italia, 2001, 62’) di Paolo Pisanelli con Imma Battaglia, Saverio Aversa, Renata Evans. Sabato 7 luglio Sala 2: 21.00: My summer of love (GB, 2004, 86’) di Pawel Pawlikowsky con Nathalie Press, Emily Blunt, Paddy Considine con il contributo di: Fandango 22.45: Le false verità (Canada/UK/ USA, 2005, 108’) di Atom Egoyan con Kevin Bacon, Morris Colin Firth, Alison Lohman con il contributo di: Fandango .Videodrome: Ore 16.30: Mario Zonta presenta Maratona Andy Warhol: Lonesome cowboy, My hustler, I a man; Ore 21.30: Dal format televisivo DOMENICAUT: Intervista a Pagnottella (Italia, 2007, 18’) di Nicola Angrisano; Dico: interviste in giro per la città (Italia, 2007, 33’) di Nicola Angrisano. Con la collaborazione di INSU TV. Domenica 8 luglio Sala 2: 21.30: anteprima: Schopenhauer (Italia, 2006, 65’) di Giovanni Davide Maderna con Michela Noè, Rudy Galoppini, Filippo Ticozzi con il contributo di: GLBT Film Festival di Torino 22.45: Cover Boy v.m. 18 (Italia, 2006, 97’) di Carmine Amoroso con Eduard Gabia, Luca Lionello, Chiara Caselli, Luciana Littizzetto con il contributo di: GLBT Film Festival di Torino. Videodrome: ore 16.30: Mario Zonta presenta Maratona Paul Morissey: Flesh, Trash, Heat. Lunedì 9 luglio: Sala 2: 20.30: Pink galaxy (Dreamship surprise) v.m. 18 (Germania, 2004, 87’) di Michael Herbig con Michael Herbig, Rick Kavanian, Anja Kling con il contributo di: Fourlab/Outloud 22.30: Il favoloso mondo di billy (50 ways of saying fabulous) v.m.18 (Nuova Zelanda, 2005, 90’) di Stewart Main con Harriet Beattie, Jay Collins, Michael Dorman con il contributo di: Fourlab/Outloud Videodrome: Ore 20.00: Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” presenta: Gay Pride Roma (Italia, 1997, 13’) 500esima serata di Muccassassina (Italia, 2005, 6’) Gay Camping Porto S. Elpidio (Italia, 1982, 13’) ore 21.00: Spettacolo teatrale LETTURA SPETTACOLO: Sodomyeah, un oratorio . Studio su me stesso (Italia,

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29 maggio 2007

Parlamentari presi a botte a Mosca: il video

MOSCA - Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del gay pride «un gruppo di nazionalisti» ha «picchiato violentemente i radicali».
Lo ha reso noto il partito radicale, che ha specificato come «subito dopo c'è stato l'intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare l’europarlamentare Marco Cappato e il funzionario del gruppo dei Liberali al Parlamento europeo e militante dei Radicali, Ottavio Marzocchi» I due sono stati rilasciati poche ore dopo. L’accusa formale di «aver attraversato la strada dove non si poteva» è stata respinta da Cappato, che ha spiegato: «Ho dichiarato che stavo difendendo un amico aggredito e non tutelato dalle forze dell’ordine».

PRIMA LE UOVA E POI LE BOTTE - «Questa mattina alle 10.15 ora italiana -spiegano i radicali- a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo». La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi voleva consegnare al sindaco, spiegano i radicali, una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay pride. Ma «mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all'iniziativa nonviolenta e poi a picchiare violentemente i radicali». Subito dopo è intervenuta la polizia. «Siamo molto preoccupati -dicono ora i radicali- soprattutto per le condizioni di Mazzocchi che è stato violentemente picchiato».
LUXURIA: «VOLEVAMO DARE LETTERA AL SINDACO» - «Già quando siamo usciti dall'albergo abbiamo trovato un nutrito gruppo di poliziotti che ci ha fatto controllo documenti. E quando siamo arrivati di fronte al municipio di Mosca, senza uno striscione o una bandiera, gli ultranazionalisti e gli ortodossi infiltrati in mezzo ai giornalisti, ci hanno tirato le uova. È evidente che c'è stata la pressione del sindaco per spaventarci e per non far avere luogo alla manifestazione». Lo ha dichiarato all'agenzia Adnkronos il deputato di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria, raccontando quanto successo a Mosca questa mattina. «L'organizzatore del Pride - ha aggiunto - era stato preso dalla milizia che lo voleva portare sul camion: ho cercato di evitarlo e sono stata spintonata. La polizia ci ha detto che voleva portarci via perchè voleva proteggerci; ma mentre ci tiravano le uova e, ad alcuni, anche i sassi, la polizia non faceva nulla e rideva. Sono stata rassicurata dall'ambasciata italiana che Marco Cappato, che era stato portato via, è stato lasciato libero». «Il nostro intento - ha spiegato il deputato di Rifondazione comunista - era solo quello di consegnare una lettera al sindaco di Mosca, sottoscritta da diversi europarlamentari, in cui si ricordava che l'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. Tuttavia, preannuncio un'interrogazione parlamentare: tra un mese ci sará l'incontro tra il governo italo-russo, e in quell'occasione voglio che la questione dei diritti umani sia posta in maniera risoluta».
NESSUN NAZISKIN - Contrariamente a quanto diffuso subito dopo gli incidenti, sono stati nazionalisti e ultraortodossi a tirae uova e calci contro gli europarlamentari giunti nella capitale russa a supporto dei diritti omosessuali. Durante i disordini di questa mattina non c’era nessun naziskin.
28 maggio 2007

Fonte: Corriere della sera



Guarda il video dell' accaduto







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20 aprile 2007

news 20 aprile

IL GRUPPO VERDI ABRUZZO E GAYA CsF, PRESENTANO:
ADELINA, LA SUA STORIA, IL SUO LIBRO.
Adelina è ragazza albanese rapita a due passi da casa, dal raket della
prostituzione, quand'era ancora un'adolescente, portata in Italia,
costretta a prostituirsi, violentata, torturata e seviziata in ogni
maniera. Adelina è fuggita dai suoi aguzzini, denunciandoli, e racconta
la sua storia nel libro: "LIBERA …. Dal raket della prostituzione",
redatto da "Iaculano Editore", costo 12 euro. L'evento verrà annunciato
in conferenza stampa il giorno 24 aprile 2007, ore 11.30, presso la
sala Ignazio Silone Regione Abruzzo (Palazzo dell'Emiciclo), via
Michele Iacobucci, 4; alla presenza di rappresentanti politici locali e
nazionali. La presentazione si terrà presso i locali dell'agenzia di
promozione culturale, in via Roio N°12, il giorno 26 Aprile, alle ore
17.30. Presenterà il doppio incontro: Carla Liberatore (Ufficio Stampa
VERDI Regione Abruzzo); relatori: Walter Caporale (Capogruppo Regionale
dei VERDI Abruzzo) e Cristiana Graziani (Gruppo Consiliare VERDI
Regione Abruzzo). INFO: Carla Liberatore Tel 329/4913797 - Cristiana
Graziani Tel. 347/0128040
Uff. Stampa VERDI Regione Abruzzo
0862/4005213 Fax 0862/400215
NOTA DELL'AUTRICE: Adelina: sono un'ex
schiava del sesso, da vittima a testimonial contro il Racket per
aiutare tutte le donne rese schiave da questo tipo di criminalità.
Autrice del libro "Libera … dal racket della prostituzione", m'impegno
ad ogni livello comparendo nei network locali e nazionali, per
raccontare la mia storia, promuovere iniziative contro il racket e per
promuovere il progetto "Tricarico" che consiste nell'apertura di una
casa d'accoglienza per le donne che si ribellano al racket della
prostituzione. Dedico il progetto "Tricarico" a tutte le forze dell'
ordine e in particolare alla Compagnia dei Carabinieri di Tricarico in
provincia di Matera ed in special modo al Maggiore Mario Tusa del 10°
Battaglione Carabinieri di Napoli e al Colonnello Giacomo Vilardo della
regione Basilicata; essendo stati loro stessi degli eroi del nostro
tempo poiché grazie alla loro tenacia dal 1998 al 2002, sono state
sottratte più di 500 donne alla criminalità organizzata e salvate dalla
schiavitù. Quando chiesi al Maggiore Mario Tusa, il 26 novembre scorso,
nell'ambito di una iniziativa in Basilicata, cosa provano loro
Carabinieri quando salvano queste donne, lui rispose: "Per tutto il
lavoro che abbiamo fatto ci ha guidato la mano di Dio, altrimenti non
avremmo potuto svolgere un lavoro così grande a livello nazionale".
Aggiunse ancora: "Tutti i bambini e le donne che abbiamo salvato, li
dedichiamo a nostro Signore Gesù e alla Madonna". Questo è uno dei
principali motivi per cui io dedico il mio progetto al Maggiore Tusa e
al Colonnello Vilardo, anche perché li ritengo un esempio da seguire.
Adelina.

ARCIGAY "ANTINOO" DI NAPOLI, AL CAPRI FILM FESTIVAL
E' centrato sul tema della diversità -
con lo slogan "La diversità: diversi ma uguali" – la prima edizione del
Capri Film Festival (http://www.caprifilmfestival.it), che dal 19 al 21
aprile porterà sull'isola azzurra decine di cortometraggi in un
concorso per giovani registi che ha come presidente di giuria la
regista Liliana Cavani. La tematica della diversità è stata fortemente
voluta dagli organizzatori del festival per la sua attualità ma anche
per l'innegabile rapporto con l'isola, che proprio sul mito della
diversità ha costruito nel tempo la sua fortuna. Nel corso della
mattinata di venerdì 20 aprile, presso l'auditorium del Palazzo
Congressi di Capri, sede del festival, in vico Sella Orta, 3, si
parlerà anche di omosessualità con un dibattito a cui interverrà tra
gli altri, il presidente dell'Arcigay di Napoli Salvatore Simioli e
vedrà la partecipazione degli studenti delle Scuole Superiori dell'
isola. "Nelle scuole italiane spesso i ragazzi che sono o sembrano
essere omosessuali sono emarginati ed oggetto di prevaricazioni ed
aggressioni", afferma Salvatore Simioli, "Avere l'occasione di
discutere con gli studenti delle superiori di diversità durante il
festival del cinema di Capri può essere quindi un utilissimo contributo
alla formazione delle nuove generazioni al valore del rispetto dell'
altro".



L' Open Mind, centro di iniziativa gay lesbica bisessuale e transessuale, ritiene inaccettabile
l'ordine del giorno del consiglio comunale di Catania, avente come
oggetto la manifestazione del family day che si svolgerà a Roma il 12
Maggio, col quale si impegna l'amministrazione comunale ad aderire alla
manifestazione in rappresentanza dell'intera città di Catania. Non ci
sentiamo rappresentat* come persone GLBT da esponenti di partiti del
Centro Destra che, in difesa della famiglia "normale", discriminano le
altre forme di relazioni e affettività possibili. Diffidiamo l'
amministrazione comunale ad aderire al family day, evento che raggruppa
la parte più retriva, omofoba, e fascista del panorama politico
"civile" del nostro paese. Reputiamo falsa e ipocrita che il pensiero
discriminatorio e omofobo possa rappresentare l'INTERA città di
Catania. Nella nostra città vivono persone libere e democratiche che
non possono essere rappresentate dai fautori di tale pensiero. Se
qualcuno di questi esponenti politici volesse aderire al family day, lo
faccia privatamente, e non in rappresentanza della città. Catania non
merita un simile affronto. OPEN MIND centro di iniziativa gay lesbica
bisessuale transessuale via gargano 33, 95129 – Catania tel./ fax
095.532685 - www.openmind.too.it


VERDI PER AREZZO
Si terrà venerdì 20 Aprile alle ore 21.15 presso il Circolo
Culturale Aurora in piazza S. Agostino n 20 ad Arezzo un incontro,
promosso dai Verdi, con il giovane regista torinese Daniele Salaris,
(http://www.myspace.com/danielesalaris) che presenterà il suo ultimo

documentario "Fuori Fuoco". Si tratta di tre episodi di difficile
confronto tra diverse identità: etnica, religiosa, politica e di
orientamento sessuale. Quattro ragazze lesbiche israeliane parlano
della loro esperienza nell'esercito; un gruppo di religious queers si
riunisce da tutto il mondo in occasione del World Pride ridimensionato
a causa della guerra contro il Libano; un gay arabo racconta se stesso
davanti allo specchio, prima di
esibirsi nella sua performance da drag
queen. Tre mondi e tre modi di vivere una terra così difficile, quella
israelo-palestinese. Otre al regista saranno presenti Fabio Roggiolani,
Consigliere Regionale, Pilar Mercanti, Presidente Commissione Pari
Opportunità della Provincia, Marco Tulli Co-portavoce Verdi Arezzo.


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
IL GESU' DI BENEDETTO XVI
Sabato 21
Aprile 2007 - Ore 17.00: «Ho voluto fare il tentativo di presentare il
Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero
e proprio» una figura
«storicamente sensata e convincente». Questo è
quello che il papa ha detto nel presentare il libro che pubblica il 16
aprile. Parlandone insieme vedremo se ci è davvero riuscito o se,
invece, magari senza volerlo, ha creato le premesse per una serie di
argomentazioni che possono aiutarci quando sosteniamo il nostro pieno
diritto di dirci cattolici pur non condividendo affatto molte
affermazioni che il Magistero fa quando parla delle nostre vite.
Gruppo
del Guado - Cristiano Omosessuali Milano Via Soperga 36 (MM1 Loreto,
MM2 Caiazzo, MM3 Centrale) Telefono: 346 308 19 01 - www.gaycristiani.
it


" EFFETTO SERRA SULLE "PROSTITUTE"
La ricetta repressiva e regolazionista-oppressiva proposta in tema di
"prostituzione" dal prefetto di Roma, Achille Serra, è pregiudizievole,
irresponsabile, autoritaria e, soprattutto, pericolosa e storicamente
superata. I clienti non si "scoraggeranno" con dei semplici divieti
normativi, specie se protendono a soluzioni regolazioniste, dato che il
fenomeno è essenzialmente culturale e di costume. Ridurre un fenomeno,
che assomma in sé atti di abietta e "libera" violenza, a tema di decoro
e di ordine pubblico, prevedendo rebus sic stantibus soluzioni
cooperativistiche, è faciloneria e moralismo. Propagandare le false
"ricette miracolose" d'oltralpe è abuso della fede pubblica. L'
"insofferenza della gente" e lo sfruttamento si possono validamente
affrontare e risolvere già oggi; manca semplicemente la volontà
istituzionale, degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine.
Parlare in questo modo, infine, del delicato tema delle MTS (Malattie
Sessualmente Trasmissibili) è un censurabile atto di attentato alla
salute pubblica da crassa ignoranza. Noi donne e "prostitute" temiamo
per la nostra incolumità e denunciamo pubblicamente chi, come il
prefetto Serra, cerca di istituzionalizzarci come oggetti di sfogo
maschile e macchine da soldi per chi ci sfrutta. Speriamo che il
prefetto si ravveda e si convinca a confrontarsi finalmente anche con
noi. AGENZIA SULLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO Roma, 13:43 -
PROSTITUZIONE: SERRA, VIETARLA IN STRADA, SI' A ZONE DEDICATE - Una
modifica normativa al codice penale che vieti l'esercizio della
prostituzione in strade e piazze. L'ha proposta il prefetto di Roma,
Achille Serra, durante i lavori della conferenza regionale sulla
sicurezza. Una modifica di questo tipo - ha spiegato Serra - "utile a
scoraggiare i clienti", ma sopratutto "a ripristinare condizioni di
decoro per le vie della citta'", lascerebbe spazio ad alternative come
"la nascita' di cooperative tra donne e l'individuazione di zone
particolari per garantire le minime condizioni di decoro, come avviene
peraltro in molte altre metropoli europee". Si tratta di soluzioni - ha
concluso il prefetto - che potrebbero anche assicurare "una limitazione
all'insofferenza della gente; una riduzione dello sfruttamento della
prostituzione; l'azzeramento del problema della clandestinita' legata
al fenomeno; la garanzia di minime condizioni igieniche, tenendo sotto
controllo pericolose malattie infettive".
Ufficio Stampa Co.Di.Pe.P. –
ROMA (Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute). Contatto
Stampa: Ornella Cell.: 347 18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.com


COMUNICAZIONE ARCIGAY SALUTE
CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN STUDIO LGBT
UNIVERSITA' DI BOLOGNA
Un'iniziativa molto interessante per chi
desidera approfondire a livello scientifico le tematiche LGBT. Vi
segnalo che l'Università di Bologna ha approvato il Corso di Alta
Formazione "Welfare state e cittadinanza: gay, lesbiche, bisex,
trans
(GLBT)": http://www.unibo.it/NR/exeres/097124C8-F780-43A4-8856-
F0EED1FD8336.htm?WBCMODE=PresentationUnpublished
Gli insegnamenti sono:
Sociologia delle sessualità; Psicologia della salute e del rischio;
Identità e coming out in gay, lesbiche, bisessuali e trans; Servizi
socio-sanitari dedicati; Salute e MTS (malattie sessualmente
trasmissibili). Scadenza pre-iscrizioni: 17 maggio
Monte-ore: 125
Costo: 400 euro. Benché sperimentale e con ulteriori spazi di
miglioramento, ci pare già ora un'iniziativa davvero importante e da
sostenere. Maggiori info (obiettivi, docenti, modalità didattiche e di
ammissione, contatti) qui: http://www.modidi.net/lgbt/locandina.pdf -
Raffaele Lelleri Responsabile nazionale Salute e Diversità di Arcigay


ABUSI SESSUALI, STUPRI, SILENZI, CONNIVE NZE E LA NOSTRA FORTE E
DETERMINATA RIBELLIONE
Mentre all'Università di Verona si indottrina
alla "normalità": maschio possiede donna, eterosessualità normativa e
schifezze similari con un ciclo di conferenze organizzato dal collegio
universitario Don Nicola Mazza (e vale pure 2 CFU! I prodigi della
Moratti non finiscono mai di stupire) http://www.collegiomazza.
it/news/news.asp?idnews=161 gli abusi, anche e specie sessuali, a danno
delle donne vengono perpetratri liberamente dai maschietti in dolce
connivenza culturale e di sitema. Vi preghiamo di unirvi al nostro
grido di ribellione e speriamo di avervi presenti insieme a noi alla
manifestazione di Bologna. - COMUNICATO STAMPA MFPR – PALERMO- VIOLENZA
CHE OFFENDE, CHE UMILIA, CHE SCHIACCIA, CHE UCCIDE! E ancora vittime,
ogni giorno, donne adulte, donne giovani, piccole donne come la
giovanissima tredicenne di Taranto che si e'uccisa ieri gettandosi nel
vuoto da un balcone schiacciata da una vita diventata insopportabile,
una piccola vita distrutta dagli abusi sessuali subiti, dal non essere
creduta dalle istituzioni che l'avrebbero dovuta proteggere, difendere
e invece l'hanno uccisa imprigionanadola in un istituto perchè
considerata fragile psichicamente. Ma e' appena di alcuni giorni fa un'
altra notizia dell'arresto di un uomo, in provincia di Palermo, che per
anni aveva violentato la figlia, oggi di appena otto anni. Siamo
arrabbiate, indignate! Dinanzi all'aumento sempre maggiore di gravi
episodi di violenza, di abusi sessuali non possiamo non sentirci ancora
di più tutte violentate, tutte offese! E' questa società marcia che
genera la violenza contro le donne, che le stupra, che le uccide,
creando contro di esse un clima da moderno medioevo, le violenze che
toccano tutte le donne sono la punta di un'attuale situazione di
peggioramento generale delle loro condizioni di vita, di continua
oppressione, di un riaccentuarsi del maschilismo che tocca tutte le
donne. Che ogni episodio di violenza trovi forte la nostra denuncia e
protesta! Non e' possibile lottare contro la violenza verso le donne
senza lottare per rovesciare questo sistema sociale cha la alimenta. In
questa lotta vogliamo mobilitarci per conquistare le donne alla lotta
organizzata, per trasformare la nostra oppressione, la nostra rabbia in
ribellione, rivoluzione. Movimento femminista proletario rivoluzionario
mfprpalermo@email.it
COMUNICATO STAMPA - QUELLE CHE NON CI STANNO - Il
14 e il 21 Aprile sono stati organizzati 2 concerti al circolo Asi di
Selargius - comune poco distante da Cagliari – per raccogliere fondi
per pagare le spese legali di Francesco Liori e Federico Fildani gli
autori dello stupro di gruppo avvenuto a Bologna il 24 Settembre 2006
in zona Cerenaica. Questa iniziativa sostiene apertamente e rivendica
la cultura dello stupro, riproponendo il modello che tende a
riabilitare gli stupratori e a criminalizzare la donna. Ancora una
volta è l'uomo qualunque, il "bravo ragazzo", che agisce il privilegio
di maschio con il consenso non nascosto, ma anzi dichiarato, dei suoi
amici e parenti. Chi violenta e uccide è sempre maschio, garantito e
protetto dall'appartenenza al genere maschile. Ancora una volta
assistiamo all'esplicita ostilità che la società dimostra alla vittima
e alla donna "emancipata". Noi donne e lesbiche del gruppo "quelle che
non ci stanno" esprimiamo la solidarietà alla ragazza della Cirenaica
che ha avuto il coraggio di denunciare. Uccidere una donna e una
lesbica oggi in qualsiasi parte del mondo è possibile grazie alla
copertura continua fornita da chi riconosce in questo metodo lo
strumento più efficace per zittire, annientare e rendere invisibile
ogni forma di reazione che le donne attuano. La forza della denuncia è
efficace solo se ci sono relazioni fra donne, relazioni che
interrompono la complicità con il patriarcato, con le sue
manifestazioni private e pubbliche, da quelle più sottili a quelle più
abnormi. Questa donna non è sola, è sostenuta da tante donne e non è
mai stata in silenzio. Ogni donna deve sapere che può contare sulle
altre e che ribellarsi è possibile. Il 20 Aprile 2007 invitiamo tutte
le donne e lesbiche a manifestare con noi in Via Libia n. 38, Bologna
Officina di Studi, Arte e Politica website: http://www.fuoricampo.net
e-mail: info@fuoricampo.net phone/fax: +39 051349969 mobile: +39
3387322219 - INVIATO DA Ornella Serpa Gaya CsF


Assemblea di Facciamo Breccia lunedì 23 aprile ore 21 presso la Sede
di Azione Gay e Lesbica in Via Pisana 32 rosso Firenze. "Norme
normali".......
Il Ministero della Famiglia lancia la prima Conferenza
Nazionale sulla Famiglia che si terrà a Firenze dal 24 al 26 maggio.
Nel momento attuale caratterizzato dall´ormai insopportabile ingerenza
della chiesa cattolica nella politica italiana centrata sul tentativo
di limitare le iniziative legislative che riconoscano
l´autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita (aborto, diritti
riproduttivi, unioni affettive e sessuali ...), la ministra Rosy Bindi
organizza una Conferenza che dovrà segnare la linea delle politiche
governative a partire dalla riflessione sulla famiglia "come soggetto
titolare di diritti". La Conferenza, lanciata in concomitanza con la
convocazione del family day, è una chiara risposta a chi tenta dare
visibilità alle istanze politiche di donne, lesbiche, gay, trans e di
tutte le soggettività non conformi ad un modello sociale
eteropatriarcale proclamato come unico dall´ondata integralista e
oscurantista che investe il nostro paese. Rosy Bindi stessa chiarisce
quale concetto di famiglia è sotteso all´iniziativa ministeriale: "ci
vogliamo occupare delle famiglie semplici, delle famiglie normali"
tanto che il logo della Conferenza ritrae un uomo e una donna (incinta)
con un bambino in braccio ed una bambina per mano nel quale, visto che
mediamente i nuclei familiari italiani non sono certo composti da tre
figli, si può anche leggere un sostegno alla prolificità di triste
memoria. Dietro a questa definizione di "normale" emerge in controluce
l´attacco di Ratzinger agli "amori deviati" e le dure parole di
Bagnasco, presidente della CEI, contro il concetto di
autodeterminazione: "Una società che codifica l'assoluta libertà di
ciascuno su se stesso, ad esempio con l'autodeterminazione senza alcun
limite rispetto allla morte, si pone sulla via dell'implosione:
l'assoluta libertà sciolta da ogni vincolo è la premessa per qualsiasi
forma di violenza, sopraffazione, conflitto". Inoltre la Conferenza
Nazionale sulla Famiglia non ha obiettivi limitati all´Italia, anzi
propone un´Alleanza per la Famiglia, sulla scia dell'appello lanciato a
livello europeo dalla attuale presidenza tedesca dell´Unione europea,
tanto che è prevista a Firenze la presenza della ministra tedesca per
la Famiglia,, Ursula von der Layen, oltre a quella di altri
rappresentanti europei interessati al progetto. Riteniamo importante
costruire a Firenze in occasione di questa iniziativa ministeriale una
mobilitazione che ponga al centro del dibattito l´autodeterminazione di
tutte e di tutti, la necessità di politiche sociali non legate ad una
lettura ideologica e integralista, la richiesta di cancellazione di
leggi confessionali a livello nazionale (in particolare la legge 40) e
locale (la criminalizzazione dell´interruzione volontaria di gravidanza
portata avanti dalla Regione Lombardia attraverso la legge
sull´obbligatorietà del seppellimento del feto) ma anche europeo
(principalmente in Polonia dove stanno per essere varate delle leggi
fortemente discriminatorie verso donne, lesbiche, gay e trans).
Pertanto invitiamo tutte e tutti ad una prima assemblea lunedì 23
aprile, alle ore 21 presso la sede di Azione gay e lesbica in via
Pisana 32 rosso Firenze


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
Il 19 aprile nell'approfondimento del TG2 delle 20,30 è stata messa in
onda un'intervista a terroristi pluriomicidi, i fascisti Valerio
Fioravanti e Francesca Mambro esecutori tra l'altro della strage di
Bologna del 2 Agosto 1980 che causò 85 morti e 200 feriti. Tutto questo
a corollario del libro scritto, dal giornalista Andrea Colombo
portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. In studio erano
presenti, l'autore Andrea Colombo e i senatore Paolo Guzzanti ex
presidente della già discussa Commissione Mitrokhin. A pochi giorni
dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha condannato il
terzo esecutore della strage alla Stazione di Bologna, il terrorista
Luigi Ciavardini, tutto ciò appare strumentale e depistante. È
scandaloso che il servizio pubblico si presti a simili manovre per
favorire i terroristi impedendo con tesi falsamente innocentiste un
reale approfondimento dei fatti e facendo passare come vittime gli
esecutori di quell'orrendo massacro. I processi si fanno nei tribunali!
Sarebbe bene che il servizio pubblico smettesse di alimentare le
polemiche contro i giudici, si documentasse sulle numerose sentenze
avvenuti dall'88 ad oggi e smettesse di farsi paladino ancora una volta
dei terroristi. I terroristi Mambro e Fioravanti oltre agli 85 morti e
i 200 feriti causati con l'attentato alla stazione di Bologna, hanno
ucciso altre 12 persone e hanno sempre cercato di utilizzare al meglio
la loro notorietà acquisita col sangue di vittime innocenti. È inutile
lamentarsi sul fatto che a distanza di 27 anni non si sia ancora
arrivati ai mandanti se anche il servizio pubblico contribuisce a
creare disinformazione su ciò che di certo c'è: i nomi degli esecutori ,
quello dei depistatori e gli appartenenti alla banda armata finalizzata
alla strage. Riteniamo che simili comportamenti debbano essere
censurati in modo esemplare dalla Commissione di Vigilanza responsabile
di un corretto svolgimento del servizio pubblico. Il Presidente Paolo
Bolognesi


ASSOCIAZIONE "LIBERO PENSIERO GIORDANO BRUNO"
Giornata della Terra – Vissuta con intelligenza 22 aprile
2007 – Ronciglione (Vt) – Inizio h. 16.30. Il 22 aprile si celebra la
Giornata della Terra, un momento di riflessione sulle condizioni del
pianeta e sulle sue risorse naturali. Il 22 aprile 1970 il Senatore
democratico Gaylord Nelson invitò alla mobilitazione per la salvezza
del nostro pianeta. Venti milioni di americani risposero al suo appello
e così il 22 aprile divenne la giornata internazionale del pianeta
terra, oggi celebrata in ben 174 paesi. Anche la rivista National
Geographic si è fatta promotrice di questa iniziativa e nella Tuscia l'
evento viene organizzato a Ronciglione con l'incontro fra varie
associazioni che si occupano di ecologia. Dovendo parlare della vita
sulla terra non possiamo trascurare il suo elemento per noi più vitale,
ossia l'acqua. Infatti tra tutti i beni naturali che il sottosuolo
della nostra Provincia detiene ve n'è uno altamente prezioso ed unico:
l'acqua. La "nostra" terra viene inquinata in vari modi, con le onde
elettromagnetiche della condotta di Radio Vaticana, con le discariche
nelle cave dell'Agro Falisco, con le ciminiere di Montalto e
Civitavecchia, con i pesticidi usati nelle monocolture, con la mega
antenna che Raiway vuole istallare a Blera, con gli espropri di orti
biologici per farne capannoni espositivi a Ronciglione, etc.. Ma ci
sono anche gli scarichi fognari non depurati di vari comuni, pozzi
artesiani non controllati e soprattutto la continua asportazione di
acque profonde, utilizzate dall'industria delle acque minerali (a
Nepi e Capranica) che impoverisce le falde e consente all'inquinamento
di scendere sempre più in profondità. Di fatto succede che il nostro
territorio tende pian piano a desertificarsi e ad accumulare sempre più
veleni nei serbatoi geologici, inquinati dalle infiltrazioni di acqua
superficiale che percola nelle falde. Se vogliamo che la vita su
questa terra di Tuscia possa essere possibile anche per i nostri figli
e nipoti è giunto ora il tempo di scelte improcrastinabili, legate all'
alimentazione, al tipo di beni di consumo utilizzati, al nostro
approccio generale nei confronti della vita. Il riconoscimento del
valore del nostro habitat è semplicemente necessario in quanto noi non
siamo separati dalla terra, che usiamo così brutalmente, ma parte di
essa. Tutto ciò che vien fatto di male a lei lo facciamo a noi stessi.
Un libro ed un video sull'11 settembre. Presentazione il 22 aprile a
Ronciglione. Era davvero un Boeing da 100 tonnellate quello che si è
schiantato contro il Pentagono? Dov' è finito il secondo Boeing che è
stato " visto" cadere in un campo della Pennsylvania? Come possono tre
torri, alte centinaia di metri crollare da sole su se stesse, senza
toccare nessun edificio accanto, in tempi ed in modi molto simili a
quelli delle demolizioni controllate, a causa di semplici incendi da
kerosene? Come possono 4 persone che non hanno mai guidato un jet
nella loro vita, impadronirsi di 4 aerei di quelle dimensioni e
condurli con facilità assoluta verso i loro bersagli,senza commettere,
lungo il loro tragitto, il benché minimo errore? Come può la difesa più
potente del mondo, permettere quello che hanno fatto i dirottatori,
restando a guardare per quasi 2 ore, senza riuscire, in tutto questo
tempo, ad intercettare nessuno dei quattro aerei? Sembrerebbe che, in
questo caso, si tratta di una grande allucinazione collettiva di gente
che subisce indistintamente, una mistificazione simile nella sostanza a
qualsiasi forma di religione deteriore. Su questo argomento si dilunga
un libro recente, del giornalista Massimo Mazzucco, corredato da un DVD
definitivo, che verrà presentato ed illustrato da Giorgio Vitali, in
occasione della Festa della Terra che si tiene a Ronciglione. "Cerchio
sciamanico di consapevolezza" 22 aprile 2007 – Villa Lina – Ronciglione
h. 16.30 - Visita al giardino botanico storico e riflessione
ecologista. h. 17.00 - Condivisione di esperienze e di progetti
concreti per la salvaguardia della nostra terra. h. 18.00 - Intervallo
musicale e poetico. h. 18.30 - Proiezione del video sull'11 settembre.
h. 20.00 - Cena sociale vegetariana a cura di Villa Lina. Promosso da:
Rete Bioregionale Italiana - Circolo Vegetariano VV.TT. - Associazione
Nazionale Libero Pensiero Giordano Bruno, sez. di Viterbo Info:
liberopensierovt@libero.it - circolo.vegetariano@libero.it Tel. 0761-
587200 - 3398192438


TARANTO: BAMBINA DI 13 ANNI SI SUICIDA A
SEGUITO DI UNA VIOLENZA SESSUALE SUBITA
Aveva subito una violenza sessuale da parte del vicino di casa e per questo si è uccisa
gettandosi dall'ottavo piano di una palazzina. La piccola aveva solo 13
anni. Una tragedia, avventuta a Taranto, dai contorni ancora oscuri.
Secondo gli investigatori la ragazzina aveva anche grossi problemi
psichici. Ieri era con la mamma e col papà quando a un certo punto è
andata in bagno, un ambiente con una finestra in alto su una parete: si
è arrampicata e si è gettata nel vuoto. Senza lasciare alcun messaggio.
La ragazzina, sei mesi fa, era stata messa in istituto per disposizione
di un giudice minorile. Don Di Noto: "Il suicidio di questa bambina,
innocente e pura, somiglia alla cronaca di una morte annunciata, una
martire della pedofilia."
FONTE Libero.it


MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA
IL MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA, DIVENTA:
"ASSOCIAZIONE RADICALE".
Dopo oltre 30 anni di solitaria militanza
radicale, vivace ed antagonista, vogliamo organizzarci in associazione
per impegnarci direttamente anche su tematiche locali oltre che
transnazionali. Per esempio vogliamo impegnarci per garantire un
rapporto più democratico tra cittadini ed amministrazione con la
trasmissione via tv e via web delle sedute di consiglio comunale. L'
elettore potrà così verificare se il politico per cui ha votato
rispetta o tradisce ciò che ha promesso. E il politico non potrà
fingere. Anche i sordi devono poter seguire i lavori del Consiglio
comunale attraverso un traduttore simultaneo. Certificati e le varie
pratiche devono potersi rilasciare anche via web. È prioritario dare
ai giovani (cittadini fin qui ignorati) un Centro Polifunzionale per
attività culturali, sportive, ricreative ove possano anche trovare
lavoro. Utile anche organizzare un Bibliobus (biblioteca itinerante per
frazioni e quartieri). I fondi potranno essere ricavati da una drastica
riduzione dei costi della politica ! Altre iniziative saranno proposte
e votate in assemblea ma non ultima sarà l'impegno nella campagna "o lo
scegli o lo sciogli" per raggiungere l'obiettivo dei 5.000 iscritti per
il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, e
dell'immediato raddoppio di quelli di Radicali Italiani. Ci è sembrato
doveroso nel fondare a L'Aquila un'associazione di radicali e
simpatizzanti pensare a Silone e dedicare gran parte delle nostre
attività a diffonderne il pensiero ed a rivificarlo attraverso varie
iniziative politiche e culturali. Una delle prime sarà proprio
promuovere per l'anno 2008 le celebrazioni per il trentennale della sua
morte che culminino nella Perdonanza con una prestigiosa
rappresentazione teatrale de "L'avventura di un povero cristiano" e un
meeting internazionale dedicato alla riforma dell'Onu con la
partecipazione dei titolari di Master of Peace Studies e dei rettori
delle università che li hanno istituiti. PER ISCRIVERSI ALL'
ASSOCIAZIONE TEL. AL 348 1018898


PRIMO SCANDALO
ANTI -OMOSESSUALE
NELL'ITALIA CONTEMPORANEA
ARTICOLO DI Massimo Consoli
Roma: Amor
greco in salsa teutonica47 anni fa, nell'aprile del 1960, scoppiava un
grande scandalo nell'Italia del boom economico. Il primo grande
scandalo che riguardasse l'omosessualità. Ancora manca una
ricostruzione di quel fattaccio. Invito, perciò, gli storici del nostro
movimento, a farsi vivi, a scriverci sopra un libro. Intanto, vi mando
il capitoletto che ho pubblicato sul mio "Manifesto Gay", Malatempora
editrice, Roma, 2005, pagine 19-20 per rinfrescarvi la memoria. Massimo
Consoli - Konstantin Feile era uno scultore tedesco, trapiantato nella
capitale dalla fine della guerra, che aveva messo su un fiorente giro
internazionale di prostituzione di minorenni. Nell'aprile del 1960
scoppiò lo scandalo. Gli sequestrarono 3000 foto e più tardi lo
condannarono a 3 anni di reclusione. I quotidiani (nel frattempo mi
sembra di ricordare ch'era morto) dettero grande risalto alla notizia
che tenne banco per un periodo piuttosto lungo. Ogni giorno andavano
pubblicando foto di ragazzi in calzoncini corti, in costume da bagno,
sulla spiaggia, davanti a qualche monumento... tutti con una "pecetta"
in faccia per impedirne il riconoscimento. Gli articoli spiegavano con
orrore che questi ragazzi erano «di buona famiglia», studenti in vena
di arrotondare con qualche extra la magra paghetta settimanale. Ed il
tedesco, che aveva italianizzato il suo nome in Costantino, era
generoso con loro, non gli faceva mancare nulla, li trattava
praticamente (orribile dictu) «come figli»! Non avevo nemmeno 15 anni,
eppure compravo i quotidiani tutti i giorni per seguire quella storia
che, mi sembrava di capire, aveva a che vedere in qualche modo con me,
non fosse altro perché, al di là della pecetta, quei ragazzi mi
piacevano, ed io fantasticavo per un po' di essere un ricco americano
in arrivo a Roma, per un altro po' di stare in mezzo a loro per
metterli in guardia contro l'immoralità della prostituzione, e per un
ultimo po' d'incontrarne qualcuno per la strada per farmi raccontare, o
meglio, per farmi vedere cosa faceva co 'sti turisti. [1]Quell'episodio
ebbe delle conseguenze. Il Ministero degli Interni emanò una circolare
[2] nella quale parlava della "tendenza, sia pure incipiente, ora
manifestatasi, di iniziare ed invischiare nel torbido ambiente scolari
ed in genere giovanissimi privi di discernimento", la quale impone "che
gli organi di polizia svolgano la loro azione intesa a reprimere con
ogni possibile mezzo manifestazioni di pervertimenti sessuali, ed
eventuali conseguenze come quelle innanzi citate". La circolare
invitava gli organi di Polizia alla "repressione di manifestazioni
esteriori di pervertimento", e a "individuare e sottoporre a costante
vigilanza persone affette da omosessualità", sottolineando che si aveva
motivo di ritenere "che un non indifferente apporto all'incremento del
triste fenomeno sia dato da stranieri residenti o soggiornanti nel
nostro paese"[3]. Il governo istituì una commissione, composta da
giuristi e medici, per vedere s'era il caso d'introdurre anche in
Italia una normativa antigay. Esattamente un anno dopo, il 29 aprile
1961, il socialdemocratico Bruno Romano presentava una proposta di
legge (N° 2990), che comminava da sei mesi fino a dieci anni di
detenzione a chiunque avesse avuto rapporti omosessuali, che arrivavano
fino a vent'anni in caso di aggravanti! L'iniziativa faceva seguito ad
un precedente tentativo di cattolici democristiani e neofascisti del
Movimento Sociale del 22 gennaio 1960 (N° 1920), che così si esprimeva:
"Chiunque ha rapporti sessuali con persona dello stesso sesso è punito
con la pena della reclusione da sei mesi a due anni… Se dal fatto
deriva pubblico scandalo, la pena è aumentata… ecc." Questa legge venne
poi ripresentata tale e quale il 14 novembre 1963 (N° 759). Grazie al
cielo, non se ne fece niente!


PAROCO DI BORGARELLO (PV), CONDANNATO
PER PEDOFILIA
L'ex parroco di Borgarello (PV) don Abbiati è stato
condannato a sei anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di
tre minorenni. I ragazzini avevano all'epoca 13, 14 e 15 anni, e due di
loro sono fratelli. In concomitanza dell'episodio più grave, un
rapporto sessuale quasi completo, la difesa ha presentato un alibi, ma
il giudice dell'udienza preliminare Fabio Lambertucci non ha avuto
dubbi. Il parroco era stato arrestato nel dicembre 2004, dopo che i
ragazzini erano stati interrogati dai carabinieri su richiesta dei
genitori, e avevano ammesso i fatti: il sacerdote li conduceva in piena
campagna e lì otteneva prestazioni sessuali. L'avvocato del parroco ha
già annunciato che faranno ricorso alla Corte di Appello.
FONTE UAAR.IT


I NOMI DEI PADRI
di Emilio Carnevali
Quello che segue è un breve
elenco dei casi conclamati di pedofilia da parte di ecclesiastici in
Italia negli ultimi 6 anni. Caro Ratzinger, come la mettiamo con
l'amore debole dei tuoi uomini? L'arresto avvenuto ad Assisi lo scorso
5 aprile di don Marco Agostini - religioso della Congregazione degli
Oblati di San Francesco di Sales - ha riportato alla luce la questione
della pedofilia e delle disattenzioni della Chiesa italiana su queste
gravissime vicende. Insieme a don Marco, attualmente agli arresti
domiciliari nella sua casa di Roma, sono indagati per favoreggiamento
anche Ennio Di Giampasquale, ex parroco di San Benedetto a Pomezia, e
Germano Agostini, parroco di San Michele Arcangelo, sempre a Pomezia,
ed ex padre provinciale della stessa Congregazione degli Oblati di San
Francesco di Sales. Le accuse a carico di don Marco si riferiscono a
violenze sessuali a danni di minori perpetrate a partire dal 1993, anno
in cui il religioso prestava servizio presso la parrocchia Beata
Vergine Immacolata di Torvajanica, una localit� vicino Roma, ed era
animatore del centro giovanile "Ragazzi Nuovi". Nel 1998 don Marco, a
seguito delle prime voci che erano cominciate a circolare sul suo
conto, viene trasferito a Pomezia, dove diventa parroco di san
Benedetto. Nel 2002 viene infine mandato ad Assisi a gestire una casa
di accoglienza della Congregazione. L'inchiesta è scattata due anni fa
a partire dalla denuncia di un giovane di Torvajanica, attualmente
26enne. Sono seguite altre venti denunce di altrettanti ragazzi.
Secondo le testimonianze fin qui raccolte, le vittime degli abusi si
sarebbero rivolte anche all'allora vescovo di Albano, monsignor
Agostino Vallini (recentemente nominato cardinale da Benedetto XVI):
"Siamo andati a raccontargli cosa ci aveva fatto don Marco, ma ci disse
che erano solo chiacchiere". Una storia molto simile a ciò che è
accaduto nel 2000 ad Agrigento, con mons. Carmelo Ferraro, vicenda
sulla quale si tornerà più avanti. Del resto il caso di don Marco
Agostini non è nemmeno l'ultimo in ordine di tempo, sebbene sia uno dei
pochi che ha conquistato visibilità sui giornali e sulle televisioni.
Negli ultimi anni, casi di questo genere si sono infatti susseguiti con
una frequenza preoccupante. Eppure - se si è parlato ampiamente dello
scandalo della pedofilia con riferimento ad esempio al clero americano
- la Chiesa italiana sembra assolutamente immune, secondo il quadro
disegnato dai media e dagli stessi vescovi, da questo tipo di problema.
Il 21 maggio del 2002 il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori,
dichiarava che il fenomeno della pedofilia nel clero italiano "è
talmente minoritario che non merita attenzione specifica", non più "di
quanto non vada riservata ad altre categorie sociali". Per questo
motivo "il Consiglio permanente della Cei non ha mai parlato di casi di
pedofilia, alla Cei non c'è nessun elenco in proposito, non abbiamo né
casi in evidenza né una procedura di monitoraggio". I dati che seguono
- che si riferiscono a condanne (per la maggior parte di primo grado) e
procedimenti di indagine (che quindi non sono ancora giunti ad una
sentenza) successivi al 2000, dunque solamente agli episodi pi� recenti
- possono forse contribuire ad un esame pi� realistico della
situazione. Solo in pochi casi, infine, si è potuto risalire
all'attuale condizione canonica dei sacerdoti coinvolti. Pressoché
totale è stata la mancanza di disponibilità delle varie curie a fornire
informazioni a riguardo. 2000: Foggia, Ferrara, Napoli, Torino, Modena,
Milano Il 10 gennaio è condannato a sei anni e sei mesi di reclusione
don Giorgio Mazzoccatto per violenza sessuale a danni di minorenni. I
fatti si riferiscono alla metà degli anni '90 quando don Giorgio era
parroco di Arpinova, una frazione a una decina di chilometri da Foggia.
L'arresto era invece scattato nel 1998, quando il sacerdote era passato
a dirigere la parrocchia di Castelluccio dei Sauri, sempre in provincia
di Foggia, dove don Giorgio - tuttora sacerdote - e attualmente
residente. Sette giorni dopo questa sentenza viene condannato a 1 anno
e 9 mesi di reclusione un altro sacerdote. Sessantadue anni, residente
nella provincia di Ferrara, il prete (di lui, come di alcuni altri, non
sono state rese note le generalità) viene riconosciuto colpevole di
molestie sessuali ai danni di due bambini di 9 anni che frequentavano
il catechismo. Ancora pochi giorni dopo, il 23 gennaio, un lungo
applauso nella chiesa di S. Maria della Sanit� a Napoli, accompagna la
salma di don Giuseppe Rassello, sacerdote di 49 anni condannato nel
1991 a tre anni e sei mesi per abusi sessuali su Antonio B., un ragazzo
di 14 anni (sentenza confermata anche in appello nel 1996 pur con la
diminuzione della pena a 2 anni e un mese). La cerimonia � presieduta
dal card. Michele Giordano e vede la partecipazione, oltre che di
numerosissimi fedeli, anche del vescovo ausiliare Vincenzo Pelvi, di
mons. Bruno Forte e dell'avvocato difensore della vittima, Enrico
Tuccillo, in veste di diacono. Durante la preghiera dei fedeli, lo
stesso Tuccillo interviene con queste parole: "Signore, ho difeso te
innocente e calunniato in padre Rassello. Ora fa di lui il difensore
dei giovani, dei deboli, dei suoi figli amatissimi del rione Sanità".
Siamo al 10 febbraio, quando don Marco Gamba, parroco a Chiusa San
Michele in provincia di Torino, viene condannato a quattro anni e mezzo
di reclusione per abusi sessuali nei confronti di due giovanissimi
chierichetti. Le perquisizioni effettuate dagli investigatori hanno
inoltre rivelato il possesso da parte del sacerdote di quattromila
immagini pedo-pornografiche scaricate da Internet, oltre che di alcune
polaroid scattate a bambini di 11 e 12 anni, assidui frequentatori
della parrocchia: "All'inizio erano solo piccoli amici", ha dichiarato
don Marco, "poi ho cominciato ad accarezzarli, sempre meno castamente".
Il 20 maggio, sempre del 2000, muore di infarto don Giorgio Govoni,
parroco 59enne di Staggia di San Prospero (Modena). Il sacerdote era
stato accusato di far parte di una banda di pedofili che praticava
violenze a danni di minori nell'ambito anche di riti satanici presso il
cimitero di Massa Finalese, nel modenese. Dopo un'inchiesta giudiziaria
caratterizzata da trecento testimonianze, 57 udienze, 5.000 pagine di
atti, sette interrogazioni parlamentari, la corte ha pronunciato 14
condanne, fra i 2 e i 19 anni di carcere, e due assoluzioni,
confermando cos� l'impianto accusatorio dei pubblici ministeri Andrea
Claudiani e Carlo Marzella. Questi ultimi avevano chiesto per don
Giorgio una condanna a 14 anni, ma il decesso del prete pochi giorni
prima della sentenza ha indotto i giudici a non pronunciarsi sul suo
conto "per morte del reo". Tra i condannati anche genitori, zii e nonni
dei bambini vittime delle violenze, gi� da tempo sottratti alle
rispettive famiglie. Tra i pi� strenui sostenitori dell'innocenza di
don Giorgio vi era, fra gli altri, il vescovo di Modena mons. Benito
Cocchi e l'ex vicepresidente della Camera Carlo Giovanardi, che, dopo
le richieste dei pubblici ministeri di 130 anni complessivi di
reclusione per gli imputati coinvolti nel processo, aveva cos�
commentato: "� terrificante che un pm si basi solo sui racconti di
bambini, strappati alle famiglie". A novembre un sacerdote milanese
viene infine condannato con rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi di
reclusione per violenza sessuale su alcuni ragazzini ospitati della
comunità che dirigeva. Nel corso delle indagini svolte dalla polizia è
emerso, oltre al fatto che i ragazzini sarebbero stati intimoriti e
indotti al silenzio da chi all'interno dell'istituto sapeva, che il
religioso nei primi anni '90 aveva abusato anche di una bambina di 7
anni. 2001: Genova, Milano Il 29 gennaio 2001 il tribunale civile di
Chiavari condanna don Pino Carpi al pagamento di 30 milioni di lire per
le molestie ai danni di una ragazza 14enne all'epoca dei fatti. Don
Pino, allora parroco di Santa Margherita Ligure, era stato prosciolto
nella prima fase processuale per un vizio di forma, pur essendo stato
riconosciuto colpevole nella motivazione della sentenza. Attualmente il
sacerdote e parroco della Basilica di S. Maria di Nazareth a Sestri
Levante (Genova). Il 26 giugno don Renato Mariani, parroco di San
Giuliano Milanese, è condannato a 4 anni di reclusione per violenza
sessuale su giovani, violenza privata e appropriazione indebita.
Attualmente il sacerdote è residente con incarichi pastorali a
Garbagnate Milanese. 2002: Napoli, Milano Il 14 settembre è arrestato
in Messico, nel convento di Iztapalapa, nelle vicinanze della capitale
del Paese, un sacerdote messicano che tra il 1999 e il 2000 era stato
viceparroco in una chiesa del napoletano. Don Gaudencio, questo il nome
del prete, è stato accusato di abusi sessuali a partire dalla denuncia
di una bambina che all'epoca dei fatti aveva dieci anni e frequentava
il catechismo. Secondo le indagini della procura di Napoli si sarebbe
di fronte a "un quadro allarmante" in ordine all'ampiezza del numero di
minori coinvolti, suddivisi dal sacerdote in "gruppi distinti per età e
conseguentemente per tipologia e prestazioni sessuali". Il 30 dicembre
2002 vengono arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale
di Bari Maria Mitola per il reato di divulagazione di materiale
pedopornografico via internet. Tra gli accusati c'� anche un parroco
37enne della provincia di Milano al quale sono state sequestrate
diverse immagini pedopornografiche. 2003: Bergamo, Milano, Teramo,
Palermo, Cuneo, Oristano Il 6 maggio un'indagine condotta dal
commissariato di Rapallo in collaborazione con la questura di Genova,
porta all'arresto di una banda di pedofili costituita da quattro
persone, fra cui il parroco di una chiesa di Bergamo (D. B., 56 anni).
La banda adescava ragazzini maschi tra gli 11 e i 17 anni offrendo loro
regali costosi e proponendogli viaggi all'estero. Così Claudio
Sanfilippo, capo della squadra mobile di Genova, e Carlo Di Sarro,
dirigente del commissariato di Rapallo, hanno descritto le attivit� del
gruppo: "In poco più di sei mesi abbiamo osservato decine e decine di
adescamenti. La banda sceglieva soprattutto ragazzini provenienti da
famiglie in situazioni di disagio socio-economico. Le prestazioni dei
bambini e dei ragazzi venivano anche pagate dai 30 agli 80 euro: alcuni
venivano avviati alla prostituzione, altri si intrattenevano con il
sacerdote e i suoi complici. Era il sacerdote che forniva spesso i
soldi per le spese necessarie ad adescare i ragazzini". Il 27 maggio un
frate ex insegnante di un istituto privato di Milano � condannato a 4
anni e 8 mesi di reclusione per molestie sessuali ai danni di cinque
bambine della scuola elementare. Il 25 luglio viene arrestato don Bruno
Tancredi, 59 anni, originario di Giulianova (dove aveva servito come
diacono nella parrocchia San Flaviano) e parroco della chiesa della
frazione di Monticelli in provincia di Teramo. L'accusa è di violenze
ai danni di due minori, uno dei quali disabile, dell'età di 14 e 16
anni. Don Bruno sarà condannato dopo un processo con rito abbreviato a
6 anni di reclusione per pedofilia. Attualmente è sacerdote in diocesi
senza ricoprire alcun incarico. Il 17 settembre il Gip della Procura
della Repubblica di Palermo impone il divieto di soggiorno nel
capoluogo siciliano e nella provincia a don Paolo Turturro, parroco
antimafia della chiesa di Santa Lucia di fronte all'Ucciardone. Don
Paolo è fondatore dell'associazione "Dipingi la pace". Le indagini sono
partite dalla denuncia dei genitori di due bambini di dieci anni. Nel
corso del processo, tutt'ora in corso, i difensori dell'imputato hanno
inserito nella lista dei testimoni l'ex procuratore di Palermo
Giancarlo Caselli, l'ex sindaco Leoluca Orlando e un altro sacerdote
antimafia, Giacomo Ribaudo, parroco della Magione. L'1 ottobre la Corte
d'Appello di Torino conferma la condanna inflitta in primo grado a don
Luciano Michelotti, ex parroco di una frazione di Vicoforte (Cuneo) per
la detenzione di materiale pedopornografico. A novembre viene arrestato
un parroco di Oristano, in Sardegna, con l'accusa di pedofilia.
L'inchiesta della Procura della Repubblica di Oristano è scattata sulla
base di due denunce, una delle quali riguarda una ragazza minorenne, su
fatti che sarebbero avvenuti in parrocchia. 2004: Forlì, Torino, Roma,
Varese, Grosseto, Nuoro, Agrigento, Alessandria, Bari, Savona Dopo aver
ammesso alcune responsabilità, è condannato a 2 anni di reclusione per
pedofilia un prete della parrocchia dei Romiti di Forlì. Un anno e 8
mesi, più il pagamento di 45.000 euro per risarcimento de danni morali,
e la condanna inflitta a don Roberto Volaterra, parroco di Castagnole
Piemonte in provincia di Torino arrestato il 2 febbraio 2004 per
violenza sessuale nei confronti di una bambina di 13 anni che
frequentava l'oratorio. Al momento dell'arresto il parroco era stato
difeso con forza dai cittadini del suo paese che non avevano creduto
alla tesi della famiglia della vittima. Lo stesso sacerdote aveva per�
confessato durante l'interrogatorio dei magistrati inquirenti: "Avevo
perso la testa per quella ragazzina, le sue accuse nei miei confronti
sono vere". Attualmente don Roberto � cappellano di S. Andrea a
Savigliano (Cuneo). Una ventina di giorni dopo l'arresto del prete di
Castagnole, il 25 febbraio, viene arrestato anche il parroco della
chiesa di San Gioacchino di Colleferro, in provincia di Roma. Don Paolo
Pellegrini, di 52 anni, era gi� stato segnalato ai carabinieri nel '98
dal padre di una giovane di Colleferro per essersi denudato di fronte
alla ragazza. Ora l'accusa � di violenza sessuale aggravata su un
minorenne, e le perquisizioni effettuate dagli investigatori portano
alla luce filmati e foto che inchiodano il parroco, il quale conservava
questo materiale in canonica. L'11 giugno don Paolo � condannato con
rito abbreviato a 6 anni di reclusione, pi� il pagamento di una
provvisionale di 60.000 euro, per violenza sessuale e istigazione
all'uso di sostanze stupefacenti. Condannato in ottobre a 3 anni e 4
mesi don Roberto Mornati, sacerdote di Gavirate (Varese), accusato di
atti di pedofilia nei confronti di dodici ragazzi del paese. Il prete
ha goduto di attenuanti sia per il riconoscimento della seminfermità
mentale, sia per il pagamento di 280mila euro come risarcimento per le
vittime. Don Roberto era arrivato a Gavirate negli anni '80, trasferito
dalla Curia dopo aver gi� subito un processo per molestie. Patteggia
una pena di soli 2 anni e 6 mesi don Felice Cini, condannato l'1 luglio
per aver molestato sessualmente alcuni bambini della piccola parrocchia
di Arcille, una frazione del comune di Campagnatico (Grosseto). E a
4.600 euro ammonta la multa comminata il 20 aprile - dopo
patteggiamento - al rettore del seminario vescovile di Lanusei (Nuoro)
don Pietro Sabatini per aver comprato con carte di credito via internet
immagini a contenuto pedopornografico. Ricorre al patteggiamento anche
don Bruno Puleo, sacerdote condannato il 7 luglio a 2 anni e 6 mesi di
reclusione per abusi sessuali nei confronti di 7 ragazzi che
frequentavano il seminario di Agrigento. Una delle vittime degli abusi,
Marco Marchese, � attualmente impegnato in numerose iniziative di lotta
alla pedofilia ed � animatore dell'Associazione per la Mobilitazione
Sociale. Marco ha raccontato di aver cominciato a subire violenze
all'età di 12 anni, appena entrato in seminario. Le violenze si
protraggono per 4 anni, fino a quando il ragazzo trova la forza per
andare a parlare con il vice rettore, don Silvano Castronovo, ed il
rettore del seminario, don Gaetano Montana, che però gli rispondono di
stare tranquillo e in silenzio. Marco si rivolge allora al vescovo di
Agrigento, mons. Carmelo Ferraro: � il novembre del 2000. Anche il
vescovo non prende alcun provvedimento e nel frattempo don Bruno
continua ad abusare anche di altri ragazzi. Rivoltosi ad un avvocato,
Marco riceve l'offerta di 45 milioni di lire dalla curia, ma in
risposta decide di presentare un esposto alla procura della Repubblica.
Il giorno dopo la condanna di don Bruno, Marco invia una lettera a
mons. Ferraro (pubblicata sul n. 54 di Adista del 17 luglio 2004).
Eccone un breve stralcio: "Scrivo a lei, Eccellenza reverendissima
monsignor Carmelo Ferraro, arcivescovo metropolita della Chiesa
Agrigentina. Scrivo proprio a lei che, una sera di novembre del 2000,
ha ascoltato, quasi con indifferenza, il mio racconto. Forse lei non
immagina nemmeno quanto mi sia costato, in quell'occasione, rivivere i
momenti pi� brutti della mia vita. Ma a lei che importa? Scrivo a lei
perché sono addolorato e profondamente amareggiato dal suo silenzio.
Non per lei, di cui mi importa ben poco, ma per questa povera Chiesa,
che si ritrova ad essere guidata da una persona che non ha saputo
dirigere il gregge affidatogli, soprattutto i piccoli e gli indifesi".
Ancora attraverso patteggiamento il 14 luglio è condannato a poco più
di tre anni di reclusione per pedofilia padre Domenico Marcanti, 48
anni, animatore del doposcuola alla scuola media dell'Istituto Don
Orione di Alessandria. Bambini tra i sei mesi e i sei anni erano invece
i protagonisti di una collezione di foto pedopornografiche trovata il 3
marzo nell'abitazione di un padre domenicano, Giancarlo Locatelli, 44
anni, segretario dell'Istituto di teologia ecumenica "San Nicola" di
Bari e uno dei referenti della parrocchia di San Nicola presso
l'omonima Basilica. Infine, il 15 ottobre viene condannato a 3 anni e
mezzo di reclusione don Giorgio Barbacini per aver compiuto atti
sessuali nei confronti di un minorenne extracomunitario, con
l'aggravante di averne avuto la custodia e la tutela. I fatti risalgono
al 2000, quando don Giorgio era responsabile della comunità "Migrantes"
di Savona, istituita dalla Curia per tutelare i giovani extracomunitari
con problemi di ambientamento. Attualmente don Giorgio � stato
trasferito in un'altra diocesi; nei suoi confronti non è mai stata
avviata alcuna procedura ecclesiastica. 2005: Como, Cuneo, Arezzo,
Napoli Il 20 maggio viene arrestato il parroco di Laglio (Como) don
Mauro Stefanoni, 37 anni. � accusato di violenza sessuale su un ragazzo
di 14 anni affetto da un lieve ritardo mentale e di detenzione di
materiale pedopornografico. Il processo, inizialmente fissato per il 28
marzo 2006, � stato rinviato al 31 ottobre dopo che i legali della
difesa hanno presentato un certificato medico che attesta
l'impossibilità dell'imputato di essere presente. Attualmente don Mauro
� vicario parrocchiale presso la parrocchia SS. Crocifisso a Ponte
Tresa (Varese). Prende il nome dal titolo di un recente film di Pedro
Almodovar, La mala educaciòn, l'operazione condotta dalla questura di
Cuneo che nell'estate del 2005 porta all'arresto di don Renato
Giaccardi, 42 anni, sacerdote monregalese, originario di Magliano Alpi
(Cuneo), responsabile della preparazione religiosa, in qualità di
"vicario moniale", di alcuni istituti della diocesi di Imperia e di
Albenga. Le accuse sono induzione alla prostituzione, favoreggiamento e
sfruttamento di minorenni. Secondo quanto hanno affermato gli
inquirenti, i minorenni coinvolti sarebbero una trentina, italiani ma
soprattutto extracomunitari, tra i 13 e i 17 anni. Le "prestazioni" dei
ragazzi venivano poi ricompensate dal sacerdote con biglietti
cinematografici, gelati e dolci. Per ogni nuovo amico presentato, il
premio era invece una banconota da 10 euro. Pi� di trenta - tra giovani
e giovanissimi - sono le vittime di don Pierangelo Bertagna, parroco di
44 anni dell'abbazia di Farneta (Arezzo), arrestato l'11 luglio del
2005. Il parroco ha confessato davanti ai giudici della procura di
Arezzo tutti i reati di violenza sessuale segnalati dalle famiglie dei
bambini della sua parrocchia, pi� altri risalenti a periodi precedenti,
quando Bertagna, originario del bresciano, ancora non era entrato in
seminario. Il 15 novembre inizia un procedimento civile che vede
coinvolta la Curia arcivescovile di Napoli citata in giudizio dai
legali di un ragazzo (14enne all'epoca dei fatti) che avrebbe subito
violenza sessuale da un sacerdote dei Quartieri Spagnoli. Quest'ultimo
era stato prosciolto nel 2002 per incapacità di intendere e volere nel
momento in cui sarebbero stati commessi gli atti. Ora Luciano
Santoianni, uno dei legali del ragazzo, denuncia: "Riteniamo che la
Curia debba rispondere per la condotta tenuta da un suo sacerdote per
una vicenda che richiama molto da vicino quelle accadute negli Stati
Uniti. Crediamo infatti che questa vicenda si sarebbe potuta evitare
se, a monte, la Curia avesse esercitato una funzione di controllo e
verifica psico-attitudinale su quel sacerdote". 2006: Roma, Ferrara,
Lecce Oltre all'arresto di don Marco Agostini, di cui si è già parlato,
da segnalare per questa prima parte dell'anno anche l'avvio del
processo a un sacerdote ferrarese di 60 anni, accusato di violenze
sessuali su dieci bambine dell'asilo che gestiva nella sua parrocchia.
All'apertura del processo, avvenuta lo scorso 23 marzo, i giudici del
tribunale collegiale di Ferrara hanno per� respinto la richiesta delle
parti civili (ben 17 tra genitori ed educatrici) di citare come
"responsabili civili", per l'eventuale risarcimento di danni morali e
materiali, la Curia di appartenenza del sacerdote, la parrocchia che
gestiva, il ministero dell'Istruzione e il Csa (exprovveditorato):
secondo le parti civili, nonostante fossero state date segnalazioni
chiare della situazione dell'asilo (lettere di genitori alla Curia),
nessun ente è intervenuto e, soprattutto, ha sottovalutato le
segnalazioni stesse. Infine, lo scorso 3 maggio, viene arrestato don
Donato Bono, parroco 44enne di Sternatia, in provincia di Lecce. Il
sacerdote era stato messo agli arresti domiciliari un mese prima, dopo
essere stato trovato in auto con un minorenne impegnato in atti osceni.
Durate gli arresti domiciliari, per�, don Donato si sarebbe adoperato
per inquinare le prove a suo carico, facendo esercitare pressioni sui
genitori del minorenne e sul ragazzo stesso. A questo punto il pm
titolare dell'inchiesta, Francesco Polino, ha disposto un inasprimento
del provvedimento originario. Secondo i primi accertamenti i ragazzi
coinvolti dalle 'attenzioni' del sacerdote sarebbero una dozzina, tutti
maschi e minorenni.
FONTE Indymedia.org


NON E' MAI ESISTITO UN
GESU'
FIGLIO DI GIUSEPPE E MARIA
di Giancarlo Tranfo
Antefatto flash
- L'amico Giancarlo Tranfo, attento studioso di cristologia, dopo aver
letto e ascoltato le assurdità di Bisconti su radio Vaticana, si è
sentito toccare il nervo scoperto della "non storicità di Cristo",
nervo sensibilissimo anche per tutti noi. Tranfo, dopo avere sollevato
il quesito e averlo posto a Bisconti, ci ha scritto (a Luigi Cascioli e
a me) per farci partecipi di ventura dell'importante tema. Eccomi
pronto al fronte. E' ora che gli uomini con le gonne, del Vaticano,
diano a tutti una risposta invece di fingere di non sentire. Invitiamo
chiunque a scrivere e telefonare loro affinchè ci diano la risposta che
attendiamo. In molti hanno telefonato in Vaticano (tel. 06698921) per
chiedere spiegazioni senza ottenere nulla: una voce femminile, forse
una suora novizia, ha detto, impassibile, di chiedere alla Cei al
telefono: 06663981. Abbiamo cambiato sportello. Sembra che siano loro,
la Cei, i deputati a poter parlare e fornire prove dell'esistenza
storica di Cristo. Magari facendoci passare al telefono il sig.
Bagnasco (ma va bene chiunque di loro) forse potremmo avere l'agognata
risposta. Per chiamare gratis la Cei e il Vaticano tutti i giorni a
tutte le ore basta usare il sistema gratis www.jajah.com . Il Vaticano
dovrebbe dotarsi di un Numero Verde e di un Call center così da
occuparsi dei clienti "soddisfatti-o-rimborsati" come fanno le altre
multinazionali. Con tutti i miliardi di euro e di dollari di cui
dispone il Vaticano, uno straccio di linea telefonica gratis potrebbe
pure metterla! Ma ora godiamoci il prezioso documento di Tranfo, da
stampare e appendere al muro, una fosforescente pennellata di
intelligenza nel mare buio dell'oscurantismo. ARTICOLO DI Ennio Montesi

GIANCARLO TRANFO SCRIVE A BISCONTI ATTRAVERSO RADIO VATICANA
Al
prof. Fabrizio Bisconti: Il messaggio sotto è stato inviato a radio
Vaticana agli indirizzi: sic8@vatiradio.va; sic14@vatiradio.va;
sic21@vatiradio.va - Da: Giancarlo Tanfo - Vi prego di inoltrare questa
mia direttamente al prof. Fabrizio Bisconti, segretario della
Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Egregio professore, Ho
letto l'intervista da lei rilasciata in merito alla scoperta definita
di "fanta archeologia" della presunta tomba di Gesù di Nazaret.
Concordo pienamente con Lei sugli evidenti fini mediatici e
sensazionalistici (con conseguente ritorno in termini commerciali) sia
della notizia della scoperta (per altro non recente) chedell'annunciata
realizzazione cinematografica di un documentario. Innanzitutto, mi
presento, non per sfoggiare titoli accademici che non ho, ma
semplicemente per darle modo di cogliere il motivo e il senso di questa
mia. Mi chiamo Giancarlo Tranfo e sono l'autore di una ricerca storica
(mi autorizza a definirla tale anche se la mia storia non collima con
la sua?) o pseudo storica come lei preferisce, sul personaggio di Gesù
di Nazaret e sulla nascita del cristianesimo (il mio lavoro è
consultabile al sito web www.yeshua.it . Per farle, poi, ben
comprendere la portata dell'abisso ideologico posto tra me, studioso
dilettante, e lei, stimato professore dai titoli roboanti, le accenno
al percorso storico e culturale (scusi, pseudoculturale) che mi porta a
ritenere "fantascientifica" la scoperta, esprimendo quindi un giudizio
finale conforme al suo (quale onore…). Partiamo dalla fine: la scoperta
secondo me non è attendibile perché non è mai esistito un Gesù figlio
di Giuseppe e Maria ma sono esistiti, semmai, combattenti messianisti,
ai quali veniva riconosciuta dal popolo ebraico dignità profetica e
regale, che, nel nome della legge mosaica, spesero la propria vita per
combattere contro Roma e riscattare la propria libertà! Uno di questi
(che fu poi usato come controfigura storica nella costruzione del mito
di Gesù di Nazaret, una volta ripulito dalla matrice storica giudaico
eversiva), fu il figlio primogenito di Giuda il Galileo, discendente
davidico e fondatore della setta degli zeloti. A parlarci di Giuda e
dei suoi figli è Flavio Giuseppe ed è grazie a lui che ci accorgiamo
che i fratelli del "messia" ribelle avevano gli stessi identici nomi
degli apostoli (strano…vero?). Il resto del mito di Gesù di Nazaret,
viene dall'assemblaggio (evidentissimo) della figura di questo "re che
non regnò" con gli archetipi appartenenti agli antichi culti misterici
(dallo zoroastrismo e dal mitraismo al culto diIside/Osiride/Horus, dai
misteri dionisiaci a quelli eleusini, dal culto di Soter a quello di
Attis ecc. ecc.), con le filosofie spirituali di stampo ellenistico
(Platone, Pitagora ecc.): il tutto calato in un "minestrone"
sincretico conciliato in un "unicum" reso a tutti i costi armonico,
coerente e credibile dall'impostazione letteralista della cultura
farisaica di Paolo di Tarso, dal suo immaginario teosofico e dalla
zelante opera di "costruzione mirata" e "demolizione censoria" di
"tutto ciò che non quadrava" (leggi eresie) da parte dei "padri della
chiesa" nei primi secoli. Abbandoniamo "la coda" del discorso e
torniamo alla "testa". In passato ero un fervente cattolico con il
pallino dello studio storico. Anni fa, indignato per le blasfemie
provenienti dall'ambiente dello scetticismo laico, decisi di
addentrarmi nello studio delle antiche fonti e dei più significativi
riscontri di archeologia cristiana, allo scopo di realizzare una
ricerca tesa a confermare la storicità del Gesù dei vangeli. Con
infinita delusione, mi resi presto conto che più cercavo riscontri alle
mie aspettative, più mi imbattevo nella fragilità delle argomentazioni
storiche a sostegno della storicità di Gesù, sostenute dall'ambiente
accademico del quale Lei fa parte nonché dagli apologisti cristiani di
tutti i tempi. Senza entrare a fondo nella mia ricerca (se vuole…
divertirsi è a portata di mano), Le rammento (perché tanto già lo sa)
che: 1) non sono "storia" i vangeli in quanto narrano vicende
terribilmente inconciliabili tra loro. Non ci crede? Bene. Un
austrolopiteco sottoculturato come me, può permettersi di suggerirle un
esercizio dal "banco degli asini" in fondo alla classe? Provi a
conciliare tra loro i seguenti passi neotestamentari: - Mt. 3 : 13
-17 + Mr. 1 : 9 -11 + Gv. 1 : 29 - 34 + 3 : 25 – 30 con: Mt.
11 : 2 -3 + Lc. 7 : 18 –20 - Mt. 26 : 32 + 28 : 7, 10, 16 + Mr.
14 : 28 + 16 : 7 con: Mr. 16 : 15, 20 + At. 1 : 4 -Mt. 10 : 21
– 23 con: Mt. 16 : 21 + Mr. 9 : 30 - 32 + 12 : 10 - Mr. 15 : 24
– 25 con: Gv. 19 : 14 - Mt. 28 : 1 + Mr. 16 : 1 – 2 con: Gv. 20 :
1 - Mr. 16 : 5 con: Mt. 28 : 2 - 4 + Gv. 20 : 11 – 12 - Se ci
riuscirà mi leverò il cappello, mi inchinerò e la ossequierò fino a che
avrò vita!2) è, invece, storia IL SILENZIO dei quaranta e più storici
del tempo (primo tra tutti Flavio Giuseppe) che pur avendo assistito
(loro o i loro padri) agli straordinari miracoli del vostro Gesù, non
ne hanno fatto cenno alcuno: erano ciechi o non c'era niente da vedere
e riportare…? Pare che nessuno abbia visto nemmeno strane stelle
comete, straordinarie resurrezioni o spaventosi terremoti con
epicentro il Golgota e conseguenti eclissi. Certo è molto strano se
pensiamo che storici come Filone d'Alessandria o Giusto di Tiberiade,
che avrebbero potuto inciampare con le vesti di Gesù di Nazaret, non
abbiano notato nulla… 3) non esiste un solo riscontro archeologico,
degno di essere considerato tale, a conferma della storicità di Gesù.
Le risparmio l'elenco (tanto conosce anche quello…) degli improbabili
reperti provenienti da scavi e di quelli (più o meno riconosciuti come
storici dal vaticano) passati di mano in mano nei secoli (detti
reliquie). Non le parlo, dunque, della lancia di Longino, del velo
della Veronica, delle pietre che compongono la casa di Loreto, dell'
urna di Giacomo, dei frammenti di legno della croce con i quali è stato
calcolato che se ne possono costruire circa una trentina e di tutte le
altre centinaia di "bufale" (perfino il santo prepuzio!!!) sulle quali
si fonda la vostra … "scienza" (sic!). Mi soffermo soltanto su quello
che fu per secoli l'oggetto più venerato dai fedeli in quanto
considerato prova autentica della storicità della passione e del
martirio di Cristo: la sindone. La datazione inconfutabilmente espressa
dalla prova del carbonio 14 ha posto la parola "fine" su ogni vostra
speranza! Un discorso a parte andrebbe fatto per i ritrovamenti di
Qumran e Nag Hammadi che vi sono caduti sulla testa come docce gelate
(avreste fatto carte false per ricacciarli sotto terra…) e sui quali vi
siete affannati (come padre de Vaux insegna), attraverso le vostre
commissioni di studio, a stendere un improbabile velo di
tranquillizzante "normalizzazione" facendo passare per pazzo chiunque
avesse visto, in tali documenti,… quello che c'era effettivamente da
vedere (leggi R. H. Eisenmann). C'è dell'altro? Non mi sembra. Se mi
sbaglio me lo rammenti. Potrei continuare per ore, visto che la mia
confutazione "pseudo storica" stampata su carta occupa circa 400
pagine… ma mi fermo qui. Ora, egregio Professore, tutto ciò premesso,
mi consenta di citare un passo della sua intervista: "Sì! In passato si
ritenne di aver trovato l'Arca di Noè, altre scoperte così...
"fantasmagoriche"... Io credo che il fenomeno vada inquadrato nel
momento storico, no? Ora è il momento dei grandi "scoop", delle grandi
ricostruzioni, restituzioni pseudo-storiche, ma si tratta di fanta-
archeologia! Questo fenomeno di dire altro rispetto alla verità
storica, è un fenomeno che incomincia con il cristianesimo,
praticamente. Quindi, dobbiamo abituarci a queste false scoperte, a
queste false notizie..." Mi sa dire, per cortesia, a quale "verità
storica" si riferisce parlando del suo cristianesimo? Quali sono,
invece, le "false notizie" e le "restituzioni pseudo storiche"
considerate "altro" rispetto alla sua "verità storica"? Egregio
Professore, il "fenomeno di dire altro rispetto alla verità storica"
non "incomincia con il cristianesimo". Diciamo che è più corretto
rovesciare questo periodo: il (vostro) cristianesimo incomincia con la
pretesa di santa romana chiesa di dire altro rispetto alla verità
storica, per poi distruggere con ogni mezzo tutto ciò che non "faceva
quadrato" con quanto essa andava costruendo! Egregio professore, se lei
avesse parlato di "fede" nessuno avrebbe potuto dirle niente in quanto
chiunque è libero di credere a ciò che vuole: si può credere a
Cappuccetto rosso come a Pinocchio purchè si abbia il buon gusto di non
parlare di storicità di questi personaggi. Lei invece, non solo
considera "storia" incontestabile la sua, ma denigra quella degli altri
definendola "pseudo storia". Benissimo, scendiamo dal piano della
"fede" a quello della "storia" e sentiamo quali prove può esibire a
sostegno delle sue "verità"! Non voglio, infatti, mancare di rispetto
alla sua straordinaria preparazione, ma devo rammentarle che quando si
parla di "verità storiche" si deve anche essere pronti a dimostrarne
la fondatezza abbandonando i modelli fideistici ed accostandosi a
quelli della metodologia scientifica. In tal senso, può fornirmi, per
favore, UNA SOLA PROVA seria dell'esistenza storica del suo Gesù di
Nazaret tra quelle a sua disposizione che, a giudicare dalla certezza
che ostenta, dovrebbero essere migliaia? Me ne lanci una (una
qualsiasi) con distacco, come farebbe con un "osso al cane", e vedrà
che finirò di abbaiare. Immagino che Lei pensi "ma chi se ne importa se
uno sconosciuto abbaia, tanto, diversamente da me non ha il "megafono"
della notorietà accademica, quindi anche se abbaia nessuno lo sente…".
Se pensa questo, egregio professore, si sbaglia. Il suo silenzio (del
quale sono quasi certo) suonerà come una tromba assordante in tutto il
mondo web dei siti laici e anticlericali. Migliaia di persone
leggeranno questa mia (avendo io intenzione di dare ad essa la massima
diffusione e il massimo risalto) e tireranno le loro somme dall'
assenza di una sua risposta. Il mio sito, sul quale questa mia sarà
pubblicata, in due anni ha ricevuto 77.000 visite, mentre gli altri, ai
quali invierò questa lettera, vantano mailing list con decine di
migliaia di iscritti. La sa una cosa professore? Alla fine saranno più
le persone che leggeranno questa mia e tireranno le somme dal suo
silenzio che quelle che leggeranno la sua intervista sulla "pseudo"
storia e la fanta archeologia. Ha mai sentito parlare dello storico
Luigi Cascioli? Sono anni che vi provoca lanciandovi la stessa sfida
che io sto lanciando adesso a lei: avesse mai incontrato un accidenti
di qualcuno che abbia quantomeno tentato di metterlo a tacere!!!!
Adesso vi ha addirittura trascinato dinnanzi alla corte europea a
Strasburgo dove, a questo punto per forza, sarete prima o poi chiamati
a fornire uno straccio di prova storica sull'esistenza di Cristo,
altrimenti, caro professore, per voi verranno tempi duri: se Cascioli
otterrà la condanna per abuso della credulità popolare del parroco del
suo paese che ha affermato la storicità di Cristo sul giornale
parrocchiale, quello che ne conseguirà potrebbe essere per voi
disastroso e perfino la somministrazione dell'eucarestia potrebbe
diventare un atto illecito in quanto fondato sulla pretestuosa
esistenza concreta (il corpo e il sangue) di un personaggio che una
sentenza avente valore di legge considera mai esistito! Ecco perché io
penso che lei non mi risponderà mai! Non perché non mi consideri degno
(anche se le piacerà pensare questo) ma perché proprio non saprebbe
come farlo se non citando inutilmente fonti estranee alla storia e alla
scienza quali gli scritti dei padri della chiesa (dal II- III secolo in
poi) o al massimo il "testimonium Flavii" che è ormai universalmente
ritenuto un falso di Eusebio o, ancora, il passo degli Annali di
Tacito che, seppure lo vogliamo considerare autentico, non attesta l'
esistenza di Cristo se non sul piano del "sentito dire" ma, casomai,
quella di un movimento ad esso ispirato durante gli anni di Nerone
(comunque lontani da quelli dell'autore)... Se, invece, dovessi
sbagliarmi e un giorno, aprendo le email yeshuamail@yeshua.it dovessi
trovare una sua, mi impegno fin d'ora a dare ad essa la stessa
risonanza che per ora darò a questa mia. Se poi saprà essere anche
convincente fìnirò di abbaiare… finiremo tutti di abbaiare… e ci
inginocchieremmo dinnanzi al tabernacolo! Glielo prometto solennemente
per me e mi permetto di farlo anche a nome di tutti coloro che
pubblicheranno questa mia negli spazi web (siti, blog e forum) e nelle
newsletters di loro pertinenza. La ossequio. dott. Giancarlo Tanfo
(pseudo storico a tempo perso) yeshuamail@yeshua.it - www.yeshua.it -
Per sapere del caso di Luigi Cascioli autore del libro denuncia "La
favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di
Gesù" il cristologo che ha denunciato la Chiesa cattolica nella
persona di un suo ministro per i reati di "abuso della credulità
popolare" e "scambio di persona" e del processo al Tribunale dei
Diritti dell'Uomo di Strasburgo vai su www.luigicascioli.it

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