26 marzo 2008

news 26 Marzo

CONTRO LA PENA DI MORTE, CONTRO IL
PREGIUDIZIO E LA DISCRIMINAZIONE
"Quanto sangue dovrà ancora scorrere
per le strade prima che venga abolita in ogni parte del mondo la pena
di morte"?

MEHDI KAZEMI E' SALVO!
GRUPPO EVERYONE FESTEGGIA CON I
SUOI ALLEATI E ANNUNCIA NUOVE CAMPAGNE PER LA VITA
Dopo la storica
approvazione dell'urgente Risoluzione europea sul cado di Seyed Mehdi
Kazemi (
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?
type=MOTION&language=EN&reference=P6-RC-2008-0111), l'Home Office
britannico, Jacqui Smith, ha deciso poche ore fa di sospendere la
procedura che prevede la deportazione in Iran del ragazzo gay, membro
del Gruppo EveryOne. Quanto avvenuto oggi è il risultato della
mobilitazione internazionale che ha visto in prima linea il Gruppo
EveryOne con il Partito Radicale Nonviolento e le Associazioni Nessuno
Tocchi Caino e Certi Diritti. "Quando ci siamo assunti l'impegno di
tentare di salvare Mehdi," dichiarano con entusiasmo i leader del
Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "il
giovane gay iraniano era destinato alla deportazione a alla morte sulla
forca in Iran. Poi attorno a noi e ai nostri alleati si è creata una
rete di solidarietà che ha evitato un altro crimine contro i Diritti
Umani. E' il primo passo verso una società non più indifferente, ma
capace di rispettare i diritti dei profughi, che sono l'anello più
debole dell'umanità". Non si può che esprimere la più profonda
soddisfazione per questa grande vittoria sul campo dei diritti umani,
che ha portato alla salvezza di una vita umana e ha scritto una pagina
importante di Storia europea: d'ora in poi i massimi organismi
garantiranno che in tutti i paesi dell'Unione Europea venga applicata
la Direttiva 2004/83/CE, che impone il riconoscimento dello status di
rifugiato anche alle persone perseguitate nel loro paese di origine a
causa del loro orientamento sessuale. "E' un trionfo per la civiltà
umana," concludono i leader di EveryOne, "preludio alle nostre nuove
campagne, il cui fine è la salvaguardia dei profughi e di altre
minoranze perseguitate. Mentre festeggiamo la salvezza di una vita,
però, dobbiamo lottare perché le nazioni si pongano sulla via dei
Diritti Umani e abbandonino persecuzioni e ingiustizie che sono il
retaggio di epoche che è necessario lasciarsi alle spalle".
Per
ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.
everyonegroup.com
info@everyonegroup.com


UNO SPORTELLO GLBT AD AVEZZANO (AQ)
Apre lo sportello di ascolto e d'intervento sulle
tematiche GLBT ad Avezzano. Lo sportello si propone di essere un valido
appoggio per coloro che vivono un disagio discriminatorio derivato dal
proprio orientamento sessuale. Responsabile dello sportello è Anna
Maria Angelitti, già nota nella comunita varia per i suoi articoli e
contributi. Lo sportello ha sede presso la Federazione PRC – SE di
Avezzano in via F. Parri 13 b/c. La Angelitti offre la massima
disponibilità a tutti coloro che vi si rivolgeranno, nel pieno rispetto
della privacy. Dichiarazione di Marco Riccardi Segretario Federazione
PRC – SE: "Esprimo tutta la mia vicinanza ad una tematica che purtroppo
in questo paese ancora non trova il giusto riconoscimento ed il
rispetto che merita". Chiunque potrà contattare Anna Maria Angelitti ed
avere l'assistenza richiesta, rivolgendosi al seguente numero di
telefono: 320.2737126.
Marco Riccardi
Segretario Federazione PRC – SE
Avezzano


LE RAGAZZE DI GAYA CsF E IL DECALOGO DI MONS. MOLINARI VESCOVO DELL'AQUILA
Sfogliando le pagine de "il centro", cronaca di L' Aquila, in prima pagina abbiamo letto a malincuore le quattro colonne in cui sua eminenza Mons. Molinari dettava gli 8 consigli ai ' poveri
cattolici' su come votare. In realtà non erano consigli ma regole da
seguire......altrimenti l'ira di Dio si sarebbe scatenata su questi
"poveretti"......poverini!!!!!!!! L'ottavo consiglio da seguire era
quello di votare partiti che avessero riguardo per la famiglia.......
tra parentesi vi era il divieto a qualsiasi tipo di unione
omosessuale!!! Come tali ci siamo sentite offese, disprezzate e
soprattutto rifiutate dalla chiesa.....Alla fine ci può anche andar
bene, non siamo interessate molto a far parte di quella grande setta
elitaria che è ....ma pensiamo a come si è potuto sentire chi crede!!!!
Nei giorni successivi le repliche ci sono state, ma quasi tutte per
sostenere il vescovo, anche da pare di quei partiti che avrebbero
dovuto contestarlo!!! Ed allora?........la cosa grave è che ci siamo
sentite tradite in qualità di cittadine di uno stato che non ci
difende, da quei partiti in cui credevamo e verso i quali adesso
nutriamo dei seri dubbi!!! Lo stato deve difendere i diritti di tutti,
questo almeno ci hanno tramandato i padri della costituzione. Nel
nostro paese lo stato difende solo gli interessi di pochi ed i politici
sono burattini manovrati dal grande potere onnipresente temporale della
chiesa cattolica apostolica romana. Mi vergogno di essere italiana!
Siamo fiere dunque di essere noi stesse, libere e autonomamente
pensanti! Grazie a Gaya CsF per aver come sempre difeso noi cittadini
di serie D. E grazie al Comitato Promotore Arcigay Consoli L'Aquila
perché è stata l'unica associazione che ha dato una severa ed eloquente
risposta al Vescovo Molinari senza curarsi di eventuali ritorsioni
politiche o sociali, delle quali, pare abbiano paura tutti gli altri.
Ramona e Silvia Gaya CsF L'Aquila.



ARCIGAY SOSTIENE IN SICILIA SILVESTRI E LUXURIA, CANDIDATI NELLA SINISTRA ARCOBALENO
Mercoledì 26 marzo, in due distinte conferenze stampa a Palermo e Catania, il
presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso presenterà i candidati
per la Sinistra Arcobaleno Gianpaolo Silvestri (Senato) e Vladimir
Luxuria (Camera, Sicilia 1). I due esponenti storici del movimento lgbt
(lesbiche, gay, bisessuali, transgender) potranno contare nella loro
avventura sull'appoggio di tutta Arcigay nazionale e siciliana nonché
sul sostegno da parte di tutto il popolo lgbt. Arcigay vuole ribadire
il contributo indispensabile che Luxuria e Silvestri potranno portare
nel prossimo Parlamento in termini di valori e di idee nella
definizione di una buona prassi politica per la difesa dei diritti
civili e di libertà dei cittadini omosessuali, oggi argomento sempre
più attuale e sempre più urgente. MERCOLEDI 26 MARZO 2008 ORE 11,30
CASA DELLA SINISTRA ARCOBALENO (LEFT) VIA DEGLI SCHIOPPETTIERI N. 8
PALERMO Saranno Presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale
Arcigay On. Vladimir Luxuria Candidata alla Camera, collegio Sicilia 1
Sen. Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato. MERCOLEDI 26 MARZO 2008
ORE 17,30 CAFFE' NEVA PIAZZA S. FRANCESCO D'ASSISI N. 4 CATANIA
Saranno presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay Sen.
Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato Paolo Patanè Presidente Arcigay
Sicilia
Davide Montanari
39 339 7107082


RUTELLI E LA COMUNITA' LGBT
E' da diversi giorni che Francesco Rutelli afferma di aver raggiunto
un' intesa con le Associazioni glbt romane. In concreto, Rutelli ha
incontrato Arcigay Roma e Arcilesbica Roma, sottoscrivendo alcune loro
proposte. Riteniamo importante che un candidato sindaco incontri il
mondo dell'associazionismo, nello specifico quello glbt, dobbiamo però
ricordare che solo nella città di Roma, che Rutelli si vanta tanto di
conoscere, le realtà associative gay, lesbiche e transgender sono più
di 10, ognuna portatrice di stimoli e rappresentatività diversi. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, per esempio, appoggia senza
se e senza ma la candidatura a sindaco di Franco Grillini, ritenendolo,
tra tutti i candidati , la sola alternativa laica presente in città.
Franco Grillini è sostenuto con forza anche da Arcigay Nazionale e da
vari Comitati Provinciali, tra cui anche Arcigay Roma. Le proposte per
la comunità gay presenti nel programma di Rutelli sono in parte
tardive e in parte sembrano più il famoso specchietto per le allodole
che un reale intento di occuparsi dei diritti civili di tutti i
cittadini. Curioso che prenda l'impegno di contrastare qualsiasi
discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale: solo qualche
mese fa la sua collega, Paola Binetti, ha rischiato di far cadere il
governo Prodi proprio su questo tema, senza che vi fosse una presa di
distanza da parte di Rutelli. Ci piacerebbe chiedere a Rutelli se
anche questo, come le Unioni civili, sia tema da governo nazionale.
Paradossale che venga a chiedere ai gay e soprattutto alle lesbiche il
voto dopo l'invito a disertare il referendum sulla misogina e
discriminatoria legge 40. Non siamo disponibili a votare un candidato
che nel programma non ha inserito una sola riga che sostenga in maniera
tangibile le richieste delle persone gay, lesbiche e transessuali.
Quanto ai punti per i quali Rutelli si è impegnato con Arcigay e
Arcilesbica dobbiamo far presente che su alcuni di essi l'
associazionismo romano ha operato per anni con progetti ed interventi
mirati, in collaborazione con i vari Assessorati delle precedenti
Amministrazioni capitoline. Specificatamente il Circolo Mario Mieli ha
realizzato e porta avanti progetti sul bullismo, sull'Hiv, contro le
discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di
genere. In tal senso quindi l'impegno del candidato Rutelli non ci
sembra nè nuovo, né innovativo ed articolato. Per tutti questi motivi e
perché non abbiamo ancora visto un radicale cambiamento di Rutelli su
questi temi, noi continuiamo fortemente ad appoggiare Franco Grillini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano –
Presidente
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A
- 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
3487708437


PILLOLA DEL GIORNO DOPO IL 10 APRILE IL GIP DI ROMA DECIDERA' SE RINVIARE A GIUDIZIO I MEDICI OBIETTORI DI COSCIENZA.
Dichiarazione di Massimiliano Iervolino e dell'avv.Alessandro Gerardi.
"A seguito della nostra opposizione alla richiesta di archiviazione
formulata dalla procura della repubblica di Roma, il Giudice per le
Indagini Preliminari, dott. Carlo Mattioli, ha finalmente fissato l'
udienza di discussione in camera di consiglio per il giorno 10/04/2008,
ore 12,00. Il predetto procedimento giudiziario trae spunto da un
nostro esposto del 01/02/2006 col quale decidemmo di denunciare i
medici del Policlinico Umberto I° e del San Giovanni di Roma che,
appellandosi all'obiezione di
coscienza, si rifiutarono di prescrivere
la c.d. "pillola del giorno dopo" ad una paziente che ne faceva urgente
richiesta. All'udienza del 10 aprile, pertanto, per la prima volta in
un'aula giudiziaria, tenteremo di dimostrare – soprattutto grazie all'
ausilio del parere medico-scientifico redatto dal dott. Silvio Viale
sul meccanismo d'azione del Levonorgestrel - che i medici che non
forniscono la ricetta per l'acquisto della c.d. "pillola del giorno
dopo" compiono un vero e proprio reato di interruzione di pubblico
servizio e/o di omissione d'atti d'ufficio e non un atto di rispetto
della propria coscienza (che nel caso di specie, come per i
profilattici e la contraccettiva, non è previsto né consentito dalla
legge)."
www.radicaliroma.com


IL GUELFO CIARRA-PAME
A questo mondo non si finisce mai di imparare e di stupirsi. Questa volta la storia
e il vero senso della vita ce li insegna Giuseppe Ciarrapico, candidato
con il PDL al Senato della Repubblica. Si definisce guelfo,
sostenitore del Papato e di Benedetto XVI: IL Papa e lui, entrambi
fautori della sola vera famiglia, quella composta da un uomo e da una
donna. Fin qui nulla da obiettare se non fosse per il fatto che per
confermare questa convinzione si permette di insultare chi non la pensa
come lui. Usa il termine "ciarpame" per definire tutto ciò che è al di
fuori del sacro vincolo del matrimonio eterosessuale, offendendo di
fatto tutta le comunità glbt e non solo. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli gli risponde per le rime:
- ciarpame è
essere fascista e non rinnegarlo (altrimenti perché il saluto romano ai
funerali di Edda Ciano Mussolini nel 1995?);
- ciarpame è stampare
libri revisionisti sulla storia, le armi e l'esercito fascista nella
propria tipografia di Cassino;
- ciarpame è il Lodo Mondadori;
- ciarpame è la bancarotta fraudolenta per l' A.S. Roma;
-
ciarpame è la vicenda "Casina Valadier" (3 anni in Cassazione)
-
ciarpame è il finanziamento illecito ai partiti (condannato ma affidato
ai servizi sociali)
- ciarpame è il crack del Banco Ambrosiano (in
appello condannato a 4 anni e mezzo poi ridotti a soli sei mesi in
detenzione domiciliare per motivi di salute).
Il signor Ciarrapico
sembra pronto per essere eletto in Parlamento grazie a Berlusconi che
ha blindato la sua candidatura.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 -
348/7708437



LORENZO CESA, UDC, A BABILONIA
«Nessuna forma di riconoscimento pubblico alle coppie
di fatto. Non si può dare a tutti lo stesso. Siamo impegnati a
promuovere normative che facciano riferimento alla dottrina sociale
della Chiesa».
«Il concetto di famiglia accolto dalla Costituzione
risale a una tradizione giuridica più che bimillenaria. (...) Per
quanto riguarda le coppie gay, si tratta di una situazione meramente
privata che, come tale, non può ricevere una forma di riconoscimento
pubblico né essere equiparata alla famiglia, ferma restando la tutela
dei diritti dei singoli». E' questa una delle tante risposte che il
segretario nazionale dell'UDC, fornisce in una intervista al mensile
Babilonia. La rivista di cultura omosessuale va in edicola con uno
speciale sulle elezioni di aprile, dando spazio alle voci del movimento
omosessuale, e con reportage da Bruxelles e da altre parti del mondo su
come politici e organizzazioni glbt vedono le consultazioni
elettorali. Due i politici italiani, diversi tra loro, che parlano al
movimento glbt, attraverso lo storico mensile omosessuale: Fausto
Bertinotti e Lorenzo Cesa. Il segretario dell'UDC risponde a Babilonia
su molti temi, come la fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale:
«ha spostato a destra il Popolo delle Libertà. L'ingresso di Fini nel
PPE dipenderà dagli oltre 50 partiti che fanno parte della nostra
grande famiglia europea». Ma sono i diritti civili, la Chiesa e la
protezione della comunità omosessuale contro ogni forma di
discriminazione, i temi principali dell'intervista. Così alla domanda
di Babilonia: "Perché un omosessuale dovrebbe votare Udc?", il
segretario Cesa risponde: «Chi condivide i nostri programmi e si
riconosce in una forza politica moderata e tollerante non dovrebbe
avere problemi a votare UDC». All'insistenza del giornalista se l'UDC
sarebbe in grado di accettare, anche ai vertici del partito, un
omosessuale, Cesa replica: «Direi che il problema non dovrei pormelo io
bensì coloro i quali desiderassero partecipare alla vita del partito.
E' ovvio che dovrebbero condividerne pienamente principi e valori».
Babilonia chiede a Cesa perché l'Udc, quando si parla di diritti
omosessuali, è così lontana a discuterne. Categorico il segretario: «Mi
sembra eccessivo e non rispondente alla realtà dire che vi siano
persone "senza un briciolo di diritti". E non è nemmeno accettabile
affrontare la questione delle coppie omosessuali prendendo a pretesto
questa inesattezza giuridica». Ancor più incisivo su quello che la
Chiesa ha il diritto di imporre: «Ha il pieno diritto – dice Cesa a
Babilonia – e dovere di sollecitare al rispetto di principi e valori
che non sono negoziabili. L'UDC, in quanto partito d'ispirazione
cristiana, è impegnato a promuovere normative che facciano riferimento
alla dottrina sociale della Chiesa». Alla domanda se l'UDC appoggerebbe
leggi contro le discriminazioni, il segretario risponde: «L'uguaglianza
dei cittadini di fronte alla legge è un principio di civiltà che fa già
parte della nostra Costituzione e del nostro ordinamento. Il divieto di
discriminazione non significa però dare a tutti lo stesso, ma a
ciascuno il suo. Non mi risulta che ci siano oggi discriminazioni
fondate sulle tendenze sessuali. Qualora se ne individuassero, non
penso che ci siano problemi nel sostenere iniziative parlamentari per
eliminarle».
Mario Cirrito
Babilonia



IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FAUSTO BERTINOTTI IN ESCLUSIVA A BABILONIA


«Il governo Prodi si è speso troppo poco sulle unioni civili. E anche su pensioni e salari... E la
Chiesa non pretenda di dettare comportamenti al legislatore.»
«Credo
che il governo sulle unioni civili si è impegnato troppo poco, non
troppo! Non capisco per quale ragione di fronte ad un elemento di così
grande valore civile, avrebbe dovuto esonerarsi dalle responsabilità di
presentare una legge. Non capisco perché il governo deve assumersi
responsabilità in materia di politica economica e non di un
provvedimento sui diritti civili». Il Presidente della Camera, Fausto
Bertinotti, risponde così ad una delle tante domande, in una intervista
esclusiva al mensile storico omosessuale Babilonia. Il candidato
premier della Sinistra Arcobaleno parla anche di salari, pensioni,
precarietà: «Se Prodi avesse operato a favore dei salari e delle
pensioni, avrebbe potuto consolidare un elemento di forza che,
purtroppo, aveva disperso a luglio non accogliendo le richieste dei
movimenti per una incisiva lotta alla precarietà». Poi, ovviamente,
sono i diritti civili omosessuali a impegnare il Presidente Bertinotti
nell'intervista con Babilonia. La divisione nel governo e nella
maggioranza non hanno portato risultati concreti per una legge sulle
unioni di fatto e altre leggi contro l'omofobia e lo il mensile
omosessuale cerca di capire perché. «Avevamo raggiunto un compromesso
nella scorsa campagna elettorale – risponde Bertinotti – Era un
compromesso interessante e dinamico: riconosceva diritti alle persone
che fanno parte delle unioni di fatto, semplicemente sulla base di
scelte affettive e amorose. Un passo avanti che è stato colpevolmente
messo in discussione dalle destre». Ma, la sinistra, non poteva essere
più incisiva? «No – replica Bertinotti – i numeri eran quelli e c'era
poco da essere incisivi. Ci siamo trovati di fronte a una
controffensiva moderata e fondamentalista rispetto al quale, questo sì,
va rimproverato: il governo non ha avuto il coraggio necessario di
stoppare! Sarebbe stato utile per tutti, anche per la trasparenza dei
processi politici, sfidare in campo aperto le forze che dentro la
maggioranza si erano sfilate dal patto e dall'accordo del programma.
Dovevamo parlare direttamente al Paese» Nessuna autocritica? Qualcuno
tra voi non dovrebbe scusarsi per le promesse non mantenute con la
nostra comunità?, chiede con insistenza Babilonia. «No. Nella
maggioranza ci si è battuti perché le unioni civili venissero
riconosciute. Naturalmente una critica complessiva può essere fatta ma
ci sono state forze come quelle che oggi sono nella Sinistra
Arcobaleno, così come nei Radicali e Socialisti, che si sono impegnati
su questo terreno. Naturalmente capisco la comunità omosessuale ma non
si può mescolare chi l'ha combattuta e persa la battaglia, da chi
invece l'ha fatta perdere», risponde Bertinotti. Babilonia chiede se
vale anche per l'Italia una frase di Zapatero: "La Spagna si governa
con la legge, non con il catechismo". «Quello della Chiesa – risponde
il Presidente della Camera – è tornato ad essere un problema cruciale
per la vita politica italiana. Credo che la laicità sia una condizione
preliminare perché la politica possa assolvere al suo compito. Ogni
volta che si determina una limitazione dell'autonomia della politica,
in nome di una cattedra esterna, la politica subisce uno sfiguramento
che la rende impresentabile. La Chiesa ha il diritto e il dovere di
rivolgersi ai fedeli e chiedere a loro la piena applicazione dei suoi
precetti. Ha anche il diritto di rivolgersi ai non credenti nella sua
opera di proselitismo. Io non appartengo a quella cultura laica che
nega alla religione la presenza come elemento costruttivo dello spazio
pubblico. Riconosco al fenomeno religioso questa presenza ma non
capisco perché tutto ciò poi debba trasformarsi in quella forma
specifica di ingerenza che si manifesta con la pretesa di dettare
comportamenti al legislatore in nome di una morale esterna alla
fondazione politica che è quella istituzionale».
Mario Cirrito
cell.
392.1858930



ALL'APERTO E AL CHIUSO
Prostituzione e tratta I nuovi dati del fenomeno, i servizi sociali, le normative di riferimento
Il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, assieme al
traffico di armi e di droga, è diventato uno dei principali mercati
illegali su scala mondiale. Il fenomeno ha subito in questi ultimi anni
una trasformazione strutturale che ha prodotto un cambiamento radicale
del rapporto tra i diversi attori sociali coinvolti e ha determinato
una maggiore segmentazione interna al fenomeno. Le modalità di
esercizio della prostituzione si sono estese determinando cambiamenti
dei luoghi dove viene praticata, dei rapporti sociali e delle forme di
contrattualizzazione tra le vittime e gli sfruttatori. Le
organizzazioni criminali hanno sviluppato un modus vivendi accettabile
per le donne coinvolte nei meccanismi di sfruttamento con l'obiettivo
di "umanizzare" lo sfruttamento sessuale ed evitare conflitti
incontrollabili che possono mettere in crisi la stabilità delle stesse
organizzazioni. Una vera e propria "ricerca del consenso" che è
diventata fattore costitutivo del rapporto di prostituzione. Nel
frattempo la prostituzione si è spostata dalla strada alle "case al
chiuso", in risposta alla repressione giudiziaria innescata dalla legge
Bossi-Fini mirata contro le donne straniere che esercitano la
prostituzione in strada, perché più visibili. La prostituzione allora
si mimetizza ma estende il proprio raggio di influenza su nuovi gruppi
nazionali, primi tra tutti quello delle donne maghrebine e quello delle
donne cinesi. Il libro raccoglie i risultati di una ricerca condotta da
Parsec Consortium nel biennio 2005-2006 che ha studiato le
trasformazioni del fenomeno a livello nazionale, sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo, e ha costruito una vera e propria "mappa
sociale" del mercato romano della prostituzione che rappresenta, da
solo, quasi un quinto dell'intero fenomeno nazionale. La ricerca
presenta anche le esperienze realizzate a sostegno delle vittime della
tratta sessuale e le metodologie di lavoro sperimentate proprio al fine
di attivare percorsi per la loro fuoriuscita dai circuiti della
prostituzione. In particolare, il Progetto Roxanne del Comune di Roma,
programma di intervento che ha coinvolto le istituzioni locali, le
forze dell'ordine, gli operatori della sanità, gli operatori sociali e
i mediatori culturali, finalizzato al reinserimento sociale e
lavorativo delle vittime della prostituzione.
Casa editrice EDIESSE Via
dei Frentani 4A - 00185 Roma
06 44870283 ediesse@cgil.it
Ufficio
stampa: Carla Pagani
06 44870286 ediesse.pagani@mail.cgil.it
www.
ediesseonline.it

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23 gennaio 2008

Pace e cultura, incontro con Pannella

COMUNE DI FOSSA in collaborazione con L'ASSOCIAZIONE RADICALE IGNAZIO SILONE
L'ASSOCIAZIONE NESSUNO TOCCHI CAINO
Presenta La seconda edizione della Manifestazione " Pace e Cultura"con un dibattito su la
"Moratoria contro la pena di morte: un impegno per i Diritti Umani."
L'incontro si terrà domenica 27 gennaio alle ore 10.30 presso la sala Consiliare
del Comune di Fossa. Al dibattito parteciperanno: L'On. Marco Pannella,
Presidente di Nessuno Tocchi Caino Ottaviano Del Turco, Presidente della
Regione Abruzzo Ferdinando di Orio, Rettore dell' Università dell'
Aquila. Modera Fabrizio Politi, Costituzionalista e Preside della
Facoltà di Economia dell'Aquila. Nella giornata di commemorazione della
Shoah intendiamo realizzare un impegno concreto contro ogni forma di
sopruso ai Diritti Umani ancora oggi effettuati in più luoghi del
mondo. L'approvazione della Moratoria contro la Pena di Morte, da parte
delle Nazioni Unite, rappresenta una vittoria sostanziale, ma,
nonostante molti segnali positivi, le esecuzioni capitali sono riprese.
Che cosa è stato fatto finora e cosa bisogna ancora fare per costruire
un' umanità più cosciente e civile? Autorità politiche e rappresentanti
delle istituzioni civili si confronteranno insieme con l'auspicio di
tracciare nella, e, con la stessa società, un percorso in grado di
gettare le basi per la realizzazione di un processo normativo che
impegni la comunità internazionale. Ricordando anche le parole del
Ministro degli Esteri Massimo D'Alema: "Le esecuzioni capitali sono un
estremo, visibile, atto di violenza, che appartiene ad una cultura che
dovrebbe essere consegnata al passato".
"Pace e Cultura" è una manifestazione nata nel 2006 a Fossa con l'
obiettivo di realizzare un evento che promuovesse la costruzione di un
percorso di Pace, e per tutto il 2008 si sosteranno incontri ed
iniziative. Grazie ai traguardi raggiunti ed all'impegno che in tutta
la sua vita ha dedicato all' affermazione dei ditti civili, quest'anno,
il Comune di Fossa, donerà la targa di "Costruttore di Pace" all'On.
Marco Pannella, con un forte augurio per la nuova iniziativa del
Satyagraha Mondiale per la Pace, la Democrazia, la Libertà che
intraprenderà nei prossimi giorni. Un ringraziamento va a Gino
Antognetti, Presidente dell'Associazione Radicale Ignazio Silone dell'
Aquila, ed Elisabetta Zamparutti, tesoriere dell'Associazione Nessuno
Tocchi Caino, per il sostegno dedicato all'iniziativa. La giornata si
concluderà a partire dalle ore 17.00 con l' introduzione "L'immagine
della memoria" ovvero una presentazione della Shoah vista dal cinema a
cura di Daniela Colagrande. Seguirà la proiezione del film "Train de
vie", di Radu Mihaileanu. Una scelta che vuol essere la conclusione di
un evento ricco d'impegno con un invito alla speranza, all'ironia, al
sorriso. Il film infatti affronta il delicato tema dell'olocausto
in maniera ironica, sebbene emozionante e profonda. Affidato alla voce
dello scemo del villaggio risuonerà certamente, nelle menti di
ciascuno, il tuo monito: "Che importanza ha che Dio ci sia o non ci
sia? Ci siamo mai chiesti se esiste l'Uomo?"
L'Assessore alla Cultura: Berta Giacomantonio

"PACE E CULTURA"
Fossa, 27 gennaio 2008, ore 10.30
Sala Consiliare Moratoria contro la pena di morte:
un impegno per i diritti umani
Nella giornata di commemorazione della Shoah intendiamo
realizzare un impegno concreto contro ogni forma di sopruso ai Diritti
Umani ancora oggi effettuati in più luoghi del mondo. L'approvazione
della Moratoria contro la Pena di Morte, da parte delle Nazioni Unite
rappresenta una vittoria sostanziale, ma, nonostante molti segnali
positivi, le esecuzioni capitali sono riprese. Che cosa è stato fatto
finora e cosa bisogna ancora fare per costruire un'umanità più
cosciente e civile? Autorità politiche e rappresentanti delle
istituzioni civili si confronteranno insieme con l'auspicio di
tracciare nella, e, con la stessa società, un percorso in grado di
gettare le basi per la realizzazione di un processo normativo che
impegni la comunità internazionale. Ricordando anche le parole del
Ministro degli Esteri Massimo D'Alema: «Le esecuzioni capitali sono un
estremo, visibile,atto di violenza che appartiene ad una cultura che
dovrebbe essere consegnata al passato».

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16 luglio 2007

news 16 luglio

CUS, NO GRAZIE
CUS, Contratto di Unione Solidale, è il nuovo acronimo
partorito dal Senato per presentare la proposta sulle unioni civili
uscita dalla commissione Giustizia del Senato ad opera della mediazione
di Cesare Salvi. Pur riconoscendo al senatore Salvi l'impegno e la
buona volontà nel cercare un'intesa trasversale nella non facile
situazione politica del Senato, Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli respinge con fermezza una proposta ulteriormente al ribasso
sulla pelle delle persone. L'idea del contratto notarile, infatti, si
addice di più alla compravendita di immobili e alla creazione di
società di natura economica che non al riconoscimento di pari dignità e
diritti a tutte le unioni affettive, e a quelle omosessuali in
particolare. La nostra richiesta rimane ferma al riconoscimento della
piena parità giuridica e di fatto delle coppie omosessuali, con la
possibilità di accedere anche in Italia al matrimonio civile. Tutte le
altre soluzioni che non vanno neanche in questa direzione ma adombrano
formule di tipo privatistico non fanno altro che ribadire una grave
condizione di discriminazione tra cittadini e aggravano quindi la
ferita civile che attraversa la nostra società. Senza Parità e Dignità,
tra l'altro parole d'ordine del Gay Pride di Roma che ha portato in
piazza un milione di persone il 16 giugno, non ci possono essere
diritti veri.
Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Via Efeso, 2/A 00146 R O
M A tel. 065413985 fax 065413971 - 349.73.55.715


ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
LETTERA AD UNA PRESIDENTE
Carissima Presidente, A parte alcune resistenze ancora diffuse, l'
intolleranza verso i gay e tutte le diversità di genere si è ridotta di
molto. Ne fu una prova la presenza l'anno scorso dell'on. Luxuria al
festival dell'Unità, assolutamente insperabile 20 anni fa, nonostante
le battaglie condotte dal Partito Radicale e dal F.U.O.R.I. fin
dagli anni '70 . Pensiamo perciò che sia arrivato il momento di
proporLe di prendere atto che la grande maggioranza è convintamene
tollerante e sensibile a queste tematiche e di organizzare, nell'ambito
della Biblioteca Provinciale, una folta sezione dedicata a queste
tematiche e problematiche. Infatti uno degli strumenti per tramutare
la tolleranza e la sopportazione del diverso in una empatia collettiva
è proprio la informazione e la cultura. Da una attenta ricognizione
fatta nell'archivio della biblioteca ci risultano pochissimi libri su
questi temi e soprattutto molto antiquati. A tal fine Le proponiamo
un elenco iniziale di testi recenti sull'argomento, da far acquistare
dalla Biblioteca Provinciale per metterli a disposizione di tutti gli
utenti. Abbiamo selezionato 150 libri editi da non più di 5 anni, sul
rapporto tra omosessualità e fede, sull'omosessualità nelle grandi
figure storiche e artistiche, sull'accettazione in famiglia, sugli
aspetti psicologici e sociologici, alcuni fumetti esplicativi e
soprattutto tanti romanzi attuali. Ci auspichiamo così di permettere a
tanti giovani, genitori e insegnanti, che vogliono conoscere e capire
approfonditamente queste tematiche di poter accettare sé stessi, i
propri amici, i figli,e gli allievi. Anche per riconoscere la dovuta
cittadinanza ed equità dei diritti anche a questa parte di società,
tuttora emarginata e reggetta perfino dalla Biblioteca Provinciale. La
ringraziamo della cortese attenzione auspicandoci un sollecito
riscontro. ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE" Il Segretario Gino
Antognetti


LA CIUDAD IN FESTIVAL
Presso il Parco Del Sole, L'Aquila Lunedi 16 Luglio ore 18,30 Incontro con On. FRANCO
GRILLINI Presidente Onorario di ARCIGAY
http://xoomer.alice.
it/csulaquila. INVIATO DA CSU Centro Studi ulrichs

SENATO. AFFOSSATI
I DICO, ARRIVANO I CUS: CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Si stipulerà da un
giudice di pace o da un notaio e sarano pubblici Pubblichiamo il testo
proposto da Salvi che ha sostituito i DICO La redazione in IN PRIMO
PIANO / GayNews DISEGNO DI LEGGE CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Articolo
1 (Contratto di unione solidale) 1. Dopo il titolo XIV del libro I del
codice civile, è inserito il seguente: Titolo XV Del contratto di
unione solidale 455-bis. Contratto di unione solidale. L'unione
solidale è un contratto concluso fra due persone, anche dello stesso
sesso, per l'organizzazione della vita in comune. Il contratto di
unione non può essere stipulato, a pena di nullità: 1) da persona
minore d'età; 2) da persona interdetta per infermità di mente; 3) da
persona non libera di stato; 4) tra due persone che abbiano vincoli di
parentela in linea retta o collaterale entro il secondo grado, o che
siano vincolate da adozione, affiliazione, tutela, curatela o
amministrazione di sostegno; 5) da persona condannata per omicidio
consumato o tentato sul coniuge dell'altra o sulla persona con la quale
l'altra conviveva. Nel caso di persona rinviata a giudizio o sottoposta
a misura cautelare la stipula è sospesa fino a quando non è pronunciata
sentenza di scioglimento. All'unione solidale si applicano le norme in
materia di contratti di cui al capo II del libro IV, ivi comprese le
cause di nullità previste dall'articolo 1418 e seguenti, nonché le
disposizioni delle vigenti leggi speciali in materia di contratti. 455-
ter. Stipulazione del contratto. Il contratto di unione solidale si
stipula mediante dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o
ad un notaio competente per il comune di residenza di uno dei due
contraenti. Qualora l'atto sia stipulato dal notaio, questi deve
trasmetterlo entro dieci giorni all'ufficio del giudice di pace
competente per territorio per l'iscrizione nel registro di cui
all'articolo 455-quater. La volontà di modificare un contratto di
unione solidale in vigore deve essere espressamente e congiuntamente
dichiarata da entrambi i contraenti davanti al giudice di pace o al
notaio. L'atto che porta le modifiche deve essere unito al contratto
originario. 455-quater. Registro dei contratti di unione solidale. I
contratti di unione solidale sono trascritti in apposito registro
presso l'ufficio del giudice di pace competente a cura del cancelliere
entro il quindicesimo giorno successivo alla stipulazione del contratto
stesso. Sullo stesso registro sono annotate le variazioni dei contratti
di unione solidale. 445-quinquies. Unione solidale del cittadino
all'estero. Il cittadino è soggetto alle disposizioni contenute nel
presente titolo anche qualora sottoscriva un contratto di unione
solidale in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite. 455-
sexies. Unione solidale dello straniero nello stato. Lo straniero
regolarmente soggiornante in Italia che intenda sottoscrivere un
contratto di unione deve osservare le disposizioni di cui all'articolo
116, commi primo e terzo. 455-septies. Diritti e doveri dei contraenti.
Coloro che hanno contratto un'unione solidale si portano aiuto
reciproco e contribuiscono alle necessità della vita in comune in
proporzione ai propri redditi, al proprio patrimonio e alle proprie
capacità di lavoro professionale e casalingo. Il contratto di unione
solidale può prevedere i tempi e i modi della contribuzione di
ciascuno. Salvo diversa volontà espressa, le parti dell'unione solidale
sono solidalmente responsabile verso i terzi per i debiti contratti da
ciascuno in ragione dei bisogni della vita in comune e delle spese
relative all'alloggio. 455-octies. Regime patrimoniale. Nel contratto
di unione solidale le parti devono indicare se intendono assoggettare
alle norme della comunione in generale i beni acquistatati a titolo
oneroso successivamente alla stipulazione del contratto stesso, anche
quando l'acquisto sia compiuto da una sola delle parti. 455-nonies.
Assistenza. Le parti contraenti hanno reciprocamente gli stessi diritti
e doveri spettanti ai parenti di primo grado in relazione
all'assistenza e alle informazioni di carattere sanitario e
penitenziario. 455-decies. Agevolazioni e tutele in materia di lavoro.
La legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti di sede
di parti di unione solidale che siano dipendenti pubblici e privati al
fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo
tra i requisiti per l'accesso al beneficio una durata almeno triennale
della convivenza. 455-undecies. Malattia e decisioni successive in caso
di morte. In mancanza di una diversa volontà manifestata per iscritto,
ovvero di una procura sanitaria, e in presenza di uno stato di
incapacità di intendere e di volere anche temporaneo, fatte salve le
norme in materia di misure di protezione delle persone prive in tutto o
in parte di autonomia di cui al libro I, titolo XII, capo I, tutte le
decisioni relative allo stato di salute e in generale di carattere
sanitario, ivi comprese quelle concernenti la donazione degli organi,
sono adottate dall'altra parte di un'unione solidale. In mancanza di
una diversa volontà manifestata per iscritto, tutte le scelte relative
al trattamento del corpo e alle celebrazioni funerarie, nei limiti
previsti dalle disposizioni vigenti, sono adottate dall'altra parte
dell'unione solidale in assenza gli ascendenti o discendenti diretti
maggiorenni del soggetto interessato. 455-duodecies. Diritto di
successione nel contratto di locazione. 1. Qualora una delle parti
dell'unione solidale sia titolare del contratto di locazione per
l'alloggio comune, si applicano in caso di morte le disposizioni
dell'articolo 1614. 455-terdecies. Risoluzione del contratto di unione
solidale. Il contratto di unione solidale si risolve nei seguenti casi:
1) Per comune accordo delle parti 2) Per decisione unilaterale di uno
dei due contraenti 3) Per matrimonio di uno dei due contraenti 4) Per
morte di uno dei due contraenti. Nel caso in cui intendano risolvere
il contratto di comune accordo le parti rendono una dichiarazione
congiunta al giudice di pace presso il cui ufficio è registrata la
dichiarazione iniziale o al notaio che ha ricevuto la dichiarazione
iniziale. Nel caso di cui al numero 2 del comma precedente, la parte
che intende porre fine al contratto manifesta la propria volontà
all'altro contraente per mezzo di una dichiarazione scritta da inviare
in copia al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale. Nel caso di cui al numero 3 del comma
precedente, la parte che ha contratto matrimonio deve darne
comunicazione al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale allegando il certificato di nascita sul
quale è riportata menzione del matrimonio. Nel caso di cui al numero 4
del comma precedente, il superstite invia al giudice di pace presso il
cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale copia
dell'atto di decesso. E' fatta menzione della cessazione degli effetti
del contratto a margine di quest'ultimo. 455-quaterdecies. Effetti
della risoluzione del contratto di unione solidale. Gli effetti della
risoluzione del contratto si producono, a seconda dei casi: 1) dal
momento della menzione, a margine del contratto, della dichiarazione
congiunta; 2) dal novantesimo giorno successivo all'invio della
dichiarazione unilaterale di risoluzione all'altra parte e al giudice
di pace o al notaio competente; 3) dalla data del matrimonio o del
decesso di una delle parti. Nel contratto di unione solidale possono
essere stabilite le conseguenze patrimoniali della risoluzione per
cause diverse dalla morte. I contraenti procedono autonomamente alla
liquidazione dei diritti e delle obbligazioni risultanti dal contratto.
In mancanza di accordo il giudice decide sulle conseguenze patrimoniali
della risoluzione del contratto, ivi compreso il risarcimento dei danni
eventualmente subiti. Articolo 2 (Diritti successori) 1. L'articolo
565 del codice civile è sostituito dal seguente: 565. Categorie di
successibili. Nella successione legittima l'eredità si devolve al
coniuge, ai discendenti legittimi naturali, agli ascendenti legittimi,
ai collaterali, agli altri parenti, alla parte di unione solidale dopo
nove anni dalla registrazione del contratto e allo Stato, nell'ordine e
secondo le regole stabilite nel presente titolo. 2. Dopo il Capo II del
Titolo II del libro II del codice civile è inserito il seguente: Capo
II-bis Della successione della parte di unione solidale 585-bis.
Concorso della parte di unione solidale con i figli, ascendenti
legittimi, fratelli e sorelle. Quando la parte di unione solidale
concorra con figli legittimi o naturali, con ascendenti legittimi o con
fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli
altri, ha diritto ad un quarto dell'eredità. 583-ter. Concorso della
parte di unione solidale con altri parenti. Quando la parte di unione
solidale concorre con i parenti di cui all'articolo 572, ha diritto a
metà dell'eredità. 583-quater. Successione della sola parte di unione
solidale. Se alcuno muore senza lasciare parenti oltre il sesto grado,
alla parte di unione solidale si devolve tutta l'eredità. Articolo 3
(Modifiche all'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392) 1. Al
primo comma dell'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392, le
parole: "ed i parenti ed affini" sono sostituite dalle altre: ", i
parenti ed affini e la parte di unione solidale". Articolo 4
(Disciplina previdenziale ) 2. In sede di riordino della normativa
previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da
attribuire alla parte superstite dell'unione solidale, stabilendo
requisiti di durata minima dell'unione stessa e tenendo conto dei
prevalenti diritti dei figli minori o non autosufficienti del defunto.
FONTE GayNews INVIATO DA CSU L'Aquila


ARCIGAY FIRENZE IRAN: IMMINENTE ESECUZIONE DI SEI UOMINI, ACCUSATI DI RAPPORTI
OMOSESSUALI
La notizia diffusa dal giornalista Ahmad Rafat di AKI (ADN
Kronos International) dopo la conferenza stampa indetta a Teheran dal
portavoce dell'Autorità Giudiziaria
APPELLO DI ARCIGAY FIRENZE: IL
GOVERNO ITALIANO INTERVENGA
In numerosi Paesi arabi l'omosessualità è
considerata un crimine. In Iran le relazioni gay sono punite con la
pena capitale. E' di martedì scorso la notizia che 20 persone arrestate
a Teheran subiranno nei prossimi giorni la condanna a morte. Ali Reza
Jamshidi, portavocedell'Autorità Giudiziaria iraniana, ha dichiarato
nel corso di una conferenza stampa che di quei venti "criminali", sei
sono uomini che, accusati di rapporti omosessuali, saranno giustiziati
nei prossimi giorni il reato "Lavat" (letteralmente "sodomia",
"perversione"). "Sono in corso tentativi di contatto con diversi gruppi
e comunità omosessuali del territorio iraniano, per riuscire ad avere i
nomi e cognomi dei condannati," spiega Matteo Pegoraro, segretario di
Arcigay Firenze, dopo un colloquio avuto con il giornalista Ahmad
Rafat, "ma la situazione è più critica del previsto. Rafat mi ha
infatti informato che il responsabile del comitato studentesco di
Teheran - finora un buon contatto - è stato anche lui arrestato, nella
giornata di lunedì 9 luglio". Jamshidi aveva infatti confermato durante
la conferenza stampa di martedì mattina l'arresto di 18 leader
delmovimento studentesco, affermando tuttavia che ''nessun arrestato al
Politecnico Amir Kabir era un vero studente''. Un folto gruppo di
intellettuali italiani e stranieri sta in questi momenti redigendo un
appello, sottoscritto da grandi personaggi della cultura e della lotta
a favore dei diritti umani a livello internazionale, per chiedere
clemenza al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Arcigay Firenze "Il
Giglio Rosa", che sta al momento gestendo i contatti con le diverse
organizzazioni umanitarie, chiede che il Governo Italiano intervenga
ufficialmente con le sue massime rappresentanze per impedire che altre
vite umane innocenti vengano distrutte dalla violenza e dall'odio
omofobico, e spera che la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale,
transgender) nazionale e internazionale non intraprenda, nell'
immediato, azioni di dura protesta presso le Ambasciate iraniane,
tentando invece la via del dialogo interculturale e creando o
collaborando alla sottoscrizione di un appello di clemenza verso i
condannati diretto al presidente Mahmud Ahmadinejad. "E' una strada
mai percorsa" dichiara l'artista e storico Roberto Malini "che rispetto
alla protesta, che non ha portato, nel passato, risultati costruttivi,
vuole cercare il contatto e il dialogo diretto con chi ordina queste
esecuzioni, impegnando tutte le forze e le risorse in una battaglia
unanime per la civiltà. Perché, prima di ogni condanna, la nostra
priorità è la salvaguardia della vita. Per informazioni: Matteo
Pegoraro Responsabile Comunicazione Arcigay Firenze Cel: 334 8429527
ufficiostampa@arcigayfirenze.it

VATICANO, PAPA E CHIESA CATTOLICA
SONO NUDI CRIMINI DI SESSO IN VATICANO, PRETOFILI E PRETERASTI IMPUNITI
In esclusiva pubblichiamo questi eccezionali documenti inediti. Sono le
osservazioni e gli accorgimenti tecnici-giuridici che il giudice Luigi
Tosti inviò ai giornalisti Michele Santoro e a Luca Rosini per il
programma Annozero andato in onda su Rai Due in prima serata giovedì 31
maggio 2007. La puntata era relativa agli abusi sessuali dei preti
pedofili e al documento segreto "Crimen Sollicitationis" relativo alla
copertura instaurata dalla Chiesa cattolica in tutti i paesi del mondo,
Italia compresa, e alle responsabilità dirette di Joseph Ratzinger e
delle gerarchie cattoliche. Ricordiamo che il documentario video
realizzato e andato in onda dalla BBC di Londra "Sex Crimes and
Vatican" ha messo in luce e scoperchiato aspetti raccapriccianti e
orribili di abusi dei preti perpetrati sui bambini e bambine. Reati
protetti da una rete consolidata e capillare di omertà e direttive
segrete che fanno capo in Vaticano. I documenti che seguono furono
inviati dal magistrato Tosti alla redazione di Annozero in Rai Due
alcuni giorni prima della famosa puntata. Anzi, il magistrato Tosti
venne anche contattato telefonicamente dalla redazione di Annozero per
ulteriori chiarimenti tecnici e procedurali. Singolare il fatto che si
sia alzata una sola voce dall'interno della magistratura per spiegare
procedure e azioni che dovrebbero essere intraprese nell'applicazione
del Codice Penale e nel rispetto della legge italiana. Ecco i documenti
integrali e originali. Ennio Montesi EGREGIO DOTT. SANTORO, ho appreso
dalla stampa che Anno Zero intende contrastare il vergognoso regime di
disinformazione pubblica, imperante in questa Colonia del Vaticano,
tentando di mettere in onda il servizio realizzato a suo tempo dalla
BBC sulla scandalosa e criminale copertura omertosa dei preti pedofili
da parte della Chiesa Cattolica. Mi permetto, da tecnico del diritto
(sono Luigi Tosti, il magistrato condannato a sette mesi di reclusione
per aver preteso che venissero rimossi i crocifissi da tutte le aule di
giustizia, in ossequio al principio di laicità) di sottoporle queste
riflessioni, che le potranno magari tornare utili se la trasmissione,
come mi auguro, andrà in onda. Le segnalo, innanzitutto, che la Corte
di Cassazione penale ha costantemente affermato che "commette reato di
favoreggiamento personale (art. 378 codice penale) anche colui il quale
aiuti il colpevole di un delitto a sottrarsi alle investigazioni, anche
se non ancora in atto". Questo significa che l'attività di copertura
dei preti pedofili, che è stata sistematicamente posta in essere dalla
Chiesa Cattolica addirittura con direttive "segrete", con pressioni
sulle vittime affinché desistessero dalle denunce e con minacce di
scomunica ai danni delle gerarchie ecclesiastiche subordinate, integra
gli estremi del delitto di favoreggiamento personale di cui all'art.
378 del c. p.: e questo al di là del giudizio altamente negativo che si
deve dare in merito a questa "immorale" copertura dei preti pedofili.
Nessun valore esimente può attribuirsi alle obiezioni di coloro che
sostengono che i Vescovi non erano obbligati a sporgere denunce contro
i preti pedofili e che, poi, rientra nella competenza esclusiva della
Chiesa la "disciplina canonica" dei casi di pedofilia. E' sufficiente
replicare che l'esenzione dall'obbligo della denuncia non implica
l'autorizzazione a compiere atti di favoreggiamento personale per
eludere le investigazioni dell'Autorità Giudiziaria e che, poi, la
libertà di religione è sempre subordinata all'osservanza delle norme di
diritto pubblico e, quindi, del codice penale (se così non fosse, si
potrebbero ancora praticare i sacrifici umani "in onore degli Dei").
Le segnalo, in secondo luogo, che qualsiasi altra associazione si fosse
comportata così come si sono di fatto comportati la Chiesa Cattolica e
il Vaticano, cioè coprendo con direttive segrete le responsabilità
penali dei propri associati ed avvalendosi della forza di intimidazione
del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di
omertà che ne deriva, avrebbe avuto "ottime" possibilità di essere
incriminata per il reato di associazione per delinquere. Sconcerta,
dunque, che nei confronti del Vaticano e della Chiesa siano state
omesse indagini penali anche qui in Italia, dal momento che sono già
emersi diversi casi di pedofilia che, guarda caso, sono stati
"trattati" da queste due "associazioni" con gli stessi sistemi mafiosi
ed omertosi evidenziati dalla BBC: evidentemente si ritiene più
"prudente" applicare i rigori della Giustizia col criterio del "forti
coi deboli e deboli coi forti". Sconcerta, ovviamente, anche il fatto
che queste due associazioni, implicate in queste attività criminali,
pretendano di "imporsi" al popolo italiano e ai "politici" col loro
"alto" magistero "morale", ingerendosi quotidianamente nelle nostre
faccende. Queste mie riflessioni, peraltro, sono ben poca cosa se
rapportate alla storia criminale della Chiesa Cattolica la quale -sotto
il profilo strettamente legale- deve "a buon diritto" essere
qualificata come un' "associazione per delinquere" che ha operato, in
circa 2.000 anni di esistenza, per perpetrare una serie impressionante
di gravissimi crimini contro l'umanità, quali il genocidio, lo
sterminio degli "infedeli", le torture, i roghi, le inquisizioni, lo
schiavismo, il razzismo, le persecuzioni razziali, le truffe, le
falsificazioni, l'abuso della credulità popolare, le discriminazioni
sessuali e via dicendo. La circostanza che nessuno abbia il "coraggio"
di dire pubblicamente queste realtà storiche inconfutabili mi fa venire
in mente la "favola" di Andersen "Il Re è nudo": chissà se qualcuno
comincerà ad accorgersi che anche il Vaticano e la Chiesa Cattolica
sono "nudi". Cordiali saluti Luigi Tosti - tosti.luigi@yahoo.it -
mobile 338413312 - tel. 0541789323 - Via Bastioni Orientali 38 - Rimini


GENNARO COSMO PARLATO IN CONCERTO IL 19 LUGLIO AL GAY VILLAGE
Una curiosissima rilettura degli anni '80, attraverso una divertente ed
originale operazione di trasformismo musicale.
Il concerto comincia
alle ore 22.00
Ingresso gratuito fino alle 21.30
Biglietto di 6 euro
dalle 21.30 in poi.
Gennaro Cosmo Parlato, interprete versatile,
raffinato e dalle particolarissime doti vocali, porta in scena uno
spettacolo teatral-musicale con il meglio e il peggio della canzonetta
italiana degli anni '80 – il tanto di moda decennio dell'edonismo
reaganiano e dello yuppismo rampante -, non senza prima aver operato un
abile numero di illusionismo: è così che "Donatella" di Donatella
Rettore si trasforma in un sirtaki, "A Lei" di Anna Oxa in un brano
country, "Comprami" di Viola Valentino in un notturno à la Chopin, "Non
voglio mica la luna" di Fiordaliso in un irresistibile tango… A
supporto della istrionica interpretazione dell'artista, sul
palcoscenico trova posto un coro: un compassato e serissimo trio di
cantanti lirici (due baritoni e un tenore). Accompagna l'ensemble
vocale un quartetto di ottimi musicisti (un pianista, un chitarrista
acustico, un percussionista e un polistrumentista). Biografia:Gennaro
Cosmo Parlato nasce a Napoli nel '72. Figlio e nipote d'arte -la madre
e lo zio sono cantanti neomelodici partenopei -, comincia prestissimo a
lavorare come corista nelle produzioni degli studi d'incisione RCS di
Napoli, di proprietà della famiglia (un luogo di passaggio privilegiato
per nomi come, tra gli altri, Mario Merola, Angela Luce e Tullio De
Piscopo). Allievo di canto e solfeggio della cantante d'opera Melina
Spagnuolo, ben presto comincia ad appassionarsi alla recitazione
studiando arte drammatica con il professor Massimo Stinco a Firenze.
Negli anni 200 2001 inizia a collaborare in veste di autore di testi
con cantanti italiane quali Donatella Rettore, Fiordaliso, Viola
Valentino, Aida Cooper. Nella primavera del 2004, su suggerimento di
Platinette, invia una sua canzone a Mina, che sta selezionando
materiale per il nuovo disco. La canzone, una bellissima e sofferta
ballata dal titolo "Fragile", viene selezionata e incisa su "Bula
bula", uscito nei negozi nel febbraio del 2005. Molteplici sono le
apparizioni televisive di Gennaro Cosmo Parlato: Cronache Marziane
(Italia 1), Markette (La 7), Tutte le mattine (Canale 5). Dal disco
viene estratto anche un singolo, la splendida cover di sapore caraibico
di MALEDETTA PRIMAVERA, che trova un costante airplay su molte radio
italiane, tra cui Radio Deejay. Il clip del singolo entra in rotazione
a ALL MUSIC. L'estate 2005 è per l'artista toscano-partenopeo molto
intensa di attività live e ricca di soddisfazioni. L'apogeo viene
toccato il 19 agosto, quando Gennaro si esibisce al Festival Friendly
Versilia di fronte a quattro mila persone, accompagnato dalle voci
maschili del coro del Festival Pucciniano. In settembre partecipa alla
quarta edizione del Premio Carosone, dove si esibisce in una versione
elegantemente stravolta di Maruzzella, al termine della quale,
incalzato dal pubblico entusiasta, esegue due brani fuori programma e
ottiene una emozionante standing ovation. Gennaro sarà anche ospite
fisso settimanale nella stagione 2005/2006 di MARKETTE, il programma di
Piero Chiambretti sul La7, nel corso della quale avrà modo di
presentare tutto il suo primo lavoro discografico, più qualche
sorpresa, con una manciata di cover di brani anni Ottanta, ma questa
volta di produzione internazionale: uno di questi, il successo dell'86
di Caroline Loeb C'EST LA OUATTE diviene anche il suo secondo singolo.
Nel febbraio 2006 Gennaro conosce e diventa amico di Michele Salvemini,
in arte Caparezza, che sta lavorando al suo nuovo album, molto atteso
dopo il grande successo di VERITA' SUPPOSTE (EMI, 2003). Da questa
amicizia nasce la proposta di Michele di un cameo di Gennaro per il
ritornello del suo primo singolo estratto da HABEMUS CAPA, l'album
pubblicato all'inizio del 2006. Il titolo del singolo è LA MIA PARTE
INTOLLERANTE. Gennaro partecipa anche alle riprese del video del brano
e alla promozione televisiva, con apparizioni a TOP OF THE POPS, CD
LIVE, QUELLI CHE IL CALCIO e alla diretta televisiva del CONCERTO DEL
1° MAGGIO da Piazza San Giovanni. Nell'estate del 2006, nel corso delle
lunghe trasferte per concerti in giro per l'Italia Gennaro insieme a
Pierluigi Petris e Christian Schmitz comincia a lavorare alle idee di
arrangiamenti per il nuovo lavoro discografico. L'ingresso in studio è
all'inizio di settembre. La rosa entro la quale scegliere la track list
definitiva è ampia, ma alla fine nessuna canzone viene lasciata fuori e
il nuovo lavoro discografico conta ben 23 canzoni (due, DER KOMMISSAR
di Falco e TOUCH ME di Samantha Fox non ricevono in tempo
l'autorizzazione da parte degli editori e vengono rimosse dalla
scaletta, non senza dispiacere). Dopo quattro settimane di
registrazione, tre di missaggio (con la riconferma dell'ottimo Marco
Barusso) e il mastering a cura di Claudio Giussani allo Studio Nautilus
di Milano, REMAINDERS vede la luce (data di pubblicazione 24 novembre
2006). In occasione della 57ima edizione del Festival della Canzone
Italiana di Sanremo, Gennaro è chiamato da Piero Chiambretti a
interpretare la sigla del Dopofestival. La scelta cade su DONNA ROSA,
un brano caro a Pippo Baudo, che viene ironicamente arrangiato in
quattro stili diversi per le quattro serate del programma: charleston,
cha cha, rumba e canzone napoletana.
INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it
Fonte
Redazione
Di'GayProject


NESSUNO TOCCHI CAINO 14.07.2007
LIBIA. CONFERMATA
CONDANNA CAPITALE INFERMIERE BULGARE E MEDICO PALESTINESE - 11 luglio
2007: la Corte Suprema libica ha confermato la condanna a morte per le
cinque infermiere bulgare e il medico palestinese, accusati di aver
diffuso volontariamente il virus dell'Aids nell'ospedale pediatrico di
Bengasi. Il verdetto pronunciato dal giudice Fathi Dahan non è comunque
definitivo. Il Consiglio supremo della magistratura libico, presieduto
dal ministro della Giustizia, potrebbe confermare o respingere la
condanna a morte oppure stabilire una pena più lieve. L'udienza odierna
è durata appena cinque minuti e si è svolta in assenza dei sei
imputati. Il verdetto giunge all'indomani dell'annuncio
dell'accettazione da parte delle famiglie delle vittime di un accordo
per il risarcimento economico. "In nome del popolo, il tribunale ha
deciso di non accettare l'istanza presentata dagli imputati e conferma
la pena di morte nei loro confronti", ha dichiarato il presidente della
Corte, Fathi Dahan. Le cinque infermiere e il medico palestinese, ora
naturalizzato bulgaro, sono accusati di aver volontariamente iniettato
il virus Hiv su più di 400 bambini; di questi 46 sarebbero poi
deceduti. Le infermiere Kristiana Valtsheva, Nasiy Nenova, Valia
Shervenyashka, Valentina Siropulo e Snezhana Dimitrova e il medico
Ashraf Hajouj, sono in carcere in Libia dal 1999. Ieri sera, la
Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria presieduta dal figlio
del presidente libico, aveva annunciato che le famiglie avevano
accettato un indennizzo da parte di un fondo speciale di assistenza
alle vittime creato nel 2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida
dell'Unione europea per sostenere le famiglie dei bambini malati. I
dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, Segretario
dell'associazione e deputato radicale della Rosa nel Pugno ed
Elisabetta Zamparutti, Tesoriere, hanno così commentato la notizia:
"Era un esito previsto questo della condanna da parte della Corte
Suprema delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese,
frutto della strategia libica, che l'UE ha accettato, volta ad ottenere
un "prezzo del sangue" di stampo coranico. Una vicenda che ha tutte le
caratteristiche di un vero e proprio sequestro operato dalla Libia per
estorcere denaro alla Bulgaria e all'Unione Europea. Dopo la condanna a
morte dei sei nel maggio 2004, la Commissione UE aveva stanziato due
milioni di euro per un piano di azione, varato nel novembre 2004, per
fornire assistenza al Centro di Bengasi. Successivamente nel gennaio
2005 la Corte Suprema libica ha annullato le condanne a morte. A fronte
della notizia di oggi è evidente che la Libia ha preferito giocare al
rialzo della somma del riscatto anche a fronte dell'annuncio di ieri
sera, da parte della Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria
presieduta dal figlio del presidente libico, in base al quale era stato
accettato dalle famiglie dei bambini infettati dal virus un indennizzo
da parte di un fondo speciale di assistenza alle vittime creato nel
2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida dell'Unione europea per sostenere
le famiglie dei bambini malati. Per risolvere il caso, l'UE eviti di
cedere al ricatto ma faccia sentire alla Libia tutto il peso politico
affinchè siano rispettati in quel paese i diritti umani fondamentali ed
introdotta una moratoria delle esecuzioni capitali." Anche il
presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering, si dichiara
"turbato dall'angosciante notizia". Secondo quanto riportato in un
comunicato diffuso a Bruxelles, il Presidente del Parlamento europeo,
rivolge un messaggio di speranza ai sei imputati, condannati a morte e
ai loro familiari: "Questa non è la fine del processo. La questione
deve essere rinviata all'Alto Consiglio giuridico della Libia. Crediamo
che le autorità libiche prenderanno le misure necessarie a riesaminare
e invalidare la sentenza di morte, così da aprire la strada a una
risoluzione al più presto". Poettering ricorda, nella nota, la
"fondamentale opposizione alla pena di morte che è contro la dignità
umana" ed esprime la sua "solidarietà alle vittime dell'Aids
dell'ospedale di Bengasi".
Il presidente dell'Europarlamento, inoltre,
si appella alle autorità libiche perché mostrino clemenza verso le
infermiere bulgare e il medico palestinese e rilascino gli imputati.
MORATORIA. D'ALEMA RINGRAZIA BRASILE E SUD AFRICA, CO-SPONSOR DELLA
RISOLUZIONE - 13 luglio 2007: questa settimana il ministro degli Esteri
Massimo D'Alema ha ringraziato la collega sudafricana Nkosazama Dlamini
Zuma e il governo brasiliano del presidente Lula per la loro decisione
di essere cosponsor della risoluzione per la moratoria sulla pena di
morte che l'Unione Europea intende presentare all'apertura, a
settembre, della nuova sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite. La scorsa settimana la presidenza di turno portoghese
dell'Unione Europea ha detto che sosterra' con forza la richiesta di
moratoria sulla pena di morte. Lo ha dichiarato il ministro della
Giustizia portoghese, Alberto Costa, in occasione dell'apertura del
semestre di presidenza Ue affidato al Paese lusitano. Il Portogallo
intende portare avanti la posizione espressa su questo fronte
dall'Unione Europea e dal Parlamento Europeo. In questo contesto
Lisbona lavorera' affinche' venga istituita la giornata contro la pena
di morte e ha convocato una conferenza internazionale sulla materia per
il 9 ottobre a Lisbona.
SOMALIA. ESECUZIONI PUBBLICHE A MOGADISCIO - 5
luglio 2007: militari governativi hanno giustiziato in Somalia due
uomini, uno dei quali membro delle forze armate, ritenuti colpevoli
dell'omicidio di due soldati. Si tratta della prima esecuzione pubblica
ordinata dal governo provvisorio da quando quest'ultimo, sostenuto
dalle Nazioni Unite, ha assunto il controllo di Mogadiscio. La
fucilazione di Abdulayhi Dahir Muse Afweyne e Mohammed Abdi Wardheere
ha avuto luogo alle 9.30 di mattina nel piazzale dell'ex accademia di
polizia, nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale
somala. Un funzionario del dipartimento per la sicurezza nazionale, che
ha parlato dietro condizione di anonimato, ha riferito che i due erano
stati condannati a morte dal tribunale militare per aver capeggiato un
gruppo di insorti nell'assalto contro la base militare a nord di
Mogadiscio, uccidendo due soldati. All'esecuzione non hanno potuto
assistere né cronisti né fotografi. Per lo stesso assalto contro la
base militare, altre sette persone sono state condannate a 15 anni di
detenzione. "Si trovano nella prigione centrale di Mogadiscio", ha
precisato il funzionario.
IRAN. UOMO LAPIDATO, DONNA RISCHIA IMMINENTE
LAPIDAZIONE - 5 luglio 2007: un uomo è stato giustiziato in Iran
tramite lapidazione, dopo essere stato condannato a morte per adulterio
e aver trascorso 11 anni in carcere. L'esecuzione è stata confermata
da un portavoce della magistratura, Ali Reza Jamshidi, e secondo un
gruppo femminile iraniano per i diritti umani l'uomo ucciso si chiamava
Jafar Kiani. L'esecuzione, ha detto il portavoce dell'apparato
giudiziario, e' avvenuta nel villaggio di Aghcheh, nella provincia di
Qazvin, circa 200 chilometri a est di Teheran. Kiani, secondo la
ricostruzione del gruppo femminile, avrebbe lasciato la moglie per
un'altra donna, Mokarraneh Ebrahimi, anch'ella sposata. Anche
Mokarraneh, dunque, e' incarcerata da 11 anni ed e' stata condannata
alla stessa pena per l'adulterio, ma la sua esecuzione, ha sottolineato
Jamshidi, e' stata 'sospesa'. Il 10 luglio 2007: L'Alto commissario
delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, ha espresso
'profonda preoccupazione' per la notizia della lapidazione. 'Sono
estremamente preoccupata che malgrado la dichiarata moratoria del
governo iraniano sulle lapidazioni, questa esecuzione abbia avuto
luogo. La lapidazione e' una chiara violazione del diritto
internazionale, diritto che limita inoltre la pena di morte solo ai
crimini piu' gravi e violenti', ha affermato l'Alto commissario Arbour
in una dichiarazione resa nota a Ginevra. Esorto le autorita' iraniane
a fare luce sull'esecuzione e a non procedere alla prevista lapidazione
di Mokarrameh Ebrahimi ed altre esecuzioni di questo tipo'. Lo stesso
giorno, il portavoce della magistratura iraniana Alireza Jamshidi ha
annunciato alla stampa che venti persone condannate a morte in Iran per
stupro ed altri crimini gravi saranno presto giustiziate. Il portavoce
ha fatto sapere che l'Ufficio del Procuratore di Teheran deve ancora
decidere se far svolgere le impiccagioni in pubblico o meno. Alcuni dei
condannati a morte avrebbero fatto parte di bande che stupravano donne
sposate e sarebbero coinvolti in giri di racket ed estorsione. Ha poi
aggiunto che la condanna a morte è stata chiesta per altre 15 persone
imputate di reati gravi.
CASO CIPRIANI. TRASFERIMENTO IN CARCERE
PRELUDIO ALL'ESTRADIZIONE? - 12 luglio 2007: Benedetto Cipriani, su
cui pende una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti
perché accusato nello Stato del Connecticut di omicidio plurimo è stato
prelevato oggi da casa e trasferito nel carcere di Frosinone. Proprio
ieri, rispondendo al question time alla Camera al deputato della Rosa
Nel Pugno, Sergio D'Elia, il Ministro della Giustizia, Clemente
Mastella, ha escluso 'in maniera assoluta il rischio di condanna a
morte in caso di estradizione'.
Mastella ha detto che il decreto di
estradizione emesso il 12 novembre 2005 dell' allora ministro Castelli
e diventato esecutivo specifica che 'se sara' condannato , nei suoi
confronti non porta essere irrogata e comunque eseguita la pena di
morte'. Il governo degli Stati Uniti, ha precisato il ministro, ha
accettato 'integralmente' la condizione posta dal decreto e - con
un'assicurazione 'di carattere assoluto' - ha specificato che i reati
contestati a Cipriani non sono punibili con la pena di morte.
Quanto
alla possibilita' paventata da D'Elia di una successiva modifica dell'
imputazione da parte dei giudici americani, Mastella ha ribadito che
'un individuo non puo' essere giudicato e detenuto per un reato diverso
da quello che ha motivato l' estradizione'. In seguito al trasferimento
di Cipriani, D'Elia ha però dichiarato che "la nota sentenza della
Corte costituzionale italiana, n. 223 del 1996, ha stabilito che non
sono legittime assicurazioni considerate più o meno sufficienti e ha
posto il principio secondo il quale la garanzia che il reo non venga
condannato alla pena di morte deve essere assoluta. E' vero che
Benedetto Cipriani, è accusato di una fattispecie per cui rischia
sessant'anni di reclusione ma i suoi complici, però, per gli stessi
fatti sono accusati di reato capitale. Il diverso trattamento riservato
al Cipriani per un fatto identico potrebbe essere spiegato con il
tentativo di aggirare il divieto assoluto presente nell'ordinamento
italiano di estradizione verso questi Paesi in cui si corre il rischio
di applicazione della pena capitale. D'altro canto si tratta di un
sistema federale, che prevede l'autonomia del potere giudiziario
rispetto all'esecutivo: le assicurazioni le ha date il Governo, non le
autorità che stanno procedendo."

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05 luglio 2007

news 5 luglio

L' AQUILA: NOTTE DI TENSIONE AL PARCO DEL SOLETROVATI COLTELLI E CATENE
Un gruppo di giovani di sinistra: “I neo fascisti volevano lo scontro”Una ventina di giovani identificati dalle forze dell’ordine che hanno poi recuperato, nascosti tra le siepi a ridosso di Collemaggio, un paio di coltelli, tirapugni, catene di ferro e bastoni. Armi per questa volta non impugnate, ma non certo per il ritrovato spirito di tolleranza tra le due fazioni politiche. Teatro del mancato scontro è stato il Parco del Sole dove domenica, intorno alle 4 del mattino, giovani di sinistra e anarchici stavano smontando gli stand utilizzati per una festa. Un lavoro interrotto dall’arrivo di una quindicina di giovani neofascisti (alcuni arrivati da fuori città ) che, dopo aver assistito ad un concerto in un locale del centro storico, hanno pensato di movimentare la nottata con una visita al Parco del Sole dove associazioni di sinistra, collettivi studenteschi, anarchici e comitati di base, stavano chiudendo una tre giorni di festa movimentata da spettacoli, mostre e dibattiti. Una “spedizione” che – sulla scorta di quanto accaduto qualche giorno fa a Villa Ada, dove una cinquantina di simpatizzanti di estrema destra si sono resi protagonisti di una violenta aggressione ai danni di organizzatori e spettatori della manifestazione “Roma incontra il mondo” – qualcuno aveva già messo in conto. Così nella notte fra sabato e domenica a smontare stand e palco sono rimasti in tanti. Probabilmente molti di più di quanti il gruppo neo fascista, le cui posizioni sembrano vicine a Forza Nuova, pensava di trovare. La tensione è salita alle stelle per alcuni minuti si è temuto anche il peggio. Ad impedire lo scontro fisico è stato l’arrivo di polizia e carabinieri che, ad onor del vero, avevano lasciato la zona poco prima quando, vista l’ora, sembrava archiviato il pericolo di una visita indesiderata. Agenti e carabinieri hanno bloccato i due gruppo e proceduto all’identificazione di una ventina di giovani delle due opposte fazioni. Poi la scoperta tra le siepi che costeggiano il tratto di strada che da Collemaggio arriva al megaparcheggio, di un paio di coltelli, di tre tirapugni, di una catena di ferro, nonché diversi bastoni di legno. Un ritrovamento inquietante, sul quale sono in corso indagini volte ad accertare la provenienza dell’armamentario. Intanto per le associazioni e i collettivi studenteschi “è chiarissima la volontà di aggressione mostrata dal gruppo neo fascista”. Un gruppo che ha prima tenuto un concerto inneggiante all’odio razziale e che poi ha lasciato quel locale del centro storico con l’intento di attuare un vero e proprio raid al Parco del Sole. Una vicenda – si legge nel comunicato stampa di Spazio libero 51 – che merita grande attenzione. Questa nostra manifestazione, che si ripete da anni, è stata ricca di appuntamenti. I nostri dibattiti hanno stimolato l’interesse di centinaia di persone che amano il confronto e la non violenza. E’ un’iniziativa che ripeteremo. FONTE Il Centro d’Abruzzo – INVIATO DA Carla Liberatore Gaya CsFCOMUNICATO STAMPA GAYA CsFSolidarietà agli organizzatori della manifestazione: “Amore, Arte e Rivoluzione”Apprendiamo con grande rammarico della vicenda occorsa nella notte fra sabato e domenica u.s., riguardante il tentativo di aggressione da parte di alcuni militanti dell’estrema destra di L’Aquila, nei confronti degli organizzatori di “Amore, Arte e Rivoluzione”. Noi di Gaya CsF di L’Aquila siamo vicini a tutti coloro che subiscono violenze di ogni tipo e tentativi di violenza, in quanto crediamo profondamente nel dialogo con tutte le eventuali divergenze politiche, sociali ed idealistiche e soprattutto crediamo nella pace; poiché la nostra forma mentis è determinata da un grosso apporto culturale, nonché dalla mancanza di idiozia sociale. Riteniamo che i gesti di alcuni estremisti siano sintomatici di una carenza intellettiva e morale, pertanto consiglieremmo alle istituzioni, di sottoporre a cure psicologiche forzate, questi individui la cui mente, è ovviamente ottenebrata da falsi ideali, da frustrazioni e rabbie represse. Inoltre vorremmo far presente alle istituzioni politiche nazionali, che nella Costituzione italiana, è contemplato il divieto di organizzare gruppi “fascisti” e pertanto sarebbe opportuno che qualcuno dei tanti Deputati e Ministri che paghiamo “profumatamente” con i soldi statali, si dia da fare affinché gli incidenti avvenuti, se d’incidenti si tratta, prima a Roma nell’ambito della manifestazione “Roma incontra il mondo”, ed il tentativo di aggressione di L’Aquila, non si verifichino mai più; o perlomeno, che certi “gruppi politici”, siano tenuti sotto strettissima osservazione da parte delle autorità competenti. E’ necessario non sottovalutare i problemi di queste condizioni sociali che si vengono a verificare, in quanto la sottovalutazione non è nient’altro che un escamotage per non affrontare il problema che si presenta e nel frattempo, le persone civili, non devono essere perseguitate dalla paura e dalle manganellate di “fascisti” senza anima e senza storia nei cuori, vittime innanzitutto della loro “intollerabile” carenza culturale e della mancanza d’intelligenza emotiva. Carla Liberatore Responsabile Nazionale di Gaya CsF (Cronisti senza Frontiere).

LA DISOCCUPAZIONE SCENDE, MA PER LE DONNE LA SITUAZIONE NON CAMBIA
"Il fatto che la disoccupazione sia scesa è certamente un dato positivo, ma un basso tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro costituisce uno spreco di risorse. L'assistenza all'infanzia è a tal fine fondamentale". Questo il commento ai dati Istat di Pia Locatelli, eurodeputata SDI e Presidente dell'Internazionale Socialista Donne, che prosegue analizzando come "ancora oggi il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è affrontato in modo marginale, è un problema 'giovane' e viene risolto in modo individuale: gli asili nido sono carenti, le famiglie si rivolgono ai nonni, alla baby sitter quando se la possono permettere o, purtroppo, sacrificano il lavoro della donna, che è nella maggior parte dei casi quello che produce minor reddito". "Insomma - prosegue l'europarlamentare socialista - occorre che il nuovo welfare si faccia carico della difficoltà di conciliare lavoro e 'casa', vita professionale (incluse le aspirazioni di carriera) e vita familiare, soprattutto per le donne. Attraverso strategie di politica sociale adeguate si riuscirà a tutelare le madri che lavorano e le famiglie a doppio reddito". "Occorre – conclude Locatelli – rafforzare la capacità programmatoria orientata a favorire l’integrazione tra le politiche di sostegno all’occupazione femminile, le politiche sociali dei servizi e quelle legate all’istruzione, l’organizzazione degli orari e le politiche di conciliazione familiare". FONTE RED.

SDI ONLINE IL GRUPPO PSE AL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AI GOVERNI DI IMPEGNARSI CONTRO LA PENA DI MORTE
Gli eurodeputati socialisti europei oggi hanno rivolto un invito urgente ai governi UE per sostenere la moratoria delle esecuzioni capitali a livello di Nazioni Unite. Il leader del gruppo Martin Schulz ha detto: “Questo è un momento critico per assicurare una risoluzione nell’Assemblea dell’ONU in corso. Il meeting dei Ministri europei a Lussemburgo del 18 giugno ha un’opportunità cruciale per contribuire a liberare il mondo dalla pena di morte”. Dipenderà dalla presidenza tedesca portare una proposta di decisione in questo senso. FONTE RED. SDI ONLINEARRIVA LA PILLOLA DELL'AMNESIA CANCELLA I BRUTTI RICORDIUn brutto ricordo, un'esperienza traumatica che continua a tornare in mente, tormentandoci. Che sia una storia d'amore finita male - come nel film "Se mi lasci di cancello" - o qualcosa di ancora peggiore, che per qualcuno può arrivare a rendere impossibile svolgere una semplice routine quotidiana, l'idea di poterla cancellare dalla mente, o per lo meno renderla più sopportabile, sembra un sogno. Eppure un gruppo di ricercatori annuncia di essere riuscito nell'impresa, sperimentando un farmaco che riesce a provocare una sorta di amnesia selettiva, bloccando i percorsi biochimici che fanno sì che il ricordo venga recuperato dalla mente. Gli scienziati di Harvard e della McGill University a Montréal, in Canada, hanno usato il propranololo, accoppiandolo ad una terapia psichiatrica, per far sparire le memorie spiacevoli in pazienti che hanno subito un trauma. In un lavoro pubblicato sul Journal of Psychiatric Research, le due équipe descrivono l'esperimento che ha coinvolto 19 volontari, vittime di violenza sessuale o di incidenti violenti. A loro è stato chiesto di descrivere il momento in cui hanno subìto il trauma, oltre dieci anni prima. Alcuni hanno preso il farmaco, altri un placebo, e dopo una settimana di trattamento chi aveva assunto il medicinale ricordava l'evento con minore stress rispetto agli altri. Somministrando il farmaco nel momento in cui il paziente stava ricordando il trauma i neuroscienziati sono riusciti ad affievolirlo e a cancellarne i lati spiacevoli, con risultati che aprono speranze per chi soffre di stress post-traumatico, di attacchi di ansia o panico legati ad un evento specifico scatenante. "Abbiamo dato ai pazienti un farmaco che elimina la parte emotiva del ricordo nel momento in cui lo stavano recuperando" ha spiegato al quotidiano britannico Daily Telegraph il dottor Karim Nader, della McGill University, che da anni lavora a queste ricerche. "Ne ha lasciato intatta la parte conscia, in modo che potevano ricordare tutti i dettagli, ma senza esserne devastati psicologicamente". Il ricordo, quindi, è manipolabile durante lo stadio in cui viene riportato in superficie, prima di essere definitivamente consolidato. Agendo nella fase in cui è ancora malleabile, è possibile manipolarlo, suggeriscono gli scienziati: e il farmaco usato in questo esperimento ha smantellato la via biochimica che fa sì che il ricordo si "solidifichi" una volta richiamato. Proprio quello che sognava di ottenere la protagonista del film "Se mi lasci ti cancello", che voleva cancellare i ricordi di una storia d'amore finita male per non riviverne il trauma. Per Kate Winslet e Jim Carrey non ha funzionato, eppure la scienza sta facendo progressi. Un altro gruppo di scienziati, nel laboratorio guidato da Joseph LeDoux alla New York University, è riuscito a cancellare con successo un singolo pezzetto di memoria nel cervello dei ratti, lasciando intatto il resto. Nel lavoro, pubblicato recentemente su Nature Neuroscience, gli animali erano stati addestrati per associare a due toni musicali un piccolo shock elettrico, in modo che appena sentivano il suono anticipavano la sensazione di dolore. Iniettando un farmaco specifico, UO126, gli animali "dimenticavano" di associare al suono l'idea del dolore, e quindi non avevano più paura, ma il resto dei loro ricordi era esattamente come prima. L'idea di poter cancellare in maniera selettiva ciò che non si vuole più ricordare è affascinante e potrebbe essere risolutiva per chi è tormentato da traumi passati che non si riescono a mettere a tacere. Eppure non mancano le polemiche per le possibili implicazioni di una tale manipolazione. E c'è chi sostiene che il metodo potrebbe portare a facili abusi e che prima di immettere sul mercato la pillola dell'amnesia si dovrebbero mettere a punto regole severe e ben precise per limitarne rigorosamente l'uso. FONTE repubblica.it INVIATO DA opsonline.it

CYBERCRIMINALI STUDIANO LA PSICOLOGIA DEGLI UTENTI
I cybercriminali utilizzano giochi psicologici per convincere gli utenti che utilizzano la Rete a cedere denaro e informazioni riservate, che potrebbero compromettere loro stessi e l'azienda in cui lavorano. Lo rivela il report "Giochi Psicologici" di McAfee, pubblicato con la collaborazione di uno psicologo legale, il Professor Clive Hollin dell'Università di Leicester nel Regno Unito. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale, «i criminali informatici stanno adottando tecniche sempre più abili come assumere identità che possono sembrare attendibili, coinvolgere con scherzi amichevoli e fare leva sulle emozioni umane come paura, insicurezza e avidità ». Secondo il Professor Hollin «date le giuste condizioni in termini di capacità di persuasione della comunicazione e la combinazione critica di fattori personali e circostanziali, la maggior parte delle persone potrebbe essere vulnerabile a informazioni fallaci. Ciò è vero sia per gli utenti di computer esperti che inesperti: mentre l'ingenuità potrebbe essere una spiegazione parziale, anche gli utenti più sofisticati possono essere tratti in inganno e diventare suggestionabili da messaggi illusori». In sostanza, i criminali informatici stanno cercando di manipolare il comportamento degli utenti, persuadendoli ad aprire allegati, cliccare su link o addirittura inserire informazioni riservate. Articolo di Marianna di Iorio, tratto da: www.pmi.it INVIATO DA opsonline.it

COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMASINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
L'Assemblea annuale dell'Associazione Radicali Roma si terrà sabato 7 luglio dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 8 luglio dalle 10.00 alle 20.00 presso l'Hotel dei Congressi in Viale Shakespeare 29 a Roma. MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario dell’Associazione Radicali Roma “Il 7 e 8 luglio presso l’Hotel dei Congressi si terrà l’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma, un appuntamento importante in cui oltre al rinnovo delle cariche verranno decise le linee guida dell’agire politico dell’associazione per l’anno 2007-2008. La nostra battaglia sul Registro delle Unioni Civili acquista oggi ancor più rilevanza considerata la candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico: la sua posizione al riguardo sarà indicativa dell’indirizzo che vuole dare al PD in tema di laicità . Ad oggi la nostra proposta di delibera popolare non è stata inviata a nessuna commissione del Comune di Roma, step imprescindibile per la successiva discussione in Aula Giulio Cesare. In linea con la tradizione radicale, abbiamo invitato al nostro congresso tutti i segretari di partito romani sperando che tale occasione possa esser colta come momento di dialogo specie con i segretari del cantiere di sinistra perché la laicità ed i diritti civili non siamo meri spot politici, ma vere e proprie battaglie che si concretizzano in azioni politiche tese reali che incidano positivamente sul vissuto dei cittadini. In questo momento assistiamo ad un vero e proprio stallo del Consiglio comunale di Roma: decisioni importanti passano per il Sindaco e la sua giunta senza dibattito, spesso il numero legale dei consiglieri non viene raggiunto ed il problema dei “pianisti” è ahimè perpetuante. Nel nostro congresso valuteremo le modalità attraverso le quali dare realizzazione ai nostri 7 odg in tema di trasparenza e legalità , presentati dal Consiglieri RnP Quadrana in sessione di bilancio: tutti approvati, ma ad oggi lettera morta! In tema si sicurezza, la voce antiproibizionista è completamente assente su temi quale la droga e la prostituzione a Roma. Durante l’assemblea verranno valutate le iniziative per sensibilizzare i cittadini su come l’antiproibizionismo e la riduzione del danno siano le vere risposte al problema sicurezza della nostra città , affinché si arrivi anche alivello locale, sulla base delle proprie competenze, ad iniziative deliberative sull’argomento. Su questi temi e su molti altri invitiamo tutti i cittadini romani a partecipare alla nostra assemblea annuale.”RITA BERNARDINISegretaria Radicali Italiani“L’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma per il rinnovo delle cariche e per la scelta dell’indirizzo politico del prossimo anno segue le indicazioni statutarie dettate da Radicali Italiani. Tengo molto a sottolineare questo aspetto perché è proprio nell’ambito delle associazioni radicali locali che sto concentrando molte delle mieenergie affinché queste associazioni nell’originalità e libertà della loro azione ed iniziativa siano soggetti politici “pieni” nel rapporto di interdipendenza con Radicali Italiani. Radicali Roma durante quest’anno ha lavorato proprio in questo senso: ha avanzato ed avviato proposte concrete per la città di Roma, ma allo stesso tempo è stata punto di riferimento locale per le iniziative di Radicali Italiani, quale la manifestazionedel Coraggio Laico. Ottima la proposta presentata da Massimiliano Iervolino per monitorare il comportamento dei consiglieri comunali. La mia breve esperienza di Consigliera comunale a Roma risale a sei anni fa, ma non credo che i problemi di legalità da me denunciati all’epoca siano stati risolti, specie quello dei ‘pianisti’. Inoltre vorrei sottolineare che Radicali Italiani, proprio nel suo ultimo Comitato nazionale conclusosi domenica scorsa, ha deliberato una mozione particolare perché Camera e Senato adottino e rendano effettivamente pubblica l’anagrafe degli eletti. Unostrumento che permetterà ai cittadini di conoscere il comportamento dei propri rappresentanti per essere maggiormente informati nel momento elettorale. Inoltre vorrei avanzare una proposta a Radicali Roma: un’azione politica finalizzata alla pubblicazione sul sito del Comune di Roma degli acquirenti e dei prezzi di acquisto delle vendite di immobili di proprietà del Comune di Roma. Troppo spesso tali immobili, dislocati perlopiù nel centro storico, sono stati venduti nella piena clandestinità a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato a persone non proprio disagiate economicamente. Parteciperò al Congresso di Radicali Roma durante la giornata di domenica, a causa della mia partecipazione di sabato ai lavori di Chianciano, nella cosiddetta ‘Bertinoro due’.”GIANCLAUDIO MORINITesoriere dell’Associazione Radicali Roma“In tempi in cui si fa tanto parlare di caste, costi o ‘costi delle caste’, Radicali Roma non si è limitata ad enunciare un principio, ma l’ha fatto proprio ed inverato nella sua azione politica. Infatti, più del 50% delle risorse, sempre collegate alle singole iniziative, è arrivato dai Cittadini. Sottolineando inoltre come un altro principio cardine dell’agireradicale, la trasparenza, sia stato perseguito utilizzando una parte dell’autofinanziamento per dotarsi di strumenti tecnici che consentano la videoregistrazione delle riunioni dell’Associazione, luoghi di dibattito e di confronto dove gli aderenti, i militanti e i simpatizzanti approfondiscono i temi del momento e decidono sul come affrontarli.”ALESSANDRA PINNAPresidente dell’Associazione Radicali Roma“L’Assemblea annuale costituisce un momento cruciale per l’Associazione Radicali Roma perché è in questa sede che si valuta l’attività politica portata avanti durante l’anno trascorso e si marcano le linee guida dell’agire politico futuro. I punti statutari che differenziano l’Associazione Radicali Roma dagli altri soggetti politici sono essenzialmente tre: un congresso annuale aperto in cui si vota secondo il principio ‘one man, one vote’. L’assemblea sarà aperta a tutti, iscritti, non iscritti, simpatizzanti e semplici curiosi: una vera agorà di dibattito politico in cui tutti avranno diritto di parola. Un’assemblea annuale che permette di rinnovare il principio di legittimazione della dirigenza e dell’indirizzo politico a scadenza fissa di dodici mesi. Le tre cariche dirigenziali, Segretario, Tesoriere e Presidente, saranno votate da tutti gli iscritti, anche da coloro che si iscrivono nell’attimo prima della relazione del tesoriere, senza far ricorso a delegati, pertanto ogni votante rappresenta solo e soltanto se stesso. Questi a mio avviso sono peculiarità che caratterizzano l’Associazione Radicali Roma nella piena realizzazione della tradizione radicale.”www.radicaliroma.com

VOLAMARESu un territorio piccolo come quello del golfo di Napoli vivono oltre 2 milioni di persone, che aumentano notevolmente in alcune aree durante i periodi di ferie.Il territorio del golfo di Napoli è però anche la sede di una serie di ambienti molto diversi tra loro che creano diversi ecosistemi, ognuno con una propria biodiversità unica al mondo, soprattutto sotto il livello del mare, che in nessun modo è protetta se non in piccole aree. A tutto questo vanno aggiunte le stratificazioni storiche ed artistiche che precedono i fenici e i greci ed arrivano alle opere di arte moderna nelle metrò dell'arte. Il golfo di Napoli è principalmente inquinato in mare dal porto di Napoli e dal fiume Sarno, ma sono altrettanto evidenti i danni sulla costa della cementificazione che supera il 70%, la mancanza di depuratori adeguati, la vendita eccessiva di barche a motore, che oggi costano quanto un'utilitaria, vanno più veloci e non posseggono nessun controllo sulle emissioni liquide, gassose ed acustiche altamente inquinanti. La risorsa mare, come risorsa economica e lavorativa, produce oggi uno sfruttamento aggressivo e demolitivo, che sta compromettendo definitivamente la biodiversità dell'intero golfo e quindi anche le sue potenzialità economiche. Ognuno di noi può fare qualcosa portando sempre con sé un sacchetto al mare, come in montagna, riempiendolo dei propri rifiuti, a partire dalle cicche di sigaretta a tutti gli imballaggi per cibo e bevande, e portando via anche qualche oggetto di plastica o di metallo abbandonato da altri, per dare il buon esempio, pratico, ogni giorno ed aumentare la civiltà , l'igiene e la bellezza della natura che ci circonda. Basta un retino e una busta di plastica poi per pulire dalle cicche e dai piccoli oggetti sparsi nelle nostre spiagge quelle ceneriere all'aperto su cui giochiamo noi e i nostri bambini. Oppure basta applicare una semplice regola: a casa mia non dormo e non mangio in una discarica e pulisco tutti i giorni fino in fondo tutto ogni mattina... Ciò nonostante le spiagge resteranno piene di oggetti ancora più minuti come i bastoncini per le orecchie in plastica: basta non comprarli e soprattutto non gettare mai nulla nello scarico fognario in casa, né a terra per strada...perché tutto prima o poi finisce a mare e quindi sulle spiagge della nostra splendida estate...AMMINISTRAZIONI E CITTADINI POSSONO CAMBIARE TUTTO E FERMARE L'ATTUALE DEVASTAZIONE IN CORSO! MAGARI ADOTTANDO IL SEGUENTE PROGETTO:1. Cambiamento dell'attuale modello di sviluppo della diportistica a favore delle barche a vela, ad energia solare o con carburanti non inquinanti;2. Rottamazione vantaggiosa delle barche a motore a favore di quelle a vela e ad energia solare, con corsi gratuiti di vela;3. Divieto dell'ancoraggio selvaggio e divieto dell'uso di ancore demolitive;4. Depuratori biologici e impianti di compostaggio per il trattamento dei fanghi residui così come cementificazione degli scarichi abusivi e denunce penali a carico dei proprietari dei relativi immobili o imprese irregolari;5. Riutilizzo delle acque bianche e piovane laddove possibile;6. Divieto di portare sacchetti di plastica a bordo e uso di sporte riutilizzabili in materiali riciclabili;7. Premialità ed obbligo alla raccolta differenziata per la diportistica e sulle coste;8. Riqualificazione e bonifica del fiume Sarno, del lungomare di Bagnoli, del porto di Napoli e di tutte altre aree portuali o costiere inquinate;9. Campagne di informazione alla popolazione generale sui divieti di gettare per terra, o direttamente negli scarichi fognari oggetti non ecocompatibili;10. Campagne di informazione specifiche ai turisti anche occasionali,ai sub ed ai proprietari di barche da diporto;11. Coinvolgimento diretto nella pulizia e salvaguardia di coste e fondali di turisti, sub e diportisti;12. Controllo dei pontili rimovibili e degli approdi fissi con limitazione d'uso alle sole barche a vela e ad energia solare;13. Divieto di approdo in tutte le baie e davanti a tutte le spiagge e coste del golfo se non presso gli approdi fissi ed in numero ridotto, stabilito per legge, mantenendo una distanza di sicurezza tra natanti superiore ai 200 metri, come avviene nel Mar Rosso o alle Maldive;14. Pari diritti per le donne e per le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale all'accesso ai circoli nautici;15. Ricostutuzione delle spiagge anche con sistemi ingegneristici moderni sul modello di Marsiglia e Barcellona.La strega malignaManliok TAGLI ASL OVVERO IL CICERO PRO DOMO SUATra poco le ASL della CAMPANIA taglieranno, e la mia è tra le più malversatrici, molti dei fondi che davano regolarmente ai propri lavoratori medici, infermieri professionali ecc ecc…oltre che tagliare le risorse per le strutture e i progetti in generale. Tutto giusto direte: se non lavoriamo e non rendiamo che ci taglino lo stipendio! Se non fosse che, come forse NON sapete, ebbene, NESSUNO TAGLIERA’ nemmeno un CENT alle CLINICHE CONVENZIONATE, garantendo in pratica gli STIPENDI dei colleghi infermieri, medici ecc ecc, del cosiddetto privato, i loro progetti e le loro strutture a prezzi folli e a scapito del servizio pubblico! La situazione è particolarmente grave per la Salute Mentale dove ogni sforzo di evitare che un paziente finisca nei MANICOMI che sono oggi le CLINICHE CONVENZIONATE falliscono soprattutto per il meccanismo perverso con cui esse vengono sovvenzionate dalle ASL. Mentre il servizio pubblico è tenuto a determinati standard di qualità elevati, al controllo ossessivo dell'orario di lavoro e alla limitazione del budget sulla base di un controllo della spesa millesimale, basato su un metodo chiamato DRG (cioè ogni azione costa tot, misura tutte le azioni in modo ossessivo e avrai il DRG completo), le strutture private sono pagate FORFETTARIAMENTE cioè convenzionalmente una cifra folle ogni anno senza nessun controllo di qualità e nessun controllo di efficacia o efficienza dei servizi erogati... APPELLO CIVICO AL BUON SENSO, sempre di CICERO PRO DOMO SUA: Fatemi lavorare il triplo ma togliete tutte le convenzioni ai privati o almeno tagliate a loro quello che vorreste tagliare del mio stipendio di inerme IMPIEGATO della SALUTE MENTALE! …fatelo per me e per la mia NON famiglia, ma fatelo anche per gli utenti che sono rinchiusi nei MANICOMI delle CLINICHE CONVENZIONATE senza che nessuno spenda un cent per progetti che gli diano nuovamente dignità , laddove non una vita decente... PETIZIONE PER LA RAGAZZA LESBICA STUPRATA DA UN GRUPPO DI OMOFOBIQualcuno ha iscritto la petizione "PER ANTONELLA E PER TUTTE LE PERSONE CHE HANNO SUBITO VIOLENZE" online. Potresti firmarla se non l'hai già fatto? GRAZIE. Ecco il link: http://www.petitiononline.com/estrela7/petition.html

CHI ERA ULRICHS ?di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco perché si tratta di un’informazione più attuale che mai. Come alcuni di voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895) era un tedesco che nell’Ottocento, per primo, ha cercato di dare un’interpretazione scientifica positiva dell’omosessualità , pubblicando alcuni libretti sull’argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro, all’Aquila, dov’è morto nel 1895 e dov’è sepolto nel cimitero locale. Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato (come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L’iniziativa ha avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me, avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il suo viaggio all’Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po’ il nonno del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da Giovanni Dall’Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po’ lo sento come mio figlio, per l’affetto e la responsabilità che ho sempre sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E, badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che l’omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva, con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che, all’epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato (nei suoi dodici libretti sull’”enigma” di questo tipo di amore) capace di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà dell’Ottocento. Oggi, anche la città dell’Aquila ha deciso di dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e, come dicevo all’inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare, che reputo importantissima: chiedere all’amministrazione delle poste un annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita di Ulrichs, abbinandolo all’istituzione della piazza a suo nome. Non è una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997 per ricordare le “Origini del movimento gay in Italia”, e poi nel 2004 per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse, pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell’Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio Piccinini:UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER KARL HEINRICH ULRICHS A L'AQUILA.Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L’Aquila si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l’onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante l’ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero Monumentale della città , e la proposta di un convegno di studi sulla figura e l’opera dello studioso tedesco spentosi a L’Aquila nel 1895, che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di grande civiltà e cultura, all’On. Franco Grillini che attraverso una interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio Piccinini COMUNICATO STAMPA “I KEN”:MAI GAY, MAI GAY,Molti ragazzi hanno vergogna del titolo, perchè hanno vergogna di Se. Lunedì è tempo di bilancio, anche per MAI GAY e se da un lato c’è la piena soddisfazione dell’associazione i Ken per l’affluenza decisa ed interessata che sta scandendo i giorni di avvio della rassegna cinematografica MAI GAY dall’altro lato c’è l’amara constatazione di quanta strada ancora ci sia dinnanzi a noi popolo Queer ( omosessuali impegnati socialmente per la comunità ) per tracciare dei percorsi condivisi di dignità con di tutti e tutte. La rassegna MAI GAY piace molto, dichiara Carlo Cremona presidente di i Ken, a tutti e tutte, piace come idea e nello specifico piacciono molto i titoli proposti, ma… il MA c’è ed è che molti ragazzi e ragazze (avvicinate nei locali e nei luoghi frequentati dal popolo omosessuale e trans della città ) denunciano di aver vergogna e di non poter portare a casa il programma della rassegna MAI GAY. Molti di loro dichiarano che non si sentono liberi e confessano la paura di ritorsioni familiari a causa del titolo esplicito della rassegna cinematografica. Il disagio che è nei loro sguardi, continua il presidente di i Ken ci dimostra quanto, il patrocinio del Comune sia importante, e di quanto esso sia ancora insufficiente a sviluppare un’ effetto di legittimazione su un’ aggettivo – GAY - che per molti è sinonimo di oppressione e di paura. La nostra battaglia contro l’odio e la paura e per una cultura ricca di Differenze continua senza esitazione offrendo nella cultura, nel cinema, oggi, le ragioni e le radici di nuovi percorsi della dignità e questo MAIGAY che ricorda il MAIDAY, grido di aiuto pare molto appropriato. Poche ancora le lesbiche ed i gay al botteghino, per paura di essere rintracciate,riconosciuti come GAY,ma molti gli etero friendly che a tali denunce si meravigliano e ci esortano ad insistere nella proposta e non demordere perché, ci confermano che non è semplice avere coraggio di essere semplicemente se stessi ma che la strada è tracciata. GIORNALISTI, ANCORA UNO SFORZO!Il 3 luglio del 1981, il New York Times dava notizia di un “Raro cancro in 41 omosessuali”.Il 13 luglio era la volta del New York Native (“Un cancro colpisce la comunita’ gay”). Quasi subito, il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive di Atlanta, nella Georgia, (CDC = Centers for Disease Control), che il precedente 5 giugno aveva messo in allarme la comunita’ medica, comincio’ a parlare di Sarkoma di Ka’posi, puntando l’accento sull’infezione opportunistica piu’ appariscente, o di Polmonite Penumocisti Carinii (MMWR = Morbidity and Mortality Weekly Report, Rapporto Settimanale sulla Morbilita’ e la Mortalita’). In generale, la stampa preferiva definizioni piu’ scandalistiche, come GRID (Gay-Related Immune Deficiency, Immunodeficienza Collegata all’Omosessualita’), Gay Cancer, Homosexual Plague, Morbo Gay… Ompo N° 71, del dicembre dello stesso anno, scriveva di “Un nuovo male americano?”, e di “Peste del XX secolo”. Quest’ultima definizione era destinata a fare il giro del mondo, anche se tolta dal contesto nel quale era stata inserita e che ne avrebbe reso piu’ chiaro il significato originario. Fin dall’inizio il CDC aveva sottolineato l’immunodeficienza delle persone che cadevano ammalate, cosi’ che qualcuno comincio’ a riassumerla nell’acronimo ACID (Acquired Immunodeficiency Disease, New York Native, March 29, 1982), o CAID (Community Acquired Immunodeficiency, NYN, June 21, 1982), ed infine “AIDS” (che all’inizio voleva significare Acquired Immune Deficiency Status, prima ancora che Sindrome, ibidem). Quest’ultima sigla, suggerita gia’ a suo tempo dal CDC, venne usata di preferenza da un’organizzazione per l’assistenza medica ai gay, la GMHC (Gay Men’s Health Crisis) nel settembre dello stesso anno, mentre in Italia s’instaurava la tendenza a scrivere “A.I.D.S.” un po’ dappertutto. Ompo era il primo giornale a scrivere “Aids” (N° 79, gennaio 1985), ed infine “aids” (N° 81, marzo 1985), immediatamente seguito dal quotidiano Paese Sera (intervista al prof. Fernando Aiuti, del 7 aprile 1985). I francesi, che piu’ correttamente di noi chiamano l’aids, “sida” (come tutti gli altri popoli di lingua neolatina), hanno seguito la stessa strada: “SIDA”, “Sida”, e infine “sida” (cfr. Gai Pied Hebdo N° 69, 14 mai 1983; N° 114, 7 avril 1984; N° 149, 22 de’cembre 1984). Poco alla volta, anche i giornalisti italiani si sono adeguati, passando dal primitivo “A.I.D.S.” all’attuale “aids” del quotidiano Il Tempo (“All’amante di Hudson solo 7,5 miliardi”, 23 aprile 1989). Ma se questa e’ la (logica) tendenza, ci sono ancora numerose resistenze: gli americani e gli inglesi insistono con “AIDS”, imitati nel nostro paese quasi solo da Il Medico d’Italia, mentre la stragrande maggioranza si e’ fermata a “Aids”. Noi siamo per “aids”! (per quel che riguarda il solo nome, ovviamente!). Noi siamo per “aids” per lo stesso motivo per cui siamo per “malaria” e non “mal aria”, per “tbc” e non “TBC”… Tutte le sigle che entrano nel linguaggio quotidiano e che diventano nomi comuni vanno scritte minuscole, anche i nomi delle malattie, visto che noni non diciamo “Sifilide”, ma “sifilide”, non “Peste”, ma “peste”, non “Influenza”, ma “influenza”… Un altro problema sorge quando vogliamo indicare il malato di aids. Un gruppo di pazienti riuniti in convegno del 1983 a Denver, nel Colorado, si dette il nome di “People With Aids”, “Persone Con Aids”, che oggi viene comunemente siglato in “PWA”. L’origine di questa definizione sembra risalire a Mark Feldman che, durante una marcia con le candele tenutasi a San Francisco un mese prima della sua morte, disse: “Il 1 novembre del 1982 io ero una persona, un essere umano. Il 23 dello stesso mese, la mia diagnosi e tutta la gente mi etichettava come una vittima. Poi, cominciarono a chiamarmi ‘persona con aids’. Ebbene, come tanti di noi gia’ sanno, io sto cercando di dare una definizione di me stesso. Io sono una persona con aids, un essere umano, non una vittima, e divento un paziente solo quando vado all’ospedale…” (cfr. Dennis Altman, Aids in the Mind of America, Anchor, New York, 1987). I francesi usano talvolta, a meta’ tra l’ironico ed il polemico, “sidatique”, come gia’ dicono “chole’rique” (“coleroso”), “syphilitique” (“sifilitico”), “herpe’tique” (“che ha l’herpes”), e via di questo passo. Noi, su Ompo, usiamo l’acronimo “PWA”, tutto maiuscolo perche’ non e’ una parola entrata nell’uso comune (e probabilmente non ci entrera’ mai), e perche’ il nostro periodico si rivolge soprattutto ad un pubblico di “addetti ai lavori” che non hanno difficolta’ ad interpretare le decine di sigle delle quali sono infarciti i nostri articoli. Ma siamo coscienti della necessita’ di un termine breve, riassuntivo, che non costringa l’italiano medio a estenuanti “calembours” o giri di parole. Non i puo’ quotidianamente dire o scrivere “persona con aids”. Poiche’ noi italiani, unici tra tutti i latini abbiamo adottato l’inglese “aids”, invece del piu’ confacente “sida”, ne dovrebbe conseguire che la “persona con aids” andrebbe definita “aidsitica”: parola impronunciabile, difficile e troppo vicina a “stitica”. A parte i problemi di assonanza, le “PWA” sono tutto, meno che stitiche. Anzi, il primo tra i sintomi della sindrome e’ una diarrea profusa e inarrestabile. Potremmo provare con una sine’ddoche, estrapolando uno dei componenti della sigla (Sindrome Immuno-Deficitaria Acquisita) pe indicare il tutto del male. Ma quale? “Sindromatico”? Ma la “sindrome” e’ un insieme di segni e sintomi che possono fornire infinite diagnosi. “Immunodeficitario”? Forse andrebbe anche bene, ma e’ troppo lungo e vago, cosi’ com’e’ vago e onnicomprensivo “immunodepresso”. “Acquisito”? non ha alcun senso. Forse bisogna recuperare la versione latina di “aids”, cioe’ “sida”, e da questa fare come i francesi (e gli spagnoli e i portoghesi), derivandone “sidatico”. Non dobbiamo dimenticare, comunque, che questa parola e’ estremamente vicina a “sotadico”. La Satira Sotadica di Luisa Sigea e’ un libro licenzioso di Nicolas Charter, mentre le “fasce sodiche”, se la memoria non m’inganna, erano quelle zone del globo terrestre nelle quali (secondo Richard Burton) era maggiormente diffusa l’omosessualita’! In ogni caso bisogna decidersi ad adottare un linguaggio comune, comprensibile da tutti. Anche nella pronuncia di “aids” abbiamo i soliti problemi derivati dall’ambiguita’ di una sigla anglosassone per niente duttile alle necessita’ della nostra lingua. Cosi’, i piu’ sofisticati pronunciano “e’iz”, gli indecisi “ai(d)z”, i precisi “aiddiesse”… per ragioni fonetiche, e in apparente contraddizione con quanto detto sopra sulle sigle che diventano nomi comuni, crediamo che in questo caso si debba dire proprio “aiddiesse”, pronunciando, cioe’, tutte le singole lettere che compongono la sigla A.I.D.S. Percio’, visto che la responsabilita’ di un uso corretto della nostra lingua, e di quanto nella nostra lingua ci viene dall’estero, oggi ricade in larghissima parte sulla stampa, la radio e la televisione, i giornalisti devono poter essere messi in grado di svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile e con tutti gli strumenti adatti. Questo articolo, insieme ad un altro pubblicato sul nostro periodico in merito ai problemi di terminologia sollevati dalla problematica aids (come si dice: “Ka’posi” o “Kapo’si” o “Kaposi’”, “emofiliaco” oppure “emofilico”, ecc., Ompo N° 84, giugno 1985), cerca di venire incontro anche a questi problemi di linguaggio che potrebbero sembrare futili, ma non lo sono per niente. Basta pensare che, molto spesso, chi ci telefona in redazione perde i primi cinque minuti cercando di mettere insieme parole che non conosce bene o che non capisce affatto, oppure usando frasi perifrastiche imbarazzanti, come quel giovano che ci ha chiamato ed ha esordito affermando: “Io sono uno di quelli che hanno l’aids…”. Percio’, giornalisti, ancora uno sforzo! Cerchiamo, tutti quanti insieme, di usare un linguaggio comune, chiaro, facilmente comprensibile e onesto senza essere allarmante e ricordiamoci che perfino nella scelta grafica di una parola si puo’ fare del terrorismo, e A.I.D.S. e’ molto piu’ “paralizzante” di aids. Massimo Consoli

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26 giugno 2007

news 26 giugno

L'ALTRO MARTEDÌ
LA TRASMISSIONE DI
CULTURA
ED INFORMAZIONE OMOSESSUALE DI
RADIO POPOLARE
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 26 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Speciale Pet Shop Boys a cura
di Piergiorgio Pardo e intervista a Nerina Milletti curatrice del
saggio Fuori della Norma Storie lesbiche nell'Italia della prima metÃ
del Novecento Rosenberg&Sellier Edizioni. omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it satellite
Eutelsat Hot Bird 13° Est,


COMITATO TECNICO CONSULTIVO, PER LA
COOPERAZIONE E LO SVILUPPO.
CONVEGNO SULLE “DIFFERENZE DI GENERE E
PROSPETTIVE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”.
Si svolgerà a Pescara il giorno 2 luglio 2007, alle ore 16.30 presso il Museo Vittoria
Colonna (lungomare Matteotti – P.zza 1° maggio) il Convegno sulle
“Differenze di genere e prospettive della cooperazione
internazionale.
Partecipano il Presidente della Regione Abruzzo Sen. Ottaviano Del
Turco, il Ministro Marlene Mungunda della Regione di Namibia e sarÃ
concluso dalla Vice Ministra agli Esteri Patrizia Sentielli (delega
alla Cooperazione Internazionale). Il Convegno è organizzato dalla
Regione Abruzzo insieme alla ONG CESTAS di Bologna e alla Istituzione
Comunale di Pescara.
FONTE Regione Abruzzo

COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE RADICALE
“IGNAZIO SILONE”
L'Associazione radicale "Ignazio
Silone" rivolge un appello ai cittadini aquilani di ogni età e idea
politica a collaborare e partecipare al Comitato Per I 4 Referendum
Regionali per la riduzione dei costi della politica: eliminazione
dell'aumento del 50 % delle indennità , abrogazione dei vitalizi per
consiglieri della Regione Abruzzo e tutti i suoi Enti Strumentali. A
luglio inizia la raccolta delle firme ed abbiamo bisogno di molto aiuto
per poter riuscire a raccogliere le 25.000 firme necessarie. Le
adesioni vanno rivolte al 348 101 8898 ed all'indirizzo
gino@associazioneradicale.org
Gino Antognetti segretario dell'Ass.
Radicale "Ignazio Silone"


COMUNICATO STAMPA
Napoli, 23/6/2007
DOVE
C´È GAY PRIDE C´È ARCIGAY NAPOLI
L´Arcigay "Antinoo" di Napoli,
massicciamente presente il 16 giugno al Gay Pride Nazionale unitario di
Roma (http://www.romapride.it) ed al "Christopher Street Day" di Milano
svolto lo scorso sabato 23 (http://www.pridemilano.org), aderisce e
partecipa con proprie delegazioni ai Gay Pride cittadini organizzati
fino a luglio in diverse città d´Italia, da Catania a Torino.
"Lavorando per i diritti delle persone GLBT su un territorio, Napoli e
la Campania, che hanno il primato negativo in Italia per l'assenza di
leggi a beneficio delle persone omosessuali e transessuali, dove pare
che i cittadini glbt non esistano proprio, viviamo con intensità e
partecipazione i Gay Pride e riteniamo particolarmente importanti le
grandi manifestazioni simboliche di piazza che il movimento gay sta
realizzando in queste settimane", afferma Salvatore Simioli, presidente
dell´Arcigay di Napoli, "come ogni anno realizzeremo degli eventi
cittadini a Napoli nella settimana del 28 giugno e lavoriamo per
riportare presto un Gay Pride Nazionale a Napoli". L´Arcigay di Napoli
sarà presente al Gay Pride di Catania del 7 luglio (http://www1.
autistici.org/openmind/ctpride07.htm) ed al Torino Pride il prossimo 30
giugno (http://www.torinopride2006.it).


COMUNICATO STAMPA
“IL DITO E
LA LUNA”
Il 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 ( Roma)
Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo
“SYNAPSYS” edito
da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera
del’autrice Maurizio Gregorini, scrittore, poeta, giornalista. L’
evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si
svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel
Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio
Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio
dell’anima
nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio
nella
cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli
amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice,
appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere
profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di
emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In
un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte,
Dee
e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano
ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela
subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco
di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace.
Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un
suono
subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una
iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La
terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più
vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di
frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma
non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’
incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti. Ufficio stampa Lorenzo
Miconi
3479077549 milo4you@yahoo.it


28 GIUGNO 2007
FESTA DI
INAUGURAZIONE CON I TIENNETTI IN CONCERTO
L’attesissima serata di
inaugurazione del Gay Village verrà animata dalla presenza trascinante
dei Tiennettì, la band capitolina caratterizzata da un sound
coinvolgente e creativo in cui si riconoscono le calde sonorità della
black music ma anche l’energia degli anni ’70 e della musica dance.
La
loro formazione è composta Andrea Pietrangeli alla voce e chitarra
acustica, Annalisa Valentini alla voce, Nik Giannelli alla chitarra
elettrica e Francesco Davia al sax. Andrea Pietrangeli, supporter delle
turnee live di Paolo Belli, è stato ospitato dalle più importanti
trasmissioni televisive dedicate alla musica, fra cui Red Ronnie,
Girofestival, Match Music e Avanzi, arrivando finalista insieme alla
prima formazione Tiennettì al festival di San Marino 2001. La voce di
Annalisa Valentini è anche conosciuta daagli affezionati di Talk Radio
106.3 dove dal 2001 è speaker della trasmissione radiofonica
“Statebenecosì”. I Tiennettì hanno all’attivo due fortunati
singoli,
vari tour radiofonici, videoclips, televisione ma soprattutto molto
live e si sono esibite in più di 350 date in due anni. Sono il gruppo
resident all' ART CAFE' di Roma, ogni venerdì dalle 22 nella splendida
cornice di Villa Borghese, in viale del Galoppatoio 33. Da marzo 2007
è
in corso il loro progetto di inediti. INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it


IL
COORDINAMENTO TORINO PRIDE
Organizza: APERITIVO CON ARTE! ALLO SPAZZI
di via Virle 21 Torino ore 19.30 Presentazione della Prima Antologia di
Teatro Lesbico ScAtti di Teatro Lesbico a cura di Eleonora Dall'Ovo Il
Dito e la Luna edizioni e ore 21.00
spettacolo lesbico Sogno di una
notte d'estate con intemezzo lesbico di e con Eleonora dall'Ovo
Lo
spettacolo è la riscrittura in chiave contemporanea e lesbica del
capolavoro Shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate,
ambientato nel locale Witchwood, popolato da streghe lesbiche, che
attraverso i loro eccentrici drinks cambiano i destini delle
clienti, risvegliando in loro i desideri più nascosti. Al Witchwood,
come nel bosco shakespeariano, regna la sola legge dell’istinto e
seguendo di pari passo l’intreccio ideato da Shakespeare, la barista
Lele, trasposizione contemporanea del dispettoso folletto Puck,
trovandosi di fronte a due arroganti coppie etero, si divertirà ad
innescare in loro sinapsi omoerotiche invertendole in coppie
omosessuali. Lele come Puck seminerà il disordine in tutto locale,
beffandosi di ogni regola del gioco e i colpi di scena non mancheranno
di divertire il pubblico in platea.


TEATRO: SONO DIVENTATO ETERO !
Sabato 30 Giugno, ore 20,00 presso la libreria Bibli di Via dei
Fienaroli, 28 Roma (zona trastevere), l'autore/regista Lorenzo De Feo
mette in scena la commedia Sono diventato Etero! Prima della
rappresentazione un buffet attenderà gli spettatori Ingresso con
consumazione 10 euro. E’ consigliata la prenotazione 06.588.40.97
06.581.45.34 info@bibli.it Con il patrocinio di Arcigay-Roma,
GayHelpLine, DiGayProject, AGeDO e Fonòpoli. allestimento
scenico/video
Filippo Paris musiche originali Francesco Crispo disegno luci/tecnico
audio Tony Di Tore idea costumi Iaio Migliaccio aiuto regia Antonio
Lupi e Filippo Paris regia Lorenzo De Feo. Quale grande disonore per
una madre scoprire che Marco, l’unico figlio, felicemente omosessuale
ed accettato dalla famiglia e dalla società , si scopre d’improvviso
eterosessuale. Bisogna fare qualcosa! Fortunatamente dalla sua parte
c'e Dodo, il migliore amico di Marco e di questo segretamente
innamorato. Madre ed amico si trasferiscono - naturalmente senza
chiedere alcun consenso - a casa di Marco. Dove Isabella, che ha un
oscuro passato nei servizi segreti, non ha difficoltà ad escogitare
sottili strategie e subdoli appostamenti per controllare e salvare il
figlioletto adorato
Marco ha realmente cambiato gusti ed abitudini
sessuali o cè sotto qualcosa? Il giallo si infittisce! Una girandola
di
nomi, personaggi virtuali e non contribuiscono a complicare la vicenda.
Solo nell’ultima battuta si svela l’arcano e torna a splendere il
sereno? Sono diventato etero! non è la classica commedia degli
equivoci
e non è del tutto frutto della fantasia dell’autore; ha in effetti
diversi spunti dalla vita reale e, soprattutto, da personaggi reali.
Una storia solo apparentemente paradossale, in cui è possibile
riconoscersi. Lorenzo de Feo nasce a Napoli nel 1965. La sua attivitÃ
teatrale comincia da giovanissimo: nell81, infatti, agli studi
scolastici alterna l’impegno per il teatro studiando mimo,
recitazione
e drammaturgia sotto la guida di M. Santella, M. Monetta, M. Perez, F.
Bovicelli. Una volta ottenuto il diploma di Maestro dArte si
trasferisce a Roma, dove prosegue la propria attività in teatro,
cinema
e televisione, incontrando maestri come R. Campese, M. Moretti, G.
Landi, Linsday Kemp e Marcel Marceau. Partito dalle Arti Grafiche,
passa per il Teatro per arrivare alla Drammaturgia e Regia. E dal 2000
responsabile della sezione teatrale, nonché curatore artistico degli
eventi di Fonòpoli. Tra i suoi testi troviamo: Povero Vampiro (romanzo
fantasy), E morta zia Agata! (commedia musicale), Bang! ancora un
giallo a Fumetti!?! (commedia teatrale e radiodramma, che ha ottenuto
due riconoscimenti per la drammaturgia), Caro, ti presento il tuo
amante! (atto unico), Sono diventato etero! (commedia teatrale), Tanti
auguri a te! Mettetevi a nudo cè una festa! (commedia teatrale) e
Agro-
Dolce in Salmì (soggetto giallo/brillante per mini-serie TV).
FONTE
DìGayProject
Per informazioni
Lorenzo De Feo 328.61.96.901 bang@inwind.
it


COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA “LE MAREE” NAPOLI
presenta: Martedì
26 giugno 2007 h. 19.00 Fede, sessualità , diritti. Incontro aperto con
Don Franco Barbero. Introduce Giordana Curati. Presso EVALUNA la
libreria delle donne. CHI E’ DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a
Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni
di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una
parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo
impegno
nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973
fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze
parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da
oltre
40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in
attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione
teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di
separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno
dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro
condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei
suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una
spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e
preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità ,
nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e
teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in
Italia e all'estero. Arcilesbica “Le Maree” Napoli - Vico San
Geronimo
19 Contatti Stampa: Segreteria Evaluna +39 081. 29.23.72 www.evaluna.it
- libreriadelledonne@evaluna.it - Arcilesbica “Le Maree” Napoli
Vico
San Geronimo 19 napoli@arcilesbica.it - http://arcilesbicanapoli.
wordpress.com/


"LA TERRA:
IL NOSTRO PIANETA CHE CAMBIA":
7.000
scienziati per studiare la terra
Durante la XXIV assemblea di Iugg
(International Union of Geodesy and Geophysics) dedicata al tema “La
Terra: il nostro pianeta che cambia”, a Perugia dal 2 al 13 luglio
2007. IUGG è un’organizzazione non governativa che riunisce sette
associazioni internazionali e interdisciplinari di scienze della Terra,
e che promuove la ricerca scientifica. A Perugia si terranno oltre 220
convegni e incontri e sono attese per due settimane circa 10.000
persone. “Avere ottenuto che si tenga in Italia, dopo più di
cinquanta
anni dall’edizione inaugurata a Roma da Papa Pio XII, è un successo
per
l’intera comunità scientifica nazionale”, dice il prof. Ubertini.
“La
partecipazione è imponente, si sono iscritti studiosi persino da
Yemen,
Botswana, Isole Fiji e Comore. Inoltre, dai titoli si intuisce la forza
di studi quali quelli su prevedibilità degli eventi calamitosi,
variazioni climatiche globali, influenza della radiazione solare
sull’
ecosistema, mutazioni ed inversioni del campo magnetico terrestre. Ma
non mancano lavori come “ghiaccio extraterrestre” o “magnetismo
extraterrestre”. Verrà inoltre sancita una nuova associazione in
seno
alla IUGG, l’UCCS (Union Commission Cryospheric Sciences)”.
L’Assemblea
Iugg arriva in un momento di ampia attenzione per le tematiche
ambientali, quali il deficit di risorse idriche. Dice ancora Ubertini:
“Se il rischio di desertificazione per l’Italia è, in realtà ,
difficilmente realizzabile, è invece possibile un aggravamento del
deficit idrico di alcune zone. In Europa tale deficit nel 2003 ha
causato oltre 10 miliardi di euro di danni e il depauperamento idrico
è
stato anche causa di un peggioramento qualitativo dell’acqua dovuto
al
minor tempo di ritenzione e depurazione naturale. E’ necessario,
pertanto, individuare modalità di prevenzione e mitigazione dei
consumi: negli ultimi 100 anni, il fabbisogno giornaliero in Italia si
è innalzato da 50 fino a 500 litri per persona e in media nei Paesi
mediterranei la domanda è raddoppiata negli ultimi 50 anni e ha
raggiunto i 290 miliardi di m3 annui. Gli incrementi più elevati sono
in Turchia, Siria e Francia, e le previsioni al 2025 stimano una
crescita del 25% dei consumi in Turchia, Siria ed Egitto. L’uso
irriguo
rappresenta circa il 65% del consumo idrico per i Paesi mediterranei,
anche conseguentemente all’aumento delle aree irrigate passate negli
ultimi 40 anni da 11 a 20 milioni di ettari (in particolare in Turchia
e in Spagna). L’approvvigionamento idrico deve diventare, quindi, una
priorità assoluta, soprattutto attraverso la manutenzione delle reti
che in Italia presentano perdite con punte del 40%”. Informazioni
tel.
075-5014415 e-mail: secretary@iugg2007perugia.it Fonte:www.iorisparmio.
eu INVIATO DA Promiseland.it


NESSUNO TOCCHI CAINO
23.06.2007
PENA
DI MORTE, BONINO: UN SUCCESSO RADICALE, BENE D'ALEMA - 18 giugno 2007:
"E' un successo che va certamente ascritto all'iniziativa nonviolenta
radicale". Così a Radio Radicale il ministro Emma Bonino commenta la
decisione del Consiglio dei ministri degli Esteri europeo di presentare
all'Onu una risoluzione per la moratoria della pena di morte. "Penso -
ha aggiunto il ministro - che la posizione ferma tenuta dal ministro
D'Alema abbia consentito una mediazione importante"."Dico che è un
successo - prosegue Bonino - perché conosco bene quanto sia difficile
avere l'unanimità dei 27 Paesi dell'Ue. E' il risultato della tenacia
e
di costi personali notevolissimi dei radicali che hanno saputo premere
con determinazione sulla stessa tenuta del governo italiano affinché
non si consentissero più rinvii senza data". "E' chiaro però che
adesso
bisogna non demordere e rilanciare, in modo da arrivare a settembre con
il maggior numero di co-firmatari e co-sponsor possibile, per arrivare
ad una grande vittoria appena si aprirà all'Onu la fase dei capitoli
tematici, ivi compreso quello sui diritti umani nel quale verrÃ
inserito il tema della pena di morte. "Grazie ai digiunatori -
conclude - a Marco Pannella, a Sergio D'Elia e a tutti gli altri che
hanno saputo non demordere, rafforzando la determinazione del governo
italiano. Siamo entrati in consiglio dei ministri dell'Ue 26 a 1 e ne
siamo usciti con una mediazione vincolante per tutti".
PENA DI MORTE.
NESSUNO TOCCHI CAINO ED IL PARTITO RADICALE RASSICURANO FRATTINI E
WALDNER - 19 giugno 2007: In merito alle dichiarazioni di ulteriore
rinvio di Christiane Hohmann portavoce del Commissario europeo per le
Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner e ai dubbi che ancora nutre
il Vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini
sull’esito
del voto all’Assemblea Generale dell’ONU della risoluzione pro
moratoria, Sergio d’Elia deputato radicale della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriera
hanno dichiarato: “Vogliamo rassicurare la Commissaria europea Benita
Ferrero-Waldner ed il Vicepresidente Franco Frattini che
all’Assemblea
Generale dell’ONU esistono tutte le condizioni per vincere sulla
moratoria universale. Infatti in base alle posizioni di voto sulla
moratoria espresse dal 1997 al 2005 alla Commissione ONU per i Diritti
Umani, tenuto conto anche delle firme (93) alla Dichiarazione di
associazione e della evoluzione giuridica e politica dei vari paesi
sulla pena di morte, una risoluzione “per la moratoria delle
esecuzioni
in vista dell’abolizione” otterrà in Assemblea Generale una
maggioranza
certa: dai 105 ai 108 paesi voteranno a favore, la maggioranza assoluta
dei 192 paesi membri dell’ONU, una maggioranza che non potrà mai
essere
intaccata dai contrari (dai 61 ai 68), tenuto conto anche dei non pochi
paesi che si asterranno (dai 16 ai 19) e dei paesi indecisi (7). Sono
d’
altro canto solo 50 i paesi che mantengono la pena di morte sui 192 che
compongono l’Assemblea Generale dell’ONU. Ricordiamo a Frattini,
che
quando nel 2003 era a capo della Farnesina fece verificare le nostre
previsioni per riconoscerle esatte al 99%. Forse sarebbe bene che
stesse meno a Bruxelles e frequentasse un pò di più il capo del suo
partito Silvio Berlusconi il quale si è espresso anche recentemente a
favore dell’iniziativa per la presentazione immediata della moratoria
all’ONU.”
PENA DI MORTE. PANNELLA E CAPPATO: OSTRACISMO DELLA
COMMISSIONE TRAVESTITO DA PRUDENZA -19 giugno 2007: In merito alle
dichiarazioni rese da Christiane Hohmann portavoce del Commissario
europeo per le Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner e
apparentemente convalidate anche dal Vice Presidente della Commissione
Franco Frattini, i parlamentari europei radicali Marco Pannella e Marco
Cappato hanno dichiarato quanto segue: “Le dichiarazioni della
portavoce Christiane Hohmann della Commissaria per le Relazioni
Esterne, Benita Ferrero-Waldner mostrano in modo eloquente che il
comportamento ostracistico che ha ritardato di almeno 13 anni la
proclamazione della Moratoria Universale da parte dell’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite continua ad avere "portavoci" che, ormai,
dopo le reiterate deliberazioni del Parlamento europeo e ora, dopo la
riunione di ieri a Lussemburgo, anche del CAGRE e del Consiglio europeo
non sono più decentemente compatibili con la realtà della ComunitÃ
Internazionale ed in particolare della stessa Unione Europea. Le
valutazioni che pretendono di essere “prudenti” da parte della
suddetta
"portavoce" sono assolutamente infondate, malamente pretestuose e
sembrano scritte sotto dettatura di coloro che, oscuro potere
burocratico, pretendevano e pretendono di continuare nell’opera
ostracistica, letteralmente imbrogliando i dati reali della situazione
europea e delle Nazioni Unite. Le dichiarazioni attribuite, e non
ancora smentite, anche dal Commissario Franco Frattini, sembrerebbero
ripetere il grave errore che, nel 2003, indusse la Commissione europea
ed il CAGRE a non ottemperare ai mandati parlamentari e agli impegni
del Governo del quale Frattini era Ministro degli Esteri e
sembrerebbero oggi aperta sconfessione e falsificazione dei deliberati
del Parlamento europeo e della riunione di ieri a Lussemburgo. Che ora
abbiamo “un anno” di tempo è errato, falso! Così, ovviamente si
arriverebbe di nuovo a creare e pretestare i famigerati "ostacoli
tecnici" che hanno motivato la riunione del CAGRE a fissare a
settembre, all’apertura della nuova Assemblea Generale dell’ONU, la
presentazione della risoluzione Pro Moratoria, "ostacoli" creati con
incredibili errori e ritardi. La Commissaria Benita Ferrero-Waldner,
d’
altra parte, in pieno Parlamento europeo – subito sconfessata da un
voto unanime – aveva sostenuto che la Moratoria potrebbe costituire
un
ostacolo e non un passo definitivo verso l’abolizione! Tesi, che, da
tempo ormai, è stata respinta perfino dal "Terzo Congresso Mondiale
Contro la Pena di Morte" e da "Amnesty . PENA MORTE. CANGELOSI,
MORATORIA AD ASSEMBLEA ONU ENTRO OTTOBRE - 19 giugno 2007: La
presentazione della moratoria sulla pena di morte all'Assemblea
plenaria dell'Onu dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre, mentre il
voto è possibile, anche se non certo, entro fine 2007. Il
rappresentante permanente d'Italia presso l'Ue, ambasciatore Rocco
Cangelosi, ha precisato così la situazione dell'iniziativa italiana
fatta propria ieri dall'Ue, che con all'unanimità a Lussemburgo ha
deciso di presentare l'iniziativa alla prossima sessione
dell'Assemblea, che inizia a fine settembre. Una precisazione giunta
anche a chiarire una certa confusione provocata dalle dichiarazione di
una portavoce del commissario europeo Benita Ferrero-Waldner, che,
salutando positivamente la decisione di ieri, ha però parlato di "un
anno di tempo" per la presentazione e il voto sulla moratoria. Una
confusione alimentata anche dal fatto che le conclusioni della riunione
di ieri a Lussemburgo si limitano ad affermare che "il Consiglio ha
deciso che l'Ue presenterà , nel quadro di un'alleanza interregionale,
una risoluzione contro la pena di morte nella 62ma Assemblea", senza
specificare in quale momento. Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema,
ma anche fonti del Consiglio Ue, ha però affermato con chiarezza che
l'iniziativa partirà subito, senza indugi. "L'Unione Europea - ha
confermato Cangelosi - presenterà sin dall'inizio della sessione la
richiesta di sottoporre all'Assemblea la proposta di moratoria. Abbiamo
già il testo su cui c'è un accordo unanime, si tratta di organizzare
la
presentazione con i co-sponsor". Il rappresentante permanente a
Bruxelles ha spiegato che si tratta di avanzare richiesta formale alla
presidenza di turno dell'Assemblea, che la sottoporrà all'esame dei
comitati, per poi sottoporre al voto, a maggioranza semplice,
dell'Assemblea l'inserimento della questione nell'ordine del giorno.
"Una procedura - ha spiegato Cangelosi - che dovrebbe richiedere un
mesetto al massimo", dunque la proposta dovrebbe approdare
ufficialmente all'Assemblea entro fine ottobre. Ci saranno poi i tempi
necessari per il voto, ma per il diplomatico "è plausibile" che vi si
arrivi entro fine 2007. "Il nostro auspicio - ha detto l'ambasciatore -
è che si proceda rapidamente"."E' altamente improbabile - dicono
inoltre alla Farnesina - che qualche stato membro, dopo aver approvato
la decisione sulla presentazione della moratoria alla prossima sessione
- si metta improvvisamente a chiedere un rinvio. Quando il ministro
D'Alema e il collega francese Bernard Kouchner hanno parlato di inizio
assemblea a Lussemburgo nessuno ha battuto ciglio". Le affermazioni
della portavoce della Ferrero-Waldner, del resto, non hanno trovato
riscontro in altri settore della Commissione Europea. Nella direzione
generale guidata dal vicepresidente Franco Frattini, tuttavia, prevale
una certa prudenza, ricordando che trovare un numero sufficiente di
consensi in seno all'Alleanza potrebbe rivelarsi piuttosto complicato.
Per cui, se è attesa una presentazione rapida della moratoria, per il
reperimento dei consensi necessari i tempi potrebbero essere un po'
più
lunghi di quanto auspicato dall'Italia.

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11 giugno 2007

news 11 giugno

PROCESSATI E CONDANNATI DUE RADICALI RUSSI PER IL GAY PRIDE DI MOSCA
Gay pride di Mosca: processati e condannati i due radicali russi Nikolaj Khramov e Nikolay
Alekseev per aver disobbedito alle disdal giudice "pretestuose". I due
russi parteciperanno al gay pride di Roma del prossimo 16 giugno 2007.
Venerdì 8 giugno la Giudice di pace della Circoscrizione n. 369 del
quartiere Tverskaja di Mosca, Tat'jana Neverova, ha riconosciuto
colpevole il rappresentante dei radicali russi Nikolaj Khramov per aver
co-promosso il Gay pride di Mosca del 27 maggio scorso. Il radicale
russo è stato condannato per 'disobbedienza alle pretese legittime
degli agenti di polizia' e al pagamento di una multa di mille rubli.
Stessa condanna per Nikolay Alekseev in analogo processo svoltosi ieri
sabato 9 giugno. Nikolay Khramov è uno dei sette organizzatori del Gay
pride di Mosca, che era stato vietato dal Sindaco. Per questo Marco
Cappato, deputato europeo radicale, insieme ad alcuni suoi colleghi
tedeschi e italiani, tra questi Vladimir Luxuria, si erano recati la
mattina di domenica 27 maggio davanti alla residenza del Sindaco di
Mosca per consegnare una petizione firmata da 50 deputati europei
contro la decisione del divieto. Mentre veniva distribuito il testo un
gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso che dava loro
la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti e poi a
picchiare i radicali, seguiti poco dopo dalla polizia che li ha pure
arrestati trattenendo i russi in cella per 24 ore. Durante il processo,
durato più di quattro ore, il tribunale ha interrogato in qualità di
testimoni i poliziotti Gogolev, Zhukov e il vice capo della polizia
S.
P. Medjanikov che hanno reso testimonianze contradditorie, dichiarando
che Khramov ha violato una legge amministrativa. Khramov è stato
quindi
accusato di "dire bugie allo scopo di sottrarsi alla responsabilità di
quanto accaduto"; il giudice non ha quindi dato credito alle
testimonianze rese al tribunale da giornalisti, osservatori
internazionali, deputati e funzionari del Parlamento europeo, tra gli
altri quelle di Marco Cappato e Ottavio Marzocchi, considerandole
'pretestuose'. La domanda di ricusazione del giudice, presentata
dall'Avvocato di Khramov, è stata respinta. Il giudice ha rifiutato di
allegare come prove le foto della 'France Press' dove erano documentate
le violenze contro i manifestanti. Dopo le due sentenze i radicali
russi hanno dichiarato: "Siamo pronti, se necessario, a rivolgerci alla
Corte europea per i diritti umani per dimostrare la nostra innocenza.
Il 16 giugno saremo a Roma, invitati dal Comitato organizzatore del Gay
Pride 2007".
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio 06-689791

NESSUN DOGMA
Parole di laicità . Convegno organizzato da Facciamo Breccia in
occasione del Pride GLBT 2007. Venerdì 15 giugno - dalle 14.30 alle
20,00 - presso la Casa delle Culture di Via S. Crisogono, 45 – Roma.
Già dal suo costituirsi, nell’autunno 2005, il coordinamento
Facciamo
Breccia ha messo a fuoco una duplice e urgente necessità : costruire
una
mobilitazione permanente su laicità e autodeterminazione ostenendo e
alimentando, al contempo, le pratiche di piazza con un percorso di
continuo approfondimento culturale. In occasione del Primo incontro
nazionale su laicità e autodeterminazione (Bologna 12-13 novembre
2005), avevamo cominciato a tematizzare in concetti le pratiche di vita
"non conformi" creando un vocabolario aperto come strumento di
resistenza e di lotta. Da quel primo appuntamento nazionale l’
esperienza della Breccia si è coniugata ad altre lotte, ha acquisito
nuovi strumenti e il desiderio di alimentare questo percorso di
conoscenza e di rivendicazione delle "nostre" parole si è mantenuto
vivo. D’altra parte, i continui attacchi oscurantisti che si
susseguono
da mesi, hanno reso urgente la messa a fuoco di alcune parole-chiave
con cui declinare la categoria di laicità nella vita quotidiana, nelle
esperienze, nei saperi e nelle lotte. Obiettivo è quello di
riappropriarci di un lessico che, a causa delle continue torsioni
ideologiche che subisce, rischia di perdere consistenza e forza. Questo
incontro non pretende di esaurire la complessità di questa tematica
quanto, piuttosto, mira a dotarci di strumenti linguistici necessari al
percorso di liberazione da ogni forma di monocultura confessionalista.
Programma: Saluto dei/le/l* portavoce del Pride 2007 ·
Autodeterminazione Lucilla Ciambotti, Coordinamento Lesbiche Romane ·
Chiesa Lidia Cirillo, Sinistra critica · Diritti e discriminazioni
Michele Grigolo, Istituto universitario europeo · Famiglie Daniela
Danna, sociologa · Informazione Angela Azzaro, giornalista di
Liberazione · Integralismi Collettivo Antagonismogay · Istruzione
Piero
Castello, Cobas scuola · Omofobia Paolo Pedote, scrittore · Vita
Elena
Del Grosso, Genetista Università di Bologna - Rete delle Donne di
Bologna · Welfare Graziella Bertozzo, Azione gay e lesbica - Facciamo
Breccia Coordina: Nicoletta Poidimani
E’ previsto un intervento dell’
UAAR
Info su www.facciamobreccia.org
COMUNICAZIONE RADICALI ROMA
FACCIAMO COPPIA IN-COMUNE! ASSEMBLEA PUBBLICA inerente alla proposta
popolare per istituire a Roma un registro delle Unioni Civili.
Organizzata dall’Associazione Radicali Roma e dalla Rosa nel Pugno.
ROMA,12 GIUGNO 2007 Ore 16.00, Sala Gonzaga, in via della Consolazione
4 Interverranno: Gianluca Quadrana (Capogruppo della Rosa nel Pugno al
Comune di Roma) Massimiliano Iervolino (Segretario dell’Associazione
Radicali Roma) Roberto Giulioli (Capogruppo Sinistra Democratica al
Comune di Roma) Gianluca Santilli (Presidente del consiglio VI°
Municipio, Margherita) Mario Staderini (Capogruppo della Rosa nel Pugno
al I° Municipio) Imma Battaglia (Presidente Di’Gay Project),
Francesco
Paoletti (Rappresentante Circolo Uaar Roma) Gianclaudio Morini
(Tesoriere dell’Associazione Radicali Roma). Inoltre saranno presenti
alcuni consiglieri comunali di Roma che hanno firmato la proposta di
delibera popolare. Durante l’incontro l’Associazione Radicali Roma
renderà pubblica l’iniziativa che ha intenzione di intraprendere in
occasione del Gay Pride nazionale del 16 Giugno per sostenere la
proposta di delibera popolare sulle Unioni Civili a Roma,
un’iniziativa
indirizzata direttamente al Sindaco Veltroni che coinvolge l’opinione
pubblica.
Per informazioni: www.radicaliroma.com Alessandra Pinna 339-
1582226
ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE: SCIOPERO DELLA FAME
Numerose adesioni allo sciopero della fame di Gino Antognetti
Gino
Antognetti, segretario dell'associazione radicale Ignazio Silone, torna
a impegnarsi nelle sue battaglie.
"Dopo 12 mesi esatti mi sento l’
obbligo morale e civile di impegnare le mie energie in un altro
sciopero della fame per dare una mano ai compagni, Pannella, Rita
Bernardini, ed altri 300 sostenitori affinché gli staff della Merkel e
di D’Alema si mettano concretamente a scrivere la Risoluzione sulla
Moratoria Universale della Pena di Morte da proporre alla prossima
assemblea dell’Onu. Non vorremmo ricevere la stessa fregatura del
2003
operata dallo staff del Ministro Frattini che fece decadere il tutto.
Questa volta con l’iniziativa di “Nessuno Tocchi Caino” più
della
maggioranza degli stati membri dell’Onu si sono detti pronti a
firmare,
ma sono passati molti giorni e la risoluzione ancora non è stata
scritta. Siamo preoccupati. Pertanto inizio il mio digiuno a partire
dalle ore 1 di venerdì 8 giugno fino alle 24 di sabato 9. Dedicherò
queste 24 ore alla sensibilizzazione in loco a questa iniziativa
politica straordinaria. Sia grazie a voi, mezzi di informazione, sia al
tradizionale uomo-sandwich". Numerose adesioni allo sciopero della fame
di Gino Antognetti contro la pena di morte: Stefania Pezzopane –
Presidente della Provincia de L’Aquila, Avv. Vincenzo Cipolletta
Segretario Giovani Socialisti ( la Federazione Aquilana dei Giovani
Socialisti offre il pieno e incondizionato appoggio alla iniziativa
radicale sulla moratoria della pena di morte), Enrico Verini –
Margherita, Vice segretario regionale; Stefano Frezza –R.C. ;
Fioravante Mancini – Idv, segreteria aquilana; Giulio Petrilli; Prof.
Romolo Continenza – Docente Facoltà Ingegneria de L’Aquila; Celso
Cioni
– assessore Urbanistica della Provincia, segretario DC; Alberto
Baiocchetti; Andrea Tarquini; Fabrizio Giustizieri, Giuseppe Fantasia.
CIALENTE CON ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE
L'Aquila, 9 giu. -
"Pieno sostegno e totale solidarieta' all'iniziativa di Gino
Antognetti, segretario dell'Associazione radicale Ignazio Silone, che
ha avviato uno sciopero della fame contro la pena di morte e in
sostegno dell'applicazione della mozione Onu che ne sollecita
l'abrogazione nei Paesi che ancora la praticano", sono stati espressi
dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. In una nota il sindaco
ricorda che "sono ancora molte, infatti, in varie parti del mondo, le
nazioni che ancora praticano l'applicazione di pene capitali,
offendendo e negando quel diritto alla vita che e' un valore
fondamentale della nostra societa' ". "Recentemente - aggiunge Cialente
- i rappresentanti di numerosi Paesi hanno marciato uniti, a Roma, fino
a piazza San Pietro, per gridare il proprio no alla pena di morte e
sollecitare il voto di una mozione in tal senso da parte delle Nazioni
unite. A fronte dell'impegno intrapreso dai Governi, tuttavia - precisa
Cialente -, non e' stata ancora redatta la Risoluzione sulla Moratoria
universale della pena capitale, da me peraltro firmata come
parlamentare, da proporre alla prossima assemblea dell'Onu. Il mio
pieno sostegno, come primo cittadino, a chi porta avanti questa
battaglia, e' dettato anche dalla considerazione oggettiva che la pena
di morte, laddove e' in vigore, non ha portato ad alcuna diminuzione
della criminalita' e dei reati per cui viene applicata, continuando
semplicemente ad alimentare la spirale di violenza e di dolore che e'
proprio alla base di quei comportamenti criminosi. L'iniziativa di Gino
Antognetti - conclude il sindaco dell'Aquila - serve dunque a
contribuire alla speranza di un mondo senza pene capitali, per uno
stato di diritto che tuteli davvero la vita in tutti i suoi aspetti".
POCHI STRONZI, MA POTENTI
Rivalutiamo lo Stronzo. La Semantica è una
Scienza inesatta, ma Precisa
Le dittature hanno due variabili:
intensità e ideologia
L'intensità considera efficacia del potere,
rapporto tra forza e consenso, grado di pluralismo, mobilitazione di
massa. L'ideologia invece l'atteggiamento sociale e i valori di fondo
della dittatura verso l'ordine politico-sociale esistente, il tipo di
rappresentanza di classe. E' in base all'intensità che si distingue
tra
autoritarismo, cesarismo, totalitarismo. Nell'autoritarismo
l'intensitÃ
del potere è scarsa, si fa uso del solo potere coercitivo poiché
instaurandosi in società tradizionali non necessita del coinvolgimento
delle masse. Lascia quindi una certa libertà e autonomia, non ha
l'esigenza di controllare tutti gli aspetti della società , rappresenta
il tentativo di alcune élite conservatrici di bloccare il processo di
modernizzazione, ma ci sono stati regimi che hanno tentato di favorire
la modernizzazione traghettando la società verso un nuovo ordine. Juan
Domingo Perón Sosa militare e presidente dell'Argentina è stato uno
dei
leaders più discussi anche per aver dato asilo e nascosto i nazisti in
fuga dai processi per crimini di guerra al termine della Seconda guerra
mondiale . Lo stronzo? Urge rivalutare Lo stronzo. Terapeutico per il
Paese che, allo stronzo, sia ridata dignità semantica, forza
espressiva, ricollocazione storica. Storia che va dalle origini
dell'uomo fino ai giorni nostri e futuri. Urge che il significato
lessicale dello stronzo si riappropri del suo potere umano, secolare.
Ma cos'è Lo stronzo? Qual'è il suo significato originario? Cosa
esprime? Lo stronzo originario ha la sua grande forza. Lo stronzo
attuale invece? Non ha materialità , odore, umore, sapore. E'
pulviscolare, impalpabile, immateriale, aereo: La forza dell'epiteto
stronzo neutralizzata, socializzata, quindi depotenziata l'offesa. La
fisiologia colloca Lo stronzo nella materia corporale: Lo stronzo è un
pezzo, più o meno grande, di merda, di escremento umano, o animale.
Quindi, Lo stronzo, ha grande forza, sicura materialità . Ha la sua
Grandeur, o la sua miseria. Dipende da chi lo produce, Lo stronzo, e
poi, lo depone. Lo stronzo, è patrimonio dello stitico come del
fecondo
produttore. E' è un prodotto universale. Ma soggetto, e strettamente
legato, alla sfera del mentale, della psiche. La parola stronzo è
realtà , esige massimo rispetto, considerazione scientifica, lessicale,
umana, sociale. Identità certa, appropriata finalità . Lo stronzo,
però,
negli ultimi anni è stato svalutato dal «modernizzarsi» del
linguaggio,
sottratta la potenza della forza espressiva del puteolente repulsivo,
dell'infettante, del nauseabondo. Lo stronzo è stato sterilizzato,
reso
etereo, inodore, ridotto a evanescente espressione immateriale, meta-
fisica, astratta. Chi ha privato, Lo stronzo, della sua potenza
semantica? Chi ha lo ha reso immateriale, inodore, acqua fresca? La
moda lessicale, la semantica rivisitata. «La modernizzazione del
linguaggio». Dall'esigenza «morale» del «disinvolto» spettacolare.
Esigenza di «minimalismo disinvolto» rivolto alle masse con
«l'eleganza
popolar-minimalista» del linguaggio. Esigenza ed imperio dettati
dall'«easy going», dall'«osare» linguaggi «nuovi», «moderni»,
«attuali», «del sociale», dell'adeguarsi alla «gente». Esigenza
imposta
dal linguaggio teatrale, cinematografico, letterario, mediatico,
giornalistico, televisivo. Insomma, sottoposto ad una sorta di terapia
celentanoide. E così, Lo stronzo, è stato evirato, castrato,
depotenziato della sua espressività immediata. Reso insignificante.
Un'ameba insomma. Un essere, un'entità , allo stato larvale. Quindi,
inoffensivo. Non più ingiurioso, offensivo, bensì «socializzato».
Privato dell'esigenza del riscatto, del duello all'ultimo sangue che
tutto ristabilisce, tutto lava, riequilibra e redime dall'offesa
subìta. E' ora di riappropriarsi del Potere, del peso specifico che
caratterizzava l'epiteto stronzo. Si dia dello stronzo a chi è
stronzo.
Cioè, un pezzo di merda. Un pezzo di merda con le prerogative della
materia di cui è composto. La merda. Quindi licenza di dare dello
stronzo a chi, e a quanti, si sono approfittati e continuano ad
approfittarsi del proprio potere, dal piccolo al grande. Potere dato
dalla collocazione nei suoi gangli. Collocazione che va
dall'istituzionale al burocratico, dal sociale al sindacale, dal
politico al commerciale, dall'economico al finanziario fino al Potere
editoriale. Dal Potere statale al militare, e, salendo o scendendo per
li rami, Potere e poterelli surrettiziamente ottenuti con il malaffare.
Potere e poterelli esercitati con l'inganno, il sopruso, la
sopraffazione. Potere e poterelli avocati a se' e tenuti ben saldi con
l'inflizione, mafiosa, della umiliazione da posizioni dominanti usate a
piene mani dal burocrate di Stato corrotto come dall'infedele servitore
dello Stato, fino alle consorterie politiche di parte, sull'inerme-
indifeso cittadino. Sul suddito. Lo schiavo. Sudditi e schiavi da
strumentalizzare, depotenziare con l'inflizione della disperazione,
impotenza, paralisi. Poi, mortuaria indifferenza, apatia,
rassegnazione. Quindi assuefazione, e conseguente crollo della
democrazia. Il suddito, lo schiavo, sulla cui pelle fare carriera.
Accumulare danaro, danaro estorto. Dispensare favori in cambio di
omertà . O infliggere, surretiziamente, punizioni oscure, mafiose. Il
suddito, lo schiavo su cui al primo insorgere di segnali - legittimi e
costituzionali - di protesta, di ribellione al Sistema, operare
mutilazioni, asservimento, paralisi. Potere non naturalmente dato,
quindi, dall'affermazione Meritocratica, che è Potere universalmente
riconosciuto, e naturalmente dato dal valore professionale. Alzi la
mano chi, proprio in questi giorni devastanti ed oscuri, non ravvisa
nella terribile sequenza dei fatti che contrappongono Istituzioni a
Istituzioni, Poteri dello Stato a Poteri dello Stato, Poteri finanziari
a Poteri economici, Poteri mediatici a Poteri politici, e viceversa,
l'urgenza di rivalutare il Potere del cittadino elettore di hiamare
eventi e protagonisti con il loro nome: Stronzi. Cosa sono, infatti, se
non pezzi di merda coloro nelle cui sporche mani è stato deposto il
Potere di intercettare, dossierare, schedare, violentare, danneggiare
migliaia di cittadini onesti ed inermi con il favore di Mamma Telecom?
I politici intercettati? Nessuna pietà : i Pio Pompa se li allevano in
seno, e li strapagano, in una partita di reciproca corruzione e
asservimento. In questo Paese è prassi normale spiarsi
trasversalmente,
non solo, ma all'interno stesso della consorteria di appartenenza. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro dalle cui mani è stato concesso, in
cambio di sporchi e disonesti guadagni, e di Poteri economico-
finanziario-politico, il Potere di intercettare, dossierare,
violentare, ricattare migliaia di cittadini onesti ed inermi con le
strumentazioni ed il favore di funzionari e sedi di Mamma Telecom? Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli burocratici di Stato per insabbiare, invalidare,
depotenziare, annullare, deviare denunce ed indagini sulle
intercettazioni illecite della banda degli spioni allevati e foraggiati
a suon di miliardi da Mamma Telecom-Pirelli? Tutto ciò, che è
l'aspetto
più grave ed indigeribile, destabilizzando popolo e istituzioni. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli di Stato per fare, e far fare, carriera negli Apparati
dello Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno
avocato a se', e tuttora coprono sotto l'ombrello di Stato, il fior
fiore dei Masnadieri di Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i
quali compiono le azioni più turpi, corrompono a destra e a manca ma
poi gridano al «Pericolo Peronista»? Peròn? Un galantuomo a
confronto
dei pochi, sempre gli stessi, Stronzi ma Potenti che ci ritroviamo tra
le balle. Succhiatori di sangue, cittadinanza, anima, patria.
Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm
LA DISCONTINUITA’ DELLE CURE SUI MINORI, COME
MALTRATTAMENTO
Lisa Permiani
Chi si occupa della gestione di servizi
per minori, ed in particolare per i minori con un provvedimento dell’
Autorità Giudiziaria, ha mai sentito parlare di discontinuità delle
cure come fattore di compromissione della qualità degli interventi
erogati, potenzialmente assai dannoso per chi di questi interventi
usufruisce? O di rispetto per chi, come psicologo o assistente sociale,
lavora (passando da un contratto di sei mesi all’altro) da anni in un
servizio con impegno e passione costanti? Ciò che è successo, in
modo
tanto plateale quanto silenzioso, in un servizio comunale per la tutela
dei minori della provincia di Milano, fa pensare di no. Un po’ di
cronistoria: un comune indice un bando di gara per la gestione di un
servizio tutela minori. Peccato che le lettere di invito alla
partecipazione al bando di gara vengano inviate alle cooperative
prescelte solo 15 giorni prima della data di scadenza del bando stesso.
Peccato anche che, tra queste cooperative selezionate da un’apposita
commissione di “esperti” tra i dipendenti comunali, alcune non
fossero
assolutamente competenti nella gestione di servizi per minori. Nulla da
meravigliarsi dunque se alla data di scadenza del bando, una sola
cooperativa ha mandato un progetto: aperta la busta, viene
immediatamente cestinata, perché il progetto risulta chiaramente al di
sotto dei criteri minimi richiesti. Scompiglio nella commissione: manca
una sola settimana alla scadenza dei contratti degli psicologi e degli
assistenti sociali, che fare? inutile dire che gli operatori in
questione rimangono all’oscuro di tutto ciò, salvo recuperare
informazioni attraverso voci di corridoio e “soffiate” dall’amica
che
lavora in comune e che telefona al collega sul cellulare riportando le
ultime novità emerse al tavolo tecnico… intanto, però, che fare?
Fissiamo o no il colloquio con la mamma di Jennifer la settimana
prossima? è il caso di iniziare il sostegno psicologico con Tommaso,
e
che senso diamo al progetto di affido per Carolina? Due giorni prima
della scadenza, colpo di scena: una delle esperte della commissione si
ricorda di una cooperativa che potrebbe risolvere il problema… ecco
quindi che esce dal cappello il nome di una nota associazione di
psicologi e psicoterapeuti specializzata in interventi psicologici
nell’
ambito dell’infanzia e dell’adolescenza. Una telefonata, ed è
fatta, il
progetto arriva. Pare perfetto, i funzionari comunali sono in
visibilio. Parte il rinnovo del contratto degli psicologi: stavolta per
15 giorni. La cooperativa deve valutare ciascun operatore prima di
inserirlo nell’organico, questo periodo servirà ad una reciproca
conoscenza, e ad un eventuale passaggio di casi, spiega il responsabile
dei servizi sociali. Ma, al termine dei quindici giorni, l’incarico
di
psicologi e assistenti sociali sarà rinnovato o no? Nessuna risposta,
tocca alla cooperativa decidere, il comune se ne lava le mani. Così
come non pare curarsi del fatto che, mentre la cooperativa
“valuta”, i
progetti sui minori rimangono in stallo, i colloqui rimandati a data da
destinarsi, le valutazioni richieste dal Tribunale sospese. Le
difficoltà delle famiglie, i sintomi dei bambini, i comportamenti
maltrattanti dei genitori sui figli, però, quelli no, non si
sospendono. Poco importa, pare, all’amministrazione comunale e tanto
meno al responsabile della cooperativa entrante (uno psicoterapeuta)
che con una telefonata comunica a psicologi e assistenti sociali che
alla scadenza del contratto, ovvero una settimana più tardi, il loro
incarico non sarà più rinnovato. Motivazioni? Chiede una delle
operatrici “liquidate”. “Mah, forse, insomma, sa, ci sono i
soci
della cooperativa, e poi forse dottoressa lei non si è impegnata
abbastanza…non lo so, guardi, è solo un’impressione…ma se vuole
ne
parliamo di persona”. L’operatrice accetta la proposta di un
colloquio
con il responsabile, per ricevere lumi sulle motivazioni della scelta.
Lascia più volte il numero di telefono alla segretaria della
cooperativa, in attesa di una chiamata che non arriverà mai. Negli
ultimi tre giorni utili, gli psicologi e gli assistenti sociali “in
scadenza” devono affrettarsi a comunicare ai bambini, ai loro
genitori, che “spiacenti, non potremo più seguirvi, sì, a partire
giÃ
da lunedì, no, non sappiamo chi verrà al nostro posto, né quando”
…Infatti nessun passaggio di casi è stato previsto, e gli utenti del
servizio sono lasciati nel buio, ad aspettare. Alcuni di loro,
esasperati, promettono che non ricominceranno da capo a raccontare la
loro vita a degli sconosciuti, quando lo hanno dovuto fare magari giÃ
due o tre volte nell’arco di un paio d’anni. In ogni caso, per
almeno
un mese nessuno glielo chiederà . Credo che una modalità di gestione
centrata solo sul rendiconto economico, o sul criterio della
minimizzazione del disagio (non però quello dei bambini, ma quello
degli operatori e funzionari comunali) che se ne infischia della
qualità del servizio, della continuità delle cure, del disagio di
minori per cui il tribunale ha richiesto degli interventi urgenti, non
sia accettabile, in un servizio la cui anima consiste nell’offrire,
su
mandato dell’autorità giudiziaria, una nuova chance a bambini
maltrattati e ai loro genitori. Credo anche che manovrare gli operatori
come pedine di un gioco di dama, dove l’amico, quello del tuo stesso
colore di “scuola”, elimina il non amico, ovvero quello
dell’”altra
scuola”, al di là di qualsiasi valutazione seria di competenze,
esperienze, titoli, sia un segnale di decadenza del sistema, che –
tra
l’altro - non fa onore a chi, funzionario comunale, o, peggio,
psicologo e psicoterapeuta di fama, di queste manovre è il
burattinaio.
FONTE Altrapsicologia.it
I FATTI DELLA SECOLARIZZAZIONE.
LE PAROLE
DELLA POLITICA.
CGIL Nazionale Settore Nuovi Diritti Fondazione
Critica Liberale. Presentazione del Terzo Rapporto sulla
secolarizzazione e la laicità in Italia 13 giugno 2007, ore 15,30
Centro Congressi Cavour, Roma, via Cavour 50/a Introduzione: La
secolarizzazione della società italiana, Silvia Sansonetti - Curatrice
del Rapporto sulla secolarizzazione del Settore Nuovi Diritti della
CGIL Nazionale e della Fondazione Critica Liberale. La politica per una
società che cambia Coordina: Enzo Marzo - Fondazione Critica
Liberale,
Presidente Natale D'Amico – Ulivo, Senatore, portaparola del gruppo
italiano dell'Internazionale liberale Franco Grillini – Sinistra
democratica, Deputato Franco Monaco – Margherita, Deputato,
firmatario
della "lettera dei 60" Maurizio Turco – Rosa nel Pugno, Deputato. La
società italiana fra secolarizzazione e laicità : Coordina: Maria
Gigliola Toniollo - CGIL Nazionale, Responsabile del Settore Nuovi
Diritti Gilberto Corbellini – ordinario di Storia della Medicina,
Univ. La Sapienza Roma Ettore Masina - giornalista e scrittore,
firmatario dell'appello alla Cei sul problema delle coppie di fatto
Paolo Naso - direttore di "Protestantesimo " Rai2 Ines Valanzuolo - il
paese delle donne Conclusioni Morena Piccinini - Segreteria
confederale CGIL
L’ALTRO MARTEDI
RADIO POPOLARE
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu. Martedì 12 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Luca Bianchini autore del
romanzo Se domani farà bel tempo Mondadori Editore e Elisa Arfini
autrice del saggio Scrivere il sesso Retoriche e narrative della
transessualità Meltemi editore. Radio Popolare FM 107.600 streaming
su
www.radiopopolare.it Email:
omomail@radiopopolare.it

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05 maggio 2007

news 5 maggio

Circolo Mario Mieli, covo di terroristi.
Esprimiamo piena solidarietà ad Andrea Rivera , che per aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale.
Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue
idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come
queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere
la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea
Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare
il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai
più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano
parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei
confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora
tutto il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, che della sua
libertà di pensiero e di critica è fieramente orgoglioso, si autoaccusa
di terrorismo, dal momento che consideriamo che la società che vuole
Ratzinger sia una società buia e intollerante. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, auspica che si levino più forti e numerose da
parte del mondo politico, della cultura, del sindacato e del lavoro, le
voci in solidarietà verso chi ha il coraggio delle proprie idee e di
esprimerle liberamente e in maniera non servile. Non vorremmo
ritrovarci ai tempi dell'Inquisizione e dell'Indice dei libri proibiti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone –
Direttivo Tel. 3497355715


SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: RADICALI E
ASSOCIAZIONE COSCIONI SABATO 5 MAGGIO ALLE ORE 11.00 IN PIAZZA SAN
PIETRO.
Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni
manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato
Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che
prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno
cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO
TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO". Saranno presenti i
deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della
segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed
Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario
dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del
radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca
Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio
Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali
Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.

Arcigay Napoli chiede il riconoscimento delle nuove famiglie sul territorio
Arcigay Napoli
esprime vicinanza ad Udi Napoli e condivisione della richiesta inviata
al Presidente della Giunta Regionale della Campania, all'assessore alle
Politiche Sociali, ai Capigruppo regionali, di ritiro della delibera
pubblicata sul bollettino della Regione Campania n. 40 del 4/9/06, che
assegna fondi per l'acquisto della prima casa a favore di
famiglie
sposate e coppie di nuova costituzione. "La delibera regionale rivela
una arretratezza culturale irrispettosa delle esigenze delle nuove
famiglie, presenti in numero sempre maggiore sul nostro territorio, ed
applicando indirettamente trattamento diverso alle famiglie
monoparentali o alle coppie di fatto, esclude di fatto dal godimento di
benefici tra le altre, le famiglie omosessuali, con o senza figli",
afferma Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli, "la delibera
ignora del tutto che è proprio insistendo su vecchi schemi familiari,
antropologicamente e sociologicamente superati, che si creano tra le
mura domestiche situazioni in cui maturano violenze e soprusi ai danni
di donne, di persone omosesuali o transgender". Arcigay Napoli, nel
domandare, con Udi Napoli, la correzione dei criteri di accesso alla
fruizione di benefici previsti dal bando regionale, per ovviare alle
situazioni di discriminazioni al momento esistenti nei confronti delle
famiglie di fatto basate su vincoli affettivi, chiede: - di istruire
l´ufficio anagrafe, predisponendo la necessaria modulistica, affinché
rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano
richiesta, ai sensi dell´art. 33, comma 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, l'
«Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o
parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi» (come
riconosce l´art. 4 dello stesso Regolamento d´esecuzione), quale
pubblica attestazione delle risultanze delle schede di famiglia tenute
ai sensi dell´art. 21 D.P.R. 30 maggio 1989; - di assicurare ai membri
della famiglia anagrafica, nell´ambito delle proprie competenze e
compatibilmente con la normativa vigente, tutti i procedimenti,
benefici e opportunità amministrative di varia natura, alle medesime
condizioni riconosciute dall'ordinamento alle coppie sposate; - di
sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato,
affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti,
doveri e facoltà alle famiglie diverse da quelle scaturenti dal
matrimonio, siano esse costituite da persone dello stesso sesso, sia
esse monogenitoriali o costituite da conviventi. Nonché a sollecitare
il tema dell´affrancamento delle donne e dei giovani dalla famiglia,
mediante il riconoscimento di garanzie, tutele e vantaggi volti a
garantire la indipendenza e la effettiva autodeterminazione delle donne
e dei giovani.


COMUNICAZIONE ARCIGAY NAPOLI
Al quotidiano "Il Roma" Egregio Gianni De Felice, Mi presento, sono Christian Pinzarrone, trans
FtM e responsabile del Circolo "Anthias" Arcitrans Libellula di Napoli.
Le scrivo in merito al Suo articolo dal titolo "La Asl cade in trans e
addio Casablanca", pubblicato sul quotidiano "Il Roma" lo scorso 26
aprile. Convengo con lei per la chiara e motivata denuncia nei
confronti della cattiva organizzazione delle nostre Asl e della
"malasanità" dilagante sul nostro territorio, in quanto a questi
problemi sociali, come di certo non le sarà sfuggito, anche noi persone
transessuali siamo soggetti. Ritengo però che denunciare queste
problematiche prendendo una posizione non solo avversa ma addirittura,
mi consenta, vile, nei confronti delle persone che hanno un disturbo
dell'identità di genere, costituisca piuttosto uno "status" di comodo...
E' più facile puntare il dito contro chi è già continuamente
surclassato dalla società piuttosto che arrischiarsi a gettare un po'
di luce tra le impervie ombre della stessa e venirne a capo capendone i
malsani meccanismi. Non è certo per aspettare che altri siano a
cancellarsi o inventarsi un "pisello" o una "patatina", come Lei scrive
con gratuito sarcasmo, che le donne aspettano sei mesi per una
mammografia; queste lunghe e vergognose attese purtroppo ci sarebbero
anche senza la "problematica" trans. E le dico che anche io, nonostante
sia un cittadino italiano che paga tutte le tasse e gode dei diritti e
dei doveri relativi "alla persona" previsiti dalla Costituzione
italiana, per poter avere le mie operazioni dovrò attendere non meno di
un anno... Ecco Lei non può neanche immaginare cosa darei per
accorciare questi tempi. Che in una struttura pubblica venga effettuata
una mastectomia bilaterale per terapia contro il cancro o per questioni
inerenti all'identità sessuale cosa cambia ? Le assicuro che la prassi
medica e relativi tempi di attesa sono gli stessi. In ultimo lei chiede
nel Suo articolo che roba sono le "istanze identitarie" ? Poiché
nessuno nasce imparato, come diciamo a Napoli, le spiego per me cosa
significa questo termine: *il rispetto della persona in quanto essere
umano e cittadino, in tutte le sue sfaccettature* e come specificato,
tra le altre cose, dalla legge 164 del 1982, *il diritto dello stesso
ad essere felice*. La ringrazio per la cortese attenzione. Napoli,
30/4/2007 Cordialmente, Christian Pinzarrone
circoloanthias@arcigaynapoli.org
(Dal quotidiano Roma del 26/04/2007 )
26/04/2007 - La Asl cade in "trans" e addio Casablanca
di Gianni de
Felice - La ministra della salute Livia "Ringhio" Turco, se non ci
fosse, dovrebbero inventarla. Sennò, di che avremmo da strabiliare?
Come tutti salvo una persona sanno, la nostra epoca vive l´emergenza
droga. Prezzi crollati, frontiere con più buchi d´un formaggio
svizzero, migliaia di clandestini che spacciano. La polizia ce la mette
tutta, ma la battaglia è impari: dieci pusher vengono arrestati e
cinque vengono
scarcerati. Indulti a parte, il nostro codice è più
elastico della famosa pelle. Alcuni condomini di Milano, nelle zone
afflitte da discoteche, pub, piano bar, starlette, vallette, top model,
calciatori, indossatori, tronisti e via vippeggiando, hanno ingaggiato
guardie private notte-giorno. Avevano scoperto che i pusher nascondono
la merce nei loro cortili e vani ascensore: depositi di retrobottega.
Come per tanti altri servizi, che lo Stato dovrebbe corrispondere in
cambio delle imposte che esige, anche la sicurezza dobbiamo pagarcela
due volte. Vedete i pistoleri armati davanti alle nostre banche? Bene,
ce li abbiamo soltanto noi. Nel resto d´Europa bastano la doppia porta
blindata e la polizia di Stato. Ma torniamo all´emergenza droga. Con
tanti giovani che ne muoiono e tantissimi che ne vengono distrutti
psicologicamente e fisicamente, qual fu la bella pensata della ministra
della salute? Aumentare la quantità massima di droga cosiddetta
"leggera" ammissibile come uso personale. Come dire una chance in più
ai pusher per suddividersi la merce e giustificarne il possesso. Come
incoraggiare la diffusione della droga, invece di stroncarla con
durissime sanzioni. Quanti giovani interpretarono quella "turcata" come
un messaggio di alleggerimento: via, non stiamo a metterla giù così
pesante, un po´ di erba in più non è la fine del mondo? Qualcuno, per
fortuna, ricorse contro l´improvvido decreto e il Tar accolse. Al
momento la ministra prese cappello e annunciò appello al Consiglio di
Stato. Ne venne, per nuova fortuna, dissuasa. Quel decreto era
impopolare, una gaffe politica. Il Consiglio di Stato avrebbe potuto
respingere l´appello e la figuraccia sarebbe stata doppia. Più saggio
parlare di riordino generale della materia, annunciare l´elaborazione
di un disegno di legge, allungare i tempi, diluire e sperare che
nessuno si ricordasse più di quella bella pensata. Così fu. Ma la
ministra non è tipa da starsene lì, tranquilla, a monitorare i ritardi
delle Asl, a sorvegliare la circolazione dei topi negli scantinati di
certi ospedali, a contare quanti italiani muoiono non per cattiva
salute ma per cattiva sanità. Macché, lei è donna d´azione, sensibile a
tutte le istanze. Anche quelle dei transessuali. I quali - come
sostiene l´onorevole Vladimiro Guadagno, in arte e in politica
"Luxuria" - meritano il rispetto delle loro "istanze identitarie". Che
roba sono? Prestodetto: rifarsi il naso, gonfiarsi o spianarsi i seni,
inventarsi e cancellarsi un pisello, cancellarsi o inventarsi una
patatina. Insomma tutte quelle cose per le quali si andava, una volta,
a Casablanca: a spese proprie. Mentre ora, trattandosi di "istanze
identitarie", ed essendo ricco il budget della sanità, dovrebbero
essere fatte in qualche nostra Villa Passerina o in qualche discreto
Dick Surgery Center. è l'opinione della ministra competente, Livia
"Ringhio" Turco. «Credo - ha detto - che il servizio ospedaliero debba
prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il proprio corpo con
la sua identità», La Asl cade in trans: siamo al pisello della mutua,
alla topina della sanità? Purtroppo, non si sa chi deve prendersi
carico delle donne che aspettano sei mesi per una mammografia, degli
anziani che si sentono rinviare di tre mesi un elettrocardiogramma,
delle Tac e delle Risonanze magnetiche che vengono di fatto negate con
la tattica di rinvii impossibili. Accertamenti costosi? Sì, ma non è
che siano a buon mercato le installazioni di passere e piselli, le
sbarbature definitive, le piallature di pomi d´Adamo, i ritocchini
laringei alle corde vocali che cambiano un quasi baritono in
gorgheggiante contralto. Secondo un listino prezzi uscito in questi
giorni, per un "servizio completo" si va - salvo complicazioni -verso i
50mila euro, un centinaio di vecchi milioncini. «L´intimità della
persona va rispettata - ha sentenziato la ministra -E quindi credo che
il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo». Parole impagabili.
Surreali. Se non esistesse, l´on. Livia "Ringhio" Turco, dovrebbero
inventarla. Per avere di che strabiliare. E anche per alimentare il
serbatoio elettorale del centrodestra. Pare che ad ogni sua intervista
o apparizione tivù, conquisti cinquantamila nuovi simpatizzanti.
Prosit!


LETTERA AL CAPO DELLO STATO
Carlo Azeglio Ciampi
Presidenza della Repubblica Italiana
Caro Presidente Ciampi, Le ho fatto pervenire
( per mano di persone affidabilissime ), il 25 febbraio u.s., il testo
di un mio discorso tenuto il 9 febbraio presso la Protomoteca del
Campidoglio davanti ad un pubblico di intellettuali, deputati, etc. Non
avendo ricevuto alcun cenno di risposta da parte Sua in merito alla
questione gravissima da me sollevata, chiedo che ufficialmente venga
aperta un'inchiesta da parte delle Istituzioni. Una seria indagine da
attuare sulle reali condizioni di vita delle persone omo-, bi-, e pan-
sessuali, in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università,
sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali ed organizzazioni
panolebi. Le posso confermare che in Italia sono stato oggetto di gravi
offese e minacce, che ho subito danni relativi alle mie attività
lavorative e anche fisici, insieme ad impedimenti di un sereno
svolgersi dei sentimenti di amicizia, affettivi e di amore, come
milioni di Italiani. Attendo quindi una Sua esauriente risposta e
sicuro della Sua sensibilità umana e morale nei confronti di tutti i
cittadini, Le porgo i miei più cordiali saluti, Joan Peter Boom. -
Allegato testo: "Michelangelo" - AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO? -
di Peter Boom - Sono 42 anni che faccio il militante gay e onestamente
non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a quasi 66 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di
richiamare tutti alla propria responsabilità. A cominciare dal Capo
dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che ora mi sento
costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile
politico in Italia. Lui, ultimamente, ha nominato gli ebrei, ma non le
altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri
umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che è una dimenticanza
casuale. Il Capo dello Stato rappresenta il popolo italiano, ma
evidentemente non rappresenta Michelangelo e una bella fetta dei
residenti passati, presenti e futuri. Poi c'è, molto più grave ancora,
quel capo che si spaccia per "infallibile tramite" tra un Dio
cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo,
questo capo blatera giudizi dall'alto del suo palazzo imponente
indossando sontuose vesti ricamate d'oro. E poi i preti cacciano via
travestiti e femminielli. Una parte rilevante della popolazione è
"panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans,
etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi
e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione,
fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la
maggior parte. A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il
sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare tutti di
questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche
bruciandosi vivo in piazza San Pietro. Quando un omosessuale
impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si
suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo.
L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una
vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato. Abito a
circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede
della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci",
"Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse
frocio, lo ammazzerei". Pensate che in queste condizioni una ragazza o
un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo.
Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a
causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli
affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo
ostacolato, condannato, emarginato. Nelle grandi città i gay possono
usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come
dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi
nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla
famiglia, sul lavoro o a scuola. Chi è responsabile di tutte queste
disgrazie? Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte
delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra
Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri,
operatori sociali e organizzazioni panolebi. Un'arma efficace contro la
distruzione continua di moltissime vite è necessaria. Non crediate che
io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il
Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso
della parola un Papa anticristiano. Una denuncia che va fatta in
Italia, in Europa, nel mondo. Da troppo tempo è tempo di cambiare. Joan
Peter Boom Gaya CsF - via Forno di sotto 47 - 01031 - Bagnaia (VT)
Bagnaia.

SCANDALO A WASHINGTON
Coinvolto ufficialmente RANDALL
TOBIAS, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile
per gli aiuti all'estero e l'UOMO DI PUNTA DEI PROGRAMMI ANTI-AIDS
dell'amministrazione Usa BASATI SULLA CASTITA' (UDITE! UDITE!), ma si
arresta solo la maitresse. Lo scandalo ha già travolto l'eroe anti-Aids
dell'amministrazione Bush. Giro di squillo in Usa, «15 mila clienti».
Parla Madam Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione.
WASHINGTON (STATI UNITI) - Le più richieste erano le cinquantenni:
parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la
donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto
rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush.
Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di
giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non
ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i
cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff». ESCORT SERVICE - La
D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva
gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale
americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire
ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali
perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-
time: «Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il
giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin
and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23,
tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette
per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi:
non solo studentesse, ma anche casalinghe disperate, una professoressa
di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina,
un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento
della prostituzione. 15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua
lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del
segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti
all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids
dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso
confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle
ragazze del giro Pamela Martin. VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo
in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i
tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta
di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a
suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda,
tra questi, Harlan Ullman, il consulente del Pentagono a cui è
attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio
della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero
anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante
corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e
militari.
04 maggio 2007
e discriminazioni del passato e del presente, una denuncia per
scongiurare quelle del futuro. Immagino un carro pieno di omosessuali,
donne e uomini, con la divisa dei deportati dei campi di
concentramento, con il triangolo rosa accanto alla stella gialla. Ed
una domanda: la Chiesa, dov'era? Immagino un carro pieno di streghe, di
fanciulle condannate al rogo con il pretesto della loro diversità, a
memoria di tutte le donne bruciate vive dall'Inquisizione, donne la cui
unica colpa era quella di non conformarsi al ruolo che la società
teologica di quel tempo voleva imporre. Ed una domanda: la parola di
Cristo, dov'era? Immagino un carro pieno di donne incinte condannate al
turpe mercato dell'aborto clandestino, quando le probabilità di morire
prima ancora di aver vissuto, erano altissime. Ed una domanda: la
solidarietà cristiana, dov'era? Immagino un carro ospedale, con persone
malate ed altre, disperate, divise da una grata che impedisce di stare
vicini ai propri compagni. Ed una domanda: la Pietas cristiana, dov'è?
Immagino un carro pieno di persone normali, uomini in giacca e cravatta
e donne in tailleur, con un cappuccio sul volto, condannate al
silenzio. Ed una domanda : la parola di Dio sull'eguaglianza, dov'è?
Immagino un carro pieno di transessuali costrette a prostituirsi,
perché a loro non viene concessa nessuna alternativa per guadagnarsi
onestamente la vita. Ed una domanda: la giustizia divina, dov'è?
Immagino un carro pieno di uomini di razza bianca, età compresa tra i
30 e i 60 anni, rispettabili eterosessuali regolarmente sposati con
figli, accanto a fanciulle e ragazzetti tailandesi e brasiliani. Ed una
domanda: Bagnasco, perché non dici chi sono? Immagino un carro con
preti e uomini con la lupara. Ed una domanda: perché avete taciuto?
Immagino un carro pieno di preti che predicano una morale che essi per
primi disattendono, al riparo delle loro sagrestie. ed una domanda: La
morale divina, è uguale per tutti? Immagino un carro con tante lapidi
con i nomi di tutte le persone morte ammazzate o suicidate negli ultimi
anni perché amavano chi non dovevano amare. Ed una domanda: di chi è la
colpa? Immagino un carro pieno di gente normale con i loro figli. Ed
una risposta: la colpa è di tutti noi. Immagino un carro pieno di
monaci appartenenti a tutte le Fedi, insieme sulla stessa Terra, sotto
lo stesso sole. Ed una risposta: siamo tutti eguali. Isabelle Rizk


STORIE DI "COMUNE" FOLLIA
Articolo di Carla Liberatore Gaya CsF
Quella
che segue è la storia di Mario – impiegato al centralino del Comune di
L'Aquila – e Iris, il suo bel cagnone biondo, necessario alla vita di
Mario in quanto non vedente.
Mario è un non vedente e lavora al centralino del Comune di L'Aquila dal 30 dicembre del 2006 e in
ottobre, gli è stato affidato un cane-guida di nome Iris. Dall'arrivo
di Iris sono iniziati i problemi di Mario sul lavoro in quanto alcuni
suoi colleghi vedendolo arrivare all'ufficio con il suo cane guida,
iniziarono a "storcere il muso"; e la collega con cui Mario divideva la
stanza, iniziò a lamentarsi con la dirigenza del Comune perché le dava
fastidio la presenza del cane. Così la "gentile" signora ha pensato
bene di far valere il suo diritto a non condividere il posto di lavoro
con una presenza "animale". E il diritto di Mario? Bene, anzi: Male!
Mario è stato spostato a lavorare in una specie di scantinato, zeppo di
topi, escrementi di topi e veleno topicida. Per fortuna che Mario tiene
sempre Iris al guinzaglio ed è solo per questo che la sua cagnolina non
si è nutrita dell'appetibile veleno, in quanto questo veleno, proprio
per essere adatto alla funzione di sterminare i topi, ha un odore ed un
sapore gradevole per tutti gli animali. Il suddetto trasferimento di
stanza è stato un atto arbitrario di mobbing e discriminazione, senza
che nessuno si sia preso la responsabilità di questo atto. E' stato uno
spostamento coatto senza alcuna documentazione scritta che ne spiegasse
i motivi, da parte dei dirigenti del Comune di L'Aquila. Le ragioni
della collega di Mario, pare siano ascritte su di una non meglio
identificata certificazione medica, che fra l'altro non certifica
nessun tipo di allergia a peli di animale, né tantomeno certifica
disturbi cutanei, ottici e/o respiratori. Nel frattempo a Mario viene
impedito di lavorare perché gli sono stati sottratti gli strumenti in
Braill necessari allo svolgimento delle funzioni per le quali è stato
assunto; e quando va al lavoro è costretto a passare sei ore dentro l'
ufficio senza poter fare niente. Così, esasperato, si è rivolto al
Dott. Alarico Bernardi – Responsabile del Sindacato R.D.B C.U.B P.i.
di L'Aquila – il quale a sua volta ha contattato la D.ssa Cristiana
Graziani – Responsabile dell'ufficio Regionale VERDI per la tutela dei
diritti degli animali, nonché Rappresentante locale di PETA Animalisti
italiani - . S'incrociano quindi, in una vicenda tenera ma dai contorni
ingarbugliati, i diritti di un uomo diversamente abile e quelli del suo
cane guida Iris; diritti che vengono negati da una burocrazia sempre
più arrogante e che se ne frega degli aspetti umani nel quotidiano e
che ancora una volta non prende posizione in maniera ufficiale, con il
solito gioco delle "scatole cinesi", di chi si rifugia sempre dalle
responsabilità e non prende posizione né nel bene e né nel male.
Posizione invece che alle quali non si sottraggono mai i VERDI, nella
lotta per la difesa dei diritti degli animali, degli esseri umani e
dell'ambiente, che come in questo caso si espongono ufficialmente a
difesa di Mario e della sua Iris, tanto che il giorno giovedì 3 maggio
u.s. hanno indetto una conferenza stampa per raccontare questa vicenda
triste e allo stesso tempo grottesca.
SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEI
VERDI ABRUZZO CON LE DICHIARAZIONI DI WALTER CAPORALE – CAPOGRUPPO ALLA
REGIONE DEI VERDI ABRUZZO – CRISTIANA GRAZIANI E MARIO.
COMUNICATO
STAMPA VERDI REGIONE ABRUZZO
L´Aquila 3 Maggio 2007
L´AQUILA. GRAVE
DISCRIMINAZIONE CONTRO DISABILE NON VEDENTE. I VERDI CHIEDONO
INTERVENTO IMMEDIATO DALLA REGIONE.
Dichiarazione di Walter Caporale,
Capogruppo Regionale dei Verdi e di Cristiana Graziani, Medico
Veterinario responsabile Ufficio Verdi per la tutela dei diritti
Animali: L´Aquila, 3 maggio 2007 - "Sembra impossibile ," - esordisce
il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale - "ma nel terzo
millennio siamo ancora costretti a denunciare un grave e vergognoso
caso di discriminazione, questa volta a L´Aquila, nei confronti di un
disabile non vedente, Mario Di Paolo, e del suo cane guida Iris. A
Mario è stato impedito di proseguire il suo lavoro nella stanza e con
gli strumenti abituali per la funzione di centralinista: egli è stato
relegato in una stanza umida, piena di escrementi e persino di veleno
per topi diffuso nell´ambiente e pericoloso sia per l´uomo che per il
cane. Per questo motivo ho presentato una Interrogazione Urgente a
risposta immediata al Governatore della Regione, Ottaviano Del Turco,
con la richiesta di risposta al prossimo Consiglio Regionale dell´ 8
Maggio, e agli Assessori regionali competenti, affinché Mario Di Paolo,
sposato e con due figli, disabile non vedente ed il suo cane guida Iris
abbiano giustizia immediata.". "La discriminazione contro Mario" -
dichiara Cristiana Graziani - "è intollerabile, segno di inciviltà e
di regresso sociale da parte dell´Amministrazione Comunale dell´Aquila:
il nostro amico deve tornare immediatamente con il suo cane guida Iris
nella sua abituale postazione di lavoro, e non in uno scantinato umido
e stretto. Nello scantinato che ci vadano le bestie che lo hanno
discriminato". Dichiarazione di Mario Di Paolo, centralinista non
vedente del Comune di L´Aquila: "In una società che si considera
emancipata e moderna, in una città quale L´Aquila che voglia essere al
passo coi tempi e all´avanguardia, non è più tollerabile che viga la
cultura tribale del più forte che schiaccia il più debole, la
concezione dell´indifeso come essere inferiore bersaglio e obiettivo di
maltrattamento e di vituperio, l´idea che gli animali siano esseri
inferiori e che la diversità dovuta all´handicap sia una macchia da
cancellare, la nostra cattiva coscienza da rimuovere ed eliminare. Ho
denunciato con forza quanto mi è accaduto per aiutare me e gli altri
non vedenti a venir fuori da queste pastoie di arretratezza spirituale
ed intellettuale. Per questo ho deciso di raccontarvi la storia di
rifiuto e di disagio di Iris e me".
VERDI REGIONE ABRUZZO 335.790.71.20
- 0862.644.213 - 0872.49.519 -
www.waltercporale.it -
gruppoverdi@regione.abruzzo.it


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
Ti amavo senza saperlo: i gay e l'Opera. Incontro con Davide Garattini e
Sabino Lenoci.
Forse l'idea che i gay siano particolarmente attratti
dall'opera lirica è davvero uno dei tanti luoghi comuni che circondano
l'omosessualità. O forse le cose non stanno così come del resto ci dice
l'esperienza di tante persone che abbiamo conosciuto. Per capire meglio
questo aspetto molto particolare del vissuto di noi gay abbiamo deciso
di chiedere il parere di due esperti di teatro musicale e abbiamo
invitato Sabino Lenoci, editore e direttore della rivista
internazionale "L'Opera" e Davide Garattini direttore
della rivista
"Musical!". Segue, alle 20.00, la cena.
Gruppo del Guado - Cristiano
Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3
Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 -
www.gaycristiani.it


12 MAGGIO: LA
GIORNATA «DEL CORAGGIO LAICO»
di Simone Sapienza - pubblicato il 01
Maggio 2007
13 maggio 1974
«Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family
Day manifesterà la controriforma, a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà
la riforma». Il leader dello Sdi, Enrico Boselli, la mette così, nel
presentare l'iniziativa che, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e
Rita Bernardini, ha promosso per celebrare, 33 anni dopo, il 'coraggio
laico' (è questo lo slogan dell'iniziativa) della battaglia contro il
referendum per la cancellazione della legge sul divorzio, nello stesso
giorno in cui una piattaforma cattolica ha convocato il Family Day.
«Mentre gli sconfitti e gli umiliati del 1974 celebreranno a milioni e
milioni la loro rivincita – dice Pannella - vogliamo dimostrare che c'è
un'altra Italia, quella delle conquiste civili». L'appello è a tutte le
forse laiche. Pannella chiede a Mussi e Angius di dar seguito «alle
dichiarazioni di laicità fatte al congresso dello Sdi» attivandosi per
il successo di "Coraggio Laico": «Una nuova 'cosa' politica ha forse
più successo se nasce direttamente nella lotta». La giornata del 12
sarà aperta da un convegno organizzato dall'Associazione Coscioni e da
RadioRadicale.it, dal titolo: «Il mito della famiglia naturale. La
rivoluzione dell'amore civile». INVIATO DA DGP (DìGayProject)


UCCISA IN IRAK UNA GIOVANE RAGAZZA DI 17 ANNI
A Bashika, Mosul, (Irak)
centinaia di uomini hanno ucciso lapidandola Du'a Khalil, una giovane
ragazza di 17 anni. Questo orrendo omicidio "d'onore" è stato ripreso
in diretta da vari telefonini e macchine fotografiche digitali che
mostrano anche la presenza della polizia locale del governorato del
Kurdistan iracheno. Du'a Khalil è di religione Yezidi, diffusa nel
kurdistan iracheno. Si è innamorata di un ragazzo iracheno arabo e
musulmano con cui si incontrava in grande segreto che, però, si è
rifiutato di sposarla. Umiliata e oramai "disonorata" per la sua
famiglia, è stata ospite per cinque giorni da un locale capo yezidi che
l'ha convinta a tornare dai suoi perché l'avrebbero
perdonata. Appena
tornata, i suoi parenti di cui il fratello, lo zio ed il cugino l'hanno
spogliata, picchiata a sangue e infine lapidata a morte in presenza di
centinaia di spettatori. I gruppi islamisti della regione hanno ben
pensato strumentalizzare questo
crimine per organizzare una vendetta
contro gli Yezidi. Sostengono che la giovane ragazza si era convertita
all'Islam e che è una "martire dell'Islam" perché punita per la sua
conversione. Già 23 yezidi sono stati uccisi. E' per questo, è urgente
che le autorità irachene e la polizia irachena intervengano per
arrestare i parenti di Du'à colpevoli dell'omicidio e fare chiarezza
sull'inefficienza dell'autorità locale a proteggere anche le vittime
della vendetta islamista solo perché sono di religione yezidi. Ieri ad
Arbil un'enorme manifestazione contro i crimini d'onore in Kurdistan è
stata organizzata da diverse associazioni democratiche kurde Yezidi. Le
donne in Medio Oriente sono vittime dell'oppressione partiarcale e
della violenza che siano musulmane sunnite o sciite, druze, christiane
o Yezidi. Fra i kurdi, le Nazioni Unite hanno contato 40 omicidi
d'onore dall'inizio del 2007. Firmate la petizione indirizzata al
Governo Regionale del Kurdistan Iracheno per condannare la lapidazione
di Du'a e per cancellare i "crimini d'onore" nel Kurdistan iracheno e
in Iraq Campagna Internazionale contro i Crimini d'Onore

INVIATO DA Ornella Serpa Gaya
CsF


COMUNICAZIONE
CIRCOLO LESBICO "DRASTICA….MENTE"
ECCOCI ANCORA QUI PER VOI. COME SEMPRE VI OFFRIAMO FILM, DIBATTITO, PRESENTAZIONE DI
LIBRO, TEATRO, E POI... LA TERRAZZA!!!
LUNEDÌ 7 MAGGIO ore 21 c/o Sala
ex Dazio, Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova
Proiezione film "Chutney Popcorn" di Nisha Ganatra (1999) Reena è una
giovane artista newyorkese di origini indiane, felicemente fidanzata
con Lisa. Per aiutare la sorella sterile (e novella sposa) decide di
'ospitare' per nove mesi il bambino, che sarà poi affidato alla
sfortunata coppia. Ma la famiglia di Reena, molto legata alle
tradizioni, non può tollerare una simile scelta, e Lisa certo non
accetta a cuor leggero la futura gravidanza della ragazza... Se due
sistemi di valori opposti si scontrano, è possibile che la felicità
stia a metà strada? DOMENICA 13 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova Teatro Danza LOOP DANCE a cura di
Abracalam MERCOLEDì 16 MAGGIO ore 21 c/o Circolo Arci Pixelle, via
Austria 23/e - Padova RIAPRE LA TERRAZZA DRASTICA!
Inauguriamo la
terrazza Concerto con Zeno Odorizi (fiati) e Sandra Stella (voce)
(International Pop) LUNEDÌ 21 MAGGIO ore 21 c/o Sala ex Dazio,
Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova DONNE O MADONNE?
Casa e Chiesa come dio comanda Quanta influenza ha ancora la Chiesa
sulla libertà e l'autodeterminazione di donne e lesbiche? Ne parliamo
con tre importanti rappresentanti del femminismo italiano: Nicoletta
Poidimani – saggista e intellettuale militante Lidia Cirillo –
responsabile dei Quaderni Viola e autrice del recente libro "Da
Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni
e potere" Graziella Bertozzo – movimento Facciamo breccia Per
prepararvi al dibattito date un'occhiata a questi link:
http://www.nicolettapoidimani.it
http://www.clrbp.it/Comunicato_20060119.htm
http://www.facciamobreccia.org

MERCOLEDì 23 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta "Calco"
di Monica Maggi La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle.
Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota
giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura
erotica e arte. "Calco" è ancora toccare la propria pelle per sentire
quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa
– divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa
esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano.
Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non
incontrare l'ovvio. MERCOLEDì 30 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta Susanna
in Racks Shark o la dance du ventre Venite a trovarci all'Astra! Da
mercoledì 2 a venerdì 4 maggio tornano le GIORNATE DI
CINEMA E CULTURA OMOSESSUALE al cinema Astra. A questo link trovate programma e info:
http://www.cuc-cinemauno.it/?menu=gcco

Come sempre il circolo
organizzerà il suo belllliiissssimo banchetto informativo all'entrata
del cinema. Saremo lì tutte le sere dalle 20 in poi con libri,
volantini e materiale vario per soddisfare tutti i vostri dubbi e
curiosità sul Drasticamente (e non solo). - PER VOI CONTRIBUENTI TASSE
IN VISTA! Vi ricordiamo il 5 per 1000! Basta scrivere nella casella
"Sostegno al volontariato..." il codice fiscale del circolo
Drasticamente: 92072830281, è un piccolo e amonimo gesto che ci può
aiutare a sostenere le attività dell'associazione.

COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE MILANO
SWIM FOR LIFE 9
Swim for Life 9 è la nona edizione di una manifestazione sportiva natatoria di
beneficenza periodicamente organizzata dal Gruppo Pesce Milano. Si tratta di una gara di nuoto
categoria Master organizzata in collaborazione con la UISP Lombardia
(Unione Italiana Sport per Tutti). Al termine della competizione
agonistica riservata ai tesserati UISP, FIN e CSI, si svolgerà una
staffetta non agonistica rivolta a tutti gli appassionati di nuoto che
vogliono comunque offrire il proprio sostegno e la propria solidarietà
con un piccolo gesto concreto. I proventi della manifestazione
sportiva, saranno destinati a favore dell'ASA (Associazione
Solidarietà AIDS Onlus, Milano), che offre sostegno e assistenza delle
persone sieropositive e in stato di AIDS conclamato. L'edizione della
Swim For Life di questo anno prevede, inoltre, una
novità: l'esibizione
della prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia,
SyncDifferent. Madrina di questo evento particolare sarà Eva
Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai
Campionati del mondo svoltisi a Fukuoka (JPN) nel 2001 e agli Europei
di Berlino del 2002. Swim For Life 9 è aperta al pubblico e si svolgerà
nella piscina comunale di Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord /
tangenziale est uscita 12), Domenica 13 Maggio a partire dalle ore
14.30 con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese e della
Provincia di Milano. Per ulteriori informazioni sul programma e l'
iscrizione è possibile consultare il nostro sito internet
http://www.
swimforlife-italia.org - Ringraziamo fin d'ora per il vostro sostegno e
restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti al riguardo
(telefono 340.5246398 / info@gruppopesce.org /
www.gruppopesce.org )
iscriviti alla manifestazione dal nostro sito:
www.swimforlife-italia.
org


DIO CRIMINALE, ASSASSINO E TERRORISTA
Dio biblico asassino,
terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida,
schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista,
sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere
venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.
di Luigi Tosti.

Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e
alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, di poter
affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure
la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio
di apertura di "Motivi aggiuntivi". Il documento completo verrà
presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all'
udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L'Aquila. Il
documento integrale verrà reso pubblico sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data. CORTE D'APPELLO
DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007
MOTIVI AGGIUNTI R.G. Appelli N° 1118/2006 per l'imputato appellante
Tosti Luigi. QUESTIONE PRELIMINARE -Premetto che, avendo un interesse
alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo
motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero
dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata
assenza. Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono
costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza
dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione
generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane,
imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926. Ribadisco,
pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei
confronti del Ministro di Giustizia. Queste le motivazioni del mio
rifiuto e della mia richiesta.
a)Il mio rifiuto scaturisce, in primo
luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza
(artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei
diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare
di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come
prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della
Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è
simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio
del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio
incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della
Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e
di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già
sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere
giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti
dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni. b) In secondo
luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la
lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito
sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti
dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da
idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non
mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa
delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia,
che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di
Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti
altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più
elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica. c) Infine, il
rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario
all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia
dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento
che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente
l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto
ai miei ed agli altrui simboli. Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno
possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed
altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio
incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come
significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto
più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere
processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali",
cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata
di idolatria cattolica. Si tratta, innanzitutto, di una questione di
rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi
sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e
pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione
cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti
delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i
cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E
questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo
macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e
psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio
perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di
"redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma
anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi,
di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali
crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e
streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale
discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di
criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli
omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza,
di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari
diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di
religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti
pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi
miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini
speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di
bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di
cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.
Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla
condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice
penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali
sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni
forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da
parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in
un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante,
stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli
omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da
pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed
animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche
se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di
Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua
immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue
inclinazioni criminali. Giammai accetterei l'imposizione della croce
uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio
ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a
maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione
Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno
si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora
glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua
duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia
pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei
Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo
imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori
morali e civili diametralmente opposti. Continua (…) Rimini - L'Aquila,
1° maggio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 -
tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Il
presente documento "Motivi aggiuntivi" 1 maggio 2007 sarà reso pubblico
integralmente sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da
Axteismo Press dopo l'udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al
Tribunale de L'Aquila. Fonte:
http://nochiesa.blogspot.com -
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici http:
//nochiesa.blogspot.com

http://nochiesa.blogspot.com
per aderire e
informazioni: ateismo@yahoo.it tel. +39 3393188116


NESSUNO TOCCHI CAINO
05.05.2007
PENA DI MORTE. ANCHE IL GABON SOTTOSCRIVE LA
DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 4 maggio
2007: nel corso di un Consiglio dei Ministri svoltosi ieri a Libreville
il Gabon ha aderito all'iniziativa italiana per la moratoria universale
sulla pena di morte decidendo di sottoscrivere la Dichiarazione che ha
così raggiunto 91 cosposnorizzazioni. La firma è stata raccolta nel
corso della missione condotta da Aldo Ajello per conto del Governo
italiano. Di seguito il comunicato del Consiglio dei Ministri nella
parte riguardante la decisione sulla moratoria: "... nel proseguo dei
lavori, e in risposta all'appello dell'Unione Europea volto a ottenere
una moratoria sull'applicazione della pena di morte, il Consiglio dei
Ministri ha deciso l'adesione del nostro paese a questa iniziativa
umanitaria internazionale, che si inserisce del resto nella logica dell'
attuale politica del presidente Omar Bongo Ondimba e del governo
gabonese in questo campo ..." Marco Pannella, Sergio D'Elia, Valter
Vecellio, Lucio Bertè, Claudia Sterzi in sciopero della fame ad
oltranza dal 16 aprile hanno dichiarato: "La firma del Gabon, paese
peraltro abolizionista di fatto, è la dimostrazione di come l'
iniziativa per la presentazione della risoluzione per la moratoria all'
Assemblea Generale dell'ONU incontri un sempre maggior sostegno. E'
proprio per questo che si rafforzano le ragioni della nostra iniziativa
nonviolenta perché sia presentata all'Assemblea Generale in corso a New
York la risoluzione pro moratoria da parte dell'Italia e di una
colazione mondiale di paesi rappresentativi di tutti i continenti
evitando di affidare una così importante iniziativa nelle sole mani
dell'Unione europea, relegando in tal modo l'universalità della
richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più presentabile e
degno di tale obiettivo."
MALAWI. INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE
OBBLIGATORIA - 27 aprile 2007: la Corte Costituzionale del Malawi ha
dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria. Riunita a
Blantyre, la Corte stava esaminando il ricorso presentato da un
condannato a morte per omicidio, Francis Kanfantayeni, e da cinque
altri imputati. "La Sezione 210 del Codice penale è illegittima, dal
momento che stabilisce l'obbligo di condanna a morte a seguito di un
omicidio", ha detto il giudice Elton Singini leggendo la sentenza
emessa dalla Corte all'unanimità. "La pena di morte obbligatoria viola
il diritto dell'individuo che lo tutela nei confronti di trattamenti o
punizioni disumane, negando il diritto al processo equo e alla
revisione della sentenza da parte di un tribunale di grado superiore",
ha aggiunto il giudice. L'ultima persona giustiziata in Malawi è stata
impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia
fatto venire dal Sudafrica.
TUNISIA. PRESTO COALIZIONE CONTRO PENA
CAPITALE - 30 aprile 2007: è in via di formazione in Tunisia una
coalizione nazionale contro la pena di morte, annunciano fonti vicine
al Partito dell'Unità Popolare. Tra le organizzazioni coinvolte
rientrano la Sezione tunisina di Amnesty International, la Lega
Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani, la Lega dei Giornalisti,
l'Istituto Arabo per i Diritti Umani e la Lega Tunisina per la Ricerca
sullo Sviluppo. A seguito della pubblicazione da parte di alcuni
esponenti della società civile tunisina, il 18 febbraio scorso, di un
manifesto politico, le organizzazioni stanno preparando i testi del
patto costitutivo, dello statuto interno e del manifesto ufficiale.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della coalizione mondiale fondata
a Roma il 13 maggio 2002 e delle raccomandazioni espresse durante la
terza conferenza mondiale contro la pena di morte, che si è svolta lo
scorso febbraio. Alla fine del mese scorso, il ministro tunisino della
Giustizia aveva affermato che nel suo paese non è ancora tempo di
abolire la pena di morte, anche se ormai da 15 anni non si eseguono più
condanne di questo tipo. Tra i principali sostenitori della sua
abolizione figura il Partito Social Liberale tunisino, che il 13
febbraio scorso ha emesso un comunicato in cui chiede la cancellazione
di questa pena e la sua sostituzione con l'ergastolo nel caso di
crimini gravi e premeditati. Un orientamento questo cui hanno aderito
recentemente anche i giornalisti tunisini, in nome "degli alti valori
che derivano dal patrimonio civile del paese e che ne determinano la
posizione d'avanguardia in molti ambiti".
ITALIA. CAMERA, PENA DI
MORTE VIA DA COSTITUZIONE, TESTO VA A SENATO - 2 maggio 2007: la Camera
italiana ha approvato in seconda deliberazione la proposta di legge che
abolisce dalla Costituzione la pena di morte. La pdl approvata prevede
che dall'articolo 27 della Costituzione vengano soppresse, all'ultimo
comma, le parole "se non nei casi previsti dalle leggi militari di
guerra". Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa
la pena di morte". In nessun caso. I voti favorevoli sono stati 471,
con un solo voto contrario. Trattandosi di una proposta di legge
costituzionale, il testo dovra' essere approvato una seconda volta
senza modifiche anche dall'Aula del Senato, che su esso si' e' gia
espresso una volta.
USA. BOSTON GLOBE, PENA DI MORTE INCOSTITUZIONALE
- 29 aprile 2007: il metodo dell'iniezione letale – è scritto in un
editoriale del 'Boston Globe' – non costituisce una maniera umana di
giustiziare il condannato, come imporrebbe la Costituzione degli Stati
Uniti. Benche' sia stata abolita in quasi tutte le democrazie avanzate,
continua il Globe, la pena di morte sopravvive negli Usa in parte
poiche' gli Stati dove e' legale si sono sforzati di farla diventare
'asettica'. In America l'era delle impiccagioni in pubblico e'
tramontata da un pezzo, ed esse sono state sostituite da un
procedimento impersonale ed estremamente discreto che riduce al minimo
la scomodita' per chi la somministra e per il pubblico. Sebbene da
decenni ci si sforzi per far apparire la pena capitale come una
procedura puramente clinica - sforzo culminato nell'adozione
dell'iniezione letale come metodo di esecuzione largamente prevalente -
un nuovo studio analitico e scientifico delle esecuzioni in California
e North Carolina, appena pubblicato, suggerisce proprio il contrario.
Il cocktail di tre sostanze iniettate nella vena del condannato puo'
dar luogo a un doloroso fenomeno di asfissia durante il quale la
persona rimane conscia. L'iniezione letale, oltre la superficie di
'umanita' che tale metodo pretenderebbe di rappresentare, viola in
realtà la proibizione costituzionale di punire in modo crudele e
inusuale. Altri metodi che arrecano morte pressoche' immediata, come la
ghigliottina o la fucilazione, sono stati respinti come rivoltanti per
la sensibilita' attuale. Lo stesso avviene per la sedia elettrica. Ci
sono inoltre molte altre ragioni per le quali la pena capitale andrebbe
abolita: non e' un deterrente per i criminali, e' applicata in modo non
equanime a seconda delle giurisdizioni e dei gruppi sociali coinvolti,
e' irreparabile in caso di errore giudiziario. Comunque una pena di
morte rapida, indolore e pulita - conclude l'editoriale - ancora non
esiste.

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23 aprile 2007

news 23 aprile

TRANS UCCISO IN CASA: AVEVA TESTA FRACASSATA.
PESCARA: Un transessuale di 37 anni è stato ucciso
la scorsa notte a Pescara, nella sua abitazione, presumibilmente con
dei colpi alla testa. La vittima è Emanuela Di Cesare, Marco prima del
cambio di nome. Non è stata trovata l'arma. La Polizia ritiene che
conoscesse il suo aggressore e che si sia trattato di un omicidio
d'impeto. In casa è stata trovata un'agenda con appuntamenti e tariffe
di prestazioni sessuali. Il corpo di Emanuela, nudo, era riverso su un
divano. La testa era fracassata e sul viso è stato trovato un cuscino.
Prima di morire la vittima aveva preparato un caffé per due persone ed
aveva avuto un rapporto sessuale. E' stato trovato il gas aperto.
Dall'abitazione mancano due o tre telefoni cellulari, un computer
portatile del quale si è trovata solo la custodia e, probabilmente, dei
soldi. L'appartamento è situato al primo piano di uno stabile di
cinque. Il corpo è stato trovato nel corso di un intervento dei vigili
del fuoco, chiamati dai vicini che avevano avvertito un forte odore di
gas. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Aldo Aceto che
nelle prossime ore o al massimo domani deciderà per l'autopsia. FONTE
ANSA


UN FIORE DI LOTO PER EMANUELA
Emanuela è l'ennesima vittima dell'omofobia diffusa nel nostro
paese, necessitano urgentemente concrete misure di prevenzione e leggi
anti-discriminazione, perché mentre tutti pensano alla salvaguardia
della famiglia (più che altro delle loro famiglie), mentre si continua
a predicare la castità e l'amore eterosessuale come unica espressione
del Dio Vivente; la gente comune continua a morire…. Emanuela è stata
brutalmente uccisa da qualcuno che forse conosceva bene, è stata uccisa
anche dalla perpetua ignoranza e dal disinteresse di certe forze
politiche che hanno come unici interessi, quelli di ignorare l'
esistenza di tutte le altre forme di vita che non corrispondano ai loro
rassicuranti canoni di "moralità". E dunque, mentre viene difesa questa
falsa moralità, ci sono degli esseri umani che muoiono in nome dell'
ignoranza e dell'indifferenza altrui. Ciao Emanuela, noi di Gaya CsF,
ti promettiamo che nulla resterà intentato affinché un giorno ci sia
una vera e propria giustizia per qualunque essere umano. Un abbraccio.
Gaya CsF L'Aquila.

IL GRUPPO VERDI ABRUZZO E GAYA CsF, PRESENTANO:
ADELINA, LA SUA STORIA, IL SUO LIBRO.
Adelina è ragazza albanese rapita a due passi da casa, dal raket della prostituzione, quand'era ancora un' adolescente, portata in Italia, costretta a prostituirsi, violentata,
torturata e seviziata in ogni maniera. Adelina è fuggita dai suoi
aguzzini, denunciandoli, e racconta la sua storia nel libro: "LIBERA ….
Dal raket della prostituzione", redatto da "Iaculano Editore", costo 12
euro. L'evento verrà annunciato in conferenza stampa il giorno 24
aprile 2007, ore 11.30, presso la sala Ignazio Silone Regione Abruzzo
(Palazzo dell'Emiciclo), via Michele Iacobucci, 4; alla presenza di
rappresentanti politici locali e nazionali. La presentazione si terrà
presso i locali dell'agenzia di promozione culturale, in via Roio N°12,
il giorno 26 Aprile, alle ore 17.30. Presenterà il doppio incontro:
Carla Liberatore (Ufficio Stampa VERDI Regione Abruzzo); relatori:
Walter Caporale (Capogruppo Regionale dei VERDI Abruzzo) e Cristiana
Graziani (Gruppo Consiliare VERDI Regione Abruzzo). INFO: Carla
Liberatore Tel 329/4913797 - Cristiana Graziani Tel. 347/0128040
Uff.
Stampa VERDI Regione Abruzzo 0862/4005213 Fax 0862/400215
NOTA DELL'
AUTRICE: Adelina: sono un'ex schiava del sesso, da vittima a
testimonial contro il Racket per aiutare tutte le donne rese schiave da
questo tipo di criminalità. Autrice del libro "Libera … dal racket
della prostituzione", m'impegno ad ogni livello comparendo nei network
locali e nazionali, per raccontare la mia storia, promuovere iniziative
contro il racket e per promuovere il progetto "Tricarico" che consiste
nell'apertura di una casa d'accoglienza per le donne che si ribellano
al racket della prostituzione. Dedico il progetto "Tricarico" a tutte
le forze dell'ordine e in particolare alla Compagnia dei Carabinieri di
Tricarico in provincia di Matera ed in special modo al Maggiore Mario
Tusa del 10° Battaglione Carabinieri di Napoli e al Colonnello Giacomo
Vilardo della regione Basilicata; essendo stati loro stessi degli eroi
del nostro tempo poiché grazie alla loro tenacia dal 1998 al 2002, sono
state sottratte più di 500 donne alla criminalità organizzata e salvate
dalla schiavitù. Quando chiesi al Maggiore Mario Tusa, il 26 novembre
scorso, nell'ambito di una iniziativa in Basilicata, cosa provano loro
Carabinieri quando salvano queste donne, lui rispose: "Per tutto il
lavoro che abbiamo fatto ci ha guidato la mano di Dio, altrimenti non
avremmo potuto svolgere un lavoro così grande a livello nazionale".
Aggiunse ancora: "Tutti i bambini e le donne che abbiamo salvato, li
dedichiamo a nostro Signore Gesù e alla Madonna". Questo è uno dei
principali motivi per cui io dedico il mio progetto al Maggiore Tusa e
al Colonnello Vilardo, anche perché li ritengo un esempio da seguire.
Adelina.
Ufficio Stampa VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF


MANNU, BRABU ANGIUS!
Spiragli di luce al Pala Mandela di Firenze. Gavino Angius, leader della terza mozione presentata all'

ultimo Congresso della Quercia, si richiama alla laicità dello Stato e
critica l'intervento della Chiesa e difende le persone omosessuali,
"che per noi non sono persone innaturali, sono cittadini uguali e che
come tali devono essere rispettati, come accade in tutte le democrazie
del mondo". Secondo Angius i ripetuti inviti delle gerarchie
ecclesiastiche ai politici di rispettare e garantire il magistero della
Chiesa si configurano quasi come una violazione della Costituzione, che
afferma che lo Stato è libero e sovrano. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli ringrazia di cuore il Senatore Gavino Angius
per le belle parole spese in favore della comunità glbt e a tutela
della laicità dello Stato Italiano, laico e sovrano, che non deve
essere sottomesso a nessuna ingerenza politica esterna. Consideriamo
inoltre l'importanza delle parole del Senatore Angius in un contesto di
evidente discriminazione delle persone omosessuali, le cui differenze
vengono colpevolmente considerate un disvalore anziché il valore
aggiunto della comunità glbt e della gran parte della società civile
che ambisce invece ad una cultura delle differenze solidale e di sicuro
arricchimento politico e sociale per tutti. Auspichiamo che l'
appuntamento del Gay Pride Nazionale Unitario del 9 giugno a Roma sia
il momento dell'incontro di tutte le anime accomunate dal desiderio di
ottenere pari dignità, la parità dei diritti e la laicità dello Stato.
Mànnu, brabu Angius!
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Sergreteria Politica
tel. 06/5412985
fax 06/5413971
339/7126198


ERO UN VIVISEZIONISTA
Riportiamo un articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal quotidiano inglese "The
Guardian". Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore di questa
pratica, e il perche' continua a esistere e a essere insegnata nelle
universita' come fosse cosa dovuta e normale. Iniziò tutto quando ero
uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente;
iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e
prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle
zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15
anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in
quegli esperimenti. Così sembrava ne valesse la pena. Quando iniziai il
dottorato, dovetti frequentare un corso che insegnava a occuparsi degli
animali sotto anestesia e ucciderli con umanità. Gli esperimenti sugli
animali sono rigidamente normati in Gran Bretagna; è necessaria una
licenza dal Ministero degli Interni e si devono fare esami e test
pratici per dimostrare la propria competenza. Il corso fu spaventoso.
Guardavamo un video su come uccidere gli animali - gente con maschere e
camici da laboratorio che sbattevano gli animali sul lato di un tavolo
o gli spezzavano il collo - e poi discutevamo tranquillamente di etica,
come se tutto avesse senso. Il problema è che non ce l'aveva - ma devo
essermi perso il pezzo in cui ci incoraggiarono a metterlo in dubbio.
Quando iniziai a lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il mio
turno. Eravamo attentamente supervisionati e non ci veniva fatta fretta
di uccidere animali prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo
appropriato. Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti senza
compiere anche l'uccisione. Riuscivo a sentire il battito frenetico del
cuore della cavia quando la presi in mano; non era l'unica ad essere
nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la testa sul lato del tavolo per
tramortirla, poi le tagliai la gola e morì dissanguata. Il rumore del
cranio che sbatte contro il tavolo non mi lascerà mai; 10 anni dopo
sobbalzo ancora quando sento un suono simile. In alcuni laboratori, il
danno psicologico che questa tecnica infligge sullo staff è ben noto e
agli animali viene perciò iniettata una dose mortale di anestetico. Ma
questo è molto più doloroso per l'animale e può danneggiare il tessuto
sul quale si vuole sperimentare. Così li colpivamo sulla testa e
vivevamo con il suono di crani rotti. Presto divenne più facile. Ciò
che all'inizio mi aveva scioccato fu all'improvviso molto normale e
banale. Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro la gola non mi
faceva davvero più effetto. E sembrava non fare alcun effetto a nessun
altro. I colleghi mi dissero che era una strategia del tutto naturale
per farcela, che semplicemente non lo avresti potuto fare senza
razionalizzarlo nella tua testa. Gli amici immaginavano che stavo
facendo sicuramente della ricerca medica che valeva disperatamente la
pena per giustificare un tale comportamento, che stavo per scoprire la
cura per l'AIDS o per le malattie cardiache. La verità è che il lavoro
di ricerca procede spesso per tentativi ed è solo il senno di poi che
ci permette di giudicare quali erano le scoperte utili. Nel frattempo
il palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da parte degli
antivivisezionisti. Un importante leader per i diritti degli animali
stava facendo lo sciopero della fame in prigione. I suoi sostemitori
avevano fatto circolare una lista di accademici che avrebbero ucciso
per vendetta se il leader fosse morto. Eravamo circondati da barriere
di acciaio e da poliziotti a cavallo dalle facce severe. L'auto del
dipartimento aveva uno specchietto su un'asta, così da poter
controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte avere un nemico contro
il quale unirsi rende più facile non mettere in dubbio ciò che si sta
facendo. E una volta che ci sei dentro è difficile uscirne. Quando ebbi
terminato il mio dottorato triennale, me ne andai. Ero diventato un
uomo che pensava fosse normale uccidere animali quotidianamente e non
soffrirne, il che non era esattamente ciò che volevo essere. Un anno
dopo che avevo terminato presi in mano di nuovo una cavia. Era una di
quelle molto pelose, la cui testa e coda erano difficilmente
distinguibili. Non dissi al suo proprietario cosa facevo una volta.
Avevo un irrazionale timore di andare fuori di testa all'improvviso e
colpire il povero animale. Non lo feci, ma dovetti nascondermi le mani,
che tremavano quando lo rimisi giù. Ora mi considero riabilitato. Ho
ucciso solo due animali da allora: un uccello selvatico senza una zampa
e brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto con una mixomatosi.
Entrambe le volte poi ho vomitato di puro orrore. Ma questa è una
reazione naturale e ne sono felice. Fonte:The Guardian, I was a
vivisectionistDa AgireOra Network: www.agireora.org INVIATO DA
Promiseland.it


"IL LIBRO VOLANTE"
Sono usciti,
come supplementi della rivista Il libro volante diretta da Andrea
Panerini, due libri della collana Biblioteca del '900 curata da Tiziano
Arrigoni in collaborazione con l'Archivio storico della Città di
Piombino. I due volumi sono Sulle tracce di Mazzini nell'Europa del
novecento di Tiziano Arrigoni e Garibaldi socialista di Ezio Bartalini.
Sulle tracce di Mazzini nell'Europa del novecento è un saggio
innovativo e non scontato di Tiziano Arrigoni sulle influenze
mazziniane nell'europa novecentesca. "Mazzini è difficile da
classificare ideologicamente e politicamente" scrive un suo recente
biografo, R.Sarti, così come P. G. Zunino, parlando dell'ideologia
fascista, riconosceva a Mazzini "una innegabile poliedricità (che)
aveva fatto del genovese un ispiratore di uomini e tendenze
diversissime". Questo ha fatto in modo che nel novecento il pensiero
mazziniano abbia seguito strade divergenti e talvolta inaspettate. In
base alla documentazione contenuta nel fondo Bartalini dell'Archivio
Storico della città di Piombino, Arrigoni cerca di seguirne alcune, che
dall'Italia portano verso l'Inghilterra e la Turchia. Il nostro viaggio
con Mazzini attraverso il novecento non può non partire da Genova (dove
Bartalini ha trascorso la sua giovinezza), in particolare da un simbolo
della nuova Italia post risorgimentale, ossia quel monumento a Mazzini,
eretto nel Parco della Villetta nel 1882, il Mazzini cantato da
Algernon Charles Swinburne ("Italia, mother of the souls of men…"). Il
percorso ideale prosegue nell'Italia liberale prefascista e nel primo
dopoguerra quando il Mazzini progressista venne in gran parte messo "ai
margini dalla crescita del movimento socialista", tanto che ormai "più
di Mazzini era temuto Marx", così come nella geografia elettorale
italiana i repubblicani mazziniani avevano un seguito consistente solo
in certe aree del paese come la Maremma toscana, la Romagna e le
Marche. Garibaldi socialista è una raccolta di articoli che Ezio
Bartalini, pubblicista socialista, pubblica tra gli anni quaranta e
cinquanta del novecento per analizzare e commemorare la figura del
grande condottiero italiano. Un Garibaldi laico e socialista è il filo
conduttore che attraverserà gli scritti di Ezio Bartalini sul generale
fin dagli inizi del secolo e che riproporrà anche sull' "Ordine Nuovo"
di Gramsci, associando il socialismo di Garibaldi a quello di Mazzini.
A questo proposito poneva l'accento sopra alcuni aspetti della
biografia di Garibaldi, in particolare l'incontro con il gruppo di
socialisti sansimoniani, guidati da Emile Barrault, a bordo della nave
"Clorinda" che li trasportava a Costantinopoli nel 1833. Il gruppo
costituiva la cosiddetta "Mission des compagnons de la femme" e cercava
una nuova terra dove poter sperimentare la "religione" sansimoniana.
Un'opera preziosa e non comune riesumata grazie al paziente lavoro di
Tiziano Arrigoni che intende in questo modo onorare i bicentenario
della nascita di Giuseppe Garibaldi. Ogni supplemento è ordinabile
presso l'editrice La Bancarella (www.bancarellaweb.eu -
labancarella@aruba.it) al prezzo di euro 6,00 per le copie cartacee e
di euro 3,00 per i volumi in formato e-book. Prossimamente per la
collana Biblioteca del '900 curata da Tiziano Arrigoni (supplementi
alla rivista Il libro volante diretta da Andrea Panerini) testi
preziosi e talvolta inediti di Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Garibaldi,
Pietro Nenni, Ada Negri, Antonio Gramsci e molti altri...
Supplementi
al n. 1 de Il libro volante
Dir. Resp. Pino Bertelli
Direttore Andrea
Panerini


RESENTA: "ROBOTIKA"
siluri transfasici, (straccetti di)laicità e pari opportunità!
MARTEDI' 24 APRILE, AUDITORIUM FLOG Via Mercati, 24/b Firenze Con Ravamarah e
Bigsur dj Staff Kupidoidi Cyborg Venus Freak Performance…. Durante la
serata, promozione campagna UNO STRACCIO DI LAICITA' a tutti/e/* coloro
che lo vorranno, sarà dato uno straccetto "di laicità"! APERTURA CASSA
ORE : 22.30 INGRESSO : 10,00 Euro Ridotto : 8,00 Euro Soci/e/* ARCI
Ridotto speciale : 5,00 Euro Soci/e/*
Azione gay e lesbica


NESSUNO TOCCHI CAINO 21.04.2007
PENA DI MORTE. I RADICALI SULLA MORATORIA - 19
aprile 2007: i soggetti dell'area radicale Nessuno tocchi Caino,
Radicali Italiani, Partito Radicale Transnazionale e Associazione
Coscioni hanno emesso il seguente comunicato: "Con lo sciopero della
fame ad oltranza, giunto oggi al terzo giorno, di Marco Pannella,
Sergio D'Elia, Valter Vecellio, Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Lucio
Bertè, chiediamo al Governo italiano di ottemperare ai mandati ricevuti
e agli impegni assunti presentando una risoluzione per la moratoria
universale all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso
patrocinata, oltre che dall'Italia e altri paesi europei, dai paesi
rappresentativi di tutti i continenti che ne condividono l'obiettivo.
E' infatti assolutamente opportuno che si connoti non come iniziativa
dell'UE in quanto tale, rischiando di relegare in tal modo l'
universalità della richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più
presentabile e degno di tale grande obiettivo. Diamo atto con
soddisfazione al Sottosegretario Stefano Boco della chiarezza politica
e correttezza istituzionale con cui oggi a Montecitorio ha inteso
intervenire, a nome del Governo, sulla questione della moratoria Onu
delle esecuzioni capitali, questione che ha palesato anche un
atteggiamento irrituale e costituzionalmente poco corretto del Governo
nei confronti del Parlamento. Intervenendo in sede di replica al
dibattito generale sulla abolizione della pena di morte dalla
Costituzione, Boco ha detto due cose importanti: la prima, che il
Governo è tenuto ad "attuare e non interpretare le scelte del
Parlamento", chiaramente e unanimemente volte alla presentazione all'
Assemblea Generale dell'Onu in corso di una risoluzione sulla
moratoria; la seconda, che il Governo italiano non è assolutamente
vincolato a un preventivo "consenso europeo", anzi deve essere il
"locomotore" dell'iniziativa all'Assemblea generale dell'Onu. Lo stesso
Segretario Generale Ban Ki-moon ha ribadito ! ieri il suo sostegno
"all'iniziativa del Governo italiano di presentare la proposta
all'Assemblea Generale Onu perché sia raggiunta una moratoria globale
sulla pena di morte", invitandolo – e questo è sicuramente molto
significativo - a "rafforzare e moltiplicare le consultazioni con gli
altri Paesi membri dell'Onu per raggiungere il sostegno necessario."
Altro che "consenso europeo" del quale sentiamo parlare da fonti
governative anche rispetto alla prossima riunione del Consiglio Affari
Generali dell'UE prevista per il 23 aprile. Già in parlamento si
precisò dovesse trattarsi di mera CONSULTAZIONE. Il "consenso europeo"
sarebbe un'artificiosa preclusione alla universalità dell'iniziativa di
sapore almeno eurocentrico se non proprio avvertibile come paleo o neo
colonialistico."
MORATORIA. BAN, ITALIA MOLTIPLICHI CONSULTAZIONI CON
MEMBRI ONU - 18 aprile 2007: "Mi auguro che il Governo italiano e la
delegazione italiana alle Nazioni Unite possano rafforzare e
moltiplicare le consultazioni con gli altri Paesi membri dell'Onu per
raggiungere il sostegno necessario" all'iniziativa per la moratoria
sulla pena di morte. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni
Unite, Ban Ki-Moon, intervenendo di fronte alle commissioni Esteri
riunite di Camera e Senato a Montecitorio. Ban ha ricordato di avere
"accolto con favore l'iniziativa del Governo italiano di presentare la
proposta all'Assemblea Generale Onu perché sia raggiunta una moratoria
globale sulla pena di morte". "Ho dato il pieno sostegno a questa
tendenza della comunità internazionale perché venga abolito del tutto
il sistema che prevede la pena di morte, credo che la vita umana sia un
bene prezioso da salvaguardare", ha aggiunto l'ex ministro degli Esteri
sudcoreano. A seguito delle dichiarazioni del Segretario generale Onu,
Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e Deputato della Rosa
nel Pugno, in sciopero della fame ad oltranza dal 16 maggio con Marco
Pannella, Valter Vecellio, Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Lucio
Bertè per la presentazione della risoluzione pro moratoria
all'Assemblea Generale dell'ONU in corso, ha diffuso il seguente
comunicato: "Il Governo italiano si faccia forte, dopo le delibere
unanimi del Parlamento italiano, quella a stragrande maggioranza del
Parlamento europeo, le manifestazioni di opinione pubblica come la
Marcia di Pasqua e le iniziative nonviolente che i radicali stanno
conducendo da tempo, e dall'altro ieri con lo sciopero della fame ad
oltranza, si faccia forte dicevo, ora anche delle parole del Segretario
Generale dell'ONU Banki-Moon il quale ha detto di sostenere
l'iniziativa del Governo italiano all'Assemblea Generale per la
moratoria universale delle esecuzioni capitali e accolga l'invito a
rafforzare e moltiplicare le consultazioni con i membri dell'Onu e
quindi a non cercare solo il consenso europeo."
MORATORIA. D'ALEMA,
RISOLUZIONE PASSA PER CONSENSO UE - 17 aprile 2007: al Consiglio
Europeo Affari Generali (Cagre) di lunedì 23 aprile a Bruxelles, si
verifichera' se vi e' un consenso europeo per presentare adesso
all'Assemblea Onu la risoluzione sulla moratoria per la pena di morte
oppure se attendere la prossima sessione a settembre. E' quanto ha
spiegato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema a margine della sua
visita ad Algeri. "Siamo impegnati a raccogliere le adesioni attorno
alla dichiarazione europea - ha detto il titolare della Farnesina
descrivendo i passi nei quali e' impegnata l'Italia. I Paesi Ue hanno
presentato una dichiarazione per l'abolizione della pena di morte e
intanto per la moratoria delle esecuzioni intorno a questa
dichiarazione si vanno raccogliendo le adesioni che attualmente sono
arrivate a 89, una quota elevata anche se ancora non raggiunge la
maggioranza assoluta dei paesi membri dell'Onu". "La prima condizione
e' questa -ha sottolineato D'Alema- se noi avremo un'adesione molto
larga e nettamente maggioritaria questo certamente aprira' la strada
perche' poi la risoluzione possa essere adottata dall'Assemblea
generale dell'Onu. Nello stesso tempo abbiamo posto in sede europea
l'urgenza della presentazione della risoluzione. Si tratta di decidere
se ci sono le condizioni per avere un consenso europeo e presentare la
risoluzione nel corso dell'attuale sessione dell'Assemblea generale,
oppure se attendere la prossima sessione a settembre. Questa credo
sara' fondamentalmente la discussione che si sviluppera' lunedi' al
Consiglio Affari Generali.
KAZAKISTAN. LE INIZIATIVE DI NESSUNO TOCCHI
CAINO PRESENTATE ALL'EURASIA MEDIA FORUM AD ALMATY - 18 aprile 2007: Il
presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, inaugura giovedì 19
aprile ad Almaty lo Eurasian Media Forum, tre giorni di discussione
dedicati alla politica internazionale con la partecipazione di politici
ed esperti di tutto il mondo.
L'agenda include in particolare i temi
della sicurezza, dell'energia e della libertà dei media. Nel corso
della prima sessione, dedicata al futuro dell'Iraq e presieduta dal
produttore di Al Jazeera per gli Stati Uniti Riz Khan, Antonio Stango a
nome di Nessuno tocchi Caino illustrerà l'iniziativa "Nessuno tocchi
Saddam" e la campagna per una moratoria universale della pena di morte.
Intervengono fra gli altri l'ex Primo Ministro della Federazione Russa
Evgeny Primakov, l'ex ministro per i diritti umani dell'Iraq Bakhtiar
Amin, il deputato britannico George Galloway, il giornalista israeliano
Tzvi Yehezkeli, Richard Perle, già sottosegretario alla Difesa degli
Stati Uniti, e Richard Holbrooke, ambasciatore degli Stati Uniti all'
ONU nel periodo 1999-2001. In Kazakhstan è in vigore la moratoria delle
esecuzioni dal 2003. I prigionieri dei bracci della morte sono 28. Nel
corso di diversi incontri promossi da Nessuno tocchi Caino nell'ultimo
anno, le autorità di governo si sono dimostrate disponibili a sostenere
le iniziative del governo italiano per la moratoria alle Nazioni Unite,
anche se il Kazakhstan non ha ancora firmato la Dichiarazione di
Adesione indirizzata alla Presidenza dell'Assemblea Generale.
AFRICA.
RUANDA FIRMA LA DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA - 16 aprile 2007: l'ex
Rappresentante Speciale dell'Ue per la Regione dei Grandi Laghi, Aldo
Ajello, incaricato dal Governo italiano di trovare sostegni in Africa
all'iniziativa contro la pena di morte, ha convinto il governo ruandese
a firmare la dichiarazione internazionale sulla moratoria delle
esecuzioni in vista l'abolizione della pena di morte. Lo rende noto
"Nessuno tocchi Caino", che riporta un articolo del quotidiano ruandese
"The New Times" del 15 aprile. "Ho discusso la questione della firma da
parte del Ruanda con il Presidente Kagame, che sostiene il processo",
ha detto Ajello, aggiungendo che la firma della dichiarazione vedrà il
Ruanda unirsi a una lunga lista di paesi che riconoscono il valore dell'
iniziativa umanitaria. Ajello ha notato che "oltre a porre il Paese in
una miglior posizione globale rispetto alle riforme giudiziarie, l'
adesione all'iniziativa di NtC aiuterà il paese a fare le riforme
necessarie per assicurare alla giustizia i responsabili del genocidio
del 1994." Il cambiamento interno consentirà ai paesi che hanno
arrestato responsabili del genocidio ma che sono contrari alla pena di
morte di estradarli in Ruanda. L'adesione alla iniziativa per la
moratoria universale della pena di morte avviene in un momento in cui
il Ruanda sta per approvare in Parlamento una legge per l'abolizione
della pena di morte. Questa settimana, due commissioni per i diritti
umani, in Kenia e in Nigeria, hanno esortato i loro governi a muoversi
in senso abolizionista. Il 16 aprile, la commissione nigeriana
presidenziale sulla riforma dell'amministrazione della giustizia ha
presentato al presidente Olusegun Obasanjo una serie di
raccomandazioni, che comprendono la liberazione per chi è nel braccio
della morte da più di 15 anni e la revisione dei casi per chi si trova
nel braccio da più di 10 anni, oltre che per gli ammalati e per chi ha
disturbi mentali. La commissione propone inoltre la commutazione in
ergastolo per tutti gli altri condannati a morte e il rilascio per
tutti i detenuti da più di cinque anni i cui fascicoli sono andati
persi. "E' necessaria una moratoria ufficiale sulla pena di morte",
aggiunge Olawale Fapohunda, Segretario della Commissione. "La
Costituzione consente la condanna capitale, ma stiamo studiando come la
carta fondamentale possa essere cambiata per commutare tutte le
condanne a morte in ergastolo, così come è successo in Sudafrica",
spiega Fapohunda. Anche in Kenia, in un documento rilasciato il 18
aprile, la Commissione Nazionale per i Diritti Umani (KNCHR),
raccomanda al governo di abolire la pena capitale. Il Parlamento del
Kenya dovrebbe con urgenza muovere passi per abolire la pena di morte
nel paese, inoltre un provvedimento presidenziale dovrebbe sospendere l'
esecuzione di condanne capitali già emesse per poi commutare in
ergastolo le condanne dei prigionieri del braccio della morte. Queste
sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento Position
Paper n°2/2007 della KNCHR. Istituita dal Governo nel 2002, la
Commissione ha il compito di sviluppare promozione e protezione dei
diritti umani nel paese, formulando sul tema raccomandazioni all'
esecutivo. Per la Commissione, il Parlamento dovrebbe emendare le leggi
che attualmente consentono la pena di morte, incluse le sezioni 204, 40
(3) e 296(2) del codice penale, i capitoli 63 e 75 della Laws of Kenya,
il codice di procedura penale, oltre ad alcune parti del Bill of Rights
della Costituzione keniana.

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