10 agosto 2007

news 10 agosto

BRUCIANO TUTTE LE NOSTRE TERRE.
Il 2007 si sta rivelando l'anno del terrore, a causa del
gran numero d'incendi che stanno divampando in tutta la nazione. Spesso
si tratta d'incendi dolosi, magari commissionati da qualche balordo
"capetto" della mafia edilizia. E' ora che si formulino delle leggi che
impediscano per decenni, di costruire sulle aree arse dal fuoco. Solo
così possiamo sperare che i nostri boschi rimangano intatti e che gli
interessi economici di qualche balordo, non vadano a ledere la libertà
della fauna e dei cittadini. Pensate a quanti aquilani, ieri nel
pomeriggio, sono scoppiati in lacrime di fronte al rogo di S. Giuliano
– riserva naturale della città e polmone verde che permette di avere
ancora un'aria respirabile – Li ho visti in tanti, con i miei occhi,
mentre mi trovavo sul posto, preoccupati per le loro case, visto che le
fiamme erano a pochi metri dalle abitazioni; ma non soltanto per
questo: ho visto gente piangere perché il nostro bosco andava in fumo.
Pare però che almeno la natura di questo incendio non si debba addurre
a cause di dolo, questa almeno è la notizia data da tutti i canali d'
informazione convenzionali. Restano comunque moltissimi dubbi in
merito, anche perché a distanza di poche ore, a nemmeno 10 km di
distanza, divampava un altro incendio alla discarica di Collebrincioni,
che ha causato ulteriori preoccupazioni per i soccorritori e la
cittadinanza, visto che trattandosi appunto di una discarica, potevano
verificarsi da un momento all'altro, esalazioni chimiche. Resta da
vedere quanto di doloso ci sia stato in entrambe le situazioni. Una
nota di merito non indifferente è da rendere alle forze dell'ordine,
alla protezione civile, ai piloti dei canadair, agli operatori
volontari dei soccorsi e a tutti i liberi cittadini che si sono
prodigati prontamente ed instancabilmente da ieri pomeriggio per domare
gli incendi. Carla Liberatore Gaya CsF.

BRUCIA SAN GIULIANO
Aquilani in lacrime e col cuore in gola Evacuato il convento, case minacciate, fuoco alla Madonna Fore. "Un inferno, c'è da piangere" dice la Pezzopane.
L'Aquila, 9 ago. - Un incendio scoppiato
a L'Aquila, in localita' San Giuliano, sta lambendo le abitazioni, e
alcune nuove palazzine in costruzione, e i residenti sono gia' tutti
usciti di casa a scopo precauzionale anche per il denso fumo che si sta
creando. Mobilitazione di uomini e mezzi senza precedenti e ad alto
rischio. La zona, che si trova su via Caprini, e' alla periferia della
città'. Il fuoco sta interessando le pendici della montagna di San
Giuliano dove c'e' un'antica chiesa con convento annesso. Per domare
l'incendio si e' in attesa anche dell'intervento dei mezzi aerei. Le
alte colonne di fumo denso si sono fatte ormai visibili anche dal
centro della citta'. La montagna di San Giuliano, rinomata per le
escursioni, e' un rigoglioso bosco che sovrasta la citta', nella zona
di Nord-Ovest. A pochi metri dalla montagna passa anche l'autostrada
A/24 Roma-L'Aquila-Teramo. La situazione alle 14,15 appriva già
preoccupante, e i soccorsi aerei erano già in ritardo rispetto alle
prime chiamate. Il fuoco potrebbe essere derivato da scintille di
saldatori e frullini usati nei lavori lungo la sede stradale. La zona è
riarsa, come tutto il resto dell'ambiente, dopo due mesi di siccità
ininterrotta. Un'altra preoccupazione riguarda la possibile presenza di
persone lungo i tanti sentieri che portano sul colle di S.Giuliano, che
si chiama Monte Cascio ed è altro poco più di 1.000 metri. Alle 14, il
monastero di San Giuliano e' stato fatto evacuare a scopo
precauzionale, ci riferisce Luca Ceccarelli, sul posto per il capoluogo.
it Il fuoco, sospinto dal vento, si sta dirigendo verso la Madonna
Fore, luogo di gite e venerazione tradizionale per gli aquilani. Nel
luogo stretto in una gola ricca di alberi, si trova una chiesina,
appunto quella detta della Madonna Fore, ovvero fuori città. E' intanto
atteso l'arrivo di due canadair, uno dei quali per le 14.25 e il CH 47
dell'Esercito decollato da Viterbo alle 13.30. I mezzi aerei in arrivo
dovranno rifornirsi nel lago di Campotosto.
Alle 15,30 il viavai dei mezzi aerei antincendio sulla città era intenso. Almeno sei elicotteri
oltre ai canadair. E'stato richiesto anche un gigantesco elicottero a
doppia pala modello Chinook. Il Prefetto Cozzani è sul posto insieme
con i vertici delle forze dell'ordine. Le fiamme sono state arginate in
prossimità del convento, ma il fuoco, favorito da vento forte, è ancora
pericoloso nel versante della Madonna Fore. I rifornimenti nel lago di
Campotosto sono incessanti. Intanto la polizia sta indagando e pare
fondata l'ipotesi dell'incendio accidentale, derivato dalle scintille
degli utensili usati in un vicino cantiere stradale. Tutto il personale
è stato identificato. Sette persone sono già state denunciate: le
fiamme sarebbero scaturite dalla loro fiamma ossidrica. L'incendio a S.
Giuliano ha causato apprensione e ansia in città, perchè il luogo è
particolarmente caro agli aquilani. Per la presidente della Provincia,
Stefania Pezzopane, si e' trattato di "una cosa infernale". Quando
l'incendio e' esploso - racconta - tornavamo da Roma. Ci viene da
piangere perche' si tratta di un luogo simbolo per gli aquilani. Ci
hanno trafitto il cuore. Spero che i responabili vengano presi e le
pene siano aspre". La chiesetta della Madonna Fore è stata salvata, ci
riferisce Luca Ceccarelli che si trova dalle 13 sul luogo
dell'incendio, ma le fiamme si dirigono (ore 15,50) verso
Collebrincioni, da dove la gente sta fuggendo in preda alla paura. La
mobilitazione per questo incendio, sicuramente il più grave
nell'Aquilano, dice Ceccarelli, è davvero imponente: centinaia di
persone in divisa e di volontari che stanno facendo il possibile. Il
numero dei mezzi aerei in azione è imponente, e mai L'Aquila aveva
assistito ad un dispiegamento di forze così ingente. Il movimento degli
aerei e il loro rombo sono continui. La zona da bonificare, del resto,
è molto impervia e ricca di canaloni e anfratti in cui le fiamme
trovano esca e alimento. Un incendio difficile, pericoloso e
spettacolare. Le colonne di fumo giallo-nero-biancastro si levano sulla
periferia aquilana altissime e visibili da chilometri. Il vento spinge
il fumo verso il Gran Sasso, altrimenti la città sarebbe già oscurata.
Nel contempo l'opera dei piloti dei mezzi aerei risulta difficilissima
proprio a causa del fumo. FONTE www.ilcapoluogo.it

INCENDI RINFORZI FORESTALE PER ROGO A SAN GIULIANO A L'AQUILA
Roma, 9 ago. (APCom) - Si sta rapidamente aggravando l'incendio divampato oggi, nel Comune di San
Giuliano dove le fiamme hanno bruciato finora circa 400 ettari di
pineta e ne stanno mettendo a rischio altri 15000. Si tratta di un
rimboschimento realizzato durante la prima guerra mondiale da un gruppo
di prigionieri di guerra. Lo riferisce, in una nota, il Corpo Forestale
dello Stato in merito al rogo sviluppatosi nella zona dell'Aquila.
"Quello a poca distanza del capoluogo abruzzese - continua la Forestale
- è un parco periurbano molto amato dalla comunità aquilana e
particolarmente apprezzato e frequentato dai cittadini e dai visitatori
durante il periodo estivo. Le abitazioni all'interno del Parco sono
state evacuate, mentre quelle vicine sono state messe in sicurezza". Un
secondo fronte del fuoco, di origine dolosa, si è aperto da poco
nell'area vicina all'ex discarica della 'Cona', ormai dismessa. Sul
posto stanno operando 3 elicotteri e 3 canadair per evitare che le
fiamme arrivino alla discarica, dove a seguito della combustione
potrebbero sprigionarsi gas altamente tossici. Le operazioni di
coordinamento e di spegnimento dell'incendio sono condotte da
funzionari della Forestale. In particolare, gli uomini del Nucleo
investigativo di Polizia ambientale e forestale (Nipaf) dell'Aquila
"intervenuti sul posto hanno identificato e denunciato all'autorità
giudiziaria per incendio colposo sei operai e il caposquadra della
ditta che si stava occupando dei lavori di manutenzione sul ponte
dell'autostrada Roma-L'Aquila". Secondo gli investigatori a provocare
il primo fronte del fuoco sarebbero state le scintille della fiamma
ossidrica utilizzata dagli operai. FONTE www.tendenzeonline.info

USA IL PRESERVATIVO: LO DICE ANCHE ILMNISTERO Il Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli", membro della Consulta delle Associazioni perla Lotta contro l'Aids, istituita presso il Ministero Della Salute,
Ambra Angiolini invita i ragazzi ad usare il preservativo per prevenire
le malattie sessualmente trasmissibili prima tra tutte l'Hiv. Lo spot è
il segnale che il Ministro Livia Turco ha fatto propri i suggerimenti
della Consulta creando un messaggio semplice e diretto molto più
efficace di tanti giri di parole usati in passato. Siamo doppiamente
soddisfatti anche per la scelta della testimonial Ambra che è da anni
vicina al Circolo Mario Mieli, come madrina e presentatrice di diverse
edizioni del Pride, ospite delle nostre iniziative e in prima linea
nella lotta all'omofobia e alla transfobia.
Rossana Praitano
Presidenta Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

ORA DON GELIMINI CHIEDA SCUSA AGLI OMOSESSUALI
Sul Corriere della Sera di domenica 5 agosto 2007, nell'articolo a firma di
Fabrizio Caccia, Don Gelmini si lancia in spregiudicati anatemi contro
una presunta lobby ebraico-radical chic, suscitando le ire della
comunità ebraica. Don Gelmini ritratta e chiede scusa. Le scuse vengono
accettate ma il Rabbino capo di Roma, Di Segni, afferma: "meglio se
taceva". Nessuno si è però meravigliato della terminologia offensiva
usata parlando degli omosessuali e a difesa della Chiesa cattolica e
dei preti pedofili americani che sono stati giudicati colpevoli e che
Don Gelmini sembra si affanni a difendere. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli chiede le scuse ufficiali di don Gelmini: non
entriamo nel merito delle accuse che gli sono state rivolte perchè non
è nostro compito, ma rimaniano stupefatti sia dall'uso di termini
impropri quando parla di omosessualità – "Così noi saremmo tutti
froci…… io e loro a scopare nelle stanze del silenzio……" dove è chiara
ed evidente la volontà dispregiativa nell'utilizzo delle parole, sia
dalla sperticata difesa che don Gelmini affannosamente fa della sua
Chiesa, rea di aver troppo spesso nascosto, difeso e quindi avallato i
comportamenti dei suoi preti pedofili. Se la Chiesa cattolica e don
Gelmini chiedono rispetto, che lo diano anche loro riconoscendo i
propri errori e chiedendo scusa alle persone omosessuali che offendono
reiteratamente.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 cell 3397126198

DON GELMINI: NON AVRAI ALTRO DIO ALLINFUORI DI ME.
Visto che tutti parlano di Pierino Gelmini, vi mando questo articolo che ho pubblicato sul
quotidiano di Roma "Paese Sera" nel lontano 1992. Ero stato alla sua
comunita' in occasione di una cerimonia ufficiale e ne ero rimasto
scioccato. Parlare di culto della personalita' e' riduttivo.
Dappertutto c'erano quadri, ritratti, dipinti, foto, arazzi… che lo
rappresentavano. Lui, poi, si atteggiava a santone. Storie di
omosessualita' si sentivano anche allora. Anzi, a dire il vero, le
avevo sentite fin dagli anni Ottanta… Speriamo che la magistratura
faccia luce su questa storia triste e sporca, soprattutto per il buon
nome della nostra comunita' che e' costretta a subire delle gravi
offese per colpa di personaggi laidi e ipocriti. - PAESE SERA, 11 NOV.
1992 (ME): NON AVRAI ALTRO DIO ALL'INFUORI DI DON PIERINO - Quando si
parla di lui e' un luogo comune definirlo "il sacerdote che si inietto'
il virus dell'aids", anche se non e' vero visto che, a richiesta, lo
stesso Pierino Gelmini precisa di aver ricevuto soltanto l'inoculazione
di un vaccino nel marzo del '91, e non "il virus vero e proprio". Ma
tutto entra a far parte della caratterizzazione del personaggio,
direttore editoriale di una rivista, "Il Cammino", bimestrale di
informazione della comunita' Incontro, dove si possono contare fino a
24 sue fotografie in un solo numero, oltre a esempi rimarchevoli del
"Gelmini pensiero", con citazioni fin dalla copertina e interviste,
articoli, interventi, discorsi, premi (l'ultimo, «Cultura e Pace 1992»,
gia' assegnato a Giulio Andreotti, gli verra' consegnato sabato
prossimo a Pistoia), in un crescendo che si diffonde nei 160 centri
creati in tutto il mondo. In quello di Amelia, in Umbria, si e' tenuto
recentemente il convegno «La medicina in comunita'», organizzato con
una stupefacente larghezza di mezzi finanziari, il cui scopo principale
sembra essere stato proprio quello di sollecitare l'invio dei fondi che
lo Stato ha stanziato per i centri di recupero degli ex-drogati e di
dimostrare la forza contrattuale-elettorale di una comunita' che,
contando parecchie migliaia di aderenti e relativi familiari, non puo'
non fare gola a qualsiasi uomo politico, sia o meno sospettato di
aspirare al voto di scambio. Ma don Pierino Gelmini non e' soltanto un
fenomeno baracconesco: e' la confessione che lo Stato fa della propria
inadeguatezza e incapacita' a risolvere i problemi piu' gravi che gli
si presentano. Ed e' anche la dimostrazione della vittoria della
concezione sopraffattrice di una certa Chiesa che da un lato vieta
rigorosamente ogni metodo logico di prevenzione dell'aids e dall'altro
pretende, con arroganza, di essere finanziata per assistere le vittime
della stessa epidemia, alla quale ha dato il suo pesante contributo,
quando si osserva l'accanimento che i cattolici pongono nel vietare
l'uso del preservativo. Come conseguenza, fra gli adolescenti,
«l'infezione da hiv sta aumentando a ritmi allarmanti... uno ogni sei
ragazzi contrae una malattia sessuale». Ed e' proprio «tra i poveri che
l'hiv si diffonde piu' rapidamente e cioe' dove la proibizione
ufficiale della chiesa contro il sesso sicuro puo' fare i guasti
maggiori». Il problema, all'estero, si e' gia' posto con particolare
crudezza tanto che l'autorevole quotidiano New York Times, insieme al
settimanale degli intellettuali democratici americani Village Voice, si
sono chiesti quasi contemporaneamente se la Chiesa stia deliberatamente
compromettendo la salute pubblica. Quanti altri morti saranno necessari
perche' si cambi rotta? Massimo Consoli

LA REPUBBLICA 5 GIUGNO pag. 1
Tra le tante questioni che affliggono il nostro paese, insolute da
molti anni e alcune risalenti addirittura alla fondazione dello Stato
unitario, c´è anche quella cattolica. Probabilmente la più difficile da
risolvere. Personalmente penso anzi che resterà per lungo tempo aperta,
almeno per l´arco di anni che riguardano le tre o quattro generazioni a
venire. Roma e l´Italia sono luoghi di residenza millenaria della Sede
apostolica e perciò si trovano in una situazione anomala rispetto a
tutte le altre democrazie occidentali. Se guardiamo agli spazi
mediatici che la Santa Sede, il Papa, la Conferenza episcopale hanno
nelle televisioni e nei giornali ci rendiamo conto a prima vista che
niente di simile accade in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, in
Olanda, in Scandinavia e neppure nelle cattolicissime Spagna e
Portogallo per non parlare degli Usa, del Canada e dell´America Latina
dove pure la popolazione cattolica ha raggiunto il livello di maggiore
densità. Da noi le reti ammiraglie di Rai e di Mediaset trasmettono
sistematicamente ogni intervento del Papa e dei Vescovi. L´"Angelus" è
un appuntamento fisso. Le iniziative e le dichiarazioni dei cattolici
politicamente impegnati ingombrano i giornali, il presidente della
Repubblica, appena nominato, sente il bisogno di inviare un messaggio
di «presentazione» al Pontefice, cui segue a breve distanza la visita
ufficiale. Tutto ciò va evidentemente al di là d´una normale regola di
rispetto e dipende dal fatto che in Italia il Vaticano è una potenza
politica oltre che religiosa. Ciò spiega anche la dimensione dei
finanziamenti e dei privilegi fiscali dei quali gode il Vaticano, la
Santa Sede e gli enti ecclesiastici; anche questi senza riscontro
alcuno negli altri paesi. Infine il rapporto di magistero che la
gerarchia ecclesiastica esercita sulle istituzioni ovunque vi sia una
rappresentanza di cattolici militanti e la funzione di guida politica
che di fatto orienta i partiti di ispirazione cattolica e quindi
cospicui settori del Parlamento. La questione cattolica è dunque quella
che spiega più d´ogni altra la diversità italiana. Spiega perché noi
non saremo mai un «paese normale». Perché una parte rilevante
dell´opinione pubblica, della classe politica, dei mezzi di
comunicazione, delle stesse istituzioni rappresentative, sono etero-
diretti, fanno capo cioè e sono profondamente influenzati da un potere
"altro". Quello è il vero potere forte che perdura anche in tempi in
cui la secolarizzazione dei costumi ha ridotto i cattolici praticanti
ad una minoranza. «Ahi Costantin, di quanto mal fu madre...». La
questione cattolica ha attraversato varie fasi che non è questa la sede
per ripercorrere. Basti dire che si sono alternate fasi di latenza
durante le quali sembrava sopita, e di vivace ed aspra riacutizzazione.
Il mezzo secolo della Prima Repubblica, politicamente dominato dalla
Democrazia cristiana, fu paradossalmente una fase di latenza. La
maggioranza era etero-diretta dal Vaticano e dagli Stati Uniti, il Pci
era etero-diretto dall´Unione Sovietica. Entrambi i protagonisti
accettavano questo stato di cose, insultandosi sulle piazze e dai
pulpiti, ma assicurando, ciascuno per la sua parte, un sostanziale
equilibrio. Quando qualcuno sgarrava, veniva prontamente corretto. Ma
la fase attuale non è affatto tranquilla, la questione cattolica si è
riacutizzata per varie ragioni, la prima delle quali è l´emergere sulla
scena politica dei temi bioetici con tutto ciò che comportano. La
seconda ragione deriva dalla linea assunta da Benedetto XVI che ritiene
di spingere il più avanti possibile le forme di protettorato politico-
religioso che il Vaticano esercita in Italia, per farne la base di una
"reconquista" in altri paesi a cominciare dalla Spagna, dal Portogallo,
dalla Baviera, dall´Austria e da alcuni paesi cattolici dell´America
meridionale. Le capacità finanziarie dell´episcopato italiano
forniscono munizioni non trascurabili per sostenere questo disegno che
ha come obiettivo l´esportazione del modello italiano laddove ne
esistano le condizioni di partenza. A fronte di quest´offensiva le
"difese laiche" appaiono deboli e soprattutto scoordinate. Si va da
forme d´intransigenza che sfiorano l´anticlericalismo ad aperture
dialoganti ma a volte eccessivamente permissive verso i diritti
accampati dalla "gerarchia". Infine permane il sostanziale disinteresse
della sinistra radicale, che conserva verso il laicismo l´antica
diffidenza di togliattiana memoria. Si direbbe che il solo dato
positivo, dal punto di vista laico, sia una più acuta sensibilità
autonomistica che ha conquistato una parte dei cattolici impegnati nel
centrosinistra. Ma si tratta di autonomia a corrente variabile, oggi
rimesso in discussione dalla nascita del Partito democratico e dai vari
posizionamenti che essa comporta per i cattolici che ne fanno parte.
Con un´avvertenza di non trascurabile peso: secondo recenti sondaggi
nell´ultimo decennio i cattolici schierati nel centrosinistra sarebbero
discesi dal 42 al 26 per cento. Fenomeno spiegabile poiché gran parte
dell´elettorato ex Dc si trasferì fin dal 1994 su Forza Italia; ma che
certamente negli ultimi tempi ha accelerato la sua tendenza. Un
fenomeno degno di interesse è quello del recente associazionismo delle
famiglie. Non nuovo, ma fortemente rilanciato e unificato dal "forum"
che scelse come organizzatore politico e portavoce Savino Pezzotta, da
poco reduce dalla lunga leadership della Cisl e riportato alla ribalta
nazionale dal "Family Day" che promosse qualche mese fa in piazza San
Giovanni il raduno delle famiglie cattoliche. Da allora Pezzotta sta
lavorando per trasformare il "forum" in un movimento politico. «Non un
partito» ha precisato in una recente intervista «ma un quasi-partito;
insomma un movimento autonomo che potrà eventualmente appoggiare
qualche partito di ispirazione cristiana che si batta per realizzare
gli obiettivi delle famiglie. Sia nei valori che sono ad esse
intrinseci sia per i concreti sostegni necessari a realizzare quei
valori». L´obiettivo è ambizioso e fa gola ai partiti di impronta
cattolica, ma Pezzotta amministra con molta prudenza la sigla di cui è
diventato titolare. Dico sigla perché al momento non sappiamo quale sia
la sua realtà organizzativa e la sua effettiva spendibilità politica.
Sembra difficile che il nascituro movimento delle famiglie possa
praticare una sorta di collateralismo rispetto ai settori cattolici
militanti nel Partito democratico: la piazza di San Giovanni non
sembrava molto riformista, le voci che l´hanno interpretata battevano
soprattutto su rivendicazioni economiche ma non basterà
riconoscergliele per acquistarne il consenso e il voto. A torto o a
ragione le famiglie e le sigle che le rappresentano ritengono che
quanto chiedono sia loro dovuto. Il voto elettorale è un´altra cosa e
non sarà Pezzotta a guidarlo. Ancor meno i vari Bindi, Binetti, Bobba
nelle loro differenze. Voteranno come a loro piacerà, seguendo altre
motivazioni e inclinazioni, influenzate soprattutto dai luoghi in cui
vivono e dai ceti sociali e professionali ai quali appartengono. Un
elemento decisivo della questione cattolica e dell´anomalia che essa
rappresenta è costituito dalla dimensione degli interessi economici
della Santa Sede e degli enti ecclesiastici, del loro "status"
giuridico e addirittura costituzionale (il Trattato del Laterano è
stato recepito in blocco con l´articolo 7 della nostra Costituzione) e
dei privilegi fiscali, sovvenzioni, immunità che fanno nel loro insieme
un sistema di fatto inattaccabile. Basti pensare che la Santa Sede
rappresenta il vertice di un´organizzazione religiosa mondiale e
fruisce ovviamente d´un insediamento altrettanto mondiale attraverso la
presenza dei Vescovi, delle parrocchie, degli Ordini religiosi, delle
Missioni. Ma, intrecciata ad essa c´è uno Stato - sia pure in miniatura
- che gode d´un tipo di immunità e di poteri propri di uno Stato e
quindi di una soggettività diplomatica gestita attraverso i "nunzi"
regolarmente accreditati presso tutti gli altri Stati e presso le
organizzazioni internazionali. Questa doppia elica non esiste in
nessun´altra delle Chiese cristiane ed è la conseguenza della struttura
piramidale di quella cattolica e della base territoriale da cui trasse
origine lo Stato vaticano e il potere temporale dei Papi. Non
scomoderemo Machiavelli e Guicciardini, Paolo Sarpi e Pietro Giannone
per ricordare quali problemi ha sempre creato il potere temporale nella
storia della nazione italiana, nell´impossibilità di realizzare l´unità
nazionale quando gli altri paesi europei avevano già da secoli
raggiunto la loro ed infine lo scarso senso dello Stato che gli
italiani hanno avuto da sempre e continuano abbondantemente a
dimostrare. Sarebbe storicamente scorretto attribuire unicamente al
potere temporale dei Papi questo deficit di maturità civile degli
italiani, ma certo esso ne costituisce uno dei principali elementi.
Purtroppo il temporalismo è una tentazione sempre risorgente
all´interno della Chiesa; sotto forme diverse assistiamo oggi ad un
tentativo di resuscitarlo che si esprime attraverso la presenza
politica diretta dell´episcopato nelle materie "sensibili" il cui
ventaglio si sta progressivamente ampliando. Negli scorsi giorni
l´atmosfera si è ulteriormente riscaldata a causa di una frase di Prodi
che esortava i sacerdoti a sostenere la campagna del governo contro le
evasioni fiscali e lamentava lo scarso contributo della Chiesa ad un
tema così rilevante. Credo che Prodi, da buon cattolico, abbia
pronunciato quella frase in perfetta buonafede ma, mi permetto di dire,
con una dose di sprovveduta ingenuità. Lo Stato non rappresenta un tema
importante per i sacerdoti e per la Chiesa. Ancorché i preti e i
Vescovi siano cittadini italiani a tutti gli effetti e con tutti i
diritti e i doveri dei cittadini italiani, essi sentono di far parte di
quel sistema politico-religioso che a causa della sua struttura è
totalizzante. La cittadinanza diventa così un fatto marginale e
puramente anagrafico; salvo eccezioni individuali, il clero si sente e
di fatto risulta una comunità extraterritoriale. Pensare che una delle
preoccupazioni di una siffatta comunità sia quella di esortare gli
italiani a pagare le tasse è un pensiero peregrino. Li esorta - questo
sì - a mettere la barra nella casella che destina l´otto per mille del
reddito alla Chiesa. Un miliardo di euro ha fruttato all´episcopato
italiano quell´otto per mille nel 2006. Ma esso, come sappiamo, è solo
una parte del sostegno dello Stato alla gerarchia, alle diocesi, alle
scuole, alle opere di assistenza. Come si vede la pressione cattolica
sullo Stato "laico" italiano è crescente, si vale di molti mezzi, si
manifesta in una pluralità di modi assai difficili da controllare e da
arginare. Le difese laiche - si è già detto - sono deboli e poco
efficaci: affidate a posizioni individuali o di gruppi minoritari ed
elitari contro i quali si ergono "lobbies" agguerrite e perfettamente
coordinate da una strategia pensata altrove e capillarmente ramificata.
Quanto al grosso dell´opinione pubblica, essa è sostanzialmente
indifferente. La questione cattolica non fa parte delle sue priorità.
La gente ne ha altre, di priorità. È genericamente religiosa per
tradizione battesimale; la grande maggioranza non pratica o pratica
distrattamente; i precetti morali della predicazione vengono seguiti se
non entrano in conflitto con i propri interessi e con la propria
"felicità". In quel caso vengono deposti senza traumi particolari.
Perciò sperare che la democrazia possa diventare l´"habitus" degli
italiani è arduo. Gli italiani non sono cristiani, sono cattolici anche
se irreligiosi. Questo fa la differenza.
INVIATO DA Andrea Panerini
Articolo consultabile su: www.andreapanerini.it

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23 luglio 2007

news 23 luglio

BARI ISTITUISCE REGISTRO UNIONI CIVILI
Arriva da Bari una delle notizie più
confortanti degli ultimi giorni: il Sindaco Michele Emiliano ha dato
disposizione alla ripartizione dei servizi demografici del Comune
affinché venga istituita l'anagrafe delle unioni civili senza
distinzione tra quelle omosessuali e quelle eterosessuali. La
disposizione recita anche che nel caso di coabitazione per vincoli
affettivi, la richiesta di famiglia anagrafica dovrà essere
sottoscritta congiuntamente alla presenza dell'ufficiale di anagrafe.
"Questa normativa pone Bari al livello delle maggiori città europee in
quanto a riconoscimento paritario di tutti i cittadini senza
distinzioni di orientamento sessuale o di genere" commenta soddisfatta
Rossana Praitano, Presidente del Circolo Mario Mieli di Roma. "Anche i
Comuni del Mezzogiorno iniziano a recepire le istanze di una parte
della popolazione che chiede pari diritti per tutti; ancora più
importante che la lotta contro il pregiudizio e la discriminazione
trovi gli alleati più congeniali nelle Istituzioni ed Amministrazioni
locali che più di ogni altro possono agire nel tessuto sociale locale:
per questo motivo ci auguriamo che l'esempio di Bari possa essere
presto emulato da tanti altri Comuni, Roma in testa. Auspichiamo per
questo un intervento del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, in quanto
candidato leader del nascente PD, che dia l'esempio e sia di sprone per
il raggiungimento della pari dignità di tutti e tutte" conclude Rossana
Praitano. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria
Politica Andrea Berardicurti 06/5413985- cell 3397126198 Via Efeso,
2/A 00146 ROMA tel. 065413985 fax 065413971 - 3487708437

500 BAMBINI SODOMIZZATI DA PRETI. LA RAI TACE OMERTOSA
Il magistrato Luigi Tosti scrive una lettera al Direttore del TG1 della Rai
Caro Direttore del TG1 , dopo aver appreso dal TG della Rete La 7 delle ore 12.30 del 15
luglio 2007, la notizia secondo cui l'Arcidiocesi cattolica di Los
Angeles ha dovuto sborsare 660 milioni di dollari per tacitare 500
vittime di abusi sessuali perpetrati da preti cattolici pedofili dal
1940 in poi, e questo in vista del processo che si terrà domani 16
luglio, e che sino ad ora l'Arcidiocesi di Boston ha sborsato ben 2
miliardi di dollari per risarcire gli altri bambini sodomizzati da
altri preti cattolici, vedendosi costretta a vendere parte del proprio
cospicuo patrimonio, ho visionato con apprensione i telegiornali messi
in onda da RAI 2, ore 13, e da RAI 1, ore 13, per accertarmi che le
reti televisive della Repubblica Pontifica Italiana assolvessero, con
fedeltà, l'obbligo, su di loro gravante, di disinformare i cittadini
italiani e di occultare con diligenza le notizie che possono risultare
pregiudizievoli per il "buon nome" del Vaticano e della Chiesa
Cattolica. Ebbene, ho potuto constatatre con sommo piacere -e di ciò
non posso non compiacermente come cittadino italiota contribuente e
pagante il canone per il servizio "pubblico"- che entrambi i TG
Nazionali hanno opportunamente e diligentemente occultato questa
notizia, che è stata invece improvvidamente propalata dalla Rete 7,
preferendo diffondere altre facezie, ivi inclusa quella relativa
all'evento epocale del momento, cioè lo svolgimento quotidiano delle
vancanze del Sommo Pontefice sull' arco Alpino. Mi congratulo,
ovviamente, con la Vostra sagace ed opportuna opera di occultamento
della verità -verità che potrebbe nuocere alla sagace opera di
disinformazione di Mons. Fisichella, ad avviso del quale il fenomeno
della pedofilia avrebbe coinvolto sì e no 4 o 5 preti, e mi chiedo
anche se non sarebbe opportuno interessare il Governo della Colonia
Pontificia affinché provveda a revocare la licenza televisiva alla Rete
7, per aver diffuso notizie che possono pregiudicare il buon nome
dell'Unica Chiesa voluta dal Dio incarnato, cioè l'Unica Chiesa
legittimata a rappresentarlo, sul nostro pianeta Terra, in virtù di
procura scritta rilasciata 2.000 anni or sono. Nell'inviarvi i più
cordiali saluti mi pemetto di allegare, in calce, la notizia,
improvvidamente diffusa anche dal Messaggero.
Luigi Tosti - tosti.
luigi@yahoo.it
Preti pedofili, risarcimento record a Los Angeles.
L'Arcidiocesi pagherà 660 milioni di dollari
LOS ANGELES (15 luglio) -
Più di un milione di dollari a testa. E' il risarcimento ottenuto da
circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a
partire dagli anni Quaranta in California. A pagare l'indennizzo record
sarà l'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles, che complessivamente dovrà
sborsare 660 milioni di dollari. Lo hanno riferito gli avvocati dei
querelanti. L'accordo, arrivato all'ultimo minuto - l'inizio del
processo era fissato per lunedì - è il più costoso degli ultimi anni
per laChiesa cattolica, bersagliata da richieste di indennizzi
miliardari per numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti nei
confronti di minori. Ray Boucher, capo dei legali che hanno difeso le
vittime, ha detto che oggi ci sarà un annuncio congiunto con
l'Arcidiocesi di Los Angeles sull'accordo.
"Che schifo una società che
non difende nemmeno i propri bambini."
Paul Harris

COMUNICATO STAMPA
Napoli città ideale per la mostra "Vade Retro" La città di Lucio
Amelio, amata da Andy Warhol e Robert Mapplethorpe, in cui il concetto
di cultura è da sempre declinato in senso libero ed ampio, è per
antonomasia il luogo designato ad ospitare la mostra "Vade Retro". "Il
sindaco di Napoli è diverso dal sindaco di Milano, e questo ci fa
pensare a possibilità concrete affinché la nostra città possa ospitare
la mostra sull´omosessualità `Vade Retro´, concepita in senso moderno e
di livello europeo, che rappresenterebbe un grande richiamo al turismo
ed un motivo di riscatto per la nostra città" , dichiara Salvatore
Simioli, presidente dell´Arcigay di Napoli ,"Ricordiamo che nel
programma politico elettorale del nostro sindaco è scritto che è
proprio `sul terreno della cultura e dell´informazione´, `la lotta
contro ogni forma di discriminazione sociale derivante dal sesso,
dall´età, dall´etnia, dall´orientamento sessuale´ " "Auspichiamo",
conclude Salvatore Simioli, "che il progetto di portare la mostra qui
includa la possibilità di aprirla agli artisti locali, alla ricca
produzione di arte delle scuole napoletane e che possa riportare
all´onore della cronaca tutta una serie di attività che stanno
riformando il modo di produrre arte da noi, dal PAN al MADRE, alle
mostre di tipo privato, alle importanti produzioni locali che faticano
a raggiungere i circuiti che contano.
DONNE E INTERNET
PROGRESSO O
REGRESSO DELL'"ETERNO FEMMINEO"
Internet come l'Isola dei morti
L'Isola
dei morti di Harold Bocklin 1880
Massimo Mantellini, a mio parere, è
«l'ultimo giapponese» dei galanti alla maniera che fù - galanteria che
conquistava anche le più arcigne - che difenda, anzi esalti il ruolo e
il modo di stare in rete del mondo femminile italiano, infatti, è con
l'articolo «La rete delle Donne» che ne ha esaltato pregi, virtù e
virtuosismi telematici. Mantellini, che ha partecipato al Barcamp
tematico del FemCamp.it ospitato dal laboratorio Technèdonne.it,
scrive: «Di certo l'universo femminile in rete non è mai stato così
vivace e produttivo. I tempi maturano, e con loro la rete, grazie anche
alla partecipazione attiva delle donne. Mai come da quando esiste la
rete possiamo osservare lo scarto netto fra chi fa e chi pensa,
l'analisi sociologica dell'impatto tecnologico sull'universo femminile
dal racconto delle esperienze concrete, editoriali e imprenditoriali di
donne che hanno scelto Internet per valorizzare le proprie competenze.
Molti i progetti femminili in rete, come Style.it, capaci di coniugare
gli aspetti sociali (fornire loro uno strumento di informazione e
pubblicazione a propria misura) con quelli commerciali (creare una
comunità di utenti a margine di progetti editoriali femminili come i
magazine di Condè Nast): luoghi della rete utili per quelle migliaia di
navigatrici che anche nella Internet italiana non solo sono in rapida
silenziosa ascesa numerica ma che, sempre più spesso, decidono di
partecipare alla «grande conversazione» aprendo un blog, discutendo su
forum, magazine elettronici e liste di discussione, cercando ambiti di
interattività a propria misura. Internet resta una grande arena di
«valore assoluto» senza biglietto d'ingresso dove le donne con la loro
mai abbastanza sottolineata sensibilità ed intelligenza la faranno
presto da padrone». A differenza della rosea e galante quanto generosa
visione di Mantellini - che vede in rete un universo femminile mai
stato così vivace e produttivo come ora - invece, tranne lo sparuto
eroico drappello costituito dalle «solite note» - che vanno dal
giornalismo alle nuove tecnologie e via via fino all'imprenditoria,
alla politica ed al commercio - è proprio in Internet che si ha il
desolante impatto con la mancanza quasi totale di donne che, a
differenza degli uomini, manifestino interessi «elevati» dell'universo
femminile italiano, o perlomeno di curiosità allargata a temi non
specificamente femminili. Desolante è l'assenza di interesse, o di
partecipazione attiva, intellettuale, o solo dell'anima, a qualsiasi
problema concernente la partecipazione alla cosa pubblica, alla
cittadinanza, alla politica, al sociale, all'economia, alla curiosità
verso la scienza, la tecnologia, al cinema ed al teatro come storia del
costume o, almeno, verso lo strumento Computer-Internet, ed il suo uso.
Dai cosìdetti temi «elevati» o dagli argomenti cosìdetti «impegnativi»
o «per uomini», l'assenza delle donne italiane è pressochè totale.
Questo distacco dalla cosa pubblica è l'unica ragione che sta alla
base, quindi poche balle su quote rosa o non rosa, della macroscopica
differenza numerica che distingue, e sottolinea impietosamente,
parlamentari, ministri, sottosegretari e segretari di partito uomini
dalle donne elette o preposte alle medesime funzioni. Le donne amano il
Potere, ma non vogliono e non sanno prenderselo da sole. Sono gregarie,
per natura o per soggezione durata secoli non lo si sa ma certo è che,
lo si vede in politica, si accucciano sempre all'ombra del Potere
detenuto dal maschio detto, da loro, «misogino! maschilista!». Lo
servono come chierichette all'Altare. Ammucciano ad ogni suo ordine, ad
ogni stravaganza nefasta per il popolo terrorizzate, qualora
disobbedienti, di non essere ricandidate, rielette. Di non godere più
dell'Ombra del Potere mentre, standosene in ombra, ne godono, ne
divengono le Vestali, le Grandi complici. Ma non è solo nella cosa
pubblica e nella politica che l'universo femminile italiano non anela a
ruoli decisionali e responsabilità, e non se li assume di opinione,
almeno, bensì laddove c'è da impegnarsi, da far sentire la propria voce
l'universo femminile italiano è assente. Muto. E' l'Isola dei morti. E
tranne le note eccezioni, che confermano la triste desolante regola,
ciò ha il suo spietato specchio in Internet ove, statisticamente, le
donne sono in numero pari agli uomini, se non maggiore, per
frequentazione di siti porno e chat per incontri «ravvicinati». Perchè?
Pornografia, scambi e chat sex sostituiscono la mancanza di sesso da
parte della massa, massa oramai davvero impressionante in Italia, di
donne obese che, giustamente, dato il senso di repulsione che suscitano
nei maschi, nessuno si «fila». Internet ed i suoi strumenti, quindi non
sono, come sogna il galante generoso Mantellini, la Grande frontiera
conquistata, anche, dalle donne dalle quali, invece, è rarissimo che
arrivi una iniziativa interessante, una proposta originale, una
battaglia sociale o politica da condurre coralmente e con la forza
della convinzione, e della tecnologia che è immensa ma la cui efficacia
e forza è capita da pochi. Le donne, salvo eccezioni, tengono i propri
pc come sgabuzzini del rottamatt e, salvo lamentarsi e non fare alcuno
sforzo per capire pc e Internet, e così essere in grado di usarne le
relative difese, navigano come se facessero un giro dal parrucchiere
beccandosi cimici, pulci, hackers, virus, dialers, spammers e spioni ai
quali, invece, potrebbero dare la caccia decimandoli. Donne sveglia!
Stop all'Isola dei morti. Stop al regresso dell'eterno femminino, e
avanti con il progresso dell'impegno e della tecnologia! Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm

COMUNICATO STAMPA
E' uscito il n.2/2007 della
rivista "Il libro volante" diretta da Andrea Panerini ed edita da La
Bancarella Editrice. Il tema principale di questo secondo numero è
"Manuale di sopravvivenza alla nuova sinistra" che introduce, con un
titolo paradossale, le questioni che attengono alla ridefinizione
culturale dei valori della sinistra italiana e la domanda fondamentale:
si può ancora parlare di sinistra in Italia? Di notevole livello gli
inteventi di Rossano Pazzagli, Antonio Gai, Patrice Poinsotte, Enrico
Beni e Andrea Panerini. Le interviste, al contrario del numero
precedente, mirano a valorizzare alcuni nomi di grosso valore ma poco
conosciuti dal grande pubblico. Il giovane apologeta cattolico Matteo
Salvatti ci dice che "nessuno vi obbliga ad ascoltare la Chiesa
Cattolica" in una franca intervista in cui parla a tutto campo di
religione, laicità, politica e cultura. Aldo Grassini, direttore del
Museo "Omero" di Ancona ci introduce nel mondo dei musei "da toccare",
pensati appositamente per i non vedenti o gli ipovedenti. Stefano
Casi, attore e direttore artistico di "Teatri di vita" (rassegna
teatrale bolognese) invece ci parla del mondo del teatro italiano e di
Copi, commediografo e romanziere sudamericano poliedrico e dalla
personalità complessa. Nel campo letterario in questo numero la
redazione de "Il libro volante" ha optato per la pubblicazione di opere
selezionate di narrativa e di poesia puntando su giovani autori. E' il
caso, pertanto, di Nicola Lotto, Cristian Bufi e Nunzio Festa, tutti
scrittori under 30. Nella sezione Miscellanea, che chiude la rivista,
oltre alle recensioni di Alberto Morelli e ad altri interessanti
articoli, sono da segnalare i documenti tratti da discorsi e opere di
Altiero Spinelli (di cui ricorre il centenario dalla nascita), don
Lorenzo Milani e Gianni Anselmi. La rivista, che costa 10 euro a copia
(abbonamento annuale 30 euro), può essere ordinata presso la redazione
( info@librovolante.eu) o acquistata presso una delle librerie
convenzionate ( www.librovolante.eu).

CITY CAR…. NELL'EUROPA DELL'EST,
DOVE VENGONO FABBRICATE, GLI OPERAI RICEVONO STIPENDI DA FAME
Le signore bene, da noi, le comprano piene di accessori, senza neanche
guardare troppo il prezzo (sono utilitarie). Ma nell'Europa dell'Est,
dove vengono fabbricate, gli operai ricevono stipendi da fame. Ossia
380 euro al mese per i polacchi che costruiscono una Fiat 500, 270 per
gli slovacchi che assembrano Toyota Aygò, Peugeot 107, Citroen C1 o la
nuova Renault Twingo, appena 166 euro per gli ungheresi che fanno
nascere la Opel Agila e la Suzuki Splash e - se possibile - ancora meno
(appena 100 euro) per i brasiliani che fabbricano la Volkswagen Fox. Ma
questo è un altro discorso. In Europa, invece, il basso salario degli
operai che fabbricano Fiat 500, Toyota Aygò e soci è stato alla base di
tutta la strategia di lancio di queste vetture che non a caso vengono
fabbricate solo in quei paesi e poi distribuite in mezzo mondo. Certo,
il concetto di "stipendi da fame" è relativo: non è che Fiat, Opel e
tutti gli altri colossi industriali europei sfruttino gli operai.
Questi stipendi, nei rispettivi paesi, sono dignitosi. Anzi: le cifre
che riportiamo in questa inchiesta rappresentano solo la base del
salario (che poi cresce un po' con gli straordinari e con il lavoro
notturno), ma come ci ha raccontato un sindacalista di un paese
dell'Est che preferisce rimanere nell'anonimato, "le nostre fabbriche
non sono in Cina, fuori dal mondo. Noi siamo collegati a Internet,
vediamo i vostri programmi televisivi e in mezza giornata di macchina
possiamo arrivare nei paesi europei più ricchi. Ma con i nostri salari
siamo tagliati fuori da tutto. E questo condurrà inevitabilmente a
forti tensioni sociali". Tensioni che portano - come già successo in
molte fabbriche automobilistiche dei Paesi dell'Est a una richiesta
semplice ma - per certi versi - pazzesca: raddoppiare la paga degli
operai. Una cosa che ovviamente potrebbe destabilizzare i conti
economici di molte aziende ma che vede lavoratori e sindacati molto
compatti. Non va dimenticato che, anche a loro, scorrono continuamente
sotto gli occhi le immagini dei successi commerciali, dei fatturati
record e dei trionfi di queste macchinine sulla scena internazionale.
Insomma, un cinese che lavora nella fabbrica della Apple e che per
l'equivalente di 40 euro al mese fabbrica gli iPod alla fine sta meglio
di un polacco che lavora alla linea di montaggio della Fiat 500 o di
uno Slovacco che fa i turni alla fabbrica Toyota-Peugeot-Citroen: per
il cinese non ci sono possibili confronti di salari con Paesi
confinanti. Il suo stipendio ha un solo raffronto: quello con i suoi
cittadini. Ma c'è dell'altro: in Slovacchia, Polonia e in tutti i Paesi
dell'Est, invece, le modernissime city car sono regolarmente a listino,
anche se ovviamente a prezzi impossibili per i poveri operai. I calcoli
sono impressionanti: il costo di una 500 equivale a due anni e mezzo di
lavoro di un operaio che la costruisce, quello di una Toyota Aygò a più
di tre e via via per le altre. ARTICOLO DI VINCENZO BORGOMEO Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it
NESSUNO TOCCHI CAINO 21.07.2007
LIBIA. INFERMIERE BULGARE, PENA DI MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO - 17
luglio 2007: il Consiglio superiore delle istanze giuridiche, massimo
organo della giustizia libica, ha commutato in ergastoli le condanne a
morte emesse nei confronti delle cinque infermiere bulgare e del medico
palestinese accusati di aver volontariamente infettato bambini con il
virus Hiv. Oggi, la commutazione giunge a poche ore dalla decisione
delle famiglie delle vittime di accettare un indennizzo pari a circa un
milione di dollari per vittima, oltre che di ritirare la richiesta di
condanna a morte per i sei imputati. La decisione dei familiari giunge
dopo giorni di trattative condotte dalla Fondazione del figlio 34enne
del leader libico Gheddafi, Seif Al-Islam, il quale ha svolto il ruolo
di mediatore. L'ergastolo potrebbe essere scontato in patria, dal
momento che Tripoli e Sofia hanno un accordo di estradizione. I sei
erano accusati di aver inoculato il virus dell'Aids ad almeno 438
bambini di Bengasi, seconda città della Libia, 56 dei quali sono morti.
Le infermiere Kristiana Valtcheva, Nassia Nenova, Valia Tcherveniachka,
Valentina Siropoulo e Snejana Dimitrova, oltre al medico Achraf Joumaa
Hajouj (un palestinese che ha ottenuto in giugno, a sua tutela, la
nazionalità bulgara), si sono sempre dichiarati innocenti e hanno
denunciato che le loro confessioni sono state estorte sotto tortura. La
Fondazione ha fatto sapere che il denaro dei risarcimenti proviene dal
Fondo Speciale d'Aiuto a Bengasi, creato nel 2005 da Tripoli e Sofia
sotto l'egida dell'Unione Europea.
ITALIA-USA. D'ELIA, GOVERNO INCAUTO
E UNILATERALE NELLA ESTRADIZIONE - 14 luglio 2007: "Dal ministro
Mastella mi sarei aspettato più prudenza e un rigore maggiore nel caso
Cipriani". Lo afferma Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino, intervenendo sulla estradizione
negli Stati Uniti del cittadino italiano Benedetto
Cipriani accusato
di pluriomicidio in Connecticut. "Più che in ossequio al principio
sacrosanto di cooperazione giudiziaria - continua D'Elia -,
l'estradizione è stata decisa in ossequio al potente alleato, prova di
fedeltà agli Stati Uniti, più che atto dovuto." "Sulla certezza
assoluta del Ministro della Giustizia che non vi sia rischio neanche
teorico di pena capitale" D'Elia augura a Mastella "buona fortuna".
"Rimane però – sostiene D'Elia - un problema politico: l'assenza di
reciprocità nei rapporti di cooperazione giudiziaria con gli Stati
Uniti." "E' possibile – si chiede D'Elia – che la cooperazione debba
essere intesa sempre a senso unico?" "Non è mai successo che gli Stati
Uniti abbiano estradato in Italia un cittadino americano; a volte,
l'Italia non osa neanche chiederla." "Il Governo ha consegnato in
fretta e furia un cittadino italiano alla giustizia americana, mentre
nella vicenda Calipari, nel caso Abu Omar, nella tragedia del Cermis,
l'Italia attende da anni, non dico l'estradizione dei responsabili, ma
una prova concreta di collaborazione da parte degli Stati Uniti."
I

RAN. PROSEGUONO LE LAPIDAZIONI E LE IMPICCAGIONI PUBBLICHE - 20 luglio
2007: il quotidiano iraniano Etemad-Meli ha riportato, l'11 luglio, che
otto donne sono state condannate alla lapidazione in Iran. Due di loro
sono attualmente recluse nel carcere Evin di Teheran, due nel carcere
di Sipedar nella città sud-occidentale di Ahwaz, una nella città
settentrionale di Tabriz, una a Varamin, una nel carcere di Chobin
nella città occidentale di Qazvin e una nel carcere di Orumieh nell'
Iran nord-occidentale. Il 14 luglio un'altra donna è stata impiccata in
pubblico per omicidio secondo quanto riportato dai media locali. La
donna, identificata solo come Hurieh, 29 anni, è stata giustiziata
nella città di Tabriz, insieme ai due suoi complici, Farhad, 23 anni, e
Reza, 24. I tre, giudicati colpevoli dell'omicidio del marito della
donna e di tre suoi familiari, sono stati frustati per "relazione
illegittima e rapina", prima dell'impiccagione. Un altro cittadino
iraniano, Navid Parham, 22 anni, è stato impiccato in pubblico, a
Shiraz, per omicidio e rapina.
Intanto il 19 luglio due iraniani di
etnia curda sono stati condannati a morte per 'atti contro la sicurezza
nazionale'. Si tratta del giornalista Adnan Hassanpur e dell'attivista
sociale Hiwa Butimar. Secondo voci, non confermate, dei media iraniani,
i due avrebbero collaborato con gruppi illegali d'opposizione al
governo, ma la sorella del giornalista Hassanpur ha smentito queste
affermazioni dicendo che l'unico reato del fratello è la sua penna e
gli articoli che scrive. Articolo 21 e Isf (Information, Safety &
Freedom) hanno promosso una campagna a favore dei due uomini, a cui ha
aderito anche Nessuno tocchi Caino. "Per Nessuno tocchi Caino in Iran
la battaglia contro la pena di morte è prima di tutto una battaglia per
l'affermazione dei diritti umani e la costituzione di uno stato
democratico. Finché consentiamo al regime iraniano di continuare ad
opprimere con inaudita violenza i propri cittadini non dobbiamo
stupirci se poi l'Iran diviene una minaccia anche per la comunità e la
sicurezza internazionale," hanno dichiarato i dirigenti di NtC. "Per
noi la democrazia in Iran passa anche dalla soluzione del caso dei due
giornalisti condannati a morte per i quali è fondamentale che la
Comunità internazionale si impegni per chiedere il rispetto in Iran di
quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la
comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci sentiamo parte
attiva", hanno concluso Sergio D'Elia e Elisabetta Zamparutti.

GEORGIA (USA). SOSPESA ESECUZIONE DI TROY ANTHONY DAVIS - 16 luglio 2007: la
State Board of Pardons and Paroles della Georgia ha concesso una
sospensione di 90 giorni a Troy Anthony Davis, la cui esecuzione era
fissata per domani. La decisione è stata presa dopo una udienza a porte
chiuse durata 9 ore in cui sono stati esaminati gli elementi emersi
recentemente a favore del condannato. I 90 giorni di tempo serviranno
al Board per esaminare con più completezza quanto di sua competenza,
ossia la richiesta di clemenza. Il provvedimento di clemenza che
potrebbe emettere il Board può solo essere la commutazione della
condanna a morte in ergastolo, con o senza condizionale. Un vero e
proprio proscioglimento è invece competenza dei tribunali. Davis, 38
anni, è stato condannato a morte nel 1991 per l'omicidio del poliziotto
Mark Allen MacPhail avvenuto nel 1989 durante una rissa. Secondo i suoi
difensori, Davis, che è nero, sarebbe stato "incastrato" dai colleghi
della vittima, che era bianca. L'arma del delitto non è mai stata
ritrovata, né altre prove "fisiche" collegavano Davis all'omicidio. Una
serie di testimoni oculari, alcuni poliziotti e 9 "civili", avevano
identificato Davis, il quale, dopo aver a lungo proclamato la sua
innocenza, alla fine del processo aveva confessato, nella speranza di
ottenere almeno l'attenuante sufficiente a non essere condannato a
morte. Dopo il processo la sorella di Davis, Martina Correia, ha
ricontattato i testimoni "civili", e tra il 1999 e il 2003 ha ottenuto
da 7 di loro una deposizione giurata in cui ritrattano la
testimonianza, spesso sostenendo di essere stati "forzati" dalla
polizia. Altri 9 testimoni non ascoltati all'epoca del processo hanno
invece testimoniato che la persona che potrebbe essere colpevole dell'
omicidio è un bianco, per la precisione Sylvester "Red" Coles, che è
uno dei due testimoni oculari che non hanno ritrattato. Queste
testimonianze sono state usate per dei ricorsi davanti alla Corte di
stato, alla Corte Suprema di stato, e alla Corte d'Appello dell'11°
Circuito. I ricorsi sono stati tutti respinti per questioni
procedurali, sostenendo sostanzialmente che c'erano dei difetti di
procedura nei tempi e nei modi in cui le nuove testimonianza sono state
raccolte. Questo perché nel 1996 in Georgia è entrata in vigore una
nuova legge mirata proprio a sveltire le procedure di appello dei
condannati, fissando anche dei termini per la presentazione di nuovi
elementi. All'inizio del mese anche la Corte Suprema degli Stati Uniti
aveva rifiutato di prendere in considerazione il caso, in quanto la
legge del 1996 è stata sostanzialmente

USA: FLORIDA FINE MORATORIA. TEXAS ESTENDE PENA CAPITALE - 18 luglio 2007: il Governatore della Florida, il repubblicano Charlie Crist, ha messo fine nello stato ad
una moratoria durata sette mesi, decisa lo scorso dicembre dopo che
erano stati necessari ben 34 minuti per mettere a morte un condannato,
Angel Diaz. La moratoria era stata introdotta nel timore che la
procedura dell'iniezione letale procurasse eccessivo dolore al
condannato, in violazione della Costituzione. Christ ha messo fine alla
moratoria autorizzando l'esecuzione, in calendario il prossimo
novembre, di Mark Schwab, condannato a morte nel 1992 per avere ucciso
un ragazzo di 11 anni dopo averlo rapito e stuprato. Secondo Crist, i
cambiamenti apportati alla procedura dalla Commissione per l'
Amministrazione dell'Iniezione Letale e adottati dal Dipartimento di
Correzione della Florida sono in grado di garantire esecuzioni capitali
senza dolore. La moratoria era stata decisa dall'allora governatore
della Florida, anche lui repubblicano, Jeb Bush, nell'attesa dei
risultati di una commissione di inchiesta sulle procedure seguite
nell'esecuzione dei condannati a morte. Anche il Texas fa un passo anti-
abolizionista. Il governatore Rick Perry infatti, il 16 luglio, ha
ratificato la legge sulla violenza sessuale nei confronti di minori. La
legge HBB, approvatA a maggio dalla Camera, è detta anche "Jessica's
Law", dal nome di Jessica Lunsford, una bambina rapita e uccisa in
Florida nel 2005 da una persona con precedenti per violenza su minori.
La legge prevede condanne fino a 25 anni per il primo episodio di
molestie sessuali gravi su minori di 14 anni, e la possibilità di
condanna a morte per il secondo episodio, anche quando la vittima non
viene uccisa. La legge inoltre prevede che attraverso un dispositivo di
localizzazione satellitare (GPS) la polizia tenga una mappa aggiornata
in tempo reale dei pregiudicati per reati sessuali nei confronti di
minori. Questo aspetto della legge però è di non facile attuazione: la
Florida ha approvato una legge simile due anni fa, ma la polizia non è
ancora riuscita a rintracciare tutte le persone che risultano schedate.
La nuova legge entra in vigore il 1° settembre, e sarà applicata solo
per i reati commessi dopo quella data.

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21 maggio 2007

Documentario su pedofilia e Vaticano

Un documento unico realizzato e trasmesso dalla BBC ad Ottobre 2006. Riferisce di un documento della chiesa cattolica dal titolo "Crimen Sollicitations" che spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali. Il video è stato sottotitolato in italiano a cura di http://www.bispensiero.it e dura 40 minuti.
Di seguito è riportata una parte della traduzione del servizio dal sito di Bispensiero.
"DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L'obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.Speaker: Fu Ratzinger a imporlo per 20 anni, l’uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.DOYLE: E’ tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c’è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l’emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l’approcciosistematico non sono cambiati.COLM: il nuovo documento fu un’opportunità mancata di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa, proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.Speaker: Colm andò allora a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematicada parte delle gerarchie ecclesiastiche.COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti. Un rapporto degli USA denuncia 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.Speaker: - Il centro degli scandali era Boston, e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Nuovamente veniva operata una copertura sistematica. Al vescovo prontamente allontanato subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis nelle diocesi del Minnesota.WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la “notte dello spirito”. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni… Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa..."


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11 maggio 2007

news 11 maggio

SPOSTAMENTO DATA PRIDE NAZIONALE UNITARIO
DAL 9 AL 16 GIUGNO
Abbiamo accertato, dopo verifiche istituzionali e di movimento e sulla base
delle notizie di stampa a tutti/e note che esistono oggettive
difficoltà al normale svolgimento della manifestazione prevista per il
9 giugno a causa della presenza di Bush nella capitale e alla
contemporanea presenza di manifestazioni e cortei collaterali.
Pertanto, sentito il parere unitario concorde dell'intero Comitato
Politico Nazionale, si rende noto che la Manifestazione viene spostata
di una settimana. La Gay Parade si effettuerà quindi sabato 16 Giugno
2007. Siamo consapevoli di quanto questo spostamento creerà disagi e
difficoltà sia ai singoli sia alle associazioni, noi compresi. La
scelta risulta obbligata date le considerazioni organizzative e anche
politiche rispetto a un Pride che avrebbe corso il rischio di avere una
sottoesposizione mediatica e una contaminazione di contenuti, che
avrebbero annacquato le nostre tre parole d'ordine: parità, dignita,
laicità. Il sito
www.romapride.it sarà on line entro le prossime ore
con il documento politico e la piattaforma rivendicativa condivisa da
tutto il Comitato Politico (che vi inviamo in allegato). Il
coordinamento nazionale riporterà le firme di tutte le associazioni e
realtà lgbt che erano presenti all'assemblea del 1/4/2007 e tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che hanno già aderito. Per tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che vogliono aderire al coordinamento
è sufficiente mandare la propria adesione a info@mariomieli.org.
Invitiamo tutti/e coloro che hanno a cuore la laicità e i contenuti del
Pride a partecipare in massa alla manifestazione nazionale. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli FONTE Circolo di Cultura Omosessuale
"Mario Mieli" – INVIATO DA DìGayProject


FAMILY DAY: ARCIGAY, UN INGANNO ALLA BUONA FEDE DI CHI AMA
LA FAMIGLIA ANCHE BARBARA POLLASTRINI E LELLA COSTA AL CONGRESSO DELL'
ASSOCIAZIONE A MILANO DALL'11 AL 13 MAGGIO
"Il Family day sarà un
grande inganno con cui si strumentalizzerà l'amore di tanti italiani
per le loro famiglie, al fine di negare diritti concreti all'amore di
altre persone e di altre famiglie". E' l'opinione del presidente
nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, sulla manifestazione cattolica
che si terrà a Roma sabato prossimo. "L'operazione del cosiddetto
Family day – spiega Lo Giudice - costruito a tavolino dai gerarchi
vaticani, rappresenta un grande inganno, soprattutto per quelle
centinaia di migliaia di persone che, in buona fede, convinti dal loro
parroco o dal loro capo scout, andranno a Roma avendo a cuore il bene
delle famiglie italiane e sabato sera saranno gettati sul tavolo delle
trattative politiche per negare diritti concreti ad altre persone e ad
altre famiglie". "Lo scopo dissimulato ma vero del Family day è infatti
quello di impedire al parlamento italiano di approvare una legge sulle
unioni civili. Cioè di consentire anche alle persone che si amano ma
non sono sposate di essere riconosciute come coppia nei momenti
difficili della malattia, della morte, delle difficoltà economiche,
dell'assistenza e della solidarietà sociale. Su tutto il resto siamo
infatti d'accordo. Non c'è divisione nel paese sul sostegno alle
famiglie sposate. La vera differenza passa tra chi vuole sostenere solo
quelle e chi invece ha a cuore tutte le famiglie di tutti gli italiani"
Intanto il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha
annunciato la sua presenza al 12° congresso nazionale Arcigay, in
programma dall'11 al 13 maggio a Milano, così come il ministro per l'
Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quello per il Commercio
internazionale Emma Bonino. Tra gli altri ospiti l'attrice Lella Costa,
il Premio Nobel Dario Fo in collegamento telefonico, la sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, lo psicologo Vittorio Lingiardi, il
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids,
Massimo Oldrini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, Raffaella
Bolini della presidenza di Arci. Numerosi anche i politici, tra i quali
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). Saranno circa 200 i delegati che si
daranno appuntamento, a partire dalle 14:30 di venerdì 11 maggio,
presso l'Hotel Quark, in via Lampedusa 11/a, a Milano, per eleggere i
vertici ed approvare le linee guida dell'attività della maggiore
associazione omosessuale italiana. I delegati rappresenteranno circa
180mila iscritti, raccolti in oltre 100 sedi locali (43 comitati
provinciali e 65 associazioni affiliate), e in 6 coordinamenti
regionali, distribuiti in 48 province di 18 regioni italiane. Il
dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali dell'associazione,
svoltosi tra marzo e aprile, ha compreso 40 incontri, per un totale di
oltre 100 ore di discussione. Decine gli ordini del giorno elaborati su
temi diversi dai giovani alle donne, dalla salute, alla cultura.
Ufficio stampa Arcigay
A.G.E.D.O.

FAMILY DAY: GENITORI DI OMOSEX:
ECCO PERCHÈ NON POSSIAMO PARTECIPARE
L'Associazione di Genitori e amici di omosessuali che da sempre esalta l'importanza ed il ruolo della
famiglia come luogo educativo, di sostegno e di "comunità di amore e di
vita ", come i nostri figlie e le nostre figlie hanno sperimentato;
desidera portare un contributo alla manifestazione del "Family Day",
proprio per non emarginare realtà familiari "differenti" già fortemente
presenti nel nostro paese, in Europa e nel mondo. "Troviamo fortemente
discriminante il tentativo di chiudere in un ghetto la famiglia
tradizionale con il vedere nemici in ogni altra forma di unione
riconosciuta fra persone che si amano, perchè solo l'amore che unisce
può realmente cementare una coppia" dichiara la Presidenza di Agedo e
continua: "sentimento che permette un progetto di vita in comune teso
alla mutua assistenza, soprattutto nei momenti difficili che sempre si
incontrano lungo l'arco della vita; l'amore vissuto in una coppia
porta anche al riconoscimento dei diritti e dei doveri, al suo interno
e verso la società". Proprio per questo le unioni uomo-donna, in quanto
ricchezza per la società tutta, sono state tutelate con l'istituto
giuridico del matrimonio civile. Oggi si chiede un'estensione di tali
tutele anche a quelle coppie che non volendo o non potendo accedere (é
il caso dei nostri figli) al matrimonio, necessitano per vivere
serenamente di potere godere dei diritti di cui già godono le nostre
famiglie, attraverso un riconoscimento giuridico che preveda anche la
loro affettività, il loro essere legame d'amore, il loro essere
ricchezza per la società tutta. Agedo riconosce, indipendentemente
dalle argomentazioni che coincidono con la morale cattolica, "che le
famiglie sono la base della società e che estendere il concetto di
famiglia sarà vantaggioso per tutta la società", come del resto è
dimostrato nei paesi europei dove già, in modo civile, vengono
riconosciute le unioni al di fuori del matrimonio e le unioni
omosessuali. Anche da parte nostra dunque venga un bel sì alla
famiglia, ma per TUTTI! Certi che gli italiani sapranno intuire il
valore positivo di una regolamentazione istituzionale. Non possiamo
quindi essere d'accordo con una manifesta volontà di far emergere un
unico modello di famiglia che ha diritto alle tutele dello Stato e che
vede negli altri modelli un pericolo o, ancora peggio, una minoranza
senza diritti alcuni. Non ravvisando pertanto in tale manifestazione
situazioni di accoglienza e di dialogo, ma solo di rifiuto ed
emarginazione, le nostre famiglie sono costrette ad astenersi dalla
partecipazione. La Presidenza di A.GE.D.O. Associazione di GEnitori e
amici Di Omosessuali
www.agedo.org

JONATHAN ALI IN VOLO
Io cammino con le spalle al muro Difficoltà per una consapevole identità Museo d'arte
moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20 maggio 2007 - ore 17
Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti in movimento Porpora Marcasciano,
MIT - Movimento Identità Transessuale Matteo Pegoraro, Responsabile
Giovani Arcigay Firenze Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori
e Amici degli Omosessuali Ingresso libero - a seguire buffet
Jonathan
- Diritti in movimento Associazione glbt
Via Palermo, 41 - 65122
Pescara
347 6163260 - info@alinvolo.org
www.alinvolo.org
INVIATO DA A.
Maria Angelitti Gaya CsF

FAMILY DAY: ARCIGAY, SARA' UNA FESTA DELLE DISCRIMINAZIONI
"Il 12 saremo alla manifestazione di piazza Navona per la laicità".
A Milano il congresso dell'associazione dall'11 al 13 maggio
"Siamo alla Santa Alleanza omofobica. La risoluzione del parlamento europeo dello scorso
26 aprile contro l'omofobia aveva visto giusto condannando come atti
omofobici 'i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e
religiosi nei confronti degli omosessuali'. Questo il commento del
presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice alle parole del
rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha invitato la comunità
ebraica a prendere la parola contro il riconoscimento dei diritti delle
coppie omosessuali. "Uno scellerato fronte delle gerarchie cattolica,
ebraica e islamica – ricorda Lo Giudice - ha impedito lo svolgimento
del gay-pride mondiale (World Pride) a Gerusalemme nel 2005 e ha
ispirato il divieto di quello di Mosca lo scorso anno. Ora il rabbino
Di Segni interviene contro i diritti di gay e lesbiche, guarda caso
alla vigilia del Family day che sarà la prima vera manifestazione
contro i diritti di gay e lesbiche nel nostro paese, al di là degli
ipocriti distinguo degli organizzatori. Una festa delle
discriminazioni. Sappiamo bene che all'interno della comunità ebraica,
come in quella cattolica, esistono posizioni molto diverse, attente
alle libertà e fortemente legate al principio del riconoscimento delle
diversità: ci auguriamo che vengono alla luce". Il 12 gennaio una
delegazione di Arcigay guidata dal presidente nazionale Sergio Lo
Giudice, che interverrà dal palco della manifestazione, parteciperà all'
iniziativa "Coraggio Laico" di Piazza Navona, di cui l'associazione è
fra i promotori. Negli stessi giorni, dall'11 al 13 maggio, Arcigay
terrà a Milano il suo 12° Congresso nazionale dal titolo "Siamo
Famiglie: pari dignità, pari diritti". Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
IKEN ONLUS
"Rosy Bindi e Family Gay."Il presidente
dell'associazione i Ken di Napoli Carlo Cremona ed il comitato
direttivo, esprimono gratitudine al Ministro della Solidarietà sociale
Ferrero per la nobile posizione politica presa per l'esclusione delle
associazioni omosessuali dal convegno. Riteniamo lodevole e solidale
anche la posizione dell'On. Gennaro Migliore ed invitiamo tutti i
parlamentari laici a sollecitare il ministro Bindi a rivedere la
propria posizione in evidente contrasto con le linee guida per le pari
opportunità di tutti e tutte e fortemente discriminatorie.

BABILONIA
"Papito è trisessuale". A coniare il nuovo termine è il cantante Miguel
Bosè, icona trasgressiva e androgina del panorama musicale degli anni
Ottanta e Novanta, in una irriverente intervista al mensile omosessuale
Babilonia. Alla curiosità dell'intervistatore che gli chiede sulla sua
presunta omosessualità, il cantante madrileno sbarcato a Milano per
promuovere il suo nuovo album "Papito", risponde: «Lasciamo le cose
come stanno o come vogliono essere pensate. Dare spiegazioni sulla mia
sessualità non serve a nulla. Mi è successo un bel giorno di trovarmi
ad essere gay; poi sono arrivate le donne. Sono diventato bisessuale e,
una volta esaurita anche questa opzione, altre domande. Esaurita oramai
ogni altra scelta, per me voi non mi resta che dire: sono trisessuale».
Cosa vuol dire?, chiedeBabilonia. «Non lo so -risponde Bosè – ma ho
ancora un altro asso nella manica: la zoofilia».Non solo di musica
parla Babilonia con Miguel. Quanto gli è familiare la Spagna di
Zapatero? «Certamente molto di più di quella di Aznar: sono socialista
da sempre». Ancora più duro lo è nei confronti della Chiesa lo scontro
sui temi etici e omosessuali: «La Chiesa non fa testo, non è un
riferimento e non dovrebbe esserlo». Anche sulle manifestazioni contro
i diritti omosessuali, Bosè è netto con Babilonia: «Questi manifestano,
però poi concedono il perdono a chi si macchia di orrori come la
pedofilia. E leggiamo spesso che queste cose succedono proprio
all'interno della Chiesa. In una democrazia tutte le alternative devono
essere legalizzate, in maniera che quando sono esercitate non siano
condannate. Stiamo parlando di affetti, di amore. Insomma: stessi
diritti per tutti i cittadini! O altrimenti facciamo una cosa: dobbiamo
avere il diritto di non pagare più le tasse, voi e noi che vi
sosteniamo». Nella lunga intervista con il mensile storico degli
omosessuali, Miguel Bosè si lascia trascinare anche a qualche ricordo
dell'infanzia, quando la sua casa madrilena era rifugio di personalità
del calibro di Luchino Visconti, Hemingway, Ava Gardner, Orson Welles e
tanti altri.
INVIATO DA Mario Cirrito

ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
CONCORSO FOTOGRAFICO "FATTI E MISFATTI DELLA GIUNTA TEMPESTA
1° sezione "I fatti positivi" 2° sezione "I Misfatti" 3° sezione
"Essere giovani a L'Aquila"
Ciascun partecipante dovrà presentare una o
più fotografie di ottima qualità che rendano attraverso un'immagine
emblematica il carattere positivo o negativo delle iniziative della
giunta di Centrodestra e quindi indicative del degrado o dello sviluppo
di questa città negli ultimi 8 anni. Le fotografie stampate a cura del
concorrente devono essere inviate alla Ass. Radicale "Ignazio Silone"
c/o SDI, via Beato Cesidio, 9- 67100 L'Aquila, ed on line al
ginoantognetti*libero.it. non oltre il 17 maggio 2007. Ogni foto dovrà
portare sul retro un titolo ed una breve didascalia ma il nominativo e
recapito dell'autore devono essere indicate a parte. La scelta del
formato sarà libera e si potrà anche presentare un elaborato composto
da vari scatti. Per eventuali informazioni si può contattare il 348
1018898. La partecipazione è libera. - REGOLAMENTO 1. Saranno premiate
le fotografie che, oltre al valore estetico e alla capacità
comunicativa, rispetteranno le finalità del concorso indicate. 2. Il
giudizio avverrà in forma anonima senza considerare l'identità del
fotografo, la professione o il paese di provenienza. 3. La decisione
della giuria è insindacabile e non potrà essere oggetto di discussione.
4. La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente
regolamento e autorizza gli organizzatori all'uso gratuito delle opere
concorrenti per finalità senza scopo commerciale quali pubblicazioni,
diffusione ed esposizione del materiale a fine didattico e culturale.
5. La partecipazione al concorso implica la concessione agli
organizzatori del consenso al trattamento dei dati personali in base a
quanto previsto dalla legge 675/96 e sue successive integrazioni e
modifiche. I dati raccolti saranno conservati in un apposito archivio
presso l'A.R.I.S. e non verranno ceduti o comunicati a terzi per
trattamenti diversi da quelli istituzionalmente previsti dalla
associazione stessa. 6. Le opere ricevute non saranno restituite. 7. La
giuria sarà composta da un giornalista per ciascuno dei seguenti organi
di informazione Il Centro, Il Messaggero, Il Tempo, TV Uno, Onda TV,
Rai TGR Abruzzo, Il Capoluogo, Il ficcanaso, L'Editoriale, Sallustio
2000 e preseduta dal Presidente o altro rappresentante dell'Ordine dei
Giornalisti. Tutte le foto meritevoli saranno pubblicate sul sito de
"Il Ficcanaso.it" e sul costituendo sito dell'A.R.I.S. 8.L'
Associazione, visti i tempi brevi, si riserva di effettuare qualche
modifica nella composizione della giuria e di organizzare una
manifestazione finale alla presenza del Sindaco dell'Aquila e dei
candidati sindaco prima delle consultazioni elettorali. 9. Copia delle
migliori foto dei misfatti saranno consegnate al nuovo sindaco con l'
invito a risolvere entro breve tempo ed in modo efficace lo scempio
denunciato. Allo scadere di ogni anno l'Associazione organizzerà un
confronto tra queste foto e la nuova realtà. 9. Ai primi classificati
delle 3 sezioni verrà donato un volume de "La Scuola dei dittatori" di
Ignazio Silone. E' cambiata la nostra città negli ultimi 8 anni?
Certamente sì, se sia cambiata in meglio o anche in peggio dipende
anche dai punti di vista ma crediamo che molti cittadini non abbiano
una visione complessiva e puntuale dello stato attuale della nostra
città. Sembra che si siano assuefatti ed anestetizzati e si sentono
spesso frasi poco democratiche "tanto sono fatti tutti così" e "non
cambierà mai niente". Il rifiuto della politica e del votare sono il
peggior gesto antidemocratico. Essi fanno del mancato elettore il più
attivo complice della corruzione e del degrado politico. Il politico
corrotto od incapace può così agire indisturbato. Con le elezioni verrà
deciso come saranno la nostra città e la nostra vita quotidiana nei
prossimi anni. Non è insensato considerarsene estraneo? Ecco perché
diventa indispensabile che gli elettori siano informati e coscienti di
tutte le trasformazioni che si sono realizzate in città. Nel centro,
nelle periferie, negli angoli storici meno frequentati, nei quartieri
nuovi. Il momento giusto per una prima riflessione è adesso. A pochi
passi dalle scadenze politico elettorali locali.
Il Segretario della
Associazione Radicale "Ignazio Silone" L'Aquila 4.5.2007
Gino
Antognetti


ORGOGLIO E PREGIUDIZI
A cura di Alba Montori Celebrazione o commemorazione?
EVVIVA !La "città del cinema" ha compiuto settant'
anni. Io invece sessanta. Così i vari tiggì sono stati colonizzati da
un paio di giorni sull'argomento. Illustrati dalle immagini dei divi
passati e presenti del set e soprattutto delle dive, che vi hanno
trovato la loro dimensione di star internazionali, l'america in casa,
presentati e sponsorizzati da Rutelli e da Veltroni in veste di
anfitrioni.... Con tutto il consueto rituale di citazioni , in primis
Fellini. E' già un miglioramento, rispetto al silenzio dei suoi primi
cinquant'anni. Non una parola invece, a parte un accenno subito
troncato, del grande Monicelli e di una timidissima Loren su cosa ha
reso possibile il trionfo dei nuovi proconsoli Rutelli & Veltroni. Se
pensassi che mio padre, Alfredo Montori, l' architettore ( proprio
così, soprannome datogli da D'Annunzio) morto nel 1974 a 81 anni, si
trova ancora da qualche parte nell'universo, penso che potrebbe davvero
indignarsi. Ma io, che ho passato là dentro la prima parte della mia
infanzia, scorrazzando per i viali, gli uffici, i magazzini e le
sartorie, i camerini, i teatri e i ponti luce, perseguitando con le mie
curiosità e i miei perchè tutti, a cominciare dal portiere Pappalardo,
io sono indignata, molto, e anche rattristata, un po'. Perchè chi oggi
se ne fa palcoscenico privilegiato non si è sognato neanche
lontanamente di ricordare chi ha reso uno "stabilimento industriale"
quello che è ancora, malgrado si sia cercato di distruggerne anche
l'anima, e lo ha reso allora e per sempre vera FABBRICA non dei sogni,
ma della finzione. Perché il cinema è finzione. IL CINEMA è ILLUSIONE
Mio padre che ha inventato il nome e il logo di CineCittà ( ma non lo
ha brevettato, perchè ne era il direttore...) la chiamava "FABBRICA
DELLE ILLUSIONI". Le illusioni sono qualcosa che ci appare come
esistente anche se sappiamo che non lo è e dobbiamo essere ad occhi ben
aperti e col cervello vigile, anzi, per vedere le illusioni! Altro che
fabbrica dei sogni...I sogni sono un'altra cosa, quelli si fanno
dormendo, specchio del nostro personale subconscio, quando il cervello
si distacca dalla realtà, smette di ragionare, per riposare. Quel che
si vede apparire vero sullo schermo non è mai vero, anche se può
sembrarlo, anzi deve apparire più vero della realtà. E in ogni caso è
solo un effetto di luce, solo un'illusione ottica. Ma quelle forme in
movimento, guizzi di luci più veri del vero, sono il risultato di un
enorme lavoro creativo, di cui sullo schermo non si vede nulla, al
cinematografo. Un particolare tipo di lavoro nel quale un gruppo di
persone( equipe o cast) , ciascuna con le sue abilità e le sue
professionalità, si mette in gioco ad interagire con gli altri, col-
labora allo scopo di produrre un'illusione di realtà ( a tema) più vera
della realtà stessa, senza limiti né spaziali, né temporali, e con un
tale rapporto di interconnessione che il risultato visivo filmico
spesso travalica anche le previsioni progettuali. Insomma Fellini non
sarebbe stato "il regista", se come regista non avesse avuto a
disposizione tutta Cinecittà. Perciò io voglio celebrare, anche in nome
di mio padre che non può farlo, tutte le legioni di segretarie , di
tecnici del suono, dell'illuminazione, del montaggio, dell'edizione,
fotografi e operatori, le parrucchiere, i truccatori e le truccatrici e
i costumisti, le telefoniste del centralino, gli attrezzisti e gli
armieri e i trovarobe, per non parlare degli artigiani artisti delle
miniature e dei "macchinisti", quegli omaccioni sempre sudati e in
canottiera anche d'inverno, col martello appeso ai calzoni e le tasche
piene di chiodi, ( e dal liguaggio molto anticonvenzionale) capaci di
costruire e disfare una scena e via l'altra, riuscendo a trasformare i
disegni di papà in spazi vivi della durata strettamente necessaria a
girarvi le scene previste in copione....E ringraziarli, con affetto,
perchè per me sono stati "gente di famiglia". Anche se erano sempre al
lavoro trovavano pure il tempo per coccolarmi o per giocare con me, e
mi hanno insegnato un sacco di cose, a cominciare dal non fare
distinzione di ruoli e ceti e tipologie varie nel comunicare tra
persone, ma soprattutto mi hanno dato il rispetto per il lavoro, quello
vero, che costa fatica e impegno al meglio delle proprie capacità,
quello fatto "a regola d'arte". E voglio ringraziare, almeno io, anche
Alfredo, mio padre, che col suo lavoro ha permesso tutto questo e col
suo affetto a me di viverlo.. Il "professore"che ha animato fin dal
progetto la Città del Cinema, che vi ha speso senza risparmio la sua
energia creativa, che ha cercato con pochi di proteggere durante la
guerra e l'occupazione tedesca lo stabilimento e le attrezzature dai
saccheggi, che non è riuscito a veder ricostruito il teatro n6,
bombardato nel 1944, che ha cercato, sperato, una rinascita dopo la
guerra, che è arrivata ( ma è davvero arrivata?) troppo tardi perchè
potesse assistervi e che nessuno ha ufficialmente ringraziato. Tutta
gente che non si vede mai nei film ma senza la quale tanti film non
sarebbero mai esistiti: i veri, unici e irripetibili"cittadini di
Cinecittà.
Alba Montori Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA ROMA
12
MAGGIO 2007: 33° ANNIVERSARIO
DELLA VITTORIA SUL DIVORZIO
GIORNATA DEL
"CORAGGIO LAICO"
INVITIAMO PARTECIPARE A QUESTA IMPORTANTE GIORNATA
TUTTE E TUTTI QUELLI CHE CREDONO NELLA LIBERA ESPRESSIONE DELL'AMORE E
NELLA PACIFICA CONVIVENZA DI TUTTE LE FAMIGLIE (SI ALLA FAMIGLIA - NO
ALLA DISCRIMINAZIONE DELLE FAMIGLIE OMOSESSUALI!)
Arcilesbica Roma www.
arcilesbica.it/roma - Piazza Navona (dalle ore 15,30 a notte
inoltrata) MANIFESTAZIONE/CONCERTO CON SIMONE CRISTICCHI, FRANKYE HI
ENERGY, MARCO MASINI, VALENTINA GAUTIER, MOMO promossa dalla Rosa nel
Pugno, SDI e Partito Radicale Dalle 10 alla Sala delle Conferenze,
piazza Montecitorio 123/A, convegno "Il mito della famiglia naturale,
la rivoluzione dell'amore civile" .
Arcilesbica Roma V.le G.
Stefanini, 15 TEL. 06/4180211 (
www.arcilesbica.it/roma)


FAMILY DAY: ARCIGAY; "BINDI, NOI SIAMO
FAMIGLIE, FATTENE UNA RAGIONE"
TUTTO PRONTO A MILANO PER IL CONGRESSO
DELL'ASSOCIAZIONE, 11-13 MAGGIO
TRA GLI OSPITI ESPONENTI DELLA CULTURA
E POLITICI DEI DUE SCHIERAMENTI
"Rosi Bindi vuole passare alla storia
come il 'ministro delle Discriminazioni', ma la sua arrogante pretesa
di piegare la realtà alla sua ideologia non potrà alterare la natura
delle famiglie gay e lesbiche, oggi più che mai visibili e determinate
nella richiesta di pari diritti". Così Sergio Lo Giudice, presidente
nazionale di Arcigay, risponde all'annuncio di esclusione delle nuove
famiglie dalla Conferenza di Firenze organizzata dal ministero per la
Famiglia. Intanto è tutto pronto per l'apertura del 12° congresso
nazionale di Arcigay, la principale associazione omosessuale italiana,
che si riunirà a Milano presso l'Atahotel Quark, in via Lampedusa 11/A.
I lavori inizieranno alle 14:30 con i saluti istituzionali (confermata
la presenza del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati)
e, dopo la relazione del presidente uscente, i contributi degli
invitati esterni. "Daremo centralità agli ospiti non politici –
annuncia Lo Giudice. La delusione per gli impegni disattesi dai partiti
è grande. Vogliamo interloquire soprattutto con la società civile, la
cultura, i movimenti, per scardinare la cappa di pregiudizio che si
respira nel paese e cercare di far recuperare all'Italia uno straccio
di laicità". Fra gli interventi previsti, oltre a quelli del variegato
universo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e di altre
forze sociali (Arci, Cgil), ci saranno quelli della sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, dello psicologo Vittorio Lingiardi, del
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids
Massimo Oldrini. Numerosi gli esponenti politici che hanno confermato
la loro presenza: i ministri Alfonso Pecoraro Scanio ed Emma Bonino,
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). È attesa anche la ministra alle Pari
Opportunità Barbara Pollastrini. Ufficio stampa Arcigay

ARCILESBICA ROMA
Family Day: lupi travestiti da agnelli
Con la consueta ipocrisia dei bigotti, gli organizzatori dicono che il Family
Day è una manifestazione per la famiglia, ma si dà il caso che la
famiglia non sia sotto l'attacco di nessuno. Il Family Day è in realtà
una manifestazione contro donne e uomini omosessuali, una giornata per
continuare a discriminare le persone dello stesso sesso che creano
famiglie fondate sull'amore e chiedono rispetto e garanzie per le loro
scelte. Diffamare una minoranza e chiederne l'emarginazione dalla sfera
dei diritti è razzismo. Lupi travestiti da agnelli ammantano di buoni
sentimenti la loro volontà di escludere e degradare le persone
omosessuali. A tutte le vittime dell'intolleranza eterosessista
dedichiamo la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia, che l'Unione
Europea ha indetto per il 17 maggio. Il Family Day sarà forse un grande
esorcismo, per scacciare e negare l'omosessualità. Ma noi invece
esistiamo e continueremo a testimoniare che l'omosessualità è naturale,
è positiva, è degna di rispetto, e a lottare fino a che anche
l'Italia, come il resto d'Europa, riconoscerà pari diritti alle donne e
agli uomini che amano persone del loro stesso sesso. Cristina Gramolini
Segreteria Nazionale ArciLesbica 347.93.08.006
Arcilesbica Roma
V.le G.
Stefanini, 15
TEL. 06/4180211
(
www.arcilesbica.it/roma)

ASSOCIAZIONE
LUCA COSCIONI
ORGOGLIO LAICO
12-13 maggio, Orgoglio Laico", scritta
arancione che campeggia su una Piazza Navona in bianco e nero, colma di
cittadini romani che festeggiano la vittoria referendaria del divorzio.
Così la prima pagina di "Agenda Coscioni"*, mensile dell'associazione
Luca Coscioni giunto al suo quinto numero annuale, quello di maggio. Il
numero è dedicato in larga parte alla convocazione di "Coraggio Laico",
la manifestazione che radicali e socialisti, assieme a decine di altre
associazioni, personalità e testate giornalistiche, hanno convocato per
il 12 maggio per celebrare la vittoria dell'Italia laica ed europea che
venne alla ribalta trentatrè anni fa, in un momento in cui il voto
referendario per mantenere la legge sul divorzio spazzò via i timori di
un ceto politico ansioso fino all'ultimo di evitare la consultazione
popolare. All'interno un dossier-approfondimento, con interventi
esclusivi di bioeticisti, giornalisti, sociologi e giuristi (Gilberto
Corbellini, Diego Galli, Enrichetta Buchli, Filomena Gallo, Bruno De
Filippis ed altri) che affrontano la rivoluzione in corso dell'istituto
familiare, da tempo allontanatosi dal modello unico della "famiglia
naturale". Gli editoriali dei dirigenti dell'associazione Coscioni,
Marco Cappato (segretario) e Rocco Berardo (vicesegretario), illustrano
le motivazioni e le necessità di un rinnovato impegno laico, in tutta
Italia e a partire dalle realtà locali. Infatti, da domenica 6 maggio
2007, "Agenda Coscioni" è uscita in edicola, e così sarà di norma ogni
prima domenica del mese, in allegato con "Otto pagine", quotidiano di
Avellino e provincia.


SABATO 12 MAGGIO DALLE ORE 15.00 ALLE 24.00 MANIFESTAZIONE SPETTACOLO A PIAZZA
NAVONA Perché tu possa dire: io ho "coraggio"


NOTIZIE DA ADNCRONOS
Cronaca - In collaborazione con la polizia tedesca - Pedofilia,
maxioperazione in tutta Italia: 53 indagati Perquisizioni in 31 città:
le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su un sito in Germania
di un filmato di una bambina in tenera età vittima di abusi. Arrestato
dirigente scolastico nel milanese (copioincollo sotto) Palermo, 9 mag.-
(Adnkronos) - Perquisizioni in 31 città italiane nei confronti di 53
persone indagate per pedofilia sono in corso da parte del personale
della Polizia postale e delle Comunicazioni. Il blitz si inserisce
nell'ambito di un'operazione internazionale di contrasto della
pedofilia su Internet, denominata 'Max'. Sono migliaia le persone
sospettate e identificate all'estero in collaborazione con la polizia
tedesca. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su internet,
tramite un provider operante in Germania, di un filmato di una bambina
in tenera età vittima di abusi. L'inchiesta è coordinata dal
procuratore aggiunto di Catania Giuseppe Gennaro e dal sostituto
Giancarlo Cascino, che hanno emesso i decreti di perquisizione.
Perquisizioni in corso in 31 città: tra queste Bari, Brescia, Catania,
Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia.
http://www.adnkronos.
com/IGN/Cronaca/?id=1.0.934967072
Cronaca - Ha ammesso di essere
sessualmente attratto da bimbi di sesso maschile Pedofilia, arrestato
dirigente scolastico nel milanese Si tratta di un uomo di 59 anni di
Cologno Monzese: nella sua abitazione sono stati sequestrati 2 mila
fotografie e filmati Milano, 9 mag. - (Adnkronos/Ign) - Un uomo di 59
anni, dirigente di una scuola statale della provincia di Milano, è
stato arrestato alle prime ore di questa mattina a Cologno Monzese con
l'accusa di reati di pedofilia e rinchiuso nel carcere di Monza.
L'ordine di arresto in carcere, eseguito dal Nucelo Investigativo
Telematico, è avvenuto in seguito a una complessa indagine scaturita
dalla denuncia di Telefono Arcobaleno, organizzazione in prima linea
nella lotta contro ogni abuso sull'infanzia. Il provvedimento di
arresto è stato adottato dal Gip del Tribunale di Siracusa Vincenzo
Panebianco, su richiesta del Procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e
del sostituto Antonio Nicastro. A quanto riferiscono dalla Procura,
nell'abitazione del dirigente milanese, che avrebbe ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile, sono stati
sequestrati circa duemila fotografie e filmati pedofili, ma anche un
personal computer recante le prove dell'avvenuta divulgazione e lo
scambio via internet di tali fotografie.Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute, inoltre, la tracce di pagamenti
effettuati dall'indagato in favore di alcuni bambini rumeni, ritratti
anche in alcune fotografie scattate presso l'abitazione del dirigente
scolastico indagato. L'uomo inoltre è risultato iscritto alla
Federazione Italiana Giuoco Calcio con la qualifica di allenatore di
calcio per minori. L'indagine, tuttora in corso, è partita su
segnalazione di Telefono Arcobaleno, i cui operatori avevano rilevato
sul web la presenza di una vera e propria videoteca per pedofili che
offriva in vendita numerosi film prodotti mediante lo sfruttamento
sessuale dei bambini. Gli investigatori del Nit (Nucleo Investigativo
Telematico) sono, così, riusciti a risalire al gestore della videoteca,
una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei pagamenti che, dall'Italia,
venivano effettuati in favore della stessa. Dall'esame dei flussi
finanziari, poi, si è risaliti a tutti i clienti italiani della
videoteca pedofila, permettendo agli investigatori di effettuare
meticolose perquisizioni domiciliari, nell'ambito delle quali sono
state sequestrate migliaia di fotografie e di filmati a contenuto
pedopornografico
L'uomo, 59 anni, lavora a Cologno. È anche allenatore di calcio
Pedofilia, arrestato dirigente scolastico Nella sua casa sono stati
sequestrati fotografie e filmati Il dirigente di una scuola statale di
Cologno Monzese è stato arrestato con l'accusa di pedofilia da agenti
del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa. L'uomo,
59 anni, ha la tessera della Figc come allenatore di calcio per
minorenni. L'indagine, ancora in corso, è stata avviata mesi fa dopo
una segnalazione degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno,
che avevano rilevato su Internet la presenza di una vera e propria
videoteca per pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a
risalire al gestore della videoteca, una donna ucraina, e a tracciare
l'iter dei pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del
dirigente scolastico, scapolo, che, interrogato, ha ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile. Nella sua casa,
nell'hinterland, sono stati sequestrati circa duemila fotografie e
filmati e un personal computer che prova l'avvenuta divulgazione e lo
scambio sul web di fotografie. Gli agenti hanno anche trovato tracce di
pagamenti effettuati dall'indagato ad alcuni bambini romeni, ritratti
in alcune foto scattate in casa del dirigente scolastico, che ora è
rinchiuso nel carcere di San Vittore.
http://www.repubblica.
it/2007/05/sezioni/cronaca/pedo-internet/pedo-internet/pedo-internet.
html
CRONACA - CATANIA - Una vasta operazione internazionale anti
pedofilia online è stata messa in atto dalla polizia postale di
Catania. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta, su un sito
tedesco, del filmato di una bambina in tenera età e di altri piccoli di
diversa nazionalità, segnalato dall'associazione Meter di don Fortunato
Di Noto. Gli agenti italiani hanno condotto le indagini in
collaborazione con la procura di Kotburg, in Germania. L'operazione,
denominata Max, è scaturita in particolare dal filmato con una bimba:
in circa 14 ore il video è stato scaricato oltre 2.600 volte da
altrettanti utenti in tutto il mondo, tutti denunciati alle procure dei
diversi Paesi. In Italia le forze dell'ordine hanno eseguito
perquisizioni in 31 città nei confronti di 53 persone indagate per
detenzione di materiale pedo-pornografico. L'operazione, illustrata dal
dirigente della polizia postale di Catania, Marcello La Bella, è
scattata dopo la segnalazione, da parte dell'associazione Meter, della
presenza su una sorta di bacheca per pedofili ospitata da un server di
un Paese del nord-est asiatico tramite un provider in Germania, di un
filmato che veniva descritto come "mai visto prima" e che
effettivamente è risultato non in possesso della banca dati della
polizia. Gli investigatori italiani hanno avvertito quella tedesca, che
ha sostituito il video con uno di contenuto innocuo, che comunque gli
utenti hanno continuato a scaricare. La polizia postale, in
collaborazione con quella tedesca, sta cercando di risalire alla
persona che ha messo in rete il filmato e, in collaborazione con
l'Interpol, sono cominciate anche indagini per scoprire chi è la
bambina vittima delle sevizie e il luogo dove sono state compiute.
Alcuni dei 53 italiani hanno ammesso le loro responsabilità, per altre
persone sono in corso indagini per stabilire chi della famiglia avesse
accesso al computer di casa. Tre degli indagati erano stati già in
passato denunciati per reati analoghi. Le perquisizioni hanno
riguardato computer di ditte e uffici pubblici e la polizia non esclude
che ci possano essere altri indagati che avrebbero scaricato materiale
pedofilo dai pc in uffici pubblici. Secondo gli investigatori esiste
una buona possibilità che tutti gli indagati detengano materiale pedo-
pornografico. Il file incriminato infatti non sarebbe stato possibile
trovarlo nel corso di una navigazione "casuale". Durante l'operazione
sono state sequestrate anche macchine fotografiche digitali perché gli
investigatori sospettano che uno degli indagati fotografasse bambini
all'uscita da scuola. Due arresti in flagranza. Nell'ambito
dell'operazione Max due uomini sono stati arrestati, uno a Roma e
l'altro a Catania: nelle loro abitazioni è stato trovato un ingente
quantitativo di materiale pedopornografico che ha fatto scattare la
flagranza di reato e quindi l'arresto. Il catanese è un disoccupato di
29 anni, perito elettronico, che vive in famiglia, mentre l'uomo
arrestato a Roma è un 42enne recidivo, in quanto già denunciato dalla
polizia postale. Con sé aveva migliaia di file che ritraevano bambini
dai 6 ai 10 anni violentati e seviziati. Cologno Monzese, in carcere
dirigente scolastico. Un uomo di 59 anni, dirigente di una scuola
statale di Cologno Monzese (Milano) e tesserato con la Figc come
allenatore di calcio per minorenni, è stato arrestato per pedofilia da
agenti del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa.
L'indagine, ancora in corso, è stata avviata dopo una segnalazione
degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno che avevano
rilevato su Internet la presenza di una vera e propria videoteca per
pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a risalire al gestore
della videoteca online, una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei
pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del dirigente
scolastico, scapolo che, interrogato, ha ammesso di essere sessualmente
attratto dai bambini di sesso maschile. Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute tracce di pagamenti effettuati
dall'indagato in favore di alcuni bambini romeni, ritratti anche in
alcune fotografie scattate nella sua abitazione. BARI, VENDEVA LA
FIGLIA TREDICENNE IN CAMBIO DI BIRRA
BARI - Il padre vendeva la figlia
di 13 anni per qualche spicciolo o per una bottiglia di birra, quasi
ogni notte. Chi la comprava, in molti casi, organizzava stupri di
gruppo in auto parcheggiate in aperta campagna, durante i quali alla
minorenne venivano anche strappati i vestiti. Dopo aver subito per
quasi due anni, in silenzio, le violenze sessuali, la giovane, ormai
incinta e innamorata del suo fidanzato, ha trovato il coraggio di
denunciare e fare arrestate il papà, un nullafacente di 39 anni,
separato dalla moglie. L'uomo, residente in un comune alle porte di
Bari, è stato ammanettato dai carabinieri con l'accusa di prostituzione
minorile aggravata. Stamattina è stato portato davanti al gip Jolanda
Carrieri per l'interrogatorio di garanzia durante il quale ha cercato
in qualche modo di difendersi, senza però essere convincente. Ha
chiesto un'attenuazione della misura cautelare, ma è quasi certo che
resterà in carcere. Dalle carte processuali emerge uno scenario da
incubo che - scrive il gip Carrieri nel provvedimento restrittivo - "si
staglia su uno squallido scenario di degrado familiare e sociale,
connotato da ogni forma di abusi, violenze e sopraffazioni". Uno
scenario in cui il papà della ragazzina era anche il suo padrone e
faceva della tredicenne ciò che voleva quando la piccola era affidata a
lui. La vendeva ai pregiudicati del suo paese in cambio di una birra,
di qualche liquore scadente, ma anche di somme comprese tra i 10 e i 30
euro. E se la ragazzina si opponeva, la pestava con calci e pugni e poi
l'accompagnava anche in ospedale per farla medicare. Ai medici la
ragazzina diceva di aver avuto un incidente, oppure di essere caduta
per le scale. L'incubo è durato 19 mesi, dal settembre 2004 all'aprile
2006, quando la giovane ha deciso di rivelare le violenze subite ai
carabinieri. "Fortunatamente - scrive il giudice - la vittima, esausta
del proprio stato di 'sottomissione' e del ripetuto mercimonio della
propria persona, ha trovato la insperata forza di ribellarsi a quella
realtà, raccontando con lucidità e precisione" la sua storia ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi. L'incubo è terminato
il 4 ottobre 2006 quando la ragazzina, incinta, e assieme al papà del
bimbo che portava in grembo, si é presentata in caserma, e ha rivelato
le numerose violenze subite. Ha raccontato che il genitore la
costringeva a vagare di notte a bordo della sua automobile, alla
disperata ricerca di uomini a cui venderla. Quando trovava i clienti
riscuoteva il dovuto e dava loro appuntamento in una località di
campagna, dove lasciava la figlia. Lì la ragazzina veniva abbandonata
e, dopo aver subito le violenze, era costretta a tornare a casa a
piedi, nel cuore della notte. Ai carabinieri che la ascoltavano
increduli la giovane ha detto anche di avere problemi ginecologici
provocati dalle violenze sessuali, abusi che mai nessun medico le ha
riscontrato, nonostante le visite specialistiche. La minorenne ha anche
ammesso di voler cambiare vita e di aver deciso di denunciare il padre
per amore del fidanzato e del loro bambino, che ora ha pochi mesi e
vive con la mamma in una casa protetta. Il racconto della tredicenne
barese: «Ho dovuto abortire» «Mio padre mi vendeva anche a più uomini»
«Mi portava in giro, poi contrattava il prezzo e lasciava che mi
violentassero. C'era anche un invalido con una gamba di legno» - BARI -
«Mio padre mi portava in giro per la città durante la notte e mi
consegnava ad uno o più uomini che abusavano di me. Io non volevo stare
con loro, erano quasi tutti pregiudicati. Quando mi violentavano in
gruppo mi strappavano i vestiti che indossavo e infierivano su di me».
Comincia così il racconto che la ragazzina di 13 anni ha fatto ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi, quando, il 4 ottobre
2006, con un bimbo in grembo e assieme al compagno maggiorenne, ha
deciso di denunciare le violenze subite per due anni in una città a
pochi chilometri a sud del capoluogo pugliese. IL RACCONTO - La
tredicenne ha parlato per ore e più volte con i militari e con il
magistrato che si sono avvalsi dell'aiuto di una psicologa e di
un'assistente sociale. Ha riferito anche dei problemi psichici e
ginecologici che aveva a causa delle violenze subite e degli aborti a
cui si era sottoposta per non avere i figli concepiti durante i
rapporti non protetti che aveva avuto. Ha raccontato che il papà, un
nullafacente di 39 anni ora in carcere, separato dalla moglie, la
vendeva ai pregiudicati del paese in cambio di somme comprese tra 10 e
30 euro, di qualche bottiglia di birra o di un liquore scadente. NUOVA
VITA - «Vi prego aiutatemi - ha supplicato - non ce la faccio più. Sono
incinta, voglio uscire da questa storia e voglio rifarmi una vita con
il mio fidanzato che sarà il padre del mio bambino». «Mio padre - ha
continuato la minorenne - mi costringeva a stare sveglia durante la
notte e mi portava a spasso per la città con la sua autovettura. Quando
trovava i suoi amici per strada contrattava con loro il danaro che
doveva ricevere e mi consegnava». «Le violenze - ha aggiunto con
dovizia di particolari - non avvenivano mai nella mia casa o nelle
abitazioni dei miei aguzzini ma in automobili parcheggiate in aperta
campagna. Lì mio padre mi abbandonava, costringendomi anche a tornare a
casa a piedi, e quegli uomini facevano del mio corpo quello che
volevano. Era impossibile opporsi. Tra coloro che mi violentavano c'era
anche un invalido con una gamba di legno, un pregiudicato che non era
certo più tenero degli altri». «Qualche volta ho provato ad oppormi
alle violenze sessuali, ho provato a parlare con mio padre - ha
concluso la tredicenne - ma lui mi ha picchiato con calci e pugni e mi
ha procurato diverse ferite in varie parti del corpo che mi sono state
medicate in ospedale». TENUTA PER 15 ANNI IN SCHIAVITU', ARRESTATI 6
NOMADI MILANO - La sezione minori della Squadra Anticrimine della
Questura di Milano ha eseguito questa mattina sei arresti, sulla base
di una ordinanza firmata dal gip Fabio Paparella, in una indagine
condotta dal pm Marco Ghezzi e riguardante una presunta associazione
per delinquere, finalizzata al furto e altri reati, oltre che per
l'accusa di violenza sessuale e riduzione in schiavitù di una
marocchina 32enne, rapita nel 1992, quando ne aveva solo 17, costretta
a rubare in Italia e all'estero e violentata per anni. Gli arrestati
sono sei appartenenti a una famiglia nomade di origine irachena che
aveva base nel campo nomadi di Limbiate (Milano). Nel 1992 la ragazza,
che conosceva uno dei membri della famiglia da qualche anno e se ne era
innamorata, aveva accettato di seguire in un viaggio in Marocco la
famiglia di quelli che sarebbero poi diventati i suoi aguzzini. Secondo
gli inquirenti, era poi stata narcotizzata e al suo risveglio si era
trovata in Spagna, da dove poi era passata in Francia e infine a
Milano. Per anni era stata assoggettata al gruppo di nomadi che la
costringevano a commettere furti in tutta Italia (in particolare a
Pavia e Genova) ma anche all'estero: in Spagna, Francia, Olanda e
perfino negli Usa. L'inchiesta era partita dalla denuncia della ragazza
che era riuscita a liberarsi trovando rifugio in Olanda dalla sorella,
con un trucco. La parente aveva chiamato la famiglia nomade di Limbiate
spiegando che la 32enne marocchina doveva recarsi in Marocco per una
questione di eredità. I nomadi arrestati avevano dunque accettato di
lasciarla partire. Ma il volo che la ragazza aveva prenotato era per
Dusseldorf, in Germania, da qui poi aveva raggiunto la sorella nei
Paesi Bassi e denunciato lo stato di schiavitù in cui da anni era stata
ridotta. A quanto si è appreso, la giovane tenuta per quasi 15 anni in
stato di schiavitù dalle persone arrestate, nel corso degli anni
avrebbe partorito due volte. I bambini sarebbero stati registrati come
figli di altre donne legate alla famiglia nomade. Per questo
nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paparella è
contestato anche il reato di alterazione di stato. INVIATO DA Maria
Ornella Serpa Gaya CsF


EURODEPUTATA COMMISSIONE UE
ITALIA DISCRIMINA
GAY
Interpellanza sinistre Unione su Conferenza di FirenzeBruxelles,
9 mag. (Apcom) - Quattro eurodeputati del centro sinistra hanno
denunciato oggi, con un'interpellanza alla Commissione Ue "l'esclusione
delle organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender dalla
Conferenza nazionale sulla famiglia organizzata dal governo italiano",
indicando che sarebbe "in netto contrasto con le campagne anti-
discriminazione della Commissione e del Parlamento europeo e con gli
obiettivi di lotta alle discriminazioni promossi dall'Anno europeo 2007
sull'eguaglianza". Nell'interpellanza, Marco Cappato (Radicale, Adle),
Pasqualina Napoletano (Pse), Monica Frassoni (Verdi) eGiusto Catania
(Gue) chiedono all'Esecutivo comunitario se non consideri tale
eslcusione "in contrasto con il Trattato della Comunità europea e con
la Carta dei Diritti fondamentali" dell'Ue. Le organizzazioni gay e
transgender, sottolineano i quattro europarlamentari, "sono state
escluse dalla Conferenza sebbene essa tratti delle relazioni affettive
tra persone e nonostante il governo abbia proposto una legge per
garantire diritti e doveri alle persone legate da vincoli affettivi, a
prescindere dal loro sesso come richiesto ripetutamente dal Parlamento
europeo".
INVIATO DA Sergio Rovasio RNP


UNA CARTOLINA
"FAI X TE"
AL
CHETTO
*Quanti Mecenati nell'Uovo con un euro per Villa dei Vescovi!*
Con una nota del FAI:
«Il significato di promotore: "chi propone o
tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse sociale"»
I
nomi dei lettori che hanno aderito o aderiranno al mio invito
«FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi»
e che ne avranno autorizzato la
pubblicazione sarà pubblicata sulla rubrica on line. Delle tante
adesioni alla nota pasquale diramata anche con la Newsletter FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi con l'invito a devolvere un euro al FAI
per i restauri della Villa dei Vescovi, ora bene del FAI, da me
acquistata nel 1962 in comproprietà con Vittorio Olcese, la prima
cartolina con i ringraziamenti del FAI per il contributo ricevuto, nel
Lazio è arrivata nel cuore del Ghetto più antico e monumentale
d'Italia: all'antico Bar Totò situato lungo il Portico di Ottavia nel
Ghetto di Roma. Bar ove si può gustare la miglior granita di caffè
della Capitale e dove titolari, baristi e camerieri hanno esclamato:
Signora è arrivata una cartolina dal FAI con la ex sua bellissima
villa, ma è proprio magnifica! Siamo contenti di avere aderito a FAI il
mecenate nell'uovo, è stata proprio una bella idea! La cartolina
inviata dal FAI è raffinata e bellissima, in stile 'old fashion' e con
splendidi colori, con la Villa immersa nel verde ripresa da un arco
delle barchesse che un tempo erano le scuderie per i cavalli del
Vescovo di Padova, il Cardinal Francesco Pisani, che nel XVI secolo
fece erigere la Villa in Luvigliano di Torreglia. E'
proprio in quelle scuderie che in compagnia dell'allora Presidente
dell'Ente Ville Venete, Boso Roi e dell'architetto Marcello Checchi,
Vittorio ed io scoprimmo per caso e sotto montagne di fieno gli
splendidi abbeveratoi in marmo di Vicenza che feci sistemare a mo' di
lavabi nelle sale da bagno della Villa dotandoli di antiche
rubinetterie in bronzo e ferro e mascheroni rinascimentali in
terracotta trovati nel Viterbese nelle adiacenze del Palazzo di
Caprarola, progettato dal Sangallo, e nei pressi del Giardino dei
Mostri a Bomarzo. Mascheroni da cui sgorga e zampilla l'acqua
riversandosi nelle splendide vasche da bagno in marmo rosa e giallo di
Verona, le antiche vasche delle Terme di Abano, terme rinomatissime e
famose sin dall'antichità. Il riconoscimento ed il puntuale riscontro
che il FAI riserva a tutti coloro che sostengono anche con un piccolo
contributo la sua instancabile opera di salvataggio dei beni culturali
nazionali in degrado, ne fa una Fondazione privata accessibile e molto
godibile da tutti. Anche da quanti sono di modeste condizioni
economiche ma consci dell'immenso valore del patrimonio artistico e
culturale nazionale e desiderosi perciò di dare una mano alla loro
conservazione e salvaguardia. La cartolina del FAI è talmente bella che
vale la pena spendere un po' del proprio tempo recandosi in un ufficio
postale ad inviare il proprio contributo al FAI così da essere anche tu
«FAI *il Mecenate nell'Uovo*» con un euro devoluto ai restauri della
Villa dei Vescovi. E il FAI invierà xTe una cartolina ovunque tu sia.
Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - Hai
già fatto il Mecenate nell'Uovo con un euro? Allora Grazie! Se non
l'hai ancora fatto sei sempre in tempo, l'invito continua, perciò FAI
*il Mecenate nell'Uovo* con il Conto corrente postale del FAI n°
11711207 inviando il tuo contributo al FAI Viale Coni Zugna, 5 - 20144
Milano. Causale: Mecenate nell'Uovo D'Olcese Restauro Vescovi Nota
bibliografica del FAI Ne «Il Mondo del FAI», edizione 2005-2006, alle
voci «Come aiutare il FAI» e «Sostenete gli appelli», scrive il FAI:
«Durante l'anno il FAI chiede ai suoi Aderenti di sostenere speciali
appelli in favore di opere di restauro, salvaguardia e conservazione.
Quello che vi chiediamo è un aiuto importante e spesso urgente dei cui
risultati sarete sempre informati». E nel rapporto annuale 2005-2006
scrive l'Amministratore culturale del Fai: «Mecenate con 1 euro.
Aiutateci a restaurare e aprire al pubblico Villa dei Vescovi a
Luvigliano (PD). Tutti possiamo essere Mecenati. Tutti coloro che, in
qualità di promotori di attività culturali e artistiche di interesse
sociale, tendono a far sì che esse siano perseguite grazie a un loro
gesto o a un loro comportamento sono mecenati». «(...) Mecenate è anche
chi propone o tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse
sociale». « il significato di promotore: "chi propone o tende a portare
a compimento un'iniziativa di interesse sociale". Allora "mecenate" è
colui che, riconoscendo all'attività culturale un interesse sociale,
tende a portarla a compimento. E' appunto quanto andiamo ripetendo al
FAI da anni. I nostri aderenti, dunque, sono tutti mecenati. E'
mecenate chi offre il proprio tempo, è mecenate chi dà 1 euro, è
mecenate chi ne dà 39 per iscriversi, chi 1 milione, chi regala un
castello, chi lascia qualcosa in eredità: quello che conta,
primariamente, è la condivisione di un atteggiamento, è, sopratutto, la
personale partecipazione alla concreta realizzazione di uno scopo».
Viene alla mente una domanda: ma allora c'è democrazia anche nell'arte?
Direi proprio di si. Anche la democrazia è un'arte, un'arte che va
praticata con grande arte.
INVIATO DA Giuliana D'Olcese

NOTIZIE ANSA
RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA
VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - Violentata,
accoltellata e abbandonata nelle campagne di Vico del Gargano in una
pozza di sangue. E' finita così per una diciassettenne una serata al
pub in compagnia di tre ragazzi. La minorenne è ricoverata in prognosi
riservata nell'ospedale di San Severo (Foggia): le sue condizioni sono
gravi ma è fuori pericolo. I tre presunti stupratori sono già stati
arrestati dai carabinieri: sono tre ventunenni del posto, nullafacenti.
Uno di loro ha fatto qualche ammissione. I quattro, che forse già si
conoscevano, ieri sera si sono incontrati nel pub del centro storico di
Vico del Gargano, località molto apprezzata dai turisti. Hanno
cominciato a bere, fino all'una di notte. Poi, fuori del locale, i tre
ragazzi hanno costretto la ragazza a seguirli. L'hanno così trascinata
in una zona di campagna, ma distante solo poche centinaia di metri dal
locale dove erano stati, dove l'hanno violentata a turno e, per indurla
al silenzio, hanno inferito sul suo corpo con un coltellino. L'hanno
colpita per cinque volte al collo, al torace, alle spalle e alle
braccia. Poi le hanno sferrato due fendenti all'addome che le hanno
lacerato il colon e lo stomaco. "La ragazza - ha spiegato Luigi
Cordone, dirigente medico del reparto di chirurgia dell'ospedale di San
Severo - ora sta bene ma poteva morire nel giro di 50 secondi se una
delle coltellate avesse raggiunto l'aorta e l'avesse recisa". Dopo aver
abusato della diciassettenne per almeno mezz'ora, i tre l'hanno
abbandonata e sono fuggiti. La ragazzina non si è persa d'animo. Si è
trascinata fino al cancello di una delle villette della zona e ha
suonato con forza il campanello dell'abitazione di un farmacista,
Claudio Michele D'Orsi. "Erano le due di notte - ricorda il medico -
quando ho sentito suonare al cancello di casa. Io e mia moglie siamo
scesi ad aprire. Ci siano trovati di fronte una ragazzina insanguinata
che, urlando, ci diceva: 'Vi prego, aiutatemi, sono stata picchiata,
accoltellata e violentata'". La diciassettenne indossava un giubbotto,
maglietta e pantaloni. "Era piena di sangue - continua l'uomo - aveva
taglietti sulle braccia, sul volto, sull'addome. Con una mano si teneva
un fianco dove c'era una ferita profonda e da dove fuoriusciva molto
sangue". Vedendo la minorenne in quelle condizioni i coniugi D'Orsi
hanno allertato subito il 118 e i carabinieri. Ai militari la
ragazzina, che era vigile, ha raccontato subito quello che era successo
e avrebbe rivelato anche i nomi dei suoi aguzzini. Poche ore più tardi
i tre presunti aggressori - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e
Vincenzo Pane, tutti di 21 anni, appartenenti a famiglie di operai che
non hanno mai avuto guai con la giustizia -sono stati rintracciati e
arrestati. Nell'abitazione di uno di loro i militari avrebbero trovato
abiti macchiati di sangue. Dopo alcune ore diinterrogatorio, uno di
loro, Vicenzo Pane, è crollato e ha fatto qualche ammissione
attribuendo ai suoi presunti complici responsabilità. Sull'ennesima
violenza ai danni di una minorenne è intervenuto, tra gli altri, il
ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, che ha espresso
solidarietà alla diciasettenne: "Sono sconvolta. Mi sento profondamente
vicina alla ragazza e alla sua famiglia. Contro un'infamia come questa
- ha detto - non c'é che tolleranza zero. Faccio un appello al
Parlamento perché venga accelerato l'iter del ddl contro violenze e
molestie approvato dal Governo nel dicembre scorso".

I giovani aggressori, tutti ventenni, sono stati arrestati
Foggia: minorenne violentata e accoltellata Vico del Gargano: in 3
l'hanno attesa fuori dalla discoteca, l'hanno stuprata e ferita
gravemente. La vittima ha 17 anni: si salverà VICO DEL GARGANO (FOGGIA)
- Picchiata, ferita e violentata. Dopo averla conosciuta in una
discoteca l'hanno attesa fuori dal locale notturno e poi l'hanno
immobilizzata, l'hanno stuprata ripetutamente e l'hanno ferita con
diverse coltellate. È accaduto a Vico del Gargano, dove i carabinieri
hanno arrestato per violenza sessuale di gruppo su minore, lesioni
personali e porto illegale di coltello, tre giovani del posto già noti
alle forze dell'ordine. Uno di loro avrebbe già iniziato a fare le
prime ammissioni. AGGRESSORI - La violenza di gruppo è avvenuta lunedì
mattina. I tre - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo
Pane, tutti di 20 anni - dopo aver fermato una ragazza di 17 anni nei
pressi di un locale notturno del centro garganico e averla
immobilizzata, l'hanno sequestrata e portata in un locale in uso ad uno
di loro. Qui, ferendola più volte con un coltello, l'hanno violentata
ripetutamente. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso
l'ospedale di San Severo, dove è stata sottoposta ad intervento
chirurgico d'urgenza all'addome per le ferite riportate. La ragazza è
adesso fuori pericolo. ALLARME - La giovane è stata soccorsa e salvata
da un passante che ha avvisato i carabinieri. L'uomo ha sentito il
pianto e le grida di aiuto della ragazza, dopo che, violentata e
ferita, era già stata abbandonata dai suoi aggressori nella stessa zona
periferica dove era stata condotta. Dalle notizie trapelate, sembra che
la ragazzina sia stata colpita con sette coltellate, una delle quali,
quella all'addome, ha provocato i danni maggiori. Le altre sono state
inferte al collo e alle braccia. La ragazza avrebbe inutilmente cercato
di opporsi alla violenza, ma è stata sopraffatta dai tre ragazzi.
Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li
avrebbe denunciati e, a questo punto, è stata bloccata di nuovo e
accoltellata. INTERROGATORI E PRIME AMMISSIONI - Avrebbe cominciato a
fare qualche ammissione ma anche ad attribuire ai suoi due presunti
complici responsabilità Vicenzo Pane, uno dei tre presunti responsabili
della violenza sessuale di gruppo compiuta la notte scorsa su una
diciassettenne a Vico del Gargano (Foggia). È quanto emerge dagli
interrogatori che il pm inquirente, Claudio Rastrelli, ha svolto nel
carcere di Lucera, dove sono rinchiusi oltre a Pane, anche Michele
Mastroiorio e Vincenzo Bisanzio, tutti di 21 anni. Finora, il pm ha
interrogato due dei tre indagati: uno di questi avrebbe respinto ogni
addebito. Le accuse contestate agli indagati sono di tentativo di
omicidio, violenza sessuale di gruppo e porto abusivo di coltello.
MA
C'è ... DELL'ALTRA omosessualità Chi era Brunetto Latini". Il dantista Onorati anticipò
per la prima volta questi suoi innovativi studi, sui quali in autunno
Anemone Purpurea pubblicherà un saggio, in un'intervista rilasciata
alla rivista Babilonia (
www.babiloniamagazine.it) nello scorso mese di
marzo. "Il colloquio di Dante con Brunetto Latini – spiegava Onorati –
rivela una immensa apertura mentale del Sommo Poeta. Ai suoi tempi, la
sodomia era considerata un peccato mortale. Dante non può andare contro
la Chiesa né contro la gerarchia delle pene canoniche, d'altronde da
lui stesso assunte a parametri assoluti di riferimento. Però, il
discepolo, subito dopo l'esclamazione di stupore ("Siete voi qui, ser
Brunetto?") passa alle lodi del Maestro, il quale chiama il Poeta
figliolo e Dante sottolinea il ruolo di immagine paterna di ser
Brunetto. C'è, nel canto, un'infinita ammirazione per il personaggio
abbrustolito dalla pioggia di fuoco dell'inferno". "Dante – proseguiva
il direttore editoriale di Anemone Purpurea - dà prova di riconoscenza,
oltre che di affetto, verso l'uomo di cui era stato discepolo. Brunetto
è un uomo meraviglioso, maestro di vita. Dante gli dà del voi, come a
Farinata, Cavalcante, Beatrice e al trisavolo Cacciaguida. Agli altri
dà del tu". "La colpa per cui, secondo i parametri della Chiesa, Dante
mette Brunetto all'Inferno va in secondo piano subito, per dare spazio
al merito. Il Poeta è uomo di larghe vedute, tanto da essere autonomo
nei giudizi. Se nel XV Canto dell'Inferno appare Brunetto Latini fra i
sodomiti, egli è però ricoperto di onori quasi a significare un
contrasto fra la fredda sistemazione strutturale degli exempla (le
pene) e la calda ammirazione verso il sublime dannato. Dante deve anche
a lui il meglio della sua realtà di uomo e di letterato. La regola
generale lo condanna; l'allievo lo immortala per le sue doti morali,
intellettuali e umane. E' una grande lezione di un individuo del Medio
Evo (Dante) a noi moderni!" Contatti Daniele Priori – Ufficio Stampa
328/6323820
Mail info@anemonepurpurea.it
www.anemonepurpureaeditrice.
blogspot.com

COMUNICATO STAMPA
OPEN MIND CATANIA
Anche Catania ospitera' la tournèe di Clifton Bailey in arte Capleton, cantante
reggae e idolo delle giovani generazioni giamaicane. Capleton e'
altresi' uno degli artisti piu' contestati per i testi delle sue
canzoni esplicitamente violente, fasciste, reazionarie, sessiste e
omofobe. Viviamo giorni in cui l'omofobia viene alimentata dalla chiesa
e dalle destre e sono purtroppo sempre più frequenti casi di violenze
psicologiche e fisiche nei confronti di donne, gay, lesbiche e
transessuali. Non dimentichiamoci il recente caso di Matteo,
adolescente di Torino suicidatosi perche' tormentato dai compagni di
scuola che gli davano del gay. Non ci basta sapere che Capleton abbia
firmato un documento in cui si impegna a non cantare le canzoni
incriminate, ha comunque diffuso tra gli amanti del reggae pulsioni
violente e omofobe. I suoi testi urlano "Brucia i froci, distruggili" /
"I froci si scopano e fanno sesso orale"/ "Distruggi i froci, distruggi
questi stronzi". Per questo motivo noi del Centro Gay lesbico bisex
trans "Open Mind" riteniamo necessario che anche a Catania, come già'
accaduto a Bologna e Torino, il concerto sia annullato. Chiediamo
quindi che il 13 maggio il locale Krossower di Scordia si dissoci,
boicottando questa vergognosa esibizione.

CONCORSO COMUNE DI ROMA NAMIR
LA REDAZIONE NAMIR - PATROCINATA DAL DECIMO MUNICIPIO DEL COMUNE
DI ROMA
PRESENTA IL CONCORSO - muniXweb – ART Presidente del Decimo
Municipio - Sandro Medici. Responsabile Progetto Per il Decimo
Municipio del Comune di Roma - Stefano Chiarucci Ideatore del progetto
- Massimo D'Andrea - Contatto telefonico – 3920673504 Collaborazione
Redazione Namir - Tiziana De Luca - Loredana Pinna - Laura. Rassegna
Stampa - Carlo Di Giacomo Pubblicazione e realizzazione pagine web -
Redazione Namir. Il concorso e' rivolto a tutti gli artisti che operano
nel campo delle arti visive - pittura - scultura - fotografia. La
redazione Namir insieme e dalle pagine Web del Decimo Municipio del
Comune di Roma intende aprire uno spazio internet in cui inserire le
opere visive degli artisti che attraverso questo concorso sceglieremo
per la pubblicazione. Internet e' sempre piu' una importante vetrina,
anche se serve a poco quando le proprie pagine web non sono visitate.
La redazione Namir dopo molti anni ha raggiunto il seguito di circa
diecimila visite al giorno e insieme ad un'altro spazio internet,
quello del Decimo Municipio del Comune di Roma, intende mettere a
disposizione degli artisti la possibilita' di far visionare attraverso
internet il vostro lavoro. cominceremo con l'arte - e con giovani, non
per eta' ma per ricerca pittorica - fotografica - e scultorea, che
intendono avere la possibilita' di far visionare quanto producono anche
nella rete. Ad ogni artista che risultera' vincitore del presente
Concorso, realizzeremo uno spazio web linkato sia dalla nostra
redazione che dal sito del Decimo Municipio di Roma permettendo cosi'
la visibilita' necessaria al lavoro svolto. All'interno di queste
pagine inseriremo 20 immagini delle opere dell'artista, che esplicano
cioe' un percorso e una ricerca da egli perseguita, piu' una intervista
audio - telefonica - registrata attraverso la nostra radio - che
inseriremo in rete in mp3 in modo che tutti coloro che seguiranno
questo lavoro - pubblicizzato anche con rassegna stampa, potranno non
solo osservare le opere ma anche ascoltare l'audio dell' intervista
dello stesso artista da qualsiasi computer collegato ad internet. Cio'
che intendiamo raggiungere, e' realizzare un portale nel quale trovare
e seguire visibilmente le migliaia di creativita' che sappiamo esistere
e che per mille ragioni non possiamo osservare nella quotidianita'
sociale. Un portale quindi di non solo arte visiva, anche se inizieremo
con questa, ma successivamente vi inseriremo all'interno, attraverso
altri concorsi, video, film, musica, teatro e letteratura
esplicitamente mai pubblicata. Per poter raggiungere questo scopo,
dovevamo unire piu' siti internet con numerosi accessi quotidiani e
Istituzioni meritevoli per quanto hanno realizzato e per il loro
impegno, come espresso dal Decimo Municipio di Roma, con l'intento e il
desiderio di aggregarne altri ancora, per poterli coinvogliare su
queste pagine d'arte web che intendiamo creare dando spazio non solo
informatico. Inoltre stiamo per aggregare al progetto anche alcune
gallerie e case editrici di importanza europea che potrebbero
attraverso la rete scegliere nuovi autori da esporre o scrittori da
pubblicare perche' mentre noi continuiamo a pensare nel nostro paese in
termini provinciali... bisogna invece proporre cultura oltre i limitati
orizzonti ed anche in questo proporsi in internet diventa
indispensabile. Per questo concorso sceglieremo ed esporremo in
internet soltanto 10 artisti di arti visive - e di ogni uno - 20
immagini delle loro opere. Per sapere come partecipare in muniXweb-art
scrivi all'email - giornale@namir.it - oppure a - aaluana@tiscali.it -
inviando tuo nome e cognome - recapito telefonico in cui contattarti e
un brevissimo curriculum - e riceverai l'esplicito di come partecipare
e l'indirizzo dove inviare le immagini fotografiche - in a4 - o in
supporto dvd - cd - delle tue opere. entro e non oltre il 28 Giugno
2007. Giornale Namir Decimo Municipio del Comune di Roma. IL PROGETTO
E' APERTO ANCHE ALLE GALLERIE MUSEI OD ALTRO CHE INTENDONO COLLABORARE

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27 gennaio 2007

news 27 gennaio

IL GIORNO DELLA MEMORIA
Dedicato a chi dimentica,
dedicato a chi rinnega….
Dedicato a chi
tace…..
Non saranno mai abbastanza le lacrime di dolore di mille
generazioni prima e dopo di noi, per espiare la follia umana della
guerra, delle torture, dei genocidi e delle camere a gas. Il giorno
della memoria è scritto nel cielo e nell'aria che respiriamo, con il
sangue delle vittime delle persecuzioni di ogni tempo. Noi, la nostra
generazione, può sollevare l'urlo di rivendicazione di vita e di
libertà per coloro che furono e sono oppressi dalle schizofrenie
politiche e religiose. Possiamo batterci affinché non esistano più
guerre e torture, batterci per respirare aria pura e per non avere più
sulla testa un cielo macchiato di sangue. Possiamo imparare ad essere
meno egoisti e a guardare negli occhi altrui, come fossero i nostri
occhi. Il tempo è amico degli animi nobili che non restano imperterriti
a guardare chi opprime interi popoli, con la scusa di "minoranze";
nessuna vita, nessuno di noi è la "minoranza" di chissà chi altro,
ognuno ha il profondo ed indiscutibile diritto di essere e di
appartenere. Molti di noi si arrendono di fronte alle sopraffazioni,
con la scusa che nulla cambierà mai; ma nell'urlo di milioni di persone
non può e non deve mancare la voce di chiunque. Non esistono situazioni
di comodo che possano tenerci lontani da realtà omicide e
discriminatorie, i diritti di vita e di libertà di ogni persona sono
anche i nostri. Così come non siamo lontani da chi viene impiccato,
torturato, violentato e fucilato; perché il nostro silenzio è complice
degli oppressori e il nostro cuore è vicino agli oppressi. La guerra
vera, che è giusto combattere, è proprio quella che non ci fa tacere di
fronte alle ingiustizie e che anzi, muove i nostri corpi con il nervo
della reazione contro i poteri assassini ed arroganti. La vita di ogni
essere vivente ha lo stesso identico valore della nostra, così come la
libertà individuale; e dunque ogni colpo, ogni ingiustizia, ogni
tortura e ogni discriminazione che viene imposta al prossimo, in realtà
la subiamo tutti. Il giorno della memoria porta i nomi di tutti i morti
in ogni luogo e in ogni tempo e questi nomi sono impressi a fuoco in
ognuno di noi, per non dimenticare, per non far finta di niente…. Per
non tacere!
Carla Liberatore Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 26
gennaio 2007
GIORNATA MEMORIA: FILM INEDITI E NUOVI SAGGI PRESENTATI
DA ARCIGAY IN MEMORIA DEI 100MILA OMOSESSUALI PERSEGUITATI DAL
NAZIFASCISMO
Film inediti, nuovi saggi storici e documentari al centro
delle iniziative in giro per l'Italia con cui Arcigay ricorderà, in
occasione della Giornata della memoria di domani, le vittime
omosessuali della persecuzione nazifascista. Convegni, video-
proiezioni, spettacoli teatrali, cerimonie ufficiali, deposizioni di
fiori, letture pubbliche e presentazioni di libri, esposizioni di
mostre multi-lingue. Furono circa 100mila gli omosessuali perseguitati
dal nazifascismo, 15mila dei quali internati nei lager, dove circa
10mila trovarono la morte. Tra le città interessate Trieste e Bologna,
che ospitano lapidi in memoria delle lesbiche e dei gay uccisi durante
l'olocausto, Padova, Verona, Bolzano, Aosta, Genova, Reggio Emilia,
Firenze, Pisa, Perugia, Roma, Napoli e Brescia. Tra le novità di quest'
anno il film inedito Grune Rose, che racconta lo sterminio degli
omosessuali nei lager e sarà proietatto in anteprima a Firenze, sabato
27 gennaio, ore 20:45, in piazza Tasso, 1. Il cortometraggio, la cui
regia è firmata da Dario Picciau ed è coprodotto da Arcigay Firenze
insieme a Visions (Milano), è un omaggio a Richard Grune, artista e
testimone dello sterminio degli omosessuali sotto il nazismo. Le
ricerche storiche di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio hanno
invece dato vita al nuovo saggio "La città e l'isola – omosessuali al
confino nell'Italia fascista" che, a partire dalle rare testimonianze
dirette delle vittime e da fonti d'archivio, dà conto della repressione
poliziesca degli omosessuali italiani durante il Ventennio. Il libro,
edito da Donzelli, sarà presentato a Trieste, presso la libreria
Minerva, sabato 27, ore 17:30, e a Bologna, martedì 30, presso l'
Arcigay di Bologna, Cassero gay & lesian center, in via Don Minzoni,
18. Sempre le testimonianze di omosessuali italiani, donne e uomini
vissuti sotto il regime fascista, al centro di due documentari,
"Ricordare" e "L'altro ieri", della regista Gabriella Romano, che
saranno proiettati questo pomeriggio alle 17, ad Aosta, nell'Aula magna
dell'Università, in via dei Cappuccini, 2/a. "Il ricordo delle vittime
omosessuali del nazifascismo è purtroppo reso ancora più difficile da
un fattore caratteristico - spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay
delle iniziative per la Giornata della memoria - Spesso le stesse
famiglie di origine si vergognavano dell'omosessualità dei loro
congiunti e nascosero le crudeltà subite". Le incarcerazioni in
Germania dopo la guerra In Germania l'articolo del codice penale, il
famigerato "paragraph 175", in base al quale furono perseguitati gli
omosessuali durante la dittatura nazista, rimase ancora in vigore per
decenni dopo la fine della guerra. Solo nel 1968 venne abrogato nella
Germania dell'Est e nel 1969 in quella dell'Ovest. Alcuni dei
superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra
in base alla stessa legge. Il triangolo rosa nei lager Gli omosessuali
reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito
sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate agli
ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione,
lavori forzati. Nella gerarchia interna ai campi costituivano il
gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi
compagni di prigionia. La repressione poliziesca in Italia In Italia,
alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e
remoti (Favignana, Ustica, San Domino delle Tremiti, ecc.). Almeno 300
sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore
di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di
polizia. Nel codice penale dell'epoca fascista, il Codice Rocco (1931),
si omise, appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un
"problema" che affliggesse gli italiani. Una persecuzione che continua
nel mondo "Purtroppo la persecuzione e lo sterminio delle persone
omosessuali nel mondo non si sono conclusi con la sconfitta dei regimi
nazifascisti – osserva il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. L'
oppressione continuò nel dopoguerra anche in molti paesi filo-
sovietici. In sei stati islamici gli omosessuali sono tutt'oggi
sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita,
Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi musulmani puniscono comunque
duramente gli atti omosessuali. In totale sono circa 80 gli stati, tra
cui India e Cina, in cui i rapporti omosessuali rimangono reato. La
recente risoluzione del Parlamento europeo contro l'omofobia ha inoltre
invitato l'Italia e gli altri stati membri dell'Unione a riconoscere le
vittime omosessuali del nazismo e ha assimilato l'omofobia al razzismo
e all'antisemitismo". Elenco delle iniziative L'elenco delle iniziative
Arcigay per la Giornata della memoria è consultabile sul sito web dell'
associazione all'indirizzo: www.arcigay.it/show.php?2376. - Ufficio
stampa Arcigay


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY TRIESTE
Trieste, 25 gennaio
2007
Si prega di pubblicizzare le iniziative a memoria delle
discriminazioni subite dalle persone omosessuali organizzate nel Friuli
Venezia Giulia:
• venerdì 26 Gennaio ore 11:00 - Risiera di san Sabba,
via Palatucci, 5 Trieste:
Arcigay Arcilesbica Trieste deporranno un
triangoli di fiori nell ambito delle cerimonie ufficiali organizzate
dalla istituzioni per la Giornata della Memoria 2007
• sabato 27
gennaio ore 17:30 - Libreria Minerva, via San Nicolò, 20 Trieste:
Presentazione della ricerca di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti:
La città e l'isola - Omosessuali al confino nell'Italia fascista. La
presentazione sarà curata dalla Professoressa Tullia Cattalan, del
Dipartimento di Storia dell'Università di Trieste
• sabato 27 gennaio
ore 18:00 - sala polifunzionale "Il Caseificio", Spilimbergo (PN):
Inaugurazione della mostra "Omocausto, lo sterminio dimentocato degli
omosessuali" proposta da Arcilesbica e Arcigay Udine e Pordenone

domenica 28 gennaio ore 21:00 - Teatro Miela, piazza Duca degli
Abruzzi, 3 Trieste:
Spettacolo teatrale a cura del Micro Teatro Terra
Marique: "I triangoli Rosa" tratto da uno dei racconti di "I semi di
finocchio"
Marco Reglia responsabile arcigay per la memoria storica
delle discriminazioni contro le persone omosessuali - Mail:
memoria@arcigay.it Mailing list: Gruppo@MemoriaLGBT.it (per iscriversi
richiederlo a info@MemoriaLGBT.it) - Cell: +39 348/3142494 - http://www.
MemoriaLGBT.it


COMUNICATO STAMPA ARCIGAY FIRENZE
Firenze, 25
gennaio 2007
A FIRENZE DUE EVENTI D'ECCEZIONE PER LA MEMORIA DI UN
OLOCAUSTO DIMENTICATO
Il 26 e 27 gennaio Visions Milano e Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa" organizzano due serate dedicate allo sterminio
degli omosessuali nei lager nazisti, gratuite e aperte al pubblico. Lo
faranno con l'anteprima del cortometraggio Grüne Rose, che sta avendo
in questi giorni un'eco internazionale, e con il percorso fotografico
Grüne rose – sul set del film realizzato dagli artisti Steed Gamero e
Roberto Malini. Gli eventi sono stati patrocinati dalla Regione
Toscana, dalla Provincia di Firenze, dai Comuni di Firenze e Scandicci,
nonché dai più importanti Musei Memoriali della Deportazione
Omosessuale. Alla prima mondiale del film, il 27 gennaio, presenti
numerosi esponenti istituzionali e del mondo GLBT. Tra gli ospiti della
serata, il Segretario nazionale dei Radicali e Presidente della
Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Daniele
Capezzone, e il Presidente dell'ILGA Europe (International Lesbian and
Gay Association), Riccardo Gottardi. Stazioni di una via crucis.
Tableaux vivants della memoria. Immagini di una persecuzione e di un
massacro. Il partito nazista condusse una repressione spietata contro
gli omosessuali, che nei lager erano soggetti a cure farmacologiche
dagli effetti devastanti, pratiche rieducative letali e alla
castrazione. Arrestato nel 1934 a causa della sua omosessualità, l'
artista tedesco Richard Grüne subì la tortura, il carcere e l'
internamento nei campi di concentramento di Sachsenhausen (dal 1937 al
1940) e Flossenbürg (dal 1940 al 1945). Visions e Arcigay Firenze hanno
voluto ricordarlo – e con lui, tutti gli omosessuali (il terzo gruppo,
dopo ebrei e zingari) che sono stati perseguitati, internati e
sterminati nei campi nazisti a causa del Paragraph 175 – con un'
importante co-produzione che in breve tempo ha raccolto l'interesse,
oltre che delle Istituzioni, della GLBT Historical Society di San
Francisco (California, USA), del Mémorial de la Déportation
Homosexuelle di Parigi e dell'organizzazione francese Triangles Roses,
che hanno concesso l'alto patrocinio per l'iniziativa. Grüne Rose –
regia di Dario Picciau, soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini, co-
produzone Visions – Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa", interpretato da
Libero Stelluti, Angelo Cirfiera, Massimo Muntoni, Enzo Maria Cilento,
Emanuele Cirfiera, Paolo Riva, Francesco Caci e Giovanni Cirfiera – è
il cortometraggio che celebra un mondo tragico, una cultura e una gente
distrutte. Sabato 27 gennaio 2007, a partire dalle 20,45, presso l'
Altana di Piazza Tasso n°1 (ex convento delle Leopoldine) a Firenze,
avrà luogo la prima nazionale del film: presenzieranno, oltre al cast
di artisti che hanno lavorato al progetto e a numerosi ospiti, anche:
Daniele Capezzone, segretario nazionale dei Radicali; Riccardo
Gottardi, presidente di ILGA Europe; Alba Montori, storica militante
del movimento GLBT italiano (una tra le fondatrici del F.U.O.R.I.,
primo movimento gay e lesbico nato in Italia); rappresentanze
istituzionali della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e del
Comune di Scandicci. La serata è aperta a tutti e non richiede
biglietti d'ingresso. Grüne sopravvisse e raffigurò il martirio degli
omosessuali in una serie di immagini crude e indimenticabili: Passione
del XX secolo. Le immagini di Richard Grüne e le memorie di internati
gay sopravvissuti ai lager, come Pierre Seel (che descrisse l'agonia di
un ragazzo gay di diciott'anni, il quale morì dissanguato con un
secchio metallico posto sulla testa, che amplificava in modo
agghiacciante le sue grida), sono alla base della gestualità degli
artisti, che interpretano con il loro talento e la loro passione quell'
iconografia di dolore e morte. Le immagini del cortometraggio Grüne
Rose sono crude come le opere dell'artista tedesco, che in quell'
inferno colse i pochi bagliori di umanità: un prigioniero che ne
sostiene un altro, stremato dal lavoro forzato; l'ultimo dono d'amore:
qualche buccia di patata, preziosa come la vita a Sachsenhausen. Grüne
Rose, realizzato dagli stessi regista e sceneggiatore della nota
cineistallazione "Binario 21" – che raccontava la deportazione di
Liliana Segre –, nonché del kolossal in digital reality "Dear Anne. The
gift of hope" – la storia di Anne Frank in 3D che gli artisti della 263
Films stanno mettendo a punto –, vuole essere un omaggio alla memoria,
alla forza e al coraggio di Richard Grüne: il coraggio di raccontare
ciò che per troppo tempo era stato taciuto. Sul set di Grüne Rose è
nata inoltre una serie di immagini fotografiche, realizzate da Roberto
Malini e dal giovane peruviano Steed Gamero: Grüne Rose – sul set del
film. Esse corrispondono ad altrettante "stazioni" della memoria: un
percorso che riconduce alla vicenda di Richard Grüne ed è la tragica
allegoria di un pregiudizio che esiste ancora oggi e che a metà del
secolo scorso si trasformò in persecuzione, tortura e sterminio.
Venerdì 26 gennaio alle 15,30, in via del Leone 60 a Firenze – sede del
Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay "Il Giglio Rosa" –, avrà luogo
la conferenza stampa, con la presenza degli autori della mostra, del
regista Dario Picciau e dell'attore-protagonista Libero Stelluti, all'
interno della quale verrà anche presentato il volume Un diverso
olocausto – Dall'Eldorado al Terzo Reich (co-edizione Visions – Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa", 2006) con testi di Roberto Malini e dello
studioso di fama internazionale Gerard Koskovich (tradotto per la prima
volta in Italia), e percorsi fotografici di Roberto Malini e Steed
Gamero.
A partire dalle 19,30 di venerdì 26, sempre presso la sede de
"Il Giglio Rosa" in via del Leone 60, si svolgerà il vernissage della
mostra fotografica Grüne Rose – Sul set del film. La serata – anche
questa gratuita e aperta al pubblico – sarà un'occasione per conoscere
da vicino gli artisti che hanno collaborato al progetto e per
sviluppare un confronto e una riflessione artistica e storico-culturale
sull'Omocausto (Olocausto degli omosessuali). Il senatore Giampaolo
Silvestri, l'onorevole Titti De Simone e il Presidente dell'Istituto
Storico per la Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini, hanno infine
manifestato il loro entusiasmo a Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro –
rispettivamente, Presidente e Segretario di Arcigay Firenze –
complimentandosi per la natura dell'iniziativa Per ulteriori
informazioni: Tel: 340 8135204 – cultura@arcigayfirenze.it.

COMUNICATO CSU L'AQUILA
UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER
KARL HEINRICH ULRICHS
26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala
preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta la
conferenza stampa del Consigliere Antonio Di Giandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del pazziale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio DiGiandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, a l'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini

GIU' GLI ARTIGLI
"AUTOPROMOZIONALI"
DAI VOLENTEROSI !!
Prima ancora dell'esordio ufficiale del "Tavolo dei Volenterosi", che
si Terrà il 29 gennaio al Teatro Angelicum di Milano, tavolo
trasversalissimo che vede in campo un agguerrito drappello di studiosi
e opinionisti dell'economia assieme a politici di qualità di destra, di
sinistra e di centro, testa d'ariete che punta alle Riforme necessarie
al Paese, e formazione che si distingue per i contenuti, non come
contenitore partitico, si protendono mani adunche, "autopromozionali",
fuori luogo e fuori tema,
tese a ghermire il "Tavolo dei Volenterosi"
in una stretta mortale che, qualora si realizzasse, lo destina
sicuramente ad una sorta di aborto procurato ad hoc. Se il "Tavolo dei
Volenterosi" vuole vivere e proliferare tra la società innovativa e
produttiva, operando quindi come propulsore di nuova energia e spinta
della parte del Paese proiettata al rinnovamento, si guardi bene dal
farsi annettere a partiti, o all'interno di "galassie" e "soggetti
politici" di partito sia di destra che di centro che di sinistra. Se
ciò, malauguratamente dovesse avvenire, il forte e libero movimento
d'opinione che può nascere attorno a questo soggetto distinto dai
soliti frustri ed estenuati contenitori politici, come sono oggi i
partiti, il "Tavolo dei Volenterosi", ghermito e impiccato ancora nella
culla, soccomberà sul nascere. Non è un azzardo ipotizzare il fuggi
fuggi generale da questa neonata formazione che tanta curiosità, stima
e speranze suscita in un panorama squallido e deprimente com'è la
attuale politica italiota. La prima a ritirare la convinta ed
entusiastica adesione data al "Tavolo dei Volenterosi" sarei io. Giù
gli artigli dai Volenterosi quindi. info@volenterosi.it - Dopo la
rassegna di troppi colossal del passato, non vorremmo assistere, anche,
alla riedizione di Biancaneve e i sette Nani con una Biancaneve
ghermita dalla strega. Giuliana D'Olcese già membro eletto del Comitato
Nazionale Radicali Italiani - www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.
htm

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori
Vi riporto qui sotto la
lettera mandata nei giorni scorsi da Maria Fida Moro a
NotizieRadicali. Leggete con attenzione e senza pregiudizi, per
favore.
Sono Maria Fida, la figlia maggiore di Aldo Moro. Questo è il
29° anno dalla tragica morte di mio padre ed il potere non si è ancora
stancato della cortina fumogena creata ad arte al fine di adombrare la
verità storica del caso Moro oscillando tra due poli: la congiura del
silenzio (un silenzio assordante) da una parte e la memoria negata
dall'altra. Ma il peggio del peggio è quando si mettono in scena film e
spettacoli teatrali quasi sempre basati su fonti parziali o
discutibili. Una vera apoteosi dell'ingiustizia! Leggo con raccapriccio
che, in aprile, dovrebbe uscire su Canale 5 una fiction in due puntate
su Aldo Moro. Orripilante, ma non basta. Stando alle indiscrezioni la
sceneggiatura - come nel film di Bellocchio - si baserebbe su testi
della Braghetti e di altri Brigatisti e su conversazioni avute con
Francesco Cossiga. Intollerabile ed assurdo.Questa non è libertà di
pensiero e di espressione, ma un deliberato atto di violenza gratuita.
Se è giuridicamente possibile farlo non significa che sia etico. Perché
- mi chiedo io - persone che hanno cooperato, a vario titolo, al
rapimento ed all'uccisione di mio padre dovrebbero avere competenza
adeguata a tracciarne un profilo da affidare sic et simpliciter al
giudizio dell'opinione pubblica che non sempre è in grado di valutarne
la attendibilità storica? E perché al contrario devono essere sempre
tenute alla larga tutte le persone che gli hanno vissuto accanto e che
lo amavano? La risposta è semplice, perché se si dovesse descrivere il
vero Moro l'assurdità della sua morte ingiusta risalterebbe nitida
invece nella mistificazione delle ipotesi a tema essa svanisce senza
quasi lasciare traccia. Proprio come nel caso Welby in nome di diritti
sacrosanti si opera contro l'amore. Per papà non valeva il diritto alla
vita, per Welby il diritto a lasciare dignitosamente il suo corpo
mortale. Entrambi sono stati accusati di strumentalizzazione. Ma quale?
Forse quella di dire e rivendicare la verità, tutta la verità e niente
altro che la verità?! Papà, in nome di principi sanciti dalla
Costituzione in favore dell'uomo, è stato sacrificato alla ragion di
Stato (tranne che poi quando era troppo tardi tale riconoscimento è
stato conclamato e reiterato mille volte). Per il povero Welby si
pretendeva che accettasse di finire soffocato sia pure in presenza
della macchina dopo una interminabile agonia. Visto che la natura umana
permette di conoscere veramente solo quello che si è sperimentato è
evidente che sia nel caso Moro che nel caso Welby nessuno avesse
davvero titolo per dettare giudizi. E sarebbe tanto bello se ci
sforzassimo di diventare più amorevoli e misurassimo le cose con la
ragione del cuore. Mio padre se ne è andato ed è in salvo, proprio come
Piergiorgio Welby, ma io esprimo ugualmente cordoglio e
dolorelancinante per una fiction che trasformerà una tragedia greca in
coriandoli di plastica. Non è giusto, non è giusto, non è giusto. Se
non lo si vuole ricordare degnamente si faccia silenzio, un silenzio
assoluto e compassionevole. Mi spiace ma io non riconosco ad Anna Laura
Braghetti nessun titolo di merito (e lo dico io quella del perdono).
Essere stata la carceriera di Moro non è una categoria di pensiero, né
tanto meno un titolo accademico. Se era impietosita perché non lo ha
lasciato andare o almeno non si è personalmente rifiutata di fargli da
guardiana? In quanto all'emerito ex Presidente Senatore Francesco
Cossiga, come già ho avuto occasione di scrivergli in privato, le
lacrime non lavano il sangue innocente. Se come afferma spesso davvero
provava affetto per Aldo Moro non lo ricordi attraverso una inutile
fiction. Mi piacerebbe che cadesse un fulmine dal cielo e distruggesse
tutte le copie della stessa o ancora meglio che gli italiani si
opponessero, con forza e sdegno, a questa ulteriore ignominia. In
migliaia mi hanno detto "Avremmo voluto fare qualcosa per salvarlo".
Adesso possono difenderne la memoria e lasciarlo al ricordo di coloro
che lo hanno amato e lo amano con tenerezza e struggimento. E possono
altresì dare a noi, che abbiamo avuto la vita devastata dalla sua
morte, un po' di pace. Deve essere vietato togliere ad un uomo buono ed
innocente oltre la vita anche la dignità. Che sulla valle delle lacrime
scenda il silenzio. Con gratitudine per quanto vorrete e potrete fare.
<<Ebbene, non possiamo rimanere in silenzio, almeno io non posso. Se
Mediaset ( o chiunque altro, Rai compresa) decide di realizzare una
serie a puntate sul "caso Moro" così come ella riporta condivido
appieno le motivazioni della sua indignazione. Anzi le raccolgo e le
rilancio a tutti voi affinché valutiate l'opportunità di far sapere a
Mediaset che quanto si propone di realizzare, nel modo in cui si
accinge a farlo, è assolutamente indegno del rispetto dovuto a
chiunque, e specialmente a chi non è in grado, in quanto morto (
ammazzato), di difendersene. Per non parlare della storia, oltre che
della persona. E' ben purtroppo vero che è sempre quella raccontata
dai "vincitori" quella che poi diviene la Storia, ma almeno in questo
caso sarebbe opportuno tentare di far di tutto per provare seriamente
ad essere imparziali. Improbabile da realizzare, penso, soprattutto
per chi è stato coinvolto personalmente come i vari brigatisti o
Cossiga, o altre parti in causa al punto da determinarne le fasi e
l'epilogo. Insomma potrebbe essere come, tanto per fare un esempio, se
per celebrare la giornata della Memoria della Shoah fossero i nazisti a
raccontare come sono morti coloro che erano ad Auschwitz o a
Buchenwald... Sarebbe ed è assolitamente intollerabile farne ancora una
volta oggetto di speculazione, da parte di chiunque. Alba Montori Gaya
CsF


COMUNICATO STAMPA SU SANTA SEDE/PEDOFILIA
Santa Sede,
pedofilia. Turco: chi é senza reato scagli la prima pietra
• Maurizio
Turco, deputato della Rosa nel Pugno E segretario della Commissione
Affari Costituzionali della Camera, dichiara
"Con sommo stupore
apprendo che il capo della Santa sede, della Chiesa cattolica, dello
Stato Città del Vaticano ha oggi chiesto ai media di proteggere i
bambini da violenze e volgarità. Verrebbe da dire che il pulpito da cui
proviene la predica sul tema del giorno non è, per usare un eufemismo,
il più autorevole. Vorremmo anche far presente a Benedetto XVI che di
fronte a dei reati - e che reati! - il processo e la sanzione
ecclesiastica non possono sostituire il processo e la sanzione penale.
Proteggiamo dunque i bambini, sempre e dovunque, ma. la Santa sede
ritiri l'istruzione "Crimen Sollicitationis" del 16 marzo 1962, con la
quale ha prescritto, adottato e fatto adottare, proposto ed imposto
alle autorità ecclesiastiche comportamenti volti a sottrarre ad ogni
pubblica conoscenza e alla giustizia gli abusi sessuali compiuti da
membri del clero, pena la scomunica. E ritiri l'epistola "De Delictis
Gravioribus" della Congregazione per la Dottrina della Fede a firma del
Cardinale Ratzinger, del 18 maggio 2001, dalla quale risulta che la
"Crimen Sollicitationis" è stata richiamata e ribadita a fronte
dell'estendersi ed aggravarsi nei decenni di questa vera e propria
piaga del mondo ecclesiastico cattolico e degli scandali conseguenti.
Insomma - conclude Turco - chi è senza reato scagli la prima pietra.
Gli altri si astengano".
Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Motori Gaya CsF


GUANTANAMO BAY
Dall' 11 gennaio 2002 nel centro di detenzione
gestito dagli Usa a Guantánamo Bay sono stati trasferiti 775
prigionieri provenienti da oltre 35 paesi. Circa 400 di essi sono
tuttora detenuti senza accusa né processo. Guantánamo Bay è l'esempio
più evidente delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto
della "guerra al terrore" lanciata dagli Usa all''indomani degli
attacchi dell'11 settembre 2001. Nell'ambito della campagna mondiale
"Più diritti più sicurezza" Amnesty International lancia un'azione per
"Chiudere Guantánamo, ora!" In occasione del quinto anniversario dell'
apertura del centro di detenzione di Guantánamo Bay, milioni di soci
e di simpatizzanti di Amnesty International in ogni parte del mondo
sono mobilitati a partire da giovedì 11 gennaio per chiedere alle
autorità Usa la chiusura, una volta per tutte, del campo di prigionia.
Con l'inizio del sesto anno di detenzioni nella base navale Usa in
territorio cubano, Amnesty International rinnova il suo appello
affinché tutti i detenuti di Guantánamo Bay siano sottoposti a un
processo equo senza ulteriore ritardo oppure siano rilasciati.
Manifestazioni e altre iniziative sono previste in città di più di
venti paesi, tra cui Washington, Tokio, Tunisi, Tel Aviv, Londra,
Madrid e Asunción. Anche l'Italia è chiamata a prendere parte alla
campagna mondiala di Amnesty International con iniziative a Roma,
Bologna, Civitavecchia, Foligno, Milano, Napoli, Padova e Torino.
"Nessuna persona può essere posta al di sotto della protezione della
legge e nessun governo può ritenersi al di sopra di essa" – ha
dichiarato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International.
"Il governo statunitense deve mettere fine a questa parodia di
giustizia. Inoltre, non basta che i leader mondiali si dicano
preoccupati per Guantánamo, continuando al contempo a portare avanti i
loro rapporti con gli Usa come se niente fosse. La comunità
internazionale deve esercitare una pressione efficace sugli Usa
affinché chiudano Guantánamo e ripristinino il rispetto per il diritto
internazionale". "Ogni giorno che passa" – ha aggiunto Khan – "la
crudeltà del regime di detenzione a tempo indeterminato raggiunge nuovi
picchi. Guantánamo è finita per diventare il simbolo di quanto si siano
rivelate vuote le promesse del governo Usa che il rispetto dei diritti
umani e della legge sarebbe stato al centro della risposta agli
attacchi dell'11 settembre 2001. Torture, umiliazioni, discriminazione,
aggiramento dei tribunali e disprezzo per i trattati internazionali,
nella quasi totale impunità, sono parte integrante dei cinque anni di
vita di Guantánamo". Il primo di oltre 750 detenuti, di più di 45
nazionalità, è arrivato alla base di Guantánamo l'11 gennaio 2002. In
seguito, vi sono stati trasferiti minorenni anche di 13 anni di età,
gente che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e decine
di persone consegnate agli Usa da Pakistan e Afghanistan in cambio di
taglie di migliaia di dollari. Cinque anni dopo, a Guantánamo rimangono
ancora circa 400 detenuti. Nessuno di loro è stato processato o è
comparso di fronte a un tribunale. La loro detenzione è illegale.
Nessuno di loro sa per quanto tempo dovrà stare lì e questa è di per sé
una forma di abuso psicologico, che si aggiunge agli abusi fisici cui
sono sottoposti i prigionieri. La crudeltà di una detenzione pressoché
in isolamento si estende alle loro famiglie. Le autorità statunitensi
hanno definito i detenuti di Guantánamo "combattenti nemici" in un
conflitto globale. Che il mondo sia considerato un "campo di battaglia"
lo dimostra il fatto che i prigionieri sono stati catturati in Gambia,
Bosnia, Mauritania, Egitto, Indonesia e Thailandia, oltre che in
Pakistan e Afghanistan. Sebbene le sue attività siano circondate dal
segreto, è noto che la Cia ha gestito un centro d'interrogatorio a
Guantánamo. Amnesty International ha segnalato con preoccupazione alle
autorità Usa che agenzie di altri paesi, tra cui Cina e Libia, sono
entrate nel centro di detenzione e hanno preso parte ai maltrattamenti.
Inoltre, alcuni dei prigionieri di Guantánamo sono stati detenuti in
carceri segrete, gestite dalla Cia in altre parti del mondo, prima di
essere trasferiti alla base navale. "Guantánamo è il centro di una
ragnatela di prigioni segrete e di trasferimenti illegali di
prigionieri che gli Usa hanno esteso al mondo, con la complicità di
altri governi, inclusi quelli europei, del Medio Oriente e dell'Africa
del Nord" – ha denunciato Khan. "È davvero arrivato il momento che gli
Usa e i loro partner in queste attività illegali smantellino questa
ragnatela di segretezza e di violazioni dei diritti umani". "Anziché
rafforzare la sicurezza, queste pratiche hanno indebolito i diritti
umani e la legge, che rappresentano il migliore antidoto all'
insicurezza, e hanno minato l'autorevolezza degli Usa quando parlano di
diritti umani altrove, come in Darfur" – ha concluso Khan. Il governo
Usa non solo ha ignorato gli standard internazionali sui diritti umani,
ma ha anche bloccato il controllo giudiziario delle sue stesse corti.
Lo scorso ottobre, il presidente Bush ha posto la propria firma sull'
Atto sulle Commissioni militari, che sottrae alle corti statunitensi la
giurisdizione per ricevere reclami di habeas corpus da parte di
cittadini stranieri detenuti come "combattenti nemici", compresi quelli
di Guantánamo. L'habeas corpus è una garanzia fondamentale contro la
tortura e le detenzioni arbitrarie. Amnesty International chiede che
sia ripristinata e che sia abolito, o ne vengano sostanzialmente mutate
le norme, l'Atto sulle Commissioni militari. - FONTE www.amnesty.it
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia

LA RAI AFFRONTA IL TEMA
DELL'OMOSESSUALITA': COPPIA GAYA IN "UN MEDICO IN FAMIGLIA"
Secondo Tv
Sorrisi e Canzoni, debutto nella nuova serie della fiction. I due
attori: "Il pubblico reagirà bene, sono due personaggi positivi" La Rai
affronta il tema dell'omosessualità Coppia gay in "Un medico in
famiglia"
ROMA - Improvvisamente non è più un tabù. Mentre nel Paese
si discute di Pacs, anche la Rai affronta il tema dell'omosessualità .
E lo farà nella fiction più rassicurante del piccolo schermo, "Un
medico in famiglia". "Tv Sorrisi e Canzoni" in edicola lunedì anticipa
in esclusiva che nella quinta stagione della celebre fiction, che
vedremo in televisione a marzo, nascerà la prima coppia di fatto
omosessuale del piccolo schermo, con tanto di bambina che vive con
loro. I protagonisti saranno Paolo Sassanelli, nella parte di Oscar, e
Alessandro Bertolucci nelle vesti di Max, che si ritroveranno spalla a
spalla nella vita professionale e in quella familiare. Entrambi
dottori, Max è un nuovo personaggio e sarà un pediatra clown, vivranno
con la figlia di Oscar, Agnese. E sembra sia già pronto un anello
realizzato dall'oreficeria di Vittorio Pedonesi a Lucca per sancire un
eventuale connubio tra Oscar e Max. "Sì, possiamo dire che c'è una
sorta di fidanzamento" , conferma Paolo Sassanelli al settimanale Tv
Sorrisi e Canzoni. "Credo sia giusto che Oscar abbia un compagno. Per
troppo tempo infatti, non ha avuto una vita sentimentale" . Sassanelli
non sembra temere la reazione del pubblico. "Qualcuno sarà forse
disturbato, altri no. Oscar è un personaggio che mi ha dato molto.
Pensate al paradosso: doveva sparire dopo le prime puntate, invece è
cresciuto dentro la fiction". La soddisfazione di entrare nella
famiglia più famosa della tv è grande anche per Bertolucci. "E' la
terza volta che interpreto un personaggio gay. Conosco Paolo
(Sassanelli) e con lui lavoro bene: per me entrare nel personaggio -
prosegue Bertolucci - è stato a questo punto più semplice. Oltretutto è
divertente cambiare rispetto alla propria natura. Certo, ci vuole
impegno. E noi dobbiamo essere bravi a mettere in primo piano i
sentimenti, anche perchè abbiamo la grande responsabilità di andare in
prima serata su Raiuno. Credo però che il pubblico reagirà bene, perchè
Oscar e Max sono due personaggi positivi". A marzo vedremo se questa
coppia di fatto sarà anche in grado di mantenere alti gli ascolti di
una delle fiction tv più amate dal pubblico italiano.

CROCIFISSI E
ALTRI PATIBOLI
Martedì 30 gennaio 2007 alle ore 9:00 al Tribunale del L'
Aquila si terrà dinanzi al GUP l'udienza preliminare a carico del
magistrato Luigi Tosti IMPUTATO di omissioni di atti di ufficio per
essersi rifiutato di tenere le udienze a causa di mancata
autorizzazione ad esporre la MENORA' EBRAICA a fianco del CROCIFISSO
amici, associazioni, intellettuali, parlamentari e giornalisti (senza
bavaglio) sarete testimoni dello storico momento! Striscioni, bandiere,
stendardi, cartelli e volantini saranno i benvenuti. È gradita una mail
ad: axteismo@yahoo.it per segnalare la propria presenza. Aiutaci
inoltrando questo messaggio agli amici. "Quando il cittadino è passivo
è la democrazia che s'ammala". Alexis Charles de Tocqueville Crocifissi
e altri patiboli. Educare i bambini alle esecuzioni a morte fa bene
alla loro crescita e alla società? di Vittorio Giorgini I media si
sono arricchiti di argomenti relativi ad un patibolo che ha riacceso
la discussione sulla pena di morte. L'esecuzione di Saddam Hussein.
Abbiamo ascoltato le solite ragioni dei nostri qualificati opinionisti
quali possono esprimere bene o male le proprie opinioni che tuttavia
restano assolutamente incomprensibili. Se di questi opinionisti se ne
trovano 3, 4 o più messi a discutere su un problema riescono a far
grande confusione interrompendosi, litigando, offendendosi e
sovrapponendo le voci in modo tale che, tanto in tv che tanto per
radio, risultano incomprensibili. Questi signori riescono solo a dare
spettacolo di maleducazione, violenza e di reciproca sopraffazione
tanto da perdere qualsiasi credibilità di intelligenza e di capacità di
civile comunicazione. E' alquanto bizzarro che discussioni sulla
puritana intenzione di non mostrare scene violente - come appunto l'
orrore di una impiccagione - crei scandalo in una cultura che è
ancora
permeata di ipocrisie nell'equivoco del buonismo sociale. Lo
scandalizzarsi del mostrare ad un pubblico anche "infantile" un'
impiccagione quando poi si insiste sull'importanza di educare e far
crescere i nostri bambini con l'imposizione di un "crocifisso" dalla
culla alle scuole primarie e così via fino alla fine della vita, appare
ipocrita e di cattivo gusto. Per non parlare del sottofondo religioso
basato su martiri e reliquie che costituiscono, purtroppo, il substrato
necrofilo della nostra cultura e della nostra in-civiltà. Ci si
scandalizza per l'atroce visione di un impiccato al quale la corda al
collo spezza la vertebra cervicale o viene strozzato, ma poi si
sostiene l'importanza di un altro patibolo, ancora più cruento, come la
croce e la crocifissione insistendo ottusamente a sostenerne un
fantomatico messaggio "educativo", di "amore" e di "solidarietà" di
questo simbolo barbaro intriso di morte. Il patibolo del crocifisso
viene appeso con ignoranza, arroganza e spavalderia in ogni luogo
marcando il territorio con un simbolo di morte. Che società sarebbe se
si appendesse in tutti i luoghi anche pubblici un impiccato attaccato
alla forca? Oppure un impalato? Oppure un ghigliottinato? Oppure uno
sbudellato? Mi domando, quando dai tempi primitivi delle torture dei
patiboli riusciremo a crescere e a vivere finalmente in una società
civile dove egoismi, gelosie, violenze e strutture barbariche vengano
definitivamente escluse dall'educazione e quindi dalla vita delle
società? Quando accadrà? Vittorio Giorgini tel. 0552382882. L'
architetto e scrittore Vittorio Giorgini è autore del libro "Le
religioni plagiano - Lettera agli intellettuali" per averlo gratis in
formato digitale scrivere a: axteismo@yahoo.it - Questo testo è in
regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e
incoraggiata purchè l'articolo sia riportato in versione integrale, con
lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa
scritta. Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni Movimento
Internazionale di Libero Pensiero cerchiamo Fondazione o Università che
sostenga studi e attività e Imprenditore-Editore che apra Tv
satellitare libera leggi le news anche degli altri mesi: http:
//nochiesa.blogspot.com per aderire e informazioni: axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116 - INVIATO DA Peter Boom

COPPIE DI FATTO: PRC,
TESTO BINDI-POLLASTRINI INSUFFICIENTE
L'intesa Bindi-Pollastrini sulle
coppie di fatto? ''Per noi e' insufficiente, una mediazione al ribasso.
L'unica condizione che poniamo al governo e' il riconoscimento
giuridico delle unioni di fatto e, invece, si parla solo di
'accertamento'''. Ad affermarlo e' Titti De Simone, deputata del Prc,
che conferma la mancanza di un'intesa nell'Unione sulle mozioni
presentate alla Camera per la decisione dell'Udeur di presentare un
testo autonomo che invita il governo a non intervenire. Anche per
questo motivo, domani dalle 18, le organizzazioni romane omosessuali
organizzeranno una fiaccolata davanti a Montecitorio ''per esprimere la
delusione per le proposte che stanno venendo fuori dal governo. L'Udeur
- sottolinea De Simone - farebbe bene a ripensarci su un tema che
riguarda proprio il programma dell'Unione''. Il tema delle coppie di
fatto e' stato anche al centro del question time di oggi alla Camera,
in particolare in occasione di un'interrogazione da parte della Lega al
ministro della Famiglia Rosy Bindi ''contro - afferma De Simone - il
riconoscimento pubblico delle coppie gay''. In attesa che il ddl del
governo sulle unioni di fatto sbarchi in Consiglio dei ministri, De
Simone apre agli esponenti della Cdl che concordano sull'esigenza di
tutelare le unioni civili: ''Siamo disposti a lavorare anche con
parlamentari dell'opposizione che sono sensibili a questo tema''. FONTE
ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


MOZIONI IN TEMA DI FAMIGLIA
Lavori della Camera in merito a Unioni Civili - all'ORDINE DEL GIORNO
della seduta di Martedì 23 gennaio 2007
Di seguito il testo della
mozione di Rifondazione - Sinistra Europea premesso che: nel nostro
Paese, secondo dati Istat, più di 500 mila cittadini sono conviventi,
sono cioè coppie di fatto eterosessuali e omosessuali non riconosciute.
Ricerche e indagini autorevoli confermano che a questi si aggiungono un
altro milione di persone che non ha denunciato questa condizione; in
Europa, l'Italia è fra i pochi Paesi che non hanno ancora legiferato in
materia di riconoscimento delle unioni di fatto; vi è l'urgenza di
colmare questo vuoto legislativo per non condannare alla clandestinità,
o ad un diritto di cittadinanza di serie inferiore, centinaia di
migliaia di persone. Il nostro ordinamento giuridico deve riconoscere
pari dignità, diritti e doveri a coloro che scelgono di costruirsi una
vita insieme, al di fuori del vincolo matrimoniale, e alle coppie
omosessuali che non possono sposarsi; in particolare, devono essere
attribuiti alle parti i diritti e i doveri reciproci di assistenza
morale e materiale; le parti devono poter regolare il loro regime
patrimoniale; estendere la pensione di reversibilità dell'altro;
estendere al contraente extracomunitario il permesso di soggiorno,
garantire l'assistenza sanitaria: il programma dell'Unione contiene
l'impegno all'approvazione di una legge che riconosca i diritti delle
persone che compongono una «unione di fatto», definendone prerogative e
facoltà, senza discriminazione di orientamento sessuale; infatti, la
discriminazione fondata sull'orientamento sessuale non soltanto è
quella che attiene ai diritti dell'individuo in quanto tale, con
riferimento alla sua identità e alla sua libertà di espressione, ma è
soprattutto quella che attiene alle relazioni affettive, ove si svolge
la personalità dell'individuo; secondo il programma dell'Unione, al
fine di definire un'unione di fatto, il criterio qualificante è il
sistema di relazione sentimentale, assistenziale e di solidarietà, la
sua stabilità e la sua volontarietà;
per produrre tutti gli effetti
giuridici necessari, superare gli ostacoli che le coppie di fatto
vivono tutti i giorni e sancire un principio di non discriminazione,
quale valore sociale condiviso, la regolamentazione di questa materia
nel resto d'Europa è avvenuta nell'ambito del diritto pubblico; il
Governo recentemente si è impegnato con un ordine del giorno a
presentare entro gennaio 2007 un progetto di legge sulle unioni civili,
che tenga conto di quanto richiamato dalle ultime sentenze della Corte
costituzionale e previsto da trattati e numerosi atti del Parlamento
europeo; il riconoscimento di questi diritti è un fatto di mera
civiltà, solidarietà e rispetto delle persone e non si pone in
contrasto con il principio costituzionale sancito dall'articolo 29
della Costituzione: l'istituto del matrimonio non viene in alcun modo
modificato e la posizione giuridica dei coniugi non viene alterata in
relazione a quella delle parti dell'unione di fatto; tutelare la
pluralità delle diverse forme di relazione e di unione presenti nel
tessuto sociale significa garantire i principi sanciti dall'articolo 2
della Costituzione, laddove è stabilito che la Repubblica garantisce i
diritti dell'individuo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità; impegna il Governo: a presentare entro gennaio 2007 un
disegno di legge che disciplini in ambito pubblicistico le convivenze
di fatto delle coppie eterosessuali e omosessuali.
(1-00081)
«Migliore, De Simone, Mascia, Franco Russo, Frias, Daniele Farina,
Cogodi, Deiana».
INVIATO DA ON, Titti De Simone


COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA
"Unioni civili: basta con questo compromesso al ribasso!"
Giovedì 25 gennaio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, Piazza
Montecitorio. Dichiarazione congiunta di Massimiliano Iervolino,
Gianclaudio Morini e Alessandra Pinna, rispettivamente Segretario,
Tesoriere e Presidente dell'Associazione Radicali Roma:"Domani l'
Associazione Radicali Roma sarà presente alla fiaccolata indetta in
Piazza Montecitorio dalle associazioni GLBT romane. Con la nostra
presenza vogliamo lanciare un duplice messaggio.Rivolgendoci al mondo
istituzionale, governativo e parlamentare, chiediamo fermamente di
arrestare il pietoso compromesso a ribasso a cui stiamo assistendo da
più di un mese. Perseverando questa linea, se mai un testo di legge in
materia di unioni civili venisse approvato, potrebbe approdare
solamente ad una mera ed insignificante certificazione delle coppie di
fatto, senza affrontare adeguatamente il loro riconoscimento giuridico
e i diritti civili ad esse connessi.In secondo luogo chiediamo a tutti
i cittadini sensibili all'argomento di esprimere le proprie istanze.
Non è a nostro avviso ammissibile
rimanere inerti dinanzi la
promulgazione del fuorviante messaggio che questa lotta sia
esclusivamente propria del mondo omosessuale. Riguarda invece tutte le
donne e gli uomini conviventi, al di là del proprio orientamento
sessuale, è quindi una battaglia di civiltà che non può e non deve
essere strumentalmente ridimensionata. Ricordiamo, come già comunicato,
che l'Associazione Radicali Roma si sta mobilitando, insieme ad altri
gruppi ed associazioni, per avviare al più presto una campagna di
raccolta firme per promuovere una delibera di iniziativa popolare da
presentare in Campidoglio per istituire il registro delle unioni
civili. Questa iniziativa rappresenta solo un primo passo, ma nella
'città eterna' la sua valenza è senza dubbio non indifferente - www.
radicaliroma.com


IL "MISTERO" DELLE SCIE NEL CIELO
Secondo gli
esperti non sono altro che vere e proprie nubi create dagli scarichi
dei velivoli.
Sono sempre più numerose le scie bianche che disegnano i
nostri cieli legate all'aumento del numero di aerei a reazione in
circolazione. Negli ultimi anni sono diventate oggetto di studio per le
possibili ricadute ambientali. Ma di cosa si tratta esattamente?
"Le
scie aeree non sono altro che vere e proprie nubi che si formano quando
il vapore acqueo in parte presente nell'atmosfera e in parte emesso
dagli stessi aerei si condensa e congela attorno a piccole particelle
(aerosol) emesse con i gas di scarico", spiega Dave Duda che per 8 anni
ha studiato le scie degli aerei per il Centro Nasa Langley. Secondo i
ricercatori le scie si formano sempre ad elevate altitudini, di solito
al di sopra degli 8 km e fino a 12 km, dove l'aria è estremamente
fredda e la temperatura al di sotto dei 40°C. Pur formandosi tutte allo
stesso modo le scie aeree possono durare nel cielo per periodi di tempo
assai diversi. E proprio in base alla loro durata vengono suddivisi in
tre categorie: quelle a breve vita, quelle persistenti, ma che non si
diffondono e quelle persistenti e che si diffondono nell'aria. Le
prime appaiono molto corte e sembrano seguire a ridosso l'aereo che le
produce e si disperdono nell'arco di pochi minuti o ancor meno. Ciò
succede quando l'aereo attraversa un volume d'aria con poco vapore
acqueo. Le seconde si formano invece, quando l'atmosfera attraversata
dall'aereo è ricca in vapore acqueo, ma i venti non molto intensi e
dunque ristagnano là dove si formano, magari allargandosi nel tempo. Le
terze, infine, si originano per le stesse motivazioni delle seconde, ma
si muovono a causa dei forti venti in quota e in tal caso, proprio
perché evolvono in vere e proprie nubi possono avere un'influenza sul
clima. Ma perché le scie degli aerei sono additate dagli ambientalisti
come causa di alterazione del clima? "Perché le ricerche hanno
dimostrato che le scie possono rimanere sospese nell'aria addirittura
per giorni interi e coprire migliaia di chilometri quadrati -continua
Duda-, diventando praticamente indistinguibili dalle nubi chiamate
cirri. Poiché le nubi, soprattutto quelle molto sottili, hanno una
notevole importanza sul clima, da un lato respingendo i raggi solari,
dall'altro intrappolando il calore terrestre, si capisce perché questo
tipo di scie viene approfonditamente studiato dai ricercatori per le
possibili implicazioni climatiche". Al momento, tuttavia, non vi sono
conclusioni degli studi in atto, così come ancora sono incerte le
ricadute sul clima di quelle che sono state realizzate sulle nubi chi
si formano naturalmente. Esiste poi un'ipotesi sulle scie degli aerei,
a dire il vero non confermata, secondo la quale esse sarebbero
appositamente prodotte da "enti militari" per alterare appositamente il
clima. E ciò causerebbe conseguenze alla salute delle persone che
abitano al di sotto delle scie chimiche. Numerose sono state le
interpellanze in molti Paesi, tra cui l'Italia, ma non vi è nulla al
momento, che possa sostenere tale ipotesi. Va detto che è noto che
dagli aerei non fuoriesce solo vapore acqueo e aerosol, ma anche
anidride carbonica, ossido di carbonio, ossido d'azoto, idrocarburi
come metano, solfati e particelle metalliche, ma non bario come
sostiene quest'ultima ipotesi. Dunque il problema ambientale delle
scie degli aerei esiste realmente, proprio perché possono avere una
notevole azione climatica, e proprio per questo i maggiori enti
ambientali mondiali se ne stanno interessando, Nasa compresa. ARTICOLO
DI Luigi Bignami - FONTE www.repubblica.it

- INVIATO DA Promiseland.
it Redazione Italia

NESSUNO TOCCHI CAINO
27.01.2007

PENA DI
MORTE. D'ALEMA, PRESENTATA A UE NECESSITA' INIZIATIVA EUROPEA PER
MORATORIA - 22 gennaio 2007: il ministro degli Esteri Massimo D'Alema
ha illustrato ai colleghi Ue l'iniziativa italiana volta a chiedere una
moratoria Onu delle esecuzioni capitali. Lo ha fatto nel corso del
Consiglio Affari generali e relazioni esterne che ha visto riuniti a
Bruxelles i capi delle diplomazie dei Ventisette. 'Noi - ha riferito lo
stesso D'Alema alla stampa - abbiamo posto al Consiglio la necessita'
di una iniziativa europea volta a riaprire nel corso dell'attuale
assemblea generale dell'Onu un dibattito sul tema della moratoria delle
esecuzioni capitali nel quadro di una battaglia europea contro la pena
di morte'. Una battaglia, ha sottolineato il ministro degli Esteri,
'resa piu' attuale sia dalle esecuzioni in Iraq che hanno colpito
l'opinione pubblica sia dalle condanne a morte di alcune infermiere
bulgare e un medico palestinese da parte delle autorita' libiche alla
fine dello scorso anno'. D'Alema ha affermato che 'la presidenza
tedesca dell'Unione europea si fara' carico di avviare contatti a New
York per verificare la possibilita' di riaprire la discussione'. Il
ministro degli Esteri ha tuttavia ricordato che 'restano differenti
posizioni (in sede Ue), non certo sulla questione di principio ma
sull'esistenza o meno delle condizioni per proporre ora una votazione.
Per questo la presidenza di turno avviera' un'iniziativa a New York per
cercare di giungere ad un voto su una risoluzione' dell'Assemblea
generale. D'Alema ha aggiunto di avere 'molto apprezzato il fatto che
la presidenza abbia fatto propria tale iniziativa'. Per Marco Pannella,
Presidente di Nessuno tocchi Caino, è possibile 'un asse Roma-Berlino'
nella battaglia alle Nazioni Unite per la moratoria universale della
pena di morte. Pannella si augura che il cancelliere tedesco Angela
Merkel 'ci pensi seriamente'. Parlando a Radio radicale, il leader
radicale sottolinea che Italia e Germania 'si ritrovano appaiati come
sessant'anni fa, e si ritrovano appaiati per l'abolizione della pena di
morte nel mondo. Mi auguro - aggiunge - che la presidenza tedesca sia
consapevole di questo fatto, Berlino e Roma insieme potrebbero regalare
alla storia di questo periodo proprio un segnale radicalmente opposto a
quello dell'altro asse Roma-Berlino, spero che la Merkel ci pensi
seriamente'. Tanto piu' che il leader radicale segnala un 'opportuno
commento' sul Corriere della Sera del presidente del gruppo liberale al
Parlamento europeo Graham Watson, 'che ha detto quello che andava
detto, e cioe' - spiega - che in qualche misura Blair sta dando
l'impressione, forse per stanchezza o per esaurimento, di fare un po'
il barboncino di Bush. E questo e' grave e dispiace'. PENA MORTE. BAN
KI-MOON, INCORAGGIO SUA GRADUALE ELIMINAZIONE - 24 gennaio 2007: il
nuovo segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha detto di
incoraggiare la tendenza crescente dei governi e del diritto
internazionale a eliminare la pena di morte. Ban ha parlato al termine
di un incontro con il presidente della Commissione europea José Manuel
Barroso. "La vita è molto preziosa, ogni essere umano ha il diritto di
vivere con dignità, la sua vita deve essere rispettata e protetta", ha
risposto Ban a chi gli chiedeva se appoggerà l'iniziativa italiana per
riaprire una discussione all'Onu sulla moratoria internazionale contro
la pena di morte.
"Nel diritto internazionale e nelle pratiche interne
degli Stati c'è una tendenza crescente a un'eliminazione graduale della
pena di morte, e io incoraggio questa tendenza", ha aggiunto il numero
uno dell'Onu. "Allo stesso tempo - ha concluso Ban - mentre la comunità
internazionale discute questo tema, spero sinceramente che tutti i
membri dell'Onu rispetteranno il diritto umanitario internazionale".
MORATORIA. DA SINDACI EUROPEI APPELLO PER MORATORIA DELLE ESECUZIONI -
24 gennaio 2007: sono 18 i primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee che hanno finora sottoscritto l'appello del
sindaco di Roma Walter Veltroni affinché la Comunità internazionale
stabilisca al più presto una moratoria delle esecuzioni in vista della
definitiva abolizione della pena di morte. Ad accogliere l`appello di
Veltroni anche il primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici che, in
qualità di presidente dell`ANCI, ha esteso l`appello alle città
italiane. "Noi, Sindaci di Città Capitali europee, di fronte al
succedersi ogni giorno e in troppe parti del mondo di nuove esecuzioni
capitali, lanciamo un appello per porre fine alla violazione più
insopportabile della dignità dell`uomo e del primo dei suoi
fondamentali diritti: il diritto alla vita", si legge nel documento
contro la pena di morte. "La pena di morte - scrivono i sindaci - non
solo è immorale e vergognosa. Non solo aggiunge orrore ad orrore,
alimentando la spirale dell`odio e disumanizzando la società. La pena
di morte è inutile e non serve a ridurre i reati che intende
combattere". "Noi crediamo che la giustizia non abbia bisogno della
pena di morte. La giustizia - continua l'appello - può essere
perseguita e raggiunta senza falsi deterrenti, senza portare lo Stato
al livello del singolo che ha ucciso. E questo vale per tutti, anche
per chi si è macchiato di colpe orrende, di crimini gravissimi contro
l`umanità, per i quali è giusto e necessario venga punito". "La pena di
morte deve scomparire dalla scena della storia. E` una speranza alla
quale non dobbiamo rinunciare e noi continuiamo a credere che si possa
raggiungere quello che oggi non sembra raggiungibile, che si possa
eliminare ciò che oggi sembra ineliminabile". "Facciamo appello
all`Unione Europea, dopo l`importante consenso raggiunto in sede di
Consiglio dei Ministri e al Parlamento europeo, perché - chiedono i
primi cittadini - sostenga con determinazione la proposta di una
moratoria che sospenda le esecuzioni capitali in ogni angolo del
pianeta". "Facciamo appello alla Comunità internazionale affinché
stabilisca al più presto - conclude il documento - una moratoria delle
esecuzioni in vista della definitiva abolizione della pena di morte".
L`appello è stato sottoscritto da Walter Veltroni, sindaco di Roma,
Leonardo Domenici (Firenze), Job Cohen (Amsterdam), Nikitas Kaklamanis
(Atene), Freddy Thielemans (Bruxelles), Gàbor Demsky (Budapest),
Vincent Jackson (Dublino), Paul Borg Olivier (Valletta), Ken
Livingstone (Londra), Zoran Jankovic (Lubiana), Paul Helminger
(Lussemburgo), Alberto Ruiz Gallardón Jimenez (Madrid), Bertrand
Delanoë (Parigi), Aivars Aksenoks (Riga), Boyko Borissov (Sofia), Jüri
Ratas (Tallinn), Michael Häulp (Vienna), Wim Deetman (L`Aia).

MORATORIA. I RADICALI RINGRAZIANO IL SINDACO VELTRONI - 24 gennaio
2007: il Ministro Emma Bonino, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino,
Marco Pannella, Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti e di Radicali
Italiani Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni, ringraziano il
Sindaco di Roma Walter Veltroni che, dopo l'illuminazione del Colosseo,
ha ottenuto da parte di ben 18 primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee il sostegno alla moratoria universale delle
esecuzioni capitali. "Continuiamo a registrare una straordinaria
concordia di forze politiche e di opinione pubblica sull'iniziativa che
vede impegnato il Governo italiano e la Presidenza tedesca dell'Unione
Europea, a favore della moratoria ONU delle esecuzioni capitali. E'
anche il segno della crescita della mobilitazione internazionale che, a
partire dalla lotta nonviolenta su Nessuno tocchi Saddam, rende sempre
più possibile ottenere una conquista di umanità e di crescita civile e
politica per il mondo intero."
RUANDA. CAMERA DEPUTATI APPROVA
ABOLIZIONE PENA DI MORTE - 19 gennaio 2007: la Camera dei deputati
ruandese ha approvato il disegno di legge per l'abolizione della pena
di morte. "L'iter legislativo non è ancora concluso", ha spiegato il
procuratore generale del Ruanda, Martin Ngoga: "Dopo la Camera, il
disegno di legge approderà in Senato. Seguirà poi la ratifica del
Presidente". Il voto della Camera segue un lungo periodo dedicato a
pubbliche consultazioni con diversi soggetti, relative all'abolizione
della pena capitale. Il voto della Camera giunge poco dopo l'
approvazione del disegno di legge da parte del Governo ruandese,
avvenuta in una riunione presieduta dal presidente ruandese Paul Kagame
il 17 gennaio, nella località di Urugwiro. Una volta approvata la legge
in via definitiva, i detenuti nel braccio della morte avranno commutata
la pena con l'ergastolo. L'eliminazione della pena capitale aprirebbe
la strada per l'estradizione in Ruanda di persone sospettate per il
genocidio del 1994, da parte di diversi paesi occidentali e del
Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, operante in Tanzania. Le
estradizioni finora non sono state concesse per paura che in Ruanda
queste persone possano essere condannate a morte.
ROMA. MOSTRA
FOTOGRAFICA SU "SACCO E VANZETTI" - Il 1° febbraio 2007 presso la
Vineria DRU in Piazzale Tributino 9, a Roma, la fotografa Carlotta
Domenici De Luca presenta la mostra fotografica sulla pièce "Sacco e
Vanzetti" rivisitata dalla regista Beatrice Bracco. L'artista
ripercorre le fasi salienti dell'ingiusta condanna a morte e la
sofferenza dei due emigranti italiani sbarcati in America alla ricerca
di un sogno. Le foto riescono ad immortalare con sensibilità e
immediatezza il dramma dei due protagonisti. Le 12 immagini sono in
vendita ed una parte del ricavato andrà in sostegno all'associazione
Nessuno Tocchi Caino.

RETTIFICA – NOTIZIARIO DEL 20 GENNAIO 2007: IL
TESTO "WEB E LESBISMO" E' STATO INCLUSO NELLA TESI DI PASQUALE
QUARANTA.

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