10 agosto 2007

news 11 agosto

INACCETTABILE DERIVA "NAZISTA" DI GENTILINI
Il Vice Sindaco di Treviso, il tristemente famoso Giancarlo Gentilini, supera se stesso annunciando una pulizia etnica dei culattoni , rei di aver trasformato un
parcheggio cittadino in un ritrovo dove si consumano rapporti sessuali.
Pare che nello stesso parcheggio si aggirino coppie di scambisti ed
anche prostitute. Il vicesindaco viene supportato anche dal suo
sindaco, Gian Paolo Gobbo, che lo difende affermando che è sua
caratteristica usare espressioni non politically correct. Tutto ciò è
inaccettabile! Non possiamo restare in silenzio dopo affermazioni
agghiaccianti come "Pulizia etnica contro i culattoni". Il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli è stanco di quest'uomo arrogante,
omofobo, razzista e socialmente pericoloso: le sue parole alimentano il
fuoco dell'omofobia che si respira in Italia e fa si che cialtroni e
vili personaggi possano sentirsi autorizzati a insultare e minacciare
anche fisicamente gli omosessuali. Il Circolo Mario Mieli querelerà il
vice sindaco di Treviso per apologia di nazismo. Presto on line sul
sito www.mariomieli.org

il modulo da scaricare per presentare querela
individuale, come già fatto a suo tempo contro la senatrice Paola
Binetti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano
Presidente
06/5413985 cell 339/7126198


OFFESE AI GAY DAL VICESINDACO DI TREVISO: PROPORREMO ALLE
ASSOCIAZIONI GLBT DI TENERE IL PROSSIMO GAY PRIDE NAZIONALE A TREVISO.
Dichiazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e
Sergio Rovasio, radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno:
"Le gravi e offensive espressioni del Vice Sindaco di Treviso Gentilini
non meritano alcun commento. Del resto le volgarità da lui espresse,
tra le altre, verso le persone lesbiche e gay dimostrano di cosa si
alimenta politicamente questo xenofobo leader trevigiano. L'unica
risposta è che le Associazioni glbt annuncino lo svolgimento del Gay
Pride nazionale (o altra manifestazione nazionale del movimento),
previsto nel giugno 2008, nella città di Treviso. Per questo invieremo
all'Arcigay e alle altre Associazioni glbt una lettera con questo
invito".
FONTE Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF



I KEN SOSTIENE LA PROPOSTA DI QUERELA A GENTILIZI E SOSTIENE IL MARIO MIELI DICHIARANDOSI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE.
I Ken sostiene la proposta di Querela a Gentilizi e sostiene il Mario Mieli dichiarandosi
pronta a costituirsi parte civile.
ORA BASTA! È necessario che le Funzioni dello STATO preposte alla garanzia della libertà e della democrazia del nostro Paese cessino subito di essere conniventi con
questi FASCITI. Coloro che si permettono dall'alto del proprio incarico
istituzionale di fare affermazioni come queste, sono rei di induzione
al suicidio, all'odio, alla violenza, all'omicidio. Che intervenga il
Prefetto, i Ministri competenti e prima tra tutti quella che dovrebbe
garantire le pari opportunità tra tutti e tutte e non solo di quella di
genere. Il silenzio per noi è colpevole quanto le affermazioni fatte.
Se non si ha il coraggio di prendere posizione, di sanzionare, allora
che ci si dimetta e si faccia altro nella vita. Associazione i Ken -
Napoli


KARL HEINRICH ULRICHS
Il prossimo 15 agosto e' l'anniversario della morte di Anselmo
Cadelli (Sassari, 2 marzo 1950 – Roma, 15 agosto 2001), una colonna
portante del nostro movimento nella Roma degli anni Settanta
(soprattutto, ma non solo). Chi vuole puo' andarlo a trovare, al
cimitero di Prima Porta (Riquadro numero 113 bis, Fila 53, Fossa 3),
mercoledi' prossimo a mezzogiorno. Io, purtroppo, non potro' esserci.
Per saperne di piu' su di lui: http://www.cybercore.com/consoli/cadelli.
htm . Il secondo appuntamento e' la tradizionale commemorazione di Karl
Heinrich Ulrichs al cimitero dell'Aquila. Da quando vi ho dato inizio
(era il 1988…!) non sono mai mancato una sola volta. Quest'anno credo
proprio che non ce la farò. Ce la mettero' tutta (lo giuro!), ma non
credo di riuscirci. Ma vi scrivo soprattutto per un motivo. Non voglio,
nella maniera piu' assoluta non voglio, che queste cerimonie siano
troppo collegate alla mia persona. Io le ho cominciate, e' vero, ma poi
devono andare avanti da sé. Ulrichs (Aurich, 28 agosto 1825 – L'Aquila,
14 luglio 1895) e' importante per tutto quello che ha fatto, e va
ricordato per la sua opera di precursore del nostro movimento, di
anticipatore delle nostre richieste e rivendicazioni. Quest'anno, poi,
e' particolarmente importante perche' il comune dell'Aquila gli ha
dedicato, finalmente, un piazzale proprio di fronte l'ingresso del
Castello Spagnolo. E sarebbe stato bello fare un salto dal cimitero al
Castello. E' un mio sogno che finalmente vedo realizzato. Ma e' il
sogno di tanti altri di noi che si sentono legati a questo personaggio
straordinario che, nell'Ottocento, e primo fra tutti, ha dedicato la
sua vita a combattere il pregiudizio, la stupidita' e l'ignoranza fino
ad abbandonare la Germania e decidere di ritirarsi in esilio nel nostro
paese. Ricordatevi che se Ulrichs è oggi conosciuto in tutto il mondo
e' proprio grazie a queste iniziative. Vent'anni fa ben pochi sapevano
chi fosse, mentre ora gli dedicano vie, piazze, premi letterari, siti
internet, conferenze… Ve lo chiedo, percio', con tutto il cuore:
domenica 26 agosto 2007, a mezzogiorno, fate un salto al cimitero
monumentale dell'Aquila per ricordare il nonno del movimento glbt, Karl
Heinrich Ulrichs. Io faro' di tutto per esserci, ma andate avanti anche
senza di me, che lo state facendo benissimo, anyway… Per ulteriori
informazioni, all'Aquila potete rivolgervi a Giorgio Piccinini del
Centro Studi Ulrichs, csu_laquila@hotmail.com Giorgio si muove tra
mille problemi in una realta' cosi' difficile come quella della
provincia abruzzese. Ciononostante riesce a fare un gran bel lavoro e
bisogna essergliene grati. Per saperne di piu' su Ulrichs: http://www.
angelfire.com/fl3/celebration2000/ http://xoomer.alice.
it/csulaquila/_sgt/f10000.htm - Massimo Consoli

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27 luglio 2007

news 27 luglio

GAYA: "Gaya come la Terra, come l' insieme di vita, come Gay, Lesbica e Trans. E' un concetto cosmopolita, universale, multiculturale e multirazziale. Gaya come la libertà e la gioia della libertà di espressione individuale; Gaya come la felicità di sapersi vivi, di essere coscienti e di essere parte infinitesimale di un Universo infinito".

"SEI GAY? NON VENIRE PIU' A SCUOLA!"
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra un ulteriore episodio di omofobia e
discriminazione, stavolta perpetrati ai danni di un ragazzo di 17 anni
in provincia di Caltanissetta. Il giovane sarebbe stato costretto ad
abbandonare la scuola a causa della palese ostilità dei suoi compagni
di Istituto che prima lo hanno ripreso con un telefonino mentre baciava
un suo compagno e poi lo hanno ricattato e molestato. Come se ciò non
bastasse, il ragazzo è stato anche apostrofato in malo modo da uno dei
suoi insegnanti, che lo ha invitato a restarsene a casa e a non
frequentare più la scuola, in quanto omosessuale. "Un evidente caso di
bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle
persone omosessuali, con l'aggravante che uno degli attori di questa
tragica commedia è addirittura un insegnante" questo il commento della
Segreteria Politica del Circolo Mario Mieli. "E' del tutto evidente
quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in
depressione, soprattutto se non hai l'appoggio di un corpo insegnante
che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli." "Il Circolo
Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve
molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere
di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di
Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai
carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro
si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far
cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi
episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro
urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto
antiomofobia da portare al più presto nelle scuole"
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 339/7126198

ADOZIONI
Contributo di Manlio Converti. Quando in Italia qualcuno parla di coppie gay anche solo in modo
puramente discorsivo oppure per approvare una cosa di per sé inutile
come il registro delle unioni di fatto si alza sempre il cattolico
impenitente (a volte magari è proprio un gay! Potere del pulpito...)
che lamenta l'immoralità per una coppia gay di adottare un bambino.
Ovviamente il ragionamento pone subito sulla difensiva e si finisce per
piangere miseria, per esempio un Dico o un Cus invece dei Pacs e del
Matrimonio gay che sono invece la base della parità dei diritti. Io mi
sono scocciato da tempo della semantica del discorrere sulle questioni
gay in modo schematico, laddove si riesca a parlare e non ti stiano
massacrando di botte ovviamente, e preferisco andare subito
all'attacco, a partire dagli imbelli omosessuali che ripetono a
bacchetta le frasi della Binetti o dei Mastella. Il ragionamento sulle
adozioni è infatti del tutto sbagliato e va ripreso dalla coda perché
il capo di quelli che mi leggono o mi ascoltano capiscano davvero
quanto sia normale e necessaria una legge che permetta l'adozione anche
alle coppie gay. Partiamo cioè dal dato di fatto, meglio mostrato dalla
nobile Giuseppina La Delfa presidentessa di Famiglie Arcobaleno, che
gli omosessuali e le omosessuali, nonché i transessuali italiani, dei
figli li tengono già (almeno 10mila secondo alcune stime) senza bisogno
di aspettare permessi o leggi divine e li crescono con lo stesso amore
di una famiglia del "Mulinobianco Mastella", trovando difficoltà solo
nell'ipocrisia degli altri genitori o degli insegnanti gelosi della
felicità delle nostre famiglie Gblt. Ma come? Gli omosessuali fanno
figli? Non pretendo che lo capisca la Binetti o B16 che ormai sono
geriatrici, ma almeno voi che leggete le mie mail o il mio blog (www.
manliok.blogspot.com) spero vi ricordiate di Oscar Wilde e Virginia
Woolf. Il modo più semplice per un gay di crescere un figlio è infatti
di innamorarsi di un bisessuale, che abbia avuto figli da una
precedente relazione eterosessuale. In genere i giudici stabiliscono
alla donna l'affidamento dei minori e così la maggior parte di queste
famiglie arcobaleno sono al femminile. Il lesbismo della madre non è
ragione sufficiente per negarne l'affidamento anche perché è tutto da
dimostrare, mentre oggi che iniziamo a vedere affidamenti congiunti
salutiamo sulle spiagge gay sempre più spesso degli splendidi marmocchi
con due bellissimi padri, che permettono anche a noi povere zitelle
maligne di giocare alla zia o allo zio amoroso... Crolla
all'improvviso, e siamo solo al primo punto, tutta l'arcaica retorica
dell'affermazione: i Gay non possono adottare bambini! Intanto perché
questa suppone sempre gay maschi e mai donne, ma si sa che i
maschilisti anche se sono geneticamente femmine, vedono il mondo solo
di un colore. Quello della famiglia arcobaleno sorta dalle ceneri di
una coppia eterosessuale fallita non è però l'unico metodo per i gay di
avere figli. Molte donne ricche, spesso single, e molti uomini
ricchissimi partono serenamente per la Francia la Svizzera o gli USA
per ottenere un figlio geneticamente proprio grazie all'inseminazione
artificiale eterologa o grazie all'utero in affitto. Mi pare che il
Ministro della Salute abbia lamentato di recente la riduzione delle
gravidanze in Italia e l'aumento dei viaggi all'estero facendo esultare
la senile Binetti ignara che si stavano contando così proprio i figli
dei vituperati gay... Avere un figlio allora per i gay è la norma se il
partner è bisessuale o se si è ricchi o meglio ricchissimi nel caso si
parli di maschietti? Quello che conta è l'istinto materno o paterno,
insomma il desiderio e la capacità di genitorialità e qualche risparmio
con tanti zeri? Davvero no! E vi racconto ora altri due metodi
semplicissimi e gratuiti, ma ne esistono altri sui quali mi sto ancora
documentando. Il primo è molto diffuso tra le ragazze, che durante la
fase fertile del ciclo chiedono ad un amico, non necessariamente
eterosessuale, di masturbarsi pudicamente nella stanza affianco e
lasciare lo sperma in un contenitore sterile (basta un comune
contenitore per le analisi delle urine, che è decisamente anche troppo
grande). Le donne in un secondo momento useranno una pompetta sterile o
il corpo di una siringa abbastanza lunga per introdurre meccanicamente
il liquido inseminatore nella parte alta della propria vagina. Dopo un
mese al massimo ci sarà il verdetto, ma l'operazione può essere
ripetuta infinite volte, senza nessun particolare rischio a patto di
rispettare l'uso di contenitori igienici e di non far passare molto
tempo tra la produzione e l'uso, diciamo così, dello sperma. L'altro me
lo ha spiegato uno splendido uomo sui lidi di Gaeta mentre cercavo
inutilmente di fargli la corte. Lo avevo visto anche altre volte
accompagnare un bambino filippino: mi ha spiegato che per lui è stato
facilissimo "adottare" il bambino perché lo ha semplicemente dovuto
riconoscere lui, che non ne era certo il padre, senza obblighi
matrimoniali nei confronti della ragazza madre, che in questo caso è
rimasta comunque con lui per aiutarlo a crescere il figlio naturale!
Questo metodo può apparire bizzarro ma non è raro: anche io mi ero
vagamente offerto di riconoscere il figlio di una mia amica napoletana,
che non aveva intenzione di rivelare la gravidanza non desiderata
all'amante extracomunitario ormai lontano. La mia amica non ha mai
pensato nemmeno per un secondo di procedere ad alcuna interruzione di
gravidanza ed oggi tra lavoro e maternità è la gioia della famiglia ma
anche del corpo di polizia che onora con il suo servizio. Insomma padri
provetti senza provette cercate nell'elenco delle ragazze madri donne
disponibili a dividere con voi le gioie della genitorialità: alla
faccia della Binetti questo metodo ridurrà anche il numero degli
aborti! A questo punto ditemi voi, credete davvero che vorremmo
adottare noi i figli delle colpe degli eterosessuali, quei pargoletti
abbandonati dagli eterosessuali che le coppie eterosessuali non
vogliono nemmeno più adottare se hanno compiuto i primi anni di vita?
Sinceramente sappiamo farceli da soli, siamo bravissimi e nessuno ce li
potrà togliere! Abbiamo solo il problema di rendere ereditaria anche la
quota testamentaria del partner che non sia il genitore diretto del
pargoletto amato, specialmente se la coppia in questione è borghese o
operaia, come già mi è capitato di conoscere! Al momento nessuna legge
nemmeno potenziale come questa del Cus Cus protegge i nostri e
ribadisco NOSTRI pargoli dal perdere l'eredità ed altri diritti che non
sto a citare come una casa sicura e una scuola accogliente durante la
vita di questa famiglia arcobaleno, ma anche banali contratti d'affitto
o piccolezze come i ricordi d'infanzia, tutti altrimenti persi o negati
alla morte di uno qualsiasi dei due genitori conviventi. Per i figli
dei ricchissimi, pazienza: si accontenteranno di metà di una grande
fortuna che avranno comunque saputo condividere con qualcuna altro, ma
a questi livelli la cura dei figli è spesso relegata alle badanti e gli
affetti meticolosamente capitalizzati, come ci insegna anche la
famiglia Agnelli. Capite insomma quanto sia inutile che chiediate dei
pareri politici a Valentino, Zeffirelli, Dolce o Gabbana che ne
capiscono solo di fantasie al buio, di tagli e di cucito mentre di
diritti e di doveri banalmente borghesi o operai ne hanno solo
vagamente sentito parlare da parte dei loro stessi dipendenti, ai quali
forse negherebbero volentieri anche i diritti acquisiti. Oggi infatti
tutti i capitalisti moderni, a fronte dei loro lussuosi stipendi e
delle strepitose buonuscite quando fanno fallire le aziende e ne
vengono finalmente licenziati (perché da pensionati invece...), a
fronte di privilegi inauditi magari anche come managers di aziende
pubbliche o onorevoli di vario grado, stanno massacrando la famiglia
italiana (quella vera cioè le coppie giovani di tutti gli orientamenti
sessuali con o senza figli) giocando sulle risorse pubbliche e sulle
pensioni...sulla precarietà del lavoro o sull'assenza di lavoro al Sud,
che ci costringe al lavoro nero, alla prostituzione, a lavorare per la
camorra o a dipendere dal nonno che non riesce ad andare in pensione o
dalla nonna con la pensione sociale, qualunque sia l'orientamento
sessuale...ma stiamo divagando...e la voglia di avere o adottare dei
figli... Terminiamo allora con una cesura: troviamo subito gli
strumenti per proteggere le famiglie arcobaleno esistenti e future,
quelle cioè con i figli dei gay delle lesbiche dei bisessuali e
dei/delle transessuali ! Se poi gli Italiani diventeranno adulti e ci
permetteranno di adottare anche quei bimbi rifiutati dalle coppie
eterosessuali, ben venga, gliene sarà grata anche la vostra... Strega
Maligna Manliok


INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA FAMIGLIA SULL'INIZIATIVA DELLA
REGIONE FRIULI: LA REGIONE COMPENSA UN VUOTO LEGISLATIVO ITALIANO CHE
DISCRIMINA LE PERSONE GLBT
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato oggi un'interrogazione ai Ministri della Famiglia e del Lavoro riguardo la decisione presa all'unanimita' dalla Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia, di concedere un periodo di congedo
matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli
uffici della stessa Regione e che si e' sposato con un cittadino belga.
La decisione dei membri della Giunta prevede anche l'eventuale sostegno
delle spese qualora la Corte dei Conti contestasse la spesa per
l'erario. L'interrogazione fa riferimento anche a due importanti
risoluzioni contro l'omofobia del Parlamento Europeo, una del 18
gennaio 2006 in cui si: "Sollecitano gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite
dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprieta',
locazione, pensioni, fiscalita', sicurezza sociale ecc." E un'altra del
26 aprile 2007 che: " Ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri
a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello
stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la liberta' di
circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza
discriminazioni". Quello che i deputati radicali chiedono ai Ministri
in indirizzo e' - se non ritengano che tale decisione della Giunta
della Regione Friuli si sia resa necessaria a causa della grave
disparita' di trattamento riguardo i diritti riconosciuti alle persone
eterosessuali e quelli negati alle persone omosessuali che
l'ordinamento italiano non e' ancora in grado di superare; - se non
ritengano necessario adottare una regolamentazione degli aspetti
accessori, afferenti le nuove tipologie di convivenza, ormai regolate
in quasi tutti i Paesi europei in difesa dei diritti civili e umani
delle persone glbt, anche alla luce delle due Risoluzioni del
Parlamento europeo contro l'omofobia. Il testo dell'interrogazione:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=552 - INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MANOR
Il vampiro nato in Abruzzo dalla mente di K. H.Ulrichs compie 123 anni
di Giorgio Piccinini Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all' emofagia si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre hanno accompagnato il
percorso storico e religioso dell'uomo. Lo "scorrere del sangue "con
valenze a volte penitenziali, più spesso salvifiche si è intrecciato
simbolicamente nelle tradizioni e credenze popolari, tramandate
attraverso testimonianze, aneddoti o vere e proprio storie volte
attraverso il mistero e l'orrore ad esorcizzare un male o "il male",
quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed "eterna" quella
della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale quanto temuto alla
vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua fuoriuscita
rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell'ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell'anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell'oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell'arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816
vede la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in
Inghilterra, scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni)
da un ' idea del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato
professionalmente come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e
conflittuale amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome
Ruthven l'archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di
nero, occhi cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una
sorte di "bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in
senso letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell'ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l'immagine del
disfacimento dell'aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l'inversione dei ruoli, l'unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull'immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l'interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all'amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all'amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d'amore. Oltre all'
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l'aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell'Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell'estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell'epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive. Per chi si fosse un po
incuriosito, può ordinare in libreria una nuova e curata edizione della
traduzione del racconto con un intrigante saggio introduttivo
(grondante sangue) sullo specifico argomento dal titolo "Omosessualità
e Vampirismo" di Massimo Consoli, ( Edizioni Del Giano, 2006) buona
lettura.... (Testi consigliati: Hubert Kennedy, ULRICHS,(biografia)
traduzione di Roberto Cruciani; Massari Editore, 2005; John William
Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia; Newton Compton
editori, prima edizione 1993; Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999; Edizioni Marsilio 1999. Vito Teti, LA
MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario) Edizioni
Manifestolibri 1994. Massimo Consoli, OMOSESSUALITA' E VAMPIRISMO;
Edizione Del Giano 2006).

VERDI: ACQUA POTABILE, SIAMO SICURI?
Il "partito dell'Acqua" abruzzese colpisce ancora e mette in pericolo
la salute dei cittadini della Val Pescara. Invece di aumentare le
tariffe i sindaci dell'ATO 4 dovrebbero seriamente preoccuparsi della
qualità e della gestione scandalosamente insufficiente dell'acqua
erogata, visto che sono loro i primi responsabili della salute
pubblica. I Verdi allarmati dai risultati delle analisi fatte svolgere
dal WWF, che hanno portato alla luce una situazione molto pericolosa
per la salute umana, criticano fortemente la scelta del C.D.A.
dell'Ente d'Ambito Pescarese, che - ha sostenuto l'aumento delle
tariffe del Servizio Idrico Integrato; - ha taciuto sulla qualità delle
acque minimizzando la presenza nell'acqua potabile di tracce di
sostanze chimiche, notoriamente cancerogene. Date le recenti
dichiarazioni al Tg3 regionale del 22.07.07 del direttore dell'ARTA,
Dott. Gaetano Basti, che ammette la presenza in "piccola quantità" di
sostanze chimiche nocive nell'acqua che beviamo (tetracloruro di
carbonio, esacloretano e metacrilonitrile), il partito dei Verdi di
Pescara, in nome del Principio di Precauzione, SI APPELLA al Presidente
della Regione Abruzzo affinché intervenga su questa grave emergenza
socio-ambientale e sanitaria e CHIEDE URGENTEMENTE - l'immediata
chiusura dei pozzi interessati, tenendo presente che tale blocco di
erogazione idrica non dovrà assolutamente mettere in difficoltà quei
centri che, a causa delle emergenze climatiche, stanno inutilmente
soffrendo una scarsità d'acqua dovuta in primo luogo alla fatiscente
rete distributiva; - il monitoraggio continuo della qualita' delle
acque; - la gestione della comunicazione dei dati trasparente e
pubblica. - la bonifica integrale dei siti tossici di Bussi sul Tirino
tramite l'elaborazione della miglior soluzione da parte di un pool
formato dai migliori esperti, nazionali ed internazionali a cui possa
collaborare la società civile locale (associazioni, comitati etc.). I
Verdi pretendono verità e giustizia per le oltre 400.000 persone che da
decenni convivono con una discarica tossica posta a mò di spada di
Damocle sulle loro teste. I VERDI DELLA VAL PESCARA

LA ZANZARESSA
E' on line da oggi sul sito www.gay.tv "La Zanzaressa" nuova rubrica
del giornalista gaylib Daniele Priori. In questo primo numero la
versione gaya dell'insetto sessantottino inizia il suo volo in maniera
subito pungente con un pezzo intitolato "A Pasolini il Gay Pride non
sarebbe piaciuto". "Tradizione vuole – si legge nell'introduzione al
nuovo spazio - che da un suo articolo (censurato) sulla sessualità,
pubblicato sul giornalino del Liceo Parini di Milano, 'La Zanzara',
appunto, iniziò la rivolta studentesca del Sessantotto. Oggi, con
quarantadue anni di più sulle ali, 'La zanzaressa' torna a pungere, si
diverte e si scopre gay. Dietro al suo pungiglione si nasconde Daniele
Priori, vicepresidente nazionale GayLib e curatore della rubrica 'La
gaya destra' su 'L'Indipendente' ". "Ma è vero – si chiede la
Zanzaressa - che Pasolini fu ammazzato per un complotto politico? E
mentre qualcuno chiede per l'ennesima volta la riapertura del caso, c'è
chi al Pride perde la decenza e ci rende tutti un po'più antipatici".
"Ringrazio gli amici di Gay Tv per il nuovo spazio concessomi. Spero
davvero che da questa importante tribuna per la comunità gay si possano
davvero trarre nuovi spunti nel dibattito politico-culturale troppo
spesso appiattito su posizioni buoniste e politically correct. Del
resto – prosegue Priori - sono anni ormai che lotto, scrivendo, per una
nuova Italia libertaria. Continuo ad augurarmi di contribuire, anche
con qualche shock, tanto al dibattito interno alla destra, mia area di
appartenenza politico-culturale, quanto a quello interno al movimento
gay italiano. Proprio per questo ho deciso provocatoriamente di
ripartire a bordo di un vascello che ammicca al '68. Speriamo, dunque,
di divertire, provocare e costruire qualcosa di buono e soprattutto
diverso dalla solita musica". www.danielepriori.net - Conrtatti Daniele
Priori Cell. 328/6323820

I SOCIALISTI LIBERAL LASCIANO LO SDI-RNP
E ADERISCONO AL PARTITO DEMOCRATICO
La Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente "Socialisti Liberal
per il Partito Democratico" con 14 membri nel Consiglio Nazionale , 2
nella Direzione Nazionale ed 1 nell'Esecutivo Nazionale ha oggi
formalizzato all'unanimità con una sola astensione la decisione di
aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le
dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso
Nazionale di Fiuggi . Questo a coronamento di un lungo percorso avente
per bussola costante l'affermazione del LiberalSocialismo e Di una
moderna Sinistra di Governo, che iniziò a Roma con la scissione dal
Nuovo PSI e la creazione per successive aggregazioni del Partito
Socialista delle Regioni nel 2002, della Sinistra LiberalSocialista
insieme al Partito d'Azione LiberalSocialista ed altri Movimenti nel
2004, di una Alleanza SLS-PSDI nell'Ulivo alle Elezioni Europee nel
2005 , l'aperto sostegno a Romano Prodi nelle Primarie dell'Unione per
le Politiche 2006. Infine nel 2006 i "Socialisti Liberal per il Partito
Democratico"aderiscono con propri candidati alle liste della Rosa del
Pugno in alcune Regioni Italiane nella dichiarata costante prospettiva
di costruire dopo le elezioni un Area Laica-Socialista nel Partito
Democratico con i due Nuovi PSI di Craxi e De Michelis, le Liste
Civiche , lo SDI ed il Partito Radicale. La proposta di un rilancio
della Rosa nel Pugno non passò tempo fa nell'Esecutivo dello SDI nè
nella Direzione della RNP nonostante il nostro sforzo nella
prospettiva di aprire contestualmente con DS e Margherita un immediato
confronto per il Partito Democratico. Nulla di questo è avvenuto ed il
quadro si è complicato per le numerose scissioni a sinistra nell'
ipotetico contenitore che si doveva richiama al PSE e che la nascita di
miriadi di sigle e di Costituenti che finalmente si richiamano al
LiberalSocialismo, di cui però nessuno ad oggi ha definito una
piattaforma organica. Abbiamo aspettato e sperato sin ad ora che la
nuova Costituente Socialista e tutta la Rosa del Pugno ( e non solo
Marco Pannela nella sua felice provocatoria intuizione di questi
giorni) capissero la necessità di partecipare in massa alla formazione
ed alla guida per lo meno ideologica del Partito Democratico, ma invano
purtroppo. Per cui giunti a questo punto, a pochi giorni dell'inizio
del processo, pensiamo che l'unico contenitore in grado di
rappresentare la vastissima area liberalsocialista largamente
maggioritaria nel Paese sia il nascente Partito Democratico cui noi
oggi aderiamo per poterci finalmente concentrare sui contenuti e sul da
farsi concreto. Ci auguriamo di essere seguiti da tutta la minoranza
SDI riunitasi nell'Alleanza Riformista con cui abbiamo firmato i
distinguo da Boselli negli ultimi mesi. Solo dalla sintesi di istanze
liberali ed istanze socialiste può emergere una organica piattaforma
LiberalSocialista o Socialista Liberal, su cui tutti dovrebbero aprirsi
ai confronti più ampi. Pensiamo sia quindi utile non dimenticare la
ragione ultima dell'operare politico che dovrebbe tendere al bene del
Paese , specie in questo momento di gravi difficoltà nell'economia,
nello sviluppo industriale , nei rapporti internazionali fra stati e
fra religioni ( che ci riportano alle crociate di parecchi secoli fa) ,
nel livello di occupazione e sottoccupazione e nel'esaurimento delle
risorse energetiche. La risposta possibile è una combinazione di
liberalismo e di socialismo, di cui il LiberalSocialismo è la sintesi
che rappresenta un contributo nazionale non più elitario ma oramai di
massa e potrebbe essere il collante di una riorganizzazione della
sinistra di governo anche se in molti non ne hanno ancora completa
coscienza o forse non vogliono o possono perchè dovrebbero abbandonare
i distinguo che nascondono "bottega" e concentrarsi invece alla
risoluzione dei gravi problemi sopra indicati per togliere il paese dal
baratro e dalla palude in cui ci ha portato Berlusconi nell'ultimo
quinquennio e da cui stiamo cercando di uscire con Prodi. Nei giochi
politici a somma zero di destra verso sinistra (vedi Nash) un
comportamento razionale è infatti perseguire il meglio evitando il
peggio, ossia LiberalSocialismo o Socialismo Liberale, tentando la sua
trasformazione in una formulazione di massa come possibile base
ideologica del futuro Partito Democratico. Ora la sua iniziale
formulazione polemica dei Rosselli e dei Bobbio, un né socialismo né
liberalismo, va trasformata in una sintesi positiva, un et-et al di là
dell'uno e dell'altro ma dentro a entrambi alla ricerca di una sintesi
che la storia non ha sino ad ora conosciuto ed a cui il PD deve
tendere. La malattia del Sistema Italia appare cronica e palese anche
perché i indicatori economici appaiono accompagnati da demotivazione
ed assenteismo particolarmente palesi nel mondo della Ricerca e dell'
Università , misurabili da chiunque in esse abbia operato negli ultimi
venti anni. Ricerca e Sviluppo sono il grimaldello da cui dipendono lo
sviluppo economico , il nostro standard di vita e la convivenza
internazionale (vedi energia). Il Socialismo Liberale può diventare il
collante di questo processo offrendo idee e soluzioni che coniugano
giustizia e libertà con efficienza e progresso. Sempre che vi sia
trasparenza nel processo decisionale e che qualcuno cominci guardando
al futuro magari abdicando ai suoi egoismi ed ai suoi sogni , alcuni
dei quali come il ritorno di un grande PSI da noi erroneamente
condivisi nel passato. Claudio Nicolini

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05 luglio 2007

news 5 luglio

L' AQUILA: NOTTE DI TENSIONE AL PARCO DEL SOLETROVATI COLTELLI E CATENE
Un gruppo di giovani di sinistra: “I neo fascisti volevano lo scontro”Una ventina di giovani identificati dalle forze dell’ordine che hanno poi recuperato, nascosti tra le siepi a ridosso di Collemaggio, un paio di coltelli, tirapugni, catene di ferro e bastoni. Armi per questa volta non impugnate, ma non certo per il ritrovato spirito di tolleranza tra le due fazioni politiche. Teatro del mancato scontro è stato il Parco del Sole dove domenica, intorno alle 4 del mattino, giovani di sinistra e anarchici stavano smontando gli stand utilizzati per una festa. Un lavoro interrotto dall’arrivo di una quindicina di giovani neofascisti (alcuni arrivati da fuori città ) che, dopo aver assistito ad un concerto in un locale del centro storico, hanno pensato di movimentare la nottata con una visita al Parco del Sole dove associazioni di sinistra, collettivi studenteschi, anarchici e comitati di base, stavano chiudendo una tre giorni di festa movimentata da spettacoli, mostre e dibattiti. Una “spedizione” che – sulla scorta di quanto accaduto qualche giorno fa a Villa Ada, dove una cinquantina di simpatizzanti di estrema destra si sono resi protagonisti di una violenta aggressione ai danni di organizzatori e spettatori della manifestazione “Roma incontra il mondo” – qualcuno aveva già messo in conto. Così nella notte fra sabato e domenica a smontare stand e palco sono rimasti in tanti. Probabilmente molti di più di quanti il gruppo neo fascista, le cui posizioni sembrano vicine a Forza Nuova, pensava di trovare. La tensione è salita alle stelle per alcuni minuti si è temuto anche il peggio. Ad impedire lo scontro fisico è stato l’arrivo di polizia e carabinieri che, ad onor del vero, avevano lasciato la zona poco prima quando, vista l’ora, sembrava archiviato il pericolo di una visita indesiderata. Agenti e carabinieri hanno bloccato i due gruppo e proceduto all’identificazione di una ventina di giovani delle due opposte fazioni. Poi la scoperta tra le siepi che costeggiano il tratto di strada che da Collemaggio arriva al megaparcheggio, di un paio di coltelli, di tre tirapugni, di una catena di ferro, nonché diversi bastoni di legno. Un ritrovamento inquietante, sul quale sono in corso indagini volte ad accertare la provenienza dell’armamentario. Intanto per le associazioni e i collettivi studenteschi “è chiarissima la volontà di aggressione mostrata dal gruppo neo fascista”. Un gruppo che ha prima tenuto un concerto inneggiante all’odio razziale e che poi ha lasciato quel locale del centro storico con l’intento di attuare un vero e proprio raid al Parco del Sole. Una vicenda – si legge nel comunicato stampa di Spazio libero 51 – che merita grande attenzione. Questa nostra manifestazione, che si ripete da anni, è stata ricca di appuntamenti. I nostri dibattiti hanno stimolato l’interesse di centinaia di persone che amano il confronto e la non violenza. E’ un’iniziativa che ripeteremo. FONTE Il Centro d’Abruzzo – INVIATO DA Carla Liberatore Gaya CsFCOMUNICATO STAMPA GAYA CsFSolidarietà agli organizzatori della manifestazione: “Amore, Arte e Rivoluzione”Apprendiamo con grande rammarico della vicenda occorsa nella notte fra sabato e domenica u.s., riguardante il tentativo di aggressione da parte di alcuni militanti dell’estrema destra di L’Aquila, nei confronti degli organizzatori di “Amore, Arte e Rivoluzione”. Noi di Gaya CsF di L’Aquila siamo vicini a tutti coloro che subiscono violenze di ogni tipo e tentativi di violenza, in quanto crediamo profondamente nel dialogo con tutte le eventuali divergenze politiche, sociali ed idealistiche e soprattutto crediamo nella pace; poiché la nostra forma mentis è determinata da un grosso apporto culturale, nonché dalla mancanza di idiozia sociale. Riteniamo che i gesti di alcuni estremisti siano sintomatici di una carenza intellettiva e morale, pertanto consiglieremmo alle istituzioni, di sottoporre a cure psicologiche forzate, questi individui la cui mente, è ovviamente ottenebrata da falsi ideali, da frustrazioni e rabbie represse. Inoltre vorremmo far presente alle istituzioni politiche nazionali, che nella Costituzione italiana, è contemplato il divieto di organizzare gruppi “fascisti” e pertanto sarebbe opportuno che qualcuno dei tanti Deputati e Ministri che paghiamo “profumatamente” con i soldi statali, si dia da fare affinché gli incidenti avvenuti, se d’incidenti si tratta, prima a Roma nell’ambito della manifestazione “Roma incontra il mondo”, ed il tentativo di aggressione di L’Aquila, non si verifichino mai più; o perlomeno, che certi “gruppi politici”, siano tenuti sotto strettissima osservazione da parte delle autorità competenti. E’ necessario non sottovalutare i problemi di queste condizioni sociali che si vengono a verificare, in quanto la sottovalutazione non è nient’altro che un escamotage per non affrontare il problema che si presenta e nel frattempo, le persone civili, non devono essere perseguitate dalla paura e dalle manganellate di “fascisti” senza anima e senza storia nei cuori, vittime innanzitutto della loro “intollerabile” carenza culturale e della mancanza d’intelligenza emotiva. Carla Liberatore Responsabile Nazionale di Gaya CsF (Cronisti senza Frontiere).

LA DISOCCUPAZIONE SCENDE, MA PER LE DONNE LA SITUAZIONE NON CAMBIA
"Il fatto che la disoccupazione sia scesa è certamente un dato positivo, ma un basso tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro costituisce uno spreco di risorse. L'assistenza all'infanzia è a tal fine fondamentale". Questo il commento ai dati Istat di Pia Locatelli, eurodeputata SDI e Presidente dell'Internazionale Socialista Donne, che prosegue analizzando come "ancora oggi il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è affrontato in modo marginale, è un problema 'giovane' e viene risolto in modo individuale: gli asili nido sono carenti, le famiglie si rivolgono ai nonni, alla baby sitter quando se la possono permettere o, purtroppo, sacrificano il lavoro della donna, che è nella maggior parte dei casi quello che produce minor reddito". "Insomma - prosegue l'europarlamentare socialista - occorre che il nuovo welfare si faccia carico della difficoltà di conciliare lavoro e 'casa', vita professionale (incluse le aspirazioni di carriera) e vita familiare, soprattutto per le donne. Attraverso strategie di politica sociale adeguate si riuscirà a tutelare le madri che lavorano e le famiglie a doppio reddito". "Occorre – conclude Locatelli – rafforzare la capacità programmatoria orientata a favorire l’integrazione tra le politiche di sostegno all’occupazione femminile, le politiche sociali dei servizi e quelle legate all’istruzione, l’organizzazione degli orari e le politiche di conciliazione familiare". FONTE RED.

SDI ONLINE IL GRUPPO PSE AL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AI GOVERNI DI IMPEGNARSI CONTRO LA PENA DI MORTE
Gli eurodeputati socialisti europei oggi hanno rivolto un invito urgente ai governi UE per sostenere la moratoria delle esecuzioni capitali a livello di Nazioni Unite. Il leader del gruppo Martin Schulz ha detto: “Questo è un momento critico per assicurare una risoluzione nell’Assemblea dell’ONU in corso. Il meeting dei Ministri europei a Lussemburgo del 18 giugno ha un’opportunità cruciale per contribuire a liberare il mondo dalla pena di morte”. Dipenderà dalla presidenza tedesca portare una proposta di decisione in questo senso. FONTE RED. SDI ONLINEARRIVA LA PILLOLA DELL'AMNESIA CANCELLA I BRUTTI RICORDIUn brutto ricordo, un'esperienza traumatica che continua a tornare in mente, tormentandoci. Che sia una storia d'amore finita male - come nel film "Se mi lasci di cancello" - o qualcosa di ancora peggiore, che per qualcuno può arrivare a rendere impossibile svolgere una semplice routine quotidiana, l'idea di poterla cancellare dalla mente, o per lo meno renderla più sopportabile, sembra un sogno. Eppure un gruppo di ricercatori annuncia di essere riuscito nell'impresa, sperimentando un farmaco che riesce a provocare una sorta di amnesia selettiva, bloccando i percorsi biochimici che fanno sì che il ricordo venga recuperato dalla mente. Gli scienziati di Harvard e della McGill University a Montréal, in Canada, hanno usato il propranololo, accoppiandolo ad una terapia psichiatrica, per far sparire le memorie spiacevoli in pazienti che hanno subito un trauma. In un lavoro pubblicato sul Journal of Psychiatric Research, le due équipe descrivono l'esperimento che ha coinvolto 19 volontari, vittime di violenza sessuale o di incidenti violenti. A loro è stato chiesto di descrivere il momento in cui hanno subìto il trauma, oltre dieci anni prima. Alcuni hanno preso il farmaco, altri un placebo, e dopo una settimana di trattamento chi aveva assunto il medicinale ricordava l'evento con minore stress rispetto agli altri. Somministrando il farmaco nel momento in cui il paziente stava ricordando il trauma i neuroscienziati sono riusciti ad affievolirlo e a cancellarne i lati spiacevoli, con risultati che aprono speranze per chi soffre di stress post-traumatico, di attacchi di ansia o panico legati ad un evento specifico scatenante. "Abbiamo dato ai pazienti un farmaco che elimina la parte emotiva del ricordo nel momento in cui lo stavano recuperando" ha spiegato al quotidiano britannico Daily Telegraph il dottor Karim Nader, della McGill University, che da anni lavora a queste ricerche. "Ne ha lasciato intatta la parte conscia, in modo che potevano ricordare tutti i dettagli, ma senza esserne devastati psicologicamente". Il ricordo, quindi, è manipolabile durante lo stadio in cui viene riportato in superficie, prima di essere definitivamente consolidato. Agendo nella fase in cui è ancora malleabile, è possibile manipolarlo, suggeriscono gli scienziati: e il farmaco usato in questo esperimento ha smantellato la via biochimica che fa sì che il ricordo si "solidifichi" una volta richiamato. Proprio quello che sognava di ottenere la protagonista del film "Se mi lasci ti cancello", che voleva cancellare i ricordi di una storia d'amore finita male per non riviverne il trauma. Per Kate Winslet e Jim Carrey non ha funzionato, eppure la scienza sta facendo progressi. Un altro gruppo di scienziati, nel laboratorio guidato da Joseph LeDoux alla New York University, è riuscito a cancellare con successo un singolo pezzetto di memoria nel cervello dei ratti, lasciando intatto il resto. Nel lavoro, pubblicato recentemente su Nature Neuroscience, gli animali erano stati addestrati per associare a due toni musicali un piccolo shock elettrico, in modo che appena sentivano il suono anticipavano la sensazione di dolore. Iniettando un farmaco specifico, UO126, gli animali "dimenticavano" di associare al suono l'idea del dolore, e quindi non avevano più paura, ma il resto dei loro ricordi era esattamente come prima. L'idea di poter cancellare in maniera selettiva ciò che non si vuole più ricordare è affascinante e potrebbe essere risolutiva per chi è tormentato da traumi passati che non si riescono a mettere a tacere. Eppure non mancano le polemiche per le possibili implicazioni di una tale manipolazione. E c'è chi sostiene che il metodo potrebbe portare a facili abusi e che prima di immettere sul mercato la pillola dell'amnesia si dovrebbero mettere a punto regole severe e ben precise per limitarne rigorosamente l'uso. FONTE repubblica.it INVIATO DA opsonline.it

CYBERCRIMINALI STUDIANO LA PSICOLOGIA DEGLI UTENTI
I cybercriminali utilizzano giochi psicologici per convincere gli utenti che utilizzano la Rete a cedere denaro e informazioni riservate, che potrebbero compromettere loro stessi e l'azienda in cui lavorano. Lo rivela il report "Giochi Psicologici" di McAfee, pubblicato con la collaborazione di uno psicologo legale, il Professor Clive Hollin dell'Università di Leicester nel Regno Unito. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale, «i criminali informatici stanno adottando tecniche sempre più abili come assumere identità che possono sembrare attendibili, coinvolgere con scherzi amichevoli e fare leva sulle emozioni umane come paura, insicurezza e avidità ». Secondo il Professor Hollin «date le giuste condizioni in termini di capacità di persuasione della comunicazione e la combinazione critica di fattori personali e circostanziali, la maggior parte delle persone potrebbe essere vulnerabile a informazioni fallaci. Ciò è vero sia per gli utenti di computer esperti che inesperti: mentre l'ingenuità potrebbe essere una spiegazione parziale, anche gli utenti più sofisticati possono essere tratti in inganno e diventare suggestionabili da messaggi illusori». In sostanza, i criminali informatici stanno cercando di manipolare il comportamento degli utenti, persuadendoli ad aprire allegati, cliccare su link o addirittura inserire informazioni riservate. Articolo di Marianna di Iorio, tratto da: www.pmi.it INVIATO DA opsonline.it

COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMASINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
L'Assemblea annuale dell'Associazione Radicali Roma si terrà sabato 7 luglio dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 8 luglio dalle 10.00 alle 20.00 presso l'Hotel dei Congressi in Viale Shakespeare 29 a Roma. MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario dell’Associazione Radicali Roma “Il 7 e 8 luglio presso l’Hotel dei Congressi si terrà l’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma, un appuntamento importante in cui oltre al rinnovo delle cariche verranno decise le linee guida dell’agire politico dell’associazione per l’anno 2007-2008. La nostra battaglia sul Registro delle Unioni Civili acquista oggi ancor più rilevanza considerata la candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico: la sua posizione al riguardo sarà indicativa dell’indirizzo che vuole dare al PD in tema di laicità . Ad oggi la nostra proposta di delibera popolare non è stata inviata a nessuna commissione del Comune di Roma, step imprescindibile per la successiva discussione in Aula Giulio Cesare. In linea con la tradizione radicale, abbiamo invitato al nostro congresso tutti i segretari di partito romani sperando che tale occasione possa esser colta come momento di dialogo specie con i segretari del cantiere di sinistra perché la laicità ed i diritti civili non siamo meri spot politici, ma vere e proprie battaglie che si concretizzano in azioni politiche tese reali che incidano positivamente sul vissuto dei cittadini. In questo momento assistiamo ad un vero e proprio stallo del Consiglio comunale di Roma: decisioni importanti passano per il Sindaco e la sua giunta senza dibattito, spesso il numero legale dei consiglieri non viene raggiunto ed il problema dei “pianisti” è ahimè perpetuante. Nel nostro congresso valuteremo le modalità attraverso le quali dare realizzazione ai nostri 7 odg in tema di trasparenza e legalità , presentati dal Consiglieri RnP Quadrana in sessione di bilancio: tutti approvati, ma ad oggi lettera morta! In tema si sicurezza, la voce antiproibizionista è completamente assente su temi quale la droga e la prostituzione a Roma. Durante l’assemblea verranno valutate le iniziative per sensibilizzare i cittadini su come l’antiproibizionismo e la riduzione del danno siano le vere risposte al problema sicurezza della nostra città , affinché si arrivi anche alivello locale, sulla base delle proprie competenze, ad iniziative deliberative sull’argomento. Su questi temi e su molti altri invitiamo tutti i cittadini romani a partecipare alla nostra assemblea annuale.”RITA BERNARDINISegretaria Radicali Italiani“L’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma per il rinnovo delle cariche e per la scelta dell’indirizzo politico del prossimo anno segue le indicazioni statutarie dettate da Radicali Italiani. Tengo molto a sottolineare questo aspetto perché è proprio nell’ambito delle associazioni radicali locali che sto concentrando molte delle mieenergie affinché queste associazioni nell’originalità e libertà della loro azione ed iniziativa siano soggetti politici “pieni” nel rapporto di interdipendenza con Radicali Italiani. Radicali Roma durante quest’anno ha lavorato proprio in questo senso: ha avanzato ed avviato proposte concrete per la città di Roma, ma allo stesso tempo è stata punto di riferimento locale per le iniziative di Radicali Italiani, quale la manifestazionedel Coraggio Laico. Ottima la proposta presentata da Massimiliano Iervolino per monitorare il comportamento dei consiglieri comunali. La mia breve esperienza di Consigliera comunale a Roma risale a sei anni fa, ma non credo che i problemi di legalità da me denunciati all’epoca siano stati risolti, specie quello dei ‘pianisti’. Inoltre vorrei sottolineare che Radicali Italiani, proprio nel suo ultimo Comitato nazionale conclusosi domenica scorsa, ha deliberato una mozione particolare perché Camera e Senato adottino e rendano effettivamente pubblica l’anagrafe degli eletti. Unostrumento che permetterà ai cittadini di conoscere il comportamento dei propri rappresentanti per essere maggiormente informati nel momento elettorale. Inoltre vorrei avanzare una proposta a Radicali Roma: un’azione politica finalizzata alla pubblicazione sul sito del Comune di Roma degli acquirenti e dei prezzi di acquisto delle vendite di immobili di proprietà del Comune di Roma. Troppo spesso tali immobili, dislocati perlopiù nel centro storico, sono stati venduti nella piena clandestinità a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato a persone non proprio disagiate economicamente. Parteciperò al Congresso di Radicali Roma durante la giornata di domenica, a causa della mia partecipazione di sabato ai lavori di Chianciano, nella cosiddetta ‘Bertinoro due’.”GIANCLAUDIO MORINITesoriere dell’Associazione Radicali Roma“In tempi in cui si fa tanto parlare di caste, costi o ‘costi delle caste’, Radicali Roma non si è limitata ad enunciare un principio, ma l’ha fatto proprio ed inverato nella sua azione politica. Infatti, più del 50% delle risorse, sempre collegate alle singole iniziative, è arrivato dai Cittadini. Sottolineando inoltre come un altro principio cardine dell’agireradicale, la trasparenza, sia stato perseguito utilizzando una parte dell’autofinanziamento per dotarsi di strumenti tecnici che consentano la videoregistrazione delle riunioni dell’Associazione, luoghi di dibattito e di confronto dove gli aderenti, i militanti e i simpatizzanti approfondiscono i temi del momento e decidono sul come affrontarli.”ALESSANDRA PINNAPresidente dell’Associazione Radicali Roma“L’Assemblea annuale costituisce un momento cruciale per l’Associazione Radicali Roma perché è in questa sede che si valuta l’attività politica portata avanti durante l’anno trascorso e si marcano le linee guida dell’agire politico futuro. I punti statutari che differenziano l’Associazione Radicali Roma dagli altri soggetti politici sono essenzialmente tre: un congresso annuale aperto in cui si vota secondo il principio ‘one man, one vote’. L’assemblea sarà aperta a tutti, iscritti, non iscritti, simpatizzanti e semplici curiosi: una vera agorà di dibattito politico in cui tutti avranno diritto di parola. Un’assemblea annuale che permette di rinnovare il principio di legittimazione della dirigenza e dell’indirizzo politico a scadenza fissa di dodici mesi. Le tre cariche dirigenziali, Segretario, Tesoriere e Presidente, saranno votate da tutti gli iscritti, anche da coloro che si iscrivono nell’attimo prima della relazione del tesoriere, senza far ricorso a delegati, pertanto ogni votante rappresenta solo e soltanto se stesso. Questi a mio avviso sono peculiarità che caratterizzano l’Associazione Radicali Roma nella piena realizzazione della tradizione radicale.”www.radicaliroma.com

VOLAMARESu un territorio piccolo come quello del golfo di Napoli vivono oltre 2 milioni di persone, che aumentano notevolmente in alcune aree durante i periodi di ferie.Il territorio del golfo di Napoli è però anche la sede di una serie di ambienti molto diversi tra loro che creano diversi ecosistemi, ognuno con una propria biodiversità unica al mondo, soprattutto sotto il livello del mare, che in nessun modo è protetta se non in piccole aree. A tutto questo vanno aggiunte le stratificazioni storiche ed artistiche che precedono i fenici e i greci ed arrivano alle opere di arte moderna nelle metrò dell'arte. Il golfo di Napoli è principalmente inquinato in mare dal porto di Napoli e dal fiume Sarno, ma sono altrettanto evidenti i danni sulla costa della cementificazione che supera il 70%, la mancanza di depuratori adeguati, la vendita eccessiva di barche a motore, che oggi costano quanto un'utilitaria, vanno più veloci e non posseggono nessun controllo sulle emissioni liquide, gassose ed acustiche altamente inquinanti. La risorsa mare, come risorsa economica e lavorativa, produce oggi uno sfruttamento aggressivo e demolitivo, che sta compromettendo definitivamente la biodiversità dell'intero golfo e quindi anche le sue potenzialità economiche. Ognuno di noi può fare qualcosa portando sempre con sé un sacchetto al mare, come in montagna, riempiendolo dei propri rifiuti, a partire dalle cicche di sigaretta a tutti gli imballaggi per cibo e bevande, e portando via anche qualche oggetto di plastica o di metallo abbandonato da altri, per dare il buon esempio, pratico, ogni giorno ed aumentare la civiltà , l'igiene e la bellezza della natura che ci circonda. Basta un retino e una busta di plastica poi per pulire dalle cicche e dai piccoli oggetti sparsi nelle nostre spiagge quelle ceneriere all'aperto su cui giochiamo noi e i nostri bambini. Oppure basta applicare una semplice regola: a casa mia non dormo e non mangio in una discarica e pulisco tutti i giorni fino in fondo tutto ogni mattina... Ciò nonostante le spiagge resteranno piene di oggetti ancora più minuti come i bastoncini per le orecchie in plastica: basta non comprarli e soprattutto non gettare mai nulla nello scarico fognario in casa, né a terra per strada...perché tutto prima o poi finisce a mare e quindi sulle spiagge della nostra splendida estate...AMMINISTRAZIONI E CITTADINI POSSONO CAMBIARE TUTTO E FERMARE L'ATTUALE DEVASTAZIONE IN CORSO! MAGARI ADOTTANDO IL SEGUENTE PROGETTO:1. Cambiamento dell'attuale modello di sviluppo della diportistica a favore delle barche a vela, ad energia solare o con carburanti non inquinanti;2. Rottamazione vantaggiosa delle barche a motore a favore di quelle a vela e ad energia solare, con corsi gratuiti di vela;3. Divieto dell'ancoraggio selvaggio e divieto dell'uso di ancore demolitive;4. Depuratori biologici e impianti di compostaggio per il trattamento dei fanghi residui così come cementificazione degli scarichi abusivi e denunce penali a carico dei proprietari dei relativi immobili o imprese irregolari;5. Riutilizzo delle acque bianche e piovane laddove possibile;6. Divieto di portare sacchetti di plastica a bordo e uso di sporte riutilizzabili in materiali riciclabili;7. Premialità ed obbligo alla raccolta differenziata per la diportistica e sulle coste;8. Riqualificazione e bonifica del fiume Sarno, del lungomare di Bagnoli, del porto di Napoli e di tutte altre aree portuali o costiere inquinate;9. Campagne di informazione alla popolazione generale sui divieti di gettare per terra, o direttamente negli scarichi fognari oggetti non ecocompatibili;10. Campagne di informazione specifiche ai turisti anche occasionali,ai sub ed ai proprietari di barche da diporto;11. Coinvolgimento diretto nella pulizia e salvaguardia di coste e fondali di turisti, sub e diportisti;12. Controllo dei pontili rimovibili e degli approdi fissi con limitazione d'uso alle sole barche a vela e ad energia solare;13. Divieto di approdo in tutte le baie e davanti a tutte le spiagge e coste del golfo se non presso gli approdi fissi ed in numero ridotto, stabilito per legge, mantenendo una distanza di sicurezza tra natanti superiore ai 200 metri, come avviene nel Mar Rosso o alle Maldive;14. Pari diritti per le donne e per le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale all'accesso ai circoli nautici;15. Ricostutuzione delle spiagge anche con sistemi ingegneristici moderni sul modello di Marsiglia e Barcellona.La strega malignaManliok TAGLI ASL OVVERO IL CICERO PRO DOMO SUATra poco le ASL della CAMPANIA taglieranno, e la mia è tra le più malversatrici, molti dei fondi che davano regolarmente ai propri lavoratori medici, infermieri professionali ecc ecc…oltre che tagliare le risorse per le strutture e i progetti in generale. Tutto giusto direte: se non lavoriamo e non rendiamo che ci taglino lo stipendio! Se non fosse che, come forse NON sapete, ebbene, NESSUNO TAGLIERA’ nemmeno un CENT alle CLINICHE CONVENZIONATE, garantendo in pratica gli STIPENDI dei colleghi infermieri, medici ecc ecc, del cosiddetto privato, i loro progetti e le loro strutture a prezzi folli e a scapito del servizio pubblico! La situazione è particolarmente grave per la Salute Mentale dove ogni sforzo di evitare che un paziente finisca nei MANICOMI che sono oggi le CLINICHE CONVENZIONATE falliscono soprattutto per il meccanismo perverso con cui esse vengono sovvenzionate dalle ASL. Mentre il servizio pubblico è tenuto a determinati standard di qualità elevati, al controllo ossessivo dell'orario di lavoro e alla limitazione del budget sulla base di un controllo della spesa millesimale, basato su un metodo chiamato DRG (cioè ogni azione costa tot, misura tutte le azioni in modo ossessivo e avrai il DRG completo), le strutture private sono pagate FORFETTARIAMENTE cioè convenzionalmente una cifra folle ogni anno senza nessun controllo di qualità e nessun controllo di efficacia o efficienza dei servizi erogati... APPELLO CIVICO AL BUON SENSO, sempre di CICERO PRO DOMO SUA: Fatemi lavorare il triplo ma togliete tutte le convenzioni ai privati o almeno tagliate a loro quello che vorreste tagliare del mio stipendio di inerme IMPIEGATO della SALUTE MENTALE! …fatelo per me e per la mia NON famiglia, ma fatelo anche per gli utenti che sono rinchiusi nei MANICOMI delle CLINICHE CONVENZIONATE senza che nessuno spenda un cent per progetti che gli diano nuovamente dignità , laddove non una vita decente... PETIZIONE PER LA RAGAZZA LESBICA STUPRATA DA UN GRUPPO DI OMOFOBIQualcuno ha iscritto la petizione "PER ANTONELLA E PER TUTTE LE PERSONE CHE HANNO SUBITO VIOLENZE" online. Potresti firmarla se non l'hai già fatto? GRAZIE. Ecco il link: http://www.petitiononline.com/estrela7/petition.html

CHI ERA ULRICHS ?di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco perché si tratta di un’informazione più attuale che mai. Come alcuni di voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895) era un tedesco che nell’Ottocento, per primo, ha cercato di dare un’interpretazione scientifica positiva dell’omosessualità , pubblicando alcuni libretti sull’argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro, all’Aquila, dov’è morto nel 1895 e dov’è sepolto nel cimitero locale. Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato (come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L’iniziativa ha avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me, avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il suo viaggio all’Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po’ il nonno del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da Giovanni Dall’Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po’ lo sento come mio figlio, per l’affetto e la responsabilità che ho sempre sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E, badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che l’omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva, con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che, all’epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato (nei suoi dodici libretti sull’”enigma” di questo tipo di amore) capace di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà dell’Ottocento. Oggi, anche la città dell’Aquila ha deciso di dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e, come dicevo all’inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare, che reputo importantissima: chiedere all’amministrazione delle poste un annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita di Ulrichs, abbinandolo all’istituzione della piazza a suo nome. Non è una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997 per ricordare le “Origini del movimento gay in Italia”, e poi nel 2004 per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse, pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell’Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio Piccinini:UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER KARL HEINRICH ULRICHS A L'AQUILA.Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L’Aquila si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l’onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante l’ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero Monumentale della città , e la proposta di un convegno di studi sulla figura e l’opera dello studioso tedesco spentosi a L’Aquila nel 1895, che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di grande civiltà e cultura, all’On. Franco Grillini che attraverso una interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio Piccinini COMUNICATO STAMPA “I KEN”:MAI GAY, MAI GAY,Molti ragazzi hanno vergogna del titolo, perchè hanno vergogna di Se. Lunedì è tempo di bilancio, anche per MAI GAY e se da un lato c’è la piena soddisfazione dell’associazione i Ken per l’affluenza decisa ed interessata che sta scandendo i giorni di avvio della rassegna cinematografica MAI GAY dall’altro lato c’è l’amara constatazione di quanta strada ancora ci sia dinnanzi a noi popolo Queer ( omosessuali impegnati socialmente per la comunità ) per tracciare dei percorsi condivisi di dignità con di tutti e tutte. La rassegna MAI GAY piace molto, dichiara Carlo Cremona presidente di i Ken, a tutti e tutte, piace come idea e nello specifico piacciono molto i titoli proposti, ma… il MA c’è ed è che molti ragazzi e ragazze (avvicinate nei locali e nei luoghi frequentati dal popolo omosessuale e trans della città ) denunciano di aver vergogna e di non poter portare a casa il programma della rassegna MAI GAY. Molti di loro dichiarano che non si sentono liberi e confessano la paura di ritorsioni familiari a causa del titolo esplicito della rassegna cinematografica. Il disagio che è nei loro sguardi, continua il presidente di i Ken ci dimostra quanto, il patrocinio del Comune sia importante, e di quanto esso sia ancora insufficiente a sviluppare un’ effetto di legittimazione su un’ aggettivo – GAY - che per molti è sinonimo di oppressione e di paura. La nostra battaglia contro l’odio e la paura e per una cultura ricca di Differenze continua senza esitazione offrendo nella cultura, nel cinema, oggi, le ragioni e le radici di nuovi percorsi della dignità e questo MAIGAY che ricorda il MAIDAY, grido di aiuto pare molto appropriato. Poche ancora le lesbiche ed i gay al botteghino, per paura di essere rintracciate,riconosciuti come GAY,ma molti gli etero friendly che a tali denunce si meravigliano e ci esortano ad insistere nella proposta e non demordere perché, ci confermano che non è semplice avere coraggio di essere semplicemente se stessi ma che la strada è tracciata. GIORNALISTI, ANCORA UNO SFORZO!Il 3 luglio del 1981, il New York Times dava notizia di un “Raro cancro in 41 omosessuali”.Il 13 luglio era la volta del New York Native (“Un cancro colpisce la comunita’ gay”). Quasi subito, il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive di Atlanta, nella Georgia, (CDC = Centers for Disease Control), che il precedente 5 giugno aveva messo in allarme la comunita’ medica, comincio’ a parlare di Sarkoma di Ka’posi, puntando l’accento sull’infezione opportunistica piu’ appariscente, o di Polmonite Penumocisti Carinii (MMWR = Morbidity and Mortality Weekly Report, Rapporto Settimanale sulla Morbilita’ e la Mortalita’). In generale, la stampa preferiva definizioni piu’ scandalistiche, come GRID (Gay-Related Immune Deficiency, Immunodeficienza Collegata all’Omosessualita’), Gay Cancer, Homosexual Plague, Morbo Gay… Ompo N° 71, del dicembre dello stesso anno, scriveva di “Un nuovo male americano?”, e di “Peste del XX secolo”. Quest’ultima definizione era destinata a fare il giro del mondo, anche se tolta dal contesto nel quale era stata inserita e che ne avrebbe reso piu’ chiaro il significato originario. Fin dall’inizio il CDC aveva sottolineato l’immunodeficienza delle persone che cadevano ammalate, cosi’ che qualcuno comincio’ a riassumerla nell’acronimo ACID (Acquired Immunodeficiency Disease, New York Native, March 29, 1982), o CAID (Community Acquired Immunodeficiency, NYN, June 21, 1982), ed infine “AIDS” (che all’inizio voleva significare Acquired Immune Deficiency Status, prima ancora che Sindrome, ibidem). Quest’ultima sigla, suggerita gia’ a suo tempo dal CDC, venne usata di preferenza da un’organizzazione per l’assistenza medica ai gay, la GMHC (Gay Men’s Health Crisis) nel settembre dello stesso anno, mentre in Italia s’instaurava la tendenza a scrivere “A.I.D.S.” un po’ dappertutto. Ompo era il primo giornale a scrivere “Aids” (N° 79, gennaio 1985), ed infine “aids” (N° 81, marzo 1985), immediatamente seguito dal quotidiano Paese Sera (intervista al prof. Fernando Aiuti, del 7 aprile 1985). I francesi, che piu’ correttamente di noi chiamano l’aids, “sida” (come tutti gli altri popoli di lingua neolatina), hanno seguito la stessa strada: “SIDA”, “Sida”, e infine “sida” (cfr. Gai Pied Hebdo N° 69, 14 mai 1983; N° 114, 7 avril 1984; N° 149, 22 de’cembre 1984). Poco alla volta, anche i giornalisti italiani si sono adeguati, passando dal primitivo “A.I.D.S.” all’attuale “aids” del quotidiano Il Tempo (“All’amante di Hudson solo 7,5 miliardi”, 23 aprile 1989). Ma se questa e’ la (logica) tendenza, ci sono ancora numerose resistenze: gli americani e gli inglesi insistono con “AIDS”, imitati nel nostro paese quasi solo da Il Medico d’Italia, mentre la stragrande maggioranza si e’ fermata a “Aids”. Noi siamo per “aids”! (per quel che riguarda il solo nome, ovviamente!). Noi siamo per “aids” per lo stesso motivo per cui siamo per “malaria” e non “mal aria”, per “tbc” e non “TBC”… Tutte le sigle che entrano nel linguaggio quotidiano e che diventano nomi comuni vanno scritte minuscole, anche i nomi delle malattie, visto che noni non diciamo “Sifilide”, ma “sifilide”, non “Peste”, ma “peste”, non “Influenza”, ma “influenza”… Un altro problema sorge quando vogliamo indicare il malato di aids. Un gruppo di pazienti riuniti in convegno del 1983 a Denver, nel Colorado, si dette il nome di “People With Aids”, “Persone Con Aids”, che oggi viene comunemente siglato in “PWA”. L’origine di questa definizione sembra risalire a Mark Feldman che, durante una marcia con le candele tenutasi a San Francisco un mese prima della sua morte, disse: “Il 1 novembre del 1982 io ero una persona, un essere umano. Il 23 dello stesso mese, la mia diagnosi e tutta la gente mi etichettava come una vittima. Poi, cominciarono a chiamarmi ‘persona con aids’. Ebbene, come tanti di noi gia’ sanno, io sto cercando di dare una definizione di me stesso. Io sono una persona con aids, un essere umano, non una vittima, e divento un paziente solo quando vado all’ospedale…” (cfr. Dennis Altman, Aids in the Mind of America, Anchor, New York, 1987). I francesi usano talvolta, a meta’ tra l’ironico ed il polemico, “sidatique”, come gia’ dicono “chole’rique” (“coleroso”), “syphilitique” (“sifilitico”), “herpe’tique” (“che ha l’herpes”), e via di questo passo. Noi, su Ompo, usiamo l’acronimo “PWA”, tutto maiuscolo perche’ non e’ una parola entrata nell’uso comune (e probabilmente non ci entrera’ mai), e perche’ il nostro periodico si rivolge soprattutto ad un pubblico di “addetti ai lavori” che non hanno difficolta’ ad interpretare le decine di sigle delle quali sono infarciti i nostri articoli. Ma siamo coscienti della necessita’ di un termine breve, riassuntivo, che non costringa l’italiano medio a estenuanti “calembours” o giri di parole. Non i puo’ quotidianamente dire o scrivere “persona con aids”. Poiche’ noi italiani, unici tra tutti i latini abbiamo adottato l’inglese “aids”, invece del piu’ confacente “sida”, ne dovrebbe conseguire che la “persona con aids” andrebbe definita “aidsitica”: parola impronunciabile, difficile e troppo vicina a “stitica”. A parte i problemi di assonanza, le “PWA” sono tutto, meno che stitiche. Anzi, il primo tra i sintomi della sindrome e’ una diarrea profusa e inarrestabile. Potremmo provare con una sine’ddoche, estrapolando uno dei componenti della sigla (Sindrome Immuno-Deficitaria Acquisita) pe indicare il tutto del male. Ma quale? “Sindromatico”? Ma la “sindrome” e’ un insieme di segni e sintomi che possono fornire infinite diagnosi. “Immunodeficitario”? Forse andrebbe anche bene, ma e’ troppo lungo e vago, cosi’ com’e’ vago e onnicomprensivo “immunodepresso”. “Acquisito”? non ha alcun senso. Forse bisogna recuperare la versione latina di “aids”, cioe’ “sida”, e da questa fare come i francesi (e gli spagnoli e i portoghesi), derivandone “sidatico”. Non dobbiamo dimenticare, comunque, che questa parola e’ estremamente vicina a “sotadico”. La Satira Sotadica di Luisa Sigea e’ un libro licenzioso di Nicolas Charter, mentre le “fasce sodiche”, se la memoria non m’inganna, erano quelle zone del globo terrestre nelle quali (secondo Richard Burton) era maggiormente diffusa l’omosessualita’! In ogni caso bisogna decidersi ad adottare un linguaggio comune, comprensibile da tutti. Anche nella pronuncia di “aids” abbiamo i soliti problemi derivati dall’ambiguita’ di una sigla anglosassone per niente duttile alle necessita’ della nostra lingua. Cosi’, i piu’ sofisticati pronunciano “e’iz”, gli indecisi “ai(d)z”, i precisi “aiddiesse”… per ragioni fonetiche, e in apparente contraddizione con quanto detto sopra sulle sigle che diventano nomi comuni, crediamo che in questo caso si debba dire proprio “aiddiesse”, pronunciando, cioe’, tutte le singole lettere che compongono la sigla A.I.D.S. Percio’, visto che la responsabilita’ di un uso corretto della nostra lingua, e di quanto nella nostra lingua ci viene dall’estero, oggi ricade in larghissima parte sulla stampa, la radio e la televisione, i giornalisti devono poter essere messi in grado di svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile e con tutti gli strumenti adatti. Questo articolo, insieme ad un altro pubblicato sul nostro periodico in merito ai problemi di terminologia sollevati dalla problematica aids (come si dice: “Ka’posi” o “Kapo’si” o “Kaposi’”, “emofiliaco” oppure “emofilico”, ecc., Ompo N° 84, giugno 1985), cerca di venire incontro anche a questi problemi di linguaggio che potrebbero sembrare futili, ma non lo sono per niente. Basta pensare che, molto spesso, chi ci telefona in redazione perde i primi cinque minuti cercando di mettere insieme parole che non conosce bene o che non capisce affatto, oppure usando frasi perifrastiche imbarazzanti, come quel giovano che ci ha chiamato ed ha esordito affermando: “Io sono uno di quelli che hanno l’aids…”. Percio’, giornalisti, ancora uno sforzo! Cerchiamo, tutti quanti insieme, di usare un linguaggio comune, chiaro, facilmente comprensibile e onesto senza essere allarmante e ricordiamoci che perfino nella scelta grafica di una parola si puo’ fare del terrorismo, e A.I.D.S. e’ molto piu’ “paralizzante” di aids. Massimo Consoli

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28 aprile 2007

news 28 aprile

"JONATHAN – DIRITTI IN MOVIMENTO"
Pescara 24 aprile 2007
Ancora un omicidio di una ragazza "transessuale". Questa volta nella nostra
città. Manuela, 38 anni, è stata trovata nel suo appartamento con la
testa fracassata, nuda, con un cuscino a coprirle la testa, sul gas una
macchinetta del caffè già pronta per essere servita, evidentemente al
suo assassino, e che Manuela non ha avuto il tempo di assaporare. In
questo 2007 è la terza vittima (30 nel 2006) di una assurda quanto
cieca violenza che colpisce le persone "transessuali". Tutti i
quotidiani locali, ed anche alcuni nazionali, hanno riportato la
notizia con dovizia di particolari e con toni assolutamente morbosi, a
tratti offensivi, e con una terminologia che sta ad indicare quanta
ignoranza e quanta discriminazione ancora esistono verso persone che,
loro malgrado, si trovano a vivere una situazione di disagio sociale,
di solitudine e di emarginazione. Manuela in realtà non era una
"transessuale" ma una donna a tutti gli effetti, avendo già affrontato
tutto il processo di transizione fino ad arrivare all'intervento
chirurgico per la cosiddetta "riassegnazione sessuale" e al conseguente
cambio di identità sui documenti. Utilizzare termini quali "trans" o
addirittura articoli, aggettivi e verbi al maschile è, oltre che
inopportuno e scorretto, anche offensivo per chi, dopo un lungo
processo, caratterizzato da sofferenze psicologiche e fisiche, approda
finalmente alla sua vera identità di genere. Manuela "trans", "donna",
"prostituta"… che importa? Manuela era una persona ma a differenza
delle persone "normali", meritevoli di rispetto e di pietà di fronte
all'orrore subito, lei non merita né l'uno né l'altro. E' come se la
vita di una persona come lei avesse meno importanza delle altre, "in
fondo" , è il pensiero comune" se l'è andata a cercare"… Il vero orrore
non è l'omicidio in sé ma il pensiero, i ragionamenti e le congetture
che l'accompagnano. In questo momento avremmo voluto scegliere il
silenzio, quel silenzio cupo e doloroso al quale vorremmo tanto
rifugiarci, ma l'urlo che esplode dentro ognuno di noi non può essere
taciuto. E' l'urlo che spazza via il moralismo e perbenismo dei
benpensanti, di coloro che hanno armato quella mano e che ora
disprezzano e offendono quel corpo martoriato ancora caldo e
sanguinante. La mano grondante di sangue non è solo una, quella dell'
assassino, ma sono tante quanti sono i pregiudizi, le cattiverie, l'
emarginazione e l'isolamento che alcune persone, a causa del loro
orientamento sessuale o di genere, sono costrette a subire. E' la mano
di chi si è nutrito del pensiero corrente che "tanto uccidere una
trans, una prostituta non è poi così tanto grave". Come potrebbe essere
altrimenti se transessuali, lesbiche e gay sono quotidianamente
bersaglio di efferati attacchi da parte della politica, della Chiesa
Cattolica, del branco mediatico? Noi Manuela la conoscevamo. Si era
rivolta alla nostra Associazione per parlare di sé, per partecipare
attivamente alle nostre iniziative. Manuela si è rivolta a noi anche
per essere aiutata a cercare un lavoro "normale": era stanca di
prostituirsi e non sapeva come fare per modificare ancora una volta il
suo cammino di vita. Ci parlava della sua famiglia, del bel rapporto
che aveva con suo padre che, diceva, aveva assistito in una lunga
malattia che l'aveva portato alla morte. Ci ha parlato della sua
laurea, dei suoi studi e delle sue letture. Noi abbiamo conosciuto
Manuela trans, donna, prostituta ma soprattutto persona. E' per lei e
per tutte le persone come lei che continueremo la nostra lotta. Ora è
il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Qualcuno
stanerà l'assassino. Noi faremo in modo che quanto accaduto non venga
dimenticato. Jonathan – Diritti in movimento
Crisalide Azione-Trans
Abruzzo - Jonathan - Diritti in movimentoAssociazione glbt
Via Palermo,
41 - 65122 Pescara 347 6163260 - info@alinvolo.org -
www.alinvolo.org


RESOCONTO MANIFESTAZIONE CONTRO IL RACKET DELLA PROSTITUZIONE
L' Aquila, 24 e 26 aprile 2007
VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, hanno
presentato: Adelina, la sua storia, il suo libro e il suo progetto
"Tricarico". Buona l'affluenza di pubblico, considerando che nelle
manifestazioni culturali in genere non si registrano molte visite. L'
attenzione dei media è stata sufficiente ma non soddisfacente. Ad ogni
modo i VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, sono riusciti a concentrare
per la due giorni, l'attenzione dell'opinione pubblica circa la piaga
del racket della prostituzione che brutalizza quotidianamente molte,
troppe donne costringendole a prostituirsi per la strada. I VERDI e
Gaya CsF presenteranno nei prossimi mesi altre iniziative a livello
locale e nazionale. – Dichiarazioni di Adelina: "sono delusa dalla
tiepida accoglienza dei giornalisti della carta stampata e dall'assenza
delle autorità nell'ambito di questa manifestazione. Sono venuta da
Milano con 40 centesimi in tasca, questo per dimostrare che ciò che
faccio, lo faccio perché ci credo e credo fermamente che sia necessario
lottare contro la bestialità dei clan che gestiscono questo tipo di
attività criminose. Ho visto e subito innumerevoli violenze al fine di
essere costretta a prostituirmi sui marciapiedi; nel gruppo di ragazze
di cui facevo parte, la più grande aveva 21 anni e la più piccola solo
14. Venivamo stuprate dai nostri aguzzini con sistematicità, dopo aver
"lavorato" più di 14 ore per la strada. Non ci davano nemmeno il tempo
di lavarci, ci offrivano un solo toast al giorno ed era l'unico cibo
che avevamo a disposizione. Gli uomini di questo clan c'inducevano
anche a derubare i clienti più abbienti. Inoltre eravamo costrette a
guadagnare un milione di lire al giorno e quando non portavamo questa
cifra a fine giornata, oltre alla solita violenza sessuale, venivamo
punite con torture quali: sigarette spente sul seno e sul pube, ferite
inferte con armi da taglio, sulle quali veniva applicato del sale e
richiuse con i lembi che si erano aperti. Tutto questo si sommava ai
calci, pugni e schiaffi che ci "elargivano generosamente" in ogni
momento. C'è una grande urgenza d'informazione sul tema del racket
della prostituzione e su tanti altri argomenti inerenti. Bisogna
costruire una conoscenza e una cultura ad ogni livello, affinché le
coscienze non rimangano azzittite dall'indifferenza, perché è proprio l'
indifferenza il primo killer di chi si trova in certe condizioni. Sono
stata costretta a prostituirmi per quasi cinque anni, fermata dalla
Polizia italiana e rimpatriata per tre volte. Fin dal primo rimpatrio,
tentando di tornare a casa, bussai alla porta e mia madre mi cacciò via
dicendo che avevo disonorato la famiglia. Incontrati malauguratamente
mio zio (fratello di mia madre), che a suon di schiaffi e calci mi
condusse nel suo appartamento dove mi violentò ripetutamente. In
un'altra occasione di rimpatrio invece, camminando per strada, vidi
sopraggiungere mio nonno (padre di mia madre) che mi trascinò dentro il
suo furgone e mi violentò senza nessuna vergogna. Dopo aver abusato di
me, chiese se volevo dei soldi e naturalmente non li accettai. L'unico
mio pensiero fu quello di fuggire da quell'inferno, da quell'atrocità,
dovrei avrei potuto trovare una famiglia e invece trovai solo dolore e
sofferenze indicibili, ancor più di quante ne avevo già sopportate.
Oggi grazie all'aiuto della Polizia e dei Carabinieri, sono una donna
libera, libera dal racket della prostituzione, libera di vivere e
lottare contro ogni forma di schiavitù e soprattutto pronta a
combattere per liberare tante altre ragazze e bambine che si trovano in
quelle condizioni. Sto portando avanti il progetto Tricarico che
consiste nell'apertura in Basilicata, presso una struttura già
esistente, una casa d'accoglienza per le donne che si vogliono
ribellare al racket della prostituzione. Il progetto Tricarico è un mio
omaggio al Maggiore Mario Tusa e al Colonnello Giacomo Vilardo, che dal
1998 al 2002, hanno salvato più di 500 donne dal racket, grazie alla
loro tenacia sono riusciti a mettere la criminalità in ginocchio
lavorando a livello nazionale, essendo inoltre, il primo reparto
operativo nel quadro europeo a comprendere l'importanza del contrasto
verso il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Il 26
novembre scorso nell'ambito di una manifestazione, ho premiato Polizia
e Carabinieri e chiesi al Maggiore Tusa cosa provano quando salvano
queste donne e i loro bambini, mi rispose che il lavoro svolto era
stato un'opera di Dio e hanno dedicato le donne e i bambini sottratti
dal racket, alla Madonna e a Gesù. Prossimamente uscirà il libro "Le
stelle del cuore – quattro anni leggendari e rischiosi della compagnia
dei Carabinieri di Tricarico contro il racket delle schiave
mitteleuropee". Sono davvero molto pochi i commenti che si possono fare
di fronte ad una vicenda così agghiacciante. Certo è che spesso, quando
incontriamo queste ragazze per la strada, potremmo essere meno
indifferenti e chiederci quanti "pezzi" di Adelina ci sono in ognuna di
loro. Noi di Gaya CsF e del gruppo VERDI Regione Abruzzo, aderiamo alla
campagna di divulgazione e sensibilizzazione lanciata da Adelina,
mettendo a disposizione tutti i mezzi di cui disponiamo. Chiunque
voglia contattare Adelina, può farlo presso il suo sito internet: www.
adelina113.altervista.org oppure presso il suo indirizzo email:
adelina113@tiscali.it - nei prossimi giorni faremo girare nella mailing
list di Gaya e sul web in genere, una serie di servizi e montaggi audio-
video-fotografici, sulla manifestazione che si è tenuta a L'Aquila,
grazie al preziosissimo ed insostituibile contributo del gruppo VERDI
Abruzzo e dei cronisti, fotografi e cameraman del gruppo Gaya CsF. Un
ringraziamento speciale va a: Walter Caporale (Capo gruppo VERDI
Abruzzo), Cristiana Graziani (gruppo Consiliare VERDI Abruzzo), Mario
Camilli (Segretario VERDI Abruzzo), al cameraman di Gaya CsF Massimo
Pupi, alle fotografe di Gaya CsF: Cinzia Marinangeli e Marina
Giovannini e al cronista di Gaya CsF Massimo Bernardini, tutti quanti i
quali mi hanno assistita sia nel lavoro di preparazione della
manifestazione e sia durante i giorni intercorsi, con la loro presenza
e il loro inesauribile lavoro. Carla Liberatore Gaya CsF


UE: ARCIGAY, DA PARLAMENTO EUROPEO UNA
LEZIONE DI CIVILTÀ
"L'OMOFOBIA DEI LEADER RELIGIOSI SIA CONDANNATA
ANCHE DA QUELLO ITALIANO"
"Come al solito. Il parlamento Europeo dà lezioni di civiltà a quello italiano: speriamo serva a smuovere l' indifferenza dei politici di casa nostra contro gli attacchi omofobici
da parte di leader politici come Roberto Calderoli e Giulio Andreotti e
leader religiosi come il presidente della Cei Angelo Bagnasco". Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta l'odierna
risoluzione del parlamento europeo contro l'omofobia, sostenuta da Pse,
Liberali, Verdi e Sinistra Europea, che ribadisce l'invito agli stati
membri "a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da
coppie dello stesso sesso", condanna "i commenti discriminatori
formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli
omosessuali" e dà ufficialità alla "Giornata internazionale contro
l'omofobia", celebrata da anni il 17 maggio in tutto il mondo, Italia
compresa, su iniziativa delle associazioni lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transgender). "Anche se dal testo approvato è scomparsa la
condanna esplicita a Bagnasco per aver accostato le coppie di fatto
alla pedofilia e all'incesto – prosegue Lo Giudice – la sostanza non
cambia: le parole del presidente della Cei, che in Italia cadono in un'
indifferenza inquietante, sono considerate nel resto d'Europa come
intollerabili espressioni di omofobia da bandire. "È positivo –
conclude il presidente di Arcigay – che il parlamento europeo abbia
voluto ricordare la tragedia di Matteo, il quindicenne torinese vittima
del bullismo antigay. Che distanza dal comportamento del ministro
Fioroni, che dopo la tragedia di Torino non ha speso una sola parola
contro l'omofobia nelle scuole italiane". Ufficio stampa Arcigay

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori A NOIDONNE redazione@noidonne.org
Sorelle mie, compagne immaginarie... ma veramente pensate che il sig
Ratzinger possa intendere ragione "al femminile", e magari schierarsi
dalla parte dei diritti delle donne, quelli che noi donne consideriamo
tali, quelli che ci spettano in quanto esseri umani intelligenti ?
Veramente potete credere che l'uomo-dio anche solo potrà semplicemente
leggere il vostro appello con "cristiana pietas", quella che lui e i
suoi accoliti sbandierano a ogni piè sospinto per meglio ricacciare le
donne, e non solo, che osino rivendicare a sé pari diritti dei maschi
nell'inferno quotidiano del sessismo cattolico apostolico romano? Ma
non vi sembra che 2000 anni di riduzione alla condizione servile delle
donne sottoposte al maschile e maschista, scientificamente programmato
e documentato, ci dovrebbero almeno aver insegnato a non avere alcuna
fiducia in qualcuno che della repressione della sessualità e della
riduzione della donna a femmina del maschio, e fattrice di figli, ha
fatto e continua a fare il fondamento del suo potere assoluto e
alienante, in nome e per conto di un dio che se esistesse così come ce
l'ha raccontato, avrebbe certo impedito tutto ciò ' ?
Il "Sommo Pontefice" non è solo il capo religioso più assolutista del pianeta, è
anche il capo di uno stato estero, assoluto, teocratico e nel quale non
vige alcuna democrazia, che esercita un enorme potere nel mondo
attraverso la credulità della povera gente e una ricchezza incrementata
dalle tasse che tutti gli anni noi, italiane, siamo costrette a
regalargli, togliendole alle nostre finanze, al bilancio dello stato,
ai servizi di cui abbiamo necessità, attraverso il perverso meccanismo
dell' ottopermille, e a quelle che altri stati, europei e non solo, con
meccanismi analoghi gli regalano altrettanto graziosamente. Il "Sommo
Pontefice" è il capo assoluto di uno stato teocratico, che pretende di
imporre la sua legge sopra le leggi degli stati sovrani, che pretende
di arrogarsi il diritto ( canonico) di proteggere i preti pedofili
espropriando di fatto i giudici italiani (Stato sovrano la Repubblica
Italiana) dell'ufficio di giudicare tali crimini secondo la sua Legge.
Smettete di sognare, una buona volta, per favore, per amore. Ne và
della nostra vita, quella vera, reale, quella che tutti i giorni ci
vede, volenti o nolenti, coscienti o meno in una trincea sempre più
angusta e soffocante, fatta di violenza e di sopraffazione che non
abbiamo scelto, perchè non ne abbiamo neanche avuto l'opportunità.
Nella nostra vita reale di donne, quella che la religione del sig.
Ratzinger ci ha costruito addosso, tale tipo di sogno può essere più
che pericoloso, può essere suicida. No grazie, non posso, non voglio
sottoscrivervela. Alba Montori 11 aprile 2007.
LETTERA APERTA AL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI - Alla vigilia dell'8 marzo, giornata universalmente dedicata alle donne, durante l'udienza nella Sala Nervi
nel Suo discorso ha omesso qualsiasi riferimento alle condizioni di
vita delle donne in Italia e nel mondo. Con disagio osserviamo che non
c'è stato un cenno alle sofferenze che le donne patiscono in aggiunta a
quelle che già le guerre e la fame impongono a miliardi di persone. A
milioni di donne è negato il diritto ad un'esistenza dignitosa,
all'istruzione, al lavoro, alla maternità. Sono le violenze subite in
quanto donne. Stupri, mutilazioni sessuali, lapidazioni, matrimoni
combinati, riduzione in schiavitù e costrizione alla prostituzione sono
violenze sessuate che le donne subiscono anche per mano di uomini che
dovrebbero essere loro compagni di vita. Spesso tali innominabili
violenze sono perpetrate in base a leggi tribali o di clan secondo un
relativismo culturale sul quale sarebbe importante Lei si esprimesse.
E' proprio nelle mura domestiche, luogo simbolo di tutela e di affetti,
che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne, come
documentato dalle fonti più varie nazionali ed internazionali. Anche in
Italia la violenza, che a volte arriva al "femminicidio", raramente è
denunciata perché spesso avviene in famiglia. E' una vera e propria
guerra dichiarata alle donne e praticata dagli uomini con la forza
fisica o con l'inganno delle tradizioni. Allora perché, Sua Santità,
non condanna questi comportamenti e non rivolge un appello specifico
agli uomini, esortandoli a rispettare le donne e a riflettere sulle
cause di tanta brutalità? Tutti i giorni la Chiesa ripropone richiami
sul valore della famiglia e sulla necessità di tutelarla come caposaldo
della società. Ci domandiamo perché a questi appelli Lei non aggiunga
anche raccomandazioni su che cosa la politica e tutta la struttura
sociale debba fare in concreto affinché questo avvenga. La maternità,
considerata nel lavoro al pari di una malattia e nella società un fatto
privato, è vissuta dalle donne in solitudine e come un dilemma,
aggravato dalla precarietà delle condizioni lavorative. Le donne da
anni chiedono che la maternità, che ogni bambino che nasce, sia un
evento che la società mette al centro delle sue attenzioni, proprio per
quella sacralità della vita cui la Chiesa richiama continuamente. La
Sua voce, una Sua parola in questa direzione aiuterebbe a far si che la
famiglia, non a parole ma in concreto, fosse tutelata, rispettata,
valorizzata. Alba Montori Gaya CsF


INTITOLATA UNA PIAZZA DELL' AQUILA A ULRICHS
di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti
noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive
condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco
perché si tratta di un'informazione più attuale che mai. Come alcuni di
voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895)
era un tedesco che nell'Ottocento, per primo, ha cercato di dare un'
interpretazione scientifica positiva dell'omosessualità, pubblicando
alcuni libretti sull'argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla
fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro,
all'Aquila, dov'è morto nel 1895 e dov'è sepolto nel cimitero locale.
Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato
(come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita
per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio
ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L'iniziativa ha
avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me,
avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua
monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con
le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il
suo viaggio all'Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani
sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo
nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno
riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane