10 agosto 2007

news 11 agosto

INACCETTABILE DERIVA "NAZISTA" DI GENTILINI
Il Vice Sindaco di Treviso, il tristemente famoso Giancarlo Gentilini, supera se stesso annunciando una pulizia etnica dei culattoni , rei di aver trasformato un
parcheggio cittadino in un ritrovo dove si consumano rapporti sessuali.
Pare che nello stesso parcheggio si aggirino coppie di scambisti ed
anche prostitute. Il vicesindaco viene supportato anche dal suo
sindaco, Gian Paolo Gobbo, che lo difende affermando che è sua
caratteristica usare espressioni non politically correct. Tutto ciò è
inaccettabile! Non possiamo restare in silenzio dopo affermazioni
agghiaccianti come "Pulizia etnica contro i culattoni". Il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli è stanco di quest'uomo arrogante,
omofobo, razzista e socialmente pericoloso: le sue parole alimentano il
fuoco dell'omofobia che si respira in Italia e fa si che cialtroni e
vili personaggi possano sentirsi autorizzati a insultare e minacciare
anche fisicamente gli omosessuali. Il Circolo Mario Mieli querelerà il
vice sindaco di Treviso per apologia di nazismo. Presto on line sul
sito www.mariomieli.org

il modulo da scaricare per presentare querela
individuale, come già fatto a suo tempo contro la senatrice Paola
Binetti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano
Presidente
06/5413985 cell 339/7126198


OFFESE AI GAY DAL VICESINDACO DI TREVISO: PROPORREMO ALLE
ASSOCIAZIONI GLBT DI TENERE IL PROSSIMO GAY PRIDE NAZIONALE A TREVISO.
Dichiazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e
Sergio Rovasio, radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno:
"Le gravi e offensive espressioni del Vice Sindaco di Treviso Gentilini
non meritano alcun commento. Del resto le volgarità da lui espresse,
tra le altre, verso le persone lesbiche e gay dimostrano di cosa si
alimenta politicamente questo xenofobo leader trevigiano. L'unica
risposta è che le Associazioni glbt annuncino lo svolgimento del Gay
Pride nazionale (o altra manifestazione nazionale del movimento),
previsto nel giugno 2008, nella città di Treviso. Per questo invieremo
all'Arcigay e alle altre Associazioni glbt una lettera con questo
invito".
FONTE Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF



I KEN SOSTIENE LA PROPOSTA DI QUERELA A GENTILIZI E SOSTIENE IL MARIO MIELI DICHIARANDOSI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE.
I Ken sostiene la proposta di Querela a Gentilizi e sostiene il Mario Mieli dichiarandosi
pronta a costituirsi parte civile.
ORA BASTA! È necessario che le Funzioni dello STATO preposte alla garanzia della libertà e della democrazia del nostro Paese cessino subito di essere conniventi con
questi FASCITI. Coloro che si permettono dall'alto del proprio incarico
istituzionale di fare affermazioni come queste, sono rei di induzione
al suicidio, all'odio, alla violenza, all'omicidio. Che intervenga il
Prefetto, i Ministri competenti e prima tra tutti quella che dovrebbe
garantire le pari opportunità tra tutti e tutte e non solo di quella di
genere. Il silenzio per noi è colpevole quanto le affermazioni fatte.
Se non si ha il coraggio di prendere posizione, di sanzionare, allora
che ci si dimetta e si faccia altro nella vita. Associazione i Ken -
Napoli


KARL HEINRICH ULRICHS
Il prossimo 15 agosto e' l'anniversario della morte di Anselmo
Cadelli (Sassari, 2 marzo 1950 – Roma, 15 agosto 2001), una colonna
portante del nostro movimento nella Roma degli anni Settanta
(soprattutto, ma non solo). Chi vuole puo' andarlo a trovare, al
cimitero di Prima Porta (Riquadro numero 113 bis, Fila 53, Fossa 3),
mercoledi' prossimo a mezzogiorno. Io, purtroppo, non potro' esserci.
Per saperne di piu' su di lui: http://www.cybercore.com/consoli/cadelli.
htm . Il secondo appuntamento e' la tradizionale commemorazione di Karl
Heinrich Ulrichs al cimitero dell'Aquila. Da quando vi ho dato inizio
(era il 1988…!) non sono mai mancato una sola volta. Quest'anno credo
proprio che non ce la farò. Ce la mettero' tutta (lo giuro!), ma non
credo di riuscirci. Ma vi scrivo soprattutto per un motivo. Non voglio,
nella maniera piu' assoluta non voglio, che queste cerimonie siano
troppo collegate alla mia persona. Io le ho cominciate, e' vero, ma poi
devono andare avanti da sé. Ulrichs (Aurich, 28 agosto 1825 – L'Aquila,
14 luglio 1895) e' importante per tutto quello che ha fatto, e va
ricordato per la sua opera di precursore del nostro movimento, di
anticipatore delle nostre richieste e rivendicazioni. Quest'anno, poi,
e' particolarmente importante perche' il comune dell'Aquila gli ha
dedicato, finalmente, un piazzale proprio di fronte l'ingresso del
Castello Spagnolo. E sarebbe stato bello fare un salto dal cimitero al
Castello. E' un mio sogno che finalmente vedo realizzato. Ma e' il
sogno di tanti altri di noi che si sentono legati a questo personaggio
straordinario che, nell'Ottocento, e primo fra tutti, ha dedicato la
sua vita a combattere il pregiudizio, la stupidita' e l'ignoranza fino
ad abbandonare la Germania e decidere di ritirarsi in esilio nel nostro
paese. Ricordatevi che se Ulrichs è oggi conosciuto in tutto il mondo
e' proprio grazie a queste iniziative. Vent'anni fa ben pochi sapevano
chi fosse, mentre ora gli dedicano vie, piazze, premi letterari, siti
internet, conferenze… Ve lo chiedo, percio', con tutto il cuore:
domenica 26 agosto 2007, a mezzogiorno, fate un salto al cimitero
monumentale dell'Aquila per ricordare il nonno del movimento glbt, Karl
Heinrich Ulrichs. Io faro' di tutto per esserci, ma andate avanti anche
senza di me, che lo state facendo benissimo, anyway… Per ulteriori
informazioni, all'Aquila potete rivolgervi a Giorgio Piccinini del
Centro Studi Ulrichs, csu_laquila@hotmail.com Giorgio si muove tra
mille problemi in una realta' cosi' difficile come quella della
provincia abruzzese. Ciononostante riesce a fare un gran bel lavoro e
bisogna essergliene grati. Per saperne di piu' su Ulrichs: http://www.
angelfire.com/fl3/celebration2000/ http://xoomer.alice.
it/csulaquila/_sgt/f10000.htm - Massimo Consoli

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27 luglio 2007

news 27 luglio

GAYA: "Gaya come la Terra, come l' insieme di vita, come Gay, Lesbica e Trans. E' un concetto cosmopolita, universale, multiculturale e multirazziale. Gaya come la libertà e la gioia della libertà di espressione individuale; Gaya come la felicità di sapersi vivi, di essere coscienti e di essere parte infinitesimale di un Universo infinito".

"SEI GAY? NON VENIRE PIU' A SCUOLA!"
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra un ulteriore episodio di omofobia e
discriminazione, stavolta perpetrati ai danni di un ragazzo di 17 anni
in provincia di Caltanissetta. Il giovane sarebbe stato costretto ad
abbandonare la scuola a causa della palese ostilità dei suoi compagni
di Istituto che prima lo hanno ripreso con un telefonino mentre baciava
un suo compagno e poi lo hanno ricattato e molestato. Come se ciò non
bastasse, il ragazzo è stato anche apostrofato in malo modo da uno dei
suoi insegnanti, che lo ha invitato a restarsene a casa e a non
frequentare più la scuola, in quanto omosessuale. "Un evidente caso di
bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle
persone omosessuali, con l'aggravante che uno degli attori di questa
tragica commedia è addirittura un insegnante" questo il commento della
Segreteria Politica del Circolo Mario Mieli. "E' del tutto evidente
quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in
depressione, soprattutto se non hai l'appoggio di un corpo insegnante
che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli." "Il Circolo
Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve
molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere
di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di
Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai
carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro
si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far
cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi
episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro
urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto
antiomofobia da portare al più presto nelle scuole"
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 339/7126198

ADOZIONI
Contributo di Manlio Converti. Quando in Italia qualcuno parla di coppie gay anche solo in modo
puramente discorsivo oppure per approvare una cosa di per sé inutile
come il registro delle unioni di fatto si alza sempre il cattolico
impenitente (a volte magari è proprio un gay! Potere del pulpito...)
che lamenta l'immoralità per una coppia gay di adottare un bambino.
Ovviamente il ragionamento pone subito sulla difensiva e si finisce per
piangere miseria, per esempio un Dico o un Cus invece dei Pacs e del
Matrimonio gay che sono invece la base della parità dei diritti. Io mi
sono scocciato da tempo della semantica del discorrere sulle questioni
gay in modo schematico, laddove si riesca a parlare e non ti stiano
massacrando di botte ovviamente, e preferisco andare subito
all'attacco, a partire dagli imbelli omosessuali che ripetono a
bacchetta le frasi della Binetti o dei Mastella. Il ragionamento sulle
adozioni è infatti del tutto sbagliato e va ripreso dalla coda perché
il capo di quelli che mi leggono o mi ascoltano capiscano davvero
quanto sia normale e necessaria una legge che permetta l'adozione anche
alle coppie gay. Partiamo cioè dal dato di fatto, meglio mostrato dalla
nobile Giuseppina La Delfa presidentessa di Famiglie Arcobaleno, che
gli omosessuali e le omosessuali, nonché i transessuali italiani, dei
figli li tengono già (almeno 10mila secondo alcune stime) senza bisogno
di aspettare permessi o leggi divine e li crescono con lo stesso amore
di una famiglia del "Mulinobianco Mastella", trovando difficoltà solo
nell'ipocrisia degli altri genitori o degli insegnanti gelosi della
felicità delle nostre famiglie Gblt. Ma come? Gli omosessuali fanno
figli? Non pretendo che lo capisca la Binetti o B16 che ormai sono
geriatrici, ma almeno voi che leggete le mie mail o il mio blog (www.
manliok.blogspot.com) spero vi ricordiate di Oscar Wilde e Virginia
Woolf. Il modo più semplice per un gay di crescere un figlio è infatti
di innamorarsi di un bisessuale, che abbia avuto figli da una
precedente relazione eterosessuale. In genere i giudici stabiliscono
alla donna l'affidamento dei minori e così la maggior parte di queste
famiglie arcobaleno sono al femminile. Il lesbismo della madre non è
ragione sufficiente per negarne l'affidamento anche perché è tutto da
dimostrare, mentre oggi che iniziamo a vedere affidamenti congiunti
salutiamo sulle spiagge gay sempre più spesso degli splendidi marmocchi
con due bellissimi padri, che permettono anche a noi povere zitelle
maligne di giocare alla zia o allo zio amoroso... Crolla
all'improvviso, e siamo solo al primo punto, tutta l'arcaica retorica
dell'affermazione: i Gay non possono adottare bambini! Intanto perché
questa suppone sempre gay maschi e mai donne, ma si sa che i
maschilisti anche se sono geneticamente femmine, vedono il mondo solo
di un colore. Quello della famiglia arcobaleno sorta dalle ceneri di
una coppia eterosessuale fallita non è però l'unico metodo per i gay di
avere figli. Molte donne ricche, spesso single, e molti uomini
ricchissimi partono serenamente per la Francia la Svizzera o gli USA
per ottenere un figlio geneticamente proprio grazie all'inseminazione
artificiale eterologa o grazie all'utero in affitto. Mi pare che il
Ministro della Salute abbia lamentato di recente la riduzione delle
gravidanze in Italia e l'aumento dei viaggi all'estero facendo esultare
la senile Binetti ignara che si stavano contando così proprio i figli
dei vituperati gay... Avere un figlio allora per i gay è la norma se il
partner è bisessuale o se si è ricchi o meglio ricchissimi nel caso si
parli di maschietti? Quello che conta è l'istinto materno o paterno,
insomma il desiderio e la capacità di genitorialità e qualche risparmio
con tanti zeri? Davvero no! E vi racconto ora altri due metodi
semplicissimi e gratuiti, ma ne esistono altri sui quali mi sto ancora
documentando. Il primo è molto diffuso tra le ragazze, che durante la
fase fertile del ciclo chiedono ad un amico, non necessariamente
eterosessuale, di masturbarsi pudicamente nella stanza affianco e
lasciare lo sperma in un contenitore sterile (basta un comune
contenitore per le analisi delle urine, che è decisamente anche troppo
grande). Le donne in un secondo momento useranno una pompetta sterile o
il corpo di una siringa abbastanza lunga per introdurre meccanicamente
il liquido inseminatore nella parte alta della propria vagina. Dopo un
mese al massimo ci sarà il verdetto, ma l'operazione può essere
ripetuta infinite volte, senza nessun particolare rischio a patto di
rispettare l'uso di contenitori igienici e di non far passare molto
tempo tra la produzione e l'uso, diciamo così, dello sperma. L'altro me
lo ha spiegato uno splendido uomo sui lidi di Gaeta mentre cercavo
inutilmente di fargli la corte. Lo avevo visto anche altre volte
accompagnare un bambino filippino: mi ha spiegato che per lui è stato
facilissimo "adottare" il bambino perché lo ha semplicemente dovuto
riconoscere lui, che non ne era certo il padre, senza obblighi
matrimoniali nei confronti della ragazza madre, che in questo caso è
rimasta comunque con lui per aiutarlo a crescere il figlio naturale!
Questo metodo può apparire bizzarro ma non è raro: anche io mi ero
vagamente offerto di riconoscere il figlio di una mia amica napoletana,
che non aveva intenzione di rivelare la gravidanza non desiderata
all'amante extracomunitario ormai lontano. La mia amica non ha mai
pensato nemmeno per un secondo di procedere ad alcuna interruzione di
gravidanza ed oggi tra lavoro e maternità è la gioia della famiglia ma
anche del corpo di polizia che onora con il suo servizio. Insomma padri
provetti senza provette cercate nell'elenco delle ragazze madri donne
disponibili a dividere con voi le gioie della genitorialità: alla
faccia della Binetti questo metodo ridurrà anche il numero degli
aborti! A questo punto ditemi voi, credete davvero che vorremmo
adottare noi i figli delle colpe degli eterosessuali, quei pargoletti
abbandonati dagli eterosessuali che le coppie eterosessuali non
vogliono nemmeno più adottare se hanno compiuto i primi anni di vita?
Sinceramente sappiamo farceli da soli, siamo bravissimi e nessuno ce li
potrà togliere! Abbiamo solo il problema di rendere ereditaria anche la
quota testamentaria del partner che non sia il genitore diretto del
pargoletto amato, specialmente se la coppia in questione è borghese o
operaia, come già mi è capitato di conoscere! Al momento nessuna legge
nemmeno potenziale come questa del Cus Cus protegge i nostri e
ribadisco NOSTRI pargoli dal perdere l'eredità ed altri diritti che non
sto a citare come una casa sicura e una scuola accogliente durante la
vita di questa famiglia arcobaleno, ma anche banali contratti d'affitto
o piccolezze come i ricordi d'infanzia, tutti altrimenti persi o negati
alla morte di uno qualsiasi dei due genitori conviventi. Per i figli
dei ricchissimi, pazienza: si accontenteranno di metà di una grande
fortuna che avranno comunque saputo condividere con qualcuna altro, ma
a questi livelli la cura dei figli è spesso relegata alle badanti e gli
affetti meticolosamente capitalizzati, come ci insegna anche la
famiglia Agnelli. Capite insomma quanto sia inutile che chiediate dei
pareri politici a Valentino, Zeffirelli, Dolce o Gabbana che ne
capiscono solo di fantasie al buio, di tagli e di cucito mentre di
diritti e di doveri banalmente borghesi o operai ne hanno solo
vagamente sentito parlare da parte dei loro stessi dipendenti, ai quali
forse negherebbero volentieri anche i diritti acquisiti. Oggi infatti
tutti i capitalisti moderni, a fronte dei loro lussuosi stipendi e
delle strepitose buonuscite quando fanno fallire le aziende e ne
vengono finalmente licenziati (perché da pensionati invece...), a
fronte di privilegi inauditi magari anche come managers di aziende
pubbliche o onorevoli di vario grado, stanno massacrando la famiglia
italiana (quella vera cioè le coppie giovani di tutti gli orientamenti
sessuali con o senza figli) giocando sulle risorse pubbliche e sulle
pensioni...sulla precarietà del lavoro o sull'assenza di lavoro al Sud,
che ci costringe al lavoro nero, alla prostituzione, a lavorare per la
camorra o a dipendere dal nonno che non riesce ad andare in pensione o
dalla nonna con la pensione sociale, qualunque sia l'orientamento
sessuale...ma stiamo divagando...e la voglia di avere o adottare dei
figli... Terminiamo allora con una cesura: troviamo subito gli
strumenti per proteggere le famiglie arcobaleno esistenti e future,
quelle cioè con i figli dei gay delle lesbiche dei bisessuali e
dei/delle transessuali ! Se poi gli Italiani diventeranno adulti e ci
permetteranno di adottare anche quei bimbi rifiutati dalle coppie
eterosessuali, ben venga, gliene sarà grata anche la vostra... Strega
Maligna Manliok


INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA FAMIGLIA SULL'INIZIATIVA DELLA
REGIONE FRIULI: LA REGIONE COMPENSA UN VUOTO LEGISLATIVO ITALIANO CHE
DISCRIMINA LE PERSONE GLBT
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato oggi un'interrogazione ai Ministri della Famiglia e del Lavoro riguardo la decisione presa all'unanimita' dalla Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia, di concedere un periodo di congedo
matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli
uffici della stessa Regione e che si e' sposato con un cittadino belga.
La decisione dei membri della Giunta prevede anche l'eventuale sostegno
delle spese qualora la Corte dei Conti contestasse la spesa per
l'erario. L'interrogazione fa riferimento anche a due importanti
risoluzioni contro l'omofobia del Parlamento Europeo, una del 18
gennaio 2006 in cui si: "Sollecitano gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite
dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprieta',
locazione, pensioni, fiscalita', sicurezza sociale ecc." E un'altra del
26 aprile 2007 che: " Ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri
a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello
stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la liberta' di
circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza
discriminazioni". Quello che i deputati radicali chiedono ai Ministri
in indirizzo e' - se non ritengano che tale decisione della Giunta
della Regione Friuli si sia resa necessaria a causa della grave
disparita' di trattamento riguardo i diritti riconosciuti alle persone
eterosessuali e quelli negati alle persone omosessuali che
l'ordinamento italiano non e' ancora in grado di superare; - se non
ritengano necessario adottare una regolamentazione degli aspetti
accessori, afferenti le nuove tipologie di convivenza, ormai regolate
in quasi tutti i Paesi europei in difesa dei diritti civili e umani
delle persone glbt, anche alla luce delle due Risoluzioni del
Parlamento europeo contro l'omofobia. Il testo dell'interrogazione:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=552 - INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MANOR
Il vampiro nato in Abruzzo dalla mente di K. H.Ulrichs compie 123 anni
di Giorgio Piccinini Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all' emofagia si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre hanno accompagnato il
percorso storico e religioso dell'uomo. Lo "scorrere del sangue "con
valenze a volte penitenziali, più spesso salvifiche si è intrecciato
simbolicamente nelle tradizioni e credenze popolari, tramandate
attraverso testimonianze, aneddoti o vere e proprio storie volte
attraverso il mistero e l'orrore ad esorcizzare un male o "il male",
quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed "eterna" quella
della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale quanto temuto alla
vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua fuoriuscita
rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell'ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell'anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell'oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell'arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816
vede la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in
Inghilterra, scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni)
da un ' idea del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato
professionalmente come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e
conflittuale amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome
Ruthven l'archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di
nero, occhi cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una
sorte di "bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in
senso letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell'ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l'immagine del
disfacimento dell'aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l'inversione dei ruoli, l'unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull'immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l'interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all'amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all'amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d'amore. Oltre all'
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l'aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell'Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell'estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell'epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive. Per chi si fosse un po
incuriosito, può ordinare in libreria una nuova e curata edizione della
traduzione del racconto con un intrigante saggio introduttivo
(grondante sangue) sullo specifico argomento dal titolo "Omosessualità
e Vampirismo" di Massimo Consoli, ( Edizioni Del Giano, 2006) buona
lettura.... (Testi consigliati: Hubert Kennedy, ULRICHS,(biografia)
traduzione di Roberto Cruciani; Massari Editore, 2005; John William
Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia; Newton Compton
editori, prima edizione 1993; Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999; Edizioni Marsilio 1999. Vito Teti, LA
MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario) Edizioni
Manifestolibri 1994. Massimo Consoli, OMOSESSUALITA' E VAMPIRISMO;
Edizione Del Giano 2006).

VERDI: ACQUA POTABILE, SIAMO SICURI?
Il "partito dell'Acqua" abruzzese colpisce ancora e mette in pericolo
la salute dei cittadini della Val Pescara. Invece di aumentare le
tariffe i sindaci dell'ATO 4 dovrebbero seriamente preoccuparsi della
qualità e della gestione scandalosamente insufficiente dell'acqua
erogata, visto che sono loro i primi responsabili della salute
pubblica. I Verdi allarmati dai risultati delle analisi fatte svolgere
dal WWF, che hanno portato alla luce una situazione molto pericolosa
per la salute umana, criticano fortemente la scelta del C.D.A.
dell'Ente d'Ambito Pescarese, che - ha sostenuto l'aumento delle
tariffe del Servizio Idrico Integrato; - ha taciuto sulla qualità delle
acque minimizzando la presenza nell'acqua potabile di tracce di
sostanze chimiche, notoriamente cancerogene. Date le recenti
dichiarazioni al Tg3 regionale del 22.07.07 del direttore dell'ARTA,
Dott. Gaetano Basti, che ammette la presenza in "piccola quantità" di
sostanze chimiche nocive nell'acqua che beviamo (tetracloruro di
carbonio, esacloretano e metacrilonitrile), il partito dei Verdi di
Pescara, in nome del Principio di Precauzione, SI APPELLA al Presidente
della Regione Abruzzo affinché intervenga su questa grave emergenza
socio-ambientale e sanitaria e CHIEDE URGENTEMENTE - l'immediata
chiusura dei pozzi interessati, tenendo presente che tale blocco di
erogazione idrica non dovrà assolutamente mettere in difficoltà quei
centri che, a causa delle emergenze climatiche, stanno inutilmente
soffrendo una scarsità d'acqua dovuta in primo luogo alla fatiscente
rete distributiva; - il monitoraggio continuo della qualita' delle
acque; - la gestione della comunicazione dei dati trasparente e
pubblica. - la bonifica integrale dei siti tossici di Bussi sul Tirino
tramite l'elaborazione della miglior soluzione da parte di un pool
formato dai migliori esperti, nazionali ed internazionali a cui possa
collaborare la società civile locale (associazioni, comitati etc.). I
Verdi pretendono verità e giustizia per le oltre 400.000 persone che da
decenni convivono con una discarica tossica posta a mò di spada di
Damocle sulle loro teste. I VERDI DELLA VAL PESCARA

LA ZANZARESSA
E' on line da oggi sul sito www.gay.tv "La Zanzaressa" nuova rubrica
del giornalista gaylib Daniele Priori. In questo primo numero la
versione gaya dell'insetto sessantottino inizia il suo volo in maniera
subito pungente con un pezzo intitolato "A Pasolini il Gay Pride non
sarebbe piaciuto". "Tradizione vuole – si legge nell'introduzione al
nuovo spazio - che da un suo articolo (censurato) sulla sessualità,
pubblicato sul giornalino del Liceo Parini di Milano, 'La Zanzara',
appunto, iniziò la rivolta studentesca del Sessantotto. Oggi, con
quarantadue anni di più sulle ali, 'La zanzaressa' torna a pungere, si
diverte e si scopre gay. Dietro al suo pungiglione si nasconde Daniele
Priori, vicepresidente nazionale GayLib e curatore della rubrica 'La
gaya destra' su 'L'Indipendente' ". "Ma è vero – si chiede la
Zanzaressa - che Pasolini fu ammazzato per un complotto politico? E
mentre qualcuno chiede per l'ennesima volta la riapertura del caso, c'è
chi al Pride perde la decenza e ci rende tutti un po'più antipatici".
"Ringrazio gli amici di Gay Tv per il nuovo spazio concessomi. Spero
davvero che da questa importante tribuna per la comunità gay si possano
davvero trarre nuovi spunti nel dibattito politico-culturale troppo
spesso appiattito su posizioni buoniste e politically correct. Del
resto – prosegue Priori - sono anni ormai che lotto, scrivendo, per una
nuova Italia libertaria. Continuo ad augurarmi di contribuire, anche
con qualche shock, tanto al dibattito interno alla destra, mia area di
appartenenza politico-culturale, quanto a quello interno al movimento
gay italiano. Proprio per questo ho deciso provocatoriamente di
ripartire a bordo di un vascello che ammicca al '68. Speriamo, dunque,
di divertire, provocare e costruire qualcosa di buono e soprattutto
diverso dalla solita musica". www.danielepriori.net - Conrtatti Daniele
Priori Cell. 328/6323820

I SOCIALISTI LIBERAL LASCIANO LO SDI-RNP
E ADERISCONO AL PARTITO DEMOCRATICO
La Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente "Socialisti Liberal
per il Partito Democratico" con 14 membri nel Consiglio Nazionale , 2
nella Direzione Nazionale ed 1 nell'Esecutivo Nazionale ha oggi
formalizzato all'unanimità con una sola astensione la decisione di
aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le
dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso
Nazionale di Fiuggi . Questo a coronamento di un lungo percorso avente
per bussola costante l'affermazione del LiberalSocialismo e Di una
moderna Sinistra di Governo, che iniziò a Roma con la scissione dal
Nuovo PSI e la creazione per successive aggregazioni del Partito
Socialista delle Regioni nel 2002, della Sinistra LiberalSocialista
insieme al Partito d'Azione LiberalSocialista ed altri Movimenti nel
2004, di una Alleanza SLS-PSDI nell'Ulivo alle Elezioni Europee nel
2005 , l'aperto sostegno a Romano Prodi nelle Primarie dell'Unione per
le Politiche 2006. Infine nel 2006 i "Socialisti Liberal per il Partito
Democratico"aderiscono con propri candidati alle liste della Rosa del
Pugno in alcune Regioni Italiane nella dichiarata costante prospettiva
di costruire dopo le elezioni un Area Laica-Socialista nel Partito
Democratico con i due Nuovi PSI di Craxi e De Michelis, le Liste
Civiche , lo SDI ed il Partito Radicale. La proposta di un rilancio
della Rosa nel Pugno non passò tempo fa nell'Esecutivo dello SDI nè
nella Direzione della RNP nonostante il nostro sforzo nella
prospettiva di aprire contestualmente con DS e Margherita un immediato
confronto per il Partito Democratico. Nulla di questo è avvenuto ed il
quadro si è complicato per le numerose scissioni a sinistra nell'
ipotetico contenitore che si doveva richiama al PSE e che la nascita di
miriadi di sigle e di Costituenti che finalmente si richiamano al
LiberalSocialismo, di cui però nessuno ad oggi ha definito una
piattaforma organica. Abbiamo aspettato e sperato sin ad ora che la
nuova Costituente Socialista e tutta la Rosa del Pugno ( e non solo
Marco Pannela nella sua felice provocatoria intuizione di questi
giorni) capissero la necessità di partecipare in massa alla formazione
ed alla guida per lo meno ideologica del Partito Democratico, ma invano
purtroppo. Per cui giunti a questo punto, a pochi giorni dell'inizio
del processo, pensiamo che l'unico contenitore in grado di
rappresentare la vastissima area liberalsocialista largamente
maggioritaria nel Paese sia il nascente Partito Democratico cui noi
oggi aderiamo per poterci finalmente concentrare sui contenuti e sul da
farsi concreto. Ci auguriamo di essere seguiti da tutta la minoranza
SDI riunitasi nell'Alleanza Riformista con cui abbiamo firmato i
distinguo da Boselli negli ultimi mesi. Solo dalla sintesi di istanze
liberali ed istanze socialiste può emergere una organica piattaforma
LiberalSocialista o Socialista Liberal, su cui tutti dovrebbero aprirsi
ai confronti più ampi. Pensiamo sia quindi utile non dimenticare la
ragione ultima dell'operare politico che dovrebbe tendere al bene del
Paese , specie in questo momento di gravi difficoltà nell'economia,
nello sviluppo industriale , nei rapporti internazionali fra stati e
fra religioni ( che ci riportano alle crociate di parecchi secoli fa) ,
nel livello di occupazione e sottoccupazione e nel'esaurimento delle
risorse energetiche. La risposta possibile è una combinazione di
liberalismo e di socialismo, di cui il LiberalSocialismo è la sintesi
che rappresenta un contributo nazionale non più elitario ma oramai di
massa e potrebbe essere il collante di una riorganizzazione della
sinistra di governo anche se in molti non ne hanno ancora completa
coscienza o forse non vogliono o possono perchè dovrebbero abbandonare
i distinguo che nascondono "bottega" e concentrarsi invece alla
risoluzione dei gravi problemi sopra indicati per togliere il paese dal
baratro e dalla palude in cui ci ha portato Berlusconi nell'ultimo
quinquennio e da cui stiamo cercando di uscire con Prodi. Nei giochi
politici a somma zero di destra verso sinistra (vedi Nash) un
comportamento razionale è infatti perseguire il meglio evitando il
peggio, ossia LiberalSocialismo o Socialismo Liberale, tentando la sua
trasformazione in una formulazione di massa come possibile base
ideologica del futuro Partito Democratico. Ora la sua iniziale
formulazione polemica dei Rosselli e dei Bobbio, un né socialismo né
liberalismo, va trasformata in una sintesi positiva, un et-et al di là
dell'uno e dell'altro ma dentro a entrambi alla ricerca di una sintesi
che la storia non ha sino ad ora conosciuto ed a cui il PD deve
tendere. La malattia del Sistema Italia appare cronica e palese anche
perché i indicatori economici appaiono accompagnati da demotivazione
ed assenteismo particolarmente palesi nel mondo della Ricerca e dell'
Università , misurabili da chiunque in esse abbia operato negli ultimi
venti anni. Ricerca e Sviluppo sono il grimaldello da cui dipendono lo
sviluppo economico , il nostro standard di vita e la convivenza
internazionale (vedi energia). Il Socialismo Liberale può diventare il
collante di questo processo offrendo idee e soluzioni che coniugano
giustizia e libertà con efficienza e progresso. Sempre che vi sia
trasparenza nel processo decisionale e che qualcuno cominci guardando
al futuro magari abdicando ai suoi egoismi ed ai suoi sogni , alcuni
dei quali come il ritorno di un grande PSI da noi erroneamente
condivisi nel passato. Claudio Nicolini

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05 luglio 2007

news 5 luglio

L' AQUILA: NOTTE DI TENSIONE AL PARCO DEL SOLETROVATI COLTELLI E CATENE
Un gruppo di giovani di sinistra: “I neo fascisti volevano lo scontro”Una ventina di giovani identificati dalle forze dell’ordine che hanno poi recuperato, nascosti tra le siepi a ridosso di Collemaggio, un paio di coltelli, tirapugni, catene di ferro e bastoni. Armi per questa volta non impugnate, ma non certo per il ritrovato spirito di tolleranza tra le due fazioni politiche. Teatro del mancato scontro è stato il Parco del Sole dove domenica, intorno alle 4 del mattino, giovani di sinistra e anarchici stavano smontando gli stand utilizzati per una festa. Un lavoro interrotto dall’arrivo di una quindicina di giovani neofascisti (alcuni arrivati da fuori città ) che, dopo aver assistito ad un concerto in un locale del centro storico, hanno pensato di movimentare la nottata con una visita al Parco del Sole dove associazioni di sinistra, collettivi studenteschi, anarchici e comitati di base, stavano chiudendo una tre giorni di festa movimentata da spettacoli, mostre e dibattiti. Una “spedizione” che – sulla scorta di quanto accaduto qualche giorno fa a Villa Ada, dove una cinquantina di simpatizzanti di estrema destra si sono resi protagonisti di una violenta aggressione ai danni di organizzatori e spettatori della manifestazione “Roma incontra il mondo” – qualcuno aveva già messo in conto. Così nella notte fra sabato e domenica a smontare stand e palco sono rimasti in tanti. Probabilmente molti di più di quanti il gruppo neo fascista, le cui posizioni sembrano vicine a Forza Nuova, pensava di trovare. La tensione è salita alle stelle per alcuni minuti si è temuto anche il peggio. Ad impedire lo scontro fisico è stato l’arrivo di polizia e carabinieri che, ad onor del vero, avevano lasciato la zona poco prima quando, vista l’ora, sembrava archiviato il pericolo di una visita indesiderata. Agenti e carabinieri hanno bloccato i due gruppo e proceduto all’identificazione di una ventina di giovani delle due opposte fazioni. Poi la scoperta tra le siepi che costeggiano il tratto di strada che da Collemaggio arriva al megaparcheggio, di un paio di coltelli, di tre tirapugni, di una catena di ferro, nonché diversi bastoni di legno. Un ritrovamento inquietante, sul quale sono in corso indagini volte ad accertare la provenienza dell’armamentario. Intanto per le associazioni e i collettivi studenteschi “è chiarissima la volontà di aggressione mostrata dal gruppo neo fascista”. Un gruppo che ha prima tenuto un concerto inneggiante all’odio razziale e che poi ha lasciato quel locale del centro storico con l’intento di attuare un vero e proprio raid al Parco del Sole. Una vicenda – si legge nel comunicato stampa di Spazio libero 51 – che merita grande attenzione. Questa nostra manifestazione, che si ripete da anni, è stata ricca di appuntamenti. I nostri dibattiti hanno stimolato l’interesse di centinaia di persone che amano il confronto e la non violenza. E’ un’iniziativa che ripeteremo. FONTE Il Centro d’Abruzzo – INVIATO DA Carla Liberatore Gaya CsFCOMUNICATO STAMPA GAYA CsFSolidarietà agli organizzatori della manifestazione: “Amore, Arte e Rivoluzione”Apprendiamo con grande rammarico della vicenda occorsa nella notte fra sabato e domenica u.s., riguardante il tentativo di aggressione da parte di alcuni militanti dell’estrema destra di L’Aquila, nei confronti degli organizzatori di “Amore, Arte e Rivoluzione”. Noi di Gaya CsF di L’Aquila siamo vicini a tutti coloro che subiscono violenze di ogni tipo e tentativi di violenza, in quanto crediamo profondamente nel dialogo con tutte le eventuali divergenze politiche, sociali ed idealistiche e soprattutto crediamo nella pace; poiché la nostra forma mentis è determinata da un grosso apporto culturale, nonché dalla mancanza di idiozia sociale. Riteniamo che i gesti di alcuni estremisti siano sintomatici di una carenza intellettiva e morale, pertanto consiglieremmo alle istituzioni, di sottoporre a cure psicologiche forzate, questi individui la cui mente, è ovviamente ottenebrata da falsi ideali, da frustrazioni e rabbie represse. Inoltre vorremmo far presente alle istituzioni politiche nazionali, che nella Costituzione italiana, è contemplato il divieto di organizzare gruppi “fascisti” e pertanto sarebbe opportuno che qualcuno dei tanti Deputati e Ministri che paghiamo “profumatamente” con i soldi statali, si dia da fare affinché gli incidenti avvenuti, se d’incidenti si tratta, prima a Roma nell’ambito della manifestazione “Roma incontra il mondo”, ed il tentativo di aggressione di L’Aquila, non si verifichino mai più; o perlomeno, che certi “gruppi politici”, siano tenuti sotto strettissima osservazione da parte delle autorità competenti. E’ necessario non sottovalutare i problemi di queste condizioni sociali che si vengono a verificare, in quanto la sottovalutazione non è nient’altro che un escamotage per non affrontare il problema che si presenta e nel frattempo, le persone civili, non devono essere perseguitate dalla paura e dalle manganellate di “fascisti” senza anima e senza storia nei cuori, vittime innanzitutto della loro “intollerabile” carenza culturale e della mancanza d’intelligenza emotiva. Carla Liberatore Responsabile Nazionale di Gaya CsF (Cronisti senza Frontiere).

LA DISOCCUPAZIONE SCENDE, MA PER LE DONNE LA SITUAZIONE NON CAMBIA
"Il fatto che la disoccupazione sia scesa è certamente un dato positivo, ma un basso tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro costituisce uno spreco di risorse. L'assistenza all'infanzia è a tal fine fondamentale". Questo il commento ai dati Istat di Pia Locatelli, eurodeputata SDI e Presidente dell'Internazionale Socialista Donne, che prosegue analizzando come "ancora oggi il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è affrontato in modo marginale, è un problema 'giovane' e viene risolto in modo individuale: gli asili nido sono carenti, le famiglie si rivolgono ai nonni, alla baby sitter quando se la possono permettere o, purtroppo, sacrificano il lavoro della donna, che è nella maggior parte dei casi quello che produce minor reddito". "Insomma - prosegue l'europarlamentare socialista - occorre che il nuovo welfare si faccia carico della difficoltà di conciliare lavoro e 'casa', vita professionale (incluse le aspirazioni di carriera) e vita familiare, soprattutto per le donne. Attraverso strategie di politica sociale adeguate si riuscirà a tutelare le madri che lavorano e le famiglie a doppio reddito". "Occorre – conclude Locatelli – rafforzare la capacità programmatoria orientata a favorire l’integrazione tra le politiche di sostegno all’occupazione femminile, le politiche sociali dei servizi e quelle legate all’istruzione, l’organizzazione degli orari e le politiche di conciliazione familiare". FONTE RED.

SDI ONLINE IL GRUPPO PSE AL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AI GOVERNI DI IMPEGNARSI CONTRO LA PENA DI MORTE
Gli eurodeputati socialisti europei oggi hanno rivolto un invito urgente ai governi UE per sostenere la moratoria delle esecuzioni capitali a livello di Nazioni Unite. Il leader del gruppo Martin Schulz ha detto: “Questo è un momento critico per assicurare una risoluzione nell’Assemblea dell’ONU in corso. Il meeting dei Ministri europei a Lussemburgo del 18 giugno ha un’opportunità cruciale per contribuire a liberare il mondo dalla pena di morte”. Dipenderà dalla presidenza tedesca portare una proposta di decisione in questo senso. FONTE RED. SDI ONLINEARRIVA LA PILLOLA DELL'AMNESIA CANCELLA I BRUTTI RICORDIUn brutto ricordo, un'esperienza traumatica che continua a tornare in mente, tormentandoci. Che sia una storia d'amore finita male - come nel film "Se mi lasci di cancello" - o qualcosa di ancora peggiore, che per qualcuno può arrivare a rendere impossibile svolgere una semplice routine quotidiana, l'idea di poterla cancellare dalla mente, o per lo meno renderla più sopportabile, sembra un sogno. Eppure un gruppo di ricercatori annuncia di essere riuscito nell'impresa, sperimentando un farmaco che riesce a provocare una sorta di amnesia selettiva, bloccando i percorsi biochimici che fanno sì che il ricordo venga recuperato dalla mente. Gli scienziati di Harvard e della McGill University a Montréal, in Canada, hanno usato il propranololo, accoppiandolo ad una terapia psichiatrica, per far sparire le memorie spiacevoli in pazienti che hanno subito un trauma. In un lavoro pubblicato sul Journal of Psychiatric Research, le due équipe descrivono l'esperimento che ha coinvolto 19 volontari, vittime di violenza sessuale o di incidenti violenti. A loro è stato chiesto di descrivere il momento in cui hanno subìto il trauma, oltre dieci anni prima. Alcuni hanno preso il farmaco, altri un placebo, e dopo una settimana di trattamento chi aveva assunto il medicinale ricordava l'evento con minore stress rispetto agli altri. Somministrando il farmaco nel momento in cui il paziente stava ricordando il trauma i neuroscienziati sono riusciti ad affievolirlo e a cancellarne i lati spiacevoli, con risultati che aprono speranze per chi soffre di stress post-traumatico, di attacchi di ansia o panico legati ad un evento specifico scatenante. "Abbiamo dato ai pazienti un farmaco che elimina la parte emotiva del ricordo nel momento in cui lo stavano recuperando" ha spiegato al quotidiano britannico Daily Telegraph il dottor Karim Nader, della McGill University, che da anni lavora a queste ricerche. "Ne ha lasciato intatta la parte conscia, in modo che potevano ricordare tutti i dettagli, ma senza esserne devastati psicologicamente". Il ricordo, quindi, è manipolabile durante lo stadio in cui viene riportato in superficie, prima di essere definitivamente consolidato. Agendo nella fase in cui è ancora malleabile, è possibile manipolarlo, suggeriscono gli scienziati: e il farmaco usato in questo esperimento ha smantellato la via biochimica che fa sì che il ricordo si "solidifichi" una volta richiamato. Proprio quello che sognava di ottenere la protagonista del film "Se mi lasci ti cancello", che voleva cancellare i ricordi di una storia d'amore finita male per non riviverne il trauma. Per Kate Winslet e Jim Carrey non ha funzionato, eppure la scienza sta facendo progressi. Un altro gruppo di scienziati, nel laboratorio guidato da Joseph LeDoux alla New York University, è riuscito a cancellare con successo un singolo pezzetto di memoria nel cervello dei ratti, lasciando intatto il resto. Nel lavoro, pubblicato recentemente su Nature Neuroscience, gli animali erano stati addestrati per associare a due toni musicali un piccolo shock elettrico, in modo che appena sentivano il suono anticipavano la sensazione di dolore. Iniettando un farmaco specifico, UO126, gli animali "dimenticavano" di associare al suono l'idea del dolore, e quindi non avevano più paura, ma il resto dei loro ricordi era esattamente come prima. L'idea di poter cancellare in maniera selettiva ciò che non si vuole più ricordare è affascinante e potrebbe essere risolutiva per chi è tormentato da traumi passati che non si riescono a mettere a tacere. Eppure non mancano le polemiche per le possibili implicazioni di una tale manipolazione. E c'è chi sostiene che il metodo potrebbe portare a facili abusi e che prima di immettere sul mercato la pillola dell'amnesia si dovrebbero mettere a punto regole severe e ben precise per limitarne rigorosamente l'uso. FONTE repubblica.it INVIATO DA opsonline.it

CYBERCRIMINALI STUDIANO LA PSICOLOGIA DEGLI UTENTI
I cybercriminali utilizzano giochi psicologici per convincere gli utenti che utilizzano la Rete a cedere denaro e informazioni riservate, che potrebbero compromettere loro stessi e l'azienda in cui lavorano. Lo rivela il report "Giochi Psicologici" di McAfee, pubblicato con la collaborazione di uno psicologo legale, il Professor Clive Hollin dell'Università di Leicester nel Regno Unito. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale, «i criminali informatici stanno adottando tecniche sempre più abili come assumere identità che possono sembrare attendibili, coinvolgere con scherzi amichevoli e fare leva sulle emozioni umane come paura, insicurezza e avidità ». Secondo il Professor Hollin «date le giuste condizioni in termini di capacità di persuasione della comunicazione e la combinazione critica di fattori personali e circostanziali, la maggior parte delle persone potrebbe essere vulnerabile a informazioni fallaci. Ciò è vero sia per gli utenti di computer esperti che inesperti: mentre l'ingenuità potrebbe essere una spiegazione parziale, anche gli utenti più sofisticati possono essere tratti in inganno e diventare suggestionabili da messaggi illusori». In sostanza, i criminali informatici stanno cercando di manipolare il comportamento degli utenti, persuadendoli ad aprire allegati, cliccare su link o addirittura inserire informazioni riservate. Articolo di Marianna di Iorio, tratto da: www.pmi.it INVIATO DA opsonline.it

COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMASINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
L'Assemblea annuale dell'Associazione Radicali Roma si terrà sabato 7 luglio dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 8 luglio dalle 10.00 alle 20.00 presso l'Hotel dei Congressi in Viale Shakespeare 29 a Roma. MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario dell’Associazione Radicali Roma “Il 7 e 8 luglio presso l’Hotel dei Congressi si terrà l’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma, un appuntamento importante in cui oltre al rinnovo delle cariche verranno decise le linee guida dell’agire politico dell’associazione per l’anno 2007-2008. La nostra battaglia sul Registro delle Unioni Civili acquista oggi ancor più rilevanza considerata la candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico: la sua posizione al riguardo sarà indicativa dell’indirizzo che vuole dare al PD in tema di laicità . Ad oggi la nostra proposta di delibera popolare non è stata inviata a nessuna commissione del Comune di Roma, step imprescindibile per la successiva discussione in Aula Giulio Cesare. In linea con la tradizione radicale, abbiamo invitato al nostro congresso tutti i segretari di partito romani sperando che tale occasione possa esser colta come momento di dialogo specie con i segretari del cantiere di sinistra perché la laicità ed i diritti civili non siamo meri spot politici, ma vere e proprie battaglie che si concretizzano in azioni politiche tese reali che incidano positivamente sul vissuto dei cittadini. In questo momento assistiamo ad un vero e proprio stallo del Consiglio comunale di Roma: decisioni importanti passano per il Sindaco e la sua giunta senza dibattito, spesso il numero legale dei consiglieri non viene raggiunto ed il problema dei “pianisti” è ahimè perpetuante. Nel nostro congresso valuteremo le modalità attraverso le quali dare realizzazione ai nostri 7 odg in tema di trasparenza e legalità , presentati dal Consiglieri RnP Quadrana in sessione di bilancio: tutti approvati, ma ad oggi lettera morta! In tema si sicurezza, la voce antiproibizionista è completamente assente su temi quale la droga e la prostituzione a Roma. Durante l’assemblea verranno valutate le iniziative per sensibilizzare i cittadini su come l’antiproibizionismo e la riduzione del danno siano le vere risposte al problema sicurezza della nostra città , affinché si arrivi anche alivello locale, sulla base delle proprie competenze, ad iniziative deliberative sull’argomento. Su questi temi e su molti altri invitiamo tutti i cittadini romani a partecipare alla nostra assemblea annuale.”RITA BERNARDINISegretaria Radicali Italiani“L’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma per il rinnovo delle cariche e per la scelta dell’indirizzo politico del prossimo anno segue le indicazioni statutarie dettate da Radicali Italiani. Tengo molto a sottolineare questo aspetto perché è proprio nell’ambito delle associazioni radicali locali che sto concentrando molte delle mieenergie affinché queste associazioni nell’originalità e libertà della loro azione ed iniziativa siano soggetti politici “pieni” nel rapporto di interdipendenza con Radicali Italiani. Radicali Roma durante quest’anno ha lavorato proprio in questo senso: ha avanzato ed avviato proposte concrete per la città di Roma, ma allo stesso tempo è stata punto di riferimento locale per le iniziative di Radicali Italiani, quale la manifestazionedel Coraggio Laico. Ottima la proposta presentata da Massimiliano Iervolino per monitorare il comportamento dei consiglieri comunali. La mia breve esperienza di Consigliera comunale a Roma risale a sei anni fa, ma non credo che i problemi di legalità da me denunciati all’epoca siano stati risolti, specie quello dei ‘pianisti’. Inoltre vorrei sottolineare che Radicali Italiani, proprio nel suo ultimo Comitato nazionale conclusosi domenica scorsa, ha deliberato una mozione particolare perché Camera e Senato adottino e rendano effettivamente pubblica l’anagrafe degli eletti. Unostrumento che permetterà ai cittadini di conoscere il comportamento dei propri rappresentanti per essere maggiormente informati nel momento elettorale. Inoltre vorrei avanzare una proposta a Radicali Roma: un’azione politica finalizzata alla pubblicazione sul sito del Comune di Roma degli acquirenti e dei prezzi di acquisto delle vendite di immobili di proprietà del Comune di Roma. Troppo spesso tali immobili, dislocati perlopiù nel centro storico, sono stati venduti nella piena clandestinità a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato a persone non proprio disagiate economicamente. Parteciperò al Congresso di Radicali Roma durante la giornata di domenica, a causa della mia partecipazione di sabato ai lavori di Chianciano, nella cosiddetta ‘Bertinoro due’.”GIANCLAUDIO MORINITesoriere dell’Associazione Radicali Roma“In tempi in cui si fa tanto parlare di caste, costi o ‘costi delle caste’, Radicali Roma non si è limitata ad enunciare un principio, ma l’ha fatto proprio ed inverato nella sua azione politica. Infatti, più del 50% delle risorse, sempre collegate alle singole iniziative, è arrivato dai Cittadini. Sottolineando inoltre come un altro principio cardine dell’agireradicale, la trasparenza, sia stato perseguito utilizzando una parte dell’autofinanziamento per dotarsi di strumenti tecnici che consentano la videoregistrazione delle riunioni dell’Associazione, luoghi di dibattito e di confronto dove gli aderenti, i militanti e i simpatizzanti approfondiscono i temi del momento e decidono sul come affrontarli.”ALESSANDRA PINNAPresidente dell’Associazione Radicali Roma“L’Assemblea annuale costituisce un momento cruciale per l’Associazione Radicali Roma perché è in questa sede che si valuta l’attività politica portata avanti durante l’anno trascorso e si marcano le linee guida dell’agire politico futuro. I punti statutari che differenziano l’Associazione Radicali Roma dagli altri soggetti politici sono essenzialmente tre: un congresso annuale aperto in cui si vota secondo il principio ‘one man, one vote’. L’assemblea sarà aperta a tutti, iscritti, non iscritti, simpatizzanti e semplici curiosi: una vera agorà di dibattito politico in cui tutti avranno diritto di parola. Un’assemblea annuale che permette di rinnovare il principio di legittimazione della dirigenza e dell’indirizzo politico a scadenza fissa di dodici mesi. Le tre cariche dirigenziali, Segretario, Tesoriere e Presidente, saranno votate da tutti gli iscritti, anche da coloro che si iscrivono nell’attimo prima della relazione del tesoriere, senza far ricorso a delegati, pertanto ogni votante rappresenta solo e soltanto se stesso. Questi a mio avviso sono peculiarità che caratterizzano l’Associazione Radicali Roma nella piena realizzazione della tradizione radicale.”www.radicaliroma.com

VOLAMARESu un territorio piccolo come quello del golfo di Napoli vivono oltre 2 milioni di persone, che aumentano notevolmente in alcune aree durante i periodi di ferie.Il territorio del golfo di Napoli è però anche la sede di una serie di ambienti molto diversi tra loro che creano diversi ecosistemi, ognuno con una propria biodiversità unica al mondo, soprattutto sotto il livello del mare, che in nessun modo è protetta se non in piccole aree. A tutto questo vanno aggiunte le stratificazioni storiche ed artistiche che precedono i fenici e i greci ed arrivano alle opere di arte moderna nelle metrò dell'arte. Il golfo di Napoli è principalmente inquinato in mare dal porto di Napoli e dal fiume Sarno, ma sono altrettanto evidenti i danni sulla costa della cementificazione che supera il 70%, la mancanza di depuratori adeguati, la vendita eccessiva di barche a motore, che oggi costano quanto un'utilitaria, vanno più veloci e non posseggono nessun controllo sulle emissioni liquide, gassose ed acustiche altamente inquinanti. La risorsa mare, come risorsa economica e lavorativa, produce oggi uno sfruttamento aggressivo e demolitivo, che sta compromettendo definitivamente la biodiversità dell'intero golfo e quindi anche le sue potenzialità economiche. Ognuno di noi può fare qualcosa portando sempre con sé un sacchetto al mare, come in montagna, riempiendolo dei propri rifiuti, a partire dalle cicche di sigaretta a tutti gli imballaggi per cibo e bevande, e portando via anche qualche oggetto di plastica o di metallo abbandonato da altri, per dare il buon esempio, pratico, ogni giorno ed aumentare la civiltà , l'igiene e la bellezza della natura che ci circonda. Basta un retino e una busta di plastica poi per pulire dalle cicche e dai piccoli oggetti sparsi nelle nostre spiagge quelle ceneriere all'aperto su cui giochiamo noi e i nostri bambini. Oppure basta applicare una semplice regola: a casa mia non dormo e non mangio in una discarica e pulisco tutti i giorni fino in fondo tutto ogni mattina... Ciò nonostante le spiagge resteranno piene di oggetti ancora più minuti come i bastoncini per le orecchie in plastica: basta non comprarli e soprattutto non gettare mai nulla nello scarico fognario in casa, né a terra per strada...perché tutto prima o poi finisce a mare e quindi sulle spiagge della nostra splendida estate...AMMINISTRAZIONI E CITTADINI POSSONO CAMBIARE TUTTO E FERMARE L'ATTUALE DEVASTAZIONE IN CORSO! MAGARI ADOTTANDO IL SEGUENTE PROGETTO:1. Cambiamento dell'attuale modello di sviluppo della diportistica a favore delle barche a vela, ad energia solare o con carburanti non inquinanti;2. Rottamazione vantaggiosa delle barche a motore a favore di quelle a vela e ad energia solare, con corsi gratuiti di vela;3. Divieto dell'ancoraggio selvaggio e divieto dell'uso di ancore demolitive;4. Depuratori biologici e impianti di compostaggio per il trattamento dei fanghi residui così come cementificazione degli scarichi abusivi e denunce penali a carico dei proprietari dei relativi immobili o imprese irregolari;5. Riutilizzo delle acque bianche e piovane laddove possibile;6. Divieto di portare sacchetti di plastica a bordo e uso di sporte riutilizzabili in materiali riciclabili;7. Premialità ed obbligo alla raccolta differenziata per la diportistica e sulle coste;8. Riqualificazione e bonifica del fiume Sarno, del lungomare di Bagnoli, del porto di Napoli e di tutte altre aree portuali o costiere inquinate;9. Campagne di informazione alla popolazione generale sui divieti di gettare per terra, o direttamente negli scarichi fognari oggetti non ecocompatibili;10. Campagne di informazione specifiche ai turisti anche occasionali,ai sub ed ai proprietari di barche da diporto;11. Coinvolgimento diretto nella pulizia e salvaguardia di coste e fondali di turisti, sub e diportisti;12. Controllo dei pontili rimovibili e degli approdi fissi con limitazione d'uso alle sole barche a vela e ad energia solare;13. Divieto di approdo in tutte le baie e davanti a tutte le spiagge e coste del golfo se non presso gli approdi fissi ed in numero ridotto, stabilito per legge, mantenendo una distanza di sicurezza tra natanti superiore ai 200 metri, come avviene nel Mar Rosso o alle Maldive;14. Pari diritti per le donne e per le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale all'accesso ai circoli nautici;15. Ricostutuzione delle spiagge anche con sistemi ingegneristici moderni sul modello di Marsiglia e Barcellona.La strega malignaManliok TAGLI ASL OVVERO IL CICERO PRO DOMO SUATra poco le ASL della CAMPANIA taglieranno, e la mia è tra le più malversatrici, molti dei fondi che davano regolarmente ai propri lavoratori medici, infermieri professionali ecc ecc…oltre che tagliare le risorse per le strutture e i progetti in generale. Tutto giusto direte: se non lavoriamo e non rendiamo che ci taglino lo stipendio! Se non fosse che, come forse NON sapete, ebbene, NESSUNO TAGLIERA’ nemmeno un CENT alle CLINICHE CONVENZIONATE, garantendo in pratica gli STIPENDI dei colleghi infermieri, medici ecc ecc, del cosiddetto privato, i loro progetti e le loro strutture a prezzi folli e a scapito del servizio pubblico! La situazione è particolarmente grave per la Salute Mentale dove ogni sforzo di evitare che un paziente finisca nei MANICOMI che sono oggi le CLINICHE CONVENZIONATE falliscono soprattutto per il meccanismo perverso con cui esse vengono sovvenzionate dalle ASL. Mentre il servizio pubblico è tenuto a determinati standard di qualità elevati, al controllo ossessivo dell'orario di lavoro e alla limitazione del budget sulla base di un controllo della spesa millesimale, basato su un metodo chiamato DRG (cioè ogni azione costa tot, misura tutte le azioni in modo ossessivo e avrai il DRG completo), le strutture private sono pagate FORFETTARIAMENTE cioè convenzionalmente una cifra folle ogni anno senza nessun controllo di qualità e nessun controllo di efficacia o efficienza dei servizi erogati... APPELLO CIVICO AL BUON SENSO, sempre di CICERO PRO DOMO SUA: Fatemi lavorare il triplo ma togliete tutte le convenzioni ai privati o almeno tagliate a loro quello che vorreste tagliare del mio stipendio di inerme IMPIEGATO della SALUTE MENTALE! …fatelo per me e per la mia NON famiglia, ma fatelo anche per gli utenti che sono rinchiusi nei MANICOMI delle CLINICHE CONVENZIONATE senza che nessuno spenda un cent per progetti che gli diano nuovamente dignità , laddove non una vita decente... PETIZIONE PER LA RAGAZZA LESBICA STUPRATA DA UN GRUPPO DI OMOFOBIQualcuno ha iscritto la petizione "PER ANTONELLA E PER TUTTE LE PERSONE CHE HANNO SUBITO VIOLENZE" online. Potresti firmarla se non l'hai già fatto? GRAZIE. Ecco il link: http://www.petitiononline.com/estrela7/petition.html

CHI ERA ULRICHS ?di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco perché si tratta di un’informazione più attuale che mai. Come alcuni di voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895) era un tedesco che nell’Ottocento, per primo, ha cercato di dare un’interpretazione scientifica positiva dell’omosessualità , pubblicando alcuni libretti sull’argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro, all’Aquila, dov’è morto nel 1895 e dov’è sepolto nel cimitero locale. Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato (come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L’iniziativa ha avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me, avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il suo viaggio all’Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po’ il nonno del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da Giovanni Dall’Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po’ lo sento come mio figlio, per l’affetto e la responsabilità che ho sempre sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E, badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che l’omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva, con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che, all’epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato (nei suoi dodici libretti sull’”enigma” di questo tipo di amore) capace di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà dell’Ottocento. Oggi, anche la città dell’Aquila ha deciso di dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e, come dicevo all’inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare, che reputo importantissima: chiedere all’amministrazione delle poste un annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita di Ulrichs, abbinandolo all’istituzione della piazza a suo nome. Non è una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997 per ricordare le “Origini del movimento gay in Italia”, e poi nel 2004 per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse, pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell’Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio Piccinini:UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER KARL HEINRICH ULRICHS A L'AQUILA.Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L’Aquila si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l’onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante l’ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero Monumentale della città , e la proposta di un convegno di studi sulla figura e l’opera dello studioso tedesco spentosi a L’Aquila nel 1895, che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di grande civiltà e cultura, all’On. Franco Grillini che attraverso una interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio Piccinini COMUNICATO STAMPA “I KEN”:MAI GAY, MAI GAY,Molti ragazzi hanno vergogna del titolo, perchè hanno vergogna di Se. Lunedì è tempo di bilancio, anche per MAI GAY e se da un lato c’è la piena soddisfazione dell’associazione i Ken per l’affluenza decisa ed interessata che sta scandendo i giorni di avvio della rassegna cinematografica MAI GAY dall’altro lato c’è l’amara constatazione di quanta strada ancora ci sia dinnanzi a noi popolo Queer ( omosessuali impegnati socialmente per la comunità ) per tracciare dei percorsi condivisi di dignità con di tutti e tutte. La rassegna MAI GAY piace molto, dichiara Carlo Cremona presidente di i Ken, a tutti e tutte, piace come idea e nello specifico piacciono molto i titoli proposti, ma… il MA c’è ed è che molti ragazzi e ragazze (avvicinate nei locali e nei luoghi frequentati dal popolo omosessuale e trans della città ) denunciano di aver vergogna e di non poter portare a casa il programma della rassegna MAI GAY. Molti di loro dichiarano che non si sentono liberi e confessano la paura di ritorsioni familiari a causa del titolo esplicito della rassegna cinematografica. Il disagio che è nei loro sguardi, continua il presidente di i Ken ci dimostra quanto, il patrocinio del Comune sia importante, e di quanto esso sia ancora insufficiente a sviluppare un’ effetto di legittimazione su un’ aggettivo – GAY - che per molti è sinonimo di oppressione e di paura. La nostra battaglia contro l’odio e la paura e per una cultura ricca di Differenze continua senza esitazione offrendo nella cultura, nel cinema, oggi, le ragioni e le radici di nuovi percorsi della dignità e questo MAIGAY che ricorda il MAIDAY, grido di aiuto pare molto appropriato. Poche ancora le lesbiche ed i gay al botteghino, per paura di essere rintracciate,riconosciuti come GAY,ma molti gli etero friendly che a tali denunce si meravigliano e ci esortano ad insistere nella proposta e non demordere perché, ci confermano che non è semplice avere coraggio di essere semplicemente se stessi ma che la strada è tracciata. GIORNALISTI, ANCORA UNO SFORZO!Il 3 luglio del 1981, il New York Times dava notizia di un “Raro cancro in 41 omosessuali”.Il 13 luglio era la volta del New York Native (“Un cancro colpisce la comunita’ gay”). Quasi subito, il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive di Atlanta, nella Georgia, (CDC = Centers for Disease Control), che il precedente 5 giugno aveva messo in allarme la comunita’ medica, comincio’ a parlare di Sarkoma di Ka’posi, puntando l’accento sull’infezione opportunistica piu’ appariscente, o di Polmonite Penumocisti Carinii (MMWR = Morbidity and Mortality Weekly Report, Rapporto Settimanale sulla Morbilita’ e la Mortalita’). In generale, la stampa preferiva definizioni piu’ scandalistiche, come GRID (Gay-Related Immune Deficiency, Immunodeficienza Collegata all’Omosessualita’), Gay Cancer, Homosexual Plague, Morbo Gay… Ompo N° 71, del dicembre dello stesso anno, scriveva di “Un nuovo male americano?”, e di “Peste del XX secolo”. Quest’ultima definizione era destinata a fare il giro del mondo, anche se tolta dal contesto nel quale era stata inserita e che ne avrebbe reso piu’ chiaro il significato originario. Fin dall’inizio il CDC aveva sottolineato l’immunodeficienza delle persone che cadevano ammalate, cosi’ che qualcuno comincio’ a riassumerla nell’acronimo ACID (Acquired Immunodeficiency Disease, New York Native, March 29, 1982), o CAID (Community Acquired Immunodeficiency, NYN, June 21, 1982), ed infine “AIDS” (che all’inizio voleva significare Acquired Immune Deficiency Status, prima ancora che Sindrome, ibidem). Quest’ultima sigla, suggerita gia’ a suo tempo dal CDC, venne usata di preferenza da un’organizzazione per l’assistenza medica ai gay, la GMHC (Gay Men’s Health Crisis) nel settembre dello stesso anno, mentre in Italia s’instaurava la tendenza a scrivere “A.I.D.S.” un po’ dappertutto. Ompo era il primo giornale a scrivere “Aids” (N° 79, gennaio 1985), ed infine “aids” (N° 81, marzo 1985), immediatamente seguito dal quotidiano Paese Sera (intervista al prof. Fernando Aiuti, del 7 aprile 1985). I francesi, che piu’ correttamente di noi chiamano l’aids, “sida” (come tutti gli altri popoli di lingua neolatina), hanno seguito la stessa strada: “SIDA”, “Sida”, e infine “sida” (cfr. Gai Pied Hebdo N° 69, 14 mai 1983; N° 114, 7 avril 1984; N° 149, 22 de’cembre 1984). Poco alla volta, anche i giornalisti italiani si sono adeguati, passando dal primitivo “A.I.D.S.” all’attuale “aids” del quotidiano Il Tempo (“All’amante di Hudson solo 7,5 miliardi”, 23 aprile 1989). Ma se questa e’ la (logica) tendenza, ci sono ancora numerose resistenze: gli americani e gli inglesi insistono con “AIDS”, imitati nel nostro paese quasi solo da Il Medico d’Italia, mentre la stragrande maggioranza si e’ fermata a “Aids”. Noi siamo per “aids”! (per quel che riguarda il solo nome, ovviamente!). Noi siamo per “aids” per lo stesso motivo per cui siamo per “malaria” e non “mal aria”, per “tbc” e non “TBC”… Tutte le sigle che entrano nel linguaggio quotidiano e che diventano nomi comuni vanno scritte minuscole, anche i nomi delle malattie, visto che noni non diciamo “Sifilide”, ma “sifilide”, non “Peste”, ma “peste”, non “Influenza”, ma “influenza”… Un altro problema sorge quando vogliamo indicare il malato di aids. Un gruppo di pazienti riuniti in convegno del 1983 a Denver, nel Colorado, si dette il nome di “People With Aids”, “Persone Con Aids”, che oggi viene comunemente siglato in “PWA”. L’origine di questa definizione sembra risalire a Mark Feldman che, durante una marcia con le candele tenutasi a San Francisco un mese prima della sua morte, disse: “Il 1 novembre del 1982 io ero una persona, un essere umano. Il 23 dello stesso mese, la mia diagnosi e tutta la gente mi etichettava come una vittima. Poi, cominciarono a chiamarmi ‘persona con aids’. Ebbene, come tanti di noi gia’ sanno, io sto cercando di dare una definizione di me stesso. Io sono una persona con aids, un essere umano, non una vittima, e divento un paziente solo quando vado all’ospedale…” (cfr. Dennis Altman, Aids in the Mind of America, Anchor, New York, 1987). I francesi usano talvolta, a meta’ tra l’ironico ed il polemico, “sidatique”, come gia’ dicono “chole’rique” (“coleroso”), “syphilitique” (“sifilitico”), “herpe’tique” (“che ha l’herpes”), e via di questo passo. Noi, su Ompo, usiamo l’acronimo “PWA”, tutto maiuscolo perche’ non e’ una parola entrata nell’uso comune (e probabilmente non ci entrera’ mai), e perche’ il nostro periodico si rivolge soprattutto ad un pubblico di “addetti ai lavori” che non hanno difficolta’ ad interpretare le decine di sigle delle quali sono infarciti i nostri articoli. Ma siamo coscienti della necessita’ di un termine breve, riassuntivo, che non costringa l’italiano medio a estenuanti “calembours” o giri di parole. Non i puo’ quotidianamente dire o scrivere “persona con aids”. Poiche’ noi italiani, unici tra tutti i latini abbiamo adottato l’inglese “aids”, invece del piu’ confacente “sida”, ne dovrebbe conseguire che la “persona con aids” andrebbe definita “aidsitica”: parola impronunciabile, difficile e troppo vicina a “stitica”. A parte i problemi di assonanza, le “PWA” sono tutto, meno che stitiche. Anzi, il primo tra i sintomi della sindrome e’ una diarrea profusa e inarrestabile. Potremmo provare con una sine’ddoche, estrapolando uno dei componenti della sigla (Sindrome Immuno-Deficitaria Acquisita) pe indicare il tutto del male. Ma quale? “Sindromatico”? Ma la “sindrome” e’ un insieme di segni e sintomi che possono fornire infinite diagnosi. “Immunodeficitario”? Forse andrebbe anche bene, ma e’ troppo lungo e vago, cosi’ com’e’ vago e onnicomprensivo “immunodepresso”. “Acquisito”? non ha alcun senso. Forse bisogna recuperare la versione latina di “aids”, cioe’ “sida”, e da questa fare come i francesi (e gli spagnoli e i portoghesi), derivandone “sidatico”. Non dobbiamo dimenticare, comunque, che questa parola e’ estremamente vicina a “sotadico”. La Satira Sotadica di Luisa Sigea e’ un libro licenzioso di Nicolas Charter, mentre le “fasce sodiche”, se la memoria non m’inganna, erano quelle zone del globo terrestre nelle quali (secondo Richard Burton) era maggiormente diffusa l’omosessualita’! In ogni caso bisogna decidersi ad adottare un linguaggio comune, comprensibile da tutti. Anche nella pronuncia di “aids” abbiamo i soliti problemi derivati dall’ambiguita’ di una sigla anglosassone per niente duttile alle necessita’ della nostra lingua. Cosi’, i piu’ sofisticati pronunciano “e’iz”, gli indecisi “ai(d)z”, i precisi “aiddiesse”… per ragioni fonetiche, e in apparente contraddizione con quanto detto sopra sulle sigle che diventano nomi comuni, crediamo che in questo caso si debba dire proprio “aiddiesse”, pronunciando, cioe’, tutte le singole lettere che compongono la sigla A.I.D.S. Percio’, visto che la responsabilita’ di un uso corretto della nostra lingua, e di quanto nella nostra lingua ci viene dall’estero, oggi ricade in larghissima parte sulla stampa, la radio e la televisione, i giornalisti devono poter essere messi in grado di svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile e con tutti gli strumenti adatti. Questo articolo, insieme ad un altro pubblicato sul nostro periodico in merito ai problemi di terminologia sollevati dalla problematica aids (come si dice: “Ka’posi” o “Kapo’si” o “Kaposi’”, “emofiliaco” oppure “emofilico”, ecc., Ompo N° 84, giugno 1985), cerca di venire incontro anche a questi problemi di linguaggio che potrebbero sembrare futili, ma non lo sono per niente. Basta pensare che, molto spesso, chi ci telefona in redazione perde i primi cinque minuti cercando di mettere insieme parole che non conosce bene o che non capisce affatto, oppure usando frasi perifrastiche imbarazzanti, come quel giovano che ci ha chiamato ed ha esordito affermando: “Io sono uno di quelli che hanno l’aids…”. Percio’, giornalisti, ancora uno sforzo! Cerchiamo, tutti quanti insieme, di usare un linguaggio comune, chiaro, facilmente comprensibile e onesto senza essere allarmante e ricordiamoci che perfino nella scelta grafica di una parola si puo’ fare del terrorismo, e A.I.D.S. e’ molto piu’ “paralizzante” di aids. Massimo Consoli

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28 aprile 2007

news 28 aprile

"JONATHAN – DIRITTI IN MOVIMENTO"
Pescara 24 aprile 2007
Ancora un omicidio di una ragazza "transessuale". Questa volta nella nostra
città. Manuela, 38 anni, è stata trovata nel suo appartamento con la
testa fracassata, nuda, con un cuscino a coprirle la testa, sul gas una
macchinetta del caffè già pronta per essere servita, evidentemente al
suo assassino, e che Manuela non ha avuto il tempo di assaporare. In
questo 2007 è la terza vittima (30 nel 2006) di una assurda quanto
cieca violenza che colpisce le persone "transessuali". Tutti i
quotidiani locali, ed anche alcuni nazionali, hanno riportato la
notizia con dovizia di particolari e con toni assolutamente morbosi, a
tratti offensivi, e con una terminologia che sta ad indicare quanta
ignoranza e quanta discriminazione ancora esistono verso persone che,
loro malgrado, si trovano a vivere una situazione di disagio sociale,
di solitudine e di emarginazione. Manuela in realtà non era una
"transessuale" ma una donna a tutti gli effetti, avendo già affrontato
tutto il processo di transizione fino ad arrivare all'intervento
chirurgico per la cosiddetta "riassegnazione sessuale" e al conseguente
cambio di identità sui documenti. Utilizzare termini quali "trans" o
addirittura articoli, aggettivi e verbi al maschile è, oltre che
inopportuno e scorretto, anche offensivo per chi, dopo un lungo
processo, caratterizzato da sofferenze psicologiche e fisiche, approda
finalmente alla sua vera identità di genere. Manuela "trans", "donna",
"prostituta"… che importa? Manuela era una persona ma a differenza
delle persone "normali", meritevoli di rispetto e di pietà di fronte
all'orrore subito, lei non merita né l'uno né l'altro. E' come se la
vita di una persona come lei avesse meno importanza delle altre, "in
fondo" , è il pensiero comune" se l'è andata a cercare"… Il vero orrore
non è l'omicidio in sé ma il pensiero, i ragionamenti e le congetture
che l'accompagnano. In questo momento avremmo voluto scegliere il
silenzio, quel silenzio cupo e doloroso al quale vorremmo tanto
rifugiarci, ma l'urlo che esplode dentro ognuno di noi non può essere
taciuto. E' l'urlo che spazza via il moralismo e perbenismo dei
benpensanti, di coloro che hanno armato quella mano e che ora
disprezzano e offendono quel corpo martoriato ancora caldo e
sanguinante. La mano grondante di sangue non è solo una, quella dell'
assassino, ma sono tante quanti sono i pregiudizi, le cattiverie, l'
emarginazione e l'isolamento che alcune persone, a causa del loro
orientamento sessuale o di genere, sono costrette a subire. E' la mano
di chi si è nutrito del pensiero corrente che "tanto uccidere una
trans, una prostituta non è poi così tanto grave". Come potrebbe essere
altrimenti se transessuali, lesbiche e gay sono quotidianamente
bersaglio di efferati attacchi da parte della politica, della Chiesa
Cattolica, del branco mediatico? Noi Manuela la conoscevamo. Si era
rivolta alla nostra Associazione per parlare di sé, per partecipare
attivamente alle nostre iniziative. Manuela si è rivolta a noi anche
per essere aiutata a cercare un lavoro "normale": era stanca di
prostituirsi e non sapeva come fare per modificare ancora una volta il
suo cammino di vita. Ci parlava della sua famiglia, del bel rapporto
che aveva con suo padre che, diceva, aveva assistito in una lunga
malattia che l'aveva portato alla morte. Ci ha parlato della sua
laurea, dei suoi studi e delle sue letture. Noi abbiamo conosciuto
Manuela trans, donna, prostituta ma soprattutto persona. E' per lei e
per tutte le persone come lei che continueremo la nostra lotta. Ora è
il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Qualcuno
stanerà l'assassino. Noi faremo in modo che quanto accaduto non venga
dimenticato. Jonathan – Diritti in movimento
Crisalide Azione-Trans
Abruzzo - Jonathan - Diritti in movimentoAssociazione glbt
Via Palermo,
41 - 65122 Pescara 347 6163260 - info@alinvolo.org -
www.alinvolo.org


RESOCONTO MANIFESTAZIONE CONTRO IL RACKET DELLA PROSTITUZIONE
L' Aquila, 24 e 26 aprile 2007
VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, hanno
presentato: Adelina, la sua storia, il suo libro e il suo progetto
"Tricarico". Buona l'affluenza di pubblico, considerando che nelle
manifestazioni culturali in genere non si registrano molte visite. L'
attenzione dei media è stata sufficiente ma non soddisfacente. Ad ogni
modo i VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, sono riusciti a concentrare
per la due giorni, l'attenzione dell'opinione pubblica circa la piaga
del racket della prostituzione che brutalizza quotidianamente molte,
troppe donne costringendole a prostituirsi per la strada. I VERDI e
Gaya CsF presenteranno nei prossimi mesi altre iniziative a livello
locale e nazionale. – Dichiarazioni di Adelina: "sono delusa dalla
tiepida accoglienza dei giornalisti della carta stampata e dall'assenza
delle autorità nell'ambito di questa manifestazione. Sono venuta da
Milano con 40 centesimi in tasca, questo per dimostrare che ciò che
faccio, lo faccio perché ci credo e credo fermamente che sia necessario
lottare contro la bestialità dei clan che gestiscono questo tipo di
attività criminose. Ho visto e subito innumerevoli violenze al fine di
essere costretta a prostituirmi sui marciapiedi; nel gruppo di ragazze
di cui facevo parte, la più grande aveva 21 anni e la più piccola solo
14. Venivamo stuprate dai nostri aguzzini con sistematicità, dopo aver
"lavorato" più di 14 ore per la strada. Non ci davano nemmeno il tempo
di lavarci, ci offrivano un solo toast al giorno ed era l'unico cibo
che avevamo a disposizione. Gli uomini di questo clan c'inducevano
anche a derubare i clienti più abbienti. Inoltre eravamo costrette a
guadagnare un milione di lire al giorno e quando non portavamo questa
cifra a fine giornata, oltre alla solita violenza sessuale, venivamo
punite con torture quali: sigarette spente sul seno e sul pube, ferite
inferte con armi da taglio, sulle quali veniva applicato del sale e
richiuse con i lembi che si erano aperti. Tutto questo si sommava ai
calci, pugni e schiaffi che ci "elargivano generosamente" in ogni
momento. C'è una grande urgenza d'informazione sul tema del racket
della prostituzione e su tanti altri argomenti inerenti. Bisogna
costruire una conoscenza e una cultura ad ogni livello, affinché le
coscienze non rimangano azzittite dall'indifferenza, perché è proprio l'
indifferenza il primo killer di chi si trova in certe condizioni. Sono
stata costretta a prostituirmi per quasi cinque anni, fermata dalla
Polizia italiana e rimpatriata per tre volte. Fin dal primo rimpatrio,
tentando di tornare a casa, bussai alla porta e mia madre mi cacciò via
dicendo che avevo disonorato la famiglia. Incontrati malauguratamente
mio zio (fratello di mia madre), che a suon di schiaffi e calci mi
condusse nel suo appartamento dove mi violentò ripetutamente. In
un'altra occasione di rimpatrio invece, camminando per strada, vidi
sopraggiungere mio nonno (padre di mia madre) che mi trascinò dentro il
suo furgone e mi violentò senza nessuna vergogna. Dopo aver abusato di
me, chiese se volevo dei soldi e naturalmente non li accettai. L'unico
mio pensiero fu quello di fuggire da quell'inferno, da quell'atrocità,
dovrei avrei potuto trovare una famiglia e invece trovai solo dolore e
sofferenze indicibili, ancor più di quante ne avevo già sopportate.
Oggi grazie all'aiuto della Polizia e dei Carabinieri, sono una donna
libera, libera dal racket della prostituzione, libera di vivere e
lottare contro ogni forma di schiavitù e soprattutto pronta a
combattere per liberare tante altre ragazze e bambine che si trovano in
quelle condizioni. Sto portando avanti il progetto Tricarico che
consiste nell'apertura in Basilicata, presso una struttura già
esistente, una casa d'accoglienza per le donne che si vogliono
ribellare al racket della prostituzione. Il progetto Tricarico è un mio
omaggio al Maggiore Mario Tusa e al Colonnello Giacomo Vilardo, che dal
1998 al 2002, hanno salvato più di 500 donne dal racket, grazie alla
loro tenacia sono riusciti a mettere la criminalità in ginocchio
lavorando a livello nazionale, essendo inoltre, il primo reparto
operativo nel quadro europeo a comprendere l'importanza del contrasto
verso il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Il 26
novembre scorso nell'ambito di una manifestazione, ho premiato Polizia
e Carabinieri e chiesi al Maggiore Tusa cosa provano quando salvano
queste donne e i loro bambini, mi rispose che il lavoro svolto era
stato un'opera di Dio e hanno dedicato le donne e i bambini sottratti
dal racket, alla Madonna e a Gesù. Prossimamente uscirà il libro "Le
stelle del cuore – quattro anni leggendari e rischiosi della compagnia
dei Carabinieri di Tricarico contro il racket delle schiave
mitteleuropee". Sono davvero molto pochi i commenti che si possono fare
di fronte ad una vicenda così agghiacciante. Certo è che spesso, quando
incontriamo queste ragazze per la strada, potremmo essere meno
indifferenti e chiederci quanti "pezzi" di Adelina ci sono in ognuna di
loro. Noi di Gaya CsF e del gruppo VERDI Regione Abruzzo, aderiamo alla
campagna di divulgazione e sensibilizzazione lanciata da Adelina,
mettendo a disposizione tutti i mezzi di cui disponiamo. Chiunque
voglia contattare Adelina, può farlo presso il suo sito internet: www.
adelina113.altervista.org oppure presso il suo indirizzo email:
adelina113@tiscali.it - nei prossimi giorni faremo girare nella mailing
list di Gaya e sul web in genere, una serie di servizi e montaggi audio-
video-fotografici, sulla manifestazione che si è tenuta a L'Aquila,
grazie al preziosissimo ed insostituibile contributo del gruppo VERDI
Abruzzo e dei cronisti, fotografi e cameraman del gruppo Gaya CsF. Un
ringraziamento speciale va a: Walter Caporale (Capo gruppo VERDI
Abruzzo), Cristiana Graziani (gruppo Consiliare VERDI Abruzzo), Mario
Camilli (Segretario VERDI Abruzzo), al cameraman di Gaya CsF Massimo
Pupi, alle fotografe di Gaya CsF: Cinzia Marinangeli e Marina
Giovannini e al cronista di Gaya CsF Massimo Bernardini, tutti quanti i
quali mi hanno assistita sia nel lavoro di preparazione della
manifestazione e sia durante i giorni intercorsi, con la loro presenza
e il loro inesauribile lavoro. Carla Liberatore Gaya CsF


UE: ARCIGAY, DA PARLAMENTO EUROPEO UNA
LEZIONE DI CIVILTÀ
"L'OMOFOBIA DEI LEADER RELIGIOSI SIA CONDANNATA
ANCHE DA QUELLO ITALIANO"
"Come al solito. Il parlamento Europeo dà lezioni di civiltà a quello italiano: speriamo serva a smuovere l' indifferenza dei politici di casa nostra contro gli attacchi omofobici
da parte di leader politici come Roberto Calderoli e Giulio Andreotti e
leader religiosi come il presidente della Cei Angelo Bagnasco". Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta l'odierna
risoluzione del parlamento europeo contro l'omofobia, sostenuta da Pse,
Liberali, Verdi e Sinistra Europea, che ribadisce l'invito agli stati
membri "a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da
coppie dello stesso sesso", condanna "i commenti discriminatori
formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli
omosessuali" e dà ufficialità alla "Giornata internazionale contro
l'omofobia", celebrata da anni il 17 maggio in tutto il mondo, Italia
compresa, su iniziativa delle associazioni lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transgender). "Anche se dal testo approvato è scomparsa la
condanna esplicita a Bagnasco per aver accostato le coppie di fatto
alla pedofilia e all'incesto – prosegue Lo Giudice – la sostanza non
cambia: le parole del presidente della Cei, che in Italia cadono in un'
indifferenza inquietante, sono considerate nel resto d'Europa come
intollerabili espressioni di omofobia da bandire. "È positivo –
conclude il presidente di Arcigay – che il parlamento europeo abbia
voluto ricordare la tragedia di Matteo, il quindicenne torinese vittima
del bullismo antigay. Che distanza dal comportamento del ministro
Fioroni, che dopo la tragedia di Torino non ha speso una sola parola
contro l'omofobia nelle scuole italiane". Ufficio stampa Arcigay

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori A NOIDONNE redazione@noidonne.org
Sorelle mie, compagne immaginarie... ma veramente pensate che il sig
Ratzinger possa intendere ragione "al femminile", e magari schierarsi
dalla parte dei diritti delle donne, quelli che noi donne consideriamo
tali, quelli che ci spettano in quanto esseri umani intelligenti ?
Veramente potete credere che l'uomo-dio anche solo potrà semplicemente
leggere il vostro appello con "cristiana pietas", quella che lui e i
suoi accoliti sbandierano a ogni piè sospinto per meglio ricacciare le
donne, e non solo, che osino rivendicare a sé pari diritti dei maschi
nell'inferno quotidiano del sessismo cattolico apostolico romano? Ma
non vi sembra che 2000 anni di riduzione alla condizione servile delle
donne sottoposte al maschile e maschista, scientificamente programmato
e documentato, ci dovrebbero almeno aver insegnato a non avere alcuna
fiducia in qualcuno che della repressione della sessualità e della
riduzione della donna a femmina del maschio, e fattrice di figli, ha
fatto e continua a fare il fondamento del suo potere assoluto e
alienante, in nome e per conto di un dio che se esistesse così come ce
l'ha raccontato, avrebbe certo impedito tutto ciò ' ?
Il "Sommo Pontefice" non è solo il capo religioso più assolutista del pianeta, è
anche il capo di uno stato estero, assoluto, teocratico e nel quale non
vige alcuna democrazia, che esercita un enorme potere nel mondo
attraverso la credulità della povera gente e una ricchezza incrementata
dalle tasse che tutti gli anni noi, italiane, siamo costrette a
regalargli, togliendole alle nostre finanze, al bilancio dello stato,
ai servizi di cui abbiamo necessità, attraverso il perverso meccanismo
dell' ottopermille, e a quelle che altri stati, europei e non solo, con
meccanismi analoghi gli regalano altrettanto graziosamente. Il "Sommo
Pontefice" è il capo assoluto di uno stato teocratico, che pretende di
imporre la sua legge sopra le leggi degli stati sovrani, che pretende
di arrogarsi il diritto ( canonico) di proteggere i preti pedofili
espropriando di fatto i giudici italiani (Stato sovrano la Repubblica
Italiana) dell'ufficio di giudicare tali crimini secondo la sua Legge.
Smettete di sognare, una buona volta, per favore, per amore. Ne và
della nostra vita, quella vera, reale, quella che tutti i giorni ci
vede, volenti o nolenti, coscienti o meno in una trincea sempre più
angusta e soffocante, fatta di violenza e di sopraffazione che non
abbiamo scelto, perchè non ne abbiamo neanche avuto l'opportunità.
Nella nostra vita reale di donne, quella che la religione del sig.
Ratzinger ci ha costruito addosso, tale tipo di sogno può essere più
che pericoloso, può essere suicida. No grazie, non posso, non voglio
sottoscrivervela. Alba Montori 11 aprile 2007.
LETTERA APERTA AL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI - Alla vigilia dell'8 marzo, giornata universalmente dedicata alle donne, durante l'udienza nella Sala Nervi
nel Suo discorso ha omesso qualsiasi riferimento alle condizioni di
vita delle donne in Italia e nel mondo. Con disagio osserviamo che non
c'è stato un cenno alle sofferenze che le donne patiscono in aggiunta a
quelle che già le guerre e la fame impongono a miliardi di persone. A
milioni di donne è negato il diritto ad un'esistenza dignitosa,
all'istruzione, al lavoro, alla maternità. Sono le violenze subite in
quanto donne. Stupri, mutilazioni sessuali, lapidazioni, matrimoni
combinati, riduzione in schiavitù e costrizione alla prostituzione sono
violenze sessuate che le donne subiscono anche per mano di uomini che
dovrebbero essere loro compagni di vita. Spesso tali innominabili
violenze sono perpetrate in base a leggi tribali o di clan secondo un
relativismo culturale sul quale sarebbe importante Lei si esprimesse.
E' proprio nelle mura domestiche, luogo simbolo di tutela e di affetti,
che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne, come
documentato dalle fonti più varie nazionali ed internazionali. Anche in
Italia la violenza, che a volte arriva al "femminicidio", raramente è
denunciata perché spesso avviene in famiglia. E' una vera e propria
guerra dichiarata alle donne e praticata dagli uomini con la forza
fisica o con l'inganno delle tradizioni. Allora perché, Sua Santità,
non condanna questi comportamenti e non rivolge un appello specifico
agli uomini, esortandoli a rispettare le donne e a riflettere sulle
cause di tanta brutalità? Tutti i giorni la Chiesa ripropone richiami
sul valore della famiglia e sulla necessità di tutelarla come caposaldo
della società. Ci domandiamo perché a questi appelli Lei non aggiunga
anche raccomandazioni su che cosa la politica e tutta la struttura
sociale debba fare in concreto affinché questo avvenga. La maternità,
considerata nel lavoro al pari di una malattia e nella società un fatto
privato, è vissuta dalle donne in solitudine e come un dilemma,
aggravato dalla precarietà delle condizioni lavorative. Le donne da
anni chiedono che la maternità, che ogni bambino che nasce, sia un
evento che la società mette al centro delle sue attenzioni, proprio per
quella sacralità della vita cui la Chiesa richiama continuamente. La
Sua voce, una Sua parola in questa direzione aiuterebbe a far si che la
famiglia, non a parole ma in concreto, fosse tutelata, rispettata,
valorizzata. Alba Montori Gaya CsF


INTITOLATA UNA PIAZZA DELL' AQUILA A ULRICHS
di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti
noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive
condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco
perché si tratta di un'informazione più attuale che mai. Come alcuni di
voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895)
era un tedesco che nell'Ottocento, per primo, ha cercato di dare un'
interpretazione scientifica positiva dell'omosessualità, pubblicando
alcuni libretti sull'argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla
fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro,
all'Aquila, dov'è morto nel 1895 e dov'è sepolto nel cimitero locale.
Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato
(come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita
per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio
ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L'iniziativa ha
avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me,
avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua
monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con
le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il
suo viaggio all'Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani
sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo
nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno
riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane
editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi
responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po' il nonno
del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da
Giovanni Dall'Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po' lo
sento come mio figlio, per l'affetto e la responsabilità che ho sempre
sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E,
badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che
l'omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una
psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace
definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il
primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva,
con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che,
all'epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato
(nei suoi dodici libretti sull'"enigma" di questo tipo di amore) capace
di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà
ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà
dell'Ottocento. Oggi, anche la città dell'Aquila ha deciso di
dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e,
come dicevo all'inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare,
che reputo importantissima: chiedere all'amministrazione delle poste un
annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita
di Ulrichs, abbinandolo all'istituzione della piazza a suo nome. Non è
una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997
per ricordare le "Origini del movimento gay in Italia", e poi nel 2004
per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse,
pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter
contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per
poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell'
Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la
notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio
Piccinini: Un piazzale vicino al Castello Spagnolo per Karl Heinrich
Ulrichs a L'Aquila. Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso
la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta
la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, all'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini CSU L'Aquila

LA PARS LEDENTE DEL PASTICCIO TELECOM
Nel puttanaio infinito del pasticcioso pasticciaccio inverecondo di
Telecom, e dei suoi spioni di cui gli espertissimi vertici di Telecom e
di Pirelli non potevano non sapere (Carlo Buora e capo del personale
compresi) ha perfettamente ragione il giornalista Davide Giacalone a
definire scuse amorali quelle fornite con l'abituale spocchia e
improntitudine da Tronchetti Provera che ha scelto sede, tempi ed
argomenti che peggiori non sarebbe stato possibile trovare e ciò vuoi
per eventuale complicità con gli spioni (cosa che spetta alla
magistratura accertare, e posto che egli non è neanche indagato), vuoi
per l'incapacità di accorgersi di cosa accadeva nella stanza accanto
alla sua, talora nella sua stessa stanza, e comunque con uomini e
strutture da lui scelti e da lui pagati. La "pars" ledente di Telecom è
Tronchetti Provera, altro che parte lesa come senza vergogna ma con
dosi massicce di facce di tolla, facciacce che più di tolla non si può,
si ostinano a sostenere Tronchetti Provera & Co. Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - P.S.: Hai fatto il
Mecenate nell'Uovo con un solo euro? Se non l'hai ancora fatto solo per
pigrizia sei sempre in tempo a FAI *il Mecenate nell'Uovo* versandolo
sul Conto corrente postale n° 11711207 FAI Fondo per l'Ambiente
Italiano Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano Causale: Mecenate nell'uovo
Giuliana D'Olcese Restauro Vescovi

OSSERVATORIO LGBT VENEZIA
CITTADINANZE E PLURALISMO CULTURALE
Nell'anno europeo delle Pari Opportunità Convegno internazionale Padova, 4 maggio 2007 Salone di Civitas. Fiera di Padova. h.10.30 – 18.00
Nell'agenda delle società contemporanee, il problema del pluralismo è stato affrontato
soprattutto in riferimento all'emersione delle culture dei migranti.
Tuttavia, negli ultimi anni le domande di cittadinanza di gay e
lesbiche hanno reso più articolata questa discussione. Oggi, il corpo
delle donne migranti, delle lesbiche e dei gay si trova al centro di
dilemmi culturali che sfidano le definizioni dellacittadinanza sul
terreno delle relazioni di genere e dello statuto della differenza.
Come è possibile contrastare le nuove forme dell'esclusione sociale
coniugando le esigenze di integrazione con il riconoscimento delle
identità? In altri termini: come è possibile vivere assieme da diversi?
Questi interrogativi costituiscono l'oggetto del convegno
internazionale "Cittadinanze e pluralismo culturale", organizzato in
occasione dell'anno europeo delle Pari Opportunità dal Dipartimento di
Sociologia dell'Università di Padova in collaborazione con
l'Osservatorio Lgbt del Comune di Venezia. Il convegno, che si svolgerà
il 4 maggio 2007 dalle 10.30 alle 18.00 all'interno del Salone di
Civitas (Padova Fiere, via N. Tommaseo 59, Padiglione 8), presenta i
risultati di una ricerca nazionale e di un progetto europeo sul
rapporto tra genere e differenze culturali e sull'integrazione delle
donne migranti. Dopo l'iniziativa sull'omogenitorialità e le nuove
famiglie, realizzata l'anno scorso, continua latra Università di Padova
e Osservatorio Lgbt sugli aspetti più complessi della cittadinanza,
all'interno del Salone di Civitas, che è l'appuntamento nazionale più
importante della società civile e dell'economia sociale. Sala 8C Ore
10.30 – 11.30 SESSIONE I Vivere assieme, diversi Genere e costruzione
sociale del corpo nella sfera pubblica franca bimbi - Università di
Padova L'integrazione delle donne migranti nel mercato del lavoro e
nella società maria kontos – I. S. R. Frankfurt am Main Ore 11.30 –
13.30 SESSIONE II Le donne immigrate: tra processi di esclusione e
domande di riconoscimento Coordina giovanna campani - Università di
Firenze Interventi christine catarino - ISP – Université Paris X
tiziana chiappelli - Università di Firenze monica massari - Università
della Calabria letterio pantò/sveva magaraggia - Università di Milano-
Bicocca Sala 8B Ore 15.00 – 16.45 SESSIONE III Genere, differenza
culturale e orientamenti sessuali Coordina fabio bozzato - Osservatorio
LGBT Venezia Interventi chiara bertone - Università del Piemonte
Orientale luca trappolin - Università di Padova elisabetta ruspini -
Università di Milano Bicocca Discutono farian sabahi - Università di
Torino ruba salih - Università di Bologna Ore 17.00 – 18.00 SESSIONE IV
Ripensare la cittadinanza Coordina laura balbo - Università di Padova
Interventi donatella barazzetti - Università della Calabria carmen
leccardi - Università di Milano-Bicocca gustavo guizzardi - Università
di Padova 1 palazzo cavalli s.marco 4089 --- 30124 venezia Tel:+39.
041.274.8320 / 8264 -differenze@comune.venezia.it

UNIONE FEMMINILE NAZIONALE
SALUTE, CORPO, SESSUALITA', CONSULTORI. PARLARNE PER AGIRE
OCCORRE IL NOSTRO BENE-STARE
Mettiamo in comune progetti e percorsi - SABATO 5 maggio 2007 – DALLE 10.30 ALLE 16.30 CORSO DI PORTA NUOVA 32, MILANO Per individuare iniziative condivise a partire dalle esperienze
locali. Per essere operative, senza escludere l'ambizione di mettere a
fuoco i cambiamenti intervenuti nel rapporto delle persone (e le
persone hanno un sesso, o più di uno) con la medicina. Perché su
corpo, sessualità, salute, maternità e aborto la parola decisiva sia
la nostra: non di autorità religiose, nè "scientifiche", né di
interessi di mercato. Gli argomenti sono tanti e complessi: vi
invitiamo a partecipare per dare
vita ad una rete nazionale che si dia
successivi appuntamenti e che sappia garantire raccordo tra gli snodi:
movimenti, organizzazioni, istituzioni. L'incontro è aperto. Da
Bologna, Milano, Bologna, Ravenna, Roma, Torino, Trento hanno già
assicurato la partecipazione donne (e uomini) singole o organizzate.
Interventi brevi e informali favoriranno la condivisione di esperienze
e il dibattito. Promuovono l'iniziativa: Coordinamento per
l'autodeterminazione della Casa delle donne di Torino, Osservatorio
salute donna di Milano, Unione femminile nazionale. Per aderire e per
avere informazioni: Tel/fax 02/6572269 (Unione femminile) oppure
osa@osadonna.org Grazie se vorrete diffondere questo invito. OCCORRE IL
NOSTRO BENE-STARE - Mettiamo in comune progetti e percorsi. La salute è
un bene collettivo da salvaguardare che è sempre più affidato ad una
gestione privatistica. Alla progressiva privatizzazione dei servizi
sanitari e sociali corrisponde: una grande solitudine delle persone
nell'affrontare i problemi di salute; solitudine specialmente femminile
perché alle donne è affidato il compito di "rimettere al mondo il
mondo" ogni giorno; una sempre maggiore povertà di risorse economiche e
possibilità sociali; un sempre minore interesse alla conoscenza della
vite quotidiane delle persone e del concreto operare dei servizi,
spesso "tenuti sù" da lavoratrici e lavoratori inascoltati e negletti;
una grande mancanza di idee e di pratiche efficaci e solidaristiche
nella gestione dei servizi; La nostra salute dipende dallo stato di
salute della nostra democrazia. Né l'uno né l'altra possono fare a
meno del nostro BENESTARE….. sul corpo e la sessualità, su maternità e
aborto, sulla salute riproduttiva, sul disagio maschile e femminile
nell'agire una sessualità che per essere sempre più compulsivamente
prescritta può rivelarsi sempre più fonte di ansia e noia a un tempo.
VOGLIAMO: Verificare il rapporto di ciascuna e ciascuno con la
medicina, il nostro corpo, la nostra sessualità (femminile e
maschile), i servizi che se ne fanno carico. Descrivere le singole
realtà regionali per individuarne le specificità territoriali e
disegnare una mappa dei servizi pubblici in Italia, utilizzando come
parametro l'autodeterminazione dei soggetti e la libertà di scelta.
Discutere e concordare livelli minimi di funzionamento e risorse
assegnate per i servizi per la salute delle donne; Proporre pratiche
politiche ed azioni condivisibili e coordinate a livello
nazionale.
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


OMOFOBIA, GAYLIB SU CONDANNA UE ALL' ITALIA:
"ATTO UNILATERALE CONTRO TUTTI I POLITICI E I TONI VIOLENTI
DELLE GERARCHIE VATICANE. ORA CHIEDIAMO SUBITO LEGGE SU CONVIVENZE E
CONTRO L'OMOFOBIA IN AMBITO PUBBLICO E PRIVATO"
GayLib (gay liberali e di centrodestra) esprime profonda soddisfazione per il pronunciamento
ufficiale con cui il Parlamento europeo ha condannato Polonia e Italia
per omofobia."Era ora che qualcuno si svegliasse - dichiara il
presidente Enrico Oliari – riconoscendo ciò che il movimento gay
italiano denuncia da decenni. Il fatto, poi, che la condanna arrivi con
un voto espresso dalla maggioranza schiacciante degli europarlamentari
eletti dall'intera comunità dei cittadini dell'Unione europea dà una
ulteriore valenza a parole già da sé chiare e inequivocabili". Nel
testo votato oggi a Strasburgo, infatti, l'Europarlamento invita i
Paesi dell'Unione a prendere misure contro le dichiarazioni rilasciate
da leader pubblici incitanti alla discriminazione e all'odio sulla base
dell'orientamento sessuale. "Senza voler essere faziosi – aggiunge il
vicepresidente di GayLib, Daniele Priori – nelle parole del Parlamento
Europeo si legge un riferimento coraggioso e neanche troppo implicito
ai vertici ecclesiastici. Dopo questo pronunciamento, credo, sarà più
difficile tornare ad accostare una proposta di legge sulle convivenze
gay ad incesto e pedofilia, come ha detto il presidente della Cei
Bagnasco un mese fa, piuttosto che insistere ogni giorno, come fanno
dal Vaticano, su forme di amore debole, deviato e contro natura,
riferendosi alle vite di milioni di coppie omosessuali". "E' inoltre
indubbio – riprende il presidente Oliari – che l'arrivo di una tale
condanna da parte dell'Europarlamento sia un colpo, senza distinzioni,
all'autorevolezza della politica italiana. Pertanto, oggi più che mai
con forza e decisione e a nome dell'intero direttivo di GayLib –
conclude Oliari – torniamo a chiedere con forza al Governo italiano non
solo il compimento del percorso legislativo delle proposte di legge in
materia di convivenza ma anche una legge chiara e decisa contro l'
omofobia e la discriminazione in ambito pubblico e privato per l'
orientamento sessuale e di genere. Perché l'Europa, una volta di più,
ci fa capire come ventisette paesi debbano stare insieme non solo per i
benefici di natura economica ma anche per una affermazione chiara e
netta dei diritti civili". GayLib - Il Direttivo - Contatti Enrico
Oliari – Presidente 335/6622440 - Daniele Priori - Vicepresidente
328/6323820 - Marco Anselmo Jouvenal - Coordinatore nazionale
338/7554565


UN ATTIVISTA GAY DI 258 ANNI FA
di Massimo Consoli
David Thorstad mi manda questo documento tratto da "Story from BBC News",
http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr-/2/hi/uk_news/england/manchester/6593281.stm (25 aprile 2007). Ve lo
traduco liberamente in italiano per vostra comodità. Gli scritti tra
parentesi, in corsivo, sono osservazioni o spiegazioni che ho inserito
per rendere più comprensibile il testo. Buona lettura, Massimo Consoli
- È probabile che la battaglia per i diritti gay sia stata combattuta
più di due secoli prima che la legislazione inglese sull'omosessualità
venisse liberalizzata. Uno studioso della University of Manchester
Academic, ha rintracciato gli scritti del 18mo secolo di Thomas Cannon,
forse uno dei primi attivisti gay, contenuti in una pergamena
manoscritta (di circa 90 x 150 cm.) con l'imputazione di un tipografo
per il suo lavoro del 1749 intitolato "Ancient and Modern Pederasty
Investigated and Exemplified" ("La pederastia antica e moderna
investigata e spiegata con degli esempi"). Il libro venne vietato, ma
il manoscritto ha dei lunghi estratti con delle affermazioni mai fatte
prima. Il Dr Hal Gladfelder ha trovato la pergamena in una scatola di
documenti non catalogati dal 1750, mentre faceva una ricerca ai
National Archives di Kew. (Gli Archivi Nazionali dell'Inghilterra,
Galles e Regno Unito sono una delle più ricche collezioni del mondo,
comprendendo circa mille anni di storia inglese. Si trovano a quaranta
minuti con la metro dal centro di Londra, a Ruskin Ave, Kew, Richmond,
Surrey, TW9 4DU,
www.nationalarchives.gov.uk) Il testo dell'imputazione
suggerisce che il libro fosse un'antologia di racconti e testi
filosofici in difesa dell'omosessualità maschile. Un racconto si occupa
di travestimento mentre altri sono traduzioni di testi omoerotici
latini e greci. Uno degli estratti dice che "Il desiderio innaturale è
una contraddizione in termini; una totale sciocchezza". "Il desiderio è
un impulso amatorio delle più profonde parti umane". Il Dr Gladfelder,
della School of Arts, Histories and Cultures, dice: "Probabilmente è la
prima volta che viene affrontato in inglese l'argomento omosessuale in
maniera sostanziale. Le uniche altre discussioni sull'omosessualità che
conosciamo erano contenute in attacchi violentemente moralistici e
omofobici o nel resoconto di processi per il crimine di sodomia fino al
1750, ed oltre". In Inghilterra la sodomia è stata un reato capitale
punibile con la pena di morte fino al 1861, e l'omosessualità è stata
vietata fino al 1967. (Spesso si ignora che Oscar Wilde, nel 1895 venne
condannato al massimo della pena, due anni di lavori forzati, per il
reato di "gross indecency", cioè, di "grave oltraggio al pudore". Fosse
stato riconosciuto colpevole di penetrazione anale, la punizione
sarebbe stata molto più grave, arrivando fino all'ergastolo. Poi, in
seguito al Rapporto Wolfenden, nel 1967 la legge venne modificata
permettendo attività omosessuale tra adulti consenzienti sopra i 21
anni, mentre l'attività eterosessuale era permessa a partire dai 16
anni. In Irlanda l'omosessualità è stata decriminalizzata solo nel
1993). Il Dr Gladfelder afferma che Cannon scappò sul continente
europeo per evitare una incriminazione, e che non sopravvivono copie
del libro. "Possiamo dire che Cannon stava scrivendo per la subcultura
gay del suo tempo, che è rimasta quasi del tutto nascosta", aggiunge.
"Sebbene sia vissuto nell'anonimato, possibilmente a causa della
notorietà raggiunta dal suo pamphlet, di sicuro lo considero un
martire. Penso che ciò che è capitato a lui abbia spianato la strada a
duecento anni di repressione omofobica", ha aggiunto. (Cannon era
figlio del Decano della Cattedrale di Lincoln, e suo nonno era Vescovo
di Norwich e di Ely. Fu anche amico e rivale di John Cleland, autore
del classico erotico "Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere", del
1748, che fu l'unico altro testo di quel periodo contenente scene
esplicite di omosessualità maschile)


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
Con una precisa scelta editoriale, il
quotidiano Liberazione pubblica la lettera di Andrea Colombo, coautore
con i terroristi fascisti pluriomicidi Francesca Mambro e Valerio
Fioravanti, un testo di pura faziosità difensiva, avulsa da ogni realtà
processuale accertata in via definitiva, e omette di pubblicare il
comunicato stampa dell'Associazione Familiari Vittime della strage
alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e la lettera di risposta al
Direttore Piero Sansonetti. Il comunicato di Andrea Colombo contiene
inoltre, anche un' inutile intimidazione nei miei confronti,
indicandomi quale destinatario di querela. Sono sconcertato da una tale
scelta di campo che appare favorire Andrea Colombo ed i suoi due
collaboratori, a scapito della verità e censurare le proteste delle
vittime della strage. Il Presidente Paolo Bolognesi Lettera al
Direttore di Liberazione Piero Sansonetti del 24 aprile 2007 - Caro
Direttore Ho appreso che il vostro giornalista Andrea Colombo ha
scritto una risposta alle mie contestazioni sul libro da lui scritto
con terroristi fascisti, i pluriomicidi Valerio Fioravanti e Francesca
Mambro. A questa risposta è stato dato l'onore della prima pagina, (
domenica 22 lunedì 23 aprile) non mi sembra che alle mie contestazioni
sia stato riservato uguale trattamento e me ne dispiace. Prendo atto
che il Partito della Rifondazione Comunista non c'entra nulla con le
opinioni del suo portavoce, ma preme sottolineare come in tutti questi
anni Andrea Colombo abbia utilizzato la sua collocazione a sinistra ,
prima sul Manifesto poi anche con citazione esplicita, GRadio Rai del
giorno 18 aprile, quale portavoce di Rifondazione Comunista, per
portare avanti da sinistra le sue tesi innocentiste, di accreditamento
di assurde piste alternative e di denigrazioni delle sentenze senza
molta conoscenza degli incartamenti processuali. Questo appoggio
incondizionato, da sinistra, alle tesi innocentistiche basate sul nulla
credo non faccia onore ne al Partito della Rifondazione Comunista né al
suo giornale Liberazione. Farà sicuramente bene alla notorietà del
dottor Andrea Colombo visto la grande pubblicità che viene data alla
sua persona "di sinistra " e ai terroristi che potranno aumentare la
loro notorietà criminalmediatica con l'aiuto di quel libro scritto dal
portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. Distinti saluti.
Presidente Paolo Bolognesi

NESSUNO TOCCHI CAINO 28.04.07 MORATORIA.
MINISTRI ESTERI UE RINVIANO DECISIONE A MAGGIO - 23 aprile 2007:
'Abbiamo deciso che decideremo insieme con la Ue nel prossimo consiglio
ministeriale di maggio sulla presentazione di una risoluzione per la
moratoria delle esecuzioni capitali; nel caso in cui non ci fosse una
decisione Ue ci riserveremo di procedere autonomamente sulla base di
una coalizione dei volenterosi'. Lo ha precisato il ministro degli
Esteri Massimo D'Alema nel corso della conferenza stampa finale della
riunione dei ministri degli esteri dei 27 a Lussemburgo (CAGRE). 'Nel
caso non ci sia un consenso Ue - ha detto D'Alema - abbiamo deciso che
il Consiglio dei ministri valutera'. Non escludo che l'Italia decidera'
di muoversi egualmente'. 'Tuttavia ritengo giusto cercare un'
iniziativa comune dell'Ue su questo tema', non solo per la nostra
generale impostazione europea 'ma anche per avere successo', ha detto
D'Alema. 'Ci daremo ancora qualche giorno - ha aggiunto il ministro
degli Esteri - per fare verifiche attraverso contatti bilaterali con
gli stati membri dell'Onu, per valutare l'effettiva disponibilita' a
votare la risoluzione'. 'La valutazione e' che - ha precisato D'Alema -
la risoluzione deve essere presentata a colpo sicuro'. D'Alema ha
ricordato che al momento ci sono 90 Paesi che hanno aderito alla
'Dichiarazione di associazione' fatta insieme all'Ue per la moratoria.
Questo vuol dire che non c'e' 'la certezza di un voto positivo perche'
bisognerebbe poter contare su 96' voti. D'Alema ha riportato inoltre
una lettera inviata oggi da Amnesty International al Consiglio dei
ministri degli Esteri nella quale l'organizzazione 'mette in guardia
l'Ue dal chiedere in modo prematuro un voto, dal momento che un
eventuale insuccesso avrebbe conseguenze negative'. "Il Ministro degli
Esteri italiano Massimo D'Alema – hanno dichiarato i Radicali a seguito
del CAGRE - ci sembra cada in un patente equivoco, in un errore di
fatto, nell'interpretare le posizioni e le decisioni del Parlamento
italiano, oltre che ignorare posizioni e delibere del Parlamento
europeo. Il Parlamento italiano, infatti, ha da tempo impegnato il
Governo a presentare la Risoluzione nell'Assemblea Generale in corso e
ribadito nettamente quel mandato, essendo noto che ormai - almeno da
otto anni - la maggioranza alla proposta di moratoria è largamente
acquisita e sempre più chiaramente confermata nell'Assemblea Generale.
Certo, se si accumulassero oltre che ritardi anche gravissimi errori,
qualsiasi risultato positivo potrebbe essere impedito: come di già
accadde nel 1999 quando gli Ambasciatori dei Paesi europei presenti ed
operanti a New York si trovarono, all'improvviso ed all'ultimo momento
utile, dinanzi alla disposizione giunta "da Bruxelles" di ritirare la
Risoluzione già pronta con certezza di successo. La stessa situazione
di pretesi "rinvii cautelativi" si è ripresentata nel 2003; in entrambe
queste occasioni si è trattato di un evidente comportamento offensivo
dei mandati parlamentari. È chiarissimo anche che il Parlamento
italiano, così come il Parlamento europeo, con un'inedita,
straordinaria maggioranza ha anch'esso deliberato e richiesto al
Consiglio ed alla Commissione di sostenere nell'assemblea attualmente
in corso la Risoluzione, della quale invece il CAGRE di oggi conferma
non esservene tuttora nemmeno una bozza o una traccia. Ed infine
ricordiamo il caldo, immediato, deciso sostegno all'iniziativa italiana
e del Parlamento europeo del nuovo Segretario Generale delle Nazioni
Unite, Ban Ki Moon. Vorremmo ricordare che già nel 1994 la Risoluzione
fu battuta, sol perchè 4 Stati abolizionisti europei votarono contro la
Risoluzione. Questo comportamento fu determinante per impedire, dunque,
già 13 anni fa all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di deliberare
la moratoria universale della pena di morte. Ci chiediamo se l'opinione
pubblica europea e mondiale, oltre a quella dei paesi appena citati,
sia stata informata di quell'infausto, inspiegabile ed inscusabile
comportamento. Certo, lo ripetiamo, se proprio è quel che si desidera,
da qualche parte "europea", è pur sempre possibile, anche se non
probabile, che si torni a perdere sol perchè un comportamento di fatto
ostracistico ha sicuramente di nuovo pesato negativamente. Nel mese di
gennaio, dopo l'esecuzione del dittatore iracheno, da parte di quasi
tutti i governi, ivi compresi alcuni che praticano tuttora la pena di
morte, vi era stata una vera e propria sollevazione, una deprecazione
pressoché globale. A questa situazione di opinione pubblica mondiale è
stato deliberatamente deciso di dare la risposta della moratoria
universale. Ora, invece, non si può di certo escludere che un qualche
gravissimo atto terroristico possa ancora una volta provocare quel
contesto meno favorevole, se non ostile che, ad oggi, sono solamente la
cattiva volontà e ipocriti comportamenti a ritardare, rinviare,
impedire. Per questo, decidiamo di continuare l'azione nonviolenta
attualmente in corso, estendendola e rafforzandola, rivolgendo un
appello a tutti i militanti nonviolenti, autenticamente pacifisti o
semplicemente consapevoli che a stragi di diritto e gravi
inottemperanze degli esecutivi nei confronti dei parlamenti
corrispondono eventi gravissimi, con conseguenze di incalcolabile danno
per il diritto, l'umanità, di sostenere o partecipare allo sciopero
della fame ad oltranza che conduciamo. Il Governo italiano,
manifestamente, ha ora bisogno di questo sostegno ai suoi obiettivi ed
impegni assunti. Nella speranza che non sia necessario attendere ancora
un altro CAGRE (istituzionalmente, com'è noto incompetente, a meno
dell'unanimità di tutti i suoi componenti), a continuare ad impedire
che la moratoria universale venga sostenuta con pari dignità anche da
Paesi di massimo prestigio delle varie Regioni del mondo. Ad esempio,
il Sud Africa, ha dichiarato la sua piena disponibilità e pie!
no
accordo ad essere co-sponsor di una Risoluzione, pur letteralmente
ancora ignorata e non ufficialmente stilata, nemmeno come semplice
bozza.
MORATORIA. BONINO, INIZIATIVA ALL'ONU IN PERICOLO - 24 aprile
2007: "Mi pare una situazione compromessa, in pericolo, e mi pare a
maggior ragione di dover ricordare il sostegno allo sforzo gravoso
dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, Sergio D'Elia, Lucio
Berte', Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Valter Vecellio, giunti
all'ottavo giorno di sciopero della fame, e degli altri militanti in
sciopero della fame, per tentare di dare forza a questa iniziativa". Lo
ha detto il ministro Emma Bonino, intervenuta in diretta a Radio
Radicale per raccontare la cronaca della relazione tenuta, alla fine
del Consiglio dei ministri, dal ministro degli Esteri D'Alema dopo la
riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue ieri a Lussemburgo. "Mi
sembra che il rinvio a maggio sia una ennesima perdita di tempo, una
perdita di un altro mese in cui si dovrebbero verificare le
disponibilita' dei paesi senza peraltro aver ancora preparato un testo
di risoluzione. Ho detto in Consiglio, un Consiglio comunque piuttosto
disattento, che sarebbe stato auspicabile che l'Italia cercasse non
generiche adesioni, ma paesi co-sponsor della proposta di risoluzione.
In questo modo - ha precisato Bonino – alla riunione prevista per il 14
maggio, si sarebbe potuto sperare di mettere i paesi scettici dell'Ue
con le spalle al muro". Bonino ha ricordato che l'appuntamento di oggi
a Palazzo Chigi era stato previsto nello scorso Cdm: "La relazione e'
stata molto puntuale, perche' D'Alema ha dato atto del dibattito che si
e' svolto ieri a Lussemburgo, della richiesta insistita dell' Italia
perche' l'Ue prendesse in considerazione la possibilita' di andare in
Assemblea generale Onu gia' in questa sessione. La presidenza ha fatto
circolare una lettera di Amnesty che parlava del rischio di perdere in
Assemblea generale Onu e D'Alema ci ha riferito sul fatto che si e'
ripetuta la resistenza di alcuni paesi europei scettici sull'esito, e
ha aggiunto che viceversa la presidenza tedesca e' stata cooperativa".
Bonino ha concluso: "Alla fine si e' deciso di svolgere una attivita'
da oggi al prossimo Consiglio europeo del 14 maggio, una attivita' di
verifica della possibilita' di voto positivo dei vari paesi. A questo
scopo la presidenza ha predisposto un questionario, che immagino sia
gia' partito. Questa e' la situazione, e non mi pare promettere bene.
Lo diciamo da quel di': ci sono in Europa, e' chiaro (e spiace che
Amnesty offra il destro a questa situazione), ci sono paesi scettici
per conto terzi. Oggi D'Alema ha ripetuto piu' volte 'non siamo stati
inerti, abbiamo preso iniziative, abbiamo istruito le ambasciate', ma
mi sembra che la situazione sia di pericolo per una iniziativa che
poteva essere vincente, una iniziativa di cui in questi giorni, mentre
in Iraq si pensa di introdurre la pena di morte per i disertori, il
mondo ha ancora piu' bisogno".
MORATORIA. BAN KI MOON, 'ITALIA CONTINUI
A CREDERCI' - 24 aprile 2007: "Come questione di principio io
incoraggio e dò il benvenuto all'azione italiana nel cercare una
moratoria globale delle esecuzioni capitali, e come forse vi state
accorgendo c'e' una tendenza crescente della stessa comunita'
internazionale per arrivare all'abolizione della pena di morte". Lo ha
affermato Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, in
un'intervista al 'Quotidiano Nazionale'. "L'espansione o meno di questo
appoggio - ha continuato Ban Ki Moon - dipende pero' dagli stati
membri. Ma come paese che ha iniziato la campagna, invito l'Italia ad
andare avanti, non la considero una 'missione impossibile', non so
quanto ci vorra', ma dovete avere energia ed entusiasmo e continuare a
crederci".
PENA MORTE. PE, PRESIDENZA UE FACCIA IMMEDIATA RICHIESTA
MORATORIA - 26 aprile 2007: la presidenza tedesca dell'Unione europea
e' stata nuovamente invitata dal Parlamento dell'Ue a presentare con
urgenza, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso, una
risoluzione per una moratoria universale sulla pena di morte. La
richiesta e' contenuta in un testo votato oggi, a larga maggioranza,
dall'assemblea di Strasburgo, che aveva approvato un appello analogo il
primo febbraio scorso, cui il governo di Berlino non ha ancora dato
seguito. Intervenendo in aula, il ministro tedesco Guenter Gloser ha
confermato che la presidenza Ue presentera' in maggio una sua relazione
ed ha ribadito che l'obbiettivo e' quello di ottenere il sostegno di
tutti i paesi dell'Ue alla proposta di moratoria avanzata dall'Italia.
In un testo di 50 righe, presentato da tutti i gruppi tranne quelli
dell'estrema destra e degli euroscettici, i parlamentari europei
indicano la moratoria quale 'un passo strategico verso l'abolizione
della pena capitale in tutti i paesi' e ricordano che la dichiarazione
sulla pena di morte presentata dall'Ue All'assemblea generale dell'Onu
nel dicembre 2006 'raccoglie ormai 88 firme di stati appartenenti a
tutti i gruppi geografici'. Il Parlamento europeo rivolge, quindi, 'un
nuovo appello agli stati membri affinche' ottengano il sostegno di
paesi terzi a favore della dichiarazione' ed incoraggiano l'Ue a
cogliere tutte le opportunita' esistenti ed 'a presentare
immediatamente, con la cosponsorizzazione di paesi di altri continenti,
una risoluzione per una moratoria universale' all' attuale Assemblea
generale delle Nazioni Unite. L'assemblea di Strasburgo annuncia
inoltre la partecipazione alla campagna mondiale contro la pena
capitale, anche tramite le sue delegazioni interparlamentari ed invita
tutte le istituzioni dell'Ue ed il Consiglio d'Europa a proclamare, a
partire dal 2007, il 10 ottobre quale Giornata europea contro la pena
di morte. In occasione del dibattito svoltosi in aula e'stato ricordato
che i paesi che mantengono la pena di morte sono 54. Altri 37, pur
prevedendola ancora nel loro ordinamento, da almeno dieci anni non
eseguono questo tipo di sentenza e cinque hanno introdotto una
moratoria. A seguito del voto dell'assemblea di Strasburgo, gli
europarlamentari radicali Marco Pannella e marco Cappato hanno
dichiarato: "il Parlamento europeo è tornato a chiedere - all'unanimità
e con le parole più chiare - IMMEDIATAMENTE la presentazione
all'Assemblea generale delle nazioni Unite in corso di una risoluzione
per la moratoria sulle esecuzioni capitali. Lo abbiamo chiesto ai
Governi degli Stati membri e all'Unione Europea, proponendo di
attivarsi anche per la co-sponsorizzazione da Paesi di diverse aree
geografiche. A fronte di questa richiesta chiara, ancora nel dibattito
di ieri il Consiglio ha continuato a difendere quella strada del
rinvio, sempre lastricata di buonissime intenzioni e di cauta
dissennatezza, che da 14 anni ha dilapidato una vittoria storica sulla
cultura e pratica della morte, della guerra e della violenza. Come
abbiamo ampiamente documentato, la Presidenza tedesca sta oggi attuando
una strategia sconfitta in partenza, grazie alla quale tutt'oggi non
esiste nemmeno un testo di risoluzione sulla quale raccogliere consensi
all'ONU, mentre si continua a NON raccogliere firme su una
dichiarazione di nessun valore e si spediscono questionari insensati
per conoscere posizioni già note da anni. Non possiamo che augurarci
che l'impotenza dei potenti europei, dei responsabili governativi e
delle loro burocrazie, possa farsi forza di questo secondo voto del
Parlamento europeo."
USA. STUDIO, DOLORE ATROCE DIETRO INIEZIONI - 24
aprile 2007: uno Studio scientifico condotto negli Stati Uniti su
esecuzioni praticate in due stati Usa negli ultimi 20 anni, ha
sollevato ulteriori dubbi sulla capacità dell'iniezione letale di
procurare la morte nella maniera voluta. Lo studio, pubblicato sulla
rivista scientifica Public Library of Science Journal, PLoS Medicine,
esamina 41 iniezioni letali praticate in California e Nord Carolina. La
ricerca ha evidenziato che il sodio tiopentale, il barbiturico che
serve a far perdere conoscenza, è stato somministrato in quantità
fissa, senza tenere conto delle caratteristiche del detenuto, come il
peso corporeo o eventuali patologie. Se non addormentato completamente
– dicono i ricercatori – il detenuto potrebbe avvertire una sensazione
di soffocamento indotta dalla seconda sostanza, il bromuro di
pancuronium, una sostanza paralizzante. Infine arriva il cloruro di
potassio, che provoca l'arresto cardiaco: a questo punto il condannato
potrebbe sentire la sensazione di star bruciando. La ricerca - guidata
dal chirurgo oncologo Leonidas Koniaris, della University of Miami
Miller School of Medicine – ha preso in esame esecuzioni della
California e Nord Carolina dal momento che questi due stati rendono
disponibile la più ampia documentazione sulle iniezioni letali. 'E'
possibile - ha detto Koniaris al Washington Post - che queste persone
siano torturate e che noi non possiamo vederlo, perche' sono
paralizzate. Non sono sicuro che una societa' civile debba fare una
cosa del genere'. Le conclusioni 'sono state per noi sconvolgenti', ha
aggiunto Teresa Zimmers, un altro membro del team: 'Ci sono limitate
ricerche scientifiche dietro questo protocollo e l'immagine
dell'iniezione letale come di un metodo umano di giustiziare qualcuno,
e' completamente sbagliata'. I risultati della ricerca sono stati
pubblicati sulla rivista medica insieme a un editoriale nel quale i
responsabili della rivista spiegano che non e' loro intento quello di
migliorare il protocollo, bensi' suggerire la necessita' di abolire del
tutto la pena di morte.

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27 gennaio 2007

news 27 gennaio

IL GIORNO DELLA MEMORIA
Dedicato a chi dimentica,
dedicato a chi rinnega….
Dedicato a chi
tace…..
Non saranno mai abbastanza le lacrime di dolore di mille
generazioni prima e dopo di noi, per espiare la follia umana della
guerra, delle torture, dei genocidi e delle camere a gas. Il giorno
della memoria è scritto nel cielo e nell'aria che respiriamo, con il
sangue delle vittime delle persecuzioni di ogni tempo. Noi, la nostra
generazione, può sollevare l'urlo di rivendicazione di vita e di
libertà per coloro che furono e sono oppressi dalle schizofrenie
politiche e religiose. Possiamo batterci affinché non esistano più
guerre e torture, batterci per respirare aria pura e per non avere più
sulla testa un cielo macchiato di sangue. Possiamo imparare ad essere
meno egoisti e a guardare negli occhi altrui, come fossero i nostri
occhi. Il tempo è amico degli animi nobili che non restano imperterriti
a guardare chi opprime interi popoli, con la scusa di "minoranze";
nessuna vita, nessuno di noi è la "minoranza" di chissà chi altro,
ognuno ha il profondo ed indiscutibile diritto di essere e di
appartenere. Molti di noi si arrendono di fronte alle sopraffazioni,
con la scusa che nulla cambierà mai; ma nell'urlo di milioni di persone
non può e non deve mancare la voce di chiunque. Non esistono situazioni
di comodo che possano tenerci lontani da realtà omicide e
discriminatorie, i diritti di vita e di libertà di ogni persona sono
anche i nostri. Così come non siamo lontani da chi viene impiccato,
torturato, violentato e fucilato; perché il nostro silenzio è complice
degli oppressori e il nostro cuore è vicino agli oppressi. La guerra
vera, che è giusto combattere, è proprio quella che non ci fa tacere di
fronte alle ingiustizie e che anzi, muove i nostri corpi con il nervo
della reazione contro i poteri assassini ed arroganti. La vita di ogni
essere vivente ha lo stesso identico valore della nostra, così come la
libertà individuale; e dunque ogni colpo, ogni ingiustizia, ogni
tortura e ogni discriminazione che viene imposta al prossimo, in realtà
la subiamo tutti. Il giorno della memoria porta i nomi di tutti i morti
in ogni luogo e in ogni tempo e questi nomi sono impressi a fuoco in
ognuno di noi, per non dimenticare, per non far finta di niente…. Per
non tacere!
Carla Liberatore Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 26
gennaio 2007
GIORNATA MEMORIA: FILM INEDITI E NUOVI SAGGI PRESENTATI
DA ARCIGAY IN MEMORIA DEI 100MILA OMOSESSUALI PERSEGUITATI DAL
NAZIFASCISMO
Film inediti, nuovi saggi storici e documentari al centro
delle iniziative in giro per l'Italia con cui Arcigay ricorderà, in
occasione della Giornata della memoria di domani, le vittime
omosessuali della persecuzione nazifascista. Convegni, video-
proiezioni, spettacoli teatrali, cerimonie ufficiali, deposizioni di
fiori, letture pubbliche e presentazioni di libri, esposizioni di
mostre multi-lingue. Furono circa 100mila gli omosessuali perseguitati
dal nazifascismo, 15mila dei quali internati nei lager, dove circa
10mila trovarono la morte. Tra le città interessate Trieste e Bologna,
che ospitano lapidi in memoria delle lesbiche e dei gay uccisi durante
l'olocausto, Padova, Verona, Bolzano, Aosta, Genova, Reggio Emilia,
Firenze, Pisa, Perugia, Roma, Napoli e Brescia. Tra le novità di quest'
anno il film inedito Grune Rose, che racconta lo sterminio degli
omosessuali nei lager e sarà proietatto in anteprima a Firenze, sabato
27 gennaio, ore 20:45, in piazza Tasso, 1. Il cortometraggio, la cui
regia è firmata da Dario Picciau ed è coprodotto da Arcigay Firenze
insieme a Visions (Milano), è un omaggio a Richard Grune, artista e
testimone dello sterminio degli omosessuali sotto il nazismo. Le
ricerche storiche di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio hanno
invece dato vita al nuovo saggio "La città e l'isola – omosessuali al
confino nell'Italia fascista" che, a partire dalle rare testimonianze
dirette delle vittime e da fonti d'archivio, dà conto della repressione
poliziesca degli omosessuali italiani durante il Ventennio. Il libro,
edito da Donzelli, sarà presentato a Trieste, presso la libreria
Minerva, sabato 27, ore 17:30, e a Bologna, martedì 30, presso l'
Arcigay di Bologna, Cassero gay & lesian center, in via Don Minzoni,
18. Sempre le testimonianze di omosessuali italiani, donne e uomini
vissuti sotto il regime fascista, al centro di due documentari,
"Ricordare" e "L'altro ieri", della regista Gabriella Romano, che
saranno proiettati questo pomeriggio alle 17, ad Aosta, nell'Aula magna
dell'Università, in via dei Cappuccini, 2/a. "Il ricordo delle vittime
omosessuali del nazifascismo è purtroppo reso ancora più difficile da
un fattore caratteristico - spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay
delle iniziative per la Giornata della memoria - Spesso le stesse
famiglie di origine si vergognavano dell'omosessualità dei loro
congiunti e nascosero le crudeltà subite". Le incarcerazioni in
Germania dopo la guerra In Germania l'articolo del codice penale, il
famigerato "paragraph 175", in base al quale furono perseguitati gli
omosessuali durante la dittatura nazista, rimase ancora in vigore per
decenni dopo la fine della guerra. Solo nel 1968 venne abrogato nella
Germania dell'Est e nel 1969 in quella dell'Ovest. Alcuni dei
superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra
in base alla stessa legge. Il triangolo rosa nei lager Gli omosessuali
reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito
sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate agli
ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione,
lavori forzati. Nella gerarchia interna ai campi costituivano il
gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi
compagni di prigionia. La repressione poliziesca in Italia In Italia,
alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e
remoti (Favignana, Ustica, San Domino delle Tremiti, ecc.). Almeno 300
sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore
di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di
polizia. Nel codice penale dell'epoca fascista, il Codice Rocco (1931),
si omise, appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un
"problema" che affliggesse gli italiani. Una persecuzione che continua
nel mondo "Purtroppo la persecuzione e lo sterminio delle persone
omosessuali nel mondo non si sono conclusi con la sconfitta dei regimi
nazifascisti – osserva il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. L'
oppressione continuò nel dopoguerra anche in molti paesi filo-
sovietici. In sei stati islamici gli omosessuali sono tutt'oggi
sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita,
Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi musulmani puniscono comunque
duramente gli atti omosessuali. In totale sono circa 80 gli stati, tra
cui India e Cina, in cui i rapporti omosessuali rimangono reato. La
recente risoluzione del Parlamento europeo contro l'omofobia ha inoltre
invitato l'Italia e gli altri stati membri dell'Unione a riconoscere le
vittime omosessuali del nazismo e ha assimilato l'omofobia al razzismo
e all'antisemitismo". Elenco delle iniziative L'elenco delle iniziative
Arcigay per la Giornata della memoria è consultabile sul sito web dell'
associazione all'indirizzo: www.arcigay.it/show.php?2376. - Ufficio
stampa Arcigay


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY TRIESTE
Trieste, 25 gennaio
2007
Si prega di pubblicizzare le iniziative a memoria delle
discriminazioni subite dalle persone omosessuali organizzate nel Friuli
Venezia Giulia:
• venerdì 26 Gennaio ore 11:00 - Risiera di san Sabba,
via Palatucci, 5 Trieste:
Arcigay Arcilesbica Trieste deporranno un
triangoli di fiori nell ambito delle cerimonie ufficiali organizzate
dalla istituzioni per la Giornata della Memoria 2007
• sabato 27
gennaio ore 17:30 - Libreria Minerva, via San Nicolò, 20 Trieste:
Presentazione della ricerca di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti:
La città e l'isola - Omosessuali al confino nell'Italia fascista. La
presentazione sarà curata dalla Professoressa Tullia Cattalan, del
Dipartimento di Storia dell'Università di Trieste
• sabato 27 gennaio
ore 18:00 - sala polifunzionale "Il Caseificio", Spilimbergo (PN):
Inaugurazione della mostra "Omocausto, lo sterminio dimentocato degli
omosessuali" proposta da Arcilesbica e Arcigay Udine e Pordenone

domenica 28 gennaio ore 21:00 - Teatro Miela, piazza Duca degli
Abruzzi, 3 Trieste:
Spettacolo teatrale a cura del Micro Teatro Terra
Marique: "I triangoli Rosa" tratto da uno dei racconti di "I semi di
finocchio"
Marco Reglia responsabile arcigay per la memoria storica
delle discriminazioni contro le persone omosessuali - Mail:
memoria@arcigay.it Mailing list: Gruppo@MemoriaLGBT.it (per iscriversi
richiederlo a info@MemoriaLGBT.it) - Cell: +39 348/3142494 - http://www.
MemoriaLGBT.it


COMUNICATO STAMPA ARCIGAY FIRENZE
Firenze, 25
gennaio 2007
A FIRENZE DUE EVENTI D'ECCEZIONE PER LA MEMORIA DI UN
OLOCAUSTO DIMENTICATO
Il 26 e 27 gennaio Visions Milano e Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa" organizzano due serate dedicate allo sterminio
degli omosessuali nei lager nazisti, gratuite e aperte al pubblico. Lo
faranno con l'anteprima del cortometraggio Grüne Rose, che sta avendo
in questi giorni un'eco internazionale, e con il percorso fotografico
Grüne rose – sul set del film realizzato dagli artisti Steed Gamero e
Roberto Malini. Gli eventi sono stati patrocinati dalla Regione
Toscana, dalla Provincia di Firenze, dai Comuni di Firenze e Scandicci,
nonché dai più importanti Musei Memoriali della Deportazione
Omosessuale. Alla prima mondiale del film, il 27 gennaio, presenti
numerosi esponenti istituzionali e del mondo GLBT. Tra gli ospiti della
serata, il Segretario nazionale dei Radicali e Presidente della
Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Daniele
Capezzone, e il Presidente dell'ILGA Europe (International Lesbian and
Gay Association), Riccardo Gottardi. Stazioni di una via crucis.
Tableaux vivants della memoria. Immagini di una persecuzione e di un
massacro. Il partito nazista condusse una repressione spietata contro
gli omosessuali, che nei lager erano soggetti a cure farmacologiche
dagli effetti devastanti, pratiche rieducative letali e alla
castrazione. Arrestato nel 1934 a causa della sua omosessualità, l'
artista tedesco Richard Grüne subì la tortura, il carcere e l'
internamento nei campi di concentramento di Sachsenhausen (dal 1937 al
1940) e Flossenbürg (dal 1940 al 1945). Visions e Arcigay Firenze hanno
voluto ricordarlo – e con lui, tutti gli omosessuali (il terzo gruppo,
dopo ebrei e zingari) che sono stati perseguitati, internati e
sterminati nei campi nazisti a causa del Paragraph 175 – con un'
importante co-produzione che in breve tempo ha raccolto l'interesse,
oltre che delle Istituzioni, della GLBT Historical Society di San
Francisco (California, USA), del Mémorial de la Déportation
Homosexuelle di Parigi e dell'organizzazione francese Triangles Roses,
che hanno concesso l'alto patrocinio per l'iniziativa. Grüne Rose –
regia di Dario Picciau, soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini, co-
produzone Visions – Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa", interpretato da
Libero Stelluti, Angelo Cirfiera, Massimo Muntoni, Enzo Maria Cilento,
Emanuele Cirfiera, Paolo Riva, Francesco Caci e Giovanni Cirfiera – è
il cortometraggio che celebra un mondo tragico, una cultura e una gente
distrutte. Sabato 27 gennaio 2007, a partire dalle 20,45, presso l'
Altana di Piazza Tasso n°1 (ex convento delle Leopoldine) a Firenze,
avrà luogo la prima nazionale del film: presenzieranno, oltre al cast
di artisti che hanno lavorato al progetto e a numerosi ospiti, anche:
Daniele Capezzone, segretario nazionale dei Radicali; Riccardo
Gottardi, presidente di ILGA Europe; Alba Montori, storica militante
del movimento GLBT italiano (una tra le fondatrici del F.U.O.R.I.,
primo movimento gay e lesbico nato in Italia); rappresentanze
istituzionali della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e del
Comune di Scandicci. La serata è aperta a tutti e non richiede
biglietti d'ingresso. Grüne sopravvisse e raffigurò il martirio degli
omosessuali in una serie di immagini crude e indimenticabili: Passione
del XX secolo. Le immagini di Richard Grüne e le memorie di internati
gay sopravvissuti ai lager, come Pierre Seel (che descrisse l'agonia di
un ragazzo gay di diciott'anni, il quale morì dissanguato con un
secchio metallico posto sulla testa, che amplificava in modo
agghiacciante le sue grida), sono alla base della gestualità degli
artisti, che interpretano con il loro talento e la loro passione quell'
iconografia di dolore e morte. Le immagini del cortometraggio Grüne
Rose sono crude come le opere dell'artista tedesco, che in quell'
inferno colse i pochi bagliori di umanità: un prigioniero che ne
sostiene un altro, stremato dal lavoro forzato; l'ultimo dono d'amore:
qualche buccia di patata, preziosa come la vita a Sachsenhausen. Grüne
Rose, realizzato dagli stessi regista e sceneggiatore della nota
cineistallazione "Binario 21" – che raccontava la deportazione di
Liliana Segre –, nonché del kolossal in digital reality "Dear Anne. The
gift of hope" – la storia di Anne Frank in 3D che gli artisti della 263
Films stanno mettendo a punto –, vuole essere un omaggio alla memoria,
alla forza e al coraggio di Richard Grüne: il coraggio di raccontare
ciò che per troppo tempo era stato taciuto. Sul set di Grüne Rose è
nata inoltre una serie di immagini fotografiche, realizzate da Roberto
Malini e dal giovane peruviano Steed Gamero: Grüne Rose – sul set del
film. Esse corrispondono ad altrettante "stazioni" della memoria: un
percorso che riconduce alla vicenda di Richard Grüne ed è la tragica
allegoria di un pregiudizio che esiste ancora oggi e che a metà del
secolo scorso si trasformò in persecuzione, tortura e sterminio.
Venerdì 26 gennaio alle 15,30, in via del Leone 60 a Firenze – sede del
Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay "Il Giglio Rosa" –, avrà luogo
la conferenza stampa, con la presenza degli autori della mostra, del
regista Dario Picciau e dell'attore-protagonista Libero Stelluti, all'
interno della quale verrà anche presentato il volume Un diverso
olocausto – Dall'Eldorado al Terzo Reich (co-edizione Visions – Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa", 2006) con testi di Roberto Malini e dello
studioso di fama internazionale Gerard Koskovich (tradotto per la prima
volta in Italia), e percorsi fotografici di Roberto Malini e Steed
Gamero.
A partire dalle 19,30 di venerdì 26, sempre presso la sede de
"Il Giglio Rosa" in via del Leone 60, si svolgerà il vernissage della
mostra fotografica Grüne Rose – Sul set del film. La serata – anche
questa gratuita e aperta al pubblico – sarà un'occasione per conoscere
da vicino gli artisti che hanno collaborato al progetto e per
sviluppare un confronto e una riflessione artistica e storico-culturale
sull'Omocausto (Olocausto degli omosessuali). Il senatore Giampaolo
Silvestri, l'onorevole Titti De Simone e il Presidente dell'Istituto
Storico per la Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini, hanno infine
manifestato il loro entusiasmo a Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro –
rispettivamente, Presidente e Segretario di Arcigay Firenze –
complimentandosi per la natura dell'iniziativa Per ulteriori
informazioni: Tel: 340 8135204 – cultura@arcigayfirenze.it.

COMUNICATO CSU L'AQUILA
UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER
KARL HEINRICH ULRICHS
26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala
preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta la
conferenza stampa del Consigliere Antonio Di Giandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del pazziale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio DiGiandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, a l'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini

GIU' GLI ARTIGLI
"AUTOPROMOZIONALI"
DAI VOLENTEROSI !!
Prima ancora dell'esordio ufficiale del "Tavolo dei Volenterosi", che
si Terrà il 29 gennaio al Teatro Angelicum di Milano, tavolo
trasversalissimo che vede in campo un agguerrito drappello di studiosi
e opinionisti dell'economia assieme a politici di qualità di destra, di
sinistra e di centro, testa d'ariete che punta alle Riforme necessarie
al Paese, e formazione che si distingue per i contenuti, non come
contenitore partitico, si protendono mani adunche, "autopromozionali",
fuori luogo e fuori tema,
tese a ghermire il "Tavolo dei Volenterosi"
in una stretta mortale che, qualora si realizzasse, lo destina
sicuramente ad una sorta di aborto procurato ad hoc. Se il "Tavolo dei
Volenterosi" vuole vivere e proliferare tra la società innovativa e
produttiva, operando quindi come propulsore di nuova energia e spinta
della parte del Paese proiettata al rinnovamento, si guardi bene dal
farsi annettere a partiti, o all'interno di "galassie" e "soggetti
politici" di partito sia di destra che di centro che di sinistra. Se
ciò, malauguratamente dovesse avvenire, il forte e libero movimento
d'opinione che può nascere attorno a questo soggetto distinto dai
soliti frustri ed estenuati contenitori politici, come sono oggi i
partiti, il "Tavolo dei Volenterosi", ghermito e impiccato ancora nella
culla, soccomberà sul nascere. Non è un azzardo ipotizzare il fuggi
fuggi generale da questa neonata formazione che tanta curiosità, stima
e speranze suscita in un panorama squallido e deprimente com'è la
attuale politica italiota. La prima a ritirare la convinta ed
entusiastica adesione data al "Tavolo dei Volenterosi" sarei io. Giù
gli artigli dai Volenterosi quindi. info@volenterosi.it - Dopo la
rassegna di troppi colossal del passato, non vorremmo assistere, anche,
alla riedizione di Biancaneve e i sette Nani con una Biancaneve
ghermita dalla strega. Giuliana D'Olcese già membro eletto del Comitato
Nazionale Radicali Italiani - www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.
htm

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori
Vi riporto qui sotto la
lettera mandata nei giorni scorsi da Maria Fida Moro a
NotizieRadicali. Leggete con attenzione e senza pregiudizi, per
favore.
Sono Maria Fida, la figlia maggiore di Aldo Moro. Questo è il
29° anno dalla tragica morte di mio padre ed il potere non si è ancora
stancato della cortina fumogena creata ad arte al fine di adombrare la
verità storica del caso Moro oscillando tra due poli: la congiura del
silenzio (un silenzio assordante) da una parte e la memoria negata
dall'altra. Ma il peggio del peggio è quando si mettono in scena film e
spettacoli teatrali quasi sempre basati su fonti parziali o
discutibili. Una vera apoteosi dell'ingiustizia! Leggo con raccapriccio
che, in aprile, dovrebbe uscire su Canale 5 una fiction in due puntate
su Aldo Moro. Orripilante, ma non basta. Stando alle indiscrezioni la
sceneggiatura - come nel film di Bellocchio - si baserebbe su testi
della Braghetti e di altri Brigatisti e su conversazioni avute con
Francesco Cossiga. Intollerabile ed assurdo.Questa non è libertà di
pensiero e di espressione, ma un deliberato atto di violenza gratuita.
Se è giuridicamente possibile farlo non significa che sia etico. Perché
- mi chiedo io - persone che hanno cooperato, a vario titolo, al
rapimento ed all'uccisione di mio padre dovrebbero avere competenza
adeguata a tracciarne un profilo da affidare sic et simpliciter al
giudizio dell'opinione pubblica che non sempre è in grado di valutarne
la attendibilità storica? E perché al contrario devono essere sempre
tenute alla larga tutte le persone che gli hanno vissuto accanto e che
lo amavano? La risposta è semplice, perché se si dovesse descrivere il
vero Moro l'assurdità della sua morte ingiusta risalterebbe nitida
invece nella mistificazione delle ipotesi a tema essa svanisce senza
quasi lasciare traccia. Proprio come nel caso Welby in nome di diritti
sacrosanti si opera contro l'amore. Per papà non valeva il diritto alla
vita, per Welby il diritto a lasciare dignitosamente il suo corpo
mortale. Entrambi sono stati accusati di strumentalizzazione. Ma quale?
Forse quella di dire e rivendicare la verità, tutta la verità e niente
altro che la verità?! Papà, in nome di principi sanciti dalla
Costituzione in favore dell'uomo, è stato sacrificato alla ragion di
Stato (tranne che poi quando era troppo tardi tale riconoscimento è
stato conclamato e reiterato mille volte). Per il povero Welby si
pretendeva che accettasse di finire soffocato sia pure in presenza
della macchina dopo una interminabile agonia. Visto che la natura umana
permette di conoscere veramente solo quello che si è sperimentato è
evidente che sia nel caso Moro che nel caso Welby nessuno avesse
davvero titolo per dettare giudizi. E sarebbe tanto bello se ci
sforzassimo di diventare più amorevoli e misurassimo le cose con la
ragione del cuore. Mio padre se ne è andato ed è in salvo, proprio come
Piergiorgio Welby, ma io esprimo ugualmente cordoglio e
dolorelancinante per una fiction che trasformerà una tragedia greca in
coriandoli di plastica. Non è giusto, non è giusto, non è giusto. Se
non lo si vuole ricordare degnamente si faccia silenzio, un silenzio
assoluto e compassionevole. Mi spiace ma io non riconosco ad Anna Laura
Braghetti nessun titolo di merito (e lo dico io quella del perdono).
Essere stata la carceriera di Moro non è una categoria di pensiero, né
tanto meno un titolo accademico. Se era impietosita perché non lo ha
lasciato andare o almeno non si è personalmente rifiutata di fargli da
guardiana? In quanto all'emerito ex Presidente Senatore Francesco
Cossiga, come già ho avuto occasione di scrivergli in privato, le
lacrime non lavano il sangue innocente. Se come afferma spesso davvero
provava affetto per Aldo Moro non lo ricordi attraverso una inutile
fiction. Mi piacerebbe che cadesse un fulmine dal cielo e distruggesse
tutte le copie della stessa o ancora meglio che gli italiani si
opponessero, con forza e sdegno, a questa ulteriore ignominia. In
migliaia mi hanno detto "Avremmo voluto fare qualcosa per salvarlo".
Adesso possono difenderne la memoria e lasciarlo al ricordo di coloro
che lo hanno amato e lo amano con tenerezza e struggimento. E possono
altresì dare a noi, che abbiamo avuto la vita devastata dalla sua
morte, un po' di pace. Deve essere vietato togliere ad un uomo buono ed
innocente oltre la vita anche la dignità. Che sulla valle delle lacrime
scenda il silenzio. Con gratitudine per quanto vorrete e potrete fare.
<<Ebbene, non possiamo rimanere in silenzio, almeno io non posso. Se
Mediaset ( o chiunque altro, Rai compresa) decide di realizzare una
serie a puntate sul "caso Moro" così come ella riporta condivido
appieno le motivazioni della sua indignazione. Anzi le raccolgo e le
rilancio a tutti voi affinché valutiate l'opportunità di far sapere a
Mediaset che quanto si propone di realizzare, nel modo in cui si
accinge a farlo, è assolutamente indegno del rispetto dovuto a
chiunque, e specialmente a chi non è in grado, in quanto morto (
ammazzato), di difendersene. Per non parlare della storia, oltre che
della persona. E' ben purtroppo vero che è sempre quella raccontata
dai "vincitori" quella che poi diviene la Storia, ma almeno in questo
caso sarebbe opportuno tentare di far di tutto per provare seriamente
ad essere imparziali. Improbabile da realizzare, penso, soprattutto
per chi è stato coinvolto personalmente come i vari brigatisti o
Cossiga, o altre parti in causa al punto da determinarne le fasi e
l'epilogo. Insomma potrebbe essere come, tanto per fare un esempio, se
per celebrare la giornata della Memoria della Shoah fossero i nazisti a
raccontare come sono morti coloro che erano ad Auschwitz o a
Buchenwald... Sarebbe ed è assolitamente intollerabile farne ancora una
volta oggetto di speculazione, da parte di chiunque. Alba Montori Gaya
CsF


COMUNICATO STAMPA SU SANTA SEDE/PEDOFILIA
Santa Sede,
pedofilia. Turco: chi é senza reato scagli la prima pietra
• Maurizio
Turco, deputato della Rosa nel Pugno E segretario della Commissione
Affari Costituzionali della Camera, dichiara
"Con sommo stupore
apprendo che il capo della Santa sede, della Chiesa cattolica, dello
Stato Città del Vaticano ha oggi chiesto ai media di proteggere i
bambini da violenze e volgarità. Verrebbe da dire che il pulpito da cui
proviene la predica sul tema del giorno non è, per usare un eufemismo,
il più autorevole. Vorremmo anche far presente a Benedetto XVI che di
fronte a dei reati - e che reati! - il processo e la sanzione
ecclesiastica non possono sostituire il processo e la sanzione penale.
Proteggiamo dunque i bambini, sempre e dovunque, ma. la Santa sede
ritiri l'istruzione "Crimen Sollicitationis" del 16 marzo 1962, con la
quale ha prescritto, adottato e fatto adottare, proposto ed imposto
alle autorità ecclesiastiche comportamenti volti a sottrarre ad ogni
pubblica conoscenza e alla giustizia gli abusi sessuali compiuti da
membri del clero, pena la scomunica. E ritiri l'epistola "De Delictis
Gravioribus" della Congregazione per la Dottrina della Fede a firma del
Cardinale Ratzinger, del 18 maggio 2001, dalla quale risulta che la
"Crimen Sollicitationis" è stata richiamata e ribadita a fronte
dell'estendersi ed aggravarsi nei decenni di questa vera e propria
piaga del mondo ecclesiastico cattolico e degli scandali conseguenti.
Insomma - conclude Turco - chi è senza reato scagli la prima pietra.
Gli altri si astengano".
Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Motori Gaya CsF


GUANTANAMO BAY
Dall' 11 gennaio 2002 nel centro di detenzione
gestito dagli Usa a Guantánamo Bay sono stati trasferiti 775
prigionieri provenienti da oltre 35 paesi. Circa 400 di essi sono
tuttora detenuti senza accusa né processo. Guantánamo Bay è l'esempio
più evidente delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto
della "guerra al terrore" lanciata dagli Usa all''indomani degli
attacchi dell'11 settembre 2001. Nell'ambito della campagna mondiale
"Più diritti più sicurezza" Amnesty International lancia un'azione per
"Chiudere Guantánamo, ora!" In occasione del quinto anniversario dell'
apertura del centro di detenzione di Guantánamo Bay, milioni di soci
e di simpatizzanti di Amnesty International in ogni parte del mondo
sono mobilitati a partire da giovedì 11 gennaio per chiedere alle
autorità Usa la chiusura, una volta per tutte, del campo di prigionia.
Con l'inizio del sesto anno di detenzioni nella base navale Usa in
territorio cubano, Amnesty International rinnova il suo appello
affinché tutti i detenuti di Guantánamo Bay siano sottoposti a un
processo equo senza ulteriore ritardo oppure siano rilasciati.
Manifestazioni e altre iniziative sono previste in città di più di
venti paesi, tra cui Washington, Tokio, Tunisi, Tel Aviv, Londra,
Madrid e Asunción. Anche l'Italia è chiamata a prendere parte alla
campagna mondiala di Amnesty International con iniziative a Roma,
Bologna, Civitavecchia, Foligno, Milano, Napoli, Padova e Torino.
"Nessuna persona può essere posta al di sotto della protezione della
legge e nessun governo può ritenersi al di sopra di essa" – ha
dichiarato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International.
"Il governo statunitense deve mettere fine a questa parodia di
giustizia. Inoltre, non basta che i leader mondiali si dicano
preoccupati per Guantánamo, continuando al contempo a portare avanti i
loro rapporti con gli Usa come se niente fosse. La comunità
internazionale deve esercitare una pressione efficace sugli Usa
affinché chiudano Guantánamo e ripristinino il rispetto per il diritto
internazionale". "Ogni giorno che passa" – ha aggiunto Khan – "la
crudeltà del regime di detenzione a tempo indeterminato raggiunge nuovi
picchi. Guantánamo è finita per diventare il simbolo di quanto si siano
rivelate vuote le promesse del governo Usa che il rispetto dei diritti
umani e della legge sarebbe stato al centro della risposta agli
attacchi dell'11 settembre 2001. Torture, umiliazioni, discriminazione,
aggiramento dei tribunali e disprezzo per i trattati internazionali,
nella quasi totale impunità, sono parte integrante dei cinque anni di
vita di Guantánamo". Il primo di oltre 750 detenuti, di più di 45
nazionalità, è arrivato alla base di Guantánamo l'11 gennaio 2002. In
seguito, vi sono stati trasferiti minorenni anche di 13 anni di età,
gente che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e decine
di persone consegnate agli Usa da Pakistan e Afghanistan in cambio di
taglie di migliaia di dollari. Cinque anni dopo, a Guantánamo rimangono
ancora circa 400 detenuti. Nessuno di loro è stato processato o è
comparso di fronte a un tribunale. La loro detenzione è illegale.
Nessuno di loro sa per quanto tempo dovrà stare lì e questa è di per sé
una forma di abuso psicologico, che si aggiunge agli abusi fisici cui
sono sottoposti i prigionieri. La crudeltà di una detenzione pressoché
in isolamento si estende alle loro famiglie. Le autorità statunitensi
hanno definito i detenuti di Guantánamo "combattenti nemici" in un
conflitto globale. Che il mondo sia considerato un "campo di battaglia"
lo dimostra il fatto che i prigionieri sono stati catturati in Gambia,
Bosnia, Mauritania, Egitto, Indonesia e Thailandia, oltre che in
Pakistan e Afghanistan. Sebbene le sue attività siano circondate dal
segreto, è noto che la Cia ha gestito un centro d'interrogatorio a
Guantánamo. Amnesty International ha segnalato con preoccupazione alle
autorità Usa che agenzie di altri paesi, tra cui Cina e Libia, sono
entrate nel centro di detenzione e hanno preso parte ai maltrattamenti.
Inoltre, alcuni dei prigionieri di Guantánamo sono stati detenuti in
carceri segrete, gestite dalla Cia in altre parti del mondo, prima di
essere trasferiti alla base navale. "Guantánamo è il centro di una
ragnatela di prigioni segrete e di trasferimenti illegali di
prigionieri che gli Usa hanno esteso al mondo, con la complicità di
altri governi, inclusi quelli europei, del Medio Oriente e dell'Africa
del Nord" – ha denunciato Khan. "È davvero arrivato il momento che gli
Usa e i loro partner in queste attività illegali smantellino questa
ragnatela di segretezza e di violazioni dei diritti umani". "Anziché
rafforzare la sicurezza, queste pratiche hanno indebolito i diritti
umani e la legge, che rappresentano il migliore antidoto all'
insicurezza, e hanno minato l'autorevolezza degli Usa quando parlano di
diritti umani altrove, come in Darfur" – ha concluso Khan. Il governo
Usa non solo ha ignorato gli standard internazionali sui diritti umani,
ma ha anche bloccato il controllo giudiziario delle sue stesse corti.
Lo scorso ottobre, il presidente Bush ha posto la propria firma sull'
Atto sulle Commissioni militari, che sottrae alle corti statunitensi la
giurisdizione per ricevere reclami di habeas corpus da parte di
cittadini stranieri detenuti come "combattenti nemici", compresi quelli
di Guantánamo. L'habeas corpus è una garanzia fondamentale contro la
tortura e le detenzioni arbitrarie. Amnesty International chiede che
sia ripristinata e che sia abolito, o ne vengano sostanzialmente mutate
le norme, l'Atto sulle Commissioni militari. - FONTE www.amnesty.it
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia

LA RAI AFFRONTA IL TEMA
DELL'OMOSESSUALITA': COPPIA GAYA IN "UN MEDICO IN FAMIGLIA"
Secondo Tv
Sorrisi e Canzoni, debutto nella nuova serie della fiction. I due
attori: "Il pubblico reagirà bene, sono due personaggi positivi" La Rai
affronta il tema dell'omosessualità Coppia gay in "Un medico in
famiglia"
ROMA - Improvvisamente non è più un tabù. Mentre nel Paese
si discute di Pacs, anche la Rai affronta il tema dell'omosessualità .
E lo farà nella fiction più rassicurante del piccolo schermo, "Un
medico in famiglia". "Tv Sorrisi e Canzoni" in edicola lunedì anticipa
in esclusiva che nella quinta stagione della celebre fiction, che
vedremo in televisione a marzo, nascerà la prima coppia di fatto
omosessuale del piccolo schermo, con tanto di bambina che vive con
loro. I protagonisti saranno Paolo Sassanelli, nella parte di Oscar, e
Alessandro Bertolucci nelle vesti di Max, che si ritroveranno spalla a
spalla nella vita professionale e in quella familiare. Entrambi
dottori, Max è un nuovo personaggio e sarà un pediatra clown, vivranno
con la figlia di Oscar, Agnese. E sembra sia già pronto un anello
realizzato dall'oreficeria di Vittorio Pedonesi a Lucca per sancire un
eventuale connubio tra Oscar e Max. "Sì, possiamo dire che c'è una
sorta di fidanzamento" , conferma Paolo Sassanelli al settimanale Tv
Sorrisi e Canzoni. "Credo sia giusto che Oscar abbia un compagno. Per
troppo tempo infatti, non ha avuto una vita sentimentale" . Sassanelli
non sembra temere la reazione del pubblico. "Qualcuno sarà forse
disturbato, altri no. Oscar è un personaggio che mi ha dato molto.
Pensate al paradosso: doveva sparire dopo le prime puntate, invece è
cresciuto dentro la fiction". La soddisfazione di entrare nella
famiglia più famosa della tv è grande anche per Bertolucci. "E' la
terza volta che interpreto un personaggio gay. Conosco Paolo
(Sassanelli) e con lui lavoro bene: per me entrare nel personaggio -
prosegue Bertolucci - è stato a questo punto più semplice. Oltretutto è
divertente cambiare rispetto alla propria natura. Certo, ci vuole
impegno. E noi dobbiamo essere bravi a mettere in primo piano i
sentimenti, anche perchè abbiamo la grande responsabilità di andare in
prima serata su Raiuno. Credo però che il pubblico reagirà bene, perchè
Oscar e Max sono due personaggi positivi". A marzo vedremo se questa
coppia di fatto sarà anche in grado di mantenere alti gli ascolti di
una delle fiction tv più amate dal pubblico italiano.

CROCIFISSI E
ALTRI PATIBOLI
Martedì 30 gennaio 2007 alle ore 9:00 al Tribunale del L'
Aquila si terrà dinanzi al GUP l'udienza preliminare a carico del
magistrato Luigi Tosti IMPUTATO di omissioni di atti di ufficio per
essersi rifiutato di tenere le udienze a causa di mancata
autorizzazione ad esporre la MENORA' EBRAICA a fianco del CROCIFISSO
amici, associazioni, intellettuali, parlamentari e giornalisti (senza
bavaglio) sarete testimoni dello storico momento! Striscioni, bandiere,
stendardi, cartelli e volantini saranno i benvenuti. È gradita una mail
ad: axteismo@yahoo.it per segnalare la propria presenza. Aiutaci
inoltrando questo messaggio agli amici. "Quando il cittadino è passivo
è la democrazia che s'ammala". Alexis Charles de Tocqueville Crocifissi
e altri patiboli. Educare i bambini alle esecuzioni a morte fa bene
alla loro crescita e alla società? di Vittorio Giorgini I media si
sono arricchiti di argomenti relativi ad un patibolo che ha riacceso
la discussione sulla pena di morte. L'esecuzione di Saddam Hussein.
Abbiamo ascoltato le solite ragioni dei nostri qualificati opinionisti
quali possono esprimere bene o male le proprie opinioni che tuttavia
restano assolutamente incomprensibili. Se di questi opinionisti se ne
trovano 3, 4 o più messi a discutere su un problema riescono a far
grande confusione interrompendosi, litigando, offendendosi e
sovrapponendo le voci in modo tale che, tanto in tv che tanto per
radio, risultano incomprensibili. Questi signori riescono solo a dare
spettacolo di maleducazione, violenza e di reciproca sopraffazione
tanto da perdere qualsiasi credibilità di intelligenza e di capacità di
civile comunicazione. E' alquanto bizzarro che discussioni sulla
puritana intenzione di non mostrare scene violente - come appunto l'
orrore di una impiccagione - crei scandalo in una cultura che è
ancora
permeata di ipocrisie nell'equivoco del buonismo sociale. Lo
scandalizzarsi del mostrare ad un pubblico anche "infantile" un'
impiccagione quando poi si insiste sull'importanza di educare e far
crescere i nostri bambini con l'imposizione di un "crocifisso" dalla
culla alle scuole primarie e così via fino alla fine della vita, appare
ipocrita e di cattivo gusto. Per non parlare del sottofondo religioso
basato su martiri e reliquie che costituiscono, purtroppo, il substrato
necrofilo della nostra cultura e della nostra in-civiltà. Ci si
scandalizza per l'atroce visione di un impiccato al quale la corda al
collo spezza la vertebra cervicale o viene strozzato, ma poi si
sostiene l'importanza di un altro patibolo, ancora più cruento, come la
croce e la crocifissione insistendo ottusamente a sostenerne un
fantomatico messaggio "educativo", di "amore" e di "solidarietà" di
questo simbolo barbaro intriso di morte. Il patibolo del crocifisso
viene appeso con ignoranza, arroganza e spavalderia in ogni luogo
marcando il territorio con un simbolo di morte. Che società sarebbe se
si appendesse in tutti i luoghi anche pubblici un impiccato attaccato
alla forca? Oppure un impalato? Oppure un ghigliottinato? Oppure uno
sbudellato? Mi domando, quando dai tempi primitivi delle torture dei
patiboli riusciremo a crescere e a vivere finalmente in una società
civile dove egoismi, gelosie, violenze e strutture barbariche vengano
definitivamente escluse dall'educazione e quindi dalla vita delle
società? Quando accadrà? Vittorio Giorgini tel. 0552382882. L'
architetto e scrittore Vittorio Giorgini è autore del libro "Le
religioni plagiano - Lettera agli intellettuali" per averlo gratis in
formato digitale scrivere a: axteismo@yahoo.it - Questo testo è in
regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e
incoraggiata purchè l'articolo sia riportato in versione integrale, con
lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa
scritta. Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni Movimento
Internazionale di Libero Pensiero cerchiamo Fondazione o Università che
sostenga studi e attività e Imprenditore-Editore che apra Tv
satellitare libera leggi le news anche degli altri mesi: http:
//nochiesa.blogspot.com per aderire e informazioni: axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116 - INVIATO DA Peter Boom

COPPIE DI FATTO: PRC,
TESTO BINDI-POLLASTRINI INSUFFICIENTE
L'intesa Bindi-Pollastrini sulle
coppie di fatto? ''Per noi e' insufficiente, una mediazione al ribasso.
L'unica condizione che poniamo al governo e' il riconoscimento
giuridico delle unioni di fatto e, invece, si parla solo di
'accertamento'''. Ad affermarlo e' Titti De Simone, deputata del Prc,
che conferma la mancanza di un'intesa nell'Unione sulle mozioni
presentate alla Camera per la decisione dell'Udeur di presentare un
testo autonomo che invita il governo a non intervenire. Anche per
questo motivo, domani dalle 18, le organizzazioni romane omosessuali
organizzeranno una fiaccolata davanti a Montecitorio ''per esprimere la
delusione per le proposte che stanno venendo fuori dal governo. L'Udeur
- sottolinea De Simone - farebbe bene a ripensarci su un tema che
riguarda proprio il programma dell'Unione''. Il tema delle coppie di
fatto e' stato anche al centro del question time di oggi alla Camera,
in particolare in occasione di un'interrogazione da parte della Lega al
ministro della Famiglia Rosy Bindi ''contro - afferma De Simone - il
riconoscimento pubblico delle coppie gay''. In attesa che il ddl del
governo sulle unioni di fatto sbarchi in Consiglio dei ministri, De
Simone apre agli esponenti della Cdl che concordano sull'esigenza di
tutelare le unioni civili: ''Siamo disposti a lavorare anche con
parlamentari dell'opposizione che sono sensibili a questo tema''. FONTE
ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


MOZIONI IN TEMA DI FAMIGLIA
Lavori della Camera in merito a Unioni Civili - all'ORDINE DEL GIORNO
della seduta di Martedì 23 gennaio 2007
Di seguito il testo della
mozione di Rifondazione - Sinistra Europea premesso che: nel nostro
Paese, secondo dati Istat, più di 500 mila cittadini sono conviventi,
sono cioè coppie di fatto eterosessuali e omosessuali non riconosciute.
Ricerche e indagini autorevoli confermano che a questi si aggiungono un
altro milione di persone che non ha denunciato questa condizione; in
Europa, l'Italia è fra i pochi Paesi che non hanno ancora legiferato in
materia di riconoscimento delle unioni di fatto; vi è l'urgenza di
colmare questo vuoto legislativo per non condannare alla clandestinità,
o ad un diritto di cittadinanza di serie inferiore, centinaia di
migliaia di persone. Il nostro ordinamento giuridico deve riconoscere
pari dignità, diritti e doveri a coloro che scelgono di costruirsi una
vita insieme, al di fuori del vincolo matrimoniale, e alle coppie
omosessuali che non possono sposarsi; in particolare, devono essere
attribuiti alle parti i diritti e i doveri reciproci di assistenza
morale e materiale; le parti devono poter regolare il loro regime
patrimoniale; estendere la pensione di reversibilità dell'altro;
estendere al contraente extracomunitario il permesso di soggiorno,
garantire l'assistenza sanitaria: il programma dell'Unione contiene
l'impegno all'approvazione di una legge che riconosca i diritti delle
persone che compongono una «unione di fatto», definendone prerogative e
facoltà, senza discriminazione di orientamento sessuale; infatti, la
discriminazione fondata sull'orientamento sessuale non soltanto è
quella che attiene ai diritti dell'individuo in quanto tale, con
riferimento alla sua identità e alla sua libertà di espressione, ma è
soprattutto quella che attiene alle relazioni affettive, ove si svolge
la personalità dell'individuo; secondo il programma dell'Unione, al
fine di definire un'unione di fatto, il criterio qualificante è il
sistema di relazione sentimentale, assistenziale e di solidarietà, la
sua stabilità e la sua volontarietà;
per produrre tutti gli effetti
giuridici necessari, superare gli ostacoli che le coppie di fatto
vivono tutti i giorni e sancire un principio di non discriminazione,
quale valore sociale condiviso, la regolamentazione di questa materia
nel resto d'Europa è avvenuta nell'ambito del diritto pubblico; il
Governo recentemente si è impegnato con un ordine del giorno a
presentare entro gennaio 2007 un progetto di legge sulle unioni civili,
che tenga conto di quanto richiamato dalle ultime sentenze della Corte
costituzionale e previsto da trattati e numerosi atti del Parlamento
europeo; il riconoscimento di questi diritti è un fatto di mera
civiltà, solidarietà e rispetto delle persone e non si pone in
contrasto con il principio costituzionale sancito dall'articolo 29
della Costituzione: l'istituto del matrimonio non viene in alcun modo
modificato e la posizione giuridica dei coniugi non viene alterata in
relazione a quella delle parti dell'unione di fatto; tutelare la
pluralità delle diverse forme di relazione e di unione presenti nel
tessuto sociale significa garantire i principi sanciti dall'articolo 2
della Costituzione, laddove è stabilito che la Repubblica garantisce i
diritti dell'individuo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità; impegna il Governo: a presentare entro gennaio 2007 un
disegno di legge che disciplini in ambito pubblicistico le convivenze
di fatto delle coppie eterosessuali e omosessuali.
(1-00081)
«Migliore, De Simone, Mascia, Franco Russo, Frias, Daniele Farina,
Cogodi, Deiana».
INVIATO DA ON, Titti De Simone


COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA
"Unioni civili: basta con questo compromesso al ribasso!"
Giovedì 25 gennaio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, Piazza
Montecitorio. Dichiarazione congiunta di Massimiliano Iervolino,
Gianclaudio Morini e Alessandra Pinna, rispettivamente Segretario,
Tesoriere e Presidente dell'Associazione Radicali Roma:"Domani l'
Associazione Radicali Roma sarà presente alla fiaccolata indetta in
Piazza Montecitorio dalle associazioni GLBT romane. Con la nostra
presenza vogliamo lanciare un duplice messaggio.Rivolgendoci al mondo
istituzionale, governativo e parlamentare, chiediamo fermamente di
arrestare il pietoso compromesso a ribasso a cui stiamo assistendo da
più di un mese. Perseverando questa linea, se mai un testo di legge in
materia di unioni civili venisse approvato, potrebbe approdare
solamente ad una mera ed insignificante certificazione delle coppie di
fatto, senza affrontare adeguatamente il loro riconoscimento giuridico
e i diritti civili ad esse connessi.In secondo luogo chiediamo a tutti
i cittadini sensibili all'argomento di esprimere le proprie istanze.
Non è a nostro avviso ammissibile
rimanere inerti dinanzi la
promulgazione del fuorviante messaggio che questa lotta sia
esclusivamente propria del mondo omosessuale. Riguarda invece tutte le
donne e gli uomini conviventi, al di là del proprio orientamento
sessuale, è quindi una battaglia di civiltà che non può e non deve
essere strumentalmente ridimensionata. Ricordiamo, come già comunicato,
che l'Associazione Radicali Roma si sta mobilitando, insieme ad altri
gruppi ed associazioni, per avviare al più presto una campagna di
raccolta firme per promuovere una delibera di iniziativa popolare da
presentare in Campidoglio per istituire il registro delle unioni
civili. Questa iniziativa rappresenta solo un primo passo, ma nella
'città eterna' la sua valenza è senza dubbio non indifferente - www.
radicaliroma.com


IL "MISTERO" DELLE SCIE NEL CIELO
Secondo gli
esperti non sono altro che vere e proprie nubi create dagli scarichi
dei velivoli.
Sono sempre più numerose le scie bianche che disegnano i
nostri cieli legate all'aumento del numero di aerei a reazione in
circolazione. Negli ultimi anni sono diventate oggetto di studio per le
possibili ricadute ambientali. Ma di cosa si tratta esattamente?
"Le
scie aeree non sono altro che vere e proprie nubi che si formano quando
il vapore acqueo in parte presente nell'atmosfera e in parte emesso
dagli stessi aerei si condensa e congela attorno a piccole particelle
(aerosol) emesse con i gas di scarico", spiega Dave Duda che per 8 anni
ha studiato le scie degli aerei per il Centro Nasa Langley. Secondo i
ricercatori le scie si formano sempre ad elevate altitudini, di solito
al di sopra degli 8 km e fino a 12 km, dove l'aria è estremamente
fredda e la temperatura al di sotto dei 40°C. Pur formandosi tutte allo
stesso modo le scie aeree possono durare nel cielo per periodi di tempo
assai diversi. E proprio in base alla loro durata vengono suddivisi in
tre categorie: quelle a breve vita, quelle persistenti, ma che non si
diffondono e quelle persistenti e che si diffondono nell'aria. Le
prime appaiono molto corte e sembrano seguire a ridosso l'aereo che le
produce e si disperdono nell'arco di pochi minuti o ancor meno. Ciò
succede quando l'aereo attraversa un volume d'aria con poco vapore
acqueo. Le seconde si formano invece, quando l'atmosfera attraversata
dall'aereo è ricca in vapore acqueo, ma i venti non molto intensi e
dunque ristagnano là dove si formano, magari allargandosi nel tempo. Le
terze, infine, si originano per le stesse motivazioni delle seconde, ma
si muovono a causa dei forti venti in quota e in tal caso, proprio
perché evolvono in vere e proprie nubi possono avere un'influenza sul
clima. Ma perché le scie degli aerei sono additate dagli ambientalisti
come causa di alterazione del clima? "Perché le ricerche hanno
dimostrato che le scie possono rimanere sospese nell'aria addirittura
per giorni interi e coprire migliaia di chilometri quadrati -continua
Duda-, diventando praticamente indistinguibili dalle nubi chiamate
cirri. Poiché le nubi, soprattutto quelle molto sottili, hanno una
notevole importanza sul clima, da un lato respingendo i raggi solari,
dall'altro intrappolando il calore terrestre, si capisce perché questo
tipo di scie viene approfonditamente studiato dai ricercatori per le
possibili implicazioni climatiche". Al momento, tuttavia, non vi sono
conclusioni degli studi in atto, così come ancora sono incerte le
ricadute sul clima di quelle che sono state realizzate sulle nubi chi
si formano naturalmente. Esiste poi un'ipotesi sulle scie degli aerei,
a dire il vero non confermata, secondo la quale esse sarebbero
appositamente prodotte da "enti militari" per alterare appositamente il
clima. E ciò causerebbe conseguenze alla salute delle persone che
abitano al di sotto delle scie chimiche. Numerose sono state le
interpellanze in molti Paesi, tra cui l'Italia, ma non vi è nulla al
momento, che possa sostenere tale ipotesi. Va detto che è noto che
dagli aerei non fuoriesce solo vapore acqueo e aerosol, ma anche
anidride carbonica, ossido di carbonio, ossido d'azoto, idrocarburi
come metano, solfati e particelle metalliche, ma non bario come
sostiene quest'ultima ipotesi. Dunque il problema ambientale delle
scie degli aerei esiste realmente, proprio perché possono avere una
notevole azione climatica, e proprio per questo i maggiori enti
ambientali mondiali se ne stanno interessando, Nasa compresa. ARTICOLO
DI Luigi Bignami - FONTE www.repubblica.it

- INVIATO DA Promiseland.
it Redazione Italia

NESSUNO TOCCHI CAINO
27.01.2007

PENA DI
MORTE. D'ALEMA, PRESENTATA A UE NECESSITA' INIZIATIVA EUROPEA PER
MORATORIA - 22 gennaio 2007: il ministro degli Esteri Massimo D'Alema
ha illustrato ai colleghi Ue l'iniziativa italiana volta a chiedere una
moratoria Onu delle esecuzioni capitali. Lo ha fatto nel corso del
Consiglio Affari generali e relazioni esterne che ha visto riuniti a
Bruxelles i capi delle diplomazie dei Ventisette. 'Noi - ha riferito lo
stesso D'Alema alla stampa - abbiamo posto al Consiglio la necessita'
di una iniziativa europea volta a riaprire nel corso dell'attuale
assemblea generale dell'Onu un dibattito sul tema della moratoria delle
esecuzioni capitali nel quadro di una battaglia europea contro la pena
di morte'. Una battaglia, ha sottolineato il ministro degli Esteri,
'resa piu' attuale sia dalle esecuzioni in Iraq che hanno colpito
l'opinione pubblica sia dalle condanne a morte di alcune infermiere
bulgare e un medico palestinese da parte delle autorita' libiche alla
fine dello scorso anno'. D'Alema ha affermato che 'la presidenza
tedesca dell'Unione europea si fara' carico di avviare contatti a New
York per verificare la possibilita' di riaprire la discussione'. Il
ministro degli Esteri ha tuttavia ricordato che 'restano differenti
posizioni (in sede Ue), non certo sulla questione di principio ma
sull'esistenza o meno delle condizioni per proporre ora una votazione.
Per questo la presidenza di turno avviera' un'iniziativa a New York per
cercare di giungere ad un voto su una risoluzione' dell'Assemblea
generale. D'Alema ha aggiunto di avere 'molto apprezzato il fatto che
la presidenza abbia fatto propria tale iniziativa'. Per Marco Pannella,
Presidente di Nessuno tocchi Caino, è possibile 'un asse Roma-Berlino'
nella battaglia alle Nazioni Unite per la moratoria universale della
pena di morte. Pannella si augura che il cancelliere tedesco Angela
Merkel 'ci pensi seriamente'. Parlando a Radio radicale, il leader
radicale sottolinea che Italia e Germania 'si ritrovano appaiati come
sessant'anni fa, e si ritrovano appaiati per l'abolizione della pena di
morte nel mondo. Mi auguro - aggiunge - che la presidenza tedesca sia
consapevole di questo fatto, Berlino e Roma insieme potrebbero regalare
alla storia di questo periodo proprio un segnale radicalmente opposto a
quello dell'altro asse Roma-Berlino, spero che la Merkel ci pensi
seriamente'. Tanto piu' che il leader radicale segnala un 'opportuno
commento' sul Corriere della Sera del presidente del gruppo liberale al
Parlamento europeo Graham Watson, 'che ha detto quello che andava
detto, e cioe' - spiega - che in qualche misura Blair sta dando
l'impressione, forse per stanchezza o per esaurimento, di fare un po'
il barboncino di Bush. E questo e' grave e dispiace'. PENA MORTE. BAN
KI-MOON, INCORAGGIO SUA GRADUALE ELIMINAZIONE - 24 gennaio 2007: il
nuovo segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha detto di
incoraggiare la tendenza crescente dei governi e del diritto
internazionale a eliminare la pena di morte. Ban ha parlato al termine
di un incontro con il presidente della Commissione europea José Manuel
Barroso. "La vita è molto preziosa, ogni essere umano ha il diritto di
vivere con dignità, la sua vita deve essere rispettata e protetta", ha
risposto Ban a chi gli chiedeva se appoggerà l'iniziativa italiana per
riaprire una discussione all'Onu sulla moratoria internazionale contro
la pena di morte.
"Nel diritto internazionale e nelle pratiche interne
degli Stati c'è una tendenza crescente a un'eliminazione graduale della
pena di morte, e io incoraggio questa tendenza", ha aggiunto il numero
uno dell'Onu. "Allo stesso tempo - ha concluso Ban - mentre la comunità
internazionale discute questo tema, spero sinceramente che tutti i
membri dell'Onu rispetteranno il diritto umanitario internazionale".
MORATORIA. DA SINDACI EUROPEI APPELLO PER MORATORIA DELLE ESECUZIONI -
24 gennaio 2007: sono 18 i primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee che hanno finora sottoscritto l'appello del
sindaco di Roma Walter Veltroni affinché la Comunità internazionale
stabilisca al più presto una moratoria delle esecuzioni in vista della
definitiva abolizione della pena di morte. Ad accogliere l`appello di
Veltroni anche il primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici che, in
qualità di presidente dell`ANCI, ha esteso l`appello alle città
italiane. "Noi, Sindaci di Città Capitali europee, di fronte al
succedersi ogni giorno e in troppe parti del mondo di nuove esecuzioni
capitali, lanciamo un appello per porre fine alla violazione più
insopportabile della dignità dell`uomo e del primo dei suoi
fondamentali diritti: il diritto alla vita", si legge nel documento
contro la pena di morte. "La pena di morte - scrivono i sindaci - non
solo è immorale e vergognosa. Non solo aggiunge orrore ad orrore,
alimentando la spirale dell`odio e disumanizzando la società. La pena
di morte è inutile e non serve a ridurre i reati che intende
combattere". "Noi crediamo che la giustizia non abbia bisogno della
pena di morte. La giustizia - continua l'appello - può essere
perseguita e raggiunta senza falsi deterrenti, senza portare lo Stato
al livello del singolo che ha ucciso. E questo vale per tutti, anche
per chi si è macchiato di colpe orrende, di crimini gravissimi contro
l`umanità, per i quali è giusto e necessario venga punito". "La pena di
morte deve scomparire dalla scena della storia. E` una speranza alla
quale non dobbiamo rinunciare e noi continuiamo a credere che si possa
raggiungere quello che oggi non sembra raggiungibile, che si possa
eliminare ciò che oggi sembra ineliminabile". "Facciamo appello
all`Unione Europea, dopo l`importante consenso raggiunto in sede di
Consiglio dei Ministri e al Parlamento europeo, perché - chiedono i
primi cittadini - sostenga con determinazione la proposta di una
moratoria che sospenda le esecuzioni capitali in ogni angolo del
pianeta". "Facciamo appello alla Comunità internazionale affinché
stabilisca al più presto - conclude il documento - una moratoria delle
esecuzioni in vista della definitiva abolizione della pena di morte".
L`appello è stato sottoscritto da Walter Veltroni, sindaco di Roma,
Leonardo Domenici (Firenze), Job Cohen (Amsterdam), Nikitas Kaklamanis
(Atene), Freddy Thielemans (Bruxelles), Gàbor Demsky (Budapest),
Vincent Jackson (Dublino), Paul Borg Olivier (Valletta), Ken
Livingstone (Londra), Zoran Jankovic (Lubiana), Paul Helminger
(Lussemburgo), Alberto Ruiz Gallardón Jimenez (Madrid), Bertrand
Delanoë (Parigi), Aivars Aksenoks (Riga), Boyko Borissov (Sofia), Jüri
Ratas (Tallinn), Michael Häulp (Vienna), Wim Deetman (L`Aia).

MORATORIA. I RADICALI RINGRAZIANO IL SINDACO VELTRONI - 24 gennaio
2007: il Ministro Emma Bonino, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino,
Marco Pannella, Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti e di Radicali
Italiani Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni, ringraziano il
Sindaco di Roma Walter Veltroni che, dopo l'illuminazione del Colosseo,
ha ottenuto da parte di ben 18 primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee il sostegno alla moratoria universale delle
esecuzioni capitali. "Continuiamo a registrare una straordinaria
concordia di forze politiche e di opinione pubblica sull'iniziativa che
vede impegnato il Governo italiano e la Presidenza tedesca dell'Unione
Europea, a favore della moratoria ONU delle esecuzioni capitali. E'
anche il segno della crescita della mobilitazione internazionale che, a
partire dalla lotta nonviolenta su Nessuno tocchi Saddam, rende sempre
più possibile ottenere una conquista di umanità e di crescita civile e
politica per il mondo intero."
RUANDA. CAMERA DEPUTATI APPROVA
ABOLIZIONE PENA DI MORTE - 19 gennaio 2007: la Camera dei deputati
ruandese ha approvato il disegno di legge per l'abolizione della pena
di morte. "L'iter legislativo non è ancora concluso", ha spiegato il
procuratore generale del Ruanda, Martin Ngoga: "Dopo la Camera, il
disegno di legge approderà in Senato. Seguirà poi la ratifica del
Presidente". Il voto della Camera segue un lungo periodo dedicato a
pubbliche consultazioni con diversi soggetti, relative all'abolizione
della pena capitale. Il voto della Camera giunge poco dopo l'
approvazione del disegno di legge da parte del Governo ruandese,
avvenuta in una riunione presieduta dal presidente ruandese Paul Kagame
il 17 gennaio, nella località di Urugwiro. Una volta approvata la legge
in via definitiva, i detenuti nel braccio della morte avranno commutata
la pena con l'ergastolo. L'eliminazione della pena capitale aprirebbe
la strada per l'estradizione in Ruanda di persone sospettate per il
genocidio del 1994, da parte di diversi paesi occidentali e del
Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, operante in Tanzania. Le
estradizioni finora non sono state concesse per paura che in Ruanda
queste persone possano essere condannate a morte.
ROMA. MOSTRA
FOTOGRAFICA SU "SACCO E VANZETTI" - Il 1° febbraio 2007 presso la
Vineria DRU in Piazzale Tributino 9, a Roma, la fotografa Carlotta
Domenici De Luca presenta la mostra fotografica sulla pièce "Sacco e
Vanzetti" rivisitata dalla regista Beatrice Bracco. L'artista
ripercorre le fasi salienti dell'ingiusta condanna a morte e la
sofferenza dei due emigranti italiani sbarcati in America alla ricerca
di un sogno. Le foto riescono ad immortalare con sensibilità e
immediatezza il dramma dei due protagonisti. Le 12 immagini sono in
vendita ed una parte del ricavato andrà in sostegno all'associazione
Nessuno Tocchi Caino.

RETTIFICA – NOTIZIARIO DEL 20 GENNAIO 2007: IL
TESTO "WEB E LESBISMO" E' STATO INCLUSO NELLA TESI DI PASQUALE
QUARANTA.

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