07 maggio 2008

news 7 maggio

A MARIA ORNELLA SERPA CHE CI HA
LASCIATO IN SILENZIO E CHE DAL SILENZIO HA COMBATTUTO
"come un albero maestoso le tue "anche nella notte più buia
radici sono in me……" il tuo ricordo sarà luce…" "La tua vita come un fiore di
loto è sbocciata nel pantano silenzioso…..Come un fiore di Loto ci
donasti a tutti coraggio, sorrisi e dignità….. Con dignità hai vissuto
fino all'ultimo tuo istante…. Nel silenzio e nel dolore ci hai
lasciato……. Il tuo sguardo è impresso in ognuno di noi e mai si
cancellerà la sua memoria…..Il tuo esempio di forza e di grandezza c'
insegna quanto si necessaria la libertà……Grazie Ornella, per sempre sarai nei nostri cuori"
GAYA CsF
(lo staff e gli amici)

ALEMANNO E IL GAY PRIDE
Apprendiamo da un'intervista rilasciata oggi dal neo
sindaco di Roma Giovanni Alemanno cosa egli pensa del Gay Pride. Egli
afferma infatti di ritenerlo una forma aggressiva di manifestare il
proprio modo di essere ed è quindi contrario ad un evento di questo
tipo che, secondo lui, è una forma di esibizionismo sessuale tout
court. Il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore del
RomaPride dal 1994, aiuta il Sindaco a conoscere una realtà che egli
evidentemente non conosce affatto. Da sempre il Gay Pride non è mai
stato e non sarà mai una mera "ostentazione sessuale". Si tratta invece
di un momento di richiesta di diritti negati alle persone gay,
lesbiche, bisessuali e transgender, di un corteo pacifico, gioioso,
colorato e allegro e di rivendicazione politica al quale partecipano,
ogni anno di più, centinaia di migliaia di persone, quindi esattamente
tutto il contrario dei concetti di aggressione e ostentazione. Anche
quest'anno, il 7 giugno, il RomaPride sarà un corteo di civile
partecipazione che darà valore e risalto ai temi della libertà, della
laicità e della pari dignità per tutti i cittadini. Inoltre di un Gay
Pride non si discute in Consiglio comunale, in quanto esiste la libertà
di manifestare. Tutt'al più se ne possono discutere delle modalità
tecniche ed il patrocinio, che normalmente è oggetto dell'attività del
Sindaco e/o degli Assessori. Con le sua parole, probabilmente il
sindaco Alemanno dimostra che è in attesa di tale richiesta, che gli
sarà prontamente formulata.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 348/7708437

MATRIMONIO LESBICO IN OSPIZIO
Ruth Pogson, 83 anni, and Beth Aime, 79, si sono sposate ieri
davanti ad un piccolo gruppo di parenti e amici in un ospizio, la St.
Jude's Anglican Nursing Home di Vancouver, in Canada, dove vivono
attualmente. Sono entrambe due pretesse anglicane in pensione, e stanno
insieme dal 1995. Volevano sposarsi in chiesa, ma non è stato
possibile. E adesso hanno scelto il matrimonio civile, che è consentito
in Canada anche tra due persone dello stesso sesso, "per rendere legale
la realtà della nostra unione". Ruth, che è costretta su una sedia a
rotelle, ha detto: "Nella chiesa, il rituale è importante come i riti
di passaggio. E questo per noi è un rito di passaggio. E' una stagione
di vita interamente nuova. Cambia tutto". Beth non si arrende, vuole
sposarsi anche in chiesa. Dice che il parroco della diocesi di New
Westminster le ha promesso di chiedere l'autorizzazione al vescovo. Il
parroco, Peter Elliott, era presente alla cerimonia civile nell'ospizio
e ha dichiarato: "Sono felice che si siano sposate. Sono felice che
abbiano trovato felicità l'una nell'altra". Lo "scisma" sulla questione
lgbt, nella chiesa anglicana, non è teorico o dottrinale: passa
attraverso concrete scelte e situazioni di vita, passa anche attraverso
Ruth e Beth. E quest'ultima ha detto ai suoi invitati nuziali: "Il
motivo per cui siamo qui riguarda la giustizia e riguarda il fatto di
trasformare una comunità in una comunità inclusiva invece di esserne
sempre ai margini. Siamo qui per la speranza di cambiare questo mondo
in un mondo in cui siamo tutti uguali". Ha ricordato che lei e Ruth si
sentono già sposate davanti a dio, e che questa non è la prima volta
che si sono scambiate i voti: quindici anni fa, hanno tenuto "un
piccolo servizio nostro" in una chiesa sul Lago Huron. Il loro viaggio
insieme non è stato facile: Beth si è sentita depressa e rifiutata
negli ultimi cinque anni, perché a causa del suo rapporto con Ruth le è
stato impedito di partecipare alle cerimonie religiose: "E' stata dura.
Eravamo due sacerdote chiuse fuori dalla chiesa". Ma i brutti ricordi
adesso sono alle spalle. Non è mai troppo tardi per essere due lesbiche
felici.

IL MOVIMENTO GLBT DOPO LE ELEZIONI
Il movimento Lgbt dovrà interrogarsi in queste ore a Bologna e dovrà dare dei chiari segnali di
scelta e d'indirizzo politico a tutto il movimento popolare nato dal
Roma Pride 07. Dopo il risultato elettore al Parlamento 2008 e dopo il
grave atto subito di compagni e dalle compagne del circolo di Cultura
omosessuale di Roma Mario Mieli questa diventa sempre più necessaria e
sentita. Il clima generale e che noi respiriamo nel Paese è molto
pesante nei confronti non solo delle solite minoranze (omosessuali e
Rrom) ma anche nei confronti di tutt@ quegli amministratori locali che
hanno sostenuto con forza e determinazione, politiche sociali volte all'
inclusione e al superamento delle diffidenze tra i popoli. Siamo
consapevoli, aggiunge CARLO CREMONA ( pres.Associazione i Ken) che il
percorso che abbiamo dinnanzi sarà certamente lungo e faticoso, come
sappiamo ed immaginiamo che, non saranno pochi gli ostacoli che si
frapporranno alla realizzazione dei nostri sogni. Noi non smettiamo di
sognare! Non ci siamo mai avviliti, nella nostra condizione di
minoranza non ascoltata c'é la nostra forza e certamente non cesseremo
di portare avanti le nostre iniziative o le nostre attività anche ora
che al Parlamento siede uno schieramento di centro e di destra e che
all'opposizione c'è un centro democratico. A questa leadership
rinnoviamo le stesse richieste che anni fa avevamo rivolto al
precedente Governo, con la medesima speranza ossia che si possano
riconoscere a tutti i cittadini pari dignità e reale uguaglianza di
trattamento. Riteniamo questa dei requisiti di libertà e di ragione
derivanti non solo dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
ma anche dei requisiti indispensabili e sanciti dalla nostra
Costituzione un luogo politico ancora vivo e vegeto. Chiediamo a tutte
le Istituzioni democratiche Parlamentari e locali, a tutte le
associazioni ed i sindacati, ai partiti politici ed ai singoli
cittadini e cittadine di non abbandonare le vittime del fascismo e del
terrorismo politico a se stessi. Esprimiamo solidarietà politica ma
anche disponibilità ai compagn@ del circolo Mario Mieli ritenendo tutti
i volontari delle associazioni LGT ( in particolare) degli eroi post
moderni che a prescindere da tutto e da tutti continuano il loro
prezioso lavoro sociale con la medesima speranza e con uk medesimo
impegno civile. Personalmente all'amica Rossana Praitano, a nome di
tutti gli amici di i Ken e di Napoli e del coordinamento GLT Campano (
Arcilesbica Napoli e M.I.T.) esprimo il nostro caloroso abbraccio
augurandoci un mondo sempre migliore e meno popolato di stupidità e di
violenza.
Ufficio stampa i Ken
Via Toledo 210
80132 – Napoli
Carlo Cremona
3923887147
tel fax 0815519653


MANIFESTO UFFICIALE DELLA
DESTRA RADICALE ITALIANA
(Come la Destra radicale si organizza socialmente nel nostro paese)
PROCLAMI E DELIRI VARI
Fratelli , Amici ! Un vecchio spettro si aggira per il mondo civile e le società
evolute moderne : la nuova destra ! La vera destra che si occupa
di organizzare le idee della politica non ha classi o categorie
privilegiate di riferimento che si fronteggiano in maniera evidente o
latente ; essa considera la società un corpo unico il cui nucleo
fondante le società, sono le famiglie che le popolano in un
dato territorio, avendo esse in comune la cultura , la lingua ,la
storia , le tradizioni ,la religione unica .La storia dei popoli della
terra non è una storia di lotta tra classi sociali, tra ricchi e
poveri, tra oppressi e oppressori,tra borghesi e capitalisti ! La
storia politica dell'uomo non deriva dall' evoluzione astratta e
individuale di una scimmia che diventa umanoide e bisogna bloccare a
tutti i costi nei suoi istinti animaleschi con l'idea ugualitaria . La
storia politica dell'uomo iniziò quando un gruppo di famiglie in un
dato territorio si coalizzarono per meglio governarsi e difendersi . La
storia umana delle società civili organizzate politicamente, sia che si
analizzi civiltà primordiali , sia che si osservi società moderne, non
è mai stata una storia di classi in lotta tra loro, una guerra
latente tra oppressi ed oppressori , tra ricchi e poveri , piuttosto
si sono avute situazioni di ingiustizia nell'ambito sociale . In
queste società, invece, a un certo punto del loro grado di convivenza
e sviluppo,sia per influenze economiche ambientali sfavorevoli , sia
per questioni ideologiche alogene , sia per conflitti con altre società
organizzate, si è creato quasi sempre un livello di ingiustizia tra
i vari nuclei e ordini sociali, tanto da determinare condizioni
favorevoli a immani conflitti e guerre fratricide, interne ed esterne
,tra gruppi di membri in condizioni economiche opposte . Spesso si è
trattato di una degenerazione interna e sociale provocata dalla
perdita di valori morali a livello individuale che hanno portato ad
una rapida autodistruzione ,a una disgregazione famigliare , all'
anarchia sociale ,determinando condizioni di ingovernabilità e somma
ingiustizia dove gli squilibri nei rapporti di lavoro provocati dalla
nuova tecnica, è stata la miscela di nuove guerre, egoismi e conflitti
che hanno portato a ingiustizie sociali e salariali di tipo
economico. La conseguenza della perdita di valori all'interno di
numerose famiglie ha portato poi all'anarchia e alla lotta fra i
corpi sociali organizzati che sono come un mosaico unico in cui
non è possibile che le parti se ne distacchino in fazioni opposte
. La perdita della giustizia nel corpo sociale fu il risultato di
egoismi estesi basati sulla cattura di privilegi sociali, sulla sete
di potere famigliare o di clan , licenza nei costumi , invidia sociale ,
abbandono di valori della tradizione ,immoralità , libertà e autonomia
dai valori naturali della condizione umana legati a dei precisi
doveri morali dei singoli e delle famiglie . La nostra epoca non si
differenzia in nulla dalle altre epoche storiche se non per uno
sviluppo vertiginoso della tecnica che ha permesso l'acquisizione di
innumerevoli mezzi capaci di dare all'uomo infinite possibilità di
organizzazione e di venire incontro al costante aumento numerico
degli individui nelle società esistenti Offrendo così la possibilità
a tutti di migliorare lo sviluppo di vita con interscambi economici e
culturali . Tuttavia notiamo che la terra ha ancora moltissime aree
poco abitate e con una scarsa popolazione e come sia necessario che
sia popolata di più e in modo omogeneo, senza che determinati corpi
sociali, impadronendosi delle leve del governo mondiale , impongano
una loro libera morale autonoma rispetto al diritto naturale di tutte
le società umane esistenti . Già nella Cina ex comunista si
incominciano a notare gli effetti devastanti di una politica del
controllo selettivo delle nascite imposto alle famiglie ! Proprio
questa autonomia umana e politica nei confronti dei valori naturali,
è alla radice delle ingiustizie tra gli uomini e delle classi sociali
ancora oggi e porterà a uno sfacelo futuro se continuerà a essere
percorsa . La pecora nera che ha ribaltato e rivoluzionato popoli
interi creando squilibri e disordini mondiali non è stata una classe
particolare,quella borghese, sebbene molto attiva e trafficona, che
minacciava di volta in volta chi si frapponeva ai suoi traffici
commerciali . No ! La forza che ha capovolto interi sistemi sociali , è
stata una forza culturale che cercava l'autonomia morale e aveva solo
di riflesso l'obiettivo di mettere fine alle ingiustizie sociali !
Essa partiva da molto lontano proponendosi dapprima come nuova forza
morale e poi come forza rivoluzionaria per un nuovo ordine utopico
tutto terreno,basato sul calpestamento dei valori morali che solo l'
uomo possiede ! L 'obiettivo era consegnare tutto nelle mani di uno
stato assolutista e padrone della vita pubblica e privata dei cittadini
con la scusa ugualitarista . Ai piccoli padroni sostituire uno più
forte di tutti con il pugno di ferro e onnipotente. In una parola ,
dovunque, oggi, ha preso il potere l' autonomia morale dei singoli o
di uno stato onnipotente , hanno spezzato senza pietà tutti quei
vincoli che legavano i nuclei famigliari agli altri nuclei ,a un
sistema sociale , alle unione dei singoli tra di loro . In altre
parole, l'autonomia morale frutto dell' egoismo individuale , ha
modellato il mondo a sua immagine e somiglianza creando continui
bisogni e illusioni di una falsa libertà che diventava un fattore
disgregativo sociale . Gli eroi rivoluzionari e anarchici erano gli '
uomini liberi da impegni morali che avrebbero dovuto assicurare la
giustizia alle masse di oppressi e sottosviluppati nel campo sociale .
Ma un eroe che non ha impegni morali del tipo: "non rubare !" potrà
mai ergersi a guida di chi non deve rubare sul piano pubblico e sociale
? Così il proletariato non è quell'essere nuovo venuto da un altro
pianeta ; un essere incontaminato perché senza interessi e proprietà,
che ha solo bisogno di appropriarsi dei mezzi di produzione per godere
anche lui del paradiso economico del vecchio borghese . Il povero non
è altro se non il frutto di mille ingiustizie sociali dovute in parte a
se stesso, in parte al sistema sociale , in parte a condizioni
ereditarie avverse e non facilmente controllabili . Così quando un
individuo si ubriaca o si droga o delinque e non lavora , solo in
parte si può colpevolizzare il sistema sociale vigente , qualunque esso
sia . Anzi il sistema sociale deve farsi carico di assicurargli un
livello minimo di esistenza secondo la sua dignità umana ,ma non
giustificarlo nelle sue deviazioni morali che vanno punite senza
pietà e senza sconti di pena ! Abbiamo visto come gli ultimi
rivoluzionari chiamati comunisti ,in realtà non avevano solo l'
obiettivo si eliminare a loro modo le ingiustizie sociali evidenti in
determinati sistemi sociali per creare utopiche società di eguali ;
essi capivano che bisognava sempre rivolgersi contro l'autorità
deputata a garantire l'ordine e la sicurezza e lo sviluppo di tutti
perché questa garantiva sempre un certo sistema morale atto a impedire
a chiunque di delinquere . Essi, quindi, non solo hanno sempre
contestato il potere garante dell'ordine ,un potere naturale ,ma dopo
che lo hanno ottenuto , non hanno eliminato nessuna ingiustizia
prefissasi, se non facendo tabula rasa delle forze esistenti ; hanno
solo agito alla radice cercando di rovesciare il diritto naturale su
cui si basava ogni rapporto sociale degli esseri viventi sulla terra.
In questa opera di demolizione dei valori morali naturali nel campo
sociale in cui mascheravano il desiderio di una società più giusta,
di eguali, da attuare facendo tabula rasa delle altre classi , essi
hanno avuto come alleati, indiretti o diretti, gente cristiana e
anarchici ugualitaristi , con gli stessi obiettivi politici perché
questi volevano realizzare sul piano sociale quello che solo sul piano
della fede o religioso essi potevano ottenere . Il loro obiettivo
sociale non era il bene comune dei singoli e delle famiglie e
garantire lo sviluppo di tutti con la giustizia divina ; il loro
obiettivo era di ordine religioso-spirituale, quindi utopico , in cui
confondevano i valori del diritto naturale che presiede al bene comune
di uno stato , alle visioni evangeliche che doveva portare tutti all
'egualitarismo livellatore , credendo cosi di eliminare l'ingiustizia
sociale . Ma una dottrina di salvezza basata sul perdono individuale
non poteva diventare una dottrina sociale di giustizia ! Per fare
questo molti di essi arrivavano a rinnegare anche il Vecchio Testamento
! Quindi, nella distruzione di ogni ordine naturale essi avevano come
alleati e portaborse cristiani spirituali che proponevano il vangelo
sul piano sociale invece che come dottrina di salvezza dal peccato.
Molti di questi acquasantieri dell'egualitarismo, fautori di un
progressismo evoluzionista o naturalista della storia della salvezza ,
divennero Presidenti di Azione Cattolica,Presidi , Rettori di facoltà
teologiche e laiche , Cardinali, filosofi cristiani ,grandi umanisti ,
preti telepredicatori e pedagogisti ,pacifisti ecologisti , infine papi
! Così come nel medio evo molti di questi paladini dei poveri si
ribellavano alle varie ingiustizie sociali in nome di problemi
teologici, contestando l'autorità ecclesiastica che garantiva l'ordine
sociale , oggi chiedevano la rivoluzione in nome di false teorie
economiche che avevano come fine sempre utopie di stampo religiose.
Molte di queste utopie sono realizzabili solo a patto che si esca fuori
dalla società naturale o che la si stravolga con una rivoluzione che
non risolverà mai il problema della giustizia sociale in quanto sono
sbagliate le loro premesse . La famiglia infatti non è un retaggio
dello stato borghese, ma il nucleo sul quale ruota tutto il sistema
politico di un popolo . Nella storia ebraica abbiamo gli anziani e i
patriarchi che decidevano la politica generale ,nell'antica Roma
abbiamo i Pater Familias e i Senex , in Grecia abbiamo i nobili a
decidere della cosa pubblica ,ma una nobiltà e onore che derivava
dalla fedeltà alla legge naturale . La destra, quindi , è quella forza
che opera per bloccare ogni movimento rivoluzionario dei valori morali
fondamentali che le forze rivoluzionarie vorrebbero gettare nella
polvere ,quindi è conservatrice e reazionaria ,ma non per fini di
mero potere economico ed egoistico . La destra è democratica se la
maggioranza si adegua ai valori naturali , ma è spietatamente
antidemocratica se con il falso buonismo e umanesimo pacifista e
sociale , cerca di calpestare la giustizia venendo a patti con le
forze demolitrici dei valori morali che legano la società e le
famiglie con vincoli irremovibili , minacciando il loro bene comune .
La destra è anche rivoluzionariamente violenta se la situazione è
troppo compromessa sul piano morale ! Per la destra l'essenziale della
politica non è la questione della proprietà privata o proprietà
sociale o di un' utopico egualitarismo che darebbe la dignità a tutti ,
anche all'assassino e al ladro, ma l'essenziale è la giustizia
giusta nel corpo sociale in quel mosaico di famiglie e di gruppi o
federazioni o corpi sociali che formano una società e uno stato ; è
una questione di valori morali da far rispettare a tutti in forma
uguale ! La destra quindi cerca di individuare quei politici , quegli
uomini non disposti a svendersi sulle pubbliche piazze per ottenere il
voto di più gente possibile da ripagare poi con favori economici .
Essi hanno un percorso preciso da seguire ; un percorso morale che
conoscono tutti . Applicare con la bilancia e con la spada il diritto
naturale ! Questo diritto naturale di cui parla la destra , non è la
morale evangelica che è un optional dei fedeli e dei discepoli del
Regno a livello personale , ma una legge universale che riguarda tutte
le categorie sociali e tutti popoli della terra .La destra è per la
legge universale naturale ! La destra se parte da certezze , queste
non derivano dalla presunzione di avere individuato una classe che
salverà finalmente il mondo e l'umanità,perché queste certezze non
sono opinioni umane derivate da infallibili analisi economiche e
sociologiche che ci autorizzano a rivoluzioni immani , ma parte da
certezze che vengono dall'Alto, quindi non sono opinioni di tizio e di
caio o di una scuola filosofica di pensiero , ma sono certezze
superiori , le uniche che possono salvare l'umanità .
Uomini di vera destra di tutto il mondo unitevi !
Ufficio Presidenza della Destra Italiana
3 Maggio 2008
INOLTRATO DA destraradicale@yahoo.it -
a: c.augias@repubblica.it
INVIATO DA c.augias@repubblica.it

EUROBERLUSCONI
Se si parlasse di comicità, a non averlo bisognerebbe inventarselo. Ma qui invece parliamo di diritti civili e di Unione Europea.L'ultima gaffe di Silvio Berlusconi è di ieri sera. Il
presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, intenderebbe
assegnare al successore di Franco Frattini il portafoglio dei Trasporti
anziché quello della Giustizia. Tra i più papabili alla successione di
Frattini l'eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE. Silvio
Berlusconi ha affermato che sarebbe molto più conveniente interessarsi
di infrastrutture e trasporti anziché di omosessualità. Nonostante la
scarsa visione generale del compito di un Commissario europeo alla
Giustizia e la totale assenza di bon ton del futuro Presidente del
Consiglio (che d'altronde ne ha già dato prova altrove con corna e mani
a mitraglietta puntate su una giornalista), stavolta non possiamo non
essere d'accordo con lui. Tajani, il probabile successore di Frattini,
appare un uomo senza competenze specifiche adeguate, per il quale
addirittura molti eurodeputati avevano già inoltrato formale protesta
per la candidatura alla Giustizia, non ritenendolo idoneo a quell'
incarico. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ritiene, come
molti in Europa, che Tajani alla Giustizia rappresenterebbe una deriva
pericolosa nei confronti di categorie sociali discriminate. La frase
di Berlusconi, inoltre, fa ben comprendere come la destra italiana ed
il prossimo governo vogliono occuparsi delle libertà civili e dei
diritti delle persone omosessuali. Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli Segreteria Politica – Andrea Berardicurti 348/7708437

"AMORE CIVILE" PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA
Nell'anniversario del referendum sul divorzio studiosi e associazioni si confronteranno sulle
nuove famiglie, convivenze e relazioni affettive
Il prossimo sabato 10, 11 e 12 maggio si terrà a Roma la conferenza "Amore civile", prima
parte di un evento di tre giorni sulle nuove forme di convivenza e
relazioni affettive, per la riforma del diritto di famiglia.
http://www.radioradicale.it/amorecivile
Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per
la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal
significativo titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione
dell'amore civile". Il convegno ha rappresentato l'occasione per
rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai
tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata
sul concetto di "amore civile". Amore civile significa mettere al
centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore
civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta
incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è
convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del
dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere
che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità", e che in
questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa
rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà
dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il
baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato. Il
successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno
fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere
permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma
globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera
iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al
centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e
omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra
figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la
violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza. Con
l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere
umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica
per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici,
riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si
sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale
e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica
"corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo
per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le
coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un
Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso
di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni
direttamente impegnate su queste istanze. La conferenza "Amore civile"
si terrà a Roma il prossimo 10, 11 e 12 maggio. Speriamo che vorrai
essere tra i partecipanti di questo importante evento, che cade
significativamente a pochi giorni dall'insediamento del nuovo
parlamento. I lavori della conferenza saranno così articolati: Sabato
10 maggio 9,30-19 – Convegno Sala delle conferenze Piazza Monte Citorio
n.123/a ore 21 - proiezione e dibattito sul film "Ti do i miei occhi"
Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre Argentina 76, 3°
piano. Domenica 11 maggio 9-14 - Assemblea aperta con relatori e
partecipanti Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre
Argentina 76, 3° piano. Lunedì 12 maggio ore 12 – Conferenza stampa di
presentazione dei risultati della conferenza.. Marco Cappato
(segretario Associazione Luca Coscioni) - Rita Bernardini (segretaria
Radicali Italiani) - Sergio Rovasio (segretario associazione "Certi
diritti") - Diego Galli (responsabile RadioRadicale.it) - Diego
Sabatinelli (segretario Lega italiana per il divorzio breve).
Diego Galli Responsabile del sito internet Radio Radicale
Via Principe Amedeo, 2
00185 Roma
Tel (+39) 06 488781
Cell (+39) 347 0918518
Email
diego.galli@radioradicale.it
http://www.radioradicale.it

IL GIOCO DELLE TRE CARTE ALL'ONU
Non avrei voluto fare commenti circa il discorso che il capo di stato vaticano ha tenuto all'ONU ma, come tutti sanno, "un bel tacer non fu mai scritto". Credo che pochi nutrissero
dubbi sul fatto che la presenza di B16 fosse finalizzata a portare
anche in quel settore la voce del confessionalismo, però (dato il
contesto) ci si sarebbe aspettata quanto meno si una linea di coerenza
più solida, anziché arrivare a riproporre anche nella suddetta sede il
solito "gioco delle tre carte" che nel nostro paese è già riuscito a
condizionare la classe politica oltre ogni limite di accettabilità. Due
sono i punti più inquietanti dell'intervento papale (non che gli altri
non lo siano, ma preferisco soprassedere) : il primo è costituito dalla
questione ritrita e ricotta della "espressione pubblica delle
religioni" che (per chi non lo ricordasse) è stata inserita anche nello
statuto del PD. Orbene : secondo il Sig. Ratzinger le religioni
avrebbero diritto ad un'espressione pubblica, ma senza spiegare
esattamente cosa egli intenda con tale terminologia. Allo stato
attuale, almeno nei paesi democratici, nessuno ha mai negato l'
espressione pubblica di una religione (fintanto che questa viene intesa
come rispetto di quanto contenuto all'art. 18 della Dichiarazione
Universale), ma se per espressione pubblica si intende "espressione
istituzionale" (nel senso che la voce di un rappresentante religioso
diventa legge per tutti) forse il "buon Joseph" dovrebbe rivedere le
sue posizioni insieme a chi gli fa eco, perché attraverso tale
interpretazione della cosiddetta "espressione pubblica" si pretende di
fatto di istituire la teocrazia. Personalmente come "non credente
militante" mi sono sempre battuto per la libertà di espressione della
"concezione del mondo" che rappresento, ma non ho mai preteso di
imporla come verità istituzionale che tutti (anche i credenti)
dovrebbero rispettare. Posso aver chiesto il rispetto di una
convenzione stabilita per legge o per costituzione (questo sì), ma non
ho mai preteso di imporre agli altri le mie convizioni a-religiose
(chiedere l'esposizione nei luoghi pubblici dell'emblema della
Repubblica Italiana al posto del crocifisso, non significa imporre l'
ateismo o l'agnosticismo a tutti, come qualcuno vorrebbe far credere,
ma solo rispettare la laicità dello stato). Se tutti gli uomini nascono
uguali, non si può pretendere libertà di parola invocando l'art. 19
della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e poi cercare (in
virtù del proprio diritto canonico) di vedere imposte a tutti le
proprie convinzione religiose negando a chiunque il diritto di
dissentire ed ignorando così l'art. 30 dello stesso documento. Se tutti
gli uomini nascono uguali, non si può pretendere di fare le vittime
accusando gli altri di violare la propria libertà di espressione,
quando con quella libertà di espressione si negano di fatto le libertà
agli altri. Se tutti gli uomini nascono uguali, non si può chiedere per
se stessi il rispetto di un diritto richiamato da un articolo e poi,
una volta ottenuto, si negano agli altri i 29 rimanenti articoli
sanciti dalla stessa convenzione che viene invocata. Ed ecco che (quasi
per induzione) arriviamo proprio al secondo punto invocato dal teocrate
: il rispetto dei diritti umani ! Per chi non lo sapesse (o non lo
ricordasse) il Vaticano è uno dei pochi paesi al mondo che non ha mai
riconosciuto la Dichiarazione Universale. Ora però il suo capo di stato
si reca all'ONU a invocarne il rispetto. Non basta, egli aggiunge
(parole testuali riportate su REPUBBLICA) : "Ogni Stato ha il dovere
primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e
continue dei diritti umani … ". Cosa farà quando tornerà a casa ? In
qualità di capo di uno stato in cui si verificano "violazioni gravi e
continue dei diritti umani", inizierà a esercitare pressioni su se
stesso ? Si metterà davanti ad uno specchio in un monologo da
"scenografia shakesperiana" tentando di convincere la sua metà oscura
(che molti hanno ironicamente raffigurato nell'imperatore Palpatine)
che in fondo anche gli altri hanno diritto a credere in quello che
vogliono e che in fondo i governi di tutti i paesi (dovendo governare
su genti di ogni cultura e religione) dovrebbero varare leggi non
ispirate a dottrine religiose (dottrine che chiunque è però libero di
rispettare nel proprio privato) e che anche lui dovrebbe fare la stesa
cosa in quei 40 ettari di cui è monarca, mentre l'oscura figura dall'
altra parte lo incita a sterminare i nemici della fede come gli atei,
gli omosessuali, gli abortisti o gli scienziati ? Parlando dal punto di
vista umano, provo pietà per un personaggio del genere che è costretto
ad arrivare a simili espedienti dialettici di bassa lega e ad
arrampicarsi sugli specchi al fine di invocare il contrario di ciò che
egli stesso propina, per non tentare neanche per un istante di
rimettersi in discussione, prigioniero com'è del suo ruolo e di una
dottrina a cui ha deciso di votare in modo acritico tutta la propria
esistenza.
INVIATO DA Francesco Paoletti - UAAR Roma

INTERVISTA ESCLUSIVA DI BABILONIA AL CAPITANO DELLA VOLLEY ROMA LUIGI MASTRANGELO
"I CALCIATORI COME FIGHETTI. SE MI INVITANO VORREI ESSERE IN PRIMA FILA
AL GAY PRIDE".
Da Mottola, piccolo paesino pugliese, alla sfolgorante
carriera nella pallavolo per la Roma Volley, Luigi Mastrangelo, detto
"Maestro" è la nuova icona gay. Niente più Carrà o Mina o i calciatori
stile Kakà, gli omosessuali, al pari delle donne, hanno decretato che
l'uomo che si porterebbero volentieri nel talamo amoroso è l'adone Gigi
Mastrangelo, classe 1975. Il pluricampione europeo e mondiale, col
desiderio di qualche oro anche a Pechino, rilascia al mensile Babilonia
una intervista esclusiva, parlando molto di sport e omosessualità e,
naturalmente della sua passione per la pallavolo. Ma se non avesse
fatto il giocatore? «Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare
pulizia di tanta delinquenza». Babilonia interroga il campione sul
problema a dichiararsi omosessuali nelle varie discipline sportive,
per paura di essere emarginati. «Non capisco perché i gay debbano
avere difficoltà a dichiararsi. Non siamo aperti abbastanza. All'estero
non è così. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono
molto più limpide e cercano di combattere l'omofobia anche nello sport.
Sì, non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero
criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno
sportivo gay», risponde Mastrangelo. Proseguendo nell'intervista a
Babilonia, Mastrangelo, racconta di quanto gli piaccia essere la nuova
icona gay: «Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro,
anzi. E poi ho un cugino omosessuale». Ma, quelli della sua squadra,
l'allenatore? «Forse qualche invidia per il fatto di essere così
apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono
contento perché credo faccia bene alla pallavolo, visto che non è
conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex
symbol per le donne. Gli uomini però mi hanno sempre dato più
soddisfazioni. L'ho capito anche e soprattutto attraverso le mie
amicizie con i gay. Apprezzano di più la fisicità». Mai ricevuto
"avances"?, chiede la storica rivista omosessuale. «Sì, anche da
amici», risponde il campione. Poi, Mastrangelo dice la sua sui
calciatori: «Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E
questo è terribile. Inoltre mi dà fastidio la sovraesposizione dei
calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia
rifatte. Le trovo molto poco maschili». Non dimentica Pechino,
Mastrangelo e a Babilonia dichiara: «Mi rendo conto che c'è un problema
politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto
bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed è una cosa
assurda». Sulle adozioni gay è ancor più incisivo: «Penso – dice
Mastrangelo – che due omosessuali possano crescere un bambino
benissimo. Non ci trovo niente di strano. E' strano piuttosto il fatto
che non sia permesso». Parteciperebbe, anche come testimonial al Gay
Pride? «Sì. Accetterei volentieri. Mi invitate?», risponde con un bel
sorriso a Babilonia. «Dopo quelli che mi procura mio marito, gli
orgasmi che mi dà Zapatero sono i migliori». Esordisce così, Pedro
Zerolo in una intervista rilasciata al nostro mensile, dopo mesi di
contatti e paziente attesa. Zerolo, ispiratore del matrimonio gay, 48
anni portati con effervescenza, gode della stima e fiducia personale
del premier spagnolo: «Insomma Pedro, dopo tutto il polverone che
abbiamo creato, quando ti sposi?», ebbe a dirgli dopo l'approvazione
della legge. Zerolo si racconta e narra della Spagna; della sfida
contro l'ingerenza dell'episcopato clericale e anche dell'Italia: «Ho
avuto un fidanzato napoletano. La politica italiana ha un deficit di
progetti». Suggerimenti? «La società si deve mescolare, aprire le porte
alla diversità. C'è bisogno di una società meticcia, meno arroccata.
Per prima cosa l'Italia si deve liberare della pesantissima ingerenza
vaticana», è la risposta di Zerolo all'inviato di Babilonia. Ed essendo
Pedro un avvocato, dà un bel suggerimento a quanti vorrebbero sposarsi
in Spagna ed essere riconosciuti nel nostro Paese.
INVIATO DA
mcirrito.babiloniamagazine@gmail.com


LA FILOSOFIA DELLA PANSESSUALITA'
(traduzione) di Peter Boom
La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell'uomo, siano
esse occasionali o permanenti) è basata sull'osservazione dei fenomeni
naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia
mondiale. La Teoria si propone di far superare i correnti "pregiudizi"
spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società
contemporanea. Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali
o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non
dovrebbe reprimerle. La nostra sessualità, come i nostri sentimenti,
può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di
qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso
animali, cose e verso noi stessi. Laddove il sesso viene considerato
"peccaminoso" possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.
Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi
parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza
sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono
anch'esse naturali e parte di un processo subconscio.La storia e
l'antropologia raccontano l'infinita variabilità del comportamento
sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente
sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna.
Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con
maggiore apertura mentale per placare l'ansia causata dal credere di
aver commesso un "peccato". In effetti la Teoria della Pansessualità
aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi
per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e gioiosa
naturalezza. Peter Boom:
http://digilander.libero.it/pansexuality


GIORDANO BRUNO
la ragione è laica. Conferenza e pubblico dibattito con
Maria Mantello, saggista, prof. di Filosofia e Storia Introduce e
coordina: Maria Barbalato, Generoso Procaccini editore. Giovedì 15
maggio 2008, ore 18.00 LIBRERIA RINASCITA Via Prospero Alpino, 48 –
Roma (Circonvallazione Ostiense). Ingresso libero…
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
"Giordano Bruno" Union Mondiale des Libres Penseurs International Humanist and Ethical Union
Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma tel: 3297481111 - e.mail:
liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
www.periodicoliberopensiero.it

CONEGLIANO GAY CIRI CECCARINI OSPITE D'ONORE ALL'APERTURA DEL CIRCOLO SHAKE
Saranno il cantautore riminese Ciri Ceccarini (www.myspace.com/ciriceccarini) e il suo singolo "Sono ciò che sono" gli ospiti d'onore della giornata di festa organizzata dallo Shake, il
neonato circolo gay di Conegliano Veneto per il prossimo sabato 10
maggio 2008. Ceccarini arriverà a Conegliano alle 10,30 per la
conferenza stampa in programma presso la sede del circolo, in via
Settembrini 135 durante la quale Ciri darà il benvenuto agli ospiti
salutando il presidente e tutti gli amici del circolo Shake. Durante l'
incontro con i giornalisti e i cittadini di Conegliano Veneto sarà
possibile ascoltare il brano "Sono ciò che sono", brano in cui il
giovane Ciri ha unito il coraggio della denuncia alla voglia di libertà
per le persone gay. Ciri Ceccarini tornerà quindi in scena a mezzanotte
alla discoteca Gold a Godega di S.Urbano in via Leonardo Da Vinci 4
dove, affiancato dalla vocalist veneta Simona Tedeschi e dalle
splendide movenze della ballerina mediorientale Fatima,proporrà un'ora
di musica live con i brani più belli del suo variegato repertorio. Ciri
Ceccarini, ventotto anni, è un famoso showman e trasformista romagnolo.
Assieme alla dote istrionica che lo ha resto una vera attrazione sulla
riviera adriatica, Ciri sin da giovanissimo si dedica al cantautorato e
produce numerosi brani con i quali partecipa a vari festival tra i
quali l'Accademia di San Remo, il Festival di San Marino, il Roma Music
Festival. Dallo scorso anno Ceccarini ha iniziato a frequentare anche
la capitale con esibizioni nei più prestigiosi club romani tra i quali
il famosissimo Gilda. Ciri e il suo gruppo artistico si esibiscono,
inoltre, periodicamente in diretta nazionale sulle frequenze tv di
Canale Italia.
Ciri Ceccarini – Press Office Contatti
Daniele Priori – Press Agent 328/6323820
Mail danielepriori@inwind.it
Web
www.myspace.com/ciriceccarini

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10 agosto 2007

news 11 agosto

INACCETTABILE DERIVA "NAZISTA" DI GENTILINI
Il Vice Sindaco di Treviso, il tristemente famoso Giancarlo Gentilini, supera se stesso annunciando una pulizia etnica dei culattoni , rei di aver trasformato un
parcheggio cittadino in un ritrovo dove si consumano rapporti sessuali.
Pare che nello stesso parcheggio si aggirino coppie di scambisti ed
anche prostitute. Il vicesindaco viene supportato anche dal suo
sindaco, Gian Paolo Gobbo, che lo difende affermando che è sua
caratteristica usare espressioni non politically correct. Tutto ciò è
inaccettabile! Non possiamo restare in silenzio dopo affermazioni
agghiaccianti come "Pulizia etnica contro i culattoni". Il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli è stanco di quest'uomo arrogante,
omofobo, razzista e socialmente pericoloso: le sue parole alimentano il
fuoco dell'omofobia che si respira in Italia e fa si che cialtroni e
vili personaggi possano sentirsi autorizzati a insultare e minacciare
anche fisicamente gli omosessuali. Il Circolo Mario Mieli querelerà il
vice sindaco di Treviso per apologia di nazismo. Presto on line sul
sito www.mariomieli.org

il modulo da scaricare per presentare querela
individuale, come già fatto a suo tempo contro la senatrice Paola
Binetti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano
Presidente
06/5413985 cell 339/7126198


OFFESE AI GAY DAL VICESINDACO DI TREVISO: PROPORREMO ALLE
ASSOCIAZIONI GLBT DI TENERE IL PROSSIMO GAY PRIDE NAZIONALE A TREVISO.
Dichiazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e
Sergio Rovasio, radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno:
"Le gravi e offensive espressioni del Vice Sindaco di Treviso Gentilini
non meritano alcun commento. Del resto le volgarità da lui espresse,
tra le altre, verso le persone lesbiche e gay dimostrano di cosa si
alimenta politicamente questo xenofobo leader trevigiano. L'unica
risposta è che le Associazioni glbt annuncino lo svolgimento del Gay
Pride nazionale (o altra manifestazione nazionale del movimento),
previsto nel giugno 2008, nella città di Treviso. Per questo invieremo
all'Arcigay e alle altre Associazioni glbt una lettera con questo
invito".
FONTE Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF



I KEN SOSTIENE LA PROPOSTA DI QUERELA A GENTILIZI E SOSTIENE IL MARIO MIELI DICHIARANDOSI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE.
I Ken sostiene la proposta di Querela a Gentilizi e sostiene il Mario Mieli dichiarandosi
pronta a costituirsi parte civile.
ORA BASTA! È necessario che le Funzioni dello STATO preposte alla garanzia della libertà e della democrazia del nostro Paese cessino subito di essere conniventi con
questi FASCITI. Coloro che si permettono dall'alto del proprio incarico
istituzionale di fare affermazioni come queste, sono rei di induzione
al suicidio, all'odio, alla violenza, all'omicidio. Che intervenga il
Prefetto, i Ministri competenti e prima tra tutti quella che dovrebbe
garantire le pari opportunità tra tutti e tutte e non solo di quella di
genere. Il silenzio per noi è colpevole quanto le affermazioni fatte.
Se non si ha il coraggio di prendere posizione, di sanzionare, allora
che ci si dimetta e si faccia altro nella vita. Associazione i Ken -
Napoli


KARL HEINRICH ULRICHS
Il prossimo 15 agosto e' l'anniversario della morte di Anselmo
Cadelli (Sassari, 2 marzo 1950 – Roma, 15 agosto 2001), una colonna
portante del nostro movimento nella Roma degli anni Settanta
(soprattutto, ma non solo). Chi vuole puo' andarlo a trovare, al
cimitero di Prima Porta (Riquadro numero 113 bis, Fila 53, Fossa 3),
mercoledi' prossimo a mezzogiorno. Io, purtroppo, non potro' esserci.
Per saperne di piu' su di lui: http://www.cybercore.com/consoli/cadelli.
htm . Il secondo appuntamento e' la tradizionale commemorazione di Karl
Heinrich Ulrichs al cimitero dell'Aquila. Da quando vi ho dato inizio
(era il 1988…!) non sono mai mancato una sola volta. Quest'anno credo
proprio che non ce la farò. Ce la mettero' tutta (lo giuro!), ma non
credo di riuscirci. Ma vi scrivo soprattutto per un motivo. Non voglio,
nella maniera piu' assoluta non voglio, che queste cerimonie siano
troppo collegate alla mia persona. Io le ho cominciate, e' vero, ma poi
devono andare avanti da sé. Ulrichs (Aurich, 28 agosto 1825 – L'Aquila,
14 luglio 1895) e' importante per tutto quello che ha fatto, e va
ricordato per la sua opera di precursore del nostro movimento, di
anticipatore delle nostre richieste e rivendicazioni. Quest'anno, poi,
e' particolarmente importante perche' il comune dell'Aquila gli ha
dedicato, finalmente, un piazzale proprio di fronte l'ingresso del
Castello Spagnolo. E sarebbe stato bello fare un salto dal cimitero al
Castello. E' un mio sogno che finalmente vedo realizzato. Ma e' il
sogno di tanti altri di noi che si sentono legati a questo personaggio
straordinario che, nell'Ottocento, e primo fra tutti, ha dedicato la
sua vita a combattere il pregiudizio, la stupidita' e l'ignoranza fino
ad abbandonare la Germania e decidere di ritirarsi in esilio nel nostro
paese. Ricordatevi che se Ulrichs è oggi conosciuto in tutto il mondo
e' proprio grazie a queste iniziative. Vent'anni fa ben pochi sapevano
chi fosse, mentre ora gli dedicano vie, piazze, premi letterari, siti
internet, conferenze… Ve lo chiedo, percio', con tutto il cuore:
domenica 26 agosto 2007, a mezzogiorno, fate un salto al cimitero
monumentale dell'Aquila per ricordare il nonno del movimento glbt, Karl
Heinrich Ulrichs. Io faro' di tutto per esserci, ma andate avanti anche
senza di me, che lo state facendo benissimo, anyway… Per ulteriori
informazioni, all'Aquila potete rivolgervi a Giorgio Piccinini del
Centro Studi Ulrichs, csu_laquila@hotmail.com Giorgio si muove tra
mille problemi in una realta' cosi' difficile come quella della
provincia abruzzese. Ciononostante riesce a fare un gran bel lavoro e
bisogna essergliene grati. Per saperne di piu' su Ulrichs: http://www.
angelfire.com/fl3/celebration2000/ http://xoomer.alice.
it/csulaquila/_sgt/f10000.htm - Massimo Consoli

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27 luglio 2007

news 27 luglio

GAYA: "Gaya come la Terra, come l' insieme di vita, come Gay, Lesbica e Trans. E' un concetto cosmopolita, universale, multiculturale e multirazziale. Gaya come la libertà e la gioia della libertà di espressione individuale; Gaya come la felicità di sapersi vivi, di essere coscienti e di essere parte infinitesimale di un Universo infinito".

"SEI GAY? NON VENIRE PIU' A SCUOLA!"
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra un ulteriore episodio di omofobia e
discriminazione, stavolta perpetrati ai danni di un ragazzo di 17 anni
in provincia di Caltanissetta. Il giovane sarebbe stato costretto ad
abbandonare la scuola a causa della palese ostilità dei suoi compagni
di Istituto che prima lo hanno ripreso con un telefonino mentre baciava
un suo compagno e poi lo hanno ricattato e molestato. Come se ciò non
bastasse, il ragazzo è stato anche apostrofato in malo modo da uno dei
suoi insegnanti, che lo ha invitato a restarsene a casa e a non
frequentare più la scuola, in quanto omosessuale. "Un evidente caso di
bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle
persone omosessuali, con l'aggravante che uno degli attori di questa
tragica commedia è addirittura un insegnante" questo il commento della
Segreteria Politica del Circolo Mario Mieli. "E' del tutto evidente
quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in
depressione, soprattutto se non hai l'appoggio di un corpo insegnante
che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli." "Il Circolo
Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve
molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere
di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di
Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai
carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro
si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far
cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi
episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro
urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto
antiomofobia da portare al più presto nelle scuole"
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 339/7126198

ADOZIONI
Contributo di Manlio Converti. Quando in Italia qualcuno parla di coppie gay anche solo in modo
puramente discorsivo oppure per approvare una cosa di per sé inutile
come il registro delle unioni di fatto si alza sempre il cattolico
impenitente (a volte magari è proprio un gay! Potere del pulpito...)
che lamenta l'immoralità per una coppia gay di adottare un bambino.
Ovviamente il ragionamento pone subito sulla difensiva e si finisce per
piangere miseria, per esempio un Dico o un Cus invece dei Pacs e del
Matrimonio gay che sono invece la base della parità dei diritti. Io mi
sono scocciato da tempo della semantica del discorrere sulle questioni
gay in modo schematico, laddove si riesca a parlare e non ti stiano
massacrando di botte ovviamente, e preferisco andare subito
all'attacco, a partire dagli imbelli omosessuali che ripetono a
bacchetta le frasi della Binetti o dei Mastella. Il ragionamento sulle
adozioni è infatti del tutto sbagliato e va ripreso dalla coda perché
il capo di quelli che mi leggono o mi ascoltano capiscano davvero
quanto sia normale e necessaria una legge che permetta l'adozione anche
alle coppie gay. Partiamo cioè dal dato di fatto, meglio mostrato dalla
nobile Giuseppina La Delfa presidentessa di Famiglie Arcobaleno, che
gli omosessuali e le omosessuali, nonché i transessuali italiani, dei
figli li tengono già (almeno 10mila secondo alcune stime) senza bisogno
di aspettare permessi o leggi divine e li crescono con lo stesso amore
di una famiglia del "Mulinobianco Mastella", trovando difficoltà solo
nell'ipocrisia degli altri genitori o degli insegnanti gelosi della
felicità delle nostre famiglie Gblt. Ma come? Gli omosessuali fanno
figli? Non pretendo che lo capisca la Binetti o B16 che ormai sono
geriatrici, ma almeno voi che leggete le mie mail o il mio blog (www.
manliok.blogspot.com) spero vi ricordiate di Oscar Wilde e Virginia
Woolf. Il modo più semplice per un gay di crescere un figlio è infatti
di innamorarsi di un bisessuale, che abbia avuto figli da una
precedente relazione eterosessuale. In genere i giudici stabiliscono
alla donna l'affidamento dei minori e così la maggior parte di queste
famiglie arcobaleno sono al femminile. Il lesbismo della madre non è
ragione sufficiente per negarne l'affidamento anche perché è tutto da
dimostrare, mentre oggi che iniziamo a vedere affidamenti congiunti
salutiamo sulle spiagge gay sempre più spesso degli splendidi marmocchi
con due bellissimi padri, che permettono anche a noi povere zitelle
maligne di giocare alla zia o allo zio amoroso... Crolla
all'improvviso, e siamo solo al primo punto, tutta l'arcaica retorica
dell'affermazione: i Gay non possono adottare bambini! Intanto perché
questa suppone sempre gay maschi e mai donne, ma si sa che i
maschilisti anche se sono geneticamente femmine, vedono il mondo solo
di un colore. Quello della famiglia arcobaleno sorta dalle ceneri di
una coppia eterosessuale fallita non è però l'unico metodo per i gay di
avere figli. Molte donne ricche, spesso single, e molti uomini
ricchissimi partono serenamente per la Francia la Svizzera o gli USA
per ottenere un figlio geneticamente proprio grazie all'inseminazione
artificiale eterologa o grazie all'utero in affitto. Mi pare che il
Ministro della Salute abbia lamentato di recente la riduzione delle
gravidanze in Italia e l'aumento dei viaggi all'estero facendo esultare
la senile Binetti ignara che si stavano contando così proprio i figli
dei vituperati gay... Avere un figlio allora per i gay è la norma se il
partner è bisessuale o se si è ricchi o meglio ricchissimi nel caso si
parli di maschietti? Quello che conta è l'istinto materno o paterno,
insomma il desiderio e la capacità di genitorialità e qualche risparmio
con tanti zeri? Davvero no! E vi racconto ora altri due metodi
semplicissimi e gratuiti, ma ne esistono altri sui quali mi sto ancora
documentando. Il primo è molto diffuso tra le ragazze, che durante la
fase fertile del ciclo chiedono ad un amico, non necessariamente
eterosessuale, di masturbarsi pudicamente nella stanza affianco e
lasciare lo sperma in un contenitore sterile (basta un comune
contenitore per le analisi delle urine, che è decisamente anche troppo
grande). Le donne in un secondo momento useranno una pompetta sterile o
il corpo di una siringa abbastanza lunga per introdurre meccanicamente
il liquido inseminatore nella parte alta della propria vagina. Dopo un
mese al massimo ci sarà il verdetto, ma l'operazione può essere
ripetuta infinite volte, senza nessun particolare rischio a patto di
rispettare l'uso di contenitori igienici e di non far passare molto
tempo tra la produzione e l'uso, diciamo così, dello sperma. L'altro me
lo ha spiegato uno splendido uomo sui lidi di Gaeta mentre cercavo
inutilmente di fargli la corte. Lo avevo visto anche altre volte
accompagnare un bambino filippino: mi ha spiegato che per lui è stato
facilissimo "adottare" il bambino perché lo ha semplicemente dovuto
riconoscere lui, che non ne era certo il padre, senza obblighi
matrimoniali nei confronti della ragazza madre, che in questo caso è
rimasta comunque con lui per aiutarlo a crescere il figlio naturale!
Questo metodo può apparire bizzarro ma non è raro: anche io mi ero
vagamente offerto di riconoscere il figlio di una mia amica napoletana,
che non aveva intenzione di rivelare la gravidanza non desiderata
all'amante extracomunitario ormai lontano. La mia amica non ha mai
pensato nemmeno per un secondo di procedere ad alcuna interruzione di
gravidanza ed oggi tra lavoro e maternità è la gioia della famiglia ma
anche del corpo di polizia che onora con il suo servizio. Insomma padri
provetti senza provette cercate nell'elenco delle ragazze madri donne
disponibili a dividere con voi le gioie della genitorialità: alla
faccia della Binetti questo metodo ridurrà anche il numero degli
aborti! A questo punto ditemi voi, credete davvero che vorremmo
adottare noi i figli delle colpe degli eterosessuali, quei pargoletti
abbandonati dagli eterosessuali che le coppie eterosessuali non
vogliono nemmeno più adottare se hanno compiuto i primi anni di vita?
Sinceramente sappiamo farceli da soli, siamo bravissimi e nessuno ce li
potrà togliere! Abbiamo solo il problema di rendere ereditaria anche la
quota testamentaria del partner che non sia il genitore diretto del
pargoletto amato, specialmente se la coppia in questione è borghese o
operaia, come già mi è capitato di conoscere! Al momento nessuna legge
nemmeno potenziale come questa del Cus Cus protegge i nostri e
ribadisco NOSTRI pargoli dal perdere l'eredità ed altri diritti che non
sto a citare come una casa sicura e una scuola accogliente durante la
vita di questa famiglia arcobaleno, ma anche banali contratti d'affitto
o piccolezze come i ricordi d'infanzia, tutti altrimenti persi o negati
alla morte di uno qualsiasi dei due genitori conviventi. Per i figli
dei ricchissimi, pazienza: si accontenteranno di metà di una grande
fortuna che avranno comunque saputo condividere con qualcuna altro, ma
a questi livelli la cura dei figli è spesso relegata alle badanti e gli
affetti meticolosamente capitalizzati, come ci insegna anche la
famiglia Agnelli. Capite insomma quanto sia inutile che chiediate dei
pareri politici a Valentino, Zeffirelli, Dolce o Gabbana che ne
capiscono solo di fantasie al buio, di tagli e di cucito mentre di
diritti e di doveri banalmente borghesi o operai ne hanno solo
vagamente sentito parlare da parte dei loro stessi dipendenti, ai quali
forse negherebbero volentieri anche i diritti acquisiti. Oggi infatti
tutti i capitalisti moderni, a fronte dei loro lussuosi stipendi e
delle strepitose buonuscite quando fanno fallire le aziende e ne
vengono finalmente licenziati (perché da pensionati invece...), a
fronte di privilegi inauditi magari anche come managers di aziende
pubbliche o onorevoli di vario grado, stanno massacrando la famiglia
italiana (quella vera cioè le coppie giovani di tutti gli orientamenti
sessuali con o senza figli) giocando sulle risorse pubbliche e sulle
pensioni...sulla precarietà del lavoro o sull'assenza di lavoro al Sud,
che ci costringe al lavoro nero, alla prostituzione, a lavorare per la
camorra o a dipendere dal nonno che non riesce ad andare in pensione o
dalla nonna con la pensione sociale, qualunque sia l'orientamento
sessuale...ma stiamo divagando...e la voglia di avere o adottare dei
figli... Terminiamo allora con una cesura: troviamo subito gli
strumenti per proteggere le famiglie arcobaleno esistenti e future,
quelle cioè con i figli dei gay delle lesbiche dei bisessuali e
dei/delle transessuali ! Se poi gli Italiani diventeranno adulti e ci
permetteranno di adottare anche quei bimbi rifiutati dalle coppie
eterosessuali, ben venga, gliene sarà grata anche la vostra... Strega
Maligna Manliok


INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA FAMIGLIA SULL'INIZIATIVA DELLA
REGIONE FRIULI: LA REGIONE COMPENSA UN VUOTO LEGISLATIVO ITALIANO CHE
DISCRIMINA LE PERSONE GLBT
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato oggi un'interrogazione ai Ministri della Famiglia e del Lavoro riguardo la decisione presa all'unanimita' dalla Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia, di concedere un periodo di congedo
matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli
uffici della stessa Regione e che si e' sposato con un cittadino belga.
La decisione dei membri della Giunta prevede anche l'eventuale sostegno
delle spese qualora la Corte dei Conti contestasse la spesa per
l'erario. L'interrogazione fa riferimento anche a due importanti
risoluzioni contro l'omofobia del Parlamento Europeo, una del 18
gennaio 2006 in cui si: "Sollecitano gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite
dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprieta',
locazione, pensioni, fiscalita', sicurezza sociale ecc." E un'altra del
26 aprile 2007 che: " Ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri
a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello
stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la liberta' di
circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza
discriminazioni". Quello che i deputati radicali chiedono ai Ministri
in indirizzo e' - se non ritengano che tale decisione della Giunta
della Regione Friuli si sia resa necessaria a causa della grave
disparita' di trattamento riguardo i diritti riconosciuti alle persone
eterosessuali e quelli negati alle persone omosessuali che
l'ordinamento italiano non e' ancora in grado di superare; - se non
ritengano necessario adottare una regolamentazione degli aspetti
accessori, afferenti le nuove tipologie di convivenza, ormai regolate
in quasi tutti i Paesi europei in difesa dei diritti civili e umani
delle persone glbt, anche alla luce delle due Risoluzioni del
Parlamento europeo contro l'omofobia. Il testo dell'interrogazione:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=552 - INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MANOR
Il vampiro nato in Abruzzo dalla mente di K. H.Ulrichs compie 123 anni
di Giorgio Piccinini Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all' emofagia si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre hanno accompagnato il
percorso storico e religioso dell'uomo. Lo "scorrere del sangue "con
valenze a volte penitenziali, più spesso salvifiche si è intrecciato
simbolicamente nelle tradizioni e credenze popolari, tramandate
attraverso testimonianze, aneddoti o vere e proprio storie volte
attraverso il mistero e l'orrore ad esorcizzare un male o "il male",
quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed "eterna" quella
della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale quanto temuto alla
vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua fuoriuscita
rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell'ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell'anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell'oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell'arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816
vede la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in
Inghilterra, scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni)
da un ' idea del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato
professionalmente come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e
conflittuale amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome
Ruthven l'archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di
nero, occhi cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una
sorte di "bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in
senso letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell'ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l'immagine del
disfacimento dell'aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l'inversione dei ruoli, l'unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull'immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l'interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all'amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all'amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d'amore. Oltre all'
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l'aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell'Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell'estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell'epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive. Per chi si fosse un po
incuriosito, può ordinare in libreria una nuova e curata edizione della
traduzione del racconto con un intrigante saggio introduttivo
(grondante sangue) sullo specifico argomento dal titolo "Omosessualità
e Vampirismo" di Massimo Consoli, ( Edizioni Del Giano, 2006) buona
lettura.... (Testi consigliati: Hubert Kennedy, ULRICHS,(biografia)
traduzione di Roberto Cruciani; Massari Editore, 2005; John William
Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia; Newton Compton
editori, prima edizione 1993; Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999; Edizioni Marsilio 1999. Vito Teti, LA
MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario) Edizioni
Manifestolibri 1994. Massimo Consoli, OMOSESSUALITA' E VAMPIRISMO;
Edizione Del Giano 2006).

VERDI: ACQUA POTABILE, SIAMO SICURI?
Il "partito dell'Acqua" abruzzese colpisce ancora e mette in pericolo
la salute dei cittadini della Val Pescara. Invece di aumentare le
tariffe i sindaci dell'ATO 4 dovrebbero seriamente preoccuparsi della
qualità e della gestione scandalosamente insufficiente dell'acqua
erogata, visto che sono loro i primi responsabili della salute
pubblica. I Verdi allarmati dai risultati delle analisi fatte svolgere
dal WWF, che hanno portato alla luce una situazione molto pericolosa
per la salute umana, criticano fortemente la scelta del C.D.A.
dell'Ente d'Ambito Pescarese, che - ha sostenuto l'aumento delle
tariffe del Servizio Idrico Integrato; - ha taciuto sulla qualità delle
acque minimizzando la presenza nell'acqua potabile di tracce di
sostanze chimiche, notoriamente cancerogene. Date le recenti
dichiarazioni al Tg3 regionale del 22.07.07 del direttore dell'ARTA,
Dott. Gaetano Basti, che ammette la presenza in "piccola quantità" di
sostanze chimiche nocive nell'acqua che beviamo (tetracloruro di
carbonio, esacloretano e metacrilonitrile), il partito dei Verdi di
Pescara, in nome del Principio di Precauzione, SI APPELLA al Presidente
della Regione Abruzzo affinché intervenga su questa grave emergenza
socio-ambientale e sanitaria e CHIEDE URGENTEMENTE - l'immediata
chiusura dei pozzi interessati, tenendo presente che tale blocco di
erogazione idrica non dovrà assolutamente mettere in difficoltà quei
centri che, a causa delle emergenze climatiche, stanno inutilmente
soffrendo una scarsità d'acqua dovuta in primo luogo alla fatiscente
rete distributiva; - il monitoraggio continuo della qualita' delle
acque; - la gestione della comunicazione dei dati trasparente e
pubblica. - la bonifica integrale dei siti tossici di Bussi sul Tirino
tramite l'elaborazione della miglior soluzione da parte di un pool
formato dai migliori esperti, nazionali ed internazionali a cui possa
collaborare la società civile locale (associazioni, comitati etc.). I
Verdi pretendono verità e giustizia per le oltre 400.000 persone che da
decenni convivono con una discarica tossica posta a mò di spada di
Damocle sulle loro teste. I VERDI DELLA VAL PESCARA

LA ZANZARESSA
E' on line da oggi sul sito www.gay.tv "La Zanzaressa" nuova rubrica
del giornalista gaylib Daniele Priori. In questo primo numero la
versione gaya dell'insetto sessantottino inizia il suo volo in maniera
subito pungente con un pezzo intitolato "A Pasolini il Gay Pride non
sarebbe piaciuto". "Tradizione vuole – si legge nell'introduzione al
nuovo spazio - che da un suo articolo (censurato) sulla sessualità,
pubblicato sul giornalino del Liceo Parini di Milano, 'La Zanzara',
appunto, iniziò la rivolta studentesca del Sessantotto. Oggi, con
quarantadue anni di più sulle ali, 'La zanzaressa' torna a pungere, si
diverte e si scopre gay. Dietro al suo pungiglione si nasconde Daniele
Priori, vicepresidente nazionale GayLib e curatore della rubrica 'La
gaya destra' su 'L'Indipendente' ". "Ma è vero – si chiede la
Zanzaressa - che Pasolini fu ammazzato per un complotto politico? E
mentre qualcuno chiede per l'ennesima volta la riapertura del caso, c'è
chi al Pride perde la decenza e ci rende tutti un po'più antipatici".
"Ringrazio gli amici di Gay Tv per il nuovo spazio concessomi. Spero
davvero che da questa importante tribuna per la comunità gay si possano
davvero trarre nuovi spunti nel dibattito politico-culturale troppo
spesso appiattito su posizioni buoniste e politically correct. Del
resto – prosegue Priori - sono anni ormai che lotto, scrivendo, per una
nuova Italia libertaria. Continuo ad augurarmi di contribuire, anche
con qualche shock, tanto al dibattito interno alla destra, mia area di
appartenenza politico-culturale, quanto a quello interno al movimento
gay italiano. Proprio per questo ho deciso provocatoriamente di
ripartire a bordo di un vascello che ammicca al '68. Speriamo, dunque,
di divertire, provocare e costruire qualcosa di buono e soprattutto
diverso dalla solita musica". www.danielepriori.net - Conrtatti Daniele
Priori Cell. 328/6323820

I SOCIALISTI LIBERAL LASCIANO LO SDI-RNP
E ADERISCONO AL PARTITO DEMOCRATICO
La Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente "Socialisti Liberal
per il Partito Democratico" con 14 membri nel Consiglio Nazionale , 2
nella Direzione Nazionale ed 1 nell'Esecutivo Nazionale ha oggi
formalizzato all'unanimità con una sola astensione la decisione di
aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le
dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso
Nazionale di Fiuggi . Questo a coronamento di un lungo percorso avente
per bussola costante l'affermazione del LiberalSocialismo e Di una
moderna Sinistra di Governo, che iniziò a Roma con la scissione dal
Nuovo PSI e la creazione per successive aggregazioni del Partito
Socialista delle Regioni nel 2002, della Sinistra LiberalSocialista
insieme al Partito d'Azione LiberalSocialista ed altri Movimenti nel
2004, di una Alleanza SLS-PSDI nell'Ulivo alle Elezioni Europee nel
2005 , l'aperto sostegno a Romano Prodi nelle Primarie dell'Unione per
le Politiche 2006. Infine nel 2006 i "Socialisti Liberal per il Partito
Democratico"aderiscono con propri candidati alle liste della Rosa del
Pugno in alcune Regioni Italiane nella dichiarata costante prospettiva
di costruire dopo le elezioni un Area Laica-Socialista nel Partito
Democratico con i due Nuovi PSI di Craxi e De Michelis, le Liste
Civiche , lo SDI ed il Partito Radicale. La proposta di un rilancio
della Rosa nel Pugno non passò tempo fa nell'Esecutivo dello SDI nè
nella Direzione della RNP nonostante il nostro sforzo nella
prospettiva di aprire contestualmente con DS e Margherita un immediato
confronto per il Partito Democratico. Nulla di questo è avvenuto ed il
quadro si è complicato per le numerose scissioni a sinistra nell'
ipotetico contenitore che si doveva richiama al PSE e che la nascita di
miriadi di sigle e di Costituenti che finalmente si richiamano al
LiberalSocialismo, di cui però nessuno ad oggi ha definito una
piattaforma organica. Abbiamo aspettato e sperato sin ad ora che la
nuova Costituente Socialista e tutta la Rosa del Pugno ( e non solo
Marco Pannela nella sua felice provocatoria intuizione di questi
giorni) capissero la necessità di partecipare in massa alla formazione
ed alla guida per lo meno ideologica del Partito Democratico, ma invano
purtroppo. Per cui giunti a questo punto, a pochi giorni dell'inizio
del processo, pensiamo che l'unico contenitore in grado di
rappresentare la vastissima area liberalsocialista largamente
maggioritaria nel Paese sia il nascente Partito Democratico cui noi
oggi aderiamo per poterci finalmente concentrare sui contenuti e sul da
farsi concreto. Ci auguriamo di essere seguiti da tutta la minoranza
SDI riunitasi nell'Alleanza Riformista con cui abbiamo firmato i
distinguo da Boselli negli ultimi mesi. Solo dalla sintesi di istanze
liberali ed istanze socialiste può emergere una organica piattaforma
LiberalSocialista o Socialista Liberal, su cui tutti dovrebbero aprirsi
ai confronti più ampi. Pensiamo sia quindi utile non dimenticare la
ragione ultima dell'operare politico che dovrebbe tendere al bene del
Paese , specie in questo momento di gravi difficoltà nell'economia,
nello sviluppo industriale , nei rapporti internazionali fra stati e
fra religioni ( che ci riportano alle crociate di parecchi secoli fa) ,
nel livello di occupazione e sottoccupazione e nel'esaurimento delle
risorse energetiche. La risposta possibile è una combinazione di
liberalismo e di socialismo, di cui il LiberalSocialismo è la sintesi
che rappresenta un contributo nazionale non più elitario ma oramai di
massa e potrebbe essere il collante di una riorganizzazione della
sinistra di governo anche se in molti non ne hanno ancora completa
coscienza o forse non vogliono o possono perchè dovrebbero abbandonare
i distinguo che nascondono "bottega" e concentrarsi invece alla
risoluzione dei gravi problemi sopra indicati per togliere il paese dal
baratro e dalla palude in cui ci ha portato Berlusconi nell'ultimo
quinquennio e da cui stiamo cercando di uscire con Prodi. Nei giochi
politici a somma zero di destra verso sinistra (vedi Nash) un
comportamento razionale è infatti perseguire il meglio evitando il
peggio, ossia LiberalSocialismo o Socialismo Liberale, tentando la sua
trasformazione in una formulazione di massa come possibile base
ideologica del futuro Partito Democratico. Ora la sua iniziale
formulazione polemica dei Rosselli e dei Bobbio, un né socialismo né
liberalismo, va trasformata in una sintesi positiva, un et-et al di là
dell'uno e dell'altro ma dentro a entrambi alla ricerca di una sintesi
che la storia non ha sino ad ora conosciuto ed a cui il PD deve
tendere. La malattia del Sistema Italia appare cronica e palese anche
perché i indicatori economici appaiono accompagnati da demotivazione
ed assenteismo particolarmente palesi nel mondo della Ricerca e dell'
Università , misurabili da chiunque in esse abbia operato negli ultimi
venti anni. Ricerca e Sviluppo sono il grimaldello da cui dipendono lo
sviluppo economico , il nostro standard di vita e la convivenza
internazionale (vedi energia). Il Socialismo Liberale può diventare il
collante di questo processo offrendo idee e soluzioni che coniugano
giustizia e libertà con efficienza e progresso. Sempre che vi sia
trasparenza nel processo decisionale e che qualcuno cominci guardando
al futuro magari abdicando ai suoi egoismi ed ai suoi sogni , alcuni
dei quali come il ritorno di un grande PSI da noi erroneamente
condivisi nel passato. Claudio Nicolini

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16 luglio 2007

news 16 luglio

CUS, NO GRAZIE
CUS, Contratto di Unione Solidale, è il nuovo acronimo
partorito dal Senato per presentare la proposta sulle unioni civili
uscita dalla commissione Giustizia del Senato ad opera della mediazione
di Cesare Salvi. Pur riconoscendo al senatore Salvi l'impegno e la
buona volontà nel cercare un'intesa trasversale nella non facile
situazione politica del Senato, Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli respinge con fermezza una proposta ulteriormente al ribasso
sulla pelle delle persone. L'idea del contratto notarile, infatti, si
addice di più alla compravendita di immobili e alla creazione di
società di natura economica che non al riconoscimento di pari dignità e
diritti a tutte le unioni affettive, e a quelle omosessuali in
particolare. La nostra richiesta rimane ferma al riconoscimento della
piena parità giuridica e di fatto delle coppie omosessuali, con la
possibilità di accedere anche in Italia al matrimonio civile. Tutte le
altre soluzioni che non vanno neanche in questa direzione ma adombrano
formule di tipo privatistico non fanno altro che ribadire una grave
condizione di discriminazione tra cittadini e aggravano quindi la
ferita civile che attraversa la nostra società. Senza Parità e Dignità,
tra l'altro parole d'ordine del Gay Pride di Roma che ha portato in
piazza un milione di persone il 16 giugno, non ci possono essere
diritti veri.
Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Via Efeso, 2/A 00146 R O
M A tel. 065413985 fax 065413971 - 349.73.55.715


ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
LETTERA AD UNA PRESIDENTE
Carissima Presidente, A parte alcune resistenze ancora diffuse, l'
intolleranza verso i gay e tutte le diversità di genere si è ridotta di
molto. Ne fu una prova la presenza l'anno scorso dell'on. Luxuria al
festival dell'Unità, assolutamente insperabile 20 anni fa, nonostante
le battaglie condotte dal Partito Radicale e dal F.U.O.R.I. fin
dagli anni '70 . Pensiamo perciò che sia arrivato il momento di
proporLe di prendere atto che la grande maggioranza è convintamene
tollerante e sensibile a queste tematiche e di organizzare, nell'ambito
della Biblioteca Provinciale, una folta sezione dedicata a queste
tematiche e problematiche. Infatti uno degli strumenti per tramutare
la tolleranza e la sopportazione del diverso in una empatia collettiva
è proprio la informazione e la cultura. Da una attenta ricognizione
fatta nell'archivio della biblioteca ci risultano pochissimi libri su
questi temi e soprattutto molto antiquati. A tal fine Le proponiamo
un elenco iniziale di testi recenti sull'argomento, da far acquistare
dalla Biblioteca Provinciale per metterli a disposizione di tutti gli
utenti. Abbiamo selezionato 150 libri editi da non più di 5 anni, sul
rapporto tra omosessualità e fede, sull'omosessualità nelle grandi
figure storiche e artistiche, sull'accettazione in famiglia, sugli
aspetti psicologici e sociologici, alcuni fumetti esplicativi e
soprattutto tanti romanzi attuali. Ci auspichiamo così di permettere a
tanti giovani, genitori e insegnanti, che vogliono conoscere e capire
approfonditamente queste tematiche di poter accettare sé stessi, i
propri amici, i figli,e gli allievi. Anche per riconoscere la dovuta
cittadinanza ed equità dei diritti anche a questa parte di società,
tuttora emarginata e reggetta perfino dalla Biblioteca Provinciale. La
ringraziamo della cortese attenzione auspicandoci un sollecito
riscontro. ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE" Il Segretario Gino
Antognetti


LA CIUDAD IN FESTIVAL
Presso il Parco Del Sole, L'Aquila Lunedi 16 Luglio ore 18,30 Incontro con On. FRANCO
GRILLINI Presidente Onorario di ARCIGAY
http://xoomer.alice.
it/csulaquila. INVIATO DA CSU Centro Studi ulrichs

SENATO. AFFOSSATI
I DICO, ARRIVANO I CUS: CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Si stipulerà da un
giudice di pace o da un notaio e sarano pubblici Pubblichiamo il testo
proposto da Salvi che ha sostituito i DICO La redazione in IN PRIMO
PIANO / GayNews DISEGNO DI LEGGE CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Articolo
1 (Contratto di unione solidale) 1. Dopo il titolo XIV del libro I del
codice civile, è inserito il seguente: Titolo XV Del contratto di
unione solidale 455-bis. Contratto di unione solidale. L'unione
solidale è un contratto concluso fra due persone, anche dello stesso
sesso, per l'organizzazione della vita in comune. Il contratto di
unione non può essere stipulato, a pena di nullità: 1) da persona
minore d'età; 2) da persona interdetta per infermità di mente; 3) da
persona non libera di stato; 4) tra due persone che abbiano vincoli di
parentela in linea retta o collaterale entro il secondo grado, o che
siano vincolate da adozione, affiliazione, tutela, curatela o
amministrazione di sostegno; 5) da persona condannata per omicidio
consumato o tentato sul coniuge dell'altra o sulla persona con la quale
l'altra conviveva. Nel caso di persona rinviata a giudizio o sottoposta
a misura cautelare la stipula è sospesa fino a quando non è pronunciata
sentenza di scioglimento. All'unione solidale si applicano le norme in
materia di contratti di cui al capo II del libro IV, ivi comprese le
cause di nullità previste dall'articolo 1418 e seguenti, nonché le
disposizioni delle vigenti leggi speciali in materia di contratti. 455-
ter. Stipulazione del contratto. Il contratto di unione solidale si
stipula mediante dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o
ad un notaio competente per il comune di residenza di uno dei due
contraenti. Qualora l'atto sia stipulato dal notaio, questi deve
trasmetterlo entro dieci giorni all'ufficio del giudice di pace
competente per territorio per l'iscrizione nel registro di cui
all'articolo 455-quater. La volontà di modificare un contratto di
unione solidale in vigore deve essere espressamente e congiuntamente
dichiarata da entrambi i contraenti davanti al giudice di pace o al
notaio. L'atto che porta le modifiche deve essere unito al contratto
originario. 455-quater. Registro dei contratti di unione solidale. I
contratti di unione solidale sono trascritti in apposito registro
presso l'ufficio del giudice di pace competente a cura del cancelliere
entro il quindicesimo giorno successivo alla stipulazione del contratto
stesso. Sullo stesso registro sono annotate le variazioni dei contratti
di unione solidale. 445-quinquies. Unione solidale del cittadino
all'estero. Il cittadino è soggetto alle disposizioni contenute nel
presente titolo anche qualora sottoscriva un contratto di unione
solidale in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite. 455-
sexies. Unione solidale dello straniero nello stato. Lo straniero
regolarmente soggiornante in Italia che intenda sottoscrivere un
contratto di unione deve osservare le disposizioni di cui all'articolo
116, commi primo e terzo. 455-septies. Diritti e doveri dei contraenti.
Coloro che hanno contratto un'unione solidale si portano aiuto
reciproco e contribuiscono alle necessità della vita in comune in
proporzione ai propri redditi, al proprio patrimonio e alle proprie
capacità di lavoro professionale e casalingo. Il contratto di unione
solidale può prevedere i tempi e i modi della contribuzione di
ciascuno. Salvo diversa volontà espressa, le parti dell'unione solidale
sono solidalmente responsabile verso i terzi per i debiti contratti da
ciascuno in ragione dei bisogni della vita in comune e delle spese
relative all'alloggio. 455-octies. Regime patrimoniale. Nel contratto
di unione solidale le parti devono indicare se intendono assoggettare
alle norme della comunione in generale i beni acquistatati a titolo
oneroso successivamente alla stipulazione del contratto stesso, anche
quando l'acquisto sia compiuto da una sola delle parti. 455-nonies.
Assistenza. Le parti contraenti hanno reciprocamente gli stessi diritti
e doveri spettanti ai parenti di primo grado in relazione
all'assistenza e alle informazioni di carattere sanitario e
penitenziario. 455-decies. Agevolazioni e tutele in materia di lavoro.
La legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti di sede
di parti di unione solidale che siano dipendenti pubblici e privati al
fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo
tra i requisiti per l'accesso al beneficio una durata almeno triennale
della convivenza. 455-undecies. Malattia e decisioni successive in caso
di morte. In mancanza di una diversa volontà manifestata per iscritto,
ovvero di una procura sanitaria, e in presenza di uno stato di
incapacità di intendere e di volere anche temporaneo, fatte salve le
norme in materia di misure di protezione delle persone prive in tutto o
in parte di autonomia di cui al libro I, titolo XII, capo I, tutte le
decisioni relative allo stato di salute e in generale di carattere
sanitario, ivi comprese quelle concernenti la donazione degli organi,
sono adottate dall'altra parte di un'unione solidale. In mancanza di
una diversa volontà manifestata per iscritto, tutte le scelte relative
al trattamento del corpo e alle celebrazioni funerarie, nei limiti
previsti dalle disposizioni vigenti, sono adottate dall'altra parte
dell'unione solidale in assenza gli ascendenti o discendenti diretti
maggiorenni del soggetto interessato. 455-duodecies. Diritto di
successione nel contratto di locazione. 1. Qualora una delle parti
dell'unione solidale sia titolare del contratto di locazione per
l'alloggio comune, si applicano in caso di morte le disposizioni
dell'articolo 1614. 455-terdecies. Risoluzione del contratto di unione
solidale. Il contratto di unione solidale si risolve nei seguenti casi:
1) Per comune accordo delle parti 2) Per decisione unilaterale di uno
dei due contraenti 3) Per matrimonio di uno dei due contraenti 4) Per
morte di uno dei due contraenti. Nel caso in cui intendano risolvere
il contratto di comune accordo le parti rendono una dichiarazione
congiunta al giudice di pace presso il cui ufficio è registrata la
dichiarazione iniziale o al notaio che ha ricevuto la dichiarazione
iniziale. Nel caso di cui al numero 2 del comma precedente, la parte
che intende porre fine al contratto manifesta la propria volontà
all'altro contraente per mezzo di una dichiarazione scritta da inviare
in copia al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale. Nel caso di cui al numero 3 del comma
precedente, la parte che ha contratto matrimonio deve darne
comunicazione al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale allegando il certificato di nascita sul
quale è riportata menzione del matrimonio. Nel caso di cui al numero 4
del comma precedente, il superstite invia al giudice di pace presso il
cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale copia
dell'atto di decesso. E' fatta menzione della cessazione degli effetti
del contratto a margine di quest'ultimo. 455-quaterdecies. Effetti
della risoluzione del contratto di unione solidale. Gli effetti della
risoluzione del contratto si producono, a seconda dei casi: 1) dal
momento della menzione, a margine del contratto, della dichiarazione
congiunta; 2) dal novantesimo giorno successivo all'invio della
dichiarazione unilaterale di risoluzione all'altra parte e al giudice
di pace o al notaio competente; 3) dalla data del matrimonio o del
decesso di una delle parti. Nel contratto di unione solidale possono
essere stabilite le conseguenze patrimoniali della risoluzione per
cause diverse dalla morte. I contraenti procedono autonomamente alla
liquidazione dei diritti e delle obbligazioni risultanti dal contratto.
In mancanza di accordo il giudice decide sulle conseguenze patrimoniali
della risoluzione del contratto, ivi compreso il risarcimento dei danni
eventualmente subiti. Articolo 2 (Diritti successori) 1. L'articolo
565 del codice civile è sostituito dal seguente: 565. Categorie di
successibili. Nella successione legittima l'eredità si devolve al
coniuge, ai discendenti legittimi naturali, agli ascendenti legittimi,
ai collaterali, agli altri parenti, alla parte di unione solidale dopo
nove anni dalla registrazione del contratto e allo Stato, nell'ordine e
secondo le regole stabilite nel presente titolo. 2. Dopo il Capo II del
Titolo II del libro II del codice civile è inserito il seguente: Capo
II-bis Della successione della parte di unione solidale 585-bis.
Concorso della parte di unione solidale con i figli, ascendenti
legittimi, fratelli e sorelle. Quando la parte di unione solidale
concorra con figli legittimi o naturali, con ascendenti legittimi o con
fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli
altri, ha diritto ad un quarto dell'eredità. 583-ter. Concorso della
parte di unione solidale con altri parenti. Quando la parte di unione
solidale concorre con i parenti di cui all'articolo 572, ha diritto a
metà dell'eredità. 583-quater. Successione della sola parte di unione
solidale. Se alcuno muore senza lasciare parenti oltre il sesto grado,
alla parte di unione solidale si devolve tutta l'eredità. Articolo 3
(Modifiche all'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392) 1. Al
primo comma dell'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392, le
parole: "ed i parenti ed affini" sono sostituite dalle altre: ", i
parenti ed affini e la parte di unione solidale". Articolo 4
(Disciplina previdenziale ) 2. In sede di riordino della normativa
previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da
attribuire alla parte superstite dell'unione solidale, stabilendo
requisiti di durata minima dell'unione stessa e tenendo conto dei
prevalenti diritti dei figli minori o non autosufficienti del defunto.
FONTE GayNews INVIATO DA CSU L'Aquila


ARCIGAY FIRENZE IRAN: IMMINENTE ESECUZIONE DI SEI UOMINI, ACCUSATI DI RAPPORTI
OMOSESSUALI
La notizia diffusa dal giornalista Ahmad Rafat di AKI (ADN
Kronos International) dopo la conferenza stampa indetta a Teheran dal
portavoce dell'Autorità Giudiziaria
APPELLO DI ARCIGAY FIRENZE: IL
GOVERNO ITALIANO INTERVENGA
In numerosi Paesi arabi l'omosessualità è
considerata un crimine. In Iran le relazioni gay sono punite con la
pena capitale. E' di martedì scorso la notizia che 20 persone arrestate
a Teheran subiranno nei prossimi giorni la condanna a morte. Ali Reza
Jamshidi, portavocedell'Autorità Giudiziaria iraniana, ha dichiarato
nel corso di una conferenza stampa che di quei venti "criminali", sei
sono uomini che, accusati di rapporti omosessuali, saranno giustiziati
nei prossimi giorni il reato "Lavat" (letteralmente "sodomia",
"perversione"). "Sono in corso tentativi di contatto con diversi gruppi
e comunità omosessuali del territorio iraniano, per riuscire ad avere i
nomi e cognomi dei condannati," spiega Matteo Pegoraro, segretario di
Arcigay Firenze, dopo un colloquio avuto con il giornalista Ahmad
Rafat, "ma la situazione è più critica del previsto. Rafat mi ha
infatti informato che il responsabile del comitato studentesco di
Teheran - finora un buon contatto - è stato anche lui arrestato, nella
giornata di lunedì 9 luglio". Jamshidi aveva infatti confermato durante
la conferenza stampa di martedì mattina l'arresto di 18 leader
delmovimento studentesco, affermando tuttavia che ''nessun arrestato al
Politecnico Amir Kabir era un vero studente''. Un folto gruppo di
intellettuali italiani e stranieri sta in questi momenti redigendo un
appello, sottoscritto da grandi personaggi della cultura e della lotta
a favore dei diritti umani a livello internazionale, per chiedere
clemenza al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Arcigay Firenze "Il
Giglio Rosa", che sta al momento gestendo i contatti con le diverse
organizzazioni umanitarie, chiede che il Governo Italiano intervenga
ufficialmente con le sue massime rappresentanze per impedire che altre
vite umane innocenti vengano distrutte dalla violenza e dall'odio
omofobico, e spera che la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale,
transgender) nazionale e internazionale non intraprenda, nell'
immediato, azioni di dura protesta presso le Ambasciate iraniane,
tentando invece la via del dialogo interculturale e creando o
collaborando alla sottoscrizione di un appello di clemenza verso i
condannati diretto al presidente Mahmud Ahmadinejad. "E' una strada
mai percorsa" dichiara l'artista e storico Roberto Malini "che rispetto
alla protesta, che non ha portato, nel passato, risultati costruttivi,
vuole cercare il contatto e il dialogo diretto con chi ordina queste
esecuzioni, impegnando tutte le forze e le risorse in una battaglia
unanime per la civiltà. Perché, prima di ogni condanna, la nostra
priorità è la salvaguardia della vita. Per informazioni: Matteo
Pegoraro Responsabile Comunicazione Arcigay Firenze Cel: 334 8429527
ufficiostampa@arcigayfirenze.it

VATICANO, PAPA E CHIESA CATTOLICA
SONO NUDI CRIMINI DI SESSO IN VATICANO, PRETOFILI E PRETERASTI IMPUNITI
In esclusiva pubblichiamo questi eccezionali documenti inediti. Sono le
osservazioni e gli accorgimenti tecnici-giuridici che il giudice Luigi
Tosti inviò ai giornalisti Michele Santoro e a Luca Rosini per il
programma Annozero andato in onda su Rai Due in prima serata giovedì 31
maggio 2007. La puntata era relativa agli abusi sessuali dei preti
pedofili e al documento segreto "Crimen Sollicitationis" relativo alla
copertura instaurata dalla Chiesa cattolica in tutti i paesi del mondo,
Italia compresa, e alle responsabilità dirette di Joseph Ratzinger e
delle gerarchie cattoliche. Ricordiamo che il documentario video
realizzato e andato in onda dalla BBC di Londra "Sex Crimes and
Vatican" ha messo in luce e scoperchiato aspetti raccapriccianti e
orribili di abusi dei preti perpetrati sui bambini e bambine. Reati
protetti da una rete consolidata e capillare di omertà e direttive
segrete che fanno capo in Vaticano. I documenti che seguono furono
inviati dal magistrato Tosti alla redazione di Annozero in Rai Due
alcuni giorni prima della famosa puntata. Anzi, il magistrato Tosti
venne anche contattato telefonicamente dalla redazione di Annozero per
ulteriori chiarimenti tecnici e procedurali. Singolare il fatto che si
sia alzata una sola voce dall'interno della magistratura per spiegare
procedure e azioni che dovrebbero essere intraprese nell'applicazione
del Codice Penale e nel rispetto della legge italiana. Ecco i documenti
integrali e originali. Ennio Montesi EGREGIO DOTT. SANTORO, ho appreso
dalla stampa che Anno Zero intende contrastare il vergognoso regime di
disinformazione pubblica, imperante in questa Colonia del Vaticano,
tentando di mettere in onda il servizio realizzato a suo tempo dalla
BBC sulla scandalosa e criminale copertura omertosa dei preti pedofili
da parte della Chiesa Cattolica. Mi permetto, da tecnico del diritto
(sono Luigi Tosti, il magistrato condannato a sette mesi di reclusione
per aver preteso che venissero rimossi i crocifissi da tutte le aule di
giustizia, in ossequio al principio di laicità) di sottoporle queste
riflessioni, che le potranno magari tornare utili se la trasmissione,
come mi auguro, andrà in onda. Le segnalo, innanzitutto, che la Corte
di Cassazione penale ha costantemente affermato che "commette reato di
favoreggiamento personale (art. 378 codice penale) anche colui il quale
aiuti il colpevole di un delitto a sottrarsi alle investigazioni, anche
se non ancora in atto". Questo significa che l'attività di copertura
dei preti pedofili, che è stata sistematicamente posta in essere dalla
Chiesa Cattolica addirittura con direttive "segrete", con pressioni
sulle vittime affinché desistessero dalle denunce e con minacce di
scomunica ai danni delle gerarchie ecclesiastiche subordinate, integra
gli estremi del delitto di favoreggiamento personale di cui all'art.
378 del c. p.: e questo al di là del giudizio altamente negativo che si
deve dare in merito a questa "immorale" copertura dei preti pedofili.
Nessun valore esimente può attribuirsi alle obiezioni di coloro che
sostengono che i Vescovi non erano obbligati a sporgere denunce contro
i preti pedofili e che, poi, rientra nella competenza esclusiva della
Chiesa la "disciplina canonica" dei casi di pedofilia. E' sufficiente
replicare che l'esenzione dall'obbligo della denuncia non implica
l'autorizzazione a compiere atti di favoreggiamento personale per
eludere le investigazioni dell'Autorità Giudiziaria e che, poi, la
libertà di religione è sempre subordinata all'osservanza delle norme di
diritto pubblico e, quindi, del codice penale (se così non fosse, si
potrebbero ancora praticare i sacrifici umani "in onore degli Dei").
Le segnalo, in secondo luogo, che qualsiasi altra associazione si fosse
comportata così come si sono di fatto comportati la Chiesa Cattolica e
il Vaticano, cioè coprendo con direttive segrete le responsabilità
penali dei propri associati ed avvalendosi della forza di intimidazione
del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di
omertà che ne deriva, avrebbe avuto "ottime" possibilità di essere
incriminata per il reato di associazione per delinquere. Sconcerta,
dunque, che nei confronti del Vaticano e della Chiesa siano state
omesse indagini penali anche qui in Italia, dal momento che sono già
emersi diversi casi di pedofilia che, guarda caso, sono stati
"trattati" da queste due "associazioni" con gli stessi sistemi mafiosi
ed omertosi evidenziati dalla BBC: evidentemente si ritiene più
"prudente" applicare i rigori della Giustizia col criterio del "forti
coi deboli e deboli coi forti". Sconcerta, ovviamente, anche il fatto
che queste due associazioni, implicate in queste attività criminali,
pretendano di "imporsi" al popolo italiano e ai "politici" col loro
"alto" magistero "morale", ingerendosi quotidianamente nelle nostre
faccende. Queste mie riflessioni, peraltro, sono ben poca cosa se
rapportate alla storia criminale della Chiesa Cattolica la quale -sotto
il profilo strettamente legale- deve "a buon diritto" essere
qualificata come un' "associazione per delinquere" che ha operato, in
circa 2.000 anni di esistenza, per perpetrare una serie impressionante
di gravissimi crimini contro l'umanità, quali il genocidio, lo
sterminio degli "infedeli", le torture, i roghi, le inquisizioni, lo
schiavismo, il razzismo, le persecuzioni razziali, le truffe, le
falsificazioni, l'abuso della credulità popolare, le discriminazioni
sessuali e via dicendo. La circostanza che nessuno abbia il "coraggio"
di dire pubblicamente queste realtà storiche inconfutabili mi fa venire
in mente la "favola" di Andersen "Il Re è nudo": chissà se qualcuno
comincerà ad accorgersi che anche il Vaticano e la Chiesa Cattolica
sono "nudi". Cordiali saluti Luigi Tosti - tosti.luigi@yahoo.it -
mobile 338413312 - tel. 0541789323 - Via Bastioni Orientali 38 - Rimini


GENNARO COSMO PARLATO IN CONCERTO IL 19 LUGLIO AL GAY VILLAGE
Una curiosissima rilettura degli anni '80, attraverso una divertente ed
originale operazione di trasformismo musicale.
Il concerto comincia
alle ore 22.00
Ingresso gratuito fino alle 21.30
Biglietto di 6 euro
dalle 21.30 in poi.
Gennaro Cosmo Parlato, interprete versatile,
raffinato e dalle particolarissime doti vocali, porta in scena uno
spettacolo teatral-musicale con il meglio e il peggio della canzonetta
italiana degli anni '80 – il tanto di moda decennio dell'edonismo
reaganiano e dello yuppismo rampante -, non senza prima aver operato un
abile numero di illusionismo: è così che "Donatella" di Donatella
Rettore si trasforma in un sirtaki, "A Lei" di Anna Oxa in un brano
country, "Comprami" di Viola Valentino in un notturno à la Chopin, "Non
voglio mica la luna" di Fiordaliso in un irresistibile tango… A
supporto della istrionica interpretazione dell'artista, sul
palcoscenico trova posto un coro: un compassato e serissimo trio di
cantanti lirici (due baritoni e un tenore). Accompagna l'ensemble
vocale un quartetto di ottimi musicisti (un pianista, un chitarrista
acustico, un percussionista e un polistrumentista). Biografia:Gennaro
Cosmo Parlato nasce a Napoli nel '72. Figlio e nipote d'arte -la madre
e lo zio sono cantanti neomelodici partenopei -, comincia prestissimo a
lavorare come corista nelle produzioni degli studi d'incisione RCS di
Napoli, di proprietà della famiglia (un luogo di passaggio privilegiato
per nomi come, tra gli altri, Mario Merola, Angela Luce e Tullio De
Piscopo). Allievo di canto e solfeggio della cantante d'opera Melina
Spagnuolo, ben presto comincia ad appassionarsi alla recitazione
studiando arte drammatica con il professor Massimo Stinco a Firenze.
Negli anni 200 2001 inizia a collaborare in veste di autore di testi
con cantanti italiane quali Donatella Rettore, Fiordaliso, Viola
Valentino, Aida Cooper. Nella primavera del 2004, su suggerimento di
Platinette, invia una sua canzone a Mina, che sta selezionando
materiale per il nuovo disco. La canzone, una bellissima e sofferta
ballata dal titolo "Fragile", viene selezionata e incisa su "Bula
bula", uscito nei negozi nel febbraio del 2005. Molteplici sono le
apparizioni televisive di Gennaro Cosmo Parlato: Cronache Marziane
(Italia 1), Markette (La 7), Tutte le mattine (Canale 5). Dal disco
viene estratto anche un singolo, la splendida cover di sapore caraibico
di MALEDETTA PRIMAVERA, che trova un costante airplay su molte radio
italiane, tra cui Radio Deejay. Il clip del singolo entra in rotazione
a ALL MUSIC. L'estate 2005 è per l'artista toscano-partenopeo molto
intensa di attività live e ricca di soddisfazioni. L'apogeo viene
toccato il 19 agosto, quando Gennaro si esibisce al Festival Friendly
Versilia di fronte a quattro mila persone, accompagnato dalle voci
maschili del coro del Festival Pucciniano. In settembre partecipa alla
quarta edizione del Premio Carosone, dove si esibisce in una versione
elegantemente stravolta di Maruzzella, al termine della quale,
incalzato dal pubblico entusiasta, esegue due brani fuori programma e
ottiene una emozionante standing ovation. Gennaro sarà anche ospite
fisso settimanale nella stagione 2005/2006 di MARKETTE, il programma di
Piero Chiambretti sul La7, nel corso della quale avrà modo di
presentare tutto il suo primo lavoro discografico, più qualche
sorpresa, con una manciata di cover di brani anni Ottanta, ma questa
volta di produzione internazionale: uno di questi, il successo dell'86
di Caroline Loeb C'EST LA OUATTE diviene anche il suo secondo singolo.
Nel febbraio 2006 Gennaro conosce e diventa amico di Michele Salvemini,
in arte Caparezza, che sta lavorando al suo nuovo album, molto atteso
dopo il grande successo di VERITA' SUPPOSTE (EMI, 2003). Da questa
amicizia nasce la proposta di Michele di un cameo di Gennaro per il
ritornello del suo primo singolo estratto da HABEMUS CAPA, l'album
pubblicato all'inizio del 2006. Il titolo del singolo è LA MIA PARTE
INTOLLERANTE. Gennaro partecipa anche alle riprese del video del brano
e alla promozione televisiva, con apparizioni a TOP OF THE POPS, CD
LIVE, QUELLI CHE IL CALCIO e alla diretta televisiva del CONCERTO DEL
1° MAGGIO da Piazza San Giovanni. Nell'estate del 2006, nel corso delle
lunghe trasferte per concerti in giro per l'Italia Gennaro insieme a
Pierluigi Petris e Christian Schmitz comincia a lavorare alle idee di
arrangiamenti per il nuovo lavoro discografico. L'ingresso in studio è
all'inizio di settembre. La rosa entro la quale scegliere la track list
definitiva è ampia, ma alla fine nessuna canzone viene lasciata fuori e
il nuovo lavoro discografico conta ben 23 canzoni (due, DER KOMMISSAR
di Falco e TOUCH ME di Samantha Fox non ricevono in tempo
l'autorizzazione da parte degli editori e vengono rimosse dalla
scaletta, non senza dispiacere). Dopo quattro settimane di
registrazione, tre di missaggio (con la riconferma dell'ottimo Marco
Barusso) e il mastering a cura di Claudio Giussani allo Studio Nautilus
di Milano, REMAINDERS vede la luce (data di pubblicazione 24 novembre
2006). In occasione della 57ima edizione del Festival della Canzone
Italiana di Sanremo, Gennaro è chiamato da Piero Chiambretti a
interpretare la sigla del Dopofestival. La scelta cade su DONNA ROSA,
un brano caro a Pippo Baudo, che viene ironicamente arrangiato in
quattro stili diversi per le quattro serate del programma: charleston,
cha cha, rumba e canzone napoletana.
INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it
Fonte
Redazione
Di'GayProject


NESSUNO TOCCHI CAINO 14.07.2007
LIBIA. CONFERMATA
CONDANNA CAPITALE INFERMIERE BULGARE E MEDICO PALESTINESE - 11 luglio
2007: la Corte Suprema libica ha confermato la condanna a morte per le
cinque infermiere bulgare e il medico palestinese, accusati di aver
diffuso volontariamente il virus dell'Aids nell'ospedale pediatrico di
Bengasi. Il verdetto pronunciato dal giudice Fathi Dahan non è comunque
definitivo. Il Consiglio supremo della magistratura libico, presieduto
dal ministro della Giustizia, potrebbe confermare o respingere la
condanna a morte oppure stabilire una pena più lieve. L'udienza odierna
è durata appena cinque minuti e si è svolta in assenza dei sei
imputati. Il verdetto giunge all'indomani dell'annuncio
dell'accettazione da parte delle famiglie delle vittime di un accordo
per il risarcimento economico. "In nome del popolo, il tribunale ha
deciso di non accettare l'istanza presentata dagli imputati e conferma
la pena di morte nei loro confronti", ha dichiarato il presidente della
Corte, Fathi Dahan. Le cinque infermiere e il medico palestinese, ora
naturalizzato bulgaro, sono accusati di aver volontariamente iniettato
il virus Hiv su più di 400 bambini; di questi 46 sarebbero poi
deceduti. Le infermiere Kristiana Valtsheva, Nasiy Nenova, Valia
Shervenyashka, Valentina Siropulo e Snezhana Dimitrova e il medico
Ashraf Hajouj, sono in carcere in Libia dal 1999. Ieri sera, la
Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria presieduta dal figlio
del presidente libico, aveva annunciato che le famiglie avevano
accettato un indennizzo da parte di un fondo speciale di assistenza
alle vittime creato nel 2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida
dell'Unione europea per sostenere le famiglie dei bambini malati. I
dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, Segretario
dell'associazione e deputato radicale della Rosa nel Pugno ed
Elisabetta Zamparutti, Tesoriere, hanno così commentato la notizia:
"Era un esito previsto questo della condanna da parte della Corte
Suprema delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese,
frutto della strategia libica, che l'UE ha accettato, volta ad ottenere
un "prezzo del sangue" di stampo coranico. Una vicenda che ha tutte le
caratteristiche di un vero e proprio sequestro operato dalla Libia per
estorcere denaro alla Bulgaria e all'Unione Europea. Dopo la condanna a
morte dei sei nel maggio 2004, la Commissione UE aveva stanziato due
milioni di euro per un piano di azione, varato nel novembre 2004, per
fornire assistenza al Centro di Bengasi. Successivamente nel gennaio
2005 la Corte Suprema libica ha annullato le condanne a morte. A fronte
della notizia di oggi è evidente che la Libia ha preferito giocare al
rialzo della somma del riscatto anche a fronte dell'annuncio di ieri
sera, da parte della Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria
presieduta dal figlio del presidente libico, in base al quale era stato
accettato dalle famiglie dei bambini infettati dal virus un indennizzo
da parte di un fondo speciale di assistenza alle vittime creato nel
2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida dell'Unione europea per sostenere
le famiglie dei bambini malati. Per risolvere il caso, l'UE eviti di
cedere al ricatto ma faccia sentire alla Libia tutto il peso politico
affinchè siano rispettati in quel paese i diritti umani fondamentali ed
introdotta una moratoria delle esecuzioni capitali." Anche il
presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering, si dichiara
"turbato dall'angosciante notizia". Secondo quanto riportato in un
comunicato diffuso a Bruxelles, il Presidente del Parlamento europeo,
rivolge un messaggio di speranza ai sei imputati, condannati a morte e
ai loro familiari: "Questa non è la fine del processo. La questione
deve essere rinviata all'Alto Consiglio giuridico della Libia. Crediamo
che le autorità libiche prenderanno le misure necessarie a riesaminare
e invalidare la sentenza di morte, così da aprire la strada a una
risoluzione al più presto". Poettering ricorda, nella nota, la
"fondamentale opposizione alla pena di morte che è contro la dignità
umana" ed esprime la sua "solidarietà alle vittime dell'Aids
dell'ospedale di Bengasi".
Il presidente dell'Europarlamento, inoltre,
si appella alle autorità libiche perché mostrino clemenza verso le
infermiere bulgare e il medico palestinese e rilascino gli imputati.
MORATORIA. D'ALEMA RINGRAZIA BRASILE E SUD AFRICA, CO-SPONSOR DELLA
RISOLUZIONE - 13 luglio 2007: questa settimana il ministro degli Esteri
Massimo D'Alema ha ringraziato la collega sudafricana Nkosazama Dlamini
Zuma e il governo brasiliano del presidente Lula per la loro decisione
di essere cosponsor della risoluzione per la moratoria sulla pena di
morte che l'Unione Europea intende presentare all'apertura, a
settembre, della nuova sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite. La scorsa settimana la presidenza di turno portoghese
dell'Unione Europea ha detto che sosterra' con forza la richiesta di
moratoria sulla pena di morte. Lo ha dichiarato il ministro della
Giustizia portoghese, Alberto Costa, in occasione dell'apertura del
semestre di presidenza Ue affidato al Paese lusitano. Il Portogallo
intende portare avanti la posizione espressa su questo fronte
dall'Unione Europea e dal Parlamento Europeo. In questo contesto
Lisbona lavorera' affinche' venga istituita la giornata contro la pena
di morte e ha convocato una conferenza internazionale sulla materia per
il 9 ottobre a Lisbona.
SOMALIA. ESECUZIONI PUBBLICHE A MOGADISCIO - 5
luglio 2007: militari governativi hanno giustiziato in Somalia due
uomini, uno dei quali membro delle forze armate, ritenuti colpevoli
dell'omicidio di due soldati. Si tratta della prima esecuzione pubblica
ordinata dal governo provvisorio da quando quest'ultimo, sostenuto
dalle Nazioni Unite, ha assunto il controllo di Mogadiscio. La
fucilazione di Abdulayhi Dahir Muse Afweyne e Mohammed Abdi Wardheere
ha avuto luogo alle 9.30 di mattina nel piazzale dell'ex accademia di
polizia, nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale
somala. Un funzionario del dipartimento per la sicurezza nazionale, che
ha parlato dietro condizione di anonimato, ha riferito che i due erano
stati condannati a morte dal tribunale militare per aver capeggiato un
gruppo di insorti nell'assalto contro la base militare a nord di
Mogadiscio, uccidendo due soldati. All'esecuzione non hanno potuto
assistere né cronisti né fotografi. Per lo stesso assalto contro la
base militare, altre sette persone sono state condannate a 15 anni di
detenzione. "Si trovano nella prigione centrale di Mogadiscio", ha
precisato il funzionario.
IRAN. UOMO LAPIDATO, DONNA RISCHIA IMMINENTE
LAPIDAZIONE - 5 luglio 2007: un uomo è stato giustiziato in Iran
tramite lapidazione, dopo essere stato condannato a morte per adulterio
e aver trascorso 11 anni in carcere. L'esecuzione è stata confermata
da un portavoce della magistratura, Ali Reza Jamshidi, e secondo un
gruppo femminile iraniano per i diritti umani l'uomo ucciso si chiamava
Jafar Kiani. L'esecuzione, ha detto il portavoce dell'apparato
giudiziario, e' avvenuta nel villaggio di Aghcheh, nella provincia di
Qazvin, circa 200 chilometri a est di Teheran. Kiani, secondo la
ricostruzione del gruppo femminile, avrebbe lasciato la moglie per
un'altra donna, Mokarraneh Ebrahimi, anch'ella sposata. Anche
Mokarraneh, dunque, e' incarcerata da 11 anni ed e' stata condannata
alla stessa pena per l'adulterio, ma la sua esecuzione, ha sottolineato
Jamshidi, e' stata 'sospesa'. Il 10 luglio 2007: L'Alto commissario
delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, ha espresso
'profonda preoccupazione' per la notizia della lapidazione. 'Sono
estremamente preoccupata che malgrado la dichiarata moratoria del
governo iraniano sulle lapidazioni, questa esecuzione abbia avuto
luogo. La lapidazione e' una chiara violazione del diritto
internazionale, diritto che limita inoltre la pena di morte solo ai
crimini piu' gravi e violenti', ha affermato l'Alto commissario Arbour
in una dichiarazione resa nota a Ginevra. Esorto le autorita' iraniane
a fare luce sull'esecuzione e a non procedere alla prevista lapidazione
di Mokarrameh Ebrahimi ed altre esecuzioni di questo tipo'. Lo stesso
giorno, il portavoce della magistratura iraniana Alireza Jamshidi ha
annunciato alla stampa che venti persone condannate a morte in Iran per
stupro ed altri crimini gravi saranno presto giustiziate. Il portavoce
ha fatto sapere che l'Ufficio del Procuratore di Teheran deve ancora
decidere se far svolgere le impiccagioni in pubblico o meno. Alcuni dei
condannati a morte avrebbero fatto parte di bande che stupravano donne
sposate e sarebbero coinvolti in giri di racket ed estorsione. Ha poi
aggiunto che la condanna a morte è stata chiesta per altre 15 persone
imputate di reati gravi.
CASO CIPRIANI. TRASFERIMENTO IN CARCERE
PRELUDIO ALL'ESTRADIZIONE? - 12 luglio 2007: Benedetto Cipriani, su
cui pende una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti
perché accusato nello Stato del Connecticut di omicidio plurimo è stato
prelevato oggi da casa e trasferito nel carcere di Frosinone. Proprio
ieri, rispondendo al question time alla Camera al deputato della Rosa
Nel Pugno, Sergio D'Elia, il Ministro della Giustizia, Clemente
Mastella, ha escluso 'in maniera assoluta il rischio di condanna a
morte in caso di estradizione'.
Mastella ha detto che il decreto di
estradizione emesso il 12 novembre 2005 dell' allora ministro Castelli
e diventato esecutivo specifica che 'se sara' condannato , nei suoi
confronti non porta essere irrogata e comunque eseguita la pena di
morte'. Il governo degli Stati Uniti, ha precisato il ministro, ha
accettato 'integralmente' la condizione posta dal decreto e - con
un'assicurazione 'di carattere assoluto' - ha specificato che i reati
contestati a Cipriani non sono punibili con la pena di morte.
Quanto
alla possibilita' paventata da D'Elia di una successiva modifica dell'
imputazione da parte dei giudici americani, Mastella ha ribadito che
'un individuo non puo' essere giudicato e detenuto per un reato diverso
da quello che ha motivato l' estradizione'. In seguito al trasferimento
di Cipriani, D'Elia ha però dichiarato che "la nota sentenza della
Corte costituzionale italiana, n. 223 del 1996, ha stabilito che non
sono legittime assicurazioni considerate più o meno sufficienti e ha
posto il principio secondo il quale la garanzia che il reo non venga
condannato alla pena di morte deve essere assoluta. E' vero che
Benedetto Cipriani, è accusato di una fattispecie per cui rischia
sessant'anni di reclusione ma i suoi complici, però, per gli stessi
fatti sono accusati di reato capitale. Il diverso trattamento riservato
al Cipriani per un fatto identico potrebbe essere spiegato con il
tentativo di aggirare il divieto assoluto presente nell'ordinamento
italiano di estradizione verso questi Paesi in cui si corre il rischio
di applicazione della pena capitale. D'altro canto si tratta di un
sistema federale, che prevede l'autonomia del potere giudiziario
rispetto all'esecutivo: le assicurazioni le ha date il Governo, non le
autorità che stanno procedendo."

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01 luglio 2007

news 29 giugno

COORDINAMENTO TORINO PRIDE Organizza il 1° luglio 2007 APERITIVO CON ARTE! ALLO SPAZZI di via Virle 21 Torino ore 19.30 Presentazione della Prima Antologia di Teatro Lesbico ScAtti di Teatro Lesbico a cura di Eleonora Dall'Ovo Il Dito e la Luna edizioni e ore 21.00 spettacolo lesbico Sogno di una notte d'estate con intemezzo lesbico di e con Eleonora dall'Ovo. Lo spettacolo è la riscrittura in chiave contemporanea e lesbica del capolavoro Shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate, ambientato nel locale Witchwood, popolato da streghe lesbiche, che attraverso i loro eccentrici drinks cambiano i destini delle clienti, risvegliando in loro i desideri più nascosti. Al Witchwood, come nel bosco shakespeariano, regna la sola legge dell'istinto e seguendo di pari passo l'intreccio ideato da Shakespeare, la barista Lele, trasposizione contemporanea del dispettoso folletto Puck, trovandosi di fronte a due arroganti coppie etero, si divertirà ad innescare in loro sinapsi omoerotiche invertendole in coppie omosessuali. Lele come Puck seminerà il disordine in tutto locale, beffandosi di ogni regola del gioco e i colpi di scena non mancheranno di divertire il pubblico in platea.
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI 30 GIUGNO 2007: TORINO PRIDE2007Sabato 30 Giugno Il Dito e La Luna sarà presente al TorinoPride2007 con uno stand in Piazza Castello a Torino, a partire dalle ore 16,00. Per maggiori informazioni: Torino Pride 30 giugno 2007. Anche il 30 giugno saranno tre le parole d’ordine: Parità Dignità Laicità . Contro l’omofobia, per la pari dignità e i pari diritti per le persone lesbiche, gay e trans, per la laicità dello Stato, la democrazia e l’antifascismo. Appuntamento dalle ore 16 a Torino, in Piazza Castello. Musica, danze, arte, cultura, spettacolo e politica a cura del Coordinamento Torino Pride, per celebrare la Giornata dell’Orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transessuale Decine di stand delle associazioni, danze, performance artistiche e teatrali. La Living Library, la Biblioteca Vivente proposta in anteprima nazionale insieme al Comitato All Different All Equal di Torino. Canti suoni danze con MANACUMA Animazione con Turin CheerleadersPresentazioni:· il libro di Adele Parrillo “Nemmeno il dolore: storia di un amore ucciso a Nassiriya e negato in Italia”, con la partecipazione dell’autrice· Il volume collettivo “We will survive. Lesbiche, gay e trans in Italia”.Alle ore 21, special guest: FRATELLI SBERLICCHIO Dal palco suoneranno i DJ torinesi Super Pippo, Queen Cristi, Resident Virus, Luca De Paoli e Robi Vaio. Presenta e conduce Marina Paganotto di Radio Flash. Porteranno il loro saluto rappresentanti delle Istituzioni. Del Coordinamento Torino Pride fanno parte: Associazione Philadelphia, Circolo Arci di cultura gay, lesbica, bisessuale e transgender Maurice, Comitato Provinciale Arcigay “Ottavio Mai”, Coordinamento Pasolini, Davide e Gionata, Gayleft Piemonte, Gaytineris, Gruppo Lambda – Amici della Fondazione Sandro Penna, Gruppo Pesce Torino, Gruppo transessuali Luna, L’altra comunicazione, L’altraMartedì spazio lesbico del Maurice. Per info, visita il sito
www.ilditoelaluna.com . Vi aspettiamo con tantissime novità . Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 per ordini e comunicazioni: dluna@iol.it
COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMAUNIONI CIVILI/COMUNE DI ROMA, IERVOLINO (RADICALI ROMA): "IL CANDIDATO VELTRONI È A FAVORE O CONTRO LE UNIONI CIVILI?”

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Segretario dell'Associazione Radicali Roma (primo firmatario della proposta di delibera di iniziativa popolare sul Registro delle Unioni Civili a Roma): “Grazie all’iniziativa ideata dall’Associazione Radicali Roma, entro settembre il Consiglio Comunale di Roma dovrà discutere la Proposta di delibera popolare sul Registro delle Unioni Civili depositata a giugno in Campidoglio. Non vi è ombra di dubbio che il Sindaco Veltroni, nonché candidato alla Segretaria del nascente Partito Democratico, giocherà un ruolo significativo ai fini dell’approvazione o viceversa della bocciatura di questa delibera. Sarà interessante capire verso quale delle due posizioni l’osannato Veltroni si pronuncerà , non solo per l’iniziativa in sé, ma anche per comprendere l’inclinazione che la sua guida vorrà dare al Partito Democratico sul tema della Laicità dello Stato. Voglio infine segnalare che dal sondaggio on-line di repubblica.it si evince che i cittadini italiani vorrebbero che il manifesto di Veltroni, oltre a puntare al rilancio della sinistra, si occupasse della Laicità dello Stato (seconda priorità delle dieci a disposizione): a breve grazie all’iniziativa dell’Associazione Radicali Roma tutte queste persone potranno finalmente ottenere risposta su cosa c’è da attendersi in tema di diritti civili da Veltroni, il ‘SINDACO DI TUTTI’.”
www.radicaliroma.com
COMUNICATO STAMPA Il racconto della testimone che conferma la presenza di Francesca Mambro alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, contenuto nel libro di Riccardo Bocca “Tutta un'altra strage”, è un fatto importante. Conferma infatti quello che l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna ha via via appreso dal formarsi delle sentenze, ovvero che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, con l'aiuto di Luigi Ciavardini, sono stati gli spietati esecutori di quell'attentato. Lo hanno dimostrato, d'altronde, cinque gradi di giudizio, nel corso dei quali sono emersi elementi tali da non lasciare dubbi. Elementi, va precisato, oscurati in questi anni da una sapiente azione di disinformazione, condotta da personaggi sia di destra che di sinistra, a volte ignoranti della materia e in buona fede, altre volte ben consapevoli e in malafede. Per troppo tempo le vittime delle stragi hanno subito la smania revisionista di chiudere la stagione dei terrorismi rosso e nero con una rimozione generale. Un insultante colpo di spugna che è inaccettabile per i familiari delle vittime. Il Presidente Paolo Bolognesi

COMUNICAZIONE”I KEN”CONTINUIAMO A FARE COSE CHE NOI STESSI REPUTIAMO ECCEZIONALI, VI PREGHIAMO DI DARNE RISALTO E SPAZIO NEI VOSTRI SITI, MAIL, MOLTI CHE SONO A NAPOLI IN QUESTI GIORNI ANCHE PER VACANZA NON SANNO CHE FARE…. BACIO A TUTTI E SOPRATTUTTO AI ROMANI CHE HANNO CON TUTTI NOI SOSTENUTO IL PESO DI QUESTO PRIDE. ERAVAMO UNA MAGNIFICA FORZA, SIAMO UNA STRAORDINARIA RISORSA PER IL PAESE! VENITE A NAPOLI CHE NON E’ SOLO MUNNEZZARassegna cinematografica Maigay 28 giugno- 9 luglio 2007 Napoli, Multicinema Modernissimo via Cisterna dell’Olio 49/59 Ingresso sala 2: singolo 3 euro, giornaliero 5 euro. Ingresso Videodrome: libero fino ad esaurimento posti ProgrammaGiovedì 28 giugno Sala 2: - 20.00: Ma la Spagna non era cattolica? (Italia, 2007, 80’) di Peter Marcias con Alessandro Averone, Elena Arvigo, Caterina Gramaglia. con il contributo di: GLBT Film Festival di Torino 21.30: In memoria di me (Italia, 2006, 113’) di Saverio Costanzo, con Christo Jivov, Filippo Timi, Marco Baliani, André Hennick con il contributo di: Fillea-Napoli Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Lonesome cowboy (USA, 1969, 110’) di Andy Warhol, con Tom Hompertz, Eric Emerson, Taylor Mead. Venerdì 29 giugno Sala: 20.30 e 22.30: Cabaret (USA, 1972, 123’) di Bob Fosse, con Liza Minelli, Michael York, Helmut Griem, Marisa Berenson copia proveniente dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”con il contributo di: Goethe Institut. Videodrome: ore 18.30: My hustler (USA, 1965, 79’) di Andy Warhol, con Paul America, Ed Wiener, Ed Hood Con la collaborazione di Mario Zonta. ore 20.00 ed ore 22.30 Rassegna corti (durata 130’)Nerofumo (ITALIA, 2003, 22’) di Walter Martyn Cabell con Lorenza Damiani, Michele Halquique. L’interruzione (Italia, 2006, 22’) di Domenico Natella con Imma Sorrentino, Sibilla Passi, Margherita Monachesi, Margi Villa Papà , fattene una ragione (Italia, 2006, 5’) di Antonio Giglio, con Antonio Conte, Giovanni Esposito, Danilo Buccilli Quello che sento (Italia, 2004, 20’) di Fabio Mollo con Filippo Sandon, Paolo Menon, Vasco Mirandola Corto in Bra 2006: menzione speciale Con la collaborazione di: Voir Trade: Golden Hayes (Italia, 2007, 6’) di Max Croci e Matteo B. Bianchi, con Justine Mattera , Gianni Canova, Roger Mazzeo Con la collaborazione di : Centro Sperimentale di Cinematografia –Roma: Al buio (Italia, 2005, 11’) di Fabio Mollo con Giuseppe Forlì, Daniele Grassetti. Premiato al Festival “Officinema” di Bologna 2005. Presentato come evento speciale alla 62° mostra del Cinema di Venezia nella sezione corto/cortissimo. Carmilla (Italia, 2006, 25’ ) di Fabio Mollo, con Veronica Visentin, Sofia Vigliar Dentro Roma (Italia, 2006, 30’) di Francesco Costabile con Vlad Alexandru Toma, Cosimo Bani, Sandrina Seserman Sabato 30 giugno Sala 2: 20.30 e 22.30: Cuori (Italia/Francia, 2006, 120’) di Alain Resnais con Sabine Azéma, Lambert Wilson, André Dussollier con il contributo di: Atelier Maggese Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: I a man (USA, 1967, 95’) di Andy Warhol con Tom Baker, Nico, Valerie Solanis. ore 20.00 ed ore 22.30: Fi jerda – il campetto (Italia, 2005, 84’) di Alessandro Golinelli, con Gianni Fantoni, Bechir Ben Brahim, Irene Turati, Maria Teresa Molino. Con la collaborazione di: GLBT Film Festival di Torino. Domenica 1 luglio Sala 2: 20.30: L’isola di Arturo (Italia, 1962, 92’) di Damiano Damiani con Vanni De Maigret, Reginald Kernan, Luigi Giuliani in collaborazione con: Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale con il contributo di: Egraphe-Carta riclicata ed altro 22.30: Edmond (USA, 2005, 90’) di Stuart Gordon con William H. Macy, Julia Stiles, Joe Mantenga con il contributo di: Fandango. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Women in revolt (USA, 1971, 99’) di Paul Morrissey con Betty Blue, Penny Arcade, Holly Woodlawn ore 20.00 ed ore 22.30 Rassegna corti (durata 130’) Nerofumo (ITALIA, 2003, 22’) di Walter Martyn Cabell con Lorenza Damiani, Michele Halquique L’interruzione (Italia, 2006, 22’) di Domenico Natella con Imma Sorrentino, Sibilla Passi, Margherita Monachesi, Margi Villa. Papà , fattene una ragione (Italia, 2006, 5’) di Antonio Giglio, con Antonio Conte, Giovanni Esposito, Danilo Buccilli Quello che sento (Italia, 2004, 20’) di Fabio Mollo con Filippo Sandon, Paolo Menon, Vasco Mirandola Corto in Bra 2006: menzione speciale Con la collaborazione di: Voir Trade: Golden Hayes (Italia, 2007, 6’) di Max Croci e Matteo B. Bianchi, con Justine Mattera , Gianni Canova, Roger Mazzeo Con la collaborazione di : Centro Sperimentale di Cinematografia –Roma: Al buio (Italia, 2005, 11’) di Fabio Mollo con Giuseppe Forlì, Daniele Grassetti al Festival “Officinema” di Bologna 2005. Presentato come evento speciale alla 62° mostra del Cinema di Venezia nella sezione corto/cortissimo. Carmilla (Italia, 2006, 25’ ) di Fabio Mollo, con Veronica Visentin, Sofia Vigliar Dentro Roma (Italia, 2006, 30’) di Francesco Costabile con Vlad Alexandru Toma, Cosimo Bani, Sandrina Seserman. Lunedì 2 luglio Sala 2: 20.30 e 22.30: La Mala Educaciòn (Spagna, 2004, 105’) di Pedro Almodovar con Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Javier Camara Con il contributo di: Ciromarino Hair. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Flesh (USA, 1968, 69’) di Paul Morrissey con Joe D’Alessandro, Geraldine Smith, Patti D'arbanville. ore 20.00 ed ore 22.30 Documentari round uno: Tran(s) de vie “Le strade di Princesa – ritratto di una trans molto speciale” (Italia, 1997, 50’) di Stefano Consiglio, con Fernanda Farias Albuquerque Con al collaborazione di: GLBT Film Festival di Torino: L’eletta (Italia, 2006, 50’) di Camilla Paternò, Marco Basilé, con Vladimir Luxuria. Martedì 3 luglio Sala 2: 20.30: Amore ed altre catastrofi (Australia, 1996, 82’) di Emma Kate Croghan con Frances O'connor, Alice Garner, Mattew Dyktynsk con il contributo di: Lucky Red 22.30: Giorni (Italia, 2001, 90’) di Laura Muscardin con Thomas Trabacchi, Riccardo Salerno, Davide Bechini con il contributo di: Movie Factory. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Trash- I rifiuti del mondo (USA, 1970, 108’) di Paul Morrisey con Joe D’Alessandro, Holly Woodlawn, Jane Forth. Mercoledì 4 luglio Sala 2: 20.30: Banchetto di Nozze (Taiwan/USA, 1993, 104’) di Ang Lee con Winston Chao, Mitchell Lichtenstein, May Chin con il contributo di: Lucky Red 22.30: Gonne al bivio (But I’m a cheerleader) v.m. 18 (USA, 1999, ’95) di Jamie Babbit con Cathy Moriarty, Clea DuVall, Natasha Lyonne. con il contributo di: Fourlab/Outloud. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Heat- Calore (USA, 1971, 100’) di Paul Morrisey con Joe D'Alessandro, Sylvia Miles, Andrea Feldman. ore 20.00 ed ore 22.30 Documentari round uno: Tran(s) de vie “Le strade di Princesa – ritratto di una trans molto speciale” (Italia, 1997, 50’) di Stefano Consiglio, con Fernanda Farias Albuquerque Con al collaborazione di: GLBT Film Festival di Torino: L’eletta (Italia, 2006, 50’) di Camilla Paternò, Marco Basilé, con Vladimir Luxuria. Giovedì 5 luglio Sala 2: 20.30: Hotel Paraiso (Zus & Zo) v.m.18 (Olanda 2001, 106’) di Paula van der Oest con Monic Hendrickx, Anneke Blok, Sylvia Porta con il contributo di: Fourlab/Outloud 22.30: Mariscos beach (Crustaces e coquillages) v.m.18 (Francia, 2005, 93’) di Olivier Ducastel con Valeria Bruni-Tedeschi, Gilbert Melki, Jacques Bonnaffé con il contributo di: Fourlab/Outloud. Videodrome: ore 18.30: Mario Zonta presenta: Lonesome cowboy (USA, 1969, 110’) di Andy Warhol, con Tom Hompertz, Eric Emerson, Taylor Mead. The wild side of the movies di Walter Maryn Cabell, a cura di Silvia Baraldini e Mario Zonta Con la collaborazione di: Indigo Film: Roma A.D. 000 (Italia, 2001, 62’) di Paolo Pisanelli con Imma Battaglia, Saverio Aversa, Renata Evans. Venerdì 6 luglio Sala 2: 20.30 e 22.30 L’apparenza inganna (Francia, 2001, 84’) di Francis Veber con Daniel Auteuil, Gerard Depardieu, Thierry Lhermitte con il contributo di: Studio Legale Barbara Cremona. Videodrome: ore 18.30: My hustler (USA, 1965, 79’) di Andy Warhol, con Paul America, Ed Wiener, Ed Hood. Ore 20.00: Documentari round due: Wild pride The wild side of the movies di Walter Maryn Cabell, a cura di Silvia Baraldini e Mario Zonta Con la collaborazione di: Indigo Film: Roma A.D. 000 (Italia, 2001, 62’) di Paolo Pisanelli con Imma Battaglia, Saverio Aversa, Renata Evans. Sabato 7 luglio Sala 2: 21.00: My summer of love (GB, 2004, 86’) di Pawel Pawlikowsky con Nathalie Press, Emily Blunt, Paddy Considine con il contributo di: Fandango 22.45: Le false verità (Canada/UK/ USA, 2005, 108’) di Atom Egoyan con Kevin Bacon, Morris Colin Firth, Alison Lohman con il contributo di: Fandango .Videodrome: Ore 16.30: Mario Zonta presenta Maratona Andy Warhol: Lonesome cowboy, My hustler, I a man; Ore 21.30: Dal format televisivo DOMENICAUT: Intervista a Pagnottella (Italia, 2007, 18’) di Nicola Angrisano; Dico: interviste in giro per la città (Italia, 2007, 33’) di Nicola Angrisano. Con la collaborazione di INSU TV. Domenica 8 luglio Sala 2: 21.30: anteprima: Schopenhauer (Italia, 2006, 65’) di Giovanni Davide Maderna con Michela Noè, Rudy Galoppini, Filippo Ticozzi con il contributo di: GLBT Film Festival di Torino 22.45: Cover Boy v.m. 18 (Italia, 2006, 97’) di Carmine Amoroso con Eduard Gabia, Luca Lionello, Chiara Caselli, Luciana Littizzetto con il contributo di: GLBT Film Festival di Torino. Videodrome: ore 16.30: Mario Zonta presenta Maratona Paul Morissey: Flesh, Trash, Heat. Lunedì 9 luglio: Sala 2: 20.30: Pink galaxy (Dreamship surprise) v.m. 18 (Germania, 2004, 87’) di Michael Herbig con Michael Herbig, Rick Kavanian, Anja Kling con il contributo di: Fourlab/Outloud 22.30: Il favoloso mondo di billy (50 ways of saying fabulous) v.m.18 (Nuova Zelanda, 2005, 90’) di Stewart Main con Harriet Beattie, Jay Collins, Michael Dorman con il contributo di: Fourlab/Outloud Videodrome: Ore 20.00: Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” presenta: Gay Pride Roma (Italia, 1997, 13’) 500esima serata di Muccassassina (Italia, 2005, 6’) Gay Camping Porto S. Elpidio (Italia, 1982, 13’) ore 21.00: Spettacolo teatrale LETTURA SPETTACOLO: Sodomyeah, un oratorio . Studio su me stesso (Italia,

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26 giugno 2007

news 26 giugno

L'ALTRO MARTEDÌ
LA TRASMISSIONE DI
CULTURA
ED INFORMAZIONE OMOSESSUALE DI
RADIO POPOLARE
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 26 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Speciale Pet Shop Boys a cura
di Piergiorgio Pardo e intervista a Nerina Milletti curatrice del
saggio Fuori della Norma Storie lesbiche nell'Italia della prima metÃ
del Novecento Rosenberg&Sellier Edizioni. omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it satellite
Eutelsat Hot Bird 13° Est,


COMITATO TECNICO CONSULTIVO, PER LA
COOPERAZIONE E LO SVILUPPO.
CONVEGNO SULLE “DIFFERENZE DI GENERE E
PROSPETTIVE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”.
Si svolgerà a Pescara il giorno 2 luglio 2007, alle ore 16.30 presso il Museo Vittoria
Colonna (lungomare Matteotti – P.zza 1° maggio) il Convegno sulle
“Differenze di genere e prospettive della cooperazione
internazionale.
Partecipano il Presidente della Regione Abruzzo Sen. Ottaviano Del
Turco, il Ministro Marlene Mungunda della Regione di Namibia e sarÃ
concluso dalla Vice Ministra agli Esteri Patrizia Sentielli (delega
alla Cooperazione Internazionale). Il Convegno è organizzato dalla
Regione Abruzzo insieme alla ONG CESTAS di Bologna e alla Istituzione
Comunale di Pescara.
FONTE Regione Abruzzo

COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE RADICALE
“IGNAZIO SILONE”
L'Associazione radicale "Ignazio
Silone" rivolge un appello ai cittadini aquilani di ogni età e idea
politica a collaborare e partecipare al Comitato Per I 4 Referendum
Regionali per la riduzione dei costi della politica: eliminazione
dell'aumento del 50 % delle indennità , abrogazione dei vitalizi per
consiglieri della Regione Abruzzo e tutti i suoi Enti Strumentali. A
luglio inizia la raccolta delle firme ed abbiamo bisogno di molto aiuto
per poter riuscire a raccogliere le 25.000 firme necessarie. Le
adesioni vanno rivolte al 348 101 8898 ed all'indirizzo
gino@associazioneradicale.org
Gino Antognetti segretario dell'Ass.
Radicale "Ignazio Silone"


COMUNICATO STAMPA
Napoli, 23/6/2007
DOVE
C´È GAY PRIDE C´È ARCIGAY NAPOLI
L´Arcigay "Antinoo" di Napoli,
massicciamente presente il 16 giugno al Gay Pride Nazionale unitario di
Roma (http://www.romapride.it) ed al "Christopher Street Day" di Milano
svolto lo scorso sabato 23 (http://www.pridemilano.org), aderisce e
partecipa con proprie delegazioni ai Gay Pride cittadini organizzati
fino a luglio in diverse città d´Italia, da Catania a Torino.
"Lavorando per i diritti delle persone GLBT su un territorio, Napoli e
la Campania, che hanno il primato negativo in Italia per l'assenza di
leggi a beneficio delle persone omosessuali e transessuali, dove pare
che i cittadini glbt non esistano proprio, viviamo con intensità e
partecipazione i Gay Pride e riteniamo particolarmente importanti le
grandi manifestazioni simboliche di piazza che il movimento gay sta
realizzando in queste settimane", afferma Salvatore Simioli, presidente
dell´Arcigay di Napoli, "come ogni anno realizzeremo degli eventi
cittadini a Napoli nella settimana del 28 giugno e lavoriamo per
riportare presto un Gay Pride Nazionale a Napoli". L´Arcigay di Napoli
sarà presente al Gay Pride di Catania del 7 luglio (http://www1.
autistici.org/openmind/ctpride07.htm) ed al Torino Pride il prossimo 30
giugno (http://www.torinopride2006.it).


COMUNICATO STAMPA
“IL DITO E
LA LUNA”
Il 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 ( Roma)
Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo
“SYNAPSYS” edito
da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera
del’autrice Maurizio Gregorini, scrittore, poeta, giornalista. L’
evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si
svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel
Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio
Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio
dell’anima
nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio
nella
cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli
amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice,
appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere
profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di
emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In
un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte,
Dee
e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano
ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela
subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco
di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace.
Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un
suono
subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una
iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La
terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più
vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di
frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma
non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’
incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti. Ufficio stampa Lorenzo
Miconi
3479077549 milo4you@yahoo.it


28 GIUGNO 2007
FESTA DI
INAUGURAZIONE CON I TIENNETTI IN CONCERTO
L’attesissima serata di
inaugurazione del Gay Village verrà animata dalla presenza trascinante
dei Tiennettì, la band capitolina caratterizzata da un sound
coinvolgente e creativo in cui si riconoscono le calde sonorità della
black music ma anche l’energia degli anni ’70 e della musica dance.
La
loro formazione è composta Andrea Pietrangeli alla voce e chitarra
acustica, Annalisa Valentini alla voce, Nik Giannelli alla chitarra
elettrica e Francesco Davia al sax. Andrea Pietrangeli, supporter delle
turnee live di Paolo Belli, è stato ospitato dalle più importanti
trasmissioni televisive dedicate alla musica, fra cui Red Ronnie,
Girofestival, Match Music e Avanzi, arrivando finalista insieme alla
prima formazione Tiennettì al festival di San Marino 2001. La voce di
Annalisa Valentini è anche conosciuta daagli affezionati di Talk Radio
106.3 dove dal 2001 è speaker della trasmissione radiofonica
“Statebenecosì”. I Tiennettì hanno all’attivo due fortunati
singoli,
vari tour radiofonici, videoclips, televisione ma soprattutto molto
live e si sono esibite in più di 350 date in due anni. Sono il gruppo
resident all' ART CAFE' di Roma, ogni venerdì dalle 22 nella splendida
cornice di Villa Borghese, in viale del Galoppatoio 33. Da marzo 2007
è
in corso il loro progetto di inediti. INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it


IL
COORDINAMENTO TORINO PRIDE
Organizza: APERITIVO CON ARTE! ALLO SPAZZI
di via Virle 21 Torino ore 19.30 Presentazione della Prima Antologia di
Teatro Lesbico ScAtti di Teatro Lesbico a cura di Eleonora Dall'Ovo Il
Dito e la Luna edizioni e ore 21.00
spettacolo lesbico Sogno di una
notte d'estate con intemezzo lesbico di e con Eleonora dall'Ovo
Lo
spettacolo è la riscrittura in chiave contemporanea e lesbica del
capolavoro Shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate,
ambientato nel locale Witchwood, popolato da streghe lesbiche, che
attraverso i loro eccentrici drinks cambiano i destini delle
clienti, risvegliando in loro i desideri più nascosti. Al Witchwood,
come nel bosco shakespeariano, regna la sola legge dell’istinto e
seguendo di pari passo l’intreccio ideato da Shakespeare, la barista
Lele, trasposizione contemporanea del dispettoso folletto Puck,
trovandosi di fronte a due arroganti coppie etero, si divertirà ad
innescare in loro sinapsi omoerotiche invertendole in coppie
omosessuali. Lele come Puck seminerà il disordine in tutto locale,
beffandosi di ogni regola del gioco e i colpi di scena non mancheranno
di divertire il pubblico in platea.


TEATRO: SONO DIVENTATO ETERO !
Sabato 30 Giugno, ore 20,00 presso la libreria Bibli di Via dei
Fienaroli, 28 Roma (zona trastevere), l'autore/regista Lorenzo De Feo
mette in scena la commedia Sono diventato Etero! Prima della
rappresentazione un buffet attenderà gli spettatori Ingresso con
consumazione 10 euro. E’ consigliata la prenotazione 06.588.40.97
06.581.45.34 info@bibli.it Con il patrocinio di Arcigay-Roma,
GayHelpLine, DiGayProject, AGeDO e Fonòpoli. allestimento
scenico/video
Filippo Paris musiche originali Francesco Crispo disegno luci/tecnico
audio Tony Di Tore idea costumi Iaio Migliaccio aiuto regia Antonio
Lupi e Filippo Paris regia Lorenzo De Feo. Quale grande disonore per
una madre scoprire che Marco, l’unico figlio, felicemente omosessuale
ed accettato dalla famiglia e dalla società , si scopre d’improvviso
eterosessuale. Bisogna fare qualcosa! Fortunatamente dalla sua parte
c'e Dodo, il migliore amico di Marco e di questo segretamente
innamorato. Madre ed amico si trasferiscono - naturalmente senza
chiedere alcun consenso - a casa di Marco. Dove Isabella, che ha un
oscuro passato nei servizi segreti, non ha difficoltà ad escogitare
sottili strategie e subdoli appostamenti per controllare e salvare il
figlioletto adorato
Marco ha realmente cambiato gusti ed abitudini
sessuali o cè sotto qualcosa? Il giallo si infittisce! Una girandola
di
nomi, personaggi virtuali e non contribuiscono a complicare la vicenda.
Solo nell’ultima battuta si svela l’arcano e torna a splendere il
sereno? Sono diventato etero! non è la classica commedia degli
equivoci
e non è del tutto frutto della fantasia dell’autore; ha in effetti
diversi spunti dalla vita reale e, soprattutto, da personaggi reali.
Una storia solo apparentemente paradossale, in cui è possibile
riconoscersi. Lorenzo de Feo nasce a Napoli nel 1965. La sua attivitÃ
teatrale comincia da giovanissimo: nell81, infatti, agli studi
scolastici alterna l’impegno per il teatro studiando mimo,
recitazione
e drammaturgia sotto la guida di M. Santella, M. Monetta, M. Perez, F.
Bovicelli. Una volta ottenuto il diploma di Maestro dArte si
trasferisce a Roma, dove prosegue la propria attività in teatro,
cinema
e televisione, incontrando maestri come R. Campese, M. Moretti, G.
Landi, Linsday Kemp e Marcel Marceau. Partito dalle Arti Grafiche,
passa per il Teatro per arrivare alla Drammaturgia e Regia. E dal 2000
responsabile della sezione teatrale, nonché curatore artistico degli
eventi di Fonòpoli. Tra i suoi testi troviamo: Povero Vampiro (romanzo
fantasy), E morta zia Agata! (commedia musicale), Bang! ancora un
giallo a Fumetti!?! (commedia teatrale e radiodramma, che ha ottenuto
due riconoscimenti per la drammaturgia), Caro, ti presento il tuo
amante! (atto unico), Sono diventato etero! (commedia teatrale), Tanti
auguri a te! Mettetevi a nudo cè una festa! (commedia teatrale) e
Agro-
Dolce in Salmì (soggetto giallo/brillante per mini-serie TV).
FONTE
DìGayProject
Per informazioni
Lorenzo De Feo 328.61.96.901 bang@inwind.
it


COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA “LE MAREE” NAPOLI
presenta: Martedì
26 giugno 2007 h. 19.00 Fede, sessualità , diritti. Incontro aperto con
Don Franco Barbero. Introduce Giordana Curati. Presso EVALUNA la
libreria delle donne. CHI E’ DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a
Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni
di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una
parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo
impegno
nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973
fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze
parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da
oltre
40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in
attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione
teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di
separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno
dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro
condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei
suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una
spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e
preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità ,
nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e
teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in
Italia e all'estero. Arcilesbica “Le Maree” Napoli - Vico San
Geronimo
19 Contatti Stampa: Segreteria Evaluna +39 081. 29.23.72 www.evaluna.it
- libreriadelledonne@evaluna.it - Arcilesbica “Le Maree” Napoli
Vico
San Geronimo 19 napoli@arcilesbica.it - http://arcilesbicanapoli.
wordpress.com/


"LA TERRA:
IL NOSTRO PIANETA CHE CAMBIA":
7.000
scienziati per studiare la terra
Durante la XXIV assemblea di Iugg
(International Union of Geodesy and Geophysics) dedicata al tema “La
Terra: il nostro pianeta che cambia”, a Perugia dal 2 al 13 luglio
2007. IUGG è un’organizzazione non governativa che riunisce sette
associazioni internazionali e interdisciplinari di scienze della Terra,
e che promuove la ricerca scientifica. A Perugia si terranno oltre 220
convegni e incontri e sono attese per due settimane circa 10.000
persone. “Avere ottenuto che si tenga in Italia, dopo più di
cinquanta
anni dall’edizione inaugurata a Roma da Papa Pio XII, è un successo
per
l’intera comunità scientifica nazionale”, dice il prof. Ubertini.
“La
partecipazione è imponente, si sono iscritti studiosi persino da
Yemen,
Botswana, Isole Fiji e Comore. Inoltre, dai titoli si intuisce la forza
di studi quali quelli su prevedibilità degli eventi calamitosi,
variazioni climatiche globali, influenza della radiazione solare
sull’
ecosistema, mutazioni ed inversioni del campo magnetico terrestre. Ma
non mancano lavori come “ghiaccio extraterrestre” o “magnetismo
extraterrestre”. Verrà inoltre sancita una nuova associazione in
seno
alla IUGG, l’UCCS (Union Commission Cryospheric Sciences)”.
L’Assemblea
Iugg arriva in un momento di ampia attenzione per le tematiche
ambientali, quali il deficit di risorse idriche. Dice ancora Ubertini:
“Se il rischio di desertificazione per l’Italia è, in realtà ,
difficilmente realizzabile, è invece possibile un aggravamento del
deficit idrico di alcune zone. In Europa tale deficit nel 2003 ha
causato oltre 10 miliardi di euro di danni e il depauperamento idrico
è
stato anche causa di un peggioramento qualitativo dell’acqua dovuto
al
minor tempo di ritenzione e depurazione naturale. E’ necessario,
pertanto, individuare modalità di prevenzione e mitigazione dei
consumi: negli ultimi 100 anni, il fabbisogno giornaliero in Italia si
è innalzato da 50 fino a 500 litri per persona e in media nei Paesi
mediterranei la domanda è raddoppiata negli ultimi 50 anni e ha
raggiunto i 290 miliardi di m3 annui. Gli incrementi più elevati sono
in Turchia, Siria e Francia, e le previsioni al 2025 stimano una
crescita del 25% dei consumi in Turchia, Siria ed Egitto. L’uso
irriguo
rappresenta circa il 65% del consumo idrico per i Paesi mediterranei,
anche conseguentemente all’aumento delle aree irrigate passate negli
ultimi 40 anni da 11 a 20 milioni di ettari (in particolare in Turchia
e in Spagna). L’approvvigionamento idrico deve diventare, quindi, una
priorità assoluta, soprattutto attraverso la manutenzione delle reti
che in Italia presentano perdite con punte del 40%”. Informazioni
tel.
075-5014415 e-mail: secretary@iugg2007perugia.it Fonte:www.iorisparmio.
eu INVIATO DA Promiseland.it


NESSUNO TOCCHI CAINO
23.06.2007
PENA
DI MORTE, BONINO: UN SUCCESSO RADICALE, BENE D'ALEMA - 18 giugno 2007:
"E' un successo che va certamente ascritto all'iniziativa nonviolenta
radicale". Così a Radio Radicale il ministro Emma Bonino commenta la
decisione del Consiglio dei ministri degli Esteri europeo di presentare
all'Onu una risoluzione per la moratoria della pena di morte. "Penso -
ha aggiunto il ministro - che la posizione ferma tenuta dal ministro
D'Alema abbia consentito una mediazione importante"."Dico che è un
successo - prosegue Bonino - perché conosco bene quanto sia difficile
avere l'unanimità dei 27 Paesi dell'Ue. E' il risultato della tenacia
e
di costi personali notevolissimi dei radicali che hanno saputo premere
con determinazione sulla stessa tenuta del governo italiano affinché
non si consentissero più rinvii senza data". "E' chiaro però che
adesso
bisogna non demordere e rilanciare, in modo da arrivare a settembre con
il maggior numero di co-firmatari e co-sponsor possibile, per arrivare
ad una grande vittoria appena si aprirà all'Onu la fase dei capitoli
tematici, ivi compreso quello sui diritti umani nel quale verrÃ
inserito il tema della pena di morte. "Grazie ai digiunatori -
conclude - a Marco Pannella, a Sergio D'Elia e a tutti gli altri che
hanno saputo non demordere, rafforzando la determinazione del governo
italiano. Siamo entrati in consiglio dei ministri dell'Ue 26 a 1 e ne
siamo usciti con una mediazione vincolante per tutti".
PENA DI MORTE.
NESSUNO TOCCHI CAINO ED IL PARTITO RADICALE RASSICURANO FRATTINI E
WALDNER - 19 giugno 2007: In merito alle dichiarazioni di ulteriore
rinvio di Christiane Hohmann portavoce del Commissario europeo per le
Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner e ai dubbi che ancora nutre
il Vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini
sull’esito
del voto all’Assemblea Generale dell’ONU della risoluzione pro
moratoria, Sergio d’Elia deputato radicale della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriera
hanno dichiarato: “Vogliamo rassicurare la Commissaria europea Benita
Ferrero-Waldner ed il Vicepresidente Franco Frattini che
all’Assemblea
Generale dell’ONU esistono tutte le condizioni per vincere sulla
moratoria universale. Infatti in base alle posizioni di voto sulla
moratoria espresse dal 1997 al 2005 alla Commissione ONU per i Diritti
Umani, tenuto conto anche delle firme (93) alla Dichiarazione di
associazione e della evoluzione giuridica e politica dei vari paesi
sulla pena di morte, una risoluzione “per la moratoria delle
esecuzioni
in vista dell’abolizione” otterrà in Assemblea Generale una
maggioranza
certa: dai 105 ai 108 paesi voteranno a favore, la maggioranza assoluta
dei 192 paesi membri dell’ONU, una maggioranza che non potrà mai
essere
intaccata dai contrari (dai 61 ai 68), tenuto conto anche dei non pochi
paesi che si asterranno (dai 16 ai 19) e dei paesi indecisi (7). Sono
d’
altro canto solo 50 i paesi che mantengono la pena di morte sui 192 che
compongono l’Assemblea Generale dell’ONU. Ricordiamo a Frattini,
che
quando nel 2003 era a capo della Farnesina fece verificare le nostre
previsioni per riconoscerle esatte al 99%. Forse sarebbe bene che
stesse meno a Bruxelles e frequentasse un pò di più il capo del suo
partito Silvio Berlusconi il quale si è espresso anche recentemente a
favore dell’iniziativa per la presentazione immediata della moratoria
all’ONU.”
PENA DI MORTE. PANNELLA E CAPPATO: OSTRACISMO DELLA
COMMISSIONE TRAVESTITO DA PRUDENZA -19 giugno 2007: In merito alle
dichiarazioni rese da Christiane Hohmann portavoce del Commissario
europeo per le Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner e
apparentemente convalidate anche dal Vice Presidente della Commissione
Franco Frattini, i parlamentari europei radicali Marco Pannella e Marco
Cappato hanno dichiarato quanto segue: “Le dichiarazioni della
portavoce Christiane Hohmann della Commissaria per le Relazioni
Esterne, Benita Ferrero-Waldner mostrano in modo eloquente che il
comportamento ostracistico che ha ritardato di almeno 13 anni la
proclamazione della Moratoria Universale da parte dell’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite continua ad avere "portavoci" che, ormai,
dopo le reiterate deliberazioni del Parlamento europeo e ora, dopo la
riunione di ieri a Lussemburgo, anche del CAGRE e del Consiglio europeo
non sono più decentemente compatibili con la realtà della ComunitÃ
Internazionale ed in particolare della stessa Unione Europea. Le
valutazioni che pretendono di essere “prudenti” da parte della
suddetta
"portavoce" sono assolutamente infondate, malamente pretestuose e
sembrano scritte sotto dettatura di coloro che, oscuro potere
burocratico, pretendevano e pretendono di continuare nell’opera
ostracistica, letteralmente imbrogliando i dati reali della situazione
europea e delle Nazioni Unite. Le dichiarazioni attribuite, e non
ancora smentite, anche dal Commissario Franco Frattini, sembrerebbero
ripetere il grave errore che, nel 2003, indusse la Commissione europea
ed il CAGRE a non ottemperare ai mandati parlamentari e agli impegni
del Governo del quale Frattini era Ministro degli Esteri e
sembrerebbero oggi aperta sconfessione e falsificazione dei deliberati
del Parlamento europeo e della riunione di ieri a Lussemburgo. Che ora
abbiamo “un anno” di tempo è errato, falso! Così, ovviamente si
arriverebbe di nuovo a creare e pretestare i famigerati "ostacoli
tecnici" che hanno motivato la riunione del CAGRE a fissare a
settembre, all’apertura della nuova Assemblea Generale dell’ONU, la
presentazione della risoluzione Pro Moratoria, "ostacoli" creati con
incredibili errori e ritardi. La Commissaria Benita Ferrero-Waldner,
d’
altra parte, in pieno Parlamento europeo – subito sconfessata da un
voto unanime – aveva sostenuto che la Moratoria potrebbe costituire
un
ostacolo e non un passo definitivo verso l’abolizione! Tesi, che, da
tempo ormai, è stata respinta perfino dal "Terzo Congresso Mondiale
Contro la Pena di Morte" e da "Amnesty . PENA MORTE. CANGELOSI,
MORATORIA AD ASSEMBLEA ONU ENTRO OTTOBRE - 19 giugno 2007: La
presentazione della moratoria sulla pena di morte all'Assemblea
plenaria dell'Onu dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre, mentre il
voto è possibile, anche se non certo, entro fine 2007. Il
rappresentante permanente d'Italia presso l'Ue, ambasciatore Rocco
Cangelosi, ha precisato così la situazione dell'iniziativa italiana
fatta propria ieri dall'Ue, che con all'unanimità a Lussemburgo ha
deciso di presentare l'iniziativa alla prossima sessione
dell'Assemblea, che inizia a fine settembre. Una precisazione giunta
anche a chiarire una certa confusione provocata dalle dichiarazione di
una portavoce del commissario europeo Benita Ferrero-Waldner, che,
salutando positivamente la decisione di ieri, ha però parlato di "un
anno di tempo" per la presentazione e il voto sulla moratoria. Una
confusione alimentata anche dal fatto che le conclusioni della riunione
di ieri a Lussemburgo si limitano ad affermare che "il Consiglio ha
deciso che l'Ue presenterà , nel quadro di un'alleanza interregionale,
una risoluzione contro la pena di morte nella 62ma Assemblea", senza
specificare in quale momento. Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema,
ma anche fonti del Consiglio Ue, ha però affermato con chiarezza che
l'iniziativa partirà subito, senza indugi. "L'Unione Europea - ha
confermato Cangelosi - presenterà sin dall'inizio della sessione la
richiesta di sottoporre all'Assemblea la proposta di moratoria. Abbiamo
già il testo su cui c'è un accordo unanime, si tratta di organizzare
la
presentazione con i co-sponsor". Il rappresentante permanente a
Bruxelles ha spiegato che si tratta di avanzare richiesta formale alla
presidenza di turno dell'Assemblea, che la sottoporrà all'esame dei
comitati, per poi sottoporre al voto, a maggioranza semplice,
dell'Assemblea l'inserimento della questione nell'ordine del giorno.
"Una procedura - ha spiegato Cangelosi - che dovrebbe richiedere un
mesetto al massimo", dunque la proposta dovrebbe approdare
ufficialmente all'Assemblea entro fine ottobre. Ci saranno poi i tempi
necessari per il voto, ma per il diplomatico "è plausibile" che vi si
arrivi entro fine 2007. "Il nostro auspicio - ha detto l'ambasciatore -
è che si proceda rapidamente"."E' altamente improbabile - dicono
inoltre alla Farnesina - che qualche stato membro, dopo aver approvato
la decisione sulla presentazione della moratoria alla prossima sessione
- si metta improvvisamente a chiedere un rinvio. Quando il ministro
D'Alema e il collega francese Bernard Kouchner hanno parlato di inizio
assemblea a Lussemburgo nessuno ha battuto ciglio". Le affermazioni
della portavoce della Ferrero-Waldner, del resto, non hanno trovato
riscontro in altri settore della Commissione Europea. Nella direzione
generale guidata dal vicepresidente Franco Frattini, tuttavia, prevale
una certa prudenza, ricordando che trovare un numero sufficiente di
consensi in seno all'Alleanza potrebbe rivelarsi piuttosto complicato.
Per cui, se è attesa una presentazione rapida della moratoria, per il
reperimento dei consensi necessari i tempi potrebbero essere un po'
più
lunghi di quanto auspicato dall'Italia.

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22 giugno 2007

news 22 giugno

LA GIORNATA DELL' oRGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perchè, c'è¨ scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENO A nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF


LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIA Ha fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.

COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
IDEE PER LE VACANZEVuoi vivere una vacanza tra cultura montagna e sport insieme al tuo amore, ai tuoi amici, al tuo cane? A L’Aquila c’è una magnifica opportunità per fare tutto questo. Si affitta una casa indipendente composta da 2 camere, 4 posti letto max, 1 bagno, 1cucina, posto auto privato, biancheria. Posizione ideale per visite alla città , passeggiate nel verde, vicino centro sportivo. Prezzo settimanale: 400 € Prezzo mensile: 1.500. Per informazioni e contatti: Bruna Marcantonio 320.2214003 bruna.marcantonio@fastwebnet.it Bruna Marcantoniomob +393202214003http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
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LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.


«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com
BUENA VIDAGAYA CsF
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Data: Fri, 22 Jun 2007 12:10:26 +0100 (GMT+01:00) Da:
carla_liberatore@virgilio.it Oggetto: NEWS DEL 22 GIUGNO
Allegato in formato testo [ Controlla e salva sul pc ]
NOTIZIARIO GAYA CsFVENERDI’ 22 GIUGNO 2007
LA GIORNATA DELL’ORGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perché, c'è scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (
www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENOA nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF
LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIAHa fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.
COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
IDEE PER LE VACANZEVuoi vivere una vacanza tra cultura montagna e sport insieme al tuo amore, ai tuoi amici, al tuo cane? A L’Aquila c’è una magnifica opportunità per fare tutto questo. Si affitta una casa indipendente composta da 2 camere, 4 posti letto max, 1 bagno, 1cucina, posto auto privato, biancheria. Posizione ideale per visite alla città , passeggiate nel verde, vicino centro sportivo. Prezzo settimanale: 400 € Prezzo mensile: 1.500. Per informazioni e contatti: Bruna Marcantonio 320.2214003 bruna.marcantonio@fastwebnet.it Bruna Marcantoniomob +393202214003http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 - tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini
LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.

COMUNICATO STAMPA

«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com

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19 giugno 2007

Il Cassero festeggia i 25 anni

25 anni di lotta con classe è lo slogan scelto per festeggiare l'anniversario del Cassero. In 25 anni parecchie cose sono cambiate per le persone omosessuali, bisessuali e trans sia a Bologna che in tutto il resto d'Italia. Il cassero oltre ad essere sede locale Arcigay è anche sede nazionale del movimento di liberazione che partito negli anni '70, oggi è una realtà che coinvolge migliaia di persone e si rivolge a tutto il paese e opera negli ambiti più diversi. La strada da percorrere è ancora lunga, e il lavoro certamente non manca. Il Cassero celebra quindi quattro giorni di festa cominciando col passo giusto altri 25 anni di battaglie per una piena parità di diritti e di dignità. Con classe, perché un tratto distintivo di ironia, di irriverenza, di estro e di follia non debba mai mancare in tutte le sfide che vengono affrontate. E con gioia. Buona festa quindi dell'orgoglio omosessuale, bisessuale e trans. La mostra inaugura lunedi 25 giugno alle 18.30 e resterà aperta fino al 28 giugno. http://www.cassero.it/

Guarda il video dal nostro archivio sul trasloco del Cassero dalla sua sede storica alla Salara


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11 giugno 2007

news 11 giugno

PROCESSATI E CONDANNATI DUE RADICALI RUSSI PER IL GAY PRIDE DI MOSCA
Gay pride di Mosca: processati e condannati i due radicali russi Nikolaj Khramov e Nikolay
Alekseev per aver disobbedito alle disdal giudice "pretestuose". I due
russi parteciperanno al gay pride di Roma del prossimo 16 giugno 2007.
Venerdì 8 giugno la Giudice di pace della Circoscrizione n. 369 del
quartiere Tverskaja di Mosca, Tat'jana Neverova, ha riconosciuto
colpevole il rappresentante dei radicali russi Nikolaj Khramov per aver
co-promosso il Gay pride di Mosca del 27 maggio scorso. Il radicale
russo è stato condannato per 'disobbedienza alle pretese legittime
degli agenti di polizia' e al pagamento di una multa di mille rubli.
Stessa condanna per Nikolay Alekseev in analogo processo svoltosi ieri
sabato 9 giugno. Nikolay Khramov è uno dei sette organizzatori del Gay
pride di Mosca, che era stato vietato dal Sindaco. Per questo Marco
Cappato, deputato europeo radicale, insieme ad alcuni suoi colleghi
tedeschi e italiani, tra questi Vladimir Luxuria, si erano recati la
mattina di domenica 27 maggio davanti alla residenza del Sindaco di
Mosca per consegnare una petizione firmata da 50 deputati europei
contro la decisione del divieto. Mentre veniva distribuito il testo un
gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso che dava loro
la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti e poi a
picchiare i radicali, seguiti poco dopo dalla polizia che li ha pure
arrestati trattenendo i russi in cella per 24 ore. Durante il processo,
durato più di quattro ore, il tribunale ha interrogato in qualità di
testimoni i poliziotti Gogolev, Zhukov e il vice capo della polizia
S.
P. Medjanikov che hanno reso testimonianze contradditorie, dichiarando
che Khramov ha violato una legge amministrativa. Khramov è stato
quindi
accusato di "dire bugie allo scopo di sottrarsi alla responsabilità di
quanto accaduto"; il giudice non ha quindi dato credito alle
testimonianze rese al tribunale da giornalisti, osservatori
internazionali, deputati e funzionari del Parlamento europeo, tra gli
altri quelle di Marco Cappato e Ottavio Marzocchi, considerandole
'pretestuose'. La domanda di ricusazione del giudice, presentata
dall'Avvocato di Khramov, è stata respinta. Il giudice ha rifiutato di
allegare come prove le foto della 'France Press' dove erano documentate
le violenze contro i manifestanti. Dopo le due sentenze i radicali
russi hanno dichiarato: "Siamo pronti, se necessario, a rivolgerci alla
Corte europea per i diritti umani per dimostrare la nostra innocenza.
Il 16 giugno saremo a Roma, invitati dal Comitato organizzatore del Gay
Pride 2007".
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio 06-689791

NESSUN DOGMA
Parole di laicità . Convegno organizzato da Facciamo Breccia in
occasione del Pride GLBT 2007. Venerdì 15 giugno - dalle 14.30 alle
20,00 - presso la Casa delle Culture di Via S. Crisogono, 45 – Roma.
Già dal suo costituirsi, nell’autunno 2005, il coordinamento
Facciamo
Breccia ha messo a fuoco una duplice e urgente necessità : costruire
una
mobilitazione permanente su laicità e autodeterminazione ostenendo e
alimentando, al contempo, le pratiche di piazza con un percorso di
continuo approfondimento culturale. In occasione del Primo incontro
nazionale su laicità e autodeterminazione (Bologna 12-13 novembre
2005), avevamo cominciato a tematizzare in concetti le pratiche di vita
"non conformi" creando un vocabolario aperto come strumento di
resistenza e di lotta. Da quel primo appuntamento nazionale l’
esperienza della Breccia si è coniugata ad altre lotte, ha acquisito
nuovi strumenti e il desiderio di alimentare questo percorso di
conoscenza e di rivendicazione delle "nostre" parole si è mantenuto
vivo. D’altra parte, i continui attacchi oscurantisti che si
susseguono
da mesi, hanno reso urgente la messa a fuoco di alcune parole-chiave
con cui declinare la categoria di laicità nella vita quotidiana, nelle
esperienze, nei saperi e nelle lotte. Obiettivo è quello di
riappropriarci di un lessico che, a causa delle continue torsioni
ideologiche che subisce, rischia di perdere consistenza e forza. Questo
incontro non pretende di esaurire la complessità di questa tematica
quanto, piuttosto, mira a dotarci di strumenti linguistici necessari al
percorso di liberazione da ogni forma di monocultura confessionalista.
Programma: Saluto dei/le/l* portavoce del Pride 2007 ·
Autodeterminazione Lucilla Ciambotti, Coordinamento Lesbiche Romane ·
Chiesa Lidia Cirillo, Sinistra critica · Diritti e discriminazioni
Michele Grigolo, Istituto universitario europeo · Famiglie Daniela
Danna, sociologa · Informazione Angela Azzaro, giornalista di
Liberazione · Integralismi Collettivo Antagonismogay · Istruzione
Piero
Castello, Cobas scuola · Omofobia Paolo Pedote, scrittore · Vita
Elena
Del Grosso, Genetista Università di Bologna - Rete delle Donne di
Bologna · Welfare Graziella Bertozzo, Azione gay e lesbica - Facciamo
Breccia Coordina: Nicoletta Poidimani
E’ previsto un intervento dell’
UAAR
Info su www.facciamobreccia.org
COMUNICAZIONE RADICALI ROMA
FACCIAMO COPPIA IN-COMUNE! ASSEMBLEA PUBBLICA inerente alla proposta
popolare per istituire a Roma un registro delle Unioni Civili.
Organizzata dall’Associazione Radicali Roma e dalla Rosa nel Pugno.
ROMA,12 GIUGNO 2007 Ore 16.00, Sala Gonzaga, in via della Consolazione
4 Interverranno: Gianluca Quadrana (Capogruppo della Rosa nel Pugno al
Comune di Roma) Massimiliano Iervolino (Segretario dell’Associazione
Radicali Roma) Roberto Giulioli (Capogruppo Sinistra Democratica al
Comune di Roma) Gianluca Santilli (Presidente del consiglio VI°
Municipio, Margherita) Mario Staderini (Capogruppo della Rosa nel Pugno
al I° Municipio) Imma Battaglia (Presidente Di’Gay Project),
Francesco
Paoletti (Rappresentante Circolo Uaar Roma) Gianclaudio Morini
(Tesoriere dell’Associazione Radicali Roma). Inoltre saranno presenti
alcuni consiglieri comunali di Roma che hanno firmato la proposta di
delibera popolare. Durante l’incontro l’Associazione Radicali Roma
renderà pubblica l’iniziativa che ha intenzione di intraprendere in
occasione del Gay Pride nazionale del 16 Giugno per sostenere la
proposta di delibera popolare sulle Unioni Civili a Roma,
un’iniziativa
indirizzata direttamente al Sindaco Veltroni che coinvolge l’opinione
pubblica.
Per informazioni: www.radicaliroma.com Alessandra Pinna 339-
1582226
ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE: SCIOPERO DELLA FAME
Numerose adesioni allo sciopero della fame di Gino Antognetti
Gino
Antognetti, segretario dell'associazione radicale Ignazio Silone, torna
a impegnarsi nelle sue battaglie.
"Dopo 12 mesi esatti mi sento l’
obbligo morale e civile di impegnare le mie energie in un altro
sciopero della fame per dare una mano ai compagni, Pannella, Rita
Bernardini, ed altri 300 sostenitori affinché gli staff della Merkel e
di D’Alema si mettano concretamente a scrivere la Risoluzione sulla
Moratoria Universale della Pena di Morte da proporre alla prossima
assemblea dell’Onu. Non vorremmo ricevere la stessa fregatura del
2003
operata dallo staff del Ministro Frattini che fece decadere il tutto.
Questa volta con l’iniziativa di “Nessuno Tocchi Caino” più
della
maggioranza degli stati membri dell’Onu si sono detti pronti a
firmare,
ma sono passati molti giorni e la risoluzione ancora non è stata
scritta. Siamo preoccupati. Pertanto inizio il mio digiuno a partire
dalle ore 1 di venerdì 8 giugno fino alle 24 di sabato 9. Dedicherò
queste 24 ore alla sensibilizzazione in loco a questa iniziativa
politica straordinaria. Sia grazie a voi, mezzi di informazione, sia al
tradizionale uomo-sandwich". Numerose adesioni allo sciopero della fame
di Gino Antognetti contro la pena di morte: Stefania Pezzopane –
Presidente della Provincia de L’Aquila, Avv. Vincenzo Cipolletta
Segretario Giovani Socialisti ( la Federazione Aquilana dei Giovani
Socialisti offre il pieno e incondizionato appoggio alla iniziativa
radicale sulla moratoria della pena di morte), Enrico Verini –
Margherita, Vice segretario regionale; Stefano Frezza –R.C. ;
Fioravante Mancini – Idv, segreteria aquilana; Giulio Petrilli; Prof.
Romolo Continenza – Docente Facoltà Ingegneria de L’Aquila; Celso
Cioni
– assessore Urbanistica della Provincia, segretario DC; Alberto
Baiocchetti; Andrea Tarquini; Fabrizio Giustizieri, Giuseppe Fantasia.
CIALENTE CON ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE
L'Aquila, 9 giu. -
"Pieno sostegno e totale solidarieta' all'iniziativa di Gino
Antognetti, segretario dell'Associazione radicale Ignazio Silone, che
ha avviato uno sciopero della fame contro la pena di morte e in
sostegno dell'applicazione della mozione Onu che ne sollecita
l'abrogazione nei Paesi che ancora la praticano", sono stati espressi
dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. In una nota il sindaco
ricorda che "sono ancora molte, infatti, in varie parti del mondo, le
nazioni che ancora praticano l'applicazione di pene capitali,
offendendo e negando quel diritto alla vita che e' un valore
fondamentale della nostra societa' ". "Recentemente - aggiunge Cialente
- i rappresentanti di numerosi Paesi hanno marciato uniti, a Roma, fino
a piazza San Pietro, per gridare il proprio no alla pena di morte e
sollecitare il voto di una mozione in tal senso da parte delle Nazioni
unite. A fronte dell'impegno intrapreso dai Governi, tuttavia - precisa
Cialente -, non e' stata ancora redatta la Risoluzione sulla Moratoria
universale della pena capitale, da me peraltro firmata come
parlamentare, da proporre alla prossima assemblea dell'Onu. Il mio
pieno sostegno, come primo cittadino, a chi porta avanti questa
battaglia, e' dettato anche dalla considerazione oggettiva che la pena
di morte, laddove e' in vigore, non ha portato ad alcuna diminuzione
della criminalita' e dei reati per cui viene applicata, continuando
semplicemente ad alimentare la spirale di violenza e di dolore che e'
proprio alla base di quei comportamenti criminosi. L'iniziativa di Gino
Antognetti - conclude il sindaco dell'Aquila - serve dunque a
contribuire alla speranza di un mondo senza pene capitali, per uno
stato di diritto che tuteli davvero la vita in tutti i suoi aspetti".
POCHI STRONZI, MA POTENTI
Rivalutiamo lo Stronzo. La Semantica è una
Scienza inesatta, ma Precisa
Le dittature hanno due variabili:
intensità e ideologia
L'intensità considera efficacia del potere,
rapporto tra forza e consenso, grado di pluralismo, mobilitazione di
massa. L'ideologia invece l'atteggiamento sociale e i valori di fondo
della dittatura verso l'ordine politico-sociale esistente, il tipo di
rappresentanza di classe. E' in base all'intensità che si distingue
tra
autoritarismo, cesarismo, totalitarismo. Nell'autoritarismo
l'intensitÃ
del potere è scarsa, si fa uso del solo potere coercitivo poiché
instaurandosi in società tradizionali non necessita del coinvolgimento
delle masse. Lascia quindi una certa libertà e autonomia, non ha
l'esigenza di controllare tutti gli aspetti della società , rappresenta
il tentativo di alcune élite conservatrici di bloccare il processo di
modernizzazione, ma ci sono stati regimi che hanno tentato di favorire
la modernizzazione traghettando la società verso un nuovo ordine. Juan
Domingo Perón Sosa militare e presidente dell'Argentina è stato uno
dei
leaders più discussi anche per aver dato asilo e nascosto i nazisti in
fuga dai processi per crimini di guerra al termine della Seconda guerra
mondiale . Lo stronzo? Urge rivalutare Lo stronzo. Terapeutico per il
Paese che, allo stronzo, sia ridata dignità semantica, forza
espressiva, ricollocazione storica. Storia che va dalle origini
dell'uomo fino ai giorni nostri e futuri. Urge che il significato
lessicale dello stronzo si riappropri del suo potere umano, secolare.
Ma cos'è Lo stronzo? Qual'è il suo significato originario? Cosa
esprime? Lo stronzo originario ha la sua grande forza. Lo stronzo
attuale invece? Non ha materialità , odore, umore, sapore. E'
pulviscolare, impalpabile, immateriale, aereo: La forza dell'epiteto
stronzo neutralizzata, socializzata, quindi depotenziata l'offesa. La
fisiologia colloca Lo stronzo nella materia corporale: Lo stronzo è un
pezzo, più o meno grande, di merda, di escremento umano, o animale.
Quindi, Lo stronzo, ha grande forza, sicura materialità . Ha la sua
Grandeur, o la sua miseria. Dipende da chi lo produce, Lo stronzo, e
poi, lo depone. Lo stronzo, è patrimonio dello stitico come del
fecondo
produttore. E' è un prodotto universale. Ma soggetto, e strettamente
legato, alla sfera del mentale, della psiche. La parola stronzo è
realtà , esige massimo rispetto, considerazione scientifica, lessicale,
umana, sociale. Identità certa, appropriata finalità . Lo stronzo,
però,
negli ultimi anni è stato svalutato dal «modernizzarsi» del
linguaggio,
sottratta la potenza della forza espressiva del puteolente repulsivo,
dell'infettante, del nauseabondo. Lo stronzo è stato sterilizzato,
reso
etereo, inodore, ridotto a evanescente espressione immateriale, meta-
fisica, astratta. Chi ha privato, Lo stronzo, della sua potenza
semantica? Chi ha lo ha reso immateriale, inodore, acqua fresca? La
moda lessicale, la semantica rivisitata. «La modernizzazione del
linguaggio». Dall'esigenza «morale» del «disinvolto» spettacolare.
Esigenza di «minimalismo disinvolto» rivolto alle masse con
«l'eleganza
popolar-minimalista» del linguaggio. Esigenza ed imperio dettati
dall'«easy going», dall'«osare» linguaggi «nuovi», «moderni»,
«attuali», «del sociale», dell'adeguarsi alla «gente». Esigenza
imposta
dal linguaggio teatrale, cinematografico, letterario, mediatico,
giornalistico, televisivo. Insomma, sottoposto ad una sorta di terapia
celentanoide. E così, Lo stronzo, è stato evirato, castrato,
depotenziato della sua espressività immediata. Reso insignificante.
Un'ameba insomma. Un essere, un'entità , allo stato larvale. Quindi,
inoffensivo. Non più ingiurioso, offensivo, bensì «socializzato».
Privato dell'esigenza del riscatto, del duello all'ultimo sangue che
tutto ristabilisce, tutto lava, riequilibra e redime dall'offesa
subìta. E' ora di riappropriarsi del Potere, del peso specifico che
caratterizzava l'epiteto stronzo. Si dia dello stronzo a chi è
stronzo.
Cioè, un pezzo di merda. Un pezzo di merda con le prerogative della
materia di cui è composto. La merda. Quindi licenza di dare dello
stronzo a chi, e a quanti, si sono approfittati e continuano ad
approfittarsi del proprio potere, dal piccolo al grande. Potere dato
dalla collocazione nei suoi gangli. Collocazione che va
dall'istituzionale al burocratico, dal sociale al sindacale, dal
politico al commerciale, dall'economico al finanziario fino al Potere
editoriale. Dal Potere statale al militare, e, salendo o scendendo per
li rami, Potere e poterelli surrettiziamente ottenuti con il malaffare.
Potere e poterelli esercitati con l'inganno, il sopruso, la
sopraffazione. Potere e poterelli avocati a se' e tenuti ben saldi con
l'inflizione, mafiosa, della umiliazione da posizioni dominanti usate a
piene mani dal burocrate di Stato corrotto come dall'infedele servitore
dello Stato, fino alle consorterie politiche di parte, sull'inerme-
indifeso cittadino. Sul suddito. Lo schiavo. Sudditi e schiavi da
strumentalizzare, depotenziare con l'inflizione della disperazione,
impotenza, paralisi. Poi, mortuaria indifferenza, apatia,
rassegnazione. Quindi assuefazione, e conseguente crollo della
democrazia. Il suddito, lo schiavo, sulla cui pelle fare carriera.
Accumulare danaro, danaro estorto. Dispensare favori in cambio di
omertà . O infliggere, surretiziamente, punizioni oscure, mafiose. Il
suddito, lo schiavo su cui al primo insorgere di segnali - legittimi e
costituzionali - di protesta, di ribellione al Sistema, operare
mutilazioni, asservimento, paralisi. Potere non naturalmente dato,
quindi, dall'affermazione Meritocratica, che è Potere universalmente
riconosciuto, e naturalmente dato dal valore professionale. Alzi la
mano chi, proprio in questi giorni devastanti ed oscuri, non ravvisa
nella terribile sequenza dei fatti che contrappongono Istituzioni a
Istituzioni, Poteri dello Stato a Poteri dello Stato, Poteri finanziari
a Poteri economici, Poteri mediatici a Poteri politici, e viceversa,
l'urgenza di rivalutare il Potere del cittadino elettore di hiamare
eventi e protagonisti con il loro nome: Stronzi. Cosa sono, infatti, se
non pezzi di merda coloro nelle cui sporche mani è stato deposto il
Potere di intercettare, dossierare, schedare, violentare, danneggiare
migliaia di cittadini onesti ed inermi con il favore di Mamma Telecom?
I politici intercettati? Nessuna pietà : i Pio Pompa se li allevano in
seno, e li strapagano, in una partita di reciproca corruzione e
asservimento. In questo Paese è prassi normale spiarsi
trasversalmente,
non solo, ma all'interno stesso della consorteria di appartenenza. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro dalle cui mani è stato concesso, in
cambio di sporchi e disonesti guadagni, e di Poteri economico-
finanziario-politico, il Potere di intercettare, dossierare,
violentare, ricattare migliaia di cittadini onesti ed inermi con le
strumentazioni ed il favore di funzionari e sedi di Mamma Telecom? Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli burocratici di Stato per insabbiare, invalidare,
depotenziare, annullare, deviare denunce ed indagini sulle
intercettazioni illecite della banda degli spioni allevati e foraggiati
a suon di miliardi da Mamma Telecom-Pirelli? Tutto ciò, che è
l'aspetto
più grave ed indigeribile, destabilizzando popolo e istituzioni. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli di Stato per fare, e far fare, carriera negli Apparati
dello Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno
avocato a se', e tuttora coprono sotto l'ombrello di Stato, il fior
fiore dei Masnadieri di Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i
quali compiono le azioni più turpi, corrompono a destra e a manca ma
poi gridano al «Pericolo Peronista»? Peròn? Un galantuomo a
confronto
dei pochi, sempre gli stessi, Stronzi ma Potenti che ci ritroviamo tra
le balle. Succhiatori di sangue, cittadinanza, anima, patria.
Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm
LA DISCONTINUITA’ DELLE CURE SUI MINORI, COME
MALTRATTAMENTO
Lisa Permiani
Chi si occupa della gestione di servizi
per minori, ed in particolare per i minori con un provvedimento dell’
Autorità Giudiziaria, ha mai sentito parlare di discontinuità delle
cure come fattore di compromissione della qualità degli interventi
erogati, potenzialmente assai dannoso per chi di questi interventi
usufruisce? O di rispetto per chi, come psicologo o assistente sociale,
lavora (passando da un contratto di sei mesi all’altro) da anni in un
servizio con impegno e passione costanti? Ciò che è successo, in
modo
tanto plateale quanto silenzioso, in un servizio comunale per la tutela
dei minori della provincia di Milano, fa pensare di no. Un po’ di
cronistoria: un comune indice un bando di gara per la gestione di un
servizio tutela minori. Peccato che le lettere di invito alla
partecipazione al bando di gara vengano inviate alle cooperative
prescelte solo 15 giorni prima della data di scadenza del bando stesso.
Peccato anche che, tra queste cooperative selezionate da un’apposita
commissione di “esperti” tra i dipendenti comunali, alcune non
fossero
assolutamente competenti nella gestione di servizi per minori. Nulla da
meravigliarsi dunque se alla data di scadenza del bando, una sola
cooperativa ha mandato un progetto: aperta la busta, viene
immediatamente cestinata, perché il progetto risulta chiaramente al di
sotto dei criteri minimi richiesti. Scompiglio nella commissione: manca
una sola settimana alla scadenza dei contratti degli psicologi e degli
assistenti sociali, che fare? inutile dire che gli operatori in
questione rimangono all’oscuro di tutto ciò, salvo recuperare
informazioni attraverso voci di corridoio e “soffiate” dall’amica
che
lavora in comune e che telefona al collega sul cellulare riportando le
ultime novità emerse al tavolo tecnico… intanto, però, che fare?
Fissiamo o no il colloquio con la mamma di Jennifer la settimana
prossima? è il caso di iniziare il sostegno psicologico con Tommaso,
e
che senso diamo al progetto di affido per Carolina? Due giorni prima
della scadenza, colpo di scena: una delle esperte della commissione si
ricorda di una cooperativa che potrebbe risolvere il problema… ecco
quindi che esce dal cappello il nome di una nota associazione di
psicologi e psicoterapeuti specializzata in interventi psicologici
nell’
ambito dell’infanzia e dell’adolescenza. Una telefonata, ed è
fatta, il
progetto arriva. Pare perfetto, i funzionari comunali sono in
visibilio. Parte il rinnovo del contratto degli psicologi: stavolta per
15 giorni. La cooperativa deve valutare ciascun operatore prima di
inserirlo nell’organico, questo periodo servirà ad una reciproca
conoscenza, e ad un eventuale passaggio di casi, spiega il responsabile
dei servizi sociali. Ma, al termine dei quindici giorni, l’incarico
di
psicologi e assistenti sociali sarà rinnovato o no? Nessuna risposta,
tocca alla cooperativa decidere, il comune se ne lava le mani. Così
come non pare curarsi del fatto che, mentre la cooperativa
“valuta”, i
progetti sui minori rimangono in stallo, i colloqui rimandati a data da
destinarsi, le valutazioni richieste dal Tribunale sospese. Le
difficoltà delle famiglie, i sintomi dei bambini, i comportamenti
maltrattanti dei genitori sui figli, però, quelli no, non si
sospendono. Poco importa, pare, all’amministrazione comunale e tanto
meno al responsabile della cooperativa entrante (uno psicoterapeuta)
che con una telefonata comunica a psicologi e assistenti sociali che
alla scadenza del contratto, ovvero una settimana più tardi, il loro
incarico non sarà più rinnovato. Motivazioni? Chiede una delle
operatrici “liquidate”. “Mah, forse, insomma, sa, ci sono i
soci
della cooperativa, e poi forse dottoressa lei non si è impegnata
abbastanza…non lo so, guardi, è solo un’impressione…ma se vuole
ne
parliamo di persona”. L’operatrice accetta la proposta di un
colloquio
con il responsabile, per ricevere lumi sulle motivazioni della scelta.
Lascia più volte il numero di telefono alla segretaria della
cooperativa, in attesa di una chiamata che non arriverà mai. Negli
ultimi tre giorni utili, gli psicologi e gli assistenti sociali “in
scadenza” devono affrettarsi a comunicare ai bambini, ai loro
genitori, che “spiacenti, non potremo più seguirvi, sì, a partire
giÃ
da lunedì, no, non sappiamo chi verrà al nostro posto, né quando”
…Infatti nessun passaggio di casi è stato previsto, e gli utenti del
servizio sono lasciati nel buio, ad aspettare. Alcuni di loro,
esasperati, promettono che non ricominceranno da capo a raccontare la
loro vita a degli sconosciuti, quando lo hanno dovuto fare magari giÃ
due o tre volte nell’arco di un paio d’anni. In ogni caso, per
almeno
un mese nessuno glielo chiederà . Credo che una modalità di gestione
centrata solo sul rendiconto economico, o sul criterio della
minimizzazione del disagio (non però quello dei bambini, ma quello
degli operatori e funzionari comunali) che se ne infischia della
qualità del servizio, della continuità delle cure, del disagio di
minori per cui il tribunale ha richiesto degli interventi urgenti, non
sia accettabile, in un servizio la cui anima consiste nell’offrire,
su
mandato dell’autorità giudiziaria, una nuova chance a bambini
maltrattati e ai loro genitori. Credo anche che manovrare gli operatori
come pedine di un gioco di dama, dove l’amico, quello del tuo stesso
colore di “scuola”, elimina il non amico, ovvero quello
dell’”altra
scuola”, al di là di qualsiasi valutazione seria di competenze,
esperienze, titoli, sia un segnale di decadenza del sistema, che –
tra
l’altro - non fa onore a chi, funzionario comunale, o, peggio,
psicologo e psicoterapeuta di fama, di queste manovre è il
burattinaio.
FONTE Altrapsicologia.it
I FATTI DELLA SECOLARIZZAZIONE.
LE PAROLE
DELLA POLITICA.
CGIL Nazionale Settore Nuovi Diritti Fondazione
Critica Liberale. Presentazione del Terzo Rapporto sulla
secolarizzazione e la laicità in Italia 13 giugno 2007, ore 15,30
Centro Congressi Cavour, Roma, via Cavour 50/a Introduzione: La
secolarizzazione della società italiana, Silvia Sansonetti - Curatrice
del Rapporto sulla secolarizzazione del Settore Nuovi Diritti della
CGIL Nazionale e della Fondazione Critica Liberale. La politica per una
società che cambia Coordina: Enzo Marzo - Fondazione Critica
Liberale,
Presidente Natale D'Amico – Ulivo, Senatore, portaparola del gruppo
italiano dell'Internazionale liberale Franco Grillini – Sinistra
democratica, Deputato Franco Monaco – Margherita, Deputato,
firmatario
della "lettera dei 60" Maurizio Turco – Rosa nel Pugno, Deputato. La
società italiana fra secolarizzazione e laicità : Coordina: Maria
Gigliola Toniollo - CGIL Nazionale, Responsabile del Settore Nuovi
Diritti Gilberto Corbellini – ordinario di Storia della Medicina,
Univ. La Sapienza Roma Ettore Masina - giornalista e scrittore,
firmatario dell'appello alla Cei sul problema delle coppie di fatto
Paolo Naso - direttore di "Protestantesimo " Rai2 Ines Valanzuolo - il
paese delle donne Conclusioni Morena Piccinini - Segreteria
confederale CGIL
L’ALTRO MARTEDI
RADIO POPOLARE
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu. Martedì 12 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Luca Bianchini autore del
romanzo Se domani farà bel tempo Mondadori Editore e Elisa Arfini
autrice del saggio Scrivere il sesso Retoriche e narrative della
transessualità Meltemi editore. Radio Popolare FM 107.600 streaming
su
www.radiopopolare.it Email:
omomail@radiopopolare.it

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04 giugno 2007

news 4 giugno

APRIAMO UN CONFRONTO TRA DONNE
In quest'ultimo periodo
stanno accadendo fatti che ci hanno spinte a fare alcune riflessioni in
quanto donne. A Padova l'ordinanza di Zanonato contro la prostituzione
ha fatto tornare alla ribalta discorsi vecchi e triti sulla morale, il
senso del pudore, l'uso dei corpi delle donne. A livello nazionale il
Family Day e la Conferenza nazionale sulla famiglia ci riportano
indietro di decenni rispetto al ruolo delle donne nella società e
nella famiglia. È la prosecuzione coerente degli attacchi degli ultimi
anni alla nostra libertà e autodeterminazione, il cui esempio peggiore
è stata la legge 40 sulla procreazione assistita, in occasione della
quale non pochi sono stati i tentativi di minacciare il diritto all'
aborto, conquistato con anni di lotte. È una prosecuzione coerente
nonostante il governo all'epoca fosse di destra, perché purtroppo
sembra che, rispetto a certe tematiche, non siano più così grandi le
differenze tra la destra e la sinistra, soprattutto quella cattolica.
Una certa sinistra si sta appunto sempre più prostrando ai piedi della
Chiesa, che sembra ormai riesca a fare il bello e il brutto tempo in un
mondo politico che dovrebbe essere laico. Il potere del Vaticano ha in
effetti un ruolo fondamentale in tutto quello che sta accadendo, ma
sembra che molti non se ne accorgano o si rifiutino di ammetterlo. Quel
potere però non esiste di per sé, ma proprio perché le istituzioni lo
permettono, perché rinunciano vergognosamente al loro ruolo
costituzionale, che è quello di operare indipendentemente e laicamente.
In tutto ciò forse nemmeno le donne si accorgono che la loro libertà è
minacciata: i discorsi sulla famiglia e i suoi diritti implicano, ormai
apertamente, la centralità del ruolo di cura, che continua ad essere
visto come tipicamente femminile; le dichiarazioni sulla vita e i
diritti dell'embrione sottintendono la limitazione della salute della
madre e così via. Pensiamo che le donne debbano avere un ruolo centrale
nel contrastare tali derive della politica (istituzionale e non), ma
vorremmo capire quale ruolo. Cosa vogliamo? Quali sono le nostre
priorità nell'agenda politica cittadina
e nazionale? Per rispondere a queste domande, per trovarne altre, per vederci in faccia e
confrontarci, invitiamo ad una discussione collettiva le donne delle
varie realtà padovane e tutte coloro che sentano come noi la necessità
di approfondire questi temi. Incontriamoci LUNEDÌ 4 GIUGNO alle 21
nella Sala ex Dazio in Riviera Paleocapa 98 . Circolo Lesbico
Drasticamente


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Percorsi di arte gay
SCRIVERE GAY
Serata letteraria e performance artistiche
Il 4 Giugno,
a partire dalle ore 18.00, presso Caffè Letterario a Roma, in via
Ostiense 83/95, verranno presentati i libri editi da Il Dito e La Luna
"Noi e gli altri. Riflessioni sullo scrivere gay" di Francesco Gnerre e
Gian Pietro Leonardi e "AntoloGaia. Sesso genere cultura degli anni '
70" di Porpora Marcasciano. L'incontro è promosso dal Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma nell'ambito della
programmazione del RomaPride 2007. Per info, visita il sito www.
romapride.it . Vi aspettiamo con tantissime novità. Il Dito e La Luna
casella postale 10223 -20110 Milano.. Tel. 02.66.91.211 Fax
02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com. Per ordini e comunicazioni:
dluna@iol.it per info e per iscriversi alla nostra newsletter:
info@ilditoelaluna.com - Programma: NOI E GLI ALTRI. Riflessioni sullo
scrivere gay di Francesco Gnerre e Gian Pietro Leonardi, ed. Il dito e
la luna. Quanto ha contribuito la letteratura degli ultimi anni al
processo rivendicativo e di acquisizione di dignità delle persone gay e
lesbiche. Quanto è importante il vissuto di uno scrittore nella lettura
della sua opera. Come e perché si può parlare di una "via italiana"
alla rappresentazione gay. E infine: viviamo davvero in una dimensione
culturale "post-gay"? Di questi temi e del senso della scrittura
letteraria gli autori discutono con gli scrittori contemporanei che in
vari modi si sono confrontati con l'immaginazione e con la realtà gay.
Insieme agli autori interverranno Matteo B. Bianchi, Ivan Cotroneo,
Tommaso Giartosio, Raul Mordenti. ANTOLOGAIA. Sesso Genere Cultura
degli anni 70 di Porpora Marcasciano, ed. Il dito e la luna. C'era una
volta in Italia, come in tante altre parti del mondo, una realtà un po'
diversa da quella che conosciamo o immaginiamo oggi, una realtà in cui
trans, gay, lesbiche, donne, e non solo, rivoluzionavano la propria
vita e di riflesso quella del mondo. Era una scena ancora tutta da
inventare, prima che altri la inventassero per noi: bisognava dare
senso, forma e soprattutto sostanza alla nostra liberazione. Non
conoscevamo il futuro ma ci piaceva immaginarlo e di fantasia ne
avevamo tanta! Insieme all'autrice interverrà Andrea Pini. Performance
teatrale di Ciro Cascina. Proiezione del film documentario Gay camping
di S. Elpidio del 1982, prodotto per la RAI e mai trasmesso. Esclusiva
nazionale! Installazione fotografica Un uomo muore quando smette di
pensare di Luciano Parisi e Marco Tarascio.. Paolo Bielli e Marco
Tarascio esporranno quadri in tela per la settimana del Pride.
Introduzione musicale a cura di Frisco Saund Band. Allestimenti a cura
di Walter Lancellotti. Dove: dalle 18,00 presso Caffè Letterario, via
Ostiense nn. 83/95


COMUNICAZIONE CSU L'AQUILA
TourGayBikers sui monti dell'Aquila
Ogni anno, l'ECMC Bike Run è l'appuntamento più
importante per gli appassionati di moto e i bikers di tutta Europa. I
partecipanti da tutti i paesi europei hanno così modo di incontrarsi
per dei bellissimi giri in moto, per conoscersi, stare in contatto o
semplicemente divertirsi assieme. Quest'anno l'ECMC Bike Run sarà in
Italia, in Abruzzo. Centinaia di partecipanti si incontreranno per una
settimana assieme, che terminerà a Roma, proprio durante gli eventi del
Gay Pride. Programma Martedi 5 giugno 2007 dalle 15,00: · Registrazione
degli arrivi presso l'hotel Fiordigigli di Assergi (L'Aquila) e
sistemazione nelle camere · Relax e cena presso l'hotel · Presentazione
dello staff, dei tour e di tutto quello che dovrete sapere Mercoledi 6
giugno 2007
dalle 9,00: · Colazione e partenza per i giri in moto ·
Ritorno in hotel nel pomeriggio · Cena in albergo Giovedi 7 giugno 2007
dalle 9,00: · Colazione e partenza per i giri
· Ritorno in hotel nel
pomeriggio alle 19,00: · Trasferimento in navetta a Rocca Calascio, per
la cena e cruising nella Rocca dalle 24,00: · Ritorno in albergo
Venerdi 8 giugno 2007 dalle 9,00: · Colazione e partenza per i giri ·
Arrivo a Roma nel tardo pomeriggio · Sistemazione e cena presso il
ristorante Summo Gaudio · Serata al Cruising Leather Bar Sphinx Sabato
9 giugno 2007 · Colazione in Albergo · Cena e serata Mr Leatherman
Italia (con eventuale servizio di trasferimento dall'albergo al locale)
alle ore 23,00: BIKERNIGHT al QUBE Via di Portonaccio 212 · Ospiti Mr
Leatherman Italy, Mr Rubber Italy e Mr Euro Rubber · Guest dj ospite da
Londra, Jack Chang · Special performance The Gay Gordons, danzatori
scozzesi, ovviamente in kilt · Durante la serata sarà inoltre eletto Mr
Leatherman 2007 Domenica 10 giugno 2007 · Colazione in albergo · Saluti
e partenza per il ritorno . Per maggiori info
www.bikerun2007.eu



COMUNICATO STAMPA
IL MINISTRO ALFONSO PECORARO SCANIO ADERISCE AL
ROMAPRIDE2007
Il Ministro dell' Ambiente e Tutela del Territorio e del
Mare, On. Alfonso Pecoraro Scanio, ha inviato la sua adesione ufficiale
alla Manifestazione Nazionale Unitaria RomaPride 2007. "Ci rallegriamo
per l'adesione del ministro Pecoraro Scanio" commenta Rossana Praitano,
Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli "da sempre
vicino alle istanze del movimento lgbt. Gli rinnoviamo l'invito a
presenziare alla manifestazione di sabato 16 giugno". Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana Praitano – Presidente Portavoce
Nazionale RomaPride 2007
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
IL MINISTRO FABIO MUSSI ADERISCE AL ROMA PRIDE
2007
Il Ministro dell' Università e della Ricerca, On. Fabio Mussi, ha
inviato la sua adesione ufficiale alla Manifestazione Nazionale
Unitaria RomaPride 2007. Queste le sue parole: "... Non possiamo far
passare sotto silenzio la rinascente fobia verso gli omosessuali. Per
questo vorremmo vedere più rispetto per il lavoro, per le persone in
carne ed ossa, per le differenze di etnia, di cultura, di religione, di
sesso, per la libera coscienza degli individui". "Ringraziamo il
Ministro Mussi per la sua adesione alla nostra Manifestazione" afferma
Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli "le sue parole sono le nostre e rappresentano a pieno il nostro
desiderio e la nostra richiesta di parità, dignità e laicità". Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana Praitano - Presidente
Portavoce Nazionale RomaPride 2007
Andrea Berardicurti
Segreteria
Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
IL MINISTRO PAOLO FERRERO ADERISCE AL
ROMAPRIDE2007
Il Ministro per la Solidarietà Sociale, On. Paolo
Ferrero, ha inviato la sua adesione ufficiale alla Manifestazione
Nazionale Unitaria RomaPride 2007. "Siamo felicissimi per questa prima
adesione di un Ministro della Repubblica alla nostra manifestazione",
commenta Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli e una dei Portavoce nazionali del RomaPride
2007. "Ci auguriamo che altri Ministri seguano il suo esempio, perchè
l'adesione alla nostra Manifestazione significa riconoscerne il
contenuto libertario, contro ogni pregiudizio e ogni discriminazione,
per un'Italia dove tutti/e hanno pari dignità, pari cittadinanza e pari
diritti". Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana Praitano –
Presidente Portavoce Nazionale RomaPride 2007
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax
065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
GAY PRIDE: ADERISCE FAUSTO
BERTINOTTI
Apprendiamo con gioia e grande soddisfazione l'adesione
ufficiale del Presidente della Camera Fausto Bertinotti al Gay Pride
del 16 Giugno. "Questa adesione riveste per noi particolare importanza
in quanto c'è il riconoscimento implicito del valore politico e sociale
del Pride" afferma Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli e Portavoce Nazionale del Pride, "che
quest'anno riassume la voglia di democrazia, pluralismo e
autodeterminazione nello slogan "Parità, Dignità, Laicità". Grazie,
Presidente Bertinotti! Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli Portavoce Nazionale della Manifestazione Roma
Pride 2007
347/7708439
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
VOLONTE' NON VEDE, NON SENTE MA PARLA
L' onorevole
Volontè non vede, non sente ma parla, di conseguenza stradice. Il
capogruppo UDC alla Camera ha espresso le sue opinioni sui disordini di
Mosca, che hanno avuto come vittime degli attivisti gay russi e dei
parlamentari europei. Tali opinioni, pubblicate su Italia Oggi,
indicano come Volontè, pur di dimostrare la sua insofferenza verso le
persone omosessuali e transessuali ovunque sparse nel mondo, interpreta
un episodio incivile ed antidemocratico come una sciocchezzuola
capitata a un "gruppuscolo di libertini" che se la sono cercata. E'
evidente che l'onorevole non ha visto le violente immagini che hanno
fatto il giro del mondo; è chiaro che il parlamentare non sente
indignazione, dando per scontati che ci siano "metodi maschi della
polizia moscovita" e "qualche rigidità e pericolo democratico in
Russia"; è palese che l'onorevole dell'UDC non sa che il gruppetto di
facinorosi suoi colleghi non era andato a Mosca per sobillare una
manifestazione non autorizzata, ma per consegnare al Sindaco della
città una lettera per sollecitarlo a rivedere il suo divieto al Gay
Pride.
Un atto politico di sensibilizzazione dinanzi ad una decisione
contro la libertà di espressione e di manifestare pubblicamente, che
evidentemente Volontè trova stravagante. La conseguenza è che
l'onorevole parla senza sensibilità e prende lucciole per lanterne. Se
egli seguisse l'esempio di tutte e tre le scimmiette, anzichè di due
soltanto, dimostrerebbe quantomeno una pari capacità di analisi, e
comunque una scarsa saggezza. Rossana Praitano Presidente del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli Portavoce Manifestazione Nazionale
Roma Pride 2007
348/7708439


COMUNICATO STAMPA
EVENTI
ROMAPRIDE2007
In attesa della grande parata di sabato 16 giugno che
vedrà sfilare nel cuore di Roma centinaia di migliaia di persone in
nome della Parità della Dignità e della Laicità il programma degli
eventi culturali del Romapride2007 è ricco di iniziative che spaziano
dall'arte alla letteratura e che comprendono appuntamenti sportivi,
cinematografici, convegni e dibattiti. Qui di seguito gli appuntamenti
3 giugno Convegno/La storia che non c'era - Il movimento delle lesbiche
in Italia – III giornata Intervengono per la sessione comunicazione:
Lilia Mulas (Babilonia: la parola viola), Giovanna Olivieri (Memoria
irregolare. 1981-2001 Vent'anni di Bollettina del CLI), Monia Dragone e
Barbara Romarri (From the fool to the world. Towanda: appunti lesbici),
Carmela Casole (Web, lo schermo lesbico). Intervengono per la sessione
teorica: Helen Ibry (Percorsi di legittimazione e affermazione del
desiderio lesbico), Nerina Milletti (Con divisioni: spostamenti
semantici e politici del termine "lesbica"). Dove: dalle 10 presso la
Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19, Roma. Info: www.
arcilesbica.it - 4 giugno Evento/Percorsi di arte gay – Scrivere Gay
Serata letteraria e performance artistiche, organizzata dal Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli e la casa editrice Il dito e la luna.
Intervengono: Francesco Gnerre e Porpora Marcasciano che ci presentano,
accompagnati da amici scrittori e lettori, i loro ultimi lavori. E poi
ancora: performance teatrale con il bravissimo Ciro Cascina, le
fotografie di Luciano Parisi, le tele di Paolo Bielli e Marco Tarascio.
Infine, un film documentario sui mitici gay camping degli anni 70/80
mai trasmesso in tv, nonostante la produzione targata Rai. Sarà
presente Carlotta, madrina dei Percorsi di arte gay. Dove: dalle 18
presso Caffè Letterario, via Ostiense 83/95, Roma 5 giugno
Evento/Percorsi di arte gay – Baciami come un angelo e toccheremo il
cielo L'Associazione Culturale Utopia e il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli presentano la collettiva "Baciami come un
angelo e toccheremo il cielo", mostra di pittura e performance d'arte.
Espongono: Valeria Patrizi, Salvatore Previti, Francisco Córdoba Dove:
inaugurazione alle 18. La mostra prosegue fino al 15 giugno, dalle 15
alle 20, presso lo spazio espositivo dell'Associazione Culturale
Utopia, in via degli Zingari 39, Roma. Info: 064743286.
Motociclisti/Bikerun 2007 Partecipazione del gruppo di motociclisti al
RomaPride: tour per l'Abruzzo. Info:
www.bikerun2007.eu/booking/

Nightlife/Festa sui generis Djset: Evacontroeva e le altre.
Electroliveset: jallyfish wake e spettacolo. Drag king Eyes wild drag e
vidoproiezioni: paconazim. Dove: dalle 22 presso la Città universitaria
(La Sapienza), entrata da Piazzale Aldo Moro.
Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
06/5413985 – fax 06/5413971
info@mariomieli.org


COMUNICAZIONE OPEN MIND CATANIA
DOCUMENTO POLITICO
CATANIA PRIDE
2007
Il 7 luglio, lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e transgender
manifesteranno la propria dignità e la legittima richiesta di essere
pienamente cittadin* di questa Repubblica attraverso l'evento del Pride
LGBT cittadino. Viviamo una fase drammatica della storia di questo
Paese, segnata dalla volontà di dividere, contrapporre e lacerare. Le
persone LGBT pagano un prezzo altissimo all'indifferenza della politica
di fronte all'ingerenza violenta delle gerarchie vaticane nella vita
del Paese: subiamo ogni giorno insulti, minacce, violenze,
intimidazioni, senza che nessuno intervenga a difendere il nostro
diritto di esistenza. La Repubblica ci chiede di essere cittadin*
attraverso i doveri che ci assumiamo. MA QUALI SONO I DIRITTI CHE
VOGLIAMO? Vogliamo poter camminare per le strade, tenendo per mano la
persona che amiamo, senza subire offese e aggressioni. Vogliamo vedere
riconosciute le nostre coppie. Vogliamo vedere riconosciuti i nostri
progetti di vita. Vogliamo non essere discriminati nei luoghi di
lavoro, nelle scuole, nelle famiglie, nella vita di tutti i giorni.
Questi sono diritti che la Costituzione ci assegna attraverso il
principio di eguaglianza, ma che noi vediamo ogni giorno negati e
calpestati. In questo Paese può accadere che l'assessore della regione
Lombardia, Pier Gianni Prosperini di AN proponga la messa a morte per
garrota degli omosessuali, senza che le istituzioni lo costringano alle
dimissioni. Esiste la possibilità di rettificare dichiarazioni
pubbliche che incitano alla violenza e all'assassinio? Nel colpevole
silenzio e nell'ambigua complicità della politica, la Chiesa, che parla
tanto di pietas cristiana, di carità, di fratellanza, non spende
nemmeno una parola per condannare duramente chi si rende autore di
violenze e discriminazioni ai danni degli omosessuali e transessuali. E
come potrebbe dato che quotidianamente è la Chiesa stessa, attraverso
la sua gerarchia, a fomentare l'odio e a legittimare la violenza contro
omosessuali e transessuali. È COLPEVOLE quando equipara l'
omosessualità alla pedofilia e all'incesto. È COLPEVOLE quando afferma
che l'amore omosessuale è un "amore debole". È COLPEVOLE quando afferma
che "la violenza è cugina della trasgressione" (come ha sottolineato il
vescovo di Bologna monsignor Vecchi in occasione del pestaggio di un
ragazzo gay). Additati dalla Chiesa o dal politico di turno come
"degenerati", oppure lasciati soli in famiglie spesso sorde alla loro
solitudine, in scuole segnate da ignoranza, disinformazione, incapacità
di aiutare, quanti vengono umiliati o, peggio, "suicidati" da un odio
troppo grande per essere sopportato?
Spesso viene nascosta la reale
motivazione di tali suicidi, che non avvengono per "troppa sensibilità"
o chissà per quale forma di debolezza: avvengono perché si è privati
del diritto di essere se stessi. Suicidi senza perché, nascosti dal
silenzio in un Paese in cui troppo spesso non si può vivere da
omosessuali e nemmeno morire come tali. CHI RISPONDE DI QUESTE VITE E
DI QUESTE MORTI? Condanniamo il metodo politico e di comunicazione di
coloro che affermano il loro pensiero per esprimere disprezzo. Il
"Family day" è stato un esempio eclatante di intolleranza: una poderosa
manifestazione CONTRO: contro una società attraversata da infinite
modalità; contro ogni tipo di diversità; contro i tanti e legittimi
modi di vivere di chi, omosessuale, eterosessuale, bisessuale,
transessuale, sceglie di dare alla propria affettività una dimensione
che oramai in tutta l'Unione europea viene ampiamente riconosciuta. Il
"Family day", così come la conferenza ministeriale sulla famiglia che
si è tenuta a Firenze, non è stata una manifestazione per la "famiglia"
ma contro le "famiglie", oramai suscettibili di realizzarsi e
consolidarsi in modalità differenti, ma sempre basate su vincoli di
amore e di reciproco sostegno morale e materiale. Noi da questa
intolleranza vogliamo distinguerci: non faremo un Pride contro; faremo
un Pride per! Il 7 luglio, dunque, a Catania, chiederemo a questa
democrazia i nostri diritti. Li chiediamo perché la Costituzione è
quotidianamente violata dalla negazione dei diritti di eguaglianza tra
le persone di qualunque genere, orientamento o pensiero politico e
religioso. Li chiediamo perché crediamo con convinzione che la
battaglia delle persone LGBT sia un passaggio fondamentale per l'
autentica realizzazione della democrazia in questo Paese. La battaglia
per i nostri diritti è una battaglia PER i diritti di TUTT*! Con la
serenità di chi sa di agire secondo giustizia e per la vera ed
autentica libertà di tutt*. Con l'amarezza di chi ha visto troppe vite
annientate nel silenzio e nella paura. Con la forza di chi crede
fermamente nel rispetto dei principi della convivenza e dei
fondamentali diritti degli uomini e delle donne. CHIEDIAMO LOTTA ALLE
DISCRIMINAZIONI Attraverso un deciso impegno da parte delle
istituzioni, dei partiti, della società civile perché venga intrapreso
un percorso culturale di contrasto all'omofobia, transfobia e a
qualunque forma di discriminazione, come richiesto dalla Risoluzione
del Parlamento europeo del gennaio del 2006. Ma, soprattutto,
attraverso una legge contro le discriminazioni motivate dall'
orientamento sessuale e dall'identità di genere, che rimuova gli
ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l'effettiva
uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo
pieno e sostanziale le Direttive europee 207 del 1976 e 78 del 2000.
In
modo più articolato chiediamo:
v l'estensione della legge Mancino all'
orientamento sessuale e all'identità di genere;
v l'applicazione della
direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli
uomini e le donne anche alle persone che transizionano da un genere all'
altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile
1996;
v la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 "Attuazione
della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di
occupazione e di condizioni di lavoro;
v il recepimento della direttiva
europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento de* cittadin* europe* in
modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e
lesbiche;
v l'applicazione della direttiva europea 85 del 2005 sullo
status di rifugiato anche a gay, lesbiche, bisessuali e transgender
perseguitat* nei loro paesi;
v l'abolizione della legge 40;
v la
revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per
consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di
genere senza l'obbligo di interventi chirurgici;
v la gratuità delle
terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema
dell'intersessualismo;
v la fine degli interventi coatti su bambini/e
intersessuali.
Chiediamo inoltre che vengano pianificate azioni
positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico e le
discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di
sensibilizzazione, buone pratiche. L'Italia assuma un ruolo propositivo
per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la pace, per l'
abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di
omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di
Paesi. EGUAGLIANZA GIURIDICA Le persone LGBT sono portatrici di pari
dignità e questo deve tradursi in un riconoscimento giuridico e
legislativo di pari diritti nel rispetto della Dichiarazione universale
dei diritti umani, della Costituzione italiana, della Carta dei Diritti
fondamentali dell'Unione europea. La piena eguaglianza giuridica non
può realizzarsi se non attraverso una legge che estenda il matrimonio
civile alle coppie omosessuali. Tuttavia, insieme all'estensione del
matrimonio civile, per chi intenda accedervi, chiediamo una legge che
preveda e regoli le differenti possibili forme di relazione familiare
anche al di fuori dell'ipotesi massimalista del matrimonio. Chiediamo
inoltre che venga correttamente e serenamente avviato un dibattito
sulla capacità genitoriale delle coppie omosessuali, che possa tradursi
in una legge apposita. LAICITÀ DELLO STATO Riteniamo imprescindibile
che venga riaffermata una volta per tutte, e in modo chiaro, coerente e
concreto, che lo Stato è, e deve assolutamente essere, indipendente da
qualunque condizionamento di natura confessionale. Denunciamo il
crescente e inaccettabile atteggiamento di ingerenza da parte delle
gerarchie vaticane. Rivendichiamo il diritto a vivere in uno Stato
degno della cultura e del pensiero giuridico, politico e filosofico
dell'Europa: uno Stato che sia spazio etico di tutt*, in cui la libertà
religiosa sia garantita, ma rappresenti una dimensione privata e non
suscettibile di condizionare le scelte del parlamento e del governo.
Chiediamo allo Stato di parlare a* cittadin* e non ai soli credenti!
Chiediamo allo Stato di sapere dire di NO alle pretese invasive di una
Chiesa sempre più politica e sempre meno spirituale. AUTODETERMINAZIONE
Riaffermiamo l'insopprimibile esigenza di autodeterminazione in campo
affettivo, sessuale e sentimentale. Perché si realizzi il diritto
primario di ogni individuo ad essere artefice del proprio destino e a
contribuire alla realizzazione della propria felicità, nel rispetto
della libertà, della dignità e della felicità di tutt*. Lotta alle
discriminazioni Uguaglianza giuridica
Laicità dello Stato
Autodeterminazione Sono questi i quattro pilastri della nostra
battaglia politica per la piena e autentica realizzazione del diritto
ad essere cittadin* di questa Repubblica: cittadin* nei doveri, e nei
DIRITTI! Open Mind GLBT Catania – Comitato provinciale Arcigay Catania
– Gruppo Pegaso – Agedo Catania


COMUNICAZIONE KAIROS FIRENZE
28
GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L'OMOFOBIA
Il 28 giugno 2007, in
diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le
vittime dell'omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale
contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs
di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri
gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal
grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da
molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa
cattolica "ufficiale" sono praticamente invisibili, ma non si
nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per
quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di
comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da
Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri
centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi,
quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di "Fede e
omosessualità", un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi
continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a
confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E' stata scelta la
data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è
una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E' il giorno
in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969,
un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della
polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in
Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza
fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti
omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna
alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay
subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano
in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non
una, ma tante veglie in alcune città italiane per ricordare e pregare
per le vittime dell'omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra
sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza.
Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di
credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e
non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento di
TESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera
recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di
visibilità fine a sé stessa ma vuol'essere una "Liturgia della Parola"
in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di
importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può
più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite
spezzate e oltraggiate dall'ordinaria omofobia, è nato un sito che
raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita
consultabili all'indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm Per
maggiori informazioni: info@kairosfirenze.it



FIRENZE: VARATA DALLA
GIUNTA PER ESTENDERE IL DIRITTO AL LAVORO
Una carta prepagata contro
le discriminazioni di genere
Iniziativa mirata per transessuali e
trasgender contro disoccupazione e disagio Parte da Pistoia la
sperimentazione nell'ambito dell'Individual learning account FIRENZE
: "Un intervento che punta, grazie a risorse aggiuntive, finanziate
grazie al Fondo sociale europeo, ad estendere le opportunità di
occupazione a quante più persone possibile e, in particolare, a
transessuali e transgender che hanno grandi difficoltà a trovare o a
ritrovare un lavoro". Così l'assessore all'istruzione, formazione e
lavoro commenta la delibera con cui la giunta regionale, nella sua
ultima seduta, ha stanziato, 150 mila euro per estendere alle persone
transessuali e transgender la sperimentazione già avviata con ILA
(Individual learning account), la carta prepagata destinata alle fasce
deboli del mercato del lavoro. "Per ora – afferma l'assessore all'
istruzione, formazione e lavoro - sperimenteremo questa nuova
estensione della carta appoggiandoci al centro per l'impiego di
Pistoia, provincia già interessata dalla positiva esperienza di ILA. Ci
riserviamo, se avrà successo, di riproporla su scala più vasta,
convinti che costituisca un arricchimento delle politiche per l'
occupazione, anche in termini di risorse, proprio perché indirizzato in
maniera mirata su una fascia di popolazione a forte rischio
disoccupazione. Già da ora, comunque, tutti i residenti in Toscana
potranno accedervi".Lo strumento della carta prepagata servirà a
rendere più flessibili e adattabili ai bisogni individuali i percorsi
formativi di coloro che hanno sofferto o sono in cura per disturbi di
indentità di genere e che non lavorano, o che lavorano ma incontrando
grandi difficoltà e con contratti spesso atipici e precari. "A chi
invoca misure per l'occupazione per tutti i cittadini toscani, questa
dovrebbe suonare come una iniziativa di civiltà, diretta, appunto, a
questi concittadini, che sono uomini e donne toscani e che si pensa di
sottrarre, in questo modo, alla precarietà o, peggio, alla strada".
"Destinatari di questo provvedimento spiega anche l'assessore all'
attuazione dello Statuto - sono persone con un disturbo dell'identità
di genere accertato clinicamente, che crea loro pesanti difficoltà e li
mette a fortissimo rischio di esclusione sociale, specie nella delicata
fase di passaggio da un sesso all'altro, in cui non sempre c'è,
purtroppo, il sostegno della famiglia di origine ed il rischio di
cadere nella prostituzione è alto. Siamo intervenuti proprio su questo
disagio sociale, dando a queste ragazze ed a questi ragazzi opportunità
di ricrearsi una propria professionalità nel mondo del lavoro. In quest'
ottica l'assessorato alle riforme istituzionali è fortemente impegnato
ed ha attivato una task force per combattere discriminazioni di gay,
lesbiche e transessuali, e in generale per costruire una Toscana dei
diritti e delle pari opportunità per tutti e tutte". Grazie alla carta
prepagata ciascun titolare avrà a disposizione 2500 euro, da spendere
in due anni ed erogate in tranche da 500 euro l'una), che gli
consentiranno di partecipare ad attività formative che ciascuno sarà
libero di scegliere, con l'ausilio di tutor, in modo mirato, secondo il
proprio personale progetto. Con il provvedimento vengono stanziati 150
mila euro a favore della Provincia di Pistoia, che gestirà le azioni
legate all'ILA attraverso i centri per l'impiego. Tutte le attività
formative sono ammesse, purchè abbiano carattere strettamente
personalizzato e rilascino un certificato finale in regola con le norme
stabilite dalla Regione. Fondamentale il ruolo dei Centri per l'
impiego: è attraverso il centro che vengono reclutati i titolari di
carta prepagata ed è con il personale del centro che ciascun titolare
dovrà costruire il proprio percorso. I beneficiari sono, come si è
detto, le persone transessuali o transgender residenti nel territorio
regionale, in possesso di idonea certificazione medica, rilasciata dai
centri di riferimento individuati dal servizio sanitario regionale.
FONTE Regione Toscana
IVIATO DA Alessio De Giorgi


RUSSI INGRATI
di
Massimo Consoli

Gli utili idioti che sabato 26 maggio, si sono
permessi di aggredire delle persone che sono andate a Mosca per
affermare e difendere i diritti fondamentali di gay, lesbiche e trans
russi, devono sapere che, non fosse stato proprio per quegli stessi
gay, lesbiche e trans che nell'agosto del 1991 sono stati quasi unici
nel difendere la democrazia nell'ex-Unione Sovietica, loro, oggi,
continuerebbero a vivere sotto un regime ferocemente dittatoriale che
non gli permetterebbe nemmeno di esporre quelle icone con le quali
cercano pubblicamente giustificazione alla loro inutilita'. Ho
affrontato piu' di una volta questo argomento, spiegando come Eltsin
sia riuscito a sconfiggere il tentativo di golpe dei reazionari grazie
al computer ed alla stampante che gli avevano messo a disposizione i
militanti del giornale gay Tema, e non ci tornero' sopra. Pero', voglio
farvi conoscere il testo del discorso fatto dalla rappresentante di New
York nel luogo piu' istituzionale degli Stati Uniti, il Congresso, e
dove e' stato confermato quello che noi avevamo gia' sostenuto e
pubblicizzato fin dal 1993, e senza sapere, ovviamente, di quel
discorso, finalmente pubblicato su di un libro curato da Robert B.
Ridinger, Speaking for Our Lives. Historic Speeches and Rhetoric for
Gay and Lesbian Rights (1892-2000), Harrington Park Press, New York,
2004. Massimo Consoli 22 novembre 1991. In onore di Roman Kalinin di
Nancy Pelosi traduzione di Massimo Consoli - Queste considerazioni
sono state fatte nell'aula del Parlamento USA dall'on. Nancy Pelosi, di
New York, e sono entrati negli atti parlamentari (Congressional
Records) il 22 novembre 1991. Signor Speaker, il tentativo di colpo di
stato sovietico dello scorso agosto 1991 e' stato lo scenario adatto ad
una forte dimostrazione di coraggio e di attaccamento alla causa della
liberta'. Roman Kalinin, editore del primo giornale gaysbico russo,
insieme ad un gruppo di gay e lesbiche, si e' impegnato a lottare
contro il colpo di stato stampando e distribuendo i decreti del
Presidente Boris Eltsin. Roman Kalinin ha saputo del tentativo di golpe
da alcuni amici di San Francisco. Dalla sera tardi del 18 agosto fino a
quando il colpo di stato venne sconfitto, il 21 agosto successivo,
Kalinin apri' una linea telefonica attraverso la Finlandia e San
Francisco. Aveva formulato un piano per comunicare con quelle persone
nell'Unione Sovietica che sarebbero potute diventare i primi bersagli
da intimidire e, possibilmente, da eliminare fisicamente, per le loro
preferenze sessuali e per la loro attivita' nel movimento democratico.
La paura ed il panico erano particolarmente sentiti, mentre si veniva a
conoscenza di rapporti sulla possibilita' di ondate di arresti. Il 20
agosto la clinica aids di Mosca presento' una richiesta ufficiale per
avere liste di persone con aids e con hiv. Kalinin e' l'editore di
Tema, il primo giornale gay e lesbico dell'URSS. Il su sistema di
stampa e la sua fotocopiatrice divennero virtualmente la sola
disponibile possibilita' per stampare e distribuire informazioni contro
i leader del golpe. Per circa 60 ore, i gay e le lesbiche di Mosca
coordinarono le loro forze in una incredibile dimostrazione di
coraggio. Il Presidente Boris Eltsin firmo' una lista di decreti che
divenne il documento della resistenza contro le forze dell'oppressione.
I gay e le lesbiche negli uffici di Tema elaborarono le informazioni al
computer. La fotocopiatrice stampo' i decreti di Eltsin senza
interruzione, con il logo del ben noto giornale gay in calce. Kalinin
voleva che il pubblico sapesse che la comunita' gay stava lavorando per
sconfiggere il putsch, anche se rischiava l'arresto rivendicando
pubblicamente quello che stava facendo. Poi, questi eroi distribuirono
i volantini con i decreti stampati per le strade di Mosca, lavorando
con gli altri leader del movimento per la democrazia. I decreti vennero
diffusi attraverso la citta' ed apparvero ad ogni fermata della metro,
consegnati a confusi moscoviti. Vennero perfino dati ai soldati nei
carri armati diretti all'edificio del Parlamento Russo. Questo loro
eroismo rappresenta un impegno progressivo per combattere l'
oppressione e la discriminazione nell'Unione Sovietica. Per parecchi
anni hanno guidato la lotta per ridurre proprio la discriminazione che
dovevano affrontare i gay e le lesbiche nell'URSS. Si sono anche uniti
ad altri in tutto il mondo per dare informazioni e materiale
informativo al popolo russo allo scopo di lottare contro la sempre
crescente minaccia dell'aids e delle infezioni da hiv. I loro sforzi
sono stati sostenuti attraverso l'International Gay and Lesbian Human
Rights Commission, un'organizzazione che, in appena un anno, e'
diventata una sorta di consolato gay. La vittoria nell'Unione Sovietica
ha dato l'opportunita' di aprire le porte alla liberta' di gay e
lesbiche mai sognata prima, in quel paese. Il coraggio e l'impegno per
la liberta' e la democrazia di Roman Kalinin verranno onorati il
prossimo dicembre 1991, quando verra' nominato "Uomo dell'anno", da
Advocate, la piu' diffusa pubblicazione gay e lesbica degli Stati
Uniti.


COMUNICATO STAMPA
I promotori del Gay Pride di Mosca al
RomaPride il 16 giugno
Dopo i gravissimi fatti di Mosca,
dove il sindaco della città ha vietato il Gay Pride e dove i
manifestanti sono stati selvaggiamente picchiati da gruppi di
facinorosi naziskin, il Comitato politico del RomaPride 2007 ha deciso
di invitare, alla prossima Manifestazione Nazionale Unitaria RomaPride
di sabato 16 giugno a Roma, Nikolay Alexevev, militante radicale e
responsabile del Gay Pride di Mosca, Sergey Kostantinov, organizzatore
e co-promotore della manifestazione e Nikolay Khramov, rappresentante a
Mosca del Partito Radicale Transnazionale Russo. Il Comitato Politico
del RomaPride 2007, in collaborazione con il Partito della Rifondazione
Comunista e i Radicali Italiani, sta organizzando l'arrivo dei tre
esponenti russi nella capitale per partecipare alla Manifestazione,
dove sono attese non meno di 200.000 persone. Rossana Praitano,
Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Portavoce
della Manifestazione Nazionale Unitaria dichiara che "i gravi fatti di
Mosca dimostrano che la lotta contro l'omofobia è lontana dall'essere
vinta e che la presenza dei tre esponenti moscoviti, dapprima picchiati
e poi arrestati, deve essere di monito alle comunità lgbt di tutta
Europa, che devono pretendere sempre di più risposte dai governi e dal
mondo della politica troppo spesso disattenti alle nostre richieste".
Manifestazione Nazionale Unitaria RomaPride2007 Segreteria
Organizzativa
Andrea Berardicurti – Stefano Mastropaolo – Massimo
Farinella 06/5413985 – cell. 3397126198


COMUNICAZIONE
CLAUDIA
TOSCANO


AGEDO PESCARA
"RISPOSTA AL PROF. VERDONE"
Il prof. Verdone,
opinionista che tutti leggiamo con piacere per la saggezza e la cultura
delle sue analisi, nella sua lettera di sabato scorso ha preso due
grossi abbagli culturali. Capita, quando il tema è l'omosessualità. Un
professore di filosofia non è tenuto a conoscere i testi greci, in
prosa e in poesia, in lingua originale, cosa però assolutamente
necessaria per poter parlare di quella cultura. Troppi sono stati, in
2500 anni, i voluti fraintendimenti ed equivoci nelle traduzioni, allo
scopo di confezionare un' immagine della Grecia depurata da ciò che in
essa stride di più con le nostre aspettative e la morale corrente. Ci
siamo cascati tutti, noi cultori della classicità, ed abbiamo trasmesso
in buona fede ai nostri studenti l'amore per l'arte, la letteratura, la
filosofia greca così come i nostri maestri ci avevano insegnato. Con
dei colossali "omissis"
sull'eros e le sue norme, incentrate sulla
pederastia. Spiacente, ma era così, non se ne può prescindere se si
vuole capire quel mondo. L' eccezione, in arte e in letteratura, era
l'eros eterosessuale, confinato normalmente nella sfera fisica per le
necessità riproduttive, con il necessario contributo di quegli esseri
inferiori che erano le donne, tra le quali emergevano per cultura,
nella considerazione sociale, solo le sacerdotesse e le "etére", ovvero
le cortigiane. Un mondo di valori rovesciato rispetto ai nostri, se
proprio vogliamo insistere su eccezione e norma. Il secondo errore del
prof. Verdone, e questo è imperdonabile per le conseguenze sugli
allievi affidatigli,(frase omessa nella pubblicazione) è la sua
affermazione dommatica che l' omosessualità sia "una deviazione
emotiva, una patologia sessuale". Non ho parole. Dico solo che al forum
delle famiglie di Firenze da cui sono reduce, ( e non era certo
un'adunata di rivoluzionari) se qualcuno dei teodem presenti avesse
espresso in pubblico un concetto simile sarebbe stato sommerso di
fischi. Si aggiorni professore, consulti i testi scientifici
internazionali, scoprirà che è una patologia non l'omosessualità, bensì
l' omofobia, curabile, quella sì, con buoni risultati! Paradosso chiama
paradosso: sa cosa le potrebbero rispondere i gay? Che non vogliono
creare "nuove categorie normative della relazione amorosa" molto
pericolose e disorientanti, ma solo rispolverare quelle dell' antica
Grecia, culla della civiltà, non certo per imporle alla maggioranza, ma
per poter vivere in pace e senza vergogna la loro NATURALE diversità.
Come i mancini, quelli con i capelli rossi o con la pelle scura .
Prof.
Claudia Toscano
ex docente di latino e greco
liceo classico "T.TASSO"
ROMA
referente AGEDO (Ass. naz.GEnitori Di Omosessuali)
Pescara

QUEL
MASCHIO FASCISTA IN CERCA D'IDENTITA' NELLE COLONIE
Negli studi
storici sul colonialismo la prospettiva di genere ha faticato ad
entrare nel nostro paese al contrario di quanto è accaduto
nell'ambiente anglofono. Rompe l'anomalia un saggio di Giulietta
Stefani sugli italiani in Africa orientale Giulia Barrera
Considerando
quanto le idee di subordinazione delle donne siano state strumentali
alla costruzione delle barriere razziali in colonia e dunque, in
definitiva, alla costruzione dell'edificio coloniale ci si sarebbe
potuti legittimamente aspettare che gli studi storici sul colonialismo
assumessero precocemente il genere come categoria di analisi. Questo è
avvenuto in ambito anglofono, ma non negli studi sul colonialismo
italiano.
A parte qualche pionieristico saggio negli anni Ottanta,
occorre attendere la fine degli anni Novanta perché l'analisi di genere
cominci ad affermarsi negli studi coloniali italiani, in buona parte
grazie a ricercatori - italiani e non - formatisi presso università
anglosassoni. Le monografie in materia rimangono però una rarità
(merita in particolare di essere ricordata B. Sòrgoni, Parole e corpi.
Antropologia, discorso giuridico e politiche sessuali interrazziali
nella colonia Eritrea (1890-1941) , Napoli, Liguori, 1998). E' quindi
particolarmente benvenuta la pubblicazione di due libri sul
colonialismo italiano nel Corno d'Africa che assumono in pieno
un'ottica di genere, quali i lavori di Gianni Dore, Scritture di
colonia. Lettere di Pia Maria Pezzoli dall'Africa Orientale a Bologna
(1936-1943 ), (Bologna, Pàtron, 2004) e di Giulietta Stefani, Colonia
per maschi. Italiani in Africa Orientale: una storia di genere ,
(prefazione di Luisa Passerini, Verona, Ombre corte, 2007). Il lavoro
di Dore costituisce la prima pubblicazione di un epistolario femminile
coloniale italiano: sessanta lettere (su di un totale di 146 conservate
alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna) scritte dall'Eritrea e
dall'Etiopia da Pia Maria Pezzoli, la moglie di un giovane e brillante
funzionario coloniale, Giovanni Ellero (1910-1942). Nata nel 1905, la
bolognese P.M. Pezzoli si era laureata in giurisprudenza ed era poi
divenuta procuratrice legale; nel maggio 1936, appena sposatasi, aveva
lasciato la professione per seguire il marito in colonia. Donna colta
(nelle lettere alla madre discute spesso di letteratura e una delle sue
costanti richieste ai parenti è l'invio di libri) e poco convenzionale
(aveva scalato il Monte Bianco e il Cervino), in colonia assunse però
pienamente il ruolo di moglie. Ruolo che - come acutamente mostra Dore,
nella sua densa e corposa introduzione - giocava una parte di rilievo
nelle strategie di potere coloniali e non solo perché la presenza della
moglie metteva il funzionario al riparo dalla tentazione di convivere
con donne indigene. La moglie del residente di governo (le Residenze
erano circoscrizioni amministrative), ad esempio, era parte importante
nelle cerimonie pubbliche. Per cercare di legittimarsi, il potere
coloniale fece largo uso di ritualità pubblica, in parte assorbendo e
trasformando a proprio uso tradizioni locali, in parte inventandone di
nuove (ne ha parlato diffusamente lo storico africanista Terence Ranger
nel celeberrimo L'invenzione della tradizione, da lui curato assieme a
E. J. Hobsbawm). Pia e il marito andavano a inaugurazioni di monumenti
ed edifici pubblici, partecipavano a cerimonie religiose e a matrimoni
dei maggiorenti locali e visitavano il territorio, sempre adeguatamente
scortati da una pattuglia di ascari («il prestigio dei funzionari
infatti non permette che si esca da soli», spiega Pia). Già solo il
loro mostrarsi al pubblico era segno di presa di possesso del
territorio (la presenza della moglie, in questo contesto, segnalava in
Etiopia la fine della guerra e la piena affermazione del governo
civile). «I capi e i notabili baciano la terra al nostro passaggio». Il
messaggio dei rituali era chiaro. La casa di un residente di governo
era poi luogo dal forte valore simbolico, modello ed emblema della
nuova civiltà dei colonizzatori. Nella casa si sperimentava uno dei
rapporti più stretti fra colonizzati e colonizzatori che si potevano
avere in colonia: il rapporto servo/padrone. La moglie e padrona di
casa gestiva la servitù, costruendone nella quotidianità la
subordinazione non solo di classe ma anche razziale. Le mura
domestiche, osserva poi Dore, costituivano uno degli ambiti in cui si
affermava il disciplinamento dei corpi indigeni: si introducevano nuovi
standard igienici, nuovi modi di vestire, nuovi modelli di commensalità
e di cura della casa e del corpo (fuori dalle mura di casa, si pensi
invece alle «pratiche militari e alla creazione di spazi segregati per
la punizione»): «tutti modi per plasmare socialmente non solo i
pensieri ma finanche le funzioni biologiche dei corpi indigeni. Su
tutto ciò bisogna misurare il lascito profondo e forse più duraturo del
sistema coloniale». Il contributo forse maggiore del libro di Dore -
fra i tanti che offre - è dato dal fatto che, tramite la lettura delle
lettere di Pia Pezzoli, permette di esplorare nell'intimo la logica del
paternalismo coloniale. Si tratta di un contributo importante, perché
proprio gli atteggiamenti paternalisti da parte dei coloni si sono
spesso prestati ad equivoci interpretativi (si ha difficoltà, ad
esempio, a riconoscere come paternalismo e pregiudizio razziale
potessero convivere). Di fronte a colonizzatori quali i coniugi Ellero,
che alla "missione colonizzatrice" credevano sinceramente (dalle
lettere di Pia emerge costantemente un intento pedagogico nei confronti
degli africani), molte volte non si è compreso che anche atteggiamenti
benevoli nei confronti dei colonizzati di norma convivevano con
rapporti gerarchici. Lo mette bene in evidenza Dore, parlando
dell'affetto che si poteva sviluppare tra servi e padroni: affetto
reale nel caso di Pia, prova ne sia che un suo servo continuò a tenersi
in contatto con lei per decenni dopo la fine del colonialismo, ma non
di meno sviluppatosi in un quadro solidamente gerarchico. Se dietro la
benevolenza e gli affetti non si vede la gerarchia, vuol dire che non
si comprende il nocciolo della situazione coloniale. Ma se dietro alle
gerarchie non si sanno riconoscere affetti o sincere intenzioni
(sincere, pur se fondate su presupposti errati), si finisce per fare
una caricatura dei colonizzatori; se li disumanizziamo, ci neghiamo la
possibilità di comprendere la logica che li animava. Mentre il libro di
Dore aiuta a comprendere il mondo e gli orizzonti mentali delle donne
italiane in colonia, il libro di Stefani guida alla comprensione del
mondo degli uomini: uomini che giustamente Stefani considera non come
l'universale umano ma come esseri sessuati (maschi in colonia,
appunto). La domanda attorno a cui ruota il libro è «se e in che modo
il colonialismo italiano, in particolare nell'Etiopia fascista, fosse
stato funzionale a rispondere a precise istanze di ridefinizione
dell'identità maschile nazionale». Gli studi sulla storia della
mascolinità - sviluppatisi soprattutto in ambito anglofono e che solo
di recente hanno cominciato a diffondersi in Italia - hanno dimostrato
come negli anni compresi fra il 1870 e la Grande guerra sia maturata in
Occidente una crescente incertezza identitaria maschile, legata ai
processi di modernizzazione. «Si diffuse infatti il timore che la vita
comoda, sedentaria e ripetitiva delle élite borghesi nelle città
industriali trasformasse il maschio in "un uomo senza nerbo, pavido,
malaticcio", in un processo di degenerazione che avrebbe causato
alterazioni nervose, isteria, effeminatezza e, nella peggiore delle
ipotesi, omosessualità» scrive Stefani (citando Sandro Bellassai,
storico della mascolinità in Italia). «Nacque quindi - prosegue Stefani
- l'idea della necessità di una rigenerazione maschile» e prese corpo
«una pedagogia maschile di tipo patriottico militarista» che vide nella
guerra un'occasione di recupero di identità maschile. Il fascismo, ha
osservato Bellassai, fu a suo modo una risposta a queste «incertezze
identitarie maschili». «E' in questo contesto che dobbiamo collocare il
tentativo fascista di proiettare sul mito africano le aspirazioni di
rigenerazione e di realizzazione maschile degli italiani, attribuendo
all'Africa coloniale il ruolo di valvola di sfogo delle ansie e delle
frustrazioni». L'approccio scelto da Stefani per esplorare questi nodi
tematici è quello degli studi culturali, come caratteristico dei così
detti post-colonial studies, al cui ambito metodologico Stefani si
rifà. Il libro contiene alcune incursioni nella storia sociale, ma si
tratta delle sue pagine meno convincenti. Il punto, comunque, è che
sapendo far dialogare gli studi sulla storia della mascolinità con
quelli sul colonialismo italiano (e sapendolo fare, vale la pena
sottolinearlo, con una prosa stringata e di esemplare chiarezza, virtù
non comuni), il libro di Stefani ha introdotto in questi ultimi una
categoria di analisi di cui non si potrà non tener conto nei futuri
studi.
FONTE
www.liberazione.it pag 5 29 maggio 2007
INVIATO DA Maria
Ornella Serpa Gaya CsF


COMUNICATO
ASSOCIAZIONE LIBERO PENSIERO
GIORDANO BRUNO
Crediti scolastici e odiosi privilegi per
l'insegnamento della religione cattolica il mondo laico protesta e si
appella a Prodi
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica Associazione
Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno" CIDI - Centro
d'iniziativa democratica degli insegnanti CRIDES – Centro romano di
iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola Fondazione Critica
Liberale Gruppo Martin Buber-ebrei per la pace Associazione Italialaica.
it Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni Associazione
XXXI Ottobre per una scuola laica e pluralista CIEI - Comitato
Insegnanti Evangelici Democrazia Laica Comitato bolognese Scuola e
Costituzione AsSUR Associazione Scuola Università Ricerca FCEI -
Federazione Chiese Evangeliche in Italia AFFI – Associazione Federativa
Femminista Internazionale UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Comitato Torinese per la Laicità della Scuola UCEBI - Unione
Cristiana Evangelica Battista d'Italia Comunicato
Il Ministro della
Pubblica Istruzione ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato invece
di recepire l'ordinanza del TAR Lazio che sospendeva l'art. 8, parr. 13-
14, dell'Ordinanza Ministeriale n. 26 del 15 marzo 2007 perché "sul
piano didattico, l'insegnamento della religione non può a nessun
titolo, concorrere alla formazione del "credito scolastico" di cui
all'art. 11 del D.P.R. n. 323/1988, per gli esami di maturità, che
darebbe postumamente luogo ad una disparità di trattamento con gli
studenti che non seguono né l'insegnamento religioso e né usufruiscono
di attività sostitutive" (Ord. TAR Lazio n. 2048 del 24 maggio 2007).
La situazione è grave ed imbarazzante. Il Ministro Fioroni ha cercato
di introdurre surrettiziamente l'ora di religione fra le materie che
concorrono a pieno titolo a formare la valutazione degli studenti per
gli esami di Stato. Questo determina una situazione di discriminazione
e disparità fra gli studenti che si avvolgono e quelli che non si
avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica, senza poter o
voler usufruire di attività alternative. Come ha infatti stabilito la
Corte Costituzionale con le sentenze 203/89 e 13/91 gli studenti che
non si avvalgono dell'IRC non possono essere sottoposti ad alcun
obbligo alternativo. L'O.M. viola così l'art. 310, co. 3, del Testo
unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (D.Lgs.
297/94) ed il principio supremo di laicità stabilito dalla
Costituzione. Il TAR Lazio, sebbene solo con un provvedimento
cautelare, aveva esaminato e accolto l'istanza di sospensione
dell'Ordinanza Ministeriale. Il Presidente della Sesta sezione del
Consiglio di Stato, ha annullato provvisoriamente (sino al giorno
successivo agli scrutini!!!), senza contraddittorio e senza
motivazione, l'ordinanza cautelare del TAR, impedendo così che gli
scrutini stessi possano avvenire nel rispetto della legge e della
Costituzione. Nell'attuale situazione gli scrutini si svolgeranno
secondo la volontà del Ministro, ma il successivo pronunciamento nel
merito del TAR Lazio, che deve ancora avvenire, con molta probabilità
ne porrà in dubbio l'esito annullando la parte impugnata dell'Ordinanza
Ministeriale. Si verificherebbe così una situazione di incertezza
giuridica sul corso e sugli esiti degli esami di Stato, la cui
responsabilità non potrà che ricadere sul Governo. Chiediamo al
Presidente del Consiglio on. Romano Prodi di adoperarsi in tempi
rapidissimi affinché impedisca questo grave scempio della laicità della
scuola pubblica e vengano ristabiliti lo status quo ante, la legalità e
la certezza del diritto, dal momento che il Governo può annullare in
sede di autotutela le contestate e discriminatorie innovazioni
apportate dall' O.M. 26/2007. Mario Di Carlo - Cell. +39 3391950147
email: romalaica@gmail.com


CIRI CECCARINI, LA NUOVA VOCE DELLA GAY
MUSIC
ATTESA PER IL NUOVO ALBUM "SONO CIO' CHE SONO":
"CANTO LA VOGLIA
DI LIBERTA' CHE SUPERA OGNI CONFINE"
Ciri Ceccarini (
www.myspace.
com/ciriceccarini) e il suo Balla la vita – Tour 2007 sbarcano sulla
storica rivista gay Babilonia in edicola questo mese. Il cantante di
Rimini è stato scelto dalla testata milanese come guida in un reportage
attraverso i luoghi cult e i locali (dal Classic al Cocoricò di
Riccione) della riviera romagnola. Nell'arco dell'intervista Ceccarini
parla della vita di provincia e lo fa parlando di una sua canzone dalla
sonorità araba e intitolata "A3bil", rebus-anagramma della parola
libertà.
Questa canzone, contenuta nell'album che uscirà nel cuore dell'
estate, ha in realtà una storia molto più lunga. Ce la spiega lo stesso
Ciri:"L'avevo scritta poco più che quindicenne e l'avevo dedicata a
Rimini, in realtà a una mia ideale partenza da Rimini. Dopo qualche
anno trovai il coraggio e la presentai alle selezioni di San Remo
Giovani, per poi cambiarla, dandole un tono, un titolo e una musicalità
più cosmopolite".
IN ESTATE UNA FESTA PER IL NUOVO ALBUM E IL VIDEOCLIP
- Sempre in vista dell'uscita dell'album nei giorni scorsi, sulla
sabbia del bagno 137 a Miramare, Ciri Ceccarini ha girato il videoclip
della canzone "Sono ciò che sono" che darà poi il titolo al cd.
Contornato dalla sua band e dalle sue ballerine, Ciri ha inscenato
questo che è il suo personale grido di libertà contro la
discriminazione di ogni diversità.
"Mi stupisco a volte – dice ancora
Ciri – di come la musica riesca a restare sempre attuale. Pochi giorni
dopo aver girato questo videoclip su una spiaggia italiana, infatti,
abbiamo visto la polizia e la piazza di un paese geograficamente
lontano aggredire qualcuno che senza paura chiedeva libertà, diritti e
rispetto per una diversità. Sembra impossibile ma ancora, nel 2007, gli
artisti servono a cantare la voglia di libertà, di poter amare ed
essere amati senza gabbie né pregiudizi. Credo che il mondo sia un po'
in ritardo rispetto al calendario e un po', anzi tanto, abbia
dimenticato anche le sue stesse radici…" L'appuntamento con "Sono ciò
che sono" album e videoclip di Ciri Ceccarini è per le prossime
settimane, nel cuore dell'estate, quando con una festa saranno
presentati i nuovi lavori del talentuoso artista romagnolo.
Ciri
Ceccarini – Press Office
Contatti
Christian Di Pasquale – Art Director
Cell. 338/8959185
Daniele Priori – Press Agent
Cell.328/6323820


COMUNICAZIONE "ALTRAPSICOLOGIA"
SEMINARIO DI SENSIBILIZZAZIONE
"I
DIALOGHI DEL CORPO"
Studio HFC e Casa Gestaltica presentano il
seminario di sensibilizzazione "I dialoghi del corpo" Roma week end 30
giugno - 1 luglio ore 9.30 - 17.30 Casa Gestaltica è l'unica
associazione italiana che fa parte del Grupo Gestáltico Internacional
"Enfoque Holístico de la Salud". Questo gruppo è formato da
professionisti (medici, psicologi e psicoterapeuti) provenienti da
cinque Paesi diversi (Cile, Argentina, Messico, Spagna e Italia),
collaboratori della dott.ssa Adriana Schnake, con l'intento di
promuovere, diffondere e trasmettere il suo approccio e di continuare
la ricerca in tale
ambito. In quest'approccio la malattia è considerata
un'alterazione che coinvolge la totalità della persona. Aspetti negati
di noi stessi creano uno squilibrio nel processo d'autoregolazione
organismica, e questo squilibrio si manifesta attraverso una sofferenza
psichica e/o una malattia. Non separiamo le malattie in psichiche o
fisiche, le malattie si sviluppano in entrambi i livelli. Inoltre, ogni
sintomo e/o malattia porta un messaggio: il poter "lavorare"
gestalticamente con gli organi malati permette alla persona di
recuperare tale messaggio e di integrare gli aspetti rifiutati dalla
sua personalità. Per tale motivo consideriamo la malattia come un
"nostro alleato" piuttosto che come un nemico da combattere. Si avvale
dei seguenti contributi teorici ed esperienziali: 1. Dal teatro e dallo
psicodramma prende la possibilità di recitare risaltando le
caratteristiche dei personaggi (siano essi organi o persone) 2.
Dall'anatomia e dalla fisiologia prende la conoscenza della forma e
della funzione degli organi, come conosciuto e sperimentato nella
Medicina Occidentale. 3. Dalla Gestalt prende: a) Il concetto di
processo ed il principio organizzatore che dal caos crea l'ordine,
qual è la formazione figura-sfondo; b) Il concetto di "organismico",
così come specificato da Perls, quale
fondamento stesso della Gestalt;
c) Il metodo dialettico, rafforzato e arricchito dai contributi
precedenti. 4. Dalla Medicina cinese tradizionale e dalla Medicina
Occidentale delle origini prende il vero significato del curare: non
pretende di "riparare" lo strumento che siamo. Si tratta invece di
facilitare l'accesso agli elementi, già presenti all'interno delle
persone, che possono favorire il cambiamento. Cerca altresì di
valorizzare tutte le risorse che consentono il contatto con la loro
totalità organismica. Il programma del Seminario Breve introduzione
teorica dell'argomento: nuovo paradigma olistico, dialogo gestaltico,
obiettivi dell'approccio. Storia clinica dei partecipanti per
individuare gli organi più sensibili. Dimostrazione dell'approccio con
partecipanti volontari. Rappresentazione esperienziale dell'apparato
digerente (o di qualche altro apparato o sistema, a secondo le diverse
patologie dei partecipanti). QUANDO: Una prima sessione di questo
Seminario è prevista per il week end del 30 giugno/1 luglio 2007.
L'orario previsto è dalle 9.30 alle 17.30 per entrambi i giorni. DOVE:
Il seminario si terrà presso lo Studio HFC, sito in via F. B.
Rastrelli, 70 - Roma, zona Eur-Spinaceto. QUANTO COSTA: Il seminario
costa 160 euro a persona ed è comprensivo della quota associativa a
Casa Gestaltica (obbligatoria). NOTE IMPORTANTI: Il seminario è aperto
a TUTTI ma è obbligatoria la prenotazione. I posti sono limitati ad un
massimo di 15 partecipanti per permettere all'intero gruppo di
lavorare con tranquillità e a chi vuole di sperimentare su di sé
l'approccio da noi proposto. Si consiglia abbigliamento comodo. Per
partecipare all'incontro gratuito è richiesta la prenotazione via email
all'indirizzo p.biondi@studiohfc.it oppure clinica@studiohfc.it. SI
RILASCIA ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE. Dr Paola Biondi Psicologa
Psicoterapeuta Studio Associato HFC - Human Factor Consultino Via F. B.
Rastrelli, 70 - 00128 Roma Tel 06 45.44.74.36 Tel. 320. 8054045 Email.
p.biondi@studiohfc.it; clinica@studiohfc.it Web.
www.studiohfc.it


GAROFANO VERDE
Scenari di teatro omosessuale XIV Edizione
È dedicata
(senza retorica) al sedicenne Matteo di Torino che s'è buttato nel
vuoto perché i compagni gli dicevano «Sei gay», questa quattordicesima
edizione del Garofano Verde. Ma è anche dedicata (senza enfasi) a una
necessaria e cosciente resistenza contro l'omofobia aumentata oltre
ogni livello nelle dispute politiche ipocrite e nelle crociate
ecclesiali compulsive contro il progetto dei Dico. Ed è anche dedicato,
questo Garofano Verde, a una nuova, urgente cultura di manutenzione dei
sentimenti da controproporre alla solitudine di internet, al familismo
oleografico, ai pregiudizi annidati nei linguaggi, nei riti sociali,
nei meccanismi economici, nei tabù dell'intellighenzia. Non dipende
certo da noi, se questo nostro appuntamento con testi e attitudini
omosessuali s'è venuto quasi trasformando in una trincea contrapposta a
una strisciante (ormai virulenta) discriminazione che fa dibattere in
ogni quotidiano, rubrica tv, sito. Ma non è nello stile di questa
rassegna alzare i toni, polemizzare. Forti del sostegno duraturo dell'
Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, abbiamo fin
qui creduto opportuno dover far leva sulla poetica civile di autori,
sul contributo idealizzato di attori, sulla partecipazione responsabile
di registi. Senza sollevare scandali, perché il vero scandalo è che
questa rassegna continui ad avere una ragione d'essere. L'inclinazione
a monitorare o a stimolare progetti che riflettano teatralmente
problematiche d'identità e di sensibilità alla luce di mutamenti civili
e del pensiero, ci ha dunque via via portati, con la Società per
Attori, a puntare su drammaturgie, performance e messinscene, e più di
recente abbiamo anche perseguito un disegno di corresponsabilizzazione
dell'artista (Pippo Delbono, Emma Dante, Giancarlo Cauteruccio, Giorgio
Albertazzi, Massimo Popolizio, Giuseppe Marini e, tra gli altri,
Eleonora Danco). A partire da ora, mentre brilla la qualità di festival
di cinema omosessuale, abbiamo riflettuto su altre discipline live,
finendo con l'annettere per contenuti anche un'altra arte, quella della
danza. E collaudiamo anche una prima selezione di corti teatrali,
altrettanto mirati. Però, malgrado lo scenario aumentato dei codici e
delle proposte, non potremmo non andare fieri, innanzi tutto, d'una
acquisizione attorale di prestigio: Roberto Herlitzka ha accettato di
misurarsi con un monologo laconico approntato per lui da un autore non
meno complesso, Vitaliano Trevisan. Arturo Cirillo ha anch'egli aderito
al Garofano Verde e ha scelto un percorso poetico tratto dall'opera di
Nico Naldini. A sua volta, un'autrice-regista come Lisa Ferlazzo Natoli
s'è adoperata nello studio di storiche figure femminili a metà tra
desiderio e scienza. Alla categoria delle letture spettacolarizzate
appartengono un trattamento di Antonio Latella d'un testo struggente e
scomodo di Sarah Kane, e un montaggio di brevi pezzi che sarà messo in
voce a cura di Marcello Cotugno. All'insegna di un linguaggio
fisiologico e di una poetica motoria, tre saranno gli spettacoli di
danza: una coreografia di un maestro della levatura e dell'
introspezione dinamica quale è Virgilio Sieni, una coreografia di Luca
Russo e Dino Verga, e un lavoro di teatro-danza di Stefano Botti e Aldo
Torta. Vorremmo che le parole e i moti di quel mistero chiamato corpo
comunicassero un senso non comune. E anche (perché no?) una sensualità
che incrini le barriere delle differenze. E delle indifferenze.
Rodolfo
di Giammarco
segreteria@societaperattori.it


COMUNICATO STAMPA
RIVISTA
ONLINE
VIOLENZE E ARRESTI DI STUDENTI SAHRAWI: IL MAROCCO OSCURA
YOUTUBE
di Valerio Di Paola
http://www.rivistaonline.
com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=3799
In Marocco YouTube è
sparita dal 25 maggio a ieri notte. Marocco Telecom parla di un
"problema tecnico". Ma fonti riservate confermano che su YouTube
c'erano i video che provavano le violenze della polizia contro gli
studenti universitari Sahrawi. La lettera di una studentessa racconta i
giorni di violenza, le torture, gli arresti: il destinatario ha deciso
di renderla pubblica.
Ufficio Stampa Rivist@online.com
Via Malaga 14 -
00144 ROMA
ufficiostampa@rivistaonline.com
Tel. 06.99700096 / Fax
06.97255470
Responsabile ufficio stampa
David Scerrati, 328.4135383
Responsabile cultura ed eventi
Sara Dellabella, 348.7838750


IL PETROLIO VERDE DEI CAMPI
L'agricoltura è in grado di offrire un' alternativa ecologica e ecosostenibile a molti prodotti di origine petrolchimica. Il Petrolio Verde dei Campi Mais, colza, canapa e
girasole carburanti del futuro. Dalle colture tradizionali nascono
nuovi mercati e filiere produttive
L'agricoltura è in grado di offrire un'alternativa ecologica e ecosostenibile a molti prodotti di origine
petrolchimica. Piante come il mais, la colza o la canapa tessile, oltre
ad essere impiegate per la produzione di bio-carburanti, possono essere
utilizzate dall'industria chimica per l'estrazione di molecole
vegetali, in sostituzione delle tradizionali sostanze derivate dal
petrolio. Legambiente ha aperto la prima giornata di Terra Futura con
il convegno "Bioraffinerie" approfondendo le opportunità che l'
agricoltura oggi può offrire alla riconversione industriale. Le
applicazioni delle sostanze di origine vegetale nellla chimica, oltre
che nel settore energetico, possono rendere la coltivazione
economicamente conveniente per gli agricoltori. La logica è una quella
di ottimizzare l'utilizzo delle piante, recuperando gli scarti di
lavorazione e utilizzandoli ad esempio per produrre biocarburanti di
seconda generazione. "Le colture no-food possono rappresentare la leva
di un interessante percorso di sviluppo alternativo – dice Beppe Croce,
responsabile per l'agricoltura non-food di Legambiente - a patto che si
guardi a queste non solo come fonte d'energia pulita, ma anche come
alternativa ai tradizionali prodotti dell'industria petrolchimica: un'
opportunità per il territorio, per l'ambiente, ma anche per il mercato"
Molecole presenti nelle piante come amido, olio, trigliceridi,
cellulosa ed emicellulosa ed altri costituenti minori sono in grado di
essere impiegati per una vasta gamma di usi nell'industria, in
sostituzione di quelle sostanze tossiche impiegate per fare plastica o
oli lubrificanti per l'industria tessile. Non a caso le bioraffinerie
rappresentano un punto cardine del 7° programma quadro dell'Unione
Europea e in Italia dal 2010 sarà obbligatorio utilizzare sacchetti di
bioplastica.
"Il decollo delle cosiddette agroenergie nel nostro Paese
– dice ancora Beppe Croce– si scontra con una struttura del territorio
agricolo italiano che non permette di puntare sulle grandi quantità,
con altissimi costi di produzione che non consentono la competitività
con il mercato internazionale. Il risultato è che ancora nel 2007 oltre
il 98% del biodiesel prodotto negli impianti italiani è di origine
estera. Il concetto di bioraffineria tende invece ad ovviare il
problema dei costi. Ci sono già diverse esperienze reali in questo
campo in Italia come quella della Novamont, che produce bioplastica da
mais e girasole o la Solvay speriamo ripeta in Italia l'esperienza
francese di produzione di glicerina di origine vegetale".
Fonte: www.iorisparmio.eu INVIATO DA Promiseland.it

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29 maggio 2007

Parlamentari presi a botte a Mosca: il video

MOSCA - Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del gay pride «un gruppo di nazionalisti» ha «picchiato violentemente i radicali».
Lo ha reso noto il partito radicale, che ha specificato come «subito dopo c'è stato l'intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare l’europarlamentare Marco Cappato e il funzionario del gruppo dei Liberali al Parlamento europeo e militante dei Radicali, Ottavio Marzocchi» I due sono stati rilasciati poche ore dopo. L’accusa formale di «aver attraversato la strada dove non si poteva» è stata respinta da Cappato, che ha spiegato: «Ho dichiarato che stavo difendendo un amico aggredito e non tutelato dalle forze dell’ordine».

PRIMA LE UOVA E POI LE BOTTE - «Questa mattina alle 10.15 ora italiana -spiegano i radicali- a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo». La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi voleva consegnare al sindaco, spiegano i radicali, una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay pride. Ma «mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all'iniziativa nonviolenta e poi a picchiare violentemente i radicali». Subito dopo è intervenuta la polizia. «Siamo molto preoccupati -dicono ora i radicali- soprattutto per le condizioni di Mazzocchi che è stato violentemente picchiato».
LUXURIA: «VOLEVAMO DARE LETTERA AL SINDACO» - «Già quando siamo usciti dall'albergo abbiamo trovato un nutrito gruppo di poliziotti che ci ha fatto controllo documenti. E quando siamo arrivati di fronte al municipio di Mosca, senza uno striscione o una bandiera, gli ultranazionalisti e gli ortodossi infiltrati in mezzo ai giornalisti, ci hanno tirato le uova. È evidente che c'è stata la pressione del sindaco per spaventarci e per non far avere luogo alla manifestazione». Lo ha dichiarato all'agenzia Adnkronos il deputato di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria, raccontando quanto successo a Mosca questa mattina. «L'organizzatore del Pride - ha aggiunto - era stato preso dalla milizia che lo voleva portare sul camion: ho cercato di evitarlo e sono stata spintonata. La polizia ci ha detto che voleva portarci via perchè voleva proteggerci; ma mentre ci tiravano le uova e, ad alcuni, anche i sassi, la polizia non faceva nulla e rideva. Sono stata rassicurata dall'ambasciata italiana che Marco Cappato, che era stato portato via, è stato lasciato libero». «Il nostro intento - ha spiegato il deputato di Rifondazione comunista - era solo quello di consegnare una lettera al sindaco di Mosca, sottoscritta da diversi europarlamentari, in cui si ricordava che l'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. Tuttavia, preannuncio un'interrogazione parlamentare: tra un mese ci sará l'incontro tra il governo italo-russo, e in quell'occasione voglio che la questione dei diritti umani sia posta in maniera risoluta».
NESSUN NAZISKIN - Contrariamente a quanto diffuso subito dopo gli incidenti, sono stati nazionalisti e ultraortodossi a tirae uova e calci contro gli europarlamentari giunti nella capitale russa a supporto dei diritti omosessuali. Durante i disordini di questa mattina non c’era nessun naziskin.
28 maggio 2007

Fonte: Corriere della sera



Guarda il video dell' accaduto







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22 maggio 2007

news 22 maggio

L'ALTRO MARTEDI'
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu, Martedì
22 Maggio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Cristina
Gramolini di Arcilesbica Nazionale in occasione del convegno: "La
storia che non c'era" - Il movimento delle lesbiche in Italia - ROMA
1 –2 – 3 GIUGNO 2007 Tre giornate di studio e dibattito, per una
storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti.
RADIO POPOLARE
email: omomail@radipopolare.it FM 107.600 - streaming su www.
radiopopolare.it

COMUNICAZIONE ARCILESBICA
"La storia che non c'era - il movimento delle lesbiche in italia"
1-2-3 giugno 2007 Roma Casa Internazionale delle Donne. Tre giornate di studio e dibattito, per una storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti. Lesbiche al fianco del
movimento femminista, del movimento gay o indipendenti. Esperienze
straordinarie di autonomia da consegnare alla memoria collettiva e al
movimento di oggi. Programma: VENERDI' 1 giugno ore 16.30- 17.00
Apertura dei lavori, ore 17.00- 18.30 Sessione Politica I - Daniela
Danna -Lesbiche usciamo Fuori! – Roberta Vannucci -Non sono l'unica
lesbica al mondo: convegni lesbici separatisti 1981-1987 – Emma Baeri -
Le lesbiche, le femministe, le storiche. Appunti per una storia degli
incontri, dei conflitti, delle rimozioni attraverso la ricognizione di
alcuni luoghi politici tra gli anni Ottanta e Novanta - SABATO 2 giugno
ore 10.00- 12.00 Sessione Politica II - Moira Ferrari –Due settimane e
mezzo – Valeria Santostefano – Voci di donne lesbiche in Arcigay: tra
1989 e 1996 – Cristina Gramolini -La ricerca di una politica efficace:
ArciLesbica –Lidia Cirillo -Il lesbismo come tema e come problema per i
partiti politici italiani – ore 12.00-12.30 dibattito sulla Sessione
Politica, pausa pranzo. Ore 14.30- 16.00 Sessione Editoria – Paola
Guazzo - Storia breve di un'&strosa editrice. La &stro e il
lesbofemminismo italiano fra anni Ottanta e Novanta – Eva Mamini - Il
Dito e la Luna, o della sfida della visibilità – Marina La Farina -
Schede per un Pantheon dei libri lesbici in Italia – ore 16.00- 16.30
dibattito sulla Sessione Editoria, pausa. Ore 17.00- 18.00 Sessione
Artistica Eleonora Dall'Ovo - InSceNate Lesbiche – Luki Massa –Motore
>Azione! Tre decenni di regia lesbica – ore 18.00- 18.30 dibattito
sulla Sessione Artistica. DOMENICA 3 giugno ore 10.00-12.00 Sessione
Comunicazione Lilia Mulas -Babilonia: la parola viola – Giovanna
Olivieri -Memoria irregolare. 1981-2001 Vent'anni di Bollettina del CLI
–Monia Dragone e Barbara Romarri -From the fool to the world. Towanda:
appunti lesbici – Carmela Casole –Web, lo schermo lesbico – ore 12.00-
12.30 dibattito sulla Sessione Comunicazione, pausa pranzo. Ore 14.30-
15.30 Sessione Teorica Helen Ibry – Percorsi di legittimazione e
affermazione del desiderio lesbico – Nerina Milletti –Con divisioni:
spostamenti semantici e politici del termine "lesbica"- ore 15.30-
16.00 dibattito sulla Sessione Teorica. Ore 16.00-16.30 Conclusioni.
Info: www.arcilesbica.it


COMUNICATO MIT BOLOGNA
Siete informati su quanto successo e sta succedendo a Bologna? Dopo la nostra bellissima
manifestazione: un sit-in di 2000 persone davanti alla cattedrale con
lo striscione IERI INQUISIZIONE OGGI OMOFOBIA" siamo stati attaccati
dal vescovo che ha dichiarato che i Gay hanno offeso la madonna e
insieme la città. I titoli che compaiono su tutti i giornali e nelle
edicole sono da caccia alle streghe. Era immaginabile ma non a questi
livelli...e il vescovo stà rigirando la frittata e strumentalizzando la
nostra manifestazione aizzandoci contro tutta la città coperto da tutti
quei politici ambigui che hanno paura di dire le cose esattamente come
stanno. Dalla nostra solo Rifondazione e Verdi mentre il massacro
mediatico continua. Ma meglio questo che il silenzio...SIAMO RIUSCITI
FINALMENTE A FAR EMERGERE IL BUBBONE...GRIDANDO "IERI INQUISIZIONE OGGI
OMOFOBIA. QUESTA SI CHIAMA TEOCRAZIA. per piacere diffondete e stateci
vicini. Porpora Marcasciano


FASSINO RUTELLIZZATO
Piero Fassino si dice pronto a dialogare con Pezzotta e gli chiede di
sedersi attorno ad un tavolo per studiare il modo di riconoscere i
diritti alle coppie di fatto attraverso la modifica degli articoli del
codice civile. Lodevole iniziativa, ma forse sarebbe il caso che
qualcuno gli dicesse che la proposta dei DS tanto tempo fa erano i Pacs
che poi per esigenze di coalizione sono stati declassati a DICO, che
ricordiamo all'On Fassino, al movimento lesbico, gay e trans, non
piacciono affatto. Crediamo doveroso ribadire che sarebbe il caso che
la politica interpellasse di più i diretti interessati e non Savino
Pezzotta, di cui ci sfugge totalmente la rappresentanza di cui Fassino
lo investe.
Sul treno dei diritti, dove ci pare di capire che esistano
classi diverse, Fassino e Pezzotta vogliono riaprire per noi le
carrozze di 3 classe. Cominciamo a essere stufi di dover seguire ogni
giorno le capriole di Fassino, che dall'equidistanza delle due piazze (
San Giovanni, P.zza Navona) è passato a entrare in piena sintonia solo
con una, e guarda caso quella del family day, una manfestazione
apertamente contro i diritti. Ribadiamo con fermezza che qualunque
riconoscimento per le coppie di fatto deve essere pubblico e non
privato. Non a caso le 3 parole d'ordine del Pride Nazionale Unitario
del 16 giugno prossimo a Roma, saranno PARITA', DIGNITA', LAICITA'.
Fassino abbia il coraggio di venire in piazza con noi, nel 94 lo fece
pure Rutelli. Rossana Praitano Presidente Circolo Di Cultura
Omosessuale Mario Mieli Tel 065413985 Segreteria Politica 3487708437


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY NAPOLI
Napoli, 18/05/2007
Arcigay Napoli
aderisce alla manifestazione nazionale sui rifiuti
Arcigay Antinoo di
Napoli aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale per la
raccolta differenziata, il compostaggio e la bonifica dei rifiuti che
avrà luogo con il corteo che partirà sabato 19 maggio alle ore 15,00 da
piazza Garibaldi a Napoli. Arcigay Antinoo di Napoli che fa parte del
cittadino "Comitato Allarme rifiuti tossici", condivide le finalità del
"Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso tra comitati, reti,
movimenti e gruppi".


CIRCOLO MARIO MIELI
A TUTTI COLORO CHE ORGANIZZANO VIAGGI IN PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE ROMA PRIDE 2007
CI GIUNGONO NUMEROSE RICHIESTE DA TUTTA ITALIA INFORMAZIONI
SUL VIAGGIO PER ROMA IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 16
GIUGNO. CHIUNQUE DI VOI ORGANIZZI PULLMAN PER ARRIVARE A ROMA
(RICORDIAMO CHE SI PARTE DA PIAZZALE OSTIENSE E CHE IL CONCENTRAMENTO
E' PREVISTO ALLE ORE 16.00) E' PREGATO DI FARCELO SAPERE INDICANDOCI
L'ASSOCIAZIONE ORGANIZZATRICE, UN REFEREENTE ED UN NUMERO DI TELEFONO
PER ESSERE CONTATTATI DA CHI DESIDERA EVENTUALMENTE AGGREGARTSI. E'
NECESSARIO RICEVERE LE INFORMAZIONI AL PIU' PRESTO POSSIBILE IN MODO DA
POTERLE INSERIRE AL PIU' PRESTO MEL SITO WWW.ROMAPRIDE.IT
TALE URGENZA
SI RENDE ANCOR PIU' NECESSARIA PERCHE', ALMENO AD OGGI, PARE SIA STATO
PROCALAMATO UNO SCIOPERO DELLE FERROVIE PROPRIO IL 16 GIUGNO, NON
ANCORA CONFERMATO MA CHE RENDE ANCORA PIU' NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE
ORGANIZZATIVA DI TUTTI/E NOI. ATTENDIAMO UNA VOSTRA RISPOSTA AL PIU'
èRESTO POSSIBILE. GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE E A PRESTO! Andrea
Berardicurti/Stefano Mastropaolo/Massimo Farinella Segreteria
Organizzativa Roma Pride 2007
Via Efeso, 2/A 00146 ROMA tel.
065413985 fax 065413971 Cell. 3487708437


COMUNICATO STAMPA
BABILONIA
Babilonia mensile di cultura e vita omosessuale «Finché ci sarà una
religione esisterà sempre una lotta contro l'omosessualità. Se una
religione accettasse l'omosessualità scomparirebbe, in quanto, la base
della religione è la procreazione: uomo-donna; Adamo ed Eva. Bisogna
però lottare a favore della laicità, perché la religione va bene come
fatto privato, non può farsi pubblica; non può entrare nella vita
economica e politica di uno Stato. Ciascun cittadino ha diritto di far
ciò che vuole; non esiste che la Chiesa, la Moschea o la Sinagoga
entrino a casa mia per dirmi come devo fare l'amore e con chi». A fare
questa affermazione è lo scrittore Tahar Ben Jelloun, nella intervista
rilasciata al mensile Babilonia, in cui parla più estesamente del suo
ultimo libro: "Partire". Al mensile storico omosessuale che lo incalza
sulle controversie sui diritti omosessuali e la Chiesa cattolica, lo
scrittore maghrebino risponde, dicendo: «Mi spiace molto che gli
italiani non abbiano maggiore forza nel chiedere una base democratica
che è la laicità dello Stato. La laicità è una base della democrazia
(...) Altrimenti il Papa è sempre lì a dire cosa devono fare gli
altri». Parla molto del suo libro, Tahar Ben Jelloun, con Babilonia ma
anche di omofobia, bullismo e giovani: «Bisogna educare, partire dai
bambini, ad accettare gli altri; ad accettare la differenza. Tutto
inizia a scuola ma occorre educare anche i genitori che spesso sono
portatori di pregiudizi». Lapidario e netto sul tema del matrimonio e
adozione per gli omosessuali: «Io sono a favore delle libertà
individuali; se si tratta di due adulti sono affari loro. Sono stato in
Brasile, ho incontrato un amico che vive con un altro uomo; hanno
entrambi deciso di adottare un bambino che vive nelle favellas. Questo
bambino avrà possibilità maggiori di crescere senza diventare un
criminale. L'immagine della famiglia tradizionale non sarà certamente
intaccata da queste scelte, e l'adozione è anche salvezza per molti
bambini». Sullo stesso numero, tra i vari servizi, una lunga intervista
a Miguel Bosè; il nuovo presidente francese visto dai gay d'Oltralpe;
uno speciale sui Gay Pride e su Arcigay recentemente uscita dal
Congresso nazionale e le corrispondenze da Mosca, India, Stati Uniti,
Belgio, Spagna.
Mario Cirrito (Babilonia)

Catania
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da politici incompetenti e
codardi e dai vertici religiosi ipocriti. Quello che l'anno scorso, ci
sembro' un colpo di testa di uno sparuto gruppo di fascisti, oggi ci
pare sempre più chiaramente il risultato di anni di odio, insulti e
demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali e dei diversi. E' per
questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i tempi ridotti, di
provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo che non fare il
Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e chi gli e'
vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che mai c'e'
l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare in piazza
chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di tutt*. Alla
luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per quest' anno,
ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le realtà GLBT e
non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra proposta e' di
fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare insieme e in
gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità. Solo una
risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo che
speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT e
non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Cordiali saluti, Froci
Sempre Fascisti Mai!!! Open Mind centro di iniziativa GLBT - Catania


COMUNICATO ASSOCIAZIONE
2 AGOSTO 1980
Martedì 22 maggio 2007 – ore 17:
30 Biblioteca dell'Archiginnasio – Piazza Galvani 1– Bologna Carlo
Lucarelli, Paolo Bolognesi e Vittorio Rizzi. Presentano il libro UNA
STELLA A CINQUE PUNTE di Daniele Biacchessi Baldini Castoldi Dalai
editore Sarà presente l'autore. Per informazioni: Ufficio Stampa BCDe
02 58143241 – 214 – 230

INFORMAZIONE E
DEMOCRAZIA NEGATA
Articolo
di Isabelle Rizk
Recentemente, nei giorni del Family Day, il tema delle
coppie di fatto e del riconoscimento dei diritti civili degli
omosessuali è stato molto dibattuto nei programmi di "informazione".
Sono stata, con la mia compagna, involontaria protagonista e vittima in
questa kermesse che ha visto molte testate, in particolar modo quelle
televisive, allineate nel sostegno ad una iniziativa concepita
piuttosto "contro" che "a favore". La trasmissione "Confronti", su
Rai2, per la puntata di venerdì 11 maggio (il giorno prima della
manifestazione) prevedeva un dibattito sull'argomento tra Gianni
Vattimo e Vittorio Sgarbi. Il lancio avrebbe dovuto essere una breve
intervista a me e alla mia compagna; un filmato di pochi minuti in cui
due persone, una delle quali molto credente, raccontavano del loro
amore difficile a causa dei pregiudizi e per una grave malattia di una
delle due; raccontavamo di un sentimento reso ancor più forte dalle
avversità. Il video si concludeva con l'esortazione a riflettere sulle
vite delle persone che si pretende di giudicare, sui loro problemi e
sulle ingiuste sofferenze che una spregiudicata campagna politico-
religiosa sta ulteriormente alimentando. Il tutto inoltre con molta
pacatezza. La trasmissione è andata regolarmente in onda, ma al
servizio girato dalla troupe Rai in casa nostra (con i relativi costi a
carico dei contribuenti) la redazione, all'ultimo momento, ha preferito
uno stralcio tratto da una intervista realizzata dalle "Jene", un
format di Mediaset. In questa intervista è stato chiesto a due ragazzi
gay quante volte a settimana "lo facevano ", quali erano le loro
posizioni preferite, se amavano i bambini e la loro risposta: "...ci
fanno schifo, preferiamo i cani". Frase magica, probabilmente lo stacco
in perfetta sintonia con l'immagine sponsorizzata dalla redazione di un
mondo gay assolutamente antitetico a quello ben più rassicurante
rappresentato dalla "famiglia tradizionale". Questo (e lo ripeto) un
giorno prima della manifestazione. Sono francamente nauseata da tutto
ciò, nauseata dal fatto che si cerchi di orientare secondo i propri
interessi l'opinione delle persone, per di più con mezzi pubblici,
quindi di tutti, nauseata perché l'operazione sembra riuscire, mettendo
in crisi la mia fiducia nella autonoma capacità critica di ognuno di
noi, nauseata dal fatto che una chiesa che dovrebbe insegnare amore e
rispetto per gli altri, sta invece orchestrando una campagna
diffamatoria che genera disprezzo e emarginazione, nauseata infine da
una classe politica che si definisce democratica e civile e non riesce
ad essere onesta neanche con se stessa, ipocritamente asservita ad
oscuri poteri e meschine ambizioni. Ho sempre avuto fiducia nell'
intelligenza delle persone, ho sempre creduto che la giustizia e l'
amore alla fine debbano prevalere, almeno nei grandi sistemi, almeno
nella dimensione dei principi. Ma questo presuppone consapevolezza da
parte di noi tutti, quella consapevolezza la cui salvaguardia dovrebbe
essere la ragione di esistere dei sistemi di informazione, ma la cui
negazione oggi invece appare come la loro sola possibilità di
sopravvivere. Rendendo questa lettera aperta ai media un paradosso in
sé. Riducendo le ambizioni per una società migliore ad anacronistiche
illusioni per coloro che ancora continueranno a crederci. Isabelle Rizk


ZANON E FAIXE EL FOGO,
SE MAGNA VENEXIA?
Palazzo Chigi con la
bellezza di 13 «aerei blu» - più quelli a noleggio - e Venexia? Venezia
con un solo vecchio e malandato elicottero per spegnere gli incendi
Professor Zanon, e fai che il fuoco si mangi Venexia? Poi come la
mettiamo?
è stata la risposta alla nota diramata dal Professor Luigi
Gigio Zanon, strenuo e infaticabile cittadino a difesa della sua
Venexia, «Il degrado a Venezia» inviandola per conoscenza a istituzioni
locali, regionali e a cittadini veneti e non ed invitando Zanon a
perorare questa ennesima battaglia a favore della sua amatissima città:
Che la città patrimonio del mondo venga dotata dei mezzi idonei alla
sua salvaguardia dagli incendi che hanno già mietuto troppe vittime
umane e devastato il Teatro alla Fenice, il Mulino Stucky, Palazzo Coin
a Rialto, la chiesa di San Geremia, la Casa d'accoglienza per disabili
mentali a San Marco, un palazzo a Campo della Guerra, la Sinagoga,
Palazzo Volpi a San Beneto ed altre realtà monumentali e storiche.
Qualche giorno dopo, Gian Antonio Stella, coautore con Sergio Rizzo del
libro-inchiesta «La casta» - una precisa quanto impietosa analisi degli
scandalosi costi della politica, e dei politici - ha scritto nel suo
articolo «Venezia, contro il fuoco un solo elicottero e tanti
serenissimi Santi»: «Tema: è giusto che palazzo Chigi abbia la bellezza
di 13 «aerei blu» (più quelli a noleggio) che hanno volato
complessivamente nel 2005 per 37 ore al giorno costando ben 65 milioni
di euro mentre non si trovano i soldi per un secondo elicottero che
limiti i rischi nella più bella delle città a rischio? Per non dire dei
vigili del fuoco che sugli elicotteri si giocano la pelle per spegnere
gli incendi. Per avventurarsi in imprese come quei 23 giri notturni
sulla Fenice, (in fiamme (ndr) un pilota con oltre 25 anni di servizio
pagato 1.380 euro al mese (1380!) ha un'indennità di volo di 560 euro:
18 euro e 66 centesimi al giorno. Hanno chiesto il minimo «gli angeli
del fuoco»: lo stesso trattamento degli elicotteristi della Polizia,
che dipendono dallo stesso ministero degli Interni ma che guadagnano
molto di più». «Il sottose