07 maggio 2008

news 7 maggio

A MARIA ORNELLA SERPA CHE CI HA
LASCIATO IN SILENZIO E CHE DAL SILENZIO HA COMBATTUTO
"come un albero maestoso le tue "anche nella notte più buia
radici sono in me……" il tuo ricordo sarà luce…" "La tua vita come un fiore di
loto è sbocciata nel pantano silenzioso…..Come un fiore di Loto ci
donasti a tutti coraggio, sorrisi e dignità….. Con dignità hai vissuto
fino all'ultimo tuo istante…. Nel silenzio e nel dolore ci hai
lasciato……. Il tuo sguardo è impresso in ognuno di noi e mai si
cancellerà la sua memoria…..Il tuo esempio di forza e di grandezza c'
insegna quanto si necessaria la libertà……Grazie Ornella, per sempre sarai nei nostri cuori"
GAYA CsF
(lo staff e gli amici)

ALEMANNO E IL GAY PRIDE
Apprendiamo da un'intervista rilasciata oggi dal neo
sindaco di Roma Giovanni Alemanno cosa egli pensa del Gay Pride. Egli
afferma infatti di ritenerlo una forma aggressiva di manifestare il
proprio modo di essere ed è quindi contrario ad un evento di questo
tipo che, secondo lui, è una forma di esibizionismo sessuale tout
court. Il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore del
RomaPride dal 1994, aiuta il Sindaco a conoscere una realtà che egli
evidentemente non conosce affatto. Da sempre il Gay Pride non è mai
stato e non sarà mai una mera "ostentazione sessuale". Si tratta invece
di un momento di richiesta di diritti negati alle persone gay,
lesbiche, bisessuali e transgender, di un corteo pacifico, gioioso,
colorato e allegro e di rivendicazione politica al quale partecipano,
ogni anno di più, centinaia di migliaia di persone, quindi esattamente
tutto il contrario dei concetti di aggressione e ostentazione. Anche
quest'anno, il 7 giugno, il RomaPride sarà un corteo di civile
partecipazione che darà valore e risalto ai temi della libertà, della
laicità e della pari dignità per tutti i cittadini. Inoltre di un Gay
Pride non si discute in Consiglio comunale, in quanto esiste la libertà
di manifestare. Tutt'al più se ne possono discutere delle modalità
tecniche ed il patrocinio, che normalmente è oggetto dell'attività del
Sindaco e/o degli Assessori. Con le sua parole, probabilmente il
sindaco Alemanno dimostra che è in attesa di tale richiesta, che gli
sarà prontamente formulata.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 348/7708437

MATRIMONIO LESBICO IN OSPIZIO
Ruth Pogson, 83 anni, and Beth Aime, 79, si sono sposate ieri
davanti ad un piccolo gruppo di parenti e amici in un ospizio, la St.
Jude's Anglican Nursing Home di Vancouver, in Canada, dove vivono
attualmente. Sono entrambe due pretesse anglicane in pensione, e stanno
insieme dal 1995. Volevano sposarsi in chiesa, ma non è stato
possibile. E adesso hanno scelto il matrimonio civile, che è consentito
in Canada anche tra due persone dello stesso sesso, "per rendere legale
la realtà della nostra unione". Ruth, che è costretta su una sedia a
rotelle, ha detto: "Nella chiesa, il rituale è importante come i riti
di passaggio. E questo per noi è un rito di passaggio. E' una stagione
di vita interamente nuova. Cambia tutto". Beth non si arrende, vuole
sposarsi anche in chiesa. Dice che il parroco della diocesi di New
Westminster le ha promesso di chiedere l'autorizzazione al vescovo. Il
parroco, Peter Elliott, era presente alla cerimonia civile nell'ospizio
e ha dichiarato: "Sono felice che si siano sposate. Sono felice che
abbiano trovato felicità l'una nell'altra". Lo "scisma" sulla questione
lgbt, nella chiesa anglicana, non è teorico o dottrinale: passa
attraverso concrete scelte e situazioni di vita, passa anche attraverso
Ruth e Beth. E quest'ultima ha detto ai suoi invitati nuziali: "Il
motivo per cui siamo qui riguarda la giustizia e riguarda il fatto di
trasformare una comunità in una comunità inclusiva invece di esserne
sempre ai margini. Siamo qui per la speranza di cambiare questo mondo
in un mondo in cui siamo tutti uguali". Ha ricordato che lei e Ruth si
sentono già sposate davanti a dio, e che questa non è la prima volta
che si sono scambiate i voti: quindici anni fa, hanno tenuto "un
piccolo servizio nostro" in una chiesa sul Lago Huron. Il loro viaggio
insieme non è stato facile: Beth si è sentita depressa e rifiutata
negli ultimi cinque anni, perché a causa del suo rapporto con Ruth le è
stato impedito di partecipare alle cerimonie religiose: "E' stata dura.
Eravamo due sacerdote chiuse fuori dalla chiesa". Ma i brutti ricordi
adesso sono alle spalle. Non è mai troppo tardi per essere due lesbiche
felici.

IL MOVIMENTO GLBT DOPO LE ELEZIONI
Il movimento Lgbt dovrà interrogarsi in queste ore a Bologna e dovrà dare dei chiari segnali di
scelta e d'indirizzo politico a tutto il movimento popolare nato dal
Roma Pride 07. Dopo il risultato elettore al Parlamento 2008 e dopo il
grave atto subito di compagni e dalle compagne del circolo di Cultura
omosessuale di Roma Mario Mieli questa diventa sempre più necessaria e
sentita. Il clima generale e che noi respiriamo nel Paese è molto
pesante nei confronti non solo delle solite minoranze (omosessuali e
Rrom) ma anche nei confronti di tutt@ quegli amministratori locali che
hanno sostenuto con forza e determinazione, politiche sociali volte all'
inclusione e al superamento delle diffidenze tra i popoli. Siamo
consapevoli, aggiunge CARLO CREMONA ( pres.Associazione i Ken) che il
percorso che abbiamo dinnanzi sarà certamente lungo e faticoso, come
sappiamo ed immaginiamo che, non saranno pochi gli ostacoli che si
frapporranno alla realizzazione dei nostri sogni. Noi non smettiamo di
sognare! Non ci siamo mai avviliti, nella nostra condizione di
minoranza non ascoltata c'é la nostra forza e certamente non cesseremo
di portare avanti le nostre iniziative o le nostre attività anche ora
che al Parlamento siede uno schieramento di centro e di destra e che
all'opposizione c'è un centro democratico. A questa leadership
rinnoviamo le stesse richieste che anni fa avevamo rivolto al
precedente Governo, con la medesima speranza ossia che si possano
riconoscere a tutti i cittadini pari dignità e reale uguaglianza di
trattamento. Riteniamo questa dei requisiti di libertà e di ragione
derivanti non solo dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
ma anche dei requisiti indispensabili e sanciti dalla nostra
Costituzione un luogo politico ancora vivo e vegeto. Chiediamo a tutte
le Istituzioni democratiche Parlamentari e locali, a tutte le
associazioni ed i sindacati, ai partiti politici ed ai singoli
cittadini e cittadine di non abbandonare le vittime del fascismo e del
terrorismo politico a se stessi. Esprimiamo solidarietà politica ma
anche disponibilità ai compagn@ del circolo Mario Mieli ritenendo tutti
i volontari delle associazioni LGT ( in particolare) degli eroi post
moderni che a prescindere da tutto e da tutti continuano il loro
prezioso lavoro sociale con la medesima speranza e con uk medesimo
impegno civile. Personalmente all'amica Rossana Praitano, a nome di
tutti gli amici di i Ken e di Napoli e del coordinamento GLT Campano (
Arcilesbica Napoli e M.I.T.) esprimo il nostro caloroso abbraccio
augurandoci un mondo sempre migliore e meno popolato di stupidità e di
violenza.
Ufficio stampa i Ken
Via Toledo 210
80132 – Napoli
Carlo Cremona
3923887147
tel fax 0815519653


MANIFESTO UFFICIALE DELLA
DESTRA RADICALE ITALIANA
(Come la Destra radicale si organizza socialmente nel nostro paese)
PROCLAMI E DELIRI VARI
Fratelli , Amici ! Un vecchio spettro si aggira per il mondo civile e le società
evolute moderne : la nuova destra ! La vera destra che si occupa
di organizzare le idee della politica non ha classi o categorie
privilegiate di riferimento che si fronteggiano in maniera evidente o
latente ; essa considera la società un corpo unico il cui nucleo
fondante le società, sono le famiglie che le popolano in un
dato territorio, avendo esse in comune la cultura , la lingua ,la
storia , le tradizioni ,la religione unica .La storia dei popoli della
terra non è una storia di lotta tra classi sociali, tra ricchi e
poveri, tra oppressi e oppressori,tra borghesi e capitalisti ! La
storia politica dell'uomo non deriva dall' evoluzione astratta e
individuale di una scimmia che diventa umanoide e bisogna bloccare a
tutti i costi nei suoi istinti animaleschi con l'idea ugualitaria . La
storia politica dell'uomo iniziò quando un gruppo di famiglie in un
dato territorio si coalizzarono per meglio governarsi e difendersi . La
storia umana delle società civili organizzate politicamente, sia che si
analizzi civiltà primordiali , sia che si osservi società moderne, non
è mai stata una storia di classi in lotta tra loro, una guerra
latente tra oppressi ed oppressori , tra ricchi e poveri , piuttosto
si sono avute situazioni di ingiustizia nell'ambito sociale . In
queste società, invece, a un certo punto del loro grado di convivenza
e sviluppo,sia per influenze economiche ambientali sfavorevoli , sia
per questioni ideologiche alogene , sia per conflitti con altre società
organizzate, si è creato quasi sempre un livello di ingiustizia tra
i vari nuclei e ordini sociali, tanto da determinare condizioni
favorevoli a immani conflitti e guerre fratricide, interne ed esterne
,tra gruppi di membri in condizioni economiche opposte . Spesso si è
trattato di una degenerazione interna e sociale provocata dalla
perdita di valori morali a livello individuale che hanno portato ad
una rapida autodistruzione ,a una disgregazione famigliare , all'
anarchia sociale ,determinando condizioni di ingovernabilità e somma
ingiustizia dove gli squilibri nei rapporti di lavoro provocati dalla
nuova tecnica, è stata la miscela di nuove guerre, egoismi e conflitti
che hanno portato a ingiustizie sociali e salariali di tipo
economico. La conseguenza della perdita di valori all'interno di
numerose famiglie ha portato poi all'anarchia e alla lotta fra i
corpi sociali organizzati che sono come un mosaico unico in cui
non è possibile che le parti se ne distacchino in fazioni opposte
. La perdita della giustizia nel corpo sociale fu il risultato di
egoismi estesi basati sulla cattura di privilegi sociali, sulla sete
di potere famigliare o di clan , licenza nei costumi , invidia sociale ,
abbandono di valori della tradizione ,immoralità , libertà e autonomia
dai valori naturali della condizione umana legati a dei precisi
doveri morali dei singoli e delle famiglie . La nostra epoca non si
differenzia in nulla dalle altre epoche storiche se non per uno
sviluppo vertiginoso della tecnica che ha permesso l'acquisizione di
innumerevoli mezzi capaci di dare all'uomo infinite possibilità di
organizzazione e di venire incontro al costante aumento numerico
degli individui nelle società esistenti Offrendo così la possibilità
a tutti di migliorare lo sviluppo di vita con interscambi economici e
culturali . Tuttavia notiamo che la terra ha ancora moltissime aree
poco abitate e con una scarsa popolazione e come sia necessario che
sia popolata di più e in modo omogeneo, senza che determinati corpi
sociali, impadronendosi delle leve del governo mondiale , impongano
una loro libera morale autonoma rispetto al diritto naturale di tutte
le società umane esistenti . Già nella Cina ex comunista si
incominciano a notare gli effetti devastanti di una politica del
controllo selettivo delle nascite imposto alle famiglie ! Proprio
questa autonomia umana e politica nei confronti dei valori naturali,
è alla radice delle ingiustizie tra gli uomini e delle classi sociali
ancora oggi e porterà a uno sfacelo futuro se continuerà a essere
percorsa . La pecora nera che ha ribaltato e rivoluzionato popoli
interi creando squilibri e disordini mondiali non è stata una classe
particolare,quella borghese, sebbene molto attiva e trafficona, che
minacciava di volta in volta chi si frapponeva ai suoi traffici
commerciali . No ! La forza che ha capovolto interi sistemi sociali , è
stata una forza culturale che cercava l'autonomia morale e aveva solo
di riflesso l'obiettivo di mettere fine alle ingiustizie sociali !
Essa partiva da molto lontano proponendosi dapprima come nuova forza
morale e poi come forza rivoluzionaria per un nuovo ordine utopico
tutto terreno,basato sul calpestamento dei valori morali che solo l'
uomo possiede ! L 'obiettivo era consegnare tutto nelle mani di uno
stato assolutista e padrone della vita pubblica e privata dei cittadini
con la scusa ugualitarista . Ai piccoli padroni sostituire uno più
forte di tutti con il pugno di ferro e onnipotente. In una parola ,
dovunque, oggi, ha preso il potere l' autonomia morale dei singoli o
di uno stato onnipotente , hanno spezzato senza pietà tutti quei
vincoli che legavano i nuclei famigliari agli altri nuclei ,a un
sistema sociale , alle unione dei singoli tra di loro . In altre
parole, l'autonomia morale frutto dell' egoismo individuale , ha
modellato il mondo a sua immagine e somiglianza creando continui
bisogni e illusioni di una falsa libertà che diventava un fattore
disgregativo sociale . Gli eroi rivoluzionari e anarchici erano gli '
uomini liberi da impegni morali che avrebbero dovuto assicurare la
giustizia alle masse di oppressi e sottosviluppati nel campo sociale .
Ma un eroe che non ha impegni morali del tipo: "non rubare !" potrà
mai ergersi a guida di chi non deve rubare sul piano pubblico e sociale
? Così il proletariato non è quell'essere nuovo venuto da un altro
pianeta ; un essere incontaminato perché senza interessi e proprietà,
che ha solo bisogno di appropriarsi dei mezzi di produzione per godere
anche lui del paradiso economico del vecchio borghese . Il povero non
è altro se non il frutto di mille ingiustizie sociali dovute in parte a
se stesso, in parte al sistema sociale , in parte a condizioni
ereditarie avverse e non facilmente controllabili . Così quando un
individuo si ubriaca o si droga o delinque e non lavora , solo in
parte si può colpevolizzare il sistema sociale vigente , qualunque esso
sia . Anzi il sistema sociale deve farsi carico di assicurargli un
livello minimo di esistenza secondo la sua dignità umana ,ma non
giustificarlo nelle sue deviazioni morali che vanno punite senza
pietà e senza sconti di pena ! Abbiamo visto come gli ultimi
rivoluzionari chiamati comunisti ,in realtà non avevano solo l'
obiettivo si eliminare a loro modo le ingiustizie sociali evidenti in
determinati sistemi sociali per creare utopiche società di eguali ;
essi capivano che bisognava sempre rivolgersi contro l'autorità
deputata a garantire l'ordine e la sicurezza e lo sviluppo di tutti
perché questa garantiva sempre un certo sistema morale atto a impedire
a chiunque di delinquere . Essi, quindi, non solo hanno sempre
contestato il potere garante dell'ordine ,un potere naturale ,ma dopo
che lo hanno ottenuto , non hanno eliminato nessuna ingiustizia
prefissasi, se non facendo tabula rasa delle forze esistenti ; hanno
solo agito alla radice cercando di rovesciare il diritto naturale su
cui si basava ogni rapporto sociale degli esseri viventi sulla terra.
In questa opera di demolizione dei valori morali naturali nel campo
sociale in cui mascheravano il desiderio di una società più giusta,
di eguali, da attuare facendo tabula rasa delle altre classi , essi
hanno avuto come alleati, indiretti o diretti, gente cristiana e
anarchici ugualitaristi , con gli stessi obiettivi politici perché
questi volevano realizzare sul piano sociale quello che solo sul piano
della fede o religioso essi potevano ottenere . Il loro obiettivo
sociale non era il bene comune dei singoli e delle famiglie e
garantire lo sviluppo di tutti con la giustizia divina ; il loro
obiettivo era di ordine religioso-spirituale, quindi utopico , in cui
confondevano i valori del diritto naturale che presiede al bene comune
di uno stato , alle visioni evangeliche che doveva portare tutti all
'egualitarismo livellatore , credendo cosi di eliminare l'ingiustizia
sociale . Ma una dottrina di salvezza basata sul perdono individuale
non poteva diventare una dottrina sociale di giustizia ! Per fare
questo molti di essi arrivavano a rinnegare anche il Vecchio Testamento
! Quindi, nella distruzione di ogni ordine naturale essi avevano come
alleati e portaborse cristiani spirituali che proponevano il vangelo
sul piano sociale invece che come dottrina di salvezza dal peccato.
Molti di questi acquasantieri dell'egualitarismo, fautori di un
progressismo evoluzionista o naturalista della storia della salvezza ,
divennero Presidenti di Azione Cattolica,Presidi , Rettori di facoltà
teologiche e laiche , Cardinali, filosofi cristiani ,grandi umanisti ,
preti telepredicatori e pedagogisti ,pacifisti ecologisti , infine papi
! Così come nel medio evo molti di questi paladini dei poveri si
ribellavano alle varie ingiustizie sociali in nome di problemi
teologici, contestando l'autorità ecclesiastica che garantiva l'ordine
sociale , oggi chiedevano la rivoluzione in nome di false teorie
economiche che avevano come fine sempre utopie di stampo religiose.
Molte di queste utopie sono realizzabili solo a patto che si esca fuori
dalla società naturale o che la si stravolga con una rivoluzione che
non risolverà mai il problema della giustizia sociale in quanto sono
sbagliate le loro premesse . La famiglia infatti non è un retaggio
dello stato borghese, ma il nucleo sul quale ruota tutto il sistema
politico di un popolo . Nella storia ebraica abbiamo gli anziani e i
patriarchi che decidevano la politica generale ,nell'antica Roma
abbiamo i Pater Familias e i Senex , in Grecia abbiamo i nobili a
decidere della cosa pubblica ,ma una nobiltà e onore che derivava
dalla fedeltà alla legge naturale . La destra, quindi , è quella forza
che opera per bloccare ogni movimento rivoluzionario dei valori morali
fondamentali che le forze rivoluzionarie vorrebbero gettare nella
polvere ,quindi è conservatrice e reazionaria ,ma non per fini di
mero potere economico ed egoistico . La destra è democratica se la
maggioranza si adegua ai valori naturali , ma è spietatamente
antidemocratica se con il falso buonismo e umanesimo pacifista e
sociale , cerca di calpestare la giustizia venendo a patti con le
forze demolitrici dei valori morali che legano la società e le
famiglie con vincoli irremovibili , minacciando il loro bene comune .
La destra è anche rivoluzionariamente violenta se la situazione è
troppo compromessa sul piano morale ! Per la destra l'essenziale della
politica non è la questione della proprietà privata o proprietà
sociale o di un' utopico egualitarismo che darebbe la dignità a tutti ,
anche all'assassino e al ladro, ma l'essenziale è la giustizia
giusta nel corpo sociale in quel mosaico di famiglie e di gruppi o
federazioni o corpi sociali che formano una società e uno stato ; è
una questione di valori morali da far rispettare a tutti in forma
uguale ! La destra quindi cerca di individuare quei politici , quegli
uomini non disposti a svendersi sulle pubbliche piazze per ottenere il
voto di più gente possibile da ripagare poi con favori economici .
Essi hanno un percorso preciso da seguire ; un percorso morale che
conoscono tutti . Applicare con la bilancia e con la spada il diritto
naturale ! Questo diritto naturale di cui parla la destra , non è la
morale evangelica che è un optional dei fedeli e dei discepoli del
Regno a livello personale , ma una legge universale che riguarda tutte
le categorie sociali e tutti popoli della terra .La destra è per la
legge universale naturale ! La destra se parte da certezze , queste
non derivano dalla presunzione di avere individuato una classe che
salverà finalmente il mondo e l'umanità,perché queste certezze non
sono opinioni umane derivate da infallibili analisi economiche e
sociologiche che ci autorizzano a rivoluzioni immani , ma parte da
certezze che vengono dall'Alto, quindi non sono opinioni di tizio e di
caio o di una scuola filosofica di pensiero , ma sono certezze
superiori , le uniche che possono salvare l'umanità .
Uomini di vera destra di tutto il mondo unitevi !
Ufficio Presidenza della Destra Italiana
3 Maggio 2008
INOLTRATO DA destraradicale@yahoo.it -
a: c.augias@repubblica.it
INVIATO DA c.augias@repubblica.it

EUROBERLUSCONI
Se si parlasse di comicità, a non averlo bisognerebbe inventarselo. Ma qui invece parliamo di diritti civili e di Unione Europea.L'ultima gaffe di Silvio Berlusconi è di ieri sera. Il
presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, intenderebbe
assegnare al successore di Franco Frattini il portafoglio dei Trasporti
anziché quello della Giustizia. Tra i più papabili alla successione di
Frattini l'eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE. Silvio
Berlusconi ha affermato che sarebbe molto più conveniente interessarsi
di infrastrutture e trasporti anziché di omosessualità. Nonostante la
scarsa visione generale del compito di un Commissario europeo alla
Giustizia e la totale assenza di bon ton del futuro Presidente del
Consiglio (che d'altronde ne ha già dato prova altrove con corna e mani
a mitraglietta puntate su una giornalista), stavolta non possiamo non
essere d'accordo con lui. Tajani, il probabile successore di Frattini,
appare un uomo senza competenze specifiche adeguate, per il quale
addirittura molti eurodeputati avevano già inoltrato formale protesta
per la candidatura alla Giustizia, non ritenendolo idoneo a quell'
incarico. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ritiene, come
molti in Europa, che Tajani alla Giustizia rappresenterebbe una deriva
pericolosa nei confronti di categorie sociali discriminate. La frase
di Berlusconi, inoltre, fa ben comprendere come la destra italiana ed
il prossimo governo vogliono occuparsi delle libertà civili e dei
diritti delle persone omosessuali. Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli Segreteria Politica – Andrea Berardicurti 348/7708437

"AMORE CIVILE" PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA
Nell'anniversario del referendum sul divorzio studiosi e associazioni si confronteranno sulle
nuove famiglie, convivenze e relazioni affettive
Il prossimo sabato 10, 11 e 12 maggio si terrà a Roma la conferenza "Amore civile", prima
parte di un evento di tre giorni sulle nuove forme di convivenza e
relazioni affettive, per la riforma del diritto di famiglia.
http://www.radioradicale.it/amorecivile
Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per
la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal
significativo titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione
dell'amore civile". Il convegno ha rappresentato l'occasione per
rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai
tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata
sul concetto di "amore civile". Amore civile significa mettere al
centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore
civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta
incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è
convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del
dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere
che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità", e che in
questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa
rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà
dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il
baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato. Il
successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno
fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere
permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma
globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera
iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al
centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e
omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra
figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la
violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza. Con
l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere
umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica
per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici,
riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si
sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale
e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica
"corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo
per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le
coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un
Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso
di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni
direttamente impegnate su queste istanze. La conferenza "Amore civile"
si terrà a Roma il prossimo 10, 11 e 12 maggio. Speriamo che vorrai
essere tra i partecipanti di questo importante evento, che cade
significativamente a pochi giorni dall'insediamento del nuovo
parlamento. I lavori della conferenza saranno così articolati: Sabato
10 maggio 9,30-19 – Convegno Sala delle conferenze Piazza Monte Citorio
n.123/a ore 21 - proiezione e dibattito sul film "Ti do i miei occhi"
Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre Argentina 76, 3°
piano. Domenica 11 maggio 9-14 - Assemblea aperta con relatori e
partecipanti Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre
Argentina 76, 3° piano. Lunedì 12 maggio ore 12 – Conferenza stampa di
presentazione dei risultati della conferenza.. Marco Cappato
(segretario Associazione Luca Coscioni) - Rita Bernardini (segretaria
Radicali Italiani) - Sergio Rovasio (segretario associazione "Certi
diritti") - Diego Galli (responsabile RadioRadicale.it) - Diego
Sabatinelli (segretario Lega italiana per il divorzio breve).
Diego Galli Responsabile del sito internet Radio Radicale
Via Principe Amedeo, 2
00185 Roma
Tel (+39) 06 488781
Cell (+39) 347 0918518
Email
diego.galli@radioradicale.it
http://www.radioradicale.it

IL GIOCO DELLE TRE CARTE ALL'ONU
Non avrei voluto fare commenti circa il discorso che il capo di stato vaticano ha tenuto all'ONU ma, come tutti sanno, "un bel tacer non fu mai scritto". Credo che pochi nutrissero
dubbi sul fatto che la presenza di B16 fosse finalizzata a portare
anche in quel settore la voce del confessionalismo, però (dato il
contesto) ci si sarebbe aspettata quanto meno si una linea di coerenza
più solida, anziché arrivare a riproporre anche nella suddetta sede il
solito "gioco delle tre carte" che nel nostro paese è già riuscito a
condizionare la classe politica oltre ogni limite di accettabilità. Due
sono i punti più inquietanti dell'intervento papale (non che gli altri
non lo siano, ma preferisco soprassedere) : il primo è costituito dalla
questione ritrita e ricotta della "espressione pubblica delle
religioni" che (per chi non lo ricordasse) è stata inserita anche nello
statuto del PD. Orbene : secondo il Sig. Ratzinger le religioni
avrebbero diritto ad un'espressione pubblica, ma senza spiegare
esattamente cosa egli intenda con tale terminologia. Allo stato
attuale, almeno nei paesi democratici, nessuno ha mai negato l'
espressione pubblica di una religione (fintanto che questa viene intesa
come rispetto di quanto contenuto all'art. 18 della Dichiarazione
Universale), ma se per espressione pubblica si intende "espressione
istituzionale" (nel senso che la voce di un rappresentante religioso
diventa legge per tutti) forse il "buon Joseph" dovrebbe rivedere le
sue posizioni insieme a chi gli fa eco, perché attraverso tale
interpretazione della cosiddetta "espressione pubblica" si pretende di
fatto di istituire la teocrazia. Personalmente come "non credente
militante" mi sono sempre battuto per la libertà di espressione della
"concezione del mondo" che rappresento, ma non ho mai preteso di
imporla come verità istituzionale che tutti (anche i credenti)
dovrebbero rispettare. Posso aver chiesto il rispetto di una
convenzione stabilita per legge o per costituzione (questo sì), ma non
ho mai preteso di imporre agli altri le mie convizioni a-religiose
(chiedere l'esposizione nei luoghi pubblici dell'emblema della
Repubblica Italiana al posto del crocifisso, non significa imporre l'
ateismo o l'agnosticismo a tutti, come qualcuno vorrebbe far credere,
ma solo rispettare la laicità dello stato). Se tutti gli uomini nascono
uguali, non si può pretendere libertà di parola invocando l'art. 19
della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e poi cercare (in
virtù del proprio diritto canonico) di vedere imposte a tutti le
proprie convinzione religiose negando a chiunque il diritto di
dissentire ed ignorando così l'art. 30 dello stesso documento. Se tutti
gli uomini nascono uguali, non si può pretendere di fare le vittime
accusando gli altri di violare la propria libertà di espressione,
quando con quella libertà di espressione si negano di fatto le libertà
agli altri. Se tutti gli uomini nascono uguali, non si può chiedere per
se stessi il rispetto di un diritto richiamato da un articolo e poi,
una volta ottenuto, si negano agli altri i 29 rimanenti articoli
sanciti dalla stessa convenzione che viene invocata. Ed ecco che (quasi
per induzione) arriviamo proprio al secondo punto invocato dal teocrate
: il rispetto dei diritti umani ! Per chi non lo sapesse (o non lo
ricordasse) il Vaticano è uno dei pochi paesi al mondo che non ha mai
riconosciuto la Dichiarazione Universale. Ora però il suo capo di stato
si reca all'ONU a invocarne il rispetto. Non basta, egli aggiunge
(parole testuali riportate su REPUBBLICA) : "Ogni Stato ha il dovere
primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e
continue dei diritti umani … ". Cosa farà quando tornerà a casa ? In
qualità di capo di uno stato in cui si verificano "violazioni gravi e
continue dei diritti umani", inizierà a esercitare pressioni su se
stesso ? Si metterà davanti ad uno specchio in un monologo da
"scenografia shakesperiana" tentando di convincere la sua metà oscura
(che molti hanno ironicamente raffigurato nell'imperatore Palpatine)
che in fondo anche gli altri hanno diritto a credere in quello che
vogliono e che in fondo i governi di tutti i paesi (dovendo governare
su genti di ogni cultura e religione) dovrebbero varare leggi non
ispirate a dottrine religiose (dottrine che chiunque è però libero di
rispettare nel proprio privato) e che anche lui dovrebbe fare la stesa
cosa in quei 40 ettari di cui è monarca, mentre l'oscura figura dall'
altra parte lo incita a sterminare i nemici della fede come gli atei,
gli omosessuali, gli abortisti o gli scienziati ? Parlando dal punto di
vista umano, provo pietà per un personaggio del genere che è costretto
ad arrivare a simili espedienti dialettici di bassa lega e ad
arrampicarsi sugli specchi al fine di invocare il contrario di ciò che
egli stesso propina, per non tentare neanche per un istante di
rimettersi in discussione, prigioniero com'è del suo ruolo e di una
dottrina a cui ha deciso di votare in modo acritico tutta la propria
esistenza.
INVIATO DA Francesco Paoletti - UAAR Roma

INTERVISTA ESCLUSIVA DI BABILONIA AL CAPITANO DELLA VOLLEY ROMA LUIGI MASTRANGELO
"I CALCIATORI COME FIGHETTI. SE MI INVITANO VORREI ESSERE IN PRIMA FILA
AL GAY PRIDE".
Da Mottola, piccolo paesino pugliese, alla sfolgorante
carriera nella pallavolo per la Roma Volley, Luigi Mastrangelo, detto
"Maestro" è la nuova icona gay. Niente più Carrà o Mina o i calciatori
stile Kakà, gli omosessuali, al pari delle donne, hanno decretato che
l'uomo che si porterebbero volentieri nel talamo amoroso è l'adone Gigi
Mastrangelo, classe 1975. Il pluricampione europeo e mondiale, col
desiderio di qualche oro anche a Pechino, rilascia al mensile Babilonia
una intervista esclusiva, parlando molto di sport e omosessualità e,
naturalmente della sua passione per la pallavolo. Ma se non avesse
fatto il giocatore? «Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare
pulizia di tanta delinquenza». Babilonia interroga il campione sul
problema a dichiararsi omosessuali nelle varie discipline sportive,
per paura di essere emarginati. «Non capisco perché i gay debbano
avere difficoltà a dichiararsi. Non siamo aperti abbastanza. All'estero
non è così. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono
molto più limpide e cercano di combattere l'omofobia anche nello sport.
Sì, non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero
criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno
sportivo gay», risponde Mastrangelo. Proseguendo nell'intervista a
Babilonia, Mastrangelo, racconta di quanto gli piaccia essere la nuova
icona gay: «Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro,
anzi. E poi ho un cugino omosessuale». Ma, quelli della sua squadra,
l'allenatore? «Forse qualche invidia per il fatto di essere così
apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono
contento perché credo faccia bene alla pallavolo, visto che non è
conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex
symbol per le donne. Gli uomini però mi hanno sempre dato più
soddisfazioni. L'ho capito anche e soprattutto attraverso le mie
amicizie con i gay. Apprezzano di più la fisicità». Mai ricevuto
"avances"?, chiede la storica rivista omosessuale. «Sì, anche da
amici», risponde il campione. Poi, Mastrangelo dice la sua sui
calciatori: «Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E
questo è terribile. Inoltre mi dà fastidio la sovraesposizione dei
calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia
rifatte. Le trovo molto poco maschili». Non dimentica Pechino,
Mastrangelo e a Babilonia dichiara: «Mi rendo conto che c'è un problema
politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto
bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed è una cosa
assurda». Sulle adozioni gay è ancor più incisivo: «Penso – dice
Mastrangelo – che due omosessuali possano crescere un bambino
benissimo. Non ci trovo niente di strano. E' strano piuttosto il fatto
che non sia permesso». Parteciperebbe, anche come testimonial al Gay
Pride? «Sì. Accetterei volentieri. Mi invitate?», risponde con un bel
sorriso a Babilonia. «Dopo quelli che mi procura mio marito, gli
orgasmi che mi dà Zapatero sono i migliori». Esordisce così, Pedro
Zerolo in una intervista rilasciata al nostro mensile, dopo mesi di
contatti e paziente attesa. Zerolo, ispiratore del matrimonio gay, 48
anni portati con effervescenza, gode della stima e fiducia personale
del premier spagnolo: «Insomma Pedro, dopo tutto il polverone che
abbiamo creato, quando ti sposi?», ebbe a dirgli dopo l'approvazione
della legge. Zerolo si racconta e narra della Spagna; della sfida
contro l'ingerenza dell'episcopato clericale e anche dell'Italia: «Ho
avuto un fidanzato napoletano. La politica italiana ha un deficit di
progetti». Suggerimenti? «La società si deve mescolare, aprire le porte
alla diversità. C'è bisogno di una società meticcia, meno arroccata.
Per prima cosa l'Italia si deve liberare della pesantissima ingerenza
vaticana», è la risposta di Zerolo all'inviato di Babilonia. Ed essendo
Pedro un avvocato, dà un bel suggerimento a quanti vorrebbero sposarsi
in Spagna ed essere riconosciuti nel nostro Paese.
INVIATO DA
mcirrito.babiloniamagazine@gmail.com


LA FILOSOFIA DELLA PANSESSUALITA'
(traduzione) di Peter Boom
La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell'uomo, siano
esse occasionali o permanenti) è basata sull'osservazione dei fenomeni
naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia
mondiale. La Teoria si propone di far superare i correnti "pregiudizi"
spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società
contemporanea. Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali
o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non
dovrebbe reprimerle. La nostra sessualità, come i nostri sentimenti,
può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di
qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso
animali, cose e verso noi stessi. Laddove il sesso viene considerato
"peccaminoso" possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.
Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi
parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza
sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono
anch'esse naturali e parte di un processo subconscio.La storia e
l'antropologia raccontano l'infinita variabilità del comportamento
sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente
sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna.
Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con
maggiore apertura mentale per placare l'ansia causata dal credere di
aver commesso un "peccato". In effetti la Teoria della Pansessualità
aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi
per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e gioiosa
naturalezza. Peter Boom:
http://digilander.libero.it/pansexuality


GIORDANO BRUNO
la ragione è laica. Conferenza e pubblico dibattito con
Maria Mantello, saggista, prof. di Filosofia e Storia Introduce e
coordina: Maria Barbalato, Generoso Procaccini editore. Giovedì 15
maggio 2008, ore 18.00 LIBRERIA RINASCITA Via Prospero Alpino, 48 –
Roma (Circonvallazione Ostiense). Ingresso libero…
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
"Giordano Bruno" Union Mondiale des Libres Penseurs International Humanist and Ethical Union
Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma tel: 3297481111 - e.mail:
liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
www.periodicoliberopensiero.it

CONEGLIANO GAY CIRI CECCARINI OSPITE D'ONORE ALL'APERTURA DEL CIRCOLO SHAKE
Saranno il cantautore riminese Ciri Ceccarini (www.myspace.com/ciriceccarini) e il suo singolo "Sono ciò che sono" gli ospiti d'onore della giornata di festa organizzata dallo Shake, il
neonato circolo gay di Conegliano Veneto per il prossimo sabato 10
maggio 2008. Ceccarini arriverà a Conegliano alle 10,30 per la
conferenza stampa in programma presso la sede del circolo, in via
Settembrini 135 durante la quale Ciri darà il benvenuto agli ospiti
salutando il presidente e tutti gli amici del circolo Shake. Durante l'
incontro con i giornalisti e i cittadini di Conegliano Veneto sarà
possibile ascoltare il brano "Sono ciò che sono", brano in cui il
giovane Ciri ha unito il coraggio della denuncia alla voglia di libertà
per le persone gay. Ciri Ceccarini tornerà quindi in scena a mezzanotte
alla discoteca Gold a Godega di S.Urbano in via Leonardo Da Vinci 4
dove, affiancato dalla vocalist veneta Simona Tedeschi e dalle
splendide movenze della ballerina mediorientale Fatima,proporrà un'ora
di musica live con i brani più belli del suo variegato repertorio. Ciri
Ceccarini, ventotto anni, è un famoso showman e trasformista romagnolo.
Assieme alla dote istrionica che lo ha resto una vera attrazione sulla
riviera adriatica, Ciri sin da giovanissimo si dedica al cantautorato e
produce numerosi brani con i quali partecipa a vari festival tra i
quali l'Accademia di San Remo, il Festival di San Marino, il Roma Music
Festival. Dallo scorso anno Ceccarini ha iniziato a frequentare anche
la capitale con esibizioni nei più prestigiosi club romani tra i quali
il famosissimo Gilda. Ciri e il suo gruppo artistico si esibiscono,
inoltre, periodicamente in diretta nazionale sulle frequenze tv di
Canale Italia.
Ciri Ceccarini – Press Office Contatti
Daniele Priori – Press Agent 328/6323820
Mail danielepriori@inwind.it
Web
www.myspace.com/ciriceccarini

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10 agosto 2007

news 11 agosto

INACCETTABILE DERIVA "NAZISTA" DI GENTILINI
Il Vice Sindaco di Treviso, il tristemente famoso Giancarlo Gentilini, supera se stesso annunciando una pulizia etnica dei culattoni , rei di aver trasformato un
parcheggio cittadino in un ritrovo dove si consumano rapporti sessuali.
Pare che nello stesso parcheggio si aggirino coppie di scambisti ed
anche prostitute. Il vicesindaco viene supportato anche dal suo
sindaco, Gian Paolo Gobbo, che lo difende affermando che è sua
caratteristica usare espressioni non politically correct. Tutto ciò è
inaccettabile! Non possiamo restare in silenzio dopo affermazioni
agghiaccianti come "Pulizia etnica contro i culattoni". Il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli è stanco di quest'uomo arrogante,
omofobo, razzista e socialmente pericoloso: le sue parole alimentano il
fuoco dell'omofobia che si respira in Italia e fa si che cialtroni e
vili personaggi possano sentirsi autorizzati a insultare e minacciare
anche fisicamente gli omosessuali. Il Circolo Mario Mieli querelerà il
vice sindaco di Treviso per apologia di nazismo. Presto on line sul
sito www.mariomieli.org

il modulo da scaricare per presentare querela
individuale, come già fatto a suo tempo contro la senatrice Paola
Binetti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano
Presidente
06/5413985 cell 339/7126198


OFFESE AI GAY DAL VICESINDACO DI TREVISO: PROPORREMO ALLE
ASSOCIAZIONI GLBT DI TENERE IL PROSSIMO GAY PRIDE NAZIONALE A TREVISO.
Dichiazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e
Sergio Rovasio, radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno:
"Le gravi e offensive espressioni del Vice Sindaco di Treviso Gentilini
non meritano alcun commento. Del resto le volgarità da lui espresse,
tra le altre, verso le persone lesbiche e gay dimostrano di cosa si
alimenta politicamente questo xenofobo leader trevigiano. L'unica
risposta è che le Associazioni glbt annuncino lo svolgimento del Gay
Pride nazionale (o altra manifestazione nazionale del movimento),
previsto nel giugno 2008, nella città di Treviso. Per questo invieremo
all'Arcigay e alle altre Associazioni glbt una lettera con questo
invito".
FONTE Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF



I KEN SOSTIENE LA PROPOSTA DI QUERELA A GENTILIZI E SOSTIENE IL MARIO MIELI DICHIARANDOSI PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE.
I Ken sostiene la proposta di Querela a Gentilizi e sostiene il Mario Mieli dichiarandosi
pronta a costituirsi parte civile.
ORA BASTA! È necessario che le Funzioni dello STATO preposte alla garanzia della libertà e della democrazia del nostro Paese cessino subito di essere conniventi con
questi FASCITI. Coloro che si permettono dall'alto del proprio incarico
istituzionale di fare affermazioni come queste, sono rei di induzione
al suicidio, all'odio, alla violenza, all'omicidio. Che intervenga il
Prefetto, i Ministri competenti e prima tra tutti quella che dovrebbe
garantire le pari opportunità tra tutti e tutte e non solo di quella di
genere. Il silenzio per noi è colpevole quanto le affermazioni fatte.
Se non si ha il coraggio di prendere posizione, di sanzionare, allora
che ci si dimetta e si faccia altro nella vita. Associazione i Ken -
Napoli


KARL HEINRICH ULRICHS
Il prossimo 15 agosto e' l'anniversario della morte di Anselmo
Cadelli (Sassari, 2 marzo 1950 – Roma, 15 agosto 2001), una colonna
portante del nostro movimento nella Roma degli anni Settanta
(soprattutto, ma non solo). Chi vuole puo' andarlo a trovare, al
cimitero di Prima Porta (Riquadro numero 113 bis, Fila 53, Fossa 3),
mercoledi' prossimo a mezzogiorno. Io, purtroppo, non potro' esserci.
Per saperne di piu' su di lui: http://www.cybercore.com/consoli/cadelli.
htm . Il secondo appuntamento e' la tradizionale commemorazione di Karl
Heinrich Ulrichs al cimitero dell'Aquila. Da quando vi ho dato inizio
(era il 1988…!) non sono mai mancato una sola volta. Quest'anno credo
proprio che non ce la farò. Ce la mettero' tutta (lo giuro!), ma non
credo di riuscirci. Ma vi scrivo soprattutto per un motivo. Non voglio,
nella maniera piu' assoluta non voglio, che queste cerimonie siano
troppo collegate alla mia persona. Io le ho cominciate, e' vero, ma poi
devono andare avanti da sé. Ulrichs (Aurich, 28 agosto 1825 – L'Aquila,
14 luglio 1895) e' importante per tutto quello che ha fatto, e va
ricordato per la sua opera di precursore del nostro movimento, di
anticipatore delle nostre richieste e rivendicazioni. Quest'anno, poi,
e' particolarmente importante perche' il comune dell'Aquila gli ha
dedicato, finalmente, un piazzale proprio di fronte l'ingresso del
Castello Spagnolo. E sarebbe stato bello fare un salto dal cimitero al
Castello. E' un mio sogno che finalmente vedo realizzato. Ma e' il
sogno di tanti altri di noi che si sentono legati a questo personaggio
straordinario che, nell'Ottocento, e primo fra tutti, ha dedicato la
sua vita a combattere il pregiudizio, la stupidita' e l'ignoranza fino
ad abbandonare la Germania e decidere di ritirarsi in esilio nel nostro
paese. Ricordatevi che se Ulrichs è oggi conosciuto in tutto il mondo
e' proprio grazie a queste iniziative. Vent'anni fa ben pochi sapevano
chi fosse, mentre ora gli dedicano vie, piazze, premi letterari, siti
internet, conferenze… Ve lo chiedo, percio', con tutto il cuore:
domenica 26 agosto 2007, a mezzogiorno, fate un salto al cimitero
monumentale dell'Aquila per ricordare il nonno del movimento glbt, Karl
Heinrich Ulrichs. Io faro' di tutto per esserci, ma andate avanti anche
senza di me, che lo state facendo benissimo, anyway… Per ulteriori
informazioni, all'Aquila potete rivolgervi a Giorgio Piccinini del
Centro Studi Ulrichs, csu_laquila@hotmail.com Giorgio si muove tra
mille problemi in una realta' cosi' difficile come quella della
provincia abruzzese. Ciononostante riesce a fare un gran bel lavoro e
bisogna essergliene grati. Per saperne di piu' su Ulrichs: http://www.
angelfire.com/fl3/celebration2000/ http://xoomer.alice.
it/csulaquila/_sgt/f10000.htm - Massimo Consoli

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27 luglio 2007

news 27 luglio

GAYA: "Gaya come la Terra, come l' insieme di vita, come Gay, Lesbica e Trans. E' un concetto cosmopolita, universale, multiculturale e multirazziale. Gaya come la libertà e la gioia della libertà di espressione individuale; Gaya come la felicità di sapersi vivi, di essere coscienti e di essere parte infinitesimale di un Universo infinito".

"SEI GAY? NON VENIRE PIU' A SCUOLA!"
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra un ulteriore episodio di omofobia e
discriminazione, stavolta perpetrati ai danni di un ragazzo di 17 anni
in provincia di Caltanissetta. Il giovane sarebbe stato costretto ad
abbandonare la scuola a causa della palese ostilità dei suoi compagni
di Istituto che prima lo hanno ripreso con un telefonino mentre baciava
un suo compagno e poi lo hanno ricattato e molestato. Come se ciò non
bastasse, il ragazzo è stato anche apostrofato in malo modo da uno dei
suoi insegnanti, che lo ha invitato a restarsene a casa e a non
frequentare più la scuola, in quanto omosessuale. "Un evidente caso di
bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle
persone omosessuali, con l'aggravante che uno degli attori di questa
tragica commedia è addirittura un insegnante" questo il commento della
Segreteria Politica del Circolo Mario Mieli. "E' del tutto evidente
quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in
depressione, soprattutto se non hai l'appoggio di un corpo insegnante
che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli." "Il Circolo
Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve
molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere
di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di
Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai
carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro
si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far
cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi
episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro
urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto
antiomofobia da portare al più presto nelle scuole"
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 339/7126198

ADOZIONI
Contributo di Manlio Converti. Quando in Italia qualcuno parla di coppie gay anche solo in modo
puramente discorsivo oppure per approvare una cosa di per sé inutile
come il registro delle unioni di fatto si alza sempre il cattolico
impenitente (a volte magari è proprio un gay! Potere del pulpito...)
che lamenta l'immoralità per una coppia gay di adottare un bambino.
Ovviamente il ragionamento pone subito sulla difensiva e si finisce per
piangere miseria, per esempio un Dico o un Cus invece dei Pacs e del
Matrimonio gay che sono invece la base della parità dei diritti. Io mi
sono scocciato da tempo della semantica del discorrere sulle questioni
gay in modo schematico, laddove si riesca a parlare e non ti stiano
massacrando di botte ovviamente, e preferisco andare subito
all'attacco, a partire dagli imbelli omosessuali che ripetono a
bacchetta le frasi della Binetti o dei Mastella. Il ragionamento sulle
adozioni è infatti del tutto sbagliato e va ripreso dalla coda perché
il capo di quelli che mi leggono o mi ascoltano capiscano davvero
quanto sia normale e necessaria una legge che permetta l'adozione anche
alle coppie gay. Partiamo cioè dal dato di fatto, meglio mostrato dalla
nobile Giuseppina La Delfa presidentessa di Famiglie Arcobaleno, che
gli omosessuali e le omosessuali, nonché i transessuali italiani, dei
figli li tengono già (almeno 10mila secondo alcune stime) senza bisogno
di aspettare permessi o leggi divine e li crescono con lo stesso amore
di una famiglia del "Mulinobianco Mastella", trovando difficoltà solo
nell'ipocrisia degli altri genitori o degli insegnanti gelosi della
felicità delle nostre famiglie Gblt. Ma come? Gli omosessuali fanno
figli? Non pretendo che lo capisca la Binetti o B16 che ormai sono
geriatrici, ma almeno voi che leggete le mie mail o il mio blog (www.
manliok.blogspot.com) spero vi ricordiate di Oscar Wilde e Virginia
Woolf. Il modo più semplice per un gay di crescere un figlio è infatti
di innamorarsi di un bisessuale, che abbia avuto figli da una
precedente relazione eterosessuale. In genere i giudici stabiliscono
alla donna l'affidamento dei minori e così la maggior parte di queste
famiglie arcobaleno sono al femminile. Il lesbismo della madre non è
ragione sufficiente per negarne l'affidamento anche perché è tutto da
dimostrare, mentre oggi che iniziamo a vedere affidamenti congiunti
salutiamo sulle spiagge gay sempre più spesso degli splendidi marmocchi
con due bellissimi padri, che permettono anche a noi povere zitelle
maligne di giocare alla zia o allo zio amoroso... Crolla
all'improvviso, e siamo solo al primo punto, tutta l'arcaica retorica
dell'affermazione: i Gay non possono adottare bambini! Intanto perché
questa suppone sempre gay maschi e mai donne, ma si sa che i
maschilisti anche se sono geneticamente femmine, vedono il mondo solo
di un colore. Quello della famiglia arcobaleno sorta dalle ceneri di
una coppia eterosessuale fallita non è però l'unico metodo per i gay di
avere figli. Molte donne ricche, spesso single, e molti uomini
ricchissimi partono serenamente per la Francia la Svizzera o gli USA
per ottenere un figlio geneticamente proprio grazie all'inseminazione
artificiale eterologa o grazie all'utero in affitto. Mi pare che il
Ministro della Salute abbia lamentato di recente la riduzione delle
gravidanze in Italia e l'aumento dei viaggi all'estero facendo esultare
la senile Binetti ignara che si stavano contando così proprio i figli
dei vituperati gay... Avere un figlio allora per i gay è la norma se il
partner è bisessuale o se si è ricchi o meglio ricchissimi nel caso si
parli di maschietti? Quello che conta è l'istinto materno o paterno,
insomma il desiderio e la capacità di genitorialità e qualche risparmio
con tanti zeri? Davvero no! E vi racconto ora altri due metodi
semplicissimi e gratuiti, ma ne esistono altri sui quali mi sto ancora
documentando. Il primo è molto diffuso tra le ragazze, che durante la
fase fertile del ciclo chiedono ad un amico, non necessariamente
eterosessuale, di masturbarsi pudicamente nella stanza affianco e
lasciare lo sperma in un contenitore sterile (basta un comune
contenitore per le analisi delle urine, che è decisamente anche troppo
grande). Le donne in un secondo momento useranno una pompetta sterile o
il corpo di una siringa abbastanza lunga per introdurre meccanicamente
il liquido inseminatore nella parte alta della propria vagina. Dopo un
mese al massimo ci sarà il verdetto, ma l'operazione può essere
ripetuta infinite volte, senza nessun particolare rischio a patto di
rispettare l'uso di contenitori igienici e di non far passare molto
tempo tra la produzione e l'uso, diciamo così, dello sperma. L'altro me
lo ha spiegato uno splendido uomo sui lidi di Gaeta mentre cercavo
inutilmente di fargli la corte. Lo avevo visto anche altre volte
accompagnare un bambino filippino: mi ha spiegato che per lui è stato
facilissimo "adottare" il bambino perché lo ha semplicemente dovuto
riconoscere lui, che non ne era certo il padre, senza obblighi
matrimoniali nei confronti della ragazza madre, che in questo caso è
rimasta comunque con lui per aiutarlo a crescere il figlio naturale!
Questo metodo può apparire bizzarro ma non è raro: anche io mi ero
vagamente offerto di riconoscere il figlio di una mia amica napoletana,
che non aveva intenzione di rivelare la gravidanza non desiderata
all'amante extracomunitario ormai lontano. La mia amica non ha mai
pensato nemmeno per un secondo di procedere ad alcuna interruzione di
gravidanza ed oggi tra lavoro e maternità è la gioia della famiglia ma
anche del corpo di polizia che onora con il suo servizio. Insomma padri
provetti senza provette cercate nell'elenco delle ragazze madri donne
disponibili a dividere con voi le gioie della genitorialità: alla
faccia della Binetti questo metodo ridurrà anche il numero degli
aborti! A questo punto ditemi voi, credete davvero che vorremmo
adottare noi i figli delle colpe degli eterosessuali, quei pargoletti
abbandonati dagli eterosessuali che le coppie eterosessuali non
vogliono nemmeno più adottare se hanno compiuto i primi anni di vita?
Sinceramente sappiamo farceli da soli, siamo bravissimi e nessuno ce li
potrà togliere! Abbiamo solo il problema di rendere ereditaria anche la
quota testamentaria del partner che non sia il genitore diretto del
pargoletto amato, specialmente se la coppia in questione è borghese o
operaia, come già mi è capitato di conoscere! Al momento nessuna legge
nemmeno potenziale come questa del Cus Cus protegge i nostri e
ribadisco NOSTRI pargoli dal perdere l'eredità ed altri diritti che non
sto a citare come una casa sicura e una scuola accogliente durante la
vita di questa famiglia arcobaleno, ma anche banali contratti d'affitto
o piccolezze come i ricordi d'infanzia, tutti altrimenti persi o negati
alla morte di uno qualsiasi dei due genitori conviventi. Per i figli
dei ricchissimi, pazienza: si accontenteranno di metà di una grande
fortuna che avranno comunque saputo condividere con qualcuna altro, ma
a questi livelli la cura dei figli è spesso relegata alle badanti e gli
affetti meticolosamente capitalizzati, come ci insegna anche la
famiglia Agnelli. Capite insomma quanto sia inutile che chiediate dei
pareri politici a Valentino, Zeffirelli, Dolce o Gabbana che ne
capiscono solo di fantasie al buio, di tagli e di cucito mentre di
diritti e di doveri banalmente borghesi o operai ne hanno solo
vagamente sentito parlare da parte dei loro stessi dipendenti, ai quali
forse negherebbero volentieri anche i diritti acquisiti. Oggi infatti
tutti i capitalisti moderni, a fronte dei loro lussuosi stipendi e
delle strepitose buonuscite quando fanno fallire le aziende e ne
vengono finalmente licenziati (perché da pensionati invece...), a
fronte di privilegi inauditi magari anche come managers di aziende
pubbliche o onorevoli di vario grado, stanno massacrando la famiglia
italiana (quella vera cioè le coppie giovani di tutti gli orientamenti
sessuali con o senza figli) giocando sulle risorse pubbliche e sulle
pensioni...sulla precarietà del lavoro o sull'assenza di lavoro al Sud,
che ci costringe al lavoro nero, alla prostituzione, a lavorare per la
camorra o a dipendere dal nonno che non riesce ad andare in pensione o
dalla nonna con la pensione sociale, qualunque sia l'orientamento
sessuale...ma stiamo divagando...e la voglia di avere o adottare dei
figli... Terminiamo allora con una cesura: troviamo subito gli
strumenti per proteggere le famiglie arcobaleno esistenti e future,
quelle cioè con i figli dei gay delle lesbiche dei bisessuali e
dei/delle transessuali ! Se poi gli Italiani diventeranno adulti e ci
permetteranno di adottare anche quei bimbi rifiutati dalle coppie
eterosessuali, ben venga, gliene sarà grata anche la vostra... Strega
Maligna Manliok


INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA FAMIGLIA SULL'INIZIATIVA DELLA
REGIONE FRIULI: LA REGIONE COMPENSA UN VUOTO LEGISLATIVO ITALIANO CHE
DISCRIMINA LE PERSONE GLBT
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato oggi un'interrogazione ai Ministri della Famiglia e del Lavoro riguardo la decisione presa all'unanimita' dalla Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia, di concedere un periodo di congedo
matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli
uffici della stessa Regione e che si e' sposato con un cittadino belga.
La decisione dei membri della Giunta prevede anche l'eventuale sostegno
delle spese qualora la Corte dei Conti contestasse la spesa per
l'erario. L'interrogazione fa riferimento anche a due importanti
risoluzioni contro l'omofobia del Parlamento Europeo, una del 18
gennaio 2006 in cui si: "Sollecitano gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite
dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprieta',
locazione, pensioni, fiscalita', sicurezza sociale ecc." E un'altra del
26 aprile 2007 che: " Ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri
a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello
stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la liberta' di
circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza
discriminazioni". Quello che i deputati radicali chiedono ai Ministri
in indirizzo e' - se non ritengano che tale decisione della Giunta
della Regione Friuli si sia resa necessaria a causa della grave
disparita' di trattamento riguardo i diritti riconosciuti alle persone
eterosessuali e quelli negati alle persone omosessuali che
l'ordinamento italiano non e' ancora in grado di superare; - se non
ritengano necessario adottare una regolamentazione degli aspetti
accessori, afferenti le nuove tipologie di convivenza, ormai regolate
in quasi tutti i Paesi europei in difesa dei diritti civili e umani
delle persone glbt, anche alla luce delle due Risoluzioni del
Parlamento europeo contro l'omofobia. Il testo dell'interrogazione:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=552 - INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MANOR
Il vampiro nato in Abruzzo dalla mente di K. H.Ulrichs compie 123 anni
di Giorgio Piccinini Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all' emofagia si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre hanno accompagnato il
percorso storico e religioso dell'uomo. Lo "scorrere del sangue "con
valenze a volte penitenziali, più spesso salvifiche si è intrecciato
simbolicamente nelle tradizioni e credenze popolari, tramandate
attraverso testimonianze, aneddoti o vere e proprio storie volte
attraverso il mistero e l'orrore ad esorcizzare un male o "il male",
quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed "eterna" quella
della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale quanto temuto alla
vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua fuoriuscita
rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell'ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell'anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell'oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell'arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816
vede la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in
Inghilterra, scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni)
da un ' idea del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato
professionalmente come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e
conflittuale amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome
Ruthven l'archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di
nero, occhi cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una
sorte di "bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in
senso letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell'ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l'immagine del
disfacimento dell'aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l'inversione dei ruoli, l'unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull'immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l'interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all'amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all'amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d'amore. Oltre all'
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l'aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell'Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell'estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell'epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive. Per chi si fosse un po
incuriosito, può ordinare in libreria una nuova e curata edizione della
traduzione del racconto con un intrigante saggio introduttivo
(grondante sangue) sullo specifico argomento dal titolo "Omosessualità
e Vampirismo" di Massimo Consoli, ( Edizioni Del Giano, 2006) buona
lettura.... (Testi consigliati: Hubert Kennedy, ULRICHS,(biografia)
traduzione di Roberto Cruciani; Massari Editore, 2005; John William
Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia; Newton Compton
editori, prima edizione 1993; Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999; Edizioni Marsilio 1999. Vito Teti, LA
MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario) Edizioni
Manifestolibri 1994. Massimo Consoli, OMOSESSUALITA' E VAMPIRISMO;
Edizione Del Giano 2006).

VERDI: ACQUA POTABILE, SIAMO SICURI?
Il "partito dell'Acqua" abruzzese colpisce ancora e mette in pericolo
la salute dei cittadini della Val Pescara. Invece di aumentare le
tariffe i sindaci dell'ATO 4 dovrebbero seriamente preoccuparsi della
qualità e della gestione scandalosamente insufficiente dell'acqua
erogata, visto che sono loro i primi responsabili della salute
pubblica. I Verdi allarmati dai risultati delle analisi fatte svolgere
dal WWF, che hanno portato alla luce una situazione molto pericolosa
per la salute umana, criticano fortemente la scelta del C.D.A.
dell'Ente d'Ambito Pescarese, che - ha sostenuto l'aumento delle
tariffe del Servizio Idrico Integrato; - ha taciuto sulla qualità delle
acque minimizzando la presenza nell'acqua potabile di tracce di
sostanze chimiche, notoriamente cancerogene. Date le recenti
dichiarazioni al Tg3 regionale del 22.07.07 del direttore dell'ARTA,
Dott. Gaetano Basti, che ammette la presenza in "piccola quantità" di
sostanze chimiche nocive nell'acqua che beviamo (tetracloruro di
carbonio, esacloretano e metacrilonitrile), il partito dei Verdi di
Pescara, in nome del Principio di Precauzione, SI APPELLA al Presidente
della Regione Abruzzo affinché intervenga su questa grave emergenza
socio-ambientale e sanitaria e CHIEDE URGENTEMENTE - l'immediata
chiusura dei pozzi interessati, tenendo presente che tale blocco di
erogazione idrica non dovrà assolutamente mettere in difficoltà quei
centri che, a causa delle emergenze climatiche, stanno inutilmente
soffrendo una scarsità d'acqua dovuta in primo luogo alla fatiscente
rete distributiva; - il monitoraggio continuo della qualita' delle
acque; - la gestione della comunicazione dei dati trasparente e
pubblica. - la bonifica integrale dei siti tossici di Bussi sul Tirino
tramite l'elaborazione della miglior soluzione da parte di un pool
formato dai migliori esperti, nazionali ed internazionali a cui possa
collaborare la società civile locale (associazioni, comitati etc.). I
Verdi pretendono verità e giustizia per le oltre 400.000 persone che da
decenni convivono con una discarica tossica posta a mò di spada di
Damocle sulle loro teste. I VERDI DELLA VAL PESCARA

LA ZANZARESSA
E' on line da oggi sul sito www.gay.tv "La Zanzaressa" nuova rubrica
del giornalista gaylib Daniele Priori. In questo primo numero la
versione gaya dell'insetto sessantottino inizia il suo volo in maniera
subito pungente con un pezzo intitolato "A Pasolini il Gay Pride non
sarebbe piaciuto". "Tradizione vuole – si legge nell'introduzione al
nuovo spazio - che da un suo articolo (censurato) sulla sessualità,
pubblicato sul giornalino del Liceo Parini di Milano, 'La Zanzara',
appunto, iniziò la rivolta studentesca del Sessantotto. Oggi, con
quarantadue anni di più sulle ali, 'La zanzaressa' torna a pungere, si
diverte e si scopre gay. Dietro al suo pungiglione si nasconde Daniele
Priori, vicepresidente nazionale GayLib e curatore della rubrica 'La
gaya destra' su 'L'Indipendente' ". "Ma è vero – si chiede la
Zanzaressa - che Pasolini fu ammazzato per un complotto politico? E
mentre qualcuno chiede per l'ennesima volta la riapertura del caso, c'è
chi al Pride perde la decenza e ci rende tutti un po'più antipatici".
"Ringrazio gli amici di Gay Tv per il nuovo spazio concessomi. Spero
davvero che da questa importante tribuna per la comunità gay si possano
davvero trarre nuovi spunti nel dibattito politico-culturale troppo
spesso appiattito su posizioni buoniste e politically correct. Del
resto – prosegue Priori - sono anni ormai che lotto, scrivendo, per una
nuova Italia libertaria. Continuo ad augurarmi di contribuire, anche
con qualche shock, tanto al dibattito interno alla destra, mia area di
appartenenza politico-culturale, quanto a quello interno al movimento
gay italiano. Proprio per questo ho deciso provocatoriamente di
ripartire a bordo di un vascello che ammicca al '68. Speriamo, dunque,
di divertire, provocare e costruire qualcosa di buono e soprattutto
diverso dalla solita musica". www.danielepriori.net - Conrtatti Daniele
Priori Cell. 328/6323820

I SOCIALISTI LIBERAL LASCIANO LO SDI-RNP
E ADERISCONO AL PARTITO DEMOCRATICO
La Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente "Socialisti Liberal
per il Partito Democratico" con 14 membri nel Consiglio Nazionale , 2
nella Direzione Nazionale ed 1 nell'Esecutivo Nazionale ha oggi
formalizzato all'unanimità con una sola astensione la decisione di
aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le
dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso
Nazionale di Fiuggi . Questo a coronamento di un lungo percorso avente
per bussola costante l'affermazione del LiberalSocialismo e Di una
moderna Sinistra di Governo, che iniziò a Roma con la scissione dal
Nuovo PSI e la creazione per successive aggregazioni del Partito
Socialista delle Regioni nel 2002, della Sinistra LiberalSocialista
insieme al Partito d'Azione LiberalSocialista ed altri Movimenti nel
2004, di una Alleanza SLS-PSDI nell'Ulivo alle Elezioni Europee nel
2005 , l'aperto sostegno a Romano Prodi nelle Primarie dell'Unione per
le Politiche 2006. Infine nel 2006 i "Socialisti Liberal per il Partito
Democratico"aderiscono con propri candidati alle liste della Rosa del
Pugno in alcune Regioni Italiane nella dichiarata costante prospettiva
di costruire dopo le elezioni un Area Laica-Socialista nel Partito
Democratico con i due Nuovi PSI di Craxi e De Michelis, le Liste
Civiche , lo SDI ed il Partito Radicale. La proposta di un rilancio
della Rosa nel Pugno non passò tempo fa nell'Esecutivo dello SDI nè
nella Direzione della RNP nonostante il nostro sforzo nella
prospettiva di aprire contestualmente con DS e Margherita un immediato
confronto per il Partito Democratico. Nulla di questo è avvenuto ed il
quadro si è complicato per le numerose scissioni a sinistra nell'
ipotetico contenitore che si doveva richiama al PSE e che la nascita di
miriadi di sigle e di Costituenti che finalmente si richiamano al
LiberalSocialismo, di cui però nessuno ad oggi ha definito una
piattaforma organica. Abbiamo aspettato e sperato sin ad ora che la
nuova Costituente Socialista e tutta la Rosa del Pugno ( e non solo
Marco Pannela nella sua felice provocatoria intuizione di questi
giorni) capissero la necessità di partecipare in massa alla formazione
ed alla guida per lo meno ideologica del Partito Democratico, ma invano
purtroppo. Per cui giunti a questo punto, a pochi giorni dell'inizio
del processo, pensiamo che l'unico contenitore in grado di
rappresentare la vastissima area liberalsocialista largamente
maggioritaria nel Paese sia il nascente Partito Democratico cui noi
oggi aderiamo per poterci finalmente concentrare sui contenuti e sul da
farsi concreto. Ci auguriamo di essere seguiti da tutta la minoranza
SDI riunitasi nell'Alleanza Riformista con cui abbiamo firmato i
distinguo da Boselli negli ultimi mesi. Solo dalla sintesi di istanze
liberali ed istanze socialiste può emergere una organica piattaforma
LiberalSocialista o Socialista Liberal, su cui tutti dovrebbero aprirsi
ai confronti più ampi. Pensiamo sia quindi utile non dimenticare la
ragione ultima dell'operare politico che dovrebbe tendere al bene del
Paese , specie in questo momento di gravi difficoltà nell'economia,
nello sviluppo industriale , nei rapporti internazionali fra stati e
fra religioni ( che ci riportano alle crociate di parecchi secoli fa) ,
nel livello di occupazione e sottoccupazione e nel'esaurimento delle
risorse energetiche. La risposta possibile è una combinazione di
liberalismo e di socialismo, di cui il LiberalSocialismo è la sintesi
che rappresenta un contributo nazionale non più elitario ma oramai di
massa e potrebbe essere il collante di una riorganizzazione della
sinistra di governo anche se in molti non ne hanno ancora completa
coscienza o forse non vogliono o possono perchè dovrebbero abbandonare
i distinguo che nascondono "bottega" e concentrarsi invece alla
risoluzione dei gravi problemi sopra indicati per togliere il paese dal
baratro e dalla palude in cui ci ha portato Berlusconi nell'ultimo
quinquennio e da cui stiamo cercando di uscire con Prodi. Nei giochi
politici a somma zero di destra verso sinistra (vedi Nash) un
comportamento razionale è infatti perseguire il meglio evitando il
peggio, ossia LiberalSocialismo o Socialismo Liberale, tentando la sua
trasformazione in una formulazione di massa come possibile base
ideologica del futuro Partito Democratico. Ora la sua iniziale
formulazione polemica dei Rosselli e dei Bobbio, un né socialismo né
liberalismo, va trasformata in una sintesi positiva, un et-et al di là
dell'uno e dell'altro ma dentro a entrambi alla ricerca di una sintesi
che la storia non ha sino ad ora conosciuto ed a cui il PD deve
tendere. La malattia del Sistema Italia appare cronica e palese anche
perché i indicatori economici appaiono accompagnati da demotivazione
ed assenteismo particolarmente palesi nel mondo della Ricerca e dell'
Università , misurabili da chiunque in esse abbia operato negli ultimi
venti anni. Ricerca e Sviluppo sono il grimaldello da cui dipendono lo
sviluppo economico , il nostro standard di vita e la convivenza
internazionale (vedi energia). Il Socialismo Liberale può diventare il
collante di questo processo offrendo idee e soluzioni che coniugano
giustizia e libertà con efficienza e progresso. Sempre che vi sia
trasparenza nel processo decisionale e che qualcuno cominci guardando
al futuro magari abdicando ai suoi egoismi ed ai suoi sogni , alcuni
dei quali come il ritorno di un grande PSI da noi erroneamente
condivisi nel passato. Claudio Nicolini

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16 luglio 2007

news 16 luglio

CUS, NO GRAZIE
CUS, Contratto di Unione Solidale, è il nuovo acronimo
partorito dal Senato per presentare la proposta sulle unioni civili
uscita dalla commissione Giustizia del Senato ad opera della mediazione
di Cesare Salvi. Pur riconoscendo al senatore Salvi l'impegno e la
buona volontà nel cercare un'intesa trasversale nella non facile
situazione politica del Senato, Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli respinge con fermezza una proposta ulteriormente al ribasso
sulla pelle delle persone. L'idea del contratto notarile, infatti, si
addice di più alla compravendita di immobili e alla creazione di
società di natura economica che non al riconoscimento di pari dignità e
diritti a tutte le unioni affettive, e a quelle omosessuali in
particolare. La nostra richiesta rimane ferma al riconoscimento della
piena parità giuridica e di fatto delle coppie omosessuali, con la
possibilità di accedere anche in Italia al matrimonio civile. Tutte le
altre soluzioni che non vanno neanche in questa direzione ma adombrano
formule di tipo privatistico non fanno altro che ribadire una grave
condizione di discriminazione tra cittadini e aggravano quindi la
ferita civile che attraversa la nostra società. Senza Parità e Dignità,
tra l'altro parole d'ordine del Gay Pride di Roma che ha portato in
piazza un milione di persone il 16 giugno, non ci possono essere
diritti veri.
Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Via Efeso, 2/A 00146 R O
M A tel. 065413985 fax 065413971 - 349.73.55.715


ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
LETTERA AD UNA PRESIDENTE
Carissima Presidente, A parte alcune resistenze ancora diffuse, l'
intolleranza verso i gay e tutte le diversità di genere si è ridotta di
molto. Ne fu una prova la presenza l'anno scorso dell'on. Luxuria al
festival dell'Unità, assolutamente insperabile 20 anni fa, nonostante
le battaglie condotte dal Partito Radicale e dal F.U.O.R.I. fin
dagli anni '70 . Pensiamo perciò che sia arrivato il momento di
proporLe di prendere atto che la grande maggioranza è convintamene
tollerante e sensibile a queste tematiche e di organizzare, nell'ambito
della Biblioteca Provinciale, una folta sezione dedicata a queste
tematiche e problematiche. Infatti uno degli strumenti per tramutare
la tolleranza e la sopportazione del diverso in una empatia collettiva
è proprio la informazione e la cultura. Da una attenta ricognizione
fatta nell'archivio della biblioteca ci risultano pochissimi libri su
questi temi e soprattutto molto antiquati. A tal fine Le proponiamo
un elenco iniziale di testi recenti sull'argomento, da far acquistare
dalla Biblioteca Provinciale per metterli a disposizione di tutti gli
utenti. Abbiamo selezionato 150 libri editi da non più di 5 anni, sul
rapporto tra omosessualità e fede, sull'omosessualità nelle grandi
figure storiche e artistiche, sull'accettazione in famiglia, sugli
aspetti psicologici e sociologici, alcuni fumetti esplicativi e
soprattutto tanti romanzi attuali. Ci auspichiamo così di permettere a
tanti giovani, genitori e insegnanti, che vogliono conoscere e capire
approfonditamente queste tematiche di poter accettare sé stessi, i
propri amici, i figli,e gli allievi. Anche per riconoscere la dovuta
cittadinanza ed equità dei diritti anche a questa parte di società,
tuttora emarginata e reggetta perfino dalla Biblioteca Provinciale. La
ringraziamo della cortese attenzione auspicandoci un sollecito
riscontro. ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE" Il Segretario Gino
Antognetti


LA CIUDAD IN FESTIVAL
Presso il Parco Del Sole, L'Aquila Lunedi 16 Luglio ore 18,30 Incontro con On. FRANCO
GRILLINI Presidente Onorario di ARCIGAY
http://xoomer.alice.
it/csulaquila. INVIATO DA CSU Centro Studi ulrichs

SENATO. AFFOSSATI
I DICO, ARRIVANO I CUS: CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Si stipulerà da un
giudice di pace o da un notaio e sarano pubblici Pubblichiamo il testo
proposto da Salvi che ha sostituito i DICO La redazione in IN PRIMO
PIANO / GayNews DISEGNO DI LEGGE CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Articolo
1 (Contratto di unione solidale) 1. Dopo il titolo XIV del libro I del
codice civile, è inserito il seguente: Titolo XV Del contratto di
unione solidale 455-bis. Contratto di unione solidale. L'unione
solidale è un contratto concluso fra due persone, anche dello stesso
sesso, per l'organizzazione della vita in comune. Il contratto di
unione non può essere stipulato, a pena di nullità: 1) da persona
minore d'età; 2) da persona interdetta per infermità di mente; 3) da
persona non libera di stato; 4) tra due persone che abbiano vincoli di
parentela in linea retta o collaterale entro il secondo grado, o che
siano vincolate da adozione, affiliazione, tutela, curatela o
amministrazione di sostegno; 5) da persona condannata per omicidio
consumato o tentato sul coniuge dell'altra o sulla persona con la quale
l'altra conviveva. Nel caso di persona rinviata a giudizio o sottoposta
a misura cautelare la stipula è sospesa fino a quando non è pronunciata
sentenza di scioglimento. All'unione solidale si applicano le norme in
materia di contratti di cui al capo II del libro IV, ivi comprese le
cause di nullità previste dall'articolo 1418 e seguenti, nonché le
disposizioni delle vigenti leggi speciali in materia di contratti. 455-
ter. Stipulazione del contratto. Il contratto di unione solidale si
stipula mediante dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o
ad un notaio competente per il comune di residenza di uno dei due
contraenti. Qualora l'atto sia stipulato dal notaio, questi deve
trasmetterlo entro dieci giorni all'ufficio del giudice di pace
competente per territorio per l'iscrizione nel registro di cui
all'articolo 455-quater. La volontà di modificare un contratto di
unione solidale in vigore deve essere espressamente e congiuntamente
dichiarata da entrambi i contraenti davanti al giudice di pace o al
notaio. L'atto che porta le modifiche deve essere unito al contratto
originario. 455-quater. Registro dei contratti di unione solidale. I
contratti di unione solidale sono trascritti in apposito registro
presso l'ufficio del giudice di pace competente a cura del cancelliere
entro il quindicesimo giorno successivo alla stipulazione del contratto
stesso. Sullo stesso registro sono annotate le variazioni dei contratti
di unione solidale. 445-quinquies. Unione solidale del cittadino
all'estero. Il cittadino è soggetto alle disposizioni contenute nel
presente titolo anche qualora sottoscriva un contratto di unione
solidale in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite. 455-
sexies. Unione solidale dello straniero nello stato. Lo straniero
regolarmente soggiornante in Italia che intenda sottoscrivere un
contratto di unione deve osservare le disposizioni di cui all'articolo
116, commi primo e terzo. 455-septies. Diritti e doveri dei contraenti.
Coloro che hanno contratto un'unione solidale si portano aiuto
reciproco e contribuiscono alle necessità della vita in comune in
proporzione ai propri redditi, al proprio patrimonio e alle proprie
capacità di lavoro professionale e casalingo. Il contratto di unione
solidale può prevedere i tempi e i modi della contribuzione di
ciascuno. Salvo diversa volontà espressa, le parti dell'unione solidale
sono solidalmente responsabile verso i terzi per i debiti contratti da
ciascuno in ragione dei bisogni della vita in comune e delle spese
relative all'alloggio. 455-octies. Regime patrimoniale. Nel contratto
di unione solidale le parti devono indicare se intendono assoggettare
alle norme della comunione in generale i beni acquistatati a titolo
oneroso successivamente alla stipulazione del contratto stesso, anche
quando l'acquisto sia compiuto da una sola delle parti. 455-nonies.
Assistenza. Le parti contraenti hanno reciprocamente gli stessi diritti
e doveri spettanti ai parenti di primo grado in relazione
all'assistenza e alle informazioni di carattere sanitario e
penitenziario. 455-decies. Agevolazioni e tutele in materia di lavoro.
La legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti di sede
di parti di unione solidale che siano dipendenti pubblici e privati al
fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo
tra i requisiti per l'accesso al beneficio una durata almeno triennale
della convivenza. 455-undecies. Malattia e decisioni successive in caso
di morte. In mancanza di una diversa volontà manifestata per iscritto,
ovvero di una procura sanitaria, e in presenza di uno stato di
incapacità di intendere e di volere anche temporaneo, fatte salve le
norme in materia di misure di protezione delle persone prive in tutto o
in parte di autonomia di cui al libro I, titolo XII, capo I, tutte le
decisioni relative allo stato di salute e in generale di carattere
sanitario, ivi comprese quelle concernenti la donazione degli organi,
sono adottate dall'altra parte di un'unione solidale. In mancanza di
una diversa volontà manifestata per iscritto, tutte le scelte relative
al trattamento del corpo e alle celebrazioni funerarie, nei limiti
previsti dalle disposizioni vigenti, sono adottate dall'altra parte
dell'unione solidale in assenza gli ascendenti o discendenti diretti
maggiorenni del soggetto interessato. 455-duodecies. Diritto di
successione nel contratto di locazione. 1. Qualora una delle parti
dell'unione solidale sia titolare del contratto di locazione per
l'alloggio comune, si applicano in caso di morte le disposizioni
dell'articolo 1614. 455-terdecies. Risoluzione del contratto di unione
solidale. Il contratto di unione solidale si risolve nei seguenti casi:
1) Per comune accordo delle parti 2) Per decisione unilaterale di uno
dei due contraenti 3) Per matrimonio di uno dei due contraenti 4) Per
morte di uno dei due contraenti. Nel caso in cui intendano risolvere
il contratto di comune accordo le parti rendono una dichiarazione
congiunta al giudice di pace presso il cui ufficio è registrata la
dichiarazione iniziale o al notaio che ha ricevuto la dichiarazione
iniziale. Nel caso di cui al numero 2 del comma precedente, la parte
che intende porre fine al contratto manifesta la propria volontà
all'altro contraente per mezzo di una dichiarazione scritta da inviare
in copia al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale. Nel caso di cui al numero 3 del comma
precedente, la parte che ha contratto matrimonio deve darne
comunicazione al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale allegando il certificato di nascita sul
quale è riportata menzione del matrimonio. Nel caso di cui al numero 4
del comma precedente, il superstite invia al giudice di pace presso il
cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale copia
dell'atto di decesso. E' fatta menzione della cessazione degli effetti
del contratto a margine di quest'ultimo. 455-quaterdecies. Effetti
della risoluzione del contratto di unione solidale. Gli effetti della
risoluzione del contratto si producono, a seconda dei casi: 1) dal
momento della menzione, a margine del contratto, della dichiarazione
congiunta; 2) dal novantesimo giorno successivo all'invio della
dichiarazione unilaterale di risoluzione all'altra parte e al giudice
di pace o al notaio competente; 3) dalla data del matrimonio o del
decesso di una delle parti. Nel contratto di unione solidale possono
essere stabilite le conseguenze patrimoniali della risoluzione per
cause diverse dalla morte. I contraenti procedono autonomamente alla
liquidazione dei diritti e delle obbligazioni risultanti dal contratto.
In mancanza di accordo il giudice decide sulle conseguenze patrimoniali
della risoluzione del contratto, ivi compreso il risarcimento dei danni
eventualmente subiti. Articolo 2 (Diritti successori) 1. L'articolo
565 del codice civile è sostituito dal seguente: 565. Categorie di
successibili. Nella successione legittima l'eredità si devolve al
coniuge, ai discendenti legittimi naturali, agli ascendenti legittimi,
ai collaterali, agli altri parenti, alla parte di unione solidale dopo
nove anni dalla registrazione del contratto e allo Stato, nell'ordine e
secondo le regole stabilite nel presente titolo. 2. Dopo il Capo II del
Titolo II del libro II del codice civile è inserito il seguente: Capo
II-bis Della successione della parte di unione solidale 585-bis.
Concorso della parte di unione solidale con i figli, ascendenti
legittimi, fratelli e sorelle. Quando la parte di unione solidale
concorra con figli legittimi o naturali, con ascendenti legittimi o con
fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli
altri, ha diritto ad un quarto dell'eredità. 583-ter. Concorso della
parte di unione solidale con altri parenti. Quando la parte di unione
solidale concorre con i parenti di cui all'articolo 572, ha diritto a
metà dell'eredità. 583-quater. Successione della sola parte di unione
solidale. Se alcuno muore senza lasciare parenti oltre il sesto grado,
alla parte di unione solidale si devolve tutta l'eredità. Articolo 3
(Modifiche all'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392) 1. Al
primo comma dell'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392, le
parole: "ed i parenti ed affini" sono sostituite dalle altre: ", i
parenti ed affini e la parte di unione solidale". Articolo 4
(Disciplina previdenziale ) 2. In sede di riordino della normativa
previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da
attribuire alla parte superstite dell'unione solidale, stabilendo
requisiti di durata minima dell'unione stessa e tenendo conto dei
prevalenti diritti dei figli minori o non autosufficienti del defunto.
FONTE GayNews INVIATO DA CSU L'Aquila


ARCIGAY FIRENZE IRAN: IMMINENTE ESECUZIONE DI SEI UOMINI, ACCUSATI DI RAPPORTI
OMOSESSUALI
La notizia diffusa dal giornalista Ahmad Rafat di AKI (ADN
Kronos International) dopo la conferenza stampa indetta a Teheran dal
portavoce dell'Autorità Giudiziaria
APPELLO DI ARCIGAY FIRENZE: IL
GOVERNO ITALIANO INTERVENGA
In numerosi Paesi arabi l'omosessualità è
considerata un crimine. In Iran le relazioni gay sono punite con la
pena capitale. E' di martedì scorso la notizia che 20 persone arrestate
a Teheran subiranno nei prossimi giorni la condanna a morte. Ali Reza
Jamshidi, portavocedell'Autorità Giudiziaria iraniana, ha dichiarato
nel corso di una conferenza stampa che di quei venti "criminali", sei
sono uomini che, accusati di rapporti omosessuali, saranno giustiziati
nei prossimi giorni il reato "Lavat" (letteralmente "sodomia",
"perversione"). "Sono in corso tentativi di contatto con diversi gruppi
e comunità omosessuali del territorio iraniano, per riuscire ad avere i
nomi e cognomi dei condannati," spiega Matteo Pegoraro, segretario di
Arcigay Firenze, dopo un colloquio avuto con il giornalista Ahmad
Rafat, "ma la situazione è più critica del previsto. Rafat mi ha
infatti informato che il responsabile del comitato studentesco di
Teheran - finora un buon contatto - è stato anche lui arrestato, nella
giornata di lunedì 9 luglio". Jamshidi aveva infatti confermato durante
la conferenza stampa di martedì mattina l'arresto di 18 leader
delmovimento studentesco, affermando tuttavia che ''nessun arrestato al
Politecnico Amir Kabir era un vero studente''. Un folto gruppo di
intellettuali italiani e stranieri sta in questi momenti redigendo un
appello, sottoscritto da grandi personaggi della cultura e della lotta
a favore dei diritti umani a livello internazionale, per chiedere
clemenza al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Arcigay Firenze "Il
Giglio Rosa", che sta al momento gestendo i contatti con le diverse
organizzazioni umanitarie, chiede che il Governo Italiano intervenga
ufficialmente con le sue massime rappresentanze per impedire che altre
vite umane innocenti vengano distrutte dalla violenza e dall'odio
omofobico, e spera che la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale,
transgender) nazionale e internazionale non intraprenda, nell'
immediato, azioni di dura protesta presso le Ambasciate iraniane,
tentando invece la via del dialogo interculturale e creando o
collaborando alla sottoscrizione di un appello di clemenza verso i
condannati diretto al presidente Mahmud Ahmadinejad. "E' una strada
mai percorsa" dichiara l'artista e storico Roberto Malini "che rispetto
alla protesta, che non ha portato, nel passato, risultati costruttivi,
vuole cercare il contatto e il dialogo diretto con chi ordina queste
esecuzioni, impegnando tutte le forze e le risorse in una battaglia
unanime per la civiltà. Perché, prima di ogni condanna, la nostra
priorità è la salvaguardia della vita. Per informazioni: Matteo
Pegoraro Responsabile Comunicazione Arcigay Firenze Cel: 334 8429527
ufficiostampa@arcigayfirenze.it

VATICANO, PAPA E CHIESA CATTOLICA
SONO NUDI CRIMINI DI SESSO IN VATICANO, PRETOFILI E PRETERASTI IMPUNITI
In esclusiva pubblichiamo questi eccezionali documenti inediti. Sono le
osservazioni e gli accorgimenti tecnici-giuridici che il giudice Luigi
Tosti inviò ai giornalisti Michele Santoro e a Luca Rosini per il
programma Annozero andato in onda su Rai Due in prima serata giovedì 31
maggio 2007. La puntata era relativa agli abusi sessuali dei preti
pedofili e al documento segreto "Crimen Sollicitationis" relativo alla
copertura instaurata dalla Chiesa cattolica in tutti i paesi del mondo,
Italia compresa, e alle responsabilità dirette di Joseph Ratzinger e
delle gerarchie cattoliche. Ricordiamo che il documentario video
realizzato e andato in onda dalla BBC di Londra "Sex Crimes and
Vatican" ha messo in luce e scoperchiato aspetti raccapriccianti e
orribili di abusi dei preti perpetrati sui bambini e bambine. Reati
protetti da una rete consolidata e capillare di omertà e direttive
segrete che fanno capo in Vaticano. I documenti che seguono furono
inviati dal magistrato Tosti alla redazione di Annozero in Rai Due
alcuni giorni prima della famosa puntata. Anzi, il magistrato Tosti
venne anche contattato telefonicamente dalla redazione di Annozero per
ulteriori chiarimenti tecnici e procedurali. Singolare il fatto che si
sia alzata una sola voce dall'interno della magistratura per spiegare
procedure e azioni che dovrebbero essere intraprese nell'applicazione
del Codice Penale e nel rispetto della legge italiana. Ecco i documenti
integrali e originali. Ennio Montesi EGREGIO DOTT. SANTORO, ho appreso
dalla stampa che Anno Zero intende contrastare il vergognoso regime di
disinformazione pubblica, imperante in questa Colonia del Vaticano,
tentando di mettere in onda il servizio realizzato a suo tempo dalla
BBC sulla scandalosa e criminale copertura omertosa dei preti pedofili
da parte della Chiesa Cattolica. Mi permetto, da tecnico del diritto
(sono Luigi Tosti, il magistrato condannato a sette mesi di reclusione
per aver preteso che venissero rimossi i crocifissi da tutte le aule di
giustizia, in ossequio al principio di laicità) di sottoporle queste
riflessioni, che le potranno magari tornare utili se la trasmissione,
come mi auguro, andrà in onda. Le segnalo, innanzitutto, che la Corte
di Cassazione penale ha costantemente affermato che "commette reato di
favoreggiamento personale (art. 378 codice penale) anche colui il quale
aiuti il colpevole di un delitto a sottrarsi alle investigazioni, anche
se non ancora in atto". Questo significa che l'attività di copertura
dei preti pedofili, che è stata sistematicamente posta in essere dalla
Chiesa Cattolica addirittura con direttive "segrete", con pressioni
sulle vittime affinché desistessero dalle denunce e con minacce di
scomunica ai danni delle gerarchie ecclesiastiche subordinate, integra
gli estremi del delitto di favoreggiamento personale di cui all'art.
378 del c. p.: e questo al di là del giudizio altamente negativo che si
deve dare in merito a questa "immorale" copertura dei preti pedofili.
Nessun valore esimente può attribuirsi alle obiezioni di coloro che
sostengono che i Vescovi non erano obbligati a sporgere denunce contro
i preti pedofili e che, poi, rientra nella competenza esclusiva della
Chiesa la "disciplina canonica" dei casi di pedofilia. E' sufficiente
replicare che l'esenzione dall'obbligo della denuncia non implica
l'autorizzazione a compiere atti di favoreggiamento personale per
eludere le