07 maggio 2008

news 7 maggio

A MARIA ORNELLA SERPA CHE CI HA
LASCIATO IN SILENZIO E CHE DAL SILENZIO HA COMBATTUTO
"come un albero maestoso le tue "anche nella notte più buia
radici sono in me……" il tuo ricordo sarà luce…" "La tua vita come un fiore di
loto è sbocciata nel pantano silenzioso…..Come un fiore di Loto ci
donasti a tutti coraggio, sorrisi e dignità….. Con dignità hai vissuto
fino all'ultimo tuo istante…. Nel silenzio e nel dolore ci hai
lasciato……. Il tuo sguardo è impresso in ognuno di noi e mai si
cancellerà la sua memoria…..Il tuo esempio di forza e di grandezza c'
insegna quanto si necessaria la libertà……Grazie Ornella, per sempre sarai nei nostri cuori"
GAYA CsF
(lo staff e gli amici)

ALEMANNO E IL GAY PRIDE
Apprendiamo da un'intervista rilasciata oggi dal neo
sindaco di Roma Giovanni Alemanno cosa egli pensa del Gay Pride. Egli
afferma infatti di ritenerlo una forma aggressiva di manifestare il
proprio modo di essere ed è quindi contrario ad un evento di questo
tipo che, secondo lui, è una forma di esibizionismo sessuale tout
court. Il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore del
RomaPride dal 1994, aiuta il Sindaco a conoscere una realtà che egli
evidentemente non conosce affatto. Da sempre il Gay Pride non è mai
stato e non sarà mai una mera "ostentazione sessuale". Si tratta invece
di un momento di richiesta di diritti negati alle persone gay,
lesbiche, bisessuali e transgender, di un corteo pacifico, gioioso,
colorato e allegro e di rivendicazione politica al quale partecipano,
ogni anno di più, centinaia di migliaia di persone, quindi esattamente
tutto il contrario dei concetti di aggressione e ostentazione. Anche
quest'anno, il 7 giugno, il RomaPride sarà un corteo di civile
partecipazione che darà valore e risalto ai temi della libertà, della
laicità e della pari dignità per tutti i cittadini. Inoltre di un Gay
Pride non si discute in Consiglio comunale, in quanto esiste la libertà
di manifestare. Tutt'al più se ne possono discutere delle modalità
tecniche ed il patrocinio, che normalmente è oggetto dell'attività del
Sindaco e/o degli Assessori. Con le sua parole, probabilmente il
sindaco Alemanno dimostra che è in attesa di tale richiesta, che gli
sarà prontamente formulata.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 348/7708437

MATRIMONIO LESBICO IN OSPIZIO
Ruth Pogson, 83 anni, and Beth Aime, 79, si sono sposate ieri
davanti ad un piccolo gruppo di parenti e amici in un ospizio, la St.
Jude's Anglican Nursing Home di Vancouver, in Canada, dove vivono
attualmente. Sono entrambe due pretesse anglicane in pensione, e stanno
insieme dal 1995. Volevano sposarsi in chiesa, ma non è stato
possibile. E adesso hanno scelto il matrimonio civile, che è consentito
in Canada anche tra due persone dello stesso sesso, "per rendere legale
la realtà della nostra unione". Ruth, che è costretta su una sedia a
rotelle, ha detto: "Nella chiesa, il rituale è importante come i riti
di passaggio. E questo per noi è un rito di passaggio. E' una stagione
di vita interamente nuova. Cambia tutto". Beth non si arrende, vuole
sposarsi anche in chiesa. Dice che il parroco della diocesi di New
Westminster le ha promesso di chiedere l'autorizzazione al vescovo. Il
parroco, Peter Elliott, era presente alla cerimonia civile nell'ospizio
e ha dichiarato: "Sono felice che si siano sposate. Sono felice che
abbiano trovato felicità l'una nell'altra". Lo "scisma" sulla questione
lgbt, nella chiesa anglicana, non è teorico o dottrinale: passa
attraverso concrete scelte e situazioni di vita, passa anche attraverso
Ruth e Beth. E quest'ultima ha detto ai suoi invitati nuziali: "Il
motivo per cui siamo qui riguarda la giustizia e riguarda il fatto di
trasformare una comunità in una comunità inclusiva invece di esserne
sempre ai margini. Siamo qui per la speranza di cambiare questo mondo
in un mondo in cui siamo tutti uguali". Ha ricordato che lei e Ruth si
sentono già sposate davanti a dio, e che questa non è la prima volta
che si sono scambiate i voti: quindici anni fa, hanno tenuto "un
piccolo servizio nostro" in una chiesa sul Lago Huron. Il loro viaggio
insieme non è stato facile: Beth si è sentita depressa e rifiutata
negli ultimi cinque anni, perché a causa del suo rapporto con Ruth le è
stato impedito di partecipare alle cerimonie religiose: "E' stata dura.
Eravamo due sacerdote chiuse fuori dalla chiesa". Ma i brutti ricordi
adesso sono alle spalle. Non è mai troppo tardi per essere due lesbiche
felici.

IL MOVIMENTO GLBT DOPO LE ELEZIONI
Il movimento Lgbt dovrà interrogarsi in queste ore a Bologna e dovrà dare dei chiari segnali di
scelta e d'indirizzo politico a tutto il movimento popolare nato dal
Roma Pride 07. Dopo il risultato elettore al Parlamento 2008 e dopo il
grave atto subito di compagni e dalle compagne del circolo di Cultura
omosessuale di Roma Mario Mieli questa diventa sempre più necessaria e
sentita. Il clima generale e che noi respiriamo nel Paese è molto
pesante nei confronti non solo delle solite minoranze (omosessuali e
Rrom) ma anche nei confronti di tutt@ quegli amministratori locali che
hanno sostenuto con forza e determinazione, politiche sociali volte all'
inclusione e al superamento delle diffidenze tra i popoli. Siamo
consapevoli, aggiunge CARLO CREMONA ( pres.Associazione i Ken) che il
percorso che abbiamo dinnanzi sarà certamente lungo e faticoso, come
sappiamo ed immaginiamo che, non saranno pochi gli ostacoli che si
frapporranno alla realizzazione dei nostri sogni. Noi non smettiamo di
sognare! Non ci siamo mai avviliti, nella nostra condizione di
minoranza non ascoltata c'é la nostra forza e certamente non cesseremo
di portare avanti le nostre iniziative o le nostre attività anche ora
che al Parlamento siede uno schieramento di centro e di destra e che
all'opposizione c'è un centro democratico. A questa leadership
rinnoviamo le stesse richieste che anni fa avevamo rivolto al
precedente Governo, con la medesima speranza ossia che si possano
riconoscere a tutti i cittadini pari dignità e reale uguaglianza di
trattamento. Riteniamo questa dei requisiti di libertà e di ragione
derivanti non solo dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
ma anche dei requisiti indispensabili e sanciti dalla nostra
Costituzione un luogo politico ancora vivo e vegeto. Chiediamo a tutte
le Istituzioni democratiche Parlamentari e locali, a tutte le
associazioni ed i sindacati, ai partiti politici ed ai singoli
cittadini e cittadine di non abbandonare le vittime del fascismo e del
terrorismo politico a se stessi. Esprimiamo solidarietà politica ma
anche disponibilità ai compagn@ del circolo Mario Mieli ritenendo tutti
i volontari delle associazioni LGT ( in particolare) degli eroi post
moderni che a prescindere da tutto e da tutti continuano il loro
prezioso lavoro sociale con la medesima speranza e con uk medesimo
impegno civile. Personalmente all'amica Rossana Praitano, a nome di
tutti gli amici di i Ken e di Napoli e del coordinamento GLT Campano (
Arcilesbica Napoli e M.I.T.) esprimo il nostro caloroso abbraccio
augurandoci un mondo sempre migliore e meno popolato di stupidità e di
violenza.
Ufficio stampa i Ken
Via Toledo 210
80132 – Napoli
Carlo Cremona
3923887147
tel fax 0815519653


MANIFESTO UFFICIALE DELLA
DESTRA RADICALE ITALIANA
(Come la Destra radicale si organizza socialmente nel nostro paese)
PROCLAMI E DELIRI VARI
Fratelli , Amici ! Un vecchio spettro si aggira per il mondo civile e le società
evolute moderne : la nuova destra ! La vera destra che si occupa
di organizzare le idee della politica non ha classi o categorie
privilegiate di riferimento che si fronteggiano in maniera evidente o
latente ; essa considera la società un corpo unico il cui nucleo
fondante le società, sono le famiglie che le popolano in un
dato territorio, avendo esse in comune la cultura , la lingua ,la
storia , le tradizioni ,la religione unica .La storia dei popoli della
terra non è una storia di lotta tra classi sociali, tra ricchi e
poveri, tra oppressi e oppressori,tra borghesi e capitalisti ! La
storia politica dell'uomo non deriva dall' evoluzione astratta e
individuale di una scimmia che diventa umanoide e bisogna bloccare a
tutti i costi nei suoi istinti animaleschi con l'idea ugualitaria . La
storia politica dell'uomo iniziò quando un gruppo di famiglie in un
dato territorio si coalizzarono per meglio governarsi e difendersi . La
storia umana delle società civili organizzate politicamente, sia che si
analizzi civiltà primordiali , sia che si osservi società moderne, non
è mai stata una storia di classi in lotta tra loro, una guerra
latente tra oppressi ed oppressori , tra ricchi e poveri , piuttosto
si sono avute situazioni di ingiustizia nell'ambito sociale . In
queste società, invece, a un certo punto del loro grado di convivenza
e sviluppo,sia per influenze economiche ambientali sfavorevoli , sia
per questioni ideologiche alogene , sia per conflitti con altre società
organizzate, si è creato quasi sempre un livello di ingiustizia tra
i vari nuclei e ordini sociali, tanto da determinare condizioni
favorevoli a immani conflitti e guerre fratricide, interne ed esterne
,tra gruppi di membri in condizioni economiche opposte . Spesso si è
trattato di una degenerazione interna e sociale provocata dalla
perdita di valori morali a livello individuale che hanno portato ad
una rapida autodistruzione ,a una disgregazione famigliare , all'
anarchia sociale ,determinando condizioni di ingovernabilità e somma
ingiustizia dove gli squilibri nei rapporti di lavoro provocati dalla
nuova tecnica, è stata la miscela di nuove guerre, egoismi e conflitti
che hanno portato a ingiustizie sociali e salariali di tipo
economico. La conseguenza della perdita di valori all'interno di
numerose famiglie ha portato poi all'anarchia e alla lotta fra i
corpi sociali organizzati che sono come un mosaico unico in cui
non è possibile che le parti se ne distacchino in fazioni opposte
. La perdita della giustizia nel corpo sociale fu il risultato di
egoismi estesi basati sulla cattura di privilegi sociali, sulla sete
di potere famigliare o di clan , licenza nei costumi , invidia sociale ,
abbandono di valori della tradizione ,immoralità , libertà e autonomia
dai valori naturali della condizione umana legati a dei precisi
doveri morali dei singoli e delle famiglie . La nostra epoca non si
differenzia in nulla dalle altre epoche storiche se non per uno
sviluppo vertiginoso della tecnica che ha permesso l'acquisizione di
innumerevoli mezzi capaci di dare all'uomo infinite possibilità di
organizzazione e di venire incontro al costante aumento numerico
degli individui nelle società esistenti Offrendo così la possibilità
a tutti di migliorare lo sviluppo di vita con interscambi economici e
culturali . Tuttavia notiamo che la terra ha ancora moltissime aree
poco abitate e con una scarsa popolazione e come sia necessario che
sia popolata di più e in modo omogeneo, senza che determinati corpi
sociali, impadronendosi delle leve del governo mondiale , impongano
una loro libera morale autonoma rispetto al diritto naturale di tutte
le società umane esistenti . Già nella Cina ex comunista si
incominciano a notare gli effetti devastanti di una politica del
controllo selettivo delle nascite imposto alle famiglie ! Proprio
questa autonomia umana e politica nei confronti dei valori naturali,
è alla radice delle ingiustizie tra gli uomini e delle classi sociali
ancora oggi e porterà a uno sfacelo futuro se continuerà a essere
percorsa . La pecora nera che ha ribaltato e rivoluzionato popoli
interi creando squilibri e disordini mondiali non è stata una classe
particolare,quella borghese, sebbene molto attiva e trafficona, che
minacciava di volta in volta chi si frapponeva ai suoi traffici
commerciali . No ! La forza che ha capovolto interi sistemi sociali , è
stata una forza culturale che cercava l'autonomia morale e aveva solo
di riflesso l'obiettivo di mettere fine alle ingiustizie sociali !
Essa partiva da molto lontano proponendosi dapprima come nuova forza
morale e poi come forza rivoluzionaria per un nuovo ordine utopico
tutto terreno,basato sul calpestamento dei valori morali che solo l'
uomo possiede ! L 'obiettivo era consegnare tutto nelle mani di uno
stato assolutista e padrone della vita pubblica e privata dei cittadini
con la scusa ugualitarista . Ai piccoli padroni sostituire uno più
forte di tutti con il pugno di ferro e onnipotente. In una parola ,
dovunque, oggi, ha preso il potere l' autonomia morale dei singoli o
di uno stato onnipotente , hanno spezzato senza pietà tutti quei
vincoli che legavano i nuclei famigliari agli altri nuclei ,a un
sistema sociale , alle unione dei singoli tra di loro . In altre
parole, l'autonomia morale frutto dell' egoismo individuale , ha
modellato il mondo a sua immagine e somiglianza creando continui
bisogni e illusioni di una falsa libertà che diventava un fattore
disgregativo sociale . Gli eroi rivoluzionari e anarchici erano gli '
uomini liberi da impegni morali che avrebbero dovuto assicurare la
giustizia alle masse di oppressi e sottosviluppati nel campo sociale .
Ma un eroe che non ha impegni morali del tipo: "non rubare !" potrà
mai ergersi a guida di chi non deve rubare sul piano pubblico e sociale
? Così il proletariato non è quell'essere nuovo venuto da un altro
pianeta ; un essere incontaminato perché senza interessi e proprietà,
che ha solo bisogno di appropriarsi dei mezzi di produzione per godere
anche lui del paradiso economico del vecchio borghese . Il povero non
è altro se non il frutto di mille ingiustizie sociali dovute in parte a
se stesso, in parte al sistema sociale , in parte a condizioni
ereditarie avverse e non facilmente controllabili . Così quando un
individuo si ubriaca o si droga o delinque e non lavora , solo in
parte si può colpevolizzare il sistema sociale vigente , qualunque esso
sia . Anzi il sistema sociale deve farsi carico di assicurargli un
livello minimo di esistenza secondo la sua dignità umana ,ma non
giustificarlo nelle sue deviazioni morali che vanno punite senza
pietà e senza sconti di pena ! Abbiamo visto come gli ultimi
rivoluzionari chiamati comunisti ,in realtà non avevano solo l'
obiettivo si eliminare a loro modo le ingiustizie sociali evidenti in
determinati sistemi sociali per creare utopiche società di eguali ;
essi capivano che bisognava sempre rivolgersi contro l'autorità
deputata a garantire l'ordine e la sicurezza e lo sviluppo di tutti
perché questa garantiva sempre un certo sistema morale atto a impedire
a chiunque di delinquere . Essi, quindi, non solo hanno sempre
contestato il potere garante dell'ordine ,un potere naturale ,ma dopo
che lo hanno ottenuto , non hanno eliminato nessuna ingiustizia
prefissasi, se non facendo tabula rasa delle forze esistenti ; hanno
solo agito alla radice cercando di rovesciare il diritto naturale su
cui si basava ogni rapporto sociale degli esseri viventi sulla terra.
In questa opera di demolizione dei valori morali naturali nel campo
sociale in cui mascheravano il desiderio di una società più giusta,
di eguali, da attuare facendo tabula rasa delle altre classi , essi
hanno avuto come alleati, indiretti o diretti, gente cristiana e
anarchici ugualitaristi , con gli stessi obiettivi politici perché
questi volevano realizzare sul piano sociale quello che solo sul piano
della fede o religioso essi potevano ottenere . Il loro obiettivo
sociale non era il bene comune dei singoli e delle famiglie e
garantire lo sviluppo di tutti con la giustizia divina ; il loro
obiettivo era di ordine religioso-spirituale, quindi utopico , in cui
confondevano i valori del diritto naturale che presiede al bene comune
di uno stato , alle visioni evangeliche che doveva portare tutti all
'egualitarismo livellatore , credendo cosi di eliminare l'ingiustizia
sociale . Ma una dottrina di salvezza basata sul perdono individuale
non poteva diventare una dottrina sociale di giustizia ! Per fare
questo molti di essi arrivavano a rinnegare anche il Vecchio Testamento
! Quindi, nella distruzione di ogni ordine naturale essi avevano come
alleati e portaborse cristiani spirituali che proponevano il vangelo
sul piano sociale invece che come dottrina di salvezza dal peccato.
Molti di questi acquasantieri dell'egualitarismo, fautori di un
progressismo evoluzionista o naturalista della storia della salvezza ,
divennero Presidenti di Azione Cattolica,Presidi , Rettori di facoltà
teologiche e laiche , Cardinali, filosofi cristiani ,grandi umanisti ,
preti telepredicatori e pedagogisti ,pacifisti ecologisti , infine papi
! Così come nel medio evo molti di questi paladini dei poveri si
ribellavano alle varie ingiustizie sociali in nome di problemi
teologici, contestando l'autorità ecclesiastica che garantiva l'ordine
sociale , oggi chiedevano la rivoluzione in nome di false teorie
economiche che avevano come fine sempre utopie di stampo religiose.
Molte di queste utopie sono realizzabili solo a patto che si esca fuori
dalla società naturale o che la si stravolga con una rivoluzione che
non risolverà mai il problema della giustizia sociale in quanto sono
sbagliate le loro premesse . La famiglia infatti non è un retaggio
dello stato borghese, ma il nucleo sul quale ruota tutto il sistema
politico di un popolo . Nella storia ebraica abbiamo gli anziani e i
patriarchi che decidevano la politica generale ,nell'antica Roma
abbiamo i Pater Familias e i Senex , in Grecia abbiamo i nobili a
decidere della cosa pubblica ,ma una nobiltà e onore che derivava
dalla fedeltà alla legge naturale . La destra, quindi , è quella forza
che opera per bloccare ogni movimento rivoluzionario dei valori morali
fondamentali che le forze rivoluzionarie vorrebbero gettare nella
polvere ,quindi è conservatrice e reazionaria ,ma non per fini di
mero potere economico ed egoistico . La destra è democratica se la
maggioranza si adegua ai valori naturali , ma è spietatamente
antidemocratica se con il falso buonismo e umanesimo pacifista e
sociale , cerca di calpestare la giustizia venendo a patti con le
forze demolitrici dei valori morali che legano la società e le
famiglie con vincoli irremovibili , minacciando il loro bene comune .
La destra è anche rivoluzionariamente violenta se la situazione è
troppo compromessa sul piano morale ! Per la destra l'essenziale della
politica non è la questione della proprietà privata o proprietà
sociale o di un' utopico egualitarismo che darebbe la dignità a tutti ,
anche all'assassino e al ladro, ma l'essenziale è la giustizia
giusta nel corpo sociale in quel mosaico di famiglie e di gruppi o
federazioni o corpi sociali che formano una società e uno stato ; è
una questione di valori morali da far rispettare a tutti in forma
uguale ! La destra quindi cerca di individuare quei politici , quegli
uomini non disposti a svendersi sulle pubbliche piazze per ottenere il
voto di più gente possibile da ripagare poi con favori economici .
Essi hanno un percorso preciso da seguire ; un percorso morale che
conoscono tutti . Applicare con la bilancia e con la spada il diritto
naturale ! Questo diritto naturale di cui parla la destra , non è la
morale evangelica che è un optional dei fedeli e dei discepoli del
Regno a livello personale , ma una legge universale che riguarda tutte
le categorie sociali e tutti popoli della terra .La destra è per la
legge universale naturale ! La destra se parte da certezze , queste
non derivano dalla presunzione di avere individuato una classe che
salverà finalmente il mondo e l'umanità,perché queste certezze non
sono opinioni umane derivate da infallibili analisi economiche e
sociologiche che ci autorizzano a rivoluzioni immani , ma parte da
certezze che vengono dall'Alto, quindi non sono opinioni di tizio e di
caio o di una scuola filosofica di pensiero , ma sono certezze
superiori , le uniche che possono salvare l'umanità .
Uomini di vera destra di tutto il mondo unitevi !
Ufficio Presidenza della Destra Italiana
3 Maggio 2008
INOLTRATO DA destraradicale@yahoo.it -
a: c.augias@repubblica.it
INVIATO DA c.augias@repubblica.it

EUROBERLUSCONI
Se si parlasse di comicità, a non averlo bisognerebbe inventarselo. Ma qui invece parliamo di diritti civili e di Unione Europea.L'ultima gaffe di Silvio Berlusconi è di ieri sera. Il
presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, intenderebbe
assegnare al successore di Franco Frattini il portafoglio dei Trasporti
anziché quello della Giustizia. Tra i più papabili alla successione di
Frattini l'eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE. Silvio
Berlusconi ha affermato che sarebbe molto più conveniente interessarsi
di infrastrutture e trasporti anziché di omosessualità. Nonostante la
scarsa visione generale del compito di un Commissario europeo alla
Giustizia e la totale assenza di bon ton del futuro Presidente del
Consiglio (che d'altronde ne ha già dato prova altrove con corna e mani
a mitraglietta puntate su una giornalista), stavolta non possiamo non
essere d'accordo con lui. Tajani, il probabile successore di Frattini,
appare un uomo senza competenze specifiche adeguate, per il quale
addirittura molti eurodeputati avevano già inoltrato formale protesta
per la candidatura alla Giustizia, non ritenendolo idoneo a quell'
incarico. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ritiene, come
molti in Europa, che Tajani alla Giustizia rappresenterebbe una deriva
pericolosa nei confronti di categorie sociali discriminate. La frase
di Berlusconi, inoltre, fa ben comprendere come la destra italiana ed
il prossimo governo vogliono occuparsi delle libertà civili e dei
diritti delle persone omosessuali. Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli Segreteria Politica – Andrea Berardicurti 348/7708437

"AMORE CIVILE" PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA
Nell'anniversario del referendum sul divorzio studiosi e associazioni si confronteranno sulle
nuove famiglie, convivenze e relazioni affettive
Il prossimo sabato 10, 11 e 12 maggio si terrà a Roma la conferenza "Amore civile", prima
parte di un evento di tre giorni sulle nuove forme di convivenza e
relazioni affettive, per la riforma del diritto di famiglia.
http://www.radioradicale.it/amorecivile
Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per
la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal
significativo titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione
dell'amore civile". Il convegno ha rappresentato l'occasione per
rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai
tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata
sul concetto di "amore civile". Amore civile significa mettere al
centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore
civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta
incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è
convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del
dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere
che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità", e che in
questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa
rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà
dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il
baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato. Il
successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno
fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere
permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma
globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera
iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al
centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e
omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra
figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la
violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza. Con
l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere
umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica
per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici,
riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si
sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale
e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica
"corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo
per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le
coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un
Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso
di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni
direttamente impegnate su queste istanze. La conferenza "Amore civile"
si terrà a Roma il prossimo 10, 11 e 12 maggio. Speriamo che vorrai
essere tra i partecipanti di questo importante evento, che cade
significativamente a pochi giorni dall'insediamento del nuovo
parlamento. I lavori della conferenza saranno così articolati: Sabato
10 maggio 9,30-19 – Convegno Sala delle conferenze Piazza Monte Citorio
n.123/a ore 21 - proiezione e dibattito sul film "Ti do i miei occhi"
Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre Argentina 76, 3°
piano. Domenica 11 maggio 9-14 - Assemblea aperta con relatori e
partecipanti Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre
Argentina 76, 3° piano. Lunedì 12 maggio ore 12 – Conferenza stampa di
presentazione dei risultati della conferenza.. Marco Cappato
(segretario Associazione Luca Coscioni) - Rita Bernardini (segretaria
Radicali Italiani) - Sergio Rovasio (segretario associazione "Certi
diritti") - Diego Galli (responsabile RadioRadicale.it) - Diego
Sabatinelli (segretario Lega italiana per il divorzio breve).
Diego Galli Responsabile del sito internet Radio Radicale
Via Principe Amedeo, 2
00185 Roma
Tel (+39) 06 488781
Cell (+39) 347 0918518
Email
diego.galli@radioradicale.it
http://www.radioradicale.it

IL GIOCO DELLE TRE CARTE ALL'ONU
Non avrei voluto fare commenti circa il discorso che il capo di stato vaticano ha tenuto all'ONU ma, come tutti sanno, "un bel tacer non fu mai scritto". Credo che pochi nutrissero
dubbi sul fatto che la presenza di B16 fosse finalizzata a portare
anche in quel settore la voce del confessionalismo, però (dato il
contesto) ci si sarebbe aspettata quanto meno si una linea di coerenza
più solida, anziché arrivare a riproporre anche nella suddetta sede il
solito "gioco delle tre carte" che nel nostro paese è già riuscito a
condizionare la classe politica oltre ogni limite di accettabilità. Due
sono i punti più inquietanti dell'intervento papale (non che gli altri
non lo siano, ma preferisco soprassedere) : il primo è costituito dalla
questione ritrita e ricotta della "espressione pubblica delle
religioni" che (per chi non lo ricordasse) è stata inserita anche nello
statuto del PD. Orbene : secondo il Sig. Ratzinger le religioni
avrebbero diritto ad un'espressione pubblica, ma senza spiegare
esattamente cosa egli intenda con tale terminologia. Allo stato
attuale, almeno nei paesi democratici, nessuno ha mai negato l'
espressione pubblica di una religione (fintanto che questa viene intesa
come rispetto di quanto contenuto all'art. 18 della Dichiarazione
Universale), ma se per espressione pubblica si intende "espressione
istituzionale" (nel senso che la voce di un rappresentante religioso
diventa legge per tutti) forse il "buon Joseph" dovrebbe rivedere le
sue posizioni insieme a chi gli fa eco, perché attraverso tale
interpretazione della cosiddetta "espressione pubblica" si pretende di
fatto di istituire la teocrazia. Personalmente come "non credente
militante" mi sono sempre battuto per la libertà di espressione della
"concezione del mondo" che rappresento, ma non ho mai preteso di
imporla come verità istituzionale che tutti (anche i credenti)
dovrebbero rispettare. Posso aver chiesto il rispetto di una
convenzione stabilita per legge o per costituzione (questo sì), ma non
ho mai preteso di imporre agli altri le mie convizioni a-religiose
(chiedere l'esposizione nei luoghi pubblici dell'emblema della
Repubblica Italiana al posto del crocifisso, non significa imporre l'
ateismo o l'agnosticismo a tutti, come qualcuno vorrebbe far credere,
ma solo rispettare la laicità dello stato). Se tutti gli uomini nascono
uguali, non si può pretendere libertà di parola invocando l'art. 19
della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e poi cercare (in
virtù del proprio diritto canonico) di vedere imposte a tutti le
proprie convinzione religiose negando a chiunque il diritto di
dissentire ed ignorando così l'art. 30 dello stesso documento. Se tutti
gli uomini nascono uguali, non si può pretendere di fare le vittime
accusando gli altri di violare la propria libertà di espressione,
quando con quella libertà di espressione si negano di fatto le libertà
agli altri. Se tutti gli uomini nascono uguali, non si può chiedere per
se stessi il rispetto di un diritto richiamato da un articolo e poi,
una volta ottenuto, si negano agli altri i 29 rimanenti articoli
sanciti dalla stessa convenzione che viene invocata. Ed ecco che (quasi
per induzione) arriviamo proprio al secondo punto invocato dal teocrate
: il rispetto dei diritti umani ! Per chi non lo sapesse (o non lo
ricordasse) il Vaticano è uno dei pochi paesi al mondo che non ha mai
riconosciuto la Dichiarazione Universale. Ora però il suo capo di stato
si reca all'ONU a invocarne il rispetto. Non basta, egli aggiunge
(parole testuali riportate su REPUBBLICA) : "Ogni Stato ha il dovere
primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e
continue dei diritti umani … ". Cosa farà quando tornerà a casa ? In
qualità di capo di uno stato in cui si verificano "violazioni gravi e
continue dei diritti umani", inizierà a esercitare pressioni su se
stesso ? Si metterà davanti ad uno specchio in un monologo da
"scenografia shakesperiana" tentando di convincere la sua metà oscura
(che molti hanno ironicamente raffigurato nell'imperatore Palpatine)
che in fondo anche gli altri hanno diritto a credere in quello che
vogliono e che in fondo i governi di tutti i paesi (dovendo governare
su genti di ogni cultura e religione) dovrebbero varare leggi non
ispirate a dottrine religiose (dottrine che chiunque è però libero di
rispettare nel proprio privato) e che anche lui dovrebbe fare la stesa
cosa in quei 40 ettari di cui è monarca, mentre l'oscura figura dall'
altra parte lo incita a sterminare i nemici della fede come gli atei,
gli omosessuali, gli abortisti o gli scienziati ? Parlando dal punto di
vista umano, provo pietà per un personaggio del genere che è costretto
ad arrivare a simili espedienti dialettici di bassa lega e ad
arrampicarsi sugli specchi al fine di invocare il contrario di ciò che
egli stesso propina, per non tentare neanche per un istante di
rimettersi in discussione, prigioniero com'è del suo ruolo e di una
dottrina a cui ha deciso di votare in modo acritico tutta la propria
esistenza.
INVIATO DA Francesco Paoletti - UAAR Roma

INTERVISTA ESCLUSIVA DI BABILONIA AL CAPITANO DELLA VOLLEY ROMA LUIGI MASTRANGELO
"I CALCIATORI COME FIGHETTI. SE MI INVITANO VORREI ESSERE IN PRIMA FILA
AL GAY PRIDE".
Da Mottola, piccolo paesino pugliese, alla sfolgorante
carriera nella pallavolo per la Roma Volley, Luigi Mastrangelo, detto
"Maestro" è la nuova icona gay. Niente più Carrà o Mina o i calciatori
stile Kakà, gli omosessuali, al pari delle donne, hanno decretato che
l'uomo che si porterebbero volentieri nel talamo amoroso è l'adone Gigi
Mastrangelo, classe 1975. Il pluricampione europeo e mondiale, col
desiderio di qualche oro anche a Pechino, rilascia al mensile Babilonia
una intervista esclusiva, parlando molto di sport e omosessualità e,
naturalmente della sua passione per la pallavolo. Ma se non avesse
fatto il giocatore? «Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare
pulizia di tanta delinquenza». Babilonia interroga il campione sul
problema a dichiararsi omosessuali nelle varie discipline sportive,
per paura di essere emarginati. «Non capisco perché i gay debbano
avere difficoltà a dichiararsi. Non siamo aperti abbastanza. All'estero
non è così. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono
molto più limpide e cercano di combattere l'omofobia anche nello sport.
Sì, non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero
criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno
sportivo gay», risponde Mastrangelo. Proseguendo nell'intervista a
Babilonia, Mastrangelo, racconta di quanto gli piaccia essere la nuova
icona gay: «Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro,
anzi. E poi ho un cugino omosessuale». Ma, quelli della sua squadra,
l'allenatore? «Forse qualche invidia per il fatto di essere così
apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono
contento perché credo faccia bene alla pallavolo, visto che non è
conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex
symbol per le donne. Gli uomini però mi hanno sempre dato più
soddisfazioni. L'ho capito anche e soprattutto attraverso le mie
amicizie con i gay. Apprezzano di più la fisicità». Mai ricevuto
"avances"?, chiede la storica rivista omosessuale. «Sì, anche da
amici», risponde il campione. Poi, Mastrangelo dice la sua sui
calciatori: «Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E
questo è terribile. Inoltre mi dà fastidio la sovraesposizione dei
calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia
rifatte. Le trovo molto poco maschili». Non dimentica Pechino,
Mastrangelo e a Babilonia dichiara: «Mi rendo conto che c'è un problema
politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto
bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed è una cosa
assurda». Sulle adozioni gay è ancor più incisivo: «Penso – dice
Mastrangelo – che due omosessuali possano crescere un bambino
benissimo. Non ci trovo niente di strano. E' strano piuttosto il fatto
che non sia permesso». Parteciperebbe, anche come testimonial al Gay
Pride? «Sì. Accetterei volentieri. Mi invitate?», risponde con un bel
sorriso a Babilonia. «Dopo quelli che mi procura mio marito, gli
orgasmi che mi dà Zapatero sono i migliori». Esordisce così, Pedro
Zerolo in una intervista rilasciata al nostro mensile, dopo mesi di
contatti e paziente attesa. Zerolo, ispiratore del matrimonio gay, 48
anni portati con effervescenza, gode della stima e fiducia personale
del premier spagnolo: «Insomma Pedro, dopo tutto il polverone che
abbiamo creato, quando ti sposi?», ebbe a dirgli dopo l'approvazione
della legge. Zerolo si racconta e narra della Spagna; della sfida
contro l'ingerenza dell'episcopato clericale e anche dell'Italia: «Ho
avuto un fidanzato napoletano. La politica italiana ha un deficit di
progetti». Suggerimenti? «La società si deve mescolare, aprire le porte
alla diversità. C'è bisogno di una società meticcia, meno arroccata.
Per prima cosa l'Italia si deve liberare della pesantissima ingerenza
vaticana», è la risposta di Zerolo all'inviato di Babilonia. Ed essendo
Pedro un avvocato, dà un bel suggerimento a quanti vorrebbero sposarsi
in Spagna ed essere riconosciuti nel nostro Paese.
INVIATO DA
mcirrito.babiloniamagazine@gmail.com


LA FILOSOFIA DELLA PANSESSUALITA'
(traduzione) di Peter Boom
La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell'uomo, siano
esse occasionali o permanenti) è basata sull'osservazione dei fenomeni
naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia
mondiale. La Teoria si propone di far superare i correnti "pregiudizi"
spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società
contemporanea. Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali
o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non
dovrebbe reprimerle. La nostra sessualità, come i nostri sentimenti,
può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di
qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso
animali, cose e verso noi stessi. Laddove il sesso viene considerato
"peccaminoso" possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.
Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi
parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza
sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono
anch'esse naturali e parte di un processo subconscio.La storia e
l'antropologia raccontano l'infinita variabilità del comportamento
sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente
sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna.
Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con
maggiore apertura mentale per placare l'ansia causata dal credere di
aver commesso un "peccato". In effetti la Teoria della Pansessualità
aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi
per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e gioiosa
naturalezza. Peter Boom:
http://digilander.libero.it/pansexuality


GIORDANO BRUNO
la ragione è laica. Conferenza e pubblico dibattito con
Maria Mantello, saggista, prof. di Filosofia e Storia Introduce e
coordina: Maria Barbalato, Generoso Procaccini editore. Giovedì 15
maggio 2008, ore 18.00 LIBRERIA RINASCITA Via Prospero Alpino, 48 –
Roma (Circonvallazione Ostiense). Ingresso libero…
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
"Giordano Bruno" Union Mondiale des Libres Penseurs International Humanist and Ethical Union
Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma tel: 3297481111 - e.mail:
liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
www.periodicoliberopensiero.it

CONEGLIANO GAY CIRI CECCARINI OSPITE D'ONORE ALL'APERTURA DEL CIRCOLO SHAKE
Saranno il cantautore riminese Ciri Ceccarini (www.myspace.com/ciriceccarini) e il suo singolo "Sono ciò che sono" gli ospiti d'onore della giornata di festa organizzata dallo Shake, il
neonato circolo gay di Conegliano Veneto per il prossimo sabato 10
maggio 2008. Ceccarini arriverà a Conegliano alle 10,30 per la
conferenza stampa in programma presso la sede del circolo, in via
Settembrini 135 durante la quale Ciri darà il benvenuto agli ospiti
salutando il presidente e tutti gli amici del circolo Shake. Durante l'
incontro con i giornalisti e i cittadini di Conegliano Veneto sarà
possibile ascoltare il brano "Sono ciò che sono", brano in cui il
giovane Ciri ha unito il coraggio della denuncia alla voglia di libertà
per le persone gay. Ciri Ceccarini tornerà quindi in scena a mezzanotte
alla discoteca Gold a Godega di S.Urbano in via Leonardo Da Vinci 4
dove, affiancato dalla vocalist veneta Simona Tedeschi e dalle
splendide movenze della ballerina mediorientale Fatima,proporrà un'ora
di musica live con i brani più belli del suo variegato repertorio. Ciri
Ceccarini, ventotto anni, è un famoso showman e trasformista romagnolo.
Assieme alla dote istrionica che lo ha resto una vera attrazione sulla
riviera adriatica, Ciri sin da giovanissimo si dedica al cantautorato e
produce numerosi brani con i quali partecipa a vari festival tra i
quali l'Accademia di San Remo, il Festival di San Marino, il Roma Music
Festival. Dallo scorso anno Ceccarini ha iniziato a frequentare anche
la capitale con esibizioni nei più prestigiosi club romani tra i quali
il famosissimo Gilda. Ciri e il suo gruppo artistico si esibiscono,
inoltre, periodicamente in diretta nazionale sulle frequenze tv di
Canale Italia.
Ciri Ceccarini – Press Office Contatti
Daniele Priori – Press Agent 328/6323820
Mail danielepriori@inwind.it
Web
www.myspace.com/ciriceccarini

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22 ottobre 2007

news 22 ottobre

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE ITALIANA PRINCIPI FONDAMENTALI ART. 1
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità è del popolo che la esercita nei limiti della costituzioneIL VATICANO MARCIA SU ROMA498 franchisti beatificati nell’anniversariodella marcia su RomaDomenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono “martiri della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani. La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo. Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista. La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza. Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione della società , basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle streghe dello scontro di civiltà ; ne fanno le spese, ancora una volta, tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile. info@facciamobreccia.org www.facciamobreccia.orgCOMITATO GAY LESBICHE PRATOIl Comitato Gay e Lesbiche Prato esprime solidarietà per i soci e le socie di Arcigay Grosseto, nonché il proprio dissenso verso le gerarchie vaticane che non perdono occasione sia per far emergere la propria omofobia, sia per frenare ogni occasione di conoscenza ed incontro fra cristiani/e cattolici/che e realtà GLBT (gay lesbiche bisessuali e trans). Riteniamo giusto aver chiesto a S.E. Agostinelli, vescovo di Grosseto, che l’incontro si svolgesse nella sede di Arcigay esattamente come avvenuto per le altre associazioni della zona. Pur non ritenendo il vescovo in generale un’istituzione pubblica, in quanto non rappresentativo dell’intera cittadinanza e non eletto democraticamente, sappiamo che molte persone GLBT vivono, talvolta anche con sofferenza, il loro essere cattolici/che e la loro natura. Queste stesse persone spesso restano vicine alla Chiesa Cattolica soltanto grazie alle “buone parole” di sacerdoti che, almeno nel privato, si dichiarano contrari alla chiusura omofoba del Vaticano. Pensiamo che i/le cattolici/che gay, lesbiche, bisessuali e trans oggi si trovino a dover vivere ed a subire una contraddizione enorme che genera frustrazione e piano piano allontana dalla Chiesa e dal messaggio evangelico. Se da un lato le Chiese protestanti presto nel loro sinodo decideranno se benedire le coppie gay e lesbiche al pari delle coppie eterosessuali, la Chiesa Cattolica fa pressione su un vescovo perché non si rechi ad incontrare gay e lesbiche della sua diocesi. Siamo dispiaciuti/e e speriamo che fra Arcigay Grosseto e la diocesi della città possa continuare un dialogo e che la questione dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e trans riesca alla fine a fare breccia, che possa emergere veramente la Chiesa Cattolica che non discrimina, che non vede nessun problema nell’amore di gay e lesbiche, che non crede nell’unico modello familiare patriarcale, eterosessuale e maschilista, che si oppone con forza a logiche dal sapore fascista, che crede nell’assoluta parità fra uomini e donne, che non teme la sessualità in generale, che opera concretamente per il bene di tutte le persone indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Comitato Gay e Lesbiche Prato www.gayelesbicheprato.it - info@gayelesbicheprato.it - Emanuele Bresci 347- 4637511 - Fabrizio D’oria 392- 3862879 - Samuele Cannicci 338 - 3945546CONTRO IL BULLISMO NELLE SCUOLEFIRMATO ACCORDO FRA MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E AGEDOUn accordo contro il bullismo e le violenze nelle scuole è stato firmato dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di volontariato dei genitori, sotto forma di un Protocollo d'Intesa, il giorno 10 ottobre. Il Protocollo è stato sottoscritto dal ministro Giuseppe Fioroni e dal Forax, raggruppamento di associazioni italiane di genitori. Fra le novità di questo accordo è la presenza di Agedo (associazione genitori di omosessuali), che ha partecipato all'iniziativa affinché venisse inserita una esplicita attenzione contro "ogni forma di violenza e di bullismo nelle scuole, in particolare il bullismo omofobico". Il Ministero si impegna infatti con questo protocollo a "promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua forma fisica e psicologica". Il Ministero si impegna inoltre "a sostenere a livello nazionale, regionale e locale le attività promosse" a questo scopo. In particolare il Ministero favorirà "la diffusione di percorsi pilota per la valorizzazione delle diversità nell'ottica di una considerazione della specifica identità unica e irripetibile di ogni studente". Dal canto loro le associazione di genitori daranno vita a "iniziative congiunte volte a prevenire e contrastare ogni fenomeno di violenza, di intolleranza fra i giovani, all'interno della istituzione scolastica", oltre a "collaborare nell'elaborazione di progetti di formazione dei docenti". Il Ministero si è impegnato a dare comunicazione dell'accordo a tutti gli uffici scolastici periferici. Agedo è l'associazione italiana di genitori e famiglie di persone omosessuali, ed opera da quasi quindici anni attraverso le sue sedi su gran parte del territorio nazionale. La firma di questo protocollo permetterà ad Agedo di intervenire nelle scuole con incontri educativi e formativi, per contrastare la crescente violenza omofobica. Paola Dell'Orto (Presidente nazionale Agedo). Per informazioni: Paola Dell'Orto tel. 338 4266497EDUCARE AL LA DIVERSITA'Esperienze educative sui temi dell'omosessualità 22 e 23 ottobre 2007 Centro Congressi Lingotto, TorinoLa scuola, agenzia educativa per eccellenza, è il luogo fondamentale di sperimentazione e verifica diogni progetto di formazione e trasformazione culturale, anche se molti hanno sottolineato in questi anni comeessa abbia perso la capacità d’impatto che aveva, a favore di altre forme di comunicazione audiovisive, potenzialmente attraenti ma che trasmettono messaggi non sempre vagliati criticamente. Ciò ci rende consapevoli della necessità di fornire strumenti e stimoli per far si che i giovani sviluppino capacità proprie per leggere la realtà senza la lente degli stereotipi e dei pregiudizi. In questo senso “educare alla diversità ” ha un valore strategico, per la grande potenzialità rappresentata dalla consapevolezza che le differenze costituiscono un elemento di valore. Questo è l’approccio che molti educatori hanno proposto in questi anni, e in questo senso sono andate anche alcune esperienze sviluppatesi sui temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, che possono connettersi a percorsi concettuali anche di carattere più generale. Si tratta per lo più d'iniziative intraprese da associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) ma anche da altre realtà che hanno ritenuto necessario inserire questi temi in percorsi didattici più complessivi, senza però negarne il carattere specifico. Tra queste a Torino il Servizio Lgbt del Comune, che in collaborazione con il Gruppo di Formazione del Coordinamento Torino Pride ha sviluppato proposte di attività che hanno incontrato un forte ascolto nel mondo della scuola, con la partecipazione di molti insegnanti. L'esperienza del nostro territorio, dove abbiamo cercato faticosamente di costruire percorsi di comunicazione e diffusione, ha contribuito a far emergere la necessità di un confronto più ampio tra quelle maturate in altre parti d'Italia, spesso valide ma poco conosciute. Da qui, il desiderio di dare forma ad un convegno in cui si potessero incontrare le esperienze fatte nel nostro paese, avviando una sorta di "censimento", che raccolga e metta in rete il lavoro svolto finora, evidenziandone la ricchezza ma anche i punti critici, elementi necessari per ottenere la necessaria efficacia. Infine per offrire, su questi temi come su altri relativi alle pari opportunità , una contestualizzazione più ampia, abbiamo pensato di rappresentare all'interno del convegno anche alcune tra le più significative esperienze europee. Convinti/e che a questo primo importante momento ne debbano seguire altri per dare continuità alla progettualità educativa su questo terreno. ILUNEDI' 22 OTTOBRE ore 14,00 - iscrizione partecipanti ore 14,30 – saluti Barbara Pollastrini , Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Un rappresentante dell’ Ufficio Scolastico per il Piemonte Giuliana Manica, Assessore alle Pari Opportunità di Regione Piemonte Aurora Tesio, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Torino Marta Levi, Assessore alle Pari Opportunità della Città di Torino Aurelio Mancuso, presidente Arcigay introduzione di Roberta Padovano Coordinamento TorinoPride ore 15,00 – 1° sessione – coordina Gigi Malaroda. Giuseppe Burgio, Rete di educatori Aletheia, Palermo Ginevra Tomei, “Un mondo arcobaleno” proposta educativa di Amnesty International edito da EGA Eleonora Dall’Ovo, Seminari su stereotipi e omofobie nei libri di testo scolastici, Prato Graziella Bertozzo, Progetto Daphne “Chi sono quel ragazzo, quella ragazza”, Firenze Matteo Martelli, Gruppi scuola Cassero e Arcigay Progetto Schoolmates, Bologna Alessandro Galvani, Progetto “Nessuno uguale a me” (prevenzione del bullismo) dell’ Agedo di Milano Maria Teresa Giolito, ginecologa, responsabile Coordinamento regionale piemontese dei consultori familiari Alberta Basaglia, Osservatorio Lgbt e Politiche Giovanili del Comune di Venezia Roberto Emprin, Settore Pari Opportunità e Politiche di genere, Servizio Lgbt del Comune di Torino ore 18,00 chiusura dei lavori. MARTEDI' 23 OTTOBREOre 9,00 – 2° sessione, coordina Vanni Piccolo, ex-preside Tobia Zevi, Forum Nazionale Giovani Mila Banchi, AGEDO (Associazione di genitori, parenti di omosessuali) Giuliana Beppato, Associazione Famiglie Arcobaleno Marco Chiauzza, FNISM , Federazione Nazionale Insegnanti ore 10,30 - 3°sessione, coordina Sergio Lo Giudice, referente del progetto Comenius “Towards an inclusive school”, Liceo Copernico, Bologna Tim Bedford, GLEE, GLBT Educational Equity, Oulu, Finlandia Tino Brugos, Gruppo XEGA, Qijon, Spagna Belen Molinuevo, COGAM, Madrid, Spagna Nigel Tart, progetto Schools Out, Londra, UK Amanda Stephens, YouthNet NI, shOut Project, Belfast, Northern Ireland ore 13 pausa ore 14,30 – 4° sessione - coordina Carla Bonino, dirigente del Settore Integrazione Educativa della Città di Torino Luca Pietrantoni, Università di Bologna, Margherita Graglia psicologa e psicoterapeuta, Stefania Zuccherini Marangoni, formatrice Oppi, un docente dell’ Università degli Studi di Torino ore 16,30 – 5° sessione - coordina Maria Teresa Martinengo, giornalista. Un rappresentante del Ministro della Pubblica IstruzioneMembri della Commissione Istruzione Camera dei Deputati Giovanna Pentenero, Assessore alla Istruzione della Regione Piemonte Umberto D’Ottavio, Assessore all’Istruzione della Provincia diTorino Luigi Saragnese, Assessore alle Risorse Educative della Città di Torino Intervento di chiusura di Gigi Malaroda per il Coordinamento TorinoPride. La segreteria organizzativa è in attesa di alcune conferme (individuate nel programma con l’asterisco *). Il programma aggiornato sarà disponibile sul sito www.meltingbox.it non appena possibile e distribuito ai partecipanti. Il Convegno ha ottenuto il patrocinio di Regione Piemonte e della Città di Torino, ed è in attesa del patrocinio della Provincia di Torino. Il convegno è riconosciuto ai fini della formazione e dell’aggiornamento in servizio. L’iniziativa è organizzata e attestata da ente accreditato alla formazione in base al DM 270/2001. Secondo le norme contenute nel vigente CCNL è consentita la partecipazione degli insegnanti in orario di servizio. Per motivi organizzativi è necessario segnalare la propria presenza in anticipo, attraverso l’invio di una mail o di un fax ai recapiti che seguono: Segreteria organizzativa: Regione Piemonte, Assessorato alle Pari Opportunità Via Avogadro 30, 10121 Torino Tel: 011.8126730 - Fax. 011.8178123 iscrizioni@meltingbox.it. In occasione del Convegno, sarà in distribuzione una bibliografia curata dal Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere della Città di Torino e dalle Biblioteche civiche torinesi. La bibliografia comprende sia opere di narrativa a tematica omosessuale rivolte all’infanzia e all’adolescenza sia pubblicazioni e video a carattere educativo-didattico per gli insegnanti. I testi segnalati saranno esposti presso lo stand della Città di Torino, mentre i video saranno visionabili nelle apposite aree. Nello spazio espositivo di Melting box saranno presentate le Campagne di sensibilizzazione promosse dai Comuni di Torino, Roma e Venezia, dall’Agedo di Bologna e la mostra curata dall’Istituto Statale G. Bodoni di Torino nell’ambito del Progetto Comenius. Info gigi.malaroda@aliceposta.itACQUA: I VERDI ABRUZZESI CHIEDONO TUTELA SALUTE CITTADININO ALLE MULTINAZIONALI! NO ALLA PRIVATIZZAZIONE! Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi: “La crisi idrica abruzzese si è imposta in tutta la sua drammaticità la scorsa estate quando 400.000 persone sono rimaste letteralmente a secco" nel mese di agosto. La questione delle chiusure e delle riaperture dei Pozzi S.Angelo di Castiglione a Casauria ha scatenato la lotta furiosa tra le istituzioni preposte alla gestione delle risorse idriche: gli esponenti politici al vertice degli enti si sono ostruiti a vicenda, denunciandosi ed insultandosi, senza risolvere tempestivamente e definitivamente la questione pozzi. A questa crisi va aggiunto il più grande scandalo della Regione Abruzzo, ovvero il “ritrovamento” della più vasta discarica tossica d'Europa, quella di Bussi sul Tirino, per il dominio ininterrotto della chimica con il conseguente scandalo delle acque avvelenate da sostanze tossiche che ha coinvolto vari enti di pertinenza (ATO4 e ACA), ma dove alla fine ne hanno fatto le spese solo i cittadini della Val Pescara e di Chieti. L’Abruzzo non può permettersi altri scandali. La gestione dell’acqua esercitata dai partiti politici ha evidenziato lo scarso valore dirigenziale degli ATO portando la nostra Regione a crisi idriche eccezionali, ma prevedibili, e a rilevare la mancanza assoluta di un Piano d’Emergenza. La gestione degli enti pubblici deve essere trasparente e partecipata. Le associazioni presenti sul territorio e competenti in materia debbono poter offrire il loro contributo attivo e vitalizzante, che non si limiti però ad un parere consultivo, ma che abbia peso d'indirizzo e di controllo. Comunque sia, il problema "ambiente" ed il relativo intervento dell'uomo sul territorio rivelano, nella Val Pescara in modo emblematico, la necessità di una visione globale della realtà dove ogni tematica, e soprattutto quella dell'acqua, bene comune per eccellenza, deve essere affrontato conassoluta priorità , professionalità , partecipazione e trasparenza decisionale. I Verdi ritengono che sia necessaria una politica orientata alla difesa dell’acqua dall’appropriazione dei privati, tenuto conto che sia acqua di superficie che quella di falda, appartiene alla collettività e dunque è un bene comune e pubblico: in Parlamento è in discussione una Proposta di legge popolare per l'Acqua pubblica, anche per evitare che le numerose multinazionali attive nel settore delle acque potabili e del petrolio (Suez, Veolia, Danone, Nestlè, Coca-cola, ENI, Micron, ecc.) prendano possesso delle ricchezze idriche anche della nostra regione. I Verdi tornano a ribadire che l’Abruzzo necessita di un intervento straordinario sulla rete idrica per sostituire e riparare le condutture colabrodo, obsolete ed in parte realizzate in amianto (sono dell'Ato gli ultimi dati percentuali sulla dispersione idrica nel nostro territorio, intorno al 42%, ma altri enti forniscono dati ben più impressionanti). Non meno importante è eliminare lo stretto rapporto tra inquinamento idrico pesticidi, pericolosissimo sia per l’uso domestico che agricolo. Il gruppo Consiliare dei Verdi in Regione sarà proponente di leggi, risoluzioni e interrogazioni rivolte alla Regione con l’obiettivo: - di sbloccare i fondi presenti nei bilanci regionali per il risanamento delle condutture idriche, una somma complessiva che supera i 200 milioni di euro; - di rivedere la legge regionale sul servizio idrico perchè si pone fuori dalla Direttiva Europea sulle Acqua del 2000; - di avere un ruolo politico attivo nella difesa della salute dei cittadini e nella valorizzazione delle ricchezze locali come spiagge, acqua, vento, boschi, animali selvatici e quant'altro caratterizzi il nostro essere abruzzesi; - di difendere le comunità locali e le loro ricchezze naturali dall'assalto da parte dei grandi gruppi di potere economico e degli speculatori senza scrupoli interessati a fare cassa subito, a costo anche di provocare disastri economico ambientali e sociali sul territorio circostante. UFFICIO STAMPA GRUPPO VERDI REGIONE ABRUZZO: Tel 0862.644.213 – fax 0862.644.215 telefax 0872.71.54.04 – 335.790.71.20 – 329.744.17.01www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it – gruppoverdi@regione.abruzzo.itI COSTI DEL VATICANOSu 'La Repubblica' 13 ottobre 2007, terza puntata sui costi della chiesa cattolica: l 'esenzione Ici per le attività commerciali....La chiesa non paga l'imposta sui fabbricati appellandosi a una legge del '92 ma la Cassazione la giudica illegittima e l'UE ha messo l'Italia sotto processoGli alberghi dei santi alla crociata dell'ICI di Curzio MalteseUna terrazza da sogno sul cuore della Roma barocca, sormontata dal campanile di Santa Brigida, con vista sull'ambasciata francese e perfino sull'attico di Cesare Previti. È soltanto uno dei vanti dell'albergo delle Brigidine in piazza Farnese, «magnifico palazzo del '400» si legge nel depliant dell'hotel, classificato con cinque stelle nei siti turistici, caldamente consigliato nei blog dei visitatori, soprattutto dagli americani, per il buon rapporto qualità prezzo e l'accoglienza delle suore. «Parlano tutte l'inglese e possono procurare lasciapassare gratis per le udienze del Papa» scrive un' entusiasta ospite da Singapore sul portale Trip Advisor («leggi le opinioni e confronta i prezzi»). L'unico problema, avvertono, è trovare posto. Sorto intorno alla chiesa di Santa Brigida, quasi sempre vuota, l'albergo è invece sempre pieno. Prenotarsi però non è difficile. Basta inviare una email a www.isfitutireligiosi.org, il portale che raccoglie un migliaio di case albergo cattoliche in Italia, con il progetto di pubblicarle tutte nei prossimi mesi e «raggiungere accordi con i grandi tour operator stranieri per il lancio sul mercato internazionale». Oppure si può cliccare direttamente su brigidine.org, il sito ufficiale dell'ordine religioso fondato da Santa Brigida di Svezia, straordinaria figura di mistica e madre di otto figli, fra i quali un'altra santa, Caterina. Una notizia che in realtà dall'homepage delle brigidine non si ottiene. La biografia della fondatrice occupa solo poche righe. In compenso si trovano minuziosi dettagli sulla catena di alberghi («case religiose») gestiti dalle brigidine in 19 paesi, una specie di Relais & Chateux di gran fascino, per esempio il magnifico chiostro dell'Avana Vecchia, inaugurato da Fidel Castro in persona. Il prezzo di una camera a piazza Farnese è di 120 euro per la singola, 190 per la doppia, compresa colazione, maggiorato del tre per cento se si paga con carta di credito. La Casa di Santa Brigida, quattromila metri nella zona più cara di Roma, più lo sterminato terrazzo, ha un valore di mercato di circa 60 milioni di euro ma è iscritto al catasto romano nella categoria "convitti". E non paga una lira di lei. Ogni anno i comuni italiani perdono secondo gli studi dell'Alici («basati su dati catastali lontani dal valore di mercato reale») oltre 400 milioni di euro a causa di un'esenzione fiscale illegittima e contraria alle norme europee sulla concorrenza. A questa stima vanno aggiunti gli immobili considerati unilateralmente esenti da sempre e mai dichiarati ai comuni, per giungere ad un mancato gettito complessivo valutato vicino al miliardo di euro annuali. Sarebbe più esatto dire che la perdita è per i cittadini italiani, perché poi i comuni i soldi mancanti li prendono dalle solite tasche. L'Avvenire, organo della Cei, ha scritto che bisogna smetterla di parlare di privilegio poiché esiste una legge di esenzione fin dal 1992. «.Un regime che non aveva mai dato problemi fino al 2004» conclude. È vero. Ma ha dimenticato di aggiungere che il "problema" insorto è la correzione della Corte di Cassazione. Un problema non da poco in uno stato di diritto. Al quale si è aggiunto quest' anno un altro problemino. anticipato da "Repubblica", l'inchiesta della commissione europea sull'intero settore dei lavori fiscali alla chiesa cattolica italiana, nell'ipotesi di "aiuti di Stato" mascherati. Con gran scandalo di alcune lobby parlamentari che hanno invocato la mano del papa i contro Bruxelles. Piccola storia della controversia. La legge del '92 sulle esenzioni dall'ICI è stata giudicata illegittima dalla Cassazione, che nel 2004 l'ha così corretta: sono esenti dall'Ici soltanto gli immobili che «non svolgono anche attività commerciale». La sentenza come la precedente esenzione, si applicava a tutti i soggetti interessati. Oltre alle proprietà ecclesiastiche, non solo cattoliche, anche alle Onlus, ai sindacati, ai partiti, alle associazioni sportive e cosi via. Ma l'unica reazione furibonda è arrivata dalla Cei: «Una sentenza folle». Perché? Forse perché è l'unico fra i soggetti interessati a possedere un impero commerciale: alberghi, ristoranti, cinema, teatri,librerie, negozi. «Il fenomeno ha avuto un'impennata prima del Giubileo» spiegano i tecnici dell' Anci «ma negli ultimi dieci anni . espansione commerciale degli enti religiosi è impressionante». Una parte della montagna di soldi pubblici(3500miliardi di lire) stanziati per il Giubileo del 2000, più quote consistenti dell'otto per mille sono finite in questi anni in ristrutturazioni immobiliari che hanno trasformato conventi, collegi e ostelli in moderne catene alberghiere. Un po' ovunque, come a piazza Farnese, le chiese si svuotano ma gli hotel religiosi si riempiono. Le ragioni non mancano: sono belli, ben gestiti, concorrenziali nei prezzi e possono far leva su una capillare rete di propaganda. La chiesa cattolica è oggi uno dei più potenti broker nel turismo mondiale, primo settore per crescita dell'economia. Si calcola che quaranta milioni di presenze all'anno per l'Italia e verso i luoghi di culto (Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorije...). In cima alla piramide organizzative, si trova la ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), alle dipendenza del Vicariato di Roma e quindi della Santa Sede. L'attività è in larga misura esentasse, lCI a parte. Sì capisce che la Cei di Ruini si sia mossa contro la «folle sentenza»,fonte di danni incalcolabili». Fino a ottenere dal governo Berlusconi il colpo di spugna per decreto. Un decreto che rovesciava la Cassazione e ripristinava l'esenzione totale dall'ICI per le proprietà ecclesiastiche, «a prescindere» (alla Totò) da ogni eventuale uso commerciale. E' l'autunno 2005 e Berlusconi anticipa nei fatti alla Cei l'abolizione dell'Ici che sei mesi più tardi, all'ultimo minuto di campagna elettorale, avrebbe soltanto promesso a tutti gli altri italiani. Fu un'esplosione di gioia—si legge nel sito della Cei — "cin, cin", brindisi, congratulazioni, gratitudine per tutti coloro che si erano adoperati per l'approvazione di tali norme». Passate le elezioni, alla nuova maggioranza si è riproposto il nodo dell'illegittimità della norma, sollecitata dai rilievi della Commissione Europea. E il governo Prodi l'ha risolto nel più ipocrita dei modi. Con un cavillo inserito nei decreti Bersani, vengono esentati dall'Ici gli immobili che abbiano uso «non esclusivamente commerciale». In pratica, secondo l'Anci, significa che «il 9095 per cento delle proprietà ecclesiastiche continua a non pagare». In termini giuridici il «non esclusivamente commerciale» rappresenta un non senso, una barzelletta sul genere di quella famosa della donna incinta «ma appena un poco». Nel secolare diritto civile e tributario italiano il «non esclusivamente» non era mai apparso, un'attività è commerciale o non commerciale. Il resto è storia recente. Parte la richiesta di chiarimenti da Bruxelles il governo da un lato risponde che la «norma è chiarissima»e dall'altro istituisce una commissione per studiarne le ambiguità , voluta quasi soltanto dal ministro per l'Economia Tommaso Padoa Schioppa, europeista convinto. La relazione sarà consegnata fra pochi giorni, ma circola qualche riservata anticipazione. Il presidente Francesco Tesauro, dall'alto della sua competenza giuridica, difficilmente potrà avvalorare l'assurdità del «non esclusivamente» e quindi sarà inevitabile cambiare la norma. «Qui nessuno, per intenderci, pretendete dal bar o dal cinema dell'oratorio» commenta il presidente dell'Anci. il sindaco d Firenze Lorenzo Domenici. Ma dagli esercizi commerciali aperti al pubblico, in concorrenza con altri, da quelli si. Abbiamo dato piena autonomia ai singoli comuni per trovare accordi con le cune locali e compilare elenchi attendibili». Ma una leale collaborazione nel separare il grano dal loglio, i templi dai mercati, insomma il culto dal commercio, da parte delle curie non c'è mai stata. Nel marzo scorso, per far fronte all'espansione del settore, la Cei ha organizzato a Roma un mega convegno intitolato«Case per ferie, segno e luogo di speranza». Gli atti e gli interventi dei relatori, scaricabili dal sito ufficiale della Cei, compongono di fatto un eccellente corso di formazione professionale per operatori turistici, tenuto da esperti del ramo e commercialisti non solo molto preparati ma anche dotati di una capacità divulgativa singolare per la categoria. Una visita al sito è largamente consigliabile a qualsiasi laico titolare di un alberghi, pensioni, bar, ristoranti. Nelle molte e lunghe relazioni, fitte di norme civilisticofiscali, compare anche l'aspetto spirituale, alla voce swiftiana «Qualche modesto suggerimento per difendervi nel prossimo futuro da accertamenti ICI (anche retroattivi)». Si ricorda allora che «A) l' ospite deve riconoscere la piena condivisione degli ideali e delle regole di condotta della religione cristiana; B) l'ospite deve impegnarsi a rispettare gli orari di entrata e di uscita; C) la casa per ferie metta a disposizione degli ospiti la propria struttura e personale religioso per un'assistenza religiosa oltre l'annessa cappella» e così via. A parte che a piazza Farnese ci hanno dato subito le chiavi per entrare e uscire quando volevamo, è la Cei stessa a ridurre la vocazione spirituale e dunque «non commerciale» degli alberghi religiosi a un espediente da commercialisti furbi per evitare gli odiati accertamenti. Eppure sono passati duemila anni da quando Gesù rispose ai farisei, il clero dell' epoca, «date a Cesare quel che è di Cesare». Per finire, una precisazione penosa ma necessaria. Da settimane l'informazione cattolica pubblica le tabelle degli stipendi dei preti, bassi come quelli degli operai, per «sbugiardare un'inchiesta fondata sulla menzogna». Ora. i salari dei preti non sono mai stati né saranno oggetto di questa inchiesta. Si può anzi essere d'accordo con gli organi della Cei nel sostenere che i sacerdoti sono una categoria sottopagata rispetto all'impegno profuso nella società . Per non dire delle suore, alle quali la Cei non versa un euro. Le sorelle brigidine di piazza Farnese, per esempio, si alzano all'alba e lavorano dodici ore al giorno, offrendo agli ospiti una cortesia e una dedizione che non s'imparano alla scuola alberghiera, eppure non avranno mai né uno stipendio né la pensione, a differenza dei preti. Ed è un'altra fonte d'imbarazzo laico dover contribuire con le tasse a un sistema tanto discriminatorio. La questione non sono i 350 milioni per gli stipendi prelevati con l'otto per mille, inventato per questo. Ma gli altri quattro miliardi che vanno altrove, in parte certo alle missioni di carità , in parte più cospicua dentro una macchina di potere che influenza e condiziona l'economia, la politica, la vita democratica e a volte l'esercizio dei diritti costituzionali, fra i quali la libertà di stampa. "Sei così ipocrita che come l'ipocrisia ti avrà ucciso sarai all'inferno e ti crederai in paradiso". Pier Paolo Pisolini. INVIATO DA Sergio RovasioCONFESSA IN TV DI ESSERE GAYIL VATICANO SOSPENDE ALTO PRELATORiconosciuto attraverso le riprese della trasmissione Exit. Prese parte, coperto dall'anonimato, alla prima puntata. Accusato di aver fatto entrare la troupe è stato anche denunciato alle autorità di ORAZIO LA ROCCACITTA' DEL VATICANO - Scandalo all'ombra di S. Pietro. Le autorità vaticane tre giorni fa hanno sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare un monsignore capoufficio di uno dei più importanti dicasteri pontifici, la Congregazione per il Clero, il "ministero" pontificio retto dal cardinal-prefetto Claudio Hummes, brasiliano, che sovrintende, tra l'altro, alla gestione degli oltre 400 mila sacerdoti presenti in tutte le diocesi del mondo e alla formazione religiosa di seminaristi e catechisti. Motivo: l'alto prelato - un monsignore di circa 60 anni ben portati, titolare di rubriche giornalistiche su siti attenti alla vita della Chiesa e del Vaticano, tra i volti più noti dell'emittente cattolica Telepace dove per anni ha curato rubriche a carattere religioso - avrebbe preso parte, anonimamente, alla discussa prima puntata di Exit presentata da Ilaria D'Amico e andata in onda il primo ottobre scorso sull'emittente La7, che tra i reportage trasmessi ha presentato anche una inchiesta sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica. Nel servizio, quattro persone che si presentavano come sacerdoti, ripresi con volti e voci contraffatte con alle spalle edifici religiosi con flash puntati pure sullo sfondo di piazza San Pietro, avevano confessato le loro preferenze sessuali, ammettendo senza troppi giri di parole di essere gay. Uno dei quattro intervistati, stando a quanto hanno verificato i vertici della Congregazione per il Clero, sarebbe uno dei monsignori che ricopre la carica di capo ufficio nello stesso dicastero. Un alto prelato fino a pochi giorni fa in "ascesa" nell'establishment vaticano, perché titolare di altri due importanti incarichi, alla Commissione speciale per la trattazione delle cause di dispensa dei sacerdoti e alla Peregrinatio Ad Petri Sedem, l'organismo responsabile dei pellegrinaggi in arrivo in Vaticano, nell'ambito del quale operava nella Consulta pastorale. Nell'intervista concessa ad Exit si vede che il monsignore fa accomodare spontaneamente nel suo ufficio il suo interlocutore al quale rivela con molta naturalezza la sua omosessualità , spiegando persino di "non sentirsi in peccato", ma di doverlo fare di nascosto per non essere richiamato dai superiori vista l'attuale ferma opposizione della dottrina cattolica in materia di celibato sacerdotale ed omosessualità . Quasi un guanto di sfida sul piano della pastorale sociosessuale lanciato alle autorità pontificie dall'interno del Vaticano, nella convinzione di poter parlare liberamente perché protetto dall'anonimato. Ma non tutto - a quanto sembra - è andato per il verso giusto, perché subito dopo la messa in onda del servizio in Vaticano qualcuno ha riconosciuto la stanza dell'incauto sacerdote trasformata in improvvisato set per registrare l'intervista, e dove si sospetta possa essere avvenuto anche qualche "episodio" a luci rosse. Riconosciuti nel filmato pure l'ascensore di accesso alla Congregazione del Clero e la porta di ingresso del dicastero, ripresi dalle telecamere mentre il prelato fa accomodare l'intervistatore. Dopo una più attenta verifica del servizio ed una veloce inchiesta interna, facilitata anche dal fatto che l'unico a tenere la chiave dell'ufficio era il capo ufficio incriminato, il monsignore è stato immediatamente sospeso dall'incarico e denunciato alle autorità giudiziarie pontificie che hanno subito aperto un fascicolo a suo carico. Da tre giorni la porta dell'ufficio è chiusa a chiave, nessuno vi può entrare, il telefono squilla a vuoto, sia quello del posto di lavoro del monsignore che quello di casa. Non si sa se dopo la sospensione si arriverà al licenziamento, eventualità che dovrà essere presa in considerazione dal tribunale pontificio dopo un dibattimento previsto dalle leggi vaticane. Da qualche giorno, però, dell'alto prelato si sono perse le tracce.DICHIARAZIONI DI PADOA SCHIOPPALe affermazioni del minis tro Padoa-Schioppa sulle tasse - definite una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni e servizi - sono un'offesa alla povertà di quasi 3 milioni di famiglie italiane ed un insulto all'intelligenza dei contribuenti, tutti insieme. Nel primo caso perché è grazie alla politica scellerata di chi governa se nel nostro Paese esiste ancora la povertà ; nel secondo perché in Italia accade un fatto inspiegabile: a fronte di una tassazione tra le più alte del mondo, i servizi sono tra i più scadenti. ………… Giovanni Panunzio, insegnante di religione (Cagliari) Ho letto con interesse l’articolo di Panunzio, e in parte lo condivido, cioe’ quando parla della poverta’ ancora esistente. Pero’ a mio modo di vedere bisogna affrontare con serieta’ tutte le questioni. E’ vero che in Italia ci sono 3 milioni di famiglie povere e questo e’ uno scandalo. Ma non comprendo il richiamo a questi poveri. Infatti ai medesimi cosa puo’ interessare se e’ cosa bellissima pagare le tasse ? Se sono poveri non dovrebbero pagare le tasse. Se invece le pagano, allora non e’ una questione se e’ bello o meno pagare queste, ma e’ una questione di non far pagare le medesime ai poveri. Che poi gli altri paghino le tasse, non solo e’ bello ma e’ anche giusto, almeno in uno stato di diritto e sociale. Circa il fatto che l’ Italia abbia tra le piu’ alte tassazioni del mondo, e i servizi siano tra i piu’ scadenti, nessuno lo puo’ negare. Ma domandiamoci il perche’. Certo la politica e i politicanti c’entrano, ma attenzione c’entrano anche i semplici cittadini, sia coloro che operano nella pubblica amministrazione, sia quelli che utilizzano detti servizi. Mi si permetta di dire che non e’ continuando a piangere sui politici che le cose possono migliorare. E’ il solito concetto italico di PIOVE GOVERNO LADRO. Attenzione questo concetto vale per tutti, destra, centro e sinistra. Mi si permetta di essere banale: OGNUNO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA. Non passa giorno che nel nostro Paese non ci sia uno scandalo, che non sempre investe i politici, ma molto spesso la gente comune, cioe’ quella gente che opera nei servizi pubblici, cominciando dai livelli piu’ bassi per arrivare a quelli piu’ alti. Domando: PERCHE’ ABBIAMO ALCUNE STRUTTIRE SANITARIE CHE FUNZIONANO MEGLIO DI QUELLE PRIVATE. Eppure i relativi primari e i relativi direttori sanitari e amministrativi hanno le stesse disponibilita’ economiche come quelli di altre analoghe strutture. Ogni tanto si scopre che i medici e gli infermieri escono per andare a prendere il caffe’ dagli ospedali con lo stesso vestiario utilizzato all’interno dei reparti con conseguente apporto nei vari reparti di infezioni e di malattie. Ancora. All’ospedale di Siena alcuni mesi fa si verifico’ un incidente che porto’ alla morte di una persona. In altro ospedale avvenne lo stesso incidente ma i morti furono otto. All’ospedale di Perugia una infermiera denuncio’ abusive assenze dal servizio da parte di medici ed infermieri. Ebbene la medesima fu denunciata per calunnia, nel piu’ assoluto silenzio di tutti, e cio’ anche quando fu palese che aveva detto la verita’. Una infermiera di Monza ha denunciato, tra l’altro, l’uso di medicinali scaduti. Detta infermiera, anziche’ essere promossa, e’ stata licenziata con un recente avallo della Cassazione. Il tutto nel piu’ assoluto silenzio di tutti. A Palermo alcuni mesi fa, in occasione di una delle solite ricorrenze della morte di Falcone e Borsellino, il Presidente della consulta studentesca ebbe a ricordare al Ministro Giuliano Amato che al parlamento sedevano oltre una trentina di personaggi condannati dalla magistratura. Cosa ha fatto Amato ? Ha accusato il giovane di essere un ingiusto giustizialista e un populista pericoloso per la democrazia. Quale e’ stata la reazione della “ GENTE” ? Il silenzio piu’ assoluto. Io sono anni che vado dicendo che alla Provincia di Roma e’ stato promosso al massimo livello burocratico della stessa, cioe’ a Vicedirettore Generale Vicario un dirigente che ha sottoscritto un contratto di appalto per oltre tre miliardi dopo che la stessa Giunta lo aveva annullato stante la sua illegalita’ giuridica e contabile, dopo che il Tribunale aveva aperto un processo penale per abuso di ufficio e dopo che la Corte dei Conti aveva aperto un procedimento di responsabilita’ contabile. Il risultato:SILENZIO, SILENZIO, SILENZIO di tutti, politici, istituzioni e cittadini. Le strade a Roma sono sporche. Certo la colpa e’ dei politici che non cacciano i responsabili della mancata pulizia, ma e’ anche dei cittadini che gettano le immondizie per terra. A questo si aggiunga che se un politico si permette di licenziare o di sanzionare, poi insorgono tutti i buonisti. Ricordo le famose assunzioni di invalidi di qualche anno fa. Risulta che quasi nessun finto invalido e’ stato licenziato. Certo che la colpa e’ dei politici. Ma i cittadini dove stavano? Tutti a farsi gli affari propri, anzi a giustificare i falsi invalidi. Una volta i vigili urbani erano permanentemente sulla strada, almeno a Roma. Oggi per vederli bisogna aspettare le grandi manifestazioni politiche o sportive. Certo la colpa e’ dei politici, ma anche dei vigili urbani che approfittano dell’incivilta’ dei politici per fare anche loro gli incivili. Le scuole non funzionano, specie nei primi giorni per carenza di personale. La colpa di chi e’ ? Dei politici o dei funzionari che sono addetti all’assegnazione dei professori ? Abbiamo una legge del 1990, cioe’ la legge 241 che prevede la responsabilità dei dirigenti in relazione alle disfunzione della P.A. Quando e’ mai stata applicata ? Il senso di responsabilita’ non fa parte di questo popolo che e’ schiacciato da certa dottrina cattolica per la quale siamo tutti peccatori, che scagli la prima pietra chi e’ senza peccato, che non bisogna giudicare perche’ con il metro con cui giudichi sarai giudicato, che bisogna perdonare settanta volte sette, che i santi non sono i giusti ma i peccatori che si pentono, che chiedono perdono e poi si redimono, tanto e’ vero che il famoso BANDITO DELLA MAGLIANA risulta sepolto in una chiesa di Roma nel silenzio piu’ assoluto dei relativi fedeli. Perche’ io non ho mai sentito nessuno scandalizzarsi ufficialmente quando la Corte dei Conti ha denunciato che nella P.A. i dirigenti scorretti vengono promossi e quelli corretti vengono rimossi e chi di questi evidenzia episodi illeciti non viene tutelato ? Dove stanno i cittadini ? A farsi gli affari propri. L’EURISPES quest’anno nel suo rapporto annuale ha definito l’Italia un paese neofeudale. Chi si e’ ribellato e ha cercato di fare qualcosa per superare la nuova cultura neofeudale che parte dalle famiglie ? Nessuno, anzi sono tutti contenti da una parte di essere tornati sudditi, ben lieti che qualcuno gli abbia tolto l’incombenza della liberta’, ben lieti di poter dedicare, naturalmente chi lo puo’ ma e’ la maggioranza, il massimo del tempo a tifare, ad andare in vacanza in posti esotici, a curarsi dei cani e dei gatti, ecc… indifferenti alla propria dignita’, al rispetto di se stessi e degli altri. Il Presidente della Confindustria ha parlato di una nazione priva del senso dello Stato. Chi ha detto nulla ? Silenzio piu’ assoluto. E i giornalisti dove sono ? E i famosi sociologi dove stanno ? Cerchiamo di ripiegarci su noi stessi e cominciamo a vedere quanto ognuno di noi e’ responsabile dello sfascio in cui e’ caduto il nostro Paese. Ripeto ancora una volta ognuno ha il governo che si merita, come ha lo sport che si merita, ha la televisione che si merita, ha la cultura che si merita, ha internet che si merita, ecc.ecc. Fermiamoci un minuto a pensare e non a giocare a fare i girondini o i movimentalisti. INVIATO DA Massimo Sega“CONTRO IL VANGELO ARMATO”Venerdì 26 ottobre 2007, alle ore 17.30 Roma, Palazzo Marini (Sala delle Colonne*) Via Poli, 19 Alessandro Bianchi Giulio Ferroni Giulio Girello Giacomo Marramao Stefano Rodotà , Presentano: Contro il Vangelo ar mato. Giordano Bruno, Ronsard e la religione(Cortina editore, 2007) di Nuccio Ordine, coordina Giovanni La Torre. Sarà presente l'autore. Trattandosi di uffici parlamentari, per accedere è richiesto un documento d’identità ed abbigliamento idoneo (per i signori la giacca).Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs e all’International Humanist and Ethical Union. tel: 3297481111 posta elettronica:liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it - www.liberopensiero.20m.com - www.periodicoliberopensiero.itIL FESTIVAL DELLA CREATIVITA' PRESENTA:FIRENZE:LE GIORNATE NAZIONALI DIREADY- rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e di identità di genere - NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ANNO EUROPEO DELLE PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI LA CREATIVITA'ABBATTE LE BARRIERE "Contrariamente a quanto si crede in giro, io non provo nessun odio nei confronti dei gay - firmato: Dio" Campagna di GODMARKS, gruppo cristiano con sede a Auckland, Nuova Zelanda. TRA I NUMEROSI EVENTI UNA MOSTRA DI MANIFESTI PUBBLICITARIPROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO CONTRO L'OMOFOBIA. COORDINANO LE GIORNATE DI READY L'ONOREVOLE BARBARA POLLASTRINI E CLAUDIO MARTINI 26/27 OTTOBRE - FESTIVAL DELLA CREATIVITA' – FIRENZE Uno dei temi più discussi in questo momento, l'omofobia, è il punto focale dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti, che verrà affrontato nell'ambito del Festival della Creatività (26/27 ottobre) con READY. L’obiettivo di questa due giorni di READY, la nuova Rete di Comuni, Province e Regioni italiane impegnate contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, è quello di fare il punto della situazione e mettere in rete alcune importanti best practices italiane ed estere in tema di superamento delle barriere che colpiscono le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) nel mondo della scuola, nell’accesso ai servizi sociosanitari, nel contrasto alle forme di violenza. Il programma si snoda tra un focus sul mondo della ricerca – con un nuovo studio realizzato per l’occasione, che ci darà la misura delle discriminazioni nell’accesso a tre servizi fondamentali come istruzione, sanità e sicurezza -, la voce alle associazioni e quattro workshop dedicati alla scuola e al contrasto del bullismo omofobico, delle discriminazioni e della violenza, alla promozione del diritto alla salute e agli altri diritti, e infine alle politiche di comunicazione e di formazione alla diversità . Non è un caso che la due giorni si svolga nella cornice del Festival della Creatività : sviluppare la classe creativa significa anche rimuovere quegli ostacoli che ne limitano la libera e piena espressione. E le discriminazioni che colpiscono le persone lgbt - che di quella classe creativa rappresentano una parte tutt’altro che secondaria -, sono alcuni di questi ostacoli. Tra i numerosi convegni e workshop coordinati dall'onorevole Barbara Pollastrini e dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, anche una mostra dedicata alle campagne pubblicitarie contro l'omofobia più interessanti provenienti da tutto il mondo, per fare un esempio, da La Nuova Zelanda e più precisamente da Godmarks, un gruppo cristiano con sede ad Auckland, arriva un semplice manifesto nero con su scritto "Contrariamente a quanto si crede in giro, io non provo nessun odio nei confronti dei gay - firmato: Dio" Ready, organizzato al Festival della Creatività grazie alla Regione Toscana, che ha istituito presso l'Assessorato di Agostino Fragai una task force contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, operativa nell'applicare nell'attività di governo della Regione i principi di non discriminazione e di inclusione sociale che ci siamo dati con lo Statuto e con le leggi. Alla task force, è affiancato un tavolo permanente di confronto con le associazioni gay, lesbiche e transessuali della nostra Regione.Passare dalle parole ai fatti non è sempre semplice, soprattutto quando parliamo di materie nuove o eticamente discusse, la Regione Toscana si è mobilitata per superare questo limite. PIM - ufficio stampa Festival della Creatività rif:Barbara Dardanelli 393 9958205 - info@pimitalia.itPIXELLE & FLEXO ONE NIGHT STANDPADOVAIn attesa di trovare un nuovo spazio dove poter proseguire le attività che sono state interrotte per cause indipendenti dalla nostra volontà , il circolo Pixelle ti invita ad una serata presso il Flexo a Padova il 27 ottobre 2007. L'iniziativa vuole essere un momento di aggregazione e divertimento e allo stesso tempo un'attività utile al finanziamento degli eventi culturali che il circolo Drasticamente organizzerà . SABATO 27 OTTOBRE ’07 inaugurazione DJs rotation: Danny, Karina, Lalu&Bradipippo Buon compleanno ArciBetta “Una donna sull’orlo della crisi... dei 40!“ Flexo - via Turazza 19 – Padova Infoline: 346.577.41.01 Ingresso riservato alle socie e ai soci Arci. Non dimenticare il documento! I soldi raccolti finanzieranno le attività culturali del circolo Drasticamente. Come arrivare: dall’uscita autostradale Padova-Est girare a destra e al semaforo girare a sinistra in direzione centro. Superato il cavalcavia al terzo semaforo (rotatoriadi piazzale Stanga) girare a sinistra in via Turazza. Pixelle info: 3466113972info@pixelle.it http://www.pixelle.it Circolo Arci N.A.BUENA VIDA
Messaggio inoltrato [
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Data:
Mon, 22 Oct 2007 13:35:19 +0100 (GMT+01:00)
Da:
gaya.cronistisenzafrontiere@virgilio.it
Oggetto:
NOTIZIARIO GAYA CsF 22 OTTOBRE 2007
Allegato in formato testo [
Controlla e salva sul pc ] NOTIZIARIO GAYA CsF
21 OTTOBRE 2007

ARTICOLO 1
COSTITUZIONE
ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI
ART. 1 L’Italia è una repubblica
democratica fondata sul lavoro. La sovranità è del popolo che la
esercita nei limiti della costituzione
IL VATICANO MARCIA SU ROMA
498
franchisti beatificati
nell’anniversario
della marcia su Roma
Domenica
28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati

in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici,
saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono
“martiri
della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai
realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla
Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media
italiani. La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra
violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta
per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la
chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in

questo modo. Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le
gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte
clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il
significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più
visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo
operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di
societÃ
chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista. La
beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio
vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il
vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come
vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che
la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla
guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in

Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si
cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e
persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come
vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa
cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale,
politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di
istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e
trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza.
Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre

esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal
Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione
della società , basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle
streghe dello scontro di civiltà ; ne fanno le spese, ancora una volta,

tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la
verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile.
info@facciamobreccia.org www.facciamobreccia.org
COMITATO GAY
LESBICHE PRATO
Il Comitato Gay e Lesbiche Prato esprime solidarietà per
i soci e le socie di Arcigay Grosseto, nonché il proprio dissenso
verso
le gerarchie vaticane che non perdono occasione sia per far emergere la

propria omofobia, sia per frenare ogni occasione di conoscenza ed
incontro fra cristiani/e cattolici/che e realtà GLBT (gay lesbiche
bisessuali e trans). Riteniamo giusto aver chiesto a S.E. Agostinelli,
vescovo di Grosseto, che l’incontro si svolgesse nella sede di
Arcigay
esattamente come avvenuto per le altre associazioni della zona. Pur non

ritenendo il vescovo in generale un’istituzione pubblica, in quanto
non
rappresentativo dell’intera cittadinanza e non eletto
democraticamente,
sappiamo che molte persone GLBT vivono, talvolta anche con sofferenza,
il loro essere cattolici/che e la loro natura. Queste stesse persone
spesso restano vicine alla Chiesa Cattolica soltanto grazie alle
“buone
parole” di sacerdoti che, almeno nel privato, si dichiarano contrari
alla chiusura omofoba del Vaticano. Pensiamo che i/le cattolici/che
gay, lesbiche, bisessuali e trans oggi si trovino a dover vivere ed a
subire una contraddizione enorme che genera frustrazione e piano piano
allontana dalla Chiesa e dal messaggio evangelico. Se da un lato le
Chiese protestanti presto nel loro sinodo decideranno se benedire le
coppie gay e lesbiche al pari delle coppie eterosessuali, la Chiesa
Cattolica fa pressione su un vescovo perché non si rechi ad incontrare

gay e lesbiche della sua diocesi. Siamo dispiaciuti/e e speriamo che
fra Arcigay Grosseto e la diocesi della città possa continuare un
dialogo e che la questione dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e
trans riesca alla fine a fare breccia, che possa emergere veramente la
Chiesa Cattolica che non discrimina, che non vede nessun problema
nell’
amore di gay e lesbiche, che non crede nell’unico modello familiare
patriarcale, eterosessuale e maschilista, che si oppone con forza a
logiche dal sapore fascista, che crede nell’assoluta parità fra
uomini
e donne, che non teme la sessualità in generale, che opera
concretamente per il bene di tutte le persone indipendentemente dall’
orientamento sessuale e dall’identità di genere. Comitato Gay e
Lesbiche Prato www.gayelesbicheprato.it -
info@gayelesbicheprato.it -
Emanuele Bresci 347- 4637511 - Fabrizio D’oria 392- 3862879 -
Samuele Cannicci 338 - 3945546
CONTRO IL BULLISMO NELLE SCUOLE
FIRMATO ACCORDO FRA MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E AGEDO
Un
accordo contro il bullismo e le violenze nelle scuole è stato firmato
dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di
volontariato dei genitori, sotto forma di un Protocollo d'Intesa, il
giorno 10 ottobre. Il Protocollo è stato sottoscritto dal ministro
Giuseppe Fioroni e dal Forax, raggruppamento di associazioni italiane
di genitori. Fra le novità di questo accordo è la presenza di Agedo
(associazione genitori di omosessuali), che ha partecipato
all'iniziativa affinché venisse inserita una esplicita attenzione
contro "ogni forma di violenza e di bullismo nelle scuole, in
particolare il bullismo omofobico". Il Ministero si impegna infatti con

questo protocollo a "promuovere e sostenere progetti culturali e
formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del
fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o
religiosa, di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua
forma fisica e psicologica". Il Ministero si impegna inoltre "a
sostenere a livello nazionale, regionale e locale le attivitÃ
promosse"
a questo scopo. In particolare il Ministero favorirà "la diffusione
di
percorsi pilota per la valorizzazione delle diversità nell'ottica di
una considerazione della specifica identità unica e irripetibile di
ogni studente". Dal canto loro le associazione di genitori daranno vita

a "iniziative congiunte volte a prevenire e contrastare ogni fenomeno
di violenza, di intolleranza fra i giovani, all'interno della
istituzione scolastica", oltre a "collaborare nell'elaborazione di
progetti di formazione dei docenti". Il Ministero si è impegnato a
dare
comunicazione dell'accordo a tutti gli uffici scolastici periferici.
Agedo è l'associazione italiana di genitori e famiglie di persone
omosessuali, ed opera da quasi quindici anni attraverso le sue sedi su
gran parte del territorio nazionale. La firma di questo protocollo
permetterà ad Agedo di intervenire nelle scuole con incontri
educativi
e formativi, per contrastare la crescente violenza omofobica. Paola
Dell'Orto (Presidente nazionale Agedo). Per informazioni: Paola
Dell'Orto tel. 338 4266497
EDUCARE AL LA DIVERSITA'
Esperienze
educative sui temi dell'omosessualità 22 e 23 ottobre 2007 Centro
Congressi Lingotto, Torino
La scuola, agenzia educativa per eccellenza,
è il luogo fondamentale di sperimentazione e verifica diogni progetto
di formazione e trasformazione culturale, anche se molti hanno
sottolineato in questi anni comeessa abbia perso la capacitÃ
d’impatto
che aveva, a favore di altre forme di comunicazione audiovisive,
potenzialmente attraenti ma che trasmettono messaggi non sempre
vagliati criticamente. Ciò ci rende consapevoli della necessità di
fornire strumenti e stimoli per far si che i giovani sviluppino
capacità proprie per leggere la realtà senza la lente degli
stereotipi
e dei pregiudizi. In questo senso “educare alla diversità ” ha un
valore
strategico, per la grande potenzialità rappresentata dalla
consapevolezza che le differenze costituiscono un elemento di valore.
Questo è l’approccio che molti educatori hanno proposto in questi
anni,
e in questo senso sono andate anche alcune esperienze sviluppatesi sui
temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, che possono

connettersi a percorsi concettuali anche di carattere più generale. Si

tratta per lo più d'iniziative intraprese da associazioni Lgbt
(lesbiche, gay, bisessuali e transgender) ma anche da altre realtà che

hanno ritenuto necessario inserire questi temi in percorsi didattici
più complessivi, senza però negarne il carattere specifico. Tra
queste
a Torino il Servizio Lgbt del Comune, che in collaborazione con il
Gruppo di Formazione del Coordinamento Torino Pride ha sviluppato
proposte di attività che hanno incontrato un forte ascolto nel mondo
della scuola, con la partecipazione di molti insegnanti. L'esperienza
del nostro territorio, dove abbiamo cercato faticosamente di costruire

percorsi di comunicazione e diffusione, ha contribuito a far emergere
la necessità di un confronto più ampio tra quelle maturate in altre
parti d'Italia, spesso valide ma poco conosciute. Da qui, il desiderio
di dare forma ad un convegno in cui si potessero incontrare le
esperienze fatte nel nostro paese, avviando una sorta di "censimento",
che raccolga e metta in rete il lavoro svolto finora, evidenziandone la

ricchezza ma anche i punti critici, elementi necessari per ottenere la
necessaria efficacia. Infine per offrire, su questi temi come su altri

relativi alle pari opportunità , una contestualizzazione più ampia,
abbiamo pensato di rappresentare all'interno del convegno anche alcune

tra le più significative esperienze europee. Convinti/e che a questo
primo importante momento ne debbano seguire altri per dare continuitÃ

alla progettualità educativa su questo terreno. ILUNEDI' 22 OTTOBRE
ore
14,00 - iscrizione partecipanti ore 14,30 – saluti Barbara
Pollastrini
, Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Un rappresentante
dell’
Ufficio Scolastico per il Piemonte Giuliana Manica, Assessore alle Pari

Opportunità di Regione Piemonte Aurora Tesio, Assessore alle Pari
Opportunità della Provincia di Torino Marta Levi, Assessore alle Pari
Opportunità della Città di Torino Aurelio Mancuso, presidente Arcigay

introduzione di Roberta Padovano Coordinamento TorinoPride ore 15,00
–
1° sessione – coordina Gigi Malaroda. Giuseppe Burgio, Rete di
educatori Aletheia, Palermo Ginevra Tomei, “Un mondo arcobaleno”
proposta educativa di Amnesty International edito da EGA Eleonora
Dall’
Ovo, Seminari su stereotipi e omofobie nei libri di testo scolastici,
Prato Graziella Bertozzo, Progetto Daphne “Chi sono quel ragazzo,
quella ragazza”, Firenze Matteo Martelli, Gruppi scuola Cassero e
Arcigay Progetto Schoolmates, Bologna Alessandro Galvani, Progetto
“Nessuno uguale a me” (prevenzione del bullismo) dell’ Agedo di
Milano
Maria Teresa Giolito, ginecologa, responsabile Coordinamento regionale
piemontese dei consultori familiari Alberta Basaglia, Osservatorio Lgbt

e Politiche Giovanili del Comune di Venezia Roberto Emprin, Settore
Pari Opportunità e Politiche di genere, Servizio Lgbt del Comune di
Torino ore 18,00 chiusura dei lavori. MARTEDI' 23 OTTOBRE
Ore 9,00 – 2°
sessione, coordina Vanni Piccolo, ex-preside Tobia Zevi, Forum
Nazionale Giovani Mila Banchi, AGEDO (Associazione di genitori, parenti

di omosessuali) Giuliana Beppato, Associazione Famiglie Arcobaleno
Marco Chiauzza, FNISM , Federazione Nazionale Insegnanti ore 10,30 -
3°
sessione, coordina Sergio Lo Giudice, referente del progetto Comenius
“Towards an inclusive school”, Liceo Copernico, Bologna Tim
Bedford,
GLEE, GLBT Educational Equity, Oulu, Finlandia Tino Brugos, Gruppo
XEGA, Qijon, Spagna Belen Molinuevo, COGAM, Madrid, Spagna Nigel Tart,
progetto Schools Out, Londra, UK Amanda Stephens, YouthNet NI, shOut
Project, Belfast, Northern Ireland ore 13 pausa ore 14,30 – 4°
sessione
- coordina Carla Bonino, dirigente del Settore Integrazione Educativa
della Città di Torino Luca Pietrantoni, Università di Bologna,
Margherita Gr