07 maggio 2008

news 7 maggio

A MARIA ORNELLA SERPA CHE CI HA
LASCIATO IN SILENZIO E CHE DAL SILENZIO HA COMBATTUTO
"come un albero maestoso le tue "anche nella notte più buia
radici sono in me……" il tuo ricordo sarà luce…" "La tua vita come un fiore di
loto è sbocciata nel pantano silenzioso…..Come un fiore di Loto ci
donasti a tutti coraggio, sorrisi e dignità….. Con dignità hai vissuto
fino all'ultimo tuo istante…. Nel silenzio e nel dolore ci hai
lasciato……. Il tuo sguardo è impresso in ognuno di noi e mai si
cancellerà la sua memoria…..Il tuo esempio di forza e di grandezza c'
insegna quanto si necessaria la libertà……Grazie Ornella, per sempre sarai nei nostri cuori"
GAYA CsF
(lo staff e gli amici)

ALEMANNO E IL GAY PRIDE
Apprendiamo da un'intervista rilasciata oggi dal neo
sindaco di Roma Giovanni Alemanno cosa egli pensa del Gay Pride. Egli
afferma infatti di ritenerlo una forma aggressiva di manifestare il
proprio modo di essere ed è quindi contrario ad un evento di questo
tipo che, secondo lui, è una forma di esibizionismo sessuale tout
court. Il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore del
RomaPride dal 1994, aiuta il Sindaco a conoscere una realtà che egli
evidentemente non conosce affatto. Da sempre il Gay Pride non è mai
stato e non sarà mai una mera "ostentazione sessuale". Si tratta invece
di un momento di richiesta di diritti negati alle persone gay,
lesbiche, bisessuali e transgender, di un corteo pacifico, gioioso,
colorato e allegro e di rivendicazione politica al quale partecipano,
ogni anno di più, centinaia di migliaia di persone, quindi esattamente
tutto il contrario dei concetti di aggressione e ostentazione. Anche
quest'anno, il 7 giugno, il RomaPride sarà un corteo di civile
partecipazione che darà valore e risalto ai temi della libertà, della
laicità e della pari dignità per tutti i cittadini. Inoltre di un Gay
Pride non si discute in Consiglio comunale, in quanto esiste la libertà
di manifestare. Tutt'al più se ne possono discutere delle modalità
tecniche ed il patrocinio, che normalmente è oggetto dell'attività del
Sindaco e/o degli Assessori. Con le sua parole, probabilmente il
sindaco Alemanno dimostra che è in attesa di tale richiesta, che gli
sarà prontamente formulata.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 348/7708437

MATRIMONIO LESBICO IN OSPIZIO
Ruth Pogson, 83 anni, and Beth Aime, 79, si sono sposate ieri
davanti ad un piccolo gruppo di parenti e amici in un ospizio, la St.
Jude's Anglican Nursing Home di Vancouver, in Canada, dove vivono
attualmente. Sono entrambe due pretesse anglicane in pensione, e stanno
insieme dal 1995. Volevano sposarsi in chiesa, ma non è stato
possibile. E adesso hanno scelto il matrimonio civile, che è consentito
in Canada anche tra due persone dello stesso sesso, "per rendere legale
la realtà della nostra unione". Ruth, che è costretta su una sedia a
rotelle, ha detto: "Nella chiesa, il rituale è importante come i riti
di passaggio. E questo per noi è un rito di passaggio. E' una stagione
di vita interamente nuova. Cambia tutto". Beth non si arrende, vuole
sposarsi anche in chiesa. Dice che il parroco della diocesi di New
Westminster le ha promesso di chiedere l'autorizzazione al vescovo. Il
parroco, Peter Elliott, era presente alla cerimonia civile nell'ospizio
e ha dichiarato: "Sono felice che si siano sposate. Sono felice che
abbiano trovato felicità l'una nell'altra". Lo "scisma" sulla questione
lgbt, nella chiesa anglicana, non è teorico o dottrinale: passa
attraverso concrete scelte e situazioni di vita, passa anche attraverso
Ruth e Beth. E quest'ultima ha detto ai suoi invitati nuziali: "Il
motivo per cui siamo qui riguarda la giustizia e riguarda il fatto di
trasformare una comunità in una comunità inclusiva invece di esserne
sempre ai margini. Siamo qui per la speranza di cambiare questo mondo
in un mondo in cui siamo tutti uguali". Ha ricordato che lei e Ruth si
sentono già sposate davanti a dio, e che questa non è la prima volta
che si sono scambiate i voti: quindici anni fa, hanno tenuto "un
piccolo servizio nostro" in una chiesa sul Lago Huron. Il loro viaggio
insieme non è stato facile: Beth si è sentita depressa e rifiutata
negli ultimi cinque anni, perché a causa del suo rapporto con Ruth le è
stato impedito di partecipare alle cerimonie religiose: "E' stata dura.
Eravamo due sacerdote chiuse fuori dalla chiesa". Ma i brutti ricordi
adesso sono alle spalle. Non è mai troppo tardi per essere due lesbiche
felici.

IL MOVIMENTO GLBT DOPO LE ELEZIONI
Il movimento Lgbt dovrà interrogarsi in queste ore a Bologna e dovrà dare dei chiari segnali di
scelta e d'indirizzo politico a tutto il movimento popolare nato dal
Roma Pride 07. Dopo il risultato elettore al Parlamento 2008 e dopo il
grave atto subito di compagni e dalle compagne del circolo di Cultura
omosessuale di Roma Mario Mieli questa diventa sempre più necessaria e
sentita. Il clima generale e che noi respiriamo nel Paese è molto
pesante nei confronti non solo delle solite minoranze (omosessuali e
Rrom) ma anche nei confronti di tutt@ quegli amministratori locali che
hanno sostenuto con forza e determinazione, politiche sociali volte all'
inclusione e al superamento delle diffidenze tra i popoli. Siamo
consapevoli, aggiunge CARLO CREMONA ( pres.Associazione i Ken) che il
percorso che abbiamo dinnanzi sarà certamente lungo e faticoso, come
sappiamo ed immaginiamo che, non saranno pochi gli ostacoli che si
frapporranno alla realizzazione dei nostri sogni. Noi non smettiamo di
sognare! Non ci siamo mai avviliti, nella nostra condizione di
minoranza non ascoltata c'é la nostra forza e certamente non cesseremo
di portare avanti le nostre iniziative o le nostre attività anche ora
che al Parlamento siede uno schieramento di centro e di destra e che
all'opposizione c'è un centro democratico. A questa leadership
rinnoviamo le stesse richieste che anni fa avevamo rivolto al
precedente Governo, con la medesima speranza ossia che si possano
riconoscere a tutti i cittadini pari dignità e reale uguaglianza di
trattamento. Riteniamo questa dei requisiti di libertà e di ragione
derivanti non solo dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
ma anche dei requisiti indispensabili e sanciti dalla nostra
Costituzione un luogo politico ancora vivo e vegeto. Chiediamo a tutte
le Istituzioni democratiche Parlamentari e locali, a tutte le
associazioni ed i sindacati, ai partiti politici ed ai singoli
cittadini e cittadine di non abbandonare le vittime del fascismo e del
terrorismo politico a se stessi. Esprimiamo solidarietà politica ma
anche disponibilità ai compagn@ del circolo Mario Mieli ritenendo tutti
i volontari delle associazioni LGT ( in particolare) degli eroi post
moderni che a prescindere da tutto e da tutti continuano il loro
prezioso lavoro sociale con la medesima speranza e con uk medesimo
impegno civile. Personalmente all'amica Rossana Praitano, a nome di
tutti gli amici di i Ken e di Napoli e del coordinamento GLT Campano (
Arcilesbica Napoli e M.I.T.) esprimo il nostro caloroso abbraccio
augurandoci un mondo sempre migliore e meno popolato di stupidità e di
violenza.
Ufficio stampa i Ken
Via Toledo 210
80132 – Napoli
Carlo Cremona
3923887147
tel fax 0815519653


MANIFESTO UFFICIALE DELLA
DESTRA RADICALE ITALIANA
(Come la Destra radicale si organizza socialmente nel nostro paese)
PROCLAMI E DELIRI VARI
Fratelli , Amici ! Un vecchio spettro si aggira per il mondo civile e le società
evolute moderne : la nuova destra ! La vera destra che si occupa
di organizzare le idee della politica non ha classi o categorie
privilegiate di riferimento che si fronteggiano in maniera evidente o
latente ; essa considera la società un corpo unico il cui nucleo
fondante le società, sono le famiglie che le popolano in un
dato territorio, avendo esse in comune la cultura , la lingua ,la
storia , le tradizioni ,la religione unica .La storia dei popoli della
terra non è una storia di lotta tra classi sociali, tra ricchi e
poveri, tra oppressi e oppressori,tra borghesi e capitalisti ! La
storia politica dell'uomo non deriva dall' evoluzione astratta e
individuale di una scimmia che diventa umanoide e bisogna bloccare a
tutti i costi nei suoi istinti animaleschi con l'idea ugualitaria . La
storia politica dell'uomo iniziò quando un gruppo di famiglie in un
dato territorio si coalizzarono per meglio governarsi e difendersi . La
storia umana delle società civili organizzate politicamente, sia che si
analizzi civiltà primordiali , sia che si osservi società moderne, non
è mai stata una storia di classi in lotta tra loro, una guerra
latente tra oppressi ed oppressori , tra ricchi e poveri , piuttosto
si sono avute situazioni di ingiustizia nell'ambito sociale . In
queste società, invece, a un certo punto del loro grado di convivenza
e sviluppo,sia per influenze economiche ambientali sfavorevoli , sia
per questioni ideologiche alogene , sia per conflitti con altre società
organizzate, si è creato quasi sempre un livello di ingiustizia tra
i vari nuclei e ordini sociali, tanto da determinare condizioni
favorevoli a immani conflitti e guerre fratricide, interne ed esterne
,tra gruppi di membri in condizioni economiche opposte . Spesso si è
trattato di una degenerazione interna e sociale provocata dalla
perdita di valori morali a livello individuale che hanno portato ad
una rapida autodistruzione ,a una disgregazione famigliare , all'
anarchia sociale ,determinando condizioni di ingovernabilità e somma
ingiustizia dove gli squilibri nei rapporti di lavoro provocati dalla
nuova tecnica, è stata la miscela di nuove guerre, egoismi e conflitti
che hanno portato a ingiustizie sociali e salariali di tipo
economico. La conseguenza della perdita di valori all'interno di
numerose famiglie ha portato poi all'anarchia e alla lotta fra i
corpi sociali organizzati che sono come un mosaico unico in cui
non è possibile che le parti se ne distacchino in fazioni opposte
. La perdita della giustizia nel corpo sociale fu il risultato di
egoismi estesi basati sulla cattura di privilegi sociali, sulla sete
di potere famigliare o di clan , licenza nei costumi , invidia sociale ,
abbandono di valori della tradizione ,immoralità , libertà e autonomia
dai valori naturali della condizione umana legati a dei precisi
doveri morali dei singoli e delle famiglie . La nostra epoca non si
differenzia in nulla dalle altre epoche storiche se non per uno
sviluppo vertiginoso della tecnica che ha permesso l'acquisizione di
innumerevoli mezzi capaci di dare all'uomo infinite possibilità di
organizzazione e di venire incontro al costante aumento numerico
degli individui nelle società esistenti Offrendo così la possibilità
a tutti di migliorare lo sviluppo di vita con interscambi economici e
culturali . Tuttavia notiamo che la terra ha ancora moltissime aree
poco abitate e con una scarsa popolazione e come sia necessario che
sia popolata di più e in modo omogeneo, senza che determinati corpi
sociali, impadronendosi delle leve del governo mondiale , impongano
una loro libera morale autonoma rispetto al diritto naturale di tutte
le società umane esistenti . Già nella Cina ex comunista si
incominciano a notare gli effetti devastanti di una politica del
controllo selettivo delle nascite imposto alle famiglie ! Proprio
questa autonomia umana e politica nei confronti dei valori naturali,
è alla radice delle ingiustizie tra gli uomini e delle classi sociali
ancora oggi e porterà a uno sfacelo futuro se continuerà a essere
percorsa . La pecora nera che ha ribaltato e rivoluzionato popoli
interi creando squilibri e disordini mondiali non è stata una classe
particolare,quella borghese, sebbene molto attiva e trafficona, che
minacciava di volta in volta chi si frapponeva ai suoi traffici
commerciali . No ! La forza che ha capovolto interi sistemi sociali , è
stata una forza culturale che cercava l'autonomia morale e aveva solo
di riflesso l'obiettivo di mettere fine alle ingiustizie sociali !
Essa partiva da molto lontano proponendosi dapprima come nuova forza
morale e poi come forza rivoluzionaria per un nuovo ordine utopico
tutto terreno,basato sul calpestamento dei valori morali che solo l'
uomo possiede ! L 'obiettivo era consegnare tutto nelle mani di uno
stato assolutista e padrone della vita pubblica e privata dei cittadini
con la scusa ugualitarista . Ai piccoli padroni sostituire uno più
forte di tutti con il pugno di ferro e onnipotente. In una parola ,
dovunque, oggi, ha preso il potere l' autonomia morale dei singoli o
di uno stato onnipotente , hanno spezzato senza pietà tutti quei
vincoli che legavano i nuclei famigliari agli altri nuclei ,a un
sistema sociale , alle unione dei singoli tra di loro . In altre
parole, l'autonomia morale frutto dell' egoismo individuale , ha
modellato il mondo a sua immagine e somiglianza creando continui
bisogni e illusioni di una falsa libertà che diventava un fattore
disgregativo sociale . Gli eroi rivoluzionari e anarchici erano gli '
uomini liberi da impegni morali che avrebbero dovuto assicurare la
giustizia alle masse di oppressi e sottosviluppati nel campo sociale .
Ma un eroe che non ha impegni morali del tipo: "non rubare !" potrà
mai ergersi a guida di chi non deve rubare sul piano pubblico e sociale
? Così il proletariato non è quell'essere nuovo venuto da un altro
pianeta ; un essere incontaminato perché senza interessi e proprietà,
che ha solo bisogno di appropriarsi dei mezzi di produzione per godere
anche lui del paradiso economico del vecchio borghese . Il povero non
è altro se non il frutto di mille ingiustizie sociali dovute in parte a
se stesso, in parte al sistema sociale , in parte a condizioni
ereditarie avverse e non facilmente controllabili . Così quando un
individuo si ubriaca o si droga o delinque e non lavora , solo in
parte si può colpevolizzare il sistema sociale vigente , qualunque esso
sia . Anzi il sistema sociale deve farsi carico di assicurargli un
livello minimo di esistenza secondo la sua dignità umana ,ma non
giustificarlo nelle sue deviazioni morali che vanno punite senza
pietà e senza sconti di pena ! Abbiamo visto come gli ultimi
rivoluzionari chiamati comunisti ,in realtà non avevano solo l'
obiettivo si eliminare a loro modo le ingiustizie sociali evidenti in
determinati sistemi sociali per creare utopiche società di eguali ;
essi capivano che bisognava sempre rivolgersi contro l'autorità
deputata a garantire l'ordine e la sicurezza e lo sviluppo di tutti
perché questa garantiva sempre un certo sistema morale atto a impedire
a chiunque di delinquere . Essi, quindi, non solo hanno sempre
contestato il potere garante dell'ordine ,un potere naturale ,ma dopo
che lo hanno ottenuto , non hanno eliminato nessuna ingiustizia
prefissasi, se non facendo tabula rasa delle forze esistenti ; hanno
solo agito alla radice cercando di rovesciare il diritto naturale su
cui si basava ogni rapporto sociale degli esseri viventi sulla terra.
In questa opera di demolizione dei valori morali naturali nel campo
sociale in cui mascheravano il desiderio di una società più giusta,
di eguali, da attuare facendo tabula rasa delle altre classi , essi
hanno avuto come alleati, indiretti o diretti, gente cristiana e
anarchici ugualitaristi , con gli stessi obiettivi politici perché
questi volevano realizzare sul piano sociale quello che solo sul piano
della fede o religioso essi potevano ottenere . Il loro obiettivo
sociale non era il bene comune dei singoli e delle famiglie e
garantire lo sviluppo di tutti con la giustizia divina ; il loro
obiettivo era di ordine religioso-spirituale, quindi utopico , in cui
confondevano i valori del diritto naturale che presiede al bene comune
di uno stato , alle visioni evangeliche che doveva portare tutti all
'egualitarismo livellatore , credendo cosi di eliminare l'ingiustizia
sociale . Ma una dottrina di salvezza basata sul perdono individuale
non poteva diventare una dottrina sociale di giustizia ! Per fare
questo molti di essi arrivavano a rinnegare anche il Vecchio Testamento
! Quindi, nella distruzione di ogni ordine naturale essi avevano come
alleati e portaborse cristiani spirituali che proponevano il vangelo
sul piano sociale invece che come dottrina di salvezza dal peccato.
Molti di questi acquasantieri dell'egualitarismo, fautori di un
progressismo evoluzionista o naturalista della storia della salvezza ,
divennero Presidenti di Azione Cattolica,Presidi , Rettori di facoltà
teologiche e laiche , Cardinali, filosofi cristiani ,grandi umanisti ,
preti telepredicatori e pedagogisti ,pacifisti ecologisti , infine papi
! Così come nel medio evo molti di questi paladini dei poveri si
ribellavano alle varie ingiustizie sociali in nome di problemi
teologici, contestando l'autorità ecclesiastica che garantiva l'ordine
sociale , oggi chiedevano la rivoluzione in nome di false teorie
economiche che avevano come fine sempre utopie di stampo religiose.
Molte di queste utopie sono realizzabili solo a patto che si esca fuori
dalla società naturale o che la si stravolga con una rivoluzione che
non risolverà mai il problema della giustizia sociale in quanto sono
sbagliate le loro premesse . La famiglia infatti non è un retaggio
dello stato borghese, ma il nucleo sul quale ruota tutto il sistema
politico di un popolo . Nella storia ebraica abbiamo gli anziani e i
patriarchi che decidevano la politica generale ,nell'antica Roma
abbiamo i Pater Familias e i Senex , in Grecia abbiamo i nobili a
decidere della cosa pubblica ,ma una nobiltà e onore che derivava
dalla fedeltà alla legge naturale . La destra, quindi , è quella forza
che opera per bloccare ogni movimento rivoluzionario dei valori morali
fondamentali che le forze rivoluzionarie vorrebbero gettare nella
polvere ,quindi è conservatrice e reazionaria ,ma non per fini di
mero potere economico ed egoistico . La destra è democratica se la
maggioranza si adegua ai valori naturali , ma è spietatamente
antidemocratica se con il falso buonismo e umanesimo pacifista e
sociale , cerca di calpestare la giustizia venendo a patti con le
forze demolitrici dei valori morali che legano la società e le
famiglie con vincoli irremovibili , minacciando il loro bene comune .
La destra è anche rivoluzionariamente violenta se la situazione è
troppo compromessa sul piano morale ! Per la destra l'essenziale della
politica non è la questione della proprietà privata o proprietà
sociale o di un' utopico egualitarismo che darebbe la dignità a tutti ,
anche all'assassino e al ladro, ma l'essenziale è la giustizia
giusta nel corpo sociale in quel mosaico di famiglie e di gruppi o
federazioni o corpi sociali che formano una società e uno stato ; è
una questione di valori morali da far rispettare a tutti in forma
uguale ! La destra quindi cerca di individuare quei politici , quegli
uomini non disposti a svendersi sulle pubbliche piazze per ottenere il
voto di più gente possibile da ripagare poi con favori economici .
Essi hanno un percorso preciso da seguire ; un percorso morale che
conoscono tutti . Applicare con la bilancia e con la spada il diritto
naturale ! Questo diritto naturale di cui parla la destra , non è la
morale evangelica che è un optional dei fedeli e dei discepoli del
Regno a livello personale , ma una legge universale che riguarda tutte
le categorie sociali e tutti popoli della terra .La destra è per la
legge universale naturale ! La destra se parte da certezze , queste
non derivano dalla presunzione di avere individuato una classe che
salverà finalmente il mondo e l'umanità,perché queste certezze non
sono opinioni umane derivate da infallibili analisi economiche e
sociologiche che ci autorizzano a rivoluzioni immani , ma parte da
certezze che vengono dall'Alto, quindi non sono opinioni di tizio e di
caio o di una scuola filosofica di pensiero , ma sono certezze
superiori , le uniche che possono salvare l'umanità .
Uomini di vera destra di tutto il mondo unitevi !
Ufficio Presidenza della Destra Italiana
3 Maggio 2008
INOLTRATO DA destraradicale@yahoo.it -
a: c.augias@repubblica.it
INVIATO DA c.augias@repubblica.it

EUROBERLUSCONI
Se si parlasse di comicità, a non averlo bisognerebbe inventarselo. Ma qui invece parliamo di diritti civili e di Unione Europea.L'ultima gaffe di Silvio Berlusconi è di ieri sera. Il
presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, intenderebbe
assegnare al successore di Franco Frattini il portafoglio dei Trasporti
anziché quello della Giustizia. Tra i più papabili alla successione di
Frattini l'eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE. Silvio
Berlusconi ha affermato che sarebbe molto più conveniente interessarsi
di infrastrutture e trasporti anziché di omosessualità. Nonostante la
scarsa visione generale del compito di un Commissario europeo alla
Giustizia e la totale assenza di bon ton del futuro Presidente del
Consiglio (che d'altronde ne ha già dato prova altrove con corna e mani
a mitraglietta puntate su una giornalista), stavolta non possiamo non
essere d'accordo con lui. Tajani, il probabile successore di Frattini,
appare un uomo senza competenze specifiche adeguate, per il quale
addirittura molti eurodeputati avevano già inoltrato formale protesta
per la candidatura alla Giustizia, non ritenendolo idoneo a quell'
incarico. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ritiene, come
molti in Europa, che Tajani alla Giustizia rappresenterebbe una deriva
pericolosa nei confronti di categorie sociali discriminate. La frase
di Berlusconi, inoltre, fa ben comprendere come la destra italiana ed
il prossimo governo vogliono occuparsi delle libertà civili e dei
diritti delle persone omosessuali. Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli Segreteria Politica – Andrea Berardicurti 348/7708437

"AMORE CIVILE" PER LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA
Nell'anniversario del referendum sul divorzio studiosi e associazioni si confronteranno sulle
nuove famiglie, convivenze e relazioni affettive
Il prossimo sabato 10, 11 e 12 maggio si terrà a Roma la conferenza "Amore civile", prima
parte di un evento di tre giorni sulle nuove forme di convivenza e
relazioni affettive, per la riforma del diritto di famiglia.
http://www.radioradicale.it/amorecivile
Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per
la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal
significativo titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione
dell'amore civile". Il convegno ha rappresentato l'occasione per
rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai
tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata
sul concetto di "amore civile". Amore civile significa mettere al
centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore
civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta
incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è
convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del
dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere
che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità", e che in
questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa
rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà
dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il
baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato. Il
successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno
fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere
permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma
globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera
iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al
centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e
omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra
figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la
violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza. Con
l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere
umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica
per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici,
riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si
sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale
e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica
"corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo
per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le
coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un
Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso
di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni
direttamente impegnate su queste istanze. La conferenza "Amore civile"
si terrà a Roma il prossimo 10, 11 e 12 maggio. Speriamo che vorrai
essere tra i partecipanti di questo importante evento, che cade
significativamente a pochi giorni dall'insediamento del nuovo
parlamento. I lavori della conferenza saranno così articolati: Sabato
10 maggio 9,30-19 – Convegno Sala delle conferenze Piazza Monte Citorio
n.123/a ore 21 - proiezione e dibattito sul film "Ti do i miei occhi"
Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre Argentina 76, 3°
piano. Domenica 11 maggio 9-14 - Assemblea aperta con relatori e
partecipanti Salone dell'Associazione Luca Concioni Via di Torre
Argentina 76, 3° piano. Lunedì 12 maggio ore 12 – Conferenza stampa di
presentazione dei risultati della conferenza.. Marco Cappato
(segretario Associazione Luca Coscioni) - Rita Bernardini (segretaria
Radicali Italiani) - Sergio Rovasio (segretario associazione "Certi
diritti") - Diego Galli (responsabile RadioRadicale.it) - Diego
Sabatinelli (segretario Lega italiana per il divorzio breve).
Diego Galli Responsabile del sito internet Radio Radicale
Via Principe Amedeo, 2
00185 Roma
Tel (+39) 06 488781
Cell (+39) 347 0918518
Email
diego.galli@radioradicale.it
http://www.radioradicale.it

IL GIOCO DELLE TRE CARTE ALL'ONU
Non avrei voluto fare commenti circa il discorso che il capo di stato vaticano ha tenuto all'ONU ma, come tutti sanno, "un bel tacer non fu mai scritto". Credo che pochi nutrissero
dubbi sul fatto che la presenza di B16 fosse finalizzata a portare
anche in quel settore la voce del confessionalismo, però (dato il
contesto) ci si sarebbe aspettata quanto meno si una linea di coerenza
più solida, anziché arrivare a riproporre anche nella suddetta sede il
solito "gioco delle tre carte" che nel nostro paese è già riuscito a
condizionare la classe politica oltre ogni limite di accettabilità. Due
sono i punti più inquietanti dell'intervento papale (non che gli altri
non lo siano, ma preferisco soprassedere) : il primo è costituito dalla
questione ritrita e ricotta della "espressione pubblica delle
religioni" che (per chi non lo ricordasse) è stata inserita anche nello
statuto del PD. Orbene : secondo il Sig. Ratzinger le religioni
avrebbero diritto ad un'espressione pubblica, ma senza spiegare
esattamente cosa egli intenda con tale terminologia. Allo stato
attuale, almeno nei paesi democratici, nessuno ha mai negato l'
espressione pubblica di una religione (fintanto che questa viene intesa
come rispetto di quanto contenuto all'art. 18 della Dichiarazione
Universale), ma se per espressione pubblica si intende "espressione
istituzionale" (nel senso che la voce di un rappresentante religioso
diventa legge per tutti) forse il "buon Joseph" dovrebbe rivedere le
sue posizioni insieme a chi gli fa eco, perché attraverso tale
interpretazione della cosiddetta "espressione pubblica" si pretende di
fatto di istituire la teocrazia. Personalmente come "non credente
militante" mi sono sempre battuto per la libertà di espressione della
"concezione del mondo" che rappresento, ma non ho mai preteso di
imporla come verità istituzionale che tutti (anche i credenti)
dovrebbero rispettare. Posso aver chiesto il rispetto di una
convenzione stabilita per legge o per costituzione (questo sì), ma non
ho mai preteso di imporre agli altri le mie convizioni a-religiose
(chiedere l'esposizione nei luoghi pubblici dell'emblema della
Repubblica Italiana al posto del crocifisso, non significa imporre l'
ateismo o l'agnosticismo a tutti, come qualcuno vorrebbe far credere,
ma solo rispettare la laicità dello stato). Se tutti gli uomini nascono
uguali, non si può pretendere libertà di parola invocando l'art. 19
della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e poi cercare (in
virtù del proprio diritto canonico) di vedere imposte a tutti le
proprie convinzione religiose negando a chiunque il diritto di
dissentire ed ignorando così l'art. 30 dello stesso documento. Se tutti
gli uomini nascono uguali, non si può pretendere di fare le vittime
accusando gli altri di violare la propria libertà di espressione,
quando con quella libertà di espressione si negano di fatto le libertà
agli altri. Se tutti gli uomini nascono uguali, non si può chiedere per
se stessi il rispetto di un diritto richiamato da un articolo e poi,
una volta ottenuto, si negano agli altri i 29 rimanenti articoli
sanciti dalla stessa convenzione che viene invocata. Ed ecco che (quasi
per induzione) arriviamo proprio al secondo punto invocato dal teocrate
: il rispetto dei diritti umani ! Per chi non lo sapesse (o non lo
ricordasse) il Vaticano è uno dei pochi paesi al mondo che non ha mai
riconosciuto la Dichiarazione Universale. Ora però il suo capo di stato
si reca all'ONU a invocarne il rispetto. Non basta, egli aggiunge
(parole testuali riportate su REPUBBLICA) : "Ogni Stato ha il dovere
primario di proteggere la propria popolazione da violazioni gravi e
continue dei diritti umani … ". Cosa farà quando tornerà a casa ? In
qualità di capo di uno stato in cui si verificano "violazioni gravi e
continue dei diritti umani", inizierà a esercitare pressioni su se
stesso ? Si metterà davanti ad uno specchio in un monologo da
"scenografia shakesperiana" tentando di convincere la sua metà oscura
(che molti hanno ironicamente raffigurato nell'imperatore Palpatine)
che in fondo anche gli altri hanno diritto a credere in quello che
vogliono e che in fondo i governi di tutti i paesi (dovendo governare
su genti di ogni cultura e religione) dovrebbero varare leggi non
ispirate a dottrine religiose (dottrine che chiunque è però libero di
rispettare nel proprio privato) e che anche lui dovrebbe fare la stesa
cosa in quei 40 ettari di cui è monarca, mentre l'oscura figura dall'
altra parte lo incita a sterminare i nemici della fede come gli atei,
gli omosessuali, gli abortisti o gli scienziati ? Parlando dal punto di
vista umano, provo pietà per un personaggio del genere che è costretto
ad arrivare a simili espedienti dialettici di bassa lega e ad
arrampicarsi sugli specchi al fine di invocare il contrario di ciò che
egli stesso propina, per non tentare neanche per un istante di
rimettersi in discussione, prigioniero com'è del suo ruolo e di una
dottrina a cui ha deciso di votare in modo acritico tutta la propria
esistenza.
INVIATO DA Francesco Paoletti - UAAR Roma

INTERVISTA ESCLUSIVA DI BABILONIA AL CAPITANO DELLA VOLLEY ROMA LUIGI MASTRANGELO
"I CALCIATORI COME FIGHETTI. SE MI INVITANO VORREI ESSERE IN PRIMA FILA
AL GAY PRIDE".
Da Mottola, piccolo paesino pugliese, alla sfolgorante
carriera nella pallavolo per la Roma Volley, Luigi Mastrangelo, detto
"Maestro" è la nuova icona gay. Niente più Carrà o Mina o i calciatori
stile Kakà, gli omosessuali, al pari delle donne, hanno decretato che
l'uomo che si porterebbero volentieri nel talamo amoroso è l'adone Gigi
Mastrangelo, classe 1975. Il pluricampione europeo e mondiale, col
desiderio di qualche oro anche a Pechino, rilascia al mensile Babilonia
una intervista esclusiva, parlando molto di sport e omosessualità e,
naturalmente della sua passione per la pallavolo. Ma se non avesse
fatto il giocatore? «Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare
pulizia di tanta delinquenza». Babilonia interroga il campione sul
problema a dichiararsi omosessuali nelle varie discipline sportive,
per paura di essere emarginati. «Non capisco perché i gay debbano
avere difficoltà a dichiararsi. Non siamo aperti abbastanza. All'estero
non è così. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono
molto più limpide e cercano di combattere l'omofobia anche nello sport.
Sì, non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero
criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno
sportivo gay», risponde Mastrangelo. Proseguendo nell'intervista a
Babilonia, Mastrangelo, racconta di quanto gli piaccia essere la nuova
icona gay: «Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro,
anzi. E poi ho un cugino omosessuale». Ma, quelli della sua squadra,
l'allenatore? «Forse qualche invidia per il fatto di essere così
apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono
contento perché credo faccia bene alla pallavolo, visto che non è
conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex
symbol per le donne. Gli uomini però mi hanno sempre dato più
soddisfazioni. L'ho capito anche e soprattutto attraverso le mie
amicizie con i gay. Apprezzano di più la fisicità». Mai ricevuto
"avances"?, chiede la storica rivista omosessuale. «Sì, anche da
amici», risponde il campione. Poi, Mastrangelo dice la sua sui
calciatori: «Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E
questo è terribile. Inoltre mi dà fastidio la sovraesposizione dei
calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia
rifatte. Le trovo molto poco maschili». Non dimentica Pechino,
Mastrangelo e a Babilonia dichiara: «Mi rendo conto che c'è un problema
politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto
bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed è una cosa
assurda». Sulle adozioni gay è ancor più incisivo: «Penso – dice
Mastrangelo – che due omosessuali possano crescere un bambino
benissimo. Non ci trovo niente di strano. E' strano piuttosto il fatto
che non sia permesso». Parteciperebbe, anche come testimonial al Gay
Pride? «Sì. Accetterei volentieri. Mi invitate?», risponde con un bel
sorriso a Babilonia. «Dopo quelli che mi procura mio marito, gli
orgasmi che mi dà Zapatero sono i migliori». Esordisce così, Pedro
Zerolo in una intervista rilasciata al nostro mensile, dopo mesi di
contatti e paziente attesa. Zerolo, ispiratore del matrimonio gay, 48
anni portati con effervescenza, gode della stima e fiducia personale
del premier spagnolo: «Insomma Pedro, dopo tutto il polverone che
abbiamo creato, quando ti sposi?», ebbe a dirgli dopo l'approvazione
della legge. Zerolo si racconta e narra della Spagna; della sfida
contro l'ingerenza dell'episcopato clericale e anche dell'Italia: «Ho
avuto un fidanzato napoletano. La politica italiana ha un deficit di
progetti». Suggerimenti? «La società si deve mescolare, aprire le porte
alla diversità. C'è bisogno di una società meticcia, meno arroccata.
Per prima cosa l'Italia si deve liberare della pesantissima ingerenza
vaticana», è la risposta di Zerolo all'inviato di Babilonia. Ed essendo
Pedro un avvocato, dà un bel suggerimento a quanti vorrebbero sposarsi
in Spagna ed essere riconosciuti nel nostro Paese.
INVIATO DA
mcirrito.babiloniamagazine@gmail.com


LA FILOSOFIA DELLA PANSESSUALITA'
(traduzione) di Peter Boom
La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell'uomo, siano
esse occasionali o permanenti) è basata sull'osservazione dei fenomeni
naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia
mondiale. La Teoria si propone di far superare i correnti "pregiudizi"
spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società
contemporanea. Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali
o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non
dovrebbe reprimerle. La nostra sessualità, come i nostri sentimenti,
può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di
qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso
animali, cose e verso noi stessi. Laddove il sesso viene considerato
"peccaminoso" possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.
Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi
parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza
sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono
anch'esse naturali e parte di un processo subconscio.La storia e
l'antropologia raccontano l'infinita variabilità del comportamento
sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente
sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna.
Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con
maggiore apertura mentale per placare l'ansia causata dal credere di
aver commesso un "peccato". In effetti la Teoria della Pansessualità
aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi
per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e gioiosa
naturalezza. Peter Boom:
http://digilander.libero.it/pansexuality


GIORDANO BRUNO
la ragione è laica. Conferenza e pubblico dibattito con
Maria Mantello, saggista, prof. di Filosofia e Storia Introduce e
coordina: Maria Barbalato, Generoso Procaccini editore. Giovedì 15
maggio 2008, ore 18.00 LIBRERIA RINASCITA Via Prospero Alpino, 48 –
Roma (Circonvallazione Ostiense). Ingresso libero…
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
"Giordano Bruno" Union Mondiale des Libres Penseurs International Humanist and Ethical Union
Sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma tel: 3297481111 - e.mail:
liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
www.periodicoliberopensiero.it

CONEGLIANO GAY CIRI CECCARINI OSPITE D'ONORE ALL'APERTURA DEL CIRCOLO SHAKE
Saranno il cantautore riminese Ciri Ceccarini (www.myspace.com/ciriceccarini) e il suo singolo "Sono ciò che sono" gli ospiti d'onore della giornata di festa organizzata dallo Shake, il
neonato circolo gay di Conegliano Veneto per il prossimo sabato 10
maggio 2008. Ceccarini arriverà a Conegliano alle 10,30 per la
conferenza stampa in programma presso la sede del circolo, in via
Settembrini 135 durante la quale Ciri darà il benvenuto agli ospiti
salutando il presidente e tutti gli amici del circolo Shake. Durante l'
incontro con i giornalisti e i cittadini di Conegliano Veneto sarà
possibile ascoltare il brano "Sono ciò che sono", brano in cui il
giovane Ciri ha unito il coraggio della denuncia alla voglia di libertà
per le persone gay. Ciri Ceccarini tornerà quindi in scena a mezzanotte
alla discoteca Gold a Godega di S.Urbano in via Leonardo Da Vinci 4
dove, affiancato dalla vocalist veneta Simona Tedeschi e dalle
splendide movenze della ballerina mediorientale Fatima,proporrà un'ora
di musica live con i brani più belli del suo variegato repertorio. Ciri
Ceccarini, ventotto anni, è un famoso showman e trasformista romagnolo.
Assieme alla dote istrionica che lo ha resto una vera attrazione sulla
riviera adriatica, Ciri sin da giovanissimo si dedica al cantautorato e
produce numerosi brani con i quali partecipa a vari festival tra i
quali l'Accademia di San Remo, il Festival di San Marino, il Roma Music
Festival. Dallo scorso anno Ceccarini ha iniziato a frequentare anche
la capitale con esibizioni nei più prestigiosi club romani tra i quali
il famosissimo Gilda. Ciri e il suo gruppo artistico si esibiscono,
inoltre, periodicamente in diretta nazionale sulle frequenze tv di
Canale Italia.
Ciri Ceccarini – Press Office Contatti
Daniele Priori – Press Agent 328/6323820
Mail danielepriori@inwind.it
Web
www.myspace.com/ciriceccarini

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22 ottobre 2007

news 22 ottobre

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE ITALIANA PRINCIPI FONDAMENTALI ART. 1
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità è del popolo che la esercita nei limiti della costituzioneIL VATICANO MARCIA SU ROMA498 franchisti beatificati nell’anniversariodella marcia su RomaDomenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici, saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono “martiri della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media italiani. La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in questo modo. Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di società chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista. La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza. Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione della società , basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle streghe dello scontro di civiltà ; ne fanno le spese, ancora una volta, tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile. info@facciamobreccia.org www.facciamobreccia.orgCOMITATO GAY LESBICHE PRATOIl Comitato Gay e Lesbiche Prato esprime solidarietà per i soci e le socie di Arcigay Grosseto, nonché il proprio dissenso verso le gerarchie vaticane che non perdono occasione sia per far emergere la propria omofobia, sia per frenare ogni occasione di conoscenza ed incontro fra cristiani/e cattolici/che e realtà GLBT (gay lesbiche bisessuali e trans). Riteniamo giusto aver chiesto a S.E. Agostinelli, vescovo di Grosseto, che l’incontro si svolgesse nella sede di Arcigay esattamente come avvenuto per le altre associazioni della zona. Pur non ritenendo il vescovo in generale un’istituzione pubblica, in quanto non rappresentativo dell’intera cittadinanza e non eletto democraticamente, sappiamo che molte persone GLBT vivono, talvolta anche con sofferenza, il loro essere cattolici/che e la loro natura. Queste stesse persone spesso restano vicine alla Chiesa Cattolica soltanto grazie alle “buone parole” di sacerdoti che, almeno nel privato, si dichiarano contrari alla chiusura omofoba del Vaticano. Pensiamo che i/le cattolici/che gay, lesbiche, bisessuali e trans oggi si trovino a dover vivere ed a subire una contraddizione enorme che genera frustrazione e piano piano allontana dalla Chiesa e dal messaggio evangelico. Se da un lato le Chiese protestanti presto nel loro sinodo decideranno se benedire le coppie gay e lesbiche al pari delle coppie eterosessuali, la Chiesa Cattolica fa pressione su un vescovo perché non si rechi ad incontrare gay e lesbiche della sua diocesi. Siamo dispiaciuti/e e speriamo che fra Arcigay Grosseto e la diocesi della città possa continuare un dialogo e che la questione dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e trans riesca alla fine a fare breccia, che possa emergere veramente la Chiesa Cattolica che non discrimina, che non vede nessun problema nell’amore di gay e lesbiche, che non crede nell’unico modello familiare patriarcale, eterosessuale e maschilista, che si oppone con forza a logiche dal sapore fascista, che crede nell’assoluta parità fra uomini e donne, che non teme la sessualità in generale, che opera concretamente per il bene di tutte le persone indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Comitato Gay e Lesbiche Prato www.gayelesbicheprato.it - info@gayelesbicheprato.it - Emanuele Bresci 347- 4637511 - Fabrizio D’oria 392- 3862879 - Samuele Cannicci 338 - 3945546CONTRO IL BULLISMO NELLE SCUOLEFIRMATO ACCORDO FRA MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E AGEDOUn accordo contro il bullismo e le violenze nelle scuole è stato firmato dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di volontariato dei genitori, sotto forma di un Protocollo d'Intesa, il giorno 10 ottobre. Il Protocollo è stato sottoscritto dal ministro Giuseppe Fioroni e dal Forax, raggruppamento di associazioni italiane di genitori. Fra le novità di questo accordo è la presenza di Agedo (associazione genitori di omosessuali), che ha partecipato all'iniziativa affinché venisse inserita una esplicita attenzione contro "ogni forma di violenza e di bullismo nelle scuole, in particolare il bullismo omofobico". Il Ministero si impegna infatti con questo protocollo a "promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua forma fisica e psicologica". Il Ministero si impegna inoltre "a sostenere a livello nazionale, regionale e locale le attività promosse" a questo scopo. In particolare il Ministero favorirà "la diffusione di percorsi pilota per la valorizzazione delle diversità nell'ottica di una considerazione della specifica identità unica e irripetibile di ogni studente". Dal canto loro le associazione di genitori daranno vita a "iniziative congiunte volte a prevenire e contrastare ogni fenomeno di violenza, di intolleranza fra i giovani, all'interno della istituzione scolastica", oltre a "collaborare nell'elaborazione di progetti di formazione dei docenti". Il Ministero si è impegnato a dare comunicazione dell'accordo a tutti gli uffici scolastici periferici. Agedo è l'associazione italiana di genitori e famiglie di persone omosessuali, ed opera da quasi quindici anni attraverso le sue sedi su gran parte del territorio nazionale. La firma di questo protocollo permetterà ad Agedo di intervenire nelle scuole con incontri educativi e formativi, per contrastare la crescente violenza omofobica. Paola Dell'Orto (Presidente nazionale Agedo). Per informazioni: Paola Dell'Orto tel. 338 4266497EDUCARE AL LA DIVERSITA'Esperienze educative sui temi dell'omosessualità 22 e 23 ottobre 2007 Centro Congressi Lingotto, TorinoLa scuola, agenzia educativa per eccellenza, è il luogo fondamentale di sperimentazione e verifica diogni progetto di formazione e trasformazione culturale, anche se molti hanno sottolineato in questi anni comeessa abbia perso la capacità d’impatto che aveva, a favore di altre forme di comunicazione audiovisive, potenzialmente attraenti ma che trasmettono messaggi non sempre vagliati criticamente. Ciò ci rende consapevoli della necessità di fornire strumenti e stimoli per far si che i giovani sviluppino capacità proprie per leggere la realtà senza la lente degli stereotipi e dei pregiudizi. In questo senso “educare alla diversità ” ha un valore strategico, per la grande potenzialità rappresentata dalla consapevolezza che le differenze costituiscono un elemento di valore. Questo è l’approccio che molti educatori hanno proposto in questi anni, e in questo senso sono andate anche alcune esperienze sviluppatesi sui temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, che possono connettersi a percorsi concettuali anche di carattere più generale. Si tratta per lo più d'iniziative intraprese da associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) ma anche da altre realtà che hanno ritenuto necessario inserire questi temi in percorsi didattici più complessivi, senza però negarne il carattere specifico. Tra queste a Torino il Servizio Lgbt del Comune, che in collaborazione con il Gruppo di Formazione del Coordinamento Torino Pride ha sviluppato proposte di attività che hanno incontrato un forte ascolto nel mondo della scuola, con la partecipazione di molti insegnanti. L'esperienza del nostro territorio, dove abbiamo cercato faticosamente di costruire percorsi di comunicazione e diffusione, ha contribuito a far emergere la necessità di un confronto più ampio tra quelle maturate in altre parti d'Italia, spesso valide ma poco conosciute. Da qui, il desiderio di dare forma ad un convegno in cui si potessero incontrare le esperienze fatte nel nostro paese, avviando una sorta di "censimento", che raccolga e metta in rete il lavoro svolto finora, evidenziandone la ricchezza ma anche i punti critici, elementi necessari per ottenere la necessaria efficacia. Infine per offrire, su questi temi come su altri relativi alle pari opportunità , una contestualizzazione più ampia, abbiamo pensato di rappresentare all'interno del convegno anche alcune tra le più significative esperienze europee. Convinti/e che a questo primo importante momento ne debbano seguire altri per dare continuità alla progettualità educativa su questo terreno. ILUNEDI' 22 OTTOBRE ore 14,00 - iscrizione partecipanti ore 14,30 – saluti Barbara Pollastrini , Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Un rappresentante dell’ Ufficio Scolastico per il Piemonte Giuliana Manica, Assessore alle Pari Opportunità di Regione Piemonte Aurora Tesio, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Torino Marta Levi, Assessore alle Pari Opportunità della Città di Torino Aurelio Mancuso, presidente Arcigay introduzione di Roberta Padovano Coordinamento TorinoPride ore 15,00 – 1° sessione – coordina Gigi Malaroda. Giuseppe Burgio, Rete di educatori Aletheia, Palermo Ginevra Tomei, “Un mondo arcobaleno” proposta educativa di Amnesty International edito da EGA Eleonora Dall’Ovo, Seminari su stereotipi e omofobie nei libri di testo scolastici, Prato Graziella Bertozzo, Progetto Daphne “Chi sono quel ragazzo, quella ragazza”, Firenze Matteo Martelli, Gruppi scuola Cassero e Arcigay Progetto Schoolmates, Bologna Alessandro Galvani, Progetto “Nessuno uguale a me” (prevenzione del bullismo) dell’ Agedo di Milano Maria Teresa Giolito, ginecologa, responsabile Coordinamento regionale piemontese dei consultori familiari Alberta Basaglia, Osservatorio Lgbt e Politiche Giovanili del Comune di Venezia Roberto Emprin, Settore Pari Opportunità e Politiche di genere, Servizio Lgbt del Comune di Torino ore 18,00 chiusura dei lavori. MARTEDI' 23 OTTOBREOre 9,00 – 2° sessione, coordina Vanni Piccolo, ex-preside Tobia Zevi, Forum Nazionale Giovani Mila Banchi, AGEDO (Associazione di genitori, parenti di omosessuali) Giuliana Beppato, Associazione Famiglie Arcobaleno Marco Chiauzza, FNISM , Federazione Nazionale Insegnanti ore 10,30 - 3°sessione, coordina Sergio Lo Giudice, referente del progetto Comenius “Towards an inclusive school”, Liceo Copernico, Bologna Tim Bedford, GLEE, GLBT Educational Equity, Oulu, Finlandia Tino Brugos, Gruppo XEGA, Qijon, Spagna Belen Molinuevo, COGAM, Madrid, Spagna Nigel Tart, progetto Schools Out, Londra, UK Amanda Stephens, YouthNet NI, shOut Project, Belfast, Northern Ireland ore 13 pausa ore 14,30 – 4° sessione - coordina Carla Bonino, dirigente del Settore Integrazione Educativa della Città di Torino Luca Pietrantoni, Università di Bologna, Margherita Graglia psicologa e psicoterapeuta, Stefania Zuccherini Marangoni, formatrice Oppi, un docente dell’ Università degli Studi di Torino ore 16,30 – 5° sessione - coordina Maria Teresa Martinengo, giornalista. Un rappresentante del Ministro della Pubblica IstruzioneMembri della Commissione Istruzione Camera dei Deputati Giovanna Pentenero, Assessore alla Istruzione della Regione Piemonte Umberto D’Ottavio, Assessore all’Istruzione della Provincia diTorino Luigi Saragnese, Assessore alle Risorse Educative della Città di Torino Intervento di chiusura di Gigi Malaroda per il Coordinamento TorinoPride. La segreteria organizzativa è in attesa di alcune conferme (individuate nel programma con l’asterisco *). Il programma aggiornato sarà disponibile sul sito www.meltingbox.it non appena possibile e distribuito ai partecipanti. Il Convegno ha ottenuto il patrocinio di Regione Piemonte e della Città di Torino, ed è in attesa del patrocinio della Provincia di Torino. Il convegno è riconosciuto ai fini della formazione e dell’aggiornamento in servizio. L’iniziativa è organizzata e attestata da ente accreditato alla formazione in base al DM 270/2001. Secondo le norme contenute nel vigente CCNL è consentita la partecipazione degli insegnanti in orario di servizio. Per motivi organizzativi è necessario segnalare la propria presenza in anticipo, attraverso l’invio di una mail o di un fax ai recapiti che seguono: Segreteria organizzativa: Regione Piemonte, Assessorato alle Pari Opportunità Via Avogadro 30, 10121 Torino Tel: 011.8126730 - Fax. 011.8178123 iscrizioni@meltingbox.it. In occasione del Convegno, sarà in distribuzione una bibliografia curata dal Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere della Città di Torino e dalle Biblioteche civiche torinesi. La bibliografia comprende sia opere di narrativa a tematica omosessuale rivolte all’infanzia e all’adolescenza sia pubblicazioni e video a carattere educativo-didattico per gli insegnanti. I testi segnalati saranno esposti presso lo stand della Città di Torino, mentre i video saranno visionabili nelle apposite aree. Nello spazio espositivo di Melting box saranno presentate le Campagne di sensibilizzazione promosse dai Comuni di Torino, Roma e Venezia, dall’Agedo di Bologna e la mostra curata dall’Istituto Statale G. Bodoni di Torino nell’ambito del Progetto Comenius. Info gigi.malaroda@aliceposta.itACQUA: I VERDI ABRUZZESI CHIEDONO TUTELA SALUTE CITTADININO ALLE MULTINAZIONALI! NO ALLA PRIVATIZZAZIONE! Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi: “La crisi idrica abruzzese si è imposta in tutta la sua drammaticità la scorsa estate quando 400.000 persone sono rimaste letteralmente a secco" nel mese di agosto. La questione delle chiusure e delle riaperture dei Pozzi S.Angelo di Castiglione a Casauria ha scatenato la lotta furiosa tra le istituzioni preposte alla gestione delle risorse idriche: gli esponenti politici al vertice degli enti si sono ostruiti a vicenda, denunciandosi ed insultandosi, senza risolvere tempestivamente e definitivamente la questione pozzi. A questa crisi va aggiunto il più grande scandalo della Regione Abruzzo, ovvero il “ritrovamento” della più vasta discarica tossica d'Europa, quella di Bussi sul Tirino, per il dominio ininterrotto della chimica con il conseguente scandalo delle acque avvelenate da sostanze tossiche che ha coinvolto vari enti di pertinenza (ATO4 e ACA), ma dove alla fine ne hanno fatto le spese solo i cittadini della Val Pescara e di Chieti. L’Abruzzo non può permettersi altri scandali. La gestione dell’acqua esercitata dai partiti politici ha evidenziato lo scarso valore dirigenziale degli ATO portando la nostra Regione a crisi idriche eccezionali, ma prevedibili, e a rilevare la mancanza assoluta di un Piano d’Emergenza. La gestione degli enti pubblici deve essere trasparente e partecipata. Le associazioni presenti sul territorio e competenti in materia debbono poter offrire il loro contributo attivo e vitalizzante, che non si limiti però ad un parere consultivo, ma che abbia peso d'indirizzo e di controllo. Comunque sia, il problema "ambiente" ed il relativo intervento dell'uomo sul territorio rivelano, nella Val Pescara in modo emblematico, la necessità di una visione globale della realtà dove ogni tematica, e soprattutto quella dell'acqua, bene comune per eccellenza, deve essere affrontato conassoluta priorità , professionalità , partecipazione e trasparenza decisionale. I Verdi ritengono che sia necessaria una politica orientata alla difesa dell’acqua dall’appropriazione dei privati, tenuto conto che sia acqua di superficie che quella di falda, appartiene alla collettività e dunque è un bene comune e pubblico: in Parlamento è in discussione una Proposta di legge popolare per l'Acqua pubblica, anche per evitare che le numerose multinazionali attive nel settore delle acque potabili e del petrolio (Suez, Veolia, Danone, Nestlè, Coca-cola, ENI, Micron, ecc.) prendano possesso delle ricchezze idriche anche della nostra regione. I Verdi tornano a ribadire che l’Abruzzo necessita di un intervento straordinario sulla rete idrica per sostituire e riparare le condutture colabrodo, obsolete ed in parte realizzate in amianto (sono dell'Ato gli ultimi dati percentuali sulla dispersione idrica nel nostro territorio, intorno al 42%, ma altri enti forniscono dati ben più impressionanti). Non meno importante è eliminare lo stretto rapporto tra inquinamento idrico pesticidi, pericolosissimo sia per l’uso domestico che agricolo. Il gruppo Consiliare dei Verdi in Regione sarà proponente di leggi, risoluzioni e interrogazioni rivolte alla Regione con l’obiettivo: - di sbloccare i fondi presenti nei bilanci regionali per il risanamento delle condutture idriche, una somma complessiva che supera i 200 milioni di euro; - di rivedere la legge regionale sul servizio idrico perchè si pone fuori dalla Direttiva Europea sulle Acqua del 2000; - di avere un ruolo politico attivo nella difesa della salute dei cittadini e nella valorizzazione delle ricchezze locali come spiagge, acqua, vento, boschi, animali selvatici e quant'altro caratterizzi il nostro essere abruzzesi; - di difendere le comunità locali e le loro ricchezze naturali dall'assalto da parte dei grandi gruppi di potere economico e degli speculatori senza scrupoli interessati a fare cassa subito, a costo anche di provocare disastri economico ambientali e sociali sul territorio circostante. UFFICIO STAMPA GRUPPO VERDI REGIONE ABRUZZO: Tel 0862.644.213 – fax 0862.644.215 telefax 0872.71.54.04 – 335.790.71.20 – 329.744.17.01www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it – gruppoverdi@regione.abruzzo.itI COSTI DEL VATICANOSu 'La Repubblica' 13 ottobre 2007, terza puntata sui costi della chiesa cattolica: l 'esenzione Ici per le attività commerciali....La chiesa non paga l'imposta sui fabbricati appellandosi a una legge del '92 ma la Cassazione la giudica illegittima e l'UE ha messo l'Italia sotto processoGli alberghi dei santi alla crociata dell'ICI di Curzio MalteseUna terrazza da sogno sul cuore della Roma barocca, sormontata dal campanile di Santa Brigida, con vista sull'ambasciata francese e perfino sull'attico di Cesare Previti. È soltanto uno dei vanti dell'albergo delle Brigidine in piazza Farnese, «magnifico palazzo del '400» si legge nel depliant dell'hotel, classificato con cinque stelle nei siti turistici, caldamente consigliato nei blog dei visitatori, soprattutto dagli americani, per il buon rapporto qualità prezzo e l'accoglienza delle suore. «Parlano tutte l'inglese e possono procurare lasciapassare gratis per le udienze del Papa» scrive un' entusiasta ospite da Singapore sul portale Trip Advisor («leggi le opinioni e confronta i prezzi»). L'unico problema, avvertono, è trovare posto. Sorto intorno alla chiesa di Santa Brigida, quasi sempre vuota, l'albergo è invece sempre pieno. Prenotarsi però non è difficile. Basta inviare una email a www.isfitutireligiosi.org, il portale che raccoglie un migliaio di case albergo cattoliche in Italia, con il progetto di pubblicarle tutte nei prossimi mesi e «raggiungere accordi con i grandi tour operator stranieri per il lancio sul mercato internazionale». Oppure si può cliccare direttamente su brigidine.org, il sito ufficiale dell'ordine religioso fondato da Santa Brigida di Svezia, straordinaria figura di mistica e madre di otto figli, fra i quali un'altra santa, Caterina. Una notizia che in realtà dall'homepage delle brigidine non si ottiene. La biografia della fondatrice occupa solo poche righe. In compenso si trovano minuziosi dettagli sulla catena di alberghi («case religiose») gestiti dalle brigidine in 19 paesi, una specie di Relais & Chateux di gran fascino, per esempio il magnifico chiostro dell'Avana Vecchia, inaugurato da Fidel Castro in persona. Il prezzo di una camera a piazza Farnese è di 120 euro per la singola, 190 per la doppia, compresa colazione, maggiorato del tre per cento se si paga con carta di credito. La Casa di Santa Brigida, quattromila metri nella zona più cara di Roma, più lo sterminato terrazzo, ha un valore di mercato di circa 60 milioni di euro ma è iscritto al catasto romano nella categoria "convitti". E non paga una lira di lei. Ogni anno i comuni italiani perdono secondo gli studi dell'Alici («basati su dati catastali lontani dal valore di mercato reale») oltre 400 milioni di euro a causa di un'esenzione fiscale illegittima e contraria alle norme europee sulla concorrenza. A questa stima vanno aggiunti gli immobili considerati unilateralmente esenti da sempre e mai dichiarati ai comuni, per giungere ad un mancato gettito complessivo valutato vicino al miliardo di euro annuali. Sarebbe più esatto dire che la perdita è per i cittadini italiani, perché poi i comuni i soldi mancanti li prendono dalle solite tasche. L'Avvenire, organo della Cei, ha scritto che bisogna smetterla di parlare di privilegio poiché esiste una legge di esenzione fin dal 1992. «.Un regime che non aveva mai dato problemi fino al 2004» conclude. È vero. Ma ha dimenticato di aggiungere che il "problema" insorto è la correzione della Corte di Cassazione. Un problema non da poco in uno stato di diritto. Al quale si è aggiunto quest' anno un altro problemino. anticipato da "Repubblica", l'inchiesta della commissione europea sull'intero settore dei lavori fiscali alla chiesa cattolica italiana, nell'ipotesi di "aiuti di Stato" mascherati. Con gran scandalo di alcune lobby parlamentari che hanno invocato la mano del papa i contro Bruxelles. Piccola storia della controversia. La legge del '92 sulle esenzioni dall'ICI è stata giudicata illegittima dalla Cassazione, che nel 2004 l'ha così corretta: sono esenti dall'Ici soltanto gli immobili che «non svolgono anche attività commerciale». La sentenza come la precedente esenzione, si applicava a tutti i soggetti interessati. Oltre alle proprietà ecclesiastiche, non solo cattoliche, anche alle Onlus, ai sindacati, ai partiti, alle associazioni sportive e cosi via. Ma l'unica reazione furibonda è arrivata dalla Cei: «Una sentenza folle». Perché? Forse perché è l'unico fra i soggetti interessati a possedere un impero commerciale: alberghi, ristoranti, cinema, teatri,librerie, negozi. «Il fenomeno ha avuto un'impennata prima del Giubileo» spiegano i tecnici dell' Anci «ma negli ultimi dieci anni . espansione commerciale degli enti religiosi è impressionante». Una parte della montagna di soldi pubblici(3500miliardi di lire) stanziati per il Giubileo del 2000, più quote consistenti dell'otto per mille sono finite in questi anni in ristrutturazioni immobiliari che hanno trasformato conventi, collegi e ostelli in moderne catene alberghiere. Un po' ovunque, come a piazza Farnese, le chiese si svuotano ma gli hotel religiosi si riempiono. Le ragioni non mancano: sono belli, ben gestiti, concorrenziali nei prezzi e possono far leva su una capillare rete di propaganda. La chiesa cattolica è oggi uno dei più potenti broker nel turismo mondiale, primo settore per crescita dell'economia. Si calcola che quaranta milioni di presenze all'anno per l'Italia e verso i luoghi di culto (Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorije...). In cima alla piramide organizzative, si trova la ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), alle dipendenza del Vicariato di Roma e quindi della Santa Sede. L'attività è in larga misura esentasse, lCI a parte. Sì capisce che la Cei di Ruini si sia mossa contro la «folle sentenza»,fonte di danni incalcolabili». Fino a ottenere dal governo Berlusconi il colpo di spugna per decreto. Un decreto che rovesciava la Cassazione e ripristinava l'esenzione totale dall'ICI per le proprietà ecclesiastiche, «a prescindere» (alla Totò) da ogni eventuale uso commerciale. E' l'autunno 2005 e Berlusconi anticipa nei fatti alla Cei l'abolizione dell'Ici che sei mesi più tardi, all'ultimo minuto di campagna elettorale, avrebbe soltanto promesso a tutti gli altri italiani. Fu un'esplosione di gioia—si legge nel sito della Cei — "cin, cin", brindisi, congratulazioni, gratitudine per tutti coloro che si erano adoperati per l'approvazione di tali norme». Passate le elezioni, alla nuova maggioranza si è riproposto il nodo dell'illegittimità della norma, sollecitata dai rilievi della Commissione Europea. E il governo Prodi l'ha risolto nel più ipocrita dei modi. Con un cavillo inserito nei decreti Bersani, vengono esentati dall'Ici gli immobili che abbiano uso «non esclusivamente commerciale». In pratica, secondo l'Anci, significa che «il 9095 per cento delle proprietà ecclesiastiche continua a non pagare». In termini giuridici il «non esclusivamente commerciale» rappresenta un non senso, una barzelletta sul genere di quella famosa della donna incinta «ma appena un poco». Nel secolare diritto civile e tributario italiano il «non esclusivamente» non era mai apparso, un'attività è commerciale o non commerciale. Il resto è storia recente. Parte la richiesta di chiarimenti da Bruxelles il governo da un lato risponde che la «norma è chiarissima»e dall'altro istituisce una commissione per studiarne le ambiguità , voluta quasi soltanto dal ministro per l'Economia Tommaso Padoa Schioppa, europeista convinto. La relazione sarà consegnata fra pochi giorni, ma circola qualche riservata anticipazione. Il presidente Francesco Tesauro, dall'alto della sua competenza giuridica, difficilmente potrà avvalorare l'assurdità del «non esclusivamente» e quindi sarà inevitabile cambiare la norma. «Qui nessuno, per intenderci, pretendete dal bar o dal cinema dell'oratorio» commenta il presidente dell'Anci. il sindaco d Firenze Lorenzo Domenici. Ma dagli esercizi commerciali aperti al pubblico, in concorrenza con altri, da quelli si. Abbiamo dato piena autonomia ai singoli comuni per trovare accordi con le cune locali e compilare elenchi attendibili». Ma una leale collaborazione nel separare il grano dal loglio, i templi dai mercati, insomma il culto dal commercio, da parte delle curie non c'è mai stata. Nel marzo scorso, per far fronte all'espansione del settore, la Cei ha organizzato a Roma un mega convegno intitolato«Case per ferie, segno e luogo di speranza». Gli atti e gli interventi dei relatori, scaricabili dal sito ufficiale della Cei, compongono di fatto un eccellente corso di formazione professionale per operatori turistici, tenuto da esperti del ramo e commercialisti non solo molto preparati ma anche dotati di una capacità divulgativa singolare per la categoria. Una visita al sito è largamente consigliabile a qualsiasi laico titolare di un alberghi, pensioni, bar, ristoranti. Nelle molte e lunghe relazioni, fitte di norme civilisticofiscali, compare anche l'aspetto spirituale, alla voce swiftiana «Qualche modesto suggerimento per difendervi nel prossimo futuro da accertamenti ICI (anche retroattivi)». Si ricorda allora che «A) l' ospite deve riconoscere la piena condivisione degli ideali e delle regole di condotta della religione cristiana; B) l'ospite deve impegnarsi a rispettare gli orari di entrata e di uscita; C) la casa per ferie metta a disposizione degli ospiti la propria struttura e personale religioso per un'assistenza religiosa oltre l'annessa cappella» e così via. A parte che a piazza Farnese ci hanno dato subito le chiavi per entrare e uscire quando volevamo, è la Cei stessa a ridurre la vocazione spirituale e dunque «non commerciale» degli alberghi religiosi a un espediente da commercialisti furbi per evitare gli odiati accertamenti. Eppure sono passati duemila anni da quando Gesù rispose ai farisei, il clero dell' epoca, «date a Cesare quel che è di Cesare». Per finire, una precisazione penosa ma necessaria. Da settimane l'informazione cattolica pubblica le tabelle degli stipendi dei preti, bassi come quelli degli operai, per «sbugiardare un'inchiesta fondata sulla menzogna». Ora. i salari dei preti non sono mai stati né saranno oggetto di questa inchiesta. Si può anzi essere d'accordo con gli organi della Cei nel sostenere che i sacerdoti sono una categoria sottopagata rispetto all'impegno profuso nella società . Per non dire delle suore, alle quali la Cei non versa un euro. Le sorelle brigidine di piazza Farnese, per esempio, si alzano all'alba e lavorano dodici ore al giorno, offrendo agli ospiti una cortesia e una dedizione che non s'imparano alla scuola alberghiera, eppure non avranno mai né uno stipendio né la pensione, a differenza dei preti. Ed è un'altra fonte d'imbarazzo laico dover contribuire con le tasse a un sistema tanto discriminatorio. La questione non sono i 350 milioni per gli stipendi prelevati con l'otto per mille, inventato per questo. Ma gli altri quattro miliardi che vanno altrove, in parte certo alle missioni di carità , in parte più cospicua dentro una macchina di potere che influenza e condiziona l'economia, la politica, la vita democratica e a volte l'esercizio dei diritti costituzionali, fra i quali la libertà di stampa. "Sei così ipocrita che come l'ipocrisia ti avrà ucciso sarai all'inferno e ti crederai in paradiso". Pier Paolo Pisolini. INVIATO DA Sergio RovasioCONFESSA IN TV DI ESSERE GAYIL VATICANO SOSPENDE ALTO PRELATORiconosciuto attraverso le riprese della trasmissione Exit. Prese parte, coperto dall'anonimato, alla prima puntata. Accusato di aver fatto entrare la troupe è stato anche denunciato alle autorità di ORAZIO LA ROCCACITTA' DEL VATICANO - Scandalo all'ombra di S. Pietro. Le autorità vaticane tre giorni fa hanno sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare un monsignore capoufficio di uno dei più importanti dicasteri pontifici, la Congregazione per il Clero, il "ministero" pontificio retto dal cardinal-prefetto Claudio Hummes, brasiliano, che sovrintende, tra l'altro, alla gestione degli oltre 400 mila sacerdoti presenti in tutte le diocesi del mondo e alla formazione religiosa di seminaristi e catechisti. Motivo: l'alto prelato - un monsignore di circa 60 anni ben portati, titolare di rubriche giornalistiche su siti attenti alla vita della Chiesa e del Vaticano, tra i volti più noti dell'emittente cattolica Telepace dove per anni ha curato rubriche a carattere religioso - avrebbe preso parte, anonimamente, alla discussa prima puntata di Exit presentata da Ilaria D'Amico e andata in onda il primo ottobre scorso sull'emittente La7, che tra i reportage trasmessi ha presentato anche una inchiesta sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica. Nel servizio, quattro persone che si presentavano come sacerdoti, ripresi con volti e voci contraffatte con alle spalle edifici religiosi con flash puntati pure sullo sfondo di piazza San Pietro, avevano confessato le loro preferenze sessuali, ammettendo senza troppi giri di parole di essere gay. Uno dei quattro intervistati, stando a quanto hanno verificato i vertici della Congregazione per il Clero, sarebbe uno dei monsignori che ricopre la carica di capo ufficio nello stesso dicastero. Un alto prelato fino a pochi giorni fa in "ascesa" nell'establishment vaticano, perché titolare di altri due importanti incarichi, alla Commissione speciale per la trattazione delle cause di dispensa dei sacerdoti e alla Peregrinatio Ad Petri Sedem, l'organismo responsabile dei pellegrinaggi in arrivo in Vaticano, nell'ambito del quale operava nella Consulta pastorale. Nell'intervista concessa ad Exit si vede che il monsignore fa accomodare spontaneamente nel suo ufficio il suo interlocutore al quale rivela con molta naturalezza la sua omosessualità , spiegando persino di "non sentirsi in peccato", ma di doverlo fare di nascosto per non essere richiamato dai superiori vista l'attuale ferma opposizione della dottrina cattolica in materia di celibato sacerdotale ed omosessualità . Quasi un guanto di sfida sul piano della pastorale sociosessuale lanciato alle autorità pontificie dall'interno del Vaticano, nella convinzione di poter parlare liberamente perché protetto dall'anonimato. Ma non tutto - a quanto sembra - è andato per il verso giusto, perché subito dopo la messa in onda del servizio in Vaticano qualcuno ha riconosciuto la stanza dell'incauto sacerdote trasformata in improvvisato set per registrare l'intervista, e dove si sospetta possa essere avvenuto anche qualche "episodio" a luci rosse. Riconosciuti nel filmato pure l'ascensore di accesso alla Congregazione del Clero e la porta di ingresso del dicastero, ripresi dalle telecamere mentre il prelato fa accomodare l'intervistatore. Dopo una più attenta verifica del servizio ed una veloce inchiesta interna, facilitata anche dal fatto che l'unico a tenere la chiave dell'ufficio era il capo ufficio incriminato, il monsignore è stato immediatamente sospeso dall'incarico e denunciato alle autorità giudiziarie pontificie che hanno subito aperto un fascicolo a suo carico. Da tre giorni la porta dell'ufficio è chiusa a chiave, nessuno vi può entrare, il telefono squilla a vuoto, sia quello del posto di lavoro del monsignore che quello di casa. Non si sa se dopo la sospensione si arriverà al licenziamento, eventualità che dovrà essere presa in considerazione dal tribunale pontificio dopo un dibattimento previsto dalle leggi vaticane. Da qualche giorno, però, dell'alto prelato si sono perse le tracce.DICHIARAZIONI DI PADOA SCHIOPPALe affermazioni del minis tro Padoa-Schioppa sulle tasse - definite una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni e servizi - sono un'offesa alla povertà di quasi 3 milioni di famiglie italiane ed un insulto all'intelligenza dei contribuenti, tutti insieme. Nel primo caso perché è grazie alla politica scellerata di chi governa se nel nostro Paese esiste ancora la povertà ; nel secondo perché in Italia accade un fatto inspiegabile: a fronte di una tassazione tra le più alte del mondo, i servizi sono tra i più scadenti. ………… Giovanni Panunzio, insegnante di religione (Cagliari) Ho letto con interesse l’articolo di Panunzio, e in parte lo condivido, cioe’ quando parla della poverta’ ancora esistente. Pero’ a mio modo di vedere bisogna affrontare con serieta’ tutte le questioni. E’ vero che in Italia ci sono 3 milioni di famiglie povere e questo e’ uno scandalo. Ma non comprendo il richiamo a questi poveri. Infatti ai medesimi cosa puo’ interessare se e’ cosa bellissima pagare le tasse ? Se sono poveri non dovrebbero pagare le tasse. Se invece le pagano, allora non e’ una questione se e’ bello o meno pagare queste, ma e’ una questione di non far pagare le medesime ai poveri. Che poi gli altri paghino le tasse, non solo e’ bello ma e’ anche giusto, almeno in uno stato di diritto e sociale. Circa il fatto che l’ Italia abbia tra le piu’ alte tassazioni del mondo, e i servizi siano tra i piu’ scadenti, nessuno lo puo’ negare. Ma domandiamoci il perche’. Certo la politica e i politicanti c’entrano, ma attenzione c’entrano anche i semplici cittadini, sia coloro che operano nella pubblica amministrazione, sia quelli che utilizzano detti servizi. Mi si permetta di dire che non e’ continuando a piangere sui politici che le cose possono migliorare. E’ il solito concetto italico di PIOVE GOVERNO LADRO. Attenzione questo concetto vale per tutti, destra, centro e sinistra. Mi si permetta di essere banale: OGNUNO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA. Non passa giorno che nel nostro Paese non ci sia uno scandalo, che non sempre investe i politici, ma molto spesso la gente comune, cioe’ quella gente che opera nei servizi pubblici, cominciando dai livelli piu’ bassi per arrivare a quelli piu’ alti. Domando: PERCHE’ ABBIAMO ALCUNE STRUTTIRE SANITARIE CHE FUNZIONANO MEGLIO DI QUELLE PRIVATE. Eppure i relativi primari e i relativi direttori sanitari e amministrativi hanno le stesse disponibilita’ economiche come quelli di altre analoghe strutture. Ogni tanto si scopre che i medici e gli infermieri escono per andare a prendere il caffe’ dagli ospedali con lo stesso vestiario utilizzato all’interno dei reparti con conseguente apporto nei vari reparti di infezioni e di malattie. Ancora. All’ospedale di Siena alcuni mesi fa si verifico’ un incidente che porto’ alla morte di una persona. In altro ospedale avvenne lo stesso incidente ma i morti furono otto. All’ospedale di Perugia una infermiera denuncio’ abusive assenze dal servizio da parte di medici ed infermieri. Ebbene la medesima fu denunciata per calunnia, nel piu’ assoluto silenzio di tutti, e cio’ anche quando fu palese che aveva detto la verita’. Una infermiera di Monza ha denunciato, tra l’altro, l’uso di medicinali scaduti. Detta infermiera, anziche’ essere promossa, e’ stata licenziata con un recente avallo della Cassazione. Il tutto nel piu’ assoluto silenzio di tutti. A Palermo alcuni mesi fa, in occasione di una delle solite ricorrenze della morte di Falcone e Borsellino, il Presidente della consulta studentesca ebbe a ricordare al Ministro Giuliano Amato che al parlamento sedevano oltre una trentina di personaggi condannati dalla magistratura. Cosa ha fatto Amato ? Ha accusato il giovane di essere un ingiusto giustizialista e un populista pericoloso per la democrazia. Quale e’ stata la reazione della “ GENTE” ? Il silenzio piu’ assoluto. Io sono anni che vado dicendo che alla Provincia di Roma e’ stato promosso al massimo livello burocratico della stessa, cioe’ a Vicedirettore Generale Vicario un dirigente che ha sottoscritto un contratto di appalto per oltre tre miliardi dopo che la stessa Giunta lo aveva annullato stante la sua illegalita’ giuridica e contabile, dopo che il Tribunale aveva aperto un processo penale per abuso di ufficio e dopo che la Corte dei Conti aveva aperto un procedimento di responsabilita’ contabile. Il risultato:SILENZIO, SILENZIO, SILENZIO di tutti, politici, istituzioni e cittadini. Le strade a Roma sono sporche. Certo la colpa e’ dei politici che non cacciano i responsabili della mancata pulizia, ma e’ anche dei cittadini che gettano le immondizie per terra. A questo si aggiunga che se un politico si permette di licenziare o di sanzionare, poi insorgono tutti i buonisti. Ricordo le famose assunzioni di invalidi di qualche anno fa. Risulta che quasi nessun finto invalido e’ stato licenziato. Certo che la colpa e’ dei politici. Ma i cittadini dove stavano? Tutti a farsi gli affari propri, anzi a giustificare i falsi invalidi. Una volta i vigili urbani erano permanentemente sulla strada, almeno a Roma. Oggi per vederli bisogna aspettare le grandi manifestazioni politiche o sportive. Certo la colpa e’ dei politici, ma anche dei vigili urbani che approfittano dell’incivilta’ dei politici per fare anche loro gli incivili. Le scuole non funzionano, specie nei primi giorni per carenza di personale. La colpa di chi e’ ? Dei politici o dei funzionari che sono addetti all’assegnazione dei professori ? Abbiamo una legge del 1990, cioe’ la legge 241 che prevede la responsabilità dei dirigenti in relazione alle disfunzione della P.A. Quando e’ mai stata applicata ? Il senso di responsabilita’ non fa parte di questo popolo che e’ schiacciato da certa dottrina cattolica per la quale siamo tutti peccatori, che scagli la prima pietra chi e’ senza peccato, che non bisogna giudicare perche’ con il metro con cui giudichi sarai giudicato, che bisogna perdonare settanta volte sette, che i santi non sono i giusti ma i peccatori che si pentono, che chiedono perdono e poi si redimono, tanto e’ vero che il famoso BANDITO DELLA MAGLIANA risulta sepolto in una chiesa di Roma nel silenzio piu’ assoluto dei relativi fedeli. Perche’ io non ho mai sentito nessuno scandalizzarsi ufficialmente quando la Corte dei Conti ha denunciato che nella P.A. i dirigenti scorretti vengono promossi e quelli corretti vengono rimossi e chi di questi evidenzia episodi illeciti non viene tutelato ? Dove stanno i cittadini ? A farsi gli affari propri. L’EURISPES quest’anno nel suo rapporto annuale ha definito l’Italia un paese neofeudale. Chi si e’ ribellato e ha cercato di fare qualcosa per superare la nuova cultura neofeudale che parte dalle famiglie ? Nessuno, anzi sono tutti contenti da una parte di essere tornati sudditi, ben lieti che qualcuno gli abbia tolto l’incombenza della liberta’, ben lieti di poter dedicare, naturalmente chi lo puo’ ma e’ la maggioranza, il massimo del tempo a tifare, ad andare in vacanza in posti esotici, a curarsi dei cani e dei gatti, ecc… indifferenti alla propria dignita’, al rispetto di se stessi e degli altri. Il Presidente della Confindustria ha parlato di una nazione priva del senso dello Stato. Chi ha detto nulla ? Silenzio piu’ assoluto. E i giornalisti dove sono ? E i famosi sociologi dove stanno ? Cerchiamo di ripiegarci su noi stessi e cominciamo a vedere quanto ognuno di noi e’ responsabile dello sfascio in cui e’ caduto il nostro Paese. Ripeto ancora una volta ognuno ha il governo che si merita, come ha lo sport che si merita, ha la televisione che si merita, ha la cultura che si merita, ha internet che si merita, ecc.ecc. Fermiamoci un minuto a pensare e non a giocare a fare i girondini o i movimentalisti. INVIATO DA Massimo Sega“CONTRO IL VANGELO ARMATO”Venerdì 26 ottobre 2007, alle ore 17.30 Roma, Palazzo Marini (Sala delle Colonne*) Via Poli, 19 Alessandro Bianchi Giulio Ferroni Giulio Girello Giacomo Marramao Stefano Rodotà , Presentano: Contro il Vangelo ar mato. Giordano Bruno, Ronsard e la religione(Cortina editore, 2007) di Nuccio Ordine, coordina Giovanni La Torre. Sarà presente l'autore. Trattandosi di uffici parlamentari, per accedere è richiesto un documento d’identità ed abbigliamento idoneo (per i signori la giacca).Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs e all’International Humanist and Ethical Union. tel: 3297481111 posta elettronica:liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it - www.liberopensiero.20m.com - www.periodicoliberopensiero.itIL FESTIVAL DELLA CREATIVITA' PRESENTA:FIRENZE:LE GIORNATE NAZIONALI DIREADY- rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e di identità di genere - NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ANNO EUROPEO DELLE PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI LA CREATIVITA'ABBATTE LE BARRIERE "Contrariamente a quanto si crede in giro, io non provo nessun odio nei confronti dei gay - firmato: Dio" Campagna di GODMARKS, gruppo cristiano con sede a Auckland, Nuova Zelanda. TRA I NUMEROSI EVENTI UNA MOSTRA DI MANIFESTI PUBBLICITARIPROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO CONTRO L'OMOFOBIA. COORDINANO LE GIORNATE DI READY L'ONOREVOLE BARBARA POLLASTRINI E CLAUDIO MARTINI 26/27 OTTOBRE - FESTIVAL DELLA CREATIVITA' – FIRENZE Uno dei temi più discussi in questo momento, l'omofobia, è il punto focale dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti, che verrà affrontato nell'ambito del Festival della Creatività (26/27 ottobre) con READY. L’obiettivo di questa due giorni di READY, la nuova Rete di Comuni, Province e Regioni italiane impegnate contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, è quello di fare il punto della situazione e mettere in rete alcune importanti best practices italiane ed estere in tema di superamento delle barriere che colpiscono le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) nel mondo della scuola, nell’accesso ai servizi sociosanitari, nel contrasto alle forme di violenza. Il programma si snoda tra un focus sul mondo della ricerca – con un nuovo studio realizzato per l’occasione, che ci darà la misura delle discriminazioni nell’accesso a tre servizi fondamentali come istruzione, sanità e sicurezza -, la voce alle associazioni e quattro workshop dedicati alla scuola e al contrasto del bullismo omofobico, delle discriminazioni e della violenza, alla promozione del diritto alla salute e agli altri diritti, e infine alle politiche di comunicazione e di formazione alla diversità . Non è un caso che la due giorni si svolga nella cornice del Festival della Creatività : sviluppare la classe creativa significa anche rimuovere quegli ostacoli che ne limitano la libera e piena espressione. E le discriminazioni che colpiscono le persone lgbt - che di quella classe creativa rappresentano una parte tutt’altro che secondaria -, sono alcuni di questi ostacoli. Tra i numerosi convegni e workshop coordinati dall'onorevole Barbara Pollastrini e dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, anche una mostra dedicata alle campagne pubblicitarie contro l'omofobia più interessanti provenienti da tutto il mondo, per fare un esempio, da La Nuova Zelanda e più precisamente da Godmarks, un gruppo cristiano con sede ad Auckland, arriva un semplice manifesto nero con su scritto "Contrariamente a quanto si crede in giro, io non provo nessun odio nei confronti dei gay - firmato: Dio" Ready, organizzato al Festival della Creatività grazie alla Regione Toscana, che ha istituito presso l'Assessorato di Agostino Fragai una task force contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, operativa nell'applicare nell'attività di governo della Regione i principi di non discriminazione e di inclusione sociale che ci siamo dati con lo Statuto e con le leggi. Alla task force, è affiancato un tavolo permanente di confronto con le associazioni gay, lesbiche e transessuali della nostra Regione.Passare dalle parole ai fatti non è sempre semplice, soprattutto quando parliamo di materie nuove o eticamente discusse, la Regione Toscana si è mobilitata per superare questo limite. PIM - ufficio stampa Festival della Creatività rif:Barbara Dardanelli 393 9958205 - info@pimitalia.itPIXELLE & FLEXO ONE NIGHT STANDPADOVAIn attesa di trovare un nuovo spazio dove poter proseguire le attività che sono state interrotte per cause indipendenti dalla nostra volontà , il circolo Pixelle ti invita ad una serata presso il Flexo a Padova il 27 ottobre 2007. L'iniziativa vuole essere un momento di aggregazione e divertimento e allo stesso tempo un'attività utile al finanziamento degli eventi culturali che il circolo Drasticamente organizzerà . SABATO 27 OTTOBRE ’07 inaugurazione DJs rotation: Danny, Karina, Lalu&Bradipippo Buon compleanno ArciBetta “Una donna sull’orlo della crisi... dei 40!“ Flexo - via Turazza 19 – Padova Infoline: 346.577.41.01 Ingresso riservato alle socie e ai soci Arci. Non dimenticare il documento! I soldi raccolti finanzieranno le attività culturali del circolo Drasticamente. Come arrivare: dall’uscita autostradale Padova-Est girare a destra e al semaforo girare a sinistra in direzione centro. Superato il cavalcavia al terzo semaforo (rotatoriadi piazzale Stanga) girare a sinistra in via Turazza. Pixelle info: 3466113972info@pixelle.it http://www.pixelle.it Circolo Arci N.A.BUENA VIDA
Messaggio inoltrato [
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Data:
Mon, 22 Oct 2007 13:35:19 +0100 (GMT+01:00)
Da:
gaya.cronistisenzafrontiere@virgilio.it
Oggetto:
NOTIZIARIO GAYA CsF 22 OTTOBRE 2007
Allegato in formato testo [
Controlla e salva sul pc ] NOTIZIARIO GAYA CsF
21 OTTOBRE 2007

ARTICOLO 1
COSTITUZIONE
ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI
ART. 1 L’Italia è una repubblica
democratica fondata sul lavoro. La sovranità è del popolo che la
esercita nei limiti della costituzione
IL VATICANO MARCIA SU ROMA
498
franchisti beatificati
nell’anniversario
della marcia su Roma
Domenica
28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati

in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici,
saranno beatificati perché, secondo i prelati spagnoli, sono
“martiri
della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai
realizzate, è prevista una folla di fedeli (filofranchisti) dalla
Spagna e il battage pubblicitario delle grandi occasioni sui media
italiani. La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra
violentemente nel dibattito politico spagnolo: il governo Zapatero sta
per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la
chiesa cattolica spagnola, supportata da Ratzinger, prende posizione in

questo modo. Ma d’altro canto, attraverso questa iniziativa, le
gerarchie vaticane continuano a fare politica in supporto al fronte
clerico fascista: la scelta della data della marcia su Roma allarga il
significato dell’operazione e la colloca nel tentativo sempre più
visibile di sdoganamento e legittimazione del fascismo, tentativo
operato dall’integralista Ratzinger per affermare un modello di
societÃ
chiuso e reazionario, patriarcale, omofobico e razzista. La
beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è un esempio
vergognoso di revisionismo storico, la strategia vaticana è ancora il
vittimismo: si costruisce un’iniziativa per mostrare il clero come
vittima di sanguinari comunisti quando la realtà storica racconta che
la chiesa fu parte di una reazione fascista che portò in Spagna alla
guerra civile e all’instaurazione della dittatura. D’altra parte in

Italia conosciamo bene questa tattica vaticana: negli ultimi mesi si
cerca di far passare la chiesa cattolica, gli esponenti del clero e
persino i politici che dichiaratamente ne supportano le istanze come
vittime di una campagna anticlericale, quando, al contrario, la chiesa
cattolica condiziona in modo sempre più palese la vita culturale,
politica e sociale del nostro paese e conduce una campagna di
istigazione all’odio e alla violenza contro donne, lesbiche, gay e
trans che produce aggressioni, stupri, omicidi e diffusa intolleranza.
Dall’operazione revisionista che verrà celebrata domenica 28 ottobre

esce rafforzata la marcia del dissolvimento della laicità (voluto dal
Vaticano e operato dalla politica istituzionale) e la fascistizzazione
della società , basata sulla creazione della paura e sulla caccia alle
streghe dello scontro di civiltà ; ne fanno le spese, ancora una volta,

tutte le soggettività non conformi al modello unico dominante, la
verità storica, l’antifascismo fondamento del nostro vivere civile.
info@facciamobreccia.org www.facciamobreccia.org
COMITATO GAY
LESBICHE PRATO
Il Comitato Gay e Lesbiche Prato esprime solidarietà per
i soci e le socie di Arcigay Grosseto, nonché il proprio dissenso
verso
le gerarchie vaticane che non perdono occasione sia per far emergere la

propria omofobia, sia per frenare ogni occasione di conoscenza ed
incontro fra cristiani/e cattolici/che e realtà GLBT (gay lesbiche
bisessuali e trans). Riteniamo giusto aver chiesto a S.E. Agostinelli,
vescovo di Grosseto, che l’incontro si svolgesse nella sede di
Arcigay
esattamente come avvenuto per le altre associazioni della zona. Pur non

ritenendo il vescovo in generale un’istituzione pubblica, in quanto
non
rappresentativo dell’intera cittadinanza e non eletto
democraticamente,
sappiamo che molte persone GLBT vivono, talvolta anche con sofferenza,
il loro essere cattolici/che e la loro natura. Queste stesse persone
spesso restano vicine alla Chiesa Cattolica soltanto grazie alle
“buone
parole” di sacerdoti che, almeno nel privato, si dichiarano contrari
alla chiusura omofoba del Vaticano. Pensiamo che i/le cattolici/che
gay, lesbiche, bisessuali e trans oggi si trovino a dover vivere ed a
subire una contraddizione enorme che genera frustrazione e piano piano
allontana dalla Chiesa e dal messaggio evangelico. Se da un lato le
Chiese protestanti presto nel loro sinodo decideranno se benedire le
coppie gay e lesbiche al pari delle coppie eterosessuali, la Chiesa
Cattolica fa pressione su un vescovo perché non si rechi ad incontrare

gay e lesbiche della sua diocesi. Siamo dispiaciuti/e e speriamo che
fra Arcigay Grosseto e la diocesi della città possa continuare un
dialogo e che la questione dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e
trans riesca alla fine a fare breccia, che possa emergere veramente la
Chiesa Cattolica che non discrimina, che non vede nessun problema
nell’
amore di gay e lesbiche, che non crede nell’unico modello familiare
patriarcale, eterosessuale e maschilista, che si oppone con forza a
logiche dal sapore fascista, che crede nell’assoluta parità fra
uomini
e donne, che non teme la sessualità in generale, che opera
concretamente per il bene di tutte le persone indipendentemente dall’
orientamento sessuale e dall’identità di genere. Comitato Gay e
Lesbiche Prato www.gayelesbicheprato.it -
info@gayelesbicheprato.it -
Emanuele Bresci 347- 4637511 - Fabrizio D’oria 392- 3862879 -
Samuele Cannicci 338 - 3945546
CONTRO IL BULLISMO NELLE SCUOLE
FIRMATO ACCORDO FRA MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E AGEDO
Un
accordo contro il bullismo e le violenze nelle scuole è stato firmato
dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di
volontariato dei genitori, sotto forma di un Protocollo d'Intesa, il
giorno 10 ottobre. Il Protocollo è stato sottoscritto dal ministro
Giuseppe Fioroni e dal Forax, raggruppamento di associazioni italiane
di genitori. Fra le novità di questo accordo è la presenza di Agedo
(associazione genitori di omosessuali), che ha partecipato
all'iniziativa affinché venisse inserita una esplicita attenzione
contro "ogni forma di violenza e di bullismo nelle scuole, in
particolare il bullismo omofobico". Il Ministero si impegna infatti con

questo protocollo a "promuovere e sostenere progetti culturali e
formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del
fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o
religiosa, di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua
forma fisica e psicologica". Il Ministero si impegna inoltre "a
sostenere a livello nazionale, regionale e locale le attivitÃ
promosse"
a questo scopo. In particolare il Ministero favorirà "la diffusione
di
percorsi pilota per la valorizzazione delle diversità nell'ottica di
una considerazione della specifica identità unica e irripetibile di
ogni studente". Dal canto loro le associazione di genitori daranno vita

a "iniziative congiunte volte a prevenire e contrastare ogni fenomeno
di violenza, di intolleranza fra i giovani, all'interno della
istituzione scolastica", oltre a "collaborare nell'elaborazione di
progetti di formazione dei docenti". Il Ministero si è impegnato a
dare
comunicazione dell'accordo a tutti gli uffici scolastici periferici.
Agedo è l'associazione italiana di genitori e famiglie di persone
omosessuali, ed opera da quasi quindici anni attraverso le sue sedi su
gran parte del territorio nazionale. La firma di questo protocollo
permetterà ad Agedo di intervenire nelle scuole con incontri
educativi
e formativi, per contrastare la crescente violenza omofobica. Paola
Dell'Orto (Presidente nazionale Agedo). Per informazioni: Paola
Dell'Orto tel. 338 4266497
EDUCARE AL LA DIVERSITA'
Esperienze
educative sui temi dell'omosessualità 22 e 23 ottobre 2007 Centro
Congressi Lingotto, Torino
La scuola, agenzia educativa per eccellenza,
è il luogo fondamentale di sperimentazione e verifica diogni progetto
di formazione e trasformazione culturale, anche se molti hanno
sottolineato in questi anni comeessa abbia perso la capacitÃ
d’impatto
che aveva, a favore di altre forme di comunicazione audiovisive,
potenzialmente attraenti ma che trasmettono messaggi non sempre
vagliati criticamente. Ciò ci rende consapevoli della necessità di
fornire strumenti e stimoli per far si che i giovani sviluppino
capacità proprie per leggere la realtà senza la lente degli
stereotipi
e dei pregiudizi. In questo senso “educare alla diversità ” ha un
valore
strategico, per la grande potenzialità rappresentata dalla
consapevolezza che le differenze costituiscono un elemento di valore.
Questo è l’approccio che molti educatori hanno proposto in questi
anni,
e in questo senso sono andate anche alcune esperienze sviluppatesi sui
temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, che possono

connettersi a percorsi concettuali anche di carattere più generale. Si

tratta per lo più d'iniziative intraprese da associazioni Lgbt
(lesbiche, gay, bisessuali e transgender) ma anche da altre realtà che

hanno ritenuto necessario inserire questi temi in percorsi didattici
più complessivi, senza però negarne il carattere specifico. Tra
queste
a Torino il Servizio Lgbt del Comune, che in collaborazione con il
Gruppo di Formazione del Coordinamento Torino Pride ha sviluppato
proposte di attività che hanno incontrato un forte ascolto nel mondo
della scuola, con la partecipazione di molti insegnanti. L'esperienza
del nostro territorio, dove abbiamo cercato faticosamente di costruire

percorsi di comunicazione e diffusione, ha contribuito a far emergere
la necessità di un confronto più ampio tra quelle maturate in altre
parti d'Italia, spesso valide ma poco conosciute. Da qui, il desiderio
di dare forma ad un convegno in cui si potessero incontrare le
esperienze fatte nel nostro paese, avviando una sorta di "censimento",
che raccolga e metta in rete il lavoro svolto finora, evidenziandone la

ricchezza ma anche i punti critici, elementi necessari per ottenere la
necessaria efficacia. Infine per offrire, su questi temi come su altri

relativi alle pari opportunità , una contestualizzazione più ampia,
abbiamo pensato di rappresentare all'interno del convegno anche alcune

tra le più significative esperienze europee. Convinti/e che a questo
primo importante momento ne debbano seguire altri per dare continuitÃ

alla progettualità educativa su questo terreno. ILUNEDI' 22 OTTOBRE
ore
14,00 - iscrizione partecipanti ore 14,30 – saluti Barbara
Pollastrini
, Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Un rappresentante
dell’
Ufficio Scolastico per il Piemonte Giuliana Manica, Assessore alle Pari

Opportunità di Regione Piemonte Aurora Tesio, Assessore alle Pari
Opportunità della Provincia di Torino Marta Levi, Assessore alle Pari
Opportunità della Città di Torino Aurelio Mancuso, presidente Arcigay

introduzione di Roberta Padovano Coordinamento TorinoPride ore 15,00
–
1° sessione – coordina Gigi Malaroda. Giuseppe Burgio, Rete di
educatori Aletheia, Palermo Ginevra Tomei, “Un mondo arcobaleno”
proposta educativa di Amnesty International edito da EGA Eleonora
Dall’
Ovo, Seminari su stereotipi e omofobie nei libri di testo scolastici,
Prato Graziella Bertozzo, Progetto Daphne “Chi sono quel ragazzo,
quella ragazza”, Firenze Matteo Martelli, Gruppi scuola Cassero e
Arcigay Progetto Schoolmates, Bologna Alessandro Galvani, Progetto
“Nessuno uguale a me” (prevenzione del bullismo) dell’ Agedo di
Milano
Maria Teresa Giolito, ginecologa, responsabile Coordinamento regionale
piemontese dei consultori familiari Alberta Basaglia, Osservatorio Lgbt

e Politiche Giovanili del Comune di Venezia Roberto Emprin, Settore
Pari Opportunità e Politiche di genere, Servizio Lgbt del Comune di
Torino ore 18,00 chiusura dei lavori. MARTEDI' 23 OTTOBRE
Ore 9,00 – 2°
sessione, coordina Vanni Piccolo, ex-preside Tobia Zevi, Forum
Nazionale Giovani Mila Banchi, AGEDO (Associazione di genitori, parenti

di omosessuali) Giuliana Beppato, Associazione Famiglie Arcobaleno
Marco Chiauzza, FNISM , Federazione Nazionale Insegnanti ore 10,30 -
3°
sessione, coordina Sergio Lo Giudice, referente del progetto Comenius
“Towards an inclusive school”, Liceo Copernico, Bologna Tim
Bedford,
GLEE, GLBT Educational Equity, Oulu, Finlandia Tino Brugos, Gruppo
XEGA, Qijon, Spagna Belen Molinuevo, COGAM, Madrid, Spagna Nigel Tart,
progetto Schools Out, Londra, UK Amanda Stephens, YouthNet NI, shOut
Project, Belfast, Northern Ireland ore 13 pausa ore 14,30 – 4°
sessione
- coordina Carla Bonino, dirigente del Settore Integrazione Educativa
della Città di Torino Luca Pietrantoni, Università di Bologna,
Margherita Graglia psicologa e psicoterapeuta, Stefania Zuccherini
Marangoni, formatrice Oppi, un docente dell’ Università degli Studi
di
Torino ore 16,30 – 5° sessione - coordina Maria Teresa Martinengo,
giornalista. Un rappresentante del Ministro della Pubblica Istruzione
Membri della Commissione Istruzione Camera dei Deputati Giovanna
Pentenero, Assessore alla Istruzione della Regione Piemonte Umberto
D’
Ottavio, Assessore all’Istruzione della Provincia diTorino Luigi
Saragnese, Assessore alle Risorse Educative della Città di Torino
Intervento di chiusura di Gigi Malaroda per il Coordinamento
TorinoPride. La segreteria organizzativa è in attesa di alcune
conferme
(individuate nel programma con l’asterisco *). Il programma
aggiornato
sarà disponibile sul sito www.meltingbox.it non appena possibile e
distribuito ai partecipanti. Il Convegno ha ottenuto il patrocinio di
Regione Piemonte e della Città di Torino, ed è in attesa del
patrocinio
della Provincia di Torino. Il convegno è riconosciuto ai fini della
formazione e dell’aggiornamento in servizio. L’iniziativa è
organizzata
e attestata da ente accreditato alla formazione in base al DM 270/2001.

Secondo le norme contenute nel vigente CCNL è consentita la
partecipazione degli insegnanti in orario di servizio. Per motivi
organizzativi è necessario segnalare la propria presenza in anticipo,

attraverso l’invio di una mail o di un fax ai recapiti che seguono:
Segreteria organizzativa: Regione Piemonte, Assessorato alle Pari
Opportunità Via Avogadro 30, 10121 Torino Tel: 011.8126730 - Fax.
011.8178123
iscrizioni@meltingbox.it. In occasione del Convegno, sarÃ
in distribuzione una bibliografia curata dal Settore Pari OpportunitÃ
e
Politiche di Genere della Città di Torino e dalle Biblioteche civiche

torinesi. La bibliografia comprende sia opere di narrativa a tematica
omosessuale rivolte all’infanzia e all’adolescenza sia
pubblicazioni e
video a carattere educativo-didattico per gli insegnanti. I testi
segnalati saranno esposti presso lo stand della Città di Torino,
mentre
i video saranno visionabili nelle apposite aree. Nello spazio
espositivo di Melting box saranno presentate le Campagne di
sensibilizzazione promosse dai Comuni di Torino, Roma e Venezia,
dall’
Agedo di Bologna e la mostra curata dall’Istituto Statale G. Bodoni
di
Torino nell’ambito del Progetto Comenius. Info
gigi.malaroda@aliceposta.
it
ACQUA: I VERDI ABRUZZESI CHIEDONO TUTELA SALUTE CITTADINI
NO ALLE
MULTINAZIONALI! NO ALLA PRIVATIZZAZIONE!
Dichiarazione di Walter
Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi: “La crisi idrica abruzzese
si
è imposta in tutta la sua drammaticità la scorsa estate quando
400.000
persone sono rimaste letteralmente a secco" nel mese di agosto. La
questione delle chiusure e delle riaperture dei Pozzi S.Angelo di
Castiglione a Casauria ha scatenato la lotta furiosa tra le
istituzioni preposte alla gestione delle risorse idriche: gli esponenti

politici al vertice degli enti si sono ostruiti a vicenda,
denunciandosi ed insultandosi, senza risolvere tempestivamente e
definitivamente la questione pozzi. A questa crisi va aggiunto il più
grande scandalo della Regione Abruzzo, ovvero il “ritrovamento”
della
più vasta discarica tossica d'Europa, quella di Bussi sul Tirino, per
il dominio ininterrotto della chimica con il conseguente scandalo delle

acque avvelenate da sostanze tossiche che ha coinvolto vari enti di
pertinenza (ATO4 e ACA), ma dove alla fine ne hanno fatto le spese
solo i cittadini della Val Pescara e di Chieti. L’Abruzzo non può
permettersi altri scandali. La gestione dell’acqua esercitata dai
partiti politici ha evidenziato lo scarso valore dirigenziale degli
ATO portando la nostra Regione a crisi idriche eccezionali, ma
prevedibili, e a rilevare la mancanza assoluta di un Piano
d’Emergenza.
La gestione degli enti pubblici deve essere trasparente e partecipata.
Le associazioni presenti sul territorio e competenti in materia debbono

poter offrire il loro contributo attivo e vitalizzante, che non si
limiti però ad un parere consultivo, ma che abbia peso d'indirizzo e
di
controllo. Comunque sia, il problema "ambiente" ed il relativo
intervento dell'uomo sul territorio rivelano, nella Val Pescara in modo

emblematico, la necessità di una visione globale della realtà dove
ogni
tematica, e soprattutto quella dell'acqua, bene comune per eccellenza,
deve essere affrontato con
assoluta priorità , professionalità ,
partecipazione e trasparenza decisionale. I Verdi ritengono che sia
necessaria una politica orientata alla difesa dell’acqua dall’
appropriazione dei privati, tenuto conto che sia acqua di superficie
che quella di falda, appartiene alla collettività e dunque è un bene
comune e pubblico: in Parlamento è in discussione una Proposta di
legge
popolare per l'Acqua pubblica, anche per evitare che le numerose
multinazionali attive nel settore delle acque potabili e del petrolio
(Suez, Veolia, Danone, Nestlè, Coca-cola, ENI, Micron, ecc.) prendano
possesso delle ricchezze idriche anche della nostra regione. I Verdi
tornano a ribadire che l’Abruzzo necessita di un intervento
straordinario sulla rete idrica per sostituire e riparare le condutture

colabrodo, obsolete ed in parte realizzate in amianto (sono dell'Ato
gli ultimi dati percentuali sulla dispersione idrica nel nostro
territorio, intorno al 42%, ma altri enti forniscono dati ben più
impressionanti). Non meno importante è eliminare lo stretto rapporto
tra inquinamento idrico pesticidi, pericolosissimo sia per l’uso
domestico che agricolo. Il gruppo Consiliare dei Verdi in Regione sarÃ

proponente di leggi, risoluzioni e interrogazioni rivolte alla Regione

con l’obiettivo: - di sbloccare i fondi presenti nei bilanci
regionali
per il risanamento delle condutture idriche, una somma complessiva che

supera i 200 milioni di euro; - di rivedere la legge regionale sul
servizio idrico perchè si pone fuori dalla Direttiva Europea sulle
Acqua del 2000; - di avere un ruolo politico attivo nella difesa della
salute dei cittadini e nella valorizzazione delle ricchezze locali come

spiagge, acqua, vento, boschi, animali selvatici e quant'altro
caratterizzi il nostro essere abruzzesi; - di difendere le comunitÃ
locali e le loro ricchezze naturali dall'assalto da parte dei grandi
gruppi di potere economico e degli speculatori senza scrupoli
interessati a fare cassa subito, a costo anche di provocare disastri
economico ambientali e sociali sul territorio circostante.
UFFICIO
STAMPA GRUPPO VERDI REGIONE ABRUZZO: Tel 0862.644.213 – fax
0862.644.215 telefax 0872.71.54.04 – 335.790.71.20 – 329.744.17.01
www.
waltercaporale.it –
verdi@waltercaporale.it –
gruppoverdi@regione.
abruzzo.it
I COSTI DEL VATICANO
Su 'La Repubblica' 13 ottobre 2007,
terza puntata sui costi della chiesa cattolica: l 'esenzione Ici per le

attività commerciali....
La chiesa non paga l'imposta sui fabbricati
appellandosi a una legge del '92 ma la Cassazione la giudica
illegittima e l'UE ha messo l'Italia sotto processo
Gli alberghi dei
santi alla crociata dell'ICI di Curzio Maltese
Una terrazza da sogno
sul cuore della Roma barocca, sormontata dal campanile di Santa
Brigida, con vista sull'ambasciata francese e perfino sull'attico di
Cesare Previti. È soltanto uno dei vanti dell'albergo delle Brigidine
in piazza Farnese, «magnifico palazzo del '400» si legge nel depliant

dell'hotel, classificato con cinque stelle nei siti turistici,
caldamente consigliato nei blog dei visitatori, soprattutto dagli
americani, per il buon rapporto qualità prezzo e l'accoglienza delle
suore. «Parlano tutte l'inglese e possono procurare lasciapassare
gratis per le udienze del Papa» scrive un' entusiasta ospite da
Singapore sul portale Trip Advisor («leggi le opinioni e confronta i
prezzi»). L'unico problema, avvertono, è trovare posto. Sorto intorno

alla chiesa di Santa Brigida, quasi sempre vuota, l'albergo è invece
sempre pieno. Prenotarsi però non è difficile. Basta inviare una
email
a www.isfitutireligiosi.org, il portale che raccoglie un migliaio di
case albergo cattoliche in Italia, con il progetto di pubblicarle tutte

nei prossimi mesi e «raggiungere accordi con i grandi tour operator
stranieri per il lancio sul mercato internazionale». Oppure si può
cliccare direttamente su brigidine.org, il sito ufficiale dell'ordine
religioso fondato da Santa Brigida di Svezia, straordinaria figura di
mistica e madre di otto figli, fra i quali un'altra santa, Caterina.
Una notizia che in realtà dall'homepage delle brigidine non si
ottiene.
La biografia della fondatrice occupa solo poche righe. In compenso si
trovano minuziosi dettagli sulla catena di alberghi («case
religiose»)
gestiti dalle brigidine in 19 paesi, una specie di Relais & Chateux di
gran fascino, per esempio il magnifico chiostro dell'Avana Vecchia,
inaugurato da Fidel Castro in persona. Il prezzo di una camera a piazza

Farnese è di 120 euro per la singola, 190 per la doppia, compresa
colazione, maggiorato del tre per cento se si paga con carta di
credito. La Casa di Santa Brigida, quattromila metri nella zona più
cara di Roma, più lo sterminato terrazzo, ha un valore di mercato di
circa 60 milioni di euro ma è iscritto al catasto romano nella
categoria "convitti". E non paga una lira di lei. Ogni anno i comuni
italiani perdono secondo gli studi dell'Alici («basati su dati
catastali lontani dal valore di mercato reale») oltre 400 milioni di
euro a causa di un'esenzione fiscale illegittima e contraria alle norme

europee sulla concorrenza. A questa stima vanno aggiunti gli immobili
considerati unilateralmente esenti da sempre e mai dichiarati ai
comuni, per giungere ad un mancato gettito complessivo valutato vicino
al miliardo di euro annuali. Sarebbe più esatto dire che la perdita è

per i cittadini italiani, perché poi i comuni i soldi mancanti li
prendono dalle solite tasche. L'Avvenire, organo della Cei, ha scritto
che bisogna smetterla di parlare di privilegio poiché esiste una legge

di esenzione fin dal 1992. «.Un regime che non aveva mai dato problemi

fino al 2004» conclude. È vero. Ma ha dimenticato di aggiungere che
il
"problema" insorto è la correzione della Corte di Cassazione. Un
problema non da poco in uno stato di diritto. Al quale si è aggiunto
quest' anno un altro problemino. anticipato da "Repubblica",
l'inchiesta della commissione europea sull'intero settore dei lavori
fiscali alla chiesa cattolica italiana, nell'ipotesi di "aiuti di
Stato" mascherati. Con gran scandalo di alcune lobby parlamentari che
hanno invocato la mano del papa i contro Bruxelles. Piccola storia
della controversia. La legge del '92 sulle esenzioni dall'ICI è stata
giudicata illegittima dalla Cassazione, che nel 2004 l'ha così
corretta: sono esenti dall'Ici soltanto gli immobili che «non svolgono

anche attività commerciale». La sentenza come la precedente
esenzione,
si applicava a tutti i soggetti interessati. Oltre alle proprietÃ
ecclesiastiche, non solo cattoliche, anche alle Onlus, ai sindacati, ai

partiti, alle associazioni sportive e cosi via. Ma l'unica reazione
furibonda è arrivata dalla Cei: «Una sentenza folle». Perché? Forse

perché è l'unico fra i soggetti interessati a possedere un impero
commerciale: alberghi, ristoranti, cinema, teatri,librerie, negozi.
«Il
fenomeno ha avuto un'impennata prima del Giubileo» spiegano i tecnici
dell' Anci «ma negli ultimi dieci anni . espansione commerciale degli
enti religiosi è impressionante». Una parte della montagna di soldi
pubblici(3500miliardi di lire) stanziati per il Giubileo del 2000, più

quote consistenti dell'otto per mille sono finite in questi anni in
ristrutturazioni immobiliari che hanno trasformato conventi, collegi e
ostelli in moderne catene alberghiere. Un po' ovunque, come a piazza
Farnese, le chiese si svuotano ma gli hotel religiosi si riempiono. Le
ragioni non mancano: sono belli, ben gestiti, concorrenziali nei prezzi

e possono far leva su una capillare rete di propaganda. La chiesa
cattolica è oggi uno dei più potenti broker nel turismo mondiale,
primo
settore per crescita dell'economia. Si calcola che quaranta milioni di
presenze all'anno per l'Italia e verso i luoghi di culto (Lourdes,
Fatima, Czestochowa, Medjugorije...). In cima alla piramide
organizzative, si trova la ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), alle
dipendenza del Vicariato di Roma e quindi della Santa Sede. L'attivitÃ

è in larga misura esentasse, lCI a parte. Sì capisce che la Cei di
Ruini si sia mossa contro la «folle sentenza»,fonte di danni
incalcolabili». Fino a ottenere dal governo Berlusconi il colpo di
spugna per decreto. Un decreto che rovesciava la Cassazione e
ripristinava l'esenzione totale dall'ICI per le proprietÃ
ecclesiastiche, «a prescindere» (alla Totò) da ogni eventuale uso
commerciale. E' l'autunno 2005 e Berlusconi anticipa nei fatti alla Cei

l'abolizione dell'Ici che sei mesi più tardi, all'ultimo minuto di
campagna elettorale, avrebbe soltanto promesso a tutti gli altri
italiani. Fu un'esplosione di gioia—si legge nel sito della Cei —
"cin,
cin", brindisi, congratulazioni, gratitudine per tutti coloro che si
erano adoperati per l'approvazione di tali norme». Passate le
elezioni,
alla nuova maggioranza si è riproposto il nodo dell'illegittimitÃ
della
norma, sollecitata dai rilievi della Commissione Europea. E il governo
Prodi l'ha risolto nel più ipocrita dei modi. Con un cavillo inserito
nei decreti Bersani, vengono esentati dall'Ici gli immobili che abbiano

uso «non esclusivamente commerciale». In pratica, secondo l'Anci,
significa che «il 9095 per cento delle proprietà ecclesiastiche
continua a non pagare». In termini giuridici il «non esclusivamente
commerciale» rappresenta un non senso, una barzelletta sul genere di
quella famosa della donna incinta «ma appena un poco». Nel secolare
diritto civile e tributario italiano il «non esclusivamente» non era
mai apparso, un'attività è commerciale o non commerciale. Il resto è

storia recente. Parte la richiesta di chiarimenti da Bruxelles il
governo da un lato risponde che la «norma è chiarissima»e dall'altro

istituisce una commissione per studiarne le ambiguità , voluta quasi
soltanto dal ministro per l'Economia Tommaso Padoa Schioppa, europeista

convinto. La relazione sarà consegnata fra pochi giorni, ma circola
qualche riservata anticipazione. Il presidente Francesco Tesauro,
dall'alto della sua competenza giuridica, difficilmente potrÃ
avvalorare l'assurdità del «non esclusivamente» e quindi sarÃ
inevitabile cambiare la norma. «Qui nessuno, per intenderci,
pretendete
dal bar o dal cinema dell'oratorio» commenta il presidente dell'Anci.
il sindaco d Firenze Lorenzo Domenici. Ma dagli esercizi commerciali
aperti al pubblico, in concorrenza con altri, da quelli si. Abbiamo
dato piena autonomia ai singoli comuni per trovare accordi con le cune
locali e compilare elenchi attendibili». Ma una leale collaborazione
nel separare il grano dal loglio, i templi dai mercati, insomma il
culto dal commercio, da parte delle curie non c'è mai stata. Nel marzo

scorso, per far fronte all'espansione del settore, la Cei ha
organizzato a Roma un mega convegno intitolato«Case per ferie, segno e

luogo di speranza». Gli atti e gli interventi dei relatori,
scaricabili
dal sito ufficiale della Cei, compongono di fatto un eccellente corso
di formazione professionale per operatori turistici, tenuto da esperti
del ramo e commercialisti non solo molto preparati ma anche dotati di
una capacità divulgativa singolare per la categoria. Una visita al
sito
è largamente consigliabile a qualsiasi laico titolare di un alberghi,
pensioni, bar, ristoranti. Nelle molte e lunghe relazioni, fitte di
norme civilisticofiscali, compare anche l'aspetto spirituale, alla voce

swiftiana «Qualche modesto suggerimento per difendervi nel prossimo
futuro da accertamenti ICI (anche retroattivi)». Si ricorda allora che

«A) l' ospite deve riconoscere la piena condivisione degli ideali e
delle regole di condotta della religione cristiana; B) l'ospite deve
impegnarsi a rispettare gli orari di entrata e di uscita; C) la casa
per ferie metta a disposizione degli ospiti la propria struttura e
personale religioso per un'assistenza religiosa oltre l'annessa
cappella» e così via. A parte che a piazza Farnese ci hanno dato
subito
le chiavi per entrare e uscire quando volevamo, è la Cei stessa a
ridurre la vocazione spirituale e dunque «non commerciale» degli
alberghi religiosi a un espediente da commercialisti furbi per evitare
gli odiati accertamenti. Eppure sono passati duemila anni da quando
Gesù rispose ai farisei, il clero dell' epoca, «date a Cesare quel
che
è di Cesare». Per finire, una precisazione penosa ma necessaria. Da
settimane l'informazione cattolica pubblica le tabelle degli stipendi
dei preti, bassi come quelli degli operai, per «sbugiardare
un'inchiesta fondata sulla menzogna». Ora. i salari dei preti non sono

mai stati né saranno oggetto di questa inchiesta. Si può anzi essere
d'accordo con gli organi della Cei nel sostenere che i sacerdoti sono
una categoria sottopagata rispetto all'impegno profuso nella società .
Per non dire delle suore, alle quali la Cei non versa un euro. Le
sorelle brigidine di piazza Farnese, per esempio, si alzano all'alba e
lavorano dodici ore al giorno, offrendo agli ospiti una cortesia e una
dedizione che non s'imparano alla scuola alberghiera, eppure non
avranno mai né uno stipendio né la pensione, a differenza dei preti.
Ed
è un'altra fonte d'imbarazzo laico dover contribuire con le tasse a un

sistema tanto discriminatorio. La questione non sono i 350 milioni per
gli stipendi prelevati con l'otto per mille, inventato per questo. Ma
gli altri quattro miliardi che vanno altrove, in parte certo alle
missioni di carità , in parte più cospicua dentro una macchina di
potere
che influenza e condiziona l'economia, la politica, la vita democratica

e a volte l'esercizio dei diritti costituzionali, fra i quali la
libertà di stampa. "Sei così ipocrita che come l'ipocrisia ti avrÃ
ucciso sarai all'inferno e ti crederai in paradiso". Pier Paolo
Pisolini. INVIATO DA Sergio Rovasio
CONFESSA IN TV DI ESSERE GAY
IL
VATICANO SOSPENDE ALTO PRELATO
Riconosciuto attraverso le riprese della
trasmissione Exit. Prese parte, coperto dall'anonimato, alla prima
puntata. Accusato di aver fatto entrare la troupe è stato anche
denunciato alle autoritÃ
di ORAZIO LA ROCCA
CITTA' DEL VATICANO -
Scandalo all'ombra di S. Pietro. Le autorità vaticane tre giorni fa
hanno sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare un

monsignore capoufficio di uno dei più importanti dicasteri pontifici,
la Congregazione per il Clero, il "ministero" pontificio retto dal
cardinal-prefetto Claudio Hummes, brasiliano, che sovrintende, tra
l'altro, alla gestione degli oltre 400 mila sacerdoti presenti in tutte

le diocesi del mondo e alla formazione religiosa di seminaristi e
catechisti. Motivo: l'alto prelato - un monsignore di circa 60 anni
ben portati, titolare di rubriche giornalistiche su siti attenti alla
vita della Chiesa e del Vaticano, tra i volti più noti dell'emittente
cattolica Telepace dove per anni ha curato rubriche a carattere
religioso - avrebbe preso parte, anonimamente, alla discussa prima
puntata di Exit presentata da Ilaria D'Amico e andata in onda il primo
ottobre scorso sull'emittente La7, che tra i reportage trasmessi ha
presentato anche una inchiesta sull'omosessualità dei preti nella
Chiesa cattolica. Nel servizio, quattro persone che si presentavano
come sacerdoti, ripresi con volti e voci contraffatte con alle spalle
edifici religiosi con flash puntati pure sullo sfondo di piazza San
Pietro, avevano confessato le loro preferenze sessuali, ammettendo
senza troppi giri di parole di essere gay. Uno dei quattro
intervistati, stando a quanto hanno verificato i vertici della
Congregazione per il Clero, sarebbe uno dei monsignori che ricopre la
carica di capo ufficio nello stesso dicastero. Un alto prelato fino a
pochi giorni fa in "ascesa" nell'establishment vaticano, perché
titolare di altri due importanti incarichi, alla Commissione speciale
per la trattazione delle cause di dispensa dei sacerdoti e alla
Peregrinatio Ad Petri Sedem, l'organismo responsabile dei pellegrinaggi

in arrivo in Vaticano, nell'ambito del quale operava nella Consulta
pastorale. Nell'intervista concessa ad Exit si vede che il monsignore
fa accomodare spontaneamente nel suo ufficio il suo interlocutore al
quale rivela con molta naturalezza la sua omosessualità , spiegando
persino di "non sentirsi in peccato", ma di doverlo fare di nascosto
per non essere richiamato dai superiori vista l'attuale ferma
opposizione della dottrina cattolica in materia di celibato sacerdotale

ed omosessualità . Quasi un guanto di sfida sul piano della pastorale
sociosessuale lanciato alle autorità pontificie dall'interno del
Vaticano, nella convinzione di poter parlare liberamente perché
protetto dall'anonimato. Ma non tutto - a quanto sembra - è andato per

il verso giusto, perché subito dopo la messa in onda del servizio in
Vaticano qualcuno ha riconosciuto la stanza dell'incauto sacerdote
trasformata in improvvisato set per registrare l'intervista, e dove si
sospetta possa essere avvenuto anche qualche "episodio" a luci rosse.
Riconosciuti nel filmato pure l'ascensore di accesso alla Congregazione

del Clero e la porta di ingresso del dicastero, ripresi dalle
telecamere mentre il prelato fa accomodare l'intervistatore. Dopo una
più attenta verifica del servizio ed una veloce inchiesta interna,
facilitata anche dal fatto che l'unico a tenere la chiave dell'ufficio
era il capo ufficio incriminato, il monsignore è stato immediatamente
sospeso dall'incarico e denunciato alle autorità giudiziarie
pontificie
che hanno subito aperto un fascicolo a suo carico. Da tre giorni la
porta dell'ufficio è chiusa a chiave, nessuno vi può entrare, il
telefono squilla a vuoto, sia quello del posto di lavoro del monsignore

che quello di casa. Non si sa se dopo la sospensione si arriverà al
licenziamento, eventualità che dovrà essere presa in considerazione
dal
tribunale pontificio dopo un dibattimento previsto dalle leggi
vaticane. Da qualche giorno, però, dell'alto prelato si sono perse le
tracce.
DICHIARAZIONI DI PADOA SCHIOPPA
Le affermazioni del minis
tro Padoa-Schioppa sulle tasse - definite una cosa bellissima, un modo
civilissimo di contribuire tutti insieme a beni e servizi - sono
un'offesa alla povertà di quasi 3 milioni di famiglie italiane ed un
insulto all'intelligenza dei contribuenti, tutti insieme. Nel primo
caso perché è grazie alla politica scellerata di chi governa se nel
nostro Paese esiste ancora la povertà ; nel secondo perché in Italia
accade un fatto inspiegabile: a fronte di una tassazione tra le più
alte del mondo, i servizi sono tra i più scadenti. …………
Giovanni
Panunzio, insegnante di religione (Cagliari) Ho letto con interesse
l’
articolo di Panunzio, e in parte lo condivido, cioe’ quando parla
della
poverta’ ancora esistente. Pero’ a mio modo di vedere bisogna
affrontare con serieta’ tutte le questioni. E’ vero che in Italia
ci
sono 3 milioni di famiglie povere e questo e’ uno scandalo. Ma non
comprendo il richiamo a questi poveri. Infatti ai medesimi cosa puo’
interessare se e’ cosa bellissima pagare le tasse ? Se sono poveri
non
dovrebbero pagare le tasse. Se invece le pagano, allora non e’ una
questione se e’ bello o meno pagare queste, ma e’ una questione di
non
far pagare le medesime ai poveri. Che poi gli altri paghino le tasse,
non solo e’ bello ma e’ anche giusto, almeno in uno stato di
diritto e
sociale. Circa il fatto che l’ Italia abbia tra le piu’ alte
tassazioni
del mondo, e i servizi siano tra i piu’ scadenti, nessuno lo puo’
negare. Ma domandiamoci il perche’. Certo la politica e i politicanti
c’
entrano, ma attenzione c’entrano anche i semplici cittadini, sia
coloro
che operano nella pubblica amministrazione, sia quelli che utilizzano
detti servizi. Mi si permetta di dire che non e’ continuando a
piangere
sui politici che le cose possono migliorare. E’ il solito concetto
italico di PIOVE GOVERNO LADRO. Attenzione questo concetto vale per
tutti, destra, centro e sinistra. Mi si permetta di essere banale:
OGNUNO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA. Non passa giorno che nel nostro
Paese non ci sia uno scandalo, che non sempre investe i politici, ma
molto spesso la gente comune, cioe’ quella gente che opera nei
servizi
pubblici, cominciando dai livelli piu’ bassi per arrivare a quelli
piu’
alti. Domando: PERCHE’ ABBIAMO ALCUNE STRUTTIRE SANITARIE CHE
FUNZIONANO MEGLIO DI QUELLE PRIVATE. Eppure i relativi primari e i
relativi direttori sanitari e amministrativi hanno le stesse
disponibilita’ economiche come quelli di altre analoghe strutture.
Ogni
tanto si scopre che i medici e gli infermieri escono per andare a
prendere il caffe’ dagli ospedali con lo stesso vestiario utilizzato
all’interno dei reparti con conseguente apporto nei vari reparti di
infezioni e di malattie. Ancora. All’ospedale di Siena alcuni mesi fa

si verifico’ un incidente che porto’ alla morte di una persona. In
altro ospedale avvenne lo stesso incidente ma i morti furono otto.
All’
ospedale di Perugia una infermiera denuncio’ abusive assenze dal
servizio da parte di medici ed infermieri. Ebbene la medesima fu
denunciata per calunnia, nel piu’ assoluto silenzio di tutti, e
cio’
anche quando fu palese che aveva detto la verita’. Una infermiera di
Monza ha denunciato, tra l’altro, l’uso di medicinali scaduti.
Detta
infermiera, anziche’ essere promossa, e’ stata licenziata con un
recente avallo della Cassazione. Il tutto nel piu’ assoluto silenzio
di
tutti. A Palermo alcuni mesi fa, in occasione di una delle solite
ricorrenze della morte di Falcone e Borsellino, il Presidente della
consulta studentesca ebbe a ricordare al Ministro Giuliano Amato che al

parlamento sedevano oltre una trentina di personaggi condannati dalla
magistratura. Cosa ha fatto Amato ? Ha accusato il giovane di essere un

ingiusto giustizialista e un populista pericoloso per la democrazia.
Quale e’ stata la reazione della “ GENTE” ? Il silenzio piu’
assoluto.
Io sono anni che vado dicendo che alla Provincia di Roma e’ stato
promosso al massimo livello burocratico della stessa, cioe’ a
Vicedirettore Generale Vicario un dirigente che ha sottoscritto un
contratto di appalto per oltre tre miliardi dopo che la stessa Giunta
lo aveva annullato stante la sua illegalita’ giuridica e contabile,
dopo che il Tribunale aveva aperto un processo penale per abuso di
ufficio e dopo che la Corte dei Conti aveva aperto un procedimento di
responsabilita’ contabile. Il risultato:SILENZIO, SILENZIO, SILENZIO
di
tutti, politici, istituzioni e cittadini. Le strade a Roma sono
sporche. Certo la colpa e’ dei politici che non cacciano i
responsabili
della mancata pulizia, ma e’ anche dei cittadini che gettano le
immondizie per terra. A questo si aggiunga che se un politico si
permette di licenziare o di sanzionare, poi insorgono tutti i buonisti.

Ricordo le famose assunzioni di invalidi di qualche anno fa. Risulta
che quasi nessun finto invalido e’ stato licenziato. Certo che la
colpa
e’ dei politici. Ma i cittadini dove stavano? Tutti a farsi gli
affari
propri, anzi a giustificare i falsi invalidi. Una volta i vigili urbani

erano permanentemente sulla strada, almeno a Roma. Oggi per vederli
bisogna aspettare le grandi manifestazioni politiche o sportive. Certo
la colpa e’ dei politici, ma anche dei vigili urbani che approfittano

dell’incivilta’ dei politici per fare anche loro gli incivili. Le
scuole non funzionano, specie nei primi giorni per carenza di
personale. La colpa di chi e’ ? Dei politici o dei funzionari che
sono
addetti all’assegnazione dei professori ? Abbiamo una legge del 1990,

cioe’ la legge 241 che prevede la responsabilità dei dirigenti in
relazione alle disfunzione della P.A. Quando e’ mai stata applicata ?

Il senso di responsabilita’ non fa parte di questo popolo che e’
schiacciato da certa dottrina cattolica per la quale siamo tutti
peccatori, che scagli la prima pietra chi e’ senza peccato, che non
bisogna giudicare perche’ con il metro con cui giudichi sarai
giudicato, che bisogna perdonare settanta volte sette, che i santi non
sono i giusti ma i peccatori che si pentono, che chiedono perdono e poi

si redimono, tanto e’ vero che il famoso BANDITO DELLA MAGLIANA
risulta
sepolto in una chiesa di Roma nel silenzio piu’ assoluto dei relativi

fedeli. Perche’ io non ho mai sentito nessuno scandalizzarsi
ufficialmente quando la Corte dei Conti ha denunciato che nella P.A. i
dirigenti scorretti vengono promossi e quelli corretti vengono rimossi
e chi di questi evidenzia episodi illeciti non viene tutelato ? Dove
stanno i cittadini ? A farsi gli affari propri. L’EURISPES
quest’anno
nel suo rapporto annuale ha definito l’Italia un paese neofeudale.
Chi
si e’ ribellato e ha cercato di fare qualcosa per superare la nuova
cultura neofeudale che parte dalle famiglie ? Nessuno, anzi sono tutti
contenti da una parte di essere tornati sudditi, ben lieti che qualcuno

gli abbia tolto l’incombenza della liberta’, ben lieti di poter
dedicare, naturalmente chi lo puo’ ma e’ la maggioranza, il
massimo
del tempo a tifare, ad andare in vacanza in posti esotici, a curarsi
dei cani e dei gatti, ecc… indifferenti alla propria dignita’, al
rispetto di se stessi e degli altri. Il Presidente della Confindustria

ha parlato di una nazione priva del senso dello Stato. Chi ha detto
nulla ? Silenzio piu’ assoluto. E i giornalisti dove sono ? E i
famosi
sociologi dove stanno ? Cerchiamo di ripiegarci su noi stessi e
cominciamo a vedere quanto ognuno di noi e’ responsabile dello
sfascio
in cui e’ caduto il nostro Paese. Ripeto ancora una volta ognuno ha
il
governo che si merita, come ha lo sport che si merita, ha la
televisione che si merita, ha la cultura che si merita, ha internet che

si merita, ecc.ecc. Fermiamoci un minuto a pensare e non a giocare a
fare i girondini o i movimentalisti. INVIATO DA Massimo Sega
“CONTRO
IL VANGELO ARMATO”
Venerdì 26 ottobre 2007, alle ore 17.30 Roma,
Palazzo Marini (Sala delle Colonne*) Via Poli, 19 Alessandro Bianchi
Giulio Ferroni Giulio Girello Giacomo Marramao Stefano Rodotà ,
Presentano: Contro il Vangelo ar mato. Giordano Bruno, Ronsard e la
religione(Cortina editore, 2007) di Nuccio Ordine, coordina Giovanni La

Torre. Sarà presente l'autore. Trattandosi di uffici parlamentari, per

accedere è richiesto un documento d’identità ed abbigliamento
idoneo
(per i signori la giacca).
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
“Giordano Bruno” aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs e
all’
International Humanist and Ethical Union. tel: 3297481111 posta
elettronica:
liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it - www.
liberopensiero.20m.com - www.periodicoliberopensiero.it
IL FESTIVAL
DELLA CREATIVITA' PRESENTA:
FIRENZE:
LE GIORNATE NAZIONALI DI
READY
-
rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per

orientamento sessuale e di identità di genere - NELL'AMBITO DEL
PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ANNO EUROPEO DELLE PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI

LA CREATIVITA'ABBATTE LE BARRIERE "Contrariamente a quanto si crede in
giro, io non provo nessun odio nei confronti dei gay - firmato: Dio"
Campagna di GODMARKS, gruppo cristiano con sede a Auckland, Nuova
Zelanda. TRA I NUMEROSI EVENTI UNA MOSTRA DI MANIFESTI PUBBLICITARI
PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO CONTRO L'OMOFOBIA. COORDINANO LE GIORNATE

DI READY L'ONOREVOLE BARBARA POLLASTRINI E CLAUDIO MARTINI 26/27
OTTOBRE - FESTIVAL DELLA CREATIVITA' – FIRENZE Uno dei temi più
discussi in questo momento, l'omofobia, è il punto focale dell'Anno
Europeo delle Pari Opportunità per Tutti, che verrà affrontato
nell'ambito del Festival della Creatività (26/27 ottobre) con READY.
L’
obiettivo di questa due giorni di READY, la nuova Rete di Comuni,
Province e Regioni italiane impegnate contro le discriminazioni per
orientamento sessuale e identità di genere, è quello di fare il punto

della situazione e mettere in rete alcune importanti best practices
italiane ed estere in tema di superamento delle barriere che colpiscono

le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) nel mondo
della scuola, nell’accesso ai servizi sociosanitari, nel contrasto
alle
forme di violenza. Il programma si snoda tra un focus sul mondo della
ricerca – con un nuovo studio realizzato per l’occasione, che ci
darÃ
la misura delle discriminazioni nell’accesso a tre servizi
fondamentali
come istruzione, sanità e sicurezza -, la voce alle associazioni e
quattro workshop dedicati alla scuola e al contrasto del bullismo
omofobico, delle discriminazioni e della violenza, alla promozione del
diritto alla salute e agli altri diritti, e infine alle politiche di
comunicazione e di formazione alla diversità . Non è un caso che la
due
giorni si svolga nella cornice del Festival della Creatività :
sviluppare la classe creativa significa anche rimuovere quegli ostacoli

che ne limitano la libera e piena espressione. E le discriminazioni che

colpiscono le persone lgbt - che di quella classe creativa
rappresentano una parte tutt’altro che secondaria -, sono alcuni di
questi ostacoli. Tra i numerosi convegni e workshop coordinati
dall'onorevole Barbara Pollastrini e dal Presidente della Regione
Toscana Claudio Martini, anche una mostra dedicata alle campagne
pubblicitarie contro l'omofobia più interessanti provenienti da tutto
il mondo, per fare un esempio, da La Nuova Zelanda e più precisamente

da Godmarks, un gruppo cristiano con sede ad Auckland, arriva un
semplice manifesto nero con su scritto "Contrariamente a quanto si
crede in giro, io non provo nessun odio nei confronti dei gay -
firmato: Dio" Ready, organizzato al Festival della Creatività grazie
alla Regione Toscana, che ha istituito presso l'Assessorato di
Agostino Fragai una task force contro le discriminazioni per
orientamento sessuale e identità di genere, operativa nell'applicare
nell'attività di governo della Regione i principi di non
discriminazione e di inclusione sociale che ci siamo dati con lo
Statuto e con le leggi. Alla task force, è affiancato un tavolo
permanente di confronto con le associazioni gay, lesbiche e
transessuali della nostra Regione.Passare dalle parole ai fatti non è
sempre semplice, soprattutto quando parliamo di materie nuove o
eticamente discusse, la Regione Toscana si è mobilitata per superare
questo limite. PIM - ufficio stampa Festival della Creatività rif:
Barbara Dardanelli 393 9958205 -
info@pimitalia.it
PIXELLE & FLEXO
ONE NIGHT STAND
PADOVA
In attesa di trovare un nuovo spazio dove poter
proseguire le attività che sono state interrotte per cause
indipendenti
dalla nostra volontà , il circolo Pixelle ti invita ad una serata
presso
il Flexo a Padova il 27 ottobre 2007. L'iniziativa vuole essere un
momento di aggregazione e divertimento e allo stesso tempo un'attivitÃ

utile al finanziamento degli eventi culturali che il circolo
Drasticamente organizzerà . SABATO 27 OTTOBRE ’07 inaugurazione DJs
rotation: Danny, Karina, Lalu&Bradipippo Buon compleanno ArciBetta
“Una
donna sull’orlo della crisi... dei 40!“ Flexo - via Turazza 19 –
Padova
Infoline: 346.577.41.01 Ingresso riservato alle socie e ai soci Arci.
Non dimenticare il documento! I soldi raccolti finanzieranno le
attività culturali del circolo Drasticamente. Come arrivare: dall’
uscita autostradale Padova-Est girare a destra e al semaforo girare a
sinistra in direzione centro. Superato il cavalcavia al terzo semaforo
(rotatoria
di piazzale Stanga) girare a sinistra in via Turazza.
Pixelle info: 3466113972
info@pixelle.it http://www.pixelle.it Circolo
Arci N.A.

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18 maggio 2007

news 18 maggio

ROMA PRIDE 2007: APPELLO ALLE FORZE POLITICHE, SINDACATI, ASSOCIAZIONI
ITALIANE
Il 16 giugno a Roma si terrà il Roma Pride 2007 con lo slogan
"Parità, Dignità, Laicità", il cui corteo partirà da Piazzale Ostiense
per concludersi in Piazza San Giovanni. C'e' bisogno forte di
riaffermare il valore di queste tre parole, visti i continui tentativi,
che giungono da varie direzioni nonché da parte della destra italiana,
di mettere in discussione alcuni fondamentali valori, utilizzando
spesso una campagna omofobica e anti-libertaria. Non esiste democrazia
senza laicità. I cittadini italiani che si riconoscono in questo
concetto hanno il dovere di affermare con determinazione che esiste un'
altra Italia, che non vuole sprofondare nel Medioevo e che respinge gli
attacchi alle conquiste civili e sociali. Esiste un'altra Italia che
lavora per un ampliamento delle tutele e dei diritti, anche a favore
dei cittadini omosessuali e transessuali che attendono da tempo leggi e
normative presenti ormai in quasi tutta Europa. Il Coordinamento
Nazionale del Roma Pride 2007 lancia un appello a tutte le forze
politiche, i sindacati, le associazioni, gruppi e singoli che si
riconoscono nelle nostre parole d'ordine, di aderire alla
manifestazione e di impegnarsi fattivamente per la sua riuscita,
contribuendo concretamente allo sforzo organizzativo e finanziario del
Roma Pride Nazionale 2007. I tre portavoce nazionali del Coordinamento
Roma Pride 2007
Cristian Ballarin, cell. 347.8445732
Aurelio Mancuso,
cell. 335.310659
Rossana Praitano, cell. 348.7708439

UFFICIALIZZATO PERCORSO ROMA PRIDE: ARRIVO A SAN GIOVANNI
Il corteo del Pride Nazionale che si terrà a Roma il 16 Giugno 2007
partirà da Piazzale Ostiense e terminerà a piazza San Giovanni. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha presentato alla
questura, che ha dato il suo assenso, il seguente percorso: Piazza di
Porta San Paolo, viale della Piramide Cestia, viale Aventino, via di
San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana,
viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni.
Piazza di Porta San Paolo (Piramide), è già stata punto di partenza
del World Pride del 2000. L' arrivo a Piazza San Giovanni è dovuto al
fatto che questa piazza, tradizionale luogo di ritrovo delle grandi
manifestazioni popolari e punto di arrivo delle marce legati ai diritti
e alla pace, è l'unica in grado di contenere le centinaia di migliaia
di persone che attendiamo per l'evento e la nostra voglia di
protagonismo sociale e civile ed è il luogo più adatto per ribadire con
la massima forza le nostre parole d'ordine di quest'anno "parità,
dignità e laicità". Un Pride dalla forte carica politica e
rivendicativa in un momento che sentiamo centrale nel confronto
democratico del nostro Paese e che speriamo richiami a manifestare
tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la libertà di
pensiero, l'uguaglianza per tutti, la giustizia e la laicità delle
istituzioni. Dati che sembravano acquisiti ma sembrano oggi rimessi in
discussione. Rossana Praitano Portavoce Pride Nazionale Roma 2007

CHI VUOLE VADA, CHI NON VUOLE MANDI!"
Il Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli apprende dalle agenzie di stampa che
il segretario dei Ds Piero Fassino ha annunciato che una delegazione
dei Ds parteciperà al Gay Pride Nazionale Unitario di Roma del 16
Giugno. Riteniamo tutto ciò insufficiente. Ricordare all'onorevole
Fassino che mai come quest'anno è necessaria invece una massiccia
presenza delle forze democratiche e laiche al Gay Pride Nazionale
Unitario per ribadire il riconoscimento pieno delle istanze delle
persone lgbt e che lo esortiamoa partecipare personalmente alla
manifestazione, dandoci così l'assicurazione che non è tornato in voga
il vecchio detto "Chi vuole vada, chi non vuole mandi". All'onorevole
Fassino e ai Ds tutti chiediamo quel "coraggio laico" che non
esaspererebbe conflitti e che darebbe agli elettori del centro-sinistra
(tra cui la maggioranza delle persone lgbt) la garanzia di aver speso
bene il proprio voto. Le parole d'ordine della Manifestazione del 16
Giugno sono Parità, Dignita, Laicità. Se è vero che la battaglia per il
riconoscimento dei diritti civili è nel dna dei Ds, sarà quello il
momento per dimostracelo. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Andrea Berardicurti 06/5413985 – fax 06/5413971
Cell 3487708437

"AMATO VERGOGNA"
Ennesimo atto di offesa per il nostro corteo per la città di Roma, aggiungendo "ma
purtroppo c'è la Costituzione", torna a offendere la comunità
gay/lesbo/trans definendoci disagiati e sfortunati in quanto non in
grado di avere una famiglia. Tralasciando l'infelice terminologia
usata, alla quale ormai ci ha abituato, vorremmo rassicurarlo sul fatto
che gay, lebiche e trans sono in grado di essere famiglie, anzi lo sono
da tempo. Se avrà un sussulto di coraggio laico, la invitiamo a essere
presente al Pride nazionale di Roma del 16 giugno che si concluderà a
Piazza San Giovanni e che avrà come parole d'ordine PARITA', DIGNITA',
LAICITA'. Li avrà modo di rendersi conto di quanto noi ci riteniamo
fortunati della nostra condizione e di quanto siamo sfortunati nell'
essere rappresentati da un gruppo dirigente che ormai non riesce piu a
fare una dichiarazione senza dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
Rossana Praitano Portavoce Pride Nazionale 2007 cell 3487708437.
Segreteria Organizzativa
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli
tel 065413985 fax 065413971

cALDEROLI E IL BON TON DRUIDO
Il leghista Calderoli non è nuovo al linguaggio colorito
dell'osteria e sinceramente da tempo non consideriamo più le sue
esternazioni degne neppure di commento. Il senatore, noto anche per
essersi sposato con un fantasioso rito druidico, non ha perso
l'occasione offerta dalla piazza del Family day per inveire contro gli
omosessuali definiti "diversi"e concludendo le sue dichiarazioni con un
inequivocabile "W la famiglia abbasso i culattoni". Prendiamo atto che
la sua famiglia eterosessuale DOC non è stata in grado di insegnargli
né la buona educazione né il buon gusto! Il Circolo di cultura
omosessuale Mario Mieli ritiene assolutamente inaccettabile che da
parte di rappresentanti istituzionali ci si ostini ancora ad usare un
linguaggio gravemente offensivo per la dignità di milioni di cittadini.
Un linguaggio che, se si addice perfettamente al livello culturale del
senatore Calderoli, ferisce in profondità la credibilità della nostra
democrazia e la sua capacità di rappresentarci tutti e sposta il
confronto civile sul piano dell'invettiva immotivata e
dell'integralismo religioso. Già in passato avevamo chiaramente
esecrato questo tipo di invettive che mancano di qualsiasi contenuto
argomentativo; e neppure l'esserci rivolti all'autorità giudiziaria è
servito a tutelarci. Non vorremmo essere costretti a prendere atto che
nel nostro Paese esistono degli intoccabili che coprendosi del ruolo di
rappresentanza dei cittadini ritengano di essere sopra il rispetto
delle comuni leggi di convivenza civile. La nostra risposta colorata e
democratica sarà un grandissimo Gay Pride il 16 giugno a Roma. E
vedremo se allora ci si ostinerà a voler ancora definire scandalosa la
nostra legittima richiesta di uguaglianza e diritti. Andrea Maccarrone
Direttivo Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli Cell 3497355715
Circolo Mario Mieli 065413985
www.mariomieli.org


MINIGONNE DA MULTARE
Lo riferisce oggi il magazine Newsweek Polka Minigonne e scollature
osé, deputato polacco propone una 'multa'. La 'ricetta' del
conservatore Artur Zawisza "contro la tentazione sessuale" e per
stroncare la prostituzione sulle strade. Varsavia, 7 mag.
(Adnkronos/Ign) - Multare chi indossa minigonne, trucco pesante e
magliette troppo scollate per stroncare la prostituzione sulle strade
polacche. E' questa la proposta di legge "contro la tentazione
sessuale" sostenuta dal deputato conservatore polacco Artur Zawisza,
secondo quanto racconta oggi il magazine Newsweek Polska. Zawisza,
esponente del Partito per la legge e l'ordine (Pis) al potere, sta
premendo da mesi sul ministero della Giustizia perché sostenga la sua
idea, spiega il magazine. Il deputato ammette tuttavia che il
provvedimento potrebbe creare qualche confusione. "Potrebbe accadere
che una bella ragazza venga arrestata mentre torna a casa dalla
discoteca", concede. Ma si dice fiducioso che la polizia sappia
distinguere "fra le donne rispettabili e quelle che hanno perso la loro
moralità". FONTE AdnKronos. INVIATO DA Maria Ornella Serpa Gaya CsF

IO CAMMINO CON LE SPALLE aL MURO
Difficoltà per una consapevole identità
Museo d'arte moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20
maggio 2007 - ore 17 intervengono: Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti
in movimento Porpora Marcasciano, MIT - Movimento Identità Transessuale
Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori e Amici degli
Omosessuali


OPEN MIND CATANIA
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da
politici incompetenti e codardi e dai vertici religiosi ipocriti.
Quello che l'anno scorso, ci sembro' un colpo di testa di uno sparuto
gruppo di fascisti, oggi ci pare sempre più chiaramente il risultato di
anni di odio, insulti e demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali
e dei diversi. E' per questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i
tempi ridotti, di provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo
che non fare il Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e
chi gli e' vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che
mai c' e' l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare
in piazza chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di
tutt*. Alla luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per
quest' anno, ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le
realtà GLBT e non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra
proposta e' di fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare
insieme e in gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità.
Solo una risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo
che speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT
e non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Froci Sempre Fascisti Mai!!!
Open Mind centro di iniziativa GLBT – Catania


COMUNICATO STAMPA CO.
DI.PEP
Noi "PROSTITUT@" siamo "VITTIME": dello Stato criminale, che ci
perseguita consegnandoci nella mani di chi ci "sfrutta" dell'ipocrita
morale maschilista, che ci ab-usa e poi ci getta via disprezzandoci di
un sistema perverso e contraddittorio, che non concede spazi vitali
dello stigma morale, fonte di abietta e tranquilla violenza ai nostri
danni del turpe potere mediatico, che ci getta in pasto all'odio che
esso stesso fomenta delle forze dell'ordine, che non ci tutelano come
per legge, ma ci vessano, percuotono e stuprano del puttanicidio,
spacciato per "crimine comune in ambienti degradati" perchè nessuno
vuole occuparsene. Ma noi "PROSTITUT@" siamo LIBER@ e COSCIENTI della
nostra SCELTA e della nostra SOGGETTIVITA' e domani attraverseremo con
i nostri corpi le strade e le piazze di Padova per dire FORTE e
CHIARO, iniziando dal sindaco di Padova, Flavio Zanonato: "BASTA
DISCRIMINAZIONI!
BASTA VIOLENZE! PER LA NOSTRA SICUREZZA ED
AUTODETERMINAZIONE DATECI SPAZI VITALI!"
Ufficio Stampa
"Co.Di.Pe.P. -
ROMA"
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)
Riferimento Stampa: Ornella Cell.: 347 18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.
com

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 13 maggio 2007
GAY: CONGRESSO
ARCIGAY; AURELIO MANCUSO E' IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE
"LA STRADA
ORMAI E' QUELLA DELLA GIUSTIZIA: CHIEDIAMO IL MATRIMONIO"
PRIMO
APPUNTAMENTO IL GAY-PRIDE UNITARIO IL 16 GIUGNO A ROMA
"Fino a ieri ci
siamo affidati alla ragionevolezza, avanzando una proposta civile e
umana come quella delle unioni civili. Oggi dobbiamo avere il coraggio
di percorrere la strada della giustizia, chiedendo che anche l'Italia
rimuova il divieto per gay e lesbiche di sposarsi con la persona che
amano, come già Canada, Olanda, Belgio, Spagna e Repubblica del Sud
Africa". Lo dice Aurelio Mancuso in conclusione del 12° congresso
nazionale di Arcigay, che lo ha appena eletto nuovo presidente di
quella che, con i suoi 180mila iscritti, è la maggiore associazione
omosessuale italiana. Mancuso, 44 anni, fino a ieri segretario
nazionale di Arcigay, prende il posto di Sergio Lo Giudice, al quale il
congresso ha riconosciuto, come già a Franco Grillini, il titolo di
presidente onorario. "Arcigay oggi intraprende un nuovo cammino che,
tenendo conto della propria storia, intende valorizzare l'associazione
come soggetto politico e sociale, rete sindacale autonoma, distante e
distinta dai partiti" ha spiegato Mancuso. Il primo grande appuntamento
sarà a Roma il prossimo 16 giugno per la manifestazione nazionale del
gay-pride cui aderisce l'intero movimento italiano lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transessuali). L'assemblea congressuale ha anche eletto il
nuovo segretario nazionale, seconda carica associativa, e il consiglio
nazionale, cioè il parlamentino dell'organizzazione, che rappresenta il
principale organismo decisionale tra un congresso e l'altro. Il primo
incarico è stato assegnato a Riccardo Gottardi, 30 anni, attuale
presidente dell'associazione europea per la parità di diritti di gay e
lesbiche, Ilga Europe. Il consiglio nazionale è stato ampliato,
coerentemente con la crescita di Arcigay negli ultimi anni, da 60 a 80
componenti, rappresentativi dell'articolazione territoriale e delle
diverse sensibilità politiche dell'associazione. L'elezione di Mancuso
e Gottardi è stata accompagnata dall'approvazione di una mozione
congressuale unitaria, elaborata a partire da due mozioni contrapposte
che si sono fronteggiate nei due mesi di dibattito pre-congressuale
negli organismi locali dell'associazione. L'associazione ha inoltre
voluto rafforzare la propria autonomia politica stabilendo, per
statuto, che presidente e segretario nazionali non possano ricoprire
cariche pubbliche, partitiche o sindacali. Tra i vari ordini del giorno
approvati, anche quello che annuncia la richiesta di adesione a Libera.
Ha anche annunciato la richiesta di adesione a Libera, il network delle
associazioni italiane che si battono contro la Mafia. Ai lavori del
congresso, che col titolo "Siamo famiglie: pari dignità, pari diritti"
si è svolto a Milano tra l'11 e il 13 maggio, hanno preso parte circa
200 delegati, in rappresentanza di 180mila iscritti, raccolti in oltre
100 sedi locali (43 comitati provinciali e 65 associazioni affiliate),
e in 6 coordinamenti regionali, distribuiti in 48 province di 18
regioni italiane. Il dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali
dell'associazione si è tenuto tra marzo e aprile e ha coinvolto
migliaia di soci. Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
VERDI
PESCARA
I Verdi ed i comitati ambientalisti abruzzesi esprimono piena
soddisfazione per l'inizio delle indagini della Procura sulla questione
delle presunte irregolarità riguardanti i lavori del progetto Ricama-Si.
co.ra. Come è noto, negli ultimi sei mesi tramite un lavoro collettivo
e grazie a consulenze tecniche di alto livello riguardanti il progetto
Si.Co.Ra., abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare e un'
interpellanza regionale. Domani 13 maggio, durante la visita del
ministro Pecoraro Scanio all'Aquila, chiederemo ancora una volta il
blocco di questi lavori. Tra i maggiori pericoli elencati per
giustificare il blocco dei lavori delle opere previste dal progetto Si.
Co.Ra. c'era oltre allo sperpero di fondi pubblici anche l'aumento dei
rischi igienico-sanitari nei tratti di mare interessati dalle opere. Le
recenti analisi dell'Arta presso la foce del fiume Pescara ed il fosso
Vallelunga sembrano confermare nuovamente le nostre tesi. Infatti, nei
tratti dove sono stati posizionati i cosiddetti pennelli
(perpendicolari alla spiaggia) sono stati rilevati aumenti massimi
"inspiegabili" di coliformi e streptococchi fecali. Come anticipato dai
nostri studi le barriere a mare impediscono la libera circolazione e
dispersione dei coliformi e streptococchi fecali che ristagnano nelle
vicinanze di queste opere frangiflutti. Conseguenza diretta è l'aumento
dei parametri sopra al limite di legge (limite già elevato di per sè) e
quindi l'inevitabile divieto di balneazione. Per questo motivo, il
partito dei Verdi nei prossimi giorni presenterà tramite il consigliere
comunale Fausto Di Nisio un'interpellanza al comune di Pescara.
Intanto, lo sperpero dei fondi pubblici e gli scempi ambientali
continuano come i recenti lavori di ripascimento della spiaggia del
lido Riccio di Ortona dimostrano: sabbie e fanghi maleodoranti e di
colore nero prelevate dal porto di Ortona sono stati depositati in quel
tratto di spiaggia. Proprio un bel capolavoro per chi in nome del
turismo spende una montagna di soldi pubblici, si parla in totale di
oltre 100 milioni di Euro, senza ottenere i benefici promessi. Per il
bene comune di tutti, per la salute dei cittadini e delle casse
comunali, ci auguriamo che la Regione ci ascolti e che l'assessore
competente blocchi questo continuo scempio ambientale. INFO: www.
primadanoi.it -
www.marelibero.org


LETTERA APERTA AL SINDACO DI
MILANO: LETIZIA MORATTI
Gentile sindaca Letizia Moratti, Lo sa, un
cittadino di Milano, Paolo Ferigo, presidente del circolo Cig Arcigay
di Milano, è stato aggredito verbalmente e fisicamente da due
energumeni di una municipalizzata che han provato a dare una svolta
alla loro melensa serata dando di mani e in forma delinquenziale contro
il presidente. Ferigo che conosco e apprezzo, sapendolo persona mite e
di valore per le battaglie che conduce anche in Arcigay, è cittadino di
Milano. A questa città continua a dare, come moltissimi omosessuali,
non solo crescita economica ma anche valori che spesso questa città non
sa neppure riconoscere. Il Cig, come spero saprà, svolge attività di
volontariato e di
sostegno a favore di coloro che non hanno diritti ma
solo doveri; a favore di persone sieropositive o che si sentono sole e
in pericolo in una città come Milano. Paolo è stato aggredito perché
omosessuale, come avviene per tanti altri Paolo omosessuali che non
hanno il coraggio di ribellarsi e denunciare atti contro la loro
persona. Tutto questo, gentile sindaca, avviene nella città da Lei
governata. Non è passato molto tempo da quando, a Milano, la libreria
Babele è stata fatta oggetto di scritte omofobiche naziste, replicate
precedentemente anche nella sede Cig Arcigay. Succede, nella città da
Lei governata. Succede intolleranza in questa città che vanta
tolleranza. L'aggressione delinquenziale a Paolo Ferigo è l'ultima di
una serie che speriamo la città voglia fermare, dando segnali di
civiltà rimasti finora elusi, e concedendo adeguata protezione alla
vasta comunità omosessuale che vive e lavora nella capitale meneghina.
Qualche anno fa, Pietro Rutelli, allora vice presidente del Consiglio
comunale, sostenuto anche dal forzista Paolo Massari, annunciò che la
Margherita avrebbe aperto dei circoli omosessuali a Milano. Fece di
più: invitò, facendoli entrare per la porta principale di Palazzo
Marino, i rappresentanti dei movimenti gay Arcobaleno per un confronto
in Commissione Pari Opportunità. Sembrano passati, da allora, secoli di
democrazia e
confronto, svuotati a favore di acredine e inciviltà. La
Milano del confronto civile è diventata la Milano delle intolleranze e
minacce verso gli omosessuali che, nel frattempo, arricchiscono con il
loro lavoro Milano. Da troppo tempo, il Comune oggi da Lei governato,
si è dimenticato di questi suoi cittadini, li tratta con superficiale
noncuranza, li rinnega nelle tante manifestazioni pubbliche che la
città, al contrario dei suoi amministratori, accoglie con benevolenza e
affetto. Nessun segnale e presenza, neppure nei tre giorni di Congresso
nazionale di Arcigay, celebrato a Milano da più di duecento delegati.
Non se ne è dimenticato il Presidente della Repubblica che ha fatto
pervenire un suo messaggio; sono arrivati a Milano le ministre Barbara
Pollastrini ed Emma Bonino; Piero
Fassino, Franco Giordano, Enrico
Boselli, Cesare Salvi e tante altre personalità venute a dare
testimonianza e non solamente presenza politica. Lei, prima cittadina,
occasione ghiotta per dialogare con una fetta importante di suoi
amministrati ed illustri ospiti, ha pensato bene di registrarsi tra gli
assenti ingiustificati: neppure una riga scritta rivolta a quella
importante assise. Perché? Che succede in questa città che non
riconosce più i suoi cittadini migliori, anche omosessuali? Non è vero
che un sindaco, una volta eletto, deve essere amministratore e
tutelatore dei diritti di tutti i suoi cittadini? Perché lei, donna,
manager, politica, sensibile da sempre alle tematiche
antidiscriminatorie, ci guarda come nemici e non come cittadini del suo
governo? Proprio oggi, in Italia, la comunità omosessuale celebra la
Giornata contro l'omofobia. Crede che non ce ne sia bisogno visto che
ha perso anche questa occasione per stare vicina ad una fetta
consistente di suoi cittadini? I fatti capitati a Milano, ultimo quello
ai danni di Paolo Ferigo, suggeriscono una lettura diversa dai suoi
silenzi e assenze.E'' vero, come scrive Davide Romano: «Che
l'intolleranza contro i gay esista è certo. Che non muovendo un dito
per combatterla si sia corresponsabili è altrettanto certo. E'' giunto
il momento per il sindaco di decidere se andare al contrattacco o non
far nulla, assumendosene tutte le responsabilità.» Che ha deciso di
fare, sindaco Letizia Moratti? Mario Cirrito "Babilonia"

"RIDERE DEI GAY..... tra stereotipi e comicità"
In occasione della Giornata
mondiale contro l'omofobia il Gruppo Lambda e la Fondazione Sandro
Penna organizzano l'incontro sul tema: con la partecipazione di:
Alessandra COMAZZI (giornalista de La Stampa), Angelo PEZZANA
(presidente della Fondazione Sandro Penna) e PLATINETTE (beh!,
Platinette è Platinette). L'appuntamento è fissato per il giorno: 18
maggio 2007, alle ore 20,30 presso il Circolo dei Lettori, Via Bogino
9, Torino ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti. l'iniziativa
ha il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di
Torino e Coordinamento Torino Pride lgbt. E'' stata inserita nel
programma Melting Box. Si ringrazia Sky Tv e Digicast per la gentile
collaborazione. Potete consultare il ricco programma torinese della
Giornata mondiale contro l'omofobia sul sito:
www.torinopride2006.it -
Per informazioni: 011.5212033 - gruppolambda@fondazionesandropenna.it


ROSI BINDI:
ZERO IN CONDOTTA!
L'esclusione delle associazioni gay
dalla conferenza di Firenze non si può giustificare. Al ministero della
Famiglia di famiglia ce n'è solo una. Quella fondata sul matrimonio. Il
resto vada al diavolo o si sposi o si lasci, o rimanga clandestino
Bindi o Bondi? Può una vocale capovolgere il pensiero politico? A volte
in politica capitano strani sdoppiamenti di personalità, schizofrenie
che Freud ci consiglierebbe di tenere sottocontrollo. L'ambiguità può
essere creativa sessualmente, ma politicamente è puro opportunismo.
Forse è il momento di fare chiarezza, di dire da che parte si sta sui
diritti di cittadinanza. In queste settimane, ho assistito con invidia
al dibattito politico in Francia, dove è stata bandita qualsiasi
posizione antipacs e antiomosessuale. Qui in piena crociata clericale,
ci voleva anche Rosi Bindi a farci venire la depressione. Neppure la
figlia di Moro se l'è sentita di giustificare l'esclusione delle
associazioni glbtq dal convegno sulla famiglia, e ha dichiarato
sdegnata che suo padre non si sarebbe sognato di fare una cosa così e
che avrebbe decisamente dato un contributo assai più laico a questa
discussione. Lo penso anche io e quel periodo storico ce lo ha
insegnato. Rosi Bindi ha deluso chi ha creduto nel suo coraggio di
cattolica progressista. Scaricata la vicenda Dico, ha trovato la prima
occasione per riallinearsi alla Chiesa a pochi giorni dal Family Day.
Una classe politica così non ha abbastanza autonomia, e temo che non
sia capace di dare risposte all'altezza dei processi di cittadinanza
che viviamo, e delle domande che si sono dispiegate attraverso nuove
soggettività e pratiche di libertà. Il risultato è che solo in Italia
ci sono politici che si permettono di nutrire ed esercitare la propria
omofobia a destra e a manca. Del resto Rosi Bindi non è ultima nell'
elenco dei campioni italiani, al contrario nel corso degli ultimi mesi
ha collezionato diverse prese di posizione. Fra tutte l'indimenticabile
«E' meglio che un bambino resti in Africa piuttosto che sia adottato da
una coppia omosessuale». Chi avrebbe potuto dir meglio? Quale sia la
logica di Rosi Bindi posso immaginarlo: prima impone i Dico ai Ds,
mediazione al ribasso voluta dai cattolici nello schema del Pd, e poi
quando questa finisce nel binario morto del Senato, torna ad allinearsi
con le posizioni più conservatrici. L'esclusione delle associazioni gay
dalla conferenza di Firenze non si può giustificare usando come una
clava l'articolo 29 della Costituzione. E' un segnale politico,
culturale preciso, che unisce familismo a integralismo, pregiudizio,
discriminazione, omofobia. Come minimo dovrebbero toglierle mezzo
ministero, perché Rosi Bindi ha deciso di occuparsi solo di una parte
delle famiglie italiane e non di tutte. Al ministero della Famiglia di
famiglia ce n'è solo una. Quella fondata sul matrimonio. Il resto vada
al diavolo o si sposi o si lasci, o rimanga clandestino, con i propri
problemi, bisogni, progetti. Ma non era la cultura cattolica a cui
appartiene Rosy Bindi la cultura della solidarietà, dell'amore, dell'
accoglienza per antonomasia? E noi laici non credenti, non eravamo
quelli senza valori, una razza di individualisti ed egoisti? Mi auguro
che il governo rimedi in fretta a questi errori, e che la prossima
Finanziaria cominci ad occuparsi seriamente, attraverso politiche
economiche, sociali e del lavoro adeguate, dei problemi di tutte le
famiglie, le convivenze, le coppie di fatto e di coloro che da single
non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Fra cui la maggior
parte donne precarie. Quello che oggi in tanti, tantissimi si chiedono,
all'indomani della manifestazione antiDico voluta dal Vaticano è:
questo governo saprà fare chiarezza? Saprà impegnarsi sul terreno dei
diritti o deluderà le aspettative? Io penso che sarà necessario
riprendere ad agire il conflitto nella dinamica fra governo e
movimenti. Credo nel coraggio e nella forza delle idee e ripenso alle
parole di Ghandi: «Per cominciare vi ignoreranno, quindi rideranno di
voi, poi vi faranno la guerra, alla fine voi vincerete». FONTE:
Liberazione della domenica 13/05/2007 INVIATO DA ON. Titti De Simone


MOSTRA FOTOGRAFICA
"LA FATICA DELL'ESSERE DONNA"
LesClick -
dissociazione artistica di donne - organizza dal 28 maggio al 16 giugno
2007 la mostra fotografica dal titolo " La fatica dell'essere donna -
uno sguardo fotografico attraverso un femminile diverso"
L'inaugurazione si terrà il 26 maggio alle ore 18 presso la libreria
Liber.mente, via del Pellegrino 94, Roma e rimarrà aperta al pubblico
il lunedì dalle ore 16.00 alle ora 20.00 e dal martedì al sabato dalle
10.00 alle 20.00. La realtà femminile nei suoi molteplici aspetti
attraverso la rappresentazione fotografica delle fatiche, delle paure,
delle gioie e delle difficoltà dell'essere donna: questo l'obiettivo
della mostra, che nasce dal lavoro di LesClick, un gruppo eterogeneo di
donne accomunate dalla passione per la fotografia. Espongono: Roberta
Aloi, Viviana Capomaccio, Gabriella Carlei, Rita Chiliberti, Emanuela
Cuzzucoli, Cecilia d'Avos, Stefania Mele, Luisa Pappalardo, Nadia
Stabile, Patrizia Urbinati, Simona Vivaldo, Antonella Zappatore. Sito
web
www.lesclick.it

mail: ufficiostampa@lesclick.it

COMUNICATO
ASSOCIAZIONE RADICALI L'AQUILA
DOMENICA 20 MAGGIO, ORE 18
Salone Grand
Hotel Corso Federico II, 74 Incontro pubblico con DANIELE CAPEZZONE
Deputato Radicale (Presidente della Commissione Attività Produttive
della Camera dei Deputati) GIOVANI, LAVORO, QUALITÀ DELLA VITA: LE
PROPOSTE DEI RADICALI . Introduce: Gino Antognetti (candidato radicale
nella lista SDI)

COMITATO LAICO AQUILANO
Laici Come Don Sturzo,
Kennedy E De Gasperi Già sono arrivati due adesioni al Comitato Laico
Aquilano sono quella di Dario D'Alessandro, candidato di Rifondazione
Comunista e Alfredo Moroni della lista SDI, che si aggiungono a quella
di Gino Antognetti e Stefano Frapiccini.
E' Certo che se i giornali
aquilani riuscissero a pubblicare il nostro appello arriverebbero altre
adesioni: Perciò rimandiamo il comunicato stampa. NOI RADICALI E
SOCIALISTI rivolgiamo un appello a tutti i candidati, a sindaco,
consiglio comunale e circoscrizioni ed a tutti i cittadini per
costituire un osservatorio permanente per la laicità nella politica. Si
tratta di riunirsi periodicamente per difendere la laicità della
politica dai frequenti rigurgiti temporalistici di alcuni "devoti" ed
integralisti di varia natura. Le adesioni si possono indirizzare
temporaneamente al Comitato laico c/o Comitato Elettorale Cialente
Sindaco, Piazza Palazzo ed on line al ginoantognetti*hotmail.com. Un
invito a partecipare alla manifestazione indetta da Radicali e Sdi a
Piazza Navona ove da oltre 30 anni ricordiamo la vittoria referendaria
sul divorzio che ha sancito il libero formarsi di tante famiglie.
Infatti le famiglie come quelle di Berlusconi e di Ferdinando Casini
dovrebbero venire a manifestare con noi in Piazza Navona perché è solo
grazie a queste nostre battaglie politiche che la loro famiglia può
esistere liberamente ! Ma Berlusconi Casini e i loro colleghi della
Casa della Libertà non hanno questa minima onestà intellettuale! La
nostra è la vera manifestazione per le famiglie, di ogni tipo, nell'
autentico spirito costituzionale di rispetto per ogni credo ed ogni
genere. L'atteggiamento laico, come quello liberale, è basato sulla
tolleranza, sullo spirito critico, sull'antidogmatismo. Se da una parte
esiste un integralismo laico, il laicismo, dall'altra è pur vero che
esiste un cattolicesimo laico avverso a ogni forma di clericalismo. L'
opposizione laici - cattolici è, pertanto, una falsa opposizione: si
può essere uomini di profonda fede e credere ugualmente nel principio
laico (anzi una religione non invischiata nella temporalità è stata
spesso considerata più "pura" e vicina all'essenza spirituale che
costituisce il nucleo di fede). In Italia, ad esempio, maestri di
laicità sono stati cattolici del calibro di Luigi Sturzo, Alcide De
Gasperi e Carlo Arturo Jemolo, per fare solo qualche nome. Perciò
dobbiamo con triste rammarico costatare che la DC di Celso Cioni
assomiglia a quella di Fanfani-Almirante e non a quella di De Gasperi e
don Sturzo !!!!


"NUOVE FAMIGLIE"
Concorso Fotografico
Nuove Famiglie
è il primo concorso fotografico promosso e organizzato da Associazione
Arcilesbica Pisa. Il concorso offre la possibilità di intraprendere un
percorso di ricerca fotografica sulle nuove realtà familiari esistenti,
quali le coppie di fatto, le famiglie omosessuali, le famiglie
monoparentali e le famiglie allargate, nuclei vivi, di relazioni
affettive, portatori di esperienze, di stimoli emotivi, culturali,
economici, di diritti. REGOLAMENTO Partecipazione al concorso La
partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta a tutte e a tutti.
Documentazione occorrente per la selezione -Scheda di partecipazione,
compilata in ogni sua parte, in busta chiusa, senza segni di
riconoscimento, per garantire l'anonimato nella valutazione. -
Riproduzioni fotografiche. Ai fini della selezione dovranno essere
presentate un massimo di 3 foto, di dimensioni di cm. 20x30. Le foto
dovranno essere stampate su carta fotografica e supportate da un
passepartout di cartoncino bristol nero di 3 cm. Selezione Le
fotografie ammesse al concorso saranno valutate da una giuria tecnica
composta da fotografi professionisti, esperti di cinematografia e di
comunicazione. Il giudizio della giuria è inappellabile. Il quarto
premio sarà assegnato, attraverso una votazione, dal pubblico che
visiterà la mostra fotografica. Tutte le foto selezionate verranno
esposte nella mostra, allestita dal 28 maggio al 03 giugno 2007 in
piazza Chiara Gambacorti (piazza La Pera) dalle ore 10 alle ore 20. La
premiazione si terrà il giorno 1 giugno 2007 alle ore 17, nello stesso
luogo. Termine modalità di partecipazione Il materiale dovrà essere
recapitato a mano o a mezzo raccomandata con
ricevuta di ritorno, fa
fede il timbro postale, entro e non oltre l'11 Maggio 2007,
specificando sulla busta il titolo del concorso, al seguente
indirizzo: Casa della Donna - c.a. di Chiara Tarfano
via Galli Tassi n.
8 - 56127 Pisa - tel. 050 550627 - 3384435706. Inviando le foto il
partecipante dichiara di sollevare i promotori del Concorso da
qualsiasi richiesta avanzata da terzi relativa alla titolarità dei
diritti d'autore delle foto e alla violazione di altri diritti. L'invio
stesso della foto verrà considerato come accettazione del presente
regolamento. Premio Il primo classificato vince un viaggio più
soggiorno per una settimana (Grecia o Spagna) offerto dall'Associazione
C.T.S. – Pisa Il secondo classificato vince una macchina fotografica
digitale del valore di 200 euro offerta da ProntoDia- Pisa Il terzo
classificato vince un percorso benessere offerto dalla Associazione
L'Alambicco –Pisa Il quarto premio assegnato dal pubblico vince un
libro di fotografie offerto dalla libreria Tra le righe –Pisa Trasporti
ed assicurazione delle opere La consegna delle opere selezionate sarà
effettuata a cura e spese degli autori. Durante il periodo della mostra
le opere non saranno coperte da assicurazione. L'Associazione
Arcilesbica declina ogni responsabilità in caso di eventuali danni. I
lavori presentati non verranno restituiti. Trattamento dei dati
personali
I partecipanti all'iniziativa accettano implicitamente le
norme del presente
bando e acconsentono inoltre al trattamento dei dati
personali ai sensi del D.lgs. 196/03. Accettazione del regolamento e
delle condizioni La partecipazione alle selezioni comporta
l'accettazione integrale del presente regolamento L'associazione si
riserva la facoltà di non accettare immagini la cui realizzazione si
presume abbia arrecato danno e offesa al soggetto della stessa o
comunque non in linea con lo spirito del concorso. INVIATO DA On. Titti
De Simone


DICO:DE SIMONE, DA CEI ESTERNAZIONI CHE ALIMENTANO VIOLENZA
Toni usati con il preciso scopo di dividere la societa', di aumentare
l'incomprensione e alimentare la violenza contro gli omosessuali''. Lo
afferma Titti de Simone, deputata del Prc e presidente del Comitato
parlamentare pari opportunita'. ''Domani - prosegue- ricorre la
'Giornata mondiale contro l'omofobia', un appuntamento importante che
non puo' cadere nel silenzio il governo, nella ricorrenza di questa
data, ha il dovere di intervenire ricordando che tutti gli individui, a
prescindere dal genere e dal loro orientamento sessuale, hanno bisogno
di veder riconosciuti i loro diritti fondamentali''. ''Una legge contro
i reati di omofobia e il riconoscimento dei diritti delle coppie di
fatto - conclude de Simone - rappresentano il giusto modo per
cominciare da oggi a costruire una societa' tollerante, piu' giusta e
democratica''.
www.tittidesimone.it. FONTE ANSA - INVIATO DA On. Titti
De Simone

GAY: DE SIMONE (PRC), FIORONI ATTIVI CAMPAGNA CONTRO
OMOFOBIA LA SCUOLA DEVE EDUCARE AL RISPETTO DELLE DIFFERENZE
"Come
avviene in tanti paesi europei e' necessario che la scuola educhi al
rispetto delle differenze e contrasti razzismo e omofobia, per questo
le chiedo di intervenire, attivando una campagna contro l'omofobia
rivolta agli studenti di tutte le scuole italiane". E' questo l'appello
lanciato da Titti de Simone, capogruppo di Rifondazione Comunista in
commissione Cultura, in una lettera inviata al ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni nel giorno in cui si celebra la giornata mondiale
contro l'omofobia. "Il Parlamento europeo -ricorda la deputata di
Rifondazione- ha recentemente approvato una risoluzione con cui si
denuncia la preoccupante diffusione di una cultura omofobica a cui sono
particolarmente esposte le nuove generazioni, invitando i paesi dell'Ue
a predisporre appositi interventi in campo scolastico, culturale e
sociale. Purtroppo nel nostro paese atti di violenza fisica e
psicologica colpiscono anche adolescenti in percentuali allarmanti
rispetto al quadro europeo. E' il segno di una omofobia dilagante -
conclude de Simone- che va innanzitutto contrastata con antidoti
culturali adeguati". FONTE ADNKRONOS – INVIATO DA On. Titti De Simone


GAY. GOVERNO RIFERIRA' A CAMERA SU 'CLIMA OMOFOBICO'
ACCOLTA RICHIESTA
PRC, MA L'INTERVENTO SARA' DOPO IL 28 MAGGIO
(Nella settimana dopo il
28 maggio il governo riferira' in aula alla Camera sugli episodi di
omofobia che anche di recente hanno funestato il paese. E' quanto
stabilito nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che hanno
condiviso la richiesta (formalizzata ieri per lettera al presidente
Fausto Bertinotti) di Gennaro Migliore. Osserva il capogruppo del Prc:
"La situazione e' allarmante. Purtroppo, solo nelle ultime ore, in
Italia si sono susseguite due gravi aggressioni ai danni di attivisti
omosessuali, ma l'elenco di episodi di violenza e iscriminazione e'
lungo e drammatico". A giudizio di Migliore, "il clima omofobico in cui
viviamo ha raggiunto livelli preoccupanti e insopportabili e non v'e'
dubbio che debba essere adeguatamente contrastato". Di qui la richiesta
-accolta dagli altri capigruppo- di una informativa urgente da parte
del governo, a cui si dovrebbe associare la rapida calendarizzazione in
aula delle proposte di legge antidiscriminazione gia' all'esame delle
commissioni. (Gis/ Dire)


CAMERA:PRC CHIEDE INFORMATIVA GOVERNO SU
EPISODI DI OMOFOBIA
(L'informativa, e' stato successivamente
comunicato all'Aula, si terra' giorno 30 maggio
OMOFOBIA: DE SIMONE
(PRC) A FIORONI, CAMPAGNA NELLE SCUOLE
Una campagna contro l'omofobia
nelle scuole. A lanciare la proposta al ministro dell'Istruzione Beppe
Fioroni, Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione in commissione
Cultura, nel giorno in cui si celebra la lotta all'omofobia. ''Come
avviene in tanti paesi europei - prosegue l'esponente del Prc - e'
necessario che la scuola educhi al rispetto delle differenze e
contrasti razzismo e omofobia, per questo le chiedo - continua De
Simone che ha scritto una lettera al ministro - di intervenire
attivando una campagna contro l'omofobia rivolta agli studenti di tutte
le scuole italiane''. La deputata di Rifondazione fa riferimento nella
lettera alla risoluzione dell'Ue in cui si denuncia una diffusione
della cultura omofobica e che invita i Paesi a intervenire.
''Purtroppo nel nostro Paese atti di violenza fisica e psicologica
colpiscono anche adolescenti in percentuali allarmanti rispetto al
quadro europeo, conclude de Simone - e' il segno di una omofobia
dilagante che va innanzitutto contrastata con antidoti culturali
adeguati''. FONTE ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


UNA
SCHIZOFRENIA TUTTA ITALIANA
Nel cuore dellacultura
laicarisiedonolestessecontraddizionidellademocrazia. Questa
schizofrenia italiana di voler tirare la giacchetta alla Chiesa per le
proprie convinzioni politiche ci conferma la pochezza
istihlzi<maledella classe politica. Si parla molto di Zapatero, ma si
dimentica come eliporti avanti il suo programma di govemo sulle libertà
chili senza cadere in polemiche con la Chiesa, la quale ha organizzato
legittimamente manifestazioni contro le iniziativedelgovemo su qucsti
temi. Ciò non è stato considerato dal govemo Zapatero come ingerenza,ma
normale dissenso democratico, senza criminalizzare la Chiesa. Forse in
Italia il bisogno di criminalizzare è figlio di una cultura
giustizialista che ha avuto il suo apice con Tangentopoli e oggi si
scaglia sulla Chiesa perché per esistere ha la necessità di avere un
nemico. Sbaglia,a mio parere, Pannella quando considera coloro che
ogginon parteciperanno, tra i quali il sottoscritto, né al Family day
né all'orgoglio laico dei don Abbondio.Sbagliaperché c'è un'Italia che
rifiuta questa visione manichea della n:altà, questo essere della Roma
o della Lazio,o credere che, da un lato, esiste soltanto il bene e,
dall'altro, soltanto il male. Tipica mentalità, quest'ultima,
dell'idealismo hegeliano, padre della cultura comunista. In realtà, ci
sono motivi giusti sia da un lato che dall',ùtro. Don Abbondio
avevapaur..ldi celebrare un matrimonio, noi caro Pannella, più che
professare una religione dell'orgoglio laico, rifiutiamo di t.:ssl:
feingabbiati, perché abbiamo ilcoraggio di andare controcorrente e di
essere dei semplici laici. "No VaticanoNo Taleban":qUt'sto ROBERTO
GIULIANO, slogan assume in sé tutte le contraddizioni culturali di una
classe politica alla ricerca di notoritetà. La clùtura laica \ive le
stesse contraddizioni della democrazia, nel senso che se il rischio
della democrazia è che in modo democratico può essere detto colui che
potrà abolirla, la cultura laica, in l'guaI misura, se viene \issuta
come ideologia è la negazione stessa della Jaidtà. Considerare il
Vaticano come i talebani significa ragionare come coloro che
considerano Bush eguale a Bin Laden, o ancora lo Stato democratico
israeliano come lo Stato iraniano. Certamente Pannella ha ragione
quando individua nel 12 maggio una data stranamente casuale per il
Family day; forse è realmente casuale, ma il dubbio rimane che in
qualche menti;:bigotta si pensi ad una ri"dncitanei confronti della
vittoria referendaria contro l'abolizione del divorzio. La
classepolitica italiana in questi ultimi anni, sia di destra che di
sinistra (concdti ormai ottoccnteschi), è espressione di due schit:
ramenti di tifoseria, invece di esserel'espressione di valoric proposte
che si confrontano sul come rispondere alle esigenze dei cittadini.
Aquesto imbarbmimento, che oggi condiziona sempre più vasti strati di
opinione pubblica, dopo la morte dell'ideologia comunista, viene
proposta la laicità come nuova ideulogia,come modernità progressista e
chi non si inchina a qut'sta nuova moda e additato come oscurantista o
reazionario, cosi come erano considerati i liberali e gli .mti
comunisti.

FAMILY DAY E DINTORNI
Di Andrea Panerini
Quello che si
temeva è accaduto. Una Caporetto (almeno a livello numerico) per il
mondo laico. Inutile nascondersi dietro un dito. E' vero che le piazze
non sono il paese. E' vero che lì c'erano solo pezzi di società. E'
però emerso in maniera drammatica l'abisso che separa la capacità di
mobilitazione del mondo cattolico dalla medesima capacità in campo
laico. E al tempo stesso, lo devo dire, è venuta la conferma
(purtroppo) della giustezza delle mie valutazioni di una settimana
prima, quando sconsigliavo agli amici dello SDI e agli amici del
movimento omosessuale di tenere una contromanifestazione nella stessa
città e lo stesso giorno del Family Day. Sapevo che la capacità
mediatica e organizzativa del Vaticano (ditta aperta da un discreto
numero di secoli) è nettamente superiore. Risultato: 10.000 contro
500.000, in rapporto di 1 a 50. Uno schiaffone tremendo che i clericali
hanno potuto dare a tutti i laici di questo paese. Ma non è il momento
di recriminazioni. E' il momento di essere preoccupati. Preoccupati per
il ritorno di clericalismo becero e populista, di un machismo mai
sopito nel nostro paese, di una omofobia strisciante che recenti studi
hanno registrato essere dilagante tra i più giovani. E' il momento di
preparare una controffensiva culturale in cui i laici di questo paese
(credenti e non credenti, cattolici e protestanti) testimoniano che un'
altra Italia è possibile, che un'altra Italia è presente. Una Italia
laica, tollerante, non spaventata dai rischi di contaminazioni, ma che
possa vedere nelle diversità una ricchezza. In cui la laicità possa
essere l'agorà, uno spazio di incontro e di discussione sereno e libero
dove poter prendere anche delle decisioni per la polis, per lo Stato,
senza prevaricare nessuna minoranza e senza che l'ideologia prevalga
sulla tolleranza. Una rilettura approfondita del Trattato sulla
tolleranza di Voltaire i nostri politici se la dovrebbero rifare (se
mai lo avevano letto prima). Dal Family Day si sono dedotte almeno tre
cose. In prima istanza si è capito che le flebili speranze che si
potevano nutrire circa l'approvazione in questa legislatura di una
legge sulle unioni civili è stata spazzata via. Poi è risultato
evidente che l'ostacolo rappresentato dalle gerarchie cattoliche non
sarà facile da eludere visto l'intreccio tra Vaticano, le lobby
economiche e il mondo politico (esemplare il fatto che a Piazza S.
Giovanni il sindaco Veltroni abbia dato tutto il supporto possibile –
comprese milioni di bottigliette d'acqua – mentre la manifestazione di
Piazza Navona è stata nei fatti ostacolata). Ed è risultato altrettanto
evidente che il Vaticano non accetta nessun tipo di discussione circa
il concetto di famiglia, di cui si ritiene portatore unico e
indiscutibile. In effetti mi risulta che tutti gli alti prelati a Roma
abbiano una famiglia "regolare" con una donna e dei figli… e che quindi
possano impartire con cognizione di causa alte lezioni in materia. L'
ipocrisia e l'intolleranza hanno di nuovo impregnato i palazzi
apostolici del Vaticano e non ci sono molte speranze di veder
nuovamente fiorire lo spirito aperto, dialogante ed ecumenico del
Concilio Vaticano II. A questo quadro si è poi aggiunta la mancanza di
pudore del centrodestra (e di parte del centrosinistra) nello
strumentalizzare il mezzo milione di Piazza S. Giovanni. Ma non è certo
con una difesa ideologica della famiglia, improntata su uno squallido
familismo e su una equivoca e vaga "legge naturale" – il cui interprete
unico sarebbe il Papa e non la scienza – che si permette ai giovani di
nutrire la speranza per il futuro, per costruire nuove famiglie. Negli
anni di governo della destra quanti provvedimenti a favore delle classi
più deboli abbiamo visto? Quanti interventi per le famiglie numerose?
Nessuno. Solo un progressivo indebolimento del welfare e una
precarizzazione selvaggia del mercato del lavoro che toglie le speranze
ai giovani. E il centrosinistra? Debolmente pervenuto sotto forma di
qualche agevolazione e nulla più. Ovviamente ad un indebolimento della
politica corrisponde un aumento dell'influenza della lobby vaticana
sulla vita pubblica. Ma allora che cosa ci raccontano questi signori?
Vogliamo veramente credere che le coppie omosessuali e la pluralità
delle famiglie siano la causa delle incertezze e dello sgretolamento di
alcuni costumi familiari? E' una operazione che si può fare, nonostante
sia palesemente falsa e ipocrita, e la nostra avvilente classe
politica, a destra e a sinistra, può insabbiare le sue responsabilità.
Ma non a lungo. Arriverà, forse, il momento in cui la coscienza civica
degli italiani si risveglierà e farà piazza pulita di tutta questa
mediocrità. Andrea Panerini Direttore de "Il libro volante"


COMUNICAZIONE LIBRERIA EVALUNA
IN OCCASIONE DELLA NOTTE MAGICA
DI SAN
GIOVANNI
EVALUNA PROPONE LA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO
UNA NOTTE MAGICA A NAPOLI MISTERI ESOTERISMO E AMORE IN UNA MAGICA
NOTTE NAPOLETANA BANDO DI CONCORSO.
Il concorso è aperto a tutti.
Possono parteciparvi autori italiani e stranieri (anche in lingua
straniera). Si può partecipare con un racconto breve di massimo 20
cartelle, una poesia un disegno, che rispecchino il tema proposto. I
lavori dovranno essere intestati a: Concorso Letterario "Una Notte
Magica a Napoli " misteri esoterismo e amore in una magica notte
napoletana…" a cura dell'associaz. Culturale evaluna Napoli e
consegnati o inviati a: Evaluna Associazione Culturale piazza Bellini
72 Napoli entro e non oltre il 24 giugno 2007 (farà fede il timbro
postale). All'elaborato dovra' essere allegata in busta chiusa una
scheda riportante: nome cognome data di nascita dell'autore,
indirizzo, numero di telefono, mail Verranno premiati i primi 10
classificati a insindacabile giudizio della giuria. Ai vincitori sarà
consegnato un diploma di merito. Per i vincitori è prevista una serata
pubblica incentrata sulla presentazione delle opera nella sede dell'
associazione. Se la qualità e la quantità degli elaborati presentati lo
permetterà, sarà edita una raccolta delle opera vincitrici. La scelta
di tali opere verrà eseguita dalla giuria a proprio insindacabile
giudizio, senza prevedere alcun obbligo verso gli autori ai quali
verranno donate 10 copie del libro pubblicato. L'invio delle opere
presuppone la cessione delle stesse all'Associazione che ne disporrà
nel modo che riterrà più opportuno, fermo restando che lo scopo
principale rimanga la divulgazione e la valorizzazione delle opere
medesime. I vincitori riceveranno comunicazione diretta o tramite mail
da parte dell'Associazione. La premiazione dei vincitori avrà luogo
nella città di Napoli, presso la sede dell'Associazione. Per qualsiasi
informazione libreriadelledonne@evaluna.it 081292372. Quota di
partecipazione euro 30.00, quale quota di iscrizione e contributo per
spese organizzative e di segreteria. Allegare copia del bonifico
bancario all'elaborato (coordinate bancarie: banca di roma filiale
piazza santa caterina Napoli intestato a: evaluna associazione
culturale numero conto 65146215 abi 03002 cab 03428). Evaluna – La
libreria delle donne – Napoli Piazza Bellini 72 (80138)
www.evaluna.it

– libreriadelledonne@evaluna.it


COMUNICAZIONE
GRUPPO DEL GUADO
Sabato 19 maggio 2007 - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36 8 per mille
alla Chiesa Cattolica? Perché e come non darlo. A prima vista non c'è
niente di male nel dare l'8 per mille alla chiesa cattolica. Ma poi, se
si analizza un po' meglio l'uso che i vertici dell'episcopato italiano
fanno di quel contributo, ci si accorge che una persona omosessuale,
anche quando è cattolica, non può più destinare l'8 per mille alla
chiesa cattolica. Per capire meglio i vari aspetti di questo problema
abbiamo deciso di invitare Vittorio Bellavite che ha tenuto una bella
relazione su questo argomento al convegno che il movimento "Noi Siamo
Chiesa" ha organizzato sulla povertà della Chiesa. Per approfondire
invece gli aspetti tecnici che riguardano la destinazione dell'8 per
mille abbiamo invece chiesto il contributo del fiscalista Riccardo
Daglio. Gruppo del Guado Cristiani Omosessuali - Via Soperga 36 - 20127
Milano Telefono 346 380 19 01 -
http://www.gaycristiani.it

NESSUNO
TOCCHI CAINO
12.05.2007
PENA MORTE. PRODI, MORATORIA VA DISCUSSA DA
ASSEMBLEA ONU IN CORSO - 8 maggio 2007: "Il mio Governo, anche sulla
base dei mandati del Parlamento europeo e del Parlamento italiano, si è
già impegnato a riaprire la questione durante l'Assemblea Generale in
corso. Conseguire l'obiettivo di una moratoria avrebbe un significato
storico e politico di enorme portata". Lo afferma il presidente del
Consiglio Romano Prodi, circa la moratoria Onu sulla pena di morte.
"L'Italia, che da 14 anni ha posto in sede ONU la questione della pena
di morte, continua a lavorare in Europa e sul piano internazionale -
sottolinea il premier - per un suo superamento attraverso, intanto, una
moratoria universale delle esecuzioni capitali. Il tema sarà all'odg
della riunione dei Ministri degli Esteri UE a Bruxelles il 14 maggio
prossimo". 'Voglio anche ringraziare Marco Pannella e gli esponenti
radicali che su questo obiettivo continuano la loro lotta nonviolenta a
testimonianza di uno straordinario impegno politico e civile', ha
aggiunto Prodi. L'intervento di Romano Prodi sulla pena di morte è
stato apprezzato dai radicali che però incalzano per riparare
all'"inaudita gestione" della vicenda da parte della presidenza tedesca
dell'Ue. Lo dichiara Marco Pannella, a nome del Partito Radicale, di
Nessuno tocchi Caino e del gruppo di esponenti radicali giunti con lui
al 23° giorno dello sciopero della fame ad oltranza: Lucio Bertè, Guido
Biancardi, Sergio D`Elia, Michele Rana, Claudia Sterzi e Valter
Vecellio. "Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente del
Consiglio Romano Prodi che ribadisce l`impegno governativo italiano
alla vigilia del Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne
dell`Unione Europea del prossimo 14 maggio - afferma Pannella. Dobbiamo
però francamente dissociarci dal tono di ordinaria amministrazione
scelto a proposito dell`iniziativa per la Moratoria quando, invece, si
tratta di compiere un ultimo tentativo per riparare alla inaudita
gestione di questa vicenda da parte della Presidenza tedesca
dell`Unione Europea che ha dato, manifestamente ed indubbiamente, un
forte contributo per proseguire, tradendo impegni e doveri
istituzionali e di moralità civile, il decennio di sabotaggio al
diritto-dovere e alla concreta possibilità dell`Assemblea Generale
dell`Onu di esprimersi a sempre più forte maggioranza a favore della
Moratoria sulla strada dell`abolizione della pena di morte. Negare
questa informazione all`opinione pubblica e ai media e` un grave errore
che, in parte il Governo italiano, forse, ha di già compiuto di fronte
all`evidenza anche, e alla scorrettezza della Presidenza tedesca".
MORATORIA. D'ELIA E MECACCI: D'ALEMA ANNUNCI DI AVER PRONTO TESTO
RISOLUZIONE - 10 maggio 2007: "Le 'indiscrezioni' di ieri provenienti
da fonti diplomatiche a Bruxelles confermano che la Presidenza dell'UE
intende rinviare a giugno ogni possibile decisione, in modo da passare
il testimone alla Presidenza portoghese e rendere cosi' impossibile la
presentazione di una Risoluzione sulla Moratoria nel corso di questa
Assemblea Generale." Inizia così la dichiarazione congiunta di Sergio D'
Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, e Matteo Mecacci,
Rappresentante all'Onu del Partito Radicale Transnazionale. "Il 23
Aprile scorso, alla fine del Consiglio Affari Generali e Relazioni
Esterne dell'UE, il Ministro degli Esteri D'Alema aveva dichiarato
'decideremo insieme con la Ue nel prossimo consiglio ministeriale di
maggio (...); nel caso in cui non ci fosse una decisione Ue ci
riserveremo di procedere autonomamente sulla base di una coalizione dei
volenterosi'. A questo punto l'atto politicamente forte ed urgente è
quello di annunciare da subito- e comunque prima di lunedì - che l'
Italia ha pronto un testo di Risoluzione da far cosponsorizzare a una
'Coalizione mondiale' di paesi rappresentativi di tutti i continenti e
da presentare in questa sessione dell'Assemblea generale, anche senza
il consenso dell'UE in quanto tale. Non è più tollerabile che si
accettino, in violazione dei precisi mandati parlamentari ricevuti dal
Parlamento Europeo e dal Parlamento Italiano, un comportamento
protervamente ostruzionistico della Presidenza tedesca dell'UE e l'
ennesimo rinvio che, come avviene da 13 anni, impedisce alle Nazioni
Unite di pronunciarsi e raggiungere un obiettivo storico per lo
sviluppo del diritto internazionale e dei diritti umani."
REGNO UNITO.
CAMERA DEI COMUNI, MOZIONE IN FAVORE DI MORATORIA - 20 aprile 2007: è
stata presentata alla Camera dei Comuni inglese una mozione che,
firmata da 34 parlamentari, nell'esprimere apprezzamenti per
l'iniziativa italiana sulla moratoria, chiede al Governo britannico di
rafforzare la propria opposizione alla pena di morte e di sostenere la
richiesta di moratoria globale. Primo firmatario Greg Mulholland, dei
Liberali Democratici, la mozione è sostenuta anche da un cospicuo
numero di parlamentari laburisti.
IRAN. OTTO ESECUZIONI TRA CUI UNA
DONNA - 11 maggio 2007 sette uomini sono stati impiccati per traffico
di droga. Cinque sono stati giustiziati in pubblico nella provincia
iraniana di Kerman, a Ravar, secondo quanto riportato il 9 maggio dal
giornale governativo Iran, che non rende noto i nomi dei giustiziati.
Gli altri due, Zaer H., 30 anni, cittadino afghano, e Majid S., sono
stati impiccati, il 5 maggio, nella città di Roodan, provincia di
Hormozgan, secondo l'Isna. Zaer era stato condannato per il traffico di
due kg di eroina, e Majid per il traffico di 44 kg di oppio e 97 di
cannabis. Non è chiaro se le esecuzioni siano state effettuate in
pubblico o in prigione.
Il 7 maggio, una donna di 30 anni, identificata
come Zahra Nazari, è stata impiccata nella prigione principale della
città iraniana di Bandar-Abbas, nel sud del paese. Lo riporta la
Resistenza iraniana, senza precisare il reato per cui era stata
condannata a morte. I giudici in un primo momento avevano ordinato per
la giovane l'esecuzione pubblica, ma altre autorità giudiziarie si sono
opposte a questo tipo di esecuzione, tenuto conto della disapprovazione
pubblica e delle critiche.
NEW JERSEY (USA). VERSO L'ABOLIZIONE DELLA
PENA CAPITALE - 10 maggio 2007: la Commissione Giustizia del Senato
del New Jersey ha approvato un progetto di legge che sostituisce la
condanna a morte con l'ergastolo senza condizionale. Approvato in
Commissione con 8 contro 2, il progetto è stato presentato dal senatore
Democratico Raymond J. Lesniak. Per il presidente della Commissione,
il senatore Democratico John H. Adler, il progetto di legge sarà
certamente approvato dal Senato, e in caso di approvazione definitiva,
il New Jersey diventerebbe il 13° stato Usa senza la pena di morte. Il
New Jersey ha effettuato l'ultima esecuzione nel 1963, e nel suo
braccio della morte sono attualmente detenuti nove uomini.

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05 maggio 2007

news 5 maggio

Circolo Mario Mieli, covo di terroristi.
Esprimiamo piena solidarietà ad Andrea Rivera , che per aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale.
Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue
idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come
queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere
la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea
Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare
il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai
più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano
parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei
confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora
tutto il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, che della sua
libertà di pensiero e di critica è fieramente orgoglioso, si autoaccusa
di terrorismo, dal momento che consideriamo che la società che vuole
Ratzinger sia una società buia e intollerante. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, auspica che si levino più forti e numerose da
parte del mondo politico, della cultura, del sindacato e del lavoro, le
voci in solidarietà verso chi ha il coraggio delle proprie idee e di
esprimerle liberamente e in maniera non servile. Non vorremmo
ritrovarci ai tempi dell'Inquisizione e dell'Indice dei libri proibiti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone –
Direttivo Tel. 3497355715


SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: RADICALI E
ASSOCIAZIONE COSCIONI SABATO 5 MAGGIO ALLE ORE 11.00 IN PIAZZA SAN
PIETRO.
Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni
manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato
Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che
prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno
cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO
TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO". Saranno presenti i
deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della
segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed
Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario
dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del
radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca
Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio
Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali
Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.

Arcigay Napoli chiede il riconoscimento delle nuove famiglie sul territorio
Arcigay Napoli
esprime vicinanza ad Udi Napoli e condivisione della richiesta inviata
al Presidente della Giunta Regionale della Campania, all'assessore alle
Politiche Sociali, ai Capigruppo regionali, di ritiro della delibera
pubblicata sul bollettino della Regione Campania n. 40 del 4/9/06, che
assegna fondi per l'acquisto della prima casa a favore di
famiglie
sposate e coppie di nuova costituzione. "La delibera regionale rivela
una arretratezza culturale irrispettosa delle esigenze delle nuove
famiglie, presenti in numero sempre maggiore sul nostro territorio, ed
applicando indirettamente trattamento diverso alle famiglie
monoparentali o alle coppie di fatto, esclude di fatto dal godimento di
benefici tra le altre, le famiglie omosessuali, con o senza figli",
afferma Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli, "la delibera
ignora del tutto che è proprio insistendo su vecchi schemi familiari,
antropologicamente e sociologicamente superati, che si creano tra le
mura domestiche situazioni in cui maturano violenze e soprusi ai danni
di donne, di persone omosesuali o transgender". Arcigay Napoli, nel
domandare, con Udi Napoli, la correzione dei criteri di accesso alla
fruizione di benefici previsti dal bando regionale, per ovviare alle
situazioni di discriminazioni al momento esistenti nei confronti delle
famiglie di fatto basate su vincoli affettivi, chiede: - di istruire
l´ufficio anagrafe, predisponendo la necessaria modulistica, affinché
rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano
richiesta, ai sensi dell´art. 33, comma 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, l'
«Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o
parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi» (come
riconosce l´art. 4 dello stesso Regolamento d´esecuzione), quale
pubblica attestazione delle risultanze delle schede di famiglia tenute
ai sensi dell´art. 21 D.P.R. 30 maggio 1989; - di assicurare ai membri
della famiglia anagrafica, nell´ambito delle proprie competenze e
compatibilmente con la normativa vigente, tutti i procedimenti,
benefici e opportunità amministrative di varia natura, alle medesime
condizioni riconosciute dall'ordinamento alle coppie sposate; - di
sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato,
affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti,
doveri e facoltà alle famiglie diverse da quelle scaturenti dal
matrimonio, siano esse costituite da persone dello stesso sesso, sia
esse monogenitoriali o costituite da conviventi. Nonché a sollecitare
il tema dell´affrancamento delle donne e dei giovani dalla famiglia,
mediante il riconoscimento di garanzie, tutele e vantaggi volti a
garantire la indipendenza e la effettiva autodeterminazione delle donne
e dei giovani.


COMUNICAZIONE ARCIGAY NAPOLI
Al quotidiano "Il Roma" Egregio Gianni De Felice, Mi presento, sono Christian Pinzarrone, trans
FtM e responsabile del Circolo "Anthias" Arcitrans Libellula di Napoli.
Le scrivo in merito al Suo articolo dal titolo "La Asl cade in trans e
addio Casablanca", pubblicato sul quotidiano "Il Roma" lo scorso 26
aprile. Convengo con lei per la chiara e motivata denuncia nei
confronti della cattiva organizzazione delle nostre Asl e della
"malasanità" dilagante sul nostro territorio, in quanto a questi
problemi sociali, come di certo non le sarà sfuggito, anche noi persone
transessuali siamo soggetti. Ritengo però che denunciare queste
problematiche prendendo una posizione non solo avversa ma addirittura,
mi consenta, vile, nei confronti delle persone che hanno un disturbo
dell'identità di genere, costituisca piuttosto uno "status" di comodo...
E' più facile puntare il dito contro chi è già continuamente
surclassato dalla società piuttosto che arrischiarsi a gettare un po'
di luce tra le impervie ombre della stessa e venirne a capo capendone i
malsani meccanismi. Non è certo per aspettare che altri siano a
cancellarsi o inventarsi un "pisello" o una "patatina", come Lei scrive
con gratuito sarcasmo, che le donne aspettano sei mesi per una
mammografia; queste lunghe e vergognose attese purtroppo ci sarebbero
anche senza la "problematica" trans. E le dico che anche io, nonostante
sia un cittadino italiano che paga tutte le tasse e gode dei diritti e
dei doveri relativi "alla persona" previsiti dalla Costituzione
italiana, per poter avere le mie operazioni dovrò attendere non meno di
un anno... Ecco Lei non può neanche immaginare cosa darei per
accorciare questi tempi. Che in una struttura pubblica venga effettuata
una mastectomia bilaterale per terapia contro il cancro o per questioni
inerenti all'identità sessuale cosa cambia ? Le assicuro che la prassi
medica e relativi tempi di attesa sono gli stessi. In ultimo lei chiede
nel Suo articolo che roba sono le "istanze identitarie" ? Poiché
nessuno nasce imparato, come diciamo a Napoli, le spiego per me cosa
significa questo termine: *il rispetto della persona in quanto essere
umano e cittadino, in tutte le sue sfaccettature* e come specificato,
tra le altre cose, dalla legge 164 del 1982, *il diritto dello stesso
ad essere felice*. La ringrazio per la cortese attenzione. Napoli,
30/4/2007 Cordialmente, Christian Pinzarrone
circoloanthias@arcigaynapoli.org
(Dal quotidiano Roma del 26/04/2007 )
26/04/2007 - La Asl cade in "trans" e addio Casablanca
di Gianni de
Felice - La ministra della salute Livia "Ringhio" Turco, se non ci
fosse, dovrebbero inventarla. Sennò, di che avremmo da strabiliare?
Come tutti salvo una persona sanno, la nostra epoca vive l´emergenza
droga. Prezzi crollati, frontiere con più buchi d´un formaggio
svizzero, migliaia di clandestini che spacciano. La polizia ce la mette
tutta, ma la battaglia è impari: dieci pusher vengono arrestati e
cinque vengono
scarcerati. Indulti a parte, il nostro codice è più
elastico della famosa pelle. Alcuni condomini di Milano, nelle zone
afflitte da discoteche, pub, piano bar, starlette, vallette, top model,
calciatori, indossatori, tronisti e via vippeggiando, hanno ingaggiato
guardie private notte-giorno. Avevano scoperto che i pusher nascondono
la merce nei loro cortili e vani ascensore: depositi di retrobottega.
Come per tanti altri servizi, che lo Stato dovrebbe corrispondere in
cambio delle imposte che esige, anche la sicurezza dobbiamo pagarcela
due volte. Vedete i pistoleri armati davanti alle nostre banche? Bene,
ce li abbiamo soltanto noi. Nel resto d´Europa bastano la doppia porta
blindata e la polizia di Stato. Ma torniamo all´emergenza droga. Con
tanti giovani che ne muoiono e tantissimi che ne vengono distrutti
psicologicamente e fisicamente, qual fu la bella pensata della ministra
della salute? Aumentare la quantità massima di droga cosiddetta
"leggera" ammissibile come uso personale. Come dire una chance in più
ai pusher per suddividersi la merce e giustificarne il possesso. Come
incoraggiare la diffusione della droga, invece di stroncarla con
durissime sanzioni. Quanti giovani interpretarono quella "turcata" come
un messaggio di alleggerimento: via, non stiamo a metterla giù così
pesante, un po´ di erba in più non è la fine del mondo? Qualcuno, per
fortuna, ricorse contro l´improvvido decreto e il Tar accolse. Al
momento la ministra prese cappello e annunciò appello al Consiglio di
Stato. Ne venne, per nuova fortuna, dissuasa. Quel decreto era
impopolare, una gaffe politica. Il Consiglio di Stato avrebbe potuto
respingere l´appello e la figuraccia sarebbe stata doppia. Più saggio
parlare di riordino generale della materia, annunciare l´elaborazione
di un disegno di legge, allungare i tempi, diluire e sperare che
nessuno si ricordasse più di quella bella pensata. Così fu. Ma la
ministra non è tipa da starsene lì, tranquilla, a monitorare i ritardi
delle Asl, a sorvegliare la circolazione dei topi negli scantinati di
certi ospedali, a contare quanti italiani muoiono non per cattiva
salute ma per cattiva sanità. Macché, lei è donna d´azione, sensibile a
tutte le istanze. Anche quelle dei transessuali. I quali - come
sostiene l´onorevole Vladimiro Guadagno, in arte e in politica
"Luxuria" - meritano il rispetto delle loro "istanze identitarie". Che
roba sono? Prestodetto: rifarsi il naso, gonfiarsi o spianarsi i seni,
inventarsi e cancellarsi un pisello, cancellarsi o inventarsi una
patatina. Insomma tutte quelle cose per le quali si andava, una volta,
a Casablanca: a spese proprie. Mentre ora, trattandosi di "istanze
identitarie", ed essendo ricco il budget della sanità, dovrebbero
essere fatte in qualche nostra Villa Passerina o in qualche discreto
Dick Surgery Center. è l'opinione della ministra competente, Livia
"Ringhio" Turco. «Credo - ha detto - che il servizio ospedaliero debba
prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il proprio corpo con
la sua identità», La Asl cade in trans: siamo al pisello della mutua,
alla topina della sanità? Purtroppo, non si sa chi deve prendersi
carico delle donne che aspettano sei mesi per una mammografia, degli
anziani che si sentono rinviare di tre mesi un elettrocardiogramma,
delle Tac e delle Risonanze magnetiche che vengono di fatto negate con
la tattica di rinvii impossibili. Accertamenti costosi? Sì, ma non è
che siano a buon mercato le installazioni di passere e piselli, le
sbarbature definitive, le piallature di pomi d´Adamo, i ritocchini
laringei alle corde vocali che cambiano un quasi baritono in
gorgheggiante contralto. Secondo un listino prezzi uscito in questi
giorni, per un "servizio completo" si va - salvo complicazioni -verso i
50mila euro, un centinaio di vecchi milioncini. «L´intimità della
persona va rispettata - ha sentenziato la ministra -E quindi credo che
il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo». Parole impagabili.
Surreali. Se non esistesse, l´on. Livia "Ringhio" Turco, dovrebbero
inventarla. Per avere di che strabiliare. E anche per alimentare il
serbatoio elettorale del centrodestra. Pare che ad ogni sua intervista
o apparizione tivù, conquisti cinquantamila nuovi simpatizzanti.
Prosit!


LETTERA AL CAPO DELLO STATO
Carlo Azeglio Ciampi
Presidenza della Repubblica Italiana
Caro Presidente Ciampi, Le ho fatto pervenire
( per mano di persone affidabilissime ), il 25 febbraio u.s., il testo
di un mio discorso tenuto il 9 febbraio presso la Protomoteca del
Campidoglio davanti ad un pubblico di intellettuali, deputati, etc. Non
avendo ricevuto alcun cenno di risposta da parte Sua in merito alla
questione gravissima da me sollevata, chiedo che ufficialmente venga
aperta un'inchiesta da parte delle Istituzioni. Una seria indagine da
attuare sulle reali condizioni di vita delle persone omo-, bi-, e pan-
sessuali, in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università,
sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali ed organizzazioni
panolebi. Le posso confermare che in Italia sono stato oggetto di gravi
offese e minacce, che ho subito danni relativi alle mie attività
lavorative e anche fisici, insieme ad impedimenti di un sereno
svolgersi dei sentimenti di amicizia, affettivi e di amore, come
milioni di Italiani. Attendo quindi una Sua esauriente risposta e
sicuro della Sua sensibilità umana e morale nei confronti di tutti i
cittadini, Le porgo i miei più cordiali saluti, Joan Peter Boom. -
Allegato testo: "Michelangelo" - AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO? -
di Peter Boom - Sono 42 anni che faccio il militante gay e onestamente
non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a quasi 66 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di
richiamare tutti alla propria responsabilità. A cominciare dal Capo
dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che ora mi sento
costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile
politico in Italia. Lui, ultimamente, ha nominato gli ebrei, ma non le
altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri
umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che è una dimenticanza
casuale. Il Capo dello Stato rappresenta il popolo italiano, ma
evidentemente non rappresenta Michelangelo e una bella fetta dei
residenti passati, presenti e futuri. Poi c'è, molto più grave ancora,
quel capo che si spaccia per "infallibile tramite" tra un Dio
cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo,
questo capo blatera giudizi dall'alto del suo palazzo imponente
indossando sontuose vesti ricamate d'oro. E poi i preti cacciano via
travestiti e femminielli. Una parte rilevante della popolazione è
"panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans,
etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi
e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione,
fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la
maggior parte. A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il
sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare tutti di
questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche
bruciandosi vivo in piazza San Pietro. Quando un omosessuale
impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si
suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo.
L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una
vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato. Abito a
circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede
della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci",
"Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse
frocio, lo ammazzerei". Pensate che in queste condizioni una ragazza o
un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo.
Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a
causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli
affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo
ostacolato, condannato, emarginato. Nelle grandi città i gay possono
usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come
dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi
nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla
famiglia, sul lavoro o a scuola. Chi è responsabile di tutte queste
disgrazie? Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte
delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra
Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri,
operatori sociali e organizzazioni panolebi. Un'arma efficace contro la
distruzione continua di moltissime vite è necessaria. Non crediate che
io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il
Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso
della parola un Papa anticristiano. Una denuncia che va fatta in
Italia, in Europa, nel mondo. Da troppo tempo è tempo di cambiare. Joan
Peter Boom Gaya CsF - via Forno di sotto 47 - 01031 - Bagnaia (VT)
Bagnaia.

SCANDALO A WASHINGTON
Coinvolto ufficialmente RANDALL
TOBIAS, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile
per gli aiuti all'estero e l'UOMO DI PUNTA DEI PROGRAMMI ANTI-AIDS
dell'amministrazione Usa BASATI SULLA CASTITA' (UDITE! UDITE!), ma si
arresta solo la maitresse. Lo scandalo ha già travolto l'eroe anti-Aids
dell'amministrazione Bush. Giro di squillo in Usa, «15 mila clienti».
Parla Madam Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione.
WASHINGTON (STATI UNITI) - Le più richieste erano le cinquantenni:
parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la
donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto
rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush.
Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di
giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non
ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i
cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff». ESCORT SERVICE - La
D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva
gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale
americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire
ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali
perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-
time: «Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il
giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin
and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23,
tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette
per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi:
non solo studentesse, ma anche casalinghe disperate, una professoressa
di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina,
un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento
della prostituzione. 15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua
lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del
segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti
all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids
dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso
confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle
ragazze del giro Pamela Martin. VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo
in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i
tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta
di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a
suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda,
tra questi, Harlan Ullman, il consulente del Pentagono a cui è
attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio
della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero
anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante
corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e
militari.
04 maggio 2007
e discriminazioni del passato e del presente, una denuncia per
scongiurare quelle del futuro. Immagino un carro pieno di omosessuali,
donne e uomini, con la divisa dei deportati dei campi di
concentramento, con il triangolo rosa accanto alla stella gialla. Ed
una domanda: la Chiesa, dov'era? Immagino un carro pieno di streghe, di
fanciulle condannate al rogo con il pretesto della loro diversità, a
memoria di tutte le donne bruciate vive dall'Inquisizione, donne la cui
unica colpa era quella di non conformarsi al ruolo che la società
teologica di quel tempo voleva imporre. Ed una domanda: la parola di
Cristo, dov'era? Immagino un carro pieno di donne incinte condannate al
turpe mercato dell'aborto clandestino, quando le probabilità di morire
prima ancora di aver vissuto, erano altissime. Ed una domanda: la
solidarietà cristiana, dov'era? Immagino un carro ospedale, con persone
malate ed altre, disperate, divise da una grata che impedisce di stare
vicini ai propri compagni. Ed una domanda: la Pietas cristiana, dov'è?
Immagino un carro pieno di persone normali, uomini in giacca e cravatta
e donne in tailleur, con un cappuccio sul volto, condannate al
silenzio. Ed una domanda : la parola di Dio sull'eguaglianza, dov'è?
Immagino un carro pieno di transessuali costrette a prostituirsi,
perché a loro non viene concessa nessuna alternativa per guadagnarsi
onestamente la vita. Ed una domanda: la giustizia divina, dov'è?
Immagino un carro pieno di uomini di razza bianca, età compresa tra i
30 e i 60 anni, rispettabili eterosessuali regolarmente sposati con
figli, accanto a fanciulle e ragazzetti tailandesi e brasiliani. Ed una
domanda: Bagnasco, perché non dici chi sono? Immagino un carro con
preti e uomini con la lupara. Ed una domanda: perché avete taciuto?
Immagino un carro pieno di preti che predicano una morale che essi per
primi disattendono, al riparo delle loro sagrestie. ed una domanda: La
morale divina, è uguale per tutti? Immagino un carro con tante lapidi
con i nomi di tutte le persone morte ammazzate o suicidate negli ultimi
anni perché amavano chi non dovevano amare. Ed una domanda: di chi è la
colpa? Immagino un carro pieno di gente normale con i loro figli. Ed
una risposta: la colpa è di tutti noi. Immagino un carro pieno di
monaci appartenenti a tutte le Fedi, insieme sulla stessa Terra, sotto
lo stesso sole. Ed una risposta: siamo tutti eguali. Isabelle Rizk


STORIE DI "COMUNE" FOLLIA
Articolo di Carla Liberatore Gaya CsF
Quella
che segue è la storia di Mario – impiegato al centralino del Comune di
L'Aquila – e Iris, il suo bel cagnone biondo, necessario alla vita di
Mario in quanto non vedente.
Mario è un non vedente e lavora al centralino del Comune di L'Aquila dal 30 dicembre del 2006 e in
ottobre, gli è stato affidato un cane-guida di nome Iris. Dall'arrivo
di Iris sono iniziati i problemi di Mario sul lavoro in quanto alcuni
suoi colleghi vedendolo arrivare all'ufficio con il suo cane guida,
iniziarono a "storcere il muso"; e la collega con cui Mario divideva la
stanza, iniziò a lamentarsi con la dirigenza del Comune perché le dava
fastidio la presenza del cane. Così la "gentile" signora ha pensato
bene di far valere il suo diritto a non condividere il posto di lavoro
con una presenza "animale". E il diritto di Mario? Bene, anzi: Male!
Mario è stato spostato a lavorare in una specie di scantinato, zeppo di
topi, escrementi di topi e veleno topicida. Per fortuna che Mario tiene
sempre Iris al guinzaglio ed è solo per questo che la sua cagnolina non
si è nutrita dell'appetibile veleno, in quanto questo veleno, proprio
per essere adatto alla funzione di sterminare i topi, ha un odore ed un
sapore gradevole per tutti gli animali. Il suddetto trasferimento di
stanza è stato un atto arbitrario di mobbing e discriminazione, senza
che nessuno si sia preso la responsabilità di questo atto. E' stato uno
spostamento coatto senza alcuna documentazione scritta che ne spiegasse
i motivi, da parte dei dirigenti del Comune di L'Aquila. Le ragioni
della collega di Mario, pare siano ascritte su di una non meglio
identificata certificazione medica, che fra l'altro non certifica
nessun tipo di allergia a peli di animale, né tantomeno certifica
disturbi cutanei, ottici e/o respiratori. Nel frattempo a Mario viene
impedito di lavorare perché gli sono stati sottratti gli strumenti in
Braill necessari allo svolgimento delle funzioni per le quali è stato
assunto; e quando va al lavoro è costretto a passare sei ore dentro l'
ufficio senza poter fare niente. Così, esasperato, si è rivolto al
Dott. Alarico Bernardi – Responsabile del Sindacato R.D.B C.U.B P.i.
di L'Aquila – il quale a sua volta ha contattato la D.ssa Cristiana
Graziani – Responsabile dell'ufficio Regionale VERDI per la tutela dei
diritti degli animali, nonché Rappresentante locale di PETA Animalisti
italiani - . S'incrociano quindi, in una vicenda tenera ma dai contorni
ingarbugliati, i diritti di un uomo diversamente abile e quelli del suo
cane guida Iris; diritti che vengono negati da una burocrazia sempre
più arrogante e che se ne frega degli aspetti umani nel quotidiano e
che ancora una volta non prende posizione in maniera ufficiale, con il
solito gioco delle "scatole cinesi", di chi si rifugia sempre dalle
responsabilità e non prende posizione né nel bene e né nel male.
Posizione invece che alle quali non si sottraggono mai i VERDI, nella
lotta per la difesa dei diritti degli animali, degli esseri umani e
dell'ambiente, che come in questo caso si espongono ufficialmente a
difesa di Mario e della sua Iris, tanto che il giorno giovedì 3 maggio
u.s. hanno indetto una conferenza stampa per raccontare questa vicenda
triste e allo stesso tempo grottesca.
SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEI
VERDI ABRUZZO CON LE DICHIARAZIONI DI WALTER CAPORALE – CAPOGRUPPO ALLA
REGIONE DEI VERDI ABRUZZO – CRISTIANA GRAZIANI E MARIO.
COMUNICATO
STAMPA VERDI REGIONE ABRUZZO
L´Aquila 3 Maggio 2007
L´AQUILA. GRAVE
DISCRIMINAZIONE CONTRO DISABILE NON VEDENTE. I VERDI CHIEDONO
INTERVENTO IMMEDIATO DALLA REGIONE.
Dichiarazione di Walter Caporale,
Capogruppo Regionale dei Verdi e di Cristiana Graziani, Medico
Veterinario responsabile Ufficio Verdi per la tutela dei diritti
Animali: L´Aquila, 3 maggio 2007 - "Sembra impossibile ," - esordisce
il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale - "ma nel terzo
millennio siamo ancora costretti a denunciare un grave e vergognoso
caso di discriminazione, questa volta a L´Aquila, nei confronti di un
disabile non vedente, Mario Di Paolo, e del suo cane guida Iris. A
Mario è stato impedito di proseguire il suo lavoro nella stanza e con
gli strumenti abituali per la funzione di centralinista: egli è stato
relegato in una stanza umida, piena di escrementi e persino di veleno
per topi diffuso nell´ambiente e pericoloso sia per l´uomo che per il
cane. Per questo motivo ho presentato una Interrogazione Urgente a
risposta immediata al Governatore della Regione, Ottaviano Del Turco,
con la richiesta di risposta al prossimo Consiglio Regionale dell´ 8
Maggio, e agli Assessori regionali competenti, affinché Mario Di Paolo,
sposato e con due figli, disabile non vedente ed il suo cane guida Iris
abbiano giustizia immediata.". "La discriminazione contro Mario" -
dichiara Cristiana Graziani - "è intollerabile, segno di inciviltà e
di regresso sociale da parte dell´Amministrazione Comunale dell´Aquila:
il nostro amico deve tornare immediatamente con il suo cane guida Iris
nella sua abituale postazione di lavoro, e non in uno scantinato umido
e stretto. Nello scantinato che ci vadano le bestie che lo hanno
discriminato". Dichiarazione di Mario Di Paolo, centralinista non
vedente del Comune di L´Aquila: "In una società che si considera
emancipata e moderna, in una città quale L´Aquila che voglia essere al
passo coi tempi e all´avanguardia, non è più tollerabile che viga la
cultura tribale del più forte che schiaccia il più debole, la
concezione dell´indifeso come essere inferiore bersaglio e obiettivo di
maltrattamento e di vituperio, l´idea che gli animali siano esseri
inferiori e che la diversità dovuta all´handicap sia una macchia da
cancellare, la nostra cattiva coscienza da rimuovere ed eliminare. Ho
denunciato con forza quanto mi è accaduto per aiutare me e gli altri
non vedenti a venir fuori da queste pastoie di arretratezza spirituale
ed intellettuale. Per questo ho deciso di raccontarvi la storia di
rifiuto e di disagio di Iris e me".
VERDI REGIONE ABRUZZO 335.790.71.20
- 0862.644.213 - 0872.49.519 -
www.waltercporale.it -
gruppoverdi@regione.abruzzo.it


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
Ti amavo senza saperlo: i gay e l'Opera. Incontro con Davide Garattini e
Sabino Lenoci.
Forse l'idea che i gay siano particolarmente attratti
dall'opera lirica è davvero uno dei tanti luoghi comuni che circondano
l'omosessualità. O forse le cose non stanno così come del resto ci dice
l'esperienza di tante persone che abbiamo conosciuto. Per capire meglio
questo aspetto molto particolare del vissuto di noi gay abbiamo deciso
di chiedere il parere di due esperti di teatro musicale e abbiamo
invitato Sabino Lenoci, editore e direttore della rivista
internazionale "L'Opera" e Davide Garattini direttore
della rivista
"Musical!". Segue, alle 20.00, la cena.
Gruppo del Guado - Cristiano
Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3
Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 -
www.gaycristiani.it


12 MAGGIO: LA
GIORNATA «DEL CORAGGIO LAICO»
di Simone Sapienza - pubblicato il 01
Maggio 2007
13 maggio 1974
«Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family
Day manifesterà la controriforma, a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà
la riforma». Il leader dello Sdi, Enrico Boselli, la mette così, nel
presentare l'iniziativa che, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e
Rita Bernardini, ha promosso per celebrare, 33 anni dopo, il 'coraggio
laico' (è questo lo slogan dell'iniziativa) della battaglia contro il
referendum per la cancellazione della legge sul divorzio, nello stesso
giorno in cui una piattaforma cattolica ha convocato il Family Day.
«Mentre gli sconfitti e gli umiliati del 1974 celebreranno a milioni e
milioni la loro rivincita – dice Pannella - vogliamo dimostrare che c'è
un'altra Italia, quella delle conquiste civili». L'appello è a tutte le
forse laiche. Pannella chiede a Mussi e Angius di dar seguito «alle
dichiarazioni di laicità fatte al congresso dello Sdi» attivandosi per
il successo di "Coraggio Laico": «Una nuova 'cosa' politica ha forse
più successo se nasce direttamente nella lotta». La giornata del 12
sarà aperta da un convegno organizzato dall'Associazione Coscioni e da
RadioRadicale.it, dal titolo: «Il mito della famiglia naturale. La
rivoluzione dell'amore civile». INVIATO DA DGP (DìGayProject)


UCCISA IN IRAK UNA GIOVANE RAGAZZA DI 17 ANNI
A Bashika, Mosul, (Irak)
centinaia di uomini hanno ucciso lapidandola Du'a Khalil, una giovane
ragazza di 17 anni. Questo orrendo omicidio "d'onore" è stato ripreso
in diretta da vari telefonini e macchine fotografiche digitali che
mostrano anche la presenza della polizia locale del governorato del
Kurdistan iracheno. Du'a Khalil è di religione Yezidi, diffusa nel
kurdistan iracheno. Si è innamorata di un ragazzo iracheno arabo e
musulmano con cui si incontrava in grande segreto che, però, si è
rifiutato di sposarla. Umiliata e oramai "disonorata" per la sua
famiglia, è stata ospite per cinque giorni da un locale capo yezidi che
l'ha convinta a tornare dai suoi perché l'avrebbero
perdonata. Appena
tornata, i suoi parenti di cui il fratello, lo zio ed il cugino l'hanno
spogliata, picchiata a sangue e infine lapidata a morte in presenza di
centinaia di spettatori. I gruppi islamisti della regione hanno ben
pensato strumentalizzare questo
crimine per organizzare una vendetta
contro gli Yezidi. Sostengono che la giovane ragazza si era convertita
all'Islam e che è una "martire dell'Islam" perché punita per la sua
conversione. Già 23 yezidi sono stati uccisi. E' per questo, è urgente
che le autorità irachene e la polizia irachena intervengano per
arrestare i parenti di Du'à colpevoli dell'omicidio e fare chiarezza
sull'inefficienza dell'autorità locale a proteggere anche le vittime
della vendetta islamista solo perché sono di religione yezidi. Ieri ad
Arbil un'enorme manifestazione contro i crimini d'onore in Kurdistan è
stata organizzata da diverse associazioni democratiche kurde Yezidi. Le
donne in Medio Oriente sono vittime dell'oppressione partiarcale e
della violenza che siano musulmane sunnite o sciite, druze, christiane
o Yezidi. Fra i kurdi, le Nazioni Unite hanno contato 40 omicidi
d'onore dall'inizio del 2007. Firmate la petizione indirizzata al
Governo Regionale del Kurdistan Iracheno per condannare la lapidazione
di Du'a e per cancellare i "crimini d'onore" nel Kurdistan iracheno e
in Iraq Campagna Internazionale contro i Crimini d'Onore

INVIATO DA Ornella Serpa Gaya
CsF


COMUNICAZIONE
CIRCOLO LESBICO "DRASTICA….MENTE"
ECCOCI ANCORA QUI PER VOI. COME SEMPRE VI OFFRIAMO FILM, DIBATTITO, PRESENTAZIONE DI
LIBRO, TEATRO, E POI... LA TERRAZZA!!!
LUNEDÌ 7 MAGGIO ore 21 c/o Sala
ex Dazio, Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova
Proiezione film "Chutney Popcorn" di Nisha Ganatra (1999) Reena è una
giovane artista newyorkese di origini indiane, felicemente fidanzata
con Lisa. Per aiutare la sorella sterile (e novella sposa) decide di
'ospitare' per nove mesi il bambino, che sarà poi affidato alla
sfortunata coppia. Ma la famiglia di Reena, molto legata alle
tradizioni, non può tollerare una simile scelta, e Lisa certo non
accetta a cuor leggero la futura gravidanza della ragazza... Se due
sistemi di valori opposti si scontrano, è possibile che la felicità
stia a metà strada? DOMENICA 13 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova Teatro Danza LOOP DANCE a cura di
Abracalam MERCOLEDì 16 MAGGIO ore 21 c/o Circolo Arci Pixelle, via
Austria 23/e - Padova RIAPRE LA TERRAZZA DRASTICA!
Inauguriamo la
terrazza Concerto con Zeno Odorizi (fiati) e Sandra Stella (voce)
(International Pop) LUNEDÌ 21 MAGGIO ore 21 c/o Sala ex Dazio,
Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova DONNE O MADONNE?
Casa e Chiesa come dio comanda Quanta influenza ha ancora la Chiesa
sulla libertà e l'autodeterminazione di donne e lesbiche? Ne parliamo
con tre importanti rappresentanti del femminismo italiano: Nicoletta
Poidimani – saggista e intellettuale militante Lidia Cirillo –
responsabile dei Quaderni Viola e autrice del recente libro "Da
Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni
e potere" Graziella Bertozzo – movimento Facciamo breccia Per
prepararvi al dibattito date un'occhiata a questi link:
http://www.nicolettapoidimani.it
http://www.clrbp.it/Comunicato_20060119.htm
http://www.facciamobreccia.org

MERCOLEDì 23 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta "Calco"
di Monica Maggi La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle.
Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota
giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura
erotica e arte. "Calco" è ancora toccare la propria pelle per sentire
quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa
– divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa
esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano.
Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non
incontrare l'ovvio. MERCOLEDì 30 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta Susanna
in Racks Shark o la dance du ventre Venite a trovarci all'Astra! Da
mercoledì 2 a venerdì 4 maggio tornano le GIORNATE DI
CINEMA E CULTURA OMOSESSUALE al cinema Astra. A questo link trovate programma e info:
http://www.cuc-cinemauno.it/?menu=gcco

Come sempre il circolo
organizzerà il suo belllliiissssimo banchetto informativo all'entrata
del cinema. Saremo lì tutte le sere dalle 20 in poi con libri,
volantini e materiale vario per soddisfare tutti i vostri dubbi e
curiosità sul Drasticamente (e non solo). - PER VOI CONTRIBUENTI TASSE
IN VISTA! Vi ricordiamo il 5 per 1000! Basta scrivere nella casella
"Sostegno al volontariato..." il codice fiscale del circolo
Drasticamente: 92072830281, è un piccolo e amonimo gesto che ci può
aiutare a sostenere le attività dell'associazione.

COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE MILANO
SWIM FOR LIFE 9
Swim for Life 9 è la nona edizione di una manifestazione sportiva natatoria di
beneficenza periodicamente organizzata dal Gruppo Pesce Milano. Si tratta di una gara di nuoto
categoria Master organizzata in collaborazione con la UISP Lombardia
(Unione Italiana Sport per Tutti). Al termine della competizione
agonistica riservata ai tesserati UISP, FIN e CSI, si svolgerà una
staffetta non agonistica rivolta a tutti gli appassionati di nuoto che
vogliono comunque offrire il proprio sostegno e la propria solidarietà
con un piccolo gesto concreto. I proventi della manifestazione
sportiva, saranno destinati a favore dell'ASA (Associazione
Solidarietà AIDS Onlus, Milano), che offre sostegno e assistenza delle
persone sieropositive e in stato di AIDS conclamato. L'edizione della
Swim For Life di questo anno prevede, inoltre, una
novità: l'esibizione
della prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia,
SyncDifferent. Madrina di questo evento particolare sarà Eva
Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai
Campionati del mondo svoltisi a Fukuoka (JPN) nel 2001 e agli Europei
di Berlino del 2002. Swim For Life 9 è aperta al pubblico e si svolgerà
nella piscina comunale di Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord /
tangenziale est uscita 12), Domenica 13 Maggio a partire dalle ore
14.30 con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese e della
Provincia di Milano. Per ulteriori informazioni sul programma e l'
iscrizione è possibile consultare il nostro sito internet
http://www.
swimforlife-italia.org - Ringraziamo fin d'ora per il vostro sostegno e
restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti al riguardo
(telefono 340.5246398 / info@gruppopesce.org /
www.gruppopesce.org )
iscriviti alla manifestazione dal nostro sito:
www.swimforlife-italia.
org


DIO CRIMINALE, ASSASSINO E TERRORISTA
Dio biblico asassino,
terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida,
schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista,
sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere
venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.
di Luigi Tosti.

Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e
alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, di poter
affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure
la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio
di apertura di "Motivi aggiuntivi". Il documento completo verrà
presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all'
udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L'Aquila. Il
documento integrale verrà reso pubblico sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data. CORTE D'APPELLO
DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007
MOTIVI AGGIUNTI R.G. Appelli N° 1118/2006 per l'imputato appellante
Tosti Luigi. QUESTIONE PRELIMINARE -Premetto che, avendo un interesse
alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo
motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero
dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata
assenza. Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono
costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza
dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione
generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane,
imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926. Ribadisco,
pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei
confronti del Ministro di Giustizia. Queste le motivazioni del mio
rifiuto e della mia richiesta.
a)Il mio rifiuto scaturisce, in primo
luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza
(artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei
diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare
di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come
prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della
Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è
simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio
del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio
incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della
Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e
di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già
sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere
giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti
dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni. b) In secondo
luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la
lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito
sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti
dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da
idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non
mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa
delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia,
che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di
Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti
altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più
elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica. c) Infine, il
rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario
all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia
dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento
che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente
l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto
ai miei ed agli altrui simboli. Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno
possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed
altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio
incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come
significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto
più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere
processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali",
cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata
di idolatria cattolica. Si tratta, innanzitutto, di una questione di
rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi
sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e
pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione
cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti
delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i
cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E
questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo
macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e
psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio
perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di
"redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma
anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi,
di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali
crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e
streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale
discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di
criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli
omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza,
di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari
diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di
religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti
pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi
miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini
speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di
bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di
cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.
Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla
condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice
penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali
sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni
forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da
parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in
un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante,
stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli
omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da
pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed
animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche
se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di
Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua
immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue
inclinazioni criminali. Giammai accetterei l'imposizione della croce
uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio
ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a
maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione
Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno
si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora
glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua
duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia
pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei
Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo
imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori
morali e civili diametralmente opposti. Continua (…) Rimini - L'Aquila,
1° maggio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 -
tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Il
presente documento "Motivi aggiuntivi" 1 maggio 2007 sarà reso pubblico
integralmente sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da
Axteismo Press dopo l'udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al
Tribunale de L'Aquila. Fonte:
http://nochiesa.blogspot.com -
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici http:
//nochiesa.blogspot.com

http://nochiesa.blogspot.com
per aderire e
informazioni: ateismo@yahoo.it tel. +39 3393188116


NESSUNO TOCCHI CAINO
05.05.2007
PENA DI MORTE. ANCHE IL GABON SOTTOSCRIVE LA
DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 4 maggio
2007: nel corso di un Consiglio dei Ministri svoltosi ieri a Libreville
il Gabon ha aderito all'iniziativa italiana per la moratoria universale
sulla pena di morte decidendo di sottoscrivere la Dichiarazione che ha
così raggiunto 91 cosposnorizzazioni. La firma è stata raccolta nel
corso della missione condotta da Aldo Ajello per conto del Governo
italiano. Di seguito il comunicato del Consiglio dei Ministri nella
parte riguardante la decisione sulla moratoria: "... nel proseguo dei
lavori, e in risposta all'appello dell'Unione Europea volto a ottenere
una moratoria sull'applicazione della pena di morte, il Consiglio dei
Ministri ha deciso l'adesione del nostro paese a questa iniziativa
umanitaria internazionale, che si inserisce del resto nella logica dell'
attuale politica del presidente Omar Bongo Ondimba e del governo
gabonese in questo campo ..." Marco Pannella, Sergio D'Elia, Valter
Vecellio, Lucio Bertè, Claudia Sterzi in sciopero della fame ad
oltranza dal 16 aprile hanno dichiarato: "La firma del Gabon, paese
peraltro abolizionista di fatto, è la dimostrazione di come l'
iniziativa per la presentazione della risoluzione per la moratoria all'
Assemblea Generale dell'ONU incontri un sempre maggior sostegno. E'
proprio per questo che si rafforzano le ragioni della nostra iniziativa
nonviolenta perché sia presentata all'Assemblea Generale in corso a New
York la risoluzione pro moratoria da parte dell'Italia e di una
colazione mondiale di paesi rappresentativi di tutti i continenti
evitando di affidare una così importante iniziativa nelle sole mani
dell'Unione europea, relegando in tal modo l'universalità della
richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più presentabile e
degno di tale obiettivo."
MALAWI. INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE
OBBLIGATORIA - 27 aprile 2007: la Corte Costituzionale del Malawi ha
dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria. Riunita a
Blantyre, la Corte stava esaminando il ricorso presentato da un
condannato a morte per omicidio, Francis Kanfantayeni, e da cinque
altri imputati. "La Sezione 210 del Codice penale è illegittima, dal
momento che stabilisce l'obbligo di condanna a morte a seguito di un
omicidio", ha detto il giudice Elton Singini leggendo la sentenza
emessa dalla Corte all'unanimità. "La pena di morte obbligatoria viola
il diritto dell'individuo che lo tutela nei confronti di trattamenti o
punizioni disumane, negando il diritto al processo equo e alla
revisione della sentenza da parte di un tribunale di grado superiore",
ha aggiunto il giudice. L'ultima persona giustiziata in Malawi è stata
impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia
fatto venire dal Sudafrica.
TUNISIA. PRESTO COALIZIONE CONTRO PENA
CAPITALE - 30 aprile 2007: è in via di formazione in Tunisia una
coalizione nazionale contro la pena di morte, annunciano fonti vicine
al Partito dell'Unità Popolare. Tra le organizzazioni coinvolte
rientrano la Sezione tunisina di Amnesty International, la Lega
Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani, la Lega dei Giornalisti,
l'Istituto Arabo per i Diritti Umani e la Lega Tunisina per la Ricerca
sullo Sviluppo. A seguito della pubblicazione da parte di alcuni
esponenti della società civile tunisina, il 18 febbraio scorso, di un
manifesto politico, le organizzazioni stanno preparando i testi del
patto costitutivo, dello statuto interno e del manifesto ufficiale.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della coalizione mondiale fondata
a Roma il 13 maggio 2002 e delle raccomandazioni espresse durante la
terza conferenza mondiale contro la pena di morte, che si è svolta lo
scorso febbraio. Alla fine del mese scorso, il ministro tunisino della
Giustizia aveva affermato che nel suo paese non è ancora tempo di
abolire la pena di morte, anche se ormai da 15 anni non si eseguono più
condanne di questo tipo. Tra i principali sostenitori della sua
abolizione figura il Partito Social Liberale tunisino, che il 13
febbraio scorso ha emesso un comunicato in cui chiede la cancellazione
di questa pena e la sua sostituzione con l'ergastolo nel caso di
crimini gravi e premeditati. Un orientamento questo cui hanno aderito
recentemente anche i giornalisti tunisini, in nome "degli alti valori
che derivano dal patrimonio civile del paese e che ne determinano la
posizione d'avanguardia in molti ambiti".
ITALIA. CAMERA, PENA DI
MORTE VIA DA COSTITUZIONE, TESTO VA A SENATO - 2 maggio 2007: la Camera
italiana ha approvato in seconda deliberazione la proposta di legge che
abolisce dalla Costituzione la pena di morte. La pdl approvata prevede
che dall'articolo 27 della Costituzione vengano soppresse, all'ultimo
comma, le parole "se non nei casi previsti dalle leggi militari di
guerra". Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa
la pena di morte". In nessun caso. I voti favorevoli sono stati 471,
con un solo voto contrario. Trattandosi di una proposta di legge
costituzionale, il testo dovra' essere approvato una seconda volta
senza modifiche anche dall'Aula del Senato, che su esso si' e' gia
espresso una volta.
USA. BOSTON GLOBE, PENA DI MORTE INCOSTITUZIONALE
- 29 aprile 2007: il metodo dell'iniezione letale – è scritto in un
editoriale del 'Boston Globe' – non costituisce una maniera umana di
giustiziare il condannato, come imporrebbe la Costituzione degli Stati
Uniti. Benche' sia stata abolita in quasi tutte le democrazie avanzate,
continua il Globe, la pena di morte sopravvive negli Usa in parte
poiche' gli Stati dove e' legale si sono sforzati di farla diventare
'asettica'. In America l'era delle impiccagioni in pubblico e'
tramontata da un pezzo, ed esse sono state sostituite da un
procedimento impersonale ed estremamente discreto che riduce al minimo
la scomodita' per chi la somministra e per il pubblico. Sebbene da
decenni ci si sforzi per far apparire la pena capitale come una
procedura puramente clinica - sforzo culminato nell'adozione
dell'iniezione letale come metodo di esecuzione largamente prevalente -
un nuovo studio analitico e scientifico delle esecuzioni in California
e North Carolina, appena pubblicato, suggerisce proprio il contrario.
Il cocktail di tre sostanze iniettate nella vena del condannato puo'
dar luogo a un doloroso fenomeno di asfissia durante il quale la
persona rimane conscia. L'iniezione letale, oltre la superficie di
'umanita' che tale metodo pretenderebbe di rappresentare, viola in
realtà la proibizione costituzionale di punire in modo crudele e
inusuale. Altri metodi che arrecano morte pressoche' immediata, come la
ghigliottina o la fucilazione, sono stati respinti come rivoltanti per
la sensibilita' attuale. Lo stesso avviene per la sedia elettrica. Ci
sono inoltre molte altre ragioni per le quali la pena capitale andrebbe
abolita: non e' un deterrente per i criminali, e' applicata in modo non
equanime a seconda delle giurisdizioni e dei gruppi sociali coinvolti,
e' irreparabile in caso di errore giudiziario. Comunque una pena di
morte rapida, indolore e pulita - conclude l'editoriale - ancora non
esiste.

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23 aprile 2007

Jennifer Aniston premiata ai GLAAD

Jennifer Aniston, ex-star di Friends che abbiamo di recente rivisto in Ti odio, ti lascio, ti... è stata insignita sabato a Los Angeles del Vanguard Award ai diciottesimi GLAAD Awards. La Gay and Lesbian Alliance Againts Defamation premia infatti ogni anno con questo premio gli artisti che, indipendentemente dalla loro inclinazione sessuale, abbiano “incrementato la visibilità e la comprensione delle comunità lesbiche, gay, bisex e trans-gender.” Ritirando il premio Jennifer ha detto: “Penso che sia importante che continuiamo a riflettere col nostro lavoro il complesso tessuto dell'umanità che ci circonda.” Tra gli altri premiati della serata, il film Little Miss Sunshine e la tennista Martina Navratilova.
Guarda il contributo del 2006 di Liza Minnelli ai GLAAD


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16 aprile 2007

news 16 aprile

Omofobia: Oggi a Napoli si è inaugurata una partecipatissima V
conferenza nazionale del volontariato, ed in quel contesto era presente
il box del volontariato delle associazioni della Campania. L'
associazione omosessuale i Ken era presente con i propri volontari e
con il proprio materiale prodotto in quest'anno sociale e come sempre
avviene la saponetta ( logo di i Ken) ha suscitato parecchie curiosità
ed attenzioni da parte di centinaia di amici di tutta Italia. Ad un
certo punto, 3 persone non identificate hanno avvicinato i volontari di
i Ken ed accusandoli di monopolio dello spazio del volontariato
campano, intimavano la rimozione del materiale di i Ken brandendo come
arma il nostro volantino con sopra il finocchio con la scritta meglio
finocchio che ignorante, mostrando con scandaloso sdegno quell'immagine
tanto odiosa. Immediata la solidarietà delle volontarie delle altre
associazioni presenti nel box ai nostri volontari e del Sindaco Rosa
Russo Iervolino che ha partecipato pubblicamente con la propria
presenza al box la propria stima all'associazione ed ai volontari di i
Ken conosciuti da Lei come persone serie, orgogliosi e sempre "al
lavoro". Il Sindaco affettuosamente si è schierata al fianco dei
giovani volontari ed ha chiesto scusa per l'aggressione subita ed ha
esortato a proseguire l'ottimo lavoro dell'associazione. Anche il
Ministro Paolo Ferrero, ha voluto dimostrare la propria solidarietà
pubblicamente recandosi di prersona al box e parlando direttamente ai
volontari ed al Presidente Carlo Cremona, trovando questo gesto
intimidatorio vergognoso.
i Ken - Presidente Carlo Cremona


UN GRAZIE DI CUORE PER LA VOSTRA SOLIDARIETA'
Vorrei ringraziare di persona tutti
quanti voi che avete espresso in maniera così sentita la vostra
solidarietà per le scritte denigratorie ed offensive nei miei riguardi
e verso tutte le persone omosessuali. Tanta solidarietà da parte del
movimento GLBT, da uomini e donne delle istituzioni, e da una
moltitudine di persone comuni che non conoscevo, mi hanno fatto capire
che non siamo soli a portare avanti una battaglia di diritti e libertà.
Se i fanatici che hanno scritto quelle ingiurie speravano di
spaventarci o di renderci più deboli, si sbagliano di grosso!Noi siamo
sempre qui, ancora più uniti e più determinati per rivendicare pari
diritti. Grazie! Imma Battaglia Presidente Di'Gay Project – FONTE
Redazione Di'GayProject

IN OLANDA UN MONUMENTO PER LE PROSTITUTE VITTIME DELL'ODIO.
E QUI?
Alta, fiera e guarda avanti tenera ed imperturbata. E' stata scelta, ovviamente, una
figura femminile per simboleggiare la dovuta memoria del puttanicidio.
Una statua come monumento a ricordo delle tante, troppe vittime della
violenza e dell'omicidio puttanofobo. E la mente non può non correre
subito ai recenti e dolorosi pittanicidi di Ipswich – Londra, (GB).
Vedendola sul sito (
www.lucciole.org) delle nostre amiche Pia Covre e
Carla Corso, le coraggiose zetess@ di Pordenone che per prime in Italia
hanno iniziato e continuano - insieme alle impareggiabili Marcella di
Folco e Porpora Marcasciano del M.I.T. di Bologna - a portare
valorosamente avanti la battaglia rivendicativa delle Z(occole), specie
di strada, sono stata pervasa da un brivido e, sorridendo per l'
orgoglio, ho anche pianto per la gioia frammista al dolore. Ad
Amsterdam, città coraggiosa, laica ed avanguardista, pur nella sua
probabile contraddizione, il 31 marzo scorso è stato inaugurato, nei
pressi del "quartiere a luci rosse", questo monumento – il primo nella
storia - alla memoria del puttanicidio, grazie all'interessamento, ed
alla spesa, della signora Mariska Majoor, una donna cosciente di essere
"una donna" in una società fallo-patriarcale ed imperialista. Un gesto
di altissimo valore culturale, civico ed umano che non possiamo di
certo aspettarci né dall'opinione pubblica (maschile), né dalle
istituzioni (maschiliste ed oligarchiche, oltre che fortemente
confessionali) del nostro Bel Paese; tanto meno dal nostro "sindaco" di
Roma, tale signor Valter Veltroni, impegnatissimo in tutt'altra
direzione. Puttanofobia, puttanicidio. Non ci sono altre parole per
descrivere un fenomeno esteso di odio e di persecuzione di massa contro
le prostitute che dalla discriminazione arriva all'omicidio passando
per abusi, vessazioni, violenze e stupri. Il puttanicidio come fenomeno
culturale estremo da considerare e combattere. Non ci sono stime
ufficiali della sua entità perchè non c'è un reale interesse pubblico a
contrastarlo; ma se si pensa che le violenze e i puttanicidi sono nell'
ordine di decine di migliaia solo in Italia non è difficile supporne l'
allarmante gravosità. Troppe vittime ha mietuto e sta mietendo tra chi,
in condizioni di debolezza talvolta estrema, cerca faticosamente di
portare a casa un guadagno dignitoso. Troppa l'indifferenza e la
connivenza sulla quale si regge questo atteggiamento "perbenista".
Troppi i perpetratori (forze dell'ordine, uomini comuni e "clienti"
ossia padri e figli di famiglia che votano, fanno politica attiva,
informazione, opinione obnubilando le nostre menti e dirigendo le
nostre opinioni ed emozioni), troppi i propulsori e le connivenze
(istituzioni pubbliche, informazione mediatica, opinione pubblica),
troppi i silenzi (specie delle donne), troppa l'indifferenza, troppo l'
odio e troppo ingiustificato. Per chi come me appartiene alla massa
delle "maledette" alla Gide, questa statua femminile ha un senso
profondo di appartenenza, di comunità, di identità; ma non di
"categoria", bensì di condivisione di dolorose vicende e sentimenti
umani, pur nella coscienza che non siamo le sole vittime di questo tipo
di "consorzio umano", oggi anche globalizzato. La mia memoria non può
non correre alle varie vicissitudini che mi hanno avuta, fino a ieri
notte, protagonista in quanto Z(occola) di strada: dileggio, sputi,
percosse, stupri, fughe disperate ed affannose per sottrarmi a tutto
questo e a quanto di peggio avrebbe potuto succedermi. Soltanto
fondando il Co.Di.Pe.P. (Coordinamento per la Difesa delle Persone
Prostitute) ho potuto in un certo qual senso proteggermi, diventando
"qualcuno". Ma il mio senso di ginofilia non mi consente di non
estendere questo mio "privilegio" a quant@ condividono la mia sorte di
donna in questo tipo di contesto socioculturale. Non posso non
ricordare come l'attuale "dibattito" in tema di "prostituzione" non sia
altro che un determinato e facile darci "in pasto all'odio", per dirla
con il compianto Pisolini. Non posso non dire che le colpe sono diffuse
tra chi perpetra materialmente gli atti violenza puttanofoba e chi,
dovendo, non fa nulla per prevenirle, contenerle o contrastarle. Troppi
gli interessi sui nostri copri sessuati, sulle nostre vite e sui nostri
guadagni. Troppa la volontà, diffusa, di colpirci in toto
strumentalizzando biecamente i veri crimini che si perpetrano, troppo
facilmente, nel nostro contesto; troppo l'interesse a tenerci ma sotto
dominio; troppa la mitopoiesi catartica della "povera prostituta".
Basti solo pensare che, per questa società, i "delinquenti" nella
prostituzione siamo noi prostitute e che le "vittime" della delinquenza
siamo sempre noi prostitute per rendersi conto del volontario
atteggiamento da fumus persecutionis che regna nella cosiddetta lotta
al traffico-tratta-sfrutttamento. Basti ancora pensare che le persone
costrette a prostituirsi sono inspiegabilmente confuse con chi, come
me, vuole fare questo "lavoro" e subiscono quindi il medesimo
trattamento puttanofobo specie dalle istituzioni e dalle forze dell'
ordine che in quanto ad odio e persecuzione non hanno certo bisogno di
prendere lezioni. Troppi i tentativi di offuscare un contesto umano,
quello della "prostituzione", che assomma, come ogni altro, cose buone
e cose pessime. In conclusione, al di dà delle comprensibili emozioni e
dei sentimenti contrastanti, noi, prostitute - specie di strada -,
vittime delle aberranti violenze fallo-patriarcali, giustizialiste ed
imperialiste vogliamo ancora una volta dare prova del nostro altissimo
senso civico significando il nostro dolore con un monumento alla
memoria. Non chiediamo vendetta ma considerazione; non chiediamo
legalizzazioni né diritti ad hoc, inutili e perniciosi, ma
semplicemente di potere gestire le nostre vite ed attività
autonomamente e nel pieno rispetto che vogliamo tributare alla nostra
società che, usando largamente i servizi sessuali che offriamo
autodeterminatamente, vorremmo ci riconoscesse ed includesse
materialmente in sé proteggendoci dalle insidie e dalle violenze.
Auspichiamo che cessi tutto quanto questo monumento alla memoria sta lì
a significare, anche nella viva speranza che riesca ad intercedere
presso le coscienze di quanti - e ce ne sono - vogliono dire "NO" all'
odio ed alla violenza, di qualunque tipo, e che, fuorviati da un'
informazione tendenziosa, non colgono ancora il senso del nostro
appello. Deve essere stato terribile essere marchiati con una stella
gialla in epoca nazi-fascista. Ed è questa una sensazione che, almeno
personalmente, conosco molto, troppo bene, purtroppo! INVIATO DA
Ornella Serpa Gaya CsF

MARTEDÌ 17 APRILE ore 21 SALA EX DAZIO RIVIERA PALEOCAPA 98 – PADOVA
Dibattito sui DiCo. Il punto di vista delle donne lesbiche e non sui
presupposti politici e culturali che stanno alla base di questo
disegno di legge. Il 17 aprile affronteremo un tema che ha assunto in
questi ultimi mesi una posizione centrale nell'agenda politica
italiana: quella del riconoscimento di istituzioni e forme giuridiche
alternative al matrimonio nell'ambito delle quali vengano concessi
diritti e imposti doveri tipici dell'istituto matrimoniale. Questi
istituti giuridici sono già diffusi praticamente in tutta l'Europa
occidentale, a partire dalle forme deboli e alternative di
riconoscimento quali le "convivenze registrate" del nord Europa e dei
PACS francesi, per finire con l'allargamento totale e incondizionato
del matrimonio a ogni persona maggiorenne a prescindere da sesso e
orientamento sessuale come nei Paesi Bassi e, più recentemente, in
Spagna. In febbraio il governo italiano, dopo mesi di discussioni
interne tra le proprie componenti centriste e di sinistra, ha
licenziato il disegno di legge sui DiCo a firma delle ministre Bindi e
Pollastrini. La proposta del governo si pone come obiettivo una
qualche forma di parificazione tra coppie sposate e conviventi
omo/etero e si trova ora in discussione alla Commissione Giustizia del
Senato. Prima e dopo la loro formulazione, i DiCo sono stati oggetto
di una forte opposizione da parte della Chiesa e del suo braccio
italiano, la CEI. Dall'altra parte si è fatta sentire, anche se
indubbiamente non con la stessa forza e visibilità, la voce di molte
componenti dell'associazionismo LGBT che hanno chiesto una legge che
potesse sancire l'uguaglianza, principalmente ispirata ai PACS
francesi. L'obiettivo che ci poniamo con questo dibattito, che abbiamo
volutamente cercato di ampliare ad una cerchia allargata di singole e
associazioni di donne, è quello: - di investigare e discutere l'
oggetto del contendere, ossia le forme di riconoscimento delle coppie
dello stesso sesso inclusi i DiCo, e i presupposti politici e
culturali che stanno alla base di esso; - di aprire un dibattito tra le
donne, lesbiche e non, sulle implicazioni culturali e sociali di un
tale riconoscimento, su quello che il riconoscimento della coppia,
inclusa quella lesbica, comporta per i soggetti potenzialmente
interessati; infine di far convergere la discussione su forme
giuridiche alternative a quella classica matrimoniale e familiare.
Intervengono al dibattito: ANITA SONEGO – Gruppo Soggettività Lesbica,
Milano LUCA TRAPPOLIN – Sociologo, Università di Padova TATIANA
MOTTERLE – Circolo Lesbico Drasticamente Coordina AURORA D'AGOSTINO –
Consigliera Comunale - Padova

PROGRAMMA MAY DAY 2007
L'Aquila 28, 29, 30 aprile e 1° maggio
L'Aquila - Parco del Castello FESTA DEL NON
LAVORO la nostra precarietà è il loro profitto (arte - musica e parole)
SABATO 28 APRILE IN MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL MASS - DO IT
YOURSELF - ATTIVAmENTE - ELABORAZIONI ARTISTICHE clown, spettacoli per
bambini, arte, giochi, libri, fumetti, ozio, satira, artigianato,
mostre, petizioni, saperi e sapori in libertà NEL POMERIGGIO:
LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI, ASSEMBLEE, BANCHETTI INFORMATIVI,
ECOLOGIA VALENTINA CANCELLI no-tav e grandi opere MATTEO PODRECCA
Libero Ateneo della Decrescita Ecologia libertaria FRANCO BOTTICCHIO e
DARIO D'ALESSANDRO l'Abruzzo si buca: le cave GIANNI TARQUINI
ecodistruzioni in America Latina - SPETTACOLI DELLA SERA READING
POETICO a cura di Paolo Paletti DURK SUNRISE sweet rock DABADAB AQ on
FAYA sound system. NELLA NOTTE A SEGUIRE VIDEO-PROIEZIONI: reportage,
documentari - DOMENICA 29 APRILE IN MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL
MASS - DO IT YOURSELF - ATTIVAmENTE - ELABORAZIONI ARTISTICHE clown,
spettacoli per bambini, arte, giochi, libri, fumetti, ozio, satira,
artigianato, mostre, petizioni, saperi e sapori in libertà NEL
POMERIGGIO: LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI, ASSEMBLEE, BANCHETTI
INFORMATIVI CINZIA ARRUZZA presentazione libro "Pubblico è meglio" Ed.
Carta SANITA' e DIRITTI CIVILI GIORDANO COTICHELLI sistema sanitario e
bisogni sociali FRICCHE movimento NO VAT e PACS MARIA PAOLA FALQUI
ingerenza del clero su diritti individuali ORESTE SCALZONE
conversazione sui movimenti - SPETTACOLI DELLA SERA FLAMENCO a cura
della Palestra Yajè C.A.Di Can.Po. Compagnia Aquilana di Canto Popolare
TARAF romanì e klezmer Il custode del drago - NELLA NOTTE A SEGUIRE
VIDEO-PROIEZIONI: reportage, documentari - LUNEDI' 30 APRILE IN
MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL MASS - DO IT YOURSELF - ATTIVAmENTE -
ELABORAZIONI ARTISTICHE clown, spettacoli per bambini, arte, giochi,
libri, fumetti, ozio, satira, artigianato, mostre, petizioni, saperi e
sapori in libertà NEL POMERIGGIO: LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI,
ASSEMBLEE, BANCHETTI INFORMATIVI Video-intervista a CARLO BERTANI
scrittore ANTIMILITARISMO e FORMAZIONE MASSIMO SOLFERINO riconversione
industria bellica ETTORE D'INCECCO il mercato del sapere COLLETTIVO
STUDENTESCO INDIPENDENTE pedagogia e società: prospettive libertarie
COMITATI DI BASE STUDENTI LIBERTARI libera cultura in liberi spazi.
SPETTACOLI DELLA SERA KILLER KING rock MOTA SEMPER rock RODEO DRIVE
rock O-MAGGIO AL FUOCO Il custode del drago -NELLA NOTTE A SEGUIRE
VIDEO-PROIEZIONI: reportage, documentari -MARTEDI' 1° MAGGIO IN
MOVIMENTO DALLA MATTINA: CRITICAL MASS - DO IT YOURSELF - ATTIVAmENTE -
ELABORAZIONI ARTISTICHE clown, spettacoli per bambini, arte, giochi,
libri, fumetti, ozio, satira, artigianato, mostre, petizioni, saperi e
sapori in libertà NEL POMERIGGIO: LABORATORI, TESTIMONIANZE, DIBATTITI,
ASSEMBLEE, BANCHETTI INFORMATIVI EDOARDO PUGLIELLI presentazione libro
"Battaglie e vittorie dei ferrovieri abruzzesi" LAVORO CARMELA BONVINO
T.F.R. e reddito sociale GIUSEPPE DI MARCO economia della conoscenza e
sfruttamento capitalistico ENRICO VOCCIA Meccanismi ideologici e
dinamica dello sfruttamento ILARIA DEL BIONDO Camera del Lavoro
Precario - SPETTACOLI DELLA SERA POESIA Laboratorio "Dietro le Quinte"
IL CIRCO DI PONGO E BARTOLO con Giulio Votta e Marco Valeri special
guest Umberto Caraccia PAPALEG DUO blues ALMA rockblues - NELLA NOTTE
A SEGUIRE VIDEO-PROIEZIONI: reportage, documentari. per cause non
dipendenti dalla nostra volontà, il programma può subire variazioni all'
ultimo minuto. Lo staff ti consiglia l'abbonamento alla rivista
"L'ANTIFASCISTA" e l'acquisto del CAFFE' ZAPATISTA, il buon caffè
rebelde! - LA NOSTRA PIATTAFORMA - MAY DAY- UN ALTRO MONDO È
NECESSARIO - L'Aquila, 28-29-30aprile e 1° maggio. Di nuovo in piazza
per ribadire la nostra opposizione alla precarietà del lavoro e della
vita. Precarietà che sempre più si configura come forma di
sfruttamento legalizzato dallo stato al servizio delle multinazionali.
Mentre i partiti e i sindacati riformisti si preparano ad organizzare
autobus per la solita festa del 1°maggio a Roma, noi per il quinto anno
consecutivo affermiamo un nuovo modo di stare al fianco dei lavoratori
e delle lavoratrici, rifiutando con forza ogni forma di controllo e di
subordinazione. Siamo immersi nella guerra. L'ordine sociale attuale
non può continuare ad esistere senza la guerra. Una guerra che è
continua proprio perchè è il modo con cui gli stati, le potenze
economiche e finanziarie pensano le loro relazioni di potere e di
dominio. Relazioni di potere e di dominio finalizzate a controllare
territori geopoliticamente rilevanti, risorse fondamentali per
continuare ad esercitare quel dominio e quel potere: le fonti
energetiche, idriche, agricole, forestali, alimentari, i semi, i
saperi, le capacità di lavoro manuale ed intellettuale. Ma all'interno
di questo sistema delle guerre, che sono guerre sociali, ecologiche,
economiche, militari, ci sono altre prospettive e altre strade. Sono le
nostre storie, le nostre pratiche, i nostri progetti, i nostri
linguaggi. Noi non usiamo (non dovremmo mai usare) la parola RISORSA...
una parola che rimanda allo scambio economico, ai flussi finanziari, al
mercato e ai mercati, a cominciare da quello delle armi. Noi usiamo la
parola BENI. E diciamo che questi beni - la terra, l'acqua, l'energia,
la cultura, la città, la casa, la salute, i saperi tradizionali -
devono essere collettivi, cioè essere considerati beni civici di tutte
e di tutti e per questo essere beni collettivi comuni. E lo vediamo in
tutte quelle realtà impegnate sui diversi territori del nostro paese,
in quel vasto antagonismo progettuale contro le nocività ambientali e
sociali, contro l'attacco alla salute, contro la potenza della rendita
urbana e la privatizzazione degli spazi delle città, la distruzione del
territorio, le grandi opere, la dissipazione di materia ed energia, le
centrali a carbone e nucleari, inceneritori e discariche e contro la
privatizzazione dei servizi locali. Lotte connesse con il vasto
universo di movimenti contro la guerra, le basi militari, contro la
precarietà dell'esistenza, contro lo sfruttamento e la
criminalizzazione dei migranti e dei chiedenti asilo. Vogliamo
diventare più forti e più autonomi. Alternativi alle scelte del
capitalismo globalizzato e di tutti quelli che mettono al primo posto
un insensato realismo che non ha niente di realistico, anzi è fuori dal
reale, anche nel linguaggio: se è vero, come è vero, che la guerra
viene chiamata pace, che volendo essere contro la guerra senza se e
senza ma si resta in Afghanistan, si va in Libano. Noi non possiamo
accettare questo modo di ragionare e di fare, non per ragioni
ideologiche, ma perchè questo loro progetto è un progetto di dominio, è
arretrato rispetto al nostro progetto, è fuori dalla storia di donne e
uomini che vogliono costruire un tempo e uno spazio collettivi
diversi.
(Coordinamento MayDay 2007- L'Aquila) www.fermobiologico.it;
aquilamayday2007@fermobiologico.it - Info TEL. 3471810061

ROMA: GIA' RACCOLTE L'80% DELLE FIRME PER LA PETIZIONE SULLE UNIONI CIVILI
Unioni
civili/Comune di Roma. Sintesi della conferenza stampa che si è tenuta
oggi nella sede del Partito Radicale.
MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario
dell'Associazione Radicali Roma (primo firmatario della proposta di
delibera di iniziativa popolare sul Registro delle Unioni Civili a
Roma) "Nel primo dei tre mesi utili per sottoscrivere la delibera di
iniziativa popolare sul registro delle unioni civili, sono state già
raccolte 4000 delle 5000 sottoscrizioni necessarie per presentare tale
proposta in Consiglio Comunale. A seguito nel deposito delle firme, lo
stesso Consiglio Comunale avrà 4 mesi per discutere e votare la
proposta di delibera popolare. Un ottimo risultato, ma come più volte
dichiarato, reputo essenziale superare di molto il numero minimo di
firme richiesto così da trasmettere un segnale forte alla classe
politica capitolina sempre più succube del potere vaticano e delle
logiche partitocratiche.
Inoltre lancio un appello a tutte le sezioni
Ds capitoline affinché si uniscano a quante sono già impegnate nella
raccolta firme (Testaccio, Esquilino, Aurelia, Ripa Grande); mi rivolgo
anche al nuovo Segretario dei Democratici di Sinistra di Roma, Mario
Ciarla, invitandolo a prendere una posizione chiara su questa
iniziativa, soprattutto alla luce di quanto accaduto, proprio sull'
argomento in questione, al loro ultimo congresso. La nostra campagna
nasce dal vissuto quotidiano privato dei cittadini, pertanto rende
palese il vuoto dilagante che separa la classe politica dal resto della
società ed infastidisce la leadership inadeguata dinanzi alle nuove
esigenze, pertanto auspichiamo che ciò costituisca motivo di interesse
crescente per i media radio-televisivi romani e la carta stampata
locale, tanto più considerato l'andamento positivo che la sta
caratterizzando. Noi continueremo a raccogliere le firme nelle strade,
tra coloro che come noi avvertono il bisogno e l'urgenza di organizzare
un'alternativa laica e liberale nella nostra città: la raccolta firme
sul registro delle unioni civili è solo un primo passo necessario, ma
non sufficiente, che va in questa direzione". MARIO STADERINI
Capogruppo della Rosa nel pugno nel Municipio. Le 4 mila firme hanno un
valore particolare alla luce delle difficoltà esterne che la campagna
sta incontrando. Il Comune di Roma, dopo aver negato la piazza del
Campidoglio per la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa,
non ha ancora reso disponibile i moduli per sottoscrivere presso gli
Uffici aperti al pubblico dei 19 Municipi, come invece prevede lo
Statuto. Sempre il Comune non agevola la raccolta firme perché, per
inerzia della burocrazia, ci impedisce di raccogliere sullo stesso
modulo anche le e-mail, importanti per organizzare i sottoscrittori nel
convogliamento e nell'informazione di altri cittadini. Per questo,
presenteremo un ricorso straordinario direttamente al Sindaco Veltroni,
al quale chiediamo un intervento per far rispettare le norme e dare
cosi la possibilità ai cittadini di firmare e di conoscere. Il Sito del
Comune, infatti, non da nessuna notizia della campagna in corso.
Inoltre, il registro delle unioni civili a Roma non avrebbe solo un
valore simbolico, ma anche pratico: con il registro, si rafforzerebbe
la legge sui Dico e non si perderebbe tempo in caso di slittamento
della sua approvazione in Parlamento. Infatti, la registrazione
costituirebbe prova ai fini del calcolo del tempo per accedere ai
benefici previsti dalla legge DICO: nel disegno di legge è ammessa la
prova contraria della convivenza(norma utilizzabile a fini sabotatori
del provvedimento), che sarebbe impossibile di fronte all'evidenza di
un atto pubblico come il registro. ROBERTO GIULIOLI Consigliere
Comunale di Roma. Penso non si voglia affrontare questo tema e non si
voglia disturbare 'il conducente'. Questa è una città che si
autocelebra di includere, sui diritti civili non lo sta facendo. Il
segno di questo Consiglio comunale è conservatore, di stampo cattolico
e poco incline a dare spazio ai diritti civili. Sono solo 21 su 60
infatti i consiglieri comunali definibili laici. La sinistra deve fare
queste battaglie, anche se scomode. Per questo ci rivolgiamo ai
cittadini, e sono contento che la base dei Ds abbia capito il senso
dell'iniziativa e molte sezioni romane stanno raccogliendo le firme.
IMMA BATTAGLIA Presidente Di'Gay project. Per il Di'Gay Project il
significato di questa iniziativa va oltre la mera presentazione della
delibera in sede di Consiglio Comunale, rappresenta la nostra risposta
all'imperversare della ingerenze vaticane che sempre più acquistano
valore centrale tanto a livello mediatico quanto politico. Nell'attuale
contesto italiano è di fondamentale importanza scalfire una breccia a
favore della questione omosessuale inserita nella battaglia per la
laicità delle istituzioni ed il riconoscimento dei diritti civili per
tutti i cittadini italiani. In questo primo mese di raccolta firme,
senza l'appoggio mediatico che ha dato luogo solo ad un silenzio
assordante, siamo stati in grado di raccogliere bel 4000 firme e questo
è un dato su cui è importante riflettere. Roma, a differenza di quanto
afferma il sindaco Veltroni, non è una città inclusiva e la buona
accoglienza che ha avuto la nostra iniziativa lo dimostra. Inoltre
tengo a sottolineare che la sinistra romana, e in un certo qual modo
italiana, è in una fase attendista, ma i cittadini laici non possono
non mostrare sfiducia verso questo mondo politico che non si assume
alcuna responsabilità su temi tanto rilevanti. RITA BERNARDINI
Segretaria Radicali Italiani. Questa campagna non ha solamente un
valore simbolico, rappresenta un'iniziativa concreta che si svolge
nella particolare città di Roma in un momento focale per quanto
concerne il riconoscimento dei diritti civili.
A differenza del mondo clericale, ben organizzato e potente, i laici sono stati colti di
sorpresa dalla deriva che sta imperversando nel nostro Paese. Era
opinione diffusa che i diritti civili conquistati fossero solamente
migliorabili, ma ora che ci stiamo rendendo conto che la realtà è ben
diversa è necessario organizzarsi utilizzando tutti gli strumenti di
democrazia diretta che le istituzioni riconoscono ai propri cittadini.
Inoltre tengo a sottolineare che la politica, e più specificatamente i
partiti politici, sono sempre più distanti dai cittadini. Dinanzi
questo scollamento non si può rimanere indifferenti e come primo passo
bisogna iniziare a considerare la volontà diffusa tra i cittadini come
un fattore rilevante, non più come un dato evanescente. Concludo con un
appello a tutti i laici: devono avere la forza di organizzarsi per
scalfire questo grumo anticlericale che incide sempre più pesantemente
nella vita di tutti i cittadini. FONTE Partito Radicale – INVIATO DA
Redazione DGP


FIRENZE, UN MINUTO DI SILENZIO IN PROVINCIA PER RICORDARE IL SEDICENNE
TORINESE MATTEO
Massimo Mattei, Presidente del Consiglio Provinciale di
Firenze, ha ricordato il giovane suicida dell'istituto tecnico
Sommelier di Torino con un lungo discorso contro l'omofobia nelle
scuole e nella società italiana e proponendo a tutto il Consiglio un
minuto di silenzio. Massimo Mattei, Presidente del Consiglio
Provinciale di Firenze, ha voluto aprire la seduta straordinaria di
Consiglio di oggi, giovedì 12 aprile 2007, in Palazzo Medici-Riccardi,
ricordando il giovane Matteo Maritano, torinese di sedici anni
suicidatosi con un lancio dal quarto piano della propria abitazione
dopo essersi accoltellato al petto perché deriso dai compagni di classe
e continuamente etichettato come "gay". Mattei ha sottolineato come in
Italia viga un "dilagante senso di omofobia, che permea nella nostra
società" e ha proseguito affermando che purtroppo non ci si rende conto
di quanto possa essere devastante per un adolescente gay o lesbica
vivere in un ambiente, com'è tuttora la scuola italiana, in cui
"frocio" o "lesbica" sono gli insulti più ricorrenti e offensivi. "Non
ci si rende conto che ci sono situazioni familiari in cui l'
omosessualità viene vissuta come una disgrazia e, quando va male, come
una vera devianza da punire e correggere" ha poi continuato. Infine, ha
proposto a tutto il Consiglio Provinciale un minuto di silenzio e
riflessione sul caso di Matteo. Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro,
presidente e segretario di Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" plaudono l'
iniziativa provinciale: "Siamo grati a Massimo Mattei e a tutto il
Consiglio Provinciale di Firenze per aver portato in una sede
istituzionale, trattando il tema con la dovuta chiarezza e legittimità,
un caso che pare invece essere passato – ahinoi – inosservato nell'
ambiente scolastico comunale. La nostra richiesta all'assessore all'
Istruzione e alle Politiche Giovanili, Daniela Lastri, di istituire 5
minuti simbolici di silenzio e riflessione sull'accaduto di Torino non
ha avuto nessun tipo di risposta, nemmeno da parte della segreteria
dell'Assessorato. Questo un po' ci rammarica, poiché riteniamo
importante, se non fondamentale, che proprio tra i banchi di scuola si
sviluppi un serio dibattito tra gli allievi e i docenti al fine di
informare e soprattutto sensibilizzare sul bullismo anti-gay, sul
rispetto dovuto alle diversità e alla dignità della persona
indipendentemente dalla sua condizione fisica, culturale, religiosa,
economica, sociale e personale." "Confidiamo a questo punto" –
concludono i referenti di Arcigay Firenze – "in una presa di posizione
propositiva e volenterosa dei ragazzi e degli insegnanti delle scuole
fiorentine, che si sono finora dimostrati aperti e accoglienti verso
tutte le forme di diversità e che ci hanno permesso in tempi recenti di
organizzare incontri di dialogo, confronto e sensibilizzazione sui temi
dell'omofobia, dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere".
Matteo Pegoraro Segreteria, Ufficio Stampa e Cerimoniale Relazioni con
l'Esterno Arcigay Firenze Tel: 340 8135204 –
ufficiostampa@arcigayfirenze.it
L'ALTRO MARTTEDI '
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 17 aprile
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 ospita
Daniela Danna autrice del saggio
"Ginocidio: la violenza contro le donne nell'era globale" Eleuthera
Edizioni
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600
streaming su
www.radiopopolare.it

satellite Eutelsat Hot Bird 13°
Est, Frequenza 12.111 MHz, Polarizzazione verticale.


PRIVATIZZATO L'ORDINE DEGLI PSICOLOGI
Venerdì 13 aprile ed il giorno successivo c'è
stata l'adunanza del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi
(che, ricordiamo, è formato da tutti i Presidenti degli Ordini
Regionali e delle Province Autonome) con all'Ordine del Giorno punti
cruciali tra cui questioni inerenti la pubblicazione dei verbali del
CNOP, la validazione dell'articolo 21 del nostro Codice Deontologico,
la definizione delle attività caratterizzanti la professione
(importantissima). Vista la rilevanza degli argomenti che si sapeva
essere in discussione una nostra collega ha chiesto via fax al
Presidente del Consiglio Nazionale di poter assistere alla riunione.
Per quanto il regolamento che stabilisce il funzionamento del Consiglio
Nazionale sia un oggetto irreperibile, una specie di Santo Graal delle
istituzioni della Psicologia italiana - nessuno l'ha mai visto e si ha
il dubbio che non esista - e quindi non sia dato sapere quali sono le
procedure esatte per poter assistere alle riunioni di quello che
dovrebbe essere, per la legge, un organo di rappresentanza democratico,
la richiesta di poter essere presente appare pacifica. Questo sia alla
luce delle indicazioni della legge 241/90, sia in riferimento alle
procedure adottate dalla maggior parte dei Consigli Regionali - che
ormai da tantissimo tempo favoriscono la possibilità per gli iscritti
di assistere alle loro riunioni – sia in linea con le indicazioni della
legge istitutiva della professione sia, soprattutto, per motivi di
comune buon senso in un periodo in cui, tra Bilanci bizantini,
tariffario anti-Bersani, aumento di gettoni ai Presidenti, ricorsi
sbagliati al TAR sulla Psicologia Clinica, Referendum gestiti
allegramente, posizioni assurde assunte in relazione all' aumento di
durata delle Scuole di Specializzazione e quant'altro abbiamo già
abbondantemente documentato, la disillusione e lo scollamento della
categoria dalle sue istituzioni rappresentative sono un serio problema
per lo stesso posizionamento sociale della Psicologia. Ciononostante,
con la lungimiranza che contraddistingue l'attuale dirigenza
istituzionale degli Psicologi, si è preferito non solo rispondere che
NON E' POSSIBILE assistere alle riunioni del Consiglio Nazionale ma si
è deciso di motivare questa presa di posizione con argomentazioni
speciose e superficiali che proponiamo alla riflessione dei colleghi.
Qui sotto riportiamo sia il fax di richiesta della collega che
(comprese le licenze) il fax del presidente del CNOP col quale la casta
decisionale della nostra categoria si arroga l'esclusiva non solo delle
decisioni (legittima) ma anche delle informazioni. Che il nostro Ordine
Nazionale fosse un fortino blindato non è una notizia nuova. La totale
mancanza di trasparenza e la non pubblicità dei verbali è cosa
risaputa, così come è risaputo che questa istituzione, che dovrebbe
essere rappresentativa della nostra categoria, combina poco e niente a
tutela, promozione e visibilità del nostro lavoro, utilizzando circa 28
euro per ogni quota d'iscrizione delle 150-170 che versiamo ai nostri
Ordini Regionali (moltiplicate per 60.000 e fate voi i conti del budget
completamente sprecato). Riguardo gli accampati motivi giuridici
vorremmo avere una maggiore chiarezza e chiederemo al "nostro"
Presidente di fornirci gli estremi di Legge cui allude (senza dircene):
sarà forse opportuno far formulare un parere legale per conto nostro.
Invitiamo anche tutti i colleghi a fare altrettanto e a comunicarcelo.
A noi sembra piuttosto strano che un organo pubblico e rappresentativo
quale è un Ordine Professionale non sia tenuto alle più elementari
regole di trasparenza, laddove -in uno Stato di Diritto - è possibile
partecipare alle sedute del Parlamento, visionare tutti gli atti
pubblici, etc, etc. Questo non vale per il nostro Ordine Nazionale?
Riguardo i motivi di opportunità, qui davvero ci sembra che il nostro
Presidente si arrampichi sugli specchi. Intanto, definire "terzo non
qualificato" una collega che paga l'iscrizione e che è la parte
rappresentata di questa istituzione la dice lunga di quale idea degli
iscritti viga all'interno del "palazzo", di quale sia la cultura
istituzionale ivi prevalente. Non parliamo, poi, della storia dell'
afflusso indiscriminato, alquanto risibile dal momento che nessuno
prima di oggi ci risulta abbia mai fatto tale richiesta e che si tratta
della richiesta di una (1) unità. Di quale problema di capienza si
blatera? Mica le riunioni del Consiglio avvengono nella soffitta o
nello sgabuzzino? Insomma, cari colleghi, tradotto in termini concreti,
il Presidente Palma accampa una serie di scuse anche piuttosto ingenue
e maldestre per dirci che non vuole avere occhi e orecchie nel
Consiglio che egli evidentemente non considera di tutta la comunità
professionale, ma suo privato e dei suoi compari. I colleghi non
possono essere presi per i fondelli in questo modo e non si può loro
riservare un trattamento di questo tipo. Il futuro professionale ed il
denaro versato sono nostri, l'arroganza è tutta loro. FONTE
altrapsicologia.it – INVIATO DA Dr.ssa Paola Biondi Psicologa

COMUNICATO AZIONE GAY/LESBICA
NORME NORMALI
Il Ministero della Famiglia lancia la prima Conferenza Nazionale sulla Famiglia che si
terrà a Firenze dal 24 al 26 maggio. Nel momento attuale
caratterizzato dall´ormai insopportabile ingerenza della chiesa
cattolica nella politica italiana centrata sul tentativo di limitare le
iniziative legislative che riconoscano l´autodeterminazione dei corpi e
degli stili di vita (aborto, diritti riproduttivi, unioni affettive e
sessuali ...), la ministra Rosy Bindi organizza una Conferenza che
dovrà segnare la linea delle politiche governative a partire dalla
riflessione sulla famiglia "come soggetto titolare di diritti". La
Conferenza, lanciata in concomitanza con la convocazione del family
day, è una chiara risposta a chi tenta dare visibilità alle istanze
politiche di donne, lesbiche, gay, trans e di tutte le soggettività non
conformi ad un modello sociale eteropatriarcale proclamato come unico
dall´ondata integralista e oscurantista che investe il nostro paese.
Rosy Bindi stessa chiarisce quale concetto di famiglia è sotteso
all´iniziativa ministeriale: "ci vogliamo occupare delle famiglie
semplici, delle famiglie normali" tanto che il logo della Conferenza
ritrae un uomo e una donna (incinta) con un bambino in braccio ed una
bambina per mano nel quale, visto che mediamente i nuclei familiari
italiani non sono certo composti da tre figli, si può anche leggere un
sostegno alla prolificità di triste memoria. Dietro a questa
definizione di "normale" emerge in controluce l´attacco di Ratzinger
agli "amori deviati" e le dure parole di Bagnasco, presidente della
CEI, contro il concetto di autodeterminazione: "Una società che
codifica l'assoluta libertà di ciascuno su se stesso, ad esempio con
l'autodeterminazione senza alcun limite rispetto allla morte, si pone
sulla via dell'implosione: l'assoluta libertà sciolta da ogni vincolo è
la premessa per qualsiasi forma di violenza, sopraffazione, conflitto".
Inoltre la Conferenza Nazionale sulla Famiglia non ha obiettivi
limitati all´Italia, anzi propone un´Alleanza per la Famiglia, sulla
scia dell'appello lanciato a livello europeo dalla attuale presidenza
tedesca dell´Unione europea, tanto che è prevista a Firenze la presenza
della ministra tedesca per la Famiglia,, Ursula von der Layen, oltre a
quella di altri rappresentanti europei interessati al progetto.
Riteniamo importante costruire a Firenze in occasione di questa
iniziativa ministeriale una mobilitazione che ponga al centro del
dibattito l´autodeterminazione di tutte e di tutti, la necessità di
politiche sociali non legate ad una lettura ideologica e integralista,
la richiesta di cancellazione di leggi confessionali a livello
nazionale (in particolare la legge 40) e locale (la criminalizzazione
dell´interruzione volontaria di gravidanza portata avanti dalla Regione
Lombardia attraverso la legge sull´obbligatorietà del seppellimento del
feto) ma anche europeo (principalmente in Polonia dove stanno per
essere varate delle leggi fortemente discriminatorie verso donne,
lesbiche, gay e trans). Pertanto invitiamo tutte e tutti ad una prima
assemblea lunedì 23 aprile, alle ore 21 presso la sede di Azione gay e
lesbica in via Pisana 32 rosso Firenze FACCIAMO BRECCIA


PSDI E COSTITUENTE SOCIALISTA
Con i tre congressi nazionali dello Sdi, dei Democratici di sinistra e della Margherita si avvia una fase decisiva
della evoluzione del centro sinistra che sfocerà da una parte nella
Costituente socialista e dall'altra nel Partito democratico. L'ampia e
frastagliata galassia della sinistra italiana è dunque a un bivio
storico, è messa di fronte a un nuovo difficile passaggio che richiede
la volontà e la capacità di prendere delle decisioni politiche, di fare
delle scelte strategiche di grande portata per il proprio futuro e per
tutto il paese. Il PSDI, per primo nella sinistra italiana, in un altro
periodo ancor più difficile di quello attuale, seppe rispondere
all'appuntamento con la storia e dare un contributo determinante per la
salvezza dell'Italia, salvaguardando e sviluppando nel contempo quel c
oncetto di socialismo democratico e riformismo liberale che oggi tanti
reclamano fino ad abusarne, e anche usurpandolo, non avendo né meriti
storici né titoli politici. In particolare si fa qui riferimento alla
scelta di "civiltà" fatta con la scissione di Palazzo Barberini, di cui
proprio tre mesi fa, l'11 gennaio, abbiamo ricordato il 60°
anniversario. Giuseppe Saragat non si fece piegare dai ricatti
ideologici, dai tumulti di piazza e da ogni sorta di pressione politica
e morale e prese allora la strada che andava presa, l'unica strada
giusta che contribuì in modo decisivo ad evitare di far ricadere
l'Italia nella tenaglia del totalitarismo, stavolta quello comunista
dopo venti anni di dittatura fascista, e consentì agli italiani di
ricostruire il paese sui cardini che Saragat tracciò: libertà,
democrazia, giustizia. Non è per niente banale ribadire che quegli
stessi cardini di Sara gat restano per il PSDI di oggi la base
identitaria fondamentale per avviare il percorso della nuova
Costituente socialista e giungere entro il 2009 alla nascita di un
nuovo forte soggetto politico di matrice socialdemocratica nella grande
casa del socialismo europeo. Di fronte alla crisi della seconda
repubblica che ha fallito gli obiettivi della governabilità e del
rinnovamento dell'Italia; di fronte a un falso bipolarismo che ha
prodotto governi di centro destra e di centro sinistra, pur diversi fra
loro, comunque inadeguati alle nuove sfide interne e internazionali; di
fronte a un paese che è diviso, sfiduciato, deluso, meno competitivo,
più povero e più ingiusto; di fronte all'aberrante logica
dell'antipolitica del berlusconismo in crisi ma non per questo meno
ingombrante; di fronte quindi a una prospettiva che rischia di far fare
all'Italia un doppio salto indietro, spetta ancora una volta alla
sinistra, spetta per primi a i socialisti, a tutti i socialisti
democratici, dare una nuova decisa e decisiva risposta. La risposta,
non solo per i sondaggi che sembrano attualmente inchiodarlo sotto il
tetto angusto del 25% dei voti, non può venire dalla costruzione del
nuovo Partito democratico. Se il buon giorno si vede dal mattino, i
congressi della Quercia e della Margherita hanno offerto uno
spettacolo tutt'altro che esaltante dove da una parte c'è stato un
eccesso di conformismo e dall'altra non sono stati sufficienti gli
idranti a spegnere le fiamme divampate per il riaccendersi di antiche
rivalità interne, il riacutizzarsi di diatribe fra gruppi di potere e
dove è fallito sul nascere l'avanzata di nuovi protagonisti,
l'affermazione di una nuova classe dirigente, l'idea nuova della
politica. Anche nella debolezza della discussione c'è già un motivo
politico che bisogna saper riconoscere e interpretare. Non prenderne
atto e non volerne discutere alla luce del sole, sottovalutare
l'incertezza politica e lo smarrimento di militanti e dirigenti, anzi
cercare, come sembra stiano facendo ognuno a suo modo Fassino e
Rutelli, di nascondere la polvere sotto il tappeto, non spianerà di
certo la strada verso il nuovo partito. In tal modo si esce da due
partiti "vecchi" e "chiusi" per entrare in uno nuovo che ricalca i
mali dei padri fondatori, si rischia di sommare due organizzazioni
parallele e di non realizzare un rassemblement nel quale le persone, le
storie, le tradizioni, si confrontino davvero. Se è questo il Pd che
sta per nascere, un partito che sembra chiudere definitivamente la
storia del PCI, che però cancella la parola "socialista", lascia fuori
la vasta e profonda area della sinistra italiana per diventare una (non
eccelsa) forza neocentrista di stampo cattolico, un partito con una
classe politica autosufficiente e autoreferenziale, la scom messa è
perduta in partenza. Trasformare il limite già pesante del
"consociativismo virtuoso" dell'ex Pci in uno stagno immobile, nel
quale poco si discute e ancor meno si realizza può portare non solo al
fallimento ante litteram del Partito democratico ma rischia di
indebolire il fronte riformista e riconsegnare l'Italia alle destre per
molti anni. Evidentemente tutto questo vale, non solo come premessa,
anche per tutte le forze, partiti, associazioni e singole persone,
impegnate nella nuova Costituente socialista. La democrazia è un
confronto permanente di posizioni e per giungere al nuovo soggetto
politico non deve venir meno, da subito, una grande tensione ideale,
una vivace battaglia politica con piena e coraggiosa assunzione di
responsabilità, senza farsi limitare nella discussione da
considerazioni opportuniste su quale può essere il proprio interesse di
parte o personale, se criticare p uò compromettere la possibilità di
arrivare o no ad un certo posto di potere interno al partito e poi
nelle istituzioni. In altre parole se, come la storia dei partiti
socialisti in Italia insegna, ci si avvia in presenza di un assordante
conformismo, di "silenzio voluto", di calcolo politico, di silenzio
quale espressione di volontà politica di aree aggregate o di singoli
compagni, anche qui il futuro sarebbe inevitabilmente segnato da
fallimento certo. Giusto chi, come fa Lanfranco Turci, valorizza
l'esperienza del "miglior" Craxi come traccia per i socialisti di oggi
e per il nuovo soggetto da costruire da subito. Altrettanto giusta è la
necessità di un bilancio critico permanente senza escludere niente e
nessuno. Solo così si aiuta l'aggregazione di nuove realtà sociali,
la crescita di nuovi gruppi dirigenti e si sviluppa in ciascuno il
senso di responsabilità ed anche il coraggio necessario per condurre
una battaglia politica. Se fosse già tutto sicuro e prestabilito
sarebbe troppo facile. Se fosse automatico il successo della nuova
sfida socialista, la barca della Costituente sarebbe già oggi troppo
piccola a contenere tutti i partecipanti. Se si pretende di condurre
una battaglia politica con le spalle coperte e con i risultati sicuri
allora tutti sono capaci di farla. Ma non è così. Non si può pensare
che siccome il Pd apre spazi a sinistra, diventa gioco forza, la
rinascita di una grande realtà socialista che rispolveri sigle, nomi e
storie del passato. Sulla nuova identità del nuovo soggetto politico
serve un confronto che non è scontato e non può essere considerata
esaustiva la pur importante e decisiva tappa di Bertinoro del 3-4 marzo
scorso. Parliamo di costruire una forza politica "laica e
liberalsocialista, a vocazione maggioritaria, in competizione con il
Partito democratico, collocata in Europa nel Pse". Non è poco. Proprio
perché l'obiettivo non è la contrapposizione al Pd e non è il ritorno
al vecchio PSI. Ma una strategia non basta definirla nei suoi concetti
essenziali, va calata nel vivo dei processi politici, verificandone la
validità nel confronto con la realtà, correggendo enunciazioni e
realizzazioni nel corso degli avvenimenti dei quali si vuole diventare
e restare protagonisti. Si deve prestare grande attenzione al travaglio
che animerà dopo il Congresso parte non secondaria di militanti e
dirigenti dei Ds, specie di quelli che non votando la mozione Fassino
rifiutano l'ingresso nel Pd. Con questi compagni l'incontro non solo è
possibile ma rappresenta uno sbocco politico fondamentale per lo stesso
nostro progetto e convogliare insieme nella famiglia del socialismo
europeo. Con Rifondazione impegnata in un difficile p rocesso di
revisione che avrà tempi non brevi, e anche con gli altri spezzoni
della sinistra radicale non è pensabile oggi una coabitazione nella
Costituente ma andrà comunque stabilito un rapporto di alleanza. Anche
in questa fase della costituente che dovrà strutturarsi nel frattempo
in una realtà di tipo "federale" con regole chiare valide per tutti, è
fondamentale il concetto della pari dignità fra tutti i soggetti in
campo. Tutti dobbiamo essere coscienti del peso e della storia di ogni
forza impegnata in questo nuovo sforzo. Ma non ci sembra proprio il
caso di assegnare oggi all'interno della costituente il ruolo di
"partito guida" a questo o a quello. All'opposto, non valorizzare
appieno oggi l'identità, l'apporto e il ruolo del PSDI sarebbe un grave
errore politico. Così come sarebbe un grave limite non considerare
essenziale per il successo di questa nuova sfida, s ulle orme dei
grandi fratelli del socialismo europeo (dalla socialdemocrazia tedesca,
al new labour, al Psoe di Gonzales) il rinnovamento anche culturale e
il rafforzamento organizzativo ed elettorale del Partito Socialista
Democratico Italiano. Non è una questione interna di partito. E' questo
un tassello qualificante per la credibilità della Costituente e il
rafforzamento di un nuovo centro sinistra capace di far uscire
l'Italia dalla crisi, per accrescere e non per ridurre i livelli di
libertà, (a cominciare dai valori della laicità e dei diritti civili)
di benessere, di uguaglianza, di giustizia: principi socialisti cui un
partito come il nostro non può abbandonare o delegare. Né oggi né mai.
Massimo Falcioni Direzione Nazionale PSDI - Email: falcioni.
massimo@libero.it


*SI', FONDIAMO LA GENS ANDREATTA*
Riavvolgiamoci nell'Anello Magico di Nino Andreatta
«Una infinita nostalgia» e una proposta Di creature umane circondate da quell'anello magico di cui era
avvolto l'uomo, e il politico, Beniamino Andreatta, ne nascono assai
raramente e, assai più raramente, è concesso loro di esercitare
quell'attrazione gravitazionale quale quella esercitata dai pianeti sui
satelliti, sul mondo planetario circostante. Queste creature baciate
dal Signore, però, mai hanno l'aria di esercitare quel malinteso potere
che deriva da una posizione dominante intellettuale, culturale e
politica. Anzi, pur ben consci del loro valore, stanno tra noi con
quella grazia, quella levità, quell'eleganza umana e politica che è il
«Low Profyle». Più sono di grande qualità ed autorevoli, più il loro
muoversi nel mondo è riservato, raffinato, allusivo, mai protervo, mai
impositivo, mai privo di autocritica, di autoironia. E Nino Andreatta,
che aveva il dono della critica politica fulminante, dissacrante ed
impietosa, la esercitava avvolto da quell'Anello Magico, da quella
grazia, da quel carisma intellettuale tali da far sentire il
malcapitato di turno un unto dal Signore, una creatura eletta, un
Cavaliere della Tavola Rotonda sul cui capo si fosse posata la spada di
Re Artù. Persino Giovanni Spadolini, che non accettava critiche neppure
da grandi politici quali erano Ugo La Malfa e Bruno Visentini, era
divertito dagli strali con cui lo investiva Andreatta che considerava
«un enfant terrible mais un enfant de grande valeur, un enfant terrible
avec une grande tête politique» ed a cui perdonò, anni dopo, perfino
la famosa «lite delle comari» il cui epilogo, la caduta del primo
Governo Spadolini, si svolse in una tragicomica notte di tregenda
durante una cena in casa di una comune amica. Unici commensali a non
cadere preda di agitazione motoria per la perdita della poltrona, una
ministeriale l'altra di primo sottosegretario a Palazzo Chigi, furono
Nino Andreatta e Vittorio Olcese. Serafici, sornioni, ed invitando
Spadolini a fare altrettanto, continuarono a mangiare lasagna, pastiera
e babbà che erano le gran specialità della padrona di casa. Nino era
estremamente rispettato ed amato dai collaboratori - un ricordo
speciale va alla mitica signora Bianca Celico - dai giovani e dalle
donne perchè conversava con loro degli stessi temi e mostrando loro lo
stesso interesse con cui si intratteneva con uomini politici, grandi
imprenditori, ministri, economisti, e giusvaloristi come Roberto
Ruffilli, sottraendole a quella frustrazione italico-tribale, arcaica,
trappanissima, malmostosa e cafona, inferta alle donne dai politici
maleducatissimamente arroccati in gruppetti misogino-razzisti a
parlare, secondo loro, di «cose non da donne». Andreatta, pur un
teorico, cattedratico e grande economista, era per la Politica che,
sopratutto, coinvolga e privilegi gli interessi della Polis, la
Politica nata dal basso, popolare, non viceversa. Politica a grande
partecipazione popolare, non la politica scostante, asfittica, e
perdente, i cui vertici hanno la meglio sui cittadini, la Polis. Mi
diceva: «In piena Bicamerale, hai avuto una grande intuizione politica
con il Movimento per le Riforme, le Riforme si fanno anche dal basso,
questa Bicamerale è il sepolcro di Thutankhamon. Tale e quale come l'ha
rappresentata Gad Lerner su Rai uno. Terrificante». Nino, torna tra
noi! viene da dire ancora una volta raccogliendo il suggerimento di
Giovanni Bazoli, apparso domenica 8 aprile su un grande quotidiano del
Nord, con cui Bazoli ha concluso così il suo ricordo dell'amico Nino:
«Sulla personalità e sull'opera di Andreatta l'idea di raccogliere la
sua eredità culturale e politica potrebbe suggerire agli amici di
creare una fondazione. Ciò che io ho sin qui raccontato offre solo un
ritratto minore di Nino Andreatta: un ritratto semplicemente ispirato
da ricordi personali e da una infinita nostalgia». Sì alla proposta di
Giovanni Bazoli allora, ma si vada oltre una statica Fondazione, di
destra o di sinistra, e, come sarebbe piaciuto ed apprezzato da Nino,
rifondando la Gens Andreatta colta, seria, brillante, democratica,
affidabile e pulita, la Gens Andreatta di cui si sente una drammatica
assenza nel Paese. Riavvolgiamoci nell'Anello Magico di Nino Andreatta,
in quell' Anello gasoso, dinamico e creativo facendo della Fondazione
anche un coacervo, un crocevia, una fucina politica e popolare a grande
partecipazione «azionaria» tra teorici, dotti esperti e semplici ma
volenterosi cittadini per un nuovo Rinascimento della Politica alta.
Una Fondazione per la ricerca, la selezione, il ricambio della Classe
dirigente politica e produttiva del Paese. Una Fondazione che
entusiasmi ed incoraggi i giovani migliori desiderosi e tesi ad
impegnarsi per il proprio Paese. Una Fondazione per la ricerca di facce
giovani, facce nuove, sobrie, pulite. Per la ricerca di nuovi saperi.
Una Fondazione per la selezione, e la proposta al Paese, di un Premier
che abbia lo sguardo profondo, lungimirante, vivace, riformista sul
futuro del nostro Paese. Un Premier che, per esempio, abbia
l'espressione attenta e appassionata di un Filippo Andreatta che ha
tutta l'aria di essere l'erede naturale, e politico, di suo padre. Se
con tantissimi cittadini attivi, ed attenti, siamo stati capaci di
scovare in quel di Fiumicino, per primi, il «Tiger Tim» di Ghioni &
Tavaroli, non saremo capaci di scovare il futuro Premier? Un Premier
con i fiocchi e lontano mille miglia da quella razza predona alla
maniera del «Tiger Tim».
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet


CON "MarteLive" PER GLI ARTISTI EMERGENTI
dal 17 aprile al 12 giugno
Penetrare nel tessuto culturale di Roma è la nostra più grande
ambizione, segnalare giovani artisti emergenti, la nostra missione
speciale. Un obiettivo che si fa concreto attraverso la collaborazione
ad iniziative come MArteLive, "lo spettacolo totale". RomaOne.it ha
infatti costruito un portale dedicato al concorso e a tutte le sezioni
artistiche che ne fanno un evento unico nella Capitale, puntando l'
accento su MusicaLive, PitturaLive, FumettiLive e CortoLive. Ogni
martedì sera, dal 17 aprile al 12 giugno, siamo all'Alpheus, in via del
Commercio 36, per recensire le opere dei giovani talenti in calendario;
siamo invece sul web ogni giorno per offrirvi gratis musica in audio
streaming, photogallery, video e news sugli artisti in gara. Inoltre on
line il concorso continua: potrete incontrarvi nel nostro Guest Book e
votare la band che vi è piaciuta di più, sarete infatti voi a decidere
chi vincerà il Premio RomaOne.it Music Contest; una giuria di qualità
assegnerà invece il Premio RomaOne.it Best Short Movie; offriremo
biglietti omaggio, sconti e gadget esclusivi! Redazione di RomaOne.it
via dei Prefetti 8 06.68803095 - fax 06.6864367 redazione@romaone.it


COMUNICATO AZIONE GAY/LESBICA
Ciak-Line continua... Il CINEFORUM GAY-
LESBICA-CULT
ingresso libero Proiezioni alle 21.30 Martedì 17 aprile
2007 -"Perché no?" di Stephane Giusti con Amira Casar, Julie Gayet,
Bruno Putzulu, Alexandra London, Carmen Chaplin, Johnny Halliday, Marie-
France Pisier, Brigitte Rouan, Assumpta Serna, Elli medeiros, Vittoria
Scognamiglio, Jean-Claude Dauphin, Joan Crosas, Monise Mostaza
Francia/Spagna 1999 – Commedia Versione originale francese
sottotitolata in italiano Quasi trent´anni, amici leali, impegnati in
una casa editrice, Nico, Eve, Camille e Ariane sono proprio un bel
gruppo. E sono tutti gay e lesbiche dichiarati/e. O meglio
dichiarati/e...ma non ai rispettivi genitori. Così decidono di
organizzare un coming-out collettivo dalle conseguenze imprevedibili...
Una commedia frizzante per chiunque abbia voglia di uscire allo
scoperto. E Martedì 24 aprile grande soirée gaylesbicaenonsolo alla
FLOG di Via Mercati a Firenze..... "ROBOTIKA !" Azione Gay e Lesbica
Via Pisana 32/34 R CAP 50143 Firenze (Zona Porta San Frediano) Telefono
055 220 250 E-mail info@azionegayelesbica.it Sito
www.azionegayelesbica.
it

NESSUNO TOCCHI CAINO 14.04.2007
MARCIA DI PASQUA. IN MIGLIAIA A
ROMA PER LA MORATORIA DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 8 aprile 2007: Hanno
risposto partecipando in alcune migliaia alla Marcia di Pasqua per la
moratoria Onu delle esecuzioni capitali, promossa da Nessuno tocchi
Caino, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale, Comunità di
Sant'Egidio, Radicali Italiani, con il patrocinio della Regione Lazio,
del Comune di Roma e dell' Anci. La Marcia, partita dalla piazza del
Campidoglio, si è conclusa, dopo aver percorso le strade del centro
storico di Roma, in piazza San Pietro nel momento in cui Papa Benedetto
XVI, impartiva la benedizione Urbi et Orbi senza peraltro fare cenno al
tema della moratoria, come invece aveva auspicato il ministro Emma
Bonino, rappresentante del Governo insieme ai sottosegretari Paolo
Cento e Bobo Craxi. Adesione e partecipazione anche per il sindaco di
Roma, Walter Veltroni. La Marcia, rallegrata da palloncini bianchi su
cui era disegnata una colomba, molte bandiere di organizzazioni dei
radicali e di partiti come quello dell'Italia dei Valori e di
Rifondazione comunista, ha chiesto al Governo italiano di presentare
una risoluzione all'Assemblea generale dell'Onu in corso per la
moratoria universale delle esecuzioni capitali. Fra i tanti cittadini
che hanno marciato per portare al Papa la richiesta di usare la sua
autorevolezza verso i potenti della terra per chiedere l'abolizione
della pena di morte, anche molti politici ed esponenti delle
istituzioni. Fra questi il presidente emerito della Repubblica
Francesco Cossiga ("Sono contro la pena di morte per motivi
religiosi"), il sindaco di Roma, Walter Veltroni ("Rifiuto l'idea che
uno Stato si vendichi e tolga la vita ai cittadini che amministra"), e,
tra i promotori della marcia, il leader radicale Marco Pannella ("Il
Governo sia all'altezza degli impegni e delle attese"). Insieme a lui,
il ministro Emma Bonino, che ha chiesto al Papa di "usare la sua
influenza per salvare migliaia di vite vittime di omicidi di Stato".
Alla marcia della Pasqua, che ha fatto registrare l'adesione del
premier Romano Prodi, hanno partecipato, tra gli altri, anche il
governatore della Puglia, Niki Vendola, esponenti della politica come
il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena e Daniele
Capezzone, ma anche Adriano Sofri, che si è trattenuto alcuni minuti
con Cossiga, al quale ha chiesto un incontro. "Quando il popolo è
unito, la classe dirigente non c'è... come per il divorzio e per
l'aborto", ha sottolineato Pannella durante la marcia, criticando
l'assenza degli esponenti politici di maggioranza e opposizione che
pure avevano aderito all'iniziativa. L'auspicio di Pannella è comunque
che "il governo faccia la sua parte" portando ufficialmente all'Onu la
risoluzione per bandire le esecuzioni capitali: "Qui c'è l'Italia
reale, il popolo. Ora sta a loro far vedere se sono capaci di portare
su questa iniziativa anche l'Italia ufficiale".
PENA DI MORTE. D'ALEMA
PORTERA' A UE PROPOSTA ITALIANA ABOLIZIONE - 13 aprile 2007: "Il
Consiglio dei Ministri ha dato mandato al Ministro degli affari esteri
Massimo D'Alema di avanzare il prossimo 23 aprile al Consiglio degli
Affari generali dell'Unione Europea la proposta per l'abolizione della
pena di morte e la contestuale moratoria, perché essa sia poi
presentata all'ONU". E' quanto si legge nel comunicato stampa del
Consiglio dei Ministri, riunitosi a Palazzo Chigi sotto la presidenza
del Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Segretario, il
Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Enrico Letta.
PENA DI MORTE:
BONINO, HO ESPRESSO DISSENSO SU DECISIONE CDM - 13 aprile 2007: Emma
Bonino dice a Radio Radicale di aver espresso 'perplessita' e dissenso'
sulla decisione presa al Consiglio dei Ministri di 'rinviare al 24
aprile', quindi dopo il Consiglio degli Affari Generali a Bruxelles,
una presa di posizione del governo nel suo complesso sull'iniziativa
circa la moratoria Onu della pena di morte, affidando intanto al
ministro degli Esteri Massimo D'Alema il mandato di illustrare ai
partner europei la proposta italiana su questo argomento. Il Ministro
delle Politiche europee spiega di aver chiesto nel suo primo intervento
al Cdm di assumere subito 'una posizione del governo italiano che
considerasse auspicabile ma non vincolante l'adesione di tutti i paesi
membri dell'Unione alla proposta di moratoria delle esecuzioni
capitali'. 'Ho posto questa mattina, fuori sacco, perche' non era
all'ordine del giorno - spiega Bonino - il tema del comportamento che
il governo intende tenere per quanto riguarda la moratoria sulla pena
di morte in questa Assemblea generale delle Nazioni Unite, come
previsto dal mandato del Parlamento italiano, di quello europeo e dalle
mille e mille adesioni giunte in questi mesi'. 'Ho posto questo tema
con una certa forza - aggiunge il ministro radicale - perche' ritengo
che al Consiglio degli Affari generali a Bruxelles e' opportuno che
l'Italia dica che non intende, come dice appunto il mandato del
Parlamento italiano, vincolarsi ad una presunta unanimita' che peraltro
in Europa non c'e' quasi mai. Serviva insomma, ho detto, una posizione
del governo italiano che considerasse auspicabile ma non vincolante
l'adesione di tutti i paesi membri dell'Unione alla proposta di
moratoria delle esecuzioni capitali'. 'Questo perche' - osserva - anche
alla luce della importante adesione del Sudafrica, che si e' detto
disponibile a co-sponsorizzare la proposta di risoluzione - e'
importante non ripararsi dietro al consenso europeo'. 'Alla fine, su
proposta del ministro Rutelli - racconta Bonino - si e' deciso che il
governo nel suo complesso valutera' il da farsi al prossimo Consiglio
dei ministri gia' convocato per il 24 aprile, subito dopo il dibattito
a Bruxelles. Io, che ritengo sarebbe stato utile rendere esplicita la
nostra determinazione a procedere comunque in questa grande battaglia
di civilta', ho espresso le mie perplessita' e il mio dissenso in un
secondo intervento, perche' penso sarebbe stato utile sia alla campagna
che agli stessi colleghi europei misurarsi di fronte ad una posizione
determinata del governo italiano'. 'Si tratta di continuare a lottare
per rafforzare una volonta' e per non consentire un rinvio a settembre
che rischia di essere un rinvio sine die. Condurre questa battaglia e'
davvero una responsabilita' storica che il nostro governo si puo'
assumere, avendo tutti i sostegni e i mandati possibili, non solo in
Italia. E' una volonta' - conclude Bonino - che va strappata e che mi
pare, ad oggi, ancora non ci sia'.
MORATORIA. ARRIVA LA FIRMA DEL
SUDAFRICA - 10 aprile 2007: il Sudafrica ha firmato la dichiarazione
promossa dall'Italia per la moratoria delle esecuzioni capitali. A dare
l'annuncio e' stato, ai microfoni di Radio Radicale, Aldo Ajello, ex
Rappresentante speciale dell'Ue per la regione dei Grandi Laghi,
incaricato di convincere ad aderire alla campagna italiana diversi
paesi africani. 'Oggi ho incontrato il viceministro degli esteri di
Pretoria, che mi ha detto due cose importanti: il Sudafrica firma la
Dichiarazione promossa dall'Italia per la moratoria delle esecuzioni
capitali e soprattutto - cosa ancor piu' importante - sollecita e si
impegna ad essere cosponsor insieme a noi della proposta di risoluzione
da presentare all'Assemblea generale dell'Onu', ha detto Ajello a RR.
Dopo il Sudafrica, tocchera' a Ruanda, Mozambico, Mali, Liberia, Gabon.
Quello del Sudafrica, ha spiegato Ajello, 'e' un impegno a tempo pieno,
con la volonta' di essere protagonista di questa battaglia. La firma di
un paese come il Sudafrica e' cosa non marginale, che avra' una grande
importanza per il futuro di questa iniziativa'.
MORATORIA. FULCI, BENE
SUDAFRICA MA CONTINUARE A LAVORARE - 10 aprile 2007: Nella battaglia
per ottenere una risoluzione Onu sulla moratoria della pena di morte,
l'Italia 'non deve cullarsi, deve continuare a creare le premesse (per
l'approvazione) e lavorare sodo'. Lo ha detto l'ex ambasciatore
italiano alle Nazioni Unite, Francesco Paolo Fulci, nel corso di
un'intervista a Radio radicale. 'Penso che sia un'ottima cosa', ha
detto Fulci commentando la disponibilita' del Sudafrica a diventare co-
sponsor dell'iniziativa italiana per la moratoria. Ma occorre cautela,
ha ammonito l'ambasciatore, ricordando che 'in precedenza quando
facemmo la battaglia nel '94 un Paese molto vicino al Sudafrica, la
Namibia, aveva anch'essa sponsorizzato la nostra risoluzione, ma fu uno
dei cinque Paesi che in seguito fece marcia indietro'. 'Quel che e'
importante e' cambiare strategia, farsi promotori di una coalizione dei
Paesi volenterosi, aggregare quante piu' firme possibili, andare a
discutere per ottenere il benestare dell'Assemblea generale', ha
aggiunto Fulci. 'A me era sembrato di capire che all'inizio fosse stato
proprio il presidente D'Alema a dire che anche se non tutti gli europei
ci stanno, si procede, si fa comunque la battaglia. La mia esperienza
e' che i Paesi europei, anche se alcuni possono essere riluttanti, al
momento del voto non possono votare contro una proposta di risoluzione
per la moratoria. Al massimo si astengono. E penso che le astensioni
giochino tutte a nostro favore'. 'Ci vuole piu' coraggio', ha concluso
l'ambasciatore.

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10 aprile 2007

news 10 aprile

ATTACCHI OMOFOBI: Gaya CsF esprime solidarietà a tutti coloro che sono stati
colpiti nei giorni scorsi dalle insulse parole scritte sui muri e dalle
insignificanti e quanto mai ignoranti svastiche e simboli vari, di
quelli che si nascondono nel silenzio di una politica sempre più
corrotta, di un Vaticano sempre meno cattolico e sempre più concusso
con le mafie sociali ed economiche. La nostra solidarietà, il nostro
affetto incondizionato vanno a Imma battaglia, alla Libreria Babele di
Milano e a chiunque sia stato in passato colpito dalla deplorevole e
ingiustificabile idiozia di certi "cancri" societari. Non dimenticando
di volgere una parola di conforto ai genitori di Matteo, suicidatosi
perché gay, con la promessa che continueremo a lottare con tutta la
comunità GLBT nazionale, affinché non ci siano mai più casi di omofobia
nelle scuole e in ogni altro contesto.
Carla Liberatore Gaya CsF


COMUNICATO STAMPA
SCRITTE FASCISTE DI FORZA NUOVA ALLA LIBRERIA BABELE
DI MILANO
Questa mattina, alle ore 10, i proprietari della Libreria
Babele di Milano hanno trovato le tre vetrine del loro negozio
imbrattate da scritte e svastiche. Il tutto debitamente firmato con una
croce celtica e la sigla di Forza Nuova. Le scritte "Froci al muro" .
"Gay raus" "Gay pedofili" e "Imma Battaglia troia" rappresentano l'
ennesimo atto di violenza e minaccia per la comunità glbt. Inutile
nascondere inoltre che la recrudescenza di questi atti avviene dopo le
parole inammissibili ed irricevibili da parte delle gerarchie
ecclesiastiche ed anche di alcuni esponenti di forze politiche che non
lesinano nell'apostrofarci come deviati, contronatura e colpevoli a tal
punto da non meritare nessun tipo di tutela, essere oggetti di severe
condanne morali se non addirittura di torture come la famigerata
garrota. Di certo la comunità glbt non è nuova a questo tipo di
attacchi e violenze: basta ricordare le scritte antigay all'entrata del
Circolo Mario Mieli ("Gay subumani"), di pochi giorni fa una nuova
croce celtica sul muro esterno del Circolo, le violenze davanti a
Muccassassina, l'inaudita violenza su una lesbica a Torre del Lago, il
tentativo di impedire il Gay Pride di Catania. Crediamo che tutto
questo sia un indice dell'avanzare di forze estremiste e reazionarie
che trovano la loro legittimità nelle parole della chiesa e della
politica. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la
propria solidarietà agli amici della Libreria Babele di Milano ed Imma
Battaglia, offesi ed insultati solo perché hanno il coraggio di essere
in prima linea nella lotta della conquista di pari diritti e pari
dignità per gay, lesbiche e transessuali. La nostra ferma e
democratica risposta sarà il Pride Nazionale Unitario del 9 Giugno
2007 a Roma.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana
Praitano Presidente Portavoce Pride Nazionale Unitario Roma 9 Giugno
2007
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica Via Efeso, 2/A 00146 R O
M A tel. 065413985 fax 065413971
3487708433

LIBERI TUTTI DI MARTEDI'
10 APRILE 2007
La pagina di liberi tutti sull'Unità del dieci aprile
apre sull'anti-omofobia mettendo insieme due storie che segnalano "la
forza di restare se stessi": due donne lesbiche che dopo tre anni
riescono ad avere una bimba con la fecondazione assistita affrontando
ostacoli ma anche trovando molta solidarietà al lavoro e il racconto di
uno studente diciottenne persiano e gay che ci dice "come ribalta
l'odio". Un mio corsivo lega i due pezzi dicendo che si può giudicare
non sulla base di stereotipi o di modelli precostitutiti, ma conoscendo
e valutando i risultati In questo modo non si arriva ad odiare quello
che non si conosce come vuole l'omofobia, in basso tre notiziette con
cui si annuncia l'assegnazione del premio cuore sacro per il
giornalismo a liberi tutti le presentazioni del libro "Sciò!" giovani,
bugie, identità, Oscar Mondatori e la trasmissione di martedì 10 aprile
di Corrado Augias, le storie, Raitre ore 12.46, in cui si parla del
libro il torneo internazionale di nuoto glbt a Roma. Nel tam tam una
presentazione del Torino film festival gay
Delia Vaccarello

IL
SUICIDIO DI MATTEO
Massimo Consoli
Il suicidio di Matteo e' una
tragedia. E' il sintomo che c'e' qualcosa di sbagliato in questa
societa'. Soprattutto, e' la punta di un iceberg che ci segnala una
situazione di estremo disagio molto piu' diffusa di quanto non si
pensi. Nel 1992 Paolo Crepet aveva fatto una ricerca dalla quale
risultava che in Italia 4.800 persone ogni anno si tolgono la vita. "I
ragazzi tra i 15 e i 24 anni sono il 5-6 per cento del totale". Per
quel che riguarda i tentativi: su cento che ci provano, almeno dieci
nel giro di quattro anni ci riusciranno. I metodi usati sono
soprattutto i farmaci (80 per cento) nei tentativi, mentre nei suicidi
riusciti, al primo posto c'e' l'impiccagione, poi la defenestrazione
(il gettarsi dalla finestra), le armi da fuoco, il gas (vedi anche "La
Repubblica", 10 marzo 1992) Secondo un altro autore (Virgilio Titone,
Dizionario delle idee comuni, Pan Editrice, 1976, due volumi, 2° vol.
p. 41) i suicidi o tentati suicidi di omosessuali, in Italia, nel
periodo fra il 1970 ed il 1973 sono stati piu' di 300. Questi dati
possono essere di supporto, ma basta vivere all'interno della propria
comunita' per sapere che i tentativi di togliersi la vita sono
piuttosto frequenti, soprattutto nell'eta' adolescenziale, quando il
giovane si scontra con una realta' fatta di discriminazione e
repressione da parte della societa', e di incomprensione da parte dei
familiari. Io stesso ci ho provato, a diciassette anni. E quando ne
sono uscito fuori ho giurato a me stesso che mi sarei dedicato anima e
corpo per tutta la vita ad aiutare i miei fratelli e sorelle in
difficolta'. Non sono mai venuto meno a questo giuramento, ma so che il
mio lavoro non e' sufficiente. Ci vuole ben altro che una sola persona,
per quanto motivata, per riuscire a modificare questa societa'. Vi
accludo il brano del mio libro "Affetti Speciali" (Massari ed., 1998),
dove racconto proprio del mio tentato suicidio. Spero che possa essere
utile a qualcuno. Lo fosse anche ad una sola persona, sarebbe gia'
sufficiente. Buona lettura: (… )A diciassette anni ero ad una svolta.
Avevo capito da tempo, ormai, di essere omosessuale: o così, almeno, mi
sentivo, in mancanza di altre possibilita' di definirmi in maniera piu'
precisa. Solo, non mi trovavo nei libri che avevo letto, ed erano
tanti, dio solo sa quanti fossero i libri di psicologia, medicina,
filosofia, religione, morale, storia, antropologia... che avevo mandato
giu' come fossero acqua fresca a ferragosto. Su questi libri c'era
scritto che l'omosessuale non poteva essere considerato un criminale
(bonta' loro!), ma solo un malato da curare anche se, spesso, ce
n'erano alcuni che "credevano" di vivere serenamente la loro
condizione, che non volevano assolutamente "guarire", che rifiutavano
con forza l'"aiuto" del medico... Questi erano i "casi" piu' difficili,
che, comunque, andavano "curati" anche contro la loro volonta'. E
questi libri mi sembravano perfino «coraggiosi»! E di fronte alla merda
generale, forse l'erano pure…Seguivano, poi, le casistiche degli
omosessuali, in nessuna delle quali riuscivo a vedermi: che avevo, io,
da spartire con quei personaggi che di notte si aggiravano per le
strade della citta' alla ricerca disperata di marinai dai quali essere
frustati? O a caccia di bambini di 6 anni ai quali succhiare il pene
incirconciso? O con quelle checche tremebonde che si travestivano da
femmes fatales e rimorchiavano i maschi che non si accorgevano (non si
accorgevano?) di avere a che fare con degli uomini in gonnella...? Un
libro portava come esempio di «omosessuali famosi», la storia del
«Macellaio di Hannover», uno che rimorchiava i ragazzi, li ammazzava,
li tagliava a pezzi e se li rivendeva come salsicce e carne macinata...
Un altro spiegava che «Jack lo squartatore» era "evidentemente" un
omosessuale che odiava le donne e per questo le sgozzava come
vitelle... Un altro ancora raccontava di cliniche svizzere dove agli
invertiti si ficcavano tanti chiodini in testa e... zac!, un piccolo
elettroshock li faceva miracolosamente diventare grandi amatori di
pucchiacchie. Non avevo alcun modello positivo in cui identificarmi.
Gli omosessuali che venivano fuori dalla lettura di libri e giornali
erano tutti mostri sanguinari e/o viziose checche tremebonde. Con tutta
la buona volonta' di questo mondo, io non riuscivo a sentirmi come loro
e non capivo quando e come la mia solforosa trasformazione avrebbe
avuto inizio: da bravo ragazzetto a squartatore di professione (magari
in gonnella mozzafiato), secondo ogni aspettativa «scientifica». Vivevo
nel trip del suicidio. La notte mi ci volevano due o tre ore prima di
addormentarmi e tutto mi spaventava. Mi avvolgevo nelle coperte, mi
coprivo la testa e gli occhi, lasciando fuori solo bocca e naso per
respirare. E stavo in una stanza con i miei due fratelli! Ero
terrorizzato dal buio, dagli sconosciuti, dagli imprevisti. Non volevo
vivere in un mondo del genere, in una simile societa', dentro uno Stato
siffatto. Così, un bel giorno, anzi, un pomeriggio, cominciai a bere un
liquore dolce che stava nella vetrinetta dell'armadio in camera da
pranzo, da chissa' quanti anni. Bevevo, piangevo e mi compativo,
cercando di stordirmi e di trovare il coraggio, infine, di buttarmi dal
balcone. Il pomeriggio, intanto, volgeva a sera. Mia madre e mia
sorella tornarono da chissaddove e mi videro in quello stato.
Dapprincipio non capirono cos'era successo. La bottiglia aperta sul
lungo tavolo di vetro verde (in una famiglia dove nessuno aveva
propensioni verso l'alcol) fece sospettare qualcosa. Mamma chiese
spiegazioni. Io risposi con un «vaffanculo!» Mia sorella intervenne:
«E' ubriaco!» «S'e' scolato tutta la bottiglia», disse mamma. «Ma che
t'e' successo? Oddio! Vedrai quando torna tuo padre». Io barcollavo per
le stanze, ondeggiando pericolosamente da una parete all'altra. Andai
verso il balcone appoggiandomi alla ringhiera. «Mi butto», minacciai.
«Mi sono rotto i coglioni di questo mondo di merda. Mi butto». Ma non
mi buttai. Piuttosto, rientrai dentro casa, andando verso la camera dei
miei genitori. Mamma s'era seduta sul letto. Affranta. Spaventata da
questa mia sbronza tragica. Non s'era mai trovata in una situazione del
genere, e non sapeva come affrontarla. «Ma che t'e' successo?», provo'
a chiedere ancora una volta. «Sono frocio!» La confessione m'era uscita
veloce, secca, urlata. E l'accompagnai con un cazzotto contro lo
specchio dell'armadio che, ancora oggi, non capisco com'e' che non sia
andato in mille pezzi. Nessuno disse niente. Mia sorella aprì la
poltrona e si rassegno' a prepararmi il letto. Io non vomitai nulla. Mi
sdraiai e passai una notte insonne, disgustato dall'alcol, con il mal
di testa che cominciava a farsi sentire. Intanto rientravano i fratelli
dalle loro scorribande notturne, prima uno, poi l'altro. Neanche loro
dissero nulla. Erano avvisati da mia madre, man mano che entravano, che
qualcosa di grave era successo, quel giorno, nella nostra casa. Rimasi
a letto due giorni pensando a me stesso. Pensai a cio' che ero, a cio'
che volevo essere, a tutto quello che mi succedeva attorno. Ricordo che
mi dissi piu' e piu' volte: «Sono frocio. Punto e basta. O mi sta bene
così, e ci vivo in pace per tutta la vita, o mi decido e m'ammazzo sul
serio. Non posso piu' traccheggiare. Devo prendere una decisione,
infine. O m'ammazzo o m'accetto. Ma perche' mi devo ammazzare? Io non
ho nessuna voglia di suicidarmi. Qui, oggi, io devo fare una prova, un
tentativo di vivere in pace con la mia omosessualita'. Di provarla.
Devo vedere cosa succede se non mi pongo piu' il "problema" di essere
omosessuale ma, piu' semplicemente, accetto di vivere "da" omosessuale.
Ma come si vive da omosessuali? Non e' possibile che i libri dicano la
verita'. C'e' qualcosa che mi sfugge. Loro scrivono che "ci sono quelli
che credono di vivere bene con la loro anomalia e non vogliono
assolutamente essere curati"... E se ci vivessero veramente bene? Se
non si trattasse di un'illusione, come gli autori vogliono far
intendere? E se io non fossi neanche omosessuale come credo, alla fin
fine, ma qualcosa di ancora piu' diverso?» Tra le righe di quello che
andavo leggendo sui libri si capiva che in altri tempi la gente era
convissuta in armonia con l'omosessualita' e, qualche autore aggiungeva
addirittura che «ancora oggi in altri paesi c'e' chi e' veramente
felice d'essere anormale...» In quei due, tre giorni, presi la piu'
importante decisione della mia vita: mi «accettai» come omosessuale.
Non solo, giurai a me stesso che avrei dedicato la mia vita all'
emancipazione degli altri omosessuali, che avrei fatto tutto, piu' che
il possibile fino all'impossibile, per liberare la mia comunita' dalle
catene che la legavano e la facevano soffrire. Giurai che non avrei
accettato imposizioni di nessun tipo da uno Stato, da una Chiesa, da
una Societa' che avevano cercato di sopprimermi, di distruggermi, di
farmi scomparire dalla faccia della terra. Tutto questo aveva, ed ha
ancora oggi per quel che posso capire, un fondamento nell'amore: amore
grande, sconfinato, irrefrenabile prima di tutto per i miei fratelli
che, come me, sono stati costretti a subire le ingiurie dell'idiozia
umana fatta carne; e poi amore per tutti gli uomini e le donne, amore
per coloro che sono oggi, e qui, viventi, ma anche per quelli che hanno
gia' dato il loro contributo all'evoluzione dell'umanita' ed a quelli
che lo daranno domani o dopodomani… E questo amore e' un imperativo
morale per tutti: noi non abbiamo solo dei diritti nei confronti di noi
stessi, ma anche degli obblighi di fronte agli altri. Di piu' verso
quelli che ci sono vicini, di meno per quelli che sentiamo lontani da
noi, certo, ma con tutti abbiamo un legame che non ci e' concesso
recidere o ignorare. INVIATO DA Massimo Consoli


ORGOGLIO E PREGIUDIZI
A cura di Alba Montori
OMOFOBIA ONLINE
La mia mailbox è colma di
messaggi, da parte di amici della comunità LGBT, per l'ennesima vittima
della guerra in atto contro la diversità, in primo luogo e soprattutto
UMANA, stigmatizzata come omo-sessuale. L'ultima, solo in ordine
temporale, di cui abbiamo notizia, Marco P., adolescente torinese,
studente studioso, figlio amoroso. Ha chiesto scusa ai suoi genitori,
poi si è accoltellato e quindi gettato dalla finestra di casa sua. Un
omicidio annunciato, un suicidio realizzato. Il mio cuore non ha più
spazio per la tristezza, né per lo sdegno, né per la pietà. Pietà è
parola troppo abusata da chi per secoli e secoli ha promosso la cultura
dello sterminio della libertà di genere in nome della pretesa di
ridurre chiunque (tranne i depositari del verbo/potere), entro il
confine del sessismo, a puro (!) e unico fine procreativo. Il mio
cervello e anche il mio cuore, per quanto sia amoroso, si rifiutano di
cercare qualunque tipo di possibile scusante a questa tragedia, che
nella sua infanda intollerabilità urla GIUSTIZIA agli occhi
dell'umanità civile (nel senso della specie umana) e di tutti gli dei,
ammesso che esistano. Il mio cuore, di adolescente che ha appena
superato 60 anni, è solidale con Marco P:, con tutti i Marco P. che ho
incontrato nel corso dei miei anni, nelle storie scritte e parlate e
nelle scuole d'Italia. Qualcuno/a di loro è riuscito a trovare il modo
per sopravvivere alla cultura dell'odio e della sopraffazione,
qualcuno/a, troppe/i, nò. Troppe vite intelligenti sono state spezzate
e distrutte; quelle che son riuscite a sopravvivere spesso hanno dovuto
farlo celando sé stessi dietro mille ipocrisie e falsità, pagando sul
loro corpo con la morte della loro vera identità e del loro amore, in
cambio di pochi spiccioli. Ma qualcun* è pur riuscito attraversando
drammi interiori orribili a conservare intatta o quasi la propria
ingenuità, la propria identità di genere unica, irripetibile e preziosa
più che la vita stessa. E ormai è decis* a combattere questa guerra che
non avrebbe mai voluto combattere e che non ha mai provocato. E'
necessario e improcrastinabile, perchè nessun* sia più obbligato a
piegarsi e a soccombere a simili nemici del genere umano. Nemico è
parola che mi riesce difficile anche pensare di usare: ma come posso
chiamare se non "nemico" chi incita tutti all'odio, alla violenza e
alla persecuzione di chi nulla gli ha mai fatto di male, di chi si
industria pacifico di vivere la propria vita, col solo corpo che ha,
con la sua mente, che si coltiva in amore e rispetto anche di chi non
lo vuol rispettare né amare? La guerra, altra parola che mi ripugna, è
stata dichiarata da tanto tempo, e non da noi. Qualche anno fa scrivevo
a conclusione di una riflessione su tale stato di cose: "...Non siamo
più disposti a tollerare ulteriormente che chiunque, a qualunque titolo
e dovunque sul pianeta, inciti all'odio e alla violenza contro chi non
si uniforma a regole, antiumane, antiscientifiche e assurdamente
innaturali nell'espressione delle proprie pulsioni alla sessualità e
all'amore: tali pulsioni sono la forma della più vitale, profonda e
inalienabile essenza dell'umanità, e come tali il tendere a dar loro
forma nella società è diritto inalienabile per ciascuno. Chiunque, ma
soprattutto chi ha maggior valore rappresentativo nella società,
pretenda di asservire i corpi e le coscienze di umani, nostri e suoi
simili, a precetti insani e innaturali, che vanno contro tutti principi
del rispetto sociale, con minacce di castighi divini o ricatti di
ordine economico-sociale, è moralmente e materialmente responsabile
più di ogni altro della distruzione sistematica di tale diritto. Perciò
diciamo basta: metteremo in atto tutte le azioni nonviolente che
riusciremo a inventare per far sì che chi ne è responsabile,
idealmente, culturalmente e materialmente, venga messo in condizione di
non poter più nuocere, neanche al suo stesso diritto all'espressione
delle proprie forme di sessualità, ovunque sul pianeta." Ed ecco una
forma di azione non/violenta che voglio proporvi. Qualcuno si è accorto
del fatto inquietante che in giro per il web ci sono siti (
prevalentemente cattolici, alcuni evidentemente ecclesiali) che mettono
in rete contenuti altamente omofobici e mistificatori, accomunando
pedofilia e omosessualità con veri e propri incitamenti all'odio e alla
violenza contro l' omosessualità? Uno di questi mi è stato segnalato
ieri su una delle ml a cui sono iscritta. Tutto ciò mi ha fatto venire
l'idea di creare una sezione nel mio blog per le segnalazioni di siti
di contenuto omofobico e sessuofobico da parte di chi ci si imbatte
anche casualmente. La chiamerò OMOFOBIonLINE. Una forma di
segnalazione alla comunità web e alla comunità varia e variegata, per
autodifesa, analoga a quelle dei siti pedofili. Un passa-parola
telematico, insomma. Potrà forse essere utile per supportare la
richiesta perentoria di una legislazione ad hoc antidiscriminazioni e
contro i reati sessisti e omofobici che da troppo tempo aspettiamo in
Italia. La GayHelpLine anche potrebbe ben essere un altro canale dove
far convergere le denunce. Certo, ancora non c'è una legge che condanni
l'omofobia e la sessuofobia in quanto tali, ma perchè non cominciare
noi per primi a comportarci come se già una legge così ci fosse?
Attraverso i media questo genere di azioni troppo spesso ( anzi, quasi
sempre) vengono minimizzate come cosiddetto bullismo ( una delle più
vigliacche e incivili forme di violenza sociale), ma in realtà si
configurano come una vera e propria persecuzione, psicologica e/o
violenta, di tipo razzistico e troppo spesso sfociano in crimini. La
questione è: indottrinare all'odio e alla violenza, psicologica,
sociale e materiale contro le persone ( che siano omosessuali, donne o
negri o ebrei, o stranieri o diversi in qualche modo ) in un paese che
pretende di essere "civile", è o non è considerato un reato? Per chi ha
presente e sottoscrive anche nei suoi comportamenti quotidiani e
sociali la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo la questione
è più che evidente, chiara e non ammette equivoche risposte: si tratta
di comportamenti criminali contro i diritti della persona umana, quindi
reati. In quanto tali vanno denunciati e perseguiti, ma prima ancora
vanno eradicati dal costume sociale, con tutti i mezzi non/violenti
disponibili. Perchè non promuovere on line una campagna per convincere
le persone a denunciare all'autorità giudiziaria chi li fa oggetto di
questo tipo di azioni? Ecco la mia proposta. il blog per le
segnalazioni di OMOFOBIonLINE è http://albamontori.blogspot.com Mi
sembra anche un buon modo per augurare a tutt** una bella e viva
primavera ! Alba Montori Gaya CsF

RAGAZZO SUICIDA PERCHE' ACCUSATO
DI ESSERE GAY
Dalla disperazione il sedicenne si è dapprima
accoltellato per poi saltare giù dal quarto piano, vittima di una
mentalità creata (in Italia) soprattutto dallo Stato del Vaticano che
condanna l'omosessualità discriminando e facendo emarginare i gay.
L'omosessuale per questo anticristico Stato è intrinsecamente
disordinato, commette grave peccato ed è contronatura. Contronatura
sono i preti che non fanno sesso o che ipocriticamente sostengono di
essere casti e puri (ma chi ci crede!). Non passa un giorno che il capo
di quello Stato non inveisca contro i PACS, DICO, negando i diritti
civili alle coppie eterosessuali sia a quelle omo, facendo uno
spudorato razzismo verso questi ultimi. Sui giornali ed i TG si parla
di persone deboli, ma la definizione giusta sarebbe invece "persone
fatte diventare deboli" attraverso la derisione, l'umiliazione. Nel
1998 il gay siciliano Alfredo Ormando si immolò a piazza San Pietro
davanti alla Basilica, il Vaticano allora emise un comunicato stampa
che il giovane si era suicidato a causa di problemi familiari non
sapendo che Alfredo aveva inviato all'ANSA la stessa lettera che aveva
in tasca in quel momento tragico e che spiegava le ragioni di quel suo
gesto estremo.
Il Vaticano addirittura proibì la commemorazione di
Alfredo Ormando che ogni anno ha luogo sul suolo italiano davanti alle
transenne che segnano il confine dello Stato del Vaticano, uno Stato
non democratico dal quale escono parole diaboliche che creano omicidi,
suicidi e grave disordine sociale. Le parole uccidono più delle armi,
la discriminazione violenta e palese da parte della gerarchia
vaticanense ha dimostrato una volta dippiù l'insensibilità e il freddo
calcolo con il quale prima condannavano le donne, gli ebrei, molti
scienziati, gli infedeli, etcetera. Ora per le loro feroci condanne
sono rimaste soltanto le persone omo-, bi- e pan-sessuali. Voglioni
festeggiare il venerdì santo e la Pasqua, tra poco ci sarà il Family
Day, ma sono certo che Dio (se c'è un Dio) ora non li perdonerà più e
manderà questa immorale gerarchia direttamente all'inferno.
Peter Boom
Gaya CsF

SIAMO TUTTI COLPEVOLI
Articolo di Isabelle Rizk
Un'altra vittima innocente, uccisa dal disprezzo fomentato da crociate
mediatiche volte alla difesa di una morale che pretende di rifarsi a
principi di amore, ma che nei fatti li nega. Un'altra vittima di una
società cinica e ipocrita che si definisce civile, ma che invece si
rivela particolarmente recettiva ai messaggi di discriminazione e di
emarginazione, specie se trasmessi in nome di un dio, messaggi che
germinano odio e disprezzo verso le diversità, quindi spesso verso i
più deboli, condannandoli all'emarginazione, alla disperazione. Credo
sia opportuno reagire fermamente a questo stato di cose, credo sia
diventato ineluttabile un deciso intervento per contrastare questo
rigurgito di omofobia che si sta manifestando nel Paese. Ritengo che
bisogna partire sistema scolastico, che sia necessario intervenire
presso le strutture didattiche per aiutare gli adolescenti a conoscere
e comprendere le diversità, a comprendere che la crescita avviene
proprio mediante il confronto con chi è diverso da te. L'educazione
civica nei nostri programmi non viene considerata determinante,
andrebbe invece rivalutata al rango di materia fondamentale, non meno
importante dell'insegnamento dell'italiano o della matematica. Dovrebbe
essere però un insegnamento attivo, non accademico. Sarebbe opportuno
realizzare uno spazio di contatto con il mondo esterno, quello reale,
posto in netta contrapposizione a quello virtuale di Internet o del
mondo delle veline. Dovrebbe essere uno spazio in cui la conoscenza si
realizza mediante la contaminazione con quelle realtà oggi disprezzate
perché sconosciute, o conosciute con il filtro dei pregiudizi. Sarebbe
troppo utopistico chiedere alle scuole di prevedere in modo sistematico
interventi in classe di persone omosessuali che raccontino le loro
esperienze e le loro sofferenze, che aiutino a comprendere che in fondo
siamo tutti simili? Sarebbe così insensato chiedere che a questi
incontri partecipino anche i genitori? Sarebbe troppo chiedere alle
Associazioni di mobilitarsi in sinergia per rendere attuabile una
iniziativa di questo genere? Conoscere significa comprendere,
comprendere significa crescere, crescere significa imparare ad
accettarsi e volersi bene per quello che si è, non per quello che si
rappresenta. Auspico inoltre un Movimento unito e determinato nel
sostegno e nella promozione di tutte le iniziative in difesa degli
emarginati e delle categorie discriminate, delle minoranze e di tutte
le vittime di questo assurdo e spietato sistema di convivenza che
definiamo civiltà. Penso quindi che il Movimento debba partecipare alla
Marcia contro la pena di morte, perché non bisogna dimenticare che in
alcune parti del mondo ancora si viene giustiziati per l'aver amato la
persona che non si doveva amare. Credo che questa sia la migliore
risposta all'incessante, massiccio tentativo di delegittimare le
istanze di un mondo composto da milioni di persone, uomini e donne, che
spesso, proprio per la sofferenza della loro vita, sono migliori di
coloro che si arrogano il diritto di giudicarli. Nella speranza che
questo messaggio di impegno civile possa nel tempo determinare una
nuova e diversa percezione delle persone omosessuali, delle persone
"diverse" in genere, e aiuti a comprendere che le diversità in quanto
tali non sono una minaccia, ma una grande ricchezza per tutti. Isabelle
Rizk


L'ALTRO MARTEDI
RADIO POPOLARE
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da Eleonora
Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 10 aprile dalle ore
22.35 alle ore 23.30 presenta OMOFOBIA interviste a Imma Battaglia
Presidente DìGayProject, Rolando Canzano Libreria Babele Milano, Fabio
Saccà Arcigay Giovani; a cura di AURELIO MANCUSO segretario Arcigay
Nazionale; e SPECIALE INTERVISTA a Giovanni Minerba in occasione
dellla 22^ edizione del Torino International GLBT Film Festival "DA
SODOMA A HOLLYWOOD" 19-26 aprile 2007
RADIO POPOLARE email:
omomail@radiopopolare.it
FM 107.600
streaming su www.radiopopolare.it


ALLE RADICI DEI GAY
Progetti. Lo scrittore e studioso Massimo Consoli
cura una collana dedicata ai «Padri Fondatori» del movimento
omosessuale Si chiama «Padri Fondatori» la collana pubblicata dalle
Edizioni Del Giano sulla storia del movimento omosessuale e della
comunita' gay, lesbica, bisex e transgender (Glbt). Curatore e
direttore della collana e' Massimo Consoli, figura storica del
movimento omosessuale in Italia: il suo archivio internazionale sull'
omosessualita', raccolto a partire dal 1959 in lunghi anni di pazienti
ricerche, oggi e' custodito nella sede dell'Archivio di Stato a Roma.
Tra i primi titoli in catalogo nella collana di Consoli, "L'amore
omosessuale", scritto nel 1906 dal sociologo e filosofo morale
finlandese Edward Westermarck, e "Nasce l'omosessualita'", in cui si
riporta integralmente il documento datato 1868 nel quale per la prima
volta compare scritta su un foglio di carta la parola «omosessualita'».
Scopo principale della collana infatti, secondo il suo ideatore, e'
rendere accessibili i documenti piu' rari e sconosciuti della storia
Glbt in tutto il mondo.E mentre in questi giorni arrivano in libreria
"In difesa dell'omosessualita' di Oscar Wilde" e "Omosessualita' e
vampirismo" (con un racconto scritto da Karl Heinrich Ulrichs 13 anni
prima della pubblicazione del "Dracula" di Bram Stoker), sono in stampa
"Cuba l'isola infelice" sulla storia delle persecuzioni castriste
contro i gay e una biografia con immagini del fotografo George Platt
Lynes. Ma la parte piu' ambiziosa del progetto editoriale e' quella
alla quale Consoli sta ancora lavorando: la stesura di una cronologia
dei primi 100 anni di storia omosessuale in Italia, dal 1900 al 2000.
Fra le curiosita', in arrivo anche una guida ai personaggi Glbt sepolti
al cimitero di Testaccio, a Roma. ARTICOLO DI Carla De Girolamo –
INVIATO DA Massimo Consoli


COMUNICATO STAMPA
Bologna, 06 aprile
2007
SEDICENNE SUICIDA; ARCIGAY, POLITICI RISPETTINO IL DOLORE
"PER UN
GIORNO SI ASTENGANO DA INVETTIVE ANTI-OMOSESSUALI"
"Se anche nell'ora
del lutto e del dolore, ci sono esponenti politici di primo piano che
invece di spendere una parola di cordoglio per la tragica morte di un
adolescente e di solidarietà alla sua famiglia preferiscono inveire
schiumanti contro 'l'omosessualizzazione scolastica', si capisce perché
in Italia un sedicenne, deriso e tormentato in quanto ritenuto gay,
possa arrivare ad ammazzarsi". Lo afferma il presidente nazionale di
Arcigay, Sergio Lo Giudice, replicando alle parole del capogruppo Udc
alla camera, Luca Volonté. "Comunque la pensiamo sulla via crucis di
sopraffazione che ha spinto Matteo a togliersi la vita, di sicuro non è
morto per colpa dei troppi 'spot pro gay', come qualcuno intende gli
appelli al rispetto delle persone omosessuali – continua Lo Giudice.
"Piuttosto che trasfigurare in 'omosessualizzazione scolastica' le
poche iniziative per una scuola accogliente e sicura anche per gli
studenti omosessuali, e in 'omosessuali politici' (ma avete mai sentito
parlare di 'eterosessuali politici'?) i politici impegnati a promuovere
i diritti civili di tutti, i deputati farebbero bene a formulare
proposte concrete di prevenzione del bullismo anti-gay nelle scuole,
del razzismo e del disprezzo verso le persone omosessuali nella
società, affinché casi come il suicidio di Matteo non abbiano a
ripetersi". Ufficio stampa Arcigay


COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE ROMA

Anche noi esprimiamo massima solidarieta' a Imma Battaglia, alla
libreria Babele e a tutte le persone vittime di attacchi omofobi e
transfobici, ma in particolar modo la nostra mente non riesce a
staccarsi dalla triste vicenda del ragazzo di Torino e dalle disgustose
insinuazioni di personaggi come il "vomitevole" Volonte'. Tutti/e noi
sappiamo cosa vuol dire sentirsi "diversi" a scuola, con gli amici, con
la propria famiglia, tutti/e noi sappiamo quanti drammi simili a quello
del piccolo Matteo di Torino si svolgono ogni giorno, tutti/e noi
sappiamo quanto sia importante avere dei modelli positivi di
riferimento per non sentirsi dei mostri. Oggi piu' che mai ogni nostra
azione di visibilita' acquista un valore fondamentale per formare una
coscienza civile e sociale nel nostro Paese che si sta cercando di
riportare a livelli di intolleranza, razzismo e fondamentalismo degni
della santa inquisizione d'altri tempi. Aspettiamo fiduciosi il Pride
del 9 giugno sperando di portare in piazza centinaia di migliaia di
persone che vogliono un'Italia migliore. Noi non ci arrendiamo e
continueremo a camminare a testa alta, orgogliosi/e di essere. Paolo
Sordini Gruppo Pesce Roma P.S. anche noi, dopo un'intervista pubblicata
su "Libero.it" a proposito del nostro torneo AquaRomae, abbiamo
ricevuto commenti del tipo "speriamo che affoghino tutti" e altre
simili amenita'…

www.gruppopesceroma.org
gruppopesceroma@libero.it
info: 333.7644811


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri,
Al Ministro della Pubblica Istruzione,
Per sapere - premesso che: la notizia del suicidio di M.P., giovane
studente torinese, è su tutti i giornali nazionali odierni e viene da
tutte le cronache ed i commenti giornalistici direttamente collegata al
clima discriminatorio antiomosessuale che si era creato contro di lui
nell'ambito scolastico; M.P., 16 anni, frequentava l'Istituto Tecnico
Sommeiller, considerato uno dei più prestigiosi di Torino, ma dallo
scorso anno scolastico lo studente era stato preso di mira dagli altri
ragazzi che, per deriderlo, lo apostrofavano con il nome di "Jonathan"
(come uno dei personaggi del Grande Fratello televisivo indicato come
omosessuale) o continuavano a ripetergli "sei gay" , "ti piacciono i
ragazzi", come fosse un insulto, un'accusa grave, uno scherno, un
marchio di infamia e con un conseguente, progressivo isolamento di M.P.
dai compagni e dalla classe; martedì 4 aprile scorso M.P. si è tolto la
vita, gettandosi dalla finestra al quarto piano dell'abitazione
familiare, lasciando due biglietti, ora in mano ai carabinieri, dai
quali pare confermata la motivazione del gesto legato al disagio
scolastico; la madre Priscilla, confermando che suo figlio M. non
sopportava più di sentirsi emarginato e insultato dai compagni di
scuola, ha rivelato che già nel 2005 la grave situazione era stata
segnalata alla preside ed anche i professori ne erano informati, ma che
nulla era cambiato; la preside dell'Istituto, che non esita a definirlo
"il migliore della classe", conferma che il disagio dello studente era
stato rilevato e segnalato e che vi era stato un intervento sui
compagni, ma che "Da allora non è più stato notato nulla di insolito" e
che "Per noi è stato un fulmine a ciel sereno"; il fenomeno del
bullismo sta emergendo, in maniera sempre più evidente, come grave
realtà quotidiana del sistema scolastico italiano e che, in questo
contesto, la violenza verbale, lungi dall'essere meno pericolosa della
violenza fisica, è da considerasi una forma più subdola e "tossica",
anche perché sovente pericolosamente sottovalutata nelle sue
conseguenze deleterie per la psicologia delle vittime; "Gay Help Line",
il telefono amico di un'importante associazione come l'Arcigay, ha
recentemente documentato che oltre il 35% delle chiamate ricevute
arrivano da studenti che lamentano atti di bullismo derivanti dalla
presunzione di un orientamento sessuale omosessuale; negli ultimi anni
si sono ripetuti ed amplificati messaggi culturali omofobici di vario
tenore e intensità, ma che, indubbiamente, l'attuale polemica politica
sui "Dico" ha portato un'esasperazione di toni e di argomenti, sino a
giungere alla recente equiparazione della "devianza omosessuale" con la
pedofilia e l'incesto, e ciò ad opera non solo di minoritarie frange
integraliste ma anche e soprattutto di influenti personalità della
Chiesa Cattolica; l'ambiente scolastico naturalmente assorbe ed
amplifica gli umori, i timori, il clima generale del dibattito nella
società italiana ed è un'ottima "cartina di tornasole" per valutare gli
elementi di crisi e, nello stesso tempo, risulta essere il luogo
privilegiato per strutturare interventi preventivi del disagio
giovanile, con particolare riferimento alle fasi di transizione, di
inserimento sociale e di scoperta di sé e dei propri orientamenti
sessuali; nell'ambito del programma regionale contro le
discriminazioni ed agganciato al "Piano giovani 2002", l'Assessorato
Regionale alla Cultura della Regione Piemonte ha distribuito in tutte
le scuole medie superiori ed in tutte le biblioteche civiche regionali
il documentario "Nessuno Uguale", girato con ragazzi e ragazze delle
scuole superiori che discutono fra di loro, guidati da uno psicologo,
di omosessualità e di identità di genere, e prodotto dalla Provincia di
Milano e dalla Agedo (Associazione genitori, parenti e amici di
omosessuali).
- quali sono le valutazioni del Governo su questo
caso e sul clima generale di intolleranza crescente nei confronti di
chi è percepito come "diverso" per orientamento sessuale;
-
quali iniziative specifiche ed urgenti il Ministrero della Pubblica
Istruzione intende assumere per evitare il ripetersi, purtroppo non
così infrequente, di giovani suicidi legati all'inserimento nel mondo
scolastico;
- se non si ritenga necessaria ed urgente la
promozione di una grande campagna nelle scuole medie superiori
sull'educazione alle differenze, alla tolleranza sessuale e contro
l'omofobia;
- per sapere se l'Istituto in questione ha ritenuto
di utilizzare tutti gli strumenti didattici e di supporto messi a
disposizione dal Ministero e, nel caso specifico, anche dalla Regione
Piemonte.
Presentata dai Deputati:
Bruno MELLANO
MaurizioTURCO
Sergio
D'ELIA
INVIATO DA Sergio Rovasio

COMUNICAZIONE AGEDO ABRUZZO
LETTERA APERTA
Non si è gay a 16 anni?
Ma fatemi il favore! Niente morale
politica, niente speculazioni, ma qualche verità dettata dal dolore, sì
per favore. Marco non è come Anna, Giovanni, Vanessa, Marco è come uno
dei tanti ragazzi che si uccidono perché sanno di essere gay e non
trovano speranza nel mondo che li circonda. E' proprio l'età più
critica, quando si è smarriti e e si vorrebbe essere altro, si ha
orrore e disprezzo di sé, con tutto quel che ci si sente dire contro.
La solitudine e i complessi degli adolescenti sono tanti, si puo'
essere bullizzati per tante ragioni, ma tutti gli altri diversi, o che
tali si percepiscono, hanno dei genitori pronti a difenderli e una
cultura di riferimento in cui sono cresciuti, che è il loro valore.
Anche il rom, l'islamico ecc. Il gay, la lesbica, il/la transessuale,
questo privilegio non ce l'hanno, i genitori non li difendono perchè
ancora non sanno, e non sanno perché a quell'età i figli non hanno
ancora il coraggio di vuotare il sacco, per timore di essere emarginati
anche in famiglia. Riferimenti culturali non ne hanno, la scuola ci
pensa bene a scansarli, questi riferimenti, per evitare imbarazzi.
Marco era di madre filippina e padre italiano, nato in Italia, non è
pensabile che fosse perseguitato per questo, in una città come Torino e
in un quartiere borghese. Tutto quel che leggiamo della sua personalità
invece, conferma l'ipotesi che fosse gay e questa è l'unica spiegazione
della sua morte. Non facciamogli il torto di metterlo nel calderone del
disagio giovanile, non paragoniamo la sua fragilità a quella di chi non
ha retto a un insuccesso scolastico o alla derisione del gruppo. Certo
tutto ha contribuito, compresa la sovraesposizione mediatica del
fenomeno omosessualità, che da tabù è stata promossa ad argomento di
prima pagina, su cui ognuno si sente in grado di sparare giudizi. Senza
pensare alle conseguenze sugli adolescenti. Il rimedio c'è ed è nella
scuola che si deve trovare, la battaglia contro il bullismo generico
deve essere mirata anche al bullismo omofobo, che è il peggiore per le
ragioni che ho detto. Queste cose le sappiamo bene noi genitori di
omosessuali, che abbiamo la nostra associazione (AGEDO) a cui tanti
come Marco si rivolgono e vengono salvati dalla disperazione. Bastava
una telefonata. Poteva farcela, la vicepreside, oggi lei starebbe
meglio e Marco sarebbe vivo. Claudia Toscano AGEDO (Ass. GEnitori di
Omosessuali). Segue per informazione o pubblicazione anche la lettera
che ho scritto al ministro Fioroni - Signor Ministro,bastava una
telefonata. Ancora meno:bastava fornire al ragazzo un numero di
telefono, o un indirizzo, o una sigla, per salvargli la vita. In una
città come Torino c'era solo da scegliere a quale organizzazione
affidarlo, che l'avrebbe preso in carico, lui e la tutta la famiglia.
Ebbene questo non è stato fatto dalla scuola, per ignoranza profonda.
Non è un caso. La risposta della vicepreside "solo sciocchi scherzi
crudeli", agghiacciante, è normale, identica a tante altre che abbiamo
ricevute. Possiamo fornirle un bel dossier sull' indifferenza o sui
discorsi avventati del corpo insegnante e degli psicologi scolastici..
E' ora di rimediare e in fretta, Signor Ministro, questa morte deve
essere l' ultima. I progetti contro il bullismo omofobico sono pronti
da anni. Noi li mandiamo a tutte le scuole, ma nessuno risponde. Sa
dove riusciamo ad entrare?. Dove ci apre la strada un prof. omosessuale
o vicino all'ambiente, che però non si espone personalmente per non
rovinarsi la vita. E' così che nascono le chiacchiere sulle "lobby
gay". Lei che si mostra sensibile al bullismo crescente, si deve
rendere conto che quello omofobico, che c'è sempre stato, è in crescita
esponenziale, alimentato sappiamo bene da quali poteri in questo
momento, e dai docenti stessi, che non si rendono conto che le loro
opinioni sugli omosessuali possono ferire ed uccidere. Non pensano
mai, i docenti, di averne in media uno per classe, cullandosi nella
vecchia convinzione che quando uno lo è "si vede" e ci si regola. Prima
era un tabù, ma ora che se ne parla e straparla c'è bisogno come il
pane di corsi di informazione formazione per docenti, a cominciare
dalla nozione che tutto sta cambiando e adesso "non si vede" come
prima. Si vedono solo i suicidi, che fra gli adolescenti omosessuali
sono il triplo che fra gli eterosessuali, poi ci sono i suicidi
inspiegabili, che una spiegazione segreta forse ce l' hanno. Ma non è
il caso di Marco, che una mamma che lo difendeva ce l'aveva, e non è
bastata contro l' insensibiltà della scuola. Immagini in che stato si
trovano quelli che a casa non dicono nulla per paura di esserne
cacciati. Questo è il panorama, Lei che puo' faccia qualcosa per
quelli che noi non riusciamo a salvare!
INVIATO DA Claudia Toscano
AGEDO Abruzzo


COMUNICAZIONE
NUOVA PROPOSTA
UOMINI E DONNE OMOSESSUALI CREDENTI
Tutti abbiamo letto, ascoltato, riflettuto in
questi giorni sulle molteplici prese di posizioni di molti esponenti
della Chiesa sul tema Dico, Omosessualità, Coppie di Fatto, Amori, ecc.
Tra i molti interventi e articoli dei nostri massmedia, siamo stati
invasi da testimonianze sulle cosiddette terapie riparative, che
tendono a curare e guarire dall'omosessualità le persone, utilizzando
anche preghiere, testi religiosi, rosari. Per parlare di tutto questo
abbiamo invitato Paolo Rigliano, psichiatra milanese, che molti di noi
già conosco per essere l'autore di "Amori senza scandolo" e che già
negli anni passati è venuto presso la nostra associazione. Dalle
terapie riparative alla psicoanalisi, dalla terapia di coppia al
supporto agli adolescenti gay e lesbiche, questo libro vuole aiutare a
riflettere sull'esistenza gay e lesbica in modo scientifico, informato
e liberatorio. Grave è ancora il silenzio e l'ignoranza che circondano
le persone gay e lesbiche, lasciandole in balia di persecuzioni e
discriminazioni, insicurezze e stereotipi. Martedì 17 aprile alle ore
20.30: GAY E LESBICHE IN PSICOTERAPIAa cura di Paolo Rigliano, Cortina
Editore, 2006 verrà presentato a Roma da Paolo Rigliano in via Marianna
Dionigi 59 Roma. Al termine dell'incontro, come solito, avremo un
spaghettata comunitaria.
NUOVA PROPOSTA UOMINI E DONNE OMOSESSUALI
CREDENTI


SORPRESA……
ECCO CHI, COME E QUANDO HA DECISO IN VATICANO DI
SOTTRARRE I PRETI PEDOFILI ALLA MAGISTRATURA
Pino Nicotri giornalista
investigativo del settimanale "L'Espresso" e autore di importanti libri
inchiesta tra i quali "Mistero Vaticano – La scomparsa di Emanuela
Orlandi" Kaos Edizioni.
Prima si sono rivolti con fiducia alla Chiesa,
anziché ad avvocati e tribunali, inviando fin dal gennaio 2004 alla
curia di Firenze esposti e memoriali sulle violenze sessuali ai danni
di minori consumate per anni dal parroco Lelio Cantini, titolare della
parrocchia Regina della Pace. Con la complicità di una donna, la solita
"veggente" di turno le cui visioni di Gesù servivano alla selezione
degli "eletti", Cantini ha imperversato per anni e anni imponendo
violenze, psicologiche e fisiche, fra cui quella sistematicamente
rivolta a ragazzine di dieci, quindici, diciassette anni, di avere
rapporti sessuali con lui, come forma, diceva, di "adesione totale a
Dio", facendo credere a ognuno e a ognuna di essere il prescelto e
intimando il segreto assoluto pena il "castigo divino". A furia di
insistere, le vittime di Cantini hanno ottenuto qualche incontro con l'
allora arcivescovo Silvano Piovanelli, con l'arcivescovo Ennio
Antonelli e con l'ausiliare Claudio Maniago. Ma tutto quello che sono
riusciti a ottenere è stato il trasferimento del parroco mascalzone in
un'altra parrocchia della stessa diocesi nel settembre 2005, cioè ben
20 mesi dopo gli esposti, motivato ufficialmente "per motivi di
salute", vale a dire senza che venisse né denunciato alla magistratura
né svergognato in altro modo né privato dell'abito talare con la
sospensione "a divinis". Deluse, le vittime e i loro familiari si sono
allora rivolti al papa, con una lettera del 20 marzo 2006 recante in
allegato i dettagliati memoriali di dieci tra le almeno venti vittime
di abusi. "Non vogliamo sentirci domani chiedere conto di un colpevole
silenzio", hanno spiegato al papa il 13 ottobre 2006 con una nuova,
nella quale parlano di "iniquo progetto di dominio sulle anime e sulle
esistenze quotidiane" e lamentano come a "quasi due anni" dall'inizio
delle denunce dalla Chiesa fiorentina non fosse ancora arrivata né "una
decisa presa di distanza" dai personaggi coinvolti nella vicenda né
"una scusa ufficiale" e neppure "un atto riparatore autorevole e
credibile". Alla loro missiva ha risposto il cardinale Camillo Ruini,
ma in un modo francamente incredibile, di inaudita ipocrisia e mancanza
di senso della responsabilità. Il famoso cardinale, tanto impegnato
nella lotta incessante contro la laicità dello Stato italiano, a fronte
alle porcherie del suo sottoposto si rivela quanto mai imbelle,
omertoso e di fatto complice: tutta la sua azione si riduce a una
lettera agli stuprati per ricordare loro che il parroco criminale il 31
marzo ha lasciato anche la diocesi e per augurare che il trasferimento
"infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti".
Insomma, fuor dalle chiacchiere e dall'ipocrisia, Ruini si limita a
raccomandare che tutti si accontentino della rimozione di Cantini e se
ne stiano pertanto d'ora in poi zitti e buoni, paghi del fatto che il
prete pedofilo e stupratore sia stato spedito a soddisfare le sue brame
carnali altrove. Come a dire che i parenti delle vittime della strage
di piazza Fontana o del treno Italicus si sentano rispondere dal Capo
dello Stato non con il dovuto processo ai colpevoli, bensì con una
letterina buffetto sulle guance che annuncia, magno cum gaudio, che i
colpevoli anziché andare in galera sono stati trasferiti in altri
uffici e che pertanto augura, cioè di fatto ordina, "serenità" tra i
superstiti e i parenti delle vittime. Un simile comportamento oggi non
ce l'hanno neppure gli Stati Uniti: è vero che non permettono a nessuno
Stato estero di giudicare i propri soldati quali che siano i crimini da
loro commessi, da Mai Lay al Cermis, da Abu Graib a Guantanamo e
Okinawa, ma è anche vero che gli Usa anziché stendere il velo omertoso
del segreto li processa pubblicamente in patria e non sempre in modo
compiacente. Come sempre la Chiesa si comporta in tutto il mondo come
uno Stato nello Stato, con la pretesa non solo di intervenire – come è
particolarmente evidente in Italia - contro l'autonomia della politica,
ma per giunta di sottrarre il proprio personale alla magistratura
competente. Il dramma però è che Ruini ai fedeli fiorentini che hanno
subìto quello che hanno subìto non poteva rispondere altrimenti, perché
– per quanto possa parere incredibile – a voler imporre il silenzio,
anzi il "segreto pontificio" sui reati gravi commessi dai religiosi,
compresi gli stupri di minori, è stato proprio l'attuale papa,
Ratzinger. Con una ben precisa circolare inviata ai vescovi di tutto il
mondo il 18 maggio 2001 e che più avanti riproduciamo per intero, l'
allora capo della Congregazione per la dottrina della fede, come si
chiama oggi ciò che una volta era la "Santa" (!) Inquisizione e poi il
Sant'Ufficio, non solo imponeva il segreto su questi orribili
argomenti, ma avvertiva anche che a volere una tale sciagurata
direttiva era il papa di allora in persona. Vale a dire, quel Wojtyla
che più si ha la coda di paglia e più si vuole sia fatto "santo
subito", in modo da sottrarlo il più possibile alle critiche per i suoi
non pochi errori. Da notare che per quell'ordine scritto diramato a
tutti i vescovi assieme all'allora suo vice, cardinale Tarcisio Bertone
(oggi ancor più potente perché scelto dal papa tedesco come nuovo
Segretario di Stato, cioè ministro degli Esteri del Vaticano),
Ratzinger nel 2005 è stato incriminato negli Stati Uniti per
cospirazione contro la giustizia in un processo contro preti pedofili
in quel di Houston, nel Texas. Per l'esattezza, presso la Corte
distrettuale di Harris County figurano imputati il responsabile della
diocesi di Galveston Houston, arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti
pedofili Juan Carlos Patino Arango e William Pickand, infine anche l'
attuale pontefice. Questi è accusato di avere coscientemente coperto,
quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, i
sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori. Da notare che l'omertà
e la complicità di fatto garantita dalla circolare Ratzinger-Bertone ha
danneggiato non solo la giustizia di quel processo, ma anche dei molti
altri che hanno scosso il mondo intero scoperchiando la pentola
verminosa dei religiosi pedofili negli Stati Uniti (dove la Chiesa ha
dovuto pagare centinaia di milioni di dollari in una marea di
risarcimenti) e in altre parti del mondo. Un porporato che si è visto
denunciare dalle vittime un folto gruppo di preti, anziché punire i
colpevoli li ha protetti facendoli addirittura espatriare nelle
Filippine, in modo da sottrarli per sempre alla giustizia. Sono emersi
casi imbarazzanti anche in Austria e Polonia, con l'aggravante che si
trattava delle massime cariche ecclesiastiche, tra le quali l'
arcivescovo di Cracovia pedofilo Julius Paetz, la cui pedofilia era
nota fin da quando lavorava in Vaticano nell'anticamera del papa suo
connazionale, Wojtyla, e proprio negli anni in cui è "misteriosamente"
scomparsa la ragazzina cittadina vaticana Emanuela Orlandi. Ma a
scorrere le cronache dei giornali locali si scopre che anche in Italia
le condanne di religiosi per pedofilia abbondano, solo che – pur
essendo gli stupratori scoperti solo la punta dell'iceberg - vengono
tenute accuratamente nascoste. E perché vengano nascoste lo si capisce
finalmente bene, e in modo dimostrato, leggendo il testo della
circolare emanata dall'ex Sant'Ufficio. A muovere l'accusa contro l'
attuale pontefice, documenti vaticani alla mano, è l'agguerritissimo
avvocato Daniel Shea, difensore di tre vittime della pedofilia dei
religiosi di Galveston Houston. E Ratzinger sarebbe stato trascinato in
tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel
frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della
Giustizia, su indicazione di Bush e Condolezza Rice, ha bloccato il
processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell'allora
segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche
al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all'immunità
riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. A
questo punto è doveroso e niente affatto scandalistico porsi una
domanda, decisamente scomoda: quanto ha pesato nella scelta di eleggere
papa proprio Ratzinger la necessità di sottrarlo alla giustizia
americana e di difenderlo per avere in definitiva eseguito la volontà
del pontefice precedente? C'è anche un altro particolare: di solito non
si riesce a portare in tribunale anche i superiori dei preti stupratori
perché in un modo o nell'altro evitano di ricevere l'atto di accusa,
specie se risiedono sia pure solo ufficialmente in Vaticano. Ratzinger
invece l'atto di citazione ha accettato di riceverlo: si può escludere
lo abbia fatto per obbligare i suoi colleghi cardinali ad eleggerlo
papa quando Wojtyla – sempre più malato - fosse venuto a mancare? Come
che sia, Shea però non demorde. Due anni fa è venuto a Roma per
protestare in piazza S. Pietro assieme ai radicali in occasione della
Giornata mondiale contro la pedofilia. E oggi si dice pronto a
ricorrere fino alla Suprema Corte di Giustizia degli Stati Uniti per
evitare che i firmatari della circolare vaticana che protegge i
sacerdoti pedofili la facciano del tutto franca. Intanto dobbiamo
constatare con sbigottimento che i tre nomi più impegnati nella lotta
contro la laicità dello Stato italiano e del suo parlamento, vale a
dire Ratzinger, Ruini e Bertone, sono stati colti con le mani nel sacco
della sottrazione alla magistratura dei preti pedofili e strupratori di
minori. Ecco il testo integrale tradotto dal latino dell'ordine
impartito per iscritto da Ratzinger e Bertone: «LETTERA inviata dalla
Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa
cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI
PIU' GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della
fede, 18 maggio 2001. Per l'applicazione della legge ecclesiastica, che
all'art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: "[La
Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la
fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella
celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all'
occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a
norma del diritto, sia comune che proprio", era necessario prima di
tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede:
questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di
Regolamento per l'esame delle dottrine, ratificate e confermate dal
sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati
insieme in forma specifica. Quasi nel medesimo tempo la Congregazione
per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo
si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del
Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese
orientali, per determinare "i delitti più gravi sia contro la morale
sia nella celebrazione dei sacramenti", per perfezionare anche le norme
processuali speciali nel procedere "a dichiarare o a infliggere le
sanzioni canoniche", poiché l'istruzione Crimen sollicitationis finora
in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant'Offizio il
16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi
codici canonici. Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune
consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al
termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l'hanno
esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni
circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di
procedere nel dichiarare o nell'infliggere le sanzioni, ferma restando
in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come
Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice
approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in
forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela. I delitti più
gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale,
riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono: - I
delitti contro la santità dell'augustissimo sacramento e sacrificio
dell'eucaristia, cioè: 1° l'asportazione o la conservazione a scopo
sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate: 2° l'attentata
azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della
medesima; 3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico
assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione
apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell'ordinazione
sacerdotale; 4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza
l'altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della
celebrazione eucaristica; - Delitti contro la santità del sacramento
della penitenza, cioè: 1° l'assoluzione del complice nel peccato contro
il sesto comandamento del Decalogo; 2° la sollecitazione, nell'atto o
in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il
sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il
confessore stesso; 3° la violazione diretta del sigillo sacramentale;
- Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto
comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di
sotto dei 18 anni di età. Al Tribunale apostolico della Congregazione
per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che
sono sopra elencati con la propria definizione. Ogni volta che l'
ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto
riservato, dopo avere svolte un'indagine preliminare, la segnali alla
Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le
particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all'
ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a
ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la
sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da
parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente
soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima
Congregazione. Si deve notare che l'azione criminale circa i delitti
riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per
prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto
universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un
chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto
il 18° anno di età. Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i
prelati possono ricoprire validamente per tali cause l'ufficio di
giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei
sacerdoti. Quando l'istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa,
tutti gli atti della causa siano trasmessi d'ufficio quanto prima alla
Congregazione per la dottrina della fede. Tutti i tribunali della
Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a
osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale
rispettivamente dell'uno e dell'altro Codice, assieme alle norme
speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la
dottrina della fede e da applicare in tutto. Le cause di questo genere
sono soggette al segreto pontificio. Con la presente lettera, inviata
per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa
cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di
diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di
diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si
auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma
soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi
anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei
prelati prelci sia una sollecita cura pastorale. Roma, dalla sede della
Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001. Joseph card.
Ratzinger, prefetto. Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli,
segretario» Come avrete notato, lo scippo della pedofilia alla
magistratura civile e penale di tutti gli Stati dove viene consumata è
nascosto tra molte parole che parlano di tutt'altro. E il ruolo
"giudiziario", cioè di fatto omertoso, della Congregazione ex Sant'
Ufficio è comunque confermato in pieno dalla vicenda fiorentina. A
difendere i fedeli violati sono scesi in campo anche i locali preti
ordinari e a causa delle loro insistenze il cardinale Antonelli il 17
gennaio ha scritto alle vittime di Cantini che al termine di un
"processo penale amministrativo" tutto interno alla curia e sentita per
l'appunto la Congregazione per la dottrina della fede, l'ex parroco
"non potrà né confessare, né celebrare la messa in pubblico, né
assumere incarichi ecclesiastici, e per un anno dovrà fare un'offerta
caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della
Madonna". Tutto qui! Di denuncia alla magistratura, neppure l'ombra, e
del resto il "segreto pontificio" non lascia scampo. Per uno che per
anni e anni se l'è fatta da padrone anche con il sesso di ragazzine di
soli 10 anni - e di 17 le più "vecchie" – senza neppure scomodarsi con
un viaggio nella Thailandia paradiso dei pedofili, si tratta di una
pena piuttosto leggerina…. Da far felice qualunque pedofilo incallito!
Quanto alle vittime, Antonelli ha anticipato l'ineffabile Ruini: visto
che "il male una volta compiuto non può essere annullato", il cardinale
invita le pecorelle struprate a "rielaborare in una prospettiva di fede
la triste vicenda in cui siete stati coinvolti", e a invocare da Dio
"la guarigione della memoria". Ma a guarire, anche dai troppi
condizionamenti opportunistici della memoria, deve essere semmai il
Vaticano. E infatti i fedeli fiorentini, che hanno letto la missiva del
cardinale con "stupore e dolore", hanno deciso di non fermarsi. Finora
non hanno fatto nemmeno causa civile, ma d'ora in poi, dicono, "nulla è
più escluso". I preti schierati dalla loro parte chiedono al papa –
nella lettera inviata tramite la Segreteria di Stato oggi retta proprio
da Bertone! - "un processo penale giudiziario", che convochi testimoni
e protagonisti, e applichi "tutte le sanzioni previste dall'ordinamento
ecclesiastico". Chiedono inoltre che Cantini, colpevole di avere
rovinato non poche vite, sia "privato dello stato clericale" anche "a
tutela delle persone che continuano a seguirlo". Però, come avrete
notato, neppure i buoni preti fiorentini si sognano di fare intervenire
la magistratura dello Stato italiano. I panni sporchi si lavano in
famiglia… Che è il modo migliore di continuare a non lavarli. Come per
la scomparsa di Emanuela Orlandi. FONTE Pino Nicotri – INVIATO DA :
Axteismo Press - http://nochiesa.blogspot.com - axteismo@yahoo.it -
Tel. +39 3393188116

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06 aprile 2007

news 6 aprile

GAY: SEDICENNE SUICIDA A TORINO: ARCIGAY, È SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG
"DANNOSI PER I GIOVANI GLI INSULTI DI POLITICI E PRELATI CONTRO I GAY"
"Inquietanti le parole della preside della scuola: cos'è secondo lei il bullismo? Solo percosse o minacce a
mano armata?". Anche la scritta "Sensibilizziamo i culi diversi – SS",
nel video del ragazzo disabile picchiato in classe a Torino mesi fa, si
riferiva ai gay. Secondo un'indagine europea su centinaia di studenti
italiani, oltre il 53% sente spesso a scuola insultare i gay come
"finocchi" e gli insegnanti non se ne accorgono. A scuola lo
tormentavano da un anno e mezzo dicendogli che era gay, insultandolo e
prendendolo in giro, e lui, uno studente di 16 anni di un istituto
tecnico di Torino, racconta oggi il Corriere della Sera, non ce l'ha
fatta più e si è ammazzato piantandosi un coltello nel petto e
buttandosi dal quarto piano di casa. "La protesta della madre di Marco
ha permesso di sollevare il velo su un fenomeno diffuso ma invisibile.
Il suicidio di adolescenti gay e lesbiche vessati dai compagni di
classe, e più in generale il bullismo anti-gay tra i banchi di scuola
sono realtà spesso ignorate. Il caso di Torino è solo la punta di un
iceberg". Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice,
sul caso del ragazzo di Torino che si è tolto la vita. Da un'indagine
finanziata dall'Unione europea e condotta nei mesi scorsi da Arcigay su
quasi 500 studenti e insegnanti delle scuole superiori è emerso che più
della metà dei ragazzi e delle ragazze (53,5%) sente pronunciare spesso
o continuamente, a scuola, parole offensive come "finocchio" per
indicare maschi omosessuali o percepiti come tali. Un altro 28% le
sente usare qualche volta, il 14,6% raramente, e il 3,8% mai. Ma
succede anche che dalle parole si passi ai fatti. A più del 10% degli
studenti capita di vedere spesso o continuamente un ragazzo deriso,
offeso o aggredito, a scuola, perché è o sembra omosessuale, e
raramente qualcuno interviene a difesa della vittima. Non lo fa mai
nessuno secondo il 19,2%, raramente per il 29,3%, non sa il 22,7%. I
prof inoltre non se ne accorgono. Alla stessa domanda sul frequente
verificarsi di episodi di derisione o aggressione risponde infatti
positivamente lo 0% degli adulti intervistati, mentre l'83,6% dice di
non aver mai assistito a niente di simile (www.arcigay.it/schoolmates).
"I docenti tendono a sottovalutare il fenomeno del bullismo anti-gay –
spiega Lo Giudice – anche perché molte volte gli episodi si verificano
lontano dai loro occhi e dalle loro orecchie, ad esempio durante la
ricreazione, nei corridoi, in giardino. Da altre ricerche risulta
inoltre che i tentativi di suicidio tra i giovani omosessuali sono il
doppio di quelli dei coetanei etero". "Le parole della preside dell'
istituto frequentato da Marco sono il segno di una inconsapevolezza
inquietante della scuola italiana – denuncia Lo Giudice, che è anche
insegnante in un liceo di Bologna -. Cosa significa che non c'era
bullismo ma solo 'sciocchi scherzi involontariamente crudeli'? Cos'è il
bullismo per la scuola italiana? Solo percosse o minacce a mano armata?
Non ci si rende conto di come possa essere devastante per la serena
crescita di un adolescente gay o lesbica vivere in un ambiente, com'è
la scuola italiana, in cui 'frocio' o 'lesbica' sono gli insulti più
ricorrenti e offensivi?" "Di solito il fenomeno del bullismo anti-gay è
aggravato dall'incomprensione della famiglia, che si aggiunge alla
percezione di un diffuso rifiuto sociale. Per questo è ancor più
intollerabile che, di fronte alla protesta di una madre attiva e
coraggiosa, la scuola abbia minimizzato il problema". "Solidarietà alla
mamma di Marco per la sua perdita e per il coraggio di aver denunciato
le violenze che suo figlio ha subito" viene espressa da Fabio Sacca,
responsabile giovani di Arcigay. "Noi giovani omosessuali non ne
possiamo più di essere considerati 'figli di serie B', 'studenti di
serie B', 'cittadini di serie B'. Oggi siamo soli di fronte alla
violenza e ci sono tante troppe volte ragazzi come Marco che gettano la
spugna. Se gli adulti hanno a cuore la crescita di tutti e tutte i
giovani, si attivino per eliminare le cause di isolamento e di
esclusione nei confronti degli omosessuali". "Solo poche scuole
italiane – continua ancora Lo Giudice - fra queste proprio una scuola
torinese, l'Istituto Bodoni, hanno attivato interventi contro l'
omofobia, cioè l'ostilità e il disprezzo verso le persone omosessuali.
Manca del tutto una pianificazione da parte del ministero dell'
Istruzione, in colpevole ritardo per motivi ideologici. Tutto questo,
in un contesto in cui da parte di esponenti politici o religiosi di
primo piano si susseguono ogni giorno argomentazioni razziste e
pesantemente offensive nei confronti delle persone omosessuali, con
grave danno della percezione di sé e dell'autostima di chi sta vivendo
un processo di maturazione della propria identità" Sensibilizziamo i
culi diversi – SS" era la frase che si vedeva campeggiare sulla lavagna
di un'altra classe scolastica di Torino mentre veniva picchiato il
ragazzo disabile nel noto video, finito su internet, da cui è poi
scaturito il dibattito degli ultimi mesi sul bullismo. Alcuni studenti
nei giorni successivi si "giustificarono", come riportato dalla stampa,
spiegando che quella frase corredata di simboli nazisti non si riferiva
allo studente picchiato ma "ad una scenetta in cui degli studenti di
quella classe si fingevano gay e facevano gli idioti". Ufficio stampa
Arcigay


BASTA CON IL SILENZIO!
Una giovane vita si è spenta. M.P. un ragazzo di Torino vittima degli insulti da parte dei compagni che lo assillavano dicendogli che era gay, utilizzando di volta in volta
epiteti ed ingiurie di vario tipo, si è ucciso per l'esasperazione. Per
lui la misura era colma. Non è possibile in un paese che si definisce
civile, che un ragazzo di 16 anni si uccida perché accusato di essere
gay (vero o falso che fosse). Sto osservando in silenzio questa
campagna ideologica ed omofoba portata avanti dalla Chiesa, dalla
politica ed amplificata dai Media. Come cittadina responsabile, ho
scelto il silenzio come strumento per non esasperare gli animi in un
momento così delicato nella vita politica e civile italiana. Ma di
fronte a questo ennesimo suicidio non si può tacere. Anzi, non è un
suicidio ma un vero è proprio omicidio; portato avanti da tutta la
società omofoba, dai media che esasperano il dibattito pubblico, dalla
politica che lo strumentalizza, dalla Chiesa che si è fatta voce di una
battaglia omofoba senza precedenti. Ecco le conseguenze. Una battaglia
ideologica che sta uccidendo, e ucciderà sempre di più. I media, i
politici, la Chiesa devono assumersi le loro responsabilità di fronte
alla violenza, figlia di scelte politiche irresponsabili. Vi chiedo:
fermatevi! Fermatevi prima che altre giovani vite debbano pagare con il
dono più grande, la propria vita, una battaglia ideologica senza senso.
Chiedo alle nostre famiglie, alla società evoluta di intervenire, di
non lasciarci soli, di iniziare una campagna di mobilitazione e
informazione per arginare l'arretramento conservatore della nostra
società. Le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di
dolore e di perdita. Imma Battaglia venerdì 6 alle ore 21.00 sarà
ospite di Rainews24 per parlare di questo tremendo episodio.
Imma
Battaglia
Di'Gay Project onlus
Fonte
Redazione Di'GayProject


COMUNICATO STAMPA ADESSO BASTA !
Il suicidio a Torino di un ragazzo sedicenne, isolato, perseguitato e deriso dai compagni di classe perché gay, è l'ennesimo segnale del clima di discriminazione e violenza nei
confronti di gay, lesbiche e transessuali nel nostro Paese. Una notizia
sconvolgente che ci colpisce e ci deve spingere a riflettere sulle
gravi responsabilità della politica e delle gerarchie ecclesiastiche
che continuano a esprimere concetti assurdi e ingiuriosi e a propugnare
un' apartheid legislativo di cui quest'ultimo accaduto è, purtroppo, un
ulteriore frutto. In Italia il bullismo, le violenze e le espressioni
d'odio di stampo omofobico non sono ancora un reato, mancano le più
elementari tutele e il linguaggio denigratorio di certi esponenti
politici e religiosi è tollerato in un quasi totale e assordante
silenzio e mancanza di sdegno anche da parte della stessa classe
politica. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la più
grande vicinanza umana e solidarietà ai genitori della giovane vittima.
Consapevoli del duro e lungo lavoro che ci aspetta nella società per
debellare razzismo e omofobia, invitiamo tutti a riflettere sulle
conseguenze di certe espressioni e a farsi attori di un cambiamento,
adesso necessario più che mai, se vogliamo davvero vivere in una
società migliore. Invitiamo le scuole, troppo spesso al centro di
cronache di violenza, a farsi strumenti di una cultura del rispetto per
tutti e per tutte le diversità e ad aprirsi alle associazioni glbt che
si offrono di combattere l'omofobia attraverso incontri con gli
studenti e la formazione degli insegnanti.
Andrea Berardicurti –
Segreteria Politica
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
06/5413985 339/7126198 a.berardicurti@mariomieli.org

SEDICENNE SUICIDA; ARCIGAY, INDIGNATI PER RETICENZA DEI TG RAI
"ERA DERISO PERCHE' RITENUTO GAY, NON PERCHE' FOSSE IL PIU' BRAVO"
"Siamo indignati per la reticenza sul bullismo anti-gay in cui i telegiornali Rai si sono espressi oggi nel trattare il caso del sedicenne di Torino suicidatosi perché i compagni di scuola
lo deridevano dicendo che era gay ed effeminato". L'accusa è del
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice. "Anche di fronte ad
un caso così eclatante in cui la mamma trova il coraggio e la forza di
parlare apertamente e raccontare le confidenze del figlio, quello che
emerge dai servizi giornalistici dei tg della televisione pubblica è
che il povero studente era vessato dai compagni di classe perché era il
più bravo e che forse per questo (sic!) gli dicevano che era gay. Quali
acrobazie per negare che ci sono ragazzi effeminati o che vengono
percepiti come omosessuali, e che per questo, non per altro, vengono
perseguitati e tormentati tra i banchi di scuola, spesso nell'
incomprensione o nell'indifferenza degli adulti. "L'ipocrisia della
ricostruzione dei telegiornali di oggi è la stessa che impedisce in
tante scuole italiane di parlare apertamente del pregiudizio e del
bullismo anti-gay e fa sì che tanti, troppi ragazzi e ragazze
continuino a soffrire nel silenzio generale di cui, l'abbiamo visto a
Torino, si può anche morire". Ufficio stampa Arcigay

GAY SEDICENNE SUICIDA A TORINO, ARCIGAY FIRENZE:
"CINQUE MINUTI DI SILENZIO NELLE SCUOLE PER LE GIOVANI VITTIME DELL'OMOFOBIA"
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro chiedono, a nome di Arcigay Firenze, che nelle scuole,
nella giornata di mercoledì 11 aprile, al ritorno dalle vacanze
pasquali, si sospendano le lezioni per 5 minuti di silenzio e
riflessione sui giovani vittime della discriminazione sessuale.

"Chiediamo che al rientro dalle vacanze pasquali vengano istituiti in
tutte le scuole medie inferiori e superiori italiane cinque minuti di
silenzio per riflettere sull'accaduto e sull'ormai dilagante senso di
omofobia presente nella nostra società, che continua a uccidere".
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro, rappresentanti di Arcigay Firenze
"Il Giglio Rosa", vogliono lanciare un monito contro l'omofobia di
fronte all'ultimo episodio di suicidio di un giovane studente
omosessuale avvenuto nel torinese. M., sedicenne, si è infatti tolto la
vita con una coltellata al petto e gettandosi dal quarto piano del
palazzo in cui abitava perché continuamente tormentato e preso in giro
dai compagni di classe: "Sei come Jonathan del Grande Fratello. Ti
piacciono i ragazzi, sei gay". La madre, disperata, ha avuto il
coraggio e la forza di denunciare pubblicamente il proprio strazio e
così la propria battaglia – che non ha purtroppo avuto esito positivo –
per salvaguardare la dignità e la libertà del figlio. "La nostra
solidarietà va a tutta la famiglia del ragazzo, a chi lo amava, a chi
lo aveva compreso" continuano Piomboni e Pegoraro. "Questo è solo l'
ultimo di una dilagante serie di episodi di discriminazione e bullismo
che nelle scuole esistono e vengono sottovalutati, se non ignorati del
tutto". Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" lancia una proposta all'
Assessore all'Istruzione e alle Politiche Giovanili del Comune di
Firenze, Daniela Lastri, una proposta che spera si estenda a tutto il
territorio nazionale: "Cinque minuti di silenzio nelle scuole perché
giovani e adulti, studenti, docenti e genitori, riflettano sull'
accaduto e possano dichiarare unitamente il loro secco 'no' alla
violenza fisica e soprattutto psicologica della discriminazione". L'
Assessore ai giovani e allo sport della Regione Lombardia, Piergiorgio
Prosperini, di AN, aveva incitato alla violenza omofoba e razzista nei
giorni scorsi, proponendo, dalle pagine de Il Giornale, di "garrottare
i gay alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno
al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il
cervello scoppia". "Assessore Prosperini, evidentemente il suo metodo
non si rivela necessario. Bastano le sue parole a promuovere e
incentivare episodi come questo" ha commentato Matteo Pegoraro,
referente giovani per il Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay.
Presidente e Segretario di Arcigay Firenze contano anche in una
risposta dell'assessore comunale Lastri per contrastare alla radice
fenomeni di questo tipo: "Abbiamo già pronti diversi progetti di
formazione per il personale scolastico e di sensibilizzazione per gli
studenti e i genitori delle scuole medie superiori. Contiamo, visto
anche questo episodio, che i presidi di Firenze e non solo aprano
finalmente le porte alle associazioni LGBT per iniziare a stimolare un
dialogo, un confronto e una crescita tra i banchi di scuola su temi
quali l'orientamento sessuale, l'identità di genere e il rispetto per
la diversità e per la dignità umana".
Matteo Pegoraro Segreteria,
Ufficio Stampa e Cerimoniale Relazioni con l'Esterno Arcigay Firenze
Tel: 340 8135204 – ufficiostampa@arcigayfirenze.it


TITTI DE SIMONE STUDENTE SUICIDA: DE SIMONE (PRC), FIORONI INDAGHI
SU SCUOLA
''Il suicidio del ragazzo gay a Torino impone un intervento
immediato del ministro Fioroni, per indagare se nella scuola siano
state attivate tutte le misure necessarie a garantire e tutelare la
serenita' di quel ragazzo da tempo perseguitato dai compagni per la sua
diversita'''. A chiedere un intervento del ministro della Pubblica
istruzione e' la deputata di Rc-Se, Titti de Simone. ''Mi chiedo se le
istituzioni scolastiche abbiamo ben in mente cosa significhi essere gay
in questo paese e soprattutto nei nostri istituti scolastici - chiede
polemicamente de Simone - non si possono continuare a ignorare questi
atteggiamenti, diffusissimi soprattutto tra i ragazzi, alimentati da un
clima da caccia alle streghe nel quale anche le Chiesa sta giocando un
ruolo importante''. ''Cosi' come il ministro della Pubblica istruzione
si dimostra sempre attento e sensibile a recepire gli allarmi dei
vertici vaticani su fantomatici attacchi alla famiglia tradizionale -
continua De Simone che e' anche presidente del comitato parlamentare
per le Pari opportunita' - allo stesso modo chiediamo un attento e
vigile atteggiamento nei confronti della intolleranza contro le
diversita'. C'e' bisogno di un antidoto culturale per sconfiggere
l'omofobia e la discriminazione. Chiediamo che venga attivata una
campagna di sensibilizzazione, nelle scuole, contro questi
atteggiamenti che minano le basi del vivere civile''. FONTE ANSA –
INVIATO DA ON. Titti De Simone

TITTI DE SIMONE UNA CHIESA CHE DIFENDE UN POTERE
Con estrema franchezza in questi mesi, fin dagli esordi di questo governo, i vertici della chiesa cattolica
hanno ingaggiato una battaglia politica per sbarrare il passo in
Parlamento ad una legge che riconosca le coppie di fatto. A qualsiasi
legge, anche ad una soluzione privatistica, come quella proposta dal
senatore Alfredo Biondi, uno dei pochi autorevoli liberali presenti
nella cosiddetta Casa delle Libertà, che prevede un semplice e per
certi versi già fattibile atto notarile di tipo privato. Una soluzione
che, per dirla anche noi chiaramente, se diventasse legge sarebbe un
mezzo scandalo, una cosa che farebbe ridere l'Europa, e indignare
migliaia di persone, una parte grande e positiva del paese che si
richiama ad una visione laica e più civile della società. La Chiesa in
questa fase non vuole affatto dialogare con un'etica laica che
disconosce, né mediare con la politica. Vuole difendere un potere, un
monopolio culturale. Lo fa quando si richiama alla famiglia
eterosessuale come unico sistema possibile di relazioni sessuali e
affettive legalizzate e riconosciute, e per questa via intende
difendere e affermare il suo monopolio dell'etica, come ha fatto per la
legge sulla fecondazione assistita, impedendo l'accesso alla donna
singola e stravolgendo l'autodeterminazione femminile. E' la rivincita
annunciata alle sconfitte subite con la legge sul divorzio e
sull'aborto. Una chiesa che non vuole il dialogo... Una battaglia di
conservazione ostinata e per nulla preoccupata dai timidi distinguo che
pure emergono nel variegato mondo cattolico, decisa a condizionare il
politico e il legislatore. Questa casta religiosa che nelle sue
posizioni più integraliste e fondamentaliste può allontanarsi da gran
parte del suo popolo, difende il suo potere innanzitutto, minacciato
dai processi di secolarizzazione che si sono affermati in Europa e dal
multiculturalismo del fenomeno migratorio. Così come le caste
economiche e sociali dei poteri forti cercano di condizionare le scelte
di governi progressisti. Sono pericolose entrambe ed entrambe vanno
contrastate politicamente e culturalmente con la medesima
determinazione. E' una stagione irrimediabilmente nuova e lontana dalle
aperture del Concilio Vaticano II, e dai tempi della DC, e destinata a
durare almeno fino a quando non emergeranno e si imporranno altre
posizioni all'interno della Chiesa. O altri schemi politici. Non c'è
compromesso che possa rasserenare gli animi d'oltre Tevere. Parlare ad
un sordo poi è impossibile. Con buona pace di chi si illudeva nel
centrosinistra che alla fine le mediazioni si sarebbero trovate. La
legge si fa o non si fa, i pasticci (dai Dico in giù) scontentano
tutti. Ciò che le gerarchie cattoliche non vogliono è chiaramente il
riconoscimento sociale, dunque pubblico, dell'amore omosessuale, della
relazione sessuale e affettiva di due persone dello stesso sesso,
(contronatura, disordinati moralmente, paragonati ai pedofili, ecc)
nella convinzione che qualsiasi apertura in questa direzione è
destinata a creare i medesimi processi già prodotti nel resto d'Europa.
E del resto è a quei processi che noi guardiamo e che auspichiamo. In
questo contesto, una legge buona sulle unioni civili sarebbe
principalmente un atto di abrogazione, di cancellazione simbolica di
una discriminazione, di uno stigma sociale perdurato per millenni. Una
forma di risarcimento che la società deve alle persone omosessuali,
quella di nominare la loro esistenza politica ovvero il loro amore.
INVIATO DA ON. Titti De Simone
FONTE Liberazione del 04/04/2007

MANLIO CONVERTI "E' MORTO" !!!
Dicono le nostre radici cristiane che a Pasqua è risorto un uomo ucciso dal pregiudizio dei
politici e dei farisei, insomma il clero della sua epoca. Quest'uomo
siamo ognuno di noi. Quest'uomo è il ragazzo di sedici anni morto
suicida ieri perché tormentato da una classe omofoba. Non ci sarà
processo, se non quello mediatico, per i compagni di classe del ragazzo
omosessuale, nessuno accuserà i loro genitori e sicuramente nessuno
metterà in relazione questa morte con la colpevole aggressione dei
politici e del clero della nostra epoca contro quelle streghe moderne
che siamo noi omosessuali. Nessuno si preoccupa infatti della sorte
della transessuale che ha dato un'indicazione stradale a Sircana o
delle transessuali che hanno salvato la vita ad Elkann, così nessuno
offrirà parole di conforto adeguate alla madre di questo ragazzo gay,
che è solo una tra le tante vittime di questa feroce campagna razzista
che culminerà con il family day, né alla madre della trans arsa viva
alla rotonda di Melito dalla camorra qualche anno fa. Non chiediamo la
pietà né la pietas e tantomeno la caritas ma neppure la tolleranza, per
le nostre persone e per le nostre famiglie: molti di noi le tutelano
negando loro l'informazione sulla propria affettività più profonda;
tanti altri sono stati scoperti per caso o per necessità e ne hanno
subito l'abbandono, l'aggressività oppure ne hanno ricevuto il pieno
supporto; un gruppo, che spero diventi quello di maggioranza, ha
volontariamente dichiarato in famiglia la propria omosessualità
affrontando l'omofobia e creando un'alleanza forte con quel pezzo di
famiglia che nemmeno l'orrore del razzismo clericale potrà più negarci.
Eppure rivolgiamo ai politici di questo umiliato e ubbidiente paese
quali tutele concrete a difesa della nostra vita, di quella della
nostra adolescenza, di quella delle nostre famiglie vorranno porre in
atto. In tutti i paesi occidentali è stato accertato che la maggior
parte delle vittime di bullismo, pedofilia e suicidio adolescenziale
sono persone omosessuali tra i 12 e 18 anni. Sopra questa realtà
oggettiva, sopra questo dramma, sopra queste vite, quelle nostre e
delle nostre madri marceranno prelati e cittadini, politici e famiglie:
ditemi voi da che parte è l'orrore del nazismo, ditemi voi dove sono
oggi le vesti nere, ma ditemi soprattutto quali atti concreti nel
quotidiano mettete in atto voi per aiutare davvero questi ragazzi e le
loro madri per onorare la memoria dell'ulteriore vittima di questa
folle guerra alle streghe. Vi invito a venire in associazione ad
Arcigay come ad Arcilesbica della vostra città, a portare solidarietà
ai giovani che sono i coetanei del ragazzo suicida o di quello arso
vivo… per creare una vera società solidale. Vi chiedo ancora di
sottrarre risorse economiche ai razzisti prelati che non vedono le
macchie del nostro sangue sulle loro nere vesti. Vi aspetto il 9 giugno
a Roma al gaypride, vestiti o travestiti, ma pur sempre uomini donne e
trans liberi e libere tranne che dal razzismo e dalle persecuzioni dei
politici e del clero della nostra epoca. Di mio ci ho forse messo poco,
troppo poco, tant'è che non riesco ancora nemmeno a presentare un corto
di un minuto pensato proprio come uno spot contro l'OMOFOBIA…ma sono
solo…
La strega maligna
Manliok


STAMPA E OMOFOBIA: IL CASO DE "IL PICCOLO" DI TRIESTE
Cari amici e amiche ed organi di stampa, Arcigay Arcilesbica Trieste ha organizzato negli ultimi giorni due iniziative importanti: la presentazione del romanzo noir di Lucia Piera De Paola
alla Libreria Minerva e l'autobiografia a quattro mani di Gianni
Vattimo. Sarà perché siamo piccoli, sarà perché siamo gay, per noi è
sempre una lotta riuscire ad avere spazio sui media locali. L'arrivo di
Gianni Vattimo, non è però sfuggito alla stampa. Il principale
quotidiano locale, Il Piccolo, si è organizzato inviando una sua
giornalista al caffé San Marco per realizzare un servizio
sull'iniziativa. L'articolo, pubblicato il giorno dopo (oggi ndr) non
contiene però alcun riferimento agli organizzatori. L'annuncio
dell'evento, apparso sullo stesso quotidiano il giorno prima era
strutturato allo stesso modo. In occasioni analoghe, qualche tempo fa,
avemmo modo di contattare un giornalista de "Il Piccolo" che ci spiegò
che anche se poteva sembrare una discriminazione, la non considerazione
dell'allora iniziativa non era dovuta ad altro che a cattiva
organizzazione interna. Infatti può sempre capitare che un comunicato
stampa venga perduto o non venga letto anche se di norma noi lo
rilanciamo a ridosso dell'iniziativa. E' curioso però che in questo
caso il comunicato sia stato letto ma si sia persa l'intestazione di
chi l'aveva inviato: che in redazione ci sia un tagliacarte impazzito
che crei ancor più disordine a noi non è dato sapere. La sensazione è
però un'altra, molto più seria, e che "gay" e "lesbica" siano termini
innominabili, in particolare per le pagine culturali. Magari possono
andar bene nei casi di cronaca dove possono accentuare l'effetto noir
del caso... Questo atteggiamento ha un termine univoco per essere
identificato: omofobia Speriamo ovviamente di sbagliarci ed è per
questo che questo testo viene inviato oltre al nostro indirizzario ed
agli organi di stampa locali e nazionali di settore anche agli
indirizzi de "Il Piccolo". Rimaniamo in fiduciosa attesa di una
risposta. Il Presidente del Circolo (Marco Reglia) PS: un
ringraziamento a quei organi di stampa che invece hanno dato risalto
completo al nostro lavoro.


RADICALI L'AQUILA IN MEMORIA DI GIANNI DI GENOVA
Nelle sue vene sembrava scorrere proprio quel sentimento fraterno che Silone evocava nei suoi scritti come "cum-panis": espandere il proprio "egoismo" fino a comprendere gli umili,
gli emarginati e quanti sono in lotta contro le ingiustizie nel mondo e
sentirli come parte inscindibile di sé stesso. Lo ricordiamo sempre
vivo e socialmente impegnato fin da quando mosse, insieme a noi
radicali, i suoi primi passi da obiettore di coscienza verso il
servizio militare e verso le strutture sociali parimenti repressive. La
sua coscienza non era mai a riposo. Quando lassù gli verrà chiesto "mi
hai mai conosciuto, hai mai fatto qualcosa per tuo fratello" lui potrà
rispondere tranquillamente di sì, col suo solito sorriso scanzonato ed
irriverente.
Gino Antognetti e Stefano Frapiccini per l'Associazione
Radicale Aquilana
"Ignazio Silone".


COMUNICAZIONE RADICALI ITALIANI
Marcia di Pasqua: continuano a giungere adesioni dal mondo
politico e dal mondo della cultura, dello spettacolo, dei media
Roma, 5 aprile 2007
Nessuno tocchi Caino, Partito Radicale Nonviolento
Transnazionale, Comunità di Sant'Egidio, Radicali Italiani, con il
Patrocinio del Comune di Roma e dell'ANCI, promuovono la Marcia di
Pasqua per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali. Il percorso
della Marcia di Pasqua che partira' domenica 8 aprile alle ore 10
(appuntamento alle ore 9.30 ) : p.zadel Campidoglio ; Quirinale;
Fontana di Trevi; P.za Colonna – Palazzo Chigi; P.za Montecitorio,
Camera dei deputati; Pantheon; Senato della Repubblica; P.za Navona;
Corso Vittorio; P.za San Pietro. Il Percorso della Marcia si può
visionare e/o stampare al seguente link: http://quikmaps.
com/full/29827. L'iniziativa vuole rafforzare, con un invito a tutte le
cittadine e i cittadini a partecipare, l'impegno espresso dal
Parlamento italiano all'unanimità e del Governo italiano a presentare
la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali
all'Assemblea Generale dell'ONU in corso e conquistare così un nuovo
diritto umano e civile per l'umanità intera. Marco Pannella, su questo
obiettivo, è in sciopero della fame dal 21 marzo. Il Comune di Roma, in
occasione della Marcia di Pasqua, illuminerà il Colosseo dalla
mezzanotte di sabato. Tra gli altri hanno finora aderito alla Marcia
di Pasqua: ASSOCIAZIONI: Nessuno luogo è lontano ; Tavola valdese;
Nazionale italiana cantanti ; Don Franco Barbero - Comunità Cristiana
di Base,Associazione Viottoli; Sinistra Romana; VIC Volontari in
carcere Don Sandro Spiano; (Cappellano Carcere Rebibbia); Don Ciotti,
Gruppo Abele; Carmen Bertolazzi - Ora d'Aria; Associazione culturale
"Puzzle-richiami fluidi; Amapi (associazione medici penitenziari
italiani); Consulta Penitenziaria del Comune di Roma; Associazione
Articolo 21; Settore Nuovi Diritti - Cgil Nazionale; Movimento Città
per Vivere d'Abruzzo; AMMINISTRAZIONI LOCALI; Regione Lazio -
Presidente Piero Marrazzo; Comune di Bolzano, Sindaco Luigi Spagnoli;
Comune di Firenze, Sindaco Leonardo Domenica; Comune di CREMONA –
sindaco Prof. Gian Carlo Corada; Comune di Pinerolo (TO) sindaco Paolo
Covato; Comune di Caselle (TO); Comune di Torre Pellice (TO); Provincia
di Belluno, Presidente Sergio Reollon; Presidente del Consiglio
Provinciale di Bolzano , Riccardo Dello Sbarba; Comune e Sindaco di
Bardonecchia (To); Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino; Presidente e
Vice Presidente Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, Giuseppa Rozzo;
Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni; Presidente provincia Firenze
Massimo Mattei. MEDIA: Redazione di Zapping; Angeli (portale di
comunicazione); L'Opinione delle Libertà, Direttore Arturo Diaconale;
Rosso di Sera, direttore Alessandro Cardulli; Stefano Menichini e
Federico Orlando, Direttore e co-Direttore di Europa; Radio Radicale.
PARLAMENTARI: Sen. Loredana De Petris ( IU-Verdi-Com); Sen. Stefano
Zuccherini (RC); Sen. Francesco Ferrante (L'ulivo); Sen. Giorgio
Benvenuto (L'ulivo); Sen. Anna Donati ( IU-Verdi-Com); Sen. Cesare
Salvi (L'ulivo) Presidente commissione giustizia; On. Roberto Poletti
(verdi); On. Gloria Buffo (l'Ulivo); On. Daniele Capezzone (RnP)
Presidente Commissione Attività Produttive; On. Gennaro Migliore
(Capogruppo Rifondazione Comunista); On. Flavia Perina (AN) direttrice
del Secolo d'Italia ; On. Andrea Ronchi, deputato e Portavoce di An;;
On. Alfonso Pecoraro Scanio, (Verdi) Ministro Ambiente; On. Angelo
Bonelli, (Capogruppo dei Verdi); On. Tommaso Pellegrino, (Verdi); On.
Grazia Francescato, Presidente Federazione dei Verdi; On. Marco Boato,
(Verdi) membro ufficio di Presidenza Camera dei Deputati; On. Franca
Chiaromonte (L'Ulivo); On. Giuseppe Sgobio, Capogruppo Comunisti
Italiani alla Camera; On Roberto Villetti, Capogruppo Rosa nel Pugno
alla Camera; On. Ida D'Ippolito Vitale (FI); On. Franco Narducci
(L'Ulivo); On. Fabio Evangelisti (Italia dei Valori); On. Leoluca
Orlando (Italia dei Valori) Presidente commissione parlamentare
questioni regionali; Sergio Zavoli (l'Ulivo); Enrico Pianetta ( DC-PRI-
IND-MPA) Ignazio Marino (l'Ulivo); Paolo Giaretta (l'Ulivo); Guido
Calvi (l'Ulivo); Natale D'Amico (l'Ulivo) membro ufficio di Presidenza
Senato; Cosimo Ventucci (FI) membro ufficio di Presidenza Senato
Giovanni Russo Spena (capo gruppo RC); Willer Bordon (l'Ulivo);
Francesco D'Onofrio (Presidente gruppo UDC); Francesco Giordano
(Segretario del PRC); Elettra Deiana (RC) Vice Presidente IV
Commissione Difesa; Dario Franceschini Capo gruppo l'Ulivo; Alessandro
Forlani (UDC); Giuseppe Giulietti (l'Ulivo); Ramon Mantovani (RC);
Pietro Marcenaro (l'Ulivo); Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)
Ministro delle Infrastrutture; Margherita Boniver (Forza Italia); On.
Clemente Mastella (pop-udeur) Ministro della Giustizia; On. Chiara
Acciarini Sottosegratrio Politiche per la Famiglia; On. Benedetto Della
Vedova. PARTITI POLITICI: PSDI; PRC ; Gruppo verdi regione Liguria;
SDI; FGS, Federazione dei Giovani Socialisti; Ds di Roma ; Riformatori
Liberali; Gruppo senato RC; ASPD (Associazione della Sinistra per il
Partito democratico); Gruppo Parlamentare Rosa nel Pugno; PERSONALITA';
Marco Risi; Francesca D'Aloja; Luca Sofri; Daria Bignardi; Domiziana
Giordano; Giorgio Albertazzi; Pasquale Squitieri; Alessandro Haber;
Pierluigi Diaco; Alessandro Cecchi Paone; Emanuele Macaluso; Andrea
Colombo; Nanni Riccobono; Iaia Vantaggiato; Maria Cuffaro; Gad Lerner;
Toni Garrani; Letizia Paolozzi; Luciano Lanna, Direttore responsabile
del Secolo d'Italia; Prof. Francesco Ceraudo, Direttore medici
penitenziari; Don Luigi Ciotti; Fabio Canino; Luciana Littizzetto;
Miriam Mafai; Barbara Palombelli; Roberta Tatafiore; Letizia Paolozzi;
Paola Bulbarelli; Sabrina Ferilli. - AMBASCIATA del Venezuela. – Capo
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio Telefoni: 06-689791 – 337-798942 Per
adesioni: gaia.rosini@nessunotocchicaino.it
MORATORIA SULLE ESECUZIONI
- Considerato che: - sin dal 1994 e a più riprese, l'Unione europea ed
il Governo italiano hanno di fatto dissipato la forte probabilità di un
pronunciamento dell'Assemblea generale dell'Onu a favore di una
moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione
della pena di morte; - in particolare: nel 1994, la proposta italiana
fu battuta in Assemblea Generale perché mancarono i voti di alcuni
Governi europei; nel 1999, come precisamente testimoniato e ribadito di
recente dall'allora ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro,
Francesco Paolo Fulci, venne da Bruxelles l'ordine di ritirare la
risoluzione già depositata perché non vi sarebbe stata la certezza
assoluta di vittoria; nel 2003, il Governo Berlusconi dovette
affrontare durissime polemiche anche in sede di Parlamento europeo e di
parlamento italiano per non aver ottemperato al mandato di depositare
la risoluzione all'Assemblea Generale; nel luglio 2006, la Camera dei
Deputati ha ribadito con fermezza e all'unanimità il mandato al governo
italiano di presentare, sin dall'inizio dell'Assemblea generale del
2006, la risoluzione pro moratoria; nell'ottobre 2006, di fronte all'
inerzia del Governo, la Camera dei Deputati - in grave polemica con il
governo - ha approvato all'unanimità una risoluzione che gli chiedeva
di ottemperare ai precisi impegni presi davanti al Parlamento; - a
dicembre 2006, il governo ha invece scelto di limitarsi ad una
iniziativa politica e non istituzionale con la sottoscrizione di una
mera dichiarazione di intenti contro la pena di morte senza nessun
valore formale e impegno preciso; Ricordando: - la sollevazione
dell'opinione pubblica e di quasi tutti i governi dei paesi democratici
contro la condanna e, poi, la esecuzione del dittatore Saddam Hussein;
- che il 2 Gennaio 2007, in risposta alla iniziativa nonviolenta dello
sciopero della sete di Marco Pannella, il Presidente del Consiglio e il
Governo si sono impegnati "ad avviare le procedure formali per la messa
all'ordine del giorno dell'Assemblea generale in corso della moratoria
universale sulla pena di morte"; - che il 1° febbraio, il Parlamento
europeo, con un voto pressoché unanime, ha espresso il suo "forte
sostegno all'iniziativa della Camera dei deputati e del governo
italiani invitando la Presidenza UE a presentare in tempi brevi la
risoluzione all'Assemblea generale ONU in corso"; - che ad oggi, 1°
aprile 2007, nessuna risoluzione è stata depositata alle Nazioni Unite,
né vi è notizia alcuna di un eventuale testo di risoluzione sul quale
avviare la raccolta firme per la presentazione di una risoluzione
nell'attuale Assemblea generale in corso. Ritenendo ancora
assolutamente possibile raggiungere l'obiettivo per il quale Marco
Pannella, il 21 marzo, ha ripreso lo sciopero (per ora) della fame, se
solo il Presidente del Consiglio e il Ministro degli esteri decidessero
di farne una priorità, sia pure per pochi giorni. Il Comitato Nazionale
di Radicali Italiani fa propria la proposta lanciata da Emma Bonino di
una Marcia per la moratoria delle esecuzioni che il giorno di Pasqua,
partendo dal Campidoglio e passando per il Quirinale, arrivi a San
Pietro; a tal fine invita il Sindaco di Roma e il Governo a patrocinare
e sostenere l'iniziativa e lancia un appello ai Sindaci e a tutti i
cittadini che negli anni hanno sostenuto la campagna di Nessuno tocchi
Caino e del Partito Radicale Transnazionale ad aderire subito e
partecipare alla manifestazione. Per il Comitato, tale invito dovrebbe
essere accolto in primo luogo dai parlamentari che, con i loro precisi
documenti istituzionali, avevano impegnato il Governo. INVIATO DA
Sergio Rovasio

COMUNICAZIONE Co.Di.Pep
"LA SAGRA DELLA PROSTITUTA … CONTINUA"
Grazie all'impegno del presidente del IV municipio Roma, e
dei vertici politici e delle forze dell'ordine della città capitolina,
le vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale non saranno più
costrette a "vendere il proprio corpo" ai padri e figli delle
santificate famiglie italiane sulla via Salaria - Roma. Da oggi
infatti, è operativo il disegno elucubrato lo scorso ottobre di
fotografare e multare per infrazioni stradali coloro i quali sostano o
rallentano o si fermano su quella strada. Link. Noi del Codipep - Roma siano semplicemente
spaventat@! Non è così, e neanche con i libelli informativi che i
rallentatori si vedranno recapitare a casa insieme alle ammende, che si
risolvono i problemi relazionali uomo donna. Ricordiamo che è appunto
su di un malinteso rapporto di genere che si fonda molta della
delinquenza nella prostituzione. Se le vittime non saranno più
"caricate" sulla Salaria, con molta apprensione non possiamo non
chiederci dove saranno portate a farsi "caricare", visto che sono
"vittime" di chi le gestisce che non rinuncerà certo facilmente a quel
guadagno così come non rinunceranno i padri ed i figli delle famose
famiglie italiane a questi delicati bocconcini esotici. Insomma, anche
se cerchiamo con l'ironia di sdrammatizzare, la questione è davvero
tragica. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo che il provvedimento è
essenzialmente moralista e repressivo, indegno di una pubblica
amministrazione democratica, ed avrà effetti negativi semplicemente
sulle vittime che continueranno ad essere usate ma occultatamente, con
buona pace della "cittadinanza" e dei politici che ingrasseranno sul
loro sangue. Le forze dell'ordine, al solito, continueranno a
taglieggiare, vessare e stuprare nei loro pieni poteri e saranno
applauditi per l'aiuto che stanno già dando alla repressione mentre
dell'osservanza e del rispetto della legge ancora non se ne sa nulla
neanche da quelle parti. Dei servizi sociali e delle politche che li
informano ho già raccontato la mia vicenda personale: sono veri e
propri ricatti perpetrati dall'Assessora capitolina Raffaella Milano
con la connivenza dell'alta politica e dei media che non sanno (o non
vogliono/possono) assolutamente fare il proprio dovere di informazione:
cervelli cotti nell'unto (fritto marca "mammona", ovvio!). E a
proposito di cottura e di unto ecco servita la prostituta nel giorno
della sua sagra: AVANTI MASCHIETTI, FATE IL VOSTRO DOVERE! (MA SENZA
FARVI VEDERE)
Maria Ornella Serpa
Fondatrice Co.Di.Pe.P. - ROMA
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)
Info: cell.: 347
18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.com

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20 marzo 2007

NEWS DEL 20 MARZO 2007

L'ALTRO MARTEDI' DI RADIO POPOLARE
la trasmissione di cultura ed informazione omosessuale
di Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 20 marzo dalle ore
22.35 alle ore 23.30 presenta Deviati Mentali a Chi? speciale
intervista a Pietro Barbetta docente di psicologia dinamica e
psicodinamica delle relazioni familiari-Università di Bergamo e
curatore del saggio La Famiglia in Disordine di Elisabeth Roudinesco
Meltemi Editore e Tutto su Luchino Visconti vizio, provocazione e
decadenza dell'omosessualità nel cinema del più grande regista del '900
a cura di Paolo Pedote
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.radiopopolare.it satellite Eutelsat Hot
Bird 13° Est, Frequenza 12.111 MHzPolarizzazione verticale.

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 19 marzo 2007
FAMILY DAY: ASSOCIAZIONI
OMOSEX ANNUNCIANO PARTECIPAZIONE
"ANCHE NOI IN PIAZZA SAN GIOVANNI CON
LE NOSTRE FAMIGLIE"
"Anche noi parteciperemo alla manifestazione del 12
maggio per le famiglie, perché anche le nostre sono famiglie italiane".
Lo annunciano in una nota congiunta le associazioni nazionali Agedo
(ass. genitori di omosessuali), Arcigay, Arcilesbica, Famiglie
arcobaleno (ass. papà e mamme omosessuali), e Liff (Lega italiana
famiglie di fatto) "Siamo famiglie italiane – si legge nella nota -.
Siamo genitori di figli gay, che amiamo vedere felici con i propri
compagni. Siamo coppie conviventi da vent'anni, senza diritti ma con
un forte consapevolezza dei nostri doveri reciproci. Siamo mamme
lesbiche che amano i propri figli, anche se per lo Stato una di noi due
è un'estranea. "Crediamo che le politiche per le famiglie vadano
consolidate. Chiediamo più assistenza per gli anziani, più asili nido,
più agevolazioni per le famiglie numerose, più case popolari. Chiediamo
anche che questi interventi siano rivolti a tutta la popolazione, senza
discriminare in base all'etnia, alla lingua, alla religione,
all'identità di genere o all'orientamento sessuale. "Rispettiamo la
Costituzione della Repubblica italiana, che nel riconoscere all'art. 29
i diritti delle famiglie sposate, non vieta in alcun modo il
riconoscimento di altre unioni e nulla toglie alle altre famiglie, e
che agli articoli 2 e 3 rispettivamente 'riconosce e garantisce i
diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni
sociali ove si svolge la sua personalità', e sancisce che 'tutti i
cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali'. "Chiediamo il
rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che
all'art. 9 stabilisce in modo distinto il diritto a sposarsi e il
diritto a costituire una famiglia, anche fuori del matrimonio". "Per
questi motivi e su questi presupposti parteciperemo alla manifestazione
del 12 maggio per le famiglie italiane in piazza San Giovanni a Roma.
Perché noi siamo famiglie". Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO
STAMPA
CINZIA RICCI GAYA CsF
Carissimi, come sapete, nei giorni 21-22-
23-24 Febbraio scorso, ho tenuto un
seminario durante l'autogestione
dell'Istituto Magistrale Matilde di Canossa, a Reggio Emilia (http:
//www.cinziaricci.it/seminario-intro.htm). Successivamente al seminario
e, peggio, alla pubblicazione delle pagine che lo raccontano,
l'Istituto è stato fatto oggetto di telefonate anonime e mails
denigratorie o ammiccanti certamente frutto della mente malata di
solerti cittadini, genitori e studenti di sana e robusta costituzione
eterosessuale, cattolica, incapaci di comprendere l'importanza del
rispetto, del dialogo, del confronto, del pluralismo e della
democrazia. Neanche la "rossa" Reggio Emilia è immune dall'omofobia,
dal disprezzo verso gli altri. Su richiesta del Preside e in accordo
con lui, ho deciso di proteggere i professori, le ragazze e i ragazzi
coinvolti direttamente o indirettamente nell'autogestione omettendone
nomi e volti. In un momento storico e politico come quello attuale,
dove siamo costretti ad assistere all'inutile, fuorviante e tedioso
dibattito sulla legittimità dei Dico, dove il Papa quotidianamente
offende le persone omosessuali, incita all'odio verso di esse e
minaccia chiunque dissenta con le sue pretese e i suoi diktat, questo
accade. Non sono in discussione i diritti di là da venire, ma quelli
che stupidamente crediamo assodati e garantiti. Informazione, cultura,
libertà di parola ed espressione, incolumità fisica e mentale, ne fanno
parte. Diritti dei quali ci stiamo facendo depredare a malapena
accorgendocene, a malapena lamentandoci. Quando non ne avremo più,
forse, troveremo la forza e il coraggio di sollevare la testa e
riprenderceli. In attesa che quel giorno arrivi e poiché indietro non
si può tornare, non rimane che opporsi, denunciare e resistere, anche a
costo della vita.
Cinzia Ricci, 17 Marzo 2007


LESBICHE PALESTINESI
C'è un gruppo che si chiama "Lesbiche Palestinesi" , che comprende sia
donne della Giudea che della Samaria ((anticamente terre dei Giudei,
cioè degli Ebrei, oggi rinominate semplicemente West Bank o Riva
Occidentale, in mano ai cosiddetti palestinesi) e include anche donne
arabe israeliane. Questo gruppo terrà una conferenza sulla situazione
delle lesbiche. La conferenza del gruppo "Lesbiche Palestinesi" , però,
non si terrà, come sarebbe logico, in quelle terre chamate palestinesi,
ma ad Haifa, nello Stato democratico di Israele. Perchè? Semplice! Se
le lesbiche si incontrassero nelle aeree palestinesi, verrebbero
assassinate. Il movimento islamico israeliano ha denunciato Israele per
avere concesso al gruppo di lesbiche di organizzare la conferenza in
terra israeliana e promette violente reazioni contro Israele se non
annullerà il permesso concesso. Israele, però, come sempre, non
rinuncerà alla sua democrazia e la conferenza delle lesbiche si terrà
lo stesso, il 28 marzo ad Haifa.
http://haaretz. com/hasen/
spages/835469. html

COMUNICATO STAMPA BABILONIA
"Babilonia
intervista il senatore Gianfranco Rotondi: «Non escludo che Grillini
possa diventare democristiano. Nella Dc storica più frequenze gay di
oggi».

E se nella Democrazia Cristiana del senatore Gianfranco
Rotondi, si verrebbe a sapere di omosessuali, li accetterebbero con
dignità? La domanda al segretario nazionale dello scudo crociato fa
parte della intervista "istituzionale" pubblicata sul nuovo numero del
mensile storico omosessuale "Babilonia". Risponde il senatore Rotondi:
«Potrei dire con una battuta che anche sotto questo aspetto era più
frequentata la Dc storica che non quell'attuale. Senz'altro
accoglieremmo queste militanze alla luce del sole così come alla mia
bimba più grande, che ha quattro anni, ho spiegato che due signori che
abitano vicino, vivono insieme perché si vogliono molto bene».
Ovviamente, Babilonia, parla con Rotondi anche dei DiCo: «La mia
posizione – spiega Rotondi – sulle unioni civili e sull'apertura ai gay
coincide con quella del Ppe e della Cdu tedesca che sono partiti di
ispirazione cristiana. Dove è lo scandalo? Fuori squadra europea ci
sono l'Udc, l'Udeur, la Margherita e Forza Italia». Ma, riconoscere
diritti alle coppie gay toglie qualcosa alla famiglia tradizionale?
«Secondo me no, - risponde il senatore Rotondi – perché si tratta di
istituti profondamente diversi. Non crediate che la mia posizione sui
DiCo sia stata applaudita dai miei iscritti: la Dc ha difeso la dignità
e la libertà della Chiesa, ma ha saputo anche dire dei "no" quando essa
chiedeva scelte politiche contrarie al progetto culturale dei cattolici
democratici». Parlando su una proposta di legge contro le
discriminazioni di cui Franco Grillini è il primo firmatario, il
segretario Rotondi confessa di non averla letta e risponde:
«Naturalmente risentirà della formazione culturale dell'on. Grillini
che non è nato democristiano, anche se non si può mai escludere che lo
diventi, visto che frequenta colleghi di partito senz'altro meno
liberali di noi democristiani». Il nuovo numero di "Babilonia" è quasi
monotematico, con interviste, reportage e servizi, tutti sulle unioni
civili e i DiCo. Dall'America parlano una coppia di gay e una coppia di
lesbiche che vivono insieme con due bambini nati da rapporti diretti.
L'etologo Daniele Fanelli ci
racconta storie raccapriccianti di chi
cerca di guarire gli omosessuali con elettrochock e barbarie varie.
Ancora due famiglie italiane, una gay e l'altra lesbica, narrano la
crescita dei propri figli e, nella discussione sui DiCo, intervengono i
maggiori esponenti del movimento omosessuale italiano, oltre alla
consueta rubrica dell'on. Franco Grillini e del segretario nazionale di
Arcigay, Aurelio Mancuso. Per i più pignoli una cronologia: "dai Pacs
ai DiCo" e una riflessione, dopo la lettera di alcuni militanti gay Ds
a Fassino, Prodi e Rutelli, su come può nascere il Partito Democratico
con il sostegno degli omosessuali o senza. E a destra? Il nuovo
direttore del "Secolo", Luciano Lanna, spiega perché è giusto aprire il
giornale di AN anche ai gay.
La redazione di "Babilonia"

LO STATO
ITALIANO NON RICONOSCE DIRITTI CIVILI UGUALI PER TUTTI
Lo Stato
Italiano non riconosce diritti civili uguali per tutti (PACS, Dico)
obbedendo ai continui interventi della chiesa cattolica, una chiesa
NON cristiana che e' causa di sofferenze e morte ( preservativi, vite
distrutte di omosessuali, pedofilia, etcetera, etcetera). Lo Stato del
Vaticano ha tutto il diritto di discriminare e/o emarginare chi le pare
sul proprio territorio, ma non di interferire nella politica italiana
ne' tantomeno di impedire che l'Italia sia un paese democratico nel
quale tutte le persone dovrebbero poter godere degli stessi diritti.
Un paese NON E' DEMOCRATICO se esistono disuguaglianze di trattamento
tra le diverse categorie di cittadini. Oggi, la discriminazione nei
paesi civili e' un reato che non fa onore alla cristianita' ne' allo
Stato del Vaticano e
neanche ai politici conniventi che propongono
come leggi le idee diaboliche e anticristiche della dirigenza
cattolica. I signori e le signore della politica che obbediscono alla
mentalita' vaticanense dovrebbero ricordarsi che chi discrimina e'
colpevole di omicidio attraverso l'uso della parola, istiga al suicidio
e crea un gravissimo disordine sociale. Sappiamo tutti che la chiesa di
Roma non e' democratica ma viene guidata in modo fortemente maschilista
(per modo di dire) da un papa ed un collegio di cardinali che esclude
le donne. Una chiesa che condanna tutti i rapporti sessuali (naturali)
se non atti alla procreazione e che si autoimpone l'astinenza sessuale
(innaturale), che ha coperto casi di pedofilia nei
propri ranghi e che
malgrado cio' si erge a sommo interprete del Cristo. Una
chiesa che
asserisce di essere conoscitrice della verita' di Dio e che invece
dimostra di essere anticristica perche' attraverso la parola predica
l'emarginazione di una gran fetta della popolazione: pansessuali,
bisessuali e omosessuali e che quindi è chiaramente causa di vite
infelici, morti e suicidi non ultimo quello di Alfredo Ormando, datosi
alle fiamme proprio in piazza san pietro.
Peter Boom Gaya CsF


ASSOCIAZIONE NAZIONALE "LIBERO PENSIERO" GIORDANO BRUNO
Sezione di
Viterbo.
CONFERENZA
"Libertà fondamentali: dalla nascita alla morte"
Sala delle Conferenze della Provincia, via Saffi, Viterbo
martedì 20
marzo 2007 - h. 16.30

"La libertà di espressione spirituale inizia
alla nascita e finisce con la
morte di ognuno". Questo indicherebbe la
nostra natura, se ascoltata con rispetto. Purtroppo uno schema mentale
è sovrapposto alla spontanea rivelazione dell'umano in noi, prima
ancora di essere italiani, cristiani o buddisti, noi siamo "uomini" ma
tale consapevolezza è talmente offuscata che le nostre intrinseche
qualità vengono sommerse da una pletora di idee, costrizioni e
strutturazioni precostituite dalla società. Si potrebbe anche definire,
con qualche eufemismo, "cultura" ma sicuramente è un recinto che
impedisce il libero pensiero. Non solo la "società civile" con le sue
regole e le sue imposizioni di nazionalità etc. costringe l'uomo ad
un'esistenza etichettata, anche le religioni contribuiscono enormemente
alla stratificazione sociale e differenziazione di quel che è
assolutamente indivisibile. Dalla nascita alla morte entriamo in una
gabbia ed uscirne sembra quasi impossibile. Vediamo cosa si potrebbe
fare. Pian piano l'uomo si sta riconoscendo sempre più abitante della
Terra e non particolarmente di una nazione od etnia. Questa tendenza
alla "globalità" va aiutata attraverso cambiamenti e riforme che
portino la libertà personale dell'uomo alla sua
originaria
manifestazione. Lasciando da parte il discorso della nazionalità che
può essere superato il momento in cui le Istituzioni sopranazionali
diverranno universalmente riconosciute e si sostituirà l'identità
nazionale con l'idea della cittadinanza planetaria. Per questo occorre
ancora attendere. Ma c'è qualcosa che si potrebbe iniziare a fare, qui
ed ora, in Italia, a Viterbo,con questo stesso Governo in carica, ed
è l'ampliamento delle libertà laiche a partire dalla nascita
dell'individuo sino alla sua dipartita. I bambini, i neonati, sono i
primi sfruttati, in senso ideologico, obbligati dai loro stessi
genitori e dalle esigenze "sociali" a subire la strumentalizzazione
religiosa. Prima ancora che abbia potuto capire cosa significhi
"religione", un bambino innocente viene obbligato ad un percorso
religioso, del tutto inconsapevolmente, cominciando con il battesimo,
poi la cresima e poi ancora la comunione. Il bambino incolpevole viene
legato ai riti e ad una fede che non conosce e non ha l'età per capire
se sia buona o cattiva. L'adesione ad una religione può avvenire solo
nell'età della ragione, come fatto personale, e non come costrizione
imposta dalla consuetudine o dalla paura. Si va a votare a 18 anni?
Anche per l'adesione religiosa bisogna avere almeno quell'età,
altrimenti è violenza e prevaricazione su minori. C'è poi il problema
della libertà espressiva della morte. Queste libertà, che vengono
invocate per il post.mortem, sono di attualità e di grande valore
sociale, anche per sottrarre il cadavere alle "lobbyes mortuarie". Si
tratta qui di sottrarre fisicamente il cadavere a qualsiasi
sfruttamento post mortuario, tenendo anche conto del rischio di
predazione degli organi. Anni fa fu presentata alla Camera dei
Deputati (dal Circolo Vegetariano VV.TT.) una petizione per un'idonea
legge sulla libertà espressiva della morte, con moltissime firme
raccolte a Viterbo ed in tutta Italia, purtroppo ancora non si vedono
risultati concreti, anzi si riscontra una ritrosia permanente a
trattare questo tema. Si capisce che gli interessi smossi dalla morte
sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i
sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare
una forma di evidente censura. Programma: Il 20 marzo 2007, a
Viterbo, si tiene una conferenza su questi temi organizzata dall'Ass.
Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno in collaborazione con altre realtà
laiche. Fra cui Accademia Kronos, Ass. Per la Cremazione (Socrem),
European Consumers, ADUC, Accademia Kronos. In termini estremamente
pratici si parlerà della libertà di poter esprimere l'affiliazione
religiosa solo con la maggiore età, si parlerà anche di un commiato
laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri, della
libertà di inumazione nel terreno prescelto, della libertà di
astenersi dall'accanimento terapeutico. In tal senso già son pronte
delle specifiche richieste che verranno avanzate, durante il convegno,
agli Enti Locali ed al Governo. Si tratta qui di sottrarre fisicamente
sia il minore che il cadavere a qualsiasi sfruttamento (tenendo anche
conto del rischio di predazione degli organi). Nella laicità dello
Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla
gestione della nascita e della morte. Interventi previsti: Osvaldo
Ercoli, Ass. Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno Ennio La Malfa,
Accademia Kronos Vittorio Marinelli, European Consumers Gianfranco
Paris, Editrice BIG Rolando Ciucciarelli, Socrem Moderatore: Paolo
D'Arpini
Info: liberopensierovt@libero.it
Tel. 0761-587200
Patrocinio
della Provincia di Viterbo e della rivista Etrurialand

APPUNTAMENTI
DEL DIGAYPROJECT
TAVOLI RACCOLTA FIRME PER IL REGISTRO SULLE COPPIE DI
FATTO
Segue la lista dei tavoli dove sarà possibile firmare la proposta
di
iniziativa popolare sul registro delle unioni civili a Roma, da
venerdì 16
Marzo a Domenica 19 Marzo.
LISTA:http://www.digayproject.
org/notizie/notizia.asp?news=3094
CINEFORUM: REINAS - IL MATRIMONIO CHE
MANCAVA
Sabato 17 Marzo, dalle ore 17:00 ci sarà la proiezione del film
Reinas.Il
cineforum si terrà nella sede del Dì Gay Project - via
costantino, 82 - a
due passi dalla metro B San Paolo.
LA STORIA:http:
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