05 maggio 2008

Maria Ornella Serpa la voce che gridava dal silenzio

Maria Ornella Serpa è morta venerdì 2 maggio per cause che ancora non ci
pervengono definitive. Fondatrice del Co.di.pep Coordinamento per le
persone prostituite, attivista da anni nel movimento per i diritti
civili ed umani ha lottato caparbiamente per affermare quei diritti che
a lei per prima furono negati. La ricorda così Carla Liberatore: "Al
profondo dolore della sua scomparsa si aggiunge la rabbia che provo nel
conoscere le condizioni a cui la povera Ornella è stata ridotta da un
sistema gerarchico di poteri contro i quali lottava e che si sono
permessi il lusso di non starla nemmeno a sentire. Abbiamo passato
anche notti intere a parlare al telefono dei suoi problemi, dei nostri
punti di vista, delle lotte che bisognerebbe portare avanti e che
invece passano in sordina. Ho appreso la notizia proprio oggi, pochi
minuti fa e le dedico ogni lacrima che esprimo e tutte quelle che non
riuscirò mai a versare. Ancora una volta mi domando perché una persona
così forte, vivace, piena di entusiasmo e di iniziativa, pregna di ogni
intelligenza, abbia dovuto lottare per sopravvivere ogni giorno. Mi
domando perché persone così non sono amate dalla famiglia che non le
accetta perché definite 'troppo diverse', mi domando perché vengono
lasciate sole da chi invece per primo dovrebbe essergli accanto. Mi
rimane ora soltanto il ricordo della sua determinazione nel lottare
contro le ingiustizie. Dedicherò da adesso in poi anche a ad Ornella
Serpa ogni respiro di vita che riuscirò a fare nell'attivismo della
causa GLBT e per i diritti civili e umani. Ciò mi fa comprendere ancor
più profondamente quanto sia importante quel che facciamo tutti quanti
per affermare certi diritti, questo dolore lacerante mi da
paradossalmente la forza di andare avanti con più caparbietà". Maria
Ornella Serpa era amica anche di Arcigay Consoli, di Arcilesbica "Le
Amazzoni" di e di Gaya CsF per la quale aveva scritto vari contributi
ed articoli. Ornella è nel cuore di tutti noi che la ricordiamo con
grande ammirazione ed affetto. Ci uniamo dunque al dolore di quanti l'
hanno conosciuta con l'intento che presto nascerà qualcosa a L'Aquila
dedicato a lei.

Arcigay Consoli Arcilesbica Le Amazzoni Gaya CsF

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21 agosto 2007

news 21 agosto

Citazioni di: ERNEST HEMINGWAY
"Quando la gente parla, ascolta tutto. Molte persone non ascoltano mai"
"Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare"
"E' morale
ciò che ti fa sentir bene dopo che l'hai fatto, è immorale ciò che
invece ti fa sentir male"
"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti
i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno
dipende da quello che farai oggi"
"Se tu non mi ami non importa, sono
in grado di amare per tutti e due"
"Essere uomo è un mestiere
difficile. E soltanto pochi ce la fanno"


IL CASO "AGAPO"….
'SUORE, UCCELLI, CURE ANTIGAY E MATRIMONI ALL'ITALIANA! '
Servizio di Gaya CsF,
sull'Associazione AGAPO, sedicente organizzazione laica che dichiara di
poter guarire i Gay.
Il buon Sergio Rovasio, mandandoci una
testimonianza e segnalandoci il link del sito di questa organizzazione,
ci ha messo la cosiddetta pulce all'orecchio. Siamo andati a fare un
giretto sul citato sito d'informazione e abbiamo scoperto parecchie
cose interessanti, ve ne diamo ampia lettura nello scritto che segue.
Noi di Gaya CsF, ci siamo già attrezzati per organizzare un'operazione
di giornalismo investigativo inerente alla vicenda AGAPO, vi terremo
aggiornati su tutti gli eventuali sviluppi. Buena Vida. Gaya CsF Staff.
IL CASO "AGAPO"…. CHI SIAMO: Siamo un gruppo di genitori con figli
omosessuali che alla fine del 2006 comincia a scambiare e condividere
le proprie esperienze. Abbiamo dovuto constatare che dal momento che i
nostri figli sono entrati nei "circuiti" del mondo gay, si è aperta, o
si è allargata, una profonda spaccatura all'interno della propria
personalità. Molti pensano che gli unici problemi degli omosessuali
consistano nell'ostilità dell'ambiente circostante e nella omofobia
interiorizzata, come sostiene Agedo, Associazione dei genitori di
omosessuali vicina ad Arci Gay. Crediamo infatti che questa non sia una
spiegazione sufficiente. Troviamo sterile la disputa sull'omosessualità
come "variante naturale del comportamento umano al pari dell'
eterosessualità" o no: noi amiamo i nostri figli indipendentemente
dalla loro condizione e vogliamo che siano comunque rispettati.
I VALORI DI AGAPO: AMORE: nulla può incrinare l'amore per il nostro
figlio, fratello o amico interessato dal problema dell'attrazione verso
lo stesso sesso ( SSA-same sex attraction ). Anzi, è questo il momento
in cui ci sentiamo più vicini al nostro caro. Curiamo con delicatezza e
con ascolto la relazione con lui per aiutarlo a chiudere con pazienza e
fiducia la lacerazione interiore emersa. VERITÀ: amore e verità non
significano "dire quello che fa piacere all'altro". Oggi è pensiero
diffuso soprattutto nei media che l'omosessualità sia una "variante
naturale della sessualità umana", che prometterebbe grande felicità se
non ci fosse l'ostilità del mondo attorno. Questo punto di vista può
risultare seducente, ma non risponde alla realtà, ai dati e alle
informazioni basate su fatti anziché opinioni, per quanto queste siano
difficili da reperire. SESSUALITÀ: è una forza della vita e quindi un
valore. E' l'espressione del dono vicendevole che due persone,
differenti nella loro corporeità ed essenza, si fanno quando entrano
tra di loro in una relazione d'amore, per completarsi ed arricchirsi
armoniosamente. E' significativo che etimologicamente sessualità deriva
dal latino secus, che significa tagliare, separare, attinente a ciò
che distingue l'uomo dalla donna. CAMBIAMENTO: punto essenziale della
vita dell'uomo è quello della sua trasformazione continua, etero o
omosessuale che sia. Sentenze come "tu sei così" o "una volta gay
sempre gay" sono volte a togliere la libertà alla persona e a in una
identità, forse in quel momento scontata o più facile, ma profondamente
limitante e falsa. ACCOGLIENZA: ogni manifestazione dell'umana
debolezza è da considerare non estranea a noi stessi e può essere
utilizzata per la crescita della persona, purché non negata, né
presentata come espressione di normalità. TOLLERANZA: significa
reggere, sostenere, patire insieme; la tolleranza è, in effetti, il
rispetto dell'altro in una condivisione. Al contrario, omofobia e
ipocrisia travestita da tolleranza, quest'ultima forse ancor più
diffusa della prima, sono strettamente legate all'ignoranza e possono
causare ai nostri figli, familiari o amici effetti devastanti quali l'
immensa sofferenza per essere derisi o per essere incasellati, se non
imprigionati, in uno stereotipo quale quello dello stile di vita gay. I
CONSIGLI DI AGAPO E LE SUE TEORIE: Uno strappo improvviso Ti capita
di svegliarti un giorno e di scoprire che tuo figlio ha cambiato
"faccia". Lui che è sempre restato vicino a te, che ti ha sempre
confidato e raccontato tutto, che ti ha sempre fatto partecipe delle
sue scelte, delle sue paure e delle sue insicurezze, che ti ha sempre
chiesto aiuto nei momenti di difficoltà.... Tu che hai sempre parlato
con lui, che gli hai sempre dato consigli, che hai discusso con lui di
tutte le situazioni, che lo hai sempre ascoltato e che molto spesso hai
fatto tesoro dei suoi consigli e delle sue esperienze.... Tutto filava
alla perfezione: Amicizie stabili, Ottimi risultati a scuola,
Determinazione, Congratulazioni da parte di tutti i conoscenti. Poi
improvvisamente tutto cambia.... Nervosismo, chiusura in se stesso
Voglia di andarsene da casa perchè è talmente opprimente da non
permettergli di potersi esprimere e divertire Abbandono degli studi
Ricerca di amici diversi Paura di avere un fisico inaccettabile e
malato tale da non consentirgli di potersi realizzare. Lo vedi ridotto
a un burattino senza iniziative e che desidera ciò che gli
suggeriscono gli "altri" e non ciò che nasce dentro la sua fantasia e
la sua immaginazione. Non è più in grado di interrogarsi sui suoi
desideri autentici e quale sia il ruolo da svolgere nella sua vita. Non
è più in grado di esprimere quel sorriso radioso di cui era portatore.
E arriva il giorno in cui ci prega di permettergli di andarsene da casa
per poter essere più sereno e non più sottoposto ai nostri "controlli"
che limitano la sua libertà. Col nostro aiuto esce di casa per tre
volte con la conseguenza di depressione ed ipocondria in forte aumento
ad ogni ritorno a casa. L'offerta di aiuto ed assistenza ed i medici
che gli garantiscono un perfetto stato di salute fisica lo
innervosiscono sempre di più. Poi arriva il giorno in cui ti grida con
rabbia di essere OMOSESSUALE. La sensazione immediata è quella di un
crollo di tutte le tue aspettative e come si suol dire "ti crolla il
mondo addosso". Poi raccogli tutte le tue forze e ricominci a ragionare
e a pensare. Cominci a rivolgerti alle persone che possono darti dei
consigli ma ti aumentano le preoccupazioni perchè le risposte ti
sembrano banali e non corrispondenti alla tua situazione in
considerazione dell'arco di vita che hai percorso con tuo figlio. Ti
dicono: Uno nasce omosessuale L'omosessualità è genetica Ma guarda la
TV: tutti dicono che l'omosessualità è una cosa normale che va
assecondata Ci sono tanti omosessuali realizzati Ognuno deve fare la
propria esperienza e imparare sbattendo la testa contro il muro Guarda
anche nella compagnia di mio figlio c'è un omosessuale e nessuno fa
problemi. E via dicendo su questo tono. Però poi t'informi e realizzi
che anche quell'amico, che sembrerebbe vivere liberamente, ha gli
stessi problemi di tuo figlio: Depressione ed incapacità di portare a
termine qualsiasi tipo di progetto ridotto ad un "burattino" senza
desideri. E allora ricominci una ricerca un poco più approfondita al di
fuori delle cerchia dei tuoi amici. Internet, associazioni, psicologi.
Le risposte sembrano quasi unisone: L'omosessualità è una condizione
normale e se la contrasti sei un "omofobo". A questo punto ti convinci
e cerchi di seguire questi suggerimenti ma poi ti accorgi che la
situazione con tuo figlio non migliora anzi peggiora. Ancora ti
rimbocchi le maniche e ricominci daccapo e finalmente trovi una voce
diversa: Le sofferenze delle persone con tendenze omosessuali sono
causate dallo stesso stato omosessuale e dalle cause che hanno portato
a questa tendenza. Non esiste nessuna componente genetica ma piuttosto
componenti ambientali. Occorre prendersi cura delle persone con
tendenze omosessuali uscendo dal luogo comune che la tendenza
omosessuale sia innata. Esiste una "terapia riparativa" che ti
permette, attraverso psicoterapeuti, di analizzare le cause delle
sofferenze omosessuali. Ricominci a parlare con tuo figlio sotto un
nuovo riflettore che irradia una luce più chiara e splendente e che
porta ad effetti positivi: ripresa degli studi miglioramento dei
problemi psicosomatici ritorno al dialogo. E ti sembra di tornare a
vivere anche se le difficoltà sono sempre nascoste dietro il classico
angolo. DI FRONTE A SIMILI SITUAZIONI noi genitori non dobbiamo
essere superficiali e classificare certi atteggiamenti dei nostri
figli come normali e propri della generazione che stanno vivendo ma
dobbiamo preoccuparci nel momento in cui ci accorgiamo che nostro
figlio, invece di vivere la propria giovinezza creando quegli stimoli
necessari per una sana e corretta crescita, la trasforma in un
gioco senza accorgersi di sprecare la vita e rovinarla gravemente.
Dobbiamo preoccuparci quando realizziamo che nostro figlio è sotto
l'influsso di un distorto concetto individualista di libertà e in un
contesto privo di valori fondati sulla vita, sull'amore umano e sulla
famiglia, che finirà per incidere gravemente sul suo futuro, quando la
fase della giovinezza sarà passata e subentrerà una prospettiva ed una
visione del mondo molto diversa. Noi genitori dobbiamo preoccuparci
di quella cultura in cui la società e i mass-media offrono al riguardo
il più delle volte una informazione spersonalizzata e ludica, di quella
mancanza di valori per cui tutto viene messo sullo stesso piano , di
quel comportamento che porta a sperimentare tutto quello che passa per
la mente senza pensarci e valutando le conseguenze mentre accadono e
non prima, prevedendole. Quando noi genitori pensiamo di aver la
possibilità di impedire o di modificare in qualche modo i
comportamenti di nostro figlio che riteniamo essere a rischio, non solo
dobbiamo sentirci in dovere di farlo, ma dobbiamo essere convinti
che in caso contrario mancheremmo ad un nostro preciso dovere.
Quando noi genitori ci troviamo di fronte ad un comportamento di
nostro figlio che non approviamo abbiamo il dovere di manifestare la
nostra disapprovazione, aggiungendo sempre :"Ricordati che qualsiasi
cosa tu faccia, ti vogliamo bene e sappiamo aspettarti". "TESTIMONIANZA
DI UNA MADRE DISPERATA"….. La nostra solitudine di genitori. Sono la
madre di un ragazzo molto giovane, omosessuale. Sono stata da giovane
una contestatrice, ho vissuto in pieno il '68 e fortunatamente, pur se
in mezzo a tante contraddizioni, nelle sue forme più positive e belle,
di ricerca della libertà, della giustizia sociale, dell'apertura e allo
stesso momento della vicinanza all'altro, della solidarietà. Ecco,
questi valori, molto forti dentro di me, credo di averli appresi prima
in famiglia e poi di averli potuti sperimentare da giovane nell'impegno
sociale e nella politica. Già a quei tempi avevo amici omosessuali e
per la verità, a ripensarci oggi, la loro omosessualità non è mai
divenuta oggetto di un confronto, neanche di una confidenza, loro erano
così e basta. Sembrava che "la cosa" non ponesse alcun problema, anche
se più tardi, proprio attraverso il mio migliore amico dell'
adolescenza, ho potuto intuire che la sua realtà di omosessuale era
assai dolorosa e travagliata. Quando sono venuta a sapere dell'
omosessualità di mio figlio ho provato un colpo, sordo, al cuore; poi,
a poco a poco, mi sono imposta di far prevalere la ragione e mi sono
appigliata ai principi di apertura e di tolleranza, insomma a tutto
quello che avevo sempre condiviso sull'omosessualità come forma di
diversità. La mia prima risposta ascoltando i racconti di mio figlio è
stata quella di proporgli di andare al cinema insieme, perché proprio
in quei giorni c'era una rassegna del cinema gay; mi è sembrata,
allora, una forma di condivisione e di amore nei suoi confronti. Non mi
rendevo ancora conto di non conoscere questa problematica così
complessa. Oggi, alla luce dei tanti fatti che sono successi e che
continuano a succedere, sento che è necessario impegnarsi a
comprendere, insieme naturalmente, a continuare ad amare, forse anche
più di prima. E per cercar di comprendere con amore, non posso non
osservare e registrare i fatti.
Ho visto mio figlio, nel momento in cui
ha deciso di vivere da gay, cambiare radicalmente vita. Nel giro di
poche settimane ha lasciato lo sport che praticava e che gli piaceva;
ha lasciato gli scout che, mio marito e io crediamo abbiano
rappresentato, seppur con momenti di crisi - peraltro normali tra gli
adolescenti - la sua esperienza più importante di crescita al di fuori
della famiglia. Ha iniziato a rifiutarsi di collaborare a risolvere
qualche problema tecnico che si presentava in casa, al computer, o, che
so, alla presa elettrica; ha cominciato a dire che "non sapeva fare",
che non gli interessava, quando sempre in passato aveva dato prova di
essere molto capace: al computer cercava, sperimentava, inventava e,
quando io, in difficoltà, gli chiedevo aiuto, lui sapeva subito come
intervenire e risolvere. Improvvisamente non voleva più, non sapeva….
salvo, quando, come accade ancor oggi, si dimentica della sua identità
gay e, preso da qualcosa che lo appassiona veramente, accetta di farti
un'operazione e allora torna ad essere attivo, veloce e a usare la sue
competenze. Abbiamo potuto toccare, sentendoci impotenti, un secco
arresto del suo sviluppo. A nulla sono valsi i solleciti, le proposte
che venivano anche da altri amici. Via la scuola, da cui era riuscito
ad ottenere ogni volta risultati soddisfacenti, dove stava sviluppando
anche i suoi molti interessi; e via la musica, via il teatro, via il
cinema che seguiva con continuità e passione, via anche con la cucina,
con il disegno, con cui sapeva ben fare. Il rapporto con questi aspetti
della vita si è rotto. Ma soprattutto si è rotto il rapporto con le
persone che facevano parte del suo mondo, rapporto a cui, nonostante i
suoi timori, teneva. Allora non ha più frequentato amici maschi, le sue
amicizie sono diventate tutte al femminile, i maschi ora li trova nei
locali, nelle discoteche. Al momento il corpo pare sia al centro dei
suoi interessi, lo guarda e riguarda allo specchio, lo liscia, lo
colora, lo trasforma… E dal padre, con cui ha sempre faticato a porsi
in relazione, anche se con la coda dell'occhio ne ha sempre scrutato la
risposta, mio figlio, dopo il suo dichiararsi gay, si è ulteriormente
allontanato; e tuttora, nel rivolgersi a lui, è come se ci fosse ogni
volta una vena di provocazione o di aggressività, molto di più della
ribellione o del desiderio di affermarsi di un adolescente. Ma mio
marito continua a cercarlo, gli racconta di sé e di loro due, gli fa
proposte e mi sembra che nostro figlio sia anche disposto, a volte, a
misurarsi con lui, in fondo ho il sospetto che si fidi di lui. Questo
mi dà la speranza che un giorno smetta di fuggire e riprenda a
crescere. In mezzo a questi eventi dolorosi non abbiamo sentito la
vicinanza e l'amicizia delle persone da cui eravamo sicuri di poter
essere capiti. Devo riconoscere che nel nostro ambiente progressista la
risposta è stata il silenzio; per disinteressamento da parte di alcuni,
forse, per altri per difficoltà personali ad affrontare questo tipo di
problematiche. Comunque non c'è stata condivisione. Quando in alcuni
casi ho provato a farlo presente, le persone con cui parlavamo, pur
senza sapere nulla o quasi dei processi veri e devastanti in atto nella
vita di nostro figlio, ci hanno semplicemente invitato ad accettare la
sua scelta, lasciando anche trapelare nostri ipotetici errori e nostre
responsabilità nel non saperlo fare, come i media al momento insegnano.
In quasi nessun caso ho avvertito il desiderio o la disponibilità a
conoscere e ad ascoltare la voce di chi vive in prima persona un dramma
umano. Mio figlio ora vive in un ambiente marginale estremo. Pochi
delle mie amiche e dei miei amici, che pure lo hanno conosciuto e gli
hanno voluto bene, mi chiedono notizie di lui. Ultimamente ci è sorto
un sospetto: che le continue dichiarazioni e affermazioni sulla libertà
di scelta di identità sessuale, da parte dei partiti e dei media,
nascondano in realtà la scelta politica di allontanarli socialmente
(conseguenza del resto della volontà di non prendersi carico delle
problematiche ad essa inerente). "TESTIMONIANZA DI UN 'MIRACOLATO'
….." "Ero gay: i preti mi hanno guarito" - lunedì 26 febbraio 2007,
la Stampa - La storia di Luca Di Tolve Al «corso» letture sacre e
preghiere - Flavia Amabile – Roma - Lo si può incontrare in una via di
Milano, confuso tra la folla del sabato, a fare acquisti con la
fidanzata, attento a non spendere troppo perché sta mettendo da parte i
soldi per il matrimonio. Tranquillo, «normale» come dice di se stesso,
virgolette comprese. Chi lo avesse conosciuto dieci anni fa potrebbe
pensare di essersi sbagliato. Invece è proprio Luca Di Tolve, nella sua
nuova vita. «Quella - racconta - che mi sono conquistato dopo sei anni
di terapia riparativa dell'omosessualità: tre rosari al giorno, gruppi
di ascolto, studio della Bibbia e dei testi di Josè Maria Escrivà, il
fondatore dell'Opus Dei. Adesso, finalmente, sono guarito». «Guarito»,
dice, come se essere gay fosse una malattia, secondo le più bieche
posizioni omofobiche. Eppure Luca era omosessuale, e non uno
tranquillo. Piuttosto uno da montagne russe, capace di passare dalle
eleganti suite newyorchesi al sesso rubato in una «darkroom», dall'
ufficio dove dirigeva un team di persone a un parco di notte a
consumare rapporti. Il primo amore Gay lo è sempre stato, fin da
bimbo. «Ricordo la mia infanzia a giocare con le bambole e con le
amiche del palazzo volevo sempre fare la mamma», racconta. Già allora i
genitori si erano separati, lui viveva in un monolocale a Milano con la
mamma «troppo affettuosa, a volte soffocante ma anche tanto indaffarata
nella lotta per la sopravvivenza». Andò a finire che in seconda media
si innamorò perdutamente del suo compagno di banco «bello, perfetto,
forte e dolce allo stesso tempo». Amore non corrisposto. E non solo:
«Se ne accorse la prof, anzi, praticamente tutti». Lo sospesero.
«Rimasi a letto per giorni, gridavo il nome del mio compagno nel sonno.
Lo psicologo disse che ero il classico bambino turbato per la
separazione dei genitori e che un altro cambiamento sarebbe stato
dannoso». Il sesso Luca tornò in classe, riuscì anche a diventare
amico del suo «bello». Ma l'amore quello no. «Rimaneva in me un vuoto
che mai riuscii a colmare, i miei studi andarono a rotoli, abbandonai
la scuola». Dopo un po' arrivò il sesso, forse anche l'amore, con un
ragazzo più grande. Il mondo omosessuale si aprì davanti a lui, «un
mondo finalmente pieno di colori dopo tanta amarezza, sentivo di poter
finalmente camminare da vincitore e non da sconfitto». La prima
vittoria? Arrivare a Canale 5. Batteva le mani, faceva apparizioni
sporadiche, guadagnava quasi nulla ma intanto conosceva meglio
l'ambiente. Il passo successivo fu entrare nel giro delle discoteche.
Quando anche le discoteche iniziarono a stargli strette passò a
occuparsi della sezione turismo dell'Arci Gay. Organizzava viaggi per
omosessuali. Gli piacque talmente che pensò di aver finalmente trovato
la via giusta. Mise su un'agenzia sua, specializzazione i viaggi a
tema, soprattutto negli Usa, ma anche feste ed eventi come il Gay Pride
di Napoli. «Ero amato, invidiato, avevo soldi, casa in centro, bei
vestiti, in tasca biglietti d'aereo per andare a fare shopping negli
Usa quando volevo». Il massimo, insomma. O forse no. «L'Aids marciava
trionfante, la vita di amici ventenni con i quali avevo diviso anni
lieti, si spegneva miseramente». Anche lui finì nella morsa dell'Hiv.
Scomparve il suo lavoro, un sieropositivo non può sottoporsi a una
girandola di viaggi e vaccinazioni. Si dissolsero le paillette, iniziò
il periodo peggiore. «Tornai a casa di mia madre, ormai risposata, e fu
il mio deserto». Ovvero, il momento delle darkroom, dei parchi, del
sesso disperato, degli stupefacenti. «Poi ho scoperto il buddismo, e
sono arrivate le canzoni. Ho vinto un concorso con testo dedicato a un
Dio non ancora decifrato bene». La svolta - La svolta avvenne per
caso. Un giorno un amico omosex dimenticò a casa sua alcuni appunti di
filosofia. Luca li sfogliò per curiosità e s'imbattè nelle teorie di
Joseph Nicolosi. Spiega: «All'inizio ebbi voglia di prendere a pugni
questo signore e le sue idee. Però non riuscivo nemmeno a liberarmene.
In fondo che cos'era quell'andare in giro per parchi se non la conferma
che anch'io ero vittima di pulsioni, di nevrosi di cui dovevo
liberarmi? E perché non riuscivo a raggiungere la felicità con un
ragazzo, uno dei tanti conosciuti in quegli anni? Perché nei maschi mi
guardavo come in uno specchio, ma era della diversità di una donna che
avevo bisogno». Abbandonò il buddismo, ritrovò il cristianesimo e
scoprì per la prima volta l'identità di uomo. «Non dico che sia stato
facile, devi saper rinunciare, fermare la caccia al sesso compulsivo
che prima praticavo istintivamente». Ci sono voluti sei anni, qualche
caduta qui e lì, molta volontà, anche - e un tempo gli sarebbe apparso
impensabile - tante preghiere. «Tre rosari al giorno, i corsi del
gruppo Chaire e quelli di Living Waters. Un anno fa ho conosciuto la
mia fidanzata. Di me sa tutto e ha accettato di starmi accanto». Stanno
mettendo da parte i soldi per sposarsi, conta di farcela nel giro di
due anni. "GRILLINI E GLI EX GAY" - Franco Grillini interviene sulle
terapie per cambiare da gay in etero - lunedì 26 febbraio 2007 , la
Stampa - "E' soltanto mistificazione" - Franco Grillini, presidente
onorario dell'Arcigay, come la mettiamo con gli ex-gay, che dicono dall'
omosessualità si può uscire? «Scommetto che sono credenti...». Lo sono
diventati, prima non lo erano. «Quello che vorrei sapere è questo: come
mai ai non credenti non viene mai in mente di uscire dall'
omosessualità? E' solo propaganda e mistificazione di gruppi religiosi
convinti che l'omosessualità sia una scelta. Io sono psicologo, queste
cose le so e penso che gli psicologi che sostengono simili teorie
vadano espulsi dall'ordine professionale. Queste terapie sono destinate
al fallimento. Ma lo sa che negli Stati Uniti due dirigenti di Narth,
uno di questi gruppi che propagandano la terapia riparativa, sono
appena scappati per andare a vivere insieme?» Ce ne sono molti che però
mettono su famiglia, fanno figli e dicono di vivere in pace con sè
stessi, come mai? «Lo dicono ma quante bugie raccontiamo a noi stessi?
Dagli studi fatti emerge che cambiare la propria sessualità crea
soltanto ulteriori disturbi. Questi gruppi fanno un lavaggio del
cervello. Chi li ascolta subisce. Salvo poi finire per darsi a una
sessualità compulsica, seriale». A dire il vero questa è proprio l'
accusa che gli ex-gay rivolgono alla loro vita precedente: ora
finalmente riusciamo a controllare i nostri istinti... «Niente di più
falso. La maggioranza degli omosessuali il sesso non lo pratica quasi
mai. La ricerca della quantità invece della qualità è un pregiudizio o
riguarda solo una minoranza del mondo gay». Forse riguarda quelli che
gay non lo sono davvero... «Il problema è un altro: i gay stanno male
perchè non sono accettati e allora qualcuno pensa di poter stare meglio
omologandosi agli altri, cambiando identità come se si trattasse di una
giacca. Ma uno non sceglie di essere omosessuale, sceglie soltanto di
farsi del male». "L'ORIENTAMENTO SESSUALE SI PUO' CAMBIARE: L'
orientamento sessuale può cambiare? AGAPO propone il seguente testo,
tratto dal sito di "Lucca giornale News & Events". Questo sebbene i
suoi contenuti si trovino in apparente contrasto con l'opinione
pubblica dominante, sia a livello mediatico di massa sia tra la maggior
parte degli psicologi di Milano che abbiamo conosciuto. Facciamo però
presente che questi psicologi, che avevano un parere decisamente
negativo sulla possibilità di cambiare l'orientamento sessuale, non
erano a conoscenza dei contenuti dell'approccio terapeutico
ricostitutivo, né erano a conoscenza di nomi come Spitzer, Nicolosi e
altri e le relative ricerche. "Gli omosessuali hanno il diritto di
sapere che esiste una via d'uscita. La propaganda gay afferma che non
possono cambiare orientamento". La propaganda gay afferma che gli
omosessuali non possono cambiare orientamento e che l'unica cosa che
possono fare è di rassegnarsi alla propria condizione, ma in realtà le
cose non stanno affatto così! Omosessuali non si nasce e tra l'altro,
come dimostrato da una ricerca effettuata da J. Michael Bailey della
North-Western University e da Richard C. Pillare della Boston
University, se ci fosse un gene dell'omosessualità, i gemelli omozigoti
dovrebbero comportarsi allo stesso modo, mentre ciò non avviene.
Inoltre, dalla letteratura scientifica (come ad esempio dalla ricerca
condotta dallo psicanalista Irving Bieber), si ricava che circa un
terzo dei pazienti che si sottopongono ad un'idonea psicoterapia
eliminano l'omosessualità; un altro terzo ha un miglioramento; l'ultimo
terzo non cambia perché è costituito da persone forzate a sottoporsi
alla terapia o non sufficientemente motivate. Questo dimostra che
l'omosessualità non è un comportamento biologico innato, che non è
immutabile e che soprattutto ci sono alternative possibili allo stile
di vita gay. Robert Spitzer, docente alla Columbia University di New
York, ha dichiarato: "Come molti psichiatri io pensavo che alla
tendenza omosessuale si potesse solamente resistere e che non potesse
realmente cambiare l'orientamento sessuale. Ora credo che questa
convinzione sia falsa. Alcune persone con orientamento omosessuale
possono cambiare e cambiano". Esistono diverse associazioni e gruppi
(NARTH: National Association for Research and Therapy of Homosexuality,
PFOX: Parents and Friends of Ex-Gays and Gays, International Healing
Foundation, Gender Menders e tanti altri) che propongono una visione
dell'omosessualità differente rispetto a quella rassegnata propagandata
dagli attivisti gay. Io stesso ho incontrato persone che hanno portato
la loro testimonianza, raccontando della loro vita, del loro passato e
di come siano usciti dalla condizione dell'omosessualità attraverso una
particolare terapia; la società deve quindi cercare di fornire ogni
sostegno per aiutare coloro che vogliono compiere un cammino di ri-
orientamento, perché le persone che sperimentano pulsioni omosessuali
hanno il diritto di sapere che esiste una via d'uscita. Ovviamente la
terapia è una proposta e non un'imposizione, ma bisogna far sapere che
un'alternativa all'omosessualità è possibile, perché offrire una
possibilità di scelta vuol dire rendere le persone libere. L'ideologia
gay vuole invece limitare questa libertà affermandosi come unica
risposta. tratto dal sito web
www.dilloadalice.it n.112 del 05/07/2006.
Indagine Spitzer: lo psichiatra che cambiò opinione. Il 9 maggio 2001,
in occasione del meeting annuale dell'APA (American Psychiatric
Association) a New Orleans, il Dr. Spitzer, primario di ricerca
biometrica e professore di psichiatria alla Columbia University di New
York, ha presentato i risultati di uno studio effettuato su 200
soggetti che affermavano di aver cambiato il loro orientamento sessuale
da almeno 5 anni. Il 23 maggio 2001 il Dr. Spitzer ha dichiarato al
Wall Street Journal: "Nel 1973, opponendomi all'opinione prevalente
dei miei colleghi, appoggiai la rimozione dell'omosessualità dalla
lista ufficiale dei disordini mentali. Per questo motivo ottenni il
rispetto dei liberals e della comunità gay, anche se ciò fece infuriare
molti dei miei colleghi. Sostenevo che gli omosessuali potessero vivere
felicemente e sentirsi completamente realizzati. Se dichiaravano di
sentirsi a proprio agio nella loro condizione non dovevano essere
accusati di mentire o essere rifiutati. Ora, nel 2001, ho mutato
opinione e questo ha fatto sì che venissi presentato come un nemico
della comunità gay e così la pensano in molti all'interno della
comunità psichiatrica ed accademica. L'affermazione che io contesto è
la seguente: che ogni desiderio di cambiamento dell'orientamento
sessuale sia sempre il risultato della pressione sociale e mai il
prodotto di una razionale motivazione personale... Quello che ho
scoperto è che nel campione preso in esame, molti hanno fatto
cambiamenti sostanziali nella fantasia e nella eccitazione sessuale e
non semplicemente nel comportamento. Anche i soggetti che hanno avuto
un minor cambiamento lo hanno comunque giudicato estremamente benefico
per la loro vita." Lo studio di Spitzer è stato pubblicato sui
principali giornali americani come USA Today, Washington Post, The New
York Times. La storia è stata anche ampiamente riportata sul World Wide
Web attraverso alcuni importanti siti di news come foxnews.com, cbsnews.
com, abcnews.go.com, e msnbc.com. Lo studio di Spitzer si è basato su "
interviste telefoniche di 45 minuti con 143 uomini e 57 donne che
avevano cercato aiuto per cambiare il loro orientamento sessuale", ha
riferito il New York Times. "Spitzer e i suoi colleghi hanno scoperto
che il 66% degli uomini e il 44% delle donne aveva raggiunto una buona
funzionalità eterosessuale". Il Washington Times ha offerto maggiori
dettagli sui risultati dello studio: "Prima di cambiare, il 20 % era
sposato. Dopo, il 76% degli uomini e il 47% delle donne si sono
sposati. La maggioranza ha iniziato i tentativi per cambiare all'età di
30 anni, ma non ha avvertito nessun cambiamento per almeno 2 anni. Il
78% ha riferito una modifica dell'orientamento sessuale dopo 5 anni. In
seguito all'associazione di terapia e preghiera, il 17% degli uomini e
il 55% delle donne ha riferito di non avere più nessuna attrazione
omosessuale. Mentre il 29% degli uomini e il 63% delle donne hanno
riferito di avere ancora una minima attrazione verso persone dello
stesso sesso". I portavoce di diverse organizzazioni pro-gay americane
hanno tentato con le loro dichiarazioni di screditare sia il Dr.
Spitzer che i risultati della sua ricerca.. "Questo studio ha scarso
valore scientifico perché i campioni sono tratti in gran parte da
organizzazioni con forte impegno anti-gay e sembra essere il riflesso
del pregiudizio personale del ricercatore," ha detto Wayne Besen,
Associate Director of Comunications di Human Rights Campaign. Bob
Davies, Executive Director di Exodus North America, una fra le
principali organizzazioni cristiane che assistono le persone che
vogliono uscire dall'omosessualità, ha liquidato queste proteste come
prive di fondamento. "Il dottor Spitzer si autodefinisce come un ateo
umanista," dice Davies. "All'inizio del suo studio era scettico che
potesse avvenire un cambiamento. Casomai il suo pregiudizio era contro
la possibilità di cambiare e non a favore. " Besen ha obbiettato che l'
emarginazione e il timore del rifiuto possono aver avuto un ruolo
chiave nella decisione dei soggetti di intraprendere una terapia di
conversione. Tuttavia i soggetti stessi hanno dato differenti risposte
sul perché desiderassero cambiare, inclusa la percezione dell'
omosessualità come "non soddisfacente dal punto di vista emotivo"
(81%), il contrasto con principi religiosi (79%) e il desiderio di
sposarsi o di rimanere sposati (67% degli uomini e 35% delle donne).
ABC News ha riportato l'affermazione di alcuni gays secondo i quali la
"terapia di conversione" causerebbe depressione e perfino suicidio fra
i clienti che non riescono a raggiungere l'obbiettivo. "Non c'è alcun
dubbio che molti omosessuali non riescano a raggiungere l'obbiettivo e
che diventino depressi e che la loro vita peggiori," ha risposto il
Dottor Spitzer. " Non sto mettendo in discussione questo. Quello che
contesto è che questo sia presentato come inevitabile. Al contrario
molti soggetti hanno tentato il suicidio esattamente per il motivo
opposto perché molti professionisti della salute mentale avevano loro
detto che non avevano nessuna speranza e che dovevano semplicemente
imparare a vivere con i loro sentimenti omosessuali". Alcuni
omosessuali hanno messo in discussione i soggetti coinvolti nello
studio. " Il campione è totalmente non rappresentativo della comunità
gay," ha detto a ABC News David Elliot, un portavoce del National Gay
and Lesbian Task Force di Washington. "Ma Spitzer ha replicato che
sebbene le persone del suo campione siano effettivamente singolari –
più religiose rispetto alla popolazione generale – ciò non significa
che le loro esperienze debbano essere rigettate. E soprattutto non
significa che non stiano dicendo la verità, " ha riferito ABC News. L'
articolo di ABC continuava: " Un sondaggio ben articolato, ha detto
Spitzer, può determinare se un soggetto è credibile oppure no. E i suoi
interlocutori, a ciascuno dei quali sono state poste 60 domande in 45
minuti, hanno presentato tutti i requisiti della credibilità. In
realtà, rigettare la sua indagine significherebbe rigettare un'
immensità di ricerche psicologiche e psichiatriche. I metodi usati nell'
elaborare il suo studio sono gli stessi che vengono usati per
determinare l'effetto delle droghe" Secondo l'articolo di ABC, Spitzer
ha rivolto ai soggetti " domande molto dettagliate, non solo sull'
attrazione sessuale, ma sulle fantasie durante la masturbazione e i
rapporti sessuali, e il desiderio di coinvolgimento emotivo e romantico
con persone dello stesso sesso e numerose altre variabili che indicano
l'orientamento sessuale. E sulla maggior parte di queste variabili, la
maggioranza dei soggetti ha fatto cambiamenti consistenti che durano da
anni". "L'affermazione che la gente non possa cambiare è una
conclusione politica piuttosto che una conclusione scientifica" ha
detto il Dr. Joseph Nicolosi, direttore del National Association for
Research and Therapy of Homosexuality (NARTH) e membro di Exodus. "
Questo evidenzia l'esistenza di una potente lobby gay all'interno della
professione psichiatrica. Quando lo scorso anno pubblicammo uno studio
sostenendo che più di 800 persone erano cambiate, nessuno lo ha preso
in considerazione. Ma quando Spitzer ha sostenuto la stessa cosa hanno
dovuto ascoltarlo a causa della sua reputazione di avvocato dei gay".


AGAPO……. ASSOCIAZIONE FAMILIARI ANTI-OMOSESSUALI
ALLE ASSOCIAZIONI
GLBT: Inoltro un messaggio che mi ha inviato un amico di Milano. Quanto
segnalato è di una gravità inaudita. Una Associaizone (
www.agapo.net)
si spaccia per "Associazione genitori e amici di persone omosessuali"
promuovendo false tesi paragonabili a quelle omofobiche tipiche del
fondamentalismo cattolico. Salve, Sono Marco di Milano. In internet
ho visto che è nato il sito internet (
www.agapo.net) di una
un'associazione (esistente presumo) di genitori anti-gay che credono
che l'omosessualità possa, e dovrebbe, essere curata (l'associazione si
chiama AGAPO - ASSOCIAZIONE GENITORI E AMICI DI PERSONE OMOSESSUALI,
sulla scia dell'agedo). E' un sito orrendamente omofobico, mascherato
da palese falso buonismo e falsa tolleranza, mirante a propagandare le
solite storie sulla guarigione dall'omosessualità, nonchè a consigliare
ai genitori che hanno figli omosessuali di curare i propri figli
dall'omosessualità. Nella sezione "consigli ai genitori" c'è scritto:
"E' particolarmente difficile per dei genitori comprendere un figlio
quando pratica lo stile di vita gay. Ed è ugualmente difficile quando i
genitori scoprono che è possibile liberarsi dal problema
dell'attrazione verso lo stesso sesso e che tuttavia il figlio non ne
vuole sapere di cogliere questa possibilità. Quando le persone si
identificano nello stile di vita gay, il che significa che hanno
accettato l'ideologia dell'attivismo gay, subentra nei genitori un
senso di sconfitta. E' molto doloroso quando il figlio ignora i
genitori, si chiude in se stesso, oppure s'infuria con loro. AGAPO può
consigliarvi terapeuti che possono aiutarvi ad apprendere molto
rispetto a quanto vostro figlio sta provando e quali possono essere le
vostre risposte. Un figlio che decide di liberarsi dell'omosessualità
deve essere assicurato che esistono aiuti validi. Ricordate che è
vostro figlio che deve volere il cambiamento, non lo si può imporre.
Abbiate pazienza, il cambiamento richiede tempi lunghi. In conclusione:
non perdete mai la vostra convinzione che l'uomo è libero e che il
cambiamento è possibile. " Nella sezione dedicata ai valori
dell'associazione, c'è scritto: "Amore: nulla può incrinare l'amore per
il nostro figlio, fratello o amico interessato dal problema
dell'attrazione verso lo stesso sesso ( SSA-same sex attraction ).
Anzi, è questo il momento in cui ci sentiamo più vicini al nostro caro.
Curiamo con delicatezza e con ascolto la relazione con lui per aiutarlo
a chiudere con pazienza e fiducia la lacerazione interiore emersa .
Verità: amore e verità non significano "dire quello che fa piacere
all'altro". Oggi è pensiero diffuso soprattutto nei media che
l'omosessualità sia una "variante naturale della sessualità umana", che
prometterebbe grande felicità se non ci fosse l'ostilità del mondo
attorno. Questo punto di vista può risultare seducente, ma non risponde
alla realtà, ai dati e alle informazioni basate su fatti anziché
opinioni, per quanto queste siano difficili da reperire. Cambiamento:
punto essenziale della vita dell'uomo è quello della sua trasformazione
continua, etero o omosessuale che sia. Sentenze come "tu sei così" o
"una volta gay sempre gay" sono volte a togliere la libertà alla
persona e a in una identità, forse in quel momento scontata o più
facile, ma profondamente limitante e falsa. Nella sezione documenti
sono segnalate storie di gay che sono usciti dall'omosessualità, come
"Ero gay: i preti mi hanno guarito" e propagandate teorie che dicono
che dall'essere gay si può guarire. Nella sezione links sono
consigliati siti come obiettivo-chaire.it, acquaviva2000.com e narth.
com - noti riferimenti internet degli omofobi che propagandano tesi
omofobiche sull'essere gay e soprattutto la "cura" dell'omosessualità.
Nella sezione testimonianze ci si imbatte in letture che contengono
frasi come: "Quello che però spesso non sappiamo, o non vogliamo
riconoscere, è che l'omosessualità nell'essere umano è un problema
della sviluppo, quasi sempre il risultato di rapporti familiari
problematici , che niente hanno a che fare con la genetica. "amore
significa anche affidare tuo figlio alle cure di esperti che, come te,
mettono l'amore al primo posto, anche nello strutturare una possibile
terapia" "Di fronte a simili situazioni noi genitori non dobbiamo
essere superficiali e classificare certi atteggiamenti dei nostri
figli come normali". Quando noi genitori pensiamo di aver la
possibilità di impedire o di modificare in qualche modo i
comportamenti di nostro figlio che riteniamo essere a rischio, non solo
dobbiamo sentirci in dovere di farlo, ma dobbiamo essere convinti
che in caso contrario mancheremmo ad un nostro preciso dovere." E
così via. Spero si possa intervenire, perchè questo è un sito
pericoloso, pensiamo a tutti quei ragazzini che si sono appena scoperti
gay, o a tutti quei genitori di ragazzini, o ragazzi, che si sono
appena scoperti gay, che potrebbero venire in contatto con questo
sito... quindi con questa (presumo esistente) associazione. Pensiamo a
quanti probabilmente stanno già venendo in contatto con questi qua.
Marco - studente – Milano. INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF – FONTE
Sergio Rovasio

IL CASO PEGAH EMAMBAKHSH
LA NECESSITÀ DI TUTELARE I DIRITTI DELLE PERSONE PERSEGUITATE PER LA LORO OMOSESSUALITÀ
Un appello al governo del Regno Unito e a tutte le istituzioni democratiche:Pegah
Emambakhsh (40) è una donna lesbica iraniana.
A causa della sua
omosessualità rischia di essere condannata a morte dal giudici della
Repubblica islamica dell'Iran. Si è rifugiata in Gran Bretagna, a
Sheffield, dove ha chiesto asilo politico. Questo diritto le è stato
negato con motivazioni pretestuose, fra le quali il fatto che non
sussistono prove certe della sua omosessualità, e dunque di un vero
rischio di persecuzione in Patria. Anche in Germania una giovane donna
lesbica di nome Jasmine K. ha chiesto asilo ma le è stato rifiutato
dalle autorità con la stessa inconsistente motivazione: non può provare
di essere lesbica. La "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani"
protegge coloro che sono perseguitati a causa della loro diversità
senza che questa debba essere provata. L'omosessualità è uno stato che
esiste nel momento in cui viene percepito o anche solo dichiarato da un
essere umano. Pretendere una prova di tale inclinazione è una
violazione dei diritti umani. Persino lo Stato di Israele accolse gli
Ebrei profughi dell'Olocausto solo in base alla fiducia nelle loro
dichiarazioni. Molti erano senza documenti. Questo è il solo modo di
rispettare i diritti dell'uomo. L'alternativa sarebbero umilianti
dimostrazioni di natura sessuale, inutili esami clinici e psicologici,
procedure inquisitoriali lesive della privacy e della dignità umana. Il
gruppo EveryOne chiede con forza che Pegah Emambakhsh, Jasmine K. e
tutte le persone perseguitate in quanto omosessuali vengano ospitate
come profughe dai paesi che si ritengono civili e tutelate dagli
effetti dell'intolleranza. Per il Gruppo Everyone: Roberto Malini,
Matteo Pegoraro, Ahmad Rafat, Dario Picciau, Steed Gamero, Rami
Lavitzky, Arsham Parsi. Per sottoscrivere l'appello, inviare una mail
con nome e cognome (se vuoi, un tuo pensiero) e con oggetto "Adesione
appello caso Pegah Emambakhsh" a matteo.pegoraro@infinito.it o
roberto.malini@annesdoor.com.


LA PAURA DEL GATTO NERO L'AIDAA
(Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha proposto di
istituire una giornata di "tutela e dignita' dei gatti neri". Nel
nostro Paese ogni anno ne vengono sterminati almeno 60mila, grazie ad
una vecchia e stupida superstizione. Ho cercato di andare a fondo di
questa paura che molte persone hanno nei confronti di un animale
innocuo e amabile, ed il risultato e' l'intervento che segue. A
sorpresa, esce fuori che perfino l'omosessualita' c'entra, in qualche
modo… Mi scuso se e' troppo lungo, ma proprio non ne potevo fare a
meno. Ma non preoccupatevi: se non vi interessa, cestinatelo pure. Ai
piu' coraggiosi, invece, il solito augurio: buona lettura. PS: Questo
intervento e' parzialmente apparso su vari periodici e libri. In
particolare, e' stato pubblicato su "Ompo" N° 116, Febbraio 1988,
"Killer Aids", Kaos Ed. 1993, "Ompo" N° 179, dicembre 1996, "Babilonia"
N° 8, settembre 2004
GREGORIO IX e i... gatti
Ugolino dei Conti di
Segni, nato tra il 1145 ed il 1150 circa ad Anagni, viene fatto
cardinale dal suo parente Innocenzo III nel 1198. Diventa papa il 21
marzo del 1227, succedendo a Onorio III, e assume il nome di Gregorio
IX. Scomunica una prima volta Federico II perche' aveva risolto
pacificamente la crisi medio-orientale dell'epoca e si rifiutava di
portare avanti la crociata con tutti i massacri che questa comportava.
Nel 1239 lo scomunica di nuovo scatenando un'altra guerra disastrosa
per l'intera Europa e chiamandolo "Bestia dell'Apocalisse". e' sempre
lui, nel 1232, a istituire i tribunali dell'Inquisizione per la
repressione degli eretici e della cui gestione incarica i Domenicani,
con la bolla del 20 aprile. Canonizza Francesco d'Assisi (1228),
Antonio da Padova (1232), Domenico di Guzma'n (1234) e nello stesso
anno promulga le "Decretali", compilate per suo ordine da Raimondo di
Peñafort in cinque libri, che piu' tardi confluiranno in quello che
verra' universalmente conosciuto con il nome di "Corpus Iuris
Canonici". Muore nel 1241, vecchissimo, dopo aver posto le premesse per
una delle piu' tragiche epidemie della storia. E chissa' quanto
inconsciamente. La lettera decretale "Vox in Rama" (12 giugno 1233) e'
indirizzata a Enrico, Re di Germania e figlio dell'Imperatore Federico
II. Comincia con un prologo che, ridondando di immagini bibliche,
descrive le sventure che secondo Gregorio IX hanno colpito la Chiesa e
riporta le insistenti voci di streghe in fiorente attivita' nella
Germania Settentrionale. «... Quando un neofita dev'essere iniziato ed
e' introdotto dinanzi all'assemblea dei malvagi per la prima volta, gli
appare una specie di rana o, secondo gli altri, un rospo. Qualcuno (dei
novizi, nda) gli accorda uno sporco bacio nel suo posteriore, qualcun
altro sulla bocca, succhiando la lingua dell'animale.. Talvolta il
rospo e' di normali dimensioni, ma spesso e' grosso quanto un'oca o una
papera. Di solito e' grande come l'apertura di un forno. Il novizio si
fa avanti e si mette di fronte ad un uomo di un pallore spaventoso i
cui occhi sono neri ed il cui corpo e' cosi' sottile ed emaciato che
sembra non aver carne ma solo pelle ed ossa. Il novizio lo bacia e lo
trova freddo come il ghiaccio. Dopo averlo baciato, ogni resto di fede
cattolica che poteva ancora albergare nel cuore del neofita, lo
abbandona. Poi, tutti si siedono per banchettare e quando anche questo
e' finito e tutti si alzano, da una specie di statua che di solito si
trova in queste riunioni, emerge un gatto nero. e' grande quanto un
cane di buona taglia, ed entra camminando all'indietro con la coda
sollevata. Per prima cosa il novizio gli bacia il culo, poi fa lo
stesso il Maestro delle Cerimonie, ed infine vi partecipano tutti, a
turno. O almeno, tutti quelli che meritano tanto onore. Il resto, cioe'
quelli che non ne sono ritenuti degni, baciano il Maestro delle
Cerimonie. Ritornati ai loro posti, per un po' restano in piedi in
silenzio, con le teste girate verso il gatto. Quindi il Maestro
esclama: "Perdonaci". La persona dietro di lui ripete la formula ed una
terza aggiunge: "Signore lo sappiamo". Un quarto partecipante finisce
la formula dicendo: "Obbediremo". Quando questa cerimonia si e'
conclusa, le luci vengono spente ed i presenti si abbandonano alla piu'
abominevole sensualita', senza badare al sesso. Se ci sono piu' uomini
che donne, questi soddisfano tra di loro i reciproci depravati
appetiti. Le donne fanno lo stesso l'una con l'altra. Alla fine di tali
orrori si riaccendono le lampade ed ognuno torna al suo posto. Quindi,
da un angolo buio emerge la figura di un uomo. La parte superiore del
suo corpo, dai fianchi in su, risplende come il sole ma, sotto, la sua
pelle e' grezza e coperta da una pelliccia, come un gatto. Il Maestro
delle Cerimonie taglia un pezzo del vestito del novizio e dice a quella
risplendente immagine: "Maestro, mi e' stato dato questo ed io, a mia
volta, lo passo a te". Al che l'altro risponde: "Tu mi hai ben servito
e meglio mi servirai ancora nel futuro. Mettero' sul tuo conto cio' che
mi hai dato". E sparisce non appena pronunciate queste parole. Ogni
anno, a pasqua, quando ricevono dal prete il corpo di Cristo (l'ostia,
nda), lo nascondono in bocca per poi sputarlo nelle immondizie in segno
di spregio verso il loro Salvatore. Inoltre, questi uomini tra i piu'
miserabili, bestemmiano contro il Signore dei Cieli, e nella loro
follia dicono che il Signore ha fatto male a sprofondare Lucifero in un
pozzo senza fondo. Questa gente disgraziata crede in Lucifero e lo
ritiene il creatore dei corpi celesti che assurgera' a gloria dopo la
caduta del Signore. Con lui, e attraverso lui, sperano di raggiungere
la felicita' eterna. Confessano di non credere che bisogna fare il
volere di Dio ma, piuttosto, che bisogna dispiacerlo...». Uno studio
accurato delle epidemie sulle quali abbiamo una sufficiente
documentazione rivela la presenza di elementi comuni. Tra questi, il
piu' importante e' l'interpretazione religiosa, costante in quasi tutte
le fedi conosciute. Gia' secondo gli Ebrei, nel Vecchio Testamento, Dio
tormentava di piaghe il Faraone d'Egitto perche' non si decideva a
lasciar libero il suo popolo prediletto. E poi, l'epidemia che colpi' i
Filistei per aver preso l'Arca dell'Allenza; la pestilenza che uccise
70.000 israeliti per i peccati di Davide; i 185.000 assiri morti in una
sola notte nel campo di Sennacherib... e via di questo passo. Ora,
quando gli Ebrei per primi, ed i Cristiani per secondi, insistono nel
dire che queste calamita' non erano naturali, ma causate dall'uomo
stesso, hanno un po' di ragione, ma non perche' fosse lui ad
attirarsele con il suo comportamento peccaminoso, ma perche' si tende
ad attribuire al Padreterno intenzioni e azioni che Dio non si e' mai
sognato di manifestare. Assolutamente. Cosi', e con le migliori
intenzioni di questo mondo, uomini di chiesa magari straordinari per
certi versi, commettono degli errori tragici che si trasformano in vere
e proprie calamita'. E l'intera storia dell'Occidente, letta senza
pregiudizi e senza censure di nessun tipo, si dimostra rivelatrice a
questo proposito. Analizziamo un po' quello che e' successo agli albori
del XIII secolo, subito dopo la lebbra del 1230 importata in Europa dai
crociati, e lo stesso anno in cui il papa incarica i Domenicani di
occuparsi dell'Inquisizione mentre a Granada il sultano Maometto I
fonda la dinastia Nasridi, in Inghilterra viene estratto per la prima
volta il carbone (a Newscastle), a Verona nasce Ezzelino da Romano, a
Padova viene canonizzato sant'Antonio. Gregorio IX scrive una lettera,
"Vox in Rama", indirizzata a Re Enrico, ma che alcuni vogliono spedita
all'arcivescovo di Mainz ed al vescovo di Hildesheim per lodare le
attivita' repressive di Conrad di Marburgo contro certi tedeschi che
rifiutavano di essere convertiti al cristianesimo. Il papa definisce
"eretici" quei popoli settentrionali e li accusa di "adorare il
diavolo" anche sotto forma di gatto nero, baciandogli il deretano e
partecipando ad orge bisessuali. Precedentemente (l'11 ottobre 1231),
papa Gregorio aveva gia' scritto a Conrad ordinandogli di combattere i
"Luciferiani", o adoratori di Lucifero i quali, in realta', tra di loro
si chiamavano "Stedingers", cioe' "abitanti delle coste", ed erano
popolazioni di contadini frisoni che non adoravano affatto il demonio,
ma, piu' semplicemente, restavano fedeli alla religione dei loro padri.
Venne messo insieme un esercito di 40.000 crociati che, sotto la guida
del cristianissimo Duca di Brabante, stermino' gli Stedingers: 8.000
cadaveri rimasero sul campo. I pochi sopravvissuti si sparsero per
tutta la Germania settentrionale, continuando a rimanere fedeli alle
loro millenarie convinzioni religiose e, per questo, continuando per
secoli ad essere bruciati vivi con l'accusa di "stregoneria". Ma la
bolla del papa non si esaurisce qui. I popoli europei di fresco
battesimo ci pensarono su a lungo. I cristiani non avevano mai avuto
simpatia per il gatto, un po' perche' era un animale divinizzato presso
alcune religioni (in Egitto un'intera citta' gli era sacra),
strettamente connesso a certi de'i presso altri popoli (i greci lo
avevano consacrato a Diana, la stessa dea che piu' tardi verra'
identificata con la regina delle streghe...), un po' perche' in
Germania il culto di Freia presupponeva la presenza di questo animale,
simbolo di fertilita'. In effetti, questa dea amava spostarsi su di una
carrozza trainata da venti gatti, mentre anche la sua amica Holda
cavalcava spavalda un grosso gatto maschio. E l'importanza di Freia si
capira' pensando che ancora oggi, nelle lingue nordiche, il "venerdi'"
e' il giorno a lei dedicato e che si dice "friday" in inglese,
"freitag" in tedesco, e cosi' via. E ancora, e' il venerdi' notte che
le streghe cominciano il sabba. Ora, che la massima autorita' morale
dell'epoca, il papa, dicesse ufficialmente che il gatto nero altri non
era se non una delle sembianze assunte dal Diavolo per farsi adorare
dai suoi seguaci... non fece altro che complicare le cose e' vero che
nel 1180 l'inglese Walter Map aveva gia' parlato di eretici che
aspettano in silenzio e al buio che il Diavolo, sotto forma di enorme
gatto nero, scenda su di loro per farsi baciare i piedi e i genitali
("De Nugis Curialum"), ma costui era un semplice prete e le sue
convinzioni non vincolavano nessuno e' proprio dopo la bolla del papa
che i gatti cominciano (o continuano con piu' impegno) ad essere
ammazzati. A Metz, nel 1344, vennero bruciati vivi tredici gatti chiusi
in una gabbia di ferro per far cessare un'epidemia di ballo di san
Vito. L'usanza si fa risalire a san Clemente che, nell'anno 25 della
nostra era, aveva messo in fuga con la spada un gatto che incarnava
(ancora!) il Diavolo. In seguito a quell'avvenimento, il santo dedico'
questo numero magico ai demo'ni visto che, uno dei riti che aveva
praticato, consisteva proprio nel bruciare vivi tredici gatti rinchiusi
in una gabbia di ferro che, cosi', era trasformata in un'orrenda
graticola! e' all'incirca dello stesso periodo la convinzione che farsi
attraversare la strada da un gatto nero equivalga ad imbattersi nel
Diavolo: credenza di cui, oggi, e' rimasta solo l'idea che il gatto
nero "porti male". Questa furia cristiana, laica ed ecclesiastica,
contro i gatti, ne comporto' la quasi totale scomparsa dal panorama
europeo nel giro di un secolo. Cosi' quando nel Trecento, dalla zona
intorno al lago di Balchash in Asia Centrale, ebbe origine una delle
cicliche migrazioni verso Occidente di grossi topi divoratori,
attraverso le stesse vie o con le stesse modalita' delle migrazioni
barbariche alle quali erano sempre stati accomunati, ben pochi felini
si trovarono sulla loro strada pronti a contrastarli. E questi topi, ma
e' piu' corretto parlare di ratti, seguirono la classica carovaniera a
nord del Mar Caspio, attraversando Astrakan, risalendo il Volga,
discendendo il Don, sostando a Caffa sul Mar Nero ed entrando
finalmente in Europa, sia per terra che, sembra perfino piu' probabile,
per mare, visto che le prime ad esserne colpite furono le citta'
portuali: Costantinopoli, Trebisonda, Messina, Marsiglia, Genova...
Questo ratto nero, del genere "Rattus Rattus", "amante delle alture
tiepide e secche come piani rialzati e granai, scaccia il ratto grigio,
che "preferisce le zone basse e umide quali fogne e cantine". Il ratto
nero ha meno paura dell'uomo, gli vive accanto piu' volentieri, e visto
che ospita su di se' una pulce, che a sua volta e' portatrice di un
malefico bacillo, la "Yersinia Pestis", diventa involontario diffusore
di uno dei piu' angosciosi ed ancestrali terrori dell'uomo: la PESTE.
Tra il 1348 ed il 1351 l'Europa si spopola. Un terzo, forse la meta'
della popolazione, scompare. Le conseguenze di questo sterminio sono
incalcolabili: di decesso in decesso (e bisogna ricordare che di peste
si muore in poche ore, tra i due e i sette giorni, per questo viene
considerata la "peggiore" delle epidemie, in latino "peius", da cui
viene il nome), e di eredita' in eredita', si creano in periodi
brevissimi dei grossi accentramenti finanziari che, in un secondo
tempo, favoriscono l'espansione commerciale, il finanziamento di
spedizioni volte alla conquista di nuovi mercati e percio', alla fin
fine, contribuiscono perfino, e paradossalmente, alla scoperta dell'
America. Notoriamente la concentrazione delle fortune prefiguro' il
capitalismo moderno: sembra che l'ascesa della famiglia dei Medici sia
cominciata in questo modo, proprio durante la peste di Firenze. Senza
dimenticare che questa Vox in Rama e' anche un tassello importante
nella storia della persecuzione contro i sodomiti. La rappresentazione
del famoso bacio nel culo (osculum infame) e le orge bisessuali con il
diavolo rappresentano il momento di maggior confusione tra stregoneria
e omosessualita' e saranno il punto di partenza di numerosi processi
contro migliaia di poveri disgraziati che verranno bruciati vivi
insieme ai loro atti giudiziari, affinche' di quel crimine nefando non
ne restasse nemmeno la memoria.
LE GRANDI EPIDEMIE DELLA STORIA
Le epidemie, infezioni a largo raggio, sono una costante del mondo
vegetale e animale. L'uomo ne e' stato funestato da tempi immemorabili.
Basti pensare che, solamente in Cina, tra il 243 a.C. ed i nostri
giorni, ne sono state registrate ben 290. Tra quelle piu' comuni alla
nostra civilta', invece, vanno ricordate le seguenti. la Peste
Bubbonica (o Morte Nera), che stermino' oltre la meta' della
popolazione europea tra il 1348 ed il 1351 (si parla di 30-75 milioni
di persone). Venne considerata la punizione di dio per non meglio
precisate colpe commesse dall'umanita', e ne furono incolpati gli
Ebrei. La Sifilide, che causo' svariati milioni di vittime da quando
apparve in Europa, nel 1493, fino a pochi decenni fa. Anche questa
venne considerata un castigo di dio e tutti i popoli del continente se
ne palleggiarono la responsabilita'. Il Colera, che nel XIX secolo
imperverso' tra Indiani, Americani ed Europei. Quando nel 1831 arrivo'
in Ungheria, il popolo penso' ad un complotto ordito dall'aristocrazia
per liberarsi dei contadini e dei sottoproletari cenciosi. Fu grazie al
colera se ci si decise a fornire le citta' di fognature coperte che
contribuirono ad eliminare questa e tante altre infezioni. L'Influenza
del 1918-19. Non c'era riuscita la Prima Guerra Mondiale... ci riusci'
la Spagnola ad uccidere 50 milioni di vittime. A Philadelfia morivano
4500 persone la settimana, mentre un'ondata di conversioni religiose
sconvolse le citta' dell'Occidente. La Poliomielite, la meno perniciosa
di tutte le grandi epidemie: in 40 anni (1915-55), uccise "solo" 57.000
americani e ne invalido' mezzo milione, tra i quali il futuro
presidente Roosevelt. Il vaccino Salk elimino' negli anni '50 il
problema, una volta per tutte. L'Aids, che ha fatto il suo ingresso
nella nostra storia fin dal 1981 e che, purtroppo, e' ormai cronaca di
oggi.
VITA DA... GATTI!
A parte il coniglio, il gatto e' l'ultimo
animale addomesticato dall'uomo e lo si vede piuttosto bene
considerando la sua indipendenza e il desiderio di liberta' che ancora
lo anima. Probabilmente, questo e' dovuto alla sua origine
recentissima. Non si trovano tracce di gatti in nessun insediamento
preistorico. Sono stati gli Egiziani i primi a farne la conoscenza, ad
apprezzarlo e a trovargli un posto di prim'ordine nel loro pantheon di
de'i-animali. Cosi', le scintille che il suo pelo elettrostatico
sprizzava al buio delle piramidi e dopo una lunga esposizione al sole
del deserto, insieme alla capacita' dei suoi occhi di trasformarsi in
due fessure sottilissime, di una luminosita' glaciale, in mancanza di
illuminazione, consentendogli di vedere dove all'uomo e' impossibile,
convinsero gli egiziani della sua eccezionale natura divina. A Bubasti
gli venne dedicata un'intera citta'. A Beni-Hassan vennero scoperti
trecentomila gatti (imbalsamati e mummificati secondo una precisa
gerarchia) che due secoli orsono gli archeologi inglesi importarono
nella loro madrepatria per usarli come... concime! Forse e' a causa di
questo culto con il quale gli Ebrei non andavano tanto d'accordo, che
nel Vecchio Testamento, dove pur si parla di centinaia di altri
animali, il gatto non viene neppur citato di straforo. E fin dall'
inizio, anche i naturali eredi degli Ebrei, i Cristiani, ignorarono
questa bestia che in Egitto era adorata con il nome di Bastet (da cui,
appunto, la citta' di Bubasti), e che in Grecia era associata a Diana
(come continuera' ad esserlo nella Germania medioevale). I Musulmani,
invece, e in ricordo della gatta tanto amata da Maometto, le
riserveranno un posto di privilegio tutto particolare, mentre i cani,
ancora oggi, non sono molto amati nell'Islam. Intanto, la reputazione
del nostro felino si andava rapidamente deteriorando: tutti sapevano
che ogni "martedi' grasso" il diavolo invitava i suoi amici gatti ad
ubriacarsi insieme a lui. E si capiva perche' questi dormissero di
giorno: la notte dovevano vegliare sui mortali e correre a riferire al
Maligno qualsiasi avvenimento della casa in cui erano imprudentemente
ospitati. Una delle piu' sanguinose crociate lanciate dalla Chiesa di
Roma non fu certo contro i musulmani provenienti dall'Asia e dall'
Africa, ma contro gli europei a sud della Francia, gli Albigesi, che
avevano abbracciato la fede Ca'tara, cosi' definita perche', secondo
alcuni, il nome veniva dal greco Katharo's, che vuol dire Puri. Secondo
altri, invece, perche' adoravano il diavolo che alle loro riunioni si
presentava in veste di gatto (nero, of course!), che in latino si
diceva cattus, al quale (come abbiamo visto) baciavano il culo! Nel
1484, in seguito all'intervento di un altro papa, Innocenzo VIII°,
autore della bolla "Summis Desiderantes", la situazione dei (pochi)
gatti rimasti in Europa divento' ancora piu' tragica: "donne e uomini
furono torturati, bruciati od impiccati in base alla sola accusa di
aver curato un gatto ammalato o ferito". Ormai, l'immagina classica
della strega era stata disegnata per sempre: una vecchia, a cavalcioni
di una scopa, davanti ad un camino, con un gufo appollaiato su un
trespolo, ed un gatto nero accovacciato ai piedi...! Massimo Consoli


"ETICHETTE INGANNEVOLI"
QUESTO ARTICOLO ESPLORA I PIÙ COMUNI TRUCCHI
USATI DALLE AZIENDE ALIMENTARI PER INGANNARE I CONSUMATORI.
17-08-2007
- FONTE: DISINFORMAZIONE.IT
"Come i produttori alimentari prendono in
giro i consumatori con ingannevoli elenchi di ingredienti"
(di Mike
Adams)
Il mito: L'elenco degli ingredienti nei prodotti alimentari è
studiato per informare i consumatori circa il contenuto del prodotto
stesso. La realtà: l'elenco degli ingredienti è usato dai produttori
alimentari per imbrogliare i consumatori sul fatto che siano più sani
di quello che in verità sono.
Questo articolo esplora i più comuni
trucchi usati dalle aziende alimentari per ingannare i consumatori. L'
articolo contiene anche utili informazioni per aiutare i consumatori a
leggere le etichette dei prodotti con il giusto scetticismo. Ingannare
i consumatori: trucchi del commercio alimentare Se la Scheda
Nutrizionale Informativa presente nella confezione del prodotto
alimentare elenca tutte le sostanze contenute nel prodotto, come
possono ingannare i consumatori? Ecco alcuni dei modi più comuni: Uno
dei trucchi più comuni è quello di distribuire gli zuccheri presenti
tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaiono
nei primi tre dell'elenco. Per esempio un'azienda può usare una
combinazione di saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di
grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri per
essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente
da arrivare nelle prime posizioni dell'elenco degli ingredienti
(ricordate che gli ingredienti sono elencati in ordine di proporzione
nel prodotto, con i più presenti elencati per primi). Questo inganna i
consumatori sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà
principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero
essere differenti tipologie di zucchero. E' un modo per spostare
artificialmente lo zucchero più giù nella lista degli ingredienti, non
informando sul contenuto reale di zucchero presente nell'intero
prodotto. Un altro trucco consiste nel gonfiare l'elenco con minuscole
quantità di ridondanti ingredienti. Si può vederlo nei prodotti per la
cura personale e nello shiampo, dove le aziende dichiarano di fornire
shampoo alle erbe che in realtà hanno un contenuto di erbe quasi
inesistente. Nei prodotti alimentari le aziende gonfiano la lista degli
ingredienti con "salutari" bacche, erbe o super-cibi che, molto spesso,
sono presenti solo in minuscole quantità. La presenza alla fine dell'
elenco degli ingredienti della "spirulina" è praticamente
insignificante. Non c'è abbastanza sbirulina in quel prodotto che possa
produrre reali effetti sulla vostra salute. Questo trucco è chiamato
"etichetta imbottita" ed è comunemente usato dai produttori di "junk-
food" (cibo spazzatura) che vogliono saltare sul carro dei prodotti
biologici senza in realtà produrre cibi salutari. Nascondere
ingredienti dannosi
Un terzo trucco consiste nel nascondere ingredienti
dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al
consumatore che siano sani. L'estremamente cancerogeno nitrito di sodio
(conservante E250), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è
ben documentato che è causa di tumori al cervello, cancro al pancreas,
cancro al colon e molti altri tipi di cancro. Carminio suona come un
innocente colorante per alimenti, ma in realtà è fatto con le carcasse
frantumate di scarafaggi rossi della cocciniglia. Naturalmente, nessuno
mangerebbe yogurt alle fragole se sulla etichetta ci fosse indicato
"colorante rosso per alimenti a base di insetti". Allo stesso modo,
estratto di lievito suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è
un trucco usato per nascondere il glutammato monosodico (MSG, un
esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente
elaborati) senza avere l'obbligo di indicarlo nell'etichetta. Molti
ingredienti contengono glutammato monosodico nascosto e io ho scritto
parecchio su questo nel sito. Praticamente tutti gli ingredienti
idrolizzati contengono alcune quantità di glutammato monopodico
nascosto. Non essere ingannati dal nome del prodotto. Sapete che il
nome del prodotto alimentare non ha nulla a che fare con ciò che c'è
dentro? Aziende alimentari fanno prodotti come "Guacamole Dip" (salsa
di avocado) che non contiene avocado! Sono fatti, invece, con olio di
soia idrogenata e colorante chimico verde. Ma ingenui consumatori
comprano questi prodotti, pensando di prendere salsa di avocado, in
realtà stanno comprando colorante verde, squisito dietetico veleno. I
nomi dei cibi possono includere parole che descrivono ingredienti che
nel cibo non ci sono per niente. Un cracker al formaggio, per esempio,
non deve necessariamente contenere del formaggio. Qualcosa di "cremoso"
non deve contenere la crema. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di
contenere nemmeno una singola molecola di frutta. Non fatevi ingannare
dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione. Questi nomi sono
ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti
contenuti in essi. La lista degli ingredienti non include gli
inquinanti. Non c'è la necessità, nell'elenco degli ingredienti, di
includere i nomi degli inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-
A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche
trovate nei cibi. Come risultato abbiamo che la lista degli ingredienti
non elenca quello che in realtà c'è nel cibo, elenca soltanto quello
che i produttori vogliono che tu creda che ci sia nel cibo. Richieste
per elencare gli ingredienti nei cibi furono prodotto da uno sforzo
congiunto tra il governo e l'industria privata. All'inizio, le aziende
alimentari non volevano fosse obbligatorio indicare tutti gli
ingredienti. Chiesero che gli ingredienti fossero considerati
"proprietà riservata" e che elencarli, svelando così i loro segreti
modi di produzione, avrebbe distrutto i loro affari. E' un'assurdità,
naturalmente, poiché le aziende alimentari volevano soltanto tenere all'
oscuro i consumatori su quello che in realtà c'è nei loro prodotti. E'
per questo che non è ancora richiesto di elencare i vari inquinanti
chimici, pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze che hanno un
notevole e diretto impatto sulla salute dei consumatori. (Per anni, le
aziende alimentari hanno combattuto duramente contro l'elenco degli
acidi grassi, ed è solo dopo una protesta di massa delle associazioni
di consumatori che la FDA alla fine ha obbligato le aziende ad
includere nell'etichetta gli acidi grassi). Manipolare la quantità
delle porzioni Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare
la porzione del cibo al fine di far apparire i loro prodotti privi di
ingredienti nocivi come gli acidi grassi. La FDA , ha creato un
sotterfugio per riportare gli acidi grassi nell'etichetta: Ogni cibo
che contiene 0.5 grammi di acidi grassi o meno per porzione è permesso,
sull'etichetta, dichiararlo a contenuto ZERO di acidi grassi. Questa è
la logica della FDA dove 0.5 = 0. Ma matematica confusa non è il solo
trucco giocato dalla FDA per proteggere gli interessi commerciali delle
industrie che dichiara di controllare. Sfruttando questo trucchetto dei
0.5 grammi , le aziende arbitrariamente riducono le porzioni dei loro
cibi e livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto i
0.5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla
confezione "ZERO Acidi Grassi". In realtà, il prodotto può essere pieno
di acidi grassi (trovati in oli idrogenati), ma la porzione è stata
ridotta ad un peso che può essere appropriato solo per nutrire uno
scoiattolo, non un essere umano. La prossima volta che voi prendete un
prodotto da drogheria, controllate il "Numero di porzioni" indicato
sulla Scheda Nutrizionale Informativa. Troverete probabilmente dei
numeri talmente alti che non hanno nulla a che fare con la realtà. Un
produttore di biscotti, per esempio, può dichiarare che un biscotto è
un'intera "porzione" di biscotti. Ma voi conoscete qualcuno che, in
realtà, mangia solo un biscotto? Se un biscotto contiene 0.5 grammi di
acidi grassi, il produttore può dichiarare che l'intero pacco di
biscotti è "SENZA Acidi Grassi". In realtà, il pacco può contenere 30
biscotti, ognuno con 0.5 grammi di acidi grassi, che porta a 15 grammi
totali per l'intero pacco (ma presuppone che la gente possa in realtà
fare la somma che è naturalmente più difficoltosa per il fatto che gli
oli idrogenati nuocciono al cervello. Ma credetemi: 30 biscotti x 0.5
grammi per biscotto in realtà fa un totale di 15 grammi ).
Tu prendi un
pacco di biscotti che contiene 15 grammi di acidi grassi (che è una
dose enorme di veleno dietetico) mentre loro dichiarano grammi ZERO.
Questo è solo un altro esempio di come le aziende alimentari usano la
Scheda Nutrizionale Informativa e l'elenco degli ingredienti per
ingannare e non per informare i consumatori.
Ecco alcune ulteriori
dritte per decifrare con successo gli ingredienti delle etichette:
Consigli per leggere gli ingredienti delle tabelle
1) - Ricordare che
gli ingredienti sono elencati in ordine della loro proporzione nel
prodotto. Questo significa che i primi 3 ingredienti contano molto di
più di qualsiasi altro. I primi 3 ingredienti sono quello che tu
principalmente stai mangiando.
2) - Se l'elenco degli ingredienti
contiene lunghe parole apparentemente chimiche, che tu non riesci
nemmeno a pronunciare, evita l'articolo. Probabilmente contiene vari
chimici tossici. Perché vuoi mangiarli? Introduci ingredienti che
conosci.
3) - Non farti ingannare da fantastici nomi di erbe o altri
ingredienti che appaiono molto giù nella lista. Alcuni produttori di
alimenti che includono "goji bacche" (bacche di Lycium) verso la fine
dell'elenco le usano solo come trovata pubblicitaria da apporre sull'
etichetta. La reale quantità di goji bacche (bacche di Lycium) nel
prodotto è probabilmente minuscola.
4) - Ricorda che l'elenco degli
ingredienti non deve elencare inquinanti chimici. I cibi possono essere
contaminati con pesticidi, solventi, acrilamidi, PFOA (Acido di
Perfluorooctanoic), perclorati (combustibili per razzi) e altri tossici
chimici senza l'obbligo di elencarli. Il miglior modo di limitare l'
ingestione di tossici chimici è comprare biologico, o cibi freschi poco
trattati.
5) - Cercare parole come "germogliato" o "naturale" che
indica cibi di alta qualità. Chicchi e semi germogliati e sono più sani
di quelli non germogliati. Ingredienti naturali sono generalmente più
sani di quelli trattati o cotti. I chicchi interi sono più sani di
quelli arricchiti.
6) - Non fatevi ingannare dalla parola "grano"
quando deriva da farina. Tutta la farina derivata dal grano può essere
chiamata "farina di grano", anche se è stata trattata, sbiancata e
privata dei suoi nutrimenti. Solo la farina di grano "chicco intero" è
il tipo di farina sano. (Molti consumatori, sbagliando, credono che
prodotti di "farina di grano" derivino dal chicco intero. Infatti
questo è falso. I produttori alimentari ingannano i consumatori con
questo trucchetto.
7) - Non fatevi ingannare nel credere che i prodotti
integrali siano più sani dei prodotti naturali. Lo zucchero bruno è
solo una trovata pubblicitaria – è zucchero bianco con colorante
marrone e aroma aggiunto. Le uova integrali non sono diverse da quelle
bianche (eccetto per il fatto che i loro gusci appaiono bruni). Il pane
integrale può non essere più sano del pane bianco, a meno che non sia
fatto con chicchi di grano interi. Non fatevi ingannare dai cibi
"integrali". Sono delle trovate pubblicitarie dei giganti della
produzione alimentare per ingannare i consumatori nel pagare di più per
i prodotti fabbricati da loro.
8) - Attenzione all'inganno delle
piccole porzioni. I produttori alimentari usano questo trucco per
ridurre il numero di calorie, grammi di zucchero o grammi di acidi
grassi che i consumatori credono siano contenuti nei prodotti. Molte
porzioni sono arbitrarie e non hanno un fondamento reale.
9) - Vuoi
sapere realmente come acquistare i cibi? Scarica la nostra guida
"Honest Food Guide", un onesto rapporto sul cibo che è stato scaricato
da oltre 800.000 persone. E' in sostituzione dell'assai corrotto e
manipolato Food Guide Pyramid della USDA (United States Department of
Agricolture), che è poco più di un documento di marketing a favore
delle fattorie industriali e delle grandi corporazioni dell'alimentare.
L'Honest Food Guide è un rapporto nutrizionale indipendente che rivela
esattamente cosa mangiare e cosa evitare per migliorare la propria
salute. FONTE
www.disinformazione.it - Articolo originale:www.
newstarget.com/z021929.html
INVIATO DA Promiseland.it


"MUOIONO I CORALLI"
MUOIONO I CORALLI, 3MILA KM IN MENO OGNI ANNO
Uno studio della
rivista Public Library of Science sulle barriere degli oceani Pacifico
e Indiano. La piu' grande riserva al mondo di coralli sta morendo, ad
una velocita' cinque volte maggiore del declino delle foreste pluviali
del pianeta.
LA PIU' GRANDE RISERVA AL MONDO DI CORALLI STA MORENDO, AD
UNA VELOCITA' CINQUE VOLTE MAGGIORE DEL DECLINO DELLE FORESTE...
Lo
afferma uno studio pubblicato dalla rivista Public Library of Science
(Plos one), secondo cui ogni anno si perdono 3mila chilometri quadrati
delle barriere degli oceani Pacifico e Indiano. I principali nemici dei
coralli sono l'inquinamento e la pesca indiscriminata, a cui negli
ultimi anni si sta aggiungendo l'aumento della temperatura dell'acqua.
I ricercatori americani dell'universita' del North Carolina hanno
elaborato in tre anni i dati di piu' di seimila studi compiuti tra il
1968 e il 2004 sulle barriere degli oceani Pacifico e Indiano, che
racchiudono il 75% del patrimonio corallino mondiale. I risultati
dell'elaborazione sono 'sorprendenti' secondo gli autori: i primi segni
del declino dei reef risalgono gia' agli anni '60, anche se la prima
accelerazione si e' avuta negli '80, durante i quali la perdita e'
stata dell'1% l'anno. Dal 1990 in poi il fenomeno ha avuto una robusta
accelerazione, passando alla cifra attuale del 2%, che corrisponde a
3168 chilometri quadrati l'anno. Non sono risparmiati dal fenomeno
neanche le aree protette. "Questi risultati hanno implicazioni anche
per l'economia - scrivono gli autori John Bruno e Elisabeth Selig -
perché ogni chilometro quadrato di barriera genera centinaia di
migliaia di dollari di entrate per le popolazioni locali". Fonte:www.ansa.it – INVIATO DA Promiseland.it

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07 marzo 2007

Saturno contro

Davide scrive favole per ragazzi e vive con Lorenzo, un giovane pubblicitario che ama profondamente la vita e i suoi amici. Intorno alla loro tavola, sempre ricca e generosa, si concentrano gli affetti più cari: Angelica, psicologa avversaria del fumo e sostenitrice dell'amicizia; Antonio, marito di Angelica e bancario in bancarotta esistenziale; Neval, traduttrice turca che "interpreta" gli umori dei compagni; Roberto, marito "sbirro" di Neval a cui tartaglia il suo amore; Sergio, ex di Davide e nullafacente che vive di rendita; Roberta, drogata impenitente che lavora quando è lucida con Saturno contro e gli amici a favore e Paolo, new entry bisessuale col diploma in medicina e il vizio della scrittura. Durante una delle tante affollatissime cene, Lorenzo cade in coma. Sulla panca dell'ospedale gli amici veglieranno il suo sonno, in attesa della ricongiunzione e della ricomposizione del loro mondo affettivo. Ferzan Ozpetek torna a girare la storia di un gruppo di amici in un interno, evoluzione di quello gioioso delle Fate ignoranti e a filmare l'amore gay e la socializzazione tra omosessuali ed eterosessuali. Pur avendo gli astri a favore, almeno al momento della creazione, la sensazione che si ha guardando Saturno contro è quella di un cinema normalizzato e presuntuoso, che non ha un punto di vista e che finge di dire la sua con uno stile indubbiamente bello e impeccabile. Dietro ai morbidi movimenti di macchina, dietro alla fotografia e alla musica empatica, la visione del mondo del regista rimane vanitosa e inalterata. Il suo è un collettivo osservato senza psicologismi, tutti naturalmente bravi, capaci e appartenenti all'unica classe per Ozpetek visibile e quindi pensabile: la borghesia. Il capro espiatorio melodrammatico è questa volta l'omosessuale, che per "redimersi" e per commuovere il pubblico deve necessariamente morire. Se la redenzione del povero in Cuore sacro passa attraverso la carità, qui è la morte a risolvere e a impietosire un padre che non "condivide" la natura del figlio. L'ideologia borghese di Ozpetek vorrebbe dire qualcosa di importante senza farne mai una questione politica, e così si rimuove la cultura borghese, quella della famiglia, della proprietà, della religione, per sostituirla con quella neoborghese dei sentimentalismi, degli economicismi e dei narcisismi di massa. Nel mondo ideale di Ozpetek, il film è stato significatamene girato tra le pareti di casa sua, rifugio traboccante di ricercatezza e solidarietà, il brutto non esiste e l'indesiderabile è bandito. Anche la morte, che nel doloroso Il tempo che resta di Ozon consumava il bellissimo protagonista, è un segno fastidioso da rimuovere e sostituire con la bellezza piena e risvegliata di Lorenzo. Per Ozpetek non è più tempo di sguardi consolatori alle finestre ma di una discesa nel reale. Bisogna che il suo cinema "privato" (come le sue camere) prenda aria.
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