21 aprile 2008

E' gay il cartone animato più premiato

Alla fine hanno vinto i pupazzi gay. La giuria di Cartoons on the Bay, la rassegna internazionale di cinema d'animazione che si è conclusa il 13 prile a Salerno, ha assegnato a «Rick & Steve: la coppia di gay più felice del mondo » uno dei premi più prestigiosi: migliore serie tv dell'anno. Prodotta in Canada, è formata da sei episodi di 22 minuti che raccontano le vicende di tre coppie omosessuali. Un riconoscimento ricevuto nonostante le polemiche nate all'inaugurazione della rassegna. Tra le proteste quelle di Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade (che organizza la manifestazione: aveva espresso la sua disapprovazione, seguito poi dalla Curia di Salerno che ha ordinato ai giornalisti di Telediocesi di ignorare la rassegna. Nardello aveva detto: «Sono rimasto colpito dal fatto che un tema come quello dell'omosessualità possa essere così disinvoltamente trattato in un prodotto destinato ai più piccoli». Ieri dopo la vittoria della sit-com ha precisato: «La mia preoccupazione era sul target: non lo manderei mai in onda in fascia protetta». Tuttavia, la nomination di «Rick & Steve» era proprio per la categoria «serie tv per tutte le età». «Eravamo tutti d'accordo », ha detto Eric Shaw, presidente della giuria e sceneggiatore di «SpongeBob». «Il premio è stato assegnato — continua — non solo per la grande qualità tecnica, ma anche perché è unico tra le serie tv. Sono storie scritte maledettamente bene, irriverenti e capaci di rompere pregiudizi sociali». Le vicende di «Rick & Steve » si svolgono in una comunità gay formata da uomini e donne, si parla anche di fecondazione assistita. I protagonisti, che vogliono un figlio, si fanno aiutare una coppia lesbica. Poi si sposano in chiesa con la benedizione di un sacerdote e tra i personaggi c'è un amico paraplegico. Tutto realizzato con la tecnica di animazione dello «stop motion», cioè con pupazzetti di plastica che vengono fotografati in singole pose diverse una dall'altra che, quando unite, danno l'idea del movimento. «La serie è di qualità — dice Claudia Sasso, giurata e responsabile della programmazione ragazzi di Raidue — ma non è adatta a tutto il pubblico. Dati i temi trattati credo che non andrà sulle tv generaliste ». Sul fatto che non fosse proprio per bambini era d'accordo anche la giurata Patricia Hidalgo, direttore della programmazione della Walt Disney. Pochi dubbi invece per il resto della giuria, l'inglese Barry Purves, animatore dei pupazzi di Mars Attacks! e Giovanna Milano, consulente nel mondo dei cartoon. Nessun premio, infine, per lo spagnolo «Friends & Chips: the new pope», altra serie che aveva creato qualche polemica per i temi di satira religiosa. Sono state premiate anche due serie italiane: «Gladiatori» diretta da Maurizio Forestieri e «Acqua in bocca» di Manuli e prodotta da Rai Fiction.
Vai al sito ufficiale di Rick e Steve
Fonte:Corriere della sera

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30 gennaio 2008

news 30 gennaio

NASCE LA FONDAZIONE MASSIMO CONSOLI
www.fondazionemassimoconsoli.com
Questa Fondazione si occupa di proseguire il lavoro di Massimo Consoli. Lui era il "papá"del
Movimento Gay italiano, qui troverete informazioni altrove non
disponibili. Aderite e contribuite al nostro lavoro, gaiamente uniti
nel difendere l'Archivio, incrementandolo e operando per la sua
conservazione. I contatti fanno riferimento a un gruppo di
amici/compagni di Massimo sempre attenti ai vostri suggerimenti.

OMOFOBIA GALOPPANTE AL SENATO
Il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano è
stato aggredito duramente dal capogruppo del suo stesso partito al
Senato, Tommaso Barbato ed anche dal senatore di AN, Nino Strano,
subito dopo la sua dichiarazione di voler votare la fiducia al governo
Prodi. Cusumano è stato apostrofato con epiteti quali "cornuto",
"frocio" e "checca squallida". Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli rileva con estremo disappunto la violenta cultura omofobica che
regna tra gli esponenti politici che dovrebbero garantire la
democrazia, nel nostro Paese. A tutti costoro va il nostro biasimo per
la loro condotta razzista e squallida. Riteniamo inoltre che non è un
caso che proprio da quella parte della politica che si professa più
vicina al mondo cattolico arrivino segnali così gravi di
discriminazione contro gli omosessuali. Esprimiamo la nostra
solidarietà al Senatore Cusumano, oggetto di tale aberrante attacco.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437

L'ERA DELLE BESTIE DURA UN'ETERNITÀ
Riflessioni sul presente guardando al passato
Di Cinzia Ricci -
http://www.cinziaricci.it/editoriali-bestie.htm
In fondo, tecnologia e progresso medico-scientifico a parte, cosa c'è di diverso rispetto ai
tempi passati? L'Italia fascista, ad esempio, o l'Italia dei feudi e
del vassallaggio, dei mille comuni, delle grasse e sanguinarie corti,
dei Re, dei Papi, dei banchieri e i loro tirapiedi, delle crociate e
dell'inquisizione, del popolo affamato, vessato, ricattato, istruito
alla paura e alle superstizioni, condannato all'ignoranza, tenuto in
schiavitù, buono solo per pagare le tasse, provvedere alla mensa del
padrone, riempire il suo granaio, far figli da mandare a morire di
lavoro, nei bordelli, in guerra, per un tozzo di pane, un piatto di
lenticchie, una parvenza di vita e libertà… Certo, oggi c'è l'obbligo
scolastico, c'è persino la possibilità di proseguire gli studi - basta
appartenere ad una famiglia benestante disposta ad investire sul futuro
dei figli. Quasi tutti sono andati o vanno a scuola, molti persino all'
università, ma pochi conoscono l'italiano, i più lo parlano male e
scrivono peggio, leggendolo non ne capiscono il senso. Non conoscono
neanche la storia, neppure quella recente, dei nonni, dei padri - non
li riguarda, ne sono addirittura infastiditi, non sapendola la
inventano, o negano. Gli italici scolaretti non sanno nulla degli
"altri", i "diversi", i dirimpettai, i confinanti vicini o lontani. Per
non sprecare tempo ed energie sui libri, ad informarsi, magari
direttamente, si tramandano ogni genere di fandonia, luogo comune,
preconcetto, e chi le spara grosse vince, è sempre benaccetto. Il
cittadino scolarizzato, persino laureato, non è razzista, omofobo, che
diamine! Vuole solo che froci e lesbiche la smettano con le loro
assurde pretese, che gli stranieri vengano in Italia in vacanza o a
svolgere quei lavori che non facciamo più, portino qua i loro soldi o
qua spendano quelli che gli diamo ma poi se ne vadano, in fretta,
oppure restino, rispettando le nostre leggi, ligi al dovere, grati e
silenziosi, senza nulla pretendere, senza farsi vedere, ostentare,
cittadini invisibili, di serie B, indegni di cittadinanza, servizi e
diritti. Oggi c'è libertà, democrazia - dicono. Possiamo fare quello
che vogliamo, dicono. Essere o apparire come ci pare, dicono. Dicono
anche che quasi non c'è differenza tra abbienti e pezzenti, tra uomini
e donne, tra etero ed omosessuali, che tutti abbiamo le stesse
opportunità, che la nostra cultura, le nostre leggi – tra le più
avanzate del mondo - ci tutelano, proteggono, garantiscono, senza
eccezioni. Dicono che siamo un popolo virtuoso, ospitale, talmente
evoluto, pacifico e tollerante da non aver bisogno di nuove leggi
contro le discriminazioni e le violenze, talmente intelligente ed
avanzato da dibattere sull'opportunità di farsi promotore di una
moratoria contro l'aborto, talmente civile da essere il primo promotore
della moratoria contro la pena di morte. Ma i figli non sono tutti
uguali. I figli dei rumeni, ad esempio, che notoriamente rubano e
puzzano sin dalla nascita, è meglio che vadano a scuola su autobus loro
riservati, separati dai bambini italiani che invece sono santi e
navigatori, per nascita – le mamme straniere ivi residenti, quindi,
abortiscono pure, ci facciano il piacere. Anche i morti non sono tutti
uguali. Se a morire è un extracomunitario, magari mentre sta salvando
dei bambini a cui la madre italiana non ha impedito di fare il bagno
nonostante il mare mosso, se a morire è un clandestino che lavora al
nero, magari cadendo da un'impalcatura in un cantiere in subappalto,
gestito da caporali italiani, per dieci euro al giorno escluso vitto e
alloggio, o investito da un automobilista italiano ubriaco o
semplicemente distratto, se a morire suicida è un ragazzo la cui unica
colpa è essere omosessuale, in Italia, se a morire per mano di un
rispettabile cittadino italiano di sana e robusta costituzione
eterosessuale, è una trans senza permesso di soggiorno, se a morire, ad
essere picchiate, stuprate, licenziate, sfruttate, disconosciute sono
le persone che non ci piacciono, non ci somigliano, che ci imbarazzano,
che crediamo rappresentino una minaccia ai nostri privilegi, alle
nostre abitudini e convinzioni, allora la morte non è così scandalosa,
inaccettabile, non è tanto grave, importante, significativa, degna di
attenzione, mobilitazione, impegno. In questi casi, l'italico
giornalismo tace o mette la sordina ai suoi strilloni, i politici
dicono due o tre fregnacce tanto per dimostrare che leggono i giornali,
gli altri fingono di non vedere, sapere, cambiano canale, voltano
pagina cercando l'oroscopo. Sì, oggi ci sono i giornali, gli studi
televisivi, internet, arene nella sostanza simili a quelle dei nostri
antenati, in cui è lecito mostrare carni lacere ed ogni altra
bestialità, in cui la gente fa a pugni per potersi esibire, per poter
pubblicamente sbranare l'altro: straparlando, urlando, insinuando,
inventando le più strampalate o patetiche fandonie che la platea
immancabilmente beve - e fa proprie, con piacere.
Dicono anche che
rispetto al passato, oggi il popolo è tenuto in gran considerazione.
Intere famiglie, quartieri, possono aspirare ad una sicura
sistemazione. Liste interminabili di persone girano di tasca in tasca
prima delle elezioni. Poi, quelle stesse persone finiscono in cima alle
graduatorie, ad ingrossare l'esercito di lavoratori socialmente utili –
a loro stessi e a chi li ha comprati. L'ormai abituale ricorso alle
esternalizzazioni ha una sua precisa utilità in questo scambio di
favori. I partiti, le amministrazioni, gli enti statali e il governo
stipendiano orde di delinquenti, semianalfabeti, imprenditori,
consulenti, furbetti, portaborse con o senza portafoglio, preti e
monache, veline e attricette da strapazzo, gente che fuori dai palazzi,
dai corridoi, non sarebbe nessuno. Oggi, i nobili sono decaduti, non
contano più. Ci sono però una miriade di piccoli, insulsi, inetti
reucci fatti a mano e c'è il Papa, naturalmente, quello è rimasto –
altra faccia, altro nome, stesso incrollabile, immenso potere,
arbitrio. Quanti sudditi alla corte del più influente, impiccione e
piantagrane monarca del mondo. Oggi non corriamo più il pericolo che un
manipolo d'illuminati raccolga intorno a sé il consenso popolare
riuscendo ad ottenere miglioramenti, se non proprio cambiamenti
radicali, epocali. Pochi sarebbero disposti a seguirli rischiando
personalmente. Nessuno parteciperebbe a quello sforzo collettivo in cui
si è tenuti ad anteporre il bene comune al proprio. D'altra parte, la
maggioranza delle persone pensa sinceramente che i guasti attuali siano
la conseguenza di azioni sbagliate compiute da altri, mai di una loro
diretta o indiretta responsabilità, neppure parziale, minima. Perché
impegnarsi quando, stando tranquilli e senzienti, si può vivere senza
farsi mancare il necessario, talvolta persino prosperando? Perché
giocarsi o, peggio, spartire con gl'incapaci, i guastafeste, i
vanagloriosi e gli idealisti, il poco o tanto che si possiede, si è
conquistato? Già… Oggi ci sono le consultazioni referendarie, sindacali
- così, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter scegliere
se fare due turni oltre a quelli già previsti nel contratto ricevendo
in cambio un piccolo aumento, la regolarizzazione dei colleghi precari
e 250 nuove assunzioni, poco più del 50% di essi può tranquillamente
dimostrare chi comanda: piuttosto morti che in fabbrica anche il sabato
mattina o nel turno di notte tra la domenica e il lunedì. Piuttosto
morti! E muoiono, infatti, come mosche – mal pagati e disprezzati da
chi può permettersi il lusso di non sporcarsi le mani. Muoiono, ma se
vai nelle piccole aziende dove si lavora di braccia, dove il cervello
si pensa di poterlo lasciare a casa - in un cantiere o un magazzino, ad
esempio -, scopri che nessuno, regolare o irregolare che sia, si
preoccupa di rispettare e far rispettare le più elementari norme di
sicurezza: pochissimi usano le imbracature, portano i caschi, le scarpe
rinforzate, i guanti da lavoro, indumenti adatti. Scopri che a
mezzogiorno le trattorie sono affollate di maestranze affamate, che le
tavole e i bivacchi si riempiono di birre, fiaschi di vino, liquorini
per digerire, per combattere il freddo, scopri che la percentuale di
operai giovani cannati ancor prima di prendere servizio è altissima,
poi via, a lavorare sui tetti, arrampicati su scale sghimbesce e
ponteggi montati in fretta, senza protezioni, spostando merci, usando
macchinari e utensili sempre pericolosi, anche quando in perfetto
stato, soprattutto se mal tenuti. È strano che i morti non siano il
doppio, il triplo, il quadruplo ed oltre. Oggi le donne possono
lavorare e sono pure stipendiate se lo fanno, mica come una volta che
erano vacche da mungere, soltanto puttane, o sorelle, figlie, mogli e
madri. D'accordo, guadagnano e contano meno degli uomini, ma di che si
lamentano? Un tempo lo facevano gratis e zitte, passi lunghi, sguardo a
terra. Possono persino separarsi dal coniuge, rinunciare alla patria
potestà del maschio, tentare di avere una vita indipendente – colpa
delle femministe, dell'emancipazione femminile se poi padroni, padri,
fratelli, mariti e fidanzati perdono il controllo, tentano di rientrare
in possesso del potere e dei privilegi apparentemente perduti, cercano
di mettere le cose a posto a suon di botte, stupri, coltellate, colpi
di pistola. Oggi abbiamo gli ospedali e grazie all'approvazione dell'
ultima finanziaria, non paghiamo più nemmeno il ticket. Ma le
probabilità di entrarci malconci e uscirne morti sono comunque alte,
troppo alte. Gli ultimi che se ne preoccupano sono proprio gli
amministratori pubblici, i manager delle ASL, i medici e gli operatori
sanitari per i quali lo stipendio e la carriera contano più della vita
umana, il cui unico pensiero è rimanere tra quelli che la politica e l'
economia prediligono. Sanità ed istruzione privata: businnes milionario
per le casse vaticane, per le tasche dei notabili genuflessi, pii e
laici. Sanità e istruzione pubblica: croce e delizia - sprechi ed
eccellenze. Dicono. Amara realtà italica a due marce, facce, un po'
come tutto il resto. Chi nasce al sud e al sud rimane, farebbe meglio a
ricorrere allo stregone, ai salassi, ai rimedi empirici, a pregare i
santi – cose che i concittadini dell'Italia "zavorra" non avendo
alternative fanno, talvolta persino volentieri, preferendolo. Ci sono
le guerre – oggi finalmente "intelligenti", selettive, giuste o
accettabili, il male minore o necessario. Ci sono i massacri
collaterali, statistici, scientifici. L'annientamento delle culture e
delle popolazioni che riteniamo a vario titolo ostili, incolte e
incivili. Democrazia, capitalismo, eterosessismo, machismo – non può,
non deve esservi alternativa. Siamo bravi, oggi, incredibilmente
moderni, globali: esportiamo spazzatura, credenze, promesse, illusioni,
menzogne e morte, chiamiamo la nostra merce "libertà", la offriamo come
un regalo ma la imponiamo con la forza - poi presentiamo il conto ed
abbiamo persino la faccia tosta di offenderci, arrabbiarci, se qualcuno
si azzarda a protestare. Oggi, se impiccano un ragazzino accusato di
sodomia, tutto il pianeta ne è informato e può civilmente indignarsi
sentendosi fortunato di non essere al posto suo, fortunato di vivere in
un luogo migliore, in cui la legge e la Polizia sono al servizio del
popolo, non di un tiranno o un Dio assetato di sangue. Popolo: entità
astratta, massa indefinibile senza una sua propria identità,
soggettività. Poliziotti: fotografie del Duce nel portafoglio, facce
qualsiasi, manovali indifferenti al discernimento, capaci della più
compiaciuta brutalità, del più completo menefreghismo, fiero
disimpegno, braccia armate con licenza di punire chiunque tenti di
alzare la testa, ubbidienti all'ordine di lasciare che piccole orde di
deliranti nazifascisti tengano in ostaggio intere città, le mettano a
ferro e fuoco in occasione di una partita di calcio, un lutto, un
capriccio. Uomini che smessa la divisa si uniscono ad essi per far
pulizia, dimostrare chi è il padrone, ristabilire l'ordine – come
natura comanda. Negri, ebrei, froci, lesbiche, islamici, storpi,
mentecatti, zingari, dissidenti politici, atei, non sono forse esseri
inferiori, laidi, malati, indegni, pericolosi? Non sono qui per rubarci
i soldi, il lavoro, la casa, per indebolire la razza, distruggere la
famiglia, la cristianità, per destabilizzare il sistema, contaminare i
giovani con le loro credenze, opinioni, con le loro ripugnanti
perversioni? Oggi non c'è più la peste a pareggiare i conti, a renderci
tutti uguali. Ecco l'unica, vera differenza con i tempi passati, quelli
che guardiamo dall'alto in basso, con vanità, presunzione. In questo
baccanale, in questo impazzimento collettivo in cui i più stanno beati
o beoti, pensare, sapere e parlare di diritti, giustizia sociale,
realtà, storia, non ha alcun senso. Ci si sente noiosi, e soli, come
cani. E allora cala il silenzio, cala il sipario – interiore. Non si ha
più alcun motivo per cercare onestà, generosità, compassione, eroismo,
fantasia, bellezza - per credere, illudersi che ve ne sia ancora un po'
in qualche angolo remoto dell'animo umano. FONTE
www.cinziaricci.it


LA DIFESA DELLA VITA
Il vicario del Papa da Ferrara: «La fede non
riguarda solo Dio ma anche i rapporti sociali» Poi conferma le parole
di Bagnasco: i politici cattolici non promuovano leggi in contrasto con
il bene Ruini: restituire alle donne la libertà di non abortire
DA ROMA MIMMO MUOLO
L' aborto «è la soppressione di un essere umano
vivente». E una legge che lo preveda, come la 194 in Italia, «rimane
intrinsecamente cattiva». Tuttavia la Chiesa non ha mai «incitato a
rivolte o a comportamenti sediziosi ». Chiede, però, che sia applicata
in tutti i suoi aspetti. Lo ha detto ieri sera il cardinale Camillo
Ruini, intervistato da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, durante la
puntata di 'Otto e mezzo' andata in onda su La7. Sorridente e a suo
agio, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha risposto con
pacata chiarezza a tutte le domande, che hanno toccato anche temi come
la contraccezione, la presunta ingerenza della Chiesa nelle leggi dello
Stato e l'atteggiamento dei politici cattolici in materie eticamente
sensibili. Legge 194. «Un punto sul quale insistiamo da tempo – ha
ricordato – è quello dell'attuazione integrale di questa normativa».
Soprattutto «si faccia il possibile per aiutare le donne ad accogliere
il figlio». Specie quando il problema è di ordine economico, ha
sottolineato il cardinale, risolverlo non è eccessivamente difficile.
«L'esperienza dei Centri di aiuto alla vita che abbiamo promosso da
tanti anni, ha già mostrato che 85mila aborti in Italia sono stati
evitati» in un primo momento con modestissime somme e poi «attraverso
il dialogo, l'aiuto psicologico, il far sentire alle madri che ci sono
persone disposte a condividere il problema con loro», infine con la
capacità «di favorire un inserimento mondo del lavoro». Quanto all'
obiezione che in questo caso si restringe la libertà della donna, Ruini
ha ribattuto: «È falsa in radice e va rovesciata. La donna abortisce
perché non è libera e diventa libera se le si dà la possibilità
concreta di non abortire. Che non è un obbligo, nessuno può
costringerla, è soltanto un'offerta, un atto di solidarietà di solito
graditissimo». Infine la questione terminologica. Aborto uguale
omicidio? «Personalmente non uso mai questa parola – ha risposto Ruini
– anche per una forma di rispetto verso le donne e per le famiglie.
Tuttavia anche altre espressioni, come 'interruzione volontaria della
gravidanza' rischiano di occultare la realtà del fatto. Quindi il
linguaggio deve essere il più sereno possibile, ma anche veritiero e
certamente accompagnato dall'affetto, dall'amicizia, dalla
solidarietà». «Nei confronti delle donne che abortiscono, come nei
confronti di tutte le persone che vivono per un motivo o per l'altro
delle situazioni che la Chiesa giudica negative o irregolari, non
abbiamo atteggiamenti persecutori od ostili, ma quanto mai accoglienti
». Contraccezione. Una battuta anche su questo tema. Si tratta di «una
scelta etica che la Chiesa ritiene sia corrispondente alla natura
profonda del rapporto tra l'uomo e la donna e che perciò propone ai
cattolici, senza minimamente pensare che si debba imporre per legge».
Ingerenza. «Vorrei sfatare che in Italia – ha detto il cardinale
rispondendo a un'altra domanda – ci sia, da parte della Chiesa, più
attenzione ai temi politici e sociali che altrove». E ha citato il caso
del Canada, dove, «quando c'è stata la questione del matrimonio degli
omosessuali due cardinali sono andati a protestare in Parlamento.
Pensate che cosa sarebbe successo, se l'avessi fatto io». Quello che
cambia, ha aggiunto, «è l'efficacia degli interventi, certamente
maggiore da noi». Ruini ha quindi spiegato che «la fede cristiana non
riguarda soltanto il rapporto con Dio», ma (e basti guardare i dieci
comandamenti), anche i rapporti sociali. Perciò quando «vi sono
problemi etici che chiedono di essere codificati in leggi
potenzialmente in contrasto con la visione cristiana della vita non si
può non intervenire». La mediazione dei politici cattolici. Ma tutto
ciò, gli è stato chiesto, non dovrebbe avvenire, con la mediazione dei
politici? «La parola mediazione – ha risposto il porporato – può avere
due significati. Se una legge viene approvata dalla maggioranza in
Parlamento, anche se non ci piace, diremo che è ingiusta. Altro è che i
cattolici stessi si facciano promotori di leggi in contrasto con ciò
che anche alla luce della fede sappiamo essere il bene per l'uomo.
Questo atteggiamento è certamente sbagliato», ha detto, e anche su
questo è apparso in accordo con l'attuale presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco. «Anche al tempo della Dc – ha concluso Ruini
– Mai coloro che si dichiaravano politici di ispirazione cristiana
sostenevano loro stessi certe posizioni. Soccombevano in Parlamento, ma
questo è un altro discorso». Alla fine della registrazione, salutando i
giornalisti presenti, il cardinale si è concesso una battuta scherzosa
anche in merito alla sua presenza sui media: «Non fatemi parlare
troppo. Altrimenti la Litizzetto poi mi dice 'Eminens'. Io non l'ho mai
guardata, ma mi dicono che è simpatica. E poi la mia segretaria la
imita benissimo».
Davide Montanari +39 339 7107082
Ufficio stampa
Arcigay


I CONFETTI OMOSESSUALI DI SULMONA
Confetti Pelino - Sulmona (AQ) - ' pronto e tra una settimana sar' messo in produzione. Si chiama
, la sposa gay, ed ' il nuovo confetto della storica ditta di Sulmona,
dedicato alle coppie omosessuali.''idea ' nata dalle richieste
provenienti dal'America di un prodotto specifico per le coppie
omosessual', hanno spiegato Mario e Antonio Pelino, rispettivamente
presidente e amministratore delegato della Confetti Pelino .Il nuovo
prodotto si compone di materie esclusivamente naturali. Messo da parte
il tipico amido di questi alimenti, gay bride ' una felice unione di
mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay,
zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti
ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come ' nella tradizione
dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalit' di una scelta di
vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore
ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla,
tinta che nasce dal'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il
maschile e il femminile. Aperta e pronta anche a rispondere ai
mutamenti nei costumi della societ'. Vicina quindi a tutti coloro, gay
e non, che intendono celebrare i momenti significativi della loro vita
anche attraverso la scelta di un confetto adeguato. 'altronde -
sottolineano i due dirigenti della'Confetti Pelino – abbiamo clienti da
ogni parte del mondo, e tra loro ci sono anche coppie omosessuali. La
Confetti Pelino di Sulmona ' u'azienda leader nel mondo in questo
settore, nata nel 1783 per volere di Berardino Pelino che dette
u'impronta produttiva ad u'attivit' fino a quel momento esclusivamente
commerciale. 'azienda fin dalla sua fondazione ' votata alla qualit'
dei suoi prodotti, confetti e dolci in generale, e al benessere del
consumatore. Qualit' garantita nel'uso di ingredienti certificati e di
alto valore naturale e dai processi produttivi che conservano ancora
oggi 'integrit' delle materie prime usate. Proprio tre giorni fa, il 26
maggio, la famiglia Pelino si era resa protagonista di una "guerra"
tutta interna tra fratelli proprio a causa della possibilità di
lanciare questo tipo di prodotto. A scatenare la diatriba era stata
Paola Pelino, neodeputata di Forza Italia, che, in u'intervista a'Il
Giornal', aveva dichiarato di non contare sui Pacs per aumentare il
fatturato del'azienda di famiglia.'I confetti? Vorrei continuare a
venderli alle coppie normal', aveva detto Paola Pelino. Immediata la
reazione del fratello Antonio, amministratore delegato dell'azienda,
che, in risposta al'articolo, aveva scritto una lettera al quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro per chiarire che le opinioni della
sorella nulla hanno a che fare con 'impresa di famiglia, che produce
confetti venduti in tutto il mondo.'Le opinioni espresse dal deputato
di Forza italia sono di natura esclusivamente politica e personale e
non coinvolgono la direzione del'aziend', ha spiegato nella lettera
Antonio Pelino, precisando che del consiglio 'amministrazione Paola
Pelino ' membro insieme a Mario, Antonio, Lucilla e Marco Pelino. Come
a dire, non ' la sorella deputata a dare la linea. A soli tre giorni di
distanza la piacevole notizia del lancio del nuovo confetto lilla Gay
Bride: si è trattato dunque di liti politiche in famiglia o di u'abile
strategia commerciale. In ogni caso è un bel passo avanti da parte di
una delle più tradizionali aziende italiane. FONTE Arcigay.it


SOLIDARIETA' ALLA SIGNORA PATRIZIA ROMANO
Anonimi come la viltà che li caratterizza, maschi o femmine non importa. Sono solo violenti ed
ignoranti personaggi abietti alla società civile. Noi, omosessuali e
trans siamo abituati, purtroppo, ai soliti atti di terrorismo sociale e
psicologico da parte di sconosciuti ma anche da parte dei sedicenti
amici o parenti. C'indigniamo ma non ci sconvolgiamo. Nonostante ciò,
ancora troppe volte, gay lesbiche e trans sono umiliati in casa o fuori
casa, da genitori o da amici "cattivi" , ma la
cosa intollerabile è quando anche le Istituzioni democratiche sono "cattive" con i più
deboli. Questo, avviene perché "la differenza" degli omosessuali e
delle trans non è riconosciuta ancora come non riparata, nonostante le
persecuzioni e gli stermini dimenticati. Ecco, perché, i Ken con il
patrocinio del Comune di Napoli organizzerà anche quest'anno attività
ed incontri con la città e nelle scuole sul tema dell'Omocausto (lo
sterminio nazista dei Gay)a cui invitiamo la Signora Romano a
partecipare. Lo faremo anche nella IIa Municipalità di Napoli con la
partecipazione
del M.I.T. Napoli, di Arcilesbica Napoli (coordinamento
campano GLT)e con la collaborazione straordinaria di Libellula 2001 -
ArciTrans e del circolo Anthias di Napoli. Speriamo che, il presidente
Patruno e all'assessore Esposito ( come la maggioranza in Consiglio
Comunale di Napoli e dell'assessore Valente),comprendino il "sano"
valore della critica da noi esercitata nei loro confronti per il merito
della Consulta Pari Opportunità (di cui i Ken fa parte) che è portatore
di omofobia non manifesta. La Consulta è incapace - per come è stata
regolamentata - di esprimere
modernità e reali esigenze sociali per una
convivenza civile tra le differenze (non solo di genere) ma anche di
orientamenti sessuali e di identità di genere. Negare ciò, significa
avallare l'intolleranza e
la violenza di chi ci vorrebbe " cacciati" e
perché no, arsi ancora una volta. Invitiamo, quindi tutti ad una rapida
modifica del regolamento istitutivo inserendo come previsto anche dal
piano d'azione per l'anno europeo delle pari opportunità 2007, non di
fatto, ma di diritto, tutte le categorie escluse ( gay lesbiche e
trans comprese).
Carlo Cremona Presidente Associazione omosessuale i
Ken
UFFICIO STAMPA
Via Toledo 210 - Na
081 5519653
3923887147
www.i-ken.org


GRAVE ATTO DI INTOLLERANZA
ALLA SECONDA MUNICIPALITA'
Con grande rammarico, Alberto Patruno Presidente e l'Assessore Susy Esposito della
II Municipalità di Napoli, hanno appreso dalla Sig.ra Patrizia Romano
del vile messaggio pervenuto in forma anonima alla sua attenzione: "SEI
UNA SPORCA LESBICA VAI VIA CHE INFETTI!!!" Nei prossimi gioni sarà il
"Giorno della Memoria" per non dimenticare gli stermini avvenuti per l'
odio razziale, xenofobo e omofobo. Purtroppo tanto dolore non è
riuscito a cancellare nella gente i pregiudizi e occorre sviluppare
momenti di condivisione e conoscenza reciproca. Crediamo che tale
episodio sia solo espressione di un singolo e non di un intero contesto
lavorativo che, si speri
valuti ed accetti le persone per quelle che
sono e non per il loro orientamento sessuale. D'altronde, la storia del
mondo del lavoro ha sempre affermato principi di solidarietà e
tolleranza. Esprimiamo solidarietà alla Sig.ra Patrizia.
Alberto
Patruno
3475851794 3473880579
Susy Esposito
3356675870

IL BELL'ESEMPIO DELLA REGIONE LAZIO
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
ringrazia la Regione Lazio ed in particolare l'Assessore al Bilancio
Luigi Nieri per aver inserito nella Finanziaria 2008 aiuti economici
nell'acquisto per la prima casa alle "giovani coppie". L'aver lasciato
senza altre distinzioni questa dicitura pone quindi tutte le giovani
coppie sullo stesso livello, fermi restando i requisiti per l'accesso
agli aiuti. Ci auspichiamo che la Regione Lazio sia di esempio per
tutte le altre Amministrazioni: l'aver ribadito il riconoscimento del
sostegno in maniera paritaria pone la nostra Regione tra quelle che in
maniera laica e non discriminatoria garantiscono i diritti di tutti i
cittadini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica
06/5413985 – 348/7708437

FAVOLETTA SCHIFOSETTA
A cura di Peter Boom
UN ALTRO PIANETA
Favoletta schifosetta, scritta male, non corretta e unpolitically correct di
Peter Boom C'era una volta un altro pianeta abitato da strane bestiole
per metà cani e per metà umanoidi. Le bestiole avevano attitudini e
usanze simili a queste due categorie, erano operose, furbe ed alcune
anche intelligenti, tutte dedite a peccati belli e brutti. Nella città
più importante era stata costruita una cuccia gigante, nella loro
lingua chiamata "Ano", da non confondere con quel organo da dove
defluiscono le cose digerite. I sudditi del grande capo Ano erano
chiamati Ani, molto ossequiosi e obbedienti al loro capo, che un giorno
sì e un altro giorno pure ricordava sulla grande piazza del "Ano" come
le povere bestiole si dovevano comportare. Non si esponeva a
contraddittori, lui d'altronde aveva la verità in tasca e solo lui
sapeva elargire i buoni consigli che gli venivano direttamente
trasmessi via internet da un pianeta superiore. Le bestiole, essendo
naturalmente pansessuali esattamente come i cani e gli umani, facevano
di tutto per nascondere le proprie innate peccaminose tendenze e per
farsi perdonare portavano molti regali, croccantini e denari al grande
Ano, che grazie al suo sconfinato ed arrogante potere, in parlamento
fece votare per mezzo dei suoi fedeli politici molte leggi
contronatura, calpestando con i suoi stivali neri i più elementari
diritti civili. La sua organizzazione capillare aveva mietuto nei
secoli milioni di vittime e guastato la vita a miliardi con le sue
immorali regole ed imposizioni. Ma vicino ad "Ano" si trovava una
grande "sqUola" dove venivano istruite le bestiole giovani più
intelligenti nelle diverse scienze e la Scienza, questo si sa, è sempre
stata una spina nel fianco dei grandi capi Ano. In questa "sqUola" gli
enti+ insegnavano agli enti- per far diventare anche loro enti+, e
molti enti+ e- , avendo studiato tanto, non sopportavano più il grande
capo Ano che interpretando a suo modo un libro antico e antiquato si
era reso veramente antipatico anche perché non teneva conto della vera
legge della natura. Infatti, la natura intesa scientificamente non gli
avrebbe permesso più di esercitare tutta quell'influenza sulla massa
sempre più informata delle bestiole. Non avrebbe più potuto affermare
che è innaturale quando una bestiola si intrattiene sessualmente con
un'altra bestiola, cosa che valeva anche per i bestioli. Tentava di
imporre l'antiscientifica teoria della creazione, una balla talmente
grande che soltanto i creduloni potevano crederci ancora. Voleva
altresì imporre l'origine "anona" a tutto il pianeta, disconoscendo
tutte le altre origini anche quelle molto più antiche. Tutti i politici
dovevano essere concordi con lui (anche per non fargli pagare la
Impostori Causa Imposte), esigeva una società basata su certi paranoici
principi irrinunciabili, faceva una continua pubblicità su tutti i
massmedia attuando una forte censura sotterranea ed esponeva il suo
anofisso dappertutto, anche dove non doveva stare. Molti suoi ani
peccavano gravemente ed allegramente ed abusavano a mente serena delle
piccole bestioline e dei piccoli bestiolini. Questi ani se lo potevano
permettere perché il grande Ano e i suoi gerarchi tenevano
rigorosamente segreti questi misfatti (se no che esempio avrebbero
dato) e spostavano gli ani pedofili, se scoperti, in altra sede, dove
poi, grazie a questa impunità, potevano ricominciare con il loro turpe
vizio godendo delle loro piccole vittime traumatizzandole per sempre.
Non c'era dunque da meravigliarsi che gli enti+ e gli enti-
cominciarono a protestare contro chi era responsabile di questo grave
pluri-favoreggiamento ed altre corruzioni (tra l'altro neanche prese in
considerazione dai politici concordi e conniventi). Nella prossima
puntata di questa favoletta, della quale do piena liberatoria per la
libera diffusione su tutti i massmedia e nella quale naturalmente non
si allude ad alcuna persona, vedremo come va a finire. Peter Boom. http://digilander.libero.it/pansexuality/

GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE.
PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO
UNITO
GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE
LE NAZIONI UNITE
ARRESTATI IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19
ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI. L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH",
PER LA QUALE E' PREVISTA, COME PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA
PENA DI MORTE.
INTANTO, DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO
CONFORTANTI ANCHE PER LA RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE
D'APPELLO SAREBBE INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA
Si chiamano Hamzeh
Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana
(18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23
gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il
giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad
Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura
fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che
cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di
avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. La loro
confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale islamico
li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il reato di
chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale iraniano
prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati "nemici di
Allah". Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro assassinio del
ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat", avvenuto nella
prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno internazionale,
proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per la vita in
Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio di tanti
innocenti, vittime di un regime spietato. "Il popolo iraniano per la
maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a morte e alla
lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo pochi
fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano strumenti
leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si battono con
eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a rischio
delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui le
minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".
Ma le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana
rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato
l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a
seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con
la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani
e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove
l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte
d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco
confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non
concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni
internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo
inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler
più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne.
"Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a
dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del
rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati.
Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro
di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi
complici". Il Gruppo EveryOne ha avviato una petizione internazionale
(
http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html) sui due casi, per
i quali sono stati interpellati anche l'Alto Commissario per i Diritti
Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto Commissario per i Rifugiati
António Guterres e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-
moon. EveryOne chiede a tutti i sottoscrittori di inviare e-mail e fax
di protesta alle ambasciate iraniane, in Italia e a all'estero, nonché
al governo britannico (per gridare no alla criminale deportazione di
Pegah e di tanti altri profughi innocenti) e al regime iraniano di
Amadhinejad.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-
8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com ::
info@everyonegroup.com
INVIATO DA Sergio Rovasio

LILLI GRUBER A "BABILONIA" PARLA DELL'IRAN E DEL RUOLO DELLE DONNE IN MEDIO ORIENTE.
E sull'Italia accusa: «Cardinali avrebbero chiamato parlamentari per
fermare il testo sulla sicurezza antiomofobia». «In Iran esiste una
teocrazia, che è anche regime, secondo la quale il reato di sodomia va
punito con la pena di morte. Purtroppo va ricordato che questo tipo di
pena viene applicata in qualche altro Paese islamico. In realtà, come
sempre accade con le religioni quando assumono un ruolo importante,
alcune barbare pratiche sono più legate a società patriarcali che non
alla religione ». L'europarlamentare Lilli Gruber intervistata dal
mensileBabilonia parla dell'Iran "Paese dei segreti" e del coraggio
delle donne; delle esecuzioni di giovani accusati di omosessualità e di
quei Paesi europei con scarsa sensibilità verso i diritti civili:
«Negli ex Paesi comunisti riscontriamo delle situazioni di violazioni
dei diritti umani fondamentali». E L'Italia? Gli omosessuali non hanno
un minimo di diritti riconosciuti. «L'Italia – replica Lilli Gruber a
Babilonia – come tutti i Paesi che si fondano sulla laicità dello Stato
e quindi sulla netta separazione tra Stato
e religione in ogni senso.
(...) Quello che non è tollerabile è una interferenza diretta. Alcuni
cardinali avrebbero addirittura chiamato una serie di parlamentari per
invitarli a non votare il testo sulla sicurezza e questa la trovo come
una grave interferenza» Alla domanda su chi sia Ahmadinejad risponde:
«Un ultra nazionalista e ultra conservatore legato ai pasdaran e ai
guardiani della rivoluzione. Ha potuto vincere le elezioni solo
perché una metà degli iraniani non è andata al voto».L'europarlamentare
che a dicembre si era mobilitata contro l'impiccagione del giovane gay
Moloudzadeh, scrivendo una lettera di protesta all'ambasciatore
iraniano a Bruxelles, dice: «Non abbiamo ricevuto una risposta
ufficiale ma l'ambasciata ha chiamato per chiedere un incontro».
E le
donne? «Quella delle donne – spiega l'europarlamentare a Babilonia – è
una società civile molto vivace. In Iran ci sono molti gruppi,
associazioni, movimenti ed è una grande società in movimento». Parlando
dell'omosessualità vissuta come tara, Lilli dice: «Questo problema per
loro (paesi islamici ndr.) è spesso legato a tradizioni arcaiche più
che alla religione fermo restando che nel Corano la sodomia è vista
come un grande reato. Ma come è anche nella religione cattolica. Nel
mondo cristiano ci sono anche lì varie interpretazioni dei testi
sacri». INVIATO DA Mario Cirrito – BABILONIA –

RICONOSCERE ASILO POLITICO ANCHE PER GAY E LESBICHE
ITALIA INADEMPIENTE. LO DICE LA
COMMISSIONE EUROPEA IN RISPOSTA A UN'INTERROGAZIONE DEL RADICALE MARCO
CAPPATO. PREANNUNCIATO ANCHE RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA .
Rispondendo ad una interrogazione dei deputati europei Marco Cappato
(Radicali) e di Sophie In't Veld (Democratici 66, Paesi Bassi), la
Commissione europea ha denunciato ritardi nella trasposizione nazionale
della direttiva sull'asilo politico 2004/83/CE, che include un obbligo
per gli Stati membri di considerare l'orientamento sessuale come
ragione per concedere lo status di rifugiato, sulla base delle
circostanze fattuali.
Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo
radicale: "Su 27 Stati membri dell'Unione europea, solamente 17 hanno
rispettato la scadenza del 10 ottobre 2006 per trasporre nel diritto
nazionale la direttiva sull'asilo. Gli altri, tra i quali l'Italia,
hanno nel frattempo ricevuto nel luglio 2007 una lettera dalla
Commissione con parere motivato che li richiamava ai loro obblighi. La
Commissione annuncia nella risposta all'interrogazione l'intenzione di
portare questi Stati alla Corte di Giustizia nel caso persistano nella
loro inadempienza, di cui la lettera é la prima tappa. La Commissione
ha inoltre annunciato di stare esaminando l'applicazione della
direttiva nell'Unione, ed in particolare l'obbligo fatto agli Stati
membri di riconoscere l'orientamento sessuale come ragione per
concedere l'asilo politico. Mi auguro che l'Italia trasponga la
direttiva al più presto e che lo faccia pienamente e correttamente, in
particolare rispetto alle norme sull'orientamento sessuale"
INVIATO DA
Sergio Rovasio


LA PACE E LA FAMIGLIA DI BENEDETTO XVI
Ho avuto occasione di leggere solo in questi giorni l'intervento di Benedetto
XVI sulla Famiglia e la Pace reso l' 8 dicembre u.s. Questo Papa, sui
cui ultimi fatti non intendo qui entrare, ha collegato la pace con l'
istituto familiare, e in particolare con la famiglia cristiana,
istituto che oggi sarebbe, a suo dire, in crisi a causa della cultura
laica e secolarizzata, con conseguente perdita della cultura della
pace. Che dire ? Per me e' una chiara favola, come una favola o fiaba
appare tutta la dottrina cristiana con il suo principale testo, cioe'
la Bibbia. In ordine alla favole o alla fiabe Vladimir Popper afferma
che le medesime hanno varianti fisse, cioe' da una parte l' eroe, dall'
altra c'e' un personaggio malefico, che si oppone all'eroe, c'e' una
forza benefica che corre in aiuto dell'eroe nella sua impresa, ci sono
prove cui l'eroe deve sottoporsi e che danno svolgimento all'impresa, c'
e' un premio, c'e' un dono, una liberazione che l'eroe deve guadagnare,
ecc.ecc. e c'e' innanzitutto anche la sconfitta della morte. Ebbene
tutto questo c'e' nella Bibbia, sia vecchio che nuovo testamento, in
quel quadro che vede da una parte l'imbonitore, il seduttore, e dall'
altra, come dice Roland Barthes, una giovane fragile tesa ad essere
attratta e sedotta. Cio' premesso, a dimostrazione di come in quel
cristianesimo di cui attualmente e' capo Benedetto XVI, le affermazioni
dello stesso siano al di fuori della relativa dottrina, si riporta
quanto si legge nel nuovo testamento: MATTEO 10/34 NON CREDIATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA. NON SONO VENUTO A PORTARE LA
PACE MA LA SPADA. PERCHE' SONO VENUTO A DIVIDERE IL FIGLIO DAL PADRE,
LA FIGLIA DALLA MADRE, LA NUORA DALLA SUOCERA E I NEMICI DELL'UOMO
SARANNO I SUOI FAMILIARI. LUCA 12/49 SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO
SULLA TERRA: COME VORREI CHE FOSSE GIA' ACCESO! ………………………PENSATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA ? NO, VI DICO, MA LA
DIVISIONE. D'ORA INNANZI IN UNA CASA SU CINQUE PERSONE SI DIVIDERANNO
TRE CONTRO DUE, DUE CONTRO TRE: PADRE CONTRO FIGLIO E FIGLIO CONTRO
PADRE, MADRE CONTRO LA FIGLIA E FIGLIA CONTRO LA MADRE, LA SUOCERA
CONTRO LA SUA NUORA E LA NUORA CONTRO LA SUOCERA. Non sembra quindi che
la famiglia cristiana sia un luogo di amore e di pace. A sua volta
ecco quanto si legge nel Vecchio Testamento, che come e ' noto fa parte
di quella Bibbia che e' la base della dottrina cristiana. ESODO 32/27 (
MOSE) SI FERMO' SULLA PORTA DEL CAMPO E GRIDO: CHI E' PER IL SIGNORE ?
..... A ME. ED EGLI ORDINO' LORO: HA DETTO IL SIGNORE, IDDIO D'
ISRAELE: CIASCUNO DI VOI SI METTA UNA SPADA AL FIANCO: ANDATE IN GIRO
PER IL CAMPO, DA UNA PORTA ALL'ALTRA, E OGNUNO UCCIDA IL FRATELLO,
L'AMICO, IL PARENTE. ALLORA I FIGLI DI LEVI FECERO SECONDO LE PAROLE
DI MOSE': E IN QUEL GIORNO MORIRONO FRA IL POPOLO CIRCA TREMILA UOMINI.
POI MOSE' DISSE: OGGI VOI SIETE STATI CONSACRATI AL SERVIZIO DEL
SIGNORE, CHI AL PREZZO DEL PROPRO FIGLIO, E CHI DEL PROPRIO FRATELLO;
PERCIO' EGLI OGGI VI DONA LA BENEDIZIONE. Ecco il commento della Chiesa
Cattolica Apostolica MOSE' CAPO DI QUEL POPOLO COSI' POCO ACCESSIBILE
ALLA VOCE DELLA RAGIONE E DEL SENTIMENTO, DOVETTE INFLIGGERE UN SEVERO
CASTIGO, E CHI LO ESEGUI' FECE OPERA GIUSTA. Se questo e' il commento
dell'attuale Chiesa Cattolica, e' consequenziale che la medesima
ordini, come ha sempre fatto fino a quando ha avuto il potere
materiale, di prendere la spada e di andare ad uccidere il padre, il
figlio, il fratello, e cosi' via, per il solo fatto di avere un Dio
diverso o avere nessun Dio, con scarsa attenzione per la famiglia. A
questo aggiungiamo che Gesu' non solo ha imposto che nessuno ami piu'
di lui la propria madre, il proprio padre e i propri figli, cioe' la
propria famiglia, ma addirittura fu lui stesso a non amare e a non
rispettare la sua famiglia. Ricordiamo l'episodio di Gesu' dodicenne
fuggito dai genitori per andare al Tempio, quello delle nozze di Cana
in cui ebbe a rivolgersi a Maria non con il termine di madre, ma di
donna, l'episodio in cui Gesu' fu raggiunto dalla madre e dai fratelli,
ma che non volle vedere, ecc.ecc. A questo aggiungiamo che l'altra
componente della famiglia di Gesu', cioe' Giuseppe, viene descritto non
come protagonista della stessa, ma come semplice comparsa. I vari passi
della Bibbia sulla famiglia ci appaiono in totale contraddizione con
l'attuale pensiero sulla famiglia, anche cristiana. Oggi questa e'
vista come punto centrale della donna e dell'uomo, mentre nella
dottrina cristiana e' riguardata come possibile impedimento alla
comunione con Dio, come mezzo di procreazione, a mo' di tutti gli
animali, e come strumento di soddisfazione della concupiscenza. Vediamo
cosa dice San Paolo: A RIGUARDO POI DI QUANTO MI AVETE SCRITTO, E' BENE
PER L'UOMO NON TOCCARE DONNA, TUTTAVIA PER EVITARE LA FORNICAZIONE OGNI
UOMO ABBIA LA SUA MOGLIE ED OGNI DONNA ABBIA IL MARITO. IL MARITO RENDA
ALLA MOGLIE QUEL CHE LE DEVE LO STESSO FACCIA LA MOGLIE VERSO IL
MARITO. LA MOGLIE NON E' PADRONA DEL PROPRIO CORPO, MA IL MARITO.
COSI' PURE IL MARITO NON E' PADRONE DEL PROPRIO CORPO, MA LA MOGLIE.
NON PRIVATEVI L'UNO DELL'ALTRO SE NON DI COMUNE ACCORDO PER UN TEMPO
DETERMINATO, PER ATTENDERE ALLE PREGHIERE, POI RITORNATE DI NUOVO
INSIEME AFFINCHE' SATANA NON VI TENTI A CAUSA DELLA VOSTRA
INCONTINENZA. Dove stanno, nelle parole della Bibbia, la giustizia e l'
amore di cui parla Benedetto XVI ? Cio' che appare importante per la
famiglia cristiana e' il CORPO e non lo SPIRITO. A meno che per questo
Papa LA GIUSTIZIA E L'AMORE si concretizzino nel fare sesso per evitare
le tentazioni di Satana. Dove sta quel rispetto che i figli debbono
avere nei confronti dei genitori e l'umanizzazione nei riguardi dei
fratelli? Mi si consenta di ricordare che quando a Roma dominava la
famiglia cristiana, detta citta', capitale del cristianesimo che vedeva
seduti sul suo massimo scanno i predecessori di Benedetto XVI, veniva
definita come quella dei delitti e dei veleni e le relativa alcove
erano una alternanza di piu' o meno belle donne. Ma non solo. Nei quasi
duemila anni di famiglie cristiane, l'Europa non ha visto mai un
momento di pace, pace che invece la nostra generazione sta godendo,
almeno nel nostro continente, e cio' da quando le famiglie si sono
laicizzate e secolarizzate. Che dire poi di quanto i popoli europei
cristiani, specie i cattolicissimi re di Spagna, fecero al tempo, non
solo delle Crociate, ma anche successivamente in sede di colonizzazione
dell'Africa e dell'America, in cui migliaia di famiglie africane furono
divise, strumentalizzate, schiavizzate, ecc.ecc., al di fuori di ogni
senso della giustizia, dell'amore e della pace ? E che dire delle
condizioni degli attuali popoli cattolicissimi del Sud America che sono
nelle peggiori condizioni economiche, civili e sociali dei popoli cosi'
detti evoluti e civili del mondo, in cui la famiglia e' un non senso
assoluto.? Quindi non si tratta di ritenere che l'uomo sia "cattivo",
ma che questi operi secondo i retti insegnamenti di Cristo e secondo i
suoi comportamenti. Non dice forse Giovanni nella sua prima lettera che
CHI DICE DI STARE IN GESU' CRISTO, DEVE ANCHE VIVERE COME E' VISSUTO
LUI ? E come Cristo e' vissuto ? Per rimanere al testo evangelico, si
evidenzia che mentre sembra che inviti alla pace, poi e' lui stesso a
dire che non e' venuto a portare la pace, ma la spada. Ma Gesu' non
solo dichiara di aver portato la spada, ma addirittura dice che non
bisogna turbarsi delle guerre: MARCO 13/7 MA QUANDO VOI SENTIRETE
PARLARE DI GUERRE E DI RUMORI DI GUERRE, NON VI TURBATE. E' NECESSARIO
CHE CIO' AVVENGA, TUTTAVIA NON E' ANCORA LA FINE. POICHE' SI SOLLEVERA'
NAZIONE CONTRO NAZIONE E REGNO CONTRO REGNO, CI SARANNO TERREMOTI IN
VARI LUOGHI E VERRANNO DELLE CARESTIE. QUESTO E' IL PRINCIPO DEI
DOLORI. Quindi perche' un cristiano dovrebbe operare per la pace se la
guerra e' voluta da Dio ? E che cosa insegna la Chiesa di Cristo anche
con le sue rappresentazioni ? Andiamo in pellegrinaggio alla Basilica
di San Paolo in Roma. Ebbene che cosa vediamo ? Vediamo la statua di
San Paolo, colui che viene definito l'apostolo delle genti e il primo
teologo cristiano, che in una mano ha un libro e nell'altra una spada.
Il tutto ci ricorda il famoso detto mussoliniano LIBRO E MOSCHETTO.
Anche Mussolini era tanto amante della famiglia fascista, non molto
dissimile da quella cristiana, ma non sembra proprio che amasse la
pace, come non sembra che la ami la dottrina dl Cristo e l'abbia amata
la relativa storia. Infine da un punto di vista storico, mi si permetta
ricordare che dopo la caduta della PAX ROMANA, a favore della quale
Augusto, imperatore pagano, dedico' una specifica ara, che ancora
ammiriamo, e con l'avvento del potere cristiano, e quindi della
famiglia cui si rifa' Bendetto XVI, la pace, inj Europa, e' andata a
farsi benedire, auspici gli infiniti papi che si sono susseguiti sullo
scanno su cui oggi siede Benedetto XVI. Guardacaso, da quando l'Europa
ha un nuovo tipo di famiglia che tanto condannano la Chiesa cattolica e
in particolare Benedetto XVI, la pace in essa e' divenuta una costante.
Ma forse e' questo che preoccupa l'attuale Vicario di Cristo in terra:
CHE SI ALLONTANI SEMPRE DI PIU' IL PRINCIPIO DEI DOLORI DI CUI CI HA
PARLATO MARCO 13/7, cioe' si allontani la cristiana fine del mondo.
Benedetto XVI afferma che tutti i popoli formano una sola comunita',
hanno una unica origine, cioe' Dio, e hanno un solo fine, cioe' Dio, e
sono una comunita' di pace. Una simile affermazione mi ha fatto pensare
o che l'attuale Papa non sia un gran teologo, o che anche lui pensi di
rivolgersi ai poveri in ispirito e agli ignoranti, pensando di vivere
al tempo in cui Campo de' Fiori era destinata ai liberi pensatori,
cioe' a coloro che hanno reso poi famosa la nostra Europa. Leggiamo
cosa recita la Bibbia, cioe' il testo sacro dei Vicari di Cristo in
terra: GENESI 11/1 ALLORA TUTTA LA TERRA AVEVA UN MEDESIMO LINGUAGGIO E
USAVA LE STESSE PAROLE. .................E DISSERO GLI UNI AGLI ALTRI:
SU FABBRICHIAMO DEI MATTONI, E CUOCIAMOLI AL FORNO. E SI SERVIRONO DI
MATTONI INVECE CHE DI PIETRE E DI BITUME IN LUOGO DELLA CALCE. E
DISSERO: ORSU' EDIFICHIAMO UNA CITTA E UNA TORRE CON LA CIMA AL CIELO.
FABBRICHIAMOCI COSI' UN SEGNO DI UNIONE, ALTRIMENTI SAREMO DISPERSI
SULLA FACCIA DELLA TERRA. MA IL SIGNORE SCESE A VEDERE LA CITTA' E LA
TORRE, CHE I FIGLI DEGLI UOMINI COSTRUIVANO E DISSE: ECCO ESSI SONO UN
POPOLO SOLO E HANNO TUTTI UN MEDESIMO LINGUAGGIO: QUESTO E' IL
PRINCIPIO DELLE LORO IMPRESE. NIENTE ORMAI LI IMPEDIRA' DI CONDURRE A
TERMINE TUTTO QUELLO CHE VERRA' LORO IN MENTE DI FARE. ORSU' DUNQUE,
SCENDIAMO E PROPRIO LI' CONFONDIAMO IL LORO LINGUAGGIO, IN MODO CHE GLI
UNI NON SI INTENDANO CON GLI ALTRI. Ecco di chi e' la colpa delle
disunioni e delle guerre. Gli uomini volevano essere uniti, ma il Dio
giudaico cristiano ha avuto paura che gli sfuggissero dalle mani, forse
ha avuto anche invidia che nei medesimi nascesse lo spirito di
iniziativa e che cominciassero a sfidare le forze divine, cioe' la
conoscenza. Questo episodio ci ricorda anche quello del mito greco
rappresentato da Prometeo e Zeus, in cui, come in questo, possiamo
vedere anche una contrapposizione delle religioni, e quindi anche
quella giudiaco cristiana, con la ricerca e la scienza. Ecco chi ha
inventato il principio DIVIDE ET IMPERA. Ora, i vicari di Dio/Cristo in
terra, invece si stanno battendo per l'unione tra i popoli, con il loro
eucumenismo, eucumenismo che pero' vede sempre come unica istituzione
principe la Chiesa Cattolica. Chi ha ragione, Dio o i suoi vicari in
terra delle ultime generazioni ? Pero', quando questi vicari avevano
gran parte della terra sotto il loro dominio, o temporalmente o
religiosamente, nulla hanno fatto per l'unione, anzi sono stati sempre
i promotori delle guerre, guerre di religione, guerre tra papato e
impero, guerra di conquista, ecc.ecc. E nulla stanno facendo ora nei
riguardi del laicismo e dei valori naturali. Uso questo termine perche'
lo usa l'attuale Papa, in una visione perversa e contraddittoria dell'
intelletto e della ragione umana. Ora se il suindicato principio, cioe'
quello del DIVIDE ET IMPERA, ha dominato per secoli l'Europa quando,
in un modo o nell'altro imperava la dottrina e la famiglia cristiana,
esso non sembra piu' far parte della cultura dei governanti europei,
come mezzo o strumento di potere e di sopraffazione sugli altri popoli,
almeno teoricamente, e quindi dottrinariamente. Benedetto XVI ha
continuato dicendo che la famiglia naturale, cioe' quella fondata sul
matrimonio di un uomo di una donna, e' una intima comunione di vita e
d'amore, e' il luogo di umanizzazione della persona ed e' la culla
della vita e dell'amore e che la famiglia e' una istituzione divina che
sta a fondamento della vita delle persone, e' educatrice alla pace ed
e' una agenzia di pace. Giusto, ma per meglio dire ammettiamo e non
concediamo. Mi si permetta al riguardo una domanda. Cosa dobbiamo
pensare: che i preti che non mettono su famiglia non siano umanizzati,
non siano educatori di pace e di amore ? Che nella fantasia umana la
famiglia possa essere ritenuta come istituzione divina, puo' anche
darsi, ma che detta famiglia possa essere considerata un luogo di
umanizzazione della persona, a me lascia qualche dubbio e cio'
cominciando dalla prima famiglia giudaico cristiana, cioe Adamo ed Eva
e relativi figli. Leggiamo cosa dice il Vecchio Testamento. Adamo, al
momento della creazione della donna e quindi della prima famiglia, ebbe
cosi' a dire: QUESTA VOLTA ESSA E' CARNE DELLA MIA CARNE, E OSSO DELLE
MIE OSSA, LA SI CHIAMERA' DONNA PERCHE' DALL'UOMO E' STATA TOLTA. PER
QUESTO L'UOMO ABBONDENERA' SUO PADRE E SUA MADRE E SI UNIRA' A SUA
MOGLIE E I DUE SARANNO UNA SOLA CARNE. E i due furono tanto una sola
carne che poi Adamo, al momento della responsabilita' in ordine alla
famosa mela ebbe cosi' a dire a Dio che lo aveva rimproverato per aver
a lui disubbidito: LA DONNA CHE TU MI HAI POSTO ACCANTO MI HA DATO DELL'
ALBERO E IO NE HO MANGIATO. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto
XVI, cioe' una famiglia che non solo scarica sull'altro componente la
responsabilita' del " peccato", dimostrando cosi' in che termini si
possa dire che detta istituzione sia un luogo di amore e di giustizia,
ma che addirittura riporta la responsabilita' del fatto a Dio, in
quanto creatore dell'elemento femminile della prima famiglia. E che
dire dei primi fratelli della prima famiglia giudaico cristiana, cioe'
di Caino ed Abele ? Tutti conosciamo la storia piu' o meno vera, piu'
o meno fantasiosa, e cioe' che per un nonnulla il primo tolse la vita
al secondo. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto XVI, cioe' una
famiglia in cui tra fratelli ci si " scanna " e in cui non sembra
essere presente ne' la giustizia ne' l'amore ? E che dire della
famiglia di Isacco, di Rebecca, di Esau' e di Giacobbe ? Come ben si
legge nella Bibbia, Giacobbe, fratello di Esau', ma un fratello
scansafatiche, ricatto' Esau' che era tornato dal lavoro mentre l'altro
era rimasto senza far niente sotto la tenda. La moglie Rebecca truffo',
oltretutto con destrezza, sia il marito Isacco che il figlio Esau' per
favorire il figlio Giacobbe. Questi inganno' e truffo' sia il padre che
il fratello Esau'. Ebbene e' a questa famiglia che pensa e cui tende
Benedetto XVI ? Forse si, se si considera che il famoso angelo che si
presento' a Maria ebbe cosi' a dirle: ECCO CONCEPIRAI UN FIGLIO, LO
DARAI ALLA LUCE E LO CHIAMERAI GESU'. SARA' GRANDE E CHIAMATO FIGLIO
DELL'ALTISSIMO,; IL SIGNORE DIO GLI DARA' IL TRONO DI DAVID SUO PADRE E
REGNERA' PER SEMPRE SULLA CASA DI GIACOBBE. Ora tutti, o almeno i
cristiani, dovrebbero conoscere, non solo le " bravate" di Giacobbe,
che in parte ho sopra riportate, e sulla cui casa Dio ha posto, come
re, Gesu', ma anche gli anomali comportamenti di David che ben poco
hanno a che vedere con l'amore e la giustizia all'interno della
famiglia. Ebbene, Benedetto XVI e' il Vicario in terra di questo Gesu'
che sarebbe nato per regnare sulla casa di Giacobbe, cioe' la casa di
un ricattatore e di un truffatore. Potrei continuare all'infinito
riferendo episodi sia del vecchio che del nuovo testamento nonche'
della relativa bimillenaria storia cristiana, cominciando dalla
famiglia di Agostino, ma mi astengo solo per evitare una eccessiva
lunghezza della presente e considerato che gli stessi sono o dovrebbero
essere conosciuti da tutti i cristiani, cominciando dal Benedetto XVI.
Uno pero' ritengo di ricordarlo perche' per me e' veramente
sconvolgente, e perche' dimostra come l'amore e la giustizia familiare
sia totalmente estranea alla dottrina cui si rifa' Benedetto XVI,
autore delle meditazioni che con la presente si intendono osservare. Mi
riferisco all'episodio che vede un discepolo di Gesu' chiedere al
medesimo il permesso di andare a seppellire il padre che era morto.
Ebbene qual e' stata la risposta di quel Cristo di cui Benedetto XVI
dicono essere il Vicario in terra: LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I
MORTI. Questo e' l'onore che si deve avere nei riguardi di uno dei
componenti della famiglia, questo e' il rispetto che si deve avere all'
interno della famiglia cristiana ? Se sono questi, io preferisco la
famiglia laica e secolarizzata, come credo che ormai la preferisca la
maggioranza degli Europei, e come indirettamente riconoscono le
gerarchie cattoliche quando affermano che bisogna operare per la
rievangelizzazione del vecchio continente. Benedetto XVI ha detto che
la famiglia nasce dal si definitivo di un uomo ed una donna. Mi si
permetta di ricordare quanto al riguardo dice Gesu': Matteo5/32:
CHIUNQUE RIPUDIA SUA MOGLIE, ECCETTO IN CASO DI CONCUBINATO, LA ESPONE
ALL'ADULTERIO. Quindi, e' lo stesso Gesu' che considera moglie anche la
concubina, termine questo oggi modificato in convivente. Ora se e' lo
stesso Gesu' che definisce moglie anche la concubina, vuol dire che
anche il concubinato, oggi convivenza, e' considerato da Cristo come
una famiglia. D'altra parte nel primo cristianesimo abbiamo un esempio
famoso e fulgido di famiglia convivente, cioe' quella di Agostino che
convisse con la moglie concubina per 15 anni generando anche un figlio.
Benedetto XVI ha parlato della pace, del bene e del male, come naturali
conoscenze dell'uomo. Giusto, ma allora dove e' stato l'uomo cristiano
per circa due mila anni, quando il medesimo e' stato un susseguirsi di
guerre, di ingiustizie, di genocidi, di reiterati assoluti
schiacciamenti dei deboli, cominciando dalle famose guerre coloniali in
Sud America che hanno totalmente o quasi distrutto le popolazioni
aborigene ? Forse la Chiesa di Roma e il Cardinal Borromeo quando
perseguitavano Campanella, Giordano Bruno, Galileo Galilei, pensavano
che stavano perseguendo il bene. Puo' darsi, ma allora e' ben stare
alla larga da questo BENE. Dove stava la Roma cattolica ? Benedetto
XVI ha detto che la forza va sempre disciplinata dalla legge.
Giustissimo, ma dove stavano in questi ultimi venti secoli i Vicari di
Cristo che hanno preceduto l'attuale Papa, secoli che hanno visto l'
arbitrio piu' assoluto al di fuori di ogni bene naturale e della legge
? Mi si consenta riportare quanto Hitler ebbe a dire circa il
cristianesimo: ATTUALMENTE L'INDIVIDUO DEVE NOTARE CON SOFFERENZA CHE
NEL MONDO ANTICO, MOLTO PIU' LIBERO DEL MODERNO, APPARVE, CON LA VENUTA
DEL CRISTIANESIMO, LA PRIMA PAURA SPIRITUALE. ANCHE IL CRISTIANESIMO
NON POTE' APPAGARSI DI COSTRUIRE IL SUO ALTARE: DOVETTE PER FORZA
DISTRUGGERE LE AREE PAGANE. Ed egli, per la sua azione, prese ad
esempio, l'azione millenaria del cristianesimo: SOLO COMINCIANDO CON
QUESTA ENTUSIASTICA INTOLLERANZA ( cioe' la distruzione dei templi
pagani) POTE' FORMARSI LA FEDE INDISCUTIBILE, DI CUI L'INTOLLERANZA E'
PROPRIO LA NECESSARIA CONDIZIONE PRELIMINARE. Benedetto XVI ha
ricordato che nel 1968, grazie ad una provvidenziale intuizione di
Paolo VI la Chiesa indisse la prima giornata della Pace. Ebbene
Benedetto XVI dovrebbe ricordare che detta intuizione non fu
provvidenziale, cioe' frutto della provvidenza divina, perche' gia'
dagli anni 1950 ci furono organizzazioni e uomini che si stavano
battendo per la pace. Il famoso simbolo della pace tuttora presente
risale al 1958. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la tutela
ambientale. La Chiesa cattolica solo da pochi anni sta dedicando parte
del suo tempo all'ambiente. I laici sono decenni che lo hanno
affrontato. La Chiesa cattolica ha eliminato dal suo codice penale la
pena di morte soltanto negli anni sessanta del XX secolo, a me sembra
nel 1969, quando altri popoli europei gia' da decenni l'avevano
eliminata dalla propria legislazione. Come al solito la Chiesa piu' che
prendere le iniziative, si adegua alle iniziative degli altri, e cio'
dopo anni e anni, se non dopo decenni e secoli, pronta sempre a tornare
indietro quando ha le possibilita' politiche. Mi si consenta concludere
con una considerazione. In questi giorni, alcuni giornali hanno
ricordato come in pendenza degli ultimi due papati gli scontri
ottocenteschi tra laici e cattolici si erano andati notevolmente
smussando, e cio' in particolare sotto il " regno" di Giovanni Paolo
II. Ancora una volta che dire ? I laici grosso modo sono sempre gli
stessi, chi e' cambiato, e' stato il Pontefice Massimo della Chiesa di
Roma. Sull'argomento sarebbe bene che meditassero gli uomini di buona
volonta', laici e cattolici, altrimenti si potrebbe sapere come si
comincia ma non come si finira'. Non vado oltre per evitare una
eccessiva lunghezza della presente. Se quanto io ho detto non dovesse
corrispondere alla verita', ci sara' qualcuno che, nel quadro della
rievangelizzazione di cui da tempo questo Papa parla, riterra' di
negare, con documenti alla mano, che quanto sopra ho scritto sia vero
? Ci sara' qualche giornalista della carta stampata, della radio o
della televisione che avra' il coraggio, il senso civico l'onesta'
professionale di affrontare il tema in questione senza alcuna
sudditanza intellettuale? Massimo Sega 00199 Roma – Via Fucino 6

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22 settembre 2007

news 22 settembre

INTERVISTA AD ALESSANDRO CECCHI PAONE
Potete leggerla e ascoltarla su
www.portalelazio.net
Servizio curato da Carla Liberatore

GENTILINI ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Finalmente una buona notizia dal fronte della
giustizia. Il vice sindaco di Treviso, l' omofobo sceriffo Gentilini, è
stato iscritto nel registro degli indagati grazie all'opera del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli che già da tempo ha pubblicato sul
suo sito il modulo di querela nei suoi confronti per istigazione a
delinquere, dopo che in un'intervista rilasciata ad una radio agli
inizi del mese di agosto, egli aveva lanciato una "pulizia etnica
contro i culattoni". "E' un piccolo passo che ci riempie di orgoglio e
ci fa ben sperare che anche in altre parti d'Italia, di fronte ad
esternazioni razziste ed omofobe, altri omosessuali e transessuali
abbiano il coraggio di denunciare gli atti e gli atteggiamenti
discriminatori. Ci aspettiamo che tante altre persone scarichino dal
nostro sito il modello di querela e lo inviino al più presto alla
Procura della Repubblica. E' ora di dire basta ai sorprusi perpetrati
ai danni delle persone glbt, anche attraverso le vie legali. Speriamo
soltanto che tutto finisca, come spesso succede in questi casi, nell'
archiviazione. Il Circolo Mario Mieli vigilerà affinché ciò non
succeda" Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli Segreteria Politica Andrea Berardicurti . tel. 06/5413985
348/7708437


VELTRONI E L'ORIENTAMENTO SESSUALE
Nei giorni scorsi con un comunicato stampa il Mario Mieli ha sollecitato i candidati
leader del Partito Democratico ad esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali, per fornire degli elementi di giudizio a
quei gay, lesbiche e trans potenzialmente interessati al nascente
partito. Era stato chiesto a ciascun candidato di scegliere se
esprimersi o meno su tali temi, con quale chiarezza e proposte, con
quanta determinazione, con quali previsioni e soprattutto prospettiva
politica. Un' articolata domanda per una complessa, ampia e attuale
questione, che riguarda il dieci per cento della popolazione italiana.
Ad oggi ci è giunta una sola risposta di sette righe ad opera del
Comitato Nazionale Walter Veltroni, qui riportata: "Veltroni ha sempre
avuto considerazione per chi viene discriminato per il suo orientamento
sessuale, non solo chiedendo a tutti il rispetto, ma creando occasioni
di incontro e di festa per sciogliere la diffidenza e la paura, che
sono componenti primarie della violenza. In questo senso, porterà la
positiva esperienza realizzata come sindaco di Roma nell'ambito del
Partito Democratico, affinché nessuno si senta escluso o esposto all'
intolleranza." Dinanzi ad anni di lotte del movimento lgbt, a mesi di
polemiche sui Dico e company, ad un Pride di giugno con un milione di
persone, ad un pacchetto antiviolenza che non viene varato, a norme
antidiscriminatorie che non esistono, alla crescente violenza e
omofobia nei confronti di omosessuali e trans, al bullismo, alle crepe
nella laicità dello Stato e via discorrendo, una sola risposta
perviene, che promette sollecitazioni al rispetto e aiuti per le feste.
Increduli e offesi, riteniamo che la cosa si commenti da sé. Ci
limitiamo a sottolineare che il richiamo al rispetto in una Nazione
democratica dovrebbe essere scontato e comune a tutte le forze
politiche, siano di destra, di centro o di sinistra. Quanto al "creare
occasioni d'incontro e di festa", gli omosessuali e le persone
transessuali gli incontri e le feste sanno benissimo farseli da soli, e
sanno anche condividerli con gli eterosessuali. In ogni caso non si
vede il nesso con le richieste di interventi normativi che in Italia
non ci sono, al contrario del resto di Europa. Fabrizio De Andrè
cantava: "E senza che gli altri ne sappiano niente, dimmi senza un
programma, dimmi, come ci si sente?". Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica Andrea
Berardicurti . tel. 06/5413985 348/7708437

APPELLO PER LA LIBERTA' IN IRAN
Da alcuni mesi Arcigay è mobilitata in una campagna di
denuncia della terribile situazione dei diritti umani in Iran. Dopo la
nostra azione di denuncia, che ha portato ad una discussione in
Commissione esteri della camera e alla condanna delle esecuzioni
capitali del regime iraniano, e dopo la mobilitazione per Pegah
Emambakhsh abbiamo pensato di lanciare una petizione per la libertà in
Iran. Insieme ad Arcilesbica e all'Associazione Lamanicatagliata
abbiamo attivato un sito
www.dirittiumani-iran.org dove tutti possono
sottoscrivere un appello al governo (che vi allego qui sotto) affinchè
si pongano in atto azioni concrete per la tutela dei diritti umani
fondamentali in quel paese. E' naturale che più saranno i
sottoscrittori dell'appello, maggiori saranno le possibilità di
incidere politicamente e mettere in campo iniziative che possano
denunciare una situazione drammatica per tutte le minoranze di quel
paese. Per questa ragione chiedo la vostra collaborazione per la
massima diffusione di questo appello e per la pubblicizzazione del sito
sia tramite le vostre mailing list, che attraverso i contatti stampa,
gli amici, le associazioni, i partiti, gli esponenti del mondo
politico, istituzionale o associativo, i blog ed i siti delle vostre
associazioni. Non si tratta solo di tutelare le molte vite umane che
sono in gioco, la posta è ben più alta. Il rischio concreto è che se
non ci sarà una mobilitazione di coscienze qui in occidente i
dissidenti iraniani, lasciati soli, saranno sempre più spinti a
chiedere l'intervento armato di Bush, che sembra non vedere l'ora di
aprire un nuovo fronte di guerra con l'Iran. So che questo può sembrare
uno strumento piccolo, ma è pur sempre l'occasione per fare qualcosa di
concreto. Rimango a disposizione per qualsiasi tipo di informazione,
chiarimento o contributo che possano portare al successo di questa
iniziativa. Vi ringrazio fin d'ora per l'impegno che vorrete riservare
a questa importante campagna per i diritti umani. Luca Trentini
Responsabile nazionale Arcigay Diritti umani e Lotta alla violenza

APPELLO PER LA LIBERTÀ IN IRAN
La situazione di repressione e di violazione dei diritti umani in Iran ha subito recentemente un deciso peggioramento. Dopo l'avvio di una campagna moralizzatrice che detta
regole precise persino sul taglio dei capelli da parte del regime di
questo paese si sono verificate un numero elevatissimo di violazioni
delle libertà individuali. Uomini e donne, musicisti, artisti,
attivisti e oppositori politici vengono sistematicamente arrestati con
le accuse più disparate. La situazione è divenuta ormai drammatica. Il
regime non ha esitato a condannare a morte dopo processi sommari molte
persone con accuse solitamente legate a non meglio precisati "crimini
sessuali". La situazione è molto confusa a causa della difficoltà di
reperire informazioni e contatti in un paese dove vige ormai il
terrore. Molti attivisti dei diritti umani sono stati arrestati o sono
in fuga e non è quasi più possibile reperire notizie e aggiornamenti
sulla situazione. Appare evidente che questa operazione mira ad
eliminare ogni potenziale voce di dissenso al regime il quale, in virtù
di un totale controllo dei media, fa apparire come pericolosi criminali
uomini e donne colpevoli solo di "atteggiamenti occidentali" o
"sodomia". Come cittadini e associazioni che hanno a cuore il pieno
rispetto dei diritti umani non possiamo accettare o tollerare una
situazione che viola la libertà e la dignità delle persone e la vita
umana. L'Italia, grande partner commerciale dell'Iran, membro del
comitato per i diritti umani dell'ONU, paese che promuove la moratoria
internazionale delle esecuzioni capitali e l'abolizione della pena di
morte non può rimanere in silenzio. Per queste ragioni facciamo appello
al Governo italiano perché
· attivi tutti i canali diplomatici per
scongiurare l'ulteriore esecuzione di condanne a morte;
· sostenga i
movimenti dei diritti civili e di liberazione femminile presenti
clandestinamente nel paese;
· operi presso il Parlamento europeo e in
sede comunitaria perché l'Unione europea esprima una condanna della
repressione in atto;
· richiami l'Iran al rispetto dei trattati
internazionali sui diritti umani;
· si renda disponibile a dare asilo
politico a chi è perseguitato in Iran o rischia la persecuzione se
espulso verso quel paese;
· monitori costantemente la situazione dei
diritti umani in Iran;
Promuovono: Arcigay, Arcilesbica, Associazione
Lamanicatagliata per sottoscrivere l'appello:
www.dirittiumani-iran.org


LA BENEDIZIONE DELLE COPPIE OMOSESSUALI DIVIDE I BATTISTI ITALIANI
ROMA - In vista dell'Assemblea Sinodo, che si aprirà nei primi giorni
di novembre a Roma, in cui Battisti, Metodisti e Valdesi si riuniranno,
dopo due anni, si affilano le armi sulla discussione del documento
redatto dal Gruppo di lavoro sull'omosessualità (G.l.om), composto dai
rappresentanti delle tre confessioni) che chiede esplicitamente alle
tre chiese di istituire la benedizione delle coppie gay. Nonostante il
documento sia stato approvato anche con il voto favorevole dei
rappresentanti battisti presenti nel Gruppo di lavoro è in seno alle
chiese battiste che esistono le maggiori divergenze di merito (quelle
valdesi e metodiste non hanno rilevanti problemi in proposito, come si
evince dall'approvazione dell'ordine del giorno contro l'omofobia nel
loro sinodo Valdese di quest'anno). Infatti in internet stanno girando,
in questi giorni, vari documenti realizzati da alcune comunità battiste
della penisola, in cui si va da valutazioni possibiliste e inclusive
nei confronti delle coppie omosessuali a documenti di netta chiusura,
di presa di distanza dal documento del Gruppo di lavoro
sull'omosessualità e di rifiuto di ogni tipo di benedizione delle
coppie omosesuali. In prevalenza tale atteggiamento è riscontrabile in
alcune comunità del Lazio e dell'Italia meridionale sulla base di
interpretazioni letterali della Bibbia, comunità che accusano "Gruppo
di lavoro sull'omosessualità" di non aver lavorato per il dialogo e di
dare interpretazioni faziose della Scrittura e della morale cristiana
per sostenere le benedizioni ai gay. Naturalmente si deve tenere
presente che, pur unite formalmente nell'UCEBI (Unione delle Chiese
Battiste in Italia), le comunità battiste sono, a differenza di altre
chiese protestanti come quella valdese, di tipo congregazionalista. In
poche parole ogni chiesa locale fa capo solo a se stessa e il rapporto
con il livello nazionale è molto debole e ciò spiega l'atteggiamento di
estrema apertura di alcune comunità (come in Toscana o nel
settentrione) e, all'opposto, di aperta ostilità di altre su questo
tema. Questa spaccatura è destinata ad influire molto sullo svolgimento
dell'Assemblea Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e Valdesi di
quest'anno. Dalla REFO (Rete Evangelica fede e Omosessualità) fanno
sapere che ce la metteranno tutta per arrivare ad un'approvazione del
documento del G.l.om e, quindi, delle benedizioni delle coppie gay. Ma
anche se avvenisse, ciò non vincolerebbe le comunità battiste che non
vogliano procedere con questa pratica. Ma in alcuni ambienti del
protestantesimo italiano si dà per probabile un nulla di fatto su
questa materia, anche se molti sottolineano come sia comunque positiva
la discussione sull'argomento, indipendentemente dall'esito finale,
anche perché questa discussione è inedita per le altre realtà cristiane
del nostro paese. Qualora il Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e
Valdesi non decida nulla sulle benedizioni delle coppie gay una delle
possibilità ventilate è che ognuna delle chiese coinvolte possa
decidere autonomamente di approvare la disciplina sulle benedizioni
alle coppie gay.


A QUANDO IL MEDIA VAFFANQ-DAY? BIG-BANG DEL SISTEMA
IL VIRUS DISINFORMAZIJA HA I GIORNI CONTATI
Il Virus disinformazija «Copyright» Giuliana D'Olcese per Beppe Grillo
Mentre il Corriere della
Sera titolava «il Nemico in Casa» il Popolo diessinodecretava: «Sì al
Vaffanculo-Day contro il finanziamento pubblico a giornali e Tv».
Appunto, contro il Nemico in Casa. Un virus chiamato Missis Frenda. Il
Virus disinformazija colpisce ancora Grillo e Grillanti, e l'ineffabile
Missis Frenda, Regina dell'Asilo Mariuccia.... a Presidenza.
repubblica@quirinale.it «La discussione è aperta», dice oggi dalle
colonne dei giornali il Presidente della Repubblica, e mentre chiede ai
Mass media di «evitare facili sensazionalismi», il politologo Giovanni
Sartori, ragionando sull'evento promosso da Beppe Grillo, il Vaff-Day,
dalle colonne del Corsera
www.corriere.it risponde con osservazioni e
parole ineccepibili ed aderenti alla realtà italiana: «lo stato di
putrefazione del Paese è tale...» scrive Sartori a cui va riconosciuto
di aver dato la risposta più sensata, e priva di grossolana
partigianeria di parte, letta finora sul quotidiano diretto da Paolo
Mieli, sul quale, se ne sono lette di tutti i colori contro Grillo come
il titolo del 9 settembre «Insulti a Biagi». Falso mediatico che
gridava vendetta. Da vecchia amica e da cittadina che egli stesso ha
visto più volte impegnata nelle battaglie civiche e civili, comprese le
Riforme Istituzionali, voglio dire al Presidente Napolitano Caro
Giorgio, quando i buoi son scappati dalle stalle, i tardivi, se pur
autorevoli ''tappi" istituzionali, hanno sortito effetti contrarissimi
a quanto si proponevano di ottenere. Oggi ottengono, se pur possibile
perchè la misura del Paese è stracolma, l'effetto di aizzare ancor più
gli animi esasperati, e schifati, di noi cittadini-elettori. Caro
Presidente, sei una persona di cultura e intelligenza politica tali,
che sai bene, purtroppo, che moniti e tappi istituzionali non è più
tempo che funzionino. Sei la persona, e con te Clio, più perbene, leale
e onesta che abbia conosciuto e frequentato nella vita, quindi credimi
Giorgio, questo Paese è alla frutta ma, sono certa, che la tua
rettitudine ed il tuo senso dello Stato sono tali che possono, se vuoi,
investire il Paese di un vento nuovo, fresco, pulito, lindo,
respirabile. Hai un grande lavoro davanti a te ma te lo chiedono 60
milioni di italiani perchè non serve alludere, purtroppo. Non basta
lanciare avvertimenti corretti, chiari, mirati a chi e a quanti ben
sanno che arrivano a redazioni, associazioni, movimenti, cittadini,
istituzioni. La correttezza verbale viene scambiata per debolezza,
insulsaggine. Chi deve capire finge di non capire. Si sente il più
furbo, o la più furba, del Reame così che a stretto giro di ore,
rivomita sulle pagine del suo giornale il prodotto adulterato e
adulterante. L'odioso subdolo indotto politico che compiace e serve
l'area politica di riferimento. Del lettore-elettore chi se ne frega!
La sbobba la passa il convento. O così o pomì. Ordine di scuderia
compiacere e arruffianarsi - nell'occasione - Fassino e D'Alema. E
Bersani, e Latorre - non proprio eburneo secondo il giudice Forleo -
che su Beppe Grillo vaneggiano di fascismi e totalitarismi,
Mussolinismi e Togliattismi, Giannettismi e populismi. Un Grande
Festival degli ismi più obsoleti, i più usurati. Sì, politici e grandi
firme che paventano fascismi e totalitarismi hanno perso il ben
dell'intelletto. So' juti 'a acito diciamo a Napoli, caro Giorgio. La
popolarità debordante, il consenso socio-politico che circonda Grillo
hanno fatto perdere la trebisonda a media e politici. Compreso Vincino
il cui libero spirito di acuto vignettista deve essersi sciolto
nell'acido muriatico della militonza redazional antigrillante. Roba per
water e mafia. Il Paese ride, si incazza, e condanna. Si sottrae sempre
più a quanto politici & media si sforzano di dominare: il consenso di
parte. Il consenso, cieco, coatto. Svalutare, Azzerare, Polverizzare
l'affermazione e la strabiliante aggregazione ottenute, anche
all'estero, dal Vaff-Day di Grillo - vedi il commento dell'Herald
Tribune - evento organizzato senza soccorsi rossi o azzurri di
giornali, radio e Tv, è la «mission» che sembra essersi data, e
perseguire, il Corrierume militante anti Grillante. Vedi, tra gli
altri, Missis Frenda Signorina grandi firme del Corrierone nazionale,
che al mio post di domenica 16 settembre *A quando il Media Vaffanq-Day?
* deve aver prestato l'attenzione concessa a prose e rime di petulanti
signorine di buona famiglia. Irrilevante. Roba per figlie di Maria. Il
Virus disinformazija che sembra possedere Missis Frenda è ad uno stato
irreversibile tale che il lunedì successivo, la zelante reporter del
Corriere della Sera, precisa come il Ragioniere dello Stato, presenta a
pagina 2 - con tra virgolette le intere frasi - un circostanziatissimo
conto della serva con ben 12 dichiarazioni di Grillanti non in linea
con le Liste civiche proposte da Grillo. Alla puntigliosa trascrizione
virgolettata dei 12 dissensi, però, Missis Frenda non fa seguire
un'altrettanto ragionieristica lista dei messaggi di consenso. Niet
virgolettati. Niet consensi. Nisba conto della serva. In fiscale
sequenza soltanto gli sconsensi. Decisa quanto perentoria la Ragioniera
grandi firme dell'Asilo Mariuccia ha liquidato gli innumerevoli
consensi alle liste civiche con un telegrafico quanto arcigno e severo:
«Un coro di no alla nascita delle liste civiche. Accompagnato,
ovviamente, da messaggi di consenso». Punto. Ovviamente,
quell'«ovviamente» concesso dall'arcignosa reporter ai consensi
espressi dai Grillanti svela tutta la furbetteria mediatica della
ineffabile Missis Frenda nella doppia parte di ragioniera antigrillante
e di maestrina con la penna rossa dell'Asilo Mariuccia. Questo è solo
un esempio, tra i mille, della subdola arma dell'indotto politico
esercitato per interessi di parte dai Media su lettori e spettatori.
L'indotto politico che piace e compiace, e serve, il politico. Serve la
partitocrazia, il Potere, i conservatori, le lobby, le corporazioni.
Non stupisca ne' scandalizzi, perciò, la proposta di Grillo di un Vaff-
Day contro i Media. Proposta applaudita ed approvata a furor di popolo
diessino con un coro di 9.000 «Sì al Vaffanculo-Day contro il
finanziamento pubblico a giornali e Tv». Appunto. Contro il Nemico in
Casa ovverosia i Media finanziati attraverso leggi assurde che spremono
i contribuenti. Nella coscienza collettiva, quindi, non è Grillo il
Nemico in Casa - così definito da Sergio Romano sulla prima pagina del
Corriere della Sera - sono i Media. Il Nemico in Casa è il
Virusdisinformazija .
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di
LiberoReporter mensile di politica, costume, attualità.
www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


SOCIO DEL MARIO MIELI
FERMATO A RAMALLAH DALLA POLIZIA PALESTINESE
Un socio del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, attivista politico e volontario delle
attività culturali e ludiche del Circolo, a Gerusalemme per motivi di
studio, ha presentato al consolato italiano a Gerusalemme e per
conoscenza alla Farnesina e quindi al Ministro D' Alema un resoconto
della disavventura accadutagli a Ramallah un paio di giorni fa. Il
ragazzo in questione è stato circondato da una decina di persone, che
non vestivano uniformi e sia lui sia il suo amico palestinese sono
stati caricati a forza in macchina e portati ad una centrale di
polizia. E' stato chiaro fin dall'inizio che la motivazione era un
controllo dovuto all'orientamento sessuale dei due giovani, entrambi
gay; ma quello che più stupisce sono le modalità con cui esso è stato
condotto: non un semplice controllo documenti o un interrogatorio
formale ma un vero e proprio atto di forza (il ragazzo è stato
infilato a forza in macchina contro la propria volontà e ha
naturalmente resistito alla violenza, che gli ha procurato lividi,
ecchimosi e graffi su tutto il corpo) e che si è risolto solo dopo
molte ore passate dal nostro socio in commissariato. Il Circolo Mario
Mieli è assai allarmato per quanto accaduto, non solo per la personale
vicenda del nostro associato, che possiamo dire essersi conclusa
relativamente bene, ma soprattutto per il cattivo segnale in merito
alla situazione sociale e al rispetto dei più elementari diritti civili
e libertà individuali in una parte dei Territori Palestinesi, Ramallah,
che non è neppure tra le più remote e vede un cospicuo numero di
cittadini stranieri in visita o presenti per esempio per motivi di
studio nella nota università di Bierzet o nelle numerose agenzie
internazionali presenti. Già in passato, in ragione dell' impegno
proprio sul fronte dei diritti civili, in particolare sulla questione
dell'orientamento sessuale e identità di genere, il Mario Mieli era
venuto a conoscenza di episodi gravi e aveva dovuto seguire
dall'Italia la fuga da Ramallah di alcuni giovani perseguitati e
minacciati. Pare quindi che la situazione sia ulteriormente
degenerata e riteniamo oltremodo opportuno un intervento anche
diplomatico in sostegno dei diritti umani e civili e delle libertà
individuali nei Territori Palestinesi, la cui autorità è così
generosamente sostenuta dal Governo Italiano e dall'UE. Noi come
Associazione riteniamo indispensabile per la pacificazione di quest'
aria martoriata del Medio Oriente la creazione di uno Stato palestinese
autonomo accanto allo Stato israeliano ma teniamo a sottolineare che
nel processo democratico di creazione dello stato palestinese devono
essere garantite le liberta individuali e quindi anche quelle legate
all'orientamento sessuale e di identità di genere. Molti cittadini
palestinesi dei Territori sono costretti o indotti a lasciare le loro
case a ragione del loro orientamento sessuale, e questo si traduce
inevitabilmente in un impoverimento del tessuto sociale ed economico
del Paese. Più diritti, più apertura, più libertà e più rispetto per le
diversità, qui più che altrove, vuol dire più ricchezza e soprattutto
più pace! Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica 06/5413985 – 348/7708437

I KEN: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO DEL MARIO MIELI FERMATO A RAMALLAH
L' associazione i Ken esprime la propria solidarietà al compagno del
circolo Culturale di Roma Mario Mieli oggetto del grave atto
intimidatorio ed omofobico subito a Ramallah ed invita i compagni e le
compagne di Roma a scendere in piazza con le proprie bandiere accanto
alle nostre il 30. Riferimento notizia e comunicato Mario Mieli RM http:
//
www.mariomieli.org/spip.php?article391. Purtroppo, anche questo
evento, ci convince sempre di più che, l'azione proposta e sostenuta
dal coordinamento campano del Movimento ( Gay Lesbico e Trans)
rappresenti la motivazione straordinaria per incontrarsi, per
riaccendere l'attenzione del movimento GLBT Nazionale e dell'attenzione
pubblica sul tema della lotta all'omofobia alla transfobia, gettando un
ponte verso il mediterraneo da Napoli il 30 settembre prossimo
venturo. Occorre, mettere nelle nostre agende e forse in quella del
prossimo Bologna Pride una sfumatura su questo tema ( se condivisa) che
rappresenta per noi del Sud un motivo di comune sentire e di unione.
Vogliamo risposte dal Parlamento ed al Ministro Mastella sul tema della
violenza e dell'omofobia e sul perché non si trova una soluzione
legislativa nazionale opportuna ed efficace per la salvaguardia della
libertà e della sicurezza dei cittadini e delle cittadine GLT.
Riteniamo che il sud Italia, oggi rappresenti con Napoli una vitalità
ed una reazione che dia speranza per una effettiva liberazione dall'
oppressione e dalla violenza, per un mondo plurale, differente e di
pace. INVITIAMO TUTTI E TUTTE A NAPOLI IL 30 SETTEMBRE 07 ALLA
MANIFESTAZIONE leggi…
http://ikenonlus.wordpress.com/2007/09/13/invito-
appello-a-manifestazione-nazionale-napoli-30-settembre-2007/ Per info
napoliglt@i-ken.org


QUEERFORPEACE
La rete Queerforpeace, che dal 2003 interviene nei territori palestinesi per affiancare l'emergere del movimento gay-lesbico-trans dentro il movimento di liberazione
palestinese, esprime solidarietà al compagno del Mario Mieli, al
compagno palestinese aggredito, e a tutti le/i gay-lesbiche- trans
palestinesi. Negli anni ne abbiamo incontrati tanti/e e conosciamo le
difficoltà che le persone GLBTQ affrontano in un contesto di
occupazione e oppressione da parte dello Stato Israeliano, dentro una
società bloccata, senza vie di uscita, se non la resistenza o
l'implosione. 40 anni di occupazione non hanno certo aiutato lo
sviluppo dell'autonomia dei singoli/e in una società, come quella
palestinese, che non ha stato né sovranità, e dove il destino di ognuno
è affidato alle reti familiari-patriarcali. Del resto, se in Italia
forze politiche che siedono in parlamento inneggiano alla pulizia
etnica contro gli omosessuali e gruppi neofascisti/neonazisti
imperversano nelle strade con aggressioni e violenze; se il
fondamentalismo cattolico sposato dalle gerarchie vaticane aggredisce
quotidianamente le persone GLBTQ, possiamo facilmente immaginare cosa
succede in un paese senza stato né legge, in un contesto di guerra dove
vari gruppi girano armati e il fondamentalismo religioso ha preso molto
terreno nella politica. L'Europa, da parte sua, più che invocare il
rispetto dei diritti più elementari nei territori palestinesi, non solo
dei gay, ma degli esseri umani, si è spesso voltata dall'altra parte,
oppure si è unita (Italia compresa) senza critiche a un embargo
internazionale che ha disconosciuto l'esito delle elezioni, spezzato la
fragile costruzione di una struttura democratica palestinese e diviso
la resistenza palestinese per il solo vantaggio delle sue componenti
maggioritarie. Nei contesti di conflitto e in società militarizzate
come quella palestinese e israeliana, le prime vittime sono spesso
donne, gay, lesbiche, trans. La loro resistenza è per noi il punto di
partenza per una trasformazione sociale che marcia di pari passo con il
riconoscimento della dignità e libertà del popolo palestinese. Per
questo, anziché appellarci alle formulazioni astratte - da troppo tempo
utilizzate per coprire le peggiori nefandezze delle "guerre umanitarie"
- e agli squallidi giochi delle diplomazie occidentali, chiediamo al
Movimento GLBTQ in Italia più solidarietà dal basso al movimento gay-
lesbico-trans palestinese, che sta tentando di affermarsi in questo
contesto difficile sia nei territori occupati dal 1967 che entro i
confini del '48. E lo facciamo avendo proposte concrete da avanzare,
comprendenti attività politiche, culturali, sociali in Palestina per il
2008, in continuità con quanto realizzato sin ora. A questo proposito
la rete Queerforpeace darà informazioni su modalità e dettagli a
partire dal nuovo anno. Riaffermiamo infine l'importanza di rafforzare
reti di resistenza trans-nazionali che combattano il gli integralismi
religiosi che, in varie forme, stanno egemonizzando lo spazio politico
globale. QUEERFORPEACE.
www.queerforpeace.org info@queerforpeace.org

30 SETTEMBRE 2007 CONTRO OMOFOBIA&TRANSFOBIA E CAMORRA
Il coordinamento campano GLT ( gay lesbico trans)
unitariamente costituito, CONDIVIDE la piattaforma politica organizzativa ACCOMUNA
le proprie autonome organizzazioni del Movimento GLT locale
PROPONE E CHIEDE DI SOSTENERE la MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA contro OMOFOBIA&TRANSFOBIA e CAMORRA
Napoli il 30 SETTEMBRE 2007 APPELLO: I
recenti episodi di violenza nei confronti di cittadine e cittadini
omosessuali che si sono verificati in una delle più importanti piazze
di Napoli, hanno indotto le organizzazioni omosessuali e trans del
territorio partenopeo a porsi una serie di delicate questioni intorno
ai grandi temi della non violenza e della solidarietà sociale in una
città lacerata dal degrado socio culturale e dall'illegalità. Tutte le
commistioni possibili ed inimmaginabili tra precariato sociale,
impresa, società, malavita, malcostume, fascismo, omofobia e transfobia
e mentalità camorristica, come in una ricetta esplosiva, determinano
una condizione in cui l'individualismo e la logica della sopraffazione,
in alcuni contesti hanno sconfitto la convivenza solidale tra gruppi
differenti, caratteristica endemica della nostra città. Rendere tale
caratteristica una risorsa piuttosto che un campo minato, sta alla
assunzione di responsabilità e all'azione concreta da parte delle
istituzioni innanzitutto, e poi dei cittadini. i Ken, Arcilesbica e il
M.I.T. di Napoli ritengono che ora più che mai sia necessario un
intervento comune che dia risalto alla volontà dei tanti cittadini
omosessuali napoletani di intraprendere un percorso che promuova a
Napoli un cultura delle differenze e del diritto, partendo dalla
convinzione che la cultura omofobica e transfobica presente in una
comunità rappresenti un indiscutibile indicatore di un più ampio stato
di miseria culturale e di degrado sociale. Morse ataviche, queste, che
come è drammaticamente risaputo, affliggono la nostra città prostrando
continuamente quelle spinte positive al cambiamento che sono pur
fortemente presenti nel tessuto sociale napoletano. In qualità di
operatori sociali, che da tempo lavorano attivamente sul territorio,
crediamo fermamente che la lotta contro la discriminazione sessuale sia
un'importante tappa all'interno di un più complesso processo di
sviluppo e che deve necessariamente tradursi nella realizzazione di una
serie di iniziative concrete volte all'integrazione e alla rieducazione
sociali; azioni che nella loro sostanza, contrastino l'acuirsi di un
conflitto sociale fino ad oggi trascurato e non sufficientemente
prioritario nelle incaute agende istituzionali. Sul merito delle
vicenda di Piazza Bellini e di tutte le altre piazze e strade urbane
caratterizzate dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse,
riteniamo che solo lavorando in questa direzione la migrazione di
gruppi sociali "differenti", siano essi immigrati o comunità
omosessuali o transessuali o altro, debbano avere la piena garanzia di
libertà aggregativa ai fini della socializzazione e della espressione
culturale e politica in un rapporto APERTO di zona con il resto della
cittadinanza locale e globale. Chiediamo a tutte e a tutti di lavorare
insieme per l'affermazione di modelli di socialità obliqua fondata
sulla cultura della legittima coesistenza di forme ed espressioni
differenti accomunate dal valore comune dell'anticamorra e dell'
antifascismo e per organizzare un'azione tesa alla costruzione di
percorsi di monitoraggio dei fenomeni criminali e di collaborazione
istituzionale con le forze di governo del territorio e della pubblica
sicurezza al fine di una gestione degli spazi urbani condivisi e
plurali. Per tali ragioni, le suddette associazioni omosessuali sono
profondamente intenzionate ad intraprendere una battaglia che parta
dalla lotta all'omofobia, alla transfobia ma che si affianchi alla
difesa di tutti i diritti civili e di valori assoluti come la non-
violenza, l'antifascismo e l'anticamorra.
Questo quadro, che abbozza in maniera sommaria e approssimativa la nostra realtà sociale e culturale,
costituisce la premessa a ciò che chiediamo alle nostre istituzioni,
ovvero:
· azioni volte a campagne d'informazione, contro l'omofobia,
alla transfobia e per la cultura delle differenze
· attivazione di uno
sportello contro l'omofobia e la transfobia ( numero verde)
·
attivazione di un tavolo nel comitato dell'ordine e della sicurezza
pubblica sui temi dell'omofobia e transfobia
· percorsi formativi nelle
scuole di "cultura del rispetto delle differenze"
Tali richieste
rappresentano una griglia di partenza a cui chiediamo a tutti e a tutte
di aderire consapevoli che essa rappresenta solo l'inizio di una
politica di gestione nuova e di sviluppo per quanti e quante vivono
ancora nell'oppressione e nella paura. Per questo e per tutto ciò che è
stato detto chiediamo una manifestazione NAZIONALE ANTIFASCISTA a
Napoli il 30 settembre contro l'OMOFOBIA & TRANSFOBIA e la CAMORRA
nella quale la nostra città lanci l'allarme che oltre la nostra piazza,
c'è un'Europa che da sogno dell'inclusione rischia di divenire terra di
odio e di persecuzione.
Chiediamo allo Stato e alle Chiese di
partecipare ad una manifestazione di libertà, di dignità ma anche di
pace e di solidarietà.
i Ken ONLUS Napoli - Carlo Cremona
Arcilesbica
Napoli - Giordana Curati
M.I.T. Napoli - Laura Matrone
Aderiscono:
Associazione Priscilla Napoli Coop. Dedalus Arcitrans Napoli circolo
Anthias LIBERA Napoli Legambiente Pozzuoli Spazio Zero Libera Scuola
UDS Nazionale UDS Campania UDU Giovani Comunisti F.G.C.I. Napoli

LA FINE DEL CIBO
Viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma Il
mondo rischia di finire il cibo Troppi campi dedicati al biofuel
Uno studio choc pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian: il rebus
biocarburi. Il cambio di destinazione provoca l'aumento dei costi delle
derrate . Meno prodotti agricoli, sempre più cari. Aggiungete carenza
d'acqua disastri naturali e sovrappopolazione: è la ricetta per il
disastro. Da anni viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma
un'altra minaccia, ancora più immediata, potrebbe essere la fame
globale: sempre meno prodotti alimentari disponibili, sempre più cari,
contesi da una popolazione terrestre sempre più grande, in un periodo
già reso critico da risorse idriche sempre più scarse e da un clima
sempre più imprevedibile. "La fine del cibo", riassume il titolo del
Guardian di Londra, puntando il dito contro un fenomeno che sta
accelerando il deficit alimentare: sempre più terre, in America e in
Occidente ma anche nel resto del pianeta, finora utilizzate per
coltivare prodotti agricoli, adesso vengono adibite alla coltivazione
di biocarburi, come l'etanolo e altri carburanti "puliti", sia per
ridurre l'inquinamento atmosferico, sia per ridurre la dipendenza
dall'energia petrolifera di un esplosivo e instabile Medio Oriente. E'
questo, sostengono gli esperti, il fattore scatenante dell'aumento dei
prezzi del cibo. Aggiungendovi il declino delle acque, i disastri
naturali e la crescita della popolazione, ammonisce il quotidiano
londinese, si arriva a "una ricetta per il disastro". Lester Brown,
presidente della think-tank Worldwatch Institute e autore del best-
seller "Chi sfamerà la Cina?", presenta così la questione: "Siamo di
fronte a un'epica competizione per le granaglie tra gli 800 milioni di
automobilisti del pianeta e i due miliardi di poveri della terra". Come
in quasi tutte le sfide tra ricchi e poveri, non è difficile immaginare
chi la stia vincendo. Esortati dal presidente Bush a produrre entro
dieci anni un quarto dei carburanti non fossili di cui necessitano gli
Stati Uniti, migliaia di agricoltori americani stanno trasformando il
"granaio d'America" in una immensa tanica di biocarburi. L'anno scorso
già il 20 per cento del raccolto di granoturco Usa è stato usato per la
produzione di etanolo, i cui stabilimenti raddoppiano di anno in anno.
Una politica analoga è in corso un po' ovunque, dall'Europa all'India,
dal Sud Africa al Brasile. Diminuendo la terra destinata alla
coltivazione di grano, il prezzo del frumento è aumentato del 100 per
cento dal 2006, e ciò sta portando ad aumenti da record dei prezzi dei
generi di prima necessità: pane, pollo, uova, latte, carne. Ad
accrescere le preoccupazioni del dottor Brown c'è il boom demografico
ed economico di Cina e India, i due giganti in cui vive il 40 per cento
della popolazione mondiale: anche perché cinesi ed indiani stanno
abbandonando la loro tradizionale dieta ricca di verdure a favore di
un'alimentazione più "americana", che contiene più carne e latticini.
Non tutti condividono gli scenari catastrofici. "Il Brasile ha 3
milioni di chilometri quadrati di terra arabile, di cui solo un quinto
è attualmente coltivato e di cui solo il 4 per cento produce etanolo",
dice il presidente brasiliano Lula. Ma le Nazioni Unite calcolano che
la richiesta di biocarburi aumenterà del 170 per cento solo nei
prossimi tre anni. Ci sarà abbastanza cibo per tutti? O presto verrà il
giorno in cui dovremo scegliere tra una pagnotta e un pieno di
biocarburi per la nostra auto? ENRICO FRANCESCHINI - Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it

IL V. DAY DI BEPPE GRILLO
L' Herald Tribune e il V-day
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-
day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha
pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la
traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italiana
Irriverenza e comicità per chiedere le riforme. Il successo di una
campagna popolare lanciata da un comico iconoclasta dà ai politici
italiani la possibilità di una pausa per riflettere. Beppe Grillo è l'
artefice del V-day, che ha richiamato 300.000 persone sabato a firmare
una petizione per epurare l'Italia dalla sua classe politica corrotta
che per Grillo include i partiti, molte istituzioni governative e i
media. Alcuni politici hanno liquidato l'iniziativa di Grillo come
"demagogia superficiale" e messo in guardia sulle sue "tendenze
populiste". "Le proteste di massa non sono sempre giuste", ha detto
Antonio Polito, un senatore di centro-sinistra mercoledì. "La storia
del secolo scorso è piena di proteste di massa sbagliate. Quando finì
la democrazia fu sempre a causa delle proteste di massa." Altri hanno
avvertito di fare attenzione alle campane di allarme che vanno
ascoltate. "Di fronte a una protesta di massa, chi è criticato dovrebbe
ascoltare e tentare di capire," Fausto Bertinotti, il presidente della
Camera ha detto in un talk show martedì in tarda serata. "Grillo sta
riempiendo un vuoto della politica con materiale molto dubbio, ma le
sue critiche andrebbero accettate." Gli italiani hanno fatto la fila in
più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di
Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i
candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi
a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari.
"Sono rimasto realmente sorpreso, non mi aspettavo una simile
affluenza", ha detto Grillo in una intervista telefonica martedì. Gli
organizzatori stimano in 50.000 le persone presenti sabato a Bologna
per ascoltare Grillo. "Ciò che è successo è che è stato liberato un
virus che attacca la classe politica. Ma in questo caso non c'è
vaccino." In molti modi, il V-day è stato un ulteriore esempio della
crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica.
Con più di 750.000 copie vendute, il best seller dell'estate è stato il
libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: "La Casta", una pungente
esposizione di avidità, sprechi e corruzione. "La gente sente che
richieste elementari, come maggiore efficienza, riforme diffuse o la
modernizzazione delle istituzioni e dell'economia sono ignorate dall'
attuale classe politica," dice Roberto D'Alimonte, che insegna Scienze
Politiche all'Università di Firenze, rilevando che le statistiche e i
sondaggi indicano tutti una insoddisfazione generale. "Quindi, inoltre,
vedono gli attuali politici come costosi, privilegiati e arroganti." La
protesta di Grillo è iniziata attraverso il suo blog,
www.beppegrillo.
it, uno dei primi cinque siti web più letti in Italia, con più di un
milione di accessi in luglio, secondo Nielsen//NetRatings. Il blog ha
dato origine a centinaia di gruppi spontanei – chiamati "meetup" – che
hanno organizzato punti di raccolta in Italia e nel mondo per
raccogliere le firme sabato. "L'idea del V-day è stata di dare voce a
coloro che non hanno voce," ha detto Grillo, che ha negato di voler
creare un suo partito. I suoi supporter, ha evidenziato, sono già un
"movimento politico" e si incontrano regolarmente per discutere di
argomenti come l'economia e l'ambiente e di tentare di aumentare la
consapevolezza su questi temi. "Siccome il movimento è partito dal web,
è partito dal basso," ha detto. "Questo sarà" ha aggiunto "il
riferimento per il futuro. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di parole
nuove." Nel lungo termine, la campagna del V-day può ulteriormente
indebolire il governo di centro-sinistra del Primo Ministro Romano
Prodi, che sta lottando per realizzare molti dei suoi impegni
elettorali. In un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera questa
settimana, il 68 per cento degli intervistati ha detto di non essere
soddisfatto del governo nei suoi primi 16 mesi di vita. Renato
Mannheimer, la cui società Metis ha condotto il sondaggio, ha scritto
che la delusione deriva dalla percezione che il governo è stato
"incapace di portare a compimento i suoi obiettivi", elencando dozzine
di esempi di "promesse senza riposte e progetti non portati a termine."
Dopo l'otto settembre, alcuni critici di Grillo hanno attaccato il
comico per il suo "approccio messianico". "La classe politica si sente
minacciata e difende sé stessa tentando di delegittimare la protesta,"
ha detto D'Alimonte. Grillo ha detto: "Mi chiamano guru, qualcuno che
ipnotizza le folle. Ma questo significa soltanto che non hanno compreso
che cosa è avvenuto nelle strade sabato." "
13 Settembre 2007 - Le
firme del V-day Il totale parziale è di 332.225. Le voci di chi ha
partecipato, spesso per la prima volta in vita sua, a una
manifestazione politica sono decine di migliaia nella Rete. Ne riporto
cinque. Cosa c'è di più politico di una legge di iniziativa popolare
prevista dalla Costituzione? Un grazie a tutti coloro che sono stati ai
banchetti dall'alba al tramonto, a tutte le associazioni e ai singoli
cittadini. "Vorrei iniziare con un grazie a Beppe Grillo e a tutti
coloro che hanno partecipato al v-day. io sono di Caltanissetta e
quando ho visto che anche nella mia piazza si raccoglievano le firme
per questo meraviglioso evento ho capito che Beppe ha davvero la forza
di coinvolgimento che manca a questi politici" Leonardo "Quando siamo
andati a firmare a piazza Dante a Napoli, l'8 settembre, pensavamo di
non trovare nessuno perché c'eravamo rassegnati all'idea che gli
italiani sono un popolo di pecoroni.... quando abbiamo visto che
dovevamo fare la fila per firmare una proposta di legge che manda a
casa coloro che non hanno i requisiti per poter affrontare i problemi
del nostro paese, abbiamo capito che l'Italia si sta svegliando, le
pecore si trasformano in leoni". Michele "A Parma abbiamo organizzato
una V-biciclettata per tutta la città, ovunque risvegliavamo la gente
con il tintinnio dei nostri campanelli. Nessun partito, giovani e meno
giovani, eravamo proprio tanti. Partecipazione,interessi, gioia,
sorrisi... queste le reazioni della gente... ho portato in bicicletta
con me anche il mio figlioletto di 10 mesi, so che è stata una giornata
importante e potrò dirgli in futuro:" Marco non te lo ricordi ma l' 8
settembre 2007 c'eri anche tu"". Mauro "Sono un uomo di 73 anni. Quando
l' 8 settembre scorso, insieme a mia moglie, mi sono recato a Piazza
Castelnuovo a Palermo presso il banchetto per apporre la mia firma di
adesione al V-day, ho notato con piacere che l'intera piazza era
gremita di moltissimi giovani entusiasti. Bisogna ascoltarli. Loro sono
la classe dirigente di domani. Il tuo successo è da accreditare, oltre
che alla grande capacità di comunicare le idee che hai, anche ai tre
punti sacrosanti (moltissimo sentiti dalla gente) della tua proposta di
legge di iniziativa popolare." Aldo "Pensavo di essere di destra perché
mi piace il rigore, la precisione, l'intraprendenza, l'inquadratura, la
"buona" famiglia, perché sono un imprenditore.... Credevo di non essere
di sinistra perchè odio condividere con chi non si rimbocca le maniche
e si dà da fare, perchè non mi piace appiattire i "talenti" individuali
anziché distinguere le persone per le qualità; perchè quelli di
"sinistra" hanno spesso offeso la mia voglia di lavorare a scuola, nel
lavoro, nella vita... ORA, dopo SEI ORE di coda in Piazza Castello a
Torino, non sono più niente.... E INVECE SONO TUTTO!!! Sono pieno,
ripieno di speranza di voglia di "partecipare" di essere coinvolto e di
coinvolgere. Faccio parte del "gruppo" di coloro che vogliono cambiare
l'Anima del Mondo che è la nostra Italia. Domenica andrò a pescare al
lago. Non lo facevo da quindici anni. Voglio vivere... bene." Antonio
V-day after

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco
per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la
prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco
Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive
una lettera che mi getta nello sconforto. "Caro Beppe, sono trascorsi
pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro.
Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età
media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è
stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un
giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al
posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli
altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo. Fassino, segretario di un
partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei
giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per
aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino
Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato
da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più
bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino
ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello
della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con
due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta
per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al
mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso
giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino:
quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da
parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato,
il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si
allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con
un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido
senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che
la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati:
dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare
l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003
stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un
parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del
Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due
parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è
come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di
quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va
data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire)
ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota
dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai
voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i
voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle
missioni. Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido
Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia
della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio
all'inchiesta sulle scalate. Ora difende un "indagabile" in
quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato
Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di
Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che
l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina
travestito?" Marco Travaglio
12 Settembre 2007 V-generation La V-
generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link,
un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno
potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica
vera, legata al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla
famiglia, all'acqua, all'energia. La Rete è il nuovo luogo della
politica. Sabato la V-generation è scesa in piazza per firmare una
legge di iniziativa popolare. Si è materializzata, ma solo per chi la
ignorava. Un momento di democrazia: una proposta di legge popolare.
Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore. Sono state
raccolte SOLO 300.000 firme perchè sono finiti i moduli. Nelle piazze c'
era almeno un milione di persone. La V-generation è stata definita
"Italia di merda" e "anti politica". Il popolo della V-generation è un'
offesa vivente per i professionisti della politica. Un delitto di lesa
maestà per molti giornalisti e intellettuali. Tutta gente (non
precaria) che ha vissuto bene, molto bene in questi anni alle spalle
del Paese. Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo
composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe
essere ringraziato. E' la valvola di sfogo di una pentola a pressione
che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro
di questo Paese. La V-generation è aria pura, condivisione, futuro.
Gaber direbbe: "la libertà è partecipazione". Grazie a tutti i Meetup,
siete stati FANTASTICI! FONTE Beppegrillo.it - V. DAY - Condivido il
senso di frustrazione. Devo dire però che non mi sorprende lo stato
attuale delle cose. È la logica conseguenza di una gestione
opportunista e borbonica di un potere che non può permettersi il lusso
che la gente pensi, che vi sia un reale aumento della libertà
individuale e della giustizia sociale. La mediocrità è programmata.
Vengono volutamente lasciati cadere tutti gli appelli alla coscienza ed
alla reale partecipazione sociale. In un mondo in cui non ci dicono
neppure chi è in guerra con gli stati uniti o con chi sono davvero in
guerra loro figurati se si può liberamente parlare, programmare,
costruire una alternativa valida allo stato delle cose attuale. Le cose
raccapriccianti da denunciare con grande forza non sono certo gli
argomenti di Grillo. Ho la sensazione che lui finisca comunque per fare
il gioco dei partiti. L'importante è che gli imbecilli vadano a votare
per mettere la firma ai programmi del potere. Dopo la caduta del muro
di berlino si vede molto più limpidamente la totale responsabilità del
sistema del capitale nella pianificazione dello sfruttamento, nella
sistematica pianificazione della miseria per il lavoro a basso costo e
alto profitto, l'estensione genetica del controllo, l'uso del terrore
per giustificare il dominio, la reintroduzione massiccia della
schiavitù negli usa e in europa sotto forma di "fenomeno" immigrazione.
Questi sono gli orrori da codice di Norimberga che si uniscono allo
storico saccheggio delle risorse umane e del pianeta. Sono 10 anni che
non voto questi parassiti perché non è data alcuna alternativa neanche
parziale. Mi rifiuto di avvallare i loro inganni e finti litigi.
Bisogna che gli Italiani capiscano in che realtà si vive. Sergio
Martella -
www.arte-e-psiche.com

LA NUOVA BATTAGLIA DI BEPPE GRILLO
Il comico e l'iniziativa per "cacciare" i politici condannati in via
definitiva ma ancora in Parlamento e "contro una politica
autoreferenziale, ormai lontana anni luce dai cittadini"
L'8 settembre in piazza per il V-Day "Il V-Day è un virus, deve arrivare dappertutto,
non in una sola città". Per questo Beppe Grillo ha deciso non di fare
una sola manifestazione, a Roma, ma di coinvolgere tutte, o quante più
possibile, le città d'Italia. Il simbolo è una V rossa, tracciata sopra
un 8, che ricorda quella del film "V per Vendetta", ma significa
un'altra cosa: si tratta del Vaffanculo Day (locuzione "sdoganata" di
recente dalla Cassazione), l'appuntamento è per l'8 settembre ed è la
nuova sfida di Grillo, animata da una macchina organizzativa decollata
grazie al Web. La risposta popolare si vedrà nelle piazze coinvolte, da
Nord a Sud. Lo scopo: protestare contro i politici condannati in via
definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con
una raccolta di firme la proposta di legge popolare per "cacciarli" dal
Palazzo e soprattutto esprimere un disagio e una stanchezza per una
politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana
anni luce dai cittadini e dalle loro attese. L'obiettivo dell'8
settembre: è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare
per un Parlamento Pulito: la legge prevede la non eleggibilità dei
pregiudicati, un massimo di due legislature e l'elezione diretta del
candidato. La proposta di legge popolare è stata presentata alla
Cassazione in luglio. "L'8 settembre - spiega Grillo - per ricordare
che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione
allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi
culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione
popolare". Grillo l'8 sarà a Bologna, in Piazza Maggiore, per uno
spettacolo-manifestazione che inizierà nel pomeriggio. Il comico va
avanti come una ruspa su un percorso intrapreso molti anni fa, e
proseguito nei teatri di tutta la penisola con i suoi spettacoli
incisivi nel mettere a nudo gli scandali italiani. Ma è stato il Web a
segnare la svolta strategica per le sue battaglie (raccolte in un libro
di prossima uscita): da Parlamento Pulito alla Val di Susa per
proseguire con Unipol, la risorsa acqua, la Borsa, le Primarie dei
cittadini, Fazio, l'indulto, la Telecom, il precariato (Schiavi
moderni), gli Inceneritori, Via dall'Iraq. "Combattere una battaglia è
bello. Che si perda o che si vinca - dice Grillo da suo blog - rimane
il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita
che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente.
Toglie linfa al nostro organismo. Diventiamo un po' più verdi, un po'
più grigi, un po' più neri, assumiamo i colori di una televisione
disturbata. E qualche volta 'saltiamo'. Spariamo al vicino di casa.
Facciamo a pezzi la famiglia. Buttiamo massi da un ponte autostradale".
Per Grillo, "è l'autorepressione che ci lavora dentro. Giorno dopo
giorno. Telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle,
certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più
dell'avversario. Vivere per quel secondo in più è l'obiettivo del
cittadino combattente. In questi tre anni - prosegue - ho combattuto
più battaglie del generale Patton nella Seconda Guerra Mondiale. Per
Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare
verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili,
così integrati con la realtà da confondersi con essa". FONTE:www.
repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

SCATTI DI TEATRO LESBICO DRAMMATURGIE DI TEATRANTI LESBICHE
A cura di Eleonora Dall'Ovo Casa
editrice: Il Dito e la Luna 115 pagine, 12 euro
Finalmente un' antologia di teatro lesbico che raccoglie le drammaturgie di quattro
autrici italiane, che da anni replicano i loro spettacoli su tutto il
territorio nostrano. Commedie, poesie e un poema epico che forniscono
alla comunità lesbica, e non solo, immaginari positivi e dissacranti in
netto contrasto con la visione discriminatoria che per lungo tempo ha
segnato la rappresentazione delle lesbiche. ScAtti di teatro lesbico
intende contribuire a testimoniare l'esistenza del teatro lesbico in
Italia, evidenziandone la capacità di critica sociale e politica e
promuovendone la diffusione. L'introduzione della teatrante Eleonora
Dall'Ovo e la conclusione della sociologa Sveva Magaraggia, mettendo in
luce aspetti socio-economici, politici e teorici legati alla produzione
e fruizione del teatro lesbico in Italia, danno spessore a questa
raccolta. Per informazioni e presentazioni:
Eleonora Dall'Ovo 340
3783848 - Il Dito e la Luna 02.52.20.97.43 - 02.66.91.211
info@ilditoelaluna.com

AZIONE GAY E LESBICA PRESENTA:
"BUONA LA PRIMA"- NITRATO D'ARGENTO E PARI OPPORTUNITÀ
Venerdì 28 settembre 2007
dalle 22.30 in poi... Auditorium Flog - Via M.Mercati 24/a Firenze con
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Azione Gay e Lesbica 8€ soci/e/* ARCI 10 € biglietto intero info:
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27 luglio 2007

news 27 luglio

GAYA: "Gaya come la Terra, come l' insieme di vita, come Gay, Lesbica e Trans. E' un concetto cosmopolita, universale, multiculturale e multirazziale. Gaya come la libertà e la gioia della libertà di espressione individuale; Gaya come la felicità di sapersi vivi, di essere coscienti e di essere parte infinitesimale di un Universo infinito".

"SEI GAY? NON VENIRE PIU' A SCUOLA!"
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra un ulteriore episodio di omofobia e
discriminazione, stavolta perpetrati ai danni di un ragazzo di 17 anni
in provincia di Caltanissetta. Il giovane sarebbe stato costretto ad
abbandonare la scuola a causa della palese ostilità dei suoi compagni
di Istituto che prima lo hanno ripreso con un telefonino mentre baciava
un suo compagno e poi lo hanno ricattato e molestato. Come se ciò non
bastasse, il ragazzo è stato anche apostrofato in malo modo da uno dei
suoi insegnanti, che lo ha invitato a restarsene a casa e a non
frequentare più la scuola, in quanto omosessuale. "Un evidente caso di
bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle
persone omosessuali, con l'aggravante che uno degli attori di questa
tragica commedia è addirittura un insegnante" questo il commento della
Segreteria Politica del Circolo Mario Mieli. "E' del tutto evidente
quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in
depressione, soprattutto se non hai l'appoggio di un corpo insegnante
che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli." "Il Circolo
Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve
molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere
di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di
Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai
carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro
si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far
cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi
episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro
urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto
antiomofobia da portare al più presto nelle scuole"
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 339/7126198

ADOZIONI
Contributo di Manlio Converti. Quando in Italia qualcuno parla di coppie gay anche solo in modo
puramente discorsivo oppure per approvare una cosa di per sé inutile
come il registro delle unioni di fatto si alza sempre il cattolico
impenitente (a volte magari è proprio un gay! Potere del pulpito...)
che lamenta l'immoralità per una coppia gay di adottare un bambino.
Ovviamente il ragionamento pone subito sulla difensiva e si finisce per
piangere miseria, per esempio un Dico o un Cus invece dei Pacs e del
Matrimonio gay che sono invece la base della parità dei diritti. Io mi
sono scocciato da tempo della semantica del discorrere sulle questioni
gay in modo schematico, laddove si riesca a parlare e non ti stiano
massacrando di botte ovviamente, e preferisco andare subito
all'attacco, a partire dagli imbelli omosessuali che ripetono a
bacchetta le frasi della Binetti o dei Mastella. Il ragionamento sulle
adozioni è infatti del tutto sbagliato e va ripreso dalla coda perché
il capo di quelli che mi leggono o mi ascoltano capiscano davvero
quanto sia normale e necessaria una legge che permetta l'adozione anche
alle coppie gay. Partiamo cioè dal dato di fatto, meglio mostrato dalla
nobile Giuseppina La Delfa presidentessa di Famiglie Arcobaleno, che
gli omosessuali e le omosessuali, nonché i transessuali italiani, dei
figli li tengono già (almeno 10mila secondo alcune stime) senza bisogno
di aspettare permessi o leggi divine e li crescono con lo stesso amore
di una famiglia del "Mulinobianco Mastella", trovando difficoltà solo
nell'ipocrisia degli altri genitori o degli insegnanti gelosi della
felicità delle nostre famiglie Gblt. Ma come? Gli omosessuali fanno
figli? Non pretendo che lo capisca la Binetti o B16 che ormai sono
geriatrici, ma almeno voi che leggete le mie mail o il mio blog (www.
manliok.blogspot.com) spero vi ricordiate di Oscar Wilde e Virginia
Woolf. Il modo più semplice per un gay di crescere un figlio è infatti
di innamorarsi di un bisessuale, che abbia avuto figli da una
precedente relazione eterosessuale. In genere i giudici stabiliscono
alla donna l'affidamento dei minori e così la maggior parte di queste
famiglie arcobaleno sono al femminile. Il lesbismo della madre non è
ragione sufficiente per negarne l'affidamento anche perché è tutto da
dimostrare, mentre oggi che iniziamo a vedere affidamenti congiunti
salutiamo sulle spiagge gay sempre più spesso degli splendidi marmocchi
con due bellissimi padri, che permettono anche a noi povere zitelle
maligne di giocare alla zia o allo zio amoroso... Crolla
all'improvviso, e siamo solo al primo punto, tutta l'arcaica retorica
dell'affermazione: i Gay non possono adottare bambini! Intanto perché
questa suppone sempre gay maschi e mai donne, ma si sa che i
maschilisti anche se sono geneticamente femmine, vedono il mondo solo
di un colore. Quello della famiglia arcobaleno sorta dalle ceneri di
una coppia eterosessuale fallita non è però l'unico metodo per i gay di
avere figli. Molte donne ricche, spesso single, e molti uomini
ricchissimi partono serenamente per la Francia la Svizzera o gli USA
per ottenere un figlio geneticamente proprio grazie all'inseminazione
artificiale eterologa o grazie all'utero in affitto. Mi pare che il
Ministro della Salute abbia lamentato di recente la riduzione delle
gravidanze in Italia e l'aumento dei viaggi all'estero facendo esultare
la senile Binetti ignara che si stavano contando così proprio i figli
dei vituperati gay... Avere un figlio allora per i gay è la norma se il
partner è bisessuale o se si è ricchi o meglio ricchissimi nel caso si
parli di maschietti? Quello che conta è l'istinto materno o paterno,
insomma il desiderio e la capacità di genitorialità e qualche risparmio
con tanti zeri? Davvero no! E vi racconto ora altri due metodi
semplicissimi e gratuiti, ma ne esistono altri sui quali mi sto ancora
documentando. Il primo è molto diffuso tra le ragazze, che durante la
fase fertile del ciclo chiedono ad un amico, non necessariamente
eterosessuale, di masturbarsi pudicamente nella stanza affianco e
lasciare lo sperma in un contenitore sterile (basta un comune
contenitore per le analisi delle urine, che è decisamente anche troppo
grande). Le donne in un secondo momento useranno una pompetta sterile o
il corpo di una siringa abbastanza lunga per introdurre meccanicamente
il liquido inseminatore nella parte alta della propria vagina. Dopo un
mese al massimo ci sarà il verdetto, ma l'operazione può essere
ripetuta infinite volte, senza nessun particolare rischio a patto di
rispettare l'uso di contenitori igienici e di non far passare molto
tempo tra la produzione e l'uso, diciamo così, dello sperma. L'altro me
lo ha spiegato uno splendido uomo sui lidi di Gaeta mentre cercavo
inutilmente di fargli la corte. Lo avevo visto anche altre volte
accompagnare un bambino filippino: mi ha spiegato che per lui è stato
facilissimo "adottare" il bambino perché lo ha semplicemente dovuto
riconoscere lui, che non ne era certo il padre, senza obblighi
matrimoniali nei confronti della ragazza madre, che in questo caso è
rimasta comunque con lui per aiutarlo a crescere il figlio naturale!
Questo metodo può apparire bizzarro ma non è raro: anche io mi ero
vagamente offerto di riconoscere il figlio di una mia amica napoletana,
che non aveva intenzione di rivelare la gravidanza non desiderata
all'amante extracomunitario ormai lontano. La mia amica non ha mai
pensato nemmeno per un secondo di procedere ad alcuna interruzione di
gravidanza ed oggi tra lavoro e maternità è la gioia della famiglia ma
anche del corpo di polizia che onora con il suo servizio. Insomma padri
provetti senza provette cercate nell'elenco delle ragazze madri donne
disponibili a dividere con voi le gioie della genitorialità: alla
faccia della Binetti questo metodo ridurrà anche il numero degli
aborti! A questo punto ditemi voi, credete davvero che vorremmo
adottare noi i figli delle colpe degli eterosessuali, quei pargoletti
abbandonati dagli eterosessuali che le coppie eterosessuali non
vogliono nemmeno più adottare se hanno compiuto i primi anni di vita?
Sinceramente sappiamo farceli da soli, siamo bravissimi e nessuno ce li
potrà togliere! Abbiamo solo il problema di rendere ereditaria anche la
quota testamentaria del partner che non sia il genitore diretto del
pargoletto amato, specialmente se la coppia in questione è borghese o
operaia, come già mi è capitato di conoscere! Al momento nessuna legge
nemmeno potenziale come questa del Cus Cus protegge i nostri e
ribadisco NOSTRI pargoli dal perdere l'eredità ed altri diritti che non
sto a citare come una casa sicura e una scuola accogliente durante la
vita di questa famiglia arcobaleno, ma anche banali contratti d'affitto
o piccolezze come i ricordi d'infanzia, tutti altrimenti persi o negati
alla morte di uno qualsiasi dei due genitori conviventi. Per i figli
dei ricchissimi, pazienza: si accontenteranno di metà di una grande
fortuna che avranno comunque saputo condividere con qualcuna altro, ma
a questi livelli la cura dei figli è spesso relegata alle badanti e gli
affetti meticolosamente capitalizzati, come ci insegna anche la
famiglia Agnelli. Capite insomma quanto sia inutile che chiediate dei
pareri politici a Valentino, Zeffirelli, Dolce o Gabbana che ne
capiscono solo di fantasie al buio, di tagli e di cucito mentre di
diritti e di doveri banalmente borghesi o operai ne hanno solo
vagamente sentito parlare da parte dei loro stessi dipendenti, ai quali
forse negherebbero volentieri anche i diritti acquisiti. Oggi infatti
tutti i capitalisti moderni, a fronte dei loro lussuosi stipendi e
delle strepitose buonuscite quando fanno fallire le aziende e ne
vengono finalmente licenziati (perché da pensionati invece...), a
fronte di privilegi inauditi magari anche come managers di aziende
pubbliche o onorevoli di vario grado, stanno massacrando la famiglia
italiana (quella vera cioè le coppie giovani di tutti gli orientamenti
sessuali con o senza figli) giocando sulle risorse pubbliche e sulle
pensioni...sulla precarietà del lavoro o sull'assenza di lavoro al Sud,
che ci costringe al lavoro nero, alla prostituzione, a lavorare per la
camorra o a dipendere dal nonno che non riesce ad andare in pensione o
dalla nonna con la pensione sociale, qualunque sia l'orientamento
sessuale...ma stiamo divagando...e la voglia di avere o adottare dei
figli... Terminiamo allora con una cesura: troviamo subito gli
strumenti per proteggere le famiglie arcobaleno esistenti e future,
quelle cioè con i figli dei gay delle lesbiche dei bisessuali e
dei/delle transessuali ! Se poi gli Italiani diventeranno adulti e ci
permetteranno di adottare anche quei bimbi rifiutati dalle coppie
eterosessuali, ben venga, gliene sarà grata anche la vostra... Strega
Maligna Manliok


INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA FAMIGLIA SULL'INIZIATIVA DELLA
REGIONE FRIULI: LA REGIONE COMPENSA UN VUOTO LEGISLATIVO ITALIANO CHE
DISCRIMINA LE PERSONE GLBT
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato oggi un'interrogazione ai Ministri della Famiglia e del Lavoro riguardo la decisione presa all'unanimita' dalla Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia, di concedere un periodo di congedo
matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli
uffici della stessa Regione e che si e' sposato con un cittadino belga.
La decisione dei membri della Giunta prevede anche l'eventuale sostegno
delle spese qualora la Corte dei Conti contestasse la spesa per
l'erario. L'interrogazione fa riferimento anche a due importanti
risoluzioni contro l'omofobia del Parlamento Europeo, una del 18
gennaio 2006 in cui si: "Sollecitano gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite
dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprieta',
locazione, pensioni, fiscalita', sicurezza sociale ecc." E un'altra del
26 aprile 2007 che: " Ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri
a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello
stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la liberta' di
circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza
discriminazioni". Quello che i deputati radicali chiedono ai Ministri
in indirizzo e' - se non ritengano che tale decisione della Giunta
della Regione Friuli si sia resa necessaria a causa della grave
disparita' di trattamento riguardo i diritti riconosciuti alle persone
eterosessuali e quelli negati alle persone omosessuali che
l'ordinamento italiano non e' ancora in grado di superare; - se non
ritengano necessario adottare una regolamentazione degli aspetti
accessori, afferenti le nuove tipologie di convivenza, ormai regolate
in quasi tutti i Paesi europei in difesa dei diritti civili e umani
delle persone glbt, anche alla luce delle due Risoluzioni del
Parlamento europeo contro l'omofobia. Il testo dell'interrogazione:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=552 - INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MANOR
Il vampiro nato in Abruzzo dalla mente di K. H.Ulrichs compie 123 anni
di Giorgio Piccinini Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all' emofagia si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre hanno accompagnato il
percorso storico e religioso dell'uomo. Lo "scorrere del sangue "con
valenze a volte penitenziali, più spesso salvifiche si è intrecciato
simbolicamente nelle tradizioni e credenze popolari, tramandate
attraverso testimonianze, aneddoti o vere e proprio storie volte
attraverso il mistero e l'orrore ad esorcizzare un male o "il male",
quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed "eterna" quella
della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale quanto temuto alla
vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua fuoriuscita
rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell'ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell'anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell'oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell'arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816
vede la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in
Inghilterra, scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni)
da un ' idea del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato
professionalmente come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e
conflittuale amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome
Ruthven l'archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di
nero, occhi cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una
sorte di "bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in
senso letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell'ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l'immagine del
disfacimento dell'aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l'inversione dei ruoli, l'unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull'immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l'interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all'amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all'amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d'amore. Oltre all'
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l'aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell'Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell'estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell'epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive. Per chi si fosse un po
incuriosito, può ordinare in libreria una nuova e curata edizione della
traduzione del racconto con un intrigante saggio introduttivo
(grondante sangue) sullo specifico argomento dal titolo "Omosessualità
e Vampirismo" di Massimo Consoli, ( Edizioni Del Giano, 2006) buona
lettura.... (Testi consigliati: Hubert Kennedy, ULRICHS,(biografia)
traduzione di Roberto Cruciani; Massari Editore, 2005; John William
Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia; Newton Compton
editori, prima edizione 1993; Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999; Edizioni Marsilio 1999. Vito Teti, LA
MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario) Edizioni
Manifestolibri 1994. Massimo Consoli, OMOSESSUALITA' E VAMPIRISMO;
Edizione Del Giano 2006).

VERDI: ACQUA POTABILE, SIAMO SICURI?
Il "partito dell'Acqua" abruzzese colpisce ancora e mette in pericolo
la salute dei cittadini della Val Pescara. Invece di aumentare le
tariffe i sindaci dell'ATO 4 dovrebbero seriamente preoccuparsi della
qualità e della gestione scandalosamente insufficiente dell'acqua
erogata, visto che sono loro i primi responsabili della salute
pubblica. I Verdi allarmati dai risultati delle analisi fatte svolgere
dal WWF, che hanno portato alla luce una situazione molto pericolosa
per la salute umana, criticano fortemente la scelta del C.D.A.
dell'Ente d'Ambito Pescarese, che - ha sostenuto l'aumento delle
tariffe del Servizio Idrico Integrato; - ha taciuto sulla qualità delle
acque minimizzando la presenza nell'acqua potabile di tracce di
sostanze chimiche, notoriamente cancerogene. Date le recenti
dichiarazioni al Tg3 regionale del 22.07.07 del direttore dell'ARTA,
Dott. Gaetano Basti, che ammette la presenza in "piccola quantità" di
sostanze chimiche nocive nell'acqua che beviamo (tetracloruro di
carbonio, esacloretano e metacrilonitrile), il partito dei Verdi di
Pescara, in nome del Principio di Precauzione, SI APPELLA al Presidente
della Regione Abruzzo affinché intervenga su questa grave emergenza
socio-ambientale e sanitaria e CHIEDE URGENTEMENTE - l'immediata
chiusura dei pozzi interessati, tenendo presente che tale blocco di
erogazione idrica non dovrà assolutamente mettere in difficoltà quei
centri che, a causa delle emergenze climatiche, stanno inutilmente
soffrendo una scarsità d'acqua dovuta in primo luogo alla fatiscente
rete distributiva; - il monitoraggio continuo della qualita' delle
acque; - la gestione della comunicazione dei dati trasparente e
pubblica. - la bonifica integrale dei siti tossici di Bussi sul Tirino
tramite l'elaborazione della miglior soluzione da parte di un pool
formato dai migliori esperti, nazionali ed internazionali a cui possa
collaborare la società civile locale (associazioni, comitati etc.). I
Verdi pretendono verità e giustizia per le oltre 400.000 persone che da
decenni convivono con una discarica tossica posta a mò di spada di
Damocle sulle loro teste. I VERDI DELLA VAL PESCARA

LA ZANZARESSA
E' on line da oggi sul sito www.gay.tv "La Zanzaressa" nuova rubrica
del giornalista gaylib Daniele Priori. In questo primo numero la
versione gaya dell'insetto sessantottino inizia il suo volo in maniera
subito pungente con un pezzo intitolato "A Pasolini il Gay Pride non
sarebbe piaciuto". "Tradizione vuole – si legge nell'introduzione al
nuovo spazio - che da un suo articolo (censurato) sulla sessualità,
pubblicato sul giornalino del Liceo Parini di Milano, 'La Zanzara',
appunto, iniziò la rivolta studentesca del Sessantotto. Oggi, con
quarantadue anni di più sulle ali, 'La zanzaressa' torna a pungere, si
diverte e si scopre gay. Dietro al suo pungiglione si nasconde Daniele
Priori, vicepresidente nazionale GayLib e curatore della rubrica 'La
gaya destra' su 'L'Indipendente' ". "Ma è vero – si chiede la
Zanzaressa - che Pasolini fu ammazzato per un complotto politico? E
mentre qualcuno chiede per l'ennesima volta la riapertura del caso, c'è
chi al Pride perde la decenza e ci rende tutti un po'più antipatici".
"Ringrazio gli amici di Gay Tv per il nuovo spazio concessomi. Spero
davvero che da questa importante tribuna per la comunità gay si possano
davvero trarre nuovi spunti nel dibattito politico-culturale troppo
spesso appiattito su posizioni buoniste e politically correct. Del
resto – prosegue Priori - sono anni ormai che lotto, scrivendo, per una
nuova Italia libertaria. Continuo ad augurarmi di contribuire, anche
con qualche shock, tanto al dibattito interno alla destra, mia area di
appartenenza politico-culturale, quanto a quello interno al movimento
gay italiano. Proprio per questo ho deciso provocatoriamente di
ripartire a bordo di un vascello che ammicca al '68. Speriamo, dunque,
di divertire, provocare e costruire qualcosa di buono e soprattutto
diverso dalla solita musica". www.danielepriori.net - Conrtatti Daniele
Priori Cell. 328/6323820

I SOCIALISTI LIBERAL LASCIANO LO SDI-RNP
E ADERISCONO AL PARTITO DEMOCRATICO
La Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente "Socialisti Liberal
per il Partito Democratico" con 14 membri nel Consiglio Nazionale , 2
nella Direzione Nazionale ed 1 nell'Esecutivo Nazionale ha oggi
formalizzato all'unanimità con una sola astensione la decisione di
aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le
dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso
Nazionale di Fiuggi . Questo a coronamento di un lungo percorso avente
per bussola costante l'affermazione del LiberalSocialismo e Di una
moderna Sinistra di Governo, che iniziò a Roma con la scissione dal
Nuovo PSI e la creazione per successive aggregazioni del Partito
Socialista delle Regioni nel 2002, della Sinistra LiberalSocialista
insieme al Partito d'Azione LiberalSocialista ed altri Movimenti nel
2004, di una Alleanza SLS-PSDI nell'Ulivo alle Elezioni Europee nel
2005 , l'aperto sostegno a Romano Prodi nelle Primarie dell'Unione per
le Politiche 2006. Infine nel 2006 i "Socialisti Liberal per il Partito
Democratico"aderiscono con propri candidati alle liste della Rosa del
Pugno in alcune Regioni Italiane nella dichiarata costante prospettiva
di costruire dopo le elezioni un Area Laica-Socialista nel Partito
Democratico con i due Nuovi PSI di Craxi e De Michelis, le Liste
Civiche , lo SDI ed il Partito Radicale. La proposta di un rilancio
della Rosa nel Pugno non passò tempo fa nell'Esecutivo dello SDI nè
nella Direzione della RNP nonostante il nostro sforzo nella
prospettiva di aprire contestualmente con DS e Margherita un immediato
confronto per il Partito Democratico. Nulla di questo è avvenuto ed il
quadro si è complicato per le numerose scissioni a sinistra nell'
ipotetico contenitore che si doveva richiama al PSE e che la nascita di
miriadi di sigle e di Costituenti che finalmente si richiamano al
LiberalSocialismo, di cui però nessuno ad oggi ha definito una
piattaforma organica. Abbiamo aspettato e sperato sin ad ora che la
nuova Costituente Socialista e tutta la Rosa del Pugno ( e non solo
Marco Pannela nella sua felice provocatoria intuizione di questi
giorni) capissero la necessità di partecipare in massa alla formazione
ed alla guida per lo meno ideologica del Partito Democratico, ma invano
purtroppo. Per cui giunti a questo punto, a pochi giorni dell'inizio
del processo, pensiamo che l'unico contenitore in grado di
rappresentare la vastissima area liberalsocialista largamente
maggioritaria nel Paese sia il nascente Partito Democratico cui noi
oggi aderiamo per poterci finalmente concentrare sui contenuti e sul da
farsi concreto. Ci auguriamo di essere seguiti da tutta la minoranza
SDI riunitasi nell'Alleanza Riformista con cui abbiamo firmato i
distinguo da Boselli negli ultimi mesi. Solo dalla sintesi di istanze
liberali ed istanze socialiste può emergere una organica piattaforma
LiberalSocialista o Socialista Liberal, su cui tutti dovrebbero aprirsi
ai confronti più ampi. Pensiamo sia quindi utile non dimenticare la
ragione ultima dell'operare politico che dovrebbe tendere al bene del
Paese , specie in questo momento di gravi difficoltà nell'economia,
nello sviluppo industriale , nei rapporti internazionali fra stati e
fra religioni ( che ci riportano alle crociate di parecchi secoli fa) ,
nel livello di occupazione e sottoccupazione e nel'esaurimento delle
risorse energetiche. La risposta possibile è una combinazione di
liberalismo e di socialismo, di cui il LiberalSocialismo è la sintesi
che rappresenta un contributo nazionale non più elitario ma oramai di
massa e potrebbe essere il collante di una riorganizzazione della
sinistra di governo anche se in molti non ne hanno ancora completa
coscienza o forse non vogliono o possono perchè dovrebbero abbandonare
i distinguo che nascondono "bottega" e concentrarsi invece alla
risoluzione dei gravi problemi sopra indicati per togliere il paese dal
baratro e dalla palude in cui ci ha portato Berlusconi nell'ultimo
quinquennio e da cui stiamo cercando di uscire con Prodi. Nei giochi
politici a somma zero di destra verso sinistra (vedi Nash) un
comportamento razionale è infatti perseguire il meglio evitando il
peggio, ossia LiberalSocialismo o Socialismo Liberale, tentando la sua
trasformazione in una formulazione di massa come possibile base
ideologica del futuro Partito Democratico. Ora la sua iniziale
formulazione polemica dei Rosselli e dei Bobbio, un né socialismo né
liberalismo, va trasformata in una sintesi positiva, un et-et al di là
dell'uno e dell'altro ma dentro a entrambi alla ricerca di una sintesi
che la storia non ha sino ad ora conosciuto ed a cui il PD deve
tendere. La malattia del Sistema Italia appare cronica e palese anche
perché i indicatori economici appaiono accompagnati da demotivazione
ed assenteismo particolarmente palesi nel mondo della Ricerca e dell'
Università , misurabili da chiunque in esse abbia operato negli ultimi
venti anni. Ricerca e Sviluppo sono il grimaldello da cui dipendono lo
sviluppo economico , il nostro standard di vita e la convivenza
internazionale (vedi energia). Il Socialismo Liberale può diventare il
collante di questo processo offrendo idee e soluzioni che coniugano
giustizia e libertà con efficienza e progresso. Sempre che vi sia
trasparenza nel processo decisionale e che qualcuno cominci guardando
al futuro magari abdicando ai suoi egoismi ed ai suoi sogni , alcuni
dei quali come il ritorno di un grande PSI da noi erroneamente
condivisi nel passato. Claudio Nicolini

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22 giugno 2007

news 22 giugno

LA GIORNATA DELL' oRGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perchè, c'è¨ scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENO A nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF


LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIA Ha fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.

COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
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PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
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MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
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LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.


«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com
BUENA VIDAGAYA CsF
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Data: Fri, 22 Jun 2007 12:10:26 +0100 (GMT+01:00) Da:
carla_liberatore@virgilio.it Oggetto: NEWS DEL 22 GIUGNO
Allegato in formato testo [ Controlla e salva sul pc ]
NOTIZIARIO GAYA CsFVENERDI’ 22 GIUGNO 2007
LA GIORNATA DELL’ORGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perché, c'è scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (
www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENOA nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF
LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIAHa fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.
COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
IDEE PER LE VACANZEVuoi vivere una vacanza tra cultura montagna e sport insieme al tuo amore, ai tuoi amici, al tuo cane? A L’Aquila c’è una magnifica opportunità per fare tutto questo. Si affitta una casa indipendente composta da 2 camere, 4 posti letto max, 1 bagno, 1cucina, posto auto privato, biancheria. Posizione ideale per visite alla città , passeggiate nel verde, vicino centro sportivo. Prezzo settimanale: 400 € Prezzo mensile: 1.500. Per informazioni e contatti: Bruna Marcantonio 320.2214003 bruna.marcantonio@fastwebnet.it Bruna Marcantoniomob +393202214003http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 - tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini
LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.

COMUNICATO STAMPA

«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com

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05 maggio 2007

news 5 maggio

Circolo Mario Mieli, covo di terroristi.
Esprimiamo piena solidarietà ad Andrea Rivera , che per aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale.
Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue
idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come
queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere
la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea
Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare
il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai
più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano
parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei
confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora
tutto il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, che della sua
libertà di pensiero e di critica è fieramente orgoglioso, si autoaccusa
di terrorismo, dal momento che consideriamo che la società che vuole
Ratzinger sia una società buia e intollerante. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, auspica che si levino più forti e numerose da
parte del mondo politico, della cultura, del sindacato e del lavoro, le
voci in solidarietà verso chi ha il coraggio delle proprie idee e di
esprimerle liberamente e in maniera non servile. Non vorremmo
ritrovarci ai tempi dell'Inquisizione e dell'Indice dei libri proibiti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone –
Direttivo Tel. 3497355715


SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: RADICALI E
ASSOCIAZIONE COSCIONI SABATO 5 MAGGIO ALLE ORE 11.00 IN PIAZZA SAN
PIETRO.
Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni
manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato
Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che
prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno
cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO
TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO". Saranno presenti i
deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della
segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed
Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario
dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del
radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca
Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio
Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali
Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.

Arcigay Napoli chiede il riconoscimento delle nuove famiglie sul territorio
Arcigay Napoli
esprime vicinanza ad Udi Napoli e condivisione della richiesta inviata
al Presidente della Giunta Regionale della Campania, all'assessore alle
Politiche Sociali, ai Capigruppo regionali, di ritiro della delibera
pubblicata sul bollettino della Regione Campania n. 40 del 4/9/06, che
assegna fondi per l'acquisto della prima casa a favore di
famiglie
sposate e coppie di nuova costituzione. "La delibera regionale rivela
una arretratezza culturale irrispettosa delle esigenze delle nuove
famiglie, presenti in numero sempre maggiore sul nostro territorio, ed
applicando indirettamente trattamento diverso alle famiglie
monoparentali o alle coppie di fatto, esclude di fatto dal godimento di
benefici tra le altre, le famiglie omosessuali, con o senza figli",
afferma Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli, "la delibera
ignora del tutto che è proprio insistendo su vecchi schemi familiari,
antropologicamente e sociologicamente superati, che si creano tra le
mura domestiche situazioni in cui maturano violenze e soprusi ai danni
di donne, di persone omosesuali o transgender". Arcigay Napoli, nel
domandare, con Udi Napoli, la correzione dei criteri di accesso alla
fruizione di benefici previsti dal bando regionale, per ovviare alle
situazioni di discriminazioni al momento esistenti nei confronti delle
famiglie di fatto basate su vincoli affettivi, chiede: - di istruire
l´ufficio anagrafe, predisponendo la necessaria modulistica, affinché
rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano
richiesta, ai sensi dell´art. 33, comma 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, l'
«Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o
parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi» (come
riconosce l´art. 4 dello stesso Regolamento d´esecuzione), quale
pubblica attestazione delle risultanze delle schede di famiglia tenute
ai sensi dell´art. 21 D.P.R. 30 maggio 1989; - di assicurare ai membri
della famiglia anagrafica, nell´ambito delle proprie competenze e
compatibilmente con la normativa vigente, tutti i procedimenti,
benefici e opportunità amministrative di varia natura, alle medesime
condizioni riconosciute dall'ordinamento alle coppie sposate; - di
sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato,
affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti,
doveri e facoltà alle famiglie diverse da quelle scaturenti dal
matrimonio, siano esse costituite da persone dello stesso sesso, sia
esse monogenitoriali o costituite da conviventi. Nonché a sollecitare
il tema dell´affrancamento delle donne e dei giovani dalla famiglia,
mediante il riconoscimento di garanzie, tutele e vantaggi volti a
garantire la indipendenza e la effettiva autodeterminazione delle donne
e dei giovani.


COMUNICAZIONE ARCIGAY NAPOLI
Al quotidiano "Il Roma" Egregio Gianni De Felice, Mi presento, sono Christian Pinzarrone, trans
FtM e responsabile del Circolo "Anthias" Arcitrans Libellula di Napoli.
Le scrivo in merito al Suo articolo dal titolo "La Asl cade in trans e
addio Casablanca", pubblicato sul quotidiano "Il Roma" lo scorso 26
aprile. Convengo con lei per la chiara e motivata denuncia nei
confronti della cattiva organizzazione delle nostre Asl e della
"malasanità" dilagante sul nostro territorio, in quanto a questi
problemi sociali, come di certo non le sarà sfuggito, anche noi persone
transessuali siamo soggetti. Ritengo però che denunciare queste
problematiche prendendo una posizione non solo avversa ma addirittura,
mi consenta, vile, nei confronti delle persone che hanno un disturbo
dell'identità di genere, costituisca piuttosto uno "status" di comodo...
E' più facile puntare il dito contro chi è già continuamente
surclassato dalla società piuttosto che arrischiarsi a gettare un po'
di luce tra le impervie ombre della stessa e venirne a capo capendone i
malsani meccanismi. Non è certo per aspettare che altri siano a
cancellarsi o inventarsi un "pisello" o una "patatina", come Lei scrive
con gratuito sarcasmo, che le donne aspettano sei mesi per una
mammografia; queste lunghe e vergognose attese purtroppo ci sarebbero
anche senza la "problematica" trans. E le dico che anche io, nonostante
sia un cittadino italiano che paga tutte le tasse e gode dei diritti e
dei doveri relativi "alla persona" previsiti dalla Costituzione
italiana, per poter avere le mie operazioni dovrò attendere non meno di
un anno... Ecco Lei non può neanche immaginare cosa darei per
accorciare questi tempi. Che in una struttura pubblica venga effettuata
una mastectomia bilaterale per terapia contro il cancro o per questioni
inerenti all'identità sessuale cosa cambia ? Le assicuro che la prassi
medica e relativi tempi di attesa sono gli stessi. In ultimo lei chiede
nel Suo articolo che roba sono le "istanze identitarie" ? Poiché
nessuno nasce imparato, come diciamo a Napoli, le spiego per me cosa
significa questo termine: *il rispetto della persona in quanto essere
umano e cittadino, in tutte le sue sfaccettature* e come specificato,
tra le altre cose, dalla legge 164 del 1982, *il diritto dello stesso
ad essere felice*. La ringrazio per la cortese attenzione. Napoli,
30/4/2007 Cordialmente, Christian Pinzarrone
circoloanthias@arcigaynapoli.org
(Dal quotidiano Roma del 26/04/2007 )
26/04/2007 - La Asl cade in "trans" e addio Casablanca
di Gianni de
Felice - La ministra della salute Livia "Ringhio" Turco, se non ci
fosse, dovrebbero inventarla. Sennò, di che avremmo da strabiliare?
Come tutti salvo una persona sanno, la nostra epoca vive l´emergenza
droga. Prezzi crollati, frontiere con più buchi d´un formaggio
svizzero, migliaia di clandestini che spacciano. La polizia ce la mette
tutta, ma la battaglia è impari: dieci pusher vengono arrestati e
cinque vengono
scarcerati. Indulti a parte, il nostro codice è più
elastico della famosa pelle. Alcuni condomini di Milano, nelle zone
afflitte da discoteche, pub, piano bar, starlette, vallette, top model,
calciatori, indossatori, tronisti e via vippeggiando, hanno ingaggiato
guardie private notte-giorno. Avevano scoperto che i pusher nascondono
la merce nei loro cortili e vani ascensore: depositi di retrobottega.
Come per tanti altri servizi, che lo Stato dovrebbe corrispondere in
cambio delle imposte che esige, anche la sicurezza dobbiamo pagarcela
due volte. Vedete i pistoleri armati davanti alle nostre banche? Bene,
ce li abbiamo soltanto noi. Nel resto d´Europa bastano la doppia porta
blindata e la polizia di Stato. Ma torniamo all´emergenza droga. Con
tanti giovani che ne muoiono e tantissimi che ne vengono distrutti
psicologicamente e fisicamente, qual fu la bella pensata della ministra
della salute? Aumentare la quantità massima di droga cosiddetta
"leggera" ammissibile come uso personale. Come dire una chance in più
ai pusher per suddividersi la merce e giustificarne il possesso. Come
incoraggiare la diffusione della droga, invece di stroncarla con
durissime sanzioni. Quanti giovani interpretarono quella "turcata" come
un messaggio di alleggerimento: via, non stiamo a metterla giù così
pesante, un po´ di erba in più non è la fine del mondo? Qualcuno, per
fortuna, ricorse contro l´improvvido decreto e il Tar accolse. Al
momento la ministra prese cappello e annunciò appello al Consiglio di
Stato. Ne venne, per nuova fortuna, dissuasa. Quel decreto era
impopolare, una gaffe politica. Il Consiglio di Stato avrebbe potuto
respingere l´appello e la figuraccia sarebbe stata doppia. Più saggio
parlare di riordino generale della materia, annunciare l´elaborazione
di un disegno di legge, allungare i tempi, diluire e sperare che
nessuno si ricordasse più di quella bella pensata. Così fu. Ma la
ministra non è tipa da starsene lì, tranquilla, a monitorare i ritardi
delle Asl, a sorvegliare la circolazione dei topi negli scantinati di
certi ospedali, a contare quanti italiani muoiono non per cattiva
salute ma per cattiva sanità. Macché, lei è donna d´azione, sensibile a
tutte le istanze. Anche quelle dei transessuali. I quali - come
sostiene l´onorevole Vladimiro Guadagno, in arte e in politica
"Luxuria" - meritano il rispetto delle loro "istanze identitarie". Che
roba sono? Prestodetto: rifarsi il naso, gonfiarsi o spianarsi i seni,
inventarsi e cancellarsi un pisello, cancellarsi o inventarsi una
patatina. Insomma tutte quelle cose per le quali si andava, una volta,
a Casablanca: a spese proprie. Mentre ora, trattandosi di "istanze
identitarie", ed essendo ricco il budget della sanità, dovrebbero
essere fatte in qualche nostra Villa Passerina o in qualche discreto
Dick Surgery Center. è l'opinione della ministra competente, Livia
"Ringhio" Turco. «Credo - ha detto - che il servizio ospedaliero debba
prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il proprio corpo con
la sua identità», La Asl cade in trans: siamo al pisello della mutua,
alla topina della sanità? Purtroppo, non si sa chi deve prendersi
carico delle donne che aspettano sei mesi per una mammografia, degli
anziani che si sentono rinviare di tre mesi un elettrocardiogramma,
delle Tac e delle Risonanze magnetiche che vengono di fatto negate con
la tattica di rinvii impossibili. Accertamenti costosi? Sì, ma non è
che siano a buon mercato le installazioni di passere e piselli, le
sbarbature definitive, le piallature di pomi d´Adamo, i ritocchini
laringei alle corde vocali che cambiano un quasi baritono in
gorgheggiante contralto. Secondo un listino prezzi uscito in questi
giorni, per un "servizio completo" si va - salvo complicazioni -verso i
50mila euro, un centinaio di vecchi milioncini. «L´intimità della
persona va rispettata - ha sentenziato la ministra -E quindi credo che
il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo». Parole impagabili.
Surreali. Se non esistesse, l´on. Livia "Ringhio" Turco, dovrebbero
inventarla. Per avere di che strabiliare. E anche per alimentare il
serbatoio elettorale del centrodestra. Pare che ad ogni sua intervista
o apparizione tivù, conquisti cinquantamila nuovi simpatizzanti.
Prosit!


LETTERA AL CAPO DELLO STATO
Carlo Azeglio Ciampi
Presidenza della Repubblica Italiana
Caro Presidente Ciampi, Le ho fatto pervenire
( per mano di persone affidabilissime ), il 25 febbraio u.s., il testo
di un mio discorso tenuto il 9 febbraio presso la Protomoteca del
Campidoglio davanti ad un pubblico di intellettuali, deputati, etc. Non
avendo ricevuto alcun cenno di risposta da parte Sua in merito alla
questione gravissima da me sollevata, chiedo che ufficialmente venga
aperta un'inchiesta da parte delle Istituzioni. Una seria indagine da
attuare sulle reali condizioni di vita delle persone omo-, bi-, e pan-
sessuali, in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università,
sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali ed organizzazioni
panolebi. Le posso confermare che in Italia sono stato oggetto di gravi
offese e minacce, che ho subito danni relativi alle mie attività
lavorative e anche fisici, insieme ad impedimenti di un sereno
svolgersi dei sentimenti di amicizia, affettivi e di amore, come
milioni di Italiani. Attendo quindi una Sua esauriente risposta e
sicuro della Sua sensibilità umana e morale nei confronti di tutti i
cittadini, Le porgo i miei più cordiali saluti, Joan Peter Boom. -
Allegato testo: "Michelangelo" - AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO? -
di Peter Boom - Sono 42 anni che faccio il militante gay e onestamente
non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a quasi 66 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di
richiamare tutti alla propria responsabilità. A cominciare dal Capo
dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che ora mi sento
costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile
politico in Italia. Lui, ultimamente, ha nominato gli ebrei, ma non le
altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri
umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che è una dimenticanza
casuale. Il Capo dello Stato rappresenta il popolo italiano, ma
evidentemente non rappresenta Michelangelo e una bella fetta dei
residenti passati, presenti e futuri. Poi c'è, molto più grave ancora,
quel capo che si spaccia per "infallibile tramite" tra un Dio
cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo,
questo capo blatera giudizi dall'alto del suo palazzo imponente
indossando sontuose vesti ricamate d'oro. E poi i preti cacciano via
travestiti e femminielli. Una parte rilevante della popolazione è
"panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans,
etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi
e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione,
fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la
maggior parte. A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il
sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare tutti di
questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche
bruciandosi vivo in piazza San Pietro. Quando un omosessuale
impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si
suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo.
L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una
vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato. Abito a
circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede
della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci",
"Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse
frocio, lo ammazzerei". Pensate che in queste condizioni una ragazza o
un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo.
Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a
causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli
affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo
ostacolato, condannato, emarginato. Nelle grandi città i gay possono
usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come
dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi
nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla
famiglia, sul lavoro o a scuola. Chi è responsabile di tutte queste
disgrazie? Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte
delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra
Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri,
operatori sociali e organizzazioni panolebi. Un'arma efficace contro la
distruzione continua di moltissime vite è necessaria. Non crediate che
io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il
Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso
della parola un Papa anticristiano. Una denuncia che va fatta in
Italia, in Europa, nel mondo. Da troppo tempo è tempo di cambiare. Joan
Peter Boom Gaya CsF - via Forno di sotto 47 - 01031 - Bagnaia (VT)
Bagnaia.

SCANDALO A WASHINGTON
Coinvolto ufficialmente RANDALL
TOBIAS, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile
per gli aiuti all'estero e l'UOMO DI PUNTA DEI PROGRAMMI ANTI-AIDS
dell'amministrazione Usa BASATI SULLA CASTITA' (UDITE! UDITE!), ma si
arresta solo la maitresse. Lo scandalo ha già travolto l'eroe anti-Aids
dell'amministrazione Bush. Giro di squillo in Usa, «15 mila clienti».
Parla Madam Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione.
WASHINGTON (STATI UNITI) - Le più richieste erano le cinquantenni:
parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la
donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto
rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush.
Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di
giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non
ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i
cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff». ESCORT SERVICE - La
D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva
gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale
americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire
ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali
perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-
time: «Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il
giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin
and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23,
tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette
per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi:
non solo studentesse, ma anche casalinghe disperate, una professoressa
di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina,
un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento
della prostituzione. 15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua
lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del
segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti
all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids
dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso
confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle
ragazze del giro Pamela Martin. VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo
in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i
tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta
di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a
suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda,
tra questi, Harlan Ullman, il consulente del Pentagono a cui è
attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio
della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero
anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante
corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e
militari.
04 maggio 2007
e discriminazioni del passato e del presente, una denuncia per
scongiurare quelle del futuro. Immagino un carro pieno di omosessuali,
donne e uomini, con la divisa dei deportati dei campi di
concentramento, con il triangolo rosa accanto alla stella gialla. Ed
una domanda: la Chiesa, dov'era? Immagino un carro pieno di streghe, di
fanciulle condannate al rogo con il pretesto della loro diversità, a
memoria di tutte le donne bruciate vive dall'Inquisizione, donne la cui
unica colpa era quella di non conformarsi al ruolo che la società
teologica di quel tempo voleva imporre. Ed una domanda: la parola di
Cristo, dov'era? Immagino un carro pieno di donne incinte condannate al
turpe mercato dell'aborto clandestino, quando le probabilità di morire
prima ancora di aver vissuto, erano altissime. Ed una domanda: la
solidarietà cristiana, dov'era? Immagino un carro ospedale, con persone
malate ed altre, disperate, divise da una grata che impedisce di stare
vicini ai propri compagni. Ed una domanda: la Pietas cristiana, dov'è?
Immagino un carro pieno di persone normali, uomini in giacca e cravatta
e donne in tailleur, con un cappuccio sul volto, condannate al
silenzio. Ed una domanda : la parola di Dio sull'eguaglianza, dov'è?
Immagino un carro pieno di transessuali costrette a prostituirsi,
perché a loro non viene concessa nessuna alternativa per guadagnarsi
onestamente la vita. Ed una domanda: la giustizia divina, dov'è?
Immagino un carro pieno di uomini di razza bianca, età compresa tra i
30 e i 60 anni, rispettabili eterosessuali regolarmente sposati con
figli, accanto a fanciulle e ragazzetti tailandesi e brasiliani. Ed una
domanda: Bagnasco, perché non dici chi sono? Immagino un carro con
preti e uomini con la lupara. Ed una domanda: perché avete taciuto?
Immagino un carro pieno di preti che predicano una morale che essi per
primi disattendono, al riparo delle loro sagrestie. ed una domanda: La
morale divina, è uguale per tutti? Immagino un carro con tante lapidi
con i nomi di tutte le persone morte ammazzate o suicidate negli ultimi
anni perché amavano chi non dovevano amare. Ed una domanda: di chi è la
colpa? Immagino un carro pieno di gente normale con i loro figli. Ed
una risposta: la colpa è di tutti noi. Immagino un carro pieno di
monaci appartenenti a tutte le Fedi, insieme sulla stessa Terra, sotto
lo stesso sole. Ed una risposta: siamo tutti eguali. Isabelle Rizk


STORIE DI "COMUNE" FOLLIA
Articolo di Carla Liberatore Gaya CsF
Quella
che segue è la storia di Mario – impiegato al centralino del Comune di
L'Aquila – e Iris, il suo bel cagnone biondo, necessario alla vita di
Mario in quanto non vedente.
Mario è un non vedente e lavora al centralino del Comune di L'Aquila dal 30 dicembre del 2006 e in
ottobre, gli è stato affidato un cane-guida di nome Iris. Dall'arrivo
di Iris sono iniziati i problemi di Mario sul lavoro in quanto alcuni
suoi colleghi vedendolo arrivare all'ufficio con il suo cane guida,
iniziarono a "storcere il muso"; e la collega con cui Mario divideva la
stanza, iniziò a lamentarsi con la dirigenza del Comune perché le dava
fastidio la presenza del cane. Così la "gentile" signora ha pensato
bene di far valere il suo diritto a non condividere il posto di lavoro
con una presenza "animale". E il diritto di Mario? Bene, anzi: Male!
Mario è stato spostato a lavorare in una specie di scantinato, zeppo di
topi, escrementi di topi e veleno topicida. Per fortuna che Mario tiene
sempre Iris al guinzaglio ed è solo per questo che la sua cagnolina non
si è nutrita dell'appetibile veleno, in quanto questo veleno, proprio
per essere adatto alla funzione di sterminare i topi, ha un odore ed un
sapore gradevole per tutti gli animali. Il suddetto trasferimento di
stanza è stato un atto arbitrario di mobbing e discriminazione, senza
che nessuno si sia preso la responsabilità di questo atto. E' stato uno
spostamento coatto senza alcuna documentazione scritta che ne spiegasse
i motivi, da parte dei dirigenti del Comune di L'Aquila. Le ragioni
della collega di Mario, pare siano ascritte su di una non meglio
identificata certificazione medica, che fra l'altro non certifica
nessun tipo di allergia a peli di animale, né tantomeno certifica
disturbi cutanei, ottici e/o respiratori. Nel frattempo a Mario viene
impedito di lavorare perché gli sono stati sottratti gli strumenti in
Braill necessari allo svolgimento delle funzioni per le quali è stato
assunto; e quando va al lavoro è costretto a passare sei ore dentro l'
ufficio senza poter fare niente. Così, esasperato, si è rivolto al
Dott. Alarico Bernardi – Responsabile del Sindacato R.D.B C.U.B P.i.
di L'Aquila – il quale a sua volta ha contattato la D.ssa Cristiana
Graziani – Responsabile dell'ufficio Regionale VERDI per la tutela dei
diritti degli animali, nonché Rappresentante locale di PETA Animalisti
italiani - . S'incrociano quindi, in una vicenda tenera ma dai contorni
ingarbugliati, i diritti di un uomo diversamente abile e quelli del suo
cane guida Iris; diritti che vengono negati da una burocrazia sempre
più arrogante e che se ne frega degli aspetti umani nel quotidiano e
che ancora una volta non prende posizione in maniera ufficiale, con il
solito gioco delle "scatole cinesi", di chi si rifugia sempre dalle
responsabilità e non prende posizione né nel bene e né nel male.
Posizione invece che alle quali non si sottraggono mai i VERDI, nella
lotta per la difesa dei diritti degli animali, degli esseri umani e
dell'ambiente, che come in questo caso si espongono ufficialmente a
difesa di Mario e della sua Iris, tanto che il giorno giovedì 3 maggio
u.s. hanno indetto una conferenza stampa per raccontare questa vicenda
triste e allo stesso tempo grottesca.
SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEI
VERDI ABRUZZO CON LE DICHIARAZIONI DI WALTER CAPORALE – CAPOGRUPPO ALLA
REGIONE DEI VERDI ABRUZZO – CRISTIANA GRAZIANI E MARIO.
COMUNICATO
STAMPA VERDI REGIONE ABRUZZO
L´Aquila 3 Maggio 2007
L´AQUILA. GRAVE
DISCRIMINAZIONE CONTRO DISABILE NON VEDENTE. I VERDI CHIEDONO
INTERVENTO IMMEDIATO DALLA REGIONE.
Dichiarazione di Walter Caporale,
Capogruppo Regionale dei Verdi e di Cristiana Graziani, Medico
Veterinario responsabile Ufficio Verdi per la tutela dei diritti
Animali: L´Aquila, 3 maggio 2007 - "Sembra impossibile ," - esordisce
il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale - "ma nel terzo
millennio siamo ancora costretti a denunciare un grave e vergognoso
caso di discriminazione, questa volta a L´Aquila, nei confronti di un
disabile non vedente, Mario Di Paolo, e del suo cane guida Iris. A
Mario è stato impedito di proseguire il suo lavoro nella stanza e con
gli strumenti abituali per la funzione di centralinista: egli è stato
relegato in una stanza umida, piena di escrementi e persino di veleno
per topi diffuso nell´ambiente e pericoloso sia per l´uomo che per il
cane. Per questo motivo ho presentato una Interrogazione Urgente a
risposta immediata al Governatore della Regione, Ottaviano Del Turco,
con la richiesta di risposta al prossimo Consiglio Regionale dell´ 8
Maggio, e agli Assessori regionali competenti, affinché Mario Di Paolo,
sposato e con due figli, disabile non vedente ed il suo cane guida Iris
abbiano giustizia immediata.". "La discriminazione contro Mario" -
dichiara Cristiana Graziani - "è intollerabile, segno di inciviltà e
di regresso sociale da parte dell´Amministrazione Comunale dell´Aquila:
il nostro amico deve tornare immediatamente con il suo cane guida Iris
nella sua abituale postazione di lavoro, e non in uno scantinato umido
e stretto. Nello scantinato che ci vadano le bestie che lo hanno
discriminato". Dichiarazione di Mario Di Paolo, centralinista non
vedente del Comune di L´Aquila: "In una società che si considera
emancipata e moderna, in una città quale L´Aquila che voglia essere al
passo coi tempi e all´avanguardia, non è più tollerabile che viga la
cultura tribale del più forte che schiaccia il più debole, la
concezione dell´indifeso come essere inferiore bersaglio e obiettivo di
maltrattamento e di vituperio, l´idea che gli animali siano esseri
inferiori e che la diversità dovuta all´handicap sia una macchia da
cancellare, la nostra cattiva coscienza da rimuovere ed eliminare. Ho
denunciato con forza quanto mi è accaduto per aiutare me e gli altri
non vedenti a venir fuori da queste pastoie di arretratezza spirituale
ed intellettuale. Per questo ho deciso di raccontarvi la storia di
rifiuto e di disagio di Iris e me".
VERDI REGIONE ABRUZZO 335.790.71.20
- 0862.644.213 - 0872.49.519 -
www.waltercporale.it -
gruppoverdi@regione.abruzzo.it


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
Ti amavo senza saperlo: i gay e l'Opera. Incontro con Davide Garattini e
Sabino Lenoci.
Forse l'idea che i gay siano particolarmente attratti
dall'opera lirica è davvero uno dei tanti luoghi comuni che circondano
l'omosessualità. O forse le cose non stanno così come del resto ci dice
l'esperienza di tante persone che abbiamo conosciuto. Per capire meglio
questo aspetto molto particolare del vissuto di noi gay abbiamo deciso
di chiedere il parere di due esperti di teatro musicale e abbiamo
invitato Sabino Lenoci, editore e direttore della rivista
internazionale "L'Opera" e Davide Garattini direttore
della rivista
"Musical!". Segue, alle 20.00, la cena.
Gruppo del Guado - Cristiano
Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3
Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 -
www.gaycristiani.it


12 MAGGIO: LA
GIORNATA «DEL CORAGGIO LAICO»
di Simone Sapienza - pubblicato il 01
Maggio 2007
13 maggio 1974
«Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family
Day manifesterà la controriforma, a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà
la riforma». Il leader dello Sdi, Enrico Boselli, la mette così, nel
presentare l'iniziativa che, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e
Rita Bernardini, ha promosso per celebrare, 33 anni dopo, il 'coraggio
laico' (è questo lo slogan dell'iniziativa) della battaglia contro il
referendum per la cancellazione della legge sul divorzio, nello stesso
giorno in cui una piattaforma cattolica ha convocato il Family Day.
«Mentre gli sconfitti e gli umiliati del 1974 celebreranno a milioni e
milioni la loro rivincita – dice Pannella - vogliamo dimostrare che c'è
un'altra Italia, quella delle conquiste civili». L'appello è a tutte le
forse laiche. Pannella chiede a Mussi e Angius di dar seguito «alle
dichiarazioni di laicità fatte al congresso dello Sdi» attivandosi per
il successo di "Coraggio Laico": «Una nuova 'cosa' politica ha forse
più successo se nasce direttamente nella lotta». La giornata del 12
sarà aperta da un convegno organizzato dall'Associazione Coscioni e da
RadioRadicale.it, dal titolo: «Il mito della famiglia naturale. La
rivoluzione dell'amore civile». INVIATO DA DGP (DìGayProject)


UCCISA IN IRAK UNA GIOVANE RAGAZZA DI 17 ANNI
A Bashika, Mosul, (Irak)
centinaia di uomini hanno ucciso lapidandola Du'a Khalil, una giovane
ragazza di 17 anni. Questo orrendo omicidio "d'onore" è stato ripreso
in diretta da vari telefonini e macchine fotografiche digitali che
mostrano anche la presenza della polizia locale del governorato del
Kurdistan iracheno. Du'a Khalil è di religione Yezidi, diffusa nel
kurdistan iracheno. Si è innamorata di un ragazzo iracheno arabo e
musulmano con cui si incontrava in grande segreto che, però, si è
rifiutato di sposarla. Umiliata e oramai "disonorata" per la sua
famiglia, è stata ospite per cinque giorni da un locale capo yezidi che
l'ha convinta a tornare dai suoi perché l'avrebbero
perdonata. Appena
tornata, i suoi parenti di cui il fratello, lo zio ed il cugino l'hanno
spogliata, picchiata a sangue e infine lapidata a morte in presenza di
centinaia di spettatori. I gruppi islamisti della regione hanno ben
pensato strumentalizzare questo
crimine per organizzare una vendetta
contro gli Yezidi. Sostengono che la giovane ragazza si era convertita
all'Islam e che è una "martire dell'Islam" perché punita per la sua
conversione. Già 23 yezidi sono stati uccisi. E' per questo, è urgente
che le autorità irachene e la polizia irachena intervengano per
arrestare i parenti di Du'à colpevoli dell'omicidio e fare chiarezza
sull'inefficienza dell'autorità locale a proteggere anche le vittime
della vendetta islamista solo perché sono di religione yezidi. Ieri ad
Arbil un'enorme manifestazione contro i crimini d'onore in Kurdistan è
stata organizzata da diverse associazioni democratiche kurde Yezidi. Le
donne in Medio Oriente sono vittime dell'oppressione partiarcale e
della violenza che siano musulmane sunnite o sciite, druze, christiane
o Yezidi. Fra i kurdi, le Nazioni Unite hanno contato 40 omicidi
d'onore dall'inizio del 2007. Firmate la petizione indirizzata al
Governo Regionale del Kurdistan Iracheno per condannare la lapidazione
di Du'a e per cancellare i "crimini d'onore" nel Kurdistan iracheno e
in Iraq Campagna Internazionale contro i Crimini d'Onore

INVIATO DA Ornella Serpa Gaya
CsF


COMUNICAZIONE
CIRCOLO LESBICO "DRASTICA….MENTE"
ECCOCI ANCORA QUI PER VOI. COME SEMPRE VI OFFRIAMO FILM, DIBATTITO, PRESENTAZIONE DI
LIBRO, TEATRO, E POI... LA TERRAZZA!!!
LUNEDÌ 7 MAGGIO ore 21 c/o Sala
ex Dazio, Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova
Proiezione film "Chutney Popcorn" di Nisha Ganatra (1999) Reena è una
giovane artista newyorkese di origini indiane, felicemente fidanzata
con Lisa. Per aiutare la sorella sterile (e novella sposa) decide di
'ospitare' per nove mesi il bambino, che sarà poi affidato alla
sfortunata coppia. Ma la famiglia di Reena, molto legata alle
tradizioni, non può tollerare una simile scelta, e Lisa certo non
accetta a cuor leggero la futura gravidanza della ragazza... Se due
sistemi di valori opposti si scontrano, è possibile che la felicità
stia a metà strada? DOMENICA 13 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova Teatro Danza LOOP DANCE a cura di
Abracalam MERCOLEDì 16 MAGGIO ore 21 c/o Circolo Arci Pixelle, via
Austria 23/e - Padova RIAPRE LA TERRAZZA DRASTICA!
Inauguriamo la
terrazza Concerto con Zeno Odorizi (fiati) e Sandra Stella (voce)
(International Pop) LUNEDÌ 21 MAGGIO ore 21 c/o Sala ex Dazio,
Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova DONNE O MADONNE?
Casa e Chiesa come dio comanda Quanta influenza ha ancora la Chiesa
sulla libertà e l'autodeterminazione di donne e lesbiche? Ne parliamo
con tre importanti rappresentanti del femminismo italiano: Nicoletta
Poidimani – saggista e intellettuale militante Lidia Cirillo –
responsabile dei Quaderni Viola e autrice del recente libro "Da
Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni
e potere" Graziella Bertozzo – movimento Facciamo breccia Per
prepararvi al dibattito date un'occhiata a questi link:
http://www.nicolettapoidimani.it
http://www.clrbp.it/Comunicato_20060119.htm
http://www.facciamobreccia.org

MERCOLEDì 23 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta "Calco"
di Monica Maggi La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle.
Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota
giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura
erotica e arte. "Calco" è ancora toccare la propria pelle per sentire
quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa
– divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa
esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano.
Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non
incontrare l'ovvio. MERCOLEDì 30 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta Susanna
in Racks Shark o la dance du ventre Venite a trovarci all'Astra! Da
mercoledì 2 a venerdì 4 maggio tornano le GIORNATE DI
CINEMA E CULTURA OMOSESSUALE al cinema Astra. A questo link trovate programma e info:
http://www.cuc-cinemauno.it/?menu=gcco

Come sempre il circolo
organizzerà il suo belllliiissssimo banchetto informativo all'entrata
del cinema. Saremo lì tutte le sere dalle 20 in poi con libri,
volantini e materiale vario per soddisfare tutti i vostri dubbi e
curiosità sul Drasticamente (e non solo). - PER VOI CONTRIBUENTI TASSE
IN VISTA! Vi ricordiamo il 5 per 1000! Basta scrivere nella casella
"Sostegno al volontariato..." il codice fiscale del circolo
Drasticamente: 92072830281, è un piccolo e amonimo gesto che ci può
aiutare a sostenere le attività dell'associazione.

COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE MILANO
SWIM FOR LIFE 9
Swim for Life 9 è la nona edizione di una manifestazione sportiva natatoria di
beneficenza periodicamente organizzata dal Gruppo Pesce Milano. Si tratta di una gara di nuoto
categoria Master organizzata in collaborazione con la UISP Lombardia
(Unione Italiana Sport per Tutti). Al termine della competizione
agonistica riservata ai tesserati UISP, FIN e CSI, si svolgerà una
staffetta non agonistica rivolta a tutti gli appassionati di nuoto che
vogliono comunque offrire il proprio sostegno e la propria solidarietà
con un piccolo gesto concreto. I proventi della manifestazione
sportiva, saranno destinati a favore dell'ASA (Associazione
Solidarietà AIDS Onlus, Milano), che offre sostegno e assistenza delle
persone sieropositive e in stato di AIDS conclamato. L'edizione della
Swim For Life di questo anno prevede, inoltre, una
novità: l'esibizione
della prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia,
SyncDifferent. Madrina di questo evento particolare sarà Eva
Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai
Campionati del mondo svoltisi a Fukuoka (JPN) nel 2001 e agli Europei
di Berlino del 2002. Swim For Life 9 è aperta al pubblico e si svolgerà
nella piscina comunale di Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord /
tangenziale est uscita 12), Domenica 13 Maggio a partire dalle ore
14.30 con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese e della
Provincia di Milano. Per ulteriori informazioni sul programma e l'
iscrizione è possibile consultare il nostro sito internet
http://www.
swimforlife-italia.org - Ringraziamo fin d'ora per il vostro sostegno e
restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti al riguardo
(telefono 340.5246398 / info@gruppopesce.org /
www.gruppopesce.org )
iscriviti alla manifestazione dal nostro sito:
www.swimforlife-italia.
org


DIO CRIMINALE, ASSASSINO E TERRORISTA
Dio biblico asassino,
terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida,
schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista,
sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere
venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.
di Luigi Tosti.

Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e
alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, di poter
affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure
la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio
di apertura di "Motivi aggiuntivi". Il documento completo verrà
presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all'
udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L'Aquila. Il
documento integrale verrà reso pubblico sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data. CORTE D'APPELLO
DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007
MOTIVI AGGIUNTI R.G. Appelli N° 1118/2006 per l'imputato appellante
Tosti Luigi. QUESTIONE PRELIMINARE -Premetto che, avendo un interesse
alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo
motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero
dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata
assenza. Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono
costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza
dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione
generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane,
imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926. Ribadisco,
pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei
confronti del Ministro di Giustizia. Queste le motivazioni del mio
rifiuto e della mia richiesta.
a)Il mio rifiuto scaturisce, in primo
luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza
(artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei
diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare
di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come
prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della
Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è
simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio
del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio
incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della
Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e
di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già
sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere
giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti
dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni. b) In secondo
luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la
lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito
sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti
dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da
idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non
mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa
delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia,
che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di
Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti
altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più
elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica. c) Infine, il
rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario
all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia
dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento
che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente
l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto
ai miei ed agli altrui simboli. Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno
possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed
altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio
incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come
significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto
più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere
processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali",
cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata
di idolatria cattolica. Si tratta, innanzitutto, di una questione di
rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi
sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e
pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione
cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti
delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i
cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E
questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo
macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e
psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio
perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di
"redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma
anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi,
di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali
crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e
streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale
discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di
criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli
omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza,
di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari
diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di
religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti
pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi
miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini
speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di
bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di
cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.
Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla
condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice
penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali
sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni
forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da
parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in
un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante,
stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli
omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da
pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed
animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche
se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di
Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua
immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue
inclinazioni criminali. Giammai accetterei l'imposizione della croce
uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio
ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a
maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione
Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno
si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora
glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua
duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia
pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei
Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo
imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori
morali e civili diametralmente opposti. Continua (…) Rimini - L'Aquila,
1° maggio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 -
tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Il
presente documento "Motivi aggiuntivi" 1 maggio 2007 sarà reso pubblico
integralmente sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da
Axteismo Press dopo l'udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al
Tribunale de L'Aquila. Fonte:
http://nochiesa.blogspot.com -
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici http:
//nochiesa.blogspot.com

http://nochiesa.blogspot.com
per aderire e
informazioni: ateismo@yahoo.it tel. +39 3393188116


NESSUNO TOCCHI CAINO
05.05.2007
PENA DI MORTE. ANCHE IL GABON SOTTOSCRIVE LA
DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 4 maggio
2007: nel corso di un Consiglio dei Ministri svoltosi ieri a Libreville
il Gabon ha aderito all'iniziativa italiana per la moratoria universale
sulla pena di morte decidendo di sottoscrivere la Dichiarazione che ha
così raggiunto 91 cosposnorizzazioni. La firma è stata raccolta nel
corso della missione condotta da Aldo Ajello per conto del Governo
italiano. Di seguito il comunicato del Consiglio dei Ministri nella
parte riguardante la decisione sulla moratoria: "... nel proseguo dei
lavori, e in risposta all'appello dell'Unione Europea volto a ottenere
una moratoria sull'applicazione della pena di morte, il Consiglio dei
Ministri ha deciso l'adesione del nostro paese a questa iniziativa
umanitaria internazionale, che si inserisce del resto nella logica dell'
attuale politica del presidente Omar Bongo Ondimba e del governo
gabonese in questo campo ..." Marco Pannella, Sergio D'Elia, Valter
Vecellio, Lucio Bertè, Claudia Sterzi in sciopero della fame ad
oltranza dal 16 aprile hanno dichiarato: "La firma del Gabon, paese
peraltro abolizionista di fatto, è la dimostrazione di come l'
iniziativa per la presentazione della risoluzione per la moratoria all'
Assemblea Generale dell'ONU incontri un sempre maggior sostegno. E'
proprio per questo che si rafforzano le ragioni della nostra iniziativa
nonviolenta perché sia presentata all'Assemblea Generale in corso a New
York la risoluzione pro moratoria da parte dell'Italia e di una
colazione mondiale di paesi rappresentativi di tutti i continenti
evitando di affidare una così importante iniziativa nelle sole mani
dell'Unione europea, relegando in tal modo l'universalità della
richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più presentabile e
degno di tale obiettivo."
MALAWI. INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE
OBBLIGATORIA - 27 aprile 2007: la Corte Costituzionale del Malawi ha
dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria. Riunita a
Blantyre, la Corte stava esaminando il ricorso presentato da un
condannato a morte per omicidio, Francis Kanfantayeni, e da cinque
altri imputati. "La Sezione 210 del Codice penale è illegittima, dal
momento che stabilisce l'obbligo di condanna a morte a seguito di un
omicidio", ha detto il giudice Elton Singini leggendo la sentenza
emessa dalla Corte all'unanimità. "La pena di morte obbligatoria viola
il diritto dell'individuo che lo tutela nei confronti di trattamenti o
punizioni disumane, negando il diritto al processo equo e alla
revisione della sentenza da parte di un tribunale di grado superiore",
ha aggiunto il giudice. L'ultima persona giustiziata in Malawi è stata
impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia
fatto venire dal Sudafrica.
TUNISIA. PRESTO COALIZIONE CONTRO PENA
CAPITALE - 30 aprile 2007: è in via di formazione in Tunisia una
coalizione nazionale contro la pena di morte, annunciano fonti vicine
al Partito dell'Unità Popolare. Tra le organizzazioni coinvolte
rientrano la Sezione tunisina di Amnesty International, la Lega
Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani, la Lega dei Giornalisti,
l'Istituto Arabo per i Diritti Umani e la Lega Tunisina per la Ricerca
sullo Sviluppo. A seguito della pubblicazione da parte di alcuni
esponenti della società civile tunisina, il 18 febbraio scorso, di un
manifesto politico, le organizzazioni stanno preparando i testi del
patto costitutivo, dello statuto interno e del manifesto ufficiale.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della coalizione mondiale fondata
a Roma il 13 maggio 2002 e delle raccomandazioni espresse durante la
terza conferenza mondiale contro la pena di morte, che si è svolta lo
scorso febbraio. Alla fine del mese scorso, il ministro tunisino della
Giustizia aveva affermato che nel suo paese non è ancora tempo di
abolire la pena di morte, anche se ormai da 15 anni non si eseguono più
condanne di questo tipo. Tra i principali sostenitori della sua
abolizione figura il Partito Social Liberale tunisino, che il 13
febbraio scorso ha emesso un comunicato in cui chiede la cancellazione
di questa pena e la sua sostituzione con l'ergastolo nel caso di
crimini gravi e premeditati. Un orientamento questo cui hanno aderito
recentemente anche i giornalisti tunisini, in nome "degli alti valori
che derivano dal patrimonio civile del paese e che ne determinano la
posizione d'avanguardia in molti ambiti".
ITALIA. CAMERA, PENA DI
MORTE VIA DA COSTITUZIONE, TESTO VA A SENATO - 2 maggio 2007: la Camera
italiana ha approvato in seconda deliberazione la proposta di legge che
abolisce dalla Costituzione la pena di morte. La pdl approvata prevede
che dall'articolo 27 della Costituzione vengano soppresse, all'ultimo
comma, le parole "se non nei casi previsti dalle leggi militari di
guerra". Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa
la pena di morte". In nessun caso. I voti favorevoli sono stati 471,
con un solo voto contrario. Trattandosi di una proposta di legge
costituzionale, il testo dovra' essere approvato una seconda volta
senza modifiche anche dall'Aula del Senato, che su esso si' e' gia
espresso una volta.
USA. BOSTON GLOBE, PENA DI MORTE INCOSTITUZIONALE
- 29 aprile 2007: il metodo dell'iniezione letale – è scritto in un
editoriale del 'Boston Globe' – non costituisce una maniera umana di
giustiziare il condannato, come imporrebbe la Costituzione degli Stati
Uniti. Benche' sia stata abolita in quasi tutte le democrazie avanzate,
continua il Globe, la pena di morte sopravvive negli Usa in parte
poiche' gli Stati dove e' legale si sono sforzati di farla diventare
'asettica'. In America l'era delle impiccagioni in pubblico e'
tramontata da un pezzo, ed esse sono state sostituite da un
procedimento impersonale ed estremamente discreto che riduce al minimo
la scomodita' per chi la somministra e per il pubblico. Sebbene da
decenni ci si sforzi per far apparire la pena capitale come una
procedura puramente clinica - sforzo culminato nell'adozione
dell'iniezione letale come metodo di esecuzione largamente prevalente -
un nuovo studio analitico e scientifico delle esecuzioni in California
e North Carolina, appena pubblicato, suggerisce proprio il contrario.
Il cocktail di tre sostanze iniettate nella vena del condannato puo'
dar luogo a un doloroso fenomeno di asfissia durante il quale la
persona rimane conscia. L'iniezione letale, oltre la superficie di
'umanita' che tale metodo pretenderebbe di rappresentare, viola in
realtà la proibizione costituzionale di punire in modo crudele e
inusuale. Altri metodi che arrecano morte pressoche' immediata, come la
ghigliottina o la fucilazione, sono stati respinti come rivoltanti per
la sensibilita' attuale. Lo stesso avviene per la sedia elettrica. Ci
sono inoltre molte altre ragioni per le quali la pena capitale andrebbe
abolita: non e' un deterrente per i criminali, e' applicata in modo non
equanime a seconda delle giurisdizioni e dei gruppi sociali coinvolti,
e' irreparabile in caso di errore giudiziario. Comunque una pena di
morte rapida, indolore e pulita - conclude l'editoriale - ancora non
esiste.

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12 febbraio 2007

news 12 febbraio

IN ITALIA E' BOOM DELLE CONVIVENZE, MA RUINI SCOMUNICA I "DI.CO"
Italia, è boom di convivenze. Ma la Chiesa scomunica i Dico
L'Istat: nel nostro Paese ci sono mezzo milione di conviventi, matrimoni ai livelli più
bassi dal 1972. Ci si sposa oltre i 30 anni e sempre di meno. E intanto
la Chiesa si mobilita contro i Dico. Il Papa: no alla distruzione della
famiglia grazie alle leggi statali. E il cardinale Ruini annuncia un
documento vincolante per i cattolici.

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 9
febbraio 2007
DICO: ARCIGAY, LE COPPIE FONDATE SULL'AFFETTO RIMANGANO
AL CENTRO DELLA LEGGE . MIGLIORARE LA PDL IN DIECI MOSSE
"Verrebbe
proprio da dire: che te lo 'dico' a fare? Dico o Pacs, scopo della
legge deve rimanere quello di riconoscere diritti e doveri delle coppie
legate da vincoli affettivi. Includere rapporti di altra natura, come
quelli tra fratelli, è solo un tentativo di introdurre incongruità nel
testo della legge al fine di snaturarla, e imporre ulteriori
limitazioni ai diritti previsti". Questo il segnale d'allarme lanciato
dal presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, che, all'
indomani del varo dei Dico da parte del governo, propone dieci punti
per migliorare il provvedimento. "Alcuni aspetti del ddl sono vessatori
– spiega Lo Giudice -. Altri sono solo il tentativo del Vaticano,
rappresentato da Rutelli, di snaturare la legge e di limitare i diritti
previsti. "Solo per fare un esempio i nove anni di attesa per il
diritto all'eredità sono davvero troppi. E che succede se una macchina
mi mette sotto prima? "Altro problema spinoso è il partner
extracomunitario. Se ci si registra all'anagrafe, ha diritto al
permesso di soggiorno. Ma come fa a registrarsi se il permesso di
soggiorno non ce l'ha ancora? Una coppia eterosessuale potrebbe
sposarsi. Una coppia gay, rischia la separazione forzata. "Va inoltre
prevista la possibilità per i conviventi di recedere dal rapporto,
senza dover per forza cambiare subito di casa. Un rapporto affettivo
può finire anche se, magari per necessità temporanea, si continua a
vivere sotto lo stesso tetto. Altrimenti viene contraddetta la
volontarietà del rapporto". Di seguito i dieci miglioramenti che
Arcigay propone al pdl Dico: "CHE TE LO DICO A FARE"1. Dichiarazione -
La dichiarazione deve essere resa insieme: quella di avvisare il
partner tramite raccomandata è una disposizione ridicola e rischia di
aprire il varco a false convivenze. Non ha senso estendere le
convivenze dichiarate a fratelli e sorelle. 2. Convivenza – è la
condizione della dichiarazione, ma deve essere resa possibile: va
prevista la possibilità di regolarizzare il partner straniero privo di
permesso e che ci siano punteggi nelle graduatorie lavorative per il
ricongiungimento al partner con cui si vuole andare a convivere.
Inoltre impedire che si possa dichiarare una convivenza con l'
amministratore di sostegno è in contrasto con la legge che prevede che
sia proprio il coniuge o il convivente ad assumere questo ruolo. 3.
Possibilità di recesso – Deve essere inserita. Nell'attuale proposta
non è prevista, in contrasto con la volontarietà della dichiarazione
iniziale. 4. Parte patrimoniale – deve essere possibile scegliere la
comunione dei beni e opporla a terzi. 5. Accesso alle strutture
sanitarie – il diritto deve essere garantito e non lasciato alla buona
volontà dei singoli ospedali. 6. Successione ereditaria - I nove anni
di attesa sono eccessivi. E se uno muore prima che succede? Va inoltre
parificata la tassa di successione a quella prevista per i familiari.
7. Successione nel contratto di locazione - deve poter essere
immediata, come già stabilito dalla Corte costituzionale, e non legata
ai tre anni di convivenza. 8. Reversibilità della pensione – viene
rimandata alla successiva riforma, ma vanno almeno esplicitati in modo
chiaro i principi e definiti tempi congrui e non eccessivi. In
particolare va riconosciuto il periodo di convivenza pregressa. 9.
Impresa familiare – viene riconosciuta al partner la partecipazione
agli utili, ma non ai miglioramenti dell'impresa e non si tiene conto
del lavoro casalingo. 10. Graduatorie lavorative – va definito in modo
vincolante il diritto ad un punteggio e vanno abbassati i tre anni
previsti, che penalizzano le coppie giovani. Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
JONATHAN DIRITTI IN MOVIMENTO
Il Governo ha affrontato i PACS.
Sotto le bordate della Chiesa, gli attacchi dei
difensori della famiglia alla Casini (divorziati ma, a detta loro,
proprio per questo consci del senso della vera unione matrimoniale), i
veti delle guardie svizzere del programma (ci è toccato anche questo.
Così si sono definiti i teodem della Margherita), le ministre alla
famiglia e alle pari opportunità hanno trovato il compromesso. Se è
vero che l'Unione ha fatto un passo (ma lo doveva fare, era scritto nel
programma), è altrettanto vero che la soluzione è al massimo ribasso.
Dunque, forse, è un passo indietro. I DICO non ci appartengono. Ci sono
estranei, ma lo sono perché ancora ci estraniano dalla società. L'
incipit del decreto sembra fatto per nascondere, o quantomeno per
spingerci a nasconderci: l'articolo 1 (ma chi l'ha scritto … il dottor
Azzeccagarbugli?) si arruffa al comma 3 in una specifica sulla lettera
raccomandata che, per avviare l'agognata convivenza, uno/una degli
aspiranti potrebbe inviare all'altro/a in sostituzione della firma
congiunta all'anagrafe (la «dichiarazione contestuale»). All'articolo
4, sull'assistenza in caso di malattia, anziché affermare un semplice
principio, cioè il diritto di un partner a prestare cura all'altro in
caso di ricovero, si rimanda alla disciplina stabilita dalle singole
strutture ospedaliere. All'articolo 5, se il partner muore o è
incapace, l'altro può assumere decisioni se vi è stato un atto scritto
(specifico, dunque aggiuntivo rispetto alla formalizzazione della
convivenza). All'articolo 7, Regioni e Province autonome «tengono
conto» della convivenza ai fini dell'assegnazione degli alloggi
pubblici. Non c'era una definizione più assertiva? All'articolo 8 si
specifica che, in caso di morte, il trasferimento del contratto di
locazione al partner può avvenire se vi sono stati tre anni di
convivenza. E se la tragica fine della convivenza si verificasse il
giorno prima del terzo anniversario? All'articolo 9 il triennio vale
anche per le agevolazioni e la tutela in campo lavorativo. All'articolo
10 si rimanda, sulle pensioni, al riordino generale della materia. Ma
si ribadiscono i criteri del bollino annuale. All'articolo 11 i tre
anni diventano nove sui diritti di successione. Se prima vi era una
discriminazione piena, oggi ce n'è una a metà. Ci chiediamo però se una
mezza discriminazione non valga, per chi la subisce, come una
discriminazione intera. Nell'Italia dove il privato torna ad essere
pubblico se è Veronica a scrivere a Silvio, le persone omosessuali non
esistono nel Giorno della memoria. L'Abruzzo ha uno statuto che
«promuove e garantisce la cultura, il rispetto ed il riconoscimento dei
diritti degli animali», ma che laddove «riconosce il valore
fondamentale della famiglia come luogo di promozione sociale di
sviluppo e tutela della persona» non «promuove il riconoscimento delle
altre forme di stabile convivenza affettiva» (questo emendamento è
stato infatti bocciato). A Pescara, è accaduto davvero e lo riportò Il
Centro il 29 giugno 2006, il sindaco salta un dibattito sui diritti
degli omosessuali alla festa della CGIL perché preso da orrore e foga
civica nell'incocciarsi strada facendo nell'immondizia fuori da un
cassonetto (sindaco, a Pescara non è certo una rarità …). Ci
aspettavamo di entrare in Europa. Entriamo invece nel Partito
democratico: molti hanno gioiosamente affermato che il compromesso dei
DICO è la prima vera prova di capacità di sintesi del costituendo PD.
Sulla nostra pelle…
Jonathan - Diritti in movimento Associazione glbt
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COMUNICATO STAMPA RADICALI ITALIANI
DICHIARAZIONE DI
RITA BERNARDINI
Il DDL del Governo sulle unioni civili non soddisfa
Radicali Italiani. Si è tenuto conto prima del potere clericale
vaticano e poi delle esigenze dei componenti le unioni di fatto. Non
avendo senatori, a causa dell'illegalità del nostro paese, chiederemo
subito un incontro con il senatore Cesare Salvi, relatore dei
provvedimenti sulle unioni civili, incluso quello del Governo.
Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani: "Il
provvedimento del Governo sulle Unioni civili non soddisfa Radicali
Italiani. Il testo, frutto di vari livelli di compromesso, ha dato
priorità alle esigenze del potere politico-clericale-vaticano e poi
alle persone componenti le unioni di fatto. Come giustamente detto da
Emma Bonino, che ha espresso anche lei le sue riserve sul testo, questo
non è il Governo Zapatero che con una semplice legge ha risolto il
problema delle discriminazioni verso le persone omosessuali. I
radicali, da sempre impegnati per la difesa della dignità e dei diritti
delle persone gay, si batteranno in Parlamento per migliorare questo
provvedimento governativo che andrà per il suo esame al Senato. Non
avendo propri Senatori, a causa dell'illegalità istituzionale di questo
paese – ricordiamo che su questa vicenda è in corso l'iniziativa
nonviolenta di Daniele Capezzone, giunto oggi al 14° giorno di sciopero
della fame - chiederemo subito un incontro con il Senatore Cesare
Salvi, relatore in Commissione Giustizia dei Disegni di Legge sulle
Unioni civili finora presentati, incluso quello del Governo, per
chiedergli di tenere conto delle nostre posizioni e proposte
migliorative". RADICALI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA "VEDOVENERE"
In
seguito alle ultime discussioni parlamentari che fann o riferimento
alla legittimazione delle coppie di fatto, in seguito ai continui
minuetti della politica italiana in cui le promesse servono solo per
vincere le elezioni (e a stento aggiungiamo ndr), in seguito a
dichiarazioni sempre più discriminanti e considerazioni al limite dell'
omofobia, il sito delle Vedove Nere promuove la diffusione della
seguente "lettera aperta", con gentile preghiera di sottoscrizione e
diffusione da parte di coloro che condividano quanto scritto.
Egregi
signori, chi scrive è un gruppo di: persone; donne; cittadine italiane;
adulte; professioniste, che lavorano e pagano le tasse. Queste
caratteristiche indicano una larghissima parte di popolazione italiana,
se non fosse che tutte noi conviviamo oppure abbiamo/abbiamo
avuto/avremo una relazione affettiva stabile con una persona del nostro
stesso sesso. Quest'ultimo aspetto in sè dovrebbe essere ininfluente,
come sostiene la Costituzione, eppure ci vengono negati diritti
elementari della società civile, ci vengono preclusi i privilegi a cui
le coppie sposate accedono automaticamente. Scontati, invece, tutti i
doveri che le nostre relazioni comportano. Nessuno ci impedisce di
prestare cure e assistenza alle nostre compagne finché siamo in
privato, ma non ci è consentito di prestare per loro il consenso
informato o autorizzare l'espianto degli organi, figurarsi detrarre
fiscalmente le loro cure. Nessuno ci impedisce di mantenere le nostre
compagne agli studi ma ci viene negata la possibilità di detrarne i
costi dalle tasse. Nessuno ci impedisce di pensare al futuro delle
nostre compagne quando non ci saremo più, ma se l'unica cosa che
possiamo garantire è la nostra pensione allora si tratta di pensieri
inutili. Nessuno ci impedisce di vivere insieme, dividere le spese e
aumentare il reddito disponibile per far marciare l'economia ma se
volessimo una casa popolare non entreremmo neppure in graduatoria.
Esempi banali ma concreti: a fronte dei doveri che volentieri
assolviamo, lo Stato ci nega diritti e privilegi che ad altri concede.
E' discriminazione. Per questo chiediamo che, finché questo Stato non
riconoscerà pari dignità alle nostre unioni, ci vengano ridotte le
tasse che paghiamo anche per garantire ad altri di usufruire di diritti
e privilegi a noi negati. Sentiamo dire che il riconoscimento dei
nostri diritti di fronte allo stato significherebbe minare le basi
della società civile e della famiglia. Con tutta la buona volontà, non
riusciamo a capire come e perché questo dovrebbe accadere, visto che
nessuna di noi, credeteci, proprio nessuna, deciderà di diventare
eterosessuale o sposare un qualunque uomo anche qualora non vedessimo
riconosciuti i diritti del matrimonio. Nessuna di noi. Noi vogliamo
poter accedere a quell'istituto di diritto civile sancito dall'articolo
29 della Costituzione, articolo che parla esplicitamente di "coniugi"
senza specificarne sesso, razza, credo religioso o caratteristiche
altre. Coniugi; persone. Come noi. Come voi? Firmato: Vedovere.com


COMUNICATO STAMPA RNP
Pacs: il Papa viola costantemente il Concordato
tra Italia e Vaticano. Lo ha fatto anche oggi. A quando l'abrogazione
di questo privilegio?
Roma, 9 febbraio 2007
• Dichiarazione di Rita
Bernardini, segretaria di radicali italiani e Sergio Rovasio, segr.
generale gruppo RnP alla Camera "Secondo il Papa, che si rivolge ormai
in modo esplicito, come oggi, agli organi legislativi e al Governo, in
palese violazione dell'Art. 1 dell'Accordo-Concordato tra Italia e
Vaticano del 1984, le leggi devono sempre essere espressione di
principi e di valori conformi col diritto naturale. Vorremmo sapere
quando l'Accordo-Concordato verrà 'naturalmente' abolito, viste le
continue violazioni delle sue disposizioni". INVIATO DA Sergio Rovasio
RNP


COMUNICATO STAMPA
Napoli,12/02/2007
Per San Valentino a Napoli i
CIOCOPACS, cioccolatini degli innamorati gay per chiedere diritti
Che
il cioccolato fosse buono lo si sapeva da tempo, ma che potesse servire
a migliorare il tono dell'umore è una novità recente. Ed è proprio
questo l'uso che l'Arcigay "Antinoo" di Napoli fa in occasione del 14
febbraio, festa di tutti gli innamorati… anche di quelli omosessuali! L'
Arcigay di Napoli lancia una campagna per addolcire l'umore cittadino
alla prima proposta di legge che riconosce diritti ai conviventi dello
stesso sesso, distribuendo un cioccolatino con sopra rappresentata la
sagoma di una coppia omosessuale. "Con le amarezze che derivano
dall'abitare in uno Stato così irrispettoso delle minoranze e delle
diversità, il CIOCOPACS è un dolcetto dal chiaro significato politico",
afferma Salvatore Simioli, presidente dell'Arcigay "Antinoo" di Napoli,"
Alle durissime campagne d'odio e di disinformazione di certa parte
politica di queste giorni, noi rispondiamo con ironia, poiché sono l'
amore ed il rispetto altrui quello che noi predichiamo e pratichiamo.
Il CIOCOPACS è l'ultimo dei tanti modi che abbiamo adottato in tanti
anni per chiedere il riconoscimento pubblico, la piena dignità e la
parificazione dei diritti alle coppie gay e lesbiche che hanno
costituito un nucleo familiare basato sull'amore e la responsabilità".
"Il CIOCOPACS e' un modo per rappresentare la dolcezza delle unioni
omosessuali ed il senso di benessere sprigionato dall'accettazione
delle diversità sessuali ed affettive", afferma Nicola Stanzione,
artista e creatore del cioccolatino, responsabile del gruppo giovani
dell'Arcigay di Napoli. I CIOCOPACS saranno distribuiti il 14 febbraio
nelle principali piazze di Napoli durante il volantinaggio per la
grande manifestazione "Diritti Ora" che si svolgerà a Roma il 10 marzo
prossimo. Mercoledì 14 febbraio 2007 la grande festa Arcigay degli
innamorati (e dei singles) è allo SWEET PACSAN VALENTINO al SUNRISE
FERDINAND disco lunge bar in piazza Porta Nova, 8 (trav. C.so Umberto)
dalle 19,00. Il CIOCOPACS è offerto in due versioni, una con coppia
maschile ed una con coppia femminile. Sarà distribuito dall' Arcigay
"Antinoo" nelle piazze di Napoli il 14 febbraio e spedito in scatola
regalo a chi ne farà richiesta. Per info e prenotazioni chiamare al
num. +39.338.54.67.900 o scrivere a ciocopacs@arcigaynapoli.org


COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA
In questa giornata di
dolore dedicata finalmente al dramma delle foibe ci associamo di tutto
cuore. Questo è uno dei casi in cui concordiamo con Don Giuseppe
Molinari, perché qui la passione politica è stata foriera di tradimenti
e violenze pari a quelle dell'Inquisizione. Perciò noi radicali siamo
testimoni e fautori della nonviolenza in politica. Chiediamo
ufficialmente al sindaco Tempesta di impegnarsi per dedicare una nuova
strada ai "Martiri del comunismo" , a quei milioni di giovani,
socialisti, anarchici, cristiani, persone comuni e maggiormente
comunisti, che sono stati perseguitati, torturati ed ammazzati nei vari
stati comunisti del mondo. Gino Antognetti Movimento dei Radicali
Aquilani


COMUNICATO STAMPA CGIL NUOVI DIRITTI
DICO" VOBIS GAUDIUM
MAGNUM...
...habemus legem.
Il ministro Amato sfida chiunque a
dimostrargli che il disegno di legge governativo appena approvato e'
peggiore della legge francese sui Pacs? Prego, ministro, si accomodi
Dunque, da dove iniziare? L'ambiguita' e' spesso frutto dell'ipocrisia.
La legge francese era ambigua perche' nasceva da una ipocrisia di
fondo, in altre parole dall'intento di disciplinare rapporti affettivi
con un istituto contrattuale che era stato costruito per disciplinare
rapporti patrimoniali: ben presto la giurisprudenza si e' trovata in
difficolta', e nell'incertezza, piu' e piu' volte ha scelto di
estendere ai conviventi "pacsati" le norme che regolano il matrimonio.
In primo luogo la proposta di legge italiana ha rifiutato in modo
sistematico il ricorso alla previsione di un istituto o di un
meccanismo di registrazione. Non soltanto: si e' respinta anche l'
ipotesi del ricorso a una dichiarazione nella forma dell'atto pubblico,
quand'anche tramite una sterile procedura notarile o innanzi all'
ufficiale di stato civile. Nonostante quanto sostenuto, o meglio negato
dalla Ministra Bonino, questa e' la prima dimostrazione che si tratta
proprio della legge di Ruini. Certamente non quella di Zapatero, su
questo ci troviamo d'accordo. E neppure quella di Aznar o di Sarkozy.
Questa e' la legge di Ruini. I conviventi, al senso della proposta,
sono due persone maggiorenni unite da reciproci vincoli affettivi che
convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarieta' morale e
materiale. Gli altri requisiti stabiliti dall'articolo 2 chiariscono
che tali vincoli affettivi sono di natura non familiare. In altri
termini, tali vincoli sono quelli derivanti da un legame sentimentale o
da un rapporto di amicizia, parrebbe di capire (anche dalle parole dei
ministri che con tanta insistenza hanno voluto porre l'accento sulla
possibilita' per due anziani che convivono di usufruire per mutua
assistenza delle previsioni del ddl in oggetto... sempre che vivano
abbastanza). Ed allora: siamo certi che sia ragionevole riconoscere
diritti che comportano un onere per lo stato ad una coppia (o meglio un
paio, visto che la parola coppia pare un tabu' legislativo) di
conviventi legati da un rapporto di amicizia, o ai due anziani che
piace tanto citare? Si tratta di situazioni equiparabili a quelle di
due persone che non possano sposarsi o che in ogni caso scelgano un
progetto di vita comune? La risposta ci pare scontata. Per non dare
disturbo all'episcopato italiano si e' evitato, per l'appunto, di
ricorrere a qualsiasi meccanismo di riconoscimento pubblico. E qui
iniziano le ambiguita' paradossali. Si e' fatto ricorso al dpr. 30
maggio 1989, n. 223, che da vent'anni stabiliva una asettica
annotazione della convivenza anagrafica. Non soltanto. Per evitare che
la dichiarazione congiunta all'ufficio anagrafe (non all'ufficiale di
stato civile, si noti) avesse la parvenza di una "celebrazione" (e poi
questa non sarebbe la legge di Ruini?) si e' preferito consentire una
dichiarazione unilaterale, comunicata al convivente tramite lettera
raccomandata. L'invio di una lettera raccomandata alla persona cui si
e' legati da vincoli affettivi e, soprattutto, con cui si convive non
pare prova di grande sintonia e affetto. Sorge dunque una domanda
spontanea. Come fare a dimostrare l'esistenza del vincolo affettivo,
che, tra l'altro, pare non dovere essere necessariamente di natura
sentimentale? Non esiste una risposta a questa domanda. Il principio
della certezza del diritto si arena. L'impasse e' rilevante per una
legge dello stato che riconosce diritti, seppure azzoppati, opponibili
ai terzi e oneri per l'autorita' pubblica. La soluzione e' invece
sbrigativa: si fa ricorso alle sanzioni penali. Ma come si puo'
dimostrare l'intento fraudolento nell'ambito di una convivenza cosi'
come definita dal ddl, ossia in cui uno dei cui criteri e' l'esistenza
di vincoli affettivi di natura imprecisata? Una convivenza per lo piu'
comunicata anche soltanto da una delle parti e annotata secondo una
procedura standard? Dall'ambiguita' pare passarsi all'arbitrio puro,
all'assurdo, in cui la soluzione sbrigativa trovata dal genio
legislativo e', per l'appunto, la delega al tribunale penale. Abbiamo
ancora dubbi che questo ddl sia peggiore della legge francese sui pacs?
Verifichiamone gli aspetti sostanziali. Molto si e' detto sul diritto
di visita al convivente malato. Una questione di umanita', si e'
ripetuto. E' sorprendente percio' leggere all'articolo 4 del ddl che l'
ipocrisia del legislatore si spinge a tal punto da non riconoscere
espressamente tale diritto, ma a delegare alle strutture ospedaliere e
di assistenza pubbliche e private "la disciplina di accesso del
convivente per fini di visita e di assistenza". E' forse per timore di
recare pubblico scandalo nelle strutture ospedaliere gestite da
religiosi? Il dubbio sorge spontaneo, altrimenti davvero non v'e' altra
spiegazione ragionevole. Parrebbe un altro fioretto al cardinal Ruini.
Altrettanto sorprendente e' leggere all'articolo 5 che decisioni in
materia di salute in caso di incapacita' e in caso di morte possono
essere assunte dal convivente solo mediante atto scritto e autografo, o
con processo verbale alla presenza di tre testimoni. Pensavamo che
almeno fino a quel punto ci fossimo gia' giunti. O forse il senso della
norma e' la certezza dell'eliminazione dell'imbarazzo dell'atto
pubblico notarile per evitare il pubblico scandalo. Insomma, neanche le
decisioni in materia di salute e in caso di morte sono automaticamente
riconosciute dalla legge al convivente. In materia di assegnazione di
alloggi di edilizia pubblica, il ddl delega alle regioni, non
introducendo nulla di rivoluzionario, poiché gia' numerose regioni
"tengono conto" della convivenza more uxorio. Ancor meno
rivoluzionario, anzi, involutivo diremmo, e' l'articolo 8 in materia di
successioni nel contratto di locazione. Il legislatore stabilisce al
comma 1 un principio che il giudice costituzionale aveva stabilito vent'
anni prima, quando con sentenza 7 aprile 1988, n. 404 la Consulta aveva
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, l. 392/78
laddove non prevedesse la possibilita' per il convivente more uxorio
del conduttore defunto a succedergli nel contratto di locazione. Ma per
prudenza, il nuovo ddl stabilisce un termine di durata di almeno tre
anni. Stessa situazione paradossale e' delineata dall'articolo 9
riguardo le agevolazioni in materia di lavoro in relazione alla
residenza comune: laddove infatti alcuni contratti collettivi di lavoro
gia' stabilivano l'equiparazione delle coppie more uxorio ai coniugi,
il ddl prevede un termine di durata triennale che risultera'
peggiorativo proprio per quei contratti che non prevedevano alcun
termine. Si tocca il fondo con quelli che dovevano essere due punti
cardini di questa disciplina. La spinosa questione del riconoscimento
di diritti previdenziali e pensionistici viene miseramente rinviata a
data e modalita' da definirsi (l'unica certezza e' che non ci sara'
equiparazione tra conviventi e coniugi). Nulla di fatto. In materia di
diritti di successione, non solo si prevede un termine di durata di
nove anni (pare si sia optato per l'offerta promozionale, un numero ad
una cifra anziche' un numero a due) abbastanza ironico ed anacronistico
se si considerano le statistiche sulle separazioni e i divorzi (ma
forse il legislatore pone particolare fiducia nelle convivenze): il
convivente subisce un trattamento di sfavore rispetto al coniuge sia
per quanto riguarda l'aliquota fiscale, sia per i termini della
successione legittima, allorche' si stabilisce un concorso nella
successione legittima con fratelli o sorelle, o con parenti entro il
terzo grado in linea collaterale. In altri termini, il testamento
rimane, nonostante la legge, il sistema piu' sicuro per l'esecuzione
delle volonta' del de cuius. Se poi risulta sibillina, e probabilmente
di significato quasi nullo, la norma in materia di permessi di
soggiorno, completamente assenti sono i diritti fiscali, di assistenza
penitenziaria e sanitaria. Come la legge francese sul pacs, anche il
ddl italiano prevede la cessazione di tutti (o quasi, fatti salvi,
parrebbe, gli obblighi alimentari, che tuttavia intervengono a
convivenza gia' terminata e a determinate condizioni) i diritti e le
agevolazioni nel caso in cui uno dei conviventi contragga matrimonio.
Ad eccezione di questa situazione, la cessazione della convivenza non
viene neppur presa in considerazione. In altri termini, parrebbe che la
scelta, quand'anche non comunicata all'altra parte, di contrarre
matrimonio, porrebbe fine in modo automatico agli effetti della
convivenza. Qualche considerazione finale. Ci spieghino i signori
ministri come definire questo ddl, se non ambiguo, ipocrita,
insensibile, incoerente, inutile e tecnicamente mal fatto. Se c'erano
dubbi sulle pressioni del Vaticano, questo ddl offre una certezza: ci
troviamo chiaramente di fronte alla seconda legge clericale ed
ideologica dello stato italiano, dopo la legge 40 sulla fecondazione
medicalmente assistita. Una legge tanto manipolata da vescovi,
cardinali e sudditi al punto dall'essere, per l'appunto, incoerente,
ambigua e mal scritta, con il solo proposito di non urtare troppo le
gerarchie ecclesiastiche. Una legge quasi offensiva ed umiliante per le
coppie more uxorio. Non un testo leggero, ma tanto inopportuno da
essere ingombrante. Se poi si considera che questa lunga battaglia per
i diritti civili e' stata voluta e portata avanti dal movimento gay,
lesbico, bisessuale e transgender, la vittoria del Vaticano appare
ancor piu' lampante. Tra le voci dell'Oltretevere e della destra che
rifiutavano qualsiasi ipotesi di "simil-matrimonio" e quella del
Parlamento europeo che da 13 anni chiede l'estensione del matrimonio
per le coppie formate da persone dello stesso sesso o la previsione di
un istituto equivalente, il governo di centro-sinistra ha ascoltato le
prime. Non solo per tali coppie questo ddl non e' efficace in termini
di riconoscimento di diritti civili, ma e' discriminatorio, sia da un
punto di vista formale che sostanziale. E si badi che l'omofobia e'
pericolosa sia quando e' palese, sia quando e' strisciante, quando
assume le forme di benefico trattamento differenziato. In questi casi,
in quanto subdola, e' ancor piu' pericolosa. L'Italia rimane ai margini
dell'Europa. Ed a questo proposito consiglieremmo ai membri del governo
italiano di visitare con piu' assiduita' i colleghi dell'America
Latina, in quanto i progressi di Paesi come Argentina, Brasile,
Messico, Uruguay e Colombia in materia di riconoscimento dei diritti
delle coppie formate da persone dello stesso sesso appaiono invidiabili
dalla prospettiva di chi si trova arenato nel XIX secolo. A chi da oggi
iniziera' a guardare al "bicchiere mezzo pieno", facendo notare come
questo sia un punto di partenza, un breccia nel muro, un passo avanti,
chiederemmo soltanto di riflettere sulla natura del dibattito politico
nei mesi scorsi, a destra come a sinistra, di considerare le reazioni
della Chiesa, di confrontare il testo del ddl in discussione e tutte le
proposte depositate in Parlamento, dalla proposta iniziale sul Pacs,
che gia' veniva definita la "mediazione della mediazione oltre la quale
c'e' la rinuncia", di pensare che la legge dovra' ancora affrontare l'
iter parlamentare, dove ad attenderla ci sara' anche il centrodestra
che su questi temi mostra, ahi noi, una coerenza e compattezza molto
piu' forte. Se questo e' l'inizio, ci pare l'inizio della fine. Ci
viene piu' facile credere a Babbo Natale che alle prospettive di futuri
avanzamenti. Scusateci, ma... non possumus. - Stefano Fabeni - Maria
Gigliola Toniollo
Washington/Roma, 9 febbraio 2007 - www.larosanervosa.
net -


COMUNICATO STAMPA CIRCOLO MARIO MIELI
PRECISAZIONI CIRCOLO
MARIO MIELI SU CONFERENZA STAMPA NOVAT
Dalle pagine della cronaca
romana di Repubblica apprendiamo con stupore delle interpretazioni date
della conferenza stampa tenuta dal Coordinamento Facciamo Breccia ieri
a Palazzo Valentini che non rispondono assolutamente a verità.
Essendo presente come rappresentante del Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli, che aderisce alla manifestazione di domani, posso
testimoniare di una discussione dal tono profondamente politico sui
temi centrali della democrazia, della laicità delle istituzioni,
dell'autodeterminazione di donne e cittadini, di scuola e sanità
pubblica, dei diritti civili, dell'antifascismo. Questioni centrali nel
dibattito pubblico odierno e che rappresentano tutti ineludibili valori
costituzionali per il nostro Paese. Di fronte a tali preoccupate
analisi e alla molteplicità di realtà e sensibilità diverse e
variegate che aderiscono a questa grande mobilitazione, le critiche di
aver dato vita a una carnescialata o pagliacciata da esponenti politici
e istituzionali che non erano presenti appaiono del tutto strumentali e
indice di mancanza di argomentazioni più sostanziali e concrete su una
realtà che vede le ingerenze quotidiane e sfacciate del Vaticano e
delle alte gerarchie cattoliche sulla politica italiana e la nostra
autonomia democratica decisamente a senso unico. A meno che criticare
tale ingerenza non sia da considerarsi ormai del tutto inopportuno in
uno Stato Teocratico.
Andrea Maccarrone
Circolo di cultura Omosessuale
Mario Mieli
3497355715
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A – 00146 R O M A
tel. 065413985 – fax 065413971
3487708437

COMUNICATO STAMPA CIRCOLO MARIO MIELI
UNA LEGGE IRREALISTICA E PRIVA
DI UMANITA'
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli constata con
stupore che Ministri, fior fiore di giuristi e mesi di discussioni
hanno prodotto un disegno di legge così farraginoso, lontano dai reali
bisogni delle persone e assolutamente privo di umanità. L'elefante ha
partorito un topolino. La paura e l'ipocrisia hanno vinto. Il terrore
di scontentare qualcuno ha finito per scontentare tutti. Questa è una
legge che insulta l'intelligenza, è ipocrita, non è riformista ed è
scarsamente utilizzabile. Tutti i diritti "acquisibili" sono multipli
di tre, forse l'uso del dispari è stato scelto per non fare pensare
troppo alla coppia. L'affettività e la condivisione di responsabilità
hanno bisogno di nove anni per essere riconosciute, così come previsto
dal disegno di legge? Questa legge non ci soddisfa affatto, è
vergognosamente al ribasso e non può che spingerci a continuare la
nostra azione di lotta per pari diritti e pari dignità per le persone
omosessuali e transessuali, nonché per ottenere leggi degne di un
Paese civile che riguardino tutti. Riteniamo ancora di più necessarie
le nostre azioni di lotta, come l'appuntamento del 10 febbraio a Roma
(manifestazione NO VAT), del 10 Marzo sempre a Roma (Manifestazione
Diritti Ora!) e il grande Pride Nazionale Unitario del Movimento glbt
del 9 Giugno a Roma. Rossana Praitano Presidente del Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
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COMUNICATO STAMPA
ON. TITTI DE SIMONE
COPPIE DI FATTO: DE SIMONE
(RC), TESTO MODESTO E INSUFFICIENTE. CI BATTEREMO PER MIGLIORARLO IN
PARLAMENTO
"Un testo assai modesto rispetto al quadro europeo, e nel
complesso insoddisfacente, insufficiente e inadeguato rispetto alle
reali esigenze e aspettative delle persone che convivono, omosessuali
e eterosessuali''. Cosi' Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione
Comunista-Sinistra Europea in Commissione Cultura alla Camera,
comnmenta il testo sulle unioni civili presentato oggi al Consiglio dei
Ministri - Quel che e' certo e' che dovremo batterci per migliorarlo
in Parlamento. Capisco lo sforzo che e' stato fatto per determinare un
avanzamento, ma restiamo ancora molto indietro rispetto al passo
europeo dei diritti civili''. ''Molti punti critici- spiega De Simone -
li vediamo sulla durata minima della convivenza, troppo e
ingiustificatamente lunga, per potere usufruire dei diritti previsti,
e sul fatto, grave, che si rimandi il tema della reversibilita' della
pensione ad una futura riforma. Si aggiungono i bizantinismi
escogitati per la dichiarazione anagrafica, non piu' congiunta, ma
contestuale di entrambi i conviventi. Mi pare addirittura restrittiva
rispetto al provvedimento adottato dal Comune di Padova e votato dalla
stessa Margherita. Siamo decisamente al di sotto dei problemi veri".
FONTE Adnkronos

COMUNICATO STAMPA ON. LUXURIA E ON. DE SIMONE
COPPIE
DI FATTO: DE SIMONE-LUXURIA, SENZA CERTIFICAZIONE NON CI SONO DIRITTI.
INACCETTABILE OGNI GIOCO AL RIBASSO
''Sulle unioni civili ogni gioco al
ribasso e' per noi inaccettabile. Non si puo' pretendere con argomenti
pretestuosi di andare al di sotto di quanto previsto nel programma
dell'Unione''. Lo dichiarano le deputate del Prc-Se, Titti de Simone e
Vladimir Luxuria. ''Le questioni poste dai cosiddetti teodem risultano
assolutamente ideologiche -spiegano- La volontarieta' di due persone di
voler convivere deve essere certificata pubblicamente per farne
discendere diritti, per le persone e per lo Stato. Per farlo e'
necessaria una comune dichiarazione. Senza un riconoscimento pubblico
non ci sono diritti. Basterebbe, del resto, rispettare il programma
dell'Unione, che gia' rappresenta per noi un compromesso, per poter
porre fine a tutta questa vicenda''. FONTEAdnkronos


COPPIE DI FATTO:
DE SIMONE, SENZA GAY DDL E' CARTA STRACCIA
''Senza l'esplicito
riconoscimento dei diritti anche per le persone omosessuali il testo
sulle unioni civili si puo' anche buttare''. La presidente del comitato
Pari opportunita' alla Camera, Titti De Simone risponde cosi' alle
dichiarazioni dei quanti oggi chiedono l'esclusione delle coppie
omosessuali dal provvedimento sulle unioni civili al vaglio del
governo. ''Ogni giorno assistiamo ad attacchi di strumentali ed
ideologici - dice la de Simone - contro il riconoscimento pubblicistico
delle unioni civili, contro la dichiarazione anagrafica delle
convivenze, per l'estensione a 15 anni del periodo di convivenza per
ottenere la reversibilita' della pensione, per l'esclusione delle
coppie omossessuali. Siamo di fronte ad atteggiamenti razzisti -
prosegue la deputata del Prc -. Il programma su questo punto e' chiaro:
superare le discriminazioni e far crescere la societa' contro il
pregiudizio. Se dentro l'Unione c'e' qualcuno che vuole contrastare
quanto dettato dal programma elettorale, perche' spinto da uno spirito
omofobico, credo vada contrastato in quanto non in sintonia con il
nostro popolo. Se ascoltassimo i veti della Cei e le posizioni dei
centristi dell'Unione verrebbe fuori un teso che discrimina le coppie
di fatto non solo sul piano dell'orientamemento sessuale ma anche sul
piano della qualita' dei diritti. Il nostro e' un paese laico e come
tale deve comportarsi. Nel rispetto delle reciproche autonomie conclude
De Simone - considero inaccettabile che le gerarchie ecclesiastiche
cerchino di condizionare la stesura di una legge con l'obiettivo di
svuotarla sotto il profilo della qualita' dei diritti e dell'impianto
culturale''. FONTE ANSA.

COMUNICATO STAMPA
ON. TITTI DE SIMONE

COPPIE DI FATTO: DE SIMONE (RC), SENZA DIRITTI OMOSESSUALI LEGGE
INUTILE. SI MOLTIPLICANO I VETI, ITALIA DEVE COMPORTARSI DA PAESE
LAICO
"Senza l'esplicito riconoscimento dei diritti anche per le
persone omosessuali, il testo sulle unioni civili si puo' anche
buttare". La presidente del comitato Pari opportunita' alla Camera,
Titti De Simone risponde cosi' alle dichiarazioni dei quanti oggi
chiedono l'esclusione delle coppie omosessuali dal provvedimento sulle
unioni civili al vaglio del governo. ''Ogni giorno assistiamo ad
attacchi di strumentali ed ideologici -dice de Simone- contro il
riconoscimento pubblicistico delle unioni civili, contro la
dichiarazione anagrafica delle convivenze, per l'estensione a 15 anni
del periodo di convivenza per ottenere la reversibilita' della
pensione, per l'esclusione delle coppie omossessuali". "Siamo di fronte
ad atteggiamenti razzisti -prosegue la deputata del Prc-. Il programma
su questo punto e' chiaro: superare le discriminazioni e far crescere
la societa' contro il pregiudizio. Se dentro l'Unione c'e' qualcuno
che vuole contrastare quanto dettato dal programma elettorale, perche'
spinto da uno spirito omofobico, credo vada contrastato in quanto non
in sintonia con il nostro popolo". "Se ascoltassimo i veti della Cei e
le posizioni dei centristi dell'Unione verrebbe fuori un teso che
discrimina le coppie di fatto non solo sul piano dell'orientamemento
sessuale ma anche sul piano della qualita' dei diritti. Il nostro e' un
paese laico e come tale deve comportarsi. Nel rispetto delle reciproche
autonomie -conclude de Simone- considero inaccettabile che le gerarchie
ecclesiastiche cerchino di condizionare la stesura di una legge con
l'obiettivo di svuotarla sotto il profilo della qualita' dei diritti e
dell'impianto culturale''. FONTE Adnkronos

COMUNICATO STAMPA GAY
LIB
I GAY? TUTTI A SINISTRA !!!
CARO SILVIO, NOI GAY COME VERONICA:
VOGLIAMO LE SCUSE
LETTERA APERTA DI UN GAY DI DESTRA A SILVIO
BERLUSCONI
Carissimo Presidente; Eccomi qua, a sei mesi dalla mia prima
lettera aperta, costretto a scriverle di nuovo dalla mia piccola
tribuna di vicepresidente dell'unica associazione dichiaratamente gay e
dichiaratamente di centrodestra. Sì, ora glielo dico a brutto muso. Che
Lei lo voglia o meno ci siamo anche noi. Qui. Nella Casa delle Libertà.
Noi come quelle tante donne non avvenenti o, peggio, che hanno voglia
di dire la loro, di fare politica come ha fatto in maniera forse
discutibile ma certo non equivocabile sua moglie Veronica. Molte donne
si sono rifatte a lei e come lei, citando Catherine Dunne, hanno fatto
capire a troppi uomini che nelle loro vite, più spesso del dovuto, si
sono sentite La metà di niente. Così noi. Purtroppo e con una tristezza
che non immagina siamo costretti a farle sapere che ci sentiamo
addirittura meno della metà di niente. E' vero. Nel centrodestra i gay
sono meno che nel centrosinistra o forse, semplicemente, meno visibili
perché meno assidui ai gay pride, più attaccati a quegli ideali e a
quei valori di destra come la famiglia e il rispetto di un certo pudore
nel porsi di cui, invece, Lei magari ci immagina privi. Stiamo vivendo,
glielo dico, un periodo se possibile ancor più sconcertante di quello
in cui Lei ha governato. Cinque anni durante i quali anche noi, gay
attivisti della Casa delle Libertà, avevamo bene in mente che
programmaticamente non potevano esserci speranze. In quei cinque anni,
però, così come lo scorso 2 dicembre a piazza San Giovanni non abbiamo
smesso di sentirci parte di quel popolo delle libertà al quale con il
cuore e con la mente apparteniamo convinti, credendo nella possibilità
di trovare, senza esibizionismi o azioni eclatanti, almeno qualche
forma di collaborazione possibile. Fino allo scorso 2 dicembre, caro
Presidente, Le confesso che, io per primo, non avrei mai pensato di
udire da parte sua, sempre stimato come un vero liberale, parole
irriguardose contro una comunità che per una parte, sia pure
minoritaria, l'ha seguita, difesa e soprattutto votata sin dalla sua
discesa in campo. Invece no. Tristemente ora siamo passati allo
scherno. Forse, chissà, per essere di centrodestra nella sua testa che,
ce lo consenta e ci dispiace, ci pare sempre più lontana dalla realtà
viva che è la società italiana, per essere di centrodestra si deve fare
come quel tale che gira tra pagine internet e tv locali del Mezzogiorno
col cartello "Maschio 100%". Non basta più, evidentemente, essere
cittadini liberi che vogliono restare liberi, come Lei stesso affermava
nel 1994. Che tristezza profonda, signor Presidente, vivere in un Paese
in cui quasi si deve essere discriminati se si vuole essere accettati.
Noi, questa esigua minoranza, molto meno della metà di niente, molto
più che innamorati, inebriati addirittura di quell'ideale splendente
che è la Libertà non smetteremo un istante di credere e lottare dalla
parte giusta: il centrodestra. Quel centrodestra che in tutta Europa,
tranne che in Italia, è sveglio e maturo. Non ha paura e riconosce i
diritti e i doveri fondamentali degli individui e persino di quelle
entità che in Italia paiono diventate marziane che sono le "coppie",
per favore ma senza indugi anche omosessuali. Così, caro Presidente,
prima di assistere all'aborto legislativo che si preannuncia sarà la
proposta del centrosinistra, prima di dover andare in esilio in quanto
cittadini italiani gay discriminati per legge, solleviamo la testa con
l'ultimo spunto di orgoglio e anche noi come Veronica chiediamo le sue
scuse sentite e, mai come stavolta, motivate. Non permetteremo,
infatti, mai a nessuno, signor Presidente, di mettere in dubbio la
nostra legittimità, la nostra esistenza né tanto meno le nostre idee.
Con una stima profondamente decrescente
Daniele Priori
Vicepresidente
GayLib
Cell. 328/6323820
danielepriori@inwind.it
Nella foto in alto
Daniele Priori di Gay Lib


COMUNICATO RADIO POPOLARE
L'Altro Martedì
la trasmissione di cultura ed informazione omosessuale
di Radio
Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu
Martedì 13 febbraio dalle ore 22.40 alle ore 23.30 presenta bene-DICO o
male-DICO? Ospite AURELIO MANCUSO Segretario Arcigay Nazionale
Email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare - FM 107.600 streaming su www.
radiopopolare.it satellite Eutelsat Hot Bird 13° Est, Frequenza 12.111
MHz, Polarizzazione verticale.

COMUNICAZIONE ASSOCIAZIONE LUCA
COSCIONI
IN RICORDO DI LUCA, UNA GIORNATA PER LA RICERCA
20 febbraio
2007, a un anno dalla morte di Luca, abbiamo convocato una grande
giornata per la libertà di ricerca. Per questa giornata, e per darne
l'annuncio nei dieci giorni che la precederanno, vorremmo che si
organizzassero eventi, ovunque, anche nella tua città, chiedendo la
partecipazione di quanti hanno voluto sostenere la lotta di Luca nel
referendum sulla fecondazione assistita. Tutti gli eventi che ti
chiediamo di organizzare, in questi dieci giorni a partire dal prossimo
week-end, magari coinvolgendo i comitati referendari locali che al
tempo del referendum sulla fecondazione assistita sono stati
costituiti, saranno immediatamente pubblicizzati sul nostro sito, e su
tv e giornali anche nazionali che speriamo di coinvolgere nelle
prossime ore. Il 20 febbraio sarà la giornata per chiamare tutti a
raccolta, per ripartire, perché le speranze di milioni di malati non
hanno tempo da attendere. Quel tempo che - diceva Luca - "non possiamo
aspettare", sarà accorciato se ciascuno di noi da subito si impegnerà
per una grande giornata per la libertà di ricerca, anche in memoria
dell'uomo che in Italia l'ha fatta vivere... CONTATTI: 06-68979286
EMAIL:info@associazionecoscioni.org


DIECI "STRANEZZE"
CHE NOI GAY
PROPONIAMO
DI CORREGGERE
Articolo di Aurelio Mancuso, di analisi
dell'articolato, svolta grazie al supporto dei giuristi Arcigay
Notiamo
quasi con ironia, che i giornali di tutta Italia si sono lanciati in
analisi ardite rispetto al disegno di legge approvato dal Consiglio dei
Ministri. Un disegno di legge, appunto, quindi, che avrà un iter
parlamentare non facile, anzi molto accidentato. Dove la cosa più
probabile che accadrà, visto che si parte dal Senato è che i teo dem
affilino le armi, cercando di svuotare ulteriormente un provvedimento
già assai zoppicante e pasticciato. Lasciamo da parte, almeno per una
volta gli anatemi dei vescovi italiani, che sembrano ormai concentrati
solamente sulle coppie conviventi, d'altronde descritte dal cardinale
di Torino come la rappresentazione del diavolo (poveretto con tutto
quello che ha da fare…), per accendere invece i riflettori sul testo
licenziato in sede ministeriale. Ebbene eccoci al testo. Partiamo all'
articolo 1, vero paradigma del pensiero riformista del nuovo partito
democratico: non dire ciò che bisognerebbe dire, cercando di dire il
meno possibile. Davvero una comica, che si esplica nella sottoscrizione
"contestuale", ma non congiunta di convivenza. Sapete qual è la
preoccupazione di fondo? Non dare modo ad alcun peccatore e peccatrice
convivente di poter nemmeno accennare ad un festeggiamento, o
cerimonia, né davanti alla povera ed incolpevole impiegata dell'
anagrafe, né nel raggio di un chilometro quadrato (chiese incluse
naturalmente). La dispersione del riso verrà vietata con un regolamento
attuativo, che prevederà pure il divieto di portare all'occhiello
fiori, di vestire in modo elegante o troppo colorato, e l'installazione
di un macchinario apposito che vaglierà la veridicità matrimoniale
delle fedi al dito. Vi è poi da aggiungere che la dichiarazione tramite
raccomandata, è il massimo dell'ipocrisia ed inoltre apre il varco alle
false convivenze. Proprio sul tema delle convivenze il disegno di legge
è confuso, infatti, la convivenza è la condizione indispensabile per
effettuare la dichiarazione, ma dateci l'opportunità che sia perlomeno
agibile rispetto alla possibilità di regolarizzare il partner straniero
privo di permesso e, che ci siano punteggi nelle graduatorie lavorative
per il ricongiungimento al partner con cui si vuole andare a convivere.
Inoltre impedire che si possa dichiarare una convivenza con l'
amministratore di sostegno è in contrasto con l'attuale legislazione
vigente che prevede già che sia proprio il coniuge o il convivente ad
assumere questo ruolo. Altra assurdità dai connotati un po' burleschi è
il fatto che nell'articolato, manca la possibilità di recesso della
dichiarazione, che è in contrasto con il fatto che la stessa è resa in
modo volontario. Boh magari non se sono accorti… Qualcuno ci spiega
perché non è prevista la comunione dei beni? Forse perché nel grande
turbinio di incontri, emendamenti e contro emendamenti, non si è
pensato alle condizioni concrete delle persone, Per continuare con l'
analisi della legge, ci sembra assurdo che l'accesso alle strutture
sanitarie, non sia un diritto garantito ed invece lasciato alla buona
volontà dei singoli ospedali. Ma diamo i numeri? Ma chi ha deciso una
cosa simile? E' come a dire ogni medico o responsabile di struttura
sanitaria, cattolico integralista, omofobo ed anti libertario si può
prendere il gusto del negare il permesso, alla faccia del diritto!
Passiamo poi alla reversibilità della pensione che viene rimandata alla
successiva riforma, e quì Ponzio Pilato non poteva fare di meglio:
volete almeno esplicitare in modo chiaro i principi e definire i tempi?
Potremmo scrivere un trattato su questa legge, ma poniamo ancora alcune
semplici questioni: nella legge il permesso di soggiorno, è possibile
solo per il partner straniero già regolarmente soggiornante in Italia,
quindi, a dire tutti gli altri si arrangino; per quanto riguarda la
successione ereditaria, i nove anni previsti sono troppi e
discriminatori. va, inoltre, introdotta la successione necessaria per
il partner convivente e parificata la tassa di successione a quella
prevista per i familiari; ci piacerebbe, se non è troppo disturbo, che
la successione nel contratto di locazione, sia immediata, come tra l'
altro ha già stabilito dalla Corte costituzionale e non legata ai tre
anni di convivenza. Infine, per l'impresa familiare, viene riconosciuta
al partner la partecipazione agli utili, ma non ai miglioramenti dell'
impresa e non si tiene conto del lavoro casalingo. Come si vede, grazie
al lavoro instancabile e prezioso dei nostri giuristi, Arcigay propone
dieci sostanziali modifiche riformiste e di buon senso, che ci
permetterebbero di affermare che il disegno di legge può essere un buon
punto di partenza. Ma per ora si è dovuto dare retta a Rutelli, che da
vero e sincero omofobo si è opposto strenuamente fino all'ultimo
minuto, affinché nella legge scomparissero le coppie dello stesso
sesso. Quindi, ora inizia una fase politica nuova che vivrà in
Parlamento e nel Paese. Per questo Arcigay e tutto il movimento lgbt
italiano organizza per il 10 marzo una grande manifestazione nazionale
a Roma dal titolo eloquente "Sveglia è l'ora dei diritti!". FONTE Il
Riformista. INVIATO DA C.S.U. (Centro Studi Ulrichs)


UNA RIFLESSIONE
SUI DICO – OVVERO I "PACS" –
E LA RELIGIONE
di Andrea Panerini
"Un
popolo morale trova sempre un governo degno di sé" G. Mazzini
Inizio
questo breve intervento segnalando innanzitutto la gretta provincialità
dei nostri politici, che li porta a ribattezzare ogni cosa, compresi i
Pacs, un acronimo che poteva rendere benissimo anche in italiano (Patti
civili di solidarietà, definizione che delimitava in maniera molto più
appropriata la regolamentazione delle coppie di fatto). No, i nostri
politici hanno la presunzione di insegnare agli altri e in tutto il
mondo ci ridono alle spalle (pensiamo a Rutelli che vorrebbe i
socialisti europei in un Partito democratico continentale per esportare
e giustificare quello nostrano che deve ancora nascere - se mai nascerà
e in quali condizioni). E allo stesso modo la nostra classe dirigente
fa una pessima figura con questa bozza abbastanza informe che dovrebbe
dare diritti civili. Apprezzo moltissimo lo sforzo - veramente
encomiabile - delle ministre Pollastrini e Bindi, che hanno mediato tra
le mille anime della coalizione di centrosinistra e sono state
assediate da una campagna mediatica violentissima orchestrata dal
Vaticano che denunciava "lo svilimento della famiglia". La povera Rosy
Bindi quasi scomunicata e attaccata dai giornali clericali mi ha fatto
una enorme tenerezza. Non ripeterò qui il mio concetto di laicità, che
ho già molte volte espresso sulla stampa e nella rivista che mi onoro
di dirigere, ma al "non possumus" del clero cattolico romano, noi
dobbiamo rispondere con il "possumus" della libertà dei figli del Padre
che credono in Gesù il Cristo, colui che ha detto che "Ebbene, vi
assicuro che le prostitute e i pubblicani vi passano avanti ed entrano
nel regno di Dio" (Mt 21, 31). E tutti, credenti e non credenti,
possiamo in questo caso ripararci dietro la croce di Gesù nel ribadire
la separazione tra Stato e religione. "Date a Cesare ciò che è di
Cesare e a Dio ciò che è di Dio" (Mc 12, 17). D'altronde le coppie di
fatto non sono per nulla "l'eclisse di Dio" come annunciato in maniera
apocalittica dal Papa, ma sono una realtà sociale ben presente nel
nostro paese e regolamentarle seriamente significa mettere al riparo
molti cittadini da gratuite discriminazioni e valorizzarli come
elemento di stabilità sociale. Semmai "l'eclisse di Dio" è lo scandalo
di uomini che pretendono di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato
a tutti, non tenendo conto dell'amore verso i propri fratelli
proclamato dal Risorto. Un cristianesimo davvero singolare, quello
della Curia vaticana. Non voglio entrare nel merito specifico del
disegno di legge, ma noto l'ennesima ipocrisia nel punto della
dichiarazione che è presentata "congiuntamente" ma non in maniera
congiunta dai contraenti e in dichiarazioni separate che si possono
notificare, con una espressione che è una mostruosità giuridica, per
raccomandata con ricevuta di ritorno. Si accusava le coppie di fatto di
fuggire dai doveri e quindi di non potergli dare dei diritti, il che è
giusto, oserei dire mazzinianamente giusto. Ma qui si impedisce a
queste coppie, che siano etero o omosessuali, di prenderseli questi
doveri, umiliando il loro rapporto d'amore per mezzo di una
raccomandata, invece di potersi assumere, in coppia, diritti e doveri
davanti allo Stato (e io aggiungo anche davanti a Dio, almeno nel loro
cuore, se sono credenti). Aggiungo pure che i restanti diritti previsti
dal disegno di legge (previdenziali, per gli affitti, per l'assistenza
sanitaria) implicano lunghi periodi di convivenza che non esistono in
nessun altro paese occidentale e sono formulati in maniera vaga ed
equivoca. Facile quindi dire, che si tratta di un brutto compromesso al
ribasso all'italiana. Nonostante questo, penso non siano possibili,
vista l'attuale situazione politica e parlamentare, grossi cambiamenti
alle Camere. Pur brutto e pasticciato, preoccupiamoci di farlo passare
questo provvedimento, perché in caso contrario si profila una grossa
sconfitta per tutto il movimento laico del nostro paese e per tutti i
cristiani che non si riconoscono nel Vaticano (e sono tanti, molti di
più di quello che le statistiche dicono). Una volta approvata questa
brutta legge, se cambierà il clima politico e le formazioni laiche
avranno numeri maggiori alle prossime elezioni, potremo pensare di
migliorarla, ma serve un chiaro cambiamento culturale e civile non solo
di tutti i cittadini ma anche e soprattutto della nostra avvizzita
classe dirigente. Direttore de "Il libro volante" - www.librovolante.
eu


COMUNICATO AXTEISMO
Per il Guardasigilli Mastella l'ebraismo è
religione di serie "B"
Per esporre legittimamente il crocifisso
cattolico nelle aule giudiziarie è sufficiente una semplice circolare
del Ministro di Giustizia, anche se risalente all'epoca fascista: per
poter esporre, invece, la menorà degli ebrei occorrerebbe -si badi bene-
l'emanazione di un'apposita legge da parte del Parlamento! Con questa
singolarissima motivazione il Ministro di Giustizia Clemente Mastella
ha liquidato, durante il question time del 7 febbraio scorso, l'On.le
Maurizio Turco che gli chiedeva come mai il suo Ministero avesse
vietato al Giudice di Camerino Luigi Tosti di esporre, a fianco del
crocifisso, il suo simbolo, cioè la menorà ebraica. Il Guardasigilli
Mastella ha ritenuto infondata la pretesa dei dipendenti ebrei di
godere della stessa dignità e degli stessi diritti religiosi che lo
Stato accorda ai dipendenti cattolici, richiamando l'ordinanza n.
12/2006 del Consiglio Superiore della Magistratura con la quale la
pretesa del giudice Tosti di esporre la menorà è stata ritenuta
"infondata". "Evidentemente il Ministro di Giustizia Mastella non ha
letto con la dovuta attenzione quell'ordinanza -così commenta il
diretto interessato dr. Tosti- perché non ha considerato che il CSM ha
sì affermato che la menorà non potrebbe essere esposta se non dopo
l'emanazione di una legge, ma partendo dal presupposto che "anche"
l'esposizione dei crocifissi nelle aule giudiziarie è da ritenere del
tutto illegale, appunto perché disposta con semplice circolare, anziché
con legge. Il CSM, dunque, non ha fatto quell'assurda discriminazione
tra la religione cattolica e l'ebraismo che ha invece fatto il Ministro
Mastella. Mi sembra alquanto grave che il Guardasigilli, dopo aver
pubblicizzato la presentazione di disegni di legge anti-revisionismo
nella giornata della memoria, si renda artefice di discriminazioni di
stampo razzistico-religioso proprio nei confronti dell'ebraismo. Mi
sembra altrettanto grave che il Ministro non si adegui alle pronunce
della Cassazione e del CSM, che hanno "bocciato" la presenza dei "suoi"
crocifissi nelle aule giudiziarie, e preferisca invece condividere le
circolari di un regime dittatoriale razzista come il Fascismo: di
fronte a tanta coerenza sarà forse opportuno che la celebrazione
annuale della shoah venga ribattezzata, in Italia, come "giornata della
memoria corta" Luigi Tosti - tosti.luigi@alice.it - mobile 3384130312
- tel. 0541789323 - via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Fonte:

http://nochiesa.blogspot.com


COMUNICAZIONE
GRUPPO DEL GUADO
CON
QUEI PANTALONI NERI
Sabato 17 Febbraio - Ore 17.00 - Sede di Via
Soperga 36 Trattenimento, rispetto e tutto quel che "o core nun ce
dice" grazie a video ed ascolti di Mina nonché qualche verso di Dante a
cura di Ottavio Brigando Già lo scorso anno, Ottavio Brigandì, ci ha
fatto capire come partendo dalla magia delle interpretazioni di Mina si
può sviluppare un discorso 'alto', capace di toccare quei temi legati
al significato ultimo di quanto ci capita. Per questo motivo gli
abbiamo chiesto di ripetere l'esperimento e di proporci qualche altro
momento di ascolto e di riflessione incentrato sull'attività artistica
di una cantante che, anno dopo anno, è diventata una vera e propria
icona gay. Lui ci ha proposto una selezione di brani e di video per
molti versi soprendenti, in cui il sacro e il profano si mischiano e si
incontrano nell'umano che accomuna tutti noi. Gruppo del Guado -
Cristiano Omosessuali Milano Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo,
MM3 Centrale). Telefono: 346 308 19 01


OMBRE ROSSE CAPEZZUTE A FORT
APACHE E L'ASSEDIO DI FORT SOLFERINO


Ombre Rosse sul Massacro di
Fort Apache con Sfida infernale all'OK Corral
Prologo: Per il Capitano
York l'esercito è la sua grande famiglia mentre per il Colonnello
Turner, che cerca ad ogni costo di rivalutarsi sfidando il Capezzuto
Capo Cheyenne, è un feudo su cui dominare a capriccio con intorno una
truppa di donne che, in quanto a coraggio nello stilare i suoi
comunicati stampa, nulla hanno da invidiare alle silenti ed obbedienti
Squow di Toro Seduto. Primo tempo: Il Generale Turner, retrocesso a
Colonnello e automandatosi al comando di Fort Apache, non si rassegna a
restare nell'ombra rossa di Nicola Rossi e a Stelle e Strisce rosse e
azzurre di Daniele Capezzone. Vuole il suo nome in ditta, La Pannella &
Volonterosi Group Srl, a lettere d'oro nella storia degli Stati
Generali dei Volentorosi a rischio di macellare partito, galassie di
partito, militanti e militonti. Muoia Sansone con tutti i Filistei:
porterà le carte in Tribunale e chiuderà il Partito Radicale. E
massacro sarà. Secondo tempo: Mentre nella Valle dei Monumenti perduti
della Camera dei Gran deputati Sioux i prodi cavalleggeri dei
Volenterosi, nelle mitiche Giubbe rosse e Giubbe azzurre, acquattati e
silenti, si tengono pronti a tutto pur di non farsi espugnare dalla
Sfida infernale all'OK Corral del Colonnello Turner, il Capo Cheyenne a
Stelle e Strisce si incazza, si fa tre canne e un narghilè e gli fa un
q come la capanna dello Zio Tom. Prima che il massacro si trasformi in
carneficina, il Generale York fa osservare cinque minuti di assordante
silenzio a Radioradicale mentre con lunghi e angosciosi sguardi dalla
collina di Fort Montecitorio, dove sono ammassate le retrovie, le
mitiche Giubbe rosse e Giubbe azzurre guardano impotenti lo sterminio
di militanti, militonti e fratelli radicali la cui lealtà al Capo non
può esser messa alla prova. Fine: No, non tutti gli eroi che le Squow
aspettano, in dignitosa e Ministeriale Boninica apprensione, lasceranno
la vita nell'impresa assurda del Colonnello Turner. Ma che fa Pannella?
Dal Bar Ombre Rosse di Piazza de' er Cannarone dove se fa un maritozzo
co la crema e minaccia de sposa' la prostituta de Dallas appena
conosciuta, telefona a Bordin che sta sparando dal tetto della
diligenza di Radioradicale il più liberatorio Arrivano i Nostri! della
cavalleria dei Volenterosi con tanto di tromba che azzera la carica del
cellulare martirizzato da Pannella ogni volta che il paziente, mitico,
Bordin, o l'ombra domenicale capezzuta di Capezzone, stanno a fa' la
rassegna stampa. Ma perchè Pannella telefona a Bordin? Per impugnare i
microfoni e sferrare l'ennesimo assedio a Fort Solferino con l'ennesimo
cazziatone a direttore e vicedirettore del Corriere della Sera rei di
dare "visibilità" a Volenterosi e Capezzone e meno a lui. E colpevoli,
sopratutto, di non propagandare, nonostante i suoi tampinamenti
quotidiani e domenicali, i Volenterosi come organo militante e
militonto della "Galassia" del Partito Radicale. Tutto qua. "Ombre
rosse" e "Il massacro di Fort Apache", due film capolavoro di John
Ford. Giuliana D'Olcese già membro eletto del Comitato Nazionale
Radicali Italiani


NESSUNO TOCCHI CAINO
10.02.2007
MORATORIA.
DANIMARCA SOSTIENE INIZIATIVA ITALIANA - 1 febbraio 2007: il ministro
degli esteri danese Per Stig Møller ha smentito la notizia secondo cui
il suo paese si opporrebbe all'iniziativa italiana per la moratoria
universale sulla pena di morte. Secondo il giornale britannico The
Independent, in occasione del meeting dei ministri degli esteri Ue a
Bruxelles, Danimarca, Olanda e Ungheria avrebbero votato contro la
proposta italiana, sostenendo la posizione britannica secondo cui la
moratoria creerebbe difficoltà agli Stati Uniti. Ribadendo la
contrarietà della Danimarca alla pena capitale, Per Stig Møller ha
definito come "completamente falsa" l'informazione data dal giornale
inglese. Nel meeting di Bruxelles – ha detto il Ministro al quotidiano
danese Politiken - l'Italia ha proposto che della questione venisse
investita la Presidenza tedesca, con l'incarico informale di sondare le
possibilità di riaprire il dibattito sulla moratoria durante la
sessione in corso dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "E c'è
stato sostegno per questa proposta", ha precisato. La Danimarca – ha
concluso il Ministro – non vacillerà nel suo supporto ad una moratoria
universale e su questo continuerà a sostenere l'iniziativa italiana.
CONGRESSO MONDIALE. CAPPATO, RISULTATO POSITIVO - 3 febbraio 2007: Il
Congresso mondiale contro la Pena di morte, riunitosi per tre giorni a
Parigi, si è concluso con una dichiarazione che contiene per la prima
volta nella storia del movimento abolizionista l'unanime riconoscimento
dell'importanza di una moratoria universale decisa dall'ONU. Lo ha
dichiarato l'eurodeputato radicale Marco Cappato, che ha partecipato al
Congresso insieme agli altri componenti della delegazione di Nessuno
Tocchi Caino e del Partito Radicale Nonviolento Marco Pannella,
Elisabetta Zamparutti, Marco Perduca, Antonio Stango, Yuliya Vassilyeva
e Max Rizzo. Dopo aver infatti reiterato la richiesta a tutti i Paesi
di abolire la pena di morte e di fermare tutte le esecuzioni, il
Congresso, "riconoscendo il grande valore che avrebbe per l'abolizione
della pena di morte nel mondo il successo di una risoluzione
dell'assemblea generale, invita i Paesi membri delle Nazioni Unite a
fare tutto quanto è loro possibile per assicurare l'approvazione di una
risoluzione che chieda una moratoria immediata e universale delle
condanne a morte e delle esecuzioni in vista dell'abolizione
universale". Insieme all'impegno della Francia e del Presidente Chirac
– ha sottolineato Cappato - si tratta di un risultato positivo e
importante che rafforza l'iniziativa del Governo italiano in corso alle
Nazioni Unite.
USA. ESECUZIONI SOTTO ESAME - 3 febbraio 2007: la pena
di morte negli Stati Uniti sta subendo un processo di revisione senza
precedenti: mentre a Parigi la tre giorni mondiale sul tema si e'
conclusa con una richiesta di moratoria universale, circa un terzo dei
38 Stati Usa che applicano la pena capitale ha sospeso o posticipato le
esecuzioni, per risolvere questioni legali ed etiche che si fanno
sempre piu' pressanti. La maggior parte dei dibattiti riguarda
l'iniezione letale, metodo di gran lunga piu' usato nel paese, da tempo
bersaglio delle critiche dei gruppi abolizionisti che denunciano il
rischio che il condannato soffra durante l'esecuzione. L'ultimo Stato
che ha deciso di sospendere le esecuzioni, di cui due fissate a
febbraio, e' stato ieri il Tennessee, proprio per rivedere le procedure
dell'iniezione letale. Il governatore Phil Bresesen ha giustificato lo
stop al boia, che durera' 90 giorni, affermando che le norme scritte
per l'iniezione letale non sono precise e devono essere corrette.
Bresesen ha ribadito di essere a favore della pena capitale, ma ha
ammesso che ci sono 'mancanze nelle nostre procedure scritte che non
sono adeguate a evitare errori in futuro'. Uno dei punti non chiari, ha
spiegato, e' la quantita' di sostanze da somministrare al condannato.
In Florida le esecuzioni sono state bloccate lo scorso anno, dopo che
un condannato ha impiegato ben 34 minuti a morire perche' gli aghi che
iniettavano il mix letale non erano correttamente inseriti. Anche la
Carolina del Nord ha fermato temporaneamente la pena di morte, per
decidere se i medici debbano essere presenti nel corso delle
esecuzioni. Poche settimane fa, il governatore dell'Ohio ha bloccato
tre esecuzioni per valutare attentamente gli appelli di clemenza.
'Nonostante molte delle sospensioni siano legate alle procedure per le
iniezioni letali", ha detto Richard Dieter, capo dell'abolizionista
Death Penalty Information Center, 'l'apertura di tribunali, governatori
e legislatori a riconsiderare problemi che sembravano risolti e' un
segno di grande disagio nei confronti della pena di morte'. L'Illinois
e il New Jersey – ricorda il gruppo di Dieter - hanno una moratoria
formale su tutte le esecuzioni, mentre i problemi legati all'iniezione
letale hanno bloccato le esecuzioni in Arkansas, California, Delaware,
Maryland, Missouri e Sud Dakota. Nei sondaggi la maggioranza dei
cittadini americani risulta a favore della pena capitale, ma il numero
e' calato da quando e' stata introdotta nei tribunali l'opzione
dell'ergastolo senza condizionale. Dall'inizio del 2007, gli Stati
Uniti hanno praticato quattro esecuzioni, tre in Texas e una in
Oklahoma. Il numero totale delle condanne eseguite dal 1976, quando la
pena di morte e' stata reintrodotta negli Usa, e' salito a 1.061. Le 53
esecuzioni dello scorso anno hanno segnato il numero piu' basso degli
ultimi 10 anni.
IRAN. NAZANIN LIBERA MA ALTRE DUE DONNE SONO CONDANNATE
A MORTE - 7 febbraio 2007: Tahmineh Danesh, 35 anni, è stata condannata
a morte da un tribunale di Teheran, che l'ha riconosciuta colpevole di
omicidio. Di origine curda, Danesh è stata arrestata due anni fa per
aver ucciso il suo aggressore che tentava di violentarla. La condanna
capitale nei suoi confronti è stata emessa in base alla ghisas, ossia
la 'legge del taglione'. Il 2 febbraio, sempre a Teheran, la corte d'
appello ha confermato la condanna a morte di un'altra donna, la 20enne
Delara Darabi, giudicata colpevole dell'omicidio della cugina. Delara
avrebbe commesso l'omicidio nel 2000, quando aveva 17 anni. Due
settimane prima la ragazza aveva tentato il suicidio in carcere. Il
giorno prima Nazanin Fatehi, 19 anni, è stata rilasciata dal carcere di
Evin. Nazanin era stata condannata all'impiccagione nel gennaio 2006,
la condanna era poi stata annullata nel maggio 2006 dalla Corte Suprema
iraniana, che aveva ordinato un nuovo processo. Lo scorso gennaio, il
tribunale aveva rinunciato ad emettere nei suoi confronti una condanna
capitale, riconoscendo che la ragazza aveva ucciso il suo aggressore
per difendersi da un tentativo di stupro. Il tribunale ha tuttavia
riconosciuto un eccesso di difesa, stabilendo che Nazanin – 17enne all'
epoca dei fatti - debba pagare un risarcimento in denaro alla famiglia
dell'ucciso, decisione contro cui gli avvocati della giovane
presenteranno appello. La donna è stata scarcerata dopo il pagamento di
una cauzione di 400 milioni di rials (circa 43.000 dollari Usa). La
somma è stata messa insieme grazie soprattutto alle donazioni delle
comunità iraniane all'estero.
PENA DI MORTE. ESCLUSIONE DI NESSUNO
TOCCHI CAINO DAL CONVEGNO DI FIRENZE, FATTO DI ELOQUENTE E GRAVE
SIGNIFICATO - 5 febbraio 2007: "E' di eloquente e grave significato la
decisione del Presidente del Consiglio della Regione Toscana, Riccardo
Nencini, di escludere totalmente dal Convegno odierno di Firenze
l'unica organizzazione, Nessuno tocchi Caino, che in questi anni ha
fatto della moratoria universale delle esecuzioni capitali la sua
ragione di esistenza e di lotta", hanno dichiarato Elisabetta
Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino e di Radicali Italiani e
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani. "Grazie
all'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, avviata con lo sciopero
della sete per l'iniziativa 'Nessuno tocchi Saddam', convertito poi
nello sciopero della fame sull'obiettivo più generale della moratoria
universale delle esecuzioni capitali, si registra oggi un sostegno
eccezionale, senza precedenti alla campagna. Con l'attenzione del
Presidente della Repubblica, l'impegno del Presidente del Consiglio e
del Ministro degli Esteri, il sostegno di quasi tutti i leader
politici, compreso il leader dell'opposizione, è realistico sperare che
in queste settimane si possa raggiungere l'obiettivo per cui Nessuno
Tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e
Transpartito, lottano da quattordici anni, arrivando al passaggio
decisivo del voto in Assemblea Generale dell'Onu, già nella sessione in
corso. La Regione Toscana ha evidentemente deciso di non tener conto e
calpestare tutto questo".

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05 febbraio 2007

news 5 febbraio

BULLISMO: PARTE A BOLOGNA CORSO PER INSEGNANTI SCUOLE PROMOSSO DA ARCIGAY
E' autorizzato dal ministero dell'Istruzione, finanziato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e promosso
da Arcigay. "Gli adolescenti gay i più bersagliati fra i banchi di
scuola". Chi è interessato può presentarsi al primo incontro, lunedì 5
febbraio. Tra i banchi di scuola "frocio" e "finocchio" sono insulti
abituali tra gli studenti. Non sorprende quindi che, secondo le più
recenti indagini, due persone omosessuali su tre siano state vittima di
bullismo, a causa del loro orientamento sessuale, durante l'adolescenza
e in particolare a scuola. Parte lunedì a Bologna "Educare al
Rispetto", corso di formazione rivolto agli insegnanti e al personale
non docente delle scuole medie e superiori, autorizzato dal ministero
dell'Istruzione, finanziato dalla Fondazione del Monte di Bologna e
Ravenna e promosso da Arcigay. Il progetto intende insegnare a
prevenire e affrontare situazioni ed episodi di bullismo, con
particolare attenzione al bullismo infarcito di disprezzo e violenza
contro le persone omosessuali (bullismo omofobico). Direttore
responsabile del corso è Luca Pietrantoni, psicologo e ricercatore
presso l'Università degli Studi di Bologna. Il primo incontro con gli
insegnanti si terrà, lunedì 5 febbraio, dalle ore 15 alle 18, presso l'
Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell'educazione, sala
riunioni, via Filippo Re, 6. "Nelle scuole, tra adolescenti, i commenti
verbali dispregiativi verso lesbiche e gay, gli insulti a volte
accompagnati da minacce o veri e propri atti di violenza fisica, sono
molto frequenti - spiega Raffaele Lelleri, sociologo e coordinatore di
'Educare al Rispetto' -. Questo provoca negli adolescenti omosessuali e
bisessuali, e in quelli che stanno prendendo coscienza della loro
omosessualità, forte sofferenza, isolamento e senso di vulnerabilità.
Il nostro obiettivo è fornire al personale scolastico strumenti e
competenze per rendere la propria scuola un ambiente più sicuro e
accogliente per ragazzi gay e ragazze lesbiche, e più in generale per
tutti gli studenti esposti ad aggressioni psicologiche o fisiche.
Fondamentale è favorire il diffondersi di una cultura dell'integrazione
e del rispetto a partire dallo stesso personale docente". Il progetto
coinvolgerà le città di Bologna e Faenza, articolandosi, in ciascuna
città, in tre incontri di tre ore ognuno a cadenza settimanale. A
Bologna, il primo appuntamento di lunedì prossimo sarà seguito da
quelli di lunedì 12 e 19 febbraio, stessa sede e stessa ora. A Faenza
si partirà lunedì 26 febbraio e si proseguirà lunedì 5 e 12 marzo,
presso la sede della Consulta faentina delle associazioni di
volontariato, via Laderchi, 3. I corsi saranno tenuti dal dottor Marco
Lazzarotto Muratori, psichiatra e psicoterapeuta, e dal dottor Matteo
Martelli, responsabile progetto scuola del comitato Arcigay "Il
Cassero" di Bologna. Per informazioni e adesioni è possibile recarsi
direttamente al primo appuntamento del corso o rivolgersi a Matteo
Martelli, cell. 347-3060852, email: scuola@cassero.it. Ufficio stampa
Arcigay


COMUNICATO ARCILESBICA ROMA
E' stato approvato presso il consiglio del Municipio VI di Roma, ad assoluta maggioranza, composta
da Ds, Prc, Margherita, Rnp e Verdi, un ordine del giorno in cui si
richiede all'anagrafe del municipio di attestare le unioni affettive.
L'ordine del giorno è stato presentato dal consigliere del Partito
della Rifondazione Comunista Francesco Sirleta, a cui vanno i nostri
ringraziamenti. Questo provvedimento consentirà a tutte le coppie di
fatto residenti, di ottenere i permessi lavorativi retribuiti per
l'assistenza in caso di malattia, ed il diritto di visita presso gli
ospedali. Ringraziamo la nostra compagna Celeste Buratti, segretaria
del circolo di Roma e appartenente alla consulta GayLeft dei
Democratici di Sinistra, che ha seguito e sostenuto l'approvazione
dell'ordine del giorno. Arcilesbica Roma V.le G. Stefanini, 15 TEL.
06/4180211 ( www.arcilesbica.it/roma)


COMUNICATO STAMPA MARIO MIELI
LA BRECCIA SI È CHIUSA
Sulle coppie di fatto, il presidente del
Consiglio Romano Prodi ha detto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano
che ascolterà la Chiesa. "Mi sono sempre posto questo problema" di
dialogare con la Chiesa e di tener conto dei suoi timori sulla vicenda
delle coppie di fatto, ha detto il premier a margine della visita
all'Istituto di cultura italiano ad Addis Abeba. "Condivide le parole
del capo dello Stato secondo il quale bisogna tener conto dei timori
del Vaticano?" hanno chiesto i giornalisti. "Ma figuriamoci. Mi sono
sempre posto questo problema. E me lo sono sempre posto fino in fondo"
- assicura Prodi. "L'ho sempre avuto presente, ogni volta che abbiamo
toccato questo tema e non cesserò di tenerlo presente anche in
futuro". Appare evidente, dopo gli ultimi interventi del Presidente
della Repubblica Napolitano e del Presidente del Consiglio Prodi, che l'
Italia è in piena emergenza laicità e che ormai le nostre Istituzioni,
il nostro Governo e il nostro Parlamento, sono divenuti organi di
rappresentanza del Vaticano e non dei cittadini del nostro Paese. A
questo punto sollecitiamo il Presidente della Camera, il Presidente del
Senato e tutti i parlamentari che ancora si considerano i rappresentati
politici di uno Stato laico, a prescindere dallo schieramento di
appartenenza, a chiedere conto al Presidente del Consiglio delle sue
dichiarazioni di chiarire se tra lo Stato Pontificio ed il nostro Paese
esistono accordi a noi ignoti che vincolino e subordinino le scelte
politiche e le leggi italiane alle direttive dottrinarie ed alle
"preoccupazioni" della Chiesa di Roma. Che si faccia chiarezza su
questo punto è fondamentale, perché noi cittadini abbiamo necessità di
comprendere chi sono gli interlocutori istituzionali e politici a cui
far riferimento per le nostre istanze, se gli organi democraticamente
eletti con il nostro voto, oppure un capo di Stato eletto in conclave
per intercessione dello Spirito Santo ed il suo esecutivo che è la Cei.
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli- Roma
Articolo Tre -
Associazione Omosessuale - Palermo
Andrea Maccarrone – Circolo Mario
Mieli – cell: 349 7355715
Vincenzo Rao – Articolo Tre – cell: 333
4622642

PACS: ARCIGAY, DOPO MOZIONE CAMERA, PROPOSTA DEL GOVERNO CON RICONOSCIMENTO PUBBLICO DELLE CONVIVENZE
"Adesso l'Unione non tradisca le attese di milioni di
italiani e appronti senza timidezze una legge che dia riconoscimento
giuridico pubblico alle coppie anche dello stesso sesso". Questo il
commento del presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice, all'approvazione
alla Camera dei deputati della mozione dell'Unione che chiede al
governo di predisporre entro il 15 febbraio un progetto di legge sulle
coppie di fatto. "Il dibattito ha mostrato l'arretratezza culturale di
buona parte di questo parlamento – continua Lo Giudice -. L'attacco in
aula del capogruppo Udc alla camera, Luca Volonté, contro Arcigay e
Arcilesbica ha il tono sgradevole delle critiche del lupo contro l'
agnello della favola di Esopo. Volonté parla di presunti 'privilegi' di
lesbiche e gay. Ma quali privilegi? Privilegio è quello dei
parlamentari, che possono estendere ai conviventi le tutele
previdenziali e sanitarie. Cosa non consentita al grosso degli
italiani. Privilegio è quello del suo leader Pier Ferdinando Casini a
cui, per una modica somma, la Sacra Rota ha annullato il matrimonio e i
suoi effetti civili. Il fatto è che esistono milioni di persone che
hanno costruito il proprio progetto d vita fuori dal matrimonio e che
rimangono prive di minimi diritti di cittadinanza. "Chiediamo ai
parlamentari laici del centrodestra che si sono differenziati nel
dibattito di questi giorni, da Chiara Moroni a Stefania Prestigiacomo,
da Mauro Del Bue a Dario Rivolta, di dare il loro contributo affinché
si possa sanare la crudele anomalia italiana". Dieci punti
irrinunciabili di una legge sulle unioni civili
1. Riconoscimento
giuridico pubblico della coppia, anche dello stesso sesso, attraverso
pubblica registrazione.
2. Opponibilità ai terzi dei diritti
riconosciuti.
3. Eredità - acquisizione dei diritti spettanti al
coniuge in materia di successione legittima in assenza di testamento.
4. Disciplina previdenziale e fiscale - compresa la reversibilità
della pensione.
5. Tutela in caso di separazione – come la
previsione degli alimenti.
6. Permesso di soggiorno - per il
partner extracomunitario convivente.
7. Non discriminazione
nell'accesso al lavoro - parità con le altre coppie nelle graduatorie
occupazionali, nei trasferimenti e nei concorsi pubblici.
8.
Diritti sul lavoro - congedi lavorativi; costituzione di impresa
familiare.
9. Assistenza al partner: assistenza ospedaliera e
penitenziaria; decisioni relative alla salute e in caso di decesso.
10.
Successione nel contratto d'affitto e diritto di permanenza dell'
abitazione comune nel caso di morte del partner intestatario.
Ufficio
stampa Arcigay



I DEPUTATI DELLA ROSA NEL PUGNO, TURCO E VILLETTI AL GOVERNO:
RIMUOVERE LE DISCRIMINAZIONI FONDATE SULL'ORIENTAMENTO SESSUALE E
INVITI LE AUTORITA' VATICANE A RISPETTARE L'INDIPENDENZA E LA
SOVRANITA' DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
Nell'ambito del dibattito sulle
Mozioni in tema di famiglia i deputati della Rosa nel Pugno Maurizio
Turco, Segretario della Commissione Affari Costituzionali e Roberto
Villetti, Presidente del Gruppo Parlamentare, hanno depositato una
risoluzione con la quale si impegna il Governo: - a rimuovere tutti gli
ostacoli discriminatori fondati sul sesso previsti dalle leggi vigenti,
sia nei confronti del singolo cittadino che nelle formazioni sociali
ove svolge la sua personalità, a cominciare dal diritto di famiglia
fondata sul matrimonio ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei
coniugi, così come già previsto dall'articolo 29 della Costituzione. -
a invitare le autorità ecclesiastiche a rispettare l'indipendenza e la
sovranità della Repubblica italiana evitando di intervenire nel merito
di decisioni che spettano solo ed unicamente alle competenti
istituzioni della Repubblica, avendo le stesse autorità piena libertà
di invitare i propri fedeli a non usufruire di facoltà previste dalle
leggi della Repubblica e, per quanto concerne obblighi di legge che
prevedano l'obiezione di coscienza, di invitare i propri fedeli ad
usufruirne. Sergio Rovasio. INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


PACS: ARCIGAY, MONSIGNOR
BETORI SU OMOSESSUALI COME DOTTOR MENGELE
"Monsignor Betori dà voce ai
peggiori istinti razzisti e omofobi della gerarchia reazionaria
cattolica italiana. Le verità antropologiche a cui fa riferimento,
quando parla delle unioni omosessuali, sono le stesse su cui poggiavano
le determinazioni ideologiche del nazionalsocialismo. Il tristemente
famoso dottor Mengele sperimentava proprio sugli omosessuali le sue
torture per provare appunto, come ci ricorda Betori, 'la perdita di
ogni rilevanza alla mascolinità e alla femminilità della persona
umana'". Allarmata la replica del segretario nazionale di Arcigay,
Aurelio Mancuso, alle parole usate oggi dal segretario generale della
Cei contro le unioni omosessuali. "Chiediamo alle istituzioni
repubblicane, innanzi tutto al presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano – continua Mancuso - di respingere questo ulteriore indegno
attacco alla integrità e alla dignità delle persone omosessuali. "Con
le dichiarazioni odierne di Giuseppe Betori, la Cei ha oltrepassato il
segno: qui non si tratta più di una discussione di merito su una
proposta di legge, ma della continua volontà di discriminare e
offendere milioni di cittadini italiani. Per fortuna l'Italia, a
differenza del Vaticano, è uno stato democratico nato dalla Resistenza,
che ha sconfitto il nazifascismo, orrore della storia a cui sembra che
una parte della gerarchia cattolica voglia riferirsi, rispolverando le
idee nefaste della purezza della razza, del patologismo omosessuale,
della difesa dei normali contro i diversi. Queste teorie hanno
massacrato milioni di ebrei, di omosessuali e di persone appartenenti a
varie minoranze. "In Italia c'è bisogno di una legge sulle unioni
civili che tuteli le persone e renda la società più giusta; allo stesso
tempo è necessario che si approvino urgentemente norme che condannino
ogni tipo di discriminazione per ragioni di razza, di orientamento
sessuale e di identità di genere. "Il 10 marzo a Roma chiederemo a
tutti i laici d'Italia, credenti e non, di opporsi a questa nuova
crociata contro i diritti e le libertà delle persone". Ufficio stampa
Arcigay

COMUNICATO STAMPA MARIO MIELI
"IL PAPA NAPOLITANO"
Il
Presidente della Repubblica Napolitano, intervistato sullo spinoso
dibattito riguardo le coppie di fatto decide di prendere posizione e si
dice certo che si arriverà al dialogo, "tenendo conto delle
preoccupazioni espresse dal Pontefice e dalle alte gerarchie della
Chiesa". Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è deluso e
contrariato dalle parole del Presidente Napolitano che, nella sua alta
funzione, dovrebbe essere il primo garante della laicità e
dell'indipendenza dello Stato, della sua sovranità e del rispetto di
tutti i cittadini, comprese le minoranze. Con queste gravi affermazioni
Napoliltano rinnega la sua storia, che lo ha certamente visto in prima
fila nelle battaglie di rinnovamento del diritto di famiglia e di
dignità della donna, in favore di divorzio e aborto, e si schiera
contro i diritti civili e in favore delle pretese discriminazioni di
una confessione religiosa che non è non è "religione di stato" e che
secondo la legge italiana (cui anche il Presidente è soggetto) dovrebbe
astenersi dall'ingerenza nella vita politica nazionale. Sarebbe onesto
a questo punto dimettersi e chiamare a sostituirlo il presidente della
Cei Ruini o il Papa. Almeno si porrebbe fine a una ridicola finzione e
i cittadini italiani saprebbero chi li governa davvero. Circolo Di
Cultura Omosessuale Mario Mieli

COMUNICATO STAMPA "NO VAT"
NAPOLITANO, PRESIDENTE DI CHI?
Napolitano oggi ammonisce che sulla
materia dei diritti è necessario l'allineamento con la chiesa
cattolica, evidentemente sul piano offensivo della dignità di gay,
lesbiche e trans imposto dalle continue illazioni di Ratzinger: le
(unioni) omosessuali sono deboli, deviate, pericolose e via
screditando. Il presidente della Repubblica Italiana, non pago delle
proprie dichiarazioni nel giorno della memoria che, equiparando la
critica al sionismo all'antisemitismo, cancellano oltre sessant'anni di
pensiero critico interno ed esterno all'ebraismo (con buona pace di
Primo Levi, Hannah Arendt, Albert Einstein… nonché di tutte le
espressioni del pacifismo anche israeliano), dimentica di essere il
rappresentante massimo del popolo italiano, concentrandosi su un
dovere, certo acostituzionale, di rappresentare un capo di stato
straniero e una confessione largamente praticata nel nostro paese. Il
10 febbraio prossimo quando scenderemo in piazza per la manifestazione
NO VAT: Autodeterminazione, Laicità, Antifascismo, indetta da Facciamo
Breccia, non potremo limitarci a frenare l'effluvio di ingerenze della
coppia impicciona Ruini–Ratzinger e a denunciare la piaggeria, sempre
più melensa e ipocrita di un centro – sinistra in cerca di santità, ma
dovremmo anche ricordare all'ex comunista, ateo, presidente Giorgio
Napolitano in nome di chi alloggia al Quirinale. Ma, nella
fattispecie, ci chiediamo se Napolitano non sia all'oscuro delle
dichiarazioni reticenti, dei posizionamenti clericali, quando non
apertamente omofobi, già abbondantemente esternati da parte di
esponenti di governo e della maggioranza parlamentare? È informato il
Presidente delle crescenti aggressioni, stupri, omicidi che colpiscono
lesbiche, gay, trans in un clima di impunità e legittimazione creato
dai continui inviti alla discriminazione? Ci attendiamo delle preziose
e 'lungimiranti' considerazioni sull'importanza del servizio aereo - ma
non possiamo non preoccuparci per la convivenza obbligata che la
mancanza di un vettore pubblico imporrà a Napolitano e all'altro capo
di stato, quello con delega per le questioni politiche, Ratzinger.
Opinionisti di diversa estrazione politica lo affermano da anni: in
Italia l'informazione di qualità è appannaggio di pochi e alle
argomentazioni della carta stampata si preferisce la sintesi
televisiva, quando non spettacolare. Uno stallo nella crescita
culturale che ha prodotto vittime eccellenti, come il nostro Presidente
della Repubblica Napolitano. Manifestazione "NO VAT:
AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO", prevista per sabato 10
febbraio 2007 a Roma (ritrovo corteo ore 14.00 a Piazzale Ostiense).
Per l'elenco delle adesioni e dei promotori: www.facciamobreccia.org

Per informazioni: 347 5583 869 (Graziella Bertozzo ) 339 6053442
(Nicoletta Poidimani) 333 4526 916 (Porpora Marcasciano),


COMUNICATO STAMPA REFO
Le Chiese Protestanti italiane sono piccola
cosa in confronto all'elefante Chiesa Cattolica Romana eppure ancora
una volta si schierano in difesa della pluralità e della laicità dello
Stato e dei diritti di tutte e di tutti. Vi invio una dichiarazione del
pastore Eugenio Bernardini, vicemoderatore della Tavola Valdese, sulla
posizione che tali chiese hanno a riguardo ai PACS, la notizia è stata
data dall'agenzia NEV-notizie evangeliche ma come al solito, nel clima
di "pluralismo" che regna in Italia, la stampa non ha dato la minima
rilevanza alla cosa. Le chiese valdesi, metodiste e battiste italiane
in questi anni hanno afffrontato il tema delle benedizioni di unione di
coppia ( il matrimonio è, per noi protestanti, non è un sacramento) ed
un gruppo di lavoro ha elaborato un documento sul tema che è ora
all'esame delle chiese locali in vista di una assemblea - sinodo che
si terrà nell'agosto 2007 ed in cui verrà discusso e speriamo
approvato. Il documento del gruppo di lavoro sull'omosessualità ed
altri materiali sulle chiese protestanti in Italia e il tema
dell'omosessualità sono consultabili sul sito della R.E.F.O. - Rete
Evangelica Fede e Omosessualità : www.refo.it. per la REFO il
coordinatore della segreteria Giorgio Rainelli

APPELLO PER LA
LIBERAZIONE DEI "CUBAN FIVE"
DALLE CARCERI USA
ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO
PER LIBERARE I "CUBAN FIVE"
SOLIDARIETA' ARCOBALENO PER I "CUBAN FIVE"
Con altri attivisti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali che
lavoriamo con il Comitato di New York per la Liberazione dei Cuban Five
vi invitiamo a firmare al più presto l'appello riportato qui sotto e a
farlo circolare il più possibile. I Cuban Five sono prigionieri
politici detenuti dal governo degli Stati Uniti per il "crimine" di
aver cercato di impedire attacchi terroristici contro Cuba provenienti
dal suolo statunitense. Recentemente i tribunali degli Stati Uniti
hanno respinto la richiesta di riaprire il processo. Con quest'appello
speriamo di risuscitare l'indignazione contro la persecuzione e
l'incarcerazione che continuano di questi prigionieri politici. Come ha
detto Alice Walker, "Quella dei Cuban Five è una storia di coraggio,
grande sacrificio e amore. È una storia per le generazioni. Il modo in
cui i cinque sono stati trattati è vergognoso; il silenzio sui loro
maltrattamenti lo è ancora di più. Dove sono le persone di coraggio
pronte ad opporsi alla tortura dei prigionieri? (da: Lettere di
speranza e amore: la Storia dei Cuban Five). Nelle ore successive all'
appello dell'Arcobaleno della Solidarietà a sostegno dei Cuba Five,
hanno firmato subito e con entusiasmo centinaia di persone e
organizzazioni che combattono l'oppressione basata su sessualità,
espressioni di genere e sesso. Si aggiungono inoltre a questo appello
persone di coscienza provenienti da tutti gli Stati Uniti e da tutto
il mondo, di ogni nazionalità, età, sesso, genere e sessualità. Stiamo
costruendo insieme, con spirito di vera unione, un Arcobaleno della
Solidarietà per i Cuban Five che sta facendo il giro del mondo. Ora
dobbiamo raggiungere altre centinaia di migliaia di persone per premere
sugli Stati Uniti e far liberare i Five. Quando tanti avranno firmato,
invieremo quest'appello per un nuovo processo e per la libertà dei 5
all' Attorney General (Ministro della Giustizia) degli Stati Uniti. Vi
preghiamo di andare a firmare sul sito web: http://www.freethefiveny.
org/rainboweng.htm. Attualmente questa introduzione e l'appello sono
inseriti al sito web in spagnolo, inglese, cinese semplificato e
tradizionale, farsi (persiano), portoghese, italiano, francese e
tedesco. Si stanno facendo le traduzioni anche in molte altre lingue.
Al sito web si può leggere l'elenco crescente e impressionante di
firmatari. Se potete aiutarci a tradurre questa introduzione e
l'appello, e/o se avete altre idee per far circolare il più possibile
questo appello, vi prego di contattarci a:
rainbowsolidarity4cuban5@gmail.com
Abbiamo messo online l'introduzione
e l'appello, nel formato PDF delle varie lingue e scaricabili per una
distribuzione di massa. Per chi volesse ulteriori dettagli sul caso dei
Cuban 5, visitate i siti: <http://freethefiveny.org> oppure <http:
//freethefive.org>. Lavorando insieme possiamo aiutare a liberare i
Cuban Five! Cuban Five Liberi! Leslie Feinberg
FIRMATE L¹ APPELLO CHE
SEGUE: UN ARCOBALENO DI SOLIDARIETA' PER I CUBAN FIVE - Noi che
sottoscriviamo questo appello chiediamo un nuovo processo per liberare
i Cuban 5: Ramón Labañino, Fernando González, René Gonzáles, Antonio
Guerrero e Gerardo Hernández. I cinque sono stati imprigionati per aver
tentato di impedire attacchi terroristici. Erano in questo paese per
tentare di monitorare e impedire attentati terroristici contro Cuba da
parte di mercenari sostenuti dalla CIA, addestrati e con basi operative
negli Stati Uniti. Questo in netto contrasto con le centinaia di
miliardi di dollari delle nostre tasse che Washington butta nella sua
ipocrita "guerra al terrorismo". I cinque sono stati condannati l'8
giugno 2001, con varie accuse tra cui "spionaggio mirato alla
cospirazione", ma di questo spionaggio non esistono prove. Il processo
si è tenuto a Miami, rinomato bastione di cubani di destra. Il processo
dei cinque è stato al centro di tale pressione politica e così ingiusto
che, nell'agosto del 2005, una commissione composta di tre giudici del
11° distretto della Corte di Appello di Atlanta ha descritto una
situazione burrascosa ("perfect storm") di condizioni tale da rendere
impossibile un processo equo. Ciò nonostante la richiesta di un nuovo
processo è stata in seguito negata. Nei primi mesi del 2005 il Gruppo
di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria della Commissione per i Diritti
Umani delle Nazioni Unite ha deliberato che la detenzione dei cinque
prigionieri politici negli Stati Uniti viola la Convenzione
Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Nonostante il supporto
crescente negli Stati Uniti e in tutto il mondo, i cinque rimangono
imprigionati in remoti penitenziari di massima sicurezza negli Stati
Uniti, scontando sentenze che vanno dai 15 anni a due doppie sentenze
di ergastolo. Il popolo cubano ha diritto all'autodeterminazione e alla
propria sovranità. Gli Stati Uniti devono smettere di colpire Cuba
attraverso l'embargo economico e attacchi armati, sovvenzionati e
organizzati dalla CIA e messi in atto da eserciti di mercenari
'contras' che operano sul suolo statunitense. Queste sono azioni di
guerra illegali! Facciamo appello per un nuovo processo e per la
libertà dei Cuban 5! Inviate adesioni a transgenderwarrior@gmail.com

ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO
"GIORDANO BRUNO"
aderente
all'Union Mondiale des Libres Penseurs e all'International Humanist and
Ethical Union Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della
Consolata,11 -10122 Torino Telefax: 0115212000 - e.mail: linc@marte.
aerre.it www.liberopensiero.20m.com

www.periodicoliberopensiero.it -
invita - sabato 17 febbraio 2007 - ore16.30 a Piazza Campo dei Fiori
- NEL NOME DI GIORDAN O BRUNO - Libertà ed autodeterminazione: valori
laici. Deposizione corone e discorsi commemorativi del delegato del
Sindaco di Roma e del Presidente dell'Associazione Nazionale del
Libero Pensiero "Giordano Bruno", avv. Bruno Segre. Interventi di:
Maria Mantello, Giulio Giorello, Federico Coen, Nuccio Ordine, letture
bruniane a cura di Marialivia Franceschini , Fabiola Perna, Camilla
Scrugli, Carlotta Spizzichino, Arianna Zapelloni Pavia, performance art
di Maria Teresa Lubrano, Alessandra De Angelis e Giulio Mollica,
partecipazione artistica: Pietro Bontempo e Salvatore Gioncardi
poetessa Mara de Mercurio Centro Studi Enrico Maria Salerno
Silvio Fiorelli e Ass. Culturale 321 JAGAD - Artisti & lavoratori dello
spettacolo. Intermezzi per voce, chitarra ed armonica di Geovani
Ciconte e Filippo Bizzaglia, presenta: Antonella Cristofaro. Per
informazioni: 3297481111; liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it


COMUNICATO STAMPA EVALUNA
EVALUNA, PIAZZA BELLINI,72 – NAPOLI VENERDI
9 FEBBRAIO 2007, ORE 17.30 PRESENTAZIONE DEL RACCONTO "Voci …." di
Agostino Crivo - IL RACCONTO NASCE DA UN'IDEA DI UN UTENTE DEL
DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE ASL NAPOLI 4 , OSPITE DELLA SIR "CASA
LUNA", CHE HA TROVATO ALL'INTERNO DEL PROGETTO "CAFFE' INTERNET", LA
POSSIBILITA' DI SEGUIRE UN CORSO DI ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA E DARE
VOCE ALLE SUE VOCI TRAMITE IL COMPUTER. INTERVENTI: dr. CIRO PAUDICE
direttore DSM ASL NA 4 dr.ssa CARLA BOCCIA referente del progetto dr.
ssa LUISA AMMENDOLA responsabile SIR "CASA LUNA" dr.ANTONIO SALVATI
responsabile gestione e controllo SIR AGOSTINO CRIVIO autore di
"VOCI..." - ". .. Lì nel confessionale l'uomo disse a Marco che le
voci non erano nient'altro che spiriti. Voci di spiriti della montagna,
che si erano rivolti al giovane perché aveva il sangue magnetico.
Queste entità gli disse il prete,lo avevano scelto come capo,anche se
la cosa non era spiegabile,poiché poco si conosceva degli spiriti
della montagna. Aggiunse che ogni tanto nel corso della giornata doveva
abbeverarli con l'acqua, ..." "...Sentiva delle voci da molto tempo,
per lui erano le voci di Dio e del Maligno. Non dormiva la notte; la
paura si era impossessata di lui, cose strane avvenivano nella sua
mente... " EVALUNA LIBRERIA - PIAZZA BELLINI 72 NAPOLI -081292372 -

www.evaluna.it - libreriadelledonne@evaluna.it


COMUNICAZIONE RADIO POPOLARE
L'Altro Martedì la trasmissione di cultura ed
informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da Eleonora
Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 6 febbraio dalle ore
22.40 alle ore 23.30 intervista Maria Luisa Boccia Senatrice di
Rifondazione Comunista presentatrice di una legge sulle Unioni Civili e
di Mutuo Aiuto e presenta Tutto su Howard Cruse Padre del fumetto gay
americano fondatore della rivista Gay Comix e creatore del mitico
personaggio "Toland " a cura di Massimo Basili . email:
omomail@radiopopolare.it - Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.
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COMUNICAZIONE AXTEISMO PRESS
Resoconto udienza del 30.1.2007 dinanzi al GUP del Tribunale del
L'Aquila
Crocifisso, menorà ebraica e dintorni
Luigi Tosti - Questo il
breve resoconto dell'udienza che si è tenuta martedì, 30 gennaio,
dinanzi al GUP dell'Aquila, al quale avevo prospettato -con una memoria
che è pubblicata sul sito- l'esigenza di sollevare un conflitto di
attribuzione nei confronti del Ministro di Giustizia che si ostina a
non rimuovere i crocifissi dalle aule: l'imposizione del crocifisso,
infatti, lede i diritti di libertà religiosa e di eguaglianza degli
"imputati", nonché il loro diritto di essere giudicati da giudici
"visibilmente imparziali", cioè non assoggettati a crocifissi che
valgono a connotare di cristianità l'esercizio delle loro funzioni
giurisdizionali. Ebbene, il GUP dott. Cappa ha respinto questa mia
istanza, senza minimamente motivare "perché" dissentiva dalle pronunce
della Cassazione e del Consiglio Superiore della Magistratura, che
hanno condiviso la mia tesi. Il Gup si è infatti limitato ad affermare,
in modo apodittico, che "non sussistono le condizioni e i presupposti
per sollevare il conflitto di attri