19 giugno 2007

Il Cassero festeggia i 25 anni

25 anni di lotta con classe è lo slogan scelto per festeggiare l'anniversario del Cassero. In 25 anni parecchie cose sono cambiate per le persone omosessuali, bisessuali e trans sia a Bologna che in tutto il resto d'Italia. Il cassero oltre ad essere sede locale Arcigay è anche sede nazionale del movimento di liberazione che partito negli anni '70, oggi è una realtà che coinvolge migliaia di persone e si rivolge a tutto il paese e opera negli ambiti più diversi. La strada da percorrere è ancora lunga, e il lavoro certamente non manca. Il Cassero celebra quindi quattro giorni di festa cominciando col passo giusto altri 25 anni di battaglie per una piena parità di diritti e di dignità. Con classe, perché un tratto distintivo di ironia, di irriverenza, di estro e di follia non debba mai mancare in tutte le sfide che vengono affrontate. E con gioia. Buona festa quindi dell'orgoglio omosessuale, bisessuale e trans. La mostra inaugura lunedi 25 giugno alle 18.30 e resterà aperta fino al 28 giugno. http://www.cassero.it/

Guarda il video dal nostro archivio sul trasloco del Cassero dalla sua sede storica alla Salara


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27 gennaio 2007

news 27 gennaio

IL GIORNO DELLA MEMORIA
Dedicato a chi dimentica,
dedicato a chi rinnega….
Dedicato a chi
tace…..
Non saranno mai abbastanza le lacrime di dolore di mille
generazioni prima e dopo di noi, per espiare la follia umana della
guerra, delle torture, dei genocidi e delle camere a gas. Il giorno
della memoria è scritto nel cielo e nell'aria che respiriamo, con il
sangue delle vittime delle persecuzioni di ogni tempo. Noi, la nostra
generazione, può sollevare l'urlo di rivendicazione di vita e di
libertà per coloro che furono e sono oppressi dalle schizofrenie
politiche e religiose. Possiamo batterci affinché non esistano più
guerre e torture, batterci per respirare aria pura e per non avere più
sulla testa un cielo macchiato di sangue. Possiamo imparare ad essere
meno egoisti e a guardare negli occhi altrui, come fossero i nostri
occhi. Il tempo è amico degli animi nobili che non restano imperterriti
a guardare chi opprime interi popoli, con la scusa di "minoranze";
nessuna vita, nessuno di noi è la "minoranza" di chissà chi altro,
ognuno ha il profondo ed indiscutibile diritto di essere e di
appartenere. Molti di noi si arrendono di fronte alle sopraffazioni,
con la scusa che nulla cambierà mai; ma nell'urlo di milioni di persone
non può e non deve mancare la voce di chiunque. Non esistono situazioni
di comodo che possano tenerci lontani da realtà omicide e
discriminatorie, i diritti di vita e di libertà di ogni persona sono
anche i nostri. Così come non siamo lontani da chi viene impiccato,
torturato, violentato e fucilato; perché il nostro silenzio è complice
degli oppressori e il nostro cuore è vicino agli oppressi. La guerra
vera, che è giusto combattere, è proprio quella che non ci fa tacere di
fronte alle ingiustizie e che anzi, muove i nostri corpi con il nervo
della reazione contro i poteri assassini ed arroganti. La vita di ogni
essere vivente ha lo stesso identico valore della nostra, così come la
libertà individuale; e dunque ogni colpo, ogni ingiustizia, ogni
tortura e ogni discriminazione che viene imposta al prossimo, in realtà
la subiamo tutti. Il giorno della memoria porta i nomi di tutti i morti
in ogni luogo e in ogni tempo e questi nomi sono impressi a fuoco in
ognuno di noi, per non dimenticare, per non far finta di niente…. Per
non tacere!
Carla Liberatore Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 26
gennaio 2007
GIORNATA MEMORIA: FILM INEDITI E NUOVI SAGGI PRESENTATI
DA ARCIGAY IN MEMORIA DEI 100MILA OMOSESSUALI PERSEGUITATI DAL
NAZIFASCISMO
Film inediti, nuovi saggi storici e documentari al centro
delle iniziative in giro per l'Italia con cui Arcigay ricorderà, in
occasione della Giornata della memoria di domani, le vittime
omosessuali della persecuzione nazifascista. Convegni, video-
proiezioni, spettacoli teatrali, cerimonie ufficiali, deposizioni di
fiori, letture pubbliche e presentazioni di libri, esposizioni di
mostre multi-lingue. Furono circa 100mila gli omosessuali perseguitati
dal nazifascismo, 15mila dei quali internati nei lager, dove circa
10mila trovarono la morte. Tra le città interessate Trieste e Bologna,
che ospitano lapidi in memoria delle lesbiche e dei gay uccisi durante
l'olocausto, Padova, Verona, Bolzano, Aosta, Genova, Reggio Emilia,
Firenze, Pisa, Perugia, Roma, Napoli e Brescia. Tra le novità di quest'
anno il film inedito Grune Rose, che racconta lo sterminio degli
omosessuali nei lager e sarà proietatto in anteprima a Firenze, sabato
27 gennaio, ore 20:45, in piazza Tasso, 1. Il cortometraggio, la cui
regia è firmata da Dario Picciau ed è coprodotto da Arcigay Firenze
insieme a Visions (Milano), è un omaggio a Richard Grune, artista e
testimone dello sterminio degli omosessuali sotto il nazismo. Le
ricerche storiche di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio hanno
invece dato vita al nuovo saggio "La città e l'isola – omosessuali al
confino nell'Italia fascista" che, a partire dalle rare testimonianze
dirette delle vittime e da fonti d'archivio, dà conto della repressione
poliziesca degli omosessuali italiani durante il Ventennio. Il libro,
edito da Donzelli, sarà presentato a Trieste, presso la libreria
Minerva, sabato 27, ore 17:30, e a Bologna, martedì 30, presso l'
Arcigay di Bologna, Cassero gay & lesian center, in via Don Minzoni,
18. Sempre le testimonianze di omosessuali italiani, donne e uomini
vissuti sotto il regime fascista, al centro di due documentari,
"Ricordare" e "L'altro ieri", della regista Gabriella Romano, che
saranno proiettati questo pomeriggio alle 17, ad Aosta, nell'Aula magna
dell'Università, in via dei Cappuccini, 2/a. "Il ricordo delle vittime
omosessuali del nazifascismo è purtroppo reso ancora più difficile da
un fattore caratteristico - spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay
delle iniziative per la Giornata della memoria - Spesso le stesse
famiglie di origine si vergognavano dell'omosessualità dei loro
congiunti e nascosero le crudeltà subite". Le incarcerazioni in
Germania dopo la guerra In Germania l'articolo del codice penale, il
famigerato "paragraph 175", in base al quale furono perseguitati gli
omosessuali durante la dittatura nazista, rimase ancora in vigore per
decenni dopo la fine della guerra. Solo nel 1968 venne abrogato nella
Germania dell'Est e nel 1969 in quella dell'Ovest. Alcuni dei
superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra
in base alla stessa legge. Il triangolo rosa nei lager Gli omosessuali
reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito
sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate agli
ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione,
lavori forzati. Nella gerarchia interna ai campi costituivano il
gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi
compagni di prigionia. La repressione poliziesca in Italia In Italia,
alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e
remoti (Favignana, Ustica, San Domino delle Tremiti, ecc.). Almeno 300
sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore
di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di
polizia. Nel codice penale dell'epoca fascista, il Codice Rocco (1931),
si omise, appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un
"problema" che affliggesse gli italiani. Una persecuzione che continua
nel mondo "Purtroppo la persecuzione e lo sterminio delle persone
omosessuali nel mondo non si sono conclusi con la sconfitta dei regimi
nazifascisti – osserva il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. L'
oppressione continuò nel dopoguerra anche in molti paesi filo-
sovietici. In sei stati islamici gli omosessuali sono tutt'oggi
sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita,
Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi musulmani puniscono comunque
duramente gli atti omosessuali. In totale sono circa 80 gli stati, tra
cui India e Cina, in cui i rapporti omosessuali rimangono reato. La
recente risoluzione del Parlamento europeo contro l'omofobia ha inoltre
invitato l'Italia e gli altri stati membri dell'Unione a riconoscere le
vittime omosessuali del nazismo e ha assimilato l'omofobia al razzismo
e all'antisemitismo". Elenco delle iniziative L'elenco delle iniziative
Arcigay per la Giornata della memoria è consultabile sul sito web dell'
associazione all'indirizzo: www.arcigay.it/show.php?2376. - Ufficio
stampa Arcigay


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY TRIESTE
Trieste, 25 gennaio
2007
Si prega di pubblicizzare le iniziative a memoria delle
discriminazioni subite dalle persone omosessuali organizzate nel Friuli
Venezia Giulia:
• venerdì 26 Gennaio ore 11:00 - Risiera di san Sabba,
via Palatucci, 5 Trieste:
Arcigay Arcilesbica Trieste deporranno un
triangoli di fiori nell ambito delle cerimonie ufficiali organizzate
dalla istituzioni per la Giornata della Memoria 2007
• sabato 27
gennaio ore 17:30 - Libreria Minerva, via San Nicolò, 20 Trieste:
Presentazione della ricerca di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti:
La città e l'isola - Omosessuali al confino nell'Italia fascista. La
presentazione sarà curata dalla Professoressa Tullia Cattalan, del
Dipartimento di Storia dell'Università di Trieste
• sabato 27 gennaio
ore 18:00 - sala polifunzionale "Il Caseificio", Spilimbergo (PN):
Inaugurazione della mostra "Omocausto, lo sterminio dimentocato degli
omosessuali" proposta da Arcilesbica e Arcigay Udine e Pordenone

domenica 28 gennaio ore 21:00 - Teatro Miela, piazza Duca degli
Abruzzi, 3 Trieste:
Spettacolo teatrale a cura del Micro Teatro Terra
Marique: "I triangoli Rosa" tratto da uno dei racconti di "I semi di
finocchio"
Marco Reglia responsabile arcigay per la memoria storica
delle discriminazioni contro le persone omosessuali - Mail:
memoria@arcigay.it Mailing list: Gruppo@MemoriaLGBT.it (per iscriversi
richiederlo a info@MemoriaLGBT.it) - Cell: +39 348/3142494 - http://www.
MemoriaLGBT.it


COMUNICATO STAMPA ARCIGAY FIRENZE
Firenze, 25
gennaio 2007
A FIRENZE DUE EVENTI D'ECCEZIONE PER LA MEMORIA DI UN
OLOCAUSTO DIMENTICATO
Il 26 e 27 gennaio Visions Milano e Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa" organizzano due serate dedicate allo sterminio
degli omosessuali nei lager nazisti, gratuite e aperte al pubblico. Lo
faranno con l'anteprima del cortometraggio Grüne Rose, che sta avendo
in questi giorni un'eco internazionale, e con il percorso fotografico
Grüne rose – sul set del film realizzato dagli artisti Steed Gamero e
Roberto Malini. Gli eventi sono stati patrocinati dalla Regione
Toscana, dalla Provincia di Firenze, dai Comuni di Firenze e Scandicci,
nonché dai più importanti Musei Memoriali della Deportazione
Omosessuale. Alla prima mondiale del film, il 27 gennaio, presenti
numerosi esponenti istituzionali e del mondo GLBT. Tra gli ospiti della
serata, il Segretario nazionale dei Radicali e Presidente della
Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Daniele
Capezzone, e il Presidente dell'ILGA Europe (International Lesbian and
Gay Association), Riccardo Gottardi. Stazioni di una via crucis.
Tableaux vivants della memoria. Immagini di una persecuzione e di un
massacro. Il partito nazista condusse una repressione spietata contro
gli omosessuali, che nei lager erano soggetti a cure farmacologiche
dagli effetti devastanti, pratiche rieducative letali e alla
castrazione. Arrestato nel 1934 a causa della sua omosessualità, l'
artista tedesco Richard Grüne subì la tortura, il carcere e l'
internamento nei campi di concentramento di Sachsenhausen (dal 1937 al
1940) e Flossenbürg (dal 1940 al 1945). Visions e Arcigay Firenze hanno
voluto ricordarlo – e con lui, tutti gli omosessuali (il terzo gruppo,
dopo ebrei e zingari) che sono stati perseguitati, internati e
sterminati nei campi nazisti a causa del Paragraph 175 – con un'
importante co-produzione che in breve tempo ha raccolto l'interesse,
oltre che delle Istituzioni, della GLBT Historical Society di San
Francisco (California, USA), del Mémorial de la Déportation
Homosexuelle di Parigi e dell'organizzazione francese Triangles Roses,
che hanno concesso l'alto patrocinio per l'iniziativa. Grüne Rose –
regia di Dario Picciau, soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini, co-
produzone Visions – Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa", interpretato da
Libero Stelluti, Angelo Cirfiera, Massimo Muntoni, Enzo Maria Cilento,
Emanuele Cirfiera, Paolo Riva, Francesco Caci e Giovanni Cirfiera – è
il cortometraggio che celebra un mondo tragico, una cultura e una gente
distrutte. Sabato 27 gennaio 2007, a partire dalle 20,45, presso l'
Altana di Piazza Tasso n°1 (ex convento delle Leopoldine) a Firenze,
avrà luogo la prima nazionale del film: presenzieranno, oltre al cast
di artisti che hanno lavorato al progetto e a numerosi ospiti, anche:
Daniele Capezzone, segretario nazionale dei Radicali; Riccardo
Gottardi, presidente di ILGA Europe; Alba Montori, storica militante
del movimento GLBT italiano (una tra le fondatrici del F.U.O.R.I.,
primo movimento gay e lesbico nato in Italia); rappresentanze
istituzionali della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e del
Comune di Scandicci. La serata è aperta a tutti e non richiede
biglietti d'ingresso. Grüne sopravvisse e raffigurò il martirio degli
omosessuali in una serie di immagini crude e indimenticabili: Passione
del XX secolo. Le immagini di Richard Grüne e le memorie di internati
gay sopravvissuti ai lager, come Pierre Seel (che descrisse l'agonia di
un ragazzo gay di diciott'anni, il quale morì dissanguato con un
secchio metallico posto sulla testa, che amplificava in modo
agghiacciante le sue grida), sono alla base della gestualità degli
artisti, che interpretano con il loro talento e la loro passione quell'
iconografia di dolore e morte. Le immagini del cortometraggio Grüne
Rose sono crude come le opere dell'artista tedesco, che in quell'
inferno colse i pochi bagliori di umanità: un prigioniero che ne
sostiene un altro, stremato dal lavoro forzato; l'ultimo dono d'amore:
qualche buccia di patata, preziosa come la vita a Sachsenhausen. Grüne
Rose, realizzato dagli stessi regista e sceneggiatore della nota
cineistallazione "Binario 21" – che raccontava la deportazione di
Liliana Segre –, nonché del kolossal in digital reality "Dear Anne. The
gift of hope" – la storia di Anne Frank in 3D che gli artisti della 263
Films stanno mettendo a punto –, vuole essere un omaggio alla memoria,
alla forza e al coraggio di Richard Grüne: il coraggio di raccontare
ciò che per troppo tempo era stato taciuto. Sul set di Grüne Rose è
nata inoltre una serie di immagini fotografiche, realizzate da Roberto
Malini e dal giovane peruviano Steed Gamero: Grüne Rose – sul set del
film. Esse corrispondono ad altrettante "stazioni" della memoria: un
percorso che riconduce alla vicenda di Richard Grüne ed è la tragica
allegoria di un pregiudizio che esiste ancora oggi e che a metà del
secolo scorso si trasformò in persecuzione, tortura e sterminio.
Venerdì 26 gennaio alle 15,30, in via del Leone 60 a Firenze – sede del
Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay "Il Giglio Rosa" –, avrà luogo
la conferenza stampa, con la presenza degli autori della mostra, del
regista Dario Picciau e dell'attore-protagonista Libero Stelluti, all'
interno della quale verrà anche presentato il volume Un diverso
olocausto – Dall'Eldorado al Terzo Reich (co-edizione Visions – Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa", 2006) con testi di Roberto Malini e dello
studioso di fama internazionale Gerard Koskovich (tradotto per la prima
volta in Italia), e percorsi fotografici di Roberto Malini e Steed
Gamero.
A partire dalle 19,30 di venerdì 26, sempre presso la sede de
"Il Giglio Rosa" in via del Leone 60, si svolgerà il vernissage della
mostra fotografica Grüne Rose – Sul set del film. La serata – anche
questa gratuita e aperta al pubblico – sarà un'occasione per conoscere
da vicino gli artisti che hanno collaborato al progetto e per
sviluppare un confronto e una riflessione artistica e storico-culturale
sull'Omocausto (Olocausto degli omosessuali). Il senatore Giampaolo
Silvestri, l'onorevole Titti De Simone e il Presidente dell'Istituto
Storico per la Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini, hanno infine
manifestato il loro entusiasmo a Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro –
rispettivamente, Presidente e Segretario di Arcigay Firenze –
complimentandosi per la natura dell'iniziativa Per ulteriori
informazioni: Tel: 340 8135204 – cultura@arcigayfirenze.it.

COMUNICATO CSU L'AQUILA
UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER
KARL HEINRICH ULRICHS
26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala
preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta la
conferenza stampa del Consigliere Antonio Di Giandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del pazziale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio DiGiandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, a l'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini

GIU' GLI ARTIGLI
"AUTOPROMOZIONALI"
DAI VOLENTEROSI !!
Prima ancora dell'esordio ufficiale del "Tavolo dei Volenterosi", che
si Terrà il 29 gennaio al Teatro Angelicum di Milano, tavolo
trasversalissimo che vede in campo un agguerrito drappello di studiosi
e opinionisti dell'economia assieme a politici di qualità di destra, di
sinistra e di centro, testa d'ariete che punta alle Riforme necessarie
al Paese, e formazione che si distingue per i contenuti, non come
contenitore partitico, si protendono mani adunche, "autopromozionali",
fuori luogo e fuori tema,
tese a ghermire il "Tavolo dei Volenterosi"
in una stretta mortale che, qualora si realizzasse, lo destina
sicuramente ad una sorta di aborto procurato ad hoc. Se il "Tavolo dei
Volenterosi" vuole vivere e proliferare tra la società innovativa e
produttiva, operando quindi come propulsore di nuova energia e spinta
della parte del Paese proiettata al rinnovamento, si guardi bene dal
farsi annettere a partiti, o all'interno di "galassie" e "soggetti
politici" di partito sia di destra che di centro che di sinistra. Se
ciò, malauguratamente dovesse avvenire, il forte e libero movimento
d'opinione che può nascere attorno a questo soggetto distinto dai
soliti frustri ed estenuati contenitori politici, come sono oggi i
partiti, il "Tavolo dei Volenterosi", ghermito e impiccato ancora nella
culla, soccomberà sul nascere. Non è un azzardo ipotizzare il fuggi
fuggi generale da questa neonata formazione che tanta curiosità, stima
e speranze suscita in un panorama squallido e deprimente com'è la
attuale politica italiota. La prima a ritirare la convinta ed
entusiastica adesione data al "Tavolo dei Volenterosi" sarei io. Giù
gli artigli dai Volenterosi quindi. info@volenterosi.it - Dopo la
rassegna di troppi colossal del passato, non vorremmo assistere, anche,
alla riedizione di Biancaneve e i sette Nani con una Biancaneve
ghermita dalla strega. Giuliana D'Olcese già membro eletto del Comitato
Nazionale Radicali Italiani - www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.
htm

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori
Vi riporto qui sotto la
lettera mandata nei giorni scorsi da Maria Fida Moro a
NotizieRadicali. Leggete con attenzione e senza pregiudizi, per
favore.
Sono Maria Fida, la figlia maggiore di Aldo Moro. Questo è il
29° anno dalla tragica morte di mio padre ed il potere non si è ancora
stancato della cortina fumogena creata ad arte al fine di adombrare la
verità storica del caso Moro oscillando tra due poli: la congiura del
silenzio (un silenzio assordante) da una parte e la memoria negata
dall'altra. Ma il peggio del peggio è quando si mettono in scena film e
spettacoli teatrali quasi sempre basati su fonti parziali o
discutibili. Una vera apoteosi dell'ingiustizia! Leggo con raccapriccio
che, in aprile, dovrebbe uscire su Canale 5 una fiction in due puntate
su Aldo Moro. Orripilante, ma non basta. Stando alle indiscrezioni la
sceneggiatura - come nel film di Bellocchio - si baserebbe su testi
della Braghetti e di altri Brigatisti e su conversazioni avute con
Francesco Cossiga. Intollerabile ed assurdo.Questa non è libertà di
pensiero e di espressione, ma un deliberato atto di violenza gratuita.
Se è giuridicamente possibile farlo non significa che sia etico. Perché
- mi chiedo io - persone che hanno cooperato, a vario titolo, al
rapimento ed all'uccisione di mio padre dovrebbero avere competenza
adeguata a tracciarne un profilo da affidare sic et simpliciter al
giudizio dell'opinione pubblica che non sempre è in grado di valutarne
la attendibilità storica? E perché al contrario devono essere sempre
tenute alla larga tutte le persone che gli hanno vissuto accanto e che
lo amavano? La risposta è semplice, perché se si dovesse descrivere il
vero Moro l'assurdità della sua morte ingiusta risalterebbe nitida
invece nella mistificazione delle ipotesi a tema essa svanisce senza
quasi lasciare traccia. Proprio come nel caso Welby in nome di diritti
sacrosanti si opera contro l'amore. Per papà non valeva il diritto alla
vita, per Welby il diritto a lasciare dignitosamente il suo corpo
mortale. Entrambi sono stati accusati di strumentalizzazione. Ma quale?
Forse quella di dire e rivendicare la verità, tutta la verità e niente
altro che la verità?! Papà, in nome di principi sanciti dalla
Costituzione in favore dell'uomo, è stato sacrificato alla ragion di
Stato (tranne che poi quando era troppo tardi tale riconoscimento è
stato conclamato e reiterato mille volte). Per il povero Welby si
pretendeva che accettasse di finire soffocato sia pure in presenza
della macchina dopo una interminabile agonia. Visto che la natura umana
permette di conoscere veramente solo quello che si è sperimentato è
evidente che sia nel caso Moro che nel caso Welby nessuno avesse
davvero titolo per dettare giudizi. E sarebbe tanto bello se ci
sforzassimo di diventare più amorevoli e misurassimo le cose con la
ragione del cuore. Mio padre se ne è andato ed è in salvo, proprio come
Piergiorgio Welby, ma io esprimo ugualmente cordoglio e
dolorelancinante per una fiction che trasformerà una tragedia greca in
coriandoli di plastica. Non è giusto, non è giusto, non è giusto. Se
non lo si vuole ricordare degnamente si faccia silenzio, un silenzio
assoluto e compassionevole. Mi spiace ma io non riconosco ad Anna Laura
Braghetti nessun titolo di merito (e lo dico io quella del perdono).
Essere stata la carceriera di Moro non è una categoria di pensiero, né
tanto meno un titolo accademico. Se era impietosita perché non lo ha
lasciato andare o almeno non si è personalmente rifiutata di fargli da
guardiana? In quanto all'emerito ex Presidente Senatore Francesco
Cossiga, come già ho avuto occasione di scrivergli in privato, le
lacrime non lavano il sangue innocente. Se come afferma spesso davvero
provava affetto per Aldo Moro non lo ricordi attraverso una inutile
fiction. Mi piacerebbe che cadesse un fulmine dal cielo e distruggesse
tutte le copie della stessa o ancora meglio che gli italiani si
opponessero, con forza e sdegno, a questa ulteriore ignominia. In
migliaia mi hanno detto "Avremmo voluto fare qualcosa per salvarlo".
Adesso possono difenderne la memoria e lasciarlo al ricordo di coloro
che lo hanno amato e lo amano con tenerezza e struggimento. E possono
altresì dare a noi, che abbiamo avuto la vita devastata dalla sua
morte, un po' di pace. Deve essere vietato togliere ad un uomo buono ed
innocente oltre la vita anche la dignità. Che sulla valle delle lacrime
scenda il silenzio. Con gratitudine per quanto vorrete e potrete fare.
<<Ebbene, non possiamo rimanere in silenzio, almeno io non posso. Se
Mediaset ( o chiunque altro, Rai compresa) decide di realizzare una
serie a puntate sul "caso Moro" così come ella riporta condivido
appieno le motivazioni della sua indignazione. Anzi le raccolgo e le
rilancio a tutti voi affinché valutiate l'opportunità di far sapere a
Mediaset che quanto si propone di realizzare, nel modo in cui si
accinge a farlo, è assolutamente indegno del rispetto dovuto a
chiunque, e specialmente a chi non è in grado, in quanto morto (
ammazzato), di difendersene. Per non parlare della storia, oltre che
della persona. E' ben purtroppo vero che è sempre quella raccontata
dai "vincitori" quella che poi diviene la Storia, ma almeno in questo
caso sarebbe opportuno tentare di far di tutto per provare seriamente
ad essere imparziali. Improbabile da realizzare, penso, soprattutto
per chi è stato coinvolto personalmente come i vari brigatisti o
Cossiga, o altre parti in causa al punto da determinarne le fasi e
l'epilogo. Insomma potrebbe essere come, tanto per fare un esempio, se
per celebrare la giornata della Memoria della Shoah fossero i nazisti a
raccontare come sono morti coloro che erano ad Auschwitz o a
Buchenwald... Sarebbe ed è assolitamente intollerabile farne ancora una
volta oggetto di speculazione, da parte di chiunque. Alba Montori Gaya
CsF


COMUNICATO STAMPA SU SANTA SEDE/PEDOFILIA
Santa Sede,
pedofilia. Turco: chi é senza reato scagli la prima pietra
• Maurizio
Turco, deputato della Rosa nel Pugno E segretario della Commissione
Affari Costituzionali della Camera, dichiara
"Con sommo stupore
apprendo che il capo della Santa sede, della Chiesa cattolica, dello
Stato Città del Vaticano ha oggi chiesto ai media di proteggere i
bambini da violenze e volgarità. Verrebbe da dire che il pulpito da cui
proviene la predica sul tema del giorno non è, per usare un eufemismo,
il più autorevole. Vorremmo anche far presente a Benedetto XVI che di
fronte a dei reati - e che reati! - il processo e la sanzione
ecclesiastica non possono sostituire il processo e la sanzione penale.
Proteggiamo dunque i bambini, sempre e dovunque, ma. la Santa sede
ritiri l'istruzione "Crimen Sollicitationis" del 16 marzo 1962, con la
quale ha prescritto, adottato e fatto adottare, proposto ed imposto
alle autorità ecclesiastiche comportamenti volti a sottrarre ad ogni
pubblica conoscenza e alla giustizia gli abusi sessuali compiuti da
membri del clero, pena la scomunica. E ritiri l'epistola "De Delictis
Gravioribus" della Congregazione per la Dottrina della Fede a firma del
Cardinale Ratzinger, del 18 maggio 2001, dalla quale risulta che la
"Crimen Sollicitationis" è stata richiamata e ribadita a fronte
dell'estendersi ed aggravarsi nei decenni di questa vera e propria
piaga del mondo ecclesiastico cattolico e degli scandali conseguenti.
Insomma - conclude Turco - chi è senza reato scagli la prima pietra.
Gli altri si astengano".
Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Motori Gaya CsF


GUANTANAMO BAY
Dall' 11 gennaio 2002 nel centro di detenzione
gestito dagli Usa a Guantánamo Bay sono stati trasferiti 775
prigionieri provenienti da oltre 35 paesi. Circa 400 di essi sono
tuttora detenuti senza accusa né processo. Guantánamo Bay è l'esempio
più evidente delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto
della "guerra al terrore" lanciata dagli Usa all''indomani degli
attacchi dell'11 settembre 2001. Nell'ambito della campagna mondiale
"Più diritti più sicurezza" Amnesty International lancia un'azione per
"Chiudere Guantánamo, ora!" In occasione del quinto anniversario dell'
apertura del centro di detenzione di Guantánamo Bay, milioni di soci
e di simpatizzanti di Amnesty International in ogni parte del mondo
sono mobilitati a partire da giovedì 11 gennaio per chiedere alle
autorità Usa la chiusura, una volta per tutte, del campo di prigionia.
Con l'inizio del sesto anno di detenzioni nella base navale Usa in
territorio cubano, Amnesty International rinnova il suo appello
affinché tutti i detenuti di Guantánamo Bay siano sottoposti a un
processo equo senza ulteriore ritardo oppure siano rilasciati.
Manifestazioni e altre iniziative sono previste in città di più di
venti paesi, tra cui Washington, Tokio, Tunisi, Tel Aviv, Londra,
Madrid e Asunción. Anche l'Italia è chiamata a prendere parte alla
campagna mondiala di Amnesty International con iniziative a Roma,
Bologna, Civitavecchia, Foligno, Milano, Napoli, Padova e Torino.
"Nessuna persona può essere posta al di sotto della protezione della
legge e nessun governo può ritenersi al di sopra di essa" – ha
dichiarato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International.
"Il governo statunitense deve mettere fine a questa parodia di
giustizia. Inoltre, non basta che i leader mondiali si dicano
preoccupati per Guantánamo, continuando al contempo a portare avanti i
loro rapporti con gli Usa come se niente fosse. La comunità
internazionale deve esercitare una pressione efficace sugli Usa
affinché chiudano Guantánamo e ripristinino il rispetto per il diritto
internazionale". "Ogni giorno che passa" – ha aggiunto Khan – "la
crudeltà del regime di detenzione a tempo indeterminato raggiunge nuovi
picchi. Guantánamo è finita per diventare il simbolo di quanto si siano
rivelate vuote le promesse del governo Usa che il rispetto dei diritti
umani e della legge sarebbe stato al centro della risposta agli
attacchi dell'11 settembre 2001. Torture, umiliazioni, discriminazione,
aggiramento dei tribunali e disprezzo per i trattati internazionali,
nella quasi totale impunità, sono parte integrante dei cinque anni di
vita di Guantánamo". Il primo di oltre 750 detenuti, di più di 45
nazionalità, è arrivato alla base di Guantánamo l'11 gennaio 2002. In
seguito, vi sono stati trasferiti minorenni anche di 13 anni di età,
gente che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e decine
di persone consegnate agli Usa da Pakistan e Afghanistan in cambio di
taglie di migliaia di dollari. Cinque anni dopo, a Guantánamo rimangono
ancora circa 400 detenuti. Nessuno di loro è stato processato o è
comparso di fronte a un tribunale. La loro detenzione è illegale.
Nessuno di loro sa per quanto tempo dovrà stare lì e questa è di per sé
una forma di abuso psicologico, che si aggiunge agli abusi fisici cui
sono sottoposti i prigionieri. La crudeltà di una detenzione pressoché
in isolamento si estende alle loro famiglie. Le autorità statunitensi
hanno definito i detenuti di Guantánamo "combattenti nemici" in un
conflitto globale. Che il mondo sia considerato un "campo di battaglia"
lo dimostra il fatto che i prigionieri sono stati catturati in Gambia,
Bosnia, Mauritania, Egitto, Indonesia e Thailandia, oltre che in
Pakistan e Afghanistan. Sebbene le sue attività siano circondate dal
segreto, è noto che la Cia ha gestito un centro d'interrogatorio a
Guantánamo. Amnesty International ha segnalato con preoccupazione alle
autorità Usa che agenzie di altri paesi, tra cui Cina e Libia, sono
entrate nel centro di detenzione e hanno preso parte ai maltrattamenti.
Inoltre, alcuni dei prigionieri di Guantánamo sono stati detenuti in
carceri segrete, gestite dalla Cia in altre parti del mondo, prima di
essere trasferiti alla base navale. "Guantánamo è il centro di una
ragnatela di prigioni segrete e di trasferimenti illegali di
prigionieri che gli Usa hanno esteso al mondo, con la complicità di
altri governi, inclusi quelli europei, del Medio Oriente e dell'Africa
del Nord" – ha denunciato Khan. "È davvero arrivato il momento che gli
Usa e i loro partner in queste attività illegali smantellino questa
ragnatela di segretezza e di violazioni dei diritti umani". "Anziché
rafforzare la sicurezza, queste pratiche hanno indebolito i diritti
umani e la legge, che rappresentano il migliore antidoto all'
insicurezza, e hanno minato l'autorevolezza degli Usa quando parlano di
diritti umani altrove, come in Darfur" – ha concluso Khan. Il governo
Usa non solo ha ignorato gli standard internazionali sui diritti umani,
ma ha anche bloccato il controllo giudiziario delle sue stesse corti.
Lo scorso ottobre, il presidente Bush ha posto la propria firma sull'
Atto sulle Commissioni militari, che sottrae alle corti statunitensi la
giurisdizione per ricevere reclami di habeas corpus da parte di
cittadini stranieri detenuti come "combattenti nemici", compresi quelli
di Guantánamo. L'habeas corpus è una garanzia fondamentale contro la
tortura e le detenzioni arbitrarie. Amnesty International chiede che
sia ripristinata e che sia abolito, o ne vengano sostanzialmente mutate
le norme, l'Atto sulle Commissioni militari. - FONTE www.amnesty.it
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia

LA RAI AFFRONTA IL TEMA
DELL'OMOSESSUALITA': COPPIA GAYA IN "UN MEDICO IN FAMIGLIA"
Secondo Tv
Sorrisi e Canzoni, debutto nella nuova serie della fiction. I due
attori: "Il pubblico reagirà bene, sono due personaggi positivi" La Rai
affronta il tema dell'omosessualità Coppia gay in "Un medico in
famiglia"
ROMA - Improvvisamente non è più un tabù. Mentre nel Paese
si discute di Pacs, anche la Rai affronta il tema dell'omosessualità .
E lo farà nella fiction più rassicurante del piccolo schermo, "Un
medico in famiglia". "Tv Sorrisi e Canzoni" in edicola lunedì anticipa
in esclusiva che nella quinta stagione della celebre fiction, che
vedremo in televisione a marzo, nascerà la prima coppia di fatto
omosessuale del piccolo schermo, con tanto di bambina che vive con
loro. I protagonisti saranno Paolo Sassanelli, nella parte di Oscar, e
Alessandro Bertolucci nelle vesti di Max, che si ritroveranno spalla a
spalla nella vita professionale e in quella familiare. Entrambi
dottori, Max è un nuovo personaggio e sarà un pediatra clown, vivranno
con la figlia di Oscar, Agnese. E sembra sia già pronto un anello
realizzato dall'oreficeria di Vittorio Pedonesi a Lucca per sancire un
eventuale connubio tra Oscar e Max. "Sì, possiamo dire che c'è una
sorta di fidanzamento" , conferma Paolo Sassanelli al settimanale Tv
Sorrisi e Canzoni. "Credo sia giusto che Oscar abbia un compagno. Per
troppo tempo infatti, non ha avuto una vita sentimentale" . Sassanelli
non sembra temere la reazione del pubblico. "Qualcuno sarà forse
disturbato, altri no. Oscar è un personaggio che mi ha dato molto.
Pensate al paradosso: doveva sparire dopo le prime puntate, invece è
cresciuto dentro la fiction". La soddisfazione di entrare nella
famiglia più famosa della tv è grande anche per Bertolucci. "E' la
terza volta che interpreto un personaggio gay. Conosco Paolo
(Sassanelli) e con lui lavoro bene: per me entrare nel personaggio -
prosegue Bertolucci - è stato a questo punto più semplice. Oltretutto è
divertente cambiare rispetto alla propria natura. Certo, ci vuole
impegno. E noi dobbiamo essere bravi a mettere in primo piano i
sentimenti, anche perchè abbiamo la grande responsabilità di andare in
prima serata su Raiuno. Credo però che il pubblico reagirà bene, perchè
Oscar e Max sono due personaggi positivi". A marzo vedremo se questa
coppia di fatto sarà anche in grado di mantenere alti gli ascolti di
una delle fiction tv più amate dal pubblico italiano.

CROCIFISSI E
ALTRI PATIBOLI
Martedì 30 gennaio 2007 alle ore 9:00 al Tribunale del L'
Aquila si terrà dinanzi al GUP l'udienza preliminare a carico del
magistrato Luigi Tosti IMPUTATO di omissioni di atti di ufficio per
essersi rifiutato di tenere le udienze a causa di mancata
autorizzazione ad esporre la MENORA' EBRAICA a fianco del CROCIFISSO
amici, associazioni, intellettuali, parlamentari e giornalisti (senza
bavaglio) sarete testimoni dello storico momento! Striscioni, bandiere,
stendardi, cartelli e volantini saranno i benvenuti. È gradita una mail
ad: axteismo@yahoo.it per segnalare la propria presenza. Aiutaci
inoltrando questo messaggio agli amici. "Quando il cittadino è passivo
è la democrazia che s'ammala". Alexis Charles de Tocqueville Crocifissi
e altri patiboli. Educare i bambini alle esecuzioni a morte fa bene
alla loro crescita e alla società? di Vittorio Giorgini I media si
sono arricchiti di argomenti relativi ad un patibolo che ha riacceso
la discussione sulla pena di morte. L'esecuzione di Saddam Hussein.
Abbiamo ascoltato le solite ragioni dei nostri qualificati opinionisti
quali possono esprimere bene o male le proprie opinioni che tuttavia
restano assolutamente incomprensibili. Se di questi opinionisti se ne
trovano 3, 4 o più messi a discutere su un problema riescono a far
grande confusione interrompendosi, litigando, offendendosi e
sovrapponendo le voci in modo tale che, tanto in tv che tanto per
radio, risultano incomprensibili. Questi signori riescono solo a dare
spettacolo di maleducazione, violenza e di reciproca sopraffazione
tanto da perdere qualsiasi credibilità di intelligenza e di capacità di
civile comunicazione. E' alquanto bizzarro che discussioni sulla
puritana intenzione di non mostrare scene violente - come appunto l'
orrore di una impiccagione - crei scandalo in una cultura che è
ancora
permeata di ipocrisie nell'equivoco del buonismo sociale. Lo
scandalizzarsi del mostrare ad un pubblico anche "infantile" un'
impiccagione quando poi si insiste sull'importanza di educare e far
crescere i nostri bambini con l'imposizione di un "crocifisso" dalla
culla alle scuole primarie e così via fino alla fine della vita, appare
ipocrita e di cattivo gusto. Per non parlare del sottofondo religioso
basato su martiri e reliquie che costituiscono, purtroppo, il substrato
necrofilo della nostra cultura e della nostra in-civiltà. Ci si
scandalizza per l'atroce visione di un impiccato al quale la corda al
collo spezza la vertebra cervicale o viene strozzato, ma poi si
sostiene l'importanza di un altro patibolo, ancora più cruento, come la
croce e la crocifissione insistendo ottusamente a sostenerne un
fantomatico messaggio "educativo", di "amore" e di "solidarietà" di
questo simbolo barbaro intriso di morte. Il patibolo del crocifisso
viene appeso con ignoranza, arroganza e spavalderia in ogni luogo
marcando il territorio con un simbolo di morte. Che società sarebbe se
si appendesse in tutti i luoghi anche pubblici un impiccato attaccato
alla forca? Oppure un impalato? Oppure un ghigliottinato? Oppure uno
sbudellato? Mi domando, quando dai tempi primitivi delle torture dei
patiboli riusciremo a crescere e a vivere finalmente in una società
civile dove egoismi, gelosie, violenze e strutture barbariche vengano
definitivamente escluse dall'educazione e quindi dalla vita delle
società? Quando accadrà? Vittorio Giorgini tel. 0552382882. L'
architetto e scrittore Vittorio Giorgini è autore del libro "Le
religioni plagiano - Lettera agli intellettuali" per averlo gratis in
formato digitale scrivere a: axteismo@yahoo.it - Questo testo è in
regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e
incoraggiata purchè l'articolo sia riportato in versione integrale, con
lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa
scritta. Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni Movimento
Internazionale di Libero Pensiero cerchiamo Fondazione o Università che
sostenga studi e attività e Imprenditore-Editore che apra Tv
satellitare libera leggi le news anche degli altri mesi: http:
//nochiesa.blogspot.com per aderire e informazioni: axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116 - INVIATO DA Peter Boom

COPPIE DI FATTO: PRC,
TESTO BINDI-POLLASTRINI INSUFFICIENTE
L'intesa Bindi-Pollastrini sulle
coppie di fatto? ''Per noi e' insufficiente, una mediazione al ribasso.
L'unica condizione che poniamo al governo e' il riconoscimento
giuridico delle unioni di fatto e, invece, si parla solo di
'accertamento'''. Ad affermarlo e' Titti De Simone, deputata del Prc,
che conferma la mancanza di un'intesa nell'Unione sulle mozioni
presentate alla Camera per la decisione dell'Udeur di presentare un
testo autonomo che invita il governo a non intervenire. Anche per
questo motivo, domani dalle 18, le organizzazioni romane omosessuali
organizzeranno una fiaccolata davanti a Montecitorio ''per esprimere la
delusione per le proposte che stanno venendo fuori dal governo. L'Udeur
- sottolinea De Simone - farebbe bene a ripensarci su un tema che
riguarda proprio il programma dell'Unione''. Il tema delle coppie di
fatto e' stato anche al centro del question time di oggi alla Camera,
in particolare in occasione di un'interrogazione da parte della Lega al
ministro della Famiglia Rosy Bindi ''contro - afferma De Simone - il
riconoscimento pubblico delle coppie gay''. In attesa che il ddl del
governo sulle unioni di fatto sbarchi in Consiglio dei ministri, De
Simone apre agli esponenti della Cdl che concordano sull'esigenza di
tutelare le unioni civili: ''Siamo disposti a lavorare anche con
parlamentari dell'opposizione che sono sensibili a questo tema''. FONTE
ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


MOZIONI IN TEMA DI FAMIGLIA
Lavori della Camera in merito a Unioni Civili - all'ORDINE DEL GIORNO
della seduta di Martedì 23 gennaio 2007
Di seguito il testo della
mozione di Rifondazione - Sinistra Europea premesso che: nel nostro
Paese, secondo dati Istat, più di 500 mila cittadini sono conviventi,
sono cioè coppie di fatto eterosessuali e omosessuali non riconosciute.
Ricerche e indagini autorevoli confermano che a questi si aggiungono un
altro milione di persone che non ha denunciato questa condizione; in
Europa, l'Italia è fra i pochi Paesi che non hanno ancora legiferato in
materia di riconoscimento delle unioni di fatto; vi è l'urgenza di
colmare questo vuoto legislativo per non condannare alla clandestinità,
o ad un diritto di cittadinanza di serie inferiore, centinaia di
migliaia di persone. Il nostro ordinamento giuridico deve riconoscere
pari dignità, diritti e doveri a coloro che scelgono di costruirsi una
vita insieme, al di fuori del vincolo matrimoniale, e alle coppie
omosessuali che non possono sposarsi; in particolare, devono essere
attribuiti alle parti i diritti e i doveri reciproci di assistenza
morale e materiale; le parti devono poter regolare il loro regime
patrimoniale; estendere la pensione di reversibilità dell'altro;
estendere al contraente extracomunitario il permesso di soggiorno,
garantire l'assistenza sanitaria: il programma dell'Unione contiene
l'impegno all'approvazione di una legge che riconosca i diritti delle
persone che compongono una «unione di fatto», definendone prerogative e
facoltà, senza discriminazione di orientamento sessuale; infatti, la
discriminazione fondata sull'orientamento sessuale non soltanto è
quella che attiene ai diritti dell'individuo in quanto tale, con
riferimento alla sua identità e alla sua libertà di espressione, ma è
soprattutto quella che attiene alle relazioni affettive, ove si svolge
la personalità dell'individuo; secondo il programma dell'Unione, al
fine di definire un'unione di fatto, il criterio qualificante è il
sistema di relazione sentimentale, assistenziale e di solidarietà, la
sua stabilità e la sua volontarietà;
per produrre tutti gli effetti
giuridici necessari, superare gli ostacoli che le coppie di fatto
vivono tutti i giorni e sancire un principio di non discriminazione,
quale valore sociale condiviso, la regolamentazione di questa materia
nel resto d'Europa è avvenuta nell'ambito del diritto pubblico; il
Governo recentemente si è impegnato con un ordine del giorno a
presentare entro gennaio 2007 un progetto di legge sulle unioni civili,
che tenga conto di quanto richiamato dalle ultime sentenze della Corte
costituzionale e previsto da trattati e numerosi atti del Parlamento
europeo; il riconoscimento di questi diritti è un fatto di mera
civiltà, solidarietà e rispetto delle persone e non si pone in
contrasto con il principio costituzionale sancito dall'articolo 29
della Costituzione: l'istituto del matrimonio non viene in alcun modo
modificato e la posizione giuridica dei coniugi non viene alterata in
relazione a quella delle parti dell'unione di fatto; tutelare la
pluralità delle diverse forme di relazione e di unione presenti nel
tessuto sociale significa garantire i principi sanciti dall'articolo 2
della Costituzione, laddove è stabilito che la Repubblica garantisce i
diritti dell'individuo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità; impegna il Governo: a presentare entro gennaio 2007 un
disegno di legge che disciplini in ambito pubblicistico le convivenze
di fatto delle coppie eterosessuali e omosessuali.
(1-00081)
«Migliore, De Simone, Mascia, Franco Russo, Frias, Daniele Farina,
Cogodi, Deiana».
INVIATO DA ON, Titti De Simone


COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA
"Unioni civili: basta con questo compromesso al ribasso!"
Giovedì 25 gennaio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, Piazza
Montecitorio. Dichiarazione congiunta di Massimiliano Iervolino,
Gianclaudio Morini e Alessandra Pinna, rispettivamente Segretario,
Tesoriere e Presidente dell'Associazione Radicali Roma:"Domani l'
Associazione Radicali Roma sarà presente alla fiaccolata indetta in
Piazza Montecitorio dalle associazioni GLBT romane. Con la nostra
presenza vogliamo lanciare un duplice messaggio.Rivolgendoci al mondo
istituzionale, governativo e parlamentare, chiediamo fermamente di
arrestare il pietoso compromesso a ribasso a cui stiamo assistendo da
più di un mese. Perseverando questa linea, se mai un testo di legge in
materia di unioni civili venisse approvato, potrebbe approdare
solamente ad una mera ed insignificante certificazione delle coppie di
fatto, senza affrontare adeguatamente il loro riconoscimento giuridico
e i diritti civili ad esse connessi.In secondo luogo chiediamo a tutti
i cittadini sensibili all'argomento di esprimere le proprie istanze.
Non è a nostro avviso ammissibile
rimanere inerti dinanzi la
promulgazione del fuorviante messaggio che questa lotta sia
esclusivamente propria del mondo omosessuale. Riguarda invece tutte le
donne e gli uomini conviventi, al di là del proprio orientamento
sessuale, è quindi una battaglia di civiltà che non può e non deve
essere strumentalmente ridimensionata. Ricordiamo, come già comunicato,
che l'Associazione Radicali Roma si sta mobilitando, insieme ad altri
gruppi ed associazioni, per avviare al più presto una campagna di
raccolta firme per promuovere una delibera di iniziativa popolare da
presentare in Campidoglio per istituire il registro delle unioni
civili. Questa iniziativa rappresenta solo un primo passo, ma nella
'città eterna' la sua valenza è senza dubbio non indifferente - www.
radicaliroma.com


IL "MISTERO" DELLE SCIE NEL CIELO
Secondo gli
esperti non sono altro che vere e proprie nubi create dagli scarichi
dei velivoli.
Sono sempre più numerose le scie bianche che disegnano i
nostri cieli legate all'aumento del numero di aerei a reazione in
circolazione. Negli ultimi anni sono diventate oggetto di studio per le
possibili ricadute ambientali. Ma di cosa si tratta esattamente?
"Le
scie aeree non sono altro che vere e proprie nubi che si formano quando
il vapore acqueo in parte presente nell'atmosfera e in parte emesso
dagli stessi aerei si condensa e congela attorno a piccole particelle
(aerosol) emesse con i gas di scarico", spiega Dave Duda che per 8 anni
ha studiato le scie degli aerei per il Centro Nasa Langley. Secondo i
ricercatori le scie si formano sempre ad elevate altitudini, di solito
al di sopra degli 8 km e fino a 12 km, dove l'aria è estremamente
fredda e la temperatura al di sotto dei 40°C. Pur formandosi tutte allo
stesso modo le scie aeree possono durare nel cielo per periodi di tempo
assai diversi. E proprio in base alla loro durata vengono suddivisi in
tre categorie: quelle a breve vita, quelle persistenti, ma che non si
diffondono e quelle persistenti e che si diffondono nell'aria. Le
prime appaiono molto corte e sembrano seguire a ridosso l'aereo che le
produce e si disperdono nell'arco di pochi minuti o ancor meno. Ciò
succede quando l'aereo attraversa un volume d'aria con poco vapore
acqueo. Le seconde si formano invece, quando l'atmosfera attraversata
dall'aereo è ricca in vapore acqueo, ma i venti non molto intensi e
dunque ristagnano là dove si formano, magari allargandosi nel tempo. Le
terze, infine, si originano per le stesse motivazioni delle seconde, ma
si muovono a causa dei forti venti in quota e in tal caso, proprio
perché evolvono in vere e proprie nubi possono avere un'influenza sul
clima. Ma perché le scie degli aerei sono additate dagli ambientalisti
come causa di alterazione del clima? "Perché le ricerche hanno
dimostrato che le scie possono rimanere sospese nell'aria addirittura
per giorni interi e coprire migliaia di chilometri quadrati -continua
Duda-, diventando praticamente indistinguibili dalle nubi chiamate
cirri. Poiché le nubi, soprattutto quelle molto sottili, hanno una
notevole importanza sul clima, da un lato respingendo i raggi solari,
dall'altro intrappolando il calore terrestre, si capisce perché questo
tipo di scie viene approfonditamente studiato dai ricercatori per le
possibili implicazioni climatiche". Al momento, tuttavia, non vi sono
conclusioni degli studi in atto, così come ancora sono incerte le
ricadute sul clima di quelle che sono state realizzate sulle nubi chi
si formano naturalmente. Esiste poi un'ipotesi sulle scie degli aerei,
a dire il vero non confermata, secondo la quale esse sarebbero
appositamente prodotte da "enti militari" per alterare appositamente il
clima. E ciò causerebbe conseguenze alla salute delle persone che
abitano al di sotto delle scie chimiche. Numerose sono state le
interpellanze in molti Paesi, tra cui l'Italia, ma non vi è nulla al
momento, che possa sostenere tale ipotesi. Va detto che è noto che
dagli aerei non fuoriesce solo vapore acqueo e aerosol, ma anche
anidride carbonica, ossido di carbonio, ossido d'azoto, idrocarburi
come metano, solfati e particelle metalliche, ma non bario come
sostiene quest'ultima ipotesi. Dunque il problema ambientale delle
scie degli aerei esiste realmente, proprio perché possono avere una
notevole azione climatica, e proprio per questo i maggiori enti
ambientali mondiali se ne stanno interessando, Nasa compresa. ARTICOLO
DI Luigi Bignami - FONTE www.repubblica.it

- INVIATO DA Promiseland.
it Redazione Italia

NESSUNO TOCCHI CAINO
27.01.2007

PENA DI
MORTE. D'ALEMA, PRESENTATA A UE NECESSITA' INIZIATIVA EUROPEA PER
MORATORIA - 22 gennaio 2007: il ministro degli Esteri Massimo D'Alema
ha illustrato ai colleghi Ue l'iniziativa italiana volta a chiedere una
moratoria Onu delle esecuzioni capitali. Lo ha fatto nel corso del
Consiglio Affari generali e relazioni esterne che ha visto riuniti a
Bruxelles i capi delle diplomazie dei Ventisette. 'Noi - ha riferito lo
stesso D'Alema alla stampa - abbiamo posto al Consiglio la necessita'
di una iniziativa europea volta a riaprire nel corso dell'attuale
assemblea generale dell'Onu un dibattito sul tema della moratoria delle
esecuzioni capitali nel quadro di una battaglia europea contro la pena
di morte'. Una battaglia, ha sottolineato il ministro degli Esteri,
'resa piu' attuale sia dalle esecuzioni in Iraq che hanno colpito
l'opinione pubblica sia dalle condanne a morte di alcune infermiere
bulgare e un medico palestinese da parte delle autorita' libiche alla
fine dello scorso anno'. D'Alema ha affermato che 'la presidenza
tedesca dell'Unione europea si fara' carico di avviare contatti a New
York per verificare la possibilita' di riaprire la discussione'. Il
ministro degli Esteri ha tuttavia ricordato che 'restano differenti
posizioni (in sede Ue), non certo sulla questione di principio ma
sull'esistenza o meno delle condizioni per proporre ora una votazione.
Per questo la presidenza di turno avviera' un'iniziativa a New York per
cercare di giungere ad un voto su una risoluzione' dell'Assemblea
generale. D'Alema ha aggiunto di avere 'molto apprezzato il fatto che
la presidenza abbia fatto propria tale iniziativa'. Per Marco Pannella,
Presidente di Nessuno tocchi Caino, è possibile 'un asse Roma-Berlino'
nella battaglia alle Nazioni Unite per la moratoria universale della
pena di morte. Pannella si augura che il cancelliere tedesco Angela
Merkel 'ci pensi seriamente'. Parlando a Radio radicale, il leader
radicale sottolinea che Italia e Germania 'si ritrovano appaiati come
sessant'anni fa, e si ritrovano appaiati per l'abolizione della pena di
morte nel mondo. Mi auguro - aggiunge - che la presidenza tedesca sia
consapevole di questo fatto, Berlino e Roma insieme potrebbero regalare
alla storia di questo periodo proprio un segnale radicalmente opposto a
quello dell'altro asse Roma-Berlino, spero che la Merkel ci pensi
seriamente'. Tanto piu' che il leader radicale segnala un 'opportuno
commento' sul Corriere della Sera del presidente del gruppo liberale al
Parlamento europeo Graham Watson, 'che ha detto quello che andava
detto, e cioe' - spiega - che in qualche misura Blair sta dando
l'impressione, forse per stanchezza o per esaurimento, di fare un po'
il barboncino di Bush. E questo e' grave e dispiace'. PENA MORTE. BAN
KI-MOON, INCORAGGIO SUA GRADUALE ELIMINAZIONE - 24 gennaio 2007: il
nuovo segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha detto di
incoraggiare la tendenza crescente dei governi e del diritto
internazionale a eliminare la pena di morte. Ban ha parlato al termine
di un incontro con il presidente della Commissione europea José Manuel
Barroso. "La vita è molto preziosa, ogni essere umano ha il diritto di
vivere con dignità, la sua vita deve essere rispettata e protetta", ha
risposto Ban a chi gli chiedeva se appoggerà l'iniziativa italiana per
riaprire una discussione all'Onu sulla moratoria internazionale contro
la pena di morte.
"Nel diritto internazionale e nelle pratiche interne
degli Stati c'è una tendenza crescente a un'eliminazione graduale della
pena di morte, e io incoraggio questa tendenza", ha aggiunto il numero
uno dell'Onu. "Allo stesso tempo - ha concluso Ban - mentre la comunità
internazionale discute questo tema, spero sinceramente che tutti i
membri dell'Onu rispetteranno il diritto umanitario internazionale".
MORATORIA. DA SINDACI EUROPEI APPELLO PER MORATORIA DELLE ESECUZIONI -
24 gennaio 2007: sono 18 i primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee che hanno finora sottoscritto l'appello del
sindaco di Roma Walter Veltroni affinché la Comunità internazionale
stabilisca al più presto una moratoria delle esecuzioni in vista della
definitiva abolizione della pena di morte. Ad accogliere l`appello di
Veltroni anche il primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici che, in
qualità di presidente dell`ANCI, ha esteso l`appello alle città
italiane. "Noi, Sindaci di Città Capitali europee, di fronte al
succedersi ogni giorno e in troppe parti del mondo di nuove esecuzioni
capitali, lanciamo un appello per porre fine alla violazione più
insopportabile della dignità dell`uomo e del primo dei suoi
fondamentali diritti: il diritto alla vita", si legge nel documento
contro la pena di morte. "La pena di morte - scrivono i sindaci - non
solo è immorale e vergognosa. Non solo aggiunge orrore ad orrore,
alimentando la spirale dell`odio e disumanizzando la società. La pena
di morte è inutile e non serve a ridurre i reati che intende
combattere". "Noi crediamo che la giustizia non abbia bisogno della
pena di morte. La giustizia - continua l'appello - può essere
perseguita e raggiunta senza falsi deterrenti, senza portare lo Stato
al livello del singolo che ha ucciso. E questo vale per tutti, anche
per chi si è macchiato di colpe orrende, di crimini gravissimi contro
l`umanità, per i quali è giusto e necessario venga punito". "La pena di
morte deve scomparire dalla scena della storia. E` una speranza alla
quale non dobbiamo rinunciare e noi continuiamo a credere che si possa
raggiungere quello che oggi non sembra raggiungibile, che si possa
eliminare ciò che oggi sembra ineliminabile". "Facciamo appello
all`Unione Europea, dopo l`importante consenso raggiunto in sede di
Consiglio dei Ministri e al Parlamento europeo, perché - chiedono i
primi cittadini - sostenga con determinazione la proposta di una
moratoria che sospenda le esecuzioni capitali in ogni angolo del
pianeta". "Facciamo appello alla Comunità internazionale affinché
stabilisca al più presto - conclude il documento - una moratoria delle
esecuzioni in vista della definitiva abolizione della pena di morte".
L`appello è stato sottoscritto da Walter Veltroni, sindaco di Roma,
Leonardo Domenici (Firenze), Job Cohen (Amsterdam), Nikitas Kaklamanis
(Atene), Freddy Thielemans (Bruxelles), Gàbor Demsky (Budapest),
Vincent Jackson (Dublino), Paul Borg Olivier (Valletta), Ken
Livingstone (Londra), Zoran Jankovic (Lubiana), Paul Helminger
(Lussemburgo), Alberto Ruiz Gallardón Jimenez (Madrid), Bertrand
Delanoë (Parigi), Aivars Aksenoks (Riga), Boyko Borissov (Sofia), Jüri
Ratas (Tallinn), Michael Häulp (Vienna), Wim Deetman (L`Aia).

MORATORIA. I RADICALI RINGRAZIANO IL SINDACO VELTRONI - 24 gennaio
2007: il Ministro Emma Bonino, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino,
Marco Pannella, Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti e di Radicali
Italiani Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni, ringraziano il
Sindaco di Roma Walter Veltroni che, dopo l'illuminazione del Colosseo,
ha ottenuto da parte di ben 18 primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee il sostegno alla moratoria universale delle
esecuzioni capitali. "Continuiamo a registrare una straordinaria
concordia di forze politiche e di opinione pubblica sull'iniziativa che
vede impegnato il Governo italiano e la Presidenza tedesca dell'Unione
Europea, a favore della moratoria ONU delle esecuzioni capitali. E'
anche il segno della crescita della mobilitazione internazionale che, a
partire dalla lotta nonviolenta su Nessuno tocchi Saddam, rende sempre
più possibile ottenere una conquista di umanità e di crescita civile e
politica per il mondo intero."
RUANDA. CAMERA DEPUTATI APPROVA
ABOLIZIONE PENA DI MORTE - 19 gennaio 2007: la Camera dei deputati
ruandese ha approvato il disegno di legge per l'abolizione della pena
di morte. "L'iter legislativo non è ancora concluso", ha spiegato il
procuratore generale del Ruanda, Martin Ngoga: "Dopo la Camera, il
disegno di legge approderà in Senato. Seguirà poi la ratifica del
Presidente". Il voto della Camera segue un lungo periodo dedicato a
pubbliche consultazioni con diversi soggetti, relative all'abolizione
della pena capitale. Il voto della Camera giunge poco dopo l'
approvazione del disegno di legge da parte del Governo ruandese,
avvenuta in una riunione presieduta dal presidente ruandese Paul Kagame
il 17 gennaio, nella località di Urugwiro. Una volta approvata la legge
in via definitiva, i detenuti nel braccio della morte avranno commutata
la pena con l'ergastolo. L'eliminazione della pena capitale aprirebbe
la strada per l'estradizione in Ruanda di persone sospettate per il
genocidio del 1994, da parte di diversi paesi occidentali e del
Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, operante in Tanzania. Le
estradizioni finora non sono state concesse per paura che in Ruanda
queste persone possano essere condannate a morte.
ROMA. MOSTRA
FOTOGRAFICA SU "SACCO E VANZETTI" - Il 1° febbraio 2007 presso la
Vineria DRU in Piazzale Tributino 9, a Roma, la fotografa Carlotta
Domenici De Luca presenta la mostra fotografica sulla pièce "Sacco e
Vanzetti" rivisitata dalla regista Beatrice Bracco. L'artista
ripercorre le fasi salienti dell'ingiusta condanna a morte e la
sofferenza dei due emigranti italiani sbarcati in America alla ricerca
di un sogno. Le foto riescono ad immortalare con sensibilità e
immediatezza il dramma dei due protagonisti. Le 12 immagini sono in
vendita ed una parte del ricavato andrà in sostegno all'associazione
Nessuno Tocchi Caino.

RETTIFICA – NOTIZIARIO DEL 20 GENNAIO 2007: IL
TESTO "WEB E LESBISMO" E' STATO INCLUSO NELLA TESI DI PASQUALE
QUARANTA.

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