28 aprile 2008

Arrivano le amazzoni a L'Aquila

Nasce ufficialmente il Comitato Promotore Arcilesbica "Le Amazzoni" a L'Aquila. Si espande quindi l'esperienza e l'attività del movimento GLBT della provincia con questa ulteriore iniziativa. L'associazione Arcilesbica si propone di divulgare una cultura ed una informazione sui diritti civili ed umani, in particolare quelli relativi alle donne. Saranno a breve intraprese attività contro lo sfruttamento sul lavoro, contro le discriminazioni e soprattutto contro la violenza nei confronti del genere femminile. Numerose anche le attività in agenda riguardanti la proiezione di film e la presentazione di libri sui generis. Arcilesbica "Le Amazzoni" di L'Aquila diviene quindi un supporto essenziale nei luoghi nevralgici di questa provincia che fa ancora fatica a riconoscere la donna come una identità individuale e la donna lesbica come un soggetto libero ed indipendente. Il Comitato promotore ringrazia la Presidente di Arcilesbica Nazionale – Francesca Polo – e la Segretaria della medesima associazione – Cristina Gramolini – che hanno a lungo lavorato ed interloquito con le donne aquilane affinché nascesse questa realtà così importante anche in Abruzzo. Infatti "Le Amazzoni" sono il primo comitato Arcilesbica a venire alla luce nella nostra regione. A livello locale l'associazione, sarà diretta dalla Responsabile del Comitato promotore – Carla Liberatore – e dalla vice Responsabile – Anna Maria Angelitti – persone note in Abruzzo per il loro impegno quotidiano ed instancabile sui temi della laicità e dei diritti civili ed umani.
Comitato Promotore
Arcilesbica "Le Amazzoni"
L'Aquila
Email: arcilesbica.aq@libero.it
Mobile : 339.8794768 – 320.2737126
Fisso : 0863.789364

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30 gennaio 2008

news 30 gennaio

NASCE LA FONDAZIONE MASSIMO CONSOLI
www.fondazionemassimoconsoli.com
Questa Fondazione si occupa di proseguire il lavoro di Massimo Consoli. Lui era il "papá"del
Movimento Gay italiano, qui troverete informazioni altrove non
disponibili. Aderite e contribuite al nostro lavoro, gaiamente uniti
nel difendere l'Archivio, incrementandolo e operando per la sua
conservazione. I contatti fanno riferimento a un gruppo di
amici/compagni di Massimo sempre attenti ai vostri suggerimenti.

OMOFOBIA GALOPPANTE AL SENATO
Il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano è
stato aggredito duramente dal capogruppo del suo stesso partito al
Senato, Tommaso Barbato ed anche dal senatore di AN, Nino Strano,
subito dopo la sua dichiarazione di voler votare la fiducia al governo
Prodi. Cusumano è stato apostrofato con epiteti quali "cornuto",
"frocio" e "checca squallida". Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli rileva con estremo disappunto la violenta cultura omofobica che
regna tra gli esponenti politici che dovrebbero garantire la
democrazia, nel nostro Paese. A tutti costoro va il nostro biasimo per
la loro condotta razzista e squallida. Riteniamo inoltre che non è un
caso che proprio da quella parte della politica che si professa più
vicina al mondo cattolico arrivino segnali così gravi di
discriminazione contro gli omosessuali. Esprimiamo la nostra
solidarietà al Senatore Cusumano, oggetto di tale aberrante attacco.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437

L'ERA DELLE BESTIE DURA UN'ETERNITÀ
Riflessioni sul presente guardando al passato
Di Cinzia Ricci -
http://www.cinziaricci.it/editoriali-bestie.htm
In fondo, tecnologia e progresso medico-scientifico a parte, cosa c'è di diverso rispetto ai
tempi passati? L'Italia fascista, ad esempio, o l'Italia dei feudi e
del vassallaggio, dei mille comuni, delle grasse e sanguinarie corti,
dei Re, dei Papi, dei banchieri e i loro tirapiedi, delle crociate e
dell'inquisizione, del popolo affamato, vessato, ricattato, istruito
alla paura e alle superstizioni, condannato all'ignoranza, tenuto in
schiavitù, buono solo per pagare le tasse, provvedere alla mensa del
padrone, riempire il suo granaio, far figli da mandare a morire di
lavoro, nei bordelli, in guerra, per un tozzo di pane, un piatto di
lenticchie, una parvenza di vita e libertà… Certo, oggi c'è l'obbligo
scolastico, c'è persino la possibilità di proseguire gli studi - basta
appartenere ad una famiglia benestante disposta ad investire sul futuro
dei figli. Quasi tutti sono andati o vanno a scuola, molti persino all'
università, ma pochi conoscono l'italiano, i più lo parlano male e
scrivono peggio, leggendolo non ne capiscono il senso. Non conoscono
neanche la storia, neppure quella recente, dei nonni, dei padri - non
li riguarda, ne sono addirittura infastiditi, non sapendola la
inventano, o negano. Gli italici scolaretti non sanno nulla degli
"altri", i "diversi", i dirimpettai, i confinanti vicini o lontani. Per
non sprecare tempo ed energie sui libri, ad informarsi, magari
direttamente, si tramandano ogni genere di fandonia, luogo comune,
preconcetto, e chi le spara grosse vince, è sempre benaccetto. Il
cittadino scolarizzato, persino laureato, non è razzista, omofobo, che
diamine! Vuole solo che froci e lesbiche la smettano con le loro
assurde pretese, che gli stranieri vengano in Italia in vacanza o a
svolgere quei lavori che non facciamo più, portino qua i loro soldi o
qua spendano quelli che gli diamo ma poi se ne vadano, in fretta,
oppure restino, rispettando le nostre leggi, ligi al dovere, grati e
silenziosi, senza nulla pretendere, senza farsi vedere, ostentare,
cittadini invisibili, di serie B, indegni di cittadinanza, servizi e
diritti. Oggi c'è libertà, democrazia - dicono. Possiamo fare quello
che vogliamo, dicono. Essere o apparire come ci pare, dicono. Dicono
anche che quasi non c'è differenza tra abbienti e pezzenti, tra uomini
e donne, tra etero ed omosessuali, che tutti abbiamo le stesse
opportunità, che la nostra cultura, le nostre leggi – tra le più
avanzate del mondo - ci tutelano, proteggono, garantiscono, senza
eccezioni. Dicono che siamo un popolo virtuoso, ospitale, talmente
evoluto, pacifico e tollerante da non aver bisogno di nuove leggi
contro le discriminazioni e le violenze, talmente intelligente ed
avanzato da dibattere sull'opportunità di farsi promotore di una
moratoria contro l'aborto, talmente civile da essere il primo promotore
della moratoria contro la pena di morte. Ma i figli non sono tutti
uguali. I figli dei rumeni, ad esempio, che notoriamente rubano e
puzzano sin dalla nascita, è meglio che vadano a scuola su autobus loro
riservati, separati dai bambini italiani che invece sono santi e
navigatori, per nascita – le mamme straniere ivi residenti, quindi,
abortiscono pure, ci facciano il piacere. Anche i morti non sono tutti
uguali. Se a morire è un extracomunitario, magari mentre sta salvando
dei bambini a cui la madre italiana non ha impedito di fare il bagno
nonostante il mare mosso, se a morire è un clandestino che lavora al
nero, magari cadendo da un'impalcatura in un cantiere in subappalto,
gestito da caporali italiani, per dieci euro al giorno escluso vitto e
alloggio, o investito da un automobilista italiano ubriaco o
semplicemente distratto, se a morire suicida è un ragazzo la cui unica
colpa è essere omosessuale, in Italia, se a morire per mano di un
rispettabile cittadino italiano di sana e robusta costituzione
eterosessuale, è una trans senza permesso di soggiorno, se a morire, ad
essere picchiate, stuprate, licenziate, sfruttate, disconosciute sono
le persone che non ci piacciono, non ci somigliano, che ci imbarazzano,
che crediamo rappresentino una minaccia ai nostri privilegi, alle
nostre abitudini e convinzioni, allora la morte non è così scandalosa,
inaccettabile, non è tanto grave, importante, significativa, degna di
attenzione, mobilitazione, impegno. In questi casi, l'italico
giornalismo tace o mette la sordina ai suoi strilloni, i politici
dicono due o tre fregnacce tanto per dimostrare che leggono i giornali,
gli altri fingono di non vedere, sapere, cambiano canale, voltano
pagina cercando l'oroscopo. Sì, oggi ci sono i giornali, gli studi
televisivi, internet, arene nella sostanza simili a quelle dei nostri
antenati, in cui è lecito mostrare carni lacere ed ogni altra
bestialità, in cui la gente fa a pugni per potersi esibire, per poter
pubblicamente sbranare l'altro: straparlando, urlando, insinuando,
inventando le più strampalate o patetiche fandonie che la platea
immancabilmente beve - e fa proprie, con piacere.
Dicono anche che
rispetto al passato, oggi il popolo è tenuto in gran considerazione.
Intere famiglie, quartieri, possono aspirare ad una sicura
sistemazione. Liste interminabili di persone girano di tasca in tasca
prima delle elezioni. Poi, quelle stesse persone finiscono in cima alle
graduatorie, ad ingrossare l'esercito di lavoratori socialmente utili –
a loro stessi e a chi li ha comprati. L'ormai abituale ricorso alle
esternalizzazioni ha una sua precisa utilità in questo scambio di
favori. I partiti, le amministrazioni, gli enti statali e il governo
stipendiano orde di delinquenti, semianalfabeti, imprenditori,
consulenti, furbetti, portaborse con o senza portafoglio, preti e
monache, veline e attricette da strapazzo, gente che fuori dai palazzi,
dai corridoi, non sarebbe nessuno. Oggi, i nobili sono decaduti, non
contano più. Ci sono però una miriade di piccoli, insulsi, inetti
reucci fatti a mano e c'è il Papa, naturalmente, quello è rimasto –
altra faccia, altro nome, stesso incrollabile, immenso potere,
arbitrio. Quanti sudditi alla corte del più influente, impiccione e
piantagrane monarca del mondo. Oggi non corriamo più il pericolo che un
manipolo d'illuminati raccolga intorno a sé il consenso popolare
riuscendo ad ottenere miglioramenti, se non proprio cambiamenti
radicali, epocali. Pochi sarebbero disposti a seguirli rischiando
personalmente. Nessuno parteciperebbe a quello sforzo collettivo in cui
si è tenuti ad anteporre il bene comune al proprio. D'altra parte, la
maggioranza delle persone pensa sinceramente che i guasti attuali siano
la conseguenza di azioni sbagliate compiute da altri, mai di una loro
diretta o indiretta responsabilità, neppure parziale, minima. Perché
impegnarsi quando, stando tranquilli e senzienti, si può vivere senza
farsi mancare il necessario, talvolta persino prosperando? Perché
giocarsi o, peggio, spartire con gl'incapaci, i guastafeste, i
vanagloriosi e gli idealisti, il poco o tanto che si possiede, si è
conquistato? Già… Oggi ci sono le consultazioni referendarie, sindacali
- così, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter scegliere
se fare due turni oltre a quelli già previsti nel contratto ricevendo
in cambio un piccolo aumento, la regolarizzazione dei colleghi precari
e 250 nuove assunzioni, poco più del 50% di essi può tranquillamente
dimostrare chi comanda: piuttosto morti che in fabbrica anche il sabato
mattina o nel turno di notte tra la domenica e il lunedì. Piuttosto
morti! E muoiono, infatti, come mosche – mal pagati e disprezzati da
chi può permettersi il lusso di non sporcarsi le mani. Muoiono, ma se
vai nelle piccole aziende dove si lavora di braccia, dove il cervello
si pensa di poterlo lasciare a casa - in un cantiere o un magazzino, ad
esempio -, scopri che nessuno, regolare o irregolare che sia, si
preoccupa di rispettare e far rispettare le più elementari norme di
sicurezza: pochissimi usano le imbracature, portano i caschi, le scarpe
rinforzate, i guanti da lavoro, indumenti adatti. Scopri che a
mezzogiorno le trattorie sono affollate di maestranze affamate, che le
tavole e i bivacchi si riempiono di birre, fiaschi di vino, liquorini
per digerire, per combattere il freddo, scopri che la percentuale di
operai giovani cannati ancor prima di prendere servizio è altissima,
poi via, a lavorare sui tetti, arrampicati su scale sghimbesce e
ponteggi montati in fretta, senza protezioni, spostando merci, usando
macchinari e utensili sempre pericolosi, anche quando in perfetto
stato, soprattutto se mal tenuti. È strano che i morti non siano il
doppio, il triplo, il quadruplo ed oltre. Oggi le donne possono
lavorare e sono pure stipendiate se lo fanno, mica come una volta che
erano vacche da mungere, soltanto puttane, o sorelle, figlie, mogli e
madri. D'accordo, guadagnano e contano meno degli uomini, ma di che si
lamentano? Un tempo lo facevano gratis e zitte, passi lunghi, sguardo a
terra. Possono persino separarsi dal coniuge, rinunciare alla patria
potestà del maschio, tentare di avere una vita indipendente – colpa
delle femministe, dell'emancipazione femminile se poi padroni, padri,
fratelli, mariti e fidanzati perdono il controllo, tentano di rientrare
in possesso del potere e dei privilegi apparentemente perduti, cercano
di mettere le cose a posto a suon di botte, stupri, coltellate, colpi
di pistola. Oggi abbiamo gli ospedali e grazie all'approvazione dell'
ultima finanziaria, non paghiamo più nemmeno il ticket. Ma le
probabilità di entrarci malconci e uscirne morti sono comunque alte,
troppo alte. Gli ultimi che se ne preoccupano sono proprio gli
amministratori pubblici, i manager delle ASL, i medici e gli operatori
sanitari per i quali lo stipendio e la carriera contano più della vita
umana, il cui unico pensiero è rimanere tra quelli che la politica e l'
economia prediligono. Sanità ed istruzione privata: businnes milionario
per le casse vaticane, per le tasche dei notabili genuflessi, pii e
laici. Sanità e istruzione pubblica: croce e delizia - sprechi ed
eccellenze. Dicono. Amara realtà italica a due marce, facce, un po'
come tutto il resto. Chi nasce al sud e al sud rimane, farebbe meglio a
ricorrere allo stregone, ai salassi, ai rimedi empirici, a pregare i
santi – cose che i concittadini dell'Italia "zavorra" non avendo
alternative fanno, talvolta persino volentieri, preferendolo. Ci sono
le guerre – oggi finalmente "intelligenti", selettive, giuste o
accettabili, il male minore o necessario. Ci sono i massacri
collaterali, statistici, scientifici. L'annientamento delle culture e
delle popolazioni che riteniamo a vario titolo ostili, incolte e
incivili. Democrazia, capitalismo, eterosessismo, machismo – non può,
non deve esservi alternativa. Siamo bravi, oggi, incredibilmente
moderni, globali: esportiamo spazzatura, credenze, promesse, illusioni,
menzogne e morte, chiamiamo la nostra merce "libertà", la offriamo come
un regalo ma la imponiamo con la forza - poi presentiamo il conto ed
abbiamo persino la faccia tosta di offenderci, arrabbiarci, se qualcuno
si azzarda a protestare. Oggi, se impiccano un ragazzino accusato di
sodomia, tutto il pianeta ne è informato e può civilmente indignarsi
sentendosi fortunato di non essere al posto suo, fortunato di vivere in
un luogo migliore, in cui la legge e la Polizia sono al servizio del
popolo, non di un tiranno o un Dio assetato di sangue. Popolo: entità
astratta, massa indefinibile senza una sua propria identità,
soggettività. Poliziotti: fotografie del Duce nel portafoglio, facce
qualsiasi, manovali indifferenti al discernimento, capaci della più
compiaciuta brutalità, del più completo menefreghismo, fiero
disimpegno, braccia armate con licenza di punire chiunque tenti di
alzare la testa, ubbidienti all'ordine di lasciare che piccole orde di
deliranti nazifascisti tengano in ostaggio intere città, le mettano a
ferro e fuoco in occasione di una partita di calcio, un lutto, un
capriccio. Uomini che smessa la divisa si uniscono ad essi per far
pulizia, dimostrare chi è il padrone, ristabilire l'ordine – come
natura comanda. Negri, ebrei, froci, lesbiche, islamici, storpi,
mentecatti, zingari, dissidenti politici, atei, non sono forse esseri
inferiori, laidi, malati, indegni, pericolosi? Non sono qui per rubarci
i soldi, il lavoro, la casa, per indebolire la razza, distruggere la
famiglia, la cristianità, per destabilizzare il sistema, contaminare i
giovani con le loro credenze, opinioni, con le loro ripugnanti
perversioni? Oggi non c'è più la peste a pareggiare i conti, a renderci
tutti uguali. Ecco l'unica, vera differenza con i tempi passati, quelli
che guardiamo dall'alto in basso, con vanità, presunzione. In questo
baccanale, in questo impazzimento collettivo in cui i più stanno beati
o beoti, pensare, sapere e parlare di diritti, giustizia sociale,
realtà, storia, non ha alcun senso. Ci si sente noiosi, e soli, come
cani. E allora cala il silenzio, cala il sipario – interiore. Non si ha
più alcun motivo per cercare onestà, generosità, compassione, eroismo,
fantasia, bellezza - per credere, illudersi che ve ne sia ancora un po'
in qualche angolo remoto dell'animo umano. FONTE
www.cinziaricci.it


LA DIFESA DELLA VITA
Il vicario del Papa da Ferrara: «La fede non
riguarda solo Dio ma anche i rapporti sociali» Poi conferma le parole
di Bagnasco: i politici cattolici non promuovano leggi in contrasto con
il bene Ruini: restituire alle donne la libertà di non abortire
DA ROMA MIMMO MUOLO
L' aborto «è la soppressione di un essere umano
vivente». E una legge che lo preveda, come la 194 in Italia, «rimane
intrinsecamente cattiva». Tuttavia la Chiesa non ha mai «incitato a
rivolte o a comportamenti sediziosi ». Chiede, però, che sia applicata
in tutti i suoi aspetti. Lo ha detto ieri sera il cardinale Camillo
Ruini, intervistato da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, durante la
puntata di 'Otto e mezzo' andata in onda su La7. Sorridente e a suo
agio, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha risposto con
pacata chiarezza a tutte le domande, che hanno toccato anche temi come
la contraccezione, la presunta ingerenza della Chiesa nelle leggi dello
Stato e l'atteggiamento dei politici cattolici in materie eticamente
sensibili. Legge 194. «Un punto sul quale insistiamo da tempo – ha
ricordato – è quello dell'attuazione integrale di questa normativa».
Soprattutto «si faccia il possibile per aiutare le donne ad accogliere
il figlio». Specie quando il problema è di ordine economico, ha
sottolineato il cardinale, risolverlo non è eccessivamente difficile.
«L'esperienza dei Centri di aiuto alla vita che abbiamo promosso da
tanti anni, ha già mostrato che 85mila aborti in Italia sono stati
evitati» in un primo momento con modestissime somme e poi «attraverso
il dialogo, l'aiuto psicologico, il far sentire alle madri che ci sono
persone disposte a condividere il problema con loro», infine con la
capacità «di favorire un inserimento mondo del lavoro». Quanto all'
obiezione che in questo caso si restringe la libertà della donna, Ruini
ha ribattuto: «È falsa in radice e va rovesciata. La donna abortisce
perché non è libera e diventa libera se le si dà la possibilità
concreta di non abortire. Che non è un obbligo, nessuno può
costringerla, è soltanto un'offerta, un atto di solidarietà di solito
graditissimo». Infine la questione terminologica. Aborto uguale
omicidio? «Personalmente non uso mai questa parola – ha risposto Ruini
– anche per una forma di rispetto verso le donne e per le famiglie.
Tuttavia anche altre espressioni, come 'interruzione volontaria della
gravidanza' rischiano di occultare la realtà del fatto. Quindi il
linguaggio deve essere il più sereno possibile, ma anche veritiero e
certamente accompagnato dall'affetto, dall'amicizia, dalla
solidarietà». «Nei confronti delle donne che abortiscono, come nei
confronti di tutte le persone che vivono per un motivo o per l'altro
delle situazioni che la Chiesa giudica negative o irregolari, non
abbiamo atteggiamenti persecutori od ostili, ma quanto mai accoglienti
». Contraccezione. Una battuta anche su questo tema. Si tratta di «una
scelta etica che la Chiesa ritiene sia corrispondente alla natura
profonda del rapporto tra l'uomo e la donna e che perciò propone ai
cattolici, senza minimamente pensare che si debba imporre per legge».
Ingerenza. «Vorrei sfatare che in Italia – ha detto il cardinale
rispondendo a un'altra domanda – ci sia, da parte della Chiesa, più
attenzione ai temi politici e sociali che altrove». E ha citato il caso
del Canada, dove, «quando c'è stata la questione del matrimonio degli
omosessuali due cardinali sono andati a protestare in Parlamento.
Pensate che cosa sarebbe successo, se l'avessi fatto io». Quello che
cambia, ha aggiunto, «è l'efficacia degli interventi, certamente
maggiore da noi». Ruini ha quindi spiegato che «la fede cristiana non
riguarda soltanto il rapporto con Dio», ma (e basti guardare i dieci
comandamenti), anche i rapporti sociali. Perciò quando «vi sono
problemi etici che chiedono di essere codificati in leggi
potenzialmente in contrasto con la visione cristiana della vita non si
può non intervenire». La mediazione dei politici cattolici. Ma tutto
ciò, gli è stato chiesto, non dovrebbe avvenire, con la mediazione dei
politici? «La parola mediazione – ha risposto il porporato – può avere
due significati. Se una legge viene approvata dalla maggioranza in
Parlamento, anche se non ci piace, diremo che è ingiusta. Altro è che i
cattolici stessi si facciano promotori di leggi in contrasto con ciò
che anche alla luce della fede sappiamo essere il bene per l'uomo.
Questo atteggiamento è certamente sbagliato», ha detto, e anche su
questo è apparso in accordo con l'attuale presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco. «Anche al tempo della Dc – ha concluso Ruini
– Mai coloro che si dichiaravano politici di ispirazione cristiana
sostenevano loro stessi certe posizioni. Soccombevano in Parlamento, ma
questo è un altro discorso». Alla fine della registrazione, salutando i
giornalisti presenti, il cardinale si è concesso una battuta scherzosa
anche in merito alla sua presenza sui media: «Non fatemi parlare
troppo. Altrimenti la Litizzetto poi mi dice 'Eminens'. Io non l'ho mai
guardata, ma mi dicono che è simpatica. E poi la mia segretaria la
imita benissimo».
Davide Montanari +39 339 7107082
Ufficio stampa
Arcigay


I CONFETTI OMOSESSUALI DI SULMONA
Confetti Pelino - Sulmona (AQ) - ' pronto e tra una settimana sar' messo in produzione. Si chiama
, la sposa gay, ed ' il nuovo confetto della storica ditta di Sulmona,
dedicato alle coppie omosessuali.''idea ' nata dalle richieste
provenienti dal'America di un prodotto specifico per le coppie
omosessual', hanno spiegato Mario e Antonio Pelino, rispettivamente
presidente e amministratore delegato della Confetti Pelino .Il nuovo
prodotto si compone di materie esclusivamente naturali. Messo da parte
il tipico amido di questi alimenti, gay bride ' una felice unione di
mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay,
zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti
ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come ' nella tradizione
dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalit' di una scelta di
vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore
ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla,
tinta che nasce dal'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il
maschile e il femminile. Aperta e pronta anche a rispondere ai
mutamenti nei costumi della societ'. Vicina quindi a tutti coloro, gay
e non, che intendono celebrare i momenti significativi della loro vita
anche attraverso la scelta di un confetto adeguato. 'altronde -
sottolineano i due dirigenti della'Confetti Pelino – abbiamo clienti da
ogni parte del mondo, e tra loro ci sono anche coppie omosessuali. La
Confetti Pelino di Sulmona ' u'azienda leader nel mondo in questo
settore, nata nel 1783 per volere di Berardino Pelino che dette
u'impronta produttiva ad u'attivit' fino a quel momento esclusivamente
commerciale. 'azienda fin dalla sua fondazione ' votata alla qualit'
dei suoi prodotti, confetti e dolci in generale, e al benessere del
consumatore. Qualit' garantita nel'uso di ingredienti certificati e di
alto valore naturale e dai processi produttivi che conservano ancora
oggi 'integrit' delle materie prime usate. Proprio tre giorni fa, il 26
maggio, la famiglia Pelino si era resa protagonista di una "guerra"
tutta interna tra fratelli proprio a causa della possibilità di
lanciare questo tipo di prodotto. A scatenare la diatriba era stata
Paola Pelino, neodeputata di Forza Italia, che, in u'intervista a'Il
Giornal', aveva dichiarato di non contare sui Pacs per aumentare il
fatturato del'azienda di famiglia.'I confetti? Vorrei continuare a
venderli alle coppie normal', aveva detto Paola Pelino. Immediata la
reazione del fratello Antonio, amministratore delegato dell'azienda,
che, in risposta al'articolo, aveva scritto una lettera al quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro per chiarire che le opinioni della
sorella nulla hanno a che fare con 'impresa di famiglia, che produce
confetti venduti in tutto il mondo.'Le opinioni espresse dal deputato
di Forza italia sono di natura esclusivamente politica e personale e
non coinvolgono la direzione del'aziend', ha spiegato nella lettera
Antonio Pelino, precisando che del consiglio 'amministrazione Paola
Pelino ' membro insieme a Mario, Antonio, Lucilla e Marco Pelino. Come
a dire, non ' la sorella deputata a dare la linea. A soli tre giorni di
distanza la piacevole notizia del lancio del nuovo confetto lilla Gay
Bride: si è trattato dunque di liti politiche in famiglia o di u'abile
strategia commerciale. In ogni caso è un bel passo avanti da parte di
una delle più tradizionali aziende italiane. FONTE Arcigay.it


SOLIDARIETA' ALLA SIGNORA PATRIZIA ROMANO
Anonimi come la viltà che li caratterizza, maschi o femmine non importa. Sono solo violenti ed
ignoranti personaggi abietti alla società civile. Noi, omosessuali e
trans siamo abituati, purtroppo, ai soliti atti di terrorismo sociale e
psicologico da parte di sconosciuti ma anche da parte dei sedicenti
amici o parenti. C'indigniamo ma non ci sconvolgiamo. Nonostante ciò,
ancora troppe volte, gay lesbiche e trans sono umiliati in casa o fuori
casa, da genitori o da amici "cattivi" , ma la
cosa intollerabile è quando anche le Istituzioni democratiche sono "cattive" con i più
deboli. Questo, avviene perché "la differenza" degli omosessuali e
delle trans non è riconosciuta ancora come non riparata, nonostante le
persecuzioni e gli stermini dimenticati. Ecco, perché, i Ken con il
patrocinio del Comune di Napoli organizzerà anche quest'anno attività
ed incontri con la città e nelle scuole sul tema dell'Omocausto (lo
sterminio nazista dei Gay)a cui invitiamo la Signora Romano a
partecipare. Lo faremo anche nella IIa Municipalità di Napoli con la
partecipazione
del M.I.T. Napoli, di Arcilesbica Napoli (coordinamento
campano GLT)e con la collaborazione straordinaria di Libellula 2001 -
ArciTrans e del circolo Anthias di Napoli. Speriamo che, il presidente
Patruno e all'assessore Esposito ( come la maggioranza in Consiglio
Comunale di Napoli e dell'assessore Valente),comprendino il "sano"
valore della critica da noi esercitata nei loro confronti per il merito
della Consulta Pari Opportunità (di cui i Ken fa parte) che è portatore
di omofobia non manifesta. La Consulta è incapace - per come è stata
regolamentata - di esprimere
modernità e reali esigenze sociali per una
convivenza civile tra le differenze (non solo di genere) ma anche di
orientamenti sessuali e di identità di genere. Negare ciò, significa
avallare l'intolleranza e
la violenza di chi ci vorrebbe " cacciati" e
perché no, arsi ancora una volta. Invitiamo, quindi tutti ad una rapida
modifica del regolamento istitutivo inserendo come previsto anche dal
piano d'azione per l'anno europeo delle pari opportunità 2007, non di
fatto, ma di diritto, tutte le categorie escluse ( gay lesbiche e
trans comprese).
Carlo Cremona Presidente Associazione omosessuale i
Ken
UFFICIO STAMPA
Via Toledo 210 - Na
081 5519653
3923887147
www.i-ken.org


GRAVE ATTO DI INTOLLERANZA
ALLA SECONDA MUNICIPALITA'
Con grande rammarico, Alberto Patruno Presidente e l'Assessore Susy Esposito della
II Municipalità di Napoli, hanno appreso dalla Sig.ra Patrizia Romano
del vile messaggio pervenuto in forma anonima alla sua attenzione: "SEI
UNA SPORCA LESBICA VAI VIA CHE INFETTI!!!" Nei prossimi gioni sarà il
"Giorno della Memoria" per non dimenticare gli stermini avvenuti per l'
odio razziale, xenofobo e omofobo. Purtroppo tanto dolore non è
riuscito a cancellare nella gente i pregiudizi e occorre sviluppare
momenti di condivisione e conoscenza reciproca. Crediamo che tale
episodio sia solo espressione di un singolo e non di un intero contesto
lavorativo che, si speri
valuti ed accetti le persone per quelle che
sono e non per il loro orientamento sessuale. D'altronde, la storia del
mondo del lavoro ha sempre affermato principi di solidarietà e
tolleranza. Esprimiamo solidarietà alla Sig.ra Patrizia.
Alberto
Patruno
3475851794 3473880579
Susy Esposito
3356675870

IL BELL'ESEMPIO DELLA REGIONE LAZIO
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
ringrazia la Regione Lazio ed in particolare l'Assessore al Bilancio
Luigi Nieri per aver inserito nella Finanziaria 2008 aiuti economici
nell'acquisto per la prima casa alle "giovani coppie". L'aver lasciato
senza altre distinzioni questa dicitura pone quindi tutte le giovani
coppie sullo stesso livello, fermi restando i requisiti per l'accesso
agli aiuti. Ci auspichiamo che la Regione Lazio sia di esempio per
tutte le altre Amministrazioni: l'aver ribadito il riconoscimento del
sostegno in maniera paritaria pone la nostra Regione tra quelle che in
maniera laica e non discriminatoria garantiscono i diritti di tutti i
cittadini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica
06/5413985 – 348/7708437

FAVOLETTA SCHIFOSETTA
A cura di Peter Boom
UN ALTRO PIANETA
Favoletta schifosetta, scritta male, non corretta e unpolitically correct di
Peter Boom C'era una volta un altro pianeta abitato da strane bestiole
per metà cani e per metà umanoidi. Le bestiole avevano attitudini e
usanze simili a queste due categorie, erano operose, furbe ed alcune
anche intelligenti, tutte dedite a peccati belli e brutti. Nella città
più importante era stata costruita una cuccia gigante, nella loro
lingua chiamata "Ano", da non confondere con quel organo da dove
defluiscono le cose digerite. I sudditi del grande capo Ano erano
chiamati Ani, molto ossequiosi e obbedienti al loro capo, che un giorno
sì e un altro giorno pure ricordava sulla grande piazza del "Ano" come
le povere bestiole si dovevano comportare. Non si esponeva a
contraddittori, lui d'altronde aveva la verità in tasca e solo lui
sapeva elargire i buoni consigli che gli venivano direttamente
trasmessi via internet da un pianeta superiore. Le bestiole, essendo
naturalmente pansessuali esattamente come i cani e gli umani, facevano
di tutto per nascondere le proprie innate peccaminose tendenze e per
farsi perdonare portavano molti regali, croccantini e denari al grande
Ano, che grazie al suo sconfinato ed arrogante potere, in parlamento
fece votare per mezzo dei suoi fedeli politici molte leggi
contronatura, calpestando con i suoi stivali neri i più elementari
diritti civili. La sua organizzazione capillare aveva mietuto nei
secoli milioni di vittime e guastato la vita a miliardi con le sue
immorali regole ed imposizioni. Ma vicino ad "Ano" si trovava una
grande "sqUola" dove venivano istruite le bestiole giovani più
intelligenti nelle diverse scienze e la Scienza, questo si sa, è sempre
stata una spina nel fianco dei grandi capi Ano. In questa "sqUola" gli
enti+ insegnavano agli enti- per far diventare anche loro enti+, e
molti enti+ e- , avendo studiato tanto, non sopportavano più il grande
capo Ano che interpretando a suo modo un libro antico e antiquato si
era reso veramente antipatico anche perché non teneva conto della vera
legge della natura. Infatti, la natura intesa scientificamente non gli
avrebbe permesso più di esercitare tutta quell'influenza sulla massa
sempre più informata delle bestiole. Non avrebbe più potuto affermare
che è innaturale quando una bestiola si intrattiene sessualmente con
un'altra bestiola, cosa che valeva anche per i bestioli. Tentava di
imporre l'antiscientifica teoria della creazione, una balla talmente
grande che soltanto i creduloni potevano crederci ancora. Voleva
altresì imporre l'origine "anona" a tutto il pianeta, disconoscendo
tutte le altre origini anche quelle molto più antiche. Tutti i politici
dovevano essere concordi con lui (anche per non fargli pagare la
Impostori Causa Imposte), esigeva una società basata su certi paranoici
principi irrinunciabili, faceva una continua pubblicità su tutti i
massmedia attuando una forte censura sotterranea ed esponeva il suo
anofisso dappertutto, anche dove non doveva stare. Molti suoi ani
peccavano gravemente ed allegramente ed abusavano a mente serena delle
piccole bestioline e dei piccoli bestiolini. Questi ani se lo potevano
permettere perché il grande Ano e i suoi gerarchi tenevano
rigorosamente segreti questi misfatti (se no che esempio avrebbero
dato) e spostavano gli ani pedofili, se scoperti, in altra sede, dove
poi, grazie a questa impunità, potevano ricominciare con il loro turpe
vizio godendo delle loro piccole vittime traumatizzandole per sempre.
Non c'era dunque da meravigliarsi che gli enti+ e gli enti-
cominciarono a protestare contro chi era responsabile di questo grave
pluri-favoreggiamento ed altre corruzioni (tra l'altro neanche prese in
considerazione dai politici concordi e conniventi). Nella prossima
puntata di questa favoletta, della quale do piena liberatoria per la
libera diffusione su tutti i massmedia e nella quale naturalmente non
si allude ad alcuna persona, vedremo come va a finire. Peter Boom. http://digilander.libero.it/pansexuality/

GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE.
PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO
UNITO
GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE
LE NAZIONI UNITE
ARRESTATI IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19
ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI. L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH",
PER LA QUALE E' PREVISTA, COME PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA
PENA DI MORTE.
INTANTO, DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO
CONFORTANTI ANCHE PER LA RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE
D'APPELLO SAREBBE INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA
Si chiamano Hamzeh
Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana
(18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23
gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il
giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad
Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura
fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che
cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di
avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. La loro
confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale islamico
li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il reato di
chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale iraniano
prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati "nemici di
Allah". Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro assassinio del
ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat", avvenuto nella
prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno internazionale,
proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per la vita in
Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio di tanti
innocenti, vittime di un regime spietato. "Il popolo iraniano per la
maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a morte e alla
lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo pochi
fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano strumenti
leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si battono con
eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a rischio
delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui le
minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".
Ma le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana
rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato
l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a
seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con
la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani
e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove
l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte
d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco
confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non
concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni
internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo
inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler
più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne.
"Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a
dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del
rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati.
Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro
di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi
complici". Il Gruppo EveryOne ha avviato una petizione internazionale
(
http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html) sui due casi, per
i quali sono stati interpellati anche l'Alto Commissario per i Diritti
Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto Commissario per i Rifugiati
António Guterres e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-
moon. EveryOne chiede a tutti i sottoscrittori di inviare e-mail e fax
di protesta alle ambasciate iraniane, in Italia e a all'estero, nonché
al governo britannico (per gridare no alla criminale deportazione di
Pegah e di tanti altri profughi innocenti) e al regime iraniano di
Amadhinejad.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-
8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com ::
info@everyonegroup.com
INVIATO DA Sergio Rovasio

LILLI GRUBER A "BABILONIA" PARLA DELL'IRAN E DEL RUOLO DELLE DONNE IN MEDIO ORIENTE.
E sull'Italia accusa: «Cardinali avrebbero chiamato parlamentari per
fermare il testo sulla sicurezza antiomofobia». «In Iran esiste una
teocrazia, che è anche regime, secondo la quale il reato di sodomia va
punito con la pena di morte. Purtroppo va ricordato che questo tipo di
pena viene applicata in qualche altro Paese islamico. In realtà, come
sempre accade con le religioni quando assumono un ruolo importante,
alcune barbare pratiche sono più legate a società patriarcali che non
alla religione ». L'europarlamentare Lilli Gruber intervistata dal
mensileBabilonia parla dell'Iran "Paese dei segreti" e del coraggio
delle donne; delle esecuzioni di giovani accusati di omosessualità e di
quei Paesi europei con scarsa sensibilità verso i diritti civili:
«Negli ex Paesi comunisti riscontriamo delle situazioni di violazioni
dei diritti umani fondamentali». E L'Italia? Gli omosessuali non hanno
un minimo di diritti riconosciuti. «L'Italia – replica Lilli Gruber a
Babilonia – come tutti i Paesi che si fondano sulla laicità dello Stato
e quindi sulla netta separazione tra Stato
e religione in ogni senso.
(...) Quello che non è tollerabile è una interferenza diretta. Alcuni
cardinali avrebbero addirittura chiamato una serie di parlamentari per
invitarli a non votare il testo sulla sicurezza e questa la trovo come
una grave interferenza» Alla domanda su chi sia Ahmadinejad risponde:
«Un ultra nazionalista e ultra conservatore legato ai pasdaran e ai
guardiani della rivoluzione. Ha potuto vincere le elezioni solo
perché una metà degli iraniani non è andata al voto».L'europarlamentare
che a dicembre si era mobilitata contro l'impiccagione del giovane gay
Moloudzadeh, scrivendo una lettera di protesta all'ambasciatore
iraniano a Bruxelles, dice: «Non abbiamo ricevuto una risposta
ufficiale ma l'ambasciata ha chiamato per chiedere un incontro».
E le
donne? «Quella delle donne – spiega l'europarlamentare a Babilonia – è
una società civile molto vivace. In Iran ci sono molti gruppi,
associazioni, movimenti ed è una grande società in movimento». Parlando
dell'omosessualità vissuta come tara, Lilli dice: «Questo problema per
loro (paesi islamici ndr.) è spesso legato a tradizioni arcaiche più
che alla religione fermo restando che nel Corano la sodomia è vista
come un grande reato. Ma come è anche nella religione cattolica. Nel
mondo cristiano ci sono anche lì varie interpretazioni dei testi
sacri». INVIATO DA Mario Cirrito – BABILONIA –

RICONOSCERE ASILO POLITICO ANCHE PER GAY E LESBICHE
ITALIA INADEMPIENTE. LO DICE LA
COMMISSIONE EUROPEA IN RISPOSTA A UN'INTERROGAZIONE DEL RADICALE MARCO
CAPPATO. PREANNUNCIATO ANCHE RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA .
Rispondendo ad una interrogazione dei deputati europei Marco Cappato
(Radicali) e di Sophie In't Veld (Democratici 66, Paesi Bassi), la
Commissione europea ha denunciato ritardi nella trasposizione nazionale
della direttiva sull'asilo politico 2004/83/CE, che include un obbligo
per gli Stati membri di considerare l'orientamento sessuale come
ragione per concedere lo status di rifugiato, sulla base delle
circostanze fattuali.
Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo
radicale: "Su 27 Stati membri dell'Unione europea, solamente 17 hanno
rispettato la scadenza del 10 ottobre 2006 per trasporre nel diritto
nazionale la direttiva sull'asilo. Gli altri, tra i quali l'Italia,
hanno nel frattempo ricevuto nel luglio 2007 una lettera dalla
Commissione con parere motivato che li richiamava ai loro obblighi. La
Commissione annuncia nella risposta all'interrogazione l'intenzione di
portare questi Stati alla Corte di Giustizia nel caso persistano nella
loro inadempienza, di cui la lettera é la prima tappa. La Commissione
ha inoltre annunciato di stare esaminando l'applicazione della
direttiva nell'Unione, ed in particolare l'obbligo fatto agli Stati
membri di riconoscere l'orientamento sessuale come ragione per
concedere l'asilo politico. Mi auguro che l'Italia trasponga la
direttiva al più presto e che lo faccia pienamente e correttamente, in
particolare rispetto alle norme sull'orientamento sessuale"
INVIATO DA
Sergio Rovasio


LA PACE E LA FAMIGLIA DI BENEDETTO XVI
Ho avuto occasione di leggere solo in questi giorni l'intervento di Benedetto
XVI sulla Famiglia e la Pace reso l' 8 dicembre u.s. Questo Papa, sui
cui ultimi fatti non intendo qui entrare, ha collegato la pace con l'
istituto familiare, e in particolare con la famiglia cristiana,
istituto che oggi sarebbe, a suo dire, in crisi a causa della cultura
laica e secolarizzata, con conseguente perdita della cultura della
pace. Che dire ? Per me e' una chiara favola, come una favola o fiaba
appare tutta la dottrina cristiana con il suo principale testo, cioe'
la Bibbia. In ordine alla favole o alla fiabe Vladimir Popper afferma
che le medesime hanno varianti fisse, cioe' da una parte l' eroe, dall'
altra c'e' un personaggio malefico, che si oppone all'eroe, c'e' una
forza benefica che corre in aiuto dell'eroe nella sua impresa, ci sono
prove cui l'eroe deve sottoporsi e che danno svolgimento all'impresa, c'
e' un premio, c'e' un dono, una liberazione che l'eroe deve guadagnare,
ecc.ecc. e c'e' innanzitutto anche la sconfitta della morte. Ebbene
tutto questo c'e' nella Bibbia, sia vecchio che nuovo testamento, in
quel quadro che vede da una parte l'imbonitore, il seduttore, e dall'
altra, come dice Roland Barthes, una giovane fragile tesa ad essere
attratta e sedotta. Cio' premesso, a dimostrazione di come in quel
cristianesimo di cui attualmente e' capo Benedetto XVI, le affermazioni
dello stesso siano al di fuori della relativa dottrina, si riporta
quanto si legge nel nuovo testamento: MATTEO 10/34 NON CREDIATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA. NON SONO VENUTO A PORTARE LA
PACE MA LA SPADA. PERCHE' SONO VENUTO A DIVIDERE IL FIGLIO DAL PADRE,
LA FIGLIA DALLA MADRE, LA NUORA DALLA SUOCERA E I NEMICI DELL'UOMO
SARANNO I SUOI FAMILIARI. LUCA 12/49 SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO
SULLA TERRA: COME VORREI CHE FOSSE GIA' ACCESO! ………………………PENSATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA ? NO, VI DICO, MA LA
DIVISIONE. D'ORA INNANZI IN UNA CASA SU CINQUE PERSONE SI DIVIDERANNO
TRE CONTRO DUE, DUE CONTRO TRE: PADRE CONTRO FIGLIO E FIGLIO CONTRO
PADRE, MADRE CONTRO LA FIGLIA E FIGLIA CONTRO LA MADRE, LA SUOCERA
CONTRO LA SUA NUORA E LA NUORA CONTRO LA SUOCERA. Non sembra quindi che
la famiglia cristiana sia un luogo di amore e di pace. A sua volta
ecco quanto si legge nel Vecchio Testamento, che come e ' noto fa parte
di quella Bibbia che e' la base della dottrina cristiana. ESODO 32/27 (
MOSE) SI FERMO' SULLA PORTA DEL CAMPO E GRIDO: CHI E' PER IL SIGNORE ?
..... A ME. ED EGLI ORDINO' LORO: HA DETTO IL SIGNORE, IDDIO D'
ISRAELE: CIASCUNO DI VOI SI METTA UNA SPADA AL FIANCO: ANDATE IN GIRO
PER IL CAMPO, DA UNA PORTA ALL'ALTRA, E OGNUNO UCCIDA IL FRATELLO,
L'AMICO, IL PARENTE. ALLORA I FIGLI DI LEVI FECERO SECONDO LE PAROLE
DI MOSE': E IN QUEL GIORNO MORIRONO FRA IL POPOLO CIRCA TREMILA UOMINI.
POI MOSE' DISSE: OGGI VOI SIETE STATI CONSACRATI AL SERVIZIO DEL
SIGNORE, CHI AL PREZZO DEL PROPRO FIGLIO, E CHI DEL PROPRIO FRATELLO;
PERCIO' EGLI OGGI VI DONA LA BENEDIZIONE. Ecco il commento della Chiesa
Cattolica Apostolica MOSE' CAPO DI QUEL POPOLO COSI' POCO ACCESSIBILE
ALLA VOCE DELLA RAGIONE E DEL SENTIMENTO, DOVETTE INFLIGGERE UN SEVERO
CASTIGO, E CHI LO ESEGUI' FECE OPERA GIUSTA. Se questo e' il commento
dell'attuale Chiesa Cattolica, e' consequenziale che la medesima
ordini, come ha sempre fatto fino a quando ha avuto il potere
materiale, di prendere la spada e di andare ad uccidere il padre, il
figlio, il fratello, e cosi' via, per il solo fatto di avere un Dio
diverso o avere nessun Dio, con scarsa attenzione per la famiglia. A
questo aggiungiamo che Gesu' non solo ha imposto che nessuno ami piu'
di lui la propria madre, il proprio padre e i propri figli, cioe' la
propria famiglia, ma addirittura fu lui stesso a non amare e a non
rispettare la sua famiglia. Ricordiamo l'episodio di Gesu' dodicenne
fuggito dai genitori per andare al Tempio, quello delle nozze di Cana
in cui ebbe a rivolgersi a Maria non con il termine di madre, ma di
donna, l'episodio in cui Gesu' fu raggiunto dalla madre e dai fratelli,
ma che non volle vedere, ecc.ecc. A questo aggiungiamo che l'altra
componente della famiglia di Gesu', cioe' Giuseppe, viene descritto non
come protagonista della stessa, ma come semplice comparsa. I vari passi
della Bibbia sulla famiglia ci appaiono in totale contraddizione con
l'attuale pensiero sulla famiglia, anche cristiana. Oggi questa e'
vista come punto centrale della donna e dell'uomo, mentre nella
dottrina cristiana e' riguardata come possibile impedimento alla
comunione con Dio, come mezzo di procreazione, a mo' di tutti gli
animali, e come strumento di soddisfazione della concupiscenza. Vediamo
cosa dice San Paolo: A RIGUARDO POI DI QUANTO MI AVETE SCRITTO, E' BENE
PER L'UOMO NON TOCCARE DONNA, TUTTAVIA PER EVITARE LA FORNICAZIONE OGNI
UOMO ABBIA LA SUA MOGLIE ED OGNI DONNA ABBIA IL MARITO. IL MARITO RENDA
ALLA MOGLIE QUEL CHE LE DEVE LO STESSO FACCIA LA MOGLIE VERSO IL
MARITO. LA MOGLIE NON E' PADRONA DEL PROPRIO CORPO, MA IL MARITO.
COSI' PURE IL MARITO NON E' PADRONE DEL PROPRIO CORPO, MA LA MOGLIE.
NON PRIVATEVI L'UNO DELL'ALTRO SE NON DI COMUNE ACCORDO PER UN TEMPO
DETERMINATO, PER ATTENDERE ALLE PREGHIERE, POI RITORNATE DI NUOVO
INSIEME AFFINCHE' SATANA NON VI TENTI A CAUSA DELLA VOSTRA
INCONTINENZA. Dove stanno, nelle parole della Bibbia, la giustizia e l'
amore di cui parla Benedetto XVI ? Cio' che appare importante per la
famiglia cristiana e' il CORPO e non lo SPIRITO. A meno che per questo
Papa LA GIUSTIZIA E L'AMORE si concretizzino nel fare sesso per evitare
le tentazioni di Satana. Dove sta quel rispetto che i figli debbono
avere nei confronti dei genitori e l'umanizzazione nei riguardi dei
fratelli? Mi si consenta di ricordare che quando a Roma dominava la
famiglia cristiana, detta citta', capitale del cristianesimo che vedeva
seduti sul suo massimo scanno i predecessori di Benedetto XVI, veniva
definita come quella dei delitti e dei veleni e le relativa alcove
erano una alternanza di piu' o meno belle donne. Ma non solo. Nei quasi
duemila anni di famiglie cristiane, l'Europa non ha visto mai un
momento di pace, pace che invece la nostra generazione sta godendo,
almeno nel nostro continente, e cio' da quando le famiglie si sono
laicizzate e secolarizzate. Che dire poi di quanto i popoli europei
cristiani, specie i cattolicissimi re di Spagna, fecero al tempo, non
solo delle Crociate, ma anche successivamente in sede di colonizzazione
dell'Africa e dell'America, in cui migliaia di famiglie africane furono
divise, strumentalizzate, schiavizzate, ecc.ecc., al di fuori di ogni
senso della giustizia, dell'amore e della pace ? E che dire delle
condizioni degli attuali popoli cattolicissimi del Sud America che sono
nelle peggiori condizioni economiche, civili e sociali dei popoli cosi'
detti evoluti e civili del mondo, in cui la famiglia e' un non senso
assoluto.? Quindi non si tratta di ritenere che l'uomo sia "cattivo",
ma che questi operi secondo i retti insegnamenti di Cristo e secondo i
suoi comportamenti. Non dice forse Giovanni nella sua prima lettera che
CHI DICE DI STARE IN GESU' CRISTO, DEVE ANCHE VIVERE COME E' VISSUTO
LUI ? E come Cristo e' vissuto ? Per rimanere al testo evangelico, si
evidenzia che mentre sembra che inviti alla pace, poi e' lui stesso a
dire che non e' venuto a portare la pace, ma la spada. Ma Gesu' non
solo dichiara di aver portato la spada, ma addirittura dice che non
bisogna turbarsi delle guerre: MARCO 13/7 MA QUANDO VOI SENTIRETE
PARLARE DI GUERRE E DI RUMORI DI GUERRE, NON VI TURBATE. E' NECESSARIO
CHE CIO' AVVENGA, TUTTAVIA NON E' ANCORA LA FINE. POICHE' SI SOLLEVERA'
NAZIONE CONTRO NAZIONE E REGNO CONTRO REGNO, CI SARANNO TERREMOTI IN
VARI LUOGHI E VERRANNO DELLE CARESTIE. QUESTO E' IL PRINCIPO DEI
DOLORI. Quindi perche' un cristiano dovrebbe operare per la pace se la
guerra e' voluta da Dio ? E che cosa insegna la Chiesa di Cristo anche
con le sue rappresentazioni ? Andiamo in pellegrinaggio alla Basilica
di San Paolo in Roma. Ebbene che cosa vediamo ? Vediamo la statua di
San Paolo, colui che viene definito l'apostolo delle genti e il primo
teologo cristiano, che in una mano ha un libro e nell'altra una spada.
Il tutto ci ricorda il famoso detto mussoliniano LIBRO E MOSCHETTO.
Anche Mussolini era tanto amante della famiglia fascista, non molto
dissimile da quella cristiana, ma non sembra proprio che amasse la
pace, come non sembra che la ami la dottrina dl Cristo e l'abbia amata
la relativa storia. Infine da un punto di vista storico, mi si permetta
ricordare che dopo la caduta della PAX ROMANA, a favore della quale
Augusto, imperatore pagano, dedico' una specifica ara, che ancora
ammiriamo, e con l'avvento del potere cristiano, e quindi della
famiglia cui si rifa' Bendetto XVI, la pace, inj Europa, e' andata a
farsi benedire, auspici gli infiniti papi che si sono susseguiti sullo
scanno su cui oggi siede Benedetto XVI. Guardacaso, da quando l'Europa
ha un nuovo tipo di famiglia che tanto condannano la Chiesa cattolica e
in particolare Benedetto XVI, la pace in essa e' divenuta una costante.
Ma forse e' questo che preoccupa l'attuale Vicario di Cristo in terra:
CHE SI ALLONTANI SEMPRE DI PIU' IL PRINCIPIO DEI DOLORI DI CUI CI HA
PARLATO MARCO 13/7, cioe' si allontani la cristiana fine del mondo.
Benedetto XVI afferma che tutti i popoli formano una sola comunita',
hanno una unica origine, cioe' Dio, e hanno un solo fine, cioe' Dio, e
sono una comunita' di pace. Una simile affermazione mi ha fatto pensare
o che l'attuale Papa non sia un gran teologo, o che anche lui pensi di
rivolgersi ai poveri in ispirito e agli ignoranti, pensando di vivere
al tempo in cui Campo de' Fiori era destinata ai liberi pensatori,
cioe' a coloro che hanno reso poi famosa la nostra Europa. Leggiamo
cosa recita la Bibbia, cioe' il testo sacro dei Vicari di Cristo in
terra: GENESI 11/1 ALLORA TUTTA LA TERRA AVEVA UN MEDESIMO LINGUAGGIO E
USAVA LE STESSE PAROLE. .................E DISSERO GLI UNI AGLI ALTRI:
SU FABBRICHIAMO DEI MATTONI, E CUOCIAMOLI AL FORNO. E SI SERVIRONO DI
MATTONI INVECE CHE DI PIETRE E DI BITUME IN LUOGO DELLA CALCE. E
DISSERO: ORSU' EDIFICHIAMO UNA CITTA E UNA TORRE CON LA CIMA AL CIELO.
FABBRICHIAMOCI COSI' UN SEGNO DI UNIONE, ALTRIMENTI SAREMO DISPERSI
SULLA FACCIA DELLA TERRA. MA IL SIGNORE SCESE A VEDERE LA CITTA' E LA
TORRE, CHE I FIGLI DEGLI UOMINI COSTRUIVANO E DISSE: ECCO ESSI SONO UN
POPOLO SOLO E HANNO TUTTI UN MEDESIMO LINGUAGGIO: QUESTO E' IL
PRINCIPIO DELLE LORO IMPRESE. NIENTE ORMAI LI IMPEDIRA' DI CONDURRE A
TERMINE TUTTO QUELLO CHE VERRA' LORO IN MENTE DI FARE. ORSU' DUNQUE,
SCENDIAMO E PROPRIO LI' CONFONDIAMO IL LORO LINGUAGGIO, IN MODO CHE GLI
UNI NON SI INTENDANO CON GLI ALTRI. Ecco di chi e' la colpa delle
disunioni e delle guerre. Gli uomini volevano essere uniti, ma il Dio
giudaico cristiano ha avuto paura che gli sfuggissero dalle mani, forse
ha avuto anche invidia che nei medesimi nascesse lo spirito di
iniziativa e che cominciassero a sfidare le forze divine, cioe' la
conoscenza. Questo episodio ci ricorda anche quello del mito greco
rappresentato da Prometeo e Zeus, in cui, come in questo, possiamo
vedere anche una contrapposizione delle religioni, e quindi anche
quella giudiaco cristiana, con la ricerca e la scienza. Ecco chi ha
inventato il principio DIVIDE ET IMPERA. Ora, i vicari di Dio/Cristo in
terra, invece si stanno battendo per l'unione tra i popoli, con il loro
eucumenismo, eucumenismo che pero' vede sempre come unica istituzione
principe la Chiesa Cattolica. Chi ha ragione, Dio o i suoi vicari in
terra delle ultime generazioni ? Pero', quando questi vicari avevano
gran parte della terra sotto il loro dominio, o temporalmente o
religiosamente, nulla hanno fatto per l'unione, anzi sono stati sempre
i promotori delle guerre, guerre di religione, guerre tra papato e
impero, guerra di conquista, ecc.ecc. E nulla stanno facendo ora nei
riguardi del laicismo e dei valori naturali. Uso questo termine perche'
lo usa l'attuale Papa, in una visione perversa e contraddittoria dell'
intelletto e della ragione umana. Ora se il suindicato principio, cioe'
quello del DIVIDE ET IMPERA, ha dominato per secoli l'Europa quando,
in un modo o nell'altro imperava la dottrina e la famiglia cristiana,
esso non sembra piu' far parte della cultura dei governanti europei,
come mezzo o strumento di potere e di sopraffazione sugli altri popoli,
almeno teoricamente, e quindi dottrinariamente. Benedetto XVI ha
continuato dicendo che la famiglia naturale, cioe' quella fondata sul
matrimonio di un uomo di una donna, e' una intima comunione di vita e
d'amore, e' il luogo di umanizzazione della persona ed e' la culla
della vita e dell'amore e che la famiglia e' una istituzione divina che
sta a fondamento della vita delle persone, e' educatrice alla pace ed
e' una agenzia di pace. Giusto, ma per meglio dire ammettiamo e non
concediamo. Mi si permetta al riguardo una domanda. Cosa dobbiamo
pensare: che i preti che non mettono su famiglia non siano umanizzati,
non siano educatori di pace e di amore ? Che nella fantasia umana la
famiglia possa essere ritenuta come istituzione divina, puo' anche
darsi, ma che detta famiglia possa essere considerata un luogo di
umanizzazione della persona, a me lascia qualche dubbio e cio'
cominciando dalla prima famiglia giudaico cristiana, cioe Adamo ed Eva
e relativi figli. Leggiamo cosa dice il Vecchio Testamento. Adamo, al
momento della creazione della donna e quindi della prima famiglia, ebbe
cosi' a dire: QUESTA VOLTA ESSA E' CARNE DELLA MIA CARNE, E OSSO DELLE
MIE OSSA, LA SI CHIAMERA' DONNA PERCHE' DALL'UOMO E' STATA TOLTA. PER
QUESTO L'UOMO ABBONDENERA' SUO PADRE E SUA MADRE E SI UNIRA' A SUA
MOGLIE E I DUE SARANNO UNA SOLA CARNE. E i due furono tanto una sola
carne che poi Adamo, al momento della responsabilita' in ordine alla
famosa mela ebbe cosi' a dire a Dio che lo aveva rimproverato per aver
a lui disubbidito: LA DONNA CHE TU MI HAI POSTO ACCANTO MI HA DATO DELL'
ALBERO E IO NE HO MANGIATO. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto
XVI, cioe' una famiglia che non solo scarica sull'altro componente la
responsabilita' del " peccato", dimostrando cosi' in che termini si
possa dire che detta istituzione sia un luogo di amore e di giustizia,
ma che addirittura riporta la responsabilita' del fatto a Dio, in
quanto creatore dell'elemento femminile della prima famiglia. E che
dire dei primi fratelli della prima famiglia giudaico cristiana, cioe'
di Caino ed Abele ? Tutti conosciamo la storia piu' o meno vera, piu'
o meno fantasiosa, e cioe' che per un nonnulla il primo tolse la vita
al secondo. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto XVI, cioe' una
famiglia in cui tra fratelli ci si " scanna " e in cui non sembra
essere presente ne' la giustizia ne' l'amore ? E che dire della
famiglia di Isacco, di Rebecca, di Esau' e di Giacobbe ? Come ben si
legge nella Bibbia, Giacobbe, fratello di Esau', ma un fratello
scansafatiche, ricatto' Esau' che era tornato dal lavoro mentre l'altro
era rimasto senza far niente sotto la tenda. La moglie Rebecca truffo',
oltretutto con destrezza, sia il marito Isacco che il figlio Esau' per
favorire il figlio Giacobbe. Questi inganno' e truffo' sia il padre che
il fratello Esau'. Ebbene e' a questa famiglia che pensa e cui tende
Benedetto XVI ? Forse si, se si considera che il famoso angelo che si
presento' a Maria ebbe cosi' a dirle: ECCO CONCEPIRAI UN FIGLIO, LO
DARAI ALLA LUCE E LO CHIAMERAI GESU'. SARA' GRANDE E CHIAMATO FIGLIO
DELL'ALTISSIMO,; IL SIGNORE DIO GLI DARA' IL TRONO DI DAVID SUO PADRE E
REGNERA' PER SEMPRE SULLA CASA DI GIACOBBE. Ora tutti, o almeno i
cristiani, dovrebbero conoscere, non solo le " bravate" di Giacobbe,
che in parte ho sopra riportate, e sulla cui casa Dio ha posto, come
re, Gesu', ma anche gli anomali comportamenti di David che ben poco
hanno a che vedere con l'amore e la giustizia all'interno della
famiglia. Ebbene, Benedetto XVI e' il Vicario in terra di questo Gesu'
che sarebbe nato per regnare sulla casa di Giacobbe, cioe' la casa di
un ricattatore e di un truffatore. Potrei continuare all'infinito
riferendo episodi sia del vecchio che del nuovo testamento nonche'
della relativa bimillenaria storia cristiana, cominciando dalla
famiglia di Agostino, ma mi astengo solo per evitare una eccessiva
lunghezza della presente e considerato che gli stessi sono o dovrebbero
essere conosciuti da tutti i cristiani, cominciando dal Benedetto XVI.
Uno pero' ritengo di ricordarlo perche' per me e' veramente
sconvolgente, e perche' dimostra come l'amore e la giustizia familiare
sia totalmente estranea alla dottrina cui si rifa' Benedetto XVI,
autore delle meditazioni che con la presente si intendono osservare. Mi
riferisco all'episodio che vede un discepolo di Gesu' chiedere al
medesimo il permesso di andare a seppellire il padre che era morto.
Ebbene qual e' stata la risposta di quel Cristo di cui Benedetto XVI
dicono essere il Vicario in terra: LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I
MORTI. Questo e' l'onore che si deve avere nei riguardi di uno dei
componenti della famiglia, questo e' il rispetto che si deve avere all'
interno della famiglia cristiana ? Se sono questi, io preferisco la
famiglia laica e secolarizzata, come credo che ormai la preferisca la
maggioranza degli Europei, e come indirettamente riconoscono le
gerarchie cattoliche quando affermano che bisogna operare per la
rievangelizzazione del vecchio continente. Benedetto XVI ha detto che
la famiglia nasce dal si definitivo di un uomo ed una donna. Mi si
permetta di ricordare quanto al riguardo dice Gesu': Matteo5/32:
CHIUNQUE RIPUDIA SUA MOGLIE, ECCETTO IN CASO DI CONCUBINATO, LA ESPONE
ALL'ADULTERIO. Quindi, e' lo stesso Gesu' che considera moglie anche la
concubina, termine questo oggi modificato in convivente. Ora se e' lo
stesso Gesu' che definisce moglie anche la concubina, vuol dire che
anche il concubinato, oggi convivenza, e' considerato da Cristo come
una famiglia. D'altra parte nel primo cristianesimo abbiamo un esempio
famoso e fulgido di famiglia convivente, cioe' quella di Agostino che
convisse con la moglie concubina per 15 anni generando anche un figlio.
Benedetto XVI ha parlato della pace, del bene e del male, come naturali
conoscenze dell'uomo. Giusto, ma allora dove e' stato l'uomo cristiano
per circa due mila anni, quando il medesimo e' stato un susseguirsi di
guerre, di ingiustizie, di genocidi, di reiterati assoluti
schiacciamenti dei deboli, cominciando dalle famose guerre coloniali in
Sud America che hanno totalmente o quasi distrutto le popolazioni
aborigene ? Forse la Chiesa di Roma e il Cardinal Borromeo quando
perseguitavano Campanella, Giordano Bruno, Galileo Galilei, pensavano
che stavano perseguendo il bene. Puo' darsi, ma allora e' ben stare
alla larga da questo BENE. Dove stava la Roma cattolica ? Benedetto
XVI ha detto che la forza va sempre disciplinata dalla legge.
Giustissimo, ma dove stavano in questi ultimi venti secoli i Vicari di
Cristo che hanno preceduto l'attuale Papa, secoli che hanno visto l'
arbitrio piu' assoluto al di fuori di ogni bene naturale e della legge
? Mi si consenta riportare quanto Hitler ebbe a dire circa il
cristianesimo: ATTUALMENTE L'INDIVIDUO DEVE NOTARE CON SOFFERENZA CHE
NEL MONDO ANTICO, MOLTO PIU' LIBERO DEL MODERNO, APPARVE, CON LA VENUTA
DEL CRISTIANESIMO, LA PRIMA PAURA SPIRITUALE. ANCHE IL CRISTIANESIMO
NON POTE' APPAGARSI DI COSTRUIRE IL SUO ALTARE: DOVETTE PER FORZA
DISTRUGGERE LE AREE PAGANE. Ed egli, per la sua azione, prese ad
esempio, l'azione millenaria del cristianesimo: SOLO COMINCIANDO CON
QUESTA ENTUSIASTICA INTOLLERANZA ( cioe' la distruzione dei templi
pagani) POTE' FORMARSI LA FEDE INDISCUTIBILE, DI CUI L'INTOLLERANZA E'
PROPRIO LA NECESSARIA CONDIZIONE PRELIMINARE. Benedetto XVI ha
ricordato che nel 1968, grazie ad una provvidenziale intuizione di
Paolo VI la Chiesa indisse la prima giornata della Pace. Ebbene
Benedetto XVI dovrebbe ricordare che detta intuizione non fu
provvidenziale, cioe' frutto della provvidenza divina, perche' gia'
dagli anni 1950 ci furono organizzazioni e uomini che si stavano
battendo per la pace. Il famoso simbolo della pace tuttora presente
risale al 1958. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la tutela
ambientale. La Chiesa cattolica solo da pochi anni sta dedicando parte
del suo tempo all'ambiente. I laici sono decenni che lo hanno
affrontato. La Chiesa cattolica ha eliminato dal suo codice penale la
pena di morte soltanto negli anni sessanta del XX secolo, a me sembra
nel 1969, quando altri popoli europei gia' da decenni l'avevano
eliminata dalla propria legislazione. Come al solito la Chiesa piu' che
prendere le iniziative, si adegua alle iniziative degli altri, e cio'
dopo anni e anni, se non dopo decenni e secoli, pronta sempre a tornare
indietro quando ha le possibilita' politiche. Mi si consenta concludere
con una considerazione. In questi giorni, alcuni giornali hanno
ricordato come in pendenza degli ultimi due papati gli scontri
ottocenteschi tra laici e cattolici si erano andati notevolmente
smussando, e cio' in particolare sotto il " regno" di Giovanni Paolo
II. Ancora una volta che dire ? I laici grosso modo sono sempre gli
stessi, chi e' cambiato, e' stato il Pontefice Massimo della Chiesa di
Roma. Sull'argomento sarebbe bene che meditassero gli uomini di buona
volonta', laici e cattolici, altrimenti si potrebbe sapere come si
comincia ma non come si finira'. Non vado oltre per evitare una
eccessiva lunghezza della presente. Se quanto io ho detto non dovesse
corrispondere alla verita', ci sara' qualcuno che, nel quadro della
rievangelizzazione di cui da tempo questo Papa parla, riterra' di
negare, con documenti alla mano, che quanto sopra ho scritto sia vero
? Ci sara' qualche giornalista della carta stampata, della radio o
della televisione che avra' il coraggio, il senso civico l'onesta'
professionale di affrontare il tema in questione senza alcuna
sudditanza intellettuale? Massimo Sega 00199 Roma – Via Fucino 6

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15 dicembre 2007

news 15 dicembre

"Un altro anno volge al termine ed ecco il nostro ultimo notiziario del 2007. Abbiamo lottato
tutti insieme anche stavolta e ci auguriamo che ci siano un altro
milione di lotte da fare insieme, ma l'augurio maggiore è che
finalmente i diritti delle persone, della comunità GLBT e di tutti i
cittadini siano una volta per tutte rispettati. Non vorremmo più
scrivere di quelle persone assoggettate al bullismo della
discriminazione, vorremmo potervi raccontare invece di tutti i diritti
delle libertà personali che sono stati raggiunti, ma lasciateci passare
questo profondo ed anche infantile idealismo. Del resto è proprio
questo unito ad una adulta rabbia, il motore che ci spinge in avanti e
che ci catapulta verso un futuro di diritto civile ed umano. Buon
Natale a chi ci crede e a chi non ci crede, buon anno affinché il 2008
porti diritti e civiltà, buone feste con i vostri cari perché il loro
amore è sempre impagabile. E soprattutto un abbraccio al nostro
compianto Massimo Consoli che lo immaginiamo su di un cavallo alato a
vegliare su tutti noi. Per finire, come sempre il nostro augurio a
tutti di buena vida"!

Gaya CsF esprime soddisfazione per l'imminente apertura dello sportello dei Diritti Civili ed Umani
intitolato a Massimo Consoli, presso l'ufficio consiliare del Gruppo
VERDI Regione Abruzzo. Grazie all'interessamento del Capo Gruppo dei
VERDI alla Regione Abruzzo, Walter Caporale, lo sportello per i Diritti
Civili ed Umani sarà molto presto una realtà. Nato da una idea di Carla
Liberatore e Fabrizio De Acutis di Gaya CsF e collaboratori dell'
Ufficio stampa VERDI Abruzzo, ma soprattutto grazie al lavoro di
Cristiana Graziani dei VERDI Animalisti e al Capo gruppo VERDI Walter
Caporale, mercoledì 19 dicembre alle ore 11.00 presso la SALA STAMPA
DELLA REGIONE ABRUZZO, PALAZZO MARGHERITA A L'AQUILA, sarà presentato
in conferenza stampa lo SPORTELLO DEI DIRITTI CIVILI ED UMANI
INTITOLATO AL RECENTEMENTE SCOMPARSO SCRITTORE STORICO E GIORNALISTA
GAY MASSIMO CONSOLI. Chiunque può partecipare alla conferenza stampa o
chiedere informazioni, mettendosi in contatto ai seguenti numeri di
telefono: 0862.4005216 – 393.8239327 – 339.8794768.

UN PICCOLO PASSO IN AVANTI VERSO L'EUROPA DEI DIRITTI
L'approvazione alla Commissione Giustizia della Camera degli articoli su stalking e omofobia segna un
primo significativo passo nella giusta direzione verso la tutela da
discriminazioni, istigazione all'odio e violenze per orientamento
sessuale e identità di genere. Adesso è fondamentale che si proceda a
una rapida approvazione d'aula e al passaggio del testo completo al
Senato. Siamo consapevoli che proprio il successivo passaggio al Senato
è quello più delicato e importante, visti i numeri risicati della
maggioranza e le resistenze di alcuni senatori cattolici
all'approvazione di una qualsiasi legge che riguardi le persone
omosessuali e transessuali. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli auspica che il buon senso e la sensibilità democratica e civile
più autentica prevalgano su considerazioni oscurantiste e di bottega,
consentendo anche al nostro paese di compiere quel significativo passo
avanti che ci porterebbe, almeno su questo piano, al livello europeo.
La tutela da violenze e discriminazioni specifiche contro il crescente
fenomeno dell'omofobia e della transfobia non equivale, infatti, a un
privilegio, come qualcuno vorrebbe far credere. Sarebbero invece una
risposta specifica ad un fenomeno determinato, sempre esistito e grave,
che sta conoscendo negli ultimi mesi anche una preoccupante
recrudescenza, rendendo urgenti e non più rinviabili questi
provvedimenti. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana
Praitano - Presidente Segreteria Politica - Andrea Berardicurti Cell.
348/7708437 Via Efeso, 2/A 00146 R O M A tel. 065413985 fax 065413971

OMOFOBIA, LA "POTENTE LOBBY RADICALE"
REPLICA A VOLONTÈ:IN CHE MONDO VIVE?
Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani
"Ma in che mondo vive l'onorevole Volontè? Affermare che né in Italia,
né altrove esista l'omofobia equivale a comportarsi come quei
fondamentalisti islamici che negano la Shoah: negare l'esistenza
dell'omofobia vuol dire negare l'evidenza. Episodi di discriminazione
nei riguardi degli omosessuali, infatti, sono all'ordine del giorno e
il nostro paese non solo non è immune da questo fenomeno ma, al
contrario, si rivela giorno dopo giorno come uno dei più afflitti dal
pregiudizio omofobico, riscontrabile persino in molti atteggiamenti
della nostra classe politica. E' proprio tra i politici alla Volontè
che l'omofobia attecchisce meglio, rendendoli incapaci di prendere atto
di come la società cambia e si evolve, di ciò che viene comunemente
riconosciuto e accettato. In nessun un luogo come in Italia la politica
arranca nel tentativo impacciato di colmare la distanza da una società
già matura e consapevole. Lo dimostrano la difficoltà che s'incontra ad
affrontare il tema delle unioni civili e l'ostruzionismo ideologico dei
fondamentalisti cattolici, che tuttora impedisce l'approvazione di una
legge che riconosca alle coppie di fatto i diritti più elementari.
Volontè, inoltre, denuncia l'esistenza di una "lobby radicale" che
opererebbe tra Roma e Bruxelles allo scopo di "stravolgere princìpi e
fondamenti dell'ordinamento italiano". La lobby radicale di cui parla
Volontè sarebbe quella, che servendosi dei regolari strumenti di
controllo previsti dal Parlamento Europeo (come quello
dell'interrogazione), ha consentito a Marco Cappato di chiedere conto
alla Commissione del recepimento – o mancato tale – di una direttiva
europea contro le discriminazioni per orientamento sessuale da parte
degli stati membri, entro i termini previsti? Bisogna ammettere che è
davvero bizzarro sentire illazioni di questo genere da chi risponde
pedissequamente alle direttive del Vaticano: l'unica vera lobby che,
incurante della laicità dello Stato, insidia l'autonomia di coloro che
dovrebbero legiferare in rappresentanza di tutti i cittadini, senza
discriminazioni dovute al sesso, alla razza, alla religione, eccetera,
come recita l'articolo 3 della Costituzione italiana".


DISCRIMINAZIONE PER L'ORIENTAMENTO SESSUALE: L'UNIONE EUROPEA BACCHETTA
L'ITALIA
Discriminazione per orientamento sessuale: l'Unione Europea bacchetta l'Italia.
In risposta ad un'interrogazione presentata
oltre un mese fa dai deputati europei dell'ADLE (Gruppo dei liberal
democratici al Parlamento Europeo) Marco Cappato e Sophie In't Veld
sul mancato recepimento della direttiva 2000/78/ce contro le
discriminazioni per orientamento sessuale sul lavoro, la Commissione
europea ha oggi fatto sapere che "ha già inviato a tre Stati membri
(Lettonia, Finalandia e Italia) lettere d'ingiunzione relative a
problemi manifesti concernenti il pieno recepimento delle disposizioni
che vietano ogni discriminazione basata sulle tendenze sessuali. Si
prevede che nei prossimi mesi la Commissione prenderà un'ulteriore
decisione per quanto riguarda i provvedimenti per infrazione. Sin dal
suo recepimento con il decreto legislativo 216/2003, approvato dall'
allora governo Berlusconi, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli e le altre associazioni GLBTQ hanno denunciato il testo che
distorceva lo spirito e la lettera della direttiva europea
introducendo, per la prima volta nel nostro Paese, norme chiaramente
discriminatorie per l'orientamento sessuale. Inoltre la norma rende
particolarmente oneroso per i lavoratori la prova della discriminazione
avvenuta, limitandone di fatto l'efficacia. Oggi anche la Commissione
europea sembra darci finalmente ragione. Invitiamo, quindi, il Governo
a provvedere al più presto ad adeguare la normativa italiana agli
standard europei, garantendo al contempo la giusta tutela a tutti i
lavoratori anche rispetto all'orientamento sessuale. Il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli constata che sul fronte dei diritti
civili l'Italia non sta in Europa. Il cupo clima integralista che si
respira nelle nostre aule parlamentari ci avvicina maggiormente alla
Repubblica iraniana che alla Spagna. Andrea Maccarrone Direttivo
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli 349/7355715
Segreteria
Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 info@mariomieli.org

GIUSTIZIATO IL GIOVANE GAY MAKWAN
Iran, giustiziato il giovane gay Makwan. "da un crimine di stato nasce un simbolo mondiale contro l'
omofobia. Gruppo Everyone: "da un crimine di stato nasce un simbolo
mondiale contro l'omofobia"
Mentre continua la campagna dei cuori
lanciata dal gruppo everyone per impedire l'assassinio del ventunenne
iraniano makwan moloudzadeh, giunge da teheran la notizia della sua
esecuzione, avvenuta ieri mattina, senza che nemmeno l'avvocato e i
familiari venissero avvertiti
Makwan Moloudzadeh aveva ventun anni ed è
stato assassinato dai suoi aguzzini all'interno del carcere di
Kermanshah, dov'era detenuto, in seguito alla condanna a morte per
"lavat" (sodomia). Il ragazzo, secondo l'autorità giudiziaria iraniana,
era infatti "colpevole" di aver amato un coetaneo all'età di 13 anni e
di aver avuto con lui rapporti sessuali. L'esecuzione è avvenuta nel
carcere succitato, nell'ovest dell'Iran, alle 5 del mattino (ora
iraniana) di ieri 5 dicembre 2007, nel più totale silenzio di stampa,
istituzioni e associazioni. Nemmeno l'avvocato, il padre e lo zio di
Makwan – con cui il Gruppo EveryOne (che nelle ultime ore si era
mobilitato a livello internazionale con la "campagna dei cuori" per la
vita del giovane) è in stretto contatto – erano stati informati.
"Apprendiamo con immenso dolore la notizia" commentano i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Continuano
ad arrivare centinaia dimail al minuto da tutto il mondo di sostegno
alla campagna per Makwan, da parte di personaggi della politica
internazionale, attivisti e semplici cittadini, mentre la notizia della
sua morte lascia incredulo il mondo, perché pochi giorni fa il ministro
della Giustizia iraniano, l'Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, aveva
sospeso la condanna, manifestando l'intenzione di concedere la
grazia". Il Gruppo EveryOne ricorderà Makwan Moloudzadeh e il suo
martirio con un premio annuale ricorrente che verrà donato a chi si
contraddistinguerà nella lotta a favore dei diritti umani e contro l'
omofobia. Il Premio Makwan Moloudzadeh 2007 viene assegnato a Glenys
Robinson, cittadina del Regno Unito che vive in Italia e che ha
dimostrato particolari sensibilità e coraggio cooperando in modo
determinante per la liberazione di Pegah Emambakhsh. Da allora Glenys
fa parte del Gruppo EveryOne e si impegna con ogni energia per i
diritti umani. "Hanno ammazzato Makwan, ma il suo ricordo vive in
tutti noi e chiede che l'Iran e tutto il mondo abbandonino la
discriminazione contro gay e lesbiche. Deve sollevarsi una ferma
protesta a livello internazionale che imputi ad Amadinejad e al suo
Governo una condanna per crimini contro l'umanità" concludono i leader
del Gruppo EveryOne "ma prima ancora deve nascere una potente rete
mondiale che sia preparata a denunciare casi simili a questo
intraprendendo azioni immediate che possano fermare le esecuzioni.
Anche i paesi democratici devono farsi un esame di coscienza e
comprendere che la lotta contro l'omofobia inizia con il riconoscimento
paritario delle unioni omosessuali, perché senza questo diritto
fondamentale i gay e le lesbiche sono condannati all'emarginazione".
Per il Gruppo EveryOne : Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario
Picciau, Ahmad Rafat, Glenys Robinson, Arsham Parsi, Christos
Papaioannou, Steed Gamero, Fabio Patronelli, Laura Todisco, Alessandro
Matta Per maggiori informazioni:
Gruppo EveryOne www.everyonegroup.com
- info@everyonegroup.com – INVIATO DA Promiseland.it

ARCILESBICA NAPOLI ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15 DICEMBRE
Che si terrà a Napoli ed in altre città.
Saremo in piazza con il nostro banchetto in
Piazzetta Nilo a Napoli dalle 11.30 alle 20.30 con il materiale
informativo della nostra associazione e soprattutto con il libro "Ci
piacciamo!" di JuanolO per ricordare a tutti che Non importa chi ti
piace, l'importante è che ti piaccia mooltoo!!!" Se vuoi sostenere la
campagna "Rispettiamo l'amore!" cerca il banchetto più vicino e regala
"Ci piacciamo!" di JuanolO a tutte le persone che ti piacciono e che
ami. "Ciò che in comune noi umani abbiamo è che ci piacciamo". Con
questo incipit ha avvio l'agile libretto destinato sia ai bambini e
sia, soprattutto, agli adulti: 24 illustrazioni, molto colorate e
divertenti, accompagnate da testi brevi e diretti che ci ricordano che
ci sono persone a cui piacciono le persone grandi e ad altre le
piccole; c'è a chi piacciono i calvi e cicciottelli e a chi gli alti e
muscolosi; ci sono uomini e donne a cui piacciono le donne ed altri
uomini e donne a cui piacciono gli uomini... e a chi piace così tanto
l'esotico che si innamora di una specie di E.T. verdolino con le
antenne e i tentacoli! Insomma, infinite possibilità, dove l'inica cosa
che conta è che ci si piaccia a vicenda. E infatti, non importa chi ti
piace, l'importante è che ti piaccia molto! Ci piacciamo! (Nos
gustamos!) è stato pubblicato con grande successo in Spagna nel 2006
dalle edizioni Tandem in collaborazione con AMPGIL, l'associazione
spagnola costituita da parenti e amici di omosessuali; in Italia è
tradotto e pubblicato da Il Dito e La Luna con la collaborazione di
AGEDO (Associazione GEnitori e Amici Di Omosessuali) e di FAMIGLIE
ARCOBALENO.
Agedo (www.agedo.org)
Famiglie Arcobaleno (www.
famigliearcobaleno.org)
ArciLesbica (www.arcilesbica.it)
Arcigay (www.
arcigay.it)
Per maggiori info http://cipiacciamoday.blogspot.com/


I SINDACI CON LA GENTE, LO STATO CON IL DELINQUENTE
Così tuonò a Bergamo lo stato maggiore della Lega e Bossi suonò l'Adunata dei Cacicchi
«Avevo sottovalutato il Movimento dei Sindaci»
Sì Esimio Bossi, e ti
sei dimenticato pure del Federalismo fiscale. Ora la Lega è statalista?
<Prossimo sondaggio-premio mille euro: Chi è o' ministro cchiù molla 'e
vrachiere d'o Reame?>
Pensierino per feriali e festivi e risposta-
domanda al Senatur: Nisba schei se la Serenissima secede
Domanda:
Esimio Bossi, la Lega è diventata statalista? Perchè l'opposizione non
ha portato avanti la battaglia sul Federalismo fiscale ai Comuni?
Battaglia che fecero il Movimento dei Sindaci e il Movimento per le
Riforme istituzionali. Ora, non dimenticando che i Veneti i xe anca
Austriaci, se la Serenissima secede son dolori. Niet sicurezza? Nisba
schei del Nord Est allo Stato italiano. Quindi, conviene continuare a
fare incazzare i Sindaci veneti, padani e "italiani"? Il ministro tanto
Amato da teorici & intellettuali si svegli e invece che agli inglesi
pensi agli italiani. Mentre, se pur con qualche distinguo, Gian Antonio
Stella sintetizza sul Corsera che il fenomeno Nord Est non è da
prendersi sottogamba, dopo il successo di «Bicamera con svista,
l'amarcord di D'Alema» e Tremate! Tremate! i Cacicchi son tornati! Dal
Laboratorio dei Sindaci Serenissimi una lezione al Governo e all'Italia
La Serenissima Repubblica Veneta disse ai Sindaci: «Daghe dentro,
Cacicchi, che i butemo a fondi!» il 12 Dicembre Giuliana D'Olcese vi
da appuntamento con LiberoReporter che, per soli 2 euro, sarà in
edicola con Il regalo di Natale agli italiani? Varato il «Pacchetto
Insicurezza» Una cosa è certa: se continuare a espellere clandestini e
stranieri che delinquono equivale a notificargli il foglio di via
intimandogli di lasciare il nostro Paese con la propria volontà e i
propri mezzi... i clandestini del foglio di via si faranno quello che
Bossi faceva del Tricolore e chi ha subito la violenza, la rapina o
l'assassinio di un congiunto, è fisiologico, purtroppo, che si faccia
giustizia da solo Mentre il sindaco DS di Salerno dichiara «Ho cacciato
abusivi e irregolari con vigili e manganelli», su Rep Scalfari tuona
«Delinquenti e squadristi tolleranza zero, il decreto del governo è uno
strumento adatto?», di rimando Ostellino sul Corsera «Provate a
immaginare cosa succederebbe negli Stati Uniti se il sindaco di
Washington - con la città ridotta come Roma - si candidasse al Governo
del Paese. L'opinione pubblica lo massacrerebbe. Da noi, si è sollevato
un gran polverone sulla criminalità romena. Per stornare l'attenzione
da chi non sa governare» e cita il capo del Partito degli immigrati
romeni che dichiara «Nel mondo criminale il vostro Paese è considerato
quello dove tutto è permesso, ecco perchè tanti delinquenti vengono
qui» e «Della stessa opinione sono i delinquenti italiani», aggiunge
Ostellino, http://blog.bamboccioni.net/www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

C.U.C – CINEMA UNO E CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE DI PADOVA
Presentano il DVD edito da FANDANGO su Giuni Russo
SABATO 15 DICEMBRE alle 18.30
presso cafè au livre di via Zabarella, 23 a Padova
GIUNI RUSSO: LA SUA FIGURA
Un docu-film di Franco Battiato Un inedito
ritratto artistico e umano della cantante siciliana, che recupera
preziosi filmati d'archivio che vanno dalla sua partecipazione a
Sanremo nel 1968 alle ultimissime apparizioni tv poco prima della sua
prematura scomparsa avvenuta nel settembre di tre anni fa. Hit storiche
come "Un'estate al mare" e "Una vipera sarò'' si alternano a rare
interpretazioni live di brani toccanti come "La sua figura" e "Morirò
d'amore", intervallate da interviste di Paolo Piccioli e da alcuni
momenti live di Alice, Lene Lovich, The Mab e Piera Degli Esposti,
tratti dal concerto-tributo tenutosi quest'anno a Torino. Un film che
getta una luce nuova e profonda su una delle figure più grandi espresse
dal panorama canoro italiano. Saranno presenti: MARIA ANTONIETTA SISINI
Compagna e collaboratrice artistica di Giuni Russo, produttrice del
documentario "La sua figura" ENRICO DE ANGELIS Giornalista, storico
della canzone italiana e responsabile artistico del Club Tenco GIOVANNI
MINERBA Direttore del Torino GLBT Film Festival "Da Sodoma a
Hollywood". Durante la presentazione saranno raccolte le firme di
sostegno alla petizione "una firma X una sede" promossa dal circolo
Drasticamente. Se non hai già firmato e non puoi partecipare alla
serata puoi firmare online sul sito:
http://www.firmiamo.it/sededrasticamente

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08 settembre 2007

news 8 settembre

I candidati del Partito Democratico e la questione omosessuale e transessuale
Il 14 ottobre qualunque cittadino italiano fosse interessato alla costruzione
e al destino del Partito Democratico potrebbe volerne scegliere il
Segretario; in tal caso la scelta sarebbe determinata dai programmi e
dall'approccio politico dei vari candidati. I cittadini omosessuali e
trans, interessati a tale processo, hanno l'esigenza di conoscere le
idee e le proposte del futuro leader sulle tematiche relative all'
orientamento sessuale e all'identità di genere.Del resto il 16 giugno
scorso a Roma si è svolto un Pride nazionale che ha portato in piazza
circa un milione di persone con una richiesta ferma ed inequivocabile:
parità di diritti, uguale dignità, laicità dello Stato. Inoltre, al di
là degli omosessuali e dei transessuali che nei Pride o nelle
associazioni trovano un modo per esprimersi politicamente, costoro
fanno parte di un complessivo dieci per cento della popolazione
italiana che sulla propria specificità è inascoltata da decenni. In
questa rilevante parte della cittadinanza c'è chi potrebbe volere nel
Partito Democratico un interlocutore su cui contare, ma deve essere
messo nella condizione di farlo. Ciascun candidato leader dinanzi a
questa fetta di popolazione e alle proprie istanze può scegliere se
esprimersi o meno, con quale chiarezza e con quanta determinazione, con
quali proposte, previsioni e soprattutto prospettiva politica. Solo
così ciascun gay, lesbica, bisessuale e trans interessato potrà
conoscere se c'è un futuro per sé nel progetto e nella realizzazione
del Partito Democratico. D'altro canto chi al contrario avversa
nettamente l'evolversi positivo delle richieste e delle esigenze
omosessuali e trans, saprà se tale propria impostazione troverà o meno
rispondenza nel costituente partito e nella sua dirigenza. Tali
tematiche richiedono ormai prese di posizione nette ed esplicite, senza
le quali non c'è possibilità di ricevere scelte di campo, soprattutto
da chi ha la vita condizionata da tali decisioni. Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971
Cell. 3487708437


IL CASO AGAPO. I PRIMI
SVILUPPI NELL'INDAGINE DI GAYA CsF
Venuti a conoscenza di questa
associazione AGAPO, ci siamo presi cura di contattarli sotto mentite
spoglie.
La nostra cronista Carla Liberatore, ha finto di essere una
madre quarantenne in preda ad un attacco di panico per via della
dichiarazione della propria figlia di vent'anni, di essere lesbica e
fidanzata con una ragazza di pari età. Abbiamo inviato una email al
loro indirizzo, lasciando un numero di telefono a disposizione a cui
poter chiamare. Dopo qualche giorno Carla Liberatore è stata contattata
su questo numero da una signora di Milano che asserisce di avere un
figlio di 17 anni, profondamente triste a causa della tendenza
omosessuale, il quale figlio denotava comportamenti d'isolamento fin
dalla primissima adolescenza. La signora che ha pensato bene di non
qualificarsi né per nome né per cognome e dopo una lunga e appassionata
conversazione fra mamme disperate – fra cui una finta, la nostra Carla
in questione – ci ha detto che questa tendenza omosessuale, quindi
anche lesbica e transessuale, può essere curata con una terapia
riparativa. Secondo lo psicologo di loro figlio e la psicologa che
invece segue madre e padre, circa il 30% degli omo-trans-lesbiche che
si sottopongono alla cura, riescono a guarire, in quanto il
comportamento "deviante" è derivato da un cattivo rapporto con i
componenti della famiglia, nel caso di suo figlio, è riconducibile al
cattivo rapporto con il padre. La signora in questione che ha
conversato al telefono con Carla Liberatore – in arte Erika –
sembrerebbe anche disponibile ad accettare l'omosessualità del figlio,
a patto ch'egli faccia un percorso di conoscenza di sé – sempre con lo
psicologo consigliato da AGAPO – al fine di poter coscientemente
scegliere se essere omosessuale o eterosessuale; il problema è, secondo
la signora, che loro figlio dopo un anno di terapia dallo psicologo di
AGAPO, abbia scelto di non frequentare più questa terapia riparatrice,
in quanto pare abbia asserito ai propri genitori di non essere d'
accordo con molte delle cose che lo psicologo gli ha cercato inculcare.
La signora milanese si è detta quasi disperata per la scelta di suo
figlio e comunque sarebbe disposta ad accettarlo con una certa
tranquillità nel caso scegliesse di essere omosessuale. In questo
abbiamo trovato una apertura che onestamente non ci aspettavamo,
infatti, contrariamente ci aspettavamo una banda di pazzi maniaci
religiosi moralisti e invasati da Dio. Il padre del ragazzo invece,
almeno stando a quanto detto dalla donna, non accetterebbe mai un
comportamento deviante del figlio. La signora con cui ha parlato
Liberatore ha dimostrato una apertura mentale di tutto rispetto,
avendoci poi raccontato che negli anni passati si è molto battuta per
la libertà degli omosessuali e per le unioni di fatto e che comunque ha
sempre preso con simpatia ogni attività della comunità GLBT nazionale.
Da una riflessione di Carla, abbiamo evinto almeno fino ad oggi, che
abbiamo a disposizione gli elementi per poter riconvertire la signora
che ci ha chiamato. Ma a parte la pseudo goliardata della riconversione
della signora milanese, ci sono degli aspetti socio-psicologici con i
quali presupponiamo lavori questa associazione e che non sono affatto
da dimenticare, in quanto la telefonata "morbida" che abbiamo ricevuto,
potrebbe essere un approccio socio-psicologico da parte degli esponenti
di questa associazione di genitori anti-omosessuali, tendente ad
ammiccare alle persone che chiedono il loro aiuto con il fine di
potersi dimostrare in un primo momento, non contrari a nessuna delle
forme culturali e sociali che vengono oggi divulgate dai mass media a
favore dell'omosessualità, nonché per non rischiare di andare troppo
contro a quanto la psicologia ufficiale e fortunatamente progressista
asserisce rispetto alla questione. Abbiamo provato a dire alla signora
che la finta figlia di Carla le ha riferito di aver parlato con qualche
psicologo delle associazioni GLBT il quale le ha detto che il suo
orientamento lesbico è del tutto naturale e che la madre in questione –
Erika – non fa altro che ostacolare la crescita e il percorso di auto
coscienza omosessuale della figlia. La signora milanese a quel punto ha
fatto una specie di ghigno chiedendo a Erika – Carla – come abbia
potuto questo psicologo dell'associazione GLBT, permettersi di fare la
diagnosi ad una madre che nemmeno conosce. Carla ha provato ad
interloquire con la signora di AGAPO al fine di conoscere meglio le
modalità di terapia che vengono proposte, ma la donna, probabilmente
molto ben istruita, si è defilata sempre con grande sapienza. Ciò ci fa
pensare che non abbiamo discusso solo con una madre afflitta dalla
omosessualità del figlio ma che addirittura questa donna sia uno dei
membri più addestrati della associazione AGAPO la quale ha
sapientemente evitato la possibilità di esporre troppe notizie sul loro
modus operandi ed ha altresì fatto una analisi o una tentata analisi
psico-familiare del quadro presentato da Carla rispetto alla situazione
che abbiamo precedentemente studiato, da mettere su, per poterla poi
esporre non appena saremmo stati contatti. La verità della faccenda
secondo noi sta nel fatto che quasi sicuramente ci troviamo di fronte
ad una associazione molto ben organizzata, con degli affiliati ben
istruiti in merito che sanno ben spacciarsi per genitori disperati
pronti a condividere le ansie delle madri e dei padri che a loro si
rivolgono. Abbiamo compreso che dietro questa associazione ci sono
degli psicologi e chissà chi altro, ma prima o poi verremo a saperlo,
che sanno istruire le persone ai contatti con l'esterno. Sembra strano
ma è come ritrovarsi in mezzo ad una setta nella quale tutti ti
vogliono bene e al di fuori tutti sono cattivi. Dichiarazione di Carla
Liberatore –"Questo tipo di approccio è molto comune alle sette
cattoliche e filo cattoliche, ma comune anche alle sette anti cristiane
e agnostiche in genere e, sia ben inteso che parliamo di sette e non di
liberi movimenti o libere associazioni che in ogni caso rispettano la
volontà dell'individuo. Il loro filo conduttore sta nel fatto che nei
primi contatti hanno bisogno di ingraziarsi il benestare delle persone
con cui si trovano ad avere a che fare, per poi promuovere in essi un
nuovo tipo di presa di coscienza che avviene attraverso la riflessione
di un'altra visione degli aspetti della vicenda che li vede coinvolti.
Lavorano principalmente su quelli che sono i punti deboli del
carattere delle persone, facendo leva sull'emotività diretta ed
indiretta rispettivamente ai casi che vengono proposti ed è per questo
che sono importantissimi i primi contatti con le persone esterne, in
quanto devono assolutamente tranquillizzarle e metterle a loro agio per
poterle inoltre scavare psicologicamente quanto più possibile. E'
attraverso questo sistema che riescono a comprendere i primi punti
deboli degli individui. Quando ero al telefono con la donna che mi ha
contattato, ho spesso avuto l'impressione di parlare con una persona
assai sincera nell'esporre i suoi stati emotivi, però in molti altri
tratti mi sono resa conto che le sue parole erano state precedentemente
studiate, così come le reticenze che ha avuto quando le ho chiesto in
che cosa consisteva la terapia, quali sono i nomi degli psicologi e
cose significasse per lei "terapia riparativa". Questi, oltre ad altri
elementi che probabilmente elencherò in seguito, mi hanno fatto pensare
che tutto sommato anche lei in qualche maniera stesse fingendo la parte
della mamma disperata e che quasi nascondesse l'addestramento che le
era stato inoculato. Può darsi che le sue intenzioni di madre in preda
alla tristezza per il figlio omosessuale fossero autentiche, ma che
dietro alle sue strutture e sovrastrutture verbali ci fossero degli
autentici linguaggi non propri di una mamma disperata, è anche vero.
Sono riuscita comunque a mettermi d'accordo con lei, per poterci
risentire e per poter essere contattata da qualcuno degli psicologi
dell'AGAPO. In quel caso di sicuro farò una registrazione della
telefonata e non è escluso che la metteremo in web su qualche sito
amico, fermo restando la valutazione da fare per non essere scoperti
prima di essere arrivati alla nostra meta." Terremo tutti quanti
informati su ogni evoluzione divulgabile della questione AGAPO. Buena
Vida. Gaya CsF staff e Carla Liberatore.


FEDE E OMOSESSUALITA'
NASCE
"GIONATA.ORG"
Mai come in questi anni il tema fede e omosessualità è
all'attenzione della società e delle varie chiese. Documenti,
rivendicazioni, richieste, condanne si susseguono sempre più spesso
contro o a favore delle persone omosessuali nelle varie confessioni
religiose. Ma cosa dice la Bibbia sull'omosessualità? Quale è oggi il
posto delle persone omosessuali nelle chiese? Ed esiste un cammino di
fede anche per loro? Anche per rispondere a queste domande è nata
l'idea di dar vita a
www.gionata.org, un portale web di discussione ed
approfondimento che vuole scoprire: cosa dice la Bibbia, e la ricerca
teologica, su questo tema; il percorso di chi cerca di conciliare fede
e omosessualità; far conoscere la posizione delle varie chiese
sull'omosessualità. Un progetto che è nato durante la preparazione
dalla veglie di preghiera per le vittime dell'omofobia del giugno 2007
ed è curato da volontari, omosessuali e non, con storie, cammini e
confessioni differenti (cattolici, valdesi, battisti...) che si sono
ritrovati insieme, accomunati da Cristo e da un identico desiderio:
approfondire e valorizzare il rapporto tra le persone omosessuali, le
loro chiese e la loro fede. Per questo grande importanza abbiamo voluto
dare su gionata.org al racconto delle esperienze pastorali di
accoglienza degli omosessuali nelle varie chiese e al cammino - poco
conosciuto - fatto dai gruppi di credenti omosessuali presenti in
Italia, perché crediamo fermamente che i tempi siano maturi per avviare
una discussione serena su queste tematiche scomode. I volontari del
progetto Gionata.org vi invitano a visitare, commentare e a conoscere
questa iniziativa sostenendola con i vostri consigli e le vostre
opinioni. I volontari del "Progetto Gionata - Fede e omosessualità"
Web site:
www.gionata.org - email: gionatanews@gmail.com

COMUNICATO
STAMPA
Arcilesbica sui fatti di Piazza Bellini
Napoli 5 settembre 2007
Arcilesbica "Le Maree"
Arcilesbica, riunita ieri in seduta
straordinaria, ha deciso di astenersi, per il momento, da qualsiasi
forma di protesta pubblica, ritenendo indispensabile ponderare con le
altre associazioni GLBT locali le strategie di intervento e le
eventuali richieste alle autorità. La ragione della scelta di non
partecipare a nessun tipo di manifestazione dovesse eventualmente
tenersi in città nei prossimi giorni, poggia sulla convinzione che una
protesta pubblica in questo momento istigherebbe ancor di più allo
scontro frontale. Arcilesbica considera invece fondamentale progettare
una serie di azioni mirate alla riqualificazione del territorio, che
non si risolvano in un episodio isolato di protesta ma che tengano in
considerazione i problemi fondamentali di questa città coinvolgendo non
solo la comunità GLBT ma tutti i cittadini che vivono piazza bellini e
il centro storico napoletano per favorire il contatto umano e l'
integrazione. Auspichiamo che dal coordinamento con le altre
associazioni GLBT nasca una proposta unitaria sulla questione, da
avanzare a tutti i cittadini napoletani e alle istituzioni, che dia un
reale apporto alla convivenza pacifica e costruttiva nella nostra
città. Circolo Culturale ArciLesbica "Le Maree" - Vico San Geronimo
alle Monache, 19 – Napoli
http://www.arcilesbicanapoli.tk/


COMUNICATO
STAMPA
Napoli, 6/09/2007
Stonewall a Napoli: i gay denunciano gli
omofobi a piazza Bellini. Presto una manifestazione in città. Sono
state presentate nella mattina di mercoledì 5 settembre alla Questura
di Napoli tre denunce per i fatti di piazza Bellini, storico luogo di
ritrovo per la comunità glbt napoletana dove le aggressioni verbali e
le minacce ai danni degli omosessuali si sono moltiplicate negli ultimi
mesi e venerdì scorso solo l´arrivo di agenti chiamati dall´Arcigay ha
scongiurato l´aggressione, da parte di un folto gruppo di persone
convenute sul posto, dei gay e delle lesbiche presenti nella piazza. Al
termine delle denunce presentate da tre delle vittime dei numerosi casi
segnalati allo "Sportello Diritti" di Arcigay, l´avv. Salvatore
Simioli, presidente dell´Arcigay di Napoli, che ha assistito i
querelanti, ha avuto un incontro con il vicequestore Antonio Sbordone
per fare il punto della situazione in città sugli atti di violenza ai
danni degli omosessuali. "Gli episodi di violenza che si verificano
negli ultimi tempi a piazza Bellini, e che sembrano moltiplicarsi dopo
i fatti di Capaccio e di Sorrento di questa estate, sono di chiara ed
evidente matrice omofobica", afferma Salvatore Simioli, "Oggi per la
prima volta tanti omosessuali hanno trovato il coraggio di denunciare i
loro aggressori realizzando una piccola Stonewall nel cuore della
nostra città: non esistono alibi per transigere sui diritti e la
legalità, ed Arcigay non dialoga con chi è violento contro gli
omosessuali e i transessuali o chi contratta sui loro diritti".Arcigay
Napoli ha ricevuto la solidarietà di Donatella Linguiti,
Sottosegretaria di Stato per i Diritti e le Pari Opportunità, e di
Leonardo Impegno, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, Mariano
Anniciello, presidente di ARCI Napoli e consigliere comunale, Raffaele
Carotenuto, consigliere comunale, e Pino De Stasio, consigliere alla
Prima Municipalità. "Ci aspettavamo anche la solidarietà della
Presidente del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo", aggiunge Simioli,
"che potrebbe esortare il marito a calendarizzare presto il pacchetto
anti-violenza, che giace in Parlamento, con l'estensione della legge
Mancino ai reati d'odio contro le persone omosessuali".Arcigay Napoli
organizzerà una manifestazione unitaria in città contro l´omofobia per
le prossime settimane di cui sarà confermata presto la data, a cui
invita da ora il sindaco di Napoli.Arcigay Napoli invita tutte le
persone omosessuali oggetto di violenza omofoba a denunciare
immediatamente i fatti o a rivolgersi per ogni supporto all´Arcigay di
Napoli inviando una mail a legale@arcigaynapoli.org o al telefono
0815528815. Lo Sportello Legale è attivo in sede il venerdì dalle 18,00
alle 21,00. Info al sito
www.arcigaynapoli.it

COMUNICATO STAMPA "I Ken"
Arcilesbica ed i Ken "non si chiamano fuori" propongono un'azione
differente per la vivibilità GLBT a Napoli
Le associazioni omosessuali di Napoli i Ken ed Arcilesbica scelgono di non scendere in piazza il
16 settembre prossimo alla manifestazione indetta da Arcigay. I
rappresentanti delle associazioni Curati ( Arcilesbica ) e Cremona ( i
Ken) a nome delle organizzazioni, dichiarano che l'idea rappresentata
in questi giorni anche sui giornali è stata indirizzata ad acuire uno
scontro di piazza tra i diversi gruppi della città. Inoltre si ritiene
che ed e che tale atteggiamento sia stato un errore di valutazione
fatto da alcuni settori interni all'arcigay che non tenevano in
considerazione della vivibilità della piazza. Noi crediamo di dover
convivere con tutti e tutte nelle piazze e nelle vie delle nostre
città, ma dichiariamo di essere determinati a vivere serenamente e
liberamente gli spazi e le piazze non accettando aggressioni, insulti o
intimidazioni. Pensiamo che Napoli non abbia bisogno di
militarizzazione delle piazze ma di socialità e di convivenza solidale
degli spazi. Anche piazza Bellini deve tornare ad essere un luogo dove
ricchi e poveri, gay lesbiche e trans con etero, ma anche bianchi e
neri, napoletani e stranieri, possano condividere in sicurezza la
piazza. Vogliamo banalmente il rispetto delle regole di convivenza,
chiediamo a tutti etero e gay, agli esercenti , ai residenti , agli
amministratori pubblici ed al Prefetto di aiutarci a non rinunciare
alla libera partecipazione della vita delle piazze d'Europa partendo da
quelle napoletane. Riteniamo che anche i mezzi d'informazione possano
aiutarci a ridare il senso giusto delle cose ed a evitare inutili fobie
da una parte e psicosi di massa e dall'altra. A tutti i gruppi occorre
dire che ci vuole responsabilità anche nell'isolare gli elementi di
conflitto e "garantire" che nessuno si possa "scaldare" eccessivamente.
Non neghiamo le violenze esercitate, alle vittime diamo la piena
solidarietà, stringendo la comunità tutta a protezione dei singoli, ma
crediamo che occorrano ricette diverse da quelle ipotizzate fino ad
ora e rifiutiamo la "strategia contro" come soluzione. i Ken ed
Arcilesbica, credono che ci siano ancora i margini per la costruzione
di un percorso unitario con le altre associazioni e chiedono da subito
agli amministratori locali di Napoli di incontrarci per aiutarci nella
costruzione di una nuova vivibilità della città, attuando concretamente
progetti per la difesa di gay, lesbiche e trans. Su questo terreno,
dove Napoli rappresenta un valore assoluto nella lotta di
rivendicazione dei diritti del movimento LGBT di rilevanza nazionale,
rivendichiamo nella pluralità delle posizioni presenti la garanzia
della democrazia e del confronto di cui siamo protagonisti. I
rappresentati GLT, Carlo Cremona, Giordana Curati e Laura Matrone si
rendono disponibili ad avviare da subito una piattaforma politica e
programmatica condivisa, che chieda anche agli amici di Arcigay di
sostenerla, insieme, non solo negli interessi ciascuno dei propri
iscritti, ma perseguendo l'interesse più generale della comunità LGBT e
della città di Napoli. Va il nostro particolare ringraziamento alle
forze di pubblica sicurezza della Questura di Napoli che ci sta
sostenendo pubblicamente, anche se non in modo visibile ai più, ed
invitiamo tutti e tutte a non lasciare la piazza a continuare a viverla
ed ad informarci tempestivamente in caso di violenze o di intimidazioni
ricevute. Sito web:
www.i-ken.org

e-mail: info@i-ken.org MSN
ikenonlus@i-ken.org

COMUNICATO STAMPA "I KEN"
Prove di unità, il
movimento GLBT napoletano
Cresce....tra gli intoppi!
L'associazione i
Ken dopo le aggressioni a danno di omosessuali maschi e femmine
avvenute in luglio, agosto e settembre registrate a Napoli ed in
Campania, sentite le altre associazioni GLBT del territorio ( Arcigay,
Arcilesbica e associazione Priscilla) in data 4 settembre 07 aveva
promosse e comunemente organizzato un primo incontro per determinare
azioni UNITARIE e COORDINATE con le singole organizzazioni GLBT per la
salvaguardia della libertà e della sicurezza di gay, lesbiche e trans
che frequentano la città di Napoli e in particolare piazza Bellini, nel
centro storico nel quartiere San Lorenzo. I recenti articoli dei
Segretari Nazionali Mancuso( arcigay) e
Salvatore Simioli ( circolo
napoli Arcigay) durante il percorso di costruzione unitario, hanno
DETERMINATO l'impossibilità di una visione e di un progetto comune,
imponendo un particolare e parziale punto di vista che va nella
direzione opposta dei BISOGNI REALI a cui bisogna tendere. Gli
omosessuali di piazza bellini, come quelli soggetti alla persecuzione
metropolitana delle città europee ( pensiamo alla Polonia) , per noi
hanno bisogno di sicurezza e di percorsi di dignità pubblica e non di
campagne pubblicitarie di singole associazioni e singole personalità
che cercano di ergersi a paladini di realtà sociali sconosciute o
ignorate fino a ieri. Ritenevamo che occorresse un lavoro di
ricomposizione sociale e di informazione territoriale e non una
campagna medianica, unilaterale e fuori luogo, ritenendo che tale
azione, sprovvista di contenuto politico unitario e di presidio
territoriale reale ed efficace rappresenti lo stimolo ad una reazione
violenta ed uno acuirsi del conflitto tra comunità gay-lesbica e trans
e gruppi omofobi e fascisti del quartiere. Riteniamo dissennata e
pericolosa questo modo di fare di tanto da ritenerlo pregiudizievole
per un lavoro condivisibile e comune con ARCIGAY, che di fatto, ha
comunicato a mezzo stampa la propria autonomia dal resto del movimento
cittadino. Con rammarico, ma con realismo e determinazione riteniamo di
dover condurre e di poterlo fare una battaglia di liberazione dall'
oppressione, dall'odio e dal neofascismo squadrista con azioni comuni
ad altri soggetti politici e per cui invitiamo Arcilesbica e Priscilla
a non abbandonare il sogno di un percorso comune per il bene di tutti e
tutte e ci continueremo ad impegnare per la ricerca di soluzioni
complesse e condivise per il bene diffuso della nostra città.


DON GELMINI IL SANTO VIVENTE"
ROMA-ADISTA. Ha detto di essere vittima
della "lobby ebraica-radical-chic" (ritrattando poi lo scivolone,
costatogli una valanga di critiche e la rinuncia dell'avvocato Franco
Coppi a difenderlo), della massoneria, dei gay, del laicismo radicale,
della magistratura anticlericale. Ma la vicenda di don Pierino Gelmini,
indagato dai pm di Terni per presunti abusi sessuali nei confronti di
alcuni ragazzi della Comunità Incontro (ad accusarlo, diversi ex ospiti
della struttura da lui fondata e diretta) parte da lontano. La
"vocazione" dei fratelli Gelmini Quella dei Gelmini è infatti una
biografia lunga e con diverse zone d'ombra. Nato nel 1925 in provincia
di Milano, ha vissuto e studiato in Lombardia. Ma è stato ordinato
prete nel 1949 lontano dalla sua zona di onigine, nella diocesi di
Grosseto. Circostanza curiosa, che le note biografiche riportate sul
sito web della Comunità Incontro spiegano così: da Milano, Gelmini si
presenta al vescovo di Grosseto, "diocesi bisognosa di clero", e "si
prepara al sacerdozio A quell'epoca il vero "don Gelmini", quello
famoso, non era lui, ma il fratello padre Eligio, esuberante frate
minore che preferiva il cachemire al ruvido panno francescano,
precursore di tante figure di preti mediatici e mondani che frequentano
salotti, feste e studi televisivi. Padre Eligio era confessore e
assistente spirituale di vip e calciatori (era, tra l'altro, il
"cappellano" del Milan, oltre che amico intimo di Gianni Rivera), l'
unico prete al mondo a poter vantare di aver concesso un'intervista al
settimanale sexy Playboy, frequentatore di eventi mondani, nonché
fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti «Mondo X» e
del Telefono Amico. Particolarmente dettagliata nel raccontare i primi
anni di sacerdozio di don Pierino - che negli anni '60 diventa
segretario del card. Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires fino al
1959, passato poi in forze alla Curia vaticana come Cancelliere di
Santa Romana Chiesa -, la sezione del sito internet della "Comunità
Incontro" dedicato alla biografia di Gelmini omette del tutto gli
eventi che caratterizzano il periodo che va dalla metà degli anni
sessanta al 1979. Sono infatti gli anni in cui per don Pierino iniziano
i problemi con la giustizia e le vicissitudini giudiziarie. I primi
guai giudiziari "Già nel 1965 - racconta Marco Lillo in un articolo
pubblicato dall'Espresso il 16/8 - un anno prima di darsi ai
tossicodipendenti, il sacerdote aveva comprato la splendida tenuta di
Caviggiolo con tanto di maniero e riserva di caccia a Barberino del
Mugello, sull'Appennino toscano. I giornali dell'epoca raccontano che
gli assegni per 200 milioni di lire (del 1965) consegnati alla Società
Idrocarburi per l'acquisto erano scoperti e il tribunale inflisse tre
mesi di galera a don Pierino". Nel 1969 il prete acquista un'altra
villa all'Infernetto, zona Casal Palocco, una delle più "in" dell'
hinterland romano. La biografia ufficiale di Gelmini si limita ad
accennare all'abitazione definendola "una casa più ampia" di quella
dove don Pienino aveva sino ad allora vissuto. Per la precisione si
trattava invece di una villa in cortina a due piani protetta da un
largo muro di cinta con ringhiera di ferro battuto, un vasto giardino
in cui era custodita una Jaguar, piscina, due cani, tre persone a
servizio: un autista, una cuoca e una cameriera. Insomma, se al
fratello Eligio piaceva la bella vita, don Pierino non era da meno. Ma
il tenore di vita di don Pierino viene compromesso dalla magistratura:
il 13 novembre 1969 i carabinieri lo arrestano nella sua abitazione
(grande scalpore sui giornali dell'epoca suscitò la notizia che i
carabinieri avevano trovato una Jaguar nel giardino di don Pierino) per
emissione di assegni a vuoto, truffa e fallimento di una cooperativa di
costruzioni collegata con le Acli di cui il sacerdote era tesoriere e
che doveva costruire palazzine all'Eur. Gelmini viene anche coinvolto
in un inchiesta che riguarda la ditta di import-export tra Italia e
Argentina che aveva costituito sfruttando - si disse - le buone
entrature ottenute attraverso i servizi resi al card. Copello. Nel 1970
il prete ripara quindi all'estero, nel Vietnam del Sud, dove fa
amicizia con l'ex arcivescovo della cittadina di Huè, mons. Pierre
Martin Ngo Dình Thuc, fratello di Jean Baptiste Ngo Dình Diem,
dittatore del Vietnam del Sud, assassinato nel 1963, ormai caduto in
disgrazia presso gli Stati Uniti. Ma anche in Vietnam Gelmini ha grane
con la giustizia: proprio dall'ex-arcivescovo di Hué, insieme a madame
Nhu, vedova del fratello minore del presidente Dièm e per anni sua
first lady, viene denunciato per appropriazione indebita. Nel 1971
torna in Italia. Ed entra in carcere. Il processo a suo carico si era
infatti concluso con la condanna a quattro anni, che don Pienino
sconterà interamente. Uscito di prigione - dopo aver trascorso un breve
periodo di ritiro in Maremma per volontà delle autorità ecclesiastiche
- nel 1976 don Gelmini torna in cella, ad Alessandria. Insieme al
fratello Eligio è infatti accusato di aver ricevuto una bustarella di
50 milioni da Vito Passera, imprenditore in difficoltà che puntava sui
buoni uffici dei fratelli Gelmini per diventare console onorario della
Somalia e ottenere facilitazioni nel commercio di burro tra gli Usa e
il Paese africano. Stavolta però in prigione don Pienino ci rimane poco
tempo. Assieme al fratello, viene prosciolto dalle accuse e nel '77 è
di nuovo nella sua villa romana a Casal Palocco. Nel 1979 don Pierino,
sulle orme del fratello (che nel 1974 era riuscito a farsi assegnare
gratuitamente dal conte Lodovico Gallarati Scotti l'uso del suo
castello di Cozzo Lomellina come sede del suo "Mondo X"), dà inizio al
business antidroga 1979: nasce la holding della tossicodipendenza "Don
Gelmini Spa", titola il 16 agosto l'Espresso, ricostruendo la nascita
dell'impero economico del prete antidroga. La prima comunità di
recupero nasce ad Amelia, in provincia di Terni. Don Pierino si fa
assegnare in comodato d'uso per 40 anni un frantoio abbandonato, il
Mulino Silla, in una piccola valle chiamata delle Streghe, facendone la
sede della sua nuova attività. Nel 1988 sindaco di Amelia diviene l'ex
leader della Cgil Luciano Lama. È lui a segnalate alla procura il fatto
che a don Pierino i vincoli del piano regolatore stavano stretti e i
piccoli casali abbandonati che andava acquisendo si trasformavano in
enormi strutture senza le necessarie autorizzazioni. "Alla fine -
racconta l'Espresso - tutto fu sanato, grazie anche ai socialisti della
giunta". Così le proprietà immobiliari della Comunità Incontro hanno
potuto estendersi senza sosta, al punto da comprendere, nella sola
provincia di Terni, boschi, uliveti, vigneti e pascoli per una ventina
di ettari, oltre a diversi fabbricati sparsi tra Cenciolello, Porchiano
e la strada di Orvieto. Oggi la Comunità di don Gelmini conta
ufficialmente 164 sedi in Italia e 74 nel mondo. Dati contestati però
da Stefania Nardini in un articolo comparso su Gente d'Italia,
quotidiano italiano delle Americhe. La giornalista, che ha passato un
periodo presso la Comunità Incontro, racconta di culto della
personalità, di body guard armati di pistola, di macchinoni di lusso
(un vizio antico), di disparità nel trattamento degli ospiti, ma anche
di cifre gonfiate a beneficio della sua immagine pubblica: "Si parla di
164 sedi residenziali in Italia - scrive la Nardini - e invece sono 64,
di 180 gruppi d'appoggio che in realtà sono una ventina, di un turnover
residenziale di 12 mila persone (turnover in cui sono comprese semplici
richieste di informazioni), di 126.624 ingressi in comunità tra il 1990
e il 2002, mentre attualmente si registrano non più di 20 o 30 colloqui
al mese, il che significa al massimo 360 ingressi all'anno, cifra che
si riduce alla metà considerando coloro che rinunciano". Anche sui
cospicui introiti delle Comunità i numeri sono incerti: "La trasparenza
amministrativa - racconta l'Espresso - non è mai stata una priorità
della comunità. Sul sito internet non c'è traccia del bilancio. Bisogna
andare alla Camera di commercio a Roma per scoprire che la Comunità
Incontro, organizzazione non lucrativa a fini sociali, è presieduta da
una sconosciuta: Umbertina Valeria Mosso, avvocato di 86 anni. Il
comitato direttivo è composto dalle persone più vicine a don Pierino,
come Claudio Legramanti e Claudio Previtali e dal 'don', che è il
segretario generale, ma con ampi poteri di gestione". La politica: un
ritorno di "fiamma" In ogni caso, il suo piccolo impero don Gelmini lo
ha realizzato anche in virtù delle sue ottime entrature politiche,
oltre che alle cospicue donazioni che il suo carisma ha saputo
intercettare. Solo in occasione della megafesta per gli 80 anni di don
Pierino, nel 2005, Berlusconi dichiarò di volergli devolvere 10
miliardi delle vecchie lire. Alla mega kermesse in onore del prete
ottuagenario c'era anche un altro grande amico di Gelmini, l'allora
ministro Maurizio Gasparri. Insieme ad altri rappresentanti del
governo, come Rocco Buttiglione e Pietro Lunardi, oltre a Gustavo Selva
e ad una sfilza di sottosegretari. E ad un esponente della "Prima
Repubblica", l'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, da anni
tra i volontari della "Comunità Incontro". A tanta benevolenza da parte
del leader e degli esponenti della Casa della Libertà, Gelmini ha
sempre risposto con una indefessa militanza a destra, che - oltre ad
intercettare verso Berlusconi il consenso di migliaia di visitatori ed
ospiti (nonché delle loro famiglie) passati in comunità negli ultimi 30
anni - si è più volte caratterizzata con la presenza di Gelmini a
manifestazioni politiche ed elettorali. Lo si è visto spesso con
esponenti di An (lo scorso anno, in campagna elettorale, era a fianco
del candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno). Nel 2006 don Pierino fu
uno dei maggiori sostenitori della nuova legge sulla droga che ha
eliminato la differenza tra droghe leggere e pesanti. "Grazie,
Gianfranco, per la legge contro la droga, affido a voi di An il compito
di difendere i principi cristiani", disse don Gelmini ai delegati di An
presenti alla conferenza programmatica del partito, il 5 febbraio 2006.
Le accuse a don Gelmini: nella Chiesa, qualcuno sapeva Le recenti
accuse di molestie sessuali hanno - per la verità - qualche precedente
negli anni d'oro della Comunità incontro. Come quando, il 23 novembre
1991, venne ritrovato morto sgozzato a Rimini Fabrizio Franciosi,
cittadino di San Marino, anni prima ospite della Comunità del Mulino
Silla. Durante le indagini, il fratello della vittima raccontò che poco
tempo prima di morire Fabrizio gli aveva raccontato di aver subito da
don Gelmini abusi sessuali in una casetta nel parco della comunità. Nel
2003 don Antonio Mazzi, animatore della comunità per tossicodipendenti
Exodus, ricevette la lettera di un ragazzo che raccontava di aver
subito molestie sessuali da parte di don Gelmini nel 1993, quando aveva
trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi il giovane si era
trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si era confidato
ed aveva continuato a mantenere rapporti epistolari. Ma Mazzi ha
raccontato questi fatti solo nelle scorse settimane, quando il caso don
Gelmini era già scoppiato. Sentito dal procuratore di Terni Carlo Maria
Scipio e del pm Barbara Mazzullo, Mazzi ha comunque ribadito punto per
punto ciò che aveva già rivelato circa il contenuto della missiva. Nel
2004, un libro di Marco Salvia, Mara come me racconta la vita all'
interno di una comunità di recupero di tossicodipendenti, delineata nei
termini di un lager gestito da un prete bigotto e fanatico e da
responsabili violenti. La storia è romanzata, ma il 23 gennaio 2005 il
quotidiano il manifesto pubblica una lettera con cui l'autore usciva
allo scoperto, dichiarando che i fatti narrati nel libro erano reali e
che dietro la figura di don Luigi, il padre-padrone della comunità, si
celava don Pierino Gelmini. E poi ci sono le accuse fatte da Bruno
Zanin nel suo libro-autobiografia Nessuno dovrà saperlo, in cui afferma
di aver subito abusi sessuali da Don Gelmini all'età di 13 anni (il
capitolo che parla dell'abuso è stato messo online dall'autore all'
indirizzo internet
www.bispensiero.it/documents/DonGiustino.pdf). Nel
libro, Zanin, che è Stato negli anni '90 collaboratore di Radio
Vaticana, racconta anche di aver parlato degli abusi all'allora
direttore dei programmi dell'emittente, p. Federico Lombardi (oggi
direttore della Sala Stampa vaticana) ed a mons. Giovanni d'Ercole,
religioso orionino, capo ufficio della sezione affari generali della
segreteria di Stato del Vaticano, da sempre amico di don Pierino e da
qualche mese direttore responsabile della rivista della comunità "Il
Cammino" e dell'emittente Tele Umbria Viva, di cui Gelmini è
proprietario. Titoli e sottotitoli Anche con la Chiesa cattolica i
rapporti, a dispetto delle difese d'ufficio tratta che oggi vengono
fatte di don Pierino come dell'ennesimo prete vittima delle
persecuzioni mediatiche e laiciste, sono piuttosto tesi. Fin dal 1963,
quando don Pierino iniziò a fregiarsi del titolo di monsignore, senza
esserlo, il Vaticano ha iniziato a diffidano dall'utilizzare quel
titolo e in seguito lo ha anche sospeso a divinis. Sospensione poi
ritirata, ma il titolo tanto agognato non arrivava. Nel 1988 Gelmini
risolse allora il problema con un abile éscamotage: pur essendo un
prete di rito latino, aderì ad una Chiesa cattolica di rito orientale,
quella melkita, e si fece insignire del titolo di Esarca Mitrato della
Chiesa cattolica greco-melkita. Titolo onorifico che non equivale certo
a quello di vescovo. E nemmeno a quello di monsignore. Nelle biografie
"ufficiali" di don Gelmini però il titolo ottenuto dalla Chiesa melkita
è messo in grande evidenza insieme ad un'altra lunghissima sequela di
bizzarri riconoscimenti: da "maggiore garibaldino e primo cappellano
della Legione Garibaldina" a "gran comandante dell'Ordine di Géorge
Washington"). Non solo per la sua altisonanza, ma perché dà all'
esuberante prete il diritto all'uso dell'anello, della mitra, della
croce e del pastorale quando celebra la messa con rito greco (o avendo
ottenuto dal Vaticano uno speciale permesso a celebrare con il doppio
rito). Ma a don Gelmini certe sottigliezze liturgiche vanno strette e
la messa continua a celebrarla in rito romano, vestendo però i sontuosi
paramenti greco-cattolici. Una piccola rivincita con la gerarchia che
tanto lo ha bistrattato don Pierino se l'è presa il 20 ottobre del
2000, quando Wojtyla ricevette in piazza San Pietro trentamila
rappresentanti delle Comunità Incontro. La benedizione del papa polacco
non ha però migliorato i difficili rapporti con la Curia, che continua
a non amarlo. Recentemente, al card. Francesco Marchisano, presidente
dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, che gli ha chiesto di
fare un passo indietro per meglio difendersi dalle accuse, don Pierino
ha risposto: "Mi chiede di fare un passo indietro? Lo faccia lui in
avanti, in un burrone". E comunque, ha tenuto a precisare don Pierino,
"io non guido un'associazione religiosa, ma laica". (valerio gigante).
FONTE ADISTA ROMA INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
Il Sinodo della Chiesa evangelica Valdese (Unione
delle Chiese metodiste e valdesi), riunito in sessione dal 26 al 31
agosto 2007 a Torre Pellice (TO), ha approvato oggi 31 agosto 2007 un
ordine del giorno, scritto dalla REFO (Rete evangelica Fede e
omosessualità), contro l'omofobia, cioè l'odio verso le persone
omosessuali e contro le persecuzioni che in Italia (soprattutto sociali
ma anche fisiche) e in varie parti del mondo (dove spesso sono
condannati alla pena capitale) i gay e le lesbiche devono subire. La
proposta è stata fatta propria e presentata (visto che la REFO non
aveva deputati al Sinodo) da un folto gruppo di pastori e
rappresentanti delle chiese locali, tra cui spicca la firma della
moderatora della Tavola valdese, Maria Bonafede la quale ha dichiarato
di essere contenta che il Sinodo abbia approvato quello che lei ritiene
"un atto dovuto" nella testimonianza cristiana, esortando le chiese a
sostenere concretamente, il prossimo anno, le veglie ecumeniche contro
l'omofobia che il 28 giugno di quest'anno hanno visto, in quattordici
città italiane, una ampia partecipazione di cristiani di varie
confessioni. Il dibattito ha evidenziato una sostanziale unità di
intenti e una diffusa solidarietà ai fratelli e alle sorelle
omosessuali. Per info:
www.chiesavaldese.org - www.refo.it - Refo
Firenze 333.2876387 -refo.firenze@gmail.com

COMUNICATO STAMPA
GRUPPO DEL GUADO
GRATITUDINE ALLA CHIESA
EVANGELICA VALDESE
Il Gruppo
del Guado esprime la sua gratitudine nei confronti della Chiesa
evangelica valdese per il documento contro l´omofobia approvato durante
il Sinodo che è terminato lo scorso 31 Agosto. Il testo del documento
approvato si trova sul sito:
www.refo.it - Testo: E´ di rinnovata
gratitudine il sentimento con cui accogliamo il documento che il Sinodo
della Chiesa evangelica Valdese ha approvato lo scorso 31 Agosto, per
esprimere solidarietà agli omosessuali che sono oggetto di
discriminazioni e persecuzioni, per denunciare il repentino aumento di
episodi di omofobia che si sta registrando in Italia e per condannare
le persecuzioni e le condanne di cui sono
vittima gli omosessuali in
molti paesi del mondo. Ancora una volta la Chiesa evangelica valdese
dimostra alle chiese che sono in Italia che la solidarietà nei
confronti delle persone omosessuali è un aspetto del cristianesimo del
nostro tempo. Giovanni scrive: «Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse
il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio
fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il
comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo
fratello» (1Gv 4,20-21). I vertici della Chiesa evangelica valdese in
Italia hanno saputo testimoniare, nella concretezza di un gesto, questo
messaggio che ci arriva dal Nuovo Testamento. I vertici della Chiesa
cattolica italiana, questo semplice gesto, non sono ancora riusciti a
farlo. Alla luce di questa differenza mi chiedo: "In quale, tra queste
chiese, si è manifestata, per le persone omosessuali che chiedono di
essere accolte, l´unica Chiesa di Cristo?". - Gianni Geraci
Presidente


GRUPPO DEL GUADO
Sabato 8 settembre 2007 - ore 17.00
NOTIZIE EVANGELICHE
Il 31 Agosto scorso il Sinodo della Chiesa
evangelica valdese ha approvato un documento in cui si esprime
solidarietà agli omosessuali che sono oggetto di discriminazioni e
persecuzioni, si denuncia l'aumento degli episodi di omofobia che si
registrano in Italia e si condannano le persecuzioni di cui sono
vittima gli omosessuali in molti paesi del mondo. Si tratta di
un'iniziativa importante, che si inserisce nel dibattito in corso
all'interno dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi italiane. Per
approfondire i vari aspetti di questo dibattito abbiamo invitato Marco
Mori
che, oltre ad essere un esponente del movimento GLBT, è anche
membro della comunità valdese di Milano. Cristiani Omosessuali Via
Soperga 36 - 20127 Milano - Telefono 347 7345323 URL:
http://www.
gaycristiani.it - Email: gruppodelguado@gmail.com


ITALIANA
IPOCRISIA
La cronaca di questi giorni è dominata dal dibattito circa le
iniziative volte a contrastare la criminalità, in particolar modo la
cosiddetta microcriminalità rappresentata a quanto pare da lavavetri e
prostitute extracomunitarie (ma chi dovremmo condannare, quelle povere
disgraziate, costrette a cose orribili ed umilianti, o chi le paga,
rispettabili cittadini italiani, magari all'insaputa di mogli e
figli?). Uno dei drammi di questa farsa a mio avviso consiste nel fatto
che i cittadini si sentono, è vero, molto coinvolti dai lavavetri
particolarmente aggressivi, ma lo sono molto meno da un Parlamento con
alta densità di delinquenti, (senza rendersi conto che, in una
Democrazia che si rispetti, il Parlamento dovrebbe essere
rappresentativo della società che lo ha eletto, cosa che puntualmente
si verifica), oppure nei riguardi della criminalità organizzata, fatta
eccezione per quei commercianti e imprenditori onesti siciliani,
calabresi o campani, che non vogliono pagare il pizzo. Un altro aspetto
sorprendente è il silenzio assordante del Vaticano, di solito sempre
molto pronto a far sentire la sua voce sulle questioni etiche (e
politiche) di questo Paese. In relazione al primo punto vorrei fare una
considerazione: i nostri problemi nascono dalla totale assenza in noi
del concetto di "Identità di Nazione" di Chabodiana memoria; in altre
parole siamo un popolo molto individualista, quindi egoista, che ha
completamente smarrito la consapevolezza (se mai l' ha avuta), che il
bene collettivo s'identifica con il bene individuale, che anzi il
secondo deriva dal primo. Tutto questo è determinato, oltre che dalla
nostra Storia, probabilmente anche dal fatto che non si nutre alcuna
fiducia nei confronti delle Istituzioni, che noi abbiamo scelto e che
così bene ci rappresentano. Così il cerchio si chiude. Il dibattito
attualmente in atto si è arricchito di un concetto, quello della
"certezza della pena", in passato così tante volte mortificato da
indulti, condoni, riabilitazioni di personaggi legati a vari tipi di
interessi, nella quasi totale indifferenza dei cittadini, o perché non
direttamente coinvolti, oppure perché ne traevano beneficio. La
certezza della pena è un concetto che avremmo dovuto avere comunque
nelle nostre corde, avendo noi tra i nostri Padri un certo Cesare
Beccaria, il quale tra l'altro aveva così bene espresso temi quali la
giusta proporzione della pena e leggi chiare intese come espressione di
un contratto tra Stato e Cittadino. Purtroppo non abbiamo saputo
raccogliere quella eredità, lasciandola appannaggio delle società
Anglosassoni, di ispirazione Protestante, nate da uno Scisma, ormai
quasi 5 secoli fa, dalla Chiesa (ora) Cattolica, in parte anche per le
sue vendite delle indulgenze. In queste Società ad esempio vige il
concetto che chi sbaglia paga, una idea evidentemente di difficile
comprensione per noi, dove ad esempio è una regola il reinserimento dei
dirigenti nel migliore dei casi inetti in altri incarichi, oppure
congedati con liquidazioni e pensioni che sono un insulto ai lavoratori
"normali". Per non parlare del riproporsi dei politici a ciclo
alternato, ma reiterato. Proporre iniziative simili all'opinione
pubblica appare come un atto di suprema ipocrisia, in assenza di un'
adeguata azione di educazione al rispetto delle regole, vedi delle
Leggi, in una società che di leggi ne ha talmente tante e qualche volta
contraddittorie da essere suscettibili di varie interpretazioni,
aprendo le maglie alla illegalità "legalizzata". Quando poi non sono
espressamente concepite per rendere legale ciò che nelle altre società
civili viene considerato assolutamente illegale. In questo contesto il
dibattito sulla "tolleranza zero" non solo mi sembra privo di
fondamento, ma appare addirittura fuorviante e foriero di gravi
conseguenze. Discutere di come punire lavavetri e prostitute, oltre che
mettere in secondo piano i reali problemi del Paese, contribuisce ad
alimentare alcuni processi dannosi per una democrazia fragile come la
nostra, non ultimo la pericolosa enfatizzazione di egoismi che
contribuiscono ad alimentare sentimenti di avversità, se non di odio,
verso alcuni poveri disgraziati, in palese ignoranza della nostra
memoria, di quando cioè i poveri disgraziati eravamo noi, in America,
in Germania, in Svizzera. Un insulto nei confronti dei nostri genitori
emigranti. Con buona pace inoltre di tutti i sentimenti e dell'impegno
per la costruzione di una società più giusta, fondata sulla semplice
idea che siamo (dovremmo) essere tutti figli di Dio su questa Terra che
non ci appartiene, e che dovremmo avere tutti le stesse possibilità di
starci in modo dignitoso. E qui appare assordante il silenzio del
Vaticano. Ogni giorno sui tg di tutte le reti viene dato ampio spazio
alle esternazioni dei vari vescovi, presidenti Cei o del Papa, dalle
questioni fondamentali, con finalità propagandistiche neanche tanto
velate, alle notizie più insignificanti, purché se ne parli. Ma in
questi giorni non una parola in merito a questo tema. Forse il Vaticano
ha instaurato una nuova linea votata alla non ingerenza negli affari
interni dello Stato Italiano? Sarebbe osare sperare troppo. Forse i
media hanno deciso una assunzione di impegno professionale, limitandosi
a svolgere il loro ruolo di informatori anziché di prezzolati
amplificatori delle volontà dei poteri dominanti? Ne dubito fortemente.
Allora mi sorge un dubbio terribile: la Chiesa non si fa sentire forse
perché in fondo trae giovamento da questo rigurgito razziale che ha
come principale obiettivo nel mirino una popolazione a prevalenza
islamica, per di più molto più prolifica della razza indigena?
Risuonano le parole non lontane nel tempo del card. Biffi. Guardo poi
con tristezza al dibattito in atto nella cosiddetta "Sinistra",
riformista e radicale. Termini orribili per significare l'attuale stato
di sbandamento. Riformista, parola accattivante verso l'opinione
pubblica, corroborata da una politica attenta a nutrire (e nutrirsi)
dei più bassi istinti dell'elettorato, anziché educarli. Con la
conseguenza di abdicare ai suoi principi fondamentali e di
rassomigliare sempre di più alla Destra, che però in queste tematiche
apparirà sempre più credibile rispetto ai suoi epigoni. E Radicale, che
in sé non vuol dir nulla, o forse sì, ma in senso molto negativo.
Radicale perché incapace di affrancarsi dai suoi dogmi, quindi incapace
di elaborare con coraggio ideologie che interpretino i nostri tempi,
quindi politicamente sterile, quindi inutile se non dannosa. Almeno in
questo, possiamo accomunare le Sinistre ad una Chiesa che ha
dimenticato le parole del Vangelo e perso di vista il suo vero ruolo.
Isabelle M. Rizk


NOTTE BIANCA AL GAY VILLAGE - SERATA DI CHIUSURA

Concerto della nuova regina della pop dance Anamor in arrivo da Miami
insieme ai suoi ballerini - In anteprima nazionale presentazione di 15
minuti del film HAIRSPRAY (in italiano), il nuovo fenomeno
cinematografico americano, in uscita nelle sale il 28 Settembre - in
collaborazione con Moviemax - Festa musicale a tema, curata dai Karma
B, in collaborazione con Dimensione Danza - Hairstylist a disposizione
del pubblico per acconciare gratuitamente i capelli in perfetto stile
anni '60 – distribuzione di gadgets di Hairspray a tema. La Notte
Bianca al Gay Village sarà animata dal concerto della cantante Anamor,
in arrivo da Miami, la cui carriera artistica ha preso il via con la
trionfante partecipazione a "Castrocaro". Oltre ad aver partecipato per
due volte al Festival di Sanremo, è stata acclamata anche nel
popolarissimo film di Sergio Leone "C'era una volta in America". Anamor
ha conquistato l'America Latina facendo ballare migliaia di fan sulla
West Coast americana, e il suo singolo "Damela si" ha infiammato le
piste dei locali più trendy ed esclusivi di Miami. A seguire un altro
appuntamento da non perdere. In collaborazione con MOVIEMAX saranno
presentate le scene più belle e significative del film HAIRSPRAY in
italiano. Haisrpray è la nuova commedia campione di incassi negli
States che segna il ritorno al ballo di John Travolta, in cui l'ex Tony
Manero indossa un'enorme parrucca colorata e vede la bellissima
Michelle Pfeiffer nei panni di una perfida e tremendamente astuta
direttrice di un canale televisivo. Dopo la proiezione proseguirà la
serata a tema HAIRSPRAY con un minimusical sulle note della colonna
sonora del film coreografato e interpretato dal duo en travesti famoso
con il nome di KARMA B, e da un corpo di ballo sponsorizzato da
DIMENSIONE DANZA. Per chi desidera entrare a far parte del grande
evento HAIRSPRAY, per tutta la notte due hairstilist acconceranno
gratuitamente le teste del pubblico, cotonandoli in perfetto stile anni
'60! In più a tutti i partecipanti verranno distribuiti dei gadgets
magneti personalizzati con i personaggi del film! Alle ore 22.30 e alle
24.15, dal Laghetto dell'Eur: FUOCHI DAL MONDO, grande spettacolo di
fuochi d'artificio HAIRSPRAY - LA STORIA: E' il 1962 e a Baltimora c'è
aria di grandi cambiamenti Edna (John Travolta) è una donna di 135 kg,
strabordante tanto di stazza quanto di personalità, stiratrice e
lavandaia è sposata con lo stralunato Wilbur (Christopher Walken). La
perfida Velma Von Tussle(Michelle Pfeiffer) tenta di portarle via il
marito, mentre le rispettive figlie Tracy e Amber si sfidano in un
programma televisivo, il mitico Corny Collin's Show facendosi notare il
più possibile... Ma chi si aggiudicherà il titolo di reginetta tra la
scatenatissima over size Tracy e la biondissima e cattivissima Amber
Von Tussle? INFO GAY VILLAGE – 340 7538396 -
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti tel. 06 87420509– tel/fax
06 87420388 - info@fabighinfanti.it
Ufficio Stampa Moviemax - Marianna
Giorgi +39 338 194606 - mariannagiorgi@moviemax.it
Fonte Redazione
Di'GayProject

POLITICI A CACCIA DI CASE: CONVERTICOLA!
La
formidabile inchiesta dell'Espresso, curata da Marco Lillo, mette a
nudo una triste verità: ministri, sindacalisti e onorevoli vari hanno
acquistato attici e appartamenti da enti pubblici o privati a prezzi di
favore. Dov'è lo scandalo? Lo scandalo consiste in questo: se, per
assurdo, il giornalista David Parenzo dovesse ricevere come regalo da
un famoso costruttore una casa a prezzo di favore e lo stesso Parenzo
(come contropartita) non parlasse mai più male di lui e non raccontasse
più la verità su questo famoso personaggio… beh qualche problemino ci
sarebbe per l'etica e la deontologia del giornalista! Lo stesso vale
per i politici in questione. E' vero che hanno comprato case a prezzi
di favore da enti privati, così come hanno fatto anche tanti altri loro
concittadini. Ma la vera domanda è: qual è la contropartita? Cosa hanno
voluto in cambio gli enti privati che hanno fatto questo favore? Perché
lo hanno fatto? Cosa ci hanno guadagnato? Possibile mai che gli enti
privati (assicurazioni, banche ecc…) siano così generosi con i
politici? A che fine? Sono queste le domande alle quali i personaggi
coinvolti nella storia dovrebbero rispondere. Non solo i politici
quindi ma soprattutto chi queste cose le ha fatte! Andiamoci tutti a
rivedere lo splendido film Caterina và in città di Paolo Virzì…. e
capiremo molte cose. La conventicola non muore mai. Ecco la vera Casta
MARIJUANA. BERNARDINI: DACCI OGGI IL NOSTRO CASO QUOTIDIANO
"
Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani" E'
di oggi la notizia (riportata dal sito Internet Modena 2000) che una
donna di 44 anni è stata denunciata per detenzione e produzione di
stupefacenti per aver coltivato una pianta di marijuana sul balcone
dell'anziana signora presso la quale svolgeva il lavoro di badante. Il
"reato" è stato denunciato da una zelante vicina di casa. C'è un
dilagante senso civico che porta i vicini di casa a non vedere
assassini sanguinanti che in pieno giorno se ne vanno in giro per il
paesotto di provincia, ma non si lascia sfuggire una pericolosissima
pianta di marijuana sul terrazzino della vicina. Così un altro pollice
verde, ingegnosamente sfuggito al mercato dei narcotrafficanti, nulla
ha potuto
contro la dirimpettaia che, con provata competenza botanica,
ha riconosciuto la più temuta delle piante (no, non la gramigna ma "la
maria") e l'ha prontamente denunciata ai carabinieri. Il caso, a mio
avviso, è esemplare. La notizia ci informa infatti che la
quarantaquattrenne è tossicodipendente e che ha precedenti penali.
Immaginiamo che faccia parte di quella rilevante schiera di malati
tossicodipendenti da eroina che in passato per procurarsi la dose
quotidiana hanno commesso piccoli reati, ma molto costosi per la
collettività. La donna a un certo punto mette la testa a posto,
comincia a svolgere un lavoro normale e per sfuggire al circolo vizioso
degli spacciatori si coltiva
silenziosamente la sua pianta per
aiutarsi a superare la dipendenza da sostanze ben più pericolose della
marijuana. E che succede? Accade che ancora una volta la potente
macchina della giustizia non si nega al proprio dovere e propone l'
ennesimo caso che "non sussiste", tanto per trovare qualcosa di
aggiuntivo da fare alla magistratura già sovraccarica di centinaia di
migliaia di processi arretrati. Posso scommettere che la badante finirà
sotto processo, mentre continueranno a farla franca i veri produttori e
spacciatori di droghe leggere e pesanti, organizzati e protetti da un
"sistema" dal quale non è certo estranea la "politica" che fa e
propaganda leggi proibizioniste che se la prendono con i piccoli casi
di convivenza condominiale (i più facili da perseguire)
lasciando i
narcotrafficanti ai loro immensi profitti.


20 SETTEMBRE 2007 ORE
10.00 APPUNTAMENTO A ROMA DAVANTI ALLA LAPIDE DELLA BRECCIA DI PORTA
PIA
per la laicità dello Stato: per la libertà e la giustizia
Il 20
settembre del 1870, i nostri bersaglieri entravano a Porta Pia. Era una
conquista grandiosa: per l'Italia... per l'Europa... per il mondo
intero: Roma diventava capitale d'Italia, finiva il potere del papa re
e si affermava la distinzione tra Stato e Chiesa. Oggi, di fronte a
rigurgiti che vorrebbero la legge dello Stato laico e democratico
asservita alle gerarchie ecclesiastiche, Porta Pia è più che mai il
simbolo della nostra Libertà. Un formidabile monito contro i fanatismi
della fede di casa nostra e d'importazione, perché ci aiuta a ricordare
il diritto dovere di ciascuno ad autodeterminarsi e progettarsi nel
rispetto della propria ed altrui libertà. E' la libertà di coscienza
sancita dalla Costituzione Repubblicana, che vincola lo Stato a
promuovere la formazione di Cittadini liberi e responsabili. Ma questa
libertà di coscienza sembra sempre più data in appalto al Vaticano, che
con la complicità di tanti politici e mezzi di comunicazione a loro
asserviti, presenta il dogmatismo della fede come "valore" universale.
Tale da giustificare le annuali erogazioni statali di miliardi di euro
alla tentacolare macchina clericale, che così perpetua il proprio
potere ostacolando libertà, autodeterminazione, scienza e progresso.
Sono denari sottratti alla cittadinanza! E che potrebbero essere
utilizzati assai più proficuamente in politiche occupazionali, nell'
incremento della ricerca scientifica, in servizi statali individuali e
collettivi... Per realizzare una società più giusta nella promozione
delle pari opportunità per tutti. Perchè ognuno sia più felice in
terra. Maria Mantello – Associazione Libero Pensiero Giordano Bruno
Tel: 3297481111 - e.mail: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it

www.liberopensiero.20m.com

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22 giugno 2007

news 22 giugno

LA GIORNATA DELL' oRGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perchè, c'è¨ scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENO A nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF


LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIA Ha fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.

COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
IDEE PER LE VACANZEVuoi vivere una vacanza tra cultura montagna e sport insieme al tuo amore, ai tuoi amici, al tuo cane? A L’Aquila c’è una magnifica opportunità per fare tutto questo. Si affitta una casa indipendente composta da 2 camere, 4 posti letto max, 1 bagno, 1cucina, posto auto privato, biancheria. Posizione ideale per visite alla città , passeggiate nel verde, vicino centro sportivo. Prezzo settimanale: 400 € Prezzo mensile: 1.500. Per informazioni e contatti: Bruna Marcantonio 320.2214003 bruna.marcantonio@fastwebnet.it Bruna Marcantoniomob +393202214003http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
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LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.


«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com
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Data: Fri, 22 Jun 2007 12:10:26 +0100 (GMT+01:00) Da:
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NOTIZIARIO GAYA CsFVENERDI’ 22 GIUGNO 2007
LA GIORNATA DELL’ORGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perché, c'è scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (
www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENOA nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF
LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIAHa fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.
COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
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MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 - tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini
LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua critica a Veltrozzio si poteva veder pubblicata sulla cronaca romana del Corriere, scrissi una lettera sull'abnormità di tale nomina da parte di Veltrozzio. La lettera fu pubblicata, ma nessuno rispose, tantomeno il «democratico» Veltrozzio.

COMUNICATO STAMPA

«Niente leggi? E i gay italiani si sposano all'estero. E poi, calcio e calciatori in odore di omosessualità , clero, omofobie, presidenti della Repubblica gay». Franco Grillini esce con un libro-intervista esplosivo firmato con Claudio Sabelli Fioretti. Anticipato in esclusiva dal mensile Babilonia in edicola domani». C'è da scommetterci: adesso tutti spolvereranno gli annali quirinalizi, per capire meglio e di più di quale presidente della Repubblica gay parla l'onorevole Franco Grillini, che “già c'è stato”, nel libro intervista che uscirà a luglio: “Gay. Molti modi per dire ti amo”, firmato da Claudio Sabelli Fioretti e anticipato da brani pubblicati in esclusiva sul nuovo numero del mensile storico omosessuale Babilonia. Grillini si concede “anima e gossip” a Sabelli Fioretti e parla nel libro che verrà pubblicato da Alinari, di matrimoni gay di coppie italiane celebrati all'estero; spiega quali, secondo lui, sono i cardinali più omofobi: «Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Tonini, per esempio, che va continuamente in televisione a dire che i gay sono malati». Oppure ricorda della lite col provicario Vecchi: «Aveva detto che le nostre manifestazioni erano ultra minoritarie. Io gli ho fatto notare che quelli che vanno nei locali gay sono molti di più di quelli che vanno a messa, sulla domenica ci battono ancora... per ora... Si è incazzato molto». Ma “l'omorevole” Franco Grillini, nell'anticipazione del libro pubblicata su Babilonia torna a parlare di calcio e gay: «Mi fanno ridere gli allenatori che vietano il sesso ai calciatori e fanno ritiri senza mogli. Come se l'unica sessualità possibile fosse quella con la moglie. I calciatori possono far sesso fra di loro. E probabilmente lo fanno». E a Claudio Sabelli Fioretti che lo istiga: “Il calcio è l'unico settore dove non ci sia stato un omosessuale dichiarato”, Grillini risponde: «(...) Spesso i calciatori si sposano per copertura. O per lo meno si fidanzano. E ci sono bellissime donne che lo fanno per mestiere. Si fidanzano con gay, a pagamento». Tanti i temi toccati da intervistato e intervistatore, temi che delizieranno non solamente la comunità omosessuale. Una “perla” fra le tante è il racconto che Grillini fa quando, come parlamentare e membro dirigenziale di Arcigay, fu ricevuto al Quirinale da Cossiga, insieme ad una delegazione della più grande organizzazione omosessuale: «Pensavamo tutti – racconta Grillini – che la cosa avrebbe destato grande scalpore. Invece niente e lui (Cossiga ndr.) rimase molto seccato. Al telegiornale due giorni dopo disse: “Ma insomma, mi criticate per questo e quell'altro motivo. Poi incontro Grillini e l'Arcigay e non dite niente”». E alla fatidica domanda successiva di Claudio Sabelli Fioretti: “Prima o poi avremo un presidente della Repubblica gay?”. «Se è solo per questo, c'è già stato», risponde gongolante Grillini.

COMUNICATO STAMPAIl 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 (Roma) Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo “SYNAPSYS” edito da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera del’autrice Maurizio Gregorini,scrittore, poeta, giornalista. L’evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio dell’anima nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio nella cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice, appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte, Dee e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace. Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un suono subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti.Ufficio stampaLorenzo Miconi3479077549
milo4you@yahoo.it
IL DITO E LA LUNA EDIZIONI Sconti del 15% per tutto il mese di giugnoPer tutto il mese di giugno, in occasione del RomaPride 2007, la casa editrice Il Dito e La Luna promuove i propri libri presso tre importanti librerie: Innanzitutto le due Libreria Babele di Milano e Roma, che da sempre promuovono e diffondono i libri a tematica LGBT: se andate in Via San Nicolao 10 a Milano oppure in Via dei Banchi Vecchi 116 a Roma troverete tutti i libri e le riviste che avreste sempre voluto leggere, oltre naturalmente i libri de Il Dito e La Luna con lo sconto del 15%. Infine la Libreria Termini, nell’atrio Stazione Termini a Roma: chiunque sarà di passaggio a Roma, per tutti gli eventi connessi al RomaPride 2007, troverà presso la Libreria Termini la piacevole sorpresa di uno sconto del 15% su tutti i libri de Il Dito e La Luna. Approfittiamo dell’occasione per invitarvi tutte e tutti al RomaPride 2007 il 16 giugno! Non mancate!Vi aspettiamo con tantissime novità Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110 MilanoTel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29 www.ilditoelaluna.com

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19 giugno 2007

Il Cassero festeggia i 25 anni

25 anni di lotta con classe è lo slogan scelto per festeggiare l'anniversario del Cassero. In 25 anni parecchie cose sono cambiate per le persone omosessuali, bisessuali e trans sia a Bologna che in tutto il resto d'Italia. Il cassero oltre ad essere sede locale Arcigay è anche sede nazionale del movimento di liberazione che partito negli anni '70, oggi è una realtà che coinvolge migliaia di persone e si rivolge a tutto il paese e opera negli ambiti più diversi. La strada da percorrere è ancora lunga, e il lavoro certamente non manca. Il Cassero celebra quindi quattro giorni di festa cominciando col passo giusto altri 25 anni di battaglie per una piena parità di diritti e di dignità. Con classe, perché un tratto distintivo di ironia, di irriverenza, di estro e di follia non debba mai mancare in tutte le sfide che vengono affrontate. E con gioia. Buona festa quindi dell'orgoglio omosessuale, bisessuale e trans. La mostra inaugura lunedi 25 giugno alle 18.30 e resterà aperta fino al 28 giugno. http://www.cassero.it/

Guarda il video dal nostro archivio sul trasloco del Cassero dalla sua sede storica alla Salara


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22 maggio 2007

news 22 maggio

L'ALTRO MARTEDI'
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu, Martedì
22 Maggio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Cristina
Gramolini di Arcilesbica Nazionale in occasione del convegno: "La
storia che non c'era" - Il movimento delle lesbiche in Italia - ROMA
1 –2 – 3 GIUGNO 2007 Tre giornate di studio e dibattito, per una
storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti.
RADIO POPOLARE
email: omomail@radipopolare.it FM 107.600 - streaming su www.
radiopopolare.it

COMUNICAZIONE ARCILESBICA
"La storia che non c'era - il movimento delle lesbiche in italia"
1-2-3 giugno 2007 Roma Casa Internazionale delle Donne. Tre giornate di studio e dibattito, per una storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti. Lesbiche al fianco del
movimento femminista, del movimento gay o indipendenti. Esperienze
straordinarie di autonomia da consegnare alla memoria collettiva e al
movimento di oggi. Programma: VENERDI' 1 giugno ore 16.30- 17.00
Apertura dei lavori, ore 17.00- 18.30 Sessione Politica I - Daniela
Danna -Lesbiche usciamo Fuori! – Roberta Vannucci -Non sono l'unica
lesbica al mondo: convegni lesbici separatisti 1981-1987 – Emma Baeri -
Le lesbiche, le femministe, le storiche. Appunti per una storia degli
incontri, dei conflitti, delle rimozioni attraverso la ricognizione di
alcuni luoghi politici tra gli anni Ottanta e Novanta - SABATO 2 giugno
ore 10.00- 12.00 Sessione Politica II - Moira Ferrari –Due settimane e
mezzo – Valeria Santostefano – Voci di donne lesbiche in Arcigay: tra
1989 e 1996 – Cristina Gramolini -La ricerca di una politica efficace:
ArciLesbica –Lidia Cirillo -Il lesbismo come tema e come problema per i
partiti politici italiani – ore 12.00-12.30 dibattito sulla Sessione
Politica, pausa pranzo. Ore 14.30- 16.00 Sessione Editoria – Paola
Guazzo - Storia breve di un'&strosa editrice. La &stro e il
lesbofemminismo italiano fra anni Ottanta e Novanta – Eva Mamini - Il
Dito e la Luna, o della sfida della visibilità – Marina La Farina -
Schede per un Pantheon dei libri lesbici in Italia – ore 16.00- 16.30
dibattito sulla Sessione Editoria, pausa. Ore 17.00- 18.00 Sessione
Artistica Eleonora Dall'Ovo - InSceNate Lesbiche – Luki Massa –Motore
>Azione! Tre decenni di regia lesbica – ore 18.00- 18.30 dibattito
sulla Sessione Artistica. DOMENICA 3 giugno ore 10.00-12.00 Sessione
Comunicazione Lilia Mulas -Babilonia: la parola viola – Giovanna
Olivieri -Memoria irregolare. 1981-2001 Vent'anni di Bollettina del CLI
–Monia Dragone e Barbara Romarri -From the fool to the world. Towanda:
appunti lesbici – Carmela Casole –Web, lo schermo lesbico – ore 12.00-
12.30 dibattito sulla Sessione Comunicazione, pausa pranzo. Ore 14.30-
15.30 Sessione Teorica Helen Ibry – Percorsi di legittimazione e
affermazione del desiderio lesbico – Nerina Milletti –Con divisioni:
spostamenti semantici e politici del termine "lesbica"- ore 15.30-
16.00 dibattito sulla Sessione Teorica. Ore 16.00-16.30 Conclusioni.
Info: www.arcilesbica.it


COMUNICATO MIT BOLOGNA
Siete informati su quanto successo e sta succedendo a Bologna? Dopo la nostra bellissima
manifestazione: un sit-in di 2000 persone davanti alla cattedrale con
lo striscione IERI INQUISIZIONE OGGI OMOFOBIA" siamo stati attaccati
dal vescovo che ha dichiarato che i Gay hanno offeso la madonna e
insieme la città. I titoli che compaiono su tutti i giornali e nelle
edicole sono da caccia alle streghe. Era immaginabile ma non a questi
livelli...e il vescovo stà rigirando la frittata e strumentalizzando la
nostra manifestazione aizzandoci contro tutta la città coperto da tutti
quei politici ambigui che hanno paura di dire le cose esattamente come
stanno. Dalla nostra solo Rifondazione e Verdi mentre il massacro
mediatico continua. Ma meglio questo che il silenzio...SIAMO RIUSCITI
FINALMENTE A FAR EMERGERE IL BUBBONE...GRIDANDO "IERI INQUISIZIONE OGGI
OMOFOBIA. QUESTA SI CHIAMA TEOCRAZIA. per piacere diffondete e stateci
vicini. Porpora Marcasciano


FASSINO RUTELLIZZATO
Piero Fassino si dice pronto a dialogare con Pezzotta e gli chiede di
sedersi attorno ad un tavolo per studiare il modo di riconoscere i
diritti alle coppie di fatto attraverso la modifica degli articoli del
codice civile. Lodevole iniziativa, ma forse sarebbe il caso che
qualcuno gli dicesse che la proposta dei DS tanto tempo fa erano i Pacs
che poi per esigenze di coalizione sono stati declassati a DICO, che
ricordiamo all'On Fassino, al movimento lesbico, gay e trans, non
piacciono affatto. Crediamo doveroso ribadire che sarebbe il caso che
la politica interpellasse di più i diretti interessati e non Savino
Pezzotta, di cui ci sfugge totalmente la rappresentanza di cui Fassino
lo investe.
Sul treno dei diritti, dove ci pare di capire che esistano
classi diverse, Fassino e Pezzotta vogliono riaprire per noi le
carrozze di 3 classe. Cominciamo a essere stufi di dover seguire ogni
giorno le capriole di Fassino, che dall'equidistanza delle due piazze (
San Giovanni, P.zza Navona) è passato a entrare in piena sintonia solo
con una, e guarda caso quella del family day, una manfestazione
apertamente contro i diritti. Ribadiamo con fermezza che qualunque
riconoscimento per le coppie di fatto deve essere pubblico e non
privato. Non a caso le 3 parole d'ordine del Pride Nazionale Unitario
del 16 giugno prossimo a Roma, saranno PARITA', DIGNITA', LAICITA'.
Fassino abbia il coraggio di venire in piazza con noi, nel 94 lo fece
pure Rutelli. Rossana Praitano Presidente Circolo Di Cultura
Omosessuale Mario Mieli Tel 065413985 Segreteria Politica 3487708437


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY NAPOLI
Napoli, 18/05/2007
Arcigay Napoli
aderisce alla manifestazione nazionale sui rifiuti
Arcigay Antinoo di
Napoli aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale per la
raccolta differenziata, il compostaggio e la bonifica dei rifiuti che
avrà luogo con il corteo che partirà sabato 19 maggio alle ore 15,00 da
piazza Garibaldi a Napoli. Arcigay Antinoo di Napoli che fa parte del
cittadino "Comitato Allarme rifiuti tossici", condivide le finalità del
"Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso tra comitati, reti,
movimenti e gruppi".


CIRCOLO MARIO MIELI
A TUTTI COLORO CHE ORGANIZZANO VIAGGI IN PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE ROMA PRIDE 2007
CI GIUNGONO NUMEROSE RICHIESTE DA TUTTA ITALIA INFORMAZIONI
SUL VIAGGIO PER ROMA IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 16
GIUGNO. CHIUNQUE DI VOI ORGANIZZI PULLMAN PER ARRIVARE A ROMA
(RICORDIAMO CHE SI PARTE DA PIAZZALE OSTIENSE E CHE IL CONCENTRAMENTO
E' PREVISTO ALLE ORE 16.00) E' PREGATO DI FARCELO SAPERE INDICANDOCI
L'ASSOCIAZIONE ORGANIZZATRICE, UN REFEREENTE ED UN NUMERO DI TELEFONO
PER ESSERE CONTATTATI DA CHI DESIDERA EVENTUALMENTE AGGREGARTSI. E'
NECESSARIO RICEVERE LE INFORMAZIONI AL PIU' PRESTO POSSIBILE IN MODO DA
POTERLE INSERIRE AL PIU' PRESTO MEL SITO WWW.ROMAPRIDE.IT
TALE URGENZA
SI RENDE ANCOR PIU' NECESSARIA PERCHE', ALMENO AD OGGI, PARE SIA STATO
PROCALAMATO UNO SCIOPERO DELLE FERROVIE PROPRIO IL 16 GIUGNO, NON
ANCORA CONFERMATO MA CHE RENDE ANCORA PIU' NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE
ORGANIZZATIVA DI TUTTI/E NOI. ATTENDIAMO UNA VOSTRA RISPOSTA AL PIU'
èRESTO POSSIBILE. GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE E A PRESTO! Andrea
Berardicurti/Stefano Mastropaolo/Massimo Farinella Segreteria
Organizzativa Roma Pride 2007
Via Efeso, 2/A 00146 ROMA tel.
065413985 fax 065413971 Cell. 3487708437


COMUNICATO STAMPA
BABILONIA
Babilonia mensile di cultura e vita omosessuale «Finché ci sarà una
religione esisterà sempre una lotta contro l'omosessualità. Se una
religione accettasse l'omosessualità scomparirebbe, in quanto, la base
della religione è la procreazione: uomo-donna; Adamo ed Eva. Bisogna
però lottare a favore della laicità, perché la religione va bene come
fatto privato, non può farsi pubblica; non può entrare nella vita
economica e politica di uno Stato. Ciascun cittadino ha diritto di far
ciò che vuole; non esiste che la Chiesa, la Moschea o la Sinagoga
entrino a casa mia per dirmi come devo fare l'amore e con chi». A fare
questa affermazione è lo scrittore Tahar Ben Jelloun, nella intervista
rilasciata al mensile Babilonia, in cui parla più estesamente del suo
ultimo libro: "Partire". Al mensile storico omosessuale che lo incalza
sulle controversie sui diritti omosessuali e la Chiesa cattolica, lo
scrittore maghrebino risponde, dicendo: «Mi spiace molto che gli
italiani non abbiano maggiore forza nel chiedere una base democratica
che è la laicità dello Stato. La laicità è una base della democrazia
(...) Altrimenti il Papa è sempre lì a dire cosa devono fare gli
altri». Parla molto del suo libro, Tahar Ben Jelloun, con Babilonia ma
anche di omofobia, bullismo e giovani: «Bisogna educare, partire dai
bambini, ad accettare gli altri; ad accettare la differenza. Tutto
inizia a scuola ma occorre educare anche i genitori che spesso sono
portatori di pregiudizi». Lapidario e netto sul tema del matrimonio e
adozione per gli omosessuali: «Io sono a favore delle libertà
individuali; se si tratta di due adulti sono affari loro. Sono stato in
Brasile, ho incontrato un amico che vive con un altro uomo; hanno
entrambi deciso di adottare un bambino che vive nelle favellas. Questo
bambino avrà possibilità maggiori di crescere senza diventare un
criminale. L'immagine della famiglia tradizionale non sarà certamente
intaccata da queste scelte, e l'adozione è anche salvezza per molti
bambini». Sullo stesso numero, tra i vari servizi, una lunga intervista
a Miguel Bosè; il nuovo presidente francese visto dai gay d'Oltralpe;
uno speciale sui Gay Pride e su Arcigay recentemente uscita dal
Congresso nazionale e le corrispondenze da Mosca, India, Stati Uniti,
Belgio, Spagna.
Mario Cirrito (Babilonia)

Catania
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da politici incompetenti e
codardi e dai vertici religiosi ipocriti. Quello che l'anno scorso, ci
sembro' un colpo di testa di uno sparuto gruppo di fascisti, oggi ci
pare sempre più chiaramente il risultato di anni di odio, insulti e
demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali e dei diversi. E' per
questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i tempi ridotti, di
provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo che non fare il
Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e chi gli e'
vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che mai c'e'
l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare in piazza
chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di tutt*. Alla
luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per quest' anno,
ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le realtà GLBT e
non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra proposta e' di
fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare insieme e in
gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità. Solo una
risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo che
speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT e
non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Cordiali saluti, Froci
Sempre Fascisti Mai!!! Open Mind centro di iniziativa GLBT - Catania


COMUNICATO ASSOCIAZIONE
2 AGOSTO 1980
Martedì 22 maggio 2007 – ore 17:
30 Biblioteca dell'Archiginnasio – Piazza Galvani 1– Bologna Carlo
Lucarelli, Paolo Bolognesi e Vittorio Rizzi. Presentano il libro UNA
STELLA A CINQUE PUNTE di Daniele Biacchessi Baldini Castoldi Dalai
editore Sarà presente l'autore. Per informazioni: Ufficio Stampa BCDe
02 58143241 – 214 – 230

INFORMAZIONE E
DEMOCRAZIA NEGATA
Articolo
di Isabelle Rizk
Recentemente, nei giorni del Family Day, il tema delle
coppie di fatto e del riconoscimento dei diritti civili degli
omosessuali è stato molto dibattuto nei programmi di "informazione".
Sono stata, con la mia compagna, involontaria protagonista e vittima in
questa kermesse che ha visto molte testate, in particolar modo quelle
televisive, allineate nel sostegno ad una iniziativa concepita
piuttosto "contro" che "a favore". La trasmissione "Confronti", su
Rai2, per la puntata di venerdì 11 maggio (il giorno prima della
manifestazione) prevedeva un dibattito sull'argomento tra Gianni
Vattimo e Vittorio Sgarbi. Il lancio avrebbe dovuto essere una breve
intervista a me e alla mia compagna; un filmato di pochi minuti in cui
due persone, una delle quali molto credente, raccontavano del loro
amore difficile a causa dei pregiudizi e per una grave malattia di una
delle due; raccontavamo di un sentimento reso ancor più forte dalle
avversità. Il video si concludeva con l'esortazione a riflettere sulle
vite delle persone che si pretende di giudicare, sui loro problemi e
sulle ingiuste sofferenze che una spregiudicata campagna politico-
religiosa sta ulteriormente alimentando. Il tutto inoltre con molta
pacatezza. La trasmissione è andata regolarmente in onda, ma al
servizio girato dalla troupe Rai in casa nostra (con i relativi costi a
carico dei contribuenti) la redazione, all'ultimo momento, ha preferito
uno stralcio tratto da una intervista realizzata dalle "Jene", un
format di Mediaset. In questa intervista è stato chiesto a due ragazzi
gay quante volte a settimana "lo facevano ", quali erano le loro
posizioni preferite, se amavano i bambini e la loro risposta: "...ci
fanno schifo, preferiamo i cani". Frase magica, probabilmente lo stacco
in perfetta sintonia con l'immagine sponsorizzata dalla redazione di un
mondo gay assolutamente antitetico a quello ben più rassicurante
rappresentato dalla "famiglia tradizionale". Questo (e lo ripeto) un
giorno prima della manifestazione. Sono francamente nauseata da tutto
ciò, nauseata dal fatto che si cerchi di orientare secondo i propri
interessi l'opinione delle persone, per di più con mezzi pubblici,
quindi di tutti, nauseata perché l'operazione sembra riuscire, mettendo
in crisi la mia fiducia nella autonoma capacità critica di ognuno di
noi, nauseata dal fatto che una chiesa che dovrebbe insegnare amore e
rispetto per gli altri, sta invece orchestrando una campagna
diffamatoria che genera disprezzo e emarginazione, nauseata infine da
una classe politica che si definisce democratica e civile e non riesce
ad essere onesta neanche con se stessa, ipocritamente asservita ad
oscuri poteri e meschine ambizioni. Ho sempre avuto fiducia nell'
intelligenza delle persone, ho sempre creduto che la giustizia e l'
amore alla fine debbano prevalere, almeno nei grandi sistemi, almeno
nella dimensione dei principi. Ma questo presuppone consapevolezza da
parte di noi tutti, quella consapevolezza la cui salvaguardia dovrebbe
essere la ragione di esistere dei sistemi di informazione, ma la cui
negazione oggi invece appare come la loro sola possibilità di
sopravvivere. Rendendo questa lettera aperta ai media un paradosso in
sé. Riducendo le ambizioni per una società migliore ad anacronistiche
illusioni per coloro che ancora continueranno a crederci. Isabelle Rizk


ZANON E FAIXE EL FOGO,
SE MAGNA VENEXIA?
Palazzo Chigi con la
bellezza di 13 «aerei blu» - più quelli a noleggio - e Venexia? Venezia
con un solo vecchio e malandato elicottero per spegnere gli incendi
Professor Zanon, e fai che il fuoco si mangi Venexia? Poi come la
mettiamo?
è stata la risposta alla nota diramata dal Professor Luigi
Gigio Zanon, strenuo e infaticabile cittadino a difesa della sua
Venexia, «Il degrado a Venezia» inviandola per conoscenza a istituzioni
locali, regionali e a cittadini veneti e non ed invitando Zanon a
perorare questa ennesima battaglia a favore della sua amatissima città:
Che la città patrimonio del mondo venga dotata dei mezzi idonei alla
sua salvaguardia dagli incendi che hanno già mietuto troppe vittime
umane e devastato il Teatro alla Fenice, il Mulino Stucky, Palazzo Coin
a Rialto, la chiesa di San Geremia, la Casa d'accoglienza per disabili
mentali a San Marco, un palazzo a Campo della Guerra, la Sinagoga,
Palazzo Volpi a San Beneto ed altre realtà monumentali e storiche.
Qualche giorno dopo, Gian Antonio Stella, coautore con Sergio Rizzo del
libro-inchiesta «La casta» - una precisa quanto impietosa analisi degli
scandalosi costi della politica, e dei politici - ha scritto nel suo
articolo «Venezia, contro il fuoco un solo elicottero e tanti
serenissimi Santi»: «Tema: è giusto che palazzo Chigi abbia la bellezza
di 13 «aerei blu» (più quelli a noleggio) che hanno volato
complessivamente nel 2005 per 37 ore al giorno costando ben 65 milioni
di euro mentre non si trovano i soldi per un secondo elicottero che
limiti i rischi nella più bella delle città a rischio? Per non dire dei
vigili del fuoco che sugli elicotteri si giocano la pelle per spegnere
gli incendi. Per avventurarsi in imprese come quei 23 giri notturni
sulla Fenice, (in fiamme (ndr) un pilota con oltre 25 anni di servizio
pagato 1.380 euro al mese (1380!) ha un'indennità di volo di 560 euro:
18 euro e 66 centesimi al giorno. Hanno chiesto il minimo «gli angeli
del fuoco»: lo stesso trattamento degli elicotteristi della Polizia,
che dipendono dallo stesso ministero degli Interni ma che guadagnano
molto di più». «Il sottosegretario Ettore Rosato, - ha concluso Stella
- allargando le braccia, ha risposto di no: la cosa costerebbe 4
milioni di euro. Troppi, per uno Stato che porta le Loro Eccellenze
anche alle feste private in giro per l'Europa o in pellegrinaggio al
monte Athos ma poi deve anche risparmiare». Che faccia 'e cuorno stu'
sottosegretario però! (ndr). Su quanto accade all'ambiente naturale ed
umano della città patrimonio del mondo, senza che nessuno se ne curi da
anni ed anni, e rendersi conto della realtà veneziana, l'articolo di
Gian Antonio Stella va letto interamente sperando che, finalmente, le
istituzioni nazionali, regionali e locali competenti provvedano a porre
fine a questo stato di cose da terzo mondo. Chi non ha letto l'articolo
scriva a Gstella#rcs.it e lo chieda. Ripeto, l'articolo va letto dalla
prima all'ultima parola per capire in quale grado di abbandono è
sprofondata e giace Venezia. Questo che ho riportato è solo un piccolo
stralcio delle drammatiche incredibili realtà veneziane descritte, ma
anche dei faraonici sperperi a cui si abbandonano ed in cui sguazzano
le nostre istituzioni e il nostro Stato, veri attuali satrapi. Realtà
riportate da un veneto qual'è Gian Antonio Stella. Stralcio che ho
inviato alle Giunte del Comune di Venezia e della Regione Veneto, alla
Stampa locale, al Capo del Governo, al sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio dei ministri ed al ministro dell'Interno, alla Segreteria
particolare del ministro per gli Affari Regionali, e per conoscenza a
membri del FAI. E che con la abituale Newsletter ricevono la Stampa
nazionale, le Agenzie di stampa ed i circa 73.000 destinatari a cui si
aggiungeranno lettori di giornali e periodici, di siti internet, di
Google, Yahoo e di altri motori di ricerca, e della mia rubrica on
line. «Il Premier? Per ora non ha dimostrato particolare attenzione ai
temi della difesa ambientale, Prodi dimentica l'ambiente. Promettono ma
non mantengono» ha dichiarato Giulia Maria Mozzoni Crespi - fondatrice
nel 1975 e presidente del Fai Fondo per l'Ambiente Italiano - al
quotidiano La Stampa nel corso della conferenza stampa svoltasi il 2
marzo scorso a Luvigliano di Torreglia nel brolo della Villa dei
Vescovi, la rinascimentale dimora immersa nei Colli Euganei acquistata
nel 1962 da Vittorio Olcese e da me, in comproprietà pro indiviso,
(realtà storica, e macroscopicamente catastale, di cui istituzioni ed
altre realtà, diciamo «misogine», omettono di menzionare) e
comproprietà che, sin da allora, ci impegnammo l'un l'altra a che ne
avremmo fatto dono allo Stato o ad una Fondazione perchè durasse nei
secoli futuri. Buon lavoro, a tutti, dunque. Chi desidera ricevere via
email una stupenda grande immagine del Leone di San Marco, me la
chieda. Non è allegata perchè pesa 255 Kb.
Giuliana D'Olcese www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


L'ANTARTIDE STA FONDENDO
Dal satellite Nasa arriva l'allarme. Il Polo Sud comincia a
sciogliersi. Gli scienziati hanno le prove, l'Antartide sta fondendo.
Il fenomeno più significativo osservato negli ultimi 30 anni
Il Polo
Sud, fino ad oggi rimasto in apparenza estraneo al trend del
surriscaldamento del pianeta riconducibile all'inquinamento, comincia a
mostrare le prime crepe. L'occhio del satellite non sbaglia e gli
scienziati hanno potuto riconoscere il dissolvimento di blocchi
dislocati in punti diversi della zona ovest del continente. In tutto
un'area vasta quanto la California. "L'Antartide ha mostrato fin'ora di
resistere al riscaldamento, eccetto che per la zona della penisola
antartica", dice Konrad Steffen, direttore del centro di ricerche di
Boulder in Colorado che, sulla base di dati inviati dal satellite Nasa
QuikScat, ha fatto la scoperta. "Adesso però si riconoscono i primi
segni dell'impatto del surriscaldamento anche in questa parte del
globo: si tratta del fenomeno più vasto riscontrato dal satellite negli
ultimi 30 anni". I dati si riferiscono al periodo 1999-2005: pare sia
bastata una settimana di caldo intenso due anni fa a ingenerare uno
scioglimento della coltre più superficiale, poi ricongelatasi con le
temperature notturne e con le successive nevicate. La preoccupazione
maggiore degli scienziati è che la neve sciolta possa produrre crepe
nei blocchi sottostanti, insinuandosi fino agli strati più profondi,
determinando così il distacco di zolle bianche dal continente antartico
e il loro scivolamento graduale nell'oceano. Il fenomeno non è stato
registrato immediatamente proprio per il fatto che il manto più esterno
è tornato a cristallizzarsi. L'aspetto superficiale appare quindi
immutato. Gli strumenti del satellite però - gestito dagli scienziati
del laboratorio Nasa di Pasadena, in California - funzionano sulla base
di impulsi radar che vengono inviati sulla superficie di ghiaccio e ne
misurano l' "eco" prodotta, "scannerizzandone" così lo spessore e
mettendo in evidenza il processo di scioglimento e ricongelamento che
li ha interessati. I dati hanno permesso di vedere che si sono
liquefatti strati in zone dell'entroterra distanti fino a 900
chilometri dall'oceano e ad altitudini (oltre i 1800 metri) che
facevano escludere la possibilità di un fenomeno simile. L'Antartide
costituisce la principale riserva d'acqua dolce del pianeta ed è
pertanto fondamentale monitorarne costantemente l'evoluzione. E questo
anche per l'innescarsi di un insieme di conseguenze dagli effetti per
ora imponderabili: proprio il processo di scioglimento e riversamento
negli oceani potrebbe, alterando il livello delle acque e il loro grado
di salinità, traformare il sistema delle correnti e influenzare
successivi mutamenti climatici. Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA
Promiseland.it

NESSUNO TOCCHI CAINO
19.05.2007
MORATORIA. D'ALEMA, A
ITALIA E GERMANIA MANDATO UNANIME UE PER TESTO RISOLUZIONE – 14 maggio
2007: "I ministri dell'Unione europea hanno conferito all'Italia e alla
presidenza tedesca il mandato unanime per preparare il testo della
risoluzione sulla moratoria per la pena di morte da presentare
all'Assemblea generale dell'Onu in corso'. Lo ha affermato il
vicepremier Massimo D'Alema al termine della riunione dei ministri
degli Esteri dell'Ue. La decisione dei ministri degli Esteri Ue di dare
un mandato unanime all'Italia e alla presidenza tedesca è "un successo
europeo di cui l'Italia e' il principale artefice", ha detto D'Alema.
Il vicepremier ha spiegato che il mandato conferito include anche
raccogliere le adesioni per una 'cosponsorship' e prendere contatto con
la presidenza dell'Assemblea dell'Onu per poter presentare la
risoluzione gia' dalla corrente assemblea generale. 'Ci fa piacere - ha
detto D'Alema - poter dire che questa decisione e' una decisione dei
Paesi membri dell'Ue, nella quale l'iniziativa italiana potra'
svilupparsi non in modo solitario, ma insieme alla presidenza tedesca'.
Il vicepremier ha espresso 'gratitudine' alla Germania e ai Paesi Ue
che hanno sostenuto l'iniziativa italiana, spiegando che ora si tratta
di lavorare 'concretamente'. 'La decisione e' presa - ha spiegato
D'Alema - si tratta di stendere la risoluzione e di raccogliere le
'cosponsorship' e di prendere contatto con la presidenza'. Quanto ai
tempi dell'iniziativa, D'Alema ha ribadito la volonta' di inserire la
questione della moratoria sulla pena di morte all'ordine del giorno
dell'attuale Assemblea generale dell'Onu. 'Speriamo si creino le
condizioni regolamentari e che da parte della presidenza si possa
mettere in agenda', ha spiegato D'Alema, secondo il quale quella dello
stop alla pena di morte e' stata una 'campagna in crescita' alla quale
ha contribuito in modo importante anche il voto 'quasi unanime' del
Parlamento Europeo'. Quanto alla 'cosponsorship', il vicepremier ha
spiegato che l'obiettivo non e' 'semplicemente di allargare il consenso
ma di puntare ad una 'cosponsorship' perche' un gruppo di paesi possa
essere promotore con Italia e Germania'. Rispondendo alle domande dei
giornalisti, D'Alema ha indicato che fra i paesi che potrebbero essere
i 'cosponsor' ci sono Brasile, Sudafrica e Nuova Zelanda.
MORATORIA.
RADICALI: SOSPENSIONE 36 ORE, POI RIPRENDE SCIOPERO FAME A OLTRANZA –
15 maggio 2007: "Dobbiamo con molta serenita' e gravita' confermare che
lo sciopero della fame ad oltranza va avanti per arrivare a superare
questa fase e per evitare che, dopo il successo del CAGRE di ieri, si
pregiudichi il risultato finale della moratoria universale sulla pena
di morte". Lo ha annunciato Marco Pannella, commentando, in una
conferenza stampa, la decisione di ieri a Bruxelles del Consiglio dei
Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, che ha conferito all'Italia
e alla Presidenza tedesca un mandato unanime per presentare
all'Assemblea generale dell'Onu in corso una risoluzione per la
moratoria. "Il piu' difficile e' adesso - ha detto Pannella - e' adesso
che cominciano i giorni e le settimane per evitare il rinvio
dell'approvazione della risoluzione dell'Onu". Per marcare l'importanza
di quanto accaduto ieri - ha proseguito il leader radicale - abbiamo
deciso anche di riassumere alimenti per le prossime trentasei ore'.
IRAN. QUINDICI IMPICCATI PER TRAFFICO DI DROGA – 14 maggio 2007:
quindici uomini sono stati impiccati recentemente in Iran per traffico
di droga, riporta il giornale Quds. Le esecuzioni, precisa l'organo di
stampa, sono state effettuate negli ultimi 10 giorni nella città di
Mashad, nel nordest del paese. "La magistratura colpisce con decisione
i responsabili dell'insicurezza e del traffico di droghe, e ha messo a
morte 15 trafficanti", ha detto il capo dei procuratori della città,
Gholam Hossein Esmaeeli, citato dal giornale. La legge iraniana prevede
la pena di morte per il possesso di più di 30 grammi di eroina o di 5
chili di oppio. Secondo le stesse autorità, che però non forniscono
statistiche ufficiali, molte esecuzioni in Iran sono relative a reati
di droga, ma è opinione di osservatori sui diritti umani che molti di
quelli giustiziati per reati comuni, in particolare per droga, possano
essere in realtà oppositori politici.
NIGERIA. AMNISTIA PER PRIGIONIERI
PIÙ ANZIANI – 16 maggio 2007: il Governo della Nigeria ha deciso di
liberare i prigionieri del braccio della morte con più di 60 anni che
siano lì rinchiusi da più di 10 anni. Ha stabilito inoltre l'amnistia
per tutti i detenuti del paese che abbiano più di 70 anni. Le
liberazioni avverranno tutte prima dell'insediamento del nuovo
presidente, prevista per il 29 maggio. Dopo otto anni in carica, il
presidente Olusegun Obasanjo cederà infatti il potere a Umaru Yar'Adua,
a seguito delle elezioni svoltesi lo scorso aprile. La misura decisa
dall'esecutivo – ha detto il ministro dell'Informazione, Frank Nweke -
è parte degli sforzi tesi a ridurre l'affollamento delle prigioni
nigeriane, nelle quali la maggioranza dei detenuti non è stata ancora
processata. Il Ministro non ha però fornito il numero dei detenuti di
ogni categoria che saranno liberati.
OKLAHOMA (USA). ESONERATO DOPO 21
ANNI DAL BRACCIO DELLA MORTE – 11 maggio 2007: Curtis Edward McCarty è
stato liberato dal braccio della morte dell'Oklahoma, nel quale ha
trascorso 21 anni. Il giudice distrettuale Twyla Mason Gray ha
stabilito infatti che le accuse contro di lui fossero ritirate, dopo
aver appurato che la testimonianza resa nel processo dall'ex chimico
della polizia - Joyce Gilchrist - era falsa. Il procuratore
distrettuale David Prater ha detto che non avrebbe presentato ricorso
contro la decisione del giudice. In base alla falsa testimonianza
della Gilchrist, sperma e capelli rinvenuti indicavano in McCarty il
possibile killer, e le giurie avevano finito per ritenerlo colpevole.
Quando la difesa aveva chiesto la ripetizione dei test, i reperti
biologici risultarono persi. In seguito un giudice stabilì che la ex
chimico della polizia li aveva eliminati o volontariamente persi.
Recentemente, nuovi test Dna hanno dimostrato che lo stupro fu commesso
da un'altra persona. Sin dall'arresto, McCarty si è sempre dichiarato
innocente. Si tratta del 124° esonero dal braccio della morte dal 1973,
e del primo nel 2007.

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11 maggio 2007

news 11 maggio

SPOSTAMENTO DATA PRIDE NAZIONALE UNITARIO
DAL 9 AL 16 GIUGNO
Abbiamo accertato, dopo verifiche istituzionali e di movimento e sulla base
delle notizie di stampa a tutti/e note che esistono oggettive
difficoltà al normale svolgimento della manifestazione prevista per il
9 giugno a causa della presenza di Bush nella capitale e alla
contemporanea presenza di manifestazioni e cortei collaterali.
Pertanto, sentito il parere unitario concorde dell'intero Comitato
Politico Nazionale, si rende noto che la Manifestazione viene spostata
di una settimana. La Gay Parade si effettuerà quindi sabato 16 Giugno
2007. Siamo consapevoli di quanto questo spostamento creerà disagi e
difficoltà sia ai singoli sia alle associazioni, noi compresi. La
scelta risulta obbligata date le considerazioni organizzative e anche
politiche rispetto a un Pride che avrebbe corso il rischio di avere una
sottoesposizione mediatica e una contaminazione di contenuti, che
avrebbero annacquato le nostre tre parole d'ordine: parità, dignita,
laicità. Il sito
www.romapride.it sarà on line entro le prossime ore
con il documento politico e la piattaforma rivendicativa condivisa da
tutto il Comitato Politico (che vi inviamo in allegato). Il
coordinamento nazionale riporterà le firme di tutte le associazioni e
realtà lgbt che erano presenti all'assemblea del 1/4/2007 e tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che hanno già aderito. Per tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che vogliono aderire al coordinamento
è sufficiente mandare la propria adesione a info@mariomieli.org.
Invitiamo tutti/e coloro che hanno a cuore la laicità e i contenuti del
Pride a partecipare in massa alla manifestazione nazionale. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli FONTE Circolo di Cultura Omosessuale
"Mario Mieli" – INVIATO DA DìGayProject


FAMILY DAY: ARCIGAY, UN INGANNO ALLA BUONA FEDE DI CHI AMA
LA FAMIGLIA ANCHE BARBARA POLLASTRINI E LELLA COSTA AL CONGRESSO DELL'
ASSOCIAZIONE A MILANO DALL'11 AL 13 MAGGIO
"Il Family day sarà un
grande inganno con cui si strumentalizzerà l'amore di tanti italiani
per le loro famiglie, al fine di negare diritti concreti all'amore di
altre persone e di altre famiglie". E' l'opinione del presidente
nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, sulla manifestazione cattolica
che si terrà a Roma sabato prossimo. "L'operazione del cosiddetto
Family day – spiega Lo Giudice - costruito a tavolino dai gerarchi
vaticani, rappresenta un grande inganno, soprattutto per quelle
centinaia di migliaia di persone che, in buona fede, convinti dal loro
parroco o dal loro capo scout, andranno a Roma avendo a cuore il bene
delle famiglie italiane e sabato sera saranno gettati sul tavolo delle
trattative politiche per negare diritti concreti ad altre persone e ad
altre famiglie". "Lo scopo dissimulato ma vero del Family day è infatti
quello di impedire al parlamento italiano di approvare una legge sulle
unioni civili. Cioè di consentire anche alle persone che si amano ma
non sono sposate di essere riconosciute come coppia nei momenti
difficili della malattia, della morte, delle difficoltà economiche,
dell'assistenza e della solidarietà sociale. Su tutto il resto siamo
infatti d'accordo. Non c'è divisione nel paese sul sostegno alle
famiglie sposate. La vera differenza passa tra chi vuole sostenere solo
quelle e chi invece ha a cuore tutte le famiglie di tutti gli italiani"
Intanto il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha
annunciato la sua presenza al 12° congresso nazionale Arcigay, in
programma dall'11 al 13 maggio a Milano, così come il ministro per l'
Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quello per il Commercio
internazionale Emma Bonino. Tra gli altri ospiti l'attrice Lella Costa,
il Premio Nobel Dario Fo in collegamento telefonico, la sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, lo psicologo Vittorio Lingiardi, il
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids,
Massimo Oldrini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, Raffaella
Bolini della presidenza di Arci. Numerosi anche i politici, tra i quali
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). Saranno circa 200 i delegati che si
daranno appuntamento, a partire dalle 14:30 di venerdì 11 maggio,
presso l'Hotel Quark, in via Lampedusa 11/a, a Milano, per eleggere i
vertici ed approvare le linee guida dell'attività della maggiore
associazione omosessuale italiana. I delegati rappresenteranno circa
180mila iscritti, raccolti in oltre 100 sedi locali (43 comitati
provinciali e 65 associazioni affiliate), e in 6 coordinamenti
regionali, distribuiti in 48 province di 18 regioni italiane. Il
dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali dell'associazione,
svoltosi tra marzo e aprile, ha compreso 40 incontri, per un totale di
oltre 100 ore di discussione. Decine gli ordini del giorno elaborati su
temi diversi dai giovani alle donne, dalla salute, alla cultura.
Ufficio stampa Arcigay
A.G.E.D.O.

FAMILY DAY: GENITORI DI OMOSEX:
ECCO PERCHÈ NON POSSIAMO PARTECIPARE
L'Associazione di Genitori e amici di omosessuali che da sempre esalta l'importanza ed il ruolo della
famiglia come luogo educativo, di sostegno e di "comunità di amore e di
vita ", come i nostri figlie e le nostre figlie hanno sperimentato;
desidera portare un contributo alla manifestazione del "Family Day",
proprio per non emarginare realtà familiari "differenti" già fortemente
presenti nel nostro paese, in Europa e nel mondo. "Troviamo fortemente
discriminante il tentativo di chiudere in un ghetto la famiglia
tradizionale con il vedere nemici in ogni altra forma di unione
riconosciuta fra persone che si amano, perchè solo l'amore che unisce
può realmente cementare una coppia" dichiara la Presidenza di Agedo e
continua: "sentimento che permette un progetto di vita in comune teso
alla mutua assistenza, soprattutto nei momenti difficili che sempre si
incontrano lungo l'arco della vita; l'amore vissuto in una coppia
porta anche al riconoscimento dei diritti e dei doveri, al suo interno
e verso la società". Proprio per questo le unioni uomo-donna, in quanto
ricchezza per la società tutta, sono state tutelate con l'istituto
giuridico del matrimonio civile. Oggi si chiede un'estensione di tali
tutele anche a quelle coppie che non volendo o non potendo accedere (é
il caso dei nostri figli) al matrimonio, necessitano per vivere
serenamente di potere godere dei diritti di cui già godono le nostre
famiglie, attraverso un riconoscimento giuridico che preveda anche la
loro affettività, il loro essere legame d'amore, il loro essere
ricchezza per la società tutta. Agedo riconosce, indipendentemente
dalle argomentazioni che coincidono con la morale cattolica, "che le
famiglie sono la base della società e che estendere il concetto di
famiglia sarà vantaggioso per tutta la società", come del resto è
dimostrato nei paesi europei dove già, in modo civile, vengono
riconosciute le unioni al di fuori del matrimonio e le unioni
omosessuali. Anche da parte nostra dunque venga un bel sì alla
famiglia, ma per TUTTI! Certi che gli italiani sapranno intuire il
valore positivo di una regolamentazione istituzionale. Non possiamo
quindi essere d'accordo con una manifesta volontà di far emergere un
unico modello di famiglia che ha diritto alle tutele dello Stato e che
vede negli altri modelli un pericolo o, ancora peggio, una minoranza
senza diritti alcuni. Non ravvisando pertanto in tale manifestazione
situazioni di accoglienza e di dialogo, ma solo di rifiuto ed
emarginazione, le nostre famiglie sono costrette ad astenersi dalla
partecipazione. La Presidenza di A.GE.D.O. Associazione di GEnitori e
amici Di Omosessuali
www.agedo.org

JONATHAN ALI IN VOLO
Io cammino con le spalle al muro Difficoltà per una consapevole identità Museo d'arte
moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20 maggio 2007 - ore 17
Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti in movimento Porpora Marcasciano,
MIT - Movimento Identità Transessuale Matteo Pegoraro, Responsabile
Giovani Arcigay Firenze Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori
e Amici degli Omosessuali Ingresso libero - a seguire buffet
Jonathan
- Diritti in movimento Associazione glbt
Via Palermo, 41 - 65122
Pescara
347 6163260 - info@alinvolo.org
www.alinvolo.org
INVIATO DA A.
Maria Angelitti Gaya CsF

FAMILY DAY: ARCIGAY, SARA' UNA FESTA DELLE DISCRIMINAZIONI
"Il 12 saremo alla manifestazione di piazza Navona per la laicità".
A Milano il congresso dell'associazione dall'11 al 13 maggio
"Siamo alla Santa Alleanza omofobica. La risoluzione del parlamento europeo dello scorso
26 aprile contro l'omofobia aveva visto giusto condannando come atti
omofobici 'i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e
religiosi nei confronti degli omosessuali'. Questo il commento del
presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice alle parole del
rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha invitato la comunità
ebraica a prendere la parola contro il riconoscimento dei diritti delle
coppie omosessuali. "Uno scellerato fronte delle gerarchie cattolica,
ebraica e islamica – ricorda Lo Giudice - ha impedito lo svolgimento
del gay-pride mondiale (World Pride) a Gerusalemme nel 2005 e ha
ispirato il divieto di quello di Mosca lo scorso anno. Ora il rabbino
Di Segni interviene contro i diritti di gay e lesbiche, guarda caso
alla vigilia del Family day che sarà la prima vera manifestazione
contro i diritti di gay e lesbiche nel nostro paese, al di là degli
ipocriti distinguo degli organizzatori. Una festa delle
discriminazioni. Sappiamo bene che all'interno della comunità ebraica,
come in quella cattolica, esistono posizioni molto diverse, attente
alle libertà e fortemente legate al principio del riconoscimento delle
diversità: ci auguriamo che vengono alla luce". Il 12 gennaio una
delegazione di Arcigay guidata dal presidente nazionale Sergio Lo
Giudice, che interverrà dal palco della manifestazione, parteciperà all'
iniziativa "Coraggio Laico" di Piazza Navona, di cui l'associazione è
fra i promotori. Negli stessi giorni, dall'11 al 13 maggio, Arcigay
terrà a Milano il suo 12° Congresso nazionale dal titolo "Siamo
Famiglie: pari dignità, pari diritti". Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
IKEN ONLUS
"Rosy Bindi e Family Gay."Il presidente
dell'associazione i Ken di Napoli Carlo Cremona ed il comitato
direttivo, esprimono gratitudine al Ministro della Solidarietà sociale
Ferrero per la nobile posizione politica presa per l'esclusione delle
associazioni omosessuali dal convegno. Riteniamo lodevole e solidale
anche la posizione dell'On. Gennaro Migliore ed invitiamo tutti i
parlamentari laici a sollecitare il ministro Bindi a rivedere la
propria posizione in evidente contrasto con le linee guida per le pari
opportunità di tutti e tutte e fortemente discriminatorie.

BABILONIA
"Papito è trisessuale". A coniare il nuovo termine è il cantante Miguel
Bosè, icona trasgressiva e androgina del panorama musicale degli anni
Ottanta e Novanta, in una irriverente intervista al mensile omosessuale
Babilonia. Alla curiosità dell'intervistatore che gli chiede sulla sua
presunta omosessualità, il cantante madrileno sbarcato a Milano per
promuovere il suo nuovo album "Papito", risponde: «Lasciamo le cose
come stanno o come vogliono essere pensate. Dare spiegazioni sulla mia
sessualità non serve a nulla. Mi è successo un bel giorno di trovarmi
ad essere gay; poi sono arrivate le donne. Sono diventato bisessuale e,
una volta esaurita anche questa opzione, altre domande. Esaurita oramai
ogni altra scelta, per me voi non mi resta che dire: sono trisessuale».
Cosa vuol dire?, chiedeBabilonia. «Non lo so -risponde Bosè – ma ho
ancora un altro asso nella manica: la zoofilia».Non solo di musica
parla Babilonia con Miguel. Quanto gli è familiare la Spagna di
Zapatero? «Certamente molto di più di quella di Aznar: sono socialista
da sempre». Ancora più duro lo è nei confronti della Chiesa lo scontro
sui temi etici e omosessuali: «La Chiesa non fa testo, non è un
riferimento e non dovrebbe esserlo». Anche sulle manifestazioni contro
i diritti omosessuali, Bosè è netto con Babilonia: «Questi manifestano,
però poi concedono il perdono a chi si macchia di orrori come la
pedofilia. E leggiamo spesso che queste cose succedono proprio
all'interno della Chiesa. In una democrazia tutte le alternative devono
essere legalizzate, in maniera che quando sono esercitate non siano
condannate. Stiamo parlando di affetti, di amore. Insomma: stessi
diritti per tutti i cittadini! O altrimenti facciamo una cosa: dobbiamo
avere il diritto di non pagare più le tasse, voi e noi che vi
sosteniamo». Nella lunga intervista con il mensile storico degli
omosessuali, Miguel Bosè si lascia trascinare anche a qualche ricordo
dell'infanzia, quando la sua casa madrilena era rifugio di personalità
del calibro di Luchino Visconti, Hemingway, Ava Gardner, Orson Welles e
tanti altri.
INVIATO DA Mario Cirrito

ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
CONCORSO FOTOGRAFICO "FATTI E MISFATTI DELLA GIUNTA TEMPESTA
1° sezione "I fatti positivi" 2° sezione "I Misfatti" 3° sezione
"Essere giovani a L'Aquila"
Ciascun partecipante dovrà presentare una o
più fotografie di ottima qualità che rendano attraverso un'immagine
emblematica il carattere positivo o negativo delle iniziative della
giunta di Centrodestra e quindi indicative del degrado o dello sviluppo
di questa città negli ultimi 8 anni. Le fotografie stampate a cura del
concorrente devono essere inviate alla Ass. Radicale "Ignazio Silone"
c/o SDI, via Beato Cesidio, 9- 67100 L'Aquila, ed on line al
ginoantognetti*libero.it. non oltre il 17 maggio 2007. Ogni foto dovrà
portare sul retro un titolo ed una breve didascalia ma il nominativo e
recapito dell'autore devono essere indicate a parte. La scelta del
formato sarà libera e si potrà anche presentare un elaborato composto
da vari scatti. Per eventuali informazioni si può contattare il 348
1018898. La partecipazione è libera. - REGOLAMENTO 1. Saranno premiate
le fotografie che, oltre al valore estetico e alla capacità
comunicativa, rispetteranno le finalità del concorso indicate. 2. Il
giudizio avverrà in forma anonima senza considerare l'identità del
fotografo, la professione o il paese di provenienza. 3. La decisione
della giuria è insindacabile e non potrà essere oggetto di discussione.
4. La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente
regolamento e autorizza gli organizzatori all'uso gratuito delle opere
concorrenti per finalità senza scopo commerciale quali pubblicazioni,
diffusione ed esposizione del materiale a fine didattico e culturale.
5. La partecipazione al concorso implica la concessione agli
organizzatori del consenso al trattamento dei dati personali in base a
quanto previsto dalla legge 675/96 e sue successive integrazioni e
modifiche. I dati raccolti saranno conservati in un apposito archivio
presso l'A.R.I.S. e non verranno ceduti o comunicati a terzi per
trattamenti diversi da quelli istituzionalmente previsti dalla
associazione stessa. 6. Le opere ricevute non saranno restituite. 7. La
giuria sarà composta da un giornalista per ciascuno dei seguenti organi
di informazione Il Centro, Il Messaggero, Il Tempo, TV Uno, Onda TV,
Rai TGR Abruzzo, Il Capoluogo, Il ficcanaso, L'Editoriale, Sallustio
2000 e preseduta dal Presidente o altro rappresentante dell'Ordine dei
Giornalisti. Tutte le foto meritevoli saranno pubblicate sul sito de
"Il Ficcanaso.it" e sul costituendo sito dell'A.R.I.S. 8.L'
Associazione, visti i tempi brevi, si riserva di effettuare qualche
modifica nella composizione della giuria e di organizzare una
manifestazione finale alla presenza del Sindaco dell'Aquila e dei
candidati sindaco prima delle consultazioni elettorali. 9. Copia delle
migliori foto dei misfatti saranno consegnate al nuovo sindaco con l'
invito a risolvere entro breve tempo ed in modo efficace lo scempio
denunciato. Allo scadere di ogni anno l'Associazione organizzerà un
confronto tra queste foto e la nuova realtà. 9. Ai primi classificati
delle 3 sezioni verrà donato un volume de "La Scuola dei dittatori" di
Ignazio Silone. E' cambiata la nostra città negli ultimi 8 anni?
Certamente sì, se sia cambiata in meglio o anche in peggio dipende
anche dai punti di vista ma crediamo che molti cittadini non abbiano
una visione complessiva e puntuale dello stato attuale della nostra
città. Sembra che si siano assuefatti ed anestetizzati e si sentono
spesso frasi poco democratiche "tanto sono fatti tutti così" e "non
cambierà mai niente". Il rifiuto della politica e del votare sono il
peggior gesto antidemocratico. Essi fanno del mancato elettore il più
attivo complice della corruzione e del degrado politico. Il politico
corrotto od incapace può così agire indisturbato. Con le elezioni verrà
deciso come saranno la nostra città e la nostra vita quotidiana nei
prossimi anni. Non è insensato considerarsene estraneo? Ecco perché
diventa indispensabile che gli elettori siano informati e coscienti di
tutte le trasformazioni che si sono realizzate in città. Nel centro,
nelle periferie, negli angoli storici meno frequentati, nei quartieri
nuovi. Il momento giusto per una prima riflessione è adesso. A pochi
passi dalle scadenze politico elettorali locali.
Il Segretario della
Associazione Radicale "Ignazio Silone" L'Aquila 4.5.2007
Gino
Antognetti


ORGOGLIO E PREGIUDIZI
A cura di Alba Montori Celebrazione o commemorazione?
EVVIVA !La "città del cinema" ha compiuto settant'
anni. Io invece sessanta. Così i vari tiggì sono stati colonizzati da
un paio di giorni sull'argomento. Illustrati dalle immagini dei divi
passati e presenti del set e soprattutto delle dive, che vi hanno
trovato la loro dimensione di star internazionali, l'america in casa,
presentati e sponsorizzati da Rutelli e da Veltroni in veste di
anfitrioni.... Con tutto il consueto rituale di citazioni , in primis
Fellini. E' già un miglioramento, rispetto al silenzio dei suoi primi
cinquant'anni. Non una parola invece, a parte un accenno subito
troncato, del grande Monicelli e di una timidissima Loren su cosa ha
reso possibile il trionfo dei nuovi proconsoli Rutelli & Veltroni. Se
pensassi che mio padre, Alfredo Montori, l' architettore ( proprio
così, soprannome datogli da D'Annunzio) morto nel 1974 a 81 anni, si
trova ancora da qualche parte nell'universo, penso che potrebbe davvero
indignarsi. Ma io, che ho passato là dentro la prima parte della mia
infanzia, scorrazzando per i viali, gli uffici, i magazzini e le
sartorie, i camerini, i teatri e i ponti luce, perseguitando con le mie
curiosità e i miei perchè tutti, a cominciare dal portiere Pappalardo,
io sono indignata, molto, e anche rattristata, un po'. Perchè chi oggi
se ne fa palcoscenico privilegiato non si è sognato neanche
lontanamente di ricordare chi ha reso uno "stabilimento industriale"
quello che è ancora, malgrado si sia cercato di distruggerne anche
l'anima, e lo ha reso allora e per sempre vera FABBRICA non dei sogni,
ma della finzione. Perché il cinema è finzione. IL CINEMA è ILLUSIONE
Mio padre che ha inventato il nome e il logo di CineCittà ( ma non lo
ha brevettato, perchè ne era il direttore...) la chiamava "FABBRICA
DELLE ILLUSIONI". Le illusioni sono qualcosa che ci appare come
esistente anche se sappiamo che non lo è e dobbiamo essere ad occhi ben
aperti e col cervello vigile, anzi, per vedere le illusioni! Altro che
fabbrica dei sogni...I sogni sono un'altra cosa, quelli si fanno
dormendo, specchio del nostro personale subconscio, quando il cervello
si distacca dalla realtà, smette di ragionare, per riposare. Quel che
si vede apparire vero sullo schermo non è mai vero, anche se può
sembrarlo, anzi deve apparire più vero della realtà. E in ogni caso è
solo un effetto di luce, solo un'illusione ottica. Ma quelle forme in
movimento, guizzi di luci più veri del vero, sono il risultato di un
enorme lavoro creativo, di cui sullo schermo non si vede nulla, al
cinematografo. Un particolare tipo di lavoro nel quale un gruppo di
persone( equipe o cast) , ciascuna con le sue abilità e le sue
professionalità, si mette in gioco ad interagire con gli altri, col-
labora allo scopo di produrre un'illusione di realtà ( a tema) più vera
della realtà stessa, senza limiti né spaziali, né temporali, e con un
tale rapporto di interconnessione che il risultato visivo filmico
spesso travalica anche le previsioni progettuali. Insomma Fellini non
sarebbe stato "il regista", se come regista non avesse avuto a
disposizione tutta Cinecittà. Perciò io voglio celebrare, anche in nome
di mio padre che non può farlo, tutte le legioni di segretarie , di
tecnici del suono, dell'illuminazione, del montaggio, dell'edizione,
fotografi e operatori, le parrucchiere, i truccatori e le truccatrici e
i costumisti, le telefoniste del centralino, gli attrezzisti e gli
armieri e i trovarobe, per non parlare degli artigiani artisti delle
miniature e dei "macchinisti", quegli omaccioni sempre sudati e in
canottiera anche d'inverno, col martello appeso ai calzoni e le tasche
piene di chiodi, ( e dal liguaggio molto anticonvenzionale) capaci di
costruire e disfare una scena e via l'altra, riuscendo a trasformare i
disegni di papà in spazi vivi della durata strettamente necessaria a
girarvi le scene previste in copione....E ringraziarli, con affetto,
perchè per me sono stati "gente di famiglia". Anche se erano sempre al
lavoro trovavano pure il tempo per coccolarmi o per giocare con me, e
mi hanno insegnato un sacco di cose, a cominciare dal non fare
distinzione di ruoli e ceti e tipologie varie nel comunicare tra
persone, ma soprattutto mi hanno dato il rispetto per il lavoro, quello
vero, che costa fatica e impegno al meglio delle proprie capacità,
quello fatto "a regola d'arte". E voglio ringraziare, almeno io, anche
Alfredo, mio padre, che col suo lavoro ha permesso tutto questo e col
suo affetto a me di viverlo.. Il "professore"che ha animato fin dal
progetto la Città del Cinema, che vi ha speso senza risparmio la sua
energia creativa, che ha cercato con pochi di proteggere durante la
guerra e l'occupazione tedesca lo stabilimento e le attrezzature dai
saccheggi, che non è riuscito a veder ricostruito il teatro n6,
bombardato nel 1944, che ha cercato, sperato, una rinascita dopo la
guerra, che è arrivata ( ma è davvero arrivata?) troppo tardi perchè
potesse assistervi e che nessuno ha ufficialmente ringraziato. Tutta
gente che non si vede mai nei film ma senza la quale tanti film non
sarebbero mai esistiti: i veri, unici e irripetibili"cittadini di
Cinecittà.
Alba Montori Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA ROMA
12
MAGGIO 2007: 33° ANNIVERSARIO
DELLA VITTORIA SUL DIVORZIO
GIORNATA DEL
"CORAGGIO LAICO"
INVITIAMO PARTECIPARE A QUESTA IMPORTANTE GIORNATA
TUTTE E TUTTI QUELLI CHE CREDONO NELLA LIBERA ESPRESSIONE DELL'AMORE E
NELLA PACIFICA CONVIVENZA DI TUTTE LE FAMIGLIE (SI ALLA FAMIGLIA - NO
ALLA DISCRIMINAZIONE DELLE FAMIGLIE OMOSESSUALI!)
Arcilesbica Roma www.
arcilesbica.it/roma - Piazza Navona (dalle ore 15,30 a notte
inoltrata) MANIFESTAZIONE/CONCERTO CON SIMONE CRISTICCHI, FRANKYE HI
ENERGY, MARCO MASINI, VALENTINA GAUTIER, MOMO promossa dalla Rosa nel
Pugno, SDI e Partito Radicale Dalle 10 alla Sala delle Conferenze,
piazza Montecitorio 123/A, convegno "Il mito della famiglia naturale,
la rivoluzione dell'amore civile" .
Arcilesbica Roma V.le G.
Stefanini, 15 TEL. 06/4180211 (
www.arcilesbica.it/roma)


FAMILY DAY: ARCIGAY; "BINDI, NOI SIAMO
FAMIGLIE, FATTENE UNA RAGIONE"
TUTTO PRONTO A MILANO PER IL CONGRESSO
DELL'ASSOCIAZIONE, 11-13 MAGGIO
TRA GLI OSPITI ESPONENTI DELLA CULTURA
E POLITICI DEI DUE SCHIERAMENTI
"Rosi Bindi vuole passare alla storia
come il 'ministro delle Discriminazioni', ma la sua arrogante pretesa
di piegare la realtà alla sua ideologia non potrà alterare la natura
delle famiglie gay e lesbiche, oggi più che mai visibili e determinate
nella richiesta di pari diritti". Così Sergio Lo Giudice, presidente
nazionale di Arcigay, risponde all'annuncio di esclusione delle nuove
famiglie dalla Conferenza di Firenze organizzata dal ministero per la
Famiglia. Intanto è tutto pronto per l'apertura del 12° congresso
nazionale di Arcigay, la principale associazione omosessuale italiana,
che si riunirà a Milano presso l'Atahotel Quark, in via Lampedusa 11/A.
I lavori inizieranno alle 14:30 con i saluti istituzionali (confermata
la presenza del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati)
e, dopo la relazione del presidente uscente, i contributi degli
invitati esterni. "Daremo centralità agli ospiti non politici –
annuncia Lo Giudice. La delusione per gli impegni disattesi dai partiti
è grande. Vogliamo interloquire soprattutto con la società civile, la
cultura, i movimenti, per scardinare la cappa di pregiudizio che si
respira nel paese e cercare di far recuperare all'Italia uno straccio
di laicità". Fra gli interventi previsti, oltre a quelli del variegato
universo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e di altre
forze sociali (Arci, Cgil), ci saranno quelli della sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, dello psicologo Vittorio Lingiardi, del
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids
Massimo Oldrini. Numerosi gli esponenti politici che hanno confermato
la loro presenza: i ministri Alfonso Pecoraro Scanio ed Emma Bonino,
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). È attesa anche la ministra alle Pari
Opportunità Barbara Pollastrini. Ufficio stampa Arcigay

ARCILESBICA ROMA
Family Day: lupi travestiti da agnelli
Con la consueta ipocrisia dei bigotti, gli organizzatori dicono che il Family
Day è una manifestazione per la famiglia, ma si dà il caso che la
famiglia non sia sotto l'attacco di nessuno. Il Family Day è in realtà
una manifestazione contro donne e uomini omosessuali, una giornata per
continuare a discriminare le persone dello stesso sesso che creano
famiglie fondate sull'amore e chiedono rispetto e garanzie per le loro
scelte. Diffamare una minoranza e chiederne l'emarginazione dalla sfera
dei diritti è razzismo. Lupi travestiti da agnelli ammantano di buoni
sentimenti la loro volontà di escludere e degradare le persone
omosessuali. A tutte le vittime dell'intolleranza eterosessista
dedichiamo la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia, che l'Unione
Europea ha indetto per il 17 maggio. Il Family Day sarà forse un grande
esorcismo, per scacciare e negare l'omosessualità. Ma noi invece
esistiamo e continueremo a testimoniare che l'omosessualità è naturale,
è positiva, è degna di rispetto, e a lottare fino a che anche
l'Italia, come il resto d'Europa, riconoscerà pari diritti alle donne e
agli uomini che amano persone del loro stesso sesso. Cristina Gramolini
Segreteria Nazionale ArciLesbica 347.93.08.006
Arcilesbica Roma
V.le G.
Stefanini, 15
TEL. 06/4180211
(
www.arcilesbica.it/roma)

ASSOCIAZIONE
LUCA COSCIONI
ORGOGLIO LAICO
12-13 maggio, Orgoglio Laico", scritta
arancione che campeggia su una Piazza Navona in bianco e nero, colma di
cittadini romani che festeggiano la vittoria referendaria del divorzio.
Così la prima pagina di "Agenda Coscioni"*, mensile dell'associazione
Luca Coscioni giunto al suo quinto numero annuale, quello di maggio. Il
numero è dedicato in larga parte alla convocazione di "Coraggio Laico",
la manifestazione che radicali e socialisti, assieme a decine di altre
associazioni, personalità e testate giornalistiche, hanno convocato per
il 12 maggio per celebrare la vittoria dell'Italia laica ed europea che
venne alla ribalta trentatrè anni fa, in un momento in cui il voto
referendario per mantenere la legge sul divorzio spazzò via i timori di
un ceto politico ansioso fino all'ultimo di evitare la consultazione
popolare. All'interno un dossier-approfondimento, con interventi
esclusivi di bioeticisti, giornalisti, sociologi e giuristi (Gilberto
Corbellini, Diego Galli, Enrichetta Buchli, Filomena Gallo, Bruno De
Filippis ed altri) che affrontano la rivoluzione in corso dell'istituto
familiare, da tempo allontanatosi dal modello unico della "famiglia
naturale". Gli editoriali dei dirigenti dell'associazione Coscioni,
Marco Cappato (segretario) e Rocco Berardo (vicesegretario), illustrano
le motivazioni e le necessità di un rinnovato impegno laico, in tutta
Italia e a partire dalle realtà locali. Infatti, da domenica 6 maggio
2007, "Agenda Coscioni" è uscita in edicola, e così sarà di norma ogni
prima domenica del mese, in allegato con "Otto pagine", quotidiano di
Avellino e provincia.


SABATO 12 MAGGIO DALLE ORE 15.00 ALLE 24.00 MANIFESTAZIONE SPETTACOLO A PIAZZA
NAVONA Perché tu possa dire: io ho "coraggio"


NOTIZIE DA ADNCRONOS
Cronaca - In collaborazione con la polizia tedesca - Pedofilia,
maxioperazione in tutta Italia: 53 indagati Perquisizioni in 31 città:
le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su un sito in Germania
di un filmato di una bambina in tenera età vittima di abusi. Arrestato
dirigente scolastico nel milanese (copioincollo sotto) Palermo, 9 mag.-
(Adnkronos) - Perquisizioni in 31 città italiane nei confronti di 53
persone indagate per pedofilia sono in corso da parte del personale
della Polizia postale e delle Comunicazioni. Il blitz si inserisce
nell'ambito di un'operazione internazionale di contrasto della
pedofilia su Internet, denominata 'Max'. Sono migliaia le persone
sospettate e identificate all'estero in collaborazione con la polizia
tedesca. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su internet,
tramite un provider operante in Germania, di un filmato di una bambina
in tenera età vittima di abusi. L'inchiesta è coordinata dal
procuratore aggiunto di Catania Giuseppe Gennaro e dal sostituto
Giancarlo Cascino, che hanno emesso i decreti di perquisizione.
Perquisizioni in corso in 31 città: tra queste Bari, Brescia, Catania,
Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia.
http://www.adnkronos.
com/IGN/Cronaca/?id=1.0.934967072
Cronaca - Ha ammesso di essere
sessualmente attratto da bimbi di sesso maschile Pedofilia, arrestato
dirigente scolastico nel milanese Si tratta di un uomo di 59 anni di
Cologno Monzese: nella sua abitazione sono stati sequestrati 2 mila
fotografie e filmati Milano, 9 mag. - (Adnkronos/Ign) - Un uomo di 59
anni, dirigente di una scuola statale della provincia di Milano, è
stato arrestato alle prime ore di questa mattina a Cologno Monzese con
l'accusa di reati di pedofilia e rinchiuso nel carcere di Monza.
L'ordine di arresto in carcere, eseguito dal Nucelo Investigativo
Telematico, è avvenuto in seguito a una complessa indagine scaturita
dalla denuncia di Telefono Arcobaleno, organizzazione in prima linea
nella lotta contro ogni abuso sull'infanzia. Il provvedimento di
arresto è stato adottato dal Gip del Tribunale di Siracusa Vincenzo
Panebianco, su richiesta del Procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e
del sostituto Antonio Nicastro. A quanto riferiscono dalla Procura,
nell'abitazione del dirigente milanese, che avrebbe ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile, sono stati
sequestrati circa duemila fotografie e filmati pedofili, ma anche un
personal computer recante le prove dell'avvenuta divulgazione e lo
scambio via internet di tali fotografie.Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute, inoltre, la tracce di pagamenti
effettuati dall'indagato in favore di alcuni bambini rumeni, ritratti
anche in alcune fotografie scattate presso l'abitazione del dirigente
scolastico indagato. L'uomo inoltre è risultato iscritto alla
Federazione Italiana Giuoco Calcio con la qualifica di allenatore di
calcio per minori. L'indagine, tuttora in corso, è partita su
segnalazione di Telefono Arcobaleno, i cui operatori avevano rilevato
sul web la presenza di una vera e propria videoteca per pedofili che
offriva in vendita numerosi film prodotti mediante lo sfruttamento
sessuale dei bambini. Gli investigatori del Nit (Nucleo Investigativo
Telematico) sono, così, riusciti a risalire al gestore della videoteca,
una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei pagamenti che, dall'Italia,
venivano effettuati in favore della stessa. Dall'esame dei flussi
finanziari, poi, si è risaliti a tutti i clienti italiani della
videoteca pedofila, permettendo agli investigatori di effettuare
meticolose perquisizioni domiciliari, nell'ambito delle quali sono
state sequestrate migliaia di fotografie e di filmati a contenuto
pedopornografico
L'uomo, 59 anni, lavora a Cologno. È anche allenatore di calcio
Pedofilia, arrestato dirigente scolastico Nella sua casa sono stati
sequestrati fotografie e filmati Il dirigente di una scuola statale di
Cologno Monzese è stato arrestato con l'accusa di pedofilia da agenti
del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa. L'uomo,
59 anni, ha la tessera della Figc come allenatore di calcio per
minorenni. L'indagine, ancora in corso, è stata avviata mesi fa dopo
una segnalazione degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno,
che avevano rilevato su Internet la presenza di una vera e propria
videoteca per pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a
risalire al gestore della videoteca, una donna ucraina, e a tracciare
l'iter dei pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del
dirigente scolastico, scapolo, che, interrogato, ha ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile. Nella sua casa,
nell'hinterland, sono stati sequestrati circa duemila fotografie e
filmati e un personal computer che prova l'avvenuta divulgazione e lo
scambio sul web di fotografie. Gli agenti hanno anche trovato tracce di
pagamenti effettuati dall'indagato ad alcuni bambini romeni, ritratti
in alcune foto scattate in casa del dirigente scolastico, che ora è
rinchiuso nel carcere di San Vittore.
http://www.repubblica.
it/2007/05/sezioni/cronaca/pedo-internet/pedo-internet/pedo-internet.
html
CRONACA - CATANIA - Una vasta operazione internazionale anti
pedofilia online è stata messa in atto dalla polizia postale di
Catania. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta, su un sito
tedesco, del filmato di una bambina in tenera età e di altri piccoli di
diversa nazionalità, segnalato dall'associazione Meter di don Fortunato
Di Noto. Gli agenti italiani hanno condotto le indagini in
collaborazione con la procura di Kotburg, in Germania. L'operazione,
denominata Max, è scaturita in particolare dal filmato con una bimba:
in circa 14 ore il video è stato scaricato oltre 2.600 volte da
altrettanti utenti in tutto il mondo, tutti denunciati alle procure dei
diversi Paesi. In Italia le forze dell'ordine hanno eseguito
perquisizioni in 31 città nei confronti di 53 persone indagate per
detenzione di materiale pedo-pornografico. L'operazione, illustrata dal
dirigente della polizia postale di Catania, Marcello La Bella, è
scattata dopo la segnalazione, da parte dell'associazione Meter, della
presenza su una sorta di bacheca per pedofili ospitata da un server di
un Paese del nord-est asiatico tramite un provider in Germania, di un
filmato che veniva descritto come "mai visto prima" e che
effettivamente è risultato non in possesso della banca dati della
polizia. Gli investigatori italiani hanno avvertito quella tedesca, che
ha sostituito il video con uno di contenuto innocuo, che comunque gli
utenti hanno continuato a scaricare. La polizia postale, in
collaborazione con quella tedesca, sta cercando di risalire alla
persona che ha messo in rete il filmato e, in collaborazione con
l'Interpol, sono cominciate anche indagini per scoprire chi è la
bambina vittima delle sevizie e il luogo dove sono state compiute.
Alcuni dei 53 italiani hanno ammesso le loro responsabilità, per altre
persone sono in corso indagini per stabilire chi della famiglia avesse
accesso al computer di casa. Tre degli indagati erano stati già in
passato denunciati per reati analoghi. Le perquisizioni hanno
riguardato computer di ditte e uffici pubblici e la polizia non esclude
che ci possano essere altri indagati che avrebbero scaricato materiale
pedofilo dai pc in uffici pubblici. Secondo gli investigatori esiste
una buona possibilità che tutti gli indagati detengano materiale pedo-
pornografico. Il file incriminato infatti non sarebbe stato possibile
trovarlo nel corso di una navigazione "casuale". Durante l'operazione
sono state sequestrate anche macchine fotografiche digitali perché gli
investigatori sospettano che uno degli indagati fotografasse bambini
all'uscita da scuola. Due arresti in flagranza. Nell'ambito
dell'operazione Max due uomini sono stati arrestati, uno a Roma e
l'altro a Catania: nelle loro abitazioni è stato trovato un ingente
quantitativo di materiale pedopornografico che ha fatto scattare la
flagranza di reato e quindi l'arresto. Il catanese è un disoccupato di
29 anni, perito elettronico, che vive in famiglia, mentre l'uomo
arrestato a Roma è un 42enne recidivo, in quanto già denunciato dalla
polizia postale. Con sé aveva migliaia di file che ritraevano bambini
dai 6 ai 10 anni violentati e seviziati. Cologno Monzese, in carcere
dirigente scolastico. Un uomo di 59 anni, dirigente di una scuola
statale di Cologno Monzese (Milano) e tesserato con la Figc come
allenatore di calcio per minorenni, è stato arrestato per pedofilia da
agenti del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa.
L'indagine, ancora in corso, è stata avviata dopo una segnalazione
degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno che avevano
rilevato su Internet la presenza di una vera e propria videoteca per
pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a risalire al gestore
della videoteca online, una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei
pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del dirigente
scolastico, scapolo che, interrogato, ha ammesso di essere sessualmente
attratto dai bambini di sesso maschile. Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute tracce di pagamenti effettuati
dall'indagato in favore di alcuni bambini romeni, ritratti anche in
alcune fotografie scattate nella sua abitazione. BARI, VENDEVA LA
FIGLIA TREDICENNE IN CAMBIO DI BIRRA
BARI - Il padre vendeva la figlia
di 13 anni per qualche spicciolo o per una bottiglia di birra, quasi
ogni notte. Chi la comprava, in molti casi, organizzava stupri di
gruppo in auto parcheggiate in aperta campagna, durante i quali alla
minorenne venivano anche strappati i vestiti. Dopo aver subito per
quasi due anni, in silenzio, le violenze sessuali, la giovane, ormai
incinta e innamorata del suo fidanzato, ha trovato il coraggio di
denunciare e fare arrestate il papà, un nullafacente di 39 anni,
separato dalla moglie. L'uomo, residente in un comune alle porte di
Bari, è stato ammanettato dai carabinieri con l'accusa di prostituzione
minorile aggravata. Stamattina è stato portato davanti al gip Jolanda
Carrieri per l'interrogatorio di garanzia durante il quale ha cercato
in qualche modo di difendersi, senza però essere convincente. Ha
chiesto un'attenuazione della misura cautelare, ma è quasi certo che
resterà in carcere. Dalle carte processuali emerge uno scenario da
incubo che - scrive il gip Carrieri nel provvedimento restrittivo - "si
staglia su uno squallido scenario di degrado familiare e sociale,
connotato da ogni forma di abusi, violenze e sopraffazioni". Uno
scenario in cui il papà della ragazzina era anche il suo padrone e
faceva della tredicenne ciò che voleva quando la piccola era affidata a
lui. La vendeva ai pregiudicati del suo paese in cambio di una birra,
di qualche liquore scadente, ma anche di somme comprese tra i 10 e i 30
euro. E se la ragazzina si opponeva, la pestava con calci e pugni e poi
l'accompagnava anche in ospedale per farla medicare. Ai medici la
ragazzina diceva di aver avuto un incidente, oppure di essere caduta
per le scale. L'incubo è durato 19 mesi, dal settembre 2004 all'aprile
2006, quando la giovane ha deciso di rivelare le violenze subite ai
carabinieri. "Fortunatamente - scrive il giudice - la vittima, esausta
del proprio stato di 'sottomissione' e del ripetuto mercimonio della
propria persona, ha trovato la insperata forza di ribellarsi a quella
realtà, raccontando con lucidità e precisione" la sua storia ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi. L'incubo è terminato
il 4 ottobre 2006 quando la ragazzina, incinta, e assieme al papà del
bimbo che portava in grembo, si é presentata in caserma, e ha rivelato
le numerose violenze subite. Ha raccontato che il genitore la
costringeva a vagare di notte a bordo della sua automobile, alla
disperata ricerca di uomini a cui venderla. Quando trovava i clienti
riscuoteva il dovuto e dava loro appuntamento in una località di
campagna, dove lasciava la figlia. Lì la ragazzina veniva abbandonata
e, dopo aver subito le violenze, era costretta a tornare a casa a
piedi, nel cuore della notte. Ai carabinieri che la ascoltavano
increduli la giovane ha detto anche di avere problemi ginecologici
provocati dalle violenze sessuali, abusi che mai nessun medico le ha
riscontrato, nonostante le visite specialistiche. La minorenne ha anche
ammesso di voler cambiare vita e di aver deciso di denunciare il padre
per amore del fidanzato e del loro bambino, che ora ha pochi mesi e
vive con la mamma in una casa protetta. Il racconto della tredicenne
barese: «Ho dovuto abortire» «Mio padre mi vendeva anche a più uomini»
«Mi portava in giro, poi contrattava il prezzo e lasciava che mi
violentassero. C'era anche un invalido con una gamba di legno» - BARI -
«Mio padre mi portava in giro per la città durante la notte e mi
consegnava ad uno o più uomini che abusavano di me. Io non volevo stare
con loro, erano quasi tutti pregiudicati. Quando mi violentavano in
gruppo mi strappavano i vestiti che indossavo e infierivano su di me».
Comincia così il racconto che la ragazzina di 13 anni ha fatto ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi, quando, il 4 ottobre
2006, con un bimbo in grembo e assieme al compagno maggiorenne, ha
deciso di denunciare le violenze subite per due anni in una città a
pochi chilometri a sud del capoluogo pugliese. IL RACCONTO - La
tredicenne ha parlato per ore e più volte con i militari e con il
magistrato che si sono avvalsi dell'aiuto di una psicologa e di
un'assistente sociale. Ha riferito anche dei problemi psichici e
ginecologici che aveva a causa delle violenze subite e degli aborti a
cui si era sottoposta per non avere i figli concepiti durante i
rapporti non protetti che aveva avuto. Ha raccontato che il papà, un
nullafacente di 39 anni ora in carcere, separato dalla moglie, la
vendeva ai pregiudicati del paese in cambio di somme comprese tra 10 e
30 euro, di qualche bottiglia di birra o di un liquore scadente. NUOVA
VITA - «Vi prego aiutatemi - ha supplicato - non ce la faccio più. Sono
incinta, voglio uscire da questa storia e voglio rifarmi una vita con
il mio fidanzato che sarà il padre del mio bambino». «Mio padre - ha
continuato la minorenne - mi costringeva a stare sveglia durante la
notte e mi portava a spasso per la città con la sua autovettura. Quando
trovava i suoi amici per strada contrattava con loro il danaro che
doveva ricevere e mi consegnava». «Le violenze - ha aggiunto con
dovizia di particolari - non avvenivano mai nella mia casa o nelle
abitazioni dei miei aguzzini ma in automobili parcheggiate in aperta
campagna. Lì mio padre mi abbandonava, costringendomi anche a tornare a
casa a piedi, e quegli uomini facevano del mio corpo quello che
volevano. Era impossibile opporsi. Tra coloro che mi violentavano c'era
anche un invalido con una gamba di legno, un pregiudicato che non era
certo più tenero degli altri». «Qualche volta ho provato ad oppormi
alle violenze sessuali, ho provato a parlare con mio padre - ha
concluso la tredicenne - ma lui mi ha picchiato con calci e pugni e mi
ha procurato diverse ferite in varie parti del corpo che mi sono state
medicate in ospedale». TENUTA PER 15 ANNI IN SCHIAVITU', ARRESTATI 6
NOMADI MILANO - La sezione minori della Squadra Anticrimine della
Questura di Milano ha eseguito questa mattina sei arresti, sulla base
di una ordinanza firmata dal gip Fabio Paparella, in una indagine
condotta dal pm Marco Ghezzi e riguardante una presunta associazione
per delinquere, finalizzata al furto e altri reati, oltre che per
l'accusa di violenza sessuale e riduzione in schiavitù di una
marocchina 32enne, rapita nel 1992, quando ne aveva solo 17, costretta
a rubare in Italia e all'estero e violentata per anni. Gli arrestati
sono sei appartenenti a una famiglia nomade di origine irachena che
aveva base nel campo nomadi di Limbiate (Milano). Nel 1992 la ragazza,
che conosceva uno dei membri della famiglia da qualche anno e se ne era
innamorata, aveva accettato di seguire in un viaggio in Marocco la
famiglia di quelli che sarebbero poi diventati i suoi aguzzini. Secondo
gli inquirenti, era poi stata narcotizzata e al suo risveglio si era
trovata in Spagna, da dove poi era passata in Francia e infine a
Milano. Per anni era stata assoggettata al gruppo di nomadi che la
costringevano a commettere furti in tutta Italia (in particolare a
Pavia e Genova) ma anche all'estero: in Spagna, Francia, Olanda e
perfino negli Usa. L'inchiesta era partita dalla denuncia della ragazza
che era riuscita a liberarsi trovando rifugio in Olanda dalla sorella,
con un trucco. La parente aveva chiamato la famiglia nomade di Limbiate
spiegando che la 32enne marocchina doveva recarsi in Marocco per una
questione di eredità. I nomadi arrestati avevano dunque accettato di
lasciarla partire. Ma il volo che la ragazza aveva prenotato era per
Dusseldorf, in Germania, da qui poi aveva raggiunto la sorella nei
Paesi Bassi e denunciato lo stato di schiavitù in cui da anni era stata
ridotta. A quanto si è appreso, la giovane tenuta per quasi 15 anni in
stato di schiavitù dalle persone arrestate, nel corso degli anni
avrebbe partorito due volte. I bambini sarebbero stati registrati come
figli di altre donne legate alla famiglia nomade. Per questo
nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paparella è
contestato anche il reato di alterazione di stato. INVIATO DA Maria
Ornella Serpa Gaya CsF


EURODEPUTATA COMMISSIONE UE
ITALIA DISCRIMINA
GAY
Interpellanza sinistre Unione su Conferenza di FirenzeBruxelles,
9 mag. (Apcom) - Quattro eurodeputati del centro sinistra hanno
denunciato oggi, con un'interpellanza alla Commissione Ue "l'esclusione
delle organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender dalla
Conferenza nazionale sulla famiglia organizzata dal governo italiano",
indicando che sarebbe "in netto contrasto con le campagne anti-
discriminazione della Commissione e del Parlamento europeo e con gli
obiettivi di lotta alle discriminazioni promossi dall'Anno europeo 2007
sull'eguaglianza". Nell'interpellanza, Marco Cappato (Radicale, Adle),
Pasqualina Napoletano (Pse), Monica Frassoni (Verdi) eGiusto Catania
(Gue) chiedono all'Esecutivo comunitario se non consideri tale
eslcusione "in contrasto con il Trattato della Comunità europea e con
la Carta dei Diritti fondamentali" dell'Ue. Le organizzazioni gay e
transgender, sottolineano i quattro europarlamentari, "sono state
escluse dalla Conferenza sebbene essa tratti delle relazioni affettive
tra persone e nonostante il governo abbia proposto una legge per
garantire diritti e doveri alle persone legate da vincoli affettivi, a
prescindere dal loro sesso come richiesto ripetutamente dal Parlamento
europeo".
INVIATO DA Sergio Rovasio RNP


UNA CARTOLINA
"FAI X TE"
AL
CHETTO
*Quanti Mecenati nell'Uovo con un euro per Villa dei Vescovi!*
Con una nota del FAI:
«Il significato di promotore: "chi propone o
tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse sociale"»
I
nomi dei lettori che hanno aderito o aderiranno al mio invito
«FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi»
e che ne avranno autorizzato la
pubblicazione sarà pubblicata sulla rubrica on line. Delle tante
adesioni alla nota pasquale diramata anche con la Newsletter FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi con l'invito a devolvere un euro al FAI
per i restauri della Villa dei Vescovi, ora bene del FAI, da me
acquistata nel 1962 in comproprietà con Vittorio Olcese, la prima
cartolina con i ringraziamenti del FAI per il contributo ricevuto, nel
Lazio è arrivata nel cuore del Ghetto più antico e monumentale
d'Italia: all'antico Bar Totò situato lungo il Portico di Ottavia nel
Ghetto di Roma. Bar ove si può gustare la miglior granita di caffè
della Capitale e dove titolari, baristi e camerieri hanno esclamato:
Signora è arrivata una cartolina dal FAI con la ex sua bellissima
villa, ma è proprio magnifica! Siamo contenti di avere aderito a FAI il
mecenate nell'uovo, è stata proprio una bella idea! La cartolina
inviata dal FAI è raffinata e bellissima, in stile 'old fashion' e con
splendidi colori, con la Villa immersa nel verde ripresa da un arco
delle barchesse che un tempo erano le scuderie per i cavalli del
Vescovo di Padova, il Cardinal Francesco Pisani, che nel XVI secolo
fece erigere la Villa in Luvigliano di Torreglia. E'
proprio in quelle scuderie che in compagnia dell'allora Presidente
dell'Ente Ville Venete, Boso Roi e dell'architetto Marcello Checchi,
Vittorio ed io scoprimmo per caso e sotto montagne di fieno gli
splendidi abbeveratoi in marmo di Vicenza che feci sistemare a mo' di
lavabi nelle sale da bagno della Villa dotandoli di antiche
rubinetterie in bronzo e ferro e mascheroni rinascimentali in
terracotta trovati nel Viterbese nelle adiacenze del Palazzo di
Caprarola, progettato dal Sangallo, e nei pressi del Giardino dei
Mostri a Bomarzo. Mascheroni da cui sgorga e zampilla l'acqua
riversandosi nelle splendide vasche da bagno in marmo rosa e giallo di
Verona, le antiche vasche delle Terme di Abano, terme rinomatissime e
famose sin dall'antichità. Il riconoscimento ed il puntuale riscontro
che il FAI riserva a tutti coloro che sostengono anche con un piccolo
contributo la sua instancabile opera di salvataggio dei beni culturali
nazionali in degrado, ne fa una Fondazione privata accessibile e molto
godibile da tutti. Anche da quanti sono di modeste condizioni
economiche ma consci dell'immenso valore del patrimonio artistico e
culturale nazionale e desiderosi perciò di dare una mano alla loro
conservazione e salvaguardia. La cartolina del FAI è talmente bella che
vale la pena spendere un po' del proprio tempo recandosi in un ufficio
postale ad inviare il proprio contributo al FAI così da essere anche tu
«FAI *il Mecenate nell'Uovo*» con un euro devoluto ai restauri della
Villa dei Vescovi. E il FAI invierà xTe una cartolina ovunque tu sia.
Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - Hai
già fatto il Mecenate nell'Uovo con un euro? Allora Grazie! Se non
l'hai ancora fatto sei sempre in tempo, l'invito continua, perciò FAI
*il Mecenate nell'Uovo* con il Conto corrente postale del FAI n°
11711207 inviando il tuo contributo al FAI Viale Coni Zugna, 5 - 20144
Milano. Causale: Mecenate nell'Uovo D'Olcese Restauro Vescovi Nota
bibliografica del FAI Ne «Il Mondo del FAI», edizione 2005-2006, alle
voci «Come aiutare il FAI» e «Sostenete gli appelli», scrive il FAI:
«Durante l'anno il FAI chiede ai suoi Aderenti di sostenere speciali
appelli in favore di opere di restauro, salvaguardia e conservazione.
Quello che vi chiediamo è un aiuto importante e spesso urgente dei cui
risultati sarete sempre informati». E nel rapporto annuale 2005-2006
scrive l'Amministratore culturale del Fai: «Mecenate con 1 euro.
Aiutateci a restaurare e aprire al pubblico Villa dei Vescovi a
Luvigliano (PD). Tutti possiamo essere Mecenati. Tutti coloro che, in
qualità di promotori di attività culturali e artistiche di interesse
sociale, tendono a far sì che esse siano perseguite grazie a un loro
gesto o a un loro comportamento sono mecenati». «(...) Mecenate è anche
chi propone o tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse
sociale». « il significato di promotore: "chi propone o tende a portare
a compimento un'iniziativa di interesse sociale". Allora "mecenate" è
colui che, riconoscendo all'attività culturale un interesse sociale,
tende a portarla a compimento. E' appunto quanto andiamo ripetendo al
FAI da anni. I nostri aderenti, dunque, sono tutti mecenati. E'
mecenate chi offre il proprio tempo, è mecenate chi dà 1 euro, è
mecenate chi ne dà 39 per iscriversi, chi 1 milione, chi regala un
castello, chi lascia qualcosa in eredità: quello che conta,
primariamente, è la condivisione di un atteggiamento, è, sopratutto, la
personale partecipazione alla concreta realizzazione di uno scopo».
Viene alla mente una domanda: ma allora c'è democrazia anche nell'arte?
Direi proprio di si. Anche la democrazia è un'arte, un'arte che va
praticata con grande arte.
INVIATO DA Giuliana D'Olcese

NOTIZIE ANSA
RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA
VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - Violentata,
accoltellata e abbandonata nelle campagne di Vico del Gargano in una
pozza di sangue. E' finita così per una diciassettenne una serata al
pub in compagnia di tre ragazzi. La minorenne è ricoverata in prognosi
riservata nell'ospedale di San Severo (Foggia): le sue condizioni sono
gravi ma è fuori pericolo. I tre presunti stupratori sono già stati
arrestati dai carabinieri: sono tre ventunenni del posto, nullafacenti.
Uno di loro ha fatto qualche ammissione. I quattro, che forse già si
conoscevano, ieri sera si sono incontrati nel pub del centro storico di
Vico del Gargano, località molto apprezzata dai turisti. Hanno
cominciato a bere, fino all'una di notte. Poi, fuori del locale, i tre
ragazzi hanno costretto la ragazza a seguirli. L'hanno così trascinata
in una zona di campagna, ma distante solo poche centinaia di metri dal
locale dove erano stati, dove l'hanno violentata a turno e, per indurla
al silenzio, hanno inferito sul suo corpo con un coltellino. L'hanno
colpita per cinque volte al collo, al torace, alle spalle e alle
braccia. Poi le hanno sferrato due fendenti all'addome che le hanno
lacerato il colon e lo stomaco. "La ragazza - ha spiegato Luigi
Cordone, dirigente medico del reparto di chirurgia dell'ospedale di San
Severo - ora sta bene ma poteva morire nel giro di 50 secondi se una
delle coltellate avesse raggiunto l'aorta e l'avesse recisa". Dopo aver
abusato della diciassettenne per almeno mezz'ora, i tre l'hanno
abbandonata e sono fuggiti. La ragazzina non si è persa d'animo. Si è
trascinata fino al cancello di una delle villette della zona e ha
suonato con forza il campanello dell'abitazione di un farmacista,
Claudio Michele D'Orsi. "Erano le due di notte - ricorda il medico -
quando ho sentito suonare al cancello di casa. Io e mia moglie siamo
scesi ad aprire. Ci siano trovati di fronte una ragazzina insanguinata
che, urlando, ci diceva: 'Vi prego, aiutatemi, sono stata picchiata,
accoltellata e violentata'". La diciassettenne indossava un giubbotto,
maglietta e pantaloni. "Era piena di sangue - continua l'uomo - aveva
taglietti sulle braccia, sul volto, sull'addome. Con una mano si teneva
un fianco dove c'era una ferita profonda e da dove fuoriusciva molto
sangue". Vedendo la minorenne in quelle condizioni i coniugi D'Orsi
hanno allertato subito il 118 e i carabinieri. Ai militari la
ragazzina, che era vigile, ha raccontato subito quello che era successo
e avrebbe rivelato anche i nomi dei suoi aguzzini. Poche ore più tardi
i tre presunti aggressori - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e
Vincenzo Pane, tutti di 21 anni, appartenenti a famiglie di operai che
non hanno mai avuto guai con la giustizia -sono stati rintracciati e
arrestati. Nell'abitazione di uno di loro i militari avrebbero trovato
abiti macchiati di sangue. Dopo alcune ore diinterrogatorio, uno di
loro, Vicenzo Pane, è crollato e ha fatto qualche ammissione
attribuendo ai suoi presunti complici responsabilità. Sull'ennesima
violenza ai danni di una minorenne è intervenuto, tra gli altri, il
ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, che ha espresso
solidarietà alla diciasettenne: "Sono sconvolta. Mi sento profondamente
vicina alla ragazza e alla sua famiglia. Contro un'infamia come questa
- ha detto - non c'é che tolleranza zero. Faccio un appello al
Parlamento perché venga accelerato l'iter del ddl contro violenze e
molestie approvato dal Governo nel dicembre scorso".

I giovani aggressori, tutti ventenni, sono stati arrestati
Foggia: minorenne violentata e accoltellata Vico del Gargano: in 3
l'hanno attesa fuori dalla discoteca, l'hanno stuprata e ferita
gravemente. La vittima ha 17 anni: si salverà VICO DEL GARGANO (FOGGIA)
- Picchiata, ferita e violentata. Dopo averla conosciuta in una
discoteca l'hanno attesa fuori dal locale notturno e poi l'hanno
immobilizzata, l'hanno stuprata ripetutamente e l'hanno ferita con
diverse coltellate. È accaduto a Vico del Gargano, dove i carabinieri
hanno arrestato per violenza sessuale di gruppo su minore, lesioni
personali e porto illegale di coltello, tre giovani del posto già noti
alle forze dell'ordine. Uno di loro avrebbe già iniziato a fare le
prime ammissioni. AGGRESSORI - La violenza di gruppo è avvenuta lunedì
mattina. I tre - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo
Pane, tutti di 20 anni - dopo aver fermato una ragazza di 17 anni nei
pressi di un locale notturno del centro garganico e averla
immobilizzata, l'hanno sequestrata e portata in un locale in uso ad uno
di loro. Qui, ferendola più volte con un coltello, l'hanno violentata
ripetutamente. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso
l'ospedale di San Severo, dove è stata sottoposta ad intervento
chirurgico d'urgenza all'addome per le ferite riportate. La ragazza è
adesso fuori pericolo. ALLARME - La giovane è stata soccorsa e salvata
da un passante che ha avvisato i carabinieri. L'uomo ha sentito il
pianto e le grida di aiuto della ragazza, dopo che, violentata e
ferita, era già stata abbandonata dai suoi aggressori nella stessa zona
periferica dove era stata condotta. Dalle notizie trapelate, sembra che
la ragazzina sia stata colpita con sette coltellate, una delle quali,
quella all'addome, ha provocato i danni maggiori. Le altre sono state
inferte al collo e alle braccia. La ragazza avrebbe inutilmente cercato
di opporsi alla violenza, ma è stata sopraffatta dai tre ragazzi.
Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li
avrebbe denunciati e, a questo punto, è stata bloccata di nuovo e
accoltellata. INTERROGATORI E PRIME AMMISSIONI - Avrebbe cominciato a
fare qualche ammissione ma anche ad attribuire ai suoi due presunti
complici responsabilità Vicenzo Pane, uno dei tre presunti responsabili
della violenza sessuale di gruppo compiuta la notte scorsa su una
diciassettenne a Vico del Gargano (Foggia). È quanto emerge dagli
interrogatori che il pm inquirente, Claudio Rastrelli, ha svolto nel
carcere di Lucera, dove sono rinchiusi oltre a Pane, anche Michele
Mastroiorio e Vincenzo Bisanzio, tutti di 21 anni. Finora, il pm ha
interrogato due dei tre indagati: uno di questi avrebbe respinto ogni
addebito. Le accuse contestate agli indagati sono di tentativo di
omicidio, violenza sessuale di gruppo e porto abusivo di coltello.
MA
C'è ... DELL'ALTRA omosessualità Chi era Brunetto Latini". Il dantista Onorati anticipò
per la prima volta questi suoi innovativi studi, sui quali in autunno
Anemone Purpurea pubblicherà un saggio, in un'intervista rilasciata
alla rivista Babilonia (
www.babiloniamagazine.it) nello scorso mese di
marzo. "Il colloquio di Dante con Brunetto Latini – spiegava Onorati –
rivela una immensa apertura mentale del Sommo Poeta. Ai suoi tempi, la
sodomia era considerata un peccato mortale. Dante non può andare contro
la Chiesa né contro la gerarchia delle pene canoniche, d'altronde da
lui stesso assunte a parametri assoluti di riferimento. Però, il
discepolo, subito dopo l'esclamazione di stupore ("Siete voi qui, ser
Brunetto?") passa alle lodi del Maestro, il quale chiama il Poeta
figliolo e Dante sottolinea il ruolo di immagine paterna di ser
Brunetto. C'è, nel canto, un'infinita ammirazione per il personaggio
abbrustolito dalla pioggia di fuoco dell'inferno". "Dante – proseguiva
il direttore editoriale di Anemone Purpurea - dà prova di riconoscenza,
oltre che di affetto, verso l'uomo di cui era stato discepolo. Brunetto
è un uomo meraviglioso, maestro di vita. Dante gli dà del voi, come a
Farinata, Cavalcante, Beatrice e al trisavolo Cacciaguida. Agli altri
dà del tu". "La colpa per cui, secondo i parametri della Chiesa, Dante
mette Brunetto all'Inferno va in secondo piano subito, per dare spazio
al merito. Il Poeta è uomo di larghe vedute, tanto da essere autonomo
nei giudizi. Se nel XV Canto dell'Inferno appare Brunetto Latini fra i
sodomiti, egli è però ricoperto di onori quasi a significare un
contrasto fra la fredda sistemazione strutturale degli exempla (le
pene) e la calda ammirazione verso il sublime dannato. Dante deve anche
a lui il meglio della sua realtà di uomo e di letterato. La regola
generale lo condanna; l'allievo lo immortala per le sue doti morali,
intellettuali e umane. E' una grande lezione di un individuo del Medio
Evo (Dante) a noi moderni!" Contatti Daniele Priori – Ufficio Stampa
328/6323820
Mail info@anemonepurpurea.it
www.anemonepurpureaeditrice.
blogspot.com

COMUNICATO STAMPA
OPEN MIND CATANIA
Anche Catania ospitera' la tournèe di Clifton Bailey in arte Capleton, cantante
reggae e idolo delle giovani generazioni giamaicane. Capleton e'
altresi' uno degli artisti piu' contestati per i testi delle sue
canzoni esplicitamente violente, fasciste, reazionarie, sessiste e
omofobe. Viviamo giorni in cui l'omofobia viene alimentata dalla chiesa
e dalle destre e sono purtroppo sempre più frequenti casi di violenze
psicologiche e fisiche nei confronti di donne, gay, lesbiche e
transessuali. Non dimentichiamoci il recente caso di Matteo,
adolescente di Torino suicidatosi perche' tormentato dai compagni di
scuola che gli davano del gay. Non ci basta sapere che Capleton abbia
firmato un documento in cui si impegna a non cantare le canzoni
incriminate, ha comunque diffuso tra gli amanti del reggae pulsioni
violente e omofobe. I suoi testi urlano "Brucia i froci, distruggili" /
"I froci si scopano e fanno sesso orale"/ "Distruggi i froci, distruggi
questi stronzi". Per questo motivo noi del Centro Gay lesbico bisex
trans "Open Mind" riteniamo necessario che anche a Catania, come già'
accaduto a Bologna e Torino, il concerto sia annullato. Chiediamo
quindi che il 13 maggio il locale Krossower di Scordia si dissoci,
boicottando questa vergognosa esibizione.

CONCORSO COMUNE DI ROMA NAMIR
LA REDAZIONE NAMIR - PATROCINATA DAL DECIMO MUNICIPIO DEL COMUNE
DI ROMA
PRESENTA IL CONCORSO - muniXweb – ART Presidente del Decimo
Municipio - Sandro Medici. Responsabile Progetto Per il Decimo
Municipio del Comune di Roma - Stefano Chiarucci Ideatore del progetto
- Massimo D'Andrea - Contatto telefonico – 3920673504 Collaborazione
Redazione Namir - Tiziana De Luca - Loredana Pinna - Laura. Rassegna
Stampa - Carlo Di Giacomo Pubblicazione e realizzazione pagine web -
Redazione Namir. Il concorso e' rivolto a tutti gli artisti che operano
nel campo delle arti visive - pittura - scultura - fotografia. La
redazione Namir insieme e dalle pagine Web del Decimo Municipio del
Comune di Roma intende aprire uno spazio internet in cui inserire le
opere visive degli artisti che attraverso questo concorso sceglieremo
per la pubblicazione. Internet e' sempre piu' una importante vetrina,
anche se serve a poco quando le proprie pagine web non sono visitate.
La redazione Namir dopo molti anni ha raggiunto il seguito di circa
diecimila visite al giorno e insieme ad un'altro spazio internet,
quello del Decimo Municipio del Comune di Roma, intende mettere a
disposizione degli artisti la possibilita' di far visionare attraverso
internet il vostro lavoro. cominceremo con l'arte - e con giovani, non
per eta' ma per ricerca pittorica - fotografica - e scultorea, che
intendono avere la possibilita' di far visionare quanto producono anche
nella rete. Ad ogni artista che risultera' vincitore del presente
Concorso, realizzeremo uno spazio web linkato sia dalla nostra
redazione che dal sito del Decimo Municipio di Roma permettendo cosi'
la visibilita' necessaria al lavoro svolto. All'interno di queste
pagine inseriremo 20 immagini delle opere dell'artista, che esplicano
cioe' un percorso e una ricerca da egli perseguita, piu' una intervista
audio - telefonica - registrata attraverso la nostra radio - che
inseriremo in rete in mp3 in modo che tutti coloro che seguiranno
questo lavoro - pubblicizzato anche con rassegna stampa, potranno non
solo osservare le opere ma anche ascoltare l'audio dell' intervista
dello stesso artista da qualsiasi computer collegato ad internet. Cio'
che intendiamo raggiungere, e' realizzare un portale nel quale trovare
e seguire visibilmente le migliaia di creativita' che sappiamo esistere
e che per mille ragioni non possiamo osservare nella quotidianita'
sociale. Un portale quindi di non solo arte visiva, anche se inizieremo
con questa, ma successivamente vi inseriremo all'interno, attraverso
altri concorsi, video, film, musica, teatro e letteratura
esplicitamente mai pubblicata. Per poter raggiungere questo scopo,
dovevamo unire piu' siti internet con numerosi accessi quotidiani e
Istituzioni meritevoli per quanto hanno realizzato e per il loro
impegno, come espresso dal Decimo Municipio di Roma, con l'intento e il
desiderio di aggregarne altri ancora, per poterli coinvogliare su
queste pagine d'arte web che intendiamo creare dando spazio non solo
informatico. Inoltre stiamo per aggregare al progetto anche alcune
gallerie e case editrici di importanza europea che potrebbero
attraverso la rete scegliere nuovi autori da esporre o scrittori da
pubblicare perche' mentre noi continuiamo a pensare nel nostro paese in
termini provinciali... bisogna invece proporre cultura oltre i limitati
orizzonti ed anche in questo proporsi in internet diventa
indispensabile. Per questo concorso sceglieremo ed esporremo in
internet soltanto 10 artisti di arti visive - e di ogni uno - 20
immagini delle loro opere. Per sapere come partecipare in muniXweb-art
scrivi all'email - giornale@namir.it - oppure a - aaluana@tiscali.it -
inviando tuo nome e cognome - recapito telefonico in cui contattarti e
un brevissimo curriculum - e riceverai l'esplicito di come partecipare
e l'indirizzo dove inviare le immagini fotografiche - in a4 - o in
supporto dvd - cd - delle tue opere. entro e non oltre il 28 Giugno
2007. Giornale Namir Decimo Municipio del Comune di Roma. IL PROGETTO
E' APERTO ANCHE ALLE GALLERIE MUSEI OD ALTRO CHE INTENDONO COLLABORARE

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06 aprile 2007

news 6 aprile

GAY: SEDICENNE SUICIDA A TORINO: ARCIGAY, È SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG
"DANNOSI PER I GIOVANI GLI INSULTI DI POLITICI E PRELATI CONTRO I GAY"
"Inquietanti le parole della preside della scuola: cos'è secondo lei il bullismo? Solo percosse o minacce a
mano armata?". Anche la scritta "Sensibilizziamo i culi diversi – SS",
nel video del ragazzo disabile picchiato in classe a Torino mesi fa, si
riferiva ai gay. Secondo un'indagine europea su centinaia di studenti
italiani, oltre il 53% sente spesso a scuola insultare i gay come
"finocchi" e gli insegnanti non se ne accorgono. A scuola lo
tormentavano da un anno e mezzo dicendogli che era gay, insultandolo e
prendendolo in giro, e lui, uno studente di 16 anni di un istituto
tecnico di Torino, racconta oggi il Corriere della Sera, non ce l'ha
fatta più e si è ammazzato piantandosi un coltello nel petto e
buttandosi dal quarto piano di casa. "La protesta della madre di Marco
ha permesso di sollevare il velo su un fenomeno diffuso ma invisibile.
Il suicidio di adolescenti gay e lesbiche vessati dai compagni di
classe, e più in generale il bullismo anti-gay tra i banchi di scuola
sono realtà spesso ignorate. Il caso di Torino è solo la punta di un
iceberg". Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice,
sul caso del ragazzo di Torino che si è tolto la vita. Da un'indagine
finanziata dall'Unione europea e condotta nei mesi scorsi da Arcigay su
quasi 500 studenti e insegnanti delle scuole superiori è emerso che più
della metà dei ragazzi e delle ragazze (53,5%) sente pronunciare spesso
o continuamente, a scuola, parole offensive come "finocchio" per
indicare maschi omosessuali o percepiti come tali. Un altro 28% le
sente usare qualche volta, il 14,6% raramente, e il 3,8% mai. Ma
succede anche che dalle parole si passi ai fatti. A più del 10% degli
studenti capita di vedere spesso o continuamente un ragazzo deriso,
offeso o aggredito, a scuola, perché è o sembra omosessuale, e
raramente qualcuno interviene a difesa della vittima. Non lo fa mai
nessuno secondo il 19,2%, raramente per il 29,3%, non sa il 22,7%. I
prof inoltre non se ne accorgono. Alla stessa domanda sul frequente
verificarsi di episodi di derisione o aggressione risponde infatti
positivamente lo 0% degli adulti intervistati, mentre l'83,6% dice di
non aver mai assistito a niente di simile (www.arcigay.it/schoolmates).
"I docenti tendono a sottovalutare il fenomeno del bullismo anti-gay –
spiega Lo Giudice – anche perché molte volte gli episodi si verificano
lontano dai loro occhi e dalle loro orecchie, ad esempio durante la
ricreazione, nei corridoi, in giardino. Da altre ricerche risulta
inoltre che i tentativi di suicidio tra i giovani omosessuali sono il
doppio di quelli dei coetanei etero". "Le parole della preside dell'
istituto frequentato da Marco sono il segno di una inconsapevolezza
inquietante della scuola italiana – denuncia Lo Giudice, che è anche
insegnante in un liceo di Bologna -. Cosa significa che non c'era
bullismo ma solo 'sciocchi scherzi involontariamente crudeli'? Cos'è il
bullismo per la scuola italiana? Solo percosse o minacce a mano armata?
Non ci si rende conto di come possa essere devastante per la serena
crescita di un adolescente gay o lesbica vivere in un ambiente, com'è
la scuola italiana, in cui 'frocio' o 'lesbica' sono gli insulti più
ricorrenti e offensivi?" "Di solito il fenomeno del bullismo anti-gay è
aggravato dall'incomprensione della famiglia, che si aggiunge alla
percezione di un diffuso rifiuto sociale. Per questo è ancor più
intollerabile che, di fronte alla protesta di una madre attiva e
coraggiosa, la scuola abbia minimizzato il problema". "Solidarietà alla
mamma di Marco per la sua perdita e per il coraggio di aver denunciato
le violenze che suo figlio ha subito" viene espressa da Fabio Sacca,
responsabile giovani di Arcigay. "Noi giovani omosessuali non ne
possiamo più di essere considerati 'figli di serie B', 'studenti di
serie B', 'cittadini di serie B'. Oggi siamo soli di fronte alla
violenza e ci sono tante troppe volte ragazzi come Marco che gettano la
spugna. Se gli adulti hanno a cuore la crescita di tutti e tutte i
giovani, si attivino per eliminare le cause di isolamento e di
esclusione nei confronti degli omosessuali". "Solo poche scuole
italiane – continua ancora Lo Giudice - fra queste proprio una scuola
torinese, l'Istituto Bodoni, hanno attivato interventi contro l'
omofobia, cioè l'ostilità e il disprezzo verso le persone omosessuali.
Manca del tutto una pianificazione da parte del ministero dell'
Istruzione, in colpevole ritardo per motivi ideologici. Tutto questo,
in un contesto in cui da parte di esponenti politici o religiosi di
primo piano si susseguono ogni giorno argomentazioni razziste e
pesantemente offensive nei confronti delle persone omosessuali, con
grave danno della percezione di sé e dell'autostima di chi sta vivendo
un processo di maturazione della propria identità" Sensibilizziamo i
culi diversi – SS" era la frase che si vedeva campeggiare sulla lavagna
di un'altra classe scolastica di Torino mentre veniva picchiato il
ragazzo disabile nel noto video, finito su internet, da cui è poi
scaturito il dibattito degli ultimi mesi sul bullismo. Alcuni studenti
nei giorni successivi si "giustificarono", come riportato dalla stampa,
spiegando che quella frase corredata di simboli nazisti non si riferiva
allo studente picchiato ma "ad una scenetta in cui degli studenti di
quella classe si fingevano gay e facevano gli idioti". Ufficio stampa
Arcigay


BASTA CON IL SILENZIO!
Una giovane vita si è spenta. M.P. un ragazzo di Torino vittima degli insulti da parte dei compagni che lo assillavano dicendogli che era gay, utilizzando di volta in volta
epiteti ed ingiurie di vario tipo, si è ucciso per l'esasperazione. Per
lui la misura era colma. Non è possibile in un paese che si definisce
civile, che un ragazzo di 16 anni si uccida perché accusato di essere
gay (vero o falso che fosse). Sto osservando in silenzio questa
campagna ideologica ed omofoba portata avanti dalla Chiesa, dalla
politica ed amplificata dai Media. Come cittadina responsabile, ho
scelto il silenzio come strumento per non esasperare gli animi in un
momento così delicato nella vita politica e civile italiana. Ma di
fronte a questo ennesimo suicidio non si può tacere. Anzi, non è un
suicidio ma un vero è proprio omicidio; portato avanti da tutta la
società omofoba, dai media che esasperano il dibattito pubblico, dalla
politica che lo strumentalizza, dalla Chiesa che si è fatta voce di una
battaglia omofoba senza precedenti. Ecco le conseguenze. Una battaglia
ideologica che sta uccidendo, e ucciderà sempre di più. I media, i
politici, la Chiesa devono assumersi le loro responsabilità di fronte
alla violenza, figlia di scelte politiche irresponsabili. Vi chiedo:
fermatevi! Fermatevi prima che altre giovani vite debbano pagare con il
dono più grande, la propria vita, una battaglia ideologica senza senso.
Chiedo alle nostre famiglie, alla società evoluta di intervenire, di
non lasciarci soli, di iniziare una campagna di mobilitazione e
informazione per arginare l'arretramento conservatore della nostra
società. Le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di
dolore e di perdita. Imma Battaglia venerdì 6 alle ore 21.00 sarà
ospite di Rainews24 per parlare di questo tremendo episodio.
Imma
Battaglia
Di'Gay Project onlus
Fonte
Redazione Di'GayProject


COMUNICATO STAMPA ADESSO BASTA !
Il suicidio a Torino di un ragazzo sedicenne, isolato, perseguitato e deriso dai compagni di classe perché gay, è l'ennesimo segnale del clima di discriminazione e violenza nei
confronti di gay, lesbiche e transessuali nel nostro Paese. Una notizia
sconvolgente che ci colpisce e ci deve spingere a riflettere sulle
gravi responsabilità della politica e delle gerarchie ecclesiastiche
che continuano a esprimere concetti assurdi e ingiuriosi e a propugnare
un' apartheid legislativo di cui quest'ultimo accaduto è, purtroppo, un
ulteriore frutto. In Italia il bullismo, le violenze e le espressioni
d'odio di stampo omofobico non sono ancora un reato, mancano le più
elementari tutele e il linguaggio denigratorio di certi esponenti
politici e religiosi è tollerato in un quasi totale e assordante
silenzio e mancanza di sdegno anche da parte della stessa classe
politica. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la più
grande vicinanza umana e solidarietà ai genitori della giovane vittima.
Consapevoli del duro e lungo lavoro che ci aspetta nella società per
debellare razzismo e omofobia, invitiamo tutti a riflettere sulle
conseguenze di certe espressioni e a farsi attori di un cambiamento,
adesso necessario più che mai, se vogliamo davvero vivere in una
società migliore. Invitiamo le scuole, troppo spesso al centro di
cronache di violenza, a farsi strumenti di una cultura del rispetto per
tutti e per tutte le diversità e ad aprirsi alle associazioni glbt che
si offrono di combattere l'omofobia attraverso incontri con gli
studenti e la formazione degli insegnanti.
Andrea Berardicurti –
Segreteria Politica
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
06/5413985 339/7126198 a.berardicurti@mariomieli.org

SEDICENNE SUICIDA; ARCIGAY, INDIGNATI PER RETICENZA DEI TG RAI
"ERA DERISO PERCHE' RITENUTO GAY, NON PERCHE' FOSSE IL PIU' BRAVO"
"Siamo indignati per la reticenza sul bullismo anti-gay in cui i telegiornali Rai si sono espressi oggi nel trattare il caso del sedicenne di Torino suicidatosi perché i compagni di scuola
lo deridevano dicendo che era gay ed effeminato". L'accusa è del
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice. "Anche di fronte ad
un caso così eclatante in cui la mamma trova il coraggio e la forza di
parlare apertamente e raccontare le confidenze del figlio, quello che
emerge dai servizi giornalistici dei tg della televisione pubblica è
che il povero studente era vessato dai compagni di classe perché era il
più bravo e che forse per questo (sic!) gli dicevano che era gay. Quali
acrobazie per negare che ci sono ragazzi effeminati o che vengono
percepiti come omosessuali, e che per questo, non per altro, vengono
perseguitati e tormentati tra i banchi di scuola, spesso nell'
incomprensione o nell'indifferenza degli adulti. "L'ipocrisia della
ricostruzione dei telegiornali di oggi è la stessa che impedisce in
tante scuole italiane di parlare apertamente del pregiudizio e del
bullismo anti-gay e fa sì che tanti, troppi ragazzi e ragazze
continuino a soffrire nel silenzio generale di cui, l'abbiamo visto a
Torino, si può anche morire". Ufficio stampa Arcigay

GAY SEDICENNE SUICIDA A TORINO, ARCIGAY FIRENZE:
"CINQUE MINUTI DI SILENZIO NELLE SCUOLE PER LE GIOVANI VITTIME DELL'OMOFOBIA"
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro chiedono, a nome di Arcigay Firenze, che nelle scuole,
nella giornata di mercoledì 11 aprile, al ritorno dalle vacanze
pasquali, si sospendano le lezioni per 5 minuti di silenzio e
riflessione sui giovani vittime della discriminazione sessuale.

"Chiediamo che al rientro dalle vacanze pasquali vengano istituiti in
tutte le scuole medie inferiori e superiori italiane cinque minuti di
silenzio per riflettere sull'accaduto e sull'ormai dilagante senso di
omofobia presente nella nostra società, che continua a uccidere".
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro, rappresentanti di Arcigay Firenze
"Il Giglio Rosa", vogliono lanciare un monito contro l'omofobia di
fronte all'ultimo episodio di suicidio di un giovane studente
omosessuale avvenuto nel torinese. M., sedicenne, si è infatti tolto la
vita con una coltellata al petto e gettandosi dal quarto piano del
palazzo in cui abitava perché continuamente tormentato e preso in giro
dai compagni di classe: "Sei come Jonathan del Grande Fratello. Ti
piacciono i ragazzi, sei gay". La madre, disperata, ha avuto il
coraggio e la forza di denunciare pubblicamente il proprio strazio e
così la propria battaglia – che non ha purtroppo avuto esito positivo –
per salvaguardare la dignità e la libertà del figlio. "La nostra
solidarietà va a tutta la famiglia del ragazzo, a chi lo amava, a chi
lo aveva compreso" continuano Piomboni e Pegoraro. "Questo è solo l'
ultimo di una dilagante serie di episodi di discriminazione e bullismo
che nelle scuole esistono e vengono sottovalutati, se non ignorati del
tutto". Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" lancia una proposta all'
Assessore all'Istruzione e alle Politiche Giovanili del Comune di
Firenze, Daniela Lastri, una proposta che spera si estenda a tutto il
territorio nazionale: "Cinque minuti di silenzio nelle scuole perché
giovani e adulti, studenti, docenti e genitori, riflettano sull'
accaduto e possano dichiarare unitamente il loro secco 'no' alla
violenza fisica e soprattutto psicologica della discriminazione". L'
Assessore ai giovani e allo sport della Regione Lombardia, Piergiorgio
Prosperini, di AN, aveva incitato alla violenza omofoba e razzista nei
giorni scorsi, proponendo, dalle pagine de Il Giornale, di "garrottare
i gay alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno
al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il
cervello scoppia". "Assessore Prosperini, evidentemente il suo metodo
non si rivela necessario. Bastano le sue parole a promuovere e
incentivare episodi come questo" ha commentato Matteo Pegoraro,
referente giovani per il Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay.
Presidente e Segretario di Arcigay Firenze contano anche in una
risposta dell'assessore comunale Lastri per contrastare alla radice
fenomeni di questo tipo: "Abbiamo già pronti diversi progetti di
formazione per il personale scolastico e di sensibilizzazione per gli
studenti e i genitori delle scuole medie superiori. Contiamo, visto
anche questo episodio, che i presidi di Firenze e non solo aprano
finalmente le porte alle associazioni LGBT per iniziare a stimolare un
dialogo, un confronto e una crescita tra i banchi di scuola su temi
quali l'orientamento sessuale, l'identità di genere e il rispetto per
la diversità e per la dignità umana".
Matteo Pegoraro Segreteria,
Ufficio Stampa e Cerimoniale Relazioni con l'Esterno Arcigay Firenze
Tel: 340 8135204 – ufficiostampa@arcigayfirenze.it


TITTI DE SIMONE STUDENTE SUICIDA: DE SIMONE (PRC), FIORONI INDAGHI
SU SCUOLA
''Il suicidio del ragazzo gay a Torino impone un intervento
immediato del ministro Fioroni, per indagare se nella scuola siano
state attivate tutte le misure necessarie a garantire e tutelare la
serenita' di quel ragazzo da tempo perseguitato dai compagni per la sua
diversita'''. A chiedere un intervento del ministro della Pubblica
istruzione e' la deputata di Rc-Se, Titti de Simone. ''Mi chiedo se le
istituzioni scolastiche abbiamo ben in mente cosa significhi essere gay
in questo paese e soprattutto nei nostri istituti scolastici - chiede
polemicamente de Simone - non si possono continuare a ignorare questi
atteggiamenti, diffusissimi soprattutto tra i ragazzi, alimentati da un
clima da caccia alle streghe nel quale anche le Chiesa sta giocando un
ruolo importante''. ''Cosi' come il ministro della Pubblica istruzione
si dimostra sempre attento e sensibile a recepire gli allarmi dei
vertici vaticani su fantomatici attacchi alla famiglia tradizionale -
continua De Simone che e' anche presidente del comitato parlamentare
per le Pari opportunita' - allo stesso modo chiediamo un attento e
vigile atteggiamento nei confronti della intolleranza contro le
diversita'. C'e' bisogno di un antidoto culturale per sconfiggere
l'omofobia e la discriminazione. Chiediamo che venga attivata una
campagna di sensibilizzazione, nelle scuole, contro questi
atteggiamenti che minano le basi del vivere civile''. FONTE ANSA –
INVIATO DA ON. Titti De Simone

TITTI DE SIMONE UNA CHIESA CHE DIFENDE UN POTERE
Con estrema franchezza in questi mesi, fin dagli esordi di questo governo, i vertici della chiesa cattolica
hanno ingaggiato una battaglia politica per sbarrare il passo in
Parlamento ad una legge che riconosca le coppie di fatto. A qualsiasi
legge, anche ad una soluzione privatistica, come quella proposta dal
senatore Alfredo Biondi, uno dei pochi autorevoli liberali presenti
nella cosiddetta Casa delle Libertà, che prevede un semplice e per
certi versi già fattibile atto notarile di tipo privato. Una soluzione
che, per dirla anche noi chiaramente, se diventasse legge sarebbe un
mezzo scandalo, una cosa che farebbe ridere l'Europa, e indignare
migliaia di persone, una parte grande e positiva del paese che si
richiama ad una visione laica e più civile della società. La Chiesa in
questa fase non vuole affatto dialogare con un'etica laica che
disconosce, né mediare con la politica. Vuole difendere un potere, un
monopolio culturale. Lo fa quando si richiama alla famiglia
eterosessuale come unico sistema possibile di relazioni sessuali e
affettive legalizzate e riconosciute, e per questa via intende
difendere e affermare il suo monopolio dell'etica, come ha fatto per la
legge sulla fecondazione assistita, impedendo l'accesso alla donna
singola e stravolgendo l'autodeterminazione femminile. E' la rivincita
annunciata alle sconfitte subite con la legge sul divorzio e
sull'aborto. Una chiesa che non vuole il dialogo... Una battaglia di
conservazione ostinata e per nulla preoccupata dai timidi distinguo che
pure emergono nel variegato mondo cattolico, decisa a condizionare il
politico e il legislatore. Questa casta religiosa che nelle sue
posizioni più integraliste e fondamentaliste può allontanarsi da gran
parte del suo popolo, difende il suo potere innanzitutto, minacciato
dai processi di secolarizzazione che si sono affermati in Europa e dal
multiculturalismo del fenomeno migratorio. Così come le caste
economiche e sociali dei poteri forti cercano di condizionare le scelte
di governi progressisti. Sono pericolose entrambe ed entrambe vanno
contrastate politicamente e culturalmente con la medesima
determinazione. E' una stagione irrimediabilmente nuova e lontana dalle
aperture del Concilio Vaticano II, e dai tempi della DC, e destinata a
durare almeno fino a quando non emergeranno e si imporranno altre
posizioni all'interno della Chiesa. O altri schemi politici. Non c'è
compromesso che possa rasserenare gli animi d'oltre Tevere. Parlare ad
un sordo poi è impossibile. Con buona pace di chi si illudeva nel
centrosinistra che alla fine le mediazioni si sarebbero trovate. La
legge si fa o non si fa, i pasticci (dai Dico in giù) scontentano
tutti. Ciò che le gerarchie cattoliche non vogliono è chiaramente il
riconoscimento sociale, dunque pubblico, dell'amore omosessuale, della
relazione sessuale e affettiva di due persone dello stesso sesso,
(contronatura, disordinati moralmente, paragonati ai pedofili, ecc)
nella convinzione che qualsiasi apertura in questa direzione è
destinata a creare i medesimi processi già prodotti nel resto d'Europa.
E del resto è a quei processi che noi guardiamo e che auspichiamo. In
questo contesto, una legge buona sulle unioni civili sarebbe
principalmente un atto di abrogazione, di cancellazione simbolica di
una discriminazione, di uno stigma sociale perdurato per millenni. Una
forma di risarcimento che la società deve alle persone omosessuali,
quella di nominare la loro esistenza politica ovvero il loro amore.
INVIATO DA ON. Titti De Simone
FONTE Liberazione del 04/04/2007

MANLIO CONVERTI "E' MORTO" !!!
Dicono le nostre radici cristiane che a Pasqua è risorto un uomo ucciso dal pregiudizio dei
politici e dei farisei, insomma il clero della sua epoca. Quest'uomo
siamo ognuno di noi. Quest'uomo è il ragazzo di sedici anni morto
suicida ieri perché tormentato da una classe omofoba. Non ci sarà
processo, se non quello mediatico, per i compagni di classe del ragazzo
omosessuale, nessuno accuserà i loro genitori e sicuramente nessuno
metterà in relazione questa morte con la colpevole aggressione dei
politici e del clero della nostra epoca contro quelle streghe moderne
che siamo noi omosessuali. Nessuno si preoccupa infatti della sorte
della transessuale che ha dato un'indicazione stradale a Sircana o
delle transessuali che hanno salvato la vita ad Elkann, così nessuno
offrirà parole di conforto adeguate alla madre di questo ragazzo gay,
che è solo una tra le tante vittime di questa feroce campagna razzista
che culminerà con il family day, né alla madre della trans arsa viva
alla rotonda di Melito dalla camorra qualche anno fa. Non chiediamo la
pietà né la pietas e tantomeno la caritas ma neppure la tolleranza, per
le nostre persone e per le nostre famiglie: molti di noi le tutelano
negando loro l'informazione sulla propria affettività più profonda;
tanti altri sono stati scoperti per caso o per necessità e ne hanno
subito l'abbandono, l'aggressività oppure ne hanno ricevuto il pieno
supporto; un gruppo, che spero diventi quello di maggioranza, ha
volontariamente dichiarato in famiglia la propria omosessualità
affrontando l'omofobia e creando un'alleanza forte con quel pezzo di
famiglia che nemmeno l'orrore del razzismo clericale potrà più negarci.
Eppure rivolgiamo ai politici di questo umiliato e ubbidiente paese
quali tutele concrete a difesa della nostra vita, di quella della
nostra adolescenza, di quella delle nostre famiglie vorranno porre in
atto. In tutti i paesi occidentali è stato accertato che la maggior
parte delle vittime di bullismo, pedofilia e suicidio adolescenziale
sono persone omosessuali tra i 12 e 18 anni. Sopra questa realtà
oggettiva, sopra questo dramma, sopra queste vite, quelle nostre e
delle nostre madri marceranno prelati e cittadini, politici e famiglie:
ditemi voi da che parte è l'orrore del nazismo, ditemi voi dove sono
oggi le vesti nere, ma ditemi soprattutto quali atti concreti nel
quotidiano mettete in atto voi per aiutare davvero questi ragazzi e le
loro madri per onorare la memoria dell'ulteriore vittima di questa
folle guerra alle streghe. Vi invito a venire in associazione ad
Arcigay come ad Arcilesbica della vostra città, a portare solidarietà
ai giovani che sono i coetanei del ragazzo suicida o di quello arso
vivo… per creare una vera società solidale. Vi chiedo ancora di
sottrarre risorse economiche ai razzisti prelati che non vedono le
macchie del nostro sangue sulle loro nere vesti. Vi aspetto il 9 giugno
a Roma al gaypride, vestiti o travestiti, ma pur sempre uomini donne e
trans liberi e libere tranne che dal razzismo e dalle persecuzioni dei
politici e del clero della nostra epoca. Di mio ci ho forse messo poco,
troppo poco, tant'è che non riesco ancora nemmeno a presentare un corto
di un minuto pensato proprio come uno spot contro l'OMOFOBIA…ma sono
solo…
La strega maligna
Manliok


STAMPA E OMOFOBIA: IL CASO DE "IL PICCOLO" DI TRIESTE
Cari amici e amiche ed organi di stampa, Arcigay Arcilesbica Trieste ha organizzato negli ultimi giorni due iniziative importanti: la presentazione del romanzo noir di Lucia Piera De Paola
alla Libreria Minerva e l'autobiografia a quattro mani di Gianni
Vattimo. Sarà perché siamo piccoli, sarà perché siamo gay, per noi è
sempre una lotta riuscire ad avere spazio sui media locali. L'arrivo di
Gianni Vattimo, non è però sfuggito alla stampa. Il principale
quotidiano locale, Il Piccolo, si è organizzato inviando una sua
giornalista al caffé San Marco per realizzare un servizio
sull'iniziativa. L'articolo, pubblicato il giorno dopo (oggi ndr) non
contiene però alcun riferimento agli organizzatori. L'annuncio
dell'evento, apparso sullo stesso quotidiano il giorno prima era
strutturato allo stesso modo. In occasioni analoghe, qualche tempo fa,
avemmo modo di contattare un giornalista de "Il Piccolo" che ci spiegò
che anche se poteva sembrare una discriminazione, la non considerazione
dell'allora iniziativa non era dovuta ad altro che a cattiva
organizzazione interna. Infatti può sempre capitare che un comunicato
stampa venga perduto o non venga letto anche se di norma noi lo
rilanciamo a ridosso dell'iniziativa. E' curioso però che in questo
caso il comunicato sia stato letto ma si sia persa l'intestazione di
chi l'aveva inviato: che in redazione ci sia un tagliacarte impazzito
che crei ancor più disordine a noi non è dato sapere. La sensazione è
però un'altra, molto più seria, e che "gay" e "lesbica" siano termini
innominabili, in particolare per le pagine culturali. Magari possono
andar bene nei casi di cronaca dove possono accentuare l'effetto noir
del caso... Questo atteggiamento ha un termine univoco per essere
identificato: omofobia Speriamo ovviamente di sbagliarci ed è per
questo che questo testo viene inviato oltre al nostro indirizzario ed
agli organi di stampa locali e nazionali di settore anche agli
indirizzi de "Il Piccolo". Rimaniamo in fiduciosa attesa di una
risposta. Il Presidente del Circolo (Marco Reglia) PS: un
ringraziamento a quei organi di stampa che invece hanno dato risalto
completo al nostro lavoro.


RADICALI L'AQUILA IN MEMORIA DI GIANNI DI GENOVA
Nelle sue vene sembrava scorrere proprio quel sentimento fraterno che Silone evocava nei suoi scritti come "cum-panis": espandere il proprio "egoismo" fino a comprendere gli umili,
gli emarginati e quanti sono in lotta contro le ingiustizie nel mondo e
sentirli come parte inscindibile di sé stesso. Lo ricordiamo sempre
vivo e socialmente impegnato fin da quando mosse, insieme a noi
radicali, i suoi primi passi da obiettore di coscienza verso il
servizio militare e verso le strutture sociali parimenti repressive. La
sua coscienza non era mai a riposo. Quando lassù gli verrà chiesto "mi
hai mai conosciuto, hai mai fatto qualcosa per tuo fratello" lui potrà
rispondere tranquillamente di sì, col suo solito sorriso scanzonato ed
irriverente.
Gino Antognetti e Stefano Frapiccini per l'Associazione
Radicale Aquilana
"Ignazio Silone".


COMUNICAZIONE RADICALI ITALIANI
Marcia di Pasqua: continuano a giungere adesioni dal mondo
politico e dal mondo della cultura, dello spettacolo, dei media
Roma, 5 aprile 2007
Nessuno tocchi Caino, Partito Radicale Nonviolento
Transnazionale, Comunità di Sant'Egidio, Radicali Italiani, con il
Patrocinio del Comune di Roma e dell'ANCI, promuovono la Marcia di
Pasqua per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali. Il percorso
della Marcia di Pasqua che partira' domenica 8 aprile alle ore 10
(appuntamento alle ore 9.30 ) : p.zadel Campidoglio ; Quirinale;
Fontana di Trevi; P.za Colonna – Palazzo Chigi; P.za Montecitorio,
Camera dei deputati; Pantheon; Senato della Repubblica; P.za Navona;
Corso Vittorio; P.za San Pietro. Il Percorso della Marcia si può
visionare e/o stampare al seguente link: http://quikmaps.
com/full/29827. L'iniziativa vuole rafforzare, con un invito a tutte le
cittadine e i cittadini a partecipare, l'impegno espresso dal
Parlamento italiano all'unanimità e del Governo italiano a presentare
la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali
all'Assemblea Generale dell'ONU in corso e conquistare così un nuovo
diritto umano e civile per l'umanità intera. Marco Pannella, su questo
obiettivo, è in sciopero della fame dal 21 marzo. Il Comune di Roma, in
occasione della Marcia di Pasqua, illuminerà il Colosseo dalla
mezzanotte di sabato. Tra gli altri hanno finora aderito alla Marcia
di Pasqua: ASSOCIAZIONI: Nessuno luogo è lontano ; Tavola valdese;
Nazionale italiana cantanti ; Don Franco Barbero - Comunità Cristiana
di Base,Associazione Viottoli; Sinistra Romana; VIC Volontari in
carcere Don Sandro Spiano; (Cappellano Carcere Rebibbia); Don Ciotti,
Gruppo Abele; Carmen Bertolazzi - Ora d'Aria; Associazione culturale
"Puzzle-richiami fluidi; Amapi (associazione medici penitenziari
italiani); Consulta Penitenziaria del Comune di Roma; Associazione
Articolo 21; Settore Nuovi Diritti - Cgil Nazionale; Movimento Città
per Vivere d'Abruzzo; AMMINISTRAZIONI LOCALI; Regione Lazio -
Presidente Piero Marrazzo; Comune di Bolzano, Sindaco Luigi Spagnoli;
Comune di Firenze, Sindaco Leonardo Domenica; Comune di CREMONA –
sindaco Prof. Gian Carlo Corada; Comune di Pinerolo (TO) sindaco Paolo
Covato; Comune di Caselle (TO); Comune di Torre Pellice (TO); Provincia
di Belluno, Presidente Sergio Reollon; Presidente del Consiglio
Provinciale di Bolzano , Riccardo Dello Sbarba; Comune e Sindaco di
Bardonecchia (To); Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino; Presidente e
Vice Presidente Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, Giuseppa Rozzo;
Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni; Presidente provincia Firenze
Massimo Mattei. MEDIA: Redazione di Zapping; Angeli (portale di
comunicazione); L'Opinione delle Libertà, Direttore Arturo Diaconale;
Rosso di Sera, direttore Alessandro Cardulli; Stefano Menichini e
Federico Orlando, Direttore e co-Direttore di Europa; Radio Radicale.
PARLAMENTARI: Sen. Loredana De Petris ( IU-Verdi-Com); Sen. Stefano
Zuccherini (RC); Sen. Francesco Ferrante (L'ulivo); Sen. Giorgio
Benvenuto (L'ulivo); Sen. Anna Donati ( IU-Verdi-Com); Sen. Cesare
Salvi (L'ulivo) Presidente commissione giustizia; On. Roberto Poletti
(verdi); On. Gloria Buffo (l'Ulivo); On. Daniele Capezzone (RnP)
Presidente Commissione Attività Produttive; On. Gennaro Migliore
(Capogruppo Rifondazione Comunista); On. Flavia Perina (AN) direttrice
del Secolo d'Italia ; On. Andrea Ronchi, deputato e Portavoce di An;;
On. Alfonso Pecoraro Scanio, (Verdi) Ministro Ambiente; On. Angelo
Bonelli, (Capogruppo dei Verdi); On. Tommaso Pellegrino, (Verdi); On.
Grazia Francescato, Presidente Federazione dei Verdi; On. Marco Boato,
(Verdi) membro ufficio di Presidenza Camera dei Deputati; On. Franca
Chiaromonte (L'Ulivo); On. Giuseppe Sgobio, Capogruppo Comunisti
Italiani alla Camera; On Roberto Villetti, Capogruppo Rosa nel Pugno
alla Camera; On. Ida D'Ippolito Vitale (FI); On. Franco Narducci
(L'Ulivo); On. Fabio Evangelisti (Italia dei Valori); On. Leoluca
Orlando (Italia dei Valori) Presidente commissione parlamentare
questioni regionali; Sergio Zavoli (l'Ulivo); Enrico Pianetta ( DC-PRI-
IND-MPA) Ignazio Marino (l'Ulivo); Paolo Giaretta (l'Ulivo); Guido
Calvi (l'Ulivo); Natale D'Amico (l'Ulivo) membro ufficio di Presidenza
Senato; Cosimo Ventucci (FI) membro ufficio di Presidenza Senato
Giovanni Russo Spena (capo gruppo RC); Willer Bordon (l'Ulivo);
Francesco D'Onofrio (Presidente gruppo UDC); Francesco Giordano
(Segretario del PRC); Elettra Deiana (RC) Vice Presidente IV
Commissione Difesa; Dario Franceschini Capo gruppo l'Ulivo; Alessandro
Forlani (UDC); Giuseppe Giulietti (l'Ulivo); Ramon Mantovani (RC);
Pietro Marcenaro (l'Ulivo); Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)
Ministro delle Infrastrutture; Margherita Boniver (Forza Italia); On.
Clemente Mastella (pop-udeur) Ministro della Giustizia; On. Chiara
Acciarini Sottosegratrio Politiche per la Famiglia; On. Benedetto Della
Vedova. PARTITI POLITICI: PSDI; PRC ; Gruppo verdi regione Liguria;
SDI; FGS, Federazione dei Giovani Socialisti; Ds di Roma ; Riformatori
Liberali; Gruppo senato RC; ASPD (Associazione della Sinistra per il
Partito democratico); Gruppo Parlamentare Rosa nel Pugno; PERSONALITA';
Marco Risi; Francesca D'Aloja; Luca Sofri; Daria Bignardi; Domiziana
Giordano; Giorgio Albertazzi; Pasquale Squitieri; Alessandro Haber;
Pierluigi Diaco; Alessandro Cecchi Paone; Emanuele Macaluso; Andrea
Colombo; Nanni Riccobono; Iaia Vantaggiato; Maria Cuffaro; Gad Lerner;
Toni Garrani; Letizia Paolozzi; Luciano Lanna, Direttore responsabile
del Secolo d'Italia; Prof. Francesco Ceraudo, Direttore medici
penitenziari; Don Luigi Ciotti; Fabio Canino; Luciana Littizzetto;
Miriam Mafai; Barbara Palombelli; Roberta Tatafiore; Letizia Paolozzi;
Paola Bulbarelli; Sabrina Ferilli. - AMBASCIATA del Venezuela. – Capo
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio Telefoni: 06-689791 – 337-798942 Per
adesioni: gaia.rosini@nessunotocchicaino.it
MORATORIA SULLE ESECUZIONI
- Considerato che: - sin dal 1994 e a più riprese, l'Unione europea ed
il Governo italiano hanno di fatto dissipato la forte probabilità di un
pronunciamento dell'Assemblea generale dell'Onu a favore di una
moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione
della pena di morte; - in particolare: nel 1994, la proposta italiana
fu battuta in Assemblea Generale perché mancarono i voti di alcuni
Governi europei; nel 1999, come precisamente testimoniato e ribadito di
recente dall'allora ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro,
Francesco Paolo Fulci, venne da Bruxelles l'ordine di ritirare la
risoluzione già depositata perché non vi sarebbe stata la certezza
assoluta di vittoria; nel 2003, il Governo Berlusconi dovette
affrontare durissime polemiche anche in sede di Parlamento europeo e di
parlamento italiano per non aver ottemperato al mandato di depositare
la risoluzione all'Assemblea Generale; nel luglio 2006, la Camera dei
Deputati ha ribadito con fermezza e all'unanimità il mandato al governo
italiano di presentare, sin dall'inizio dell'Assemblea generale del
2006, la risoluzione pro moratoria; nell'ottobre 2006, di fronte all'
inerzia del Governo, la Camera dei Deputati - in grave polemica con il
governo - ha approvato all'unanimità una risoluzione che gli chiedeva
di ottemperare ai precisi impegni presi davanti al Parlamento; - a
dicembre 2006, il governo ha invece scelto di limitarsi ad una
iniziativa politica e non istituzionale con la sottoscrizione di una
mera dichiarazione di intenti contro la pena di morte senza nessun
valore formale e impegno preciso; Ricordando: - la sollevazione
dell'opinione pubblica e di quasi tutti i governi dei paesi democratici
contro la condanna e, poi, la esecuzione del dittatore Saddam Hussein;
- che il 2 Gennaio 2007, in risposta alla iniziativa nonviolenta dello
sciopero della sete di Marco Pannella, il Presidente del Consiglio e il
Governo si sono impegnati "ad avviare le procedure formali per la messa
all'ordine del giorno dell'Assemblea generale in corso della moratoria
universale sulla pena di morte"; - che il 1° febbraio, il Parlamento
europeo, con un voto pressoché unanime, ha espresso il suo "forte
sostegno all'iniziativa della Camera dei deputati e del governo
italiani invitando la Presidenza UE a presentare in tempi brevi la
risoluzione all'Assemblea generale ONU in corso"; - che ad oggi, 1°
aprile 2007, nessuna risoluzione è stata depositata alle Nazioni Unite,
né vi è notizia alcuna di un eventuale testo di risoluzione sul quale
avviare la raccolta firme per la presentazione di una risoluzione
nell'attuale Assemblea generale in corso. Ritenendo ancora
assolutamente possibile raggiungere l'obiettivo per il quale Marco
Pannella, il 21 marzo, ha ripreso lo sciopero (per ora) della fame, se
solo il Presidente del Consiglio e il Ministro degli esteri decidessero
di farne una priorità, sia pure per pochi giorni. Il Comitato Nazionale
di Radicali Italiani fa propria la proposta lanciata da Emma Bonino di
una Marcia per la moratoria delle esecuzioni che il giorno di Pasqua,
partendo dal Campidoglio e passando per il Quirinale, arrivi a San
Pietro; a tal fine invita il Sindaco di Roma e il Governo a patrocinare
e sostenere l'iniziativa e lancia un appello ai Sindaci e a tutti i
cittadini che negli anni hanno sostenuto la campagna di Nessuno tocchi
Caino e del Partito Radicale Transnazionale ad aderire subito e
partecipare alla manifestazione. Per il Comitato, tale invito dovrebbe
essere accolto in primo luogo dai parlamentari che, con i loro precisi
documenti istituzionali, avevano impegnato il Governo. INVIATO DA
Sergio Rovasio

COMUNICAZIONE Co.Di.Pep
"LA SAGRA DELLA PROSTITUTA … CONTINUA"
Grazie all'impegno del presidente del IV municipio Roma, e
dei vertici politici e delle forze dell'ordine della città capitolina,
le vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale non saranno più
costrette a "vendere il proprio corpo" ai padri e figli delle
santificate famiglie italiane sulla via Salaria - Roma. Da oggi
infatti, è operativo il disegno elucubrato lo scorso ottobre di
fotografare e multare per infrazioni stradali coloro i quali sostano o
rallentano o si fermano su quella strada. Link. Noi del Codipep - Roma siano semplicemente
spaventat@! Non è così, e neanche con i libelli informativi che i
rallentatori si vedranno recapitare a casa insieme alle ammende, che si
risolvono i problemi relazionali uomo donna. Ricordiamo che è appunto
su di un malinteso rapporto di genere che si fonda molta della
delinquenza nella prostituzione. Se le vittime non saranno più
"caricate" sulla Salaria, con molta apprensione non possiamo non
chiederci dove saranno portate a farsi "caricare", visto che sono
"vittime" di chi le gestisce che non rinuncerà certo facilmente a quel
guadagno così come non rinunceranno i padri ed i figli delle famose
famiglie italiane a questi delicati bocconcini esotici. Insomma, anche
se cerchiamo con l'ironia di sdrammatizzare, la questione è davvero
tragica. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo che il provvedimento è
essenzialmente moralista e repressivo, indegno di una pubblica
amministrazione democratica, ed avrà effetti negativi semplicemente
sulle vittime che continueranno ad essere usate ma occultatamente, con
buona pace della "cittadinanza" e dei politici che ingrasseranno sul
loro sangue. Le forze dell'ordine, al solito, continueranno a
taglieggiare, vessare e stuprare nei loro pieni poteri e saranno
applauditi per l'aiuto che stanno già dando alla repressione mentre
dell'osservanza e del rispetto della legge ancora non se ne sa nulla
neanche da quelle parti. Dei servizi sociali e delle politche che li
informano ho già raccontato la mia vicenda personale: sono veri e
propri ricatti perpetrati dall'Assessora capitolina Raffaella Milano
con la connivenza dell'alta politica e dei media che non sanno (o non
vogliono/possono) assolutamente fare il proprio dovere di informazione:
cervelli cotti nell'unto (fritto marca "mammona", ovvio!). E a
proposito di cottura e di unto ecco servita la prostituta nel giorno
della sua sagra: AVANTI MASCHIETTI, FATE IL VOSTRO DOVERE! (MA SENZA
FARVI VEDERE)
Maria Ornella Serpa
Fondatrice Co.Di.Pe.P. - ROMA
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)
Info: cell.: 347
18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.com

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27 marzo 2007

news 27 marzo

La pagina di liberi tutti sull'Unità del 27 marzo è dedicata interamente alla realtà trans
apriamo con un viaggio attraverso gli occhi di un diciassettenne che si
sente donna e insieme a lui/lei esploriamo l'abc della transessualità:
i termini: transessuale, transgender, travestito il disturbo: cioè la
disforia di genere la legge, e i suoi limiti, che in Italia scandisce
sostegno socio/psicologico e intervento le paure le associazioni a
centro pagina c'è un mio breve corsivo dove si mette in luce (citando
en passant il caso Sircana) la "maschera trasgressiva" attribuita alle
persone trans (e da loro alle volte indossata) e il vero volto di
"tante vite senza scandalo" alla ricerca di faticosi equilibri, in
pagina anche un articolo che cita libri e fumetti e un altro che parla
della "favolosità" sullo schermo citando e "leggendo" alcuni dei
principali film
Delia Vaccarello

CERIMONIERE SALE SUL PULPITO E
BACIA IL COLLEGA:
L'insolita dichiarazione durante la messa vespertina
AVEZZANO (L'Aquila) - E' salito sul pulpito e ha dichiarato il proprio
amore, con tanto di bacio in bocca, al collega cerimoniere, assistente
dell'officiante durante la messa vespertina. L'insolito "coming out" è
accaduto qualche giorno fa ad Avezzano, nel santuario della Madonna
della Pietraguaria. La preghiera dei fedeli era appena terminata quando
sul pulpito è salito uno dei due cerimonieri. "Ringrazio il parroco per
avermi dato questa possibilità, poter fare gli auguri al mio amico",
l'altro cerimoniere che gli stava accanto. "Ti amo", e poi quel bacio
che ha pietrificato i fedeli, rimasti increduli, e un lungo abbraccio.
La chiesa è gestita dai cappuccini, che cercano subito di minimizzare.
"Non c'è nulla di strano a dire ti amo a una persona dello stesso
sesso. Dio, infatti, è amore", è la versione ufficiale proposta da uno
dei padri. Ma quando gli è stato fatto osservare che alcuni fedeli
hanno parlato di un bacio dato sulla bocca il cappuccino si fa
sbrigativo: "Non stavo celebrando io, non ho visto se il bacio è stato
dato su una guancia o altrove, su questo non saprei proprio cosa dire".
Per la sua dichiarazione, il cerimoniere ha scelto un'occasione
pubblica e sacra. Eppure non tutti i fedeli della chiesa di Avezzano
hanno apprezzato. Qualcuno ha lasciato il luogo sacro mentre la messa
era ancora in corso e altri si sono detti "impietriti" e "scossi". La
coppia che sta facendo già parlare molto di sé non sarebbe di Avezzano,
ma si sarebbe trasferita in città da qualche mese. FONTE Repubblica.it
sabato 24 marzo 2007 – INVIATO DA CSU L'Aquila

MARIO MIELI: FAMILY DAY, NON POSSUMUS!
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli valuta i fondamenti e gli scopi del Family Day
come totalmente agli antipodi rispetto alle richieste del movimento
omosessuale e transessuale italiano, ma anche come contrapposti a
qualunque idea nuova e diversa di famiglia. Con occhio più attento le
basi del Family Day mettono in discussione la possibilità stessa di
riconoscimenti e tutele per i comportamenti personali e affettivi dei
cittadini non coincidenti con l'etica cattolica. I promotori dell'
evento del 12 maggio dichiarano in modo inequivocabile che la ragione
del loro manifestare è la difesa del modello di famiglia tradizionale,
inteso come quello basato esclusivamente sui canoni della religione
catolica. Tale difesa si traduce nella richiesta che solo tale modello
debba essere previsto nell'ordinamento italiano, a scapito di qualunque
novità normativa per le forme diverse di famiglia, sia pure esistenti
nella realtà (coppie di fatto eterosessuali e coppie omosessuali in
genere). E' perfettamente legittimo, anzi è la virtù più grande di una
democarazia, che ognuno possa scendere in piazza a favore o contro
qualcosa. Il Mario Mieli, democratico e laico fino all'osso, riconosce
l'utilità e il valore prezioso di ogni manifestazione dove si esprimano
pacificamente richieste e opinioni di singoli o di gruppi di cittadini.
E' indubbia l'importanza che tali contenuti emergano chiari, affinché
il dibattito culturale e politico non ne venga inquinato, e affinchè
ognuno, che scelga di aderire o meno, ne sia pienamente consapevole e
responsabile. E' chiaro come il sole che il Family Day non è a favore
della famiglia, intesa ampiamente come entità storico-sociale, e
nemmeno vuole spingere per i cosiddetti "aiuti alle famiglie", al di là
dei corollari usati strumentalmente come ad esempio i sostegni ai
redditi deboli. La manifestazione è contro le tutele giuridiche rivolte
ad ogni tipo di famiglia diversa da quella ritenuta giusta dai
promotori. Conseguenza lapalissiana è che la manifestazione è contro
ogni riconoscimento delle coppie omosessuali, dunque contraria ad ogni
raggiungimento della piena equiparazione di tutti i cittadini, al di là
del loro orientamento sessuale. Il Circolo Mario Mieli vede invece
nell'appuntamento del Pride del 9 giugno a Roma l'occasione per tutti
di scendere in piazza per rivendicare contenuti esattamente contrari a
quelli del Family Day, in perfetta coerenza con 35 anni di battaglie
politiche e culturali del movimento omosessuale e transessuale. Il
Family Day caricherà il Pride di ulteriore urgenze e necessità. Il
Pride unitario e nazionale, ossia posto da tutte le associazioni
omosessuali e transessuali italiane, si fonderà sui concetti di
laicità, piena autodeterminazione dei singoli, pari dignità e pari
diritti, temi sicuramente condivisi anche da molte persone che gay non
sono e che troveranno in quell'appuntamento l'occasione per ribadirli
con forza. Valutiamo quindi come impossibile che qualunque associazione
gay possa trovare nel Family Day un qualsiasi tipo di vicinanza, così
come immaginiamo impossibile che le singole persone omosessuali e
transessuali possano aderire a idee che negano la loro stessa
esistenza. Rossana Praitano – Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Segreteria Politica – Andrea Berardicurti - a.
berardicurti@mariomieli.org - 06/5413985 339/7126198

"IL FAMILY DAY HA GETTATO LA MASCHERA: E' CONTRO LE NUOVE FAMIGLIE"
ARCIGAY E ARCILESBICA NON PARTECIPERANNO ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA
Arcigay e Arcilesbica non parteciperanno al Family Day previsto per il 12 maggio a Roma. "Gli organizzatori hanno gettato la maschera ammettendo che la loro sarà una manifestazione
contro una parte delle famiglie italiane e contro una legge sulle
unioni civili – denuncia la presidente nazionale di Arcilesbica
Francesca Polo –. A quella manifestazione aderiscono anche
organizzazioni di estrema destra. In quella piazza si inciterà alla
discriminazione verso le persone omosessuali. Il nostro posto è
altrove." "Sosteniamo quelle famiglie di fatto gay, lesbiche ed etero e
i genitori di omosessuali che vorranno prendere parte alla
manifestazione per rivendicare la fine di un apartheid sociale e
giuridico – aggiunge Sergio Il Giudice, presidente nazionale di Arcigay
- Al contrario, siamo esterrefatti delle posizioni di chi, fra le forze
politiche del centrosinistra, dichiara di voler aderire alla Family day
in quanto ne condivide il manifesto che è decisamente discriminatorio e
antieuropeo". Il 12° Congresso nazionale di Arcigay, dal titolo "Siamo
famiglie: pari dignità, pari diritti", si terrà a Milano come previsto
dall'11 al 13 maggio. Lo ha deciso definitivamente il consiglio
nazionale dell'associazione, riunitosi stamattina a Bologna. Ufficio
stampa Arcigay

LA CAMERA DEI LORD HA DATO IL "SI'" DEFINITIVO CHE
VIETA OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE
La Camera dei Lord ha dato ieri sera il si' definitivo alla legge che vieta ogni forma di
discriminazione verso gli omosessuali nell'accesso a servizi pubblici finanziati dallo stato, una decisione che era stata avversata dalla
Chiesa cattolica, le cui agenzie per l'adozione sono co-finanziate
dallo stato, che minacciava di chiudere queste agenzie piuttosto che
dare bambini alle coppie omosessuali. Tuttavia, il voto e' stato
salutato con favore da Ruth Kelly, ministro per le comunita' locali e
fervente cattolica, che ha definito l' 'Equality Act (Sexual
orientation)', ''un grande passo in avanti per assicurare dignita'
rispetto e giustizia a tutti''. Ai Lord c'era stato un appassionato
dibattito, ma la proposta che voleva cancellare la legge e' stata
respinta. FONTE ANSA LONDRA 22 MAR 2007 – INVIATO DA Alba Montori Gaya
CsF


DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO:"Nei trattati istitutivi europei
nessun riferimento alle radici cristiane"
• Dichiarazione di Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche
Europee
"I moniti di Papa Benedetto XVI investono indubbiamente grandi
questioni di società, e quindi di grande, specifico, valore morale, che
interpellano governanti, forze politiche e cittadini. Ma in che
termini?" dichiara Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e
per le Politiche Europee, reagendo al discorso del Papa davanti ai
vescovi europei riuniti a Roma. "I padri fondatori della Comunità
europea erano tutti, o quasi, "democristiani di ferro", nonché
cattolici praticanti, da De Gasperi a Schuman a Adenauer" prosegue la
Bonino, "e sicuramente erano ben consapevoli delle "radici cristiane"
della civiltà europea. Ma per loro, nei trattati che oggi celebriamo,
fu naturale semmai riferirsi ai frutti di libertà, democrazia,
solidarietà, laicità che da quelle radici si sono sviluppati e che sono
alla base del progetto di integrazione europea. Cosa erano, apostati?"
si chiede Emma Bonino. "Ed è forse apostata l'Unione europea nel suo
complesso, o lo sono le sue istituzioni, a partire dal Parlamento
europeo, solo perché esprimono le loro posizioni, nell'esercizio delle
proprie prerogative e responsabilità senza consultarsi con la
Segreteria di Stato?" "Il Papa", conclude la Bonino, "forse ha come
modello la politica italiana, dove troppi politici dimentichi della
rigorosa, grande tradizione dei cattolici liberali, sono invece usi
chinarsi al bacio del santo piede, ma l'Europa è, e deve rimanere, una
realtà più complessa e articolata." INVIATO DA Sergio Rovasio sergio.
rovasio@gmail.com - INOLTRATO DA Alba Montori Gaya CsF

"DICO "
BENE O MALE? BENE!
di Ermanno Genre, docente di teologia sistematica
della Facoltà valdese di teologia
Riconoscere i diritti delle coppie di
fatto non danneggia la famiglia Il compito delle chiese non è quello
di dettare legge sulle questioni che regolano la vita sociale e per le
quali occorre rispettare la laicità dello Stato che invece è di tutti.
I Dico continuano a tenere alta la tensione politica ed ecclesiale in
tutto il paese. Il fatto che il governo Prodi abbia ritenuto prudente
lasciare questa materia fuori dalle priorità di governo – è ora
questione parlamentare – non ha spostato di molto l'indice della
temperatura che resta incandescente: e ogni giorno qualcuno soffia
sulla brace! I Dico hanno assunto uno status symbol, in positivo e in
negativo, di uno scontro fra civiltà tutto interno al cattolicesimo e
alla società italiana, e se ora il nuovo presidente della Cei invita a
evitare «scontri insensati», dopo che il suo predecessore ha imbastito
i presupposti per questo scontro frontale, riesce difficile dare peso
alle sue parole. Se non bastasse, la Pontificia Accademia per la vita
incita i cattolici alla mobilitazione per la tutela della vita con il
richiamo a una «coraggiosa obiezione di coscienza» rivolta in modo
particolare a «medici, infermieri, farmacisti e personale
amministrativo, giudici e parlamentari, ed altre figure professionali
direttamente coinvolte nella tutela della vita umana individuale,
laddove le norme legislative prevedessero azioni che la mettono in
pericolo». Sarà difficile, per la spregiudicatezza di questo programma,
seguire la via indicata da mons. Bagnasco. È in questo clima
incandescente che si è inserita l'esortazione apostolica del papa,
Sacramentum caritatis, dedicata all'eucaristia. Che cosa c'entra l'
eucaristia con i Dico? Apparentemente niente. In un paragrafo (83) in
cui si parla di «coerenza eucaristica», è richiesta coerenza «nei
confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che
occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali,
come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino
alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e
donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene
comune in tutte le sue forme. Tali valori non sono negoziabili.
Pertanto i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro
grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente
interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e
sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha
peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia (I Cor. 11, 27-29)». Penso
sia difficile trovare nei testi di sacramentaria cattolica quel «nesso»
che al papa appare così evidente. A me ciò che appare evidente è l'uso
poco corretto delle Scritture per sostenere la non negoziabilità della
posizione vaticana. Fortunatamente, in mezzo a posizioni intransigenti
e che rendono impossibile il dialogo, si sono sentite anche parole
chiare e lucide da parte del mondo cattolico italiano, con le quali ci
si sente in piena sintonia, perché ispirate a un cristianesimo che
riflette e si interroga, che rispetta la laicità dello Stato, che
dialoga senza rinunciare in nulla alla propria fede cristiana
cattolica. Una parola esplicita, in controtendenza alle dichiarazioni
vaticane, è giunta, nei giorni scorsi, da Betlemme, dal cardinale
Martini. Parlando a un gruppo di pellegrini milanesi guidati dall'
arcivescovo di Milano Tettamanzi, il cardinale ha affermato tondo tondo
che il compito della chiesa è quello di «farsi comprendere ascoltando
anzitutto la gente, le loro necessità, problemi, sofferenze, lasciando
che rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che
le nostre parole non cadano come dall'alto, da una teoria, ma siano
prese da quel che la gente sente e vive, la verità dell'esperienza, e
portino la luce del Vangelo». Il compito della chiesa e dei suoi
ministri non è quello di dettare legge nelle questioni che regolano la
vita di tutti in una società plurale, per cultura e religione, ma di
fornire argomentazioni, riflessioni sugli elementi fondamentali
concernenti l'etica e la bioetica, equipaggiare culturalmente e
teologicamente le coscienze delle persone, rendendole capaci di
decisioni autonome. I Dico non intendono distruggere la famiglia,
rispettandola pienamente riconoscono altre relazioni fra le persone,
non contemplate dall'art. 29 della Costituzione (che definisce la
famiglia) e inserite nel programma di governo. Quando Lutero e i
riformatori hanno contratto matrimonio, correggendo il contro-natura
imposto a sacerdoti e vescovi (largamente concubini) dal Diritto
canonico, essi hanno restituito libertà alla persona e onore al
matrimonio cristiano. L'istituto famigliare però, è bene ricordarlo,
non è una prerogativa dei cristiani: esso è condiviso da credenti e non
credenti. È questione che concerne il diritto civile: la chiesa viene
dopo. E la visione cristiana della famiglia e del matrimonio non è puro
fatto di natura, esso si situa nell'orizzonte di una vocazione, nella
direzione di una parola che suscita il confronto con l'evangelo di Gesù
Cristo e non con i non possumus ecclesiastici. In Italia (ma non è così
negli altri paesi europei in cui vi sono forme diverse di Pacs) la
questione dei Dico – come dei grandi e complessi problemi di bioetica –
viene letta unilateralmente attraverso le lenti del Vaticano e della
Cei, oscurando tutti gli altri punti di vista di cattolici,
protestanti, ebrei, di credenti e non credenti. E tutto ciò con la
complicità dei mass-media che non sanno che cosa significhi
«informazione» in una società laica democratica e pluralista. Gli
evangelici italiani non hanno tutti la stessa opinione sulle coppie di
fatto, perciò è bene che se ne discuta nelle nostre comunità, nel
rispetto di punti di vista diversi. Ma, appunto, un confronto che
sopporta la diversità in campo etico, non mette in questione l'unità
della chiesa e non impedisce il riconoscimento legislativo delle coppie
di fatto. Riconoscere questi diritti non è un attacco alla famiglia né
al matrimonio fra un uomo e una donna: permette però alle coppie di
fatto, che vivono relazioni d'amore e di solidarietà diverse da quelle
matrimoniali, di essere riconosciute nella loro piena dignità di
persone. Tratto da Riforma del 23 marzo 2007 – INVIATO DA Andrea
Panerini (il Libro Volante)

VERGOGNA CASTRISTA A FRASCATI GAYLIB LAZIO: LA GIUNTA DI FRASCATI TESSE LE LODI CON UNA RASSEGNA CULTURALE AL REGIME CASTRISTA CAMPIONE DI OMOFOBIA E DI PROSTITUZIONE MINORILE.
SI ABBASSINO I TONI SULL'INIZIATIVA IN NOME DEI VALORI CONDIVISI COME
LA LIBERTA' E I DIRITTI. QUELLI CHE A CUBA MANCANO.
GayLib Lazio prende formalmente le distanze, denunciandone la gravità storico-politica e
sociale dell'iniziativa filocastrista che si terrà presso le scuderie
Aldobrandini di Frascati dal 24 marzo.
Ci spiace leggere – annotano dall'associazione gay di centrodestra – che il Comune di Frascati si
erga addirittura a promotore, attraverso il suo assessorato alle
Politiche Culturali, di una rassegna artistica che di fatto magnifica
come eroi due personaggi tutt'altro che esemplari, se non in negativo,
quali sono stati Fidel Castro e Ernesto Che Guevara. E' bene ricordare,
poi, che la loro Rivoluzione, dalla quale prende il titolo l'intero
cartellone di eventi, ha provocato a Cuba repressione attraverso la
negazione dei diritti di libertà, terrore e discriminazione violenta in
primo luogo per gli omosessuali e gli artisti, due categorie di
"indesiderabili" per il regime perché "diversi" dalla massa, quindi
potenzialmente controrivoluzionari.
L'assessore alle Politiche Culturali di Frascati dovrebbe forse andare a rileggere un libro bello
quanto sconvolgente intitolato "Prima che sia notte" di Reinaldo
Arenas, cubano, artista, omosessuale perseguitato dal regime castrista
così come le numerose ricerche del padre storico del movimento gay
italiano Massimo Consoli, che certo non simpatizza per la destra, il
quale ha dimostrato come proprio il grande Che Guevara, che peraltro
era medico, sia stato il primo persecutore degli omosessuali cubani. Il
primo a dare vita, appena nominato ministro, ai campi di lavoro forzato
nei quali, forse, a giudizio dell'eroe, gli invertiti potevano
ritrovare la virilità e la passione politica per il regime. Ci
rattrista che proprio la città di Frascati, resasi autrice non più
tardi di qualche settimana fa, di una iniziativa bella e all'
avanguardia come la proiezione del film "Transamerica" nelle scuole per
educare i ragazzi al rispetto delle diversità, cada oggi in maniera
tanto rovinosa tessendo lodi con fondi pubblici al regime di Fidel
Castro. Uno scivolone che non fa onore alla tradizione nobile e libera
di Frascati. Concludendo, non resta che auspicare un abbassamento dei
toni sull'iniziativa in nome di valori che in Italia dovrebbero essere
condivisi quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani, civili e
di libertà. Esattamente quelli che mancano ancora oggi, a oltre
cinquant'anni dalla Rivoluzione castrista, nella martoriata società
cubana, all'interno della quale invece imperano: fame, narcotraffico,
prostituzione e lavoro minorili. Argomenti sui quali forse sarebbe più
onorevole spendere soldi e organizzare convegni con i patrocini
comunali.
GayLib Lazio
Contatti
www.gaylib.it

Christian Poccia –
Referente
Cell. 3334956683

COMUNICAZIONE DONNE IRAN
Presentazione del libro "Integralismo islamico e questione femminile"
Riprendere il cammino della libertà femminile dopo mille e una notte . La resistenza
delle donne contro l'integralismo islamico in Iran - Venerdì 30 marzo
2007 ore 15,30 – 19,00 Santa Maria della Scala, Sala San Pio Piazza
Duomo – Siena - Siena ha ospitato, attraverso l'Associazione I.R.I.D.E,
diversi incontri con le donne del sud del mondo che lottano per
ribaltare la propria condizione d'emarginazione e oppressione nei
rispettivi paesi, al fine di far conoscere la loro storia, il loro
pensiero politico e le loro esemplari lotte cosi spesso ignorate.
Questo percorso d'accoglienza e confronto continua con le donne del
Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dell' Associazione Donne
Democratiche iraniane in Italia. E non solo per dovere e piacere di
'sorellanza', ma anche perché esse rappresentano una forte esperienza
di liberazione dall'integralismo religioso-patriarcale, in forte
crescita anche nei paesi non musulmani. Un integralismo col quale tutte
le donne oggi devono necessariamente fare i conti, che le discrimina
all'interno di vite drammaticamente sospese se non addirittura negate,
che vanifica ogni possibilità di democrazia e di reale parità tra i due
sessi. Nel corso dell'incontro viene presentato il libro " integralismo
islamico e questione femminile- Nuovi integralismi, vecchi patriarcali:
un anacronismo senza rapporto con il mondo contemporaneo", pubblicato
da IRIDE e dalla PROVINCIA DI SIENA. Questo libro parla del progetto
politico di Maryam Rajavi- leader del consiglio Nazionale della
Resistenza Iraniana eletta presidente pro tempora della Repubblica
Iraniana. E' una preziosa testimonianza su come donne e uomini in
esilio abbiano dato vita e siano capaci di mantenere, da più di vent'
anni, una organizzazione democratica di lotta per sconfiggere un regime
teocratico impossibile da riformare . E' un esempio di come donne e
uomini, in questo cammino, abbiano anche preso coscienza della
mentalità patriarcale fortemente radicale nelle loro menti e nei loro
cuori e se ne siano liberati. Questa lunga marcia di resistenza da loro
intrapresa vuol portare la pace la democrazia nella società iraniana, a
partire dalla capacità di governo e dall'energia liberata delle donne