20 febbraio 2008

news 20 febbraio 2008

LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra
religione, di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la
natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna,
sono povero, sono paria e handicappato.
La mia sedia a rotelle è
questa società.
Sono un indiano, e sono meno di te e son strano,
diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i
capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e
rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono
razzista, ma solo con i razzisti!
Peter Boom


INCENDIO AL COMING OUT
La solidarietà di politici e militanti. Venerdì sit-in davanti al
locale On. Franco Grillini (Ps). Coming out. Attentato di omofobia
vigliacca. L'incendio del locale glbt "Coming out" di Roma è un atto di
violenza omofobica inaudita e vigliacca. Si vuole minacciare la
comunità gay e lesbica romana in uno dei suo maggiori luoghi di
aggregazione, la gay street, foriera di tristi polemiche politiche nei
mesi scorsi, addirittura tra i pro e i contro la presenza di gay nella
zona. E' la realizzazione, al di là di chi dice che la questione
omosessuale è risolta nel nostro Paese, che ci sono gruppi che fanno
della violenza, della discriminazione anti-gay e dell'omofobia la loro
attività principale. E' necessario pertanto una immediata risposta di
sentita solidarietà. Nell'aderire quindi al sit-in organizzato da
Arcigay Roma, mi preme sottolineare che in Parlamento abbiamo fatto di
tutto perché fosse approvata la legge su stalking e omofobia, che
prevedeva aggravanti per gli atti di violenza e discriminazione
motivati dall'orientamento sessuale. Purtroppo la furiosa opposizione
della destra e dei parlamentari clericali, nonché la fine anticipata
della legislatura, ha impedito l'approvazione di uno strumento
legislativo efficace contro la violenza alle persone omosessuale. On.
Franco Grillini


ARCIGAY: INCENDIO AL COMING OUT DI ROMA ULTIMO
GESTO PROVOCAZIONE OMOFOBA
Dobbiamo purtroppo rilevare, come gli
episodi d'intimidazione omofoba continuino ad imperversare in tutto il
paese senza che vi sia un'adeguata reazione da parte delle istituzioni
e partiti. Putroppo in Italia una vera lotta contro l'omofobia non è
mai iniziata a causa delle interdizioni da parte della gerarchia
vaticana e delle loro emanazioni politiche presenti in quasi tutti i
partiti di centro sinistra e di centro destra. La cruda realtà è che se
altre minoranze fossero state colpite come quella gay negli ultimi tre
anni assisteremmo ad una gara sui mass media e nelle sedi istituzionali
per trovare strumenti adatti di prevenzione, d'azione culturale e
sociale o di repressione.
Trattandosi però di gay, lesbiche, transessuali non si va oltre a blande e scontate solidarietà cui però
non fanno seguito iniziative concrete.Denunciamo pubblicamente che la
responsabilità di questo clima e di questo disinteresse ricade
totalmente sulla classe politica italiana, sempre pronta ad indignarsi
rispetto ad altre vicende, ma assolutamente insensibile e cinica,
ritenendo gli attacchi, le violenze, le discriminazioni nei nostri
confronti, come inevitabile reazione alla nostra aumentata visibilità e
forza sociale. Esprimiamo alle gestrici del Coming Out la nostra piena
solidarietà ed impegno, affinché un'esperienza come quella della
piccola Gay Street di Roma possa continuare ad esistere. Ci uniamo alla
mobilitazione promossa dall'Arcigay di Roma per venerdì sera e
chiediamo a questo governo, seppur limitato nelle competenze, di
battere finalmente un colpo. Infine ci incuriosisce sapere cosa avrà da
dire il neo candidato a Sindaco di Roma Francesco Rutelli che ha, come
il suo predecessore, una parola buona per tutti ma che sulla
cittadinanza gay non ha mai espresso alcunchè di sensato e concreto.
Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay

IGNOBILE ATTACCO AL LOCALE COMING OUT
Apprendiamo con estrema preoccupazione dell'incendio
doloso appiccato al Coming Out, noto locale nei pressi del Colosseo che
da anni è un visibile punto di riferimento e di ritrovo per la
comunità gay-lesbica della capitale e non solo. Ben più di un
campanello di allarme ma un vero e proprio atto di intimidazione per la
città e per tutti noi, che si assomma ai crescenti episodi di
aggressioni fisiche e verbali, alle scritte, ai manifesti "Basta froci"
che hanno invaso i mostri quartieri qualche mese fa, alle minacce, alle
parole in libertà di esponenti politici e religiosi. Un crescendo che
non ha trovato sufficienti reazioni di scandalo e di sdegno pubblico.
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, condanna fermamente
questo gravissimo episodio, esprime la più calda solidarietà alle
proprietarie del Coming Out, che con il loro impegno e la semplicità
del loro lavoro quotidiano si sono ritrovate in prima fila in uno
scontro che non dovrebbero essere costrette a combattere. Chiamiamo
alle proprie responsabilità le istituzioni, ricordando in particolare
che solo pochi mesi fa il Parlamento ha perso l'occasione di lanciare
un segnale chiaro varando una prima norma antiomofobia. La storia deve
insegnarci a non sottovalutare questa escalation di violenza che mira a
colpire nei suoi luoghi più riconoscibili un'intera comunità.
Intendiamo continuare con maggiore energia e slancio il nostro impegno
alla luce nel sole, nella nostra città, non facendoci intimidire e non
lasciando che queste azioni, sempre meno folli in quanto più
organizzate, cambino in peggio le nostre vite ricacciandoci nel
nascondimento. Andrea Maccarrone – Direttivo Mario Mieli Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria politica – Andrea
Berardicurti 06/5413985 – 348/7708437

COMING OUT, ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA: "SOLIDARIETÀ ALL'INTERA COMUNITÀ OMOSESSUALE"
"L'Associazione Radicali Roma esprime solidarietà all'intera comunità
omosessuale di Roma, per l'atto intimitadorio della scorsa notte ai
danni del Coming Out, locale storico di ritrovo di lesbiche, gay e
transgender della Capitale. La comunanza di intenti e sensibilità con
il mondo omosessuale di Roma, palesatesi nel 2007 con la raccolta firme
per la petizione di iniziativa popolare sull'istituzione di un registro
delle Unioni Civili, ci porta ad auspicare un'attenzione particolare da
parte di tutte le forze politiche che si vanno schierando in questa
prossima competizione amministrativa, affinchè non si verifichino più
atti intimitadori e codardi come quello di questa notte, né isolamenti
ghettizzanti delle aspettative della comunità gay." Massimiliano
Iervolino Segretario Associazione Radicali Roma via di Torre Argentina
76 00186 Roma 3392500303 m.iervolino@radicali.it www.radicaliroma.com


I GAY NELLE SCUOLE FANNO ANCORA PAURA ALLE DESTRE ?
Il bullismo è un grave problema d'attualità ed è proprio per questo che il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli, in occasione dei 25 anni dalla sua
fondazione, ha proprio ieri presentato alla stampa il Primo Progetto
organico di intervento di un'associazione gay all'interno delle scuole
superiori della capitale, con 60 incontri programmati in sei differenti
scuole, con i docenti, gli alunni e i genitori. Il progetto gode del
Patrocinio dell'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma,
con il quale il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli collabora da
anni. Alla presentazione di ieri l'Assessore Cecilia D'Elia è
intervenuta personalmente spiegando le motivazioni del patrocinio e
dell'adesione dell'Assessorato al progetto. Al rappresentante di
Alleanza Nazionale del Settore Scuola ed Istruzione, il "sedicente"
senatore Giuseppe Valditara, la cosa pare non andare giù. A dieci anni
dalle pessime esternazioni di Gianfranco Fini sui maestri gay, Alleanza
Nazionale torna a prendere la vecchia e mai abbandonata posizione che
stigmatizza gli omosessuali ed avalla in questo modo il problema del
bullismo e dell'omofobia nelle scuole e tra i giovani. In una
dichiarazione rilasciata all'Agenzia di Stampa APCOM, il "sedicente"
senatore Valditara attacca il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli e condanna il progetto liquidandolo come "un'iniziativa
velleitaria" ed esprime perplessità sulla competenza e sull'
imparzialità degli operatori coinvolti nel progetto. A Valditara si
unisce inoltre l'AGE (Associazione Italiana Genitori) che pur
professando apertura e comprensione, esprime una posizione di condanna
nei confronti dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Per
rispondere al Senatore Valditara, ricordiamo che il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli è un'associazione impegnata da 25 anni nella
difesa delle persone gay, lesbiche e transessuali ed è riconosciuta a
livello internazionale (World Pride 2000). Tra le Istituzioni con le
quali il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha collaborato in
questi 25 anni ricordiamo il Ministero della Salute, l'Istituto
Superiore di Sanità, la Regione Lazio, la Provincia di Roma, il Comune
di Roma e vari suoi Assessorati, il Carcere di Rebibbia, l'Azienda
Ospedaliera San Giovanni – Addolorata, gli IRCS Spallanzani e San
Gallicano. E' membro della Consulta Nazionale delle Associazioni per la
Lotta all' Aids istituita dal Ministero della Salute, del Direttivo
della Consulta per i problemi penitenziari del Comune di Roma e
collabora fattivamente da anni con la Questura di Roma relativamente
agli episodi di omofobia e transfobia. Se tutto questo è "sedicente"……
Precisiamo infine che il progetto "Smontiamo i Bullismi" è stato
approvato dall'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma e
che gli operatori coinvolti (psicologi ed assistenti sociali), pur non
essendo stati direttamente designati dall'Assessorato, sono
professionisti titolati e di comprovata esperienza che collaborano da
anni con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Ricordiamo
peraltro che il Mario Mieli lavora da anni nelle scuole romane, con
interventi specifici sulle tematiche dell'orientamento sessuale e della
prevenzione. Ci auguriamo quindi che il problema del bullismo nelle
scuole e tra i giovani venga affrontato concretamente a livello
istituzionale, anziché essere strumentalizzato con polemiche sterili e
controproducenti. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica ed Organizzativa Andrea Berardicurti – Massimo
Farinella Ufficio Stampa
Francesco Paolo Del Re 06/5413985 -
348/7708437 – 348/7708436 – 320/0823405


UN ALTRO SPORTELLO PER I DIRITTI CIVILI ED UMANI IN ABRUZZO
Avezzano – L'Aquila – La
Responsabile regionale di Gaya CsF, Anna Maria Angelitti, comunica l'
apertura dello sportello per i diritti civili ed umani presso la sede
PRC (Partito Rifondazione Comunista) in Via Parri 13/b e 13/c . Lo
sportello si mette al servizio dei cittadini che vivono stati di
difficoltà sociale e lavorativa. Si propone inoltre come punto di
incontro e assistenza per tutte le persone vittime di mobbing,
discriminazione, violenza, e a disposizione delle persone con
orientamento omo e trans sessuale, ecc… Lo sportello "DIRITTI UMANI E
CIVILI – Pierpaolo Pasolini" avrà il supporto e la collaborazione con
tutti gli attivisti della provincia di L'Aquila e dell'Abruzzo in
genere, fra cui: il Partito di Rifondazione Comunista, Gaya CsF – di
cui è Responsabile Regionale la Angelitti -, il Comitato Promotore
Arcigay Consoli L'Aquila e AGEDO di Pescara di cui è Rappresentante
Claudia Toscano. Lo sportello per i Diritti "Pasolini" fa seguito alla
precedente iniziativa degli attivisti di Gaya CsF presso i VERDI alla
Regione Abruzzo, che in gennaio hanno inaugurato grazie all'intervento
di Walter Caporale, lo sportello Diritti Civili e Umani intitolato a
Massimo Consoli. Anna Maria Angelitti è una degli attivisti più in
vista di Gaya CsF, conosciuta sia a livello locale che nazionale, donna
preparata nel sociale che ha spesso portato avanti lotte per la
salvaguardia dei diritti delle persone. Lo sportello resterà aperto nei
seguenti giorni: Martedì e Mercoledì dalle ore: 14.00 – 16.00 - Giovedì
e Venerdì dalle ore : 10.00 – 13.00. Per info e appuntamenti: Tel:
0863/415618 - e-mail: info@rifondazionemarsica.org. Anna Maria
Angelitti Responsabile Sportello Diritti Civili ed Umani "Pasolini"
Avezzano.

GAY, IRAN: GRUPPO EVERYONE CHIEDE INCONTRO URGENTE CON
L'AMBASCIATORE IRANIANO A ROMA
GLI ATTIVISTI: "INVITIAMO LE MIGLIAIA DI
FIRMATARI DELLA PETIZIONE A SCRIVERE ALL'AMBASCIATA CHIEDENDO CHE I
GIOVANI OMOSESSUALI HAMZEH E LOGHMAN SIANO RISPARMIATI"
Ha superato oggi le 12.500 sottoscrizioni la petizione per la vita di Hamzeh Chavi
e Loghman Hamzehpour (www.petitiononline.com/irangay), i due ragazzi di
18 e 19 anni arrestati a Sardasht, nell'Azerbaijan Iraniano, lo scorso
23 gennaio, con le accuse di "mohareb" e "lavat", che hanno confessato
sotto tortura di amarsi e rischiano la messa a morte. Gli attivisti del
Gruppo EveryOne hanno indirizzato una lettera ad Abolfazl Zohrevand,
Ambasciatore in Italia della Repubblica Islamica dell'Iran, in cui
chiedono un urgente incontro per discutere del caso dei due giovani,
che sta suscitando clamore in tutto il mondo, e della preoccupante
situazione sulla violazione dei diritti umani in corso nel Paese.
"Signor Ambasciatore," si legge nella lettera, firmata dai leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "viviamo in
un tempo difficile, in cui spesso la luce e il buio, l'amore e l'odio,
la giustizia e l'ingiustizia si confondono. Signor Ambasciatore, Le
chiediamo di far sì che le supreme Autorità iraniane mostrino un po' di
luce. […] Siamo a chiedere a Lei di mobilitarsi" continua la lettera
"affinché quei due ragazzi, che stanno per essere condannati solo
perché si amano in modo diverso, vengano risparmiati. L'omosessualità
esiste in tutti i Paesi del mondo ed è sempre esistita, anche fra i
grandi uomini del passato. Attraverso di Lei, vogliamo supplicare il
presidente Ahmadinejad e i giudici della repubblica Islamica di
restituire a quei giovani la loro libertà, i loro sogni, la loro
possibilità di fare del bene". Il Gruppo EveryOne invita tutti i
sottoscrittori della petizione, e così tutti coloro che credono ancora
nel valore della vita umana e della convivenza civile, a inviare all'
Ambasciata Iraniana a Roma, in via Nomentana 361/363, una lettera o una
cartolina – o un'e-mail a Ambassador@iranembassy.it, info@iranembassy.
it e ebassiran.rome@hotmail.com – recante due brevi frasi: "Life for
Hamzeh and Loghman. Stop executions in Iran". "Chiediamo all'
Ambasciatore Abolfazl Zohrevand di confermare il suo impegno per la
tutela delle minoranze e di levare la sua voce autorevole per
convincere Teheran a non versare il sangue di Hamzeh e Loghman, a non
ripetere ancora una volta il martirio di giovani innocenti, come
avvenne nel giugno del 2005 con Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni, le
immagini della cui esecuzione hanno sconvolto il mondo, e lo scorso 5
dicembre, con l'impiccagione, nel carcere di Dizel Abad a Kermanshah,
del ventunenne Makwan Moloudzadeh, il cui nome è diventato un simbolo
mondiale per la lotta contro l'omofobia , la pena di morte e i
trattamenti disumani e degradanti nei confronti dei perseguitati.
Crediamo che l'Ambasciatore sia l'interlocutore ideale per parlare di
vita in Iran; non va dimenticato il suo impegno nel Progetto di Cipro
per la Pace (1999) né la sua sensibilità verso il tema dei Diritti
Umani". "Vita per Hamzeh e Loghman. Stop alla pena di morte in Iran"
ripetono Malini, Pegoraro e Picciau. "Due semplici frasi per un
cambiamento che la maggior parte degli iraniani chiede insieme a noi:
ci auguriamo che l'Ambasciatore sia disponibile al dialogo e che la
nostra richiesta venga condivisa e supportata da tutti i cittadini,
dalle forze politiche, dalle associazioni e organizzazioni per i
diritti umani e civili a livello italiano e internazionale". Per
ulteriori informazioni: Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527 www.
everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

MANCUSO (ARCIGAY):
DISONOREVOLE SENTENZA DELLA CASSAZIONE
È gravissimo che un organismo
istituzionale come le sezioni riunite della Corte Suprema di Cassazione
definiscano un "fatto disonorevole un rapporto omosessuale" mettendolo
nero su bianco su una sentenza . È inaccettabile che in un dispositivo,
come il 7280 del 14 febbraio scorso, in cui si ragiona di tutela della
testimonianza e di diritti del testimone si offra una definizione di
omosessualità come fatto disonorevole e lo si affianchi, equiparandolo,
ad un rapporto incestuoso. L'omosessualità non può essere un fatto
esposto come stigma sociale e l'omofobia dei giudici, e anche della
classe politica, è prodotta dal clima di omofobia dilagante nel nostro
paese. Noi ci consideriamo assolutamente orgogliosi dei nostri amori e
dei nostri rapporti. Disonorevole è il pregiudizio sociale,
disonorevole è l'omofobia disonorevole sono sentenze come questa.
Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay. Ufficio stampa Arcigay:
Davide Montanari, cell. +39.3478782418, tel. +39.051.6493055


BABILONIA INTERVISTA PRETE PENTITO DI UNA COMUNITA' PER EX GAY
Babilonia: Intervista esclusiva per l'Italia con Scott Harrison, prete
pentito di due comunità per ex-gay, passato attraverso l'esperienza di
un esorcismo. Terapie come lavaggi di cervello ed esorcismi per guarire
dall'omosessualità. E' la testimonianza di Scott Harrison al mensile di
cultura omosessuale Babilonia. La storia di Scott inizia negli anni
ottanta quando si unisce a Living Waters fino a diventare lui stesso
sacerdote nella comunità e si specializza presso Exodus International,
la più tristemente nota delle comunità per ex gay. In cosa consisteva
questa terapia è lo stesso Scott a raccontarlo a Babilonia: «Era più
che altro un lavaggio di cervello. Con questa terapia violentano la tua
psiche. Alla fine dei corsi formativi e di teologia diventai ministro e
iniziai un mio gruppo verso la chiesa di Foursquare.» Scott Harrison
racconta dettagliatamente il suo percorso religioso con i neo-
pentecostali fino a quando viene costretto a passare attraverso
l'esorcismo: «Mi ci ero unito – racconta Scott a Babilonia – sotto
consiglio di miei superiori. Mi avevano convinto che anche se non
propriamente posseduti, una persona poteva lasciare che il diavolo
dominasse un'area della sua vita. Andai volentieri per ricevere una
preghiera. Avevo fiducia in queste persone e lasciai che, secondo la
pratica, imponessero le mani su di me e permisi che manipolassero le
mie emozioni. Ricordo che mentre passavo attraverso quella terribile
esperienza, chiedevo se veramente potesse esistere un demone
responsabile dell'omosessualità. L'esperienza fu profondamente
devastante con conseguenti ferite profonde. M'incoraggiarono a gridare,
urlare e lo interpretarono come la liberazione dal demone». Alla
domanda del perché si sia deciso a raccontare la sua storia, Scott
risponde: «Ho il sospetto che alcuni gruppi ex gay pratichino ancora
l'esorcismo». Oggi, Scott Harrison vive nella contea di Orange, in
California; ha abbandonato la chiesa e ora è diventato uno dei
personaggi più richiesti, negli Stati dell'ovest americano, dove aiuta
tanti giovani nel difficile percorso dell'accettazione. FONTE Mario
Cirrito (Babilonia)


AL VIA UN CORSO SU 'EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITÀ E
SESSUALITÀ CONSAPEVOLE
Operatori dei consultori: formazione sui temi
Lgbt
Un altro passo avanti nel lavoro contro le discriminazioni
sessuali
di Lucia Zambelli
Firenze Oltre 500 operatori dei
consultori 'a scuola' per prepararsi a rispondere in maniera adeguata
anche alle esigenze di giovani lesbiche, gay, bisessuali, transessuali,
transgender (lgbt). Il corso su 'Educazione all'affettività e
sessualità consapevole' prende il via domani, mercoledì 20 febbraio, e
fa parte di un percorso formativo organizzato dall'assessorato al
diritto alla salute della Regione Toscana avviato il 15 febbraio
scorso, che si concluderà il 19 giugno, dal titolo 'Dall'affettività
alla maternità e paternità consapevole'. Il percorso, che coinvolgerà
tutti gli operatori dei consultori e delle strutture di educazione alla
salute, affronta tre tematiche: percorso maternit&agr! ave; e sostegno
alla genitorialità; educazione all&rsqu! o;affett ività e sessualità
consapevole; interruzione volontaria di gravidanza. Il progetto,
realizzato dall'assessorato al diritto alla salute su sollecitazione
dell'assessorato alle riforme istituzionali, vuole rispondere all'
esigenza di dotare il personale dei consultori familiari e per i
giovani della Toscana di una formazione che lo renda pronto a
rispondere a dubbi, domande, necessità e urgenze di giovani lesbiche,
gay, bisessuali, transessuali o transgender e dei loro genitori,
parenti o amici Da domani i medici, gli psicologi, il personale dei
consultori della Regione Toscana saranno pronti ad accogliere i giovani
lgbt e a rispondere alle loro domande. Un passo avanti, quindi, nel
lavoro che la Regione sta conducendo da alcuni anni per la piena
accoglienza e la piena inclusione sociale delle persone lgbt e contro
ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità
di genere. In Toscana funzionano 244 consultori, di cui 204 familiari e
40 per i giovani. FONTE Toscana Notizie Agenzia di informazione della
Giunta Regionale Registrazione 5101/2001 presso il Tribunale di
Firenze.
Direttore responsabile Daniele Pugliese telefono +39
055/4384714 - fax +39 055/4384800 e.mail agenzia@toscana-notizie.it

CHE FAMIGLIA È QUELLA OMOSESSUALE ?
A spiegare la sua, partendo da
quella genitoriale, è sul prossimo numero di Babilonia uno storico del
movimento omosessuale e un giornalista affermato: Daniele Scalise.
«Quella genitoriale – racconta Scalise a Babilonia – è stata una
famiglia dove c'era un coacervo di amore e rigore. Poi mi sono
innamorato di una bellissima ragazza che è stata mia moglie e ci siamo
dati molto amore e una figlia. Con Franco, oggi, siamo una famiglia
come tante che vive insieme e si sostiene quando uno dei due sta male».
Scalise racconta la sua passione politica giovanile: «Ero militante in
una associazione che si chiamava "Soccorso Rosso". Venivano da noi dei
militanti del Fuori che noi guardavamo con compatimento: questi
parlavano di rivoluzione sessuale...». Anche sulle organizzazioni
omosessuali, Scalise è netto: «Da noi – spiega a Babilonia – manca una
politica seria dei movimenti omosessuali che in questa fase politica mi
sembrano parecchio assenti. Non propongono, non riescono ad essere
incisivi. C'è ancora un'idea di militanza obsoleta che
non regge perché
non stimola. Bisognerebbe tessere una tela di lobby politica. Ma chi lo
fa? I nostri deputati è come non ci fossero.» Poi la stoccata finale
sulle elezioni: «Stiamo vivendo uno dei peggiori periodi. La politica è
inadeguata, incapace e inesistente. C'è anche una aggressività
clericale smodata, intollerabile, inaccettabile che messa insieme alla
mancanza di politica fa quello che siamo: un Paese smidollato senza
alcuna prospettiva. In Italia la destra è clericale, fatta di
divorziati, di gente dalla doppia morale e la sinistra è impotente e
parolaia, in ginocchio anch'essa di fronte al papa». Cosa dovrebbero
fare gli omosessuali, chiede Babilonia. «La mia posizione dal 1984 è
chiara: non vado a votare! Mi rifiuto di votare per chi non mi ascolta,
per coloro che hanno dimostrato disprezzo verso gli omosessuali».
Tornando alla famiglia omosessuale, cosa direbbe Daniele Scalise, a un
padre o una madre omosessuale che non sanno affrontare la situazione
con figli, parenti e amici? «Ho incontrato un padre che non sapeva
come dirlo alla figlia. Gli ho spiegato che era essenziale dirlo per
salvare il loro rapporto. In un altro caso è stata la moglie a spingere
il marito a uscire fuori da quel segreto terribile. Dirlo fa bene a noi
e fa bene anche agli altri», conclude Scalise.

Teatrhalìe 2007/2008
Terza Rassegna di Letture Teatrali organizzata dall'Unione Femminile
Nazionale Donne comune denominatore presenta per la prima volta a
Milano Donne di Sabbia con Colher Pereira, Oriana Fruscoloni, Monica
Livoni Larco, Anna Ottone e Patrizia Papandrea a cura
dell'Associazione Donne di Sabbia. Parole, racconti e testimonianze di
donne di Ciudad Juarez e Chihuahua, per dare eco a quelle 470 voci
zittite con l'assassinio e a quelle 600 con il rapimento. Un
femminicidio ancora impunito che si perpetua da 14 anni, per il quale
secondo un rapporto di Amnesty International le azioni messe in campo
dal governo messicano per contrastare questi orrendi crimini non sono
sufficienti ad affrontare un problema che interessa purtroppo non solo
il Messico, ma anche il Guatemala. Mercoledì 20 febbraio 2008 ore
19.00 in Corso di Porta Nuova 32 Milano ingresso libero. La rassegna
organizzata dall'Unione Femminile Nazionale presso i propri spazi di
Corso di Porta Nuova 32 a Milano, ha quest'anno come titolo Donne
Comune Denominatore, per sottolineare e narrare il costante impegno di
molte donne a creare alleanze e rappresentanza nella storia di tutti i
giorni. Sei appuntamenti teatrali, uno al mese, da ottobre a marzo, in
cui si alterneranno tante attrici che si sperimenteranno in diverse
forme di rappresentazione e in diversi temi per raggiungere più
pubblici curiosi. Alla fine di ogni performance, sarà sempre offerto un
aperitivo, un momento in cui sarà possibile chiacchierare di teatro e
di storie di donne con le attrici. Un modo creare per una rete
emozionale tra attrici e spettatori e per far diventare Teatrhalìe Le
Muse del Teatro un luogo simbolico in cui si parla di teatro al
femminile. INVIATO DA Eleonora Dall'Ovo



C'è una bandiera nel mio cuore…. Ha tutti i colori del mondo, c'è un mondo dentro me che non ha
bisogno di bandiere….
Carla Liberatore Gaya CsF
Movimento di libera
informazione e libera vita
Email: gaya.cronistisenzafrontiere@virgilio.it
Tel. 339.8794768 – 0862.4005216

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30 gennaio 2008

news 30 gennaio

NASCE LA FONDAZIONE MASSIMO CONSOLI
www.fondazionemassimoconsoli.com
Questa Fondazione si occupa di proseguire il lavoro di Massimo Consoli. Lui era il "papá"del
Movimento Gay italiano, qui troverete informazioni altrove non
disponibili. Aderite e contribuite al nostro lavoro, gaiamente uniti
nel difendere l'Archivio, incrementandolo e operando per la sua
conservazione. I contatti fanno riferimento a un gruppo di
amici/compagni di Massimo sempre attenti ai vostri suggerimenti.

OMOFOBIA GALOPPANTE AL SENATO
Il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano è
stato aggredito duramente dal capogruppo del suo stesso partito al
Senato, Tommaso Barbato ed anche dal senatore di AN, Nino Strano,
subito dopo la sua dichiarazione di voler votare la fiducia al governo
Prodi. Cusumano è stato apostrofato con epiteti quali "cornuto",
"frocio" e "checca squallida". Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli rileva con estremo disappunto la violenta cultura omofobica che
regna tra gli esponenti politici che dovrebbero garantire la
democrazia, nel nostro Paese. A tutti costoro va il nostro biasimo per
la loro condotta razzista e squallida. Riteniamo inoltre che non è un
caso che proprio da quella parte della politica che si professa più
vicina al mondo cattolico arrivino segnali così gravi di
discriminazione contro gli omosessuali. Esprimiamo la nostra
solidarietà al Senatore Cusumano, oggetto di tale aberrante attacco.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437

L'ERA DELLE BESTIE DURA UN'ETERNITÀ
Riflessioni sul presente guardando al passato
Di Cinzia Ricci -
http://www.cinziaricci.it/editoriali-bestie.htm
In fondo, tecnologia e progresso medico-scientifico a parte, cosa c'è di diverso rispetto ai
tempi passati? L'Italia fascista, ad esempio, o l'Italia dei feudi e
del vassallaggio, dei mille comuni, delle grasse e sanguinarie corti,
dei Re, dei Papi, dei banchieri e i loro tirapiedi, delle crociate e
dell'inquisizione, del popolo affamato, vessato, ricattato, istruito
alla paura e alle superstizioni, condannato all'ignoranza, tenuto in
schiavitù, buono solo per pagare le tasse, provvedere alla mensa del
padrone, riempire il suo granaio, far figli da mandare a morire di
lavoro, nei bordelli, in guerra, per un tozzo di pane, un piatto di
lenticchie, una parvenza di vita e libertà… Certo, oggi c'è l'obbligo
scolastico, c'è persino la possibilità di proseguire gli studi - basta
appartenere ad una famiglia benestante disposta ad investire sul futuro
dei figli. Quasi tutti sono andati o vanno a scuola, molti persino all'
università, ma pochi conoscono l'italiano, i più lo parlano male e
scrivono peggio, leggendolo non ne capiscono il senso. Non conoscono
neanche la storia, neppure quella recente, dei nonni, dei padri - non
li riguarda, ne sono addirittura infastiditi, non sapendola la
inventano, o negano. Gli italici scolaretti non sanno nulla degli
"altri", i "diversi", i dirimpettai, i confinanti vicini o lontani. Per
non sprecare tempo ed energie sui libri, ad informarsi, magari
direttamente, si tramandano ogni genere di fandonia, luogo comune,
preconcetto, e chi le spara grosse vince, è sempre benaccetto. Il
cittadino scolarizzato, persino laureato, non è razzista, omofobo, che
diamine! Vuole solo che froci e lesbiche la smettano con le loro
assurde pretese, che gli stranieri vengano in Italia in vacanza o a
svolgere quei lavori che non facciamo più, portino qua i loro soldi o
qua spendano quelli che gli diamo ma poi se ne vadano, in fretta,
oppure restino, rispettando le nostre leggi, ligi al dovere, grati e
silenziosi, senza nulla pretendere, senza farsi vedere, ostentare,
cittadini invisibili, di serie B, indegni di cittadinanza, servizi e
diritti. Oggi c'è libertà, democrazia - dicono. Possiamo fare quello
che vogliamo, dicono. Essere o apparire come ci pare, dicono. Dicono
anche che quasi non c'è differenza tra abbienti e pezzenti, tra uomini
e donne, tra etero ed omosessuali, che tutti abbiamo le stesse
opportunità, che la nostra cultura, le nostre leggi – tra le più
avanzate del mondo - ci tutelano, proteggono, garantiscono, senza
eccezioni. Dicono che siamo un popolo virtuoso, ospitale, talmente
evoluto, pacifico e tollerante da non aver bisogno di nuove leggi
contro le discriminazioni e le violenze, talmente intelligente ed
avanzato da dibattere sull'opportunità di farsi promotore di una
moratoria contro l'aborto, talmente civile da essere il primo promotore
della moratoria contro la pena di morte. Ma i figli non sono tutti
uguali. I figli dei rumeni, ad esempio, che notoriamente rubano e
puzzano sin dalla nascita, è meglio che vadano a scuola su autobus loro
riservati, separati dai bambini italiani che invece sono santi e
navigatori, per nascita – le mamme straniere ivi residenti, quindi,
abortiscono pure, ci facciano il piacere. Anche i morti non sono tutti
uguali. Se a morire è un extracomunitario, magari mentre sta salvando
dei bambini a cui la madre italiana non ha impedito di fare il bagno
nonostante il mare mosso, se a morire è un clandestino che lavora al
nero, magari cadendo da un'impalcatura in un cantiere in subappalto,
gestito da caporali italiani, per dieci euro al giorno escluso vitto e
alloggio, o investito da un automobilista italiano ubriaco o
semplicemente distratto, se a morire suicida è un ragazzo la cui unica
colpa è essere omosessuale, in Italia, se a morire per mano di un
rispettabile cittadino italiano di sana e robusta costituzione
eterosessuale, è una trans senza permesso di soggiorno, se a morire, ad
essere picchiate, stuprate, licenziate, sfruttate, disconosciute sono
le persone che non ci piacciono, non ci somigliano, che ci imbarazzano,
che crediamo rappresentino una minaccia ai nostri privilegi, alle
nostre abitudini e convinzioni, allora la morte non è così scandalosa,
inaccettabile, non è tanto grave, importante, significativa, degna di
attenzione, mobilitazione, impegno. In questi casi, l'italico
giornalismo tace o mette la sordina ai suoi strilloni, i politici
dicono due o tre fregnacce tanto per dimostrare che leggono i giornali,
gli altri fingono di non vedere, sapere, cambiano canale, voltano
pagina cercando l'oroscopo. Sì, oggi ci sono i giornali, gli studi
televisivi, internet, arene nella sostanza simili a quelle dei nostri
antenati, in cui è lecito mostrare carni lacere ed ogni altra
bestialità, in cui la gente fa a pugni per potersi esibire, per poter
pubblicamente sbranare l'altro: straparlando, urlando, insinuando,
inventando le più strampalate o patetiche fandonie che la platea
immancabilmente beve - e fa proprie, con piacere.
Dicono anche che
rispetto al passato, oggi il popolo è tenuto in gran considerazione.
Intere famiglie, quartieri, possono aspirare ad una sicura
sistemazione. Liste interminabili di persone girano di tasca in tasca
prima delle elezioni. Poi, quelle stesse persone finiscono in cima alle
graduatorie, ad ingrossare l'esercito di lavoratori socialmente utili –
a loro stessi e a chi li ha comprati. L'ormai abituale ricorso alle
esternalizzazioni ha una sua precisa utilità in questo scambio di
favori. I partiti, le amministrazioni, gli enti statali e il governo
stipendiano orde di delinquenti, semianalfabeti, imprenditori,
consulenti, furbetti, portaborse con o senza portafoglio, preti e
monache, veline e attricette da strapazzo, gente che fuori dai palazzi,
dai corridoi, non sarebbe nessuno. Oggi, i nobili sono decaduti, non
contano più. Ci sono però una miriade di piccoli, insulsi, inetti
reucci fatti a mano e c'è il Papa, naturalmente, quello è rimasto –
altra faccia, altro nome, stesso incrollabile, immenso potere,
arbitrio. Quanti sudditi alla corte del più influente, impiccione e
piantagrane monarca del mondo. Oggi non corriamo più il pericolo che un
manipolo d'illuminati raccolga intorno a sé il consenso popolare
riuscendo ad ottenere miglioramenti, se non proprio cambiamenti
radicali, epocali. Pochi sarebbero disposti a seguirli rischiando
personalmente. Nessuno parteciperebbe a quello sforzo collettivo in cui
si è tenuti ad anteporre il bene comune al proprio. D'altra parte, la
maggioranza delle persone pensa sinceramente che i guasti attuali siano
la conseguenza di azioni sbagliate compiute da altri, mai di una loro
diretta o indiretta responsabilità, neppure parziale, minima. Perché
impegnarsi quando, stando tranquilli e senzienti, si può vivere senza
farsi mancare il necessario, talvolta persino prosperando? Perché
giocarsi o, peggio, spartire con gl'incapaci, i guastafeste, i
vanagloriosi e gli idealisti, il poco o tanto che si possiede, si è
conquistato? Già… Oggi ci sono le consultazioni referendarie, sindacali
- così, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter scegliere
se fare due turni oltre a quelli già previsti nel contratto ricevendo
in cambio un piccolo aumento, la regolarizzazione dei colleghi precari
e 250 nuove assunzioni, poco più del 50% di essi può tranquillamente
dimostrare chi comanda: piuttosto morti che in fabbrica anche il sabato
mattina o nel turno di notte tra la domenica e il lunedì. Piuttosto
morti! E muoiono, infatti, come mosche – mal pagati e disprezzati da
chi può permettersi il lusso di non sporcarsi le mani. Muoiono, ma se
vai nelle piccole aziende dove si lavora di braccia, dove il cervello
si pensa di poterlo lasciare a casa - in un cantiere o un magazzino, ad
esempio -, scopri che nessuno, regolare o irregolare che sia, si
preoccupa di rispettare e far rispettare le più elementari norme di
sicurezza: pochissimi usano le imbracature, portano i caschi, le scarpe
rinforzate, i guanti da lavoro, indumenti adatti. Scopri che a
mezzogiorno le trattorie sono affollate di maestranze affamate, che le
tavole e i bivacchi si riempiono di birre, fiaschi di vino, liquorini
per digerire, per combattere il freddo, scopri che la percentuale di
operai giovani cannati ancor prima di prendere servizio è altissima,
poi via, a lavorare sui tetti, arrampicati su scale sghimbesce e
ponteggi montati in fretta, senza protezioni, spostando merci, usando
macchinari e utensili sempre pericolosi, anche quando in perfetto
stato, soprattutto se mal tenuti. È strano che i morti non siano il
doppio, il triplo, il quadruplo ed oltre. Oggi le donne possono
lavorare e sono pure stipendiate se lo fanno, mica come una volta che
erano vacche da mungere, soltanto puttane, o sorelle, figlie, mogli e
madri. D'accordo, guadagnano e contano meno degli uomini, ma di che si
lamentano? Un tempo lo facevano gratis e zitte, passi lunghi, sguardo a
terra. Possono persino separarsi dal coniuge, rinunciare alla patria
potestà del maschio, tentare di avere una vita indipendente – colpa
delle femministe, dell'emancipazione femminile se poi padroni, padri,
fratelli, mariti e fidanzati perdono il controllo, tentano di rientrare
in possesso del potere e dei privilegi apparentemente perduti, cercano
di mettere le cose a posto a suon di botte, stupri, coltellate, colpi
di pistola. Oggi abbiamo gli ospedali e grazie all'approvazione dell'
ultima finanziaria, non paghiamo più nemmeno il ticket. Ma le
probabilità di entrarci malconci e uscirne morti sono comunque alte,
troppo alte. Gli ultimi che se ne preoccupano sono proprio gli
amministratori pubblici, i manager delle ASL, i medici e gli operatori
sanitari per i quali lo stipendio e la carriera contano più della vita
umana, il cui unico pensiero è rimanere tra quelli che la politica e l'
economia prediligono. Sanità ed istruzione privata: businnes milionario
per le casse vaticane, per le tasche dei notabili genuflessi, pii e
laici. Sanità e istruzione pubblica: croce e delizia - sprechi ed
eccellenze. Dicono. Amara realtà italica a due marce, facce, un po'
come tutto il resto. Chi nasce al sud e al sud rimane, farebbe meglio a
ricorrere allo stregone, ai salassi, ai rimedi empirici, a pregare i
santi – cose che i concittadini dell'Italia "zavorra" non avendo
alternative fanno, talvolta persino volentieri, preferendolo. Ci sono
le guerre – oggi finalmente "intelligenti", selettive, giuste o
accettabili, il male minore o necessario. Ci sono i massacri
collaterali, statistici, scientifici. L'annientamento delle culture e
delle popolazioni che riteniamo a vario titolo ostili, incolte e
incivili. Democrazia, capitalismo, eterosessismo, machismo – non può,
non deve esservi alternativa. Siamo bravi, oggi, incredibilmente
moderni, globali: esportiamo spazzatura, credenze, promesse, illusioni,
menzogne e morte, chiamiamo la nostra merce "libertà", la offriamo come
un regalo ma la imponiamo con la forza - poi presentiamo il conto ed
abbiamo persino la faccia tosta di offenderci, arrabbiarci, se qualcuno
si azzarda a protestare. Oggi, se impiccano un ragazzino accusato di
sodomia, tutto il pianeta ne è informato e può civilmente indignarsi
sentendosi fortunato di non essere al posto suo, fortunato di vivere in
un luogo migliore, in cui la legge e la Polizia sono al servizio del
popolo, non di un tiranno o un Dio assetato di sangue. Popolo: entità
astratta, massa indefinibile senza una sua propria identità,
soggettività. Poliziotti: fotografie del Duce nel portafoglio, facce
qualsiasi, manovali indifferenti al discernimento, capaci della più
compiaciuta brutalità, del più completo menefreghismo, fiero
disimpegno, braccia armate con licenza di punire chiunque tenti di
alzare la testa, ubbidienti all'ordine di lasciare che piccole orde di
deliranti nazifascisti tengano in ostaggio intere città, le mettano a
ferro e fuoco in occasione di una partita di calcio, un lutto, un
capriccio. Uomini che smessa la divisa si uniscono ad essi per far
pulizia, dimostrare chi è il padrone, ristabilire l'ordine – come
natura comanda. Negri, ebrei, froci, lesbiche, islamici, storpi,
mentecatti, zingari, dissidenti politici, atei, non sono forse esseri
inferiori, laidi, malati, indegni, pericolosi? Non sono qui per rubarci
i soldi, il lavoro, la casa, per indebolire la razza, distruggere la
famiglia, la cristianità, per destabilizzare il sistema, contaminare i
giovani con le loro credenze, opinioni, con le loro ripugnanti
perversioni? Oggi non c'è più la peste a pareggiare i conti, a renderci
tutti uguali. Ecco l'unica, vera differenza con i tempi passati, quelli
che guardiamo dall'alto in basso, con vanità, presunzione. In questo
baccanale, in questo impazzimento collettivo in cui i più stanno beati
o beoti, pensare, sapere e parlare di diritti, giustizia sociale,
realtà, storia, non ha alcun senso. Ci si sente noiosi, e soli, come
cani. E allora cala il silenzio, cala il sipario – interiore. Non si ha
più alcun motivo per cercare onestà, generosità, compassione, eroismo,
fantasia, bellezza - per credere, illudersi che ve ne sia ancora un po'
in qualche angolo remoto dell'animo umano. FONTE
www.cinziaricci.it


LA DIFESA DELLA VITA
Il vicario del Papa da Ferrara: «La fede non
riguarda solo Dio ma anche i rapporti sociali» Poi conferma le parole
di Bagnasco: i politici cattolici non promuovano leggi in contrasto con
il bene Ruini: restituire alle donne la libertà di non abortire
DA ROMA MIMMO MUOLO
L' aborto «è la soppressione di un essere umano
vivente». E una legge che lo preveda, come la 194 in Italia, «rimane
intrinsecamente cattiva». Tuttavia la Chiesa non ha mai «incitato a
rivolte o a comportamenti sediziosi ». Chiede, però, che sia applicata
in tutti i suoi aspetti. Lo ha detto ieri sera il cardinale Camillo
Ruini, intervistato da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, durante la
puntata di 'Otto e mezzo' andata in onda su La7. Sorridente e a suo
agio, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha risposto con
pacata chiarezza a tutte le domande, che hanno toccato anche temi come
la contraccezione, la presunta ingerenza della Chiesa nelle leggi dello
Stato e l'atteggiamento dei politici cattolici in materie eticamente
sensibili. Legge 194. «Un punto sul quale insistiamo da tempo – ha
ricordato – è quello dell'attuazione integrale di questa normativa».
Soprattutto «si faccia il possibile per aiutare le donne ad accogliere
il figlio». Specie quando il problema è di ordine economico, ha
sottolineato il cardinale, risolverlo non è eccessivamente difficile.
«L'esperienza dei Centri di aiuto alla vita che abbiamo promosso da
tanti anni, ha già mostrato che 85mila aborti in Italia sono stati
evitati» in un primo momento con modestissime somme e poi «attraverso
il dialogo, l'aiuto psicologico, il far sentire alle madri che ci sono
persone disposte a condividere il problema con loro», infine con la
capacità «di favorire un inserimento mondo del lavoro». Quanto all'
obiezione che in questo caso si restringe la libertà della donna, Ruini
ha ribattuto: «È falsa in radice e va rovesciata. La donna abortisce
perché non è libera e diventa libera se le si dà la possibilità
concreta di non abortire. Che non è un obbligo, nessuno può
costringerla, è soltanto un'offerta, un atto di solidarietà di solito
graditissimo». Infine la questione terminologica. Aborto uguale
omicidio? «Personalmente non uso mai questa parola – ha risposto Ruini
– anche per una forma di rispetto verso le donne e per le famiglie.
Tuttavia anche altre espressioni, come 'interruzione volontaria della
gravidanza' rischiano di occultare la realtà del fatto. Quindi il
linguaggio deve essere il più sereno possibile, ma anche veritiero e
certamente accompagnato dall'affetto, dall'amicizia, dalla
solidarietà». «Nei confronti delle donne che abortiscono, come nei
confronti di tutte le persone che vivono per un motivo o per l'altro
delle situazioni che la Chiesa giudica negative o irregolari, non
abbiamo atteggiamenti persecutori od ostili, ma quanto mai accoglienti
». Contraccezione. Una battuta anche su questo tema. Si tratta di «una
scelta etica che la Chiesa ritiene sia corrispondente alla natura
profonda del rapporto tra l'uomo e la donna e che perciò propone ai
cattolici, senza minimamente pensare che si debba imporre per legge».
Ingerenza. «Vorrei sfatare che in Italia – ha detto il cardinale
rispondendo a un'altra domanda – ci sia, da parte della Chiesa, più
attenzione ai temi politici e sociali che altrove». E ha citato il caso
del Canada, dove, «quando c'è stata la questione del matrimonio degli
omosessuali due cardinali sono andati a protestare in Parlamento.
Pensate che cosa sarebbe successo, se l'avessi fatto io». Quello che
cambia, ha aggiunto, «è l'efficacia degli interventi, certamente
maggiore da noi». Ruini ha quindi spiegato che «la fede cristiana non
riguarda soltanto il rapporto con Dio», ma (e basti guardare i dieci
comandamenti), anche i rapporti sociali. Perciò quando «vi sono
problemi etici che chiedono di essere codificati in leggi
potenzialmente in contrasto con la visione cristiana della vita non si
può non intervenire». La mediazione dei politici cattolici. Ma tutto
ciò, gli è stato chiesto, non dovrebbe avvenire, con la mediazione dei
politici? «La parola mediazione – ha risposto il porporato – può avere
due significati. Se una legge viene approvata dalla maggioranza in
Parlamento, anche se non ci piace, diremo che è ingiusta. Altro è che i
cattolici stessi si facciano promotori di leggi in contrasto con ciò
che anche alla luce della fede sappiamo essere il bene per l'uomo.
Questo atteggiamento è certamente sbagliato», ha detto, e anche su
questo è apparso in accordo con l'attuale presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco. «Anche al tempo della Dc – ha concluso Ruini
– Mai coloro che si dichiaravano politici di ispirazione cristiana
sostenevano loro stessi certe posizioni. Soccombevano in Parlamento, ma
questo è un altro discorso». Alla fine della registrazione, salutando i
giornalisti presenti, il cardinale si è concesso una battuta scherzosa
anche in merito alla sua presenza sui media: «Non fatemi parlare
troppo. Altrimenti la Litizzetto poi mi dice 'Eminens'. Io non l'ho mai
guardata, ma mi dicono che è simpatica. E poi la mia segretaria la
imita benissimo».
Davide Montanari +39 339 7107082
Ufficio stampa
Arcigay


I CONFETTI OMOSESSUALI DI SULMONA
Confetti Pelino - Sulmona (AQ) - ' pronto e tra una settimana sar' messo in produzione. Si chiama
, la sposa gay, ed ' il nuovo confetto della storica ditta di Sulmona,
dedicato alle coppie omosessuali.''idea ' nata dalle richieste
provenienti dal'America di un prodotto specifico per le coppie
omosessual', hanno spiegato Mario e Antonio Pelino, rispettivamente
presidente e amministratore delegato della Confetti Pelino .Il nuovo
prodotto si compone di materie esclusivamente naturali. Messo da parte
il tipico amido di questi alimenti, gay bride ' una felice unione di
mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay,
zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti
ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come ' nella tradizione
dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalit' di una scelta di
vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore
ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla,
tinta che nasce dal'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il
maschile e il femminile. Aperta e pronta anche a rispondere ai
mutamenti nei costumi della societ'. Vicina quindi a tutti coloro, gay
e non, che intendono celebrare i momenti significativi della loro vita
anche attraverso la scelta di un confetto adeguato. 'altronde -
sottolineano i due dirigenti della'Confetti Pelino – abbiamo clienti da
ogni parte del mondo, e tra loro ci sono anche coppie omosessuali. La
Confetti Pelino di Sulmona ' u'azienda leader nel mondo in questo
settore, nata nel 1783 per volere di Berardino Pelino che dette
u'impronta produttiva ad u'attivit' fino a quel momento esclusivamente
commerciale. 'azienda fin dalla sua fondazione ' votata alla qualit'
dei suoi prodotti, confetti e dolci in generale, e al benessere del
consumatore. Qualit' garantita nel'uso di ingredienti certificati e di
alto valore naturale e dai processi produttivi che conservano ancora
oggi 'integrit' delle materie prime usate. Proprio tre giorni fa, il 26
maggio, la famiglia Pelino si era resa protagonista di una "guerra"
tutta interna tra fratelli proprio a causa della possibilità di
lanciare questo tipo di prodotto. A scatenare la diatriba era stata
Paola Pelino, neodeputata di Forza Italia, che, in u'intervista a'Il
Giornal', aveva dichiarato di non contare sui Pacs per aumentare il
fatturato del'azienda di famiglia.'I confetti? Vorrei continuare a
venderli alle coppie normal', aveva detto Paola Pelino. Immediata la
reazione del fratello Antonio, amministratore delegato dell'azienda,
che, in risposta al'articolo, aveva scritto una lettera al quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro per chiarire che le opinioni della
sorella nulla hanno a che fare con 'impresa di famiglia, che produce
confetti venduti in tutto il mondo.'Le opinioni espresse dal deputato
di Forza italia sono di natura esclusivamente politica e personale e
non coinvolgono la direzione del'aziend', ha spiegato nella lettera
Antonio Pelino, precisando che del consiglio 'amministrazione Paola
Pelino ' membro insieme a Mario, Antonio, Lucilla e Marco Pelino. Come
a dire, non ' la sorella deputata a dare la linea. A soli tre giorni di
distanza la piacevole notizia del lancio del nuovo confetto lilla Gay
Bride: si è trattato dunque di liti politiche in famiglia o di u'abile
strategia commerciale. In ogni caso è un bel passo avanti da parte di
una delle più tradizionali aziende italiane. FONTE Arcigay.it


SOLIDARIETA' ALLA SIGNORA PATRIZIA ROMANO
Anonimi come la viltà che li caratterizza, maschi o femmine non importa. Sono solo violenti ed
ignoranti personaggi abietti alla società civile. Noi, omosessuali e
trans siamo abituati, purtroppo, ai soliti atti di terrorismo sociale e
psicologico da parte di sconosciuti ma anche da parte dei sedicenti
amici o parenti. C'indigniamo ma non ci sconvolgiamo. Nonostante ciò,
ancora troppe volte, gay lesbiche e trans sono umiliati in casa o fuori
casa, da genitori o da amici "cattivi" , ma la
cosa intollerabile è quando anche le Istituzioni democratiche sono "cattive" con i più
deboli. Questo, avviene perché "la differenza" degli omosessuali e
delle trans non è riconosciuta ancora come non riparata, nonostante le
persecuzioni e gli stermini dimenticati. Ecco, perché, i Ken con il
patrocinio del Comune di Napoli organizzerà anche quest'anno attività
ed incontri con la città e nelle scuole sul tema dell'Omocausto (lo
sterminio nazista dei Gay)a cui invitiamo la Signora Romano a
partecipare. Lo faremo anche nella IIa Municipalità di Napoli con la
partecipazione
del M.I.T. Napoli, di Arcilesbica Napoli (coordinamento
campano GLT)e con la collaborazione straordinaria di Libellula 2001 -
ArciTrans e del circolo Anthias di Napoli. Speriamo che, il presidente
Patruno e all'assessore Esposito ( come la maggioranza in Consiglio
Comunale di Napoli e dell'assessore Valente),comprendino il "sano"
valore della critica da noi esercitata nei loro confronti per il merito
della Consulta Pari Opportunità (di cui i Ken fa parte) che è portatore
di omofobia non manifesta. La Consulta è incapace - per come è stata
regolamentata - di esprimere
modernità e reali esigenze sociali per una
convivenza civile tra le differenze (non solo di genere) ma anche di
orientamenti sessuali e di identità di genere. Negare ciò, significa
avallare l'intolleranza e
la violenza di chi ci vorrebbe " cacciati" e
perché no, arsi ancora una volta. Invitiamo, quindi tutti ad una rapida
modifica del regolamento istitutivo inserendo come previsto anche dal
piano d'azione per l'anno europeo delle pari opportunità 2007, non di
fatto, ma di diritto, tutte le categorie escluse ( gay lesbiche e
trans comprese).
Carlo Cremona Presidente Associazione omosessuale i
Ken
UFFICIO STAMPA
Via Toledo 210 - Na
081 5519653
3923887147
www.i-ken.org


GRAVE ATTO DI INTOLLERANZA
ALLA SECONDA MUNICIPALITA'
Con grande rammarico, Alberto Patruno Presidente e l'Assessore Susy Esposito della
II Municipalità di Napoli, hanno appreso dalla Sig.ra Patrizia Romano
del vile messaggio pervenuto in forma anonima alla sua attenzione: "SEI
UNA SPORCA LESBICA VAI VIA CHE INFETTI!!!" Nei prossimi gioni sarà il
"Giorno della Memoria" per non dimenticare gli stermini avvenuti per l'
odio razziale, xenofobo e omofobo. Purtroppo tanto dolore non è
riuscito a cancellare nella gente i pregiudizi e occorre sviluppare
momenti di condivisione e conoscenza reciproca. Crediamo che tale
episodio sia solo espressione di un singolo e non di un intero contesto
lavorativo che, si speri
valuti ed accetti le persone per quelle che
sono e non per il loro orientamento sessuale. D'altronde, la storia del
mondo del lavoro ha sempre affermato principi di solidarietà e
tolleranza. Esprimiamo solidarietà alla Sig.ra Patrizia.
Alberto
Patruno
3475851794 3473880579
Susy Esposito
3356675870

IL BELL'ESEMPIO DELLA REGIONE LAZIO
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
ringrazia la Regione Lazio ed in particolare l'Assessore al Bilancio
Luigi Nieri per aver inserito nella Finanziaria 2008 aiuti economici
nell'acquisto per la prima casa alle "giovani coppie". L'aver lasciato
senza altre distinzioni questa dicitura pone quindi tutte le giovani
coppie sullo stesso livello, fermi restando i requisiti per l'accesso
agli aiuti. Ci auspichiamo che la Regione Lazio sia di esempio per
tutte le altre Amministrazioni: l'aver ribadito il riconoscimento del
sostegno in maniera paritaria pone la nostra Regione tra quelle che in
maniera laica e non discriminatoria garantiscono i diritti di tutti i
cittadini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica
06/5413985 – 348/7708437

FAVOLETTA SCHIFOSETTA
A cura di Peter Boom
UN ALTRO PIANETA
Favoletta schifosetta, scritta male, non corretta e unpolitically correct di
Peter Boom C'era una volta un altro pianeta abitato da strane bestiole
per metà cani e per metà umanoidi. Le bestiole avevano attitudini e
usanze simili a queste due categorie, erano operose, furbe ed alcune
anche intelligenti, tutte dedite a peccati belli e brutti. Nella città
più importante era stata costruita una cuccia gigante, nella loro
lingua chiamata "Ano", da non confondere con quel organo da dove
defluiscono le cose digerite. I sudditi del grande capo Ano erano
chiamati Ani, molto ossequiosi e obbedienti al loro capo, che un giorno
sì e un altro giorno pure ricordava sulla grande piazza del "Ano" come
le povere bestiole si dovevano comportare. Non si esponeva a
contraddittori, lui d'altronde aveva la verità in tasca e solo lui
sapeva elargire i buoni consigli che gli venivano direttamente
trasmessi via internet da un pianeta superiore. Le bestiole, essendo
naturalmente pansessuali esattamente come i cani e gli umani, facevano
di tutto per nascondere le proprie innate peccaminose tendenze e per
farsi perdonare portavano molti regali, croccantini e denari al grande
Ano, che grazie al suo sconfinato ed arrogante potere, in parlamento
fece votare per mezzo dei suoi fedeli politici molte leggi
contronatura, calpestando con i suoi stivali neri i più elementari
diritti civili. La sua organizzazione capillare aveva mietuto nei
secoli milioni di vittime e guastato la vita a miliardi con le sue
immorali regole ed imposizioni. Ma vicino ad "Ano" si trovava una
grande "sqUola" dove venivano istruite le bestiole giovani più
intelligenti nelle diverse scienze e la Scienza, questo si sa, è sempre
stata una spina nel fianco dei grandi capi Ano. In questa "sqUola" gli
enti+ insegnavano agli enti- per far diventare anche loro enti+, e
molti enti+ e- , avendo studiato tanto, non sopportavano più il grande
capo Ano che interpretando a suo modo un libro antico e antiquato si
era reso veramente antipatico anche perché non teneva conto della vera
legge della natura. Infatti, la natura intesa scientificamente non gli
avrebbe permesso più di esercitare tutta quell'influenza sulla massa
sempre più informata delle bestiole. Non avrebbe più potuto affermare
che è innaturale quando una bestiola si intrattiene sessualmente con
un'altra bestiola, cosa che valeva anche per i bestioli. Tentava di
imporre l'antiscientifica teoria della creazione, una balla talmente
grande che soltanto i creduloni potevano crederci ancora. Voleva
altresì imporre l'origine "anona" a tutto il pianeta, disconoscendo
tutte le altre origini anche quelle molto più antiche. Tutti i politici
dovevano essere concordi con lui (anche per non fargli pagare la
Impostori Causa Imposte), esigeva una società basata su certi paranoici
principi irrinunciabili, faceva una continua pubblicità su tutti i
massmedia attuando una forte censura sotterranea ed esponeva il suo
anofisso dappertutto, anche dove non doveva stare. Molti suoi ani
peccavano gravemente ed allegramente ed abusavano a mente serena delle
piccole bestioline e dei piccoli bestiolini. Questi ani se lo potevano
permettere perché il grande Ano e i suoi gerarchi tenevano
rigorosamente segreti questi misfatti (se no che esempio avrebbero
dato) e spostavano gli ani pedofili, se scoperti, in altra sede, dove
poi, grazie a questa impunità, potevano ricominciare con il loro turpe
vizio godendo delle loro piccole vittime traumatizzandole per sempre.
Non c'era dunque da meravigliarsi che gli enti+ e gli enti-
cominciarono a protestare contro chi era responsabile di questo grave
pluri-favoreggiamento ed altre corruzioni (tra l'altro neanche prese in
considerazione dai politici concordi e conniventi). Nella prossima
puntata di questa favoletta, della quale do piena liberatoria per la
libera diffusione su tutti i massmedia e nella quale naturalmente non
si allude ad alcuna persona, vedremo come va a finire. Peter Boom. http://digilander.libero.it/pansexuality/

GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE.
PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO
UNITO
GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE
LE NAZIONI UNITE
ARRESTATI IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19
ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI. L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH",
PER LA QUALE E' PREVISTA, COME PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA
PENA DI MORTE.
INTANTO, DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO
CONFORTANTI ANCHE PER LA RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE
D'APPELLO SAREBBE INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA
Si chiamano Hamzeh
Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana
(18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23
gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il
giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad
Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura
fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che
cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di
avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. La loro
confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale islamico
li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il reato di
chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale iraniano
prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati "nemici di
Allah". Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro assassinio del
ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat", avvenuto nella
prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno internazionale,
proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per la vita in
Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio di tanti
innocenti, vittime di un regime spietato. "Il popolo iraniano per la
maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a morte e alla
lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo pochi
fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano strumenti
leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si battono con
eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a rischio
delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui le
minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".
Ma le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana
rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato
l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a
seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con
la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani
e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove
l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte
d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco
confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non
concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni
internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo
inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler
più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne.
"Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a
dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del
rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati.
Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro
di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi
complici". Il Gruppo EveryOne ha avviato una petizione internazionale
(
http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html) sui due casi, per
i quali sono stati interpellati anche l'Alto Commissario per i Diritti
Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto Commissario per i Rifugiati
António Guterres e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-
moon. EveryOne chiede a tutti i sottoscrittori di inviare e-mail e fax
di protesta alle ambasciate iraniane, in Italia e a all'estero, nonché
al governo britannico (per gridare no alla criminale deportazione di
Pegah e di tanti altri profughi innocenti) e al regime iraniano di
Amadhinejad.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-
8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com ::
info@everyonegroup.com
INVIATO DA Sergio Rovasio

LILLI GRUBER A "BABILONIA" PARLA DELL'IRAN E DEL RUOLO DELLE DONNE IN MEDIO ORIENTE.
E sull'Italia accusa: «Cardinali avrebbero chiamato parlamentari per
fermare il testo sulla sicurezza antiomofobia». «In Iran esiste una
teocrazia, che è anche regime, secondo la quale il reato di sodomia va
punito con la pena di morte. Purtroppo va ricordato che questo tipo di
pena viene applicata in qualche altro Paese islamico. In realtà, come
sempre accade con le religioni quando assumono un ruolo importante,
alcune barbare pratiche sono più legate a società patriarcali che non
alla religione ». L'europarlamentare Lilli Gruber intervistata dal
mensileBabilonia parla dell'Iran "Paese dei segreti" e del coraggio
delle donne; delle esecuzioni di giovani accusati di omosessualità e di
quei Paesi europei con scarsa sensibilità verso i diritti civili:
«Negli ex Paesi comunisti riscontriamo delle situazioni di violazioni
dei diritti umani fondamentali». E L'Italia? Gli omosessuali non hanno
un minimo di diritti riconosciuti. «L'Italia – replica Lilli Gruber a
Babilonia – come tutti i Paesi che si fondano sulla laicità dello Stato
e quindi sulla netta separazione tra Stato
e religione in ogni senso.
(...) Quello che non è tollerabile è una interferenza diretta. Alcuni
cardinali avrebbero addirittura chiamato una serie di parlamentari per
invitarli a non votare il testo sulla sicurezza e questa la trovo come
una grave interferenza» Alla domanda su chi sia Ahmadinejad risponde:
«Un ultra nazionalista e ultra conservatore legato ai pasdaran e ai
guardiani della rivoluzione. Ha potuto vincere le elezioni solo
perché una metà degli iraniani non è andata al voto».L'europarlamentare
che a dicembre si era mobilitata contro l'impiccagione del giovane gay
Moloudzadeh, scrivendo una lettera di protesta all'ambasciatore
iraniano a Bruxelles, dice: «Non abbiamo ricevuto una risposta
ufficiale ma l'ambasciata ha chiamato per chiedere un incontro».
E le
donne? «Quella delle donne – spiega l'europarlamentare a Babilonia – è
una società civile molto vivace. In Iran ci sono molti gruppi,
associazioni, movimenti ed è una grande società in movimento». Parlando
dell'omosessualità vissuta come tara, Lilli dice: «Questo problema per
loro (paesi islamici ndr.) è spesso legato a tradizioni arcaiche più
che alla religione fermo restando che nel Corano la sodomia è vista
come un grande reato. Ma come è anche nella religione cattolica. Nel
mondo cristiano ci sono anche lì varie interpretazioni dei testi
sacri». INVIATO DA Mario Cirrito – BABILONIA –

RICONOSCERE ASILO POLITICO ANCHE PER GAY E LESBICHE
ITALIA INADEMPIENTE. LO DICE LA
COMMISSIONE EUROPEA IN RISPOSTA A UN'INTERROGAZIONE DEL RADICALE MARCO
CAPPATO. PREANNUNCIATO ANCHE RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA .
Rispondendo ad una interrogazione dei deputati europei Marco Cappato
(Radicali) e di Sophie In't Veld (Democratici 66, Paesi Bassi), la
Commissione europea ha denunciato ritardi nella trasposizione nazionale
della direttiva sull'asilo politico 2004/83/CE, che include un obbligo
per gli Stati membri di considerare l'orientamento sessuale come
ragione per concedere lo status di rifugiato, sulla base delle
circostanze fattuali.
Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo
radicale: "Su 27 Stati membri dell'Unione europea, solamente 17 hanno
rispettato la scadenza del 10 ottobre 2006 per trasporre nel diritto
nazionale la direttiva sull'asilo. Gli altri, tra i quali l'Italia,
hanno nel frattempo ricevuto nel luglio 2007 una lettera dalla
Commissione con parere motivato che li richiamava ai loro obblighi. La
Commissione annuncia nella risposta all'interrogazione l'intenzione di
portare questi Stati alla Corte di Giustizia nel caso persistano nella
loro inadempienza, di cui la lettera é la prima tappa. La Commissione
ha inoltre annunciato di stare esaminando l'applicazione della
direttiva nell'Unione, ed in particolare l'obbligo fatto agli Stati
membri di riconoscere l'orientamento sessuale come ragione per
concedere l'asilo politico. Mi auguro che l'Italia trasponga la
direttiva al più presto e che lo faccia pienamente e correttamente, in
particolare rispetto alle norme sull'orientamento sessuale"
INVIATO DA
Sergio Rovasio


LA PACE E LA FAMIGLIA DI BENEDETTO XVI
Ho avuto occasione di leggere solo in questi giorni l'intervento di Benedetto
XVI sulla Famiglia e la Pace reso l' 8 dicembre u.s. Questo Papa, sui
cui ultimi fatti non intendo qui entrare, ha collegato la pace con l'
istituto familiare, e in particolare con la famiglia cristiana,
istituto che oggi sarebbe, a suo dire, in crisi a causa della cultura
laica e secolarizzata, con conseguente perdita della cultura della
pace. Che dire ? Per me e' una chiara favola, come una favola o fiaba
appare tutta la dottrina cristiana con il suo principale testo, cioe'
la Bibbia. In ordine alla favole o alla fiabe Vladimir Popper afferma
che le medesime hanno varianti fisse, cioe' da una parte l' eroe, dall'
altra c'e' un personaggio malefico, che si oppone all'eroe, c'e' una
forza benefica che corre in aiuto dell'eroe nella sua impresa, ci sono
prove cui l'eroe deve sottoporsi e che danno svolgimento all'impresa, c'
e' un premio, c'e' un dono, una liberazione che l'eroe deve guadagnare,
ecc.ecc. e c'e' innanzitutto anche la sconfitta della morte. Ebbene
tutto questo c'e' nella Bibbia, sia vecchio che nuovo testamento, in
quel quadro che vede da una parte l'imbonitore, il seduttore, e dall'
altra, come dice Roland Barthes, una giovane fragile tesa ad essere
attratta e sedotta. Cio' premesso, a dimostrazione di come in quel
cristianesimo di cui attualmente e' capo Benedetto XVI, le affermazioni
dello stesso siano al di fuori della relativa dottrina, si riporta
quanto si legge nel nuovo testamento: MATTEO 10/34 NON CREDIATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA. NON SONO VENUTO A PORTARE LA
PACE MA LA SPADA. PERCHE' SONO VENUTO A DIVIDERE IL FIGLIO DAL PADRE,
LA FIGLIA DALLA MADRE, LA NUORA DALLA SUOCERA E I NEMICI DELL'UOMO
SARANNO I SUOI FAMILIARI. LUCA 12/49 SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO
SULLA TERRA: COME VORREI CHE FOSSE GIA' ACCESO! ………………………PENSATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA ? NO, VI DICO, MA LA
DIVISIONE. D'ORA INNANZI IN UNA CASA SU CINQUE PERSONE SI DIVIDERANNO
TRE CONTRO DUE, DUE CONTRO TRE: PADRE CONTRO FIGLIO E FIGLIO CONTRO
PADRE, MADRE CONTRO LA FIGLIA E FIGLIA CONTRO LA MADRE, LA SUOCERA
CONTRO LA SUA NUORA E LA NUORA CONTRO LA SUOCERA. Non sembra quindi che
la famiglia cristiana sia un luogo di amore e di pace. A sua volta
ecco quanto si legge nel Vecchio Testamento, che come e ' noto fa parte
di quella Bibbia che e' la base della dottrina cristiana. ESODO 32/27 (
MOSE) SI FERMO' SULLA PORTA DEL CAMPO E GRIDO: CHI E' PER IL SIGNORE ?
..... A ME. ED EGLI ORDINO' LORO: HA DETTO IL SIGNORE, IDDIO D'
ISRAELE: CIASCUNO DI VOI SI METTA UNA SPADA AL FIANCO: ANDATE IN GIRO
PER IL CAMPO, DA UNA PORTA ALL'ALTRA, E OGNUNO UCCIDA IL FRATELLO,
L'AMICO, IL PARENTE. ALLORA I FIGLI DI LEVI FECERO SECONDO LE PAROLE
DI MOSE': E IN QUEL GIORNO MORIRONO FRA IL POPOLO CIRCA TREMILA UOMINI.
POI MOSE' DISSE: OGGI VOI SIETE STATI CONSACRATI AL SERVIZIO DEL
SIGNORE, CHI AL PREZZO DEL PROPRO FIGLIO, E CHI DEL PROPRIO FRATELLO;
PERCIO' EGLI OGGI VI DONA LA BENEDIZIONE. Ecco il commento della Chiesa
Cattolica Apostolica MOSE' CAPO DI QUEL POPOLO COSI' POCO ACCESSIBILE
ALLA VOCE DELLA RAGIONE E DEL SENTIMENTO, DOVETTE INFLIGGERE UN SEVERO
CASTIGO, E CHI LO ESEGUI' FECE OPERA GIUSTA. Se questo e' il commento
dell'attuale Chiesa Cattolica, e' consequenziale che la medesima
ordini, come ha sempre fatto fino a quando ha avuto il potere
materiale, di prendere la spada e di andare ad uccidere il padre, il
figlio, il fratello, e cosi' via, per il solo fatto di avere un Dio
diverso o avere nessun Dio, con scarsa attenzione per la famiglia. A
questo aggiungiamo che Gesu' non solo ha imposto che nessuno ami piu'
di lui la propria madre, il proprio padre e i propri figli, cioe' la
propria famiglia, ma addirittura fu lui stesso a non amare e a non
rispettare la sua famiglia. Ricordiamo l'episodio di Gesu' dodicenne
fuggito dai genitori per andare al Tempio, quello delle nozze di Cana
in cui ebbe a rivolgersi a Maria non con il termine di madre, ma di
donna, l'episodio in cui Gesu' fu raggiunto dalla madre e dai fratelli,
ma che non volle vedere, ecc.ecc. A questo aggiungiamo che l'altra
componente della famiglia di Gesu', cioe' Giuseppe, viene descritto non
come protagonista della stessa, ma come semplice comparsa. I vari passi
della Bibbia sulla famiglia ci appaiono in totale contraddizione con
l'attuale pensiero sulla famiglia, anche cristiana. Oggi questa e'
vista come punto centrale della donna e dell'uomo, mentre nella
dottrina cristiana e' riguardata come possibile impedimento alla
comunione con Dio, come mezzo di procreazione, a mo' di tutti gli
animali, e come strumento di soddisfazione della concupiscenza. Vediamo
cosa dice San Paolo: A RIGUARDO POI DI QUANTO MI AVETE SCRITTO, E' BENE
PER L'UOMO NON TOCCARE DONNA, TUTTAVIA PER EVITARE LA FORNICAZIONE OGNI
UOMO ABBIA LA SUA MOGLIE ED OGNI DONNA ABBIA IL MARITO. IL MARITO RENDA
ALLA MOGLIE QUEL CHE LE DEVE LO STESSO FACCIA LA MOGLIE VERSO IL
MARITO. LA MOGLIE NON E' PADRONA DEL PROPRIO CORPO, MA IL MARITO.
COSI' PURE IL MARITO NON E' PADRONE DEL PROPRIO CORPO, MA LA MOGLIE.
NON PRIVATEVI L'UNO DELL'ALTRO SE NON DI COMUNE ACCORDO PER UN TEMPO
DETERMINATO, PER ATTENDERE ALLE PREGHIERE, POI RITORNATE DI NUOVO
INSIEME AFFINCHE' SATANA NON VI TENTI A CAUSA DELLA VOSTRA
INCONTINENZA. Dove stanno, nelle parole della Bibbia, la giustizia e l'
amore di cui parla Benedetto XVI ? Cio' che appare importante per la
famiglia cristiana e' il CORPO e non lo SPIRITO. A meno che per questo
Papa LA GIUSTIZIA E L'AMORE si concretizzino nel fare sesso per evitare
le tentazioni di Satana. Dove sta quel rispetto che i figli debbono
avere nei confronti dei genitori e l'umanizzazione nei riguardi dei
fratelli? Mi si consenta di ricordare che quando a Roma dominava la
famiglia cristiana, detta citta', capitale del cristianesimo che vedeva
seduti sul suo massimo scanno i predecessori di Benedetto XVI, veniva
definita come quella dei delitti e dei veleni e le relativa alcove
erano una alternanza di piu' o meno belle donne. Ma non solo. Nei quasi
duemila anni di famiglie cristiane, l'Europa non ha visto mai un
momento di pace, pace che invece la nostra generazione sta godendo,
almeno nel nostro continente, e cio' da quando le famiglie si sono
laicizzate e secolarizzate. Che dire poi di quanto i popoli europei
cristiani, specie i cattolicissimi re di Spagna, fecero al tempo, non
solo delle Crociate, ma anche successivamente in sede di colonizzazione
dell'Africa e dell'America, in cui migliaia di famiglie africane furono
divise, strumentalizzate, schiavizzate, ecc.ecc., al di fuori di ogni
senso della giustizia, dell'amore e della pace ? E che dire delle
condizioni degli attuali popoli cattolicissimi del Sud America che sono
nelle peggiori condizioni economiche, civili e sociali dei popoli cosi'
detti evoluti e civili del mondo, in cui la famiglia e' un non senso
assoluto.? Quindi non si tratta di ritenere che l'uomo sia "cattivo",
ma che questi operi secondo i retti insegnamenti di Cristo e secondo i
suoi comportamenti. Non dice forse Giovanni nella sua prima lettera che
CHI DICE DI STARE IN GESU' CRISTO, DEVE ANCHE VIVERE COME E' VISSUTO
LUI ? E come Cristo e' vissuto ? Per rimanere al testo evangelico, si
evidenzia che mentre sembra che inviti alla pace, poi e' lui stesso a
dire che non e' venuto a portare la pace, ma la spada. Ma Gesu' non
solo dichiara di aver portato la spada, ma addirittura dice che non
bisogna turbarsi delle guerre: MARCO 13/7 MA QUANDO VOI SENTIRETE
PARLARE DI GUERRE E DI RUMORI DI GUERRE, NON VI TURBATE. E' NECESSARIO
CHE CIO' AVVENGA, TUTTAVIA NON E' ANCORA LA FINE. POICHE' SI SOLLEVERA'
NAZIONE CONTRO NAZIONE E REGNO CONTRO REGNO, CI SARANNO TERREMOTI IN
VARI LUOGHI E VERRANNO DELLE CARESTIE. QUESTO E' IL PRINCIPO DEI
DOLORI. Quindi perche' un cristiano dovrebbe operare per la pace se la
guerra e' voluta da Dio ? E che cosa insegna la Chiesa di Cristo anche
con le sue rappresentazioni ? Andiamo in pellegrinaggio alla Basilica
di San Paolo in Roma. Ebbene che cosa vediamo ? Vediamo la statua di
San Paolo, colui che viene definito l'apostolo delle genti e il primo
teologo cristiano, che in una mano ha un libro e nell'altra una spada.
Il tutto ci ricorda il famoso detto mussoliniano LIBRO E MOSCHETTO.
Anche Mussolini era tanto amante della famiglia fascista, non molto
dissimile da quella cristiana, ma non sembra proprio che amasse la
pace, come non sembra che la ami la dottrina dl Cristo e l'abbia amata
la relativa storia. Infine da un punto di vista storico, mi si permetta
ricordare che dopo la caduta della PAX ROMANA, a favore della quale
Augusto, imperatore pagano, dedico' una specifica ara, che ancora
ammiriamo, e con l'avvento del potere cristiano, e quindi della
famiglia cui si rifa' Bendetto XVI, la pace, inj Europa, e' andata a
farsi benedire, auspici gli infiniti papi che si sono susseguiti sullo
scanno su cui oggi siede Benedetto XVI. Guardacaso, da quando l'Europa
ha un nuovo tipo di famiglia che tanto condannano la Chiesa cattolica e
in particolare Benedetto XVI, la pace in essa e' divenuta una costante.
Ma forse e' questo che preoccupa l'attuale Vicario di Cristo in terra:
CHE SI ALLONTANI SEMPRE DI PIU' IL PRINCIPIO DEI DOLORI DI CUI CI HA
PARLATO MARCO 13/7, cioe' si allontani la cristiana fine del mondo.
Benedetto XVI afferma che tutti i popoli formano una sola comunita',
hanno una unica origine, cioe' Dio, e hanno un solo fine, cioe' Dio, e
sono una comunita' di pace. Una simile affermazione mi ha fatto pensare
o che l'attuale Papa non sia un gran teologo, o che anche lui pensi di
rivolgersi ai poveri in ispirito e agli ignoranti, pensando di vivere
al tempo in cui Campo de' Fiori era destinata ai liberi pensatori,
cioe' a coloro che hanno reso poi famosa la nostra Europa. Leggiamo
cosa recita la Bibbia, cioe' il testo sacro dei Vicari di Cristo in
terra: GENESI 11/1 ALLORA TUTTA LA TERRA AVEVA UN MEDESIMO LINGUAGGIO E
USAVA LE STESSE PAROLE. .................E DISSERO GLI UNI AGLI ALTRI:
SU FABBRICHIAMO DEI MATTONI, E CUOCIAMOLI AL FORNO. E SI SERVIRONO DI
MATTONI INVECE CHE DI PIETRE E DI BITUME IN LUOGO DELLA CALCE. E
DISSERO: ORSU' EDIFICHIAMO UNA CITTA E UNA TORRE CON LA CIMA AL CIELO.
FABBRICHIAMOCI COSI' UN SEGNO DI UNIONE, ALTRIMENTI SAREMO DISPERSI
SULLA FACCIA DELLA TERRA. MA IL SIGNORE SCESE A VEDERE LA CITTA' E LA
TORRE, CHE I FIGLI DEGLI UOMINI COSTRUIVANO E DISSE: ECCO ESSI SONO UN
POPOLO SOLO E HANNO TUTTI UN MEDESIMO LINGUAGGIO: QUESTO E' IL
PRINCIPIO DELLE LORO IMPRESE. NIENTE ORMAI LI IMPEDIRA' DI CONDURRE A
TERMINE TUTTO QUELLO CHE VERRA' LORO IN MENTE DI FARE. ORSU' DUNQUE,
SCENDIAMO E PROPRIO LI' CONFONDIAMO IL LORO LINGUAGGIO, IN MODO CHE GLI
UNI NON SI INTENDANO CON GLI ALTRI. Ecco di chi e' la colpa delle
disunioni e delle guerre. Gli uomini volevano essere uniti, ma il Dio
giudaico cristiano ha avuto paura che gli sfuggissero dalle mani, forse
ha avuto anche invidia che nei medesimi nascesse lo spirito di
iniziativa e che cominciassero a sfidare le forze divine, cioe' la
conoscenza. Questo episodio ci ricorda anche quello del mito greco
rappresentato da Prometeo e Zeus, in cui, come in questo, possiamo
vedere anche una contrapposizione delle religioni, e quindi anche
quella giudiaco cristiana, con la ricerca e la scienza. Ecco chi ha
inventato il principio DIVIDE ET IMPERA. Ora, i vicari di Dio/Cristo in
terra, invece si stanno battendo per l'unione tra i popoli, con il loro
eucumenismo, eucumenismo che pero' vede sempre come unica istituzione
principe la Chiesa Cattolica. Chi ha ragione, Dio o i suoi vicari in
terra delle ultime generazioni ? Pero', quando questi vicari avevano
gran parte della terra sotto il loro dominio, o temporalmente o
religiosamente, nulla hanno fatto per l'unione, anzi sono stati sempre
i promotori delle guerre, guerre di religione, guerre tra papato e
impero, guerra di conquista, ecc.ecc. E nulla stanno facendo ora nei
riguardi del laicismo e dei valori naturali. Uso questo termine perche'
lo usa l'attuale Papa, in una visione perversa e contraddittoria dell'
intelletto e della ragione umana. Ora se il suindicato principio, cioe'
quello del DIVIDE ET IMPERA, ha dominato per secoli l'Europa quando,
in un modo o nell'altro imperava la dottrina e la famiglia cristiana,
esso non sembra piu' far parte della cultura dei governanti europei,
come mezzo o strumento di potere e di sopraffazione sugli altri popoli,
almeno teoricamente, e quindi dottrinariamente. Benedetto XVI ha
continuato dicendo che la famiglia naturale, cioe' quella fondata sul
matrimonio di un uomo di una donna, e' una intima comunione di vita e
d'amore, e' il luogo di umanizzazione della persona ed e' la culla
della vita e dell'amore e che la famiglia e' una istituzione divina che
sta a fondamento della vita delle persone, e' educatrice alla pace ed
e' una agenzia di pace. Giusto, ma per meglio dire ammettiamo e non
concediamo. Mi si permetta al riguardo una domanda. Cosa dobbiamo
pensare: che i preti che non mettono su famiglia non siano umanizzati,
non siano educatori di pace e di amore ? Che nella fantasia umana la
famiglia possa essere ritenuta come istituzione divina, puo' anche
darsi, ma che detta famiglia possa essere considerata un luogo di
umanizzazione della persona, a me lascia qualche dubbio e cio'
cominciando dalla prima famiglia giudaico cristiana, cioe Adamo ed Eva
e relativi figli. Leggiamo cosa dice il Vecchio Testamento. Adamo, al
momento della creazione della donna e quindi della prima famiglia, ebbe
cosi' a dire: QUESTA VOLTA ESSA E' CARNE DELLA MIA CARNE, E OSSO DELLE
MIE OSSA, LA SI CHIAMERA' DONNA PERCHE' DALL'UOMO E' STATA TOLTA. PER
QUESTO L'UOMO ABBONDENERA' SUO PADRE E SUA MADRE E SI UNIRA' A SUA
MOGLIE E I DUE SARANNO UNA SOLA CARNE. E i due furono tanto una sola
carne che poi Adamo, al momento della responsabilita' in ordine alla
famosa mela ebbe cosi' a dire a Dio che lo aveva rimproverato per aver
a lui disubbidito: LA DONNA CHE TU MI HAI POSTO ACCANTO MI HA DATO DELL'
ALBERO E IO NE HO MANGIATO. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto
XVI, cioe' una famiglia che non solo scarica sull'altro componente la
responsabilita' del " peccato", dimostrando cosi' in che termini si
possa dire che detta istituzione sia un luogo di amore e di giustizia,
ma che addirittura riporta la responsabilita' del fatto a Dio, in
quanto creatore dell'elemento femminile della prima famiglia. E che
dire dei primi fratelli della prima famiglia giudaico cristiana, cioe'
di Caino ed Abele ? Tutti conosciamo la storia piu' o meno vera, piu'
o meno fantasiosa, e cioe' che per un nonnulla il primo tolse la vita
al secondo. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto XVI, cioe' una
famiglia in cui tra fratelli ci si " scanna " e in cui non sembra
essere presente ne' la giustizia ne' l'amore ? E che dire della
famiglia di Isacco, di Rebecca, di Esau' e di Giacobbe ? Come ben si
legge nella Bibbia, Giacobbe, fratello di Esau', ma un fratello
scansafatiche, ricatto' Esau' che era tornato dal lavoro mentre l'altro
era rimasto senza far niente sotto la tenda. La moglie Rebecca truffo',
oltretutto con destrezza, sia il marito Isacco che il figlio Esau' per
favorire il figlio Giacobbe. Questi inganno' e truffo' sia il padre che
il fratello Esau'. Ebbene e' a questa famiglia che pensa e cui tende
Benedetto XVI ? Forse si, se si considera che il famoso angelo che si
presento' a Maria ebbe cosi' a dirle: ECCO CONCEPIRAI UN FIGLIO, LO
DARAI ALLA LUCE E LO CHIAMERAI GESU'. SARA' GRANDE E CHIAMATO FIGLIO
DELL'ALTISSIMO,; IL SIGNORE DIO GLI DARA' IL TRONO DI DAVID SUO PADRE E
REGNERA' PER SEMPRE SULLA CASA DI GIACOBBE. Ora tutti, o almeno i
cristiani, dovrebbero conoscere, non solo le " bravate" di Giacobbe,
che in parte ho sopra riportate, e sulla cui casa Dio ha posto, come
re, Gesu', ma anche gli anomali comportamenti di David che ben poco
hanno a che vedere con l'amore e la giustizia all'interno della
famiglia. Ebbene, Benedetto XVI e' il Vicario in terra di questo Gesu'
che sarebbe nato per regnare sulla casa di Giacobbe, cioe' la casa di
un ricattatore e di un truffatore. Potrei continuare all'infinito
riferendo episodi sia del vecchio che del nuovo testamento nonche'
della relativa bimillenaria storia cristiana, cominciando dalla
famiglia di Agostino, ma mi astengo solo per evitare una eccessiva
lunghezza della presente e considerato che gli stessi sono o dovrebbero
essere conosciuti da tutti i cristiani, cominciando dal Benedetto XVI.
Uno pero' ritengo di ricordarlo perche' per me e' veramente
sconvolgente, e perche' dimostra come l'amore e la giustizia familiare
sia totalmente estranea alla dottrina cui si rifa' Benedetto XVI,
autore delle meditazioni che con la presente si intendono osservare. Mi
riferisco all'episodio che vede un discepolo di Gesu' chiedere al
medesimo il permesso di andare a seppellire il padre che era morto.
Ebbene qual e' stata la risposta di quel Cristo di cui Benedetto XVI
dicono essere il Vicario in terra: LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I
MORTI. Questo e' l'onore che si deve avere nei riguardi di uno dei
componenti della famiglia, questo e' il rispetto che si deve avere all'
interno della famiglia cristiana ? Se sono questi, io preferisco la
famiglia laica e secolarizzata, come credo che ormai la preferisca la
maggioranza degli Europei, e come indirettamente riconoscono le
gerarchie cattoliche quando affermano che bisogna operare per la
rievangelizzazione del vecchio continente. Benedetto XVI ha detto che
la famiglia nasce dal si definitivo di un uomo ed una donna. Mi si
permetta di ricordare quanto al riguardo dice Gesu': Matteo5/32:
CHIUNQUE RIPUDIA SUA MOGLIE, ECCETTO IN CASO DI CONCUBINATO, LA ESPONE
ALL'ADULTERIO. Quindi, e' lo stesso Gesu' che considera moglie anche la
concubina, termine questo oggi modificato in convivente. Ora se e' lo
stesso Gesu' che definisce moglie anche la concubina, vuol dire che
anche il concubinato, oggi convivenza, e' considerato da Cristo come
una famiglia. D'altra parte nel primo cristianesimo abbiamo un esempio
famoso e fulgido di famiglia convivente, cioe' quella di Agostino che
convisse con la moglie concubina per 15 anni generando anche un figlio.
Benedetto XVI ha parlato della pace, del bene e del male, come naturali
conoscenze dell'uomo. Giusto, ma allora dove e' stato l'uomo cristiano
per circa due mila anni, quando il medesimo e' stato un susseguirsi di
guerre, di ingiustizie, di genocidi, di reiterati assoluti
schiacciamenti dei deboli, cominciando dalle famose guerre coloniali in
Sud America che hanno totalmente o quasi distrutto le popolazioni
aborigene ? Forse la Chiesa di Roma e il Cardinal Borromeo quando
perseguitavano Campanella, Giordano Bruno, Galileo Galilei, pensavano
che stavano perseguendo il bene. Puo' darsi, ma allora e' ben stare
alla larga da questo BENE. Dove stava la Roma cattolica ? Benedetto
XVI ha detto che la forza va sempre disciplinata dalla legge.
Giustissimo, ma dove stavano in questi ultimi venti secoli i Vicari di
Cristo che hanno preceduto l'attuale Papa, secoli che hanno visto l'
arbitrio piu' assoluto al di fuori di ogni bene naturale e della legge
? Mi si consenta riportare quanto Hitler ebbe a dire circa il
cristianesimo: ATTUALMENTE L'INDIVIDUO DEVE NOTARE CON SOFFERENZA CHE
NEL MONDO ANTICO, MOLTO PIU' LIBERO DEL MODERNO, APPARVE, CON LA VENUTA
DEL CRISTIANESIMO, LA PRIMA PAURA SPIRITUALE. ANCHE IL CRISTIANESIMO
NON POTE' APPAGARSI DI COSTRUIRE IL SUO ALTARE: DOVETTE PER FORZA
DISTRUGGERE LE AREE PAGANE. Ed egli, per la sua azione, prese ad
esempio, l'azione millenaria del cristianesimo: SOLO COMINCIANDO CON
QUESTA ENTUSIASTICA INTOLLERANZA ( cioe' la distruzione dei templi
pagani) POTE' FORMARSI LA FEDE INDISCUTIBILE, DI CUI L'INTOLLERANZA E'
PROPRIO LA NECESSARIA CONDIZIONE PRELIMINARE. Benedetto XVI ha
ricordato che nel 1968, grazie ad una provvidenziale intuizione di
Paolo VI la Chiesa indisse la prima giornata della Pace. Ebbene
Benedetto XVI dovrebbe ricordare che detta intuizione non fu
provvidenziale, cioe' frutto della provvidenza divina, perche' gia'
dagli anni 1950 ci furono organizzazioni e uomini che si stavano
battendo per la pace. Il famoso simbolo della pace tuttora presente
risale al 1958. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la tutela
ambientale. La Chiesa cattolica solo da pochi anni sta dedicando parte
del suo tempo all'ambiente. I laici sono decenni che lo hanno
affrontato. La Chiesa cattolica ha eliminato dal suo codice penale la
pena di morte soltanto negli anni sessanta del XX secolo, a me sembra
nel 1969, quando altri popoli europei gia' da decenni l'avevano
eliminata dalla propria legislazione. Come al solito la Chiesa piu' che
prendere le iniziative, si adegua alle iniziative degli altri, e cio'
dopo anni e anni, se non dopo decenni e secoli, pronta sempre a tornare
indietro quando ha le possibilita' politiche. Mi si consenta concludere
con una considerazione. In questi giorni, alcuni giornali hanno
ricordato come in pendenza degli ultimi due papati gli scontri
ottocenteschi tra laici e cattolici si erano andati notevolmente
smussando, e cio' in particolare sotto il " regno" di Giovanni Paolo
II. Ancora una volta che dire ? I laici grosso modo sono sempre gli
stessi, chi e' cambiato, e' stato il Pontefice Massimo della Chiesa di
Roma. Sull'argomento sarebbe bene che meditassero gli uomini di buona
volonta', laici e cattolici, altrimenti si potrebbe sapere come si
comincia ma non come si finira'. Non vado oltre per evitare una
eccessiva lunghezza della presente. Se quanto io ho detto non dovesse
corrispondere alla verita', ci sara' qualcuno che, nel quadro della
rievangelizzazione di cui da tempo questo Papa parla, riterra' di
negare, con documenti alla mano, che quanto sopra ho scritto sia vero
? Ci sara' qualche giornalista della carta stampata, della radio o
della televisione che avra' il coraggio, il senso civico l'onesta'
professionale di affrontare il tema in questione senza alcuna
sudditanza intellettuale? Massimo Sega 00199 Roma – Via Fucino 6

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21 gennaio 2008

Nasce il comitato promotore Arcigay L'Aquila

E' NATO IL COMITATO PROMOTORE ARCIGAY L'AQUILA

Dall'unione degli attivisti di Gaya CsF e del gruppo VERDI
Regione Abruzzo, nasce il COMITATO PROMOTORE ARCIGAY CONSOLI L'AQUILA.

Finalmente nella nostra città approda un'associazione a livello
nazionale che da circa vent'anni si batte per la salvaguardia dei
diritti GLBT, ottenendo numerose vittorie sul piano sociale nell'
affermazione dei diritti civili ed umani. Un'ovazione da parte nostra è
d'obbligo nei riguardi di tutte quelle persone che ci hanno
accompagnato in questa ed in altre imprese fin dalla nascita del nostro
movimento di libera informazione e di attivismo per i diritti di tutti.
Ringraziamenti particolarmente calorosi vanno al compianto amico
Massimo Consoli, a cui giustamente è stato intitolato l'ArciGay L'
Aquila e lo sportello per i diritti civili ed umani dei VERDI alla
Regione Abruzzo, al Presidente di ArciGay Nazionale Aurelio Mancuso, al
Presidente di ArciGay Roma Fabrizio Marrazzo e al Capo Gruppo dei VERDI
alla Regione Abruzzo Walter Caporale, i quali hanno messo a
disposizione tutti gli strumenti necessari per la nascita di questo
comitato promotore e per lo svolgimento delle prossime attività sul
territorio della provincia di L'Aquila, incoraggiando notevolmente
tutte le attività dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Ricordiamo
che l'Arcigay Consoli L'Aquila è la prima associazione Arci sui generis
nella regione e siamo estremamente orgogliosi che sia nata nella nostra
città. Buena Vida.
Gaya CsF
(Cronisti senza Frontiere)
Movimento di
libera informazione e di libera vita.
Email: gaya.cronistisenzafrontiere@virgilio.it
Mobile: 393.8239327.

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21 dicembre 2007

news 21 dicembre

Il gruppo Gaya CsF siunisce al rammarico espresso da Walter Caporale. Apprendiamo da una comunicazione di Walter Caporale Capo Gruppo VERDI alla Regione Abruzzo, dell'utilizzo di animali per l'annuale festa di ArciGay. Inostri ideali sono di libertà non solo per gli esseri umani, pertanto non possiamo non addolorarci quando un animale è reso ridicolo per il

divertimento delle persone. Ci uniamo dunque al dispiacere espresso
dall'amico Walter in quanto crediamo profondamente che sia
universalmente vero il concetto secondo cui se ci si batte per la
libertà e i diritti di tutti, non ci si può non battere per i diritti
di qualunque essere vivente, umano od animale che sia.

Gaya CsF (Movimento di libera informazione e di libera vita)
Mail: gaya.cronistisenzafrontiere@virgilio.it
Mobile : 393.8239327

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15 dicembre 2007

news 15 dicembre

"Un altro anno volge al termine ed ecco il nostro ultimo notiziario del 2007. Abbiamo lottato
tutti insieme anche stavolta e ci auguriamo che ci siano un altro
milione di lotte da fare insieme, ma l'augurio maggiore è che
finalmente i diritti delle persone, della comunità GLBT e di tutti i
cittadini siano una volta per tutte rispettati. Non vorremmo più
scrivere di quelle persone assoggettate al bullismo della
discriminazione, vorremmo potervi raccontare invece di tutti i diritti
delle libertà personali che sono stati raggiunti, ma lasciateci passare
questo profondo ed anche infantile idealismo. Del resto è proprio
questo unito ad una adulta rabbia, il motore che ci spinge in avanti e
che ci catapulta verso un futuro di diritto civile ed umano. Buon
Natale a chi ci crede e a chi non ci crede, buon anno affinché il 2008
porti diritti e civiltà, buone feste con i vostri cari perché il loro
amore è sempre impagabile. E soprattutto un abbraccio al nostro
compianto Massimo Consoli che lo immaginiamo su di un cavallo alato a
vegliare su tutti noi. Per finire, come sempre il nostro augurio a
tutti di buena vida"!

Gaya CsF esprime soddisfazione per l'imminente apertura dello sportello dei Diritti Civili ed Umani
intitolato a Massimo Consoli, presso l'ufficio consiliare del Gruppo
VERDI Regione Abruzzo. Grazie all'interessamento del Capo Gruppo dei
VERDI alla Regione Abruzzo, Walter Caporale, lo sportello per i Diritti
Civili ed Umani sarà molto presto una realtà. Nato da una idea di Carla
Liberatore e Fabrizio De Acutis di Gaya CsF e collaboratori dell'
Ufficio stampa VERDI Abruzzo, ma soprattutto grazie al lavoro di
Cristiana Graziani dei VERDI Animalisti e al Capo gruppo VERDI Walter
Caporale, mercoledì 19 dicembre alle ore 11.00 presso la SALA STAMPA
DELLA REGIONE ABRUZZO, PALAZZO MARGHERITA A L'AQUILA, sarà presentato
in conferenza stampa lo SPORTELLO DEI DIRITTI CIVILI ED UMANI
INTITOLATO AL RECENTEMENTE SCOMPARSO SCRITTORE STORICO E GIORNALISTA
GAY MASSIMO CONSOLI. Chiunque può partecipare alla conferenza stampa o
chiedere informazioni, mettendosi in contatto ai seguenti numeri di
telefono: 0862.4005216 – 393.8239327 – 339.8794768.

UN PICCOLO PASSO IN AVANTI VERSO L'EUROPA DEI DIRITTI
L'approvazione alla Commissione Giustizia della Camera degli articoli su stalking e omofobia segna un
primo significativo passo nella giusta direzione verso la tutela da
discriminazioni, istigazione all'odio e violenze per orientamento
sessuale e identità di genere. Adesso è fondamentale che si proceda a
una rapida approvazione d'aula e al passaggio del testo completo al
Senato. Siamo consapevoli che proprio il successivo passaggio al Senato
è quello più delicato e importante, visti i numeri risicati della
maggioranza e le resistenze di alcuni senatori cattolici
all'approvazione di una qualsiasi legge che riguardi le persone
omosessuali e transessuali. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli auspica che il buon senso e la sensibilità democratica e civile
più autentica prevalgano su considerazioni oscurantiste e di bottega,
consentendo anche al nostro paese di compiere quel significativo passo
avanti che ci porterebbe, almeno su questo piano, al livello europeo.
La tutela da violenze e discriminazioni specifiche contro il crescente
fenomeno dell'omofobia e della transfobia non equivale, infatti, a un
privilegio, come qualcuno vorrebbe far credere. Sarebbero invece una
risposta specifica ad un fenomeno determinato, sempre esistito e grave,
che sta conoscendo negli ultimi mesi anche una preoccupante
recrudescenza, rendendo urgenti e non più rinviabili questi
provvedimenti. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana
Praitano - Presidente Segreteria Politica - Andrea Berardicurti Cell.
348/7708437 Via Efeso, 2/A 00146 R O M A tel. 065413985 fax 065413971

OMOFOBIA, LA "POTENTE LOBBY RADICALE"
REPLICA A VOLONTÈ:IN CHE MONDO VIVE?
Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani
"Ma in che mondo vive l'onorevole Volontè? Affermare che né in Italia,
né altrove esista l'omofobia equivale a comportarsi come quei
fondamentalisti islamici che negano la Shoah: negare l'esistenza
dell'omofobia vuol dire negare l'evidenza. Episodi di discriminazione
nei riguardi degli omosessuali, infatti, sono all'ordine del giorno e
il nostro paese non solo non è immune da questo fenomeno ma, al
contrario, si rivela giorno dopo giorno come uno dei più afflitti dal
pregiudizio omofobico, riscontrabile persino in molti atteggiamenti
della nostra classe politica. E' proprio tra i politici alla Volontè
che l'omofobia attecchisce meglio, rendendoli incapaci di prendere atto
di come la società cambia e si evolve, di ciò che viene comunemente
riconosciuto e accettato. In nessun un luogo come in Italia la politica
arranca nel tentativo impacciato di colmare la distanza da una società
già matura e consapevole. Lo dimostrano la difficoltà che s'incontra ad
affrontare il tema delle unioni civili e l'ostruzionismo ideologico dei
fondamentalisti cattolici, che tuttora impedisce l'approvazione di una
legge che riconosca alle coppie di fatto i diritti più elementari.
Volontè, inoltre, denuncia l'esistenza di una "lobby radicale" che
opererebbe tra Roma e Bruxelles allo scopo di "stravolgere princìpi e
fondamenti dell'ordinamento italiano". La lobby radicale di cui parla
Volontè sarebbe quella, che servendosi dei regolari strumenti di
controllo previsti dal Parlamento Europeo (come quello
dell'interrogazione), ha consentito a Marco Cappato di chiedere conto
alla Commissione del recepimento – o mancato tale – di una direttiva
europea contro le discriminazioni per orientamento sessuale da parte
degli stati membri, entro i termini previsti? Bisogna ammettere che è
davvero bizzarro sentire illazioni di questo genere da chi risponde
pedissequamente alle direttive del Vaticano: l'unica vera lobby che,
incurante della laicità dello Stato, insidia l'autonomia di coloro che
dovrebbero legiferare in rappresentanza di tutti i cittadini, senza
discriminazioni dovute al sesso, alla razza, alla religione, eccetera,
come recita l'articolo 3 della Costituzione italiana".


DISCRIMINAZIONE PER L'ORIENTAMENTO SESSUALE: L'UNIONE EUROPEA BACCHETTA
L'ITALIA
Discriminazione per orientamento sessuale: l'Unione Europea bacchetta l'Italia.
In risposta ad un'interrogazione presentata
oltre un mese fa dai deputati europei dell'ADLE (Gruppo dei liberal
democratici al Parlamento Europeo) Marco Cappato e Sophie In't Veld
sul mancato recepimento della direttiva 2000/78/ce contro le
discriminazioni per orientamento sessuale sul lavoro, la Commissione
europea ha oggi fatto sapere che "ha già inviato a tre Stati membri
(Lettonia, Finalandia e Italia) lettere d'ingiunzione relative a
problemi manifesti concernenti il pieno recepimento delle disposizioni
che vietano ogni discriminazione basata sulle tendenze sessuali. Si
prevede che nei prossimi mesi la Commissione prenderà un'ulteriore
decisione per quanto riguarda i provvedimenti per infrazione. Sin dal
suo recepimento con il decreto legislativo 216/2003, approvato dall'
allora governo Berlusconi, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli e le altre associazioni GLBTQ hanno denunciato il testo che
distorceva lo spirito e la lettera della direttiva europea
introducendo, per la prima volta nel nostro Paese, norme chiaramente
discriminatorie per l'orientamento sessuale. Inoltre la norma rende
particolarmente oneroso per i lavoratori la prova della discriminazione
avvenuta, limitandone di fatto l'efficacia. Oggi anche la Commissione
europea sembra darci finalmente ragione. Invitiamo, quindi, il Governo
a provvedere al più presto ad adeguare la normativa italiana agli
standard europei, garantendo al contempo la giusta tutela a tutti i
lavoratori anche rispetto all'orientamento sessuale. Il Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli constata che sul fronte dei diritti
civili l'Italia non sta in Europa. Il cupo clima integralista che si
respira nelle nostre aule parlamentari ci avvicina maggiormente alla
Repubblica iraniana che alla Spagna. Andrea Maccarrone Direttivo
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli 349/7355715
Segreteria
Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 info@mariomieli.org

GIUSTIZIATO IL GIOVANE GAY MAKWAN
Iran, giustiziato il giovane gay Makwan. "da un crimine di stato nasce un simbolo mondiale contro l'
omofobia. Gruppo Everyone: "da un crimine di stato nasce un simbolo
mondiale contro l'omofobia"
Mentre continua la campagna dei cuori
lanciata dal gruppo everyone per impedire l'assassinio del ventunenne
iraniano makwan moloudzadeh, giunge da teheran la notizia della sua
esecuzione, avvenuta ieri mattina, senza che nemmeno l'avvocato e i
familiari venissero avvertiti
Makwan Moloudzadeh aveva ventun anni ed è
stato assassinato dai suoi aguzzini all'interno del carcere di
Kermanshah, dov'era detenuto, in seguito alla condanna a morte per
"lavat" (sodomia). Il ragazzo, secondo l'autorità giudiziaria iraniana,
era infatti "colpevole" di aver amato un coetaneo all'età di 13 anni e
di aver avuto con lui rapporti sessuali. L'esecuzione è avvenuta nel
carcere succitato, nell'ovest dell'Iran, alle 5 del mattino (ora
iraniana) di ieri 5 dicembre 2007, nel più totale silenzio di stampa,
istituzioni e associazioni. Nemmeno l'avvocato, il padre e lo zio di
Makwan – con cui il Gruppo EveryOne (che nelle ultime ore si era
mobilitato a livello internazionale con la "campagna dei cuori" per la
vita del giovane) è in stretto contatto – erano stati informati.
"Apprendiamo con immenso dolore la notizia" commentano i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Continuano
ad arrivare centinaia dimail al minuto da tutto il mondo di sostegno
alla campagna per Makwan, da parte di personaggi della politica
internazionale, attivisti e semplici cittadini, mentre la notizia della
sua morte lascia incredulo il mondo, perché pochi giorni fa il ministro
della Giustizia iraniano, l'Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, aveva
sospeso la condanna, manifestando l'intenzione di concedere la
grazia". Il Gruppo EveryOne ricorderà Makwan Moloudzadeh e il suo
martirio con un premio annuale ricorrente che verrà donato a chi si
contraddistinguerà nella lotta a favore dei diritti umani e contro l'
omofobia. Il Premio Makwan Moloudzadeh 2007 viene assegnato a Glenys
Robinson, cittadina del Regno Unito che vive in Italia e che ha
dimostrato particolari sensibilità e coraggio cooperando in modo
determinante per la liberazione di Pegah Emambakhsh. Da allora Glenys
fa parte del Gruppo EveryOne e si impegna con ogni energia per i
diritti umani. "Hanno ammazzato Makwan, ma il suo ricordo vive in
tutti noi e chiede che l'Iran e tutto il mondo abbandonino la
discriminazione contro gay e lesbiche. Deve sollevarsi una ferma
protesta a livello internazionale che imputi ad Amadinejad e al suo
Governo una condanna per crimini contro l'umanità" concludono i leader
del Gruppo EveryOne "ma prima ancora deve nascere una potente rete
mondiale che sia preparata a denunciare casi simili a questo
intraprendendo azioni immediate che possano fermare le esecuzioni.
Anche i paesi democratici devono farsi un esame di coscienza e
comprendere che la lotta contro l'omofobia inizia con il riconoscimento
paritario delle unioni omosessuali, perché senza questo diritto
fondamentale i gay e le lesbiche sono condannati all'emarginazione".
Per il Gruppo EveryOne : Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario
Picciau, Ahmad Rafat, Glenys Robinson, Arsham Parsi, Christos
Papaioannou, Steed Gamero, Fabio Patronelli, Laura Todisco, Alessandro
Matta Per maggiori informazioni:
Gruppo EveryOne www.everyonegroup.com
- info@everyonegroup.com – INVIATO DA Promiseland.it

ARCILESBICA NAPOLI ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15 DICEMBRE
Che si terrà a Napoli ed in altre città.
Saremo in piazza con il nostro banchetto in
Piazzetta Nilo a Napoli dalle 11.30 alle 20.30 con il materiale
informativo della nostra associazione e soprattutto con il libro "Ci
piacciamo!" di JuanolO per ricordare a tutti che Non importa chi ti
piace, l'importante è che ti piaccia mooltoo!!!" Se vuoi sostenere la
campagna "Rispettiamo l'amore!" cerca il banchetto più vicino e regala
"Ci piacciamo!" di JuanolO a tutte le persone che ti piacciono e che
ami. "Ciò che in comune noi umani abbiamo è che ci piacciamo". Con
questo incipit ha avvio l'agile libretto destinato sia ai bambini e
sia, soprattutto, agli adulti: 24 illustrazioni, molto colorate e
divertenti, accompagnate da testi brevi e diretti che ci ricordano che
ci sono persone a cui piacciono le persone grandi e ad altre le
piccole; c'è a chi piacciono i calvi e cicciottelli e a chi gli alti e
muscolosi; ci sono uomini e donne a cui piacciono le donne ed altri
uomini e donne a cui piacciono gli uomini... e a chi piace così tanto
l'esotico che si innamora di una specie di E.T. verdolino con le
antenne e i tentacoli! Insomma, infinite possibilità, dove l'inica cosa
che conta è che ci si piaccia a vicenda. E infatti, non importa chi ti
piace, l'importante è che ti piaccia molto! Ci piacciamo! (Nos
gustamos!) è stato pubblicato con grande successo in Spagna nel 2006
dalle edizioni Tandem in collaborazione con AMPGIL, l'associazione
spagnola costituita da parenti e amici di omosessuali; in Italia è
tradotto e pubblicato da Il Dito e La Luna con la collaborazione di
AGEDO (Associazione GEnitori e Amici Di Omosessuali) e di FAMIGLIE
ARCOBALENO.
Agedo (www.agedo.org)
Famiglie Arcobaleno (www.
famigliearcobaleno.org)
ArciLesbica (www.arcilesbica.it)
Arcigay (www.
arcigay.it)
Per maggiori info http://cipiacciamoday.blogspot.com/


I SINDACI CON LA GENTE, LO STATO CON IL DELINQUENTE
Così tuonò a Bergamo lo stato maggiore della Lega e Bossi suonò l'Adunata dei Cacicchi
«Avevo sottovalutato il Movimento dei Sindaci»
Sì Esimio Bossi, e ti
sei dimenticato pure del Federalismo fiscale. Ora la Lega è statalista?
<Prossimo sondaggio-premio mille euro: Chi è o' ministro cchiù molla 'e
vrachiere d'o Reame?>
Pensierino per feriali e festivi e risposta-
domanda al Senatur: Nisba schei se la Serenissima secede
Domanda:
Esimio Bossi, la Lega è diventata statalista? Perchè l'opposizione non
ha portato avanti la battaglia sul Federalismo fiscale ai Comuni?
Battaglia che fecero il Movimento dei Sindaci e il Movimento per le
Riforme istituzionali. Ora, non dimenticando che i Veneti i xe anca
Austriaci, se la Serenissima secede son dolori. Niet sicurezza? Nisba
schei del Nord Est allo Stato italiano. Quindi, conviene continuare a
fare incazzare i Sindaci veneti, padani e "italiani"? Il ministro tanto
Amato da teorici & intellettuali si svegli e invece che agli inglesi
pensi agli italiani. Mentre, se pur con qualche distinguo, Gian Antonio
Stella sintetizza sul Corsera che il fenomeno Nord Est non è da
prendersi sottogamba, dopo il successo di «Bicamera con svista,
l'amarcord di D'Alema» e Tremate! Tremate! i Cacicchi son tornati! Dal
Laboratorio dei Sindaci Serenissimi una lezione al Governo e all'Italia
La Serenissima Repubblica Veneta disse ai Sindaci: «Daghe dentro,
Cacicchi, che i butemo a fondi!» il 12 Dicembre Giuliana D'Olcese vi
da appuntamento con LiberoReporter che, per soli 2 euro, sarà in
edicola con Il regalo di Natale agli italiani? Varato il «Pacchetto
Insicurezza» Una cosa è certa: se continuare a espellere clandestini e
stranieri che delinquono equivale a notificargli il foglio di via
intimandogli di lasciare il nostro Paese con la propria volontà e i
propri mezzi... i clandestini del foglio di via si faranno quello che
Bossi faceva del Tricolore e chi ha subito la violenza, la rapina o
l'assassinio di un congiunto, è fisiologico, purtroppo, che si faccia
giustizia da solo Mentre il sindaco DS di Salerno dichiara «Ho cacciato
abusivi e irregolari con vigili e manganelli», su Rep Scalfari tuona
«Delinquenti e squadristi tolleranza zero, il decreto del governo è uno
strumento adatto?», di rimando Ostellino sul Corsera «Provate a
immaginare cosa succederebbe negli Stati Uniti se il sindaco di
Washington - con la città ridotta come Roma - si candidasse al Governo
del Paese. L'opinione pubblica lo massacrerebbe. Da noi, si è sollevato
un gran polverone sulla criminalità romena. Per stornare l'attenzione
da chi non sa governare» e cita il capo del Partito degli immigrati
romeni che dichiara «Nel mondo criminale il vostro Paese è considerato
quello dove tutto è permesso, ecco perchè tanti delinquenti vengono
qui» e «Della stessa opinione sono i delinquenti italiani», aggiunge
Ostellino, http://blog.bamboccioni.net/www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

C.U.C – CINEMA UNO E CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE DI PADOVA
Presentano il DVD edito da FANDANGO su Giuni Russo
SABATO 15 DICEMBRE alle 18.30
presso cafè au livre di via Zabarella, 23 a Padova
GIUNI RUSSO: LA SUA FIGURA
Un docu-film di Franco Battiato Un inedito
ritratto artistico e umano della cantante siciliana, che recupera
preziosi filmati d'archivio che vanno dalla sua partecipazione a
Sanremo nel 1968 alle ultimissime apparizioni tv poco prima della sua
prematura scomparsa avvenuta nel settembre di tre anni fa. Hit storiche
come "Un'estate al mare" e "Una vipera sarò'' si alternano a rare
interpretazioni live di brani toccanti come "La sua figura" e "Morirò
d'amore", intervallate da interviste di Paolo Piccioli e da alcuni
momenti live di Alice, Lene Lovich, The Mab e Piera Degli Esposti,
tratti dal concerto-tributo tenutosi quest'anno a Torino. Un film che
getta una luce nuova e profonda su una delle figure più grandi espresse
dal panorama canoro italiano. Saranno presenti: MARIA ANTONIETTA SISINI
Compagna e collaboratrice artistica di Giuni Russo, produttrice del
documentario "La sua figura" ENRICO DE ANGELIS Giornalista, storico
della canzone italiana e responsabile artistico del Club Tenco GIOVANNI
MINERBA Direttore del Torino GLBT Film Festival "Da Sodoma a
Hollywood". Durante la presentazione saranno raccolte le firme di
sostegno alla petizione "una firma X una sede" promossa dal circolo
Drasticamente. Se non hai già firmato e non puoi partecipare alla
serata puoi firmare online sul sito:
http://www.firmiamo.it/sededrasticamente

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02 novembre 2007

news 2 novembre

LA "MEGLIO" CIVILTÀ:

STOP ALLA VIOLENZA
STOP ALLA XENOFOBIA
STOP ALL'OMOFOBIA

CONTRO OGNI IDEOLOGICA IDIOZIA
"La nostra patria è il mondo intero, la nostra legge è
libertà!!!"

TRE RAGAZZI GAY AGGREDITI ALLA STAZIONE TERMINI
Roma
continua ad essere terreno di caccia di bande più o meno organizzate
che picchiano e minacciano gay, lesbiche e transessuali. L'ultimo
episodio è stato perpetrato ai danni di tre ragazzi gay la notte di
Halloween. I tre ragazzi, usciti da poco dalla serata Muccassassina,
erano alla Stazione Termini e, in attesa di tornarsene a casa, erano
alla ricerca di un bar dove fare colazione. Mentre scendevano le scale
mobili sono stati raggiunti ed accerchiati da un gruppo di ragazzi
italiani che hanno apostrofato i tre ragazzi con epiteti offensivi.
Nonostante ciò i ragazzi hanno mantenuto la calma ed hanno tentato di
allontanarsi ma uno del gruppo ha bloccato loro la strada ed ha preso a
cazzotti uno dei tre. A quel punto con un cellulare è stato chiamato il
113 che è intervenuto ed è riuscito a bloccare tre dei componenti del
gruppo. Nel frattempo il ragazzo gay picchiato è stato medicato al
Pronto Soccorso della Stazione Termini con un referto di 7 giorni di
prognosi. La consulente legale del Circolo Mario Mieli si è già
attivata per sostenere i tre ragazzi. "Non è purtroppo il primo caso
di violenza nei confronti di gay che ci viene segnalato. Il centralino
del Circolo Mario Mieli riceve molto spesso telefonate di questo tenore
che a volte si risolvono in minacce verbali ed insulti offensivi, ma
che spesso invece, soprattutto negli ultimi tempi, sfociano in veri e
propri raid violenti ed omofobi." Il Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli è presente sul territorio dal 1983 con un servizio di
ascolto, aiuto e sostegno a gay lesbiche e transessuali completamente
autofinanziato. Il centralino del Circolo è attivo dal lunedì al
venerdì dalle ore 10 alle ore 18. "Siamo sempre in prima linea per
combattere episodi di questo tipo. Il Circolo è da anni presente nelle
scuole superiori con incontri sul bullismo e sull'omofobia, ha un
servizio di consulenza legale ed un consultorio psicologico dove spesso
gay, lesbiche e transessuali riportano episodi di minacce, violenze,
bullismo e mobbing. Solo attraverso interventi strutturati nelle
scuole, nei posti di lavoro ed anche in luoghi apparentemente scevri da
questi problemi (i luoghi di aggregazione giovanile e a volte anche la
stessa famiglia) potrà essere scardinata una matrice culturale che vede
il diverso come una minaccia anziché una ricchezza e tenta di
eliminarlo o di omologarlo".
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano - Presidente
Segreteria Politica - Andrea
Berardicurti
Cell. 348/7708437


32° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI PIER PAOLO PASOLINI
OPERAZIONE NOTTE BUIA
2 novembre e' il 32mo anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Spero che
ancora una volta ci ritroveremo all'Idroscalo di Ostia, per ricordarlo,
ma anche per denunciare che malgrado tutti i nostri sforzi non è stato
l'ultima vittima dell'omofobia istituzionalizzata e del sessismo.
Chiunque legga questo messaggio è pregato di diffonderlo e di
partecipare a questo affettuoso omaggio a una delle poche menti libere
del nostro paese, e che è stato eliminato dall'ignoranza e
dall'omofobia che ancora permeano la nostra società. Massimo Consoli
sarà con noi questa volta a ricordarlo solo col suo grande cuore, ma
gli ho promesso che continueremo questa tradizione di affetto, di
memoria, di fierezza della nostra identità. Non so se riuscirò a
cantare la sua ballata, ma forse, assieme, mi ci proverò ancora una
volta... L'appuntamento è alle 12 del 2 novembre prossimo
all'Idroscalo, là dove fu ammazzato. Alba Montori "Nel novembre del
1975, vittima del clima infuocato e avvelenato che confondeva le
coscienze, Pier Paolo Pasolini moriva assassinato. Onoriamo in lui il
primo italiano ad aver urlato con tutta la forza che aveva addosso la
sua rabbia, il suo disprezzo, il suo odio per quello che lui stesso
battezzò con il nome di palazzo". E' quasi dal momento della sua morte
che, per 32 anni e senza interruzione, abbiamo ricordato Pasolini, ed
è dal 1992 che invitiamo i locali dapprima gay e poi anche non gay di
Roma, d'Italia e di vari altri paesi, a spegnere le luci, nella
mezzanotte tra l'1 ed il 2 novembre, per un minuto, in quella che è
ormai diventata famosa con il nome di «Operazione Notte Buia». E
l'intervento di cinema, clubs, teatri, redazioni di giornali, disco,
bar, circoli, associazioni, singoli individui e' stata stupefacente.
Forse è un piccolo sacrificio per i gestori dei locali che vi
aderiscono, ma ampiamente ripagato dal messaggio di solidarietà, di
ricordo, di affetto per Pasolini e la sua opera. Pasolini appartiene a
tutti, non solo ai gay romani e, in ogni caso, non solo ai gay. E' un
patrimonio culturale che il nostro Paese sta da tempo diffondendo in
tutto il mondo come pegno d'amore e di speranza per una societa'
migliore, piu' giusta, piu' onesta. La nostra manifestazione silenziosa
ha lo scopo di
1) ricordare un grande poeta morto in circostanze
tragiche e, soprattutto,
2) smetterla una volta per tutte di
continuare ad essere ammazzati
perché siamo gay, lesbiche, trans o
chissà che altro ancora
se volete aderirvi mandate il messaggio alla
fine di questo comunicato alle email
delle agenzie ANSA (roma-
lazio@ansa.it), e ADN-KRONOS (Newmedia@adnkronos.com), indicando il
nome, l'indirizzo ed il telefono del vostro locale, o anche in
maniera anonima, se siete un qualsiasi cittadino senza voglia di
pubblicizzarsi troppo, ma che vuol farsi sentire comunque. Ovviamente,
se vorrete aggiungere qualcosa, o modificare il testo a vostro
piacimento, ne saremo addirittura perfino più contenti visto che, così,
dimostrerete una maggiore partecipazione.
Vi ringrazio dell'adesione,
Alba Montori per Massimo Consoli


CAMPAGNA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DI AGEDO PALERMO
In questi giorni di polemiche legati alla campagna
della Regione Toscana, a Palermo è stata lanciata un'altra campagna di
sensibilizzazione contro la discriminazione legata a orientamento
sessuale e identità di genere. A realizzare la campagna, all'interno
del progetto "Identità impreviste" finanziato dall'Assessorato
Regionale Siciliano della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle
Autonomie Locali, sono state le mamme e i papà dell'Agedo Palermo.
Riteniamo molto importante il lavoro che le varie sedi dell'Agedo
compiono nei territori dove sono presenti, il loro sforzo e la loro
tenacia non possono che contribuire a fare un passo avanti nel
superamento di omofobia e transfobia.
Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Stefano Mastropaolo
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax
06541397

VIOLENZA SESSUALE: DE SIMONE, STRALCIO E' RISULTATO NOTEVOLE

VIOLENZA SESSUALE: CAMERA APPROVA - (ANSA) - ROMA, 17 OTT - ''Lo
stralcio delle norme sullo stalking e sui reati di omofobia e' un
risultato importante ottenuto grazie al lavoro dei movimenti e della
battaglia parlamentare di cui Rifondazione Comunista si e' fatta
promotrice in queste settimane''. Lo dichiara la deputata di
Rifondazione Comunista Titti de Simone intervenendo in Aula in
occasione del dibattito sullo stralcio dei reati di stalking e omofobia
dal pacchetto sulla violenza sessuale. 'Abbiamo fatto un ulteriore
passo avanti sul cammino dei diritti - spiega Titti de Simone - che
puo' fare di questo paese un paese piu' civile e rispettoso delle
differenze di tutti. Lo stalking, ovvero la molestia ripetuta e
insistente, e' a tutti gli effetti violenza contro le donne, e come
tale va affrontata anche dal nostro codice. Ci auguriamo che la
commissione Giustizia - auspica la deputata di Rifondazione - possa
giungere in tempi rapidi all'approvazione di questi due articoli,
perche' questo ci permetterebbe di dare una risposta legislativa
dall'alta valenza simbolica. Una condanna sociale, pubblica, e
giuridica verso uno dei peggiori atti di violenza che si possano
esercitare verso donne e uomini, quella motivata dal diverso
orientamento sessuale''. ''Una societa' davvero civile non puo'
tollerare che questo avvenga senza una forte censura. Non si tratta
solo di diritti della persona - conclude - si tratta piuttosto di
determinare tutti quegli antidoti culturali e sociali in grado di
spezzare il filo nero che produce violenza li' dove c'e' sessuofobia''.

CAMPAGNA REGIONE TOSCANA, ARCIGAY FIRENZE:
"BUONO L'INTENTO, MA NE
PRENDIAMO LE DISTANZE"
In questi due giorni, dalla presentazione della
campagna "Gay si nasce", ideata dalla Regione Toscana e patrocinata dal
Ministero per le Pari Oopportunità, molte socie e molti soci della
nostra Associazione – e così cittadini simpatizzanti – ci hanno
scritto, manifestando il loro disappunto e, talvolta, l'indignazione
per il manifesto utilizzato (che ritrae un bambino neonato con un
braccialetto di riconoscimento con la scritta "homosexual") e per lo
stesso slogan che la Regione ha voluto attribuire alla Campagna.
Ebbene, pur plaudendo l'intento dell'iniziativa, e ampiamente
soddisfatti dell'impegno profuso dalla Regione Toscana in materia di
promozione dell'uguaglianza di tutti i cittadini e di lotta all'
omofobia, ci sentiamo di dover prendere le distanze da una campagna
che, ahinoi, dai feedback che abbiamo raccolto in queste ore, non ha
saputo arrivare pienamente a tutti i cittadini. Se l'intento è quello
di educare al rispetto, di combattere il pregiudizio e di promuovere la
parità di dignità e di diritti delle persone lgbt, era essenziale, a
nostro parere, improntare una comunicazione ben diversa, non imponendo
un etichettamento – come è apparso essere quell'"homosexual" al braccio
di un neonato – né inducendo a pensare all'omosessualità non tanto come
una variante della sessualità umana – come, del resto, è – ma piuttosto
come una sindrome non guaribile che dobbiamo rassegnarci ad accettare.
L'Arcigay di Bologna qualche anno fa fece una bellissima campagna dove
in un manifesto si ritraeva un pompiere che salvava dalle fiamme una
persona; la frase sottostante era proprio "Cambia qualcosa se vi
diciamo che è omosessuale?"". Perché – ci chiediamo – la Regione non ha
ripreso come idea questa tipologia di linguaggio e questo tipo di
messaggio, magari ritraendo comunque un bambino, con nel braccialetto
il nome "Marco" e con la frase "Se vi dicessimo che potrebbe amare per
tutta la vita un altro Marco, cambia qualcosa?". Forse le polemiche
sarebbero state minori, o meno plausibili, e, una volta tanto,
chiunque, per strada, si sarebbe domandato, dentro di sé, se davvero
valga la pena continuare a discriminare l'omosessualità. Inoltre, a
seguito delle molte comunicazioni pervenuteci, che accusavano la nostra
Associazione di aver messo in piedi una campagna assolutamente
inefficace, teniamo a precisare che Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa"
onlus non è stato interpellato né nella fase di creazione né di
presentazione della Campagna stessa. Pertanto, chiariamo che la
paternità dell'iniziativa è esclusiva della Regione Toscana e che, se
ne avessimo avuto l'opportunità, sicuramente avremmo portato in quella
sede le nostre perplessità e le nostre idee.
Francesco Piomboni –
Presidente Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa"
Matteo Pegoraro –
Segretario Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa"
Per ulteriori informazioni:
Matteo Pegoraro
Responsabile Comunicazione Arcigay Firenze
Tel. 340-
8135204 :: ufficiostampa@arcigayfirenze.it

IL MINISTERO DEGLI INTERNI AVVIA UNA CAMPAGNA OMOFOBA
CONTRO LE COPPIE GAY SPOSATE
ALL'ESTERO IN PALESE VIOLAZIONE DELLE DIRETTIVE E RISOLUZIONI
COMUNITARIE. LA CIRCOLARE N. 55 PER I SERVIZI DEMOGRAFICI E' UN VERO E
PROPRIO ATTO DI OMOFOBIA ISTITUZIONALIZZATO. CHIEDIAMO IL RITIRO
IMMEDIATO DELLA CIRCOLARE.
Sulla gravissima vicenda della Circolare n.
55 del Ministero degli Interni, mirata a colpire in modo inaudito le
coppie gay sposate all'estero, di seguito i testi del nostro Comunicato
Stampa e dell'Interrogazione parlamentare depositata questa mattina.
Sergio Rovasio

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI.
Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali
Italiani e Sergio Rovasio, membro della Direzione della Rosa nel
Pugno: "Il nostro Ministro degli Interni, per obbedire evidentemente
alle gerarchie clericali e vaticane, oltre a voler vietare il GayPride
durante l'Anno Santo, si è fatto ora paladino e promotore di una
crociata contro le coppie gay sposate all'estero che risiedono in
Italia. Lo scorso 18 ottobre il Ministero degli Interni ha diffuso la
Circolare n. 55 (protocollo 15100/397/0009861) che elenca una serie di
iniziative per contrastare il riconoscimento delle coppie gay sposate
all'estero e dove si invita addirittura il Ministero degli Esteri a
modificare i contenuti della Convenzione di Vienna dell'8 settembre
1976 perché sui moduli del riconoscimento delle coppie sposate
all'estero non è precisata la variazione del sesso degli sposi. Tra le
altre assurdità elencate nella circolare ministeriale, vengono invitati
gli ufficiali dello Stato civile a porre "particolare cura alla
verifica che i due sposi siano di sesso diverso" in violazione dei più
elementari diritti umani e civili dei cittadini in particolare delle
persone glbt. Chiediamo che questa circolare venga immediatamente
ritirata dato l'evidente contrasto con le risoluzioni comunitarie
contro l'omofobia del 18 gennaio 2006 e del 26 aprile 2007. Forse il
Ministro degli Interni ha dimenticato che il 2007 è l'anno europeo
delle non discriminazioni e questa circolare dimostra come invece
l'omofobia divenga un fatto istituzionalizzato proprio da coloro che la
dovrebbero combattere".

CGIL NAZIONALE SETTORE NUOVI DIRITTI
FONDAZIONE CRITICA LIBERALE
Invitano ad una Conversazione sulla laicità
in tema di: "MORALE E LEGGE: IL PECCATO SENZA IL REATO" La discussione
sarà introdotta da CHIARA LALLI seguirà la discussione L'incontro si
terrà Martedì 6 novembre 2007, ore 15,00 Sala Santi, CGIL Nazionale C.
so d'Italia 25, Roma Saremo lieti della vostra partecipazione. Per
informazioni Settore Nuovi Diritti della CGIL nuovidiritti@mail.cgil.
it

COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
Una campagna sbagliata Il Comitato
Gay e Lesbiche Prato già parecchio tempo fa, all'interno della Task
Force LGBT della Regione Toscana, aveva richiesto all'Ass. Fragai di
realizzare una campagna, patrocinata dalla Regione stessa, di manifesti
contro il pregiudizio anti-glbt. Questo con lo scopo di comunicare alla
popolazione tutta l'esistenza di gay, lesbiche, bisessuali e trans e la
necessità di combattere il pregiudizio contro di loro, affermando
chiaramente l'impegno antidiscriminatorio della Regione e delle
istituzioni toscane. Ci era stato risposto in quell'occasione che la
Regione aveva scelto un profilo basso, che non riteneva opportuna una
campagna del genere, e che le spese sarebbero state eccessive. Quando
abbiamo saputo della decisione di lanciare una campagna con pubbliche
affissioni siamo stati/e positivamente sorpresi/e, ma l'entusiasmo è
durato pochissimo. I contenuti del manifesto ci hanno delusi/e e
sconcertati/e. Non spetta certo ad un ente pubblico come la Regione
definire la natura dell'omosessualità, specificare se si tratta di una
realtà esclusivamente innata, esclusivamente acquisita o altro. E'
compito invece della buona politica e della buona amministrazione
riconoscere che gay, lesbiche, bisessuali e trans esistono, che sono
soggetti di diritti positivi, che vanno difesi/e dal pregiudizio e
dalla discriminazione. Sarebbe compito di chi progetta una campagna
mediatica riconoscere che gay, lesbiche, bisessuali e trans esistono e
sono diversi fra di loro, sono giovani, anziani/e, maturi/e,
giovanissimi/e ecc.ecc. Usare toni compassionevoli o escamotage d'
effetto, indicare una presunta differenza biologica non protegge certo
dalla violenza e dalla discriminazione. Pensiamo a dove è arrivato il
razzismo biologico di matrice nazista, che di presunte differenze
naturali fra gruppi umani aveva fatto il suo credo. Ben altri sarebbero
i metodi efficaci, altri i contenuti che una buona campagna potrebbe
presentare. Invitiamo pertanto il Presidente Martini e l'Ass. Fragai a
ripensare una campagna informativa basata sulla difesa dei diritti di
tutti/e, indipendentemente da caratteristiche innate o acquisite. Ci
immaginiamo una campagna elaborata assieme ai movimenti di gay,
lesbiche, bisessuali e trans, e dove le parole "gay", "lesbica",
"bisessuale" e "trans" siano evidenti; una campagna fatta anche di
immagini dove i gay, le lesbiche, i/le bisessuali e le persone trans
siano presentati/e nelle loro realtà quotidiane, nelle loro vite, nelle
loro relazioni. Ci immaginiamo che le risposte dal movimento glbt
abbiano evidenziato come i fraintendimenti siano maggiori dei benefici,
ma consideriamo comunque lo strumento "Campagna di affissioni" uno
strumento potenzialmente efficace, pertanto invitiamo la Regione a
proseguire il percorso ma con un rapporto più stretto e collaborativo
con le realtà associative glbt.
Comitato Gay e Lesbiche Prato

NAPOLITANO, PRODI, MARINI, BERTINOTTI, FIORONI:
NELLE SCUOLE PUBBLICHE
INSEGNARE SOLO IL CATTOLICESIMO È UN ATTO DI RAZZISMO E DI
DISCRIMINAZIONE VERSO I CITTADINI
Autorità dello Stato italiano e con
il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, poiché siete Voi i primi
garanti dei diritti costituzionali verso tutti i cittadini." Si legge
in un passo della lettera di Ennio Montesi, scrittore e fondatore di
Axteismo, inviata a Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Franco Marini,
Fausto Bertinotti e Giuseppe Fioroni. "Vi informo che è stato
pubblicato l'ottimo saggio "Le religioni plagiano" di Vittorio
Giorgini, ex professore del Pratt Institute di New York, editato dalla
Arduino Sacco Editore
www.arduinosacco.it di Roma, tel. 064510237
codice libro ISBN 978-8889584-60-6. Il libro tratta in maniera
eccellente e super partes dei tre monoteismi religiosi Cristianesimo,
Islamismo ed Ebraismo con alto taglio critico verso le religioni
invasive nel tessuto sociale dello Stato laico. Vi invito caldamente"
continua Montesi nella lettera, "a considerare la possibilità affinchè
il libro in oggetto possa essere adottato, come importante libro di
testo didattico critico, in tutte le scuole d'Italia. Il libro potrebbe
essere distribuito, a cura del Ministero della Pubblica Istruzione, in
maniera gratuita agli studenti e agli insegnanti d'Italia". Si tratta
di una richiesta volta a fare cessare la palese discriminazione e il
razzismo messi in atto dallo Stato italiano verso i cittadini. Adottare
nelle scuole italiane, come testo didattico, il libro "Le religioni
plagiano" potrebbe finalmente significare un gesto democratico
importante, tanto più se attuato dalle massime autorità dello Stato. La
lettera integrale è riportata di seguito.
Nella foto il prof. Vittorio
Giorgini, scrittore, architetto e studioso di antropologia, e la
copertina del libro "Le religioni plagiano".


ALL'ITALIA E p.c., al
Capo dello Stato, ai magistrati Clementina Forleo, Luigi de Magistris,
Ferdinando Imposimato
D'Avanzo, «La seconda che hai detto»
La popolarissima sublime comicità dei fratelli Guzzanti con Sabina nella
parte di D'Alema che quando lo imita vedi D'Alema al vero tanto che
quando vedi il vero non è lui ma è il D'Alema di Sabina Guzzanti, mi
stimola ad esprimere l'opinione dei più rispondendo ad uno dei due casi
ipotizzati da Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica di mercoledì 31
ottobre, sui fatti accaduti e sulle polemiche in atto tra politici,
magistrati come Clementina Forleo, Luigi de Magistris ed altri, il
ministro della Giustizia Mastella, istituzioni, Forze dell'ordine e
media. Per D'Avanzo, il primo caso è che «Paragonare quel che accade
oggi nella magistratura con quanto accadde a Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino 15 anni fa è, per quel che se ne sa, iperbolico. Sentir
parlare di tritolo, minacce istituzionali, poteri occulti e assassini
in un Paese che ha visto i suoi uomini migliori uccisi dal tritolo o è
una beffarda farsa che offende le autentiche tragedie, scimmiottandole,
o è una spaventevole emergenza da affrontare subito. In questo secondo
caso se ne vorrebbe sapere di più. Che cosa sta accadendo? Chi minaccia
o ha minacciato Clementina Forleo? Quale potere occulto assedia Luigi
de Magistris? Questo si vorrebbe sapere». D'Avanzo, «La seconda che hai
detto». Un esempio egregio D'Avanzo? Un certo clima istituzionale e
sociale che da tempo, troppo tempo, si respira nel Paese - clima che
ciascuno avverte ma che a pochi fa comodo porre rimedio e ad affrontare
a viso aperto - lo avete ineccepibilmente illustrato, per mesi, lei e
Carlo Bonini su La Repubblica a proposito dell'affaire Telecom e di
suoi esponenti di primo piano coinvolti nelle intercettazioni illecite
subite da centinaia di migliaia di onesti cittadini per mano degli
Spioni di Telecom tra cui ex ed attuali esponenti delle Forze
dell'ordine, ex carabinieri come Tavaroli ed altri, Cipriani e Ghioni e
la loro banda criminale, pezzi di primo piano dell'ex Sismi come
Mancini e Pompa, ecc. ecc. «Una sorta di nuova P2. Quali finalità si
proponeva?» avete scritto più volte. La domanda inquietante che ci si
pone è: quella «sorta di nuova P2» dove ha origine, come e perchè e per
cosa è nata, tra e intorno a quali interessi ruota, dove ha i suoi
gangli principali, fino a dove arrivano le sue postazioni terminali?
Egregi D'Avanzo e Bonini, non è che le intercettazioni lecite della
Forleo su Unipol e Antonveneta, e su esponenti politici e leaders del
centrosinistra hanno "consigliato" di "dimenticare" le intercettazioni
illecite? Che fine ha fatto l'inchiesta ora che Ghioni, Mancini e
Tavaroli sono usciti dalle patrie galere? Attenti a quei tre, ai
tabulati in loro possesso, ai ricattabili, e ai loro pc. Per non
parlare, poi, dell'avocazione dell'inchiesta di de Magistris ove sono
indagati il Capo dell'esecutivo e il Ministro della Giustizia che,
guarda caso, ogni mattina che la sera va in onda AnnoZero, urlacchia a
destra e a manca di ricevere proiettili. Una ennesima sceneggiata-
avvertitoria questa di Mastella? Per la verità, e visti i recenti
precedenti, gli intrecci tra i proiettili a Mastella e i proiettili a
de Magistris e alla Forleo, ai normali cittadini, sembrano proiettili
ad usun delfini. Cosa pensare altrimenti quando il teatro ambientale
dei fatti gravita attorno al meridione d'Italia? Cosa pensare quando
sono in ballo i voti conquistati con l'assistenzialismo incontrollato
ed altro che non nomino? Da buona napoletana, conosco i miei
pullaster... Sulle minacce subite dal magistrato Forleo, le denunce ai
carabinieri, sul rifiuto della scorta e sulle sue esternazioni scrive
La Repubblica: «Milano - Nella caserma di via Moscova, teatro di molte
storie strane, (vedi per es. «il salto nel vuoto dell'anarchico
Pinelli», il processo e l'uccisione del commissario Calabresi ndr) la
parola più usata in questi giorni è «sconcerto», come, «sconcertante»,
è la genericità dell'accusa ai carabinieri» Egregio D'Avanzo, su questo
ennesimo schifoso intollerabile scandalo di regime le interessa sapere
quale è l'opinione dei comuni cittadini-contribuenti-elettori che si
informano e che da anni seguono appassionatamente le disgustose storie
di certa politica italiana? E' «La seconda che hai detto» e dico
perchè. Conoscendo il clima approfittatorio maschilista e misogino in
voga tra istituzioni varie, politici di ogni schieramento e tra la
stampa - vedi la foto della Forleo al trucco Tv pubblicata a mo' di
scandalo quando tutti i politici che vanno in Tv si fanno truccare e
nessun giornale ne pubblica la foto mentre lo fanno, un magistrato, e
per di più donna, che indaga sugli scandali bancari non è così
impreparato, ingenuo, uterino, vanitoso ne' tanto coglione da spargere
ai quattro venti opinioni e fatti passibili di misure disciplinari o
inchieste quali quella presa, giustamente, dal Consiglio Superiore
della Magistratura che indagherà sulle denunce della Forleo e di cui
lei per prima aveva già richiesto. Analoghe considerazioni, se pur non
donna, vanno all'operato del magistrato de Magistris ed alle feroci
critiche provenienti, guarda caso solo da politici e da certi
esponenti della magistratura acquiescente e insabbiatrice, alla
«sovraesposizione mediatica» della Forleo e di de Magistris. Già..., la
«sovraesposizione mediatica»... La «sovraesposizione mediatica» della
Forleo e di de Magistris, esimi politici, magistrati e giornalisti, da
troppi di voi avversata e condannata è la legittima estrema conseguenza
dell'insegnamento tratto dai tragici fatti accaduti ai giudici Falcone
e Borsellino. Quindi, il riferimento della Forleo e di de Magistris a
Falcone e Borsellino non è «iperbolico» come scrive D'Avanzo. In questo
oscuro Paese, infatti, i giudici che denunciano le corruzioni a tutti i
livelli, anche istituzionali e dei poteri forti, che fanno il proprio
dovere rispettando i cittadini con i tributi dei quali essi sono
pagati, l'unica chance per salvare la propria pelle è l'«esposizione
mediatica». In certe condizioni disperate, infatti, l'unica possibilità
per non soccombere è di fare pubblica testimonianza, a presente e
futura memoria, delle minacce e dei pericoli che incombono su di se'. O
NO? Chi lo nega finge di non conoscere questo Paese, anzi, ne
approfitta. O NO? Quindi, Violante, eserciti la memoria, si passi la
mano sulla coscienza o taccia. E' con questi ed altri orribili
precedenti che si ha la sfrontatezza di parlare di Antipolitica? E' con
questi precedenti che soverchiatori e corrotti condannano le piazze di
Grillo che invocano «Parlamento pulito»? E' con questi precedenti che
si delegittimano e intimidiscono trasmissioni come AnnoZero? Bando a
necrofori e funerals, bando alle pietà postume e pelose di quanti
vogliono tappare bocca e orecchie a chi, in nome del Popolo italiano,
compie il proprio dovere.
Chi ha occhi, orecchie e megafoni per far
sentire la propria voce, quindi, non aspetti il tempo fatale delle
sirene spiegate delle Forze di polizia e delle Autoambulanze che
vengono a raccogliere la propria morte e lo strazio dei suoi cari con
un mazzolin di fiori, una pietosa candela e il solito Amen. Giuliana
D'Olcese quota rosa di Internet
www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm


"TESTIMONIANZE":
RACCONTI DI GUERRA
Fossa, 4
novembre 2007 ore 17:00 Sala Consiliare del Comune di Fossa (AQ)
Ingressso gratuito
La brillante film-maker Daniela Colagrande laureanda
all´Accademia dell'Immagine, a L´Aquila, nella Sezione Produzione di
Immagine, già ricca di esperienze televisive in produzioni Rai, Sky e
Madcast debutta nella sua opera prima, dal soggetto alla post-
produzione, con il documentario "TESTIMONIANZE": racconti di guerra.
Il filmato è stato interamente girato a Fossa avvalendosi dei ricordi e
delle testimonianze di uomini e donne che vissero in prima persona le
terribili atrocità di un efferato periodo storico dagli anni del regime
fascista fino alla tragica conclusione nella seconda guerra mondiale.
Un impegno intenso, vibrante, coraggioso. Come lei stessa definisce:
"Sono note, appunti, diari di viaggio, di lavoro, di immagini trovate e
da nuove immagini da noi riprese intorno a quello che fisicamente
rimane di ciò che accadde negli anni della Grande Guerra. Accanto a
frammenti custoditi e ritrovati si uniscono suoni, parole, figure
recenti. Sono proprio queste memorie a tracciare insieme l'essenza di
un affresco sociale che abbraccia un decennio (1935-1945). Sono
particelle che descriviamo per rendere indistruttibile la loro
memoria".
L'Assessore alla Cultura
Berta Giacomantonio
INVERSIONI A
"L"Iniziativa di storia lesbica organizzata da Arcilesbica Zami in
collaborazione con collettivo omosessuali bicocca e soggettività
lesbica, baci, Barbara Ramarri "il corpo ricorda quel che il
patriarcato ha tentato di cancellare negli ultimi millenni" Regula
Wagner "strano che le parole arrivino quando non sono più vere" Isabel
Miller "il valore della differenza" Audre Lorde "abbiamo paura di
abbandonare l' orizzontalità" Cristina Gramolini "lo chiamano "gay" e
tu pensi "ricchione"" Daniele Silvestri "è meglio prenderti a piccole
dosi" martina loreggian
INVIATO DA biba.romarri@libero.it


FESTIVAL
DELLE LETTERATURE DI PESCARA
TRA GLI OSPITI NICCOLO' AMMANITI, ALBERTO
ARBASINO, MARC AUGE', WU MING, VALERIO MASSIMO MANFREDI, RAFFAELE LA
CAPRIA e molti altri! Programma completo sul sito: www.festivaldelleletterature.com

"Quantunque potremmo crederlo… Non
siamo da soli….!"

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09 ottobre 2007

news 10 ottobre

VELTRONI: DI BUONE INTENZIONI E'
LASTRICATO L'INFERNO
Un mese fa il Circolo Mario Mieli aveva chiesto ai
candidati leader del Partito Democratico di esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali. Era pervenuta una sola desolante ed
offensiva risposta ad opera del Comitato Veltroni. A seguito della
nostra dura reazione, è seguita una rettifica di tale Comitato, che
annunciava un futuro pronunciamento da parte di Veltroni in persona.
Oggi sull'Unità leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui
temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.
Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati
omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè
risponde, come si suol dire, ai suoi. Pensiamo che tale iniziativa non
sia dettata tanto dalla consapevolezza, per altro esatta, che il Mieli,
come tutte il movimento omosessuale e transessuale, siano autonomi e
distinti dai partiti, ma da una difficoltà oggettiva a comprendere che
le istanze provengono dalla società e dai movimenti che in essa vivono
e si muovono, ed è ad essi che bisogna rivolgersi. Scelta carente
soprattutto dopo un Pride con un milione di persone in piazza, e anche
considerando la polemica ricordata all'inizio. In definitiva ci sembra
si sia voluto evitare su tali temi sia di riconoscere degli
interlocutori politici fuori dalla logica partitica, sia di parlare
direttamente ai singoli cittadini. Riscontriamo quindi un chiaro
difetto di comunicazione. Nel merito delle risposte, certamente
culturalmente sensibili, queste appaiono come un'analisi sociologica,
piuttosto che un programma per un partito nascente. Inoltre
riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma
dell'Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia
proprio ed estenda al futuro partito l'esito completamente
insufficiente di un compromesso passato. In buona sostanza ci sembra di
capire che persino l'esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la
linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva
imposto. Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare
entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno
verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Invitiamo Veltroni e l'intero partito a capire che o si produce un vero
cambiamento di rotta, o rimarranno solo i tre o quattro candidati
omosessuali del PD a sperare ancora in esso. Rossana Praitano -
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985- cell 3397126198


CONFERENZA
STAMPA
Mercoledì 10 ottobre 2007 ore 11.00
presso la sede del Partito
Radicale, in via di Torre Argentina 76 III Piano.
Si terrà una
conferenza stampa sui seguenti temi: -Richiesta di incontro al Sindaco
di Roma Walter Veltroni. -Registro delle unioni civili al Comune di
Roma, a che punto è la nostra proposta? Intervarranno: Rita Bernardini,
Segretaria di Radicali Italiani. Massimiliano Iervolino, Segretario
dell'Associazione Radicali Roma. Mario Staderini, Capogruppo radicale
della Rosa nel Pugno al I° Municipio.
www.radicaliroma.com -
Massimiliano Iervolino
Segretario Associazione Radicali Roma
via di
Torre Argentina 76
00186 Roma
3392500303
m.iervolino@radicali.it
www.
radicaliroma.com

TRANSESSUALI DENUNCIATE DAI CARABINIERI PERCHE'
VESTITE DA DONNA
INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AL GOVERNO. NO ALLE DISCRIMINAZIONI, NO ALLA VIOLAZIONE DEI
DIRITTI CIVILI E UMANI DELLE PERSONE TRANSESSUALI.
I deputati radicali
della Rosa nel Pugno, Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia,
Bruno Mellano e Marco Beltrandi, hanno depositato oggi
un'interrogazione urgente ai Ministri della Giustizia, Interni, Pari
Opportunità, Difesa e Solidarietà Sociale contro un grave episodio di
persecuzione delle persone transessuali, denunciate dai Carabinieri
perché vestite da donna.
Di seguito il testo integrale:Per sapere -
Premesso che: - Il 4 ottobre a Montesilvano, in provincia di Pescara,
durante un controllo antiprostituzione dei Carabinieri, alcune
transessuali sono state sanzionate perchè vestite da donna, in base
all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931;
Premesso altresì - che l'articolo 85 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto n. 773, il 18 giugno
1931, recita: " È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il
contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 20.000 a
lire 200.000. È vietato l'uso della maschera nei teatri e negli altri
luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle
condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di
pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi,
invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione
amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000."; - se siano a conoscenza
dei fatti esposti in premessa; - se, i Ministri della Giustizia; degli
Interni, della Difesa, dei Diritti delle Pari Opportunità e della
Solidarietà Sociale, non ritengano che nel caso di specie non
sussistano i requisiti per comminare l'ammenda prevista dal Regio
Decreto del 1931 anche in considerazione della legge numero 164, del
14 aprile 1982, recante: "Norme in materia di rettificazione di
attribuzione di sesso" e delle necessarie maggiori attenzioni verso i
bisogni e le necessità di persone che vivono drammi e difficoltà
personali già molto gravi; - se non ritengano anacronistico,
persecutorio, discriminante e confliggente con lo spirito e i vincoli
del diritto dell'Unione europea il contenuto e l'applicazione nel
contesto descritto della norma prevista dall'art. 85, R.D. 773/1931; -
se non ritengano necessario adottare ogni misura volta a rivedere
l'articolo di legge sopra citato considerando il cambiamento dei
costumi e le maggiori garanzie di tutela dei diritti delle persone
transessuali rispetto al contesto in cui fu emanata tale norma; - se
non ritengano che tale applicazione della legge, volto a colpire una
parte della popolazione già discriminata da atteggiamenti omofobici
diffusi nel paese, non costituisca una violazione dei diritti civili e
umani della persona. I deputati radicali della Rosa nel Pugno:
Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia, Marco Beltrandi,
Bruno Mellano. Uff. Stampa: Sergio Rovasio Tel. 06-689791 Comitato
Nazionale di Radicali Italiani: mozione particolare sul matrimonio
delle persone omosessuali


GAY HELP LINE: UNA INUTILE POLEMICA
Leggiamo un comunicato di Fabrizio Marrazzo, Presidente di Arcigay
Roma, relativo all'assegnazione con bando del Contact Center
antiomofobia (Gay Help Line) del Comune di Roma. Innanzitutto siamo
sorpresi per il grande ritardo di questa dichiarazione, poiché il Mario
Mieli aveva presentato ricorso ben due mesi fa, ed Arcigay Roma è stato
immediatamente informato a tal punto di costituirsi in giudizio. Ci
stupisce inoltre che Marrazzo ci accusi di attaccare politicamente la
sua associazione attraverso uno strumento legale. Precisiamo che se
avessimo voluto attaccare politicamente Arcigay Roma, avremmo potuto
farlo da tempo per una serie di motivazioni, ma per carità di popolo
abbiamo evitato, anche per il proficuo percorso di collaborazione con
Arcigay Nazionale e con tutte le altre associazioni del mondo
omosessuale e transessuale italiano. Per esempio già all'epoca della
nascita stessa della Gay Help Line, elargita ad un'associazione a quel
tempo priva di qualunque esperienza specifica, si sarebbe potuto
sottolineare questa "particolarità" e stupirsi pubblicamente per
incongruenze quali la pubblicizzazione di un enorme flusso di contatti
telefonici prima ancora che la linea fosse attiva. Del resto per la
stessa carità di popolo e per non dare l'impressione di una guerra fra
poveri abbiamo evitato di divulgare nei mesi scorsi l'uso di uno
strumento legittimo come un ricorso amministrativo. E avremmo
continuato a farlo qualunque fosse stato l'esito dello stesso,
consapevoli che una cosa sono gli strumenti giuridici e l'altra il
confronto politico. Evidenziamo infine che il ricorso da noi presentato
riguarda le motivazioni di assegnazione del Contact Center valutati da
noi inadeguate; questa è la metodologia corretta e trasparente che si
utilizza in qualsiasi Bando pubblico senza che nessuno se ne senta
attaccato od offeso. Sempre per carità di popolo abbiamo evitato in
questi mesi di diffondere le diverse pressioni a ritirare il ricorso,
pur rimanendo allibiti quando queste provenivano dirette ma con
modalità tortuose da esponenti politici, che chiariamo non essere dell'
Amministrazione Comunale. Infine invitiamo Marrazzo ad evitare di
coinvolgere in questa polemica le altre associazioni collegate ai due
raggruppamenti che si erano presentati a bando, essendo la questione
tecnicamente e sostanzialmente riferibile ai due capo fila, cioè
Arcigay Roma e "Mario Mieli", a meno che non sia desiderio di Marrazzo
scatenare una tenzone planetaria che non interessa a nessuno.
Precisiamo infine di non ricevere contatti diretti da parte di Fabrizio
Marrazzo da mesi immemorabili, ne tanto meno inviti ad unire la nostra
ventennale specifica esperienza per una Linea amica, cosa del resto non
obbligatoria. Ci auguriamo di non aver sprecato tanta carità di popolo
ovvero tanta saggezza politica e relazionale, e invitiamo il passionale
Marrazzo ad una maggiore serenità. Rossana Praitano Presidente Circolo
di cultura omosessuale "Mario Mieli"
Rossana Praitano (348.7708439)
Segreteria Circolo "Mario Mieli"
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI
Roma, 28-29-30 Settembre 2007
Mozione particolare (approvata a
maggioranza)
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani premesso che
durante la stesura del programma dell'Unione Emma Bonino si alzò e se
ne andò indignata quando i rappresentanti dei partiti della coalizione
decisero di non inserire la parola Pacs tra gli obiettivi politici del
programma del governo di centro-sinistra; considerato che la proposta
governativa dei Dico, compromesso del compromesso rispetto ad una legge
di civiltà in materia di regolamentazione delle unioni civili sia per
le coppie gay che per quelle eterosessuali, si è arenata in Parlamento;
considerato che presso la Commissione Giustizia del Senato, in sede di
Comitato ristretto, si sta elaborando una proposta condivisa su tale
materia denominata 'Cus' che limita ancor più diritti richiesti per le
coppie gay ed eterosessuali; preso atto che ormai tutte le
organizzazioni glbt italiane, deluse e amareggiate dall'atteggiamento
di genuflessione al potere clericale vaticano della classe politica,
rivendicano oggi, con forza, per le coppie gay, l'accesso all'istituto
del matrimonio civile quale traguardo di civiltà per il superamento
totale delle disuguaglianze e delle discriminazioni; così come
ribadito, per la prima volta, dal documento unitario del gay pride
nazionale del giugno scorso; constatato che il 'Manifesto per
l'eguaglianza dei diritti' (
www.matriomiodirittogay.it) che chiede
l'accesso all'istituto del matrimonio civile per le persone gay è stato
firmato da migliaia di cittadini italiani, da esponenti del mondo
politico di diversa provenienza, da rappresentanti della società
civile, culturale, associativa, artistica italiana ed europea e da
parlamentari, dirigenti e militanti radicali;
considerato che già il IV
Congresso di Radicali Italiani aveva votato all'unanimità una Mozione
particolare in cui si chiedeva l'adesione del movimento alla battaglia
'zapateriana' per l'accesso all'istituto del matrimonio per le persone
lesbiche e gay, così come ulteriormente ribadito anche al quartultimo
Comitato nazionale di Radicali Italiani; delibera l'impegno a sostenere
in tutte le sedi: - la pdl n. 1244 presentata dai deputati radicali
Capezzone, Beltrandi, D'Elia, Mellano, Poretti e Turco sin dal giugno
2006; - la campagna per l'accesso all'istituto del matrimonio civile
per le persone omosessuali quale massimo traguardo volto al superamento
delle diseguaglianze e delle discriminazioni così come già avviene in
Spagna, Olanda, Belgio e Canada; auspica che la Segretaria, la
Tesoriera e la Presidente di Radicali Italiani sottoscrivano il
'Manifesto per l'eguaglianza dei diritti' (
www.matrimoniodirittogay.
it).


ORGOGLIO DI CITTADINI E CITTADINE OMOSESSUALI E TRANS DI NAPOLI
Napoli ore 19:45 Palazzo San Giacomo ( Municipio) - La comunità GLT (
gay lesbica e trans) Napoletana ha chiesto ed ottenuto ad Horas un
incontro con il Sindaco di Napoli On Rosa Iervolino Russo sui temi
della violenza metropolitana registrata dalle comunità a danno delle
persone omosessuali e trans. Una delegazione di 6 persone con i
presidenti Carlo Cremona ( i Ken) , Giordana Curati ( Arcilesbica) e
Laura Matrone ( M.I.T. Napoli) ha illustrato alla prima cittadina la
manifestazione indetta per il 30 settembre sul tema dell'omofobia &
transfobia e dell'Anticamorra. Il Sindaco, ha apprezzato l'attività
delle associazione GLT che in questo percorso vivono con l'
amministrazione comunale il valore comune di cittadinanza ed ha
garantito agli organizzatori il pieno sostegno della città per la buona
riuscita della manifestazione, riconoscendo all'antifascismo la radice
storica di una battaglia di liberazione che al giorno d'oggi è
battaglia contro la Camorra. Non a caso il 30 e dopo la commemorazione
all' Eroe Salvo d'Acquisto, una nuova piazza si animerà con spirito
rinnovato e moderno guardando al proprio passato come monito per un
futuro non oppresso dalla logica della violenza e della sopraffazione
contro i più deboli e di considerati DIVERSI. Gli organizzatori,
Cremona, Curati e Matrone tengono a precisare che tale manifestazione
CONTRO porta con se un progetto per il Futuro che è un ponte
immaginario nel Mediterraneo che sappia parlare di Solidarietà, di Pace
e di Dignità ed essere al tempo stesso un simbolo a cui guardare con
fiducia e speranza. Molte le personalità che hanno aderito e che
saranno in piazza, dall'assessore Riccio che patrocina l'iniziativa a
quello provinciale di Napoli D'Aimmo ai consiglieri comunali Minisci,
Nicodemo e Giudice. Tanti parlamentari anche hanno aderito, in
particolare Vladimir Luxuria e Titti de Simone presente alla
manifestazione, ma tante associazioni e cooperative continuano ad
aderire ogni giorno a questo appello che vuole vedere tutti in piazza a
manifestare in allegria la propria voglia di una città rinnovata.
Mancano alcune risposte all'appello che sono ancora attese, alcune
associazioni nazionali del mondo GLT, la Curia S.E. Crescenzo Sepe e la
Società Sportiva Calcio Napoli. A tutti loro e a tutti i cittadini e le
cittadine va il nostro accorato appello a dedicare a se ed al bene
della città questa occasione che per noi ha il sapore della storia e
che vorremmo condividere ciascuno nel proprio modo ciascuno con la
propria differenza. Il presidente di i Ken Carlo Cremona dichiara:"
solo ieri ho visto realizzare il sogno cominciato prima dell'elezioni
del Sindaco Iervolino, quando le chiedemmo un Patto per il Futuro di
Napoli, ci lasciammo dopo la Sua elezione ad una data in cui ci saremmo
ritrovati con fatti concreti per impegni concreti. Questo giorno è
giunto, ed il nostro Sindaco non si è tirata indietro ma, come sua
abitudine, si è rimboccata le maniche e si è messa a lavorare al nostro
fianco. Questo è stato emozionante come il vedere accanto a me tante
donne autorevoli ciascuna con ruoli, modi e percorsi differenti, ma
unite solidalmente con un maschio senza mai prevaricare senza mai
imporre una superiorità. Questa cosa deve far riflettere tutti, a mio
avviso, e cioè di come il mondo femminile contenga la collaborazione e
lo spirito positivo di parità che nel mondo maschilista si traduce in
incomprensibile competizione. Il risultato di questo Rosa, mi auguro,
che comporterà il trenta, di vedere tante donne, tante femmine in
piazza a colorare con noi questa giornata di lotta e di sogno".

GIONATA NEWS
L'omosessualità nella lettera ai Romani di Paolo
Riflessione di Romeo Cavedo tratta da CredereOggi, anno XX, n.116,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, pp.40-41 Nel Nuovo
Testamento uno dei pochi riferimenti all'omosessualità è nella lettera
ai Romani di Paolo che sembra considerare l'omosessualità un male
contro natura al quale Dio ha abbandonato gli uomini per punire la loro
idolatria. Una visione che, pur essendo storico-salvifica, non sembra
sufficiente per dedurre che la tendenza omosessuale sia in se stessa
più grave di altre propensioni umane. Vediamo perché vita, così qui
egli segnala questa innaturale situazione umana come segno della rovina
di tutti. Naturalmente noi riteniamo che non sia corretto questo
sfruttamento di una situazione m. L'unico brano neotestamentario che
potrebbe avvalorare l'idea di una particolare malizia dell'
omosessualità in se stessa è l'argomentazione di Romani 1,26-27. Qui la
questione si pone seriamente, perché Paolo, dopo aver affermato che la
colpa primaria, origine di ogni altra, è il mancato onore reso al vero
Dio, che la ragione umana poteva conoscere partendo dalla perfezione
del mondo creato, afferma che Dio, in conseguenza di questa deviazione
idolatrica, ha abbandonato i pagani a «passioni disonorevoli». Le donne
pagane, dice Paolo, hanno mutato le relazioni naturali in altre
innaturali e gli uomini, abbandonando il naturale rapporto con la
donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo
cose vergognose, uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la
punizione che era conveniente al loro traviamento idolatrico. L'idea di
Paolo è geniale: egli vede nella presenza di comportamenti omosessuali,
femminili e maschili, all'interno del modo di vivere pagano, una
conseguenza della perversione dell'idea di Dio verificatasi nell'
idolatria. Essendo stata degradata l'immagine di Dio, egli ha permesso
che venisse scardinata l'immagine dell'uomo, cosicché la colpa dell'
idolatria è ricaduta sull'uomo. E molto probabile che Paolo pensi in
primo luogo a quei rapporti innaturali che erano in uso in alcuni culti
idolatrici della fecondità. Pur scrivendo ai Romani, egli è
probabilmente influenzato dalla critica biblica contro l'antica
prostituzione sacra cananea, perché l'idea di collegare idolatria e
perversione sessuale gli viene quasi certamente da una diagnosi
implicita nella tradizione biblica. E chiaro però che, se il culto
avvalora l'omosessualità sacralizzandola, essa diventa lecita anche
nella vita profana e, di conseguenza, Paolo può includere nella sua
condanna anche l'omosessualità profana. Hanno quindi ragione coloro che
ritengono che Paolo pensi soprattutto a questa, anche perché
espressioni come «ardere di passione gli uni per gli altri»
difficilmente possono alludere al fascino di rituali osceni nell'ambito
del culto. Il vero problema è sapere se questa sua diagnosi storico-
salvifica è soltanto un geniale argomento retorico per sostenere una
tesi più generale, che cioè ogni peccato deriva dalla falsificazione
della realtà di Dio, o è in se stessa oggetto del suo autorevole
insegnamento. Se anche fosse vera, come è probabile, la seconda
ipotesi, bisogna fare attenzione a non ridurre a condanna morale un
ragionamento che è a un altro livello. Paolo, come tutti gli Ebrei, è
convinto che l'omosessualità è una cosa assurda e inspiegabile e vede
in essa il segno della miseria in cui Dio ha lasciato che l'uomo
precipitasse, per poter poi comprendere, da questo abisso, la necessità
di credere al vangelo del gratuito perdono. Più che una colpa è per lui
una punizione e una disgrazia, è peccato, nel senso, tipicamente
paolino, di potenza malvagia e distruttrice dell'uomo, prodromo di
morte, alienazione da Dio. Utilizzare i versetti paolini per una
colpevolizzazione settoriale degli omosessuali significa distorcerne il
senso, perché per Paolo, quell'anomalia disgraziata presente nel mondo
pagano, è segno della miseria in cui sono caduti tutti, eterosessuali
compresi. Come, scrivendo ai Corinzi che distorcono il senso dell'
eucaristia, Paolo ricorda che tra loro molti sono malati e alcuni sono
morti, non per condannare solo costoro ma per rimproverare tutti,
perché hanno ricevuto in maniera indegna il cibo della inoritaria per
farne la bandiera di un male comune, ma Paolo ragiona secondo i luoghi
comuni e i pregiudizi della sua cultura ebraica, che, come abbiamo
visto, hanno la loro origine nella narrazione su Sodoma. Invece di
citare ciechi, storpi o lebbrosi, egli cita, come prova che l'idolatria
rovina l'uomo, gli omosessuali, perché, da un lato, glielo suggerisce
la connessione con la prostituzione sacra e, dall'altro, ciò gli
permette di giocare sull'effetto del parallelismo tra natura di Dio
deformata e natura dell'uomo parimenti deviata. La nozione di natura
umana nella lettera ai Romani Basta questa genialità retorica a fare
dell'omosessualità, in nome della Scrittura, qualcosa che, a differenza
di tutte le altre condizioni umane, è già fuori posto in se stessa,
prima ancora di essere asservita a progetti di male? Allo scrivente
pare di no, ma ciascuno è libero di giudicare come meglio crede.
Nessuna delle risposte, però, potrà pretendere di essere l'unica
giusta. Non è inutile confrontare la precipitosa sicurezza con cui
talora si deduce dai versetti paolini la tesi che l'omosessualità è
male perché contro natura non solo con le sottigliezze che si applicano
alla sua nozione di natura quando egli parla della conoscenza della
legge da pane della coscienza dei pagani, ma anche con un caso ben più
serio che si trova nel capitolo 5 di Romani. Qui Paolo suppone
indubitabilmente che tutti gli uomini derivano fisicamente dall'unico
Adamo, eppure, per conciliare il suo insegnamento con l'ipotesi
scientifica del polifiletismo (più ceppi umani tra loro indipendenti)
si fa di tutto per dire e dimostrare che la sua argomentazione
teologica può reggere, anche se di fatto Adamo non è storicamente quell'
unico progenitore che lui credeva fosse. Non si vede per quale ragione
si debba mantenere la sua visione sulla malizia dell'omosessualità nel
caso che la scienza dimostri che non va giudicata una deviazione, ma un
fatto la cui vera natura può essere definita solo dalla scienza. Le
argomentazioni bibliche per dimostrare, sulla base dei racconti della
creazione, che le donne devono portare il velo quando pregano nell'
assemblea sono state tutte smantellate con acribia esegetica degna di
miglior causa. Non si vede perché l'idea di indicare nell'omosessualità
la prima delle perverse conseguenze dell'idolatria debba rimanere
inattaccabile. Alla luce di tutto questo si deve concludere che l'
interpretazione del testo paolino rimane aperta e discutibile. La
ricerca sulla valutazione morale dell'omosessualità deve procedere su
altre strade. L'omosessualita' nei testi paolini - Brano tratto da
Bibbia e omosessualità di Romeo Cavedo, in CredereOggi , anno XX, n.2,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, p.42 Il fatto,
quindi, che in 1Cor 6,9-10 e in 1Tm 1,10 (l'omosessualità) sia citata
in un elenco di vizi non basta a bollarla come qualcosa di già distorto
o peccaminoso come tendenza, prima ancora che dia origine a
comportamenti di fatto contrari al volere di Dio. E' evidente che, se
vale il principio che ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio
è peccato — cosa che l'Antico Testamento ancora ignorava —, ne
consegue che ogni atto, desiderio e pensiero omosessuale è peccato non
di più e non di meno di come lo sono gli equivalenti nella sfera
eterosessuale. Ma nulla autorizza, sulla sola base dei testi citati, a
vedere nella tendenza omosessuale o in un casto amore omosessuale
qualcosa di già perverso in se stesso. Può darsi che gli autori lo
pensassero ma solo a causa di loro valutazioni culturali prive di
fondamento razionale e basate solo su pregiudizi e luoghi comuni.
INVIATO DA Gionata news –
www.gionata.org


MILANO: UNO SPORTELLO RIVOLTO A DONNE OMOSESSUALI E BISESSUALI
Il Centro Medico Yoni, dalla
prima settimana di ottobre, tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore
20.00, apre uno sportello per dare spazio a tutte le richieste che
riguardano la salute fisica e psicologica delle donne omosessuali e
bisessuali. Questo sportello, coordinato da una lesbica, che offre
gratuitamente accoglienza e da informazioni sulla comunità GLTQ, è il
primo nella storia della città di Milano e nasce grazie all'impegno
etico di un gruppo di professioniste (ginecologhe, psicologhe,
mediatrici linguistico-culturali e segretarie) proveniente da anni di
lavoro nelle strutture pubbliche e disponibile ad offrire consulenza
ginecologica e psicologica nel rispetto e valorizzazione delle
diversità etniche, religiose, culturali e per orientamento sessuale.
Yoni, aperto dal 2006, è un centro privato no profit, dove tutte le
prestazioni sanitarie vengono eseguite a prezzi calmierati, offrendo
un'ampia disponibilità di orari (che tengono conto degli impegni
quotidiani delle donne) e brevità nei tempi di attesa per appuntamenti
e visite. UFFICIO STAMPA CENTRO YONI: 02 39325616 – 3403783848
yoni@hotmail.it Il Centro Yoni si trova a Milano in via Camillo Ugoni
11, in zona Bovisa. È aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 20.00
con orario continuato. Per appuntamenti il telefono è 02 39325616.
Metro linea 3 gialla (fermata Maciachini). Passante ferroviario
(fermata Lancetti). Autobus 92. Tram 3 (fermata Imbriani). www.
centroyoni.it yoni@hotmail.it
- I nostri servizi:
- Visite ed
ecografie ginecologiche - Visite e consulenza alla gravidanza
- Visite
ed ecografie al seno - Visite e controlli in gravidanza
- Visite e
consulenza alle giovani donne - Ecografia in gravidanza
- Diagnosi
precoce dei tumori femminili - Visite per l'interruzione volontaria di
gravidanza
- Controlli clinici per la menopausa - Psicoterapia
individuale e di coppia
- Contraccezione del giorno dopo - Counselling
e sostegno individuale
- Visita e consulenza preconcezionale -
Mediazione linguistico-culturale


MESSICO: DIRITTI IN ARRIVO
Messico, proposte di legge in favore del riconoscimento dei diritti
umani per i transessuali
02-10-2007 - Fonte: Peace Reporter
Buone
notizie in vista per i transessuali messicani.
Da qualche giorno
esperti del settore dei diritti umani legati all'associazione Frente
Ciudadano Pro Derechos de Transexuales, stanno discutendo la proposta
di legge federale per la "non discriminazione dei diritti umani e
civili dei Trans". E i primi risultati si iniziano a intravedere. I
fatti - L'iniziativa di legge, infatti, è chiara ed esplicita: tutti
gli individui devono essere trattati nel rispetto della loro identità,
devono avere la possibilità di sviluppare la propria personalità e
devono avere anche il diritto di avvicinarsi senza problema alcuno al
servizio sanitario nazionale. "Per questa ragione – ha dichiarato il
deputato del Partido Alternativa, Delio Hernandez – è necessario
approvare una legge che conferisca un'identità giuridica per impedire
che all'interno di uno Stato moderno e funzionale si dia spazio alla
discriminazione". Si dice d'accordo con il deputato Hernandez anche
Roshell Terranova, attivista del Frente Ciudadano Pro Derechos de
Transexuales, che ha sottolineato a più riprese le differenti
problematiche legate alla discriminazione che vive quotidianamente la
comunità transessuale in Messico: carenza di servizi sanitari,
discriminazione in fase di ricerca di un lavoro, fino a arrivare al
disconoscimento di essere persona. Accade a pochi chilometri Rosa Maria
Rodriguez, cubana impegnata nella difesa dei diritti umani dei
transessuali e impiegata al Centro Nacional de Educacion Sexual
dell'Havana, ha partecipato alle riunioni dei giorni scorsi spiegando
cosa si sta facendo nell'isola caraibica per aiutare queste persone.
Sembra infatti che a Cuba la materia sia stata studiata a fondo e il
Centro Nacional de Educacion Sexual sia giunto a conclusioni
importanti: appoggio totale a chi vuole cambiare sesso. In che modo?
Aiutando psicologicamente chi prende questa decisione ad assumere
l'identità che vuole. Non solo Il Centro Nacional de Educacion Sexual
si occupa anche di dare aiuto e consiglio per il cambio dei documenti,
concede un'attenzione medica minuziosa a chi decide di sottoporsi a
operazioni chirurgiche e cerca di portare avanti campagne di
sensibilizzazione in modo che la popolazione si abitui a non
discriminare. E tutto questo avviene in forma assolutamente gratuita.
Insomma, le diverse esperienze raccolte durante l'assise hanno fatto in
modo che la proposta di legge presentata in Messico per il pieno
rispetto dei diritti umani dei Transessuali consente a chi decide di
cambiare sesso di non sentirsi titolare di diritti a casa sua.
(Alessandro Grandi) Fonte:
www.peacereporter.net INVIATO DA Promiseland.
it

ABRUZZO: LANCIANO, I GAY NEL MIRINO DI FORZA NUOVA
GAYLIB:"SUL LORO SITO SI PREPARANO A REPRIMERE
A CALCI E PUGNI L'AVANZATA
FINOCCHIA. E' ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, SI APPLICHI LA LEGGE MANCINO"
"Amici gay di Lanciano, fate attenzione. L'81% degli iscritti alla
locale sezione di Forza Nuova intende reprimere l'avanzata finocchia,
così la chiamano, a calci e pugni".A lanciare l'allarme è Daniele
Priori, vicepresidente di GayLib (gay liberali di centrodestra) che
stigmatizza con forza l'istigazione alla violenza omofoba presente sul
sito di Forza Nuova Lanciano (
www.fnlanciano.it). "La segnalazione –
fanno sapere dall'associazione - ci è giunta da un gruppo di iscritti e
simpatizzanti della zona. Effettuate le dovute verifiche, abbiamo preso
atto di come nel forum, alla sezione Agorà, c'è un simpatico posto con
tanto di sondaggio il cui titolo è appunto 'Come fermare l'avanzata
finocchia'. Oltre ciò gli stessi amici di Lanciano – proseguono dal
direttivo di GayLib – ci parlano di preoccupanti intimidazioni e
tentate violenze avvenute in città già da qualche tempo a questa
parte". "Terremo la situazione sotto controllo – dichiara il presidente
di GayLib, Enrico Oliari – con la speranza che lo facciano anche le
istituzioni e nella fattispecie telematica la polizia postale. Istigare
alla violenza è un reato per reprimere il quale va applicata e
ampliata, altro che abrogata come chiede proprio Forza Nuova, la legge
Mancino del 1993 contro la discriminazione, odio o violenza per motivi
razziali, etnici, nazionali o religiosi. Per quel che ci riguarda –
conclude Oliari – GayLib è pronta a costituirsi parte civile sempre
nella speranza che segnalazioni e allarmi fondati come questo possano
aiutare la prevenzione di un fenomeno di violenza triste, ignorante e
senza alcun fondamento ideologico qual è l'omofobia". GayLib – Il
Direttivo - Enrico Oliari Presidente Cell.335/6622440 - Daniele Priori
– Vicepresidente Cell.328/6323820


I 18 ANNI DI MAURICE
Il circolo
Maurice diventa maggiorenne e celebra i 18 anni di attività con un
convegno dedicato al carattere misto che lo contraddistingue: la
mixitè. Rappresentanti di associazioni glbt (gay, lesbiche, bisessuali,
transgender) italiane, storici/che dei movimenti, esperienze
individuali di identità e di orientamento, saranno protagoniste del
seminario che si svolgerà nella giornata di: Sabato 13 Ottobre 2007
Sala Consiliare di Via Saccarelli, 18 – Torino "18 anni glbt del
Maurice: la mixité nel circolo e nel movimento" 9.30 – 13.00 La mixité
nel circolo Maurice: Saluti della Presidente: Rosanna Viano
Introduzione: Gigi Malaroda Altramartedì: Roberta Padovano Gruppo Luna:
Andrea Capello Gruppo Uomini: Maurizio Nicolazzo ConTatto: Achille
Schiamone Gruppo Drag "Les Artistes": Crudelia The Money (Gaetano Di
Fazio) La mixité nella storia del movimento glbt italiano: Nerina
Milletti Porpora Marcasciano Gianni Rossi Barilli - 14.30 -19.00 La
mixité nel movimento glbt italiano attuale: Saluti delle Assessore Pari
Opportunità: Marta Levi (Comune di Torino), Aurora Tesio (Provincia
di Torino), Giuliana Manica (Regione Piemonte) Arcilesbica: Cristina
Gramolino Arcigay: Aurelio Mancuso Circolo Mario Mieli (Roma): Andrea
Maccarrone Coordinamento Associazioni Trans* Sylvia Rivera: Leila
Deianis Azione Gay- Lesbica (Firenze): Elena Bigini Pianeta Viola
(Brescia)/Lista Lesbica Italiana: Patrizia Colosso Circolo Pink
(Verona): Gianni Cardini Coordinamento Torino Pride: Enzo Cucco. E
sempre all'insegna della mixitè la giornata si chiuderà con un grande
party finale per condividere con chiunque lo vorrà il piacere di un
momento di festa all'Hiroshima Mon Amour, di via Bossoli, 83 dalle ore
23.30 in avanti, con il concerto degli Ex Novo, spettacolo Drag del
gruppo Les Artistes, proiezioni video, DJ set dei Carovana Linguamano,
etc. Dal 25/10 al 15/11, presso il cortile del Maglio (Piazza Borgo
Dora), si terrà la mostra iconografica: "Il Maurice racconta la sua
storia" E' inoltre in atto al raccolta di foto: "Quando eravamo
piccoli" per info: mailto:segreteria@mauriceglbt.org -
segreteria@mauriceglbt.org – TEL. 0115211116 - Iniziative realizzate
con il Patrocinio della
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città
di Torino, il Servizio lgbt e grazie al
contributo economico dei
Gruppi Consiliari in Regione di Rifondazione Comunista, Comunisti
Italiani ed Ecologisti- Uniti a Sinistra

ANIMALI ALLEVATI…INFEZIONI
ALL'UOMO
Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti animali sta
avendo conseguenze devastanti.
25-09-2007 - Fonte: SSNV L'aumento di
animali allevati aumenta il rischio di trasmissione di infezioni
all'uomo Un report della FAO del 17 settembre ci avverte che i grandi
cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella produzione globale di
carne - specie quella di pollo e di maiale - portano con sé un grave
rischio di trasmissione di malattie dagli animali d'allevamento
all'uomo. Dichiara testualmente la FAO nel suo report"Produzione
industriale di bestiame e rischi per la salute globale": Il rischio di
trasmissione di malattie dagli animali all'uomo aumenterà nel futuro, a
causa dell'aumento della popolazione umana e animale, cambiamenti nella
produzione di carne, l'emergenza delle reti mondiale agro-alimentari e
un significativo aumento della mobilità delle persone e delle merci".
Tutto questo perché il numero di animali allevati sta crescendo in modo
spaventoso: aumenta la popolazione totale umana, ma aumenta soprattutto
la richiesta di carne e altri alimenti di origine animale da parte dei
paesi in via di sviluppo che stanno diventando più "ricchi". Afferma
Joseph Domenech, veterinario capo della FAO: "Questi sviluppi possono
portare a seri rischi di diffusione di malattie a livello locale e
globale, che finora non sono stati presi nella considerazione dovuta
dalle istituzioni". Secondo la FAO, la produzione in più rapida
espansione è quella della carne di maiale e di pollo. Si tratta di una
produzione intensiva altamente industrializzata, che ha avuto una
crescita annua compresa tra il 2.6% e il 3.7% nell'ultimo decennio. Di
conseguenza, nei paesi industrializzati, la stragrande maggioranza di
polli e tacchini sono "prodotti" in stabilimenti di 15-50.000 animali
l'uno. Nei paesi in via di sviluppo si sta seguendo lo stesso
pericoloso cammino, e i sistemi di allevamento tradizionale vengono
sostituiti da quelli industriali, soprattutto in Asia, Sud America e
alcune regioni dell'Africa. Aggiunge la FAO che il movimento di animali
nel mercato internazionale e la concentrazione di migliaia di animali
confinati in piccoli spazi aumenta la probabilità del trasferimento di
patogeni. Inoltre, gli allevamenti industrializzati producono una
grande quantità di escrementi, che possono contenere un'alta quantità
di patogeni. La maggior parte di queste deiezioni sono smaltite con lo
spargimento sul terreno, senza nessun trattamento preventivo, ponendo a
rischio di infezione gli animali selvatici. La FAO avverte che mentre
il virus altamente patogeno H5N1 è sotto attento esame internazionale,
la circolazione "silenziosa" dei virus dell'"influenza A" (IAV) nel
pollame e nei suini dovrebbe essere presa in attenta considerazione.
Molti virus IAV sono oggi piuttosto diffusi nel pollame in commercio, e
in misura minore nella carne suina, e potrebbero portare all'emergenza
di una pandemia di influenza umana. La FAO chiede ai produttori di
carne di applicare le misure di biosicurezza di base, di non costruire
allevamenti vicino a luoghi di residenza delle persone o a luoghi di
nidifcazione o passaggio di uccelli selvatici e di pulire e
disinfettare regolarmente gli allevamenti. "In realtà" affermano gli
esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
- "l'unico modo per scongiurare questo pericolo è quello di diminuire
il consumo di alimenti animali, sia le carni di polli e di maiale, le
più pericolose da un punto di vista sanitario, che di altri animali,
che pongono comunque gravi problemi di impatto ambientale e
inquinamento. Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti
animali sta avendo conseguenze devastanti. Il gioco non vale la
candela...". Non è pensabile, infatti, che sia possibile risolvere
questo problema se la domanda di carne continua ad aumentare, sia nei
paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. L'unico modo
per arginare il fenomeno è una presa di coscienza dei consumatori,
perché non spetta solo alle istituzioni risolvere il problema, ma sta
alle singole persone diminuire la domanda di alimenti animali,
altrimenti nessuna legge o misura precauzionale al mondo potrà
funzionare. Comunicato del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia
della Nutrizione
www.nutritionecology.org/it Fonte:FAO Dramatic changes
in global meat production could increase risk of diseases 17 settembre
2007 Da:
www.scienzavegetariana.it – INVIATO DA Promiseland.it


L'
ALTRO MARTEDI'
Trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di
Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo
Ruiu Martedì 9 ottobre dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Eric
Shanower autore de L'età del bronzo la prima Odissea a fumetti che
illustra in maniera esplicita e conturbante le relazioni omosessuali
nell'antica Grecia. In Italia L'età del bronzo è in corso di
pubblicazione per le edizioni Free Books a cura di Massimo Basili e
speciale omaggio a Yolanda Retter Vargas pioniera attivista lesbica
latinoamericana a cura di Luky Massa - Fuoricampo Lesbian Group
email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.
radiopopolare.it


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Presentazione del libro
"TransAzioni – Corpi e soggetti FtM" di Mary Nicotra Mercoledì 17
ottobre 2007 alle ore 16,30 Mary Nicotra presenterà TransAzioni – Corpi
e soggetti FtM presso la Stazione Leopolda – Sala Convegni a Pisa.
Discuteranno insieme all'Autrice Fabianna Tozzi, Presidente nazionale
Associazione Crisalide Azione-Trans, Liana Borghi, Ricercatrice
Università di Firenze, Ezio Menzione, Avvocato. Introduce Paola Bora,
Casa della Donna di Pisa. L'iniziativa è inserita nel Mese del Libro
2007 – Itinerari tra libri, lettori e biblioteche. Nell'occasione verrà
proiettato il documentario "TransAzioni" di Mary Nicotra, produzione
Donne in Viaggio 2004, durata 28 min. Info: Associazione Casa della
Donna, Tel./fax 050.55.06.27, segreteria.casa@tiscali.it,
www.comune.
pisa.it/casadonna Il Dito e La Luna > casella postale 10223 -20110
Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com per
ordini e comunicazioni: dluna@iol.it per info e per iscriversi alla
nostra newsletter: info@ilditoelaluna.com

DISCUTERE, CONOSCERE,
CAPIRE
PER ESSERE PIU' LIBERI/E
Prof. Giovanni Cimbalo Docente di
Diritto Ecclesiastico Università di Bologna Rita De Santis AGEDO
autrice del libro "Il nuoro" 20 ottobre 2007 Ore 17.00. Sala da tè
"TEMPO"
via Garibaldi, 174/b Avezzano (Aq) palazzo degli ex uffici Saza
GayaCronisti Aq - AGEDO Ass. cul. Alternativa Libertaria.

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22 settembre 2007

news 22 settembre

INTERVISTA AD ALESSANDRO CECCHI PAONE
Potete leggerla e ascoltarla su
www.portalelazio.net
Servizio curato da Carla Liberatore

GENTILINI ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Finalmente una buona notizia dal fronte della
giustizia. Il vice sindaco di Treviso, l' omofobo sceriffo Gentilini, è
stato iscritto nel registro degli indagati grazie all'opera del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli che già da tempo ha pubblicato sul
suo sito il modulo di querela nei suoi confronti per istigazione a
delinquere, dopo che in un'intervista rilasciata ad una radio agli
inizi del mese di agosto, egli aveva lanciato una "pulizia etnica
contro i culattoni". "E' un piccolo passo che ci riempie di orgoglio e
ci fa ben sperare che anche in altre parti d'Italia, di fronte ad
esternazioni razziste ed omofobe, altri omosessuali e transessuali
abbiano il coraggio di denunciare gli atti e gli atteggiamenti
discriminatori. Ci aspettiamo che tante altre persone scarichino dal
nostro sito il modello di querela e lo inviino al più presto alla
Procura della Repubblica. E' ora di dire basta ai sorprusi perpetrati
ai danni delle persone glbt, anche attraverso le vie legali. Speriamo
soltanto che tutto finisca, come spesso succede in questi casi, nell'
archiviazione. Il Circolo Mario Mieli vigilerà affinché ciò non
succeda" Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli Segreteria Politica Andrea Berardicurti . tel. 06/5413985
348/7708437


VELTRONI E L'ORIENTAMENTO SESSUALE
Nei giorni scorsi con un comunicato stampa il Mario Mieli ha sollecitato i candidati
leader del Partito Democratico ad esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali, per fornire degli elementi di giudizio a
quei gay, lesbiche e trans potenzialmente interessati al nascente
partito. Era stato chiesto a ciascun candidato di scegliere se
esprimersi o meno su tali temi, con quale chiarezza e proposte, con
quanta determinazione, con quali previsioni e soprattutto prospettiva
politica. Un' articolata domanda per una complessa, ampia e attuale
questione, che riguarda il dieci per cento della popolazione italiana.
Ad oggi ci è giunta una sola risposta di sette righe ad opera del
Comitato Nazionale Walter Veltroni, qui riportata: "Veltroni ha sempre
avuto considerazione per chi viene discriminato per il suo orientamento
sessuale, non solo chiedendo a tutti il rispetto, ma creando occasioni
di incontro e di festa per sciogliere la diffidenza e la paura, che
sono componenti primarie della violenza. In questo senso, porterà la
positiva esperienza realizzata come sindaco di Roma nell'ambito del
Partito Democratico, affinché nessuno si senta escluso o esposto all'
intolleranza." Dinanzi ad anni di lotte del movimento lgbt, a mesi di
polemiche sui Dico e company, ad un Pride di giugno con un milione di
persone, ad un pacchetto antiviolenza che non viene varato, a norme
antidiscriminatorie che non esistono, alla crescente violenza e
omofobia nei confronti di omosessuali e trans, al bullismo, alle crepe
nella laicità dello Stato e via discorrendo, una sola risposta
perviene, che promette sollecitazioni al rispetto e aiuti per le feste.
Increduli e offesi, riteniamo che la cosa si commenti da sé. Ci
limitiamo a sottolineare che il richiamo al rispetto in una Nazione
democratica dovrebbe essere scontato e comune a tutte le forze
politiche, siano di destra, di centro o di sinistra. Quanto al "creare
occasioni d'incontro e di festa", gli omosessuali e le persone
transessuali gli incontri e le feste sanno benissimo farseli da soli, e
sanno anche condividerli con gli eterosessuali. In ogni caso non si
vede il nesso con le richieste di interventi normativi che in Italia
non ci sono, al contrario del resto di Europa. Fabrizio De Andrè
cantava: "E senza che gli altri ne sappiano niente, dimmi senza un
programma, dimmi, come ci si sente?". Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica Andrea
Berardicurti . tel. 06/5413985 348/7708437

APPELLO PER LA LIBERTA' IN IRAN
Da alcuni mesi Arcigay è mobilitata in una campagna di
denuncia della terribile situazione dei diritti umani in Iran. Dopo la
nostra azione di denuncia, che ha portato ad una discussione in
Commissione esteri della camera e alla condanna delle esecuzioni
capitali del regime iraniano, e dopo la mobilitazione per Pegah
Emambakhsh abbiamo pensato di lanciare una petizione per la libertà in
Iran. Insieme ad Arcilesbica e all'Associazione Lamanicatagliata
abbiamo attivato un sito
www.dirittiumani-iran.org dove tutti possono
sottoscrivere un appello al governo (che vi allego qui sotto) affinchè
si pongano in atto azioni concrete per la tutela dei diritti umani
fondamentali in quel paese. E' naturale che più saranno i
sottoscrittori dell'appello, maggiori saranno le possibilità di
incidere politicamente e mettere in campo iniziative che possano
denunciare una situazione drammatica per tutte le minoranze di quel
paese. Per questa ragione chiedo la vostra collaborazione per la
massima diffusione di questo appello e per la pubblicizzazione del sito
sia tramite le vostre mailing list, che attraverso i contatti stampa,
gli amici, le associazioni, i partiti, gli esponenti del mondo
politico, istituzionale o associativo, i blog ed i siti delle vostre
associazioni. Non si tratta solo di tutelare le molte vite umane che
sono in gioco, la posta è ben più alta. Il rischio concreto è che se
non ci sarà una mobilitazione di coscienze qui in occidente i
dissidenti iraniani, lasciati soli, saranno sempre più spinti a
chiedere l'intervento armato di Bush, che sembra non vedere l'ora di
aprire un nuovo fronte di guerra con l'Iran. So che questo può sembrare
uno strumento piccolo, ma è pur sempre l'occasione per fare qualcosa di
concreto. Rimango a disposizione per qualsiasi tipo di informazione,
chiarimento o contributo che possano portare al successo di questa
iniziativa. Vi ringrazio fin d'ora per l'impegno che vorrete riservare
a questa importante campagna per i diritti umani. Luca Trentini
Responsabile nazionale Arcigay Diritti umani e Lotta alla violenza

APPELLO PER LA LIBERTÀ IN IRAN
La situazione di repressione e di violazione dei diritti umani in Iran ha subito recentemente un deciso peggioramento. Dopo l'avvio di una campagna moralizzatrice che detta
regole precise persino sul taglio dei capelli da parte del regime di
questo paese si sono verificate un numero elevatissimo di violazioni
delle libertà individuali. Uomini e donne, musicisti, artisti,
attivisti e oppositori politici vengono sistematicamente arrestati con
le accuse più disparate. La situazione è divenuta ormai drammatica. Il
regime non ha esitato a condannare a morte dopo processi sommari molte
persone con accuse solitamente legate a non meglio precisati "crimini
sessuali". La situazione è molto confusa a causa della difficoltà di
reperire informazioni e contatti in un paese dove vige ormai il
terrore. Molti attivisti dei diritti umani sono stati arrestati o sono
in fuga e non è quasi più possibile reperire notizie e aggiornamenti
sulla situazione. Appare evidente che questa operazione mira ad
eliminare ogni potenziale voce di dissenso al regime il quale, in virtù
di un totale controllo dei media, fa apparire come pericolosi criminali
uomini e donne colpevoli solo di "atteggiamenti occidentali" o
"sodomia". Come cittadini e associazioni che hanno a cuore il pieno
rispetto dei diritti umani non possiamo accettare o tollerare una
situazione che viola la libertà e la dignità delle persone e la vita
umana. L'Italia, grande partner commerciale dell'Iran, membro del
comitato per i diritti umani dell'ONU, paese che promuove la moratoria
internazionale delle esecuzioni capitali e l'abolizione della pena di
morte non può rimanere in silenzio. Per queste ragioni facciamo appello
al Governo italiano perché
· attivi tutti i canali diplomatici per
scongiurare l'ulteriore esecuzione di condanne a morte;
· sostenga i
movimenti dei diritti civili e di liberazione femminile presenti
clandestinamente nel paese;
· operi presso il Parlamento europeo e in
sede comunitaria perché l'Unione europea esprima una condanna della
repressione in atto;
· richiami l'Iran al rispetto dei trattati
internazionali sui diritti umani;
· si renda disponibile a dare asilo
politico a chi è perseguitato in Iran o rischia la persecuzione se
espulso verso quel paese;
· monitori costantemente la situazione dei
diritti umani in Iran;
Promuovono: Arcigay, Arcilesbica, Associazione
Lamanicatagliata per sottoscrivere l'appello:
www.dirittiumani-iran.org


LA BENEDIZIONE DELLE COPPIE OMOSESSUALI DIVIDE I BATTISTI ITALIANI
ROMA - In vista dell'Assemblea Sinodo, che si aprirà nei primi giorni
di novembre a Roma, in cui Battisti, Metodisti e Valdesi si riuniranno,
dopo due anni, si affilano le armi sulla discussione del documento
redatto dal Gruppo di lavoro sull'omosessualità (G.l.om), composto dai
rappresentanti delle tre confessioni) che chiede esplicitamente alle
tre chiese di istituire la benedizione delle coppie gay. Nonostante il
documento sia stato approvato anche con il voto favorevole dei
rappresentanti battisti presenti nel Gruppo di lavoro è in seno alle
chiese battiste che esistono le maggiori divergenze di merito (quelle
valdesi e metodiste non hanno rilevanti problemi in proposito, come si
evince dall'approvazione dell'ordine del giorno contro l'omofobia nel
loro sinodo Valdese di quest'anno). Infatti in internet stanno girando,
in questi giorni, vari documenti realizzati da alcune comunità battiste
della penisola, in cui si va da valutazioni possibiliste e inclusive
nei confronti delle coppie omosessuali a documenti di netta chiusura,
di presa di distanza dal documento del Gruppo di lavoro
sull'omosessualità e di rifiuto di ogni tipo di benedizione delle
coppie omosesuali. In prevalenza tale atteggiamento è riscontrabile in
alcune comunità del Lazio e dell'Italia meridionale sulla base di
interpretazioni letterali della Bibbia, comunità che accusano "Gruppo
di lavoro sull'omosessualità" di non aver lavorato per il dialogo e di
dare interpretazioni faziose della Scrittura e della morale cristiana
per sostenere le benedizioni ai gay. Naturalmente si deve tenere
presente che, pur unite formalmente nell'UCEBI (Unione delle Chiese
Battiste in Italia), le comunità battiste sono, a differenza di altre
chiese protestanti come quella valdese, di tipo congregazionalista. In
poche parole ogni chiesa locale fa capo solo a se stessa e il rapporto
con il livello nazionale è molto debole e ciò spiega l'atteggiamento di
estrema apertura di alcune comunità (come in Toscana o nel
settentrione) e, all'opposto, di aperta ostilità di altre su questo
tema. Questa spaccatura è destinata ad influire molto sullo svolgimento
dell'Assemblea Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e Valdesi di
quest'anno. Dalla REFO (Rete Evangelica fede e Omosessualità) fanno
sapere che ce la metteranno tutta per arrivare ad un'approvazione del
documento del G.l.om e, quindi, delle benedizioni delle coppie gay. Ma
anche se avvenisse, ciò non vincolerebbe le comunità battiste che non
vogliano procedere con questa pratica. Ma in alcuni ambienti del
protestantesimo italiano si dà per probabile un nulla di fatto su
questa materia, anche se molti sottolineano come sia comunque positiva
la discussione sull'argomento, indipendentemente dall'esito finale,
anche perché questa discussione è inedita per le altre realtà cristiane
del nostro paese. Qualora il Sinodo congiunto dei Battisti, Metodisti e
Valdesi non decida nulla sulle benedizioni delle coppie gay una delle
possibilità ventilate è che ognuna delle chiese coinvolte possa
decidere autonomamente di approvare la disciplina sulle benedizioni
alle coppie gay.


A QUANDO IL MEDIA VAFFANQ-DAY? BIG-BANG DEL SISTEMA
IL VIRUS DISINFORMAZIJA HA I GIORNI CONTATI
Il Virus disinformazija «Copyright» Giuliana D'Olcese per Beppe Grillo
Mentre il Corriere della
Sera titolava «il Nemico in Casa» il Popolo diessinodecretava: «Sì al
Vaffanculo-Day contro il finanziamento pubblico a giornali e Tv».
Appunto, contro il Nemico in Casa. Un virus chiamato Missis Frenda. Il
Virus disinformazija colpisce ancora Grillo e Grillanti, e l'ineffabile
Missis Frenda, Regina dell'Asilo Mariuccia.... a Presidenza.
repubblica@quirinale.it «La discussione è aperta», dice oggi dalle
colonne dei giornali il Presidente della Repubblica, e mentre chiede ai
Mass media di «evitare facili sensazionalismi», il politologo Giovanni
Sartori, ragionando sull'evento promosso da Beppe Grillo, il Vaff-Day,
dalle colonne del Corsera
www.corriere.it risponde con osservazioni e
parole ineccepibili ed aderenti alla realtà italiana: «lo stato di
putrefazione del Paese è tale...» scrive Sartori a cui va riconosciuto
di aver dato la risposta più sensata, e priva di grossolana
partigianeria di parte, letta finora sul quotidiano diretto da Paolo
Mieli, sul quale, se ne sono lette di tutti i colori contro Grillo come
il titolo del 9 settembre «Insulti a Biagi». Falso mediatico che
gridava vendetta. Da vecchia amica e da cittadina che egli stesso ha
visto più volte impegnata nelle battaglie civiche e civili, comprese le
Riforme Istituzionali, voglio dire al Presidente Napolitano Caro
Giorgio, quando i buoi son scappati dalle stalle, i tardivi, se pur
autorevoli ''tappi" istituzionali, hanno sortito effetti contrarissimi
a quanto si proponevano di ottenere. Oggi ottengono, se pur possibile
perchè la misura del Paese è stracolma, l'effetto di aizzare ancor più
gli animi esasperati, e schifati, di noi cittadini-elettori. Caro
Presidente, sei una persona di cultura e intelligenza politica tali,
che sai bene, purtroppo, che moniti e tappi istituzionali non è più
tempo che funzionino. Sei la persona, e con te Clio, più perbene, leale
e onesta che abbia conosciuto e frequentato nella vita, quindi credimi
Giorgio, questo Paese è alla frutta ma, sono certa, che la tua
rettitudine ed il tuo senso dello Stato sono tali che possono, se vuoi,
investire il Paese di un vento nuovo, fresco, pulito, lindo,
respirabile. Hai un grande lavoro davanti a te ma te lo chiedono 60
milioni di italiani perchè non serve alludere, purtroppo. Non basta
lanciare avvertimenti corretti, chiari, mirati a chi e a quanti ben
sanno che arrivano a redazioni, associazioni, movimenti, cittadini,
istituzioni. La correttezza verbale viene scambiata per debolezza,
insulsaggine. Chi deve capire finge di non capire. Si sente il più
furbo, o la più furba, del Reame così che a stretto giro di ore,
rivomita sulle pagine del suo giornale il prodotto adulterato e
adulterante. L'odioso subdolo indotto politico che compiace e serve
l'area politica di riferimento. Del lettore-elettore chi se ne frega!
La sbobba la passa il convento. O così o pomì. Ordine di scuderia
compiacere e arruffianarsi - nell'occasione - Fassino e D'Alema. E
Bersani, e Latorre - non proprio eburneo secondo il giudice Forleo -
che su Beppe Grillo vaneggiano di fascismi e totalitarismi,
Mussolinismi e Togliattismi, Giannettismi e populismi. Un Grande
Festival degli ismi più obsoleti, i più usurati. Sì, politici e grandi
firme che paventano fascismi e totalitarismi hanno perso il ben
dell'intelletto. So' juti 'a acito diciamo a Napoli, caro Giorgio. La
popolarità debordante, il consenso socio-politico che circonda Grillo
hanno fatto perdere la trebisonda a media e politici. Compreso Vincino
il cui libero spirito di acuto vignettista deve essersi sciolto
nell'acido muriatico della militonza redazional antigrillante. Roba per
water e mafia. Il Paese ride, si incazza, e condanna. Si sottrae sempre
più a quanto politici & media si sforzano di dominare: il consenso di
parte. Il consenso, cieco, coatto. Svalutare, Azzerare, Polverizzare
l'affermazione e la strabiliante aggregazione ottenute, anche
all'estero, dal Vaff-Day di Grillo - vedi il commento dell'Herald
Tribune - evento organizzato senza soccorsi rossi o azzurri di
giornali, radio e Tv, è la «mission» che sembra essersi data, e
perseguire, il Corrierume militante anti Grillante. Vedi, tra gli
altri, Missis Frenda Signorina grandi firme del Corrierone nazionale,
che al mio post di domenica 16 settembre *A quando il Media Vaffanq-Day?
* deve aver prestato l'attenzione concessa a prose e rime di petulanti
signorine di buona famiglia. Irrilevante. Roba per figlie di Maria. Il
Virus disinformazija che sembra possedere Missis Frenda è ad uno stato
irreversibile tale che il lunedì successivo, la zelante reporter del
Corriere della Sera, precisa come il Ragioniere dello Stato, presenta a
pagina 2 - con tra virgolette le intere frasi - un circostanziatissimo
conto della serva con ben 12 dichiarazioni di Grillanti non in linea
con le Liste civiche proposte da Grillo. Alla puntigliosa trascrizione
virgolettata dei 12 dissensi, però, Missis Frenda non fa seguire
un'altrettanto ragionieristica lista dei messaggi di consenso. Niet
virgolettati. Niet consensi. Nisba conto della serva. In fiscale
sequenza soltanto gli sconsensi. Decisa quanto perentoria la Ragioniera
grandi firme dell'Asilo Mariuccia ha liquidato gli innumerevoli
consensi alle liste civiche con un telegrafico quanto arcigno e severo:
«Un coro di no alla nascita delle liste civiche. Accompagnato,
ovviamente, da messaggi di consenso». Punto. Ovviamente,
quell'«ovviamente» concesso dall'arcignosa reporter ai consensi
espressi dai Grillanti svela tutta la furbetteria mediatica della
ineffabile Missis Frenda nella doppia parte di ragioniera antigrillante
e di maestrina con la penna rossa dell'Asilo Mariuccia. Questo è solo
un esempio, tra i mille, della subdola arma dell'indotto politico
esercitato per interessi di parte dai Media su lettori e spettatori.
L'indotto politico che piace e compiace, e serve, il politico. Serve la
partitocrazia, il Potere, i conservatori, le lobby, le corporazioni.
Non stupisca ne' scandalizzi, perciò, la proposta di Grillo di un Vaff-
Day contro i Media. Proposta applaudita ed approvata a furor di popolo
diessino con un coro di 9.000 «Sì al Vaffanculo-Day contro il
finanziamento pubblico a giornali e Tv». Appunto. Contro il Nemico in
Casa ovverosia i Media finanziati attraverso leggi assurde che spremono
i contribuenti. Nella coscienza collettiva, quindi, non è Grillo il
Nemico in Casa - così definito da Sergio Romano sulla prima pagina del
Corriere della Sera - sono i Media. Il Nemico in Casa è il
Virusdisinformazija .
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di
LiberoReporter mensile di politica, costume, attualità.
www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


SOCIO DEL MARIO MIELI
FERMATO A RAMALLAH DALLA POLIZIA PALESTINESE
Un socio del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, attivista politico e volontario delle
attività culturali e ludiche del Circolo, a Gerusalemme per motivi di
studio, ha presentato al consolato italiano a Gerusalemme e per
conoscenza alla Farnesina e quindi al Ministro D' Alema un resoconto
della disavventura accadutagli a Ramallah un paio di giorni fa. Il
ragazzo in questione è stato circondato da una decina di persone, che
non vestivano uniformi e sia lui sia il suo amico palestinese sono
stati caricati a forza in macchina e portati ad una centrale di
polizia. E' stato chiaro fin dall'inizio che la motivazione era un
controllo dovuto all'orientamento sessuale dei due giovani, entrambi
gay; ma quello che più stupisce sono le modalità con cui esso è stato
condotto: non un semplice controllo documenti o un interrogatorio
formale ma un vero e proprio atto di forza (il ragazzo è stato
infilato a forza in macchina contro la propria volontà e ha
naturalmente resistito alla violenza, che gli ha procurato lividi,
ecchimosi e graffi su tutto il corpo) e che si è risolto solo dopo
molte ore passate dal nostro socio in commissariato. Il Circolo Mario
Mieli è assai allarmato per quanto accaduto, non solo per la personale
vicenda del nostro associato, che possiamo dire essersi conclusa
relativamente bene, ma soprattutto per il cattivo segnale in merito
alla situazione sociale e al rispetto dei più elementari diritti civili
e libertà individuali in una parte dei Territori Palestinesi, Ramallah,
che non è neppure tra le più remote e vede un cospicuo numero di
cittadini stranieri in visita o presenti per esempio per motivi di
studio nella nota università di Bierzet o nelle numerose agenzie
internazionali presenti. Già in passato, in ragione dell' impegno
proprio sul fronte dei diritti civili, in particolare sulla questione
dell'orientamento sessuale e identità di genere, il Mario Mieli era
venuto a conoscenza di episodi gravi e aveva dovuto seguire
dall'Italia la fuga da Ramallah di alcuni giovani perseguitati e
minacciati. Pare quindi che la situazione sia ulteriormente
degenerata e riteniamo oltremodo opportuno un intervento anche
diplomatico in sostegno dei diritti umani e civili e delle libertà
individuali nei Territori Palestinesi, la cui autorità è così
generosamente sostenuta dal Governo Italiano e dall'UE. Noi come
Associazione riteniamo indispensabile per la pacificazione di quest'
aria martoriata del Medio Oriente la creazione di uno Stato palestinese
autonomo accanto allo Stato israeliano ma teniamo a sottolineare che
nel processo democratico di creazione dello stato palestinese devono
essere garantite le liberta individuali e quindi anche quelle legate
all'orientamento sessuale e di identità di genere. Molti cittadini
palestinesi dei Territori sono costretti o indotti a lasciare le loro
case a ragione del loro orientamento sessuale, e questo si traduce
inevitabilmente in un impoverimento del tessuto sociale ed economico
del Paese. Più diritti, più apertura, più libertà e più rispetto per le
diversità, qui più che altrove, vuol dire più ricchezza e soprattutto
più pace! Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica 06/5413985 – 348/7708437

I KEN: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO DEL MARIO MIELI FERMATO A RAMALLAH
L' associazione i Ken esprime la propria solidarietà al compagno del
circolo Culturale di Roma Mario Mieli oggetto del grave atto
intimidatorio ed omofobico subito a Ramallah ed invita i compagni e le
compagne di Roma a scendere in piazza con le proprie bandiere accanto
alle nostre il 30. Riferimento notizia e comunicato Mario Mieli RM http:
//
www.mariomieli.org/spip.php?article391. Purtroppo, anche questo
evento, ci convince sempre di più che, l'azione proposta e sostenuta
dal coordinamento campano del Movimento ( Gay Lesbico e Trans)
rappresenti la motivazione straordinaria per incontrarsi, per
riaccendere l'attenzione del movimento GLBT Nazionale e dell'attenzione
pubblica sul tema della lotta all'omofobia alla transfobia, gettando un
ponte verso il mediterraneo da Napoli il 30 settembre prossimo
venturo. Occorre, mettere nelle nostre agende e forse in quella del
prossimo Bologna Pride una sfumatura su questo tema ( se condivisa) che
rappresenta per noi del Sud un motivo di comune sentire e di unione.
Vogliamo risposte dal Parlamento ed al Ministro Mastella sul tema della
violenza e dell'omofobia e sul perché non si trova una soluzione
legislativa nazionale opportuna ed efficace per la salvaguardia della
libertà e della sicurezza dei cittadini e delle cittadine GLT.
Riteniamo che il sud Italia, oggi rappresenti con Napoli una vitalità
ed una reazione che dia speranza per una effettiva liberazione dall'
oppressione e dalla violenza, per un mondo plurale, differente e di
pace. INVITIAMO TUTTI E TUTTE A NAPOLI IL 30 SETTEMBRE 07 ALLA
MANIFESTAZIONE leggi…
http://ikenonlus.wordpress.com/2007/09/13/invito-
appello-a-manifestazione-nazionale-napoli-30-settembre-2007/ Per info
napoliglt@i-ken.org


QUEERFORPEACE
La rete Queerforpeace, che dal 2003 interviene nei territori palestinesi per affiancare l'emergere del movimento gay-lesbico-trans dentro il movimento di liberazione
palestinese, esprime solidarietà al compagno del Mario Mieli, al
compagno palestinese aggredito, e a tutti le/i gay-lesbiche- trans
palestinesi. Negli anni ne abbiamo incontrati tanti/e e conosciamo le
difficoltà che le persone GLBTQ affrontano in un contesto di
occupazione e oppressione da parte dello Stato Israeliano, dentro una
società bloccata, senza vie di uscita, se non la resistenza o
l'implosione. 40 anni di occupazione non hanno certo aiutato lo
sviluppo dell'autonomia dei singoli/e in una società, come quella
palestinese, che non ha stato né sovranità, e dove il destino di ognuno
è affidato alle reti familiari-patriarcali. Del resto, se in Italia
forze politiche che siedono in parlamento inneggiano alla pulizia
etnica contro gli omosessuali e gruppi neofascisti/neonazisti
imperversano nelle strade con aggressioni e violenze; se il
fondamentalismo cattolico sposato dalle gerarchie vaticane aggredisce
quotidianamente le persone GLBTQ, possiamo facilmente immaginare cosa
succede in un paese senza stato né legge, in un contesto di guerra dove
vari gruppi girano armati e il fondamentalismo religioso ha preso molto
terreno nella politica. L'Europa, da parte sua, più che invocare il
rispetto dei diritti più elementari nei territori palestinesi, non solo
dei gay, ma degli esseri umani, si è spesso voltata dall'altra parte,
oppure si è unita (Italia compresa) senza critiche a un embargo
internazionale che ha disconosciuto l'esito delle elezioni, spezzato la
fragile costruzione di una struttura democratica palestinese e diviso
la resistenza palestinese per il solo vantaggio delle sue componenti
maggioritarie. Nei contesti di conflitto e in società militarizzate
come quella palestinese e israeliana, le prime vittime sono spesso
donne, gay, lesbiche, trans. La loro resistenza è per noi il punto di
partenza per una trasformazione sociale che marcia di pari passo con il
riconoscimento della dignità e libertà del popolo palestinese. Per
questo, anziché appellarci alle formulazioni astratte - da troppo tempo
utilizzate per coprire le peggiori nefandezze delle "guerre umanitarie"
- e agli squallidi giochi delle diplomazie occidentali, chiediamo al
Movimento GLBTQ in Italia più solidarietà dal basso al movimento gay-
lesbico-trans palestinese, che sta tentando di affermarsi in questo
contesto difficile sia nei territori occupati dal 1967 che entro i
confini del '48. E lo facciamo avendo proposte concrete da avanzare,
comprendenti attività politiche, culturali, sociali in Palestina per il
2008, in continuità con quanto realizzato sin ora. A questo proposito
la rete Queerforpeace darà informazioni su modalità e dettagli a
partire dal nuovo anno. Riaffermiamo infine l'importanza di rafforzare
reti di resistenza trans-nazionali che combattano il gli integralismi
religiosi che, in varie forme, stanno egemonizzando lo spazio politico
globale. QUEERFORPEACE.
www.queerforpeace.org info@queerforpeace.org

30 SETTEMBRE 2007 CONTRO OMOFOBIA&TRANSFOBIA E CAMORRA
Il coordinamento campano GLT ( gay lesbico trans)
unitariamente costituito, CONDIVIDE la piattaforma politica organizzativa ACCOMUNA
le proprie autonome organizzazioni del Movimento GLT locale
PROPONE E CHIEDE DI SOSTENERE la MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA contro OMOFOBIA&TRANSFOBIA e CAMORRA
Napoli il 30 SETTEMBRE 2007 APPELLO: I
recenti episodi di violenza nei confronti di cittadine e cittadini
omosessuali che si sono verificati in una delle più importanti piazze
di Napoli, hanno indotto le organizzazioni omosessuali e trans del
territorio partenopeo a porsi una serie di delicate questioni intorno
ai grandi temi della non violenza e della solidarietà sociale in una
città lacerata dal degrado socio culturale e dall'illegalità. Tutte le
commistioni possibili ed inimmaginabili tra precariato sociale,
impresa, società, malavita, malcostume, fascismo, omofobia e transfobia
e mentalità camorristica, come in una ricetta esplosiva, determinano
una condizione in cui l'individualismo e la logica della sopraffazione,
in alcuni contesti hanno sconfitto la convivenza solidale tra gruppi
differenti, caratteristica endemica della nostra città. Rendere tale
caratteristica una risorsa piuttosto che un campo minato, sta alla
assunzione di responsabilità e all'azione concreta da parte delle
istituzioni innanzitutto, e poi dei cittadini. i Ken, Arcilesbica e il
M.I.T. di Napoli ritengono che ora più che mai sia necessario un
intervento comune che dia risalto alla volontà dei tanti cittadini
omosessuali napoletani di intraprendere un percorso che promuova a
Napoli un cultura delle differenze e del diritto, partendo dalla
convinzione che la cultura omofobica e transfobica presente in una
comunità rappresenti un indiscutibile indicatore di un più ampio stato
di miseria culturale e di degrado sociale. Morse ataviche, queste, che
come è drammaticamente risaputo, affliggono la nostra città prostrando
continuamente quelle spinte positive al cambiamento che sono pur
fortemente presenti nel tessuto sociale napoletano. In qualità di
operatori sociali, che da tempo lavorano attivamente sul territorio,
crediamo fermamente che la lotta contro la discriminazione sessuale sia
un'importante tappa all'interno di un più complesso processo di
sviluppo e che deve necessariamente tradursi nella realizzazione di una
serie di iniziative concrete volte all'integrazione e alla rieducazione
sociali; azioni che nella loro sostanza, contrastino l'acuirsi di un
conflitto sociale fino ad oggi trascurato e non sufficientemente
prioritario nelle incaute agende istituzionali. Sul merito delle
vicenda di Piazza Bellini e di tutte le altre piazze e strade urbane
caratterizzate dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse,
riteniamo che solo lavorando in questa direzione la migrazione di
gruppi sociali "differenti", siano essi immigrati o comunità
omosessuali o transessuali o altro, debbano avere la piena garanzia di
libertà aggregativa ai fini della socializzazione e della espressione
culturale e politica in un rapporto APERTO di zona con il resto della
cittadinanza locale e globale. Chiediamo a tutte e a tutti di lavorare
insieme per l'affermazione di modelli di socialità obliqua fondata
sulla cultura della legittima coesistenza di forme ed espressioni
differenti accomunate dal valore comune dell'anticamorra e dell'
antifascismo e per organizzare un'azione tesa alla costruzione di
percorsi di monitoraggio dei fenomeni criminali e di collaborazione
istituzionale con le forze di governo del territorio e della pubblica
sicurezza al fine di una gestione degli spazi urbani condivisi e
plurali. Per tali ragioni, le suddette associazioni omosessuali sono
profondamente intenzionate ad intraprendere una battaglia che parta
dalla lotta all'omofobia, alla transfobia ma che si affianchi alla
difesa di tutti i diritti civili e di valori assoluti come la non-
violenza, l'antifascismo e l'anticamorra.
Questo quadro, che abbozza in maniera sommaria e approssimativa la nostra realtà sociale e culturale,
costituisce la premessa a ciò che chiediamo alle nostre istituzioni,
ovvero:
· azioni volte a campagne d'informazione, contro l'omofobia,
alla transfobia e per la cultura delle differenze
· attivazione di uno
sportello contro l'omofobia e la transfobia ( numero verde)
·
attivazione di un tavolo nel comitato dell'ordine e della sicurezza
pubblica sui temi dell'omofobia e transfobia
· percorsi formativi nelle
scuole di "cultura del rispetto delle differenze"
Tali richieste
rappresentano una griglia di partenza a cui chiediamo a tutti e a tutte
di aderire consapevoli che essa rappresenta solo l'inizio di una
politica di gestione nuova e di sviluppo per quanti e quante vivono
ancora nell'oppressione e nella paura. Per questo e per tutto ciò che è
stato detto chiediamo una manifestazione NAZIONALE ANTIFASCISTA a
Napoli il 30 settembre contro l'OMOFOBIA & TRANSFOBIA e la CAMORRA
nella quale la nostra città lanci l'allarme che oltre la nostra piazza,
c'è un'Europa che da sogno dell'inclusione rischia di divenire terra di
odio e di persecuzione.
Chiediamo allo Stato e alle Chiese di
partecipare ad una manifestazione di libertà, di dignità ma anche di
pace e di solidarietà.
i Ken ONLUS Napoli - Carlo Cremona
Arcilesbica
Napoli - Giordana Curati
M.I.T. Napoli - Laura Matrone
Aderiscono:
Associazione Priscilla Napoli Coop. Dedalus Arcitrans Napoli circolo
Anthias LIBERA Napoli Legambiente Pozzuoli Spazio Zero Libera Scuola
UDS Nazionale UDS Campania UDU Giovani Comunisti F.G.C.I. Napoli

LA FINE DEL CIBO
Viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma Il
mondo rischia di finire il cibo Troppi campi dedicati al biofuel
Uno studio choc pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian: il rebus
biocarburi. Il cambio di destinazione provoca l'aumento dei costi delle
derrate . Meno prodotti agricoli, sempre più cari. Aggiungete carenza
d'acqua disastri naturali e sovrappopolazione: è la ricetta per il
disastro. Da anni viviamo con l'incubo del riscaldamento globale. Ma
un'altra minaccia, ancora più immediata, potrebbe essere la fame
globale: sempre meno prodotti alimentari disponibili, sempre più cari,
contesi da una popolazione terrestre sempre più grande, in un periodo
già reso critico da risorse idriche sempre più scarse e da un clima
sempre più imprevedibile. "La fine del cibo", riassume il titolo del
Guardian di Londra, puntando il dito contro un fenomeno che sta
accelerando il deficit alimentare: sempre più terre, in America e in
Occidente ma anche nel resto del pianeta, finora utilizzate per
coltivare prodotti agricoli, adesso vengono adibite alla coltivazione
di biocarburi, come l'etanolo e altri carburanti "puliti", sia per
ridurre l'inquinamento atmosferico, sia per ridurre la dipendenza
dall'energia petrolifera di un esplosivo e instabile Medio Oriente. E'
questo, sostengono gli esperti, il fattore scatenante dell'aumento dei
prezzi del cibo. Aggiungendovi il declino delle acque, i disastri
naturali e la crescita della popolazione, ammonisce il quotidiano
londinese, si arriva a "una ricetta per il disastro". Lester Brown,
presidente della think-tank Worldwatch Institute e autore del best-
seller "Chi sfamerà la Cina?", presenta così la questione: "Siamo di
fronte a un'epica competizione per le granaglie tra gli 800 milioni di
automobilisti del pianeta e i due miliardi di poveri della terra". Come
in quasi tutte le sfide tra ricchi e poveri, non è difficile immaginare
chi la stia vincendo. Esortati dal presidente Bush a produrre entro
dieci anni un quarto dei carburanti non fossili di cui necessitano gli
Stati Uniti, migliaia di agricoltori americani stanno trasformando il
"granaio d'America" in una immensa tanica di biocarburi. L'anno scorso
già il 20 per cento del raccolto di granoturco Usa è stato usato per la
produzione di etanolo, i cui stabilimenti raddoppiano di anno in anno.
Una politica analoga è in corso un po' ovunque, dall'Europa all'India,
dal Sud Africa al Brasile. Diminuendo la terra destinata alla
coltivazione di grano, il prezzo del frumento è aumentato del 100 per
cento dal 2006, e ciò sta portando ad aumenti da record dei prezzi dei
generi di prima necessità: pane, pollo, uova, latte, carne. Ad
accrescere le preoccupazioni del dottor Brown c'è il boom demografico
ed economico di Cina e India, i due giganti in cui vive il 40 per cento
della popolazione mondiale: anche perché cinesi ed indiani stanno
abbandonando la loro tradizionale dieta ricca di verdure a favore di
un'alimentazione più "americana", che contiene più carne e latticini.
Non tutti condividono gli scenari catastrofici. "Il Brasile ha 3
milioni di chilometri quadrati di terra arabile, di cui solo un quinto
è attualmente coltivato e di cui solo il 4 per cento produce etanolo",
dice il presidente brasiliano Lula. Ma le Nazioni Unite calcolano che
la richiesta di biocarburi aumenterà del 170 per cento solo nei
prossimi tre anni. Ci sarà abbastanza cibo per tutti? O presto verrà il
giorno in cui dovremo scegliere tra una pagnotta e un pieno di
biocarburi per la nostra auto? ENRICO FRANCESCHINI - Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it

IL V. DAY DI BEPPE GRILLO
L' Herald Tribune e il V-day
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-
day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha
pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la
traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italiana
Irriverenza e comicità per chiedere le riforme. Il successo di una
campagna popolare lanciata da un comico iconoclasta dà ai politici
italiani la possibilità di una pausa per riflettere. Beppe Grillo è l'
artefice del V-day, che ha richiamato 300.000 persone sabato a firmare
una petizione per epurare l'Italia dalla sua classe politica corrotta
che per Grillo include i partiti, molte istituzioni governative e i
media. Alcuni politici hanno liquidato l'iniziativa di Grillo come
"demagogia superficiale" e messo in guardia sulle sue "tendenze
populiste". "Le proteste di massa non sono sempre giuste", ha detto
Antonio Polito, un senatore di centro-sinistra mercoledì. "La storia
del secolo scorso è piena di proteste di massa sbagliate. Quando finì
la democrazia fu sempre a causa delle proteste di massa." Altri hanno
avvertito di fare attenzione alle campane di allarme che vanno
ascoltate. "Di fronte a una protesta di massa, chi è criticato dovrebbe
ascoltare e tentare di capire," Fausto Bertinotti, il presidente della
Camera ha detto in un talk show martedì in tarda serata. "Grillo sta
riempiendo un vuoto della politica con materiale molto dubbio, ma le
sue critiche andrebbero accettate." Gli italiani hanno fatto la fila in
più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di
Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i
candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi
a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari.
"Sono rimasto realmente sorpreso, non mi aspettavo una simile
affluenza", ha detto Grillo in una intervista telefonica martedì. Gli
organizzatori stimano in 50.000 le persone presenti sabato a Bologna
per ascoltare Grillo. "Ciò che è successo è che è stato liberato un
virus che attacca la classe politica. Ma in questo caso non c'è
vaccino." In molti modi, il V-day è stato un ulteriore esempio della
crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica.
Con più di 750.000 copie vendute, il best seller dell'estate è stato il
libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: "La Casta", una pungente
esposizione di avidità, sprechi e corruzione. "La gente sente che
richieste elementari, come maggiore efficienza, riforme diffuse o la
modernizzazione delle istituzioni e dell'economia sono ignorate dall'
attuale classe politica," dice Roberto D'Alimonte, che insegna Scienze
Politiche all'Università di Firenze, rilevando che le statistiche e i
sondaggi indicano tutti una insoddisfazione generale. "Quindi, inoltre,
vedono gli attuali politici come costosi, privilegiati e arroganti." La
protesta di Grillo è iniziata attraverso il suo blog,
www.beppegrillo.
it, uno dei primi cinque siti web più letti in Italia, con più di un
milione di accessi in luglio, secondo Nielsen//NetRatings. Il blog ha
dato origine a centinaia di gruppi spontanei – chiamati "meetup" – che
hanno organizzato punti di raccolta in Italia e nel mondo per
raccogliere le firme sabato. "L'idea del V-day è stata di dare voce a
coloro che non hanno voce," ha detto Grillo, che ha negato di voler
creare un suo partito. I suoi supporter, ha evidenziato, sono già un
"movimento politico" e si incontrano regolarmente per discutere di
argomenti come l'economia e l'ambiente e di tentare di aumentare la
consapevolezza su questi temi. "Siccome il movimento è partito dal web,
è partito dal basso," ha detto. "Questo sarà" ha aggiunto "il
riferimento per il futuro. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di parole
nuove." Nel lungo termine, la campagna del V-day può ulteriormente
indebolire il governo di centro-sinistra del Primo Ministro Romano
Prodi, che sta lottando per realizzare molti dei suoi impegni
elettorali. In un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera questa
settimana, il 68 per cento degli intervistati ha detto di non essere
soddisfatto del governo nei suoi primi 16 mesi di vita. Renato
Mannheimer, la cui società Metis ha condotto il sondaggio, ha scritto
che la delusione deriva dalla percezione che il governo è stato
"incapace di portare a compimento i suoi obiettivi", elencando dozzine
di esempi di "promesse senza riposte e progetti non portati a termine."
Dopo l'otto settembre, alcuni critici di Grillo hanno attaccato il
comico per il suo "approccio messianico". "La classe politica si sente
minacciata e difende sé stessa tentando di delegittimare la protesta,"
ha detto D'Alimonte. Grillo ha detto: "Mi chiamano guru, qualcuno che
ipnotizza le folle. Ma questo significa soltanto che non hanno compreso
che cosa è avvenuto nelle strade sabato." "
13 Settembre 2007 - Le
firme del V-day Il totale parziale è di 332.225. Le voci di chi ha
partecipato, spesso per la prima volta in vita sua, a una
manifestazione politica sono decine di migliaia nella Rete. Ne riporto
cinque. Cosa c'è di più politico di una legge di iniziativa popolare
prevista dalla Costituzione? Un grazie a tutti coloro che sono stati ai
banchetti dall'alba al tramonto, a tutte le associazioni e ai singoli
cittadini. "Vorrei iniziare con un grazie a Beppe Grillo e a tutti
coloro che hanno partecipato al v-day. io sono di Caltanissetta e
quando ho visto che anche nella mia piazza si raccoglievano le firme
per questo meraviglioso evento ho capito che Beppe ha davvero la forza
di coinvolgimento che manca a questi politici" Leonardo "Quando siamo
andati a firmare a piazza Dante a Napoli, l'8 settembre, pensavamo di
non trovare nessuno perché c'eravamo rassegnati all'idea che gli
italiani sono un popolo di pecoroni.... quando abbiamo visto che
dovevamo fare la fila per firmare una proposta di legge che manda a
casa coloro che non hanno i requisiti per poter affrontare i problemi
del nostro paese, abbiamo capito che l'Italia si sta svegliando, le
pecore si trasformano in leoni". Michele "A Parma abbiamo organizzato
una V-biciclettata per tutta la città, ovunque risvegliavamo la gente
con il tintinnio dei nostri campanelli. Nessun partito, giovani e meno
giovani, eravamo proprio tanti. Partecipazione,interessi, gioia,
sorrisi... queste le reazioni della gente... ho portato in bicicletta
con me anche il mio figlioletto di 10 mesi, so che è stata una giornata
importante e potrò dirgli in futuro:" Marco non te lo ricordi ma l' 8
settembre 2007 c'eri anche tu"". Mauro "Sono un uomo di 73 anni. Quando
l' 8 settembre scorso, insieme a mia moglie, mi sono recato a Piazza
Castelnuovo a Palermo presso il banchetto per apporre la mia firma di
adesione al V-day, ho notato con piacere che l'intera piazza era
gremita di moltissimi giovani entusiasti. Bisogna ascoltarli. Loro sono
la classe dirigente di domani. Il tuo successo è da accreditare, oltre
che alla grande capacità di comunicare le idee che hai, anche ai tre
punti sacrosanti (moltissimo sentiti dalla gente) della tua proposta di
legge di iniziativa popolare." Aldo "Pensavo di essere di destra perché
mi piace il rigore, la precisione, l'intraprendenza, l'inquadratura, la
"buona" famiglia, perché sono un imprenditore.... Credevo di non essere
di sinistra perchè odio condividere con chi non si rimbocca le maniche
e si dà da fare, perchè non mi piace appiattire i "talenti" individuali
anziché distinguere le persone per le qualità; perchè quelli di
"sinistra" hanno spesso offeso la mia voglia di lavorare a scuola, nel
lavoro, nella vita... ORA, dopo SEI ORE di coda in Piazza Castello a
Torino, non sono più niente.... E INVECE SONO TUTTO!!! Sono pieno,
ripieno di speranza di voglia di "partecipare" di essere coinvolto e di
coinvolgere. Faccio parte del "gruppo" di coloro che vogliono cambiare
l'Anima del Mondo che è la nostra Italia. Domenica andrò a pescare al
lago. Non lo facevo da quindici anni. Voglio vivere... bene." Antonio
V-day after

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco
per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la
prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco
Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive
una lettera che mi getta nello sconforto. "Caro Beppe, sono trascorsi
pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro.
Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età
media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è
stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un
giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al
posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli
altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo. Fassino, segretario di un
partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei
giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per
aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino
Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato
da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più
bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino
ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello
della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con
due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta
per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al
mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso
giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino:
quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da
parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato,
il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si
allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con
un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido
senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che
la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati:
dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare
l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003
stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un
parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del
Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due
parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è
come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di
quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va
data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire)
ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota
dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai
voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i
voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle
missioni. Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido
Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia
della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio
all'inchiesta sulle scalate. Ora difende un "indagabile" in
quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato
Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di
Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che
l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina
travestito?" Marco Travaglio
12 Settembre 2007 V-generation La V-
generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link,
un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno
potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica
vera, legata al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla
famiglia, all'acqua, all'energia. La Rete è il nuovo luogo della
politica. Sabato la V-generation è scesa in piazza per firmare una
legge di iniziativa popolare. Si è materializzata, ma solo per chi la
ignorava. Un momento di democrazia: una proposta di legge popolare.
Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore. Sono state
raccolte SOLO 300.000 firme perchè sono finiti i moduli. Nelle piazze c'
era almeno un milione di persone. La V-generation è stata definita
"Italia di merda" e "anti politica". Il popolo della V-generation è un'
offesa vivente per i professionisti della politica. Un delitto di lesa
maestà per molti giornalisti e intellettuali. Tutta gente (non
precaria) che ha vissuto bene, molto bene in questi anni alle spalle
del Paese. Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo
composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe
essere ringraziato. E' la valvola di sfogo di una pentola a pressione
che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro
di questo Paese. La V-generation è aria pura, condivisione, futuro.
Gaber direbbe: "la libertà è partecipazione". Grazie a tutti i Meetup,
siete stati FANTASTICI! FONTE Beppegrillo.it - V. DAY - Condivido il
senso di frustrazione. Devo dire però che non mi sorprende lo stato
attuale delle cose. È la logica conseguenza di una gestione
opportunista e borbonica di un potere che non può permettersi il lusso
che la gente pensi, che vi sia un reale aumento della libertà
individuale e della giustizia sociale. La mediocrità è programmata.
Vengono volutamente lasciati cadere tutti gli appelli alla coscienza ed
alla reale partecipazione sociale. In un mondo in cui non ci dicono
neppure chi è in guerra con gli stati uniti o con chi sono davvero in
guerra loro figurati se si può liberamente parlare, programmare,
costruire una alternativa valida allo stato delle cose attuale. Le cose
raccapriccianti da denunciare con grande forza non sono certo gli
argomenti di Grillo. Ho la sensazione che lui finisca comunque per fare
il gioco dei partiti. L'importante è che gli imbecilli vadano a votare
per mettere la firma ai programmi del potere. Dopo la caduta del muro
di berlino si vede molto più limpidamente la totale responsabilità del
sistema del capitale nella pianificazione dello sfruttamento, nella
sistematica pianificazione della miseria per il lavoro a basso costo e
alto profitto, l'estensione genetica del controllo, l'uso del terrore
per giustificare il dominio, la reintroduzione massiccia della
schiavitù negli usa e in europa sotto forma di "fenomeno" immigrazione.
Questi sono gli orrori da codice di Norimberga che si uniscono allo
storico saccheggio delle risorse umane e del pianeta. Sono 10 anni che
non voto questi parassiti perché non è data alcuna alternativa neanche
parziale. Mi rifiuto di avvallare i loro inganni e finti litigi.
Bisogna che gli Italiani capiscano in che realtà si vive. Sergio
Martella -
www.arte-e-psiche.com

LA NUOVA BATTAGLIA DI BEPPE GRILLO
Il comico e l'iniziativa per "cacciare" i politici condannati in via
definitiva ma ancora in Parlamento e "contro una politica
autoreferenziale, ormai lontana anni luce dai cittadini"
L'8 settembre in piazza per il V-Day "Il V-Day è un virus, deve arrivare dappertutto,
non in una sola città". Per questo Beppe Grillo ha deciso non di fare
una sola manifestazione, a Roma, ma di coinvolgere tutte, o quante più
possibile, le città d'Italia. Il simbolo è una V rossa, tracciata sopra
un 8, che ricorda quella del film "V per Vendetta", ma significa
un'altra cosa: si tratta del Vaffanculo Day (locuzione "sdoganata" di
recente dalla Cassazione), l'appuntamento è per l'8 settembre ed è la
nuova sfida di Grillo, animata da una macchina organizzativa decollata
grazie al Web. La risposta popolare si vedrà nelle piazze coinvolte, da
Nord a Sud. Lo scopo: protestare contro i politici condannati in via
definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con
una raccolta di firme la proposta di legge popolare per "cacciarli" dal
Palazzo e soprattutto esprimere un disagio e una stanchezza per una
politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana
anni luce dai cittadini e dalle loro attese. L'obiettivo dell'8
settembre: è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare
per un Parlamento Pulito: la legge prevede la non eleggibilità dei
pregiudicati, un massimo di due legislature e l'elezione diretta del
candidato. La proposta di legge popolare è stata presentata alla
Cassazione in luglio. "L'8 settembre - spiega Grillo - per ricordare
che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione
allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi
culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione
popolare". Grillo l'8 sarà a Bologna, in Piazza Maggiore, per uno
spettacolo-manifestazione che inizierà nel pomeriggio. Il comico va
avanti come una ruspa su un percorso intrapreso molti anni fa, e
proseguito nei teatri di tutta la penisola con i suoi spettacoli
incisivi nel mettere a nudo gli scandali italiani. Ma è stato il Web a
segnare la svolta strategica per le sue battaglie (raccolte in un libro
di prossima uscita): da Parlamento Pulito alla Val di Susa per
proseguire con Unipol, la risorsa acqua, la Borsa, le Primarie dei
cittadini, Fazio, l'indulto, la Telecom, il precariato (Schiavi
moderni), gli Inceneritori, Via dall'Iraq. "Combattere una battaglia è
bello. Che si perda o che si vinca - dice Grillo da suo blog - rimane
il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita
che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente.
Toglie linfa al nostro organismo. Diventiamo un po' più verdi, un po'
più grigi, un po' più neri, assumiamo i colori di una televisione
disturbata. E qualche volta 'saltiamo'. Spariamo al vicino di casa.
Facciamo a pezzi la famiglia. Buttiamo massi da un ponte autostradale".
Per Grillo, "è l'autorepressione che ci lavora dentro. Giorno dopo
giorno. Telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle,
certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più
dell'avversario. Vivere per quel secondo in più è l'obiettivo del
cittadino combattente. In questi tre anni - prosegue - ho combattuto
più battaglie del generale Patton nella Seconda Guerra Mondiale. Per
Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare
verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili,
così integrati con la realtà da confondersi con essa". FONTE:www.
repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

SCATTI DI TEATRO LESBICO DRAMMATURGIE DI TEATRANTI LESBICHE
A cura di Eleonora Dall'Ovo Casa
editrice: Il Dito e la Luna 115 pagine, 12 euro
Finalmente un' antologia di teatro lesbico che raccoglie le drammaturgie di quattro
autrici italiane, che da anni replicano i loro spettacoli su tutto il
territorio nostrano. Commedie, poesie e un poema epico che forniscono
alla comunità lesbica, e non solo, immaginari positivi e dissacranti in
netto contrasto con la visione discriminatoria che per lungo tempo ha
segnato la rappresentazione delle lesbiche. ScAtti di teatro lesbico
intende contribuire a testimoniare l'esistenza del teatro lesbico in
Italia, evidenziandone la capacità di critica sociale e politica e
promuovendone la diffusione. L'introduzione della teatrante Eleonora
Dall'Ovo e la conclusione della sociologa Sveva Magaraggia, mettendo in
luce aspetti socio-economici, politici e teorici legati alla produzione
e fruizione del teatro lesbico in Italia, danno spessore a questa
raccolta. Per informazioni e presentazioni:
Eleonora Dall'Ovo 340
3783848 - Il Dito e la Luna 02.52.20.97.43 - 02.66.91.211
info@ilditoelaluna.com

AZIONE GAY E LESBICA PRESENTA:
"BUONA LA PRIMA"- NITRATO D'ARGENTO E PARI OPPORTUNITÀ
Venerdì 28 settembre 2007
dalle 22.30 in poi... Auditorium Flog - Via M.Mercati 24/a Firenze con
Ravamarah & BigSur dj staff Video/Photo set e shop Prezzo 5€ soci/e/*
Azione Gay e Lesbica 8€ soci/e/* ARCI 10 € biglietto intero info:
055 220 250 info@azionegayelesbica.it
www.azionegayelesbica.it

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08 settembre 2007

news 8 settembre

I candidati del Partito Democratico e la questione omosessuale e transessuale
Il 14 ottobre qualunque cittadino italiano fosse interessato alla costruzione
e al destino del Partito Democratico potrebbe volerne scegliere il
Segretario; in tal caso la scelta sarebbe determinata dai programmi e
dall'approccio politico dei vari candidati. I cittadini omosessuali e
trans, interessati a tale processo, hanno l'esigenza di conoscere le
idee e le proposte del futuro leader sulle tematiche relative all'
orientamento sessuale e all'identità di genere.Del resto il 16 giugno
scorso a Roma si è svolto un Pride nazionale che ha portato in piazza
circa un milione di persone con una richiesta ferma ed inequivocabile:
parità di diritti, uguale dignità, laicità dello Stato. Inoltre, al di
là degli omosessuali e dei transessuali che nei Pride o nelle
associazioni trovano un modo per esprimersi politicamente, costoro
fanno parte di un complessivo dieci per cento della popolazione
italiana che sulla propria specificità è inascoltata da decenni. In
questa rilevante parte della cittadinanza c'è chi potrebbe volere nel
Partito Democratico un interlocutore su cui contare, ma deve essere
messo nella condizione di farlo. Ciascun candidato leader dinanzi a
questa fetta di popolazione e alle proprie istanze può scegliere se
esprimersi o meno, con quale chiarezza e con quanta determinazione, con
quali proposte, previsioni e soprattutto prospettiva politica. Solo
così ciascun gay, lesbica, bisessuale e trans interessato potrà
conoscere se c'è un futuro per sé nel progetto e nella realizzazione
del Partito Democratico. D'altro canto chi al contrario avversa
nettamente l'evolversi positivo delle richieste e delle esigenze
omosessuali e trans, saprà se tale propria impostazione troverà o meno
rispondenza nel costituente partito e nella sua dirigenza. Tali
tematiche richiedono ormai prese di posizione nette ed esplicite, senza
le quali non c'è possibilità di ricevere scelte di campo, soprattutto
da chi ha la vita condizionata da tali decisioni. Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971
Cell. 3487708437


IL CASO AGAPO. I PRIMI
SVILUPPI NELL'INDAGINE DI GAYA CsF
Venuti a conoscenza di questa
associazione AGAPO, ci siamo presi cura di contattarli sotto mentite
spoglie.
La nostra cronista Carla Liberatore, ha finto di essere una
madre quarantenne in preda ad un attacco di panico per via della
dichiarazione della propria figlia di vent'anni, di essere lesbica e
fidanzata con una ragazza di pari età. Abbiamo inviato una email al
loro indirizzo, lasciando un numero di telefono a disposizione a cui
poter chiamare. Dopo qualche giorno Carla Liberatore è stata contattata
su questo numero da una signora di Milano che asserisce di avere un
figlio di 17 anni, profondamente triste a causa della tendenza
omosessuale, il quale figlio denotava comportamenti d'isolamento fin
dalla primissima adolescenza. La signora che ha pensato bene di non
qualificarsi né per nome né per cognome e dopo una lunga e appassionata
conversazione fra mamme disperate – fra cui una finta, la nostra Carla
in questione – ci ha detto che questa tendenza omosessuale, quindi
anche lesbica e transessuale, può essere curata con una terapia
riparativa. Secondo lo psicologo di loro figlio e la psicologa che
invece segue madre e padre, circa il 30% degli omo-trans-lesbiche che
si sottopongono alla cura, riescono a guarire, in quanto il
comportamento "deviante" è derivato da un cattivo rapporto con i
componenti della famiglia, nel caso di suo figlio, è riconducibile al
cattivo rapporto con il padre. La signora in questione che ha
conversato al telefono con Carla Liberatore – in arte Erika –
sembrerebbe anche disponibile ad accettare l'omosessualità del figlio,
a patto ch'egli faccia un percorso di conoscenza di sé – sempre con lo
psicologo consigliato da AGAPO – al fine di poter coscientemente
scegliere se essere omosessuale o eterosessuale; il problema è, secondo
la signora, che loro figlio dopo un anno di terapia dallo psicologo di
AGAPO, abbia scelto di non frequentare più questa terapia riparatrice,
in quanto pare abbia asserito ai propri genitori di non essere d'
accordo con molte delle cose che lo psicologo gli ha cercato inculcare.
La signora milanese si è detta quasi disperata per la scelta di suo
figlio e comunque sarebbe disposta ad accettarlo con una certa
tranquillità nel caso scegliesse di essere omosessuale. In questo
abbiamo trovato una apertura che onestamente non ci aspettavamo,
infatti, contrariamente ci aspettavamo una banda di pazzi maniaci
religiosi moralisti e invasati da Dio. Il padre del ragazzo invece,
almeno stando a quanto detto dalla donna, non accetterebbe mai un
comportamento deviante del figlio. La signora con cui ha parlato
Liberatore ha dimostrato una apertura mentale di tutto rispetto,
avendoci poi raccontato che negli anni passati si è molto battuta per
la libertà degli omosessuali e per le unioni di fatto e che comunque ha
sempre preso con simpatia ogni attività della comunità GLBT nazionale.
Da una riflessione di Carla, abbiamo evinto almeno fino ad oggi, che
abbiamo a disposizione gli elementi per poter riconvertire la signora
che ci ha chiamato. Ma a parte la pseudo goliardata della riconversione
della signora milanese, ci sono degli aspetti socio-psicologici con i
quali presupponiamo lavori questa associazione e che non sono affatto
da dimenticare, in quanto la telefonata "morbida" che abbiamo ricevuto,
potrebbe essere un approccio socio-psicologico da parte degli esponenti
di questa associazione di genitori anti-omosessuali, tendente ad
ammiccare alle persone che chiedono il loro aiuto con il fine di
potersi dimostrare in un primo momento, non contrari a nessuna delle
forme culturali e sociali che vengono oggi divulgate dai mass media a
favore dell'omosessualità, nonché per non rischiare di andare troppo
contro a quanto la psicologia ufficiale e fortunatamente progressista
asserisce rispetto alla questione. Abbiamo provato a dire alla signora
che la finta figlia di Carla le ha riferito di aver parlato con qualche
psicologo delle associazioni GLBT il quale le ha detto che il suo
orientamento lesbico è del tutto naturale e che la madre in questione –
Erika – non fa altro che ostacolare la crescita e il percorso di auto
coscienza omosessuale della figlia. La signora milanese a quel punto ha
fatto una specie di ghigno chiedendo a Erika – Carla – come abbia
potuto questo psicologo dell'associazione GLBT, permettersi di fare la
diagnosi ad una madre che nemmeno conosce. Carla ha provato ad
interloquire con la signora di AGAPO al fine di conoscere meglio le
modalità di terapia che vengono proposte, ma la donna, probabilmente
molto ben istruita, si è defilata sempre con grande sapienza. Ciò ci fa
pensare che non abbiamo discusso solo con una madre afflitta dalla
omosessualità del figlio ma che addirittura questa donna sia uno dei
membri più addestrati della associazione AGAPO la quale ha
sapientemente evitato la possibilità di esporre troppe notizie sul loro
modus operandi ed ha altresì fatto una analisi o una tentata analisi
psico-familiare del quadro presentato da Carla rispetto alla situazione
che abbiamo precedentemente studiato, da mettere su, per poterla poi
esporre non appena saremmo stati contatti. La verità della faccenda
secondo noi sta nel fatto che quasi sicuramente ci troviamo di fronte
ad una associazione molto ben organizzata, con degli affiliati ben
istruiti in merito che sanno ben spacciarsi per genitori disperati
pronti a condividere le ansie delle madri e dei padri che a loro si
rivolgono. Abbiamo compreso che dietro questa associazione ci sono
degli psicologi e chissà chi altro, ma prima o poi verremo a saperlo,
che sanno istruire le persone ai contatti con l'esterno. Sembra strano
ma è come ritrovarsi in mezzo ad una setta nella quale tutti ti
vogliono bene e al di fuori tutti sono cattivi. Dichiarazione di Carla
Liberatore –"Questo tipo di approccio è molto comune alle sette
cattoliche e filo cattoliche, ma comune anche alle sette anti cristiane
e agnostiche in genere e, sia ben inteso che parliamo di sette e non di
liberi movimenti o libere associazioni che in ogni caso rispettano la
volontà dell'individuo. Il loro filo conduttore sta nel fatto che nei
primi contatti hanno bisogno di ingraziarsi il benestare delle persone
con cui si trovano ad avere a che fare, per poi promuovere in essi un
nuovo tipo di presa di coscienza che avviene attraverso la riflessione
di un'altra visione degli aspetti della vicenda che li vede coinvolti.
Lavorano principalmente su quelli che sono i punti deboli del
carattere delle persone, facendo leva sull'emotività diretta ed
indiretta rispettivamente ai casi che vengono proposti ed è per questo
che sono importantissimi i primi contatti con le persone esterne, in
quanto devono assolutamente tranquillizzarle e metterle a loro agio per
poterle inoltre scavare psicologicamente quanto più possibile. E'
attraverso questo sistema che riescono a comprendere i primi punti
deboli degli individui. Quando ero al telefono con la donna che mi ha
contattato, ho spesso avuto l'impressione di parlare con una persona
assai sincera nell'esporre i suoi stati emotivi, però in molti altri
tratti mi sono resa conto che le sue parole erano state precedentemente
studiate, così come le reticenze che ha avuto quando le ho chiesto in
che cosa consisteva la terapia, quali sono i nomi degli psicologi e
cose significasse per lei "terapia riparativa". Questi, oltre ad altri
elementi che probabilmente elencherò in seguito, mi hanno fatto pensare
che tutto sommato anche lei in qualche maniera stesse fingendo la parte
della mamma disperata e che quasi nascondesse l'addestramento che le
era stato inoculato. Può darsi che le sue intenzioni di madre in preda
alla tristezza per il figlio omosessuale fossero autentiche, ma che
dietro alle sue strutture e sovrastrutture verbali ci fossero degli
autentici linguaggi non propri di una mamma disperata, è anche vero.
Sono riuscita comunque a mettermi d'accordo con lei, per poterci
risentire e per poter essere contattata da qualcuno degli psicologi
dell'AGAPO. In quel caso di sicuro farò una registrazione della
telefonata e non è escluso che la metteremo in web su qualche sito
amico, fermo restando la valutazione da fare per non essere scoperti
prima di essere arrivati alla nostra meta." Terremo tutti quanti
informati su ogni evoluzione divulgabile della questione AGAPO. Buena
Vida. Gaya CsF staff e Carla Liberatore.


FEDE E OMOSESSUALITA'
NASCE
"GIONATA.ORG"
Mai come in questi anni il tema fede e omosessualità è
all'attenzione della società e delle varie chiese. Documenti,
rivendicazioni, richieste, condanne si susseguono sempre più spesso
contro o a favore delle persone omosessuali nelle varie confessioni
religiose. Ma cosa dice la Bibbia sull'omosessualità? Quale è oggi il
posto delle persone omosessuali nelle chiese? Ed esiste un cammino di
fede anche per loro? Anche per rispondere a queste domande è nata
l'idea di dar vita a
www.gionata.org, un portale web di discussione ed
approfondimento che vuole scoprire: cosa dice la Bibbia, e la ricerca
teologica, su questo tema; il percorso di chi cerca di conciliare fede
e omosessualità; far conoscere la posizione delle varie chiese
sull'omosessualità. Un progetto che è nato durante la preparazione
dalla veglie di preghiera per le vittime dell'omofobia del giugno 2007
ed è curato da volontari, omosessuali e non, con storie, cammini e
confessioni differenti (cattolici, valdesi, battisti...) che si sono
ritrovati insieme, accomunati da Cristo e da un identico desiderio:
approfondire e valorizzare il rapporto tra le persone omosessuali, le
loro chiese e la loro fede. Per questo grande importanza abbiamo voluto
dare su gionata.org al racconto delle esperienze pastorali di
accoglienza degli omosessuali nelle varie chiese e al cammino - poco
conosciuto - fatto dai gruppi di credenti omosessuali presenti in
Italia, perché crediamo fermamente che i tempi siano maturi per avviare
una discussione serena su queste tematiche scomode. I volontari del
progetto Gionata.org vi invitano a visitare, commentare e a conoscere
questa iniziativa sostenendola con i vostri consigli e le vostre
opinioni. I volontari del "Progetto Gionata - Fede e omosessualità"
Web site:
www.gionata.org - email: gionatanews@gmail.com

COMUNICATO
STAMPA
Arcilesbica sui fatti di Piazza Bellini
Napoli 5 settembre 2007
Arcilesbica "Le Maree"
Arcilesbica, riunita ieri in seduta
straordinaria, ha deciso di astenersi, per il momento, da qualsiasi
forma di protesta pubblica, ritenendo indispensabile ponderare con le
altre associazioni GLBT locali le strategie di intervento e le
eventuali richieste alle autorità. La ragione della scelta di non
partecipare a nessun tipo di manifestazione dovesse eventualmente
tenersi in città nei prossimi giorni, poggia sulla convinzione che una
protesta pubblica in questo momento istigherebbe ancor di più allo
scontro frontale. Arcilesbica considera invece fondamentale progettare
una serie di azioni mirate alla riqualificazione del territorio, che
non si risolvano in un episodio isolato di protesta ma che tengano in
considerazione i problemi fondamentali di questa città coinvolgendo non
solo la comunità GLBT ma tutti i cittadini che vivono piazza bellini e
il centro storico napoletano per favorire il contatto umano e l'
integrazione. Auspichiamo che dal coordinamento con le altre
associazioni GLBT nasca una proposta unitaria sulla questione, da
avanzare a tutti i cittadini napoletani e alle istituzioni, che dia un
reale apporto alla convivenza pacifica e costruttiva nella nostra
città. Circolo Culturale ArciLesbica "Le Maree" - Vico San Geronimo
alle Monache, 19 – Napoli
http://www.arcilesbicanapoli.tk/


COMUNICATO
STAMPA
Napoli, 6/09/2007
Stonewall a Napoli: i gay denunciano gli
omofobi a piazza Bellini. Presto una manifestazione in città. Sono
state presentate nella mattina di mercoledì 5 settembre alla Questura
di Napoli tre denunce per i fatti di piazza Bellini, storico luogo di
ritrovo per la comunità glbt napoletana dove le aggressioni verbali e
le minacce ai danni degli omosessuali si sono moltiplicate negli ultimi
mesi e venerdì scorso solo l´arrivo di agenti chiamati dall´Arcigay ha
scongiurato l´aggressione, da parte di un folto gruppo di persone
convenute sul posto, dei gay e delle lesbiche presenti nella piazza. Al
termine delle denunce presentate da tre delle vittime dei numerosi casi
segnalati allo "Sportello Diritti" di Arcigay, l´avv. Salvatore
Simioli, presidente dell´Arcigay di Napoli, che ha assistito i
querelanti, ha avuto un incontro con il vicequestore Antonio Sbordone
per fare il punto della situazione in città sugli atti di violenza ai
danni degli omosessuali. "Gli episodi di violenza che si verificano
negli ultimi tempi a piazza Bellini, e che sembrano moltiplicarsi dopo
i fatti di Capaccio e di Sorrento di questa estate, sono di chiara ed
evidente matrice omofobica", afferma Salvatore Simioli, "Oggi per la
prima volta tanti omosessuali hanno trovato il coraggio di denunciare i
loro aggressori realizzando una piccola Stonewall nel cuore della
nostra città: non esistono alibi per transigere sui diritti e la
legalità, ed Arcigay non dialoga con chi è violento contro gli
omosessuali e i transessuali o chi contratta sui loro diritti".Arcigay
Napoli ha ricevuto la solidarietà di Donatella Linguiti,
Sottosegretaria di Stato per i Diritti e le Pari Opportunità, e di
Leonardo Impegno, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, Mariano
Anniciello, presidente di ARCI Napoli e consigliere comunale, Raffaele
Carotenuto, consigliere comunale, e Pino De Stasio, consigliere alla
Prima Municipalità. "Ci aspettavamo anche la solidarietà della
Presidente del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo", aggiunge Simioli,
"che potrebbe esortare il marito a calendarizzare presto il pacchetto
anti-violenza, che giace in Parlamento, con l'estensione della legge
Mancino ai reati d'odio contro le persone omosessuali".Arcigay Napoli
organizzerà una manifestazione unitaria in città contro l´omofobia per
le prossime settimane di cui sarà confermata presto la data, a cui
invita da ora il sindaco di Napoli.Arcigay Napoli invita tutte le
persone omosessuali oggetto di violenza omofoba a denunciare
immediatamente i fatti o a rivolgersi per ogni supporto all´Arcigay di
Napoli inviando una mail a legale@arcigaynapoli.org o al telefono
0815528815. Lo Sportello Legale è attivo in sede il venerdì dalle 18,00
alle 21,00. Info al sito
www.arcigaynapoli.it

COMUNICATO STAMPA "I Ken"
Arcilesbica ed i Ken "non si chiamano fuori" propongono un'azione
differente per la vivibilità GLBT a Napoli
Le associazioni omosessuali di Napoli i Ken ed Arcilesbica scelgono di non scendere in piazza il
16 settembre prossimo alla manifestazione indetta da Arcigay. I
rappresentanti delle associazioni Curati ( Arcilesbica ) e Cremona ( i
Ken) a nome delle organizzazioni, dichiarano che l'idea rappresentata
in questi giorni anche sui giornali è stata indirizzata ad acuire uno
scontro di piazza tra i diversi gruppi della città. Inoltre si ritiene
che ed e che tale atteggiamento sia stato un errore di valutazione
fatto da alcuni settori interni all'arcigay che non tenevano in
considerazione della vivibilità della piazza. Noi crediamo di dover
convivere con tutti e tutte nelle piazze e nelle vie delle nostre
città, ma dichiariamo di essere determinati a vivere serenamente e
liberamente gli spazi e le piazze non accettando aggressioni, insulti o
intimidazioni. Pensiamo che Napoli non abbia bisogno di
militarizzazione delle piazze ma di socialità e di convivenza solidale
degli spazi. Anche piazza Bellini deve tornare ad essere un luogo dove
ricchi e poveri, gay lesbiche e trans con etero, ma anche bianchi e
neri, napoletani e stranieri, possano condividere in sicurezza la
piazza. Vogliamo banalmente il rispetto delle regole di convivenza,
chiediamo a tutti etero e gay, agli esercenti , ai residenti , agli
amministratori pubblici ed al Prefetto di aiutarci a non rinunciare
alla libera partecipazione della vita delle piazze d'Europa partendo da
quelle napoletane. Riteniamo che anche i mezzi d'informazione possano
aiutarci a ridare il senso giusto delle cose ed a evitare inutili fobie
da una parte e psicosi di massa e dall'altra. A tutti i gruppi occorre
dire che ci vuole responsabilità anche nell'isolare gli elementi di
conflitto e "garantire" che nessuno si possa "scaldare" eccessivamente.
Non neghiamo le violenze esercitate, alle vittime diamo la piena
solidarietà, stringendo la comunità tutta a protezione dei singoli, ma
crediamo che occorrano ricette diverse da quelle ipotizzate fino ad
ora e rifiutiamo la "strategia contro" come soluzione. i Ken ed
Arcilesbica, credono che ci siano ancora i margini per la costruzione
di un percorso unitario con le altre associazioni e chiedono da subito
agli amministratori locali di Napoli di incontrarci per aiutarci nella
costruzione di una nuova vivibilità della città, attuando concretamente
progetti per la difesa di gay, lesbiche e trans. Su questo terreno,
dove Napoli rappresenta un valore assoluto nella lotta di
rivendicazione dei diritti del movimento LGBT di rilevanza nazionale,
rivendichiamo nella pluralità delle posizioni presenti la garanzia
della democrazia e del confronto di cui siamo protagonisti. I
rappresentati GLT, Carlo Cremona, Giordana Curati e Laura Matrone si
rendono disponibili ad avviare da subito una piattaforma politica e
programmatica condivisa, che chieda anche agli amici di Arcigay di
sostenerla, insieme, non solo negli interessi ciascuno dei propri
iscritti, ma perseguendo l'interesse più generale della comunità LGBT e
della città di Napoli. Va il nostro particolare ringraziamento alle
forze di pubblica sicurezza della Questura di Napoli che ci sta
sostenendo pubblicamente, anche se non in modo visibile ai più, ed
invitiamo tutti e tutte a non lasciare la piazza a continuare a viverla
ed ad informarci tempestivamente in caso di violenze o di intimidazioni
ricevute. Sito web:
www.i-ken.org

e-mail: info@i-ken.org MSN
ikenonlus@i-ken.org

COMUNICATO STAMPA "I KEN"
Prove di unità, il
movimento GLBT napoletano
Cresce....tra gli intoppi!
L'associazione i
Ken dopo le aggressioni a danno di omosessuali maschi e femmine
avvenute in luglio, agosto e settembre registrate a Napoli ed in
Campania, sentite le altre associazioni GLBT del territorio ( Arcigay,
Arcilesbica e associazione Priscilla) in data 4 settembre 07 aveva
promosse e comunemente organizzato un primo incontro per determinare
azioni UNITARIE e COORDINATE con le singole organizzazioni GLBT per la
salvaguardia della libertà e della sicurezza di gay, lesbiche e trans
che frequentano la città di Napoli e in particolare piazza Bellini, nel
centro storico nel quartiere San Lorenzo. I recenti articoli dei
Segretari Nazionali Mancuso( arcigay) e
Salvatore Simioli ( circolo
napoli Arcigay) durante il percorso di costruzione unitario, hanno
DETERMINATO l'impossibilità di una visione e di un progetto comune,
imponendo un particolare e parziale punto di vista che va nella
direzione opposta dei BISOGNI REALI a cui bisogna tendere. Gli
omosessuali di piazza bellini, come quelli soggetti alla persecuzione
metropolitana delle città europee ( pensiamo alla Polonia) , per noi
hanno bisogno di sicurezza e di percorsi di dignità pubblica e non di
campagne pubblicitarie di singole associazioni e singole personalità
che cercano di ergersi a paladini di realtà sociali sconosciute o
ignorate fino a ieri. Ritenevamo che occorresse un lavoro di
ricomposizione sociale e di informazione territoriale e non una
campagna medianica, unilaterale e fuori luogo, ritenendo che tale
azione, sprovvista di contenuto politico unitario e di presidio
territoriale reale ed efficace rappresenti lo stimolo ad una reazione
violenta ed uno acuirsi del conflitto tra comunità gay-lesbica e trans
e gruppi omofobi e fascisti del quartiere. Riteniamo dissennata e
pericolosa questo modo di fare di tanto da ritenerlo pregiudizievole
per un lavoro condivisibile e comune con ARCIGAY, che di fatto, ha
comunicato a mezzo stampa la propria autonomia dal resto del movimento
cittadino. Con rammarico, ma con realismo e determinazione riteniamo di
dover condurre e di poterlo fare una battaglia di liberazione dall'
oppressione, dall'odio e dal neofascismo squadrista con azioni comuni
ad altri soggetti politici e per cui invitiamo Arcilesbica e Priscilla
a non abbandonare il sogno di un percorso comune per il bene di tutti e
tutte e ci continueremo ad impegnare per la ricerca di soluzioni
complesse e condivise per il bene diffuso della nostra città.


DON GELMINI IL SANTO VIVENTE"
ROMA-ADISTA. Ha detto di essere vittima
della "lobby ebraica-radical-chic" (ritrattando poi lo scivolone,
costatogli una valanga di critiche e la rinuncia dell'avvocato Franco
Coppi a difenderlo), della massoneria, dei gay, del laicismo radicale,
della magistratura anticlericale. Ma la vicenda di don Pierino Gelmini,
indagato dai pm di Terni per presunti abusi sessuali nei confronti di
alcuni ragazzi della Comunità Incontro (ad accusarlo, diversi ex ospiti
della struttura da lui fondata e diretta) parte da lontano. La
"vocazione" dei fratelli Gelmini Quella dei Gelmini è infatti una
biografia lunga e con diverse zone d'ombra. Nato nel 1925 in provincia
di Milano, ha vissuto e studiato in Lombardia. Ma è stato ordinato
prete nel 1949 lontano dalla sua zona di onigine, nella diocesi di
Grosseto. Circostanza curiosa, che le note biografiche riportate sul
sito web della Comunità Incontro spiegano così: da Milano, Gelmini si
presenta al vescovo di Grosseto, "diocesi bisognosa di clero", e "si
prepara al sacerdozio A quell'epoca il vero "don Gelmini", quello
famoso, non era lui, ma il fratello padre Eligio, esuberante frate
minore che preferiva il cachemire al ruvido panno francescano,
precursore di tante figure di preti mediatici e mondani che frequentano
salotti, feste e studi televisivi. Padre Eligio era confessore e
assistente spirituale di vip e calciatori (era, tra l'altro, il
"cappellano" del Milan, oltre che amico intimo di Gianni Rivera), l'
unico prete al mondo a poter vantare di aver concesso un'intervista al
settimanale sexy Playboy, frequentatore di eventi mondani, nonché
fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti «Mondo X» e
del Telefono Amico. Particolarmente dettagliata nel raccontare i primi
anni di sacerdozio di don Pierino - che negli anni '60 diventa
segretario del card. Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires fino al
1959, passato poi in forze alla Curia vaticana come Cancelliere di
Santa Romana Chiesa -, la sezione del sito internet della "Comunità
Incontro" dedicato alla biografia di Gelmini omette del tutto gli
eventi che caratterizzano il periodo che va dalla metà degli anni
sessanta al 1979. Sono infatti gli anni in cui per don Pierino iniziano
i problemi con la giustizia e le vicissitudini giudiziarie. I primi
guai giudiziari "Già nel 1965 - racconta Marco Lillo in un articolo
pubblicato dall'Espresso il 16/8 - un anno prima di darsi ai
tossicodipendenti, il sacerdote aveva comprato la splendida tenuta di
Caviggiolo con tanto di maniero e riserva di caccia a Barberino del
Mugello, sull'Appennino toscano. I giornali dell'epoca raccontano che
gli assegni per 200 milioni di lire (del 1965) consegnati alla Società
Idrocarburi per l'acquisto erano scoperti e il tribunale inflisse tre
mesi di galera a don Pierino". Nel 1969 il prete acquista un'altra
villa all'Infernetto, zona Casal Palocco, una delle più "in" dell'
hinterland romano. La biografia ufficiale di Gelmini si limita ad
accennare all'abitazione definendola "una casa più ampia" di quella
dove don Pienino aveva sino ad allora vissuto. Per la precisione si
trattava invece di una villa in cortina a due piani protetta da un
largo muro di cinta con ringhiera di ferro battuto, un vasto giardino
in cui era custodita una Jaguar, piscina, due cani, tre persone a
servizio: un autista, una cuoca e una cameriera. Insomma, se al
fratello Eligio piaceva la bella vita, don Pierino non era da meno. Ma
il tenore di vita di don Pierino viene compromesso dalla magistratura:
il 13 novembre 1969 i carabinieri lo arrestano nella sua abitazione
(grande scalpore sui giornali dell'epoca suscitò la notizia che i
carabinieri avevano trovato una Jaguar nel giardino di don Pierino) per
emissione di assegni a vuoto, truffa e fallimento di una cooperativa di
costruzioni collegata con le Acli di cui il sacerdote era tesoriere e
che doveva costruire palazzine all'Eur. Gelmini viene anche coinvolto
in un inchiesta che riguarda la ditta di import-export tra Italia e
Argentina che aveva costituito sfruttando - si disse - le buone
entrature ottenute attraverso i servizi resi al card. Copello. Nel 1970
il prete ripara quindi all'estero, nel Vietnam del Sud, dove fa
amicizia con l'ex arcivescovo della cittadina di Huè, mons. Pierre
Martin Ngo Dình Thuc, fratello di Jean Baptiste Ngo Dình Diem,
dittatore del Vietnam del Sud, assassinato nel 1963, ormai caduto in
disgrazia presso gli Stati Uniti. Ma anche in Vietnam Gelmini ha grane
con la giustizia: proprio dall'ex-arcivescovo di Hué, insieme a madame
Nhu, vedova del fratello minore del presidente Dièm e per anni sua
first lady, viene denunciato per appropriazione indebita. Nel 1971
torna in Italia. Ed entra in carcere. Il processo a suo carico si era
infatti concluso con la condanna a quattro anni, che don Pienino
sconterà interamente. Uscito di prigione - dopo aver trascorso un breve
periodo di ritiro in Maremma per volontà delle autorità ecclesiastiche
- nel 1976 don Gelmini torna in cella, ad Alessandria. Insieme al
fratello Eligio è infatti accusato di aver ricevuto una bustarella di
50 milioni da Vito Passera, imprenditore in difficoltà che puntava sui
buoni uffici dei fratelli Gelmini per diventare console onorario della
Somalia e ottenere facilitazioni nel commercio di burro tra gli Usa e
il Paese africano. Stavolta però in prigione don Pienino ci rimane poco
tempo. Assieme al fratello, viene prosciolto dalle accuse e nel '77 è
di nuovo nella sua villa romana a Casal Palocco. Nel 1979 don Pierino,
sulle orme del fratello (che nel 1974 era riuscito a farsi assegnare
gratuitamente dal conte Lodovico Gallarati Scotti l'uso del suo
castello di Cozzo Lomellina come sede del suo "Mondo X"), dà inizio al
business antidroga 1979: nasce la holding della tossicodipendenza "Don
Gelmini Spa", titola il 16 agosto l'Espresso, ricostruendo la nascita
dell'impero economico del prete antidroga. La prima comunità di
recupero nasce ad Amelia, in provincia di Terni. Don Pierino si fa
assegnare in comodato d'uso per 40 anni un frantoio abbandonato, il
Mulino Silla, in una piccola valle chiamata delle Streghe, facendone la
sede della sua nuova attività. Nel 1988 sindaco di Amelia diviene l'ex
leader della Cgil Luciano Lama. È lui a segnalate alla procura il fatto
che a don Pierino i vincoli del piano regolatore stavano stretti e i
piccoli casali abbandonati che andava acquisendo si trasformavano in
enormi strutture senza le necessarie autorizzazioni. "Alla fine -
racconta l'Espresso - tutto fu sanato, grazie anche ai socialisti della
giunta". Così le proprietà immobiliari della Comunità Incontro hanno
potuto estendersi senza sosta, al punto da comprendere, nella sola
provincia di Terni, boschi, uliveti, vigneti e pascoli per una ventina
di ettari, oltre a diversi fabbricati sparsi tra Cenciolello, Porchiano
e la strada di Orvieto. Oggi la Comunità di don Gelmini conta
ufficialmente 164 sedi in Italia e 74 nel mondo. Dati contestati però
da Stefania Nardini in un articolo comparso su Gente d'Italia,
quotidiano italiano delle Americhe. La giornalista, che ha passato un
periodo presso la Comunità Incontro, racconta di culto della
personalità, di body guard armati di pistola, di macchinoni di lusso
(un vizio antico), di disparità nel trattamento degli ospiti, ma anche
di cifre gonfiate a beneficio della sua immagine pubblica: "Si parla di
164 sedi residenziali in Italia - scrive la Nardini - e invece sono 64,
di 180 gruppi d'appoggio che in realtà sono una ventina, di un turnover
residenziale di 12 mila persone (turnover in cui sono comprese semplici
richieste di informazioni), di 126.624 ingressi in comunità tra il 1990
e il 2002, mentre attualmente si registrano non più di 20 o 30 colloqui
al mese, il che significa al massimo 360 ingressi all'anno, cifra che
si riduce alla metà considerando coloro che rinunciano". Anche sui
cospicui introiti delle Comunità i numeri sono incerti: "La trasparenza
amministrativa - racconta l'Espresso - non è mai stata una priorità
della comunità. Sul sito internet non c'è traccia del bilancio. Bisogna
andare alla Camera di commercio a Roma per scoprire che la Comunità
Incontro, organizzazione non lucrativa a fini sociali, è presieduta da
una sconosciuta: Umbertina Valeria Mosso, avvocato di 86 anni. Il
comitato direttivo è composto dalle persone più vicine a don Pierino,
come Claudio Legramanti e Claudio Previtali e dal 'don', che è il
segretario generale, ma con ampi poteri di gestione". La politica: un
ritorno di "fiamma" In ogni caso, il suo piccolo impero don Gelmini lo
ha realizzato anche in virtù delle sue ottime entrature politiche,
oltre che alle cospicue donazioni che il suo carisma ha saputo
intercettare. Solo in occasione della megafesta per gli 80 anni di don
Pierino, nel 2005, Berlusconi dichiarò di volergli devolvere 10
miliardi delle vecchie lire. Alla mega kermesse in onore del prete
ottuagenario c'era anche un altro grande amico di Gelmini, l'allora
ministro Maurizio Gasparri. Insieme ad altri rappresentanti del
governo, come Rocco Buttiglione e Pietro Lunardi, oltre a Gustavo Selva
e ad una sfilza di sottosegretari. E ad un esponente della "Prima
Repubblica", l'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, da anni
tra i volontari della "Comunità Incontro". A tanta benevolenza da parte
del leader e degli esponenti della Casa della Libertà, Gelmini ha
sempre risposto con una indefessa militanza a destra, che - oltre ad
intercettare verso Berlusconi il consenso di migliaia di visitatori ed
ospiti (nonché delle loro famiglie) passati in comunità negli ultimi 30
anni - si è più volte caratterizzata con la presenza di Gelmini a
manifestazioni politiche ed elettorali. Lo si è visto spesso con
esponenti di An (lo scorso anno, in campagna elettorale, era a fianco
del candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno). Nel 2006 don Pierino fu
uno dei maggiori sostenitori della nuova legge sulla droga che ha
eliminato la differenza tra droghe leggere e pesanti. "Grazie,
Gianfranco, per la legge contro la droga, affido a voi di An il compito
di difendere i principi cristiani", disse don Gelmini ai delegati di An
presenti alla conferenza programmatica del partito, il 5 febbraio 2006.
Le accuse a don Gelmini: nella Chiesa, qualcuno sapeva Le recenti
accuse di molestie sessuali hanno - per la verità - qualche precedente
negli anni d'oro della Comunità incontro. Come quando, il 23 novembre
1991, venne ritrovato morto sgozzato a Rimini Fabrizio Franciosi,
cittadino di San Marino, anni prima ospite della Comunità del Mulino
Silla. Durante le indagini, il fratello della vittima raccontò che poco
tempo prima di morire Fabrizio gli aveva raccontato di aver subito da
don Gelmini abusi sessuali in una casetta nel parco della comunità. Nel
2003 don Antonio Mazzi, animatore della comunità per tossicodipendenti
Exodus, ricevette la lettera di un ragazzo che raccontava di aver
subito molestie sessuali da parte di don Gelmini nel 1993, quando aveva
trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi il giovane si era
trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si era confidato
ed aveva continuato a mantenere rapporti epistolari. Ma Mazzi ha
raccontato questi fatti solo nelle scorse settimane, quando il caso don
Gelmini era già scoppiato. Sentito dal procuratore di Terni Carlo Maria
Scipio e del pm Barbara Mazzullo, Mazzi ha comunque ribadito punto per
punto ciò che aveva già rivelato circa il contenuto della missiva. Nel
2004, un libro di Marco Salvia, Mara come me racconta la vita all'
interno di una comunità di recupero di tossicodipendenti, delineata nei
termini di un lager gestito da un prete bigotto e fanatico e da
responsabili violenti. La storia è romanzata, ma il 23 gennaio 2005 il
quotidiano il manifesto pubblica una lettera con cui l'autore usciva
allo scoperto, dichiarando che i fatti narrati nel libro erano reali e
che dietro la figura di don Luigi, il padre-padrone della comunità, si
celava don Pierino Gelmini. E poi ci sono le accuse fatte da Bruno
Zanin nel suo libro-autobiografia Nessuno dovrà saperlo, in cui afferma
di aver subito abusi sessuali da Don Gelmini all'età di 13 anni (il
capitolo che parla dell'abuso è stato messo online dall'autore all'
indirizzo internet
www.bispensiero.it/documents/DonGiustino.pdf). Nel
libro, Zanin, che è Stato negli anni '90 collaboratore di Radio
Vaticana, racconta anche di aver parlato degli abusi all'allora
direttore dei programmi dell'emittente, p. Federico Lombardi (oggi
direttore della Sala Stampa vaticana) ed a mons. Giovanni d'Ercole,
religioso orionino, capo ufficio della sezione affari generali della
segreteria di Stato del Vaticano, da sempre amico di don Pierino e da
qualche mese direttore responsabile della rivista della comunità "Il
Cammino" e dell'emittente Tele Umbria Viva, di cui Gelmini è
proprietario. Titoli e sottotitoli Anche con la Chiesa cattolica i
rapporti, a dispetto delle difese d'ufficio tratta che oggi vengono
fatte di don Pierino come dell'ennesimo prete vittima delle
persecuzioni mediatiche e laiciste, sono piuttosto tesi. Fin dal 1963,
quando don Pierino iniziò a fregiarsi del titolo di monsignore, senza
esserlo, il Vaticano ha iniziato a diffidano dall'utilizzare quel
titolo e in seguito lo ha anche sospeso a divinis. Sospensione poi
ritirata, ma il titolo tanto agognato non arrivava. Nel 1988 Gelmini
risolse allora il problema con un abile éscamotage: pur essendo un
prete di rito latino, aderì ad una Chiesa cattolica di rito orientale,
quella melkita, e si fece insignire del titolo di Esarca Mitrato della
Chiesa cattolica greco-melkita. Titolo onorifico che non equivale certo
a quello di vescovo. E nemmeno a quello di monsignore. Nelle biografie
"ufficiali" di don Gelmini però il titolo ottenuto dalla Chiesa melkita
è messo in grande evidenza insieme ad un'altra lunghissima sequela di
bizzarri riconoscimenti: da "maggiore garibaldino e primo cappellano
della Legione Garibaldina" a "gran comandante dell'Ordine di Géorge
Washington"). Non solo per la sua altisonanza, ma perché dà all'
esuberante prete il diritto all'uso dell'anello, della mitra, della
croce e del pastorale quando celebra la messa con rito greco (o avendo
ottenuto dal Vaticano uno speciale permesso a celebrare con il doppio
rito). Ma a don Gelmini certe sottigliezze liturgiche vanno strette e
la messa continua a celebrarla in rito romano, vestendo però i sontuosi
paramenti greco-cattolici. Una piccola rivincita con la gerarchia che
tanto lo ha bistrattato don Pierino se l'è presa il 20 ottobre del
2000, quando Wojtyla ricevette in piazza San Pietro trentamila
rappresentanti delle Comunità Incontro. La benedizione del papa polacco
non ha però migliorato i difficili rapporti con la Curia, che continua
a non amarlo. Recentemente, al card. Francesco Marchisano, presidente
dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, che gli ha chiesto di
fare un passo indietro per meglio difendersi dalle accuse, don Pierino
ha risposto: "Mi chiede di fare un passo indietro? Lo faccia lui in
avanti, in un burrone". E comunque, ha tenuto a precisare don Pierino,
"io non guido un'associazione religiosa, ma laica". (valerio gigante).
FONTE ADISTA ROMA INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
Il Sinodo della Chiesa evangelica Valdese (Unione
delle Chiese metodiste e valdesi), riunito in sessione dal 26 al 31
agosto 2007 a Torre Pellice (TO), ha approvato oggi 31 agosto 2007 un
ordine del giorno, scritto dalla REFO (Rete evangelica Fede e
omosessualità), contro l'omofobia, cioè l'odio verso le persone
omosessuali e contro le persecuzioni che in Italia (soprattutto sociali
ma anche fisiche) e in varie parti del mondo (dove spesso sono
condannati alla pena capitale) i gay e le lesbiche devono subire. La
proposta è stata fatta propria e presentata (visto che la REFO non
aveva deputati al Sinodo) da un folto gruppo di pastori e
rappresentanti delle chiese locali, tra cui spicca la firma della
moderatora della Tavola valdese, Maria Bonafede la quale ha dichiarato
di essere contenta che il Sinodo abbia approvato quello che lei ritiene
"un atto dovuto" nella testimonianza cristiana, esortando le chiese a
sostenere concretamente, il prossimo anno, le veglie ecumeniche contro
l'omofobia che il 28 giugno di quest'anno hanno visto, in quattordici
città italiane, una ampia partecipazione di cristiani di varie
confessioni. Il dibattito ha evidenziato una sostanziale unità di
intenti e una diffusa solidarietà ai fratelli e alle sorelle
omosessuali. Per info:
www.chiesavaldese.org - www.refo.it - Refo
Firenze 333.2876387 -refo.firenze@gmail.com

COMUNICATO STAMPA
GRUPPO DEL GUADO
GRATITUDINE ALLA CHIESA
EVANGELICA VALDESE
Il Gruppo
del Guado esprime la sua gratitudine nei confronti della Chiesa
evangelica valdese per il documento contro l´omofobia approvato durante
il Sinodo che è terminato lo scorso 31 Agosto. Il testo del documento
approvato si trova sul sito:
www.refo.it - Testo: E´ di rinnovata
gratitudine il sentimento con cui accogliamo il documento che il Sinodo
della Chiesa evangelica Valdese ha approvato lo scorso 31 Agosto, per
esprimere solidarietà agli omosessuali che sono oggetto di
discriminazioni e persecuzioni, per denunciare il repentino aumento di
episodi di omofobia che si sta registrando in Italia e per condannare
le persecuzioni e le condanne di cui sono
vittima gli omosessuali in
molti paesi del mondo. Ancora una volta la Chiesa evangelica valdese
dimostra alle chiese che sono in Italia che la solidarietà nei
confronti delle persone omosessuali è un aspetto del cristianesimo del
nostro tempo. Giovanni scrive: «Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse
il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio
fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il
comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo
fratello» (1Gv 4,20-21). I vertici della Chiesa evangelica valdese in
Italia hanno saputo testimoniare, nella concretezza di un gesto, questo
messaggio che ci arriva dal Nuovo Testamento. I vertici della Chiesa
cattolica italiana, questo semplice gesto, non sono ancora riusciti a
farlo. Alla luce di questa differenza mi chiedo: "In quale, tra queste
chiese, si è manifestata, per le persone omosessuali che chiedono di
essere accolte, l´unica Chiesa di Cristo?". - Gianni Geraci
Presidente


GRUPPO DEL GUADO
Sabato 8 settembre 2007 - ore 17.00
NOTIZIE EVANGELICHE
Il 31 Agosto scorso il Sinodo della Chiesa
evangelica valdese ha approvato un documento in cui si esprime
solidarietà agli omosessuali che sono oggetto di discriminazioni e
persecuzioni, si denuncia l'aumento degli episodi di omofobia che si
registrano in Italia e si condannano le persecuzioni di cui sono
vittima gli omosessuali in molti paesi del mondo. Si tratta di
un'iniziativa importante, che si inserisce nel dibattito in corso
all'interno dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi italiane. Per
approfondire i vari aspetti di questo dibattito abbiamo invitato Marco
Mori
che, oltre ad essere un esponente del movimento GLBT, è anche
membro della comunità valdese di Milano. Cristiani Omosessuali Via
Soperga 36 - 20127 Milano - Telefono 347 7345323 URL:
http://www.
gaycristiani.it - Email: gruppodelguado@gmail.com


ITALIANA
IPOCRISIA
La cronaca di questi giorni è dominata dal dibattito circa le
iniziative volte a contrastare la criminalità, in particolar modo la
cosiddetta microcriminalità rappresentata a quanto pare da lavavetri e
prostitute extracomunitarie (ma chi dovremmo condannare, quelle povere
disgraziate, costrette a cose orribili ed umilianti, o chi le paga,
rispettabili cittadini italiani, magari all'insaputa di mogli e
figli?). Uno dei drammi di questa farsa a mio avviso consiste nel fatto
che i cittadini si sentono, è vero, molto coinvolti dai lavavetri
particolarmente aggressivi, ma lo sono molto meno da un Parlamento con
alta densità di delinquenti, (senza rendersi conto che, in una
Democrazia che si rispetti, il Parlamento dovrebbe essere
rappresentativo della società che lo ha eletto, cosa che puntualmente
si verifica), oppure nei riguardi della criminalità organizzata, fatta
eccezione per quei commercianti e imprenditori onesti siciliani,
calabresi o campani, che non vogliono pagare il pizzo. Un altro aspetto
sorprendente è il silenzio assordante del Vaticano, di solito sempre
molto pronto a far sentire la sua voce sulle questioni etiche (e
politiche) di questo Paese. In relazione al primo punto vorrei fare una
considerazione: i nostri problemi nascono dalla totale assenza in noi
del concetto di "Identità di Nazione" di Chabodiana memoria; in altre
parole siamo un popolo molto individualista, quindi egoista, che ha
completamente smarrito la consapevolezza (se mai l' ha avuta), che il
bene collettivo s'identifica con il bene individuale, che anzi il
secondo deriva dal primo. Tutto questo è determinato, oltre che dalla
nostra Storia, probabilmente anche dal fatto che non si nutre alcuna
fiducia nei confronti delle Istituzioni, che noi abbiamo scelto e che
così bene ci rappresentano. Così il cerchio si chiude. Il dibattito
attualmente in atto si è arricchito di un concetto, quello della
"certezza della pena", in passato così tante volte mortificato da
indulti, condoni, riabilitazioni di personaggi legati a vari tipi di
interessi, nella quasi totale indifferenza dei cittadini, o perché non
direttamente coinvolti, oppure perché ne traevano beneficio. La
certezza della pena è un concetto che avremmo dovuto avere comunque
nelle nostre corde, avendo noi tra i nostri Padri un certo Cesare
Beccaria, il quale tra l'altro aveva così bene espresso temi quali la
giusta proporzione della pena e leggi chiare intese come espressione di
un contratto tra Stato e Cittadino. Purtroppo non abbiamo saputo
raccogliere quella eredità, lasciandola appannaggio delle società
Anglosassoni, di ispirazione Protestante, nate da uno Scisma, ormai
quasi 5 secoli fa, dalla Chiesa (ora) Cattolica, in parte anche per le
sue vendite delle indulgenze. In queste Società ad esempio vige il
concetto che chi sbaglia paga, una idea evidentemente di difficile
comprensione per noi, dove ad esempio è una regola il reinserimento dei
dirigenti nel migliore dei casi inetti in altri incarichi, oppure
congedati con liquidazioni e pensioni che sono un insulto ai lavoratori
"normali". Per non parlare del riproporsi dei politici a ciclo
alternato, ma reiterato. Proporre iniziative simili all'opinione
pubblica appare come un atto di suprema ipocrisia, in assenza di un'
adeguata azione di educazione al rispetto delle regole, vedi delle
Leggi, in una società che di leggi ne ha talmente tante e qualche volta
contraddittorie da essere suscettibili di varie interpretazioni,
aprendo le maglie alla illegalità "legalizzata". Quando poi non sono
espressamente concepite per rendere legale ciò che nelle altre società
civili viene considerato assolutamente illegale. In questo contesto il
dibattito sulla "tolleranza zero" non solo mi sembra privo di
fondamento, ma appare addirittura fuorviante e foriero di gravi
conseguenze. Discutere di come punire lavavetri e prostitute, oltre che
mettere in secondo piano i reali problemi del Paese, contribuisce ad
alimentare alcuni processi dannosi per una democrazia fragile come la
nostra, non ultimo la pericolosa enfatizzazione di egoismi che
contribuiscono ad alimentare sentimenti di avversità, se non di odio,
verso alcuni poveri disgraziati, in palese ignoranza della nostra
memoria, di quando cioè i poveri disgraziati eravamo noi, in America,
in Germania, in Svizzera. Un insulto nei confronti dei nostri genitori
emigranti. Con buona pace inoltre di tutti i sentimenti e dell'impegno
per la costruzione di una società più giusta, fondata sulla semplice
idea che siamo (dovremmo) essere tutti figli di Dio su questa Terra che
non ci appartiene, e che dovremmo avere tutti le stesse possibilità di
starci in modo dignitoso. E qui appare assordante il silenzio del
Vaticano. Ogni giorno sui tg di tutte le reti viene dato ampio spazio
alle esternazioni dei vari vescovi, presidenti Cei o del Papa, dalle
questioni fondamentali, con finalità propagandistiche neanche tanto
velate, alle notizie più insignificanti, purché se ne parli. Ma in
questi giorni non una parola in merito a questo tema. Forse il Vaticano
ha instaurato una nuova linea votata alla non ingerenza negli affari
interni dello Stato Italiano? Sarebbe osare sperare troppo. Forse i
media hanno deciso una assunzione di impegno professionale, limitandosi
a svolgere il loro ruolo di informatori anziché di prezzolati
amplificatori delle volontà dei poteri dominanti? Ne dubito fortemente.
Allora mi sorge un dubbio terribile: la Chiesa non si fa sentire forse
perché in fondo trae giovamento da questo rigurgito razziale che ha
come principale obiettivo nel mirino una popolazione a prevalenza
islamica, per di più molto più prolifica della razza indigena?
Risuonano le parole non lontane nel tempo del card. Biffi. Guardo poi
con tristezza al dibattito in atto nella cosiddetta "Sinistra",
riformista e radicale. Termini orribili per significare l'attuale stato
di sbandamento. Riformista, parola accattivante verso l'opinione
pubblica, corroborata da una politica attenta a nutrire (e nutrirsi)
dei più bassi istinti dell'elettorato, anziché educarli. Con la
conseguenza di abdicare ai suoi principi fondamentali e di
rassomigliare sempre di più alla Destra, che però in queste tematiche
apparirà sempre più credibile rispetto ai suoi epigoni. E Radicale, che
in sé non vuol dir nulla, o forse sì, ma in senso molto negativo.
Radicale perché incapace di affrancarsi dai suoi dogmi, quindi incapace
di elaborare con coraggio ideologie che interpretino i nostri tempi,
quindi politicamente sterile, quindi inutile se non dannosa. Almeno in
questo, possiamo accomunare le Sinistre ad una Chiesa che ha
dimenticato le parole del Vangelo e perso di vista il suo vero ruolo.
Isabelle M. Rizk


NOTTE BIANCA AL GAY VILLAGE - SERATA DI CHIUSURA

Concerto della nuova regina della pop dance Anamor in arrivo da Miami
insieme ai suoi ballerini - In anteprima nazionale presentazione di 15
minuti del film HAIRSPRAY (in italiano), il nuovo fenomeno
cinematografico americano, in uscita nelle sale il 28 Settembre - in
collaborazione con Moviemax - Festa musicale a tema, curata dai Karma
B, in collaborazione con Dimensione Danza - Hairstylist a disposizione
del pubblico per acconciare gratuitamente i capelli in perfetto stile
anni '60 – distribuzione di gadgets di Hairspray a tema. La Notte
Bianca al Gay Village sarà animata dal concerto della cantante Anamor,
in arrivo da Miami, la cui carriera artistica ha preso il via con la
trionfante partecipazione a "Castrocaro". Oltre ad aver partecipato per
due volte al Festival di Sanremo, è stata acclamata anche nel
popolarissimo film di Sergio Leone "C'era una volta in America". Anamor
ha conquistato l'America Latina facendo ballare migliaia di fan sulla
West Coast americana, e il suo singolo "Damela si" ha infiammato le
piste dei locali più trendy ed esclusivi di Miami. A seguire un altro
appuntamento da non perdere. In collaborazione con MOVIEMAX saranno
presentate le scene più belle e significative del film HAIRSPRAY in
italiano. Haisrpray è la nuova commedia campione di incassi negli
States che segna il ritorno al ballo di John Travolta, in cui l'ex Tony
Manero indossa un'enorme parrucca colorata e vede la bellissima
Michelle Pfeiffer nei panni di una perfida e tremendamente astuta
direttrice di un canale televisivo. Dopo la proiezione proseguirà la
serata a tema HAIRSPRAY con un minimusical sulle note della colonna
sonora del film coreografato e interpretato dal duo en travesti famoso
con il nome di KARMA B, e da un corpo di ballo sponsorizzato da
DIMENSIONE DANZA. Per chi desidera entrare a far parte del grande
evento HAIRSPRAY, per tutta la notte due hairstilist acconceranno
gratuitamente le teste del pubblico, cotonandoli in perfetto stile anni
'60! In più a tutti i partecipanti verranno distribuiti dei gadgets
magneti personalizzati con i personaggi del film! Alle ore 22.30 e alle
24.15, dal Laghetto dell'Eur: FUOCHI DAL MONDO, grande spettacolo di
fuochi d'artificio HAIRSPRAY - LA STORIA: E' il 1962 e a Baltimora c'è
aria di grandi cambiamenti Edna (John Travolta) è una donna di 135 kg,
strabordante tanto di stazza quanto di personalità, stiratrice e
lavandaia è sposata con lo stralunato Wilbur (Christopher Walken). La
perfida Velma Von Tussle(Michelle Pfeiffer) tenta di portarle via il
marito, mentre le rispettive figlie Tracy e Amber si sfidano in un
programma televisivo, il mitico Corny Collin's Show facendosi notare il
più possibile... Ma chi si aggiudicherà il titolo di reginetta tra la
scatenatissima over size Tracy e la biondissima e cattivissima Amber
Von Tussle? INFO GAY VILLAGE – 340 7538396 -
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti tel. 06 87420509– tel/fax
06 87420388 - info@fabighinfanti.it
Ufficio Stampa Moviemax - Marianna
Giorgi +39 338 194606 - mariannagiorgi@moviemax.it
Fonte Redazione
Di'GayProject

POLITICI A CACCIA DI CASE: CONVERTICOLA!
La
formidabile inchiesta dell'Espresso, curata da Marco Lillo, mette a
nudo una triste verità: ministri, sindacalisti e onorevoli vari hanno
acquistato attici e appartamenti da enti pubblici o privati a prezzi di
favore. Dov'è lo scandalo? Lo scandalo consiste in questo: se, per
assurdo, il giornalista David Parenzo dovesse ricevere come regalo da
un famoso costruttore una casa a prezzo di favore e lo stesso Parenzo
(come contropartita) non parlasse mai più male di lui e non raccontasse
più la verità su questo famoso personaggio… beh qualche problemino ci
sarebbe per l'etica e la deontologia del giornalista! Lo stesso vale
per i politici in questione. E' vero che hanno comprato case a prezzi
di favore da enti privati, così come hanno fatto anche tanti altri loro
concittadini. Ma la vera domanda è: qual è la contropartita? Cosa hanno
voluto in cambio gli enti privati che hanno fatto questo favore? Perché
lo hanno fatto? Cosa ci hanno guadagnato? Possibile mai che gli enti
privati (assicurazioni, banche ecc…) siano così generosi con i
politici? A che fine? Sono queste le domande alle quali i personaggi
coinvolti nella storia dovrebbero rispondere. Non solo i politici
quindi ma soprattutto chi queste cose le ha fatte! Andiamoci tutti a
rivedere lo splendido film Caterina và in città di Paolo Virzì…. e
capiremo molte cose. La conventicola non muore mai. Ecco la vera Casta
MARIJUANA. BERNARDINI: DACCI OGGI IL NOSTRO CASO QUOTIDIANO
"
Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani" E'
di oggi la notizia (riportata dal sito Internet Modena 2000) che una
donna di 44 anni è stata denunciata per detenzione e produzione di
stupefacenti per aver coltivato una pianta di marijuana sul balcone
dell'anziana signora presso la quale svolgeva il lavoro di badante. Il
"reato" è stato denunciato da una zelante vicina di casa. C'è un
dilagante senso civico che porta i vicini di casa a non vedere
assassini sanguinanti che in pieno giorno se ne vanno in giro per il
paesotto di provincia, ma non si lascia sfuggire una pericolosissima
pianta di marijuana sul terrazzino della vicina. Così un altro pollice
verde, ingegnosamente sfuggito al mercato dei narcotrafficanti, nulla
ha potuto
contro la dirimpettaia che, con provata competenza botanica,
ha riconosciuto la più temuta delle piante (no, non la gramigna ma "la
maria") e l'ha prontamente denunciata ai carabinieri. Il caso, a mio
avviso, è esemplare. La notizia ci informa infatti che la
quarantaquattrenne è tossicodipendente e che ha precedenti penali.
Immaginiamo che faccia parte di quella rilevante schiera di malati
tossicodipendenti da eroina che in passato per procurarsi la dose
quotidiana hanno commesso piccoli reati, ma molto costosi per la
collettività. La donna a un certo punto mette la testa a posto,
comincia a svolgere un lavoro normale e per sfuggire al circolo vizioso
degli spacciatori si coltiva
silenziosamente la sua pianta per
aiutarsi a superare la dipendenza da sostanze ben più pericolose della
marijuana. E che succede? Accade che ancora una volta la potente
macchina della giustizia non si nega al proprio dovere e propone l'
ennesimo caso che "non sussiste", tanto per trovare qualcosa di
aggiuntivo da fare alla magistratura già sovraccarica di centinaia di
migliaia di processi arretrati. Posso scommettere che la badante finirà
sotto processo, mentre continueranno a farla franca i veri produttori e
spacciatori di droghe leggere e pesanti, organizzati e protetti da un
"sistema" dal quale non è certo estranea la "politica" che fa e
propaganda leggi proibizioniste che se la prendono con i piccoli casi
di convivenza condominiale (i più facili da perseguire)
lasciando i
narcotrafficanti ai loro immensi profitti.


20 SETTEMBRE 2007 ORE
10.00 APPUNTAMENTO A ROMA DAVANTI ALLA LAPIDE DELLA BRECCIA DI PORTA
PIA
per la laicità dello Stato: per la libertà e la giustizia
Il 20
settembre del 1870, i nostri bersaglieri entravano a Porta Pia. Era una
conquista grandiosa: per l'Italia... per l'Europa... per il mondo
intero: Roma diventava capitale d'Italia, finiva il potere del papa re
e si affermava la distinzione tra Stato e Chiesa. Oggi, di fronte a
rigurgiti che vorrebbero la legge dello Stato laico e democratico
asservita alle gerarchie ecclesiastiche, Porta Pia è più che mai il
simbolo della nostra Libertà. Un formidabile monito contro i fanatismi
della fede di casa nostra e d'importazione, perché ci aiuta a ricordare
il diritto dovere di ciascuno ad autodeterminarsi e progettarsi nel
rispetto della propria ed altrui libertà. E' la libertà di coscienza
sancita dalla Costituzione Repubblicana, che vincola lo Stato a
promuovere la formazione di Cittadini liberi e responsabili. Ma questa
libertà di coscienza sembra sempre più data in appalto al Vaticano, che
con la complicità di tanti politici e mezzi di comunicazione a loro
asserviti, presenta il dogmatismo della fede come "valore" universale.
Tale da giustificare le annuali erogazioni statali di miliardi di euro
alla tentacolare macchina clericale, che così perpetua il proprio
potere ostacolando libertà, autodeterminazione, scienza e progresso.
Sono denari sottratti alla cittadinanza! E che potrebbero essere
utilizzati assai più proficuamente in politiche occupazionali, nell'
incremento della ricerca scientifica, in servizi statali individuali e
collettivi... Per realizzare una società più giusta nella promozione
delle pari opportunità per tutti. Perchè ognuno sia più felice in
terra. Maria Mantello – Associazione Libero Pensiero Giordano Bruno
Tel: 3297481111 - e.mail: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it

www.liberopensiero.20m.com

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06 agosto 2007

news 6 agosto

TRISTI COINCIDENZE
Stefania, una transessuale di 35 anni, è stata aggredita e ridotta in fin di
vita da un vile aggressore che l’ha poi derubata di poche cose ed è

sparito nel nulla. Questo è purtroppo quasi sempre il cliché delle
violente aggressioni che spesso portano alla morte di gay e
transessuali. Grazie alla competenza degli agenti della Squadra Mobile
che operano in questi casi, sempre più spesso i colpevoli vengono
smascherati e consegnati nelle mani della giustizia. Ciononostante il
numero dei delitti di matrice omofobica e transfobica è in costante
aumento e nel nostro paese manca un chiaro segnale politico che estenda

la legge Mancino ai reati di omofobia e transfobia. A conferma di ciò
si registra in queste ore la coincidenza con la conclusione delle
audizioni della Commissione Giustizia della Camera, che sembrerebbe
orientata a stralciare dal pacchetto antiviolenza in esame tutta la
normativa a tutela di gay, lesbiche e trans e far approvare la sola
parte relativa alle donne. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli esprime la sua profonda solidarietà a Stefania e a tutti coloro

che le sono vicini in queste ore di ansia; si augura che le forze
dell’
ordine che stanno seguendo il caso lo risolvano al più presto
individuando e arrestando il colpevole; esprime il proprio fermo
dissenso a questa ipotesi sconcertante della Commissione Giustizia che
parrebbe ignorare che la matrice culturale della violenza alle donne,
agli omosessuali e alle transessuali è la medesima. La comunità glbt
riceve oggi l’ennesimo schiaffo, al quale non rimarrà insensibile,
da
Istituzioni parlamentari, colpite da orticaria quando si tratta di
questioni omosessuali e transessuali.
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Rossana Praitano – Presidente -06/5413985 fax
06/5413971
- 3397126198


FAMILY MATTERS
Lâ Università degli Studi del Piemonte
Orientale, con l’Agedo e le associazioni di familiari spagnola (Ampgil)
e inglese (Flag), stanno realizzando il progetto “Family Matters”: sostenere le famiglie per prevenire la violenza ai giovani gay e lesbiche. Finanziato dai fondi comunitari *Daphne*, il progetto ha come obiettivo produrre conoscenze utili ad aiutare le famiglie a diventare
un luogo dove i giovani gay e le giovani lesbiche trovino sostegno per
fronteggiare la violenza omofoba e dove insieme si possa costruire una
società libera da violenza e da pregiudizi. Attraverso un questionario a diffusione nazionale si vuole dare voce a genitori di ragazzi che tra i 14 e i 22 anni, sono diventati visibili in famiglia. Le interviste,
trattate in maniera assolutamente anonima dal gruppo di ricerca,
affiancheranno ai dati raccolti dal questionario le voci delle
famiglie. Per la buona riuscita della ricerca, è importante poter
raccogliere esperienze diverse: abbiamo per questo bisogno della
collaborazione di tutte/i, per far conoscere la ricerca ai familiari
che potrebbero essere interessati a partecipare. Per partecipare:
telefonate 01312283726 (martedì dalle 14.30 alle 18) oppure scrivete a progettodaphne@sp.unipmn.it - http://www.arcigayroma.it

CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE DONNE E DISCRIMINAZIONE
Le donne sono ancora vittima di discriminazione. Il Pixelle è un circolo arci
giovane, che ha dato spazio alle iniziative delle donne. Aperto da 5
socie che con l'aiuto di molte altre, hanno trasformato un grigio
capannone industriale in un luogo accogliente e piacevole. Concerti,
teatro, cineforum, presentazioni di libri e tanto altro. Ora "lo
sfratto", senza preavviso, senza possibilità di dialogo, e con
l'accusa di essere un locale "equivoco". Un locale spesso attaccato che non ha
mai avuto lo spazio mediatico per esporre il proprio punto di vista. Ma questa diaspora delle donne ha il sapore amaro della discriminazione.
Se volete scrivere un vostro un messaggio di sostegno speditelo a
info@pixelle.it lo pubblicheremo sul sito www.pixelle.it al piu' presto. Grazie a tutti e a tutte quelli che sono passati per aver fatto del Pixelle un posto diverso e speciale e grazie anche a chi
vorrà aiutarci in questa lotta alla discriminazione.

LETTERA DEL
CIRCOLO DRASTICAMENTE ALLA REDAZIONE DE IL MATTINO DI
PADOVA, 5 AGOSTO 2007.
Spett.le Redazione, noi socie del circolo Drasticamente
abbiamo deciso di scrivervi per entrare nel merito di alcuni punti
della discussione sorta in seguito allo sfratto subito dal circolo
Pixelle dalla sua sede di via Austria a seguito della decisione del
consorzio ZIP (Zona Interporto di Padova). Lo facciamo perché il
nostro circolo è stato spesso ospite della sede del Pixelle. Scriviamo in
primo luogo motivate dalla rabbia per quello che si profila come l’
ennesimo attacco alle donne lesbiche. Dopo la nostra separazione dal
circolo Tralaltro all’incirca dieci anni fa, non siamo ancora
riuscite a trovare una sede stabile nella quale organizzare e ospitare le nostre attività . Meno fortunato del circolo Arcigay Tralaltro, che già da tempo risiede in una sede del comune, il circolo Drasticamente ha ripetutamente chiesto all’amministrazione comunale uno spazio –
tramite numerose raccomandate - e un incontro con il sindaco Zanonato senza che entrambe tali richieste siano mai state soddisfatte. Questo ci ha costrette ad anni di cambiamenti di sede – spesso in condivisione – i quali molte volte hanno limitato la capacità di azione della nostra
associazione. Attraverso il Pixelle abbiamo trovato un luogo dove poter svolgere le nostre attività culturali e allo stesso tempo finanziarci, ponendoci in entrambi i casi al servizio di una popolazione – quella femminile ed in particolare quella lesbica – che, rispetto alla popolazione in generale inclusa quella gay, gode di minore visibilità e spazi aggregativi e ricreativi. Purtroppo, per una decisione del
consorzio ZIP, ora il Pixelle è costretto a lasciare la sua sede. Questa decisione è arrivata in modo improvviso e colpisce tra molti locali e attività culturali presenti nell’area, proprio il Pixelle.
Il nostro dubbio è che si sia voluto trovare un capro espiatorio per giustificare una cacciata che ha il sapore amaro di una discriminazione per noi inaccettabile. Il tutto accade nella (continua) indifferenza del sindaco rispetto a questo specifico episodio e alle già citate
richieste di incontro in relazione alla richiesta di una sede. Ma anche nel silenzio di quegli esponenti apertamente gay del governo municipale i quali sono soliti schierarsi in prima linea per combattere le
disuguaglianze e ai quali competerebbe perlomeno informarsi se dietro allo sfratto del Pixelle non si nascondano intenti discriminatori contro donne e lesbiche. Attendiamo una risposta dall’uno e dagli altri come si converrebbe ad istituzioni non tanto democratiche ma
semplicemente decenti. Nel frattempo, annunciamo che daremo battaglia
nelle sedi opportune fino a quando un chiarimento sullo sfratto
repentino del Pixelle e sulla questione annosa della nostra sede non
saranno date risposte convincenti. Il circolo lesbico Drasticamente


ADOLESCENTI GAY, UN DRAMMA¦ I GENITORI? NON SANNO AIUTARLI

L'adolescenza è un momento di crisi profonda. Se poi ci si innamora di una persona dello stesso sesso è un dramma. E così accadono gli episodi di Lecco, dove una ragazzina ha tentato il suicidio perche' la madre le impediva di vedere la fidanzatina. Il 30% dei ragazzi si toglie la vita per disagi dovuti all'orientamento sessuale. FONTE Libero.it


DUE
RAGAZZI GAY SI BACIANO A ROMA, I CARABINIERI LI FERMANO, LI PORTANO IN
CASERMA E LI DENUNICIANO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA. INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI: "QUALE REATO E' STATO
COMMESSO DALLA COPPIA GAY? E A QUANTE COPPIE ETEROSESSUALI VIENE
RISERVATO LO STESSO TRATTAMENTO?".
Interrogazione dei deputati radicali Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano e Marco Beltrandi su quanto avvenuto la notte scorsa a Roma, davanti al
Colosseo. Interrogazione urgente a risposta scritta: Ai Ministri della
Difesa, degli Interni, della Giustizia, della Famiglia e delle Pari
Opportunità . Per sapere – premesso che: Secondo quanto dichiarato
dall'Arcigay di Roma e da alcuni organi di stampa, nella notte tra il
26 e 27 luglio 2007, a Roma vicino al Colosseo, in una zona frequentata da persone lesbiche e gay, una coppia gay di due ragazzi di 27 e 28 anni, che si baciava, è stata arrestata da una pattuglia di
Carabinieri. La coppia è stata portata alla Caserma militare del Celio e dopo un interrogatorio sono stati rilasciati con un verbale dal quale risulta che sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria; Per
sapere:
- quali violazioni di legge hanno commesso i due ragazzi che
si baciavano davanti al Colosseo;
- quante coppie
eterosessuali che si baciano vengono fermate, arrestate, interrogate e
poi denunciate al giudice perché si baciano davanti a un monumento;
- se non ritengano i Ministri interessati che tale vicenda sia l'ennesimo atto di gravissima discriminazione cui le persone omosessuali sono vittime in Italia;
- se non ritengano i Ministri interessati utile promuovere corsi di aggiornamento tra le
forze dell'ordine per evitare che episodi così marcatamente
discriminatori si ripetano e che aggravano la già difficile condizione degli omosessuali in Italia. I deputati radicali: Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano, Marco Beltrandi


COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
OGGETTO: Il Comitato Gay e Lesbiche Prato viene censurato durante la serata dedicata a Tondelli
con l’interpretazione dell’On. Vladimir Luxuria. In occasione dello spettacolo “Vladimir Luxuria in Omaggio a Pier Vittorio Tondelli, la sera di venerdì 27 luglio presso il parco di Galceti (Prato), il Comitato Gay e Lesbiche Prato era stato contattato dagli organizzatori (Circoscrizione Prato Nord - COMUNE DI PRATO, Associazione Culturale Pronomos) per presenziare alla serata stessa con un banchino informativo con libri, dépliant, riviste ecc. a tematica gay, lesbica, bisessuale e trans. Fra i vari materiali esposti era presente anche una bandiera del Coordinamento Facciamo Breccia (www.facciamobreccia.org), cui il Comitato Gay e Lesbiche Prato aderisce. Tale bandiera riportava lo slogan ripetuto nelle ultime due manifestazioni organizzate dal Cordinamento, ossia “No-Vat. Più autodeterminazione. Meno Vaticano.” Alcuni membri dell’organizzazione si sono rivolti al Comitato chiedendo di togliere la bandiera dai materiali esposti, dichiarando che, per una manifestazione culturale e non politica, la bandiera era da considerarsi eccessiva. Vari membri del coordinamento hanno fatto presente come la richiesta fosse insensata, considerando la semplicitÃ
dello slogan ed il contesto della serata. Vista l’insistenza degli organizzatori, hanno deciso allora di coprire il testo della bandiera con dei pezzi di carta bianca che riportavano la dicitura “Censura
clericale”, considerando questo espediente, quasi teatrale, un gesto adatto al contesto per esprimere la propria insofferenza al tentativo censorio. A questo punto alcuni degli organizzatori hanno strappato con violenza la bandiera, qualcuno ha anche affermato “Tanto con voi
bisogna fare così”. Sono seguite proteste da parte dei membri del Comitato, che sono state prontamente bloccate dal servizio d’ordine della serata. In particolare è stato impedito ai membri del comitato di incontrare l’On Vladimir Luxuria per spiegare i fatti, situazione paradossale se si considera che Vladimir Luxuria, non ancora onorevole, ha partecipato alla prima manifestazione No-Vat ed ha anche preso parola durante gli interventi finali dal palco. Il Comitato Gay e
Lesbiche Prato esprime il proprio sconcerto per un simile comportamento che nega ogni forma di dissenso verso l’ingerenza vaticana sulla politica italiana. La negazione di tale dissenso risulta assurda considerando la pesantezza dell’attacco vaticano allo sviluppo dei diritti civili per gay, lesbiche e trans in Italia. Eppure l’ organizzazione ha invitato a celebrare l’autore gay Tondelli un* parlamentare transgender che proviene dal movimento gay lesbico bisessuale e trans romano e italiano! Ci chiediamo, a parte l’ aggressività del gesto, se l’organizzazione della serata aveva una pur vaga idea del profondo senso politico che assume, nell’Italia del 2007,
invitare V.Luxuria ad interpretare “Camere separate”, “Pao pao” ecc.
ecc. A nostro parere non ha senso tenere insieme una reverenza muta verso un’ indiscutibile cattedra vaticana con elementi di cultura gay fatti solo fenomeno di costume o evento di tendenza. L’Italia risulta ogni giorno di più il paese della contraddizione, dove da una parte la Cassazione riconosce il diritto di un rifugiato africano alla piena espressione dell’omosessualità come elemento dell’identità da rispettare (forse esistevano altri istituti preposti a riconoscere
questa ovvietà ?) e dall’altro si denuncia una coppia gay perché si bacia in pubblico a Roma. Viene da domandarsi se mai la politica italiana, specialmente del centrosinistra, riuscirà ad uscire dal suo senso di minorità rispetto alla gerarchia della chiesa cattolica, diventando finalmente maggiorenne ed europea. Prato, 27 luglio 2007 Comitato Gay e Lesbiche Prato – 347/4637511 –
info@gayelesbicheprato.it - www.gayelesbicheprato.it


ASSOCIAZIONE RADICALE IGNAZIO SILONE LETTERA APERTA A WALTER VELTRONI
È più che mai indispensabile risolvere lo sconcertante ostracismo dell’attuale
comitato dirigente del nascente PD verso le aspirazioni ideali di noi
radicali, ritenuti (spero anche secondo lei ingiustamente, carissimo
Veltroni) “non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito
Democratico”. Qui non ve la potete cavare con un triste e chirurgico “NIET” burocratico ! Questo rifiuto, apparentemente legittimo, apre delle fratture molto ampie e profonde che abbisognano per essere ricucite di organizzare una o più giornate di studio e di riflessione
congiunta tra il PD e Radicali Italiani. I burocrati facciano pure il loro mestiere ma la politica che vuol essere levatrice di nuove idealità e aspettative per questa nostra Italia si deve allertare e
ricucire lo strappo. Perciò noi dell’Associazione Radicale
“Ignazio Silone” ci appelliamo a Te ancora pieni di speranze perché tu sappia essere uomo d’onore e di parola! Ricordiamo a Te ed a tutti gli
italiani che si attendono da anni un vero partito democratico le oltre
660 parole del tuo discorso che sembrano scritte dai Silone, Rosselli
e noi radicali, parole che ci hanno indotto a batterci per poter
partecipare al processo costituente del 14 ottobre: Il partito che
immagino è un luogo aperto. Aperto, in primo luogo, ai giovani.
Aperto ai cittadini, a quei movimenti che nel corso di questi anni hanno
interpretato meglio la domanda di cambiamento, di rinnovamento della
politica, che veniva dalla società italiana. Aperto a livello
regionale, dove insieme a coloro che vengono da storie e da
appartenenze di partito dovranno partecipare, contare e decidere,
associazioni, gruppi, comitati e singoli cittadini. Così daremo vita
ad un partito federale, dove il principio dell'autonomia guiderà le
scelte riguardanti le persone che vivono e lavorano in quel determinato
territorio. Il Partito democratico, un partito che nasce dalla
confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Insomma,
ognuno di noi entra nel Partito democratico con la propria storia e la
propria identità , nessuno può chiedere a nessun altro di rinunciarvi. Rimango dell'idea che ho sostenuto in questi anni: una grande casa dei
democratici e dei socialisti. Sono convinto che il 14 ottobre sarà un
giorno importante per la democrazia italiana. Nasce, in forma nuova, un partito nuovo. Nasce consentendo a chiunque creda in questo progetto di iscriversi, naturalmente e direttamente, e di candidarsi. Associazioni e gruppi, comitati e movimenti, singole persone potranno, nello stesso
momento, formare un nuovo partito e decidere gli organi dirigenti e il
leader nazionale. E' un fatto mai accaduto prima. E' stato sempre più
facile che nuovi partiti nascessero da scissioni o da proiezioni
personali di leader carismatici. Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere, fin dal primo momento, alla stessa stregua dell'altro.
Per questo abbiamo voluto il principio "una testa, un voto". A contare, più di tutto, è il fatto che ogni giorno che passerà farà circolare e mescolare un po' di più le nostre idee, le nostre convinzioni, il nostro modo di guardare al di fuori di noi stessi. Un libero scambio
che sempre di più farà sentire ad ognuno di essere non una sola cosa, ma più d'una insieme. E cioè, semplicemente, un "democratico". Ora bisogna fare "l'ultimo miglio". Bisogna incrociare le storie e aprirsi. Bisogna arrivare ad una "indistinguibilità " organizzativa di ciascuno. Il Partito democratico non sarà un partito di ex. Sarà , finalmente, la casa dei "democratici". La più bella definizione di sé che un essere umano possa dare. Essere democratici vuol dire assumere nella propria
condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica". La politica non è una passeggiata solitaria nella quale puoi scegliere i percorsi e le soste che più ti piacciono. E' un meraviglioso viaggio collettivo. Vorrei che lo facessimo per una volta in allegria, con la serenità che in questa casa più grande, con amici nuovi, tutti possiamo essere diversi. Se questo partito, infatti,
dovesse iniziare il cammino con i difetti della politica preesistente, con i gruppi e le correnti chiuse e in conflitto, sarebbe quanto di più lontano dallo spirito che in queste ore sento attorno a noi, dalla
nuova fiducia per una possibilità che si apre. Non si comincia un nuovo
viaggio con un equipaggio dilaniato da vecchi rancori e preoccupato di
gettare dalla nave chi ad essa si affaccia per la prima volta. Una
leadership forte deve esercitare tutte le prerogative, nessuna esclusa, e deve saperlo fare ascoltando e condividendo. Il partito dispone già oggi di tante personalità e altre ancora ne verranno, altre ne conosceremo. Le opinioni di tutti saranno importanti. Non sono state
ancora precisate le regole della elezione della Assemblea Costituente,
né quelle per il segretario. Quando ciò sarà stato definito si
potrà formalizzare o meno una candidatura. Se ce ne sarà più d'una potrÃ
essere un bene. L'importante è che siano espressione di piattaforme
politiche chiaramente diverse. Altrimenti apparterrebbero, come logica,
ad un tempo che tutti vogliamo superare. Una società chiusa, rigida,
burocratica, provoca e alimenta rabbia e frustrazione. Non è questa la
via giusta. Dobbiamo decidere che Paese essere. Il Paese dell'egoismo
sociale e del corporativismo, dell'incattivimento populista e
dell'odio. Oppure un Paese che pensa positivo, volta pagina, guarda al
futuro. Parole che noi abbiamo preso sul serio portandoci a sostenere
toto corde la candidatura di Pannella ma che, se tu continuassi a
lavartene le mani, appaiono sarcastiche e beffarde. Sperando in un
sollecito riscontro. Gino Antognetti Segretario dell’Associazione
Radicale “Ignazio Silone” email: gino@associazioneradicalesilone.org


IL MARE PIu' SPORCO DEL MONDO? E' IL MEDITERRANEO: FARCITO DI SPAZZATURA
GALLEGGIANTE (SOPRATTUTTO PLASTICA), IMPREGNATO DI IDROCARBURI E ALTRI
INQUINANTI. I DATI RACCOLTI DA GREENPEACE E DA UN'ORGANIZZAZIONE
AMBIENTALISTA SPAGNOLA, OCEANA, PARLANO CHIARO.
Il Mediterraneo e' un mare relativamente piccolo; ha una superfice di 2 milioni e mezzo di
chilometri quadrati, e misura 4.000 chilometri dalle coste del Vicino
Oriente fino allo Stretto di Gibilterra. E' anche un mare «chiuso»:
il ricambio completo dell'acqua avviene all'incirca in 90 anni. Ed è un
mare invaso di spazzatura, sostiene Greenpeace - che da un paio di mesi
sta perlustrando il «mare nostrum» con la sua nave Rainbow Warrior
(in questo momento si trova nella zona spagnola, ed è per questo che ieri
il quotidiano El País ha dedicato ampio spazio all'allarme sullo stato
del Mediterraneo). Infatti presso le coste spagnole si contano 33 pezzi
di spazzatura galleggianti per metro quadro, di cui tre quarti sono
pezzi di plastica: dai frammenti ai sacchetti e le bottiglie. La
plastica «è la spazzatura più comune ed è la causa di gran parte
dei problemi per la fauna e gli uccelli marini», afferma Greenpeace. In
mare aperto la densità di spazzatura galleggiante si abbassa: può
arrivare però fino a 35 pezzi per chilometro quadrato. Ma il peggio
sta sul fondo: in media nei fondali mediterranei si contano 1.935 «pezzi»
per chilometro quadrato, che è la densità più alta di tutti i
fondali oceanici del pianeta. C'è poi l'inquinamento fluido, o liquido:
secondo uno studio di Oceana (citato da El País), nel Mediterraneo navigano
fino a 10 grammi di idrocarburi per litro. Per quanto piccolo, il
Mediterraneo è però un mare molto frequentato: un terzo della
navigazione mercantile mondiale lo attraversa, e circa il 20% del
traffico petrolifero; in media ogni anno 12mila navi solcano queste
acque. Tanto traffico è di sicuro una fonte di inquinamento, ma non la
prima: la gran parte della contaminazione presente nelle acque del
Mediterraneo viene dalla terraferma, e questo è un dato che fa
riflettere. Nel bacino mediterranea sboccano 69 fiumi, che portano ogni
anno 283 chilometri cubi d'acqua: questi fiumi, e i sistemi di
drenaggio pluviale, sono la fonte più diretta di contaminazione marina
perché vi trasportano ogni sorta di reflui (solidi e liquidi) dalle
zone urbane e industriali dell'interno. Spagna, Italia e Francia
insieme generano il 60% dell'inquinamento che affluisce al
Mediterraneo. Sulle coste mediterranee vivono circa 150 milioni di
persone a cui si aggiungono circa 200 milioni di visitatori annuali:
scarichi urbani e turismo costiero sono l'altra grande fonte di
inquinamento. La contaminazione liquida non è meno preoccupante. E
anche qui c'è un dato che fa riflettere: l'inquinamento di routine,
afferma Oceana, è assai più pericoloso di quello provocato dalle
grandi catastrofi (come gli incidenti che provocano grandi dispersioni di
petrolio o carburante). I ricercatori di Oceana sottolineano che ogni
anno 400mila tonnellate di idrocarburi sono scaricate in mare,
illegalmente e in via del tutto irregolare. Un incidente con
sversamento e «marea nera» attrae attenzione e sarà tamponato con
misure d'emergenza; non così il «normale» inquinamento. Tutto questo
si riflette in primo luogo sulla fauna marina: si pensi che il 20% delle
tartarughe marine nel Mediterraneo centrale, una specie molto studiata,
mostra contaminazione da idrocarburi. Preoccupante anche la
contaminazione da mercurio di molte specie di pesce che finiscono sulle
tavole degli umani. Le due organizzazioni ambientaliste spagnole dicono
che per riparare a questo stato di cose sono necessarie diverse azioni,
dalla diminuzione dei consumi alla moltiplicazione degli impianti di
depurazione, al controllo sullo stato delle imbarcazioni, al lavoro
educativo. La prima cosa è sapere che ogni cosa che usiamo sulla
terraferma va a finire in mare, e che il problema fa affrontato
all'inizio della catena dell'inquinamento, non alla fine. Marina Forti
Fonte:www.ilmanifesto.it INVIATO DA Promiseland.it


ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Il Ministero della Sanità ha fornito una
seconda risposta evasiva all'On. Donatella Poretti (RNP) che in
collaborazione con l’Associazione Coscioni ha presentato un’
interrogazione per chiedere di fare piena luce sul comportamento della
Commissione Nazionale sulle Cellule Staminali, istituita dal Ministro
Sirchia presso l’Istituto Superiore di Sanità e decaduta nel 2004,
senza lasciare completa evidenza o pubblicità dei finanziamenti
erogati, delle modalità adottate e dei risultati prodotti dai progetti
finanziati. L’onorevole Poretti aveva già presentato una prima
interrogazione a cui il ministero aveva risposto parzialmente, pertanto
ha presentato una seconda interrogazione a cui non è stata data
risposta e quindi una terza che ancora una volta non ha chiarito quali
documenti pubblici, siti istituzionali e riviste scientifiche diano
pubblicità e evidenza dei motivi per cui è decaduta la Commissione
nazionale sulle Cellule Staminali ovvero del motivo per cui non aveva
più ricevuto finanziamenti; degli importi dei progetti da essa
finanziati, conclusi e non; di chi e come ha scelto i revisori di tali
progetti; delle modalità di valutazione da essi adottate; dei
consuntivi amministrativi e scientifici delle attività concluse e
finanziate; del motivo dell'eventuale aumento dei fondi per il primo
bando da 7,5 Meuro, dichiarati dal comunicato 442 (2001) della
Commissione nazionale, agli 11 Meuro dichiarati dall'ISS; di chi e come
abbia valutato i progetti del secondo bando e del perché non sia stato
possibile distribuire i finanziamenti in modo da poter finanziare anche
il terzo bando atteso dalla comunità scientifica. A questa terza
interrogazione è stata data una risposta generica, in particolare l’
onorevole Poretti ha lamentato la singolarità della decisione, assunta
dall'Istituto Superiore di Sanità , di chiudere il sito internet della
citata Commissione subito dopo la cessazione dell'attivitÃ
istituzionale della stessa e a progetti ancora in corso e che la
possibilità ora suggerita dal Ministero della Sanità , per i
cittadini, di contattare telefonicamente l'ISS, non appare idonea a garantire un
livello adeguato di trasparenza. L’iniziativa dell’Onorevole
Poretti e dell’Associazione Coscioni ha preceduto di poco la notizia, data tra
venerdì e sabato, che EuroStemCells e ESTOOLS, due progetti
transnazionali di ricerca sulle cellule staminali hanno chiesto al
governo italiano di predisporre un piano a sostegno della ricerca sulle
cellule staminali embrionali. L’onorevole Poretti e l’Associazione
Coscioni si uniscono ai ricercatori europei per chiedere non solo che
il governo finanzi la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma
anche che vigili sulla legalità dei finanziamenti stanziati o giÃ
erogati per i progetti di ricerca sulle staminali adulte e sulle
eventuali lacune di trasparenza messe in atto dalla suddetta
Commissione. Di seguito nel link, i il testo integrale
dell'interrogazione: http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=587


IRAN. DEPUTATI ITALIANI SI MOBILITANO CONTRO PENA MORTE GIORNALISTI
CURDI
1 agosto 2007: "Il Parlamento italiano scende in campo nella
mobilitazione per la salvezza dalla forca di Adnan Hassanpour e Hiwa
Boutimar, i due giornalisti iraniani di etnia curda condannati a morte
la scorsa settimana da un Tribunale della Rivoluzione in quanto 'nemici
di Allah'". Lo annuncia una nota congiunta di Articolo21 e Information
Safety & Freedom (ISF), le associazioni italiane che, insieme a
Nessuno tocchi Caino, hanno raccolto per prime l'appello lanciato
dall'organizzazione Iniziativa per la Libertà di Espressione in Iran.
Stando alla nota, le firme raccolte fino a questo momento in Parlamento
sono quelle di Umberto Ranieri (presidente della commissione Esteri),
Daniele Capezzone (presidente della commissione Attività produttive),
Enzo Carra, Giuseppe Giulietti, Antonello Falomi, Paolo Gambescia,
Khaled Fuad Allam, Massimo Fiorio, Teresa Bellacovo, Laura Bafile,
Emanuele Fiano, Franco Grillini, Domenico Aurisicchio, Katia Zanotti,
Lalla Trupia, Marina Sereni, Marco Filippeschi, Sergio D'Elia, Bruno
Mellano, Giovanni Crema, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Donatella
Poretti, Donato Mosella, Augusto Rocchi, Giovanni Paglierini, Nicola
Tranfaglia , Luciano Tessitore, Alba Sasso, Emilia De Biasi, Manuela
Ghizzoni, Rosalba Benzoni, Cinzia Fontana, Laura Froner, Roberto
Zaccaria e Maura Leddi. "Le adesioni - assicurano ISF e Articolo21 -
sono ancora in corso e il loro numero aumenterà sicuramente". "Azioni
contro la sicurezza nazionale" e "contatti con organizzazioni
sovversive" sono le accuse mosse contro i due giornalisti. Adnan, che
lavorava per il settimanale Asu, chiuso nel 2005 dal ministero della
Cultura e dell'orientamento islamico, è stato accusato inoltre di
"spionaggio" per i suoi contatti con alcuni media stranieri, mentre il
suo collega oltre ad essere stato collaboratore della rivista censurata
è membro attivo della Ong ambientalista Sabzchia. FONTE Nessuno Tocchi
Caino


ZAMBIA. 97 COMMUTAZIONI
2 agosto 2007: il presidente dello
Zambia, Levy Mwanawasa, ha commutato in ergastolo le condanne a morte
di 97 prigionieri, annuncia un comunicato diffuso dalla capitale
Lusaka. Il Presidente ha anche rimesso in libertà 823 detenuti,
decongestionando in questo modo diverse prigioni del paese. Nel
comunicato, Mwanawasa si dice preoccupato per le cattive condizioni di
detenzione nel paese e assicura che il Governo sta studiando la maniera
per renderle più umane e sopportabili. Inoltre si rivolge alle
autorita' penitenziarie perche' vengano liberati anche i detenuti che
hanno osservato buona condotta e quelli più malati. Dal suo arrivo al
potere nel 2001, il capo dello stato, ex avvocato per i diritti umani e
contrario alla pena di morte, ha rifiutato di firmare ordini di
esecuzioni di condanne a morte, una formalita' prevista dal codice del
paese. Per continuare a decongestionare le prigioni – conclude il
comunicato – il Governo dello Zambia proseguirà nella revisione dei
casi ed eventualmente a raccomandare la grazia presidenziale. FONTE
Nessuno Tocchi Caino

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16 luglio 2007

news 16 luglio

CUS, NO GRAZIE
CUS, Contratto di Unione Solidale, è il nuovo acronimo
partorito dal Senato per presentare la proposta sulle unioni civili
uscita dalla commissione Giustizia del Senato ad opera della mediazione
di Cesare Salvi. Pur riconoscendo al senatore Salvi l'impegno e la
buona volontà nel cercare un'intesa trasversale nella non facile
situazione politica del Senato, Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli respinge con fermezza una proposta ulteriormente al ribasso
sulla pelle delle persone. L'idea del contratto notarile, infatti, si
addice di più alla compravendita di immobili e alla creazione di
società di natura economica che non al riconoscimento di pari dignità e
diritti a tutte le unioni affettive, e a quelle omosessuali in
particolare. La nostra richiesta rimane ferma al riconoscimento della
piena parità giuridica e di fatto delle coppie omosessuali, con la
possibilità di accedere anche in Italia al matrimonio civile. Tutte le
altre soluzioni che non vanno neanche in questa direzione ma adombrano
formule di tipo privatistico non fanno altro che ribadire una grave
condizione di discriminazione tra cittadini e aggravano quindi la
ferita civile che attraversa la nostra società. Senza Parità e Dignità,
tra l'altro parole d'ordine del Gay Pride di Roma che ha portato in
piazza un milione di persone il 16 giugno, non ci possono essere
diritti veri.
Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Via Efeso, 2/A 00146 R O
M A tel. 065413985 fax 065413971 - 349.73.55.715


ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
LETTERA AD UNA PRESIDENTE
Carissima Presidente, A parte alcune resistenze ancora diffuse, l'
intolleranza verso i gay e tutte le diversità di genere si è ridotta di
molto. Ne fu una prova la presenza l'anno scorso dell'on. Luxuria al
festival dell'Unità, assolutamente insperabile 20 anni fa, nonostante
le battaglie condotte dal Partito Radicale e dal F.U.O.R.I. fin
dagli anni '70 . Pensiamo perciò che sia arrivato il momento di
proporLe di prendere atto che la grande maggioranza è convintamene
tollerante e sensibile a queste tematiche e di organizzare, nell'ambito
della Biblioteca Provinciale, una folta sezione dedicata a queste
tematiche e problematiche. Infatti uno degli strumenti per tramutare
la tolleranza e la sopportazione del diverso in una empatia collettiva
è proprio la informazione e la cultura. Da una attenta ricognizione
fatta nell'archivio della biblioteca ci risultano pochissimi libri su
questi temi e soprattutto molto antiquati. A tal fine Le proponiamo
un elenco iniziale di testi recenti sull'argomento, da far acquistare
dalla Biblioteca Provinciale per metterli a disposizione di tutti gli
utenti. Abbiamo selezionato 150 libri editi da non più di 5 anni, sul
rapporto tra omosessualità e fede, sull'omosessualità nelle grandi
figure storiche e artistiche, sull'accettazione in famiglia, sugli
aspetti psicologici e sociologici, alcuni fumetti esplicativi e
soprattutto tanti romanzi attuali. Ci auspichiamo così di permettere a
tanti giovani, genitori e insegnanti, che vogliono conoscere e capire
approfonditamente queste tematiche di poter accettare sé stessi, i
propri amici, i figli,e gli allievi. Anche per riconoscere la dovuta
cittadinanza ed equità dei diritti anche a questa parte di società,
tuttora emarginata e reggetta perfino dalla Biblioteca Provinciale. La
ringraziamo della cortese attenzione auspicandoci un sollecito
riscontro. ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE" Il Segretario Gino
Antognetti


LA CIUDAD IN FESTIVAL
Presso il Parco Del Sole, L'Aquila Lunedi 16 Luglio ore 18,30 Incontro con On. FRANCO
GRILLINI Presidente Onorario di ARCIGAY
http://xoomer.alice.
it/csulaquila. INVIATO DA CSU Centro Studi ulrichs

SENATO. AFFOSSATI
I DICO, ARRIVANO I CUS: CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Si stipulerà da un
giudice di pace o da un notaio e sarano pubblici Pubblichiamo il testo
proposto da Salvi che ha sostituito i DICO La redazione in IN PRIMO
PIANO / GayNews DISEGNO DI LEGGE CONTRATTI DI UNIONE SOLIDALE
Articolo
1 (Contratto di unione solidale) 1. Dopo il titolo XIV del libro I del
codice civile, è inserito il seguente: Titolo XV Del contratto di
unione solidale 455-bis. Contratto di unione solidale. L'unione
solidale è un contratto concluso fra due persone, anche dello stesso
sesso, per l'organizzazione della vita in comune. Il contratto di
unione non può essere stipulato, a pena di nullità: 1) da persona
minore d'età; 2) da persona interdetta per infermità di mente; 3) da
persona non libera di stato; 4) tra due persone che abbiano vincoli di
parentela in linea retta o collaterale entro il secondo grado, o che
siano vincolate da adozione, affiliazione, tutela, curatela o
amministrazione di sostegno; 5) da persona condannata per omicidio
consumato o tentato sul coniuge dell'altra o sulla persona con la quale
l'altra conviveva. Nel caso di persona rinviata a giudizio o sottoposta
a misura cautelare la stipula è sospesa fino a quando non è pronunciata
sentenza di scioglimento. All'unione solidale si applicano le norme in
materia di contratti di cui al capo II del libro IV, ivi comprese le
cause di nullità previste dall'articolo 1418 e seguenti, nonché le
disposizioni delle vigenti leggi speciali in materia di contratti. 455-
ter. Stipulazione del contratto. Il contratto di unione solidale si
stipula mediante dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o
ad un notaio competente per il comune di residenza di uno dei due
contraenti. Qualora l'atto sia stipulato dal notaio, questi deve
trasmetterlo entro dieci giorni all'ufficio del giudice di pace
competente per territorio per l'iscrizione nel registro di cui
all'articolo 455-quater. La volontà di modificare un contratto di
unione solidale in vigore deve essere espressamente e congiuntamente
dichiarata da entrambi i contraenti davanti al giudice di pace o al
notaio. L'atto che porta le modifiche deve essere unito al contratto
originario. 455-quater. Registro dei contratti di unione solidale. I
contratti di unione solidale sono trascritti in apposito registro
presso l'ufficio del giudice di pace competente a cura del cancelliere
entro il quindicesimo giorno successivo alla stipulazione del contratto
stesso. Sullo stesso registro sono annotate le variazioni dei contratti
di unione solidale. 445-quinquies. Unione solidale del cittadino
all'estero. Il cittadino è soggetto alle disposizioni contenute nel
presente titolo anche qualora sottoscriva un contratto di unione
solidale in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite. 455-
sexies. Unione solidale dello straniero nello stato. Lo straniero
regolarmente soggiornante in Italia che intenda sottoscrivere un
contratto di unione deve osservare le disposizioni di cui all'articolo
116, commi primo e terzo. 455-septies. Diritti e doveri dei contraenti.
Coloro che hanno contratto un'unione solidale si portano aiuto
reciproco e contribuiscono alle necessità della vita in comune in
proporzione ai propri redditi, al proprio patrimonio e alle proprie
capacità di lavoro professionale e casalingo. Il contratto di unione
solidale può prevedere i tempi e i modi della contribuzione di
ciascuno. Salvo diversa volontà espressa, le parti dell'unione solidale
sono solidalmente responsabile verso i terzi per i debiti contratti da
ciascuno in ragione dei bisogni della vita in comune e delle spese
relative all'alloggio. 455-octies. Regime patrimoniale. Nel contratto
di unione solidale le parti devono indicare se intendono assoggettare
alle norme della comunione in generale i beni acquistatati a titolo
oneroso successivamente alla stipulazione del contratto stesso, anche
quando l'acquisto sia compiuto da una sola delle parti. 455-nonies.
Assistenza. Le parti contraenti hanno reciprocamente gli stessi diritti
e doveri spettanti ai parenti di primo grado in relazione
all'assistenza e alle informazioni di carattere sanitario e
penitenziario. 455-decies. Agevolazioni e tutele in materia di lavoro.
La legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti di sede
di parti di unione solidale che siano dipendenti pubblici e privati al
fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo
tra i requisiti per l'accesso al beneficio una durata almeno triennale
della convivenza. 455-undecies. Malattia e decisioni successive in caso
di morte. In mancanza di una diversa volontà manifestata per iscritto,
ovvero di una procura sanitaria, e in presenza di uno stato di
incapacità di intendere e di volere anche temporaneo, fatte salve le
norme in materia di misure di protezione delle persone prive in tutto o
in parte di autonomia di cui al libro I, titolo XII, capo I, tutte le
decisioni relative allo stato di salute e in generale di carattere
sanitario, ivi comprese quelle concernenti la donazione degli organi,
sono adottate dall'altra parte di un'unione solidale. In mancanza di
una diversa volontà manifestata per iscritto, tutte le scelte relative
al trattamento del corpo e alle celebrazioni funerarie, nei limiti
previsti dalle disposizioni vigenti, sono adottate dall'altra parte
dell'unione solidale in assenza gli ascendenti o discendenti diretti
maggiorenni del soggetto interessato. 455-duodecies. Diritto di
successione nel contratto di locazione. 1. Qualora una delle parti
dell'unione solidale sia titolare del contratto di locazione per
l'alloggio comune, si applicano in caso di morte le disposizioni
dell'articolo 1614. 455-terdecies. Risoluzione del contratto di unione
solidale. Il contratto di unione solidale si risolve nei seguenti casi:
1) Per comune accordo delle parti 2) Per decisione unilaterale di uno
dei due contraenti 3) Per matrimonio di uno dei due contraenti 4) Per
morte di uno dei due contraenti. Nel caso in cui intendano risolvere
il contratto di comune accordo le parti rendono una dichiarazione
congiunta al giudice di pace presso il cui ufficio è registrata la
dichiarazione iniziale o al notaio che ha ricevuto la dichiarazione
iniziale. Nel caso di cui al numero 2 del comma precedente, la parte
che intende porre fine al contratto manifesta la propria volontà
all'altro contraente per mezzo di una dichiarazione scritta da inviare
in copia al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale. Nel caso di cui al numero 3 del comma
precedente, la parte che ha contratto matrimonio deve darne
comunicazione al giudice di pace presso il cui ufficio è registrato il
contratto di unione solidale allegando il certificato di nascita sul
quale è riportata menzione del matrimonio. Nel caso di cui al numero 4
del comma precedente, il superstite invia al giudice di pace presso il
cui ufficio è registrato il contratto di unione solidale copia
dell'atto di decesso. E' fatta menzione della cessazione degli effetti
del contratto a margine di quest'ultimo. 455-quaterdecies. Effetti
della risoluzione del contratto di unione solidale. Gli effetti della
risoluzione del contratto si producono, a seconda dei casi: 1) dal
momento della menzione, a margine del contratto, della dichiarazione
congiunta; 2) dal novantesimo giorno successivo all'invio della
dichiarazione unilaterale di risoluzione all'altra parte e al giudice
di pace o al notaio competente; 3) dalla data del matrimonio o del
decesso di una delle parti. Nel contratto di unione solidale possono
essere stabilite le conseguenze patrimoniali della risoluzione per
cause diverse dalla morte. I contraenti procedono autonomamente alla
liquidazione dei diritti e delle obbligazioni risultanti dal contratto.
In mancanza di accordo il giudice decide sulle conseguenze patrimoniali
della risoluzione del contratto, ivi compreso il risarcimento dei danni
eventualmente subiti. Articolo 2 (Diritti successori) 1. L'articolo
565 del codice civile è sostituito dal seguente: 565. Categorie di
successibili. Nella successione legittima l'eredità si devolve al
coniuge, ai discendenti legittimi naturali, agli ascendenti legittimi,
ai collaterali, agli altri parenti, alla parte di unione solidale dopo
nove anni dalla registrazione del contratto e allo Stato, nell'ordine e
secondo le regole stabilite nel presente titolo. 2. Dopo il Capo II del
Titolo II del libro II del codice civile è inserito il seguente: Capo
II-bis Della successione della parte di unione solidale 585-bis.
Concorso della parte di unione solidale con i figli, ascendenti
legittimi, fratelli e sorelle. Quando la parte di unione solidale
concorra con figli legittimi o naturali, con ascendenti legittimi o con
fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli
altri, ha diritto ad un quarto dell'eredità. 583-ter. Concorso della
parte di unione solidale con altri parenti. Quando la parte di unione
solidale concorre con i parenti di cui all'articolo 572, ha diritto a
metà dell'eredità. 583-quater. Successione della sola parte di unione
solidale. Se alcuno muore senza lasciare parenti oltre il sesto grado,
alla parte di unione solidale si devolve tutta l'eredità. Articolo 3
(Modifiche all'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392) 1. Al
primo comma dell'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n.392, le
parole: "ed i parenti ed affini" sono sostituite dalle altre: ", i
parenti ed affini e la parte di unione solidale". Articolo 4
(Disciplina previdenziale ) 2. In sede di riordino della normativa
previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da
attribuire alla parte superstite dell'unione solidale, stabilendo
requisiti di durata minima dell'unione stessa e tenendo conto dei
prevalenti diritti dei figli minori o non autosufficienti del defunto.
FONTE GayNews INVIATO DA CSU L'Aquila


ARCIGAY FIRENZE IRAN: IMMINENTE ESECUZIONE DI SEI UOMINI, ACCUSATI DI RAPPORTI
OMOSESSUALI
La notizia diffusa dal giornalista Ahmad Rafat di AKI (ADN
Kronos International) dopo la conferenza stampa indetta a Teheran dal
portavoce dell'Autorità Giudiziaria
APPELLO DI ARCIGAY FIRENZE: IL
GOVERNO ITALIANO INTERVENGA
In numerosi Paesi arabi l'omosessualità è
considerata un crimine. In Iran le relazioni gay sono punite con la
pena capitale. E' di martedì scorso la notizia che 20 persone arrestate
a Teheran subiranno nei prossimi giorni la condanna a morte. Ali Reza
Jamshidi, portavocedell'Autorità Giudiziaria iraniana, ha dichiarato
nel corso di una conferenza stampa che di quei venti "criminali", sei
sono uomini che, accusati di rapporti omosessuali, saranno giustiziati
nei prossimi giorni il reato "Lavat" (letteralmente "sodomia",
"perversione"). "Sono in corso tentativi di contatto con diversi gruppi
e comunità omosessuali del territorio iraniano, per riuscire ad avere i
nomi e cognomi dei condannati," spiega Matteo Pegoraro, segretario di
Arcigay Firenze, dopo un colloquio avuto con il giornalista Ahmad
Rafat, "ma la situazione è più critica del previsto. Rafat mi ha
infatti informato che il responsabile del comitato studentesco di
Teheran - finora un buon contatto - è stato anche lui arrestato, nella
giornata di lunedì 9 luglio". Jamshidi aveva infatti confermato durante
la conferenza stampa di martedì mattina l'arresto di 18 leader
delmovimento studentesco, affermando tuttavia che ''nessun arrestato al
Politecnico Amir Kabir era un vero studente''. Un folto gruppo di
intellettuali italiani e stranieri sta in questi momenti redigendo un
appello, sottoscritto da grandi personaggi della cultura e della lotta
a favore dei diritti umani a livello internazionale, per chiedere
clemenza al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Arcigay Firenze "Il
Giglio Rosa", che sta al momento gestendo i contatti con le diverse
organizzazioni umanitarie, chiede che il Governo Italiano intervenga
ufficialmente con le sue massime rappresentanze per impedire che altre
vite umane innocenti vengano distrutte dalla violenza e dall'odio
omofobico, e spera che la comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale,
transgender) nazionale e internazionale non intraprenda, nell'
immediato, azioni di dura protesta presso le Ambasciate iraniane,
tentando invece la via del dialogo interculturale e creando o
collaborando alla sottoscrizione di un appello di clemenza verso i
condannati diretto al presidente Mahmud Ahmadinejad. "E' una strada
mai percorsa" dichiara l'artista e storico Roberto Malini "che rispetto
alla protesta, che non ha portato, nel passato, risultati costruttivi,
vuole cercare il contatto e il dialogo diretto con chi ordina queste
esecuzioni, impegnando tutte le forze e le risorse in una battaglia
unanime per la civiltà. Perché, prima di ogni condanna, la nostra
priorità è la salvaguardia della vita. Per informazioni: Matteo
Pegoraro Responsabile Comunicazione Arcigay Firenze Cel: 334 8429527
ufficiostampa@arcigayfirenze.it

VATICANO, PAPA E CHIESA CATTOLICA
SONO NUDI CRIMINI DI SESSO IN VATICANO, PRETOFILI E PRETERASTI IMPUNITI
In esclusiva pubblichiamo questi eccezionali documenti inediti. Sono le
osservazioni e gli accorgimenti tecnici-giuridici che il giudice Luigi
Tosti inviò ai giornalisti Michele Santoro e a Luca Rosini per il
programma Annozero andato in onda su Rai Due in prima serata giovedì 31
maggio 2007. La puntata era relativa agli abusi sessuali dei preti
pedofili e al documento segreto "Crimen Sollicitationis" relativo alla
copertura instaurata dalla Chiesa cattolica in tutti i paesi del mondo,
Italia compresa, e alle responsabilità dirette di Joseph Ratzinger e
delle gerarchie cattoliche. Ricordiamo che il documentario video
realizzato e andato in onda dalla BBC di Londra "Sex Crimes and
Vatican" ha messo in luce e scoperchiato aspetti raccapriccianti e
orribili di abusi dei preti perpetrati sui bambini e bambine. Reati
protetti da una rete consolidata e capillare di omertà e direttive
segrete che fanno capo in Vaticano. I documenti che seguono furono
inviati dal magistrato Tosti alla redazione di Annozero in Rai Due
alcuni giorni prima della famosa puntata. Anzi, il magistrato Tosti
venne anche contattato telefonicamente dalla redazione di Annozero per
ulteriori chiarimenti tecnici e procedurali. Singolare il fatto che si
sia alzata una sola voce dall'interno della magistratura per spiegare
procedure e azioni che dovrebbero essere intraprese nell'applicazione
del Codice Penale e nel rispetto della legge italiana. Ecco i documenti
integrali e originali. Ennio Montesi EGREGIO DOTT. SANTORO, ho appreso
dalla stampa che Anno Zero intende contrastare il vergognoso regime di
disinformazione pubblica, imperante in questa Colonia del Vaticano,
tentando di mettere in onda il servizio realizzato a suo tempo dalla
BBC sulla scandalosa e criminale copertura omertosa dei preti pedofili
da parte della Chiesa Cattolica. Mi permetto, da tecnico del diritto
(sono Luigi Tosti, il magistrato condannato a sette mesi di reclusione
per aver preteso che venissero rimossi i crocifissi da tutte le aule di
giustizia, in ossequio al principio di laicità) di sottoporle queste
riflessioni, che le potranno magari tornare utili se la trasmissione,
come mi auguro, andrà in onda. Le segnalo, innanzitutto, che la Corte
di Cassazione penale ha costantemente affermato che "commette reato di
favoreggiamento personale (art. 378 codice penale) anche colui il quale
aiuti il colpevole di un delitto a sottrarsi alle investigazioni, anche
se non ancora in atto". Questo significa che l'attività di copertura
dei preti pedofili, che è stata sistematicamente posta in essere dalla
Chiesa Cattolica addirittura con direttive "segrete", con pressioni
sulle vittime affinché desistessero dalle denunce e con minacce di
scomunica ai danni delle gerarchie ecclesiastiche subordinate, integra
gli estremi del delitto di favoreggiamento personale di cui all'art.
378 del c. p.: e questo al di là del giudizio altamente negativo che si
deve dare in merito a questa "immorale" copertura dei preti pedofili.
Nessun valore esimente può attribuirsi alle obiezioni di coloro che
sostengono che i Vescovi non erano obbligati a sporgere denunce contro
i preti pedofili e che, poi, rientra nella competenza esclusiva della
Chiesa la "disciplina canonica" dei casi di pedofilia. E' sufficiente
replicare che l'esenzione dall'obbligo della denuncia non implica
l'autorizzazione a compiere atti di favoreggiamento personale per
eludere le investigazioni dell'Autorità Giudiziaria e che, poi, la
libertà di religione è sempre subordinata all'osservanza delle norme di
diritto pubblico e, quindi, del codice penale (se così non fosse, si
potrebbero ancora praticare i sacrifici umani "in onore degli Dei").
Le segnalo, in secondo luogo, che qualsiasi altra associazione si fosse
comportata così come si sono di fatto comportati la Chiesa Cattolica e
il Vaticano, cioè coprendo con direttive segrete le responsabilità
penali dei propri associati ed avvalendosi della forza di intimidazione
del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di
omertà che ne deriva, avrebbe avuto "ottime" possibilità di essere
incriminata per il reato di associazione per delinquere. Sconcerta,
dunque, che nei confronti del Vaticano e della Chiesa siano state
omesse indagini penali anche qui in Italia, dal momento che sono già
emersi diversi casi di pedofilia che, guarda caso, sono stati
"trattati" da queste due "associazioni" con gli stessi sistemi mafiosi
ed omertosi evidenziati dalla BBC: evidentemente si ritiene più
"prudente" applicare i rigori della Giustizia col criterio del "forti
coi deboli e deboli coi forti". Sconcerta, ovviamente, anche il fatto
che queste due associazioni, implicate in queste attività criminali,
pretendano di "imporsi" al popolo italiano e ai "politici" col loro
"alto" magistero "morale", ingerendosi quotidianamente nelle nostre
faccende. Queste mie riflessioni, peraltro, sono ben poca cosa se
rapportate alla storia criminale della Chiesa Cattolica la quale -sotto
il profilo strettamente legale- deve "a buon diritto" essere
qualificata come un' "associazione per delinquere" che ha operato, in
circa 2.000 anni di esistenza, per perpetrare una serie impressionante
di gravissimi crimini contro l'umanità, quali il genocidio, lo
sterminio degli "infedeli", le torture, i roghi, le inquisizioni, lo
schiavismo, il razzismo, le persecuzioni razziali, le truffe, le
falsificazioni, l'abuso della credulità popolare, le discriminazioni
sessuali e via dicendo. La circostanza che nessuno abbia il "coraggio"
di dire pubblicamente queste realtà storiche inconfutabili mi fa venire
in mente la "favola" di Andersen "Il Re è nudo": chissà se qualcuno
comincerà ad accorgersi che anche il Vaticano e la Chiesa Cattolica
sono "nudi". Cordiali saluti Luigi Tosti - tosti.luigi@yahoo.it -
mobile 338413312 - tel. 0541789323 - Via Bastioni Orientali 38 - Rimini


GENNARO COSMO PARLATO IN CONCERTO IL 19 LUGLIO AL GAY VILLAGE
Una curiosissima rilettura degli anni '80, attraverso una divertente ed
originale operazione di trasformismo musicale.
Il concerto comincia
alle ore 22.00
Ingresso gratuito fino alle 21.30
Biglietto di 6 euro
dalle 21.30 in poi.
Gennaro Cosmo Parlato, interprete versatile,
raffinato e dalle particolarissime doti vocali, porta in scena uno
spettacolo teatral-musicale con il meglio e il peggio della canzonetta
italiana degli anni '80 – il tanto di moda decennio dell'edonismo
reaganiano e dello yuppismo rampante -, non senza prima aver operato un
abile numero di illusionismo: è così che "Donatella" di Donatella
Rettore si trasforma in un sirtaki, "A Lei" di Anna Oxa in un brano
country, "Comprami" di Viola Valentino in un notturno à la Chopin, "Non
voglio mica la luna" di Fiordaliso in un irresistibile tango… A
supporto della istrionica interpretazione dell'artista, sul
palcoscenico trova posto un coro: un compassato e serissimo trio di
cantanti lirici (due baritoni e un tenore). Accompagna l'ensemble
vocale un quartetto di ottimi musicisti (un pianista, un chitarrista
acustico, un percussionista e un polistrumentista). Biografia:Gennaro
Cosmo Parlato nasce a Napoli nel '72. Figlio e nipote d'arte -la madre
e lo zio sono cantanti neomelodici partenopei -, comincia prestissimo a
lavorare come corista nelle produzioni degli studi d'incisione RCS di
Napoli, di proprietà della famiglia (un luogo di passaggio privilegiato
per nomi come, tra gli altri, Mario Merola, Angela Luce e Tullio De
Piscopo). Allievo di canto e solfeggio della cantante d'opera Melina
Spagnuolo, ben presto comincia ad appassionarsi alla recitazione
studiando arte drammatica con il professor Massimo Stinco a Firenze.
Negli anni 200 2001 inizia a collaborare in veste di autore di testi
con cantanti italiane quali Donatella Rettore, Fiordaliso, Viola
Valentino, Aida Cooper. Nella primavera del 2004, su suggerimento di
Platinette, invia una sua canzone a Mina, che sta selezionando
materiale per il nuovo disco. La canzone, una bellissima e sofferta
ballata dal titolo "Fragile", viene selezionata e incisa su "Bula
bula", uscito nei negozi nel febbraio del 2005. Molteplici sono le
apparizioni televisive di Gennaro Cosmo Parlato: Cronache Marziane
(Italia 1), Markette (La 7), Tutte le mattine (Canale 5). Dal disco
viene estratto anche un singolo, la splendida cover di sapore caraibico
di MALEDETTA PRIMAVERA, che trova un costante airplay su molte radio
italiane, tra cui Radio Deejay. Il clip del singolo entra in rotazione
a ALL MUSIC. L'estate 2005 è per l'artista toscano-partenopeo molto
intensa di attività live e ricca di soddisfazioni. L'apogeo viene
toccato il 19 agosto, quando Gennaro si esibisce al Festival Friendly
Versilia di fronte a quattro mila persone, accompagnato dalle voci
maschili del coro del Festival Pucciniano. In settembre partecipa alla
quarta edizione del Premio Carosone, dove si esibisce in una versione
elegantemente stravolta di Maruzzella, al termine della quale,
incalzato dal pubblico entusiasta, esegue due brani fuori programma e
ottiene una emozionante standing ovation. Gennaro sarà anche ospite
fisso settimanale nella stagione 2005/2006 di MARKETTE, il programma di
Piero Chiambretti sul La7, nel corso della quale avrà modo di
presentare tutto il suo primo lavoro discografico, più qualche
sorpresa, con una manciata di cover di brani anni Ottanta, ma questa
volta di produzione internazionale: uno di questi, il successo dell'86
di Caroline Loeb C'EST LA OUATTE diviene anche il suo secondo singolo.
Nel febbraio 2006 Gennaro conosce e diventa amico di Michele Salvemini,
in arte Caparezza, che sta lavorando al suo nuovo album, molto atteso
dopo il grande successo di VERITA' SUPPOSTE (EMI, 2003). Da questa
amicizia nasce la proposta di Michele di un cameo di Gennaro per il
ritornello del suo primo singolo estratto da HABEMUS CAPA, l'album
pubblicato all'inizio del 2006. Il titolo del singolo è LA MIA PARTE
INTOLLERANTE. Gennaro partecipa anche alle riprese del video del brano
e alla promozione televisiva, con apparizioni a TOP OF THE POPS, CD
LIVE, QUELLI CHE IL CALCIO e alla diretta televisiva del CONCERTO DEL
1° MAGGIO da Piazza San Giovanni. Nell'estate del 2006, nel corso delle
lunghe trasferte per concerti in giro per l'Italia Gennaro insieme a
Pierluigi Petris e Christian Schmitz comincia a lavorare alle idee di
arrangiamenti per il nuovo lavoro discografico. L'ingresso in studio è
all'inizio di settembre. La rosa entro la quale scegliere la track list
definitiva è ampia, ma alla fine nessuna canzone viene lasciata fuori e
il nuovo lavoro discografico conta ben 23 canzoni (due, DER KOMMISSAR
di Falco e TOUCH ME di Samantha Fox non ricevono in tempo
l'autorizzazione da parte degli editori e vengono rimosse dalla
scaletta, non senza dispiacere). Dopo quattro settimane di
registrazione, tre di missaggio (con la riconferma dell'ottimo Marco
Barusso) e il mastering a cura di Claudio Giussani allo Studio Nautilus
di Milano, REMAINDERS vede la luce (data di pubblicazione 24 novembre
2006). In occasione della 57ima edizione del Festival della Canzone
Italiana di Sanremo, Gennaro è chiamato da Piero Chiambretti a
interpretare la sigla del Dopofestival. La scelta cade su DONNA ROSA,
un brano caro a Pippo Baudo, che viene ironicamente arrangiato in
quattro stili diversi per le quattro serate del programma: charleston,
cha cha, rumba e canzone napoletana.
INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it
Fonte
Redazione
Di'GayProject


NESSUNO TOCCHI CAINO 14.07.2007
LIBIA. CONFERMATA
CONDANNA CAPITALE INFERMIERE BULGARE E MEDICO PALESTINESE - 11 luglio
2007: la Corte Suprema libica ha confermato la condanna a morte per le
cinque infermiere bulgare e il medico palestinese, accusati di aver
diffuso volontariamente il virus dell'Aids nell'ospedale pediatrico di
Bengasi. Il verdetto pronunciato dal giudice Fathi Dahan non è comunque
definitivo. Il Consiglio supremo della magistratura libico, presieduto
dal ministro della Giustizia, potrebbe confermare o respingere la
condanna a morte oppure stabilire una pena più lieve. L'udienza odierna
è durata appena cinque minuti e si è svolta in assenza dei sei
imputati. Il verdetto giunge all'indomani dell'annuncio
dell'accettazione da parte delle famiglie delle vittime di un accordo
per il risarcimento economico. "In nome del popolo, il tribunale ha
deciso di non accettare l'istanza presentata dagli imputati e conferma
la pena di morte nei loro confronti", ha dichiarato il presidente della
Corte, Fathi Dahan. Le cinque infermiere e il medico palestinese, ora
naturalizzato bulgaro, sono accusati di aver volontariamente iniettato
il virus Hiv su più di 400 bambini; di questi 46 sarebbero poi
deceduti. Le infermiere Kristiana Valtsheva, Nasiy Nenova, Valia
Shervenyashka, Valentina Siropulo e Snezhana Dimitrova e il medico
Ashraf Hajouj, sono in carcere in Libia dal 1999. Ieri sera, la
Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria presieduta dal figlio
del presidente libico, aveva annunciato che le famiglie avevano
accettato un indennizzo da parte di un fondo speciale di assistenza
alle vittime creato nel 2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida
dell'Unione europea per sostenere le famiglie dei bambini malati. I
dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, Segretario
dell'associazione e deputato radicale della Rosa nel Pugno ed
Elisabetta Zamparutti, Tesoriere, hanno così commentato la notizia:
"Era un esito previsto questo della condanna da parte della Corte
Suprema delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese,
frutto della strategia libica, che l'UE ha accettato, volta ad ottenere
un "prezzo del sangue" di stampo coranico. Una vicenda che ha tutte le
caratteristiche di un vero e proprio sequestro operato dalla Libia per
estorcere denaro alla Bulgaria e all'Unione Europea. Dopo la condanna a
morte dei sei nel maggio 2004, la Commissione UE aveva stanziato due
milioni di euro per un piano di azione, varato nel novembre 2004, per
fornire assistenza al Centro di Bengasi. Successivamente nel gennaio
2005 la Corte Suprema libica ha annullato le condanne a morte. A fronte
della notizia di oggi è evidente che la Libia ha preferito giocare al
rialzo della somma del riscatto anche a fronte dell'annuncio di ieri
sera, da parte della Fondazione Gheddafi, un'associazione umanitaria
presieduta dal figlio del presidente libico, in base al quale era stato
accettato dalle famiglie dei bambini infettati dal virus un indennizzo
da parte di un fondo speciale di assistenza alle vittime creato nel
2005 da Tripoli e Sofia sotto l'egida dell'Unione europea per sostenere
le famiglie dei bambini malati. Per risolvere il caso, l'UE eviti di
cedere al ricatto ma faccia sentire alla Libia tutto il peso politico
affinchè siano rispettati in quel paese i diritti umani fondamentali ed
introdotta una moratoria delle esecuzioni capitali." Anche il
presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering, si dichiara
"turbato dall'angosciante notizia". Secondo quanto riportato in un
comunicato diffuso a Bruxelles, il Presidente del Parlamento europeo,
rivolge un messaggio di speranza ai sei imputati, condannati a morte e
ai loro familiari: "Questa non è la fine del processo. La questione
deve essere rinviata all'Alto Consiglio giuridico della Libia. Crediamo
che le autorità libiche prenderanno le misure necessarie a riesaminare
e invalidare la sentenza di morte, così da aprire la strada a una
risoluzione al più presto". Poettering ricorda, nella nota, la
"fondamentale opposizione alla pena di morte che è contro la dignità
umana" ed esprime la sua "solidarietà alle vittime dell'Aids
dell'ospedale di Bengasi".
Il presidente dell'Europarlamento, inoltre,
si appella alle autorità libiche perché mostrino clemenza verso le
infermiere bulgare e il medico palestinese e rilascino gli imputati.
MORATORIA. D'ALEMA RINGRAZIA BRASILE E SUD AFRICA, CO-SPONSOR DELLA
RISOLUZIONE - 13 luglio 2007: questa settimana il ministro degli Esteri
Massimo D'Alema ha ringraziato la collega sudafricana Nkosazama Dlamini
Zuma e il governo brasiliano del presidente Lula per la loro decisione
di essere cosponsor della risoluzione per la moratoria sulla pena di
morte che l'Unione Europea intende presentare all'apertura, a
settembre, della nuova sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite. La scorsa settimana la presidenza di turno portoghese
dell'Unione Europea ha detto che sosterra' con forza la richiesta di
moratoria sulla pena di morte. Lo ha dichiarato il ministro della
Giustizia portoghese, Alberto Costa, in occasione dell'apertura del
semestre di presidenza Ue affidato al Paese lusitano. Il Portogallo
intende portare avanti la posizione espressa su questo fronte
dall'Unione Europea e dal Parlamento Europeo. In questo contesto
Lisbona lavorera' affinche' venga istituita la giornata contro la pena
di morte e ha convocato una conferenza internazionale sulla materia per
il 9 ottobre a Lisbona.
SOMALIA. ESECUZIONI PUBBLICHE A MOGADISCIO - 5
luglio 2007: militari governativi hanno giustiziato in Somalia due
uomini, uno dei quali membro delle forze armate, ritenuti colpevoli
dell'omicidio di due soldati. Si tratta della prima esecuzione pubblica
ordinata dal governo provvisorio da quando quest'ultimo, sostenuto
dalle Nazioni Unite, ha assunto il controllo di Mogadiscio. La
fucilazione di Abdulayhi Dahir Muse Afweyne e Mohammed Abdi Wardheere
ha avuto luogo alle 9.30 di mattina nel piazzale dell'ex accademia di
polizia, nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale
somala. Un funzionario del dipartimento per la sicurezza nazionale, che
ha parlato dietro condizione di anonimato, ha riferito che i due erano
stati condannati a morte dal tribunale militare per aver capeggiato un
gruppo di insorti nell'assalto contro la base militare a nord di
Mogadiscio, uccidendo due soldati. All'esecuzione non hanno potuto
assistere né cronisti né fotografi. Per lo stesso assalto contro la
base militare, altre sette persone sono state condannate a 15 anni di
detenzione. "Si trovano nella prigione centrale di Mogadiscio", ha
precisato il funzionario.
IRAN. UOMO LAPIDATO, DONNA RISCHIA IMMINENTE
LAPIDAZIONE - 5 luglio 2007: un uomo è stato giustiziato in Iran
tramite lapidazione, dopo essere stato condannato a morte per adulterio
e aver trascorso 11 anni in carcere. L'esecuzione è stata confermata
da un portavoce della magistratura, Ali Reza Jamshidi, e secondo un
gruppo femminile iraniano per i diritti umani l'uomo ucciso si chiamava
Jafar Kiani. L'esecuzione, ha detto il portavoce dell'apparato
giudiziario, e' avvenuta nel villaggio di Aghcheh, nella provincia di
Qazvin, circa 200 chilometri a est di Teheran. Kiani, secondo la
ricostruzione del gruppo femminile, avrebbe lasciato la moglie per
un'altra donna, Mokarraneh Ebrahimi, anch'ella sposata. Anche
Mokarraneh, dunque, e' incarcerata da 11 anni ed e' stata condannata
alla stessa pena per l'adulterio, ma la sua esecuzione, ha sottolineato
Jamshidi, e' stata 'sospesa'. Il 10 luglio 2007: L'Alto commissario
delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, ha espresso
'profonda preoccupazione' per la notizia della lapidazione. 'Sono
estremamente preoccupata che malgrado la dichiarata moratoria del
governo iraniano sulle lapidazioni, questa esecuzione abbia avuto
luogo. La lapidazione e' una chiara violazione del diritto
internazionale, diritto che limita inoltre la pena di morte solo ai
crimini piu' gravi e violenti', ha affermato l'Alto commissario Arbour
in una dichiarazione resa nota a Ginevra. Esorto le autorita' iraniane
a fare luce sull'esecuzione e a non procedere alla prevista lapidazione
di Mokarrameh Ebrahimi ed altre esecuzioni di questo tipo'. Lo stesso
giorno, il portavoce della magistratura iraniana Alireza Jamshidi ha
annunciato alla stampa che venti persone condannate a morte in Iran per
stupro ed altri crimini gravi saranno presto giustiziate. Il portavoce
ha fatto sapere che l'Ufficio del Procuratore di Teheran deve ancora
decidere se far svolgere le impiccagioni in pubblico o meno. Alcuni dei
condannati a morte avrebbero fatto parte di bande che stupravano donne
sposate e sarebbero coinvolti in giri di racket ed estorsione. Ha poi
aggiunto che la condanna a morte è stata chiesta per altre 15 persone
imputate di reati gravi.
CASO CIPRIANI. TRASFERIMENTO IN CARCERE
PRELUDIO ALL'ESTRADIZIONE? - 12 luglio 2007: Benedetto Cipriani, su
cui pende una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti
perché accusato nello Stato del Connecticut di omicidio plurimo è stato
prelevato oggi da casa e trasferito nel carcere di Frosinone. Proprio
ieri, rispondendo al question time alla Camera al deputato della Rosa
Nel Pugno, Sergio D'Elia, il Ministro della Giustizia, Clemente
Mastella, ha escluso 'in maniera assoluta il rischio di condanna a
morte in caso di estradizione'.
Mastella ha detto che il decreto di
estradizione emesso il 12 novembre 2005 dell' allora ministro Castelli
e diventato esecutivo specifica che 'se sara' condannato , nei suoi
confronti non porta essere irrogata e comunque eseguita la pena di
morte'. Il governo degli Stati Uniti, ha precisato il ministro, ha
accettato 'integralmente' la condizione posta dal decreto e - con
un'assicurazione 'di carattere assoluto' - ha specificato che i reati
contestati a Cipriani non sono punibili con la pena di morte.
Quanto
alla possibilita' paventata da D'Elia di una successiva modifica dell'
imputazione da parte dei giudici americani, Mastella ha ribadito che
'un individuo non puo' essere giudicato e detenuto per un reato diverso
da quello che ha motivato l' estradizione'. In seguito al trasferimento
di Cipriani, D'Elia ha però dichiarato che "la nota sentenza della
Corte costituzionale italiana, n. 223 del 1996, ha stabilito che non
sono legittime assicurazioni considerate più o meno sufficienti e ha
posto il principio secondo il quale la garanzia che il reo non venga
condannato alla pena di morte deve essere assoluta. E' vero che
Benedetto Cipriani, è accusato di una fattispecie per cui rischia
sessant'anni di reclusione ma i suoi complici, però, per gli stessi
fatti sono accusati di reato capitale. Il diverso trattamento riservato
al Cipriani per un fatto identico potrebbe essere spiegato con il
tentativo di aggirare il divieto assoluto presente nell'ordinamento
italiano di estradizione verso questi Paesi in cui si corre il rischio
di applicazione della pena capitale. D'altro canto si tratta di un
sistema federale, che prevede l'autonomia del potere giudiziario
rispetto all'esecutivo: le assicurazioni le ha date il Governo, non le
autorità che stanno procedendo."

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12 luglio 2007

news 13 luglio

IL MARIO MIELI RINGRAZIA IL COMUNE DI ROMA PER PAOLO SEGANTI
Ieri alle ore 12.00, presso il Parco delle Valli, inaugurato un viale alla memoria di Paolo Seganti ucciso perché omosessuale la notte di due anni fa, proprio nel parco delle Valli.
Ogni parola è superflua e incapace di descrivere la brutalità dell'
esecuzione. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ringrazia di
cuore l'Assessore alle politiche culturali Silvio Di Francia per
essersi speso in prima persona perché a Paolo fosse intestato il viale
e perché con il suo lavoro rende Roma più vivibile la città per tanti
omosessuali e transessuali, l'assessore alle Pari Opportunità Cecilia D'
Elia e quello alle politiche ambientali Dario Esposito.
Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli


GRILLINI (SD). ARTE GAY INQUISIZIONE A MILANO. SUPERATO IL SENSO DEL
RIDICOLO
"Come gli Impressionisti faremo un Salon des Refusés, il
salone dell'arte rifiutata e censurata" mercoledì 11 luglio 2007 , di
Franco Grillini L'Inquisizione ha riacceso i roghi a Milano
prendendosela con la mostra su Arte e omosessualità. Già sul titolo
dell'esposizione ci sono state pressioni della Curia e dall'inoffensivo
"Ecce Homo", si è arrivati al volgare "Vade retro". Dal grottesco alla
farsa, per farla breve, il catalogo della mostra è stato ritirato oggi,
ad un giorno dall'inaugurazione, e mandato al macero… ecco il ritorno
dei roghi. Le censure sono state a tutti i livelli. Sono state escluse
dalla mostra opere a contenuto sessuale esplicito ed implicito, è stato
escluso il nudo ed escluse le opere con richiami e riferimenti
religiosi. Tra queste, la vittima più illustre è il San Sebastiano di
Pierre et Gilles, mentre le fotografie di nudo, che ben avrebbero
corredato l'immaginario gay nell'arte, sono cinque e di Mapplethorpe,
ripeto Mapplethorpe, c'è una vecchietta, mentre della coppia di artisti
Gilbert & George fotografie di ponti di Londra… I ponti. Sono sicuro
che i musei italiani espongano opere più audaci (nel dirlo temo altre
ondate di epurazione) e sono totalmente d'accordo con l'amico storico
Giovanni Dall'Orto quando dice: "Escludere a priori la sessualità da
una mostra su arte e omosessualità, equivale ad organizzare una mostra
sull'ebraismo senza opere religiose. Si può fare… ma in mostra ci
saranno inevitabilmente rimasugli". La censura della Curia milanese
soprattutto, ma anche dell'Amministrazione comunale di centro-destra,
che per chiudere in bellezza ha messo in scena uno psicodramma bendando
una statua di Paolo Schmidlin (gli sarà richiesta pubblica abiura?) rea
di assomigliare al papa, non ha impedito agli organizzatori, che hanno
lavorato in condizioni impossibili, di fare una mostra epocale, che ha
dimostrato che una mostra su arte e omosessualità si può fare anche in
Italia. All'estero ne fanno da 30 anni e a Berlino c'è addirittura
museo sull'omosessualità…
Le opere rifiutate sono così tante, penso a
"Cappella privata", un video di sessanta secondi e al San Sebastiano di
ConiglioViola, in catalogo, ma ora al macero e non in mostra, che
organizzeremo un Salon des Refusés, salone dei rifiutati, come gli
Impressionisti nel 1863, quando decisero di presentare le loro opere,
rifiutate dal più bieco conservatorismo e tradizionalismo, diventando
una corrente artistica che ha surclassato quanto espresso fino ad
allora dall'arte considerata accettabile dai moralisti d'epoca. Tra le
opere rifiutate oltre a quelle di Milano metteremo in mostra quelle
censurate recentemente a Bologna. Lo faremo per garantire la libertà di
espressione di tutti, perché a partire da facili veti, censure e roghi
agli omosessuali si può arrivare brutalmente lontano. On. Franco
Grillini INVIATO DA CSU L'Aquila


MILANO, SGARBI PAGA 25 MILA EURO MISS KITTY E SALVA LA MOSTRA GAY
SGARBI. IL PRESUNTO PAPA IN MUTANDE: "OPERA BELLISSIMA". OPERA CENSURATA DI CONIGLIOVIOLA, LA SUA TESTIMONIANZA MERCOLEDÌ 11 LUGLIO 2007 , DI VELINO
Milano, 10 LUG -
Venticinquemila euro. Tanto costa un presunto Papa Ratzinger in
mutande. O meglio: Miss Kitty, la statua di Paolo Schmidling che ieri
compariva tra le opere della mostra "Vaderetro - Arte e Omosessualita'
da Von Gloedena a Pierre et Gilles", presentata a Milano, a palazzo
della Ragione, dall'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. Compariva
ieri, perche' oggi - dopo le polemiche divampate sui giornali - non
c'e' piu'. Non solo. Insieme aMiss Kitty scompare anche Coniglio
Viola, l'opera che rappresentava Silvio Sircana, il portavoce di Romano
Prodi, in uno scatto pubblicato nei mesi scorsi sui giornali di mezza
Italia: ma nell'opera, al posto del presunto transessuale, compare la
figura di Gesu' Cristo. Di conseguenza - tolte le opere incriminate -
viene rimosso anche il divieto ai minori di 18 anni. Un provvedimento,
quest'ultimo, di certo non in linea con una mostra su cui compare il
simbolo del Comune di Milano: con il beneplacito, cioe', del sindaco
Letizia Moratti. A spiegare al VELINO gli aggiornamenti su "Vade
Retro" e' proprio Sgarbi, il quale non solo ha fatto rimuovere "la
bruttissima opera con Sircana" ("le foto non sono mai state esposte
perche' prive di attrattiva per la mostra, piu' utili a vignette che
non all'Arte") ma si e' anche comprato con i propri soldi Miss Kitty,
la statua con il presunto Papa Ratzinger in mutande. "Ho seguito
l'indicazione del diesse Majorino di evitare provocazioni gratuite -
spiega Sgarbi -. È vero: c'e' una responsabilita' verso i cittadini che
non hanno bisogno di questa provocazione. In questo modo, poi, credo si
vada incontro al vero obiettivo della mostra, che sarebbe stato
travisato se fossero rimaste queste due opere". Una scelta slegata da
logiche di censura - secondo l'assessore - e costata, comunque, una
cifra considerevole. "L'ho pagata 25mila euro - aggiunge Sgarbi -. È
un'opera bellissima che li vale tutti. Ne faro' quello che voglio".
Nella decisione di acquistare (e rimuovere) l'opera non c'e' stata
nessuna indicazione dall'alto. "Non c'e' di mezzo la censura. Ci
mancherebbe - prosegue Sgarbi -. Pienamente salvaguardata la liberta'
dell'artista. La ragione del ritiro della statua cosiddetta del Papa
(che del Papa non ha nulla, se non una somiglianza nel volto) sta nel
fatto che siamo un'istituzione pubblica. Ho acquistato io quella
statua. Da un lato, se e' vero che un qualunque privato puo' esporre la
statua oggetto dell'attenzione dei media in qualsiasi punto, dal bar a
un giardino, a un'abitazione privata, dall'altro e' egualmente vero
che, trattandosi di mostra patrocinata da una pubblica istituzione,
credo che bisogna tenere conto della sensibilita' del pubblico che e'
fatto in larga parte da credenti. Per cui occorre rispetto e prudenza".
A chi lo accusa di essere stato poco rispettoso nei confronti di Papa
Ratzinger, Sgarbi replica: "Non mi sembra proprio di essere la persona
in questione. Anzi proprio ieri ho scritto un articolo sul Giornale in
cui apprezzavo la sua scelta di reintrodurre la messa in latino. Lo
stimo molto anche perche' ha messo fine allo stupro architettonico
nelle chiese, dove per costruire altarini e' stato distrutto gran e'
parte del patrimonio architettonico". Intanto l'Arcigay, in una nota,
sottolinea di apprezza l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di
Milano nei confronti della cultura e dell'arte omosessuale. "Come
Arcigay - si legge - chiediamo all'assessore e critico d'arte di fama
internazionale di organizzare assieme una visita guidata che sia
rivolta a una delegazione composta da esponenti della comunita' lgbt
(lesbica, gay, bisessuale, transgender), nazionale e milanese, e da
illustre personalita' omosessuali che si sono particolarmente distinte
nelle loro professioni e che hanno reso Milano capitale nel mondo, in
molti settori professionali, sociali e culturali". Risponde Sgarbi:
"Ben venga una visita guidata. Ma e' una mostra a doppio binario. Io
potrei fare la seconda parte che va dal '74 a oggi. Mentre per la prima
penso sia piu' adatto Eugenio Viola che e' il curatore della mostra".

LA TESTIMONIANZA DI CONIGLIOVIOLA
Avevamo predetto che avrebbe fatto discutere e infatti se ne parla oggi su tutti i quotidiani. Eppure "Ecce Trans", una delle opere di ConiglioViola annunciate da tempo alla
mostra "Arte e Omosessualità" di Vittorio Sgarbi, che ha inaugurato
ieri sera a Milano, all'ultimo momento è misteriosamente sparita...
Problemi di allestimento o ennesimo caso di censura? Su ilcorriere.it
Sgarbi oggi ha affermato: "La modestia artistica della foto di Sircana
mi ha indotto a non esporla". Replichiamo a Sgarbi dalle pagine di gay.
it: L'affermazione di Vittorio Sgarbi non ci offende se si riferisce al
profilo estetico dell'opera (anzi è condivisibile!) ma ci stupisce nel
far finta di non coglierne il profilo artistico. Della "modestia
tecnica" di "Ecce Trans" erano tutti ben consci trattandosi niente più
che di una foto scaricata da Internet e beceramente manipolata, con la
quale non intendevamo certo mettere in risalto il nostro talento
(fortunatamente la stessa mostra ospita altri nostri lavori che molto
meglio ci rappresentano, anzi siamo gli unici a cui sul catalogo è
stata dedicata addirittura una doppia pagina). Quello su cui questa
operazione ironizza è il modo in cui il giornalismo contemporaneo possa
diventare arte e finzione, così che una banalissima foto rubata al
portavoce del governo, possa prima essere venduta alla cifra
esorbitante di 100.000 euro e poi finire su tutte le prime pagine, e
tutto ciò solo perchè Sircana veniva immortalato vicino a una trans!
Così in qualità di artisti ci siamo ben sentiti autorizzati a
pubblicare uno scoop ben più clamoroso, che vendiamo alla medesima
cifra dell'originale e con il prezzo ben esposto! Tra l'altro
sottolineiamo come l'ispirazione dell'opera venga da un passo stesso
del Vangelo secondo Matteo (25,31-46) dove Gesù spiega come sia nei
personaggi più reietti che possiamo rinnovare l'incontro con Lui. In
questo senso il portavoce del governo Prodi, approcciando una trans,
non ha fatto altro che compiere un gesto profondamente cristiano.
Quello che invece ci stranisce è il fatto che un lavoro del genere
venga prima approvato e annunciato in mostra da mesi per essere poi -
ad arte - eliminato all'ultimo secondo!
http://www.coniglioviola.com/art-factory//modules/news/article.php?storyid=272


INCLUSIVE. UN COCKTAIL D´AMORE PER TUTTI DALL´ARCIGAY DI NAPOLI.
Nell'incantevole cornice dell'Havana club al Lago d'Averno sede del Kapsula Summer,
Arcigay Napoli lancerà sabato prossimo l´INCLUSIVE, il cocktail simbolo
dell'estate napoletana 2007. Tanti cubetti di ghiaccio alla frutta su
una base di vodka compongono il fresco cocktail dall'ottimo sapore e
dal significato politico, giacché mostra attraverso il più conviviale e
comune dei drink, che tutte le diversità possono incontrarsi. "L'idea
ci è venuta ad un bar proprio bevendo un cocktail, la bevanda simbolo
delle diversità poiché racchiude tanti gusti differenti, e simbolo di
covivialità poiché si beve d'estate insieme agli amici", spiega l'
ideatore del cocktail e dell'iniziativa, Nicola Stanzione, responsabile
del Gruppo Giovani dell'Arcigay di Napoli, "INCLUSIVE è concetto
contrario ad "esclusivo", non permesso da un codice culturale che
esclude le diversità. Crediamo nell' inclusione sociale come rispetto
per tutte le persone portatrici di culture, valori ed identità
differenti come sono sempre più le società in cui viviamo". "E'
importante per il rilancio della città lavorare sui temi dell'
inclusività e contro ogni discriminazione ed iniziative come quella che
realizziamo in collaborazione con Arcigay Napoli trovano la nostra
piena adesione", è l´idea di Rino Sorrentino e Tony Marigliano,
imprenditori napoletani, proprietari del Kapsula, il locale di tendenza
dell´anno frequentato da gay ed etero che contribuisce con la sua
formula allo sdoganamento dell´omosessualità nel contesto sociale
partenopeo, "Napoli ha potenzialità enormi ed ancora inespresse se
pensiamo al turismo ed ai flussi di persone che la nostra città attrae.
E' necessario che le politiche si attivino per rendere le nostre
società sempre più inclusive". Per la presentazione ufficiale dell'
INCLUSIVE l'appuntamento è alle 22,00 di sabato 14 luglio 2007 al
Kapsula Summer in Via Fascione 6 - Uscita tangenziale via Campana
Pozzuoli (Napoli) – all'interno del complesso "Havana".
Sul sito
www.arcigaynapoli.org tutti i dettagli della serata.


ARRIVA AL GAY VILLAGE IL FESTIVAL GAY PIU' FAMOSO IN ITALIA
13, 14 e 15 luglio: tre
giornate di cinema irripetibile nel suggestivo spazio a ridosso delle
cascate dell'Eur, grazie alla collaborazione tra Armilla Eventi, il
Torino GLBT Festival e Fourlab, quest'anno insieme nella variegata
offerta culturale del Gay Village.
Da Sodoma a Holliwood, l'ormai ventennale Film Festival a tematica GayLesboBisexTrans di Torino (la
cui ultima edizione è stata trasmessa su La7 nello spazio "La 25°
ora"), è uno degli appuntamenti più importanti per registi e cinefili
di tutta Europa, abituati a coniugare la qualità dei prodotti
cinematografici con l'urgenza dei temi che li hanno ispirati: la
ricerca dell'identità, la lotta per i diritti negati, l'odio sessista,
ma anche il tentativo di costruire nuovi modelli affettivi e la gioia e
la libertà di essere dei veri pionieri del sentimento. E' con questo
spirito che la rassegna propone tre lungometraggi, dal francese
Crustacés et coquillages, con Valeria Bruni Tedeschi e Jan Marc Barr,
all'indiano/scozzese Nina Heavenly Delight, all'americano Wild Tigers I
have know prodotto da Gus Van Sant. Una selezione di corti
rappresentativi della migliore produzione degli ultimi due anni
consentirà infine di spaziare dal vicino al lontano e dalle risa al
pianto, mostrando storie private a contrasto con il mondo pubblico.
PROGRAMMA PROIEZIONI
Venerdi 13 luglio Crustacés et coquillages
Francia, 2005, 93' (v.o. sott. It.)
di: Olivier Ducastel, Jacques
Martineau (Jeanne et le garçon formidable, Drôle de Felix vincitore del
Teddy Award Berlino 2000 e Ma vaie vie à Rouen ) Film che racconta la
ricerca della felicità in amore all'interno di una tradizionale
famiglia borghese durante le vacanze estive. L'omosessualità dell'
adolescente Charlie esplode contemporaneamente alla crisi del
matrimonio fra i suoi genitori, dando vita a un caleidoscopio emotivo
eccitante e rivoluzionario.
Selezione di cortometraggi: Golden Hayes
di: Max Croci, Italia, 2007, Betacam SP, 6', b/n-col. Si prepara un
matrimonio; ma i protagonisti all'ultimo momento possono cambiare…
Cabalerno di: Jarrah Gurrie, USA/Australia, 2006, DigiBeta, 6', b/n Un
ragazzo si fa sorprendere mentre riprende con la videocamera uno skater
di cui è cotto. Dopo un primo imbarazzo, i due ragazzi si confrontano
con sentimenti imprevedibili. El día que morí di: Maryam Keshavarz,
Argentina/USA, 2005, DigiBeta, 11', col. Una ragazza, suo fratello e la
loro migliore amica: un triangolo d'amore in un giorno d'estate in
Argentina. Premiato al festival di Berlino con il Teddy Award per il
miglior cortometraggio. Another Life/Otra vida di: Karry Fefer,
USA/Venezuela, 2005, Betacam SP, 19', col. Una controversa storia d'
amore, filmata ai Caraibi e a Seattle. Biculturale, bisessuale e
bilingue, Another Life/Otra vida esplora la storia di una donna alla
ricerca di un luogo di appartenenza.
Sabato 14 luglio Nina's Heavenly
Delights UK, 2006, 96'(v.o. sott. It.) di: Pratibha Parmar Una
sorprendente storia d'amore che unisce lo spirito scozzese allo
spettacolo bollywoodiano. Ambientata a Glasgow in un ristorante etnico
a conduzione famigliare, tra musica popolare del Punjab e danze
tradizionali scozzesi, racconta la crisi d'identità di Nina, innamorata
della socia di suo padre. Un "Sognando Beckam" in veste sessuale.
Selezione di cortometraggi: Papà fattene una ragione di: Alessandro
Giglio, Italia, 2006, Betacam SP, 5', col. Figlio del vecchio Zorro, il
nuovo successore ha gusti un po' diversi in fatto di look..
Sembra…stupido! di: Ennio Di Giacomo, Italia, 2003, Betacam, 4', col.
Fra vestaglie, brioches e margherite giganti, Ennio e Giampiero
decidono di mettere in musica pezzetti della loro quotidianità. O
diário aberto de R.
di: Caetano Gotardo, Brasile, 2005, Betacam SP,
12', col. Rafael dorme. Rafael aspetta. Rafael abbraccia. Rafael si
sdraia. Rafael piange. My Little Boy di: Matthias von Schemm, Germania,
2006, DigiBeta, 20', col. Estate del 1934. Il fotografo Erich si è
innamorato del militare in carriera Wolfgang. Secondo il Paragrafo 175
il loro amore è illegale ma Wolfgang crede che la sua posizione nell'
esercito possa proteggerlo. Ma i due vengono colti in flagrante…

Domenica 15 luglio Wild Tigers I Have Known USA, 2006, 80'(v.o. sott.
It.) di: Cam Archer. Sospeso tra sogno e realtà, Wild Tigers I Have
Known narra i tormenti della prima adolescenza. Tredicenne, solitario e
sognatore, Jordan attraversa i primi turbamenti amorosi. Il suo cuore
palpita per Rodeo Walker, un ragazzo un po' più grande di lui. Spinto
all'estremo dal proprio sentimento, Jordan decide di inventarsi un
personaggio femminile capace di sedurre Rodeo. Prodotto da Gus Van Sant
e sviluppato nell'ambito del laboratorio per sceneggiatori del Sundance
Institute. Selezione di cortometraggi: A Family Romance di: Margherita
Giacobino, Ernaldo Data, Italia, 2007, Betacam SP, 26', col. Lillian
Faderman, nota studiosa e pioniera della storia lesbica, si racconta
insieme alla compagna Phyllis Irwin. Una storia privata e insieme
politica: il rapporto con le madri, la scoperta dell'omosessualità, il
tentativo di creare una famiglia lesbica.. Una biografia plurale.
Airplanes di: Jen Heck, USA, 2006, Betacam SP, 11', b/n-col. Due
ragazze si incontrano segretamente in un Luna Park. Anche se il loro
incontro è breve, è guidato dalla forza di gravità come un aeroplano ed
è destinato a ritornare a terra. Float di: Kareem J. Mortimer, Bahamas,
2007, DigiBeta, 34', col. La storia di un giovane pittore delle Bahamas
che va su un'isola esotica per trovarvi ispirazione e vi trova invece
un amore inaspettato e un'avventura con un complesso e tormentato
Romeo.
www.armillaeventi.net
INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it
FONTE
Di'GayProject


MOSTRA PERSONALE "NERO D'AVORIO"
DI SALVATORE PREVITI
Inaugurazione venerdì 13 luglio 2007, ore 19.30.
Fino a sabato 21
luglio 2007, ore 20.00 - 01.30.
(domenica chiuso, ingresso libero)

Nero Pub via Cavour 43 (Palermo)
Informazioni:
www.salvatorepreviti.it

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26 giugno 2007

news 26 giugno

L'ALTRO MARTEDÌ
LA TRASMISSIONE DI
CULTURA
ED INFORMAZIONE OMOSESSUALE DI
RADIO POPOLARE
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 26 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Speciale Pet Shop Boys a cura
di Piergiorgio Pardo e intervista a Nerina Milletti curatrice del
saggio Fuori della Norma Storie lesbiche nell'Italia della prima metÃ
del Novecento Rosenberg&Sellier Edizioni. omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it satellite
Eutelsat Hot Bird 13° Est,


COMITATO TECNICO CONSULTIVO, PER LA
COOPERAZIONE E LO SVILUPPO.
CONVEGNO SULLE “DIFFERENZE DI GENERE E
PROSPETTIVE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”.
Si svolgerà a Pescara il giorno 2 luglio 2007, alle ore 16.30 presso il Museo Vittoria
Colonna (lungomare Matteotti – P.zza 1° maggio) il Convegno sulle
“Differenze di genere e prospettive della cooperazione
internazionale.
Partecipano il Presidente della Regione Abruzzo Sen. Ottaviano Del
Turco, il Ministro Marlene Mungunda della Regione di Namibia e sarÃ
concluso dalla Vice Ministra agli Esteri Patrizia Sentielli (delega
alla Cooperazione Internazionale). Il Convegno è organizzato dalla
Regione Abruzzo insieme alla ONG CESTAS di Bologna e alla Istituzione
Comunale di Pescara.
FONTE Regione Abruzzo

COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE RADICALE
“IGNAZIO SILONE”
L'Associazione radicale "Ignazio
Silone" rivolge un appello ai cittadini aquilani di ogni età e idea
politica a collaborare e partecipare al Comitato Per I 4 Referendum
Regionali per la riduzione dei costi della politica: eliminazione
dell'aumento del 50 % delle indennità , abrogazione dei vitalizi per
consiglieri della Regione Abruzzo e tutti i suoi Enti Strumentali. A
luglio inizia la raccolta delle firme ed abbiamo bisogno di molto aiuto
per poter riuscire a raccogliere le 25.000 firme necessarie. Le
adesioni vanno rivolte al 348 101 8898 ed all'indirizzo
gino@associazioneradicale.org
Gino Antognetti segretario dell'Ass.
Radicale "Ignazio Silone"


COMUNICATO STAMPA
Napoli, 23/6/2007
DOVE
C´È GAY PRIDE C´È ARCIGAY NAPOLI
L´Arcigay "Antinoo" di Napoli,
massicciamente presente il 16 giugno al Gay Pride Nazionale unitario di
Roma (http://www.romapride.it) ed al "Christopher Street Day" di Milano
svolto lo scorso sabato 23 (http://www.pridemilano.org), aderisce e
partecipa con proprie delegazioni ai Gay Pride cittadini organizzati
fino a luglio in diverse città d´Italia, da Catania a Torino.
"Lavorando per i diritti delle persone GLBT su un territorio, Napoli e
la Campania, che hanno il primato negativo in Italia per l'assenza di
leggi a beneficio delle persone omosessuali e transessuali, dove pare
che i cittadini glbt non esistano proprio, viviamo con intensità e
partecipazione i Gay Pride e riteniamo particolarmente importanti le
grandi manifestazioni simboliche di piazza che il movimento gay sta
realizzando in queste settimane", afferma Salvatore Simioli, presidente
dell´Arcigay di Napoli, "come ogni anno realizzeremo degli eventi
cittadini a Napoli nella settimana del 28 giugno e lavoriamo per
riportare presto un Gay Pride Nazionale a Napoli". L´Arcigay di Napoli
sarà presente al Gay Pride di Catania del 7 luglio (http://www1.
autistici.org/openmind/ctpride07.htm) ed al Torino Pride il prossimo 30
giugno (http://www.torinopride2006.it).


COMUNICATO STAMPA
“IL DITO E
LA LUNA”
Il 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 ( Roma)
Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo
“SYNAPSYS” edito
da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera
del’autrice Maurizio Gregorini, scrittore, poeta, giornalista. L’
evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si
svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel
Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio
Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio
dell’anima
nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio
nella
cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli
amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice,
appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere
profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di
emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In
un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte,
Dee
e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano
ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela
subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco
di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace.
Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un
suono
subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una
iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La
terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più
vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di
frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma
non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’
incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti. Ufficio stampa Lorenzo
Miconi
3479077549 milo4you@yahoo.it


28 GIUGNO 2007
FESTA DI
INAUGURAZIONE CON I TIENNETTI IN CONCERTO
L’attesissima serata di
inaugurazione del Gay Village verrà animata dalla presenza trascinante
dei Tiennettì, la band capitolina caratterizzata da un sound
coinvolgente e creativo in cui si riconoscono le calde sonorità della
black music ma anche l’energia degli anni ’70 e della musica dance.
La
loro formazione è composta Andrea Pietrangeli alla voce e chitarra
acustica, Annalisa Valentini alla voce, Nik Giannelli alla chitarra
elettrica e Francesco Davia al sax. Andrea Pietrangeli, supporter delle
turnee live di Paolo Belli, è stato ospitato dalle più importanti
trasmissioni televisive dedicate alla musica, fra cui Red Ronnie,
Girofestival, Match Music e Avanzi, arrivando finalista insieme alla
prima formazione Tiennettì al festival di San Marino 2001. La voce di
Annalisa Valentini è anche conosciuta daagli affezionati di Talk Radio
106.3 dove dal 2001 è speaker della trasmissione radiofonica
“Statebenecosì”. I Tiennettì hanno all’attivo due fortunati
singoli,
vari tour radiofonici, videoclips, televisione ma soprattutto molto
live e si sono esibite in più di 350 date in due anni. Sono il gruppo
resident all' ART CAFE' di Roma, ogni venerdì dalle 22 nella splendida
cornice di Villa Borghese, in viale del Galoppatoio 33. Da marzo 2007
è
in corso il loro progetto di inediti. INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it


IL
COORDINAMENTO TORINO PRIDE
Organizza: APERITIVO CON ARTE! ALLO SPAZZI
di via Virle 21 Torino ore 19.30 Presentazione della Prima Antologia di
Teatro Lesbico ScAtti di Teatro Lesbico a cura di Eleonora Dall'Ovo Il
Dito e la Luna edizioni e ore 21.00
spettacolo lesbico Sogno di una
notte d'estate con intemezzo lesbico di e con Eleonora dall'Ovo
Lo
spettacolo è la riscrittura in chiave contemporanea e lesbica del
capolavoro Shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate,
ambientato nel locale Witchwood, popolato da streghe lesbiche, che
attraverso i loro eccentrici drinks cambiano i destini delle
clienti, risvegliando in loro i desideri più nascosti. Al Witchwood,
come nel bosco shakespeariano, regna la sola legge dell’istinto e
seguendo di pari passo l’intreccio ideato da Shakespeare, la barista
Lele, trasposizione contemporanea del dispettoso folletto Puck,
trovandosi di fronte a due arroganti coppie etero, si divertirà ad
innescare in loro sinapsi omoerotiche invertendole in coppie
omosessuali. Lele come Puck seminerà il disordine in tutto locale,
beffandosi di ogni regola del gioco e i colpi di scena non mancheranno
di divertire il pubblico in platea.


TEATRO: SONO DIVENTATO ETERO !
Sabato 30 Giugno, ore 20,00 presso la libreria Bibli di Via dei
Fienaroli, 28 Roma (zona trastevere), l'autore/regista Lorenzo De Feo
mette in scena la commedia Sono diventato Etero! Prima della
rappresentazione un buffet attenderà gli spettatori Ingresso con
consumazione 10 euro. E’ consigliata la prenotazione 06.588.40.97
06.581.45.34 info@bibli.it Con il patrocinio di Arcigay-Roma,
GayHelpLine, DiGayProject, AGeDO e Fonòpoli. allestimento
scenico/video
Filippo Paris musiche originali Francesco Crispo disegno luci/tecnico
audio Tony Di Tore idea costumi Iaio Migliaccio aiuto regia Antonio
Lupi e Filippo Paris regia Lorenzo De Feo. Quale grande disonore per
una madre scoprire che Marco, l’unico figlio, felicemente omosessuale
ed accettato dalla famiglia e dalla società , si scopre d’improvviso
eterosessuale. Bisogna fare qualcosa! Fortunatamente dalla sua parte
c'e Dodo, il migliore amico di Marco e di questo segretamente
innamorato. Madre ed amico si trasferiscono - naturalmente senza
chiedere alcun consenso - a casa di Marco. Dove Isabella, che ha un
oscuro passato nei servizi segreti, non ha difficoltà ad escogitare
sottili strategie e subdoli appostamenti per controllare e salvare il
figlioletto adorato
Marco ha realmente cambiato gusti ed abitudini
sessuali o cè sotto qualcosa? Il giallo si infittisce! Una girandola
di
nomi, personaggi virtuali e non contribuiscono a complicare la vicenda.
Solo nell’ultima battuta si svela l’arcano e torna a splendere il
sereno? Sono diventato etero! non è la classica commedia degli
equivoci
e non è del tutto frutto della fantasia dell’autore; ha in effetti
diversi spunti dalla vita reale e, soprattutto, da personaggi reali.
Una storia solo apparentemente paradossale, in cui è possibile
riconoscersi. Lorenzo de Feo nasce a Napoli nel 1965. La sua attivitÃ
teatrale comincia da giovanissimo: nell81, infatti, agli studi
scolastici alterna l’impegno per il teatro studiando mimo,
recitazione
e drammaturgia sotto la guida di M. Santella, M. Monetta, M. Perez, F.
Bovicelli. Una volta ottenuto il diploma di Maestro dArte si
trasferisce a Roma, dove prosegue la propria attività in teatro,
cinema
e televisione, incontrando maestri come R. Campese, M. Moretti, G.
Landi, Linsday Kemp e Marcel Marceau. Partito dalle Arti Grafiche,
passa per il Teatro per arrivare alla Drammaturgia e Regia. E dal 2000
responsabile della sezione teatrale, nonché curatore artistico degli
eventi di Fonòpoli. Tra i suoi testi troviamo: Povero Vampiro (romanzo
fantasy), E morta zia Aga