26 marzo 2008

news 26 Marzo

CONTRO LA PENA DI MORTE, CONTRO IL
PREGIUDIZIO E LA DISCRIMINAZIONE
"Quanto sangue dovrà ancora scorrere
per le strade prima che venga abolita in ogni parte del mondo la pena
di morte"?

MEHDI KAZEMI E' SALVO!
GRUPPO EVERYONE FESTEGGIA CON I
SUOI ALLEATI E ANNUNCIA NUOVE CAMPAGNE PER LA VITA
Dopo la storica
approvazione dell'urgente Risoluzione europea sul cado di Seyed Mehdi
Kazemi (
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?
type=MOTION&language=EN&reference=P6-RC-2008-0111), l'Home Office
britannico, Jacqui Smith, ha deciso poche ore fa di sospendere la
procedura che prevede la deportazione in Iran del ragazzo gay, membro
del Gruppo EveryOne. Quanto avvenuto oggi è il risultato della
mobilitazione internazionale che ha visto in prima linea il Gruppo
EveryOne con il Partito Radicale Nonviolento e le Associazioni Nessuno
Tocchi Caino e Certi Diritti. "Quando ci siamo assunti l'impegno di
tentare di salvare Mehdi," dichiarano con entusiasmo i leader del
Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "il
giovane gay iraniano era destinato alla deportazione a alla morte sulla
forca in Iran. Poi attorno a noi e ai nostri alleati si è creata una
rete di solidarietà che ha evitato un altro crimine contro i Diritti
Umani. E' il primo passo verso una società non più indifferente, ma
capace di rispettare i diritti dei profughi, che sono l'anello più
debole dell'umanità". Non si può che esprimere la più profonda
soddisfazione per questa grande vittoria sul campo dei diritti umani,
che ha portato alla salvezza di una vita umana e ha scritto una pagina
importante di Storia europea: d'ora in poi i massimi organismi
garantiranno che in tutti i paesi dell'Unione Europea venga applicata
la Direttiva 2004/83/CE, che impone il riconoscimento dello status di
rifugiato anche alle persone perseguitate nel loro paese di origine a
causa del loro orientamento sessuale. "E' un trionfo per la civiltà
umana," concludono i leader di EveryOne, "preludio alle nostre nuove
campagne, il cui fine è la salvaguardia dei profughi e di altre
minoranze perseguitate. Mentre festeggiamo la salvezza di una vita,
però, dobbiamo lottare perché le nazioni si pongano sulla via dei
Diritti Umani e abbandonino persecuzioni e ingiustizie che sono il
retaggio di epoche che è necessario lasciarsi alle spalle".
Per
ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.
everyonegroup.com
info@everyonegroup.com


UNO SPORTELLO GLBT AD AVEZZANO (AQ)
Apre lo sportello di ascolto e d'intervento sulle
tematiche GLBT ad Avezzano. Lo sportello si propone di essere un valido
appoggio per coloro che vivono un disagio discriminatorio derivato dal
proprio orientamento sessuale. Responsabile dello sportello è Anna
Maria Angelitti, già nota nella comunita varia per i suoi articoli e
contributi. Lo sportello ha sede presso la Federazione PRC – SE di
Avezzano in via F. Parri 13 b/c. La Angelitti offre la massima
disponibilità a tutti coloro che vi si rivolgeranno, nel pieno rispetto
della privacy. Dichiarazione di Marco Riccardi Segretario Federazione
PRC – SE: "Esprimo tutta la mia vicinanza ad una tematica che purtroppo
in questo paese ancora non trova il giusto riconoscimento ed il
rispetto che merita". Chiunque potrà contattare Anna Maria Angelitti ed
avere l'assistenza richiesta, rivolgendosi al seguente numero di
telefono: 320.2737126.
Marco Riccardi
Segretario Federazione PRC – SE
Avezzano


LE RAGAZZE DI GAYA CsF E IL DECALOGO DI MONS. MOLINARI VESCOVO DELL'AQUILA
Sfogliando le pagine de "il centro", cronaca di L' Aquila, in prima pagina abbiamo letto a malincuore le quattro colonne in cui sua eminenza Mons. Molinari dettava gli 8 consigli ai ' poveri
cattolici' su come votare. In realtà non erano consigli ma regole da
seguire......altrimenti l'ira di Dio si sarebbe scatenata su questi
"poveretti"......poverini!!!!!!!! L'ottavo consiglio da seguire era
quello di votare partiti che avessero riguardo per la famiglia.......
tra parentesi vi era il divieto a qualsiasi tipo di unione
omosessuale!!! Come tali ci siamo sentite offese, disprezzate e
soprattutto rifiutate dalla chiesa.....Alla fine ci può anche andar
bene, non siamo interessate molto a far parte di quella grande setta
elitaria che è ....ma pensiamo a come si è potuto sentire chi crede!!!!
Nei giorni successivi le repliche ci sono state, ma quasi tutte per
sostenere il vescovo, anche da pare di quei partiti che avrebbero
dovuto contestarlo!!! Ed allora?........la cosa grave è che ci siamo
sentite tradite in qualità di cittadine di uno stato che non ci
difende, da quei partiti in cui credevamo e verso i quali adesso
nutriamo dei seri dubbi!!! Lo stato deve difendere i diritti di tutti,
questo almeno ci hanno tramandato i padri della costituzione. Nel
nostro paese lo stato difende solo gli interessi di pochi ed i politici
sono burattini manovrati dal grande potere onnipresente temporale della
chiesa cattolica apostolica romana. Mi vergogno di essere italiana!
Siamo fiere dunque di essere noi stesse, libere e autonomamente
pensanti! Grazie a Gaya CsF per aver come sempre difeso noi cittadini
di serie D. E grazie al Comitato Promotore Arcigay Consoli L'Aquila
perché è stata l'unica associazione che ha dato una severa ed eloquente
risposta al Vescovo Molinari senza curarsi di eventuali ritorsioni
politiche o sociali, delle quali, pare abbiano paura tutti gli altri.
Ramona e Silvia Gaya CsF L'Aquila.



ARCIGAY SOSTIENE IN SICILIA SILVESTRI E LUXURIA, CANDIDATI NELLA SINISTRA ARCOBALENO
Mercoledì 26 marzo, in due distinte conferenze stampa a Palermo e Catania, il
presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso presenterà i candidati
per la Sinistra Arcobaleno Gianpaolo Silvestri (Senato) e Vladimir
Luxuria (Camera, Sicilia 1). I due esponenti storici del movimento lgbt
(lesbiche, gay, bisessuali, transgender) potranno contare nella loro
avventura sull'appoggio di tutta Arcigay nazionale e siciliana nonché
sul sostegno da parte di tutto il popolo lgbt. Arcigay vuole ribadire
il contributo indispensabile che Luxuria e Silvestri potranno portare
nel prossimo Parlamento in termini di valori e di idee nella
definizione di una buona prassi politica per la difesa dei diritti
civili e di libertà dei cittadini omosessuali, oggi argomento sempre
più attuale e sempre più urgente. MERCOLEDI 26 MARZO 2008 ORE 11,30
CASA DELLA SINISTRA ARCOBALENO (LEFT) VIA DEGLI SCHIOPPETTIERI N. 8
PALERMO Saranno Presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale
Arcigay On. Vladimir Luxuria Candidata alla Camera, collegio Sicilia 1
Sen. Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato. MERCOLEDI 26 MARZO 2008
ORE 17,30 CAFFE' NEVA PIAZZA S. FRANCESCO D'ASSISI N. 4 CATANIA
Saranno presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay Sen.
Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato Paolo Patanè Presidente Arcigay
Sicilia
Davide Montanari
39 339 7107082


RUTELLI E LA COMUNITA' LGBT
E' da diversi giorni che Francesco Rutelli afferma di aver raggiunto
un' intesa con le Associazioni glbt romane. In concreto, Rutelli ha
incontrato Arcigay Roma e Arcilesbica Roma, sottoscrivendo alcune loro
proposte. Riteniamo importante che un candidato sindaco incontri il
mondo dell'associazionismo, nello specifico quello glbt, dobbiamo però
ricordare che solo nella città di Roma, che Rutelli si vanta tanto di
conoscere, le realtà associative gay, lesbiche e transgender sono più
di 10, ognuna portatrice di stimoli e rappresentatività diversi. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, per esempio, appoggia senza
se e senza ma la candidatura a sindaco di Franco Grillini, ritenendolo,
tra tutti i candidati , la sola alternativa laica presente in città.
Franco Grillini è sostenuto con forza anche da Arcigay Nazionale e da
vari Comitati Provinciali, tra cui anche Arcigay Roma. Le proposte per
la comunità gay presenti nel programma di Rutelli sono in parte
tardive e in parte sembrano più il famoso specchietto per le allodole
che un reale intento di occuparsi dei diritti civili di tutti i
cittadini. Curioso che prenda l'impegno di contrastare qualsiasi
discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale: solo qualche
mese fa la sua collega, Paola Binetti, ha rischiato di far cadere il
governo Prodi proprio su questo tema, senza che vi fosse una presa di
distanza da parte di Rutelli. Ci piacerebbe chiedere a Rutelli se
anche questo, come le Unioni civili, sia tema da governo nazionale.
Paradossale che venga a chiedere ai gay e soprattutto alle lesbiche il
voto dopo l'invito a disertare il referendum sulla misogina e
discriminatoria legge 40. Non siamo disponibili a votare un candidato
che nel programma non ha inserito una sola riga che sostenga in maniera
tangibile le richieste delle persone gay, lesbiche e transessuali.
Quanto ai punti per i quali Rutelli si è impegnato con Arcigay e
Arcilesbica dobbiamo far presente che su alcuni di essi l'
associazionismo romano ha operato per anni con progetti ed interventi
mirati, in collaborazione con i vari Assessorati delle precedenti
Amministrazioni capitoline. Specificatamente il Circolo Mario Mieli ha
realizzato e porta avanti progetti sul bullismo, sull'Hiv, contro le
discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di
genere. In tal senso quindi l'impegno del candidato Rutelli non ci
sembra nè nuovo, né innovativo ed articolato. Per tutti questi motivi e
perché non abbiamo ancora visto un radicale cambiamento di Rutelli su
questi temi, noi continuiamo fortemente ad appoggiare Franco Grillini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano –
Presidente
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A
- 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
3487708437


PILLOLA DEL GIORNO DOPO IL 10 APRILE IL GIP DI ROMA DECIDERA' SE RINVIARE A GIUDIZIO I MEDICI OBIETTORI DI COSCIENZA.
Dichiarazione di Massimiliano Iervolino e dell'avv.Alessandro Gerardi.
"A seguito della nostra opposizione alla richiesta di archiviazione
formulata dalla procura della repubblica di Roma, il Giudice per le
Indagini Preliminari, dott. Carlo Mattioli, ha finalmente fissato l'
udienza di discussione in camera di consiglio per il giorno 10/04/2008,
ore 12,00. Il predetto procedimento giudiziario trae spunto da un
nostro esposto del 01/02/2006 col quale decidemmo di denunciare i
medici del Policlinico Umberto I° e del San Giovanni di Roma che,
appellandosi all'obiezione di
coscienza, si rifiutarono di prescrivere
la c.d. "pillola del giorno dopo" ad una paziente che ne faceva urgente
richiesta. All'udienza del 10 aprile, pertanto, per la prima volta in
un'aula giudiziaria, tenteremo di dimostrare – soprattutto grazie all'
ausilio del parere medico-scientifico redatto dal dott. Silvio Viale
sul meccanismo d'azione del Levonorgestrel - che i medici che non
forniscono la ricetta per l'acquisto della c.d. "pillola del giorno
dopo" compiono un vero e proprio reato di interruzione di pubblico
servizio e/o di omissione d'atti d'ufficio e non un atto di rispetto
della propria coscienza (che nel caso di specie, come per i
profilattici e la contraccettiva, non è previsto né consentito dalla
legge)."
www.radicaliroma.com


IL GUELFO CIARRA-PAME
A questo mondo non si finisce mai di imparare e di stupirsi. Questa volta la storia
e il vero senso della vita ce li insegna Giuseppe Ciarrapico, candidato
con il PDL al Senato della Repubblica. Si definisce guelfo,
sostenitore del Papato e di Benedetto XVI: IL Papa e lui, entrambi
fautori della sola vera famiglia, quella composta da un uomo e da una
donna. Fin qui nulla da obiettare se non fosse per il fatto che per
confermare questa convinzione si permette di insultare chi non la pensa
come lui. Usa il termine "ciarpame" per definire tutto ciò che è al di
fuori del sacro vincolo del matrimonio eterosessuale, offendendo di
fatto tutta le comunità glbt e non solo. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli gli risponde per le rime:
- ciarpame è
essere fascista e non rinnegarlo (altrimenti perché il saluto romano ai
funerali di Edda Ciano Mussolini nel 1995?);
- ciarpame è stampare
libri revisionisti sulla storia, le armi e l'esercito fascista nella
propria tipografia di Cassino;
- ciarpame è il Lodo Mondadori;
- ciarpame è la bancarotta fraudolenta per l' A.S. Roma;
-
ciarpame è la vicenda "Casina Valadier" (3 anni in Cassazione)
-
ciarpame è il finanziamento illecito ai partiti (condannato ma affidato
ai servizi sociali)
- ciarpame è il crack del Banco Ambrosiano (in
appello condannato a 4 anni e mezzo poi ridotti a soli sei mesi in
detenzione domiciliare per motivi di salute).
Il signor Ciarrapico
sembra pronto per essere eletto in Parlamento grazie a Berlusconi che
ha blindato la sua candidatura.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 -
348/7708437



LORENZO CESA, UDC, A BABILONIA
«Nessuna forma di riconoscimento pubblico alle coppie
di fatto. Non si può dare a tutti lo stesso. Siamo impegnati a
promuovere normative che facciano riferimento alla dottrina sociale
della Chiesa».
«Il concetto di famiglia accolto dalla Costituzione
risale a una tradizione giuridica più che bimillenaria. (...) Per
quanto riguarda le coppie gay, si tratta di una situazione meramente
privata che, come tale, non può ricevere una forma di riconoscimento
pubblico né essere equiparata alla famiglia, ferma restando la tutela
dei diritti dei singoli». E' questa una delle tante risposte che il
segretario nazionale dell'UDC, fornisce in una intervista al mensile
Babilonia. La rivista di cultura omosessuale va in edicola con uno
speciale sulle elezioni di aprile, dando spazio alle voci del movimento
omosessuale, e con reportage da Bruxelles e da altre parti del mondo su
come politici e organizzazioni glbt vedono le consultazioni
elettorali. Due i politici italiani, diversi tra loro, che parlano al
movimento glbt, attraverso lo storico mensile omosessuale: Fausto
Bertinotti e Lorenzo Cesa. Il segretario dell'UDC risponde a Babilonia
su molti temi, come la fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale:
«ha spostato a destra il Popolo delle Libertà. L'ingresso di Fini nel
PPE dipenderà dagli oltre 50 partiti che fanno parte della nostra
grande famiglia europea». Ma sono i diritti civili, la Chiesa e la
protezione della comunità omosessuale contro ogni forma di
discriminazione, i temi principali dell'intervista. Così alla domanda
di Babilonia: "Perché un omosessuale dovrebbe votare Udc?", il
segretario Cesa risponde: «Chi condivide i nostri programmi e si
riconosce in una forza politica moderata e tollerante non dovrebbe
avere problemi a votare UDC». All'insistenza del giornalista se l'UDC
sarebbe in grado di accettare, anche ai vertici del partito, un
omosessuale, Cesa replica: «Direi che il problema non dovrei pormelo io
bensì coloro i quali desiderassero partecipare alla vita del partito.
E' ovvio che dovrebbero condividerne pienamente principi e valori».
Babilonia chiede a Cesa perché l'Udc, quando si parla di diritti
omosessuali, è così lontana a discuterne. Categorico il segretario: «Mi
sembra eccessivo e non rispondente alla realtà dire che vi siano
persone "senza un briciolo di diritti". E non è nemmeno accettabile
affrontare la questione delle coppie omosessuali prendendo a pretesto
questa inesattezza giuridica». Ancor più incisivo su quello che la
Chiesa ha il diritto di imporre: «Ha il pieno diritto – dice Cesa a
Babilonia – e dovere di sollecitare al rispetto di principi e valori
che non sono negoziabili. L'UDC, in quanto partito d'ispirazione
cristiana, è impegnato a promuovere normative che facciano riferimento
alla dottrina sociale della Chiesa». Alla domanda se l'UDC appoggerebbe
leggi contro le discriminazioni, il segretario risponde: «L'uguaglianza
dei cittadini di fronte alla legge è un principio di civiltà che fa già
parte della nostra Costituzione e del nostro ordinamento. Il divieto di
discriminazione non significa però dare a tutti lo stesso, ma a
ciascuno il suo. Non mi risulta che ci siano oggi discriminazioni
fondate sulle tendenze sessuali. Qualora se ne individuassero, non
penso che ci siano problemi nel sostenere iniziative parlamentari per
eliminarle».
Mario Cirrito
Babilonia



IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FAUSTO BERTINOTTI IN ESCLUSIVA A BABILONIA


«Il governo Prodi si è speso troppo poco sulle unioni civili. E anche su pensioni e salari... E la
Chiesa non pretenda di dettare comportamenti al legislatore.»
«Credo
che il governo sulle unioni civili si è impegnato troppo poco, non
troppo! Non capisco per quale ragione di fronte ad un elemento di così
grande valore civile, avrebbe dovuto esonerarsi dalle responsabilità di
presentare una legge. Non capisco perché il governo deve assumersi
responsabilità in materia di politica economica e non di un
provvedimento sui diritti civili». Il Presidente della Camera, Fausto
Bertinotti, risponde così ad una delle tante domande, in una intervista
esclusiva al mensile storico omosessuale Babilonia. Il candidato
premier della Sinistra Arcobaleno parla anche di salari, pensioni,
precarietà: «Se Prodi avesse operato a favore dei salari e delle
pensioni, avrebbe potuto consolidare un elemento di forza che,
purtroppo, aveva disperso a luglio non accogliendo le richieste dei
movimenti per una incisiva lotta alla precarietà». Poi, ovviamente,
sono i diritti civili omosessuali a impegnare il Presidente Bertinotti
nell'intervista con Babilonia. La divisione nel governo e nella
maggioranza non hanno portato risultati concreti per una legge sulle
unioni di fatto e altre leggi contro l'omofobia e lo il mensile
omosessuale cerca di capire perché. «Avevamo raggiunto un compromesso
nella scorsa campagna elettorale – risponde Bertinotti – Era un
compromesso interessante e dinamico: riconosceva diritti alle persone
che fanno parte delle unioni di fatto, semplicemente sulla base di
scelte affettive e amorose. Un passo avanti che è stato colpevolmente
messo in discussione dalle destre». Ma, la sinistra, non poteva essere
più incisiva? «No – replica Bertinotti – i numeri eran quelli e c'era
poco da essere incisivi. Ci siamo trovati di fronte a una
controffensiva moderata e fondamentalista rispetto al quale, questo sì,
va rimproverato: il governo non ha avuto il coraggio necessario di
stoppare! Sarebbe stato utile per tutti, anche per la trasparenza dei
processi politici, sfidare in campo aperto le forze che dentro la
maggioranza si erano sfilate dal patto e dall'accordo del programma.
Dovevamo parlare direttamente al Paese» Nessuna autocritica? Qualcuno
tra voi non dovrebbe scusarsi per le promesse non mantenute con la
nostra comunità?, chiede con insistenza Babilonia. «No. Nella
maggioranza ci si è battuti perché le unioni civili venissero
riconosciute. Naturalmente una critica complessiva può essere fatta ma
ci sono state forze come quelle che oggi sono nella Sinistra
Arcobaleno, così come nei Radicali e Socialisti, che si sono impegnati
su questo terreno. Naturalmente capisco la comunità omosessuale ma non
si può mescolare chi l'ha combattuta e persa la battaglia, da chi
invece l'ha fatta perdere», risponde Bertinotti. Babilonia chiede se
vale anche per l'Italia una frase di Zapatero: "La Spagna si governa
con la legge, non con il catechismo". «Quello della Chiesa – risponde
il Presidente della Camera – è tornato ad essere un problema cruciale
per la vita politica italiana. Credo che la laicità sia una condizione
preliminare perché la politica possa assolvere al suo compito. Ogni
volta che si determina una limitazione dell'autonomia della politica,
in nome di una cattedra esterna, la politica subisce uno sfiguramento
che la rende impresentabile. La Chiesa ha il diritto e il dovere di
rivolgersi ai fedeli e chiedere a loro la piena applicazione dei suoi
precetti. Ha anche il diritto di rivolgersi ai non credenti nella sua
opera di proselitismo. Io non appartengo a quella cultura laica che
nega alla religione la presenza come elemento costruttivo dello spazio
pubblico. Riconosco al fenomeno religioso questa presenza ma non
capisco perché tutto ciò poi debba trasformarsi in quella forma
specifica di ingerenza che si manifesta con la pretesa di dettare
comportamenti al legislatore in nome di una morale esterna alla
fondazione politica che è quella istituzionale».
Mario Cirrito
cell.
392.1858930



ALL'APERTO E AL CHIUSO
Prostituzione e tratta I nuovi dati del fenomeno, i servizi sociali, le normative di riferimento
Il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, assieme al
traffico di armi e di droga, è diventato uno dei principali mercati
illegali su scala mondiale. Il fenomeno ha subito in questi ultimi anni
una trasformazione strutturale che ha prodotto un cambiamento radicale
del rapporto tra i diversi attori sociali coinvolti e ha determinato
una maggiore segmentazione interna al fenomeno. Le modalità di
esercizio della prostituzione si sono estese determinando cambiamenti
dei luoghi dove viene praticata, dei rapporti sociali e delle forme di
contrattualizzazione tra le vittime e gli sfruttatori. Le
organizzazioni criminali hanno sviluppato un modus vivendi accettabile
per le donne coinvolte nei meccanismi di sfruttamento con l'obiettivo
di "umanizzare" lo sfruttamento sessuale ed evitare conflitti
incontrollabili che possono mettere in crisi la stabilità delle stesse
organizzazioni. Una vera e propria "ricerca del consenso" che è
diventata fattore costitutivo del rapporto di prostituzione. Nel
frattempo la prostituzione si è spostata dalla strada alle "case al
chiuso", in risposta alla repressione giudiziaria innescata dalla legge
Bossi-Fini mirata contro le donne straniere che esercitano la
prostituzione in strada, perché più visibili. La prostituzione allora
si mimetizza ma estende il proprio raggio di influenza su nuovi gruppi
nazionali, primi tra tutti quello delle donne maghrebine e quello delle
donne cinesi. Il libro raccoglie i risultati di una ricerca condotta da
Parsec Consortium nel biennio 2005-2006 che ha studiato le
trasformazioni del fenomeno a livello nazionale, sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo, e ha costruito una vera e propria "mappa
sociale" del mercato romano della prostituzione che rappresenta, da
solo, quasi un quinto dell'intero fenomeno nazionale. La ricerca
presenta anche le esperienze realizzate a sostegno delle vittime della
tratta sessuale e le metodologie di lavoro sperimentate proprio al fine
di attivare percorsi per la loro fuoriuscita dai circuiti della
prostituzione. In particolare, il Progetto Roxanne del Comune di Roma,
programma di intervento che ha coinvolto le istituzioni locali, le
forze dell'ordine, gli operatori della sanità, gli operatori sociali e
i mediatori culturali, finalizzato al reinserimento sociale e
lavorativo delle vittime della prostituzione.
Casa editrice EDIESSE Via
dei Frentani 4A - 00185 Roma
06 44870283 ediesse@cgil.it
Ufficio
stampa: Carla Pagani
06 44870286 ediesse.pagani@mail.cgil.it
www.
ediesseonline.it

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06 agosto 2007

news 6 agosto

TRISTI COINCIDENZE
Stefania, una transessuale di 35 anni, è stata aggredita e ridotta in fin di
vita da un vile aggressore che l’ha poi derubata di poche cose ed è

sparito nel nulla. Questo è purtroppo quasi sempre il cliché delle
violente aggressioni che spesso portano alla morte di gay e
transessuali. Grazie alla competenza degli agenti della Squadra Mobile
che operano in questi casi, sempre più spesso i colpevoli vengono
smascherati e consegnati nelle mani della giustizia. Ciononostante il
numero dei delitti di matrice omofobica e transfobica è in costante
aumento e nel nostro paese manca un chiaro segnale politico che estenda

la legge Mancino ai reati di omofobia e transfobia. A conferma di ciò
si registra in queste ore la coincidenza con la conclusione delle
audizioni della Commissione Giustizia della Camera, che sembrerebbe
orientata a stralciare dal pacchetto antiviolenza in esame tutta la
normativa a tutela di gay, lesbiche e trans e far approvare la sola
parte relativa alle donne. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli esprime la sua profonda solidarietà a Stefania e a tutti coloro

che le sono vicini in queste ore di ansia; si augura che le forze
dell’
ordine che stanno seguendo il caso lo risolvano al più presto
individuando e arrestando il colpevole; esprime il proprio fermo
dissenso a questa ipotesi sconcertante della Commissione Giustizia che
parrebbe ignorare che la matrice culturale della violenza alle donne,
agli omosessuali e alle transessuali è la medesima. La comunità glbt
riceve oggi l’ennesimo schiaffo, al quale non rimarrà insensibile,
da
Istituzioni parlamentari, colpite da orticaria quando si tratta di
questioni omosessuali e transessuali.
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Rossana Praitano – Presidente -06/5413985 fax
06/5413971
- 3397126198


FAMILY MATTERS
Lâ Università degli Studi del Piemonte
Orientale, con l’Agedo e le associazioni di familiari spagnola (Ampgil)
e inglese (Flag), stanno realizzando il progetto “Family Matters”: sostenere le famiglie per prevenire la violenza ai giovani gay e lesbiche. Finanziato dai fondi comunitari *Daphne*, il progetto ha come obiettivo produrre conoscenze utili ad aiutare le famiglie a diventare
un luogo dove i giovani gay e le giovani lesbiche trovino sostegno per
fronteggiare la violenza omofoba e dove insieme si possa costruire una
società libera da violenza e da pregiudizi. Attraverso un questionario a diffusione nazionale si vuole dare voce a genitori di ragazzi che tra i 14 e i 22 anni, sono diventati visibili in famiglia. Le interviste,
trattate in maniera assolutamente anonima dal gruppo di ricerca,
affiancheranno ai dati raccolti dal questionario le voci delle
famiglie. Per la buona riuscita della ricerca, è importante poter
raccogliere esperienze diverse: abbiamo per questo bisogno della
collaborazione di tutte/i, per far conoscere la ricerca ai familiari
che potrebbero essere interessati a partecipare. Per partecipare:
telefonate 01312283726 (martedì dalle 14.30 alle 18) oppure scrivete a progettodaphne@sp.unipmn.it - http://www.arcigayroma.it

CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE DONNE E DISCRIMINAZIONE
Le donne sono ancora vittima di discriminazione. Il Pixelle è un circolo arci
giovane, che ha dato spazio alle iniziative delle donne. Aperto da 5
socie che con l'aiuto di molte altre, hanno trasformato un grigio
capannone industriale in un luogo accogliente e piacevole. Concerti,
teatro, cineforum, presentazioni di libri e tanto altro. Ora "lo
sfratto", senza preavviso, senza possibilità di dialogo, e con
l'accusa di essere un locale "equivoco". Un locale spesso attaccato che non ha
mai avuto lo spazio mediatico per esporre il proprio punto di vista. Ma questa diaspora delle donne ha il sapore amaro della discriminazione.
Se volete scrivere un vostro un messaggio di sostegno speditelo a
info@pixelle.it lo pubblicheremo sul sito www.pixelle.it al piu' presto. Grazie a tutti e a tutte quelli che sono passati per aver fatto del Pixelle un posto diverso e speciale e grazie anche a chi
vorrà aiutarci in questa lotta alla discriminazione.

LETTERA DEL
CIRCOLO DRASTICAMENTE ALLA REDAZIONE DE IL MATTINO DI
PADOVA, 5 AGOSTO 2007.
Spett.le Redazione, noi socie del circolo Drasticamente
abbiamo deciso di scrivervi per entrare nel merito di alcuni punti
della discussione sorta in seguito allo sfratto subito dal circolo
Pixelle dalla sua sede di via Austria a seguito della decisione del
consorzio ZIP (Zona Interporto di Padova). Lo facciamo perché il
nostro circolo è stato spesso ospite della sede del Pixelle. Scriviamo in
primo luogo motivate dalla rabbia per quello che si profila come l’
ennesimo attacco alle donne lesbiche. Dopo la nostra separazione dal
circolo Tralaltro all’incirca dieci anni fa, non siamo ancora
riuscite a trovare una sede stabile nella quale organizzare e ospitare le nostre attività . Meno fortunato del circolo Arcigay Tralaltro, che già da tempo risiede in una sede del comune, il circolo Drasticamente ha ripetutamente chiesto all’amministrazione comunale uno spazio –
tramite numerose raccomandate - e un incontro con il sindaco Zanonato senza che entrambe tali richieste siano mai state soddisfatte. Questo ci ha costrette ad anni di cambiamenti di sede – spesso in condivisione – i quali molte volte hanno limitato la capacità di azione della nostra
associazione. Attraverso il Pixelle abbiamo trovato un luogo dove poter svolgere le nostre attività culturali e allo stesso tempo finanziarci, ponendoci in entrambi i casi al servizio di una popolazione – quella femminile ed in particolare quella lesbica – che, rispetto alla popolazione in generale inclusa quella gay, gode di minore visibilità e spazi aggregativi e ricreativi. Purtroppo, per una decisione del
consorzio ZIP, ora il Pixelle è costretto a lasciare la sua sede. Questa decisione è arrivata in modo improvviso e colpisce tra molti locali e attività culturali presenti nell’area, proprio il Pixelle.
Il nostro dubbio è che si sia voluto trovare un capro espiatorio per giustificare una cacciata che ha il sapore amaro di una discriminazione per noi inaccettabile. Il tutto accade nella (continua) indifferenza del sindaco rispetto a questo specifico episodio e alle già citate
richieste di incontro in relazione alla richiesta di una sede. Ma anche nel silenzio di quegli esponenti apertamente gay del governo municipale i quali sono soliti schierarsi in prima linea per combattere le
disuguaglianze e ai quali competerebbe perlomeno informarsi se dietro allo sfratto del Pixelle non si nascondano intenti discriminatori contro donne e lesbiche. Attendiamo una risposta dall’uno e dagli altri come si converrebbe ad istituzioni non tanto democratiche ma
semplicemente decenti. Nel frattempo, annunciamo che daremo battaglia
nelle sedi opportune fino a quando un chiarimento sullo sfratto
repentino del Pixelle e sulla questione annosa della nostra sede non
saranno date risposte convincenti. Il circolo lesbico Drasticamente


ADOLESCENTI GAY, UN DRAMMA¦ I GENITORI? NON SANNO AIUTARLI

L'adolescenza è un momento di crisi profonda. Se poi ci si innamora di una persona dello stesso sesso è un dramma. E così accadono gli episodi di Lecco, dove una ragazzina ha tentato il suicidio perche' la madre le impediva di vedere la fidanzatina. Il 30% dei ragazzi si toglie la vita per disagi dovuti all'orientamento sessuale. FONTE Libero.it


DUE
RAGAZZI GAY SI BACIANO A ROMA, I CARABINIERI LI FERMANO, LI PORTANO IN
CASERMA E LI DENUNICIANO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA. INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI: "QUALE REATO E' STATO
COMMESSO DALLA COPPIA GAY? E A QUANTE COPPIE ETEROSESSUALI VIENE
RISERVATO LO STESSO TRATTAMENTO?".
Interrogazione dei deputati radicali Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano e Marco Beltrandi su quanto avvenuto la notte scorsa a Roma, davanti al
Colosseo. Interrogazione urgente a risposta scritta: Ai Ministri della
Difesa, degli Interni, della Giustizia, della Famiglia e delle Pari
Opportunità . Per sapere – premesso che: Secondo quanto dichiarato
dall'Arcigay di Roma e da alcuni organi di stampa, nella notte tra il
26 e 27 luglio 2007, a Roma vicino al Colosseo, in una zona frequentata da persone lesbiche e gay, una coppia gay di due ragazzi di 27 e 28 anni, che si baciava, è stata arrestata da una pattuglia di
Carabinieri. La coppia è stata portata alla Caserma militare del Celio e dopo un interrogatorio sono stati rilasciati con un verbale dal quale risulta che sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria; Per
sapere:
- quali violazioni di legge hanno commesso i due ragazzi che
si baciavano davanti al Colosseo;
- quante coppie
eterosessuali che si baciano vengono fermate, arrestate, interrogate e
poi denunciate al giudice perché si baciano davanti a un monumento;
- se non ritengano i Ministri interessati che tale vicenda sia l'ennesimo atto di gravissima discriminazione cui le persone omosessuali sono vittime in Italia;
- se non ritengano i Ministri interessati utile promuovere corsi di aggiornamento tra le
forze dell'ordine per evitare che episodi così marcatamente
discriminatori si ripetano e che aggravano la già difficile condizione degli omosessuali in Italia. I deputati radicali: Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano, Marco Beltrandi


COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
OGGETTO: Il Comitato Gay e Lesbiche Prato viene censurato durante la serata dedicata a Tondelli
con l’interpretazione dell’On. Vladimir Luxuria. In occasione dello spettacolo “Vladimir Luxuria in Omaggio a Pier Vittorio Tondelli, la sera di venerdì 27 luglio presso il parco di Galceti (Prato), il Comitato Gay e Lesbiche Prato era stato contattato dagli organizzatori (Circoscrizione Prato Nord - COMUNE DI PRATO, Associazione Culturale Pronomos) per presenziare alla serata stessa con un banchino informativo con libri, dépliant, riviste ecc. a tematica gay, lesbica, bisessuale e trans. Fra i vari materiali esposti era presente anche una bandiera del Coordinamento Facciamo Breccia (www.facciamobreccia.org), cui il Comitato Gay e Lesbiche Prato aderisce. Tale bandiera riportava lo slogan ripetuto nelle ultime due manifestazioni organizzate dal Cordinamento, ossia “No-Vat. Più autodeterminazione. Meno Vaticano.” Alcuni membri dell’organizzazione si sono rivolti al Comitato chiedendo di togliere la bandiera dai materiali esposti, dichiarando che, per una manifestazione culturale e non politica, la bandiera era da considerarsi eccessiva. Vari membri del coordinamento hanno fatto presente come la richiesta fosse insensata, considerando la semplicitÃ
dello slogan ed il contesto della serata. Vista l’insistenza degli organizzatori, hanno deciso allora di coprire il testo della bandiera con dei pezzi di carta bianca che riportavano la dicitura “Censura
clericale”, considerando questo espediente, quasi teatrale, un gesto adatto al contesto per esprimere la propria insofferenza al tentativo censorio. A questo punto alcuni degli organizzatori hanno strappato con violenza la bandiera, qualcuno ha anche affermato “Tanto con voi
bisogna fare così”. Sono seguite proteste da parte dei membri del Comitato, che sono state prontamente bloccate dal servizio d’ordine della serata. In particolare è stato impedito ai membri del comitato di incontrare l’On Vladimir Luxuria per spiegare i fatti, situazione paradossale se si considera che Vladimir Luxuria, non ancora onorevole, ha partecipato alla prima manifestazione No-Vat ed ha anche preso parola durante gli interventi finali dal palco. Il Comitato Gay e
Lesbiche Prato esprime il proprio sconcerto per un simile comportamento che nega ogni forma di dissenso verso l’ingerenza vaticana sulla politica italiana. La negazione di tale dissenso risulta assurda considerando la pesantezza dell’attacco vaticano allo sviluppo dei diritti civili per gay, lesbiche e trans in Italia. Eppure l’ organizzazione ha invitato a celebrare l’autore gay Tondelli un* parlamentare transgender che proviene dal movimento gay lesbico bisessuale e trans romano e italiano! Ci chiediamo, a parte l’ aggressività del gesto, se l’organizzazione della serata aveva una pur vaga idea del profondo senso politico che assume, nell’Italia del 2007,
invitare V.Luxuria ad interpretare “Camere separate”, “Pao pao” ecc.
ecc. A nostro parere non ha senso tenere insieme una reverenza muta verso un’ indiscutibile cattedra vaticana con elementi di cultura gay fatti solo fenomeno di costume o evento di tendenza. L’Italia risulta ogni giorno di più il paese della contraddizione, dove da una parte la Cassazione riconosce il diritto di un rifugiato africano alla piena espressione dell’omosessualità come elemento dell’identità da rispettare (forse esistevano altri istituti preposti a riconoscere
questa ovvietà ?) e dall’altro si denuncia una coppia gay perché si bacia in pubblico a Roma. Viene da domandarsi se mai la politica italiana, specialmente del centrosinistra, riuscirà ad uscire dal suo senso di minorità rispetto alla gerarchia della chiesa cattolica, diventando finalmente maggiorenne ed europea. Prato, 27 luglio 2007 Comitato Gay e Lesbiche Prato – 347/4637511 –
info@gayelesbicheprato.it - www.gayelesbicheprato.it


ASSOCIAZIONE RADICALE IGNAZIO SILONE LETTERA APERTA A WALTER VELTRONI
È più che mai indispensabile risolvere lo sconcertante ostracismo dell’attuale
comitato dirigente del nascente PD verso le aspirazioni ideali di noi
radicali, ritenuti (spero anche secondo lei ingiustamente, carissimo
Veltroni) “non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito
Democratico”. Qui non ve la potete cavare con un triste e chirurgico “NIET” burocratico ! Questo rifiuto, apparentemente legittimo, apre delle fratture molto ampie e profonde che abbisognano per essere ricucite di organizzare una o più giornate di studio e di riflessione
congiunta tra il PD e Radicali Italiani. I burocrati facciano pure il loro mestiere ma la politica che vuol essere levatrice di nuove idealità e aspettative per questa nostra Italia si deve allertare e
ricucire lo strappo. Perciò noi dell’Associazione Radicale
“Ignazio Silone” ci appelliamo a Te ancora pieni di speranze perché tu sappia essere uomo d’onore e di parola! Ricordiamo a Te ed a tutti gli
italiani che si attendono da anni un vero partito democratico le oltre
660 parole del tuo discorso che sembrano scritte dai Silone, Rosselli
e noi radicali, parole che ci hanno indotto a batterci per poter
partecipare al processo costituente del 14 ottobre: Il partito che
immagino è un luogo aperto. Aperto, in primo luogo, ai giovani.
Aperto ai cittadini, a quei movimenti che nel corso di questi anni hanno
interpretato meglio la domanda di cambiamento, di rinnovamento della
politica, che veniva dalla società italiana. Aperto a livello
regionale, dove insieme a coloro che vengono da storie e da
appartenenze di partito dovranno partecipare, contare e decidere,
associazioni, gruppi, comitati e singoli cittadini. Così daremo vita
ad un partito federale, dove il principio dell'autonomia guiderà le
scelte riguardanti le persone che vivono e lavorano in quel determinato
territorio. Il Partito democratico, un partito che nasce dalla
confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Insomma,
ognuno di noi entra nel Partito democratico con la propria storia e la
propria identità , nessuno può chiedere a nessun altro di rinunciarvi. Rimango dell'idea che ho sostenuto in questi anni: una grande casa dei
democratici e dei socialisti. Sono convinto che il 14 ottobre sarà un
giorno importante per la democrazia italiana. Nasce, in forma nuova, un partito nuovo. Nasce consentendo a chiunque creda in questo progetto di iscriversi, naturalmente e direttamente, e di candidarsi. Associazioni e gruppi, comitati e movimenti, singole persone potranno, nello stesso
momento, formare un nuovo partito e decidere gli organi dirigenti e il
leader nazionale. E' un fatto mai accaduto prima. E' stato sempre più
facile che nuovi partiti nascessero da scissioni o da proiezioni
personali di leader carismatici. Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere, fin dal primo momento, alla stessa stregua dell'altro.
Per questo abbiamo voluto il principio "una testa, un voto". A contare, più di tutto, è il fatto che ogni giorno che passerà farà circolare e mescolare un po' di più le nostre idee, le nostre convinzioni, il nostro modo di guardare al di fuori di noi stessi. Un libero scambio
che sempre di più farà sentire ad ognuno di essere non una sola cosa, ma più d'una insieme. E cioè, semplicemente, un "democratico". Ora bisogna fare "l'ultimo miglio". Bisogna incrociare le storie e aprirsi. Bisogna arrivare ad una "indistinguibilità " organizzativa di ciascuno. Il Partito democratico non sarà un partito di ex. Sarà , finalmente, la casa dei "democratici". La più bella definizione di sé che un essere umano possa dare. Essere democratici vuol dire assumere nella propria
condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica". La politica non è una passeggiata solitaria nella quale puoi scegliere i percorsi e le soste che più ti piacciono. E' un meraviglioso viaggio collettivo. Vorrei che lo facessimo per una volta in allegria, con la serenità che in questa casa più grande, con amici nuovi, tutti possiamo essere diversi. Se questo partito, infatti,
dovesse iniziare il cammino con i difetti della politica preesistente, con i gruppi e le correnti chiuse e in conflitto, sarebbe quanto di più lontano dallo spirito che in queste ore sento attorno a noi, dalla
nuova fiducia per una possibilità che si apre. Non si comincia un nuovo
viaggio con un equipaggio dilaniato da vecchi rancori e preoccupato di
gettare dalla nave chi ad essa si affaccia per la prima volta. Una
leadership forte deve esercitare tutte le prerogative, nessuna esclusa, e deve saperlo fare ascoltando e condividendo. Il partito dispone già oggi di tante personalità e altre ancora ne verranno, altre ne conosceremo. Le opinioni di tutti saranno importanti. Non sono state
ancora precisate le regole della elezione della Assemblea Costituente,
né quelle per il segretario. Quando ciò sarà stato definito si
potrà formalizzare o meno una candidatura. Se ce ne sarà più d'una potrÃ
essere un bene. L'importante è che siano espressione di piattaforme
politiche chiaramente diverse. Altrimenti apparterrebbero, come logica,
ad un tempo che tutti vogliamo superare. Una società chiusa, rigida,
burocratica, provoca e alimenta rabbia e frustrazione. Non è questa la
via giusta. Dobbiamo decidere che Paese essere. Il Paese dell'egoismo
sociale e del corporativismo, dell'incattivimento populista e
dell'odio. Oppure un Paese che pensa positivo, volta pagina, guarda al
futuro. Parole che noi abbiamo preso sul serio portandoci a sostenere
toto corde la candidatura di Pannella ma che, se tu continuassi a
lavartene le mani, appaiono sarcastiche e beffarde. Sperando in un
sollecito riscontro. Gino Antognetti Segretario dell’Associazione
Radicale “Ignazio Silone” email: gino@associazioneradicalesilone.org


IL MARE PIu' SPORCO DEL MONDO? E' IL MEDITERRANEO: FARCITO DI SPAZZATURA
GALLEGGIANTE (SOPRATTUTTO PLASTICA), IMPREGNATO DI IDROCARBURI E ALTRI
INQUINANTI. I DATI RACCOLTI DA GREENPEACE E DA UN'ORGANIZZAZIONE
AMBIENTALISTA SPAGNOLA, OCEANA, PARLANO CHIARO.
Il Mediterraneo e' un mare relativamente piccolo; ha una superfice di 2 milioni e mezzo di
chilometri quadrati, e misura 4.000 chilometri dalle coste del Vicino
Oriente fino allo Stretto di Gibilterra. E' anche un mare «chiuso»:
il ricambio completo dell'acqua avviene all'incirca in 90 anni. Ed è un
mare invaso di spazzatura, sostiene Greenpeace - che da un paio di mesi
sta perlustrando il «mare nostrum» con la sua nave Rainbow Warrior
(in questo momento si trova nella zona spagnola, ed è per questo che ieri
il quotidiano El País ha dedicato ampio spazio all'allarme sullo stato
del Mediterraneo). Infatti presso le coste spagnole si contano 33 pezzi
di spazzatura galleggianti per metro quadro, di cui tre quarti sono
pezzi di plastica: dai frammenti ai sacchetti e le bottiglie. La
plastica «è la spazzatura più comune ed è la causa di gran parte
dei problemi per la fauna e gli uccelli marini», afferma Greenpeace. In
mare aperto la densità di spazzatura galleggiante si abbassa: può
arrivare però fino a 35 pezzi per chilometro quadrato. Ma il peggio
sta sul fondo: in media nei fondali mediterranei si contano 1.935 «pezzi»
per chilometro quadrato, che è la densità più alta di tutti i
fondali oceanici del pianeta. C'è poi l'inquinamento fluido, o liquido:
secondo uno studio di Oceana (citato da El País), nel Mediterraneo navigano
fino a 10 grammi di idrocarburi per litro. Per quanto piccolo, il
Mediterraneo è però un mare molto frequentato: un terzo della
navigazione mercantile mondiale lo attraversa, e circa il 20% del
traffico petrolifero; in media ogni anno 12mila navi solcano queste
acque. Tanto traffico è di sicuro una fonte di inquinamento, ma non la
prima: la gran parte della contaminazione presente nelle acque del
Mediterraneo viene dalla terraferma, e questo è un dato che fa
riflettere. Nel bacino mediterranea sboccano 69 fiumi, che portano ogni
anno 283 chilometri cubi d'acqua: questi fiumi, e i sistemi di
drenaggio pluviale, sono la fonte più diretta di contaminazione marina
perché vi trasportano ogni sorta di reflui (solidi e liquidi) dalle
zone urbane e industriali dell'interno. Spagna, Italia e Francia
insieme generano il 60% dell'inquinamento che affluisce al
Mediterraneo. Sulle coste mediterranee vivono circa 150 milioni di
persone a cui si aggiungono circa 200 milioni di visitatori annuali:
scarichi urbani e turismo costiero sono l'altra grande fonte di
inquinamento. La contaminazione liquida non è meno preoccupante. E
anche qui c'è un dato che fa riflettere: l'inquinamento di routine,
afferma Oceana, è assai più pericoloso di quello provocato dalle
grandi catastrofi (come gli incidenti che provocano grandi dispersioni di
petrolio o carburante). I ricercatori di Oceana sottolineano che ogni
anno 400mila tonnellate di idrocarburi sono scaricate in mare,
illegalmente e in via del tutto irregolare. Un incidente con
sversamento e «marea nera» attrae attenzione e sarà tamponato con
misure d'emergenza; non così il «normale» inquinamento. Tutto questo
si riflette in primo luogo sulla fauna marina: si pensi che il 20% delle
tartarughe marine nel Mediterraneo centrale, una specie molto studiata,
mostra contaminazione da idrocarburi. Preoccupante anche la
contaminazione da mercurio di molte specie di pesce che finiscono sulle
tavole degli umani. Le due organizzazioni ambientaliste spagnole dicono
che per riparare a questo stato di cose sono necessarie diverse azioni,
dalla diminuzione dei consumi alla moltiplicazione degli impianti di
depurazione, al controllo sullo stato delle imbarcazioni, al lavoro
educativo. La prima cosa è sapere che ogni cosa che usiamo sulla
terraferma va a finire in mare, e che il problema fa affrontato
all'inizio della catena dell'inquinamento, non alla fine. Marina Forti
Fonte:www.ilmanifesto.it INVIATO DA Promiseland.it


ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Il Ministero della Sanità ha fornito una
seconda risposta evasiva all'On. Donatella Poretti (RNP) che in
collaborazione con l’Associazione Coscioni ha presentato un’
interrogazione per chiedere di fare piena luce sul comportamento della
Commissione Nazionale sulle Cellule Staminali, istituita dal Ministro
Sirchia presso l’Istituto Superiore di Sanità e decaduta nel 2004,
senza lasciare completa evidenza o pubblicità dei finanziamenti
erogati, delle modalità adottate e dei risultati prodotti dai progetti
finanziati. L’onorevole Poretti aveva già presentato una prima
interrogazione a cui il ministero aveva risposto parzialmente, pertanto
ha presentato una seconda interrogazione a cui non è stata data
risposta e quindi una terza che ancora una volta non ha chiarito quali
documenti pubblici, siti istituzionali e riviste scientifiche diano
pubblicità e evidenza dei motivi per cui è decaduta la Commissione
nazionale sulle Cellule Staminali ovvero del motivo per cui non aveva
più ricevuto finanziamenti; degli importi dei progetti da essa
finanziati, conclusi e non; di chi e come ha scelto i revisori di tali
progetti; delle modalità di valutazione da essi adottate; dei
consuntivi amministrativi e scientifici delle attività concluse e
finanziate; del motivo dell'eventuale aumento dei fondi per il primo
bando da 7,5 Meuro, dichiarati dal comunicato 442 (2001) della
Commissione nazionale, agli 11 Meuro dichiarati dall'ISS; di chi e come
abbia valutato i progetti del secondo bando e del perché non sia stato
possibile distribuire i finanziamenti in modo da poter finanziare anche
il terzo bando atteso dalla comunità scientifica. A questa terza
interrogazione è stata data una risposta generica, in particolare l’
onorevole Poretti ha lamentato la singolarità della decisione, assunta
dall'Istituto Superiore di Sanità , di chiudere il sito internet della
citata Commissione subito dopo la cessazione dell'attivitÃ
istituzionale della stessa e a progetti ancora in corso e che la
possibilità ora suggerita dal Ministero della Sanità , per i
cittadini, di contattare telefonicamente l'ISS, non appare idonea a garantire un
livello adeguato di trasparenza. L’iniziativa dell’Onorevole
Poretti e dell’Associazione Coscioni ha preceduto di poco la notizia, data tra
venerdì e sabato, che EuroStemCells e ESTOOLS, due progetti
transnazionali di ricerca sulle cellule staminali hanno chiesto al
governo italiano di predisporre un piano a sostegno della ricerca sulle
cellule staminali embrionali. L’onorevole Poretti e l’Associazione
Coscioni si uniscono ai ricercatori europei per chiedere non solo che
il governo finanzi la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma
anche che vigili sulla legalità dei finanziamenti stanziati o giÃ
erogati per i progetti di ricerca sulle staminali adulte e sulle
eventuali lacune di trasparenza messe in atto dalla suddetta
Commissione. Di seguito nel link, i il testo integrale
dell'interrogazione: http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=587


IRAN. DEPUTATI ITALIANI SI MOBILITANO CONTRO PENA MORTE GIORNALISTI
CURDI
1 agosto 2007: "Il Parlamento italiano scende in campo nella
mobilitazione per la salvezza dalla forca di Adnan Hassanpour e Hiwa
Boutimar, i due giornalisti iraniani di etnia curda condannati a morte
la scorsa settimana da un Tribunale della Rivoluzione in quanto 'nemici
di Allah'". Lo annuncia una nota congiunta di Articolo21 e Information
Safety & Freedom (ISF), le associazioni italiane che, insieme a
Nessuno tocchi Caino, hanno raccolto per prime l'appello lanciato
dall'organizzazione Iniziativa per la Libertà di Espressione in Iran.
Stando alla nota, le firme raccolte fino a questo momento in Parlamento
sono quelle di Umberto Ranieri (presidente della commissione Esteri),
Daniele Capezzone (presidente della commissione Attività produttive),
Enzo Carra, Giuseppe Giulietti, Antonello Falomi, Paolo Gambescia,
Khaled Fuad Allam, Massimo Fiorio, Teresa Bellacovo, Laura Bafile,
Emanuele Fiano, Franco Grillini, Domenico Aurisicchio, Katia Zanotti,
Lalla Trupia, Marina Sereni, Marco Filippeschi, Sergio D'Elia, Bruno
Mellano, Giovanni Crema, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Donatella
Poretti, Donato Mosella, Augusto Rocchi, Giovanni Paglierini, Nicola
Tranfaglia , Luciano Tessitore, Alba Sasso, Emilia De Biasi, Manuela
Ghizzoni, Rosalba Benzoni, Cinzia Fontana, Laura Froner, Roberto
Zaccaria e Maura Leddi. "Le adesioni - assicurano ISF e Articolo21 -
sono ancora in corso e il loro numero aumenterà sicuramente". "Azioni
contro la sicurezza nazionale" e "contatti con organizzazioni
sovversive" sono le accuse mosse contro i due giornalisti. Adnan, che
lavorava per il settimanale Asu, chiuso nel 2005 dal ministero della
Cultura e dell'orientamento islamico, è stato accusato inoltre di
"spionaggio" per i suoi contatti con alcuni media stranieri, mentre il
suo collega oltre ad essere stato collaboratore della rivista censurata
è membro attivo della Ong ambientalista Sabzchia. FONTE Nessuno Tocchi
Caino


ZAMBIA. 97 COMMUTAZIONI
2 agosto 2007: il presidente dello
Zambia, Levy Mwanawasa, ha commutato in ergastolo le condanne a morte
di 97 prigionieri, annuncia un comunicato diffuso dalla capitale
Lusaka. Il Presidente ha anche rimesso in libertà 823 detenuti,
decongestionando in questo modo diverse prigioni del paese. Nel
comunicato, Mwanawasa si dice preoccupato per le cattive condizioni di
detenzione nel paese e assicura che il Governo sta studiando la maniera
per renderle più umane e sopportabili. Inoltre si rivolge alle
autorita' penitenziarie perche' vengano liberati anche i detenuti che
hanno osservato buona condotta e quelli più malati. Dal suo arrivo al
potere nel 2001, il capo dello stato, ex avvocato per i diritti umani e
contrario alla pena di morte, ha rifiutato di firmare ordini di
esecuzioni di condanne a morte, una formalita' prevista dal codice del
paese. Per continuare a decongestionare le prigioni – conclude il
comunicato – il Governo dello Zambia proseguirà nella revisione dei
casi ed eventualmente a raccomandare la grazia presidenziale. FONTE
Nessuno Tocchi Caino

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29 maggio 2007

Parlamentari presi a botte a Mosca: il video

MOSCA - Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del gay pride «un gruppo di nazionalisti» ha «picchiato violentemente i radicali».
Lo ha reso noto il partito radicale, che ha specificato come «subito dopo c'è stato l'intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare l’europarlamentare Marco Cappato e il funzionario del gruppo dei Liberali al Parlamento europeo e militante dei Radicali, Ottavio Marzocchi» I due sono stati rilasciati poche ore dopo. L’accusa formale di «aver attraversato la strada dove non si poteva» è stata respinta da Cappato, che ha spiegato: «Ho dichiarato che stavo difendendo un amico aggredito e non tutelato dalle forze dell’ordine».

PRIMA LE UOVA E POI LE BOTTE - «Questa mattina alle 10.15 ora italiana -spiegano i radicali- a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo». La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi voleva consegnare al sindaco, spiegano i radicali, una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay pride. Ma «mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all'iniziativa nonviolenta e poi a picchiare violentemente i radicali». Subito dopo è intervenuta la polizia. «Siamo molto preoccupati -dicono ora i radicali- soprattutto per le condizioni di Mazzocchi che è stato violentemente picchiato».
LUXURIA: «VOLEVAMO DARE LETTERA AL SINDACO» - «Già quando siamo usciti dall'albergo abbiamo trovato un nutrito gruppo di poliziotti che ci ha fatto controllo documenti. E quando siamo arrivati di fronte al municipio di Mosca, senza uno striscione o una bandiera, gli ultranazionalisti e gli ortodossi infiltrati in mezzo ai giornalisti, ci hanno tirato le uova. È evidente che c'è stata la pressione del sindaco per spaventarci e per non far avere luogo alla manifestazione». Lo ha dichiarato all'agenzia Adnkronos il deputato di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria, raccontando quanto successo a Mosca questa mattina. «L'organizzatore del Pride - ha aggiunto - era stato preso dalla milizia che lo voleva portare sul camion: ho cercato di evitarlo e sono stata spintonata. La polizia ci ha detto che voleva portarci via perchè voleva proteggerci; ma mentre ci tiravano le uova e, ad alcuni, anche i sassi, la polizia non faceva nulla e rideva. Sono stata rassicurata dall'ambasciata italiana che Marco Cappato, che era stato portato via, è stato lasciato libero». «Il nostro intento - ha spiegato il deputato di Rifondazione comunista - era solo quello di consegnare una lettera al sindaco di Mosca, sottoscritta da diversi europarlamentari, in cui si ricordava che l'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. Tuttavia, preannuncio un'interrogazione parlamentare: tra un mese ci sará l'incontro tra il governo italo-russo, e in quell'occasione voglio che la questione dei diritti umani sia posta in maniera risoluta».
NESSUN NAZISKIN - Contrariamente a quanto diffuso subito dopo gli incidenti, sono stati nazionalisti e ultraortodossi a tirae uova e calci contro gli europarlamentari giunti nella capitale russa a supporto dei diritti omosessuali. Durante i disordini di questa mattina non c’era nessun naziskin.
28 maggio 2007

Fonte: Corriere della sera



Guarda il video dell' accaduto







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12 febbraio 2007

news 12 febbraio

IN ITALIA E' BOOM DELLE CONVIVENZE, MA RUINI SCOMUNICA I "DI.CO"
Italia, è boom di convivenze. Ma la Chiesa scomunica i Dico
L'Istat: nel nostro Paese ci sono mezzo milione di conviventi, matrimoni ai livelli più
bassi dal 1972. Ci si sposa oltre i 30 anni e sempre di meno. E intanto
la Chiesa si mobilita contro i Dico. Il Papa: no alla distruzione della
famiglia grazie alle leggi statali. E il cardinale Ruini annuncia un
documento vincolante per i cattolici.

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 9
febbraio 2007
DICO: ARCIGAY, LE COPPIE FONDATE SULL'AFFETTO RIMANGANO
AL CENTRO DELLA LEGGE . MIGLIORARE LA PDL IN DIECI MOSSE
"Verrebbe
proprio da dire: che te lo 'dico' a fare? Dico o Pacs, scopo della
legge deve rimanere quello di riconoscere diritti e doveri delle coppie
legate da vincoli affettivi. Includere rapporti di altra natura, come
quelli tra fratelli, è solo un tentativo di introdurre incongruità nel
testo della legge al fine di snaturarla, e imporre ulteriori
limitazioni ai diritti previsti". Questo il segnale d'allarme lanciato
dal presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, che, all'
indomani del varo dei Dico da parte del governo, propone dieci punti
per migliorare il provvedimento. "Alcuni aspetti del ddl sono vessatori
– spiega Lo Giudice -. Altri sono solo il tentativo del Vaticano,
rappresentato da Rutelli, di snaturare la legge e di limitare i diritti
previsti. "Solo per fare un esempio i nove anni di attesa per il
diritto all'eredità sono davvero troppi. E che succede se una macchina
mi mette sotto prima? "Altro problema spinoso è il partner
extracomunitario. Se ci si registra all'anagrafe, ha diritto al
permesso di soggiorno. Ma come fa a registrarsi se il permesso di
soggiorno non ce l'ha ancora? Una coppia eterosessuale potrebbe
sposarsi. Una coppia gay, rischia la separazione forzata. "Va inoltre
prevista la possibilità per i conviventi di recedere dal rapporto,
senza dover per forza cambiare subito di casa. Un rapporto affettivo
può finire anche se, magari per necessità temporanea, si continua a
vivere sotto lo stesso tetto. Altrimenti viene contraddetta la
volontarietà del rapporto". Di seguito i dieci miglioramenti che
Arcigay propone al pdl Dico: "CHE TE LO DICO A FARE"1. Dichiarazione -
La dichiarazione deve essere resa insieme: quella di avvisare il
partner tramite raccomandata è una disposizione ridicola e rischia di
aprire il varco a false convivenze. Non ha senso estendere le
convivenze dichiarate a fratelli e sorelle. 2. Convivenza – è la
condizione della dichiarazione, ma deve essere resa possibile: va
prevista la possibilità di regolarizzare il partner straniero privo di
permesso e che ci siano punteggi nelle graduatorie lavorative per il
ricongiungimento al partner con cui si vuole andare a convivere.
Inoltre impedire che si possa dichiarare una convivenza con l'
amministratore di sostegno è in contrasto con la legge che prevede che
sia proprio il coniuge o il convivente ad assumere questo ruolo. 3.
Possibilità di recesso – Deve essere inserita. Nell'attuale proposta
non è prevista, in contrasto con la volontarietà della dichiarazione
iniziale. 4. Parte patrimoniale – deve essere possibile scegliere la
comunione dei beni e opporla a terzi. 5. Accesso alle strutture
sanitarie – il diritto deve essere garantito e non lasciato alla buona
volontà dei singoli ospedali. 6. Successione ereditaria - I nove anni
di attesa sono eccessivi. E se uno muore prima che succede? Va inoltre
parificata la tassa di successione a quella prevista per i familiari.
7. Successione nel contratto di locazione - deve poter essere
immediata, come già stabilito dalla Corte costituzionale, e non legata
ai tre anni di convivenza. 8. Reversibilità della pensione – viene
rimandata alla successiva riforma, ma vanno almeno esplicitati in modo
chiaro i principi e definiti tempi congrui e non eccessivi. In
particolare va riconosciuto il periodo di convivenza pregressa. 9.
Impresa familiare – viene riconosciuta al partner la partecipazione
agli utili, ma non ai miglioramenti dell'impresa e non si tiene conto
del lavoro casalingo. 10. Graduatorie lavorative – va definito in modo
vincolante il diritto ad un punteggio e vanno abbassati i tre anni
previsti, che penalizzano le coppie giovani. Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
JONATHAN DIRITTI IN MOVIMENTO
Il Governo ha affrontato i PACS.
Sotto le bordate della Chiesa, gli attacchi dei
difensori della famiglia alla Casini (divorziati ma, a detta loro,
proprio per questo consci del senso della vera unione matrimoniale), i
veti delle guardie svizzere del programma (ci è toccato anche questo.
Così si sono definiti i teodem della Margherita), le ministre alla
famiglia e alle pari opportunità hanno trovato il compromesso. Se è
vero che l'Unione ha fatto un passo (ma lo doveva fare, era scritto nel
programma), è altrettanto vero che la soluzione è al massimo ribasso.
Dunque, forse, è un passo indietro. I DICO non ci appartengono. Ci sono
estranei, ma lo sono perché ancora ci estraniano dalla società. L'
incipit del decreto sembra fatto per nascondere, o quantomeno per
spingerci a nasconderci: l'articolo 1 (ma chi l'ha scritto … il dottor
Azzeccagarbugli?) si arruffa al comma 3 in una specifica sulla lettera
raccomandata che, per avviare l'agognata convivenza, uno/una degli
aspiranti potrebbe inviare all'altro/a in sostituzione della firma
congiunta all'anagrafe (la «dichiarazione contestuale»). All'articolo
4, sull'assistenza in caso di malattia, anziché affermare un semplice
principio, cioè il diritto di un partner a prestare cura all'altro in
caso di ricovero, si rimanda alla disciplina stabilita dalle singole
strutture ospedaliere. All'articolo 5, se il partner muore o è
incapace, l'altro può assumere decisioni se vi è stato un atto scritto
(specifico, dunque aggiuntivo rispetto alla formalizzazione della
convivenza). All'articolo 7, Regioni e Province autonome «tengono
conto» della convivenza ai fini dell'assegnazione degli alloggi
pubblici. Non c'era una definizione più assertiva? All'articolo 8 si
specifica che, in caso di morte, il trasferimento del contratto di
locazione al partner può avvenire se vi sono stati tre anni di
convivenza. E se la tragica fine della convivenza si verificasse il
giorno prima del terzo anniversario? All'articolo 9 il triennio vale
anche per le agevolazioni e la tutela in campo lavorativo. All'articolo
10 si rimanda, sulle pensioni, al riordino generale della materia. Ma
si ribadiscono i criteri del bollino annuale. All'articolo 11 i tre
anni diventano nove sui diritti di successione. Se prima vi era una
discriminazione piena, oggi ce n'è una a metà. Ci chiediamo però se una
mezza discriminazione non valga, per chi la subisce, come una
discriminazione intera. Nell'Italia dove il privato torna ad essere
pubblico se è Veronica a scrivere a Silvio, le persone omosessuali non
esistono nel Giorno della memoria. L'Abruzzo ha uno statuto che
«promuove e garantisce la cultura, il rispetto ed il riconoscimento dei
diritti degli animali», ma che laddove «riconosce il valore
fondamentale della famiglia come luogo di promozione sociale di
sviluppo e tutela della persona» non «promuove il riconoscimento delle
altre forme di stabile convivenza affettiva» (questo emendamento è
stato infatti bocciato). A Pescara, è accaduto davvero e lo riportò Il
Centro il 29 giugno 2006, il sindaco salta un dibattito sui diritti
degli omosessuali alla festa della CGIL perché preso da orrore e foga
civica nell'incocciarsi strada facendo nell'immondizia fuori da un
cassonetto (sindaco, a Pescara non è certo una rarità …). Ci
aspettavamo di entrare in Europa. Entriamo invece nel Partito
democratico: molti hanno gioiosamente affermato che il compromesso dei
DICO è la prima vera prova di capacità di sintesi del costituendo PD.
Sulla nostra pelle…
Jonathan - Diritti in movimento Associazione glbt
Via Palermo, 41 - 65122 Pescara 347 6163260 - info@alinvolo.org www.
alinvolo.org


COMUNICATO STAMPA RADICALI ITALIANI
DICHIARAZIONE DI
RITA BERNARDINI
Il DDL del Governo sulle unioni civili non soddisfa
Radicali Italiani. Si è tenuto conto prima del potere clericale
vaticano e poi delle esigenze dei componenti le unioni di fatto. Non
avendo senatori, a causa dell'illegalità del nostro paese, chiederemo
subito un incontro con il senatore Cesare Salvi, relatore dei
provvedimenti sulle unioni civili, incluso quello del Governo.
Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani: "Il
provvedimento del Governo sulle Unioni civili non soddisfa Radicali
Italiani. Il testo, frutto di vari livelli di compromesso, ha dato
priorità alle esigenze del potere politico-clericale-vaticano e poi
alle persone componenti le unioni di fatto. Come giustamente detto da
Emma Bonino, che ha espresso anche lei le sue riserve sul testo, questo
non è il Governo Zapatero che con una semplice legge ha risolto il
problema delle discriminazioni verso le persone omosessuali. I
radicali, da sempre impegnati per la difesa della dignità e dei diritti
delle persone gay, si batteranno in Parlamento per migliorare questo
provvedimento governativo che andrà per il suo esame al Senato. Non
avendo propri Senatori, a causa dell'illegalità istituzionale di questo
paese – ricordiamo che su questa vicenda è in corso l'iniziativa
nonviolenta di Daniele Capezzone, giunto oggi al 14° giorno di sciopero
della fame - chiederemo subito un incontro con il Senatore Cesare
Salvi, relatore in Commissione Giustizia dei Disegni di Legge sulle
Unioni civili finora presentati, incluso quello del Governo, per
chiedergli di tenere conto delle nostre posizioni e proposte
migliorative". RADICALI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA "VEDOVENERE"
In
seguito alle ultime discussioni parlamentari che fann o riferimento
alla legittimazione delle coppie di fatto, in seguito ai continui
minuetti della politica italiana in cui le promesse servono solo per
vincere le elezioni (e a stento aggiungiamo ndr), in seguito a
dichiarazioni sempre più discriminanti e considerazioni al limite dell'
omofobia, il sito delle Vedove Nere promuove la diffusione della
seguente "lettera aperta", con gentile preghiera di sottoscrizione e
diffusione da parte di coloro che condividano quanto scritto.
Egregi
signori, chi scrive è un gruppo di: persone; donne; cittadine italiane;
adulte; professioniste, che lavorano e pagano le tasse. Queste
caratteristiche indicano una larghissima parte di popolazione italiana,
se non fosse che tutte noi conviviamo oppure abbiamo/abbiamo
avuto/avremo una relazione affettiva stabile con una persona del nostro
stesso sesso. Quest'ultimo aspetto in sè dovrebbe essere ininfluente,
come sostiene la Costituzione, eppure ci vengono negati diritti
elementari della società civile, ci vengono preclusi i privilegi a cui
le coppie sposate accedono automaticamente. Scontati, invece, tutti i
doveri che le nostre relazioni comportano. Nessuno ci impedisce di
prestare cure e assistenza alle nostre compagne finché siamo in
privato, ma non ci è consentito di prestare per loro il consenso
informato o autorizzare l'espianto degli organi, figurarsi detrarre
fiscalmente le loro cure. Nessuno ci impedisce di mantenere le nostre
compagne agli studi ma ci viene negata la possibilità di detrarne i
costi dalle tasse. Nessuno ci impedisce di pensare al futuro delle
nostre compagne quando non ci saremo più, ma se l'unica cosa che
possiamo garantire è la nostra pensione allora si tratta di pensieri
inutili. Nessuno ci impedisce di vivere insieme, dividere le spese e
aumentare il reddito disponibile per far marciare l'economia ma se
volessimo una casa popolare non entreremmo neppure in graduatoria.
Esempi banali ma concreti: a fronte dei doveri che volentieri
assolviamo, lo Stato ci nega diritti e privilegi che ad altri concede.
E' discriminazione. Per questo chiediamo che, finché questo Stato non
riconoscerà pari dignità alle nostre unioni, ci vengano ridotte le
tasse che paghiamo anche per garantire ad altri di usufruire di diritti
e privilegi a noi negati. Sentiamo dire che il riconoscimento dei
nostri diritti di fronte allo stato significherebbe minare le basi
della società civile e della famiglia. Con tutta la buona volontà, non
riusciamo a capire come e perché questo dovrebbe accadere, visto che
nessuna di noi, credeteci, proprio nessuna, deciderà di diventare
eterosessuale o sposare un qualunque uomo anche qualora non vedessimo
riconosciuti i diritti del matrimonio. Nessuna di noi. Noi vogliamo
poter accedere a quell'istituto di diritto civile sancito dall'articolo
29 della Costituzione, articolo che parla esplicitamente di "coniugi"
senza specificarne sesso, razza, credo religioso o caratteristiche
altre. Coniugi; persone. Come noi. Come voi? Firmato: Vedovere.com


COMUNICATO STAMPA RNP
Pacs: il Papa viola costantemente il Concordato
tra Italia e Vaticano. Lo ha fatto anche oggi. A quando l'abrogazione
di questo privilegio?
Roma, 9 febbraio 2007
• Dichiarazione di Rita
Bernardini, segretaria di radicali italiani e Sergio Rovasio, segr.
generale gruppo RnP alla Camera "Secondo il Papa, che si rivolge ormai
in modo esplicito, come oggi, agli organi legislativi e al Governo, in
palese violazione dell'Art. 1 dell'Accordo-Concordato tra Italia e
Vaticano del 1984, le leggi devono sempre essere espressione di
principi e di valori conformi col diritto naturale. Vorremmo sapere
quando l'Accordo-Concordato verrà 'naturalmente' abolito, viste le
continue violazioni delle sue disposizioni". INVIATO DA Sergio Rovasio
RNP


COMUNICATO STAMPA
Napoli,12/02/2007
Per San Valentino a Napoli i
CIOCOPACS, cioccolatini degli innamorati gay per chiedere diritti
Che
il cioccolato fosse buono lo si sapeva da tempo, ma che potesse servire
a migliorare il tono dell'umore è una novità recente. Ed è proprio
questo l'uso che l'Arcigay "Antinoo" di Napoli fa in occasione del 14
febbraio, festa di tutti gli innamorati… anche di quelli omosessuali! L'
Arcigay di Napoli lancia una campagna per addolcire l'umore cittadino
alla prima proposta di legge che riconosce diritti ai conviventi dello
stesso sesso, distribuendo un cioccolatino con sopra rappresentata la
sagoma di una coppia omosessuale. "Con le amarezze che derivano
dall'abitare in uno Stato così irrispettoso delle minoranze e delle
diversità, il CIOCOPACS è un dolcetto dal chiaro significato politico",
afferma Salvatore Simioli, presidente dell'Arcigay "Antinoo" di Napoli,"
Alle durissime campagne d'odio e di disinformazione di certa parte
politica di queste giorni, noi rispondiamo con ironia, poiché sono l'
amore ed il rispetto altrui quello che noi predichiamo e pratichiamo.
Il CIOCOPACS è l'ultimo dei tanti modi che abbiamo adottato in tanti
anni per chiedere il riconoscimento pubblico, la piena dignità e la
parificazione dei diritti alle coppie gay e lesbiche che hanno
costituito un nucleo familiare basato sull'amore e la responsabilità".
"Il CIOCOPACS e' un modo per rappresentare la dolcezza delle unioni
omosessuali ed il senso di benessere sprigionato dall'accettazione
delle diversità sessuali ed affettive", afferma Nicola Stanzione,
artista e creatore del cioccolatino, responsabile del gruppo giovani
dell'Arcigay di Napoli. I CIOCOPACS saranno distribuiti il 14 febbraio
nelle principali piazze di Napoli durante il volantinaggio per la
grande manifestazione "Diritti Ora" che si svolgerà a Roma il 10 marzo
prossimo. Mercoledì 14 febbraio 2007 la grande festa Arcigay degli
innamorati (e dei singles) è allo SWEET PACSAN VALENTINO al SUNRISE
FERDINAND disco lunge bar in piazza Porta Nova, 8 (trav. C.so Umberto)
dalle 19,00. Il CIOCOPACS è offerto in due versioni, una con coppia
maschile ed una con coppia femminile. Sarà distribuito dall' Arcigay
"Antinoo" nelle piazze di Napoli il 14 febbraio e spedito in scatola
regalo a chi ne farà richiesta. Per info e prenotazioni chiamare al
num. +39.338.54.67.900 o scrivere a ciocopacs@arcigaynapoli.org


COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA
In questa giornata di
dolore dedicata finalmente al dramma delle foibe ci associamo di tutto
cuore. Questo è uno dei casi in cui concordiamo con Don Giuseppe
Molinari, perché qui la passione politica è stata foriera di tradimenti
e violenze pari a quelle dell'Inquisizione. Perciò noi radicali siamo
testimoni e fautori della nonviolenza in politica. Chiediamo
ufficialmente al sindaco Tempesta di impegnarsi per dedicare una nuova
strada ai "Martiri del comunismo" , a quei milioni di giovani,
socialisti, anarchici, cristiani, persone comuni e maggiormente
comunisti, che sono stati perseguitati, torturati ed ammazzati nei vari
stati comunisti del mondo. Gino Antognetti Movimento dei Radicali
Aquilani


COMUNICATO STAMPA CGIL NUOVI DIRITTI
DICO" VOBIS GAUDIUM
MAGNUM...
...habemus legem.
Il ministro Amato sfida chiunque a
dimostrargli che il disegno di legge governativo appena approvato e'
peggiore della legge francese sui Pacs? Prego, ministro, si accomodi
Dunque, da dove iniziare? L'ambiguita' e' spesso frutto dell'ipocrisia.
La legge francese era ambigua perche' nasceva da una ipocrisia di
fondo, in altre parole dall'intento di disciplinare rapporti affettivi
con un istituto contrattuale che era stato costruito per disciplinare
rapporti patrimoniali: ben presto la giurisprudenza si e' trovata in
difficolta', e nell'incertezza, piu' e piu' volte ha scelto di
estendere ai conviventi "pacsati" le norme che regolano il matrimonio.
In primo luogo la proposta di legge italiana ha rifiutato in modo
sistematico il ricorso alla previsione di un istituto o di un
meccanismo di registrazione. Non soltanto: si e' respinta anche l'
ipotesi del ricorso a una dichiarazione nella forma dell'atto pubblico,
quand'anche tramite una sterile procedura notarile o innanzi all'
ufficiale di stato civile. Nonostante quanto sostenuto, o meglio negato
dalla Ministra Bonino, questa e' la prima dimostrazione che si tratta
proprio della legge di Ruini. Certamente non quella di Zapatero, su
questo ci troviamo d'accordo. E neppure quella di Aznar o di Sarkozy.
Questa e' la legge di Ruini. I conviventi, al senso della proposta,
sono due persone maggiorenni unite da reciproci vincoli affettivi che
convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarieta' morale e
materiale. Gli altri requisiti stabiliti dall'articolo 2 chiariscono
che tali vincoli affettivi sono di natura non familiare. In altri
termini, tali vincoli sono quelli derivanti da un legame sentimentale o
da un rapporto di amicizia, parrebbe di capire (anche dalle parole dei
ministri che con tanta insistenza hanno voluto porre l'accento sulla
possibilita' per due anziani che convivono di usufruire per mutua
assistenza delle previsioni del ddl in oggetto... sempre che vivano
abbastanza). Ed allora: siamo certi che sia ragionevole riconoscere
diritti che comportano un onere per lo stato ad una coppia (o meglio un
paio, visto che la parola coppia pare un tabu' legislativo) di
conviventi legati da un rapporto di amicizia, o ai due anziani che
piace tanto citare? Si tratta di situazioni equiparabili a quelle di
due persone che non possano sposarsi o che in ogni caso scelgano un
progetto di vita comune? La risposta ci pare scontata. Per non dare
disturbo all'episcopato italiano si e' evitato, per l'appunto, di
ricorrere a qualsiasi meccanismo di riconoscimento pubblico. E qui
iniziano le ambiguita' paradossali. Si e' fatto ricorso al dpr. 30
maggio 1989, n. 223, che da vent'anni stabiliva una asettica
annotazione della convivenza anagrafica. Non soltanto. Per evitare che
la dichiarazione congiunta all'ufficio anagrafe (non all'ufficiale di
stato civile, si noti) avesse la parvenza di una "celebrazione" (e poi
questa non sarebbe la legge di Ruini?) si e' preferito consentire una
dichiarazione unilaterale, comunicata al convivente tramite lettera
raccomandata. L'invio di una lettera raccomandata alla persona cui si
e' legati da vincoli affettivi e, soprattutto, con cui si convive non
pare prova di grande sintonia e affetto. Sorge dunque una domanda
spontanea. Come fare a dimostrare l'esistenza del vincolo affettivo,
che, tra l'altro, pare non dovere essere necessariamente di natura
sentimentale? Non esiste una risposta a questa domanda. Il principio
della certezza del diritto si arena. L'impasse e' rilevante per una
legge dello stato che riconosce diritti, seppure azzoppati, opponibili
ai terzi e oneri per l'autorita' pubblica. La soluzione e' invece
sbrigativa: si fa ricorso alle sanzioni penali. Ma come si puo'
dimostrare l'intento fraudolento nell'ambito di una convivenza cosi'
come definita dal ddl, ossia in cui uno dei cui criteri e' l'esistenza
di vincoli affettivi di natura imprecisata? Una convivenza per lo piu'
comunicata anche soltanto da una delle parti e annotata secondo una
procedura standard? Dall'ambiguita' pare passarsi all'arbitrio puro,
all'assurdo, in cui la soluzione sbrigativa trovata dal genio
legislativo e', per l'appunto, la delega al tribunale penale. Abbiamo
ancora dubbi che questo ddl sia peggiore della legge francese sui pacs?
Verifichiamone gli aspetti sostanziali. Molto si e' detto sul diritto
di visita al convivente malato. Una questione di umanita', si e'
ripetuto. E' sorprendente percio' leggere all'articolo 4 del ddl che l'
ipocrisia del legislatore si spinge a tal punto da non riconoscere
espressamente tale diritto, ma a delegare alle strutture ospedaliere e
di assistenza pubbliche e private "la disciplina di accesso del
convivente per fini di visita e di assistenza". E' forse per timore di
recare pubblico scandalo nelle strutture ospedaliere gestite da
religiosi? Il dubbio sorge spontaneo, altrimenti davvero non v'e' altra
spiegazione ragionevole. Parrebbe un altro fioretto al cardinal Ruini.
Altrettanto sorprendente e' leggere all'articolo 5 che decisioni in
materia di salute in caso di incapacita' e in caso di morte possono
essere assunte dal convivente solo mediante atto scritto e autografo, o
con processo verbale alla presenza di tre testimoni. Pensavamo che
almeno fino a quel punto ci fossimo gia' giunti. O forse il senso della
norma e' la certezza dell'eliminazione dell'imbarazzo dell'atto
pubblico notarile per evitare il pubblico scandalo. Insomma, neanche le
decisioni in materia di salute e in caso di morte sono automaticamente
riconosciute dalla legge al convivente. In materia di assegnazione di
alloggi di edilizia pubblica, il ddl delega alle regioni, non
introducendo nulla di rivoluzionario, poiché gia' numerose regioni
"tengono conto" della convivenza more uxorio. Ancor meno
rivoluzionario, anzi, involutivo diremmo, e' l'articolo 8 in materia di
successioni nel contratto di locazione. Il legislatore stabilisce al
comma 1 un principio che il giudice costituzionale aveva stabilito vent'
anni prima, quando con sentenza 7 aprile 1988, n. 404 la Consulta aveva
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, l. 392/78
laddove non prevedesse la possibilita' per il convivente more uxorio
del conduttore defunto a succedergli nel contratto di locazione. Ma per
prudenza, il nuovo ddl stabilisce un termine di durata di almeno tre
anni. Stessa situazione paradossale e' delineata dall'articolo 9
riguardo le agevolazioni in materia di lavoro in relazione alla
residenza comune: laddove infatti alcuni contratti collettivi di lavoro
gia' stabilivano l'equiparazione delle coppie more uxorio ai coniugi,
il ddl prevede un termine di durata triennale che risultera'
peggiorativo proprio per quei contratti che non prevedevano alcun
termine. Si tocca il fondo con quelli che dovevano essere due punti
cardini di questa disciplina. La spinosa questione del riconoscimento
di diritti previdenziali e pensionistici viene miseramente rinviata a
data e modalita' da definirsi (l'unica certezza e' che non ci sara'
equiparazione tra conviventi e coniugi). Nulla di fatto. In materia di
diritti di successione, non solo si prevede un termine di durata di
nove anni (pare si sia optato per l'offerta promozionale, un numero ad
una cifra anziche' un numero a due) abbastanza ironico ed anacronistico
se si considerano le statistiche sulle separazioni e i divorzi (ma
forse il legislatore pone particolare fiducia nelle convivenze): il
convivente subisce un trattamento di sfavore rispetto al coniuge sia
per quanto riguarda l'aliquota fiscale, sia per i termini della
successione legittima, allorche' si stabilisce un concorso nella
successione legittima con fratelli o sorelle, o con parenti entro il
terzo grado in linea collaterale. In altri termini, il testamento
rimane, nonostante la legge, il sistema piu' sicuro per l'esecuzione
delle volonta' del de cuius. Se poi risulta sibillina, e probabilmente
di significato quasi nullo, la norma in materia di permessi di
soggiorno, completamente assenti sono i diritti fiscali, di assistenza
penitenziaria e sanitaria. Come la legge francese sul pacs, anche il
ddl italiano prevede la cessazione di tutti (o quasi, fatti salvi,
parrebbe, gli obblighi alimentari, che tuttavia intervengono a
convivenza gia' terminata e a determinate condizioni) i diritti e le
agevolazioni nel caso in cui uno dei conviventi contragga matrimonio.
Ad eccezione di questa situazione, la cessazione della convivenza non
viene neppur presa in considerazione. In altri termini, parrebbe che la
scelta, quand'anche non comunicata all'altra parte, di contrarre
matrimonio, porrebbe fine in modo automatico agli effetti della
convivenza. Qualche considerazione finale. Ci spieghino i signori
ministri come definire questo ddl, se non ambiguo, ipocrita,
insensibile, incoerente, inutile e tecnicamente mal fatto. Se c'erano
dubbi sulle pressioni del Vaticano, questo ddl offre una certezza: ci
troviamo chiaramente di fronte alla seconda legge clericale ed
ideologica dello stato italiano, dopo la legge 40 sulla fecondazione
medicalmente assistita. Una legge tanto manipolata da vescovi,
cardinali e sudditi al punto dall'essere, per l'appunto, incoerente,
ambigua e mal scritta, con il solo proposito di non urtare troppo le
gerarchie ecclesiastiche. Una legge quasi offensiva ed umiliante per le
coppie more uxorio. Non un testo leggero, ma tanto inopportuno da
essere ingombrante. Se poi si considera che questa lunga battaglia per
i diritti civili e' stata voluta e portata avanti dal movimento gay,
lesbico, bisessuale e transgender, la vittoria del Vaticano appare
ancor piu' lampante. Tra le voci dell'Oltretevere e della destra che
rifiutavano qualsiasi ipotesi di "simil-matrimonio" e quella del
Parlamento europeo che da 13 anni chiede l'estensione del matrimonio
per le coppie formate da persone dello stesso sesso o la previsione di
un istituto equivalente, il governo di centro-sinistra ha ascoltato le
prime. Non solo per tali coppie questo ddl non e' efficace in termini
di riconoscimento di diritti civili, ma e' discriminatorio, sia da un
punto di vista formale che sostanziale. E si badi che l'omofobia e'
pericolosa sia quando e' palese, sia quando e' strisciante, quando
assume le forme di benefico trattamento differenziato. In questi casi,
in quanto subdola, e' ancor piu' pericolosa. L'Italia rimane ai margini
dell'Europa. Ed a questo proposito consiglieremmo ai membri del governo
italiano di visitare con piu' assiduita' i colleghi dell'America
Latina, in quanto i progressi di Paesi come Argentina, Brasile,
Messico, Uruguay e Colombia in materia di riconoscimento dei diritti
delle coppie formate da persone dello stesso sesso appaiono invidiabili
dalla prospettiva di chi si trova arenato nel XIX secolo. A chi da oggi
iniziera' a guardare al "bicchiere mezzo pieno", facendo notare come
questo sia un punto di partenza, un breccia nel muro, un passo avanti,
chiederemmo soltanto di riflettere sulla natura del dibattito politico
nei mesi scorsi, a destra come a sinistra, di considerare le reazioni
della Chiesa, di confrontare il testo del ddl in discussione e tutte le
proposte depositate in Parlamento, dalla proposta iniziale sul Pacs,
che gia' veniva definita la "mediazione della mediazione oltre la quale
c'e' la rinuncia", di pensare che la legge dovra' ancora affrontare l'
iter parlamentare, dove ad attenderla ci sara' anche il centrodestra
che su questi temi mostra, ahi noi, una coerenza e compattezza molto
piu' forte. Se questo e' l'inizio, ci pare l'inizio della fine. Ci
viene piu' facile credere a Babbo Natale che alle prospettive di futuri
avanzamenti. Scusateci, ma... non possumus. - Stefano Fabeni - Maria
Gigliola Toniollo
Washington/Roma, 9 febbraio 2007 - www.larosanervosa.
net -


COMUNICATO STAMPA CIRCOLO MARIO MIELI
PRECISAZIONI CIRCOLO
MARIO MIELI SU CONFERENZA STAMPA NOVAT
Dalle pagine della cronaca
romana di Repubblica apprendiamo con stupore delle interpretazioni date
della conferenza stampa tenuta dal Coordinamento Facciamo Breccia ieri
a Palazzo Valentini che non rispondono assolutamente a verità.
Essendo presente come rappresentante del Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli, che aderisce alla manifestazione di domani, posso
testimoniare di una discussione dal tono profondamente politico sui
temi centrali della democrazia, della laicità delle istituzioni,
dell'autodeterminazione di donne e cittadini, di scuola e sanità
pubblica, dei diritti civili, dell'antifascismo. Questioni centrali nel
dibattito pubblico odierno e che rappresentano tutti ineludibili valori
costituzionali per il nostro Paese. Di fronte a tali preoccupate
analisi e alla molteplicità di realtà e sensibilità diverse e
variegate che aderiscono a questa grande mobilitazione, le critiche di
aver dato vita a una carnescialata o pagliacciata da esponenti politici
e istituzionali che non erano presenti appaiono del tutto strumentali e
indice di mancanza di argomentazioni più sostanziali e concrete su una
realtà che vede le ingerenze quotidiane e sfacciate del Vaticano e
delle alte gerarchie cattoliche sulla politica italiana e la nostra
autonomia democratica decisamente a senso unico. A meno che criticare
tale ingerenza non sia da considerarsi ormai del tutto inopportuno in
uno Stato Teocratico.
Andrea Maccarrone
Circolo di cultura Omosessuale
Mario Mieli
3497355715
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A – 00146 R O M A
tel. 065413985 – fax 065413971
3487708437

COMUNICATO STAMPA CIRCOLO MARIO MIELI
UNA LEGGE IRREALISTICA E PRIVA
DI UMANITA'
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli constata con
stupore che Ministri, fior fiore di giuristi e mesi di discussioni
hanno prodotto un disegno di legge così farraginoso, lontano dai reali
bisogni delle persone e assolutamente privo di umanità. L'elefante ha
partorito un topolino. La paura e l'ipocrisia hanno vinto. Il terrore
di scontentare qualcuno ha finito per scontentare tutti. Questa è una
legge che insulta l'intelligenza, è ipocrita, non è riformista ed è
scarsamente utilizzabile. Tutti i diritti "acquisibili" sono multipli
di tre, forse l'uso del dispari è stato scelto per non fare pensare
troppo alla coppia. L'affettività e la condivisione di responsabilità
hanno bisogno di nove anni per essere riconosciute, così come previsto
dal disegno di legge? Questa legge non ci soddisfa affatto, è
vergognosamente al ribasso e non può che spingerci a continuare la
nostra azione di lotta per pari diritti e pari dignità per le persone
omosessuali e transessuali, nonché per ottenere leggi degne di un
Paese civile che riguardino tutti. Riteniamo ancora di più necessarie
le nostre azioni di lotta, come l'appuntamento del 10 febbraio a Roma
(manifestazione NO VAT), del 10 Marzo sempre a Roma (Manifestazione
Diritti Ora!) e il grande Pride Nazionale Unitario del Movimento glbt
del 9 Giugno a Roma. Rossana Praitano Presidente del Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437

COMUNICATO STAMPA
ON. TITTI DE SIMONE
COPPIE DI FATTO: DE SIMONE
(RC), TESTO MODESTO E INSUFFICIENTE. CI BATTEREMO PER MIGLIORARLO IN
PARLAMENTO
"Un testo assai modesto rispetto al quadro europeo, e nel
complesso insoddisfacente, insufficiente e inadeguato rispetto alle
reali esigenze e aspettative delle persone che convivono, omosessuali
e eterosessuali''. Cosi' Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione
Comunista-Sinistra Europea in Commissione Cultura alla Camera,
comnmenta il testo sulle unioni civili presentato oggi al Consiglio dei
Ministri - Quel che e' certo e' che dovremo batterci per migliorarlo
in Parlamento. Capisco lo sforzo che e' stato fatto per determinare un
avanzamento, ma restiamo ancora molto indietro rispetto al passo
europeo dei diritti civili''. ''Molti punti critici- spiega De Simone -
li vediamo sulla durata minima della convivenza, troppo e
ingiustificatamente lunga, per potere usufruire dei diritti previsti,
e sul fatto, grave, che si rimandi il tema della reversibilita' della
pensione ad una futura riforma. Si aggiungono i bizantinismi
escogitati per la dichiarazione anagrafica, non piu' congiunta, ma
contestuale di entrambi i conviventi. Mi pare addirittura restrittiva
rispetto al provvedimento adottato dal Comune di Padova e votato dalla
stessa Margherita. Siamo decisamente al di sotto dei problemi veri".
FONTE Adnkronos

COMUNICATO STAMPA ON. LUXURIA E ON. DE SIMONE
COPPIE
DI FATTO: DE SIMONE-LUXURIA, SENZA CERTIFICAZIONE NON CI SONO DIRITTI.
INACCETTABILE OGNI GIOCO AL RIBASSO
''Sulle unioni civili ogni gioco al
ribasso e' per noi inaccettabile. Non si puo' pretendere con argomenti
pretestuosi di andare al di sotto di quanto previsto nel programma
dell'Unione''. Lo dichiarano le deputate del Prc-Se, Titti de Simone e
Vladimir Luxuria. ''Le questioni poste dai cosiddetti teodem risultano
assolutamente ideologiche -spiegano- La volontarieta' di due persone di
voler convivere deve essere certificata pubblicamente per farne
discendere diritti, per le persone e per lo Stato. Per farlo e'
necessaria una comune dichiarazione. Senza un riconoscimento pubblico
non ci sono diritti. Basterebbe, del resto, rispettare il programma
dell'Unione, che gia' rappresenta per noi un compromesso, per poter
porre fine a tutta questa vicenda''. FONTEAdnkronos


COPPIE DI FATTO:
DE SIMONE, SENZA GAY DDL E' CARTA STRACCIA
''Senza l'esplicito
riconoscimento dei diritti anche per le persone omosessuali il testo
sulle unioni civili si puo' anche buttare''. La presidente del comitato
Pari opportunita' alla Camera, Titti De Simone risponde cosi' alle
dichiarazioni dei quanti oggi chiedono l'esclusione delle coppie
omosessuali dal provvedimento sulle unioni civili al vaglio del
governo. ''Ogni giorno assistiamo ad attacchi di strumentali ed
ideologici - dice la de Simone - contro il riconoscimento pubblicistico
delle unioni civili, contro la dichiarazione anagrafica delle
convivenze, per l'estensione a 15 anni del periodo di convivenza per
ottenere la reversibilita' della pensione, per l'esclusione delle
coppie omossessuali. Siamo di fronte ad atteggiamenti razzisti -
prosegue la deputata del Prc -. Il programma su questo punto e' chiaro:
superare le discriminazioni e far crescere la societa' contro il
pregiudizio. Se dentro l'Unione c'e' qualcuno che vuole contrastare
quanto dettato dal programma elettorale, perche' spinto da uno spirito
omofobico, credo vada contrastato in quanto non in sintonia con il
nostro popolo. Se ascoltassimo i veti della Cei e le posizioni dei
centristi dell'Unione verrebbe fuori un teso che discrimina le coppie
di fatto non solo sul piano dell'orientamemento sessuale ma anche sul
piano della qualita' dei diritti. Il nostro e' un paese laico e come
tale deve comportarsi. Nel rispetto delle reciproche autonomie conclude
De Simone - considero inaccettabile che le gerarchie ecclesiastiche
cerchino di condizionare la stesura di una legge con l'obiettivo di
svuotarla sotto il profilo della qualita' dei diritti e dell'impianto
culturale''. FONTE ANSA.

COMUNICATO STAMPA
ON. TITTI DE SIMONE

COPPIE DI FATTO: DE SIMONE (RC), SENZA DIRITTI OMOSESSUALI LEGGE
INUTILE. SI MOLTIPLICANO I VETI, ITALIA DEVE COMPORTARSI DA PAESE
LAICO
"Senza l'esplicito riconoscimento dei diritti anche per le
persone omosessuali, il testo sulle unioni civili si puo' anche
buttare". La presidente del comitato Pari opportunita' alla Camera,
Titti De Simone risponde cosi' alle dichiarazioni dei quanti oggi
chiedono l'esclusione delle coppie omosessuali dal provvedimento sulle
unioni civili al vaglio del governo. ''Ogni giorno assistiamo ad
attacchi di strumentali ed ideologici -dice de Simone- contro il
riconoscimento pubblicistico delle unioni civili, contro la
dichiarazione anagrafica delle convivenze, per l'estensione a 15 anni
del periodo di convivenza per ottenere la reversibilita' della
pensione, per l'esclusione delle coppie omossessuali". "Siamo di fronte
ad atteggiamenti razzisti -prosegue la deputata del Prc-. Il programma
su questo punto e' chiaro: superare le discriminazioni e far crescere
la societa' contro il pregiudizio. Se dentro l'Unione c'e' qualcuno
che vuole contrastare quanto dettato dal programma elettorale, perche'
spinto da uno spirito omofobico, credo vada contrastato in quanto non
in sintonia con il nostro popolo". "Se ascoltassimo i veti della Cei e
le posizioni dei centristi dell'Unione verrebbe fuori un teso che
discrimina le coppie di fatto non solo sul piano dell'orientamemento
sessuale ma anche sul piano della qualita' dei diritti. Il nostro e' un
paese laico e come tale deve comportarsi. Nel rispetto delle reciproche
autonomie -conclude de Simone- considero inaccettabile che le gerarchie
ecclesiastiche cerchino di condizionare la stesura di una legge con
l'obiettivo di svuotarla sotto il profilo della qualita' dei diritti e
dell'impianto culturale''. FONTE Adnkronos

COMUNICATO STAMPA GAY
LIB
I GAY? TUTTI A SINISTRA !!!
CARO SILVIO, NOI GAY COME VERONICA:
VOGLIAMO LE SCUSE
LETTERA APERTA DI UN GAY DI DESTRA A SILVIO
BERLUSCONI
Carissimo Presidente; Eccomi qua, a sei mesi dalla mia prima
lettera aperta, costretto a scriverle di nuovo dalla mia piccola
tribuna di vicepresidente dell'unica associazione dichiaratamente gay e
dichiaratamente di centrodestra. Sì, ora glielo dico a brutto muso. Che
Lei lo voglia o meno ci siamo anche noi. Qui. Nella Casa delle Libertà.
Noi come quelle tante donne non avvenenti o, peggio, che hanno voglia
di dire la loro, di fare politica come ha fatto in maniera forse
discutibile ma certo non equivocabile sua moglie Veronica. Molte donne
si sono rifatte a lei e come lei, citando Catherine Dunne, hanno fatto
capire a troppi uomini che nelle loro vite, più spesso del dovuto, si
sono sentite La metà di niente. Così noi. Purtroppo e con una tristezza
che non immagina siamo costretti a farle sapere che ci sentiamo
addirittura meno della metà di niente. E' vero. Nel centrodestra i gay
sono meno che nel centrosinistra o forse, semplicemente, meno visibili
perché meno assidui ai gay pride, più attaccati a quegli ideali e a
quei valori di destra come la famiglia e il rispetto di un certo pudore
nel porsi di cui, invece, Lei magari ci immagina privi. Stiamo vivendo,
glielo dico, un periodo se possibile ancor più sconcertante di quello
in cui Lei ha governato. Cinque anni durante i quali anche noi, gay
attivisti della Casa delle Libertà, avevamo bene in mente che
programmaticamente non potevano esserci speranze. In quei cinque anni,
però, così come lo scorso 2 dicembre a piazza San Giovanni non abbiamo
smesso di sentirci parte di quel popolo delle libertà al quale con il
cuore e con la mente apparteniamo convinti, credendo nella possibilità
di trovare, senza esibizionismi o azioni eclatanti, almeno qualche
forma di collaborazione possibile. Fino allo scorso 2 dicembre, caro
Presidente, Le confesso che, io per primo, non avrei mai pensato di
udire da parte sua, sempre stimato come un vero liberale, parole
irriguardose contro una comunità che per una parte, sia pure
minoritaria, l'ha seguita, difesa e soprattutto votata sin dalla sua
discesa in campo. Invece no. Tristemente ora siamo passati allo
scherno. Forse, chissà, per essere di centrodestra nella sua testa che,
ce lo consenta e ci dispiace, ci pare sempre più lontana dalla realtà
viva che è la società italiana, per essere di centrodestra si deve fare
come quel tale che gira tra pagine internet e tv locali del Mezzogiorno
col cartello "Maschio 100%". Non basta più, evidentemente, essere
cittadini liberi che vogliono restare liberi, come Lei stesso affermava
nel 1994. Che tristezza profonda, signor Presidente, vivere in un Paese
in cui quasi si deve essere discriminati se si vuole essere accettati.
Noi, questa esigua minoranza, molto meno della metà di niente, molto
più che innamorati, inebriati addirittura di quell'ideale splendente
che è la Libertà non smetteremo un istante di credere e lottare dalla
parte giusta: il centrodestra. Quel centrodestra che in tutta Europa,
tranne che in Italia, è sveglio e maturo. Non ha paura e riconosce i
diritti e i doveri fondamentali degli individui e persino di quelle
entità che in Italia paiono diventate marziane che sono le "coppie",
per favore ma senza indugi anche omosessuali. Così, caro Presidente,
prima di assistere all'aborto legislativo che si preannuncia sarà la
proposta del centrosinistra, prima di dover andare in esilio in quanto
cittadini italiani gay discriminati per legge, solleviamo la testa con
l'ultimo spunto di orgoglio e anche noi come Veronica chiediamo le sue
scuse sentite e, mai come stavolta, motivate. Non permetteremo,
infatti, mai a nessuno, signor Presidente, di mettere in dubbio la
nostra legittimità, la nostra esistenza né tanto meno le nostre idee.
Con una stima profondamente decrescente
Daniele Priori
Vicepresidente
GayLib
Cell. 328/6323820
danielepriori@inwind.it
Nella foto in alto
Daniele Priori di Gay Lib


COMUNICATO RADIO POPOLARE
L'Altro Martedì
la trasmissione di cultura ed informazione omosessuale
di Radio
Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu
Martedì 13 febbraio dalle ore 22.40 alle ore 23.30 presenta bene-DICO o
male-DICO? Ospite AURELIO MANCUSO Segretario Arcigay Nazionale
Email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare - FM 107.600 streaming su www.
radiopopolare.it satellite Eutelsat Hot Bird 13° Est, Frequenza 12.111
MHz, Polarizzazione verticale.

COMUNICAZIONE ASSOCIAZIONE LUCA
COSCIONI
IN RICORDO DI LUCA, UNA GIORNATA PER LA RICERCA
20 febbraio
2007, a un anno dalla morte di Luca, abbiamo convocato una grande
giornata per la libertà di ricerca. Per questa giornata, e per darne
l'annuncio nei dieci giorni che la precederanno, vorremmo che si
organizzassero eventi, ovunque, anche nella tua città, chiedendo la
partecipazione di quanti hanno voluto sostenere la lotta di Luca nel
referendum sulla fecondazione assistita. Tutti gli eventi che ti
chiediamo di organizzare, in questi dieci giorni a partire dal prossimo
week-end, magari coinvolgendo i comitati referendari locali che al
tempo del referendum sulla fecondazione assistita sono stati
costituiti, saranno immediatamente pubblicizzati sul nostro sito, e su
tv e giornali anche nazionali che speriamo di coinvolgere nelle
prossime ore. Il 20 febbraio sarà la giornata per chiamare tutti a
raccolta, per ripartire, perché le speranze di milioni di malati non
hanno tempo da attendere. Quel tempo che - diceva Luca - "non possiamo
aspettare", sarà accorciato se ciascuno di noi da subito si impegnerà
per una grande giornata per la libertà di ricerca, anche in memoria
dell'uomo che in Italia l'ha fatta vivere... CONTATTI: 06-68979286
EMAIL:info@associazionecoscioni.org


DIECI "STRANEZZE"
CHE NOI GAY
PROPONIAMO
DI CORREGGERE
Articolo di Aurelio Mancuso, di analisi
dell'articolato, svolta grazie al supporto dei giuristi Arcigay
Notiamo
quasi con ironia, che i giornali di tutta Italia si sono lanciati in
analisi ardite rispetto al disegno di legge approvato dal Consiglio dei
Ministri. Un disegno di legge, appunto, quindi, che avrà un iter
parlamentare non facile, anzi molto accidentato. Dove la cosa più
probabile che accadrà, visto che si parte dal Senato è che i teo dem
affilino le armi, cercando di svuotare ulteriormente un provvedimento
già assai zoppicante e pasticciato. Lasciamo da parte, almeno per una
volta gli anatemi dei vescovi italiani, che sembrano ormai concentrati
solamente sulle coppie conviventi, d'altronde descritte dal cardinale
di Torino come la rappresentazione del diavolo (poveretto con tutto
quello che ha da fare…), per accendere invece i riflettori sul testo
licenziato in sede ministeriale. Ebbene eccoci al testo. Partiamo all'
articolo 1, vero paradigma del pensiero riformista del nuovo partito
democratico: non dire ciò che bisognerebbe dire, cercando di dire il
meno possibile. Davvero una comica, che si esplica nella sottoscrizione
"contestuale", ma non congiunta di convivenza. Sapete qual è la
preoccupazione di fondo? Non dare modo ad alcun peccatore e peccatrice
convivente di poter nemmeno accennare ad un festeggiamento, o
cerimonia, né davanti alla povera ed incolpevole impiegata dell'
anagrafe, né nel raggio di un chilometro quadrato (chiese incluse
naturalmente). La dispersione del riso verrà vietata con un regolamento
attuativo, che prevederà pure il divieto di portare all'occhiello
fiori, di vestire in modo elegante o troppo colorato, e l'installazione
di un macchinario apposito che vaglierà la veridicità matrimoniale
delle fedi al dito. Vi è poi da aggiungere che la dichiarazione tramite
raccomandata, è il massimo dell'ipocrisia ed inoltre apre il varco alle
false convivenze. Proprio sul tema delle convivenze il disegno di legge
è confuso, infatti, la convivenza è la condizione indispensabile per
effettuare la dichiarazione, ma dateci l'opportunità che sia perlomeno
agibile rispetto alla possibilità di regolarizzare il partner straniero
privo di permesso e, che ci siano punteggi nelle graduatorie lavorative
per il ricongiungimento al partner con cui si vuole andare a convivere.
Inoltre impedire che si possa dichiarare una convivenza con l'
amministratore di sostegno è in contrasto con l'attuale legislazione
vigente che prevede già che sia proprio il coniuge o il convivente ad
assumere questo ruolo. Altra assurdità dai connotati un po' burleschi è
il fatto che nell'articolato, manca la possibilità di recesso della
dichiarazione, che è in contrasto con il fatto che la stessa è resa in
modo volontario. Boh magari non se sono accorti… Qualcuno ci spiega
perché non è prevista la comunione dei beni? Forse perché nel grande
turbinio di incontri, emendamenti e contro emendamenti, non si è
pensato alle condizioni concrete delle persone, Per continuare con l'
analisi della legge, ci sembra assurdo che l'accesso alle strutture
sanitarie, non sia un diritto garantito ed invece lasciato alla buona
volontà dei singoli ospedali. Ma diamo i numeri? Ma chi ha deciso una
cosa simile? E' come a dire ogni medico o responsabile di struttura
sanitaria, cattolico integralista, omofobo ed anti libertario si può
prendere il gusto del negare il permesso, alla faccia del diritto!
Passiamo poi alla reversibilità della pensione che viene rimandata alla
successiva riforma, e quì Ponzio Pilato non poteva fare di meglio:
volete almeno esplicitare in modo chiaro i principi e definire i tempi?
Potremmo scrivere un trattato su questa legge, ma poniamo ancora alcune
semplici questioni: nella legge il permesso di soggiorno, è possibile
solo per il partner straniero già regolarmente soggiornante in Italia,
quindi, a dire tutti gli altri si arrangino; per quanto riguarda la
successione ereditaria, i nove anni previsti sono troppi e
discriminatori. va, inoltre, introdotta la successione necessaria per
il partner convivente e parificata la tassa di successione a quella
prevista per i familiari; ci piacerebbe, se non è troppo disturbo, che
la successione nel contratto di locazione, sia immediata, come tra l'
altro ha già stabilito dalla Corte costituzionale e non legata ai tre
anni di convivenza. Infine, per l'impresa familiare, viene riconosciuta
al partner la partecipazione agli utili, ma non ai miglioramenti dell'
impresa e non si tiene conto del lavoro casalingo. Come si vede, grazie
al lavoro instancabile e prezioso dei nostri giuristi, Arcigay propone
dieci sostanziali modifiche riformiste e di buon senso, che ci
permetterebbero di affermare che il disegno di legge può essere un buon
punto di partenza. Ma per ora si è dovuto dare retta a Rutelli, che da
vero e sincero omofobo si è opposto strenuamente fino all'ultimo
minuto, affinché nella legge scomparissero le coppie dello stesso
sesso. Quindi, ora inizia una fase politica nuova che vivrà in
Parlamento e nel Paese. Per questo Arcigay e tutto il movimento lgbt
italiano organizza per il 10 marzo una grande manifestazione nazionale
a Roma dal titolo eloquente "Sveglia è l'ora dei diritti!". FONTE Il
Riformista. INVIATO DA C.S.U. (Centro Studi Ulrichs)


UNA RIFLESSIONE
SUI DICO – OVVERO I "PACS" –
E LA RELIGIONE
di Andrea Panerini
"Un
popolo morale trova sempre un governo degno di sé" G. Mazzini
Inizio
questo breve intervento segnalando innanzitutto la gretta provincialità
dei nostri politici, che li porta a ribattezzare ogni cosa, compresi i
Pacs, un acronimo che poteva rendere benissimo anche in italiano (Patti
civili di solidarietà, definizione che delimitava in maniera molto più
appropriata la regolamentazione delle coppie di fatto). No, i nostri
politici hanno la presunzione di insegnare agli altri e in tutto il
mondo ci ridono alle spalle (pensiamo a Rutelli che vorrebbe i
socialisti europei in un Partito democratico continentale per esportare
e giustificare quello nostrano che deve ancora nascere - se mai nascerà
e in quali condizioni). E allo stesso modo la nostra classe dirigente
fa una pessima figura con questa bozza abbastanza informe che dovrebbe
dare diritti civili. Apprezzo moltissimo lo sforzo - veramente
encomiabile - delle ministre Pollastrini e Bindi, che hanno mediato tra
le mille anime della coalizione di centrosinistra e sono state
assediate da una campagna mediatica violentissima orchestrata dal
Vaticano che denunciava "lo svilimento della famiglia". La povera Rosy
Bindi quasi scomunicata e attaccata dai giornali clericali mi ha fatto
una enorme tenerezza. Non ripeterò qui il mio concetto di laicità, che
ho già molte volte espresso sulla stampa e nella rivista che mi onoro
di dirigere, ma al "non possumus" del clero cattolico romano, noi
dobbiamo rispondere con il "possumus" della libertà dei figli del Padre
che credono in Gesù il Cristo, colui che ha detto che "Ebbene, vi
assicuro che le prostitute e i pubblicani vi passano avanti ed entrano
nel regno di Dio" (Mt 21, 31). E tutti, credenti e non credenti,
possiamo in questo caso ripararci dietro la croce di Gesù nel ribadire
la separazione tra Stato e religione. "Date a Cesare ciò che è di
Cesare e a Dio ciò che è di Dio" (Mc 12, 17). D'altronde le coppie di
fatto non sono per nulla "l'eclisse di Dio" come annunciato in maniera
apocalittica dal Papa, ma sono una realtà sociale ben presente nel
nostro paese e regolamentarle seriamente significa mettere al riparo
molti cittadini da gratuite discriminazioni e valorizzarli come
elemento di stabilità sociale. Semmai "l'eclisse di Dio" è lo scandalo
di uomini che pretendono di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato
a tutti, non tenendo conto dell'amore verso i propri fratelli
proclamato dal Risorto. Un cristianesimo davvero singolare, quello
della Curia vaticana. Non voglio entrare nel merito specifico del
disegno di legge, ma noto l'ennesima ipocrisia nel punto della
dichiarazione che è presentata "congiuntamente" ma non in maniera
congiunta dai contraenti e in dichiarazioni separate che si possono
notificare, con una espressione che è una mostruosità giuridica, per
raccomandata con ricevuta di ritorno. Si accusava le coppie di fatto di
fuggire dai doveri e quindi di non potergli dare dei diritti, il che è
giusto, oserei dire mazzinianamente giusto. Ma qui si impedisce a
queste coppie, che siano etero o omosessuali, di prenderseli questi
doveri, umiliando il loro rapporto d'amore per mezzo di una
raccomandata, invece di potersi assumere, in coppia, diritti e doveri
davanti allo Stato (e io aggiungo anche davanti a Dio, almeno nel loro
cuore, se sono credenti). Aggiungo pure che i restanti diritti previsti
dal disegno di legge (previdenziali, per gli affitti, per l'assistenza
sanitaria) implicano lunghi periodi di convivenza che non esistono in
nessun altro paese occidentale e sono formulati in maniera vaga ed
equivoca. Facile quindi dire, che si tratta di un brutto compromesso al
ribasso all'italiana. Nonostante questo, penso non siano possibili,
vista l'attuale situazione politica e parlamentare, grossi cambiamenti
alle Camere. Pur brutto e pasticciato, preoccupiamoci di farlo passare
questo provvedimento, perché in caso contrario si profila una grossa
sconfitta per tutto il movimento laico del nostro paese e per tutti i
cristiani che non si riconoscono nel Vaticano (e sono tanti, molti di
più di quello che le statistiche dicono). Una volta approvata questa
brutta legge, se cambierà il clima politico e le formazioni laiche
avranno numeri maggiori alle prossime elezioni, potremo pensare di
migliorarla, ma serve un chiaro cambiamento culturale e civile non solo
di tutti i cittadini ma anche e soprattutto della nostra avvizzita
classe dirigente. Direttore de "Il libro volante" - www.librovolante.
eu


COMUNICATO AXTEISMO
Per il Guardasigilli Mastella l'ebraismo è
religione di serie "B"
Per esporre legittimamente il crocifisso
cattolico nelle aule giudiziarie è sufficiente una semplice circolare
del Ministro di Giustizia, anche se risalente all'epoca fascista: per
poter esporre, invece, la menorà degli ebrei occorrerebbe -si badi bene-
l'emanazione di un'apposita legge da parte del Parlamento! Con questa
singolarissima motivazione il Ministro di Giustizia Clemente Mastella
ha liquidato, durante il question time del 7 febbraio scorso, l'On.le
Maurizio Turco che gli chiedeva come mai il suo Ministero avesse
vietato al Giudice di Camerino Luigi Tosti di esporre, a fianco del
crocifisso, il suo simbolo, cioè la menorà ebraica. Il Guardasigilli
Mastella ha ritenuto infondata la pretesa dei dipendenti ebrei di
godere della stessa dignità e degli stessi diritti religiosi che lo
Stato accorda ai dipendenti cattolici, richiamando l'ordinanza n.
12/2006 del Consiglio Superiore della Magistratura con la quale la
pretesa del giudice Tosti di esporre la menorà è stata ritenuta
"infondata". "Evidentemente il Ministro di Giustizia Mastella non ha
letto con la dovuta attenzione quell'ordinanza -così commenta il
diretto interessato dr. Tosti- perché non ha considerato che il CSM ha
sì affermato che la menorà non potrebbe essere esposta se non dopo
l'emanazione di una legge, ma partendo dal presupposto che "anche"
l'esposizione dei crocifissi nelle aule giudiziarie è da ritenere del
tutto illegale, appunto perché disposta con semplice circolare, anziché
con legge. Il CSM, dunque, non ha fatto quell'assurda discriminazione
tra la religione cattolica e l'ebraismo che ha invece fatto il Ministro
Mastella. Mi sembra alquanto grave che il Guardasigilli, dopo aver
pubblicizzato la presentazione di disegni di legge anti-revisionismo
nella giornata della memoria, si renda artefice di discriminazioni di
stampo razzistico-religioso proprio nei confronti dell'ebraismo. Mi
sembra altrettanto grave che il Ministro non si adegui alle pronunce
della Cassazione e del CSM, che hanno "bocciato" la presenza dei "suoi"
crocifissi nelle aule giudiziarie, e preferisca invece condividere le
circolari di un regime dittatoriale razzista come il Fascismo: di
fronte a tanta coerenza sarà forse opportuno che la celebrazione
annuale della shoah venga ribattezzata, in Italia, come "giornata della
memoria corta" Luigi Tosti - tosti.luigi@alice.it - mobile 3384130312
- tel. 0541789323 - via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Fonte:

http://nochiesa.blogspot.com


COMUNICAZIONE
GRUPPO DEL GUADO
CON
QUEI PANTALONI NERI
Sabato 17 Febbraio - Ore 17.00 - Sede di Via
Soperga 36 Trattenimento, rispetto e tutto quel che "o core nun ce
dice" grazie a video ed ascolti di Mina nonché qualche verso di Dante a
cura di Ottavio Brigando Già lo scorso anno, Ottavio Brigandì, ci ha
fatto capire come partendo dalla magia delle interpretazioni di Mina si
può sviluppare un discorso 'alto', capace di toccare quei temi legati
al significato ultimo di quanto ci capita. Per questo motivo gli
abbiamo chiesto di ripetere l'esperimento e di proporci qualche altro
momento di ascolto e di riflessione incentrato sull'attività artistica
di una cantante che, anno dopo anno, è diventata una vera e propria
icona gay. Lui ci ha proposto una selezione di brani e di video per
molti versi soprendenti, in cui il sacro e il profano si mischiano e si
incontrano nell'umano che accomuna tutti noi. Gruppo del Guado -
Cristiano Omosessuali Milano Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo,
MM3 Centrale). Telefono: 346 308 19 01


OMBRE ROSSE CAPEZZUTE A FORT
APACHE E L'ASSEDIO DI FORT SOLFERINO


Ombre Rosse sul Massacro di
Fort Apache con Sfida infernale all'OK Corral
Prologo: Per il Capitano
York l'esercito è la sua grande famiglia mentre per il Colonnello
Turner, che cerca ad ogni costo di rivalutarsi sfidando il Capezzuto
Capo Cheyenne, è un feudo su cui dominare a capriccio con intorno una
truppa di donne che, in quanto a coraggio nello stilare i suoi
comunicati stampa, nulla hanno da invidiare alle silenti ed obbedienti
Squow di Toro Seduto. Primo tempo: Il Generale Turner, retrocesso a
Colonnello e automandatosi al comando di Fort Apache, non si rassegna a
restare nell'ombra rossa di Nicola Rossi e a Stelle e Strisce rosse e
azzurre di Daniele Capezzone. Vuole il suo nome in ditta, La Pannella &
Volonterosi Group Srl, a lettere d'oro nella storia degli Stati
Generali dei Volentorosi a rischio di macellare partito, galassie di
partito, militanti e militonti. Muoia Sansone con tutti i Filistei:
porterà le carte in Tribunale e chiuderà il Partito Radicale. E
massacro sarà. Secondo tempo: Mentre nella Valle dei Monumenti perduti
della Camera dei Gran deputati Sioux i prodi cavalleggeri dei
Volenterosi, nelle mitiche Giubbe rosse e Giubbe azzurre, acquattati e
silenti, si tengono pronti a tutto pur di non farsi espugnare dalla
Sfida infernale all'OK Corral del Colonnello Turner, il Capo Cheyenne a
Stelle e Strisce si incazza, si fa tre canne e un narghilè e gli fa un
q come la capanna dello Zio Tom. Prima che il massacro si trasformi in
carneficina, il Generale York fa osservare cinque minuti di assordante
silenzio a Radioradicale mentre con lunghi e angosciosi sguardi dalla
collina di Fort Montecitorio, dove sono ammassate le retrovie, le
mitiche Giubbe rosse e Giubbe azzurre guardano impotenti lo sterminio
di militanti, militonti e fratelli radicali la cui lealtà al Capo non
può esser messa alla prova. Fine: No, non tutti gli eroi che le Squow
aspettano, in dignitosa e Ministeriale Boninica apprensione, lasceranno
la vita nell'impresa assurda del Colonnello Turner. Ma che fa Pannella?
Dal Bar Ombre Rosse di Piazza de' er Cannarone dove se fa un maritozzo
co la crema e minaccia de sposa' la prostituta de Dallas appena
conosciuta, telefona a Bordin che sta sparando dal tetto della
diligenza di Radioradicale il più liberatorio Arrivano i Nostri! della
cavalleria dei Volenterosi con tanto di tromba che azzera la carica del
cellulare martirizzato da Pannella ogni volta che il paziente, mitico,
Bordin, o l'ombra domenicale capezzuta di Capezzone, stanno a fa' la
rassegna stampa. Ma perchè Pannella telefona a Bordin? Per impugnare i
microfoni e sferrare l'ennesimo assedio a Fort Solferino con l'ennesimo
cazziatone a direttore e vicedirettore del Corriere della Sera rei di
dare "visibilità" a Volenterosi e Capezzone e meno a lui. E colpevoli,
sopratutto, di non propagandare, nonostante i suoi tampinamenti
quotidiani e domenicali, i Volenterosi come organo militante e
militonto della "Galassia" del Partito Radicale. Tutto qua. "Ombre
rosse" e "Il massacro di Fort Apache", due film capolavoro di John
Ford. Giuliana D'Olcese già membro eletto del Comitato Nazionale
Radicali Italiani


NESSUNO TOCCHI CAINO
10.02.2007
MORATORIA.
DANIMARCA SOSTIENE INIZIATIVA ITALIANA - 1 febbraio 2007: il ministro
degli esteri danese Per Stig Møller ha smentito la notizia secondo cui
il suo paese si opporrebbe all'iniziativa italiana per la moratoria
universale sulla pena di morte. Secondo il giornale britannico The
Independent, in occasione del meeting dei ministri degli esteri Ue a
Bruxelles, Danimarca, Olanda e Ungheria avrebbero votato contro la
proposta italiana, sostenendo la posizione britannica secondo cui la
moratoria creerebbe difficoltà agli Stati Uniti. Ribadendo la
contrarietà della Danimarca alla pena capitale, Per Stig Møller ha
definito come "completamente falsa" l'informazione data dal giornale
inglese. Nel meeting di Bruxelles – ha detto il Ministro al quotidiano
danese Politiken - l'Italia ha proposto che della questione venisse
investita la Presidenza tedesca, con l'incarico informale di sondare le
possibilità di riaprire il dibattito sulla moratoria durante la
sessione in corso dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "E c'è
stato sostegno per questa proposta", ha precisato. La Danimarca – ha
concluso il Ministro – non vacillerà nel suo supporto ad una moratoria
universale e su questo continuerà a sostenere l'iniziativa italiana.
CONGRESSO MONDIALE. CAPPATO, RISULTATO POSITIVO - 3 febbraio 2007: Il
Congresso mondiale contro la Pena di morte, riunitosi per tre giorni a
Parigi, si è concluso con una dichiarazione che contiene per la prima
volta nella storia del movimento abolizionista l'unanime riconoscimento
dell'importanza di una moratoria universale decisa dall'ONU. Lo ha
dichiarato l'eurodeputato radicale Marco Cappato, che ha partecipato al
Congresso insieme agli altri componenti della delegazione di Nessuno
Tocchi Caino e del Partito Radicale Nonviolento Marco Pannella,
Elisabetta Zamparutti, Marco Perduca, Antonio Stango, Yuliya Vassilyeva
e Max Rizzo. Dopo aver infatti reiterato la richiesta a tutti i Paesi
di abolire la pena di morte e di fermare tutte le esecuzioni, il
Congresso, "riconoscendo il grande valore che avrebbe per l'abolizione
della pena di morte nel mondo il successo di una risoluzione
dell'assemblea generale, invita i Paesi membri delle Nazioni Unite a
fare tutto quanto è loro possibile per assicurare l'approvazione di una
risoluzione che chieda una moratoria immediata e universale delle
condanne a morte e delle esecuzioni in vista dell'abolizione
universale". Insieme all'impegno della Francia e del Presidente Chirac
– ha sottolineato Cappato - si tratta di un risultato positivo e
importante che rafforza l'iniziativa del Governo italiano in corso alle
Nazioni Unite.
USA. ESECUZIONI SOTTO ESAME - 3 febbraio 2007: la pena
di morte negli Stati Uniti sta subendo un processo di revisione senza
precedenti: mentre a Parigi la tre giorni mondiale sul tema si e'
conclusa con una richiesta di moratoria universale, circa un terzo dei
38 Stati Usa che applicano la pena capitale ha sospeso o posticipato le
esecuzioni, per risolvere questioni legali ed etiche che si fanno
sempre piu' pressanti. La maggior parte dei dibattiti riguarda
l'iniezione letale, metodo di gran lunga piu' usato nel paese, da tempo
bersaglio delle critiche dei gruppi abolizionisti che denunciano il
rischio che il condannato soffra durante l'esecuzione. L'ultimo Stato
che ha deciso di sospendere le esecuzioni, di cui due fissate a
febbraio, e' stato ieri il Tennessee, proprio per rivedere le procedure
dell'iniezione letale. Il governatore Phil Bresesen ha giustificato lo
stop al boia, che durera' 90 giorni, affermando che le norme scritte
per l'iniezione letale non sono precise e devono essere corrette.
Bresesen ha ribadito di essere a favore della pena capitale, ma ha
ammesso che ci sono 'mancanze nelle nostre procedure scritte che non
sono adeguate a evitare errori in futuro'. Uno dei punti non chiari, ha
spiegato, e' la quantita' di sostanze da somministrare al condannato.
In Florida le esecuzioni sono state bloccate lo scorso anno, dopo che
un condannato ha impiegato ben 34 minuti a morire perche' gli aghi che
iniettavano il mix letale non erano correttamente inseriti. Anche la
Carolina del Nord ha fermato temporaneamente la pena di morte, per
decidere se i medici debbano essere presenti nel corso delle
esecuzioni. Poche settimane fa, il governatore dell'Ohio ha bloccato
tre esecuzioni per valutare attentamente gli appelli di clemenza.
'Nonostante molte delle sospensioni siano legate alle procedure per le
iniezioni letali", ha detto Richard Dieter, capo dell'abolizionista
Death Penalty Information Center, 'l'apertura di tribunali, governatori
e legislatori a riconsiderare problemi che sembravano risolti e' un
segno di grande disagio nei confronti della pena di morte'. L'Illinois
e il New Jersey – ricorda il gruppo di Dieter - hanno una moratoria
formale su tutte le esecuzioni, mentre i problemi legati all'iniezione
letale hanno bloccato le esecuzioni in Arkansas, California, Delaware,
Maryland, Missouri e Sud Dakota. Nei sondaggi la maggioranza dei
cittadini americani risulta a favore della pena capitale, ma il numero
e' calato da quando e' stata introdotta nei tribunali l'opzione
dell'ergastolo senza condizionale. Dall'inizio del 2007, gli Stati
Uniti hanno praticato quattro esecuzioni, tre in Texas e una in
Oklahoma. Il numero totale delle condanne eseguite dal 1976, quando la
pena di morte e' stata reintrodotta negli Usa, e' salito a 1.061. Le 53
esecuzioni dello scorso anno hanno segnato il numero piu' basso degli
ultimi 10 anni.
IRAN. NAZANIN LIBERA MA ALTRE DUE DONNE SONO CONDANNATE
A MORTE - 7 febbraio 2007: Tahmineh Danesh, 35 anni, è stata condannata
a morte da un tribunale di Teheran, che l'ha riconosciuta colpevole di
omicidio. Di origine curda, Danesh è stata arrestata due anni fa per
aver ucciso il suo aggressore che tentava di violentarla. La condanna
capitale nei suoi confronti è stata emessa in base alla ghisas, ossia
la 'legge del taglione'. Il 2 febbraio, sempre a Teheran, la corte d'
appello ha confermato la condanna a morte di un'altra donna, la 20enne
Delara Darabi, giudicata colpevole dell'omicidio della cugina. Delara
avrebbe commesso l'omicidio nel 2000, quando aveva 17 anni. Due
settimane prima la ragazza aveva tentato il suicidio in carcere. Il
giorno prima Nazanin Fatehi, 19 anni, è stata rilasciata dal carcere di
Evin. Nazanin era stata condannata all'impiccagione nel gennaio 2006,
la condanna era poi stata annullata nel maggio 2006 dalla Corte Suprema
iraniana, che aveva ordinato un nuovo processo. Lo scorso gennaio, il
tribunale aveva rinunciato ad emettere nei suoi confronti una condanna
capitale, riconoscendo che la ragazza aveva ucciso il suo aggressore
per difendersi da un tentativo di stupro. Il tribunale ha tuttavia
riconosciuto un eccesso di difesa, stabilendo che Nazanin – 17enne all'
epoca dei fatti - debba pagare un risarcimento in denaro alla famiglia
dell'ucciso, decisione contro cui gli avvocati della giovane
presenteranno appello. La donna è stata scarcerata dopo il pagamento di
una cauzione di 400 milioni di rials (circa 43.000 dollari Usa). La
somma è stata messa insieme grazie soprattutto alle donazioni delle
comunità iraniane all'estero.
PENA DI MORTE. ESCLUSIONE DI NESSUNO
TOCCHI CAINO DAL CONVEGNO DI FIRENZE, FATTO DI ELOQUENTE E GRAVE
SIGNIFICATO - 5 febbraio 2007: "E' di eloquente e grave significato la
decisione del Presidente del Consiglio della Regione Toscana, Riccardo
Nencini, di escludere totalmente dal Convegno odierno di Firenze
l'unica organizzazione, Nessuno tocchi Caino, che in questi anni ha
fatto della moratoria universale delle esecuzioni capitali la sua
ragione di esistenza e di lotta", hanno dichiarato Elisabetta
Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino e di Radicali Italiani e
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani. "Grazie
all'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, avviata con lo sciopero
della sete per l'iniziativa 'Nessuno tocchi Saddam', convertito poi
nello sciopero della fame sull'obiettivo più generale della moratoria
universale delle esecuzioni capitali, si registra oggi un sostegno
eccezionale, senza precedenti alla campagna. Con l'attenzione del
Presidente della Repubblica, l'impegno del Presidente del Consiglio e
del Ministro degli Esteri, il sostegno di quasi tutti i leader
politici, compreso il leader dell'opposizione, è realistico sperare che
in queste settimane si possa raggiungere l'obiettivo per cui Nessuno
Tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e
Transpartito, lottano da quattordici anni, arrivando al passaggio
decisivo del voto in Assemblea Generale dell'Onu, già nella sessione in
corso. La Regione Toscana ha evidentemente deciso di non tener conto e
calpestare tutto questo".

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