

17 agosto 2007
19 giugno 2007
Il Cassero festeggia i 25 anni
25 anni di lotta con classe è lo slogan scelto per festeggiare l'anniversario del Cassero. In 25 anni parecchie cose sono cambiate per le persone omosessuali, bisessuali e trans sia a Bologna che in tutto il resto d'Italia. Il cassero oltre ad essere sede locale Arcigay è anche sede nazionale del movimento di liberazione che partito negli anni '70, oggi è una realtà che coinvolge migliaia di persone e si rivolge a tutto il paese e opera negli ambiti più diversi. La strada da percorrere è ancora lunga, e il lavoro certamente non manca. Il Cassero celebra quindi quattro giorni di festa cominciando col passo giusto altri 25 anni di battaglie per una piena parità di diritti e di dignità. Con classe, perché un tratto distintivo di ironia, di irriverenza, di estro e di follia non debba mai mancare in tutte le sfide che vengono affrontate. E con gioia. Buona festa quindi dell'orgoglio omosessuale, bisessuale e trans. La mostra inaugura lunedi 25 giugno alle 18.30 e resterà aperta fino al 28 giugno. http://www.cassero.it/Etichette: arcigay, arcilesbica, cassero, gay_pride, mostre, Video
29 maggio 2007
Parlamentari presi a botte a Mosca: il video
MOSCA - Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del gay pride «un gruppo di nazionalisti» ha «picchiato violentemente i radicali».Lo ha reso noto il partito radicale, che ha specificato come «subito dopo c'è stato l'intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare l’europarlamentare Marco Cappato e il funzionario del gruppo dei Liberali al Parlamento europeo e militante dei Radicali, Ottavio Marzocchi» I due sono stati rilasciati poche ore dopo. L’accusa formale di «aver attraversato la strada dove non si poteva» è stata respinta da Cappato, che ha spiegato: «Ho dichiarato che stavo difendendo un amico aggredito e non tutelato dalle forze dell’ordine».
PRIMA LE UOVA E POI LE BOTTE - «Questa mattina alle 10.15 ora italiana -spiegano i radicali- a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo». La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi voleva consegnare al sindaco, spiegano i radicali, una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay pride. Ma «mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all'iniziativa nonviolenta e poi a picchiare violentemente i radicali». Subito dopo è intervenuta la polizia. «Siamo molto preoccupati -dicono ora i radicali- soprattutto per le condizioni di Mazzocchi che è stato violentemente picchiato».
LUXURIA: «VOLEVAMO DARE LETTERA AL SINDACO» - «Già quando siamo usciti dall'albergo abbiamo trovato un nutrito gruppo di poliziotti che ci ha fatto controllo documenti. E quando siamo arrivati di fronte al municipio di Mosca, senza uno striscione o una bandiera, gli ultranazionalisti e gli ortodossi infiltrati in mezzo ai giornalisti, ci hanno tirato le uova. È evidente che c'è stata la pressione del sindaco per spaventarci e per non far avere luogo alla manifestazione». Lo ha dichiarato all'agenzia Adnkronos il deputato di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria, raccontando quanto successo a Mosca questa mattina. «L'organizzatore del Pride - ha aggiunto - era stato preso dalla milizia che lo voleva portare sul camion: ho cercato di evitarlo e sono stata spintonata. La polizia ci ha detto che voleva portarci via perchè voleva proteggerci; ma mentre ci tiravano le uova e, ad alcuni, anche i sassi, la polizia non faceva nulla e rideva. Sono stata rassicurata dall'ambasciata italiana che Marco Cappato, che era stato portato via, è stato lasciato libero». «Il nostro intento - ha spiegato il deputato di Rifondazione comunista - era solo quello di consegnare una lettera al sindaco di Mosca, sottoscritta da diversi europarlamentari, in cui si ricordava che l'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. Tuttavia, preannuncio un'interrogazione parlamentare: tra un mese ci sará l'incontro tra il governo italo-russo, e in quell'occasione voglio che la questione dei diritti umani sia posta in maniera risoluta».
NESSUN NAZISKIN - Contrariamente a quanto diffuso subito dopo gli incidenti, sono stati nazionalisti e ultraortodossi a tirae uova e calci contro gli europarlamentari giunti nella capitale russa a supporto dei diritti omosessuali. Durante i disordini di questa mattina non c’era nessun naziskin.
28 maggio 2007
Fonte: Corriere della sera
Guarda il video dell' accaduto
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21 maggio 2007
Documentario su pedofilia e Vaticano
Un documento unico realizzato e trasmesso dalla BBC ad Ottobre 2006. Riferisce di un documento della chiesa cattolica dal titolo "Crimen Sollicitations" che spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali. Il video è stato sottotitolato in italiano a cura di http://www.bispensiero.it e dura 40 minuti. Di seguito è riportata una parte della traduzione del servizio dal sito di Bispensiero.
"DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L'obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.Speaker: Fu Ratzinger a imporlo per 20 anni, l’uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.DOYLE: E’ tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c’è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l’emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l’approcciosistematico non sono cambiati.COLM: il nuovo documento fu un’opportunità mancata di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa, proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.Speaker: Colm andò allora a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematicada parte delle gerarchie ecclesiastiche.COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti. Un rapporto degli USA denuncia 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.Speaker: - Il centro degli scandali era Boston, e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Nuovamente veniva operata una copertura sistematica. Al vescovo prontamente allontanato subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis nelle diocesi del Minnesota.WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la “notte dello spirito”. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni… Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa..."
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