26 marzo 2008

news 26 Marzo

CONTRO LA PENA DI MORTE, CONTRO IL
PREGIUDIZIO E LA DISCRIMINAZIONE
"Quanto sangue dovrà ancora scorrere
per le strade prima che venga abolita in ogni parte del mondo la pena
di morte"?

MEHDI KAZEMI E' SALVO!
GRUPPO EVERYONE FESTEGGIA CON I
SUOI ALLEATI E ANNUNCIA NUOVE CAMPAGNE PER LA VITA
Dopo la storica
approvazione dell'urgente Risoluzione europea sul cado di Seyed Mehdi
Kazemi (
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?
type=MOTION&language=EN&reference=P6-RC-2008-0111), l'Home Office
britannico, Jacqui Smith, ha deciso poche ore fa di sospendere la
procedura che prevede la deportazione in Iran del ragazzo gay, membro
del Gruppo EveryOne. Quanto avvenuto oggi è il risultato della
mobilitazione internazionale che ha visto in prima linea il Gruppo
EveryOne con il Partito Radicale Nonviolento e le Associazioni Nessuno
Tocchi Caino e Certi Diritti. "Quando ci siamo assunti l'impegno di
tentare di salvare Mehdi," dichiarano con entusiasmo i leader del
Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "il
giovane gay iraniano era destinato alla deportazione a alla morte sulla
forca in Iran. Poi attorno a noi e ai nostri alleati si è creata una
rete di solidarietà che ha evitato un altro crimine contro i Diritti
Umani. E' il primo passo verso una società non più indifferente, ma
capace di rispettare i diritti dei profughi, che sono l'anello più
debole dell'umanità". Non si può che esprimere la più profonda
soddisfazione per questa grande vittoria sul campo dei diritti umani,
che ha portato alla salvezza di una vita umana e ha scritto una pagina
importante di Storia europea: d'ora in poi i massimi organismi
garantiranno che in tutti i paesi dell'Unione Europea venga applicata
la Direttiva 2004/83/CE, che impone il riconoscimento dello status di
rifugiato anche alle persone perseguitate nel loro paese di origine a
causa del loro orientamento sessuale. "E' un trionfo per la civiltà
umana," concludono i leader di EveryOne, "preludio alle nostre nuove
campagne, il cui fine è la salvaguardia dei profughi e di altre
minoranze perseguitate. Mentre festeggiamo la salvezza di una vita,
però, dobbiamo lottare perché le nazioni si pongano sulla via dei
Diritti Umani e abbandonino persecuzioni e ingiustizie che sono il
retaggio di epoche che è necessario lasciarsi alle spalle".
Per
ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.
everyonegroup.com
info@everyonegroup.com


UNO SPORTELLO GLBT AD AVEZZANO (AQ)
Apre lo sportello di ascolto e d'intervento sulle
tematiche GLBT ad Avezzano. Lo sportello si propone di essere un valido
appoggio per coloro che vivono un disagio discriminatorio derivato dal
proprio orientamento sessuale. Responsabile dello sportello è Anna
Maria Angelitti, già nota nella comunita varia per i suoi articoli e
contributi. Lo sportello ha sede presso la Federazione PRC – SE di
Avezzano in via F. Parri 13 b/c. La Angelitti offre la massima
disponibilità a tutti coloro che vi si rivolgeranno, nel pieno rispetto
della privacy. Dichiarazione di Marco Riccardi Segretario Federazione
PRC – SE: "Esprimo tutta la mia vicinanza ad una tematica che purtroppo
in questo paese ancora non trova il giusto riconoscimento ed il
rispetto che merita". Chiunque potrà contattare Anna Maria Angelitti ed
avere l'assistenza richiesta, rivolgendosi al seguente numero di
telefono: 320.2737126.
Marco Riccardi
Segretario Federazione PRC – SE
Avezzano


LE RAGAZZE DI GAYA CsF E IL DECALOGO DI MONS. MOLINARI VESCOVO DELL'AQUILA
Sfogliando le pagine de "il centro", cronaca di L' Aquila, in prima pagina abbiamo letto a malincuore le quattro colonne in cui sua eminenza Mons. Molinari dettava gli 8 consigli ai ' poveri
cattolici' su come votare. In realtà non erano consigli ma regole da
seguire......altrimenti l'ira di Dio si sarebbe scatenata su questi
"poveretti"......poverini!!!!!!!! L'ottavo consiglio da seguire era
quello di votare partiti che avessero riguardo per la famiglia.......
tra parentesi vi era il divieto a qualsiasi tipo di unione
omosessuale!!! Come tali ci siamo sentite offese, disprezzate e
soprattutto rifiutate dalla chiesa.....Alla fine ci può anche andar
bene, non siamo interessate molto a far parte di quella grande setta
elitaria che è ....ma pensiamo a come si è potuto sentire chi crede!!!!
Nei giorni successivi le repliche ci sono state, ma quasi tutte per
sostenere il vescovo, anche da pare di quei partiti che avrebbero
dovuto contestarlo!!! Ed allora?........la cosa grave è che ci siamo
sentite tradite in qualità di cittadine di uno stato che non ci
difende, da quei partiti in cui credevamo e verso i quali adesso
nutriamo dei seri dubbi!!! Lo stato deve difendere i diritti di tutti,
questo almeno ci hanno tramandato i padri della costituzione. Nel
nostro paese lo stato difende solo gli interessi di pochi ed i politici
sono burattini manovrati dal grande potere onnipresente temporale della
chiesa cattolica apostolica romana. Mi vergogno di essere italiana!
Siamo fiere dunque di essere noi stesse, libere e autonomamente
pensanti! Grazie a Gaya CsF per aver come sempre difeso noi cittadini
di serie D. E grazie al Comitato Promotore Arcigay Consoli L'Aquila
perché è stata l'unica associazione che ha dato una severa ed eloquente
risposta al Vescovo Molinari senza curarsi di eventuali ritorsioni
politiche o sociali, delle quali, pare abbiano paura tutti gli altri.
Ramona e Silvia Gaya CsF L'Aquila.



ARCIGAY SOSTIENE IN SICILIA SILVESTRI E LUXURIA, CANDIDATI NELLA SINISTRA ARCOBALENO
Mercoledì 26 marzo, in due distinte conferenze stampa a Palermo e Catania, il
presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso presenterà i candidati
per la Sinistra Arcobaleno Gianpaolo Silvestri (Senato) e Vladimir
Luxuria (Camera, Sicilia 1). I due esponenti storici del movimento lgbt
(lesbiche, gay, bisessuali, transgender) potranno contare nella loro
avventura sull'appoggio di tutta Arcigay nazionale e siciliana nonché
sul sostegno da parte di tutto il popolo lgbt. Arcigay vuole ribadire
il contributo indispensabile che Luxuria e Silvestri potranno portare
nel prossimo Parlamento in termini di valori e di idee nella
definizione di una buona prassi politica per la difesa dei diritti
civili e di libertà dei cittadini omosessuali, oggi argomento sempre
più attuale e sempre più urgente. MERCOLEDI 26 MARZO 2008 ORE 11,30
CASA DELLA SINISTRA ARCOBALENO (LEFT) VIA DEGLI SCHIOPPETTIERI N. 8
PALERMO Saranno Presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale
Arcigay On. Vladimir Luxuria Candidata alla Camera, collegio Sicilia 1
Sen. Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato. MERCOLEDI 26 MARZO 2008
ORE 17,30 CAFFE' NEVA PIAZZA S. FRANCESCO D'ASSISI N. 4 CATANIA
Saranno presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay Sen.
Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato Paolo Patanè Presidente Arcigay
Sicilia
Davide Montanari
39 339 7107082


RUTELLI E LA COMUNITA' LGBT
E' da diversi giorni che Francesco Rutelli afferma di aver raggiunto
un' intesa con le Associazioni glbt romane. In concreto, Rutelli ha
incontrato Arcigay Roma e Arcilesbica Roma, sottoscrivendo alcune loro
proposte. Riteniamo importante che un candidato sindaco incontri il
mondo dell'associazionismo, nello specifico quello glbt, dobbiamo però
ricordare che solo nella città di Roma, che Rutelli si vanta tanto di
conoscere, le realtà associative gay, lesbiche e transgender sono più
di 10, ognuna portatrice di stimoli e rappresentatività diversi. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, per esempio, appoggia senza
se e senza ma la candidatura a sindaco di Franco Grillini, ritenendolo,
tra tutti i candidati , la sola alternativa laica presente in città.
Franco Grillini è sostenuto con forza anche da Arcigay Nazionale e da
vari Comitati Provinciali, tra cui anche Arcigay Roma. Le proposte per
la comunità gay presenti nel programma di Rutelli sono in parte
tardive e in parte sembrano più il famoso specchietto per le allodole
che un reale intento di occuparsi dei diritti civili di tutti i
cittadini. Curioso che prenda l'impegno di contrastare qualsiasi
discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale: solo qualche
mese fa la sua collega, Paola Binetti, ha rischiato di far cadere il
governo Prodi proprio su questo tema, senza che vi fosse una presa di
distanza da parte di Rutelli. Ci piacerebbe chiedere a Rutelli se
anche questo, come le Unioni civili, sia tema da governo nazionale.
Paradossale che venga a chiedere ai gay e soprattutto alle lesbiche il
voto dopo l'invito a disertare il referendum sulla misogina e
discriminatoria legge 40. Non siamo disponibili a votare un candidato
che nel programma non ha inserito una sola riga che sostenga in maniera
tangibile le richieste delle persone gay, lesbiche e transessuali.
Quanto ai punti per i quali Rutelli si è impegnato con Arcigay e
Arcilesbica dobbiamo far presente che su alcuni di essi l'
associazionismo romano ha operato per anni con progetti ed interventi
mirati, in collaborazione con i vari Assessorati delle precedenti
Amministrazioni capitoline. Specificatamente il Circolo Mario Mieli ha
realizzato e porta avanti progetti sul bullismo, sull'Hiv, contro le
discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di
genere. In tal senso quindi l'impegno del candidato Rutelli non ci
sembra nè nuovo, né innovativo ed articolato. Per tutti questi motivi e
perché non abbiamo ancora visto un radicale cambiamento di Rutelli su
questi temi, noi continuiamo fortemente ad appoggiare Franco Grillini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano –
Presidente
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A
- 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
3487708437


PILLOLA DEL GIORNO DOPO IL 10 APRILE IL GIP DI ROMA DECIDERA' SE RINVIARE A GIUDIZIO I MEDICI OBIETTORI DI COSCIENZA.
Dichiarazione di Massimiliano Iervolino e dell'avv.Alessandro Gerardi.
"A seguito della nostra opposizione alla richiesta di archiviazione
formulata dalla procura della repubblica di Roma, il Giudice per le
Indagini Preliminari, dott. Carlo Mattioli, ha finalmente fissato l'
udienza di discussione in camera di consiglio per il giorno 10/04/2008,
ore 12,00. Il predetto procedimento giudiziario trae spunto da un
nostro esposto del 01/02/2006 col quale decidemmo di denunciare i
medici del Policlinico Umberto I° e del San Giovanni di Roma che,
appellandosi all'obiezione di
coscienza, si rifiutarono di prescrivere
la c.d. "pillola del giorno dopo" ad una paziente che ne faceva urgente
richiesta. All'udienza del 10 aprile, pertanto, per la prima volta in
un'aula giudiziaria, tenteremo di dimostrare – soprattutto grazie all'
ausilio del parere medico-scientifico redatto dal dott. Silvio Viale
sul meccanismo d'azione del Levonorgestrel - che i medici che non
forniscono la ricetta per l'acquisto della c.d. "pillola del giorno
dopo" compiono un vero e proprio reato di interruzione di pubblico
servizio e/o di omissione d'atti d'ufficio e non un atto di rispetto
della propria coscienza (che nel caso di specie, come per i
profilattici e la contraccettiva, non è previsto né consentito dalla
legge)."
www.radicaliroma.com


IL GUELFO CIARRA-PAME
A questo mondo non si finisce mai di imparare e di stupirsi. Questa volta la storia
e il vero senso della vita ce li insegna Giuseppe Ciarrapico, candidato
con il PDL al Senato della Repubblica. Si definisce guelfo,
sostenitore del Papato e di Benedetto XVI: IL Papa e lui, entrambi
fautori della sola vera famiglia, quella composta da un uomo e da una
donna. Fin qui nulla da obiettare se non fosse per il fatto che per
confermare questa convinzione si permette di insultare chi non la pensa
come lui. Usa il termine "ciarpame" per definire tutto ciò che è al di
fuori del sacro vincolo del matrimonio eterosessuale, offendendo di
fatto tutta le comunità glbt e non solo. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli gli risponde per le rime:
- ciarpame è
essere fascista e non rinnegarlo (altrimenti perché il saluto romano ai
funerali di Edda Ciano Mussolini nel 1995?);
- ciarpame è stampare
libri revisionisti sulla storia, le armi e l'esercito fascista nella
propria tipografia di Cassino;
- ciarpame è il Lodo Mondadori;
- ciarpame è la bancarotta fraudolenta per l' A.S. Roma;
-
ciarpame è la vicenda "Casina Valadier" (3 anni in Cassazione)
-
ciarpame è il finanziamento illecito ai partiti (condannato ma affidato
ai servizi sociali)
- ciarpame è il crack del Banco Ambrosiano (in
appello condannato a 4 anni e mezzo poi ridotti a soli sei mesi in
detenzione domiciliare per motivi di salute).
Il signor Ciarrapico
sembra pronto per essere eletto in Parlamento grazie a Berlusconi che
ha blindato la sua candidatura.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 -
348/7708437



LORENZO CESA, UDC, A BABILONIA
«Nessuna forma di riconoscimento pubblico alle coppie
di fatto. Non si può dare a tutti lo stesso. Siamo impegnati a
promuovere normative che facciano riferimento alla dottrina sociale
della Chiesa».
«Il concetto di famiglia accolto dalla Costituzione
risale a una tradizione giuridica più che bimillenaria. (...) Per
quanto riguarda le coppie gay, si tratta di una situazione meramente
privata che, come tale, non può ricevere una forma di riconoscimento
pubblico né essere equiparata alla famiglia, ferma restando la tutela
dei diritti dei singoli». E' questa una delle tante risposte che il
segretario nazionale dell'UDC, fornisce in una intervista al mensile
Babilonia. La rivista di cultura omosessuale va in edicola con uno
speciale sulle elezioni di aprile, dando spazio alle voci del movimento
omosessuale, e con reportage da Bruxelles e da altre parti del mondo su
come politici e organizzazioni glbt vedono le consultazioni
elettorali. Due i politici italiani, diversi tra loro, che parlano al
movimento glbt, attraverso lo storico mensile omosessuale: Fausto
Bertinotti e Lorenzo Cesa. Il segretario dell'UDC risponde a Babilonia
su molti temi, come la fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale:
«ha spostato a destra il Popolo delle Libertà. L'ingresso di Fini nel
PPE dipenderà dagli oltre 50 partiti che fanno parte della nostra
grande famiglia europea». Ma sono i diritti civili, la Chiesa e la
protezione della comunità omosessuale contro ogni forma di
discriminazione, i temi principali dell'intervista. Così alla domanda
di Babilonia: "Perché un omosessuale dovrebbe votare Udc?", il
segretario Cesa risponde: «Chi condivide i nostri programmi e si
riconosce in una forza politica moderata e tollerante non dovrebbe
avere problemi a votare UDC». All'insistenza del giornalista se l'UDC
sarebbe in grado di accettare, anche ai vertici del partito, un
omosessuale, Cesa replica: «Direi che il problema non dovrei pormelo io
bensì coloro i quali desiderassero partecipare alla vita del partito.
E' ovvio che dovrebbero condividerne pienamente principi e valori».
Babilonia chiede a Cesa perché l'Udc, quando si parla di diritti
omosessuali, è così lontana a discuterne. Categorico il segretario: «Mi
sembra eccessivo e non rispondente alla realtà dire che vi siano
persone "senza un briciolo di diritti". E non è nemmeno accettabile
affrontare la questione delle coppie omosessuali prendendo a pretesto
questa inesattezza giuridica». Ancor più incisivo su quello che la
Chiesa ha il diritto di imporre: «Ha il pieno diritto – dice Cesa a
Babilonia – e dovere di sollecitare al rispetto di principi e valori
che non sono negoziabili. L'UDC, in quanto partito d'ispirazione
cristiana, è impegnato a promuovere normative che facciano riferimento
alla dottrina sociale della Chiesa». Alla domanda se l'UDC appoggerebbe
leggi contro le discriminazioni, il segretario risponde: «L'uguaglianza
dei cittadini di fronte alla legge è un principio di civiltà che fa già
parte della nostra Costituzione e del nostro ordinamento. Il divieto di
discriminazione non significa però dare a tutti lo stesso, ma a
ciascuno il suo. Non mi risulta che ci siano oggi discriminazioni
fondate sulle tendenze sessuali. Qualora se ne individuassero, non
penso che ci siano problemi nel sostenere iniziative parlamentari per
eliminarle».
Mario Cirrito
Babilonia



IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FAUSTO BERTINOTTI IN ESCLUSIVA A BABILONIA


«Il governo Prodi si è speso troppo poco sulle unioni civili. E anche su pensioni e salari... E la
Chiesa non pretenda di dettare comportamenti al legislatore.»
«Credo
che il governo sulle unioni civili si è impegnato troppo poco, non
troppo! Non capisco per quale ragione di fronte ad un elemento di così
grande valore civile, avrebbe dovuto esonerarsi dalle responsabilità di
presentare una legge. Non capisco perché il governo deve assumersi
responsabilità in materia di politica economica e non di un
provvedimento sui diritti civili». Il Presidente della Camera, Fausto
Bertinotti, risponde così ad una delle tante domande, in una intervista
esclusiva al mensile storico omosessuale Babilonia. Il candidato
premier della Sinistra Arcobaleno parla anche di salari, pensioni,
precarietà: «Se Prodi avesse operato a favore dei salari e delle
pensioni, avrebbe potuto consolidare un elemento di forza che,
purtroppo, aveva disperso a luglio non accogliendo le richieste dei
movimenti per una incisiva lotta alla precarietà». Poi, ovviamente,
sono i diritti civili omosessuali a impegnare il Presidente Bertinotti
nell'intervista con Babilonia. La divisione nel governo e nella
maggioranza non hanno portato risultati concreti per una legge sulle
unioni di fatto e altre leggi contro l'omofobia e lo il mensile
omosessuale cerca di capire perché. «Avevamo raggiunto un compromesso
nella scorsa campagna elettorale – risponde Bertinotti – Era un
compromesso interessante e dinamico: riconosceva diritti alle persone
che fanno parte delle unioni di fatto, semplicemente sulla base di
scelte affettive e amorose. Un passo avanti che è stato colpevolmente
messo in discussione dalle destre». Ma, la sinistra, non poteva essere
più incisiva? «No – replica Bertinotti – i numeri eran quelli e c'era
poco da essere incisivi. Ci siamo trovati di fronte a una
controffensiva moderata e fondamentalista rispetto al quale, questo sì,
va rimproverato: il governo non ha avuto il coraggio necessario di
stoppare! Sarebbe stato utile per tutti, anche per la trasparenza dei
processi politici, sfidare in campo aperto le forze che dentro la
maggioranza si erano sfilate dal patto e dall'accordo del programma.
Dovevamo parlare direttamente al Paese» Nessuna autocritica? Qualcuno
tra voi non dovrebbe scusarsi per le promesse non mantenute con la
nostra comunità?, chiede con insistenza Babilonia. «No. Nella
maggioranza ci si è battuti perché le unioni civili venissero
riconosciute. Naturalmente una critica complessiva può essere fatta ma
ci sono state forze come quelle che oggi sono nella Sinistra
Arcobaleno, così come nei Radicali e Socialisti, che si sono impegnati
su questo terreno. Naturalmente capisco la comunità omosessuale ma non
si può mescolare chi l'ha combattuta e persa la battaglia, da chi
invece l'ha fatta perdere», risponde Bertinotti. Babilonia chiede se
vale anche per l'Italia una frase di Zapatero: "La Spagna si governa
con la legge, non con il catechismo". «Quello della Chiesa – risponde
il Presidente della Camera – è tornato ad essere un problema cruciale
per la vita politica italiana. Credo che la laicità sia una condizione
preliminare perché la politica possa assolvere al suo compito. Ogni
volta che si determina una limitazione dell'autonomia della politica,
in nome di una cattedra esterna, la politica subisce uno sfiguramento
che la rende impresentabile. La Chiesa ha il diritto e il dovere di
rivolgersi ai fedeli e chiedere a loro la piena applicazione dei suoi
precetti. Ha anche il diritto di rivolgersi ai non credenti nella sua
opera di proselitismo. Io non appartengo a quella cultura laica che
nega alla religione la presenza come elemento costruttivo dello spazio
pubblico. Riconosco al fenomeno religioso questa presenza ma non
capisco perché tutto ciò poi debba trasformarsi in quella forma
specifica di ingerenza che si manifesta con la pretesa di dettare
comportamenti al legislatore in nome di una morale esterna alla
fondazione politica che è quella istituzionale».
Mario Cirrito
cell.
392.1858930



ALL'APERTO E AL CHIUSO
Prostituzione e tratta I nuovi dati del fenomeno, i servizi sociali, le normative di riferimento
Il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, assieme al
traffico di armi e di droga, è diventato uno dei principali mercati
illegali su scala mondiale. Il fenomeno ha subito in questi ultimi anni
una trasformazione strutturale che ha prodotto un cambiamento radicale
del rapporto tra i diversi attori sociali coinvolti e ha determinato
una maggiore segmentazione interna al fenomeno. Le modalità di
esercizio della prostituzione si sono estese determinando cambiamenti
dei luoghi dove viene praticata, dei rapporti sociali e delle forme di
contrattualizzazione tra le vittime e gli sfruttatori. Le
organizzazioni criminali hanno sviluppato un modus vivendi accettabile
per le donne coinvolte nei meccanismi di sfruttamento con l'obiettivo
di "umanizzare" lo sfruttamento sessuale ed evitare conflitti
incontrollabili che possono mettere in crisi la stabilità delle stesse
organizzazioni. Una vera e propria "ricerca del consenso" che è
diventata fattore costitutivo del rapporto di prostituzione. Nel
frattempo la prostituzione si è spostata dalla strada alle "case al
chiuso", in risposta alla repressione giudiziaria innescata dalla legge
Bossi-Fini mirata contro le donne straniere che esercitano la
prostituzione in strada, perché più visibili. La prostituzione allora
si mimetizza ma estende il proprio raggio di influenza su nuovi gruppi
nazionali, primi tra tutti quello delle donne maghrebine e quello delle
donne cinesi. Il libro raccoglie i risultati di una ricerca condotta da
Parsec Consortium nel biennio 2005-2006 che ha studiato le
trasformazioni del fenomeno a livello nazionale, sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo, e ha costruito una vera e propria "mappa
sociale" del mercato romano della prostituzione che rappresenta, da
solo, quasi un quinto dell'intero fenomeno nazionale. La ricerca
presenta anche le esperienze realizzate a sostegno delle vittime della
tratta sessuale e le metodologie di lavoro sperimentate proprio al fine
di attivare percorsi per la loro fuoriuscita dai circuiti della
prostituzione. In particolare, il Progetto Roxanne del Comune di Roma,
programma di intervento che ha coinvolto le istituzioni locali, le
forze dell'ordine, gli operatori della sanità, gli operatori sociali e
i mediatori culturali, finalizzato al reinserimento sociale e
lavorativo delle vittime della prostituzione.
Casa editrice EDIESSE Via
dei Frentani 4A - 00185 Roma
06 44870283 ediesse@cgil.it
Ufficio
stampa: Carla Pagani
06 44870286 ediesse.pagani@mail.cgil.it
www.
ediesseonline.it

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11 maggio 2007

news 11 maggio

SPOSTAMENTO DATA PRIDE NAZIONALE UNITARIO
DAL 9 AL 16 GIUGNO
Abbiamo accertato, dopo verifiche istituzionali e di movimento e sulla base
delle notizie di stampa a tutti/e note che esistono oggettive
difficoltà al normale svolgimento della manifestazione prevista per il
9 giugno a causa della presenza di Bush nella capitale e alla
contemporanea presenza di manifestazioni e cortei collaterali.
Pertanto, sentito il parere unitario concorde dell'intero Comitato
Politico Nazionale, si rende noto che la Manifestazione viene spostata
di una settimana. La Gay Parade si effettuerà quindi sabato 16 Giugno
2007. Siamo consapevoli di quanto questo spostamento creerà disagi e
difficoltà sia ai singoli sia alle associazioni, noi compresi. La
scelta risulta obbligata date le considerazioni organizzative e anche
politiche rispetto a un Pride che avrebbe corso il rischio di avere una
sottoesposizione mediatica e una contaminazione di contenuti, che
avrebbero annacquato le nostre tre parole d'ordine: parità, dignita,
laicità. Il sito
www.romapride.it sarà on line entro le prossime ore
con il documento politico e la piattaforma rivendicativa condivisa da
tutto il Comitato Politico (che vi inviamo in allegato). Il
coordinamento nazionale riporterà le firme di tutte le associazioni e
realtà lgbt che erano presenti all'assemblea del 1/4/2007 e tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che hanno già aderito. Per tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che vogliono aderire al coordinamento
è sufficiente mandare la propria adesione a info@mariomieli.org.
Invitiamo tutti/e coloro che hanno a cuore la laicità e i contenuti del
Pride a partecipare in massa alla manifestazione nazionale. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli FONTE Circolo di Cultura Omosessuale
"Mario Mieli" – INVIATO DA DìGayProject


FAMILY DAY: ARCIGAY, UN INGANNO ALLA BUONA FEDE DI CHI AMA
LA FAMIGLIA ANCHE BARBARA POLLASTRINI E LELLA COSTA AL CONGRESSO DELL'
ASSOCIAZIONE A MILANO DALL'11 AL 13 MAGGIO
"Il Family day sarà un
grande inganno con cui si strumentalizzerà l'amore di tanti italiani
per le loro famiglie, al fine di negare diritti concreti all'amore di
altre persone e di altre famiglie". E' l'opinione del presidente
nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, sulla manifestazione cattolica
che si terrà a Roma sabato prossimo. "L'operazione del cosiddetto
Family day – spiega Lo Giudice - costruito a tavolino dai gerarchi
vaticani, rappresenta un grande inganno, soprattutto per quelle
centinaia di migliaia di persone che, in buona fede, convinti dal loro
parroco o dal loro capo scout, andranno a Roma avendo a cuore il bene
delle famiglie italiane e sabato sera saranno gettati sul tavolo delle
trattative politiche per negare diritti concreti ad altre persone e ad
altre famiglie". "Lo scopo dissimulato ma vero del Family day è infatti
quello di impedire al parlamento italiano di approvare una legge sulle
unioni civili. Cioè di consentire anche alle persone che si amano ma
non sono sposate di essere riconosciute come coppia nei momenti
difficili della malattia, della morte, delle difficoltà economiche,
dell'assistenza e della solidarietà sociale. Su tutto il resto siamo
infatti d'accordo. Non c'è divisione nel paese sul sostegno alle
famiglie sposate. La vera differenza passa tra chi vuole sostenere solo
quelle e chi invece ha a cuore tutte le famiglie di tutti gli italiani"
Intanto il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha
annunciato la sua presenza al 12° congresso nazionale Arcigay, in
programma dall'11 al 13 maggio a Milano, così come il ministro per l'
Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quello per il Commercio
internazionale Emma Bonino. Tra gli altri ospiti l'attrice Lella Costa,
il Premio Nobel Dario Fo in collegamento telefonico, la sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, lo psicologo Vittorio Lingiardi, il
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids,
Massimo Oldrini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, Raffaella
Bolini della presidenza di Arci. Numerosi anche i politici, tra i quali
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). Saranno circa 200 i delegati che si
daranno appuntamento, a partire dalle 14:30 di venerdì 11 maggio,
presso l'Hotel Quark, in via Lampedusa 11/a, a Milano, per eleggere i
vertici ed approvare le linee guida dell'attività della maggiore
associazione omosessuale italiana. I delegati rappresenteranno circa
180mila iscritti, raccolti in oltre 100 sedi locali (43 comitati
provinciali e 65 associazioni affiliate), e in 6 coordinamenti
regionali, distribuiti in 48 province di 18 regioni italiane. Il
dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali dell'associazione,
svoltosi tra marzo e aprile, ha compreso 40 incontri, per un totale di
oltre 100 ore di discussione. Decine gli ordini del giorno elaborati su
temi diversi dai giovani alle donne, dalla salute, alla cultura.
Ufficio stampa Arcigay
A.G.E.D.O.

FAMILY DAY: GENITORI DI OMOSEX:
ECCO PERCHÈ NON POSSIAMO PARTECIPARE
L'Associazione di Genitori e amici di omosessuali che da sempre esalta l'importanza ed il ruolo della
famiglia come luogo educativo, di sostegno e di "comunità di amore e di
vita ", come i nostri figlie e le nostre figlie hanno sperimentato;
desidera portare un contributo alla manifestazione del "Family Day",
proprio per non emarginare realtà familiari "differenti" già fortemente
presenti nel nostro paese, in Europa e nel mondo. "Troviamo fortemente
discriminante il tentativo di chiudere in un ghetto la famiglia
tradizionale con il vedere nemici in ogni altra forma di unione
riconosciuta fra persone che si amano, perchè solo l'amore che unisce
può realmente cementare una coppia" dichiara la Presidenza di Agedo e
continua: "sentimento che permette un progetto di vita in comune teso
alla mutua assistenza, soprattutto nei momenti difficili che sempre si
incontrano lungo l'arco della vita; l'amore vissuto in una coppia
porta anche al riconoscimento dei diritti e dei doveri, al suo interno
e verso la società". Proprio per questo le unioni uomo-donna, in quanto
ricchezza per la società tutta, sono state tutelate con l'istituto
giuridico del matrimonio civile. Oggi si chiede un'estensione di tali
tutele anche a quelle coppie che non volendo o non potendo accedere (é
il caso dei nostri figli) al matrimonio, necessitano per vivere
serenamente di potere godere dei diritti di cui già godono le nostre
famiglie, attraverso un riconoscimento giuridico che preveda anche la
loro affettività, il loro essere legame d'amore, il loro essere
ricchezza per la società tutta. Agedo riconosce, indipendentemente
dalle argomentazioni che coincidono con la morale cattolica, "che le
famiglie sono la base della società e che estendere il concetto di
famiglia sarà vantaggioso per tutta la società", come del resto è
dimostrato nei paesi europei dove già, in modo civile, vengono
riconosciute le unioni al di fuori del matrimonio e le unioni
omosessuali. Anche da parte nostra dunque venga un bel sì alla
famiglia, ma per TUTTI! Certi che gli italiani sapranno intuire il
valore positivo di una regolamentazione istituzionale. Non possiamo
quindi essere d'accordo con una manifesta volontà di far emergere un
unico modello di famiglia che ha diritto alle tutele dello Stato e che
vede negli altri modelli un pericolo o, ancora peggio, una minoranza
senza diritti alcuni. Non ravvisando pertanto in tale manifestazione
situazioni di accoglienza e di dialogo, ma solo di rifiuto ed
emarginazione, le nostre famiglie sono costrette ad astenersi dalla
partecipazione. La Presidenza di A.GE.D.O. Associazione di GEnitori e
amici Di Omosessuali
www.agedo.org

JONATHAN ALI IN VOLO
Io cammino con le spalle al muro Difficoltà per una consapevole identità Museo d'arte
moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20 maggio 2007 - ore 17
Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti in movimento Porpora Marcasciano,
MIT - Movimento Identità Transessuale Matteo Pegoraro, Responsabile
Giovani Arcigay Firenze Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori
e Amici degli Omosessuali Ingresso libero - a seguire buffet
Jonathan
- Diritti in movimento Associazione glbt
Via Palermo, 41 - 65122
Pescara
347 6163260 - info@alinvolo.org
www.alinvolo.org
INVIATO DA A.
Maria Angelitti Gaya CsF

FAMILY DAY: ARCIGAY, SARA' UNA FESTA DELLE DISCRIMINAZIONI
"Il 12 saremo alla manifestazione di piazza Navona per la laicità".
A Milano il congresso dell'associazione dall'11 al 13 maggio
"Siamo alla Santa Alleanza omofobica. La risoluzione del parlamento europeo dello scorso
26 aprile contro l'omofobia aveva visto giusto condannando come atti
omofobici 'i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e
religiosi nei confronti degli omosessuali'. Questo il commento del
presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice alle parole del
rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha invitato la comunità
ebraica a prendere la parola contro il riconoscimento dei diritti delle
coppie omosessuali. "Uno scellerato fronte delle gerarchie cattolica,
ebraica e islamica – ricorda Lo Giudice - ha impedito lo svolgimento
del gay-pride mondiale (World Pride) a Gerusalemme nel 2005 e ha
ispirato il divieto di quello di Mosca lo scorso anno. Ora il rabbino
Di Segni interviene contro i diritti di gay e lesbiche, guarda caso
alla vigilia del Family day che sarà la prima vera manifestazione
contro i diritti di gay e lesbiche nel nostro paese, al di là degli
ipocriti distinguo degli organizzatori. Una festa delle
discriminazioni. Sappiamo bene che all'interno della comunità ebraica,
come in quella cattolica, esistono posizioni molto diverse, attente
alle libertà e fortemente legate al principio del riconoscimento delle
diversità: ci auguriamo che vengono alla luce". Il 12 gennaio una
delegazione di Arcigay guidata dal presidente nazionale Sergio Lo
Giudice, che interverrà dal palco della manifestazione, parteciperà all'
iniziativa "Coraggio Laico" di Piazza Navona, di cui l'associazione è
fra i promotori. Negli stessi giorni, dall'11 al 13 maggio, Arcigay
terrà a Milano il suo 12° Congresso nazionale dal titolo "Siamo
Famiglie: pari dignità, pari diritti". Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
IKEN ONLUS
"Rosy Bindi e Family Gay."Il presidente
dell'associazione i Ken di Napoli Carlo Cremona ed il comitato
direttivo, esprimono gratitudine al Ministro della Solidarietà sociale
Ferrero per la nobile posizione politica presa per l'esclusione delle
associazioni omosessuali dal convegno. Riteniamo lodevole e solidale
anche la posizione dell'On. Gennaro Migliore ed invitiamo tutti i
parlamentari laici a sollecitare il ministro Bindi a rivedere la
propria posizione in evidente contrasto con le linee guida per le pari
opportunità di tutti e tutte e fortemente discriminatorie.

BABILONIA
"Papito è trisessuale". A coniare il nuovo termine è il cantante Miguel
Bosè, icona trasgressiva e androgina del panorama musicale degli anni
Ottanta e Novanta, in una irriverente intervista al mensile omosessuale
Babilonia. Alla curiosità dell'intervistatore che gli chiede sulla sua
presunta omosessualità, il cantante madrileno sbarcato a Milano per
promuovere il suo nuovo album "Papito", risponde: «Lasciamo le cose
come stanno o come vogliono essere pensate. Dare spiegazioni sulla mia
sessualità non serve a nulla. Mi è successo un bel giorno di trovarmi
ad essere gay; poi sono arrivate le donne. Sono diventato bisessuale e,
una volta esaurita anche questa opzione, altre domande. Esaurita oramai
ogni altra scelta, per me voi non mi resta che dire: sono trisessuale».
Cosa vuol dire?, chiedeBabilonia. «Non lo so -risponde Bosè – ma ho
ancora un altro asso nella manica: la zoofilia».Non solo di musica
parla Babilonia con Miguel. Quanto gli è familiare la Spagna di
Zapatero? «Certamente molto di più di quella di Aznar: sono socialista
da sempre». Ancora più duro lo è nei confronti della Chiesa lo scontro
sui temi etici e omosessuali: «La Chiesa non fa testo, non è un
riferimento e non dovrebbe esserlo». Anche sulle manifestazioni contro
i diritti omosessuali, Bosè è netto con Babilonia: «Questi manifestano,
però poi concedono il perdono a chi si macchia di orrori come la
pedofilia. E leggiamo spesso che queste cose succedono proprio
all'interno della Chiesa. In una democrazia tutte le alternative devono
essere legalizzate, in maniera che quando sono esercitate non siano
condannate. Stiamo parlando di affetti, di amore. Insomma: stessi
diritti per tutti i cittadini! O altrimenti facciamo una cosa: dobbiamo
avere il diritto di non pagare più le tasse, voi e noi che vi
sosteniamo». Nella lunga intervista con il mensile storico degli
omosessuali, Miguel Bosè si lascia trascinare anche a qualche ricordo
dell'infanzia, quando la sua casa madrilena era rifugio di personalità
del calibro di Luchino Visconti, Hemingway, Ava Gardner, Orson Welles e
tanti altri.
INVIATO DA Mario Cirrito

ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
CONCORSO FOTOGRAFICO "FATTI E MISFATTI DELLA GIUNTA TEMPESTA
1° sezione "I fatti positivi" 2° sezione "I Misfatti" 3° sezione
"Essere giovani a L'Aquila"
Ciascun partecipante dovrà presentare una o
più fotografie di ottima qualità che rendano attraverso un'immagine
emblematica il carattere positivo o negativo delle iniziative della
giunta di Centrodestra e quindi indicative del degrado o dello sviluppo
di questa città negli ultimi 8 anni. Le fotografie stampate a cura del
concorrente devono essere inviate alla Ass. Radicale "Ignazio Silone"
c/o SDI, via Beato Cesidio, 9- 67100 L'Aquila, ed on line al
ginoantognetti*libero.it. non oltre il 17 maggio 2007. Ogni foto dovrà
portare sul retro un titolo ed una breve didascalia ma il nominativo e
recapito dell'autore devono essere indicate a parte. La scelta del
formato sarà libera e si potrà anche presentare un elaborato composto
da vari scatti. Per eventuali informazioni si può contattare il 348
1018898. La partecipazione è libera. - REGOLAMENTO 1. Saranno premiate
le fotografie che, oltre al valore estetico e alla capacità
comunicativa, rispetteranno le finalità del concorso indicate. 2. Il
giudizio avverrà in forma anonima senza considerare l'identità del
fotografo, la professione o il paese di provenienza. 3. La decisione
della giuria è insindacabile e non potrà essere oggetto di discussione.
4. La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente
regolamento e autorizza gli organizzatori all'uso gratuito delle opere
concorrenti per finalità senza scopo commerciale quali pubblicazioni,
diffusione ed esposizione del materiale a fine didattico e culturale.
5. La partecipazione al concorso implica la concessione agli
organizzatori del consenso al trattamento dei dati personali in base a
quanto previsto dalla legge 675/96 e sue successive integrazioni e
modifiche. I dati raccolti saranno conservati in un apposito archivio
presso l'A.R.I.S. e non verranno ceduti o comunicati a terzi per
trattamenti diversi da quelli istituzionalmente previsti dalla
associazione stessa. 6. Le opere ricevute non saranno restituite. 7. La
giuria sarà composta da un giornalista per ciascuno dei seguenti organi
di informazione Il Centro, Il Messaggero, Il Tempo, TV Uno, Onda TV,
Rai TGR Abruzzo, Il Capoluogo, Il ficcanaso, L'Editoriale, Sallustio
2000 e preseduta dal Presidente o altro rappresentante dell'Ordine dei
Giornalisti. Tutte le foto meritevoli saranno pubblicate sul sito de
"Il Ficcanaso.it" e sul costituendo sito dell'A.R.I.S. 8.L'
Associazione, visti i tempi brevi, si riserva di effettuare qualche
modifica nella composizione della giuria e di organizzare una
manifestazione finale alla presenza del Sindaco dell'Aquila e dei
candidati sindaco prima delle consultazioni elettorali. 9. Copia delle
migliori foto dei misfatti saranno consegnate al nuovo sindaco con l'
invito a risolvere entro breve tempo ed in modo efficace lo scempio
denunciato. Allo scadere di ogni anno l'Associazione organizzerà un
confronto tra queste foto e la nuova realtà. 9. Ai primi classificati
delle 3 sezioni verrà donato un volume de "La Scuola dei dittatori" di
Ignazio Silone. E' cambiata la nostra città negli ultimi 8 anni?
Certamente sì, se sia cambiata in meglio o anche in peggio dipende
anche dai punti di vista ma crediamo che molti cittadini non abbiano
una visione complessiva e puntuale dello stato attuale della nostra
città. Sembra che si siano assuefatti ed anestetizzati e si sentono
spesso frasi poco democratiche "tanto sono fatti tutti così" e "non
cambierà mai niente". Il rifiuto della politica e del votare sono il
peggior gesto antidemocratico. Essi fanno del mancato elettore il più
attivo complice della corruzione e del degrado politico. Il politico
corrotto od incapace può così agire indisturbato. Con le elezioni verrà
deciso come saranno la nostra città e la nostra vita quotidiana nei
prossimi anni. Non è insensato considerarsene estraneo? Ecco perché
diventa indispensabile che gli elettori siano informati e coscienti di
tutte le trasformazioni che si sono realizzate in città. Nel centro,
nelle periferie, negli angoli storici meno frequentati, nei quartieri
nuovi. Il momento giusto per una prima riflessione è adesso. A pochi
passi dalle scadenze politico elettorali locali.
Il Segretario della
Associazione Radicale "Ignazio Silone" L'Aquila 4.5.2007
Gino
Antognetti


ORGOGLIO E PREGIUDIZI
A cura di Alba Montori Celebrazione o commemorazione?
EVVIVA !La "città del cinema" ha compiuto settant'
anni. Io invece sessanta. Così i vari tiggì sono stati colonizzati da
un paio di giorni sull'argomento. Illustrati dalle immagini dei divi
passati e presenti del set e soprattutto delle dive, che vi hanno
trovato la loro dimensione di star internazionali, l'america in casa,
presentati e sponsorizzati da Rutelli e da Veltroni in veste di
anfitrioni.... Con tutto il consueto rituale di citazioni , in primis
Fellini. E' già un miglioramento, rispetto al silenzio dei suoi primi
cinquant'anni. Non una parola invece, a parte un accenno subito
troncato, del grande Monicelli e di una timidissima Loren su cosa ha
reso possibile il trionfo dei nuovi proconsoli Rutelli & Veltroni. Se
pensassi che mio padre, Alfredo Montori, l' architettore ( proprio
così, soprannome datogli da D'Annunzio) morto nel 1974 a 81 anni, si
trova ancora da qualche parte nell'universo, penso che potrebbe davvero
indignarsi. Ma io, che ho passato là dentro la prima parte della mia
infanzia, scorrazzando per i viali, gli uffici, i magazzini e le
sartorie, i camerini, i teatri e i ponti luce, perseguitando con le mie
curiosità e i miei perchè tutti, a cominciare dal portiere Pappalardo,
io sono indignata, molto, e anche rattristata, un po'. Perchè chi oggi
se ne fa palcoscenico privilegiato non si è sognato neanche
lontanamente di ricordare chi ha reso uno "stabilimento industriale"
quello che è ancora, malgrado si sia cercato di distruggerne anche
l'anima, e lo ha reso allora e per sempre vera FABBRICA non dei sogni,
ma della finzione. Perché il cinema è finzione. IL CINEMA è ILLUSIONE
Mio padre che ha inventato il nome e il logo di CineCittà ( ma non lo
ha brevettato, perchè ne era il direttore...) la chiamava "FABBRICA
DELLE ILLUSIONI". Le illusioni sono qualcosa che ci appare come
esistente anche se sappiamo che non lo è e dobbiamo essere ad occhi ben
aperti e col cervello vigile, anzi, per vedere le illusioni! Altro che
fabbrica dei sogni...I sogni sono un'altra cosa, quelli si fanno
dormendo, specchio del nostro personale subconscio, quando il cervello
si distacca dalla realtà, smette di ragionare, per riposare. Quel che
si vede apparire vero sullo schermo non è mai vero, anche se può
sembrarlo, anzi deve apparire più vero della realtà. E in ogni caso è
solo un effetto di luce, solo un'illusione ottica. Ma quelle forme in
movimento, guizzi di luci più veri del vero, sono il risultato di un
enorme lavoro creativo, di cui sullo schermo non si vede nulla, al
cinematografo. Un particolare tipo di lavoro nel quale un gruppo di
persone( equipe o cast) , ciascuna con le sue abilità e le sue
professionalità, si mette in gioco ad interagire con gli altri, col-
labora allo scopo di produrre un'illusione di realtà ( a tema) più vera
della realtà stessa, senza limiti né spaziali, né temporali, e con un
tale rapporto di interconnessione che il risultato visivo filmico
spesso travalica anche le previsioni progettuali. Insomma Fellini non
sarebbe stato "il regista", se come regista non avesse avuto a
disposizione tutta Cinecittà. Perciò io voglio celebrare, anche in nome
di mio padre che non può farlo, tutte le legioni di segretarie , di
tecnici del suono, dell'illuminazione, del montaggio, dell'edizione,
fotografi e operatori, le parrucchiere, i truccatori e le truccatrici e
i costumisti, le telefoniste del centralino, gli attrezzisti e gli
armieri e i trovarobe, per non parlare degli artigiani artisti delle
miniature e dei "macchinisti", quegli omaccioni sempre sudati e in
canottiera anche d'inverno, col martello appeso ai calzoni e le tasche
piene di chiodi, ( e dal liguaggio molto anticonvenzionale) capaci di
costruire e disfare una scena e via l'altra, riuscendo a trasformare i
disegni di papà in spazi vivi della durata strettamente necessaria a
girarvi le scene previste in copione....E ringraziarli, con affetto,
perchè per me sono stati "gente di famiglia". Anche se erano sempre al
lavoro trovavano pure il tempo per coccolarmi o per giocare con me, e
mi hanno insegnato un sacco di cose, a cominciare dal non fare
distinzione di ruoli e ceti e tipologie varie nel comunicare tra
persone, ma soprattutto mi hanno dato il rispetto per il lavoro, quello
vero, che costa fatica e impegno al meglio delle proprie capacità,
quello fatto "a regola d'arte". E voglio ringraziare, almeno io, anche
Alfredo, mio padre, che col suo lavoro ha permesso tutto questo e col
suo affetto a me di viverlo.. Il "professore"che ha animato fin dal
progetto la Città del Cinema, che vi ha speso senza risparmio la sua
energia creativa, che ha cercato con pochi di proteggere durante la
guerra e l'occupazione tedesca lo stabilimento e le attrezzature dai
saccheggi, che non è riuscito a veder ricostruito il teatro n6,
bombardato nel 1944, che ha cercato, sperato, una rinascita dopo la
guerra, che è arrivata ( ma è davvero arrivata?) troppo tardi perchè
potesse assistervi e che nessuno ha ufficialmente ringraziato. Tutta
gente che non si vede mai nei film ma senza la quale tanti film non
sarebbero mai esistiti: i veri, unici e irripetibili"cittadini di
Cinecittà.
Alba Montori Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA ROMA
12
MAGGIO 2007: 33° ANNIVERSARIO
DELLA VITTORIA SUL DIVORZIO
GIORNATA DEL
"CORAGGIO LAICO"
INVITIAMO PARTECIPARE A QUESTA IMPORTANTE GIORNATA
TUTTE E TUTTI QUELLI CHE CREDONO NELLA LIBERA ESPRESSIONE DELL'AMORE E
NELLA PACIFICA CONVIVENZA DI TUTTE LE FAMIGLIE (SI ALLA FAMIGLIA - NO
ALLA DISCRIMINAZIONE DELLE FAMIGLIE OMOSESSUALI!)
Arcilesbica Roma www.
arcilesbica.it/roma - Piazza Navona (dalle ore 15,30 a notte
inoltrata) MANIFESTAZIONE/CONCERTO CON SIMONE CRISTICCHI, FRANKYE HI
ENERGY, MARCO MASINI, VALENTINA GAUTIER, MOMO promossa dalla Rosa nel
Pugno, SDI e Partito Radicale Dalle 10 alla Sala delle Conferenze,
piazza Montecitorio 123/A, convegno "Il mito della famiglia naturale,
la rivoluzione dell'amore civile" .
Arcilesbica Roma V.le G.
Stefanini, 15 TEL. 06/4180211 (
www.arcilesbica.it/roma)


FAMILY DAY: ARCIGAY; "BINDI, NOI SIAMO
FAMIGLIE, FATTENE UNA RAGIONE"
TUTTO PRONTO A MILANO PER IL CONGRESSO
DELL'ASSOCIAZIONE, 11-13 MAGGIO
TRA GLI OSPITI ESPONENTI DELLA CULTURA
E POLITICI DEI DUE SCHIERAMENTI
"Rosi Bindi vuole passare alla storia
come il 'ministro delle Discriminazioni', ma la sua arrogante pretesa
di piegare la realtà alla sua ideologia non potrà alterare la natura
delle famiglie gay e lesbiche, oggi più che mai visibili e determinate
nella richiesta di pari diritti". Così Sergio Lo Giudice, presidente
nazionale di Arcigay, risponde all'annuncio di esclusione delle nuove
famiglie dalla Conferenza di Firenze organizzata dal ministero per la
Famiglia. Intanto è tutto pronto per l'apertura del 12° congresso
nazionale di Arcigay, la principale associazione omosessuale italiana,
che si riunirà a Milano presso l'Atahotel Quark, in via Lampedusa 11/A.
I lavori inizieranno alle 14:30 con i saluti istituzionali (confermata
la presenza del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati)
e, dopo la relazione del presidente uscente, i contributi degli
invitati esterni. "Daremo centralità agli ospiti non politici –
annuncia Lo Giudice. La delusione per gli impegni disattesi dai partiti
è grande. Vogliamo interloquire soprattutto con la società civile, la
cultura, i movimenti, per scardinare la cappa di pregiudizio che si
respira nel paese e cercare di far recuperare all'Italia uno straccio
di laicità". Fra gli interventi previsti, oltre a quelli del variegato
universo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e di altre
forze sociali (Arci, Cgil), ci saranno quelli della sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, dello psicologo Vittorio Lingiardi, del
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids
Massimo Oldrini. Numerosi gli esponenti politici che hanno confermato
la loro presenza: i ministri Alfonso Pecoraro Scanio ed Emma Bonino,
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). È attesa anche la ministra alle Pari
Opportunità Barbara Pollastrini. Ufficio stampa Arcigay

ARCILESBICA ROMA
Family Day: lupi travestiti da agnelli
Con la consueta ipocrisia dei bigotti, gli organizzatori dicono che il Family
Day è una manifestazione per la famiglia, ma si dà il caso che la
famiglia non sia sotto l'attacco di nessuno. Il Family Day è in realtà
una manifestazione contro donne e uomini omosessuali, una giornata per
continuare a discriminare le persone dello stesso sesso che creano
famiglie fondate sull'amore e chiedono rispetto e garanzie per le loro
scelte. Diffamare una minoranza e chiederne l'emarginazione dalla sfera
dei diritti è razzismo. Lupi travestiti da agnelli ammantano di buoni
sentimenti la loro volontà di escludere e degradare le persone
omosessuali. A tutte le vittime dell'intolleranza eterosessista
dedichiamo la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia, che l'Unione
Europea ha indetto per il 17 maggio. Il Family Day sarà forse un grande
esorcismo, per scacciare e negare l'omosessualità. Ma noi invece
esistiamo e continueremo a testimoniare che l'omosessualità è naturale,
è positiva, è degna di rispetto, e a lottare fino a che anche
l'Italia, come il resto d'Europa, riconoscerà pari diritti alle donne e
agli uomini che amano persone del loro stesso sesso. Cristina Gramolini
Segreteria Nazionale ArciLesbica 347.93.08.006
Arcilesbica Roma
V.le G.
Stefanini, 15
TEL. 06/4180211
(
www.arcilesbica.it/roma)

ASSOCIAZIONE
LUCA COSCIONI
ORGOGLIO LAICO
12-13 maggio, Orgoglio Laico", scritta
arancione che campeggia su una Piazza Navona in bianco e nero, colma di
cittadini romani che festeggiano la vittoria referendaria del divorzio.
Così la prima pagina di "Agenda Coscioni"*, mensile dell'associazione
Luca Coscioni giunto al suo quinto numero annuale, quello di maggio. Il
numero è dedicato in larga parte alla convocazione di "Coraggio Laico",
la manifestazione che radicali e socialisti, assieme a decine di altre
associazioni, personalità e testate giornalistiche, hanno convocato per
il 12 maggio per celebrare la vittoria dell'Italia laica ed europea che
venne alla ribalta trentatrè anni fa, in un momento in cui il voto
referendario per mantenere la legge sul divorzio spazzò via i timori di
un ceto politico ansioso fino all'ultimo di evitare la consultazione
popolare. All'interno un dossier-approfondimento, con interventi
esclusivi di bioeticisti, giornalisti, sociologi e giuristi (Gilberto
Corbellini, Diego Galli, Enrichetta Buchli, Filomena Gallo, Bruno De
Filippis ed altri) che affrontano la rivoluzione in corso dell'istituto
familiare, da tempo allontanatosi dal modello unico della "famiglia
naturale". Gli editoriali dei dirigenti dell'associazione Coscioni,
Marco Cappato (segretario) e Rocco Berardo (vicesegretario), illustrano
le motivazioni e le necessità di un rinnovato impegno laico, in tutta
Italia e a partire dalle realtà locali. Infatti, da domenica 6 maggio
2007, "Agenda Coscioni" è uscita in edicola, e così sarà di norma ogni
prima domenica del mese, in allegato con "Otto pagine", quotidiano di
Avellino e provincia.


SABATO 12 MAGGIO DALLE ORE 15.00 ALLE 24.00 MANIFESTAZIONE SPETTACOLO A PIAZZA
NAVONA Perché tu possa dire: io ho "coraggio"


NOTIZIE DA ADNCRONOS
Cronaca - In collaborazione con la polizia tedesca - Pedofilia,
maxioperazione in tutta Italia: 53 indagati Perquisizioni in 31 città:
le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su un sito in Germania
di un filmato di una bambina in tenera età vittima di abusi. Arrestato
dirigente scolastico nel milanese (copioincollo sotto) Palermo, 9 mag.-
(Adnkronos) - Perquisizioni in 31 città italiane nei confronti di 53
persone indagate per pedofilia sono in corso da parte del personale
della Polizia postale e delle Comunicazioni. Il blitz si inserisce
nell'ambito di un'operazione internazionale di contrasto della
pedofilia su Internet, denominata 'Max'. Sono migliaia le persone
sospettate e identificate all'estero in collaborazione con la polizia
tedesca. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su internet,
tramite un provider operante in Germania, di un filmato di una bambina
in tenera età vittima di abusi. L'inchiesta è coordinata dal
procuratore aggiunto di Catania Giuseppe Gennaro e dal sostituto
Giancarlo Cascino, che hanno emesso i decreti di perquisizione.
Perquisizioni in corso in 31 città: tra queste Bari, Brescia, Catania,
Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia.
http://www.adnkronos.
com/IGN/Cronaca/?id=1.0.934967072
Cronaca - Ha ammesso di essere
sessualmente attratto da bimbi di sesso maschile Pedofilia, arrestato
dirigente scolastico nel milanese Si tratta di un uomo di 59 anni di
Cologno Monzese: nella sua abitazione sono stati sequestrati 2 mila
fotografie e filmati Milano, 9 mag. - (Adnkronos/Ign) - Un uomo di 59
anni, dirigente di una scuola statale della provincia di Milano, è
stato arrestato alle prime ore di questa mattina a Cologno Monzese con
l'accusa di reati di pedofilia e rinchiuso nel carcere di Monza.
L'ordine di arresto in carcere, eseguito dal Nucelo Investigativo
Telematico, è avvenuto in seguito a una complessa indagine scaturita
dalla denuncia di Telefono Arcobaleno, organizzazione in prima linea
nella lotta contro ogni abuso sull'infanzia. Il provvedimento di
arresto è stato adottato dal Gip del Tribunale di Siracusa Vincenzo
Panebianco, su richiesta del Procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e
del sostituto Antonio Nicastro. A quanto riferiscono dalla Procura,
nell'abitazione del dirigente milanese, che avrebbe ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile, sono stati
sequestrati circa duemila fotografie e filmati pedofili, ma anche un
personal computer recante le prove dell'avvenuta divulgazione e lo
scambio via internet di tali fotografie.Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute, inoltre, la tracce di pagamenti
effettuati dall'indagato in favore di alcuni bambini rumeni, ritratti
anche in alcune fotografie scattate presso l'abitazione del dirigente
scolastico indagato. L'uomo inoltre è risultato iscritto alla
Federazione Italiana Giuoco Calcio con la qualifica di allenatore di
calcio per minori. L'indagine, tuttora in corso, è partita su
segnalazione di Telefono Arcobaleno, i cui operatori avevano rilevato
sul web la presenza di una vera e propria videoteca per pedofili che
offriva in vendita numerosi film prodotti mediante lo sfruttamento
sessuale dei bambini. Gli investigatori del Nit (Nucleo Investigativo
Telematico) sono, così, riusciti a risalire al gestore della videoteca,
una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei pagamenti che, dall'Italia,
venivano effettuati in favore della stessa. Dall'esame dei flussi
finanziari, poi, si è risaliti a tutti i clienti italiani della
videoteca pedofila, permettendo agli investigatori di effettuare
meticolose perquisizioni domiciliari, nell'ambito delle quali sono
state sequestrate migliaia di fotografie e di filmati a contenuto
pedopornografico
L'uomo, 59 anni, lavora a Cologno. È anche allenatore di calcio
Pedofilia, arrestato dirigente scolastico Nella sua casa sono stati
sequestrati fotografie e filmati Il dirigente di una scuola statale di
Cologno Monzese è stato arrestato con l'accusa di pedofilia da agenti
del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa. L'uomo,
59 anni, ha la tessera della Figc come allenatore di calcio per
minorenni. L'indagine, ancora in corso, è stata avviata mesi fa dopo
una segnalazione degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno,
che avevano rilevato su Internet la presenza di una vera e propria
videoteca per pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a
risalire al gestore della videoteca, una donna ucraina, e a tracciare
l'iter dei pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del
dirigente scolastico, scapolo, che, interrogato, ha ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile. Nella sua casa,
nell'hinterland, sono stati sequestrati circa duemila fotografie e
filmati e un personal computer che prova l'avvenuta divulgazione e lo
scambio sul web di fotografie. Gli agenti hanno anche trovato tracce di
pagamenti effettuati dall'indagato ad alcuni bambini romeni, ritratti
in alcune foto scattate in casa del dirigente scolastico, che ora è
rinchiuso nel carcere di San Vittore.
http://www.repubblica.
it/2007/05/sezioni/cronaca/pedo-internet/pedo-internet/pedo-internet.
html
CRONACA - CATANIA - Una vasta operazione internazionale anti
pedofilia online è stata messa in atto dalla polizia postale di
Catania. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta, su un sito
tedesco, del filmato di una bambina in tenera età e di altri piccoli di
diversa nazionalità, segnalato dall'associazione Meter di don Fortunato
Di Noto. Gli agenti italiani hanno condotto le indagini in
collaborazione con la procura di Kotburg, in Germania. L'operazione,
denominata Max, è scaturita in particolare dal filmato con una bimba:
in circa 14 ore il video è stato scaricato oltre 2.600 volte da
altrettanti utenti in tutto il mondo, tutti denunciati alle procure dei
diversi Paesi. In Italia le forze dell'ordine hanno eseguito
perquisizioni in 31 città nei confronti di 53 persone indagate per
detenzione di materiale pedo-pornografico. L'operazione, illustrata dal
dirigente della polizia postale di Catania, Marcello La Bella, è
scattata dopo la segnalazione, da parte dell'associazione Meter, della
presenza su una sorta di bacheca per pedofili ospitata da un server di
un Paese del nord-est asiatico tramite un provider in Germania, di un
filmato che veniva descritto come "mai visto prima" e che
effettivamente è risultato non in possesso della banca dati della
polizia. Gli investigatori italiani hanno avvertito quella tedesca, che
ha sostituito il video con uno di contenuto innocuo, che comunque gli
utenti hanno continuato a scaricare. La polizia postale, in
collaborazione con quella tedesca, sta cercando di risalire alla
persona che ha messo in rete il filmato e, in collaborazione con
l'Interpol, sono cominciate anche indagini per scoprire chi è la
bambina vittima delle sevizie e il luogo dove sono state compiute.
Alcuni dei 53 italiani hanno ammesso le loro responsabilità, per altre
persone sono in corso indagini per stabilire chi della famiglia avesse
accesso al computer di casa. Tre degli indagati erano stati già in
passato denunciati per reati analoghi. Le perquisizioni hanno
riguardato computer di ditte e uffici pubblici e la polizia non esclude
che ci possano essere altri indagati che avrebbero scaricato materiale
pedofilo dai pc in uffici pubblici. Secondo gli investigatori esiste
una buona possibilità che tutti gli indagati detengano materiale pedo-
pornografico. Il file incriminato infatti non sarebbe stato possibile
trovarlo nel corso di una navigazione "casuale". Durante l'operazione
sono state sequestrate anche macchine fotografiche digitali perché gli
investigatori sospettano che uno degli indagati fotografasse bambini
all'uscita da scuola. Due arresti in flagranza. Nell'ambito
dell'operazione Max due uomini sono stati arrestati, uno a Roma e
l'altro a Catania: nelle loro abitazioni è stato trovato un ingente
quantitativo di materiale pedopornografico che ha fatto scattare la
flagranza di reato e quindi l'arresto. Il catanese è un disoccupato di
29 anni, perito elettronico, che vive in famiglia, mentre l'uomo
arrestato a Roma è un 42enne recidivo, in quanto già denunciato dalla
polizia postale. Con sé aveva migliaia di file che ritraevano bambini
dai 6 ai 10 anni violentati e seviziati. Cologno Monzese, in carcere
dirigente scolastico. Un uomo di 59 anni, dirigente di una scuola
statale di Cologno Monzese (Milano) e tesserato con la Figc come
allenatore di calcio per minorenni, è stato arrestato per pedofilia da
agenti del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa.
L'indagine, ancora in corso, è stata avviata dopo una segnalazione
degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno che avevano
rilevato su Internet la presenza di una vera e propria videoteca per
pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a risalire al gestore
della videoteca online, una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei
pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del dirigente
scolastico, scapolo che, interrogato, ha ammesso di essere sessualmente
attratto dai bambini di sesso maschile. Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute tracce di pagamenti effettuati
dall'indagato in favore di alcuni bambini romeni, ritratti anche in
alcune fotografie scattate nella sua abitazione. BARI, VENDEVA LA
FIGLIA TREDICENNE IN CAMBIO DI BIRRA
BARI - Il padre vendeva la figlia
di 13 anni per qualche spicciolo o per una bottiglia di birra, quasi
ogni notte. Chi la comprava, in molti casi, organizzava stupri di
gruppo in auto parcheggiate in aperta campagna, durante i quali alla
minorenne venivano anche strappati i vestiti. Dopo aver subito per
quasi due anni, in silenzio, le violenze sessuali, la giovane, ormai
incinta e innamorata del suo fidanzato, ha trovato il coraggio di
denunciare e fare arrestate il papà, un nullafacente di 39 anni,
separato dalla moglie. L'uomo, residente in un comune alle porte di
Bari, è stato ammanettato dai carabinieri con l'accusa di prostituzione
minorile aggravata. Stamattina è stato portato davanti al gip Jolanda
Carrieri per l'interrogatorio di garanzia durante il quale ha cercato
in qualche modo di difendersi, senza però essere convincente. Ha
chiesto un'attenuazione della misura cautelare, ma è quasi certo che
resterà in carcere. Dalle carte processuali emerge uno scenario da
incubo che - scrive il gip Carrieri nel provvedimento restrittivo - "si
staglia su uno squallido scenario di degrado familiare e sociale,
connotato da ogni forma di abusi, violenze e sopraffazioni". Uno
scenario in cui il papà della ragazzina era anche il suo padrone e
faceva della tredicenne ciò che voleva quando la piccola era affidata a
lui. La vendeva ai pregiudicati del suo paese in cambio di una birra,
di qualche liquore scadente, ma anche di somme comprese tra i 10 e i 30
euro. E se la ragazzina si opponeva, la pestava con calci e pugni e poi
l'accompagnava anche in ospedale per farla medicare. Ai medici la
ragazzina diceva di aver avuto un incidente, oppure di essere caduta
per le scale. L'incubo è durato 19 mesi, dal settembre 2004 all'aprile
2006, quando la giovane ha deciso di rivelare le violenze subite ai
carabinieri. "Fortunatamente - scrive il giudice - la vittima, esausta
del proprio stato di 'sottomissione' e del ripetuto mercimonio della
propria persona, ha trovato la insperata forza di ribellarsi a quella
realtà, raccontando con lucidità e precisione" la sua storia ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi. L'incubo è terminato
il 4 ottobre 2006 quando la ragazzina, incinta, e assieme al papà del
bimbo che portava in grembo, si é presentata in caserma, e ha rivelato
le numerose violenze subite. Ha raccontato che il genitore la
costringeva a vagare di notte a bordo della sua automobile, alla
disperata ricerca di uomini a cui venderla. Quando trovava i clienti
riscuoteva il dovuto e dava loro appuntamento in una località di
campagna, dove lasciava la figlia. Lì la ragazzina veniva abbandonata
e, dopo aver subito le violenze, era costretta a tornare a casa a
piedi, nel cuore della notte. Ai carabinieri che la ascoltavano
increduli la giovane ha detto anche di avere problemi ginecologici
provocati dalle violenze sessuali, abusi che mai nessun medico le ha
riscontrato, nonostante le visite specialistiche. La minorenne ha anche
ammesso di voler cambiare vita e di aver deciso di denunciare il padre
per amore del fidanzato e del loro bambino, che ora ha pochi mesi e
vive con la mamma in una casa protetta. Il racconto della tredicenne
barese: «Ho dovuto abortire» «Mio padre mi vendeva anche a più uomini»
«Mi portava in giro, poi contrattava il prezzo e lasciava che mi
violentassero. C'era anche un invalido con una gamba di legno» - BARI -
«Mio padre mi portava in giro per la città durante la notte e mi
consegnava ad uno o più uomini che abusavano di me. Io non volevo stare
con loro, erano quasi tutti pregiudicati. Quando mi violentavano in
gruppo mi strappavano i vestiti che indossavo e infierivano su di me».
Comincia così il racconto che la ragazzina di 13 anni ha fatto ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi, quando, il 4 ottobre
2006, con un bimbo in grembo e assieme al compagno maggiorenne, ha
deciso di denunciare le violenze subite per due anni in una città a
pochi chilometri a sud del capoluogo pugliese. IL RACCONTO - La
tredicenne ha parlato per ore e più volte con i militari e con il
magistrato che si sono avvalsi dell'aiuto di una psicologa e di
un'assistente sociale. Ha riferito anche dei problemi psichici e
ginecologici che aveva a causa delle violenze subite e degli aborti a
cui si era sottoposta per non avere i figli concepiti durante i
rapporti non protetti che aveva avuto. Ha raccontato che il papà, un
nullafacente di 39 anni ora in carcere, separato dalla moglie, la
vendeva ai pregiudicati del paese in cambio di somme comprese tra 10 e
30 euro, di qualche bottiglia di birra o di un liquore scadente. NUOVA
VITA - «Vi prego aiutatemi - ha supplicato - non ce la faccio più. Sono
incinta, voglio uscire da questa storia e voglio rifarmi una vita con
il mio fidanzato che sarà il padre del mio bambino». «Mio padre - ha
continuato la minorenne - mi costringeva a stare sveglia durante la
notte e mi portava a spasso per la città con la sua autovettura. Quando
trovava i suoi amici per strada contrattava con loro il danaro che
doveva ricevere e mi consegnava». «Le violenze - ha aggiunto con
dovizia di particolari - non avvenivano mai nella mia casa o nelle
abitazioni dei miei aguzzini ma in automobili parcheggiate in aperta
campagna. Lì mio padre mi abbandonava, costringendomi anche a tornare a
casa a piedi, e quegli uomini facevano del mio corpo quello che
volevano. Era impossibile opporsi. Tra coloro che mi violentavano c'era
anche un invalido con una gamba di legno, un pregiudicato che non era
certo più tenero degli altri». «Qualche volta ho provato ad oppormi
alle violenze sessuali, ho provato a parlare con mio padre - ha
concluso la tredicenne - ma lui mi ha picchiato con calci e pugni e mi
ha procurato diverse ferite in varie parti del corpo che mi sono state
medicate in ospedale». TENUTA PER 15 ANNI IN SCHIAVITU', ARRESTATI 6
NOMADI MILANO - La sezione minori della Squadra Anticrimine della
Questura di Milano ha eseguito questa mattina sei arresti, sulla base
di una ordinanza firmata dal gip Fabio Paparella, in una indagine
condotta dal pm Marco Ghezzi e riguardante una presunta associazione
per delinquere, finalizzata al furto e altri reati, oltre che per
l'accusa di violenza sessuale e riduzione in schiavitù di una
marocchina 32enne, rapita nel 1992, quando ne aveva solo 17, costretta
a rubare in Italia e all'estero e violentata per anni. Gli arrestati
sono sei appartenenti a una famiglia nomade di origine irachena che
aveva base nel campo nomadi di Limbiate (Milano). Nel 1992 la ragazza,
che conosceva uno dei membri della famiglia da qualche anno e se ne era
innamorata, aveva accettato di seguire in un viaggio in Marocco la
famiglia di quelli che sarebbero poi diventati i suoi aguzzini. Secondo
gli inquirenti, era poi stata narcotizzata e al suo risveglio si era
trovata in Spagna, da dove poi era passata in Francia e infine a
Milano. Per anni era stata assoggettata al gruppo di nomadi che la
costringevano a commettere furti in tutta Italia (in particolare a
Pavia e Genova) ma anche all'estero: in Spagna, Francia, Olanda e
perfino negli Usa. L'inchiesta era partita dalla denuncia della ragazza
che era riuscita a liberarsi trovando rifugio in Olanda dalla sorella,
con un trucco. La parente aveva chiamato la famiglia nomade di Limbiate
spiegando che la 32enne marocchina doveva recarsi in Marocco per una
questione di eredità. I nomadi arrestati avevano dunque accettato di
lasciarla partire. Ma il volo che la ragazza aveva prenotato era per
Dusseldorf, in Germania, da qui poi aveva raggiunto la sorella nei
Paesi Bassi e denunciato lo stato di schiavitù in cui da anni era stata
ridotta. A quanto si è appreso, la giovane tenuta per quasi 15 anni in
stato di schiavitù dalle persone arrestate, nel corso degli anni
avrebbe partorito due volte. I bambini sarebbero stati registrati come
figli di altre donne legate alla famiglia nomade. Per questo
nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paparella è
contestato anche il reato di alterazione di stato. INVIATO DA Maria
Ornella Serpa Gaya CsF


EURODEPUTATA COMMISSIONE UE
ITALIA DISCRIMINA
GAY
Interpellanza sinistre Unione su Conferenza di FirenzeBruxelles,
9 mag. (Apcom) - Quattro eurodeputati del centro sinistra hanno
denunciato oggi, con un'interpellanza alla Commissione Ue "l'esclusione
delle organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender dalla
Conferenza nazionale sulla famiglia organizzata dal governo italiano",
indicando che sarebbe "in netto contrasto con le campagne anti-
discriminazione della Commissione e del Parlamento europeo e con gli
obiettivi di lotta alle discriminazioni promossi dall'Anno europeo 2007
sull'eguaglianza". Nell'interpellanza, Marco Cappato (Radicale, Adle),
Pasqualina Napoletano (Pse), Monica Frassoni (Verdi) eGiusto Catania
(Gue) chiedono all'Esecutivo comunitario se non consideri tale
eslcusione "in contrasto con il Trattato della Comunità europea e con
la Carta dei Diritti fondamentali" dell'Ue. Le organizzazioni gay e
transgender, sottolineano i quattro europarlamentari, "sono state
escluse dalla Conferenza sebbene essa tratti delle relazioni affettive
tra persone e nonostante il governo abbia proposto una legge per
garantire diritti e doveri alle persone legate da vincoli affettivi, a
prescindere dal loro sesso come richiesto ripetutamente dal Parlamento
europeo".
INVIATO DA Sergio Rovasio RNP


UNA CARTOLINA
"FAI X TE"
AL
CHETTO
*Quanti Mecenati nell'Uovo con un euro per Villa dei Vescovi!*
Con una nota del FAI:
«Il significato di promotore: "chi propone o
tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse sociale"»
I
nomi dei lettori che hanno aderito o aderiranno al mio invito
«FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi»
e che ne avranno autorizzato la
pubblicazione sarà pubblicata sulla rubrica on line. Delle tante
adesioni alla nota pasquale diramata anche con la Newsletter FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi con l'invito a devolvere un euro al FAI
per i restauri della Villa dei Vescovi, ora bene del FAI, da me
acquistata nel 1962 in comproprietà con Vittorio Olcese, la prima
cartolina con i ringraziamenti del FAI per il contributo ricevuto, nel
Lazio è arrivata nel cuore del Ghetto più antico e monumentale
d'Italia: all'antico Bar Totò situato lungo il Portico di Ottavia nel
Ghetto di Roma. Bar ove si può gustare la miglior granita di caffè
della Capitale e dove titolari, baristi e camerieri hanno esclamato:
Signora è arrivata una cartolina dal FAI con la ex sua bellissima
villa, ma è proprio magnifica! Siamo contenti di avere aderito a FAI il
mecenate nell'uovo, è stata proprio una bella idea! La cartolina
inviata dal FAI è raffinata e bellissima, in stile 'old fashion' e con
splendidi colori, con la Villa immersa nel verde ripresa da un arco
delle barchesse che un tempo erano le scuderie per i cavalli del
Vescovo di Padova, il Cardinal Francesco Pisani, che nel XVI secolo
fece erigere la Villa in Luvigliano di Torreglia. E'
proprio in quelle scuderie che in compagnia dell'allora Presidente
dell'Ente Ville Venete, Boso Roi e dell'architetto Marcello Checchi,
Vittorio ed io scoprimmo per caso e sotto montagne di fieno gli
splendidi abbeveratoi in marmo di Vicenza che feci sistemare a mo' di
lavabi nelle sale da bagno della Villa dotandoli di antiche
rubinetterie in bronzo e ferro e mascheroni rinascimentali in
terracotta trovati nel Viterbese nelle adiacenze del Palazzo di
Caprarola, progettato dal Sangallo, e nei pressi del Giardino dei
Mostri a Bomarzo. Mascheroni da cui sgorga e zampilla l'acqua
riversandosi nelle splendide vasche da bagno in marmo rosa e giallo di
Verona, le antiche vasche delle Terme di Abano, terme rinomatissime e
famose sin dall'antichità. Il riconoscimento ed il puntuale riscontro
che il FAI riserva a tutti coloro che sostengono anche con un piccolo
contributo la sua instancabile opera di salvataggio dei beni culturali
nazionali in degrado, ne fa una Fondazione privata accessibile e molto
godibile da tutti. Anche da quanti sono di modeste condizioni
economiche ma consci dell'immenso valore del patrimonio artistico e
culturale nazionale e desiderosi perciò di dare una mano alla loro
conservazione e salvaguardia. La cartolina del FAI è talmente bella che
vale la pena spendere un po' del proprio tempo recandosi in un ufficio
postale ad inviare il proprio contributo al FAI così da essere anche tu
«FAI *il Mecenate nell'Uovo*» con un euro devoluto ai restauri della
Villa dei Vescovi. E il FAI invierà xTe una cartolina ovunque tu sia.
Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - Hai
già fatto il Mecenate nell'Uovo con un euro? Allora Grazie! Se non
l'hai ancora fatto sei sempre in tempo, l'invito continua, perciò FAI
*il Mecenate nell'Uovo* con il Conto corrente postale del FAI n°
11711207 inviando il tuo contributo al FAI Viale Coni Zugna, 5 - 20144
Milano. Causale: Mecenate nell'Uovo D'Olcese Restauro Vescovi Nota
bibliografica del FAI Ne «Il Mondo del FAI», edizione 2005-2006, alle
voci «Come aiutare il FAI» e «Sostenete gli appelli», scrive il FAI:
«Durante l'anno il FAI chiede ai suoi Aderenti di sostenere speciali
appelli in favore di opere di restauro, salvaguardia e conservazione.
Quello che vi chiediamo è un aiuto importante e spesso urgente dei cui
risultati sarete sempre informati». E nel rapporto annuale 2005-2006
scrive l'Amministratore culturale del Fai: «Mecenate con 1 euro.
Aiutateci a restaurare e aprire al pubblico Villa dei Vescovi a
Luvigliano (PD). Tutti possiamo essere Mecenati. Tutti coloro che, in
qualità di promotori di attività culturali e artistiche di interesse
sociale, tendono a far sì che esse siano perseguite grazie a un loro
gesto o a un loro comportamento sono mecenati». «(...) Mecenate è anche
chi propone o tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse
sociale». « il significato di promotore: "chi propone o tende a portare
a compimento un'iniziativa di interesse sociale". Allora "mecenate" è
colui che, riconoscendo all'attività culturale un interesse sociale,
tende a portarla a compimento. E' appunto quanto andiamo ripetendo al
FAI da anni. I nostri aderenti, dunque, sono tutti mecenati. E'
mecenate chi offre il proprio tempo, è mecenate chi dà 1 euro, è
mecenate chi ne dà 39 per iscriversi, chi 1 milione, chi regala un
castello, chi lascia qualcosa in eredità: quello che conta,
primariamente, è la condivisione di un atteggiamento, è, sopratutto, la
personale partecipazione alla concreta realizzazione di uno scopo».
Viene alla mente una domanda: ma allora c'è democrazia anche nell'arte?
Direi proprio di si. Anche la democrazia è un'arte, un'arte che va
praticata con grande arte.
INVIATO DA Giuliana D'Olcese

NOTIZIE ANSA
RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA
VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - Violentata,
accoltellata e abbandonata nelle campagne di Vico del Gargano in una
pozza di sangue. E' finita così per una diciassettenne una serata al
pub in compagnia di tre ragazzi. La minorenne è ricoverata in prognosi
riservata nell'ospedale di San Severo (Foggia): le sue condizioni sono
gravi ma è fuori pericolo. I tre presunti stupratori sono già stati
arrestati dai carabinieri: sono tre ventunenni del posto, nullafacenti.
Uno di loro ha fatto qualche ammissione. I quattro, che forse già si
conoscevano, ieri sera si sono incontrati nel pub del centro storico di
Vico del Gargano, località molto apprezzata dai turisti. Hanno
cominciato a bere, fino all'una di notte. Poi, fuori del locale, i tre
ragazzi hanno costretto la ragazza a seguirli. L'hanno così trascinata
in una zona di campagna, ma distante solo poche centinaia di metri dal
locale dove erano stati, dove l'hanno violentata a turno e, per indurla
al silenzio, hanno inferito sul suo corpo con un coltellino. L'hanno
colpita per cinque volte al collo, al torace, alle spalle e alle
braccia. Poi le hanno sferrato due fendenti all'addome che le hanno
lacerato il colon e lo stomaco. "La ragazza - ha spiegato Luigi
Cordone, dirigente medico del reparto di chirurgia dell'ospedale di San
Severo - ora sta bene ma poteva morire nel giro di 50 secondi se una
delle coltellate avesse raggiunto l'aorta e l'avesse recisa". Dopo aver
abusato della diciassettenne per almeno mezz'ora, i tre l'hanno
abbandonata e sono fuggiti. La ragazzina non si è persa d'animo. Si è
trascinata fino al cancello di una delle villette della zona e ha
suonato con forza il campanello dell'abitazione di un farmacista,
Claudio Michele D'Orsi. "Erano le due di notte - ricorda il medico -
quando ho sentito suonare al cancello di casa. Io e mia moglie siamo
scesi ad aprire. Ci siano trovati di fronte una ragazzina insanguinata
che, urlando, ci diceva: 'Vi prego, aiutatemi, sono stata picchiata,
accoltellata e violentata'". La diciassettenne indossava un giubbotto,
maglietta e pantaloni. "Era piena di sangue - continua l'uomo - aveva
taglietti sulle braccia, sul volto, sull'addome. Con una mano si teneva
un fianco dove c'era una ferita profonda e da dove fuoriusciva molto
sangue". Vedendo la minorenne in quelle condizioni i coniugi D'Orsi
hanno allertato subito il 118 e i carabinieri. Ai militari la
ragazzina, che era vigile, ha raccontato subito quello che era successo
e avrebbe rivelato anche i nomi dei suoi aguzzini. Poche ore più tardi
i tre presunti aggressori - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e
Vincenzo Pane, tutti di 21 anni, appartenenti a famiglie di operai che
non hanno mai avuto guai con la giustizia -sono stati rintracciati e
arrestati. Nell'abitazione di uno di loro i militari avrebbero trovato
abiti macchiati di sangue. Dopo alcune ore diinterrogatorio, uno di
loro, Vicenzo Pane, è crollato e ha fatto qualche ammissione
attribuendo ai suoi presunti complici responsabilità. Sull'ennesima
violenza ai danni di una minorenne è intervenuto, tra gli altri, il
ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, che ha espresso
solidarietà alla diciasettenne: "Sono sconvolta. Mi sento profondamente
vicina alla ragazza e alla sua famiglia. Contro un'infamia come questa
- ha detto - non c'é che tolleranza zero. Faccio un appello al
Parlamento perché venga accelerato l'iter del ddl contro violenze e
molestie approvato dal Governo nel dicembre scorso".

I giovani aggressori, tutti ventenni, sono stati arrestati
Foggia: minorenne violentata e accoltellata Vico del Gargano: in 3
l'hanno attesa fuori dalla discoteca, l'hanno stuprata e ferita
gravemente. La vittima ha 17 anni: si salverà VICO DEL GARGANO (FOGGIA)
- Picchiata, ferita e violentata. Dopo averla conosciuta in una
discoteca l'hanno attesa fuori dal locale notturno e poi l'hanno
immobilizzata, l'hanno stuprata ripetutamente e l'hanno ferita con
diverse coltellate. È accaduto a Vico del Gargano, dove i carabinieri
hanno arrestato per violenza sessuale di gruppo su minore, lesioni
personali e porto illegale di coltello, tre giovani del posto già noti
alle forze dell'ordine. Uno di loro avrebbe già iniziato a fare le
prime ammissioni. AGGRESSORI - La violenza di gruppo è avvenuta lunedì
mattina. I tre - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo
Pane, tutti di 20 anni - dopo aver fermato una ragazza di 17 anni nei
pressi di un locale notturno del centro garganico e averla
immobilizzata, l'hanno sequestrata e portata in un locale in uso ad uno
di loro. Qui, ferendola più volte con un coltello, l'hanno violentata
ripetutamente. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso
l'ospedale di San Severo, dove è stata sottoposta ad intervento
chirurgico d'urgenza all'addome per le ferite riportate. La ragazza è
adesso fuori pericolo. ALLARME - La giovane è stata soccorsa e salvata
da un passante che ha avvisato i carabinieri. L'uomo ha sentito il
pianto e le grida di aiuto della ragazza, dopo che, violentata e
ferita, era già stata abbandonata dai suoi aggressori nella stessa zona
periferica dove era stata condotta. Dalle notizie trapelate, sembra che
la ragazzina sia stata colpita con sette coltellate, una delle quali,
quella all'addome, ha provocato i danni maggiori. Le altre sono state
inferte al collo e alle braccia. La ragazza avrebbe inutilmente cercato
di opporsi alla violenza, ma è stata sopraffatta dai tre ragazzi.
Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li
avrebbe denunciati e, a questo punto, è stata bloccata di nuovo e
accoltellata. INTERROGATORI E PRIME AMMISSIONI - Avrebbe cominciato a
fare qualche ammissione ma anche ad attribuire ai suoi due presunti
complici responsabilità Vicenzo Pane, uno dei tre presunti responsabili
della violenza sessuale di gruppo compiuta la notte scorsa su una
diciassettenne a Vico del Gargano (Foggia). È quanto emerge dagli
interrogatori che il pm inquirente, Claudio Rastrelli, ha svolto nel
carcere di Lucera, dove sono rinchiusi oltre a Pane, anche Michele
Mastroiorio e Vincenzo Bisanzio, tutti di 21 anni. Finora, il pm ha
interrogato due dei tre indagati: uno di questi avrebbe respinto ogni
addebito. Le accuse contestate agli indagati sono di tentativo di
omicidio, violenza sessuale di gruppo e porto abusivo di coltello.
MA
C'è ... DELL'ALTRA omosessualità Chi era Brunetto Latini". Il dantista Onorati anticipò
per la prima volta questi suoi innovativi studi, sui quali in autunno
Anemone Purpurea pubblicherà un saggio, in un'intervista rilasciata
alla rivista Babilonia (
www.babiloniamagazine.it) nello scorso mese di
marzo. "Il colloquio di Dante con Brunetto Latini – spiegava Onorati –
rivela una immensa apertura mentale del Sommo Poeta. Ai suoi tempi, la
sodomia era considerata un peccato mortale. Dante non può andare contro
la Chiesa né contro la gerarchia delle pene canoniche, d'altronde da
lui stesso assunte a parametri assoluti di riferimento. Però, il
discepolo, subito dopo l'esclamazione di stupore ("Siete voi qui, ser
Brunetto?") passa alle lodi del Maestro, il quale chiama il Poeta
figliolo e Dante sottolinea il ruolo di immagine paterna di ser
Brunetto. C'è, nel canto, un'infinita ammirazione per il personaggio
abbrustolito dalla pioggia di fuoco dell'inferno". "Dante – proseguiva
il direttore editoriale di Anemone Purpurea - dà prova di riconoscenza,
oltre che di affetto, verso l'uomo di cui era stato discepolo. Brunetto
è un uomo meraviglioso, maestro di vita. Dante gli dà del voi, come a
Farinata, Cavalcante, Beatrice e al trisavolo Cacciaguida. Agli altri
dà del tu". "La colpa per cui, secondo i parametri della Chiesa, Dante
mette Brunetto all'Inferno va in secondo piano subito, per dare spazio
al merito. Il Poeta è uomo di larghe vedute, tanto da essere autonomo
nei giudizi. Se nel XV Canto dell'Inferno appare Brunetto Latini fra i
sodomiti, egli è però ricoperto di onori quasi a significare un
contrasto fra la fredda sistemazione strutturale degli exempla (le
pene) e la calda ammirazione verso il sublime dannato. Dante deve anche
a lui il meglio della sua realtà di uomo e di letterato. La regola
generale lo condanna; l'allievo lo immortala per le sue doti morali,
intellettuali e umane. E' una grande lezione di un individuo del Medio
Evo (Dante) a noi moderni!" Contatti Daniele Priori – Ufficio Stampa
328/6323820
Mail info@anemonepurpurea.it
www.anemonepurpureaeditrice.
blogspot.com

COMUNICATO STAMPA
OPEN MIND CATANIA
Anche Catania ospitera' la tournèe di Clifton Bailey in arte Capleton, cantante
reggae e idolo delle giovani generazioni giamaicane. Capleton e'
altresi' uno degli artisti piu' contestati per i testi delle sue
canzoni esplicitamente violente, fasciste, reazionarie, sessiste e
omofobe. Viviamo giorni in cui l'omofobia viene alimentata dalla chiesa
e dalle destre e sono purtroppo sempre più frequenti casi di violenze
psicologiche e fisiche nei confronti di donne, gay, lesbiche e
transessuali. Non dimentichiamoci il recente caso di Matteo,
adolescente di Torino suicidatosi perche' tormentato dai compagni di
scuola che gli davano del gay. Non ci basta sapere che Capleton abbia
firmato un documento in cui si impegna a non cantare le canzoni
incriminate, ha comunque diffuso tra gli amanti del reggae pulsioni
violente e omofobe. I suoi testi urlano "Brucia i froci, distruggili" /
"I froci si scopano e fanno sesso orale"/ "Distruggi i froci, distruggi
questi stronzi". Per questo motivo noi del Centro Gay lesbico bisex
trans "Open Mind" riteniamo necessario che anche a Catania, come già'
accaduto a Bologna e Torino, il concerto sia annullato. Chiediamo
quindi che il 13 maggio il locale Krossower di Scordia si dissoci,
boicottando questa vergognosa esibizione.

CONCORSO COMUNE DI ROMA NAMIR
LA REDAZIONE NAMIR - PATROCINATA DAL DECIMO MUNICIPIO DEL COMUNE
DI ROMA
PRESENTA IL CONCORSO - muniXweb – ART Presidente del Decimo
Municipio - Sandro Medici. Responsabile Progetto Per il Decimo
Municipio del Comune di Roma - Stefano Chiarucci Ideatore del progetto
- Massimo D'Andrea - Contatto telefonico – 3920673504 Collaborazione
Redazione Namir - Tiziana De Luca - Loredana Pinna - Laura. Rassegna
Stampa - Carlo Di Giacomo Pubblicazione e realizzazione pagine web -
Redazione Namir. Il concorso e' rivolto a tutti gli artisti che operano
nel campo delle arti visive - pittura - scultura - fotografia. La
redazione Namir insieme e dalle pagine Web del Decimo Municipio del
Comune di Roma intende aprire uno spazio internet in cui inserire le
opere visive degli artisti che attraverso questo concorso sceglieremo
per la pubblicazione. Internet e' sempre piu' una importante vetrina,
anche se serve a poco quando le proprie pagine web non sono visitate.
La redazione Namir dopo molti anni ha raggiunto il seguito di circa
diecimila visite al giorno e insieme ad un'altro spazio internet,
quello del Decimo Municipio del Comune di Roma, intende mettere a
disposizione degli artisti la possibilita' di far visionare attraverso
internet il vostro lavoro. cominceremo con l'arte - e con giovani, non
per eta' ma per ricerca pittorica - fotografica - e scultorea, che
intendono avere la possibilita' di far visionare quanto producono anche
nella rete. Ad ogni artista che risultera' vincitore del presente
Concorso, realizzeremo uno spazio web linkato sia dalla nostra
redazione che dal sito del Decimo Municipio di Roma permettendo cosi'
la visibilita' necessaria al lavoro svolto. All'interno di queste
pagine inseriremo 20 immagini delle opere dell'artista, che esplicano
cioe' un percorso e una ricerca da egli perseguita, piu' una intervista
audio - telefonica - registrata attraverso la nostra radio - che
inseriremo in rete in mp3 in modo che tutti coloro che seguiranno
questo lavoro - pubblicizzato anche con rassegna stampa, potranno non
solo osservare le opere ma anche ascoltare l'audio dell' intervista
dello stesso artista da qualsiasi computer collegato ad internet. Cio'
che intendiamo raggiungere, e' realizzare un portale nel quale trovare
e seguire visibilmente le migliaia di creativita' che sappiamo esistere
e che per mille ragioni non possiamo osservare nella quotidianita'
sociale. Un portale quindi di non solo arte visiva, anche se inizieremo
con questa, ma successivamente vi inseriremo all'interno, attraverso
altri concorsi, video, film, musica, teatro e letteratura
esplicitamente mai pubblicata. Per poter raggiungere questo scopo,
dovevamo unire piu' siti internet con numerosi accessi quotidiani e
Istituzioni meritevoli per quanto hanno realizzato e per il loro
impegno, come espresso dal Decimo Municipio di Roma, con l'intento e il
desiderio di aggregarne altri ancora, per poterli coinvogliare su
queste pagine d'arte web che intendiamo creare dando spazio non solo
informatico. Inoltre stiamo per aggregare al progetto anche alcune
gallerie e case editrici di importanza europea che potrebbero
attraverso la rete scegliere nuovi autori da esporre o scrittori da
pubblicare perche' mentre noi continuiamo a pensare nel nostro paese in
termini provinciali... bisogna invece proporre cultura oltre i limitati
orizzonti ed anche in questo proporsi in internet diventa
indispensabile. Per questo concorso sceglieremo ed esporremo in
internet soltanto 10 artisti di arti visive - e di ogni uno - 20
immagini delle loro opere. Per sapere come partecipare in muniXweb-art
scrivi all'email - giornale@namir.it - oppure a - aaluana@tiscali.it -
inviando tuo nome e cognome - recapito telefonico in cui contattarti e
un brevissimo curriculum - e riceverai l'esplicito di come partecipare
e l'indirizzo dove inviare le immagini fotografiche - in a4 - o in
supporto dvd - cd - delle tue opere. entro e non oltre il 28 Giugno
2007. Giornale Namir Decimo Municipio del Comune di Roma. IL PROGETTO
E' APERTO ANCHE ALLE GALLERIE MUSEI OD ALTRO CHE INTENDONO COLLABORARE

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14 marzo 2007

news 14 marzo

Il gruppo Gaya CsF era presente alla manifestazione di sabato 10 marzo
in piazza Farnese a Roma. Abbiamo preparato un archivio fotografico e
probabilmente ne faremo uno speciale per il prossimo notiziario. Hanno
collaborato alla stesura dell'articolo e al servizio: Marco Jouvenal,
Marina Giovannini, Mirko Pignatelli e Carla Liberatore, lo stesso staff
presente alla manifestazione "Diritti Ora"!!!


URBE, ANNO DOMINI MMVII PIAZZA FARNESE:
UNO, NESSUNO, CENTOMILA…
Tuoni su piazza Farnese
provenienti dal Vaticano: salvaguardare la famiglia, dire no alle
unioni contro natura…. Potremmo riempire un libro intero con i "coiti"
verbali di certe "Eminenze" pastorali. Ma sabato 10 marzo, in
prossimità delle idi di Cesare, piazza Farnese a Roma era piena di
gente che dice "NO" alle frustrazioni sessuali e alle politiche
moraliste corrotte dalle loro stesse coscienze, di papi e cardinali. C'
erano tante famiglie di fatto con figli e parenti vari, eravamo tutti
una stessa famiglia e allo stesso tempo, frammentati ognuno nelle
proprie parentele. Tutti noi abbiamo e siamo una famiglia, che lo si
voglia o meno, lo siamo comunque! L'urlo e le campane, le sveglie e le
dichiarazioni di tanta gente, pare che non vogliano essere ascoltate
dai vertici politici e religiosi; ecco che si scatenano poi le
dichiarazioni sui giornali di parte e i moniti ai ministri cattolici a
non votare le cosiddette leggi contro la natura umana. Ma vien da
chiedersi quanto ne sappiano, coloro che tuonano presunti verbi sacri,
della natura umana; quanto conoscano le difficoltà di relazione, di
sentimento, emozionali e pratiche della vita di tutti i giorni, di noi
comuni mortali che facciamo i conti con un centesimo, che non siamo e
non apparteniamo a nessuna presunta lobbie politica e sociale, ma che
siamo stufi, arci – stufi dei condizionamenti di chi non accetta nessun
tipo di cambiamento, nessun altro modo di vivere e di pensare che non
sia simile a degli stereotipi tranquillizzanti per il potere cattolico.
Ma ciò che demoralizza ancor di più, sono le assenze di una politica
che si dichiara innovativa e a favore delle "nuove famiglie" e che sta
ben attenta a non esporsi insieme agli onorevoli uomini e alle
onorevolissime donne che invece non fanno mai mancare una loro
dichiarazione e la loro presenza in mezzo alla gente comune.
Estremamente toccante è stato l'intervento di Don Franco Barbero, unto
da ovazioni ogni qualvolta apriva la bocca per parlare, peccato però,
che le sue parole siano state offuscate dal periodo di pubblicità che
RAI 3 ha mandato proprio durante le sue dichiarazioni. Magari si poteva
attendere una manciata di minuti, al fine di poterlo vedere trasmesso
in diretta, invece di coprirlo con il "pane quotidiano" della tv
pubblica. Avremmo voluto ascoltare anche l'amico di lotta: Alessandro
Cecchi Paone, ma non si sa bene per quale amenità, non è stato così.
Per cui abbiamo cercato le sue parole fra i quotidiani di ieri, ed ecco
che le abbiamo trovate su Liberazione, in una intervista curata da
Frida Nacinovich, di cui riportiamo alcuni passi:
F.N. – faccia conto
di essere su quel palco, circondato da migliaia di ragazze e ragazzi,
giovani e anziani, attivisti della politica e cittadini comuni…
A.C.P.
– avrei chiesto una grande mobilitazione trasversale sulla laicità e di
diritti: liberali e marxisti
F.N. – eccesso di moderatismo?
A.C.P. –
proprio così. Se i DS hanno fatto campagna elettorale per la
fecondazione assistita, Fassino si è comunque sentito in dovere di
spendere metà del tempo a dire che la Chiesa aveva tutto il diritto di
contestare la legge 40. A parte che non sono d'accordo con il
segretario diessino, alla fine il risultato è stato una sconfitta. E lo
stesso errore si sta commettendo con i DICO, che non sono un patrimonio
del governo e della maggioranza, ma di chi è sceso in piazza per
rivendicare un diritto delle forze civilizzatrici e modernizzatici di
questo paese.
F.N. – perché si è arrabbiato a tal punto da decidere di
non dire? E ci scusi per il gioco di parole…
A.C.P. – mi hanno chiamato
cento volte per dirmi di non prendere posizione contro la Chiesa e di
non dire una parola contro il Vaticano. Ma dico, stiamo scherzando? I
DS che sognano il partito democratico, temono la grande contesa –
civile e culturale – fra laici e cattolici, un passaggio essenziale per
la modernizzazione di questo paese.
Queste dichiarazioni di Alessandro
Cecchi Paone, rilasciate alla Collega Frida Nacinovich, fanno pensare a
lungo e approfonditamente a tutta una serie di ingerenze fra politca e
potere cattolico che si verificano puntualmente nell'ambito di
discussioni su leggi che riguardano la sfera esistenziale, privata,
sentimentale di ogni persona. E ogni individuo ha una sua coscienza, a
volte anche discutibile, ma esiste in ogni essere umano. Non serve
essere cattolici per imparare il rispetto, anzi purtroppo, spesso, si è
cattolici solo per un condizionamento culturale e a volte anche
familiare; ma ci sono molte religioni che parlano di pace, di rispetto,
di diritto umano, che sono contrarie alle barbarie di ogni genere e,
non ci serve un cattolicesimo che si arroga il diritto di essere l'
unica religione o quantomeno, l'eletta delle religioni. La forzatura
sta proprio in questo sia a livello mondiale e, ahinoi, soprattutto a
livello della nostra nazione, in cui i maggiori rappresentati di questo
cattolicesimo, sono nostri ospiti da centinaia di anni, ma che, come la
storia ci ha sempre insegnato, perpetuano ancor oggi la parte dei
padroni di casa con presunzione ed infinita arroganza. C'è l'urgenza di
comprendere una volta per tutte, da parte del governo attuale e di
quelli che si alterneranno nei prossimi anni, che la laicità è
innanzitutto un diritto imprescindibile di ogni individuo, che il
libero arbitrio nelle scelte personali, non è un appannaggio di
qualsivoglia potere cattolico e non cattolico e che la famiglia è
formata di persone che sono libere di decidere con chi vogliono
condividere l'esistenza, libere di pensare, di parlare, ma soprattutto
libere di amare. E lo stato deve incondizionatamente salvaguardare gli
aspetti affettivi e giuridici di ogni elemento familiare che non sia
necessariamente rispondente ai canoni presunti da chissà quale altro
potere politico e cattolico. I DICO sono un piccolo passetto in avanti
che potrà difendere le persone da un cattolicesimo conservatore e
ancora troppo "medievale" nei termini e nelle condizioni che pretende d'
imporre al popolo italiano. In piazza Farnese eravamo in centomila ed
eravamo solo una piccola parte di cittadini laici che rivendicano una
libertà di esistere senza condizione alcuna, ma nel vivere di ogni
giorno, ne siamo molti di più. Vogliamo tutti insieme spezzare
definitivamente certe catene concettuali e sociali e vivere secondo la
morale insita nel cuore e nell'educazione di ogni esponente del genere
umano. Liberi di vivere e di amare e di non permettere mai più a
nessuno di non riconoscere i nostri sentimenti, i nostri bisogni e la
nostra identità civile.
Servizio curato da Marco Jouvenal Gaya CsF
(Cronista), Marina Giovannini Gaya CsF (Reporter), Mirko Pignatelli
Gaya CsF (Tecnico di Redazione), Carla Liberatore Gaya CsF (Cronista)

COMUNICATO STAMPA
ROSI BINDI VERGOGNOSA

Ospite di un convegno su
"Tempi moderni e... Famiglia" il ministro per le Politiche della
famiglia, Rosy Bindi ha affermato che "La famiglia è tra un uomo e una
donna e quindi il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale
se lo deve scordare". Non contenta ha precisato di "non essere
favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali.
Evidentemente la Ministro, ubriaca di potere, immagina adesso di poter
esercitare autorità anche sul legittimo desiderio di genitorialità dei
cittadini, che non può appartenere ad altri che ai singoli, protetta
dai principi fondamentali della Costituzione e della Dichiarazione
Universale dei diritti dell'Uomo. Le dichiarazioni della Bindi sono
ina