30 gennaio 2008

news 30 gennaio

NASCE LA FONDAZIONE MASSIMO CONSOLI
www.fondazionemassimoconsoli.com
Questa Fondazione si occupa di proseguire il lavoro di Massimo Consoli. Lui era il "papá"del
Movimento Gay italiano, qui troverete informazioni altrove non
disponibili. Aderite e contribuite al nostro lavoro, gaiamente uniti
nel difendere l'Archivio, incrementandolo e operando per la sua
conservazione. I contatti fanno riferimento a un gruppo di
amici/compagni di Massimo sempre attenti ai vostri suggerimenti.

OMOFOBIA GALOPPANTE AL SENATO
Il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano è
stato aggredito duramente dal capogruppo del suo stesso partito al
Senato, Tommaso Barbato ed anche dal senatore di AN, Nino Strano,
subito dopo la sua dichiarazione di voler votare la fiducia al governo
Prodi. Cusumano è stato apostrofato con epiteti quali "cornuto",
"frocio" e "checca squallida". Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli rileva con estremo disappunto la violenta cultura omofobica che
regna tra gli esponenti politici che dovrebbero garantire la
democrazia, nel nostro Paese. A tutti costoro va il nostro biasimo per
la loro condotta razzista e squallida. Riteniamo inoltre che non è un
caso che proprio da quella parte della politica che si professa più
vicina al mondo cattolico arrivino segnali così gravi di
discriminazione contro gli omosessuali. Esprimiamo la nostra
solidarietà al Senatore Cusumano, oggetto di tale aberrante attacco.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437

L'ERA DELLE BESTIE DURA UN'ETERNITÀ
Riflessioni sul presente guardando al passato
Di Cinzia Ricci -
http://www.cinziaricci.it/editoriali-bestie.htm
In fondo, tecnologia e progresso medico-scientifico a parte, cosa c'è di diverso rispetto ai
tempi passati? L'Italia fascista, ad esempio, o l'Italia dei feudi e
del vassallaggio, dei mille comuni, delle grasse e sanguinarie corti,
dei Re, dei Papi, dei banchieri e i loro tirapiedi, delle crociate e
dell'inquisizione, del popolo affamato, vessato, ricattato, istruito
alla paura e alle superstizioni, condannato all'ignoranza, tenuto in
schiavitù, buono solo per pagare le tasse, provvedere alla mensa del
padrone, riempire il suo granaio, far figli da mandare a morire di
lavoro, nei bordelli, in guerra, per un tozzo di pane, un piatto di
lenticchie, una parvenza di vita e libertà… Certo, oggi c'è l'obbligo
scolastico, c'è persino la possibilità di proseguire gli studi - basta
appartenere ad una famiglia benestante disposta ad investire sul futuro
dei figli. Quasi tutti sono andati o vanno a scuola, molti persino all'
università, ma pochi conoscono l'italiano, i più lo parlano male e
scrivono peggio, leggendolo non ne capiscono il senso. Non conoscono
neanche la storia, neppure quella recente, dei nonni, dei padri - non
li riguarda, ne sono addirittura infastiditi, non sapendola la
inventano, o negano. Gli italici scolaretti non sanno nulla degli
"altri", i "diversi", i dirimpettai, i confinanti vicini o lontani. Per
non sprecare tempo ed energie sui libri, ad informarsi, magari
direttamente, si tramandano ogni genere di fandonia, luogo comune,
preconcetto, e chi le spara grosse vince, è sempre benaccetto. Il
cittadino scolarizzato, persino laureato, non è razzista, omofobo, che
diamine! Vuole solo che froci e lesbiche la smettano con le loro
assurde pretese, che gli stranieri vengano in Italia in vacanza o a
svolgere quei lavori che non facciamo più, portino qua i loro soldi o
qua spendano quelli che gli diamo ma poi se ne vadano, in fretta,
oppure restino, rispettando le nostre leggi, ligi al dovere, grati e
silenziosi, senza nulla pretendere, senza farsi vedere, ostentare,
cittadini invisibili, di serie B, indegni di cittadinanza, servizi e
diritti. Oggi c'è libertà, democrazia - dicono. Possiamo fare quello
che vogliamo, dicono. Essere o apparire come ci pare, dicono. Dicono
anche che quasi non c'è differenza tra abbienti e pezzenti, tra uomini
e donne, tra etero ed omosessuali, che tutti abbiamo le stesse
opportunità, che la nostra cultura, le nostre leggi – tra le più
avanzate del mondo - ci tutelano, proteggono, garantiscono, senza
eccezioni. Dicono che siamo un popolo virtuoso, ospitale, talmente
evoluto, pacifico e tollerante da non aver bisogno di nuove leggi
contro le discriminazioni e le violenze, talmente intelligente ed
avanzato da dibattere sull'opportunità di farsi promotore di una
moratoria contro l'aborto, talmente civile da essere il primo promotore
della moratoria contro la pena di morte. Ma i figli non sono tutti
uguali. I figli dei rumeni, ad esempio, che notoriamente rubano e
puzzano sin dalla nascita, è meglio che vadano a scuola su autobus loro
riservati, separati dai bambini italiani che invece sono santi e
navigatori, per nascita – le mamme straniere ivi residenti, quindi,
abortiscono pure, ci facciano il piacere. Anche i morti non sono tutti
uguali. Se a morire è un extracomunitario, magari mentre sta salvando
dei bambini a cui la madre italiana non ha impedito di fare il bagno
nonostante il mare mosso, se a morire è un clandestino che lavora al
nero, magari cadendo da un'impalcatura in un cantiere in subappalto,
gestito da caporali italiani, per dieci euro al giorno escluso vitto e
alloggio, o investito da un automobilista italiano ubriaco o
semplicemente distratto, se a morire suicida è un ragazzo la cui unica
colpa è essere omosessuale, in Italia, se a morire per mano di un
rispettabile cittadino italiano di sana e robusta costituzione
eterosessuale, è una trans senza permesso di soggiorno, se a morire, ad
essere picchiate, stuprate, licenziate, sfruttate, disconosciute sono
le persone che non ci piacciono, non ci somigliano, che ci imbarazzano,
che crediamo rappresentino una minaccia ai nostri privilegi, alle
nostre abitudini e convinzioni, allora la morte non è così scandalosa,
inaccettabile, non è tanto grave, importante, significativa, degna di
attenzione, mobilitazione, impegno. In questi casi, l'italico
giornalismo tace o mette la sordina ai suoi strilloni, i politici
dicono due o tre fregnacce tanto per dimostrare che leggono i giornali,
gli altri fingono di non vedere, sapere, cambiano canale, voltano
pagina cercando l'oroscopo. Sì, oggi ci sono i giornali, gli studi
televisivi, internet, arene nella sostanza simili a quelle dei nostri
antenati, in cui è lecito mostrare carni lacere ed ogni altra
bestialità, in cui la gente fa a pugni per potersi esibire, per poter
pubblicamente sbranare l'altro: straparlando, urlando, insinuando,
inventando le più strampalate o patetiche fandonie che la platea
immancabilmente beve - e fa proprie, con piacere.
Dicono anche che
rispetto al passato, oggi il popolo è tenuto in gran considerazione.
Intere famiglie, quartieri, possono aspirare ad una sicura
sistemazione. Liste interminabili di persone girano di tasca in tasca
prima delle elezioni. Poi, quelle stesse persone finiscono in cima alle
graduatorie, ad ingrossare l'esercito di lavoratori socialmente utili –
a loro stessi e a chi li ha comprati. L'ormai abituale ricorso alle
esternalizzazioni ha una sua precisa utilità in questo scambio di
favori. I partiti, le amministrazioni, gli enti statali e il governo
stipendiano orde di delinquenti, semianalfabeti, imprenditori,
consulenti, furbetti, portaborse con o senza portafoglio, preti e
monache, veline e attricette da strapazzo, gente che fuori dai palazzi,
dai corridoi, non sarebbe nessuno. Oggi, i nobili sono decaduti, non
contano più. Ci sono però una miriade di piccoli, insulsi, inetti
reucci fatti a mano e c'è il Papa, naturalmente, quello è rimasto –
altra faccia, altro nome, stesso incrollabile, immenso potere,
arbitrio. Quanti sudditi alla corte del più influente, impiccione e
piantagrane monarca del mondo. Oggi non corriamo più il pericolo che un
manipolo d'illuminati raccolga intorno a sé il consenso popolare
riuscendo ad ottenere miglioramenti, se non proprio cambiamenti
radicali, epocali. Pochi sarebbero disposti a seguirli rischiando
personalmente. Nessuno parteciperebbe a quello sforzo collettivo in cui
si è tenuti ad anteporre il bene comune al proprio. D'altra parte, la
maggioranza delle persone pensa sinceramente che i guasti attuali siano
la conseguenza di azioni sbagliate compiute da altri, mai di una loro
diretta o indiretta responsabilità, neppure parziale, minima. Perché
impegnarsi quando, stando tranquilli e senzienti, si può vivere senza
farsi mancare il necessario, talvolta persino prosperando? Perché
giocarsi o, peggio, spartire con gl'incapaci, i guastafeste, i
vanagloriosi e gli idealisti, il poco o tanto che si possiede, si è
conquistato? Già… Oggi ci sono le consultazioni referendarie, sindacali
- così, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter scegliere
se fare due turni oltre a quelli già previsti nel contratto ricevendo
in cambio un piccolo aumento, la regolarizzazione dei colleghi precari
e 250 nuove assunzioni, poco più del 50% di essi può tranquillamente
dimostrare chi comanda: piuttosto morti che in fabbrica anche il sabato
mattina o nel turno di notte tra la domenica e il lunedì. Piuttosto
morti! E muoiono, infatti, come mosche – mal pagati e disprezzati da
chi può permettersi il lusso di non sporcarsi le mani. Muoiono, ma se
vai nelle piccole aziende dove si lavora di braccia, dove il cervello
si pensa di poterlo lasciare a casa - in un cantiere o un magazzino, ad
esempio -, scopri che nessuno, regolare o irregolare che sia, si
preoccupa di rispettare e far rispettare le più elementari norme di
sicurezza: pochissimi usano le imbracature, portano i caschi, le scarpe
rinforzate, i guanti da lavoro, indumenti adatti. Scopri che a
mezzogiorno le trattorie sono affollate di maestranze affamate, che le
tavole e i bivacchi si riempiono di birre, fiaschi di vino, liquorini
per digerire, per combattere il freddo, scopri che la percentuale di
operai giovani cannati ancor prima di prendere servizio è altissima,
poi via, a lavorare sui tetti, arrampicati su scale sghimbesce e
ponteggi montati in fretta, senza protezioni, spostando merci, usando
macchinari e utensili sempre pericolosi, anche quando in perfetto
stato, soprattutto se mal tenuti. È strano che i morti non siano il
doppio, il triplo, il quadruplo ed oltre. Oggi le donne possono
lavorare e sono pure stipendiate se lo fanno, mica come una volta che
erano vacche da mungere, soltanto puttane, o sorelle, figlie, mogli e
madri. D'accordo, guadagnano e contano meno degli uomini, ma di che si
lamentano? Un tempo lo facevano gratis e zitte, passi lunghi, sguardo a
terra. Possono persino separarsi dal coniuge, rinunciare alla patria
potestà del maschio, tentare di avere una vita indipendente – colpa
delle femministe, dell'emancipazione femminile se poi padroni, padri,
fratelli, mariti e fidanzati perdono il controllo, tentano di rientrare
in possesso del potere e dei privilegi apparentemente perduti, cercano
di mettere le cose a posto a suon di botte, stupri, coltellate, colpi
di pistola. Oggi abbiamo gli ospedali e grazie all'approvazione dell'
ultima finanziaria, non paghiamo più nemmeno il ticket. Ma le
probabilità di entrarci malconci e uscirne morti sono comunque alte,
troppo alte. Gli ultimi che se ne preoccupano sono proprio gli
amministratori pubblici, i manager delle ASL, i medici e gli operatori
sanitari per i quali lo stipendio e la carriera contano più della vita
umana, il cui unico pensiero è rimanere tra quelli che la politica e l'
economia prediligono. Sanità ed istruzione privata: businnes milionario
per le casse vaticane, per le tasche dei notabili genuflessi, pii e
laici. Sanità e istruzione pubblica: croce e delizia - sprechi ed
eccellenze. Dicono. Amara realtà italica a due marce, facce, un po'
come tutto il resto. Chi nasce al sud e al sud rimane, farebbe meglio a
ricorrere allo stregone, ai salassi, ai rimedi empirici, a pregare i
santi – cose che i concittadini dell'Italia "zavorra" non avendo
alternative fanno, talvolta persino volentieri, preferendolo. Ci sono
le guerre – oggi finalmente "intelligenti", selettive, giuste o
accettabili, il male minore o necessario. Ci sono i massacri
collaterali, statistici, scientifici. L'annientamento delle culture e
delle popolazioni che riteniamo a vario titolo ostili, incolte e
incivili. Democrazia, capitalismo, eterosessismo, machismo – non può,
non deve esservi alternativa. Siamo bravi, oggi, incredibilmente
moderni, globali: esportiamo spazzatura, credenze, promesse, illusioni,
menzogne e morte, chiamiamo la nostra merce "libertà", la offriamo come
un regalo ma la imponiamo con la forza - poi presentiamo il conto ed
abbiamo persino la faccia tosta di offenderci, arrabbiarci, se qualcuno
si azzarda a protestare. Oggi, se impiccano un ragazzino accusato di
sodomia, tutto il pianeta ne è informato e può civilmente indignarsi
sentendosi fortunato di non essere al posto suo, fortunato di vivere in
un luogo migliore, in cui la legge e la Polizia sono al servizio del
popolo, non di un tiranno o un Dio assetato di sangue. Popolo: entità
astratta, massa indefinibile senza una sua propria identità,
soggettività. Poliziotti: fotografie del Duce nel portafoglio, facce
qualsiasi, manovali indifferenti al discernimento, capaci della più
compiaciuta brutalità, del più completo menefreghismo, fiero
disimpegno, braccia armate con licenza di punire chiunque tenti di
alzare la testa, ubbidienti all'ordine di lasciare che piccole orde di
deliranti nazifascisti tengano in ostaggio intere città, le mettano a
ferro e fuoco in occasione di una partita di calcio, un lutto, un
capriccio. Uomini che smessa la divisa si uniscono ad essi per far
pulizia, dimostrare chi è il padrone, ristabilire l'ordine – come
natura comanda. Negri, ebrei, froci, lesbiche, islamici, storpi,
mentecatti, zingari, dissidenti politici, atei, non sono forse esseri
inferiori, laidi, malati, indegni, pericolosi? Non sono qui per rubarci
i soldi, il lavoro, la casa, per indebolire la razza, distruggere la
famiglia, la cristianità, per destabilizzare il sistema, contaminare i
giovani con le loro credenze, opinioni, con le loro ripugnanti
perversioni? Oggi non c'è più la peste a pareggiare i conti, a renderci
tutti uguali. Ecco l'unica, vera differenza con i tempi passati, quelli
che guardiamo dall'alto in basso, con vanità, presunzione. In questo
baccanale, in questo impazzimento collettivo in cui i più stanno beati
o beoti, pensare, sapere e parlare di diritti, giustizia sociale,
realtà, storia, non ha alcun senso. Ci si sente noiosi, e soli, come
cani. E allora cala il silenzio, cala il sipario – interiore. Non si ha
più alcun motivo per cercare onestà, generosità, compassione, eroismo,
fantasia, bellezza - per credere, illudersi che ve ne sia ancora un po'
in qualche angolo remoto dell'animo umano. FONTE
www.cinziaricci.it


LA DIFESA DELLA VITA
Il vicario del Papa da Ferrara: «La fede non
riguarda solo Dio ma anche i rapporti sociali» Poi conferma le parole
di Bagnasco: i politici cattolici non promuovano leggi in contrasto con
il bene Ruini: restituire alle donne la libertà di non abortire
DA ROMA MIMMO MUOLO
L' aborto «è la soppressione di un essere umano
vivente». E una legge che lo preveda, come la 194 in Italia, «rimane
intrinsecamente cattiva». Tuttavia la Chiesa non ha mai «incitato a
rivolte o a comportamenti sediziosi ». Chiede, però, che sia applicata
in tutti i suoi aspetti. Lo ha detto ieri sera il cardinale Camillo
Ruini, intervistato da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, durante la
puntata di 'Otto e mezzo' andata in onda su La7. Sorridente e a suo
agio, il vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha risposto con
pacata chiarezza a tutte le domande, che hanno toccato anche temi come
la contraccezione, la presunta ingerenza della Chiesa nelle leggi dello
Stato e l'atteggiamento dei politici cattolici in materie eticamente
sensibili. Legge 194. «Un punto sul quale insistiamo da tempo – ha
ricordato – è quello dell'attuazione integrale di questa normativa».
Soprattutto «si faccia il possibile per aiutare le donne ad accogliere
il figlio». Specie quando il problema è di ordine economico, ha
sottolineato il cardinale, risolverlo non è eccessivamente difficile.
«L'esperienza dei Centri di aiuto alla vita che abbiamo promosso da
tanti anni, ha già mostrato che 85mila aborti in Italia sono stati
evitati» in un primo momento con modestissime somme e poi «attraverso
il dialogo, l'aiuto psicologico, il far sentire alle madri che ci sono
persone disposte a condividere il problema con loro», infine con la
capacità «di favorire un inserimento mondo del lavoro». Quanto all'
obiezione che in questo caso si restringe la libertà della donna, Ruini
ha ribattuto: «È falsa in radice e va rovesciata. La donna abortisce
perché non è libera e diventa libera se le si dà la possibilità
concreta di non abortire. Che non è un obbligo, nessuno può
costringerla, è soltanto un'offerta, un atto di solidarietà di solito
graditissimo». Infine la questione terminologica. Aborto uguale
omicidio? «Personalmente non uso mai questa parola – ha risposto Ruini
– anche per una forma di rispetto verso le donne e per le famiglie.
Tuttavia anche altre espressioni, come 'interruzione volontaria della
gravidanza' rischiano di occultare la realtà del fatto. Quindi il
linguaggio deve essere il più sereno possibile, ma anche veritiero e
certamente accompagnato dall'affetto, dall'amicizia, dalla
solidarietà». «Nei confronti delle donne che abortiscono, come nei
confronti di tutte le persone che vivono per un motivo o per l'altro
delle situazioni che la Chiesa giudica negative o irregolari, non
abbiamo atteggiamenti persecutori od ostili, ma quanto mai accoglienti
». Contraccezione. Una battuta anche su questo tema. Si tratta di «una
scelta etica che la Chiesa ritiene sia corrispondente alla natura
profonda del rapporto tra l'uomo e la donna e che perciò propone ai
cattolici, senza minimamente pensare che si debba imporre per legge».
Ingerenza. «Vorrei sfatare che in Italia – ha detto il cardinale
rispondendo a un'altra domanda – ci sia, da parte della Chiesa, più
attenzione ai temi politici e sociali che altrove». E ha citato il caso
del Canada, dove, «quando c'è stata la questione del matrimonio degli
omosessuali due cardinali sono andati a protestare in Parlamento.
Pensate che cosa sarebbe successo, se l'avessi fatto io». Quello che
cambia, ha aggiunto, «è l'efficacia degli interventi, certamente
maggiore da noi». Ruini ha quindi spiegato che «la fede cristiana non
riguarda soltanto il rapporto con Dio», ma (e basti guardare i dieci
comandamenti), anche i rapporti sociali. Perciò quando «vi sono
problemi etici che chiedono di essere codificati in leggi
potenzialmente in contrasto con la visione cristiana della vita non si
può non intervenire». La mediazione dei politici cattolici. Ma tutto
ciò, gli è stato chiesto, non dovrebbe avvenire, con la mediazione dei
politici? «La parola mediazione – ha risposto il porporato – può avere
due significati. Se una legge viene approvata dalla maggioranza in
Parlamento, anche se non ci piace, diremo che è ingiusta. Altro è che i
cattolici stessi si facciano promotori di leggi in contrasto con ciò
che anche alla luce della fede sappiamo essere il bene per l'uomo.
Questo atteggiamento è certamente sbagliato», ha detto, e anche su
questo è apparso in accordo con l'attuale presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco. «Anche al tempo della Dc – ha concluso Ruini
– Mai coloro che si dichiaravano politici di ispirazione cristiana
sostenevano loro stessi certe posizioni. Soccombevano in Parlamento, ma
questo è un altro discorso». Alla fine della registrazione, salutando i
giornalisti presenti, il cardinale si è concesso una battuta scherzosa
anche in merito alla sua presenza sui media: «Non fatemi parlare
troppo. Altrimenti la Litizzetto poi mi dice 'Eminens'. Io non l'ho mai
guardata, ma mi dicono che è simpatica. E poi la mia segretaria la
imita benissimo».
Davide Montanari +39 339 7107082
Ufficio stampa
Arcigay


I CONFETTI OMOSESSUALI DI SULMONA
Confetti Pelino - Sulmona (AQ) - ' pronto e tra una settimana sar' messo in produzione. Si chiama
, la sposa gay, ed ' il nuovo confetto della storica ditta di Sulmona,
dedicato alle coppie omosessuali.''idea ' nata dalle richieste
provenienti dal'America di un prodotto specifico per le coppie
omosessual', hanno spiegato Mario e Antonio Pelino, rispettivamente
presidente e amministratore delegato della Confetti Pelino .Il nuovo
prodotto si compone di materie esclusivamente naturali. Messo da parte
il tipico amido di questi alimenti, gay bride ' una felice unione di
mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay,
zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti
ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come ' nella tradizione
dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalit' di una scelta di
vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore
ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla,
tinta che nasce dal'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il
maschile e il femminile. Aperta e pronta anche a rispondere ai
mutamenti nei costumi della societ'. Vicina quindi a tutti coloro, gay
e non, che intendono celebrare i momenti significativi della loro vita
anche attraverso la scelta di un confetto adeguato. 'altronde -
sottolineano i due dirigenti della'Confetti Pelino – abbiamo clienti da
ogni parte del mondo, e tra loro ci sono anche coppie omosessuali. La
Confetti Pelino di Sulmona ' u'azienda leader nel mondo in questo
settore, nata nel 1783 per volere di Berardino Pelino che dette
u'impronta produttiva ad u'attivit' fino a quel momento esclusivamente
commerciale. 'azienda fin dalla sua fondazione ' votata alla qualit'
dei suoi prodotti, confetti e dolci in generale, e al benessere del
consumatore. Qualit' garantita nel'uso di ingredienti certificati e di
alto valore naturale e dai processi produttivi che conservano ancora
oggi 'integrit' delle materie prime usate. Proprio tre giorni fa, il 26
maggio, la famiglia Pelino si era resa protagonista di una "guerra"
tutta interna tra fratelli proprio a causa della possibilità di
lanciare questo tipo di prodotto. A scatenare la diatriba era stata
Paola Pelino, neodeputata di Forza Italia, che, in u'intervista a'Il
Giornal', aveva dichiarato di non contare sui Pacs per aumentare il
fatturato del'azienda di famiglia.'I confetti? Vorrei continuare a
venderli alle coppie normal', aveva detto Paola Pelino. Immediata la
reazione del fratello Antonio, amministratore delegato dell'azienda,
che, in risposta al'articolo, aveva scritto una lettera al quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro per chiarire che le opinioni della
sorella nulla hanno a che fare con 'impresa di famiglia, che produce
confetti venduti in tutto il mondo.'Le opinioni espresse dal deputato
di Forza italia sono di natura esclusivamente politica e personale e
non coinvolgono la direzione del'aziend', ha spiegato nella lettera
Antonio Pelino, precisando che del consiglio 'amministrazione Paola
Pelino ' membro insieme a Mario, Antonio, Lucilla e Marco Pelino. Come
a dire, non ' la sorella deputata a dare la linea. A soli tre giorni di
distanza la piacevole notizia del lancio del nuovo confetto lilla Gay
Bride: si è trattato dunque di liti politiche in famiglia o di u'abile
strategia commerciale. In ogni caso è un bel passo avanti da parte di
una delle più tradizionali aziende italiane. FONTE Arcigay.it


SOLIDARIETA' ALLA SIGNORA PATRIZIA ROMANO
Anonimi come la viltà che li caratterizza, maschi o femmine non importa. Sono solo violenti ed
ignoranti personaggi abietti alla società civile. Noi, omosessuali e
trans siamo abituati, purtroppo, ai soliti atti di terrorismo sociale e
psicologico da parte di sconosciuti ma anche da parte dei sedicenti
amici o parenti. C'indigniamo ma non ci sconvolgiamo. Nonostante ciò,
ancora troppe volte, gay lesbiche e trans sono umiliati in casa o fuori
casa, da genitori o da amici "cattivi" , ma la
cosa intollerabile è quando anche le Istituzioni democratiche sono "cattive" con i più
deboli. Questo, avviene perché "la differenza" degli omosessuali e
delle trans non è riconosciuta ancora come non riparata, nonostante le
persecuzioni e gli stermini dimenticati. Ecco, perché, i Ken con il
patrocinio del Comune di Napoli organizzerà anche quest'anno attività
ed incontri con la città e nelle scuole sul tema dell'Omocausto (lo
sterminio nazista dei Gay)a cui invitiamo la Signora Romano a
partecipare. Lo faremo anche nella IIa Municipalità di Napoli con la
partecipazione
del M.I.T. Napoli, di Arcilesbica Napoli (coordinamento
campano GLT)e con la collaborazione straordinaria di Libellula 2001 -
ArciTrans e del circolo Anthias di Napoli. Speriamo che, il presidente
Patruno e all'assessore Esposito ( come la maggioranza in Consiglio
Comunale di Napoli e dell'assessore Valente),comprendino il "sano"
valore della critica da noi esercitata nei loro confronti per il merito
della Consulta Pari Opportunità (di cui i Ken fa parte) che è portatore
di omofobia non manifesta. La Consulta è incapace - per come è stata
regolamentata - di esprimere
modernità e reali esigenze sociali per una
convivenza civile tra le differenze (non solo di genere) ma anche di
orientamenti sessuali e di identità di genere. Negare ciò, significa
avallare l'intolleranza e
la violenza di chi ci vorrebbe " cacciati" e
perché no, arsi ancora una volta. Invitiamo, quindi tutti ad una rapida
modifica del regolamento istitutivo inserendo come previsto anche dal
piano d'azione per l'anno europeo delle pari opportunità 2007, non di
fatto, ma di diritto, tutte le categorie escluse ( gay lesbiche e
trans comprese).
Carlo Cremona Presidente Associazione omosessuale i
Ken
UFFICIO STAMPA
Via Toledo 210 - Na
081 5519653
3923887147
www.i-ken.org


GRAVE ATTO DI INTOLLERANZA
ALLA SECONDA MUNICIPALITA'
Con grande rammarico, Alberto Patruno Presidente e l'Assessore Susy Esposito della
II Municipalità di Napoli, hanno appreso dalla Sig.ra Patrizia Romano
del vile messaggio pervenuto in forma anonima alla sua attenzione: "SEI
UNA SPORCA LESBICA VAI VIA CHE INFETTI!!!" Nei prossimi gioni sarà il
"Giorno della Memoria" per non dimenticare gli stermini avvenuti per l'
odio razziale, xenofobo e omofobo. Purtroppo tanto dolore non è
riuscito a cancellare nella gente i pregiudizi e occorre sviluppare
momenti di condivisione e conoscenza reciproca. Crediamo che tale
episodio sia solo espressione di un singolo e non di un intero contesto
lavorativo che, si speri
valuti ed accetti le persone per quelle che
sono e non per il loro orientamento sessuale. D'altronde, la storia del
mondo del lavoro ha sempre affermato principi di solidarietà e
tolleranza. Esprimiamo solidarietà alla Sig.ra Patrizia.
Alberto
Patruno
3475851794 3473880579
Susy Esposito
3356675870

IL BELL'ESEMPIO DELLA REGIONE LAZIO
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
ringrazia la Regione Lazio ed in particolare l'Assessore al Bilancio
Luigi Nieri per aver inserito nella Finanziaria 2008 aiuti economici
nell'acquisto per la prima casa alle "giovani coppie". L'aver lasciato
senza altre distinzioni questa dicitura pone quindi tutte le giovani
coppie sullo stesso livello, fermi restando i requisiti per l'accesso
agli aiuti. Ci auspichiamo che la Regione Lazio sia di esempio per
tutte le altre Amministrazioni: l'aver ribadito il riconoscimento del
sostegno in maniera paritaria pone la nostra Regione tra quelle che in
maniera laica e non discriminatoria garantiscono i diritti di tutti i
cittadini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea
Berardicurti – Segreteria Politica
06/5413985 – 348/7708437

FAVOLETTA SCHIFOSETTA
A cura di Peter Boom
UN ALTRO PIANETA
Favoletta schifosetta, scritta male, non corretta e unpolitically correct di
Peter Boom C'era una volta un altro pianeta abitato da strane bestiole
per metà cani e per metà umanoidi. Le bestiole avevano attitudini e
usanze simili a queste due categorie, erano operose, furbe ed alcune
anche intelligenti, tutte dedite a peccati belli e brutti. Nella città
più importante era stata costruita una cuccia gigante, nella loro
lingua chiamata "Ano", da non confondere con quel organo da dove
defluiscono le cose digerite. I sudditi del grande capo Ano erano
chiamati Ani, molto ossequiosi e obbedienti al loro capo, che un giorno
sì e un altro giorno pure ricordava sulla grande piazza del "Ano" come
le povere bestiole si dovevano comportare. Non si esponeva a
contraddittori, lui d'altronde aveva la verità in tasca e solo lui
sapeva elargire i buoni consigli che gli venivano direttamente
trasmessi via internet da un pianeta superiore. Le bestiole, essendo
naturalmente pansessuali esattamente come i cani e gli umani, facevano
di tutto per nascondere le proprie innate peccaminose tendenze e per
farsi perdonare portavano molti regali, croccantini e denari al grande
Ano, che grazie al suo sconfinato ed arrogante potere, in parlamento
fece votare per mezzo dei suoi fedeli politici molte leggi
contronatura, calpestando con i suoi stivali neri i più elementari
diritti civili. La sua organizzazione capillare aveva mietuto nei
secoli milioni di vittime e guastato la vita a miliardi con le sue
immorali regole ed imposizioni. Ma vicino ad "Ano" si trovava una
grande "sqUola" dove venivano istruite le bestiole giovani più
intelligenti nelle diverse scienze e la Scienza, questo si sa, è sempre
stata una spina nel fianco dei grandi capi Ano. In questa "sqUola" gli
enti+ insegnavano agli enti- per far diventare anche loro enti+, e
molti enti+ e- , avendo studiato tanto, non sopportavano più il grande
capo Ano che interpretando a suo modo un libro antico e antiquato si
era reso veramente antipatico anche perché non teneva conto della vera
legge della natura. Infatti, la natura intesa scientificamente non gli
avrebbe permesso più di esercitare tutta quell'influenza sulla massa
sempre più informata delle bestiole. Non avrebbe più potuto affermare
che è innaturale quando una bestiola si intrattiene sessualmente con
un'altra bestiola, cosa che valeva anche per i bestioli. Tentava di
imporre l'antiscientifica teoria della creazione, una balla talmente
grande che soltanto i creduloni potevano crederci ancora. Voleva
altresì imporre l'origine "anona" a tutto il pianeta, disconoscendo
tutte le altre origini anche quelle molto più antiche. Tutti i politici
dovevano essere concordi con lui (anche per non fargli pagare la
Impostori Causa Imposte), esigeva una società basata su certi paranoici
principi irrinunciabili, faceva una continua pubblicità su tutti i
massmedia attuando una forte censura sotterranea ed esponeva il suo
anofisso dappertutto, anche dove non doveva stare. Molti suoi ani
peccavano gravemente ed allegramente ed abusavano a mente serena delle
piccole bestioline e dei piccoli bestiolini. Questi ani se lo potevano
permettere perché il grande Ano e i suoi gerarchi tenevano
rigorosamente segreti questi misfatti (se no che esempio avrebbero
dato) e spostavano gli ani pedofili, se scoperti, in altra sede, dove
poi, grazie a questa impunità, potevano ricominciare con il loro turpe
vizio godendo delle loro piccole vittime traumatizzandole per sempre.
Non c'era dunque da meravigliarsi che gli enti+ e gli enti-
cominciarono a protestare contro chi era responsabile di questo grave
pluri-favoreggiamento ed altre corruzioni (tra l'altro neanche prese in
considerazione dai politici concordi e conniventi). Nella prossima
puntata di questa favoletta, della quale do piena liberatoria per la
libera diffusione su tutti i massmedia e nella quale naturalmente non
si allude ad alcuna persona, vedremo come va a finire. Peter Boom. http://digilander.libero.it/pansexuality/

GAY, IRAN: ALTRI DUE RAGAZZI A RISCHIO IMPICCAGIONE.
PEGAH EMAMBAKHSH DI NUOVO IN PERICOLO NEL REGNO
UNITO
GRUPPO EVERYONE: AVVIATA PETIZIONE INTERNAZIONALE. INTERPELLATE
LE NAZIONI UNITE
ARRESTATI IL 23 GENNAIO, I DUE RAGAZZI, DI 18 E 19
ANNI, HANNO AMMESSO DI AMARSI. L'ACCUSA E' MOHAREB, "NEMICI DI ALLAH",
PER LA QUALE E' PREVISTA, COME PER IL REATO DI "LAVAT" (SODOMIA), LA
PENA DI MORTE.
INTANTO, DAL REGNO UNITO GIUNGONO NOTIZIE POCO
CONFORTANTI ANCHE PER LA RIFUGIATA LESBICA PEGAH EMAMBAKHSH: LA CORTE
D'APPELLO SAREBBE INTENZIONATA A CONSEGNARLA AL BOIA
Si chiamano Hamzeh
Chavi e Loghman Hamzehpour e sono una giovanissima coppia gay iraniana
(18 e 19 anni); entrambi sono stati arrestati mercoledì scorso, il 23
gennaio, a Sardasht, nell'Azerbaijan iraniano. A darne notizia il
giornalista, vice-direttore di AKI – ADN Kronos Internatonal, Ahmad
Rafat, membro del Gruppo EveryOne. "Le autorità usano metodi di tortura
fisica e psicologica per ottenere le confessioni delle persone che
cadono nelle loro mani, e i due giovani hanno ammesso di amarsi, di
avere una relazione sentimentale" raccontano Rafat e i leader di
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. La loro
confessione dei due adolescenti è bastata perché il tribunale islamico
li rinviasse a giudizio con due accuse gravissime: Mohareb, il reato di
chi è "nemico di Allah" e lavat, sodomia. Il codice penale iraniano
prevede la forca per gli omosessuali, che sono considerati "nemici di
Allah". Appena del 5 dicembre scorso è il barbaro assassinio del
ventunenne Makwan Moloudzadeh, accusato di "lavat", avvenuto nella
prigione di Kermanshah sotto l'incredulità e lo sdegno internazionale,
proprio mentre EveryOne portava avanti la "campagna per la vita in
Iran" e il giovane diveniva un simbolo mondiale del martirio di tanti
innocenti, vittime di un regime spietato. "Il popolo iraniano per la
maggior parte è contrario all'orrore delle condanne a morte e alla
lapidazione" dichiarano Malini, Pegoraro e Picciau. "Solo pochi
fondamentalisti ritengono che tortura e fustigazione siano strumenti
leciti. I movimenti clandestini per i diritti umani si battono con
eroismo contro queste pratiche barbariche" continuano "e a rischio
delle loro vite cercano di costruire un Iran migliore, in cui le
minoranze siano rispettate e la vita umana torni a essere un valore".
Ma le sorti non sono migliori per Pegah Emambakhsh, la lesbica iraniana
rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato
l'asilo come rifugiata, salita alla ribalta della cronaca. Pegah, a
seguito di una campagna internazionale condotta dal Gruppo EveryOne con
la collaborazione di organizzazioni e associazioni per i diritti umani
e civili, ha potuto evitare la deportazione in Iran (dove
l'attenderebbe la pena di morte), presentando istanza alla Corte
d'Appello britannica. ll Gruppo EveryOne ha ricevuto notizie poco
confortanti dal Regno Unito, dove la stessa Corte è orientata a non
concedere asilo all'iraniana, in spregio a tutte le Convenzioni
internazionali. "Pegah è annientata dall'atteggiamento del governo
inglese e ci ha comunicato di essere stanca di lottare, di non voler
più apparire sulle pagine dei giornali" spiegano i leader di EveryOne.
"Dobbiamo rispettare la volontà di Pegah, ma dobbiamo essere pronti a
dire no al governo del Regno Unito, che ha abbandonato la via del
rispetto dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei rifugiati.
Dobbiamo essere pronti" concludono gli attivisti "a sollevare un coro
di proteste, in tutto il mondo, per fermare la mano del boia e dei suoi
complici". Il Gruppo EveryOne ha avviato una petizione internazionale
(
http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html) sui due casi, per
i quali sono stati interpellati anche l'Alto Commissario per i Diritti
Umani dell'ONU Louise Arbour, l'Alto Commissario per i Rifugiati
António Guterres e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-
moon. EveryOne chiede a tutti i sottoscrittori di inviare e-mail e fax
di protesta alle ambasciate iraniane, in Italia e a all'estero, nonché
al governo britannico (per gridare no alla criminale deportazione di
Pegah e di tanti altri profughi innocenti) e al regime iraniano di
Amadhinejad.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-
8429527 - matteo.pegoraro@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com ::
info@everyonegroup.com
INVIATO DA Sergio Rovasio

LILLI GRUBER A "BABILONIA" PARLA DELL'IRAN E DEL RUOLO DELLE DONNE IN MEDIO ORIENTE.
E sull'Italia accusa: «Cardinali avrebbero chiamato parlamentari per
fermare il testo sulla sicurezza antiomofobia». «In Iran esiste una
teocrazia, che è anche regime, secondo la quale il reato di sodomia va
punito con la pena di morte. Purtroppo va ricordato che questo tipo di
pena viene applicata in qualche altro Paese islamico. In realtà, come
sempre accade con le religioni quando assumono un ruolo importante,
alcune barbare pratiche sono più legate a società patriarcali che non
alla religione ». L'europarlamentare Lilli Gruber intervistata dal
mensileBabilonia parla dell'Iran "Paese dei segreti" e del coraggio
delle donne; delle esecuzioni di giovani accusati di omosessualità e di
quei Paesi europei con scarsa sensibilità verso i diritti civili:
«Negli ex Paesi comunisti riscontriamo delle situazioni di violazioni
dei diritti umani fondamentali». E L'Italia? Gli omosessuali non hanno
un minimo di diritti riconosciuti. «L'Italia – replica Lilli Gruber a
Babilonia – come tutti i Paesi che si fondano sulla laicità dello Stato
e quindi sulla netta separazione tra Stato
e religione in ogni senso.
(...) Quello che non è tollerabile è una interferenza diretta. Alcuni
cardinali avrebbero addirittura chiamato una serie di parlamentari per
invitarli a non votare il testo sulla sicurezza e questa la trovo come
una grave interferenza» Alla domanda su chi sia Ahmadinejad risponde:
«Un ultra nazionalista e ultra conservatore legato ai pasdaran e ai
guardiani della rivoluzione. Ha potuto vincere le elezioni solo
perché una metà degli iraniani non è andata al voto».L'europarlamentare
che a dicembre si era mobilitata contro l'impiccagione del giovane gay
Moloudzadeh, scrivendo una lettera di protesta all'ambasciatore
iraniano a Bruxelles, dice: «Non abbiamo ricevuto una risposta
ufficiale ma l'ambasciata ha chiamato per chiedere un incontro».
E le
donne? «Quella delle donne – spiega l'europarlamentare a Babilonia – è
una società civile molto vivace. In Iran ci sono molti gruppi,
associazioni, movimenti ed è una grande società in movimento». Parlando
dell'omosessualità vissuta come tara, Lilli dice: «Questo problema per
loro (paesi islamici ndr.) è spesso legato a tradizioni arcaiche più
che alla religione fermo restando che nel Corano la sodomia è vista
come un grande reato. Ma come è anche nella religione cattolica. Nel
mondo cristiano ci sono anche lì varie interpretazioni dei testi
sacri». INVIATO DA Mario Cirrito – BABILONIA –

RICONOSCERE ASILO POLITICO ANCHE PER GAY E LESBICHE
ITALIA INADEMPIENTE. LO DICE LA
COMMISSIONE EUROPEA IN RISPOSTA A UN'INTERROGAZIONE DEL RADICALE MARCO
CAPPATO. PREANNUNCIATO ANCHE RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA .
Rispondendo ad una interrogazione dei deputati europei Marco Cappato
(Radicali) e di Sophie In't Veld (Democratici 66, Paesi Bassi), la
Commissione europea ha denunciato ritardi nella trasposizione nazionale
della direttiva sull'asilo politico 2004/83/CE, che include un obbligo
per gli Stati membri di considerare l'orientamento sessuale come
ragione per concedere lo status di rifugiato, sulla base delle
circostanze fattuali.
Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo
radicale: "Su 27 Stati membri dell'Unione europea, solamente 17 hanno
rispettato la scadenza del 10 ottobre 2006 per trasporre nel diritto
nazionale la direttiva sull'asilo. Gli altri, tra i quali l'Italia,
hanno nel frattempo ricevuto nel luglio 2007 una lettera dalla
Commissione con parere motivato che li richiamava ai loro obblighi. La
Commissione annuncia nella risposta all'interrogazione l'intenzione di
portare questi Stati alla Corte di Giustizia nel caso persistano nella
loro inadempienza, di cui la lettera é la prima tappa. La Commissione
ha inoltre annunciato di stare esaminando l'applicazione della
direttiva nell'Unione, ed in particolare l'obbligo fatto agli Stati
membri di riconoscere l'orientamento sessuale come ragione per
concedere l'asilo politico. Mi auguro che l'Italia trasponga la
direttiva al più presto e che lo faccia pienamente e correttamente, in
particolare rispetto alle norme sull'orientamento sessuale"
INVIATO DA
Sergio Rovasio


LA PACE E LA FAMIGLIA DI BENEDETTO XVI
Ho avuto occasione di leggere solo in questi giorni l'intervento di Benedetto
XVI sulla Famiglia e la Pace reso l' 8 dicembre u.s. Questo Papa, sui
cui ultimi fatti non intendo qui entrare, ha collegato la pace con l'
istituto familiare, e in particolare con la famiglia cristiana,
istituto che oggi sarebbe, a suo dire, in crisi a causa della cultura
laica e secolarizzata, con conseguente perdita della cultura della
pace. Che dire ? Per me e' una chiara favola, come una favola o fiaba
appare tutta la dottrina cristiana con il suo principale testo, cioe'
la Bibbia. In ordine alla favole o alla fiabe Vladimir Popper afferma
che le medesime hanno varianti fisse, cioe' da una parte l' eroe, dall'
altra c'e' un personaggio malefico, che si oppone all'eroe, c'e' una
forza benefica che corre in aiuto dell'eroe nella sua impresa, ci sono
prove cui l'eroe deve sottoporsi e che danno svolgimento all'impresa, c'
e' un premio, c'e' un dono, una liberazione che l'eroe deve guadagnare,
ecc.ecc. e c'e' innanzitutto anche la sconfitta della morte. Ebbene
tutto questo c'e' nella Bibbia, sia vecchio che nuovo testamento, in
quel quadro che vede da una parte l'imbonitore, il seduttore, e dall'
altra, come dice Roland Barthes, una giovane fragile tesa ad essere
attratta e sedotta. Cio' premesso, a dimostrazione di come in quel
cristianesimo di cui attualmente e' capo Benedetto XVI, le affermazioni
dello stesso siano al di fuori della relativa dottrina, si riporta
quanto si legge nel nuovo testamento: MATTEO 10/34 NON CREDIATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA. NON SONO VENUTO A PORTARE LA
PACE MA LA SPADA. PERCHE' SONO VENUTO A DIVIDERE IL FIGLIO DAL PADRE,
LA FIGLIA DALLA MADRE, LA NUORA DALLA SUOCERA E I NEMICI DELL'UOMO
SARANNO I SUOI FAMILIARI. LUCA 12/49 SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO
SULLA TERRA: COME VORREI CHE FOSSE GIA' ACCESO! ………………………PENSATE CHE IO
SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA ? NO, VI DICO, MA LA
DIVISIONE. D'ORA INNANZI IN UNA CASA SU CINQUE PERSONE SI DIVIDERANNO
TRE CONTRO DUE, DUE CONTRO TRE: PADRE CONTRO FIGLIO E FIGLIO CONTRO
PADRE, MADRE CONTRO LA FIGLIA E FIGLIA CONTRO LA MADRE, LA SUOCERA
CONTRO LA SUA NUORA E LA NUORA CONTRO LA SUOCERA. Non sembra quindi che
la famiglia cristiana sia un luogo di amore e di pace. A sua volta
ecco quanto si legge nel Vecchio Testamento, che come e ' noto fa parte
di quella Bibbia che e' la base della dottrina cristiana. ESODO 32/27 (
MOSE) SI FERMO' SULLA PORTA DEL CAMPO E GRIDO: CHI E' PER IL SIGNORE ?
..... A ME. ED EGLI ORDINO' LORO: HA DETTO IL SIGNORE, IDDIO D'
ISRAELE: CIASCUNO DI VOI SI METTA UNA SPADA AL FIANCO: ANDATE IN GIRO
PER IL CAMPO, DA UNA PORTA ALL'ALTRA, E OGNUNO UCCIDA IL FRATELLO,
L'AMICO, IL PARENTE. ALLORA I FIGLI DI LEVI FECERO SECONDO LE PAROLE
DI MOSE': E IN QUEL GIORNO MORIRONO FRA IL POPOLO CIRCA TREMILA UOMINI.
POI MOSE' DISSE: OGGI VOI SIETE STATI CONSACRATI AL SERVIZIO DEL
SIGNORE, CHI AL PREZZO DEL PROPRO FIGLIO, E CHI DEL PROPRIO FRATELLO;
PERCIO' EGLI OGGI VI DONA LA BENEDIZIONE. Ecco il commento della Chiesa
Cattolica Apostolica MOSE' CAPO DI QUEL POPOLO COSI' POCO ACCESSIBILE
ALLA VOCE DELLA RAGIONE E DEL SENTIMENTO, DOVETTE INFLIGGERE UN SEVERO
CASTIGO, E CHI LO ESEGUI' FECE OPERA GIUSTA. Se questo e' il commento
dell'attuale Chiesa Cattolica, e' consequenziale che la medesima
ordini, come ha sempre fatto fino a quando ha avuto il potere
materiale, di prendere la spada e di andare ad uccidere il padre, il
figlio, il fratello, e cosi' via, per il solo fatto di avere un Dio
diverso o avere nessun Dio, con scarsa attenzione per la famiglia. A
questo aggiungiamo che Gesu' non solo ha imposto che nessuno ami piu'
di lui la propria madre, il proprio padre e i propri figli, cioe' la
propria famiglia, ma addirittura fu lui stesso a non amare e a non
rispettare la sua famiglia. Ricordiamo l'episodio di Gesu' dodicenne
fuggito dai genitori per andare al Tempio, quello delle nozze di Cana
in cui ebbe a rivolgersi a Maria non con il termine di madre, ma di
donna, l'episodio in cui Gesu' fu raggiunto dalla madre e dai fratelli,
ma che non volle vedere, ecc.ecc. A questo aggiungiamo che l'altra
componente della famiglia di Gesu', cioe' Giuseppe, viene descritto non
come protagonista della stessa, ma come semplice comparsa. I vari passi
della Bibbia sulla famiglia ci appaiono in totale contraddizione con
l'attuale pensiero sulla famiglia, anche cristiana. Oggi questa e'
vista come punto centrale della donna e dell'uomo, mentre nella
dottrina cristiana e' riguardata come possibile impedimento alla
comunione con Dio, come mezzo di procreazione, a mo' di tutti gli
animali, e come strumento di soddisfazione della concupiscenza. Vediamo
cosa dice San Paolo: A RIGUARDO POI DI QUANTO MI AVETE SCRITTO, E' BENE
PER L'UOMO NON TOCCARE DONNA, TUTTAVIA PER EVITARE LA FORNICAZIONE OGNI
UOMO ABBIA LA SUA MOGLIE ED OGNI DONNA ABBIA IL MARITO. IL MARITO RENDA
ALLA MOGLIE QUEL CHE LE DEVE LO STESSO FACCIA LA MOGLIE VERSO IL
MARITO. LA MOGLIE NON E' PADRONA DEL PROPRIO CORPO, MA IL MARITO.
COSI' PURE IL MARITO NON E' PADRONE DEL PROPRIO CORPO, MA LA MOGLIE.
NON PRIVATEVI L'UNO DELL'ALTRO SE NON DI COMUNE ACCORDO PER UN TEMPO
DETERMINATO, PER ATTENDERE ALLE PREGHIERE, POI RITORNATE DI NUOVO
INSIEME AFFINCHE' SATANA NON VI TENTI A CAUSA DELLA VOSTRA
INCONTINENZA. Dove stanno, nelle parole della Bibbia, la giustizia e l'
amore di cui parla Benedetto XVI ? Cio' che appare importante per la
famiglia cristiana e' il CORPO e non lo SPIRITO. A meno che per questo
Papa LA GIUSTIZIA E L'AMORE si concretizzino nel fare sesso per evitare
le tentazioni di Satana. Dove sta quel rispetto che i figli debbono
avere nei confronti dei genitori e l'umanizzazione nei riguardi dei
fratelli? Mi si consenta di ricordare che quando a Roma dominava la
famiglia cristiana, detta citta', capitale del cristianesimo che vedeva
seduti sul suo massimo scanno i predecessori di Benedetto XVI, veniva
definita come quella dei delitti e dei veleni e le relativa alcove
erano una alternanza di piu' o meno belle donne. Ma non solo. Nei quasi
duemila anni di famiglie cristiane, l'Europa non ha visto mai un
momento di pace, pace che invece la nostra generazione sta godendo,
almeno nel nostro continente, e cio' da quando le famiglie si sono
laicizzate e secolarizzate. Che dire poi di quanto i popoli europei
cristiani, specie i cattolicissimi re di Spagna, fecero al tempo, non
solo delle Crociate, ma anche successivamente in sede di colonizzazione
dell'Africa e dell'America, in cui migliaia di famiglie africane furono
divise, strumentalizzate, schiavizzate, ecc.ecc., al di fuori di ogni
senso della giustizia, dell'amore e della pace ? E che dire delle
condizioni degli attuali popoli cattolicissimi del Sud America che sono
nelle peggiori condizioni economiche, civili e sociali dei popoli cosi'
detti evoluti e civili del mondo, in cui la famiglia e' un non senso
assoluto.? Quindi non si tratta di ritenere che l'uomo sia "cattivo",
ma che questi operi secondo i retti insegnamenti di Cristo e secondo i
suoi comportamenti. Non dice forse Giovanni nella sua prima lettera che
CHI DICE DI STARE IN GESU' CRISTO, DEVE ANCHE VIVERE COME E' VISSUTO
LUI ? E come Cristo e' vissuto ? Per rimanere al testo evangelico, si
evidenzia che mentre sembra che inviti alla pace, poi e' lui stesso a
dire che non e' venuto a portare la pace, ma la spada. Ma Gesu' non
solo dichiara di aver portato la spada, ma addirittura dice che non
bisogna turbarsi delle guerre: MARCO 13/7 MA QUANDO VOI SENTIRETE
PARLARE DI GUERRE E DI RUMORI DI GUERRE, NON VI TURBATE. E' NECESSARIO
CHE CIO' AVVENGA, TUTTAVIA NON E' ANCORA LA FINE. POICHE' SI SOLLEVERA'
NAZIONE CONTRO NAZIONE E REGNO CONTRO REGNO, CI SARANNO TERREMOTI IN
VARI LUOGHI E VERRANNO DELLE CARESTIE. QUESTO E' IL PRINCIPO DEI
DOLORI. Quindi perche' un cristiano dovrebbe operare per la pace se la
guerra e' voluta da Dio ? E che cosa insegna la Chiesa di Cristo anche
con le sue rappresentazioni ? Andiamo in pellegrinaggio alla Basilica
di San Paolo in Roma. Ebbene che cosa vediamo ? Vediamo la statua di
San Paolo, colui che viene definito l'apostolo delle genti e il primo
teologo cristiano, che in una mano ha un libro e nell'altra una spada.
Il tutto ci ricorda il famoso detto mussoliniano LIBRO E MOSCHETTO.
Anche Mussolini era tanto amante della famiglia fascista, non molto
dissimile da quella cristiana, ma non sembra proprio che amasse la
pace, come non sembra che la ami la dottrina dl Cristo e l'abbia amata
la relativa storia. Infine da un punto di vista storico, mi si permetta
ricordare che dopo la caduta della PAX ROMANA, a favore della quale
Augusto, imperatore pagano, dedico' una specifica ara, che ancora
ammiriamo, e con l'avvento del potere cristiano, e quindi della
famiglia cui si rifa' Bendetto XVI, la pace, inj Europa, e' andata a
farsi benedire, auspici gli infiniti papi che si sono susseguiti sullo
scanno su cui oggi siede Benedetto XVI. Guardacaso, da quando l'Europa
ha un nuovo tipo di famiglia che tanto condannano la Chiesa cattolica e
in particolare Benedetto XVI, la pace in essa e' divenuta una costante.
Ma forse e' questo che preoccupa l'attuale Vicario di Cristo in terra:
CHE SI ALLONTANI SEMPRE DI PIU' IL PRINCIPIO DEI DOLORI DI CUI CI HA
PARLATO MARCO 13/7, cioe' si allontani la cristiana fine del mondo.
Benedetto XVI afferma che tutti i popoli formano una sola comunita',
hanno una unica origine, cioe' Dio, e hanno un solo fine, cioe' Dio, e
sono una comunita' di pace. Una simile affermazione mi ha fatto pensare
o che l'attuale Papa non sia un gran teologo, o che anche lui pensi di
rivolgersi ai poveri in ispirito e agli ignoranti, pensando di vivere
al tempo in cui Campo de' Fiori era destinata ai liberi pensatori,
cioe' a coloro che hanno reso poi famosa la nostra Europa. Leggiamo
cosa recita la Bibbia, cioe' il testo sacro dei Vicari di Cristo in
terra: GENESI 11/1 ALLORA TUTTA LA TERRA AVEVA UN MEDESIMO LINGUAGGIO E
USAVA LE STESSE PAROLE. .................E DISSERO GLI UNI AGLI ALTRI:
SU FABBRICHIAMO DEI MATTONI, E CUOCIAMOLI AL FORNO. E SI SERVIRONO DI
MATTONI INVECE CHE DI PIETRE E DI BITUME IN LUOGO DELLA CALCE. E
DISSERO: ORSU' EDIFICHIAMO UNA CITTA E UNA TORRE CON LA CIMA AL CIELO.
FABBRICHIAMOCI COSI' UN SEGNO DI UNIONE, ALTRIMENTI SAREMO DISPERSI
SULLA FACCIA DELLA TERRA. MA IL SIGNORE SCESE A VEDERE LA CITTA' E LA
TORRE, CHE I FIGLI DEGLI UOMINI COSTRUIVANO E DISSE: ECCO ESSI SONO UN
POPOLO SOLO E HANNO TUTTI UN MEDESIMO LINGUAGGIO: QUESTO E' IL
PRINCIPIO DELLE LORO IMPRESE. NIENTE ORMAI LI IMPEDIRA' DI CONDURRE A
TERMINE TUTTO QUELLO CHE VERRA' LORO IN MENTE DI FARE. ORSU' DUNQUE,
SCENDIAMO E PROPRIO LI' CONFONDIAMO IL LORO LINGUAGGIO, IN MODO CHE GLI
UNI NON SI INTENDANO CON GLI ALTRI. Ecco di chi e' la colpa delle
disunioni e delle guerre. Gli uomini volevano essere uniti, ma il Dio
giudaico cristiano ha avuto paura che gli sfuggissero dalle mani, forse
ha avuto anche invidia che nei medesimi nascesse lo spirito di
iniziativa e che cominciassero a sfidare le forze divine, cioe' la
conoscenza. Questo episodio ci ricorda anche quello del mito greco
rappresentato da Prometeo e Zeus, in cui, come in questo, possiamo
vedere anche una contrapposizione delle religioni, e quindi anche
quella giudiaco cristiana, con la ricerca e la scienza. Ecco chi ha
inventato il principio DIVIDE ET IMPERA. Ora, i vicari di Dio/Cristo in
terra, invece si stanno battendo per l'unione tra i popoli, con il loro
eucumenismo, eucumenismo che pero' vede sempre come unica istituzione
principe la Chiesa Cattolica. Chi ha ragione, Dio o i suoi vicari in
terra delle ultime generazioni ? Pero', quando questi vicari avevano
gran parte della terra sotto il loro dominio, o temporalmente o
religiosamente, nulla hanno fatto per l'unione, anzi sono stati sempre
i promotori delle guerre, guerre di religione, guerre tra papato e
impero, guerra di conquista, ecc.ecc. E nulla stanno facendo ora nei
riguardi del laicismo e dei valori naturali. Uso questo termine perche'
lo usa l'attuale Papa, in una visione perversa e contraddittoria dell'
intelletto e della ragione umana. Ora se il suindicato principio, cioe'
quello del DIVIDE ET IMPERA, ha dominato per secoli l'Europa quando,
in un modo o nell'altro imperava la dottrina e la famiglia cristiana,
esso non sembra piu' far parte della cultura dei governanti europei,
come mezzo o strumento di potere e di sopraffazione sugli altri popoli,
almeno teoricamente, e quindi dottrinariamente. Benedetto XVI ha
continuato dicendo che la famiglia naturale, cioe' quella fondata sul
matrimonio di un uomo di una donna, e' una intima comunione di vita e
d'amore, e' il luogo di umanizzazione della persona ed e' la culla
della vita e dell'amore e che la famiglia e' una istituzione divina che
sta a fondamento della vita delle persone, e' educatrice alla pace ed
e' una agenzia di pace. Giusto, ma per meglio dire ammettiamo e non
concediamo. Mi si permetta al riguardo una domanda. Cosa dobbiamo
pensare: che i preti che non mettono su famiglia non siano umanizzati,
non siano educatori di pace e di amore ? Che nella fantasia umana la
famiglia possa essere ritenuta come istituzione divina, puo' anche
darsi, ma che detta famiglia possa essere considerata un luogo di
umanizzazione della persona, a me lascia qualche dubbio e cio'
cominciando dalla prima famiglia giudaico cristiana, cioe Adamo ed Eva
e relativi figli. Leggiamo cosa dice il Vecchio Testamento. Adamo, al
momento della creazione della donna e quindi della prima famiglia, ebbe
cosi' a dire: QUESTA VOLTA ESSA E' CARNE DELLA MIA CARNE, E OSSO DELLE
MIE OSSA, LA SI CHIAMERA' DONNA PERCHE' DALL'UOMO E' STATA TOLTA. PER
QUESTO L'UOMO ABBONDENERA' SUO PADRE E SUA MADRE E SI UNIRA' A SUA
MOGLIE E I DUE SARANNO UNA SOLA CARNE. E i due furono tanto una sola
carne che poi Adamo, al momento della responsabilita' in ordine alla
famosa mela ebbe cosi' a dire a Dio che lo aveva rimproverato per aver
a lui disubbidito: LA DONNA CHE TU MI HAI POSTO ACCANTO MI HA DATO DELL'
ALBERO E IO NE HO MANGIATO. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto
XVI, cioe' una famiglia che non solo scarica sull'altro componente la
responsabilita' del " peccato", dimostrando cosi' in che termini si
possa dire che detta istituzione sia un luogo di amore e di giustizia,
ma che addirittura riporta la responsabilita' del fatto a Dio, in
quanto creatore dell'elemento femminile della prima famiglia. E che
dire dei primi fratelli della prima famiglia giudaico cristiana, cioe'
di Caino ed Abele ? Tutti conosciamo la storia piu' o meno vera, piu'
o meno fantasiosa, e cioe' che per un nonnulla il primo tolse la vita
al secondo. Questa e' la famiglia cui tende Benedetto XVI, cioe' una
famiglia in cui tra fratelli ci si " scanna " e in cui non sembra
essere presente ne' la giustizia ne' l'amore ? E che dire della
famiglia di Isacco, di Rebecca, di Esau' e di Giacobbe ? Come ben si
legge nella Bibbia, Giacobbe, fratello di Esau', ma un fratello
scansafatiche, ricatto' Esau' che era tornato dal lavoro mentre l'altro
era rimasto senza far niente sotto la tenda. La moglie Rebecca truffo',
oltretutto con destrezza, sia il marito Isacco che il figlio Esau' per
favorire il figlio Giacobbe. Questi inganno' e truffo' sia il padre che
il fratello Esau'. Ebbene e' a questa famiglia che pensa e cui tende
Benedetto XVI ? Forse si, se si considera che il famoso angelo che si
presento' a Maria ebbe cosi' a dirle: ECCO CONCEPIRAI UN FIGLIO, LO
DARAI ALLA LUCE E LO CHIAMERAI GESU'. SARA' GRANDE E CHIAMATO FIGLIO
DELL'ALTISSIMO,; IL SIGNORE DIO GLI DARA' IL TRONO DI DAVID SUO PADRE E
REGNERA' PER SEMPRE SULLA CASA DI GIACOBBE. Ora tutti, o almeno i
cristiani, dovrebbero conoscere, non solo le " bravate" di Giacobbe,
che in parte ho sopra riportate, e sulla cui casa Dio ha posto, come
re, Gesu', ma anche gli anomali comportamenti di David che ben poco
hanno a che vedere con l'amore e la giustizia all'interno della
famiglia. Ebbene, Benedetto XVI e' il Vicario in terra di questo Gesu'
che sarebbe nato per regnare sulla casa di Giacobbe, cioe' la casa di
un ricattatore e di un truffatore. Potrei continuare all'infinito
riferendo episodi sia del vecchio che del nuovo testamento nonche'
della relativa bimillenaria storia cristiana, cominciando dalla
famiglia di Agostino, ma mi astengo solo per evitare una eccessiva
lunghezza della presente e considerato che gli stessi sono o dovrebbero
essere conosciuti da tutti i cristiani, cominciando dal Benedetto XVI.
Uno pero' ritengo di ricordarlo perche' per me e' veramente
sconvolgente, e perche' dimostra come l'amore e la giustizia familiare
sia totalmente estranea alla dottrina cui si rifa' Benedetto XVI,
autore delle meditazioni che con la presente si intendono osservare. Mi
riferisco all'episodio che vede un discepolo di Gesu' chiedere al
medesimo il permesso di andare a seppellire il padre che era morto.
Ebbene qual e' stata la risposta di quel Cristo di cui Benedetto XVI
dicono essere il Vicario in terra: LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I
MORTI. Questo e' l'onore che si deve avere nei riguardi di uno dei
componenti della famiglia, questo e' il rispetto che si deve avere all'
interno della famiglia cristiana ? Se sono questi, io preferisco la
famiglia laica e secolarizzata, come credo che ormai la preferisca la
maggioranza degli Europei, e come indirettamente riconoscono le
gerarchie cattoliche quando affermano che bisogna operare per la
rievangelizzazione del vecchio continente. Benedetto XVI ha detto che
la famiglia nasce dal si definitivo di un uomo ed una donna. Mi si
permetta di ricordare quanto al riguardo dice Gesu': Matteo5/32:
CHIUNQUE RIPUDIA SUA MOGLIE, ECCETTO IN CASO DI CONCUBINATO, LA ESPONE
ALL'ADULTERIO. Quindi, e' lo stesso Gesu' che considera moglie anche la
concubina, termine questo oggi modificato in convivente. Ora se e' lo
stesso Gesu' che definisce moglie anche la concubina, vuol dire che
anche il concubinato, oggi convivenza, e' considerato da Cristo come
una famiglia. D'altra parte nel primo cristianesimo abbiamo un esempio
famoso e fulgido di famiglia convivente, cioe' quella di Agostino che
convisse con la moglie concubina per 15 anni generando anche un figlio.
Benedetto XVI ha parlato della pace, del bene e del male, come naturali
conoscenze dell'uomo. Giusto, ma allora dove e' stato l'uomo cristiano
per circa due mila anni, quando il medesimo e' stato un susseguirsi di
guerre, di ingiustizie, di genocidi, di reiterati assoluti
schiacciamenti dei deboli, cominciando dalle famose guerre coloniali in
Sud America che hanno totalmente o quasi distrutto le popolazioni
aborigene ? Forse la Chiesa di Roma e il Cardinal Borromeo quando
perseguitavano Campanella, Giordano Bruno, Galileo Galilei, pensavano
che stavano perseguendo il bene. Puo' darsi, ma allora e' ben stare
alla larga da questo BENE. Dove stava la Roma cattolica ? Benedetto
XVI ha detto che la forza va sempre disciplinata dalla legge.
Giustissimo, ma dove stavano in questi ultimi venti secoli i Vicari di
Cristo che hanno preceduto l'attuale Papa, secoli che hanno visto l'
arbitrio piu' assoluto al di fuori di ogni bene naturale e della legge
? Mi si consenta riportare quanto Hitler ebbe a dire circa il
cristianesimo: ATTUALMENTE L'INDIVIDUO DEVE NOTARE CON SOFFERENZA CHE
NEL MONDO ANTICO, MOLTO PIU' LIBERO DEL MODERNO, APPARVE, CON LA VENUTA
DEL CRISTIANESIMO, LA PRIMA PAURA SPIRITUALE. ANCHE IL CRISTIANESIMO
NON POTE' APPAGARSI DI COSTRUIRE IL SUO ALTARE: DOVETTE PER FORZA
DISTRUGGERE LE AREE PAGANE. Ed egli, per la sua azione, prese ad
esempio, l'azione millenaria del cristianesimo: SOLO COMINCIANDO CON
QUESTA ENTUSIASTICA INTOLLERANZA ( cioe' la distruzione dei templi
pagani) POTE' FORMARSI LA FEDE INDISCUTIBILE, DI CUI L'INTOLLERANZA E'
PROPRIO LA NECESSARIA CONDIZIONE PRELIMINARE. Benedetto XVI ha
ricordato che nel 1968, grazie ad una provvidenziale intuizione di
Paolo VI la Chiesa indisse la prima giornata della Pace. Ebbene
Benedetto XVI dovrebbe ricordare che detta intuizione non fu
provvidenziale, cioe' frutto della provvidenza divina, perche' gia'
dagli anni 1950 ci furono organizzazioni e uomini che si stavano
battendo per la pace. Il famoso simbolo della pace tuttora presente
risale al 1958. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la tutela
ambientale. La Chiesa cattolica solo da pochi anni sta dedicando parte
del suo tempo all'ambiente. I laici sono decenni che lo hanno
affrontato. La Chiesa cattolica ha eliminato dal suo codice penale la
pena di morte soltanto negli anni sessanta del XX secolo, a me sembra
nel 1969, quando altri popoli europei gia' da decenni l'avevano
eliminata dalla propria legislazione. Come al solito la Chiesa piu' che
prendere le iniziative, si adegua alle iniziative degli altri, e cio'
dopo anni e anni, se non dopo decenni e secoli, pronta sempre a tornare
indietro quando ha le possibilita' politiche. Mi si consenta concludere
con una considerazione. In questi giorni, alcuni giornali hanno
ricordato come in pendenza degli ultimi due papati gli scontri
ottocenteschi tra laici e cattolici si erano andati notevolmente
smussando, e cio' in particolare sotto il " regno" di Giovanni Paolo
II. Ancora una volta che dire ? I laici grosso modo sono sempre gli
stessi, chi e' cambiato, e' stato il Pontefice Massimo della Chiesa di
Roma. Sull'argomento sarebbe bene che meditassero gli uomini di buona
volonta', laici e cattolici, altrimenti si potrebbe sapere come si
comincia ma non come si finira'. Non vado oltre per evitare una
eccessiva lunghezza della presente. Se quanto io ho detto non dovesse
corrispondere alla verita', ci sara' qualcuno che, nel quadro della
rievangelizzazione di cui da tempo questo Papa parla, riterra' di
negare, con documenti alla mano, che quanto sopra ho scritto sia vero
? Ci sara' qualche giornalista della carta stampata, della radio o
della televisione che avra' il coraggio, il senso civico l'onesta'
professionale di affrontare il tema in questione senza alcuna
sudditanza intellettuale? Massimo Sega 00199 Roma – Via Fucino 6

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12 luglio 2007

news 13 luglio

IL MARIO MIELI RINGRAZIA IL COMUNE DI ROMA PER PAOLO SEGANTI
Ieri alle ore 12.00, presso il Parco delle Valli, inaugurato un viale alla memoria di Paolo Seganti ucciso perché omosessuale la notte di due anni fa, proprio nel parco delle Valli.
Ogni parola è superflua e incapace di descrivere la brutalità dell'
esecuzione. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ringrazia di
cuore l'Assessore alle politiche culturali Silvio Di Francia per
essersi speso in prima persona perché a Paolo fosse intestato il viale
e perché con il suo lavoro rende Roma più vivibile la città per tanti
omosessuali e transessuali, l'assessore alle Pari Opportunità Cecilia D'
Elia e quello alle politiche ambientali Dario Esposito.
Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli


GRILLINI (SD). ARTE GAY INQUISIZIONE A MILANO. SUPERATO IL SENSO DEL
RIDICOLO
"Come gli Impressionisti faremo un Salon des Refusés, il
salone dell'arte rifiutata e censurata" mercoledì 11 luglio 2007 , di
Franco Grillini L'Inquisizione ha riacceso i roghi a Milano
prendendosela con la mostra su Arte e omosessualità. Già sul titolo
dell'esposizione ci sono state pressioni della Curia e dall'inoffensivo
"Ecce Homo", si è arrivati al volgare "Vade retro". Dal grottesco alla
farsa, per farla breve, il catalogo della mostra è stato ritirato oggi,
ad un giorno dall'inaugurazione, e mandato al macero… ecco il ritorno
dei roghi. Le censure sono state a tutti i livelli. Sono state escluse
dalla mostra opere a contenuto sessuale esplicito ed implicito, è stato
escluso il nudo ed escluse le opere con richiami e riferimenti
religiosi. Tra queste, la vittima più illustre è il San Sebastiano di
Pierre et Gilles, mentre le fotografie di nudo, che ben avrebbero
corredato l'immaginario gay nell'arte, sono cinque e di Mapplethorpe,
ripeto Mapplethorpe, c'è una vecchietta, mentre della coppia di artisti
Gilbert & George fotografie di ponti di Londra… I ponti. Sono sicuro
che i musei italiani espongano opere più audaci (nel dirlo temo altre
ondate di epurazione) e sono totalmente d'accordo con l'amico storico
Giovanni Dall'Orto quando dice: "Escludere a priori la sessualità da
una mostra su arte e omosessualità, equivale ad organizzare una mostra
sull'ebraismo senza opere religiose. Si può fare… ma in mostra ci
saranno inevitabilmente rimasugli". La censura della Curia milanese
soprattutto, ma anche dell'Amministrazione comunale di centro-destra,
che per chiudere in bellezza ha messo in scena uno psicodramma bendando
una statua di Paolo Schmidlin (gli sarà richiesta pubblica abiura?) rea
di assomigliare al papa, non ha impedito agli organizzatori, che hanno
lavorato in condizioni impossibili, di fare una mostra epocale, che ha
dimostrato che una mostra su arte e omosessualità si può fare anche in
Italia. All'estero ne fanno da 30 anni e a Berlino c'è addirittura
museo sull'omosessualità…
Le opere rifiutate sono così tante, penso a
"Cappella privata", un video di sessanta secondi e al San Sebastiano di
ConiglioViola, in catalogo, ma ora al macero e non in mostra, che
organizzeremo un Salon des Refusés, salone dei rifiutati, come gli
Impressionisti nel 1863, quando decisero di presentare le loro opere,
rifiutate dal più bieco conservatorismo e tradizionalismo, diventando
una corrente artistica che ha surclassato quanto espresso fino ad
allora dall'arte considerata accettabile dai moralisti d'epoca. Tra le
opere rifiutate oltre a quelle di Milano metteremo in mostra quelle
censurate recentemente a Bologna. Lo faremo per garantire la libertà di
espressione di tutti, perché a partire da facili veti, censure e roghi
agli omosessuali si può arrivare brutalmente lontano. On. Franco
Grillini INVIATO DA CSU L'Aquila


MILANO, SGARBI PAGA 25 MILA EURO MISS KITTY E SALVA LA MOSTRA GAY
SGARBI. IL PRESUNTO PAPA IN MUTANDE: "OPERA BELLISSIMA". OPERA CENSURATA DI CONIGLIOVIOLA, LA SUA TESTIMONIANZA MERCOLEDÌ 11 LUGLIO 2007 , DI VELINO
Milano, 10 LUG -
Venticinquemila euro. Tanto costa un presunto Papa Ratzinger in
mutande. O meglio: Miss Kitty, la statua di Paolo Schmidling che ieri
compariva tra le opere della mostra "Vaderetro - Arte e Omosessualita'
da Von Gloedena a Pierre et Gilles", presentata a Milano, a palazzo
della Ragione, dall'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. Compariva
ieri, perche' oggi - dopo le polemiche divampate sui giornali - non
c'e' piu'. Non solo. Insieme aMiss Kitty scompare anche Coniglio
Viola, l'opera che rappresentava Silvio Sircana, il portavoce di Romano
Prodi, in uno scatto pubblicato nei mesi scorsi sui giornali di mezza
Italia: ma nell'opera, al posto del presunto transessuale, compare la
figura di Gesu' Cristo. Di conseguenza - tolte le opere incriminate -
viene rimosso anche il divieto ai minori di 18 anni. Un provvedimento,
quest'ultimo, di certo non in linea con una mostra su cui compare il
simbolo del Comune di Milano: con il beneplacito, cioe', del sindaco
Letizia Moratti. A spiegare al VELINO gli aggiornamenti su "Vade
Retro" e' proprio Sgarbi, il quale non solo ha fatto rimuovere "la
bruttissima opera con Sircana" ("le foto non sono mai state esposte
perche' prive di attrattiva per la mostra, piu' utili a vignette che
non all'Arte") ma si e' anche comprato con i propri soldi Miss Kitty,
la statua con il presunto Papa Ratzinger in mutande. "Ho seguito
l'indicazione del diesse Majorino di evitare provocazioni gratuite -
spiega Sgarbi -. È vero: c'e' una responsabilita' verso i cittadini che
non hanno bisogno di questa provocazione. In questo modo, poi, credo si
vada incontro al vero obiettivo della mostra, che sarebbe stato
travisato se fossero rimaste queste due opere". Una scelta slegata da
logiche di censura - secondo l'assessore - e costata, comunque, una
cifra considerevole. "L'ho pagata 25mila euro - aggiunge Sgarbi -. È
un'opera bellissima che li vale tutti. Ne faro' quello che voglio".
Nella decisione di acquistare (e rimuovere) l'opera non c'e' stata
nessuna indicazione dall'alto. "Non c'e' di mezzo la censura. Ci
mancherebbe - prosegue Sgarbi -. Pienamente salvaguardata la liberta'
dell'artista. La ragione del ritiro della statua cosiddetta del Papa
(che del Papa non ha nulla, se non una somiglianza nel volto) sta nel
fatto che siamo un'istituzione pubblica. Ho acquistato io quella
statua. Da un lato, se e' vero che un qualunque privato puo' esporre la
statua oggetto dell'attenzione dei media in qualsiasi punto, dal bar a
un giardino, a un'abitazione privata, dall'altro e' egualmente vero
che, trattandosi di mostra patrocinata da una pubblica istituzione,
credo che bisogna tenere conto della sensibilita' del pubblico che e'
fatto in larga parte da credenti. Per cui occorre rispetto e prudenza".
A chi lo accusa di essere stato poco rispettoso nei confronti di Papa
Ratzinger, Sgarbi replica: "Non mi sembra proprio di essere la persona
in questione. Anzi proprio ieri ho scritto un articolo sul Giornale in
cui apprezzavo la sua scelta di reintrodurre la messa in latino. Lo
stimo molto anche perche' ha messo fine allo stupro architettonico
nelle chiese, dove per costruire altarini e' stato distrutto gran e'
parte del patrimonio architettonico". Intanto l'Arcigay, in una nota,
sottolinea di apprezza l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di
Milano nei confronti della cultura e dell'arte omosessuale. "Come
Arcigay - si legge - chiediamo all'assessore e critico d'arte di fama
internazionale di organizzare assieme una visita guidata che sia
rivolta a una delegazione composta da esponenti della comunita' lgbt
(lesbica, gay, bisessuale, transgender), nazionale e milanese, e da
illustre personalita' omosessuali che si sono particolarmente distinte
nelle loro professioni e che hanno reso Milano capitale nel mondo, in
molti settori professionali, sociali e culturali". Risponde Sgarbi:
"Ben venga una visita guidata. Ma e' una mostra a doppio binario. Io
potrei fare la seconda parte che va dal '74 a oggi. Mentre per la prima
penso sia piu' adatto Eugenio Viola che e' il curatore della mostra".

LA TESTIMONIANZA DI CONIGLIOVIOLA
Avevamo predetto che avrebbe fatto discutere e infatti se ne parla oggi su tutti i quotidiani. Eppure "Ecce Trans", una delle opere di ConiglioViola annunciate da tempo alla
mostra "Arte e Omosessualità" di Vittorio Sgarbi, che ha inaugurato
ieri sera a Milano, all'ultimo momento è misteriosamente sparita...
Problemi di allestimento o ennesimo caso di censura? Su ilcorriere.it
Sgarbi oggi ha affermato: "La modestia artistica della foto di Sircana
mi ha indotto a non esporla". Replichiamo a Sgarbi dalle pagine di gay.
it: L'affermazione di Vittorio Sgarbi non ci offende se si riferisce al
profilo estetico dell'opera (anzi è condivisibile!) ma ci stupisce nel
far finta di non coglierne il profilo artistico. Della "modestia
tecnica" di "Ecce Trans" erano tutti ben consci trattandosi niente più
che di una foto scaricata da Internet e beceramente manipolata, con la
quale non intendevamo certo mettere in risalto il nostro talento
(fortunatamente la stessa mostra ospita altri nostri lavori che molto
meglio ci rappresentano, anzi siamo gli unici a cui sul catalogo è
stata dedicata addirittura una doppia pagina). Quello su cui questa
operazione ironizza è il modo in cui il giornalismo contemporaneo possa
diventare arte e finzione, così che una banalissima foto rubata al
portavoce del governo, possa prima essere venduta alla cifra
esorbitante di 100.000 euro e poi finire su tutte le prime pagine, e
tutto ciò solo perchè Sircana veniva immortalato vicino a una trans!
Così in qualità di artisti ci siamo ben sentiti autorizzati a
pubblicare uno scoop ben più clamoroso, che vendiamo alla medesima
cifra dell'originale e con il prezzo ben esposto! Tra l'altro
sottolineiamo come l'ispirazione dell'opera venga da un passo stesso
del Vangelo secondo Matteo (25,31-46) dove Gesù spiega come sia nei
personaggi più reietti che possiamo rinnovare l'incontro con Lui. In
questo senso il portavoce del governo Prodi, approcciando una trans,
non ha fatto altro che compiere un gesto profondamente cristiano.
Quello che invece ci stranisce è il fatto che un lavoro del genere
venga prima approvato e annunciato in mostra da mesi per essere poi -
ad arte - eliminato all'ultimo secondo!
http://www.coniglioviola.com/art-factory//modules/news/article.php?storyid=272


INCLUSIVE. UN COCKTAIL D´AMORE PER TUTTI DALL´ARCIGAY DI NAPOLI.
Nell'incantevole cornice dell'Havana club al Lago d'Averno sede del Kapsula Summer,
Arcigay Napoli lancerà sabato prossimo l´INCLUSIVE, il cocktail simbolo
dell'estate napoletana 2007. Tanti cubetti di ghiaccio alla frutta su
una base di vodka compongono il fresco cocktail dall'ottimo sapore e
dal significato politico, giacché mostra attraverso il più conviviale e
comune dei drink, che tutte le diversità possono incontrarsi. "L'idea
ci è venuta ad un bar proprio bevendo un cocktail, la bevanda simbolo
delle diversità poiché racchiude tanti gusti differenti, e simbolo di
covivialità poiché si beve d'estate insieme agli amici", spiega l'
ideatore del cocktail e dell'iniziativa, Nicola Stanzione, responsabile
del Gruppo Giovani dell'Arcigay di Napoli, "INCLUSIVE è concetto
contrario ad "esclusivo", non permesso da un codice culturale che
esclude le diversità. Crediamo nell' inclusione sociale come rispetto
per tutte le persone portatrici di culture, valori ed identità
differenti come sono sempre più le società in cui viviamo". "E'
importante per il rilancio della città lavorare sui temi dell'
inclusività e contro ogni discriminazione ed iniziative come quella che
realizziamo in collaborazione con Arcigay Napoli trovano la nostra
piena adesione", è l´idea di Rino Sorrentino e Tony Marigliano,
imprenditori napoletani, proprietari del Kapsula, il locale di tendenza
dell´anno frequentato da gay ed etero che contribuisce con la sua
formula allo sdoganamento dell´omosessualità nel contesto sociale
partenopeo, "Napoli ha potenzialità enormi ed ancora inespresse se
pensiamo al turismo ed ai flussi di persone che la nostra città attrae.
E' necessario che le politiche si attivino per rendere le nostre
società sempre più inclusive". Per la presentazione ufficiale dell'
INCLUSIVE l'appuntamento è alle 22,00 di sabato 14 luglio 2007 al
Kapsula Summer in Via Fascione 6 - Uscita tangenziale via Campana
Pozzuoli (Napoli) – all'interno del complesso "Havana".
Sul sito
www.arcigaynapoli.org tutti i dettagli della serata.


ARRIVA AL GAY VILLAGE IL FESTIVAL GAY PIU' FAMOSO IN ITALIA
13, 14 e 15 luglio: tre
giornate di cinema irripetibile nel suggestivo spazio a ridosso delle
cascate dell'Eur, grazie alla collaborazione tra Armilla Eventi, il
Torino GLBT Festival e Fourlab, quest'anno insieme nella variegata
offerta culturale del Gay Village.
Da Sodoma a Holliwood, l'ormai ventennale Film Festival a tematica GayLesboBisexTrans di Torino (la
cui ultima edizione è stata trasmessa su La7 nello spazio "La 25°
ora"), è uno degli appuntamenti più importanti per registi e cinefili
di tutta Europa, abituati a coniugare la qualità dei prodotti
cinematografici con l'urgenza dei temi che li hanno ispirati: la
ricerca dell'identità, la lotta per i diritti negati, l'odio sessista,
ma anche il tentativo di costruire nuovi modelli affettivi e la gioia e
la libertà di essere dei veri pionieri del sentimento. E' con questo
spirito che la rassegna propone tre lungometraggi, dal francese
Crustacés et coquillages, con Valeria Bruni Tedeschi e Jan Marc Barr,
all'indiano/scozzese Nina Heavenly Delight, all'americano Wild Tigers I
have know prodotto da Gus Van Sant. Una selezione di corti
rappresentativi della migliore produzione degli ultimi due anni
consentirà infine di spaziare dal vicino al lontano e dalle risa al
pianto, mostrando storie private a contrasto con il mondo pubblico.
PROGRAMMA PROIEZIONI
Venerdi 13 luglio Crustacés et coquillages
Francia, 2005, 93' (v.o. sott. It.)
di: Olivier Ducastel, Jacques
Martineau (Jeanne et le garçon formidable, Drôle de Felix vincitore del
Teddy Award Berlino 2000 e Ma vaie vie à Rouen ) Film che racconta la
ricerca della felicità in amore all'interno di una tradizionale
famiglia borghese durante le vacanze estive. L'omosessualità dell'
adolescente Charlie esplode contemporaneamente alla crisi del
matrimonio fra i suoi genitori, dando vita a un caleidoscopio emotivo
eccitante e rivoluzionario.
Selezione di cortometraggi: Golden Hayes
di: Max Croci, Italia, 2007, Betacam SP, 6', b/n-col. Si prepara un
matrimonio; ma i protagonisti all'ultimo momento possono cambiare…
Cabalerno di: Jarrah Gurrie, USA/Australia, 2006, DigiBeta, 6', b/n Un
ragazzo si fa sorprendere mentre riprende con la videocamera uno skater
di cui è cotto. Dopo un primo imbarazzo, i due ragazzi si confrontano
con sentimenti imprevedibili. El día que morí di: Maryam Keshavarz,
Argentina/USA, 2005, DigiBeta, 11', col. Una ragazza, suo fratello e la
loro migliore amica: un triangolo d'amore in un giorno d'estate in
Argentina. Premiato al festival di Berlino con il Teddy Award per il
miglior cortometraggio. Another Life/Otra vida di: Karry Fefer,
USA/Venezuela, 2005, Betacam SP, 19', col. Una controversa storia d'
amore, filmata ai Caraibi e a Seattle. Biculturale, bisessuale e
bilingue, Another Life/Otra vida esplora la storia di una donna alla
ricerca di un luogo di appartenenza.
Sabato 14 luglio Nina's Heavenly
Delights UK, 2006, 96'(v.o. sott. It.) di: Pratibha Parmar Una
sorprendente storia d'amore che unisce lo spirito scozzese allo
spettacolo bollywoodiano. Ambientata a Glasgow in un ristorante etnico
a conduzione famigliare, tra musica popolare del Punjab e danze
tradizionali scozzesi, racconta la crisi d'identità di Nina, innamorata
della socia di suo padre. Un "Sognando Beckam" in veste sessuale.
Selezione di cortometraggi: Papà fattene una ragione di: Alessandro
Giglio, Italia, 2006, Betacam SP, 5', col. Figlio del vecchio Zorro, il
nuovo successore ha gusti un po' diversi in fatto di look..
Sembra…stupido! di: Ennio Di Giacomo, Italia, 2003, Betacam, 4', col.
Fra vestaglie, brioches e margherite giganti, Ennio e Giampiero
decidono di mettere in musica pezzetti della loro quotidianità. O
diário aberto de R.
di: Caetano Gotardo, Brasile, 2005, Betacam SP,
12', col. Rafael dorme. Rafael aspetta. Rafael abbraccia. Rafael si
sdraia. Rafael piange. My Little Boy di: Matthias von Schemm, Germania,
2006, DigiBeta, 20', col. Estate del 1934. Il fotografo Erich si è
innamorato del militare in carriera Wolfgang. Secondo il Paragrafo 175
il loro amore è illegale ma Wolfgang crede che la sua posizione nell'
esercito possa proteggerlo. Ma i due vengono colti in flagrante…

Domenica 15 luglio Wild Tigers I Have Known USA, 2006, 80'(v.o. sott.
It.) di: Cam Archer. Sospeso tra sogno e realtà, Wild Tigers I Have
Known narra i tormenti della prima adolescenza. Tredicenne, solitario e
sognatore, Jordan attraversa i primi turbamenti amorosi. Il suo cuore
palpita per Rodeo Walker, un ragazzo un po' più grande di lui. Spinto
all'estremo dal proprio sentimento, Jordan decide di inventarsi un
personaggio femminile capace di sedurre Rodeo. Prodotto da Gus Van Sant
e sviluppato nell'ambito del laboratorio per sceneggiatori del Sundance
Institute. Selezione di cortometraggi: A Family Romance di: Margherita
Giacobino, Ernaldo Data, Italia, 2007, Betacam SP, 26', col. Lillian
Faderman, nota studiosa e pioniera della storia lesbica, si racconta
insieme alla compagna Phyllis Irwin. Una storia privata e insieme
politica: il rapporto con le madri, la scoperta dell'omosessualità, il
tentativo di creare una famiglia lesbica.. Una biografia plurale.
Airplanes di: Jen Heck, USA, 2006, Betacam SP, 11', b/n-col. Due
ragazze si incontrano segretamente in un Luna Park. Anche se il loro
incontro è breve, è guidato dalla forza di gravità come un aeroplano ed
è destinato a ritornare a terra. Float di: Kareem J. Mortimer, Bahamas,
2007, DigiBeta, 34', col. La storia di un giovane pittore delle Bahamas
che va su un'isola esotica per trovarvi ispirazione e vi trova invece
un amore inaspettato e un'avventura con un complesso e tormentato
Romeo.
www.armillaeventi.net
INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it
Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it
FONTE
Di'GayProject


MOSTRA PERSONALE "NERO D'AVORIO"
DI SALVATORE PREVITI
Inaugurazione venerdì 13 luglio 2007, ore 19.30.
Fino a sabato 21
luglio 2007, ore 20.00 - 01.30.
(domenica chiuso, ingresso libero)

Nero Pub via Cavour 43 (Palermo)
Informazioni:
www.salvatorepreviti.it

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21 maggio 2007

Documentario su pedofilia e Vaticano

Un documento unico realizzato e trasmesso dalla BBC ad Ottobre 2006. Riferisce di un documento della chiesa cattolica dal titolo "Crimen Sollicitations" che spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali. Il video è stato sottotitolato in italiano a cura di http://www.bispensiero.it e dura 40 minuti.
Di seguito è riportata una parte della traduzione del servizio dal sito di Bispensiero.
"DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L'obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.Speaker: Fu Ratzinger a imporlo per 20 anni, l’uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.DOYLE: E’ tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c’è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l’emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l’approcciosistematico non sono cambiati.COLM: il nuovo documento fu un’opportunità mancata di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa, proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.Speaker: Colm andò allora a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematicada parte delle gerarchie ecclesiastiche.COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti. Un rapporto degli USA denuncia 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.Speaker: - Il centro degli scandali era Boston, e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Nuovamente veniva operata una copertura sistematica. Al vescovo prontamente allontanato subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis nelle diocesi del Minnesota.WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la “notte dello spirito”. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni… Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa..."


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28 aprile 2007

news 28 aprile

"JONATHAN – DIRITTI IN MOVIMENTO"
Pescara 24 aprile 2007
Ancora un omicidio di una ragazza "transessuale". Questa volta nella nostra
città. Manuela, 38 anni, è stata trovata nel suo appartamento con la
testa fracassata, nuda, con un cuscino a coprirle la testa, sul gas una
macchinetta del caffè già pronta per essere servita, evidentemente al
suo assassino, e che Manuela non ha avuto il tempo di assaporare. In
questo 2007 è la terza vittima (30 nel 2006) di una assurda quanto
cieca violenza che colpisce le persone "transessuali". Tutti i
quotidiani locali, ed anche alcuni nazionali, hanno riportato la
notizia con dovizia di particolari e con toni assolutamente morbosi, a
tratti offensivi, e con una terminologia che sta ad indicare quanta
ignoranza e quanta discriminazione ancora esistono verso persone che,
loro malgrado, si trovano a vivere una situazione di disagio sociale,
di solitudine e di emarginazione. Manuela in realtà non era una
"transessuale" ma una donna a tutti gli effetti, avendo già affrontato
tutto il processo di transizione fino ad arrivare all'intervento
chirurgico per la cosiddetta "riassegnazione sessuale" e al conseguente
cambio di identità sui documenti. Utilizzare termini quali "trans" o
addirittura articoli, aggettivi e verbi al maschile è, oltre che
inopportuno e scorretto, anche offensivo per chi, dopo un lungo
processo, caratterizzato da sofferenze psicologiche e fisiche, approda
finalmente alla sua vera identità di genere. Manuela "trans", "donna",
"prostituta"… che importa? Manuela era una persona ma a differenza
delle persone "normali", meritevoli di rispetto e di pietà di fronte
all'orrore subito, lei non merita né l'uno né l'altro. E' come se la
vita di una persona come lei avesse meno importanza delle altre, "in
fondo" , è il pensiero comune" se l'è andata a cercare"… Il vero orrore
non è l'omicidio in sé ma il pensiero, i ragionamenti e le congetture
che l'accompagnano. In questo momento avremmo voluto scegliere il
silenzio, quel silenzio cupo e doloroso al quale vorremmo tanto
rifugiarci, ma l'urlo che esplode dentro ognuno di noi non può essere
taciuto. E' l'urlo che spazza via il moralismo e perbenismo dei
benpensanti, di coloro che hanno armato quella mano e che ora
disprezzano e offendono quel corpo martoriato ancora caldo e
sanguinante. La mano grondante di sangue non è solo una, quella dell'
assassino, ma sono tante quanti sono i pregiudizi, le cattiverie, l'
emarginazione e l'isolamento che alcune persone, a causa del loro
orientamento sessuale o di genere, sono costrette a subire. E' la mano
di chi si è nutrito del pensiero corrente che "tanto uccidere una
trans, una prostituta non è poi così tanto grave". Come potrebbe essere
altrimenti se transessuali, lesbiche e gay sono quotidianamente
bersaglio di efferati attacchi da parte della politica, della Chiesa
Cattolica, del branco mediatico? Noi Manuela la conoscevamo. Si era
rivolta alla nostra Associazione per parlare di sé, per partecipare
attivamente alle nostre iniziative. Manuela si è rivolta a noi anche
per essere aiutata a cercare un lavoro "normale": era stanca di
prostituirsi e non sapeva come fare per modificare ancora una volta il
suo cammino di vita. Ci parlava della sua famiglia, del bel rapporto
che aveva con suo padre che, diceva, aveva assistito in una lunga
malattia che l'aveva portato alla morte. Ci ha parlato della sua
laurea, dei suoi studi e delle sue letture. Noi abbiamo conosciuto
Manuela trans, donna, prostituta ma soprattutto persona. E' per lei e
per tutte le persone come lei che continueremo la nostra lotta. Ora è
il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Qualcuno
stanerà l'assassino. Noi faremo in modo che quanto accaduto non venga
dimenticato. Jonathan – Diritti in movimento
Crisalide Azione-Trans
Abruzzo - Jonathan - Diritti in movimentoAssociazione glbt
Via Palermo,
41 - 65122 Pescara 347 6163260 - info@alinvolo.org -
www.alinvolo.org


RESOCONTO MANIFESTAZIONE CONTRO IL RACKET DELLA PROSTITUZIONE
L' Aquila, 24 e 26 aprile 2007
VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, hanno
presentato: Adelina, la sua storia, il suo libro e il suo progetto
"Tricarico". Buona l'affluenza di pubblico, considerando che nelle
manifestazioni culturali in genere non si registrano molte visite. L'
attenzione dei media è stata sufficiente ma non soddisfacente. Ad ogni
modo i VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, sono riusciti a concentrare
per la due giorni, l'attenzione dell'opinione pubblica circa la piaga
del racket della prostituzione che brutalizza quotidianamente molte,
troppe donne costringendole a prostituirsi per la strada. I VERDI e
Gaya CsF presenteranno nei prossimi mesi altre iniziative a livello
locale e nazionale. – Dichiarazioni di Adelina: "sono delusa dalla
tiepida accoglienza dei giornalisti della carta stampata e dall'assenza
delle autorità nell'ambito di questa manifestazione. Sono venuta da
Milano con 40 centesimi in tasca, questo per dimostrare che ciò che
faccio, lo faccio perché ci credo e credo fermamente che sia necessario
lottare contro la bestialità dei clan che gestiscono questo tipo di
attività criminose. Ho visto e subito innumerevoli violenze al fine di
essere costretta a prostituirmi sui marciapiedi; nel gruppo di ragazze
di cui facevo parte, la più grande aveva 21 anni e la più piccola solo
14. Venivamo stuprate dai nostri aguzzini con sistematicità, dopo aver
"lavorato" più di 14 ore per la strada. Non ci davano nemmeno il tempo
di lavarci, ci offrivano un solo toast al giorno ed era l'unico cibo
che avevamo a disposizione. Gli uomini di questo clan c'inducevano
anche a derubare i clienti più abbienti. Inoltre eravamo costrette a
guadagnare un milione di lire al giorno e quando non portavamo questa
cifra a fine giornata, oltre alla solita violenza sessuale, venivamo
punite con torture quali: sigarette spente sul seno e sul pube, ferite
inferte con armi da taglio, sulle quali veniva applicato del sale e
richiuse con i lembi che si erano aperti. Tutto questo si sommava ai
calci, pugni e schiaffi che ci "elargivano generosamente" in ogni
momento. C'è una grande urgenza d'informazione sul tema del racket
della prostituzione e su tanti altri argomenti inerenti. Bisogna
costruire una conoscenza e una cultura ad ogni livello, affinché le
coscienze non rimangano azzittite dall'indifferenza, perché è proprio l'
indifferenza il primo killer di chi si trova in certe condizioni. Sono
stata costretta a prostituirmi per quasi cinque anni, fermata dalla
Polizia italiana e rimpatriata per tre volte. Fin dal primo rimpatrio,
tentando di tornare a casa, bussai alla porta e mia madre mi cacciò via
dicendo che avevo disonorato la famiglia. Incontrati malauguratamente
mio zio (fratello di mia madre), che a suon di schiaffi e calci mi
condusse nel suo appartamento dove mi violentò ripetutamente. In
un'altra occasione di rimpatrio invece, camminando per strada, vidi
sopraggiungere mio nonno (padre di mia madre) che mi trascinò dentro il
suo furgone e mi violentò senza nessuna vergogna. Dopo aver abusato di
me, chiese se volevo dei soldi e naturalmente non li accettai. L'unico
mio pensiero fu quello di fuggire da quell'inferno, da quell'atrocità,
dovrei avrei potuto trovare una famiglia e invece trovai solo dolore e
sofferenze indicibili, ancor più di quante ne avevo già sopportate.
Oggi grazie all'aiuto della Polizia e dei Carabinieri, sono una donna
libera, libera dal racket della prostituzione, libera di vivere e
lottare contro ogni forma di schiavitù e soprattutto pronta a
combattere per liberare tante altre ragazze e bambine che si trovano in
quelle condizioni. Sto portando avanti il progetto Tricarico che
consiste nell'apertura in Basilicata, presso una struttura già
esistente, una casa d'accoglienza per le donne che si vogliono
ribellare al racket della prostituzione. Il progetto Tricarico è un mio
omaggio al Maggiore Mario Tusa e al Colonnello Giacomo Vilardo, che dal
1998 al 2002, hanno salvato più di 500 donne dal racket, grazie alla
loro tenacia sono riusciti a mettere la criminalità in ginocchio
lavorando a livello nazionale, essendo inoltre, il primo reparto
operativo nel quadro europeo a comprendere l'importanza del contrasto
verso il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Il 26
novembre scorso nell'ambito di una manifestazione, ho premiato Polizia
e Carabinieri e chiesi al Maggiore Tusa cosa provano quando salvano
queste donne e i loro bambini, mi rispose che il lavoro svolto era
stato un'opera di Dio e hanno dedicato le donne e i bambini sottratti
dal racket, alla Madonna e a Gesù. Prossimamente uscirà il libro "Le
stelle del cuore – quattro anni leggendari e rischiosi della compagnia
dei Carabinieri di Tricarico contro il racket delle schiave
mitteleuropee". Sono davvero molto pochi i commenti che si possono fare
di fronte ad una vicenda così agghiacciante. Certo è che spesso, quando
incontriamo queste ragazze per la strada, potremmo essere meno
indifferenti e chiederci quanti "pezzi" di Adelina ci sono in ognuna di
loro. Noi di Gaya CsF e del gruppo VERDI Regione Abruzzo, aderiamo alla
campagna di divulgazione e sensibilizzazione lanciata da Adelina,
mettendo a disposizione tutti i mezzi di cui disponiamo. Chiunque
voglia contattare Adelina, può farlo presso il suo sito internet: www.
adelina113.altervista.org oppure presso il suo indirizzo email:
adelina113@tiscali.it - nei prossimi giorni faremo girare nella mailing
list di Gaya e sul web in genere, una serie di servizi e montaggi audio-
video-fotografici, sulla manifestazione che si è tenuta a L'Aquila,
grazie al preziosissimo ed insostituibile contributo del gruppo VERDI
Abruzzo e dei cronisti, fotografi e cameraman del gruppo Gaya CsF. Un
ringraziamento speciale va a: Walter Caporale (Capo gruppo VERDI
Abruzzo), Cristiana Graziani (gruppo Consiliare VERDI Abruzzo), Mario
Camilli (Segretario VERDI Abruzzo), al cameraman di Gaya CsF Massimo
Pupi, alle fotografe di Gaya CsF: Cinzia Marinangeli e Marina
Giovannini e al cronista di Gaya CsF Massimo Bernardini, tutti quanti i
quali mi hanno assistita sia nel lavoro di preparazione della
manifestazione e sia durante i giorni intercorsi, con la loro presenza
e il loro inesauribile lavoro. Carla Liberatore Gaya CsF


UE: ARCIGAY, DA PARLAMENTO EUROPEO UNA
LEZIONE DI CIVILTÀ
"L'OMOFOBIA DEI LEADER RELIGIOSI SIA CONDANNATA
ANCHE DA QUELLO ITALIANO"
"Come al solito. Il parlamento Europeo dà lezioni di civiltà a quello italiano: speriamo serva a smuovere l' indifferenza dei politici di casa nostra contro gli attacchi omofobici
da parte di leader politici come Roberto Calderoli e Giulio Andreotti e
leader religiosi come il presidente della Cei Angelo Bagnasco". Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta l'odierna
risoluzione del parlamento europeo contro l'omofobia, sostenuta da Pse,
Liberali, Verdi e Sinistra Europea, che ribadisce l'invito agli stati
membri "a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da
coppie dello stesso sesso", condanna "i commenti discriminatori
formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli
omosessuali" e dà ufficialità alla "Giornata internazionale contro
l'omofobia", celebrata da anni il 17 maggio in tutto il mondo, Italia
compresa, su iniziativa delle associazioni lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transgender). "Anche se dal testo approvato è scomparsa la
condanna esplicita a