07 gennaio 2008

news 7 gennaio

CONTINUANO LE AGGRESSIONI OMOFOBE ANCHE NEL 2008
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli denuncia
l'ennesima aggressione, per fortuna non sfociata in violenza fisica,
perpetrata ai danni di tre ragazzi napoletani proprio la notte di
Capodanno, che ci hanno immediatamente chiamati per raccontarci la loro
vicenda ed avere un'immediata consulenza legale. I tre ragazzi stavano
tornando a casa dopo aver festeggiato insieme ad altri amici la notte
di Capodanno, quando sono stai avvicinati da un gruppo di 4
malintenzionati nella stazione della metropolitana di Piazza Vanvitelli
a Napoli. Sono stati dapprima insultati con parole offensive
(testualmente "froci di merda") e successivamente, seguiti dai quattro
aggressori sul treno della metropolitana, minacciati addirittura con un
coltello a scatto. I tre ragazzi gay non hanno risposto alla
provocazione e sono riusciti poi a defilarsi senza che accadesse niente
di drammatico. Ma la cosa inverosimile è che un addetto della scurezza
nella stazione di Piazza Vanvitelli, rendendosi conto della situazione,
invece di intervenire per sedare i quattro facinorosi si sia invece
allontanato senza intervenire o senza chiamare aiuto per calmare i
quattro delinquenti. "Questo è purtroppo un fenomeno ancora troppo
sommerso" – sostiene Andrea Berardicurti, della segreteria politica del
Circolo Mario Mieli – "molti gay, lesbiche e trans non hanno il
coraggio di denunciare i loro aggressori perché sanno che quasi
certamente le loro querele cadranno nel dimenticatoio o verranno
archiviate e che, come nel caso di Napoli, anche le stesse persone che
dovrebbero garantire e tutelare tutti e tutte non agiscono in tal
senso. Finchè la politica non interverrà con delle leggi a tutela delle
persone omosessuali e trans gli episodi di violenza omofobica e
transfobica non diminuiranno (lo dimostrano le telefonate che la nostra
Linea Amica riceve giornalmente da molte parti d'Italia) e gli
aggressori la faranno franca perché ancora oggi la questione glbt
rimane totalmente disattesa, con l'assordante silenzio e la complicità
una buona parte del centro-sinistra". Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli. Andrea Berardicurti – Segreteria Politica 06/5413985 –
348/7708437 Andrea Berardicurti Segreteria Politica Via Efeso, 2/A
00146 R O M A tel. 065413985 fax 065413971 - 3487708437

MIRACOLO
DEL NUOVO ANNO
"ERO ETEROSESSUALE…. E SONO GUARITA"!!!
Intervista a
cura di Carla Liberatore Gaya CsF
Joseph Nicolosi ha dichiarato: "C'è
un'intera popolazione di individui che è uscita o che sta uscendo dall'
omosessualità, e questo fatto è una minaccia per gli attivisti gay e
gli attivisti gay stanno tentando di sopprimere e far passare sotto
silenzio questo punto di vista, questa popolazione".
La donna
intervistata oggi ha circa quarant'anni, si presenta bene, sicura di
sé, pare abbia superato il nero e controverso periodo che la vedeva
vivere come un'eterosessuale. Lei si chiama Guendalina e nell'
intervista proporremo solo il nome senza alcun riferimento al cognome
per ragioni di privacy.
CL. – Guendalina raccontaci della tua vita da
eterosessuale e del perché secondo te lo eri
G. – quando avevo ancora
solo otto anni ero ben cosciente del fatto che mi piacessero le bambine
e non i maschietti. Però poi ho creduto di essere malata, non lo dissi
a nessuno e così iniziai a sforzarmi di far credere che mi piacesse
questo o quell'altro compagno di scuola
CL. – poi cos'è successo?
G. –
è successo che avevo deciso di vivere la mia predilezione per le
femminucce in gran segreto, senza dirlo a nessuno, poiché nessuno
avrebbe potuto aiutarmi. Vivevo in una famiglia di cattolici credenti e
praticanti in cui la sessualità era un argomento tabù, figuriamoci l'
omosessualità. E' andato tutto bene fino a verso i dodici anni, quando
mio padre scoprì un giornale lesbo hard nel cassetto del mio comodino.
Fui forzata a frequentare uno psicologo di famiglia il quale asseriva
che le mie pulsioni erano soltanto il frutto della mia pubertà
CL. –
quindi questo psicologo ti incoraggiava a vivere da eterosessuale?
G. –
esattamente, lui diceva che non era naturale la mia inclinazione,
pertanto avrei dovuto pensare alla gioia della maternità, alla gioia di
fare l'amore con un uomo
CL. – per quanto tempo dovesti frequentare
questo psicologo e di che anni parliamo
G. – parliamo dell'inizio degli
anni '80, frequentai questo psicologo per qualche mese in quanto ad un
certo punto iniziai a far credere sia a lui e sia alla mia famiglia,
che avevo interesse per un ragazzo in particolare. Inoltre siccome
indossavo sempre i pantaloni, lo psicologo mi esortò ad indossare le
gonne che potevano essere per me una specie di salto di qualità verso
un'autentica femminilità
CL. – hai iniziato quindi ad indossarle?
G. –
si, certo, però mi sentivo così a disagio con quegli indumenti che mi
vergognavo di uscire di casa per cui mi rinchiusi per un periodo molto
lungo fin quando non trovai il coraggio di rimettere i miei jeans
preferiti
CL. – nel periodo che hai vissuto rintanata in casa cosa
facevi? Come passavi il tempo?
G. – ascoltavo musica, uscivo solo per
andare a scuola, non avevo amici, ogni tanto mia madre mi metteva in
mano l'uncinetto (che odiavo) e m'insegnava a cucinare, a lavare i
panni e a fare tutte quelle cose che convenzionalmente secondo lei,
dovrebbe fare una femmina
CL. – come si è evoluta in seguito la
situazione?
G. – si è evoluta quando mio padre morì. Mia madre iniziò a
soffrire di una forte depressione e io e mio fratello che eravamo solo
degli adolescenti iniziammo ad essere un po' sbandati. Ad esempio io mi
concedevo con enorme facilità a tutti i ragazzi che mi mostravano
interesse, a scanso del fatto che nessuno potesse dire che non ero una
femmina a tutti gli effetti. Solo che dopo un po' iniziarono a darmi
della puttana. Le prendevo di santa ragione sia da mio fratello e sia
da mia madre. In quel periodo avevo solo quindici anni e iniziai a
fumare haschisch e a bere qualunque cosa alcolica mi capitasse sotto
mano. Di nuovo decisi quindi, spinta anche dalle botte amorevoli della
mia famiglia, di rinchiudermi in casa e non uscire, approfittai anche
per lasciare la scuola finita la terza media.
CL. – come riuscivi a
stare in casa in un ambiente simile?
G. – avevo sempre la mia camera da
letto che era una specie di zona franca, nella quale trovavo rifugio
quando vedevo le brutte. Passavo il mio tempo fantasticando di avere
una fidanzata o arrovellandomi il cervello per dire a me stessa che non
era giusto e che invece avrei dovuto desiderare un fidanzato.
CL. –
come la immaginavi la tua fidanzata?
G. – semmai come immaginavo la mia
vita?!? Mbé la immaginavo con una bella fidanzatina al mio fianco,
speravo di poter riprendere gli studi, speravo che mia madre e mio
fratello prima o poi l'avrebbero accettata come una persona di famiglia
e speravo di non essere malata e di non dover ricadere di nuovo nelle
grinfie di qualche psicologo che mi esortava a mettere la gonna
CL. – a
proposito, e con le gonne com'è andata a finire?
G. – da quando morì
mio padre non le ho indossate più
CL. – riesci a raccontarmi come ti
sentivi in quei momenti? Cosa provavi?
G. – sicuramente provavo un'
estrema ed insopportabile solitudine, non avevo intorno a me degli
esempi a cui affidarmi e la mia tendenza ad isolarmi dal resto del
mondo non mi ha certo aiutata. Ero sempre perennemente triste, mi
mancava sia l'affetto familiare e sia l'affetto di chi avrei potuto
amare come partner
CL. – sei riuscita alla fine ad uscir fuori dal tuo
isolamento?
G. – dopo quasi tre anni. Ripresi gli studi al primo
superiore, iniziai ad avere almeno un minimo di vita sociale.
Frequentavo amiche ed amici, mi vestivo con i pantaloni ogni volta,
solo che siccome mi portavo dietro il retaggio culturale di uno
psicologo di qualche anno prima, al posto delle scarpe mettevo dei
tacchi vertiginosi che mi facevano un gran male ai piedi, mi truccavo
come una vecchia métressè e almeno salvavo le apparenze.
CL. – cos'è
successo a scuola, qual è stata la molla che ti ha fatto iniziare a
vivere
G. – mbé per prima cosa già il fatto di frequentare altra gente
mi aiutava a ribellarmi alla famiglia cattolica moralista e ipocrita in
cui vivevo, ma purtroppo la mia fama di gran femmina eterosessuale mi
portava a frequentare solo ragazzi
CL. – quindi eri completamente
traumatizzata?
G. – molto di più. Non ero solo traumatizzata, avevo
addirittura completamente dimenticato la mia attrazione per le
femminucce
CL. – a cosa ti ha portato il rimuovere la tua vera identità
sessuale?
G. – mi ha portato ad anni ed anni di sofferenze indicibili.
Con l'abuso delle droghe e dell'alcol, con il dilapidamento di un'
intera fortuna economica, con la prostituzione per potermi drogare, con
il carcere, i sert e le comunità terapeutiche.
CL. – come hai fatto il
passaggio fra la rinnegazione della tua identità, alle droghe e poi
alla rinascita?
G. – come dicevo ho frequentato i sert, sono entrata in
una comunità cattolica dalla quale circa tre mesi dopo sono fuggita. Ho
avuto la fortuna d'incontrare un ragazzo con il quale iniziai a
convivere il quale mi permise di sottopormi ad ogni sorta di cura
psicologica e fisica per riprendermi. Ne uscii completamente, solo che
durante la terapia psicologica che occorreva a disabituarmi alle
sostanze, dopo circa un anno di frequentazione delle sedute dalla
psicologa, iniziai ad avere dei flash back, rivivevo nei momenti più
impensati dei sprazzi di passato che avevo completamente dimenticato.
Fra questi c'era la violenza sessuale che subii a undici anni, i
momenti di escandescenza che dava mia madre quando era depressa e i
ricordi di tutte le bambine e le ragazzine che mi piacevano. Inoltre ho
ricordato anche di quando mi masturbavo chiusa nella mia camera da
letto pensando e ripensando a quella o quell'altra ragazza che mi
piaceva. Credo di aver fatto un vero e proprio percorso di guarigione
CL. – perché lo chiami percorso di guarigione?
G. – perché non solo ho
smesso di bere e di drogarmi ma ho capito profondamente e
consapevolmente quali erano le ragioni che mi avevano spinto a farlo.
Fra queste ragioni c'era sicuramente la violenza che avevo subito ma
contestualmente c'era anche il fatto che mi avevano fatto vergognare
come un cane bastonato nel non essere una comune bambina eterosessuale.
La mia eterosessualità era una costruzione mentale basata soltanto
sulla necessità di sopravvivenza familiare e in qualche maniera anche
sociale. Credo proprio di essere guarita dall'eterosessualità che mi
era stata imposta dai condizionamenti che avevo intorno. Questa
presunta eterosessualità mi aveva portato alla droga e all'alcol e alla
distruzione totale sia della mia personalità e sia della mia vita
CL. –
che ne pensi delle terapie riparative di cui tanto si parla in questi
ultimi tempi?
G. – credo che ci dovrebbero essere delle leggi che
tutelino i ragazzi e le ragazze adolescenti dalla follia criminale sia
dei loro genitori e sia di psicologi/e senza scrupoli. Queste terapie
riparative potrebbero anche sortire l'effetto di creare una nuova
personalità eterosessuale, ma alla lunga e non troppo, credo che creino
molti problemi e disturbi a livello di carattere e mentale. Ognuno deve
essere libero di vivere il proprio orientamento, infatti non sono molto
preoccupata degli adulti che si rivolgono a questi riparatori dell'
ultima ora, anche se c'è comunque di che preoccuparsi, ma soprattutto
sono preoccupata dal fatto che i minorenni non possono sottrarsi alla
podestà dei genitori qualora questi decidano di sottoporli a degli
incontri con psicologi riparatori.
CL. – vuoi lasciare un messaggio ai
lettori di Gaya CsF?
G. – il messaggio è che bisogna assolutamente
battersi affinché la libertà individuale sia veramente tale e che
queste pseudo terapie vengano una volta per tutte abolite. Ma
soprattutto mi rivolgo ai genitori dei ragazzi GLBT che sarebbe il caso
che si creassero delle reti d'informazione civile e psicologica capaci
di entrare in contatto con più persone possibili e che i media la
finiscano di creare dei cover up informativi laddove il potere politico
e religioso potrebbe esserne minato.


OMOSESSUALITÀ? OGGI SI PUÒ GUARIRE!
Quest'anno Babbo Natale ci ha fatto un bel regalo: giusto
qualche giorno prima della grande festa, travestendosi da giornalista
ha svelato qualcosa che molti già sapevano, tanti immaginavano e ben
pochi potevano affermare di non conoscere affatto.
Un numero sempre più
alto di psicologi continua a proclamare che l'omosessualità è una
malattia, si può curare e addirittura se ne può uscire! Basta trovare
il terapeuta giusto, il canale giusto che in soli 6 mesi (o forse anche
meno) può restituirti l'eterosessualità d.o.c. perduta. Il 23 Dicembre
il giornalista di Liberazione Davide Varì pubblica un articolo
sconcertante, dal titolo: "Gli ho detto: sono gay. Mi hanno risposto:
la sua è una malattia leggera, possiamo curarla." (
http://www.lastampa.
it/redazione/cmsSezioni/cronache/200702articoli/18527girata.asp)
Varì
per 6 mesi ha finto di essere gay per potersi sottoporre al percorso
terapeutico del Prof. Cantelmi, guru e Presidente dell'Istituto di
Terapia Cognitivo Interpersonale, fondatore dell'Associazione italiana
Psicologi e Psichiatri Cattolici e docente di psicologia all'Università
Gregoriana, per "guarire" dalla sua (presunta e inventata)
omosessualità. Il percorso parte con un colloquio "selettivo" di un
prete, prevede la somministrazione dell'MMPI e del Rorschach e si
sofferma sulla quantità e la modalità dei rapporti sessuali consumati.
Mai una domanda sull'affettività, come se tra gay non fosse possibile
volersi bene. Dopo una serie di colloqui il percorso di guarigione
prevede un "corso di gruppo" di orientamento ultra cattolico, sgranare
rosari, partecipare a gruppi psicoterapeutici, studio della Bibbia e
dei testi di Josè Maria Escrivà (fondatore dell'Opus Dei), il tutto
sullo stesso piano. Attraverso questa miscellanea di pratiche il
gruppo promette non senza fatica di arrivare alla sospirata
"guarigione". La cosa è anzitutto strana. E' infatti dal lontano 1974
che non esiste più la diagnosi di omosessualità, eliminata dal Manuale
Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM). Oggi, e da più di
trent'anni l'intera comunità scientifica internazionale considera l'
omosessualità una variabile "normale" dell'orientamento sessuale e non
una patologia. Certo, è vero che vi fu un passato lontano in cui
(parliamo del primo DSM) era stata inclusa tra i "disturbi sociopatici
di personalità", passando nel 1968 a "deviazione sessuale" a fianco di
pedofilia e necrofilia, e arrivando nel 1974 come "omosessualità ego-
distonica". Si noti come il dibattito scientifico e culturale, che
riflette oltre al progredire del dibattito scientifico anche la
percezione comune e condivisa dei comportamenti normali e patologici,
della salute e della malattia, ha via via spostato e circoscritto la
questione della scelta di orientamento sessuale. Se infatti la
"sociopatia" è una categoria che prevede di per sé una forma di
aggressione all'altro, una modalità malata di stare con il prossimo, la
"deviazione sessuale" descrive già uno spostamento culturale della
questione omosessualità verso il sé, il proprio desiderio, una
questione meno "socialmente pericolosa" e più privata. L'altro, dal DSM
II, non sarebbe più in pericolo, ma l'omosessualità ne esce comunque
come una malattia. La versione del 1974 ha limitato grandemente la
diagnosi di omosessualità a quei soli casi in cui l'orientamento sia
egodistonico, ossia in cui il soggetto senta in qualche modo l'
orientamento sessuale come estraneo al sé. A quel punto restava da
decidere se andasse curata l'egodistonia, aiutando il soggetto ad
accettare il suo orientamento sessuale "di minoranza" sopportando le
fatiche insite in questa condizione, oppure se ci si dovesse impegnare
nell'improbabile impresa di modificare l'orientamento sessuale. Oggi
sarebbe forse chiamata con un termine più appropriato omofobia
interiorizzata. E' stato necessario arrivare al 17 maggio del 1990
perché anche la definizione di ego-distonica fosse cancellata dal DSM.
Eppure, poiché le vecchie abitudini sono dure a morire, fino al 1992
l'autorevole APA (American Psychiatric Association) negava l'iscrizione
delle persone dichiaratamente omosessuali. La terapia riparativa nasce
nel Nord America dal filosofo Joseph Nicolosi,
presidente della Narth,
National Association for Research and Therapy of Homosexuality, il
quale vanta ben 500 casi di "gay trattati" e curati. Anche se pare che
i gruppi di mutuo-aiuto per i cosiddetti "gay trattati" spesso si
sciolgano perché più di qualcuno trova al suo interno un nuovo partner
e quindi addio terapia… Già nel 2005 l'on. Franco Grillini, presidente
onorario di Arcigay, aveva presentato un'interrogazione parlamentare
per bloccare, tramite gli ordini professionali, la terapia riparativa.
Azione a cui lo psicoterapeuta americano J.M. van den Aardweg, che ha
scritto il libro "Omosessualità & speranza" ha risposto parlando di
lobby gay all'assalto della scientificità. Come nel caso citato dalla
teodem on. Binetti, secondo la quale la lobby gay sarebbe riuscita
addirittura a far cancellare l'omosessualità come patologia dai testi
scientifici mondiali, chiedendo e ottenendo di partecipare agli
incontri della "Commissione Nomenclatura" dell'APA. E sappiamo bene che
l'on. Binetti continua (La Stampa del 28/12/2007) in qualità di
neuropsichiatria a ripetere che lei e molti altri colleghi considerano
l'omosessualità una devianza. Il codice deontologico degli Psicologi
italiani approvato dal CNOP cita:
Art. 4. "Nell'esercizio della
professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla
riservatezza, all'autodeterminazione ed all'autonomia di coloro che si
avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze,
astenendosi dall'imporre il suo sistema di valori; non opera
discriminazioni in base a religione, etnìa, nazionalità, estrazione
sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento
sessuale, disabilità. Lo psicologo utilizza metodi e tecniche
salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad
iniziative lesive degli stessi." Il Codice di autoregolamentazione
etica degli psicologi italiani proibisce loro di utilizzare metodi che
non salvaguardino il rispetto, tra l'altro, degli orientamenti sessuali
e delle altre opinioni, credenze, sistemi di valori. Altrimenti va a
finire che ci potrà sempre essere un'Associazione Psicologi del Partito
x che cerca di guarirti dall'essere iscritto al partito y,
considerandola una perversione del pensiero. E perché non, per
ribaltare la situazione, uno psicologo gay che cerchi di guarire
Cantelmi o qualche suo degno compare dal loro atavico terrore nei
confronti degli orientamenti omosessuali? Magari si potesse "guarire" l'
omofobia! Il fatto è grave ben al di là del cosciente e voluto uso di
criteri nosografici abbandonati da decenni, e perfino del cosciente e
palese spregio dei codici deontologici vigenti. La gravità di questa
vicenda nasce dalla stessa sovrapposizione forzata tra posizioni pseudo-
religiose e posizioni scientifiche dalla quale confusione nasce un
approccio confusivo e "di parte" di fronte alla teoria e alla pratica
psicoterapeutica. La violazione della deontologia ne è una diretta
conseguenza. Altre conseguenze, più gravi possono essere solo
immaginabili, nel momento in cui la scienza si fa strumento dell'
ideologia. Dal punto di vista della pratica clinica ci si trova di
fronte ad uno dei più dolorosi tra i paradossi. Una persona in
condizione di debolezza e fragilità si rivolge ad un professionista per
una sua sofferenza. Questa persona non dovrebbe trovare, a nostro
parere, qualcuno che antepone, o impone grazie al ruolo di
psicoterapeuta le proprie convinzioni (religiose, politiche,
ideologiche..) alla centralità del paziente stesso, cui si deve il
rispetto delle sue "opinioni, credenze, sistemi di valori", rispetto
non a caso previsto "ex lege" in tutte le forme di relazioni di aiuto e
non a caso, sancito dai codici deontologici. Non è casuale che in una
forma pervertita, questa si, di psicoterapia al di là e in spregio ad
ogni deontologia, il gruppo di Cantelmi usi, senza soluzione di
continuità, il Rorschach e il rosario, il colloquio clinico e la
"penitenza" tipica delle pratiche di espiazione religiosa. Il
professionista dell'aiuto qui non usa infatti i saperi e le tecniche
per la risoluzione dei problemi psicologici dei suoi pazienti, non è il
paziente al centro della questione, ma la cura della propria ansia e il
rafforzamento dell'ideologia. E' infatti aprioristica la convinzione
che l'omosessualità sia peccato e patologia e che come tale vada
"espiata" oltre che "curata". Qui invece tutto è volutamente confusivo
e confondente, in modo da trasformare l'aiuto terapeutico in una
gravissima forma di manipolazione del pensiero nel tentativo di
adeguarlo al proprio. Un assetto cosiddetto "psicoterapeutico" che,
come nel caso qui descritto, sembra offrire alle persone risposte
preconfezionate e religiosamente orientate, diventa immediatamente uno
strumento manipolatorio che procura ad essi strutture psicologiche da
falso-sé, anziché percorsi veritieri, trasformando, in caso di successo
l'individuo in un automa mosso da convinzioni non proprie che leniscono
temporaneamente il dolore e lo omologano al (presunto) sentire comune
della società. Dal punto di vista esclusivamente psicoterapeutico l'
insuccesso è evidente, a meno che ingenuamente si pensi che la scelta
sessuale sia questione molto esteriore e superficiale. Qui si assiste
ad una banalizzazione ed elusione della domanda del paziente, che
"sparisce" e ad una semplificazione sul versante della risposta. Ed
allora è la persona a volere "uscire" dall'omosessualità, o è piuttosto
una prescrizione di queste sedicenti, pericolose istituzioni psico-
religiose, le quali intendono "sorvegliare e punire", nonché orientare
secondo dogmatiche religiose scelte che appartengono ad una sfera
personale, quella si, "sacra"? Ci sembra indispensabile un
interessamento deontologico degli Ordini competenti (anche dei Medici)
e l'apertura di un'istruttoria approfondita. Su indicazione di una
futura collega che ha scritto al CNOP in merito alla violazione dell'
art.4 ci siamo attivati per segnalare come AP ai relativi Ordini
professionali eventuali violazioni del codice deontologico,
sollecitandoli a prendere una chiara posizione in merito e a procedere
ad indagini in casi simili, come già dichiarato dalla Presidente
dell'Ordine Lazio, dott.ssa Zaccaria su Liberazione del 28/12/2007. La
sofferenza e il rispetto per il dolore di essere "diversi" seppur
uguali, richiederebbe secondo noi più rispetto e più cautela di quanta
ne abbiano mostrata i protagonisti di questa vicenda, i quali sembrano
invece mostrare l'intenzione di convertire piuttosto che quella di
ascoltare ed aiutare. E' grave l'uso del proprio ruolo di autorità e
della condizione di fragilità dei propri pazienti per fare del
proselitismo, anteponendo un desiderio di "normalizzazione" alla
guarigione del paziente nel rispetto delle sue scelte e dei suoi
orientamenti. A noi questa teo-pedagogia travestita da psicoterapia
inquieta e preoccupa, e ci appare una pericolosissima deriva culturale
da bloccare sul nascere.

CURARE L'OMOSESSUALITÀ LA PAROLA A UN OMOSESSUALE CREDENTE.
Un intervento sulle terapie riparative
dell'orientamento sessuale descritte da Liberazione il 23 dicembre
2007. In un articolo scritto per Liberazione lo scorso 27 dicembre,
Aurelio Mancuso osservava che: «I tanti gay credenti, sacerdoti e non,
con cui ho relazione tramite email, sms, incontri più o meno
catacombali, sono un buon polso della situazione. Su quello che è
avvenuto in questi giorni, è calato un eloquente silenzio». Il giorno
dopo, in una dichiarazione che aveva l'obiettivo di chiarire il tipo di
attività che svolge con le persone omosessuali, il professor Tonino
Cantelmi (lo psichiatra che Liberazione ha indicato come referente
italiano per quanti "curano" le persone omosessuali) ha parlato di un
lavoro il cui obiettivo principale è quello di rispettare «i valori
degli omosessuali credenti». «Forse - mi sono detto - è il caso che
qualche omosessuale credente dica finalmente qualche cosa». Ma ero
molto impegnato con il lavoro e ho sperato che qualcun altro
intervenisse. A distanza di una settimana, visto che nessun altro l'ha
fatto, ho deciso di scrivere quello che penso delle terapie riparative
dell'orientamento sessuale. Come tanti omosessuali cattolici della mia
età certi approcci terapeutici li conosco bene, perché una ventina di
anni fa ho chiesto a uno psicoterapeuta di "farmi diventare
eterosessuale". Quando la senatrice Binetti sostiene che allora le
persone omosessuali venivano quasi sempre curate, non fa altro che
raccontare quello che succedeva a tante persone come me. Purtroppo non
parla dei tantissimi fallimenti di queste cure e delle conseguenze che
questi fallimenti avevano nella vita di coloro che si erano illusi di
"guarire" dall'omosessualità. Nel mio caso, dopo un anno di
trattamenti, mi sono ritrovato con un lavoro che non mi piaceva (avevo
infatti troncato i sogni di carriera accademica che una modesta borsa
di studio da ricercatore aveva alimentato e ho cercato in fretta e
furia un impiego che mi permettesse di pagare la terapia) e con una
lieve depressione che mi teneva sveglio per ore durante la notte. Ho
però conosciuto persone a cui le cose sono andate decisamente peggio:
qualcuno è ancora in una clinica psichiatrica, qualcuno si è
addirittura suicidato dopo aver constatato che tre anni di sforzi per
diventare 'normale' si erano rivelati inutili. Gli stessi sostenitori
della validità delle terapie riparative parlano di guarigione possibile
solo per terzo degli omosessuali trattati e spendono fiumi di parole
per raccontare le storie di successo della loro attività terapeutica. A
quanti offrono certe pratiche terapeutiche a chi chiede di abbandonare
uno "stile di vita gay" occorre a questo punto chiedere se si sono mai
chiesti che fine hanno fatto i tanti omosessuali che hanno abbandonato
la terapia: posso dire, per averne aiutati tanti, che la maggior parte
di costoro ne esce a pezzi e maledice il giorno in cui aveva deciso di
chiedere di guarire dall'omosessualità. Forse un buon medico dovrebbe
spingere i suoi pazienti a non intraprendere cure che rischiano di
comprometterne l'equilibrio, soprattutto quando il rischio di
fallimento di aggira intorno al 70%. Non è stata quindi la lobby gay,
come sostiene la senatrice Binetti, a togliere l'omosessualità
dall'elenco delle malattie mentali. E' stato il buon senso di centinaia
di professionisti seri che, dopo aver visto le conseguenze nefaste di
certe pratiche terapeutiche, hanno deciso che forse era il caso di
utilizzare un approccio diverso: se un omosessuale va da uno
psicoterapeuta, l'obiettivo che quest'ultimo gli deve indicare non è
tanto quello di "guarire" dall'omosessualità, quanto quello di imparare
a vivere bene quella stessa omosessualità che una volta veniva curata
con le conseguenze che ho descritto sopra. Sarebbe poi interessante
monitorare nel corso degli anni quella minoranza che, a un certo punto,
afferma di essere "guarita" dall'omosessualità. Nei nostri gruppi
capita di incontrare persone che, dopo anni di lotte contro le loro
inclinazioni, alla fine si riconoscono sconfitti e raccontano, con
amarezza, di «aver buttato via i vent'anni più belli della vita!».
Negli Stati Uniti, dove grazie ai soldi di alcune sette protestanti ,
le terapie riparative dell'orientamento sessuale hanno una diffusione
molto maggiore che in Italia, gli "ex-ex-gay" sono ormai la maggioranza
di coloro che, dopo essersi sottoposti a un trattamento, hanno
affermato di essere guariti dall'omosessualità. Alcuni percorsi sono
addirittura grotteschi, come dimostra la storia Michel Bussee,
fondatore di Exodus International (forse la più importante associazione
di ex-gay degli Stati Uniti) che si è innamorato di un altro dirigente
della stessa associazione e ha deciso, dopo anni di conferenze in cui
aveva raccontato a migliaia di persone di esserne definitivamente
guarito, di "riabbracciare" l'omosessualità. Personalmente posso dire
di aver conosciuto più di una persona che, dopo avermi detto di essere
definitivamente "guarita" dall'omosessualità, ha poi avuto dei
comportamenti che contraddicevano questa guarigione. D'altra parte lo
stesso Joseph Nicolosi (lo psicoterapeuta americano che afferma di aver
"guarito" cinquecento persone dall'omosessualità) afferma che la
guarigione dall'omosessualità non coincide con la fine delle pulsioni
omoerotiche, ma con l'approdo a una vita in cui queste stesse pulsioni
vengono per lo più represse, isolando gli eventuali contatti
omosessuali in cui si può sempre ricadere. Di fronte a una affermazione
di questo genere sarebbe il caso di chiedersi con che coraggio si
esortano le persone che "guariscono" dall'omosessualità a sposarsi
calpestando il diritto che una moglie ha di sperimentare nel compagno
quella passione che ciascuno di noi desidera vedere nel partner.
L'obiettivo di staccare l'omosessuale dalle cattive compagnie dei gay
che sono contenti di esserlo è talmente impellente che non ci si cura
delle sofferenze che questo distacco comporta nell'omosessuale stesso
e, soprattutto, nella donna che ha avuto la sfortuna di sposarlo. Dare
un supporto pseudo-scientifico a certi espedienti a cui si ricorreva in
un lontano passato per risolvere il "problema" dell'omosessualità,
significa essere dei veri e propri incoscienti. Alla luce delle
osservazioni che ho appena fatto credo di poter concludere che, agli
omosessuali che chiedono di essere "curati" (come del resto ho fatto io
tanti anni fa), un medico onesto deve rispondere che l'omosessualità
non è una malattia da curare, perché l'eventuale cura comporta rischi
molto maggiori dell'omosessualità stessa. La strada che un omosessuale
credente è chiamato a percorrere per non rinunciare ai suoi valori non
passa attraverso la negazione dell'omosessualità, ma si gioca nella
capacità che abbiamo di mettere l'omosessualità stessa in relazione con
gli altri aspetti della nostra vita. Ci si accorgerà allora che la vera
risposta alla promiscuità che certi autori, sbagliando, identificano
con lo "stile di vita gay", non è la cura dell'orientamento
omosessuale, ma il progetto di vivere quello stesso orientamento in
maniera responsabile, facendosi carico non tanto del proprio benessere,
ma del benessere delle persone che il Signore le fa incontrare. Gianni
Geraci Presidente Gruppo del Guado - Cristiani Omosessuali - Via
Soperga 36 – Milano
www.gaycristiani.it


OMOSESSUALITÀ: L'ORDINE DEI MEDICI INTERVENGA NEI CONFRONTI DI PSICHIATRI CATTOLICI CHE VOGLIONO CURARE GLI OMOSESSUALI PERCHÉ "MALATI".
LA PERICOLOSITÀ DI UNA NUOVA OFFENSIVA FONDAMENTALISTA. RADICALI ITALIANI RINGRAZIA LIBERAZIONE
Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e
Sergio Rovasio, radicale, membro della Direzione della Rnp:
"L'offensiva clerico-omofobica ha ora aperto il fronte della
'guarigione' o 'riparazione' dell'omosessualità. Grazie al quotidiano
Liberazione e al giornalista Davide Varì è stata messa in luce una
vicenda più da Medio Evo che da nuovo millennio. Piuttosto che
riconoscere diritti alle persone LGBT si cerca di farle passare per
malati mentali, squilibrati da far curare dagli psichiatri. Ciò che è
ancor più grave è che il capofila di questa nuova branca della medicina
è il Professor Tonino Cantelmi, presidente e fondatore
dell'Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici e docente
di psichiatria all'Università Gregoriana, nonché Diacono permanente
della Diocesi di Roma . Insomma, proprio un medico 'neutrale' che
certamente antepone alla religione cattolica i riferimenti medico-
scientifici! Peccato però che la comunità medico-scientifica non
consideri l'omosessualità una malattia e che la stessa Organizzazione
Mondiale della Sanità ha cancellato questa assurdità nel 1990. Delle
due l'una: o il Professor Cantelmi abusa della sua professione e per
questo devono intervenire gli Ordini dei medici, degli Psichiatri o
degli Psicologi oppure 'guarisce' davvero le persone che non piacciono
alle gerarchie cattoliche e allora, da radicali, chiederemo tutti di
essere curati". I Deputati radicali presentano un'interrogazione nella
quale chiedono conto anche dei privilegi statali accordati
all'Università Gregoriana". INVIATO DA Sergio Rovasio


ORGOGLIO E PREGIUDIZI
A cura di Alba Montori
C'è chi, dopo aver per centinaia di
anni (o solo per decenni se vogliamo limitarci agli "ultimi"
denunciati) taciuto e acconsentito alla violenza pedofilo/pedagogica
da parte dei suoi preti e prelati, di fronte alle centinaia di denunce
pubbliche di giovani violati, ormai adulti, genitori e parrocchiani
indignati che non riesce più a far tacere "peramordidio" l'unica azione
che propone è "la preghiera per i preti pedofili", per i rei di tali
mostruosità, senza spenderne neanche mezza per chi ha dovuto subirle,
indifeso, prima durante e dopo. E sono gli stessi che, imponendo il
potere della loro "santa verità di diretta ispirazione divina, hanno
coltivato nelle persone semplici, da loro stessi istruite ad essere
incivili e intolleranti, il disprezzo e l'odio per l'omosessualità
naturale, come di quella adulta e consapevole, accomunandola biecamente
e ipocritamente ai loro delitti per meglio nasconderne la violenza agli
ingenui fedeli. Gli effetti nefasti di ciò, amplificato dai media e
dall'ignoranza stratificata nella società a tutti i livelli, sono
quotidianalente sotto gli occhi di tutti, ma a quanto pare solo pochi
hanno occhi per vedere le cause e gli effetti, quelli purtroppo veri e
reali, anche troppo. Così le minacce di morte per Aurelio Mancuso sono
solo l'ultima manifestazione in ordine di tempo del clima di odio ormai
mantenuto ferocemente vivo quotidianamente. La "guerra santa" è stata
ormai scatenata, contro la diversità di genere a cominciare dagli
omosessuali e dalle donne, col pretesto della tutela della "famiglia"
(quella "buona" dev'essere solo quella etero-santa e assolutamente
prolifica) col pretesto della "tutela della vita" . La vita da
tutelare ovviamente è solo quella degli embrioni, non certo delle
donne, dei froci o delle lesbiche. Chi è omofobo, "laico" o "clerico"
che sia, non li considera evidentemente umani, tantomeno dotati di
diritti a esistere così come sono, a meno che non si facciano "guarire"
dall'esser così come sono e probabilmente neanche in questo caso... La
situazione diventa sempre più pesante, di giorno in giorno e senza
tregua alcuna. Perciò sono sempre più convinta che è necessario e
urgente attuare un'azione nonviolenta in difesa del diritto di ciascun*
ad esistere così come è, di qualunque colore e di qualunqe genere sia.
Dopo sessant'anni di inapplicazione dell'articolo 3 della Costituzione
italiana (ma non solo di quello) in troppi si continuano a comportare
come se non ci fosse, come se non fosse loro compito rispettarla e
farla rispettare anche riguardo all'omosessualità. La legge europea
specifica contro l'omofobia esiste. Va applicata anche in Italia, anche
i nostri eletti sono disposti a farci pagare fior di multe ( si perchè
poi si scaricano sul debito pubblico e quindi sulle nostre tasche) per
non volerla inserire, né tantomeno applicare, nella legislazione
italica.
Propongo perciò a tutta la gente di buona volontà di
comportarsi comunque come se tale norma europea fosse a tutti gli
effetti già operante ( perchè di fatto, volenti o nolenti così ha da
essere) partendo da alcune semplici attività:
1- la raccolta
sistematica dei nomi e cognomi degli omofobi, partendo da quelli che
sbandierano la loro omofobia sui media oltre che nelle sedi
istituzionali, o nella loro attività professionale ( ad es. psico,
medici, magistrati, docenti ecc) a qualunque schieramento appartengano;
2- la loro denuncia alle autorità competenti per istigazione alla
violenza;
3- la raccolta sistematica dei casi di omofobia, documentati,
magari anche denunciati, ma non perseguiti, per denunciarli
pubblicamente;
4- la segnalazione dei siti web ( almeno quelli in
italiano) dove vengono propagandate forme di istigazione alla violenza,
fisica e/o psicologica, nei confronti di tutte le forme di diversità di
genere, per segnalarli all'attenzione pubblica e delle autorità
competenti, italiane ed europee.
La raccolta di questi dati è già
iniziata, ma è comunque difficile, senza l'aiuto di tutta la gente di
buona volontà della Comunità varia, perciò vi rinnovo l'invito a
collaborare inviando le vostre segnalazioni al mio blog con l'etichetta
"omofobia", "OMOFOBIonLINE"
grazie
Alba Montori
blog: http://albamontori.blogspot.com/
W le differenze - W la parità di diritti e
doveri
abbasso la falsità e l'ipocrisia - abbasso le omologazioni
egualitariste
condividi le informazioni e le esperienze
http://albamontori.blogspot.com/

TUTTOSPOSI 2008
L'Arcigay di Napoli apprende con desolata perplessità che gli organizzatori di"TuttoSposi
2008" hanno scelto di pubblicizzare con una campagna provocatoria, e
spot sulle reti di Berlusconi, la 29ma fiera che quest'anno è "del
matrimonio costituzionale", come si specifica nel sottotitolo facendo
riferimento alla interpretazione eterosessista ed ideologica dell'
articolo 29, dichiarandosi poi apertamente contro il matrimonio tra
persone dello stesso sesso. "Le trovate per pubblicizzare la 'sagra
dello sposalizio' non sono mai state così becere come quest'anno",
afferma Salvatore Simioli, presidente dell'Arcigay di Napoli, "Se gli
imprenditori di 'TuttoSposi' temono un calo di profitti con l'
estensione del matrimonio alle coppie non eterosessuali si sbagliano di
grosso. Se l'istituto matrimoniale fosse esteso anche alle coppie
omosessuali come in Spagna, ci sarebbero conseguenze positive per
tutti, sia per chi si batte affinché sia riconosciuto il valore degli
affetti che legano gli aspiranti coniugi dello stesso sesso, sia per le
aziende di 'TuttoSposi' che scoprirebbero nuovi ed estesi mercati". "E
aspettiamo ora che i paladini dell'ortodossia clericale, in testa il
noto Don Rodrigo da Ceppaloni, esprimano il proprio disappunto per l'
utilizzazione anche questa volta mondana del 'sacro matrimonio'",
conclude Simioli, "Quanto alle coppie gay e lesbiche napoletane,
sopravviveranno anche a questa 'trovata', essendo attente più ai
sentimenti che al catering: non possiamo infatti rinunciare al
riconoscimento pubblico delle nostre relazioni, ma possiamo
soprassedere al frac e ai confetti".
Salvatore Simioli
Presidente
Arcigay Napoli
Cell.3479262425


STIMA E SOLIDARIETA' AD ENZO FOSCHI
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la propria stima e
profonda solidarietà ad Enzo Foschi, vittima dell'ennesima minaccia da
parte di un sedicente gruppo delle Brigate rosse. Il Circolo si
stringe idealmente intorno ad Enzo Foschi e a tutti coloro che ricevono
minacce ingiuriose e farneticanti, ricordando che questi gravi atti
intimidatori non ci impauriscono e che al contrario compattano le forze
laiche e democratiche che nel nostro Paese lavorano quotidianamente per
ottenere una migliore qualità della vita per tutti.
Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano - Presidente
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 – 348/7708437
Andrea
Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971
3487708437


LA GIUSTIZIA DI BARBABLU'
Per chi vuole liberarsi della moglie per una ventenne dell'Est o per ereditare
l'appartamento la legge italiana offre grandi possibilità. Il giudice
Bruno Tinti nel libro: " Toghe Rotte" fornisce preziosi ragguagli agli
aspiranti uxoricidi. Per prima cosa bisogna disporre di una moglie e di
un buon motivo per sopprimerla, quindi la si può eliminare. Chi vuole
potrà dar sfogo al suo sadismo in quanto non considerato una seria
aggravante. Dopo l'omicidio bisogna correre subito dai Carabinieri per
autodenunciarsi, spiegare i dettagli del delitto e far rintracciare gli
strumenti utilizzati per compierlo (punteruolo, pistola, martello,
ecc.). Non sussistono più i pericoli di inquinamento delle prove e di
fuga. L'arresto non è perciò necessario. In attesa del processo si
potrà continuare la propria normale attività.Per l'uxoricidio è
previsto l'ergastolo, ma il marito può dimostrare di "aver agito in
stato d'ira determinato da un fatto ingiusto altrui" (art. 62 n.2), ad
esempio le corna, essere disponibile a risarcire i parenti della ex
moglie (art. 62 n.6) e chiedere il rito abbreviato. Il giudice, dotato
di calcolatrice, comincia a detrarre: - la pena, senza le aggravanti,
non è più l'ergastolo, ma il carcere per 24 anni - meno un terzo, art.
62 n.2 (stato d'ira) = 16 anni - meno un terzo, art. 62 n.6
(risarcimento) = 11,33 anni periodico - meno un terzo, art. 62 bis,
attenuanti generiche (concesse a tutti) = 7,5 anni- meno un terzo per
il rito abbreviato = 5 anni - se l'omicidio è avvenuto prima del maggio
2006 sono scontati tre anni per l'indulto ceppalonico = 2 anni con la
sospensione condizionale della pena. Nel caso la Giustizia sia
particolarmente severa con una condanna a tre anni, il marito verrebbe
affidato ai servizi sociali. L'uxoricidio conviene . Un libro, la
sponsorizzazione di una linea intimo maschile e una serata da Vespa. Si
può raggiungere la tranquillità economica. In Italia le mogli sono
utili anche da morte. Ps: L'iter giudiziario è valido anche per i
mariti.
FONTE:
http://www.beppegrillo.it/2008/01/la_giustizia_di.html


GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO
L'aumento delle temperature sta avendo delle ripercussioni profonde sugli ecosistemi montani e sulle
popolazioni che vi abitano. Lo scioglimento dei ghiacciai se nel breve
periodo fa aumentare la disponibilità d'acqua, nel lungo periodo ha
effetti opposti. Inoltre rende più probabili le inondazioni e causa la
migrazione di specie animali, ha avvertito oggi la FAO in occasione
della Giornata Internazionale della Montagna. "Con la scomparsa dei
ghiacciai e lo spostamento verso l'alto del limite delle nevi perenni,
la portata dei fiumi potrebbe cambiare e la conseguente mancanza
d'acqua potrebbe dare origine a situazioni di conflitto, ed avere
conseguenze sulla produzione di energia elettrica e sulle condizioni di
vita di coloro che dipendono dal settore forestale e dall'agricoltura
per la propria sopravvivenza", ha detto Alexander Müller, Vice
Direttore Generale della FAO. I servizi che forniscono gli ecosistemi
montani spesso vanno al di là della loro area geografica e comprendono
il bilancio idrologico, la regolazione del clima ed il mantenimento di
differenti specie di piante ed animali.La causa principale del
cambiamento climatico è l'aumento delle emissioni di gas ad effetto
serra. Le emissioni causate dall'uomo sono cresciute in modo notevole
negli ultimi 30 anni, registrando un aumento del 70 per cento tra il
1970 ed il 2004, secondo le stime del Quarto Rapporto di Valutazione
sul Cambiamento Climatico. Il riscaldamento globale ha pesanti ricadute
sull'agricoltura, sulle foreste e sulle zone montane che sono
particolarmente sensibili. Regrediscono i ghiacciai - In Bhutan, per
esempio, i ghiacciai stanno regredendo ad una media di 20-30 metri all'
anno, con effetti devastanti a valle a causa delle inondazioni che
provocano con il loro carico di perdita di vite umane... Nelle Ande
peruviane è completamente scomparsa la calotta glaciale, una volta
conosciuta come "il leone dormiente", e questo ha causato il
prosciugamento parziale o totale dei canali idrografici, con
conseguenze sull'irrigazione, sulla produzione di elettricità e sulle
attività minerarie future. L'aumento delle temperature, come
conseguenza del cambiamento climatico, può anche ripercuotersi sulla
salute umana ed animale: è infatti probabile che la malaria continui a
spostarsi verso maggiori altitudini, come già è successo sulle catene
montuose dell'Africa orientale e sulle Ande. Per gli animali selvatici,
un clima più caldo può voler dire l'estinzione, per la scomparsa del
loro habitat naturale. Il ruolo della FAO - Sinora si è cercato di
adattarsi ai cambiamenti indotti dal clima mediante misure
tecnologiche, per esempio evitare lo scoppio dei laghi glaciali sull'
Himalaya, o di salvaguardia contro l'instabilità dei versanti montani
dovuta alla decomposizione del permafrost nell'Europa settentrionale.
Le stazioni montane di sport invernali in Europa ed in Nord America
hanno iniziato a diversificare i propri servizi per compensare la
perdita di turismo invernale causata dalla mancanza di neve. La FAO sta
lavorando con i governi alla gestione dei bacini idrografici e alla
revisione dei piani di utilizzazione del suolo e di azzonamento
territoriale sia per le aree montane che di pianura poiché è assai
probabile che alluvioni, frane e slavine diventino più frequenti e
gravi e colpiscano aree sinora considerate sicure. In Bhutan, è stata
istituita una Commissione Nazionale per il cambiamento climatico per
individuare zone sicure e non per l'insediamento umano in aree che
potrebbero potenzialmente essere colpite da inondazioni. Le popolazioni
delle aree rurali, ad esempio, sono state munite di radio trasmittenti
come strumento per dare l'allarme precoce. Servono maggiori dati -
Occorrono maggiori dati e cognizioni a livello regionale e locale sull'
impatto del cambiamento climatico e della variabilità meteorologica
sulle comunità montane e sulle alternative di adattamento. "La FAO ha
un ruolo cruciale nel dare risposte alle gravi sfide con le quali
devono confrontarsi le comunità montane nei paesi in via di sviluppo,
che spesso sono anche i settori più poveri e con la maggiore
percentuale di insicurezza alimentare", ha detto Alemneh Dejene,
esperto senior del servizio FAO di Valutazione e Gestione Ambientale.
Di questi temi e di tutte le altre questioni relative al cambiamento
climatico si discuterà alla Conferenza ad alto livello su "La sicurezza
alimentare mondiale e le sfide poste dal cambiamento climatico e dalla
bioenergia" che si terrà presso la FAO dal 3 al 5 giugno 2008. FONTI:
alison.small@fao.org -
www.fao.org


RADIO POPOLARE
L'Altro Martedì la trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 8
gennaio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 ospita Le Sorelle Martinetti le
suffraggette della musica "en travesti" in occasione del loro primo cd
musicale in uscita a gennaio per la P-NUTS di Giorgio Bozzo www.
myspace.com/sorellemarinetti e speciale Tom Bouden conosciuto in tutta
Europa per Max&Sven, autore di fumetti ironici e piccanti, impietosi
verso la comunità gay della quale mette alla berlina soprattutto la
disinvoltura sessuale senza moralismi, ma con bonaria irriverenza. a
cura di Massimo Basili email: omomail@radiopopolare.it
Radio
Popolare
FM 107.600
streaming su
www.radiopopolare.it

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02 luglio 2007

news 2 luglio

L'ALTRO MARTEDÌ
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 3 luglio
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Margherita Giacobino autrice
del romanzo L'Educazione Sentimentale di C.B. La Tartaruga edizioni e
Ciri Ciccarini in occasione dell'imminente uscita del suo primo cd
Sono ciò che sono
omomail@radiopopolare.it - Radio Popolare FM 107.600
streaming su
www.radiopopolare.it


'UN LIBRO PER L'ESTATE' "DIARIO DI UN MOSTRO"
OMAGGIO INSOLITO A DARIO BELLEZZA
Di Massimo Consoli
Testimonianze raccolte da Daniele Priori Dario Bellezza venne definito
da Pier Paolo Pisolini, il miglior poeta della nuova generazione; è
stato invece dimenticato come tutti i figli scomodi e ribelli di una
società che vuole inquadrare il genere umano in degli stereotipi
analizzabili e tranquillizzanti. Il lavoro di Massimo Consoli e Daniele
Priori, che ne hanno voluto ricordare la memoria in "Diario di un
mostro", rende in qualche modo giustizia all'anima impetuosa e
tormentata di questo poeta romano, che anche con la sua città ha avuto
un rapporto di odio e amore; così come con la madre che non ne
accettava l'omosessualità, in nome di un moralismo distruttivo. Il
rapporto con la madre è magistralmente descritto in "Madre, per quanto
gli altri poeti", di cui di seguito il testo:
"Madre, per quanto gli
altri poeti ti hanno esaltato e onorato io, degenere figlio da te
generato a questa brutale diversità, piango la tua solenne maternità.
Non c'è quasi mai stata dolcezza, amore carezze di madre, ma solo il
rimprovero di essere nato, l'odio feroce della mia carne, del mio
misterioso sesso, in te: una sacra avventura era cominciata per me, per
prima da te misconosciuta, che mi avresti voluto mediocre e sposato
infantilmente innamorato di una moglie che fosse la tua cara nuora, l'
immagine sbiadita di te gelosa, per i miei figli che non avrò mai.
Mi
rifiuto, madre, di crescere al mondo orrendo dei padri e delle madri –
consumo il mio peccato, l'ingenuo guardare al mondo come fosse sempre
la prima volta, non rifiutato, in solitudine. Quanto ho sofferto nel
contemplare da ragazzo la vita che violenta scorreva anche nella mia
assenza piena di presentimenti scoraggianti trasformarsi in qualsiasi
presenza, salutare; un modo nuovo di esistenza!
Guardavo ovunque i miei
coetanei andare insieme, nelle indomenicate sere col ciuffo al vento, l'
aria spavalda, di chi possiede, e nel possedere è posseduto; fiero che
questo possesso sia condiviso e capito con un solo sguardo dal compagno
da me solo avuto in sogno, nel pianto astruso della ragione. E il
cugino, il cugino che vidi allontanarsi allora, ragazzino, impedito
dalla vostra cieca paura moralistica a frequentarmi, e divenuto ora la
mia bestia nera, il mostro sanguinario che vuole fare giustizia di me?
Ma allora non mi eri di conforto!
Ora questo risentimento che non sa
perdonarsi di essere tale, così acre e volgare, mi fa paura, si vendica
contro di te che godevi a vedermi solo alle mie finestre piangere tutte
le mie lacrime. Non c'è viso, nella dolorosa memoria, che venga a
consolare le mie tetre notti, al tavolo di lavoro, al tavolo delle mie
disperate insonnie.
Non c'è che l'arida solitudine, lo sgomento di
sapermi, unico su tutta la faccia della terra, diverso: che non ama,
non riamato, la madre – o forse il contrario, non so, sono ingiusto?
Ricordi madre i capelli lunghi?
Era tutto in onore tuo.
Non ti
preoccupavi nemmeno del mio corpo magro, asciutto, di giovinetto
cresciuto troppo in fretta, come in genere fanno amorose tutte le
madri.
Solo eri capace di rimproverarmi per le lenzuola macchiate di
acerbo, meraviglioso seme!
E ora so che voglio solo morire.
Madre che
mi hai ucciso prima di espellermi dal tuo arido ventre di quanto amore,
privandone me, hai privato l'innocente mondo!
Madre, perché mi mettesti
al mondo"?
Nel dubbio atroce di Dario Bellezza: "Madre, perché mi
mettesti al mondo"? C'è l'esasperazione e il grido di dolore, di tutti
i figlio di ogni tempo e di ogni generazione, che non vengono accettati
dalle famiglie, le quali aprioristicamente li discriminano, lasciandoli
soli in un modo acido e in balia delle bocche assatanate dei moralisti
e dei discriminatori. "Diario di un mostro" è una lettura catartica per
qualunque individuo e ognuno ne potrà trovare spunti e semi di libertà
che suggeriscono la maniera di strapparsi di dosso le maschere e le
corazze precostruite per poter apparire ciò che non si è. La voce
libera di Bellezza, è l'esortazione a difendere una libertà individuale
che ancor oggi è faticoso porre in essere. "Diario di un mostro", di
Massimo Consoli, con testimonianze raccolte da Daniele Priori, Anemone
Purpurea editrice; disponibile nelle librerie e/o a richiesta presso lo
stesso editore: Anemone Purpurea – Via S. Gaspare del Bafile, 7 – 00041
– Albano Laziale (Roma). Tel. 06/3296500 – Fax 06/3295915 – www.
anemonepurpurea.it - Email: info@anemonepurpurea.it
Buona lettura!
Carla Liberatore Gaya CsF

IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
È lieta di annunciare l'uscita del nuovo romanzo di Lucia Piera de Paola Synapsys
Terzo volume della Collana Le coccinelle, il romanzo di De Paola è
ambientato in una Tokio intensa e straziante e segue i canoni del
genere giapponese Yaoi. Il Dito e La Luna casella postale 10223 -20110
Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com - per
ordini e comunicazioni: dluna@iol.it - per info e per iscriversi alla
nostra newsletter: info@ilditoelaluna.com

GIGLIOLA,
UNA DONNA COME
SI DEVE
Gigliola Toniollo è una dirigente CGIL, è iscritta al Partito
dei Radicali Italiani da parecchi anni e, sia in CGIL come nel Partito
di appartenenza, i DS, nonchè nel Partito dei Radicali Italiani, a cui
si è iscritta per sostenere alcune battaglie civili proprie dei
Radicali per i quali e con i quali ha sostenute e condotto battaglie
politiche, civili, ed economiche affrontando con molto coraggio il
dissenso di CGIL e DS. Domenica 1 luglio 2007, preso atto dell'esito
della votazione del Comitato nazionale di Radicali italiani alla
mozione di Pannella, da lui suggerita al Comitato nel lungo discorso
contro l'ex Segretario Daniele Capezzone, ha dato le dimissioni dalla
Direzione dal Partito Radicale. Le dimissioni, ha tenuto a precisare la
Tonollo, non le ha rassegnate per una sorta di solidarietà a Capezzone
ma, si badi bene, per totale dissenso nei confronti del Partito, e dei
metodi usati dal Partito dei Radicali Italiani, nel promuovere, votare
ed approvare la mozione di Pannella contro Daniele Capezzone. Non ha
aggiunto altro e se ne è andata dalla sede del Partito. Aggiungo poco
altro perché le cronache, peraltro infamanti per il Partito dei
Radicali Italiani per come si è svolto il Comitato, molti le hanno
seguite da Radio radicale e stampa e media, si spera, ne conoscono
tutti i dettagli atti a far sapere agli italiani che quello che si
svolto durante la tre giorni del Comitato non è stata una sessione
politica ma un Processo inquisitorio degno delle «migliori» tradizioni
della Santa Inquisizione della Chiesa Cattolica del tempo che fu'.
Chiesa Cattolica, nota bene, che i radicali criticano, combattono e su
cui moraleggiano.
Un evento politico ed umano così raccappricciante,
dissenato, e repellente anche a sentire il voto delle donne facenti
parte del Comitato, non si era mai visto e sentito dai tempi di
Torquemada e del Regime Nazi-Fascista ed è sano, anzi terapeutico, che
gli italiani ne sappiano tutto quello che si deve sapere. Una vaccata,
una schifezza, una vigliaccata di dimensioni colossali. Stratosferiche.
L'unico parlamentare del gruppo dei Radicali dei tre presenti alla
votazione, Bruno Mellano, ha votato contro la mozione di Pannella, due
hanno votato sì e altri cinque, per non saper ne' leggere ne' scrivere,
se la sono svignata prima della votazione. Lo stato di asservimento
militonto vergognoso e vigliacco a Marco Pannella è tale che soltanto
tre dei membri del Comitato si sono astenuti, soltanto sette hanno
votato no e venti hanno votato sì alla sua mozione che rimarrà, si
spera, nella storia della politica malata, morbosa, vile e dissennata.
I radicali, una Casta di emme. Ecco perchè, Gigliola Tonollo, è una
Donna come si deve
Giuliana D'Olcese quota rosa di internet

ENERGIA
ALTERNATIVA
DAL TABACCO IL DOPPIO DI OLIO RISPETTO AL GIRASOLE. E SI
PUÒ PRODURRE ENERGIA MENO INQUINANTE.
L'uso epicureo della pianta di tabacco è stato ed è ancora combattuto per gli effetti dannosi del fumo sulla salute dell'uomo.
Ora una ricerca condotta dal prof. Corrado Fogher
direttore scientifico della Plantechno e docente di genetica
agraria alla Cattolica di Piacenza, fornisce un ottimo motivo per
continuare a coltivare il tabacco: la possibilità di trasformarlo in
energia. I primi dati sono di tutto rispetto, ovvero l'olio di tabacco
combusto è in grado di produrre energia pulita due volte tanto le
normali piante di girasole. Fogher è stato il primo, pochi mesi fa, a
brevettare l'importante scoperta mettendo nero su bianco un processo di
lavorazione della pianta di tabacco, che potrebbe dare un forte
contributo ai progetti di produzione di energia da biomassa.
Analizzando il seme del tabacco, il professor Fogher ha scoperto che
contiene il 40% di olio e che ha un potere calorifico superiore ai semi
di piante che tradizionalmente sono usate a scopo energetico come il
girasole, la colza e la soia. Partendo da questo indizio, la sua équipe
ha iniziato un programma di miglioramento genetico, attraverso le
tecniche della cosiddetta «genetica tradizionale», ovvero una selezione
basata sull'incrocio di diversi tipi di pianta di tabacco. Ottenendo
così varietà che sono in grado di produrre per ogni ettaro coltivato
qualcosa come 60 quintali di semi. Un miglioramento, quindi, basato
sulla selezione e sull'incrocio tra le diverse tipologie di vegetale, e
non attraverso tecniche di modificazione dei geni (Ogm), che ha portato
all'individuazione della varietà più produttiva. Le prove di
combustione dell'olio, ottenuto spremendo a freddo i semi di tabacco,
hanno prodotto risultati molto interessanti: l'olio di tabacco produce
energia con un potere calorifico superiore di oltre ¼ confrontato agli
altri vegetali. Inoltre la sua combustione risulta molto meno
inquinante grazie ad una bassissima presenza di zolfo. Il prof. Fogher
facendo un confronto tra due colture energetiche ha dedotto che per
ogni ettaro coltivato a girasole si produce una tonnellata di olio,
invece lo stesso ettaro coltivato a tabacco ne produce il doppio con
una resa energetica più alta. In altre parole, significa ridurre della
metà la quota di terreno destinata a coltivazioni energetiche con una
resa energetica ottima. Questi dati rafforzano l'ipotesi, in campo da
tempo, di rendere le aziende agricole autonome energaticamente,
attraverso l'istallazione di un impianto di conversione per il proprio
fabbisogno energetico e la cessione dell'esubero all'esterno. La strada
è solo all'inizio, ma una cosa è certa: questa scoperta cambia
l'immagine negativa del tabacco, attualmente coltivato in Italia
soprattutto nel Salento, in Campania, in Umbria e in Veneto. Un uso
energetico del tabacco giustificherebbe eticamente la sua coltivazione
e le sovvenzioni ad esso legato e sicuramente metterebbe finalmente
d'accordo tutti, fumatori e non fumatori. (Maurizio Matera) Fonte:www.
vglobale.it INVIATO DA Promiseland.it


"LIVE FOR EMERGENCY"
SARANNO FRANCO BATTIATO E PETER GABRIEL, RISPETTIVAMENTE IL 5 E IL 6 LUGLIO I
PROTAGONISTI DI "LIVE FOR EMERGENCY"...
Giovedì 5 luglio, prima data dei due concerti del "Live for Emergency" Franco Battiato suonerà nella
splendida cornice di Piazza San Marco con un'orchestra dal vivo di 30
elementi, l'Orchestra da Camera Milano Classica. Saliranno sul palco,
insieme a Battiato e all'Orchestra, l'ormai inseparabile voce di Manlio
Sgalambro, il pianista Carlo Guaitoli, Angelo Privitera alle tastiere e
programmazioni, il trio degli FSC e le MAB, particolarissima band al
femminile di sangue italiano ma di spirito anglosassone, la cui
collaborazione è iniziata sul set del nuovo film "Niente è come sembra"
ed è continuata in studio di registrazione per l'ultimo album "Il
Vuoto". Saranno parte integrante del live molti brani dell'ultimo
lavoro discografico dell'artista "Il Vuoto", album felicemente
riuscito, circolare, in cui prospettive e dimensioni si confondono in
un tutto unico, spaziando inoltre dai sui esordi musicali ad oggi, con
quel senso antologico che da sempre anima Battiato. Non mancherà il
repertorio più ricco di pathos e di emozioni, anche se si prevede
abbonderanno atmosfere più propriamente rock, con debito spazio per i
suoi evergreen più amati dal pubblico. Venerdì 6 luglio, seconda data
dell'evento, Peter Gabriel, impegnato nel suo "Warm up tour - Summer '
07", si esibirà sul palco di Piazza San Marco proponendo un concerto la
cui scaletta sarà scelta direttamente dai suoi fan attraverso il sito:
www.petergabriel.com. Ad accompagnarlo in questa tournèe estiva accanto
gli storici Tony Levin (basso) e David Rhodes (chitarra) figurano Ged
Lynch (batteria), Angie Pollock (tastiere), Melanie Gabriel (corista),
e Richard Evans (strumenti). Inaugurato lo scorso 3 maggio, il Centro
Salam cura gratuitamente i pazienti, adulti e bambini, affetti da
cardiopatie valvolari congenite e acquisite, visitati presso i suoi
ambulatori diagnostici e la rete di cliniche pediatriche decentrate che
verranno aperte in Sudan e nei paesi confinanti. Qui verranno
individuati i pazienti cardiopatici da sottoporre a intervento
chirurgico che verranno trasferiti gratuitamente al Centro con un aereo
di Emergency. Si tratta di un centro di eccellenza, per l'alto livello
delle competenze impiegate, per l'elevata qualità delle cure e per l'
innovazione della struttura e delle soluzioni tecnologiche quale, per
esempio, l'impianto a pannelli solari, uno dei più grandi al mondo,
utilizzato per il sistema di raffreddamento dell'ospedale. Il primo
intervento di cardiochirurgia è stato effettuato il 19 aprile 2007 e in
un mese sono stati effettuati oltre 30 interventi. Hanno partecipato
alla realizzazione del Centro "Salam" la Fondazione Monte dei Paschi di
Siena (€1.200.000), la Regione Toscana (€1.250.000) e Telecom Italia
(€1.500.000), oltre alla Compagnia di San Paolo (questa per €350.000.
Per informazioni : Venezia Spettacoli tel. 041.5369810 Circuito di
Prevendita Box office - Box Office Call Center 041.2719090 - Circuito
Ticket one:
www.ticketone.it - Circuito Vivaticket: www.vivaticket.it -
Fonte:
www.emergency.it

INVIATO DA Promiseland.it

LA SINDROME CINESE
SULL'ONDA DELLA SUA INARRESTABILE ASCESA ECONOMICA, LA CINA È
GIÀ DIVENTATA IL PAESE PIÙ INQUINANTE DEL MONDO...
Secondo un rapporto dell'Agenzia olandese per il controllo del clima, l'anno scorso la Cina
ha prodotto 6,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (+ 8,7
percento in un anno), considerata la principale responsabile del
riscaldamento del pianeta, mentre gli Usa si sono fermati a 5,8
miliardi. Previsto inizialmente nel giro di un decennio, poi prima del
2010 e infine entro quest'anno, il balzo in avanti cinese ripropone
l'esigenza del contenimento dei gas serra, dopo che nelle scorse
settimane il vertice in Germania dei maggiori paesi industrializzati ha
portato solo a vaghi impegni in questo senso. I dati - Spinta da una
crescita economica che da un decennio si aggira intorno al 10 percento
annuo, la Cina ha visto aumentare esponenzialmente anche il suo bisogno
di energia. Solo nell'ultimo anno, il Paese ha aggiunto alla rete
elettrica una quantità di energia pari a quella dell'intera Gran
Bretagna. Si calcola che, nel 2020, i consumi energetici cinesi saranno
il doppio rispetto a quelli di oggi. Con scarse riserve di gas e
petrolio, la Cina sta puntando forte sul carbone, che possiede in
abbondanza (13 percento del totale mondiale). Nei prossimi otto anni,
verranno costruite oltre 550 centrali elettriche a carbone, più di una
a settimana, che si aggiungeranno alle circa 2.000 già esistenti. Il
boom del carbone ha un costo umano: nelle 21.000 miniere cinesi,
stimolate a produrre senza preoccuparsi troppo delle condizioni di
sicurezza, muoiono quasi 4.000 lavoratori all'anno. Ma il costo è anche
ambientale, perché l'economico carbone è il combustibile fossile più
"sporco" che esista. L'incredibile sviluppo nel settore delle
costruzioni – la Cina produce il 44 percento del cemento mondiale – è
anche un'enorme fonte di emissioni nocive. Accuse reciproche - Paese
firmatario del protocollo di Kyoto sulla riduzione di gas inquinanti,
ma inserito nella fascia Non-Annex I (quella dei paesi in via di
sviluppo), la Cina non è tenuta a rispettare nessuna soglia di
emissioni. E questo per gli Stati Uniti, che quel trattato non l'hanno
ratificato, rappresenta un problema e al tempo stesso una scusa per
evitare di sottoscrivere accordi di riduzione dei gas serra. Un'intesa
globale sul clima deve includere anche Cina e India, sostengono gli
Usa: che senso ha limare la quantità di emissioni prodotte, dice
Washington, se in questi paesi l'inquinamento cresce a tassi
vertiginosi? Ma la Cina risponde facendo notare che le sue emissioni
pro-capite sono un quinto di quelle statunitensi, e che non è giusto
frenare la crescita economica dei paesi in via di sviluppo. Iniziative
per la riduzione dei gas serra - Comunque sia, Pechino sta iniziando
ad affrontare il problema dell'inquinamento, che già affligge diverse
città cinesi. A parte iniziative pittoresche, come quella annunciata in
questi giorni dell'addestramento di "sniffatori professionisti" da
sguinzagliare intorno alle fabbriche di Guangzhou, con l'obiettivo di
identificare i gas illegali, il Paese ha appena presentato un piano per
ottenere entro il 2010 il 10 percento della sua energia da fonti
rinnovabili. Sono già in programma nuove centrali idroelettriche,
nonché quattro reattori nucleari, ma nuove risorse verranno anche
dedicate all'energia solare e a quella eolica. C'è anche il progetto di
estendere le foreste, fino a coprire il 20 percento del territorio
nazionale. La nuova frontiera - Inoltre, come concesso dal protocollo
di Kyoto, la Cina è diventata anche il nuovo eldorado per i progetti di
riduzione delle emissioni. Le aziende occidentali, tenute a rispettare
i nuovi parametri ambientalisti, hanno l'opzione di limitare le
emissioni nocive nei paesi in via di sviluppo, a un costo minore di
quanto dovrebbero sostenere a casa loro. In Cina stanno così spuntando
centinaia di progetti per l'energia rinnovabile, sviluppati con
soggetti cinesi e capitale straniero. "Il governo sta agevolando in
tutti i modi l'afflusso di questa massa di denaro, conscio che il
settore agevolerà lo sviluppo del paese", confida a PeaceReporter un
operatore italiano che lavora per un'azienda di emission-trading a
Pechino. Temperatura in salita - Comunque sia, un'iniziativa globale
sulla riduzione dei gas nocivi è sempre più urgente. "Dobbiamo far
scendere le emissioni entro 10-15 anni", spiega al telefono Stefan
Rahmstorf, un climatologo tedesco dell'università di Potsdam. "Se non
lo faremo, avremo pochissime possibilità di contenere il riscaldamento
globale entro i due gradi, rispetto alla temperatura media dell'epoca
preindustriale: una soglia che, se oltrepassata, porterebbe a un
disastro". Dato che nella corsa verso i due gradi siamo già a un più
0,8, e che se la concentrazione di gas serra nell'atmosfera resterà la
stessa la temperatura salirà comunque di un altro mezzo grado, il tempo
stringe. Alessandro Ursic Fonte:
www.peacereporter.net

INVIATO DA
Promiseland.it

"OLTRE IL CIELO DEI GIUSTI"
SABATO, 14 LUGLIO 2007 H. 18.00
VILLA LINA, VIA MAGENTA 65 RONCIGLIONE (VT)

PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO DI SIMONE SUTRA . "OLTRE IL CIELO DEI GIUSTI"
L'autore sarà presente all'evento. Un messaggio spirituale del vivere momento per
momento con la consapevolezza della perfezione che noi siamo e che ci
circonda. Tavola rotonda sul significato dell'etica, o dell'amore,
nella visione spirituale laica. Saluto benaugurale del Sindaco di
Ronciglione, Massimo Sangiorgi Prof. Aurelio Rizzacasa - Ordinario di
Filosofia della Storia dell'Università di Perugina Peter Boom -
Associazione Libero Pensiero 'Giordano Bruno' di Viterbo, Prof.ssa
Maria Castronovo – Scrittrice Prof. Pasquale Picone - Presidente della
Società Filosofica Italiana, Sezione di Viterbo, Moderatore: Paolo D'
Arpini del CircoloVegetariano VV.TT. Pausa Musicale, Fine serata con
rinfresco vegetariano. Con il Patrocinio: AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI
RONCIGLIONE. Rivista ETRURIALAND Viterbo. La manifestazione è libera e
gratuita, gradita la prenotazione. Tel: 0761 627611 Cel:339 1744690.

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26 giugno 2007

news 26 giugno

L'ALTRO MARTEDÌ
LA TRASMISSIONE DI
CULTURA
ED INFORMAZIONE OMOSESSUALE DI
RADIO POPOLARE
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 26 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Speciale Pet Shop Boys a cura
di Piergiorgio Pardo e intervista a Nerina Milletti curatrice del
saggio Fuori della Norma Storie lesbiche nell'Italia della prima metÃ
del Novecento Rosenberg&Sellier Edizioni. omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it satellite
Eutelsat Hot Bird 13° Est,


COMITATO TECNICO CONSULTIVO, PER LA
COOPERAZIONE E LO SVILUPPO.
CONVEGNO SULLE “DIFFERENZE DI GENERE E
PROSPETTIVE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”.
Si svolgerà a Pescara il giorno 2 luglio 2007, alle ore 16.30 presso il Museo Vittoria
Colonna (lungomare Matteotti – P.zza 1° maggio) il Convegno sulle
“Differenze di genere e prospettive della cooperazione
internazionale.
Partecipano il Presidente della Regione Abruzzo Sen. Ottaviano Del
Turco, il Ministro Marlene Mungunda della Regione di Namibia e sarÃ
concluso dalla Vice Ministra agli Esteri Patrizia Sentielli (delega
alla Cooperazione Internazionale). Il Convegno è organizzato dalla
Regione Abruzzo insieme alla ONG CESTAS di Bologna e alla Istituzione
Comunale di Pescara.
FONTE Regione Abruzzo

COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE RADICALE
“IGNAZIO SILONE”
L'Associazione radicale "Ignazio
Silone" rivolge un appello ai cittadini aquilani di ogni età e idea
politica a collaborare e partecipare al Comitato Per I 4 Referendum
Regionali per la riduzione dei costi della politica: eliminazione
dell'aumento del 50 % delle indennità , abrogazione dei vitalizi per
consiglieri della Regione Abruzzo e tutti i suoi Enti Strumentali. A
luglio inizia la raccolta delle firme ed abbiamo bisogno di molto aiuto
per poter riuscire a raccogliere le 25.000 firme necessarie. Le
adesioni vanno rivolte al 348 101 8898 ed all'indirizzo
gino@associazioneradicale.org
Gino Antognetti segretario dell'Ass.
Radicale "Ignazio Silone"


COMUNICATO STAMPA
Napoli, 23/6/2007
DOVE
C´È GAY PRIDE C´È ARCIGAY NAPOLI
L´Arcigay "Antinoo" di Napoli,
massicciamente presente il 16 giugno al Gay Pride Nazionale unitario di
Roma (http://www.romapride.it) ed al "Christopher Street Day" di Milano
svolto lo scorso sabato 23 (http://www.pridemilano.org), aderisce e
partecipa con proprie delegazioni ai Gay Pride cittadini organizzati
fino a luglio in diverse città d´Italia, da Catania a Torino.
"Lavorando per i diritti delle persone GLBT su un territorio, Napoli e
la Campania, che hanno il primato negativo in Italia per l'assenza di
leggi a beneficio delle persone omosessuali e transessuali, dove pare
che i cittadini glbt non esistano proprio, viviamo con intensità e
partecipazione i Gay Pride e riteniamo particolarmente importanti le
grandi manifestazioni simboliche di piazza che il movimento gay sta
realizzando in queste settimane", afferma Salvatore Simioli, presidente
dell´Arcigay di Napoli, "come ogni anno realizzeremo degli eventi
cittadini a Napoli nella settimana del 28 giugno e lavoriamo per
riportare presto un Gay Pride Nazionale a Napoli". L´Arcigay di Napoli
sarà presente al Gay Pride di Catania del 7 luglio (http://www1.
autistici.org/openmind/ctpride07.htm) ed al Torino Pride il prossimo 30
giugno (http://www.torinopride2006.it).


COMUNICATO STAMPA
“IL DITO E
LA LUNA”
Il 27 giugno alle ore 18.00 in via dei Cimatori 9 ( Roma)
Lucia Piera De Paola presenterà il suo nuovo romanzo
“SYNAPSYS” edito
da Il Dito e la Luna nella collana Le Coccinelle. Introdurrà l’opera
del’autrice Maurizio Gregorini, scrittore, poeta, giornalista. L’
evento, promosso dalla Libreria Babele di via dei Banchi Vecchi, si
svolgerà in un caratteristico giardino nel cuore di Roma, tra Castel
Sant’Angelo e Campo de’ Fiori, dove Lucia Piera De Paola e Maurizio
Gregorini si ritroveranno a guidare i lettori in un viaggio
dell’anima
nell’anima, nella scrittura di tradizione giapponese, un viaggio
nella
cultura omosessuale e nell’amore. Yaoi o shounen ai sono appunto gli
amori tra uomini scritti e descritti dalle donne e l’autrice,
appassionata del Giappone e di yaoi, dà prova di conoscere
profondamente la cultura giapponese e il labirintico intrecciarsi di
emozioni, sentimenti, passioni che sono al fondo dell’animo umano. In
un futuro prossimo e in una realtà sintetica che è già alle porte,
Dee
e Masa si cercano, si trovano incredibilmente combacianti e cominciano
ad amarsi, si perdono nelle passioni, si ritrovano. La loro si rivela
subito una attrazione forte e i due vivono, senza inibizioni, un gioco
di ruolo dove le regole sono chiare e nette: Masa domina, Dee soggiace.
Ma già dalle prime righe, il lettore avverte un disagio, quasi un
suono
subliminale che ha il compito di evitare conclusioni ovvie: non è una
iniziazione al sesso quella che si sta consumando tra loro due. La
terza protagonista di una storia intensa e straziante è Tokyo, più
vista che vissuta, abbagliante ma terribilmente fredda e incapace di
frenare una passione devastante. Nulla di nuovo, nulla di speciale, ma
non è così: bisogna leggere il romanzo per capire. Al termine dell’
incontro sarà offerto un aperitivo ai presenti. Ufficio stampa Lorenzo
Miconi
3479077549 milo4you@yahoo.it


28 GIUGNO 2007
FESTA DI
INAUGURAZIONE CON I TIENNETTI IN CONCERTO
L’attesissima serata di
inaugurazione del Gay Village verrà animata dalla presenza trascinante
dei Tiennettì, la band capitolina caratterizzata da un sound
coinvolgente e creativo in cui si riconoscono le calde sonorità della
black music ma anche l’energia degli anni ’70 e della musica dance.
La
loro formazione è composta Andrea Pietrangeli alla voce e chitarra
acustica, Annalisa Valentini alla voce, Nik Giannelli alla chitarra
elettrica e Francesco Davia al sax. Andrea Pietrangeli, supporter delle
turnee live di Paolo Belli, è stato ospitato dalle più importanti
trasmissioni televisive dedicate alla musica, fra cui Red Ronnie,
Girofestival, Match Music e Avanzi, arrivando finalista insieme alla
prima formazione Tiennettì al festival di San Marino 2001. La voce di
Annalisa Valentini è anche conosciuta daagli affezionati di Talk Radio
106.3 dove dal 2001 è speaker della trasmissione radiofonica
“Statebenecosì”. I Tiennettì hanno all’attivo due fortunati
singoli,
vari tour radiofonici, videoclips, televisione ma soprattutto molto
live e si sono esibite in più di 350 date in due anni. Sono il gruppo
resident all' ART CAFE' di Roma, ogni venerdì dalle 22 nella splendida
cornice di Villa Borghese, in viale del Galoppatoio 33. Da marzo 2007
è
in corso il loro progetto di inediti. INFO GAY VILLAGE – 340 7538396
www.gayvillage.it Ufficio stampa Carla Fabi e Barbara Ghinfanti
tel.06
87420509– tel/fax 06 87420388 - info@fabighinfanti.it


IL
COORDINAMENTO TORINO PRIDE
Organizza: APERITIVO CON ARTE! ALLO SPAZZI
di via Virle 21 Torino ore 19.30 Presentazione della Prima Antologia di
Teatro Lesbico ScAtti di Teatro Lesbico a cura di Eleonora Dall'Ovo Il
Dito e la Luna edizioni e ore 21.00
spettacolo lesbico Sogno di una
notte d'estate con intemezzo lesbico di e con Eleonora dall'Ovo
Lo
spettacolo è la riscrittura in chiave contemporanea e lesbica del
capolavoro Shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate,
ambientato nel locale Witchwood, popolato da streghe lesbiche, che
attraverso i loro eccentrici drinks cambiano i destini delle
clienti, risvegliando in loro i desideri più nascosti. Al Witchwood,
come nel bosco shakespeariano, regna la sola legge dell’istinto e
seguendo di pari passo l’intreccio ideato da Shakespeare, la barista
Lele, trasposizione contemporanea del dispettoso folletto Puck,
trovandosi di fronte a due arroganti coppie etero, si divertirà ad
innescare in loro sinapsi omoerotiche invertendole in coppie
omosessuali. Lele come Puck seminerà il disordine in tutto locale,
beffandosi di ogni regola del gioco e i colpi di scena non mancheranno
di divertire il pubblico in platea.


TEATRO: SONO DIVENTATO ETERO !
Sabato 30 Giugno, ore 20,00 presso la libreria Bibli di Via dei
Fienaroli, 28 Roma (zona trastevere), l'autore/regista Lorenzo De Feo
mette in scena la commedia Sono diventato Etero! Prima della
rappresentazione un buffet attenderà gli spettatori Ingresso con
consumazione 10 euro. E’ consigliata la prenotazione 06.588.40.97
06.581.45.34 info@bibli.it Con il patrocinio di Arcigay-Roma,
GayHelpLine, DiGayProject, AGeDO e Fonòpoli. allestimento
scenico/video
Filippo Paris musiche originali Francesco Crispo disegno luci/tecnico
audio Tony Di Tore idea costumi Iaio Migliaccio aiuto regia Antonio
Lupi e Filippo Paris regia Lorenzo De Feo. Quale grande disonore per
una madre scoprire che Marco, l’unico figlio, felicemente omosessuale
ed accettato dalla famiglia e dalla società , si scopre d’improvviso
eterosessuale. Bisogna fare qualcosa! Fortunatamente dalla sua parte
c'e Dodo, il migliore amico di Marco e di questo segretamente
innamorato. Madre ed amico si trasferiscono - naturalmente senza
chiedere alcun consenso - a casa di Marco. Dove Isabella, che ha un
oscuro passato nei servizi segreti, non ha difficoltà ad escogitare
sottili strategie e subdoli appostamenti per controllare e salvare il
figlioletto adorato
Marco ha realmente cambiato gusti ed abitudini
sessuali o cè sotto qualcosa? Il giallo si infittisce! Una girandola
di
nomi, personaggi virtuali e non contribuiscono a complicare la vicenda.
Solo nell’ultima battuta si svela l’arcano e torna a splendere il
sereno? Sono diventato etero! non è la classica commedia degli
equivoci
e non è del tutto frutto della fantasia dell’autore; ha in effetti
diversi spunti dalla vita reale e, soprattutto, da personaggi reali.
Una storia solo apparentemente paradossale, in cui è possibile
riconoscersi. Lorenzo de Feo nasce a Napoli nel 1965. La sua attivitÃ
teatrale comincia da giovanissimo: nell81, infatti, agli studi
scolastici alterna l’impegno per il teatro studiando mimo,
recitazione
e drammaturgia sotto la guida di M. Santella, M. Monetta, M. Perez, F.
Bovicelli. Una volta ottenuto il diploma di Maestro dArte si
trasferisce a Roma, dove prosegue la propria attività in teatro,
cinema
e televisione, incontrando maestri come R. Campese, M. Moretti, G.
Landi, Linsday Kemp e Marcel Marceau. Partito dalle Arti Grafiche,
passa per il Teatro per arrivare alla Drammaturgia e Regia. E dal 2000
responsabile della sezione teatrale, nonché curatore artistico degli
eventi di Fonòpoli. Tra i suoi testi troviamo: Povero Vampiro (romanzo
fantasy), E morta zia Agata! (commedia musicale), Bang! ancora un
giallo a Fumetti!?! (commedia teatrale e radiodramma, che ha ottenuto
due riconoscimenti per la drammaturgia), Caro, ti presento il tuo
amante! (atto unico), Sono diventato etero! (commedia teatrale), Tanti
auguri a te! Mettetevi a nudo cè una festa! (commedia teatrale) e
Agro-
Dolce in Salmì (soggetto giallo/brillante per mini-serie TV).
FONTE
DìGayProject
Per informazioni
Lorenzo De Feo 328.61.96.901 bang@inwind.
it


COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA “LE MAREE” NAPOLI
presenta: Martedì
26 giugno 2007 h. 19.00 Fede, sessualità , diritti. Incontro aperto con
Don Franco Barbero. Introduce Giordana Curati. Presso EVALUNA la
libreria delle donne. CHI E’ DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a
Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni
di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una
parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo
impegno
nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973
fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze
parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da
oltre
40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in
attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione
teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di
separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno
dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro
condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei
suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una
spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e
preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità ,
nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e
teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in
Italia e all'estero. Arcilesbica “Le Maree” Napoli - Vico San
Geronimo
19 Contatti Stampa: Segreteria Evaluna +39 081. 29.23.72 www.evaluna.it
- libreriadelledonne@evaluna.it - Arcilesbica “Le Maree” Napoli
Vico
San Geronimo 19 napoli@arcilesbica.it - http://arcilesbicanapoli.
wordpress.com/


"LA TERRA:
IL NOSTRO PIANETA CHE CAMBIA":
7.000
scienziati per studiare la terra
Durante la XXIV assemblea di Iugg
(International Union of Geodesy and Geophysics) dedicata al tema “La
Terra: il nostro pianeta che cambia”, a Perugia dal 2 al 13 luglio
2007. IUGG è un’organizzazione non governativa che riunisce sette
associazioni internazionali e interdisciplinari di scienze della Terra,
e che promuove la ricerca scientifica. A Perugia si terranno oltre 220
convegni e incontri e sono attese per due settimane circa 10.000
persone. “Avere ottenuto che si tenga in Italia, dopo più di
cinquanta
anni dall’edizione inaugurata a Roma da Papa Pio XII, è un successo
per
l’intera comunità scientifica nazionale”, dice il prof. Ubertini.
“La
partecipazione è imponente, si sono iscritti studiosi persino da
Yemen,
Botswana, Isole Fiji e Comore. Inoltre, dai titoli si intuisce la forza
di studi quali quelli su prevedibilità degli eventi calamitosi,
variazioni climatiche globali, influenza della radiazione solare
sull’
ecosistema, mutazioni ed inversioni del campo magnetico terrestre. Ma
non mancano lavori come “ghiaccio extraterrestre” o “magnetismo
extraterrestre”. Verrà inoltre sancita una nuova associazione in
seno
alla IUGG, l’UCCS (Union Commission Cryospheric Sciences)”.
L’Assemblea
Iugg arriva in un momento di ampia attenzione per le tematiche
ambientali, quali il deficit di risorse idriche. Dice ancora Ubertini:
“Se il rischio di desertificazione per l’Italia è, in realtà ,
difficilmente realizzabile, è invece possibile un aggravamento del
deficit idrico di alcune zone. In Europa tale deficit nel 2003 ha
causato oltre 10 miliardi di euro di danni e il depauperamento idrico
è
stato anche causa di un peggioramento qualitativo dell’acqua dovuto
al
minor tempo di ritenzione e depurazione naturale. E’ necessario,
pertanto, individuare modalità di prevenzione e mitigazione dei
consumi: negli ultimi 100 anni, il fabbisogno giornaliero in Italia si
è innalzato da 50 fino a 500 litri per persona e in media nei Paesi
mediterranei la domanda è raddoppiata negli ultimi 50 anni e ha
raggiunto i 290 miliardi di m3 annui. Gli incrementi più elevati sono
in Turchia, Siria e Francia, e le previsioni al 2025 stimano una
crescita del 25% dei consumi in Turchia, Siria ed Egitto. L’uso
irriguo
rappresenta circa il 65% del consumo idrico per i Paesi mediterranei,
anche conseguentemente all’aumento delle aree irrigate passate negli
ultimi 40 anni da 11 a 20 milioni di ettari (in particolare in Turchia
e in Spagna). L’approvvigionamento idrico deve diventare, quindi, una
priorità assoluta, soprattutto attraverso la manutenzione delle reti
che in Italia presentano perdite con punte del 40%”. Informazioni
tel.
075-5014415 e-mail: secretary@iugg2007perugia.it Fonte:www.iorisparmio.
eu INVIATO DA Promiseland.it


NESSUNO TOCCHI CAINO
23.06.2007
PENA
DI MORTE, BONINO: UN SUCCESSO RADICALE, BENE D'ALEMA - 18 giugno 2007:
"E' un successo che va certamente ascritto all'iniziativa nonviolenta
radicale". Così a Radio Radicale il ministro Emma Bonino commenta la
decisione del Consiglio dei ministri degli Esteri europeo di presentare
all'Onu una risoluzione per la moratoria della pena di morte. "Penso -
ha aggiunto il ministro - che la posizione ferma tenuta dal ministro
D'Alema abbia consentito una mediazione importante"."Dico che è un
successo - prosegue Bonino - perché conosco bene quanto sia difficile
avere l'unanimità dei 27 Paesi dell'Ue. E' il risultato della tenacia
e
di costi personali notevolissimi dei radicali che hanno saputo premere
con determinazione sulla stessa tenuta del governo italiano affinché
non si consentissero più rinvii senza data". "E' chiaro però che
adesso
bisogna non demordere e rilanciare, in modo da arrivare a settembre con
il maggior numero di co-firmatari e co-sponsor possibile, per arrivare
ad una grande vittoria appena si aprirà all'Onu la fase dei capitoli
tematici, ivi compreso quello sui diritti umani nel quale verrÃ
inserito il tema della pena di morte. "Grazie ai digiunatori -
conclude - a Marco Pannella, a Sergio D'Elia e a tutti gli altri che
hanno saputo non demordere, rafforzando la determinazione del governo
italiano. Siamo entrati in consiglio dei ministri dell'Ue 26 a 1 e ne
siamo usciti con una mediazione vincolante per tutti".
PENA DI MORTE.
NESSUNO TOCCHI CAINO ED IL PARTITO RADICALE RASSICURANO FRATTINI E
WALDNER - 19 giugno 2007: In merito alle dichiarazioni di ulteriore
rinvio di Christiane Hohmann portavoce del Commissario europeo per le
Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner e ai dubbi che ancora nutre
il Vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini
sull’esito
del voto all’Assemblea Generale dell’ONU della risoluzione pro
moratoria, Sergio d’Elia deputato radicale della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriera
hanno dichiarato: “Vogliamo rassicurare la Commissaria europea Benita
Ferrero-Waldner ed il Vicepresidente Franco Frattini che
all’Assemblea
Generale dell’ONU esistono tutte le condizioni per vincere sulla
moratoria universale. Infatti in base alle posizioni di voto sulla
moratoria espresse dal 1997 al 2005 alla Commissione ONU per i Diritti
Umani, tenuto conto anche delle firme (93) alla Dichiarazione di
associazione e della evoluzione giuridica e politica dei vari paesi
sulla pena di morte, una risoluzione “per la moratoria delle
esecuzioni
in vista dell’abolizione” otterrà in Assemblea Generale una
maggioranza
certa: dai 105 ai 108 paesi voteranno a favore, la maggioranza assoluta
dei 192 paesi membri dell’ONU, una maggioranza che non potrà mai
essere
intaccata dai contrari (dai 61 ai 68), tenuto conto anche dei non pochi
paesi che si asterranno (dai 16 ai 19) e dei paesi indecisi (7). Sono
d’
altro canto solo 50 i paesi che mantengono la pena di morte sui 192 che
compongono l’Assemblea Generale dell’ONU. Ricordiamo a Frattini,
che
quando nel 2003 era a capo della Farnesina fece verificare le nostre
previsioni per riconoscerle esatte al 99%. Forse sarebbe bene che
stesse meno a Bruxelles e frequentasse un pò di più il capo del suo
partito Silvio Berlusconi il quale si è espresso anche recentemente a
favore dell’iniziativa per la presentazione immediata della moratoria
all’ONU.”
PENA DI MORTE. PANNELLA E CAPPATO: OSTRACISMO DELLA
COMMISSIONE TRAVESTITO DA PRUDENZA -19 giugno 2007: In merito alle
dichiarazioni rese da Christiane Hohmann portavoce del Commissario
europeo per le Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner e
apparentemente convalidate anche dal Vice Presidente della Commissione
Franco Frattini, i parlamentari europei radicali Marco Pannella e Marco
Cappato hanno dichiarato quanto segue: “Le dichiarazioni della
portavoce Christiane Hohmann della Commissaria per le Relazioni
Esterne, Benita Ferrero-Waldner mostrano in modo eloquente che il
comportamento ostracistico che ha ritardato di almeno 13 anni la
proclamazione della Moratoria Universale da parte dell’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite continua ad avere "portavoci" che, ormai,
dopo le reiterate deliberazioni del Parlamento europeo e ora, dopo la
riunione di ieri a Lussemburgo, anche del CAGRE e del Consiglio europeo
non sono più decentemente compatibili con la realtà della ComunitÃ
Internazionale ed in particolare della stessa Unione Europea. Le
valutazioni che pretendono di essere “prudenti” da parte della
suddetta
"portavoce" sono assolutamente infondate, malamente pretestuose e
sembrano scritte sotto dettatura di coloro che, oscuro potere
burocratico, pretendevano e pretendono di continuare nell’opera
ostracistica, letteralmente imbrogliando i dati reali della situazione
europea e delle Nazioni Unite. Le dichiarazioni attribuite, e non
ancora smentite, anche dal Commissario Franco Frattini, sembrerebbero
ripetere il grave errore che, nel 2003, indusse la Commissione europea
ed il CAGRE a non ottemperare ai mandati parlamentari e agli impegni
del Governo del quale Frattini era Ministro degli Esteri e
sembrerebbero oggi aperta sconfessione e falsificazione dei deliberati
del Parlamento europeo e della riunione di ieri a Lussemburgo. Che ora
abbiamo “un anno” di tempo è errato, falso! Così, ovviamente si
arriverebbe di nuovo a creare e pretestare i famigerati "ostacoli
tecnici" che hanno motivato la riunione del CAGRE a fissare a
settembre, all’apertura della nuova Assemblea Generale dell’ONU, la
presentazione della risoluzione Pro Moratoria, "ostacoli" creati con
incredibili errori e ritardi. La Commissaria Benita Ferrero-Waldner,
d’
altra parte, in pieno Parlamento europeo – subito sconfessata da un
voto unanime – aveva sostenuto che la Moratoria potrebbe costituire
un
ostacolo e non un passo definitivo verso l’abolizione! Tesi, che, da
tempo ormai, è stata respinta perfino dal "Terzo Congresso Mondiale
Contro la Pena di Morte" e da "Amnesty . PENA MORTE. CANGELOSI,
MORATORIA AD ASSEMBLEA ONU ENTRO OTTOBRE - 19 giugno 2007: La
presentazione della moratoria sulla pena di morte all'Assemblea
plenaria dell'Onu dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre, mentre il
voto è possibile, anche se non certo, entro fine 2007. Il
rappresentante permanente d'Italia presso l'Ue, ambasciatore Rocco
Cangelosi, ha precisato così la situazione dell'iniziativa italiana
fatta propria ieri dall'Ue, che con all'unanimità a Lussemburgo ha
deciso di presentare l'iniziativa alla prossima sessione
dell'Assemblea, che inizia a fine settembre. Una precisazione giunta
anche a chiarire una certa confusione provocata dalle dichiarazione di
una portavoce del commissario europeo Benita Ferrero-Waldner, che,
salutando positivamente la decisione di ieri, ha però parlato di "un
anno di tempo" per la presentazione e il voto sulla moratoria. Una
confusione alimentata anche dal fatto che le conclusioni della riunione
di ieri a Lussemburgo si limitano ad affermare che "il Consiglio ha
deciso che l'Ue presenterà , nel quadro di un'alleanza interregionale,
una risoluzione contro la pena di morte nella 62ma Assemblea", senza
specificare in quale momento. Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema,
ma anche fonti del Consiglio Ue, ha però affermato con chiarezza che
l'iniziativa partirà subito, senza indugi. "L'Unione Europea - ha
confermato Cangelosi - presenterà sin dall'inizio della sessione la
richiesta di sottoporre all'Assemblea la proposta di moratoria. Abbiamo
già il testo su cui c'è un accordo unanime, si tratta di organizzare
la
presentazione con i co-sponsor". Il rappresentante permanente a
Bruxelles ha spiegato che si tratta di avanzare richiesta formale alla
presidenza di turno dell'Assemblea, che la sottoporrà all'esame dei
comitati, per poi sottoporre al voto, a maggioranza semplice,
dell'Assemblea l'inserimento della questione nell'ordine del giorno.
"Una procedura - ha spiegato Cangelosi - che dovrebbe richiedere un
mesetto al massimo", dunque la proposta dovrebbe approdare
ufficialmente all'Assemblea entro fine ottobre. Ci saranno poi i tempi
necessari per il voto, ma per il diplomatico "è plausibile" che vi si
arrivi entro fine 2007. "Il nostro auspicio - ha detto l'ambasciatore -
è che si proceda rapidamente"."E' altamente improbabile - dicono
inoltre alla Farnesina - che qualche stato membro, dopo aver approvato
la decisione sulla presentazione della moratoria alla prossima sessione
- si metta improvvisamente a chiedere un rinvio. Quando il ministro
D'Alema e il collega francese Bernard Kouchner hanno parlato di inizio
assemblea a Lussemburgo nessuno ha battuto ciglio". Le affermazioni
della portavoce della Ferrero-Waldner, del resto, non hanno trovato
riscontro in altri settore della Commissione Europea. Nella direzione
generale guidata dal vicepresidente Franco Frattini, tuttavia, prevale
una certa prudenza, ricordando che trovare un numero sufficiente di
consensi in seno all'Alleanza potrebbe rivelarsi piuttosto complicato.
Per cui, se è attesa una presentazione rapida della moratoria, per il
reperimento dei consensi necessari i tempi potrebbero essere un po'
più
lunghi di quanto auspicato dall'Italia.

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11 giugno 2007

news 11 giugno

PROCESSATI E CONDANNATI DUE RADICALI RUSSI PER IL GAY PRIDE DI MOSCA
Gay pride di Mosca: processati e condannati i due radicali russi Nikolaj Khramov e Nikolay
Alekseev per aver disobbedito alle disdal giudice "pretestuose". I due
russi parteciperanno al gay pride di Roma del prossimo 16 giugno 2007.
Venerdì 8 giugno la Giudice di pace della Circoscrizione n. 369 del
quartiere Tverskaja di Mosca, Tat'jana Neverova, ha riconosciuto
colpevole il rappresentante dei radicali russi Nikolaj Khramov per aver
co-promosso il Gay pride di Mosca del 27 maggio scorso. Il radicale
russo è stato condannato per 'disobbedienza alle pretese legittime
degli agenti di polizia' e al pagamento di una multa di mille rubli.
Stessa condanna per Nikolay Alekseev in analogo processo svoltosi ieri
sabato 9 giugno. Nikolay Khramov è uno dei sette organizzatori del Gay
pride di Mosca, che era stato vietato dal Sindaco. Per questo Marco
Cappato, deputato europeo radicale, insieme ad alcuni suoi colleghi
tedeschi e italiani, tra questi Vladimir Luxuria, si erano recati la
mattina di domenica 27 maggio davanti alla residenza del Sindaco di
Mosca per consegnare una petizione firmata da 50 deputati europei
contro la decisione del divieto. Mentre veniva distribuito il testo un
gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso che dava loro
la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti e poi a
picchiare i radicali, seguiti poco dopo dalla polizia che li ha pure
arrestati trattenendo i russi in cella per 24 ore. Durante il processo,
durato più di quattro ore, il tribunale ha interrogato in qualità di
testimoni i poliziotti Gogolev, Zhukov e il vice capo della polizia
S.
P. Medjanikov che hanno reso testimonianze contradditorie, dichiarando
che Khramov ha violato una legge amministrativa. Khramov è stato
quindi
accusato di "dire bugie allo scopo di sottrarsi alla responsabilità di
quanto accaduto"; il giudice non ha quindi dato credito alle
testimonianze rese al tribunale da giornalisti, osservatori
internazionali, deputati e funzionari del Parlamento europeo, tra gli
altri quelle di Marco Cappato e Ottavio Marzocchi, considerandole
'pretestuose'. La domanda di ricusazione del giudice, presentata
dall'Avvocato di Khramov, è stata respinta. Il giudice ha rifiutato di
allegare come prove le foto della 'France Press' dove erano documentate
le violenze contro i manifestanti. Dopo le due sentenze i radicali
russi hanno dichiarato: "Siamo pronti, se necessario, a rivolgerci alla
Corte europea per i diritti umani per dimostrare la nostra innocenza.
Il 16 giugno saremo a Roma, invitati dal Comitato organizzatore del Gay
Pride 2007".
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio 06-689791

NESSUN DOGMA
Parole di laicità . Convegno organizzato da Facciamo Breccia in
occasione del Pride GLBT 2007. Venerdì 15 giugno - dalle 14.30 alle
20,00 - presso la Casa delle Culture di Via S. Crisogono, 45 – Roma.
Già dal suo costituirsi, nell’autunno 2005, il coordinamento
Facciamo
Breccia ha messo a fuoco una duplice e urgente necessità : costruire
una
mobilitazione permanente su laicità e autodeterminazione ostenendo e
alimentando, al contempo, le pratiche di piazza con un percorso di
continuo approfondimento culturale. In occasione del Primo incontro
nazionale su laicità e autodeterminazione (Bologna 12-13 novembre
2005), avevamo cominciato a tematizzare in concetti le pratiche di vita
"non conformi" creando un vocabolario aperto come strumento di
resistenza e di lotta. Da quel primo appuntamento nazionale l’
esperienza della Breccia si è coniugata ad altre lotte, ha acquisito
nuovi strumenti e il desiderio di alimentare questo percorso di
conoscenza e di rivendicazione delle "nostre" parole si è mantenuto
vivo. D’altra parte, i continui attacchi oscurantisti che si
susseguono
da mesi, hanno reso urgente la messa a fuoco di alcune parole-chiave
con cui declinare la categoria di laicità nella vita quotidiana, nelle
esperienze, nei saperi e nelle lotte. Obiettivo è quello di
riappropriarci di un lessico che, a causa delle continue torsioni
ideologiche che subisce, rischia di perdere consistenza e forza. Questo
incontro non pretende di esaurire la complessità di questa tematica
quanto, piuttosto, mira a dotarci di strumenti linguistici necessari al
percorso di liberazione da ogni forma di monocultura confessionalista.
Programma: Saluto dei/le/l* portavoce del Pride 2007 ·
Autodeterminazione Lucilla Ciambotti, Coordinamento Lesbiche Romane ·
Chiesa Lidia Cirillo, Sinistra critica · Diritti e discriminazioni
Michele Grigolo, Istituto universitario europeo · Famiglie Daniela
Danna, sociologa · Informazione Angela Azzaro, giornalista di
Liberazione · Integralismi Collettivo Antagonismogay · Istruzione
Piero
Castello, Cobas scuola · Omofobia Paolo Pedote, scrittore · Vita
Elena
Del Grosso, Genetista Università di Bologna - Rete delle Donne di
Bologna · Welfare Graziella Bertozzo, Azione gay e lesbica - Facciamo
Breccia Coordina: Nicoletta Poidimani
E’ previsto un intervento dell’
UAAR
Info su www.facciamobreccia.org
COMUNICAZIONE RADICALI ROMA
FACCIAMO COPPIA IN-COMUNE! ASSEMBLEA PUBBLICA inerente alla proposta
popolare per istituire a Roma un registro delle Unioni Civili.
Organizzata dall’Associazione Radicali Roma e dalla Rosa nel Pugno.
ROMA,12 GIUGNO 2007 Ore 16.00, Sala Gonzaga, in via della Consolazione
4 Interverranno: Gianluca Quadrana (Capogruppo della Rosa nel Pugno al
Comune di Roma) Massimiliano Iervolino (Segretario dell’Associazione
Radicali Roma) Roberto Giulioli (Capogruppo Sinistra Democratica al
Comune di Roma) Gianluca Santilli (Presidente del consiglio VI°
Municipio, Margherita) Mario Staderini (Capogruppo della Rosa nel Pugno
al I° Municipio) Imma Battaglia (Presidente Di’Gay Project),
Francesco
Paoletti (Rappresentante Circolo Uaar Roma) Gianclaudio Morini
(Tesoriere dell’Associazione Radicali Roma). Inoltre saranno presenti
alcuni consiglieri comunali di Roma che hanno firmato la proposta di
delibera popolare. Durante l’incontro l’Associazione Radicali Roma
renderà pubblica l’iniziativa che ha intenzione di intraprendere in
occasione del Gay Pride nazionale del 16 Giugno per sostenere la
proposta di delibera popolare sulle Unioni Civili a Roma,
un’iniziativa
indirizzata direttamente al Sindaco Veltroni che coinvolge l’opinione
pubblica.
Per informazioni: www.radicaliroma.com Alessandra Pinna 339-
1582226
ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE: SCIOPERO DELLA FAME
Numerose adesioni allo sciopero della fame di Gino Antognetti
Gino
Antognetti, segretario dell'associazione radicale Ignazio Silone, torna
a impegnarsi nelle sue battaglie.
"Dopo 12 mesi esatti mi sento l’
obbligo morale e civile di impegnare le mie energie in un altro
sciopero della fame per dare una mano ai compagni, Pannella, Rita
Bernardini, ed altri 300 sostenitori affinché gli staff della Merkel e
di D’Alema si mettano concretamente a scrivere la Risoluzione sulla
Moratoria Universale della Pena di Morte da proporre alla prossima
assemblea dell’Onu. Non vorremmo ricevere la stessa fregatura del
2003
operata dallo staff del Ministro Frattini che fece decadere il tutto.
Questa volta con l’iniziativa di “Nessuno Tocchi Caino” più
della
maggioranza degli stati membri dell’Onu si sono detti pronti a
firmare,
ma sono passati molti giorni e la risoluzione ancora non è stata
scritta. Siamo preoccupati. Pertanto inizio il mio digiuno a partire
dalle ore 1 di venerdì 8 giugno fino alle 24 di sabato 9. Dedicherò
queste 24 ore alla sensibilizzazione in loco a questa iniziativa
politica straordinaria. Sia grazie a voi, mezzi di informazione, sia al
tradizionale uomo-sandwich". Numerose adesioni allo sciopero della fame
di Gino Antognetti contro la pena di morte: Stefania Pezzopane –
Presidente della Provincia de L’Aquila, Avv. Vincenzo Cipolletta
Segretario Giovani Socialisti ( la Federazione Aquilana dei Giovani
Socialisti offre il pieno e incondizionato appoggio alla iniziativa
radicale sulla moratoria della pena di morte), Enrico Verini –
Margherita, Vice segretario regionale; Stefano Frezza –R.C. ;
Fioravante Mancini – Idv, segreteria aquilana; Giulio Petrilli; Prof.
Romolo Continenza – Docente Facoltà Ingegneria de L’Aquila; Celso
Cioni
– assessore Urbanistica della Provincia, segretario DC; Alberto
Baiocchetti; Andrea Tarquini; Fabrizio Giustizieri, Giuseppe Fantasia.
CIALENTE CON ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE
L'Aquila, 9 giu. -
"Pieno sostegno e totale solidarieta' all'iniziativa di Gino
Antognetti, segretario dell'Associazione radicale Ignazio Silone, che
ha avviato uno sciopero della fame contro la pena di morte e in
sostegno dell'applicazione della mozione Onu che ne sollecita
l'abrogazione nei Paesi che ancora la praticano", sono stati espressi
dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. In una nota il sindaco
ricorda che "sono ancora molte, infatti, in varie parti del mondo, le
nazioni che ancora praticano l'applicazione di pene capitali,
offendendo e negando quel diritto alla vita che e' un valore
fondamentale della nostra societa' ". "Recentemente - aggiunge Cialente
- i rappresentanti di numerosi Paesi hanno marciato uniti, a Roma, fino
a piazza San Pietro, per gridare il proprio no alla pena di morte e
sollecitare il voto di una mozione in tal senso da parte delle Nazioni
unite. A fronte dell'impegno intrapreso dai Governi, tuttavia - precisa
Cialente -, non e' stata ancora redatta la Risoluzione sulla Moratoria
universale della pena capitale, da me peraltro firmata come
parlamentare, da proporre alla prossima assemblea dell'Onu. Il mio
pieno sostegno, come primo cittadino, a chi porta avanti questa
battaglia, e' dettato anche dalla considerazione oggettiva che la pena
di morte, laddove e' in vigore, non ha portato ad alcuna diminuzione
della criminalita' e dei reati per cui viene applicata, continuando
semplicemente ad alimentare la spirale di violenza e di dolore che e'
proprio alla base di quei comportamenti criminosi. L'iniziativa di Gino
Antognetti - conclude il sindaco dell'Aquila - serve dunque a
contribuire alla speranza di un mondo senza pene capitali, per uno
stato di diritto che tuteli davvero la vita in tutti i suoi aspetti".
POCHI STRONZI, MA POTENTI
Rivalutiamo lo Stronzo. La Semantica è una
Scienza inesatta, ma Precisa
Le dittature hanno due variabili:
intensità e ideologia
L'intensità considera efficacia del potere,
rapporto tra forza e consenso, grado di pluralismo, mobilitazione di
massa. L'ideologia invece l'atteggiamento sociale e i valori di fondo
della dittatura verso l'ordine politico-sociale esistente, il tipo di
rappresentanza di classe. E' in base all'intensità che si distingue
tra
autoritarismo, cesarismo, totalitarismo. Nell'autoritarismo
l'intensitÃ
del potere è scarsa, si fa uso del solo potere coercitivo poiché
instaurandosi in società tradizionali non necessita del coinvolgimento
delle masse. Lascia quindi una certa libertà e autonomia, non ha
l'esigenza di controllare tutti gli aspetti della società , rappresenta
il tentativo di alcune élite conservatrici di bloccare il processo di
modernizzazione, ma ci sono stati regimi che hanno tentato di favorire
la modernizzazione traghettando la società verso un nuovo ordine. Juan
Domingo Perón Sosa militare e presidente dell'Argentina è stato uno
dei
leaders più discussi anche per aver dato asilo e nascosto i nazisti in
fuga dai processi per crimini di guerra al termine della Seconda guerra
mondiale . Lo stronzo? Urge rivalutare Lo stronzo. Terapeutico per il
Paese che, allo stronzo, sia ridata dignità semantica, forza
espressiva, ricollocazione storica. Storia che va dalle origini
dell'uomo fino ai giorni nostri e futuri. Urge che il significato
lessicale dello stronzo si riappropri del suo potere umano, secolare.
Ma cos'è Lo stronzo? Qual'è il suo significato originario? Cosa
esprime? Lo stronzo originario ha la sua grande forza. Lo stronzo
attuale invece? Non ha materialità , odore, umore, sapore. E'
pulviscolare, impalpabile, immateriale, aereo: La forza dell'epiteto
stronzo neutralizzata, socializzata, quindi depotenziata l'offesa. La
fisiologia colloca Lo stronzo nella materia corporale: Lo stronzo è un
pezzo, più o meno grande, di merda, di escremento umano, o animale.
Quindi, Lo stronzo, ha grande forza, sicura materialità . Ha la sua
Grandeur, o la sua miseria. Dipende da chi lo produce, Lo stronzo, e
poi, lo depone. Lo stronzo, è patrimonio dello stitico come del
fecondo
produttore. E' è un prodotto universale. Ma soggetto, e strettamente
legato, alla sfera del mentale, della psiche. La parola stronzo è
realtà , esige massimo rispetto, considerazione scientifica, lessicale,
umana, sociale. Identità certa, appropriata finalità . Lo stronzo,
però,
negli ultimi anni è stato svalutato dal «modernizzarsi» del
linguaggio,
sottratta la potenza della forza espressiva del puteolente repulsivo,
dell'infettante, del nauseabondo. Lo stronzo è stato sterilizzato,
reso
etereo, inodore, ridotto a evanescente espressione immateriale, meta-
fisica, astratta. Chi ha privato, Lo stronzo, della sua potenza
semantica? Chi ha lo ha reso immateriale, inodore, acqua fresca? La
moda lessicale, la semantica rivisitata. «La modernizzazione del
linguaggio». Dall'esigenza «morale» del «disinvolto» spettacolare.
Esigenza di «minimalismo disinvolto» rivolto alle masse con
«l'eleganza
popolar-minimalista» del linguaggio. Esigenza ed imperio dettati
dall'«easy going», dall'«osare» linguaggi «nuovi», «moderni»,
«attuali», «del sociale», dell'adeguarsi alla «gente». Esigenza
imposta
dal linguaggio teatrale, cinematografico, letterario, mediatico,
giornalistico, televisivo. Insomma, sottoposto ad una sorta di terapia
celentanoide. E così, Lo stronzo, è stato evirato, castrato,
depotenziato della sua espressività immediata. Reso insignificante.
Un'ameba insomma. Un essere, un'entità , allo stato larvale. Quindi,
inoffensivo. Non più ingiurioso, offensivo, bensì «socializzato».
Privato dell'esigenza del riscatto, del duello all'ultimo sangue che
tutto ristabilisce, tutto lava, riequilibra e redime dall'offesa
subìta. E' ora di riappropriarsi del Potere, del peso specifico che
caratterizzava l'epiteto stronzo. Si dia dello stronzo a chi è
stronzo.
Cioè, un pezzo di merda. Un pezzo di merda con le prerogative della
materia di cui è composto. La merda. Quindi licenza di dare dello
stronzo a chi, e a quanti, si sono approfittati e continuano ad
approfittarsi del proprio potere, dal piccolo al grande. Potere dato
dalla collocazione nei suoi gangli. Collocazione che va
dall'istituzionale al burocratico, dal sociale al sindacale, dal
politico al commerciale, dall'economico al finanziario fino al Potere
editoriale. Dal Potere statale al militare, e, salendo o scendendo per
li rami, Potere e poterelli surrettiziamente ottenuti con il malaffare.
Potere e poterelli esercitati con l'inganno, il sopruso, la
sopraffazione. Potere e poterelli avocati a se' e tenuti ben saldi con
l'inflizione, mafiosa, della umiliazione da posizioni dominanti usate a
piene mani dal burocrate di Stato corrotto come dall'infedele servitore
dello Stato, fino alle consorterie politiche di parte, sull'inerme-
indifeso cittadino. Sul suddito. Lo schiavo. Sudditi e schiavi da
strumentalizzare, depotenziare con l'inflizione della disperazione,
impotenza, paralisi. Poi, mortuaria indifferenza, apatia,
rassegnazione. Quindi assuefazione, e conseguente crollo della
democrazia. Il suddito, lo schiavo, sulla cui pelle fare carriera.
Accumulare danaro, danaro estorto. Dispensare favori in cambio di
omertà . O infliggere, surretiziamente, punizioni oscure, mafiose. Il
suddito, lo schiavo su cui al primo insorgere di segnali - legittimi e
costituzionali - di protesta, di ribellione al Sistema, operare
mutilazioni, asservimento, paralisi. Potere non naturalmente dato,
quindi, dall'affermazione Meritocratica, che è Potere universalmente
riconosciuto, e naturalmente dato dal valore professionale. Alzi la
mano chi, proprio in questi giorni devastanti ed oscuri, non ravvisa
nella terribile sequenza dei fatti che contrappongono Istituzioni a
Istituzioni, Poteri dello Stato a Poteri dello Stato, Poteri finanziari
a Poteri economici, Poteri mediatici a Poteri politici, e viceversa,
l'urgenza di rivalutare il Potere del cittadino elettore di hiamare
eventi e protagonisti con il loro nome: Stronzi. Cosa sono, infatti, se
non pezzi di merda coloro nelle cui sporche mani è stato deposto il
Potere di intercettare, dossierare, schedare, violentare, danneggiare
migliaia di cittadini onesti ed inermi con il favore di Mamma Telecom?
I politici intercettati? Nessuna pietà : i Pio Pompa se li allevano in
seno, e li strapagano, in una partita di reciproca corruzione e
asservimento. In questo Paese è prassi normale spiarsi
trasversalmente,
non solo, ma all'interno stesso della consorteria di appartenenza. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro dalle cui mani è stato concesso, in
cambio di sporchi e disonesti guadagni, e di Poteri economico-
finanziario-politico, il Potere di intercettare, dossierare,
violentare, ricattare migliaia di cittadini onesti ed inermi con le
strumentazioni ed il favore di funzionari e sedi di Mamma Telecom? Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli burocratici di Stato per insabbiare, invalidare,
depotenziare, annullare, deviare denunce ed indagini sulle
intercettazioni illecite della banda degli spioni allevati e foraggiati
a suon di miliardi da Mamma Telecom-Pirelli? Tutto ciò, che è
l'aspetto
più grave ed indigeribile, destabilizzando popolo e istituzioni. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli di Stato per fare, e far fare, carriera negli Apparati
dello Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno
avocato a se', e tuttora coprono sotto l'ombrello di Stato, il fior
fiore dei Masnadieri di Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i
quali compiono le azioni più turpi, corrompono a destra e a manca ma
poi gridano al «Pericolo Peronista»? Peròn? Un galantuomo a
confronto
dei pochi, sempre gli stessi, Stronzi ma Potenti che ci ritroviamo tra
le balle. Succhiatori di sangue, cittadinanza, anima, patria.
Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm
LA DISCONTINUITA’ DELLE CURE SUI MINORI, COME
MALTRATTAMENTO
Lisa Permiani
Chi si occupa della gestione di servizi
per minori, ed in particolare per i minori con un provvedimento dell’
Autorità Giudiziaria, ha mai sentito parlare di discontinuità delle
cure come fattore di compromissione della qualità degli interventi
erogati, potenzialmente assai dannoso per chi di questi interventi
usufruisce? O di rispetto per chi, come psicologo o assistente sociale,
lavora (passando da un contratto di sei mesi all’altro) da anni in un
servizio con impegno e passione costanti? Ciò che è successo, in
modo
tanto plateale quanto silenzioso, in un servizio comunale per la tutela
dei minori della provincia di Milano, fa pensare di no. Un po’ di
cronistoria: un comune indice un bando di gara per la gestione di un
servizio tutela minori. Peccato che le lettere di invito alla
partecipazione al bando di gara vengano inviate alle cooperative
prescelte solo 15 giorni prima della data di scadenza del bando stesso.
Peccato anche che, tra queste cooperative selezionate da un’apposita
commissione di “esperti” tra i dipendenti comunali, alcune non
fossero
assolutamente competenti nella gestione di servizi per minori. Nulla da
meravigliarsi dunque se alla data di scadenza del bando, una sola
cooperativa ha mandato un progetto: aperta la busta, viene
immediatamente cestinata, perché il progetto risulta chiaramente al di
sotto dei criteri minimi richiesti. Scompiglio nella commissione: manca
una sola settimana alla scadenza dei contratti degli psicologi e degli
assistenti sociali, che fare? inutile dire che gli operatori in
questione rimangono all’oscuro di tutto ciò, salvo recuperare
informazioni attraverso voci di corridoio e “soffiate” dall’amica
che
lavora in comune e che telefona al collega sul cellulare riportando le
ultime novità emerse al tavolo tecnico… intanto, però, che fare?
Fissiamo o no il colloquio con la mamma di Jennifer la settimana
prossima? è il caso di iniziare il sostegno psicologico con Tommaso,
e
che senso diamo al progetto di affido per Carolina? Due giorni prima
della scadenza, colpo di scena: una delle esperte della commissione si
ricorda di una cooperativa che potrebbe risolvere il problema… ecco
quindi che esce dal cappello il nome di una nota associazione di
psicologi e psicoterapeuti specializzata in interventi psicologici
nell’
ambito dell’infanzia e dell’adolescenza. Una telefonata, ed è
fatta, il
progetto arriva. Pare perfetto, i funzionari comunali sono in
visibilio. Parte il rinnovo del contratto degli psicologi: stavolta per
15 giorni. La cooperativa deve valutare ciascun operatore prima di
inserirlo nell’organico, questo periodo servirà ad una reciproca
conoscenza, e ad un eventuale passaggio di casi, spiega il responsabile
dei servizi sociali. Ma, al termine dei quindici giorni, l’incarico
di
psicologi e assistenti sociali sarà rinnovato o no? Nessuna risposta,
tocca alla cooperativa decidere, il comune se ne lava le mani. Così
come non pare curarsi del fatto che, mentre la cooperativa
“valuta”, i
progetti sui minori rimangono in stallo, i colloqui rimandati a data da
destinarsi, le valutazioni richieste dal Tribunale sospese. Le
difficoltà delle famiglie, i sintomi dei bambini, i comportamenti
maltrattanti dei genitori sui figli, però, quelli no, non si
sospendono. Poco importa, pare, all’amministrazione comunale e tanto
meno al responsabile della cooperativa entrante (uno psicoterapeuta)
che con una telefonata comunica a psicologi e assistenti sociali che
alla scadenza del contratto, ovvero una settimana più tardi, il loro
incarico non sarà più rinnovato. Motivazioni? Chiede una delle
operatrici “liquidate”. “Mah, forse, insomma, sa, ci sono i
soci
della cooperativa, e poi forse dottoressa lei non si è impegnata
abbastanza…non lo so, guardi, è solo un’impressione…ma se vuole
ne
parliamo di persona”. L’operatrice accetta la proposta di un
colloquio
con il responsabile, per ricevere lumi sulle motivazioni della scelta.
Lascia più volte il numero di telefono alla segretaria della
cooperativa, in attesa di una chiamata che non arriverà mai. Negli
ultimi tre giorni utili, gli psicologi e gli assistenti sociali “in
scadenza” devono affrettarsi a comunicare ai bambini, ai loro
genitori, che “spiacenti, non potremo più seguirvi, sì, a partire
giÃ
da lunedì, no, non sappiamo chi verrà al nostro posto, né quando”
…Infatti nessun passaggio di casi è stato previsto, e gli utenti del
servizio sono lasciati nel buio, ad aspettare. Alcuni di loro,
esasperati, promettono che non ricominceranno da capo a raccontare la
loro vita a degli sconosciuti, quando lo hanno dovuto fare magari giÃ
due o tre volte nell’arco di un paio d’anni. In ogni caso, per
almeno
un mese nessuno glielo chiederà . Credo che una modalità di gestione
centrata solo sul rendiconto economico, o sul criterio della
minimizzazione del disagio (non però quello dei bambini, ma quello
degli operatori e funzionari comunali) che se ne infischia della
qualità del servizio, della continuità delle cure, del disagio di
minori per cui il tribunale ha richiesto degli interventi urgenti, non
sia accettabile, in un servizio la cui anima consiste nell’offrire,
su
mandato dell’autorità giudiziaria, una nuova chance a bambini
maltrattati e ai loro genitori. Credo anche che manovrare gli operatori
come pedine di un gioco di dama, dove l’amico, quello del tuo stesso
colore di “scuola”, elimina il non amico, ovvero quello
dell’”altra
scuola”, al di là di qualsiasi valutazione seria di competenze,
esperienze, titoli, sia un segnale di decadenza del sistema, che –
tra
l’altro - non fa onore a chi, funzionario comunale, o, peggio,
psicologo e psicoterapeuta di fama, di queste manovre è il
burattinaio.
FONTE Altrapsicologia.it
I FATTI DELLA SECOLARIZZAZIONE.
LE PAROLE
DELLA POLITICA.
CGIL Nazionale Settore Nuovi Diritti Fondazione
Critica Liberale. Presentazione del Terzo Rapporto sulla
secolarizzazione e la laicità in Italia 13 giugno 2007, ore 15,30
Centro Congressi Cavour, Roma, via Cavour 50/a Introduzione: La
secolarizzazione della società italiana, Silvia Sansonetti - Curatrice
del Rapporto sulla secolarizzazione del Settore Nuovi Diritti della
CGIL Nazionale e della Fondazione Critica Liberale. La politica per una
società che cambia Coordina: Enzo Marzo - Fondazione Critica
Liberale,
Presidente Natale D'Amico – Ulivo, Senatore, portaparola del gruppo
italiano dell'Internazionale liberale Franco Grillini – Sinistra
democratica, Deputato Franco Monaco – Margherita, Deputato,
firmatario
della "lettera dei 60" Maurizio Turco – Rosa nel Pugno, Deputato. La
società italiana fra secolarizzazione e laicità : Coordina: Maria
Gigliola Toniollo - CGIL Nazionale, Responsabile del Settore Nuovi
Diritti Gilberto Corbellini – ordinario di Storia della Medicina,
Univ. La Sapienza Roma Ettore Masina - giornalista e scrittore,
firmatario dell'appello alla Cei sul problema delle coppie di fatto
Paolo Naso - direttore di "Protestantesimo " Rai2 Ines Valanzuolo - il
paese delle donne Conclusioni Morena Piccinini - Segreteria
confederale CGIL
L’ALTRO MARTEDI
RADIO POPOLARE
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu. Martedì 12 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Luca Bianchini autore del
romanzo Se domani farà bel tempo Mondadori Editore e Elisa Arfini
autrice del saggio Scrivere il sesso Retoriche e narrative della
transessualità Meltemi editore. Radio Popolare FM 107.600 streaming
su
www.radiopopolare.it Email:
omomail@radiopopolare.it

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22 maggio 2007

news 22 maggio

L'ALTRO MARTEDI'
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu, Martedì
22 Maggio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Cristina
Gramolini di Arcilesbica Nazionale in occasione del convegno: "La
storia che non c'era" - Il movimento delle lesbiche in Italia - ROMA
1 –2 – 3 GIUGNO 2007 Tre giornate di studio e dibattito, per una
storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti.
RADIO POPOLARE
email: omomail@radipopolare.it FM 107.600 - streaming su www.
radiopopolare.it

COMUNICAZIONE ARCILESBICA
"La storia che non c'era - il movimento delle lesbiche in italia"
1-2-3 giugno 2007 Roma Casa Internazionale delle Donne. Tre giornate di studio e dibattito, per una storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti. Lesbiche al fianco del
movimento femminista, del movimento gay o indipendenti. Esperienze
straordinarie di autonomia da consegnare alla memoria collettiva e al
movimento di oggi. Programma: VENERDI' 1 giugno ore 16.30- 17.00
Apertura dei lavori, ore 17.00- 18.30 Sessione Politica I - Daniela
Danna -Lesbiche usciamo Fuori! – Roberta Vannucci -Non sono l'unica
lesbica al mondo: convegni lesbici separatisti 1981-1987 – Emma Baeri -
Le lesbiche, le femministe, le storiche. Appunti per una storia degli
incontri, dei conflitti, delle rimozioni attraverso la ricognizione di
alcuni luoghi politici tra gli anni Ottanta e Novanta - SABATO 2 giugno
ore 10.00- 12.00 Sessione Politica II - Moira Ferrari –Due settimane e
mezzo – Valeria Santostefano – Voci di donne lesbiche in Arcigay: tra
1989 e 1996 – Cristina Gramolini -La ricerca di una politica efficace:
ArciLesbica –Lidia Cirillo -Il lesbismo come tema e come problema per i
partiti politici italiani – ore 12.00-12.30 dibattito sulla Sessione
Politica, pausa pranzo. Ore 14.30- 16.00 Sessione Editoria – Paola
Guazzo - Storia breve di un'&strosa editrice. La &stro e il
lesbofemminismo italiano fra anni Ottanta e Novanta – Eva Mamini - Il
Dito e la Luna, o della sfida della visibilità – Marina La Farina -
Schede per un Pantheon dei libri lesbici in Italia – ore 16.00- 16.30
dibattito sulla Sessione Editoria, pausa. Ore 17.00- 18.00 Sessione
Artistica Eleonora Dall'Ovo - InSceNate Lesbiche – Luki Massa –Motore
>Azione! Tre decenni di regia lesbica – ore 18.00- 18.30 dibattito
sulla Sessione Artistica. DOMENICA 3 giugno ore 10.00-12.00 Sessione
Comunicazione Lilia Mulas -Babilonia: la parola viola – Giovanna
Olivieri -Memoria irregolare. 1981-2001 Vent'anni di Bollettina del CLI
–Monia Dragone e Barbara Romarri -From the fool to the world. Towanda:
appunti lesbici – Carmela Casole –Web, lo schermo lesbico – ore 12.00-
12.30 dibattito sulla Sessione Comunicazione, pausa pranzo. Ore 14.30-
15.30 Sessione Teorica Helen Ibry – Percorsi di legittimazione e
affermazione del desiderio lesbico – Nerina Milletti –Con divisioni:
spostamenti semantici e politici del termine "lesbica"- ore 15.30-
16.00 dibattito sulla Sessione Teorica. Ore 16.00-16.30 Conclusioni.
Info: www.arcilesbica.it


COMUNICATO MIT BOLOGNA
Siete informati su quanto successo e sta succedendo a Bologna? Dopo la nostra bellissima
manifestazione: un sit-in di 2000 persone davanti alla cattedrale con
lo striscione IERI INQUISIZIONE OGGI OMOFOBIA" siamo stati attaccati
dal vescovo che ha dichiarato che i Gay hanno offeso la madonna e
insieme la città. I titoli che compaiono su tutti i giornali e nelle
edicole sono da caccia alle streghe. Era immaginabile ma non a questi
livelli...e il vescovo stà rigirando la frittata e strumentalizzando la
nostra manifestazione aizzandoci contro tutta la città coperto da tutti
quei politici ambigui che hanno paura di dire le cose esattamente come
stanno. Dalla nostra solo Rifondazione e Verdi mentre il massacro
mediatico continua. Ma meglio questo che il silenzio...SIAMO RIUSCITI
FINALMENTE A FAR EMERGERE IL BUBBONE...GRIDANDO "IERI INQUISIZIONE OGGI
OMOFOBIA. QUESTA SI CHIAMA TEOCRAZIA. per piacere diffondete e stateci
vicini. Porpora Marcasciano


FASSINO RUTELLIZZATO
Piero Fassino si dice pronto a dialogare con Pezzotta e gli chiede di
sedersi attorno ad un tavolo per studiare il modo di riconoscere i
diritti alle coppie di fatto attraverso la modifica degli articoli del
codice civile. Lodevole iniziativa, ma forse sarebbe il caso che
qualcuno gli dicesse che la proposta dei DS tanto tempo fa erano i Pacs
che poi per esigenze di coalizione sono stati declassati a DICO, che
ricordiamo all'On Fassino, al movimento lesbico, gay e trans, non
piacciono affatto. Crediamo doveroso ribadire che sarebbe il caso che
la politica interpellasse di più i diretti interessati e non Savino
Pezzotta, di cui ci sfugge totalmente la rappresentanza di cui Fassino
lo investe.
Sul treno dei diritti, dove ci pare di capire che esistano
classi diverse, Fassino e Pezzotta vogliono riaprire per noi le
carrozze di 3 classe. Cominciamo a essere stufi di dover seguire ogni
giorno le capriole di Fassino, che dall'equidistanza delle due piazze (
San Giovanni, P.zza Navona) è passato a entrare in piena sintonia solo
con una, e guarda caso quella del family day, una manfestazione
apertamente contro i diritti. Ribadiamo con fermezza che qualunque
riconoscimento per le coppie di fatto deve essere pubblico e non
privato. Non a caso le 3 parole d'ordine del Pride Nazionale Unitario
del 16 giugno prossimo a Roma, saranno PARITA', DIGNITA', LAICITA'.
Fassino abbia il coraggio di venire in piazza con noi, nel 94 lo fece
pure Rutelli. Rossana Praitano Presidente Circolo Di Cultura
Omosessuale Mario Mieli Tel 065413985 Segreteria Politica 3487708437


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY NAPOLI
Napoli, 18/05/2007
Arcigay Napoli
aderisce alla manifestazione nazionale sui rifiuti
Arcigay Antinoo di
Napoli aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale per la
raccolta differenziata, il compostaggio e la bonifica dei rifiuti che
avrà luogo con il corteo che partirà sabato 19 maggio alle ore 15,00 da
piazza Garibaldi a Napoli. Arcigay Antinoo di Napoli che fa parte del
cittadino "Comitato Allarme rifiuti tossici", condivide le finalità del
"Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso tra comitati, reti,
movimenti e gruppi".


CIRCOLO MARIO MIELI
A TUTTI COLORO CHE ORGANIZZANO VIAGGI IN PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE ROMA PRIDE 2007
CI GIUNGONO NUMEROSE RICHIESTE DA TUTTA ITALIA INFORMAZIONI
SUL VIAGGIO PER ROMA IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 16
GIUGNO. CHIUNQUE DI VOI ORGANIZZI PULLMAN PER ARRIVARE A ROMA
(RICORDIAMO CHE SI PARTE DA PIAZZALE OSTIENSE E CHE IL CONCENTRAMENTO
E' PREVISTO ALLE ORE 16.00) E' PREGATO DI FARCELO SAPERE INDICANDOCI
L'ASSOCIAZIONE ORGANIZZATRICE, UN REFEREENTE ED UN NUMERO DI TELEFONO
PER ESSERE CONTATTATI DA CHI DESIDERA EVENTUALMENTE AGGREGARTSI. E'
NECESSARIO RICEVERE LE INFORMAZIONI AL PIU' PRESTO POSSIBILE IN MODO DA
POTERLE INSERIRE AL PIU' PRESTO MEL SITO WWW.ROMAPRIDE.IT
TALE URGENZA
SI RENDE ANCOR PIU' NECESSARIA PERCHE', ALMENO AD OGGI, PARE SIA STATO
PROCALAMATO UNO SCIOPERO DELLE FERROVIE PROPRIO IL 16 GIUGNO, NON
ANCORA CONFERMATO MA CHE RENDE ANCORA PIU' NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE
ORGANIZZATIVA DI TUTTI/E NOI. ATTENDIAMO UNA VOSTRA RISPOSTA AL PIU'
èRESTO POSSIBILE. GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE E A PRESTO! Andrea
Berardicurti/Stefano Mastropaolo/Massimo Farinella Segreteria
Organizzativa Roma Pride 2007
Via Efeso, 2/A 00146 ROMA tel.
065413985 fax 065413971 Cell. 3487708437


COMUNICATO STAMPA
BABILONIA
Babilonia mensile di cultura e vita omosessuale «Finché ci sarà una
religione esisterà sempre una lotta contro l'omosessualità. Se una
religione accettasse l'omosessualità scomparirebbe, in quanto, la base
della religione è la procreazione: uomo-donna; Adamo ed Eva. Bisogna
però lottare a favore della laicità, perché la religione va bene come
fatto privato, non può farsi pubblica; non può entrare nella vita
economica e politica di uno Stato. Ciascun cittadino ha diritto di far
ciò che vuole; non esiste che la Chiesa, la Moschea o la Sinagoga
entrino a casa mia per dirmi come devo fare l'amore e con chi». A fare
questa affermazione è lo scrittore Tahar Ben Jelloun, nella intervista
rilasciata al mensile Babilonia, in cui parla più estesamente del suo
ultimo libro: "Partire". Al mensile storico omosessuale che lo incalza
sulle controversie sui diritti omosessuali e la Chiesa cattolica, lo
scrittore maghrebino risponde, dicendo: «Mi spiace molto che gli
italiani non abbiano maggiore forza nel chiedere una base democratica
che è la laicità dello Stato. La laicità è una base della democrazia
(...) Altrimenti il Papa è sempre lì a dire cosa devono fare gli
altri». Parla molto del suo libro, Tahar Ben Jelloun, con Babilonia ma
anche di omofobia, bullismo e giovani: «Bisogna educare, partire dai
bambini, ad accettare gli altri; ad accettare la differenza. Tutto
inizia a scuola ma occorre educare anche i genitori che spesso sono
portatori di pregiudizi». Lapidario e netto sul tema del matrimonio e
adozione per gli omosessuali: «Io sono a favore delle libertà
individuali; se si tratta di due adulti sono affari loro. Sono stato in
Brasile, ho incontrato un amico che vive con un altro uomo; hanno
entrambi deciso di adottare un bambino che vive nelle favellas. Questo
bambino avrà possibilità maggiori di crescere senza diventare un
criminale. L'immagine della famiglia tradizionale non sarà certamente
intaccata da queste scelte, e l'adozione è anche salvezza per molti
bambini». Sullo stesso numero, tra i vari servizi, una lunga intervista
a Miguel Bosè; il nuovo presidente francese visto dai gay d'Oltralpe;
uno speciale sui Gay Pride e su Arcigay recentemente uscita dal
Congresso nazionale e le corrispondenze da Mosca, India, Stati Uniti,
Belgio, Spagna.
Mario Cirrito (Babilonia)

Catania
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da politici incompetenti e
codardi e dai vertici religiosi ipocriti. Quello che l'anno scorso, ci
sembro' un colpo di testa di uno sparuto gruppo di fascisti, oggi ci
pare sempre più chiaramente il risultato di anni di odio, insulti e
demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali e dei diversi. E' per
questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i tempi ridotti, di
provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo che non fare il
Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e chi gli e'
vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che mai c'e'
l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare in piazza
chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di tutt*. Alla
luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per quest' anno,
ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le realtà GLBT e
non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra proposta e' di
fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare insieme e in
gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità. Solo una
risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo che
speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT e
non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Cordiali saluti, Froci
Sempre Fascisti Mai!!! Open Mind centro di iniziativa GLBT - Catania


COMUNICATO ASSOCIAZIONE
2 AGOSTO 1980
Martedì 22 maggio 2007 – ore 17:
30 Biblioteca dell'Archiginnasio – Piazza Galvani 1– Bologna Carlo
Lucarelli, Paolo Bolognesi e Vittorio Rizzi. Presentano il libro UNA
STELLA A CINQUE PUNTE di Daniele Biacchessi Baldini Castoldi Dalai
editore Sarà presente l'autore. Per informazioni: Ufficio Stampa BCDe
02 58143241 – 214 – 230

INFORMAZIONE E
DEMOCRAZIA NEGATA
Articolo
di Isabelle Rizk
Recentemente, nei giorni del Family Day, il tema delle
coppie di fatto e del riconoscimento dei diritti civili degli
omosessuali è stato molto dibattuto nei programmi di "informazione".
Sono stata, con la mia compagna, involontaria protagonista e vittima in
questa kermesse che ha visto molte testate, in particolar modo quelle
televisive, allineate nel sostegno ad una iniziativa concepita
piuttosto "contro" che "a favore". La trasmissione "Confronti", su
Rai2, per la puntata di venerdì 11 maggio (il giorno prima della
manifestazione) prevedeva un dibattito sull'argomento tra Gianni
Vattimo e Vittorio Sgarbi. Il lancio avrebbe dovuto essere una breve
intervista a me e alla mia compagna; un filmato di pochi minuti in cui
due persone, una delle quali molto credente, raccontavano del loro
amore difficile a causa dei pregiudizi e per una grave malattia di una
delle due; raccontavamo di un sentimento reso ancor più forte dalle
avversità. Il video si concludeva con l'esortazione a riflettere sulle
vite delle persone che si pretende di giudicare, sui loro problemi e
sulle ingiuste sofferenze che una spregiudicata campagna politico-
religiosa sta ulteriormente alimentando. Il tutto inoltre con molta
pacatezza. La trasmissione è andata regolarmente in onda, ma al
servizio girato dalla troupe Rai in casa nostra (con i relativi costi a
carico dei contribuenti) la redazione, all'ultimo momento, ha preferito
uno stralcio tratto da una intervista realizzata dalle "Jene", un
format di Mediaset. In questa intervista è stato chiesto a due ragazzi
gay quante volte a settimana "lo facevano ", quali erano le loro
posizioni preferite, se amavano i bambini e la loro risposta: "...ci
fanno schifo, preferiamo i cani". Frase magica, probabilmente lo stacco
in perfetta sintonia con l'immagine sponsorizzata dalla redazione di un
mondo gay assolutamente antitetico a quello ben più rassicurante
rappresentato dalla "famiglia tradizionale". Questo (e lo ripeto) un
giorno prima della manifestazione. Sono francamente nauseata da tutto
ciò, nauseata dal fatto che si cerchi di orientare secondo i propri
interessi l'opinione delle persone, per di più con mezzi pubblici,
quindi di tutti, nauseata perché l'operazione sembra riuscire, mettendo
in crisi la mia fiducia nella autonoma capacità critica di ognuno di
noi, nauseata dal fatto che una chiesa che dovrebbe insegnare amore e
rispetto per gli altri, sta invece orchestrando una campagna
diffamatoria che genera disprezzo e emarginazione, nauseata infine da
una classe politica che si definisce democratica e civile e non riesce
ad essere onesta neanche con se stessa, ipocritamente asservita ad
oscuri poteri e meschine ambizioni. Ho sempre avuto fiducia nell'
intelligenza delle persone, ho sempre creduto che la giustizia e l'
amore alla fine debbano prevalere, almeno nei grandi sistemi, almeno
nella dimensione dei principi. Ma questo presuppone consapevolezza da
parte di noi tutti, quella consapevolezza la cui salvaguardia dovrebbe
essere la ragione di esistere dei sistemi di informazione, ma la cui
negazione oggi invece appare come la loro sola possibilità di
sopravvivere. Rendendo questa lettera aperta ai media un paradosso in
sé. Riducendo le ambizioni per una società migliore ad anacronistiche
illusioni per coloro che ancora continueranno a crederci. Isabelle Rizk


ZANON E FAIXE EL FOGO,
SE MAGNA VENEXIA?
Palazzo Chigi con la
bellezza di 13 «aerei blu» - più quelli a noleggio - e Venexia? Venezia
con un solo vecchio e malandato elicottero per spegnere gli incendi
Professor Zanon, e fai che il fuoco si mangi Venexia? Poi come la
mettiamo?
è stata la risposta alla nota diramata dal Professor Luigi
Gigio Zanon, strenuo e infaticabile cittadino a difesa della sua
Venexia, «Il degrado a Venezia» inviandola per conoscenza a istituzioni
locali, regionali e a cittadini veneti e non ed invitando Zanon a
perorare questa ennesima battaglia a favore della sua amatissima città:
Che la città patrimonio del mondo venga dotata dei mezzi idonei alla
sua salvaguardia dagli incendi che hanno già mietuto troppe vittime
umane e devastato il Teatro alla Fenice, il Mulino Stucky, Palazzo Coin
a Rialto, la chiesa di San Geremia, la Casa d'accoglienza per disabili
mentali a San Marco, un palazzo a Campo della Guerra, la Sinagoga,
Palazzo Volpi a San Beneto ed altre realtà monumentali e storiche.
Qualche giorno dopo, Gian Antonio Stella, coautore con Sergio Rizzo del
libro-inchiesta «La casta» - una precisa quanto impietosa analisi degli
scandalosi costi della politica, e dei politici - ha scritto nel suo
articolo «Venezia, contro il fuoco un solo elicottero e tanti
serenissimi Santi»: «Tema: è giusto che palazzo Chigi abbia la bellezza
di 13 «aerei blu» (più quelli a noleggio) che hanno volato
complessivamente nel 2005 per 37 ore al giorno costando ben 65 milioni
di euro mentre non si trovano i soldi per un secondo elicottero che
limiti i rischi nella più bella delle città a rischio? Per non dire dei
vigili del fuoco che sugli elicotteri si giocano la pelle per spegnere
gli incendi. Per avventurarsi in imprese come quei 23 giri notturni
sulla Fenice, (in fiamme (ndr) un pilota con oltre 25 anni di servizio
pagato 1.380 euro al mese (1380!) ha un'indennità di volo di 560 euro:
18 euro e 66 centesimi al giorno. Hanno chiesto il minimo «gli angeli
del fuoco»: lo stesso trattamento degli elicotteristi della Polizia,
che dipendono dallo stesso ministero degli Interni ma che guadagnano
molto di più». «Il sottosegretario Ettore Rosato, - ha concluso Stella
- allargando le braccia, ha risposto di no: la cosa costerebbe 4
milioni di euro. Troppi, per uno Stato che porta le Loro Eccellenze
anche alle feste private in giro per l'Europa o in pellegrinaggio al
monte Athos ma poi deve anche risparmiare». Che faccia 'e cuorno stu'
sottosegretario però! (ndr). Su quanto accade all'ambiente naturale ed
umano della città patrimonio del mondo, senza che nessuno se ne curi da
anni ed anni, e rendersi conto della realtà veneziana, l'articolo di
Gian Antonio Stella va letto interamente sperando che, finalmente, le
istituzioni nazionali, regionali e locali competenti provvedano a porre
fine a questo stato di cose da terzo mondo. Chi non ha letto l'articolo
scriva a Gstella#rcs.it e lo chieda. Ripeto, l'articolo va letto dalla
prima all'ultima parola per capire in quale grado di abbandono è
sprofondata e giace Venezia. Questo che ho riportato è solo un piccolo
stralcio delle drammatiche incredibili realtà veneziane descritte, ma
anche dei faraonici sperperi a cui si abbandonano ed in cui sguazzano
le nostre istituzioni e il nostro Stato, veri attuali satrapi. Realtà
riportate da un veneto qual'è Gian Antonio Stella. Stralcio che ho
inviato alle Giunte del Comune di Venezia e della Regione Veneto, alla
Stampa locale, al Capo del Governo, al sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio dei ministri ed al ministro dell'Interno, alla Segreteria
particolare del ministro per gli Affari Regionali, e per conoscenza a
membri del FAI. E che con la abituale Newsletter ricevono la Stampa
nazionale, le Agenzie di stampa ed i circa 73.000 destinatari a cui si
aggiungeranno lettori di giornali e periodici, di siti internet, di
Google, Yahoo e di altri motori di ricerca, e della mia rubrica on
line. «Il Premier? Per ora non ha dimostrato particolare attenzione ai
temi della difesa ambientale, Prodi dimentica l'ambiente. Promettono ma
non mantengono» ha dichiarato Giulia Maria Mozzoni Crespi - fondatrice
nel 1975 e presidente del Fai Fondo per l'Ambiente Italiano - al
quotidiano La Stampa nel corso della conferenza stampa svoltasi il 2
marzo scorso a Luvigliano di Torreglia nel brolo della Villa dei
Vescovi, la rinascimentale dimora immersa nei Colli Euganei acquistata
nel 1962 da Vittorio Olcese e da me, in comproprietà pro indiviso,
(realtà storica, e macroscopicamente catastale, di cui istituzioni ed
altre realtà, diciamo «misogine», omettono di menzionare) e
comproprietà che, sin da allora, ci impegnammo l'un l'altra a che ne
avremmo fatto dono allo Stato o ad una Fondazione perchè durasse nei
secoli futuri. Buon lavoro, a tutti, dunque. Chi desidera ricevere via
email una stupenda grande immagine del Leone di San Marco, me la
chieda. Non è allegata perchè pesa 255 Kb.
Giuliana D'Olcese www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


L'ANTARTIDE STA FONDENDO
Dal satellite Nasa arriva l'allarme. Il Polo Sud comincia a
sciogliersi. Gli scienziati hanno le prove, l'Antartide sta fondendo.
Il fenomeno più significativo osservato negli ultimi 30 anni
Il Polo
Sud, fino ad oggi rimasto in apparenza estraneo al trend del
surriscaldamento del pianeta riconducibile all'inquinamento, comincia a
mostrare le prime crepe. L'occhio del satellite non sbaglia e gli
scienziati hanno potuto riconoscere il dissolvimento di blocchi
dislocati in punti diversi della zona ovest del continente. In tutto
un'area vasta quanto la California. "L'Antartide ha mostrato fin'ora di
resistere al riscaldamento, eccetto che per la zona della penisola
antartica", dice Konrad Steffen, direttore del centro di ricerche di
Boulder in Colorado che, sulla base di dati inviati dal satellite Nasa
QuikScat, ha fatto la scoperta. "Adesso però si riconoscono i primi
segni dell'impatto del surriscaldamento anche in questa parte del
globo: si tratta del fenomeno più vasto riscontrato dal satellite negli
ultimi 30 anni". I dati si riferiscono al periodo 1999-2005: pare sia
bastata una settimana di caldo intenso due anni fa a ingenerare uno
scioglimento della coltre più superficiale, poi ricongelatasi con le
temperature notturne e con le successive nevicate. La preoccupazione
maggiore degli scienziati è che la neve sciolta possa produrre crepe
nei blocchi sottostanti, insinuandosi fino agli strati più profondi,
determinando così il distacco di zolle bianche dal continente antartico
e il loro scivolamento graduale nell'oceano. Il fenomeno non è stato
registrato immediatamente proprio per il fatto che il manto più esterno
è tornato a cristallizzarsi. L'aspetto superficiale appare quindi
immutato. Gli strumenti del satellite però - gestito dagli scienziati
del laboratorio Nasa di Pasadena, in California - funzionano sulla base
di impulsi radar che vengono inviati sulla superficie di ghiaccio e ne
misurano l' "eco" prodotta, "scannerizzandone" così lo spessore e
mettendo in evidenza il processo di scioglimento e ricongelamento che
li ha interessati. I dati hanno permesso di vedere che si sono
liquefatti strati in zone dell'entroterra distanti fino a 900
chilometri dall'oceano e ad altitudini (oltre i 1800 metri) che
facevano escludere la possibilità di un fenomeno simile. L'Antartide
costituisce la principale riserva d'acqua dolce del pianeta ed è
pertanto fondamentale monitorarne costantemente l'evoluzione. E questo
anche per l'innescarsi di un insieme di conseguenze dagli effetti per
ora imponderabili: proprio il processo di scioglimento e riversamento
negli oceani potrebbe, alterando il livello delle acque e il loro grado
di salinità, traformare il sistema delle correnti e influenzare
successivi mutamenti climatici. Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA
Promiseland.it

NESSUNO TOCCHI CAINO
19.05.2007
MORATORIA. D'ALEMA, A
ITALIA E GERMANIA MANDATO UNANIME UE PER TESTO RISOLUZIONE – 14 maggio
2007: "I ministri dell'Unione europea hanno conferito all'Italia e alla
presidenza tedesca il mandato unanime per preparare il testo della
risoluzione sulla moratoria per la pena di morte da presentare
all'Assemblea generale dell'Onu in corso'. Lo ha affermato il
vicepremier Massimo D'Alema al termine della riunione dei ministri
degli Esteri dell'Ue. La decisione dei ministri degli Esteri Ue di dare
un mandato unanime all'Italia e alla presidenza tedesca è "un successo
europeo di cui l'Italia e' il principale artefice", ha detto D'Alema.
Il vicepremier ha spiegato che il mandato conferito include anche
raccogliere le adesioni per una 'cosponsorship' e prendere contatto con
la presidenza dell'Assemblea dell'Onu per poter presentare la
risoluzione gia' dalla corrente assemblea generale. 'Ci fa piacere - ha
detto D'Alema - poter dire che questa decisione e' una decisione dei
Paesi membri dell'Ue, nella quale l'iniziativa italiana potra'
svilupparsi non in modo solitario, ma insieme alla presidenza tedesca'.
Il vicepremier ha espresso 'gratitudine' alla Germania e ai Paesi Ue
che hanno sostenuto l'iniziativa italiana, spiegando che ora si tratta
di lavorare 'concretamente'. 'La decisione e' presa - ha spiegato
D'Alema - si tratta di stendere la risoluzione e di raccogliere le
'cosponsorship' e di prendere contatto con la presidenza'. Quanto ai
tempi dell'iniziativa, D'Alema ha ribadito la volonta' di inserire la
questione della moratoria sulla pena di morte all'ordine del giorno
dell'attuale Assemblea generale dell'Onu. 'Speriamo si creino le
condizioni regolamentari e che da parte della presidenza si possa
mettere in agenda', ha spiegato D'Alema, secondo il quale quella dello
stop alla pena di morte e' stata una 'campagna in crescita' alla quale
ha contribuito in modo importante anche il voto 'quasi unanime' del
Parlamento Europeo'. Quanto alla 'cosponsorship', il vicepremier ha
spiegato che l'obiettivo non e' 'semplicemente di allargare il consenso
ma di puntare ad una 'cosponsorship' perche' un gruppo di paesi possa
essere promotore con Italia e Germania'. Rispondendo alle domande dei
giornalisti, D'Alema ha indicato che fra i paesi che potrebbero essere
i 'cosponsor' ci sono Brasile, Sudafrica e Nuova Zelanda.
MORATORIA.
RADICALI: SOSPENSIONE 36 ORE, POI RIPRENDE SCIOPERO FAME A OLTRANZA –
15 maggio 2007: "Dobbiamo con molta serenita' e gravita' confermare che
lo sciopero della fame ad oltranza va avanti per arrivare a superare
questa fase e per evitare che, dopo il successo del CAGRE di ieri, si
pregiudichi il risultato finale della moratoria universale sulla pena
di morte". Lo ha annunciato Marco Pannella, commentando, in una
conferenza stampa, la decisione di ieri a Bruxelles del Consiglio dei
Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, che ha conferito all'Italia
e alla Presidenza tedesca un mandato unanime per presentare
all'Assemblea generale dell'Onu in corso una risoluzione per la
moratoria. "Il piu' difficile e' adesso - ha detto Pannella - e' adesso
che cominciano i giorni e le settimane per evitare il rinvio
dell'approvazione della risoluzione dell'Onu". Per marcare l'importanza
di quanto accaduto ieri - ha proseguito il leader radicale - abbiamo
deciso anche di riassumere alimenti per le prossime trentasei ore'.
IRAN. QUINDICI IMPICCATI PER TRAFFICO DI DROGA – 14 maggio 2007:
quindici uomini sono stati impiccati recentemente in Iran per traffico
di droga, riporta il giornale Quds. Le esecuzioni, precisa l'organo di
stampa, sono state effettuate negli ultimi 10 giorni nella città di
Mashad, nel nordest del paese. "La magistratura colpisce con decisione
i responsabili dell'insicurezza e del traffico di droghe, e ha messo a
morte 15 trafficanti", ha detto il capo dei procuratori della città,
Gholam Hossein Esmaeeli, citato dal giornale. La legge iraniana prevede
la pena di morte per il possesso di più di 30 grammi di eroina o di 5
chili di oppio. Secondo le stesse autorità, che però non forniscono
statistiche ufficiali, molte esecuzioni in Iran sono relative a reati
di droga, ma è opinione di osservatori sui diritti umani che molti di
quelli giustiziati per reati comuni, in particolare per droga, possano
essere in realtà oppositori politici.
NIGERIA. AMNISTIA PER PRIGIONIERI
PIÙ ANZIANI – 16 maggio 2007: il Governo della Nigeria ha deciso di
liberare i prigionieri del braccio della morte con più di 60 anni che
siano lì rinchiusi da più di 10 anni. Ha stabilito inoltre l'amnistia
per tutti i detenuti del paese che abbiano più di 70 anni. Le
liberazioni avverranno tutte prima dell'insediamento del nuovo
presidente, prevista per il 29 maggio. Dopo otto anni in carica, il
presidente Olusegun Obasanjo cederà infatti il potere a Umaru Yar'Adua,
a seguito delle elezioni svoltesi lo scorso aprile. La misura decisa
dall'esecutivo – ha detto il ministro dell'Informazione, Frank Nweke -
è parte degli sforzi tesi a ridurre l'affollamento delle prigioni
nigeriane, nelle quali la maggioranza dei detenuti non è stata ancora
processata. Il Ministro non ha però fornito il numero dei detenuti di
ogni categoria che saranno liberati.
OKLAHOMA (USA). ESONERATO DOPO 21
ANNI DAL BRACCIO DELLA MORTE – 11 maggio 2007: Curtis Edward McCarty è
stato liberato dal braccio della morte dell'Oklahoma, nel quale ha
trascorso 21 anni. Il giudice distrettuale Twyla Mason Gray ha
stabilito infatti che le accuse contro di lui fossero ritirate, dopo
aver appurato che la testimonianza resa nel processo dall'ex chimico
della polizia - Joyce Gilchrist - era falsa. Il procuratore
distrettuale David Prater ha detto che non avrebbe presentato ricorso
contro la decisione del giudice. In base alla falsa testimonianza
della Gilchrist, sperma e capelli rinvenuti indicavano in McCarty il
possibile killer, e le giurie avevano finito per ritenerlo colpevole.
Quando la difesa aveva chiesto la ripetizione dei test, i reperti
biologici risultarono persi. In seguito un giudice stabilì che la ex
chimico della polizia li aveva eliminati o volontariamente persi.
Recentemente, nuovi test Dna hanno dimostrato che lo stupro fu commesso
da un'altra persona. Sin dall'arresto, McCarty si è sempre dichiarato
innocente. Si tratta del 124° esonero dal braccio della morte dal 1973,
e del primo nel 2007.

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27 febbraio 2007

news 27 febbraio

L'ALTRO MARTEDI'
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 27 febbraio dalle ore 22.35 alle ore 23.30
Presenta: Grazie dei Finocchi Puntata speciale di Like a Rolling Stonewall
dedicata ad aneddoti e musica a diporto fra le presenze gay & lesbo nella storia del
Festival di Sanremo a cura di Piergiorgio Pardo
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it



COMUNICATO STAMPAnBologna, 26 febbraio 2007
DICO: ARCIGAY, IN PARLAMENTO UN VOTO BIPARTISAN COME SUL DIVORZIO
"I
parlamentari eletti con l'Unione hanno il dovere morale e politico di
rispettare l'impegno scritto nel programma per una legge sulle coppie
di fatto. I laici del centrodestra hanno un'opportunità di
differenziarsi dalla melassa clerico-qualunquista che li circonda". Il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, lancia un appello
bipartisan ai parlamentari, anche dopo le parole del segretario della
DC per le Autonomie, Gianfranco Rotondi, che ha dichiarato di stare
preparando una proposta "che sarà gradita dalla Cei ad Arcigay".
"Questo parlamento - prosegue Lo Giudice - può compiere uno scatto d'
orgoglio costruendo una legge di stampo europeo sulle unioni civili, a
partire dalla proposta Pollastrini poi disossata in corso d'opera. "Si
faccia come ai tempi del divorzio, quando una maggioranza trasversale
di parlamentari seppe neutralizzare gli attacchi reazionari delle
destre più integraliste e del Vaticano. "Alcune voci già si levano in
questa direzione: noi siamo disponibili a confrontarci da subito con
quei parlamentari del centrodestra, da Gianluca Rotondi a Chiara
Moroni, che vogliano aiutare l'Italia ad entrare nella modernità".
Ufficio stampa Arcigay



COMUNICATO STAMPA
PRODI: DICEVO
Com'era
prevedibile la crisi del Governo giocatasi sulle linee di Politica
estera sembra rientrare attribuendo la responsabilità alla sinistra più
radicale e approfittando dell'occasione ghiotta per imbavagliarla. I
dodici punti che Prodi pone come irrinunciabili del programma di
Governo ridisegnano l'asse dell'azione politica rafforzando il Premier
e centrando l'attenzione su "liberalizzazioni", "politica estera",
"sostegno alla famiglia", "riforma delle pensioni"... Elementi che in
un qualsiasi Paese europeo caratterizzano politiche di centro destra
divengono in Italia il presupposto per la prosecuzione del fragile
Governo di centro sinistra e per non farci ripiombare nella barbarie
personalistica di Berlusconi. Una cosa è certa tra i punti controversi
che Prodi considera irrinunciabili oltre a qualsiasi riferimento a
politiche ambientali e sociali non ci stanno i diritti delle coppie di
fatto. Le già timidissime e inadeguate proposte governative vengono
sacrificate sull'altare dell'allargamento al centro, nel silenzio della
sinistra bastonata. Un Governo che per sopravvivere perde l'anima, e
rinuncia ad una parte del programma per il quale è stato votato meno di
un anno fa ci lascia profondamente perplessi e ci fa ritenere
quest'esperienza di corto respiro e di povero slancio ideale. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli intende rafforzare e
intensificare la sua mobilitazione politica per la promozione dei
diritti civili per le persone omosessuali e transessuali nel nostro
Paese, senza fare sconti ad una classe politica che si ostina a
considerarci cittadini di serie B e a non ritenere le nostre richieste
prioritarie e caratterizzanti per l'azione di un governo riformista.
Invitiamo quindi tutti ad una forte partecipazione di massa alle
manifestazione nazionale del 10 marzo e al Pride Nazionale del 9 giugno
a Roma. perché ancora una volta non siamo noi a pagare con l'oblio.
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone
349.73.55.715



(CIERRE)
Cronache Ribelli
a cura di Cinza Ricci Gaya
CsF
DICO che???
Non un numero tatuato sul braccio, ma quattro lettere:
"DICO", come la nota catena di Discount alimentari... e non si
vergognano neanche un po'. Già lo sapevamo, almeno dai tempi della
presentazione del programma dell'Unione, in piena campagna elettorale.
E lo sapevamo anche da prima, da quando abbiamo capito che qualcuno coi
PACS aveva trovato il modo di prosperare a spese dei contribuenti. Lo
sapevamo e l'avevamo detto: avete fallito, avete sbagliato, scollate il
vostro tronfio didietro da quelle dannate poltrone, tornatevene a casa!
Ma niente, perché in Italia a far critica, a dire le cose come stanno,
ci si ritrova sempre soli, fatti fuori a suon d'insulti e canzonature,
bollati come iettatori, invidiosi, disfattisti. Poi, a danni fatti,
ecco le belle addormentate cadere dal pero - ecco l'ovino gregge
torcersi, tarantolato, strapparsi le vesti e i capelli, gridare allo
scandalo. Ma quale scandalo??? Nemmeno la decenza di stare zitti.
Questo disegno di legge non è soltanto un insulto umiliante che offende
il buon senso e l'intelligenza delle persone etero ed omosessuali
(almeno quelle che ne sono dotate), non è soltanto un marchio infamante
con il quale s'intende dividere i cittadini tra buoni cattolici
eterosessuali che hanno in mano la salvezza dell'umanità e cattivi
miscredenti degenerati che vogliono farla a pezzi, è qualcosa che
avalla le ideologie e le pratiche sempre più vessatorie, discriminanti
e violente messe in atto contro ogni forma di dissenso, diversità e
difformità. È un artificio ridicolo che ci farebbe sganasciare dal
ridere se non fosse ad un passo dal diventare legge dello Stato! È un
pastrocchio ipocrita, pernicioso e inutile che serve solo a porre
ulteriori veti e limitazioni (ad esempio alle agevolazioni e alle
tutele sul lavoro attualmente previste in alcuni contratti collettivi),
a sancire definitivamente il primato dei privilegi sui diritti,
l'affermazione di una cultura anche giuridica che impone disparità e
disuguaglianze con lo scopo dichiarato di accontentare i voleri della
corte Papale, con o senza sottana. Non può e non vuole tenere in alcun
conto le questioni di merito, di principio, i diritti, la realtà
tremenda che milioni di cittadini sono costretti a vivere
quotidianamente, le necessità di quelle coppie soprattutto omosessuali
(forse la maggioranza) che sono costrette a vivere separate, magari in
città diverse, per nascondere il proprio orientamento affettivo o per
motivi di lavoro, studio, famiglia, perché impossibilitate
economicamente a fare scelte diverse o per qualunque altra ragione - e
a tutti, fermamente contrari o falsamente favorevoli, sta bene così.
Questo schifo di legge fa comodo, fa il gioco di molti nei palazzi del
Governo e del Vaticano - ecco perché, nonostante i numeri e le
dichiarazioni ridondanti di catastrofismo, non è escluso che sia
approvata. Se lo sarà, noi che non contiamo nulla, che siamo carne da
macello, zerbini, potremo scordarci per lunghissimo tempo anche solo la
speranza di ottenere una qualche forma di risarcimento per i guasti che
ne ricaveremo. In quanto a Grillini, De Simone, Luxuria & Co., dentro e
fuori il teatrino, farebbero meglio a preparare le valigie - approvata
la legge, più nessuno si spiegherà cosa ci stanno a fare là dentro e su
nient'altro che ci riguardi potranno aprir bocca. In ogni caso,
approvata o meno che sia questa legge sciagurata, pare che continueremo
a non poter mettere le nostre vite nelle mani di chi vogliamo, come
vogliamo. Pare che dovremo ancora chiedere il permesso per sederci
accanto alla persona che amiamo, pare che dovremo ancora vergognarci,
scusarci per non essere come gli altri. Pare che dovremo ancora vivere
senza diritti, sapendo che un colpo di vento, o uno starnuto, può
spazzarci via, in ogni momento... Ecco tre esempi pratici.Se la persona
che amiamo dovesse sentirsi male, la nostra parola e la nostra
esistenza continuerà a non valere nulla - dovremo prostrarci di fronte
ai primari delle strutture ospedaliere affinché ci permettano di
assisterla e se questi, a causa delle proprie convinzioni politiche o
religiose non dovessero consentircelo, dovremo rassegnarci ad essere
trattati come estranei inopportuni e un tantino ributtanti. Se la
persona che amiamo non potesse prendere decisioni sul proprio stato di
salute, se non avesse lasciate scritte le proprie volontà, dovremo
accettare che i parenti, magari i più lontani e indifferenti (se non
peggio), non ne tengano conto. Se morissimo improvvisamente, senza aver
fatto testamento in favore della persona che amiamo, niente o
pochissimo di quello che abbiamo raccolto insieme a lei le spetterebbe
(altro che comunione dei beni, pensione di reversibilità, ecc.!), non
solo, pagherebbe più di qualunque altro parente per l'eventuale
successione e se convivessimo da poco e non avessimo già provveduto,
non potrebbe succederci nemmeno nel contratto di locazione - si
troverebbe su una strada. Visto? Tutto cambia perché nulla cambi -
anzi, peggiori. Giuoco di prestidigitazione da dilettanti - buon per
chi ci crede e si diverte. Ma c'era davvero bisogno dei PACS e ora dei
DICO? Diciamoci la verità: scarseggiano alquanto le coppie
eterosessuali bisognose di forme di riconoscimento giuridico
alternative al matrimonio civile o religioso. Se una coppia
eterosessuale, convivente o meno, decide di avvalersi di determinati
diritti, le basta aprire il portafoglio e il gioco è fatto: una firma e
via, benvenuti nel meraviglioso mondo degli eletti, dei benedetti, dei
fornicatori con licenza di procreare. Il problema del riconoscimento
delle coppie di fatto è, dunque, quasi od esclusivamente limitato alle
relazioni omosessuali che, come abbiamo visto e sappiamo, non vi
possono accedere, nemmeno se vogliono. Le persone omosessuali che
ambiscono a sposarsi non sono molte, ma tutte vorrebbero il
riconoscimento giuridico delle proprie relazioni affettive - per
necessità, per godere dei più elementari, basilari diritti, diritti di
cui, in buona parte, gli eterosessuali beneficiano anche se non
sposati. Non vi è nulla di ideologico in questo, non è in corso nessun
tentativo di scardinare la famiglia, sovvertire gli equilibri sociali e
quant'altro, al contrario. Se gli eterosessisti sono tanto affezionati
al matrimonio, al dualismo maschio/femmina, che se lo tengano! Siamo
certi che non saranno i PACS o i Dico o i Tico-Taco a impedirgli di
compiere in famiglia, allegramente impuniti, protetti dagli omertosi
ministri di Dio, le loro porcherie sulle donne, i bambini, chi non sa o
non può difendersi. Si tengano i loro matrimoni, il loro paese dei
balocchi, i loro castelli di sabbia, ma la smettano con quest'assurda
crociata, la smettano di dire sciocchezze e menzogne. La smettano di
giocare la loro sporca guerra ideologica sulla nostra pelle, quella dei
loro e dei nostri figli. In un paese veramente civile, laico e
democratico, alla Bindi, alla Pollastrini o a chiunque altro, sarebbero
bastate un paio d'ore per chiudere decentemente il tragicomico
contenzioso: due persone maggiorenni che hanno una relazione stabile,
non imparentate tra loro e del medesimo genere, SONO una coppia celibe
o una coppia nubile - basti un'autocertificazione depositata
all'ufficio del registro senza altre discriminanti e complicazioni, né
sul piano giuridico/burocratico, né su quello linguistico/ideologico.
Il resto, tutto il resto (diritti e doveri delle coppie, sposate,
celibi o nubili che siano), di conseguenza. Punto. Ma si sa, in Italia
il "sale" e l'onestà sono merce rara - ormai, introvabile.
C. Ricci
WWW.CINZIARICCI.IT - Un sito da sfogliare...


ORGOGLIO e pregiudizi : "radicale"
a cura di Alba Montori Gaya CsF
Oggi è tempo per dare spazio
ai miei pensieri, la mia rubrica su Gaya C.s.F. (ORGOGLIO e
pregiudizi) è orfana da troppi giorni. Anche GAYa C:s.F. news ha una
vita difficile, ultimamente. Così eccovi qui, in questo blog, qualche
nota. A parte il fatto incontrovertibile (date le ultimissime di
politica nostrana) 1- che la "sinistra" italiana è tale solo e
unicamente perchè continua a autoreferenziarsi come tale( dato di fatto
ormai -quasi- chiaro anche ai "compagni di base", ovvero i convinti
post/leninisti, post&vetero/comunisti, vetero&post/marxisti,
cheguevariani e fidelisti più irriducibili, nonchè pacifinti ed
ecologhi/catastrofisti) 2- che la "sinistra italiana" pare rendersi
riconoscibile solo ed unicamente per il fatto che si siede ( e spesso
cambia sedia e pulsante di votazione) da una parte piuttosto che da
un'altra del parlamento 3- che chi si siede da un'altra parte ( nel
Parlamento o in piazza) è un "fascista" ovvero un "vero cattivo e
perverso" tout court, e quindi va ricoperto di merda a ogni occasione (
vedi Pannella ormai da anni, ma è solo il primo in ordine di tempo),
anche inventandosele, per dimostrarlo indegno di qualunque diritto 4-
che chi non vuole "sedersi" proprio ( Partito Radicale ), è da
considerarsi oltre che fascista anche rompicoglioni, perchè insiste a
rivendicare (politicamente) i troppi diritti ( umani, naturali, civili)
negati di fatto alla stragrande parte della gente da tutti gli altri
Partiti itaici, quelli "veri" dell'"arco costituzionale". ( ad esempio
femmine, froci, lesbiche, "diversi" di sessi vari e promiscui, ebrei,
"stranieri" a vario titolo, "inferiori" insomma, che devono solo
ringraziare dio, e i suoi portavoce, di essere ancora viva e poter così
pagare il più possibile quel nulla che graziosamente gli viene
concesso) 5- che chi è così (Radicale) è ancora più perverso e cattivo
= fascista di quelli che stanno seduti a destra (sempre negli scranni
parlamentari) 6- che coi cattolici ( abilmente manipolati dalla créme
del Vaticano) anche i più irriducibili dei tizi ( vedi punto 1) possono
sempre trovare modo di convivere e ingrassarsi a spese dei poveri di
cui al punto 4 e d è prassi politica farlo. l'altro altrettanto
incontrovertibile fatto è che moriremo (tutti) democristiani perchè
l'ignoranza coltivata con determinazione da chi ha in tutto o in parte
il potere da più di un secolo non consente vie di scampo nella
ribellione dell'intelligenza E questo mi indigna da una vita e
probabilmente morirò pure, indignata, perchè non posso tollerare che
gente dotata da madre natura di intelletto d'amore, di senso della
giustizia, di rispetto di sé, di compassione e passione, sia ridotta
nella condizione di non essere più capace neanche di distinguere il
coraggio dalla viltà, la religione dalla superstizione, la sessualità
dalla procreazione, il dovere dal diritto e viceversa, né per sé, che è
già pericoloso, né per i suoi simili, che è fatale. Insomma non riesca
più a distinguere l'ESSERE dall'APPARIRE, né voglia nemmeno saperlo,
anzi pretenda di usarlo come un'arma contro l'umanità che esiste ,
magari nascosta e tremula, in ciascuno di noi. "MALA TEMPORA
OC/CURRUNT" Ma io sono un'inguaribile ottimista. Sono fermamente
convinta che quando si cade al fondo non si può che tentare di
rimettersi in piedi e uscirne fuori. E così non rinuncio a fare
tentativi per diradare l'oscurità dell'ignoranza. Essa, come i buoni
storici ben sanno, rende chi non sa (o sa acriticamente solo quello che
è stato addestrato a sapere) facile preda della mistificazione del
Potere. Esso lo utilizza in tal modo per autoconservarsi, ma riesce
anche a trasformarlo in una sorta di suo "braccio armato", che ne
ottiene per ciò un certo "sottopotere" sulla massa; così diventa
complice del Potere nella mistificazione. Così la Storia è quella dei
vincitori, che la dettano secondo il loro tornaconto...Come la storia
del Cristianesimo o la Bibbia sono la Vulgata. Ma la storia è un'altra
cosa, per noi nati a due secoli dall'età dei lumi: è la scienza che
studia le vicende dell'avventura dei gruppi umani, della loro
interazione, sul pianeta, attraverso i documenti, cioè dati di fatto e
non favole o sentiti dire. Ebbene SONO VERAMENTE STUFA di sentire e
leggere il termine RADICALE applicato ad azioni gruppi e persone che ne
sono lontane anni luce! Sarebbe ore che chi usa le parole con tanta
disinvoltura acritica ( privata cioè del necessario vaglio della
conoscenza e intelligenza = comprensione) cominciasse a studiare un po'
la storia, oltre che la lingua italiana Posso fornire un piccolo aiuto
iniziale per invogliarvi e penso che troverete interessante
cimentarvici. Chissà che non riusciamo a ri/collocare le varie "cose
idiomatiche" al loro posto:http://it.wikipedia.org/wiki/Radicalismo
http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Radicale_Storico
http://it.
wikipedia.org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_Partito_Radicale_storico
http://it.wikipedia.
org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_radicalismo_durante_il_regime_fascista
http://it.wikipedia.
org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_radicalismo_nel_dopoguerra
http:
//it.wikipedia.org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_radicalismo_odierno
lesbogayssimi baci e buon lavoro
Alba Montori



APPELLO DICO – PACS
(SENZA COMMENTI)
La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante
energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione. L'annunciato
intervento della Presidenza della Conferenza Episcopale, che imporrebbe
ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui
"diritti delle convivenze" é di inaudita gravità. Con un atto di questa
natura l'Italia ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra
la condizione di credente e quella di cittadino. Condizione insorta
dopo l'unificazione del Paese e il "non expedit" della S.Sede e
superata definitivamente solo con gli accordi concordatari. Denunciamo
con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo i Pastori di
prenderne
coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la
nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia. Si può pensare che
il progetto di legge in discussione non sia ottimale, ma è anche
indispensabile distinguere tra ciò che per i credenti é obbligo, non
solo di coscienza ma anche canonico, e quanto deve essere regolato
dallo stato laico per tutti i cittadini.
Invitiamo la Conferenza
Episcopale a equilibrare le sue prese di posizione e i parlamentari
cattolici a restare fedeli al loro obbligo costituzionale di
legislatori per tutti.
Giuseppe Alberigo, Bologna
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF


GAYLIB LAZIO
"I DICO RAPPRESENTANO IL
COMPROMESSO DEGRADANTE E CRUDELE CUI IL GOVERNO PRODI
E' ARRIVATO SOTTO
LA REGIA VATICANA.
PER QUESTO ANCHE NOI ADERIAMO
PER LA PRIMA VOLTA AL
CORTEO NO VAT"
"Di fronte al compromesso degradante e umiliante
partorito dal Consiglio dei Ministri dietro la sapiente regia del
Vaticano, all'oscuramento del valore sociale della coppia omosessuale,
e all'unione civile per raccomandata, GayLib auspica che il movimento
omosessuale italiano punti a ottenere quello che ci spetta per diritto
naturale: il matrimonio". Con queste parole Christian Poccia, referente
per il Lazio dell'associazione GayLib (gay liberali di centrodestra) ha
voluto commentare l'approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno
di legge per le dichiarazioni di convivenza (DiCo). "Rutelli, Bindi e
Binetti non vogliono che agli omosessuali siano riconosciuti matrimoni
di serie B?" Continua Poccia "Allora noi chiediamo al Parlamento
italiano che ci vengano riconosciuti i matrimoni di serie A, chiediamo
uguali diritti tra persone etero e gay sostenendo tutte le iniziative
che tanto a livello locale quanto nazionale si muoveranno in questa
direzione, a partire dall'iniziativa che assieme a Radicali Roma e ad
altre sigle del movimento gay romano stiamo portando avanti per far
avere alla capitale d'Italia un registro delle unioni civili che non
sia discriminatorio come è invece il disegno di legge governativo".
GayLib Lazio ha quindi garantito la propria adesione e partecipazione
al corteo No Vat che si snoderà domani, sabato 10 febbraio 2007, a
Roma, da piazzale Ostiense a Campo de'Fiori."All'interno della nostra
associazione – ha dichiarato in aggiunta il vicepresidente nazionale di
GayLib, Daniele Priori – vi sono molte persone, compreso chi vi parla,
che professano la fede cristiana. Una fede – prosegue Priori – che non
può ostacolare il progresso civile e legislativo dello Stato laico. La
violenta ingerenza vaticana – conclude – poco o nulla ha a che fare con
la dottrina di Cristo, ci pare piuttosto la rabbiosa intrusione di un
potente decaduto al quale in tutta Europa viene sbattuta la porta in
faccia senza che in nessuno di questi Paesi si siano avverate le
previsioni catastrofiche che i porporati e il pontefice continuano a
brandire come uno spauracchio. Per tutti questi motivi, dunque,
speriamo vivamente che la legge ridicola e crudele approvata dal
Governo possa essere migliorata dai due rami del Parlamento anche con
il contributo dei numerosi laici liberali, riformisti e radicali
presenti nella Casa delle Libertà".
GayLib Lazio
Christian Poccia - 333/4956683


ASSOCIAZIONE NAZIONALE LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO"
Sezione di Viterbo.
Presso prof .Osvaldo Ercoli Via Asiago n. 14- 01100
TEL:0761-341145 Email:Osvaldo.ercoli@fastwebnet.it
CONFERENZA
"Libertà
fondamentali: dalla nascita alla morte"
Sala delle Conferenze della
Provincia, via Saffi, Viterbo martedì 20 marzo 2007 - h. 16.30 "La
libertà di espressione spirituale inizia alla nascita e finisce con la
morte di ognuno". Questo indicherebbe la nostra natura, se ascoltata
con rispetto. Purtroppo uno schema mentale è sovrapposto alla spontanea
rivelazione dell'umano in noi, prima ancora di essere italiani,
cristiani o buddisti, noi siamo "uomini" ma tale consapevolezza è
talmente offuscata che le nostre intrinseche qualità vengono sommerse
da una pletora di idee, costrizioni e strutturazioni precostituite
dalla società. Si potrebbe anche definire, con qualche eufemismo,
"cultura" ma sicuramente è un recinto che impedisce il libero pensiero.
Non solo la "società civile" con le sue regole e le sue imposizioni di
nazionalità etc. costringe l'uomo ad un'esistenza etichettata, anche le
religioni contribuiscono enormemente alla stratificazione sociale e
differenziazione di quel che è assolutamente indivisibile. Dalla
nascita alla morte entriamo in una gabbia ed uscirne sembra quasi
impossibile. Vediamo cosa si potrebbe fare. Pian piano l'uomo si sta
riconoscendo sempre più abitante della Terra e non particolarmente di
una nazione od etnia. Questa tendenza alla "globalità" va aiutata
attraverso cambiamenti e riforme che portino la libertà personale
dell'uomo alla sua originaria manifestazione. Lasciando da parte il
discorso della nazionalità che può essere superato il momento in cui
le Istituzioni sopranazionali diverranno universalmente riconosciute e
si sostituirà l'identità nazionale con l'idea della cittadinanza
planetaria. Per questo occorre ancora attendere. Ma c'è qualcosa che si
potrebbe iniziare a fare, qui ed ora, in Italia, a Viterbo,con questo
stesso Governo in carica, ed è l'ampliamento delle libertà laiche a
partire dalla nascita dell'individuo sino alla sua dipartita. I
bambini, i neonati, sono i primi sfruttati, in senso ideologico,
obbligati dai loro stessi genitori e dalle esigenze "sociali" a subire
la strumentalizzazione religiosa. Prima ancora che abbia potuto capire
cosa significhi "religione", un bambino innocente viene obbligato ad un
percorso religioso, del tutto inconsapevolmente, cominciando con il
battesimo, poi la cresima e poi ancora la comunione. Il bambino
incolpevole viene legato ai riti e ad una fede che non conosce e non ha
l'età per capire se sia buona o cattiva. L'adesione ad una religione
può avvenire solo nell'età della ragione, come fatto personale, e non
come costrizione imposta dalla consuetudine o dalla paura. Si va a
votare a 18 anni? Anche per l'adesione religiosa bisogna avere almeno
quell'età, altrimenti è violenza e prevaricazione su minori. C'è poi il
problema della libertà espressiva della morte. Queste libertà, che
vengono invocate per il post.mortem, sono di attualità e di grande
valore sociale, anche per sottrarre il cadavere alle "lobbyes
mortuarie". Si tratta qui di sottrarre fisicamente il cadavere a
qualsiasi sfruttamento post mortuario, tenendo anche conto del rischio
di predazione degli organi. Anni fa fu presentata alla Camera dei
Deputati (dal Circolo Vegetariano VV.TT.) una petizione per un'idonea
legge sulla libertà espressiva della morte, con moltissime firme
raccolte a Viterbo ed in tutta Italia, purtroppo ancora non si vedono
risultati concreti, anzi si riscontra una ritrosia permanente a
trattare questo tema. Si capisce che gli interessi smossi dalla morte
sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i
sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare
una forma di evidente censura. Programma: Il 20 marzo 2007, a
Viterbo, si tiene una conferenza su questi temi organizzata dall'Ass.
Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno in collaborazione con altre realtà
laiche. Fra cui Accademia Kronos, Ass. Per la Cremazione (Socrem),
European Consumers, ADUC, Accademia Kronos. In termini estremamente
pratici si parlerà della libertà di poter esprimere l'affiliazione
religiosa solo con la maggiore età, si parlerà anche di un commiato
laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri, della
libertà di inumazione nel terreno prescelto, della libertà di
astenersi dall'accanimento terapeutico. In tal senso già son pronte
delle specifiche richieste che verranno avanzate, durante il convegno,
agli Enti Locali ed al Governo. Si tratta qui di sottrarre fisicamente
sia il minore che il cadavere a qualsiasi sfruttamento (tenendo anche
conto del rischio di predazione degli organi). Nella laicità dello
Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla
gestione della nascita e della morte. Interventi previsti: Osvaldo
Ercoli, Ass. Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno Ennio La Malfa,
Accademia Kronos Vittorio Marinelli, European Consumers Gianfranco
Paris, Editrice BIG
Rolando Ciucciarelli, Socrem Moderatore: Paolo
D'Arpini
Info: liberopensierovt@libero.it Tel. 0761-587200
Patrocinio
della Provincia di Viterbo e della rivista Etrurialand


COMUNICATO STAMPA CO.DI.PEP ASSEMBLEA
Se i governi vanno sotto, noi vogliamo
toccare il fondo e raschiarlo. Perchè sotto ai tentativi di normare
corpi, desideri e soggettività a colpi di legge, dalla numero 40
(regista dell'horror Il funerale dei feti appena uscito nelle sale), ai
Di.co (succedanei del modello unico di famiglia), riposa ancora
l'ordine materiale e simbolico della famiglia patriarcale. Ci pare sia
arrivata l'ora di dargli un brusco risveglio. Da lungo tempo i
movimenti delle donne e i movimenti glbtq(z) lottano contro
quell'ordine tradizionale e violento, ripetendo che non rappresenta
affatto la reale complessità e ricchezza delle relazioni sociali e
affettive che quotidianamente viviamo in moltissime e moltissimi. Per
tutt@ noi, è quindi arrivata l'ora di trasformare la nostra esperienza
in relazione politica per aprire nuovi scenari e nuovi conflitti.
Sabato 10 marzo partecipiamo alla manifestazione sulle unioni civili e
il giorno dopo, domenica 11, incontriamoci per discutere di pratiche e
prospettive comuni. Per la cancellazione della legge 40. Per un reddito
garantito, universale e incondizionato, slegato sia dal lavoro che
dallo stato civile. Contro tutte le culture e le politiche familiste.
Domenica 11 marzo dalle ore 10.00 Casa Internazionale delle donne
via
della Lungara 19, Roma info, critiche e proposte: amatrix@inventati.org



GIUDICE TOSTI: SEGUITO DENUNCIA PENALE PER "DISCRIMINAZIONE
RELIGIOSA"
Al Procuratore della Repubblica de L'Aquila Al Procuratore
della Repubblica di Roma Al Ministro di Giustizia On.le Clemente
Mastella Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Romano Prodi Al
Presidente della Repubblica On.le Giorgio Napoletano. Oggetto: seguito
denuncia penale per discriminazione religiosa ratificata il 12.1.2007.
Al Procuratore della Repubblica de L'Aquila Al Procuratore della
Repubblica di Roma Al Ministro di Giustizia On.le Clemente Mastella: Io
sottoscritto Luigi Tosti ho presentato, il 12 gennaio 2007, una
denuncia penale per il reato di discriminazione religiosa previsto e
punito dall'art. 3 della legge n. 564 del 13.10.1975 perché i Ministri
di Giustizia mi hanno imposto di esercitare le mie funzioni di giudice
in aule giudiziarie addobbate con crocifissi cattolici e mi hanno
contestualmente vietato di esporre la menorah ebraica. Al termine di
questa denuncia ho scritto che "rimanevo in attesa di verificare se la
richiesta di un ebreo di esporre la propria menorah nei luoghi dove lo
Stato italiano consente ai cattolici di esporre i loro crocifissi e,
quindi, di avere gli stessi diritti e la stessa dignità della Superiore
Razza Cattolica" sarebbe stata "qualificata come una pretesa
"pretestuosa", magari perché "il Crocifisso della Superiore Razza
Cattolica può essere esposto dal Ministro di Giustizia nei tribunali
con semplici "circolari", peraltro dell'epoca fascista, mentre per i
simboli dell'infima razza ebraica le circolari non sono sufficienti,
necessitando la preventiva emanazione di ..... atti LEGISLATIVI del
Parlamento". Ebbene, quella che poteva sembrava una fantasiosa
premonizione si è invece rivelata come una sconcertante verità perché -
come mi accingo a segnalare al Procuratore della Repubblica di L'Aquila
ed al Procuratore della Repubblica di Roma- il Ministro di Giustizia On.
le Clemente Mastella, rispondendo il 7.2.2007 all'interrogazione
dell'On.le Maurizio Turco, che gli aveva chiesto "per quale motivo
avesse discriminato, sotto il profilo religioso, il Giudice di Camerino
Luigi Tosti, imponendogli il simbolo del crocifisso, che non gli
appartiene, e vietandogli di esporre a fianco dello stesso il simbolo
della Menorah ebraica", ha appunto affermato che per poter esporre i
crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane è sufficiente una
semplice "circolare", per di più risalente al regime razzista della
dittatura Fascista, mentre per poter esporre i simboli degli ebrei
occorrerebbe -si badi bene- l'emanazione di ..... un'apposita legge da
parte del Parlamento! Il Ministro di Giustizia, per la precisione, ha
dichiarato di "condividere" quella parte dell'ordinanza n. 12/2006 del
Consiglio Superiore della Magistratura che ha dichiarato infondata la
mia pretesa di esporre la menorah, perché occorrerebbe una legge, ma di
"non condividere" quell'altra parte dell'ordinanza che sancisce che
l'esposizione dei crocifissi nelle aule giudiziarie è da ritenere del
tutto illegale per lo stesso identico motivo, cioè perché disposta con
semplice circolare anziché con legge. Con questa singolare motivazione,
dunque, per il Ministro di Giustizia e per l'attuale Governo i
Cattolici -la cui plurimillenaria storia è funestata da criminali atti
di discriminazione e persecuzione razziale, da criminali ghettizzazioni
e da criminali stermini ai danni degli ebrei- costituiscono una sorta
di "Razza Superiore", da privilegiare attraverso la marcatura simbolica
delle aule giudiziarie, mentre gli ebrei -o chi pratica o simpatizza
per l'ebraismo- rappresentano invece un'infima sottospecie umana, da
sottoporre ad odiose discriminazioni di stampo razzistico-religioso. Mi
sembra francamente grave che l'attuale Governo si renda artefice di
siffatte discriminazioni di stampo razzistico-religioso, per di più
utilizzando e condividendo le circolari del Regime Dittatoriale
Fascista. Mi sembra ancor più grave che le discriminazioni vengano
indirizzate proprio nei confronti dell'ebraismo, in palese
contraddizione con la pubblicizzazione da parte del Guardasigilli della
presentazione di disegni di legge anti-revisionismo e con i dictat
delle guide spirituali dello Stato italiano, cioè il Pontefice e la
CEI, che hanno caldeggiato l'inserimento delle radici radici giudaico-
cristiane nel preambolo della Carta Costituzionale Europea ed hanno
definito l'Ebraismo come il "fratello maggiore" del Cristianesimo.
Ebbene, resto in attesa di verificare, attraverso l'esito della mia
denuncia penale, se queste statuizioni discriminatorie del Ministro di
Giustizia saranno avallate e condivise dall'Autorità giudiziaria
italiana. Nel frattempo mi preme evidenziare quest'altro aspetto, e
cioè che l'On.le Mastella, richiamando la sentenza del Consiglio di
Stato n. 556/2006, ha ritenuto che il crocifisso si sia guadagnato sul
campo l' "alto merito" di essere esposto nelle aule di giustizia, in
quanto "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il
rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché
espressione di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di
profonda solidarietà umana". Orbene, se questo è il "criterio legale"
col quale si decreta l' "idoneità" di un simbolo religioso a
rappresentare la "laicità" dello Stato, mi preme evidenziare che la
menorah ebraica vanta "meriti" infinitamente più elevati di quelli che
vengono attribuiti al crocifisso cattolico: per i quali ultimi,
peraltro, è opportuno e doveroso un sano richiamo al pudore, quantomeno
alla luce di quello che mi accingo a documentare. E, in effetti, a
differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, gli ebrei e l'ebraismo non
si sono innanzitutto macchiati dall'infame pagina di inciviltà
criminale di cui il Cristianesimo si è invece macchiato con le "Sante
Crociate", cioè col genocidio perpetrato a più riprese attraverso le
cd. "guerre Sante" - al grido di "Dio lo vuole!"- per conquistare la
Terra Santa e "liberarla", così, dagli "infedeli". Gli stermini degli
infedeli (ma non solo di essi) che sono stati perpetrati in nome della
"Croce" -quella che oggi campeggia legittimamente, ad avviso del
Ministro Mastella, nelle aule giudiziarie italiane come "simbolo di
tolleranza (!), di rispetto reciproco (!), di rifiuto di ogni
discriminazione (!), di amore (!) e di profonda solidarietà umana (!)"-
sono oramai arcinoti, anche se su di essi è calato un accurato
"silenzio stampa" per occultare all'opinione pubblica (e tentare di
cancellare dalla memoria) un'imbarazzante pagina della storia di Santa
Romana Chiesa (il "giorno della memoria", in effetti, viene oramai
sollecitato solo per i genocidi perpetrati dai nazisti, peraltro
occultando la circostanza che i nazisti non erano "islamici", bensì
"cristiani", e che Hitler era un devoto adoratore di reliquie
cattoliche). Ritengo, dunque, che attribuire al crocifisso quei valori
di civiltà sia non solo un oltraggio alla Verità della Storia, ma anche
un'offesa alla memoria e alla dignità dei milioni di poveri innocenti
che sono stati massacrati sotto la nefasta incombenza di questo
"simbolo di civiltà". Cito la "Crociata dei Pezzenti" del 1096, che
causò la strage di 4 mila persone (tutti cristiani!) nella città
ungherese di Zemun, saccheggiata non dagli ebrei, mai dai "civilissimi"
cristiani solo per scopi di "approvvigionamento", nonché i feroci
saccheggi, nel corso dei quali vennero arrostiti, sugli spiedi, dei
bambini. Cito la Crociata dell' Oca Santa (si credeva che l'animale
fosse direttamente ispirato da Dio) guidata non dagli ebrei, ma da
Emich di Leinsingen il quale, dopo essersi fatto venire le stigmate
(evento miracoloso di cui verrà beneficiato da Dio anche Padre Pio da
Pietrelcina), sterminò migliaia di ebrei a Worms, a Magonza e a
Colonia, trucidando e stuprando coloro che non abiuravano dalla loro
fede, i quali erano notoriamente accusati (e perseguitati) dai
Cattolici perché ritenuti responsabili della morte del Figlio di Dio.
Altre crociate antisemite, con relativi massacri di ebrei a Praga e
Ratisbona, furono guidate da Volkmar. La Crociata dei Principi si
distinse per la strage dei Peceneghi a Costantinopoli, per la strage
dei Turchi ad Antiochia, per la strage di Maarat an-Numan (donne e
bambini superstiti venduti come schiavi), per la strage di Gerusalemme
del 14 e 15 luglio 1099, nel corso della quale 60 mila persone, tra le
quali moltissimi ebrei, vennero trucidati. Si stima che solo la prima
Crociata costò la vita ad oltre un milione di persone. Dunque,
sostenere che la Croce che campeggiava sugli scudi dei Crociati sia un
"simbolo di civiltà", da ostentare con orgoglio nei tribunali, mi
sembra francamente un tantinello azzardato: semmai si dovrebbe parlare
di "simbolo di criminalità", dal momento che per l'umile "morale" di
chi scrive, nonché per il vigente codice penale e per le Convenzioni
Internazionali sui diritti umani, è un gesto di pura criminalità
uccidere (o perseguitare o discriminare) altri uomini per il solo fatto
che questi "la pensano in modo differente in materia religiosa". A
differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e
l'ebraismo non si sono mai macchiati delle criminali persecuzioni,
delle criminali torture, degli assassini e degli stermini di cui i
Cristiani -sempre all'ombra della Santa Croce- si sono macchiati ai
danni degli eretici, degli ebrei, delle streghe, degli omosessuali e
degli scienziati, cioè dei "diversi", per cui ritengo oltraggioso che
venga negato alla menorah ebraica -che è invece immune da siffatti
precedenti criminali- di essere esposta nei tribunali. A differenza di
Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono
mai macchiati delle persecuzioni ai danni dei Catari, dei Valdesi, dei
Patarini, degli Albigesi, dei Dolciniani, delle Beghine, dei
Fraticelli, sterminandoli, ardendoli sui roghi e trucidandoli in nome
del "Cristo in Croce". Non sono da attribuire agli ebrei -bensì ai
cristiani- gli eccidi, nel 782, di 4.550 sassoni decapitati su ordine
di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico. E neppure,
nel 1096, gli 800 ebrei massacrati dai cattolici a Worms, in Germania
o, nello stesso anno, gli altri 700 ebrei massacrati a Magonza dai
cattolici o, nel 1145, i 120 ebrei massacrati dai Cattolici a Colonia e
Spira in Germania o, nel 1191, i 2.700 prigionieri di guerra musulmani
decapitati dai Crociati in Palestina o, nel 1208, i 20.000 catari
massacrati dai Crociati a Beziers o, nel 1219, i 5.000 catari
massacrati a Marmande o, il 16 marzo 1244, i 250 catari arsi vivi per
ordine della Santa Inquisizione, o i 267 ebrei impiccati a Londra in
seguito a false accuse di omicidio "rituale" ai danni di cattolici o i
200 catari e valdesi arsi "cristianamente" sui roghi nell'Arena di
Verona, il 13.2.1278, per ordine della Santa Inquisizione o, nel 1370,
i 20 ebrei arsi vivi dai cattolici a Bruxelles o i 2.500 Cesenati
massacrati, il 3.2.1377, perché ribelli del Papa o, nel 1391, i 4.000
ebrei massacrati dai cattolici a Siviglia o i 100 valdesi impiccati e
bruciati a Graz per ordine dell'Inquisizione, nel 1397, o, nel 1416, le
300 donne, accusate di "stregoneria", cristianamente arse sui roghi nel
comasco per ordine dell'Inquisizione o, nel 1485, l' eguale sorte
toccata a 41 "streghe" a Bormio o, nel 1505, le 14 streghe uccise a
Cavalese o le 30 persone, accusate di stregoneria, arse vive a Logrono,
in Spagna, nel 1507 o, nell'aprile del 1545, i 2.740 valdesi massacrati
dai cattolici in Provenza o, nel 1561, i 2.000 valdesi massacrati dai
cattolici in Calabria o, nel 1562, le 300 persone arse per stregoneria
a Oppenau o le 63 donne arse vive a Wiesensteig o i 17.000 protestanti
massacrati dai cattolici spagnoli nelle Fiandre, nel 1567, o i 5000
servi della gleba croati massacrati per ordine del vescovo Jurai
Draskovic, nel 1573, o e 222 ebrei arsi sul rogo, nel 1580, per ordine
dell'Inquisizione, in Portogallo, o, il 29.7.1620, i 600 protestanti
trucidati dai cattolici in Valtellina o, nel 1680, i 20 ebrei bruciati
vivi per ordine della Santa Inquisizione o, i 2.000 valdesi massacrati
dai cattolici, nel maggio 1686, dai cattolici o i 37 ebrei bruciati sui
roghi a Maiorca, nel 1691, per ordine dell'Inquisizione o, nel 1.782,
l'ultima strega arsa viva in Svizzera o, nel 1783, l'ultima strega arsa
in Polonia. A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli
ebrei e l'ebraismo non si sono mai macchiati delle orrende torture
inflitte dai Tribunali della Santa Inquisizione contro eretici,
streghe, omosessuali: torture che sono state inflitte sotto
l'incombenza dei "Crocifissi" e che spaziavano dal dissanguamento al
rogo, alla fanciulla di ferro (o Vergine di Norimberga), alle turcas,
al triangolo, all'impalamento, alla strappata, alla culla della strega,
alla garrota, al supplizio del trono, all'annodamento, al forno, alla
pressa, alla cremagliera e via dicendo. A differenza dei seguaci di
Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non hanno
fatto uso di raffinati strumenti di tortura come la "pera", che veniva
inserita nell'ano o nella vagina delle donne accusate di intrattenere
rapporti sessuali col "Maligno" e poi aperta gradualmente con giri di
vite sino a che i rebbi mutilavano orrendamente queste cavità. A
differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e
l'ebraismo non hanno fatto mercimonio di "indulgenze" a pagamento,
contrabbandando ad esempio la "salvezza dell'anima" di "chi avesse
commesso peccati contro natura con bambini o bestie col pagamento di
131 libbre, 15 soldi", né hanno ingannato il popolo dei "fedeli" con
l'ostensione di reliquie come la Sacra Sindone, cioè il "sudario",
spacciato come autentico, che avrebbe avvolto il corpo di Cristo dopo
la morte, rimanendone "miracolosamente" impresso dei suoi lineamenti, o
come i ben tredici prepuzi "autentici" di Gesù Cristo, venerati in
altrettanti templi europei. A differenza di Santa Romana Chiesa
Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non sono ricorsi alla pratica
delle falsificazioni e della manipolazioni, magari per legittimare i
propri poteri terreni: mi limito a ricordare la celebre DONAZIONE di
COSTANTINO, un falso documentale fabbricato nell' VIII° sec. allo scopo
di accreditare la tesi che Costantino avesse conferito al Papato la
dignità e i diritti imperiali su Roma, sull'Italia e su tutto l'
Occidente. Un falso poi smascherato e scoperto nel 1440 da Lorenzo
Valla. E certamente non è da attribuire agli ebrei o all'ebraismo -
bensì ai Cristiani- il criminale antisemitismo che è poi sfociato nella
persecuzione razziale e nella shoah. Ricordo che la millenaria
persecuzione razziale attuata dai cattolici ai danni degli Ebrei inizia
nel quarto secolo e si fonda, principalmente, sull'accusa di "deicidio"
di cui essi si sarebbero macchiati con l'uccisione di Cristo. Sul conto
degli ebrei furono diffuse dai cristiani le più assurde ed infami
credenze ed accuse, quali quelle che il giudaismo prescriveva sacrifici
rituali di cristiani e che gli ebrei impastassero la matzah, il pane
azimo pasquale, col sangue dei cristiani. Queste credenze furono
sovente la causa di stragi e di linciaggi di ebrei, che vennero
perpetrati sino alla fine del diciannovesimo secolo, anche grazie alle
infamie ed alle criminali istigazioni razziali diffuse da Civiltà
Cattolica, il giornale politico voluto e fondato da Pio IX nel 1850. E
non è stata sicuramente un'idea degli ebrei -bensì dei cattolici-
quella di imporre la distinzione degli ebrei dai cristiani attraverso
l'abbigliamento: la regola, fu decretata nel 1215 dal IV Concilio
Lateranense ed imponeva un distintivo giallo da cucire sugli abiti,
perché questo colore rappresentava, nel Medioevo, la cattiveria e
l'invidia, caratteristiche che i cristiani attribuivano agli ebrei.
Anche il confino degli ebrei nei ghetti, poi, non è un'invenzione degli
ebrei e neppure dei Nazisti, bensì un'invenzione, invero poco "pia", di
Santa Romana Chiesa. Per la precisione, è stato grazie alla bolla
papale del 1555 Cum numis absurdum che venne ordinato il confino degli
ebrei nei ghetti, confino che trovava la "giustificazione" diretta
nella teologia cattolica: "E' assurdo e sconveniente in massimo grado
che gli ebrei, che per loro colpa sono stati condannati da Dio alla
schiavitù eterna, possano, con la scusa di essere protetti dall'amore
cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo a noi, mostrare
tale gratitudine verso i cristiani". Sarà forse utile rammentare che
Papa Pio V fece dono del cimitero ebraico di Bologna alle suore del
convento di San Pietro Martire, raccomandando loro di "distruggere
qualunque sepolcro o cappella sepolcrale di ebrei sia morti che vivi....
di prendere le iscrizioni, le memorie, le lapidi di marmo scolpite o
meno, distruggendole completamente, demolendo, abradendo, raschiando e
spezzando e in qualunque altra forma mutarle....ed i cadaveri, le ossa
e le particole dei morti esumare e trasferire dovunque piacesse loro".
Sarà forse utile ricordare che grazie alle criminali leggi razziali
imposte dai Cattolici -e non certo dagli ebrei- questi ultimi furono
costretti a vivere rinchiusi nei ghetti, con obbligo di rientrarvi
prima del tramonto. Sarà forse utile ricordare che nella Roma papale
del 1814 i rabbini romani dovevano ancora comparire, durante il
carnevale, vestiti di nero, con calzoni corti, con mantellina e con una
sorta di cravatta, per essere dileggiati e scherniti dalla folla dei
"civilissimi" e "tolleranti" Cattolici. Sarà forse utile ricordare che
gli ebrei erano costretti da Santa Romana Chiesa, ogni sabato
pomeriggio, a recarsi ad una vicina chiesa cattolica, per presenziare a
"prediche coatte" miranti alla loro conversione, durante le quali
venivano infamati per la loro abietta religione e per il "crimine"
perpetrato dal popolo ebreo ai danni di Cristo. Sarà sempre utile
ricordare ancora che la Chiesa Cattolica ha diffuso sermoni contro gli
ebrei, dove essi sono stati dipinti come "la peste dell'umanità, un
branco di sporchi usurai e ruffiani, i quali ben meritavano la
punizione divina che era loro riservata", che "gli ebrei nello Stato
Ecclesiastico non erano che schiavi tollerati", che "le condizioni,
sotto le quali è loro accordato un asilo dai Cristiani, sono del tutto
necessarie per evitare gli effetti di una micidiale Religione". Sarà
forse utile ricordare che secondo l'editto sopra gli ebrei del 6.6.1733
dell'inquisitore domenicano di Bologna De Andujar gli ebrei dovevano
rimanere nel ghetto, di notte, che non potevano leggere il Talmud né
alcun testo proibito, che dovevano "gli ebrei dell'uno, e dell'altro
sesso, portare il segno di color giallo, per cui vengano distinti dagli
altri, e debbano sempre portarlo in ogni tempo, tanto dentro il Ghetto,
quanto fuori. Gli uomini debbano portarlo sopra il cappello ben cucito
sopra, e sotto la falda, senz'alcun velo o fascia.....e le donne lo
debbano portare in capo scopertamente senza mettervi Sarà forse utile
ricordare che agli ebrei era fatto divieto di assumere personale
cattolico alle proprie dipendenze, per evitare il rischio di
contaminazione della religione cattolica. Sarà forse utile ricordare
che Santa Romana Chiesa Cattolica ha perpetrato abitualmente il crimine
del rapimento dei bambini ebrei, che venivano sottratti ai genitori per
indottrinarli coattivamente al culto della religione cattolica, sol che
qualcuno asserisse di averli "battezzati" di nascosto. Sarà forse
utile ricordare che uno di questi criminali rapimenti fu perpetrato
dall'Inquisitore di Bologna, padre Feletti, ai danni di Edgardo
Mortara, la notte del 23.6.1858, con la benedizione di Pio IX. Questi
rapimenti criminali -che violavano le leggi di natura più elementari e
gettavano nella disperazione i genitori, che si vedevano sottrarre
dagli sgherri pontifici i loro figli in tenera età- costituiscono una
delle più infami pagine della storia recente del papato cattolico: ed è
orripilante constatare come questi atti criminali, direttamente
imputabili ai Papi, siano stati perpetrati a causa di superstizioni di
stampo "religioso", e cioè perché si riteneva che poche gocce di acqua
spruzzate da una domestica (magari ancora bambina) all'indirizzo di un
bambino ebreo in fasce, con la contestuale fatidica pronuncia della
"formula" del battesimo ("ti battezzo in nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo") avesse il "magico" effetto di trasformare il
piccolo ebreo in infante "cattolico", per ciò stesso da sottrarre
immediatamente ai legittimi genitori per essere rinchiuso nella Casa
dei Catecumeni sino a totale indottrinamento cattolico. Benito
Mussolini, cioè l'Uomo inviato dalla Divina Provvidenza, farà
(blandamente) tesoro di questa "prassi" criminale cattolica, sancendo
in una delle leggi razziali che "Il genitore di razza ebraica può
essere privato della patria potestà sui figli che appartengano a
religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli
impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi
religiosi o ai fini nazionali". Ed è estremamente significativo che la
delirante storia di Edgardo Mortara, a noi così vicina nel tempo, sia
pressoché sconosciuta alla totalità degli italiani, nonostante il
clamore e l'indignazione che essa sollevò all'epoca dei fatti, non solo
in Italia ma soprattutto in Francia, in Inghilterra e negli Stati
uniti. La TV di Stato italiana -ovviamente "laica"- propina
continuamente fiction su Padre Pio, su San Francesco, su Don Bosco, sui
Dieci Comandamenti e diffonde quotidianamente le notizie che il
Vaticano chiede di diffondere, cioè le pillole sui vari precetti e
sulle varie direttive del Pontefice e della Conferenza Episcopale
Italiana agli italiani: la storia di Edgardo Mortara, però, è stata
oggetto di sapiente censura, acciocché gli Italiani, ai quali
"l'Olocausto viene propinato come qualcosa di inconcepibile nella sua
mostruosità, non abbiano a ricercarne le radici, dopo aver letto la
storia di Edgardo Mortara, in territori fin troppo vicini a noi". E che
dire del razzismo antisemita, dell'olocausto nazi-fascista e
dell'assordante silenzio col quale la Chiesa ha accompagnato la
persecuzione, la deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei e di
rom da parte dei cattolici e dei cristiani fascisti e nazisti? Non è
stato forse Pio XII a spianare la strada ad Hitler, sciogliendo le
organizzazioni politiche cattoliche tedesche? Non è stata la Chiesa
Cattolica ad accompagnare e ad appoggiare il nazismo e il fascismo nei
loro tragitti, tutt'altro che commendevoli, rendendosene complice? E
non erano forse "ferventi cattolici" -e non ebrei- quei criminali
fascisti che approvarono le vergognose leggi razziali? Non erano forse
cattolici e cristiani -e non ebrei- gli assassini nazisti responsabili
degli stermini degli ebrei e dei rom? Non c'era forse scritto, sulle
cinture delle SS, Gott mit uns, Dio è con noi? Non è forse stato Elie
Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che "tutti gli
assassini dell'Olocausto erano cristiani, e che il sistema nazista non
comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione
inseparabile dal passato dell'Europa cristiana", quelle stesse "radici"
che i Cattolici italiani vorrebbero inserire nel preambolo della Carta
costituzionale europea per ritrarne qualche altro "privilegio"
economico? E che dire dei campi di sterminio organizzati dai cattolici
ustascia in Croazia, negli anni 1942-43, agli ordini del dittatore Ante
Pavelic, un cattolico praticante accreditato e ricevuto regolarmente da
Pio XII? In questi campi -sicuramente non allestiti dagli ebrei ma dai
cattolici- vennero soppressi serbi cristiano-ortodossi, ed anche un
cospicuo numero di ebrei. Il più famigerato lager era quello di
Jasenovac: il suo comandante fu Miroslav Filipovic, un frate
francescano noto con l'appellativo di "Bruder Tod" (sorella morte). In
questo campo gli ustascia cattolici bruciavano le loro vittime nei
forni, ma vive, diversamente dai nazisti che, almeno, le uccidevano
prima col gas. La maggior parte delle vittime venne comunque impiccata
e fucilata: il loro numero è stimato tra i 300 e i 600mila. Molti degli
ustascia erano monaci francescani e le loro nefandezze suscitarono
addirittura le proteste delle SS tedesche. Pio XII, ben informato di
queste atrocità, nulla fece per impedirle. A differenza di Santa Romana
Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono macchiati dei
crimini di emarginazione e discriminazione sessuale nei confronti delle
donne, della riduzione in schiavitù dei negri africani e degli indios
americani, dei crimini di discriminazione e persecuzione degli
omosessuali (che venivano evirati o arsi sul rogo), né
dell'oscurantismo intollerante nei confronti degli scienziati e della
scienza. A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei
e l'ebraismo non si sono macchiati, con direttive segrete imposte col
Crimen Sollicitationis, della copertura omertosa dei preti resposabili
di pedofilia, minacciando addirittura la scomunica dei prelati che
avessero osato denunciarli all'autorità giudiziaria. Ebbene, alla luce
di questi peraltro parziali "precedenti" del Cristianesimo, è
semplicemente ingiurioso che lo Stato Italiano -per bocca del Ministro
di Giustizia- affermi oggi che la menorah ebraica "non meriti di essere
esposta nei tribunali" e che, al suo posto, meriti invece di essere
esposto il simbolo degli aguzzini che hanno perseguitato, discriminato
e trucidato gli ebrei, e questo perché si tratterebbe -si badi bene- di
un "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il rispetto
reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché espressione
di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di profonda
solidarietà umana": io credo che un limite al pudore dovrebbe pur
esistere. Di fronte ad un quadro storico così terribile e sconcertante
per l'Umanità, trovo estremamente ingiurioso che Autorità dello Stato
italiano affermino che la menorah ebraica -che è immune da tutti questi
crimini- non meriti di essere esposta nei tribunali e che, al suo
posto, meriti invece di essere ostentato un simbolo che, in realtà,
gronda di sangue, di genocidi, di torture, di assassini, di
infanticidi, di razzismo, di strupri, di intolleranza, di
superstizione, di oscurantismo, di prevaricazione dei diritti umani, di
truffe, e via dicendo. Senza considerare, poi, l'immoralità del
messaggio che scaturisce dal mito della crocifissione del supposto
figlio di Dio al fine di "redimere" e "salvare" l'Umanità "peccatrice".
Alla semplice luce del codice penale, della Costituzione Italiana e di
tutte le Convenzioni internazionali sui diritti umani, è squisitamente
grottesco che il concepimento di un figlio, da far poi "immolare" come
"sacrificio umano" ad opera di uomini iniqui, possa essere
contrabbandato come "atto di amore" anziché per quello che realmente é,
cioè un concorso in omicidio. Nulla vi è di più immorale e diseducativo
del messaggio che inculca il legittimo convincimento che la morte di un
innocente possa salvare terze persone, per di più colpevoli. Esporre
pertanto nelle aule di giustizia il crocifisso ed escludere la menorah
significa identificarsi nella storia tutt'altro che commendevole di
quel simbolo, offendendo la dignità di chi crede realmente nei valori
dell'eguaglianza, della libertà, della tolleranza, del rispetto
reciproco, del rispetto dei diritti umani e della laicità ed
offendendo, altresì, la memoria e la dignità dei milioni di poveri
disgraziati che sono stati assassinati, torturati, discriminati,
inquisiti, ghettizzati, schiavizzati, prevaricati ed emarginati,
proprio in nome di quel simbolo, durante 1.700 anni di nefasta storia
della Chiesa Cattolica. Un Ministro della Giustizia e un Capo del
Governo, che realmente intendano praticare i valori della tolleranza,
del rispetto reciproco e del rifiuto di ogni discriminazione -sui quali
tutte le persone civili concordano- non potrebbero mai, a mio giudizio,
contraddirsi al punto tale da imporre a chi non crede alla loro
religione -cioè alla religione cattolica- il loro simbolo, negando il
pari diritto di esporre i propri simboli: questo comportamento
discrimininatorio è ingiustificabile alla luce della legge penale, al
pari del comportamento di chi consente ai bianchi il diritto di salire
sugli autobus, negandolo ai neri. La risibile e blasfema alchimia
giuridica -attraverso la quale il Crocifisso è stato trasformato
addirittura in simbolo "culturale" e "laico"- non ha nulla di geniale,
se non agli occhi degli allocchi: dal momento, infatti, che la mia
menorah ebraica vanta -come ho sopra dimostrato- credenziali di gran
lunga superiori a quelle del Crocifisso cattolico, non vedo perché ad
essa sia stato negato e venga negato il diritto di essere affiancata al
crocifisso, trattandosi di un "simbolo idoneo ad esprimere valori quali
la tolleranza, il rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni
discriminazione.... nonché espressione di rispetto per l'altro, di
amore per la persona e di profonda solidarietà umana". Vi chiedo: cosa
avete contro gli ebrei e contro l'ebraismo? Forse la vista della
menorah ebraica turba la vostra sensibilità di Cattolici? Non vi
bastano le persecuzioni, le ghettizzazioni, le discriminazioni e gli
stermini che avete perpetrato ai loro danni per quasi duemila anni? Su,
rispondete, una buona volta. Nell'attesa -sicuramente vana- di ricevere
queste risposte, reitero -anche al Premier Romano Prodi- la richiesta
di esporre la menorà ebraica a fianco del crocifisso nelle aule di
Giustizia, utilizzando lo stesso strumento giuridico adottato dal tanto
"vituperato" (quando fa comodo) regime fascista, cioè la "circolare".
Copia di questa lettera indirizzo al Presidente della Repubblica, al
quale chiedo di inviarmi, con onere delle spese a mio carico, quattro
Sue fotografie che intendo poi esporre nelle aule del Tribunale di
Camerino a suggello del principio di laicità della Repubblica Italiana.
A tal proposito rappresento che, avendo io giurato fedeltà alla
Costituzione della Repubblica Italiana, mi identifico nei soli simboli
dell'unità nazionale e mi rifiuto, pertanto, di calpestare il principio
supremo di laicità che, come sancito dalla Corte Costituzionale, si
sostanzia nell'obbligo dei funzionari di essere imparziali, neutrali ed
equidistanti. Rappresento, con rammarico, che analoghe mie richieste -
indirizzate al Suo predecessore On.le Ciampi- sono state disattese. Non
avendo nulla da nascondere né, tantomeno, da vergognarmi, questa
lettera sarà pubblicizzata affinché in Italia ed all'estero si abbia la
percezione del fondamentalismo cattolico e dell'anacronistica ingerenza
della Chiesa che condizionano, in negativo, la vita politica, il
progresso e i diritti civili di questo Paese, non a caso ironicamente
ribattezzato come Repubblica Pontificia Italiana e come Colonia del
Vaticano. Rimini, 15 febbraio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it
mobile 3384130312 - tel. 0541789323 Fonte: http://nochiesa.blogspot.com


RUINI PREMIER
E chi l'avrebbe mai detto... Sentirsi un po' giù alla
sconfitta del Mortadellone!!! Ruini ha fatto la telefonatina il primo
giorno di Quaresima, quando Andreotti e Cossiga non potevano dire di
no, altrimenti che senso avrebbe avuto un voto contrario su una
relazione per loro ipercondivisibile come è stata quella di D'Alema
sulla politica estera? C'è stata una "manina" e la partita è stata
simulata, il campo era tutt'altro. O meglio: era quello della politica
estera per i quattro scalmanati della "sinistra radicale" coi quali
pure Prodi avrebbe dovuto fare i conti, ma in queste ultime settimane
l'osso più duro sono stati i cattolici. Ruini. L'incontro in Vaticano
l'altro giorno non era andato bene. Ognuno era rimasto sulle sue e la
Chiesa non solo non può accettare di perdere ma neppure di pareggiarla
una partita. Dall'elezione di Ratzinger in poi hanno deciso
scientemente di spadroneggiare in Italia (l'unico posto in cui possono
ancora farlo!) E lo stanno facendo. D'Alema era disperato. Sapevano che
la chiave di volta sarebbero stati i senatori a vita, stavolta più che
mai! Per questo ha pure sviolinato Andreotti facendo cenno alla buona
politica estera dei governi democratici della Prima Repubblica con la
quale si è detto in continuità. Non è bastato. Segno definitivo che
c'era dell'altro. Me ne sono convinto in serata Bertone l'altro giorno,
il cardinale segretario di Stato Vaticano, sorridendo, all'uscita della
riunione sul Concordato ha detto, con una battuta sibillina: "Potrei
dire NON DiCo". Ora l'hanno detto con i fatti. Chissà che governo
uscirà fuori, chissà dove andranno e che faranno non tanto e non solo
la sinistra radicale ma gli amici Radicali. La Cdl non c'è più. Il
Partito Democratico forse nascerà e con questi chiari di luna potrà
nascere solo più "ruinista". L'ago della bilancia sarà Casini, non ci
vuole un genio a capirlo. E vedremo cosa accadrà. L'unica speranza è
che il Governo che uscirà fuori da questo pasticcio annunciato si dia
almeno una scadenza e che la destra liberale sappia fare i suoi passi
per tornare a vincere le elezioni fra un anno. Tenendoci attaccati
all'anima più che mai i neodemocristiani di Rotondi. Potrebbero
rappresentare il nostro unico cavallo di Troia. Speriamo Fini lo
capisca. Sì, sono triste. Mai avrei pensato che potesse esserci
qualcosa di peggio della Mortadella a Palazzo Chigi. Invece c'è e si
chiama Ruini assieme quella che il nostro presidente Oliari ha definito
qualche giorno fa la "deriva ruinista".Cari Amici, mala tempora
currunt. Daniele Priori



E CAPEZUKA, TRA TANTE MEZZE CALZETTE AL
GOVERNO, SI SCORI' D'IMMENSO
«E' lo spettacolo di una classe politica
fatta di mezze calzette che sono in Parlamento per la pensione, i
viaggi gratuiti in treno e in aereo, e al governo per l'auto blu.
Mancasse solo una politica estera. Manca una classe politica appena
appena decente». ha scritto Piero Ostellino sabato 24 febbraio sul
Corsera. Sfottuta e stronziata dagli stessi giornali e telegiornali che
tifano centrosinistra, e sinistra estrema, la classe politica di lotta
& di sgoverno che ci ritroviamo chiederà la fiducia e l'avrà perchè,
alla Camera, la maggioranza di quelli che danno i numeri ce l'ha
mentre, al Senato, a dare i numeri sono in troppi e s'è beccata la
sfiducia. Ma, alla Camera, si profila una speranza. Un numero di lucidi
ed onesti kamikaze, un numero di parlamentari se non decisivo,
pervasivo e lungimirante, che abbassi il quoziente di idiozia politica
in cui è stato precipitato il Paese. Un pugno di parlamentari alla
Nicola Rossi e alla Senatore Latorre che seguano l'esempio del
radicale, più che mai capezzuto, Capezzone: Astenersi dal voto di
fiducia e dal seguire l'accanimento terapeutico al governo «dell'ultimo
giapponese per Prodi allo sgoverno», Pannella. Certo, in una compagine
così scalcagnata e dai miserrimi fini pratici e politici, a coprirsi
d'Immenso ci vuol poco ma di Capezuka con visioni e decisioni politiche
non anchilosate al sistema, come quelle espresse da Capezzone, ce ne
fossero. Ci sentiremmo tutti meglio come ci siamo sentiti meglio
seguendo, appassionatamente, il tavolo dei quattro giovani cronisti
della politica che Gianni Riotta, direttore del Tg1, sabato sera ha
messo assieme per «Speciale Tv7». Un sabato sera davvero ossigenato in
cui, oltre a «Speciale Tv7», nelle case degli italiani è spirata l'aria
fresca proveniente da «Tetris» diretta da Luca Telese con un Senatore
Latorre e una Giovanna Maglie davvero in gran forma. Che la mia nota
«Il Mito fatale di Shangri-La» ed i richiami al cinema di colore della
politica nostrana abbiano avuto, finalmente, i loro effettacci? A
leggere i giornali e sentire le Tv sembrerebbe di sì. Nessun vanto, per
carità, ma la constatazione che, oramai, neanche i giornali e le Tv più
conservatrici ed obbedienti ad editori e politici se la sentono di
ammorbarci con le loro palle, questa sì. Ed è un passo avanti. Avanti
così allora. Capezuki di tutta Italia unitevi!
Giuliana D'Olcese quota
rosa di Internet www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm




COMUNICATO STAMPA
SIGNORINA CARFAGNA,
INFILTRATA SARA' LEI!
Al
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ridono a crepapelle. Motivo
di tanta ilarità sono le dichiarazioni di Mara Carfagna, fino a ieri
soubrettina di terz'ordine che ha svolazzato per qualche anno tra le
reti Mediaset e Rai fin quando non è caduta nel più grosso pollaio di
Forza Italia, dove si è ritrovata in buona compagnia con Gabriella
Carlucci ed Elisabetta Gardini. Non potendosi ovviamente accontentare
della sua carriera televisiva, decisamente opaca, adesso Mara
Carfagna organizza convegni, il primo dei quali (e speriamo che sia l'
ultimo) lo ha chiamato "Donna, Vita e Famiglia". Ne sarà felice
Alessandra Mussolini, sembra il titolo di una pagina dei diari di suo
nonno. Insieme a Bondi, Pisanu e La Loggia, che l'hanno ricoperta di
così tanti complimenti da farci pensare che probabilmente sarà lei il
prossimo premio Nobel italiano, la Carfagna nazionale ha dato a Roma,
come se fosse a Fatima, i suoi tre segreti. Primo segreto di Mara: lei
non è una bacchettona. Secondo segreto di Mara: le case devono avere
basi solide. Terzo segreto: i gay sono costituzionalmente sterili.
Primo segreto svelato: che non è una bacchettona lo sappiamo tutti,
basta andare su un qualsiasi motore di ricerca e digitare il suo nome,
nelle foto che compaiono non ne esce ne genuflessa ne in tailleur. A
furia di cadere nei pollai sbagliati, ha imparato a predicare male e
razzolare proprio bene. Secondo segreto svelato: sapevamo di una
laurea in giurisprudenza presa tra un concorso di Miss Italia e un'
ospitata in qualche salotto televisivo, ma che fosse diventata anche
architetto non ce ne eravamo accorti. Se si riferisce alla solidità
della famiglia "naturale" dovrebbe prendersi anche una laurea di
scienze statistiche e leggere i dati Istat con molta attenzione. Lì
scoprirà quando è debole invece l'istituto che difende con tanta
pervicacia e che è ormai fallace non a causa delle Unioni Civili o
Pacs o Di.Co o matrimoni gay, ma per la sua ineluttabile non
conformità ai nostri tempi e al cambiamento della società. Terzo
segreto svelato: costituzionalmente è un'aggiunta "sterile" alle sue
affermazioni. Infatti Miss Italia sesto posto dice anche che per
essere coppia bisogna procreare ed è questo il requisito fondamentale.
Dopo esserci sbellicati a sufficienza, riprendiamo il fiato e
ricordiamo alla Carfagna che in questo modo ha insultato migliaia di
coppie eterosessuali che non possono avere figli. Poi le ricordiamo che
gay e lesbiche sono assolutamente fertili, lo dimostrano le migliaia di
coppie gay e soprattutto lesbiche che hanno figli, cresciuti con amore
e consapevolezza. Quanto a tutto il resto, stendiamo un pietoso velo.
Su di lei.
Andrea Berardicurti Segreteria Politica Via Efeso, 2/A
00146 R O M A tel. 065413985 fax 065413971 3487708437


COMUNICATO
STAMPA
Napoli, 13/02/2007
Plauso dell'Arcigay di Napoli per l'
approvazione dell'odg con cui il Comune di Napoli si impegna a
costruire un monumento in città per la commemorazione di tutte le
vittime dell'olocausto e dell'odio comprese quelle omosessuali.
"Con l'
odg che il Consiglio Comunale di Napoli ha oggi approvato un'altra
'discriminazione' è stata simbolicamente e fattivamente eliminata",
afferma l'Avv. Salvatore Simioli, presidente dell'Arcigay di Napoli,
"auspico che il processo di crescita della nostra città e del nostro
paese possa portare al riconoscimento della pari dignità anche di
tutte le coppie, omosessuali e non, senza ipocrisie e deleteri
fodametalisimi volti ad incitare all'odio e alla discriminazione".
"Oggi il Consiglio Comunale di Napoli ha dato un felice segno di laico
buonsenso", conclude Simioli,"attendiamo che venga costituito a breve
il tavolo dove le associazioni maggiormente rappresentative delle
comunità che sono state vittime delle olocausto, e che esse possano
confrontarsi e coadiuvare l'amministrazione Comunale alla realizzare
di detto monumento in base ad un progetto condiviso e rispettoso delle
diverse sensibilità, come previsto dalla delibera in modo che l'impegno
si tramuti in atto concreto". "Ringrazio il Consigliere Annciello, e l'
Assessore alla Memoria di Napoli Dolores Madaro che ha da sempre
condiviso questa nostra battaglia di civiltà nonché il Sindaco che nel
concedere il patrocinio alla manifestazione del 26 gennaio ha espresso
parole di condivisione delle finalità volte al riconoscimento della
pari dignità delle vittime dell'olocausto, avvero anche alle vittime
omosessuali". L'Arcigay di Napoli dal giugno di quest'anno ha raccolto
centinaia di firme per chiedere al Comune di Napoli la realizzazione di
un "monumento in memoria di tutte le vittime dell'olocausto e dei
crimini d'odio "a riconoscimento della pari dignità delle vittime
dell'olocausto (zingari, omosessuali, ebrei, oppositori politici,
malati mentali, disabili, vagabondi, emigrati, testimoni di Geova) e
di quanti per motivi razziali, etnici, religiosi, di genere ,
orientamento sessuale, di condizione personale e sociale, sono ancora
oggi vittime dei crimini d'odio". La petizione è stata simbolicamente
consegnata al consigliere Comunale di Napoli Mariano Annciello nel
corso della manifestazione organizzata dall'arcigay di Napoli il 26
gennaio scorso dal titolo "Giornata della memoria: mai più vittime del
nazifascismo". La petizione si è quindi concretizzata in un odg
presentata al comune oggi pomeriggio ed approvata.



COMUNICAZIONE
RADICALI ITALIANI
On line dal 2003 le registrazioni audio video delle
riunioni di Direzione di Radicali Italiani - "Radicali Italiani" sono
l'unico partito in Italia che rende disponibili in audio-video a tutti
i cittadini, tutte le sue riunioni: dai Congressi ai Comitati, alle
Direzioni. In particolare, per quel che riguarda le Direzioni, si
tratta di riunioni interne (quelle che nei partiti vengono definite "a
porte chiuse"), il cui ascolto crediamo sia molto utile e importante
per comprendere come il soggetto politico arrivi a prendere determinate
posizioni e decisioni o, i suoi esponenti, ad assumere determinati
comportamenti. Pur avendo sempre informato - attraverso Radio Radicale
e i nostri siti - di questa particolarità "radicale", la notizia che
era possibile conoscere quel che veniva detto in riunioni interne di
Radicali Italiani, è saltata alla ribalta delle cronache solo con lo
scandalo della lite Pannella/Capezzone del 26 ottobre 2006: "la lite va
in onda sul web", titolò qualcuno alla vigilia del congresso radicale.
L'eccitazione di chi era convinto di poter guardare dal buco della
serratura quel che avveniva in casa radicale, si diffuse come un virus
e in tantissimi visionarono quel filmato fino a scoprire che, nella
realtà dei radicali, tutte le riunioni erano fruibili sui siti
radicali. A questo link http://www.radioradicale.it/naviga/direzione

trovate tutte le Direzioni: 75 riunioni che iniziano dal 19 gennaio
2003 per arrivare al 17 febbraio 2007. Si tratta, a mio avviso, di vero
e proprio materiale di studio e riflessione non solo per dirigenti e
militanti radicali, ma anche per studenti che potrebbero coinvolgere
altri studenti e professori nell'esame di documenti che hanno il pregio
di proporre un dibattito libero dalle inibizioni che sempre si mettono
in moto quando c'è la trasmissione in diretta o differita o, comunque,
la presenza di giornalisti. Tutto qui. Buon ascolto a chi vorrà
cimentarsi nell'approfondimento della vicenda radicale. Un caro saluto.
Rita Bernardini



COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA
Noi
radicali, e pensiamo gran parte degli elettori, siamo stufi delle
smanie partitocratiche come quella della Margherita aquilana che
pretende di mettere in crisi la istituzione provinciale a causa della
propria incapacità di venire a capo di una (purtroppo) normale crisi
politica interna al partito. Appare scandaloso ed immorale considerare
gli eletti come una proprietà privata del partito ! Ci sembra inoltre
eversivo dell'art.67 della Costituzione ove si ritiene nullo ogni
vincolo di mandato. L'eletto, infatti, non è più rappresentante del
partito né degli elettori ma di tutto il popolo sovrano e ed è libero
di seguire l'interesse generale. L'amministrazione Tempesta ci ha già
tartassati abbastanza con questo tipo di crisi e di cambi di assessori
ed il Centrosinistra proprio non dovrebbe dare questi spettacoli
indecenti. Sollecitiamo pertanto Cialente a convocare una immediata
riunione dei partiti e dei movimenti che lo intendono sostenere per
discutere se inserire tra i primi punti del programma alcuni argini ai
più comuni tipi di degenerazione partitocratrica. Movimento dei
radicali Aquilani




ENERGIA PULITA
Un grosso mistero avvolge
ancora tutto il sistema solare e in modo particolare la sua corona...
IDROGENO E CORRENTE ELETTRICA A COSTO ZERO
In breve tempo e con
velocità elevatissima quasi tutto il mondo è passato da una società
contadina a quella industriale e da questa a quella postindustriale con
profondi cambiamenti di azioni e di pensiero. Per secoli l'uomo usava
la ruota del carro per spostarsi e per trasportare; le sue esigenze
erano limitate, ora non più e a complicare il tutto si è messo in prima
fila l'aumento di temperatura del pianeta terra imputando l'uomo
moderno come unico responsabile. Non è esattamente così. Un grosso
mistero avvolge ancora tutto il sistema solare e in modo particolare la
sua corona con le sue protuberanze e fiamme alte quanto la distanza tra
la terra e la luna, le sue macchie magnetiche, che sembrano fare un
respiro ogni undici anni, allargandosi e restringendosi anche con
conseguenze alle trasmissioni radio e la terra col suo clima fa parte
di questo sistema. Nel lontanissimo passato, e più volte, la terra subì
glaciazioni e desertificazioni e anche ora si assiste ad un lieve
fenomeno del genere. Al tempo dei Romani la temperatura del globo
terrestre era più bassa di quella di ora, tanto che le fiumare del
centro sud ghiacciavano d'inverno. Ora a questo fenomeno naturale di
innalzamento della temperatura si aggiunge quello provocato dall'uomo
con i gas di scarico delle auto in genere e con altre immondizie e
bisogna ricorrere ai ripari che dipendono dalla volontà politica dei
vari governanti e dai grossi petrolieri che hanno in mano l'attuale
mercato. Pur volendo adoperare il petrolio come fonte di energia,
avremmo meno di quaranta anni per il totale esaurimento di esso. Il
petrolio potrà servire per preparare medicine, vernici o altro, mai
come carburante. C'è il combustibile IDROGENO a portata di mano che è
una fonte inesauribile di energia pulita trasformabile in cinetica,
elettrica, calorifica, ecc. Comunque siamo ai ferri corti con la
Natura, ma sempre nelle mani di Dio. Un mio amico mi ha mostrato un suo
brevetto di invenzione industriale (forse il primo al mondo) portante
il n. 1032100 dal titolo: "motore a scoppio funzionante ad idrogeno più
acqua ed aria" rilasciatogli dal Ministero competente nel 1974, ossia
33 anni or sono . Allora non si sapeva cosa fosse l'idrogeno. Con quel
motore, applicato ad un'automobile, il mio amico ha percorso centinaia
di chilometri su strada, marciava che era una meraviglia scaricando dal
tubo di scappamento solo vapore acqueo e che si poteva fare anche l'
aerosol. L'uomo, sin dai tempi di Alessandro Volta, si è seriamente
interessato alla produzione di energia elettrica, come energia da
sfruttare in mille modi per le sue comodità, il suo benessere, la sua
vita. Turbine di ogni genere e pile nucleari contribuiscono a fornirla,
ma sono insufficienti e pericolose ad eccezione delle turbine che
girano per la caduta dell'acqua o per flusso e riflusso di essa ma sono
insufficienti. Si sente oggi, come mai, il bisogno di energia pulita,
non inquinante, energia, erogata da padre sole e da sorella luna sotto
varie forme: vento, pannelli solari, movimento del mare (onde e maree),
ecc. I liquidi minerali infiammabili per l'alimentazione di motori di
qualunque genere e per motori azionanti alternatori elettrici inquinano
enormemente l'atmosfera e l'effetto serra ed altri pericolose effetti
si fanno sentire in tutte e tre i regni della natura. Altra invenzione
recentissima del mio amico (d. b. n. RC2004A000011) recante il titolo:
"Dispositivo marino per ottenere energia elettrica" riguarda la
produzione di energia elettrica e di conseguenza la produzione di
idrogeno in quantità illimitata. Il mare ha una energia
incommensurabile fornitagli perpetuamente dal sole ed è ben felice di
regalarcela, offrendocela su un piatto d'oro. Costo zero , tranne poca
spesa per l'apparecchiatura, L'apparecchiatura potrà essere in
parallelo o in serie. Con questa invenzione potranno essere illuminate
a giorno le campagne, le strade e le autostrade. Tutte le autovetture
potranno viaggiare con energia pulitissima: elettrica o ad idrogeno.
Tutte le abitazioni, uffici, fabbriche potranno essere riscaldate o
raffreddate a piacimento. Non è utopia, ma realtà tangibile.. Romolo
Marando Romolo Marando: marando@email.it Promiseland.it Redazione
Italia



SOS MALTRATTAMENTI
Nel 2006 sono state circa 800 le
telefonate ricevute dal numero LAV "SOS Maltrattamenti" 848.588.544, di
cui 565 riguardanti segnalazioni o notizie relative a maltrattamenti di
animali. A queste si aggiungono 320 segnalazioni ricevute dall'
indirizzo sosmaltrattamenti@infolav.org .
Il servizio, attivo dal 2004,
(disponibile il lunedì, mercoledì e venerdì, ore 10-17) è stato
istituito dalla LAV per dare un aiuto concreto a tutti coloro che
vogliono intervenire contro i soprusi a danno degli altri animali,
diffondere la conoscenza della legge sulla protezione degli animali (L.
189/04), aiutare coloro che intendono presentare una denuncia o un
esposto alle Autorità per fatti riguardanti il maltrattamento di
animali e selezionare i casi più delicati per la costituzione di parte
lesa e di parte civile della LAV. 446 telefonate hanno riguardato i
cani (78% del totale), 52 telefonate hanno riguardato i gatti (poco più
del 9%) e 67 altri animali; naturalmente il numero degli animali
coinvolti è superiore alle segnalazioni (es. nel caso di canili o
allevamenti): ad esempio il totale dei cani oggetto di abusi segnalati
al servizio LAV "SOS Maltrattamenti" è di circa 2000. 82 sono state le
richieste di controlli o verifiche di segnalazioni. I casi più
frequenti portati all'attenzione della LAV riguardano cani rinchiusi in
box, recinti o appartamenti, tenuti sempre legati, senza riparo dalle
intemperie o al sole, maltrattati in genere, picchiati o tenuti in
pessime condizioni igieniche, sfruttati per l'accattonaggio. E poi
gatti avvelenati, abbandonati, presi a sassate, bastonati, uccisi in
vario modo. Vittime di violenze anche cavalli, galline, aragoste,
conigli, ma anche gufi e coccodrilli. Le segnalazioni sono giunte
prevalentemente dalle grandi città: dalla sola provincia di Roma sono
arrivate 145 telefonate, più del 25% del totale, mentre da quella di
Milano 41, da quella di Napoli 29, da quella di Bologna 23 e da quella
di Firenze 18. Non bisogna lasciarsi ingannare dalle cifre: il fatto
che da queste province messe insieme arrivi il 45% delle telefonate non
significa che qui i maltrattamenti siano più numerosi o che vi sia una
maggior sensibilità, perché le dinamiche del processo che porta a
segnalare i maltrattamenti sono varie e complesse. Nella maggioranza
dei casi, a telefonare sono le donne (471), mentre gli uomini sono
appena 94. Da sole, le donne rappresentano oltre il 83% del totale,
contro il 16% dei maschi. Il 19% di quanti hanno fatto una segnalazione
è socio LAV. "Questi dati raffigurano uno spaccato reale del rapporto
uomo-altri animali nel nostro Paese; rappresentano una testimonianza
diretta delle denunce dei cittadini, non mediata da organi di stampa né
da dati elaborati da altre fonti – dichiara Ciro Troiano, responsabile
del servizio SOS Maltrattamenti della LAV - Si tratta di dati parziali,
ma hanno il pregio di essere «genuini», ovvero di rappresentare la
testimonianza diretta di coloro che hanno assistito o denunciato una
condotta criminale a danno di altri animali. Fatti accaduti tra le mura
domestiche, in famiglia, nella stretta schiera dei parenti, nel
condominio e che vedono come protagonisti i volti di ogni giorno, il
parente, il vicino di casa. Non occorre essere un criminale
riconosciuto per essere un torturatore di altri animali. Anzi, la
maggioranza dei maltrattamenti è commessa da persone "normali", quasi
sempre con condotte sociali irreprensibili, socialmente riconosciute
come «brave persone», ma che per una antiquata e crudele cultura
considerano gli altri animali come cose, oggetti animati da usare e
sfruttare e sui quali esercitare un misero senso di onnipotenza
quotidiana". Anche nel 2006 numerose telefonate sono giunte da
rappresentati di Organi di Polizia o di uffici pubblici per chiedere
chiarimenti sulla normativa contro il maltrattamento di animali (L.
189/04). In alcuni casi è stato chiesto l'intervento della LAV per
predisporre una denuncia o un sequestro, in altri casi abbiamo ricevuto
richieste da avvocati che dovevano preparare denunce o esposti.
Deludenti le risposte ricevute da uffici pubblici e Organi di Polizia,
alle segnalazioni fatte dalla LAV: la reazione più comune è stato il
classico "scarico di competenze". Le risposte più avvilenti sono giunte
dai Servizi Veterinari delle ASL: a parte lodevoli eccezioni per
competenza, professionalità e sensibilità incontrate dalla LAV in anni
di attività, il 99% delle segnalazioni inviate da "SOS Maltrattamenti"
della LAV ai Servizi Veterinari delle ASL ha avuto esito negativo. Un
dato sul quale occorre riflettere insieme alle troppe e terribili
violenze di cui gli animali sono vittime. info:
sosmaltrattamenti@infolav.org SOS Maltrattamenti-Telefono: 848.588.544
Fonte:www.infolav.org Promiseland.it Redazione Italia.



CHI HA PAURA DI GIORDANO BRUNO
(di Maurizio Di Bona)
Fra pochi giorni
ricorre, ancora una volta, l'anniversario della morte di Giordano
Bruno, filosofo conosciuto nell'Europa del 500 semplicemente come il
"Nolano", (perché nato a Nola, vicino Napoli) arso vivo per mano
cattolica il 17 febbraio del 1600.
Ogni anno se ne parla sempre meno ed
i media, timorosi forse di irritare qualcosa o qualcuno (mah!),
ritengono inopportuno, o tutto sommato inutile, dedicare spazio al
ricordo di chi ancor prima di Galileo, intuiva e rivoluzionava visione
e posizione di uomo e Terra, non più al centro di alcunché, in un
universo infinito, in cui tutto è relativo ed in cui il nostro è solo
uno dei mondi possibili. Non abbiamo ritratti certi di Bruno e non
abbiamo tutte le sue opere; chi ha tentato di cancellarlo dalla storia,
dopo avergli chiuso la bocca, alla lettera, perché con una mordacchia,
ne ha disperso le ceneri ai quattro venti ed ha poi fatto in modo che
di lui non ci fosse traccia o segno che ne riportasse alla luce la
memoria nei secoli a venire. Dobbiamo essere grati all'irlandese John
Toland che nel '700 ne riscoprì la grandezza e il genio, aprendo la via
a tutti gli studi successivi. I francesi gli tributano i giusti onori,
i tedeschi ce lo invidiano, addirittura attribuendosene una parte del
dna, ma in Italia Bruno deve restare nell'ombra. In esilio totale e
perenne, oggi come quattro secoli fa. Chissà perché… Un frate
domenicano dall'ingegno fuori dal comune, che a lume di ragione,
scardina dogma per dogma il sistema ecclesiale dell'epoca, corrotto e
intriso di superstizione e miracolistica, indica ai regnanti una pace
religiosa per porre fine alle guerre che insanguinano l'Europa, che fa
da ponte tra saggezza orientale e pensiero filosofico occidentale e che
chiede al Papa di riportare la Chiesa sui soli binari apostolici dell'
amore, non capisco a chi possa far paura!? E' per questo che ho
intitolato il mio libro proprio così: Chi ha paura di Giordano Bruno,
ma mai avrei immaginato che poi quell'interrogativo privo di punto di
domanda si rivelasse così "dannatamente" profetico! Nella prefazione
all'opera, l'illuminato Giuliano Montaldo, regista dell'unico Giordano
Bruno cinematografico che abbiamo, ricorda i suoi inimmaginabili tre
anni di pene prima della lavorazione di quel film. A me ce ne sono
voluti cinque per accantonare l'ambizioso progetto iniziale, un vero e
proprio romanzo grafico sul Nolano (the Nolan is back), non realizzato
per sfiancamento, raccogliere tutto il materiale prodotto fino ad
allora e "costruire" un secondo libro, che raccontasse "in presa
diretta" come fosse difficile concretizzare quell'intenzione. Il libro,
una volta completato, non ha risparmiato ulteriori "incidenti di
percorso". Dalle risposte criptiche di certi editori mugugnanti sui
ceci, al dietrofront di chi fino al giorno prima si dichiarava
entusiasta del progetto, fino ai ripensamenti di molte librerie, che
vuoi per una politica assurda e vile che taglia fuori i piccoli
editori, vuoi per chissà quali immotivate ragioni, hanno poi preferito
non avere il libro sui loro scaffali. Sarà forse perché è scritto male
e disegnato peggio… e che di Giordano Bruno proprio non se ne può di
ritrovarselo davanti tutti i "santi e benedetti" giorni?! Sarà
certamente così. Ecco perché anche nell'Enciclopedia della filosofia a
fumetti di Osborne, pubblicata due anni fa, il Nolano sembra essere l'
unico escluso! Maurizio Di Bona. www.giordanobruno.biz

Fonte:www.letteratitudine.blog.kataweb.it Promiseland.it Redazione Italia.


ARCILESBICA ROMA
MERCOLEDI' 7 MARZO ORE 21:30
LOCANDA ATLANTIDE - VIA
DEI LUCANI 22/B (San Lorenzo)
LE RACCOMANDATE (CON RICEVUTA DI RITORNO
PER TUTTI) FESTA DI TESSERAMENTO DI ARCILESBICA ROMA Letteratura:
Spazio "Hyde Park" per (re)citare le vostre letture (o scritture) al
femminile. Musica: Blues e Rock by Antipodi Arte: Digital painting by
Kyrahm Dj set Ingresso: 7 euro (+ tessera 10 euro). Arcilesbica Roma V.
le G. Stefanini, 15 TEL. 06/4180211
(www.arcilesbica.it/roma)



NESSUNO TOCCHI CAINO n17.02.2007
IRAQ. CONDANNA A MORTE PER EX VICE-
PRESIDENTE, IL GIORNO PRIMA 14 ESECUZIONI - 12 febbraio 2007: l'ex
vice presidente iracheno, Taha Yasin Ramadan, è stato condannato all'
impiccagione dall'Alta Corte irachena. Lo scorso 5 novembre, Ramadan
era stato condannato all'ergastolo in relazione alla strage degli
sciiti di Dujail, avvenuta nel 1982, tuttavia la Corte d'Appello aveva
in seguito raccomandato per l'imputato la pena capitale, rimandando il
caso all'Alta Corte. "Dio sa che non ho fatto nulla di sbagliato e si
vendicherà sui miei persecutori", ha detto Ramadan poco prima che il
giudice Ali al-Kahachi leggesse la sentenza: "In nome del popolo, la
corte ha deciso di condannare a morte per impiccagione Taha Yassin
Ramadan" con l'accusa di crimini contro l'umanita'. Nei giorni scorsi
l'organizzazione Human Rights Watch aveva rivolto un appello perche'
l'ex vice presidente non venisse condannato a morte, denunciando la
mancanza di prove nel processo per il massacro di Dujail. La scorsa
settimana, Louise Arbour, Alto commissario delle Nazioni Unite per i
diritti umani, aveva avviato iniziative legali per evitare una
possibile condanna a morte di Ramadan. Uccidere Ramadan – ha detto la
Arbour - sarebbe illegale, perchè la pena capitale può essere inflitta
soltanto se il processo di primo grado e le procedure di appello
rispettano i parametri internazionali. Il processo di Ramadan invece
"non è riuscito a rispettare gli standard del giusto processo" e una
pena capitale consisterebbe in un "trattamento crudele, disumano o
degradante", che è proibito in base alle legge internazionali. Il
giorno prima della condanna all'impiccagione dell'ex vicepresidente,
quattordici persone sono state giustiziate nel paese per omicidi,
sequestri e stupri. Lo rende noto il governo iracheno, precisando che
i crimini sono stati commessi in cinque delle 18 province del paese:
Karbala, Basra, Wasit e Diwaniyah, tutte a sud della capitale Baghdad,
e Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Il comunicato governativo non precisa il
metodo di esecuzione, sebbene sia l'impiccagione quello usato per
mettere a morte civili condannati a morte, inoltre il linguaggio usato
dalle autorità suggerisce che i 14 siano tutti insorti sunniti o membri
di al-Qaeda. Tra i giustiziati ci sono Zanoun Younis Salim e Ahmed
Hamed Hassan: il primo sarebbe responsabile di centinaia di morti, l'
altro avrebbe fatto esplodere bombe in una moschea a sud della
capitale, uccidendo 65 persone. "Non arretreremo mai nell'imporre la
legge" – avvertono le autorità, aggiungendo che "La gente innocente
delle nostre amate province vedrà questi macellai cadere uno dopo l'
altro, con l'aiuto di Dio".
PENA DI MORTE. RUSSIA FIRMA DICHIARAZIONE
SU MORATORIA - 12 febbraio 2007: la Russia ha firmato la
"dichiarazione di associazione" sulla pena di morte presentata all'Onu
dall'Unione europea lo scorso 19 dicembre. Lo annunciano a "Il Velino"
fonti delle Nazioni Unite.
L'ottantottesima adesione, dopo le 85
iniziali e le firme di Namibia e Kirghizistan di due settimane fa, è
quella su cui più sperava l'Italia, impegnata a raccogliere il massimo
numero di adesioni per convincere gli indecisi dell'Ue. Mosca, infatti,
potrebbe fungere da traino per altri paesi dell'ex Unione Sovietica,
alcuni dei quali dopo il crollo del regime hanno abolito la pena
capitale o applicano unilateralmente una moratoria delle esecuzioni. È
il caso dell'Azerbaigian, paese abolizionista dal 1998, che secondo
alcune indiscrezioni sarebbe prossimo ad apporre la propria firma alla
dichiarazione. Altri paesi disposti a firmare sarebbero Gabon,
Mozambico e Repubblica Democratica del Congo, sollecitati da Romano
Prodi durante il recente vertice dell'Unione africana.
Obiettivo della
Farnesina è ottenere 97 firme (la maggioranza assoluta all'Assemblea
generale) nel più breve tempo possibile, magari entro il 5-6 marzo,
quando il Consiglio affari generali prenderà la decisione finale
sull'azione europea. Alcuni paesi dell'Unione, infatti, non sciolgono
le proprie riserve. In particolare, secondo quanto risulta da una
riunione tecnica della scorsa settimana a New York, Danimarca e Olanda
continuano a opporre una certa freddezza, mentre la Gran Bretagna non
ha assunto un atteggiamento negativo. Durante la riunione, tra
l'altro, l'Italia ha proposto di cominciare a scrivere il testo della
risoluzione e di stabilire dei tempi per la sua presentazione
all'Assemblea generale.
GRENADA. PRIVY COUNCIL ANNULLA 13 CONDANNE
CAPITALI - 6 febbraio 2007: il Privy Council di Londra ha annullato 13
condanne a morte emesse a Grenada nei confronti di altrettante persone
riconosciute colpevoli di omicidi, commessi nel corso del colpo di
stato dell'ottobre 1983. Riconoscendo le condanne a morte come
illegittime, il Privy Council – suprema corte d'appello per diverse ex
colonie britanniche – ha stabilito che i tredici devono essere
riprocessati dalla Corte Suprema dell'isola. Nel colpo di stato,
guidato dal vice primo ministro dell'epoca Bernard Coard, furono uccisi
il leader socialista Maurice Bishop e altre 10 persone.
Sei giorni
dopo il colpo di stato operato del settore marxista-leninista del
governo, gli Stati Uniti inviarono sull'isola migliaia di soldati per –
disse l'allora presidente Usa Ronald Reagan – ripristinare l'ordine,
proteggere cittadini statunitensi ed evitare l'ingresso sull'isola di
armi e consiglieri militari cubani. Grenada è uno stato indipendente
nell'ambito del Commonwealth, per il quale il Comitato Giudiziario del
Privy Council britannico rimane la Corte d'Appello di ultima istanza.
E' tra gli undici firmatari dell'accordo del 2001 volto a stabilire una
Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra
come corte d'appello di ultima istanza nella regione. La Corte
Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005,
tuttavia Grenada deve ancora emendare la propria costituzione per poter
passare alla giurisdizione della Corte.
IRAN. SETTE ESECUZIONI IN DUE
GIORNI - 15 febbraio 2007: sette persone sono state recentemente messe
a morte in Iran. I primi tre uomini sono stati giustiziati il 14
febbraio nel Khuzestan, in relazione agli attentati esplosivi avvenuti
nel 2005 nel capoluogo provinciale Ahvaz.
Giustiziati in una prigione,
i tre arabi ahwazi sono stati identificati come: Ghasem Salami, 41
anni, sposato e con sei figli, Majad Albughbish, single di 30 anni
originario di Mahshahr, e Abdolreza Sanawati, 34 anni. Sono gli ultimi
del gruppo di 10 ahwazi condannati a morte e impiccati in relazione ai
suddetti attentati: come già riportato da Nessuno tocchi Caino, i primi
tre del gruppo sono stati impiccati lo scorso dicembre, altri quattro a
gennaio. I rapporti tra la comunità ahwazi e le autorità centrali
iraniane sono molto tesi, con Teheran che accusa la Gran Bretagna – i
cui soldati sono nel vicino Iraq – di alimentare le tensioni nella
provincia. Londra respinge ogni accusa. Altri quattro uomini sono stati
impiccati il 13 febbraio per omicidio nel carcere di Evin, a Teheran.
Condannati a morte in processi distinti, sono stati identificati dal
quotidiano Kayhan come Najomeldin, 24 anni, Mohammad, Behrouz, 27 anni,
e Reza.
NEW MEXICO (USA). CAMERA APPROVA ABOLIZIONE PENA DI MORTE - 12
febbraio 2007: la Camera dei Rappresentanti del New Mexico ha approvato
un disegno di legge che abolisce la pena di morte, prevedendo la sua
sostituzione con l'ergastolo senza condizionale.
Presentato dalla
deputata Democratica Gail Chasey e approvato dalla Camera con 41 voti
contro 28, il disegno di legge passa ora al Senato, dove tuttavia un
analogo disegno è stato bocciato nel 2005.
Il New Mexico ha
reintrodotto la pena capitale nel 1979 e ha effettuato da allora la
sola esecuzione di Terry Clark, avvenuta nel 2001.
Sono solo due gli
attuali prigionieri nel braccio della morte dello stato, che usa l'
iniezione letale come metodo di esecuzione. Il governatore ha il potere
esclusivo di concedere la grazia.
ANDRA' IN ONDA SU 'LA 7' "IL MIGLIO
VERDE" UN NUOVO PROGRAMMA SULLA PENA DI MORTE - Il canale La 7, sta per
mandare in onda un nuovo programma intitolato Il 'Miglio Verde'. Il
programma spera di diventare un po' una bandiera contro la pena di
morte, raccontando le storie delle moltissime persone che corrispondono
per lettera con i condannati nei bracci della morte statunitensi. La
redazione sta cercando persone che corrispondano con detenuti nel
braccio della morte degli Stati Uniti. Se avete un rapporto epistolare
con un condannato a morte e siete interessati a condividere la vostra
esperienza e quella del vostro amico di penna, potete contattare la
redazione del programma all'indirizzo: casting@fbcmedia.com
(specificando che siete stati contattati da Nessuno tocchi Caino)




NESSUNO TOCCHI CAINO
24.02.2007
MARYLAND. GOVERNATORE FAVOREVOLE ALL'
ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE - 21 febbraio 2007: il Governatore del
Maryland Martin O'Malley ha sostenuto di fronte alle Commissioni
Giustizia di Camera e Senato la necessità di eliminare la pena di
morte. Per il Governatore Democratico O'Malley, entrato in carica il
mese scorso, la pena di morte non ha un effetto deterrente, richiede
costi eccessivi e viola la dignità umana, oltre a comportare il rischio
di giustiziare innocenti. Le Commissioni sono attualmente impegnate
nell'esame di progetti di legge abolizionisti – non presentati dall'
esecutivo – che sostituirebbero la condanna a morte con l'ergastolo
senza condizionale. Lo stesso Governatore alcuni giorni fa ha espresso
le proprie opinioni sulla pena di morte in un articolo comparso sul
Washington Post. Lo scorso dicembre la Corte d'Appello del Maryland ha
ordinato lo stop delle iniezioni letali nello stato, fin quando il
parlamento non avrà esaminato il protocollo per le esecuzioni. La Corte
d'Appello ha detto che "In base alla legge dello stato, il protocollo
deve essere sottoposto ai legislatori prima di poter essere adottato
dal Dipartimento di Correzione". Sono cinque le esecuzioni effettuate
in Maryland dal 1978, gli attuali prigionieri del braccio della morte
statale sono sei.
FRANCIA. DIVIETO PENA DI MORTE ISCRITTO NELLA
COSTITUZIONE - 19 febbraio 2007: il parlamento francese ha iscritto
nella Costituzione del paese il divieto esplicito nei confronti della
pena di morte. L'Assemblea Nazionale e il Senato, riuniti in seduta
comune a Versailles, hanno approvato con 828 voti favorevoli e 26
contrari una modifica costituzionale in base alla quale'Nessuno puo'
essere condannato alla pena di morte'. Si tratta di uno dei tre
emendamenti costituzionali sostenuti dal presidente Jacques Chirac e
approvati dal parlamento francese: gli altri due riguardano la
definizione del corpo elettorale in Nuova Caledonia e lo status penale
del capo dello stato. Questa di Versailles, è la terza e ultima
riunione congiunta dei parlamentari in questa legislatura. Per
l'approvazione delle modifiche alla costituzione erano necessari i tre
quinti dei voti.
La pena di morte è stata abolita in Francia nel 1981,
sotto la presidenza socialista di Francois Mitterrand e soprattutto
grazie agli sforzi dell'allora Ministro della Giustizia, il socialista
Robert Badinter.L'ultima persona ad essere giustiziata è stato Hamida
Djandoubi, un immigrato tunisino, condannato per omicidio e
ghigliottinato il 10 settembre 1977 nella prigione di Baumetes, a
Marsiglia.
GIAPPONE. RAGGIUNGE QUOTA 100 NUMERO PRIGIONIERI IN ATTESA
DI ESECUZIONE - 20 febbraio 2007: la Corte Suprema giapponese ha
confermato la condanna a morte di Kazuo Shinozawa, 55 anni, portando
così a 100 il numero dei prigionieri nel braccio della morte del paese.
Nel giugno 2000, dopo aver rapinato una gioielleria nella citta' di
Utsunomiya, a nordest di Tokyo, Shinozawa avrebbe dato alle fiamme il
negozio, provocando la morte di sei persone impossibilitate ad uscire.
Secondo gli avvocati difensori, l'incendio avrebbe invece un'origine
accidentale. "Il numero dei detenuti nel braccio della morte è
notevolmente aumentato nell'arco degli ultimi due o tre anni", ha
riconosciuto il ministro della giustizia giapponese, Jinen Nagase,
aggiungendo tuttavia che il trend non deve suscitare preoccupazioni,
dal momento che le sentenze vengono emesse in scrupoloso accordo con la
legge.
IRAN. CORTE SUPREMA CONFERMA CONDANNA A MORTE DI DELARA - 16
febbraio 2007: la condanna a morte di Delara Darabi, 20 anni, è stata
confermata dalla Corte Suprema iraniana, rende noto l'avvocato
difensore della ragazza. Quando aveva 17 anni, Delara avrebbe ucciso un
cugino di suo padre, nel corso di un furto commesso insieme a un
ragazzo allora 19enne, Amir Hossein. Delara inizialmente avrebbe
confessato l'omicidio, per poi ritrattare: "Essendo ancora minorenne,
credevo di evitare la condanna a morte. Così, su richiesta di Amir, mi
sono assunta la responsabilità dell'omicidio, per salvargli la vita",
ha spiegato Delara. Amir è stato condannato a 10 anni di carcere,
successivamente aumentati a 13.Il mese scorso, la madre di Delara ha
detto al giornale Etemad che la ragazza, detenuta nel carcere Evin a
Teheran, ha tentato il suicidio. Lo scorso anno una mostra dei dipinti
realizzati in carcere dalla ragazza – che si dichiara innocente
rispetto all'accusa di omicidio - ha attirato sulla vicenda
l'attenzione dei media internazionali. In base al Codice Penale in
vigore, le femmine di età superiore a nove anni e i maschi con più di
quindici anni sono considerati adulti e, quindi, possono essere
condannati a morte, anche se le esecuzioni sono normalmente effettuate
al compimento del diciottesimo anno d'età. Ciò viola apertamente due
patti internazionali ratificati dall'Iran: il Patto Internazionale sui
Diritti Civili e Politici e la Convenzione Onu sui Diritti del
Fanciullo, i quali vietano l'esecuzione di persone che avevano meno di
18 anni all'epoca del reato.
IRAN. GIUSTIZIATO CINQUE GIORNI DOPO IL
CRIMINE - 19 febbraio 2007: un uomo è stato impiccato nella provincia
iraniana del Sistan-Baluchistan, dopo essere stato riconosciuto come
uno dei responsabili degli attentati esplosivi avvenuti lo scorso 14
febbraio nel capoluogo Zahedan.
Nasrollah Shanbe-Zehi è stato
giustiziato in pubblico nello stesso luogo in cui si è verificato l'
attentato che è costato la vita a 11 Pasdaran (Guardiani della
rivoluzione). Dalla folla si sono levati slogan contro gli Stati Uniti
e Israele. Un portavoce del Ministero degli Esteri, Mohammad Ali
Hosseini, ha dichiarato che le indagini condotte a seguito dell'
attentato indicano che dietro questo crimine ci sono agenti stranieri.
Sul suo sito web, Nessuno tocchi Caino ha riportato notizie relative a
191 condanne a morte e 113 esecuzioni nel 2005 in Iran. Ma i dati reali
potrebbero essere molto più alti: le autorità non forniscono
statistiche ufficiali e i numeri riportati sono relativi alle sole
notizie pubblicate dai giornali iraniani, che evidentemente non
riportano tutte le esecuzioni.

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