02 novembre 2007

news 2 novembre

LA "MEGLIO" CIVILTÀ:

STOP ALLA VIOLENZA
STOP ALLA XENOFOBIA
STOP ALL'OMOFOBIA

CONTRO OGNI IDEOLOGICA IDIOZIA
"La nostra patria è il mondo intero, la nostra legge è
libertà!!!"

TRE RAGAZZI GAY AGGREDITI ALLA STAZIONE TERMINI
Roma
continua ad essere terreno di caccia di bande più o meno organizzate
che picchiano e minacciano gay, lesbiche e transessuali. L'ultimo
episodio è stato perpetrato ai danni di tre ragazzi gay la notte di
Halloween. I tre ragazzi, usciti da poco dalla serata Muccassassina,
erano alla Stazione Termini e, in attesa di tornarsene a casa, erano
alla ricerca di un bar dove fare colazione. Mentre scendevano le scale
mobili sono stati raggiunti ed accerchiati da un gruppo di ragazzi
italiani che hanno apostrofato i tre ragazzi con epiteti offensivi.
Nonostante ciò i ragazzi hanno mantenuto la calma ed hanno tentato di
allontanarsi ma uno del gruppo ha bloccato loro la strada ed ha preso a
cazzotti uno dei tre. A quel punto con un cellulare è stato chiamato il
113 che è intervenuto ed è riuscito a bloccare tre dei componenti del
gruppo. Nel frattempo il ragazzo gay picchiato è stato medicato al
Pronto Soccorso della Stazione Termini con un referto di 7 giorni di
prognosi. La consulente legale del Circolo Mario Mieli si è già
attivata per sostenere i tre ragazzi. "Non è purtroppo il primo caso
di violenza nei confronti di gay che ci viene segnalato. Il centralino
del Circolo Mario Mieli riceve molto spesso telefonate di questo tenore
che a volte si risolvono in minacce verbali ed insulti offensivi, ma
che spesso invece, soprattutto negli ultimi tempi, sfociano in veri e
propri raid violenti ed omofobi." Il Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli è presente sul territorio dal 1983 con un servizio di
ascolto, aiuto e sostegno a gay lesbiche e transessuali completamente
autofinanziato. Il centralino del Circolo è attivo dal lunedì al
venerdì dalle ore 10 alle ore 18. "Siamo sempre in prima linea per
combattere episodi di questo tipo. Il Circolo è da anni presente nelle
scuole superiori con incontri sul bullismo e sull'omofobia, ha un
servizio di consulenza legale ed un consultorio psicologico dove spesso
gay, lesbiche e transessuali riportano episodi di minacce, violenze,
bullismo e mobbing. Solo attraverso interventi strutturati nelle
scuole, nei posti di lavoro ed anche in luoghi apparentemente scevri da
questi problemi (i luoghi di aggregazione giovanile e a volte anche la
stessa famiglia) potrà essere scardinata una matrice culturale che vede
il diverso come una minaccia anziché una ricchezza e tenta di
eliminarlo o di omologarlo".
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano - Presidente
Segreteria Politica - Andrea
Berardicurti
Cell. 348/7708437


32° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI PIER PAOLO PASOLINI
OPERAZIONE NOTTE BUIA
2 novembre e' il 32mo anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Spero che
ancora una volta ci ritroveremo all'Idroscalo di Ostia, per ricordarlo,
ma anche per denunciare che malgrado tutti i nostri sforzi non è stato
l'ultima vittima dell'omofobia istituzionalizzata e del sessismo.
Chiunque legga questo messaggio è pregato di diffonderlo e di
partecipare a questo affettuoso omaggio a una delle poche menti libere
del nostro paese, e che è stato eliminato dall'ignoranza e
dall'omofobia che ancora permeano la nostra società. Massimo Consoli
sarà con noi questa volta a ricordarlo solo col suo grande cuore, ma
gli ho promesso che continueremo questa tradizione di affetto, di
memoria, di fierezza della nostra identità. Non so se riuscirò a
cantare la sua ballata, ma forse, assieme, mi ci proverò ancora una
volta... L'appuntamento è alle 12 del 2 novembre prossimo
all'Idroscalo, là dove fu ammazzato. Alba Montori "Nel novembre del
1975, vittima del clima infuocato e avvelenato che confondeva le
coscienze, Pier Paolo Pasolini moriva assassinato. Onoriamo in lui il
primo italiano ad aver urlato con tutta la forza che aveva addosso la
sua rabbia, il suo disprezzo, il suo odio per quello che lui stesso
battezzò con il nome di palazzo". E' quasi dal momento della sua morte
che, per 32 anni e senza interruzione, abbiamo ricordato Pasolini, ed
è dal 1992 che invitiamo i locali dapprima gay e poi anche non gay di
Roma, d'Italia e di vari altri paesi, a spegnere le luci, nella
mezzanotte tra l'1 ed il 2 novembre, per un minuto, in quella che è
ormai diventata famosa con il nome di «Operazione Notte Buia». E
l'intervento di cinema, clubs, teatri, redazioni di giornali, disco,
bar, circoli, associazioni, singoli individui e' stata stupefacente.
Forse è un piccolo sacrificio per i gestori dei locali che vi
aderiscono, ma ampiamente ripagato dal messaggio di solidarietà, di
ricordo, di affetto per Pasolini e la sua opera. Pasolini appartiene a
tutti, non solo ai gay romani e, in ogni caso, non solo ai gay. E' un
patrimonio culturale che il nostro Paese sta da tempo diffondendo in
tutto il mondo come pegno d'amore e di speranza per una societa'
migliore, piu' giusta, piu' onesta. La nostra manifestazione silenziosa
ha lo scopo di
1) ricordare un grande poeta morto in circostanze
tragiche e, soprattutto,
2) smetterla una volta per tutte di
continuare ad essere ammazzati
perché siamo gay, lesbiche, trans o
chissà che altro ancora
se volete aderirvi mandate il messaggio alla
fine di questo comunicato alle email
delle agenzie ANSA (roma-
lazio@ansa.it), e ADN-KRONOS (Newmedia@adnkronos.com), indicando il
nome, l'indirizzo ed il telefono del vostro locale, o anche in
maniera anonima, se siete un qualsiasi cittadino senza voglia di
pubblicizzarsi troppo, ma che vuol farsi sentire comunque. Ovviamente,
se vorrete aggiungere qualcosa, o modificare il testo a vostro
piacimento, ne saremo addirittura perfino più contenti visto che, così,
dimostrerete una maggiore partecipazione.
Vi ringrazio dell'adesione,
Alba Montori per Massimo Consoli


CAMPAGNA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DI AGEDO PALERMO
In questi giorni di polemiche legati alla campagna
della Regione Toscana, a Palermo è stata lanciata un'altra campagna di
sensibilizzazione contro la discriminazione legata a orientamento
sessuale e identità di genere. A realizzare la campagna, all'interno
del progetto "Identità impreviste" finanziato dall'Assessorato
Regionale Siciliano della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle
Autonomie Locali, sono state le mamme e i papà dell'Agedo Palermo.
Riteniamo molto importante il lavoro che le varie sedi dell'Agedo
compiono nei territori dove sono presenti, il loro sforzo e la loro
tenacia non possono che contribuire a fare un passo avanti nel
superamento di omofobia e transfobia.
Rossana Praitano Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Stefano Mastropaolo
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax
06541397

VIOLENZA SESSUALE: DE SIMONE, STRALCIO E' RISULTATO NOTEVOLE

VIOLENZA SESSUALE: CAMERA APPROVA - (ANSA) - ROMA, 17 OTT - ''Lo
stralcio delle norme sullo stalking e sui reati di omofobia e' un
risultato importante ottenuto grazie al lavoro dei movimenti e della
battaglia parlamentare di cui Rifondazione Comunista si e' fatta
promotrice in queste settimane''. Lo dichiara la deputata di
Rifondazione Comunista Titti de Simone intervenendo in Aula in
occasione del dibattito sullo stralcio dei reati di stalking e omofobia
dal pacchetto sulla violenza sessuale. 'Abbiamo fatto un ulteriore
passo avanti sul cammino dei diritti - spiega Titti de Simone - che
puo' fare di questo paese un paese piu' civile e rispettoso delle
differenze di tutti. Lo stalking, ovvero la molestia ripetuta e
insistente, e' a tutti gli effetti violenza contro le donne, e come
tale va affrontata anche dal nostro codice. Ci auguriamo che la
commissione Giustizia - auspica la deputata di Rifondazione - possa
giungere in tempi rapidi all'approvazione di questi due articoli,
perche' questo ci permetterebbe di dare una risposta legislativa
dall'alta valenza simbolica. Una condanna sociale, pubblica, e
giuridica verso uno dei peggiori atti di violenza che si possano
esercitare verso donne e uomini, quella motivata dal diverso
orientamento sessuale''. ''Una societa' davvero civile non puo'
tollerare che questo avvenga senza una forte censura. Non si tratta
solo di diritti della persona - conclude - si tratta piuttosto di
determinare tutti quegli antidoti culturali e sociali in grado di
spezzare il filo nero che produce violenza li' dove c'e' sessuofobia''.

CAMPAGNA REGIONE TOSCANA, ARCIGAY FIRENZE:
"BUONO L'INTENTO, MA NE
PRENDIAMO LE DISTANZE"
In questi due giorni, dalla presentazione della
campagna "Gay si nasce", ideata dalla Regione Toscana e patrocinata dal
Ministero per le Pari Oopportunità, molte socie e molti soci della
nostra Associazione – e così cittadini simpatizzanti – ci hanno
scritto, manifestando il loro disappunto e, talvolta, l'indignazione
per il manifesto utilizzato (che ritrae un bambino neonato con un
braccialetto di riconoscimento con la scritta "homosexual") e per lo
stesso slogan che la Regione ha voluto attribuire alla Campagna.
Ebbene, pur plaudendo l'intento dell'iniziativa, e ampiamente
soddisfatti dell'impegno profuso dalla Regione Toscana in materia di
promozione dell'uguaglianza di tutti i cittadini e di lotta all'
omofobia, ci sentiamo di dover prendere le distanze da una campagna
che, ahinoi, dai feedback che abbiamo raccolto in queste ore, non ha
saputo arrivare pienamente a tutti i cittadini. Se l'intento è quello
di educare al rispetto, di combattere il pregiudizio e di promuovere la
parità di dignità e di diritti delle persone lgbt, era essenziale, a
nostro parere, improntare una comunicazione ben diversa, non imponendo
un etichettamento – come è apparso essere quell'"homosexual" al braccio
di un neonato – né inducendo a pensare all'omosessualità non tanto come
una variante della sessualità umana – come, del resto, è – ma piuttosto
come una sindrome non guaribile che dobbiamo rassegnarci ad accettare.
L'Arcigay di Bologna qualche anno fa fece una bellissima campagna dove
in un manifesto si ritraeva un pompiere che salvava dalle fiamme una
persona; la frase sottostante era proprio "Cambia qualcosa se vi
diciamo che è omosessuale?"". Perché – ci chiediamo – la Regione non ha
ripreso come idea questa tipologia di linguaggio e questo tipo di
messaggio, magari ritraendo comunque un bambino, con nel braccialetto
il nome "Marco" e con la frase "Se vi dicessimo che potrebbe amare per
tutta la vita un altro Marco, cambia qualcosa?". Forse le polemiche
sarebbero state minori, o meno plausibili, e, una volta tanto,
chiunque, per strada, si sarebbe domandato, dentro di sé, se davvero
valga la pena continuare a discriminare l'omosessualità. Inoltre, a
seguito delle molte comunicazioni pervenuteci, che accusavano la nostra
Associazione di aver messo in piedi una campagna assolutamente
inefficace, teniamo a precisare che Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa"
onlus non è stato interpellato né nella fase di creazione né di
presentazione della Campagna stessa. Pertanto, chiariamo che la
paternità dell'iniziativa è esclusiva della Regione Toscana e che, se
ne avessimo avuto l'opportunità, sicuramente avremmo portato in quella
sede le nostre perplessità e le nostre idee.
Francesco Piomboni –
Presidente Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa"
Matteo Pegoraro –
Segretario Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa"
Per ulteriori informazioni:
Matteo Pegoraro
Responsabile Comunicazione Arcigay Firenze
Tel. 340-
8135204 :: ufficiostampa@arcigayfirenze.it

IL MINISTERO DEGLI INTERNI AVVIA UNA CAMPAGNA OMOFOBA
CONTRO LE COPPIE GAY SPOSATE
ALL'ESTERO IN PALESE VIOLAZIONE DELLE DIRETTIVE E RISOLUZIONI
COMUNITARIE. LA CIRCOLARE N. 55 PER I SERVIZI DEMOGRAFICI E' UN VERO E
PROPRIO ATTO DI OMOFOBIA ISTITUZIONALIZZATO. CHIEDIAMO IL RITIRO
IMMEDIATO DELLA CIRCOLARE.
Sulla gravissima vicenda della Circolare n.
55 del Ministero degli Interni, mirata a colpire in modo inaudito le
coppie gay sposate all'estero, di seguito i testi del nostro Comunicato
Stampa e dell'Interrogazione parlamentare depositata questa mattina.
Sergio Rovasio

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI.
Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali
Italiani e Sergio Rovasio, membro della Direzione della Rosa nel
Pugno: "Il nostro Ministro degli Interni, per obbedire evidentemente
alle gerarchie clericali e vaticane, oltre a voler vietare il GayPride
durante l'Anno Santo, si è fatto ora paladino e promotore di una
crociata contro le coppie gay sposate all'estero che risiedono in
Italia. Lo scorso 18 ottobre il Ministero degli Interni ha diffuso la
Circolare n. 55 (protocollo 15100/397/0009861) che elenca una serie di
iniziative per contrastare il riconoscimento delle coppie gay sposate
all'estero e dove si invita addirittura il Ministero degli Esteri a
modificare i contenuti della Convenzione di Vienna dell'8 settembre
1976 perché sui moduli del riconoscimento delle coppie sposate
all'estero non è precisata la variazione del sesso degli sposi. Tra le
altre assurdità elencate nella circolare ministeriale, vengono invitati
gli ufficiali dello Stato civile a porre "particolare cura alla
verifica che i due sposi siano di sesso diverso" in violazione dei più
elementari diritti umani e civili dei cittadini in particolare delle
persone glbt. Chiediamo che questa circolare venga immediatamente
ritirata dato l'evidente contrasto con le risoluzioni comunitarie
contro l'omofobia del 18 gennaio 2006 e del 26 aprile 2007. Forse il
Ministro degli Interni ha dimenticato che il 2007 è l'anno europeo
delle non discriminazioni e questa circolare dimostra come invece
l'omofobia divenga un fatto istituzionalizzato proprio da coloro che la
dovrebbero combattere".

CGIL NAZIONALE SETTORE NUOVI DIRITTI
FONDAZIONE CRITICA LIBERALE
Invitano ad una Conversazione sulla laicità
in tema di: "MORALE E LEGGE: IL PECCATO SENZA IL REATO" La discussione
sarà introdotta da CHIARA LALLI seguirà la discussione L'incontro si
terrà Martedì 6 novembre 2007, ore 15,00 Sala Santi, CGIL Nazionale C.
so d'Italia 25, Roma Saremo lieti della vostra partecipazione. Per
informazioni Settore Nuovi Diritti della CGIL nuovidiritti@mail.cgil.
it

COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
Una campagna sbagliata Il Comitato
Gay e Lesbiche Prato già parecchio tempo fa, all'interno della Task
Force LGBT della Regione Toscana, aveva richiesto all'Ass. Fragai di
realizzare una campagna, patrocinata dalla Regione stessa, di manifesti
contro il pregiudizio anti-glbt. Questo con lo scopo di comunicare alla
popolazione tutta l'esistenza di gay, lesbiche, bisessuali e trans e la
necessità di combattere il pregiudizio contro di loro, affermando
chiaramente l'impegno antidiscriminatorio della Regione e delle
istituzioni toscane. Ci era stato risposto in quell'occasione che la
Regione aveva scelto un profilo basso, che non riteneva opportuna una
campagna del genere, e che le spese sarebbero state eccessive. Quando
abbiamo saputo della decisione di lanciare una campagna con pubbliche
affissioni siamo stati/e positivamente sorpresi/e, ma l'entusiasmo è
durato pochissimo. I contenuti del manifesto ci hanno delusi/e e
sconcertati/e. Non spetta certo ad un ente pubblico come la Regione
definire la natura dell'omosessualità, specificare se si tratta di una
realtà esclusivamente innata, esclusivamente acquisita o altro. E'
compito invece della buona politica e della buona amministrazione
riconoscere che gay, lesbiche, bisessuali e trans esistono, che sono
soggetti di diritti positivi, che vanno difesi/e dal pregiudizio e
dalla discriminazione. Sarebbe compito di chi progetta una campagna
mediatica riconoscere che gay, lesbiche, bisessuali e trans esistono e
sono diversi fra di loro, sono giovani, anziani/e, maturi/e,
giovanissimi/e ecc.ecc. Usare toni compassionevoli o escamotage d'
effetto, indicare una presunta differenza biologica non protegge certo
dalla violenza e dalla discriminazione. Pensiamo a dove è arrivato il
razzismo biologico di matrice nazista, che di presunte differenze
naturali fra gruppi umani aveva fatto il suo credo. Ben altri sarebbero
i metodi efficaci, altri i contenuti che una buona campagna potrebbe
presentare. Invitiamo pertanto il Presidente Martini e l'Ass. Fragai a
ripensare una campagna informativa basata sulla difesa dei diritti di
tutti/e, indipendentemente da caratteristiche innate o acquisite. Ci
immaginiamo una campagna elaborata assieme ai movimenti di gay,
lesbiche, bisessuali e trans, e dove le parole "gay", "lesbica",
"bisessuale" e "trans" siano evidenti; una campagna fatta anche di
immagini dove i gay, le lesbiche, i/le bisessuali e le persone trans
siano presentati/e nelle loro realtà quotidiane, nelle loro vite, nelle
loro relazioni. Ci immaginiamo che le risposte dal movimento glbt
abbiano evidenziato come i fraintendimenti siano maggiori dei benefici,
ma consideriamo comunque lo strumento "Campagna di affissioni" uno
strumento potenzialmente efficace, pertanto invitiamo la Regione a
proseguire il percorso ma con un rapporto più stretto e collaborativo
con le realtà associative glbt.
Comitato Gay e Lesbiche Prato

NAPOLITANO, PRODI, MARINI, BERTINOTTI, FIORONI:
NELLE SCUOLE PUBBLICHE
INSEGNARE SOLO IL CATTOLICESIMO È UN ATTO DI RAZZISMO E DI
DISCRIMINAZIONE VERSO I CITTADINI
Autorità dello Stato italiano e con
il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, poiché siete Voi i primi
garanti dei diritti costituzionali verso tutti i cittadini." Si legge
in un passo della lettera di Ennio Montesi, scrittore e fondatore di
Axteismo, inviata a Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Franco Marini,
Fausto Bertinotti e Giuseppe Fioroni. "Vi informo che è stato
pubblicato l'ottimo saggio "Le religioni plagiano" di Vittorio
Giorgini, ex professore del Pratt Institute di New York, editato dalla
Arduino Sacco Editore
www.arduinosacco.it di Roma, tel. 064510237
codice libro ISBN 978-8889584-60-6. Il libro tratta in maniera
eccellente e super partes dei tre monoteismi religiosi Cristianesimo,
Islamismo ed Ebraismo con alto taglio critico verso le religioni
invasive nel tessuto sociale dello Stato laico. Vi invito caldamente"
continua Montesi nella lettera, "a considerare la possibilità affinchè
il libro in oggetto possa essere adottato, come importante libro di
testo didattico critico, in tutte le scuole d'Italia. Il libro potrebbe
essere distribuito, a cura del Ministero della Pubblica Istruzione, in
maniera gratuita agli studenti e agli insegnanti d'Italia". Si tratta
di una richiesta volta a fare cessare la palese discriminazione e il
razzismo messi in atto dallo Stato italiano verso i cittadini. Adottare
nelle scuole italiane, come testo didattico, il libro "Le religioni
plagiano" potrebbe finalmente significare un gesto democratico
importante, tanto più se attuato dalle massime autorità dello Stato. La
lettera integrale è riportata di seguito.
Nella foto il prof. Vittorio
Giorgini, scrittore, architetto e studioso di antropologia, e la
copertina del libro "Le religioni plagiano".


ALL'ITALIA E p.c., al
Capo dello Stato, ai magistrati Clementina Forleo, Luigi de Magistris,
Ferdinando Imposimato
D'Avanzo, «La seconda che hai detto»
La popolarissima sublime comicità dei fratelli Guzzanti con Sabina nella
parte di D'Alema che quando lo imita vedi D'Alema al vero tanto che
quando vedi il vero non è lui ma è il D'Alema di Sabina Guzzanti, mi
stimola ad esprimere l'opinione dei più rispondendo ad uno dei due casi
ipotizzati da Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica di mercoledì 31
ottobre, sui fatti accaduti e sulle polemiche in atto tra politici,
magistrati come Clementina Forleo, Luigi de Magistris ed altri, il
ministro della Giustizia Mastella, istituzioni, Forze dell'ordine e
media. Per D'Avanzo, il primo caso è che «Paragonare quel che accade
oggi nella magistratura con quanto accadde a Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino 15 anni fa è, per quel che se ne sa, iperbolico. Sentir
parlare di tritolo, minacce istituzionali, poteri occulti e assassini
in un Paese che ha visto i suoi uomini migliori uccisi dal tritolo o è
una beffarda farsa che offende le autentiche tragedie, scimmiottandole,
o è una spaventevole emergenza da affrontare subito. In questo secondo
caso se ne vorrebbe sapere di più. Che cosa sta accadendo? Chi minaccia
o ha minacciato Clementina Forleo? Quale potere occulto assedia Luigi
de Magistris? Questo si vorrebbe sapere». D'Avanzo, «La seconda che hai
detto». Un esempio egregio D'Avanzo? Un certo clima istituzionale e
sociale che da tempo, troppo tempo, si respira nel Paese - clima che
ciascuno avverte ma che a pochi fa comodo porre rimedio e ad affrontare
a viso aperto - lo avete ineccepibilmente illustrato, per mesi, lei e
Carlo Bonini su La Repubblica a proposito dell'affaire Telecom e di
suoi esponenti di primo piano coinvolti nelle intercettazioni illecite
subite da centinaia di migliaia di onesti cittadini per mano degli
Spioni di Telecom tra cui ex ed attuali esponenti delle Forze
dell'ordine, ex carabinieri come Tavaroli ed altri, Cipriani e Ghioni e
la loro banda criminale, pezzi di primo piano dell'ex Sismi come
Mancini e Pompa, ecc. ecc. «Una sorta di nuova P2. Quali finalità si
proponeva?» avete scritto più volte. La domanda inquietante che ci si
pone è: quella «sorta di nuova P2» dove ha origine, come e perchè e per
cosa è nata, tra e intorno a quali interessi ruota, dove ha i suoi
gangli principali, fino a dove arrivano le sue postazioni terminali?
Egregi D'Avanzo e Bonini, non è che le intercettazioni lecite della
Forleo su Unipol e Antonveneta, e su esponenti politici e leaders del
centrosinistra hanno "consigliato" di "dimenticare" le intercettazioni
illecite? Che fine ha fatto l'inchiesta ora che Ghioni, Mancini e
Tavaroli sono usciti dalle patrie galere? Attenti a quei tre, ai
tabulati in loro possesso, ai ricattabili, e ai loro pc. Per non
parlare, poi, dell'avocazione dell'inchiesta di de Magistris ove sono
indagati il Capo dell'esecutivo e il Ministro della Giustizia che,
guarda caso, ogni mattina che la sera va in onda AnnoZero, urlacchia a
destra e a manca di ricevere proiettili. Una ennesima sceneggiata-
avvertitoria questa di Mastella? Per la verità, e visti i recenti
precedenti, gli intrecci tra i proiettili a Mastella e i proiettili a
de Magistris e alla Forleo, ai normali cittadini, sembrano proiettili
ad usun delfini. Cosa pensare altrimenti quando il teatro ambientale
dei fatti gravita attorno al meridione d'Italia? Cosa pensare quando
sono in ballo i voti conquistati con l'assistenzialismo incontrollato
ed altro che non nomino? Da buona napoletana, conosco i miei
pullaster... Sulle minacce subite dal magistrato Forleo, le denunce ai
carabinieri, sul rifiuto della scorta e sulle sue esternazioni scrive
La Repubblica: «Milano - Nella caserma di via Moscova, teatro di molte
storie strane, (vedi per es. «il salto nel vuoto dell'anarchico
Pinelli», il processo e l'uccisione del commissario Calabresi ndr) la
parola più usata in questi giorni è «sconcerto», come, «sconcertante»,
è la genericità dell'accusa ai carabinieri» Egregio D'Avanzo, su questo
ennesimo schifoso intollerabile scandalo di regime le interessa sapere
quale è l'opinione dei comuni cittadini-contribuenti-elettori che si
informano e che da anni seguono appassionatamente le disgustose storie
di certa politica italiana? E' «La seconda che hai detto» e dico
perchè. Conoscendo il clima approfittatorio maschilista e misogino in
voga tra istituzioni varie, politici di ogni schieramento e tra la
stampa - vedi la foto della Forleo al trucco Tv pubblicata a mo' di
scandalo quando tutti i politici che vanno in Tv si fanno truccare e
nessun giornale ne pubblica la foto mentre lo fanno, un magistrato, e
per di più donna, che indaga sugli scandali bancari non è così
impreparato, ingenuo, uterino, vanitoso ne' tanto coglione da spargere
ai quattro venti opinioni e fatti passibili di misure disciplinari o
inchieste quali quella presa, giustamente, dal Consiglio Superiore
della Magistratura che indagherà sulle denunce della Forleo e di cui
lei per prima aveva già richiesto. Analoghe considerazioni, se pur non
donna, vanno all'operato del magistrato de Magistris ed alle feroci
critiche provenienti, guarda caso solo da politici e da certi
esponenti della magistratura acquiescente e insabbiatrice, alla
«sovraesposizione mediatica» della Forleo e di de Magistris. Già..., la
«sovraesposizione mediatica»... La «sovraesposizione mediatica» della
Forleo e di de Magistris, esimi politici, magistrati e giornalisti, da
troppi di voi avversata e condannata è la legittima estrema conseguenza
dell'insegnamento tratto dai tragici fatti accaduti ai giudici Falcone
e Borsellino. Quindi, il riferimento della Forleo e di de Magistris a
Falcone e Borsellino non è «iperbolico» come scrive D'Avanzo. In questo
oscuro Paese, infatti, i giudici che denunciano le corruzioni a tutti i
livelli, anche istituzionali e dei poteri forti, che fanno il proprio
dovere rispettando i cittadini con i tributi dei quali essi sono
pagati, l'unica chance per salvare la propria pelle è l'«esposizione
mediatica». In certe condizioni disperate, infatti, l'unica possibilità
per non soccombere è di fare pubblica testimonianza, a presente e
futura memoria, delle minacce e dei pericoli che incombono su di se'. O
NO? Chi lo nega finge di non conoscere questo Paese, anzi, ne
approfitta. O NO? Quindi, Violante, eserciti la memoria, si passi la
mano sulla coscienza o taccia. E' con questi ed altri orribili
precedenti che si ha la sfrontatezza di parlare di Antipolitica? E' con
questi precedenti che soverchiatori e corrotti condannano le piazze di
Grillo che invocano «Parlamento pulito»? E' con questi precedenti che
si delegittimano e intimidiscono trasmissioni come AnnoZero? Bando a
necrofori e funerals, bando alle pietà postume e pelose di quanti
vogliono tappare bocca e orecchie a chi, in nome del Popolo italiano,
compie il proprio dovere.
Chi ha occhi, orecchie e megafoni per far
sentire la propria voce, quindi, non aspetti il tempo fatale delle
sirene spiegate delle Forze di polizia e delle Autoambulanze che
vengono a raccogliere la propria morte e lo strazio dei suoi cari con
un mazzolin di fiori, una pietosa candela e il solito Amen. Giuliana
D'Olcese quota rosa di Internet
www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm


"TESTIMONIANZE":
RACCONTI DI GUERRA
Fossa, 4
novembre 2007 ore 17:00 Sala Consiliare del Comune di Fossa (AQ)
Ingressso gratuito
La brillante film-maker Daniela Colagrande laureanda
all´Accademia dell'Immagine, a L´Aquila, nella Sezione Produzione di
Immagine, già ricca di esperienze televisive in produzioni Rai, Sky e
Madcast debutta nella sua opera prima, dal soggetto alla post-
produzione, con il documentario "TESTIMONIANZE": racconti di guerra.
Il filmato è stato interamente girato a Fossa avvalendosi dei ricordi e
delle testimonianze di uomini e donne che vissero in prima persona le
terribili atrocità di un efferato periodo storico dagli anni del regime
fascista fino alla tragica conclusione nella seconda guerra mondiale.
Un impegno intenso, vibrante, coraggioso. Come lei stessa definisce:
"Sono note, appunti, diari di viaggio, di lavoro, di immagini trovate e
da nuove immagini da noi riprese intorno a quello che fisicamente
rimane di ciò che accadde negli anni della Grande Guerra. Accanto a
frammenti custoditi e ritrovati si uniscono suoni, parole, figure
recenti. Sono proprio queste memorie a tracciare insieme l'essenza di
un affresco sociale che abbraccia un decennio (1935-1945). Sono
particelle che descriviamo per rendere indistruttibile la loro
memoria".
L'Assessore alla Cultura
Berta Giacomantonio
INVERSIONI A
"L"Iniziativa di storia lesbica organizzata da Arcilesbica Zami in
collaborazione con collettivo omosessuali bicocca e soggettività
lesbica, baci, Barbara Ramarri "il corpo ricorda quel che il
patriarcato ha tentato di cancellare negli ultimi millenni" Regula
Wagner "strano che le parole arrivino quando non sono più vere" Isabel
Miller "il valore della differenza" Audre Lorde "abbiamo paura di
abbandonare l' orizzontalità" Cristina Gramolini "lo chiamano "gay" e
tu pensi "ricchione"" Daniele Silvestri "è meglio prenderti a piccole
dosi" martina loreggian
INVIATO DA biba.romarri@libero.it


FESTIVAL
DELLE LETTERATURE DI PESCARA
TRA GLI OSPITI NICCOLO' AMMANITI, ALBERTO
ARBASINO, MARC AUGE', WU MING, VALERIO MASSIMO MANFREDI, RAFFAELE LA
CAPRIA e molti altri! Programma completo sul sito: www.festivaldelleletterature.com

"Quantunque potremmo crederlo… Non
siamo da soli….!"

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27 luglio 2007

news 27 luglio

GAYA: "Gaya come la Terra, come l' insieme di vita, come Gay, Lesbica e Trans. E' un concetto cosmopolita, universale, multiculturale e multirazziale. Gaya come la libertà e la gioia della libertà di espressione individuale; Gaya come la felicità di sapersi vivi, di essere coscienti e di essere parte infinitesimale di un Universo infinito".

"SEI GAY? NON VENIRE PIU' A SCUOLA!"
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra un ulteriore episodio di omofobia e
discriminazione, stavolta perpetrati ai danni di un ragazzo di 17 anni
in provincia di Caltanissetta. Il giovane sarebbe stato costretto ad
abbandonare la scuola a causa della palese ostilità dei suoi compagni
di Istituto che prima lo hanno ripreso con un telefonino mentre baciava
un suo compagno e poi lo hanno ricattato e molestato. Come se ciò non
bastasse, il ragazzo è stato anche apostrofato in malo modo da uno dei
suoi insegnanti, che lo ha invitato a restarsene a casa e a non
frequentare più la scuola, in quanto omosessuale. "Un evidente caso di
bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle
persone omosessuali, con l'aggravante che uno degli attori di questa
tragica commedia è addirittura un insegnante" questo il commento della
Segreteria Politica del Circolo Mario Mieli. "E' del tutto evidente
quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in
depressione, soprattutto se non hai l'appoggio di un corpo insegnante
che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli." "Il Circolo
Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve
molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere
di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di
Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai
carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro
si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far
cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi
episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro
urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto
antiomofobia da portare al più presto nelle scuole"
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria Politica - Andrea Berardicurti
06/5413985 - 339/7126198

ADOZIONI
Contributo di Manlio Converti. Quando in Italia qualcuno parla di coppie gay anche solo in modo
puramente discorsivo oppure per approvare una cosa di per sé inutile
come il registro delle unioni di fatto si alza sempre il cattolico
impenitente (a volte magari è proprio un gay! Potere del pulpito...)
che lamenta l'immoralità per una coppia gay di adottare un bambino.
Ovviamente il ragionamento pone subito sulla difensiva e si finisce per
piangere miseria, per esempio un Dico o un Cus invece dei Pacs e del
Matrimonio gay che sono invece la base della parità dei diritti. Io mi
sono scocciato da tempo della semantica del discorrere sulle questioni
gay in modo schematico, laddove si riesca a parlare e non ti stiano
massacrando di botte ovviamente, e preferisco andare subito
all'attacco, a partire dagli imbelli omosessuali che ripetono a
bacchetta le frasi della Binetti o dei Mastella. Il ragionamento sulle
adozioni è infatti del tutto sbagliato e va ripreso dalla coda perché
il capo di quelli che mi leggono o mi ascoltano capiscano davvero
quanto sia normale e necessaria una legge che permetta l'adozione anche
alle coppie gay. Partiamo cioè dal dato di fatto, meglio mostrato dalla
nobile Giuseppina La Delfa presidentessa di Famiglie Arcobaleno, che
gli omosessuali e le omosessuali, nonché i transessuali italiani, dei
figli li tengono già (almeno 10mila secondo alcune stime) senza bisogno
di aspettare permessi o leggi divine e li crescono con lo stesso amore
di una famiglia del "Mulinobianco Mastella", trovando difficoltà solo
nell'ipocrisia degli altri genitori o degli insegnanti gelosi della
felicità delle nostre famiglie Gblt. Ma come? Gli omosessuali fanno
figli? Non pretendo che lo capisca la Binetti o B16 che ormai sono
geriatrici, ma almeno voi che leggete le mie mail o il mio blog (www.
manliok.blogspot.com) spero vi ricordiate di Oscar Wilde e Virginia
Woolf. Il modo più semplice per un gay di crescere un figlio è infatti
di innamorarsi di un bisessuale, che abbia avuto figli da una
precedente relazione eterosessuale. In genere i giudici stabiliscono
alla donna l'affidamento dei minori e così la maggior parte di queste
famiglie arcobaleno sono al femminile. Il lesbismo della madre non è
ragione sufficiente per negarne l'affidamento anche perché è tutto da
dimostrare, mentre oggi che iniziamo a vedere affidamenti congiunti
salutiamo sulle spiagge gay sempre più spesso degli splendidi marmocchi
con due bellissimi padri, che permettono anche a noi povere zitelle
maligne di giocare alla zia o allo zio amoroso... Crolla
all'improvviso, e siamo solo al primo punto, tutta l'arcaica retorica
dell'affermazione: i Gay non possono adottare bambini! Intanto perché
questa suppone sempre gay maschi e mai donne, ma si sa che i
maschilisti anche se sono geneticamente femmine, vedono il mondo solo
di un colore. Quello della famiglia arcobaleno sorta dalle ceneri di
una coppia eterosessuale fallita non è però l'unico metodo per i gay di
avere figli. Molte donne ricche, spesso single, e molti uomini
ricchissimi partono serenamente per la Francia la Svizzera o gli USA
per ottenere un figlio geneticamente proprio grazie all'inseminazione
artificiale eterologa o grazie all'utero in affitto. Mi pare che il
Ministro della Salute abbia lamentato di recente la riduzione delle
gravidanze in Italia e l'aumento dei viaggi all'estero facendo esultare
la senile Binetti ignara che si stavano contando così proprio i figli
dei vituperati gay... Avere un figlio allora per i gay è la norma se il
partner è bisessuale o se si è ricchi o meglio ricchissimi nel caso si
parli di maschietti? Quello che conta è l'istinto materno o paterno,
insomma il desiderio e la capacità di genitorialità e qualche risparmio
con tanti zeri? Davvero no! E vi racconto ora altri due metodi
semplicissimi e gratuiti, ma ne esistono altri sui quali mi sto ancora
documentando. Il primo è molto diffuso tra le ragazze, che durante la
fase fertile del ciclo chiedono ad un amico, non necessariamente
eterosessuale, di masturbarsi pudicamente nella stanza affianco e
lasciare lo sperma in un contenitore sterile (basta un comune
contenitore per le analisi delle urine, che è decisamente anche troppo
grande). Le donne in un secondo momento useranno una pompetta sterile o
il corpo di una siringa abbastanza lunga per introdurre meccanicamente
il liquido inseminatore nella parte alta della propria vagina. Dopo un
mese al massimo ci sarà il verdetto, ma l'operazione può essere
ripetuta infinite volte, senza nessun particolare rischio a patto di
rispettare l'uso di contenitori igienici e di non far passare molto
tempo tra la produzione e l'uso, diciamo così, dello sperma. L'altro me
lo ha spiegato uno splendido uomo sui lidi di Gaeta mentre cercavo
inutilmente di fargli la corte. Lo avevo visto anche altre volte
accompagnare un bambino filippino: mi ha spiegato che per lui è stato
facilissimo "adottare" il bambino perché lo ha semplicemente dovuto
riconoscere lui, che non ne era certo il padre, senza obblighi
matrimoniali nei confronti della ragazza madre, che in questo caso è
rimasta comunque con lui per aiutarlo a crescere il figlio naturale!
Questo metodo può apparire bizzarro ma non è raro: anche io mi ero
vagamente offerto di riconoscere il figlio di una mia amica napoletana,
che non aveva intenzione di rivelare la gravidanza non desiderata
all'amante extracomunitario ormai lontano. La mia amica non ha mai
pensato nemmeno per un secondo di procedere ad alcuna interruzione di
gravidanza ed oggi tra lavoro e maternità è la gioia della famiglia ma
anche del corpo di polizia che onora con il suo servizio. Insomma padri
provetti senza provette cercate nell'elenco delle ragazze madri donne
disponibili a dividere con voi le gioie della genitorialità: alla
faccia della Binetti questo metodo ridurrà anche il numero degli
aborti! A questo punto ditemi voi, credete davvero che vorremmo
adottare noi i figli delle colpe degli eterosessuali, quei pargoletti
abbandonati dagli eterosessuali che le coppie eterosessuali non
vogliono nemmeno più adottare se hanno compiuto i primi anni di vita?
Sinceramente sappiamo farceli da soli, siamo bravissimi e nessuno ce li
potrà togliere! Abbiamo solo il problema di rendere ereditaria anche la
quota testamentaria del partner che non sia il genitore diretto del
pargoletto amato, specialmente se la coppia in questione è borghese o
operaia, come già mi è capitato di conoscere! Al momento nessuna legge
nemmeno potenziale come questa del Cus Cus protegge i nostri e
ribadisco NOSTRI pargoli dal perdere l'eredità ed altri diritti che non
sto a citare come una casa sicura e una scuola accogliente durante la
vita di questa famiglia arcobaleno, ma anche banali contratti d'affitto
o piccolezze come i ricordi d'infanzia, tutti altrimenti persi o negati
alla morte di uno qualsiasi dei due genitori conviventi. Per i figli
dei ricchissimi, pazienza: si accontenteranno di metà di una grande
fortuna che avranno comunque saputo condividere con qualcuna altro, ma
a questi livelli la cura dei figli è spesso relegata alle badanti e gli
affetti meticolosamente capitalizzati, come ci insegna anche la
famiglia Agnelli. Capite insomma quanto sia inutile che chiediate dei
pareri politici a Valentino, Zeffirelli, Dolce o Gabbana che ne
capiscono solo di fantasie al buio, di tagli e di cucito mentre di
diritti e di doveri banalmente borghesi o operai ne hanno solo
vagamente sentito parlare da parte dei loro stessi dipendenti, ai quali
forse negherebbero volentieri anche i diritti acquisiti. Oggi infatti
tutti i capitalisti moderni, a fronte dei loro lussuosi stipendi e
delle strepitose buonuscite quando fanno fallire le aziende e ne
vengono finalmente licenziati (perché da pensionati invece...), a
fronte di privilegi inauditi magari anche come managers di aziende
pubbliche o onorevoli di vario grado, stanno massacrando la famiglia
italiana (quella vera cioè le coppie giovani di tutti gli orientamenti
sessuali con o senza figli) giocando sulle risorse pubbliche e sulle
pensioni...sulla precarietà del lavoro o sull'assenza di lavoro al Sud,
che ci costringe al lavoro nero, alla prostituzione, a lavorare per la
camorra o a dipendere dal nonno che non riesce ad andare in pensione o
dalla nonna con la pensione sociale, qualunque sia l'orientamento
sessuale...ma stiamo divagando...e la voglia di avere o adottare dei
figli... Terminiamo allora con una cesura: troviamo subito gli
strumenti per proteggere le famiglie arcobaleno esistenti e future,
quelle cioè con i figli dei gay delle lesbiche dei bisessuali e
dei/delle transessuali ! Se poi gli Italiani diventeranno adulti e ci
permetteranno di adottare anche quei bimbi rifiutati dalle coppie
eterosessuali, ben venga, gliene sarà grata anche la vostra... Strega
Maligna Manliok


INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA FAMIGLIA SULL'INIZIATIVA DELLA
REGIONE FRIULI: LA REGIONE COMPENSA UN VUOTO LEGISLATIVO ITALIANO CHE
DISCRIMINA LE PERSONE GLBT
I deputati radicali della Rosa nel Pugno hanno presentato oggi un'interrogazione ai Ministri della Famiglia e del Lavoro riguardo la decisione presa all'unanimita' dalla Giunta
regionale del Friuli Venezia Giulia, di concedere un periodo di congedo
matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli
uffici della stessa Regione e che si e' sposato con un cittadino belga.
La decisione dei membri della Giunta prevede anche l'eventuale sostegno
delle spese qualora la Corte dei Conti contestasse la spesa per
l'erario. L'interrogazione fa riferimento anche a due importanti
risoluzioni contro l'omofobia del Parlamento Europeo, una del 18
gennaio 2006 in cui si: "Sollecitano gli Stati membri ad adottare
disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite
dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprieta',
locazione, pensioni, fiscalita', sicurezza sociale ecc." E un'altra del
26 aprile 2007 che: " Ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri
a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello
stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per
garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato
anche in questo settore al fine di garantire la liberta' di
circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza
discriminazioni". Quello che i deputati radicali chiedono ai Ministri
in indirizzo e' - se non ritengano che tale decisione della Giunta
della Regione Friuli si sia resa necessaria a causa della grave
disparita' di trattamento riguardo i diritti riconosciuti alle persone
eterosessuali e quelli negati alle persone omosessuali che
l'ordinamento italiano non e' ancora in grado di superare; - se non
ritengano necessario adottare una regolamentazione degli aspetti
accessori, afferenti le nuove tipologie di convivenza, ormai regolate
in quasi tutti i Paesi europei in difesa dei diritti civili e umani
delle persone glbt, anche alla luce delle due Risoluzioni del
Parlamento europeo contro l'omofobia. Il testo dell'interrogazione:
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=552 - INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MANOR
Il vampiro nato in Abruzzo dalla mente di K. H.Ulrichs compie 123 anni
di Giorgio Piccinini Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all' emofagia si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre hanno accompagnato il
percorso storico e religioso dell'uomo. Lo "scorrere del sangue "con
valenze a volte penitenziali, più spesso salvifiche si è intrecciato
simbolicamente nelle tradizioni e credenze popolari, tramandate
attraverso testimonianze, aneddoti o vere e proprio storie volte
attraverso il mistero e l'orrore ad esorcizzare un male o "il male",
quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed "eterna" quella
della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale quanto temuto alla
vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua fuoriuscita
rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell'ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell'anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell'oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell'arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816
vede la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in
Inghilterra, scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni)
da un ' idea del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato
professionalmente come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e
conflittuale amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome
Ruthven l'archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di
nero, occhi cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una
sorte di "bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in
senso letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell'ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l'immagine del
disfacimento dell'aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l'inversione dei ruoli, l'unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull'immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l'interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all'amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all'amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d'amore. Oltre all'
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l'aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell'Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell'estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell'epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive. Per chi si fosse un po
incuriosito, può ordinare in libreria una nuova e curata edizione della
traduzione del racconto con un intrigante saggio introduttivo
(grondante sangue) sullo specifico argomento dal titolo "Omosessualità
e Vampirismo" di Massimo Consoli, ( Edizioni Del Giano, 2006) buona
lettura.... (Testi consigliati: Hubert Kennedy, ULRICHS,(biografia)
traduzione di Roberto Cruciani; Massari Editore, 2005; John William
Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia; Newton Compton
editori, prima edizione 1993; Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999; Edizioni Marsilio 1999. Vito Teti, LA
MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario) Edizioni
Manifestolibri 1994. Massimo Consoli, OMOSESSUALITA' E VAMPIRISMO;
Edizione Del Giano 2006).

VERDI: ACQUA POTABILE, SIAMO SICURI?
Il "partito dell'Acqua" abruzzese colpisce ancora e mette in pericolo
la salute dei cittadini della Val Pescara. Invece di aumentare le
tariffe i sindaci dell'ATO 4 dovrebbero seriamente preoccuparsi della
qualità e della gestione scandalosamente insufficiente dell'acqua
erogata, visto che sono loro i primi responsabili della salute
pubblica. I Verdi allarmati dai risultati delle analisi fatte svolgere
dal WWF, che hanno portato alla luce una situazione molto pericolosa
per la salute umana, criticano fortemente la scelta del C.D.A.
dell'Ente d'Ambito Pescarese, che - ha sostenuto l'aumento delle
tariffe del Servizio Idrico Integrato; - ha taciuto sulla qualità delle
acque minimizzando la presenza nell'acqua potabile di tracce di
sostanze chimiche, notoriamente cancerogene. Date le recenti
dichiarazioni al Tg3 regionale del 22.07.07 del direttore dell'ARTA,
Dott. Gaetano Basti, che ammette la presenza in "piccola quantità" di
sostanze chimiche nocive nell'acqua che beviamo (tetracloruro di
carbonio, esacloretano e metacrilonitrile), il partito dei Verdi di
Pescara, in nome del Principio di Precauzione, SI APPELLA al Presidente
della Regione Abruzzo affinché intervenga su questa grave emergenza
socio-ambientale e sanitaria e CHIEDE URGENTEMENTE - l'immediata
chiusura dei pozzi interessati, tenendo presente che tale blocco di
erogazione idrica non dovrà assolutamente mettere in difficoltà quei
centri che, a causa delle emergenze climatiche, stanno inutilmente
soffrendo una scarsità d'acqua dovuta in primo luogo alla fatiscente
rete distributiva; - il monitoraggio continuo della qualita' delle
acque; - la gestione della comunicazione dei dati trasparente e
pubblica. - la bonifica integrale dei siti tossici di Bussi sul Tirino
tramite l'elaborazione della miglior soluzione da parte di un pool
formato dai migliori esperti, nazionali ed internazionali a cui possa
collaborare la società civile locale (associazioni, comitati etc.). I
Verdi pretendono verità e giustizia per le oltre 400.000 persone che da
decenni convivono con una discarica tossica posta a mò di spada di
Damocle sulle loro teste. I VERDI DELLA VAL PESCARA

LA ZANZARESSA
E' on line da oggi sul sito www.gay.tv "La Zanzaressa" nuova rubrica
del giornalista gaylib Daniele Priori. In questo primo numero la
versione gaya dell'insetto sessantottino inizia il suo volo in maniera
subito pungente con un pezzo intitolato "A Pasolini il Gay Pride non
sarebbe piaciuto". "Tradizione vuole – si legge nell'introduzione al
nuovo spazio - che da un suo articolo (censurato) sulla sessualità,
pubblicato sul giornalino del Liceo Parini di Milano, 'La Zanzara',
appunto, iniziò la rivolta studentesca del Sessantotto. Oggi, con
quarantadue anni di più sulle ali, 'La zanzaressa' torna a pungere, si
diverte e si scopre gay. Dietro al suo pungiglione si nasconde Daniele
Priori, vicepresidente nazionale GayLib e curatore della rubrica 'La
gaya destra' su 'L'Indipendente' ". "Ma è vero – si chiede la
Zanzaressa - che Pasolini fu ammazzato per un complotto politico? E
mentre qualcuno chiede per l'ennesima volta la riapertura del caso, c'è
chi al Pride perde la decenza e ci rende tutti un po'più antipatici".
"Ringrazio gli amici di Gay Tv per il nuovo spazio concessomi. Spero
davvero che da questa importante tribuna per la comunità gay si possano
davvero trarre nuovi spunti nel dibattito politico-culturale troppo
spesso appiattito su posizioni buoniste e politically correct. Del
resto – prosegue Priori - sono anni ormai che lotto, scrivendo, per una
nuova Italia libertaria. Continuo ad augurarmi di contribuire, anche
con qualche shock, tanto al dibattito interno alla destra, mia area di
appartenenza politico-culturale, quanto a quello interno al movimento
gay italiano. Proprio per questo ho deciso provocatoriamente di
ripartire a bordo di un vascello che ammicca al '68. Speriamo, dunque,
di divertire, provocare e costruire qualcosa di buono e soprattutto
diverso dalla solita musica". www.danielepriori.net - Conrtatti Daniele
Priori Cell. 328/6323820

I SOCIALISTI LIBERAL LASCIANO LO SDI-RNP
E ADERISCONO AL PARTITO DEMOCRATICO
La Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente "Socialisti Liberal
per il Partito Democratico" con 14 membri nel Consiglio Nazionale , 2
nella Direzione Nazionale ed 1 nell'Esecutivo Nazionale ha oggi
formalizzato all'unanimità con una sola astensione la decisione di
aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le
dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso
Nazionale di Fiuggi . Questo a coronamento di un lungo percorso avente
per bussola costante l'affermazione del LiberalSocialismo e Di una
moderna Sinistra di Governo, che iniziò a Roma con la scissione dal
Nuovo PSI e la creazione per successive aggregazioni del Partito
Socialista delle Regioni nel 2002, della Sinistra LiberalSocialista
insieme al Partito d'Azione LiberalSocialista ed altri Movimenti nel
2004, di una Alleanza SLS-PSDI nell'Ulivo alle Elezioni Europee nel
2005 , l'aperto sostegno a Romano Prodi nelle Primarie dell'Unione per
le Politiche 2006. Infine nel 2006 i "Socialisti Liberal per il Partito
Democratico"aderiscono con propri candidati alle liste della Rosa del
Pugno in alcune Regioni Italiane nella dichiarata costante prospettiva
di costruire dopo le elezioni un Area Laica-Socialista nel Partito
Democratico con i due Nuovi PSI di Craxi e De Michelis, le Liste
Civiche , lo SDI ed il Partito Radicale. La proposta di un rilancio
della Rosa nel Pugno non passò tempo fa nell'Esecutivo dello SDI nè
nella Direzione della RNP nonostante il nostro sforzo nella
prospettiva di aprire contestualmente con DS e Margherita un immediato
confronto per il Partito Democratico. Nulla di questo è avvenuto ed il
quadro si è complicato per le numerose scissioni a sinistra nell'
ipotetico contenitore che si doveva richiama al PSE e che la nascita di
miriadi di sigle e di Costituenti che finalmente si richiamano al
LiberalSocialismo, di cui però nessuno ad oggi ha definito una
piattaforma organica. Abbiamo aspettato e sperato sin ad ora che la
nuova Costituente Socialista e tutta la Rosa del Pugno ( e non solo
Marco Pannela nella sua felice provocatoria intuizione di questi
giorni) capissero la necessità di partecipare in massa alla formazione
ed alla guida per lo meno ideologica del Partito Democratico, ma invano
purtroppo. Per cui giunti a questo punto, a pochi giorni dell'inizio
del processo, pensiamo che l'unico contenitore in grado di
rappresentare la vastissima area liberalsocialista largamente
maggioritaria nel Paese sia il nascente Partito Democratico cui noi
oggi aderiamo per poterci finalmente concentrare sui contenuti e sul da
farsi concreto. Ci auguriamo di essere seguiti da tutta la minoranza
SDI riunitasi nell'Alleanza Riformista con cui abbiamo firmato i
distinguo da Boselli negli ultimi mesi. Solo dalla sintesi di istanze
liberali ed istanze socialiste può emergere una organica piattaforma
LiberalSocialista o Socialista Liberal, su cui tutti dovrebbero aprirsi
ai confronti più ampi. Pensiamo sia quindi utile non dimenticare la
ragione ultima dell'operare politico che dovrebbe tendere al bene del
Paese , specie in questo momento di gravi difficoltà nell'economia,
nello sviluppo industriale , nei rapporti internazionali fra stati e
fra religioni ( che ci riportano alle crociate di parecchi secoli fa) ,
nel livello di occupazione e sottoccupazione e nel'esaurimento delle
risorse energetiche. La risposta possibile è una combinazione di
liberalismo e di socialismo, di cui il LiberalSocialismo è la sintesi
che rappresenta un contributo nazionale non più elitario ma oramai di
massa e potrebbe essere il collante di una riorganizzazione della
sinistra di governo anche se in molti non ne hanno ancora completa
coscienza o forse non vogliono o possono perchè dovrebbero abbandonare
i distinguo che nascondono "bottega" e concentrarsi invece alla
risoluzione dei gravi problemi sopra indicati per togliere il paese dal
baratro e dalla palude in cui ci ha portato Berlusconi nell'ultimo
quinquennio e da cui stiamo cercando di uscire con Prodi. Nei giochi
politici a somma zero di destra verso sinistra (vedi Nash) un
comportamento razionale è infatti perseguire il meglio evitando il
peggio, ossia LiberalSocialismo o Socialismo Liberale, tentando la sua
trasformazione in una formulazione di massa come possibile base
ideologica del futuro Partito Democratico. Ora la sua iniziale
formulazione polemica dei Rosselli e dei Bobbio, un né socialismo né
liberalismo, va trasformata in una sintesi positiva, un et-et al di là
dell'uno e dell'altro ma dentro a entrambi alla ricerca di una sintesi
che la storia non ha sino ad ora conosciuto ed a cui il PD deve
tendere. La malattia del Sistema Italia appare cronica e palese anche
perché i indicatori economici appaiono accompagnati da demotivazione
ed assenteismo particolarmente palesi nel mondo della Ricerca e dell'
Università , misurabili da chiunque in esse abbia operato negli ultimi
venti anni. Ricerca e Sviluppo sono il grimaldello da cui dipendono lo
sviluppo economico , il nostro standard di vita e la convivenza
internazionale (vedi energia). Il Socialismo Liberale può diventare il
collante di questo processo offrendo idee e soluzioni che coniugano
giustizia e libertà con efficienza e progresso. Sempre che vi sia
trasparenza nel processo decisionale e che qualcuno cominci guardando
al futuro magari abdicando ai suoi egoismi ed ai suoi sogni , alcuni
dei quali come il ritorno di un grande PSI da noi erroneamente
condivisi nel passato. Claudio Nicolini

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