04 giugno 2007

news 4 giugno

APRIAMO UN CONFRONTO TRA DONNE
In quest'ultimo periodo
stanno accadendo fatti che ci hanno spinte a fare alcune riflessioni in
quanto donne. A Padova l'ordinanza di Zanonato contro la prostituzione
ha fatto tornare alla ribalta discorsi vecchi e triti sulla morale, il
senso del pudore, l'uso dei corpi delle donne. A livello nazionale il
Family Day e la Conferenza nazionale sulla famiglia ci riportano
indietro di decenni rispetto al ruolo delle donne nella società e
nella famiglia. È la prosecuzione coerente degli attacchi degli ultimi
anni alla nostra libertà e autodeterminazione, il cui esempio peggiore
è stata la legge 40 sulla procreazione assistita, in occasione della
quale non pochi sono stati i tentativi di minacciare il diritto all'
aborto, conquistato con anni di lotte. È una prosecuzione coerente
nonostante il governo all'epoca fosse di destra, perché purtroppo
sembra che, rispetto a certe tematiche, non siano più così grandi le
differenze tra la destra e la sinistra, soprattutto quella cattolica.
Una certa sinistra si sta appunto sempre più prostrando ai piedi della
Chiesa, che sembra ormai riesca a fare il bello e il brutto tempo in un
mondo politico che dovrebbe essere laico. Il potere del Vaticano ha in
effetti un ruolo fondamentale in tutto quello che sta accadendo, ma
sembra che molti non se ne accorgano o si rifiutino di ammetterlo. Quel
potere però non esiste di per sé, ma proprio perché le istituzioni lo
permettono, perché rinunciano vergognosamente al loro ruolo
costituzionale, che è quello di operare indipendentemente e laicamente.
In tutto ciò forse nemmeno le donne si accorgono che la loro libertà è
minacciata: i discorsi sulla famiglia e i suoi diritti implicano, ormai
apertamente, la centralità del ruolo di cura, che continua ad essere
visto come tipicamente femminile; le dichiarazioni sulla vita e i
diritti dell'embrione sottintendono la limitazione della salute della
madre e così via. Pensiamo che le donne debbano avere un ruolo centrale
nel contrastare tali derive della politica (istituzionale e non), ma
vorremmo capire quale ruolo. Cosa vogliamo? Quali sono le nostre
priorità nell'agenda politica cittadina
e nazionale? Per rispondere a queste domande, per trovarne altre, per vederci in faccia e
confrontarci, invitiamo ad una discussione collettiva le donne delle
varie realtà padovane e tutte coloro che sentano come noi la necessità
di approfondire questi temi. Incontriamoci LUNEDÌ 4 GIUGNO alle 21
nella Sala ex Dazio in Riviera Paleocapa 98 . Circolo Lesbico
Drasticamente


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Percorsi di arte gay
SCRIVERE GAY
Serata letteraria e performance artistiche
Il 4 Giugno,
a partire dalle ore 18.00, presso Caffè Letterario a Roma, in via
Ostiense 83/95, verranno presentati i libri editi da Il Dito e La Luna
"Noi e gli altri. Riflessioni sullo scrivere gay" di Francesco Gnerre e
Gian Pietro Leonardi e "AntoloGaia. Sesso genere cultura degli anni '
70" di Porpora Marcasciano. L'incontro è promosso dal Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma nell'ambito della
programmazione del RomaPride 2007. Per info, visita il sito www.
romapride.it . Vi aspettiamo con tantissime novità. Il Dito e La Luna
casella postale 10223 -20110 Milano.. Tel. 02.66.91.211 Fax
02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com. Per ordini e comunicazioni:
dluna@iol.it per info e per iscriversi alla nostra newsletter:
info@ilditoelaluna.com - Programma: NOI E GLI ALTRI. Riflessioni sullo
scrivere gay di Francesco Gnerre e Gian Pietro Leonardi, ed. Il dito e
la luna. Quanto ha contribuito la letteratura degli ultimi anni al
processo rivendicativo e di acquisizione di dignità delle persone gay e
lesbiche. Quanto è importante il vissuto di uno scrittore nella lettura
della sua opera. Come e perché si può parlare di una "via italiana"
alla rappresentazione gay. E infine: viviamo davvero in una dimensione
culturale "post-gay"? Di questi temi e del senso della scrittura
letteraria gli autori discutono con gli scrittori contemporanei che in
vari modi si sono confrontati con l'immaginazione e con la realtà gay.
Insieme agli autori interverranno Matteo B. Bianchi, Ivan Cotroneo,
Tommaso Giartosio, Raul Mordenti. ANTOLOGAIA. Sesso Genere Cultura
degli anni 70 di Porpora Marcasciano, ed. Il dito e la luna. C'era una
volta in Italia, come in tante altre parti del mondo, una realtà un po'
diversa da quella che conosciamo o immaginiamo oggi, una realtà in cui
trans, gay, lesbiche, donne, e non solo, rivoluzionavano la propria
vita e di riflesso quella del mondo. Era una scena ancora tutta da
inventare, prima che altri la inventassero per noi: bisognava dare
senso, forma e soprattutto sostanza alla nostra liberazione. Non
conoscevamo il futuro ma ci piaceva immaginarlo e di fantasia ne
avevamo tanta! Insieme all'autrice interverrà Andrea Pini. Performance
teatrale di Ciro Cascina. Proiezione del film documentario Gay camping
di S. Elpidio del 1982, prodotto per la RAI e mai trasmesso. Esclusiva
nazionale! Installazione fotografica Un uomo muore quando smette di
pensare di Luciano Parisi e Marco Tarascio.. Paolo Bielli e Marco
Tarascio esporranno quadri in tela per la settimana del Pride.
Introduzione musicale a cura di Frisco Saund Band. Allestimenti a cura
di Walter Lancellotti. Dove: dalle 18,00 presso Caffè Letterario, via
Ostiense nn. 83/95


COMUNICAZIONE CSU L'AQUILA
TourGayBikers sui monti dell'Aquila
Ogni anno, l'ECMC Bike Run è l'appuntamento più
importante per gli appassionati di moto e i bikers di tutta Europa. I
partecipanti da tutti i paesi europei hanno così modo di incontrarsi
per dei bellissimi giri in moto, per conoscersi, stare in contatto o
semplicemente divertirsi assieme. Quest'anno l'ECMC Bike Run sarà in
Italia, in Abruzzo. Centinaia di partecipanti si incontreranno per una
settimana assieme, che terminerà a Roma, proprio durante gli eventi del
Gay Pride. Programma Martedi 5 giugno 2007 dalle 15,00: · Registrazione
degli arrivi presso l'hotel Fiordigigli di Assergi (L'Aquila) e
sistemazione nelle camere · Relax e cena presso l'hotel · Presentazione
dello staff, dei tour e di tutto quello che dovrete sapere Mercoledi 6
giugno 2007
dalle 9,00: · Colazione e partenza per i giri in moto ·
Ritorno in hotel nel pomeriggio · Cena in albergo Giovedi 7 giugno 2007
dalle 9,00: · Colazione e partenza per i giri
· Ritorno in hotel nel
pomeriggio alle 19,00: · Trasferimento in navetta a Rocca Calascio, per
la cena e cruising nella Rocca dalle 24,00: · Ritorno in albergo
Venerdi 8 giugno 2007 dalle 9,00: · Colazione e partenza per i giri ·
Arrivo a Roma nel tardo pomeriggio · Sistemazione e cena presso il
ristorante Summo Gaudio · Serata al Cruising Leather Bar Sphinx Sabato
9 giugno 2007 · Colazione in Albergo · Cena e serata Mr Leatherman
Italia (con eventuale servizio di trasferimento dall'albergo al locale)
alle ore 23,00: BIKERNIGHT al QUBE Via di Portonaccio 212 · Ospiti Mr
Leatherman Italy, Mr Rubber Italy e Mr Euro Rubber · Guest dj ospite da
Londra, Jack Chang · Special performance The Gay Gordons, danzatori
scozzesi, ovviamente in kilt · Durante la serata sarà inoltre eletto Mr
Leatherman 2007 Domenica 10 giugno 2007 · Colazione in albergo · Saluti
e partenza per il ritorno . Per maggiori info
www.bikerun2007.eu



COMUNICATO STAMPA
IL MINISTRO ALFONSO PECORARO SCANIO ADERISCE AL
ROMAPRIDE2007
Il Ministro dell' Ambiente e Tutela del Territorio e del
Mare, On. Alfonso Pecoraro Scanio, ha inviato la sua adesione ufficiale
alla Manifestazione Nazionale Unitaria RomaPride 2007. "Ci rallegriamo
per l'adesione del ministro Pecoraro Scanio" commenta Rossana Praitano,
Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli "da sempre
vicino alle istanze del movimento lgbt. Gli rinnoviamo l'invito a
presenziare alla manifestazione di sabato 16 giugno". Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana Praitano – Presidente Portavoce
Nazionale RomaPride 2007
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
IL MINISTRO FABIO MUSSI ADERISCE AL ROMA PRIDE
2007
Il Ministro dell' Università e della Ricerca, On. Fabio Mussi, ha
inviato la sua adesione ufficiale alla Manifestazione Nazionale
Unitaria RomaPride 2007. Queste le sue parole: "... Non possiamo far
passare sotto silenzio la rinascente fobia verso gli omosessuali. Per
questo vorremmo vedere più rispetto per il lavoro, per le persone in
carne ed ossa, per le differenze di etnia, di cultura, di religione, di
sesso, per la libera coscienza degli individui". "Ringraziamo il
Ministro Mussi per la sua adesione alla nostra Manifestazione" afferma
Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli "le sue parole sono le nostre e rappresentano a pieno il nostro
desiderio e la nostra richiesta di parità, dignità e laicità". Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana Praitano - Presidente
Portavoce Nazionale RomaPride 2007
Andrea Berardicurti
Segreteria
Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
IL MINISTRO PAOLO FERRERO ADERISCE AL
ROMAPRIDE2007
Il Ministro per la Solidarietà Sociale, On. Paolo
Ferrero, ha inviato la sua adesione ufficiale alla Manifestazione
Nazionale Unitaria RomaPride 2007. "Siamo felicissimi per questa prima
adesione di un Ministro della Repubblica alla nostra manifestazione",
commenta Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli e una dei Portavoce nazionali del RomaPride
2007. "Ci auguriamo che altri Ministri seguano il suo esempio, perchè
l'adesione alla nostra Manifestazione significa riconoscerne il
contenuto libertario, contro ogni pregiudizio e ogni discriminazione,
per un'Italia dove tutti/e hanno pari dignità, pari cittadinanza e pari
diritti". Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Rossana Praitano –
Presidente Portavoce Nazionale RomaPride 2007
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax
065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
GAY PRIDE: ADERISCE FAUSTO
BERTINOTTI
Apprendiamo con gioia e grande soddisfazione l'adesione
ufficiale del Presidente della Camera Fausto Bertinotti al Gay Pride
del 16 Giugno. "Questa adesione riveste per noi particolare importanza
in quanto c'è il riconoscimento implicito del valore politico e sociale
del Pride" afferma Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli e Portavoce Nazionale del Pride, "che
quest'anno riassume la voglia di democrazia, pluralismo e
autodeterminazione nello slogan "Parità, Dignità, Laicità". Grazie,
Presidente Bertinotti! Rossana Praitano Presidente Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli Portavoce Nazionale della Manifestazione Roma
Pride 2007
347/7708439
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via
Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel. 065413985 fax 065413971
3487708437


COMUNICATO STAMPA
VOLONTE' NON VEDE, NON SENTE MA PARLA
L' onorevole
Volontè non vede, non sente ma parla, di conseguenza stradice. Il
capogruppo UDC alla Camera ha espresso le sue opinioni sui disordini di
Mosca, che hanno avuto come vittime degli attivisti gay russi e dei
parlamentari europei. Tali opinioni, pubblicate su Italia Oggi,
indicano come Volontè, pur di dimostrare la sua insofferenza verso le
persone omosessuali e transessuali ovunque sparse nel mondo, interpreta
un episodio incivile ed antidemocratico come una sciocchezzuola
capitata a un "gruppuscolo di libertini" che se la sono cercata. E'
evidente che l'onorevole non ha visto le violente immagini che hanno
fatto il giro del mondo; è chiaro che il parlamentare non sente
indignazione, dando per scontati che ci siano "metodi maschi della
polizia moscovita" e "qualche rigidità e pericolo democratico in
Russia"; è palese che l'onorevole dell'UDC non sa che il gruppetto di
facinorosi suoi colleghi non era andato a Mosca per sobillare una
manifestazione non autorizzata, ma per consegnare al Sindaco della
città una lettera per sollecitarlo a rivedere il suo divieto al Gay
Pride.
Un atto politico di sensibilizzazione dinanzi ad una decisione
contro la libertà di espressione e di manifestare pubblicamente, che
evidentemente Volontè trova stravagante. La conseguenza è che
l'onorevole parla senza sensibilità e prende lucciole per lanterne. Se
egli seguisse l'esempio di tutte e tre le scimmiette, anzichè di due
soltanto, dimostrerebbe quantomeno una pari capacità di analisi, e
comunque una scarsa saggezza. Rossana Praitano Presidente del Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli Portavoce Manifestazione Nazionale
Roma Pride 2007
348/7708439


COMUNICATO STAMPA
EVENTI
ROMAPRIDE2007
In attesa della grande parata di sabato 16 giugno che
vedrà sfilare nel cuore di Roma centinaia di migliaia di persone in
nome della Parità della Dignità e della Laicità il programma degli
eventi culturali del Romapride2007 è ricco di iniziative che spaziano
dall'arte alla letteratura e che comprendono appuntamenti sportivi,
cinematografici, convegni e dibattiti. Qui di seguito gli appuntamenti
3 giugno Convegno/La storia che non c'era - Il movimento delle lesbiche
in Italia – III giornata Intervengono per la sessione comunicazione:
Lilia Mulas (Babilonia: la parola viola), Giovanna Olivieri (Memoria
irregolare. 1981-2001 Vent'anni di Bollettina del CLI), Monia Dragone e
Barbara Romarri (From the fool to the world. Towanda: appunti lesbici),
Carmela Casole (Web, lo schermo lesbico). Intervengono per la sessione
teorica: Helen Ibry (Percorsi di legittimazione e affermazione del
desiderio lesbico), Nerina Milletti (Con divisioni: spostamenti
semantici e politici del termine "lesbica"). Dove: dalle 10 presso la
Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19, Roma. Info: www.
arcilesbica.it - 4 giugno Evento/Percorsi di arte gay – Scrivere Gay
Serata letteraria e performance artistiche, organizzata dal Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli e la casa editrice Il dito e la luna.
Intervengono: Francesco Gnerre e Porpora Marcasciano che ci presentano,
accompagnati da amici scrittori e lettori, i loro ultimi lavori. E poi
ancora: performance teatrale con il bravissimo Ciro Cascina, le
fotografie di Luciano Parisi, le tele di Paolo Bielli e Marco Tarascio.
Infine, un film documentario sui mitici gay camping degli anni 70/80
mai trasmesso in tv, nonostante la produzione targata Rai. Sarà
presente Carlotta, madrina dei Percorsi di arte gay. Dove: dalle 18
presso Caffè Letterario, via Ostiense 83/95, Roma 5 giugno
Evento/Percorsi di arte gay – Baciami come un angelo e toccheremo il
cielo L'Associazione Culturale Utopia e il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli presentano la collettiva "Baciami come un
angelo e toccheremo il cielo", mostra di pittura e performance d'arte.
Espongono: Valeria Patrizi, Salvatore Previti, Francisco Córdoba Dove:
inaugurazione alle 18. La mostra prosegue fino al 15 giugno, dalle 15
alle 20, presso lo spazio espositivo dell'Associazione Culturale
Utopia, in via degli Zingari 39, Roma. Info: 064743286.
Motociclisti/Bikerun 2007 Partecipazione del gruppo di motociclisti al
RomaPride: tour per l'Abruzzo. Info:
www.bikerun2007.eu/booking/

Nightlife/Festa sui generis Djset: Evacontroeva e le altre.
Electroliveset: jallyfish wake e spettacolo. Drag king Eyes wild drag e
vidoproiezioni: paconazim. Dove: dalle 22 presso la Città universitaria
(La Sapienza), entrata da Piazzale Aldo Moro.
Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli
06/5413985 – fax 06/5413971
info@mariomieli.org


COMUNICAZIONE OPEN MIND CATANIA
DOCUMENTO POLITICO
CATANIA PRIDE
2007
Il 7 luglio, lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e transgender
manifesteranno la propria dignità e la legittima richiesta di essere
pienamente cittadin* di questa Repubblica attraverso l'evento del Pride
LGBT cittadino. Viviamo una fase drammatica della storia di questo
Paese, segnata dalla volontà di dividere, contrapporre e lacerare. Le
persone LGBT pagano un prezzo altissimo all'indifferenza della politica
di fronte all'ingerenza violenta delle gerarchie vaticane nella vita
del Paese: subiamo ogni giorno insulti, minacce, violenze,
intimidazioni, senza che nessuno intervenga a difendere il nostro
diritto di esistenza. La Repubblica ci chiede di essere cittadin*
attraverso i doveri che ci assumiamo. MA QUALI SONO I DIRITTI CHE
VOGLIAMO? Vogliamo poter camminare per le strade, tenendo per mano la
persona che amiamo, senza subire offese e aggressioni. Vogliamo vedere
riconosciute le nostre coppie. Vogliamo vedere riconosciuti i nostri
progetti di vita. Vogliamo non essere discriminati nei luoghi di
lavoro, nelle scuole, nelle famiglie, nella vita di tutti i giorni.
Questi sono diritti che la Costituzione ci assegna attraverso il
principio di eguaglianza, ma che noi vediamo ogni giorno negati e
calpestati. In questo Paese può accadere che l'assessore della regione
Lombardia, Pier Gianni Prosperini di AN proponga la messa a morte per
garrota degli omosessuali, senza che le istituzioni lo costringano alle
dimissioni. Esiste la possibilità di rettificare dichiarazioni
pubbliche che incitano alla violenza e all'assassinio? Nel colpevole
silenzio e nell'ambigua complicità della politica, la Chiesa, che parla
tanto di pietas cristiana, di carità, di fratellanza, non spende
nemmeno una parola per condannare duramente chi si rende autore di
violenze e discriminazioni ai danni degli omosessuali e transessuali. E
come potrebbe dato che quotidianamente è la Chiesa stessa, attraverso
la sua gerarchia, a fomentare l'odio e a legittimare la violenza contro
omosessuali e transessuali. È COLPEVOLE quando equipara l'
omosessualità alla pedofilia e all'incesto. È COLPEVOLE quando afferma
che l'amore omosessuale è un "amore debole". È COLPEVOLE quando afferma
che "la violenza è cugina della trasgressione" (come ha sottolineato il
vescovo di Bologna monsignor Vecchi in occasione del pestaggio di un
ragazzo gay). Additati dalla Chiesa o dal politico di turno come
"degenerati", oppure lasciati soli in famiglie spesso sorde alla loro
solitudine, in scuole segnate da ignoranza, disinformazione, incapacità
di aiutare, quanti vengono umiliati o, peggio, "suicidati" da un odio
troppo grande per essere sopportato?
Spesso viene nascosta la reale
motivazione di tali suicidi, che non avvengono per "troppa sensibilità"
o chissà per quale forma di debolezza: avvengono perché si è privati
del diritto di essere se stessi. Suicidi senza perché, nascosti dal
silenzio in un Paese in cui troppo spesso non si può vivere da
omosessuali e nemmeno morire come tali. CHI RISPONDE DI QUESTE VITE E
DI QUESTE MORTI? Condanniamo il metodo politico e di comunicazione di
coloro che affermano il loro pensiero per esprimere disprezzo. Il
"Family day" è stato un esempio eclatante di intolleranza: una poderosa
manifestazione CONTRO: contro una società attraversata da infinite
modalità; contro ogni tipo di diversità; contro i tanti e legittimi
modi di vivere di chi, omosessuale, eterosessuale, bisessuale,
transessuale, sceglie di dare alla propria affettività una dimensione
che oramai in tutta l'Unione europea viene ampiamente riconosciuta. Il
"Family day", così come la conferenza ministeriale sulla famiglia che
si è tenuta a Firenze, non è stata una manifestazione per la "famiglia"
ma contro le "famiglie", oramai suscettibili di realizzarsi e
consolidarsi in modalità differenti, ma sempre basate su vincoli di
amore e di reciproco sostegno morale e materiale. Noi da questa
intolleranza vogliamo distinguerci: non faremo un Pride contro; faremo
un Pride per! Il 7 luglio, dunque, a Catania, chiederemo a questa
democrazia i nostri diritti. Li chiediamo perché la Costituzione è
quotidianamente violata dalla negazione dei diritti di eguaglianza tra
le persone di qualunque genere, orientamento o pensiero politico e
religioso. Li chiediamo perché crediamo con convinzione che la
battaglia delle persone LGBT sia un passaggio fondamentale per l'
autentica realizzazione della democrazia in questo Paese. La battaglia
per i nostri diritti è una battaglia PER i diritti di TUTT*! Con la
serenità di chi sa di agire secondo giustizia e per la vera ed
autentica libertà di tutt*. Con l'amarezza di chi ha visto troppe vite
annientate nel silenzio e nella paura. Con la forza di chi crede
fermamente nel rispetto dei principi della convivenza e dei
fondamentali diritti degli uomini e delle donne. CHIEDIAMO LOTTA ALLE
DISCRIMINAZIONI Attraverso un deciso impegno da parte delle
istituzioni, dei partiti, della società civile perché venga intrapreso
un percorso culturale di contrasto all'omofobia, transfobia e a
qualunque forma di discriminazione, come richiesto dalla Risoluzione
del Parlamento europeo del gennaio del 2006. Ma, soprattutto,
attraverso una legge contro le discriminazioni motivate dall'
orientamento sessuale e dall'identità di genere, che rimuova gli
ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l'effettiva
uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo
pieno e sostanziale le Direttive europee 207 del 1976 e 78 del 2000.
In
modo più articolato chiediamo:
v l'estensione della legge Mancino all'
orientamento sessuale e all'identità di genere;
v l'applicazione della
direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli
uomini e le donne anche alle persone che transizionano da un genere all'
altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile
1996;
v la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 "Attuazione
della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di
occupazione e di condizioni di lavoro;
v il recepimento della direttiva
europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento de* cittadin* europe* in
modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e
lesbiche;
v l'applicazione della direttiva europea 85 del 2005 sullo
status di rifugiato anche a gay, lesbiche, bisessuali e transgender
perseguitat* nei loro paesi;
v l'abolizione della legge 40;
v la
revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per
consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di
genere senza l'obbligo di interventi chirurgici;
v la gratuità delle
terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema
dell'intersessualismo;
v la fine degli interventi coatti su bambini/e
intersessuali.
Chiediamo inoltre che vengano pianificate azioni
positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico e le
discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di
sensibilizzazione, buone pratiche. L'Italia assuma un ruolo propositivo
per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la pace, per l'
abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di
omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di
Paesi. EGUAGLIANZA GIURIDICA Le persone LGBT sono portatrici di pari
dignità e questo deve tradursi in un riconoscimento giuridico e
legislativo di pari diritti nel rispetto della Dichiarazione universale
dei diritti umani, della Costituzione italiana, della Carta dei Diritti
fondamentali dell'Unione europea. La piena eguaglianza giuridica non
può realizzarsi se non attraverso una legge che estenda il matrimonio
civile alle coppie omosessuali. Tuttavia, insieme all'estensione del
matrimonio civile, per chi intenda accedervi, chiediamo una legge che
preveda e regoli le differenti possibili forme di relazione familiare
anche al di fuori dell'ipotesi massimalista del matrimonio. Chiediamo
inoltre che venga correttamente e serenamente avviato un dibattito
sulla capacità genitoriale delle coppie omosessuali, che possa tradursi
in una legge apposita. LAICITÀ DELLO STATO Riteniamo imprescindibile
che venga riaffermata una volta per tutte, e in modo chiaro, coerente e
concreto, che lo Stato è, e deve assolutamente essere, indipendente da
qualunque condizionamento di natura confessionale. Denunciamo il
crescente e inaccettabile atteggiamento di ingerenza da parte delle
gerarchie vaticane. Rivendichiamo il diritto a vivere in uno Stato
degno della cultura e del pensiero giuridico, politico e filosofico
dell'Europa: uno Stato che sia spazio etico di tutt*, in cui la libertà
religiosa sia garantita, ma rappresenti una dimensione privata e non
suscettibile di condizionare le scelte del parlamento e del governo.
Chiediamo allo Stato di parlare a* cittadin* e non ai soli credenti!
Chiediamo allo Stato di sapere dire di NO alle pretese invasive di una
Chiesa sempre più politica e sempre meno spirituale. AUTODETERMINAZIONE
Riaffermiamo l'insopprimibile esigenza di autodeterminazione in campo
affettivo, sessuale e sentimentale. Perché si realizzi il diritto
primario di ogni individuo ad essere artefice del proprio destino e a
contribuire alla realizzazione della propria felicità, nel rispetto
della libertà, della dignità e della felicità di tutt*. Lotta alle
discriminazioni Uguaglianza giuridica
Laicità dello Stato
Autodeterminazione Sono questi i quattro pilastri della nostra
battaglia politica per la piena e autentica realizzazione del diritto
ad essere cittadin* di questa Repubblica: cittadin* nei doveri, e nei
DIRITTI! Open Mind GLBT Catania – Comitato provinciale Arcigay Catania
– Gruppo Pegaso – Agedo Catania


COMUNICAZIONE KAIROS FIRENZE
28
GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L'OMOFOBIA
Il 28 giugno 2007, in
diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le
vittime dell'omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale
contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs
di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri
gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal
grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da
molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa
cattolica "ufficiale" sono praticamente invisibili, ma non si
nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per
quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di
comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da
Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri
centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi,
quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di "Fede e
omosessualità", un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi
continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a
confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E' stata scelta la
data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è
una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E' il giorno
in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969,
un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della
polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in
Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza
fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti
omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna
alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay
subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano
in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non
una, ma tante veglie in alcune città italiane per ricordare e pregare
per le vittime dell'omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra
sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza.
Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di
credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e
non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento di
TESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera
recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di
visibilità fine a sé stessa ma vuol'essere una "Liturgia della Parola"
in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di
importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può
più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite
spezzate e oltraggiate dall'ordinaria omofobia, è nato un sito che
raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita
consultabili all'indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm Per
maggiori informazioni: info@kairosfirenze.it



FIRENZE: VARATA DALLA
GIUNTA PER ESTENDERE IL DIRITTO AL LAVORO
Una carta prepagata contro
le discriminazioni di genere
Iniziativa mirata per transessuali e
trasgender contro disoccupazione e disagio Parte da Pistoia la
sperimentazione nell'ambito dell'Individual learning account FIRENZE
: "Un intervento che punta, grazie a risorse aggiuntive, finanziate
grazie al Fondo sociale europeo, ad estendere le opportunità di
occupazione a quante più persone possibile e, in particolare, a
transessuali e transgender che hanno grandi difficoltà a trovare o a
ritrovare un lavoro". Così l'assessore all'istruzione, formazione e
lavoro commenta la delibera con cui la giunta regionale, nella sua
ultima seduta, ha stanziato, 150 mila euro per estendere alle persone
transessuali e transgender la sperimentazione già avviata con ILA
(Individual learning account), la carta prepagata destinata alle fasce
deboli del mercato del lavoro. "Per ora – afferma l'assessore all'
istruzione, formazione e lavoro - sperimenteremo questa nuova
estensione della carta appoggiandoci al centro per l'impiego di
Pistoia, provincia già interessata dalla positiva esperienza di ILA. Ci
riserviamo, se avrà successo, di riproporla su scala più vasta,
convinti che costituisca un arricchimento delle politiche per l'
occupazione, anche in termini di risorse, proprio perché indirizzato in
maniera mirata su una fascia di popolazione a forte rischio
disoccupazione. Già da ora, comunque, tutti i residenti in Toscana
potranno accedervi".Lo strumento della carta prepagata servirà a
rendere più flessibili e adattabili ai bisogni individuali i percorsi
formativi di coloro che hanno sofferto o sono in cura per disturbi di
indentità di genere e che non lavorano, o che lavorano ma incontrando
grandi difficoltà e con contratti spesso atipici e precari. "A chi
invoca misure per l'occupazione per tutti i cittadini toscani, questa
dovrebbe suonare come una iniziativa di civiltà, diretta, appunto, a
questi concittadini, che sono uomini e donne toscani e che si pensa di
sottrarre, in questo modo, alla precarietà o, peggio, alla strada".
"Destinatari di questo provvedimento spiega anche l'assessore all'
attuazione dello Statuto - sono persone con un disturbo dell'identità
di genere accertato clinicamente, che crea loro pesanti difficoltà e li
mette a fortissimo rischio di esclusione sociale, specie nella delicata
fase di passaggio da un sesso all'altro, in cui non sempre c'è,
purtroppo, il sostegno della famiglia di origine ed il rischio di
cadere nella prostituzione è alto. Siamo intervenuti proprio su questo
disagio sociale, dando a queste ragazze ed a questi ragazzi opportunità
di ricrearsi una propria professionalità nel mondo del lavoro. In quest'
ottica l'assessorato alle riforme istituzionali è fortemente impegnato
ed ha attivato una task force per combattere discriminazioni di gay,
lesbiche e transessuali, e in generale per costruire una Toscana dei
diritti e delle pari opportunità per tutti e tutte". Grazie alla carta
prepagata ciascun titolare avrà a disposizione 2500 euro, da spendere
in due anni ed erogate in tranche da 500 euro l'una), che gli
consentiranno di partecipare ad attività formative che ciascuno sarà
libero di scegliere, con l'ausilio di tutor, in modo mirato, secondo il
proprio personale progetto. Con il provvedimento vengono stanziati 150
mila euro a favore della Provincia di Pistoia, che gestirà le azioni
legate all'ILA attraverso i centri per l'impiego. Tutte le attività
formative sono ammesse, purchè abbiano carattere strettamente
personalizzato e rilascino un certificato finale in regola con le norme
stabilite dalla Regione. Fondamentale il ruolo dei Centri per l'
impiego: è attraverso il centro che vengono reclutati i titolari di
carta prepagata ed è con il personale del centro che ciascun titolare
dovrà costruire il proprio percorso. I beneficiari sono, come si è
detto, le persone transessuali o transgender residenti nel territorio
regionale, in possesso di idonea certificazione medica, rilasciata dai
centri di riferimento individuati dal servizio sanitario regionale.
FONTE Regione Toscana
IVIATO DA Alessio De Giorgi


RUSSI INGRATI
di
Massimo Consoli

Gli utili idioti che sabato 26 maggio, si sono
permessi di aggredire delle persone che sono andate a Mosca per
affermare e difendere i diritti fondamentali di gay, lesbiche e trans
russi, devono sapere che, non fosse stato proprio per quegli stessi
gay, lesbiche e trans che nell'agosto del 1991 sono stati quasi unici
nel difendere la democrazia nell'ex-Unione Sovietica, loro, oggi,
continuerebbero a vivere sotto un regime ferocemente dittatoriale che
non gli permetterebbe nemmeno di esporre quelle icone con le quali
cercano pubblicamente giustificazione alla loro inutilita'. Ho
affrontato piu' di una volta questo argomento, spiegando come Eltsin
sia riuscito a sconfiggere il tentativo di golpe dei reazionari grazie
al computer ed alla stampante che gli avevano messo a disposizione i
militanti del giornale gay Tema, e non ci tornero' sopra. Pero', voglio
farvi conoscere il testo del discorso fatto dalla rappresentante di New
York nel luogo piu' istituzionale degli Stati Uniti, il Congresso, e
dove e' stato confermato quello che noi avevamo gia' sostenuto e
pubblicizzato fin dal 1993, e senza sapere, ovviamente, di quel
discorso, finalmente pubblicato su di un libro curato da Robert B.
Ridinger, Speaking for Our Lives. Historic Speeches and Rhetoric for
Gay and Lesbian Rights (1892-2000), Harrington Park Press, New York,
2004. Massimo Consoli 22 novembre 1991. In onore di Roman Kalinin di
Nancy Pelosi traduzione di Massimo Consoli - Queste considerazioni
sono state fatte nell'aula del Parlamento USA dall'on. Nancy Pelosi, di
New York, e sono entrati negli atti parlamentari (Congressional
Records) il 22 novembre 1991. Signor Speaker, il tentativo di colpo di
stato sovietico dello scorso agosto 1991 e' stato lo scenario adatto ad
una forte dimostrazione di coraggio e di attaccamento alla causa della
liberta'. Roman Kalinin, editore del primo giornale gaysbico russo,
insieme ad un gruppo di gay e lesbiche, si e' impegnato a lottare
contro il colpo di stato stampando e distribuendo i decreti del
Presidente Boris Eltsin. Roman Kalinin ha saputo del tentativo di golpe
da alcuni amici di San Francisco. Dalla sera tardi del 18 agosto fino a
quando il colpo di stato venne sconfitto, il 21 agosto successivo,
Kalinin apri' una linea telefonica attraverso la Finlandia e San
Francisco. Aveva formulato un piano per comunicare con quelle persone
nell'Unione Sovietica che sarebbero potute diventare i primi bersagli
da intimidire e, possibilmente, da eliminare fisicamente, per le loro
preferenze sessuali e per la loro attivita' nel movimento democratico.
La paura ed il panico erano particolarmente sentiti, mentre si veniva a
conoscenza di rapporti sulla possibilita' di ondate di arresti. Il 20
agosto la clinica aids di Mosca presento' una richiesta ufficiale per
avere liste di persone con aids e con hiv. Kalinin e' l'editore di
Tema, il primo giornale gay e lesbico dell'URSS. Il su sistema di
stampa e la sua fotocopiatrice divennero virtualmente la sola
disponibile possibilita' per stampare e distribuire informazioni contro
i leader del golpe. Per circa 60 ore, i gay e le lesbiche di Mosca
coordinarono le loro forze in una incredibile dimostrazione di
coraggio. Il Presidente Boris Eltsin firmo' una lista di decreti che
divenne il documento della resistenza contro le forze dell'oppressione.
I gay e le lesbiche negli uffici di Tema elaborarono le informazioni al
computer. La fotocopiatrice stampo' i decreti di Eltsin senza
interruzione, con il logo del ben noto giornale gay in calce. Kalinin
voleva che il pubblico sapesse che la comunita' gay stava lavorando per
sconfiggere il putsch, anche se rischiava l'arresto rivendicando
pubblicamente quello che stava facendo. Poi, questi eroi distribuirono
i volantini con i decreti stampati per le strade di Mosca, lavorando
con gli altri leader del movimento per la democrazia. I decreti vennero
diffusi attraverso la citta' ed apparvero ad ogni fermata della metro,
consegnati a confusi moscoviti. Vennero perfino dati ai soldati nei
carri armati diretti all'edificio del Parlamento Russo. Questo loro
eroismo rappresenta un impegno progressivo per combattere l'
oppressione e la discriminazione nell'Unione Sovietica. Per parecchi
anni hanno guidato la lotta per ridurre proprio la discriminazione che
dovevano affrontare i gay e le lesbiche nell'URSS. Si sono anche uniti
ad altri in tutto il mondo per dare informazioni e materiale
informativo al popolo russo allo scopo di lottare contro la sempre
crescente minaccia dell'aids e delle infezioni da hiv. I loro sforzi
sono stati sostenuti attraverso l'International Gay and Lesbian Human
Rights Commission, un'organizzazione che, in appena un anno, e'
diventata una sorta di consolato gay. La vittoria nell'Unione Sovietica
ha dato l'opportunita' di aprire le porte alla liberta' di gay e
lesbiche mai sognata prima, in quel paese. Il coraggio e l'impegno per
la liberta' e la democrazia di Roman Kalinin verranno onorati il
prossimo dicembre 1991, quando verra' nominato "Uomo dell'anno", da
Advocate, la piu' diffusa pubblicazione gay e lesbica degli Stati
Uniti.


COMUNICATO STAMPA
I promotori del Gay Pride di Mosca al
RomaPride il 16 giugno
Dopo i gravissimi fatti di Mosca,
dove il sindaco della città ha vietato il Gay Pride e dove i
manifestanti sono stati selvaggiamente picchiati da gruppi di
facinorosi naziskin, il Comitato politico del RomaPride 2007 ha deciso
di invitare, alla prossima Manifestazione Nazionale Unitaria RomaPride
di sabato 16 giugno a Roma, Nikolay Alexevev, militante radicale e
responsabile del Gay Pride di Mosca, Sergey Kostantinov, organizzatore
e co-promotore della manifestazione e Nikolay Khramov, rappresentante a
Mosca del Partito Radicale Transnazionale Russo. Il Comitato Politico
del RomaPride 2007, in collaborazione con il Partito della Rifondazione
Comunista e i Radicali Italiani, sta organizzando l'arrivo dei tre
esponenti russi nella capitale per partecipare alla Manifestazione,
dove sono attese non meno di 200.000 persone. Rossana Praitano,
Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Portavoce
della Manifestazione Nazionale Unitaria dichiara che "i gravi fatti di
Mosca dimostrano che la lotta contro l'omofobia è lontana dall'essere
vinta e che la presenza dei tre esponenti moscoviti, dapprima picchiati
e poi arrestati, deve essere di monito alle comunità lgbt di tutta
Europa, che devono pretendere sempre di più risposte dai governi e dal
mondo della politica troppo spesso disattenti alle nostre richieste".
Manifestazione Nazionale Unitaria RomaPride2007 Segreteria
Organizzativa
Andrea Berardicurti – Stefano Mastropaolo – Massimo
Farinella 06/5413985 – cell. 3397126198


COMUNICAZIONE
CLAUDIA
TOSCANO


AGEDO PESCARA
"RISPOSTA AL PROF. VERDONE"
Il prof. Verdone,
opinionista che tutti leggiamo con piacere per la saggezza e la cultura
delle sue analisi, nella sua lettera di sabato scorso ha preso due
grossi abbagli culturali. Capita, quando il tema è l'omosessualità. Un
professore di filosofia non è tenuto a conoscere i testi greci, in
prosa e in poesia, in lingua originale, cosa però assolutamente
necessaria per poter parlare di quella cultura. Troppi sono stati, in
2500 anni, i voluti fraintendimenti ed equivoci nelle traduzioni, allo
scopo di confezionare un' immagine della Grecia depurata da ciò che in
essa stride di più con le nostre aspettative e la morale corrente. Ci
siamo cascati tutti, noi cultori della classicità, ed abbiamo trasmesso
in buona fede ai nostri studenti l'amore per l'arte, la letteratura, la
filosofia greca così come i nostri maestri ci avevano insegnato. Con
dei colossali "omissis"
sull'eros e le sue norme, incentrate sulla
pederastia. Spiacente, ma era così, non se ne può prescindere se si
vuole capire quel mondo. L' eccezione, in arte e in letteratura, era
l'eros eterosessuale, confinato normalmente nella sfera fisica per le
necessità riproduttive, con il necessario contributo di quegli esseri
inferiori che erano le donne, tra le quali emergevano per cultura,
nella considerazione sociale, solo le sacerdotesse e le "etére", ovvero
le cortigiane. Un mondo di valori rovesciato rispetto ai nostri, se
proprio vogliamo insistere su eccezione e norma. Il secondo errore del
prof. Verdone, e questo è imperdonabile per le conseguenze sugli
allievi affidatigli,(frase omessa nella pubblicazione) è la sua
affermazione dommatica che l' omosessualità sia "una deviazione
emotiva, una patologia sessuale". Non ho parole. Dico solo che al forum
delle famiglie di Firenze da cui sono reduce, ( e non era certo
un'adunata di rivoluzionari) se qualcuno dei teodem presenti avesse
espresso in pubblico un concetto simile sarebbe stato sommerso di
fischi. Si aggiorni professore, consulti i testi scientifici
internazionali, scoprirà che è una patologia non l'omosessualità, bensì
l' omofobia, curabile, quella sì, con buoni risultati! Paradosso chiama
paradosso: sa cosa le potrebbero rispondere i gay? Che non vogliono
creare "nuove categorie normative della relazione amorosa" molto
pericolose e disorientanti, ma solo rispolverare quelle dell' antica
Grecia, culla della civiltà, non certo per imporle alla maggioranza, ma
per poter vivere in pace e senza vergogna la loro NATURALE diversità.
Come i mancini, quelli con i capelli rossi o con la pelle scura .
Prof.
Claudia Toscano
ex docente di latino e greco
liceo classico "T.TASSO"
ROMA
referente AGEDO (Ass. naz.GEnitori Di Omosessuali)
Pescara

QUEL
MASCHIO FASCISTA IN CERCA D'IDENTITA' NELLE COLONIE
Negli studi
storici sul colonialismo la prospettiva di genere ha faticato ad
entrare nel nostro paese al contrario di quanto è accaduto
nell'ambiente anglofono. Rompe l'anomalia un saggio di Giulietta
Stefani sugli italiani in Africa orientale Giulia Barrera
Considerando
quanto le idee di subordinazione delle donne siano state strumentali
alla costruzione delle barriere razziali in colonia e dunque, in
definitiva, alla costruzione dell'edificio coloniale ci si sarebbe
potuti legittimamente aspettare che gli studi storici sul colonialismo
assumessero precocemente il genere come categoria di analisi. Questo è
avvenuto in ambito anglofono, ma non negli studi sul colonialismo
italiano.
A parte qualche pionieristico saggio negli anni Ottanta,
occorre attendere la fine degli anni Novanta perché l'analisi di genere
cominci ad affermarsi negli studi coloniali italiani, in buona parte
grazie a ricercatori - italiani e non - formatisi presso università
anglosassoni. Le monografie in materia rimangono però una rarità
(merita in particolare di essere ricordata B. Sòrgoni, Parole e corpi.
Antropologia, discorso giuridico e politiche sessuali interrazziali
nella colonia Eritrea (1890-1941) , Napoli, Liguori, 1998). E' quindi
particolarmente benvenuta la pubblicazione di due libri sul
colonialismo italiano nel Corno d'Africa che assumono in pieno
un'ottica di genere, quali i lavori di Gianni Dore, Scritture di
colonia. Lettere di Pia Maria Pezzoli dall'Africa Orientale a Bologna
(1936-1943 ), (Bologna, Pàtron, 2004) e di Giulietta Stefani, Colonia
per maschi. Italiani in Africa Orientale: una storia di genere ,
(prefazione di Luisa Passerini, Verona, Ombre corte, 2007). Il lavoro
di Dore costituisce la prima pubblicazione di un epistolario femminile
coloniale italiano: sessanta lettere (su di un totale di 146 conservate
alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna) scritte dall'Eritrea e
dall'Etiopia da Pia Maria Pezzoli, la moglie di un giovane e brillante
funzionario coloniale, Giovanni Ellero (1910-1942). Nata nel 1905, la
bolognese P.M. Pezzoli si era laureata in giurisprudenza ed era poi
divenuta procuratrice legale; nel maggio 1936, appena sposatasi, aveva
lasciato la professione per seguire il marito in colonia. Donna colta
(nelle lettere alla madre discute spesso di letteratura e una delle sue
costanti richieste ai parenti è l'invio di libri) e poco convenzionale
(aveva scalato il Monte Bianco e il Cervino), in colonia assunse però
pienamente il ruolo di moglie. Ruolo che - come acutamente mostra Dore,
nella sua densa e corposa introduzione - giocava una parte di rilievo
nelle strategie di potere coloniali e non solo perché la presenza della
moglie metteva il funzionario al riparo dalla tentazione di convivere
con donne indigene. La moglie del residente di governo (le Residenze
erano circoscrizioni amministrative), ad esempio, era parte importante
nelle cerimonie pubbliche. Per cercare di legittimarsi, il potere
coloniale fece largo uso di ritualità pubblica, in parte assorbendo e
trasformando a proprio uso tradizioni locali, in parte inventandone di
nuove (ne ha parlato diffusamente lo storico africanista Terence Ranger
nel celeberrimo L'invenzione della tradizione, da lui curato assieme a
E. J. Hobsbawm). Pia e il marito andavano a inaugurazioni di monumenti
ed edifici pubblici, partecipavano a cerimonie religiose e a matrimoni
dei maggiorenti locali e visitavano il territorio, sempre adeguatamente
scortati da una pattuglia di ascari («il prestigio dei funzionari
infatti non permette che si esca da soli», spiega Pia). Già solo il
loro mostrarsi al pubblico era segno di presa di possesso del
territorio (la presenza della moglie, in questo contesto, segnalava in
Etiopia la fine della guerra e la piena affermazione del governo
civile). «I capi e i notabili baciano la terra al nostro passaggio». Il
messaggio dei rituali era chiaro. La casa di un residente di governo
era poi luogo dal forte valore simbolico, modello ed emblema della
nuova civiltà dei colonizzatori. Nella casa si sperimentava uno dei
rapporti più stretti fra colonizzati e colonizzatori che si potevano
avere in colonia: il rapporto servo/padrone. La moglie e padrona di
casa gestiva la servitù, costruendone nella quotidianità la
subordinazione non solo di classe ma anche razziale. Le mura
domestiche, osserva poi Dore, costituivano uno degli ambiti in cui si
affermava il disciplinamento dei corpi indigeni: si introducevano nuovi
standard igienici, nuovi modi di vestire, nuovi modelli di commensalità
e di cura della casa e del corpo (fuori dalle mura di casa, si pensi
invece alle «pratiche militari e alla creazione di spazi segregati per
la punizione»): «tutti modi per plasmare socialmente non solo i
pensieri ma finanche le funzioni biologiche dei corpi indigeni. Su
tutto ciò bisogna misurare il lascito profondo e forse più duraturo del
sistema coloniale». Il contributo forse maggiore del libro di Dore -
fra i tanti che offre - è dato dal fatto che, tramite la lettura delle
lettere di Pia Pezzoli, permette di esplorare nell'intimo la logica del
paternalismo coloniale. Si tratta di un contributo importante, perché
proprio gli atteggiamenti paternalisti da parte dei coloni si sono
spesso prestati ad equivoci interpretativi (si ha difficoltà, ad
esempio, a riconoscere come paternalismo e pregiudizio razziale
potessero convivere). Di fronte a colonizzatori quali i coniugi Ellero,
che alla "missione colonizzatrice" credevano sinceramente (dalle
lettere di Pia emerge costantemente un intento pedagogico nei confronti
degli africani), molte volte non si è compreso che anche atteggiamenti
benevoli nei confronti dei colonizzati di norma convivevano con
rapporti gerarchici. Lo mette bene in evidenza Dore, parlando
dell'affetto che si poteva sviluppare tra servi e padroni: affetto
reale nel caso di Pia, prova ne sia che un suo servo continuò a tenersi
in contatto con lei per decenni dopo la fine del colonialismo, ma non
di meno sviluppatosi in un quadro solidamente gerarchico. Se dietro la
benevolenza e gli affetti non si vede la gerarchia, vuol dire che non
si comprende il nocciolo della situazione coloniale. Ma se dietro alle
gerarchie non si sanno riconoscere affetti o sincere intenzioni
(sincere, pur se fondate su presupposti errati), si finisce per fare
una caricatura dei colonizzatori; se li disumanizziamo, ci neghiamo la
possibilità di comprendere la logica che li animava. Mentre il libro di
Dore aiuta a comprendere il mondo e gli orizzonti mentali delle donne
italiane in colonia, il libro di Stefani guida alla comprensione del
mondo degli uomini: uomini che giustamente Stefani considera non come
l'universale umano ma come esseri sessuati (maschi in colonia,
appunto). La domanda attorno a cui ruota il libro è «se e in che modo
il colonialismo italiano, in particolare nell'Etiopia fascista, fosse
stato funzionale a rispondere a precise istanze di ridefinizione
dell'identità maschile nazionale». Gli studi sulla storia della
mascolinità - sviluppatisi soprattutto in ambito anglofono e che solo
di recente hanno cominciato a diffondersi in Italia - hanno dimostrato
come negli anni compresi fra il 1870 e la Grande guerra sia maturata in
Occidente una crescente incertezza identitaria maschile, legata ai
processi di modernizzazione. «Si diffuse infatti il timore che la vita
comoda, sedentaria e ripetitiva delle élite borghesi nelle città
industriali trasformasse il maschio in "un uomo senza nerbo, pavido,
malaticcio", in un processo di degenerazione che avrebbe causato
alterazioni nervose, isteria, effeminatezza e, nella peggiore delle
ipotesi, omosessualità» scrive Stefani (citando Sandro Bellassai,
storico della mascolinità in Italia). «Nacque quindi - prosegue Stefani
- l'idea della necessità di una rigenerazione maschile» e prese corpo
«una pedagogia maschile di tipo patriottico militarista» che vide nella
guerra un'occasione di recupero di identità maschile. Il fascismo, ha
osservato Bellassai, fu a suo modo una risposta a queste «incertezze
identitarie maschili». «E' in questo contesto che dobbiamo collocare il
tentativo fascista di proiettare sul mito africano le aspirazioni di
rigenerazione e di realizzazione maschile degli italiani, attribuendo
all'Africa coloniale il ruolo di valvola di sfogo delle ansie e delle
frustrazioni». L'approccio scelto da Stefani per esplorare questi nodi
tematici è quello degli studi culturali, come caratteristico dei così
detti post-colonial studies, al cui ambito metodologico Stefani si
rifà. Il libro contiene alcune incursioni nella storia sociale, ma si
tratta delle sue pagine meno convincenti. Il punto, comunque, è che
sapendo far dialogare gli studi sulla storia della mascolinità con
quelli sul colonialismo italiano (e sapendolo fare, vale la pena
sottolinearlo, con una prosa stringata e di esemplare chiarezza, virtù
non comuni), il libro di Stefani ha introdotto in questi ultimi una
categoria di analisi di cui non si potrà non tener conto nei futuri
studi.
FONTE
www.liberazione.it pag 5 29 maggio 2007
INVIATO DA Maria
Ornella Serpa Gaya CsF


COMUNICATO
ASSOCIAZIONE LIBERO PENSIERO
GIORDANO BRUNO
Crediti scolastici e odiosi privilegi per
l'insegnamento della religione cattolica il mondo laico protesta e si
appella a Prodi
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica Associazione
Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno" CIDI - Centro
d'iniziativa democratica degli insegnanti CRIDES – Centro romano di
iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola Fondazione Critica
Liberale Gruppo Martin Buber-ebrei per la pace Associazione Italialaica.
it Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni Associazione
XXXI Ottobre per una scuola laica e pluralista CIEI - Comitato
Insegnanti Evangelici Democrazia Laica Comitato bolognese Scuola e
Costituzione AsSUR Associazione Scuola Università Ricerca FCEI -
Federazione Chiese Evangeliche in Italia AFFI – Associazione Federativa
Femminista Internazionale UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Comitato Torinese per la Laicità della Scuola UCEBI - Unione
Cristiana Evangelica Battista d'Italia Comunicato
Il Ministro della
Pubblica Istruzione ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato invece
di recepire l'ordinanza del TAR Lazio che sospendeva l'art. 8, parr. 13-
14, dell'Ordinanza Ministeriale n. 26 del 15 marzo 2007 perché "sul
piano didattico, l'insegnamento della religione non può a nessun
titolo, concorrere alla formazione del "credito scolastico" di cui
all'art. 11 del D.P.R. n. 323/1988, per gli esami di maturità, che
darebbe postumamente luogo ad una disparità di trattamento con gli
studenti che non seguono né l'insegnamento religioso e né usufruiscono
di attività sostitutive" (Ord. TAR Lazio n. 2048 del 24 maggio 2007).
La situazione è grave ed imbarazzante. Il Ministro Fioroni ha cercato
di introdurre surrettiziamente l'ora di religione fra le materie che
concorrono a pieno titolo a formare la valutazione degli studenti per
gli esami di Stato. Questo determina una situazione di discriminazione
e disparità fra gli studenti che si avvolgono e quelli che non si
avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica, senza poter o
voler usufruire di attività alternative. Come ha infatti stabilito la
Corte Costituzionale con le sentenze 203/89 e 13/91 gli studenti che
non si avvalgono dell'IRC non possono essere sottoposti ad alcun
obbligo alternativo. L'O.M. viola così l'art. 310, co. 3, del Testo
unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (D.Lgs.
297/94) ed il principio supremo di laicità stabilito dalla
Costituzione. Il TAR Lazio, sebbene solo con un provvedimento
cautelare, aveva esaminato e accolto l'istanza di sospensione
dell'Ordinanza Ministeriale. Il Presidente della Sesta sezione del
Consiglio di Stato, ha annullato provvisoriamente (sino al giorno
successivo agli scrutini!!!), senza contraddittorio e senza
motivazione, l'ordinanza cautelare del TAR, impedendo così che gli
scrutini stessi possano avvenire nel rispetto della legge e della
Costituzione. Nell'attuale situazione gli scrutini si svolgeranno
secondo la volontà del Ministro, ma il successivo pronunciamento nel
merito del TAR Lazio, che deve ancora avvenire, con molta probabilità
ne porrà in dubbio l'esito annullando la parte impugnata dell'Ordinanza
Ministeriale. Si verificherebbe così una situazione di incertezza
giuridica sul corso e sugli esiti degli esami di Stato, la cui
responsabilità non potrà che ricadere sul Governo. Chiediamo al
Presidente del Consiglio on. Romano Prodi di adoperarsi in tempi
rapidissimi affinché impedisca questo grave scempio della laicità della
scuola pubblica e vengano ristabiliti lo status quo ante, la legalità e
la certezza del diritto, dal momento che il Governo può annullare in
sede di autotutela le contestate e discriminatorie innovazioni
apportate dall' O.M. 26/2007. Mario Di Carlo - Cell. +39 3391950147
email: romalaica@gmail.com


CIRI CECCARINI, LA NUOVA VOCE DELLA GAY
MUSIC
ATTESA PER IL NUOVO ALBUM "SONO CIO' CHE SONO":
"CANTO LA VOGLIA
DI LIBERTA' CHE SUPERA OGNI CONFINE"
Ciri Ceccarini (
www.myspace.
com/ciriceccarini) e il suo Balla la vita – Tour 2007 sbarcano sulla
storica rivista gay Babilonia in edicola questo mese. Il cantante di
Rimini è stato scelto dalla testata milanese come guida in un reportage
attraverso i luoghi cult e i locali (dal Classic al Cocoricò di
Riccione) della riviera romagnola. Nell'arco dell'intervista Ceccarini
parla della vita di provincia e lo fa parlando di una sua canzone dalla
sonorità araba e intitolata "A3bil", rebus-anagramma della parola
libertà.
Questa canzone, contenuta nell'album che uscirà nel cuore dell'
estate, ha in realtà una storia molto più lunga. Ce la spiega lo stesso
Ciri:"L'avevo scritta poco più che quindicenne e l'avevo dedicata a
Rimini, in realtà a una mia ideale partenza da Rimini. Dopo qualche
anno trovai il coraggio e la presentai alle selezioni di San Remo
Giovani, per poi cambiarla, dandole un tono, un titolo e una musicalità
più cosmopolite".
IN ESTATE UNA FESTA PER IL NUOVO ALBUM E IL VIDEOCLIP
- Sempre in vista dell'uscita dell'album nei giorni scorsi, sulla
sabbia del bagno 137 a Miramare, Ciri Ceccarini ha girato il videoclip
della canzone "Sono ciò che sono" che darà poi il titolo al cd.
Contornato dalla sua band e dalle sue ballerine, Ciri ha inscenato
questo che è il suo personale grido di libertà contro la
discriminazione di ogni diversità.
"Mi stupisco a volte – dice ancora
Ciri – di come la musica riesca a restare sempre attuale. Pochi giorni
dopo aver girato questo videoclip su una spiaggia italiana, infatti,
abbiamo visto la polizia e la piazza di un paese geograficamente
lontano aggredire qualcuno che senza paura chiedeva libertà, diritti e
rispetto per una diversità. Sembra impossibile ma ancora, nel 2007, gli
artisti servono a cantare la voglia di libertà, di poter amare ed
essere amati senza gabbie né pregiudizi. Credo che il mondo sia un po'
in ritardo rispetto al calendario e un po', anzi tanto, abbia
dimenticato anche le sue stesse radici…" L'appuntamento con "Sono ciò
che sono" album e videoclip di Ciri Ceccarini è per le prossime
settimane, nel cuore dell'estate, quando con una festa saranno
presentati i nuovi lavori del talentuoso artista romagnolo.
Ciri
Ceccarini – Press Office
Contatti
Christian Di Pasquale – Art Director
Cell. 338/8959185
Daniele Priori – Press Agent
Cell.328/6323820


COMUNICAZIONE "ALTRAPSICOLOGIA"
SEMINARIO DI SENSIBILIZZAZIONE
"I
DIALOGHI DEL CORPO"
Studio HFC e Casa Gestaltica presentano il
seminario di sensibilizzazione "I dialoghi del corpo" Roma week end 30
giugno - 1 luglio ore 9.30 - 17.30 Casa Gestaltica è l'unica
associazione italiana che fa parte del Grupo Gestáltico Internacional
"Enfoque Holístico de la Salud". Questo gruppo è formato da
professionisti (medici, psicologi e psicoterapeuti) provenienti da
cinque Paesi diversi (Cile, Argentina, Messico, Spagna e Italia),
collaboratori della dott.ssa Adriana Schnake, con l'intento di
promuovere, diffondere e trasmettere il suo approccio e di continuare
la ricerca in tale
ambito. In quest'approccio la malattia è considerata
un'alterazione che coinvolge la totalità della persona. Aspetti negati
di noi stessi creano uno squilibrio nel processo d'autoregolazione
organismica, e questo squilibrio si manifesta attraverso una sofferenza
psichica e/o una malattia. Non separiamo le malattie in psichiche o
fisiche, le malattie si sviluppano in entrambi i livelli. Inoltre, ogni
sintomo e/o malattia porta un messaggio: il poter "lavorare"
gestalticamente con gli organi malati permette alla persona di
recuperare tale messaggio e di integrare gli aspetti rifiutati dalla
sua personalità. Per tale motivo consideriamo la malattia come un
"nostro alleato" piuttosto che come un nemico da combattere. Si avvale
dei seguenti contributi teorici ed esperienziali: 1. Dal teatro e dallo
psicodramma prende la possibilità di recitare risaltando le
caratteristiche dei personaggi (siano essi organi o persone) 2.
Dall'anatomia e dalla fisiologia prende la conoscenza della forma e
della funzione degli organi, come conosciuto e sperimentato nella
Medicina Occidentale. 3. Dalla Gestalt prende: a) Il concetto di
processo ed il principio organizzatore che dal caos crea l'ordine,
qual è la formazione figura-sfondo; b) Il concetto di "organismico",
così come specificato da Perls, quale
fondamento stesso della Gestalt;
c) Il metodo dialettico, rafforzato e arricchito dai contributi
precedenti. 4. Dalla Medicina cinese tradizionale e dalla Medicina
Occidentale delle origini prende il vero significato del curare: non
pretende di "riparare" lo strumento che siamo. Si tratta invece di
facilitare l'accesso agli elementi, già presenti all'interno delle
persone, che possono favorire il cambiamento. Cerca altresì di
valorizzare tutte le risorse che consentono il contatto con la loro
totalità organismica. Il programma del Seminario Breve introduzione
teorica dell'argomento: nuovo paradigma olistico, dialogo gestaltico,
obiettivi dell'approccio. Storia clinica dei partecipanti per
individuare gli organi più sensibili. Dimostrazione dell'approccio con
partecipanti volontari. Rappresentazione esperienziale dell'apparato
digerente (o di qualche altro apparato o sistema, a secondo le diverse
patologie dei partecipanti). QUANDO: Una prima sessione di questo
Seminario è prevista per il week end del 30 giugno/1 luglio 2007.
L'orario previsto è dalle 9.30 alle 17.30 per entrambi i giorni. DOVE:
Il seminario si terrà presso lo Studio HFC, sito in via F. B.
Rastrelli, 70 - Roma, zona Eur-Spinaceto. QUANTO COSTA: Il seminario
costa 160 euro a persona ed è comprensivo della quota associativa a
Casa Gestaltica (obbligatoria). NOTE IMPORTANTI: Il seminario è aperto
a TUTTI ma è obbligatoria la prenotazione. I posti sono limitati ad un
massimo di 15 partecipanti per permettere all'intero gruppo di
lavorare con tranquillità e a chi vuole di sperimentare su di sé
l'approccio da noi proposto. Si consiglia abbigliamento comodo. Per
partecipare all'incontro gratuito è richiesta la prenotazione via email
all'indirizzo p.biondi@studiohfc.it oppure clinica@studiohfc.it. SI
RILASCIA ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE. Dr Paola Biondi Psicologa
Psicoterapeuta Studio Associato HFC - Human Factor Consultino Via F. B.
Rastrelli, 70 - 00128 Roma Tel 06 45.44.74.36 Tel. 320. 8054045 Email.
p.biondi@studiohfc.it; clinica@studiohfc.it Web.
www.studiohfc.it


GAROFANO VERDE
Scenari di teatro omosessuale XIV Edizione
È dedicata
(senza retorica) al sedicenne Matteo di Torino che s'è buttato nel
vuoto perché i compagni gli dicevano «Sei gay», questa quattordicesima
edizione del Garofano Verde. Ma è anche dedicata (senza enfasi) a una
necessaria e cosciente resistenza contro l'omofobia aumentata oltre
ogni livello nelle dispute politiche ipocrite e nelle crociate
ecclesiali compulsive contro il progetto dei Dico. Ed è anche dedicato,
questo Garofano Verde, a una nuova, urgente cultura di manutenzione dei
sentimenti da controproporre alla solitudine di internet, al familismo
oleografico, ai pregiudizi annidati nei linguaggi, nei riti sociali,
nei meccanismi economici, nei tabù dell'intellighenzia. Non dipende
certo da noi, se questo nostro appuntamento con testi e attitudini
omosessuali s'è venuto quasi trasformando in una trincea contrapposta a
una strisciante (ormai virulenta) discriminazione che fa dibattere in
ogni quotidiano, rubrica tv, sito. Ma non è nello stile di questa
rassegna alzare i toni, polemizzare. Forti del sostegno duraturo dell'
Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, abbiamo fin
qui creduto opportuno dover far leva sulla poetica civile di autori,
sul contributo idealizzato di attori, sulla partecipazione responsabile
di registi. Senza sollevare scandali, perché il vero scandalo è che
questa rassegna continui ad avere una ragione d'essere. L'inclinazione
a monitorare o a stimolare progetti che riflettano teatralmente
problematiche d'identità e di sensibilità alla luce di mutamenti civili
e del pensiero, ci ha dunque via via portati, con la Società per
Attori, a puntare su drammaturgie, performance e messinscene, e più di
recente abbiamo anche perseguito un disegno di corresponsabilizzazione
dell'artista (Pippo Delbono, Emma Dante, Giancarlo Cauteruccio, Giorgio
Albertazzi, Massimo Popolizio, Giuseppe Marini e, tra gli altri,
Eleonora Danco). A partire da ora, mentre brilla la qualità di festival
di cinema omosessuale, abbiamo riflettuto su altre discipline live,
finendo con l'annettere per contenuti anche un'altra arte, quella della
danza. E collaudiamo anche una prima selezione di corti teatrali,
altrettanto mirati. Però, malgrado lo scenario aumentato dei codici e
delle proposte, non potremmo non andare fieri, innanzi tutto, d'una
acquisizione attorale di prestigio: Roberto Herlitzka ha accettato di
misurarsi con un monologo laconico approntato per lui da un autore non
meno complesso, Vitaliano Trevisan. Arturo Cirillo ha anch'egli aderito
al Garofano Verde e ha scelto un percorso poetico tratto dall'opera di
Nico Naldini. A sua volta, un'autrice-regista come Lisa Ferlazzo Natoli
s'è adoperata nello studio di storiche figure femminili a metà tra
desiderio e scienza. Alla categoria delle letture spettacolarizzate
appartengono un trattamento di Antonio Latella d'un testo struggente e
scomodo di Sarah Kane, e un montaggio di brevi pezzi che sarà messo in
voce a cura di Marcello Cotugno. All'insegna di un linguaggio
fisiologico e di una poetica motoria, tre saranno gli spettacoli di
danza: una coreografia di un maestro della levatura e dell'
introspezione dinamica quale è Virgilio Sieni, una coreografia di Luca
Russo e Dino Verga, e un lavoro di teatro-danza di Stefano Botti e Aldo
Torta. Vorremmo che le parole e i moti di quel mistero chiamato corpo
comunicassero un senso non comune. E anche (perché no?) una sensualità
che incrini le barriere delle differenze. E delle indifferenze.
Rodolfo
di Giammarco
segreteria@societaperattori.it


COMUNICATO STAMPA
RIVISTA
ONLINE
VIOLENZE E ARRESTI DI STUDENTI SAHRAWI: IL MAROCCO OSCURA
YOUTUBE
di Valerio Di Paola
http://www.rivistaonline.
com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=3799
In Marocco YouTube è
sparita dal 25 maggio a ieri notte. Marocco Telecom parla di un
"problema tecnico". Ma fonti riservate confermano che su YouTube
c'erano i video che provavano le violenze della polizia contro gli
studenti universitari Sahrawi. La lettera di una studentessa racconta i
giorni di violenza, le torture, gli arresti: il destinatario ha deciso
di renderla pubblica.
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IL PETROLIO VERDE DEI CAMPI
L'agricoltura è in grado di offrire un' alternativa ecologica e ecosostenibile a molti prodotti di origine petrolchimica. Il Petrolio Verde dei Campi Mais, colza, canapa e
girasole carburanti del futuro. Dalle colture tradizionali nascono
nuovi mercati e filiere produttive
L'agricoltura è in grado di offrire un'alternativa ecologica e ecosostenibile a molti prodotti di origine
petrolchimica. Piante come il mais, la colza o la canapa tessile, oltre
ad essere impiegate per la produzione di bio-carburanti, possono essere
utilizzate dall'industria chimica per l'estrazione di molecole
vegetali, in sostituzione delle tradizionali sostanze derivate dal
petrolio. Legambiente ha aperto la prima giornata di Terra Futura con
il convegno "Bioraffinerie" approfondendo le opportunità che l'
agricoltura oggi può offrire alla riconversione industriale. Le
applicazioni delle sostanze di origine vegetale nellla chimica, oltre
che nel settore energetico, possono rendere la coltivazione
economicamente conveniente per gli agricoltori. La logica è una quella
di ottimizzare l'utilizzo delle piante, recuperando gli scarti di
lavorazione e utilizzandoli ad esempio per produrre biocarburanti di
seconda generazione. "Le colture no-food possono rappresentare la leva
di un interessante percorso di sviluppo alternativo – dice Beppe Croce,
responsabile per l'agricoltura non-food di Legambiente - a patto che si
guardi a queste non solo come fonte d'energia pulita, ma anche come
alternativa ai tradizionali prodotti dell'industria petrolchimica: un'
opportunità per il territorio, per l'ambiente, ma anche per il mercato"
Molecole presenti nelle piante come amido, olio, trigliceridi,
cellulosa ed emicellulosa ed altri costituenti minori sono in grado di
essere impiegati per una vasta gamma di usi nell'industria, in
sostituzione di quelle sostanze tossiche impiegate per fare plastica o
oli lubrificanti per l'industria tessile. Non a caso le bioraffinerie
rappresentano un punto cardine del 7° programma quadro dell'Unione
Europea e in Italia dal 2010 sarà obbligatorio utilizzare sacchetti di
bioplastica.
"Il decollo delle cosiddette agroenergie nel nostro Paese
– dice ancora Beppe Croce– si scontra con una struttura del territorio
agricolo italiano che non permette di puntare sulle grandi quantità,
con altissimi costi di produzione che non consentono la competitività
con il mercato internazionale. Il risultato è che ancora nel 2007 oltre
il 98% del biodiesel prodotto negli impianti italiani è di origine
estera. Il concetto di bioraffineria tende invece ad ovviare il
problema dei costi. Ci sono già diverse esperienze reali in questo
campo in Italia come quella della Novamont, che produce bioplastica da
mais e girasole o la Solvay speriamo ripeta in Italia l'esperienza
francese di produzione di glicerina di origine vegetale".
Fonte: www.iorisparmio.eu INVIATO DA Promiseland.it

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27 marzo 2007

news 27 marzo

La pagina di liberi tutti sull'Unità del 27 marzo è dedicata interamente alla realtà trans
apriamo con un viaggio attraverso gli occhi di un diciassettenne che si
sente donna e insieme a lui/lei esploriamo l'abc della transessualità:
i termini: transessuale, transgender, travestito il disturbo: cioè la
disforia di genere la legge, e i suoi limiti, che in Italia scandisce
sostegno socio/psicologico e intervento le paure le associazioni a
centro pagina c'è un mio breve corsivo dove si mette in luce (citando
en passant il caso Sircana) la "maschera trasgressiva" attribuita alle
persone trans (e da loro alle volte indossata) e il vero volto di
"tante vite senza scandalo" alla ricerca di faticosi equilibri, in
pagina anche un articolo che cita libri e fumetti e un altro che parla
della "favolosità" sullo schermo citando e "leggendo" alcuni dei
principali film
Delia Vaccarello

CERIMONIERE SALE SUL PULPITO E
BACIA IL COLLEGA:
L'insolita dichiarazione durante la messa vespertina
AVEZZANO (L'Aquila) - E' salito sul pulpito e ha dichiarato il proprio
amore, con tanto di bacio in bocca, al collega cerimoniere, assistente
dell'officiante durante la messa vespertina. L'insolito "coming out" è
accaduto qualche giorno fa ad Avezzano, nel santuario della Madonna
della Pietraguaria. La preghiera dei fedeli era appena terminata quando
sul pulpito è salito uno dei due cerimonieri. "Ringrazio il parroco per
avermi dato questa possibilità, poter fare gli auguri al mio amico",
l'altro cerimoniere che gli stava accanto. "Ti amo", e poi quel bacio
che ha pietrificato i fedeli, rimasti increduli, e un lungo abbraccio.
La chiesa è gestita dai cappuccini, che cercano subito di minimizzare.
"Non c'è nulla di strano a dire ti amo a una persona dello stesso
sesso. Dio, infatti, è amore", è la versione ufficiale proposta da uno
dei padri. Ma quando gli è stato fatto osservare che alcuni fedeli
hanno parlato di un bacio dato sulla bocca il cappuccino si fa
sbrigativo: "Non stavo celebrando io, non ho visto se il bacio è stato
dato su una guancia o altrove, su questo non saprei proprio cosa dire".
Per la sua dichiarazione, il cerimoniere ha scelto un'occasione
pubblica e sacra. Eppure non tutti i fedeli della chiesa di Avezzano
hanno apprezzato. Qualcuno ha lasciato il luogo sacro mentre la messa
era ancora in corso e altri si sono detti "impietriti" e "scossi". La
coppia che sta facendo già parlare molto di sé non sarebbe di Avezzano,
ma si sarebbe trasferita in città da qualche mese. FONTE Repubblica.it
sabato 24 marzo 2007 – INVIATO DA CSU L'Aquila

MARIO MIELI: FAMILY DAY, NON POSSUMUS!
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli valuta i fondamenti e gli scopi del Family Day
come totalmente agli antipodi rispetto alle richieste del movimento
omosessuale e transessuale italiano, ma anche come contrapposti a
qualunque idea nuova e diversa di famiglia. Con occhio più attento le
basi del Family Day mettono in discussione la possibilità stessa di
riconoscimenti e tutele per i comportamenti personali e affettivi dei
cittadini non coincidenti con l'etica cattolica. I promotori dell'
evento del 12 maggio dichiarano in modo inequivocabile che la ragione
del loro manifestare è la difesa del modello di famiglia tradizionale,
inteso come quello basato esclusivamente sui canoni della religione
catolica. Tale difesa si traduce nella richiesta che solo tale modello
debba essere previsto nell'ordinamento italiano, a scapito di qualunque
novità normativa per le forme diverse di famiglia, sia pure esistenti
nella realtà (coppie di fatto eterosessuali e coppie omosessuali in
genere). E' perfettamente legittimo, anzi è la virtù più grande di una
democarazia, che ognuno possa scendere in piazza a favore o contro
qualcosa. Il Mario Mieli, democratico e laico fino all'osso, riconosce
l'utilità e il valore prezioso di ogni manifestazione dove si esprimano
pacificamente richieste e opinioni di singoli o di gruppi di cittadini.
E' indubbia l'importanza che tali contenuti emergano chiari, affinché
il dibattito culturale e politico non ne venga inquinato, e affinchè
ognuno, che scelga di aderire o meno, ne sia pienamente consapevole e
responsabile. E' chiaro come il sole che il Family Day non è a favore
della famiglia, intesa ampiamente come entità storico-sociale, e
nemmeno vuole spingere per i cosiddetti "aiuti alle famiglie", al di là
dei corollari usati strumentalmente come ad esempio i sostegni ai
redditi deboli. La manifestazione è contro le tutele giuridiche rivolte
ad ogni tipo di famiglia diversa da quella ritenuta giusta dai
promotori. Conseguenza lapalissiana è che la manifestazione è contro
ogni riconoscimento delle coppie omosessuali, dunque contraria ad ogni
raggiungimento della piena equiparazione di tutti i cittadini, al di là
del loro orientamento sessuale. Il Circolo Mario Mieli vede invece
nell'appuntamento del Pride del 9 giugno a Roma l'occasione per tutti
di scendere in piazza per rivendicare contenuti esattamente contrari a
quelli del Family Day, in perfetta coerenza con 35 anni di battaglie
politiche e culturali del movimento omosessuale e transessuale. Il
Family Day caricherà il Pride di ulteriore urgenze e necessità. Il
Pride unitario e nazionale, ossia posto da tutte le associazioni
omosessuali e transessuali italiane, si fonderà sui concetti di
laicità, piena autodeterminazione dei singoli, pari dignità e pari
diritti, temi sicuramente condivisi anche da molte persone che gay non
sono e che troveranno in quell'appuntamento l'occasione per ribadirli
con forza. Valutiamo quindi come impossibile che qualunque associazione
gay possa trovare nel Family Day un qualsiasi tipo di vicinanza, così
come immaginiamo impossibile che le singole persone omosessuali e
transessuali possano aderire a idee che negano la loro stessa
esistenza. Rossana Praitano – Presidente
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Segreteria Politica – Andrea Berardicurti - a.
berardicurti@mariomieli.org - 06/5413985 339/7126198

"IL FAMILY DAY HA GETTATO LA MASCHERA: E' CONTRO LE NUOVE FAMIGLIE"
ARCIGAY E ARCILESBICA NON PARTECIPERANNO ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA
Arcigay e Arcilesbica non parteciperanno al Family Day previsto per il 12 maggio a Roma. "Gli organizzatori hanno gettato la maschera ammettendo che la loro sarà una manifestazione
contro una parte delle famiglie italiane e contro una legge sulle
unioni civili – denuncia la presidente nazionale di Arcilesbica
Francesca Polo –. A quella manifestazione aderiscono anche
organizzazioni di estrema destra. In quella piazza si inciterà alla
discriminazione verso le persone omosessuali. Il nostro posto è
altrove." "Sosteniamo quelle famiglie di fatto gay, lesbiche ed etero e
i genitori di omosessuali che vorranno prendere parte alla
manifestazione per rivendicare la fine di un apartheid sociale e
giuridico – aggiunge Sergio Il Giudice, presidente nazionale di Arcigay
- Al contrario, siamo esterrefatti delle posizioni di chi, fra le forze
politiche del centrosinistra, dichiara di voler aderire alla Family day
in quanto ne condivide il manifesto che è decisamente discriminatorio e
antieuropeo". Il 12° Congresso nazionale di Arcigay, dal titolo "Siamo
famiglie: pari dignità, pari diritti", si terrà a Milano come previsto
dall'11 al 13 maggio. Lo ha deciso definitivamente il consiglio
nazionale dell'associazione, riunitosi stamattina a Bologna. Ufficio
stampa Arcigay

LA CAMERA DEI LORD HA DATO IL "SI'" DEFINITIVO CHE
VIETA OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE
La Camera dei Lord ha dato ieri sera il si' definitivo alla legge che vieta ogni forma di
discriminazione verso gli omosessuali nell'accesso a servizi pubblici finanziati dallo stato, una decisione che era stata avversata dalla
Chiesa cattolica, le cui agenzie per l'adozione sono co-finanziate
dallo stato, che minacciava di chiudere queste agenzie piuttosto che
dare bambini alle coppie omosessuali. Tuttavia, il voto e' stato
salutato con favore da Ruth Kelly, ministro per le comunita' locali e
fervente cattolica, che ha definito l' 'Equality Act (Sexual
orientation)', ''un grande passo in avanti per assicurare dignita'
rispetto e giustizia a tutti''. Ai Lord c'era stato un appassionato
dibattito, ma la proposta che voleva cancellare la legge e' stata
respinta. FONTE ANSA LONDRA 22 MAR 2007 – INVIATO DA Alba Montori Gaya
CsF


DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO:"Nei trattati istitutivi europei
nessun riferimento alle radici cristiane"
• Dichiarazione di Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche
Europee
"I moniti di Papa Benedetto XVI investono indubbiamente grandi
questioni di società, e quindi di grande, specifico, valore morale, che
interpellano governanti, forze politiche e cittadini. Ma in che
termini?" dichiara Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e
per le Politiche Europee, reagendo al discorso del Papa davanti ai
vescovi europei riuniti a Roma. "I padri fondatori della Comunità
europea erano tutti, o quasi, "democristiani di ferro", nonché
cattolici praticanti, da De Gasperi a Schuman a Adenauer" prosegue la
Bonino, "e sicuramente erano ben consapevoli delle "radici cristiane"
della civiltà europea. Ma per loro, nei trattati che oggi celebriamo,
fu naturale semmai riferirsi ai frutti di libertà, democrazia,
solidarietà, laicità che da quelle radici si sono sviluppati e che sono
alla base del progetto di integrazione europea. Cosa erano, apostati?"
si chiede Emma Bonino. "Ed è forse apostata l'Unione europea nel suo
complesso, o lo sono le sue istituzioni, a partire dal Parlamento
europeo, solo perché esprimono le loro posizioni, nell'esercizio delle
proprie prerogative e responsabilità senza consultarsi con la
Segreteria di Stato?" "Il Papa", conclude la Bonino, "forse ha come
modello la politica italiana, dove troppi politici dimentichi della
rigorosa, grande tradizione dei cattolici liberali, sono invece usi
chinarsi al bacio del santo piede, ma l'Europa è, e deve rimanere, una
realtà più complessa e articolata." INVIATO DA Sergio Rovasio sergio.
rovasio@gmail.com - INOLTRATO DA Alba Montori Gaya CsF

"DICO "
BENE O MALE? BENE!
di Ermanno Genre, docente di teologia sistematica
della Facoltà valdese di teologia
Riconoscere i diritti delle coppie di
fatto non danneggia la famiglia Il compito delle chiese non è quello
di dettare legge sulle questioni che regolano la vita sociale e per le
quali occorre rispettare la laicità dello Stato che invece è di tutti.
I Dico continuano a tenere alta la tensione politica ed ecclesiale in
tutto il paese. Il fatto che il governo Prodi abbia ritenuto prudente
lasciare questa materia fuori dalle priorità di governo – è ora
questione parlamentare – non ha spostato di molto l'indice della
temperatura che resta incandescente: e ogni giorno qualcuno soffia
sulla brace! I Dico hanno assunto uno status symbol, in positivo e in
negativo, di uno scontro fra civiltà tutto interno al cattolicesimo e
alla società italiana, e se ora il nuovo presidente della Cei invita a
evitare «scontri insensati», dopo che il suo predecessore ha imbastito
i presupposti per questo scontro frontale, riesce difficile dare peso
alle sue parole. Se non bastasse, la Pontificia Accademia per la vita
incita i cattolici alla mobilitazione per la tutela della vita con il
richiamo a una «coraggiosa obiezione di coscienza» rivolta in modo
particolare a «medici, infermieri, farmacisti e personale
amministrativo, giudici e parlamentari, ed altre figure professionali
direttamente coinvolte nella tutela della vita umana individuale,
laddove le norme legislative prevedessero azioni che la mettono in
pericolo». Sarà difficile, per la spregiudicatezza di questo programma,
seguire la via indicata da mons. Bagnasco. È in questo clima
incandescente che si è inserita l'esortazione apostolica del papa,
Sacramentum caritatis, dedicata all'eucaristia. Che cosa c'entra l'
eucaristia con i Dico? Apparentemente niente. In un paragrafo (83) in
cui si parla di «coerenza eucaristica», è richiesta coerenza «nei
confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che
occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali,
come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino
alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e
donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene
comune in tutte le sue forme. Tali valori non sono negoziabili.
Pertanto i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro
grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente
interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e
sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha
peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia (I Cor. 11, 27-29)». Penso
sia difficile trovare nei testi di sacramentaria cattolica quel «nesso»
che al papa appare così evidente. A me ciò che appare evidente è l'uso
poco corretto delle Scritture per sostenere la non negoziabilità della
posizione vaticana. Fortunatamente, in mezzo a posizioni intransigenti
e che rendono impossibile il dialogo, si sono sentite anche parole
chiare e lucide da parte del mondo cattolico italiano, con le quali ci
si sente in piena sintonia, perché ispirate a un cristianesimo che
riflette e si interroga, che rispetta la laicità dello Stato, che
dialoga senza rinunciare in nulla alla propria fede cristiana
cattolica. Una parola esplicita, in controtendenza alle dichiarazioni
vaticane, è giunta, nei giorni scorsi, da Betlemme, dal cardinale
Martini. Parlando a un gruppo di pellegrini milanesi guidati dall'
arcivescovo di Milano Tettamanzi, il cardinale ha affermato tondo tondo
che il compito della chiesa è quello di «farsi comprendere ascoltando
anzitutto la gente, le loro necessità, problemi, sofferenze, lasciando
che rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che
le nostre parole non cadano come dall'alto, da una teoria, ma siano
prese da quel che la gente sente e vive, la verità dell'esperienza, e
portino la luce del Vangelo». Il compito della chiesa e dei suoi
ministri non è quello di dettare legge nelle questioni che regolano la
vita di tutti in una società plurale, per cultura e religione, ma di
fornire argomentazioni, riflessioni sugli elementi fondamentali
concernenti l'etica e la bioetica, equipaggiare culturalmente e
teologicamente le coscienze delle persone, rendendole capaci di
decisioni autonome. I Dico non intendono distruggere la famiglia,
rispettandola pienamente riconoscono altre relazioni fra le persone,
non contemplate dall'art. 29 della Costituzione (che definisce la
famiglia) e inserite nel programma di governo. Quando Lutero e i
riformatori hanno contratto matrimonio, correggendo il contro-natura
imposto a sacerdoti e vescovi (largamente concubini) dal Diritto
canonico, essi hanno restituito libertà alla persona e onore al
matrimonio cristiano. L'istituto famigliare però, è bene ricordarlo,
non è una prerogativa dei cristiani: esso è condiviso da credenti e non
credenti. È questione che concerne il diritto civile: la chiesa viene
dopo. E la visione cristiana della famiglia e del matrimonio non è puro
fatto di natura, esso si situa nell'orizzonte di una vocazione, nella
direzione di una parola che suscita il confronto con l'evangelo di Gesù
Cristo e non con i non possumus ecclesiastici. In Italia (ma non è così
negli altri paesi europei in cui vi sono forme diverse di Pacs) la
questione dei Dico – come dei grandi e complessi problemi di bioetica –
viene letta unilateralmente attraverso le lenti del Vaticano e della
Cei, oscurando tutti gli altri punti di vista di cattolici,
protestanti, ebrei, di credenti e non credenti. E tutto ciò con la
complicità dei mass-media che non sanno che cosa significhi
«informazione» in una società laica democratica e pluralista. Gli
evangelici italiani non hanno tutti la stessa opinione sulle coppie di
fatto, perciò è bene che se ne discuta nelle nostre comunità, nel
rispetto di punti di vista diversi. Ma, appunto, un confronto che
sopporta la diversità in campo etico, non mette in questione l'unità
della chiesa e non impedisce il riconoscimento legislativo delle coppie
di fatto. Riconoscere questi diritti non è un attacco alla famiglia né
al matrimonio fra un uomo e una donna: permette però alle coppie di
fatto, che vivono relazioni d'amore e di solidarietà diverse da quelle
matrimoniali, di essere riconosciute nella loro piena dignità di
persone. Tratto da Riforma del 23 marzo 2007 – INVIATO DA Andrea
Panerini (il Libro Volante)

VERGOGNA CASTRISTA A FRASCATI GAYLIB LAZIO: LA GIUNTA DI FRASCATI TESSE LE LODI CON UNA RASSEGNA CULTURALE AL REGIME CASTRISTA CAMPIONE DI OMOFOBIA E DI PROSTITUZIONE MINORILE.
SI ABBASSINO I TONI SULL'INIZIATIVA IN NOME DEI VALORI CONDIVISI COME
LA LIBERTA' E I DIRITTI. QUELLI CHE A CUBA MANCANO.
GayLib Lazio prende formalmente le distanze, denunciandone la gravità storico-politica e
sociale dell'iniziativa filocastrista che si terrà presso le scuderie
Aldobrandini di Frascati dal 24 marzo.
Ci spiace leggere – annotano dall'associazione gay di centrodestra – che il Comune di Frascati si
erga addirittura a promotore, attraverso il suo assessorato alle
Politiche Culturali, di una rassegna artistica che di fatto magnifica
come eroi due personaggi tutt'altro che esemplari, se non in negativo,
quali sono stati Fidel Castro e Ernesto Che Guevara. E' bene ricordare,
poi, che la loro Rivoluzione, dalla quale prende il titolo l'intero
cartellone di eventi, ha provocato a Cuba repressione attraverso la
negazione dei diritti di libertà, terrore e discriminazione violenta in
primo luogo per gli omosessuali e gli artisti, due categorie di
"indesiderabili" per il regime perché "diversi" dalla massa, quindi
potenzialmente controrivoluzionari.
L'assessore alle Politiche Culturali di Frascati dovrebbe forse andare a rileggere un libro bello
quanto sconvolgente intitolato "Prima che sia notte" di Reinaldo
Arenas, cubano, artista, omosessuale perseguitato dal regime castrista
così come le numerose ricerche del padre storico del movimento gay
italiano Massimo Consoli, che certo non simpatizza per la destra, il
quale ha dimostrato come proprio il grande Che Guevara, che peraltro
era medico, sia stato il primo persecutore degli omosessuali cubani. Il
primo a dare vita, appena nominato ministro, ai campi di lavoro forzato
nei quali, forse, a giudizio dell'eroe, gli invertiti potevano
ritrovare la virilità e la passione politica per il regime. Ci
rattrista che proprio la città di Frascati, resasi autrice non più
tardi di qualche settimana fa, di una iniziativa bella e all'
avanguardia come la proiezione del film "Transamerica" nelle scuole per
educare i ragazzi al rispetto delle diversità, cada oggi in maniera
tanto rovinosa tessendo lodi con fondi pubblici al regime di Fidel
Castro. Uno scivolone che non fa onore alla tradizione nobile e libera
di Frascati. Concludendo, non resta che auspicare un abbassamento dei
toni sull'iniziativa in nome di valori che in Italia dovrebbero essere
condivisi quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani, civili e
di libertà. Esattamente quelli che mancano ancora oggi, a oltre
cinquant'anni dalla Rivoluzione castrista, nella martoriata società
cubana, all'interno della quale invece imperano: fame, narcotraffico,
prostituzione e lavoro minorili. Argomenti sui quali forse sarebbe più
onorevole spendere soldi e organizzare convegni con i patrocini
comunali.
GayLib Lazio
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www.gaylib.it

Christian Poccia –
Referente
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COMUNICAZIONE DONNE IRAN
Presentazione del libro "Integralismo islamico e questione femminile"
Riprendere il cammino della libertà femminile dopo mille e una notte . La resistenza
delle donne contro l'integralismo islamico in Iran - Venerdì 30 marzo
2007 ore 15,30 – 19,00 Santa Maria della Scala, Sala San Pio Piazza
Duomo – Siena - Siena ha ospitato, attraverso l'Associazione I.R.I.D.E,
diversi incontri con le donne del sud del mondo che lottano per
ribaltare la propria condizione d'emarginazione e oppressione nei
rispettivi paesi, al fine di far conoscere la loro storia, il loro
pensiero politico e le loro esemplari lotte cosi spesso ignorate.
Questo percorso d'accoglienza e confronto continua con le donne del
Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dell' Associazione Donne
Democratiche iraniane in Italia. E non solo per dovere e piacere di
'sorellanza', ma anche perché esse rappresentano una forte esperienza
di liberazione dall'integralismo religioso-patriarcale, in forte
crescita anche nei paesi non musulmani. Un integralismo col quale tutte
le donne oggi devono necessariamente fare i conti, che le discrimina
all'interno di vite drammaticamente sospese se non addirittura negate,
che vanifica ogni possibilità di democrazia e di reale parità tra i due
sessi. Nel corso dell'incontro viene presentato il libro " integralismo
islamico e questione femminile- Nuovi integralismi, vecchi patriarcali:
un anacronismo senza rapporto con il mondo contemporaneo", pubblicato
da IRIDE e dalla PROVINCIA DI SIENA. Questo libro parla del progetto
politico di Maryam Rajavi- leader del consiglio Nazionale della
Resistenza Iraniana eletta presidente pro tempora della Repubblica
Iraniana. E' una preziosa testimonianza su come donne e uomini in
esilio abbiano dato vita e siano capaci di mantenere, da più di vent'
anni, una organizzazione democratica di lotta per sconfiggere un regime
teocratico impossibile da riformare . E' un esempio di come donne e
uomini, in questo cammino, abbiano anche preso coscienza della
mentalità patriarcale fortemente radicale nelle loro menti e nei loro
cuori e se ne siano liberati. Questa lunga marcia di resistenza da loro
intrapresa vuol portare la pace la democrazia nella società iraniana, a
partire dalla capacità di governo e dall'energia liberata delle donne
riconosciute vitali ed esenziali per raggiungere questo obiettivo. Sono
ormai venticinque anni che il conflitto tra integralismo islamico e
islam democratico lacera l'Iran. Questi due poli opposti si rifanno a
un'interpretazione totalmente diversa della filosofia, della storia,
della cultura e della politica. Al centro di questo confronto storico,
si colloca la questione femminile - Maryam Rajavi - Programma - Saluto
di Anna Carli Rettore Santa Maria della Scala. Introduzione di Sonia
Rsevrenis e Antonia Banfi I.R.I.D.E. E letture di alcuni passaggi del
libro. Comunicazione di Pietro del Zanna Assessore Azioni per la pace
e cooperazione Internazionale della Provincia di Siena. Proiezione del
documento " Il Leone e le catene". Di Nella Condorelli per RAI News 24
Roma 2005 . Tavola rotonda aperto ai contributi del pubblico presente.
Partecipano i rappresentanti del: Consiglio Nazionale della Resistenza
Iraniana, Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia
Associazione Articolo 21 e IRIDE. Comunicazione di Fiorenza Anatrini,
Assessore alle pari opprtunità della provincia di Siena. Traduzione
consecutiva dal persiano all'italiano e viceversa. Per tutta la durata
dell'incontro sarà allestito un punto di degustazione di tè, dolci
iraniani e pistacchi. Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in
Italia Via delle Egadi,15-00141-Roma Fax:06.87185026 E-Mail:
donneiran@yahoo.it

OMOSESSUALE E DI CENTRODESTRA:
PARLA DANIELE PRIORI VICEPRESIDENTE DI GAYLIB
di Filippo Corticello
"Essere omosessuale in Italia non significa necessariamente indossare la
maglietta del Che al Gay Pride". È in pillole il pensiero di Gaylib,
l'associazione che raccoglie gli omosessuali di centrodestra. In tempi
di oscurantismo, discriminazioni e diritti difesi con estrema fatica,
Gaylib combatte da destra "il bigottismo ed il clericalismo radicati
come un cancro in entrambi gli schieramenti". Daniele Priori,
venticinque anni e una passione per la scrittura (due libri già
pubblicati e diverse collaborazioni all'attivo), ne è il vicepresidente
dal 2004. R@: Signor Priori, come nasce l'associazione Gaylib di cui
lei è vicepresidente? DP: "Nasce nel 1997, a tre anni dall'inizio del
berlusconismo e un anno dopo la prima vittoria del centrosinistra alle
elezioni politiche. Consolidata, infatti, l'idea che in Italia ci si
sarebbe divisi su due schieramenti e che il movimento gay e l'Arcigay
stessa, alla quale anche il nostro attuale presidente e molti dei
fondatori aderivano, si era schiacciata tutta a sinistra, un gruppo
cospicuo di persone (imprenditori, liberi professionisti, giornalisti,
medici e certamente anche ragazzi, prevalentemente al nord) decisero di
unirsi e dare vita così al primo gruppo unitario di centrodestra.
C'erano, infatti, allora come oggi, persone vicine alla Lega, ad An e
Forza Italia, ai partiti cattolici e all'area libertaria-radicale.
Crediamo che questa sia la vera forza del nostro gruppo, giunto ormai
al decimo anno di vita". R@: Il centrodestra italiano ha sempre
assunto posizioni molto conservatrici sul terreno dei diritti civili e
pare essere poco tollerante verso ogni diversità. Come coniuga le sue
scelte nella vita privata con l'appartenenza pubblica ad una coalizione
di questo tipo? DP: "Credo sia meglio, non per i gay ma per i tanti
cattolici divorziati che abbiamo in barca, parlare poco di vita
privata, altrimenti potrebbero uscire ulteriori scheletri dagli
armadi...Occore fare una distinzione relativamente ai periodi. Il
centrodestra del '94 era infinitamente meno bigotto di quello attuale.
Dal 2001 in poi, complici anche gli attacchi islamici all'occidente,
c'è stata su tutti i fronti un serrate le fila da parte dei cattolici e
il centrodestra per stupide logiche elettorali, che peraltro nel 2006
non hanno neppure premiato, si è schiacciato totalmente su posizioni
clericali, al limite del neoguelfismo. E' bene però che si sappia che
questo non solo non è il centrodestra che vogliamo, ma non è il
centrodestra della tradizione italiana, storicamente laico grazie a
forze come la Democrazia Cristiana e il Msi. Non è il centrodestra
europeo dove vi sono esempi lampanti di posizioni laiche e
riformatrici: da Sarkozy a Aznar, da Cameron alla Merkel. Il
centrodestra italiano attuale è semplicemente un pasticcio che,
infatti, perde le elezioni persino contro una alleanza improponibile
come quella prodiana". R@: Non solo le vecchie dichiarazioni di dubbio
gusto dell'onorevole Calderoli e della Lega sugli omosessuali, ma
adesso anche le recenti battute dell'onorevole Berlusconi. Come spiega
tanta omofobia? DP: "Più che omofobia lo chiamerei guappismo. Si
divertono a fare i coatti quando poi, senza mezzi termini, sono
sbugiardati dalle loro mogli. Le dico la verità: se oggi scendesse in
politica Veronica la voterei proprio con affetto e stima!" R@: La Casa
delle Libertà è, a suo avviso, una coalizione veramente liberale? DP:
"Lo era e dovrebbe tornare ad esserlo. Adesso credo proprio non si
possa parlare neppure di coalizione: ognuno va per conto proprio, tutti
su strade sbagliate!" R@: Qual è il suo giudizio sulla manifestazione
per i Dico di sabato 10 marzo a Piazza Farnese? DP: "È stato il secondo
tempo di Vicenza. Una prova di forza della sinistra radicale contro i
sostenitori del Partito Democratico. È tragico come l'Arcigay sia
riuscita, volutamente o meno, a farsi sfilare di mano quella che doveva
essere la manifestazione unitaria del movimento gay. Eppure noi eravamo
lì. Non le nego, però, che ci siamo sentiti proprio poco rappresentati,
anche perché al nostro presidente, come a quelli di molti altri gruppi,
non è stata data la parola. Bella prova di democrazia e pluralismo per
il movimento, non c'è che dire!" R@: Esiste un monopolio culturale
della sinistra su tematiche come queste? DP: "Esiste su questa e su
mille altre tematiche. La sinistra, forte dello spirito di appartenenza
con cui ha svezzato da sempre i suoi militanti, riesce a canalizzare a
bassissimo costo interi pacchetti di voti. Il pacchetto gay è tra
questi. Speravamo, anche con la manifestazione del 10 marzo, in un
cambio di rotta, ma purtroppo, a mente fredda, crediamo che la strada
sia sempre la stessa: il movimento gay è per la sinistra, con la
sinistra, nella sinistra". R@: Come giudica l'interventismo della
Chiesa nella "cosa pubblica"? DP: "Disdicevole, eccessivo, del tutto
inopportuno, prevaricatore. Il cardinale Ruini giocava a tutto campo
senza che nessuno potesse dirgli niente, salvo essere accusato di
anticlericalismo spicciolo. Non parliamo poi del pontefice, la cui sola
immagine riesce a creare scoramento anche nei cristiani. Io sono un
credente, ma penso che il volto e le parole di Gesù siano davvero altro
dalla gerarchia ratzingeriana. Qualche speranza si può nutrire
guardando il filone Martini-Tettamanzi: da loro Ratzinger & Co.
dovrebbero frequentare almeno un bel corso di comunicazione cristiana,
se ci fosse". R@: L'Italia è un Paese libero o vi sono ancora
pregiudizi e limitazioni per gli omosessuali? DP: "L'Italia è un Paese
furbo e provinciale. Tutto va bene purché non se ne parli. Nel pieno
rispetto della dottrina cattolica non scritta. In ogni caso anche qui
si stanno facendo passi da gigante, tra gli etero e anche tra i gay.
Oggi, in materia di rispetto delle diversità, io punterei l'attenzione
sulla famiglia e sulla scuola, due ambiti in cui un giovane omosessuale
il più delle volte è ancora solissimo e destinato a soffrire. Anche in
questo senso un Parlamento che legiferi e dei giudici che comincino a
condannare per il reato di omofobia, come avviene ad esempio in
Francia, sarebbero degli ottimi precedenti".
FONTE www.rivistaonline.
com - 20 Marzo 2007 – INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


Due coppie di West Palm Beach hanno unito le loro vite, case e
amore. E si raccontano sul numero speciale di Babilonia dedicato alle
coppie di fatto. Cris ha 10 anni,. Ha un viso d'angelo e occhi pieni di
felicità. Sua sorella Sofia ne ha 7, capelli scuri come i suoi occhi.
Le case in cui vivono sono molto belle, i genitori ne hanno comprato
due e ne hanno unito i giardini. Cris e Sofia però sono più fortunati
degli altri bambini; hanno quattro genitori. Ember, 48 anni, la madre
biologica, Mimi, 45 anni, la moglie di Ember, Tom, 44 anni, il padre
biologico, Mark, 40 anni, il marito di Tom. Loro sono i pionieri, i
padri fondatori di un nuovo tipo di famiglia. La dimostrazione vivente
che si può fare. E così si raccontano sul nuovo numero del mensile
omosessuale Babilonia. I sei protagonisti della storia raccontata dal
mensile vivono intensamente econ responsabilità la loro situazione. Al
corrispondente americano del mensile si raccontano, fanno vedere la
loro casa e le foto dei rispettivi matrimoni omosessuali celebrati in
Massachussetts. Secondo il censimento effettuato negli Usa nel 2000,
almeno 6 milioni di bambini sono cresciuti da genitori omosessuali.
Difficile ignorare, anche per il nostro Paese, una realtà di questa
portata. INVIATO DA Mario Cirrito

LE CAUSE PRINCIPALI DELL'EFFETTO SERRA
Prima di mangiare quell'hamburger,pensa al riscaldamento globale!
Riportiamo la traduzione di un articolo comparso di recente su una
rivista americana, che mette in luce come il problema del riscaldamento
globale sia molto legato al consumo di alimenti animali, e che non e'
solo sui veicoli a motore, le centrali elettriche, ecc. che bisogna
intervenire per risolverlo, ma anche (anzi, ancora di piu'!) sulle
nostre abitudini alimentari, che hanno un impatto molto maggiore di
quello che molti credono. Quando il Congresso affronta le cause del
riscaldamento globale e cerca dei rimedi, l'attenzione si concentra sui
veicoli a benzina e sulle centrali elettriche a carbone, non sugli
umili bovini. Eppure gli allevamenti sono tra le principali fonti dei
gas serra, causa dei cambiamenti climatici. E dal momento che le diete
a base di carne si stanno diffondendo sempre di piu' in tutto il mondo,
cambiare le nostre abitudini alimentari potrebbe rivelarsi tanto
difficile quanto cambiare i nostri mezzi di trasporto. Secondo una
recente relazione della FAO, il problema non è solamente quello delle
ben conosciute flatulenze, sulle quali spesso si fa dell'ironia, e
delle deiezioni dei ruminanti. Un imoatto ben maggiore ce l'hanno le
modifiche dell'utilizzo dei terreni, soprattutto la deforestazione per
aumentare le zone di pascolo e per liberare terreni per la coltivazione
di mangimi per animali. Così come l'utilizzo di energia per produrre
fertilizzanti, per far funzionare i macelli e gli impianti di
produzione delle carne, e per pompare l'acqua. Quando le scoperte del