09 ottobre 2007

news 10 ottobre

VELTRONI: DI BUONE INTENZIONI E'
LASTRICATO L'INFERNO
Un mese fa il Circolo Mario Mieli aveva chiesto ai
candidati leader del Partito Democratico di esprimersi sulle tematiche
omosessuali e transessuali. Era pervenuta una sola desolante ed
offensiva risposta ad opera del Comitato Veltroni. A seguito della
nostra dura reazione, è seguita una rettifica di tale Comitato, che
annunciava un futuro pronunciamento da parte di Veltroni in persona.
Oggi sull'Unità leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui
temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.
Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati
omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè
risponde, come si suol dire, ai suoi. Pensiamo che tale iniziativa non
sia dettata tanto dalla consapevolezza, per altro esatta, che il Mieli,
come tutte il movimento omosessuale e transessuale, siano autonomi e
distinti dai partiti, ma da una difficoltà oggettiva a comprendere che
le istanze provengono dalla società e dai movimenti che in essa vivono
e si muovono, ed è ad essi che bisogna rivolgersi. Scelta carente
soprattutto dopo un Pride con un milione di persone in piazza, e anche
considerando la polemica ricordata all'inizio. In definitiva ci sembra
si sia voluto evitare su tali temi sia di riconoscere degli
interlocutori politici fuori dalla logica partitica, sia di parlare
direttamente ai singoli cittadini. Riscontriamo quindi un chiaro
difetto di comunicazione. Nel merito delle risposte, certamente
culturalmente sensibili, queste appaiono come un'analisi sociologica,
piuttosto che un programma per un partito nascente. Inoltre
riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma
dell'Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia
proprio ed estenda al futuro partito l'esito completamente
insufficiente di un compromesso passato. In buona sostanza ci sembra di
capire che persino l'esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la
linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva
imposto. Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare
entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno
verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
Invitiamo Veltroni e l'intero partito a capire che o si produce un vero
cambiamento di rotta, o rimarranno solo i tre o quattro candidati
omosessuali del PD a sperare ancora in esso. Rossana Praitano -
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria
Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985- cell 3397126198


CONFERENZA
STAMPA
Mercoledì 10 ottobre 2007 ore 11.00
presso la sede del Partito
Radicale, in via di Torre Argentina 76 III Piano.
Si terrà una
conferenza stampa sui seguenti temi: -Richiesta di incontro al Sindaco
di Roma Walter Veltroni. -Registro delle unioni civili al Comune di
Roma, a che punto è la nostra proposta? Intervarranno: Rita Bernardini,
Segretaria di Radicali Italiani. Massimiliano Iervolino, Segretario
dell'Associazione Radicali Roma. Mario Staderini, Capogruppo radicale
della Rosa nel Pugno al I° Municipio.
www.radicaliroma.com -
Massimiliano Iervolino
Segretario Associazione Radicali Roma
via di
Torre Argentina 76
00186 Roma
3392500303
m.iervolino@radicali.it
www.
radicaliroma.com

TRANSESSUALI DENUNCIATE DAI CARABINIERI PERCHE'
VESTITE DA DONNA
INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI DELLA ROSA NEL
PUGNO AL GOVERNO. NO ALLE DISCRIMINAZIONI, NO ALLA VIOLAZIONE DEI
DIRITTI CIVILI E UMANI DELLE PERSONE TRANSESSUALI.
I deputati radicali
della Rosa nel Pugno, Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia,
Bruno Mellano e Marco Beltrandi, hanno depositato oggi
un'interrogazione urgente ai Ministri della Giustizia, Interni, Pari
Opportunità, Difesa e Solidarietà Sociale contro un grave episodio di
persecuzione delle persone transessuali, denunciate dai Carabinieri
perché vestite da donna.
Di seguito il testo integrale:Per sapere -
Premesso che: - Il 4 ottobre a Montesilvano, in provincia di Pescara,
durante un controllo antiprostituzione dei Carabinieri, alcune
transessuali sono state sanzionate perchè vestite da donna, in base
all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931;
Premesso altresì - che l'articolo 85 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto n. 773, il 18 giugno
1931, recita: " È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il
contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 20.000 a
lire 200.000. È vietato l'uso della maschera nei teatri e negli altri
luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle
condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di
pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi,
invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione
amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000."; - se siano a conoscenza
dei fatti esposti in premessa; - se, i Ministri della Giustizia; degli
Interni, della Difesa, dei Diritti delle Pari Opportunità e della
Solidarietà Sociale, non ritengano che nel caso di specie non
sussistano i requisiti per comminare l'ammenda prevista dal Regio
Decreto del 1931 anche in considerazione della legge numero 164, del
14 aprile 1982, recante: "Norme in materia di rettificazione di
attribuzione di sesso" e delle necessarie maggiori attenzioni verso i
bisogni e le necessità di persone che vivono drammi e difficoltà
personali già molto gravi; - se non ritengano anacronistico,
persecutorio, discriminante e confliggente con lo spirito e i vincoli
del diritto dell'Unione europea il contenuto e l'applicazione nel
contesto descritto della norma prevista dall'art. 85, R.D. 773/1931; -
se non ritengano necessario adottare ogni misura volta a rivedere
l'articolo di legge sopra citato considerando il cambiamento dei
costumi e le maggiori garanzie di tutela dei diritti delle persone
transessuali rispetto al contesto in cui fu emanata tale norma; - se
non ritengano che tale applicazione della legge, volto a colpire una
parte della popolazione già discriminata da atteggiamenti omofobici
diffusi nel paese, non costituisca una violazione dei diritti civili e
umani della persona. I deputati radicali della Rosa nel Pugno:
Maurizio Turco, Donatella Poretti, Sergio D'Elia, Marco Beltrandi,
Bruno Mellano. Uff. Stampa: Sergio Rovasio Tel. 06-689791 Comitato
Nazionale di Radicali Italiani: mozione particolare sul matrimonio
delle persone omosessuali


GAY HELP LINE: UNA INUTILE POLEMICA
Leggiamo un comunicato di Fabrizio Marrazzo, Presidente di Arcigay
Roma, relativo all'assegnazione con bando del Contact Center
antiomofobia (Gay Help Line) del Comune di Roma. Innanzitutto siamo
sorpresi per il grande ritardo di questa dichiarazione, poiché il Mario
Mieli aveva presentato ricorso ben due mesi fa, ed Arcigay Roma è stato
immediatamente informato a tal punto di costituirsi in giudizio. Ci
stupisce inoltre che Marrazzo ci accusi di attaccare politicamente la
sua associazione attraverso uno strumento legale. Precisiamo che se
avessimo voluto attaccare politicamente Arcigay Roma, avremmo potuto
farlo da tempo per una serie di motivazioni, ma per carità di popolo
abbiamo evitato, anche per il proficuo percorso di collaborazione con
Arcigay Nazionale e con tutte le altre associazioni del mondo
omosessuale e transessuale italiano. Per esempio già all'epoca della
nascita stessa della Gay Help Line, elargita ad un'associazione a quel
tempo priva di qualunque esperienza specifica, si sarebbe potuto
sottolineare questa "particolarità" e stupirsi pubblicamente per
incongruenze quali la pubblicizzazione di un enorme flusso di contatti
telefonici prima ancora che la linea fosse attiva. Del resto per la
stessa carità di popolo e per non dare l'impressione di una guerra fra
poveri abbiamo evitato di divulgare nei mesi scorsi l'uso di uno
strumento legittimo come un ricorso amministrativo. E avremmo
continuato a farlo qualunque fosse stato l'esito dello stesso,
consapevoli che una cosa sono gli strumenti giuridici e l'altra il
confronto politico. Evidenziamo infine che il ricorso da noi presentato
riguarda le motivazioni di assegnazione del Contact Center valutati da
noi inadeguate; questa è la metodologia corretta e trasparente che si
utilizza in qualsiasi Bando pubblico senza che nessuno se ne senta
attaccato od offeso. Sempre per carità di popolo abbiamo evitato in
questi mesi di diffondere le diverse pressioni a ritirare il ricorso,
pur rimanendo allibiti quando queste provenivano dirette ma con
modalità tortuose da esponenti politici, che chiariamo non essere dell'
Amministrazione Comunale. Infine invitiamo Marrazzo ad evitare di
coinvolgere in questa polemica le altre associazioni collegate ai due
raggruppamenti che si erano presentati a bando, essendo la questione
tecnicamente e sostanzialmente riferibile ai due capo fila, cioè
Arcigay Roma e "Mario Mieli", a meno che non sia desiderio di Marrazzo
scatenare una tenzone planetaria che non interessa a nessuno.
Precisiamo infine di non ricevere contatti diretti da parte di Fabrizio
Marrazzo da mesi immemorabili, ne tanto meno inviti ad unire la nostra
ventennale specifica esperienza per una Linea amica, cosa del resto non
obbligatoria. Ci auguriamo di non aver sprecato tanta carità di popolo
ovvero tanta saggezza politica e relazionale, e invitiamo il passionale
Marrazzo ad una maggiore serenità. Rossana Praitano Presidente Circolo
di cultura omosessuale "Mario Mieli"
Rossana Praitano (348.7708439)
Segreteria Circolo "Mario Mieli"
Via Efeso, 2/A 00146 R O M A
tel.
065413985 fax 065413971

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI
Roma, 28-29-30 Settembre 2007
Mozione particolare (approvata a
maggioranza)
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani premesso che
durante la stesura del programma dell'Unione Emma Bonino si alzò e se
ne andò indignata quando i rappresentanti dei partiti della coalizione
decisero di non inserire la parola Pacs tra gli obiettivi politici del
programma del governo di centro-sinistra; considerato che la proposta
governativa dei Dico, compromesso del compromesso rispetto ad una legge
di civiltà in materia di regolamentazione delle unioni civili sia per
le coppie gay che per quelle eterosessuali, si è arenata in Parlamento;
considerato che presso la Commissione Giustizia del Senato, in sede di
Comitato ristretto, si sta elaborando una proposta condivisa su tale
materia denominata 'Cus' che limita ancor più diritti richiesti per le
coppie gay ed eterosessuali; preso atto che ormai tutte le
organizzazioni glbt italiane, deluse e amareggiate dall'atteggiamento
di genuflessione al potere clericale vaticano della classe politica,
rivendicano oggi, con forza, per le coppie gay, l'accesso all'istituto
del matrimonio civile quale traguardo di civiltà per il superamento
totale delle disuguaglianze e delle discriminazioni; così come
ribadito, per la prima volta, dal documento unitario del gay pride
nazionale del giugno scorso; constatato che il 'Manifesto per
l'eguaglianza dei diritti' (
www.matriomiodirittogay.it) che chiede
l'accesso all'istituto del matrimonio civile per le persone gay è stato
firmato da migliaia di cittadini italiani, da esponenti del mondo
politico di diversa provenienza, da rappresentanti della società
civile, culturale, associativa, artistica italiana ed europea e da
parlamentari, dirigenti e militanti radicali;
considerato che già il IV
Congresso di Radicali Italiani aveva votato all'unanimità una Mozione
particolare in cui si chiedeva l'adesione del movimento alla battaglia
'zapateriana' per l'accesso all'istituto del matrimonio per le persone
lesbiche e gay, così come ulteriormente ribadito anche al quartultimo
Comitato nazionale di Radicali Italiani; delibera l'impegno a sostenere
in tutte le sedi: - la pdl n. 1244 presentata dai deputati radicali
Capezzone, Beltrandi, D'Elia, Mellano, Poretti e Turco sin dal giugno
2006; - la campagna per l'accesso all'istituto del matrimonio civile
per le persone omosessuali quale massimo traguardo volto al superamento
delle diseguaglianze e delle discriminazioni così come già avviene in
Spagna, Olanda, Belgio e Canada; auspica che la Segretaria, la
Tesoriera e la Presidente di Radicali Italiani sottoscrivano il
'Manifesto per l'eguaglianza dei diritti' (
www.matrimoniodirittogay.
it).


ORGOGLIO DI CITTADINI E CITTADINE OMOSESSUALI E TRANS DI NAPOLI
Napoli ore 19:45 Palazzo San Giacomo ( Municipio) - La comunità GLT (
gay lesbica e trans) Napoletana ha chiesto ed ottenuto ad Horas un
incontro con il Sindaco di Napoli On Rosa Iervolino Russo sui temi
della violenza metropolitana registrata dalle comunità a danno delle
persone omosessuali e trans. Una delegazione di 6 persone con i
presidenti Carlo Cremona ( i Ken) , Giordana Curati ( Arcilesbica) e
Laura Matrone ( M.I.T. Napoli) ha illustrato alla prima cittadina la
manifestazione indetta per il 30 settembre sul tema dell'omofobia &
transfobia e dell'Anticamorra. Il Sindaco, ha apprezzato l'attività
delle associazione GLT che in questo percorso vivono con l'
amministrazione comunale il valore comune di cittadinanza ed ha
garantito agli organizzatori il pieno sostegno della città per la buona
riuscita della manifestazione, riconoscendo all'antifascismo la radice
storica di una battaglia di liberazione che al giorno d'oggi è
battaglia contro la Camorra. Non a caso il 30 e dopo la commemorazione
all' Eroe Salvo d'Acquisto, una nuova piazza si animerà con spirito
rinnovato e moderno guardando al proprio passato come monito per un
futuro non oppresso dalla logica della violenza e della sopraffazione
contro i più deboli e di considerati DIVERSI. Gli organizzatori,
Cremona, Curati e Matrone tengono a precisare che tale manifestazione
CONTRO porta con se un progetto per il Futuro che è un ponte
immaginario nel Mediterraneo che sappia parlare di Solidarietà, di Pace
e di Dignità ed essere al tempo stesso un simbolo a cui guardare con
fiducia e speranza. Molte le personalità che hanno aderito e che
saranno in piazza, dall'assessore Riccio che patrocina l'iniziativa a
quello provinciale di Napoli D'Aimmo ai consiglieri comunali Minisci,
Nicodemo e Giudice. Tanti parlamentari anche hanno aderito, in
particolare Vladimir Luxuria e Titti de Simone presente alla
manifestazione, ma tante associazioni e cooperative continuano ad
aderire ogni giorno a questo appello che vuole vedere tutti in piazza a
manifestare in allegria la propria voglia di una città rinnovata.
Mancano alcune risposte all'appello che sono ancora attese, alcune
associazioni nazionali del mondo GLT, la Curia S.E. Crescenzo Sepe e la
Società Sportiva Calcio Napoli. A tutti loro e a tutti i cittadini e le
cittadine va il nostro accorato appello a dedicare a se ed al bene
della città questa occasione che per noi ha il sapore della storia e
che vorremmo condividere ciascuno nel proprio modo ciascuno con la
propria differenza. Il presidente di i Ken Carlo Cremona dichiara:"
solo ieri ho visto realizzare il sogno cominciato prima dell'elezioni
del Sindaco Iervolino, quando le chiedemmo un Patto per il Futuro di
Napoli, ci lasciammo dopo la Sua elezione ad una data in cui ci saremmo
ritrovati con fatti concreti per impegni concreti. Questo giorno è
giunto, ed il nostro Sindaco non si è tirata indietro ma, come sua
abitudine, si è rimboccata le maniche e si è messa a lavorare al nostro
fianco. Questo è stato emozionante come il vedere accanto a me tante
donne autorevoli ciascuna con ruoli, modi e percorsi differenti, ma
unite solidalmente con un maschio senza mai prevaricare senza mai
imporre una superiorità. Questa cosa deve far riflettere tutti, a mio
avviso, e cioè di come il mondo femminile contenga la collaborazione e
lo spirito positivo di parità che nel mondo maschilista si traduce in
incomprensibile competizione. Il risultato di questo Rosa, mi auguro,
che comporterà il trenta, di vedere tante donne, tante femmine in
piazza a colorare con noi questa giornata di lotta e di sogno".

GIONATA NEWS
L'omosessualità nella lettera ai Romani di Paolo
Riflessione di Romeo Cavedo tratta da CredereOggi, anno XX, n.116,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, pp.40-41 Nel Nuovo
Testamento uno dei pochi riferimenti all'omosessualità è nella lettera
ai Romani di Paolo che sembra considerare l'omosessualità un male
contro natura al quale Dio ha abbandonato gli uomini per punire la loro
idolatria. Una visione che, pur essendo storico-salvifica, non sembra
sufficiente per dedurre che la tendenza omosessuale sia in se stessa
più grave di altre propensioni umane. Vediamo perché vita, così qui
egli segnala questa innaturale situazione umana come segno della rovina
di tutti. Naturalmente noi riteniamo che non sia corretto questo
sfruttamento di una situazione m. L'unico brano neotestamentario che
potrebbe avvalorare l'idea di una particolare malizia dell'
omosessualità in se stessa è l'argomentazione di Romani 1,26-27. Qui la
questione si pone seriamente, perché Paolo, dopo aver affermato che la
colpa primaria, origine di ogni altra, è il mancato onore reso al vero
Dio, che la ragione umana poteva conoscere partendo dalla perfezione
del mondo creato, afferma che Dio, in conseguenza di questa deviazione
idolatrica, ha abbandonato i pagani a «passioni disonorevoli». Le donne
pagane, dice Paolo, hanno mutato le relazioni naturali in altre
innaturali e gli uomini, abbandonando il naturale rapporto con la
donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo
cose vergognose, uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la
punizione che era conveniente al loro traviamento idolatrico. L'idea di
Paolo è geniale: egli vede nella presenza di comportamenti omosessuali,
femminili e maschili, all'interno del modo di vivere pagano, una
conseguenza della perversione dell'idea di Dio verificatasi nell'
idolatria. Essendo stata degradata l'immagine di Dio, egli ha permesso
che venisse scardinata l'immagine dell'uomo, cosicché la colpa dell'
idolatria è ricaduta sull'uomo. E molto probabile che Paolo pensi in
primo luogo a quei rapporti innaturali che erano in uso in alcuni culti
idolatrici della fecondità. Pur scrivendo ai Romani, egli è
probabilmente influenzato dalla critica biblica contro l'antica
prostituzione sacra cananea, perché l'idea di collegare idolatria e
perversione sessuale gli viene quasi certamente da una diagnosi
implicita nella tradizione biblica. E chiaro però che, se il culto
avvalora l'omosessualità sacralizzandola, essa diventa lecita anche
nella vita profana e, di conseguenza, Paolo può includere nella sua
condanna anche l'omosessualità profana. Hanno quindi ragione coloro che
ritengono che Paolo pensi soprattutto a questa, anche perché
espressioni come «ardere di passione gli uni per gli altri»
difficilmente possono alludere al fascino di rituali osceni nell'ambito
del culto. Il vero problema è sapere se questa sua diagnosi storico-
salvifica è soltanto un geniale argomento retorico per sostenere una
tesi più generale, che cioè ogni peccato deriva dalla falsificazione
della realtà di Dio, o è in se stessa oggetto del suo autorevole
insegnamento. Se anche fosse vera, come è probabile, la seconda
ipotesi, bisogna fare attenzione a non ridurre a condanna morale un
ragionamento che è a un altro livello. Paolo, come tutti gli Ebrei, è
convinto che l'omosessualità è una cosa assurda e inspiegabile e vede
in essa il segno della miseria in cui Dio ha lasciato che l'uomo
precipitasse, per poter poi comprendere, da questo abisso, la necessità
di credere al vangelo del gratuito perdono. Più che una colpa è per lui
una punizione e una disgrazia, è peccato, nel senso, tipicamente
paolino, di potenza malvagia e distruttrice dell'uomo, prodromo di
morte, alienazione da Dio. Utilizzare i versetti paolini per una
colpevolizzazione settoriale degli omosessuali significa distorcerne il
senso, perché per Paolo, quell'anomalia disgraziata presente nel mondo
pagano, è segno della miseria in cui sono caduti tutti, eterosessuali
compresi. Come, scrivendo ai Corinzi che distorcono il senso dell'
eucaristia, Paolo ricorda che tra loro molti sono malati e alcuni sono
morti, non per condannare solo costoro ma per rimproverare tutti,
perché hanno ricevuto in maniera indegna il cibo della inoritaria per
farne la bandiera di un male comune, ma Paolo ragiona secondo i luoghi
comuni e i pregiudizi della sua cultura ebraica, che, come abbiamo
visto, hanno la loro origine nella narrazione su Sodoma. Invece di
citare ciechi, storpi o lebbrosi, egli cita, come prova che l'idolatria
rovina l'uomo, gli omosessuali, perché, da un lato, glielo suggerisce
la connessione con la prostituzione sacra e, dall'altro, ciò gli
permette di giocare sull'effetto del parallelismo tra natura di Dio
deformata e natura dell'uomo parimenti deviata. La nozione di natura
umana nella lettera ai Romani Basta questa genialità retorica a fare
dell'omosessualità, in nome della Scrittura, qualcosa che, a differenza
di tutte le altre condizioni umane, è già fuori posto in se stessa,
prima ancora di essere asservita a progetti di male? Allo scrivente
pare di no, ma ciascuno è libero di giudicare come meglio crede.
Nessuna delle risposte, però, potrà pretendere di essere l'unica
giusta. Non è inutile confrontare la precipitosa sicurezza con cui
talora si deduce dai versetti paolini la tesi che l'omosessualità è
male perché contro natura non solo con le sottigliezze che si applicano
alla sua nozione di natura quando egli parla della conoscenza della
legge da pane della coscienza dei pagani, ma anche con un caso ben più
serio che si trova nel capitolo 5 di Romani. Qui Paolo suppone
indubitabilmente che tutti gli uomini derivano fisicamente dall'unico
Adamo, eppure, per conciliare il suo insegnamento con l'ipotesi
scientifica del polifiletismo (più ceppi umani tra loro indipendenti)
si fa di tutto per dire e dimostrare che la sua argomentazione
teologica può reggere, anche se di fatto Adamo non è storicamente quell'
unico progenitore che lui credeva fosse. Non si vede per quale ragione
si debba mantenere la sua visione sulla malizia dell'omosessualità nel
caso che la scienza dimostri che non va giudicata una deviazione, ma un
fatto la cui vera natura può essere definita solo dalla scienza. Le
argomentazioni bibliche per dimostrare, sulla base dei racconti della
creazione, che le donne devono portare il velo quando pregano nell'
assemblea sono state tutte smantellate con acribia esegetica degna di
miglior causa. Non si vede perché l'idea di indicare nell'omosessualità
la prima delle perverse conseguenze dell'idolatria debba rimanere
inattaccabile. Alla luce di tutto questo si deve concludere che l'
interpretazione del testo paolino rimane aperta e discutibile. La
ricerca sulla valutazione morale dell'omosessualità deve procedere su
altre strade. L'omosessualita' nei testi paolini - Brano tratto da
Bibbia e omosessualità di Romeo Cavedo, in CredereOggi , anno XX, n.2,
Marzo-aprile 2000, edizioni messaggero di Padova, p.42 Il fatto,
quindi, che in 1Cor 6,9-10 e in 1Tm 1,10 (l'omosessualità) sia citata
in un elenco di vizi non basta a bollarla come qualcosa di già distorto
o peccaminoso come tendenza, prima ancora che dia origine a
comportamenti di fatto contrari al volere di Dio. E' evidente che, se
vale il principio che ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio
è peccato — cosa che l'Antico Testamento ancora ignorava —, ne
consegue che ogni atto, desiderio e pensiero omosessuale è peccato non
di più e non di meno di come lo sono gli equivalenti nella sfera
eterosessuale. Ma nulla autorizza, sulla sola base dei testi citati, a
vedere nella tendenza omosessuale o in un casto amore omosessuale
qualcosa di già perverso in se stesso. Può darsi che gli autori lo
pensassero ma solo a causa di loro valutazioni culturali prive di
fondamento razionale e basate solo su pregiudizi e luoghi comuni.
INVIATO DA Gionata news –
www.gionata.org


MILANO: UNO SPORTELLO RIVOLTO A DONNE OMOSESSUALI E BISESSUALI
Il Centro Medico Yoni, dalla
prima settimana di ottobre, tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore
20.00, apre uno sportello per dare spazio a tutte le richieste che
riguardano la salute fisica e psicologica delle donne omosessuali e
bisessuali. Questo sportello, coordinato da una lesbica, che offre
gratuitamente accoglienza e da informazioni sulla comunità GLTQ, è il
primo nella storia della città di Milano e nasce grazie all'impegno
etico di un gruppo di professioniste (ginecologhe, psicologhe,
mediatrici linguistico-culturali e segretarie) proveniente da anni di
lavoro nelle strutture pubbliche e disponibile ad offrire consulenza
ginecologica e psicologica nel rispetto e valorizzazione delle
diversità etniche, religiose, culturali e per orientamento sessuale.
Yoni, aperto dal 2006, è un centro privato no profit, dove tutte le
prestazioni sanitarie vengono eseguite a prezzi calmierati, offrendo
un'ampia disponibilità di orari (che tengono conto degli impegni
quotidiani delle donne) e brevità nei tempi di attesa per appuntamenti
e visite. UFFICIO STAMPA CENTRO YONI: 02 39325616 – 3403783848
yoni@hotmail.it Il Centro Yoni si trova a Milano in via Camillo Ugoni
11, in zona Bovisa. È aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 20.00
con orario continuato. Per appuntamenti il telefono è 02 39325616.
Metro linea 3 gialla (fermata Maciachini). Passante ferroviario
(fermata Lancetti). Autobus 92. Tram 3 (fermata Imbriani). www.
centroyoni.it yoni@hotmail.it
- I nostri servizi:
- Visite ed
ecografie ginecologiche - Visite e consulenza alla gravidanza
- Visite
ed ecografie al seno - Visite e controlli in gravidanza
- Visite e
consulenza alle giovani donne - Ecografia in gravidanza
- Diagnosi
precoce dei tumori femminili - Visite per l'interruzione volontaria di
gravidanza
- Controlli clinici per la menopausa - Psicoterapia
individuale e di coppia
- Contraccezione del giorno dopo - Counselling
e sostegno individuale
- Visita e consulenza preconcezionale -
Mediazione linguistico-culturale


MESSICO: DIRITTI IN ARRIVO
Messico, proposte di legge in favore del riconoscimento dei diritti
umani per i transessuali
02-10-2007 - Fonte: Peace Reporter
Buone
notizie in vista per i transessuali messicani.
Da qualche giorno
esperti del settore dei diritti umani legati all'associazione Frente
Ciudadano Pro Derechos de Transexuales, stanno discutendo la proposta
di legge federale per la "non discriminazione dei diritti umani e
civili dei Trans". E i primi risultati si iniziano a intravedere. I
fatti - L'iniziativa di legge, infatti, è chiara ed esplicita: tutti
gli individui devono essere trattati nel rispetto della loro identità,
devono avere la possibilità di sviluppare la propria personalità e
devono avere anche il diritto di avvicinarsi senza problema alcuno al
servizio sanitario nazionale. "Per questa ragione – ha dichiarato il
deputato del Partido Alternativa, Delio Hernandez – è necessario
approvare una legge che conferisca un'identità giuridica per impedire
che all'interno di uno Stato moderno e funzionale si dia spazio alla
discriminazione". Si dice d'accordo con il deputato Hernandez anche
Roshell Terranova, attivista del Frente Ciudadano Pro Derechos de
Transexuales, che ha sottolineato a più riprese le differenti
problematiche legate alla discriminazione che vive quotidianamente la
comunità transessuale in Messico: carenza di servizi sanitari,
discriminazione in fase di ricerca di un lavoro, fino a arrivare al
disconoscimento di essere persona. Accade a pochi chilometri Rosa Maria
Rodriguez, cubana impegnata nella difesa dei diritti umani dei
transessuali e impiegata al Centro Nacional de Educacion Sexual
dell'Havana, ha partecipato alle riunioni dei giorni scorsi spiegando
cosa si sta facendo nell'isola caraibica per aiutare queste persone.
Sembra infatti che a Cuba la materia sia stata studiata a fondo e il
Centro Nacional de Educacion Sexual sia giunto a conclusioni
importanti: appoggio totale a chi vuole cambiare sesso. In che modo?
Aiutando psicologicamente chi prende questa decisione ad assumere
l'identità che vuole. Non solo Il Centro Nacional de Educacion Sexual
si occupa anche di dare aiuto e consiglio per il cambio dei documenti,
concede un'attenzione medica minuziosa a chi decide di sottoporsi a
operazioni chirurgiche e cerca di portare avanti campagne di
sensibilizzazione in modo che la popolazione si abitui a non
discriminare. E tutto questo avviene in forma assolutamente gratuita.
Insomma, le diverse esperienze raccolte durante l'assise hanno fatto in
modo che la proposta di legge presentata in Messico per il pieno
rispetto dei diritti umani dei Transessuali consente a chi decide di
cambiare sesso di non sentirsi titolare di diritti a casa sua.
(Alessandro Grandi) Fonte:
www.peacereporter.net INVIATO DA Promiseland.
it

ABRUZZO: LANCIANO, I GAY NEL MIRINO DI FORZA NUOVA
GAYLIB:"SUL LORO SITO SI PREPARANO A REPRIMERE
A CALCI E PUGNI L'AVANZATA
FINOCCHIA. E' ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, SI APPLICHI LA LEGGE MANCINO"
"Amici gay di Lanciano, fate attenzione. L'81% degli iscritti alla
locale sezione di Forza Nuova intende reprimere l'avanzata finocchia,
così la chiamano, a calci e pugni".A lanciare l'allarme è Daniele
Priori, vicepresidente di GayLib (gay liberali di centrodestra) che
stigmatizza con forza l'istigazione alla violenza omofoba presente sul
sito di Forza Nuova Lanciano (
www.fnlanciano.it). "La segnalazione –
fanno sapere dall'associazione - ci è giunta da un gruppo di iscritti e
simpatizzanti della zona. Effettuate le dovute verifiche, abbiamo preso
atto di come nel forum, alla sezione Agorà, c'è un simpatico posto con
tanto di sondaggio il cui titolo è appunto 'Come fermare l'avanzata
finocchia'. Oltre ciò gli stessi amici di Lanciano – proseguono dal
direttivo di GayLib – ci parlano di preoccupanti intimidazioni e
tentate violenze avvenute in città già da qualche tempo a questa
parte". "Terremo la situazione sotto controllo – dichiara il presidente
di GayLib, Enrico Oliari – con la speranza che lo facciano anche le
istituzioni e nella fattispecie telematica la polizia postale. Istigare
alla violenza è un reato per reprimere il quale va applicata e
ampliata, altro che abrogata come chiede proprio Forza Nuova, la legge
Mancino del 1993 contro la discriminazione, odio o violenza per motivi
razziali, etnici, nazionali o religiosi. Per quel che ci riguarda –
conclude Oliari – GayLib è pronta a costituirsi parte civile sempre
nella speranza che segnalazioni e allarmi fondati come questo possano
aiutare la prevenzione di un fenomeno di violenza triste, ignorante e
senza alcun fondamento ideologico qual è l'omofobia". GayLib – Il
Direttivo - Enrico Oliari Presidente Cell.335/6622440 - Daniele Priori
– Vicepresidente Cell.328/6323820


I 18 ANNI DI MAURICE
Il circolo
Maurice diventa maggiorenne e celebra i 18 anni di attività con un
convegno dedicato al carattere misto che lo contraddistingue: la
mixitè. Rappresentanti di associazioni glbt (gay, lesbiche, bisessuali,
transgender) italiane, storici/che dei movimenti, esperienze
individuali di identità e di orientamento, saranno protagoniste del
seminario che si svolgerà nella giornata di: Sabato 13 Ottobre 2007
Sala Consiliare di Via Saccarelli, 18 – Torino "18 anni glbt del
Maurice: la mixité nel circolo e nel movimento" 9.30 – 13.00 La mixité
nel circolo Maurice: Saluti della Presidente: Rosanna Viano
Introduzione: Gigi Malaroda Altramartedì: Roberta Padovano Gruppo Luna:
Andrea Capello Gruppo Uomini: Maurizio Nicolazzo ConTatto: Achille
Schiamone Gruppo Drag "Les Artistes": Crudelia The Money (Gaetano Di
Fazio) La mixité nella storia del movimento glbt italiano: Nerina
Milletti Porpora Marcasciano Gianni Rossi Barilli - 14.30 -19.00 La
mixité nel movimento glbt italiano attuale: Saluti delle Assessore Pari
Opportunità: Marta Levi (Comune di Torino), Aurora Tesio (Provincia
di Torino), Giuliana Manica (Regione Piemonte) Arcilesbica: Cristina
Gramolino Arcigay: Aurelio Mancuso Circolo Mario Mieli (Roma): Andrea
Maccarrone Coordinamento Associazioni Trans* Sylvia Rivera: Leila
Deianis Azione Gay- Lesbica (Firenze): Elena Bigini Pianeta Viola
(Brescia)/Lista Lesbica Italiana: Patrizia Colosso Circolo Pink
(Verona): Gianni Cardini Coordinamento Torino Pride: Enzo Cucco. E
sempre all'insegna della mixitè la giornata si chiuderà con un grande
party finale per condividere con chiunque lo vorrà il piacere di un
momento di festa all'Hiroshima Mon Amour, di via Bossoli, 83 dalle ore
23.30 in avanti, con il concerto degli Ex Novo, spettacolo Drag del
gruppo Les Artistes, proiezioni video, DJ set dei Carovana Linguamano,
etc. Dal 25/10 al 15/11, presso il cortile del Maglio (Piazza Borgo
Dora), si terrà la mostra iconografica: "Il Maurice racconta la sua
storia" E' inoltre in atto al raccolta di foto: "Quando eravamo
piccoli" per info: mailto:segreteria@mauriceglbt.org -
segreteria@mauriceglbt.org – TEL. 0115211116 - Iniziative realizzate
con il Patrocinio della
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città
di Torino, il Servizio lgbt e grazie al
contributo economico dei
Gruppi Consiliari in Regione di Rifondazione Comunista, Comunisti
Italiani ed Ecologisti- Uniti a Sinistra

ANIMALI ALLEVATI…INFEZIONI
ALL'UOMO
Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti animali sta
avendo conseguenze devastanti.
25-09-2007 - Fonte: SSNV L'aumento di
animali allevati aumenta il rischio di trasmissione di infezioni
all'uomo Un report della FAO del 17 settembre ci avverte che i grandi
cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella produzione globale di
carne - specie quella di pollo e di maiale - portano con sé un grave
rischio di trasmissione di malattie dagli animali d'allevamento
all'uomo. Dichiara testualmente la FAO nel suo report"Produzione
industriale di bestiame e rischi per la salute globale": Il rischio di
trasmissione di malattie dagli animali all'uomo aumenterà nel futuro, a
causa dell'aumento della popolazione umana e animale, cambiamenti nella
produzione di carne, l'emergenza delle reti mondiale agro-alimentari e
un significativo aumento della mobilità delle persone e delle merci".
Tutto questo perché il numero di animali allevati sta crescendo in modo
spaventoso: aumenta la popolazione totale umana, ma aumenta soprattutto
la richiesta di carne e altri alimenti di origine animale da parte dei
paesi in via di sviluppo che stanno diventando più "ricchi". Afferma
Joseph Domenech, veterinario capo della FAO: "Questi sviluppi possono
portare a seri rischi di diffusione di malattie a livello locale e
globale, che finora non sono stati presi nella considerazione dovuta
dalle istituzioni". Secondo la FAO, la produzione in più rapida
espansione è quella della carne di maiale e di pollo. Si tratta di una
produzione intensiva altamente industrializzata, che ha avuto una
crescita annua compresa tra il 2.6% e il 3.7% nell'ultimo decennio. Di
conseguenza, nei paesi industrializzati, la stragrande maggioranza di
polli e tacchini sono "prodotti" in stabilimenti di 15-50.000 animali
l'uno. Nei paesi in via di sviluppo si sta seguendo lo stesso
pericoloso cammino, e i sistemi di allevamento tradizionale vengono
sostituiti da quelli industriali, soprattutto in Asia, Sud America e
alcune regioni dell'Africa. Aggiunge la FAO che il movimento di animali
nel mercato internazionale e la concentrazione di migliaia di animali
confinati in piccoli spazi aumenta la probabilità del trasferimento di
patogeni. Inoltre, gli allevamenti industrializzati producono una
grande quantità di escrementi, che possono contenere un'alta quantità
di patogeni. La maggior parte di queste deiezioni sono smaltite con lo
spargimento sul terreno, senza nessun trattamento preventivo, ponendo a
rischio di infezione gli animali selvatici. La FAO avverte che mentre
il virus altamente patogeno H5N1 è sotto attento esame internazionale,
la circolazione "silenziosa" dei virus dell'"influenza A" (IAV) nel
pollame e nei suini dovrebbe essere presa in attenta considerazione.
Molti virus IAV sono oggi piuttosto diffusi nel pollame in commercio, e
in misura minore nella carne suina, e potrebbero portare all'emergenza
di una pandemia di influenza umana. La FAO chiede ai produttori di
carne di applicare le misure di biosicurezza di base, di non costruire
allevamenti vicino a luoghi di residenza delle persone o a luoghi di
nidifcazione o passaggio di uccelli selvatici e di pulire e
disinfettare regolarmente gli allevamenti. "In realtà" affermano gli
esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
- "l'unico modo per scongiurare questo pericolo è quello di diminuire
il consumo di alimenti animali, sia le carni di polli e di maiale, le
più pericolose da un punto di vista sanitario, che di altri animali,
che pongono comunque gravi problemi di impatto ambientale e
inquinamento. Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti
animali sta avendo conseguenze devastanti. Il gioco non vale la
candela...". Non è pensabile, infatti, che sia possibile risolvere
questo problema se la domanda di carne continua ad aumentare, sia nei
paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. L'unico modo
per arginare il fenomeno è una presa di coscienza dei consumatori,
perché non spetta solo alle istituzioni risolvere il problema, ma sta
alle singole persone diminuire la domanda di alimenti animali,
altrimenti nessuna legge o misura precauzionale al mondo potrà
funzionare. Comunicato del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia
della Nutrizione
www.nutritionecology.org/it Fonte:FAO Dramatic changes
in global meat production could increase risk of diseases 17 settembre
2007 Da:
www.scienzavegetariana.it – INVIATO DA Promiseland.it


L'
ALTRO MARTEDI'
Trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di
Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo
Ruiu Martedì 9 ottobre dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta Eric
Shanower autore de L'età del bronzo la prima Odissea a fumetti che
illustra in maniera esplicita e conturbante le relazioni omosessuali
nell'antica Grecia. In Italia L'età del bronzo è in corso di
pubblicazione per le edizioni Free Books a cura di Massimo Basili e
speciale omaggio a Yolanda Retter Vargas pioniera attivista lesbica
latinoamericana a cura di Luky Massa - Fuoricampo Lesbian Group
email:
omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.
radiopopolare.it


IL DITO E LA LUNA EDIZIONI
Presentazione del libro
"TransAzioni – Corpi e soggetti FtM" di Mary Nicotra Mercoledì 17
ottobre 2007 alle ore 16,30 Mary Nicotra presenterà TransAzioni – Corpi
e soggetti FtM presso la Stazione Leopolda – Sala Convegni a Pisa.
Discuteranno insieme all'Autrice Fabianna Tozzi, Presidente nazionale
Associazione Crisalide Azione-Trans, Liana Borghi, Ricercatrice
Università di Firenze, Ezio Menzione, Avvocato. Introduce Paola Bora,
Casa della Donna di Pisa. L'iniziativa è inserita nel Mese del Libro
2007 – Itinerari tra libri, lettori e biblioteche. Nell'occasione verrà
proiettato il documentario "TransAzioni" di Mary Nicotra, produzione
Donne in Viaggio 2004, durata 28 min. Info: Associazione Casa della
Donna, Tel./fax 050.55.06.27, segreteria.casa@tiscali.it,
www.comune.
pisa.it/casadonna Il Dito e La Luna > casella postale 10223 -20110
Milano Tel. 02.66.91.211 Fax 02.99.98.51.29
www.ilditoelaluna.com per
ordini e comunicazioni: dluna@iol.it per info e per iscriversi alla
nostra newsletter: info@ilditoelaluna.com

DISCUTERE, CONOSCERE,
CAPIRE
PER ESSERE PIU' LIBERI/E
Prof. Giovanni Cimbalo Docente di
Diritto Ecclesiastico Università di Bologna Rita De Santis AGEDO
autrice del libro "Il nuoro" 20 ottobre 2007 Ore 17.00. Sala da tè
"TEMPO"
via Garibaldi, 174/b Avezzano (Aq) palazzo degli ex uffici Saza
GayaCronisti Aq - AGEDO Ass. cul. Alternativa Libertaria.

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22 giugno 2007

news 22 giugno

LA GIORNATA DELL' oRGOGLIO GAY"Orgogliosamente felici" perchè, c'è¨ scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".La musica, i colori, i corpi del Gay Pride 2007 invadono il centro di Roma, gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate. La politica, ancora una volta divisa - Da una parte ci sono i teodem della Margherita- capofila i duri e puri Emanuela Baio, Paola Binetti e Luigi Bobba - che vedono nella manifestazione "un attacco alla famiglia" e ai principi fondanti della società , per non parlare dell'"imbarazzo" di una simile manifestazione che "mette in fuga i cattolici della maggioranza". Con loro anche l'Udeur di Mastella e Fabris e tutta l'opposizione. Dall'altra il governo e la sinistra laica, anche se cattolica, che sponsorizza e - dopo 48 ore di polemiche, sotto la pressione dei teodem - conferma il patrocinio ma molto ridotto, mignon, "all'evento e al corteo" ma non alla piattaforma politica della manifestazione. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". Una manifestazione molto sentita, spiega Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e esponente di Sinistra Democratica, "quest'anno la spinta è molto forte perchè abbiamo la sensazione che diritti acquisiti siano oggi rimessi in discussione". La querelle sul patrocinio - Il Gay Pride nazionale, che torna a Roma dopo il 2000 (World pride) e dopo alcune tappe "storiche" per partecipazione come il Pride di Bari nel 2002, ha numerose sponsorizzazioni istituzionali tra cui la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. C'è anche la presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il ministero delle pari Opportunità . "Il patrocinio è agli eventi culturali e sportivi che fanno di contorno alla manifestazione" ha precisato giovedì mattina il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, la "mamma" dei Dico. E' qui si è scatenata la bagarre. Pollastrini doveva rispondere all'indignazione e agli aut aut di teodem e Udeur e alla rabbia degli organizzatori che si sono sentiti disconosciuti e a quel punto volevano "buttare" dai manifesti il logo della Presidenza del Consiglio. Alla fine, tra telefonate e ricuciture, l'ha spuntata un compromesso al ribasso, il "patrocinio mignon" come l'ha ribattezzato Grillini: sì alla manifestazione ma non alla piattaforma politica del corteo. E la rinuncia di Barbara Pollastrini ufficializzata ieri alla fine del Consiglio dei ministri. Non sarà fisicamente lì, ma, scrive in un messaggio-appello "ribadisco la mia adesione ideale e politica a tutte le battaglie di civiltà per il rispetto dei diritti delle persone e della loro dignità ". Il ministro augura "la riuscita della manifestazione per raffozare laicità e tolleranza" e mette in guardia da "atteggiamenti omofobici". Grida vittoria Paola Binetti: "Apprezzo molto il passo indietro del governo e di alcuni ministri. Non condivido affatto altre posizioni come quella di Emma Bonino". E di tutti i ministri che oggi sfileranno in quel corteo. I Radicali hanno tutti dato l'adesione. I manifesti - Polemiche politiche, quindi, e alta tensione in città : Forza Nuova l'altro giorno ha tapezzato via Merulana con manifesti con la scritta "No more gay- basta froci". Sono stati subito strappati ma insomma, ecco, per essere alla vigilia il clima non è dei migliori. "E' necessario un pacchetto di misure anti omofobia" insiste Grillini. La manifestazione - L'appuntamento è per oggi (ore 16) a piazzale Ostiense. Sono in arrivo pullman e treni speciali da tutta Italia, centomila persone è la stima per difetto che fanno gli organizzatori. "Parità dignità laicità " sarà la scritta sullo striscione d'apertura del corteo che - come sempre - saprà essere creativo, colorato e sonoro. "Almeno quaranta carri" annuncia il diessino Franco Grillini "facciamo anche per divertirci. Questa politica è così noiosa...". Un carnevale di maschere dove il popolo glbt volutamente esagera ed esaspera il suo essere omosessuale. Un' esibizione che qualcuno nel governo ha giudicato "imbarazzante". Indiscrezioni parlano di un carro dedicato alla senatrice teodem Paola Binetti dove una sua controfigura sfilerebbe con cilicio e boa di struzzo rosso. Di sicuro saranno distribuiti 3000 preservativi e carte di identità con la scirtta "stato civile nessuno". Ci sarà un'enorme macchina per fare bolle di sapone "bolle d'aria come quelle che sparano i politici" . Vladimir Luxuria si è raccomandata: "Venite tutte, belle, colorate ma mi raccomando non in topless...". I politici in corteo - Così, se Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi) sfilerà in corteo, Paolo Ferrero (Rifondazione) si limita a un saluto perchè poi ha un impegno in Calabria. "Ma la mia adesione è completa, difendete tutti e tutte". Emma Bonino e Fabio Mussi hanno garantito la loro adesione. Folta la squadra dei parlamentari. "Noi partecipiamo per combattere l'omofobia" dice Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera. "Io sarò presente in nome dei diritti civili" spiega Manuela Palermi, capogruppo Pdci-Verdi al Senato. I Radicali saranno con il loro carro in coda al corteo. "Per protesta" spiega Marco Cappato "visto che non siamo stati invitati a parlare sul palco". Il finale in piazza S.Giovanni - Il programma della giornata è ricco di concerti, happening e manifestazioni nel e fuori il corteo (www.romapride.it). Il gran finale è stato organizzato in piazza San Giovanni, la stessa piazza che il 12 maggio scorso consacrò un altro tipo di orgoglio, quelle delle famiglie e del Family day. Il palco è stato alzato nello stesso punto, davanti alla basilica. Grillini, uno che in genere non si imbrazza mai, confessa di essere un po' agitato. "Non so cosa dirò, parlerò a braccio, come sempre". Prima di lui Titti De Simone. Dopo, Vladimir Luxuria: "Saremo in piazza con la forza delle idee portando soprattutto i bisogni di centinaia di migliaia di conviventi che vorrebbero avere cura del proprio compagno anche in casi purtroppo non felici, come la morte e la malattia". La colonna sonora è di Daniele Silvestri e del suo "Gino e l'Alfetta". Anzi, l'inventore della Paranza seguirà il corteo su Alfetta. Modello decapottabile. Articolo di CLAUDIA FUSANI Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA Promiseland.it

COMUNICATO STAMPAFAMIGLIE ARCOBALENO A nome dei figli delle lesbiche e dei gay italiani: Siamo stati al Gay pride insieme ai nostri bellissimi figli, come ogni anno dal pride di Grossetto del 2004. E ogni anno, quando più quando meno, c'è qualcuno che ha da ridire e che si erge a difesa dei nostri "poveri" figli," disturbati" e "sbattuti" come bandiere a difesa delle nostre battaglie. C'è sempre qualcuno che non può fare a meno di "argomentare" i suoi vaneggiamenti sulla salute psichica dei nostri bambini e sui futuri danni fatti alla loro vita di adulti "distorti", sulla base, argomento davvero misero, della necessità di avere una mamma e un papà per crescere sani e belli. Se così fosse, tutti i figli del mondo sarebbero belli, sani e soprattutto felici e equilibrati e diventerebbero degli adulti eccellenti e non avremmo più né violenze, né guerre, né malati di mente, né figli abbandonati, venduti, picchiati, violentati e uccisi da mamme e papà teneri e amorevoli. Purtroppo la realtà è ben diversa e un buon genitore non si misura certo al metro del suo orientamento sessuale ma alle sue capacità di dare amore, ascolto e rispetto ai suoi figli. alla sua capacità di aiutarlo a integrarsi nel mondo che lo circonda e che lo accoglie. I genitori di Famiglie Arcobaleno sono ben consapevoli di quest'ultimo punto e concentrano tante delle loro energie all'inserimento dei propri figli nella società , con grande successo devo dire e ciò dimostra che la gente chiede solo di conoscere e essere informata. Le persone che criticano e rifiutano la nostra scelta di diventare genitori dovrebbero sapere che sono loro i principali e unici responsabili dei danni o sofferenza che i nostri figli potrebbero vivere. Che se ne assumino l'intera responsabilità !! Noi intanto, li prepariamo a controbattere alla loro grandissima ignoranza, e alla loro grandissima prepotenza. Li prepariamo grazie a quelli che ci hanno preceduti, in altri paesi lontani e vicino dove i figli di gay e lesbiche sono già adulti e a loro volta genitori, li prepariamo con lo studio e la conoscenza che abbiamo di questa realtà sempre più diffusa ovunque. Nessuno più riuscirà a soffocare e a annientare il nostro desiderio di genitorialità . Intanto Famiglie Arcobaleno rappresenta centinaia di famiglie che crescono centinaia di figli, totalmente ignorati se non insultati dalle istituzioni della Stato italiano. Sono cittadini italiani di seconda categoria poichè hanno l'unico torto di essere stati desiderati, messi al mondo e cresciuti da genitori omosessuali. Il Ministro Bindi e altri esponenti della politica esprimono loro personalissime opinioni quando dicono che un bambino ha bisogno di un papà e di un mamma per crescere bene, opinioni che però sono messe in discussione dalle ricerche internazionali in merito. Un Ministro dello Stato che ha a cura la difesa e la protezione della famiglia non può basare la sua politica su opinioni personali. Un Ministro non solo deve informarsi e modificare le sue opinioni alla luce delle ricerche scientifiche e governative fatte da decenni in tutto il mondo ma anche quando queste non sono sufficienti a farle cambiare opinioni, un Ministro dello Stato deve prendere atto dei FATTI. E i fatti dicono che in Italia esistono almeno centomila bambini e ragazzi cresciuti da genitori omosessuali (Ricerca nazionale Modi Di del 2006), figli insultati giorno dopo giorno attraverso il vilipendio e l'insulto ai propri genitori. Tutta la politica italiana, tranne rare eccezioni a cui siamo grati, si riempie la bocca di concetti vuoti e altisonanti, dando la falsa impressione di preoccuparsi dei bambini che non bisogna affidare all'orco omosessuale quando l'orco si nasconde in tutt'altre case. Ma i gay e le lesbiche, i figli li sanno anche fare, e li fanno e li faranno sempre di più poiché il desiderio di genitorialità è insito nell'essere umano anche se per troppo tempo l'abbiamo soffocato, impossibilitati a lottare contro l'omofobia che dall'esterno abbiamo assorbita. Non siamo più disposti a subire : la politica italiana e la chiesa ne prendano atto come prendano atto dell'esistenza dei nostri figli. I figli e le figlie degli omosessuali hanno diritto come tutti i cittadini italiani ad essere garantiti nella loro dignità di persone, nei loro affetti, nei loro beni anche e soprattutto nei momenti di crisi. Famiglie Arcobaleno si batterà per questo perché niente è più importante per noi, genitori omosessuali, del raggiungimento di questo scopo : dare dignità e visibilità alle nostre FAMIGLIE. Giuseppina La Delfa
presidente@famigliearcobaleno.org associazione genitori omosessuali www.famigliearcobaleno.org

DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI DOPO IL PRIDE DEL 16 GIUGNO 2007:«Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto» Firmato Calderoli Roberto, in seguito diventato ministro di questa sfortunata repubblica. INVIATO DA Gianluca Racano VERDI Abruzzo.

COMUNICATO STAMPA GAYA CsFRISPOSTA DI GAYA CsF ALLE DICHIARAZIONI DI ROBERTO CALDEROLI“PADANIA PRIDE”“Gent.mo” Ministro: Noi di Gaya CsF eravamo presenti al Pride del 16 giugno scorso, la invitiamo pertanto, a presenziare le prossime manifestazioni che si terranno quest’anno, in modo tale da poter valutare attentamente e di persona, ciò che la comunità GLBT nazionale vuol mettere in risalto, attraverso le organizzazioni dei vari Pride. La invitiamo cortesemente, a ragionare attentamente, qualora le fosse possibile, prima di proferire “parole” che spesso, come la storia delle sue precedenti dichiarazioni c’insegna, risultano rivelarsi non solo di cattivo gusto, ma altrettanto inappropriate. Cordiali Saluti. Carla Liberatore Gaya CsF


LETTERA APERTA AL MOVIMENTO LGBTFACCIAMO BRECCIA Ha fatto di tutto, la gerarchia cattolica, per non rifare il medesimo errore del 2000. Giorni e giorni chiusa nel silenzio stampa per evitare di pubblicizzare con i suoi attacchi il Pride di Roma. Ma ormai l’Italia lo sapeva che il più grosso ostacolo alla libertà nel nostro paese sono proprio loro, i gerarchi della CEI e la subalternità della classe politica a loro, e così i numeri ci sono stati anche senza il loro contributo, numeri più alti di quelli del Family CEI. Il giorno dopo il Pride, il Vaticano ha addirittura evitato il rito dell’Angelus mandando Ratzinger ad Assisi, a parlare di integralismi islamici, tanto per distogliere l’attenzione dagli integralismi nostrani che, per una volta, si sono rivelati non essere maggioritari nel nostro paese. Ma non ce l’ha fatta, la CEI, a star zitta fino in fondo. E così domenica ecco un box di Avvenire, prontamente ripreso dalla stampa, e in particolare da Repubblica (che, evidentemente, aspettava solo un cenno…). Chiarisce lunedì “Repubblica”: “A scatenare la reazione dei vescovi, un carro con la scritta ‘No vat’…” e via narrando di "croci nere" sulla cupola di San Pietro, insomma il nostro simbolo NO VAT. E l’onorevole Franco Grillini, che ancora – evidentemente – pensa di poter rappresentare il movimento, prende subito posizione: “Gli slogan anti Papa sono stati una ‘robina’ che Avvenire ha trovato per fare polemica…” Ad Avvenire avevamo già risposto, ad analoga indignazione espressa dopo la Manifestazione “Diritti ora” con una lettera di Graziella Bertozzo che diceva: “Il Vaticano si deve rassegnare ad un fatto: se interviene direttamente in politica sarà trattato né più né meno che come un potere politico e, come ogni potere politico, contro di lui saranno usate le armi dell’ironia da parte di chi quel potere subisce. Semplicemente questo è accaduto sabato in piazza: non più uomini mascherati da donne (troppo facile…), ma donne ed uomini che mettevano alla berlina i loro copricapo e i loro vezzi, quelli di un potere esclusivamente maschile che pretende di governare le nostre vite.” Per Avvenire - a questo punto è chiaro - siamo identificati/e. E siamo soddisfatti/e che sia così. Sono i nostri contenuti – fra l’altro – a rendere regolarmente furiosa la gerarchia vaticana. Perché le nostre parole non sono né false né vuote, né – aggiungiamo – sono state solo nostre, ma sono divenute slogan, scritte, bandiere che hanno percorso tutto il corteo. Parole, fra l’altro, elaborate in modo approfondito e con rigore intellettuale nell’ambito del convegno che abbiamo organizzato il giorno precedente e che – guarda caso – si intitolava: “Nessun dogma: parole di laicità ”. La pesantezza delle nostre parole non era dunque affatto inconsapevole, tutt’altro. E chi ha voluto vedere ha visto: “Nonostante colori, lustrini e musica dance, la manifestazione ha avuto un contenuto “politico” serio, come dimostravano le tante bandiere “No Vat”, contro le gerarchie ecclesiastiche…” (Il Meridiano – Risposta laica al Family day). Ci rivolgiamo invece con questa lettera aperta a tutto il movimento gay, lesbico e transessuale con cui abbiamo condiviso il percorso di avvicinamento a questo Pride, davvero unitario nei suoi intenti, obiettivi e modalità , così come nel successo ottenuto. Riteniamo di poter dire che ognuno/a di noi ha fatto la propria parte, avendo come riferimento il documento politico comune, e che fra le altre cose dice: “Le nostre rivendicazioni, si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà , tra eterosessuali e cittadini lgbt, tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali.” Proprio la rappresentazione esplicita di questa parte si è assunta Facciamo Breccia, e non solo a nome proprio ma a nome di molte/i. Che la nostra posizione espressamente critica nei confronti del Vaticano non fosse una forzatura lo ha dimostrato la piazza, dove l’intervento di Elena Biagini a nome di Facciamo Breccia è stato applauditissimo, suscitando il coro unanime delle centinaia di migliaia di persone presenti in piazza San Giovanni che hanno gridato “Vergogna, vergogna, vergogna” all'indirizzo di chi, vescovo o politico, quotidianamente insulta e denigra le nostre vite e i nostri desideri. Quella che l’onorevole Franco Grillini definisce “robina” è dunque anche quel documento politico del Pride, a causa del quale il futuro partito democratico e le Pollastrini varie hanno aderito al Pride ma non alla sua piattaforma. Quella “robina” è la denuncia esplicita nei confronti di una classe politica genuflessa ai diktat del vaticano, è quella “robina” che ha portato in piazza un milione di persone e che, a quanto pare, continua ad imbarazzare i politici italiani, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e politico.Coordinamento Facciamo Breccia
COMUNICATO STAMPA I KENEuropa, Napoli omofobia e diritto d’asiloAd Aprile 2007 è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra ad un ragazzo 21-enne albanese, perché omosessuale e oggetto di pesanti minacce da parte del suo contesto sociale con effettivo pericolo per la sua incolumità fisica e psichica nel paese di origine. È il primo caso di questo genere in Italia, ma ci sono casi precedenti in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale, che attualmente non criminalizza più le persone omosessuali adulte. Il ragazzo era entrato legalmente in Italia, ha raccontato il Presidente Regionale di Arcigay Toscana, Bert d’Arragon, ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata (tramite gli amici che vivono in Italia) della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte. L’associazione napoletana i Ken ONLUS, promuove una videoconferenza con il Cassero di Bologna dove sarà presente il ragazzo albanese che ha avuto concesso il diritto d’asilo il giorno 20 Giugno 2007 alle 20:00 dal Teatro Galleria Toledo, nell’ambito della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e l’Associazione L.E.S.S. onlus, ente gestore del Progetto I.A.R.A. (Integrazione e Accoglienza per Rifugiati e richiedenti Asilo) per il Comune di Napoli. Questa azione servirà per portare all’attenzione del dibattito le nuove frontiere delle tutele dei nuovi diritti e delle antiche persecuzioni. Questo lo vogliamo realizzare, dichiara il Presidente di i Ken ONLUS Carlo Cremona, per dar voce, attraverso la testimonianza diretta della vittima d’odio, alla reale condizione di terrore nell’Europa dei Balcani, come in tutte le parti del mondo, delle vittime dell’omofobia e l’odio verso omosessuali e trans. Da qui comincia, per noi , una campagna di sensibilizzazione, il nostro impegno per dire STOP all’odio ed all’omofobia Si ad una Napoli solidale e per il diritto d’asilo per le vittime omosessuali e trans.

COMUNICATO STAMPA28 GIUGNO 2007: TANTE VEGLIE CONTRO L’OMOFOBIAIl 28 giugno 2007, in diverse città italiane, varie veglie di preghiera ricorderanno le vittime dell’omofobia, ovvero della paura e della violenza irrazionale contro gli omosessuali. Questa iniziativa, lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze, è stata subito accolta e fatta propria da numerosi altri gruppi di cristiani omosessuali, una realtà non molto conosciuta dal grande pubblico. Eppure i gruppi di cristiani omosessuali esistono da molto tempo in Italia. Non sono una lobby, anzi, nella Chiesa cattolica “ufficiale” sono praticamente invisibili, ma non si nascondono. Si riuniscono, si parlano, si aiutano e dialogano, per quanto possibile, con la gerarchia cattolica. Sono una comunità di comunità sparse sul territorio, nelle metropoli come in provincia, da Udine a Catania passando per Bologna, Firenze e Roma e in molti altri centri. Sono nati negli anni ottanta, nei centri ecumenici piemontesi, quando, nei campi estivi, si cominciava a parlare di “Fede e omosessualità ”, un tabù per tutti, fino a quel momento. E ancora oggi continuano il loro cammino di fede e di speranza, continuando a confrontarsi con la Chiesa di cui sentono parte. E’ stata scelta la data del 28 giugno per le veglie in maniera non casuale, questa non è una data qualsiasi per gli omosessuali di tutto il mondo. E’ il giorno in cui si ricorda la rivolta di Stonewall (New York), quando, nel 1969, un gruppo di omosessuali reagì alle ormai quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Purtroppo nel mondo e in Italia, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti omosessuali che, in alcuni paesi non europei sono oggetto di condanna alla pena capitale o a numerosi anni di carcere mentre in Italia i gay subiscono spesso gravi discriminazioni sociali che, a volte, sfociano in atti di violenza gratuita. Il 28 giugno perciò avranno luogo non una, ma tante veglie in alcune città italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Rimini, Avellino, Pescara, Ancona e in molte altre località ) per ricordare e pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Ma questi vogliono essere anche momenti di comunione tra i gruppi di credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento diTESTIMONIANZA cristiana. Ma non vuole solo essere una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto. Non solo una ricerca di visibilità fine a sé stessa ma vuol’essere una “Liturgia della Parola” in cui la parola del Vangelo tenterà di esprimere qualcosa di importante e di dar voce, nel ricordo, a chi la propria voce non può più farla sentire. Per raccontare queste veglie e le tante vite spezzate e oltraggiate dall’ordinaria omofobia, è nato un sito che raccoglie documenti, articoli, storie, voci e frammenti di vita consultabili all’indirizzo
http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm - Per maggiori informazioni: info@kairosfirenze.itINVIATO DA Andrea Panerini “IlLibroVolante”
COMUNICATO STAMPAARCILESBICA MILANOOmofobia. Arcigay e Arcilesbica: Siamo soggetti attivi di promozionesociale20 anni di lavoro siano utili alla crescita culturale del nostro Paese. Sono state ascoltate oggi dalla commissione giustizia della Camera le associazioni Arcilesbica e Arcigay relativamente al disegno di legge 2169 contro le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale. I due presidenti Francesca Polo (Arcilesbica) e Aurelio Mancuso (Arcigay) hanno cosi potuto consegnare agli atti parlamentari ed esporre ai componenti una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di Arcilesbica Francesca Polo: "Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali etransgender) sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. E' necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perchè finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l'istigazione all'odio contro le persone lesbiche, gay e trans". "Abbiamo chiesto - prosegue Mancuso - che le nostre realtà associative, ben radicate nel paese e già fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell'Italia". Francesca Polo , presidente Arcilesbica Aurelio Mancuso, presidente ArcigayArciLesbica Zami MilanoVia Bezzecca, 4 (martedì dalle 21 alle 23)
www.arcilesbica.it/milanomilano@arcilesbica.it
COMUNICATO STAMPAGLI STERMINI DIMENTICATI: ORA TOCCA AL SENATOOpera Nomadi, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, AVI - Associazione per le Vite Indipendenti, ANPI - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, hanno presentato oggi pubblicamente la proposta di Legge per la modifica della legge 20 luglio 2000 n° 211 che ha istituito in Italia la Giornata della Memoria (27 gennaio), per includervi, accanto ai cittadini ebrei, anche gli altri gruppi che hanno ugualmente subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, Msociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare è l’unico modo per evitare che certe tragedie si ripetano, e per trasmettere un patrimonio di cultura civica e identità collettiva e condivisa alle giovani generazioni. “L’assoluta priorità di questa legge è segnalata anche dall’esplosione di minacce e scritte omofobe e naziste che sono apparse per tutta Roma nei giorni precedenti il Gay Pride. In particolare la scritta IL LAVORO RENDE LIBERI, comparsa all’esterno del Circolo Mario Mieli, e le minacciose svastiche e scritte vergate sul luogo della festa finale del Pride!” “Chiediamo, quindi, che in Commissione Affari Costituzionali sia calendarizzata prima della pausa estiva un’audizione con le associazioni promotrici dell’iniziativa. La speranza è che la Giornata della Memoria 2008 possa finalmente includere anche noi, mettendo fine a questa assurda discriminazione tra i discriminati, restituendo piena dignità a tutte le vittime, a tutte le storie e a tutte le comunità colpite, e attivando iniziative pubbliche e istituzionali di recupero che trasmettano alle giovani generazioni e agli studenti un patrimonio integro di memoria”. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ringrazia i Senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano, promotori della proposta di legge, ma rivolge un appello a tutte le forze politiche del Centro Sinistra e che abbiano una radicata identità democratica, perché il valore, anche simbolico, di questa iniziativa dovrebbe travalicare i limiti e i vincoli di coalizione e costituire per tutti patrimonio comune di valori costituzionali.Circolo di Cultura Omosessuale Mario MieliAndrea Maccarrone – Direttivo349/7355715

COMUNICATO STAMPAARCILESBICA NAPOLI “LE MAREE”Arcilesbica "Le maree Napoli mpresenta: Incontro aperto con* *_Don Franco Barbero Fede, sessualità , diritti Martedì 26 giugno 2007 h. 19.00 Presso EVALUNA la libreria delle donne p.zza Bellini 72, 80138 Napoli tel. 081292372 Introduce Giordana Curati. CHI E' DON FRANCO BARBERO: Nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città , dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 fonda con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, la comunità cristiana di base (cdb) di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Note sono le sue prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella chiesa e nella società . Nei suoi molti libri e nei suoi scritti apparsi sulla rivista "Viottoli" ha approfondito una spiritualità di liberazione in cui azione e contemplazione, impegno e preghiera si compenetrano con l'impegno di crescita di una comunità , nel dialogo con centinaia di parrocchie, gruppi, preti, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un itinerante in Italia e all'estero.Arcilesbica "Le Maree" Napoli Vico San Geronimo 19
napoli@arcilesbica.it mailto:napoli@arcilesbica.it http://arcilesbicanapoli.wordpress.com/

PEDOFILIARingrazio il presidente Pino Ingegneri dell’associazione Arci Gaetano Macchiaroli, di avermi invitato a questo incontro perché è raro, soprattutto di questi tempi, che sia data l'opportunità ad un omosessuale di parlare di pedofilia in termini positivi. Questa fa parte infatti delle accuse razziste che subiamo regolarmente, insieme a quella di poligamia, perversione, malattia mentale, incesto e recentemente in pratica anche di terrorismo. Come dire un altro modo di essere vittima della pedofilia. Sono uno psichiatra della Asl Na2 e vi parlerò degli aspetti psicologici e psichiatrici della pedofilia. Ritengo necessario partire a questo proposito da un assunto: la pedofilia è un reato e non una malattia mentale a meno che non sia l'unica forma di espressione sessuale di un adulto. Purtroppo la maggior parte dei pedofili sono proprio i genitori o comunque persone di famiglia, a volte preti, tutti di provata esperienza e in genere eterosessuali: non sono malati ma compiono un reato. Essendo un reato è mio dovere parlarne in relazione al ruolo di vittima, di carnefice, della relazione tra vittima e carnefice e degli spettatori del reato, che siamo noi oggi in questa sala e più in generale l'opinione pubblica e i mass.media. Lasciando ad alti i termini giuridici del reato e parlando solo di quelli psicologici, devo far parte della mia premessa anche la citazione di un famoso illuminista italiano, Cesare Beccaria, nostro vanto insieme alla moratoria internazionale contro la pena di morte di cui l'Italia, attraverso la Ue, è la principale promotrice: “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambedue questi sentimenti occupano più l'animo degli spettatori, che non il salutare terrore che la legge pretende ispirare. Ma nelle pene moderate e continue, il sentimento dominante è l'ultimo (il salutare terrore che la legge pretende ispirare ndr), perché è il solo” La spettacolarizzazione dell'evento è detto in termini diversi anche la creazione del “mostro” o del “capro espiatorio” a seconda della teoria psicologica o sociale. Quando ci sia reato, malattia o solo diversità sociale sensibile, si creano fenomeni di massa che hanno lo scopo di lenire il grado di incoerenza e insoddisfazione del corpo sociale o del singolo individuo attraverso un meccanismo che penalizza in modo estremo solo qualcuno. Questi fenomeni non risolvono affatto le ferite e le incongruità della società , ma mettono gravemente in pericolo l'esistenza di anziani, donne, down, sofferenti psichici, persone di altre nazionalità e religione, obesi, omosessuali o trans, persone incarcerate per reati minori, ed altri ancora a seconda degli umori del momento. La pedofilia è considerata reato o malattia mentale solo dal tardo ottocento, quando lo spirito illuminista che aveva portato alla realizzazione della carta dei diritti dell'uomo viene estesa anche alle donne e ai bambini a patto che siano della mittle europa, ovvero ariani. L'anima in senso religioso mi pare sia stata concessa alle donne cristiane nella stessa epoca, mentre l'anima laica ovvero la psiche viene invece studiata da Freud per la prima volta proprio all'inizio del novecento, che segnerà con le due guerre mondiali la negazione totale del diritto ad essere un uomo. Dobbiamo aspettare allora gli anni sessanta-settanta perché i principi positivi ed i diritti tornino di moda in Europa e nel mondo, mentre i mass media hanno elaborato soprattutto negli anni '80 e '90 un controllo globale delle informazioni esponendo in prima serata grazie alle nuove tecnologie dettagli cruenti e marginali, prima relegati a citazioni da cronaca nera. A questo punto tocca a voi scegliere che siete gli spettatori in quale altro girone addentraci quello della vittima o quello del carnefice, o ancora quello della loro relazione. La vittima. A differenza dei reati di violenza sessuale su adulti, generalmente donne eterosessuali, il soggetto vittima di pedofilia è un bambino incapace, secondo le nostre valutazioni occidentali, di capire il significato dell'atto subito. Da questo discorso vanno esclusi i casi di cronaca che sono esitati in infanticidio, perché sono rari e perché sono altra cosa, così come va considerata a parte la questione incesto e violenza rispetto al nudo atto sessuale. Delle 15 persone da me seguite che mi hanno parlato delle violenze subite da piccoli, solo 5 erano donne (4 eterosessuali ed 1 lesbica) e 10 erano giovani omosessuali. E' evidente che le cifre non sono statistiche e sono falsate dal mio orientamento sessuale per cui più facilmente i ragazzi mi confidano i loro drammi. Le statistiche internazionali compiute in paesi che sull'orientamento sessuale hanno idee più liberali delle nostre, confermano però il dato statistico che un numero superiore al 30% delle vittime totali siano maschi omosessuali. L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono allora indifferenti nella scelta della vittima. Già Freud riconosceva fin nell'allattamento un comportamento sessuato nei neonati, che diviene polimorfo, orale e anale nella sua classificazione ottocentesca. Isay e Green, che sono psicanalisti moderni, rilevano ancora oggi che la sessualità adulta è già manifesta intorno al terzo anno in modo tanto chiaro da generare le reazioni di allontanamento del genitore che si sente maggiormente a rischio di incesto, ma di conseguenza anche l'avvicinamento da parte del soggetto pedofilo. Da adulti la sofferenza patita esita in somatizzazioni o nevrosi più meno gravi a seconda della sensibilità soggettiva e delle violenze subite. Il nudo atto sessuale, difeso come forma di amore alla pari sia in senso platonico che di scambio sessuale effettivo, rientra nel dubbio della psicanalisi. Anche a me alcuni ragazzi ed una donna mi hanno raccontato di essersi sentiti amati e felici, come forse era Alice quando Louis Carrol la irretiva nel paese delle meraviglie, dove funghi sospetti, dal punto di vista freudiano, facevano crescere o diventare troppo piccola la protagonista dell'amore molesto. E' il legislatore e la società a porre opportunamente il paletto del diritto del bambino a non essere coinvolto in relazioni sessuali o affettive di questo tipo da parte di un adulto. I soggetti che hanno ricevuto violenza e coercizioni, più spesso psicologica che fisica, ma chiaramente in modo più grave quando fisica, soffrono in modo franco di disturbi nervosi e lamentano il peso del cuore nero che li ha molestati in modo sicuramente riconoscibile e con una evidenza chiara come il sole. E' in questo gruppo che si inseriscono quei rari casi di infanticidio di cui inutilmente ci riportano le grancasse dei mass media. Evito a bella posta i dettagli sule conseguenze fisiche, di cui tra l'altro non mi occupo, proprio per evitare che la platea torni a spettacolarizzare questo dramma. Aggiungerei però volentieri in questo gruppo quei ragazzi e bambini picchiati da genitori violenti, in genere etilisti o tossicodipendenti, senza che mai avvengano nudi atti sessuali: non vedo infatti differenze nella gravità della violenza subita da una parte o dall'altra del corpo umano. Il discorso diventa allora ancora più arduo quando la vittima ha subito incesto, quando cioè un parente stretto, più spesso il padre, a volte un fratello, uno zio o un cugino maggiorenne, sono gli autori del reato. Questo reato coinvolge prima o poi sempre tutta la famiglia: dalla cronaca sappiamo di madri che sapevano e che sono state complici di pedofilia con violenza e infanticidio, casi ricordiamo rari, mentre dalle relazioni a noi psicoterapeuti (perché la follia sta nel fatto che sono le vittime a dovere confessare un reato, prima a se stessi, poi in famiglia e poi allo psicologo) sappiamo quanto sia difficile appunto questo percorso (perché se arriva allo psicologo allora si sono vinte già altre battaglie) e come le conseguenze relazionali in famiglia siano spesso drammatiche ed in genere a danno della vittima. Quando gli assistenti sociali o gli insegnanti più sensibili riescono a percepire, in modo sempre indiretto, la possibilità di un tale evento durante l'infanzia della vittima, l'allontanamento immediato dal “mostro che non è il loro papà ” genera un immediato sollievo delle condizioni generali e scolastiche del minore. Le conseguenze dell'allontanamento dal nucleo familiare primario e l'emarginazione in brefotrofi non è però priva di conseguenze negative sul lungo termine. Il coinvolgimento effettivo o la semplice tolleranza da parte della madre del comportamento pedofilo in famiglia causa la degenerazione totale delle relazioni familiari e a questo punto vorrei ricordare a tutti il meccanismo psicologico delle lacrime di coccodrillo: maggiore è il coinvolgimento dei parenti o i loro sensi di colpa maggiore saranno le reazioni di fronte a giornalisti e telecamere. Questo vale anche per una società che si senta impotente o colpevole nei confronti dei propri minori a cui non riesce a garantire questi diritti umani acquisiti, vi ricordo ancora, solo dopo gli anni sessanta. Il Carnefice Tratterò solo brevemente la figura del carnefice perché non è a lui che abbiamo voluto dedicare questo incontro e sempre al fine di ridurre l'effetto spettatore. Oltre l'80% dei casi stimati di pedofilia sappiamo che avvengono in famiglia e coinvolgono almeno la figura di un genitore, a questo gruppo vanno aggiunti i parenti stretti (zii, cugini, nonni, fratelli maggiori). Una percentuale ridotta è riservata al gruppo degli amici di famiglia a cui appartengono anche i preti. In percentuale ancora minore, oggi però in crescita relativa grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione globali, sono gli estranei, quello cioè che sistematicamente cercano una vittima in un luogo di caccia reale (la scuola, il parco giochi) oppure virtuale (internet, turismo sessuale). La maggior parte dei pedofili è di sesso maschile, e come già evidenziato in precedenza la maggior parte sono sicuramente eterosessuali. La percentuale stimata di omosessuali è in proporzione alla popolazione generale, la percentuale di persone che fanno sesso esclusivamente con minori, l'unica forma veramente patologica dal punto di vista psichiatrico, è anch'essa in proporzione alle altre parafilie note e quindi marginale, utile insomma solo agli scoop o alla cinematografia. Le donne coinvolte nell'atto di pedofilia sono invece decisamente molto poche, ma, purtroppo, come ho già detto il coinvolgimento remissivo o la complicità , soprattutto nei casi di incesto è elevatissima. I pedofili distinguono i propri gusti sessuali in modo ancora più specifico a seconda dell'età della vittima, del suo sesso o meglio delle sue reazioni all'abuso sessuale o alla violenza fisica subita. Ci hanno confermato le cronache che anche i neonati sono possibili vittime. Nella maggior parte dei casi le vittime sono di sesso maschile perché “si muovono” di più, ribellandosi o rimanendo compiaciuti dell'atto sessuale subito (ecco perché, forse, è tanto elevata la percentuale di gay nel gruppo delle vittime), mentre le bambine compiacenti sono poche perché nella maggior parte dei casi loro vanno in catatonia isterica, divenendo rigide e assenti durante tutto l'atto sessuale. La violenza fisica diventa spesso un mezzo per generare ribellione o per costringere, soprattutto le bambine, ad uscire dallo stato di catatonia. Anche questa trattazione psicologica potrà deludervi. La pedofilia cioè l'istinto sessuale nei confronti dei minori è un istinto connaturato nell'uomo, il che chiarisco subito non lo rende pertanto lecito o accettabile socialmente. Gli istinti naturali dell'uomo infatti non sono solo quelli romantici che ci trasmettono le narrazioni di Leopardi e Manzoni, ma sono proprio quei mostri feroci ed affamati raccontati per la prima volta da Freud e Nitsche e poi messi in atto durante le due guerre mondiali e in tutti i conflitti etnici fino ai giorni nostri. La mancanza di acqua o glucosio, porta l'uomo a diventare violento e a soffrire di crisi di astinenza, che noi chiamiamo sete e fame. L'eroina, l'alcol e il tabacco producono gli stessi effetti sugli uomini e le donne che ne sono dipendenti e ne vediamo per le strade le conseguenze. La gravità dei conflitti moderni genera azioni mostruose, secondo i criteri romantici di un pubblico teledipendente, ma purtroppo profondamente connaturate nella natura di ogni essere umano in tutte le epoche, incluso il teledipendente...(stupri di massa, genocidi). L'istinto sessuale non è da meno rispetto all'aspetto di bisogno, dipendenza e reazione eccessiva in condizioni particolari. L'oggetto sessuale può essere naturalmente il più variegato perché siamo animali onnivori in tutti gli aspetti istintuali e la mancata soddisfazione di tali istinti produce i fenomeni di astinenza, dipendenza ed eccessiva risposta con accesso all'uso indiscriminato della violenza fisica. Lo stesso discorso vale ovviamente per la violenza alle donne (sessuale o solamente fisica) come per i bambini (pedofilia o aggressioni fisiche). La corretta soddisfazione degli istinti secondo i criteri di socialità e di libero scambio reciproco sono modalità di “sublimazione” degli istinti di carattere superiore e moderno, tant'è che abbiamo dovuto aspettare gli anni '70 per avere la prima definizione di violenza sessuale alle donne o appunto di pedofilia. Tutta questa presa di coscienza è storia moderna per cui è normale non avere ancora strumenti adeguati per contrastarla. Lo scandalo è generato dall'effetto spettatore creato dalla medesima struttura dei mass.media: questo fenomeno aumenta i casi di imitazione e non serve a produrre nessun cambiamento favorevole alla riduzione del fenomeno visto che l'istinto dello spettatore necessita di dosi sempre più elevate di scandali per essere soddisfatto e che i mass.media vivono della pubblicità che consegue a questa moderna forma di parafilia. La relazione vittima carnefice Entriamo allora nell'ultimo campo: la relazione vittima carnefice, sperando che vi piaccia almeno questa. E' libero scambio quello tra minore e adulto pedofilo? Questa è la domanda da cui dobbiamo partire.Sicuramente è libero scambio l'amore tra persone adulte dello stesso sesso o di sesso diverso. Sicuramente non lo è il sesso ottenuto con la violenza o quello che conduce alla morte dell'altro. Rimane di difficile trattazione allora solo l'aspetto del nudo atto sessuale e dell'incesto tra adulto e minore. Diamo la priorità all'incesto che è appunto di maggiore frequenza. L'universo del bambino è geneticamente sessuato, come abbiamo detto, ma i valori e lo sviluppo autonomo è modificato in modo profondo dalla relazione con i genitori, prima, con la scuola e i compagni di classe a partire poi dall'età scolare. I bambini trovano naturale la relazione fisica totale con i propri genitori da cui dipendono dalla nascita al 100%. La nascita a tre anni di istinti sessuati e poi la loro trasformazione polimorfica aumenta il desiderio di contatto del minore con l'adulto. La cultura ci ha insegnato a respingere i bambini troppo seduttivi, ma i pedofili sono invece contenti di questo comportamento naturale del minore. Quando il genitore rimane coinvolto nella trappola dei propri istinti pedofili il minore, a meno che non vi sia anche violenza fisica, non si rende affatto conto della gravità della cosa, essendo in parte appunto consenziente. Solo strumenti indiretti come il disegno, il rendimento scolastico, le favole o i sogni faranno emergere i conflitti e le frustrazioni del minore che altrimenti non possiede nessuno strumento naturale per distinguere la realtà che lo circonda. Molti bambini ed alcune bambine da adulti racconteranno ai propri psicoterapeuti di avere provato piacere o di essersi sentiti loro in colpa secondo le complesse strategie che emergono psicologiche in quell'età in cui Freud pretendeva si risolvesse il complesso di Edipo (di Elettra nelle bambine), cioè l'innamoramento per il genitore del sesso opposto e il conflitto con quello dello stesso sesso. Esistono poi fenomeni di suggestione e di legame psicologico profondo, dovuti sempre alla natura onnivora e sessuata anche del bambino, che spesso diviene dipendente psicologicamente dal carnefice, come in tutti i casi di istinti non soddisfatti, e tra questi c'è il desiderio di cure parentali. E' appunto il contrasto tra l'istinto sessuale e il desiderio di cure parentali a creare quel corto circuito che ci permette attraverso i segnali indiretti di capire di essere di fronte ad un reato, perché il minore a meno che non ci sia violenza fisica non ha nessuno strumento per capire la differenza. Allo stesso modo è questa la base scientifica per potere distinguere in modo chiaro, anche nell'ultimo caso da analizzare, il reato di pedofilia dal comportamento lecito di tutti i rapporti sessuali tra consenzienti. Nessuno può impedire ad un minore di avere rapporti sessuali infatti anche completi con altri minori consenzienti, questa è infatti la norma del comportamento umano. D'altra parte è a 11 anni che le bambine, in modo più evidente, diventano capaci di procreare, Giulietta ne aveva 14 quando incontrò Romeo che ne aveva già 21, ed infine ancora oggi a Napoli e provincia la prima gravidanza o la prima interruzione di gravidanza avviene per un gran numero di ragazze anche prima dei 15 anni, mentre il partner occasionale o stabile non ha quasi mai meno di 18 anni. Il limite nel caso di puro atto sessuale tra maggiore e minore va allora rivisto di volta in volta e valutato da un giudizio esterno, possibilmente, alla famiglia del minore in oggetto, per stabilire se c'era consenso e se questo non era in contrasto con il bisogno di cure parentali, dal che si desumerebbe comunque un abuso, a mio avviso. E' evidente il reato nel caso di soggetto estraneo che usi mezzi tecnologici o che viaggi in cerca di prostituzione minorile, così come appunto il caso di chi “caccia” sistematicamente in luoghi pubblici come parchi, parrocchie o scuole le proprie vittime. Rimane nell'ombra il rapporto stabile che si crea in alcuni casi in cui la vittima si dice consenziente e dove il giudizio del tribunale e del legislatore e non dello psichiatra può stabilire se c'è stato abuso del bisogno di cure parentali oppure se qualcuno ha trovato la propria Lolita.Dr. Manlio Converti

PRIDE VERONA 2007giornata dell'orgoglio gay lesbico transgenderSABATO 23 GIUGNO 2007- presso csoa La Chimica - Piazza Zagata Borgo Venezia -VeronaRICHIESTA ADESIONE E PARTECIPAZIONE - Il 28 giugno del 1969 parti la "rivolta" allo "Stonewall" di New York. A quel tempo negli Stati Uniti esisteva una legge che vietava di servire da bere nei locali pubblici agli omosessuali (i/le transessuali venivano omologati di fatto agli omosessuali). Il bar "Stonewall" era prevalentemente frequentato da "travestiti" e transessuali ed in misura minore da lesbiche e gay. Durante un'ennesima perquisizione della polizia atta a far rispettare la legge, Silvia Rivera ed altre transessuali che frequentavano il locale, dettero inizio ad una vera e propria rivolta che costrinse alla ritirata le forze di polizia. Celebre è rimasto il "tacco a spillo" usato come arma da Silvia Rivera per ribellarsi ad un poliziotto che la stava maltrattando... I gay e le lesbiche presenti seguirono l'esempio di Silvia e le altre, partecipando alla rivolta. In quel giorno, nacque l'orgoglio gay lesbico bisessuale e transgender.... Sabato 23 giugno 2007 dalle ore 19.00 preso il csoa La Chimica di Verona verrà ricordata la Giornata dell'orgoglio omosessuale e transessuale, il PRIDE. Il Circolo Pink invita tutte le associazioni, gruppi, sindacati, collettivi, singole e singoli ad aderire e a partecipare sabato 23. Abbiamo scelto, anche quest'anno, di fare questa festa alla Chimica, perchè pensiamo come gay lesbiche e trans che quello spazio debba continuare a vivere, perchè è stato ed è uno di quegli esempi da seguire, un luogo abbandonato che grazie all'impegno dei/delle ragazzi e ragazze della Chimica ha ripreso vita dopo anni. Anche noi come Silvia e le altre non ci lasceremo portare via questo spazio di libertà , vi invitiamo a condividere la serata e lo spazio. Se avete materiale da portare portatelo, cè la possibilità di fare un banchetto. PER ADERIRE MANDARE UNA MAIL entro mercoledi 20:
info@circolopink.it Giovedi 21 alle ore 11.45 faremo una conferenza stampa presso la sala stampa di Palazzo Barbieri alla quale vi invitiamo a partecipare. INCONTRO: Sabato 23 Ore 18.00 alla Chimica Iincontro con tutte le realtà che hanno aderito al Pride e non solo: sarà l'occasione per confrontarsi a partire dall'identità di genere e dall'orientamento sessuale sulla necessità di continuare con orgoglio una politica di visibilità dei diritti di cittadinanza. PROGRAMMA: dalle ore 19.30 aperitivo, a seguire cena e poi dj-set e forse una sfilata, ma vediamo se la nostra stilista trova l'ispirazione... in ogni caso vi aspettiamo tutt*. Hanno già aderito: Sinistra critica, Verona Cambiare Si Può, Partito dei comunisti italiani-Verona, Graziano Perini - cons. comunale dei comunisti italiani, Federazione di Verona del PRC, Giorgio Bertani consigliere dei Verdi Prima Circoscrizione, Arcilesbica Verona, Arcigay Verona, Roberto Leone, on. Vladimir Luxuria, Facciamo Breccia, Isabel CholbiCircolo Pink Verona - Via scrimiari 7, 37129 Verona - tele e fax 045 8065911info@circolopink.it - www.circolopink.it
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MASTELLA METTE LA MORDACCHIA AL GIUDICE A”ANTICROCIFISSOdi Luigi Tosti Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, di poter affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure la rimozione del crocifisso [N.d.R.]. Nel settembre del 2006 il giudice di Camerino Tosti Luigi ha chiesto al Ministro di Giustizia Mastella di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule giudiziarie preannunciando che, in caso contrario, si sarebbe rifiutato di presenziare al processo penale che sarebbe stato celebrato a suo carico a gennaio dinanzi ai giudici dell'Aquila. Nella lettera il dott. Tosti ha giustificato la sua richiesta col rispetto del principio costituzionale di laicità dello Stato italiano, così esprimendosi: "Ribadisco, poi, che nella mia qualità di imputato mi rifiuto di farmi processare da giudici partigiani che si identificano platealmente nei crocifissi cattolici appesi sopra la loro testa, e non nei simboli neutrali dell'unità nazionale che, guarda caso, sono accuratamente estromessi dalle aule giudiziarie italiane: tanto più in processi nei quali questi giudici di parte cattolica -che cioè accettano di far parte di un'Amministrazione connotata di cristianità - sono chiamati ad esprimere un giudizio di colpevolezza o di innocenza in relazione ad un mio comportamento che è diametralmente opposto, cioè di rifiuto radicale di giudicare in nome di quel "loro" idolo". Ebbene, questa frase ha mandato su tutte le furie il Ministro cattolico Mastella che, istigato dal collega On.le Francesco Storace, ha sfogato il suo livore con un'immediata azione disciplinare contro la toga anticrocifisso, incolpandola di "avere tenuto un comportamento non corretto nei confronti dei giudici del Tribunale di L'Aquila, esprimendosi in violazione dei criteri di equilibrio e misura". Il Tosti ha respinto l'incolpazione, rilevando che le sue parole, oltre ad esprimere una verità oggettiva e incontestabile, non potevano essere "censurate" perché rientravano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa e di libertà di pensiero e, inoltre, non potevano neppure integrare un illecito disciplinare alla luce della nuova normativa di cui al D. Leg.vo 23.2.2006 n. 109: si trattava, infatti, di un comportamento tenuto al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni di magistrato. Accortisi dell'infondatezza dell'accusa, si sono subito cambiate le carte in tavola per mantenerla in piedi: con un "tocco di magia", come nella favola del lupo e dell'agnello, è stata infatti mossa al giudice anticrocifisso una nuova incolpazione con la quale si è sostenuto -si badi bene- che la frase incriminata integra addirittura "un fatto costituente reato per il contenuto gravemente ed ingiustificatamente lesivo dell'ordine giudiziario nel suo complesso nonché del Ministro destinatario della istanza". L'istruttoria è stata chiusa con solerte rapidità , tant'è che il Presidente del CSM Nicola Mancino ha già rinviato la toga anticrocifisso al giudizio della Sezione Disciplinare per la pubblica udienza che si terrà il 21 settembre prossimo. Questo è il commento del dr. Tosti: "Se il Ministro cattolico Mastella e i membri di questo Governo "laico" -Prodi, D'Alema, Rutelli e Bertinotti in testa- si illudono di tapparmi la bocca con quella stessa criminale mordacchia con la quale gli augusti antenati di questa Colonia del Vaticano la tapparono a Giordano Bruno, prima di arrostirlo "cristianamente" sul rogo, hanno fatto male i conti. E' triste per me doverlo ammettere pubblicamente, ma il Ministro di Giustizia Roberto Castelli, al quale avevo inoltrato lettere esattamente identiche a quella "censurata" da Mastella, ha dimostrato di essere un perfetto galantuomo. Credo proprio che mi presenterò al cospetto della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura col capo cosparso di cenere e gli occhi bassi per la vergogna: dire la verità in un regime che si regge sulla menzogna è infatti disdicevole perché si rischia, prima o poi, di essere scoperti". Si consiglia vivamente di non pubblicare questa notizia, potendo nuocere al regime di disinformazione imperante nella Colonia del Vaticano. Luigi Tosti
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LE AVVENTURE DI “FROCIK” IL VENDICATORE DEGLI OPPRESSIA cura di Massimo ConsoliEbbene, si’, lo confesso: Frocik... ero io! Ho inventato questo personaggio all’inizio degli anni ’70, sulla scia dei vari Kriminal, Diabolik, Anarkik... Stavo cercando un protagonista che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia voglia di cambiare il mondo, la mia ansia rivoluzionaria. Frocik mi sembro’ l’ideale. Il nome era sufficientemente provocatorio, e faceva capire subito la personalita’ del nostro eroe. Il debutto era previsto sulla rivista “Noi”, numero di luglio 1973, ma l’editore ebbe paura. Gia’ il titolo era tutto un programma: “Basta!”. Il contenuto, poi, veramente da denuncia visto che, anticipando l’outing me la prendevo un po’ con tutti: “Basta con le Gianna Preda che parlano sempre dei Sullo, dei Colombo, dei Rumor, e non accennano mai ai Caradonna, ai Nencioni!”... “E’ ora di finirla con i profittatori e gli sfruttatori di ogni risma, con le marchette ideologiche, con i ruffiani ed i prostituti che vivono sulle nostre spalle, con i predicatori bugiardi che esaltano cio’ in cui, per primi, non credono, con gli ideologi fasulli, con i servi ed i venduti al miglior offerente, con i preti traviatori di coscienze, con i democristiani che cercano di comprarci, con i fascisti che cercano di venderci!” Gianna Preda era una redattrice del Borghese che, in ogni articolo, non riusciva a non insultarci. Gli altri erano parlamentari in carica della Democrazia Cristiana o del Movimento Sociale. Cosi’, la firma salto’ anche se l’articolo apparve (l’editore chiese il parere di un avvocato!), ma riuscii ad imporla nel numero successivo, recensendo il libro di Lisetta Carmi su I travestiti, nella quale me la prendevo con Dario Bellezza che ancora non si decideva a diventare un militante a pieno servizio. Frocik era lanciato! Un po’ piu’ tardi intervenne Enrico Verde, uno studentello con tanta voglia di fare, di lottare, molto carino, ancora piu’ intelligente e in gamba (oggi e’ un maturo professore di Lettere) e Frocik divento’ un fumetto sul nostro mensile Ompo, attraverso il quale informavamo i lettori e i militanti degli sviluppi delle nostre trattative con il Comune di Roma per la concessione di una sede alla Gay House. Oggi, i personaggi di quelle strisce sono diventati quasi misteriosi, ma all’epoca tutti sapevano che Amato Mattia era a capo della segreteria del Sindaco Luigi Petroselli, cosi’ come Luigi Arata era il consigliere comunale del PCI che ci voleva sfrattare a tutti i costi dalla palazzina che avevamo occupato e trasferirci nello squallido frigorifero del vecchio Mattatoio abbandonato (“Ompo” N° 56, 2 novembre 1979). Bellissimo il fumetto che termina con una vignetta che, all’epoca, venne ritenuta impossibile: “100.000 gay a Roma”. Un sogno! In retrospettiva non credo di essere lontano dal vero se dico che Frocik e’ stato il primo fumetto gay italiano prodotto dal movimento ed apparso con una certa continuita’. Poi, nel 1979, il personaggio subisce una trasformazione, diventa piu’ internazionale e si ribattezza Gayik (“RGN” 258 ), ma il sottotitolo rimane sempre lo stesso: il vendicatore degli oppressi. E, in effetti, Frocik e’ la frusta della comunita’ omosessuale, uno scudiscio che si abbatte impietoso su tutti coloro che ci offendono, ci denigrano, ci discriminano. Il papa comincia la sua campagna contro di noi? Ed Enrico Verde gli risponde con la sua “Rerum Gayorum” (in sostituzione della “Rerum Novarum”...) e con i “Turpi Peccatori”. Si parla di particolari microbi che colpiscono solo i gay? E lui dimostra la differenza tra la zecca gay e quella eterosessuale. Ma non basta! Per consolidare una comunita’ si ha bisogno anche dei propri riti e miti. Cosi’, ad un certo punto, il settimanale “Rome Gay News” comincia a stampare in ultima pagina dei santini da ritagliare e conservare nel portafoglio con l’immagine dei beati Leonardo da Vinci, Pier Paolo Pasolini, Harry Hay, Chaikowskj, e cosi’ via. Passiamo serate intere alla Gay House oppure a casa mia, a cercare le immagini giuste, a tagliare, sforbiciare, disegnare... l’inventiva di Enrico Verde e’ inesauribile. Seguono, a ruota, le “Gaylire”: un’altra invenzione strepitosa. Le banconote vengono utilizzate nei locali, soprattutto a Roma, come fossero dei buoni sconto. Tutti i giornali ne parlano e, pochi mesi dopo, anche la Lega Nord s’inventa la “sua” moneta... per stare al passo con i tempi. Infine arriva l’euro. Ma questa e’ tutta un’altra storia. Massimo Consoli
FASSINO MA QUALE OCCULTA! LEGGI PIERLUIGI BATTISTA. Il segretario dei DS, Piero Fassino, ha inaugurato la stagione dei colpi di sole, eppure, non siamo ad agosto. Col solleone cosa dirà ? Nel corso dell'intervista all'Unità Fassino ha paventato «Un vento torbido che minaccia l'Italia» e una «regia occulta» che avvelena i pozzi e minaccia la vita del Paese. Ma no!! Se ne accorge, ora, Fassino?! Una Regia Occulta? Fassino, ma quale occulta d'Eggitto! Fassino guardi nei Palazzi del Potere - dal Parlamento ai Palazzi di governo - ed a tutta la pletora che vi gira attorno, e non vedrà nulla di «occulto» ma di chiarissimo. E non ci faccia venire il latte alle ginocchia perchè nessuno, a destra e a sinistra, ne può più delle sciocchezzate e delle balle che ci vengono ammannite. Fassino si legga oggi Pierluigi Battista «Giornali e politica. Torna di moda la retorica dei «veleni», pag 26, Corriere della Sera, in cui scrive di «una malattia semantica stagionale» (malattia dei politici ndr) che accusa la stampa di avvelenare i pozzi. Malattia semantica, dei politici & dintorni, di cui ho discettato nella mia ultima nota *pochi Stronzi ! Giuliana D'Olcese - P.S.: Colgo l'occasione per dire a Gian Antonio Stella che la sòla rifilata ai romani dal sindaco Veltrozzio, «il Difensore Civico», Avvocato Marotta, da lui stesso voluto, sponsorizzato ed imposto alla città di Roma, è la rappresentazione vivente della negazione della democrazia che regna nell'Amministrazione Capitolina. Il Difensore Civico, in democrazia, è colui che, superpartes, è il controllore dell'Amministrazione comunale, e questa, è il controllato. Inoltre, non è uno di partito nominato ne' dal partito ne' tantomeno da un leader di partito. La figura istituzionale del Difensore Civico è a difesa dei cittadini, il baluardo tra questi e l'Amministrazione comunale acciocchè ne siano tutelati i diritti. Il Difensore Civico, per legge è, o dovrebbe essere se le regole fossero rispettate e non si abusasse dell'ignoranza dei cittadini, eletto dai Cittadini e non, viceversa, nominato dal controllato. Il caso Veltrozzio-Marotta, caro Stella, non è altro che lo specchio della corruttela politico-amministrativa di cui sono in balia i cittadini romani ai quali, Veltrozzio, ha rifilato la sòla del Controllore nominato dal Controllato. Ai tempi in cui, qualche, innocua cri