news 26 Marzo
CONTRO LA PENA DI MORTE, CONTRO IL
PREGIUDIZIO E LA DISCRIMINAZIONE
"Quanto sangue dovrà ancora scorrere
per le strade prima che venga abolita in ogni parte del mondo la pena
di morte"?
MEHDI KAZEMI E' SALVO!
GRUPPO EVERYONE FESTEGGIA CON I
SUOI ALLEATI E ANNUNCIA NUOVE CAMPAGNE PER LA VITA
Dopo la storica
approvazione dell'urgente Risoluzione europea sul cado di Seyed Mehdi
Kazemi (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?
type=MOTION&language=EN&reference=P6-RC-2008-0111), l'Home Office
britannico, Jacqui Smith, ha deciso poche ore fa di sospendere la
procedura che prevede la deportazione in Iran del ragazzo gay, membro
del Gruppo EveryOne. Quanto avvenuto oggi è il risultato della
mobilitazione internazionale che ha visto in prima linea il Gruppo
EveryOne con il Partito Radicale Nonviolento e le Associazioni Nessuno
Tocchi Caino e Certi Diritti. "Quando ci siamo assunti l'impegno di
tentare di salvare Mehdi," dichiarano con entusiasmo i leader del
Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "il
giovane gay iraniano era destinato alla deportazione a alla morte sulla
forca in Iran. Poi attorno a noi e ai nostri alleati si è creata una
rete di solidarietà che ha evitato un altro crimine contro i Diritti
Umani. E' il primo passo verso una società non più indifferente, ma
capace di rispettare i diritti dei profughi, che sono l'anello più
debole dell'umanità". Non si può che esprimere la più profonda
soddisfazione per questa grande vittoria sul campo dei diritti umani,
che ha portato alla salvezza di una vita umana e ha scritto una pagina
importante di Storia europea: d'ora in poi i massimi organismi
garantiranno che in tutti i paesi dell'Unione Europea venga applicata
la Direttiva 2004/83/CE, che impone il riconoscimento dello status di
rifugiato anche alle persone perseguitate nel loro paese di origine a
causa del loro orientamento sessuale. "E' un trionfo per la civiltà
umana," concludono i leader di EveryOne, "preludio alle nostre nuove
campagne, il cui fine è la salvaguardia dei profughi e di altre
minoranze perseguitate. Mentre festeggiamo la salvezza di una vita,
però, dobbiamo lottare perché le nazioni si pongano sulla via dei
Diritti Umani e abbandonino persecuzioni e ingiustizie che sono il
retaggio di epoche che è necessario lasciarsi alle spalle".
Per
ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.
everyonegroup.com
info@everyonegroup.com
UNO SPORTELLO GLBT AD AVEZZANO (AQ)
Apre lo sportello di ascolto e d'intervento sulle
tematiche GLBT ad Avezzano. Lo sportello si propone di essere un valido
appoggio per coloro che vivono un disagio discriminatorio derivato dal
proprio orientamento sessuale. Responsabile dello sportello è Anna
Maria Angelitti, già nota nella comunita varia per i suoi articoli e
contributi. Lo sportello ha sede presso la Federazione PRC – SE di
Avezzano in via F. Parri 13 b/c. La Angelitti offre la massima
disponibilità a tutti coloro che vi si rivolgeranno, nel pieno rispetto
della privacy. Dichiarazione di Marco Riccardi Segretario Federazione
PRC – SE: "Esprimo tutta la mia vicinanza ad una tematica che purtroppo
in questo paese ancora non trova il giusto riconoscimento ed il
rispetto che merita". Chiunque potrà contattare Anna Maria Angelitti ed
avere l'assistenza richiesta, rivolgendosi al seguente numero di
telefono: 320.2737126.
Marco Riccardi
Segretario Federazione PRC – SE
Avezzano
LE RAGAZZE DI GAYA CsF E IL DECALOGO DI MONS. MOLINARI VESCOVO DELL'AQUILA
Sfogliando le pagine de "il centro", cronaca di L' Aquila, in prima pagina abbiamo letto a malincuore le quattro colonne in cui sua eminenza Mons. Molinari dettava gli 8 consigli ai ' poveri
cattolici' su come votare. In realtà non erano consigli ma regole da
seguire......altrimenti l'ira di Dio si sarebbe scatenata su questi
"poveretti"......poverini!!!!!!!! L'ottavo consiglio da seguire era
quello di votare partiti che avessero riguardo per la famiglia.......
tra parentesi vi era il divieto a qualsiasi tipo di unione
omosessuale!!! Come tali ci siamo sentite offese, disprezzate e
soprattutto rifiutate dalla chiesa.....Alla fine ci può anche andar
bene, non siamo interessate molto a far parte di quella grande setta
elitaria che è ....ma pensiamo a come si è potuto sentire chi crede!!!!
Nei giorni successivi le repliche ci sono state, ma quasi tutte per
sostenere il vescovo, anche da pare di quei partiti che avrebbero
dovuto contestarlo!!! Ed allora?........la cosa grave è che ci siamo
sentite tradite in qualità di cittadine di uno stato che non ci
difende, da quei partiti in cui credevamo e verso i quali adesso
nutriamo dei seri dubbi!!! Lo stato deve difendere i diritti di tutti,
questo almeno ci hanno tramandato i padri della costituzione. Nel
nostro paese lo stato difende solo gli interessi di pochi ed i politici
sono burattini manovrati dal grande potere onnipresente temporale della
chiesa cattolica apostolica romana. Mi vergogno di essere italiana!
Siamo fiere dunque di essere noi stesse, libere e autonomamente
pensanti! Grazie a Gaya CsF per aver come sempre difeso noi cittadini
di serie D. E grazie al Comitato Promotore Arcigay Consoli L'Aquila
perché è stata l'unica associazione che ha dato una severa ed eloquente
risposta al Vescovo Molinari senza curarsi di eventuali ritorsioni
politiche o sociali, delle quali, pare abbiano paura tutti gli altri.
Ramona e Silvia Gaya CsF L'Aquila.
ARCIGAY SOSTIENE IN SICILIA SILVESTRI E LUXURIA, CANDIDATI NELLA SINISTRA ARCOBALENO
Mercoledì 26 marzo, in due distinte conferenze stampa a Palermo e Catania, il
presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso presenterà i candidati
per la Sinistra Arcobaleno Gianpaolo Silvestri (Senato) e Vladimir
Luxuria (Camera, Sicilia 1). I due esponenti storici del movimento lgbt
(lesbiche, gay, bisessuali, transgender) potranno contare nella loro
avventura sull'appoggio di tutta Arcigay nazionale e siciliana nonché
sul sostegno da parte di tutto il popolo lgbt. Arcigay vuole ribadire
il contributo indispensabile che Luxuria e Silvestri potranno portare
nel prossimo Parlamento in termini di valori e di idee nella
definizione di una buona prassi politica per la difesa dei diritti
civili e di libertà dei cittadini omosessuali, oggi argomento sempre
più attuale e sempre più urgente. MERCOLEDI 26 MARZO 2008 ORE 11,30
CASA DELLA SINISTRA ARCOBALENO (LEFT) VIA DEGLI SCHIOPPETTIERI N. 8
PALERMO Saranno Presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale
Arcigay On. Vladimir Luxuria Candidata alla Camera, collegio Sicilia 1
Sen. Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato. MERCOLEDI 26 MARZO 2008
ORE 17,30 CAFFE' NEVA PIAZZA S. FRANCESCO D'ASSISI N. 4 CATANIA
Saranno presenti: Aurelio Mancuso Presidente nazionale Arcigay Sen.
Gianpaolo Silvestri Candidato al Senato Paolo Patanè Presidente Arcigay
Sicilia
Davide Montanari
39 339 7107082
RUTELLI E LA COMUNITA' LGBT
E' da diversi giorni che Francesco Rutelli afferma di aver raggiunto
un' intesa con le Associazioni glbt romane. In concreto, Rutelli ha
incontrato Arcigay Roma e Arcilesbica Roma, sottoscrivendo alcune loro
proposte. Riteniamo importante che un candidato sindaco incontri il
mondo dell'associazionismo, nello specifico quello glbt, dobbiamo però
ricordare che solo nella città di Roma, che Rutelli si vanta tanto di
conoscere, le realtà associative gay, lesbiche e transgender sono più
di 10, ognuna portatrice di stimoli e rappresentatività diversi. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, per esempio, appoggia senza
se e senza ma la candidatura a sindaco di Franco Grillini, ritenendolo,
tra tutti i candidati , la sola alternativa laica presente in città.
Franco Grillini è sostenuto con forza anche da Arcigay Nazionale e da
vari Comitati Provinciali, tra cui anche Arcigay Roma. Le proposte per
la comunità gay presenti nel programma di Rutelli sono in parte
tardive e in parte sembrano più il famoso specchietto per le allodole
che un reale intento di occuparsi dei diritti civili di tutti i
cittadini. Curioso che prenda l'impegno di contrastare qualsiasi
discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale: solo qualche
mese fa la sua collega, Paola Binetti, ha rischiato di far cadere il
governo Prodi proprio su questo tema, senza che vi fosse una presa di
distanza da parte di Rutelli. Ci piacerebbe chiedere a Rutelli se
anche questo, come le Unioni civili, sia tema da governo nazionale.
Paradossale che venga a chiedere ai gay e soprattutto alle lesbiche il
voto dopo l'invito a disertare il referendum sulla misogina e
discriminatoria legge 40. Non siamo disponibili a votare un candidato
che nel programma non ha inserito una sola riga che sostenga in maniera
tangibile le richieste delle persone gay, lesbiche e transessuali.
Quanto ai punti per i quali Rutelli si è impegnato con Arcigay e
Arcilesbica dobbiamo far presente che su alcuni di essi l'
associazionismo romano ha operato per anni con progetti ed interventi
mirati, in collaborazione con i vari Assessorati delle precedenti
Amministrazioni capitoline. Specificatamente il Circolo Mario Mieli ha
realizzato e porta avanti progetti sul bullismo, sull'Hiv, contro le
discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di
genere. In tal senso quindi l'impegno del candidato Rutelli non ci
sembra nè nuovo, né innovativo ed articolato. Per tutti questi motivi e
perché non abbiamo ancora visto un radicale cambiamento di Rutelli su
questi temi, noi continuiamo fortemente ad appoggiare Franco Grillini.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano –
Presidente
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A
- 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
3487708437
PILLOLA DEL GIORNO DOPO IL 10 APRILE IL GIP DI ROMA DECIDERA' SE RINVIARE A GIUDIZIO I MEDICI OBIETTORI DI COSCIENZA.
Dichiarazione di Massimiliano Iervolino e dell'avv.Alessandro Gerardi.
"A seguito della nostra opposizione alla richiesta di archiviazione
formulata dalla procura della repubblica di Roma, il Giudice per le
Indagini Preliminari, dott. Carlo Mattioli, ha finalmente fissato l'
udienza di discussione in camera di consiglio per il giorno 10/04/2008,
ore 12,00. Il predetto procedimento giudiziario trae spunto da un
nostro esposto del 01/02/2006 col quale decidemmo di denunciare i
medici del Policlinico Umberto I° e del San Giovanni di Roma che,
appellandosi all'obiezione di
coscienza, si rifiutarono di prescrivere
la c.d. "pillola del giorno dopo" ad una paziente che ne faceva urgente
richiesta. All'udienza del 10 aprile, pertanto, per la prima volta in
un'aula giudiziaria, tenteremo di dimostrare – soprattutto grazie all'
ausilio del parere medico-scientifico redatto dal dott. Silvio Viale
sul meccanismo d'azione del Levonorgestrel - che i medici che non
forniscono la ricetta per l'acquisto della c.d. "pillola del giorno
dopo" compiono un vero e proprio reato di interruzione di pubblico
servizio e/o di omissione d'atti d'ufficio e non un atto di rispetto
della propria coscienza (che nel caso di specie, come per i
profilattici e la contraccettiva, non è previsto né consentito dalla
legge)."
www.radicaliroma.com
IL GUELFO CIARRA-PAME
A questo mondo non si finisce mai di imparare e di stupirsi. Questa volta la storia
e il vero senso della vita ce li insegna Giuseppe Ciarrapico, candidato
con il PDL al Senato della Repubblica. Si definisce guelfo,
sostenitore del Papato e di Benedetto XVI: IL Papa e lui, entrambi
fautori della sola vera famiglia, quella composta da un uomo e da una
donna. Fin qui nulla da obiettare se non fosse per il fatto che per
confermare questa convinzione si permette di insultare chi non la pensa
come lui. Usa il termine "ciarpame" per definire tutto ciò che è al di
fuori del sacro vincolo del matrimonio eterosessuale, offendendo di
fatto tutta le comunità glbt e non solo. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli gli risponde per le rime:
- ciarpame è
essere fascista e non rinnegarlo (altrimenti perché il saluto romano ai
funerali di Edda Ciano Mussolini nel 1995?);
- ciarpame è stampare
libri revisionisti sulla storia, le armi e l'esercito fascista nella
propria tipografia di Cassino;
- ciarpame è il Lodo Mondadori;
- ciarpame è la bancarotta fraudolenta per l' A.S. Roma;
-
ciarpame è la vicenda "Casina Valadier" (3 anni in Cassazione)
-
ciarpame è il finanziamento illecito ai partiti (condannato ma affidato
ai servizi sociali)
- ciarpame è il crack del Banco Ambrosiano (in
appello condannato a 4 anni e mezzo poi ridotti a soli sei mesi in
detenzione domiciliare per motivi di salute).
Il signor Ciarrapico
sembra pronto per essere eletto in Parlamento grazie a Berlusconi che
ha blindato la sua candidatura.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
06/5413985 -
348/7708437
LORENZO CESA, UDC, A BABILONIA
«Nessuna forma di riconoscimento pubblico alle coppie
di fatto. Non si può dare a tutti lo stesso. Siamo impegnati a
promuovere normative che facciano riferimento alla dottrina sociale
della Chiesa».
«Il concetto di famiglia accolto dalla Costituzione
risale a una tradizione giuridica più che bimillenaria. (...) Per
quanto riguarda le coppie gay, si tratta di una situazione meramente
privata che, come tale, non può ricevere una forma di riconoscimento
pubblico né essere equiparata alla famiglia, ferma restando la tutela
dei diritti dei singoli». E' questa una delle tante risposte che il
segretario nazionale dell'UDC, fornisce in una intervista al mensile
Babilonia. La rivista di cultura omosessuale va in edicola con uno
speciale sulle elezioni di aprile, dando spazio alle voci del movimento
omosessuale, e con reportage da Bruxelles e da altre parti del mondo su
come politici e organizzazioni glbt vedono le consultazioni
elettorali. Due i politici italiani, diversi tra loro, che parlano al
movimento glbt, attraverso lo storico mensile omosessuale: Fausto
Bertinotti e Lorenzo Cesa. Il segretario dell'UDC risponde a Babilonia
su molti temi, come la fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale:
«ha spostato a destra il Popolo delle Libertà. L'ingresso di Fini nel
PPE dipenderà dagli oltre 50 partiti che fanno parte della nostra
grande famiglia europea». Ma sono i diritti civili, la Chiesa e la
protezione della comunità omosessuale contro ogni forma di
discriminazione, i temi principali dell'intervista. Così alla domanda
di Babilonia: "Perché un omosessuale dovrebbe votare Udc?", il
segretario Cesa risponde: «Chi condivide i nostri programmi e si
riconosce in una forza politica moderata e tollerante non dovrebbe
avere problemi a votare UDC». All'insistenza del giornalista se l'UDC
sarebbe in grado di accettare, anche ai vertici del partito, un
omosessuale, Cesa replica: «Direi che il problema non dovrei pormelo io
bensì coloro i quali desiderassero partecipare alla vita del partito.
E' ovvio che dovrebbero condividerne pienamente principi e valori».
Babilonia chiede a Cesa perché l'Udc, quando si parla di diritti
omosessuali, è così lontana a discuterne. Categorico il segretario: «Mi
sembra eccessivo e non rispondente alla realtà dire che vi siano
persone "senza un briciolo di diritti". E non è nemmeno accettabile
affrontare la questione delle coppie omosessuali prendendo a pretesto
questa inesattezza giuridica». Ancor più incisivo su quello che la
Chiesa ha il diritto di imporre: «Ha il pieno diritto – dice Cesa a
Babilonia – e dovere di sollecitare al rispetto di principi e valori
che non sono negoziabili. L'UDC, in quanto partito d'ispirazione
cristiana, è impegnato a promuovere normative che facciano riferimento
alla dottrina sociale della Chiesa». Alla domanda se l'UDC appoggerebbe
leggi contro le discriminazioni, il segretario risponde: «L'uguaglianza
dei cittadini di fronte alla legge è un principio di civiltà che fa già
parte della nostra Costituzione e del nostro ordinamento. Il divieto di
discriminazione non significa però dare a tutti lo stesso, ma a
ciascuno il suo. Non mi risulta che ci siano oggi discriminazioni
fondate sulle tendenze sessuali. Qualora se ne individuassero, non
penso che ci siano problemi nel sostenere iniziative parlamentari per
eliminarle».
Mario Cirrito
Babilonia
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FAUSTO BERTINOTTI IN ESCLUSIVA A BABILONIA
«Il governo Prodi si è speso troppo poco sulle unioni civili. E anche su pensioni e salari... E la
Chiesa non pretenda di dettare comportamenti al legislatore.»
«Credo
che il governo sulle unioni civili si è impegnato troppo poco, non
troppo! Non capisco per quale ragione di fronte ad un elemento di così
grande valore civile, avrebbe dovuto esonerarsi dalle responsabilità di
presentare una legge. Non capisco perché il governo deve assumersi
responsabilità in materia di politica economica e non di un
provvedimento sui diritti civili». Il Presidente della Camera, Fausto
Bertinotti, risponde così ad una delle tante domande, in una intervista
esclusiva al mensile storico omosessuale Babilonia. Il candidato
premier della Sinistra Arcobaleno parla anche di salari, pensioni,
precarietà: «Se Prodi avesse operato a favore dei salari e delle
pensioni, avrebbe potuto consolidare un elemento di forza che,
purtroppo, aveva disperso a luglio non accogliendo le richieste dei
movimenti per una incisiva lotta alla precarietà». Poi, ovviamente,
sono i diritti civili omosessuali a impegnare il Presidente Bertinotti
nell'intervista con Babilonia. La divisione nel governo e nella
maggioranza non hanno portato risultati concreti per una legge sulle
unioni di fatto e altre leggi contro l'omofobia e lo il mensile
omosessuale cerca di capire perché. «Avevamo raggiunto un compromesso
nella scorsa campagna elettorale – risponde Bertinotti – Era un
compromesso interessante e dinamico: riconosceva diritti alle persone
che fanno parte delle unioni di fatto, semplicemente sulla base di
scelte affettive e amorose. Un passo avanti che è stato colpevolmente
messo in discussione dalle destre». Ma, la sinistra, non poteva essere
più incisiva? «No – replica Bertinotti – i numeri eran quelli e c'era
poco da essere incisivi. Ci siamo trovati di fronte a una
controffensiva moderata e fondamentalista rispetto al quale, questo sì,
va rimproverato: il governo non ha avuto il coraggio necessario di
stoppare! Sarebbe stato utile per tutti, anche per la trasparenza dei
processi politici, sfidare in campo aperto le forze che dentro la
maggioranza si erano sfilate dal patto e dall'accordo del programma.
Dovevamo parlare direttamente al Paese» Nessuna autocritica? Qualcuno
tra voi non dovrebbe scusarsi per le promesse non mantenute con la
nostra comunità?, chiede con insistenza Babilonia. «No. Nella
maggioranza ci si è battuti perché le unioni civili venissero
riconosciute. Naturalmente una critica complessiva può essere fatta ma
ci sono state forze come quelle che oggi sono nella Sinistra
Arcobaleno, così come nei Radicali e Socialisti, che si sono impegnati
su questo terreno. Naturalmente capisco la comunità omosessuale ma non
si può mescolare chi l'ha combattuta e persa la battaglia, da chi
invece l'ha fatta perdere», risponde Bertinotti. Babilonia chiede se
vale anche per l'Italia una frase di Zapatero: "La Spagna si governa
con la legge, non con il catechismo". «Quello della Chiesa – risponde
il Presidente della Camera – è tornato ad essere un problema cruciale
per la vita politica italiana. Credo che la laicità sia una condizione
preliminare perché la politica possa assolvere al suo compito. Ogni
volta che si determina una limitazione dell'autonomia della politica,
in nome di una cattedra esterna, la politica subisce uno sfiguramento
che la rende impresentabile. La Chiesa ha il diritto e il dovere di
rivolgersi ai fedeli e chiedere a loro la piena applicazione dei suoi
precetti. Ha anche il diritto di rivolgersi ai non credenti nella sua
opera di proselitismo. Io non appartengo a quella cultura laica che
nega alla religione la presenza come elemento costruttivo dello spazio
pubblico. Riconosco al fenomeno religioso questa presenza ma non
capisco perché tutto ciò poi debba trasformarsi in quella forma
specifica di ingerenza che si manifesta con la pretesa di dettare
comportamenti al legislatore in nome di una morale esterna alla
fondazione politica che è quella istituzionale».
Mario Cirrito
cell.
392.1858930
ALL'APERTO E AL CHIUSO
Prostituzione e tratta I nuovi dati del fenomeno, i servizi sociali, le normative di riferimento
Il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, assieme al
traffico di armi e di droga, è diventato uno dei principali mercati
illegali su scala mondiale. Il fenomeno ha subito in questi ultimi anni
una trasformazione strutturale che ha prodotto un cambiamento radicale
del rapporto tra i diversi attori sociali coinvolti e ha determinato
una maggiore segmentazione interna al fenomeno. Le modalità di
esercizio della prostituzione si sono estese determinando cambiamenti
dei luoghi dove viene praticata, dei rapporti sociali e delle forme di
contrattualizzazione tra le vittime e gli sfruttatori. Le
organizzazioni criminali hanno sviluppato un modus vivendi accettabile
per le donne coinvolte nei meccanismi di sfruttamento con l'obiettivo
di "umanizzare" lo sfruttamento sessuale ed evitare conflitti
incontrollabili che possono mettere in crisi la stabilità delle stesse
organizzazioni. Una vera e propria "ricerca del consenso" che è
diventata fattore costitutivo del rapporto di prostituzione. Nel
frattempo la prostituzione si è spostata dalla strada alle "case al
chiuso", in risposta alla repressione giudiziaria innescata dalla legge
Bossi-Fini mirata contro le donne straniere che esercitano la
prostituzione in strada, perché più visibili. La prostituzione allora
si mimetizza ma estende il proprio raggio di influenza su nuovi gruppi
nazionali, primi tra tutti quello delle donne maghrebine e quello delle
donne cinesi. Il libro raccoglie i risultati di una ricerca condotta da
Parsec Consortium nel biennio 2005-2006 che ha studiato le
trasformazioni del fenomeno a livello nazionale, sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo, e ha costruito una vera e propria "mappa
sociale" del mercato romano della prostituzione che rappresenta, da
solo, quasi un quinto dell'intero fenomeno nazionale. La ricerca
presenta anche le esperienze realizzate a sostegno delle vittime della
tratta sessuale e le metodologie di lavoro sperimentate proprio al fine
di attivare percorsi per la loro fuoriuscita dai circuiti della
prostituzione. In particolare, il Progetto Roxanne del Comune di Roma,
programma di intervento che ha coinvolto le istituzioni locali, le
forze dell'ordine, gli operatori della sanità, gli operatori sociali e
i mediatori culturali, finalizzato al reinserimento sociale e
lavorativo delle vittime della prostituzione.
Casa editrice EDIESSE Via
dei Frentani 4A - 00185 Roma
06 44870283 ediesse@cgil.it
Ufficio
stampa: Carla Pagani
06 44870286 ediesse.pagani@mail.cgil.it
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