29 maggio 2007

Parlamentari presi a botte a Mosca: il video

MOSCA - Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del gay pride «un gruppo di nazionalisti» ha «picchiato violentemente i radicali».
Lo ha reso noto il partito radicale, che ha specificato come «subito dopo c'è stato l'intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare l’europarlamentare Marco Cappato e il funzionario del gruppo dei Liberali al Parlamento europeo e militante dei Radicali, Ottavio Marzocchi» I due sono stati rilasciati poche ore dopo. L’accusa formale di «aver attraversato la strada dove non si poteva» è stata respinta da Cappato, che ha spiegato: «Ho dichiarato che stavo difendendo un amico aggredito e non tutelato dalle forze dell’ordine».

PRIMA LE UOVA E POI LE BOTTE - «Questa mattina alle 10.15 ora italiana -spiegano i radicali- a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo». La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi voleva consegnare al sindaco, spiegano i radicali, una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay pride. Ma «mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all'iniziativa nonviolenta e poi a picchiare violentemente i radicali». Subito dopo è intervenuta la polizia. «Siamo molto preoccupati -dicono ora i radicali- soprattutto per le condizioni di Mazzocchi che è stato violentemente picchiato».
LUXURIA: «VOLEVAMO DARE LETTERA AL SINDACO» - «Già quando siamo usciti dall'albergo abbiamo trovato un nutrito gruppo di poliziotti che ci ha fatto controllo documenti. E quando siamo arrivati di fronte al municipio di Mosca, senza uno striscione o una bandiera, gli ultranazionalisti e gli ortodossi infiltrati in mezzo ai giornalisti, ci hanno tirato le uova. È evidente che c'è stata la pressione del sindaco per spaventarci e per non far avere luogo alla manifestazione». Lo ha dichiarato all'agenzia Adnkronos il deputato di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria, raccontando quanto successo a Mosca questa mattina. «L'organizzatore del Pride - ha aggiunto - era stato preso dalla milizia che lo voleva portare sul camion: ho cercato di evitarlo e sono stata spintonata. La polizia ci ha detto che voleva portarci via perchè voleva proteggerci; ma mentre ci tiravano le uova e, ad alcuni, anche i sassi, la polizia non faceva nulla e rideva. Sono stata rassicurata dall'ambasciata italiana che Marco Cappato, che era stato portato via, è stato lasciato libero». «Il nostro intento - ha spiegato il deputato di Rifondazione comunista - era solo quello di consegnare una lettera al sindaco di Mosca, sottoscritta da diversi europarlamentari, in cui si ricordava che l'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta anche dalla Russia, enuncia il diritto di manifestare il proprio pensiero. Tuttavia, preannuncio un'interrogazione parlamentare: tra un mese ci sará l'incontro tra il governo italo-russo, e in quell'occasione voglio che la questione dei diritti umani sia posta in maniera risoluta».
NESSUN NAZISKIN - Contrariamente a quanto diffuso subito dopo gli incidenti, sono stati nazionalisti e ultraortodossi a tirae uova e calci contro gli europarlamentari giunti nella capitale russa a supporto dei diritti omosessuali. Durante i disordini di questa mattina non c’era nessun naziskin.
28 maggio 2007

Fonte: Corriere della sera



Guarda il video dell' accaduto







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22 maggio 2007

news 22 maggio

L'ALTRO MARTEDI'
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu, Martedì
22 Maggio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Cristina
Gramolini di Arcilesbica Nazionale in occasione del convegno: "La
storia che non c'era" - Il movimento delle lesbiche in Italia - ROMA
1 –2 – 3 GIUGNO 2007 Tre giornate di studio e dibattito, per una
storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti.
RADIO POPOLARE
email: omomail@radipopolare.it FM 107.600 - streaming su www.
radiopopolare.it

COMUNICAZIONE ARCILESBICA
"La storia che non c'era - il movimento delle lesbiche in italia"
1-2-3 giugno 2007 Roma Casa Internazionale delle Donne. Tre giornate di studio e dibattito, per una storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione,
visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti. Lesbiche al fianco del
movimento femminista, del movimento gay o indipendenti. Esperienze
straordinarie di autonomia da consegnare alla memoria collettiva e al
movimento di oggi. Programma: VENERDI' 1 giugno ore 16.30- 17.00
Apertura dei lavori, ore 17.00- 18.30 Sessione Politica I - Daniela
Danna -Lesbiche usciamo Fuori! – Roberta Vannucci -Non sono l'unica
lesbica al mondo: convegni lesbici separatisti 1981-1987 – Emma Baeri -
Le lesbiche, le femministe, le storiche. Appunti per una storia degli
incontri, dei conflitti, delle rimozioni attraverso la ricognizione di
alcuni luoghi politici tra gli anni Ottanta e Novanta - SABATO 2 giugno
ore 10.00- 12.00 Sessione Politica II - Moira Ferrari –Due settimane e
mezzo – Valeria Santostefano – Voci di donne lesbiche in Arcigay: tra
1989 e 1996 – Cristina Gramolini -La ricerca di una politica efficace:
ArciLesbica –Lidia Cirillo -Il lesbismo come tema e come problema per i
partiti politici italiani – ore 12.00-12.30 dibattito sulla Sessione
Politica, pausa pranzo. Ore 14.30- 16.00 Sessione Editoria – Paola
Guazzo - Storia breve di un'&strosa editrice. La &stro e il
lesbofemminismo italiano fra anni Ottanta e Novanta – Eva Mamini - Il
Dito e la Luna, o della sfida della visibilità – Marina La Farina -
Schede per un Pantheon dei libri lesbici in Italia – ore 16.00- 16.30
dibattito sulla Sessione Editoria, pausa. Ore 17.00- 18.00 Sessione
Artistica Eleonora Dall'Ovo - InSceNate Lesbiche – Luki Massa –Motore
>Azione! Tre decenni di regia lesbica – ore 18.00- 18.30 dibattito
sulla Sessione Artistica. DOMENICA 3 giugno ore 10.00-12.00 Sessione
Comunicazione Lilia Mulas -Babilonia: la parola viola – Giovanna
Olivieri -Memoria irregolare. 1981-2001 Vent'anni di Bollettina del CLI
–Monia Dragone e Barbara Romarri -From the fool to the world. Towanda:
appunti lesbici – Carmela Casole –Web, lo schermo lesbico – ore 12.00-
12.30 dibattito sulla Sessione Comunicazione, pausa pranzo. Ore 14.30-
15.30 Sessione Teorica Helen Ibry – Percorsi di legittimazione e
affermazione del desiderio lesbico – Nerina Milletti –Con divisioni:
spostamenti semantici e politici del termine "lesbica"- ore 15.30-
16.00 dibattito sulla Sessione Teorica. Ore 16.00-16.30 Conclusioni.
Info: www.arcilesbica.it


COMUNICATO MIT BOLOGNA
Siete informati su quanto successo e sta succedendo a Bologna? Dopo la nostra bellissima
manifestazione: un sit-in di 2000 persone davanti alla cattedrale con
lo striscione IERI INQUISIZIONE OGGI OMOFOBIA" siamo stati attaccati
dal vescovo che ha dichiarato che i Gay hanno offeso la madonna e
insieme la città. I titoli che compaiono su tutti i giornali e nelle
edicole sono da caccia alle streghe. Era immaginabile ma non a questi
livelli...e il vescovo stà rigirando la frittata e strumentalizzando la
nostra manifestazione aizzandoci contro tutta la città coperto da tutti
quei politici ambigui che hanno paura di dire le cose esattamente come
stanno. Dalla nostra solo Rifondazione e Verdi mentre il massacro
mediatico continua. Ma meglio questo che il silenzio...SIAMO RIUSCITI
FINALMENTE A FAR EMERGERE IL BUBBONE...GRIDANDO "IERI INQUISIZIONE OGGI
OMOFOBIA. QUESTA SI CHIAMA TEOCRAZIA. per piacere diffondete e stateci
vicini. Porpora Marcasciano


FASSINO RUTELLIZZATO
Piero Fassino si dice pronto a dialogare con Pezzotta e gli chiede di
sedersi attorno ad un tavolo per studiare il modo di riconoscere i
diritti alle coppie di fatto attraverso la modifica degli articoli del
codice civile. Lodevole iniziativa, ma forse sarebbe il caso che
qualcuno gli dicesse che la proposta dei DS tanto tempo fa erano i Pacs
che poi per esigenze di coalizione sono stati declassati a DICO, che
ricordiamo all'On Fassino, al movimento lesbico, gay e trans, non
piacciono affatto. Crediamo doveroso ribadire che sarebbe il caso che
la politica interpellasse di più i diretti interessati e non Savino
Pezzotta, di cui ci sfugge totalmente la rappresentanza di cui Fassino
lo investe.
Sul treno dei diritti, dove ci pare di capire che esistano
classi diverse, Fassino e Pezzotta vogliono riaprire per noi le
carrozze di 3 classe. Cominciamo a essere stufi di dover seguire ogni
giorno le capriole di Fassino, che dall'equidistanza delle due piazze (
San Giovanni, P.zza Navona) è passato a entrare in piena sintonia solo
con una, e guarda caso quella del family day, una manfestazione
apertamente contro i diritti. Ribadiamo con fermezza che qualunque
riconoscimento per le coppie di fatto deve essere pubblico e non
privato. Non a caso le 3 parole d'ordine del Pride Nazionale Unitario
del 16 giugno prossimo a Roma, saranno PARITA', DIGNITA', LAICITA'.
Fassino abbia il coraggio di venire in piazza con noi, nel 94 lo fece
pure Rutelli. Rossana Praitano Presidente Circolo Di Cultura
Omosessuale Mario Mieli Tel 065413985 Segreteria Politica 3487708437


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY NAPOLI
Napoli, 18/05/2007
Arcigay Napoli
aderisce alla manifestazione nazionale sui rifiuti
Arcigay Antinoo di
Napoli aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale per la
raccolta differenziata, il compostaggio e la bonifica dei rifiuti che
avrà luogo con il corteo che partirà sabato 19 maggio alle ore 15,00 da
piazza Garibaldi a Napoli. Arcigay Antinoo di Napoli che fa parte del
cittadino "Comitato Allarme rifiuti tossici", condivide le finalità del
"Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso tra comitati, reti,
movimenti e gruppi".


CIRCOLO MARIO MIELI
A TUTTI COLORO CHE ORGANIZZANO VIAGGI IN PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE ROMA PRIDE 2007
CI GIUNGONO NUMEROSE RICHIESTE DA TUTTA ITALIA INFORMAZIONI
SUL VIAGGIO PER ROMA IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 16
GIUGNO. CHIUNQUE DI VOI ORGANIZZI PULLMAN PER ARRIVARE A ROMA
(RICORDIAMO CHE SI PARTE DA PIAZZALE OSTIENSE E CHE IL CONCENTRAMENTO
E' PREVISTO ALLE ORE 16.00) E' PREGATO DI FARCELO SAPERE INDICANDOCI
L'ASSOCIAZIONE ORGANIZZATRICE, UN REFEREENTE ED UN NUMERO DI TELEFONO
PER ESSERE CONTATTATI DA CHI DESIDERA EVENTUALMENTE AGGREGARTSI. E'
NECESSARIO RICEVERE LE INFORMAZIONI AL PIU' PRESTO POSSIBILE IN MODO DA
POTERLE INSERIRE AL PIU' PRESTO MEL SITO WWW.ROMAPRIDE.IT
TALE URGENZA
SI RENDE ANCOR PIU' NECESSARIA PERCHE', ALMENO AD OGGI, PARE SIA STATO
PROCALAMATO UNO SCIOPERO DELLE FERROVIE PROPRIO IL 16 GIUGNO, NON
ANCORA CONFERMATO MA CHE RENDE ANCORA PIU' NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE
ORGANIZZATIVA DI TUTTI/E NOI. ATTENDIAMO UNA VOSTRA RISPOSTA AL PIU'
èRESTO POSSIBILE. GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE E A PRESTO! Andrea
Berardicurti/Stefano Mastropaolo/Massimo Farinella Segreteria
Organizzativa Roma Pride 2007
Via Efeso, 2/A 00146 ROMA tel.
065413985 fax 065413971 Cell. 3487708437


COMUNICATO STAMPA
BABILONIA
Babilonia mensile di cultura e vita omosessuale «Finché ci sarà una
religione esisterà sempre una lotta contro l'omosessualità. Se una
religione accettasse l'omosessualità scomparirebbe, in quanto, la base
della religione è la procreazione: uomo-donna; Adamo ed Eva. Bisogna
però lottare a favore della laicità, perché la religione va bene come
fatto privato, non può farsi pubblica; non può entrare nella vita
economica e politica di uno Stato. Ciascun cittadino ha diritto di far
ciò che vuole; non esiste che la Chiesa, la Moschea o la Sinagoga
entrino a casa mia per dirmi come devo fare l'amore e con chi». A fare
questa affermazione è lo scrittore Tahar Ben Jelloun, nella intervista
rilasciata al mensile Babilonia, in cui parla più estesamente del suo
ultimo libro: "Partire". Al mensile storico omosessuale che lo incalza
sulle controversie sui diritti omosessuali e la Chiesa cattolica, lo
scrittore maghrebino risponde, dicendo: «Mi spiace molto che gli
italiani non abbiano maggiore forza nel chiedere una base democratica
che è la laicità dello Stato. La laicità è una base della democrazia
(...) Altrimenti il Papa è sempre lì a dire cosa devono fare gli
altri». Parla molto del suo libro, Tahar Ben Jelloun, con Babilonia ma
anche di omofobia, bullismo e giovani: «Bisogna educare, partire dai
bambini, ad accettare gli altri; ad accettare la differenza. Tutto
inizia a scuola ma occorre educare anche i genitori che spesso sono
portatori di pregiudizi». Lapidario e netto sul tema del matrimonio e
adozione per gli omosessuali: «Io sono a favore delle libertà
individuali; se si tratta di due adulti sono affari loro. Sono stato in
Brasile, ho incontrato un amico che vive con un altro uomo; hanno
entrambi deciso di adottare un bambino che vive nelle favellas. Questo
bambino avrà possibilità maggiori di crescere senza diventare un
criminale. L'immagine della famiglia tradizionale non sarà certamente
intaccata da queste scelte, e l'adozione è anche salvezza per molti
bambini». Sullo stesso numero, tra i vari servizi, una lunga intervista
a Miguel Bosè; il nuovo presidente francese visto dai gay d'Oltralpe;
uno speciale sui Gay Pride e su Arcigay recentemente uscita dal
Congresso nazionale e le corrispondenze da Mosca, India, Stati Uniti,
Belgio, Spagna.
Mario Cirrito (Babilonia)

Catania
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da politici incompetenti e
codardi e dai vertici religiosi ipocriti. Quello che l'anno scorso, ci
sembro' un colpo di testa di uno sparuto gruppo di fascisti, oggi ci
pare sempre più chiaramente il risultato di anni di odio, insulti e
demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali e dei diversi. E' per
questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i tempi ridotti, di
provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo che non fare il
Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e chi gli e'
vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che mai c'e'
l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare in piazza
chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di tutt*. Alla
luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per quest' anno,
ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le realtà GLBT e
non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra proposta e' di
fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare insieme e in
gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità. Solo una
risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo che
speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT e
non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Cordiali saluti, Froci
Sempre Fascisti Mai!!! Open Mind centro di iniziativa GLBT - Catania


COMUNICATO ASSOCIAZIONE
2 AGOSTO 1980
Martedì 22 maggio 2007 – ore 17:
30 Biblioteca dell'Archiginnasio – Piazza Galvani 1– Bologna Carlo
Lucarelli, Paolo Bolognesi e Vittorio Rizzi. Presentano il libro UNA
STELLA A CINQUE PUNTE di Daniele Biacchessi Baldini Castoldi Dalai
editore Sarà presente l'autore. Per informazioni: Ufficio Stampa BCDe
02 58143241 – 214 – 230

INFORMAZIONE E
DEMOCRAZIA NEGATA
Articolo
di Isabelle Rizk
Recentemente, nei giorni del Family Day, il tema delle
coppie di fatto e del riconoscimento dei diritti civili degli
omosessuali è stato molto dibattuto nei programmi di "informazione".
Sono stata, con la mia compagna, involontaria protagonista e vittima in
questa kermesse che ha visto molte testate, in particolar modo quelle
televisive, allineate nel sostegno ad una iniziativa concepita
piuttosto "contro" che "a favore". La trasmissione "Confronti", su
Rai2, per la puntata di venerdì 11 maggio (il giorno prima della
manifestazione) prevedeva un dibattito sull'argomento tra Gianni
Vattimo e Vittorio Sgarbi. Il lancio avrebbe dovuto essere una breve
intervista a me e alla mia compagna; un filmato di pochi minuti in cui
due persone, una delle quali molto credente, raccontavano del loro
amore difficile a causa dei pregiudizi e per una grave malattia di una
delle due; raccontavamo di un sentimento reso ancor più forte dalle
avversità. Il video si concludeva con l'esortazione a riflettere sulle
vite delle persone che si pretende di giudicare, sui loro problemi e
sulle ingiuste sofferenze che una spregiudicata campagna politico-
religiosa sta ulteriormente alimentando. Il tutto inoltre con molta
pacatezza. La trasmissione è andata regolarmente in onda, ma al
servizio girato dalla troupe Rai in casa nostra (con i relativi costi a
carico dei contribuenti) la redazione, all'ultimo momento, ha preferito
uno stralcio tratto da una intervista realizzata dalle "Jene", un
format di Mediaset. In questa intervista è stato chiesto a due ragazzi
gay quante volte a settimana "lo facevano ", quali erano le loro
posizioni preferite, se amavano i bambini e la loro risposta: "...ci
fanno schifo, preferiamo i cani". Frase magica, probabilmente lo stacco
in perfetta sintonia con l'immagine sponsorizzata dalla redazione di un
mondo gay assolutamente antitetico a quello ben più rassicurante
rappresentato dalla "famiglia tradizionale". Questo (e lo ripeto) un
giorno prima della manifestazione. Sono francamente nauseata da tutto
ciò, nauseata dal fatto che si cerchi di orientare secondo i propri
interessi l'opinione delle persone, per di più con mezzi pubblici,
quindi di tutti, nauseata perché l'operazione sembra riuscire, mettendo
in crisi la mia fiducia nella autonoma capacità critica di ognuno di
noi, nauseata dal fatto che una chiesa che dovrebbe insegnare amore e
rispetto per gli altri, sta invece orchestrando una campagna
diffamatoria che genera disprezzo e emarginazione, nauseata infine da
una classe politica che si definisce democratica e civile e non riesce
ad essere onesta neanche con se stessa, ipocritamente asservita ad
oscuri poteri e meschine ambizioni. Ho sempre avuto fiducia nell'
intelligenza delle persone, ho sempre creduto che la giustizia e l'
amore alla fine debbano prevalere, almeno nei grandi sistemi, almeno
nella dimensione dei principi. Ma questo presuppone consapevolezza da
parte di noi tutti, quella consapevolezza la cui salvaguardia dovrebbe
essere la ragione di esistere dei sistemi di informazione, ma la cui
negazione oggi invece appare come la loro sola possibilità di
sopravvivere. Rendendo questa lettera aperta ai media un paradosso in
sé. Riducendo le ambizioni per una società migliore ad anacronistiche
illusioni per coloro che ancora continueranno a crederci. Isabelle Rizk


ZANON E FAIXE EL FOGO,
SE MAGNA VENEXIA?
Palazzo Chigi con la
bellezza di 13 «aerei blu» - più quelli a noleggio - e Venexia? Venezia
con un solo vecchio e malandato elicottero per spegnere gli incendi
Professor Zanon, e fai che il fuoco si mangi Venexia? Poi come la
mettiamo?
è stata la risposta alla nota diramata dal Professor Luigi
Gigio Zanon, strenuo e infaticabile cittadino a difesa della sua
Venexia, «Il degrado a Venezia» inviandola per conoscenza a istituzioni
locali, regionali e a cittadini veneti e non ed invitando Zanon a
perorare questa ennesima battaglia a favore della sua amatissima città:
Che la città patrimonio del mondo venga dotata dei mezzi idonei alla
sua salvaguardia dagli incendi che hanno già mietuto troppe vittime
umane e devastato il Teatro alla Fenice, il Mulino Stucky, Palazzo Coin
a Rialto, la chiesa di San Geremia, la Casa d'accoglienza per disabili
mentali a San Marco, un palazzo a Campo della Guerra, la Sinagoga,
Palazzo Volpi a San Beneto ed altre realtà monumentali e storiche.
Qualche giorno dopo, Gian Antonio Stella, coautore con Sergio Rizzo del
libro-inchiesta «La casta» - una precisa quanto impietosa analisi degli
scandalosi costi della politica, e dei politici - ha scritto nel suo
articolo «Venezia, contro il fuoco un solo elicottero e tanti
serenissimi Santi»: «Tema: è giusto che palazzo Chigi abbia la bellezza
di 13 «aerei blu» (più quelli a noleggio) che hanno volato
complessivamente nel 2005 per 37 ore al giorno costando ben 65 milioni
di euro mentre non si trovano i soldi per un secondo elicottero che
limiti i rischi nella più bella delle città a rischio? Per non dire dei
vigili del fuoco che sugli elicotteri si giocano la pelle per spegnere
gli incendi. Per avventurarsi in imprese come quei 23 giri notturni
sulla Fenice, (in fiamme (ndr) un pilota con oltre 25 anni di servizio
pagato 1.380 euro al mese (1380!) ha un'indennità di volo di 560 euro:
18 euro e 66 centesimi al giorno. Hanno chiesto il minimo «gli angeli
del fuoco»: lo stesso trattamento degli elicotteristi della Polizia,
che dipendono dallo stesso ministero degli Interni ma che guadagnano
molto di più». «Il sottosegretario Ettore Rosato, - ha concluso Stella
- allargando le braccia, ha risposto di no: la cosa costerebbe 4
milioni di euro. Troppi, per uno Stato che porta le Loro Eccellenze
anche alle feste private in giro per l'Europa o in pellegrinaggio al
monte Athos ma poi deve anche risparmiare». Che faccia 'e cuorno stu'
sottosegretario però! (ndr). Su quanto accade all'ambiente naturale ed
umano della città patrimonio del mondo, senza che nessuno se ne curi da
anni ed anni, e rendersi conto della realtà veneziana, l'articolo di
Gian Antonio Stella va letto interamente sperando che, finalmente, le
istituzioni nazionali, regionali e locali competenti provvedano a porre
fine a questo stato di cose da terzo mondo. Chi non ha letto l'articolo
scriva a Gstella#rcs.it e lo chieda. Ripeto, l'articolo va letto dalla
prima all'ultima parola per capire in quale grado di abbandono è
sprofondata e giace Venezia. Questo che ho riportato è solo un piccolo
stralcio delle drammatiche incredibili realtà veneziane descritte, ma
anche dei faraonici sperperi a cui si abbandonano ed in cui sguazzano
le nostre istituzioni e il nostro Stato, veri attuali satrapi. Realtà
riportate da un veneto qual'è Gian Antonio Stella. Stralcio che ho
inviato alle Giunte del Comune di Venezia e della Regione Veneto, alla
Stampa locale, al Capo del Governo, al sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio dei ministri ed al ministro dell'Interno, alla Segreteria
particolare del ministro per gli Affari Regionali, e per conoscenza a
membri del FAI. E che con la abituale Newsletter ricevono la Stampa
nazionale, le Agenzie di stampa ed i circa 73.000 destinatari a cui si
aggiungeranno lettori di giornali e periodici, di siti internet, di
Google, Yahoo e di altri motori di ricerca, e della mia rubrica on
line. «Il Premier? Per ora non ha dimostrato particolare attenzione ai
temi della difesa ambientale, Prodi dimentica l'ambiente. Promettono ma
non mantengono» ha dichiarato Giulia Maria Mozzoni Crespi - fondatrice
nel 1975 e presidente del Fai Fondo per l'Ambiente Italiano - al
quotidiano La Stampa nel corso della conferenza stampa svoltasi il 2
marzo scorso a Luvigliano di Torreglia nel brolo della Villa dei
Vescovi, la rinascimentale dimora immersa nei Colli Euganei acquistata
nel 1962 da Vittorio Olcese e da me, in comproprietà pro indiviso,
(realtà storica, e macroscopicamente catastale, di cui istituzioni ed
altre realtà, diciamo «misogine», omettono di menzionare) e
comproprietà che, sin da allora, ci impegnammo l'un l'altra a che ne
avremmo fatto dono allo Stato o ad una Fondazione perchè durasse nei
secoli futuri. Buon lavoro, a tutti, dunque. Chi desidera ricevere via
email una stupenda grande immagine del Leone di San Marco, me la
chieda. Non è allegata perchè pesa 255 Kb.
Giuliana D'Olcese www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm


L'ANTARTIDE STA FONDENDO
Dal satellite Nasa arriva l'allarme. Il Polo Sud comincia a
sciogliersi. Gli scienziati hanno le prove, l'Antartide sta fondendo.
Il fenomeno più significativo osservato negli ultimi 30 anni
Il Polo
Sud, fino ad oggi rimasto in apparenza estraneo al trend del
surriscaldamento del pianeta riconducibile all'inquinamento, comincia a
mostrare le prime crepe. L'occhio del satellite non sbaglia e gli
scienziati hanno potuto riconoscere il dissolvimento di blocchi
dislocati in punti diversi della zona ovest del continente. In tutto
un'area vasta quanto la California. "L'Antartide ha mostrato fin'ora di
resistere al riscaldamento, eccetto che per la zona della penisola
antartica", dice Konrad Steffen, direttore del centro di ricerche di
Boulder in Colorado che, sulla base di dati inviati dal satellite Nasa
QuikScat, ha fatto la scoperta. "Adesso però si riconoscono i primi
segni dell'impatto del surriscaldamento anche in questa parte del
globo: si tratta del fenomeno più vasto riscontrato dal satellite negli
ultimi 30 anni". I dati si riferiscono al periodo 1999-2005: pare sia
bastata una settimana di caldo intenso due anni fa a ingenerare uno
scioglimento della coltre più superficiale, poi ricongelatasi con le
temperature notturne e con le successive nevicate. La preoccupazione
maggiore degli scienziati è che la neve sciolta possa produrre crepe
nei blocchi sottostanti, insinuandosi fino agli strati più profondi,
determinando così il distacco di zolle bianche dal continente antartico
e il loro scivolamento graduale nell'oceano. Il fenomeno non è stato
registrato immediatamente proprio per il fatto che il manto più esterno
è tornato a cristallizzarsi. L'aspetto superficiale appare quindi
immutato. Gli strumenti del satellite però - gestito dagli scienziati
del laboratorio Nasa di Pasadena, in California - funzionano sulla base
di impulsi radar che vengono inviati sulla superficie di ghiaccio e ne
misurano l' "eco" prodotta, "scannerizzandone" così lo spessore e
mettendo in evidenza il processo di scioglimento e ricongelamento che
li ha interessati. I dati hanno permesso di vedere che si sono
liquefatti strati in zone dell'entroterra distanti fino a 900
chilometri dall'oceano e ad altitudini (oltre i 1800 metri) che
facevano escludere la possibilità di un fenomeno simile. L'Antartide
costituisce la principale riserva d'acqua dolce del pianeta ed è
pertanto fondamentale monitorarne costantemente l'evoluzione. E questo
anche per l'innescarsi di un insieme di conseguenze dagli effetti per
ora imponderabili: proprio il processo di scioglimento e riversamento
negli oceani potrebbe, alterando il livello delle acque e il loro grado
di salinità, traformare il sistema delle correnti e influenzare
successivi mutamenti climatici. Fonte:www.repubblica.it – INVIATO DA
Promiseland.it

NESSUNO TOCCHI CAINO
19.05.2007
MORATORIA. D'ALEMA, A
ITALIA E GERMANIA MANDATO UNANIME UE PER TESTO RISOLUZIONE – 14 maggio
2007: "I ministri dell'Unione europea hanno conferito all'Italia e alla
presidenza tedesca il mandato unanime per preparare il testo della
risoluzione sulla moratoria per la pena di morte da presentare
all'Assemblea generale dell'Onu in corso'. Lo ha affermato il
vicepremier Massimo D'Alema al termine della riunione dei ministri
degli Esteri dell'Ue. La decisione dei ministri degli Esteri Ue di dare
un mandato unanime all'Italia e alla presidenza tedesca è "un successo
europeo di cui l'Italia e' il principale artefice", ha detto D'Alema.
Il vicepremier ha spiegato che il mandato conferito include anche
raccogliere le adesioni per una 'cosponsorship' e prendere contatto con
la presidenza dell'Assemblea dell'Onu per poter presentare la
risoluzione gia' dalla corrente assemblea generale. 'Ci fa piacere - ha
detto D'Alema - poter dire che questa decisione e' una decisione dei
Paesi membri dell'Ue, nella quale l'iniziativa italiana potra'
svilupparsi non in modo solitario, ma insieme alla presidenza tedesca'.
Il vicepremier ha espresso 'gratitudine' alla Germania e ai Paesi Ue
che hanno sostenuto l'iniziativa italiana, spiegando che ora si tratta
di lavorare 'concretamente'. 'La decisione e' presa - ha spiegato
D'Alema - si tratta di stendere la risoluzione e di raccogliere le
'cosponsorship' e di prendere contatto con la presidenza'. Quanto ai
tempi dell'iniziativa, D'Alema ha ribadito la volonta' di inserire la
questione della moratoria sulla pena di morte all'ordine del giorno
dell'attuale Assemblea generale dell'Onu. 'Speriamo si creino le
condizioni regolamentari e che da parte della presidenza si possa
mettere in agenda', ha spiegato D'Alema, secondo il quale quella dello
stop alla pena di morte e' stata una 'campagna in crescita' alla quale
ha contribuito in modo importante anche il voto 'quasi unanime' del
Parlamento Europeo'. Quanto alla 'cosponsorship', il vicepremier ha
spiegato che l'obiettivo non e' 'semplicemente di allargare il consenso
ma di puntare ad una 'cosponsorship' perche' un gruppo di paesi possa
essere promotore con Italia e Germania'. Rispondendo alle domande dei
giornalisti, D'Alema ha indicato che fra i paesi che potrebbero essere
i 'cosponsor' ci sono Brasile, Sudafrica e Nuova Zelanda.
MORATORIA.
RADICALI: SOSPENSIONE 36 ORE, POI RIPRENDE SCIOPERO FAME A OLTRANZA –
15 maggio 2007: "Dobbiamo con molta serenita' e gravita' confermare che
lo sciopero della fame ad oltranza va avanti per arrivare a superare
questa fase e per evitare che, dopo il successo del CAGRE di ieri, si
pregiudichi il risultato finale della moratoria universale sulla pena
di morte". Lo ha annunciato Marco Pannella, commentando, in una
conferenza stampa, la decisione di ieri a Bruxelles del Consiglio dei
Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, che ha conferito all'Italia
e alla Presidenza tedesca un mandato unanime per presentare
all'Assemblea generale dell'Onu in corso una risoluzione per la
moratoria. "Il piu' difficile e' adesso - ha detto Pannella - e' adesso
che cominciano i giorni e le settimane per evitare il rinvio
dell'approvazione della risoluzione dell'Onu". Per marcare l'importanza
di quanto accaduto ieri - ha proseguito il leader radicale - abbiamo
deciso anche di riassumere alimenti per le prossime trentasei ore'.
IRAN. QUINDICI IMPICCATI PER TRAFFICO DI DROGA – 14 maggio 2007:
quindici uomini sono stati impiccati recentemente in Iran per traffico
di droga, riporta il giornale Quds. Le esecuzioni, precisa l'organo di
stampa, sono state effettuate negli ultimi 10 giorni nella città di
Mashad, nel nordest del paese. "La magistratura colpisce con decisione
i responsabili dell'insicurezza e del traffico di droghe, e ha messo a
morte 15 trafficanti", ha detto il capo dei procuratori della città,
Gholam Hossein Esmaeeli, citato dal giornale. La legge iraniana prevede
la pena di morte per il possesso di più di 30 grammi di eroina o di 5
chili di oppio. Secondo le stesse autorità, che però non forniscono
statistiche ufficiali, molte esecuzioni in Iran sono relative a reati
di droga, ma è opinione di osservatori sui diritti umani che molti di
quelli giustiziati per reati comuni, in particolare per droga, possano
essere in realtà oppositori politici.
NIGERIA. AMNISTIA PER PRIGIONIERI
PIÙ ANZIANI – 16 maggio 2007: il Governo della Nigeria ha deciso di
liberare i prigionieri del braccio della morte con più di 60 anni che
siano lì rinchiusi da più di 10 anni. Ha stabilito inoltre l'amnistia
per tutti i detenuti del paese che abbiano più di 70 anni. Le
liberazioni avverranno tutte prima dell'insediamento del nuovo
presidente, prevista per il 29 maggio. Dopo otto anni in carica, il
presidente Olusegun Obasanjo cederà infatti il potere a Umaru Yar'Adua,
a seguito delle elezioni svoltesi lo scorso aprile. La misura decisa
dall'esecutivo – ha detto il ministro dell'Informazione, Frank Nweke -
è parte degli sforzi tesi a ridurre l'affollamento delle prigioni
nigeriane, nelle quali la maggioranza dei detenuti non è stata ancora
processata. Il Ministro non ha però fornito il numero dei detenuti di
ogni categoria che saranno liberati.
OKLAHOMA (USA). ESONERATO DOPO 21
ANNI DAL BRACCIO DELLA MORTE – 11 maggio 2007: Curtis Edward McCarty è
stato liberato dal braccio della morte dell'Oklahoma, nel quale ha
trascorso 21 anni. Il giudice distrettuale Twyla Mason Gray ha
stabilito infatti che le accuse contro di lui fossero ritirate, dopo
aver appurato che la testimonianza resa nel processo dall'ex chimico
della polizia - Joyce Gilchrist - era falsa. Il procuratore
distrettuale David Prater ha detto che non avrebbe presentato ricorso
contro la decisione del giudice. In base alla falsa testimonianza
della Gilchrist, sperma e capelli rinvenuti indicavano in McCarty il
possibile killer, e le giurie avevano finito per ritenerlo colpevole.
Quando la difesa aveva chiesto la ripetizione dei test, i reperti
biologici risultarono persi. In seguito un giudice stabilì che la ex
chimico della polizia li aveva eliminati o volontariamente persi.
Recentemente, nuovi test Dna hanno dimostrato che lo stupro fu commesso
da un'altra persona. Sin dall'arresto, McCarty si è sempre dichiarato
innocente. Si tratta del 124° esonero dal braccio della morte dal 1973,
e del primo nel 2007.

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21 maggio 2007

Documentario su pedofilia e Vaticano

Un documento unico realizzato e trasmesso dalla BBC ad Ottobre 2006. Riferisce di un documento della chiesa cattolica dal titolo "Crimen Sollicitations" che spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali. Il video è stato sottotitolato in italiano a cura di http://www.bispensiero.it e dura 40 minuti.
Di seguito è riportata una parte della traduzione del servizio dal sito di Bispensiero.
"DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L'obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.Speaker: Fu Ratzinger a imporlo per 20 anni, l’uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.DOYLE: E’ tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c’è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l’emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l’approcciosistematico non sono cambiati.COLM: il nuovo documento fu un’opportunità mancata di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa, proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.Speaker: Colm andò allora a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematicada parte delle gerarchie ecclesiastiche.COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti. Un rapporto degli USA denuncia 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.Speaker: - Il centro degli scandali era Boston, e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Nuovamente veniva operata una copertura sistematica. Al vescovo prontamente allontanato subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis nelle diocesi del Minnesota.WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la “notte dello spirito”. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni… Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa..."


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18 maggio 2007

news 18 maggio

ROMA PRIDE 2007: APPELLO ALLE FORZE POLITICHE, SINDACATI, ASSOCIAZIONI
ITALIANE
Il 16 giugno a Roma si terrà il Roma Pride 2007 con lo slogan
"Parità, Dignità, Laicità", il cui corteo partirà da Piazzale Ostiense
per concludersi in Piazza San Giovanni. C'e' bisogno forte di
riaffermare il valore di queste tre parole, visti i continui tentativi,
che giungono da varie direzioni nonché da parte della destra italiana,
di mettere in discussione alcuni fondamentali valori, utilizzando
spesso una campagna omofobica e anti-libertaria. Non esiste democrazia
senza laicità. I cittadini italiani che si riconoscono in questo
concetto hanno il dovere di affermare con determinazione che esiste un'
altra Italia, che non vuole sprofondare nel Medioevo e che respinge gli
attacchi alle conquiste civili e sociali. Esiste un'altra Italia che
lavora per un ampliamento delle tutele e dei diritti, anche a favore
dei cittadini omosessuali e transessuali che attendono da tempo leggi e
normative presenti ormai in quasi tutta Europa. Il Coordinamento
Nazionale del Roma Pride 2007 lancia un appello a tutte le forze
politiche, i sindacati, le associazioni, gruppi e singoli che si
riconoscono nelle nostre parole d'ordine, di aderire alla
manifestazione e di impegnarsi fattivamente per la sua riuscita,
contribuendo concretamente allo sforzo organizzativo e finanziario del
Roma Pride Nazionale 2007. I tre portavoce nazionali del Coordinamento
Roma Pride 2007
Cristian Ballarin, cell. 347.8445732
Aurelio Mancuso,
cell. 335.310659
Rossana Praitano, cell. 348.7708439

UFFICIALIZZATO PERCORSO ROMA PRIDE: ARRIVO A SAN GIOVANNI
Il corteo del Pride Nazionale che si terrà a Roma il 16 Giugno 2007
partirà da Piazzale Ostiense e terminerà a piazza San Giovanni. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha presentato alla
questura, che ha dato il suo assenso, il seguente percorso: Piazza di
Porta San Paolo, viale della Piramide Cestia, viale Aventino, via di
San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana,
viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni.
Piazza di Porta San Paolo (Piramide), è già stata punto di partenza
del World Pride del 2000. L' arrivo a Piazza San Giovanni è dovuto al
fatto che questa piazza, tradizionale luogo di ritrovo delle grandi
manifestazioni popolari e punto di arrivo delle marce legati ai diritti
e alla pace, è l'unica in grado di contenere le centinaia di migliaia
di persone che attendiamo per l'evento e la nostra voglia di
protagonismo sociale e civile ed è il luogo più adatto per ribadire con
la massima forza le nostre parole d'ordine di quest'anno "parità,
dignità e laicità". Un Pride dalla forte carica politica e
rivendicativa in un momento che sentiamo centrale nel confronto
democratico del nostro Paese e che speriamo richiami a manifestare
tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la libertà di
pensiero, l'uguaglianza per tutti, la giustizia e la laicità delle
istituzioni. Dati che sembravano acquisiti ma sembrano oggi rimessi in
discussione. Rossana Praitano Portavoce Pride Nazionale Roma 2007

CHI VUOLE VADA, CHI NON VUOLE MANDI!"
Il Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli apprende dalle agenzie di stampa che
il segretario dei Ds Piero Fassino ha annunciato che una delegazione
dei Ds parteciperà al Gay Pride Nazionale Unitario di Roma del 16
Giugno. Riteniamo tutto ciò insufficiente. Ricordare all'onorevole
Fassino che mai come quest'anno è necessaria invece una massiccia
presenza delle forze democratiche e laiche al Gay Pride Nazionale
Unitario per ribadire il riconoscimento pieno delle istanze delle
persone lgbt e che lo esortiamoa partecipare personalmente alla
manifestazione, dandoci così l'assicurazione che non è tornato in voga
il vecchio detto "Chi vuole vada, chi non vuole mandi". All'onorevole
Fassino e ai Ds tutti chiediamo quel "coraggio laico" che non
esaspererebbe conflitti e che darebbe agli elettori del centro-sinistra
(tra cui la maggioranza delle persone lgbt) la garanzia di aver speso
bene il proprio voto. Le parole d'ordine della Manifestazione del 16
Giugno sono Parità, Dignita, Laicità. Se è vero che la battaglia per il
riconoscimento dei diritti civili è nel dna dei Ds, sarà quello il
momento per dimostracelo. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Andrea Berardicurti 06/5413985 – fax 06/5413971
Cell 3487708437

"AMATO VERGOGNA"
Ennesimo atto di offesa per il nostro corteo per la città di Roma, aggiungendo "ma
purtroppo c'è la Costituzione", torna a offendere la comunità
gay/lesbo/trans definendoci disagiati e sfortunati in quanto non in
grado di avere una famiglia. Tralasciando l'infelice terminologia
usata, alla quale ormai ci ha abituato, vorremmo rassicurarlo sul fatto
che gay, lebiche e trans sono in grado di essere famiglie, anzi lo sono
da tempo. Se avrà un sussulto di coraggio laico, la invitiamo a essere
presente al Pride nazionale di Roma del 16 giugno che si concluderà a
Piazza San Giovanni e che avrà come parole d'ordine PARITA', DIGNITA',
LAICITA'. Li avrà modo di rendersi conto di quanto noi ci riteniamo
fortunati della nostra condizione e di quanto siamo sfortunati nell'
essere rappresentati da un gruppo dirigente che ormai non riesce piu a
fare una dichiarazione senza dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
Rossana Praitano Portavoce Pride Nazionale 2007 cell 3487708437.
Segreteria Organizzativa
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli
tel 065413985 fax 065413971

cALDEROLI E IL BON TON DRUIDO
Il leghista Calderoli non è nuovo al linguaggio colorito
dell'osteria e sinceramente da tempo non consideriamo più le sue
esternazioni degne neppure di commento. Il senatore, noto anche per
essersi sposato con un fantasioso rito druidico, non ha perso
l'occasione offerta dalla piazza del Family day per inveire contro gli
omosessuali definiti "diversi"e concludendo le sue dichiarazioni con un
inequivocabile "W la famiglia abbasso i culattoni". Prendiamo atto che
la sua famiglia eterosessuale DOC non è stata in grado di insegnargli
né la buona educazione né il buon gusto! Il Circolo di cultura
omosessuale Mario Mieli ritiene assolutamente inaccettabile che da
parte di rappresentanti istituzionali ci si ostini ancora ad usare un
linguaggio gravemente offensivo per la dignità di milioni di cittadini.
Un linguaggio che, se si addice perfettamente al livello culturale del
senatore Calderoli, ferisce in profondità la credibilità della nostra
democrazia e la sua capacità di rappresentarci tutti e sposta il
confronto civile sul piano dell'invettiva immotivata e
dell'integralismo religioso. Già in passato avevamo chiaramente
esecrato questo tipo di invettive che mancano di qualsiasi contenuto
argomentativo; e neppure l'esserci rivolti all'autorità giudiziaria è
servito a tutelarci. Non vorremmo essere costretti a prendere atto che
nel nostro Paese esistono degli intoccabili che coprendosi del ruolo di
rappresentanza dei cittadini ritengano di essere sopra il rispetto
delle comuni leggi di convivenza civile. La nostra risposta colorata e
democratica sarà un grandissimo Gay Pride il 16 giugno a Roma. E
vedremo se allora ci si ostinerà a voler ancora definire scandalosa la
nostra legittima richiesta di uguaglianza e diritti. Andrea Maccarrone
Direttivo Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli Cell 3497355715
Circolo Mario Mieli 065413985
www.mariomieli.org


MINIGONNE DA MULTARE
Lo riferisce oggi il magazine Newsweek Polka Minigonne e scollature
osé, deputato polacco propone una 'multa'. La 'ricetta' del
conservatore Artur Zawisza "contro la tentazione sessuale" e per
stroncare la prostituzione sulle strade. Varsavia, 7 mag.
(Adnkronos/Ign) - Multare chi indossa minigonne, trucco pesante e
magliette troppo scollate per stroncare la prostituzione sulle strade
polacche. E' questa la proposta di legge "contro la tentazione
sessuale" sostenuta dal deputato conservatore polacco Artur Zawisza,
secondo quanto racconta oggi il magazine Newsweek Polska. Zawisza,
esponente del Partito per la legge e l'ordine (Pis) al potere, sta
premendo da mesi sul ministero della Giustizia perché sostenga la sua
idea, spiega il magazine. Il deputato ammette tuttavia che il
provvedimento potrebbe creare qualche confusione. "Potrebbe accadere
che una bella ragazza venga arrestata mentre torna a casa dalla
discoteca", concede. Ma si dice fiducioso che la polizia sappia
distinguere "fra le donne rispettabili e quelle che hanno perso la loro
moralità". FONTE AdnKronos. INVIATO DA Maria Ornella Serpa Gaya CsF

IO CAMMINO CON LE SPALLE aL MURO
Difficoltà per una consapevole identità
Museo d'arte moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20
maggio 2007 - ore 17 intervengono: Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti
in movimento Porpora Marcasciano, MIT - Movimento Identità Transessuale
Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori e Amici degli
Omosessuali


OPEN MIND CATANIA
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da
politici incompetenti e codardi e dai vertici religiosi ipocriti.
Quello che l'anno scorso, ci sembro' un colpo di testa di uno sparuto
gruppo di fascisti, oggi ci pare sempre più chiaramente il risultato di
anni di odio, insulti e demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali
e dei diversi. E' per questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i
tempi ridotti, di provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo
che non fare il Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e
chi gli e' vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che
mai c' e' l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare
in piazza chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di
tutt*. Alla luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per
quest' anno, ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le
realtà GLBT e non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra
proposta e' di fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare
insieme e in gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità.
Solo una risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo
che speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT
e non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Froci Sempre Fascisti Mai!!!
Open Mind centro di iniziativa GLBT – Catania


COMUNICATO STAMPA CO.
DI.PEP
Noi "PROSTITUT@" siamo "VITTIME": dello Stato criminale, che ci
perseguita consegnandoci nella mani di chi ci "sfrutta" dell'ipocrita
morale maschilista, che ci ab-usa e poi ci getta via disprezzandoci di
un sistema perverso e contraddittorio, che non concede spazi vitali
dello stigma morale, fonte di abietta e tranquilla violenza ai nostri
danni del turpe potere mediatico, che ci getta in pasto all'odio che
esso stesso fomenta delle forze dell'ordine, che non ci tutelano come
per legge, ma ci vessano, percuotono e stuprano del puttanicidio,
spacciato per "crimine comune in ambienti degradati" perchè nessuno
vuole occuparsene. Ma noi "PROSTITUT@" siamo LIBER@ e COSCIENTI della
nostra SCELTA e della nostra SOGGETTIVITA' e domani attraverseremo con
i nostri corpi le strade e le piazze di Padova per dire FORTE e
CHIARO, iniziando dal sindaco di Padova, Flavio Zanonato: "BASTA
DISCRIMINAZIONI!
BASTA VIOLENZE! PER LA NOSTRA SICUREZZA ED
AUTODETERMINAZIONE DATECI SPAZI VITALI!"
Ufficio Stampa
"Co.Di.Pe.P. -
ROMA"
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)
Riferimento Stampa: Ornella Cell.: 347 18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.
com

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 13 maggio 2007
GAY: CONGRESSO
ARCIGAY; AURELIO MANCUSO E' IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE
"LA STRADA
ORMAI E' QUELLA DELLA GIUSTIZIA: CHIEDIAMO IL MATRIMONIO"
PRIMO
APPUNTAMENTO IL GAY-PRIDE UNITARIO IL 16 GIUGNO A ROMA
"Fino a ieri ci
siamo affidati alla ragionevolezza, avanzando una proposta civile e
umana come quella delle unioni civili. Oggi dobbiamo avere il coraggio
di percorrere la strada della giustizia, chiedendo che anche l'Italia
rimuova il divieto per gay e lesbiche di sposarsi con la persona che
amano, come già Canada, Olanda, Belgio, Spagna e Repubblica del Sud
Africa". Lo dice Aurelio Mancuso in conclusione del 12° congresso
nazionale di Arcigay, che lo ha appena eletto nuovo presidente di
quella che, con i suoi 180mila iscritti, è la maggiore associazione
omosessuale italiana. Mancuso, 44 anni, fino a ieri segretario
nazionale di Arcigay, prende il posto di Sergio Lo Giudice, al quale il
congresso ha riconosciuto, come già a Franco Grillini, il titolo di
presidente onorario. "Arcigay oggi intraprende un nuovo cammino che,
tenendo conto della propria storia, intende valorizzare l'associazione
come soggetto politico e sociale, rete sindacale autonoma, distante e
distinta dai partiti" ha spiegato Mancuso. Il primo grande appuntamento
sarà a Roma il prossimo 16 giugno per la manifestazione nazionale del
gay-pride cui aderisce l'intero movimento italiano lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transessuali). L'assemblea congressuale ha anche eletto il
nuovo segretario nazionale, seconda carica associativa, e il consiglio
nazionale, cioè il parlamentino dell'organizzazione, che rappresenta il
principale organismo decisionale tra un congresso e l'altro. Il primo
incarico è stato assegnato a Riccardo Gottardi, 30 anni, attuale
presidente dell'associazione europea per la parità di diritti di gay e
lesbiche, Ilga Europe. Il consiglio nazionale è stato ampliato,
coerentemente con la crescita di Arcigay negli ultimi anni, da 60 a 80
componenti, rappresentativi dell'articolazione territoriale e delle
diverse sensibilità politiche dell'associazione. L'elezione di Mancuso
e Gottardi è stata accompagnata dall'approvazione di una mozione
congressuale unitaria, elaborata a partire da due mozioni contrapposte
che si sono fronteggiate nei due mesi di dibattito pre-congressuale
negli organismi locali dell'associazione. L'associazione ha inoltre
voluto rafforzare la propria autonomia politica stabilendo, per
statuto, che presidente e segretario nazionali non possano ricoprire
cariche pubbliche, partitiche o sindacali. Tra i vari ordini del giorno
approvati, anche quello che annuncia la richiesta di adesione a Libera.
Ha anche annunciato la richiesta di adesione a Libera, il network delle
associazioni italiane che si battono contro la Mafia. Ai lavori del
congresso, che col titolo "Siamo famiglie: pari dignità, pari diritti"
si è svolto a Milano tra l'11 e il 13 maggio, hanno preso parte circa
200 delegati, in rappresentanza di 180mila iscritti, raccolti in oltre
100 sedi locali (43 comitati provinciali e 65 associazioni affiliate),
e in 6 coordinamenti regionali, distribuiti in 48 province di 18
regioni italiane. Il dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali
dell'associazione si è tenuto tra marzo e aprile e ha coinvolto
migliaia di soci. Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
VERDI
PESCARA
I Verdi ed i comitati ambientalisti abruzzesi esprimono piena
soddisfazione per l'inizio delle indagini della Procura sulla questione
delle presunte irregolarità riguardanti i lavori del progetto Ricama-Si.
co.ra. Come è noto, negli ultimi sei mesi tramite un lavoro collettivo
e grazie a consulenze tecniche di alto livello riguardanti il progetto
Si.Co.Ra., abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare e un'
interpellanza regionale. Domani 13 maggio, durante la visita del
ministro Pecoraro Scanio all'Aquila, chiederemo ancora una volta il
blocco di questi lavori. Tra i maggiori pericoli elencati per
giustificare il blocco dei lavori delle opere previste dal progetto Si.
Co.Ra. c'era oltre allo sperpero di fondi pubblici anche l'aumento dei
rischi igienico-sanitari nei tratti di mare interessati dalle opere. Le
recenti analisi dell'Arta presso la foce del fiume Pescara ed il fosso
Vallelunga sembrano confermare nuovamente le nostre tesi. Infatti, nei
tratti dove sono stati posizionati i cosiddetti pennelli
(perpendicolari alla spiaggia) sono stati rilevati aumenti massimi
"inspiegabili" di coliformi e streptococchi fecali. Come anticipato dai
nostri studi le barriere a mare impediscono la libera circolazione e
dispersione dei coliformi e streptococchi fecali che ristagnano nelle
vicinanze di queste opere frangiflutti. Conseguenza diretta è l'aumento
dei parametri sopra al limite di legge (limite già elevato di per sè) e
quindi l'inevitabile divieto di balneazione. Per questo motivo, il
partito dei Verdi nei prossimi giorni presenterà tramite il consigliere
comunale Fausto Di Nisio un'interpellanza al comune di Pescara.
Intanto, lo sperpero dei fondi pubblici e gli scempi ambientali
continuano come i recenti lavori di ripascimento della spiaggia del
lido Riccio di Ortona dimostrano: sabbie e fanghi maleodoranti e di
colore nero prelevate dal porto di Ortona sono stati depositati in quel
tratto di spiaggia. Proprio un bel capolavoro per chi in nome del
turismo spende una montagna di soldi pubblici, si parla in totale di
oltre 100 milioni di Euro, senza ottenere i benefici promessi. Per il
bene comune di tutti, per la salute dei cittadini e delle casse
comunali, ci auguriamo che la Regione ci ascolti e che l'assessore
competente blocchi questo continuo scempio ambientale. INFO: www.
primadanoi.it -
www.marelibero.org


LETTERA APERTA AL SINDACO DI
MILANO: LETIZIA MORATTI
Gentile sindaca Letizia Moratti, Lo sa, un
cittadino di Milano, Paolo Ferigo, presidente del circolo Cig Arcigay
di Milano, è stato aggredito verbalmente e fisicamente da due
energumeni di una municipalizzata che han provato a dare una svolta
alla loro melensa serata dando di mani e in forma delinquenziale contro
il presidente. Ferigo che conosco e apprezzo, sapendolo persona mite e
di valore per le battaglie che conduce anche in Arcigay, è cittadino di
Milano. A questa città continua a dare, come moltissimi omosessuali,
non solo crescita economica ma anche valori che spesso questa città non
sa neppure riconoscere. Il Cig, come spero saprà, svolge attività di
volontariato e di
sostegno a favore di coloro che non hanno diritti ma
solo doveri; a favore di persone sieropositive o che si sentono sole e
in pericolo in una città come Milano. Paolo è stato aggredito perché
omosessuale, come avviene per tanti altri Paolo omosessuali che non
hanno il coraggio di ribellarsi e denunciare atti contro la loro
persona. Tutto questo, gentile sindaca, avviene nella città da Lei
governata. Non è passato molto tempo da quando, a Milano, la libreria
Babele è stata fatta oggetto di scritte omofobiche naziste, replicate
precedentemente anche nella sede Cig Arcigay. Succede, nella città da
Lei governata. Succede intolleranza in questa città che vanta
tolleranza. L'aggressione delinquenziale a Paolo Ferigo è l'ultima di
una serie che speriamo la città voglia fermare, dando segnali di
civiltà rimasti finora elusi, e concedendo adeguata protezione alla
vasta comunità omosessuale che vive e lavora nella capitale meneghina.
Qualche anno fa, Pietro Rutelli, allora vice presidente del Consiglio
comunale, sostenuto anche dal forzista Paolo Massari, annunciò che la
Margherita avrebbe aperto dei circoli omosessuali a Milano. Fece di
più: invitò, facendoli entrare per la porta principale di Palazzo
Marino, i rappresentanti dei movimenti gay Arcobaleno per un confronto
in Commissione Pari Opportunità. Sembrano passati, da allora, secoli di
democrazia e
confronto, svuotati a favore di acredine e inciviltà. La
Milano del confronto civile è diventata la Milano delle intolleranze e
minacce verso gli omosessuali che, nel frattempo, arricchiscono con il
loro lavoro Milano. Da troppo tempo, il Comune oggi da Lei governato,
si è dimenticato di questi suoi cittadini, li tratta con superficiale
noncuranza, li rinnega nelle tante manifestazioni pubbliche che la
città, al contrario dei suoi amministratori, accoglie con benevolenza e
affetto. Nessun segnale e presenza, neppure nei tre giorni di Congresso
nazionale di Arcigay, celebrato a Milano da più di duecento delegati.
Non se ne è dimenticato il Presidente della Repubblica che ha fatto
pervenire un suo messaggio; sono arrivati a Milano le ministre Barbara
Pollastrini ed Emma Bonino; Piero
Fassino, Franco Giordano, Enrico
Boselli, Cesare Salvi e tante altre personalità venute a dare
testimonianza e non solamente presenza politica. Lei, prima cittadina,
occasione ghiotta per dialogare con una fetta importante di suoi
amministrati ed illustri ospiti, ha pensato bene di registrarsi tra gli
assenti ingiustificati: neppure una riga scritta rivolta a quella
importante assise. Perché? Che succede in questa città che non
riconosce più i suoi cittadini migliori, anche omosessuali? Non è vero
che un sindaco, una volta eletto, deve essere amministratore e
tutelatore dei diritti di tutti i suoi cittadini? Perché lei, donna,
manager, politica, sensibile da sempre alle tematiche
antidiscriminatorie, ci guarda come nemici e non come cittadini del suo
governo? Proprio oggi, in Italia, la comunità omosessuale celebra la
Giornata contro l'omofobia. Crede che non ce ne sia bisogno visto che
ha perso anche questa occasione per stare vicina ad una fetta
consistente di suoi cittadini? I fatti capitati a Milano, ultimo quello
ai danni di Paolo Ferigo, suggeriscono una lettura diversa dai suoi
silenzi e assenze.E'' vero, come scrive Davide Romano: «Che
l'intolleranza contro i gay esista è certo. Che non muovendo un dito
per combatterla si sia corresponsabili è altrettanto certo. E'' giunto
il momento per il sindaco di decidere se andare al contrattacco o non
far nulla, assumendosene tutte le responsabilità.» Che ha deciso di
fare, sindaco Letizia Moratti? Mario Cirrito "Babilonia"

"RIDERE DEI GAY..... tra stereotipi e comicità"
In occasione della Giornata
mondiale contro l'omofobia il Gruppo Lambda e la Fondazione Sandro
Penna organizzano l'incontro sul tema: con la partecipazione di:
Alessandra COMAZZI (giornalista de La Stampa), Angelo PEZZANA
(presidente della Fondazione Sandro Penna) e PLATINETTE (beh!,
Platinette è Platinette). L'appuntamento è fissato per il giorno: 18
maggio 2007, alle ore 20,30 presso il Circolo dei Lettori, Via Bogino
9, Torino ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti. l'iniziativa
ha il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di
Torino e Coordinamento Torino Pride lgbt. E'' stata inserita nel
programma Melting Box. Si ringrazia Sky Tv e Digicast per la gentile
collaborazione. Potete consultare il ricco programma torinese della
Giornata mondiale contro l'omofobia sul sito:
www.torinopride2006.it -
Per informazioni: 011.5212033 - gruppolambda@fondazionesandropenna.it


ROSI BINDI:
ZERO IN CONDOTTA!
L'esclusione delle associazioni gay
dalla conferenza di Firenze non si può giustificare. Al ministero della
Famiglia di famiglia ce n'è solo una. Quella fondata sul matrimonio. Il
resto vada al diavolo o si sposi o si lasci, o rimanga clandestino
Bindi o Bondi? Può una vocale capovolgere il pensiero politico? A volte
in politica capitano strani sdoppiamenti di personalità, schizofrenie
che Freud ci consiglierebbe di tenere sottocontrollo. L'ambiguità può
essere creativa sessualmente, ma politicamente è puro opportunismo.
Forse è il momento di fare chiarezza, di dire da che parte si sta sui
diritti di cittadinanza. In queste settimane, ho assistito con invidia
al dibattito politico in Francia, dove è stata bandita qualsiasi
posizione antipacs e antiomosessuale. Qui in piena crociata clericale,
ci voleva anche Rosi Bindi a farci venire la depressione. Neppure la
figlia di Moro se l'è sentita di giustificare l'esclusione delle
associazioni glbtq dal convegno sulla famiglia, e ha dichiarato
sdegnata che suo padre non si sarebbe sognato di fare una cosa così e
che avrebbe decisamente dato un contributo assai più laico a questa
discussione. Lo penso anche io e quel periodo storico ce lo ha
insegnato. Rosi Bindi ha deluso chi ha creduto nel suo coraggio di
cattolica progressista. Scaricata la vicenda Dico, ha trovato la prima
occasione per riallinearsi alla Chiesa a pochi giorni dal Family Day.
Una classe politica così non ha abbastanza autonomia, e temo che non
sia capace di dare risposte all'altezza dei processi di cittadinanza
che viviamo, e delle domande che si sono dispiegate attraverso nuove
soggettività e pratiche di libertà. Il risultato è che solo in Italia
ci sono politici che si permettono di nutrire ed esercitare la propria
omofobia a destra e a manca. Del resto Rosi Bindi non è ultima nell'
elenco dei campioni italiani, al contrario nel corso degli ultimi mesi
ha collezionato diverse prese di posizione. Fra tutte l'indimenticabile
«E' meglio che un bambino resti in Africa piuttosto che sia adottato da
una coppia omosessuale». Chi avrebbe potuto dir meglio? Quale sia la
logica di Rosi Bindi posso immaginarlo: prima impone i Dico ai Ds,
mediazione al ribasso voluta dai cattolici nello schema del Pd, e poi
quando questa finisce nel binario morto del Senato, torna ad allinearsi
con le posizioni più conservatrici. L'esclusione delle associazioni gay
dalla conferenza di Firenze non si può giustificare usando come una
clava l'articolo 29 della Costituzione. E' un segnale politico,
culturale preciso, che unisce familismo a integralismo, pregiudizio,
discriminazione, omofobia. Come minimo dovrebbero toglierle mezzo
ministero, perché Rosi Bindi ha deciso di occuparsi solo di una parte
delle famiglie italiane e non di tutte. Al ministero della Famiglia di
famiglia ce n'è solo una. Quella fondata sul matrimonio. Il resto vada
al diavolo o si sposi o si lasci, o rimanga clandestino, con i propri
problemi, bisogni, progetti. Ma non era la cultura cattolica a cui
appartiene Rosy Bindi la cultura della solidarietà, dell'amore, dell'
accoglienza per antonomasia? E noi laici non credenti, non eravamo
quelli senza valori, una razza di individualisti ed egoisti? Mi auguro
che il governo rimedi in fretta a questi errori, e che la prossima
Finanziaria cominci ad occuparsi seriamente, attraverso politiche
economiche, sociali e del lavoro adeguate, dei problemi di tutte le
famiglie, le convivenze, le coppie di fatto e di coloro che da single
non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Fra cui la maggior
parte donne precarie. Quello che oggi in tanti, tantissimi si chiedono,
all'indomani della manifestazione antiDico voluta dal Vaticano è:
questo governo saprà fare chiarezza? Saprà impegnarsi sul terreno dei
diritti o deluderà le aspettative? Io penso che sarà necessario
riprendere ad agire il conflitto nella dinamica fra governo e
movimenti. Credo nel coraggio e nella forza delle idee e ripenso alle
parole di Ghandi: «Per cominciare vi ignoreranno, quindi rideranno di
voi, poi vi faranno la guerra, alla fine voi vincerete». FONTE:
Liberazione della domenica 13/05/2007 INVIATO DA ON. Titti De Simone


MOSTRA FOTOGRAFICA
"LA FATICA DELL'ESSERE DONNA"
LesClick -
dissociazione artistica di donne - organizza dal 28 maggio al 16 giugno
2007 la mostra fotografica dal titolo " La fatica dell'essere donna -
uno sguardo fotografico attraverso un femminile diverso"
L'inaugurazione si terrà il 26 maggio alle ore 18 presso la libreria
Liber.mente, via del Pellegrino 94, Roma e rimarrà aperta al pubblico
il lunedì dalle ore 16.00 alle ora 20.00 e dal martedì al sabato dalle
10.00 alle 20.00. La realtà femminile nei suoi molteplici aspetti
attraverso la rappresentazione fotografica delle fatiche, delle paure,
delle gioie e delle difficoltà dell'essere donna: questo l'obiettivo
della mostra, che nasce dal lavoro di LesClick, un gruppo eterogeneo di
donne accomunate dalla passione per la fotografia. Espongono: Roberta
Aloi, Viviana Capomaccio, Gabriella Carlei, Rita Chiliberti, Emanuela
Cuzzucoli, Cecilia d'Avos, Stefania Mele, Luisa Pappalardo, Nadia
Stabile, Patrizia Urbinati, Simona Vivaldo, Antonella Zappatore. Sito
web
www.lesclick.it

mail: ufficiostampa@lesclick.it

COMUNICATO
ASSOCIAZIONE RADICALI L'AQUILA
DOMENICA 20 MAGGIO, ORE 18
Salone Grand
Hotel Corso Federico II, 74 Incontro pubblico con DANIELE CAPEZZONE
Deputato Radicale (Presidente della Commissione Attività Produttive
della Camera dei Deputati) GIOVANI, LAVORO, QUALITÀ DELLA VITA: LE
PROPOSTE DEI RADICALI . Introduce: Gino Antognetti (candidato radicale
nella lista SDI)

COMITATO LAICO AQUILANO
Laici Come Don Sturzo,
Kennedy E De Gasperi Già sono arrivati due adesioni al Comitato Laico
Aquilano sono quella di Dario D'Alessandro, candidato di Rifondazione
Comunista e Alfredo Moroni della lista SDI, che si aggiungono a quella
di Gino Antognetti e Stefano Frapiccini.
E' Certo che se i giornali
aquilani riuscissero a pubblicare il nostro appello arriverebbero altre
adesioni: Perciò rimandiamo il comunicato stampa. NOI RADICALI E
SOCIALISTI rivolgiamo un appello a tutti i candidati, a sindaco,
consiglio comunale e circoscrizioni ed a tutti i cittadini per
costituire un osservatorio permanente per la laicità nella politica. Si
tratta di riunirsi periodicamente per difendere la laicità della
politica dai frequenti rigurgiti temporalistici di alcuni "devoti" ed
integralisti di varia natura. Le adesioni si possono indirizzare
temporaneamente al Comitato laico c/o Comitato Elettorale Cialente
Sindaco, Piazza Palazzo ed on line al ginoantognetti*hotmail.com. Un
invito a partecipare alla manifestazione indetta da Radicali e Sdi a
Piazza Navona ove da oltre 30 anni ricordiamo la vittoria referendaria
sul divorzio che ha sancito il libero formarsi di tante famiglie.
Infatti le famiglie come quelle di Berlusconi e di Ferdinando Casini
dovrebbero venire a manifestare con noi in Piazza Navona perché è solo
grazie a queste nostre battaglie politiche che la loro famiglia può
esistere liberamente ! Ma Berlusconi Casini e i loro colleghi della
Casa della Libertà non hanno questa minima onestà intellettuale! La
nostra è la vera manifestazione per le famiglie, di ogni tipo, nell'
autentico spirito costituzionale di rispetto per ogni credo ed ogni
genere. L'atteggiamento laico, come quello liberale, è basato sulla
tolleranza, sullo spirito critico, sull'antidogmatismo. Se da una parte
esiste un integralismo laico, il laicismo, dall'altra è pur vero che
esiste un cattolicesimo laico avverso a ogni forma di clericalismo. L'
opposizione laici - cattolici è, pertanto, una falsa opposizione: si
può essere uomini di profonda fede e credere ugualmente nel principio
laico (anzi una religione non invischiata nella temporalità è stata
spesso considerata più "pura" e vicina all'essenza spirituale che
costituisce il nucleo di fede). In Italia, ad esempio, maestri di
laicità sono stati cattolici del calibro di Luigi Sturzo, Alcide De
Gasperi e Carlo Arturo Jemolo, per fare solo qualche nome. Perciò
dobbiamo con triste rammarico costatare che la DC di Celso Cioni
assomiglia a quella di Fanfani-Almirante e non a quella di De Gasperi e
don Sturzo !!!!


"NUOVE FAMIGLIE"
Concorso Fotografico
Nuove Famiglie
è il primo concorso fotografico promosso e organizzato da Associazione
Arcilesbica Pisa. Il concorso offre la possibilità di intraprendere un
percorso di ricerca fotografica sulle nuove realtà familiari esistenti,
quali le coppie di fatto, le famiglie omosessuali, le famiglie
monoparentali e le famiglie allargate, nuclei vivi, di relazioni
affettive, portatori di esperienze, di stimoli emotivi, culturali,
economici, di diritti. REGOLAMENTO Partecipazione al concorso La
partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta a tutte e a tutti.
Documentazione occorrente per la selezione -Scheda di partecipazione,
compilata in ogni sua parte, in busta chiusa, senza segni di
riconoscimento, per garantire l'anonimato nella valutazione. -
Riproduzioni fotografiche. Ai fini della selezione dovranno essere
presentate un massimo di 3 foto, di dimensioni di cm. 20x30. Le foto
dovranno essere stampate su carta fotografica e supportate da un
passepartout di cartoncino bristol nero di 3 cm. Selezione Le
fotografie ammesse al concorso saranno valutate da una giuria tecnica
composta da fotografi professionisti, esperti di cinematografia e di
comunicazione. Il giudizio della giuria è inappellabile. Il quarto
premio sarà assegnato, attraverso una votazione, dal pubblico che
visiterà la mostra fotografica. Tutte le foto selezionate verranno
esposte nella mostra, allestita dal 28 maggio al 03 giugno 2007 in
piazza Chiara Gambacorti (piazza La Pera) dalle ore 10 alle ore 20. La
premiazione si terrà il giorno 1 giugno 2007 alle ore 17, nello stesso
luogo. Termine modalità di partecipazione Il materiale dovrà essere
recapitato a mano o a mezzo raccomandata con
ricevuta di ritorno, fa
fede il timbro postale, entro e non oltre l'11 Maggio 2007,
specificando sulla busta il titolo del concorso, al seguente
indirizzo: Casa della Donna - c.a. di Chiara Tarfano
via Galli Tassi n.
8 - 56127 Pisa - tel. 050 550627 - 3384435706. Inviando le foto il
partecipante dichiara di sollevare i promotori del Concorso da
qualsiasi richiesta avanzata da terzi relativa alla titolarità dei
diritti d'autore delle foto e alla violazione di altri diritti. L'invio
stesso della foto verrà considerato come accettazione del presente
regolamento. Premio Il primo classificato vince un viaggio più
soggiorno per una settimana (Grecia o Spagna) offerto dall'Associazione
C.T.S. – Pisa Il secondo classificato vince una macchina fotografica
digitale del valore di 200 euro offerta da ProntoDia- Pisa Il terzo
classificato vince un percorso benessere offerto dalla Associazione
L'Alambicco –Pisa Il quarto premio assegnato dal pubblico vince un
libro di fotografie offerto dalla libreria Tra le righe –Pisa Trasporti
ed assicurazione delle opere La consegna delle opere selezionate sarà
effettuata a cura e spese degli autori. Durante il periodo della mostra
le opere non saranno coperte da assicurazione. L'Associazione
Arcilesbica declina ogni responsabilità in caso di eventuali danni. I
lavori presentati non verranno restituiti. Trattamento dei dati
personali
I partecipanti all'iniziativa accettano implicitamente le
norme del presente
bando e acconsentono inoltre al trattamento dei dati
personali ai sensi del D.lgs. 196/03. Accettazione del regolamento e
delle condizioni La partecipazione alle selezioni comporta
l'accettazione integrale del presente regolamento L'associazione si
riserva la facoltà di non accettare immagini la cui realizzazione si
presume abbia arrecato danno e offesa al soggetto della stessa o
comunque non in linea con lo spirito del concorso. INVIATO DA On. Titti
De Simone


DICO:DE SIMONE, DA CEI ESTERNAZIONI CHE ALIMENTANO VIOLENZA
Toni usati con il preciso scopo di dividere la societa', di aumentare
l'incomprensione e alimentare la violenza contro gli omosessuali''. Lo
afferma Titti de Simone, deputata del Prc e presidente del Comitato
parlamentare pari opportunita'. ''Domani - prosegue- ricorre la
'Giornata mondiale contro l'omofobia', un appuntamento importante che
non puo' cadere nel silenzio il governo, nella ricorrenza di questa
data, ha il dovere di intervenire ricordando che tutti gli individui, a
prescindere dal genere e dal loro orientamento sessuale, hanno bisogno
di veder riconosciuti i loro diritti fondamentali''. ''Una legge contro
i reati di omofobia e il riconoscimento dei diritti delle coppie di
fatto - conclude de Simone - rappresentano il giusto modo per
cominciare da oggi a costruire una societa' tollerante, piu' giusta e
democratica''.
www.tittidesimone.it. FONTE ANSA - INVIATO DA On. Titti
De Simone

GAY: DE SIMONE (PRC), FIORONI ATTIVI CAMPAGNA CONTRO
OMOFOBIA LA SCUOLA DEVE EDUCARE AL RISPETTO DELLE DIFFERENZE
"Come
avviene in tanti paesi europei e' necessario che la scuola educhi al
rispetto delle differenze e contrasti razzismo e omofobia, per questo
le chiedo di intervenire, attivando una campagna contro l'omofobia
rivolta agli studenti di tutte le scuole italiane". E' questo l'appello
lanciato da Titti de Simone, capogruppo di Rifondazione Comunista in
commissione Cultura, in una lettera inviata al ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni nel giorno in cui si celebra la giornata mondiale
contro l'omofobia. "Il Parlamento europeo -ricorda la deputata di
Rifondazione- ha recentemente approvato una risoluzione con cui si
denuncia la preoccupante diffusione di una cultura omofobica a cui sono
particolarmente esposte le nuove generazioni, invitando i paesi dell'Ue
a predisporre appositi interventi in campo scolastico, culturale e
sociale. Purtroppo nel nostro paese atti di violenza fisica e
psicologica colpiscono anche adolescenti in percentuali allarmanti
rispetto al quadro europeo. E' il segno di una omofobia dilagante -
conclude de Simone- che va innanzitutto contrastata con antidoti
culturali adeguati". FONTE ADNKRONOS – INVIATO DA On. Titti De Simone


GAY. GOVERNO RIFERIRA' A CAMERA SU 'CLIMA OMOFOBICO'
ACCOLTA RICHIESTA
PRC, MA L'INTERVENTO SARA' DOPO IL 28 MAGGIO
(Nella settimana dopo il
28 maggio il governo riferira' in aula alla Camera sugli episodi di
omofobia che anche di recente hanno funestato il paese. E' quanto
stabilito nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che hanno
condiviso la richiesta (formalizzata ieri per lettera al presidente
Fausto Bertinotti) di Gennaro Migliore. Osserva il capogruppo del Prc:
"La situazione e' allarmante. Purtroppo, solo nelle ultime ore, in
Italia si sono susseguite due gravi aggressioni ai danni di attivisti
omosessuali, ma l'elenco di episodi di violenza e iscriminazione e'
lungo e drammatico". A giudizio di Migliore, "il clima omofobico in cui
viviamo ha raggiunto livelli preoccupanti e insopportabili e non v'e'
dubbio che debba essere adeguatamente contrastato". Di qui la richiesta
-accolta dagli altri capigruppo- di una informativa urgente da parte
del governo, a cui si dovrebbe associare la rapida calendarizzazione in
aula delle proposte di legge antidiscriminazione gia' all'esame delle
commissioni. (Gis/ Dire)


CAMERA:PRC CHIEDE INFORMATIVA GOVERNO SU
EPISODI DI OMOFOBIA
(L'informativa, e' stato successivamente
comunicato all'Aula, si terra' giorno 30 maggio
OMOFOBIA: DE SIMONE
(PRC) A FIORONI, CAMPAGNA NELLE SCUOLE
Una campagna contro l'omofobia
nelle scuole. A lanciare la proposta al ministro dell'Istruzione Beppe
Fioroni, Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione in commissione
Cultura, nel giorno in cui si celebra la lotta all'omofobia. ''Come
avviene in tanti paesi europei - prosegue l'esponente del Prc - e'
necessario che la scuola educhi al rispetto delle differenze e
contrasti razzismo e omofobia, per questo le chiedo - continua De
Simone che ha scritto una lettera al ministro - di intervenire
attivando una campagna contro l'omofobia rivolta agli studenti di tutte
le scuole italiane''. La deputata di Rifondazione fa riferimento nella
lettera alla risoluzione dell'Ue in cui si denuncia una diffusione
della cultura omofobica e che invita i Paesi a intervenire.
''Purtroppo nel nostro Paese atti di violenza fisica e psicologica
colpiscono anche adolescenti in percentuali allarmanti rispetto al
quadro europeo, conclude de Simone - e' il segno di una omofobia
dilagante che va innanzitutto contrastata con antidoti culturali
adeguati''. FONTE ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


UNA
SCHIZOFRENIA TUTTA ITALIANA
Nel cuore dellacultura
laicarisiedonolestessecontraddizionidellademocrazia. Questa
schizofrenia italiana di voler tirare la giacchetta alla Chiesa per le
proprie convinzioni politiche ci conferma la pochezza
istihlzi<maledella classe politica. Si parla molto di Zapatero, ma si
dimentica come eliporti avanti il suo programma di govemo sulle libertà
chili senza cadere in polemiche con la Chiesa, la quale ha organizzato
legittimamente manifestazioni contro le iniziativedelgovemo su qucsti
temi. Ciò non è stato considerato dal govemo Zapatero come ingerenza,ma
normale dissenso democratico, senza criminalizzare la Chiesa. Forse in
Italia il bisogno di criminalizzare è figlio di una cultura
giustizialista che ha avuto il suo apice con Tangentopoli e oggi si
scaglia sulla Chiesa perché per esistere ha la necessità di avere un
nemico. Sbaglia,a mio parere, Pannella quando considera coloro che
ogginon parteciperanno, tra i quali il sottoscritto, né al Family day
né all'orgoglio laico dei don Abbondio.Sbagliaperché c'è un'Italia che
rifiuta questa visione manichea della n:altà, questo essere della Roma
o della Lazio,o credere che, da un lato, esiste soltanto il bene e,
dall'altro, soltanto il male. Tipica mentalità, quest'ultima,
dell'idealismo hegeliano, padre della cultura comunista. In realtà, ci
sono motivi giusti sia da un lato che dall',ùtro. Don Abbondio
avevapaur..ldi celebrare un matrimonio, noi caro Pannella, più che
professare una religione dell'orgoglio laico, rifiutiamo di t.:ssl:
feingabbiati, perché abbiamo ilcoraggio di andare controcorrente e di
essere dei semplici laici. "No VaticanoNo Taleban":qUt'sto ROBERTO
GIULIANO, slogan assume in sé tutte le contraddizioni culturali di una
classe politica alla ricerca di notoritetà. La clùtura laica \ive le
stesse contraddizioni della democrazia, nel senso che se il rischio
della democrazia è che in modo democratico può essere detto colui che
potrà abolirla, la cultura laica, in l'guaI misura, se viene \issuta
come ideologia è la negazione stessa della Jaidtà. Considerare il
Vaticano come i talebani significa ragionare come coloro che
considerano Bush eguale a Bin Laden, o ancora lo Stato democratico
israeliano come lo Stato iraniano. Certamente Pannella ha ragione
quando individua nel 12 maggio una data stranamente casuale per il
Family day; forse è realmente casuale, ma il dubbio rimane che in
qualche menti;:bigotta si pensi ad una ri"dncitanei confronti della
vittoria referendaria contro l'abolizione del divorzio. La
classepolitica italiana in questi ultimi anni, sia di destra che di
sinistra (concdti ormai ottoccnteschi), è espressione di due schit:
ramenti di tifoseria, invece di esserel'espressione di valoric proposte
che si confrontano sul come rispondere alle esigenze dei cittadini.
Aquesto imbarbmimento, che oggi condiziona sempre più vasti strati di
opinione pubblica, dopo la morte dell'ideologia comunista, viene
proposta la laicità come nuova ideulogia,come modernità progressista e
chi non si inchina a qut'sta nuova moda e additato come oscurantista o
reazionario, cosi come erano considerati i liberali e gli .mti
comunisti.

FAMILY DAY E DINTORNI
Di Andrea Panerini
Quello che si
temeva è accaduto. Una Caporetto (almeno a livello numerico) per il
mondo laico. Inutile nascondersi dietro un dito. E' vero che le piazze
non sono il paese. E' vero che lì c'erano solo pezzi di società. E'
però emerso in maniera drammatica l'abisso che separa la capacità di
mobilitazione del mondo cattolico dalla medesima capacità in campo
laico. E al tempo stesso, lo devo dire, è venuta la conferma
(purtroppo) della giustezza delle mie valutazioni di una settimana
prima, quando sconsigliavo agli amici dello SDI e agli amici del
movimento omosessuale di tenere una contromanifestazione nella stessa
città e lo stesso giorno del Family Day. Sapevo che la capacità
mediatica e organizzativa del Vaticano (ditta aperta da un discreto
numero di secoli) è nettamente superiore. Risultato: 10.000 contro
500.000, in rapporto di 1 a 50. Uno schiaffone tremendo che i clericali
hanno potuto dare a tutti i laici di questo paese. Ma non è il momento
di recriminazioni. E' il momento di essere preoccupati. Preoccupati per
il ritorno di clericalismo becero e populista, di un machismo mai
sopito nel nostro paese, di una omofobia strisciante che recenti studi
hanno registrato essere dilagante tra i più giovani. E' il momento di
preparare una controffensiva culturale in cui i laici di questo paese
(credenti e non credenti, cattolici e protestanti) testimoniano che un'
altra Italia è possibile, che un'altra Italia è presente. Una Italia
laica, tollerante, non spaventata dai rischi di contaminazioni, ma che
possa vedere nelle diversità una ricchezza. In cui la laicità possa
essere l'agorà, uno spazio di incontro e di discussione sereno e libero
dove poter prendere anche delle decisioni per la polis, per lo Stato,
senza prevaricare nessuna minoranza e senza che l'ideologia prevalga
sulla tolleranza. Una rilettura approfondita del Trattato sulla
tolleranza di Voltaire i nostri politici se la dovrebbero rifare (se
mai lo avevano letto prima). Dal Family Day si sono dedotte almeno tre
cose. In prima istanza si è capito che le flebili speranze che si
potevano nutrire circa l'approvazione in questa legislatura di una
legge sulle unioni civili è stata spazzata via. Poi è risultato
evidente che l'ostacolo rappresentato dalle gerarchie cattoliche non
sarà facile da eludere visto l'intreccio tra Vaticano, le lobby
economiche e il mondo politico (esemplare il fatto che a Piazza S.
Giovanni il sindaco Veltroni abbia dato tutto il supporto possibile –
comprese milioni di bottigliette d'acqua – mentre la manifestazione di
Piazza Navona è stata nei fatti ostacolata). Ed è risultato altrettanto
evidente che il Vaticano non accetta nessun tipo di discussione circa
il concetto di famiglia, di cui si ritiene portatore unico e
indiscutibile. In effetti mi risulta che tutti gli alti prelati a Roma
abbiano una famiglia "regolare" con una donna e dei figli… e che quindi
possano impartire con cognizione di causa alte lezioni in materia. L'
ipocrisia e l'intolleranza hanno di nuovo impregnato i palazzi
apostolici del Vaticano e non ci sono molte speranze di veder
nuovamente fiorire lo spirito aperto, dialogante ed ecumenico del
Concilio Vaticano II. A questo quadro si è poi aggiunta la mancanza di
pudore del centrodestra (e di parte del centrosinistra) nello
strumentalizzare il mezzo milione di Piazza S. Giovanni. Ma non è certo
con una difesa ideologica della famiglia, improntata su uno squallido
familismo e su una equivoca e vaga "legge naturale" – il cui interprete
unico sarebbe il Papa e non la scienza – che si permette ai giovani di
nutrire la speranza per il futuro, per costruire nuove famiglie. Negli
anni di governo della destra quanti provvedimenti a favore delle classi
più deboli abbiamo visto? Quanti interventi per le famiglie numerose?
Nessuno. Solo un progressivo indebolimento del welfare e una
precarizzazione selvaggia del mercato del lavoro che toglie le speranze
ai giovani. E il centrosinistra? Debolmente pervenuto sotto forma di
qualche agevolazione e nulla più. Ovviamente ad un indebolimento della
politica corrisponde un aumento dell'influenza della lobby vaticana
sulla vita pubblica. Ma allora che cosa ci raccontano questi signori?
Vogliamo veramente credere che le coppie omosessuali e la pluralità
delle famiglie siano la causa delle incertezze e dello sgretolamento di
alcuni costumi familiari? E' una operazione che si può fare, nonostante
sia palesemente falsa e ipocrita, e la nostra avvilente classe
politica, a destra e a sinistra, può insabbiare le sue responsabilità.
Ma non a lungo. Arriverà, forse, il momento in cui la coscienza civica
degli italiani si risveglierà e farà piazza pulita di tutta questa
mediocrità. Andrea Panerini Direttore de "Il libro volante"


COMUNICAZIONE LIBRERIA EVALUNA
IN OCCASIONE DELLA NOTTE MAGICA
DI SAN
GIOVANNI
EVALUNA PROPONE LA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO
UNA NOTTE MAGICA A NAPOLI MISTERI ESOTERISMO E AMORE IN UNA MAGICA
NOTTE NAPOLETANA BANDO DI CONCORSO.
Il concorso è aperto a tutti.
Possono parteciparvi autori italiani e stranieri (anche in lingua
straniera). Si può partecipare con un racconto breve di massimo 20
cartelle, una poesia un disegno, che rispecchino il tema proposto. I
lavori dovranno essere intestati a: Concorso Letterario "Una Notte
Magica a Napoli " misteri esoterismo e amore in una magica notte
napoletana…" a cura dell'associaz. Culturale evaluna Napoli e
consegnati o inviati a: Evaluna Associazione Culturale piazza Bellini
72 Napoli entro e non oltre il 24 giugno 2007 (farà fede il timbro
postale). All'elaborato dovra' essere allegata in busta chiusa una
scheda riportante: nome cognome data di nascita dell'autore,
indirizzo, numero di telefono, mail Verranno premiati i primi 10
classificati a insindacabile giudizio della giuria. Ai vincitori sarà
consegnato un diploma di merito. Per i vincitori è prevista una serata
pubblica incentrata sulla presentazione delle opera nella sede dell'
associazione. Se la qualità e la quantità degli elaborati presentati lo
permetterà, sarà edita una raccolta delle opera vincitrici. La scelta
di tali opere verrà eseguita dalla giuria a proprio insindacabile
giudizio, senza prevedere alcun obbligo verso gli autori ai quali
verranno donate 10 copie del libro pubblicato. L'invio delle opere
presuppone la cessione delle stesse all'Associazione che ne disporrà
nel modo che riterrà più opportuno, fermo restando che lo scopo
principale rimanga la divulgazione e la valorizzazione delle opere
medesime. I vincitori riceveranno comunicazione diretta o tramite mail
da parte dell'Associazione. La premiazione dei vincitori avrà luogo
nella città di Napoli, presso la sede dell'Associazione. Per qualsiasi
informazione libreriadelledonne@evaluna.it 081292372. Quota di
partecipazione euro 30.00, quale quota di iscrizione e contributo per
spese organizzative e di segreteria. Allegare copia del bonifico
bancario all'elaborato (coordinate bancarie: banca di roma filiale
piazza santa caterina Napoli intestato a: evaluna associazione
culturale numero conto 65146215 abi 03002 cab 03428). Evaluna – La
libreria delle donne – Napoli Piazza Bellini 72 (80138)
www.evaluna.it

– libreriadelledonne@evaluna.it


COMUNICAZIONE
GRUPPO DEL GUADO
Sabato 19 maggio 2007 - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36 8 per mille
alla Chiesa Cattolica? Perché e come non darlo. A prima vista non c'è
niente di male nel dare l'8 per mille alla chiesa cattolica. Ma poi, se
si analizza un po' meglio l'uso che i vertici dell'episcopato italiano
fanno di quel contributo, ci si accorge che una persona omosessuale,
anche quando è cattolica, non può più destinare l'8 per mille alla
chiesa cattolica. Per capire meglio i vari aspetti di questo problema
abbiamo deciso di invitare Vittorio Bellavite che ha tenuto una bella
relazione su questo argomento al convegno che il movimento "Noi Siamo
Chiesa" ha organizzato sulla povertà della Chiesa. Per approfondire
invece gli aspetti tecnici che riguardano la destinazione dell'8 per
mille abbiamo invece chiesto il contributo del fiscalista Riccardo
Daglio. Gruppo del Guado Cristiani Omosessuali - Via Soperga 36 - 20127
Milano Telefono 346 380 19 01 -
http://www.gaycristiani.it

NESSUNO
TOCCHI CAINO
12.05.2007
PENA MORTE. PRODI, MORATORIA VA DISCUSSA DA
ASSEMBLEA ONU IN CORSO - 8 maggio 2007: "Il mio Governo, anche sulla
base dei mandati del Parlamento europeo e del Parlamento italiano, si è
già impegnato a riaprire la questione durante l'Assemblea Generale in
corso. Conseguire l'obiettivo di una moratoria avrebbe un significato
storico e politico di enorme portata". Lo afferma il presidente del
Consiglio Romano Prodi, circa la moratoria Onu sulla pena di morte.
"L'Italia, che da 14 anni ha posto in sede ONU la questione della pena
di morte, continua a lavorare in Europa e sul piano internazionale -
sottolinea il premier - per un suo superamento attraverso, intanto, una
moratoria universale delle esecuzioni capitali. Il tema sarà all'odg
della riunione dei Ministri degli Esteri UE a Bruxelles il 14 maggio
prossimo". 'Voglio anche ringraziare Marco Pannella e gli esponenti
radicali che su questo obiettivo continuano la loro lotta nonviolenta a
testimonianza di uno straordinario impegno politico e civile', ha
aggiunto Prodi. L'intervento di Romano Prodi sulla pena di morte è
stato apprezzato dai radicali che però incalzano per riparare
all'"inaudita gestione" della vicenda da parte della presidenza tedesca
dell'Ue. Lo dichiara Marco Pannella, a nome del Partito Radicale, di
Nessuno tocchi Caino e del gruppo di esponenti radicali giunti con lui
al 23° giorno dello sciopero della fame ad oltranza: Lucio Bertè, Guido
Biancardi, Sergio D`Elia, Michele Rana, Claudia Sterzi e Valter
Vecellio. "Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente del
Consiglio Romano Prodi che ribadisce l`impegno governativo italiano
alla vigilia del Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne
dell`Unione Europea del prossimo 14 maggio - afferma Pannella. Dobbiamo
però francamente dissociarci dal tono di ordinaria amministrazione
scelto a proposito dell`iniziativa per la Moratoria quando, invece, si
tratta di compiere un ultimo tentativo per riparare alla inaudita
gestione di questa vicenda da parte della Presidenza tedesca
dell`Unione Europea che ha dato, manifestamente ed indubbiamente, un
forte contributo per proseguire, tradendo impegni e doveri
istituzionali e di moralità civile, il decennio di sabotaggio al
diritto-dovere e alla concreta possibilità dell`Assemblea Generale
dell`Onu di esprimersi a sempre più forte maggioranza a favore della
Moratoria sulla strada dell`abolizione della pena di morte. Negare
questa informazione all`opinione pubblica e ai media e` un grave errore
che, in parte il Governo italiano, forse, ha di già compiuto di fronte
all`evidenza anche, e alla scorrettezza della Presidenza tedesca".
MORATORIA. D'ELIA E MECACCI: D'ALEMA ANNUNCI DI AVER PRONTO TESTO
RISOLUZIONE - 10 maggio 2007: "Le 'indiscrezioni' di ieri provenienti
da fonti diplomatiche a Bruxelles confermano che la Presidenza dell'UE
intende rinviare a giugno ogni possibile decisione, in modo da passare
il testimone alla Presidenza portoghese e rendere cosi' impossibile la
presentazione di una Risoluzione sulla Moratoria nel corso di questa
Assemblea Generale." Inizia così la dichiarazione congiunta di Sergio D'
Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, e Matteo Mecacci,
Rappresentante all'Onu del Partito Radicale Transnazionale. "Il 23
Aprile scorso, alla fine del Consiglio Affari Generali e Relazioni
Esterne dell'UE, il Ministro degli Esteri D'Alema aveva dichiarato
'decideremo insieme con la Ue nel prossimo consiglio ministeriale di
maggio (...); nel caso in cui non ci fosse una decisione Ue ci
riserveremo di procedere autonomamente sulla base di una coalizione dei
volenterosi'. A questo punto l'atto politicamente forte ed urgente è
quello di annunciare da subito- e comunque prima di lunedì - che l'
Italia ha pronto un testo di Risoluzione da far cosponsorizzare a una
'Coalizione mondiale' di paesi rappresentativi di tutti i continenti e
da presentare in questa sessione dell'Assemblea generale, anche senza
il consenso dell'UE in quanto tale. Non è più tollerabile che si
accettino, in violazione dei precisi mandati parlamentari ricevuti dal
Parlamento Europeo e dal Parlamento Italiano, un comportamento
protervamente ostruzionistico della Presidenza tedesca dell'UE e l'
ennesimo rinvio che, come avviene da 13 anni, impedisce alle Nazioni
Unite di pronunciarsi e raggiungere un obiettivo storico per lo
sviluppo del diritto internazionale e dei diritti umani."
REGNO UNITO.
CAMERA DEI COMUNI, MOZIONE IN FAVORE DI MORATORIA - 20 aprile 2007: è
stata presentata alla Camera dei Comuni inglese una mozione che,
firmata da 34 parlamentari, nell'esprimere apprezzamenti per
l'iniziativa italiana sulla moratoria, chiede al Governo britannico di
rafforzare la propria opposizione alla pena di morte e di sostenere la
richiesta di moratoria globale. Primo firmatario Greg Mulholland, dei
Liberali Democratici, la mozione è sostenuta anche da un cospicuo
numero di parlamentari laburisti.
IRAN. OTTO ESECUZIONI TRA CUI UNA
DONNA - 11 maggio 2007 sette uomini sono stati impiccati per traffico
di droga. Cinque sono stati giustiziati in pubblico nella provincia
iraniana di Kerman, a Ravar, secondo quanto riportato il 9 maggio dal
giornale governativo Iran, che non rende noto i nomi dei giustiziati.
Gli altri due, Zaer H., 30 anni, cittadino afghano, e Majid S., sono
stati impiccati, il 5 maggio, nella città di Roodan, provincia di
Hormozgan, secondo l'Isna. Zaer era stato condannato per il traffico di
due kg di eroina, e Majid per il traffico di 44 kg di oppio e 97 di
cannabis. Non è chiaro se le esecuzioni siano state effettuate in
pubblico o in prigione.
Il 7 maggio, una donna di 30 anni, identificata
come Zahra Nazari, è stata impiccata nella prigione principale della
città iraniana di Bandar-Abbas, nel sud del paese. Lo riporta la
Resistenza iraniana, senza precisare il reato per cui era stata
condannata a morte. I giudici in un primo momento avevano ordinato per
la giovane l'esecuzione pubblica, ma altre autorità giudiziarie si sono
opposte a questo tipo di esecuzione, tenuto conto della disapprovazione
pubblica e delle critiche.
NEW JERSEY (USA). VERSO L'ABOLIZIONE DELLA
PENA CAPITALE - 10 maggio 2007: la Commissione Giustizia del Senato
del New Jersey ha approvato un progetto di legge che sostituisce la
condanna a morte con l'ergastolo senza condizionale. Approvato in
Commissione con 8 contro 2, il progetto è stato presentato dal senatore
Democratico Raymond J. Lesniak. Per il presidente della Commissione,
il senatore Democratico John H. Adler, il progetto di legge sarà
certamente approvato dal Senato, e in caso di approvazione definitiva,
il New Jersey diventerebbe il 13° stato Usa senza la pena di morte. Il
New Jersey ha effettuato l'ultima esecuzione nel 1963, e nel suo
braccio della morte sono attualmente detenuti nove uomini.

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11 maggio 2007

news 11 maggio

SPOSTAMENTO DATA PRIDE NAZIONALE UNITARIO
DAL 9 AL 16 GIUGNO
Abbiamo accertato, dopo verifiche istituzionali e di movimento e sulla base
delle notizie di stampa a tutti/e note che esistono oggettive
difficoltà al normale svolgimento della manifestazione prevista per il
9 giugno a causa della presenza di Bush nella capitale e alla
contemporanea presenza di manifestazioni e cortei collaterali.
Pertanto, sentito il parere unitario concorde dell'intero Comitato
Politico Nazionale, si rende noto che la Manifestazione viene spostata
di una settimana. La Gay Parade si effettuerà quindi sabato 16 Giugno
2007. Siamo consapevoli di quanto questo spostamento creerà disagi e
difficoltà sia ai singoli sia alle associazioni, noi compresi. La
scelta risulta obbligata date le considerazioni organizzative e anche
politiche rispetto a un Pride che avrebbe corso il rischio di avere una
sottoesposizione mediatica e una contaminazione di contenuti, che
avrebbero annacquato le nostre tre parole d'ordine: parità, dignita,
laicità. Il sito
www.romapride.it sarà on line entro le prossime ore
con il documento politico e la piattaforma rivendicativa condivisa da
tutto il Comitato Politico (che vi inviamo in allegato). Il
coordinamento nazionale riporterà le firme di tutte le associazioni e
realtà lgbt che erano presenti all'assemblea del 1/4/2007 e tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che hanno già aderito. Per tutte le
altre associazioni e realtà lgbt che vogliono aderire al coordinamento
è sufficiente mandare la propria adesione a info@mariomieli.org.
Invitiamo tutti/e coloro che hanno a cuore la laicità e i contenuti del
Pride a partecipare in massa alla manifestazione nazionale. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli FONTE Circolo di Cultura Omosessuale
"Mario Mieli" – INVIATO DA DìGayProject


FAMILY DAY: ARCIGAY, UN INGANNO ALLA BUONA FEDE DI CHI AMA
LA FAMIGLIA ANCHE BARBARA POLLASTRINI E LELLA COSTA AL CONGRESSO DELL'
ASSOCIAZIONE A MILANO DALL'11 AL 13 MAGGIO
"Il Family day sarà un
grande inganno con cui si strumentalizzerà l'amore di tanti italiani
per le loro famiglie, al fine di negare diritti concreti all'amore di
altre persone e di altre famiglie". E' l'opinione del presidente
nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, sulla manifestazione cattolica
che si terrà a Roma sabato prossimo. "L'operazione del cosiddetto
Family day – spiega Lo Giudice - costruito a tavolino dai gerarchi
vaticani, rappresenta un grande inganno, soprattutto per quelle
centinaia di migliaia di persone che, in buona fede, convinti dal loro
parroco o dal loro capo scout, andranno a Roma avendo a cuore il bene
delle famiglie italiane e sabato sera saranno gettati sul tavolo delle
trattative politiche per negare diritti concreti ad altre persone e ad
altre famiglie". "Lo scopo dissimulato ma vero del Family day è infatti
quello di impedire al parlamento italiano di approvare una legge sulle
unioni civili. Cioè di consentire anche alle persone che si amano ma
non sono sposate di essere riconosciute come coppia nei momenti
difficili della malattia, della morte, delle difficoltà economiche,
dell'assistenza e della solidarietà sociale. Su tutto il resto siamo
infatti d'accordo. Non c'è divisione nel paese sul sostegno alle
famiglie sposate. La vera differenza passa tra chi vuole sostenere solo
quelle e chi invece ha a cuore tutte le famiglie di tutti gli italiani"
Intanto il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha
annunciato la sua presenza al 12° congresso nazionale Arcigay, in
programma dall'11 al 13 maggio a Milano, così come il ministro per l'
Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e quello per il Commercio
internazionale Emma Bonino. Tra gli altri ospiti l'attrice Lella Costa,
il Premio Nobel Dario Fo in collegamento telefonico, la sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, lo psicologo Vittorio Lingiardi, il
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids,
Massimo Oldrini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, Raffaella
Bolini della presidenza di Arci. Numerosi anche i politici, tra i quali
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). Saranno circa 200 i delegati che si
daranno appuntamento, a partire dalle 14:30 di venerdì 11 maggio,
presso l'Hotel Quark, in via Lampedusa 11/a, a Milano, per eleggere i
vertici ed approvare le linee guida dell'attività della maggiore
associazione omosessuale italiana. I delegati rappresenteranno circa
180mila iscritti, raccolti in oltre 100 sedi locali (43 comitati
provinciali e 65 associazioni affiliate), e in 6 coordinamenti
regionali, distribuiti in 48 province di 18 regioni italiane. Il
dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali dell'associazione,
svoltosi tra marzo e aprile, ha compreso 40 incontri, per un totale di
oltre 100 ore di discussione. Decine gli ordini del giorno elaborati su
temi diversi dai giovani alle donne, dalla salute, alla cultura.
Ufficio stampa Arcigay
A.G.E.D.O.

FAMILY DAY: GENITORI DI OMOSEX:
ECCO PERCHÈ NON POSSIAMO PARTECIPARE
L'Associazione di Genitori e amici di omosessuali che da sempre esalta l'importanza ed il ruolo della
famiglia come luogo educativo, di sostegno e di "comunità di amore e di
vita ", come i nostri figlie e le nostre figlie hanno sperimentato;
desidera portare un contributo alla manifestazione del "Family Day",
proprio per non emarginare realtà familiari "differenti" già fortemente
presenti nel nostro paese, in Europa e nel mondo. "Troviamo fortemente
discriminante il tentativo di chiudere in un ghetto la famiglia
tradizionale con il vedere nemici in ogni altra forma di unione
riconosciuta fra persone che si amano, perchè solo l'amore che unisce
può realmente cementare una coppia" dichiara la Presidenza di Agedo e
continua: "sentimento che permette un progetto di vita in comune teso
alla mutua assistenza, soprattutto nei momenti difficili che sempre si
incontrano lungo l'arco della vita; l'amore vissuto in una coppia
porta anche al riconoscimento dei diritti e dei doveri, al suo interno
e verso la società". Proprio per questo le unioni uomo-donna, in quanto
ricchezza per la società tutta, sono state tutelate con l'istituto
giuridico del matrimonio civile. Oggi si chiede un'estensione di tali
tutele anche a quelle coppie che non volendo o non potendo accedere (é
il caso dei nostri figli) al matrimonio, necessitano per vivere
serenamente di potere godere dei diritti di cui già godono le nostre
famiglie, attraverso un riconoscimento giuridico che preveda anche la
loro affettività, il loro essere legame d'amore, il loro essere
ricchezza per la società tutta. Agedo riconosce, indipendentemente
dalle argomentazioni che coincidono con la morale cattolica, "che le
famiglie sono la base della società e che estendere il concetto di
famiglia sarà vantaggioso per tutta la società", come del resto è
dimostrato nei paesi europei dove già, in modo civile, vengono
riconosciute le unioni al di fuori del matrimonio e le unioni
omosessuali. Anche da parte nostra dunque venga un bel sì alla
famiglia, ma per TUTTI! Certi che gli italiani sapranno intuire il
valore positivo di una regolamentazione istituzionale. Non possiamo
quindi essere d'accordo con una manifesta volontà di far emergere un
unico modello di famiglia che ha diritto alle tutele dello Stato e che
vede negli altri modelli un pericolo o, ancora peggio, una minoranza
senza diritti alcuni. Non ravvisando pertanto in tale manifestazione
situazioni di accoglienza e di dialogo, ma solo di rifiuto ed
emarginazione, le nostre famiglie sono costrette ad astenersi dalla
partecipazione. La Presidenza di A.GE.D.O. Associazione di GEnitori e
amici Di Omosessuali
www.agedo.org

JONATHAN ALI IN VOLO
Io cammino con le spalle al muro Difficoltà per una consapevole identità Museo d'arte
moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20 maggio 2007 - ore 17
Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti in movimento Porpora Marcasciano,
MIT - Movimento Identità Transessuale Matteo Pegoraro, Responsabile
Giovani Arcigay Firenze Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori
e Amici degli Omosessuali Ingresso libero - a seguire buffet
Jonathan
- Diritti in movimento Associazione glbt
Via Palermo, 41 - 65122
Pescara
347 6163260 - info@alinvolo.org
www.alinvolo.org
INVIATO DA A.
Maria Angelitti Gaya CsF

FAMILY DAY: ARCIGAY, SARA' UNA FESTA DELLE DISCRIMINAZIONI
"Il 12 saremo alla manifestazione di piazza Navona per la laicità".
A Milano il congresso dell'associazione dall'11 al 13 maggio
"Siamo alla Santa Alleanza omofobica. La risoluzione del parlamento europeo dello scorso
26 aprile contro l'omofobia aveva visto giusto condannando come atti
omofobici 'i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e
religiosi nei confronti degli omosessuali'. Questo il commento del
presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice alle parole del
rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha invitato la comunità
ebraica a prendere la parola contro il riconoscimento dei diritti delle
coppie omosessuali. "Uno scellerato fronte delle gerarchie cattolica,
ebraica e islamica – ricorda Lo Giudice - ha impedito lo svolgimento
del gay-pride mondiale (World Pride) a Gerusalemme nel 2005 e ha
ispirato il divieto di quello di Mosca lo scorso anno. Ora il rabbino
Di Segni interviene contro i diritti di gay e lesbiche, guarda caso
alla vigilia del Family day che sarà la prima vera manifestazione
contro i diritti di gay e lesbiche nel nostro paese, al di là degli
ipocriti distinguo degli organizzatori. Una festa delle
discriminazioni. Sappiamo bene che all'interno della comunità ebraica,
come in quella cattolica, esistono posizioni molto diverse, attente
alle libertà e fortemente legate al principio del riconoscimento delle
diversità: ci auguriamo che vengono alla luce". Il 12 gennaio una
delegazione di Arcigay guidata dal presidente nazionale Sergio Lo
Giudice, che interverrà dal palco della manifestazione, parteciperà all'
iniziativa "Coraggio Laico" di Piazza Navona, di cui l'associazione è
fra i promotori. Negli stessi giorni, dall'11 al 13 maggio, Arcigay
terrà a Milano il suo 12° Congresso nazionale dal titolo "Siamo
Famiglie: pari dignità, pari diritti". Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
IKEN ONLUS
"Rosy Bindi e Family Gay."Il presidente
dell'associazione i Ken di Napoli Carlo Cremona ed il comitato
direttivo, esprimono gratitudine al Ministro della Solidarietà sociale
Ferrero per la nobile posizione politica presa per l'esclusione delle
associazioni omosessuali dal convegno. Riteniamo lodevole e solidale
anche la posizione dell'On. Gennaro Migliore ed invitiamo tutti i
parlamentari laici a sollecitare il ministro Bindi a rivedere la
propria posizione in evidente contrasto con le linee guida per le pari
opportunità di tutti e tutte e fortemente discriminatorie.

BABILONIA
"Papito è trisessuale". A coniare il nuovo termine è il cantante Miguel
Bosè, icona trasgressiva e androgina del panorama musicale degli anni
Ottanta e Novanta, in una irriverente intervista al mensile omosessuale
Babilonia. Alla curiosità dell'intervistatore che gli chiede sulla sua
presunta omosessualità, il cantante madrileno sbarcato a Milano per
promuovere il suo nuovo album "Papito", risponde: «Lasciamo le cose
come stanno o come vogliono essere pensate. Dare spiegazioni sulla mia
sessualità non serve a nulla. Mi è successo un bel giorno di trovarmi
ad essere gay; poi sono arrivate le donne. Sono diventato bisessuale e,
una volta esaurita anche questa opzione, altre domande. Esaurita oramai
ogni altra scelta, per me voi non mi resta che dire: sono trisessuale».
Cosa vuol dire?, chiedeBabilonia. «Non lo so -risponde Bosè – ma ho
ancora un altro asso nella manica: la zoofilia».Non solo di musica
parla Babilonia con Miguel. Quanto gli è familiare la Spagna di
Zapatero? «Certamente molto di più di quella di Aznar: sono socialista
da sempre». Ancora più duro lo è nei confronti della Chiesa lo scontro
sui temi etici e omosessuali: «La Chiesa non fa testo, non è un
riferimento e non dovrebbe esserlo». Anche sulle manifestazioni contro
i diritti omosessuali, Bosè è netto con Babilonia: «Questi manifestano,
però poi concedono il perdono a chi si macchia di orrori come la
pedofilia. E leggiamo spesso che queste cose succedono proprio
all'interno della Chiesa. In una democrazia tutte le alternative devono
essere legalizzate, in maniera che quando sono esercitate non siano
condannate. Stiamo parlando di affetti, di amore. Insomma: stessi
diritti per tutti i cittadini! O altrimenti facciamo una cosa: dobbiamo
avere il diritto di non pagare più le tasse, voi e noi che vi
sosteniamo». Nella lunga intervista con il mensile storico degli
omosessuali, Miguel Bosè si lascia trascinare anche a qualche ricordo
dell'infanzia, quando la sua casa madrilena era rifugio di personalità
del calibro di Luchino Visconti, Hemingway, Ava Gardner, Orson Welles e
tanti altri.
INVIATO DA Mario Cirrito

ASSOCIAZIONE RADICALE "IGNAZIO SILONE"
CONCORSO FOTOGRAFICO "FATTI E MISFATTI DELLA GIUNTA TEMPESTA
1° sezione "I fatti positivi" 2° sezione "I Misfatti" 3° sezione
"Essere giovani a L'Aquila"
Ciascun partecipante dovrà presentare una o
più fotografie di ottima qualità che rendano attraverso un'immagine
emblematica il carattere positivo o negativo delle iniziative della
giunta di Centrodestra e quindi indicative del degrado o dello sviluppo
di questa città negli ultimi 8 anni. Le fotografie stampate a cura del
concorrente devono essere inviate alla Ass. Radicale "Ignazio Silone"
c/o SDI, via Beato Cesidio, 9- 67100 L'Aquila, ed on line al
ginoantognetti*libero.it. non oltre il 17 maggio 2007. Ogni foto dovrà
portare sul retro un titolo ed una breve didascalia ma il nominativo e
recapito dell'autore devono essere indicate a parte. La scelta del
formato sarà libera e si potrà anche presentare un elaborato composto
da vari scatti. Per eventuali informazioni si può contattare il 348
1018898. La partecipazione è libera. - REGOLAMENTO 1. Saranno premiate
le fotografie che, oltre al valore estetico e alla capacità
comunicativa, rispetteranno le finalità del concorso indicate. 2. Il
giudizio avverrà in forma anonima senza considerare l'identità del
fotografo, la professione o il paese di provenienza. 3. La decisione
della giuria è insindacabile e non potrà essere oggetto di discussione.
4. La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente
regolamento e autorizza gli organizzatori all'uso gratuito delle opere
concorrenti per finalità senza scopo commerciale quali pubblicazioni,
diffusione ed esposizione del materiale a fine didattico e culturale.
5. La partecipazione al concorso implica la concessione agli
organizzatori del consenso al trattamento dei dati personali in base a
quanto previsto dalla legge 675/96 e sue successive integrazioni e
modifiche. I dati raccolti saranno conservati in un apposito archivio
presso l'A.R.I.S. e non verranno ceduti o comunicati a terzi per
trattamenti diversi da quelli istituzionalmente previsti dalla
associazione stessa. 6. Le opere ricevute non saranno restituite. 7. La
giuria sarà composta da un giornalista per ciascuno dei seguenti organi
di informazione Il Centro, Il Messaggero, Il Tempo, TV Uno, Onda TV,
Rai TGR Abruzzo, Il Capoluogo, Il ficcanaso, L'Editoriale, Sallustio
2000 e preseduta dal Presidente o altro rappresentante dell'Ordine dei
Giornalisti. Tutte le foto meritevoli saranno pubblicate sul sito de
"Il Ficcanaso.it" e sul costituendo sito dell'A.R.I.S. 8.L'
Associazione, visti i tempi brevi, si riserva di effettuare qualche
modifica nella composizione della giuria e di organizzare una
manifestazione finale alla presenza del Sindaco dell'Aquila e dei
candidati sindaco prima delle consultazioni elettorali. 9. Copia delle
migliori foto dei misfatti saranno consegnate al nuovo sindaco con l'
invito a risolvere entro breve tempo ed in modo efficace lo scempio
denunciato. Allo scadere di ogni anno l'Associazione organizzerà un
confronto tra queste foto e la nuova realtà. 9. Ai primi classificati
delle 3 sezioni verrà donato un volume de "La Scuola dei dittatori" di
Ignazio Silone. E' cambiata la nostra città negli ultimi 8 anni?
Certamente sì, se sia cambiata in meglio o anche in peggio dipende
anche dai punti di vista ma crediamo che molti cittadini non abbiano
una visione complessiva e puntuale dello stato attuale della nostra
città. Sembra che si siano assuefatti ed anestetizzati e si sentono
spesso frasi poco democratiche "tanto sono fatti tutti così" e "non
cambierà mai niente". Il rifiuto della politica e del votare sono il
peggior gesto antidemocratico. Essi fanno del mancato elettore il più
attivo complice della corruzione e del degrado politico. Il politico
corrotto od incapace può così agire indisturbato. Con le elezioni verrà
deciso come saranno la nostra città e la nostra vita quotidiana nei
prossimi anni. Non è insensato considerarsene estraneo? Ecco perché
diventa indispensabile che gli elettori siano informati e coscienti di
tutte le trasformazioni che si sono realizzate in città. Nel centro,
nelle periferie, negli angoli storici meno frequentati, nei quartieri
nuovi. Il momento giusto per una prima riflessione è adesso. A pochi
passi dalle scadenze politico elettorali locali.
Il Segretario della
Associazione Radicale "Ignazio Silone" L'Aquila 4.5.2007
Gino
Antognetti


ORGOGLIO E PREGIUDIZI
A cura di Alba Montori Celebrazione o commemorazione?
EVVIVA !La "città del cinema" ha compiuto settant'
anni. Io invece sessanta. Così i vari tiggì sono stati colonizzati da
un paio di giorni sull'argomento. Illustrati dalle immagini dei divi
passati e presenti del set e soprattutto delle dive, che vi hanno
trovato la loro dimensione di star internazionali, l'america in casa,
presentati e sponsorizzati da Rutelli e da Veltroni in veste di
anfitrioni.... Con tutto il consueto rituale di citazioni , in primis
Fellini. E' già un miglioramento, rispetto al silenzio dei suoi primi
cinquant'anni. Non una parola invece, a parte un accenno subito
troncato, del grande Monicelli e di una timidissima Loren su cosa ha
reso possibile il trionfo dei nuovi proconsoli Rutelli & Veltroni. Se
pensassi che mio padre, Alfredo Montori, l' architettore ( proprio
così, soprannome datogli da D'Annunzio) morto nel 1974 a 81 anni, si
trova ancora da qualche parte nell'universo, penso che potrebbe davvero
indignarsi. Ma io, che ho passato là dentro la prima parte della mia
infanzia, scorrazzando per i viali, gli uffici, i magazzini e le
sartorie, i camerini, i teatri e i ponti luce, perseguitando con le mie
curiosità e i miei perchè tutti, a cominciare dal portiere Pappalardo,
io sono indignata, molto, e anche rattristata, un po'. Perchè chi oggi
se ne fa palcoscenico privilegiato non si è sognato neanche
lontanamente di ricordare chi ha reso uno "stabilimento industriale"
quello che è ancora, malgrado si sia cercato di distruggerne anche
l'anima, e lo ha reso allora e per sempre vera FABBRICA non dei sogni,
ma della finzione. Perché il cinema è finzione. IL CINEMA è ILLUSIONE
Mio padre che ha inventato il nome e il logo di CineCittà ( ma non lo
ha brevettato, perchè ne era il direttore...) la chiamava "FABBRICA
DELLE ILLUSIONI". Le illusioni sono qualcosa che ci appare come
esistente anche se sappiamo che non lo è e dobbiamo essere ad occhi ben
aperti e col cervello vigile, anzi, per vedere le illusioni! Altro che
fabbrica dei sogni...I sogni sono un'altra cosa, quelli si fanno
dormendo, specchio del nostro personale subconscio, quando il cervello
si distacca dalla realtà, smette di ragionare, per riposare. Quel che
si vede apparire vero sullo schermo non è mai vero, anche se può
sembrarlo, anzi deve apparire più vero della realtà. E in ogni caso è
solo un effetto di luce, solo un'illusione ottica. Ma quelle forme in
movimento, guizzi di luci più veri del vero, sono il risultato di un
enorme lavoro creativo, di cui sullo schermo non si vede nulla, al
cinematografo. Un particolare tipo di lavoro nel quale un gruppo di
persone( equipe o cast) , ciascuna con le sue abilità e le sue
professionalità, si mette in gioco ad interagire con gli altri, col-
labora allo scopo di produrre un'illusione di realtà ( a tema) più vera
della realtà stessa, senza limiti né spaziali, né temporali, e con un
tale rapporto di interconnessione che il risultato visivo filmico
spesso travalica anche le previsioni progettuali. Insomma Fellini non
sarebbe stato "il regista", se come regista non avesse avuto a
disposizione tutta Cinecittà. Perciò io voglio celebrare, anche in nome
di mio padre che non può farlo, tutte le legioni di segretarie , di
tecnici del suono, dell'illuminazione, del montaggio, dell'edizione,
fotografi e operatori, le parrucchiere, i truccatori e le truccatrici e
i costumisti, le telefoniste del centralino, gli attrezzisti e gli
armieri e i trovarobe, per non parlare degli artigiani artisti delle
miniature e dei "macchinisti", quegli omaccioni sempre sudati e in
canottiera anche d'inverno, col martello appeso ai calzoni e le tasche
piene di chiodi, ( e dal liguaggio molto anticonvenzionale) capaci di
costruire e disfare una scena e via l'altra, riuscendo a trasformare i
disegni di papà in spazi vivi della durata strettamente necessaria a
girarvi le scene previste in copione....E ringraziarli, con affetto,
perchè per me sono stati "gente di famiglia". Anche se erano sempre al
lavoro trovavano pure il tempo per coccolarmi o per giocare con me, e
mi hanno insegnato un sacco di cose, a cominciare dal non fare
distinzione di ruoli e ceti e tipologie varie nel comunicare tra
persone, ma soprattutto mi hanno dato il rispetto per il lavoro, quello
vero, che costa fatica e impegno al meglio delle proprie capacità,
quello fatto "a regola d'arte". E voglio ringraziare, almeno io, anche
Alfredo, mio padre, che col suo lavoro ha permesso tutto questo e col
suo affetto a me di viverlo.. Il "professore"che ha animato fin dal
progetto la Città del Cinema, che vi ha speso senza risparmio la sua
energia creativa, che ha cercato con pochi di proteggere durante la
guerra e l'occupazione tedesca lo stabilimento e le attrezzature dai
saccheggi, che non è riuscito a veder ricostruito il teatro n6,
bombardato nel 1944, che ha cercato, sperato, una rinascita dopo la
guerra, che è arrivata ( ma è davvero arrivata?) troppo tardi perchè
potesse assistervi e che nessuno ha ufficialmente ringraziato. Tutta
gente che non si vede mai nei film ma senza la quale tanti film non
sarebbero mai esistiti: i veri, unici e irripetibili"cittadini di
Cinecittà.
Alba Montori Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
ARCILESBICA ROMA
12
MAGGIO 2007: 33° ANNIVERSARIO
DELLA VITTORIA SUL DIVORZIO
GIORNATA DEL
"CORAGGIO LAICO"
INVITIAMO PARTECIPARE A QUESTA IMPORTANTE GIORNATA
TUTTE E TUTTI QUELLI CHE CREDONO NELLA LIBERA ESPRESSIONE DELL'AMORE E
NELLA PACIFICA CONVIVENZA DI TUTTE LE FAMIGLIE (SI ALLA FAMIGLIA - NO
ALLA DISCRIMINAZIONE DELLE FAMIGLIE OMOSESSUALI!)
Arcilesbica Roma www.
arcilesbica.it/roma - Piazza Navona (dalle ore 15,30 a notte
inoltrata) MANIFESTAZIONE/CONCERTO CON SIMONE CRISTICCHI, FRANKYE HI
ENERGY, MARCO MASINI, VALENTINA GAUTIER, MOMO promossa dalla Rosa nel
Pugno, SDI e Partito Radicale Dalle 10 alla Sala delle Conferenze,
piazza Montecitorio 123/A, convegno "Il mito della famiglia naturale,
la rivoluzione dell'amore civile" .
Arcilesbica Roma V.le G.
Stefanini, 15 TEL. 06/4180211 (
www.arcilesbica.it/roma)


FAMILY DAY: ARCIGAY; "BINDI, NOI SIAMO
FAMIGLIE, FATTENE UNA RAGIONE"
TUTTO PRONTO A MILANO PER IL CONGRESSO
DELL'ASSOCIAZIONE, 11-13 MAGGIO
TRA GLI OSPITI ESPONENTI DELLA CULTURA
E POLITICI DEI DUE SCHIERAMENTI
"Rosi Bindi vuole passare alla storia
come il 'ministro delle Discriminazioni', ma la sua arrogante pretesa
di piegare la realtà alla sua ideologia non potrà alterare la natura
delle famiglie gay e lesbiche, oggi più che mai visibili e determinate
nella richiesta di pari diritti". Così Sergio Lo Giudice, presidente
nazionale di Arcigay, risponde all'annuncio di esclusione delle nuove
famiglie dalla Conferenza di Firenze organizzata dal ministero per la
Famiglia. Intanto è tutto pronto per l'apertura del 12° congresso
nazionale di Arcigay, la principale associazione omosessuale italiana,
che si riunirà a Milano presso l'Atahotel Quark, in via Lampedusa 11/A.
I lavori inizieranno alle 14:30 con i saluti istituzionali (confermata
la presenza del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati)
e, dopo la relazione del presidente uscente, i contributi degli
invitati esterni. "Daremo centralità agli ospiti non politici –
annuncia Lo Giudice. La delusione per gli impegni disattesi dai partiti
è grande. Vogliamo interloquire soprattutto con la società civile, la
cultura, i movimenti, per scardinare la cappa di pregiudizio che si
respira nel paese e cercare di far recuperare all'Italia uno straccio
di laicità". Fra gli interventi previsti, oltre a quelli del variegato
universo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e di altre
forze sociali (Arci, Cgil), ci saranno quelli della sociologa della
famiglia Chiara Saraceno, dello psicologo Vittorio Lingiardi, del
presidente della Consulta delle associazioni per la lotta all'Aids
Massimo Oldrini. Numerosi gli esponenti politici che hanno confermato
la loro presenza: i ministri Alfonso Pecoraro Scanio ed Emma Bonino,
Piero Fassino (Ds), Franco Giordano (Prc), Enrico Boselli (Sdi), Katia
Bellillo (Pdci), Cesare Salvi (Sinistra Democratica), Benedetto Della
Vedova (Riformatori Liberali). È attesa anche la ministra alle Pari
Opportunità Barbara Pollastrini. Ufficio stampa Arcigay

ARCILESBICA ROMA
Family Day: lupi travestiti da agnelli
Con la consueta ipocrisia dei bigotti, gli organizzatori dicono che il Family
Day è una manifestazione per la famiglia, ma si dà il caso che la
famiglia non sia sotto l'attacco di nessuno. Il Family Day è in realtà
una manifestazione contro donne e uomini omosessuali, una giornata per
continuare a discriminare le persone dello stesso sesso che creano
famiglie fondate sull'amore e chiedono rispetto e garanzie per le loro
scelte. Diffamare una minoranza e chiederne l'emarginazione dalla sfera
dei diritti è razzismo. Lupi travestiti da agnelli ammantano di buoni
sentimenti la loro volontà di escludere e degradare le persone
omosessuali. A tutte le vittime dell'intolleranza eterosessista
dedichiamo la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia, che l'Unione
Europea ha indetto per il 17 maggio. Il Family Day sarà forse un grande
esorcismo, per scacciare e negare l'omosessualità. Ma noi invece
esistiamo e continueremo a testimoniare che l'omosessualità è naturale,
è positiva, è degna di rispetto, e a lottare fino a che anche
l'Italia, come il resto d'Europa, riconoscerà pari diritti alle donne e
agli uomini che amano persone del loro stesso sesso. Cristina Gramolini
Segreteria Nazionale ArciLesbica 347.93.08.006
Arcilesbica Roma
V.le G.
Stefanini, 15
TEL. 06/4180211
(
www.arcilesbica.it/roma)

ASSOCIAZIONE
LUCA COSCIONI
ORGOGLIO LAICO
12-13 maggio, Orgoglio Laico", scritta
arancione che campeggia su una Piazza Navona in bianco e nero, colma di
cittadini romani che festeggiano la vittoria referendaria del divorzio.
Così la prima pagina di "Agenda Coscioni"*, mensile dell'associazione
Luca Coscioni giunto al suo quinto numero annuale, quello di maggio. Il
numero è dedicato in larga parte alla convocazione di "Coraggio Laico",
la manifestazione che radicali e socialisti, assieme a decine di altre
associazioni, personalità e testate giornalistiche, hanno convocato per
il 12 maggio per celebrare la vittoria dell'Italia laica ed europea che
venne alla ribalta trentatrè anni fa, in un momento in cui il voto
referendario per mantenere la legge sul divorzio spazzò via i timori di
un ceto politico ansioso fino all'ultimo di evitare la consultazione
popolare. All'interno un dossier-approfondimento, con interventi
esclusivi di bioeticisti, giornalisti, sociologi e giuristi (Gilberto
Corbellini, Diego Galli, Enrichetta Buchli, Filomena Gallo, Bruno De
Filippis ed altri) che affrontano la rivoluzione in corso dell'istituto
familiare, da tempo allontanatosi dal modello unico della "famiglia
naturale". Gli editoriali dei dirigenti dell'associazione Coscioni,
Marco Cappato (segretario) e Rocco Berardo (vicesegretario), illustrano
le motivazioni e le necessità di un rinnovato impegno laico, in tutta
Italia e a partire dalle realtà locali. Infatti, da domenica 6 maggio
2007, "Agenda Coscioni" è uscita in edicola, e così sarà di norma ogni
prima domenica del mese, in allegato con "Otto pagine", quotidiano di
Avellino e provincia.


SABATO 12 MAGGIO DALLE ORE 15.00 ALLE 24.00 MANIFESTAZIONE SPETTACOLO A PIAZZA
NAVONA Perché tu possa dire: io ho "coraggio"


NOTIZIE DA ADNCRONOS
Cronaca - In collaborazione con la polizia tedesca - Pedofilia,
maxioperazione in tutta Italia: 53 indagati Perquisizioni in 31 città:
le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su un sito in Germania
di un filmato di una bambina in tenera età vittima di abusi. Arrestato
dirigente scolastico nel milanese (copioincollo sotto) Palermo, 9 mag.-
(Adnkronos) - Perquisizioni in 31 città italiane nei confronti di 53
persone indagate per pedofilia sono in corso da parte del personale
della Polizia postale e delle Comunicazioni. Il blitz si inserisce
nell'ambito di un'operazione internazionale di contrasto della
pedofilia su Internet, denominata 'Max'. Sono migliaia le persone
sospettate e identificate all'estero in collaborazione con la polizia
tedesca. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta su internet,
tramite un provider operante in Germania, di un filmato di una bambina
in tenera età vittima di abusi. L'inchiesta è coordinata dal
procuratore aggiunto di Catania Giuseppe Gennaro e dal sostituto
Giancarlo Cascino, che hanno emesso i decreti di perquisizione.
Perquisizioni in corso in 31 città: tra queste Bari, Brescia, Catania,
Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Venezia.
http://www.adnkronos.
com/IGN/Cronaca/?id=1.0.934967072
Cronaca - Ha ammesso di essere
sessualmente attratto da bimbi di sesso maschile Pedofilia, arrestato
dirigente scolastico nel milanese Si tratta di un uomo di 59 anni di
Cologno Monzese: nella sua abitazione sono stati sequestrati 2 mila
fotografie e filmati Milano, 9 mag. - (Adnkronos/Ign) - Un uomo di 59
anni, dirigente di una scuola statale della provincia di Milano, è
stato arrestato alle prime ore di questa mattina a Cologno Monzese con
l'accusa di reati di pedofilia e rinchiuso nel carcere di Monza.
L'ordine di arresto in carcere, eseguito dal Nucelo Investigativo
Telematico, è avvenuto in seguito a una complessa indagine scaturita
dalla denuncia di Telefono Arcobaleno, organizzazione in prima linea
nella lotta contro ogni abuso sull'infanzia. Il provvedimento di
arresto è stato adottato dal Gip del Tribunale di Siracusa Vincenzo
Panebianco, su richiesta del Procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e
del sostituto Antonio Nicastro. A quanto riferiscono dalla Procura,
nell'abitazione del dirigente milanese, che avrebbe ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile, sono stati
sequestrati circa duemila fotografie e filmati pedofili, ma anche un
personal computer recante le prove dell'avvenuta divulgazione e lo
scambio via internet di tali fotografie.Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute, inoltre, la tracce di pagamenti
effettuati dall'indagato in favore di alcuni bambini rumeni, ritratti
anche in alcune fotografie scattate presso l'abitazione del dirigente
scolastico indagato. L'uomo inoltre è risultato iscritto alla
Federazione Italiana Giuoco Calcio con la qualifica di allenatore di
calcio per minori. L'indagine, tuttora in corso, è partita su
segnalazione di Telefono Arcobaleno, i cui operatori avevano rilevato
sul web la presenza di una vera e propria videoteca per pedofili che
offriva in vendita numerosi film prodotti mediante lo sfruttamento
sessuale dei bambini. Gli investigatori del Nit (Nucleo Investigativo
Telematico) sono, così, riusciti a risalire al gestore della videoteca,
una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei pagamenti che, dall'Italia,
venivano effettuati in favore della stessa. Dall'esame dei flussi
finanziari, poi, si è risaliti a tutti i clienti italiani della
videoteca pedofila, permettendo agli investigatori di effettuare
meticolose perquisizioni domiciliari, nell'ambito delle quali sono
state sequestrate migliaia di fotografie e di filmati a contenuto
pedopornografico
L'uomo, 59 anni, lavora a Cologno. È anche allenatore di calcio
Pedofilia, arrestato dirigente scolastico Nella sua casa sono stati
sequestrati fotografie e filmati Il dirigente di una scuola statale di
Cologno Monzese è stato arrestato con l'accusa di pedofilia da agenti
del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa. L'uomo,
59 anni, ha la tessera della Figc come allenatore di calcio per
minorenni. L'indagine, ancora in corso, è stata avviata mesi fa dopo
una segnalazione degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno,
che avevano rilevato su Internet la presenza di una vera e propria
videoteca per pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a
risalire al gestore della videoteca, una donna ucraina, e a tracciare
l'iter dei pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del
dirigente scolastico, scapolo, che, interrogato, ha ammesso di essere
sessualmente attratto dai bambini di sesso maschile. Nella sua casa,
nell'hinterland, sono stati sequestrati circa duemila fotografie e
filmati e un personal computer che prova l'avvenuta divulgazione e lo
scambio sul web di fotografie. Gli agenti hanno anche trovato tracce di
pagamenti effettuati dall'indagato ad alcuni bambini romeni, ritratti
in alcune foto scattate in casa del dirigente scolastico, che ora è
rinchiuso nel carcere di San Vittore.
http://www.repubblica.
it/2007/05/sezioni/cronaca/pedo-internet/pedo-internet/pedo-internet.
html
CRONACA - CATANIA - Una vasta operazione internazionale anti
pedofilia online è stata messa in atto dalla polizia postale di
Catania. Le indagini hanno preso l'avvio dopo la scoperta, su un sito
tedesco, del filmato di una bambina in tenera età e di altri piccoli di
diversa nazionalità, segnalato dall'associazione Meter di don Fortunato
Di Noto. Gli agenti italiani hanno condotto le indagini in
collaborazione con la procura di Kotburg, in Germania. L'operazione,
denominata Max, è scaturita in particolare dal filmato con una bimba:
in circa 14 ore il video è stato scaricato oltre 2.600 volte da
altrettanti utenti in tutto il mondo, tutti denunciati alle procure dei
diversi Paesi. In Italia le forze dell'ordine hanno eseguito
perquisizioni in 31 città nei confronti di 53 persone indagate per
detenzione di materiale pedo-pornografico. L'operazione, illustrata dal
dirigente della polizia postale di Catania, Marcello La Bella, è
scattata dopo la segnalazione, da parte dell'associazione Meter, della
presenza su una sorta di bacheca per pedofili ospitata da un server di
un Paese del nord-est asiatico tramite un provider in Germania, di un
filmato che veniva descritto come "mai visto prima" e che
effettivamente è risultato non in possesso della banca dati della
polizia. Gli investigatori italiani hanno avvertito quella tedesca, che
ha sostituito il video con uno di contenuto innocuo, che comunque gli
utenti hanno continuato a scaricare. La polizia postale, in
collaborazione con quella tedesca, sta cercando di risalire alla
persona che ha messo in rete il filmato e, in collaborazione con
l'Interpol, sono cominciate anche indagini per scoprire chi è la
bambina vittima delle sevizie e il luogo dove sono state compiute.
Alcuni dei 53 italiani hanno ammesso le loro responsabilità, per altre
persone sono in corso indagini per stabilire chi della famiglia avesse
accesso al computer di casa. Tre degli indagati erano stati già in
passato denunciati per reati analoghi. Le perquisizioni hanno
riguardato computer di ditte e uffici pubblici e la polizia non esclude
che ci possano essere altri indagati che avrebbero scaricato materiale
pedofilo dai pc in uffici pubblici. Secondo gli investigatori esiste
una buona possibilità che tutti gli indagati detengano materiale pedo-
pornografico. Il file incriminato infatti non sarebbe stato possibile
trovarlo nel corso di una navigazione "casuale". Durante l'operazione
sono state sequestrate anche macchine fotografiche digitali perché gli
investigatori sospettano che uno degli indagati fotografasse bambini
all'uscita da scuola. Due arresti in flagranza. Nell'ambito
dell'operazione Max due uomini sono stati arrestati, uno a Roma e
l'altro a Catania: nelle loro abitazioni è stato trovato un ingente
quantitativo di materiale pedopornografico che ha fatto scattare la
flagranza di reato e quindi l'arresto. Il catanese è un disoccupato di
29 anni, perito elettronico, che vive in famiglia, mentre l'uomo
arrestato a Roma è un 42enne recidivo, in quanto già denunciato dalla
polizia postale. Con sé aveva migliaia di file che ritraevano bambini
dai 6 ai 10 anni violentati e seviziati. Cologno Monzese, in carcere
dirigente scolastico. Un uomo di 59 anni, dirigente di una scuola
statale di Cologno Monzese (Milano) e tesserato con la Figc come
allenatore di calcio per minorenni, è stato arrestato per pedofilia da
agenti del Nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa.
L'indagine, ancora in corso, è stata avviata dopo una segnalazione
degli specialisti informatici di Telefono Arcobaleno che avevano
rilevato su Internet la presenza di una vera e propria videoteca per
pedofili. Gli investigatori del Nit sono riusciti a risalire al gestore
della videoteca online, una donna ucraina, e a tracciare l'iter dei
pagamenti effettuati dall'Italia. Tra questi, quelli del dirigente
scolastico, scapolo che, interrogato, ha ammesso di essere sessualmente
attratto dai bambini di sesso maschile. Nell'ambito della perquisizione
domiciliare sono state rinvenute tracce di pagamenti effettuati
dall'indagato in favore di alcuni bambini romeni, ritratti anche in
alcune fotografie scattate nella sua abitazione. BARI, VENDEVA LA
FIGLIA TREDICENNE IN CAMBIO DI BIRRA
BARI - Il padre vendeva la figlia
di 13 anni per qualche spicciolo o per una bottiglia di birra, quasi
ogni notte. Chi la comprava, in molti casi, organizzava stupri di
gruppo in auto parcheggiate in aperta campagna, durante i quali alla
minorenne venivano anche strappati i vestiti. Dopo aver subito per
quasi due anni, in silenzio, le violenze sessuali, la giovane, ormai
incinta e innamorata del suo fidanzato, ha trovato il coraggio di
denunciare e fare arrestate il papà, un nullafacente di 39 anni,
separato dalla moglie. L'uomo, residente in un comune alle porte di
Bari, è stato ammanettato dai carabinieri con l'accusa di prostituzione
minorile aggravata. Stamattina è stato portato davanti al gip Jolanda
Carrieri per l'interrogatorio di garanzia durante il quale ha cercato
in qualche modo di difendersi, senza però essere convincente. Ha
chiesto un'attenuazione della misura cautelare, ma è quasi certo che
resterà in carcere. Dalle carte processuali emerge uno scenario da
incubo che - scrive il gip Carrieri nel provvedimento restrittivo - "si
staglia su uno squallido scenario di degrado familiare e sociale,
connotato da ogni forma di abusi, violenze e sopraffazioni". Uno
scenario in cui il papà della ragazzina era anche il suo padrone e
faceva della tredicenne ciò che voleva quando la piccola era affidata a
lui. La vendeva ai pregiudicati del suo paese in cambio di una birra,
di qualche liquore scadente, ma anche di somme comprese tra i 10 e i 30
euro. E se la ragazzina si opponeva, la pestava con calci e pugni e poi
l'accompagnava anche in ospedale per farla medicare. Ai medici la
ragazzina diceva di aver avuto un incidente, oppure di essere caduta
per le scale. L'incubo è durato 19 mesi, dal settembre 2004 all'aprile
2006, quando la giovane ha deciso di rivelare le violenze subite ai
carabinieri. "Fortunatamente - scrive il giudice - la vittima, esausta
del proprio stato di 'sottomissione' e del ripetuto mercimonio della
propria persona, ha trovato la insperata forza di ribellarsi a quella
realtà, raccontando con lucidità e precisione" la sua storia ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi. L'incubo è terminato
il 4 ottobre 2006 quando la ragazzina, incinta, e assieme al papà del
bimbo che portava in grembo, si é presentata in caserma, e ha rivelato
le numerose violenze subite. Ha raccontato che il genitore la
costringeva a vagare di notte a bordo della sua automobile, alla
disperata ricerca di uomini a cui venderla. Quando trovava i clienti
riscuoteva il dovuto e dava loro appuntamento in una località di
campagna, dove lasciava la figlia. Lì la ragazzina veniva abbandonata
e, dopo aver subito le violenze, era costretta a tornare a casa a
piedi, nel cuore della notte. Ai carabinieri che la ascoltavano
increduli la giovane ha detto anche di avere problemi ginecologici
provocati dalle violenze sessuali, abusi che mai nessun medico le ha
riscontrato, nonostante le visite specialistiche. La minorenne ha anche
ammesso di voler cambiare vita e di aver deciso di denunciare il padre
per amore del fidanzato e del loro bambino, che ora ha pochi mesi e
vive con la mamma in una casa protetta. Il racconto della tredicenne
barese: «Ho dovuto abortire» «Mio padre mi vendeva anche a più uomini»
«Mi portava in giro, poi contrattava il prezzo e lasciava che mi
violentassero. C'era anche un invalido con una gamba di legno» - BARI -
«Mio padre mi portava in giro per la città durante la notte e mi
consegnava ad uno o più uomini che abusavano di me. Io non volevo stare
con loro, erano quasi tutti pregiudicati. Quando mi violentavano in
gruppo mi strappavano i vestiti che indossavo e infierivano su di me».
Comincia così il racconto che la ragazzina di 13 anni ha fatto ai
carabinieri e al pm inquirente, Giuseppe Scelsi, quando, il 4 ottobre
2006, con un bimbo in grembo e assieme al compagno maggiorenne, ha
deciso di denunciare le violenze subite per due anni in una città a
pochi chilometri a sud del capoluogo pugliese. IL RACCONTO - La
tredicenne ha parlato per ore e più volte con i militari e con il
magistrato che si sono avvalsi dell'aiuto di una psicologa e di
un'assistente sociale. Ha riferito anche dei problemi psichici e
ginecologici che aveva a causa delle violenze subite e degli aborti a
cui si era sottoposta per non avere i figli concepiti durante i
rapporti non protetti che aveva avuto. Ha raccontato che il papà, un
nullafacente di 39 anni ora in carcere, separato dalla moglie, la
vendeva ai pregiudicati del paese in cambio di somme comprese tra 10 e
30 euro, di qualche bottiglia di birra o di un liquore scadente. NUOVA
VITA - «Vi prego aiutatemi - ha supplicato - non ce la faccio più. Sono
incinta, voglio uscire da questa storia e voglio rifarmi una vita con
il mio fidanzato che sarà il padre del mio bambino». «Mio padre - ha
continuato la minorenne - mi costringeva a stare sveglia durante la
notte e mi portava a spasso per la città con la sua autovettura. Quando
trovava i suoi amici per strada contrattava con loro il danaro che
doveva ricevere e mi consegnava». «Le violenze - ha aggiunto con
dovizia di particolari - non avvenivano mai nella mia casa o nelle
abitazioni dei miei aguzzini ma in automobili parcheggiate in aperta
campagna. Lì mio padre mi abbandonava, costringendomi anche a tornare a
casa a piedi, e quegli uomini facevano del mio corpo quello che
volevano. Era impossibile opporsi. Tra coloro che mi violentavano c'era
anche un invalido con una gamba di legno, un pregiudicato che non era
certo più tenero degli altri». «Qualche volta ho provato ad oppormi
alle violenze sessuali, ho provato a parlare con mio padre - ha
concluso la tredicenne - ma lui mi ha picchiato con calci e pugni e mi
ha procurato diverse ferite in varie parti del corpo che mi sono state
medicate in ospedale». TENUTA PER 15 ANNI IN SCHIAVITU', ARRESTATI 6
NOMADI MILANO - La sezione minori della Squadra Anticrimine della
Questura di Milano ha eseguito questa mattina sei arresti, sulla base
di una ordinanza firmata dal gip Fabio Paparella, in una indagine
condotta dal pm Marco Ghezzi e riguardante una presunta associazione
per delinquere, finalizzata al furto e altri reati, oltre che per
l'accusa di violenza sessuale e riduzione in schiavitù di una
marocchina 32enne, rapita nel 1992, quando ne aveva solo 17, costretta
a rubare in Italia e all'estero e violentata per anni. Gli arrestati
sono sei appartenenti a una famiglia nomade di origine irachena che
aveva base nel campo nomadi di Limbiate (Milano). Nel 1992 la ragazza,
che conosceva uno dei membri della famiglia da qualche anno e se ne era
innamorata, aveva accettato di seguire in un viaggio in Marocco la
famiglia di quelli che sarebbero poi diventati i suoi aguzzini. Secondo
gli inquirenti, era poi stata narcotizzata e al suo risveglio si era
trovata in Spagna, da dove poi era passata in Francia e infine a
Milano. Per anni era stata assoggettata al gruppo di nomadi che la
costringevano a commettere furti in tutta Italia (in particolare a
Pavia e Genova) ma anche all'estero: in Spagna, Francia, Olanda e
perfino negli Usa. L'inchiesta era partita dalla denuncia della ragazza
che era riuscita a liberarsi trovando rifugio in Olanda dalla sorella,
con un trucco. La parente aveva chiamato la famiglia nomade di Limbiate
spiegando che la 32enne marocchina doveva recarsi in Marocco per una
questione di eredità. I nomadi arrestati avevano dunque accettato di
lasciarla partire. Ma il volo che la ragazza aveva prenotato era per
Dusseldorf, in Germania, da qui poi aveva raggiunto la sorella nei
Paesi Bassi e denunciato lo stato di schiavitù in cui da anni era stata
ridotta. A quanto si è appreso, la giovane tenuta per quasi 15 anni in
stato di schiavitù dalle persone arrestate, nel corso degli anni
avrebbe partorito due volte. I bambini sarebbero stati registrati come
figli di altre donne legate alla famiglia nomade. Per questo
nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paparella è
contestato anche il reato di alterazione di stato. INVIATO DA Maria
Ornella Serpa Gaya CsF


EURODEPUTATA COMMISSIONE UE
ITALIA DISCRIMINA
GAY
Interpellanza sinistre Unione su Conferenza di FirenzeBruxelles,
9 mag. (Apcom) - Quattro eurodeputati del centro sinistra hanno
denunciato oggi, con un'interpellanza alla Commissione Ue "l'esclusione
delle organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender dalla
Conferenza nazionale sulla famiglia organizzata dal governo italiano",
indicando che sarebbe "in netto contrasto con le campagne anti-
discriminazione della Commissione e del Parlamento europeo e con gli
obiettivi di lotta alle discriminazioni promossi dall'Anno europeo 2007
sull'eguaglianza". Nell'interpellanza, Marco Cappato (Radicale, Adle),
Pasqualina Napoletano (Pse), Monica Frassoni (Verdi) eGiusto Catania
(Gue) chiedono all'Esecutivo comunitario se non consideri tale
eslcusione "in contrasto con il Trattato della Comunità europea e con
la Carta dei Diritti fondamentali" dell'Ue. Le organizzazioni gay e
transgender, sottolineano i quattro europarlamentari, "sono state
escluse dalla Conferenza sebbene essa tratti delle relazioni affettive
tra persone e nonostante il governo abbia proposto una legge per
garantire diritti e doveri alle persone legate da vincoli affettivi, a
prescindere dal loro sesso come richiesto ripetutamente dal Parlamento
europeo".
INVIATO DA Sergio Rovasio RNP


UNA CARTOLINA
"FAI X TE"
AL
CHETTO
*Quanti Mecenati nell'Uovo con un euro per Villa dei Vescovi!*
Con una nota del FAI:
«Il significato di promotore: "chi propone o
tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse sociale"»
I
nomi dei lettori che hanno aderito o aderiranno al mio invito
«FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi»
e che ne avranno autorizzato la
pubblicazione sarà pubblicata sulla rubrica on line. Delle tante
adesioni alla nota pasquale diramata anche con la Newsletter FAI *il
Mecenate nell'Uovo* e diffondi con l'invito a devolvere un euro al FAI
per i restauri della Villa dei Vescovi, ora bene del FAI, da me
acquistata nel 1962 in comproprietà con Vittorio Olcese, la prima
cartolina con i ringraziamenti del FAI per il contributo ricevuto, nel
Lazio è arrivata nel cuore del Ghetto più antico e monumentale
d'Italia: all'antico Bar Totò situato lungo il Portico di Ottavia nel
Ghetto di Roma. Bar ove si può gustare la miglior granita di caffè
della Capitale e dove titolari, baristi e camerieri hanno esclamato:
Signora è arrivata una cartolina dal FAI con la ex sua bellissima
villa, ma è proprio magnifica! Siamo contenti di avere aderito a FAI il
mecenate nell'uovo, è stata proprio una bella idea! La cartolina
inviata dal FAI è raffinata e bellissima, in stile 'old fashion' e con
splendidi colori, con la Villa immersa nel verde ripresa da un arco
delle barchesse che un tempo erano le scuderie per i cavalli del
Vescovo di Padova, il Cardinal Francesco Pisani, che nel XVI secolo
fece erigere la Villa in Luvigliano di Torreglia. E'
proprio in quelle scuderie che in compagnia dell'allora Presidente
dell'Ente Ville Venete, Boso Roi e dell'architetto Marcello Checchi,
Vittorio ed io scoprimmo per caso e sotto montagne di fieno gli
splendidi abbeveratoi in marmo di Vicenza che feci sistemare a mo' di
lavabi nelle sale da bagno della Villa dotandoli di antiche
rubinetterie in bronzo e ferro e mascheroni rinascimentali in
terracotta trovati nel Viterbese nelle adiacenze del Palazzo di
Caprarola, progettato dal Sangallo, e nei pressi del Giardino dei
Mostri a Bomarzo. Mascheroni da cui sgorga e zampilla l'acqua
riversandosi nelle splendide vasche da bagno in marmo rosa e giallo di
Verona, le antiche vasche delle Terme di Abano, terme rinomatissime e
famose sin dall'antichità. Il riconoscimento ed il puntuale riscontro
che il FAI riserva a tutti coloro che sostengono anche con un piccolo
contributo la sua instancabile opera di salvataggio dei beni culturali
nazionali in degrado, ne fa una Fondazione privata accessibile e molto
godibile da tutti. Anche da quanti sono di modeste condizioni
economiche ma consci dell'immenso valore del patrimonio artistico e
culturale nazionale e desiderosi perciò di dare una mano alla loro
conservazione e salvaguardia. La cartolina del FAI è talmente bella che
vale la pena spendere un po' del proprio tempo recandosi in un ufficio
postale ad inviare il proprio contributo al FAI così da essere anche tu
«FAI *il Mecenate nell'Uovo*» con un euro devoluto ai restauri della
Villa dei Vescovi. E il FAI invierà xTe una cartolina ovunque tu sia.
Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - Hai
già fatto il Mecenate nell'Uovo con un euro? Allora Grazie! Se non
l'hai ancora fatto sei sempre in tempo, l'invito continua, perciò FAI
*il Mecenate nell'Uovo* con il Conto corrente postale del FAI n°
11711207 inviando il tuo contributo al FAI Viale Coni Zugna, 5 - 20144
Milano. Causale: Mecenate nell'Uovo D'Olcese Restauro Vescovi Nota
bibliografica del FAI Ne «Il Mondo del FAI», edizione 2005-2006, alle
voci «Come aiutare il FAI» e «Sostenete gli appelli», scrive il FAI:
«Durante l'anno il FAI chiede ai suoi Aderenti di sostenere speciali
appelli in favore di opere di restauro, salvaguardia e conservazione.
Quello che vi chiediamo è un aiuto importante e spesso urgente dei cui
risultati sarete sempre informati». E nel rapporto annuale 2005-2006
scrive l'Amministratore culturale del Fai: «Mecenate con 1 euro.
Aiutateci a restaurare e aprire al pubblico Villa dei Vescovi a
Luvigliano (PD). Tutti possiamo essere Mecenati. Tutti coloro che, in
qualità di promotori di attività culturali e artistiche di interesse
sociale, tendono a far sì che esse siano perseguite grazie a un loro
gesto o a un loro comportamento sono mecenati». «(...) Mecenate è anche
chi propone o tende a portare a compimento un'iniziativa di interesse
sociale». « il significato di promotore: "chi propone o tende a portare
a compimento un'iniziativa di interesse sociale". Allora "mecenate" è
colui che, riconoscendo all'attività culturale un interesse sociale,
tende a portarla a compimento. E' appunto quanto andiamo ripetendo al
FAI da anni. I nostri aderenti, dunque, sono tutti mecenati. E'
mecenate chi offre il proprio tempo, è mecenate chi dà 1 euro, è
mecenate chi ne dà 39 per iscriversi, chi 1 milione, chi regala un
castello, chi lascia qualcosa in eredità: quello che conta,
primariamente, è la condivisione di un atteggiamento, è, sopratutto, la
personale partecipazione alla concreta realizzazione di uno scopo».
Viene alla mente una domanda: ma allora c'è democrazia anche nell'arte?
Direi proprio di si. Anche la democrazia è un'arte, un'arte che va
praticata con grande arte.
INVIATO DA Giuliana D'Olcese

NOTIZIE ANSA
RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA
VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - Violentata,
accoltellata e abbandonata nelle campagne di Vico del Gargano in una
pozza di sangue. E' finita così per una diciassettenne una serata al
pub in compagnia di tre ragazzi. La minorenne è ricoverata in prognosi
riservata nell'ospedale di San Severo (Foggia): le sue condizioni sono
gravi ma è fuori pericolo. I tre presunti stupratori sono già stati
arrestati dai carabinieri: sono tre ventunenni del posto, nullafacenti.
Uno di loro ha fatto qualche ammissione. I quattro, che forse già si
conoscevano, ieri sera si sono incontrati nel pub del centro storico di
Vico del Gargano, località molto apprezzata dai turisti. Hanno
cominciato a bere, fino all'una di notte. Poi, fuori del locale, i tre
ragazzi hanno costretto la ragazza a seguirli. L'hanno così trascinata
in una zona di campagna, ma distante solo poche centinaia di metri dal
locale dove erano stati, dove l'hanno violentata a turno e, per indurla
al silenzio, hanno inferito sul suo corpo con un coltellino. L'hanno
colpita per cinque volte al collo, al torace, alle spalle e alle
braccia. Poi le hanno sferrato due fendenti all'addome che le hanno
lacerato il colon e lo stomaco. "La ragazza - ha spiegato Luigi
Cordone, dirigente medico del reparto di chirurgia dell'ospedale di San
Severo - ora sta bene ma poteva morire nel giro di 50 secondi se una
delle coltellate avesse raggiunto l'aorta e l'avesse recisa". Dopo aver
abusato della diciassettenne per almeno mezz'ora, i tre l'hanno
abbandonata e sono fuggiti. La ragazzina non si è persa d'animo. Si è
trascinata fino al cancello di una delle villette della zona e ha
suonato con forza il campanello dell'abitazione di un farmacista,
Claudio Michele D'Orsi. "Erano le due di notte - ricorda il medico -
quando ho sentito suonare al cancello di casa. Io e mia moglie siamo
scesi ad aprire. Ci siano trovati di fronte una ragazzina insanguinata
che, urlando, ci diceva: 'Vi prego, aiutatemi, sono stata picchiata,
accoltellata e violentata'". La diciassettenne indossava un giubbotto,
maglietta e pantaloni. "Era piena di sangue - continua l'uomo - aveva
taglietti sulle braccia, sul volto, sull'addome. Con una mano si teneva
un fianco dove c'era una ferita profonda e da dove fuoriusciva molto
sangue". Vedendo la minorenne in quelle condizioni i coniugi D'Orsi
hanno allertato subito il 118 e i carabinieri. Ai militari la
ragazzina, che era vigile, ha raccontato subito quello che era successo
e avrebbe rivelato anche i nomi dei suoi aguzzini. Poche ore più tardi
i tre presunti aggressori - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e
Vincenzo Pane, tutti di 21 anni, appartenenti a famiglie di operai che
non hanno mai avuto guai con la giustizia -sono stati rintracciati e
arrestati. Nell'abitazione di uno di loro i militari avrebbero trovato
abiti macchiati di sangue. Dopo alcune ore diinterrogatorio, uno di
loro, Vicenzo Pane, è crollato e ha fatto qualche ammissione
attribuendo ai suoi presunti complici responsabilità. Sull'ennesima
violenza ai danni di una minorenne è intervenuto, tra gli altri, il
ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, che ha espresso
solidarietà alla diciasettenne: "Sono sconvolta. Mi sento profondamente
vicina alla ragazza e alla sua famiglia. Contro un'infamia come questa
- ha detto - non c'é che tolleranza zero. Faccio un appello al
Parlamento perché venga accelerato l'iter del ddl contro violenze e
molestie approvato dal Governo nel dicembre scorso".

I giovani aggressori, tutti ventenni, sono stati arrestati
Foggia: minorenne violentata e accoltellata Vico del Gargano: in 3
l'hanno attesa fuori dalla discoteca, l'hanno stuprata e ferita
gravemente. La vittima ha 17 anni: si salverà VICO DEL GARGANO (FOGGIA)
- Picchiata, ferita e violentata. Dopo averla conosciuta in una
discoteca l'hanno attesa fuori dal locale notturno e poi l'hanno
immobilizzata, l'hanno stuprata ripetutamente e l'hanno ferita con
diverse coltellate. È accaduto a Vico del Gargano, dove i carabinieri
hanno arrestato per violenza sessuale di gruppo su minore, lesioni
personali e porto illegale di coltello, tre giovani del posto già noti
alle forze dell'ordine. Uno di loro avrebbe già iniziato a fare le
prime ammissioni. AGGRESSORI - La violenza di gruppo è avvenuta lunedì
mattina. I tre - Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo
Pane, tutti di 20 anni - dopo aver fermato una ragazza di 17 anni nei
pressi di un locale notturno del centro garganico e averla
immobilizzata, l'hanno sequestrata e portata in un locale in uso ad uno
di loro. Qui, ferendola più volte con un coltello, l'hanno violentata
ripetutamente. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso
l'ospedale di San Severo, dove è stata sottoposta ad intervento
chirurgico d'urgenza all'addome per le ferite riportate. La ragazza è
adesso fuori pericolo. ALLARME - La giovane è stata soccorsa e salvata
da un passante che ha avvisato i carabinieri. L'uomo ha sentito il
pianto e le grida di aiuto della ragazza, dopo che, violentata e
ferita, era già stata abbandonata dai suoi aggressori nella stessa zona
periferica dove era stata condotta. Dalle notizie trapelate, sembra che
la ragazzina sia stata colpita con sette coltellate, una delle quali,
quella all'addome, ha provocato i danni maggiori. Le altre sono state
inferte al collo e alle braccia. La ragazza avrebbe inutilmente cercato
di opporsi alla violenza, ma è stata sopraffatta dai tre ragazzi.
Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li
avrebbe denunciati e, a questo punto, è stata bloccata di nuovo e
accoltellata. INTERROGATORI E PRIME AMMISSIONI - Avrebbe cominciato a
fare qualche ammissione ma anche ad attribuire ai suoi due presunti
complici responsabilità Vicenzo Pane, uno dei tre presunti responsabili
della violenza sessuale di gruppo compiuta la notte scorsa su una
diciassettenne a Vico del Gargano (Foggia). È quanto emerge dagli
interrogatori che il pm inquirente, Claudio Rastrelli, ha svolto nel
carcere di Lucera, dove sono rinchiusi oltre a Pane, anche Michele
Mastroiorio e Vincenzo Bisanzio, tutti di 21 anni. Finora, il pm ha
interrogato due dei tre indagati: uno di questi avrebbe respinto ogni
addebito. Le accuse contestate agli indagati sono di tentativo di
omicidio, violenza sessuale di gruppo e porto abusivo di coltello.
MA
C'è ... DELL'ALTRA omosessualità Chi era Brunetto Latini". Il dantista Onorati anticipò
per la prima volta questi suoi innovativi studi, sui quali in autunno
Anemone Purpurea pubblicherà un saggio, in un'intervista rilasciata
alla rivista Babilonia (
www.babiloniamagazine.it) nello scorso mese di
marzo. "Il colloquio di Dante con Brunetto Latini – spiegava Onorati –
rivela una immensa apertura mentale del Sommo Poeta. Ai suoi tempi, la
sodomia era considerata un peccato mortale. Dante non può andare contro
la Chiesa né contro la gerarchia delle pene canoniche, d'altronde da
lui stesso assunte a parametri assoluti di riferimento. Però, il
discepolo, subito dopo l'esclamazione di stupore ("Siete voi qui, ser
Brunetto?") passa alle lodi del Maestro, il quale chiama il Poeta
figliolo e Dante sottolinea il ruolo di immagine paterna di ser
Brunetto. C'è, nel canto, un'infinita ammirazione per il personaggio
abbrustolito dalla pioggia di fuoco dell'inferno". "Dante – proseguiva
il direttore editoriale di Anemone Purpurea - dà prova di riconoscenza,
oltre che di affetto, verso l'uomo di cui era stato discepolo. Brunetto
è un uomo meraviglioso, maestro di vita. Dante gli dà del voi, come a
Farinata, Cavalcante, Beatrice e al trisavolo Cacciaguida. Agli altri
dà del tu". "La colpa per cui, secondo i parametri della Chiesa, Dante
mette Brunetto all'Inferno va in secondo piano subito, per dare spazio
al merito. Il Poeta è uomo di larghe vedute, tanto da essere autonomo
nei giudizi. Se nel XV Canto dell'Inferno appare Brunetto Latini fra i
sodomiti, egli è però ricoperto di onori quasi a significare un
contrasto fra la fredda sistemazione strutturale degli exempla (le
pene) e la calda ammirazione verso il sublime dannato. Dante deve anche
a lui il meglio della sua realtà di uomo e di letterato. La regola
generale lo condanna; l'allievo lo immortala per le sue doti morali,
intellettuali e umane. E' una grande lezione di un individuo del Medio
Evo (Dante) a noi moderni!" Contatti Daniele Priori – Ufficio Stampa
328/6323820
Mail info@anemonepurpurea.it
www.anemonepurpureaeditrice.
blogspot.com

COMUNICATO STAMPA
OPEN MIND CATANIA
Anche Catania ospitera' la tournèe di Clifton Bailey in arte Capleton, cantante
reggae e idolo delle giovani generazioni giamaicane. Capleton e'
altresi' uno degli artisti piu' contestati per i testi delle sue
canzoni esplicitamente violente, fasciste, reazionarie, sessiste e
omofobe. Viviamo giorni in cui l'omofobia viene alimentata dalla chiesa
e dalle destre e sono purtroppo sempre più frequenti casi di violenze
psicologiche e fisiche nei confronti di donne, gay, lesbiche e
transessuali. Non dimentichiamoci il recente caso di Matteo,
adolescente di Torino suicidatosi perche' tormentato dai compagni di
scuola che gli davano del gay. Non ci basta sapere che Capleton abbia
firmato un documento in cui si impegna a non cantare le canzoni
incriminate, ha comunque diffuso tra gli amanti del reggae pulsioni
violente e omofobe. I suoi testi urlano "Brucia i froci, distruggili" /
"I froci si scopano e fanno sesso orale"/ "Distruggi i froci, distruggi
questi stronzi". Per questo motivo noi del Centro Gay lesbico bisex
trans "Open Mind" riteniamo necessario che anche a Catania, come già'
accaduto a Bologna e Torino, il concerto sia annullato. Chiediamo
quindi che il 13 maggio il locale Krossower di Scordia si dissoci,
boicottando questa vergognosa esibizione.

CONCORSO COMUNE DI ROMA NAMIR
LA REDAZIONE NAMIR - PATROCINATA DAL DECIMO MUNICIPIO DEL COMUNE
DI ROMA
PRESENTA IL CONCORSO - muniXweb – ART Presidente del Decimo
Municipio - Sandro Medici. Responsabile Progetto Per il Decimo
Municipio del Comune di Roma - Stefano Chiarucci Ideatore del progetto
- Massimo D'Andrea - Contatto telefonico – 3920673504 Collaborazione
Redazione Namir - Tiziana De Luca - Loredana Pinna - Laura. Rassegna
Stampa - Carlo Di Giacomo Pubblicazione e realizzazione pagine web -
Redazione Namir. Il concorso e' rivolto a tutti gli artisti che operano
nel campo delle arti visive - pittura - scultura - fotografia. La
redazione Namir insieme e dalle pagine Web del Decimo Municipio del
Comune di Roma intende aprire uno spazio internet in cui inserire le
opere visive degli artisti che attraverso questo concorso sceglieremo
per la pubblicazione. Internet e' sempre piu' una importante vetrina,
anche se serve a poco quando le proprie pagine web non sono visitate.
La redazione Namir dopo molti anni ha raggiunto il seguito di circa
diecimila visite al giorno e insieme ad un'altro spazio internet,
quello del Decimo Municipio del Comune di Roma, intende mettere a
disposizione degli artisti la possibilita' di far visionare attraverso
internet il vostro lavoro. cominceremo con l'arte - e con giovani, non
per eta' ma per ricerca pittorica - fotografica - e scultorea, che
intendono avere la possibilita' di far visionare quanto producono anche
nella rete. Ad ogni artista che risultera' vincitore del presente
Concorso, realizzeremo uno spazio web linkato sia dalla nostra
redazione che dal sito del Decimo Municipio di Roma permettendo cosi'
la visibilita' necessaria al lavoro svolto. All'interno di queste
pagine inseriremo 20 immagini delle opere dell'artista, che esplicano
cioe' un percorso e una ricerca da egli perseguita, piu' una intervista
audio - telefonica - registrata attraverso la nostra radio - che
inseriremo in rete in mp3 in modo che tutti coloro che seguiranno
questo lavoro - pubblicizzato anche con rassegna stampa, potranno non
solo osservare le opere ma anche ascoltare l'audio dell' intervista
dello stesso artista da qualsiasi computer collegato ad internet. Cio'
che intendiamo raggiungere, e' realizzare un portale nel quale trovare
e seguire visibilmente le migliaia di creativita' che sappiamo esistere
e che per mille ragioni non possiamo osservare nella quotidianita'
sociale. Un portale quindi di non solo arte visiva, anche se inizieremo
con questa, ma successivamente vi inseriremo all'interno, attraverso
altri concorsi, video, film, musica, teatro e letteratura
esplicitamente mai pubblicata. Per poter raggiungere questo scopo,
dovevamo unire piu' siti internet con numerosi accessi quotidiani e
Istituzioni meritevoli per quanto hanno realizzato e per il loro
impegno, come espresso dal Decimo Municipio di Roma, con l'intento e il
desiderio di aggregarne altri ancora, per poterli coinvogliare su
queste pagine d'arte web che intendiamo creare dando spazio non solo
informatico. Inoltre stiamo per aggregare al progetto anche alcune
gallerie e case editrici di importanza europea che potrebbero
attraverso la rete scegliere nuovi autori da esporre o scrittori da
pubblicare perche' mentre noi continuiamo a pensare nel nostro paese in
termini provinciali... bisogna invece proporre cultura oltre i limitati
orizzonti ed anche in questo proporsi in internet diventa
indispensabile. Per questo concorso sceglieremo ed esporremo in
internet soltanto 10 artisti di arti visive - e di ogni uno - 20
immagini delle loro opere. Per sapere come partecipare in muniXweb-art
scrivi all'email - giornale@namir.it - oppure a - aaluana@tiscali.it -
inviando tuo nome e cognome - recapito telefonico in cui contattarti e
un brevissimo curriculum - e riceverai l'esplicito di come partecipare
e l'indirizzo dove inviare le immagini fotografiche - in a4 - o in
supporto dvd - cd - delle tue opere. entro e non oltre il 28 Giugno
2007. Giornale Namir Decimo Municipio del Comune di Roma. IL PROGETTO
E' APERTO ANCHE ALLE GALLERIE MUSEI OD ALTRO CHE INTENDONO COLLABORARE

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05 maggio 2007

news 5 maggio

Circolo Mario Mieli, covo di terroristi.
Esprimiamo piena solidarietà ad Andrea Rivera , che per aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale.
Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue
idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come
queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere
la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea
Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare
il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai
più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano
parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei
confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora
tutto il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, che della sua
libertà di pensiero e di critica è fieramente orgoglioso, si autoaccusa
di terrorismo, dal momento che consideriamo che la società che vuole
Ratzinger sia una società buia e intollerante. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, auspica che si levino più forti e numerose da
parte del mondo politico, della cultura, del sindacato e del lavoro, le
voci in solidarietà verso chi ha il coraggio delle proprie idee e di
esprimerle liberamente e in maniera non servile. Non vorremmo
ritrovarci ai tempi dell'Inquisizione e dell'Indice dei libri proibiti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone –
Direttivo Tel. 3497355715


SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: RADICALI E
ASSOCIAZIONE COSCIONI SABATO 5 MAGGIO ALLE ORE 11.00 IN PIAZZA SAN
PIETRO.
Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni
manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato
Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che
prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno
cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO
TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO". Saranno presenti i
deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della
segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed
Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario
dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del
radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca
Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio
Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali
Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.

Arcigay Napoli chiede il riconoscimento delle nuove famiglie sul territorio
Arcigay Napoli
esprime vicinanza ad Udi Napoli e condivisione della richiesta inviata
al Presidente della Giunta Regionale della Campania, all'assessore alle
Politiche Sociali, ai Capigruppo regionali, di ritiro della delibera
pubblicata sul bollettino della Regione Campania n. 40 del 4/9/06, che
assegna fondi per l'acquisto della prima casa a favore di
famiglie
sposate e coppie di nuova costituzione. "La delibera regionale rivela
una arretratezza culturale irrispettosa delle esigenze delle nuove
famiglie, presenti in numero sempre maggiore sul nostro territorio, ed
applicando indirettamente trattamento diverso alle famiglie
monoparentali o alle coppie di fatto, esclude di fatto dal godimento di
benefici tra le altre, le famiglie omosessuali, con o senza figli",
afferma Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli, "la delibera
ignora del tutto che è proprio insistendo su vecchi schemi familiari,
antropologicamente e sociologicamente superati, che si creano tra le
mura domestiche situazioni in cui maturano violenze e soprusi ai danni
di donne, di persone omosesuali o transgender". Arcigay Napoli, nel
domandare, con Udi Napoli, la correzione dei criteri di accesso alla
fruizione di benefici previsti dal bando regionale, per ovviare alle
situazioni di discriminazioni al momento esistenti nei confronti delle
famiglie di fatto basate su vincoli affettivi, chiede: - di istruire
l´ufficio anagrafe, predisponendo la necessaria modulistica, affinché
rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano
richiesta, ai sensi dell´art. 33, comma 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, l'
«Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o
parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi» (come
riconosce l´art. 4 dello stesso Regolamento d´esecuzione), quale
pubblica attestazione delle risultanze delle schede di famiglia tenute
ai sensi dell´art. 21 D.P.R. 30 maggio 1989; - di assicurare ai membri
della famiglia anagrafica, nell´ambito delle proprie competenze e
compatibilmente con la normativa vigente, tutti i procedimenti,
benefici e opportunità amministrative di varia natura, alle medesime
condizioni riconosciute dall'ordinamento alle coppie sposate; - di
sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato,
affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti,
doveri e facoltà alle famiglie diverse da quelle scaturenti dal
matrimonio, siano esse costituite da persone dello stesso sesso, sia
esse monogenitoriali o costituite da conviventi. Nonché a sollecitare
il tema dell´affrancamento delle donne e dei giovani dalla famiglia,
mediante il riconoscimento di garanzie, tutele e vantaggi volti a
garantire la indipendenza e la effettiva autodeterminazione delle donne
e dei giovani.


COMUNICAZIONE ARCIGAY NAPOLI
Al quotidiano "Il Roma" Egregio Gianni De Felice, Mi presento, sono Christian Pinzarrone, trans
FtM e responsabile del Circolo "Anthias" Arcitrans Libellula di Napoli.
Le scrivo in merito al Suo articolo dal titolo "La Asl cade in trans e
addio Casablanca", pubblicato sul quotidiano "Il Roma" lo scorso 26
aprile. Convengo con lei per la chiara e motivata denuncia nei
confronti della cattiva organizzazione delle nostre Asl e della
"malasanità" dilagante sul nostro territorio, in quanto a questi
problemi sociali, come di certo non le sarà sfuggito, anche noi persone
transessuali siamo soggetti. Ritengo però che denunciare queste
problematiche prendendo una posizione non solo avversa ma addirittura,
mi consenta, vile, nei confronti delle persone che hanno un disturbo
dell'identità di genere, costituisca piuttosto uno "status" di comodo...
E' più facile puntare il dito contro chi è già continuamente
surclassato dalla società piuttosto che arrischiarsi a gettare un po'
di luce tra le impervie ombre della stessa e venirne a capo capendone i
malsani meccanismi. Non è certo per aspettare che altri siano a
cancellarsi o inventarsi un "pisello" o una "patatina", come Lei scrive
con gratuito sarcasmo, che le donne aspettano sei mesi per una
mammografia; queste lunghe e vergognose attese purtroppo ci sarebbero
anche senza la "problematica" trans. E le dico che anche io, nonostante
sia un cittadino italiano che paga tutte le tasse e gode dei diritti e
dei doveri relativi "alla persona" previsiti dalla Costituzione
italiana, per poter avere le mie operazioni dovrò attendere non meno di
un anno... Ecco Lei non può neanche immaginare cosa darei per
accorciare questi tempi. Che in una struttura pubblica venga effettuata
una mastectomia bilaterale per terapia contro il cancro o per questioni
inerenti all'identità sessuale cosa cambia ? Le assicuro che la prassi
medica e relativi tempi di attesa sono gli stessi. In ultimo lei chiede
nel Suo articolo che roba sono le "istanze identitarie" ? Poiché
nessuno nasce imparato, come diciamo a Napoli, le spiego per me cosa
significa questo termine: *il rispetto della persona in quanto essere
umano e cittadino, in tutte le sue sfaccettature* e come specificato,
tra le altre cose, dalla legge 164 del 1982, *il diritto dello stesso
ad essere felice*. La ringrazio per la cortese attenzione. Napoli,
30/4/2007 Cordialmente, Christian Pinzarrone
circoloanthias@arcigaynapoli.org
(Dal quotidiano Roma del 26/04/2007 )
26/04/2007 - La Asl cade in "trans" e addio Casablanca
di Gianni de
Felice - La ministra della salute Livia "Ringhio" Turco, se non ci
fosse, dovrebbero inventarla. Sennò, di che avremmo da strabiliare?
Come tutti salvo una persona sanno, la nostra epoca vive l´emergenza
droga. Prezzi crollati, frontiere con più buchi d´un formaggio
svizzero, migliaia di clandestini che spacciano. La polizia ce la mette
tutta, ma la battaglia è impari: dieci pusher vengono arrestati e
cinque vengono
scarcerati. Indulti a parte, il nostro codice è più
elastico della famosa pelle. Alcuni condomini di Milano, nelle zone
afflitte da discoteche, pub, piano bar, starlette, vallette, top model,
calciatori, indossatori, tronisti e via vippeggiando, hanno ingaggiato
guardie private notte-giorno. Avevano scoperto che i pusher nascondono
la merce nei loro cortili e vani ascensore: depositi di retrobottega.
Come per tanti altri servizi, che lo Stato dovrebbe corrispondere in
cambio delle imposte che esige, anche la sicurezza dobbiamo pagarcela
due volte. Vedete i pistoleri armati davanti alle nostre banche? Bene,
ce li abbiamo soltanto noi. Nel resto d´Europa bastano la doppia porta
blindata e la polizia di Stato. Ma torniamo all´emergenza droga. Con
tanti giovani che ne muoiono e tantissimi che ne vengono distrutti
psicologicamente e fisicamente, qual fu la bella pensata della ministra
della salute? Aumentare la quantità massima di droga cosiddetta
"leggera" ammissibile come uso personale. Come dire una chance in più
ai pusher per suddividersi la merce e giustificarne il possesso. Come
incoraggiare la diffusione della droga, invece di stroncarla con
durissime sanzioni. Quanti giovani interpretarono quella "turcata" come
un messaggio di alleggerimento: via, non stiamo a metterla giù così
pesante, un po´ di erba in più non è la fine del mondo? Qualcuno, per
fortuna, ricorse contro l´improvvido decreto e il Tar accolse. Al
momento la ministra prese cappello e annunciò appello al Consiglio di
Stato. Ne venne, per nuova fortuna, dissuasa. Quel decreto era
impopolare, una gaffe politica. Il Consiglio di Stato avrebbe potuto
respingere l´appello e la figuraccia sarebbe stata doppia. Più saggio
parlare di riordino generale della materia, annunciare l´elaborazione
di un disegno di legge, allungare i tempi, diluire e sperare che
nessuno si ricordasse più di quella bella pensata. Così fu. Ma la
ministra non è tipa da starsene lì, tranquilla, a monitorare i ritardi
delle Asl, a sorvegliare la circolazione dei topi negli scantinati di
certi ospedali, a contare quanti italiani muoiono non per cattiva
salute ma per cattiva sanità. Macché, lei è donna d´azione, sensibile a
tutte le istanze. Anche quelle dei transessuali. I quali - come
sostiene l´onorevole Vladimiro Guadagno, in arte e in politica
"Luxuria" - meritano il rispetto delle loro "istanze identitarie". Che
roba sono? Prestodetto: rifarsi il naso, gonfiarsi o spianarsi i seni,
inventarsi e cancellarsi un pisello, cancellarsi o inventarsi una
patatina. Insomma tutte quelle cose per le quali si andava, una volta,
a Casablanca: a spese proprie. Mentre ora, trattandosi di "istanze
identitarie", ed essendo ricco il budget della sanità, dovrebbero
essere fatte in qualche nostra Villa Passerina o in qualche discreto
Dick Surgery Center. è l'opinione della ministra competente, Livia
"Ringhio" Turco. «Credo - ha detto - che il servizio ospedaliero debba
prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il proprio corpo con
la sua identità», La Asl cade in trans: siamo al pisello della mutua,
alla topina della sanità? Purtroppo, non si sa chi deve prendersi
carico delle donne che aspettano sei mesi per una mammografia, degli
anziani che si sentono rinviare di tre mesi un elettrocardiogramma,
delle Tac e delle Risonanze magnetiche che vengono di fatto negate con
la tattica di rinvii impossibili. Accertamenti costosi? Sì, ma non è
che siano a buon mercato le installazioni di passere e piselli, le
sbarbature definitive, le piallature di pomi d´Adamo, i ritocchini
laringei alle corde vocali che cambiano un quasi baritono in
gorgheggiante contralto. Secondo un listino prezzi uscito in questi
giorni, per un "servizio completo" si va - salvo complicazioni -verso i
50mila euro, un centinaio di vecchi milioncini. «L´intimità della
persona va rispettata - ha sentenziato la ministra -E quindi credo che
il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo». Parole impagabili.
Surreali. Se non esistesse, l´on. Livia "Ringhio" Turco, dovrebbero
inventarla. Per avere di che strabiliare. E anche per alimentare il
serbatoio elettorale del centrodestra. Pare che ad ogni sua intervista
o apparizione tivù, conquisti cinquantamila nuovi simpatizzanti.
Prosit!


LETTERA AL CAPO DELLO STATO
Carlo Azeglio Ciampi
Presidenza della Repubblica Italiana
Caro Presidente Ciampi, Le ho fatto pervenire
( per mano di persone affidabilissime ), il 25 febbraio u.s., il testo
di un mio discorso tenuto il 9 febbraio presso la Protomoteca del
Campidoglio davanti ad un pubblico di intellettuali, deputati, etc. Non
avendo ricevuto alcun cenno di risposta da parte Sua in merito alla
questione gravissima da me sollevata, chiedo che ufficialmente venga
aperta un'inchiesta da parte delle Istituzioni. Una seria indagine da
attuare sulle reali condizioni di vita delle persone omo-, bi-, e pan-
sessuali, in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università,
sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali ed organizzazioni
panolebi. Le posso confermare che in Italia sono stato oggetto di gravi
offese e minacce, che ho subito danni relativi alle mie attività
lavorative e anche fisici, insieme ad impedimenti di un sereno
svolgersi dei sentimenti di amicizia, affettivi e di amore, come
milioni di Italiani. Attendo quindi una Sua esauriente risposta e
sicuro della Sua sensibilità umana e morale nei confronti di tutti i
cittadini, Le porgo i miei più cordiali saluti, Joan Peter Boom. -
Allegato testo: "Michelangelo" - AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO? -
di Peter Boom - Sono 42 anni che faccio il militante gay e onestamente
non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a quasi 66 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di
richiamare tutti alla propria responsabilità. A cominciare dal Capo
dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che ora mi sento
costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile
politico in Italia. Lui, ultimamente, ha nominato gli ebrei, ma non le
altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri
umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che è una dimenticanza
casuale. Il Capo dello Stato rappresenta il popolo italiano, ma
evidentemente non rappresenta Michelangelo e una bella fetta dei
residenti passati, presenti e futuri. Poi c'è, molto più grave ancora,
quel capo che si spaccia per "infallibile tramite" tra un Dio
cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo,
questo capo blatera giudizi dall'alto del suo palazzo imponente
indossando sontuose vesti ricamate d'oro. E poi i preti cacciano via
travestiti e femminielli. Una parte rilevante della popolazione è
"panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans,
etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi
e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione,
fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la
maggior parte. A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il
sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare tutti di
questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche
bruciandosi vivo in piazza San Pietro. Quando un omosessuale
impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si
suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo.
L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una
vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato. Abito a
circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede
della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci",
"Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse
frocio, lo ammazzerei". Pensate che in queste condizioni una ragazza o
un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo.
Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a
causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli
affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo
ostacolato, condannato, emarginato. Nelle grandi città i gay possono
usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come
dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi
nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla
famiglia, sul lavoro o a scuola. Chi è responsabile di tutte queste
disgrazie? Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte
delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra
Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri,
operatori sociali e organizzazioni panolebi. Un'arma efficace contro la
distruzione continua di moltissime vite è necessaria. Non crediate che
io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il
Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso
della parola un Papa anticristiano. Una denuncia che va fatta in
Italia, in Europa, nel mondo. Da troppo tempo è tempo di cambiare. Joan
Peter Boom Gaya CsF - via Forno di sotto 47 - 01031 - Bagnaia (VT)
Bagnaia.

SCANDALO A WASHINGTON
Coinvolto ufficialmente RANDALL
TOBIAS, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile
per gli aiuti all'estero e l'UOMO DI PUNTA DEI PROGRAMMI ANTI-AIDS
dell'amministrazione Usa BASATI SULLA CASTITA' (UDITE! UDITE!), ma si
arresta solo la maitresse. Lo scandalo ha già travolto l'eroe anti-Aids
dell'amministrazione Bush. Giro di squillo in Usa, «15 mila clienti».
Parla Madam Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione.
WASHINGTON (STATI UNITI) - Le più richieste erano le cinquantenni:
parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la
donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto
rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush.
Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di
giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non
ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i
cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff». ESCORT SERVICE - La
D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva
gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale
americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire
ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali
perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-
time: «Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il
giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin
and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23,
tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette
per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi:
non solo studentesse, ma anche casalinghe disperate, una professoressa
di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina,
un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento
della prostituzione. 15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua
lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del
segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti
all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids
dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso
confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle
ragazze del giro Pamela Martin. VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo
in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i
tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta
di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a
suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda,
tra questi, Harlan Ullman, il consulente del Pentagono a cui è
attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio
della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero
anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante
corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e
militari.
04 maggio 2007
e discriminazioni del passato e del presente, una denuncia per
scongiurare quelle del futuro. Immagino un carro pieno di omosessuali,
donne e uomini, con la divisa dei deportati dei campi di
concentramento, con il triangolo rosa accanto alla stella gialla. Ed
una domanda: la Chiesa, dov'era? Immagino un carro pieno di streghe, di
fanciulle condannate al rogo con il pretesto della loro diversità, a
memoria di tutte le donne bruciate vive dall'Inquisizione, donne la cui
unica colpa era quella di non conformarsi al ruolo che la società
teologica di quel tempo voleva imporre. Ed una domanda: la parola di
Cristo, dov'era? Immagino un carro pieno di donne incinte condannate al
turpe mercato dell'aborto clandestino, quando le probabilità di morire
prima ancora di aver vissuto, erano altissime. Ed una domanda: la
solidarietà cristiana, dov'era? Immagino un carro ospedale, con persone
malate ed altre, disperate, divise da una grata che impedisce di stare
vicini ai propri compagni. Ed una domanda: la Pietas cristiana, dov'è?
Immagino un carro pieno di persone normali, uomini in giacca e cravatta
e donne in tailleur, con un cappuccio sul volto, condannate al
silenzio. Ed una domanda : la parola di Dio sull'eguaglianza, dov'è?
Immagino un carro pieno di transessuali costrette a prostituirsi,
perché a loro non viene concessa nessuna alternativa per guadagnarsi
onestamente la vita. Ed una domanda: la giustizia divina, dov'è?
Immagino un carro pieno di uomini di razza bianca, età compresa tra i
30 e i 60 anni, rispettabili eterosessuali regolarmente sposati con
figli, accanto a fanciulle e ragazzetti tailandesi e brasiliani. Ed una
domanda: Bagnasco, perché non dici chi sono? Immagino un carro con
preti e uomini con la lupara. Ed una domanda: perché avete taciuto?
Immagino un carro pieno di preti che predicano una morale che essi per
primi disattendono, al riparo delle loro sagrestie. ed una domanda: La
morale divina, è uguale per tutti? Immagino un carro con tante lapidi
con i nomi di tutte le persone morte ammazzate o suicidate negli ultimi
anni perché amavano chi non dovevano amare. Ed una domanda: di chi è la
colpa? Immagino un carro pieno di gente normale con i loro figli. Ed
una risposta: la colpa è di tutti noi. Immagino un carro pieno di
monaci appartenenti a tutte le Fedi, insieme sulla stessa Terra, sotto
lo stesso sole. Ed una risposta: siamo tutti eguali. Isabelle Rizk


STORIE DI "COMUNE" FOLLIA
Articolo di Carla Liberatore Gaya CsF
Quella
che segue è la storia di Mario – impiegato al centralino del Comune di
L'Aquila – e Iris, il suo bel cagnone biondo, necessario alla vita di
Mario in quanto non vedente.
Mario è un non vedente e lavora al centralino del Comune di L'Aquila dal 30 dicembre del 2006 e in
ottobre, gli è stato affidato un cane-guida di nome Iris. Dall'arrivo
di Iris sono iniziati i problemi di Mario sul lavoro in quanto alcuni
suoi colleghi vedendolo arrivare all'ufficio con il suo cane guida,
iniziarono a "storcere il muso"; e la collega con cui Mario divideva la
stanza, iniziò a lamentarsi con la dirigenza del Comune perché le dava
fastidio la presenza del cane. Così la "gentile" signora ha pensato
bene di far valere il suo diritto a non condividere il posto di lavoro
con una presenza "animale". E il diritto di Mario? Bene, anzi: Male!
Mario è stato spostato a lavorare in una specie di scantinato, zeppo di
topi, escrementi di topi e veleno topicida. Per fortuna che Mario tiene
sempre Iris al guinzaglio ed è solo per questo che la sua cagnolina non
si è nutrita dell'appetibile veleno, in quanto questo veleno, proprio
per essere adatto alla funzione di sterminare i topi, ha un odore ed un
sapore gradevole per tutti gli animali. Il suddetto trasferimento di
stanza è stato un atto arbitrario di mobbing e discriminazione, senza
che nessuno si sia preso la responsabilità di questo atto. E' stato uno
spostamento coatto senza alcuna documentazione scritta che ne spiegasse
i motivi, da parte dei dirigenti del Comune di L'Aquila. Le ragioni
della collega di Mario, pare siano ascritte su di una non meglio
identificata certificazione medica, che fra l'altro non certifica
nessun tipo di allergia a peli di animale, né tantomeno certifica
disturbi cutanei, ottici e/o respiratori. Nel frattempo a Mario viene
impedito di lavorare perché gli sono stati sottratti gli strumenti in
Braill necessari allo svolgimento delle funzioni per le quali è stato
assunto; e quando va al lavoro è costretto a passare sei ore dentro l'
ufficio senza poter fare niente. Così, esasperato, si è rivolto al
Dott. Alarico Bernardi – Responsabile del Sindacato R.D.B C.U.B P.i.
di L'Aquila – il quale a sua volta ha contattato la D.ssa Cristiana
Graziani – Responsabile dell'ufficio Regionale VERDI per la tutela dei
diritti degli animali, nonché Rappresentante locale di PETA Animalisti
italiani - . S'incrociano quindi, in una vicenda tenera ma dai contorni
ingarbugliati, i diritti di un uomo diversamente abile e quelli del suo
cane guida Iris; diritti che vengono negati da una burocrazia sempre
più arrogante e che se ne frega degli aspetti umani nel quotidiano e
che ancora una volta non prende posizione in maniera ufficiale, con il
solito gioco delle "scatole cinesi", di chi si rifugia sempre dalle
responsabilità e non prende posizione né nel bene e né nel male.
Posizione invece che alle quali non si sottraggono mai i VERDI, nella
lotta per la difesa dei diritti degli animali, degli esseri umani e
dell'ambiente, che come in questo caso si espongono ufficialmente a
difesa di Mario e della sua Iris, tanto che il giorno giovedì 3 maggio
u.s. hanno indetto una conferenza stampa per raccontare questa vicenda
triste e allo stesso tempo grottesca.
SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEI
VERDI ABRUZZO CON LE DICHIARAZIONI DI WALTER CAPORALE – CAPOGRUPPO ALLA
REGIONE DEI VERDI ABRUZZO – CRISTIANA GRAZIANI E MARIO.
COMUNICATO
STAMPA VERDI REGIONE ABRUZZO
L´Aquila 3 Maggio 2007
L´AQUILA. GRAVE
DISCRIMINAZIONE CONTRO DISABILE NON VEDENTE. I VERDI CHIEDONO
INTERVENTO IMMEDIATO DALLA REGIONE.
Dichiarazione di Walter Caporale,
Capogruppo Regionale dei Verdi e di Cristiana Graziani, Medico
Veterinario responsabile Ufficio Verdi per la tutela dei diritti
Animali: L´Aquila, 3 maggio 2007 - "Sembra impossibile ," - esordisce
il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale - "ma nel terzo
millennio siamo ancora costretti a denunciare un grave e vergognoso
caso di discriminazione, questa volta a L´Aquila, nei confronti di un
disabile non vedente, Mario Di Paolo, e del suo cane guida Iris. A
Mario è stato impedito di proseguire il suo lavoro nella stanza e con
gli strumenti abituali per la funzione di centralinista: egli è stato
relegato in una stanza umida, piena di escrementi e persino di veleno
per topi diffuso nell´ambiente e pericoloso sia per l´uomo che per il
cane. Per questo motivo ho presentato una Interrogazione Urgente a
risposta immediata al Governatore della Regione, Ottaviano Del Turco,
con la richiesta di risposta al prossimo Consiglio Regionale dell´ 8
Maggio, e agli Assessori regionali competenti, affinché Mario Di Paolo,
sposato e con due figli, disabile non vedente ed il suo cane guida Iris
abbiano giustizia immediata.". "La discriminazione contro Mario" -
dichiara Cristiana Graziani - "è intollerabile, segno di inciviltà e
di regresso sociale da parte dell´Amministrazione Comunale dell´Aquila:
il nostro amico deve tornare immediatamente con il suo cane guida Iris
nella sua abituale postazione di lavoro, e non in uno scantinato umido
e stretto. Nello scantinato che ci vadano le bestie che lo hanno
discriminato". Dichiarazione di Mario Di Paolo, centralinista non
vedente del Comune di L´Aquila: "In una società che si considera
emancipata e moderna, in una città quale L´Aquila che voglia essere al
passo coi tempi e all´avanguardia, non è più tollerabile che viga la
cultura tribale del più forte che schiaccia il più debole, la
concezione dell´indifeso come essere inferiore bersaglio e obiettivo di
maltrattamento e di vituperio, l´idea che gli animali siano esseri
inferiori e che la diversità dovuta all´handicap sia una macchia da
cancellare, la nostra cattiva coscienza da rimuovere ed eliminare. Ho
denunciato con forza quanto mi è accaduto per aiutare me e gli altri
non vedenti a venir fuori da queste pastoie di arretratezza spirituale
ed intellettuale. Per questo ho deciso di raccontarvi la storia di
rifiuto e di disagio di Iris e me".
VERDI REGIONE ABRUZZO 335.790.71.20
- 0862.644.213 - 0872.49.519 -
www.waltercporale.it -
gruppoverdi@regione.abruzzo.it


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
Ti amavo senza saperlo: i gay e l'Opera. Incontro con Davide Garattini e
Sabino Lenoci.
Forse l'idea che i gay siano particolarmente attratti
dall'opera lirica è davvero uno dei tanti luoghi comuni che circondano
l'omosessualità. O forse le cose non stanno così come del resto ci dice
l'esperienza di tante persone che abbiamo conosciuto. Per capire meglio
questo aspetto molto particolare del vissuto di noi gay abbiamo deciso
di chiedere il parere di due esperti di teatro musicale e abbiamo
invitato Sabino Lenoci, editore e direttore della rivista
internazionale "L'Opera" e Davide Garattini direttore
della rivista
"Musical!". Segue, alle 20.00, la cena.
Gruppo del Guado - Cristiano
Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3
Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 -
www.gaycristiani.it


12 MAGGIO: LA
GIORNATA «DEL CORAGGIO LAICO»
di Simone Sapienza - pubblicato il 01
Maggio 2007
13 maggio 1974
«Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family
Day manifesterà la controriforma, a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà
la riforma». Il leader dello Sdi, Enrico Boselli, la mette così, nel
presentare l'iniziativa che, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e
Rita Bernardini, ha promosso per celebrare, 33 anni dopo, il 'coraggio
laico' (è questo lo slogan dell'iniziativa) della battaglia contro il
referendum per la cancellazione della legge sul divorzio, nello stesso
giorno in cui una piattaforma cattolica ha convocato il Family Day.
«Mentre gli sconfitti e gli umiliati del 1974 celebreranno a milioni e
milioni la loro rivincita – dice Pannella - vogliamo dimostrare che c'è
un'altra Italia, quella delle conquiste civili». L'appello è a tutte le
forse laiche. Pannella chiede a Mussi e Angius di dar seguito «alle
dichiarazioni di laicità fatte al congresso dello Sdi» attivandosi per
il successo di "Coraggio Laico": «Una nuova 'cosa' politica ha forse
più successo se nasce direttamente nella lotta». La giornata del 12
sarà aperta da un convegno organizzato dall'Associazione Coscioni e da
RadioRadicale.it, dal titolo: «Il mito della famiglia naturale. La
rivoluzione dell'amore civile». INVIATO DA DGP (DìGayProject)


UCCISA IN IRAK UNA GIOVANE RAGAZZA DI 17 ANNI
A Bashika, Mosul, (Irak)
centinaia di uomini hanno ucciso lapidandola Du'a Khalil, una giovane
ragazza di 17 anni. Questo orrendo omicidio "d'onore" è stato ripreso
in diretta da vari telefonini e macchine fotografiche digitali che
mostrano anche la presenza della polizia locale del governorato del
Kurdistan iracheno. Du'a Khalil è di religione Yezidi, diffusa nel
kurdistan iracheno. Si è innamorata di un ragazzo iracheno arabo e
musulmano con cui si incontrava in grande segreto che, però, si è
rifiutato di sposarla. Umiliata e oramai "disonorata" per la sua
famiglia, è stata ospite per cinque giorni da un locale capo yezidi che
l'ha convinta a tornare dai suoi perché l'avrebbero
perdonata. Appena
tornata, i suoi parenti di cui il fratello, lo zio ed il cugino l'hanno
spogliata, picchiata a sangue e infine lapidata a morte in presenza di
centinaia di spettatori. I gruppi islamisti della regione hanno ben
pensato strumentalizzare questo
crimine per organizzare una vendetta
contro gli Yezidi. Sostengono che la giovane ragazza si era convertita
all'Islam e che è una "martire dell'Islam" perché punita per la sua
conversione. Già 23 yezidi sono stati uccisi. E' per questo, è urgente
che le autorità irachene e la polizia irachena intervengano per
arrestare i parenti di Du'à colpevoli dell'omicidio e fare chiarezza
sull'inefficienza dell'autorità locale a proteggere anche le vittime
della vendetta islamista solo perché sono di religione yezidi. Ieri ad
Arbil un'enorme manifestazione contro i crimini d'onore in Kurdistan è
stata organizzata da diverse associazioni democratiche kurde Yezidi. Le
donne in Medio Oriente sono vittime dell'oppressione partiarcale e
della violenza che siano musulmane sunnite o sciite, druze, christiane
o Yezidi. Fra i kurdi, le Nazioni Unite hanno contato 40 omicidi
d'onore dall'inizio del 2007. Firmate la petizione indirizzata al
Governo Regionale del Kurdistan Iracheno per condannare la lapidazione
di Du'a e per cancellare i "crimini d'onore" nel Kurdistan iracheno e
in Iraq Campagna Internazionale contro i Crimini d'Onore

INVIATO DA Ornella Serpa Gaya
CsF


COMUNICAZIONE
CIRCOLO LESBICO "DRASTICA….MENTE"
ECCOCI ANCORA QUI PER VOI. COME SEMPRE VI OFFRIAMO FILM, DIBATTITO, PRESENTAZIONE DI
LIBRO, TEATRO, E POI... LA TERRAZZA!!!
LUNEDÌ 7 MAGGIO ore 21 c/o Sala
ex Dazio, Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova
Proiezione film "Chutney Popcorn" di Nisha Ganatra (1999) Reena è una
giovane artista newyorkese di origini indiane, felicemente fidanzata
con Lisa. Per aiutare la sorella sterile (e novella sposa) decide di
'ospitare' per nove mesi il bambino, che sarà poi affidato alla
sfortunata coppia. Ma la famiglia di Reena, molto legata alle
tradizioni, non può tollerare una simile scelta, e Lisa certo non
accetta a cuor leggero la futura gravidanza della ragazza... Se due
sistemi di valori opposti si scontrano, è possibile che la felicità
stia a metà strada? DOMENICA 13 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova Teatro Danza LOOP DANCE a cura di
Abracalam MERCOLEDì 16 MAGGIO ore 21 c/o Circolo Arci Pixelle, via
Austria 23/e - Padova RIAPRE LA TERRAZZA DRASTICA!
Inauguriamo la
terrazza Concerto con Zeno Odorizi (fiati) e Sandra Stella (voce)
(International Pop) LUNEDÌ 21 MAGGIO ore 21 c/o Sala ex Dazio,
Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova DONNE O MADONNE?
Casa e Chiesa come dio comanda Quanta influenza ha ancora la Chiesa
sulla libertà e l'autodeterminazione di donne e lesbiche? Ne parliamo
con tre importanti rappresentanti del femminismo italiano: Nicoletta
Poidimani – saggista e intellettuale militante Lidia Cirillo –
responsabile dei Quaderni Viola e autrice del recente libro "Da
Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni
e potere" Graziella Bertozzo – movimento Facciamo breccia Per
prepararvi al dibattito date un'occhiata a questi link:
http://www.nicolettapoidimani.it
http://www.clrbp.it/Comunicato_20060119.htm
http://www.facciamobreccia.org

MERCOLEDì 23 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta "Calco"
di Monica Maggi La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle.
Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota
giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura
erotica e arte. "Calco" è ancora toccare la propria pelle per sentire
quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa
– divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa
esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano.
Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non
incontrare l'ovvio. MERCOLEDì 30 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta Susanna
in Racks Shark o la dance du ventre Venite a trovarci all'Astra! Da
mercoledì 2 a venerdì 4 maggio tornano le GIORNATE DI
CINEMA E CULTURA OMOSESSUALE al cinema Astra. A questo link trovate programma e info:
http://www.cuc-cinemauno.it/?menu=gcco

Come sempre il circolo
organizzerà il suo belllliiissssimo banchetto informativo all'entrata
del cinema. Saremo lì tutte le sere dalle 20 in poi con libri,
volantini e materiale vario per soddisfare tutti i vostri dubbi e
curiosità sul Drasticamente (e non solo). - PER VOI CONTRIBUENTI TASSE
IN VISTA! Vi ricordiamo il 5 per 1000! Basta scrivere nella casella
"Sostegno al volontariato..." il codice fiscale del circolo
Drasticamente: 92072830281, è un piccolo e amonimo gesto che ci può
aiutare a sostenere le attività dell'associazione.

COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE MILANO
SWIM FOR LIFE 9
Swim for Life 9 è la nona edizione di una manifestazione sportiva natatoria di
beneficenza periodicamente organizzata dal Gruppo Pesce Milano. Si tratta di una gara di nuoto
categoria Master organizzata in collaborazione con la UISP Lombardia
(Unione Italiana Sport per Tutti). Al termine della competizione
agonistica riservata ai tesserati UISP, FIN e CSI, si svolgerà una
staffetta non agonistica rivolta a tutti gli appassionati di nuoto che
vogliono comunque offrire il proprio sostegno e la propria solidarietà
con un piccolo gesto concreto. I proventi della manifestazione
sportiva, saranno destinati a favore dell'ASA (Associazione
Solidarietà AIDS Onlus, Milano), che offre sostegno e assistenza delle
persone sieropositive e in stato di AIDS conclamato. L'edizione della
Swim For Life di questo anno prevede, inoltre, una
novità: l'esibizione
della prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia,
SyncDifferent. Madrina di questo evento particolare sarà Eva
Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai
Campionati del mondo svoltisi a Fukuoka (JPN) nel 2001 e agli Europei
di Berlino del 2002. Swim For Life 9 è aperta al pubblico e si svolgerà
nella piscina comunale di Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord /
tangenziale est uscita 12), Domenica 13 Maggio a partire dalle ore
14.30 con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese e della
Provincia di Milano. Per ulteriori informazioni sul programma e l'
iscrizione è possibile consultare il nostro sito internet
http://www.
swimforlife-italia.org - Ringraziamo fin d'ora per il vostro sostegno e
restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti al riguardo
(telefono 340.5246398 / info@gruppopesce.org /
www.gruppopesce.org )
iscriviti alla manifestazione dal nostro sito:
www.swimforlife-italia.
org


DIO CRIMINALE, ASSASSINO E TERRORISTA
Dio biblico asassino,
terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida,
schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista,
sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere
venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.
di Luigi Tosti.

Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e
alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, di poter
affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure
la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio
di apertura di "Motivi aggiuntivi". Il documento completo verrà
presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all'
udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L'Aquila. Il
documento integrale verrà reso pubblico sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data. CORTE D'APPELLO
DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007
MOTIVI AGGIUNTI R.G. Appelli N° 1118/2006 per l'imputato appellante
Tosti Luigi. QUESTIONE PRELIMINARE -Premetto che, avendo un interesse
alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo
motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero
dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata
assenza. Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono
costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza
dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione
generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane,
imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926. Ribadisco,
pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei
confronti del Ministro di Giustizia. Queste le motivazioni del mio
rifiuto e della mia richiesta.
a)Il mio rifiuto scaturisce, in primo
luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza
(artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei
diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare
di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come
prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della
Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è
simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio
del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio
incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della
Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e
di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già
sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere
giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti
dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni. b) In secondo
luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la
lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito
sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti
dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da
idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non
mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa
delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia,
che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di
Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti
altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più
elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica. c) Infine, il
rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario
all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia
dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento
che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente
l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto
ai miei ed agli altrui simboli. Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno
possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed
altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio
incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come
significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto
più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere
processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali",
cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata
di idolatria cattolica. Si tratta, innanzitutto, di una questione di
rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi
sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e
pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione
cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti
delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i
cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E
questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo
macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e
psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio
perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di
"redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma
anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi,
di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali
crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e
streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale
discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di
criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli
omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza,
di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari
diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di
religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti
pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi
miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini
speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di
bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di
cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.
Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla
condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice
penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali
sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni
forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da
parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in
un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante,
stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli
omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da
pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed
animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche
se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di
Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua
immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue
inclinazioni criminali. Giammai accetterei l'imposizione della croce
uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio
ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a
maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione
Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno
si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora
glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua
duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia
pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei
Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo
imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori
morali e civili diametralmente opposti. Continua (…) Rimini - L'Aquila,
1° maggio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 -
tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Il
presente documento "Motivi aggiuntivi" 1 maggio 2007 sarà reso pubblico
integralmente sul sito:
http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da
Axteismo Press dopo l'udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al
Tribunale de L'Aquila. Fonte:
http://nochiesa.blogspot.com -
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici http:
//nochiesa.blogspot.com

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per aderire e
informazioni: ateismo@yahoo.it tel. +39 3393188116


NESSUNO TOCCHI CAINO
05.05.2007
PENA DI MORTE. ANCHE IL GABON SOTTOSCRIVE LA
DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 4 maggio
2007: nel corso di un Consiglio dei Ministri svoltosi ieri a Libreville
il Gabon ha aderito all'iniziativa italiana per la moratoria universale
sulla pena di morte decidendo di sottoscrivere la Dichiarazione che ha
così raggiunto 91 cosposnorizzazioni. La firma è stata raccolta nel
corso della missione condotta da Aldo Ajello per conto del Governo
italiano. Di seguito il comunicato del Consiglio dei Ministri nella
parte riguardante la decisione sulla moratoria: "... nel proseguo dei
lavori, e in risposta all'appello dell'Unione Europea volto a ottenere
una moratoria sull'applicazione della pena di morte, il Consiglio dei
Ministri ha deciso l'adesione del nostro paese a questa iniziativa
umanitaria internazionale, che si inserisce del resto nella logica dell'
attuale politica del presidente Omar Bongo Ondimba e del governo
gabonese in questo campo ..." Marco Pannella, Sergio D'Elia, Valter
Vecellio, Lucio Bertè, Claudia Sterzi in sciopero della fame ad
oltranza dal 16 aprile hanno dichiarato: "La firma del Gabon, paese
peraltro abolizionista di fatto, è la dimostrazione di come l'
iniziativa per la presentazione della risoluzione per la moratoria all'
Assemblea Generale dell'ONU incontri un sempre maggior sostegno. E'
proprio per questo che si rafforzano le ragioni della nostra iniziativa
nonviolenta perché sia presentata all'Assemblea Generale in corso a New
York la risoluzione pro moratoria da parte dell'Italia e di una
colazione mondiale di paesi rappresentativi di tutti i continenti
evitando di affidare una così importante iniziativa nelle sole mani
dell'Unione europea, relegando in tal modo l'universalità della
richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più presentabile e
degno di tale obiettivo."
MALAWI. INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE
OBBLIGATORIA - 27 aprile 2007: la Corte Costituzionale del Malawi ha
dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria. Riunita a
Blantyre, la Corte stava esaminando il ricorso presentato da un
condannato a morte per omicidio, Francis Kanfantayeni, e da cinque
altri imputati. "La Sezione 210 del Codice penale è illegittima, dal
momento che stabilisce l'obbligo di condanna a morte a seguito di un
omicidio", ha detto il giudice Elton Singini leggendo la sentenza
emessa dalla Corte all'unanimità. "La pena di morte obbligatoria viola
il diritto dell'individuo che lo tutela nei confronti di trattamenti o
punizioni disumane, negando il diritto al processo equo e alla
revisione della sentenza da parte di un tribunale di grado superiore",
ha aggiunto il giudice. L'ultima persona giustiziata in Malawi è stata
impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia
fatto venire dal Sudafrica.
TUNISIA. PRESTO COALIZIONE CONTRO PENA
CAPITALE - 30 aprile 2007: è in via di formazione in Tunisia una
coalizione nazionale contro la pena di morte, annunciano fonti vicine
al Partito dell'Unità Popolare. Tra le organizzazioni coinvolte
rientrano la Sezione tunisina di Amnesty International, la Lega
Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani, la Lega dei Giornalisti,
l'Istituto Arabo per i Diritti Umani e la Lega Tunisina per la Ricerca
sullo Sviluppo. A seguito della pubblicazione da parte di alcuni
esponenti della società civile tunisina, il 18 febbraio scorso, di un
manifesto politico, le organizzazioni stanno preparando i testi del
patto costitutivo, dello statuto interno e del manifesto ufficiale.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della coalizione mondiale fondata
a Roma il 13 maggio 2002 e delle raccomandazioni espresse durante la
terza conferenza mondiale contro la pena di morte, che si è svolta lo
scorso febbraio. Alla fine del mese scorso, il ministro tunisino della
Giustizia aveva affermato che nel suo paese non è ancora tempo di
abolire la pena di morte, anche se ormai da 15 anni non si eseguono più
condanne di questo tipo. Tra i principali sostenitori della sua
abolizione figura il Partito Social Liberale tunisino, che il 13
febbraio scorso ha emesso un comunicato in cui chiede la cancellazione
di questa pena e la sua sostituzione con l'ergastolo nel caso di
crimini gravi e premeditati. Un orientamento questo cui hanno aderito
recentemente anche i giornalisti tunisini, in nome "degli alti valori
che derivano dal patrimonio civile del paese e che ne determinano la
posizione d'avanguardia in molti ambiti".
ITALIA. CAMERA, PENA DI
MORTE VIA DA COSTITUZIONE, TESTO VA A SENATO - 2 maggio 2007: la Camera
italiana ha approvato in seconda deliberazione la proposta di legge che
abolisce dalla Costituzione la pena di morte. La pdl approvata prevede
che dall'articolo 27 della Costituzione vengano soppresse, all'ultimo
comma, le parole "se non nei casi previsti dalle leggi militari di
guerra". Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa
la pena di morte". In nessun caso. I voti favorevoli sono stati 471,
con un solo voto contrario. Trattandosi di una proposta di legge
costituzionale, il testo dovra' essere approvato una seconda volta
senza modifiche anche dall'Aula del Senato, che su esso si' e' gia
espresso una volta.
USA. BOSTON GLOBE, PENA DI MORTE INCOSTITUZIONALE
- 29 aprile 2007: il metodo dell'iniezione letale – è scritto in un
editoriale del 'Boston Globe' – non costituisce una maniera umana di
giustiziare il condannato, come imporrebbe la Costituzione degli Stati
Uniti. Benche' sia stata abolita in quasi tutte le democrazie avanzate,
continua il Globe, la pena di morte sopravvive negli Usa in parte
poiche' gli Stati dove e' legale si sono sforzati di farla diventare
'asettica'. In America l'era delle impiccagioni in pubblico e'
tramontata da un pezzo, ed esse sono state sostituite da un
procedimento impersonale ed estremamente discreto che riduce al minimo
la scomodita' per chi la somministra e per il pubblico. Sebbene da
decenni ci si sforzi per far apparire la pena capitale come una
procedura puramente clinica - sforzo culminato nell'adozione
dell'iniezione letale come metodo di esecuzione largamente prevalente -
un nuovo studio analitico e scientifico delle esecuzioni in California
e North Carolina, appena pubblicato, suggerisce proprio il contrario.
Il cocktail di tre sostanze iniettate nella vena del condannato puo'
dar luogo a un doloroso fenomeno di asfissia durante il quale la
persona rimane conscia. L'iniezione letale, oltre la superficie di
'umanita' che tale metodo pretenderebbe di rappresentare, viola in
realtà la proibizione costituzionale di punire in modo crudele e
inusuale. Altri metodi che arrecano morte pressoche' immediata, come la
ghigliottina o la fucilazione, sono stati respinti come rivoltanti per
la sensibilita' attuale. Lo stesso avviene per la sedia elettrica. Ci
sono inoltre molte altre ragioni per le quali la pena capitale andrebbe
abolita: non e' un deterrente per i criminali, e' applicata in modo non
equanime a seconda delle giurisdizioni e dei gruppi sociali coinvolti,
e' irreparabile in caso di errore giudiziario. Comunque una pena di
morte rapida, indolore e pulita - conclude l'editoriale - ancora non
esiste.

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