28 aprile 2007

news 28 aprile

"JONATHAN – DIRITTI IN MOVIMENTO"
Pescara 24 aprile 2007
Ancora un omicidio di una ragazza "transessuale". Questa volta nella nostra
città. Manuela, 38 anni, è stata trovata nel suo appartamento con la
testa fracassata, nuda, con un cuscino a coprirle la testa, sul gas una
macchinetta del caffè già pronta per essere servita, evidentemente al
suo assassino, e che Manuela non ha avuto il tempo di assaporare. In
questo 2007 è la terza vittima (30 nel 2006) di una assurda quanto
cieca violenza che colpisce le persone "transessuali". Tutti i
quotidiani locali, ed anche alcuni nazionali, hanno riportato la
notizia con dovizia di particolari e con toni assolutamente morbosi, a
tratti offensivi, e con una terminologia che sta ad indicare quanta
ignoranza e quanta discriminazione ancora esistono verso persone che,
loro malgrado, si trovano a vivere una situazione di disagio sociale,
di solitudine e di emarginazione. Manuela in realtà non era una
"transessuale" ma una donna a tutti gli effetti, avendo già affrontato
tutto il processo di transizione fino ad arrivare all'intervento
chirurgico per la cosiddetta "riassegnazione sessuale" e al conseguente
cambio di identità sui documenti. Utilizzare termini quali "trans" o
addirittura articoli, aggettivi e verbi al maschile è, oltre che
inopportuno e scorretto, anche offensivo per chi, dopo un lungo
processo, caratterizzato da sofferenze psicologiche e fisiche, approda
finalmente alla sua vera identità di genere. Manuela "trans", "donna",
"prostituta"… che importa? Manuela era una persona ma a differenza
delle persone "normali", meritevoli di rispetto e di pietà di fronte
all'orrore subito, lei non merita né l'uno né l'altro. E' come se la
vita di una persona come lei avesse meno importanza delle altre, "in
fondo" , è il pensiero comune" se l'è andata a cercare"… Il vero orrore
non è l'omicidio in sé ma il pensiero, i ragionamenti e le congetture
che l'accompagnano. In questo momento avremmo voluto scegliere il
silenzio, quel silenzio cupo e doloroso al quale vorremmo tanto
rifugiarci, ma l'urlo che esplode dentro ognuno di noi non può essere
taciuto. E' l'urlo che spazza via il moralismo e perbenismo dei
benpensanti, di coloro che hanno armato quella mano e che ora
disprezzano e offendono quel corpo martoriato ancora caldo e
sanguinante. La mano grondante di sangue non è solo una, quella dell'
assassino, ma sono tante quanti sono i pregiudizi, le cattiverie, l'
emarginazione e l'isolamento che alcune persone, a causa del loro
orientamento sessuale o di genere, sono costrette a subire. E' la mano
di chi si è nutrito del pensiero corrente che "tanto uccidere una
trans, una prostituta non è poi così tanto grave". Come potrebbe essere
altrimenti se transessuali, lesbiche e gay sono quotidianamente
bersaglio di efferati attacchi da parte della politica, della Chiesa
Cattolica, del branco mediatico? Noi Manuela la conoscevamo. Si era
rivolta alla nostra Associazione per parlare di sé, per partecipare
attivamente alle nostre iniziative. Manuela si è rivolta a noi anche
per essere aiutata a cercare un lavoro "normale": era stanca di
prostituirsi e non sapeva come fare per modificare ancora una volta il
suo cammino di vita. Ci parlava della sua famiglia, del bel rapporto
che aveva con suo padre che, diceva, aveva assistito in una lunga
malattia che l'aveva portato alla morte. Ci ha parlato della sua
laurea, dei suoi studi e delle sue letture. Noi abbiamo conosciuto
Manuela trans, donna, prostituta ma soprattutto persona. E' per lei e
per tutte le persone come lei che continueremo la nostra lotta. Ora è
il momento del dolore, del silenzio e della riflessione. Qualcuno
stanerà l'assassino. Noi faremo in modo che quanto accaduto non venga
dimenticato. Jonathan – Diritti in movimento
Crisalide Azione-Trans
Abruzzo - Jonathan - Diritti in movimentoAssociazione glbt
Via Palermo,
41 - 65122 Pescara 347 6163260 - info@alinvolo.org -
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RESOCONTO MANIFESTAZIONE CONTRO IL RACKET DELLA PROSTITUZIONE
L' Aquila, 24 e 26 aprile 2007
VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, hanno
presentato: Adelina, la sua storia, il suo libro e il suo progetto
"Tricarico". Buona l'affluenza di pubblico, considerando che nelle
manifestazioni culturali in genere non si registrano molte visite. L'
attenzione dei media è stata sufficiente ma non soddisfacente. Ad ogni
modo i VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF, sono riusciti a concentrare
per la due giorni, l'attenzione dell'opinione pubblica circa la piaga
del racket della prostituzione che brutalizza quotidianamente molte,
troppe donne costringendole a prostituirsi per la strada. I VERDI e
Gaya CsF presenteranno nei prossimi mesi altre iniziative a livello
locale e nazionale. – Dichiarazioni di Adelina: "sono delusa dalla
tiepida accoglienza dei giornalisti della carta stampata e dall'assenza
delle autorità nell'ambito di questa manifestazione. Sono venuta da
Milano con 40 centesimi in tasca, questo per dimostrare che ciò che
faccio, lo faccio perché ci credo e credo fermamente che sia necessario
lottare contro la bestialità dei clan che gestiscono questo tipo di
attività criminose. Ho visto e subito innumerevoli violenze al fine di
essere costretta a prostituirmi sui marciapiedi; nel gruppo di ragazze
di cui facevo parte, la più grande aveva 21 anni e la più piccola solo
14. Venivamo stuprate dai nostri aguzzini con sistematicità, dopo aver
"lavorato" più di 14 ore per la strada. Non ci davano nemmeno il tempo
di lavarci, ci offrivano un solo toast al giorno ed era l'unico cibo
che avevamo a disposizione. Gli uomini di questo clan c'inducevano
anche a derubare i clienti più abbienti. Inoltre eravamo costrette a
guadagnare un milione di lire al giorno e quando non portavamo questa
cifra a fine giornata, oltre alla solita violenza sessuale, venivamo
punite con torture quali: sigarette spente sul seno e sul pube, ferite
inferte con armi da taglio, sulle quali veniva applicato del sale e
richiuse con i lembi che si erano aperti. Tutto questo si sommava ai
calci, pugni e schiaffi che ci "elargivano generosamente" in ogni
momento. C'è una grande urgenza d'informazione sul tema del racket
della prostituzione e su tanti altri argomenti inerenti. Bisogna
costruire una conoscenza e una cultura ad ogni livello, affinché le
coscienze non rimangano azzittite dall'indifferenza, perché è proprio l'
indifferenza il primo killer di chi si trova in certe condizioni. Sono
stata costretta a prostituirmi per quasi cinque anni, fermata dalla
Polizia italiana e rimpatriata per tre volte. Fin dal primo rimpatrio,
tentando di tornare a casa, bussai alla porta e mia madre mi cacciò via
dicendo che avevo disonorato la famiglia. Incontrati malauguratamente
mio zio (fratello di mia madre), che a suon di schiaffi e calci mi
condusse nel suo appartamento dove mi violentò ripetutamente. In
un'altra occasione di rimpatrio invece, camminando per strada, vidi
sopraggiungere mio nonno (padre di mia madre) che mi trascinò dentro il
suo furgone e mi violentò senza nessuna vergogna. Dopo aver abusato di
me, chiese se volevo dei soldi e naturalmente non li accettai. L'unico
mio pensiero fu quello di fuggire da quell'inferno, da quell'atrocità,
dovrei avrei potuto trovare una famiglia e invece trovai solo dolore e
sofferenze indicibili, ancor più di quante ne avevo già sopportate.
Oggi grazie all'aiuto della Polizia e dei Carabinieri, sono una donna
libera, libera dal racket della prostituzione, libera di vivere e
lottare contro ogni forma di schiavitù e soprattutto pronta a
combattere per liberare tante altre ragazze e bambine che si trovano in
quelle condizioni. Sto portando avanti il progetto Tricarico che
consiste nell'apertura in Basilicata, presso una struttura già
esistente, una casa d'accoglienza per le donne che si vogliono
ribellare al racket della prostituzione. Il progetto Tricarico è un mio
omaggio al Maggiore Mario Tusa e al Colonnello Giacomo Vilardo, che dal
1998 al 2002, hanno salvato più di 500 donne dal racket, grazie alla
loro tenacia sono riusciti a mettere la criminalità in ginocchio
lavorando a livello nazionale, essendo inoltre, il primo reparto
operativo nel quadro europeo a comprendere l'importanza del contrasto
verso il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. Il 26
novembre scorso nell'ambito di una manifestazione, ho premiato Polizia
e Carabinieri e chiesi al Maggiore Tusa cosa provano quando salvano
queste donne e i loro bambini, mi rispose che il lavoro svolto era
stato un'opera di Dio e hanno dedicato le donne e i bambini sottratti
dal racket, alla Madonna e a Gesù. Prossimamente uscirà il libro "Le
stelle del cuore – quattro anni leggendari e rischiosi della compagnia
dei Carabinieri di Tricarico contro il racket delle schiave
mitteleuropee". Sono davvero molto pochi i commenti che si possono fare
di fronte ad una vicenda così agghiacciante. Certo è che spesso, quando
incontriamo queste ragazze per la strada, potremmo essere meno
indifferenti e chiederci quanti "pezzi" di Adelina ci sono in ognuna di
loro. Noi di Gaya CsF e del gruppo VERDI Regione Abruzzo, aderiamo alla
campagna di divulgazione e sensibilizzazione lanciata da Adelina,
mettendo a disposizione tutti i mezzi di cui disponiamo. Chiunque
voglia contattare Adelina, può farlo presso il suo sito internet: www.
adelina113.altervista.org oppure presso il suo indirizzo email:
adelina113@tiscali.it - nei prossimi giorni faremo girare nella mailing
list di Gaya e sul web in genere, una serie di servizi e montaggi audio-
video-fotografici, sulla manifestazione che si è tenuta a L'Aquila,
grazie al preziosissimo ed insostituibile contributo del gruppo VERDI
Abruzzo e dei cronisti, fotografi e cameraman del gruppo Gaya CsF. Un
ringraziamento speciale va a: Walter Caporale (Capo gruppo VERDI
Abruzzo), Cristiana Graziani (gruppo Consiliare VERDI Abruzzo), Mario
Camilli (Segretario VERDI Abruzzo), al cameraman di Gaya CsF Massimo
Pupi, alle fotografe di Gaya CsF: Cinzia Marinangeli e Marina
Giovannini e al cronista di Gaya CsF Massimo Bernardini, tutti quanti i
quali mi hanno assistita sia nel lavoro di preparazione della
manifestazione e sia durante i giorni intercorsi, con la loro presenza
e il loro inesauribile lavoro. Carla Liberatore Gaya CsF


UE: ARCIGAY, DA PARLAMENTO EUROPEO UNA
LEZIONE DI CIVILTÀ
"L'OMOFOBIA DEI LEADER RELIGIOSI SIA CONDANNATA
ANCHE DA QUELLO ITALIANO"
"Come al solito. Il parlamento Europeo dà lezioni di civiltà a quello italiano: speriamo serva a smuovere l' indifferenza dei politici di casa nostra contro gli attacchi omofobici
da parte di leader politici come Roberto Calderoli e Giulio Andreotti e
leader religiosi come il presidente della Cei Angelo Bagnasco". Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta l'odierna
risoluzione del parlamento europeo contro l'omofobia, sostenuta da Pse,
Liberali, Verdi e Sinistra Europea, che ribadisce l'invito agli stati
membri "a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da
coppie dello stesso sesso", condanna "i commenti discriminatori
formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli
omosessuali" e dà ufficialità alla "Giornata internazionale contro
l'omofobia", celebrata da anni il 17 maggio in tutto il mondo, Italia
compresa, su iniziativa delle associazioni lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transgender). "Anche se dal testo approvato è scomparsa la
condanna esplicita a Bagnasco per aver accostato le coppie di fatto
alla pedofilia e all'incesto – prosegue Lo Giudice – la sostanza non
cambia: le parole del presidente della Cei, che in Italia cadono in un'
indifferenza inquietante, sono considerate nel resto d'Europa come
intollerabili espressioni di omofobia da bandire. "È positivo –
conclude il presidente di Arcigay – che il parlamento europeo abbia
voluto ricordare la tragedia di Matteo, il quindicenne torinese vittima
del bullismo antigay. Che distanza dal comportamento del ministro
Fioroni, che dopo la tragedia di Torino non ha speso una sola parola
contro l'omofobia nelle scuole italiane". Ufficio stampa Arcigay

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori A NOIDONNE redazione@noidonne.org
Sorelle mie, compagne immaginarie... ma veramente pensate che il sig
Ratzinger possa intendere ragione "al femminile", e magari schierarsi
dalla parte dei diritti delle donne, quelli che noi donne consideriamo
tali, quelli che ci spettano in quanto esseri umani intelligenti ?
Veramente potete credere che l'uomo-dio anche solo potrà semplicemente
leggere il vostro appello con "cristiana pietas", quella che lui e i
suoi accoliti sbandierano a ogni piè sospinto per meglio ricacciare le
donne, e non solo, che osino rivendicare a sé pari diritti dei maschi
nell'inferno quotidiano del sessismo cattolico apostolico romano? Ma
non vi sembra che 2000 anni di riduzione alla condizione servile delle
donne sottoposte al maschile e maschista, scientificamente programmato
e documentato, ci dovrebbero almeno aver insegnato a non avere alcuna
fiducia in qualcuno che della repressione della sessualità e della
riduzione della donna a femmina del maschio, e fattrice di figli, ha
fatto e continua a fare il fondamento del suo potere assoluto e
alienante, in nome e per conto di un dio che se esistesse così come ce
l'ha raccontato, avrebbe certo impedito tutto ciò ' ?
Il "Sommo Pontefice" non è solo il capo religioso più assolutista del pianeta, è
anche il capo di uno stato estero, assoluto, teocratico e nel quale non
vige alcuna democrazia, che esercita un enorme potere nel mondo
attraverso la credulità della povera gente e una ricchezza incrementata
dalle tasse che tutti gli anni noi, italiane, siamo costrette a
regalargli, togliendole alle nostre finanze, al bilancio dello stato,
ai servizi di cui abbiamo necessità, attraverso il perverso meccanismo
dell' ottopermille, e a quelle che altri stati, europei e non solo, con
meccanismi analoghi gli regalano altrettanto graziosamente. Il "Sommo
Pontefice" è il capo assoluto di uno stato teocratico, che pretende di
imporre la sua legge sopra le leggi degli stati sovrani, che pretende
di arrogarsi il diritto ( canonico) di proteggere i preti pedofili
espropriando di fatto i giudici italiani (Stato sovrano la Repubblica
Italiana) dell'ufficio di giudicare tali crimini secondo la sua Legge.
Smettete di sognare, una buona volta, per favore, per amore. Ne và
della nostra vita, quella vera, reale, quella che tutti i giorni ci
vede, volenti o nolenti, coscienti o meno in una trincea sempre più
angusta e soffocante, fatta di violenza e di sopraffazione che non
abbiamo scelto, perchè non ne abbiamo neanche avuto l'opportunità.
Nella nostra vita reale di donne, quella che la religione del sig.
Ratzinger ci ha costruito addosso, tale tipo di sogno può essere più
che pericoloso, può essere suicida. No grazie, non posso, non voglio
sottoscrivervela. Alba Montori 11 aprile 2007.
LETTERA APERTA AL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI - Alla vigilia dell'8 marzo, giornata universalmente dedicata alle donne, durante l'udienza nella Sala Nervi
nel Suo discorso ha omesso qualsiasi riferimento alle condizioni di
vita delle donne in Italia e nel mondo. Con disagio osserviamo che non
c'è stato un cenno alle sofferenze che le donne patiscono in aggiunta a
quelle che già le guerre e la fame impongono a miliardi di persone. A
milioni di donne è negato il diritto ad un'esistenza dignitosa,
all'istruzione, al lavoro, alla maternità. Sono le violenze subite in
quanto donne. Stupri, mutilazioni sessuali, lapidazioni, matrimoni
combinati, riduzione in schiavitù e costrizione alla prostituzione sono
violenze sessuate che le donne subiscono anche per mano di uomini che
dovrebbero essere loro compagni di vita. Spesso tali innominabili
violenze sono perpetrate in base a leggi tribali o di clan secondo un
relativismo culturale sul quale sarebbe importante Lei si esprimesse.
E' proprio nelle mura domestiche, luogo simbolo di tutela e di affetti,
che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne, come
documentato dalle fonti più varie nazionali ed internazionali. Anche in
Italia la violenza, che a volte arriva al "femminicidio", raramente è
denunciata perché spesso avviene in famiglia. E' una vera e propria
guerra dichiarata alle donne e praticata dagli uomini con la forza
fisica o con l'inganno delle tradizioni. Allora perché, Sua Santità,
non condanna questi comportamenti e non rivolge un appello specifico
agli uomini, esortandoli a rispettare le donne e a riflettere sulle
cause di tanta brutalità? Tutti i giorni la Chiesa ripropone richiami
sul valore della famiglia e sulla necessità di tutelarla come caposaldo
della società. Ci domandiamo perché a questi appelli Lei non aggiunga
anche raccomandazioni su che cosa la politica e tutta la struttura
sociale debba fare in concreto affinché questo avvenga. La maternità,
considerata nel lavoro al pari di una malattia e nella società un fatto
privato, è vissuta dalle donne in solitudine e come un dilemma,
aggravato dalla precarietà delle condizioni lavorative. Le donne da
anni chiedono che la maternità, che ogni bambino che nasce, sia un
evento che la società mette al centro delle sue attenzioni, proprio per
quella sacralità della vita cui la Chiesa richiama continuamente. La
Sua voce, una Sua parola in questa direzione aiuterebbe a far si che la
famiglia, non a parole ma in concreto, fosse tutelata, rispettata,
valorizzata. Alba Montori Gaya CsF


INTITOLATA UNA PIAZZA DELL' AQUILA A ULRICHS
di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti
noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive
condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco
perché si tratta di un'informazione più attuale che mai. Come alcuni di
voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895)
era un tedesco che nell'Ottocento, per primo, ha cercato di dare un'
interpretazione scientifica positiva dell'omosessualità, pubblicando
alcuni libretti sull'argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla
fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro,
all'Aquila, dov'è morto nel 1895 e dov'è sepolto nel cimitero locale.
Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato
(come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita
per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio
ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L'iniziativa ha
avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me,
avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua
monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con
le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il
suo viaggio all'Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani
sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo
nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno
riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane
editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi
responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po' il nonno
del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da
Giovanni Dall'Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po' lo
sento come mio figlio, per l'affetto e la responsabilità che ho sempre
sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E,
badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che
l'omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una
psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace
definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il
primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva,
con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che,
all'epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato
(nei suoi dodici libretti sull'"enigma" di questo tipo di amore) capace
di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà
ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà
dell'Ottocento. Oggi, anche la città dell'Aquila ha deciso di
dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e,
come dicevo all'inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare,
che reputo importantissima: chiedere all'amministrazione delle poste un
annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita
di Ulrichs, abbinandolo all'istituzione della piazza a suo nome. Non è
una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997
per ricordare le "Origini del movimento gay in Italia", e poi nel 2004
per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse,
pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter
contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per
poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell'
Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la
notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio
Piccinini: Un piazzale vicino al Castello Spagnolo per Karl Heinrich
Ulrichs a L'Aquila. Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso
la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta
la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, all'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini CSU L'Aquila

LA PARS LEDENTE DEL PASTICCIO TELECOM
Nel puttanaio infinito del pasticcioso pasticciaccio inverecondo di
Telecom, e dei suoi spioni di cui gli espertissimi vertici di Telecom e
di Pirelli non potevano non sapere (Carlo Buora e capo del personale
compresi) ha perfettamente ragione il giornalista Davide Giacalone a
definire scuse amorali quelle fornite con l'abituale spocchia e
improntitudine da Tronchetti Provera che ha scelto sede, tempi ed
argomenti che peggiori non sarebbe stato possibile trovare e ciò vuoi
per eventuale complicità con gli spioni (cosa che spetta alla
magistratura accertare, e posto che egli non è neanche indagato), vuoi
per l'incapacità di accorgersi di cosa accadeva nella stanza accanto
alla sua, talora nella sua stessa stanza, e comunque con uomini e
strutture da lui scelti e da lui pagati. La "pars" ledente di Telecom è
Tronchetti Provera, altro che parte lesa come senza vergogna ma con
dosi massicce di facce di tolla, facciacce che più di tolla non si può,
si ostinano a sostenere Tronchetti Provera & Co. Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm - P.S.: Hai fatto il
Mecenate nell'Uovo con un solo euro? Se non l'hai ancora fatto solo per
pigrizia sei sempre in tempo a FAI *il Mecenate nell'Uovo* versandolo
sul Conto corrente postale n° 11711207 FAI Fondo per l'Ambiente
Italiano Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano Causale: Mecenate nell'uovo
Giuliana D'Olcese Restauro Vescovi

OSSERVATORIO LGBT VENEZIA
CITTADINANZE E PLURALISMO CULTURALE
Nell'anno europeo delle Pari Opportunità Convegno internazionale Padova, 4 maggio 2007 Salone di Civitas. Fiera di Padova. h.10.30 – 18.00
Nell'agenda delle società contemporanee, il problema del pluralismo è stato affrontato
soprattutto in riferimento all'emersione delle culture dei migranti.
Tuttavia, negli ultimi anni le domande di cittadinanza di gay e
lesbiche hanno reso più articolata questa discussione. Oggi, il corpo
delle donne migranti, delle lesbiche e dei gay si trova al centro di
dilemmi culturali che sfidano le definizioni dellacittadinanza sul
terreno delle relazioni di genere e dello statuto della differenza.
Come è possibile contrastare le nuove forme dell'esclusione sociale
coniugando le esigenze di integrazione con il riconoscimento delle
identità? In altri termini: come è possibile vivere assieme da diversi?
Questi interrogativi costituiscono l'oggetto del convegno
internazionale "Cittadinanze e pluralismo culturale", organizzato in
occasione dell'anno europeo delle Pari Opportunità dal Dipartimento di
Sociologia dell'Università di Padova in collaborazione con
l'Osservatorio Lgbt del Comune di Venezia. Il convegno, che si svolgerà
il 4 maggio 2007 dalle 10.30 alle 18.00 all'interno del Salone di
Civitas (Padova Fiere, via N. Tommaseo 59, Padiglione 8), presenta i
risultati di una ricerca nazionale e di un progetto europeo sul
rapporto tra genere e differenze culturali e sull'integrazione delle
donne migranti. Dopo l'iniziativa sull'omogenitorialità e le nuove
famiglie, realizzata l'anno scorso, continua latra Università di Padova
e Osservatorio Lgbt sugli aspetti più complessi della cittadinanza,
all'interno del Salone di Civitas, che è l'appuntamento nazionale più
importante della società civile e dell'economia sociale. Sala 8C Ore
10.30 – 11.30 SESSIONE I Vivere assieme, diversi Genere e costruzione
sociale del corpo nella sfera pubblica franca bimbi - Università di
Padova L'integrazione delle donne migranti nel mercato del lavoro e
nella società maria kontos – I. S. R. Frankfurt am Main Ore 11.30 –
13.30 SESSIONE II Le donne immigrate: tra processi di esclusione e
domande di riconoscimento Coordina giovanna campani - Università di
Firenze Interventi christine catarino - ISP – Université Paris X
tiziana chiappelli - Università di Firenze monica massari - Università
della Calabria letterio pantò/sveva magaraggia - Università di Milano-
Bicocca Sala 8B Ore 15.00 – 16.45 SESSIONE III Genere, differenza
culturale e orientamenti sessuali Coordina fabio bozzato - Osservatorio
LGBT Venezia Interventi chiara bertone - Università del Piemonte
Orientale luca trappolin - Università di Padova elisabetta ruspini -
Università di Milano Bicocca Discutono farian sabahi - Università di
Torino ruba salih - Università di Bologna Ore 17.00 – 18.00 SESSIONE IV
Ripensare la cittadinanza Coordina laura balbo - Università di Padova
Interventi donatella barazzetti - Università della Calabria carmen
leccardi - Università di Milano-Bicocca gustavo guizzardi - Università
di Padova 1 palazzo cavalli s.marco 4089 --- 30124 venezia Tel:+39.
041.274.8320 / 8264 -differenze@comune.venezia.it

UNIONE FEMMINILE NAZIONALE
SALUTE, CORPO, SESSUALITA', CONSULTORI. PARLARNE PER AGIRE
OCCORRE IL NOSTRO BENE-STARE
Mettiamo in comune progetti e percorsi - SABATO 5 maggio 2007 – DALLE 10.30 ALLE 16.30 CORSO DI PORTA NUOVA 32, MILANO Per individuare iniziative condivise a partire dalle esperienze
locali. Per essere operative, senza escludere l'ambizione di mettere a
fuoco i cambiamenti intervenuti nel rapporto delle persone (e le
persone hanno un sesso, o più di uno) con la medicina. Perché su
corpo, sessualità, salute, maternità e aborto la parola decisiva sia
la nostra: non di autorità religiose, nè "scientifiche", né di
interessi di mercato. Gli argomenti sono tanti e complessi: vi
invitiamo a partecipare per dare
vita ad una rete nazionale che si dia
successivi appuntamenti e che sappia garantire raccordo tra gli snodi:
movimenti, organizzazioni, istituzioni. L'incontro è aperto. Da
Bologna, Milano, Bologna, Ravenna, Roma, Torino, Trento hanno già
assicurato la partecipazione donne (e uomini) singole o organizzate.
Interventi brevi e informali favoriranno la condivisione di esperienze
e il dibattito. Promuovono l'iniziativa: Coordinamento per
l'autodeterminazione della Casa delle donne di Torino, Osservatorio
salute donna di Milano, Unione femminile nazionale. Per aderire e per
avere informazioni: Tel/fax 02/6572269 (Unione femminile) oppure
osa@osadonna.org Grazie se vorrete diffondere questo invito. OCCORRE IL
NOSTRO BENE-STARE - Mettiamo in comune progetti e percorsi. La salute è
un bene collettivo da salvaguardare che è sempre più affidato ad una
gestione privatistica. Alla progressiva privatizzazione dei servizi
sanitari e sociali corrisponde: una grande solitudine delle persone
nell'affrontare i problemi di salute; solitudine specialmente femminile
perché alle donne è affidato il compito di "rimettere al mondo il
mondo" ogni giorno; una sempre maggiore povertà di risorse economiche e
possibilità sociali; un sempre minore interesse alla conoscenza della
vite quotidiane delle persone e del concreto operare dei servizi,
spesso "tenuti sù" da lavoratrici e lavoratori inascoltati e negletti;
una grande mancanza di idee e di pratiche efficaci e solidaristiche
nella gestione dei servizi; La nostra salute dipende dallo stato di
salute della nostra democrazia. Né l'uno né l'altra possono fare a
meno del nostro BENESTARE….. sul corpo e la sessualità, su maternità e
aborto, sulla salute riproduttiva, sul disagio maschile e femminile
nell'agire una sessualità che per essere sempre più compulsivamente
prescritta può rivelarsi sempre più fonte di ansia e noia a un tempo.
VOGLIAMO: Verificare il rapporto di ciascuna e ciascuno con la
medicina, il nostro corpo, la nostra sessualità (femminile e
maschile), i servizi che se ne fanno carico. Descrivere le singole
realtà regionali per individuarne le specificità territoriali e
disegnare una mappa dei servizi pubblici in Italia, utilizzando come
parametro l'autodeterminazione dei soggetti e la libertà di scelta.
Discutere e concordare livelli minimi di funzionamento e risorse
assegnate per i servizi per la salute delle donne; Proporre pratiche
politiche ed azioni condivisibili e coordinate a livello
nazionale.
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


OMOFOBIA, GAYLIB SU CONDANNA UE ALL' ITALIA:
"ATTO UNILATERALE CONTRO TUTTI I POLITICI E I TONI VIOLENTI
DELLE GERARCHIE VATICANE. ORA CHIEDIAMO SUBITO LEGGE SU CONVIVENZE E
CONTRO L'OMOFOBIA IN AMBITO PUBBLICO E PRIVATO"
GayLib (gay liberali e di centrodestra) esprime profonda soddisfazione per il pronunciamento
ufficiale con cui il Parlamento europeo ha condannato Polonia e Italia
per omofobia."Era ora che qualcuno si svegliasse - dichiara il
presidente Enrico Oliari – riconoscendo ciò che il movimento gay
italiano denuncia da decenni. Il fatto, poi, che la condanna arrivi con
un voto espresso dalla maggioranza schiacciante degli europarlamentari
eletti dall'intera comunità dei cittadini dell'Unione europea dà una
ulteriore valenza a parole già da sé chiare e inequivocabili". Nel
testo votato oggi a Strasburgo, infatti, l'Europarlamento invita i
Paesi dell'Unione a prendere misure contro le dichiarazioni rilasciate
da leader pubblici incitanti alla discriminazione e all'odio sulla base
dell'orientamento sessuale. "Senza voler essere faziosi – aggiunge il
vicepresidente di GayLib, Daniele Priori – nelle parole del Parlamento
Europeo si legge un riferimento coraggioso e neanche troppo implicito
ai vertici ecclesiastici. Dopo questo pronunciamento, credo, sarà più
difficile tornare ad accostare una proposta di legge sulle convivenze
gay ad incesto e pedofilia, come ha detto il presidente della Cei
Bagnasco un mese fa, piuttosto che insistere ogni giorno, come fanno
dal Vaticano, su forme di amore debole, deviato e contro natura,
riferendosi alle vite di milioni di coppie omosessuali". "E' inoltre
indubbio – riprende il presidente Oliari – che l'arrivo di una tale
condanna da parte dell'Europarlamento sia un colpo, senza distinzioni,
all'autorevolezza della politica italiana. Pertanto, oggi più che mai
con forza e decisione e a nome dell'intero direttivo di GayLib –
conclude Oliari – torniamo a chiedere con forza al Governo italiano non
solo il compimento del percorso legislativo delle proposte di legge in
materia di convivenza ma anche una legge chiara e decisa contro l'
omofobia e la discriminazione in ambito pubblico e privato per l'
orientamento sessuale e di genere. Perché l'Europa, una volta di più,
ci fa capire come ventisette paesi debbano stare insieme non solo per i
benefici di natura economica ma anche per una affermazione chiara e
netta dei diritti civili". GayLib - Il Direttivo - Contatti Enrico
Oliari – Presidente 335/6622440 - Daniele Priori - Vicepresidente
328/6323820 - Marco Anselmo Jouvenal - Coordinatore nazionale
338/7554565


UN ATTIVISTA GAY DI 258 ANNI FA
di Massimo Consoli
David Thorstad mi manda questo documento tratto da "Story from BBC News",
http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr-/2/hi/uk_news/england/manchester/6593281.stm (25 aprile 2007). Ve lo
traduco liberamente in italiano per vostra comodità. Gli scritti tra
parentesi, in corsivo, sono osservazioni o spiegazioni che ho inserito
per rendere più comprensibile il testo. Buona lettura, Massimo Consoli
- È probabile che la battaglia per i diritti gay sia stata combattuta
più di due secoli prima che la legislazione inglese sull'omosessualità
venisse liberalizzata. Uno studioso della University of Manchester
Academic, ha rintracciato gli scritti del 18mo secolo di Thomas Cannon,
forse uno dei primi attivisti gay, contenuti in una pergamena
manoscritta (di circa 90 x 150 cm.) con l'imputazione di un tipografo
per il suo lavoro del 1749 intitolato "Ancient and Modern Pederasty
Investigated and Exemplified" ("La pederastia antica e moderna
investigata e spiegata con degli esempi"). Il libro venne vietato, ma
il manoscritto ha dei lunghi estratti con delle affermazioni mai fatte
prima. Il Dr Hal Gladfelder ha trovato la pergamena in una scatola di
documenti non catalogati dal 1750, mentre faceva una ricerca ai
National Archives di Kew. (Gli Archivi Nazionali dell'Inghilterra,
Galles e Regno Unito sono una delle più ricche collezioni del mondo,
comprendendo circa mille anni di storia inglese. Si trovano a quaranta
minuti con la metro dal centro di Londra, a Ruskin Ave, Kew, Richmond,
Surrey, TW9 4DU,
www.nationalarchives.gov.uk) Il testo dell'imputazione
suggerisce che il libro fosse un'antologia di racconti e testi
filosofici in difesa dell'omosessualità maschile. Un racconto si occupa
di travestimento mentre altri sono traduzioni di testi omoerotici
latini e greci. Uno degli estratti dice che "Il desiderio innaturale è
una contraddizione in termini; una totale sciocchezza". "Il desiderio è
un impulso amatorio delle più profonde parti umane". Il Dr Gladfelder,
della School of Arts, Histories and Cultures, dice: "Probabilmente è la
prima volta che viene affrontato in inglese l'argomento omosessuale in
maniera sostanziale. Le uniche altre discussioni sull'omosessualità che
conosciamo erano contenute in attacchi violentemente moralistici e
omofobici o nel resoconto di processi per il crimine di sodomia fino al
1750, ed oltre". In Inghilterra la sodomia è stata un reato capitale
punibile con la pena di morte fino al 1861, e l'omosessualità è stata
vietata fino al 1967. (Spesso si ignora che Oscar Wilde, nel 1895 venne
condannato al massimo della pena, due anni di lavori forzati, per il
reato di "gross indecency", cioè, di "grave oltraggio al pudore". Fosse
stato riconosciuto colpevole di penetrazione anale, la punizione
sarebbe stata molto più grave, arrivando fino all'ergastolo. Poi, in
seguito al Rapporto Wolfenden, nel 1967 la legge venne modificata
permettendo attività omosessuale tra adulti consenzienti sopra i 21
anni, mentre l'attività eterosessuale era permessa a partire dai 16
anni. In Irlanda l'omosessualità è stata decriminalizzata solo nel
1993). Il Dr Gladfelder afferma che Cannon scappò sul continente
europeo per evitare una incriminazione, e che non sopravvivono copie
del libro. "Possiamo dire che Cannon stava scrivendo per la subcultura
gay del suo tempo, che è rimasta quasi del tutto nascosta", aggiunge.
"Sebbene sia vissuto nell'anonimato, possibilmente a causa della
notorietà raggiunta dal suo pamphlet, di sicuro lo considero un
martire. Penso che ciò che è capitato a lui abbia spianato la strada a
duecento anni di repressione omofobica", ha aggiunto. (Cannon era
figlio del Decano della Cattedrale di Lincoln, e suo nonno era Vescovo
di Norwich e di Ely. Fu anche amico e rivale di John Cleland, autore
del classico erotico "Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere", del
1748, che fu l'unico altro testo di quel periodo contenente scene
esplicite di omosessualità maschile)


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
Con una precisa scelta editoriale, il
quotidiano Liberazione pubblica la lettera di Andrea Colombo, coautore
con i terroristi fascisti pluriomicidi Francesca Mambro e Valerio
Fioravanti, un testo di pura faziosità difensiva, avulsa da ogni realtà
processuale accertata in via definitiva, e omette di pubblicare il
comunicato stampa dell'Associazione Familiari Vittime della strage
alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e la lettera di risposta al
Direttore Piero Sansonetti. Il comunicato di Andrea Colombo contiene
inoltre, anche un' inutile intimidazione nei miei confronti,
indicandomi quale destinatario di querela. Sono sconcertato da una tale
scelta di campo che appare favorire Andrea Colombo ed i suoi due
collaboratori, a scapito della verità e censurare le proteste delle
vittime della strage. Il Presidente Paolo Bolognesi Lettera al
Direttore di Liberazione Piero Sansonetti del 24 aprile 2007 - Caro
Direttore Ho appreso che il vostro giornalista Andrea Colombo ha
scritto una risposta alle mie contestazioni sul libro da lui scritto
con terroristi fascisti, i pluriomicidi Valerio Fioravanti e Francesca
Mambro. A questa risposta è stato dato l'onore della prima pagina, (
domenica 22 lunedì 23 aprile) non mi sembra che alle mie contestazioni
sia stato riservato uguale trattamento e me ne dispiace. Prendo atto
che il Partito della Rifondazione Comunista non c'entra nulla con le
opinioni del suo portavoce, ma preme sottolineare come in tutti questi
anni Andrea Colombo abbia utilizzato la sua collocazione a sinistra ,
prima sul Manifesto poi anche con citazione esplicita, GRadio Rai del
giorno 18 aprile, quale portavoce di Rifondazione Comunista, per
portare avanti da sinistra le sue tesi innocentiste, di accreditamento
di assurde piste alternative e di denigrazioni delle sentenze senza
molta conoscenza degli incartamenti processuali. Questo appoggio
incondizionato, da sinistra, alle tesi innocentistiche basate sul nulla
credo non faccia onore ne al Partito della Rifondazione Comunista né al
suo giornale Liberazione. Farà sicuramente bene alla notorietà del
dottor Andrea Colombo visto la grande pubblicità che viene data alla
sua persona "di sinistra " e ai terroristi che potranno aumentare la
loro notorietà criminalmediatica con l'aiuto di quel libro scritto dal
portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. Distinti saluti.
Presidente Paolo Bolognesi

NESSUNO TOCCHI CAINO 28.04.07 MORATORIA.
MINISTRI ESTERI UE RINVIANO DECISIONE A MAGGIO - 23 aprile 2007:
'Abbiamo deciso che decideremo insieme con la Ue nel prossimo consiglio
ministeriale di maggio sulla presentazione di una risoluzione per la
moratoria delle esecuzioni capitali; nel caso in cui non ci fosse una
decisione Ue ci riserveremo di procedere autonomamente sulla base di
una coalizione dei volenterosi'. Lo ha precisato il ministro degli
Esteri Massimo D'Alema nel corso della conferenza stampa finale della
riunione dei ministri degli esteri dei 27 a Lussemburgo (CAGRE). 'Nel
caso non ci sia un consenso Ue - ha detto D'Alema - abbiamo deciso che
il Consiglio dei ministri valutera'. Non escludo che l'Italia decidera'
di muoversi egualmente'. 'Tuttavia ritengo giusto cercare un'
iniziativa comune dell'Ue su questo tema', non solo per la nostra
generale impostazione europea 'ma anche per avere successo', ha detto
D'Alema. 'Ci daremo ancora qualche giorno - ha aggiunto il ministro
degli Esteri - per fare verifiche attraverso contatti bilaterali con
gli stati membri dell'Onu, per valutare l'effettiva disponibilita' a
votare la risoluzione'. 'La valutazione e' che - ha precisato D'Alema -
la risoluzione deve essere presentata a colpo sicuro'. D'Alema ha
ricordato che al momento ci sono 90 Paesi che hanno aderito alla
'Dichiarazione di associazione' fatta insieme all'Ue per la moratoria.
Questo vuol dire che non c'e' 'la certezza di un voto positivo perche'
bisognerebbe poter contare su 96' voti. D'Alema ha riportato inoltre
una lettera inviata oggi da Amnesty International al Consiglio dei
ministri degli Esteri nella quale l'organizzazione 'mette in guardia
l'Ue dal chiedere in modo prematuro un voto, dal momento che un
eventuale insuccesso avrebbe conseguenze negative'. "Il Ministro degli
Esteri italiano Massimo D'Alema – hanno dichiarato i Radicali a seguito
del CAGRE - ci sembra cada in un patente equivoco, in un errore di
fatto, nell'interpretare le posizioni e le decisioni del Parlamento
italiano, oltre che ignorare posizioni e delibere del Parlamento
europeo. Il Parlamento italiano, infatti, ha da tempo impegnato il
Governo a presentare la Risoluzione nell'Assemblea Generale in corso e
ribadito nettamente quel mandato, essendo noto che ormai - almeno da
otto anni - la maggioranza alla proposta di moratoria è largamente
acquisita e sempre più chiaramente confermata nell'Assemblea Generale.
Certo, se si accumulassero oltre che ritardi anche gravissimi errori,
qualsiasi risultato positivo potrebbe essere impedito: come di già
accadde nel 1999 quando gli Ambasciatori dei Paesi europei presenti ed
operanti a New York si trovarono, all'improvviso ed all'ultimo momento
utile, dinanzi alla disposizione giunta "da Bruxelles" di ritirare la
Risoluzione già pronta con certezza di successo. La stessa situazione
di pretesi "rinvii cautelativi" si è ripresentata nel 2003; in entrambe
queste occasioni si è trattato di un evidente comportamento offensivo
dei mandati parlamentari. È chiarissimo anche che il Parlamento
italiano, così come il Parlamento europeo, con un'inedita,
straordinaria maggioranza ha anch'esso deliberato e richiesto al
Consiglio ed alla Commissione di sostenere nell'assemblea attualmente
in corso la Risoluzione, della quale invece il CAGRE di oggi conferma
non esservene tuttora nemmeno una bozza o una traccia. Ed infine
ricordiamo il caldo, immediato, deciso sostegno all'iniziativa italiana
e del Parlamento europeo del nuovo Segretario Generale delle Nazioni
Unite, Ban Ki Moon. Vorremmo ricordare che già nel 1994 la Risoluzione
fu battuta, sol perchè 4 Stati abolizionisti europei votarono contro la
Risoluzione. Questo comportamento fu determinante per impedire, dunque,
già 13 anni fa all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di deliberare
la moratoria universale della pena di morte. Ci chiediamo se l'opinione
pubblica europea e mondiale, oltre a quella dei paesi appena citati,
sia stata informata di quell'infausto, inspiegabile ed inscusabile
comportamento. Certo, lo ripetiamo, se proprio è quel che si desidera,
da qualche parte "europea", è pur sempre possibile, anche se non
probabile, che si torni a perdere sol perchè un comportamento di fatto
ostracistico ha sicuramente di nuovo pesato negativamente. Nel mese di
gennaio, dopo l'esecuzione del dittatore iracheno, da parte di quasi
tutti i governi, ivi compresi alcuni che praticano tuttora la pena di
morte, vi era stata una vera e propria sollevazione, una deprecazione
pressoché globale. A questa situazione di opinione pubblica mondiale è
stato deliberatamente deciso di dare la risposta della moratoria
universale. Ora, invece, non si può di certo escludere che un qualche
gravissimo atto terroristico possa ancora una volta provocare quel
contesto meno favorevole, se non ostile che, ad oggi, sono solamente la
cattiva volontà e ipocriti comportamenti a ritardare, rinviare,
impedire. Per questo, decidiamo di continuare l'azione nonviolenta
attualmente in corso, estendendola e rafforzandola, rivolgendo un
appello a tutti i militanti nonviolenti, autenticamente pacifisti o
semplicemente consapevoli che a stragi di diritto e gravi
inottemperanze degli esecutivi nei confronti dei parlamenti
corrispondono eventi gravissimi, con conseguenze di incalcolabile danno
per il diritto, l'umanità, di sostenere o partecipare allo sciopero
della fame ad oltranza che conduciamo. Il Governo italiano,
manifestamente, ha ora bisogno di questo sostegno ai suoi obiettivi ed
impegni assunti. Nella speranza che non sia necessario attendere ancora
un altro CAGRE (istituzionalmente, com'è noto incompetente, a meno
dell'unanimità di tutti i suoi componenti), a continuare ad impedire
che la moratoria universale venga sostenuta con pari dignità anche da
Paesi di massimo prestigio delle varie Regioni del mondo. Ad esempio,
il Sud Africa, ha dichiarato la sua piena disponibilità e pie!
no
accordo ad essere co-sponsor di una Risoluzione, pur letteralmente
ancora ignorata e non ufficialmente stilata, nemmeno come semplice
bozza.
MORATORIA. BONINO, INIZIATIVA ALL'ONU IN PERICOLO - 24 aprile
2007: "Mi pare una situazione compromessa, in pericolo, e mi pare a
maggior ragione di dover ricordare il sostegno allo sforzo gravoso
dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, Sergio D'Elia, Lucio
Berte', Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Valter Vecellio, giunti
all'ottavo giorno di sciopero della fame, e degli altri militanti in
sciopero della fame, per tentare di dare forza a questa iniziativa". Lo
ha detto il ministro Emma Bonino, intervenuta in diretta a Radio
Radicale per raccontare la cronaca della relazione tenuta, alla fine
del Consiglio dei ministri, dal ministro degli Esteri D'Alema dopo la
riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue ieri a Lussemburgo. "Mi
sembra che il rinvio a maggio sia una ennesima perdita di tempo, una
perdita di un altro mese in cui si dovrebbero verificare le
disponibilita' dei paesi senza peraltro aver ancora preparato un testo
di risoluzione. Ho detto in Consiglio, un Consiglio comunque piuttosto
disattento, che sarebbe stato auspicabile che l'Italia cercasse non
generiche adesioni, ma paesi co-sponsor della proposta di risoluzione.
In questo modo - ha precisato Bonino – alla riunione prevista per il 14
maggio, si sarebbe potuto sperare di mettere i paesi scettici dell'Ue
con le spalle al muro". Bonino ha ricordato che l'appuntamento di oggi
a Palazzo Chigi era stato previsto nello scorso Cdm: "La relazione e'
stata molto puntuale, perche' D'Alema ha dato atto del dibattito che si
e' svolto ieri a Lussemburgo, della richiesta insistita dell' Italia
perche' l'Ue prendesse in considerazione la possibilita' di andare in
Assemblea generale Onu gia' in questa sessione. La presidenza ha fatto
circolare una lettera di Amnesty che parlava del rischio di perdere in
Assemblea generale Onu e D'Alema ci ha riferito sul fatto che si e'
ripetuta la resistenza di alcuni paesi europei scettici sull'esito, e
ha aggiunto che viceversa la presidenza tedesca e' stata cooperativa".
Bonino ha concluso: "Alla fine si e' deciso di svolgere una attivita'
da oggi al prossimo Consiglio europeo del 14 maggio, una attivita' di
verifica della possibilita' di voto positivo dei vari paesi. A questo
scopo la presidenza ha predisposto un questionario, che immagino sia
gia' partito. Questa e' la situazione, e non mi pare promettere bene.
Lo diciamo da quel di': ci sono in Europa, e' chiaro (e spiace che
Amnesty offra il destro a questa situazione), ci sono paesi scettici
per conto terzi. Oggi D'Alema ha ripetuto piu' volte 'non siamo stati
inerti, abbiamo preso iniziative, abbiamo istruito le ambasciate', ma
mi sembra che la situazione sia di pericolo per una iniziativa che
poteva essere vincente, una iniziativa di cui in questi giorni, mentre
in Iraq si pensa di introdurre la pena di morte per i disertori, il
mondo ha ancora piu' bisogno".
MORATORIA. BAN KI MOON, 'ITALIA CONTINUI
A CREDERCI' - 24 aprile 2007: "Come questione di principio io
incoraggio e dò il benvenuto all'azione italiana nel cercare una
moratoria globale delle esecuzioni capitali, e come forse vi state
accorgendo c'e' una tendenza crescente della stessa comunita'
internazionale per arrivare all'abolizione della pena di morte". Lo ha
affermato Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, in
un'intervista al 'Quotidiano Nazionale'. "L'espansione o meno di questo
appoggio - ha continuato Ban Ki Moon - dipende pero' dagli stati
membri. Ma come paese che ha iniziato la campagna, invito l'Italia ad
andare avanti, non la considero una 'missione impossibile', non so
quanto ci vorra', ma dovete avere energia ed entusiasmo e continuare a
crederci".
PENA MORTE. PE, PRESIDENZA UE FACCIA IMMEDIATA RICHIESTA
MORATORIA - 26 aprile 2007: la presidenza tedesca dell'Unione europea
e' stata nuovamente invitata dal Parlamento dell'Ue a presentare con
urgenza, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso, una
risoluzione per una moratoria universale sulla pena di morte. La
richiesta e' contenuta in un testo votato oggi, a larga maggioranza,
dall'assemblea di Strasburgo, che aveva approvato un appello analogo il
primo febbraio scorso, cui il governo di Berlino non ha ancora dato
seguito. Intervenendo in aula, il ministro tedesco Guenter Gloser ha
confermato che la presidenza Ue presentera' in maggio una sua relazione
ed ha ribadito che l'obbiettivo e' quello di ottenere il sostegno di
tutti i paesi dell'Ue alla proposta di moratoria avanzata dall'Italia.
In un testo di 50 righe, presentato da tutti i gruppi tranne quelli
dell'estrema destra e degli euroscettici, i parlamentari europei
indicano la moratoria quale 'un passo strategico verso l'abolizione
della pena capitale in tutti i paesi' e ricordano che la dichiarazione
sulla pena di morte presentata dall'Ue All'assemblea generale dell'Onu
nel dicembre 2006 'raccoglie ormai 88 firme di stati appartenenti a
tutti i gruppi geografici'. Il Parlamento europeo rivolge, quindi, 'un
nuovo appello agli stati membri affinche' ottengano il sostegno di
paesi terzi a favore della dichiarazione' ed incoraggiano l'Ue a
cogliere tutte le opportunita' esistenti ed 'a presentare
immediatamente, con la cosponsorizzazione di paesi di altri continenti,
una risoluzione per una moratoria universale' all' attuale Assemblea
generale delle Nazioni Unite. L'assemblea di Strasburgo annuncia
inoltre la partecipazione alla campagna mondiale contro la pena
capitale, anche tramite le sue delegazioni interparlamentari ed invita
tutte le istituzioni dell'Ue ed il Consiglio d'Europa a proclamare, a
partire dal 2007, il 10 ottobre quale Giornata europea contro la pena
di morte. In occasione del dibattito svoltosi in aula e'stato ricordato
che i paesi che mantengono la pena di morte sono 54. Altri 37, pur
prevedendola ancora nel loro ordinamento, da almeno dieci anni non
eseguono questo tipo di sentenza e cinque hanno introdotto una
moratoria. A seguito del voto dell'assemblea di Strasburgo, gli
europarlamentari radicali Marco Pannella e marco Cappato hanno
dichiarato: "il Parlamento europeo è tornato a chiedere - all'unanimità
e con le parole più chiare - IMMEDIATAMENTE la presentazione
all'Assemblea generale delle nazioni Unite in corso di una risoluzione
per la moratoria sulle esecuzioni capitali. Lo abbiamo chiesto ai
Governi degli Stati membri e all'Unione Europea, proponendo di
attivarsi anche per la co-sponsorizzazione da Paesi di diverse aree
geografiche. A fronte di questa richiesta chiara, ancora nel dibattito
di ieri il Consiglio ha continuato a difendere quella strada del
rinvio, sempre lastricata di buonissime intenzioni e di cauta
dissennatezza, che da 14 anni ha dilapidato una vittoria storica sulla
cultura e pratica della morte, della guerra e della violenza. Come
abbiamo ampiamente documentato, la Presidenza tedesca sta oggi attuando
una strategia sconfitta in partenza, grazie alla quale tutt'oggi non
esiste nemmeno un testo di risoluzione sulla quale raccogliere consensi
all'ONU, mentre si continua a NON raccogliere firme su una
dichiarazione di nessun valore e si spediscono questionari insensati
per conoscere posizioni già note da anni. Non possiamo che augurarci
che l'impotenza dei potenti europei, dei responsabili governativi e
delle loro burocrazie, possa farsi forza di questo secondo voto del
Parlamento europeo."
USA. STUDIO, DOLORE ATROCE DIETRO INIEZIONI - 24
aprile 2007: uno Studio scientifico condotto negli Stati Uniti su
esecuzioni praticate in due stati Usa negli ultimi 20 anni, ha
sollevato ulteriori dubbi sulla capacità dell'iniezione letale di
procurare la morte nella maniera voluta. Lo studio, pubblicato sulla
rivista scientifica Public Library of Science Journal, PLoS Medicine,
esamina 41 iniezioni letali praticate in California e Nord Carolina. La
ricerca ha evidenziato che il sodio tiopentale, il barbiturico che
serve a far perdere conoscenza, è stato somministrato in quantità
fissa, senza tenere conto delle caratteristiche del detenuto, come il
peso corporeo o eventuali patologie. Se non addormentato completamente
– dicono i ricercatori – il detenuto potrebbe avvertire una sensazione
di soffocamento indotta dalla seconda sostanza, il bromuro di
pancuronium, una sostanza paralizzante. Infine arriva il cloruro di
potassio, che provoca l'arresto cardiaco: a questo punto il condannato
potrebbe sentire la sensazione di star bruciando. La ricerca - guidata
dal chirurgo oncologo Leonidas Koniaris, della University of Miami
Miller School of Medicine – ha preso in esame esecuzioni della
California e Nord Carolina dal momento che questi due stati rendono
disponibile la più ampia documentazione sulle iniezioni letali. 'E'
possibile - ha detto Koniaris al Washington Post - che queste persone
siano torturate e che noi non possiamo vederlo, perche' sono
paralizzate. Non sono sicuro che una societa' civile debba fare una
cosa del genere'. Le conclusioni 'sono state per noi sconvolgenti', ha
aggiunto Teresa Zimmers, un altro membro del team: 'Ci sono limitate
ricerche scientifiche dietro questo protocollo e l'immagine
dell'iniezione letale come di un metodo umano di giustiziare qualcuno,
e' completamente sbagliata'. I risultati della ricerca sono stati
pubblicati sulla rivista medica insieme a un editoriale nel quale i
responsabili della rivista spiegano che non e' loro intento quello di
migliorare il protocollo, bensi' suggerire la necessita' di abolire del
tutto la pena di morte.

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23 aprile 2007

news 23 aprile

TRANS UCCISO IN CASA: AVEVA TESTA FRACASSATA.
PESCARA: Un transessuale di 37 anni è stato ucciso
la scorsa notte a Pescara, nella sua abitazione, presumibilmente con
dei colpi alla testa. La vittima è Emanuela Di Cesare, Marco prima del
cambio di nome. Non è stata trovata l'arma. La Polizia ritiene che
conoscesse il suo aggressore e che si sia trattato di un omicidio
d'impeto. In casa è stata trovata un'agenda con appuntamenti e tariffe
di prestazioni sessuali. Il corpo di Emanuela, nudo, era riverso su un
divano. La testa era fracassata e sul viso è stato trovato un cuscino.
Prima di morire la vittima aveva preparato un caffé per due persone ed
aveva avuto un rapporto sessuale. E' stato trovato il gas aperto.
Dall'abitazione mancano due o tre telefoni cellulari, un computer
portatile del quale si è trovata solo la custodia e, probabilmente, dei
soldi. L'appartamento è situato al primo piano di uno stabile di
cinque. Il corpo è stato trovato nel corso di un intervento dei vigili
del fuoco, chiamati dai vicini che avevano avvertito un forte odore di
gas. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Aldo Aceto che
nelle prossime ore o al massimo domani deciderà per l'autopsia. FONTE
ANSA


UN FIORE DI LOTO PER EMANUELA
Emanuela è l'ennesima vittima dell'omofobia diffusa nel nostro
paese, necessitano urgentemente concrete misure di prevenzione e leggi
anti-discriminazione, perché mentre tutti pensano alla salvaguardia
della famiglia (più che altro delle loro famiglie), mentre si continua
a predicare la castità e l'amore eterosessuale come unica espressione
del Dio Vivente; la gente comune continua a morire…. Emanuela è stata
brutalmente uccisa da qualcuno che forse conosceva bene, è stata uccisa
anche dalla perpetua ignoranza e dal disinteresse di certe forze
politiche che hanno come unici interessi, quelli di ignorare l'
esistenza di tutte le altre forme di vita che non corrispondano ai loro
rassicuranti canoni di "moralità". E dunque, mentre viene difesa questa
falsa moralità, ci sono degli esseri umani che muoiono in nome dell'
ignoranza e dell'indifferenza altrui. Ciao Emanuela, noi di Gaya CsF,
ti promettiamo che nulla resterà intentato affinché un giorno ci sia
una vera e propria giustizia per qualunque essere umano. Un abbraccio.
Gaya CsF L'Aquila.

IL GRUPPO VERDI ABRUZZO E GAYA CsF, PRESENTANO:
ADELINA, LA SUA STORIA, IL SUO LIBRO.
Adelina è ragazza albanese rapita a due passi da casa, dal raket della prostituzione, quand'era ancora un' adolescente, portata in Italia, costretta a prostituirsi, violentata,
torturata e seviziata in ogni maniera. Adelina è fuggita dai suoi
aguzzini, denunciandoli, e racconta la sua storia nel libro: "LIBERA ….
Dal raket della prostituzione", redatto da "Iaculano Editore", costo 12
euro. L'evento verrà annunciato in conferenza stampa il giorno 24
aprile 2007, ore 11.30, presso la sala Ignazio Silone Regione Abruzzo
(Palazzo dell'Emiciclo), via Michele Iacobucci, 4; alla presenza di
rappresentanti politici locali e nazionali. La presentazione si terrà
presso i locali dell'agenzia di promozione culturale, in via Roio N°12,
il giorno 26 Aprile, alle ore 17.30. Presenterà il doppio incontro:
Carla Liberatore (Ufficio Stampa VERDI Regione Abruzzo); relatori:
Walter Caporale (Capogruppo Regionale dei VERDI Abruzzo) e Cristiana
Graziani (Gruppo Consiliare VERDI Regione Abruzzo). INFO: Carla
Liberatore Tel 329/4913797 - Cristiana Graziani Tel. 347/0128040
Uff.
Stampa VERDI Regione Abruzzo 0862/4005213 Fax 0862/400215
NOTA DELL'
AUTRICE: Adelina: sono un'ex schiava del sesso, da vittima a
testimonial contro il Racket per aiutare tutte le donne rese schiave da
questo tipo di criminalità. Autrice del libro "Libera … dal racket
della prostituzione", m'impegno ad ogni livello comparendo nei network
locali e nazionali, per raccontare la mia storia, promuovere iniziative
contro il racket e per promuovere il progetto "Tricarico" che consiste
nell'apertura di una casa d'accoglienza per le donne che si ribellano
al racket della prostituzione. Dedico il progetto "Tricarico" a tutte
le forze dell'ordine e in particolare alla Compagnia dei Carabinieri di
Tricarico in provincia di Matera ed in special modo al Maggiore Mario
Tusa del 10° Battaglione Carabinieri di Napoli e al Colonnello Giacomo
Vilardo della regione Basilicata; essendo stati loro stessi degli eroi
del nostro tempo poiché grazie alla loro tenacia dal 1998 al 2002, sono
state sottratte più di 500 donne alla criminalità organizzata e salvate
dalla schiavitù. Quando chiesi al Maggiore Mario Tusa, il 26 novembre
scorso, nell'ambito di una iniziativa in Basilicata, cosa provano loro
Carabinieri quando salvano queste donne, lui rispose: "Per tutto il
lavoro che abbiamo fatto ci ha guidato la mano di Dio, altrimenti non
avremmo potuto svolgere un lavoro così grande a livello nazionale".
Aggiunse ancora: "Tutti i bambini e le donne che abbiamo salvato, li
dedichiamo a nostro Signore Gesù e alla Madonna". Questo è uno dei
principali motivi per cui io dedico il mio progetto al Maggiore Tusa e
al Colonnello Vilardo, anche perché li ritengo un esempio da seguire.
Adelina.
Ufficio Stampa VERDI Regione Abruzzo e Gaya CsF


MANNU, BRABU ANGIUS!
Spiragli di luce al Pala Mandela di Firenze. Gavino Angius, leader della terza mozione presentata all'

ultimo Congresso della Quercia, si richiama alla laicità dello Stato e
critica l'intervento della Chiesa e difende le persone omosessuali,
"che per noi non sono persone innaturali, sono cittadini uguali e che
come tali devono essere rispettati, come accade in tutte le democrazie
del mondo". Secondo Angius i ripetuti inviti delle gerarchie
ecclesiastiche ai politici di rispettare e garantire il magistero della
Chiesa si configurano quasi come una violazione della Costituzione, che
afferma che lo Stato è libero e sovrano. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli ringrazia di cuore il Senatore Gavino Angius
per le belle parole spese in favore della comunità glbt e a tutela
della laicità dello Stato Italiano, laico e sovrano, che non deve
essere sottomesso a nessuna ingerenza politica esterna. Consideriamo
inoltre l'importanza delle parole del Senatore Angius in un contesto di
evidente discriminazione delle persone omosessuali, le cui differenze
vengono colpevolmente considerate un disvalore anziché il valore
aggiunto della comunità glbt e della gran parte della società civile
che ambisce invece ad una cultura delle differenze solidale e di sicuro
arricchimento politico e sociale per tutti. Auspichiamo che l'
appuntamento del Gay Pride Nazionale Unitario del 9 giugno a Roma sia
il momento dell'incontro di tutte le anime accomunate dal desiderio di
ottenere pari dignità, la parità dei diritti e la laicità dello Stato.
Mànnu, brabu Angius!
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Rossana Praitano – Presidente
Sergreteria Politica
tel. 06/5412985
fax 06/5413971
339/7126198


ERO UN VIVISEZIONISTA
Riportiamo un articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal quotidiano inglese "The
Guardian". Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore di questa
pratica, e il perche' continua a esistere e a essere insegnata nelle
universita' come fosse cosa dovuta e normale. Iniziò tutto quando ero
uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente;
iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e
prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle
zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15
anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in
quegli esperimenti. Così sembrava ne valesse la pena. Quando iniziai il
dottorato, dovetti frequentare un corso che insegnava a occuparsi degli
animali sotto anestesia e ucciderli con umanità. Gli esperimenti sugli
animali sono rigidamente normati in Gran Bretagna; è necessaria una
licenza dal Ministero degli Interni e si devono fare esami e test
pratici per dimostrare la propria competenza. Il corso fu spaventoso.
Guardavamo un video su come uccidere gli animali - gente con maschere e
camici da laboratorio che sbattevano gli animali sul lato di un tavolo
o gli spezzavano il collo - e poi discutevamo tranquillamente di etica,
come se tutto avesse senso. Il problema è che non ce l'aveva - ma devo
essermi perso il pezzo in cui ci incoraggiarono a metterlo in dubbio.
Quando iniziai a lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il mio
turno. Eravamo attentamente supervisionati e non ci veniva fatta fretta
di uccidere animali prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo
appropriato. Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti senza
compiere anche l'uccisione. Riuscivo a sentire il battito frenetico del
cuore della cavia quando la presi in mano; non era l'unica ad essere
nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la testa sul lato del tavolo per
tramortirla, poi le tagliai la gola e morì dissanguata. Il rumore del
cranio che sbatte contro il tavolo non mi lascerà mai; 10 anni dopo
sobbalzo ancora quando sento un suono simile. In alcuni laboratori, il
danno psicologico che questa tecnica infligge sullo staff è ben noto e
agli animali viene perciò iniettata una dose mortale di anestetico. Ma
questo è molto più doloroso per l'animale e può danneggiare il tessuto
sul quale si vuole sperimentare. Così li colpivamo sulla testa e
vivevamo con il suono di crani rotti. Presto divenne più facile. Ciò
che all'inizio mi aveva scioccato fu all'improvviso molto normale e
banale. Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro la gola non mi
faceva davvero più effetto. E sembrava non fare alcun effetto a nessun
altro. I colleghi mi dissero che era una strategia del tutto naturale
per farcela, che semplicemente non lo avresti potuto fare senza
razionalizzarlo nella tua testa. Gli amici immaginavano che stavo
facendo sicuramente della ricerca medica che valeva disperatamente la
pena per giustificare un tale comportamento, che stavo per scoprire la
cura per l'AIDS o per le malattie cardiache. La verità è che il lavoro
di ricerca procede spesso per tentativi ed è solo il senno di poi che
ci permette di giudicare quali erano le scoperte utili. Nel frattempo
il palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da parte degli
antivivisezionisti. Un importante leader per i diritti degli animali
stava facendo lo sciopero della fame in prigione. I suoi sostemitori
avevano fatto circolare una lista di accademici che avrebbero ucciso
per vendetta se il leader fosse morto. Eravamo circondati da barriere
di acciaio e da poliziotti a cavallo dalle facce severe. L'auto del
dipartimento aveva uno specchietto su un'asta, così da poter
controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte avere un nemico contro
il quale unirsi rende più facile non mettere in dubbio ciò che si sta
facendo. E una volta che ci sei dentro è difficile uscirne. Quando ebbi
terminato il mio dottorato triennale, me ne andai. Ero diventato un
uomo che pensava fosse normale uccidere animali quotidianamente e non
soffrirne, il che non era esattamente ciò che volevo essere. Un anno
dopo che avevo terminato presi in mano di nuovo una cavia. Era una di
quelle molto pelose, la cui testa e coda erano difficilmente
distinguibili. Non dissi al suo proprietario cosa facevo una volta.
Avevo un irrazionale timore di andare fuori di testa all'improvviso e
colpire il povero animale. Non lo feci, ma dovetti nascondermi le mani,
che tremavano quando lo rimisi giù. Ora mi considero riabilitato. Ho
ucciso solo due animali da allora: un uccello selvatico senza una zampa
e brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto con una mixomatosi.
Entrambe le volte poi ho vomitato di puro orrore. Ma questa è una
reazione naturale e ne sono felice. Fonte:The Guardian, I was a
vivisectionistDa AgireOra Network: www.agireora.org INVIATO DA
Promiseland.it


"IL LIBRO VOLANTE"
Sono usciti,
come supplementi della rivista Il libro volante diretta da Andrea
Panerini, due libri della collana Biblioteca del '900 curata da Tiziano
Arrigoni in collaborazione con l'Archivio storico della Città di
Piombino. I due volumi sono Sulle tracce di Mazzini nell'Europa del
novecento di Tiziano Arrigoni e Garibaldi socialista di Ezio Bartalini.
Sulle tracce di Mazzini nell'Europa del novecento è un saggio
innovativo e non scontato di Tiziano Arrigoni sulle influenze
mazziniane nell'europa novecentesca. "Mazzini è difficile da
classificare ideologicamente e politicamente" scrive un suo recente
biografo, R.Sarti, così come P. G. Zunino, parlando dell'ideologia
fascista, riconosceva a Mazzini "una innegabile poliedricità (che)
aveva fatto del genovese un ispiratore di uomini e tendenze
diversissime". Questo ha fatto in modo che nel novecento il pensiero
mazziniano abbia seguito strade divergenti e talvolta inaspettate. In
base alla documentazione contenuta nel fondo Bartalini dell'Archivio
Storico della città di Piombino, Arrigoni cerca di seguirne alcune, che
dall'Italia portano verso l'Inghilterra e la Turchia. Il nostro viaggio
con Mazzini attraverso il novecento non può non partire da Genova (dove
Bartalini ha trascorso la sua giovinezza), in particolare da un simbolo
della nuova Italia post risorgimentale, ossia quel monumento a Mazzini,
eretto nel Parco della Villetta nel 1882, il Mazzini cantato da
Algernon Charles Swinburne ("Italia, mother of the souls of men…"). Il
percorso ideale prosegue nell'Italia liberale prefascista e nel primo
dopoguerra quando il Mazzini progressista venne in gran parte messo "ai
margini dalla crescita del movimento socialista", tanto che ormai "più
di Mazzini era temuto Marx", così come nella geografia elettorale
italiana i repubblicani mazziniani avevano un seguito consistente solo
in certe aree del paese come la Maremma toscana, la Romagna e le
Marche. Garibaldi socialista è una raccolta di articoli che Ezio
Bartalini, pubblicista socialista, pubblica tra gli anni quaranta e
cinquanta del novecento per analizzare e commemorare la figura del
grande condottiero italiano. Un Garibaldi laico e socialista è il filo
conduttore che attraverserà gli scritti di Ezio Bartalini sul generale
fin dagli inizi del secolo e che riproporrà anche sull' "Ordine Nuovo"
di Gramsci, associando il socialismo di Garibaldi a quello di Mazzini.
A questo proposito poneva l'accento sopra alcuni aspetti della
biografia di Garibaldi, in particolare l'incontro con il gruppo di
socialisti sansimoniani, guidati da Emile Barrault, a bordo della nave
"Clorinda" che li trasportava a Costantinopoli nel 1833. Il gruppo
costituiva la cosiddetta "Mission des compagnons de la femme" e cercava
una nuova terra dove poter sperimentare la "religione" sansimoniana.
Un'opera preziosa e non comune riesumata grazie al paziente lavoro di
Tiziano Arrigoni che intende in questo modo onorare i bicentenario
della nascita di Giuseppe Garibaldi. Ogni supplemento è ordinabile
presso l'editrice La Bancarella (www.bancarellaweb.eu -
labancarella@aruba.it) al prezzo di euro 6,00 per le copie cartacee e
di euro 3,00 per i volumi in formato e-book. Prossimamente per la
collana Biblioteca del '900 curata da Tiziano Arrigoni (supplementi
alla rivista Il libro volante diretta da Andrea Panerini) testi
preziosi e talvolta inediti di Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Garibaldi,
Pietro Nenni, Ada Negri, Antonio Gramsci e molti altri...
Supplementi
al n. 1 de Il libro volante
Dir. Resp. Pino Bertelli
Direttore Andrea
Panerini


RESENTA: "ROBOTIKA"
siluri transfasici, (straccetti di)laicità e pari opportunità!
MARTEDI' 24 APRILE, AUDITORIUM FLOG Via Mercati, 24/b Firenze Con Ravamarah e
Bigsur dj Staff Kupidoidi Cyborg Venus Freak Performance…. Durante la
serata, promozione campagna UNO STRACCIO DI LAICITA' a tutti/e/* coloro
che lo vorranno, sarà dato uno straccetto "di laicità"! APERTURA CASSA
ORE : 22.30 INGRESSO : 10,00 Euro Ridotto : 8,00 Euro Soci/e/* ARCI
Ridotto speciale : 5,00 Euro Soci/e/*
Azione gay e lesbica


NESSUNO TOCCHI CAINO 21.04.2007
PENA DI MORTE. I RADICALI SULLA MORATORIA - 19
aprile 2007: i soggetti dell'area radicale Nessuno tocchi Caino,
Radicali Italiani, Partito Radicale Transnazionale e Associazione
Coscioni hanno emesso il seguente comunicato: "Con lo sciopero della
fame ad oltranza, giunto oggi al terzo giorno, di Marco Pannella,
Sergio D'Elia, Valter Vecellio, Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Lucio
Bertè, chiediamo al Governo italiano di ottemperare ai mandati ricevuti
e agli impegni assunti presentando una risoluzione per la moratoria
universale all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso
patrocinata, oltre che dall'Italia e altri paesi europei, dai paesi
rappresentativi di tutti i continenti che ne condividono l'obiettivo.
E' infatti assolutamente opportuno che si connoti non come iniziativa
dell'UE in quanto tale, rischiando di relegare in tal modo l'
universalità della richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più
presentabile e degno di tale grande obiettivo. Diamo atto con
soddisfazione al Sottosegretario Stefano Boco della chiarezza politica
e correttezza istituzionale con cui oggi a Montecitorio ha inteso
intervenire, a nome del Governo, sulla questione della moratoria Onu
delle esecuzioni capitali, questione che ha palesato anche un
atteggiamento irrituale e costituzionalmente poco corretto del Governo
nei confronti del Parlamento. Intervenendo in sede di replica al
dibattito generale sulla abolizione della pena di morte dalla
Costituzione, Boco ha detto due cose importanti: la prima, che il
Governo è tenuto ad "attuare e non interpretare le scelte del
Parlamento", chiaramente e unanimemente volte alla presentazione all'
Assemblea Generale dell'Onu in corso di una risoluzione sulla
moratoria; la seconda, che il Governo italiano non è assolutamente
vincolato a un preventivo "consenso europeo", anzi deve essere il
"locomotore" dell'iniziativa all'Assemblea generale dell'Onu. Lo stesso
Segretario Generale Ban Ki-moon ha ribadito ! ieri il suo sostegno
"all'iniziativa del Governo italiano di presentare la proposta
all'Assemblea Generale Onu perché sia raggiunta una moratoria globale
sulla pena di morte", invitandolo – e questo è sicuramente molto
significativo - a "rafforzare e moltiplicare le consultazioni con gli
altri Paesi membri dell'Onu per raggiungere il sostegno necessario."
Altro che "consenso europeo" del quale sentiamo parlare da fonti
governative anche rispetto alla prossima riunione del Consiglio Affari
Generali dell'UE prevista per il 23 aprile. Già in parlamento si
precisò dovesse trattarsi di mera CONSULTAZIONE. Il "consenso europeo"
sarebbe un'artificiosa preclusione alla universalità dell'iniziativa di
sapore almeno eurocentrico se non proprio avvertibile come paleo o neo
colonialistico."
MORATORIA. BAN, ITALIA MOLTIPLICHI CONSULTAZIONI CON
MEMBRI ONU - 18 aprile 2007: "Mi auguro che il Governo italiano e la
delegazione italiana alle Nazioni Unite possano rafforzare e
moltiplicare le consultazioni con gli altri Paesi membri dell'Onu per
raggiungere il sostegno necessario" all'iniziativa per la moratoria
sulla pena di morte. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni
Unite, Ban Ki-Moon, intervenendo di fronte alle commissioni Esteri
riunite di Camera e Senato a Montecitorio. Ban ha ricordato di avere
"accolto con favore l'iniziativa del Governo italiano di presentare la
proposta all'Assemblea Generale Onu perché sia raggiunta una moratoria
globale sulla pena di morte". "Ho dato il pieno sostegno a questa
tendenza della comunità internazionale perché venga abolito del tutto
il sistema che prevede la pena di morte, credo che la vita umana sia un
bene prezioso da salvaguardare", ha aggiunto l'ex ministro degli Esteri
sudcoreano. A seguito delle dichiarazioni del Segretario generale Onu,
Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e Deputato della Rosa
nel Pugno, in sciopero della fame ad oltranza dal 16 maggio con Marco
Pannella, Valter Vecellio, Guido Biancardi, Claudia Sterzi e Lucio
Bertè per la presentazione della risoluzione pro moratoria
all'Assemblea Generale dell'ONU in corso, ha diffuso il seguente
comunicato: "Il Governo italiano si faccia forte, dopo le delibere
unanimi del Parlamento italiano, quella a stragrande maggioranza del
Parlamento europeo, le manifestazioni di opinione pubblica come la
Marcia di Pasqua e le iniziative nonviolente che i radicali stanno
conducendo da tempo, e dall'altro ieri con lo sciopero della fame ad
oltranza, si faccia forte dicevo, ora anche delle parole del Segretario
Generale dell'ONU Banki-Moon il quale ha detto di sostenere
l'iniziativa del Governo italiano all'Assemblea Generale per la
moratoria universale delle esecuzioni capitali e accolga l'invito a
rafforzare e moltiplicare le consultazioni con i membri dell'Onu e
quindi a non cercare solo il consenso europeo."
MORATORIA. D'ALEMA,
RISOLUZIONE PASSA PER CONSENSO UE - 17 aprile 2007: al Consiglio
Europeo Affari Generali (Cagre) di lunedì 23 aprile a Bruxelles, si
verifichera' se vi e' un consenso europeo per presentare adesso
all'Assemblea Onu la risoluzione sulla moratoria per la pena di morte
oppure se attendere la prossima sessione a settembre. E' quanto ha
spiegato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema a margine della sua
visita ad Algeri. "Siamo impegnati a raccogliere le adesioni attorno
alla dichiarazione europea - ha detto il titolare della Farnesina
descrivendo i passi nei quali e' impegnata l'Italia. I Paesi Ue hanno
presentato una dichiarazione per l'abolizione della pena di morte e
intanto per la moratoria delle esecuzioni intorno a questa
dichiarazione si vanno raccogliendo le adesioni che attualmente sono
arrivate a 89, una quota elevata anche se ancora non raggiunge la
maggioranza assoluta dei paesi membri dell'Onu". "La prima condizione
e' questa -ha sottolineato D'Alema- se noi avremo un'adesione molto
larga e nettamente maggioritaria questo certamente aprira' la strada
perche' poi la risoluzione possa essere adottata dall'Assemblea
generale dell'Onu. Nello stesso tempo abbiamo posto in sede europea
l'urgenza della presentazione della risoluzione. Si tratta di decidere
se ci sono le condizioni per avere un consenso europeo e presentare la
risoluzione nel corso dell'attuale sessione dell'Assemblea generale,
oppure se attendere la prossima sessione a settembre. Questa credo
sara' fondamentalmente la discussione che si sviluppera' lunedi' al
Consiglio Affari Generali.
KAZAKISTAN. LE INIZIATIVE DI NESSUNO TOCCHI
CAINO PRESENTATE ALL'EURASIA MEDIA FORUM AD ALMATY - 18 aprile 2007: Il
presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, inaugura giovedì 19
aprile ad Almaty lo Eurasian Media Forum, tre giorni di discussione
dedicati alla politica internazionale con la partecipazione di politici
ed esperti di tutto il mondo.
L'agenda include in particolare i temi
della sicurezza, dell'energia e della libertà dei media. Nel corso
della prima sessione, dedicata al futuro dell'Iraq e presieduta dal
produttore di Al Jazeera per gli Stati Uniti Riz Khan, Antonio Stango a
nome di Nessuno tocchi Caino illustrerà l'iniziativa "Nessuno tocchi
Saddam" e la campagna per una moratoria universale della pena di morte.
Intervengono fra gli altri l'ex Primo Ministro della Federazione Russa
Evgeny Primakov, l'ex ministro per i diritti umani dell'Iraq Bakhtiar
Amin, il deputato britannico George Galloway, il giornalista israeliano
Tzvi Yehezkeli, Richard Perle, già sottosegretario alla Difesa degli
Stati Uniti, e Richard Holbrooke, ambasciatore degli Stati Uniti all'
ONU nel periodo 1999-2001. In Kazakhstan è in vigore la moratoria delle
esecuzioni dal 2003. I prigionieri dei bracci della morte sono 28. Nel
corso di diversi incontri promossi da Nessuno tocchi Caino nell'ultimo
anno, le autorità di governo si sono dimostrate disponibili a sostenere
le iniziative del governo italiano per la moratoria alle Nazioni Unite,
anche se il Kazakhstan non ha ancora firmato la Dichiarazione di
Adesione indirizzata alla Presidenza dell'Assemblea Generale.
AFRICA.
RUANDA FIRMA LA DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA - 16 aprile 2007: l'ex
Rappresentante Speciale dell'Ue per la Regione dei Grandi Laghi, Aldo
Ajello, incaricato dal Governo italiano di trovare sostegni in Africa
all'iniziativa contro la pena di morte, ha convinto il governo ruandese
a firmare la dichiarazione internazionale sulla moratoria delle
esecuzioni in vista l'abolizione della pena di morte. Lo rende noto
"Nessuno tocchi Caino", che riporta un articolo del quotidiano ruandese
"The New Times" del 15 aprile. "Ho discusso la questione della firma da
parte del Ruanda con il Presidente Kagame, che sostiene il processo",
ha detto Ajello, aggiungendo che la firma della dichiarazione vedrà il
Ruanda unirsi a una lunga lista di paesi che riconoscono il valore dell'
iniziativa umanitaria. Ajello ha notato che "oltre a porre il Paese in
una miglior posizione globale rispetto alle riforme giudiziarie, l'
adesione all'iniziativa di NtC aiuterà il paese a fare le riforme
necessarie per assicurare alla giustizia i responsabili del genocidio
del 1994." Il cambiamento interno consentirà ai paesi che hanno
arrestato responsabili del genocidio ma che sono contrari alla pena di
morte di estradarli in Ruanda. L'adesione alla iniziativa per la
moratoria universale della pena di morte avviene in un momento in cui
il Ruanda sta per approvare in Parlamento una legge per l'abolizione
della pena di morte. Questa settimana, due commissioni per i diritti
umani, in Kenia e in Nigeria, hanno esortato i loro governi a muoversi
in senso abolizionista. Il 16 aprile, la commissione nigeriana
presidenziale sulla riforma dell'amministrazione della giustizia ha
presentato al presidente Olusegun Obasanjo una serie di
raccomandazioni, che comprendono la liberazione per chi è nel braccio
della morte da più di 15 anni e la revisione dei casi per chi si trova
nel braccio da più di 10 anni, oltre che per gli ammalati e per chi ha
disturbi mentali. La commissione propone inoltre la commutazione in
ergastolo per tutti gli altri condannati a morte e il rilascio per
tutti i detenuti da più di cinque anni i cui fascicoli sono andati
persi. "E' necessaria una moratoria ufficiale sulla pena di morte",
aggiunge Olawale Fapohunda, Segretario della Commissione. "La
Costituzione consente la condanna capitale, ma stiamo studiando come la
carta fondamentale possa essere cambiata per commutare tutte le
condanne a morte in ergastolo, così come è successo in Sudafrica",
spiega Fapohunda. Anche in Kenia, in un documento rilasciato il 18
aprile, la Commissione Nazionale per i Diritti Umani (KNCHR),
raccomanda al governo di abolire la pena capitale. Il Parlamento del
Kenya dovrebbe con urgenza muovere passi per abolire la pena di morte
nel paese, inoltre un provvedimento presidenziale dovrebbe sospendere l'
esecuzione di condanne capitali già emesse per poi commutare in
ergastolo le condanne dei prigionieri del braccio della morte. Queste
sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento Position
Paper n°2/2007 della KNCHR. Istituita dal Governo nel 2002, la
Commissione ha il compito di sviluppare promozione e protezione dei
diritti umani nel paese, formulando sul tema raccomandazioni all'
esecutivo. Per la Commissione, il Parlamento dovrebbe emendare le leggi
che attualmente consentono la pena di morte, incluse le sezioni 204, 40
(3) e 296(2) del codice penale, i capitoli 63 e 75 della Laws of Kenya,
il codice di procedura penale, oltre ad alcune parti del Bill of Rights
della Costituzione keniana.

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Jennifer Aniston premiata ai GLAAD

Jennifer Aniston, ex-star di Friends che abbiamo di recente rivisto in Ti odio, ti lascio, ti... è stata insignita sabato a Los Angeles del Vanguard Award ai diciottesimi GLAAD Awards. La Gay and Lesbian Alliance Againts Defamation premia infatti ogni anno con questo premio gli artisti che, indipendentemente dalla loro inclinazione sessuale, abbiano “incrementato la visibilità e la comprensione delle comunità lesbiche, gay, bisex e trans-gender.” Ritirando il premio Jennifer ha detto: “Penso che sia importante che continuiamo a riflettere col nostro lavoro il complesso tessuto dell'umanità che ci circonda.” Tra gli altri premiati della serata, il film Little Miss Sunshine e la tennista Martina Navratilova.
Guarda il contributo del 2006 di Liza Minnelli ai GLAAD


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20 aprile 2007

news 20 aprile

IL GRUPPO VERDI ABRUZZO E GAYA CsF, PRESENTANO:
ADELINA, LA SUA STORIA, IL SUO LIBRO.
Adelina è ragazza albanese rapita a due passi da casa, dal raket della
prostituzione, quand'era ancora un'adolescente, portata in Italia,
costretta a prostituirsi, violentata, torturata e seviziata in ogni
maniera. Adelina è fuggita dai suoi aguzzini, denunciandoli, e racconta
la sua storia nel libro: "LIBERA …. Dal raket della prostituzione",
redatto da "Iaculano Editore", costo 12 euro. L'evento verrà annunciato
in conferenza stampa il giorno 24 aprile 2007, ore 11.30, presso la
sala Ignazio Silone Regione Abruzzo (Palazzo dell'Emiciclo), via
Michele Iacobucci, 4; alla presenza di rappresentanti politici locali e
nazionali. La presentazione si terrà presso i locali dell'agenzia di
promozione culturale, in via Roio N°12, il giorno 26 Aprile, alle ore
17.30. Presenterà il doppio incontro: Carla Liberatore (Ufficio Stampa
VERDI Regione Abruzzo); relatori: Walter Caporale (Capogruppo Regionale
dei VERDI Abruzzo) e Cristiana Graziani (Gruppo Consiliare VERDI
Regione Abruzzo). INFO: Carla Liberatore Tel 329/4913797 - Cristiana
Graziani Tel. 347/0128040
Uff. Stampa VERDI Regione Abruzzo
0862/4005213 Fax 0862/400215
NOTA DELL'AUTRICE: Adelina: sono un'ex
schiava del sesso, da vittima a testimonial contro il Racket per
aiutare tutte le donne rese schiave da questo tipo di criminalità.
Autrice del libro "Libera … dal racket della prostituzione", m'impegno
ad ogni livello comparendo nei network locali e nazionali, per
raccontare la mia storia, promuovere iniziative contro il racket e per
promuovere il progetto "Tricarico" che consiste nell'apertura di una
casa d'accoglienza per le donne che si ribellano al racket della
prostituzione. Dedico il progetto "Tricarico" a tutte le forze dell'
ordine e in particolare alla Compagnia dei Carabinieri di Tricarico in
provincia di Matera ed in special modo al Maggiore Mario Tusa del 10°
Battaglione Carabinieri di Napoli e al Colonnello Giacomo Vilardo della
regione Basilicata; essendo stati loro stessi degli eroi del nostro
tempo poiché grazie alla loro tenacia dal 1998 al 2002, sono state
sottratte più di 500 donne alla criminalità organizzata e salvate dalla
schiavitù. Quando chiesi al Maggiore Mario Tusa, il 26 novembre scorso,
nell'ambito di una iniziativa in Basilicata, cosa provano loro
Carabinieri quando salvano queste donne, lui rispose: "Per tutto il
lavoro che abbiamo fatto ci ha guidato la mano di Dio, altrimenti non
avremmo potuto svolgere un lavoro così grande a livello nazionale".
Aggiunse ancora: "Tutti i bambini e le donne che abbiamo salvato, li
dedichiamo a nostro Signore Gesù e alla Madonna". Questo è uno dei
principali motivi per cui io dedico il mio progetto al Maggiore Tusa e
al Colonnello Vilardo, anche perché li ritengo un esempio da seguire.
Adelina.

ARCIGAY "ANTINOO" DI NAPOLI, AL CAPRI FILM FESTIVAL
E' centrato sul tema della diversità -
con lo slogan "La diversità: diversi ma uguali" – la prima edizione del
Capri Film Festival (http://www.caprifilmfestival.it), che dal 19 al 21
aprile porterà sull'isola azzurra decine di cortometraggi in un
concorso per giovani registi che ha come presidente di giuria la
regista Liliana Cavani. La tematica della diversità è stata fortemente
voluta dagli organizzatori del festival per la sua attualità ma anche
per l'innegabile rapporto con l'isola, che proprio sul mito della
diversità ha costruito nel tempo la sua fortuna. Nel corso della
mattinata di venerdì 20 aprile, presso l'auditorium del Palazzo
Congressi di Capri, sede del festival, in vico Sella Orta, 3, si
parlerà anche di omosessualità con un dibattito a cui interverrà tra
gli altri, il presidente dell'Arcigay di Napoli Salvatore Simioli e
vedrà la partecipazione degli studenti delle Scuole Superiori dell'
isola. "Nelle scuole italiane spesso i ragazzi che sono o sembrano
essere omosessuali sono emarginati ed oggetto di prevaricazioni ed
aggressioni", afferma Salvatore Simioli, "Avere l'occasione di
discutere con gli studenti delle superiori di diversità durante il
festival del cinema di Capri può essere quindi un utilissimo contributo
alla formazione delle nuove generazioni al valore del rispetto dell'
altro".



L' Open Mind, centro di iniziativa gay lesbica bisessuale e transessuale, ritiene inaccettabile
l'ordine del giorno del consiglio comunale di Catania, avente come
oggetto la manifestazione del family day che si svolgerà a Roma il 12
Maggio, col quale si impegna l'amministrazione comunale ad aderire alla
manifestazione in rappresentanza dell'intera città di Catania. Non ci
sentiamo rappresentat* come persone GLBT da esponenti di partiti del
Centro Destra che, in difesa della famiglia "normale", discriminano le
altre forme di relazioni e affettività possibili. Diffidiamo l'
amministrazione comunale ad aderire al family day, evento che raggruppa
la parte più retriva, omofoba, e fascista del panorama politico
"civile" del nostro paese. Reputiamo falsa e ipocrita che il pensiero
discriminatorio e omofobo possa rappresentare l'INTERA città di
Catania. Nella nostra città vivono persone libere e democratiche che
non possono essere rappresentate dai fautori di tale pensiero. Se
qualcuno di questi esponenti politici volesse aderire al family day, lo
faccia privatamente, e non in rappresentanza della città. Catania non
merita un simile affronto. OPEN MIND centro di iniziativa gay lesbica
bisessuale transessuale via gargano 33, 95129 – Catania tel./ fax
095.532685 - www.openmind.too.it


VERDI PER AREZZO
Si terrà venerdì 20 Aprile alle ore 21.15 presso il Circolo
Culturale Aurora in piazza S. Agostino n 20 ad Arezzo un incontro,
promosso dai Verdi, con il giovane regista torinese Daniele Salaris,
(http://www.myspace.com/danielesalaris) che presenterà il suo ultimo

documentario "Fuori Fuoco". Si tratta di tre episodi di difficile
confronto tra diverse identità: etnica, religiosa, politica e di
orientamento sessuale. Quattro ragazze lesbiche israeliane parlano
della loro esperienza nell'esercito; un gruppo di religious queers si
riunisce da tutto il mondo in occasione del World Pride ridimensionato
a causa della guerra contro il Libano; un gay arabo racconta se stesso
davanti allo specchio, prima di
esibirsi nella sua performance da drag
queen. Tre mondi e tre modi di vivere una terra così difficile, quella
israelo-palestinese. Otre al regista saranno presenti Fabio Roggiolani,
Consigliere Regionale, Pilar Mercanti, Presidente Commissione Pari
Opportunità della Provincia, Marco Tulli Co-portavoce Verdi Arezzo.


COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
IL GESU' DI BENEDETTO XVI
Sabato 21
Aprile 2007 - Ore 17.00: «Ho voluto fare il tentativo di presentare il
Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero
e proprio» una figura
«storicamente sensata e convincente». Questo è
quello che il papa ha detto nel presentare il libro che pubblica il 16
aprile. Parlandone insieme vedremo se ci è davvero riuscito o se,
invece, magari senza volerlo, ha creato le premesse per una serie di
argomentazioni che possono aiutarci quando sosteniamo il nostro pieno
diritto di dirci cattolici pur non condividendo affatto molte
affermazioni che il Magistero fa quando parla delle nostre vite.
Gruppo
del Guado - Cristiano Omosessuali Milano Via Soperga 36 (MM1 Loreto,
MM2 Caiazzo, MM3 Centrale) Telefono: 346 308 19 01 - www.gaycristiani.
it


" EFFETTO SERRA SULLE "PROSTITUTE"
La ricetta repressiva e regolazionista-oppressiva proposta in tema di
"prostituzione" dal prefetto di Roma, Achille Serra, è pregiudizievole,
irresponsabile, autoritaria e, soprattutto, pericolosa e storicamente
superata. I clienti non si "scoraggeranno" con dei semplici divieti
normativi, specie se protendono a soluzioni regolazioniste, dato che il
fenomeno è essenzialmente culturale e di costume. Ridurre un fenomeno,
che assomma in sé atti di abietta e "libera" violenza, a tema di decoro
e di ordine pubblico, prevedendo rebus sic stantibus soluzioni
cooperativistiche, è faciloneria e moralismo. Propagandare le false
"ricette miracolose" d'oltralpe è abuso della fede pubblica. L'
"insofferenza della gente" e lo sfruttamento si possono validamente
affrontare e risolvere già oggi; manca semplicemente la volontà
istituzionale, degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine.
Parlare in questo modo, infine, del delicato tema delle MTS (Malattie
Sessualmente Trasmissibili) è un censurabile atto di attentato alla
salute pubblica da crassa ignoranza. Noi donne e "prostitute" temiamo
per la nostra incolumità e denunciamo pubblicamente chi, come il
prefetto Serra, cerca di istituzionalizzarci come oggetti di sfogo
maschile e macchine da soldi per chi ci sfrutta. Speriamo che il
prefetto si ravveda e si convinca a confrontarsi finalmente anche con
noi. AGENZIA SULLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO Roma, 13:43 -
PROSTITUZIONE: SERRA, VIETARLA IN STRADA, SI' A ZONE DEDICATE - Una
modifica normativa al codice penale che vieti l'esercizio della
prostituzione in strade e piazze. L'ha proposta il prefetto di Roma,
Achille Serra, durante i lavori della conferenza regionale sulla
sicurezza. Una modifica di questo tipo - ha spiegato Serra - "utile a
scoraggiare i clienti", ma sopratutto "a ripristinare condizioni di
decoro per le vie della citta'", lascerebbe spazio ad alternative come
"la nascita' di cooperative tra donne e l'individuazione di zone
particolari per garantire le minime condizioni di decoro, come avviene
peraltro in molte altre metropoli europee". Si tratta di soluzioni - ha
concluso il prefetto - che potrebbero anche assicurare "una limitazione
all'insofferenza della gente; una riduzione dello sfruttamento della
prostituzione; l'azzeramento del problema della clandestinita' legata
al fenomeno; la garanzia di minime condizioni igieniche, tenendo sotto
controllo pericolose malattie infettive".
Ufficio Stampa Co.Di.Pe.P. –
ROMA (Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute). Contatto
Stampa: Ornella Cell.: 347 18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.com


COMUNICAZIONE ARCIGAY SALUTE
CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN STUDIO LGBT
UNIVERSITA' DI BOLOGNA
Un'iniziativa molto interessante per chi
desidera approfondire a livello scientifico le tematiche LGBT. Vi
segnalo che l'Università di Bologna ha approvato il Corso di Alta
Formazione "Welfare state e cittadinanza: gay, lesbiche, bisex,
trans
(GLBT)": http://www.unibo.it/NR/exeres/097124C8-F780-43A4-8856-
F0EED1FD8336.htm?WBCMODE=PresentationUnpublished
Gli insegnamenti sono:
Sociologia delle sessualità; Psicologia della salute e del rischio;
Identità e coming out in gay, lesbiche, bisessuali e trans; Servizi
socio-sanitari dedicati; Salute e MTS (malattie sessualmente
trasmissibili). Scadenza pre-iscrizioni: 17 maggio
Monte-ore: 125
Costo: 400 euro. Benché sperimentale e con ulteriori spazi di
miglioramento, ci pare già ora un'iniziativa davvero importante e da
sostenere. Maggiori info (obiettivi, docenti, modalità didattiche e di
ammissione, contatti) qui: http://www.modidi.net/lgbt/locandina.pdf -
Raffaele Lelleri Responsabile nazionale Salute e Diversità di Arcigay


ABUSI SESSUALI, STUPRI, SILENZI, CONNIVE NZE E LA NOSTRA FORTE E
DETERMINATA RIBELLIONE
Mentre all'Università di Verona si indottrina
alla "normalità": maschio possiede donna, eterosessualità normativa e
schifezze similari con un ciclo di conferenze organizzato dal collegio
universitario Don Nicola Mazza (e vale pure 2 CFU! I prodigi della
Moratti non finiscono mai di stupire) http://www.collegiomazza.
it/news/news.asp?idnews=161 gli abusi, anche e specie sessuali, a danno
delle donne vengono perpetratri liberamente dai maschietti in dolce
connivenza culturale e di sitema. Vi preghiamo di unirvi al nostro
grido di ribellione e speriamo di avervi presenti insieme a noi alla
manifestazione di Bologna. - COMUNICATO STAMPA MFPR – PALERMO- VIOLENZA
CHE OFFENDE, CHE UMILIA, CHE SCHIACCIA, CHE UCCIDE! E ancora vittime,
ogni giorno, donne adulte, donne giovani, piccole donne come la
giovanissima tredicenne di Taranto che si e'uccisa ieri gettandosi nel
vuoto da un balcone schiacciata da una vita diventata insopportabile,
una piccola vita distrutta dagli abusi sessuali subiti, dal non essere
creduta dalle istituzioni che l'avrebbero dovuta proteggere, difendere
e invece l'hanno uccisa imprigionanadola in un istituto perchè
considerata fragile psichicamente. Ma e' appena di alcuni giorni fa un'
altra notizia dell'arresto di un uomo, in provincia di Palermo, che per
anni aveva violentato la figlia, oggi di appena otto anni. Siamo
arrabbiate, indignate! Dinanzi all'aumento sempre maggiore di gravi
episodi di violenza, di abusi sessuali non possiamo non sentirci ancora
di più tutte violentate, tutte offese! E' questa società marcia che
genera la violenza contro le donne, che le stupra, che le uccide,
creando contro di esse un clima da moderno medioevo, le violenze che
toccano tutte le donne sono la punta di un'attuale situazione di
peggioramento generale delle loro condizioni di vita, di continua
oppressione, di un riaccentuarsi del maschilismo che tocca tutte le
donne. Che ogni episodio di violenza trovi forte la nostra denuncia e
protesta! Non e' possibile lottare contro la violenza verso le donne
senza lottare per rovesciare questo sistema sociale cha la alimenta. In
questa lotta vogliamo mobilitarci per conquistare le donne alla lotta
organizzata, per trasformare