news 27 febbraio
L'ALTRO MARTEDI'
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 27 febbraio dalle ore 22.35 alle ore 23.30
Presenta: Grazie dei Finocchi Puntata speciale di Like a Rolling Stonewall
dedicata ad aneddoti e musica a diporto fra le presenze gay & lesbo nella storia del
Festival di Sanremo a cura di Piergiorgio Pardo
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it
COMUNICATO STAMPAnBologna, 26 febbraio 2007
DICO: ARCIGAY, IN PARLAMENTO UN VOTO BIPARTISAN COME SUL DIVORZIO
"I
parlamentari eletti con l'Unione hanno il dovere morale e politico di
rispettare l'impegno scritto nel programma per una legge sulle coppie
di fatto. I laici del centrodestra hanno un'opportunità di
differenziarsi dalla melassa clerico-qualunquista che li circonda". Il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, lancia un appello
bipartisan ai parlamentari, anche dopo le parole del segretario della
DC per le Autonomie, Gianfranco Rotondi, che ha dichiarato di stare
preparando una proposta "che sarà gradita dalla Cei ad Arcigay".
"Questo parlamento - prosegue Lo Giudice - può compiere uno scatto d'
orgoglio costruendo una legge di stampo europeo sulle unioni civili, a
partire dalla proposta Pollastrini poi disossata in corso d'opera. "Si
faccia come ai tempi del divorzio, quando una maggioranza trasversale
di parlamentari seppe neutralizzare gli attacchi reazionari delle
destre più integraliste e del Vaticano. "Alcune voci già si levano in
questa direzione: noi siamo disponibili a confrontarci da subito con
quei parlamentari del centrodestra, da Gianluca Rotondi a Chiara
Moroni, che vogliano aiutare l'Italia ad entrare nella modernità".
Ufficio stampa Arcigay
COMUNICATO STAMPA
PRODI: DICEVO
Com'era
prevedibile la crisi del Governo giocatasi sulle linee di Politica
estera sembra rientrare attribuendo la responsabilità alla sinistra più
radicale e approfittando dell'occasione ghiotta per imbavagliarla. I
dodici punti che Prodi pone come irrinunciabili del programma di
Governo ridisegnano l'asse dell'azione politica rafforzando il Premier
e centrando l'attenzione su "liberalizzazioni", "politica estera",
"sostegno alla famiglia", "riforma delle pensioni"... Elementi che in
un qualsiasi Paese europeo caratterizzano politiche di centro destra
divengono in Italia il presupposto per la prosecuzione del fragile
Governo di centro sinistra e per non farci ripiombare nella barbarie
personalistica di Berlusconi. Una cosa è certa tra i punti controversi
che Prodi considera irrinunciabili oltre a qualsiasi riferimento a
politiche ambientali e sociali non ci stanno i diritti delle coppie di
fatto. Le già timidissime e inadeguate proposte governative vengono
sacrificate sull'altare dell'allargamento al centro, nel silenzio della
sinistra bastonata. Un Governo che per sopravvivere perde l'anima, e
rinuncia ad una parte del programma per il quale è stato votato meno di
un anno fa ci lascia profondamente perplessi e ci fa ritenere
quest'esperienza di corto respiro e di povero slancio ideale. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli intende rafforzare e
intensificare la sua mobilitazione politica per la promozione dei
diritti civili per le persone omosessuali e transessuali nel nostro
Paese, senza fare sconti ad una classe politica che si ostina a
considerarci cittadini di serie B e a non ritenere le nostre richieste
prioritarie e caratterizzanti per l'azione di un governo riformista.
Invitiamo quindi tutti ad una forte partecipazione di massa alle
manifestazione nazionale del 10 marzo e al Pride Nazionale del 9 giugno
a Roma. perché ancora una volta non siamo noi a pagare con l'oblio.
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone
349.73.55.715
(CIERRE)
Cronache Ribelli
a cura di Cinza Ricci Gaya
CsF
DICO che???
Non un numero tatuato sul braccio, ma quattro lettere:
"DICO", come la nota catena di Discount alimentari... e non si
vergognano neanche un po'. Già lo sapevamo, almeno dai tempi della
presentazione del programma dell'Unione, in piena campagna elettorale.
E lo sapevamo anche da prima, da quando abbiamo capito che qualcuno coi
PACS aveva trovato il modo di prosperare a spese dei contribuenti. Lo
sapevamo e l'avevamo detto: avete fallito, avete sbagliato, scollate il
vostro tronfio didietro da quelle dannate poltrone, tornatevene a casa!
Ma niente, perché in Italia a far critica, a dire le cose come stanno,
ci si ritrova sempre soli, fatti fuori a suon d'insulti e canzonature,
bollati come iettatori, invidiosi, disfattisti. Poi, a danni fatti,
ecco le belle addormentate cadere dal pero - ecco l'ovino gregge
torcersi, tarantolato, strapparsi le vesti e i capelli, gridare allo
scandalo. Ma quale scandalo??? Nemmeno la decenza di stare zitti.
Questo disegno di legge non è soltanto un insulto umiliante che offende
il buon senso e l'intelligenza delle persone etero ed omosessuali
(almeno quelle che ne sono dotate), non è soltanto un marchio infamante
con il quale s'intende dividere i cittadini tra buoni cattolici
eterosessuali che hanno in mano la salvezza dell'umanità e cattivi
miscredenti degenerati che vogliono farla a pezzi, è qualcosa che
avalla le ideologie e le pratiche sempre più vessatorie, discriminanti
e violente messe in atto contro ogni forma di dissenso, diversità e
difformità. È un artificio ridicolo che ci farebbe sganasciare dal
ridere se non fosse ad un passo dal diventare legge dello Stato! È un
pastrocchio ipocrita, pernicioso e inutile che serve solo a porre
ulteriori veti e limitazioni (ad esempio alle agevolazioni e alle
tutele sul lavoro attualmente previste in alcuni contratti collettivi),
a sancire definitivamente il primato dei privilegi sui diritti,
l'affermazione di una cultura anche giuridica che impone disparità e
disuguaglianze con lo scopo dichiarato di accontentare i voleri della
corte Papale, con o senza sottana. Non può e non vuole tenere in alcun
conto le questioni di merito, di principio, i diritti, la realtà
tremenda che milioni di cittadini sono costretti a vivere
quotidianamente, le necessità di quelle coppie soprattutto omosessuali
(forse la maggioranza) che sono costrette a vivere separate, magari in
città diverse, per nascondere il proprio orientamento affettivo o per
motivi di lavoro, studio, famiglia, perché impossibilitate
economicamente a fare scelte diverse o per qualunque altra ragione - e
a tutti, fermamente contrari o falsamente favorevoli, sta bene così.
Questo schifo di legge fa comodo, fa il gioco di molti nei palazzi del
Governo e del Vaticano - ecco perché, nonostante i numeri e le
dichiarazioni ridondanti di catastrofismo, non è escluso che sia
approvata. Se lo sarà, noi che non contiamo nulla, che siamo carne da
macello, zerbini, potremo scordarci per lunghissimo tempo anche solo la
speranza di ottenere una qualche forma di risarcimento per i guasti che
ne ricaveremo. In quanto a Grillini, De Simone, Luxuria & Co., dentro e
fuori il teatrino, farebbero meglio a preparare le valigie - approvata
la legge, più nessuno si spiegherà cosa ci stanno a fare là dentro e su
nient'altro che ci riguardi potranno aprir bocca. In ogni caso,
approvata o meno che sia questa legge sciagurata, pare che continueremo
a non poter mettere le nostre vite nelle mani di chi vogliamo, come
vogliamo. Pare che dovremo ancora chiedere il permesso per sederci
accanto alla persona che amiamo, pare che dovremo ancora vergognarci,
scusarci per non essere come gli altri. Pare che dovremo ancora vivere
senza diritti, sapendo che un colpo di vento, o uno starnuto, può
spazzarci via, in ogni momento... Ecco tre esempi pratici.Se la persona
che amiamo dovesse sentirsi male, la nostra parola e la nostra
esistenza continuerà a non valere nulla - dovremo prostrarci di fronte
ai primari delle strutture ospedaliere affinché ci permettano di
assisterla e se questi, a causa delle proprie convinzioni politiche o
religiose non dovessero consentircelo, dovremo rassegnarci ad essere
trattati come estranei inopportuni e un tantino ributtanti. Se la
persona che amiamo non potesse prendere decisioni sul proprio stato di
salute, se non avesse lasciate scritte le proprie volontà, dovremo
accettare che i parenti, magari i più lontani e indifferenti (se non
peggio), non ne tengano conto. Se morissimo improvvisamente, senza aver
fatto testamento in favore della persona che amiamo, niente o
pochissimo di quello che abbiamo raccolto insieme a lei le spetterebbe
(altro che comunione dei beni, pensione di reversibilità, ecc.!), non
solo, pagherebbe più di qualunque altro parente per l'eventuale
successione e se convivessimo da poco e non avessimo già provveduto,
non potrebbe succederci nemmeno nel contratto di locazione - si
troverebbe su una strada. Visto? Tutto cambia perché nulla cambi -
anzi, peggiori. Giuoco di prestidigitazione da dilettanti - buon per
chi ci crede e si diverte. Ma c'era davvero bisogno dei PACS e ora dei
DICO? Diciamoci la verità: scarseggiano alquanto le coppie
eterosessuali bisognose di forme di riconoscimento giuridico
alternative al matrimonio civile o religioso. Se una coppia
eterosessuale, convivente o meno, decide di avvalersi di determinati
diritti, le basta aprire il portafoglio e il gioco è fatto: una firma e
via, benvenuti nel meraviglioso mondo degli eletti, dei benedetti, dei
fornicatori con licenza di procreare. Il problema del riconoscimento
delle coppie di fatto è, dunque, quasi od esclusivamente limitato alle
relazioni omosessuali che, come abbiamo visto e sappiamo, non vi
possono accedere, nemmeno se vogliono. Le persone omosessuali che
ambiscono a sposarsi non sono molte, ma tutte vorrebbero il
riconoscimento giuridico delle proprie relazioni affettive - per
necessità, per godere dei più elementari, basilari diritti, diritti di
cui, in buona parte, gli eterosessuali beneficiano anche se non
sposati. Non vi è nulla di ideologico in questo, non è in corso nessun
tentativo di scardinare la famiglia, sovvertire gli equilibri sociali e
quant'altro, al contrario. Se gli eterosessisti sono tanto affezionati
al matrimonio, al dualismo maschio/femmina, che se lo tengano! Siamo
certi che non saranno i PACS o i Dico o i Tico-Taco a impedirgli di
compiere in famiglia, allegramente impuniti, protetti dagli omertosi
ministri di Dio, le loro porcherie sulle donne, i bambini, chi non sa o
non può difendersi. Si tengano i loro matrimoni, il loro paese dei
balocchi, i loro castelli di sabbia, ma la smettano con quest'assurda
crociata, la smettano di dire sciocchezze e menzogne. La smettano di
giocare la loro sporca guerra ideologica sulla nostra pelle, quella dei
loro e dei nostri figli. In un paese veramente civile, laico e
democratico, alla Bindi, alla Pollastrini o a chiunque altro, sarebbero
bastate un paio d'ore per chiudere decentemente il tragicomico
contenzioso: due persone maggiorenni che hanno una relazione stabile,
non imparentate tra loro e del medesimo genere, SONO una coppia celibe
o una coppia nubile - basti un'autocertificazione depositata
all'ufficio del registro senza altre discriminanti e complicazioni, né
sul piano giuridico/burocratico, né su quello linguistico/ideologico.
Il resto, tutto il resto (diritti e doveri delle coppie, sposate,
celibi o nubili che siano), di conseguenza. Punto. Ma si sa, in Italia
il "sale" e l'onestà sono merce rara - ormai, introvabile.
C. Ricci
WWW.CINZIARICCI.IT - Un sito da sfogliare...
ORGOGLIO e pregiudizi : "radicale"
a cura di Alba Montori Gaya CsF
Oggi è tempo per dare spazio
ai miei pensieri, la mia rubrica su Gaya C.s.F. (ORGOGLIO e
pregiudizi) è orfana da troppi giorni. Anche GAYa C:s.F. news ha una
vita difficile, ultimamente. Così eccovi qui, in questo blog, qualche
nota. A parte il fatto incontrovertibile (date le ultimissime di
politica nostrana) 1- che la "sinistra" italiana è tale solo e
unicamente perchè continua a autoreferenziarsi come tale( dato di fatto
ormai -quasi- chiaro anche ai "compagni di base", ovvero i convinti
post/leninisti, post&vetero/comunisti, vetero&post/marxisti,
cheguevariani e fidelisti più irriducibili, nonchè pacifinti ed
ecologhi/catastrofisti) 2- che la "sinistra italiana" pare rendersi
riconoscibile solo ed unicamente per il fatto che si siede ( e spesso
cambia sedia e pulsante di votazione) da una parte piuttosto che da
un'altra del parlamento 3- che chi si siede da un'altra parte ( nel
Parlamento o in piazza) è un "fascista" ovvero un "vero cattivo e
perverso" tout court, e quindi va ricoperto di merda a ogni occasione (
vedi Pannella ormai da anni, ma è solo il primo in ordine di tempo),
anche inventandosele, per dimostrarlo indegno di qualunque diritto 4-
che chi non vuole "sedersi" proprio ( Partito Radicale ), è da
considerarsi oltre che fascista anche rompicoglioni, perchè insiste a
rivendicare (politicamente) i troppi diritti ( umani, naturali, civili)
negati di fatto alla stragrande parte della gente da tutti gli altri
Partiti itaici, quelli "veri" dell'"arco costituzionale". ( ad esempio
femmine, froci, lesbiche, "diversi" di sessi vari e promiscui, ebrei,
"stranieri" a vario titolo, "inferiori" insomma, che devono solo
ringraziare dio, e i suoi portavoce, di essere ancora viva e poter così
pagare il più possibile quel nulla che graziosamente gli viene
concesso) 5- che chi è così (Radicale) è ancora più perverso e cattivo
= fascista di quelli che stanno seduti a destra (sempre negli scranni
parlamentari) 6- che coi cattolici ( abilmente manipolati dalla créme
del Vaticano) anche i più irriducibili dei tizi ( vedi punto 1) possono
sempre trovare modo di convivere e ingrassarsi a spese dei poveri di
cui al punto 4 e d è prassi politica farlo. l'altro altrettanto
incontrovertibile fatto è che moriremo (tutti) democristiani perchè
l'ignoranza coltivata con determinazione da chi ha in tutto o in parte
il potere da più di un secolo non consente vie di scampo nella
ribellione dell'intelligenza E questo mi indigna da una vita e
probabilmente morirò pure, indignata, perchè non posso tollerare che
gente dotata da madre natura di intelletto d'amore, di senso della
giustizia, di rispetto di sé, di compassione e passione, sia ridotta
nella condizione di non essere più capace neanche di distinguere il
coraggio dalla viltà, la religione dalla superstizione, la sessualità
dalla procreazione, il dovere dal diritto e viceversa, né per sé, che è
già pericoloso, né per i suoi simili, che è fatale. Insomma non riesca
più a distinguere l'ESSERE dall'APPARIRE, né voglia nemmeno saperlo,
anzi pretenda di usarlo come un'arma contro l'umanità che esiste ,
magari nascosta e tremula, in ciascuno di noi. "MALA TEMPORA
OC/CURRUNT" Ma io sono un'inguaribile ottimista. Sono fermamente
convinta che quando si cade al fondo non si può che tentare di
rimettersi in piedi e uscirne fuori. E così non rinuncio a fare
tentativi per diradare l'oscurità dell'ignoranza. Essa, come i buoni
storici ben sanno, rende chi non sa (o sa acriticamente solo quello che
è stato addestrato a sapere) facile preda della mistificazione del
Potere. Esso lo utilizza in tal modo per autoconservarsi, ma riesce
anche a trasformarlo in una sorta di suo "braccio armato", che ne
ottiene per ciò un certo "sottopotere" sulla massa; così diventa
complice del Potere nella mistificazione. Così la Storia è quella dei
vincitori, che la dettano secondo il loro tornaconto...Come la storia
del Cristianesimo o la Bibbia sono la Vulgata. Ma la storia è un'altra
cosa, per noi nati a due secoli dall'età dei lumi: è la scienza che
studia le vicende dell'avventura dei gruppi umani, della loro
interazione, sul pianeta, attraverso i documenti, cioè dati di fatto e
non favole o sentiti dire. Ebbene SONO VERAMENTE STUFA di sentire e
leggere il termine RADICALE applicato ad azioni gruppi e persone che ne
sono lontane anni luce! Sarebbe ore che chi usa le parole con tanta
disinvoltura acritica ( privata cioè del necessario vaglio della
conoscenza e intelligenza = comprensione) cominciasse a studiare un po'
la storia, oltre che la lingua italiana Posso fornire un piccolo aiuto
iniziale per invogliarvi e penso che troverete interessante
cimentarvici. Chissà che non riusciamo a ri/collocare le varie "cose
idiomatiche" al loro posto:http://it.wikipedia.org/wiki/Radicalismo
http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Radicale_Storico
http://it.
wikipedia.org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_Partito_Radicale_storico
http://it.wikipedia.
org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_radicalismo_durante_il_regime_fascista
http://it.wikipedia.
org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_radicalismo_nel_dopoguerra
http:
//it.wikipedia.org/wiki/Partito_Radicale_Storico#Il_radicalismo_odierno
lesbogayssimi baci e buon lavoro
Alba Montori
APPELLO DICO – PACS
(SENZA COMMENTI)
La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante
energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione. L'annunciato
intervento della Presidenza della Conferenza Episcopale, che imporrebbe
ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui
"diritti delle convivenze" é di inaudita gravità. Con un atto di questa
natura l'Italia ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra
la condizione di credente e quella di cittadino. Condizione insorta
dopo l'unificazione del Paese e il "non expedit" della S.Sede e
superata definitivamente solo con gli accordi concordatari. Denunciamo
con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo i Pastori di
prenderne
coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la
nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia. Si può pensare che
il progetto di legge in discussione non sia ottimale, ma è anche
indispensabile distinguere tra ciò che per i credenti é obbligo, non
solo di coscienza ma anche canonico, e quanto deve essere regolato
dallo stato laico per tutti i cittadini.
Invitiamo la Conferenza
Episcopale a equilibrare le sue prese di posizione e i parlamentari
cattolici a restare fedeli al loro obbligo costituzionale di
legislatori per tutti.
Giuseppe Alberigo, Bologna
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF
GAYLIB LAZIO
"I DICO RAPPRESENTANO IL
COMPROMESSO DEGRADANTE E CRUDELE CUI IL GOVERNO PRODI
E' ARRIVATO SOTTO
LA REGIA VATICANA.
PER QUESTO ANCHE NOI ADERIAMO
PER LA PRIMA VOLTA AL
CORTEO NO VAT"
"Di fronte al compromesso degradante e umiliante
partorito dal Consiglio dei Ministri dietro la sapiente regia del
Vaticano, all'oscuramento del valore sociale della coppia omosessuale,
e all'unione civile per raccomandata, GayLib auspica che il movimento
omosessuale italiano punti a ottenere quello che ci spetta per diritto
naturale: il matrimonio". Con queste parole Christian Poccia, referente
per il Lazio dell'associazione GayLib (gay liberali di centrodestra) ha
voluto commentare l'approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno
di legge per le dichiarazioni di convivenza (DiCo). "Rutelli, Bindi e
Binetti non vogliono che agli omosessuali siano riconosciuti matrimoni
di serie B?" Continua Poccia "Allora noi chiediamo al Parlamento
italiano che ci vengano riconosciuti i matrimoni di serie A, chiediamo
uguali diritti tra persone etero e gay sostenendo tutte le iniziative
che tanto a livello locale quanto nazionale si muoveranno in questa
direzione, a partire dall'iniziativa che assieme a Radicali Roma e ad
altre sigle del movimento gay romano stiamo portando avanti per far
avere alla capitale d'Italia un registro delle unioni civili che non
sia discriminatorio come è invece il disegno di legge governativo".
GayLib Lazio ha quindi garantito la propria adesione e partecipazione
al corteo No Vat che si snoderà domani, sabato 10 febbraio 2007, a
Roma, da piazzale Ostiense a Campo de'Fiori."All'interno della nostra
associazione – ha dichiarato in aggiunta il vicepresidente nazionale di
GayLib, Daniele Priori – vi sono molte persone, compreso chi vi parla,
che professano la fede cristiana. Una fede – prosegue Priori – che non
può ostacolare il progresso civile e legislativo dello Stato laico. La
violenta ingerenza vaticana – conclude – poco o nulla ha a che fare con
la dottrina di Cristo, ci pare piuttosto la rabbiosa intrusione di un
potente decaduto al quale in tutta Europa viene sbattuta la porta in
faccia senza che in nessuno di questi Paesi si siano avverate le
previsioni catastrofiche che i porporati e il pontefice continuano a
brandire come uno spauracchio. Per tutti questi motivi, dunque,
speriamo vivamente che la legge ridicola e crudele approvata dal
Governo possa essere migliorata dai due rami del Parlamento anche con
il contributo dei numerosi laici liberali, riformisti e radicali
presenti nella Casa delle Libertà".
GayLib Lazio
Christian Poccia - 333/4956683
ASSOCIAZIONE NAZIONALE LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO"
Sezione di Viterbo.
Presso prof .Osvaldo Ercoli Via Asiago n. 14- 01100
TEL:0761-341145 Email:Osvaldo.ercoli@fastwebnet.it
CONFERENZA
"Libertà
fondamentali: dalla nascita alla morte"
Sala delle Conferenze della
Provincia, via Saffi, Viterbo martedì 20 marzo 2007 - h. 16.30 "La
libertà di espressione spirituale inizia alla nascita e finisce con la
morte di ognuno". Questo indicherebbe la nostra natura, se ascoltata
con rispetto. Purtroppo uno schema mentale è sovrapposto alla spontanea
rivelazione dell'umano in noi, prima ancora di essere italiani,
cristiani o buddisti, noi siamo "uomini" ma tale consapevolezza è
talmente offuscata che le nostre intrinseche qualità vengono sommerse
da una pletora di idee, costrizioni e strutturazioni precostituite
dalla società. Si potrebbe anche definire, con qualche eufemismo,
"cultura" ma sicuramente è un recinto che impedisce il libero pensiero.
Non solo la "società civile" con le sue regole e le sue imposizioni di
nazionalità etc. costringe l'uomo ad un'esistenza etichettata, anche le
religioni contribuiscono enormemente alla stratificazione sociale e
differenziazione di quel che è assolutamente indivisibile. Dalla
nascita alla morte entriamo in una gabbia ed uscirne sembra quasi
impossibile. Vediamo cosa si potrebbe fare. Pian piano l'uomo si sta
riconoscendo sempre più abitante della Terra e non particolarmente di
una nazione od etnia. Questa tendenza alla "globalità" va aiutata
attraverso cambiamenti e riforme che portino la libertà personale
dell'uomo alla sua originaria manifestazione. Lasciando da parte il
discorso della nazionalità che può essere superato il momento in cui
le Istituzioni sopranazionali diverranno universalmente riconosciute e
si sostituirà l'identità nazionale con l'idea della cittadinanza
planetaria. Per questo occorre ancora attendere. Ma c'è qualcosa che si
potrebbe iniziare a fare, qui ed ora, in Italia, a Viterbo,con questo
stesso Governo in carica, ed è l'ampliamento delle libertà laiche a
partire dalla nascita dell'individuo sino alla sua dipartita. I
bambini, i neonati, sono i primi sfruttati, in senso ideologico,
obbligati dai loro stessi genitori e dalle esigenze "sociali" a subire
la strumentalizzazione religiosa. Prima ancora che abbia potuto capire
cosa significhi "religione", un bambino innocente viene obbligato ad un
percorso religioso, del tutto inconsapevolmente, cominciando con il
battesimo, poi la cresima e poi ancora la comunione. Il bambino
incolpevole viene legato ai riti e ad una fede che non conosce e non ha
l'età per capire se sia buona o cattiva. L'adesione ad una religione
può avvenire solo nell'età della ragione, come fatto personale, e non
come costrizione imposta dalla consuetudine o dalla paura. Si va a
votare a 18 anni? Anche per l'adesione religiosa bisogna avere almeno
quell'età, altrimenti è violenza e prevaricazione su minori. C'è poi il
problema della libertà espressiva della morte. Queste libertà, che
vengono invocate per il post.mortem, sono di attualità e di grande
valore sociale, anche per sottrarre il cadavere alle "lobbyes
mortuarie". Si tratta qui di sottrarre fisicamente il cadavere a
qualsiasi sfruttamento post mortuario, tenendo anche conto del rischio
di predazione degli organi. Anni fa fu presentata alla Camera dei
Deputati (dal Circolo Vegetariano VV.TT.) una petizione per un'idonea
legge sulla libertà espressiva della morte, con moltissime firme
raccolte a Viterbo ed in tutta Italia, purtroppo ancora non si vedono
risultati concreti, anzi si riscontra una ritrosia permanente a
trattare questo tema. Si capisce che gli interessi smossi dalla morte
sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i
sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare
una forma di evidente censura. Programma: Il 20 marzo 2007, a
Viterbo, si tiene una conferenza su questi temi organizzata dall'Ass.
Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno in collaborazione con altre realtà
laiche. Fra cui Accademia Kronos, Ass. Per la Cremazione (Socrem),
European Consumers, ADUC, Accademia Kronos. In termini estremamente
pratici si parlerà della libertà di poter esprimere l'affiliazione
religiosa solo con la maggiore età, si parlerà anche di un commiato
laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri, della
libertà di inumazione nel terreno prescelto, della libertà di
astenersi dall'accanimento terapeutico. In tal senso già son pronte
delle specifiche richieste che verranno avanzate, durante il convegno,
agli Enti Locali ed al Governo. Si tratta qui di sottrarre fisicamente
sia il minore che il cadavere a qualsiasi sfruttamento (tenendo anche
conto del rischio di predazione degli organi). Nella laicità dello
Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla
gestione della nascita e della morte. Interventi previsti: Osvaldo
Ercoli, Ass. Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno Ennio La Malfa,
Accademia Kronos Vittorio Marinelli, European Consumers Gianfranco
Paris, Editrice BIG
Rolando Ciucciarelli, Socrem Moderatore: Paolo
D'Arpini
Info: liberopensierovt@libero.it Tel. 0761-587200
Patrocinio
della Provincia di Viterbo e della rivista Etrurialand
COMUNICATO STAMPA CO.DI.PEP ASSEMBLEA
Se i governi vanno sotto, noi vogliamo
toccare il fondo e raschiarlo. Perchè sotto ai tentativi di normare
corpi, desideri e soggettività a colpi di legge, dalla numero 40
(regista dell'horror Il funerale dei feti appena uscito nelle sale), ai
Di.co (succedanei del modello unico di famiglia), riposa ancora
l'ordine materiale e simbolico della famiglia patriarcale. Ci pare sia
arrivata l'ora di dargli un brusco risveglio. Da lungo tempo i
movimenti delle donne e i movimenti glbtq(z) lottano contro
quell'ordine tradizionale e violento, ripetendo che non rappresenta
affatto la reale complessità e ricchezza delle relazioni sociali e
affettive che quotidianamente viviamo in moltissime e moltissimi. Per
tutt@ noi, è quindi arrivata l'ora di trasformare la nostra esperienza
in relazione politica per aprire nuovi scenari e nuovi conflitti.
Sabato 10 marzo partecipiamo alla manifestazione sulle unioni civili e
il giorno dopo, domenica 11, incontriamoci per discutere di pratiche e
prospettive comuni. Per la cancellazione della legge 40. Per un reddito
garantito, universale e incondizionato, slegato sia dal lavoro che
dallo stato civile. Contro tutte le culture e le politiche familiste.
Domenica 11 marzo dalle ore 10.00 Casa Internazionale delle donne
via
della Lungara 19, Roma info, critiche e proposte: amatrix@inventati.org
GIUDICE TOSTI: SEGUITO DENUNCIA PENALE PER "DISCRIMINAZIONE
RELIGIOSA"
Al Procuratore della Repubblica de L'Aquila Al Procuratore
della Repubblica di Roma Al Ministro di Giustizia On.le Clemente
Mastella Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Romano Prodi Al
Presidente della Repubblica On.le Giorgio Napoletano. Oggetto: seguito
denuncia penale per discriminazione religiosa ratificata il 12.1.2007.
Al Procuratore della Repubblica de L'Aquila Al Procuratore della
Repubblica di Roma Al Ministro di Giustizia On.le Clemente Mastella: Io
sottoscritto Luigi Tosti ho presentato, il 12 gennaio 2007, una
denuncia penale per il reato di discriminazione religiosa previsto e
punito dall'art. 3 della legge n. 564 del 13.10.1975 perché i Ministri
di Giustizia mi hanno imposto di esercitare le mie funzioni di giudice
in aule giudiziarie addobbate con crocifissi cattolici e mi hanno
contestualmente vietato di esporre la menorah ebraica. Al termine di
questa denuncia ho scritto che "rimanevo in attesa di verificare se la
richiesta di un ebreo di esporre la propria menorah nei luoghi dove lo
Stato italiano consente ai cattolici di esporre i loro crocifissi e,
quindi, di avere gli stessi diritti e la stessa dignità della Superiore
Razza Cattolica" sarebbe stata "qualificata come una pretesa
"pretestuosa", magari perché "il Crocifisso della Superiore Razza
Cattolica può essere esposto dal Ministro di Giustizia nei tribunali
con semplici "circolari", peraltro dell'epoca fascista, mentre per i
simboli dell'infima razza ebraica le circolari non sono sufficienti,
necessitando la preventiva emanazione di ..... atti LEGISLATIVI del
Parlamento". Ebbene, quella che poteva sembrava una fantasiosa
premonizione si è invece rivelata come una sconcertante verità perché -
come mi accingo a segnalare al Procuratore della Repubblica di L'Aquila
ed al Procuratore della Repubblica di Roma- il Ministro di Giustizia On.
le Clemente Mastella, rispondendo il 7.2.2007 all'interrogazione
dell'On.le Maurizio Turco, che gli aveva chiesto "per quale motivo
avesse discriminato, sotto il profilo religioso, il Giudice di Camerino
Luigi Tosti, imponendogli il simbolo del crocifisso, che non gli
appartiene, e vietandogli di esporre a fianco dello stesso il simbolo
della Menorah ebraica", ha appunto affermato che per poter esporre i
crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane è sufficiente una
semplice "circolare", per di più risalente al regime razzista della
dittatura Fascista, mentre per poter esporre i simboli degli ebrei
occorrerebbe -si badi bene- l'emanazione di ..... un'apposita legge da
parte del Parlamento! Il Ministro di Giustizia, per la precisione, ha
dichiarato di "condividere" quella parte dell'ordinanza n. 12/2006 del
Consiglio Superiore della Magistratura che ha dichiarato infondata la
mia pretesa di esporre la menorah, perché occorrerebbe una legge, ma di
"non condividere" quell'altra parte dell'ordinanza che sancisce che
l'esposizione dei crocifissi nelle aule giudiziarie è da ritenere del
tutto illegale per lo stesso identico motivo, cioè perché disposta con
semplice circolare anziché con legge. Con questa singolare motivazione,
dunque, per il Ministro di Giustizia e per l'attuale Governo i
Cattolici -la cui plurimillenaria storia è funestata da criminali atti
di discriminazione e persecuzione razziale, da criminali ghettizzazioni
e da criminali stermini ai danni degli ebrei- costituiscono una sorta
di "Razza Superiore", da privilegiare attraverso la marcatura simbolica
delle aule giudiziarie, mentre gli ebrei -o chi pratica o simpatizza
per l'ebraismo- rappresentano invece un'infima sottospecie umana, da
sottoporre ad odiose discriminazioni di stampo razzistico-religioso. Mi
sembra francamente grave che l'attuale Governo si renda artefice di
siffatte discriminazioni di stampo razzistico-religioso, per di più
utilizzando e condividendo le circolari del Regime Dittatoriale
Fascista. Mi sembra ancor più grave che le discriminazioni vengano
indirizzate proprio nei confronti dell'ebraismo, in palese
contraddizione con la pubblicizzazione da parte del Guardasigilli della
presentazione di disegni di legge anti-revisionismo e con i dictat
delle guide spirituali dello Stato italiano, cioè il Pontefice e la
CEI, che hanno caldeggiato l'inserimento delle radici radici giudaico-
cristiane nel preambolo della Carta Costituzionale Europea ed hanno
definito l'Ebraismo come il "fratello maggiore" del Cristianesimo.
Ebbene, resto in attesa di verificare, attraverso l'esito della mia
denuncia penale, se queste statuizioni discriminatorie del Ministro di
Giustizia saranno avallate e condivise dall'Autorità giudiziaria
italiana. Nel frattempo mi preme evidenziare quest'altro aspetto, e
cioè che l'On.le Mastella, richiamando la sentenza del Consiglio di
Stato n. 556/2006, ha ritenuto che il crocifisso si sia guadagnato sul
campo l' "alto merito" di essere esposto nelle aule di giustizia, in
quanto "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il
rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché
espressione di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di
profonda solidarietà umana". Orbene, se questo è il "criterio legale"
col quale si decreta l' "idoneità" di un simbolo religioso a
rappresentare la "laicità" dello Stato, mi preme evidenziare che la
menorah ebraica vanta "meriti" infinitamente più elevati di quelli che
vengono attribuiti al crocifisso cattolico: per i quali ultimi,
peraltro, è opportuno e doveroso un sano richiamo al pudore, quantomeno
alla luce di quello che mi accingo a documentare. E, in effetti, a
differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, gli ebrei e l'ebraismo non
si sono innanzitutto macchiati dall'infame pagina di inciviltà
criminale di cui il Cristianesimo si è invece macchiato con le "Sante
Crociate", cioè col genocidio perpetrato a più riprese attraverso le
cd. "guerre Sante" - al grido di "Dio lo vuole!"- per conquistare la
Terra Santa e "liberarla", così, dagli "infedeli". Gli stermini degli
infedeli (ma non solo di essi) che sono stati perpetrati in nome della
"Croce" -quella che oggi campeggia legittimamente, ad avviso del
Ministro Mastella, nelle aule giudiziarie italiane come "simbolo di
tolleranza (!), di rispetto reciproco (!), di rifiuto di ogni
discriminazione (!), di amore (!) e di profonda solidarietà umana (!)"-
sono oramai arcinoti, anche se su di essi è calato un accurato
"silenzio stampa" per occultare all'opinione pubblica (e tentare di
cancellare dalla memoria) un'imbarazzante pagina della storia di Santa
Romana Chiesa (il "giorno della memoria", in effetti, viene oramai
sollecitato solo per i genocidi perpetrati dai nazisti, peraltro
occultando la circostanza che i nazisti non erano "islamici", bensì
"cristiani", e che Hitler era un devoto adoratore di reliquie
cattoliche). Ritengo, dunque, che attribuire al crocifisso quei valori
di civiltà sia non solo un oltraggio alla Verità della Storia, ma anche
un'offesa alla memoria e alla dignità dei milioni di poveri innocenti
che sono stati massacrati sotto la nefasta incombenza di questo
"simbolo di civiltà". Cito la "Crociata dei Pezzenti" del 1096, che
causò la strage di 4 mila persone (tutti cristiani!) nella città
ungherese di Zemun, saccheggiata non dagli ebrei, mai dai "civilissimi"
cristiani solo per scopi di "approvvigionamento", nonché i feroci
saccheggi, nel corso dei quali vennero arrostiti, sugli spiedi, dei
bambini. Cito la Crociata dell' Oca Santa (si credeva che l'animale
fosse direttamente ispirato da Dio) guidata non dagli ebrei, ma da
Emich di Leinsingen il quale, dopo essersi fatto venire le stigmate
(evento miracoloso di cui verrà beneficiato da Dio anche Padre Pio da
Pietrelcina), sterminò migliaia di ebrei a Worms, a Magonza e a
Colonia, trucidando e stuprando coloro che non abiuravano dalla loro
fede, i quali erano notoriamente accusati (e perseguitati) dai
Cattolici perché ritenuti responsabili della morte del Figlio di Dio.
Altre crociate antisemite, con relativi massacri di ebrei a Praga e
Ratisbona, furono guidate da Volkmar. La Crociata dei Principi si
distinse per la strage dei Peceneghi a Costantinopoli, per la strage
dei Turchi ad Antiochia, per la strage di Maarat an-Numan (donne e
bambini superstiti venduti come schiavi), per la strage di Gerusalemme
del 14 e 15 luglio 1099, nel corso della quale 60 mila persone, tra le
quali moltissimi ebrei, vennero trucidati. Si stima che solo la prima
Crociata costò la vita ad oltre un milione di persone. Dunque,
sostenere che la Croce che campeggiava sugli scudi dei Crociati sia un
"simbolo di civiltà", da ostentare con orgoglio nei tribunali, mi
sembra francamente un tantinello azzardato: semmai si dovrebbe parlare
di "simbolo di criminalità", dal momento che per l'umile "morale" di
chi scrive, nonché per il vigente codice penale e per le Convenzioni
Internazionali sui diritti umani, è un gesto di pura criminalità
uccidere (o perseguitare o discriminare) altri uomini per il solo fatto
che questi "la pensano in modo differente in materia religiosa". A
differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e
l'ebraismo non si sono mai macchiati delle criminali persecuzioni,
delle criminali torture, degli assassini e degli stermini di cui i
Cristiani -sempre all'ombra della Santa Croce- si sono macchiati ai
danni degli eretici, degli ebrei, delle streghe, degli omosessuali e
degli scienziati, cioè dei "diversi", per cui ritengo oltraggioso che
venga negato alla menorah ebraica -che è invece immune da siffatti
precedenti criminali- di essere esposta nei tribunali. A differenza di
Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono
mai macchiati delle persecuzioni ai danni dei Catari, dei Valdesi, dei
Patarini, degli Albigesi, dei Dolciniani, delle Beghine, dei
Fraticelli, sterminandoli, ardendoli sui roghi e trucidandoli in nome
del "Cristo in Croce". Non sono da attribuire agli ebrei -bensì ai
cristiani- gli eccidi, nel 782, di 4.550 sassoni decapitati su ordine
di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico. E neppure,
nel 1096, gli 800 ebrei massacrati dai cattolici a Worms, in Germania
o, nello stesso anno, gli altri 700 ebrei massacrati a Magonza dai
cattolici o, nel 1145, i 120 ebrei massacrati dai Cattolici a Colonia e
Spira in Germania o, nel 1191, i 2.700 prigionieri di guerra musulmani
decapitati dai Crociati in Palestina o, nel 1208, i 20.000 catari
massacrati dai Crociati a Beziers o, nel 1219, i 5.000 catari
massacrati a Marmande o, il 16 marzo 1244, i 250 catari arsi vivi per
ordine della Santa Inquisizione, o i 267 ebrei impiccati a Londra in
seguito a false accuse di omicidio "rituale" ai danni di cattolici o i
200 catari e valdesi arsi "cristianamente" sui roghi nell'Arena di
Verona, il 13.2.1278, per ordine della Santa Inquisizione o, nel 1370,
i 20 ebrei arsi vivi dai cattolici a Bruxelles o i 2.500 Cesenati
massacrati, il 3.2.1377, perché ribelli del Papa o, nel 1391, i 4.000
ebrei massacrati dai cattolici a Siviglia o i 100 valdesi impiccati e
bruciati a Graz per ordine dell'Inquisizione, nel 1397, o, nel 1416, le
300 donne, accusate di "stregoneria", cristianamente arse sui roghi nel
comasco per ordine dell'Inquisizione o, nel 1485, l' eguale sorte
toccata a 41 "streghe" a Bormio o, nel 1505, le 14 streghe uccise a
Cavalese o le 30 persone, accusate di stregoneria, arse vive a Logrono,
in Spagna, nel 1507 o, nell'aprile del 1545, i 2.740 valdesi massacrati
dai cattolici in Provenza o, nel 1561, i 2.000 valdesi massacrati dai
cattolici in Calabria o, nel 1562, le 300 persone arse per stregoneria
a Oppenau o le 63 donne arse vive a Wiesensteig o i 17.000 protestanti
massacrati dai cattolici spagnoli nelle Fiandre, nel 1567, o i 5000
servi della gleba croati massacrati per ordine del vescovo Jurai
Draskovic, nel 1573, o e 222 ebrei arsi sul rogo, nel 1580, per ordine
dell'Inquisizione, in Portogallo, o, il 29.7.1620, i 600 protestanti
trucidati dai cattolici in Valtellina o, nel 1680, i 20 ebrei bruciati
vivi per ordine della Santa Inquisizione o, i 2.000 valdesi massacrati
dai cattolici, nel maggio 1686, dai cattolici o i 37 ebrei bruciati sui
roghi a Maiorca, nel 1691, per ordine dell'Inquisizione o, nel 1.782,
l'ultima strega arsa viva in Svizzera o, nel 1783, l'ultima strega arsa
in Polonia. A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli
ebrei e l'ebraismo non si sono mai macchiati delle orrende torture
inflitte dai Tribunali della Santa Inquisizione contro eretici,
streghe, omosessuali: torture che sono state inflitte sotto
l'incombenza dei "Crocifissi" e che spaziavano dal dissanguamento al
rogo, alla fanciulla di ferro (o Vergine di Norimberga), alle turcas,
al triangolo, all'impalamento, alla strappata, alla culla della strega,
alla garrota, al supplizio del trono, all'annodamento, al forno, alla
pressa, alla cremagliera e via dicendo. A differenza dei seguaci di
Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non hanno
fatto uso di raffinati strumenti di tortura come la "pera", che veniva
inserita nell'ano o nella vagina delle donne accusate di intrattenere
rapporti sessuali col "Maligno" e poi aperta gradualmente con giri di
vite sino a che i rebbi mutilavano orrendamente queste cavità. A
differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e
l'ebraismo non hanno fatto mercimonio di "indulgenze" a pagamento,
contrabbandando ad esempio la "salvezza dell'anima" di "chi avesse
commesso peccati contro natura con bambini o bestie col pagamento di
131 libbre, 15 soldi", né hanno ingannato il popolo dei "fedeli" con
l'ostensione di reliquie come la Sacra Sindone, cioè il "sudario",
spacciato come autentico, che avrebbe avvolto il corpo di Cristo dopo
la morte, rimanendone "miracolosamente" impresso dei suoi lineamenti, o
come i ben tredici prepuzi "autentici" di Gesù Cristo, venerati in
altrettanti templi europei. A differenza di Santa Romana Chiesa
Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non sono ricorsi alla pratica
delle falsificazioni e della manipolazioni, magari per legittimare i
propri poteri terreni: mi limito a ricordare la celebre DONAZIONE di
COSTANTINO, un falso documentale fabbricato nell' VIII° sec. allo scopo
di accreditare la tesi che Costantino avesse conferito al Papato la
dignità e i diritti imperiali su Roma, sull'Italia e su tutto l'
Occidente. Un falso poi smascherato e scoperto nel 1440 da Lorenzo
Valla. E certamente non è da attribuire agli ebrei o all'ebraismo -
bensì ai Cristiani- il criminale antisemitismo che è poi sfociato nella
persecuzione razziale e nella shoah. Ricordo che la millenaria
persecuzione razziale attuata dai cattolici ai danni degli Ebrei inizia
nel quarto secolo e si fonda, principalmente, sull'accusa di "deicidio"
di cui essi si sarebbero macchiati con l'uccisione di Cristo. Sul conto
degli ebrei furono diffuse dai cristiani le più assurde ed infami
credenze ed accuse, quali quelle che il giudaismo prescriveva sacrifici
rituali di cristiani e che gli ebrei impastassero la matzah, il pane
azimo pasquale, col sangue dei cristiani. Queste credenze furono
sovente la causa di stragi e di linciaggi di ebrei, che vennero
perpetrati sino alla fine del diciannovesimo secolo, anche grazie alle
infamie ed alle criminali istigazioni razziali diffuse da Civiltà
Cattolica, il giornale politico voluto e fondato da Pio IX nel 1850. E
non è stata sicuramente un'idea degli ebrei -bensì dei cattolici-
quella di imporre la distinzione degli ebrei dai cristiani attraverso
l'abbigliamento: la regola, fu decretata nel 1215 dal IV Concilio
Lateranense ed imponeva un distintivo giallo da cucire sugli abiti,
perché questo colore rappresentava, nel Medioevo, la cattiveria e
l'invidia, caratteristiche che i cristiani attribuivano agli ebrei.
Anche il confino degli ebrei nei ghetti, poi, non è un'invenzione degli
ebrei e neppure dei Nazisti, bensì un'invenzione, invero poco "pia", di
Santa Romana Chiesa. Per la precisione, è stato grazie alla bolla
papale del 1555 Cum numis absurdum che venne ordinato il confino degli
ebrei nei ghetti, confino che trovava la "giustificazione" diretta
nella teologia cattolica: "E' assurdo e sconveniente in massimo grado
che gli ebrei, che per loro colpa sono stati condannati da Dio alla
schiavitù eterna, possano, con la scusa di essere protetti dall'amore
cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo a noi, mostrare
tale gratitudine verso i cristiani". Sarà forse utile rammentare che
Papa Pio V fece dono del cimitero ebraico di Bologna alle suore del
convento di San Pietro Martire, raccomandando loro di "distruggere
qualunque sepolcro o cappella sepolcrale di ebrei sia morti che vivi....
di prendere le iscrizioni, le memorie, le lapidi di marmo scolpite o
meno, distruggendole completamente, demolendo, abradendo, raschiando e
spezzando e in qualunque altra forma mutarle....ed i cadaveri, le ossa
e le particole dei morti esumare e trasferire dovunque piacesse loro".
Sarà forse utile ricordare che grazie alle criminali leggi razziali
imposte dai Cattolici -e non certo dagli ebrei- questi ultimi furono
costretti a vivere rinchiusi nei ghetti, con obbligo di rientrarvi
prima del tramonto. Sarà forse utile ricordare che nella Roma papale
del 1814 i rabbini romani dovevano ancora comparire, durante il
carnevale, vestiti di nero, con calzoni corti, con mantellina e con una
sorta di cravatta, per essere dileggiati e scherniti dalla folla dei
"civilissimi" e "tolleranti" Cattolici. Sarà forse utile ricordare che
gli ebrei erano costretti da Santa Romana Chiesa, ogni sabato
pomeriggio, a recarsi ad una vicina chiesa cattolica, per presenziare a
"prediche coatte" miranti alla loro conversione, durante le quali
venivano infamati per la loro abietta religione e per il "crimine"
perpetrato dal popolo ebreo ai danni di Cristo. Sarà sempre utile
ricordare ancora che la Chiesa Cattolica ha diffuso sermoni contro gli
ebrei, dove essi sono stati dipinti come "la peste dell'umanità, un
branco di sporchi usurai e ruffiani, i quali ben meritavano la
punizione divina che era loro riservata", che "gli ebrei nello Stato
Ecclesiastico non erano che schiavi tollerati", che "le condizioni,
sotto le quali è loro accordato un asilo dai Cristiani, sono del tutto
necessarie per evitare gli effetti di una micidiale Religione". Sarà
forse utile ricordare che secondo l'editto sopra gli ebrei del 6.6.1733
dell'inquisitore domenicano di Bologna De Andujar gli ebrei dovevano
rimanere nel ghetto, di notte, che non potevano leggere il Talmud né
alcun testo proibito, che dovevano "gli ebrei dell'uno, e dell'altro
sesso, portare il segno di color giallo, per cui vengano distinti dagli
altri, e debbano sempre portarlo in ogni tempo, tanto dentro il Ghetto,
quanto fuori. Gli uomini debbano portarlo sopra il cappello ben cucito
sopra, e sotto la falda, senz'alcun velo o fascia.....e le donne lo
debbano portare in capo scopertamente senza mettervi Sarà forse utile
ricordare che agli ebrei era fatto divieto di assumere personale
cattolico alle proprie dipendenze, per evitare il rischio di
contaminazione della religione cattolica. Sarà forse utile ricordare
che Santa Romana Chiesa Cattolica ha perpetrato abitualmente il crimine
del rapimento dei bambini ebrei, che venivano sottratti ai genitori per
indottrinarli coattivamente al culto della religione cattolica, sol che
qualcuno asserisse di averli "battezzati" di nascosto. Sarà forse
utile ricordare che uno di questi criminali rapimenti fu perpetrato
dall'Inquisitore di Bologna, padre Feletti, ai danni di Edgardo
Mortara, la notte del 23.6.1858, con la benedizione di Pio IX. Questi
rapimenti criminali -che violavano le leggi di natura più elementari e
gettavano nella disperazione i genitori, che si vedevano sottrarre
dagli sgherri pontifici i loro figli in tenera età- costituiscono una
delle più infami pagine della storia recente del papato cattolico: ed è
orripilante constatare come questi atti criminali, direttamente
imputabili ai Papi, siano stati perpetrati a causa di superstizioni di
stampo "religioso", e cioè perché si riteneva che poche gocce di acqua
spruzzate da una domestica (magari ancora bambina) all'indirizzo di un
bambino ebreo in fasce, con la contestuale fatidica pronuncia della
"formula" del battesimo ("ti battezzo in nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo") avesse il "magico" effetto di trasformare il
piccolo ebreo in infante "cattolico", per ciò stesso da sottrarre
immediatamente ai legittimi genitori per essere rinchiuso nella Casa
dei Catecumeni sino a totale indottrinamento cattolico. Benito
Mussolini, cioè l'Uomo inviato dalla Divina Provvidenza, farà
(blandamente) tesoro di questa "prassi" criminale cattolica, sancendo
in una delle leggi razziali che "Il genitore di razza ebraica può
essere privato della patria potestà sui figli che appartengano a
religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli
impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi
religiosi o ai fini nazionali". Ed è estremamente significativo che la
delirante storia di Edgardo Mortara, a noi così vicina nel tempo, sia
pressoché sconosciuta alla totalità degli italiani, nonostante il
clamore e l'indignazione che essa sollevò all'epoca dei fatti, non solo
in Italia ma soprattutto in Francia, in Inghilterra e negli Stati
uniti. La TV di Stato italiana -ovviamente "laica"- propina
continuamente fiction su Padre Pio, su San Francesco, su Don Bosco, sui
Dieci Comandamenti e diffonde quotidianamente le notizie che il
Vaticano chiede di diffondere, cioè le pillole sui vari precetti e
sulle varie direttive del Pontefice e della Conferenza Episcopale
Italiana agli italiani: la storia di Edgardo Mortara, però, è stata
oggetto di sapiente censura, acciocché gli Italiani, ai quali
"l'Olocausto viene propinato come qualcosa di inconcepibile nella sua
mostruosità, non abbiano a ricercarne le radici, dopo aver letto la
storia di Edgardo Mortara, in territori fin troppo vicini a noi". E che
dire del razzismo antisemita, dell'olocausto nazi-fascista e
dell'assordante silenzio col quale la Chiesa ha accompagnato la
persecuzione, la deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei e di
rom da parte dei cattolici e dei cristiani fascisti e nazisti? Non è
stato forse Pio XII a spianare la strada ad Hitler, sciogliendo le
organizzazioni politiche cattoliche tedesche? Non è stata la Chiesa
Cattolica ad accompagnare e ad appoggiare il nazismo e il fascismo nei
loro tragitti, tutt'altro che commendevoli, rendendosene complice? E
non erano forse "ferventi cattolici" -e non ebrei- quei criminali
fascisti che approvarono le vergognose leggi razziali? Non erano forse
cattolici e cristiani -e non ebrei- gli assassini nazisti responsabili
degli stermini degli ebrei e dei rom? Non c'era forse scritto, sulle
cinture delle SS, Gott mit uns, Dio è con noi? Non è forse stato Elie
Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che "tutti gli
assassini dell'Olocausto erano cristiani, e che il sistema nazista non
comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione
inseparabile dal passato dell'Europa cristiana", quelle stesse "radici"
che i Cattolici italiani vorrebbero inserire nel preambolo della Carta
costituzionale europea per ritrarne qualche altro "privilegio"
economico? E che dire dei campi di sterminio organizzati dai cattolici
ustascia in Croazia, negli anni 1942-43, agli ordini del dittatore Ante
Pavelic, un cattolico praticante accreditato e ricevuto regolarmente da
Pio XII? In questi campi -sicuramente non allestiti dagli ebrei ma dai
cattolici- vennero soppressi serbi cristiano-ortodossi, ed anche un
cospicuo numero di ebrei. Il più famigerato lager era quello di
Jasenovac: il suo comandante fu Miroslav Filipovic, un frate
francescano noto con l'appellativo di "Bruder Tod" (sorella morte). In
questo campo gli ustascia cattolici bruciavano le loro vittime nei
forni, ma vive, diversamente dai nazisti che, almeno, le uccidevano
prima col gas. La maggior parte delle vittime venne comunque impiccata
e fucilata: il loro numero è stimato tra i 300 e i 600mila. Molti degli
ustascia erano monaci francescani e le loro nefandezze suscitarono
addirittura le proteste delle SS tedesche. Pio XII, ben informato di
queste atrocità, nulla fece per impedirle. A differenza di Santa Romana
Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei e l'ebraismo non si sono macchiati dei
crimini di emarginazione e discriminazione sessuale nei confronti delle
donne, della riduzione in schiavitù dei negri africani e degli indios
americani, dei crimini di discriminazione e persecuzione degli
omosessuali (che venivano evirati o arsi sul rogo), né
dell'oscurantismo intollerante nei confronti degli scienziati e della
scienza. A differenza di Santa Romana Chiesa Cattolica, poi, gli ebrei
e l'ebraismo non si sono macchiati, con direttive segrete imposte col
Crimen Sollicitationis, della copertura omertosa dei preti resposabili
di pedofilia, minacciando addirittura la scomunica dei prelati che
avessero osato denunciarli all'autorità giudiziaria. Ebbene, alla luce
di questi peraltro parziali "precedenti" del Cristianesimo, è
semplicemente ingiurioso che lo Stato Italiano -per bocca del Ministro
di Giustizia- affermi oggi che la menorah ebraica "non meriti di essere
esposta nei tribunali" e che, al suo posto, meriti invece di essere
esposto il simbolo degli aguzzini che hanno perseguitato, discriminato
e trucidato gli ebrei, e questo perché si tratterebbe -si badi bene- di
un "simbolo idoneo ad esprimere valori quali la tolleranza, il rispetto
reciproco ed il rifiuto di ogni discriminazione.... nonché espressione
di rispetto per l'altro, di amore per la persona e di profonda
solidarietà umana": io credo che un limite al pudore dovrebbe pur
esistere. Di fronte ad un quadro storico così terribile e sconcertante
per l'Umanità, trovo estremamente ingiurioso che Autorità dello Stato
italiano affermino che la menorah ebraica -che è immune da tutti questi
crimini- non meriti di essere esposta nei tribunali e che, al suo
posto, meriti invece di essere ostentato un simbolo che, in realtà,
gronda di sangue, di genocidi, di torture, di assassini, di
infanticidi, di razzismo, di strupri, di intolleranza, di
superstizione, di oscurantismo, di prevaricazione dei diritti umani, di
truffe, e via dicendo. Senza considerare, poi, l'immoralità del
messaggio che scaturisce dal mito della crocifissione del supposto
figlio di Dio al fine di "redimere" e "salvare" l'Umanità "peccatrice".
Alla semplice luce del codice penale, della Costituzione Italiana e di
tutte le Convenzioni internazionali sui diritti umani, è squisitamente
grottesco che il concepimento di un figlio, da far poi "immolare" come
"sacrificio umano" ad opera di uomini iniqui, possa essere
contrabbandato come "atto di amore" anziché per quello che realmente é,
cioè un concorso in omicidio. Nulla vi è di più immorale e diseducativo
del messaggio che inculca il legittimo convincimento che la morte di un
innocente possa salvare terze persone, per di più colpevoli. Esporre
pertanto nelle aule di giustizia il crocifisso ed escludere la menorah
significa identificarsi nella storia tutt'altro che commendevole di
quel simbolo, offendendo la dignità di chi crede realmente nei valori
dell'eguaglianza, della libertà, della tolleranza, del rispetto
reciproco, del rispetto dei diritti umani e della laicità ed
offendendo, altresì, la memoria e la dignità dei milioni di poveri
disgraziati che sono stati assassinati, torturati, discriminati,
inquisiti, ghettizzati, schiavizzati, prevaricati ed emarginati,
proprio in nome di quel simbolo, durante 1.700 anni di nefasta storia
della Chiesa Cattolica. Un Ministro della Giustizia e un Capo del
Governo, che realmente intendano praticare i valori della tolleranza,
del rispetto reciproco e del rifiuto di ogni discriminazione -sui quali
tutte le persone civili concordano- non potrebbero mai, a mio giudizio,
contraddirsi al punto tale da imporre a chi non crede alla loro
religione -cioè alla religione cattolica- il loro simbolo, negando il
pari diritto di esporre i propri simboli: questo comportamento
discrimininatorio è ingiustificabile alla luce della legge penale, al
pari del comportamento di chi consente ai bianchi il diritto di salire
sugli autobus, negandolo ai neri. La risibile e blasfema alchimia
giuridica -attraverso la quale il Crocifisso è stato trasformato
addirittura in simbolo "culturale" e "laico"- non ha nulla di geniale,
se non agli occhi degli allocchi: dal momento, infatti, che la mia
menorah ebraica vanta -come ho sopra dimostrato- credenziali di gran
lunga superiori a quelle del Crocifisso cattolico, non vedo perché ad
essa sia stato negato e venga negato il diritto di essere affiancata al
crocifisso, trattandosi di un "simbolo idoneo ad esprimere valori quali
la tolleranza, il rispetto reciproco ed il rifiuto di ogni
discriminazione.... nonché espressione di rispetto per l'altro, di
amore per la persona e di profonda solidarietà umana". Vi chiedo: cosa
avete contro gli ebrei e contro l'ebraismo? Forse la vista della
menorah ebraica turba la vostra sensibilità di Cattolici? Non vi
bastano le persecuzioni, le ghettizzazioni, le discriminazioni e gli
stermini che avete perpetrato ai loro danni per quasi duemila anni? Su,
rispondete, una buona volta. Nell'attesa -sicuramente vana- di ricevere
queste risposte, reitero -anche al Premier Romano Prodi- la richiesta
di esporre la menorà ebraica a fianco del crocifisso nelle aule di
Giustizia, utilizzando lo stesso strumento giuridico adottato dal tanto
"vituperato" (quando fa comodo) regime fascista, cioè la "circolare".
Copia di questa lettera indirizzo al Presidente della Repubblica, al
quale chiedo di inviarmi, con onere delle spese a mio carico, quattro
Sue fotografie che intendo poi esporre nelle aule del Tribunale di
Camerino a suggello del principio di laicità della Repubblica Italiana.
A tal proposito rappresento che, avendo io giurato fedeltà alla
Costituzione della Repubblica Italiana, mi identifico nei soli simboli
dell'unità nazionale e mi rifiuto, pertanto, di calpestare il principio
supremo di laicità che, come sancito dalla Corte Costituzionale, si
sostanzia nell'obbligo dei funzionari di essere imparziali, neutrali ed
equidistanti. Rappresento, con rammarico, che analoghe mie richieste -
indirizzate al Suo predecessore On.le Ciampi- sono state disattese. Non
avendo nulla da nascondere né, tantomeno, da vergognarmi, questa
lettera sarà pubblicizzata affinché in Italia ed all'estero si abbia la
percezione del fondamentalismo cattolico e dell'anacronistica ingerenza
della Chiesa che condizionano, in negativo, la vita politica, il
progresso e i diritti civili di questo Paese, non a caso ironicamente
ribattezzato come Repubblica Pontificia Italiana e come Colonia del
Vaticano. Rimini, 15 febbraio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it
mobile 3384130312 - tel. 0541789323 Fonte: http://nochiesa.blogspot.com
RUINI PREMIER
E chi l'avrebbe mai detto... Sentirsi un po' giù alla
sconfitta del Mortadellone!!! Ruini ha fatto la telefonatina il primo
giorno di Quaresima, quando Andreotti e Cossiga non potevano dire di
no, altrimenti che senso avrebbe avuto un voto contrario su una
relazione per loro ipercondivisibile come è stata quella di D'Alema
sulla politica estera? C'è stata una "manina" e la partita è stata
simulata, il campo era tutt'altro. O meglio: era quello della politica
estera per i quattro scalmanati della "sinistra radicale" coi quali
pure Prodi avrebbe dovuto fare i conti, ma in queste ultime settimane
l'osso più duro sono stati i cattolici. Ruini. L'incontro in Vaticano
l'altro giorno non era andato bene. Ognuno era rimasto sulle sue e la
Chiesa non solo non può accettare di perdere ma neppure di pareggiarla
una partita. Dall'elezione di Ratzinger in poi hanno deciso
scientemente di spadroneggiare in Italia (l'unico posto in cui possono
ancora farlo!) E lo stanno facendo. D'Alema era disperato. Sapevano che
la chiave di volta sarebbero stati i senatori a vita, stavolta più che
mai! Per questo ha pure sviolinato Andreotti facendo cenno alla buona
politica estera dei governi democratici della Prima Repubblica con la
quale si è detto in continuità. Non è bastato. Segno definitivo che
c'era dell'altro. Me ne sono convinto in serata Bertone l'altro giorno,
il cardinale segretario di Stato Vaticano, sorridendo, all'uscita della
riunione sul Concordato ha detto, con una battuta sibillina: "Potrei
dire NON DiCo". Ora l'hanno detto con i fatti. Chissà che governo
uscirà fuori, chissà dove andranno e che faranno non tanto e non solo
la sinistra radicale ma gli amici Radicali. La Cdl non c'è più. Il
Partito Democratico forse nascerà e con questi chiari di luna potrà
nascere solo più "ruinista". L'ago della bilancia sarà Casini, non ci
vuole un genio a capirlo. E vedremo cosa accadrà. L'unica speranza è
che il Governo che uscirà fuori da questo pasticcio annunciato si dia
almeno una scadenza e che la destra liberale sappia fare i suoi passi
per tornare a vincere le elezioni fra un anno. Tenendoci attaccati
all'anima più che mai i neodemocristiani di Rotondi. Potrebbero
rappresentare il nostro unico cavallo di Troia. Speriamo Fini lo
capisca. Sì, sono triste. Mai avrei pensato che potesse esserci
qualcosa di peggio della Mortadella a Palazzo Chigi. Invece c'è e si
chiama Ruini assieme quella che il nostro presidente Oliari ha definito
qualche giorno fa la "deriva ruinista".Cari Amici, mala tempora
currunt. Daniele Priori
E CAPEZUKA, TRA TANTE MEZZE CALZETTE AL
GOVERNO, SI SCORI' D'IMMENSO
«E' lo spettacolo di una classe politica
fatta di mezze calzette che sono in Parlamento per la pensione, i
viaggi gratuiti in treno e in aereo, e al governo per l'auto blu.
Mancasse solo una politica estera. Manca una classe politica appena
appena decente». ha scritto Piero Ostellino sabato 24 febbraio sul
Corsera. Sfottuta e stronziata dagli stessi giornali e telegiornali che
tifano centrosinistra, e sinistra estrema, la classe politica di lotta
& di sgoverno che ci ritroviamo chiederà la fiducia e l'avrà perchè,
alla Camera, la maggioranza di quelli che danno i numeri ce l'ha
mentre, al Senato, a dare i numeri sono in troppi e s'è beccata la
sfiducia. Ma, alla Camera, si profila una speranza. Un numero di lucidi
ed onesti kamikaze, un numero di parlamentari se non decisivo,
pervasivo e lungimirante, che abbassi il quoziente di idiozia politica
in cui è stato precipitato il Paese. Un pugno di parlamentari alla
Nicola Rossi e alla Senatore Latorre che seguano l'esempio del
radicale, più che mai capezzuto, Capezzone: Astenersi dal voto di
fiducia e dal seguire l'accanimento terapeutico al governo «dell'ultimo
giapponese per Prodi allo sgoverno», Pannella. Certo, in una compagine
così scalcagnata e dai miserrimi fini pratici e politici, a coprirsi
d'Immenso ci vuol poco ma di Capezuka con visioni e decisioni politiche
non anchilosate al sistema, come quelle espresse da Capezzone, ce ne
fossero. Ci sentiremmo tutti meglio come ci siamo sentiti meglio
seguendo, appassionatamente, il tavolo dei quattro giovani cronisti
della politica che Gianni Riotta, direttore del Tg1, sabato sera ha
messo assieme per «Speciale Tv7». Un sabato sera davvero ossigenato in
cui, oltre a «Speciale Tv7», nelle case degli italiani è spirata l'aria
fresca proveniente da «Tetris» diretta da Luca Telese con un Senatore
Latorre e una Giovanna Maglie davvero in gran forma. Che la mia nota
«Il Mito fatale di Shangri-La» ed i richiami al cinema di colore della
politica nostrana abbiano avuto, finalmente, i loro effettacci? A
leggere i giornali e sentire le Tv sembrerebbe di sì. Nessun vanto, per
carità, ma la constatazione che, oramai, neanche i giornali e le Tv più
conservatrici ed obbedienti ad editori e politici se la sentono di
ammorbarci con le loro palle, questa sì. Ed è un passo avanti. Avanti
così allora. Capezuki di tutta Italia unitevi!
Giuliana D'Olcese quota
rosa di Internet www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
COMUNICATO STAMPA
SIGNORINA CARFAGNA,
INFILTRATA SARA' LEI!
Al
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ridono a crepapelle. Motivo
di tanta ilarità sono le dichiarazioni di Mara Carfagna, fino a ieri
soubrettina di terz'ordine che ha svolazzato per qualche anno tra le
reti Mediaset e Rai fin quando non è caduta nel più grosso pollaio di
Forza Italia, dove si è ritrovata in buona compagnia con Gabriella
Carlucci ed Elisabetta Gardini. Non potendosi ovviamente accontentare
della sua carriera televisiva, decisamente opaca, adesso Mara
Carfagna organizza convegni, il primo dei quali (e speriamo che sia l'
ultimo) lo ha chiamato "Donna, Vita e Famiglia". Ne sarà felice
Alessandra Mussolini, sembra il titolo di una pagina dei diari di suo
nonno. Insieme a Bondi, Pisanu e La Loggia, che l'hanno ricoperta di
così tanti complimenti da farci pensare che probabilmente sarà lei il
prossimo premio Nobel italiano, la Carfagna nazionale ha dato a Roma,
come se fosse a Fatima, i suoi tre segreti. Primo segreto di Mara: lei
non è una bacchettona. Secondo segreto di Mara: le case devono avere
basi solide. Terzo segreto: i gay sono costituzionalmente sterili.
Primo segreto svelato: che non è una bacchettona lo sappiamo tutti,
basta andare su un qualsiasi motore di ricerca e digitare il suo nome,
nelle foto che compaiono non ne esce ne genuflessa ne in tailleur. A
furia di cadere nei pollai sbagliati, ha imparato a predicare male e
razzolare proprio bene. Secondo segreto svelato: sapevamo di una
laurea in giurisprudenza presa tra un concorso di Miss Italia e un'
ospitata in qualche salotto televisivo, ma che fosse diventata anche
architetto non ce ne eravamo accorti. Se si riferisce alla solidità
della famiglia "naturale" dovrebbe prendersi anche una laurea di
scienze statistiche e leggere i dati Istat con molta attenzione. Lì
scoprirà quando è debole invece l'istituto che difende con tanta
pervicacia e che è ormai fallace non a causa delle Unioni Civili o
Pacs o Di.Co o matrimoni gay, ma per la sua ineluttabile non
conformità ai nostri tempi e al cambiamento della società. Terzo
segreto svelato: costituzionalmente è un'aggiunta "sterile" alle sue
affermazioni. Infatti Miss Italia sesto posto dice anche che per
essere coppia bisogna procreare ed è questo il requisito fondamentale.
Dopo esserci sbellicati a sufficienza, riprendiamo il fiato e
ricordiamo alla Carfagna che in questo modo ha insultato migliaia di
coppie eterosessuali che non possono avere figli. Poi le ricordiamo che
gay e lesbiche sono assolutamente fertili, lo dimostrano le migliaia di
coppie gay e soprattutto lesbiche che hanno figli, cresciuti con amore
e consapevolezza. Quanto a tutto il resto, stendiamo un pietoso velo.
Su di lei.
Andrea Berardicurti Segreteria Politica Via Efeso, 2/A
00146 R O M A tel. 065413985 fax 065413971 3487708437
COMUNICATO
STAMPA
Napoli, 13/02/2007
Plauso dell'Arcigay di Napoli per l'
approvazione dell'odg con cui il Comune di Napoli si impegna a
costruire un monumento in città per la commemorazione di tutte le
vittime dell'olocausto e dell'odio comprese quelle omosessuali.
"Con l'
odg che il Consiglio Comunale di Napoli ha oggi approvato un'altra
'discriminazione' è stata simbolicamente e fattivamente eliminata",
afferma l'Avv. Salvatore Simioli, presidente dell'Arcigay di Napoli,
"auspico che il processo di crescita della nostra città e del nostro
paese possa portare al riconoscimento della pari dignità anche di
tutte le coppie, omosessuali e non, senza ipocrisie e deleteri
fodametalisimi volti ad incitare all'odio e alla discriminazione".
"Oggi il Consiglio Comunale di Napoli ha dato un felice segno di laico
buonsenso", conclude Simioli,"attendiamo che venga costituito a breve
il tavolo dove le associazioni maggiormente rappresentative delle
comunità che sono state vittime delle olocausto, e che esse possano
confrontarsi e coadiuvare l'amministrazione Comunale alla realizzare
di detto monumento in base ad un progetto condiviso e rispettoso delle
diverse sensibilità, come previsto dalla delibera in modo che l'impegno
si tramuti in atto concreto". "Ringrazio il Consigliere Annciello, e l'
Assessore alla Memoria di Napoli Dolores Madaro che ha da sempre
condiviso questa nostra battaglia di civiltà nonché il Sindaco che nel
concedere il patrocinio alla manifestazione del 26 gennaio ha espresso
parole di condivisione delle finalità volte al riconoscimento della
pari dignità delle vittime dell'olocausto, avvero anche alle vittime
omosessuali". L'Arcigay di Napoli dal giugno di quest'anno ha raccolto
centinaia di firme per chiedere al Comune di Napoli la realizzazione di
un "monumento in memoria di tutte le vittime dell'olocausto e dei
crimini d'odio "a riconoscimento della pari dignità delle vittime
dell'olocausto (zingari, omosessuali, ebrei, oppositori politici,
malati mentali, disabili, vagabondi, emigrati, testimoni di Geova) e
di quanti per motivi razziali, etnici, religiosi, di genere ,
orientamento sessuale, di condizione personale e sociale, sono ancora
oggi vittime dei crimini d'odio". La petizione è stata simbolicamente
consegnata al consigliere Comunale di Napoli Mariano Annciello nel
corso della manifestazione organizzata dall'arcigay di Napoli il 26
gennaio scorso dal titolo "Giornata della memoria: mai più vittime del
nazifascismo". La petizione si è quindi concretizzata in un odg
presentata al comune oggi pomeriggio ed approvata.
COMUNICAZIONE
RADICALI ITALIANI
On line dal 2003 le registrazioni audio video delle
riunioni di Direzione di Radicali Italiani - "Radicali Italiani" sono
l'unico partito in Italia che rende disponibili in audio-video a tutti
i cittadini, tutte le sue riunioni: dai Congressi ai Comitati, alle
Direzioni. In particolare, per quel che riguarda le Direzioni, si
tratta di riunioni interne (quelle che nei partiti vengono definite "a
porte chiuse"), il cui ascolto crediamo sia molto utile e importante
per comprendere come il soggetto politico arrivi a prendere determinate
posizioni e decisioni o, i suoi esponenti, ad assumere determinati
comportamenti. Pur avendo sempre informato - attraverso Radio Radicale
e i nostri siti - di questa particolarità "radicale", la notizia che
era possibile conoscere quel che veniva detto in riunioni interne di
Radicali Italiani, è saltata alla ribalta delle cronache solo con lo
scandalo della lite Pannella/Capezzone del 26 ottobre 2006: "la lite va
in onda sul web", titolò qualcuno alla vigilia del congresso radicale.
L'eccitazione di chi era convinto di poter guardare dal buco della
serratura quel che avveniva in casa radicale, si diffuse come un virus
e in tantissimi visionarono quel filmato fino a scoprire che, nella
realtà dei radicali, tutte le riunioni erano fruibili sui siti
radicali. A questo link http://www.radioradicale.it/naviga/direzione
trovate tutte le Direzioni: 75 riunioni che iniziano dal 19 gennaio
2003 per arrivare al 17 febbraio 2007. Si tratta, a mio avviso, di vero
e proprio materiale di studio e riflessione non solo per dirigenti e
militanti radicali, ma anche per studenti che potrebbero coinvolgere
altri studenti e professori nell'esame di documenti che hanno il pregio
di proporre un dibattito libero dalle inibizioni che sempre si mettono
in moto quando c'è la trasmissione in diretta o differita o, comunque,
la presenza di giornalisti. Tutto qui. Buon ascolto a chi vorrà
cimentarsi nell'approfondimento della vicenda radicale. Un caro saluto.
Rita Bernardini
COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA
Noi
radicali, e pensiamo gran parte degli elettori, siamo stufi delle
smanie partitocratiche come quella della Margherita aquilana che
pretende di mettere in crisi la istituzione provinciale a causa della
propria incapacità di venire a capo di una (purtroppo) normale crisi
politica interna al partito. Appare scandaloso ed immorale considerare
gli eletti come una proprietà privata del partito ! Ci sembra inoltre
eversivo dell'art.67 della Costituzione ove si ritiene nullo ogni
vincolo di mandato. L'eletto, infatti, non è più rappresentante del
partito né degli elettori ma di tutto il popolo sovrano e ed è libero
di seguire l'interesse generale. L'amministrazione Tempesta ci ha già
tartassati abbastanza con questo tipo di crisi e di cambi di assessori
ed il Centrosinistra proprio non dovrebbe dare questi spettacoli
indecenti. Sollecitiamo pertanto Cialente a convocare una immediata
riunione dei partiti e dei movimenti che lo intendono sostenere per
discutere se inserire tra i primi punti del programma alcuni argini ai
più comuni tipi di degenerazione partitocratrica. Movimento dei
radicali Aquilani
ENERGIA PULITA
Un grosso mistero avvolge
ancora tutto il sistema solare e in modo particolare la sua corona...
IDROGENO E CORRENTE ELETTRICA A COSTO ZERO
In breve tempo e con
velocità elevatissima quasi tutto il mondo è passato da una società
contadina a quella industriale e da questa a quella postindustriale con
profondi cambiamenti di azioni e di pensiero. Per secoli l'uomo usava
la ruota del carro per spostarsi e per trasportare; le sue esigenze
erano limitate, ora non più e a complicare il tutto si è messo in prima
fila l'aumento di temperatura del pianeta terra imputando l'uomo
moderno come unico responsabile. Non è esattamente così. Un grosso
mistero avvolge ancora tutto il sistema solare e in modo particolare la
sua corona con le sue protuberanze e fiamme alte quanto la distanza tra
la terra e la luna, le sue macchie magnetiche, che sembrano fare un
respiro ogni undici anni, allargandosi e restringendosi anche con
conseguenze alle trasmissioni radio e la terra col suo clima fa parte
di questo sistema. Nel lontanissimo passato, e più volte, la terra subì
glaciazioni e desertificazioni e anche ora si assiste ad un lieve
fenomeno del genere. Al tempo dei Romani la temperatura del globo
terrestre era più bassa di quella di ora, tanto che le fiumare del
centro sud ghiacciavano d'inverno. Ora a questo fenomeno naturale di
innalzamento della temperatura si aggiunge quello provocato dall'uomo
con i gas di scarico delle auto in genere e con altre immondizie e
bisogna ricorrere ai ripari che dipendono dalla volontà politica dei
vari governanti e dai grossi petrolieri che hanno in mano l'attuale
mercato. Pur volendo adoperare il petrolio come fonte di energia,
avremmo meno di quaranta anni per il totale esaurimento di esso. Il
petrolio potrà servire per preparare medicine, vernici o altro, mai
come carburante. C'è il combustibile IDROGENO a portata di mano che è
una fonte inesauribile di energia pulita trasformabile in cinetica,
elettrica, calorifica, ecc. Comunque siamo ai ferri corti con la
Natura, ma sempre nelle mani di Dio. Un mio amico mi ha mostrato un suo
brevetto di invenzione industriale (forse il primo al mondo) portante
il n. 1032100 dal titolo: "motore a scoppio funzionante ad idrogeno più
acqua ed aria" rilasciatogli dal Ministero competente nel 1974, ossia
33 anni or sono . Allora non si sapeva cosa fosse l'idrogeno. Con quel
motore, applicato ad un'automobile, il mio amico ha percorso centinaia
di chilometri su strada, marciava che era una meraviglia scaricando dal
tubo di scappamento solo vapore acqueo e che si poteva fare anche l'
aerosol. L'uomo, sin dai tempi di Alessandro Volta, si è seriamente
interessato alla produzione di energia elettrica, come energia da
sfruttare in mille modi per le sue comodità, il suo benessere, la sua
vita. Turbine di ogni genere e pile nucleari contribuiscono a fornirla,
ma sono insufficienti e pericolose ad eccezione delle turbine che
girano per la caduta dell'acqua o per flusso e riflusso di essa ma sono
insufficienti. Si sente oggi, come mai, il bisogno di energia pulita,
non inquinante, energia, erogata da padre sole e da sorella luna sotto
varie forme: vento, pannelli solari, movimento del mare (onde e maree),
ecc. I liquidi minerali infiammabili per l'alimentazione di motori di
qualunque genere e per motori azionanti alternatori elettrici inquinano
enormemente l'atmosfera e l'effetto serra ed altri pericolose effetti
si fanno sentire in tutte e tre i regni della natura. Altra invenzione
recentissima del mio amico (d. b. n. RC2004A000011) recante il titolo:
"Dispositivo marino per ottenere energia elettrica" riguarda la
produzione di energia elettrica e di conseguenza la produzione di
idrogeno in quantità illimitata. Il mare ha una energia
incommensurabile fornitagli perpetuamente dal sole ed è ben felice di
regalarcela, offrendocela su un piatto d'oro. Costo zero , tranne poca
spesa per l'apparecchiatura, L'apparecchiatura potrà essere in
parallelo o in serie. Con questa invenzione potranno essere illuminate
a giorno le campagne, le strade e le autostrade. Tutte le autovetture
potranno viaggiare con energia pulitissima: elettrica o ad idrogeno.
Tutte le abitazioni, uffici, fabbriche potranno essere riscaldate o
raffreddate a piacimento. Non è utopia, ma realtà tangibile.. Romolo
Marando Romolo Marando: marando@email.it Promiseland.it Redazione
Italia
SOS MALTRATTAMENTI
Nel 2006 sono state circa 800 le
telefonate ricevute dal numero LAV "SOS Maltrattamenti" 848.588.544, di
cui 565 riguardanti segnalazioni o notizie relative a maltrattamenti di
animali. A queste si aggiungono 320 segnalazioni ricevute dall'
indirizzo sosmaltrattamenti@infolav.org .
Il servizio, attivo dal 2004,
(disponibile il lunedì, mercoledì e venerdì, ore 10-17) è stato
istituito dalla LAV per dare un aiuto concreto a tutti coloro che
vogliono intervenire contro i soprusi a danno degli altri animali,
diffondere la conoscenza della legge sulla protezione degli animali (L.
189/04), aiutare coloro che intendono presentare una denuncia o un
esposto alle Autorità per fatti riguardanti il maltrattamento di
animali e selezionare i casi più delicati per la costituzione di parte
lesa e di parte civile della LAV. 446 telefonate hanno riguardato i
cani (78% del totale), 52 telefonate hanno riguardato i gatti (poco più
del 9%) e 67 altri animali; naturalmente il numero degli animali
coinvolti è superiore alle segnalazioni (es. nel caso di canili o
allevamenti): ad esempio il totale dei cani oggetto di abusi segnalati
al servizio LAV "SOS Maltrattamenti" è di circa 2000. 82 sono state le
richieste di controlli o verifiche di segnalazioni. I casi più
frequenti portati all'attenzione della LAV riguardano cani rinchiusi in
box, recinti o appartamenti, tenuti sempre legati, senza riparo dalle
intemperie o al sole, maltrattati in genere, picchiati o tenuti in
pessime condizioni igieniche, sfruttati per l'accattonaggio. E poi
gatti avvelenati, abbandonati, presi a sassate, bastonati, uccisi in
vario modo. Vittime di violenze anche cavalli, galline, aragoste,
conigli, ma anche gufi e coccodrilli. Le segnalazioni sono giunte
prevalentemente dalle grandi città: dalla sola provincia di Roma sono
arrivate 145 telefonate, più del 25% del totale, mentre da quella di
Milano 41, da quella di Napoli 29, da quella di Bologna 23 e da quella
di Firenze 18. Non bisogna lasciarsi ingannare dalle cifre: il fatto
che da queste province messe insieme arrivi il 45% delle telefonate non
significa che qui i maltrattamenti siano più numerosi o che vi sia una
maggior sensibilità, perché le dinamiche del processo che porta a
segnalare i maltrattamenti sono varie e complesse. Nella maggioranza
dei casi, a telefonare sono le donne (471), mentre gli uomini sono
appena 94. Da sole, le donne rappresentano oltre il 83% del totale,
contro il 16% dei maschi. Il 19% di quanti hanno fatto una segnalazione
è socio LAV. "Questi dati raffigurano uno spaccato reale del rapporto
uomo-altri animali nel nostro Paese; rappresentano una testimonianza
diretta delle denunce dei cittadini, non mediata da organi di stampa né
da dati elaborati da altre fonti – dichiara Ciro Troiano, responsabile
del servizio SOS Maltrattamenti della LAV - Si tratta di dati parziali,
ma hanno il pregio di essere «genuini», ovvero di rappresentare la
testimonianza diretta di coloro che hanno assistito o denunciato una
condotta criminale a danno di altri animali. Fatti accaduti tra le mura
domestiche, in famiglia, nella stretta schiera dei parenti, nel
condominio e che vedono come protagonisti i volti di ogni giorno, il
parente, il vicino di casa. Non occorre essere un criminale
riconosciuto per essere un torturatore di altri animali. Anzi, la
maggioranza dei maltrattamenti è commessa da persone "normali", quasi
sempre con condotte sociali irreprensibili, socialmente riconosciute
come «brave persone», ma che per una antiquata e crudele cultura
considerano gli altri animali come cose, oggetti animati da usare e
sfruttare e sui quali esercitare un misero senso di onnipotenza
quotidiana". Anche nel 2006 numerose telefonate sono giunte da
rappresentati di Organi di Polizia o di uffici pubblici per chiedere
chiarimenti sulla normativa contro il maltrattamento di animali (L.
189/04). In alcuni casi è stato chiesto l'intervento della LAV per
predisporre una denuncia o un sequestro, in altri casi abbiamo ricevuto
richieste da avvocati che dovevano preparare denunce o esposti.
Deludenti le risposte ricevute da uffici pubblici e Organi di Polizia,
alle segnalazioni fatte dalla LAV: la reazione più comune è stato il
classico "scarico di competenze". Le risposte più avvilenti sono giunte
dai Servizi Veterinari delle ASL: a parte lodevoli eccezioni per
competenza, professionalità e sensibilità incontrate dalla LAV in anni
di attività, il 99% delle segnalazioni inviate da "SOS Maltrattamenti"
della LAV ai Servizi Veterinari delle ASL ha avuto esito negativo. Un
dato sul quale occorre riflettere insieme alle troppe e terribili
violenze di cui gli animali sono vittime. info:
sosmaltrattamenti@infolav.org SOS Maltrattamenti-Telefono: 848.588.544
Fonte:www.infolav.org Promiseland.it Redazione Italia.
CHI HA PAURA DI GIORDANO BRUNO
(di Maurizio Di Bona)
Fra pochi giorni
ricorre, ancora una volta, l'anniversario della morte di Giordano
Bruno, filosofo conosciuto nell'Europa del 500 semplicemente come il
"Nolano", (perché nato a Nola, vicino Napoli) arso vivo per mano
cattolica il 17 febbraio del 1600.
Ogni anno se ne parla sempre meno ed
i media, timorosi forse di irritare qualcosa o qualcuno (mah!),
ritengono inopportuno, o tutto sommato inutile, dedicare spazio al
ricordo di chi ancor prima di Galileo, intuiva e rivoluzionava visione
e posizione di uomo e Terra, non più al centro di alcunché, in un
universo infinito, in cui tutto è relativo ed in cui il nostro è solo
uno dei mondi possibili. Non abbiamo ritratti certi di Bruno e non
abbiamo tutte le sue opere; chi ha tentato di cancellarlo dalla storia,
dopo avergli chiuso la bocca, alla lettera, perché con una mordacchia,
ne ha disperso le ceneri ai quattro venti ed ha poi fatto in modo che
di lui non ci fosse traccia o segno che ne riportasse alla luce la
memoria nei secoli a venire. Dobbiamo essere grati all'irlandese John
Toland che nel '700 ne riscoprì la grandezza e il genio, aprendo la via
a tutti gli studi successivi. I francesi gli tributano i giusti onori,
i tedeschi ce lo invidiano, addirittura attribuendosene una parte del
dna, ma in Italia Bruno deve restare nell'ombra. In esilio totale e
perenne, oggi come quattro secoli fa. Chissà perché… Un frate
domenicano dall'ingegno fuori dal comune, che a lume di ragione,
scardina dogma per dogma il sistema ecclesiale dell'epoca, corrotto e
intriso di superstizione e miracolistica, indica ai regnanti una pace
religiosa per porre fine alle guerre che insanguinano l'Europa, che fa
da ponte tra saggezza orientale e pensiero filosofico occidentale e che
chiede al Papa di riportare la Chiesa sui soli binari apostolici dell'
amore, non capisco a chi possa far paura!? E' per questo che ho
intitolato il mio libro proprio così: Chi ha paura di Giordano Bruno,
ma mai avrei immaginato che poi quell'interrogativo privo di punto di
domanda si rivelasse così "dannatamente" profetico! Nella prefazione
all'opera, l'illuminato Giuliano Montaldo, regista dell'unico Giordano
Bruno cinematografico che abbiamo, ricorda i suoi inimmaginabili tre
anni di pene prima della lavorazione di quel film. A me ce ne sono
voluti cinque per accantonare l'ambizioso progetto iniziale, un vero e
proprio romanzo grafico sul Nolano (the Nolan is back), non realizzato
per sfiancamento, raccogliere tutto il materiale prodotto fino ad
allora e "costruire" un secondo libro, che raccontasse "in presa
diretta" come fosse difficile concretizzare quell'intenzione. Il libro,
una volta completato, non ha risparmiato ulteriori "incidenti di
percorso". Dalle risposte criptiche di certi editori mugugnanti sui
ceci, al dietrofront di chi fino al giorno prima si dichiarava
entusiasta del progetto, fino ai ripensamenti di molte librerie, che
vuoi per una politica assurda e vile che taglia fuori i piccoli
editori, vuoi per chissà quali immotivate ragioni, hanno poi preferito
non avere il libro sui loro scaffali. Sarà forse perché è scritto male
e disegnato peggio… e che di Giordano Bruno proprio non se ne può di
ritrovarselo davanti tutti i "santi e benedetti" giorni?! Sarà
certamente così. Ecco perché anche nell'Enciclopedia della filosofia a
fumetti di Osborne, pubblicata due anni fa, il Nolano sembra essere l'
unico escluso! Maurizio Di Bona. www.giordanobruno.biz
Fonte:www.letteratitudine.blog.kataweb.it Promiseland.it Redazione Italia.
ARCILESBICA ROMA
MERCOLEDI' 7 MARZO ORE 21:30
LOCANDA ATLANTIDE - VIA
DEI LUCANI 22/B (San Lorenzo)
LE RACCOMANDATE (CON RICEVUTA DI RITORNO
PER TUTTI) FESTA DI TESSERAMENTO DI ARCILESBICA ROMA Letteratura:
Spazio "Hyde Park" per (re)citare le vostre letture (o scritture) al
femminile. Musica: Blues e Rock by Antipodi Arte: Digital painting by
Kyrahm Dj set Ingresso: 7 euro (+ tessera 10 euro). Arcilesbica Roma V.
le G. Stefanini, 15 TEL. 06/4180211
(www.arcilesbica.it/roma)
NESSUNO TOCCHI CAINO n17.02.2007
IRAQ. CONDANNA A MORTE PER EX VICE-
PRESIDENTE, IL GIORNO PRIMA 14 ESECUZIONI - 12 febbraio 2007: l'ex
vice presidente iracheno, Taha Yasin Ramadan, è stato condannato all'
impiccagione dall'Alta Corte irachena. Lo scorso 5 novembre, Ramadan
era stato condannato all'ergastolo in relazione alla strage degli
sciiti di Dujail, avvenuta nel 1982, tuttavia la Corte d'Appello aveva
in seguito raccomandato per l'imputato la pena capitale, rimandando il
caso all'Alta Corte. "Dio sa che non ho fatto nulla di sbagliato e si
vendicherà sui miei persecutori", ha detto Ramadan poco prima che il
giudice Ali al-Kahachi leggesse la sentenza: "In nome del popolo, la
corte ha deciso di condannare a morte per impiccagione Taha Yassin
Ramadan" con l'accusa di crimini contro l'umanita'. Nei giorni scorsi
l'organizzazione Human Rights Watch aveva rivolto un appello perche'
l'ex vice presidente non venisse condannato a morte, denunciando la
mancanza di prove nel processo per il massacro di Dujail. La scorsa
settimana, Louise Arbour, Alto commissario delle Nazioni Unite per i
diritti umani, aveva avviato iniziative legali per evitare una
possibile condanna a morte di Ramadan. Uccidere Ramadan – ha detto la
Arbour - sarebbe illegale, perchè la pena capitale può essere inflitta
soltanto se il processo di primo grado e le procedure di appello
rispettano i parametri internazionali. Il processo di Ramadan invece
"non è riuscito a rispettare gli standard del giusto processo" e una
pena capitale consisterebbe in un "trattamento crudele, disumano o
degradante", che è proibito in base alle legge internazionali. Il
giorno prima della condanna all'impiccagione dell'ex vicepresidente,
quattordici persone sono state giustiziate nel paese per omicidi,
sequestri e stupri. Lo rende noto il governo iracheno, precisando che
i crimini sono stati commessi in cinque delle 18 province del paese:
Karbala, Basra, Wasit e Diwaniyah, tutte a sud della capitale Baghdad,
e Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Il comunicato governativo non precisa il
metodo di esecuzione, sebbene sia l'impiccagione quello usato per
mettere a morte civili condannati a morte, inoltre il linguaggio usato
dalle autorità suggerisce che i 14 siano tutti insorti sunniti o membri
di al-Qaeda. Tra i giustiziati ci sono Zanoun Younis Salim e Ahmed
Hamed Hassan: il primo sarebbe responsabile di centinaia di morti, l'
altro avrebbe fatto esplodere bombe in una moschea a sud della
capitale, uccidendo 65 persone. "Non arretreremo mai nell'imporre la
legge" – avvertono le autorità, aggiungendo che "La gente innocente
delle nostre amate province vedrà questi macellai cadere uno dopo l'
altro, con l'aiuto di Dio".
PENA DI MORTE. RUSSIA FIRMA DICHIARAZIONE
SU MORATORIA - 12 febbraio 2007: la Russia ha firmato la
"dichiarazione di associazione" sulla pena di morte presentata all'Onu
dall'Unione europea lo scorso 19 dicembre. Lo annunciano a "Il Velino"
fonti delle Nazioni Unite.
L'ottantottesima adesione, dopo le 85
iniziali e le firme di Namibia e Kirghizistan di due settimane fa, è
quella su cui più sperava l'Italia, impegnata a raccogliere il massimo
numero di adesioni per convincere gli indecisi dell'Ue. Mosca, infatti,
potrebbe fungere da traino per altri paesi dell'ex Unione Sovietica,
alcuni dei quali dopo il crollo del regime hanno abolito la pena
capitale o applicano unilateralmente una moratoria delle esecuzioni. È
il caso dell'Azerbaigian, paese abolizionista dal 1998, che secondo
alcune indiscrezioni sarebbe prossimo ad apporre la propria firma alla
dichiarazione. Altri paesi disposti a firmare sarebbero Gabon,
Mozambico e Repubblica Democratica del Congo, sollecitati da Romano
Prodi durante il recente vertice dell'Unione africana.
Obiettivo della
Farnesina è ottenere 97 firme (la maggioranza assoluta all'Assemblea
generale) nel più breve tempo possibile, magari entro il 5-6 marzo,
quando il Consiglio affari generali prenderà la decisione finale
sull'azione europea. Alcuni paesi dell'Unione, infatti, non sciolgono
le proprie riserve. In particolare, secondo quanto risulta da una
riunione tecnica della scorsa settimana a New York, Danimarca e Olanda
continuano a opporre una certa freddezza, mentre la Gran Bretagna non
ha assunto un atteggiamento negativo. Durante la riunione, tra
l'altro, l'Italia ha proposto di cominciare a scrivere il testo della
risoluzione e di stabilire dei tempi per la sua presentazione
all'Assemblea generale.
GRENADA. PRIVY COUNCIL ANNULLA 13 CONDANNE
CAPITALI - 6 febbraio 2007: il Privy Council di Londra ha annullato 13
condanne a morte emesse a Grenada nei confronti di altrettante persone
riconosciute colpevoli di omicidi, commessi nel corso del colpo di
stato dell'ottobre 1983. Riconoscendo le condanne a morte come
illegittime, il Privy Council – suprema corte d'appello per diverse ex
colonie britanniche – ha stabilito che i tredici devono essere
riprocessati dalla Corte Suprema dell'isola. Nel colpo di stato,
guidato dal vice primo ministro dell'epoca Bernard Coard, furono uccisi
il leader socialista Maurice Bishop e altre 10 persone.
Sei giorni
dopo il colpo di stato operato del settore marxista-leninista del
governo, gli Stati Uniti inviarono sull'isola migliaia di soldati per –
disse l'allora presidente Usa Ronald Reagan – ripristinare l'ordine,
proteggere cittadini statunitensi ed evitare l'ingresso sull'isola di
armi e consiglieri militari cubani. Grenada è uno stato indipendente
nell'ambito del Commonwealth, per il quale il Comitato Giudiziario del
Privy Council britannico rimane la Corte d'Appello di ultima istanza.
E' tra gli undici firmatari dell'accordo del 2001 volto a stabilire una
Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra
come corte d'appello di ultima istanza nella regione. La Corte
Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005,
tuttavia Grenada deve ancora emendare la propria costituzione per poter
passare alla giurisdizione della Corte.
IRAN. SETTE ESECUZIONI IN DUE
GIORNI - 15 febbraio 2007: sette persone sono state recentemente messe
a morte in Iran. I primi tre uomini sono stati giustiziati il 14
febbraio nel Khuzestan, in relazione agli attentati esplosivi avvenuti
nel 2005 nel capoluogo provinciale Ahvaz.
Giustiziati in una prigione,
i tre arabi ahwazi sono stati identificati come: Ghasem Salami, 41
anni, sposato e con sei figli, Majad Albughbish, single di 30 anni
originario di Mahshahr, e Abdolreza Sanawati, 34 anni. Sono gli ultimi
del gruppo di 10 ahwazi condannati a morte e impiccati in relazione ai
suddetti attentati: come già riportato da Nessuno tocchi Caino, i primi
tre del gruppo sono stati impiccati lo scorso dicembre, altri quattro a
gennaio. I rapporti tra la comunità ahwazi e le autorità centrali
iraniane sono molto tesi, con Teheran che accusa la Gran Bretagna – i
cui soldati sono nel vicino Iraq – di alimentare le tensioni nella
provincia. Londra respinge ogni accusa. Altri quattro uomini sono stati
impiccati il 13 febbraio per omicidio nel carcere di Evin, a Teheran.
Condannati a morte in processi distinti, sono stati identificati dal
quotidiano Kayhan come Najomeldin, 24 anni, Mohammad, Behrouz, 27 anni,
e Reza.
NEW MEXICO (USA). CAMERA APPROVA ABOLIZIONE PENA DI MORTE - 12
febbraio 2007: la Camera dei Rappresentanti del New Mexico ha approvato
un disegno di legge che abolisce la pena di morte, prevedendo la sua
sostituzione con l'ergastolo senza condizionale.
Presentato dalla
deputata Democratica Gail Chasey e approvato dalla Camera con 41 voti
contro 28, il disegno di legge passa ora al Senato, dove tuttavia un
analogo disegno è stato bocciato nel 2005.
Il New Mexico ha
reintrodotto la pena capitale nel 1979 e ha effettuato da allora la
sola esecuzione di Terry Clark, avvenuta nel 2001.
Sono solo due gli
attuali prigionieri nel braccio della morte dello stato, che usa l'
iniezione letale come metodo di esecuzione. Il governatore ha il potere
esclusivo di concedere la grazia.
ANDRA' IN ONDA SU 'LA 7' "IL MIGLIO
VERDE" UN NUOVO PROGRAMMA SULLA PENA DI MORTE - Il canale La 7, sta per
mandare in onda un nuovo programma intitolato Il 'Miglio Verde'. Il
programma spera di diventare un po' una bandiera contro la pena di
morte, raccontando le storie delle moltissime persone che corrispondono
per lettera con i condannati nei bracci della morte statunitensi. La
redazione sta cercando persone che corrispondano con detenuti nel
braccio della morte degli Stati Uniti. Se avete un rapporto epistolare
con un condannato a morte e siete interessati a condividere la vostra
esperienza e quella del vostro amico di penna, potete contattare la
redazione del programma all'indirizzo: casting@fbcmedia.com
(specificando che siete stati contattati da Nessuno tocchi Caino)
NESSUNO TOCCHI CAINO
24.02.2007
MARYLAND. GOVERNATORE FAVOREVOLE ALL'
ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE - 21 febbraio 2007: il Governatore del
Maryland Martin O'Malley ha sostenuto di fronte alle Commissioni
Giustizia di Camera e Senato la necessità di eliminare la pena di
morte. Per il Governatore Democratico O'Malley, entrato in carica il
mese scorso, la pena di morte non ha un effetto deterrente, richiede
costi eccessivi e viola la dignità umana, oltre a comportare il rischio
di giustiziare innocenti. Le Commissioni sono attualmente impegnate
nell'esame di progetti di legge abolizionisti – non presentati dall'
esecutivo – che sostituirebbero la condanna a morte con l'ergastolo
senza condizionale. Lo stesso Governatore alcuni giorni fa ha espresso
le proprie opinioni sulla pena di morte in un articolo comparso sul
Washington Post. Lo scorso dicembre la Corte d'Appello del Maryland ha
ordinato lo stop delle iniezioni letali nello stato, fin quando il
parlamento non avrà esaminato il protocollo per le esecuzioni. La Corte
d'Appello ha detto che "In base alla legge dello stato, il protocollo
deve essere sottoposto ai legislatori prima di poter essere adottato
dal Dipartimento di Correzione". Sono cinque le esecuzioni effettuate
in Maryland dal 1978, gli attuali prigionieri del braccio della morte
statale sono sei.
FRANCIA. DIVIETO PENA DI MORTE ISCRITTO NELLA
COSTITUZIONE - 19 febbraio 2007: il parlamento francese ha iscritto
nella Costituzione del paese il divieto esplicito nei confronti della
pena di morte. L'Assemblea Nazionale e il Senato, riuniti in seduta
comune a Versailles, hanno approvato con 828 voti favorevoli e 26
contrari una modifica costituzionale in base alla quale'Nessuno puo'
essere condannato alla pena di morte'. Si tratta di uno dei tre
emendamenti costituzionali sostenuti dal presidente Jacques Chirac e
approvati dal parlamento francese: gli altri due riguardano la
definizione del corpo elettorale in Nuova Caledonia e lo status penale
del capo dello stato. Questa di Versailles, è la terza e ultima
riunione congiunta dei parlamentari in questa legislatura. Per
l'approvazione delle modifiche alla costituzione erano necessari i tre
quinti dei voti.
La pena di morte è stata abolita in Francia nel 1981,
sotto la presidenza socialista di Francois Mitterrand e soprattutto
grazie agli sforzi dell'allora Ministro della Giustizia, il socialista
Robert Badinter.L'ultima persona ad essere giustiziata è stato Hamida
Djandoubi, un immigrato tunisino, condannato per omicidio e
ghigliottinato il 10 settembre 1977 nella prigione di Baumetes, a
Marsiglia.
GIAPPONE. RAGGIUNGE QUOTA 100 NUMERO PRIGIONIERI IN ATTESA
DI ESECUZIONE - 20 febbraio 2007: la Corte Suprema giapponese ha
confermato la condanna a morte di Kazuo Shinozawa, 55 anni, portando
così a 100 il numero dei prigionieri nel braccio della morte del paese.
Nel giugno 2000, dopo aver rapinato una gioielleria nella citta' di
Utsunomiya, a nordest di Tokyo, Shinozawa avrebbe dato alle fiamme il
negozio, provocando la morte di sei persone impossibilitate ad uscire.
Secondo gli avvocati difensori, l'incendio avrebbe invece un'origine
accidentale. "Il numero dei detenuti nel braccio della morte è
notevolmente aumentato nell'arco degli ultimi due o tre anni", ha
riconosciuto il ministro della giustizia giapponese, Jinen Nagase,
aggiungendo tuttavia che il trend non deve suscitare preoccupazioni,
dal momento che le sentenze vengono emesse in scrupoloso accordo con la
legge.
IRAN. CORTE SUPREMA CONFERMA CONDANNA A MORTE DI DELARA - 16
febbraio 2007: la condanna a morte di Delara Darabi, 20 anni, è stata
confermata dalla Corte Suprema iraniana, rende noto l'avvocato
difensore della ragazza. Quando aveva 17 anni, Delara avrebbe ucciso un
cugino di suo padre, nel corso di un furto commesso insieme a un
ragazzo allora 19enne, Amir Hossein. Delara inizialmente avrebbe
confessato l'omicidio, per poi ritrattare: "Essendo ancora minorenne,
credevo di evitare la condanna a morte. Così, su richiesta di Amir, mi
sono assunta la responsabilità dell'omicidio, per salvargli la vita",
ha spiegato Delara. Amir è stato condannato a 10 anni di carcere,
successivamente aumentati a 13.Il mese scorso, la madre di Delara ha
detto al giornale Etemad che la ragazza, detenuta nel carcere Evin a
Teheran, ha tentato il suicidio. Lo scorso anno una mostra dei dipinti
realizzati in carcere dalla ragazza – che si dichiara innocente
rispetto all'accusa di omicidio - ha attirato sulla vicenda
l'attenzione dei media internazionali. In base al Codice Penale in
vigore, le femmine di età superiore a nove anni e i maschi con più di
quindici anni sono considerati adulti e, quindi, possono essere
condannati a morte, anche se le esecuzioni sono normalmente effettuate
al compimento del diciottesimo anno d'età. Ciò viola apertamente due
patti internazionali ratificati dall'Iran: il Patto Internazionale sui
Diritti Civili e Politici e la Convenzione Onu sui Diritti del
Fanciullo, i quali vietano l'esecuzione di persone che avevano meno di
18 anni all'epoca del reato.
IRAN. GIUSTIZIATO CINQUE GIORNI DOPO IL
CRIMINE - 19 febbraio 2007: un uomo è stato impiccato nella provincia
iraniana del Sistan-Baluchistan, dopo essere stato riconosciuto come
uno dei responsabili degli attentati esplosivi avvenuti lo scorso 14
febbraio nel capoluogo Zahedan.
Nasrollah Shanbe-Zehi è stato
giustiziato in pubblico nello stesso luogo in cui si è verificato l'
attentato che è costato la vita a 11 Pasdaran (Guardiani della
rivoluzione). Dalla folla si sono levati slogan contro gli Stati Uniti
e Israele. Un portavoce del Ministero degli Esteri, Mohammad Ali
Hosseini, ha dichiarato che le indagini condotte a seguito dell'
attentato indicano che dietro questo crimine ci sono agenti stranieri.
Sul suo sito web, Nessuno tocchi Caino ha riportato notizie relative a
191 condanne a morte e 113 esecuzioni nel 2005 in Iran. Ma i dati reali
potrebbero essere molto più alti: le autorità non forniscono
statistiche ufficiali e i numeri riportati sono relativi alle sole
notizie pubblicate dai giornali iraniani, che evidentemente non
riportano tutte le esecuzioni.
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