27 gennaio 2007

news 27 gennaio

IL GIORNO DELLA MEMORIA
Dedicato a chi dimentica,
dedicato a chi rinnega….
Dedicato a chi
tace…..
Non saranno mai abbastanza le lacrime di dolore di mille
generazioni prima e dopo di noi, per espiare la follia umana della
guerra, delle torture, dei genocidi e delle camere a gas. Il giorno
della memoria è scritto nel cielo e nell'aria che respiriamo, con il
sangue delle vittime delle persecuzioni di ogni tempo. Noi, la nostra
generazione, può sollevare l'urlo di rivendicazione di vita e di
libertà per coloro che furono e sono oppressi dalle schizofrenie
politiche e religiose. Possiamo batterci affinché non esistano più
guerre e torture, batterci per respirare aria pura e per non avere più
sulla testa un cielo macchiato di sangue. Possiamo imparare ad essere
meno egoisti e a guardare negli occhi altrui, come fossero i nostri
occhi. Il tempo è amico degli animi nobili che non restano imperterriti
a guardare chi opprime interi popoli, con la scusa di "minoranze";
nessuna vita, nessuno di noi è la "minoranza" di chissà chi altro,
ognuno ha il profondo ed indiscutibile diritto di essere e di
appartenere. Molti di noi si arrendono di fronte alle sopraffazioni,
con la scusa che nulla cambierà mai; ma nell'urlo di milioni di persone
non può e non deve mancare la voce di chiunque. Non esistono situazioni
di comodo che possano tenerci lontani da realtà omicide e
discriminatorie, i diritti di vita e di libertà di ogni persona sono
anche i nostri. Così come non siamo lontani da chi viene impiccato,
torturato, violentato e fucilato; perché il nostro silenzio è complice
degli oppressori e il nostro cuore è vicino agli oppressi. La guerra
vera, che è giusto combattere, è proprio quella che non ci fa tacere di
fronte alle ingiustizie e che anzi, muove i nostri corpi con il nervo
della reazione contro i poteri assassini ed arroganti. La vita di ogni
essere vivente ha lo stesso identico valore della nostra, così come la
libertà individuale; e dunque ogni colpo, ogni ingiustizia, ogni
tortura e ogni discriminazione che viene imposta al prossimo, in realtà
la subiamo tutti. Il giorno della memoria porta i nomi di tutti i morti
in ogni luogo e in ogni tempo e questi nomi sono impressi a fuoco in
ognuno di noi, per non dimenticare, per non far finta di niente…. Per
non tacere!
Carla Liberatore Gaya CsF

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 26
gennaio 2007
GIORNATA MEMORIA: FILM INEDITI E NUOVI SAGGI PRESENTATI
DA ARCIGAY IN MEMORIA DEI 100MILA OMOSESSUALI PERSEGUITATI DAL
NAZIFASCISMO
Film inediti, nuovi saggi storici e documentari al centro
delle iniziative in giro per l'Italia con cui Arcigay ricorderà, in
occasione della Giornata della memoria di domani, le vittime
omosessuali della persecuzione nazifascista. Convegni, video-
proiezioni, spettacoli teatrali, cerimonie ufficiali, deposizioni di
fiori, letture pubbliche e presentazioni di libri, esposizioni di
mostre multi-lingue. Furono circa 100mila gli omosessuali perseguitati
dal nazifascismo, 15mila dei quali internati nei lager, dove circa
10mila trovarono la morte. Tra le città interessate Trieste e Bologna,
che ospitano lapidi in memoria delle lesbiche e dei gay uccisi durante
l'olocausto, Padova, Verona, Bolzano, Aosta, Genova, Reggio Emilia,
Firenze, Pisa, Perugia, Roma, Napoli e Brescia. Tra le novità di quest'
anno il film inedito Grune Rose, che racconta lo sterminio degli
omosessuali nei lager e sarà proietatto in anteprima a Firenze, sabato
27 gennaio, ore 20:45, in piazza Tasso, 1. Il cortometraggio, la cui
regia è firmata da Dario Picciau ed è coprodotto da Arcigay Firenze
insieme a Visions (Milano), è un omaggio a Richard Grune, artista e
testimone dello sterminio degli omosessuali sotto il nazismo. Le
ricerche storiche di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio hanno
invece dato vita al nuovo saggio "La città e l'isola – omosessuali al
confino nell'Italia fascista" che, a partire dalle rare testimonianze
dirette delle vittime e da fonti d'archivio, dà conto della repressione
poliziesca degli omosessuali italiani durante il Ventennio. Il libro,
edito da Donzelli, sarà presentato a Trieste, presso la libreria
Minerva, sabato 27, ore 17:30, e a Bologna, martedì 30, presso l'
Arcigay di Bologna, Cassero gay & lesian center, in via Don Minzoni,
18. Sempre le testimonianze di omosessuali italiani, donne e uomini
vissuti sotto il regime fascista, al centro di due documentari,
"Ricordare" e "L'altro ieri", della regista Gabriella Romano, che
saranno proiettati questo pomeriggio alle 17, ad Aosta, nell'Aula magna
dell'Università, in via dei Cappuccini, 2/a. "Il ricordo delle vittime
omosessuali del nazifascismo è purtroppo reso ancora più difficile da
un fattore caratteristico - spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay
delle iniziative per la Giornata della memoria - Spesso le stesse
famiglie di origine si vergognavano dell'omosessualità dei loro
congiunti e nascosero le crudeltà subite". Le incarcerazioni in
Germania dopo la guerra In Germania l'articolo del codice penale, il
famigerato "paragraph 175", in base al quale furono perseguitati gli
omosessuali durante la dittatura nazista, rimase ancora in vigore per
decenni dopo la fine della guerra. Solo nel 1968 venne abrogato nella
Germania dell'Est e nel 1969 in quella dell'Ovest. Alcuni dei
superstiti dei lager nazisti furono nuovamente arrestati dopo la guerra
in base alla stessa legge. Il triangolo rosa nei lager Gli omosessuali
reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito
sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate agli
ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione,
lavori forzati. Nella gerarchia interna ai campi costituivano il
gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi
compagni di prigionia. La repressione poliziesca in Italia In Italia,
alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e
remoti (Favignana, Ustica, San Domino delle Tremiti, ecc.). Almeno 300
sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore
di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di
polizia. Nel codice penale dell'epoca fascista, il Codice Rocco (1931),
si omise, appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un
"problema" che affliggesse gli italiani. Una persecuzione che continua
nel mondo "Purtroppo la persecuzione e lo sterminio delle persone
omosessuali nel mondo non si sono conclusi con la sconfitta dei regimi
nazifascisti – osserva il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. L'
oppressione continuò nel dopoguerra anche in molti paesi filo-
sovietici. In sei stati islamici gli omosessuali sono tutt'oggi
sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita,
Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi musulmani puniscono comunque
duramente gli atti omosessuali. In totale sono circa 80 gli stati, tra
cui India e Cina, in cui i rapporti omosessuali rimangono reato. La
recente risoluzione del Parlamento europeo contro l'omofobia ha inoltre
invitato l'Italia e gli altri stati membri dell'Unione a riconoscere le
vittime omosessuali del nazismo e ha assimilato l'omofobia al razzismo
e all'antisemitismo". Elenco delle iniziative L'elenco delle iniziative
Arcigay per la Giornata della memoria è consultabile sul sito web dell'
associazione all'indirizzo: www.arcigay.it/show.php?2376. - Ufficio
stampa Arcigay


COMUNICATO STAMPA
ARCIGAY TRIESTE
Trieste, 25 gennaio
2007
Si prega di pubblicizzare le iniziative a memoria delle
discriminazioni subite dalle persone omosessuali organizzate nel Friuli
Venezia Giulia:
• venerdì 26 Gennaio ore 11:00 - Risiera di san Sabba,
via Palatucci, 5 Trieste:
Arcigay Arcilesbica Trieste deporranno un
triangoli di fiori nell ambito delle cerimonie ufficiali organizzate
dalla istituzioni per la Giornata della Memoria 2007
• sabato 27
gennaio ore 17:30 - Libreria Minerva, via San Nicolò, 20 Trieste:
Presentazione della ricerca di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti:
La città e l'isola - Omosessuali al confino nell'Italia fascista. La
presentazione sarà curata dalla Professoressa Tullia Cattalan, del
Dipartimento di Storia dell'Università di Trieste
• sabato 27 gennaio
ore 18:00 - sala polifunzionale "Il Caseificio", Spilimbergo (PN):
Inaugurazione della mostra "Omocausto, lo sterminio dimentocato degli
omosessuali" proposta da Arcilesbica e Arcigay Udine e Pordenone

domenica 28 gennaio ore 21:00 - Teatro Miela, piazza Duca degli
Abruzzi, 3 Trieste:
Spettacolo teatrale a cura del Micro Teatro Terra
Marique: "I triangoli Rosa" tratto da uno dei racconti di "I semi di
finocchio"
Marco Reglia responsabile arcigay per la memoria storica
delle discriminazioni contro le persone omosessuali - Mail:
memoria@arcigay.it Mailing list: Gruppo@MemoriaLGBT.it (per iscriversi
richiederlo a info@MemoriaLGBT.it) - Cell: +39 348/3142494 - http://www.
MemoriaLGBT.it


COMUNICATO STAMPA ARCIGAY FIRENZE
Firenze, 25
gennaio 2007
A FIRENZE DUE EVENTI D'ECCEZIONE PER LA MEMORIA DI UN
OLOCAUSTO DIMENTICATO
Il 26 e 27 gennaio Visions Milano e Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa" organizzano due serate dedicate allo sterminio
degli omosessuali nei lager nazisti, gratuite e aperte al pubblico. Lo
faranno con l'anteprima del cortometraggio Grüne Rose, che sta avendo
in questi giorni un'eco internazionale, e con il percorso fotografico
Grüne rose – sul set del film realizzato dagli artisti Steed Gamero e
Roberto Malini. Gli eventi sono stati patrocinati dalla Regione
Toscana, dalla Provincia di Firenze, dai Comuni di Firenze e Scandicci,
nonché dai più importanti Musei Memoriali della Deportazione
Omosessuale. Alla prima mondiale del film, il 27 gennaio, presenti
numerosi esponenti istituzionali e del mondo GLBT. Tra gli ospiti della
serata, il Segretario nazionale dei Radicali e Presidente della
Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Daniele
Capezzone, e il Presidente dell'ILGA Europe (International Lesbian and
Gay Association), Riccardo Gottardi. Stazioni di una via crucis.
Tableaux vivants della memoria. Immagini di una persecuzione e di un
massacro. Il partito nazista condusse una repressione spietata contro
gli omosessuali, che nei lager erano soggetti a cure farmacologiche
dagli effetti devastanti, pratiche rieducative letali e alla
castrazione. Arrestato nel 1934 a causa della sua omosessualità, l'
artista tedesco Richard Grüne subì la tortura, il carcere e l'
internamento nei campi di concentramento di Sachsenhausen (dal 1937 al
1940) e Flossenbürg (dal 1940 al 1945). Visions e Arcigay Firenze hanno
voluto ricordarlo – e con lui, tutti gli omosessuali (il terzo gruppo,
dopo ebrei e zingari) che sono stati perseguitati, internati e
sterminati nei campi nazisti a causa del Paragraph 175 – con un'
importante co-produzione che in breve tempo ha raccolto l'interesse,
oltre che delle Istituzioni, della GLBT Historical Society di San
Francisco (California, USA), del Mémorial de la Déportation
Homosexuelle di Parigi e dell'organizzazione francese Triangles Roses,
che hanno concesso l'alto patrocinio per l'iniziativa. Grüne Rose –
regia di Dario Picciau, soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini, co-
produzone Visions – Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa", interpretato da
Libero Stelluti, Angelo Cirfiera, Massimo Muntoni, Enzo Maria Cilento,
Emanuele Cirfiera, Paolo Riva, Francesco Caci e Giovanni Cirfiera – è
il cortometraggio che celebra un mondo tragico, una cultura e una gente
distrutte. Sabato 27 gennaio 2007, a partire dalle 20,45, presso l'
Altana di Piazza Tasso n°1 (ex convento delle Leopoldine) a Firenze,
avrà luogo la prima nazionale del film: presenzieranno, oltre al cast
di artisti che hanno lavorato al progetto e a numerosi ospiti, anche:
Daniele Capezzone, segretario nazionale dei Radicali; Riccardo
Gottardi, presidente di ILGA Europe; Alba Montori, storica militante
del movimento GLBT italiano (una tra le fondatrici del F.U.O.R.I.,
primo movimento gay e lesbico nato in Italia); rappresentanze
istituzionali della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e del
Comune di Scandicci. La serata è aperta a tutti e non richiede
biglietti d'ingresso. Grüne sopravvisse e raffigurò il martirio degli
omosessuali in una serie di immagini crude e indimenticabili: Passione
del XX secolo. Le immagini di Richard Grüne e le memorie di internati
gay sopravvissuti ai lager, come Pierre Seel (che descrisse l'agonia di
un ragazzo gay di diciott'anni, il quale morì dissanguato con un
secchio metallico posto sulla testa, che amplificava in modo
agghiacciante le sue grida), sono alla base della gestualità degli
artisti, che interpretano con il loro talento e la loro passione quell'
iconografia di dolore e morte. Le immagini del cortometraggio Grüne
Rose sono crude come le opere dell'artista tedesco, che in quell'
inferno colse i pochi bagliori di umanità: un prigioniero che ne
sostiene un altro, stremato dal lavoro forzato; l'ultimo dono d'amore:
qualche buccia di patata, preziosa come la vita a Sachsenhausen. Grüne
Rose, realizzato dagli stessi regista e sceneggiatore della nota
cineistallazione "Binario 21" – che raccontava la deportazione di
Liliana Segre –, nonché del kolossal in digital reality "Dear Anne. The
gift of hope" – la storia di Anne Frank in 3D che gli artisti della 263
Films stanno mettendo a punto –, vuole essere un omaggio alla memoria,
alla forza e al coraggio di Richard Grüne: il coraggio di raccontare
ciò che per troppo tempo era stato taciuto. Sul set di Grüne Rose è
nata inoltre una serie di immagini fotografiche, realizzate da Roberto
Malini e dal giovane peruviano Steed Gamero: Grüne Rose – sul set del
film. Esse corrispondono ad altrettante "stazioni" della memoria: un
percorso che riconduce alla vicenda di Richard Grüne ed è la tragica
allegoria di un pregiudizio che esiste ancora oggi e che a metà del
secolo scorso si trasformò in persecuzione, tortura e sterminio.
Venerdì 26 gennaio alle 15,30, in via del Leone 60 a Firenze – sede del
Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay "Il Giglio Rosa" –, avrà luogo
la conferenza stampa, con la presenza degli autori della mostra, del
regista Dario Picciau e dell'attore-protagonista Libero Stelluti, all'
interno della quale verrà anche presentato il volume Un diverso
olocausto – Dall'Eldorado al Terzo Reich (co-edizione Visions – Arcigay
Firenze "Il Giglio Rosa", 2006) con testi di Roberto Malini e dello
studioso di fama internazionale Gerard Koskovich (tradotto per la prima
volta in Italia), e percorsi fotografici di Roberto Malini e Steed
Gamero.
A partire dalle 19,30 di venerdì 26, sempre presso la sede de
"Il Giglio Rosa" in via del Leone 60, si svolgerà il vernissage della
mostra fotografica Grüne Rose – Sul set del film. La serata – anche
questa gratuita e aperta al pubblico – sarà un'occasione per conoscere
da vicino gli artisti che hanno collaborato al progetto e per
sviluppare un confronto e una riflessione artistica e storico-culturale
sull'Omocausto (Olocausto degli omosessuali). Il senatore Giampaolo
Silvestri, l'onorevole Titti De Simone e il Presidente dell'Istituto
Storico per la Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini, hanno infine
manifestato il loro entusiasmo a Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro –
rispettivamente, Presidente e Segretario di Arcigay Firenze –
complimentandosi per la natura dell'iniziativa Per ulteriori
informazioni: Tel: 340 8135204 – cultura@arcigayfirenze.it.

COMUNICATO CSU L'AQUILA
UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER
KARL HEINRICH ULRICHS
26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala
preconsigliare nella sede del Comune di L'Aquila si è tenuta la
conferenza stampa del Consigliere Antonio Di Giandomenico che ha
comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l'
onomastica stradale di conferire la titolazione del pazziale antistante
l'ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e
latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di
provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la
conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero
Monumentale della città, e la proposta di un convegno di studi sulla
figura e l'opera dello studioso tedesco spentosi a L'Aquila nel 1895,
che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il
rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del
Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso
tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La
richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri
amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo
traguardo, un grazie ad Antonio DiGiandomenico che ha abbracciato con
fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore
Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva
la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di
grande civiltà e cultura, a l'On. Franco Grillini che attraverso una
interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti
coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali
commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio
Piccinini

GIU' GLI ARTIGLI
"AUTOPROMOZIONALI"
DAI VOLENTEROSI !!
Prima ancora dell'esordio ufficiale del "Tavolo dei Volenterosi", che
si Terrà il 29 gennaio al Teatro Angelicum di Milano, tavolo
trasversalissimo che vede in campo un agguerrito drappello di studiosi
e opinionisti dell'economia assieme a politici di qualità di destra, di
sinistra e di centro, testa d'ariete che punta alle Riforme necessarie
al Paese, e formazione che si distingue per i contenuti, non come
contenitore partitico, si protendono mani adunche, "autopromozionali",
fuori luogo e fuori tema,
tese a ghermire il "Tavolo dei Volenterosi"
in una stretta mortale che, qualora si realizzasse, lo destina
sicuramente ad una sorta di aborto procurato ad hoc. Se il "Tavolo dei
Volenterosi" vuole vivere e proliferare tra la società innovativa e
produttiva, operando quindi come propulsore di nuova energia e spinta
della parte del Paese proiettata al rinnovamento, si guardi bene dal
farsi annettere a partiti, o all'interno di "galassie" e "soggetti
politici" di partito sia di destra che di centro che di sinistra. Se
ciò, malauguratamente dovesse avvenire, il forte e libero movimento
d'opinione che può nascere attorno a questo soggetto distinto dai
soliti frustri ed estenuati contenitori politici, come sono oggi i
partiti, il "Tavolo dei Volenterosi", ghermito e impiccato ancora nella
culla, soccomberà sul nascere. Non è un azzardo ipotizzare il fuggi
fuggi generale da questa neonata formazione che tanta curiosità, stima
e speranze suscita in un panorama squallido e deprimente com'è la
attuale politica italiota. La prima a ritirare la convinta ed
entusiastica adesione data al "Tavolo dei Volenterosi" sarei io. Giù
gli artigli dai Volenterosi quindi. info@volenterosi.it - Dopo la
rassegna di troppi colossal del passato, non vorremmo assistere, anche,
alla riedizione di Biancaneve e i sette Nani con una Biancaneve
ghermita dalla strega. Giuliana D'Olcese già membro eletto del Comitato
Nazionale Radicali Italiani - www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.
htm

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Alba Montori
Vi riporto qui sotto la
lettera mandata nei giorni scorsi da Maria Fida Moro a
NotizieRadicali. Leggete con attenzione e senza pregiudizi, per
favore.
Sono Maria Fida, la figlia maggiore di Aldo Moro. Questo è il
29° anno dalla tragica morte di mio padre ed il potere non si è ancora
stancato della cortina fumogena creata ad arte al fine di adombrare la
verità storica del caso Moro oscillando tra due poli: la congiura del
silenzio (un silenzio assordante) da una parte e la memoria negata
dall'altra. Ma il peggio del peggio è quando si mettono in scena film e
spettacoli teatrali quasi sempre basati su fonti parziali o
discutibili. Una vera apoteosi dell'ingiustizia! Leggo con raccapriccio
che, in aprile, dovrebbe uscire su Canale 5 una fiction in due puntate
su Aldo Moro. Orripilante, ma non basta. Stando alle indiscrezioni la
sceneggiatura - come nel film di Bellocchio - si baserebbe su testi
della Braghetti e di altri Brigatisti e su conversazioni avute con
Francesco Cossiga. Intollerabile ed assurdo.Questa non è libertà di
pensiero e di espressione, ma un deliberato atto di violenza gratuita.
Se è giuridicamente possibile farlo non significa che sia etico. Perché
- mi chiedo io - persone che hanno cooperato, a vario titolo, al
rapimento ed all'uccisione di mio padre dovrebbero avere competenza
adeguata a tracciarne un profilo da affidare sic et simpliciter al
giudizio dell'opinione pubblica che non sempre è in grado di valutarne
la attendibilità storica? E perché al contrario devono essere sempre
tenute alla larga tutte le persone che gli hanno vissuto accanto e che
lo amavano? La risposta è semplice, perché se si dovesse descrivere il
vero Moro l'assurdità della sua morte ingiusta risalterebbe nitida
invece nella mistificazione delle ipotesi a tema essa svanisce senza
quasi lasciare traccia. Proprio come nel caso Welby in nome di diritti
sacrosanti si opera contro l'amore. Per papà non valeva il diritto alla
vita, per Welby il diritto a lasciare dignitosamente il suo corpo
mortale. Entrambi sono stati accusati di strumentalizzazione. Ma quale?
Forse quella di dire e rivendicare la verità, tutta la verità e niente
altro che la verità?! Papà, in nome di principi sanciti dalla
Costituzione in favore dell'uomo, è stato sacrificato alla ragion di
Stato (tranne che poi quando era troppo tardi tale riconoscimento è
stato conclamato e reiterato mille volte). Per il povero Welby si
pretendeva che accettasse di finire soffocato sia pure in presenza
della macchina dopo una interminabile agonia. Visto che la natura umana
permette di conoscere veramente solo quello che si è sperimentato è
evidente che sia nel caso Moro che nel caso Welby nessuno avesse
davvero titolo per dettare giudizi. E sarebbe tanto bello se ci
sforzassimo di diventare più amorevoli e misurassimo le cose con la
ragione del cuore. Mio padre se ne è andato ed è in salvo, proprio come
Piergiorgio Welby, ma io esprimo ugualmente cordoglio e
dolorelancinante per una fiction che trasformerà una tragedia greca in
coriandoli di plastica. Non è giusto, non è giusto, non è giusto. Se
non lo si vuole ricordare degnamente si faccia silenzio, un silenzio
assoluto e compassionevole. Mi spiace ma io non riconosco ad Anna Laura
Braghetti nessun titolo di merito (e lo dico io quella del perdono).
Essere stata la carceriera di Moro non è una categoria di pensiero, né
tanto meno un titolo accademico. Se era impietosita perché non lo ha
lasciato andare o almeno non si è personalmente rifiutata di fargli da
guardiana? In quanto all'emerito ex Presidente Senatore Francesco
Cossiga, come già ho avuto occasione di scrivergli in privato, le
lacrime non lavano il sangue innocente. Se come afferma spesso davvero
provava affetto per Aldo Moro non lo ricordi attraverso una inutile
fiction. Mi piacerebbe che cadesse un fulmine dal cielo e distruggesse
tutte le copie della stessa o ancora meglio che gli italiani si
opponessero, con forza e sdegno, a questa ulteriore ignominia. In
migliaia mi hanno detto "Avremmo voluto fare qualcosa per salvarlo".
Adesso possono difenderne la memoria e lasciarlo al ricordo di coloro
che lo hanno amato e lo amano con tenerezza e struggimento. E possono
altresì dare a noi, che abbiamo avuto la vita devastata dalla sua
morte, un po' di pace. Deve essere vietato togliere ad un uomo buono ed
innocente oltre la vita anche la dignità. Che sulla valle delle lacrime
scenda il silenzio. Con gratitudine per quanto vorrete e potrete fare.
<<Ebbene, non possiamo rimanere in silenzio, almeno io non posso. Se
Mediaset ( o chiunque altro, Rai compresa) decide di realizzare una
serie a puntate sul "caso Moro" così come ella riporta condivido
appieno le motivazioni della sua indignazione. Anzi le raccolgo e le
rilancio a tutti voi affinché valutiate l'opportunità di far sapere a
Mediaset che quanto si propone di realizzare, nel modo in cui si
accinge a farlo, è assolutamente indegno del rispetto dovuto a
chiunque, e specialmente a chi non è in grado, in quanto morto (
ammazzato), di difendersene. Per non parlare della storia, oltre che
della persona. E' ben purtroppo vero che è sempre quella raccontata
dai "vincitori" quella che poi diviene la Storia, ma almeno in questo
caso sarebbe opportuno tentare di far di tutto per provare seriamente
ad essere imparziali. Improbabile da realizzare, penso, soprattutto
per chi è stato coinvolto personalmente come i vari brigatisti o
Cossiga, o altre parti in causa al punto da determinarne le fasi e
l'epilogo. Insomma potrebbe essere come, tanto per fare un esempio, se
per celebrare la giornata della Memoria della Shoah fossero i nazisti a
raccontare come sono morti coloro che erano ad Auschwitz o a
Buchenwald... Sarebbe ed è assolitamente intollerabile farne ancora una
volta oggetto di speculazione, da parte di chiunque. Alba Montori Gaya
CsF


COMUNICATO STAMPA SU SANTA SEDE/PEDOFILIA
Santa Sede,
pedofilia. Turco: chi é senza reato scagli la prima pietra
• Maurizio
Turco, deputato della Rosa nel Pugno E segretario della Commissione
Affari Costituzionali della Camera, dichiara
"Con sommo stupore
apprendo che il capo della Santa sede, della Chiesa cattolica, dello
Stato Città del Vaticano ha oggi chiesto ai media di proteggere i
bambini da violenze e volgarità. Verrebbe da dire che il pulpito da cui
proviene la predica sul tema del giorno non è, per usare un eufemismo,
il più autorevole. Vorremmo anche far presente a Benedetto XVI che di
fronte a dei reati - e che reati! - il processo e la sanzione
ecclesiastica non possono sostituire il processo e la sanzione penale.
Proteggiamo dunque i bambini, sempre e dovunque, ma. la Santa sede
ritiri l'istruzione "Crimen Sollicitationis" del 16 marzo 1962, con la
quale ha prescritto, adottato e fatto adottare, proposto ed imposto
alle autorità ecclesiastiche comportamenti volti a sottrarre ad ogni
pubblica conoscenza e alla giustizia gli abusi sessuali compiuti da
membri del clero, pena la scomunica. E ritiri l'epistola "De Delictis
Gravioribus" della Congregazione per la Dottrina della Fede a firma del
Cardinale Ratzinger, del 18 maggio 2001, dalla quale risulta che la
"Crimen Sollicitationis" è stata richiamata e ribadita a fronte
dell'estendersi ed aggravarsi nei decenni di questa vera e propria
piaga del mondo ecclesiastico cattolico e degli scandali conseguenti.
Insomma - conclude Turco - chi è senza reato scagli la prima pietra.
Gli altri si astengano".
Sergio Rovasio
INVIATO DA Alba Motori Gaya CsF


GUANTANAMO BAY
Dall' 11 gennaio 2002 nel centro di detenzione
gestito dagli Usa a Guantánamo Bay sono stati trasferiti 775
prigionieri provenienti da oltre 35 paesi. Circa 400 di essi sono
tuttora detenuti senza accusa né processo. Guantánamo Bay è l'esempio
più evidente delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto
della "guerra al terrore" lanciata dagli Usa all''indomani degli
attacchi dell'11 settembre 2001. Nell'ambito della campagna mondiale
"Più diritti più sicurezza" Amnesty International lancia un'azione per
"Chiudere Guantánamo, ora!" In occasione del quinto anniversario dell'
apertura del centro di detenzione di Guantánamo Bay, milioni di soci
e di simpatizzanti di Amnesty International in ogni parte del mondo
sono mobilitati a partire da giovedì 11 gennaio per chiedere alle
autorità Usa la chiusura, una volta per tutte, del campo di prigionia.
Con l'inizio del sesto anno di detenzioni nella base navale Usa in
territorio cubano, Amnesty International rinnova il suo appello
affinché tutti i detenuti di Guantánamo Bay siano sottoposti a un
processo equo senza ulteriore ritardo oppure siano rilasciati.
Manifestazioni e altre iniziative sono previste in città di più di
venti paesi, tra cui Washington, Tokio, Tunisi, Tel Aviv, Londra,
Madrid e Asunción. Anche l'Italia è chiamata a prendere parte alla
campagna mondiala di Amnesty International con iniziative a Roma,
Bologna, Civitavecchia, Foligno, Milano, Napoli, Padova e Torino.
"Nessuna persona può essere posta al di sotto della protezione della
legge e nessun governo può ritenersi al di sopra di essa" – ha
dichiarato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International.
"Il governo statunitense deve mettere fine a questa parodia di
giustizia. Inoltre, non basta che i leader mondiali si dicano
preoccupati per Guantánamo, continuando al contempo a portare avanti i
loro rapporti con gli Usa come se niente fosse. La comunità
internazionale deve esercitare una pressione efficace sugli Usa
affinché chiudano Guantánamo e ripristinino il rispetto per il diritto
internazionale". "Ogni giorno che passa" – ha aggiunto Khan – "la
crudeltà del regime di detenzione a tempo indeterminato raggiunge nuovi
picchi. Guantánamo è finita per diventare il simbolo di quanto si siano
rivelate vuote le promesse del governo Usa che il rispetto dei diritti
umani e della legge sarebbe stato al centro della risposta agli
attacchi dell'11 settembre 2001. Torture, umiliazioni, discriminazione,
aggiramento dei tribunali e disprezzo per i trattati internazionali,
nella quasi totale impunità, sono parte integrante dei cinque anni di
vita di Guantánamo". Il primo di oltre 750 detenuti, di più di 45
nazionalità, è arrivato alla base di Guantánamo l'11 gennaio 2002. In
seguito, vi sono stati trasferiti minorenni anche di 13 anni di età,
gente che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e decine
di persone consegnate agli Usa da Pakistan e Afghanistan in cambio di
taglie di migliaia di dollari. Cinque anni dopo, a Guantánamo rimangono
ancora circa 400 detenuti. Nessuno di loro è stato processato o è
comparso di fronte a un tribunale. La loro detenzione è illegale.
Nessuno di loro sa per quanto tempo dovrà stare lì e questa è di per sé
una forma di abuso psicologico, che si aggiunge agli abusi fisici cui
sono sottoposti i prigionieri. La crudeltà di una detenzione pressoché
in isolamento si estende alle loro famiglie. Le autorità statunitensi
hanno definito i detenuti di Guantánamo "combattenti nemici" in un
conflitto globale. Che il mondo sia considerato un "campo di battaglia"
lo dimostra il fatto che i prigionieri sono stati catturati in Gambia,
Bosnia, Mauritania, Egitto, Indonesia e Thailandia, oltre che in
Pakistan e Afghanistan. Sebbene le sue attività siano circondate dal
segreto, è noto che la Cia ha gestito un centro d'interrogatorio a
Guantánamo. Amnesty International ha segnalato con preoccupazione alle
autorità Usa che agenzie di altri paesi, tra cui Cina e Libia, sono
entrate nel centro di detenzione e hanno preso parte ai maltrattamenti.
Inoltre, alcuni dei prigionieri di Guantánamo sono stati detenuti in
carceri segrete, gestite dalla Cia in altre parti del mondo, prima di
essere trasferiti alla base navale. "Guantánamo è il centro di una
ragnatela di prigioni segrete e di trasferimenti illegali di
prigionieri che gli Usa hanno esteso al mondo, con la complicità di
altri governi, inclusi quelli europei, del Medio Oriente e dell'Africa
del Nord" – ha denunciato Khan. "È davvero arrivato il momento che gli
Usa e i loro partner in queste attività illegali smantellino questa
ragnatela di segretezza e di violazioni dei diritti umani". "Anziché
rafforzare la sicurezza, queste pratiche hanno indebolito i diritti
umani e la legge, che rappresentano il migliore antidoto all'
insicurezza, e hanno minato l'autorevolezza degli Usa quando parlano di
diritti umani altrove, come in Darfur" – ha concluso Khan. Il governo
Usa non solo ha ignorato gli standard internazionali sui diritti umani,
ma ha anche bloccato il controllo giudiziario delle sue stesse corti.
Lo scorso ottobre, il presidente Bush ha posto la propria firma sull'
Atto sulle Commissioni militari, che sottrae alle corti statunitensi la
giurisdizione per ricevere reclami di habeas corpus da parte di
cittadini stranieri detenuti come "combattenti nemici", compresi quelli
di Guantánamo. L'habeas corpus è una garanzia fondamentale contro la
tortura e le detenzioni arbitrarie. Amnesty International chiede che
sia ripristinata e che sia abolito, o ne vengano sostanzialmente mutate
le norme, l'Atto sulle Commissioni militari. - FONTE www.amnesty.it
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia

LA RAI AFFRONTA IL TEMA
DELL'OMOSESSUALITA': COPPIA GAYA IN "UN MEDICO IN FAMIGLIA"
Secondo Tv
Sorrisi e Canzoni, debutto nella nuova serie della fiction. I due
attori: "Il pubblico reagirà bene, sono due personaggi positivi" La Rai
affronta il tema dell'omosessualità Coppia gay in "Un medico in
famiglia"
ROMA - Improvvisamente non è più un tabù. Mentre nel Paese
si discute di Pacs, anche la Rai affronta il tema dell'omosessualità .
E lo farà nella fiction più rassicurante del piccolo schermo, "Un
medico in famiglia". "Tv Sorrisi e Canzoni" in edicola lunedì anticipa
in esclusiva che nella quinta stagione della celebre fiction, che
vedremo in televisione a marzo, nascerà la prima coppia di fatto
omosessuale del piccolo schermo, con tanto di bambina che vive con
loro. I protagonisti saranno Paolo Sassanelli, nella parte di Oscar, e
Alessandro Bertolucci nelle vesti di Max, che si ritroveranno spalla a
spalla nella vita professionale e in quella familiare. Entrambi
dottori, Max è un nuovo personaggio e sarà un pediatra clown, vivranno
con la figlia di Oscar, Agnese. E sembra sia già pronto un anello
realizzato dall'oreficeria di Vittorio Pedonesi a Lucca per sancire un
eventuale connubio tra Oscar e Max. "Sì, possiamo dire che c'è una
sorta di fidanzamento" , conferma Paolo Sassanelli al settimanale Tv
Sorrisi e Canzoni. "Credo sia giusto che Oscar abbia un compagno. Per
troppo tempo infatti, non ha avuto una vita sentimentale" . Sassanelli
non sembra temere la reazione del pubblico. "Qualcuno sarà forse
disturbato, altri no. Oscar è un personaggio che mi ha dato molto.
Pensate al paradosso: doveva sparire dopo le prime puntate, invece è
cresciuto dentro la fiction". La soddisfazione di entrare nella
famiglia più famosa della tv è grande anche per Bertolucci. "E' la
terza volta che interpreto un personaggio gay. Conosco Paolo
(Sassanelli) e con lui lavoro bene: per me entrare nel personaggio -
prosegue Bertolucci - è stato a questo punto più semplice. Oltretutto è
divertente cambiare rispetto alla propria natura. Certo, ci vuole
impegno. E noi dobbiamo essere bravi a mettere in primo piano i
sentimenti, anche perchè abbiamo la grande responsabilità di andare in
prima serata su Raiuno. Credo però che il pubblico reagirà bene, perchè
Oscar e Max sono due personaggi positivi". A marzo vedremo se questa
coppia di fatto sarà anche in grado di mantenere alti gli ascolti di
una delle fiction tv più amate dal pubblico italiano.

CROCIFISSI E
ALTRI PATIBOLI
Martedì 30 gennaio 2007 alle ore 9:00 al Tribunale del L'
Aquila si terrà dinanzi al GUP l'udienza preliminare a carico del
magistrato Luigi Tosti IMPUTATO di omissioni di atti di ufficio per
essersi rifiutato di tenere le udienze a causa di mancata
autorizzazione ad esporre la MENORA' EBRAICA a fianco del CROCIFISSO
amici, associazioni, intellettuali, parlamentari e giornalisti (senza
bavaglio) sarete testimoni dello storico momento! Striscioni, bandiere,
stendardi, cartelli e volantini saranno i benvenuti. È gradita una mail
ad: axteismo@yahoo.it per segnalare la propria presenza. Aiutaci
inoltrando questo messaggio agli amici. "Quando il cittadino è passivo
è la democrazia che s'ammala". Alexis Charles de Tocqueville Crocifissi
e altri patiboli. Educare i bambini alle esecuzioni a morte fa bene
alla loro crescita e alla società? di Vittorio Giorgini I media si
sono arricchiti di argomenti relativi ad un patibolo che ha riacceso
la discussione sulla pena di morte. L'esecuzione di Saddam Hussein.
Abbiamo ascoltato le solite ragioni dei nostri qualificati opinionisti
quali possono esprimere bene o male le proprie opinioni che tuttavia
restano assolutamente incomprensibili. Se di questi opinionisti se ne
trovano 3, 4 o più messi a discutere su un problema riescono a far
grande confusione interrompendosi, litigando, offendendosi e
sovrapponendo le voci in modo tale che, tanto in tv che tanto per
radio, risultano incomprensibili. Questi signori riescono solo a dare
spettacolo di maleducazione, violenza e di reciproca sopraffazione
tanto da perdere qualsiasi credibilità di intelligenza e di capacità di
civile comunicazione. E' alquanto bizzarro che discussioni sulla
puritana intenzione di non mostrare scene violente - come appunto l'
orrore di una impiccagione - crei scandalo in una cultura che è
ancora
permeata di ipocrisie nell'equivoco del buonismo sociale. Lo
scandalizzarsi del mostrare ad un pubblico anche "infantile" un'
impiccagione quando poi si insiste sull'importanza di educare e far
crescere i nostri bambini con l'imposizione di un "crocifisso" dalla
culla alle scuole primarie e così via fino alla fine della vita, appare
ipocrita e di cattivo gusto. Per non parlare del sottofondo religioso
basato su martiri e reliquie che costituiscono, purtroppo, il substrato
necrofilo della nostra cultura e della nostra in-civiltà. Ci si
scandalizza per l'atroce visione di un impiccato al quale la corda al
collo spezza la vertebra cervicale o viene strozzato, ma poi si
sostiene l'importanza di un altro patibolo, ancora più cruento, come la
croce e la crocifissione insistendo ottusamente a sostenerne un
fantomatico messaggio "educativo", di "amore" e di "solidarietà" di
questo simbolo barbaro intriso di morte. Il patibolo del crocifisso
viene appeso con ignoranza, arroganza e spavalderia in ogni luogo
marcando il territorio con un simbolo di morte. Che società sarebbe se
si appendesse in tutti i luoghi anche pubblici un impiccato attaccato
alla forca? Oppure un impalato? Oppure un ghigliottinato? Oppure uno
sbudellato? Mi domando, quando dai tempi primitivi delle torture dei
patiboli riusciremo a crescere e a vivere finalmente in una società
civile dove egoismi, gelosie, violenze e strutture barbariche vengano
definitivamente escluse dall'educazione e quindi dalla vita delle
società? Quando accadrà? Vittorio Giorgini tel. 0552382882. L'
architetto e scrittore Vittorio Giorgini è autore del libro "Le
religioni plagiano - Lettera agli intellettuali" per averlo gratis in
formato digitale scrivere a: axteismo@yahoo.it - Questo testo è in
regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e
incoraggiata purchè l'articolo sia riportato in versione integrale, con
lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa
scritta. Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni Movimento
Internazionale di Libero Pensiero cerchiamo Fondazione o Università che
sostenga studi e attività e Imprenditore-Editore che apra Tv
satellitare libera leggi le news anche degli altri mesi: http:
//nochiesa.blogspot.com per aderire e informazioni: axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116 - INVIATO DA Peter Boom

COPPIE DI FATTO: PRC,
TESTO BINDI-POLLASTRINI INSUFFICIENTE
L'intesa Bindi-Pollastrini sulle
coppie di fatto? ''Per noi e' insufficiente, una mediazione al ribasso.
L'unica condizione che poniamo al governo e' il riconoscimento
giuridico delle unioni di fatto e, invece, si parla solo di
'accertamento'''. Ad affermarlo e' Titti De Simone, deputata del Prc,
che conferma la mancanza di un'intesa nell'Unione sulle mozioni
presentate alla Camera per la decisione dell'Udeur di presentare un
testo autonomo che invita il governo a non intervenire. Anche per
questo motivo, domani dalle 18, le organizzazioni romane omosessuali
organizzeranno una fiaccolata davanti a Montecitorio ''per esprimere la
delusione per le proposte che stanno venendo fuori dal governo. L'Udeur
- sottolinea De Simone - farebbe bene a ripensarci su un tema che
riguarda proprio il programma dell'Unione''. Il tema delle coppie di
fatto e' stato anche al centro del question time di oggi alla Camera,
in particolare in occasione di un'interrogazione da parte della Lega al
ministro della Famiglia Rosy Bindi ''contro - afferma De Simone - il
riconoscimento pubblico delle coppie gay''. In attesa che il ddl del
governo sulle unioni di fatto sbarchi in Consiglio dei ministri, De
Simone apre agli esponenti della Cdl che concordano sull'esigenza di
tutelare le unioni civili: ''Siamo disposti a lavorare anche con
parlamentari dell'opposizione che sono sensibili a questo tema''. FONTE
ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


MOZIONI IN TEMA DI FAMIGLIA
Lavori della Camera in merito a Unioni Civili - all'ORDINE DEL GIORNO
della seduta di Martedì 23 gennaio 2007
Di seguito il testo della
mozione di Rifondazione - Sinistra Europea premesso che: nel nostro
Paese, secondo dati Istat, più di 500 mila cittadini sono conviventi,
sono cioè coppie di fatto eterosessuali e omosessuali non riconosciute.
Ricerche e indagini autorevoli confermano che a questi si aggiungono un
altro milione di persone che non ha denunciato questa condizione; in
Europa, l'Italia è fra i pochi Paesi che non hanno ancora legiferato in
materia di riconoscimento delle unioni di fatto; vi è l'urgenza di
colmare questo vuoto legislativo per non condannare alla clandestinità,
o ad un diritto di cittadinanza di serie inferiore, centinaia di
migliaia di persone. Il nostro ordinamento giuridico deve riconoscere
pari dignità, diritti e doveri a coloro che scelgono di costruirsi una
vita insieme, al di fuori del vincolo matrimoniale, e alle coppie
omosessuali che non possono sposarsi; in particolare, devono essere
attribuiti alle parti i diritti e i doveri reciproci di assistenza
morale e materiale; le parti devono poter regolare il loro regime
patrimoniale; estendere la pensione di reversibilità dell'altro;
estendere al contraente extracomunitario il permesso di soggiorno,
garantire l'assistenza sanitaria: il programma dell'Unione contiene
l'impegno all'approvazione di una legge che riconosca i diritti delle
persone che compongono una «unione di fatto», definendone prerogative e
facoltà, senza discriminazione di orientamento sessuale; infatti, la
discriminazione fondata sull'orientamento sessuale non soltanto è
quella che attiene ai diritti dell'individuo in quanto tale, con
riferimento alla sua identità e alla sua libertà di espressione, ma è
soprattutto quella che attiene alle relazioni affettive, ove si svolge
la personalità dell'individuo; secondo il programma dell'Unione, al
fine di definire un'unione di fatto, il criterio qualificante è il
sistema di relazione sentimentale, assistenziale e di solidarietà, la
sua stabilità e la sua volontarietà;
per produrre tutti gli effetti
giuridici necessari, superare gli ostacoli che le coppie di fatto
vivono tutti i giorni e sancire un principio di non discriminazione,
quale valore sociale condiviso, la regolamentazione di questa materia
nel resto d'Europa è avvenuta nell'ambito del diritto pubblico; il
Governo recentemente si è impegnato con un ordine del giorno a
presentare entro gennaio 2007 un progetto di legge sulle unioni civili,
che tenga conto di quanto richiamato dalle ultime sentenze della Corte
costituzionale e previsto da trattati e numerosi atti del Parlamento
europeo; il riconoscimento di questi diritti è un fatto di mera
civiltà, solidarietà e rispetto delle persone e non si pone in
contrasto con il principio costituzionale sancito dall'articolo 29
della Costituzione: l'istituto del matrimonio non viene in alcun modo
modificato e la posizione giuridica dei coniugi non viene alterata in
relazione a quella delle parti dell'unione di fatto; tutelare la
pluralità delle diverse forme di relazione e di unione presenti nel
tessuto sociale significa garantire i principi sanciti dall'articolo 2
della Costituzione, laddove è stabilito che la Repubblica garantisce i
diritti dell'individuo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità; impegna il Governo: a presentare entro gennaio 2007 un
disegno di legge che disciplini in ambito pubblicistico le convivenze
di fatto delle coppie eterosessuali e omosessuali.
(1-00081)
«Migliore, De Simone, Mascia, Franco Russo, Frias, Daniele Farina,
Cogodi, Deiana».
INVIATO DA ON, Titti De Simone


COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA
"Unioni civili: basta con questo compromesso al ribasso!"
Giovedì 25 gennaio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, Piazza
Montecitorio. Dichiarazione congiunta di Massimiliano Iervolino,
Gianclaudio Morini e Alessandra Pinna, rispettivamente Segretario,
Tesoriere e Presidente dell'Associazione Radicali Roma:"Domani l'
Associazione Radicali Roma sarà presente alla fiaccolata indetta in
Piazza Montecitorio dalle associazioni GLBT romane. Con la nostra
presenza vogliamo lanciare un duplice messaggio.Rivolgendoci al mondo
istituzionale, governativo e parlamentare, chiediamo fermamente di
arrestare il pietoso compromesso a ribasso a cui stiamo assistendo da
più di un mese. Perseverando questa linea, se mai un testo di legge in
materia di unioni civili venisse approvato, potrebbe approdare
solamente ad una mera ed insignificante certificazione delle coppie di
fatto, senza affrontare adeguatamente il loro riconoscimento giuridico
e i diritti civili ad esse connessi.In secondo luogo chiediamo a tutti
i cittadini sensibili all'argomento di esprimere le proprie istanze.
Non è a nostro avviso ammissibile
rimanere inerti dinanzi la
promulgazione del fuorviante messaggio che questa lotta sia
esclusivamente propria del mondo omosessuale. Riguarda invece tutte le
donne e gli uomini conviventi, al di là del proprio orientamento
sessuale, è quindi una battaglia di civiltà che non può e non deve
essere strumentalmente ridimensionata. Ricordiamo, come già comunicato,
che l'Associazione Radicali Roma si sta mobilitando, insieme ad altri
gruppi ed associazioni, per avviare al più presto una campagna di
raccolta firme per promuovere una delibera di iniziativa popolare da
presentare in Campidoglio per istituire il registro delle unioni
civili. Questa iniziativa rappresenta solo un primo passo, ma nella
'città eterna' la sua valenza è senza dubbio non indifferente - www.
radicaliroma.com


IL "MISTERO" DELLE SCIE NEL CIELO
Secondo gli
esperti non sono altro che vere e proprie nubi create dagli scarichi
dei velivoli.
Sono sempre più numerose le scie bianche che disegnano i
nostri cieli legate all'aumento del numero di aerei a reazione in
circolazione. Negli ultimi anni sono diventate oggetto di studio per le
possibili ricadute ambientali. Ma di cosa si tratta esattamente?
"Le
scie aeree non sono altro che vere e proprie nubi che si formano quando
il vapore acqueo in parte presente nell'atmosfera e in parte emesso
dagli stessi aerei si condensa e congela attorno a piccole particelle
(aerosol) emesse con i gas di scarico", spiega Dave Duda che per 8 anni
ha studiato le scie degli aerei per il Centro Nasa Langley. Secondo i
ricercatori le scie si formano sempre ad elevate altitudini, di solito
al di sopra degli 8 km e fino a 12 km, dove l'aria è estremamente
fredda e la temperatura al di sotto dei 40°C. Pur formandosi tutte allo
stesso modo le scie aeree possono durare nel cielo per periodi di tempo
assai diversi. E proprio in base alla loro durata vengono suddivisi in
tre categorie: quelle a breve vita, quelle persistenti, ma che non si
diffondono e quelle persistenti e che si diffondono nell'aria. Le
prime appaiono molto corte e sembrano seguire a ridosso l'aereo che le
produce e si disperdono nell'arco di pochi minuti o ancor meno. Ciò
succede quando l'aereo attraversa un volume d'aria con poco vapore
acqueo. Le seconde si formano invece, quando l'atmosfera attraversata
dall'aereo è ricca in vapore acqueo, ma i venti non molto intensi e
dunque ristagnano là dove si formano, magari allargandosi nel tempo. Le
terze, infine, si originano per le stesse motivazioni delle seconde, ma
si muovono a causa dei forti venti in quota e in tal caso, proprio
perché evolvono in vere e proprie nubi possono avere un'influenza sul
clima. Ma perché le scie degli aerei sono additate dagli ambientalisti
come causa di alterazione del clima? "Perché le ricerche hanno
dimostrato che le scie possono rimanere sospese nell'aria addirittura
per giorni interi e coprire migliaia di chilometri quadrati -continua
Duda-, diventando praticamente indistinguibili dalle nubi chiamate
cirri. Poiché le nubi, soprattutto quelle molto sottili, hanno una
notevole importanza sul clima, da un lato respingendo i raggi solari,
dall'altro intrappolando il calore terrestre, si capisce perché questo
tipo di scie viene approfonditamente studiato dai ricercatori per le
possibili implicazioni climatiche". Al momento, tuttavia, non vi sono
conclusioni degli studi in atto, così come ancora sono incerte le
ricadute sul clima di quelle che sono state realizzate sulle nubi chi
si formano naturalmente. Esiste poi un'ipotesi sulle scie degli aerei,
a dire il vero non confermata, secondo la quale esse sarebbero
appositamente prodotte da "enti militari" per alterare appositamente il
clima. E ciò causerebbe conseguenze alla salute delle persone che
abitano al di sotto delle scie chimiche. Numerose sono state le
interpellanze in molti Paesi, tra cui l'Italia, ma non vi è nulla al
momento, che possa sostenere tale ipotesi. Va detto che è noto che
dagli aerei non fuoriesce solo vapore acqueo e aerosol, ma anche
anidride carbonica, ossido di carbonio, ossido d'azoto, idrocarburi
come metano, solfati e particelle metalliche, ma non bario come
sostiene quest'ultima ipotesi. Dunque il problema ambientale delle
scie degli aerei esiste realmente, proprio perché possono avere una
notevole azione climatica, e proprio per questo i maggiori enti
ambientali mondiali se ne stanno interessando, Nasa compresa. ARTICOLO
DI Luigi Bignami - FONTE www.repubblica.it

- INVIATO DA Promiseland.
it Redazione Italia

NESSUNO TOCCHI CAINO
27.01.2007

PENA DI
MORTE. D'ALEMA, PRESENTATA A UE NECESSITA' INIZIATIVA EUROPEA PER
MORATORIA - 22 gennaio 2007: il ministro degli Esteri Massimo D'Alema
ha illustrato ai colleghi Ue l'iniziativa italiana volta a chiedere una
moratoria Onu delle esecuzioni capitali. Lo ha fatto nel corso del
Consiglio Affari generali e relazioni esterne che ha visto riuniti a
Bruxelles i capi delle diplomazie dei Ventisette. 'Noi - ha riferito lo
stesso D'Alema alla stampa - abbiamo posto al Consiglio la necessita'
di una iniziativa europea volta a riaprire nel corso dell'attuale
assemblea generale dell'Onu un dibattito sul tema della moratoria delle
esecuzioni capitali nel quadro di una battaglia europea contro la pena
di morte'. Una battaglia, ha sottolineato il ministro degli Esteri,
'resa piu' attuale sia dalle esecuzioni in Iraq che hanno colpito
l'opinione pubblica sia dalle condanne a morte di alcune infermiere
bulgare e un medico palestinese da parte delle autorita' libiche alla
fine dello scorso anno'. D'Alema ha affermato che 'la presidenza
tedesca dell'Unione europea si fara' carico di avviare contatti a New
York per verificare la possibilita' di riaprire la discussione'. Il
ministro degli Esteri ha tuttavia ricordato che 'restano differenti
posizioni (in sede Ue), non certo sulla questione di principio ma
sull'esistenza o meno delle condizioni per proporre ora una votazione.
Per questo la presidenza di turno avviera' un'iniziativa a New York per
cercare di giungere ad un voto su una risoluzione' dell'Assemblea
generale. D'Alema ha aggiunto di avere 'molto apprezzato il fatto che
la presidenza abbia fatto propria tale iniziativa'. Per Marco Pannella,
Presidente di Nessuno tocchi Caino, è possibile 'un asse Roma-Berlino'
nella battaglia alle Nazioni Unite per la moratoria universale della
pena di morte. Pannella si augura che il cancelliere tedesco Angela
Merkel 'ci pensi seriamente'. Parlando a Radio radicale, il leader
radicale sottolinea che Italia e Germania 'si ritrovano appaiati come
sessant'anni fa, e si ritrovano appaiati per l'abolizione della pena di
morte nel mondo. Mi auguro - aggiunge - che la presidenza tedesca sia
consapevole di questo fatto, Berlino e Roma insieme potrebbero regalare
alla storia di questo periodo proprio un segnale radicalmente opposto a
quello dell'altro asse Roma-Berlino, spero che la Merkel ci pensi
seriamente'. Tanto piu' che il leader radicale segnala un 'opportuno
commento' sul Corriere della Sera del presidente del gruppo liberale al
Parlamento europeo Graham Watson, 'che ha detto quello che andava
detto, e cioe' - spiega - che in qualche misura Blair sta dando
l'impressione, forse per stanchezza o per esaurimento, di fare un po'
il barboncino di Bush. E questo e' grave e dispiace'. PENA MORTE. BAN
KI-MOON, INCORAGGIO SUA GRADUALE ELIMINAZIONE - 24 gennaio 2007: il
nuovo segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha detto di
incoraggiare la tendenza crescente dei governi e del diritto
internazionale a eliminare la pena di morte. Ban ha parlato al termine
di un incontro con il presidente della Commissione europea José Manuel
Barroso. "La vita è molto preziosa, ogni essere umano ha il diritto di
vivere con dignità, la sua vita deve essere rispettata e protetta", ha
risposto Ban a chi gli chiedeva se appoggerà l'iniziativa italiana per
riaprire una discussione all'Onu sulla moratoria internazionale contro
la pena di morte.
"Nel diritto internazionale e nelle pratiche interne
degli Stati c'è una tendenza crescente a un'eliminazione graduale della
pena di morte, e io incoraggio questa tendenza", ha aggiunto il numero
uno dell'Onu. "Allo stesso tempo - ha concluso Ban - mentre la comunità
internazionale discute questo tema, spero sinceramente che tutti i
membri dell'Onu rispetteranno il diritto umanitario internazionale".
MORATORIA. DA SINDACI EUROPEI APPELLO PER MORATORIA DELLE ESECUZIONI -
24 gennaio 2007: sono 18 i primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee che hanno finora sottoscritto l'appello del
sindaco di Roma Walter Veltroni affinché la Comunità internazionale
stabilisca al più presto una moratoria delle esecuzioni in vista della
definitiva abolizione della pena di morte. Ad accogliere l`appello di
Veltroni anche il primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici che, in
qualità di presidente dell`ANCI, ha esteso l`appello alle città
italiane. "Noi, Sindaci di Città Capitali europee, di fronte al
succedersi ogni giorno e in troppe parti del mondo di nuove esecuzioni
capitali, lanciamo un appello per porre fine alla violazione più
insopportabile della dignità dell`uomo e del primo dei suoi
fondamentali diritti: il diritto alla vita", si legge nel documento
contro la pena di morte. "La pena di morte - scrivono i sindaci - non
solo è immorale e vergognosa. Non solo aggiunge orrore ad orrore,
alimentando la spirale dell`odio e disumanizzando la società. La pena
di morte è inutile e non serve a ridurre i reati che intende
combattere". "Noi crediamo che la giustizia non abbia bisogno della
pena di morte. La giustizia - continua l'appello - può essere
perseguita e raggiunta senza falsi deterrenti, senza portare lo Stato
al livello del singolo che ha ucciso. E questo vale per tutti, anche
per chi si è macchiato di colpe orrende, di crimini gravissimi contro
l`umanità, per i quali è giusto e necessario venga punito". "La pena di
morte deve scomparire dalla scena della storia. E` una speranza alla
quale non dobbiamo rinunciare e noi continuiamo a credere che si possa
raggiungere quello che oggi non sembra raggiungibile, che si possa
eliminare ciò che oggi sembra ineliminabile". "Facciamo appello
all`Unione Europea, dopo l`importante consenso raggiunto in sede di
Consiglio dei Ministri e al Parlamento europeo, perché - chiedono i
primi cittadini - sostenga con determinazione la proposta di una
moratoria che sospenda le esecuzioni capitali in ogni angolo del
pianeta". "Facciamo appello alla Comunità internazionale affinché
stabilisca al più presto - conclude il documento - una moratoria delle
esecuzioni in vista della definitiva abolizione della pena di morte".
L`appello è stato sottoscritto da Walter Veltroni, sindaco di Roma,
Leonardo Domenici (Firenze), Job Cohen (Amsterdam), Nikitas Kaklamanis
(Atene), Freddy Thielemans (Bruxelles), Gàbor Demsky (Budapest),
Vincent Jackson (Dublino), Paul Borg Olivier (Valletta), Ken
Livingstone (Londra), Zoran Jankovic (Lubiana), Paul Helminger
(Lussemburgo), Alberto Ruiz Gallardón Jimenez (Madrid), Bertrand
Delanoë (Parigi), Aivars Aksenoks (Riga), Boyko Borissov (Sofia), Jüri
Ratas (Tallinn), Michael Häulp (Vienna), Wim Deetman (L`Aia).

MORATORIA. I RADICALI RINGRAZIANO IL SINDACO VELTRONI - 24 gennaio
2007: il Ministro Emma Bonino, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino,
Marco Pannella, Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti e di Radicali
Italiani Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni, ringraziano il
Sindaco di Roma Walter Veltroni che, dopo l'illuminazione del Colosseo,
ha ottenuto da parte di ben 18 primi cittadini delle capitali e delle
maggiori città europee il sostegno alla moratoria universale delle
esecuzioni capitali. "Continuiamo a registrare una straordinaria
concordia di forze politiche e di opinione pubblica sull'iniziativa che
vede impegnato il Governo italiano e la Presidenza tedesca dell'Unione
Europea, a favore della moratoria ONU delle esecuzioni capitali. E'
anche il segno della crescita della mobilitazione internazionale che, a
partire dalla lotta nonviolenta su Nessuno tocchi Saddam, rende sempre
più possibile ottenere una conquista di umanità e di crescita civile e
politica per il mondo intero."
RUANDA. CAMERA DEPUTATI APPROVA
ABOLIZIONE PENA DI MORTE - 19 gennaio 2007: la Camera dei deputati
ruandese ha approvato il disegno di legge per l'abolizione della pena
di morte. "L'iter legislativo non è ancora concluso", ha spiegato il
procuratore generale del Ruanda, Martin Ngoga: "Dopo la Camera, il
disegno di legge approderà in Senato. Seguirà poi la ratifica del
Presidente". Il voto della Camera segue un lungo periodo dedicato a
pubbliche consultazioni con diversi soggetti, relative all'abolizione
della pena capitale. Il voto della Camera giunge poco dopo l'
approvazione del disegno di legge da parte del Governo ruandese,
avvenuta in una riunione presieduta dal presidente ruandese Paul Kagame
il 17 gennaio, nella località di Urugwiro. Una volta approvata la legge
in via definitiva, i detenuti nel braccio della morte avranno commutata
la pena con l'ergastolo. L'eliminazione della pena capitale aprirebbe
la strada per l'estradizione in Ruanda di persone sospettate per il
genocidio del 1994, da parte di diversi paesi occidentali e del
Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, operante in Tanzania. Le
estradizioni finora non sono state concesse per paura che in Ruanda
queste persone possano essere condannate a morte.
ROMA. MOSTRA
FOTOGRAFICA SU "SACCO E VANZETTI" - Il 1° febbraio 2007 presso la
Vineria DRU in Piazzale Tributino 9, a Roma, la fotografa Carlotta
Domenici De Luca presenta la mostra fotografica sulla pièce "Sacco e
Vanzetti" rivisitata dalla regista Beatrice Bracco. L'artista
ripercorre le fasi salienti dell'ingiusta condanna a morte e la
sofferenza dei due emigranti italiani sbarcati in America alla ricerca
di un sogno. Le foto riescono ad immortalare con sensibilità e
immediatezza il dramma dei due protagonisti. Le 12 immagini sono in
vendita ed una parte del ricavato andrà in sostegno all'associazione
Nessuno Tocchi Caino.

RETTIFICA – NOTIZIARIO DEL 20 GENNAIO 2007: IL
TESTO "WEB E LESBISMO" E' STATO INCLUSO NELLA TESI DI PASQUALE
QUARANTA.

Etichette: , , , , , ,

22 gennaio 2007

La coppia gay di "Manuale d'amore 2"

"A differenza del precedente, questo "Manuale d'amore 2" si poteva fare soltanto oggi: gli episodi sulla fecondazione assistita e sul matrimonio gay sono calati nello nostra attualità sociale - ha spiegato il regista, presentando a Roma la sua ultima fatica. - Per la prima volta mi sono cimentato con qualcosa di cui non sapevo quasi nulla, la fecondazione assistita e il matrimonio gay, mi sono documentato e ho voluto raccontarlo alla gente, con delicatezza e sensibilità". "Siamo in un Paese - ha proseguito il regista - in cui si vive bene se si sa aspettare, ma anche qui arriveremo al matrimonio gay". Veronesi ha poi rivelato di avere in cantiere altri tre film per completare una cinquina che, solo coesa, darà vita a una vera guida per innamorati. "Il terzo capitolo inquadrerà il rapporto genitori e figli, ma la somma dei cinque film sarà il vero Manuale d'amore" ha detto. Divertito e soddisfatto anche Antonio Albanese, promesso sposo di Sergio Rubini nell'episodio "Il matrimonio". "Un grande divertimento, un'interpretazione leggera di un non problema, una storia d'amore qualunque" ha detto del suo ruolo. "Interpretando un omosessuale - ha continuato Rubini - mi sono calato in una realtà abbastanza sconosciuta, ho avuto la grande chance di vederla dall'interno: i politici ma anche la gente comune dovrebbero immedesimarsi come gli attori, sarebbero più tolleranti e si vivrebbe meglio".
Vai al
Sito ufficiale

20 gennaio 2007

news 20 gennaio

FIACCOLATA PER I DIRITTI CIVILI
Domenica 14 gennaio u.s. si è svolta l’
Assemblea plenaria del movimento GLBT che ha indetto lo stato di
mobilitazione permanente su tutto il territorio italiano, vista la
preoccupante situazione politica in tema di diritti civili. La
promessa fatta a fine anno di presentare una proposta di legge sulle
unioni civili entro il 31 gennaio 2007 non ha trovato conferma nelle
parole delle ministre Bindi e Pollastrini che, intervistate a Primo
Piano e a Porta a Porta, hanno dichiarato che, non essendo stato
raggiunto un accordo sul tema all’interno della maggioranza, la
questione non sarà posta all’ordine del giorno del consiglio dei
ministri del 25 gennaio prossimo. Fermamente decise ad incalzare il
governo e a non concedere sconti a questa maggioranza “amica”, le
associazioni GLBT romane indicono per giovedì 25 gennaio 2007 dalle ore
18.00 alle ore 21.00 una fiaccolata in piazza Montecitorio, come
simbolo di veglia per i diritti civili in grave stato di salute, e
alcuni partecipanti, sdraiati a terra, evidenzieranno la nostra
condizione di cittadini calpestati nella propria dignità. Invitiamo
tutti i cittadini e le realtà associative interessate e sensibili al
tema dei diritti civili a partecipare numerosi all’iniziativa romana; e
invitiamo inoltre le associazioni GLBT di tutta Italia a fare lo
stesso, individuando un luogo simbolo nella propria città. L’iniziativa
verrà presentata in Conferenza Stampa mercoledì 24 gennaio 2007 alle
ore 12.00 in sala da definire. Le Associazioni GLBT romane in
agitAZIONE: Agedo Roma, Archivio Massimo Consoli, Arcigay Roma,
Arcilesbica Roma, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comog
Lazio, DìGay project, E.U.R.O. - Epicentro Ursino Romano, Gayroma.it,
Gruppo Pesce Roma, Leather Club Roma, Libellula 2001 Arcitrans Roma,
Nuova Proposta.
Per informazioni: Andrea Berardicurti - Circolo Mario
Mieli 339/7126189
Giorgio Morelli – DìGay Project 338/8342431
Andrea
Berardicurti
Segreteria Politica
ViaEfeso, 2/A - 00146 R O M A
tel.
065413985 - fax 065413971

COMUNICATO STAMPA ARCIGAY NAPOLI
Napoli,
19/01/2007
Giornata della memoria: mai più vittime dell'odio nazi-
fascista. Convegno Dibattito a Napoli il 26 gennaio 2007
Il 26 gennaio
2007 l'Arcigay Antinoo di Napoli celebra, come ogni anno, “la Giornata
della Memoria”, con il convegno "Giornata della memoria: mai più
vittime dell'odio nazi-fascista", per tenere vivo il ricordo delle
deportazioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Arcigay si batte per
il riconoscimento della pari dignità di tutte le vittime dell’
olocausto (ebrei, zingari, omosessuali maschi e femmine, transessuali,
oppositori politici, malati mentali, disabili, vagabondi, emigrati) e
per la tutela e la difesa di chi è vittima di crimini d'odio per
motivi razziali, etnici, religiosi, di genere, orientamento sessuale,
per condizione personale e sociale. Il convegno si svolgerà venerdì 26
gennaio 2007 alle ore 15,45 presso la sala Tommaso Campanella in piazza
del Gesù Nuovo a Napoli. L'evento si avvale del patrocinio della
Provincia e del Comune di Napoli ed è realizzato grazie alla
collaborazione dell'assessorato alla Cultura e all'assessorato alla
Memoria del Comune di Napoli. Interverranno: Abbrivio Gallichi, Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Riccardo Gottardi, presidente ILGA-
Europe Francesco Lucrezi, Federazione delle Associazioni Italia-
Israele Amedeo Curatoli, Opera Nomadi Campania Claudio Roberti, Clabarc
– Com.to di lotta per l’abbattimento delle barriere arch., sensoriali e
culturali Sergio Travi, Amnesty International Italia Gianfranco
Spadaccia, direzione nazionale dei Radicali Italiani Andrea Furgiuele,
segretario associazione Radicali Napoli - Ernesto Rossi Mariano
Anniciello, presidente Arci Napoli, consigliere comunale DS di Napoli
Pino De Stasio, capogruppo PRC Seconda Municipalità di Napoli con i
saluti di Dolores Feleppa Madaro assessore alla Memoria della Città di
Napoli Introduce gli ospiti e modera il dibattito Salvatore Simioli
presidente Comitato Provinciale Arcigay "Antinoo" di Napoli. L'evento è
organizzato in collaborazione con l’associazione Radicali Napoli -
Ernesto Rossi e sarà seguito in diretta da Radio Radicale.

COMUNICATO STAMPA GAYLIB
GAYLIB: BENE IL PRIDE A ROMA, RIPORTA LA
QUESTIONE DEI DIRITTI AL “CENTRO DELLA VITA POLITICA ITALIANA”
I
rappresentanti del Lazio pronti a collaborare all’organizzazione
delle
manifestazioni
GayLib (gay liberali e di centrodestra) esprime piena
soddisfazione per la scelta finalmente ricaduta su Roma eletta
nuovamente a sede del Gay Pride nazionale. Già negli anni scorsi, e
specificamente nel 2005, a un lustro esatto dal World Pride dell’8
luglio 2000 a Roma, data epocale per la società italiana, ben oltre la
comunità glbt, GayLib si era battuta per riportare nella capitale la
sfilata nazionale. “Ci era chiaro il concetto – fa sapere Christian
Poccia, referente laziale di GayLib - pur non credendo nella logica
dell’abusato concetto della spallata di piazza, che era utile per
tutti, a prescindere dal governo in carica, riportare la questione dei
diritti gay al centro dell’attività politica e sociale del Paese.
Speriamo che già con la manifestazione del 10 marzo e fino al Pride del
9 giugno la comunità gay italiana unita sappia suscitare le attenzioni
sulla necessità di dare vita, non solo nelle piazze, a una nuova
primavera di diritti”. GayLib annuncia in tal senso sin d’ora la
propria adesione e partecipazione ai lavori che da qui a giugno daranno
vita a questi eventi romani. “Per quel che ci riguarda – dichiara
Daniele Priori, vicepresidente di GayLib – continueremo a stimolare in
senso liberale le forze della Casa delle Libertà per una sempre
maggiore apertura della realtà delle persone e delle coppie
omoaffettive. Ci auguriamo che gli amici di sinistra facciano lo stesso
con i partiti a loro più vicini, oggi al Governo del Paese perché, a
prescindere dalle appartenenze di bottega, si possa arrivare finalmente
all’obiettivo grosso, ovvero la tutela dei diritti delle persone e
delle coppie glbt”.
GayLib – Il Direttivo
GayLib Lazio
Enrico Oliari –
Presidente nazionale - Cell. 335/6622440 - Christian Poccia – Referente
per il Lazio - Cell. 333/4956683

COMUNICAZIONE CIRCOLO LESBICO
DRASTICAMENTE
Circolo Lebico Drastica...mente invita all'incontro
dibattito a sostegno della manifestazione nazionale “NO VAT”
Martedì
23 gennaio 2007, ore 21.00
Presso la sala consiliare del Quartiere 1
Centro, Piazza Capitaniato (sotto il volto dell’Orologio)_Padova Anche
a Padova è nato un Comitato “Facciamo Breccia” che promuove la
Manifestazione Nazionale NO VAT che si terrà sabato 10 febbraio a Roma.
È una mobilitazione pubblica contro le continue ingerenze vaticane
nella politica italiana, alle crescenti pretese integraliste, alla
subalternità della politica istituzionale (di destra e di sinistra)
verso i diktat delle gerarchie ecclesiastiche Obiettivo dell’incontro è
promuovere la manifestazione di Roma, rispondendo con una mobilitazione
pubblica alle reiterate ingerenze vaticane nella politica italiana,
alle crescenti pretese integraliste, alla subalternità della politica
istituzionale (di destra e di sinistra) ai diktat delle gerarchie
ecclesiastiche. Vogliamo testimoniare con le nostre vite e i nostri
corpi, in piazza e senza delegare, che laicità e autodeterminazione
sono principi irrinunciabili del nostro percorso etico-politico e delle
nostre esistenze. Relatori: Roberto Aere, Comitato “Facciamo Breccia”
nazionale Nicoletta Poidimani, Comitato “Facciamo Breccia” nazionale
Aurora d’Agostino, Consigliere Comunale Verdi per la Pace Davide
Guglielmo, Rappresentante “Facciamo Breccia” di Padova Elisabetta
Torresin,
Circolo Lesbico “Drasticamente”
Per promuovere la
manifestazione nazionale il Comitato “Facciamo Breccia” di
Padova
organizza, oltre al dibattito, anche le seguenti iniziative
presso il
circolo Arci n.a. PIXELLE
via Austria 23/e Padova - zona interporto-
sabato 20 gennaio dalle ore 22.00:
AntiVatican BLOB
Visioni
cleroalternative tra il cult ed il trash Documenti videoamatoriali sul
tema anticlericale. In doG we Trust di Barbara Fra gogna Scomposizioni
e ricostruzioni in assemblaggio Kitch-Holy-Glam d’immagini
sacroprofane. Happening per rispondere in modo ironicomico alle
provocazioni delle
istituzioni cattoliche.
Per informazioni:
info@drasticamente.it
www.facciamobreccia.org

COMUNICAZIONE
ASSOCIAZIONE GAY/LESBICA
Martedì 23 gennaio, alle 21.00, presso la
sede, all'interno delle iniziative cittadine, provinciali e regionali
per IL GIORNO DELLA MEMORIA Azione Gay e Lesbica presenta "Le nuove
notti di cristallo- quando si dimentica il passato"- "Dibattito, video,
materiale informativo. Saranno presenti, tra gli/le altri/e, GIANFRANCO
GORETTI e TOMMASO GIARTOSIO, autori del libro "LA CITTA' E L'ISOLA:
OMOSESSUALI AL CONFINO NELL'ITALIA FASCISTA".
Ingresso libero e aperto
a tutti/e/* Azione Gay e Lesbica Via Pisana 32/34 r (Zona Porta San
Frediano, Ataf linea 6, a 15 minuti a piedi dalla stazione Firenze
Santa Maria Novella)
Telefono 055- 220 250 - E-mail
info@azionegayelesbica.it - Sito www.azionegayelesbica.it - Apertura
standard dal lunedì al giovedì dalle 18 alle 20 a gennaio apertura
straordinaria "Mese del tesseramento" anche il venerdì e il sabato,
sempre dalle 18 alle 20. Ricordiamo inoltre VENERDI' 26 GENNAIO "NO-VAT
PARTY", Serata gaylesbicaenonsolo all'Auditorium Flog di Firenze, dalle
22 e 30 in poi. Con Videobox, Ravamarah & BigSur Dj Staff, L'Ago dei
Cigni Plastic session. Ingresso 5€ con tessera Azione Gay e Lesbica, 8€
con tessera Arci, 10 € biglietto intero.
ALLERTA A TUTTE LE
ASSOCIAZIONI GLBT
COSA SUCCEDE ALLA CAMERA LA PROSSIMA SETTIMANA
La
prossima settimana (illustrazione lunedì e voto martedì) verranno
discusse alla Camera alcune mozioni su famiglia, unioni civili, pacs.
In primis quella presentata dall'Udc (Volontè piu' altri) sulla
famiglia. In sostanza si chiede che il Governo "non intraprenda azioni
che possano attraverso il riconoscimento del rilievo pubblico alle
convivenze more uxorio, comprese quelle tra persone dello stesso sesso,
attribuire a tali formazioni i diritti che vengono acquisiti in
conseguenza dlela formazione di una famiglia, come società naturale
fondata sul matrimonio… ecc, ecc". Al seguente link potete trovare il
testo http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/ShowXml2Html.
Asp?IdAtto=6693&Stile=5&HighLight=1&SearchType=1&Originale=0
L'obiettivo di tale Mozione, se fosse approvata, è di impedire al
Governo di presentare DDl sulle unioni civili. Una Mozione simile è
stata presentata anche da Forza Italia. Il Centro sinistra, secondo
quanto deciso nell'ultima riunione dei Capigruppo della maggioranza di
centro-sinistra di martedì scorso, presenterà una sua mozione che
ricalcherà quanto previsto dalle 7 righe del programma dell'Unione.
Anche la Rosa nel Pugno presenta una sua Mozione che chiede al
Governo un impegno immediato e maggiore sulle unioni civili. Sappiamo
che l'Udeur e la Svp sono orientati a non firmare e forse neanche
votare la Mozione del centro-sinistra. Segnalo che l'illustrazione
delle Mozioni è previsto lunedì 22 gennaio, il voto è previsto martedì
23.
Sergio Rovasio
Segr. Generale Gruppo Rosa nel Pugno
Camera dei
deputati
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

COMUNICAZIONE CSU
(CENTRO STUDI ULRICHS L’AQUILA)
L'ARCIVESCOVO DI L'AQUILA: "UNA
SISTEMAZIONE GIURIDICA A QUESTE UNIONI E’ UN PROBLEMA DA TENERE
PRESENTE PER SALVAGUARDARE CERTI DIRITTI"
Il prelato risponde a
capoluogo.it
Giovedì 18 gennaio 2007
Sul nostro giornale, è intervenuto
spesso l'onorevole Franco Grillini. Il deputato sta portando avanti la
sua lotta per il riconoscimento delle coppie di fatto, i cosiddetti
PACS. Qual è la sua posizione? Monsignor Molinari - La Chiesa ha dato
il suo parere e sono in linea con quanto dichiarato dal Papa. Dare una
sistemazione giuridica a queste unioni è un problema da tenere presente
per salvaguardare certi diritti. Ritengo, però, che ci sia una
sproporzione nei mass media. Stanno pilotando l'opinione pubblica su
questi temi che non sono i più urgenti da affrontare. I problemi sono
altri... il problema del lavoro, i problemi di vita quotidiana di
persone che non riescono a pagare le bollette. L'emergenza più
drammatica è questa. FONTE ilcapolluogo.it. INVIATO DA CSU (Centro
Studi Ulrichs L’Aquila)

BLOGGER ALLA SBARRA
Ha 22 anni lo studente
egiziano ora in carcere per “diffamazione” e “offesa alla reputazione
dello Stato”. Kareem Amer è un blogger. Sono loro, i bloggers, i nemici
più temuti dalle oligarchie illiberali del mondo. Dall’avvento del web
2.0 ogni cittadino ha infatti la possibilità di scrivere, fare domande,
dare risposte. In Cuba, Guillermo Farinas, giornalista indipendente, è
stato incarcerato in gravi condizioni di salute per aver rivendicato il
diritto al libero accesso ad Internet. In Egitto, giovani studenti come
Amer, finiscono per essere trattati alla stregua di pericolosi
criminali per essere sfuggito alla morsa del governo sul controllo dell’
informazione: Amer criticava la discriminazione sessuale e di credo
religioso. Dall’interrogatorio emerge un particolare inquietante:
stranamente, durante l’interrogatorio, dopo aver indagato sulle sue
usanze religiose, lo costringono a esprimere le proprie idee sul
conflitto in Darfur. Ma non è solo l’Egitto a indossare la maglia nera
della libertà di espressione. In Tunisia, Zouhair Yahyaoui è stato
torturato dalle forze speciali per ottenere la password del sito nel
quale aveva pubblicato un quiz irriverente nei confronti del Presidente
Zine Abidine ben Ali. In Iran, diversi bloggers sono agli arresti per
aver “insultato il Leader Supremo”. Tratto da: SaveTheRabbit - FONTE
www.libero.it

COMUNICAZIONE DI’GAYPROJECT
GIOVEDI’ 25 PARTECIPA ALLA
FIACCOLATA PER I DIRITTI - Le associazioni GLBT romane indicono per
giovedì 25 gennaio 2007 dalle ore 18.00 alle ore 21.00 una fiaccolata
in piazza Montecitorio, come simbolo
di veglia per i diritti civili in
grave stato di salute, e alcuni partecipanti, sdraiati a terra,
evidenzieranno la nostra condizione di cittadini calpestati nella
propria dignità. Il momento è molto complesso, serve il sostegno di
tutti, se puoi, partecipa anche tu!! LEGGI TUTTA LA NOTIZIA http://www.
digayproject.org/notizie/notizia.asp?news=3020
SABATO 20 GENNAIO ORE
17.00 GRUPPO GIOVANI E ARCITRANS LIBELLULA 2001 Apriamo la discussione
sul transessualismo, per conoscere le esperienze e cosa significa
"identità di genere", quale differenze tra il transessualismo e il
travestitismo? Il gruppo giovani incontrerà Leila Daianis presidente
del gruppo Arcitrans Libellula 2001; un modo per conoscere una parte
del movimento glbt, sconosciuto anche all'interno della stessa
comunità.
LEGGI TUTTA LA NOTIZIA
http://www.digayproject.
org/notizie/notizia.asp?news=3022
Dì Gay Project è a Roma in Via
Costantino 82, a pochi minuti a piedi dalla
stazione della Metro B
"Basilica di S.Paolo".
http://www.digayproject.org/chisiamo/sede.asp

WEB E LESBISMO
UNICA ALTERNATIVA ALL'INVISIBILITÀ
Di Cinzia Ricci -
Novembre 2006
Perché un sito personale e non una vetrina su un portale
di successo o, meglio, un libro, due, tre? Spesso accade che in questa
scelta non vi sia niente di ideologico – all’inizio. Anzi, a dire il
vero nemmeno di “scelta” si può parlare ma di unica alternativa all’
invisibilità, alla morte civile di un autore. D'altronde, Internet era
ed è ancora il solo mezzo esistente per rendere pubblico il proprio
lavoro, a costo zero, bypassando i canali culturali, politici ed
editoriali tradizionali (cartacei e web, anche LGBT*) non proprio
disponibili a spartire la torta, a far emergere gli outsider ancorché
capaci e talentuosi. La mia avventura sul web è dunque cominciata nell’
estate del 2003. Stavo lavorando a “Borderline” (un’inchiesta
attraverso la quale ho raccontato “l’altro” lesbismo, quello che non
milita, non fa parte dei salottini e delle consorterie, non finisce in
TV, sulle riviste e sui giornali, distante anni luce dal lesbo-chic
politicamente corretto, che poco interessa a chi è troppo indifferente,
spaventato o stupido per rendersi conto che non viviamo nel paese dei
balocchi), ma non trovavo nessuno disposto a pubblicarmi, così mi misi
al computer e feci da sola. Il successo fu tale che decisi di
approfittarne per far conoscere anche altri aspetti del mio lavoro e
poco alla volta pubblicai una selezione della mie opere pregresse
(racconti, poesie, grafica, pittura, ecc.) aggiungendovi di volta in
volta le nuove produzioni (tra cui i materiali di “fiLmES”, un’
articolata ricerca sul lesbismo e la lesbofobia nel cinema dal 1895 ad
oggi, e gli editoriali su temi di attualità e politica). Ho scoperto di
fare “cultura” (nell’accezione più seria, ampia, minacciosa e
destabilizzante del termine) un anno dopo, il 18 Aprile del 2004,
quando la mia compagna fu vittima di una violenza sessuale che aveva lo
scopo d’indurmi al silenzio. Sino al giorno prima pensavo che non si
potesse sostenere l’esistenza di una “cultura omosessuale” parallela o
contrapposta alla cultura tout-court (guarda caso territorio quasi
esclusivamente maschile) – pensavo che fosse una forzatura, un modo per
ritagliarsi uno spazio entro cui confinarsi. Ero convinta di essere
solo una donna fuori dai giochi, dal sistema, un’autrice e una libera
pensatrice accidentalmente lesbica, isolata ma visibile. Il giorno dopo
sapevo che tutte queste caratteristiche messe insieme candidano al
linciaggio, causano punizioni esemplari, tentativi di soppressione
fisica e psichica. Poiché non si può reprimere, negare, offendere,
minimizzare qualcosa che non c’è, mi fu anche chiaro che la “cultura
omosessuale” non solo esiste ma è percepita con crescente diffidenza,
preoccupazione, rabbia – ha dunque proprie specificità ed una forza
talvolta dirompente, addirittura concettualmente rivoluzionaria, tanto
da provocare reazioni di rifiuto e violenza. Cultura omosessuale -
cultura minore, di nicchia? Affermazione quanto mai sciocca,
strumentale e falsa. Se non mi fossi pubblicamente esposta portando
argomenti credibili contro l’odio, il disprezzo e le disuguaglianze,
contro la omo, lesbo e transfobia, il sessismo, il maschilismo e la
misoginia, mostrandone le devastanti conseguenze, se non avessi
prodotto pensiero, a nessuno sarebbe importato del mio lesbismo –
invece, lui ed io siamo divenuti cultura, azione politica,
rivendicazione, denuncia, siamo usciti dal ghetto, dagli accademismi
elitari per fornire spunti di riflessione, mostrare ciò che troppi
fingono di non vedere, vorrebbero cancellare. La rappresaglia non
poteva che essere terribile - vergognose le reazioni. Nell’Ottobre del
2005, “Una strage annunciata”, ampia e ragionata raccolta di dati e
documenti relativi ai casi di violenza e discriminazione subiti dalle
persone LGBT*, è stata la mia risposta – globalmente ignorata. Dal
2004 presto molta attenzione a ciò che si muove intorno al sito, perché
questo è l’unico modo che ho per quantificare l’efficacia, la portata
del mio lavoro, le sue ricadute: alcuni dati emergono con chiarezza e
sono a mio avviso significativi. 1) Nel 2005, il sito ha ricevuto il
Premio Speciale "Donna è Web 2005" attribuito nell'ambito dell'omonimo
concorso nazionale che fa capo al premio Web Italia (prestigioso in sé
ma ancor più significativo in quanto, primo caso nel nostro paese,
riconosce e premia i contenuti di un’opera web esplicitamente lesbica,
militante, indipendente e non pubblicizzata). Nessuno ha ritenuto utile
parlarne, nemmeno all’interno della cosiddetta comunità LGBT*. 2)
Sebbene privo di sponsorizzazioni, realizzato e gestito da un’unica
persona che non gode di alcun sostegno da parte di singole personalità
o organismi, il sito ha da tempo superato i 1.200 accessi medi
giornalieri, le pagine viste mensilmente sono oltre 112.000 (media
aritmetica). 3) I visitatori vi arrivano quasi esclusivamente tramite i
motori di ricerca, perlopiù per caso cercando altro. Il 20% di essi vi
torna anche se non omosessuale. 4) Non vi è alcuna dominanza tra le
caratteristiche dei visitatori (genere, età, scolarizzazione,
orientamento affettivo, area geografica, ecc.). Il pubblico di questo
sito è quanto mai eterogeneo e trasversale. 5) Inoltre tre anni di
esistenza on-line, non ho ricevuto una sola mail offensiva, minacciosa
o di protesta. Ricevo mediamente una trentina di mails al mese, circa
il 50% sono di apprezzamento, l’altro 50% chiede informazioni, consigli
o altro. Con alcuni lettori (prevalentemente uomini, eterosessuali,
cultura medio-alta) si è instaurato un ottimo rapporto di amicizia,
stima reciproca e talvolta collaborazione, seppur virtuale. Ognuno
tragga le conclusioni che vuole. FONTE CinziaRicci.it

TV, MON
AMOUR...
17 Gennaio 2007
Qualche mese fa il televisore del salotto ha
smesso di funzionare. Attraversavo un periodo di totale disgusto nei
confronti dell’italico teatrino e pensai che era giunto il momento di
approfittarne, così, insieme al proposito di non acquistare più i
quotidiani (già ampiamente e inutilmente ricompensati dai finanziamenti
pubblici, quindi anche con i miei soldi), presi l’infernale scatoletta
e la chiusi in un ripostiglio. Certo, mi mancava. Mi mancava quel
vociare confuso e sempre più assordante che dagli anni Cinquanta ad
oggi è diventato la colonna sonora delle nostre esistenze, ma che pace!
Niente finzioni, inganni, false promesse, ammiccamenti, lusinghe,
insulti. Niente TG, politicanti, balletti e canzonette, morti ammazzati
veri e finti. Niente di niente, insomma. Una pacchia. «Hai visto,
letto?» - che snobberia sopraffina poter rispondere: «Ho smesso», un
po' come dire «mi sto disintossicando dalle volgarità e dalle menzogne,
dalle beceraggini e dal nozionismo di regime». Che meraviglia sentirsi
furbetti, aver l’illusione di poter decidere cosa guardare, ascoltare,
leggere, pensare che se tutti spengessero il video, ignorassero i
giornali, vivrebbero meglio e farebbero fare un balzo avanti a questo
povero, scalcinato paese. Poi è arrivato il Natale, il nuovo anno, la
Befana... Centoquattro euro – a nessun parente o amico ho potuto fare
un regalo così importante, ma all’agenzia delle entrate sì, ho dovuto.
Vai a spiegarglielo che il 14 pollici, malfunzionante per giunta, lo
tieni in camera e lo accendi di rado, solo 5 minuti per prender sonno,
che non vuoi ingrassare i politici, i giornalisti, le veline e i
calciatori, non vuoi assistere ai loro show deliranti, che non è giusto
obbligare i cittadini a foraggiare un (dis)servizio scadente,
terzomondista, fazioso, diseducativo e disinformante. A loro non
importa chi sei, cosa pensi e vuoi: se hai un televisore, spento o
acceso che sia, devi pagare. Pare che per convenzione si definisca
“canone di abbonamento” quella che è, in effetti, solo una tassa sul
possesso di un apparecchio radiofonico e/o televisivo – e allora perché
questi soldi non finiscono nelle casse dello stato ma solo in quelle
della Rai? Perché è un imbroglio, un’estorsione legalizzata. Se si
trattasse davvero di un canone di abbonamento ad un servizio, lo si
potrebbe liberamente sottoscrivere e disdire (senza buttare tv e
videolettore nel cassonetto), ma poiché è una tassa imposta per
sovvenzionare un Ente lottizzato dai partiti, sottoposto al loro
controllo e alle loro logiche, la si deve obbligatoriamente pagare.
Curioso che in un paese democratico, i politici e i partiti (da
Berlusconi in giù sino al più microscopico comitato, alla più inutile
redazione) finanzino loro stessi, la propaganda e le proprie attività
con i soldi variamente estorti a TUTTI i cittadini, qualsiasi
convinzione politica abbiano. Curioso che per leggere le loro
pubblicazioni, partecipare ai loro eventi, assistere alle loro messe in
scena si debba pagare quando già hanno preso i nostri soldi attraverso
i finanziamenti pubblici e gli sponsor. Nel caso del canone televisivo
siamo al paradosso: “Vuoi possedere un televisore, vuoi avere il
diritto ad essere disinformato, condizionato, vuoi vedere quello che
pare a noi? Pagaci, e non una volta, ma per il resto dei tuoi giorni!”.
Ora, Internet a parte, se vi fossero strumenti alternativi gratuiti,
alla portata di chiunque per accedere all’intrattenimento e all’
informazione, se i proventi del canone fossero ripartiti tra le varie
emittenti radiotelevisive in base a criteri qualitativi, magari con l’
obbligo di ridurre gli spazi pubblicitari in proporzione al
finanziamento ottenuto, si potrebbe capire, accettare – ma così non è,
anche per questo è tanto odioso. Sia chiaro: io sono uno dei pochi
babbei che paga l’iniquo balzello da quando ha un televisore. E lo
confesso: pagavo persino senza sentirmi particolarmente vessata,
perché, salvo qualche rarissima eccezione, guardavo soltanto i canali
Rai. Ma con il progressivo ingrossamento del fegato dovuto all’avvento
dell’era berlusconiana, quindi all’occupazione populista
cattosinistrorsa und destrorsa targata “seconda repubblica delle
banane”, il buon senso mi ha consigliato di darci un taglio deciso ed
ora vorrei, come si fa con il 5x1000 e se proprio non posso esimermi,
almeno devolvere i miei sudati “euri” ad altre, più utili e meritorie
organizzazioni. Avrei pensato ad “Emergency” – di questo passo,
potremmo averne bisogno anche qua. C. Ricci.
FONTE CinziaRicci.it

RADIO RADICOSI
SUL VIALE DELLA NOIA
Nella preparazione del capolavoro
Sunset Boulevard - Viale del tramonto è il titolo del film in italiano,
alla fine il protagonista scelto dal regista rifiuta il ruolo non
volendo amoreggiare con una donna col doppio dei suoi anni ma, Erick
von Stroheim che aveva accettato il ruolo di Max, il maggiordomo di
Norma, non solo per questioni economiche, fu particolarmente
collaborativo riempiendo il collega radicale di avveduti consigli.
Norma, la protagonista di Sunset Boulevard detto anche Boulevard
Crepuscule, una donna spaventata dalla vecchiaia che tiene un giovane
quasi prigioniero, è come la vera star dello show che stiamo vivendo,
star che sta sfruttando al meglio quest'occasione per tornare sulla
cresta dell'onda. Questa storia dei Radicali radicosi e rancorosi e di
Radio radicale che si avvia decisamente sul viale della noia, è solo
un'altra ciliegina sulla torta di uno dei più famosi film mai
realizzati sul mondo della politica-cinema. Militari e ragazzi metà
prezzo. In Viale del tramonto Norma vive attorniata da centinaia di
sue fotografie e dalla 16 ore di Radio radicale afferma che, con
l'avvento del sonoro, la politica si è corrotta tanto che durante il
congresso di Padova Norma litiga con il giovane ma capezzuto Gills
perché quest'ultimo rifiuta le sue angherie mediatiche e in un impeto
d'ira lo destituisce. Gills si rifugia alla Camera dove si sta
festeggiando il capodanno dell'Ulivo morto e lì incontra Nicola Rossi &
Peppino Caldarola, due ragazzi conosciuti al Tavolo dei Volenterosi
negli uffici di Markette. Quando Gills telefona a Max per farsi spedire
gli effetti personali, Max scopre, con vivo disappunto, che Norma li ha
bruciati nella soffitta di Erba e dopo ha tentato il suicidio con
l'eutanasia assistita. Sconvolto Gills si precipita al suo capezzale e
mentre Norma detta il Testamento biologico al favorito, il giovane
Cappato, Gills promette che l'amerà, non per sempre, e farà un
Sathiagrà di tre ore. A questo punto però si scopre che Gills conduce
una doppia e tripla vita: di giorno con Norma al partito mentre la sera
esce di soppiatto per andare agli studios di Markette a scrivere
insieme a Rossi, Caldarola & Tabacci la sceneggiatura per il film «I
Volenterosi Boys». E la domenica, tomo tomo, cacchio cacchio, se ne va
da Max a Radio radicale a fare la rassegna stampa e la conversazione
con i militanti. Norma s'incazza come un Pannella e chiede a Max di
destituirlo pure da Radio radicale e di piazzarci manu militari il
favorito in corsa, il giovane Cappato. Quando Rossi, Caldarola &
Tabacci confessano il loro amore per il fiero e indomito Gills e gli
chiedono di sposarlo con un Pacs il giovane capezzuto rimane turbato e
se ne va senza dare una risposta ma intanto Norma scopre il fieto del
miccio delle misteriose uscite notturne di Gills e, ormai, al culmine
dell'incazzatura e rosa dalla fame, dalla sete, dalle moratorie e dalla
gelosia, lo minaccia con una eutanasia procurata. Dopodiché, evitando
di dirlo a Prodi, a Fassino e a Max, Norma telefona a Rossi, Caldarola
& Tabacci raccontando che Gills ha una doppia e tripla vita ma viene
interrotta proprio da quest'ultimo che da Fiumicino, via Tavaroli-
Ghioni-Telecom, si introduce in un «Radar System» a triplo giro di
«Security» che si fanno fra loro Scaramella, Pollari, Abu Omar,
Guzzanti e Letta via baco del Corriere e invita i ragazzi a recarsi non
ad Arcore e da Casini ma a Torre Argentina prima, poi a Radio radicale
per chiarire la faccenda dei Volenterosi Boys. A questo punto, con
l'animo straziato e a stomaco vuoto, Gills li lascia dicendo di
preferire una vita sfarzosa con Norma piuttosto che con loro. Affranti
i ragazzi se ne vanno in lacrime al Riformista dove Franchi e Cicero da
Empoli li abbracciano commossi. E se ne vanno pure da quei brutti
riformisti sfigati dei DS ma subito dopo Gills si reca in camera sua a
preparare bagagli e bagattelle affermando di voler tornare al suo
paesello. Norma lo insegue fino alla Commissione Attività Produttive
della Camera e gli spara tre palle incatenate di Moratoria sulla pena
di morte di Saddam ma all'arrivo della polizia Norma non capisce che
cacchio sta succedendo tra il maresciallo della Finanza che
intercettava da Novara e l'astuta spia Tobia Pompa venuta dal freddo
della Ciociaria, spia «comunista» del Generale Pollari. Soltanto quando
il fido maggiordomo Max le dice «A' Nooormaaa e sbrigatee! So' arrivati
li operatori der teleggiornale!» acconsente a scendere dallo scalone di
Maroni realizzando così il suo sogno contro quegli strasfigati di
Montecitorio e quello sfigato di Epifani. Il sogno di ritornare la diva
acclamata di un tempo e parlare a Radio radicale 24 ore su 24 invece
delle 16 previste dall'articolo 18 dello statuto del lavoratori di
Radio radicale. Ma intanto che ti combina il fido Max? Fumando
l'ennesima sigaretta, dal Ponte di comando della cabina di regia di
Radio radicale, con la voce rotta dalle troppe Lucky Strycke, rantola
flemmatico: «Reggo Radio radicale dal 91, forse ho fatto il mio tempo».
Tie'!
Giuliana D'Olcese quota rosa di internet
www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

COMUNICAZIONE CIRCOLO LESBICO
DRASTICAMENTE
Il Circolo Lesbico Drastica...mente organizza: SERATA DI
INCONTRO CON L’AUTRICE Domenica 21 gennaio - dalle ore 18.00 c/o
Circolo Arci Pixelle via Austria 23/E – Padova SARA ZANON Una giovane
poetessa veneta presenta il suo nuovo libro GOTICHE RISONANZE
Letture, videoinstallazioni e performance. Sara Zanon traccia il
proprio flusso di pensiero all’interno di un perimetro frangibile,
pronto a essere attraversato (in ogni verso e direzione). Si tratta di
un’opera surreale e intensa, in cui le parole si rincorrono in
continue precisazioni simboliche, in cui la penna graffia, taglia,
recide il senso comune. L’immaginazione è l’unico reale sfondo di
questo esperimento poetico, l’unica traccia (cicatrice) visibile di un
corpo che, nudo, si staglia all’orizzonte... segue L'APERITIVO IN-
SOLITO Buffet gratuito e degustazione vini della Sicilia Ingresso
riservato alle socie ed ai soci Arci N.A.
Per info:
tel. 346 6113972
info@drasticamente.it
www.drasticamente.it

COMUNICAZIONE
ASSOCIAZIONE EVALUNA
NAPOLI ESOTERICA
SABATO 20 GENNAIO ALLE ORE 21.00
PRESSO LA LIBRERIA EVALUNA piazza Bellini 72 napoli RIPRENDONO LE
VISITE GUIDATE ALLA NAPOLI ESOTERICA. LA VISITA AVRA" LA DURATA DI DUE
ORE. PER INFORMAZIONI SUL PERCORSO. www.evaluna.it PER PRENOTAZIONI
TELEFONARE 081292372 O 3391520540 - DALLE ORE 10.30 ALLE 14.30 FINO AL
SABATO

NESSUNO TOCCHI CAINO
20.01.2007
PENA DI MORTE. D'ALEMA
PRESENTA A COLLEGHI UE INIZIATIVA ITALIANA - 19 gennaio 2007: in una
nota, diffusa dalla Farnesina, il Ministro degli Esteri, Massimo D’
Alema, ha detto che il dibattito sulla questione della pena di morte
deve essere al più presto ripreso in primo luogo nell'Assemblea
Generale delle Nazioni Unite attualmente in corso. Si sono moltiplicate
nell'ultimo periodo - si legge nella nota della Farnesina - le prese di
posizione internazionali in favore del rilancio dell'iniziativa per
ottenere una moratoria sulle esecuzioni capitali, in vista
dell'abolizione universale della pena di morte. E' molto diffusa, in
particolare, la preoccupazione per i recenti casi di applicazione della
pena capitale e per gli ulteriori annunci di nuove esecuzioni, che
contrastano con il diritto fondamentale alla vita e con la protezione
della dignità umana. La questione è stata affrontata in ambito europeo
a livello politico e di alti funzionari in diversi contesti e, da
ultimo, a Bruxelles dagli esperti in Diritti Umani. Il tema - si legge
ancora nella nota - figurerà all'ordine del giorno del Consiglio Affari
Generali e Relazioni Esterne dell'Unione Europea del 22 gennaio. In
tale sede, il ministro degli Esteri, D'Alema, esporrà la posizione
italiana sulla questione. In particolare, il ministro farà stato della
convinzione italiana che si renda ormai necessario e non ulteriormente
rinviabile il raggiungimento, in tempi rapidi, di una posizione univoca
dei Paesi membri dell'Unione Europea - che ha inserito l'abolizione
della pena capitale nel progetto di trattato costituzionale - sulla
strategia per riportare il tema all'attenzione della comunità
internazionale e per avviare un'azione congiunta in seno alle
organizzazioni multilaterali a carattere universale. Pur nella
consapevolezza che in ambito europeo ancora persistono preoccupazioni
di ordine procedurale, che non toccano tuttavia la condivisa
contrarietà alla pena capitale come principio fondamentale di carattere
giuridico ed etico, da parte italiana - sottolineano alla Farnesina -
si ritiene che il dibattito sulla questione debba essere al più presto
ripreso. L'Assemblea Generale, per universalità ed autorevolezza,
appare come il foro più appropriato per affrontare un tema di alto
significato politico e dai rilevanti riflessi sulle modalità
dell'amministrazione della giustizia nel rispetto del diritto
inalienabile alla vita.
MORATORIA. PARLAMENTO EUROPEO SOSTIENE
MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI - 16 gennaio 2007: i leader di tutti i
gruppi politici al Parlamento europeo, ad eccezione di quello di
estrema destra, hanno sottoscritto una proposta di Dichiarazione a
favore dell'iniziativa italiana all'Onu per una moratoria universale
sulle esecuzioni capitali, in vista dell’abolizione della pena di
morte. Gli eurodeputati radicali Marco Pannella e Marco Cappato, che
hanno proposto il testo della Dichiarazione, sottolineano come l’evento
politico non abbia precedenti nella storia del Parlamento europeo. Su
iniziativa di Graham Watson, presidente dell'Alde, gruppo dell'Alleanza
dei liberali e dei democratici per l'Europa, hanno sottoscritto la
dichiarazione Joseph Daul (Ppe-De), Martin Schulz (Pse), Cristiana
Muscardini (Uen-Europa delle Nazioni), Daniel Cohn-Bendit (Verdi),
Francis Wurtz (Gue-Sinistra Europea) e Jens-Peter Bonde
(Indipendenza/Democrazia). Nelle prossime ore, la proposta di
Dichiarazione sarà trasmessa a tutti i parlamentari. Con la firma della
maggioranza dei deputati al PE la Dichiarazione sarà formalmente
approvata. I Gruppi dei quali i Presidenti hanno già sottoscritto il
documento contano 750 membri, su 785. Essendo la maggioranza richiesta
di 393, per gli esponenti radicali “non vi è alcun dubbio: la
Dichiarazione è politicamente già pienamente rappresentativa; è un
fatto acquisito”. Ecco, in dettaglio, cosa recita il testo della
Dichiarazione scritta su: "Pena di morte: per una moratoria universale
sulle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione": 'Il Parlamento
europeo chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di
sostenere la richiesta formale di riapertura del punto relativo alla
pena di morte all'Assemblea generale dell'ONU attualmente in corso; di
promuovere, a nome dell'Unione europea e degli Stati membri, un testo
di risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali
in vista dell'abolizione; di promuovere il massimo di sostegno tra i
Paesi membri dell'Onu sulla proposta di risoluzione e di mettere in
atto ogni sforzo per ottenerne nel minor tempo possibile un voto
positivo dell'Assemblea generale in corso'. Marco Pannella e Marco
Cappato precedono poi la lista dei deputati europei, che comincerà a
formarsi sin dalle prossime ore. Intanto l’Unione Europea sta
programmando la presentazione alle Nazioni Unite di una risoluzione per
inserire la moratoria nell’agenda dell’Assemblea Generale Onu. Lo ha
detto il ministro della giustizia tedesco Brigitte Zypries, in
occasione dell’incontro a Dresda dei ministri della Giustizia e
dell'Interno dell'Unione europea. Per il ministro della Giustizia
italiano Clemente Mastella, è stata accolta “all'unanimità e senza
alcun distinguo” dai ministri della Giustizia e dell'Interno Ue, la
proposta italiana affinché in ambito europeo vi sia una strategia
comune per discutere in sede Onu una proposta di moratoria della pena
di morte. L’11 gennaio, anche il neo-segretario delle Nazioni Unite,
Ban Ki-moon, ha incoraggiato l’eliminazione della pena capitale:
"Riconosco il trend in atto nel diritto internazionale e nelle prassi
nazionali verso la graduale eliminazione della pena di morte, e io
incoraggio questo trend”, ha dichiarato Ban Ki-moon, nel corso di una
conferenza stampa tenutasi a New York. “Credo che la vita sia un bene
prezioso che deve essere protetto e rispettato, e che tutti gli esseri
umani abbiano il diritto di vivere nella dignità”, ha detto Ban,
aggiungendo che “Il diritto internazionale afferma questi valori”. “Mi
aspetto che i paesi membri, nel prendere le proprie decisioni,
rispettino sotto ogni punto di vista il diritto internazionale sui
diritti umani. Come sapete, ho chiesto cautela alle autorità irachene
nell’esecuzione delle condanne
MORATORIA. APPREZZAMENTO DEI RADICALI A
PAROLE DI BARROSO E PRODI - 15 gennaio 2007: “Dobbiamo lavorare insieme
per arrivare alla moratoria”, ha detto il presidente della Commissione
europea, Jose' Manuel Barroso, nel corso di una conferenza stampa a
palazzo Chigi con il premier italiano Romano Prodi. 'Per una questione
di principio l'Unione europea e' contraria alla pena di morte. Nessun
uomo puo' togliere la vita ad un altro uomo. Apprezziamo e appoggiamo
tutte le iniziative italiane all'Onu per abolire la pena di morte”, ha
detto Barroso commentando le esecuzioni in Iraq dei due gerarchi di
Saddam. Ha poi aggiunto: 'Bisogna convincere quei Paesi dove ancora
c'e' la pena di morte ad accettare una moratoria'. L'Italia e'
contraria alla pena di morte e non c'e' da spendere alcuna altra parola
al riguardo' ha ribadito da parte sua Romano Prodi, a seguito delle
ultime esecuzioni in Iraq di Barzan Ibrahim al Tikriti e Awad Ahmed al
Bandar. I dirigenti di Nessuno tocchi Caino Marco Pannella, Sergio D’
Elia ed Elisabetta Zamparutti hanno apprezzato l’impegno del Presidente
della Commissione UE Josè Manuel Barroso a favore dell’iniziativa
italiana all’ONU per una moratoria universale delle esecuzioni
capitali.
“Mentre si conferma la netta posizione di Romano Prodi già
espressa in occasione della esecuzione di Saddam e l’impegno di Massimo
D’Alema e Clemente Mastella ad acquisire un ampio consenso europeo
sulla iniziativa italiana, Nessuno tocchi Caino esprime apprezzamento
per l’impegno a favore della moratoria Onu delle esecuzioni espresso
oggi dal Presidente della Commissione Jose Manuel Barroso.”
“Registrata questa straordinaria adesione di una delle massime
istituzioni europee e grazie alle migliaia di adesioni che stanno
arrivando da tutto il mondo all’iniziativa nonviolenta di Marco
Pannella, in sciopero della fame dal 27 dicembre, siamo ormai sul punto
di ottenere, con la moratoria ONU delle esecuzioni capitali, una
conquista di umanità e di crescita civile e politica per il mondo
intero. E’ l’obiettivo per il quale il Partito Radicale Transnazionale
e Nessuno tocchi Caino lottano da quattordici anni.” “La moratoria ONU
servirà innanzitutto ai dimenticati della pena di morte che sono i
condannati nei paesi totalitari e illiberali dove si consuma quasi il
99% del totale mondiale delle esecuzioni ogni anno. Quanto agli Stati
Uniti, dove 12 stati sono completamente abolizionisti e dei 38
mantenitori 14 l'hanno sospesa di fatto o legalmente, la moratoria va
proprio nel senso di quanto molti Stati della Federazione stanno
attuando o proponendo per se stessi. L’iniziativa italiana, che sulla
moratoria ha registrato in Parlamento una straordinaria convergenza tra
maggioranza e opposizione, non può essere certo tacciata come anti-
americana”. Anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, si è espresso in
favore della battaglia contro la pena di morte. “Voglio dar vita ad una
presa di posizione dei sindaci delle città europee per sostenere la
battaglia contro la pena di morte”, ha detto Veltroni, intervistato da
Radio Radicale sulla proposta di una risoluzione per la moratoria
universale delle esecuzioni capitali. 'Vorrei mettere insieme - ha
detto Veltroni - citta' europee e non europee per far crescere, anche
dal punto di vista dei primi cittadini, l'impegno a mettere fine a
questo orrore'. Per aderire all’appello pro moratoria e allo sciopero
della fame, che viene rilanciato in vista anche del vertice dei
Ministri degli Esteri europei che si svolgerà a Bruxelles il 22
gennaio, basta registrarsi sul sito www.radicalparty.org
IRAQ.
GIUSTIZIATI I DUE GERARCHI DI SADDAM - 15 gennaio 2007: Barzan al-
Tikriti e Awad Hamed al-Bandar, rispettivamente ex capo della polizia
segreta di Saddam Hussein ed ex capo del tribunale rivoluzionario, sono
stati impiccati all’alba nei pressi di Baghdad. Le esecuzioni sono
avvenute nel palazzo dei servizi di informazione militare a nord della
capitale, lo stesso nel quale è stato messo a morte Saddam Hussein. Nel
corso dell’impiccagione, la testa di Barzan, fratellastro di Saddam, si
sarebbe staccata dal corpo. I due – condannati a morte insieme a Saddam
per il massacro degli sciiti di Dujail - dovevano essere giustiziati
insieme all’ex dittatore iracheno il 30 dicembre scorso, tuttavia le
autorità avevano all'ultimo momento deciso di procedere all'esecuzione
del solo Saddam. Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e
deputato della Rosa nel Pugno, alla notizia dell'esecuzione di altri
due ex gerarchi del regime iracheno, ha commentato: "Dopo l'esecuzione
di Saddam Hussein, un altro contributo alla escalation di violenza in
Iraq. Complimenti ad Al Maliki!". "E' ora sempre più urgente la
moratoria Onu delle esecuzioni capitali – prosegue D'Elia -, per
evitare che tutto precipiti, in Iraq e non solo, in altro sangue,
ulteriore morte e pene di morte, in una spirale di violenza e di guerra
che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle conseguenze
incalcolabili." "Salutiamo il fatto che, grazie all'attenzione del
Presidente della Repubblica, all'impegno del Presidente del Consiglio e
del Ministro degli Esteri, al sostegno di quasi tutti i leader
politici, compreso il leader dell'opposizione, è realistico sperare che
in queste settimane si possa raggiungere l'obiettivo della moratoria
Onu per cui Nessuno tocchi Caino e il Partito Radicale Transnazionale
lottano da quattordici anni."
ITALIA. SPOT DI RTL 102.5 A FAVORE DI
MORATORIA ONU ESECUZIONI CAPITALI - 16 gennaio 2007: 'Pena di morte.
Fermala con una firma'. Si chiude cosi' lo spot con cui l'emittente
privata radiofonica Rtl ha deciso di sostenere la campagna del Partito
Radicale e di Nessuno tocchi Caino per la moratoria Onu delle
esecuzioni capitali. Lo spot, che oltre a firmare l'appello invita
anche a iscriversi al Partito Radicale e a Nessuno tocchi Caino, sara'
messo in onda a partire da domani fino al 26 gennaio con una
programmazione di 8 passaggi al giorno. Lorenzo Suraci, Presidente di
Rtl 102.5, ha spiegato che 'la volonta' di appoggiare l'iniziativa di
Nessuno Tocchi Caino nasce dalla trasversalita' della proposta di
tutela della dignita' e della vita umana, sentimento che e' da
condividere e promuovere, a prescindere da ogni appartenenza politica'.
'La decisione di Rtl e' un contributo straordinario al rafforzamento
della nostra battaglia per la moratoria Onu delle esecuzioni capitali',
hanno dichiarato Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti rispettivamente
Segretario e Tesoriere di Nessuno tocchi Caino. 'Anche perche' -
continuano i due dirigenti radicali - il Partito Radicale e Nessuno
tocchi Caino rischiano di essere inadeguati in termini di risorse umane
e finanziarie nel difendere la straordinaria convergenza di Governi ed
opinione pubblica su questo obiettivo di umanita' e civilta' per il
nostro Paese e per il mondo intero. Ci auguriamo che l'esempio di Rtl
possa essere seguito da altre emittenti in queste ore decisive'.
'Diciamo no alla pena di morte - recita lo spot - Ogni giorno, in
troppi, muoiono ammazzati nell'indifferenza generale. Sapere non basta:
bisogna schierarsi. Possiamo scegliere da che parte stare chiedendo
alle Nazioni Unite di stabilire una moratoria universale delle
esecuzioni. Vai sul sito nessunotocchicaino.it e firma anche tu contro
la pena di morte. Iscriviti al Partito Radicale e a 'Nessuno tocchi
Caino'.

16 gennaio 2007

news 16 gennaio

COMMEMORAZIONE DI ALFREDO ORMANDO
Morto dopo essersi dato fuoco in
piazza S. Pietro per "protesta contro la Chiesa che demonizza
l'omosessualità" Alfredo Ormando, orfano di padre e ultimogenito di una
famiglia con otto figli di San Cataldo (Sicilia), due anni di seminario
e un tormentato periodo universitario, si è immolato con la benzina in
piazza San Pietro a Roma il 13 gennaio 1998. Sua madre lo aveva
sentito la sera prima. Alfredo le aveva telefonato dicendo che si
sarebbe recato a Roma per motivi di studio. Gaetano Mangano, un
affittacamere di Palermo, l’aveva visto due giorni prima e Alfredo gli
aveva chiesto in prestito centomila lire. Una donna che pulisce i
gabinetti a piazza San Pietro vide Ormando mentre si versava addosso la
benzina e poi correva avvolto dalle fiamme verso il centro della
piazza. Gli agenti di polizia subito lo soccorsero e uno di loro tentò
anche di spegnere le fiamme usando la propria giacca. Prima di perdere
coscienza Alfredo disse: “Non sono neanche stato capace di morire”. Fu
trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì dopo dieci giorni di
atroce agonia. Le lettere che si era portato appresso non furono
pubblicate e la sala stampa del Vaticano rilasciò un comunicato stampa,
dichiarando che Alfredo Ormando non si era suicidato a causa della sua
omosessualità o in protesta contro la chiesa cattolica, ma perché aveva
problemi in famiglia. Ma, subito dopo la sua morte l’ANSA ricevette le
sue lettere con la posta e ne pubblicò parte. Ormando aveva inviato da
Palermo una copia all’ANSA, prima di prendere il treno per Roma. Sapeva
benissimo che le lettere, una volta nelle mani dei preti, non sarebbero
mai state pubblicate. Un mese dopo la sua morte ci siamo recati
(eravamo soltanto nove persone) in piazza San Pietro per porre dei
fiori sul luogo dove lui si era bruciato come un bonzo. Arrivò subito
la polizia e ci intimò di andar via. Avevano l’ordine del Vaticano di
far togliere anche i fiori. Io dissi loro che se Gesù Cristo si fosse
trovato sul sagrato della basilica, Lui sarebbe sceso e ci avrebbe
abbracciati uno per uno e che quindi il Vaticano aveva dato ancora una
volta dimostrazione di essere anticristico. Gli uomini delle Forze dell’
Ordine erano visibilmente dispiaciuti; avevano visto Ormando bruciare e
uno di loro mi disse che anche lui era Siciliano; un altro mi raccontò
che il poliziotto che aveva tentato di spegnerlo con la propria giacca
era ancora sotto shock e di notte non riusciva a dormire. La più bella
pianta la regalai per farla dare a quel poliziotto per ringraziarlo per
la sua buona azione. Nel 1999, sotto una pioggia battente, eravamo di
nuovo a San Pietro per commemorare Ormando. Questa volta erano presenti
anche i presidenti Arcigay (Sergio Lo Giudice) e del Mario Mieli (Imma
Battaglia). La polizia non poteva permetterci di entrare sulla piazza e
così decidemmo di deporre i fiori sul suolo italiano, al confine con lo
Stato del Vaticano, una chiara dimostrazione del comportamento
anticristico di quello Stato. Il 13 gennaio è diventato l'ORMANDO DAY.
Peter Boom.

LIBERI TUTTI DI OGGI 16 GENNAIO 2007
Liberi tutti del 16
gennaio nelle pagine di cultura de l'unità apre sulla campagna
manifesti anti-omofobia che il comune di Venezia lancia lunedì 15. I
manifesti sono la fotografia messa in pagina La campagna si intitola
"l'amore secondo noi" ed è frutto della collaborazione tra il comune di
Venezia, una scuola e il lavoro di Delia Vaccarello Lo scorso anno il
comune di Venezia la chiamò a parlare presso una loro scuola del libro
"L'amore secondo noi" che tratta di storie di adolescenti anche tenendo
conto del lavoro svolto su Liberi tutti. Dall'incontro con gli studenti
e con gli operatori del comune è nata l'idea della campagna manifesti
che Cacciari, Franca Bimbi, Vaccarello e altri presenteranno in
conferenza stampa lunedì 15. L'articolo di apertura è un pezzo in prima
persona in cui Delia Vaccarello descrive la nascita dell'iniziativa
sottolineando come dall'incontro tra una scuola, un comune sollecito e
l'impegno contro i pregiudizi attraverso la carta stampata si possa
arrivare a parlare a una cittadinanza. In pagina anche - una lettera
delle famiglie arcobaleno che ricordano la figura dello scomparso
professor De Leo, giurista, animatore dei convegni sulle famiglie
omogenitoriali. - un articolo in basso che resoconta il convegno
tenutosi il 13 gennaio su omosessualità e religioni. - il tam tam e
qualche notizia. Delia Vaccarello

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 09
gennaio 2007
PACS: ARCIGAY, I RICATTI TEODEM NON INQUININO IL VERTICE
DI CASERTA. PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA
"I ricatti confessionali dei
teodem rischiano di inquinare non solo il vertice di Caserta, ma anche
i pozzi della democrazia. Siamo pronti a una stagione di mobilitazione
di piazza se la proposta sulle unioni civili non soddisferà il
requisito minimo di un riconoscimento giuridico delle coppie. Non
accetteremo che si i mantengano nella clandestinità le famiglie gay e
lesbiche”. Questo il monito del presidente nazionale di Arcigay, Sergio
Lo Giudice, alla vigilia dell’incontro sulla fase delle riforme del
governo Prodi. “Il vertice dell’Unione - continua Lo Giudice -
rappresenterà un banco di prova della maggioranza sulla laicità della
Repubblica. L’Unione non si faccia intimidire dall’accanimento
martellante del papa e dei vertici della chiesa cattolica contro i
diritti delle coppie non sposate. Noi non accetteremo soluzioni
papocchio di compromesso”. “L’Italia deve seguire la strada maestra
già percorsa da tutte le maggiori democrazie europee. Ovunque siano
state approvate, le leggi sul matrimonio gay, sui Pacs o sulle unioni
civili hanno procurato maggiore felicità e benessere, senza danno
alcuno alle famiglie eterosessuali sposate. I Pacs non tolgono niente a
nessuno ma offrono un’opportunità in più a tutti. Le conseguenti
catastrofi sociali fantasiosamente profetizzate dalle gerarchie
cattoliche non hanno alcun riscontro nella realtà dei fatti. La
Costituzione della Repubblica italiana poi, nel riconoscere all’
articolo 29 i diritti della famiglia fondata sul matrimonio, non
proibisce il riconoscimento di altre forme di unione. L’unica
parificazione di cui parla è quella della dignità sociale che, accanto
all’eguaglianza dei diritti, deve essere riconosciuta a tutti i
cittadini, senza alcuna distinzione. A questi principi e non agli
astratti dogmi religiosi del Vaticano si ispirino governo e
parlamento”. Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
ANCORA INSULTI
L'infimo livello del linguaggio politico non finisce mai di stupire.
Mirco Gallerani, portavoce del sindaco di Cento Flavio Tuzet, che guida
una giunta di destra, commentando l' errato inserimento nell'elenco dei
comuni con registri delle coppie di fatto dell'Arcigay, dichiara
tranquillamente al giornale che ''noi a Cento abbiamo il registro delle
patate, non quello dei finocchi''. Il Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli esprime tutto il suo scorncerto per toni e linguaggio non
degni di istituzioni pubbliche che dovrebbero rappresentare e difendere
tutti i cittadini senza discriminarli. Ancora una volta si fa
dell'insulto e della volgarità sbasso strumento di polemica politica e
di istigazione all'odio. Fedele alla linea di non consentire più che
insulto e calunnia nei confronti di tutte le persone GLBT restino
impunite il Circolo Mario Mieli procederà a querelare il portavoce del
sindaco di Cento. Andrea Maccarrone, Direttivo Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 11 gennaio 2007
PACS: ARCIGAY, CONTINUARE MODERNIZZAZIONE FAMIGLIA INIZIATA CON DIRITTO
AL DIVORZIO E PARITA’ CONIUGI
“Benedetto XVI considera i diritti delle
coppie di fatto pericolosi e destabilizzanti? Fra qualche anno le sue
parole suoneranno stonate come quelle di Pio IX che nel 1864 denunciò
come un ‘delirio’ temerario il diritto alla libertà di coscienza e il
principio democratico”. Così Sergio Lo Giudice, presidente nazionale
di Arcigay, commenta le parole inviate dal papa ai politici italiani
all’apertura del vertice dell’Unione a Caserta. “La volontà di adeguare
il concetto civile di famiglia alle trasformazioni della società -
prosegue Lo Giudice - ha permesso di correggerne alcune gravi storture:
dall’indissolubilità alla potestà del marito sulla moglie. Oggi si
tratta di completare quell’azione riformatrice, togliendo dall’
invisibilità le convivenze di fatto ed eliminando la secolare
discriminazione contro le relazioni d’amore gay e lesbiche. Dalla
reggia di Caserta, i leader dell’Unione non guardino a Roma con la
stessa sottomissione clericale dei sovrani borbonici, ma a testa alta,
con la dignità di governanti europei figli dell’Illuminismo. Ufficio
stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
GAY, LESBICHE, BISESSUALI E
TRANSGENDER: MOBILITAZIONE UNITARIA PERMANENTE
Si è svolta ieri a Roma
l’assemblea plenaria di tutte le associazioni LGBT lesbiche, gay,
bisessuali e transgender italiane. La generale insoddisfazione per le
risposte fin qui ricevute dal governo alle richieste del movimento ha
spinto tutte le realtà presenti a concordare e lanciare una
mobilitazione permanente su tutto il territorio nazionale e ad
individuare un calendario di iniziative unitarie e condivise dalla
forte valenza politica e laica. Il 10 Marzo si svolgerà a Roma una
manifestazione nazionale per ribadire le richieste del movimento in un
momento in cui le proposte di legge sulle coppie di fatto dovrebbero
essere in discussione al Parlamento. Il Pride Nazionale unitario si
svolgerà il 9 Giugno a Roma, dove Governo e Parlamento dovranno
prendere atto della forza e della determinazione di un movimento unito,
deciso e compatto a conquistare pari diritti e dignità per tutte e
tutti in Italia. L’assemblea, che ha convenuto su una gestione unitaria
di tutti gli eventi, ha inoltre concordato che nel 2008 il Pride
Nazionale si terrà a Bologna. Agedo Nazionale, Antagonismo Gay,
Archivio Massimo Consoli, Arcigay, Arcilesbica, Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, Circolo Maurice – Torino, Circolo Pink –
Verona, Comitato Bologna Pride, Comog Nazionale – Coordinamento Moto
Gay e Lesbico, Crisalide Azionetrans, DìGay project, E.U.R.O. –
Epicentro Ursino Romano, Facciamo Breccia – rete promotrice della
manifestazione “No Vat”: autodeterminazione, laicità, antifascismo del
10 febbraio 2007 , Famiglie Arcobaleno, GayRoma.it, Gruppo Pesce Roma,
I-Ken – Napoli, LCR Leather Club Roma, Libellula 2001 Arcitrans Roma,
Mit Nazionale, MOS – Movimento Omosessuale Sardo, Open Mind - Catania
Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” Segreteria Politica –
Andrea Berardicurti 06/5413985 – Fax 06/5413971 Cell. 3397126198

COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA
11.01.07
Unioni civili/Comune di Roma.
Iervolino (Radicali Roma):
“Dopo l’ennesima presa di posizione del Papa
dobbiamo essere pronti ad una grande mobilitazione” Dichiarazione di
Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma: “In occasione dell’
incontro di oggi con gli amministratori della Regione Lazio, del
Comune e della Provincia di Roma, Benedetto XVI ha lanciato un nuovo
attacco contro i Pacs e le unioni civili definendoli pericolosi. La
tempistica e i destinatari del messaggio papale sono a mio avviso
frutto di un’oculata scelta di natura prettamente politica: questa
ennesima ingerenza avviene a poche ore dall’inizio del ’conclave’ di
Caserta nella cui agenda le unioni civili costituiscono tema di
dibattito. Inoltre non bisogna sottovalutare che tale appello alla
‘resistenza cristiana’ e alla ‘sana laicità’ è stato rivolto in primo
luogo agli amministratori laziali infatti Roma non si limita ad essere
la capitale dello Stato italiano ma rappresenta il centro propulsore
dei movimenti e dei poteri politici che influenzano l’intero Paese.
Pertanto le battaglie portate avanti nella “Città Eterna” non
costituiscono semplici fatti ed atti a sé stanti, ma hanno e danno
valore aggiunto all’intero agire politico italiano. Considerato tutto
ciò, qualora dopo il meeting di Caserta il dibattito sui Pacs dovesse
arenarsi (piuttosto che espandersi), l’Associazione Radicali Roma si
dichiara pronta a raccogliere almeno 5.000 firme per promuovere una
delibera di iniziativa popolare da presentare in Campidoglio per
istituire il registro delle unioni civili, primo passo per un pieno
riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, soprattutto in
considerazione del fatto che la proposta di iniziativa consiliare
esistente sull’argomento, presentata dal Consigliere Gianluca Quadrana
(RnP), giace obliata nei cassetti del Campidoglio”. www.radicaliroma.
com

COMUNICATO STAMPA
BENEDETTO DISCO ROTTO
Incontrando il sindaco
di Roma, Veltroni, e i Presidenti della Provincia e della Regione,
Gasbarra e Marrazzo, ricevuti per gli auguri di inizio d'anno, Papa
Ratzinger non ha perso l'occasione per ripetersi ancora una volta sulle
unioni omosessuali, definendo i progetti per attribuire "impropri
riconoscimenti giuridici" a "forme di unione" diverse dal matrimonio
"pericolosi e controproducenti" che finiscono "inevitabilmente per
indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul
matrimonio". L'ossessione del pontefice su questo tema ha assunto
dimensioni tanto parossistiche da apparire patologica. Ci sembra chiara
adesso la ragione dell'annullamento del concerto di natale in vaticano,
sostituito da uno stridulo disco rotto. Speriamo che le nostre
amministrazioni si dimostrino davvero laiche e mature e guardino di più
ai problemi e alle richieste di diritti civili dei cittadini che ai
vagheggiamenti di un capo di stato straniero.
Tutte queste
genuflessioni e visite a un pontefice che mira sempre più ad assumere
un chiaro ruolo politico sulla scena pubblica del nostro Paese, e in
particolare di Roma, ci sembrano assolutamente inappropriate e
irrispettose della sensibilità di tutti i cittadini, soprattutto di
fronte alla assoluta disattenzione nei confronti dei cittadini GLBT che
vede le stesse amministrazioni troppo spesso latitanti. Gravi su questa
linea appaiono l'intitolazione della Stazione Termini a Giovanni Paolo
II da parte del sindaco Veltroni (per cui è già stata indetta una
manifestazione di protesta sabato 13 gennaio ore 10:30 a via Giolitti),
e l'annullamento immotivato del convegno sugli “olocausti dimenticati”
inizialmente previsto per la giornata della memoria (27 gennaio) in
Protomoteca. Roma, 10 gennaio 2007
Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli
Tel. 06/5413985 Fax 06/5413971

ASSEMBLEA NAZIONALE DI
FACCIAMO BRECCIA
IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE
NO VAT:
AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO del prossimo 10 febbraio
DOMENICA 21 GENNAIO, ORE 11.00-18.00
SCUOLA POPOLARE DI MUSICA DEL
TESTACCIO
via di Monte Testaccio, 91 - ROMA
Metro B - Piramide
Il
coordinamento Facciamo Breccia indice un'assemblea nazionale per
organizzare la seconda edizione della Manifestazione NO VAT: PIU'
AUTODETERMINAZIONE MENO VATICANO prevista per sabato 10/02/2007
(anniversario dei Patti Lateranensi stipulati tra Mussolini e Pio XI).
Col papato di Ratzinger, a quasi ottant'anni dalla firma dei Patti
Lateranensi assistiamo al rafforzarsi del fronte clerico-fascista nel
tentativo di imporre un modello di società chiuso e reazionario. I
quotidiani attacchi all'autodeterminazione delle donne e di tutte le
soggettività non conformi al modello dominante stanno alimentando un
clima di odio e di violenza a cui è urgente dare una risposta complessa
e polifonica. Oggi più che mai vogliamo ribadire che
autodeterminazione, laicità e antifascismo sono per noi punti fermi, a
partire dai quali si definiscono le nostre pratiche politiche di
r/esistenza. Su queste premesse, Facciamo Breccia indice una Assemblea
organizzativa domenica 21 gennaio a Roma per discutere modalità e
dettagli logistici per l'edizione 2007 della manifestazione "NO VAT:
PIU' AUTODETERMINAZIONE MENO VATICANO", prevista per sabato 10 febbraio
2007 a Roma. ROMA, SABATO 10 FEBBRAIO 2007 MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO
VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO: ritrovo Piazzale
Ostiense ore 14.00 arrivo corteo in Campo de' Fiori
L'autodeterminazione di tutte e di tutti, dei corpi, degli stili di
vita, subisce nel nostro paese attacchi quotidiani dalla chiesa
cattolica. Le gerarchie vaticane praticano la quotidiana ingerenza nel
dibattito pubblico, nella società, nella politica del paese; la
politica istituzionale si dimostra culturalmente subalterna e traduce
puntualmente in iniziativa le pressioni di oltre Tevere. Nel silenzio,
assistiamo ad un preoccupante aumento dell'odio e della violenza ai
danni di donne, gay, lesbiche, trans e numerose altre soggettività:
aggressioni, stupri, omicidi, campagne organizzate di odio di matrice
fascista trovano la loro legittimazione ideologica nelle esternazioni
vaticane. Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre
pratiche di r/esistenza. DENUNCIAMO: - l'ingerenza della chiesa
cattolica e la sudditanza della politica italiana, sia di destra che di
sinistra; - l'alleanza delle gerarchie vaticane con le destre
fasciste; - lo sdoganamento e la riorganizzazione dello squadrismo
neofascista; - l'istigazione alla violenza e all'odio contro i
soggetti che lottano per l'autodeterminazione e non conformi al
pensiero dominante. MANIFESTIAMO: - contro ogni integralismo e ogni
fondamentalismo; - contro la criminalizzazione dei Pacs e
l'imposizione di un
modello unico e patriarcale di famiglia; - per la
laicità dello stato e per l'eliminazione delle leggi ideologiche
dettate dal Vaticano; - per la liberà di scelta responsabile in ogni
fase della vita; - per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche,
trans e gay; - per l'autodeterminazione delle donne; - per la
cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita;
- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di
religione e la cancellazione del sostegno pubblico alla scuola
confessionale; - per una gestione laica del sistema sanitario
pubblico; - per la cancellazione dei privilegi economici della chiesa
cattolica (esenzione ICI, otto per mille, ecc.); - per l'abolizione
del Concordato e dei privilegi derivati. Email: info@facciamobreccia.
org - Per l'elenco delle adesioni: www.facciamobreccia.org

EUTANASIA:
CAPPATO, MERCOLEDI’ PRESIDIO ALLA CAMERA PER L’INDAGINE CONOSCITIVA
SABOTATA DA SINISTRA
Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario
Associazione Coscioni, Deputato europeo radicale
Mercoledì 17 Gennaio,
dalle 14 alle 15.30, le Commissioni giustizia e affari sociali della
Camera dei Deputati avvieranno le audizioni sulla “tutela della dignità
della persona umana nelle patologie incurabile e terminali, anche con
riferimento al tema dell’eutanasia”. Come Donatella Poretti e io stesso
abbiamo cercato – finora senza risposta – di sottolineare al Presidente
della Camera Fausto Bertinotti, si tratta di vere e proprie “audizioni
farsa”, convocate in tutta fretta per eludere la richiesta avanzata
dalla “petizione Welby”, e sottoscritta finora da oltre 20.000
cittadini. La Petizione Welby chiede una vera indagine conoscitiva sull’
eutanasia clandestina, cioè l’occasione per portare alla luce la realtà
sociale della “morte all’italiana”. E invece si è per ora scelta la
strada di inutili audizioni a porte chiuse di “esperti”. Chi ha paura
della conoscenza? Chi ha paura di Piergiorgio Welby? Certamente quella
partitocrazia italiana che, in una riunione (sempre a porte chiuse) di
capigruppo parlamentari di commissione, 5 ore prima della morte di
Piergiorgio Welby e senza che la petizione fosse esplicitamente
menzionata nell’ordine del giorno, decise di eludere (senza neanche
assumersi la responsabilità di rigettarla!) la richiesta sostenuta
dalle firme solennemente consegnate al Presidente della Camera. FONTE:
Ass. Luca Coscioni.

2° FORUM DEL MOVIMENTO
DEI RADICALI AQUILANI
"LA
SEMPLIFICAZIONE DELLA VITA IN CITTA'"
Si volgerà venerdì 12 gennaio,
alle ore 17,30 (con max 10 minuti di tolleranza e poi si comincia con
chi c’è) sempre allo stesso posto: PINACOTECA M. CRISTINA, Via Costa
Masciarelli, 2. L’impostazione è del tutto simile all’altra volta :una
breve introduzione del rappresentante radicale poi la parola va al
moderatore che questa volta sarà la giornalista MATILDE ALBANI perché
abbiamo voluto riconfermare così la nostra solidarietà a TV UNO, dopo l’
indegno attentato che hanno attuato contro di loro e contro la libertà
di espressione di noi tutti. Ogni candidato dovrà illustrarci in modo
conciso e semplice (max 10 minuti) le sue proposte su queste tematiche
e poi si avrà un breve spazio per eventuali domande dal pubblico e per
repliche telegrafiche. L’evento sarà ripreso parzialmente anche da L’
Aquila-TV. Si tratta di una nuova visione politica, un ampliamento del
concetto di "ecologia". Richiede una fusione di esigenze di varia
natura (culturali, economiche, sanitarie, educative, sociali,
ricreative, ...) con aspetti logistici (orari, prenotazioni, pagamenti,
spostamenti, ...) . Si tratta di rimettere l’istituzione al servizio
del cittadino, invece che il viceversa. Il Comune, come l’Ama, l’
Agenzia delle Entrate ecc. dovrà perciò avviare le procedure per la
certificazione ISO-9001 e quindi approntare una “Carta dei Servizi” con
la quale realizzi: “il miglioramento della qualità dei servizi forniti
e la ottimizzazione del rapporto tra cittadino-utente e la politica”.
Il sistema della qualità è un meccanismo virtuoso che costringe l’ente
ad una autoverifica costante della sua efficacia e della sua
efficienza. Contano sì i programmi ma anche i tempi e d i modi in cui
si intende rispettarli. Essenziale sarà inoltre ampliare l'accesso alle
informazioni di natura istituzionale utilizzando sia i media
tradizionali (manifesti, bollettino mensile casa per casa ecc.) che i
più recenti (internet e videofonini): impostare finalmente la e-
democrazy, mentre a l'Aquila siamo ancora al Jurassik-democrazy. Non c’
è più democrazia se il cittadino ignora quello su cui deve invece saper
decidere. L’uso dei nuovi media è anche una tappa fondamentale per
coinvolgere le nuove generazioni attualmente demotivate e
disinteressate all'impegno politico. A Roma è stato addirittura
nominato un "Assessore per la semplificazione, la comunicazione e le
pari opportunità" ma qui si potrebbe istituire solo una nuova delega da
assegnare magari al vicesindaco o una commissione ad hoc. Per noi
questa è una sorta di cartina di tornasole per scoprire qual è il
candidato che si propone di essere realmente antagonista a questo
sistema di potere e di sgoverno del Centro-Destra ed anche a quei
traballanti governi del Centro Sinistra. Movimento dei Radicali
Aquilani - Gino Antognetti - Per ventuali comunicazioni 3481018898

L’ALTRO MARTEDI DI RADIO POPOLARE
La trasmissione di cultura ed
informazione omosessuale di Radio Popolare condotta da Eleonora
Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 16 Gennaio alle ore
22.35 alle ore 23.30 presenta: PIER PAOLO PASOLINI: IL CINEMA NEL
CINEMA TRA OMOFOBIA E OSCENITA', IN UN PAESE SPORCO! a cura di Paolo
Pedote e speciale intervista a Mary Nicotra autrice del documentario
e del saggio TransAzioni - Corpi e soggetti FtM Ed. Il Dito e La Luna
che verrà presentato il 17 gennaio alle ore 18.30 Presso il Centro
Progetti Donna Via S. Pellico 6 (P.zza Duomo - Milano). Email:
omomail@radiopopolare.it - Radio Popolare FM 107.600 - streaming su www.
radiopopolare.it - satellite Eutelsat Hot Bird 13° Est, - Frequenza
12.111 MHz, Polarizzazione verticale.

COMUNICAZIONE ARCIGAY PIOMBINO
Il Cantiere della democrazia e ARCI Val di Cornia Elba organizzano
l'incontro: La democrazia che non c'è presentazione del libro di Paul
Ginsborg (Einaudi) Biblioteca comunale di Piombino Venerdì 26 gennaio
ore 16.30 Interverranno: Vittorio Pineschi (ARCI) prof. Rossano
Pazzagli (Rete del Nuovo Municipio) Claudio Frontera (Segreteria
regionale Ds) Vincenzo Caciulli (Comitato regionali per le
comunicazioni) Emanuele Rossi (Scuola Superiore Sant'anna di Pisa) e
prof. Paul Ginsborg (autore del libro e docente presso l'Università di
Firenze) www.cantieredellademocrazia.it - www.piombino.arci.it -
L'associazione NuMus (www.numus.it) in collaborazione con Strada dei
Vini dei Castelli Romani e Città di Marino è lieta di invitarvi al
quarto incontro della rassegna culturale

COMUNICAZIONE DI’
GAYPROJECT
16.01.07
PER IL CICLO SUL TRANSESSUALISMO:
"BOYS DON'T
CRY"
Dì Gay Project è lieta di annunciare che domenica 14 gennaio 2006
alle ore
17:00 nella sede del DGP (via Costantino, 82 - Metro B San
Paolo), vi sarà
la proiezione del film “BOYS DON'T CRY”, a seguire
dibattito.
LEGGI TUTTA LA NOTIZIA
http://www.digayproject.
org/notizie/notizia.asp?news=3010
SEMINARIO DI PSICODINAMICA 2007
PRIMO
APPUNTAMENTO MARTEDI' 16 GENNAIO ORE 21.00
Anche questo anno,
riprendono le attività del Seminario di Psicodinamica
condotto dalla
dott.ssa Maria Ciccopiedi. Il tema affrontato nel gruppo ha
come
titolo: "Comunicazione e autocoscienza". Le attività si svolgeranno a
partire dal 16 gennaio, attraverso 10 incontri della durata di due ore
ciascuno a cadenza quindicinale, il martedì dalle ore 21 alle 23 presso
la
sede di DGP.
VEDI IL CALENDARIO COMPLETO
http://www.digayproject.
org/progetti/psicodinamica.asp
CONSULENZE PSICOLOGICHE IN SEDE
http:
//www.digayproject.org/servizi/consulenza/default.asp
TUTTI I VENERDI'
DALLE 22.30
OMOGENIC
Presso il Circolo degli Artisti - Roma
http://www.
digayproject.org/eventi/
TUTTI I SABATI DALLE 23.00
GORGEOUS
Presso
l'Alpheus Disco - Roma
http://www.gayvillage.it/

NESSUNO TOCCHI
CAINO
13.01.07
MORATORIA. D'ALEMA AUSPICA INIZIATIVA COMUNE UE - 11
gennaio 2007: il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri
Massimo D'Alema auspica che sull’obiettivo della moratoria universale
delle esecuzioni capitali si possa realizzare una "iniziativa comune
europea". D’Alema si è così espresso nel corso di una "lunga e cordiale
conversazione telefonica" con Frank-Walter Steinmeier, ministro degli
Esteri della Germania, paese presidente di turno dell’Unione Europea.
D'Alema ha illustrato al collega tedesco i termini dell'iniziativa
presa dal governo italiano per rilanciare un dibattito in Assemblea
Generale dell'Onu sul tema della moratoria e, in prospettiva,
dell'eliminazione della pena di morte. A sua volta Steinmeier, come si
legge in una nota, ha assicurato la massima disponibilita' ad esaminare
nell'ambito dell'Unione Europea la richiesta italiana, e al tempo
stesso ha auspicato che sull'iniziativa si registri "un'ampia
convergenza" tra i Paesi membri dell'Unione. Alla Farnesina si fa anche
presente che l'iniziativa italiana sara' esaminata oggi e domani alla
riunione dei Direttori politici dei Paesi membri della Ue a Dresda e,
su espressa richiesta di D'Alema, anche in occasione del Consiglio
affari generali, in programma a Bruxelles il 22 gennaio. Sempre D’
Alema, lo scorso 6 gennaio ha incontrato a palazzo Chigi una
delegazione del Partito Radicale guidata da Marco Pannella, Sergio
D'Elia e Marco Cappato per esaminare le iniziative da assumere sulla
questione, esprimendo "apprezzamento per l'iniziativa del leader
radicale volta a sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi su un
tema di cosi' elevato significato etico". Ribadendo la volontà di
proseguire l’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame per la
moratoria Onu delle esecuzioni, Pannella ha dichiarato a seguito dell’
incontro: “Mi è parso di capire che il ministro è ben deciso ad
affrontare le scadenze in modo molto positivo”. Il ministro ha
confermato "l'impegno del governo italiano a rilanciare un'iniziativa a
favore della moratoria in sede di Assemblea generale delle Nazioni
Unite" e ricordato che "la questione verra' affrontata, su iniziativa
italiana, gia' l’11 gennaio, in occasione della riunione dei direttori
politici dei 27 Paesi membri dell'Unione europea".
MORATORIA. CRESCE
SOSTEGNO ALL’INIZIATIVA ITALIANA - 12 gennaio 2007: la voce del
Consiglio d'Europa si è aggiunta questa settimana al coro di
dichiarazioni a sostegno dell’iniziativa italiana per la moratoria
universale delle esecuzioni capitali. A seguito dell’incontro tra il
Ministro degli esteri Massimo D’Alema ed il segretario generale del
Consiglio d'Europa, Terry Davis, in cui è stata evocata l'iniziativa
italiana per la moratoria, la Farnesina scrive in una nota che l'Italia
e il Consiglio d'Europa sono impegnati a lavorare congiuntamente per
assicurare il massimo sostegno ad un'iniziativa nell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite tesa a rilanciare quanto meno la prospettiva di una
moratoria globale delle esecuzioni, avendo come obiettivo finale una
messa al bando globale della pena di morte. Sempre a sostegno dell’
iniziativa pro-moratoria, il 6 gennaio l’amministrazione capitolina ha
deciso di illuminare il Colosseo. 'L'illuminazione del Colosseo –
spiega il sindaco Walter Veltroni - e' un monito che Roma lancia al
mondo perche' si approvi la moratoria generale della pena di morte
cosi' come proposto dal nostro governo al Consiglio di Sicurezza dell'
Onu e sostenuto nel consueto modo forte e non violento da Marco
Pannella con il suo digiuno'. "L'iniziativa di Pannella assunta
pienamente anche dal governo, dal ministro D'Alema, deve trovare il
modo di andare avanti, ha detto da parte sua il ministro per il
commercio internazionale e per le politiche europee Emma Bonino,
parlando ai microfoni di Radio Radicale.L’Internazionale Socialista ha
espresso questa settimana “pieno sostegno” all’iniziativa del Governo
italiano. Lo ha comunicato al primo ministro Romano Prodi lo stesso
presidente dell’Organizzazione, il greco George Papandreou, nel corso
di una telefonata in cui ha espresso in particolare il sostegno del suo
partito, il Panhellenic Socialist Movement (PASOK), principale partito
di opposizione in Grecia. Crescono infine le adesioni da tutto il mondo
all’iniziativa di Pannella: al 12 gennaio sono 4.750 le persone che da
72 paesi sostengono l'iniziativa del leader radicale, giunto al suo 17°
giorno di sciopero della fame dopo aver sospeso quello della sete
durato 8 giorni, per una moratoria universale delle esecuzioni
capitali. Le adesioni sono giunte da tutte le aree del mondo, dal
Marocco al Guatemala, dal Sudafrica alla Cina, dal continente australe
all'Europa e agli Stati Uniti. Tra i firmatari dell’Appello pro
moratoria i Premi Nobel Rigoberta Menchu Tum, Desmond Tutu, Betty
Williams, il Dalai Lama e personalità come Isabel Allende, Bernardo
Bertolucci, Nadine Gordimer, Elie Wiesel, Josè Saramago, Theo
Angelopoulos, Gore Vidal, Susan Sarandon, Elena Bonner Sacharova.
IRAQ.
SOSPESE ESECUZIONI DEI DUE GERARCHI DI SADDAM - 12 gennaio 2007: le
autorità irachene hanno deciso la scorsa settimana di sospendere l’
esecuzione di Barzan Ibrahim al-Tikriti, fratellastro di Saddam
Hussein, e Awad Ahmed al-Bandar, ex capo del Tribunale rivoluzionario,
condannati entrambi alla pena capitale insieme all'ex dittatore per la
sanguinosa repressione che nel 1982 costò la vita a 148 residenti
sciiti della comunità di Dujail. Il giorno prima dell’esecuzione,
prevista per il 7 gennaio all’alba, il Segretario generale dell'Onu Ban
Ki-Moon aveva esortato le autorita' irachene a “esercitare la massima
moderazione nella esecuzione delle condanne a morte decretate dall'Alta
Corte irachena” nei confronti dei membri del regime di Saddam. Il
Segretario di Nessuno tocchi Caino e deputato della Rosa nel Pugno,
Sergio D’Elia, ha definito “una piccola moratoria” la decisione delle
autorità iracheno di sospendere le esecuzioni dei due gerarchi del
vecchio regime. “E’ una piccola moratoria in Iraq,” ha detto D’Elia.
“Non sappiamo quanto durerà, quel che è certo è che questa decisione
delle autorità irachene è frutto anche della grande campagna
internazionale per la moratoria delle esecuzioni partita con l’
iniziativa ‘Nessuno tocchi Saddam’ di Marco Pannella, sostenuta dal
governo italiano e ora anche dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-
Moon.” “Perchè duri – ha concluso D’Elia - è ora necessario che l’
Assemblea Generale dell’Onu voti subito la proposta italiana di
moratoria universale delle esecuzioni capitali sulla quale nell’
incontro di ieri a palazzo Chigi abbiamo registrato una convergenza di
vedute con il ministro degli esteri D’Alema sul da farsi per
raggiungere l’obiettivo.” Il 10 gennaio è stato lo stesso presidente
iracheno Jalal Talabani a chiedere al governo del suo paese di rinviare
le due esecuzioni. 'Raccomando un'attesa prima di procedere con le due
esecuzioni, visto che il contesto attuale non e' favorevole', ha
dichiarato nel corso di una conferenza stampa Talabani, che non ha tra
i suoi poteri quello di annullare o rimandare le esecuzioni. Nella
stessa circostanza il Presidente ha ribadito la propria opposizione di
principio alla pena di morte.
PERU'. PARLAMENTO BOCCIA PENA DI MORTE
PER TERRORISMO - 11 gennaio 2007: il Parlamento monocamerale peruviano
ha deciso di archiviare la proposta di legge del presidente Alan García
che prevedeva la pena di morte per gravi atti di terrorismo. Riunito in
seduta plenaria, il Parlamento ha deciso l’archiviazione con 49 voti
favorevoli e 26 contrari A favore dell'archiviazione della proposta,
presentata lo scorso novembre dal presidente Garcia, hanno votato tutti
i gruppi parlamentari con esclusione di quello dell'Apra, il partito di
Garcia, e di quello legato all'ex presidente Alberto Fujimori. L’
iniziativa del presidente peruviano ha suscitato nel paese un'ondata di
critiche da parte di giuristi e associazioni per la tutela dei diritti
umani. Il Perù ha abolito la pena di morte nel 1979, anno in cui è
avvenuta l’ultima esecuzione. La pena di morte è ancora prevista nel
codice militare per il reato di tradimento in tempo di guerra.

11 gennaio 2007

Diabolik per i PACS

Diabolik, personaggio «malevolo» che vince sempre sulle forze del bene, è abituato a creare qualche sussulto fra i benpensanti fin dalle sue prime apparizioni, quando rivoluzionò il genere. Ma questa volta la sua riuscita nell\'andare controcorrente è assicurata. E sicuramente l\'ultimo albo farà discutere. Nel numero 1, anno XLVI, intitolato «Il segreto della roccaforte», Diabolik e la sua compagnia di furti, Eva Kant, si schierano apertamente dalla parte degli omosessuali e delle coppie di fatto, condannando duramente le associazioni e le persone che vanno contro questo tipo di rapporto e che attaccano una libera scelta di vita.
Indubbiamente una storia che farà molto discutere per l\'argomento così delicato e sentito, e fortemente voluto da Luciana Giussani, ma che proprio per questo motivo non poteva essere trattato se non da una testata che storicamente si è sempre piazzata «contromano», come Diabolik. Ma le novità degli albi di Diabolik schierati sul versante «sociale» non sono finite; in cantiere per il 2007 anche una sceneggiatura ispirata alle recenti vicende sul tema della pedofilia.

09 gennaio 2007

news 9 gennaio

COMUNICATO STAMPA
Ratzinger fuori tempo
Repetita iuvant! Ancora una volta il Papa davanti agli ambasciatori di
175 Paesi lancia l'allarme per le "minacce" contro "la struttura
naturale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna". Sono
in atto, ha detto Benedetto XVI, "tentativi di relativizzarla
conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente
diverse". Tutto ciò costituisce una offesa "e contribuisce a
destabilizzarla". Con un amaro senso di rassegnazione ci sentiamo
ancora una volta costretti a replicare a siffatte esternazioni,
assolutamente preconcette ed ideologiche e che non trovano nessun
riscontro concreto nei Paesi in cui tali legislazioni sono da tempo
state adottate. La miglior risposta sarebbe, infatti il silenzio e
l'indifferenza verso affermazioni che per l'infimo livello
argomentativo e l'assoluta mancanza di novità non possono certo
definirsi delle notizie. Papa Benedetto XVI prosegue cocciutamente
nella sua ossessione crociata contro le unioni omosessuali. La pretesa
di dettare al mondo la morale unica accettabile, ribadita con cadenza
ormai quotidiana, sa ormai di stantio e di abusato. Forse il pontefice
non si rende conto che le leggi di uno Stato laico e democratico non
possono e non devono uniformarsi all'etica religiosa, e si dimostra
sempre meno sensibile all'autonomia della politica. La sua assoluta
mancanza del senso del tempo in cui viviamo ci muove quasi a
compassione verso tali sintomi di disadattamento e sarebbe utile
donargli una macchina del tempo per consentirgli di tornare al Medioevo
dove tra roghi e raffinate tuniche di broccato Benedetto troverebbe
finalmente pace (e lascerebbe in pace noi)! Nel ribadire l'infondatezza
delle affermazione vaticane sulla famiglia, il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli invita la classe politica italiana tutta a
dimostrare autonomia e senso dello Stato marcando in modo
inequivocabile i limiti e i confini delle istituzioni democratiche
rispetto alle ripetitive e stonate esternazioni curiali. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A - 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
348770843

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 08 gennaio 2007
PACS: ARCIGAY, PARLAMENTARI SIANO FEDELI AGLI ELETTORI,
PRIMA CHE AL PAPA
“La lealtà dei parlamentari del centrosinistra, anche di quelli
cattolici, vada prima agli elettori e al programma elettorale sulla
base del quale gli italiani li hanno votati, che alle parole del Papa”.
Questo l’appello che il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo
Giudice, rivolge alla maggioranza di governo in merito alle parole di
Ratzinger contro i Pacs e alla vigilia dell’importante appuntamento
dell’Unione a Caserta. “E’ in gioco – spiega Lo Giudice – l’
affidabilità democratica del parlamento italiano. Nei legislatori della
Repubblica, anche quelli cattolici, non prevalga un atteggiamento
lealista verso il pontefice, ma piuttosto una scelta di fedeltà al
programma elettorale e alle esigenze di eguaglianza e libertà della
società italiana, in cui già ora vige nei fatti una pluralità di forme
familiari e di convivenza. Sarebbe paradossale e antidemocratico che
parlamentari della Repubblica si sentissero vincolati nelle loro
decisioni dai diktat di un'autorità religiosa. La laicità dell'azione
politica non è un optional, ma un dovere imprescindibile di chi svolge
tale funzione. L’unico vincolo sia quello di fedeltà alla Repubblica,
alla sua Costituzione, e al benessere complessivo di tutti i suoi
cittadini. “Vogliamo sperare – conclude Lo Giudice - che questo sia
ben chiaro ai politici dell’Unione che si riuniranno tra due giorni a
Caserta e che le parole di oggi del papa non rappresentino un ostacolo
alle riforme sociali della maggioranza in materia di diritti civili”.
Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO UAAR
RIBATTEZZATA LA STAZIONE TERMINI
Il 23 dicembre il sindaco di Roma Walter Veltroni ha ufficialmente
‘ribattezzato’ la stazione Termini con il nome di Giovanni Paolo II. Le
modalità con cui si è arrivati a tale dedica sono state assai poco
trasparenti, e prive di rispetto nei confronti delle migliaia di
cittadini laici che l’avevano criticata in occasione dell’annuncio,
effettuato all’indomani della morte del pontefice. Nei quindici giorni
successivi non abbiamo purtroppo avuto modo di registrare alcuna presa
di distanza da tale decisione da parte degli esponenti politici
capitolini. Per questi motivi, l’assemblea del circolo di Roma dell’
UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - riunitasi in
data odierna, ha deciso di interrompere ogni rapporto di collaborazione
con l’amministrazione Veltroni, uscendo altresì dalla Consulta per la
libertà di pensiero e la laicità delle istituzioni, istituita presso il
Comune di Roma. L’assemblea ha deciso inoltre di aderire alla proposta
di organizzare un sit-in di protesta per sabato 13 gennaio: sarà un
primo momento di sensibilizzazione in vista della manifestazione per la
laicità dello Stato e delle istituzioni in programma sabato 10
febbraio. Nel contempo, l’UAAR invita tutti i cittadini che ancora non
lo avessero fatto a contestare il provvedimento, telefonando allo
060606 oppure scrivendo direttamente al sindaco (utilizzando il form
presente sul sito del Comune di Roma; selezionando dal menu a tendina,
come destinatario, il campo ’sindaco’; compilando il campo mittente e
lasciando un breve messaggio).

COMUNICAZIONE DI’GAYPROJECT
SEMINARIO DI PSICODINAMICA 2007
DAL 16 GENNAIO
Anche questo anno, riprendono le attività del Seminario di
Psicodinamica
condotto dalla dott.ssa Maria Ciccopiedi. Il tema affrontato nel
gruppo ha
come titolo: "Comunicazione e autocoscienza". Le attività si
svolgeranno a
partire dal 16 gennaio, attraverso 10 incontri della durata di due ore
ciascuno a cadenza quindicinale, il martedì dalle ore 21 alle 23
presso la
sede di DGP. www.digayproject.org

COMUNICATO STAMPA “UAAR”
Gli atei in Parlamento.
Mercoledì 10 gennaio la Commissione Affari Costituzionali della
Camera, a completamento delle audizioni previste per la "Legge sulla
libertà religiosa", riceverà il Segretario dell'Uaar, Giorgio
Villella. Il rappresentante dell'Uaar - Unione degli Atei e degli
Agnostici Razionalisti (sito: www.uaar.it) è stato invitato
all'audizione al pari dei rappresentanti della Conferenza Episcopale
Italiana e della altre comunità religiose che hanno stipulato Intese
con lo Stato, ivi compresi esponenti delle comunità musulmane. E'
particolarmente significativo che la Commissione abbia ritenuto
importante interpellare, su un tema che riguarda anche la libertà di
non professare alcuna religione, i rappresentanti di un gruppo sociale
a cui recenti statistiche attribuiscono almeno il 6 % dei cittadini
italiani. Molti di più della somma dei praticanti tutte le religioni
minoritarie riconosciute. La Commissione Affari Costituzionali
ottempererà a una precisa indicazione presente nell'art. 52 comma 2
della Costituzione Europea, già ratificata dal Parlamento Italiano ma
non operativa in Europa per la sospensione dovuta ai referenda in
Francia e Olanda. Tuttavia le stesse norme che impongono parità di
trattamento sia alle Comunità religiose sia alle Associazioni
filosofiche non confessionali (categoria a cui appartiene l'Uaar) sono
ugualmente valide e cogenti in Italia facendo parte del Trattato di
Amsterdam, già approvato dal Parlamento. Alle ore 14 di mercoledì 10
gennaio davanti alle transenne di Piazza Montecitorio saranno presenti
i cittadini interessati all'approvazione di una legge che tuteli e
consenta rappresentatività davanti alle Istituzioni sia alle
organizzazioni dei credenti sia dei non credenti. Vogliamo infine
ricordare che un importante segno positivo si è già avuto il 12 ottobre
2006 quando, con voto unanime, il Senato della Repubblica ha approvato
un Ordine del Giorno il cui ultimo capoverso testualmente recita: "Per
libertà religiosa si intende la libertà di praticare la propria fede,
di cambiarla o di non averne alcuna". www.uaar.it
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

COMUNICAZIONE RADICALI ITALIANI
Ancora una volta c’è bisogno delle persone più motivate e sensibili al
tema della Giustizia veramente giusta per far divenire popolare la
campagna "per la moratoria delle esecuzioni capitali". Nel Marzo del
2005, Marco Pannella, con l’iniziativa nonviolenta di uno sciopero
della sete e della fame, dava inizio e nutrimento alla significativa
lotta per una giustizia che dismettesse finalmente i panni dell’
illegalità, delle prescrizioni di classe, del non diritto dentro le
carceri, della dignità e tutela delle vittime del reato e dei
detenuti. Iniziava così la grande campagna per l’amnistia (non ancora
conclusa!) in cui insieme a voi tutti riuscimmo a rovesciare
pubblicamente i numeri di una disfatta sociale e di Stato tratteggiante
scenari tragici di milioni di procedimenti penali e civili ancora in
giacenza, presunti innocenti tenuti indebitamente in carcere, reati non
più perseguibili, procure e uffici dei magistrati impossibilitati a
dispiegare le proprie funzioni. Con la GRANDE MARCIA DI NATALE PER L’
AMNISTIA si dava corpo e sostanza alla ben più grande questione sociale
dal dopoguerra a oggi: la questione giustizia. Oggi, i recenti, tragici
episodi di inerzia, rassegnazione, di fronte al rappresentarsi pubblico
dell’oscurità attraverso l’impiego della pena capitale richiedono lo
stesso impegno, lo stesso corposo impiego di coscienza civile, la
stessa unità di intenti e partecipativi che, insieme, furono espressi
in occasione di quella grande battaglia. Ecco perché chiediamo a te, ai
tuoi cari, ai tuoi amici di partecipare allo sciopero della fame a
sostegno dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella perché sia
incardinata presso l'ONU la Risoluzione per la MORATORIA DELLE
ESECUZIONI CAPITALI. Ti chiediamo – ora che Marco Pannella ha sospeso
per 24/48 ore almeno lo sciopero della sete – di alimentare quest’
iniziativa non solo partecipando personalmente per uno o due giorni
allo sciopero della fame ma, soprattutto, allargando quest’iniziativa
presso i detenuti e i loro cari come è accaduto fruttuosamente in
passato: c’è veramente la pressante urgenza di raggiungerli per farli
aderire perché, in passato, sono stati soprattutto loro e i loro
familiari ad evidenziare con la nonviolenza del digiuno il bisogno di
legalità, di giustizia, di pace ed esigenza di riconciliazione che c’è
nel profondo della coscienza del nostro Paese. Per aderire
personalmente per uno o due giorni allo sciopero della fame, riempi il
form che trovi in http://www.radicalparty.org/sciopero_moratoria/form.
php - Per raccogliere liste di partecipanti, puoi stampare e utilizzare
il modulo sottostante
Salvatore Ferraro E Rita Bernardini

COMUNICAZIONE OPEN MIND CATANIA
Crediamo in una società in cui siano possibili molteplici percorsi
rispettosi della complessita' del transito in questo tempo e in questo
spazio che chiamiamo vita. Pensiamo che una società laica sia la più
indicata per evitare prevaricazioni e fondamentalismi. Gli attacchi
delle religioni monoteiste, nessuna esclusa, contro le persone GLBTQ ,
vedi il Pride di Gerusalemme, e in Italia l'accanimento delle alte
gerarchie vaticane contro le giuste e minime garanzie dei diritti
civili riguardanti una legge antidiscriminatoria e la tutela delle
coppie di fatto omosessuali, ci hanno suggerito l'evento che abbiamo il
piacere di presentarvi. Per ricordare Alfredo Ormando, il poeta
siciliano che si è dato fuoco in piazza S.Pietro il 13 gennaio del
1998, abbiamo invitato una voce fuori dal coro. Perchè crediamo che si
possano coniugare percorsi spirituali, per chi voglia compierli, e allo
stesso tempo avere una visione laica delle relazioni e delle regole che
una società veramente libera debba darsi. Vi invitiamo ad un confronto
con don Franco Barbero della comunità di base " VIOTTOLI" di Pinerolo ,
giorno 12 gennaio 2007 alle ore 18,30 presso il CSA Auro in via S.Maria
del Rosario 28, a Catania. Sarà un'occasione per tutt*, persone GLBTQ e
non solo, di ascoltare esperienze altre. Sabato 13 gennaio saremo in
piazza Università dalle 10 alle 14, per Alfredo e per i nostri diritti
, come a Roma ed in altre città italiane. L’Open Mind centro di
iniziativa gay lesbica bisessuale transessuale Catania, Presenta: VOCI
ALTRE. PERCORSI DI LAICITÀ E SPIRITUALITÀ OLTRE IL VATICANO. Incontro
- dibattito con don Franco Barbero, comunità cristiana di base
“Associazione Viottoli”, Pinerolo (To). Per ricordare Alfredo Ormando
12 gennaio 2007 ore 18,30 csa Auro, via S. Maria Del Rosario 28,
Catania -Open Mind centro di iniziativa gay lesbica bisessuale trans -
via Gargano 33, 95129 – Catania - tel./fax 095.532685 www.openmind.too.
it - opencatania@tiscali.it

I NUMERI AGGHIACCIANTI DELLA PEDOFILIA
Oltre 530 siti web pedopornografici e 1250 bambini fotografati in
attaggiamenti erotici e sotto violenza sessuale estrema.
Sono i dati emersi dal dossier inoltrato dalla Polizia Postale
italiana e l’Interpol di Lione, segnalati dall’Associazione Meter di
don Fortunato Di Noto in occasione della Festa dei Santi Innocenti.
I volontari di Meter in questi giorni stanno lavorando per denunciare
i siti in questione, spesso organizzati come scatole cinesi per cui all’
interno di un portale ce ne sono decine di altri. Don Di Noto osserva
che è un vero e proprio «impianto di produzione industriale mai visto
prima»: i bimbi sono come prodotti in vendita «da pagare con sistemi
bancari sofisticati e del tutto anonimi. E’ impressionante la
sistematizzazione ordinata delle foto, dell’età, dei video, delle
misure corporali, dei set fotografici». Le bambine coinvolte provengono
da tutto il mondo: Europa, Nord e Sud America, Africa. E non bisogna
pensare che il fenomeno sia lontano da casa nostra: alcune sono anche
italiane. Uno studio elaborato dopo 4 anni di ricerche, d’altronde,
evidenzia che la violenza su minori esiste in tutti i paesi, tutte le
società e in ogni gruppo sociale. E almeno 106 paesi ancora permettono
le punizioni fisiche nelle scuole. Gli abusi sessuali colpiscono 150
milioni di bambine (ben il 14% della popolazione infantile del pianeta)
e 73 milioni di maschietti (il 7%). Quasi due milioni sono nel giro
della prostituzione e della pornografia commerciata on line, un milione
e due sono coinvolti nel traffico di minori. Cifre agghiaccianti. Ma,
sottolinea don Di Noto, «oltre a pornografia e pedofilia, su cui
generalmente si concentra l’attenzione quando si parla dei pericoli in
internet, ci sono altri pericoli nel cyberspazio: l’esaltazione della
violenza e della crudeltà, la disinformazione e l’istigazione all’odio,
la pubblicità di tabacco e alcool». «Occorre proteggere i ragazzi -
sottolinea il leader di Meter- perché i contatti sessuali facili e l’
azione diseducativa dei mass media hanno reso possibile un nuovo
accesso sessuale al bambino. Il tutto accentuato con l’avvento di
internet, grazie alla facilità di reperire materiale video-fotografico
ritraente minori». E quel che è peggio è che i pedofili non agiscono
nell’ombra ma formano vere e proprie community elettroniche e cercano
persino di giustificare il proprio operato. Occorre educare i piccoli
alla cautela nel fornire i propri dati personali ad estranei e
soprattutto bisogna accompagnarli nella navigazione, preparandoli anche
all’incontro di contenuti dannosi o spiacevoli nella rete, soprattutto
per quanto riguarda le chat room. FONTE: www.ilmeridiano.info - INVIATO
DA Promiseland.it Redazione Italia

SI ALZA IL MARE, SCOMPARE UN’ISOLA
Lohachara, piccola isola nella Baia del Bengala, è stata risucchiata
nel gorgo dell'oceano in crescita e i suoi abitanti sono stati
evacuati. È il primo lembo di terra ferma che paga il prezzo prodotto
dal bombardamento di carbonio in cielo.
Il cambiamento climatico ha cominciato a mutare le carte geografiche
partendo da uno dei luoghi più popolati del pianeta. Là dove il Gange
e il Brahmaputra si gettano nella Baia del Bengala è sparita Lohachara,
diecimila persone evacuate, la prima isola abitata risucchiata nel
gorgo del mare in crescita, la prima terra pagata come "danno
collaterale" prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo. La
notizia rimbalza dal sito del giornale inglese The Independent e segue
il calvario degli isolotti già conquistati per giorni o settimane
dall'oceano che si alza rabbioso: non una risalita lineare, ma ondate
violente che cadono come un colpo di frusta sugli atolli dell'oceano
Indiano e del Pacifico sconvolgendo i villaggi, i campi, le riserve di
acqua dolce. Un'invasione che mette alla prova la sopravvivenza fisica
e psicologica degli abitanti. Quanto è possibile sopportare? Quando è
ora di arrendersi? Nelle isole Tuvalu l'esasperazione ha portato 12
mila abitanti a un passo dalla fuga, dall'esilio volontario: hanno già
chiesto asilo ambientale alla Nuova Zelanda e presto se ne andranno
perché sanno di non poter più fermare il mare. Negli arcipelaghi più
ricchi, come le Hawaii, si difendono ancora divorando le isole meno
redditizie a favore di quelle con più sdraio e ombrelloni. Spostano la
sabbia da un punto all'altro per costruire i sea walls, muri che, anno
dopo anno, si rivelano sempre più fragili e precari: un breve rinvio
della crisi più che una soluzione. L'oceano Indiano, con la sua
temperatura particolarmente alta, fa da apripista alla risalita degli
oceani guadagnando in alcune zone anche il doppio della media globale
che ormai viaggia sopra i 3 millimetri di crescita annuale. Solo nel
Golfo del Bengala, assieme alle 400 tigri che stanno per passare
dall'estinzione potenziale all'estinzione di fatto, sono a rischio
immediato una dozzina di isole abitate da 70 mila persone. E'
l'avanguardia dell'esercito dei profughi ambientali che sta per
mettersi in campo. Nel raggio di cento chilometri dalla costa vivono
oggi un miliardo e 200 milioni di persone, che nel 2080 raddoppieranno
o triplicheranno. Secondo i calcoli di Robert Nicholls, uno dei
ricercatori che da più tempo lavorano sulle previsioni climatiche,
nello scenario peggiore, equivalente alla crescita di un metro del
livello del mare per il 2080, decine di milioni di persone dovranno
lasciare le loro case: più di 50 milioni nell'area dell'oceano Indiano,
tra i 10 e i 50 milioni nella zona del Pacifico e di una parte
dell'Atlantico, quasi 10 milioni di Africa e nel Mediterraneo. Questo
scenario comporta anche forti perdite di territorio in tutti i
continenti. Il 46 per cento delle zone umide costiere verrebbe invaso
dal mare: perdite particolarmente gravi si avrebbero sulla costa
orientale degli Stati Uniti, nel golfo del Messico, nel Mar Baltico,
nel Mar Nero e nel Mediterraneo. I primi ad essere colpiti sarebbero
quelli che portano le responsabilità minori del disastro ambientale
prodotto principalmente dall'uso dei combustibili fossili. Un abitante
delle piccole isole usa una minima frazione dell'energia utilizzata da
uno statunitense, che è in cima alla piramide dei consumi, ma per molti
arcipelaghi il destino appare segnato: dalle Tuvalu alle Maldive, dalle
Kiribati alle Marshall, dalle Tonga alle Cook sembra scattato il conto
alla rovescia. Tanto che gli abitanti di queste terre precarie, un pelo
sopra il livello del mare, si sono consorziati in un cartello, l'Aosis
(Alliance of Small Island States) che raggruppa 40 paesi. Per loro la
battaglia del clima è una questione di sopravvivenza fisica. ARTICOLO
DI Antonio Cianciullo - FONTE:www.repubblica.it - News inserita da
Daria Mazzali – INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia
COMUNICATO STAMPA PSDI
PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO
04/01/2007
In merito al calo del fabbisogno statale, emerso dagli ultimi dati
forniti dal Tesoro, il Segretario Nazionale del PSDI Renato d’Andria ha
dichiarato quanto segue: “Apprendiamo con viva soddisfazione la
disponibilità di una quantità insperata di denaro pubblico. Dopo aver
utilizzato tutte le risorse economiche necessarie ad effettuare le
spese statali già programmate, la parte restante dovrebbe essere
impiegata per il finanziamento del Mezzogiorno. In particolar modo
sarebbe opportuno e auspicabile investire in infrastrutture, per dotare
anche il Sud Italia di linee Tav, e spostare nell’entroterra l’asse
ferroviario costiero, così da favorire, con la presenza di mezzi di
comunicazione adeguati, lo sviluppo dell’impresa. Nuove iniziative
imprenditoriali andrebbero inoltre incoraggiate, attraverso un’
applicazione più agile e snella della legge sull’imprenditoria
giovanile; ciò – ha spiegato Renato d’Andria -consentirebbe di far
convergere energie ed idee nuove in progetti che creino ricchezza e
posti di lavoro, in una parte del nostro paese che tanto ne ha bisogno,
sottraendole così alla morsa della malavita organizzata. Ugualmente
auspic abile è l’impiego di risorse pubbliche a sostegno dell’
imprenditoria femminile, in quanto l’economia del nostro meridione
trarrebbe grande giovamento dalla capacità di organizzare e
amministrare di cui le donne dispongono in maniera particolare.
Ovviamente una maggiore attenzione andrebbe riservata al mondo della
cultura che, adeguatamente sostenuto, rappresenta lo strumento
principale, accanto a quello imprenditoriale, per sanare l’atavico
disagio del nostro sud, le pesanti influenze della criminalità
organizzata, e per rilanciare un turismo che sia anche di qualità”.
Roma. Partito Socialista Democratico Italiano

ISOLE MISTERIOSE: ANNOBON / PAGALU', IL PARADISO CONTAMINATO.
C'era una volta e purtroppo c'è ancora un isoletta sperduta in mezzo
all'Oceano Atlantico, uno di quei luoghi baciati da tante fortune: uno
splendido isolamento, una vegetazione equatoriale lussureggiante, una
meravigliosa fauna selvatica, un mare caldo e invitante, insomma, uno
di quei luoghi destinati a diventare ciò che l'oleografia dei depliant
turistici ama definire un "paradiso tropicale". Perché allora poco
sopra ho scritto l'espressione ".e purtroppo c'è ancora." ? La ragione
è che questa favola esotica da agenzia di viaggio non ha un lieto fine,
ma a causa dell'egoismo umano sta vivendo un incubo allucinante, che ha
dell'incredibile. Scoperta il 1° gennaio del 1475 dalla spedizione
portoghese di João de Santarém e Pêro Escobar, che la battezzò "Do Anno
Bon", l'isola è di origine vulcanica, sebbene ogni attività sia cessata
da migliaia di anni: ha la forma di un ovale allargato di 6 km per 3,
per un totale di 18 kmq., 335 km. ad ovest della costa del Gabon, a
cavallo dell'Equatore nel Golfo di Guinea (1° 24´di Latitudine S, 5°
35´ di Longitudine E), dove vivono circa 2.000 abitanti, quasi tutti
discendenti di schiavi deportati da spagnoli e portoghesi. Già, perché
Annobòn, la più lontana dal continente africano fra le isole del Golfo
di Guinea, è stata a lungo contesa fra Spagna e Portogallo nel corso
degli ultimi 5 secoli, dividendo la sorte con l'isola di Fernando Poo,
ora denominata Bioko. Per tale ragione, nel 1972, all'atto della
conquista dell'indipendenza da parte della Guinea Equatoriale, Annobòn
divenne parte del nuovo Stato, unitamente a Bioko (dove si trova la
Capitale dello Stato, Malabo), da cui dista circa oltre 600 km. e al
piccolo territorio dai confini squadrati, stretto fra Gabon e Camerun,
già denominato Rio Muni.
Si trattò di una scelta alquanto strana, considerato che per viaggiare
fra Annobòn e il resto della Guinea Equatoriale è necessario transitare
nelle acque gabonesi o in quelle della Repubblica di São Tomè e
Principe, ma come in altri casi fu una decisione dettata dal passato
coloniale, che determinò i nuovi confini territoriali dei nascenti
stati africani indipendenti. Fu nel 1973 che il primo Presidente del
nascente stato, l'autoproclamato Francisco Macìas Nguema ribattezzò
l'isola col nome di Pagalù, che in portoghese creolo significa
"pappagallo", nome conservato anche dopo la presa del potere da parte
dell'onnipotente Presidente a vita Teodoro Obiang Nguema, al potere dal
1979. Annobòn / Pagalù avrebbe potuto essere comunque una rilevante
fonte di reddito per il governo guineoequatoriano, se fosse stato
utilizzato il solo potenziale turistico, ma purtroppo non è stato così.
A partire dal 1988, infatti, l'azienda britannica Buckinghamshire
avrebbe ottenuto l'autorizzazione di scaricare ad Annobòn 10 milioni di
barili di residui tossici in cambio di 1.6 milioni di dollari. Secondo
il guineoequatoriano Dr. Samuel Mba Mombe, già Segretario Generale
dell'Alleanza Nazionale per Restauración Democrática (ANRD), grazie ad
un altro accordo con il governo della Guinea Equatoriale, altre aziende
avrebbero ottenuto l'autorizzazione di scaricare in questo eden sette
milioni di tonnellate di resti nucleari: l'azienda britannica Emvatrex
ed il Gruppo Consorzio Axim di New York, avrebbero siglato infatti un
contratto per l'immagazzinaggio di due milioni di barili di resti
tossici in Annobón. Il Dr. Mba Mombe cita autorevoli fonti di stampa
internazionali, secondo le quali ogni anno il dittatore Obiang Nguema
avrebbe ottenuto circa 200 milioni di dollari per ammettere i rifiuti
industriali seppelliti in Annobón. L'azienda nordamericana avrebbe
trasferito ad Annobòn 7 milioni di tonnellate di resti nucleari
nell'arco di una decina d'anni: l'accordo prevedeva che ogni anno
venissero scaricati ad Annobòn un totale di 720.000 tonnellate di
rifiuti tossici. A fronte di tale scempio, ironia della sorte, il
regime non avrebbe reinvestito i proventi nell'isola: Annobòn sarebbe
tuttora senza automobili e strade principali, elettricità, acqua
corrente, televisione o fabbriche: la gente è priva di sale, lampade di
olio, medicine, latte, vestiti e persino fiammiferi, la scuola e il
piccolo ospedale dell'isola sono stati chiusi. L'assistente tecnico di
agronomia, il tedesco Hildegard Keck che ha operato per l'istituzione
di un sussidio della Chiesa Cattolica in Guinea Equatoriale ha
dichiarato al Dr Mba Mombe: "Ci sono indicazioni circa importanti
ritrovamenti di sostanze radioattive nel litorale di Annobón. L'isola è
protetta dai militari, tutte le comunicazioni col resto del Mondo sono
interrotte. È necessaria un'indagine urgente sulla sostanza nociva e
sui danni all'ambiente ". La scienziata linguista dell'università di
Ámsterdam, la D.ssa Marike Post è stata testimone oculare del dramma
nell'isola di Annobón prima che i militari tagliassero ogni
comunicazione con il mondo esterno. La ricercatrice ha trascorso tre
mesi in Guinea equatoriale. Ad Annobón, in particolare, si è recata per
studiare le lingue creole degli abitanti dell'isola. In seguito alle
minacce costanti dei soldati, delle spie e della polizia, la D.ssa
Marike Post ha dovuto interrompere il progetto e lasciare l'isola. Le
sue osservazioni confermano il sospetto secondo cui il regime starebbe
premendo per evacuare gli abitanti dell'isola. Gli abitanti sarebbero
bloccati nell'isola come prigionieri di un campo di concentramento,
affamati e spinti ad espatriare, ma si rifiutano di abbandonare la
proprie case: i pochi pescatori avrebbero il permesso di uscire in mare
solo con il permesso dei militari. I poveri abitanti del posto hanno
visto arrivare sull'isola molte navi, che nella loro semplicità hanno
definito "Barche della chiamata di morte": le navi avrebbero scaricato
il loro carico mortale davanti ai reefs e alle rocce del litorale di
Annobón. Il regime ha da sempre cercato di rassicurare la popolazione
asserendo che si sarebbe trattato di "pescherecci della Corea" che
avrebbero pescato illegalmente nelle acque dell'isola. Secondo la
valutazione della scienziata, Annobòn sarebbe ormai prossima a un vero
e proprio disastro ecologico, che non è dato sapere se continui
tuttora, visto che l'isola è off limits. L'isola sarebbe pesantemente
contaminata dal radón (una sostanza radioattiva). Gli esperti
dell'ambiente hanno gravi sospetti circa la presenza di forti
quantitativi di pesticidi, diossina, formaldeide, metalli pesanti,
residui dei prodotti per l'imbiancatura della carta e la difesa di
legno, cianuro e fenolo. Gli effetti sulla flora, sulla fauna e sugli
uomini sono devastanti: Tutto è iniziato con le palme, che
improvvisamente hanno smesso di produrre frutti ed hanno cominciato a
seccarsi. La gran parte delle palme è stata attaccata da una muffa
bianca, che ha portato le piante ad una rapida morte. Le malattie delle
piante, inoltre, colpiscono i banani, gli avocado, le papaie ed altri
alberi, che non producono quasi più frutta e sono invasi dalla muffa.
Le nuove piante quasi non si sviluppano: le giovani piante delle banane
non raggiungono la terza parte della grandezza raggiunta in precedenza.
Anche i pesci, alimenti di base nell'isola, mostrano difettose
alterazioni di sviluppo: raggiungono soltanto un quinto della loro
dimensione e del loro peso raggiunti prima dell'inquinamento
dell'isola. Tutti i gatti di Annobòn sono morti (c'è chi accusa i
soldati di averli mangiati): per tale ragione i topi si sono
moltiplicati, trasformandosi in un vero e proprio flagello. Il regime,
ha rifiutato tutti i programmi di aiuto per l'isola e per combattere la
diffusione dei ratti: nessuno deve essere a conoscenza dei programmi
del governo. I topi divorano tutti i raccolti, dissotterrano i tuberi,
saccheggiano ciò che resta della frutta delle piante: i ratti
insaziabili divorano tutto ciò che trovano sulla loro strada. Anche il
mondo animale dell'isola è stato colpito: lucertole, tartarughe,
serpenti, uccelli marini, scorpioni ed enormi millepiedi. I ratti
attaccano vecchi e bambini durante la notte e mordono le parti molli
dei loro corpi, orrendamente mutilati. Di conseguenza, oltre il 43% dei
bambini inferiori a cinque anni in Annobón è gravemente sottopeso. La
mortalità infantile si è elevata in due anni dal 13.8% al 17%. Il 41%
dei bambini è affetto da diarrea ed è colpito da parassitosi
intestinale. Il 29% dei bimbi soffre di anemia e paludismo, il 41% da
malattie della pelle, di scabbia il 25%, il 13% di ascessi, l'8% è
affetto da ulcere dello stomaco. Il 67% dei bambini ha tumefazioni al
viso. Fra i bambini si cominciano a contare alcuni casi di leucemia, ma
i militari fanno in modo che vengano isolati. E' sempre più elevato il
livello delle malattie della pelle che è doppio rispetto a quello dei
bambini di altre zone della Guinea Equatoriale. La stessa maggiore
incidenza riguarda il paludismo, le ulcere e le tumefazioni. La quota
dei bambini asmatici è persino di tre volte superiore al normale. Le
cause della rovina della salute degli abitanti dell'isola di Annobón,
della morte lenta delle foreste, dell'alterazione nello sviluppo della
vegetazione e della minore raccolta di frutti, sono per gli esperti
qualcosa di molto chiaro. Il noto analista internazionale Isaac Bigio,
giornalista spagnolo autore di diversi articoli su Annobòn, da me
contattato personalmente, ha confermato tutte le notizie riportate dal
Dr. Samuel Mba Mombe. Chi legge queste pagine drammatiche si chiederà
se sia stato fatto qualcosa per fermare questo vero e proprio disastro
ecologico. Il Dr. Samuel Mba Mombe, ha avuto alcuni incontri con medici
guineoecuatoriani in Germania per analizzare la situazione,
raggiungendo la decisione unanime di trasmettere lettere di protesta ai
governi di São Tomé e Principe, Camerun, Gabon e Nigeria attraverso i
relativi ambasciatori accreditati in Germania, per attrarre
l'attenzione sul pericolo e sulle conseguenze irreparabili che questo
scempio ecologico potrebbe comportare per i Paesi della zona. La
lettera è stata inoltre trasmessa per conoscenza ai mass-media, ma
pochi di questi ne hanno dato notizia con la giusta enfasi. La D.ssa
Marike Post dell'università di Amsterdam ha cercato di mobilitare
l'ONU, il Parlamento Europeo, le organizzazioni umanitarie Greenpeace,
Medici senza Frontiere e la Chiesa per fermare la contaminazione
dell'ambiente di Annobón: finora i risultati sono stati alquanto
modesti. È la stessa D.ssa Post a chiedersi drammaticamente: "Chi può
porre fine a questo crimine? Chi può aiutare la gente dimenticata di
quest'isola? " La verità è che finché l'opinione pubblica mondiale non
sarà a conoscenza di quanto sta avvenendo ad Annobòn, alla stampa e ai
politici interesserà poco la sorte dei 2.000 sventurati di un'isoletta
sperduta nell'Atlantico. Proprio per tale ragione ho deciso di scrivere
l'articolo che state leggendo, anche perché finora in Italia nessuno
aveva ancora scritto su questo argomento. Ritengo un dovere morale
informare su questa triste vicenda, almeno fino a quando perdurerà
l'isolamento di Annobòn e non sarà stato chiarito ogni dettaglio della
vicenda. I links che segnalo, purtroppo, sono quasi tutti in lingua
spagnola. Nella sezione spagnola di Wikipedia (molto completa per la
parte storica e geografica), viene fatto un breve cenno sull'argomento
a questo indirizzo web: http://es.wikipedia.org/wiki/Annob%C3%B3n - Le
notizie più dettagliate circa la distruzione dell'ambiente di Annobòn
si trovano su Afrol news, agenzia indipendente di notizie dedicate
esclusivamente al continente africano: l'articolo è firmato dal già
citato Dr. Samuel Mba Mombe
http://www.afrol.com/es/especiales/13278 che scrive un articolo anche
sul sito www.guineequatoriale-info.net , portale di notizie sulla
Guinea Equatoriale, alla pagina web
http://www.guineequatoriale-info.net/hemero/annobon.htm
L'analista internazionale spagnolo Isaac Bigio, collaboratore di
numerosi periodici fra i quali El Comercio, La Opinión, la BBC, el
Grupo de Diarios América, La Prensa ed altri, ne parla diffusamente a
questo indirizzo web: http://www.geocities.
com/novembrino2002/a0030521_01_0c.htm
Sito personale
http://www.bigio.org/nota.asp?IDNoticia=1160
Ermanno Sommariva
Per le traduzioni in lingua spagnola:Mercedes Company Puche
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

TRACCE DI PASSATO
ISCRIZIONE TROVATA NELLA CHIESA DI S. PAOLO A BALTIMORA, DATATA 1692
”DESIDERATA”
PASSA TRANQUILLAMENTE TRA IL RUMORE E LA FRETTA, E RICORDA QUANTA PACE
PUO’ ESSERCI NEL SILENZIO. FINCHE’ E’ POSSIBILE SENZA DOVERTI
ABBASSARE, SII IN BUONI RAPPORTI CON TUTTE LE PERSONE.
Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i
noiosi e gli ignoranti ; anche loro hanno una storia da raccontare. *
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. * Se
ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio
e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto
di te.* Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. *
Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che
realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo * Sii prudente nei
tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non accechi la
tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi
ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo. * Sii te stesso.
Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’
amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è
perenne come l’erba. * Accetta benevolmente gli ammaestramenti che
derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della
giovinezza. * Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’
improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte
paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una
disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei figlio dell’
universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad
essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti
si stia schiudendo come dovrebbe. * Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue
aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa
confusione della vita. * Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i
sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. * Fai attenzione. * Cerca
di essere felice.
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

L’ALTRO MARTEDI’
RADIO POPOLARE
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale
di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu
Martedì 9 Gennaio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta 2 gennaio
2007 La Prima Unione Registrata in Svizzera raccontata da Donatella
Zappa Associazione Imbarco Immediato e speciale intervista al filosofo
Gianni Vattimo in occasione del suo ultimo libro scritto con
Piergiorgio Paterlini Non Essere Dio Un'autobiografia a quattro mani
Aliberti editore
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.radiopopolare.it
satellite Eutelsat Hot Bird 13° Est,
Frequenza 12.111 MHz, Polarizzazione verticale.

COMUNICAZIONE ARCILESBICA NAPOLI
Arcilesbica Napoli è lieta di invitarvi alla presentazione dell'ultimo
lavoro di Marc de' Pasquali "I CANI ABBAIANO A POLINA"
che si terrà presso la sede associativa in vico santa caterina da
siena 67 sabato 13 gennaio ore 18.oo a seguire di battito e brindisi
per il nuovo anno e la ripresa delle attività dopo la pausa natalizia.
Marc de Pasquali, I cani non abbaiano piu' a Polina, La Chiocciola
Edizioni, pag. 116, € 5,00 Si legge in un'oretta questo librino
intelligente e postpoetico che snocciola tragedie come un'innamorata
insicura strappa ansiosa leggeri petali di margherita. Tutto può
succedere, perché già tutto è successo. Personaggi assurdi quanto reali
come li sa descrivere la scrittrice, interagiscono a Polina cittadella
accidentata, sicuramente italica. Consiglio la lettura nel tardo
pomeriggio, all'ombra, allungate su un comodo sdraio del terrazzo,
sorseggiando una fresca tisana alla menta e con un sacco di ironia a
portata di mano. Lo consiglio anche per un regalo a una vecchia amica o
a una sconosciuta che lo diventerà. Mariagrazia de’ Pasquali detta
Marc, nata il 25 luglio 1944 a Milano ove risiede, negli anni Sessanta
debutta con delle poesie su “Il presente” e con delle novelle su
“Mimosa” (in seguito su “Confidenze”). Dal 1963 al 1967 scrive critica
cinematografica su “Il Presente”, presentazioni di film d’essai al
“Circolo Culturale Charlie Chaplin” lombardo, scheda per l’
Arcivescovado di Milano le pellicole da proiettare nelle sale delle
diocesi. Il 15 ottobre 1972 organizza con Mario Mieli (autore del
saggio Elementi di critica omosessuale e del romanzo Il risveglio dei
Faraoni) il Primo Congresso Internazionale di Omosessualità nella sede
di Re Nudo a Milano (lasciando fuori la stampa) tutelato dal FUORI sul
cui giornale scriverà come responsabile COM (collettivo omosessuale
milanese) sino a che Angelo Pezzana non si federerà al Partito
Radicale. Nel frattempo lascia le amiche di via Cherubini (Lia
Cigarini, Luisa Muraro e affettuosamente le altre compagne) che
strutturano il nascente movimento femminista, poi Libreria delle donne
(Via Dogana), infine Circolo della Rosa. Nei Settanta scrisse
innumerevoli pubblicazioni e sceneggiature di fumetti porno e
altrettanti innumerevoli romanzetti rosa sotto varii pseudonimi. Nei
Novanta è consulente editoriale Feltrinelli per la narrativa italiana e
per Mondolibri/Club del Libro (della Mondadori); tiene corsi
istituzionali di scrittura e lettura in diversi comuni, è iscritta all’
Ordine dei Giornalisti (tessera N. 63740 rilasciata il 25 febbraio
1991). Dal 1982 sino al 1995 detiene una rubrica fissa sul mensile
Babilonia. Dal 1991 al 1996 collabora come critica d?arte per l’
anarchica Rivista A. Nel 1995 La Tartaruga pubblica Biondo Spinto
(Premio Arezzo 1996, secondo classificato Aldo Nove), ben recensito,
anche da Lalla Romano su Panorama. Dal 1996 scrive per le pagine
culturali della Gazzetta di Parma (un quotidiano fondato nel 1735). Nel
2001 vengono editate da Chartres le plaquettes Danze (Premio "La
Cittadella" e Premio Biennale Poesia DARS 2001), Fiori, Sante; e Le
braccia al cielo accoppiate alle opere di Federica Ricotti. Nuovi
racconti e poesie vengono pubblicati in antologie (di Mondadori, Rai-
Eri, Il Saggiatore, Marco Tropea, Guaraldi, La luna, eccetera), e in
quotidiani e periodici italiani e stranieri; diversi racconti vengono
premiati (Premio Internazionale UVISP 2000, Premio Letterario Europeo
ISPA e Premio "Zapping" RadioUno 2001), altre poesie sono pubblicate in
edizione numerate da Pulcino Elefante (come quelle di Alda Merini e
Vivian Lamarque). Nel 2004 la Biblioteca Cantonale di Lugano le ha
intitolato un Fondo (lettere, foto, articoli, inediti, acquarelli,
diari). Nel 2006 la Chiocciola di Milano pubblica I cani non abbaiano a
Polina.

NESSUNO TOCCHI CAINO
06.01.2007
PENA DI MORTE. MORATORIA ALL'ONU, SUBITO - 5 gennaio 2007: il
Presidente di Nessuno tocchi Caino e parlamentare europeo Marco
Pannella, dopo otto giorni di sciopero della fame e della sete, ha
sospeso il 3 gennaio quello della sete. Con la sua iniziativa
nonviolenta, Pannella chiede al Governo italiano, dal 1° gennaio membro
non permanente del Consiglio di Sicurezza, di assumere un impegno
formale e concreto a presentare una risoluzione per la moratoria
universale delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'ONU in
corso o in una sua sessione speciale che può essere convocata, anche su
richiesta del Consiglio di Sicurezza, in base agli articoli 8 e 9 delle
regole di procedura dell'Assemblea stessa. L’iniziativa è partita il 27
dicembre con la proposta “Nessuno tocchi Saddam” volta a scongiurare
l'esecuzione della condanna a morte dell’ex dittatore iracheno. Un
appello in tal senso, lanciato dall'associazione Nessuno Tocchi Caino,
era stato sottoscritto da oltre 200 parlamentari e 3 premi Nobel per la
pace. Dopo l'esecuzione di Saddam Hussein e con la moratoria universale
delle esecuzioni capitali, l'azione di Pannella, che prelude al Primo
Grande Satyagraha mondiale per la Pace lanciato dal Partito Radicale
Nonviolento, si propone di evitare che tutto precipiti, in Iraq e non
solo, in altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale
di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto
generalizzato dalle conseguenze incalcolabili. Il 2 gennaio, il
Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il Governo hanno dichiarato
pubblicamente il loro “impegno ad avviare le procedure formali perché
questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del
giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte”. Ma
su questo, ad oggi, non è dato sapere cosa stia avvenendo realmente e
ufficialmente a New York: se sia stato depositato alla Assemblea
Generale un testo della proposta di moratoria e quali siano le
procedure regolamentari attivate per metterla all’ordine del giorno e
portarla al voto. Secondo le stime dell'associazione Nessuno Tocchi
Caino, da anni in prima linea nella campagna contro la pena di morte,
una risoluzione proposta all'Assemblea Generale otterrebbe dai 99 ai
106 voti a favore, mentre sarebbero dai 61 ai 68 i paesi contrari e dai
19 ai 26 quelli che si asterrebbero. Nel 2003 Marco Pannella era stato
promotore della campagna "Iraq Libero" quale unica alternativa alla
guerra e all'occupazione militare, che comprendeva la richiesta di
esilio per Saddam Hussein e un'amministrazione dell'Onu in Iraq per la
transizione alla democrazia. La proposta aveva ricevuto l'adesione
della maggioranza assoluta dei parlamentari italiani di tutti gli
schieramenti, ma anche in quel caso il governo italiano, allora guidato
da Silvio Berlusconi, non aveva compiuto passi concreti in quel senso.
Nel corso della trasmissione di Radio Radicale "Radio Carcere", nella
serata del 2 gennaio, Marco Pannella ha rivolto un appello a sostenere
il grande obiettivo della moratoria con uno o due giorni di sciopero
della fame. Per aderire allo sciopero della fame vai su www.
nessunotocchicaino.it.
NAZIONI UNITE. BAN KI-MOON CORREGGE POSIZIONE SU PENA DI MORTE - 3
gennaio 2007: il neo segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha
fatto marcia indietro sulla pena di morte e ne appoggia l'abolizione,
ha detto la sua portavoce Michele Montas. Commentando l'impiccagione di
Saddam Hussein, il Segretario generale aveva detto che, anche se l'Onu
è contro la pena di morte, ''la decisione su questa materia spetta a
ciascuno degli stati membri''. La decisa correzione di rotta rispetto
alla chiara posizione abolizionista del predecessore Kofi Annan aveva
provocato polemiche sulla stampa Usa e le critiche delle organizzazioni
per i diritti umani. Sono bastate 24 ore, e la lettura dei giornali del
mattino, a provocare una inversione di marcia che suona di buon
auspicio per l'iniziativa italiana contro la pena capitale. ''Cerchiamo
di lavorare per l'abolizione'', ha dichiarato la portavoce di Ban,
osservando che sul bando delle esecuzioni non c'e' consenso: “Alle
Nazioni Unite ci fu un dibattito anni fa [nel 1994, ndr] che si
concluse con una maggioranza di stati che si rifiutarono di condannare
la pena di morte”, ha detto la portavoce osservando d'altra parte che
“se l'Assemblea generale, che ha la competenza del problema, dovesse
decidere per la moratoria delle esecuzioni”, Ban “lavorera' per farla
applicare”. Intanto, a Ginevra l'alto commissario Onu per i diritti
umani Louise Arbour ha chiesto all'Iraq lo stop delle impiccagioni dei
co-imputati di Saddam in una dichiarazione che avanzava dubbi
sull'imparzialità del processo a cui Ban ha dato, attraverso la
portavoce, ''il pieno avallo''.
UNIONE EUROPEA. PRESIDENZA TEDESCA: L'UE SI OPPONE ALLA PENA DI MORTE
IN OGNI CIRCOSTANZA - 5 gennaio 2007: "L'Unione europea si oppone alla
pena di morte in ogni circostanza", è quanto si legge in un comunicato
diffuso dalla presidenza tedesca in merito all'esecuzione dell'ex capo
di uno dei servizi segreti iracheni Barzan Ibrahim al-Tikriti e dell'ex
presidente della Corte rivoluzionaria Awad Hamed al-Badar, previste per
domenica. "L'Iraq merita un futuro migliore. A questo fine sarà
cruciale mettere insieme tutte le parti della società irachena. La
presidenza - prosegue la nota - ricorda che per raggiungere questo
importante obiettivo la persecuzione dei crimini commessi dal
precedente regime deve rispettare le richieste di un giusto processo".
Intanto la Grecia ha deciso di appoggiare l'iniziativa dell'Italia per
una moratoria universale delle esecuzioni capitali. Lo ha dichiarato
il portavoce del ministero degli Esteri greco, Yiorgos Koumoutsakos.
“La Grecia - ha detto Koumoutsakos - saluta, appoggia e contribuirà al
successo dell'iniziativa assunta dall'Italia nell'ambito delle Nazioni
Unite per l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo.“ “Già
durante la 61ma Assemblea Generale dell'ONU - ha aggiunto il portavoce
- l'Unione Europea ha presentato una Dichiarazione riguardo
all'abolizione della pena capitale, proponendo in prima fase una
moratoria delle esecuzioni.” “Tale Dichiarazione e' stata sottoscritta
da 85 Paesi fra i quali anche la Grecia insieme con i suoi partner
europei”, ha ricordato Koumoutsakos. Anche la Francia ha dichiarato che
intende sostenere gli sforzi che l'Italia vuole intraprendere all'Onu
contro la pena di morte. Lo ha detto, il 3 gennaio, il portavoce del
ministero degli Esteri di Parigi. Per Jean Baptiste Mattei, che
rispondeva ai giornalisti, ha dichiarato: "La posizione della Francia è
che bisogna operare per l'abolizione universale della pena di morte, in
stretta concertazione con i partner europei, e in tutte le istituzioni
internazionali pertinenti". Il portavoce ha poi sottolineato che "la
Francia dà pieno sostegno all'iniziativa italiana" del 20 dicembre
sulla dichiarazione alll’Onu per l’abolizione della pena di morte. Il
30 dicembre, invece, in occasione dell’esecuzione di Saddam Hussein, il
governo britannico aveva dichiarato che, pur essendo contrario alla
pena di morte, ritiene che Saddam abbia pagato per alcuni dei suoi
crimini contro gli iracheni. Lo ha affermato il ministro degli Esteri
Margaret Beckett in una nota diffusa subito dopo l'impiccagione dell'ex
presidente iracheno. “Accolgo con favore il fatto che Saddam Hussein
sia stato processato da un tribunale iracheno almeno per alcuni dei
suoi orrendi crimini commessi contro il popolo iracheno. Ora ha pagato
il suo debito”, ha dichiarato la Bekett, auspicando l'abolizione della
pena di morte in tutto il mondo “indipendentemente dalle persone
implicate o dal crimine commesso”. Un portavoce del premier Tony Blair,
attualmente in ferie in Florida, ha affermato successivamente che la
Beckett ha espresso la posizione dell'intero governo inglese.
ITALIA. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: BEL BIGLIETTO DA VISITA
MORATORIA PENA MORTE - 3 gennaio 2007: “E' un bel biglietto da visita
per l' Italia nel Consiglio di sicurezza”. Il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato così la risoluzione per
la moratoria sulla pena di morte che il Paese presenterà entrando nel
Consiglio di sicurezza dell'Onu. “E' un gesto molto significativo, una
scelta coerente con la tradizione italiana, che affonda le sue radici
nella Costituzione. Coerente anche con un comune impegno europeo: tutti
gli Stati membri dell'Unione Europea, senza nessuna eccezione, di
fronte all'esecuzione di Saddam Hussein, ovviamente indipendentemente
dal giudizio sul personaggio, hanno ribadito la contrarietà rispetto
all'esecuzione capitale”. “E' stato bello che l'Italia abbia fatto
questa scelta: l' ha fatta a nome di tutta l' Europa,” ha proseguito il
Capo dello Stato. “L' Italia deve cercare di non rappresentare solo se
stessa”, ha concluso Napolitano. Oggi 6 gennaio, a Roma, su iniziativa
del comune, verrà illuminato il Colosseo, a sostegno dell'impegno del
governo italiano e in particolare del presidente del consiglio Romano
Prodi che ha proposto al consiglio nazionale dell'Onu una moratoria
universale contro la pena di morte. Un modo - si legge in una nota del
Campidoglio- per esprimere anche la piena solidarietà al leader
radicale Marco Pannella che da giorni con lo sciopero della fame
conduce la stessa battaglia politica e civile. "Un segnale che vuole
rappresentare una speranza e un auspicio- spiega il sindaco di Roma,
Walter Veltroni- poiché abbiamo la tradizione di segnalare con
un'illuminazione speciale del monumento simbolo della capitale ogni
passo in avanti verso l'abolizione della condanna a morte nel mondo.
ITALIA. AMBASCIATORE FULCI, OGGI CONDIZIONI PROPIZIE PER MORATORIA.
NON IMPORTA AVERE CONSENSO TOTALE UE, MA DI QUELLI CHE CONTANO - 3
gennaio 2007: Francesco Paolo Fulci, ambasciatore italiano all'Onu dal
1993 al 2000, ritiene “tempestivo”, “utile” e “appropriato” il
tentativo dell'Italia di tornare a promuovere una moratoria delle
esecuzioni capitali. Protagonista al palazzo di Vetro delle battaglie
dell'Italia contro la pena di morte, Fulci e' convinto che oggi “i
tempi siano ormai maturi per riprovare una terza volta dopo gli
insuccessi del 1994 e del 1999”. Interpellato su quale sia la via
migliore da seguire, Fulci ha risposto: “Ci sono due modi per portare
avanti questa iniziativa: il primo e' farlo da soli, come avvenne nel
1994, ma purtroppo l'esperienza dimostra che senza alleati le battaglie
si perdono. Il modello da scegliere e' quello usato nel 1999, un
progetto di risoluzione presentato dall'Ue in quanto tale. La volta
scorsa il progetto non ando' a buon fine perche' qualcuno - per eccesso
di zelo - ritenne che fosse necessario avere un ulteriore avallo da
parte dei ministri degli esteri riuniti a Bruxelles. Non solo
quell'avallo non ci fu, ma giunse l'ordine a New York, a noi
ambasciatori europei, di sospendere qualsiasi iniziativa al riguardo”.
Quanto alla necessita' di avere l'unanimita' dell'Europa, Fulci ha
risposto: “L'importante non e' avere il consenso totale dell'Ue, ma il
consenso di quelli che contano. L'altra volta la preoccupazione fu di
non turbare eccessivamente, di non mettere sale sulla ferita sulle
relazioni con il grande alleato al di la' dell'Atlantico, e si ritenne
che fosse meglio mettere la sordina sull'iniziativa e sospenderla”. Per
Fulci fu una “scusa” quella di chi allora disse che non c'erano i voti:
“Posso assicurare - ha puntualizzato - che non era cosi', perche' io
personalmente avevo contattato piu' di novanta ambasciatori,
ricevendone assicurazione che sarebbero stati dalla nostra parte. Solo
che arrivo' l'ordine di Bruxelles di fermarci, e pur sapendo di essere
a un soffio dalla vittoria non presentammo la mozione”.

03 gennaio 2007

news 3 gennaio

COMUNICATO STAMPA CIRCOLO MARIO MIELI UNA POLIZIA TRAVISANTE
La polizia stradale di Cerveteri , agli ordini del comandante Claudio
Paolini, ha lanciato una vera e propria retata sulla A12 (Roma-
Civitavecchia), fermando e arrestando uomini definiti come
“insospettabili professionisti” dediti niente meno che a pratiche di
travestimento e sesso! A quanto pare per la polizia stradale si tratta
di problemi rilevanti per la sicurezza pubblica, dal momento che, non
trovando di meglio, hanno deciso di multarne una ventina per
“travisamento” in base ad un vecchio regio decreto del 1931 e agli
articolo 85 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Si tratta, ancora
una volta, di un chiaro esempio di inadeguata applicazione di quella
controversa legge pensata per colpire i criminali che celano il volto
durante furti e rapine, e non cittadini, che esercitando la loro
libertà di espressione e di identità, decidono di abbigliarsi e
truccarsi come meglio ritengono opportuno. Una legge troppo spesso
utilizzata per vessare transgender e transessuali. Forse la Polizia del
Litorale non è informata che Vladimir Luxuria, transgender, è stata
regolarmente eletta al Parlamento (nel caso decideste di arrestarla) e
che l’identità di genere è ormai riconosciuto come una normale
espressione della identità personale. Appare sempre più opportuno che
il legislatore intervenga a chiarire e correggere una situazione
inaccettabile, contraria al buon senso e ai diritti civili. Il Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli chiede un’incontro urgente al
Comandante Paolini, a cui ci presenteremo tutti “travisati” per
discutere dell’applicazione di questa normativa nei confronti di
persone transgender e nel rispetto dei diritti civili di tutti. Decida
lui se multarci o arrestarci! Il Circolo, naturalmente, mette a
disposizione a tutte le persone accusate di travisamento e atti osceni
assistenza legale gratuita. Assolutamente inaccettabili i toni scabrosi
e scandalistici dell’articolo del Messaggero, Cronaca di Roma, che
tratta la questione parlando di “pratiche proibite”, “scene
grottesche”, “vizietto”, “insospettabili professionisti”… Un livello d’
informazione da giornaletto di ventennio, irrispettoso della dignità
delle persone coinvolte.
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Tel 065413985
Fax 065413971
info@mariomieli.org

LETTERA A GAY TV
MARIO CIRRITO
Cari amici di Gay.Tv, l'annuncio dato dal vostro editore, Massimo
Scolari, durante una puntata di “Open Space” è una ferita al cuore e ai
sentimenti di battaglia che in questi anni abbiamo condiviso con voi e
gli altri media glbt. Una ferita difficile a rimarginarsi e che va a
toccare la stessa libertà d'informazione. Dunque, dopo anni di ottima
televisione, di gradimenti da parte dei telespettatori, di
partecipazione attiva verso i movimenti glbt italiani, la prima
emittente dichiaratamente gay d'Europa annuncia la chiusura a fine
gennaio per voce del suo massimo responsabile. E' una sconfitta, ancor
più che vostra, di questa società che si ostina a chiamarsi democrazia,
moderna, esportabile, senza effetti collaterali per poi svelarsi un
potenziale tossico di omofobia, di mancanza di dialogo e di concretezza
verso i diritti civili, la bolsa sicumera di sentirsi seguiti e
appagati scegliendo la parte più oscurantista e avversa agli
omosessuali. Restiamo ancora il Paese del silenzio e quando, il 31
gennaio, si spegneranno i vostri ripetitori, ci sentiremo tutti ancora
più poveri e a nulla varrà la tristezza dell'epilogo di una esperienza
che doveva essere ricchezza – e per molti versi lo è stato, anche per
noi che militiamo con la scrittura – ed è finita in una metamorfosi di
sconfitte di cui anche noi omosessuali dovremmo fare ammenda e
riflessione per non aver puntato i piedi, per l'incapacità di veicolare
i nostri desideri e le nostre conquiste, incapaci di dettare come
avviene altrove, un mercato che avrebbe potuto far vivere nella
tranquilla quotidianità la vostra e nostra emittente. Nonostante le
evoluzioni sull'idea omosessuale spiaccicata perfino nella
cartellonistica o nei traillers, nei talk show e in ogni dove, gli
spender pubblicitari sono rimasti marginali rispetto ai media
omosessuali preferendo veicolare pubblicità sui media generalisti.
Evoluzione dei costumi o piuttosto incapacità di lenire il dolore delle
ipocrisie? Prendiamoci parte del coraggio che ci appartiene raccontando
un mercato che non replica all'estero i veti italici; la paura di
marchiare il proprio logo in omosessualità per poi dimenticarla
pianificando risorse sui media glbt esteri senza chiedersi se in
seconda di copertina o all'interno vi siano immagini stridenti di dolci
ragazzi o di ragazze che amano altre donne. Concretamente, lo dico da
sempre, ci dovremmo obbligare ad una forte e solida lobby gay che
sappia farsi forza di persuasione politica e di intervento; che veicoli
i nostri tantissimi lettori e i vostri telespettatori a scelte di
mercato adeguati a salvaguardia del lavoro di tantissimi che operano
nel nostro settore. Una lobby coraggiosa che tratti da pari con il
mondo commerciale e aziendale perché seguita da uno stuolo immenso di
persone. Insomma, un brand non solo commerciale ma anche di
affermazione di diritti. Ecco, la vostra tivù, amiche e amici di Gay.Tv
si obbliga alla chiusura per l'inerzia e il disinteresse di un
mercato pubblicitario dimentico di aver perso una sana e proficua
occasione di valori che vanno oltre la mera commercializzazione di un
prodotto. La vostra fatica e i vostri investimenti hanno valori di
libertà nel logo intramontabile delle libertà individuali e non basta
la chiusura e il silenzio sulle vostre voci a farceli dimenticare.
Bravi tutti voi, con il vostro incosciente coraggio, con la verve di
questi 6 splendidi anni, con le tante personalità che si sono confuse
in video per rendere limpida la libertà di dirsi omosessuali. Ve ne
siamo grati. Non sta a noi valutare eventuali errori strategici, di
scelte editoriali e comunicazione. Non è questo il punto, sapendo la
complessità di far stare in buona salute un mezzo mediatico come la
televisione. Certi invece che il mercato pubblicitario così assente e
sordo dovrebbe fare i conti con i consumatori glbt e questi con loro.
Oggi, noi che lavoriamo nei media glbt, dovremmo incontrarci, discutere
di partnership, di come affrontare nuovi mercati e conquistare nuovi
fruitori di libertà e servizi pur nella distinzione del proprio ambito
editoriale. Non è un caso che proprio chi scrive ha voluto a Babilonia
vostri bravi colleghi, pronti a discutere con altri nuove forme di
comunicazione e sinergie. Un grazie di cuore a Massimo Scolari che,
sappiamo ci ha messo il cuore oltre ai tanti soldoni, sperando un
giorno di rivederlo in video ad annunciare una nuova era per Gay.Tv.
Grazie a tutti voi, senza distinzione di ruoli e sessi, perché avete
fatto crescere questo Paese e noi. Vi vogliamo bene e siamo certi che
l'avventura continuerà. Vostro Mario Cirrito (Babilonia)

PER LA MORATORIA ONU SUBITO!
Cosa chiedono il Partito Radicale e Nessuno tocchi Caino al Governo
italiano: - presentare una risoluzione per la moratoria universale
delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'ONU in corso o in
una sua sessione straordinaria che può essere convocata anche su
richiesta del Consiglio di Sicurezza in base agli articoli 8 e 9 delle
regole di procedura dell'Assemblea stessa; - avviare, in queste ore,
la raccolta firme di paesi di tutti i continenti a sostegno della
risoluzione. Sottoscrivi l’appello su: www.nessunotocchicaino.it

PRESEPI SCANDALOSI E.... TACCHI A SPILLO ??!?!?!
Non c'e dubbio alcuno che fare un video col telefonino e poi postarlo
in internet sia l'ultima moda. Ma e' anche altrettanto fuor di dubbio
che essere un popolo di ignoranti e zotici con una mente sigillata nel
piu' becero provincialismo cattosessuofobo anni 50 sia un classico che
non rischia mai di passar di moda. E non solo, ma si tende a indossarlo
sempre piu' spesso, specie se si e' di "centro sinistra". Ma andiamo
con ordine. Il 5 maggio o giu' di li, un professore di una scuola
alberghiera, i cui studenti non meritano minimamente la sufficenza in
quanto a "savoir faire", si presenta a scuola come tutte le mattine,
suscitando pero' un'incredibile ilarita' tra i suddetti studenti..
Motivo? Indossa un paio di jeans bianchi "attillati", un "top nero"
sotto la giacca, un cerchietto tra i capelli, e, e su questo ci
ritorneremo dopo, dei cosiddetti "tacchi a spillo". Risate e commenti
idioti si sprecano, quasi che il professore fosse vestito che so, da
Wanda Osiris, da Paris Hilton o da Orso Yoghi. Il video finisce in
rete, e da allora ad oggi 21 dicembre, giorno del solstizio d'inverno,
viene visto gia' da quasi 30.000 utenti. Va che ti va, la notizia
finisce sui giornali, che ci vanno a nozze (saranno poi gay o etero?
Bah) infiorettando il tutto e calcando inverosimilmente sul concetto di
"tacchi a spillo" e "vestito da donna". E scoppia lo scandalo, condito
di prevedibili accuse al preside che "sapeva e non e' intervenuto".
Ora, prima di lanciarci in una, comunque assolutamente necessaria,
tirata sulla liberta' di espressione, e quindi anche di abbigliamento,
partiamo comunque con una disamina tecnica. Tacchi a spillo. Prima
palese falsificazione.. dal video si vede molto chiaramente. Si tratta
di normalissimi stivaletti a punta DA UOMO col tacco largo, di quelli
che andavano di modissima negli anni 70, ma di fatto non sono mai
tramontati completamente. Passiamo ai jeans bianchi attillati. Jeans
sono, e quindi "attillati" lo sono per forza rispetto ai pantaloni
tradizionali, quelli con la piega, tipicamente da uomo, ma anche parte
integrante del tradizionale tailleur da signora. Lo scandalo sta nel
fatto che siano bianchi? Passiamo al top. Un top sotto la giacca o
semplicemente una t-shirt nera, questa si attillata? E anche se fosse?
E per quanto riguarda il cerchietto in testa, piuttosto scandalizza che
scandalizzi, dato che come hanno fatto notare in molti, va di gran moda
tra i calciatori, che come si sa, sono Maestri di Ruolo di (presunta,
ma questo e' un altro discorso) italica virilita' da ogni maschio medio
invidiata. Allora cosa giustifica tutto questo scalpore, questi
gridolini isterici, queste risatine da vera checca mascherata da psedo
macho normalista, questo si, incredibilmente "da finocchi"?? Gia'
sarebbe da spiegare cosa renda, a parte per ovvi motivi il reggiseno,
un qualunque altro capo di indumento "da uomo o da donna", e
possa/debba dare pubblico scandalo l'indossarlo. Ma qui non siamo
nemmeno un un palese caso di cross dressing. Qui siamo nel superare
appena appena una manichea, ma non scritta e quindi non vin colante,
regola di "normalita' e diversificazione", che come ben sappiamo anche
se non lo si vuole mai ammettere, sta alla base del sessismo in primo
luogo, del disprezzo e della violenza sulle donne, e da li'
all'omofobia. Se il professore fosse stato in baffi e minigonna, o in
calze a rete e gambe pelose, beh, un sorriso un po' ridanciano o un
commento salace non si sarebbero potuti evitare (anche se in una
societa' davvero liberaŠ), ma qui siamo in un ambito ben piu'
tranquillo e tranquillizzante, perfino parsimonioso. Il problema e' la
replica nella "skuola" dei mostri di intolleranza generati nella
societa' "at large", dalla propaganda politica travestita da crociata
moralizzante di salvazione dei valori tradizionali messi in pericolo
dalla "frocizzazione", che volente o nolente, non si riesce a fermare.
Purtroppo e' davvero facile accusare la scuola, nuova jungla urbana
incontrollata e incontrollabile in cui, da Columbine in avanti, si
pratica ogni sorta di efferatezze, non solo ai danni dei ragazzini
down, ma anche di quelli neri, islamici, troppo grassi, troppo magri,
troppo alti, troppo bassi, terroni, froci o juventini. E poi se ne
pubblica il video in internet. No, qui le cose stanno diversamente.
Questo e' il trionfo di quel modello di "veri maschi, veri uomini" che
il centrodestra in accordo col mondo cattolico e con la complicita' del
centrosinistra va nuovamente predicando ogni giorno. Questa e'
l'intolleranza contro l'individualismo che il modello tribale di "un
solo telefonino, un solo piano tariffario, un solo pensiero, una sola
religione" va distruggendo grazie all'ipocrisia colpevole di chi accusa
che "cedendo" sui diritti ai gay e alle coppie di fatto si ottenga la
disfatta della "famiglia tradizionale". E allora vai con la
criminalizzazione di ogni piccolo gesto di non conformita'. Lanciare
volantini da una finestra mentre passa Ratzinger diventa un'attentato
internazionale di Lesa Maesta', un atto terroristico bello e buono,
fortunatamente per una volta senza tirare in ballo Al Quaeda. Mettere
due biondissime Barbie e due prestanti Ken nel presepio di Montecitorio
un Sacrilegio assolutamente insanabile. Il problema e' che la colpa del
gogliardismo idiota, e molto scheccheggiante, dei futuri "operatori
alberghieri", e' frutto di questo stesso processo di ridicola
esagerazione e di crimininalizzazione fondamentalista di tutte le forme
di individualita' e libero pensiero, nelle minime cose, nelle
piccolezze, perfino nei gesti semplici del quotidiano. Il professore
NON era in tacchi a spillo. Il professore NON era vestito da donna.
Certo, non era nemmeno vestito da osservante maschio cattolico timorato
di un Dio vendicativo verso che infrange le convenzioni non scritte
della Norma. Era vestito da persona GIOVANE, libera, che esprime se
stessa, semplicemente, senza necessariamente come infatti ha
dichiarato, essere ne gay ne transgender. Pero' in questo trionfo
pedofilo di idee gerontocratiche e veterocattocomuniste, tutto fila. Si
criminalizza l'essere "giovani e liberi" a favore del vecchiume e del
bacchettonismo conservatore, e Francesca Mambro, nostra rivendicata
"compagna che ha sbagliato", l'aveva capito, e dichiarato, gia' circa
trent'anni fa, all'epoca del suo arresto. E proprio tale citazione
dimostra come questa questione non abbia piu' a che fare con concetti
vetusti di destra e di sinistra, ma sia invece dannatamente leggibile
in una prospettiva VA, come lo e' appunto il fatto che portatori di
tale intolleranza passatista al "nuovo che avanza" siano proprio i
pischelli, i piu' esposti alle influenze dei veri cattivi maestri,
volgari traditori come Don Infausto Bertinotti, mai compagni e che mai
hanno cominciato a sbagliare, perche' hanno sempre perseguito fin
dall'inizio una sola strada: il potere ad ogni costo. Appunto, lo
scandalo professore Non in tacchi a spillo e lo scandalo presepe gay ha
la stessa identica matrice, lo stesso identico movente, la stessa mano
ispiratrice. La logica ipocrita che porta a "vendere anche propria
madre" se fa comodo per raggiungere il potere, ma contemporaneamente a
scandalizzarsi a morte, col coltello in mano se qualcuno si permette di
insultarla, la sacralita' e moralita' di tale mamma. Che e' quello che
ha fatto appunto Don Infausto Bertinotti, l'omeliota, che non e' un
insulto ma un termine che qualifica chi scrive omelie, come ha appunto
fatto il nostro, anzi il loro, per l'Osservatore Romano. Il nostro, che
fonda un partito con un nome trotzkista e poi butta i veri trotzkisti
dal partito, il nostro che parte come comunista marxista che "la
religione e' l'oppio dei popoli" poi finisce a sposarsi in chiesa e
dichiararsi cattolico. E a votare con gioia e "comprensione" la
conferma dell'esenzione dall'ICI per la Chiesa Cattolica, in epoca di
finanziaria e di tagli alla spesa pubblica, mentre il suo degno compare
Luxuria Guadagno lo annuncia felice, dichiarando che cosi' non verra'
piu' considerato un "mangiapreti" (salvo poi successivamente dichiarare
di essersi sbagliato. Sbagliato di che? Forse fraintesoŠcerto, ha
precedenti illustri!!!), in un momento in cui mai come ora la Chiesa
Cattolica stessa tramite lo Stato Vaticano entra nella vita privata dei
semplici cittadini italiani, e cerca di dettare leggi e regole, e una
reistenza si rende necessaria. Lui, che non vuole passare da
mangiapreti, e che quindi, da gay perfetto paladino delle cause GLBT,
il popolo che maggiormente risente degli strali papali e vaticani, come
primo atto pubblico da parlamentare chiede che un monastero carolingio
di San Vincenzo al Volturno, provincia di Isernia, venga riaperto al
pubblico perche' ne possa ammirare la "suggestiva cripta". Anche i gay,
ovviamente. Non sposati, non pacsati, senza il diritto di adottare
figli ma con quello fondamentale di godere dei beni di interesse
artistico e culturale come suddetto, sicuramente meraviglioso pure in
termini Stendahl-iani, monastero. Quindi l'equazione presepio gay/
professore NON in tacchi a spillo viene confermata ma esaltata,
gonfiata e impastoiata mediaticamente dagli atteggiamenti Bertinottiani
del dichiarere in sequenza di :
a) gradire il presepe
b) invitare il Cardinale Camillo Ruini, funzionario di un paese
straniero, a dire messa in Parlamento
c) esprime disappunto per chi "provoca inutili e dannose discussioni"
quando il suo partito e il suo stesso operato sono le cause principali
di quel disappunto, di quella necessaria provocazione.
Gesto, sia detto, che risponde anche al voltafaccia clamoroso di
questo politicante sedicente "di sinistra" (e ancora per poco sedicente
"comunista", perche' non fa piu' audience) che prima "seduce gli
innocenti" della scena GLBT con promesse di una "pugna" per i loro
(nostri) sacrosanti diritti, e poi li (ci) lascia con un pugno, di
mosche e pure in faccia, col contentino (dove e a chi se non a lui,
proprio non si sa) di Luxuria-Guadagno deputato. Tutto questo per poi
trasformarsi nel "piu' amato dalla destra italiana" con piu' destrezza
e sex appeal della Cuccarini ma con lo stesso identico spessore
politico e ideologico, perfetto pure a far la corte al Vaticano ad ogni
"manina" sospinta!!!!! Finche' i personaggi pubblici, divi o politici
che siano, saranno modelli esemplari di ipocrisia e falsita', piuttosto
che di apertura mentale e di reale liberta' di essere ed agire, fuor
dalla riscrittura made in CDL di questa parola, non potremo lamentarci
se i pischelli crescono intolleranti, mediocri, conformisti e meschini
come le stars dell'Isola dei Famosi o i parlamentari, soprattutto se
"di sinistra" & sedotti dalla longa manus del revisionismo cattolico. E
solidarieta', tanta solidarieta', energia e baci, vanno al nostro
professore vero "maestro di stile", ma NON in tacchi a spillo. Magari
la prossima volta.
HELENA VELENA
TRANSGENDER interNATIONal


SCOPERTA LA PRIGIONE DI TELECOM
REPUBBLICA RIVELA:
«Durante i soggiorni nella Capitale Tronchetti Provera veniva tutelato
con l'utilizzo di personale delle Forze di Polizia»
La strabiliante notizia la ha data oggi La Repubblica a pagina 11 a
firma di Oriana Liso e Emilio Randacio. Il Corriere della Sera ha
taciuto. «Durante i soggiorni nella Capitale Tronchetti Provera veniva
tutelato con l'utilizzo di personale delle Forze di Polizia» Ma chi è
Tronchetti Provera?! E' il Presidente della Repubblica? No, è il
Presidente del Consiglio dei Ministri? No, del Senato? della Camera?
No, è il Prefetto? di Roma? Il Questore? E' il Capo della Polizia? No.
Tronchetti Provera è un cittadino italiano ne' più ne' meno come ce ne
sono altri 60 milioni, è un imprenditore ne' più ne' meno come ce ne
sono tanti in Italia comproprietari di grosse aziende private, di Tv e
di giornali. Certo, a differenza di tanti scorfani è bello, veste
Caraceni e calza Spataro, è ben lisciato e ha una moglie bellissima. Mi
chiedo e domando al buonsenso dei cittadini che con le loro tasse
pagano il mantenimento delle nostre Forze di Polizia, quale è il motivo
che giustifica il fatto che le Forze dell'Ordine pubbliche facciano la
scorta privata ad un tizio che non è il Presidente della Repubblica ne'
è un pentito mafioso in 41 bis trasferito da un carcere a un altro, ne'
è un cittadino che ricopre una carica istituzionale, nessuna. E'
semplicemente un uomo qualunque, un imprenditore molto molto ricco.
Stop. E allora? Allora, siccome è uno dei comproprietari di Telecom e
Pirelli, aziende ora tristemente stranote e strasputtanate per avere
affidato la «Security» degli utenti e dei consumatori di Telecom, e non
di Telecom, ad una letale banda di ricattatori, di malfattori e di
spioni intercettatori fuorilegge come Tavaroli, Cipriani & Mancini - e
ad altri per ora solo indagati ma con un piede già nelle patrie galere
come quello che ha intercettato il Corriere della Sera da un ufficio
Telecom di Fiumicino - chi da il diritto a Tronchetti Provera di
usufruire delle Forze di Polizia pubbliche alle dipendenze dello Stato
e sovvenzionate dai contribuenti?
E la «Security» privata affidata e pagata miliardi a Tavaroli &
Cipriani da Telecom e Pirelli non doveva fare la scorta a Tronchetti
Provera, managers e famiglia compresi? Che sia proprio questa ultima
chicca di Stato a spiegare la catena di Sant Antonio dei «meccanismi»
con i quali le svolacchiate dirottatorie sulle querele dei cittadini
illecitamente intercettati, querele che arrivavano alle Procure
«aggiustate», hanno fatto sì che finissero imprigionate nelle segrete
del braccio della morte della K ? Non avevo esagerato quando scrissi
che gli italiani sono stati governati dalla banda del buco di Telecom e
da Tronchetti Provera, non da un Governo istituzionale. Ieri, quando
questa strabiliante notizia delle scorte della Polizia di Stato a
Tronchetti Provera non era ancora ufficiale, avevo scritto: Alla
Procura di Milano.it, alla Procura di Roma.it, ai direttori e ai
giornalisti della stampa nazionale, alla FNSI. Il chello ca' costa 'e
cchiù-pensiero è il pensiero dominante. E' chello ca' costa 'e cchiù
che detta le "regole" del vivere "civile e democratico" e chi non ha i
schei per farle rispettare si arrangi e vada ad archiaviarsi
nell'armadio. Licenza poetica partenopea di una casalinga ispirata dal
celebre schetc di Totò e de Filippo: Vuò 'o gelato, vuò 'o spumone o
vuò 'a cassata? Voglio chello ca' costa 'e cchiù!! Lo Stato potrebbe
risparmiare miliardi e tempo prezioso, il cittadino tempo assai costoso
e disastroso per le sue finanze, a volte tempo fatale per la sua
sopravvivenza, non logorarsi nervi, fegato e coratella. E vivere tutti
meno infelici, risicati e scontenti. E invece NO. Se vuoi affermare un
principio, un diritto costituzionale, devi prendere chello ca' costa 'e
cchiù perchè quello che costa di meno si sa che c'è ma non fa per te. E
non si sa dov'è. E' l'araba fenicia. Veniamo al dunque. Ora che dopo
anni di insistenti segnalazioni, inascoltate, le gite a Novara e a
Fiumicino sono state fatte, e della gita a Firenze ce ne ha parlato
oggi Luigi Ferrarella sul Corsera, bisognerebbe che se ne facesse una,
come sosteniamo da anni, anche dalle parti di Arezzo. Ferrarella
racconta che "dall'''Operazione Tuscany" si ricava il possibile
coinvolgimento nelle intercettazioni illecite di una piccola società di
Firenze", una della galassia di piccole società e provider a cui erano
sottoappaltati utenti Telecom, e utenti non Telecom, per le
intercettazioni illecite. Piccole società e provider di cui casalinghe
e cittadini semplici parlano e scrivono da anni. Arezzo, ridente
cittadina avanzata tecnologicamente, opulenta e benestante, merita
davvero una gita, come quella al numero 9 di via Parco dei Medici verso
Fiumicino. Mentre Paolo Biondani, ieri sul Corsera, raccontava che
anche alcuni magistrati sono stati pedinati, intercettati e fatti
oggetto di dossieraggio, c'è qualcuno che racconta che, proprio ad
Arezzo, c'è un giudice che ha pesantemente dormito, con sibili e
gemiti, durante tutto il tempo della udienza conclusiva concernente una
causa penale su hackeraggio, pirateria informatica et similia. C'è da
notare che nel penale l'udienza conclusiva è parlata, quindi la
sentenza viene elaborata in Camera di Consiglio dopo e secondo quello
che dice l'avvocato, l'arringa, non con memorie scritte.
1. Se segnalazioni e denunce sulle intercettazioni illecite, denunce e
segnalazioni fatte da casalinghe e semplici cittadini, fossero state
tenute nella dovuta attenzione, e considerazione, già dal 2002 il Paese
avrebbe saputo, e quindi provveduto. Invece, per sapere di questo
verminaio di spioni corrotti e corruttori, si è arrivati al 2006.
2. Se per scoprire da dove partì il 4 dicembre 2004 il "baco del
Corriere" avessero prestato occhi e orecchie anche a qualche casalinga
e a qualche cittadino semplice, l'avrebbero scoperto molto tempo prima
non solo ma avrebbero scoperto che, da anni, da quell'ufficio della
centrale di Telecom sita sulla via di Fiumicino partivano il fior fiore
delle intercettazioni telematiche. Carrettate di IP e di mappe
geografiche della postazione di Fiumicino, infatti, arrivavano in tutte
le sedi competenti ma, purtroppo, chi le inviava erano casalinghe e
semplici cittadini. Quelli, però, che non dormono, sanno come si usa un
computer, sanno leggere IP e mappe, non aprono nessun allegato, non li
inviano e non clickano su link trappola inviati da sconosciuti o da
conosciuti falsi. Se si fosse prestata, la dovuta, attenzione a quelle
segnalazioni così eloquenti e precisissime, il Paese avrebbe
risparmiato una carretta di miliardi, il baco non sarebbe entrato nel
Corriere, Bonini e D'Avanzo non sarebbero stati pedinati e intercettati
e tante cose inquietanti non sarebbero continuate indisturbate per
anni. E non è detto, ne' assodato, che le intercettazioni illecite non
continuino. Anzi.
E non si venga a parlare di "normali" hacker o di "scansioni" della
rete... perchè quelli e quelle, si riconoscono al primo sguardo.
3. Se per scoprire che quel maresciallo della Guardia di Finanza
intercettava da Novara, ridente cittadina di cui qua c'è la mappa, e i
suoi dintorni, si fosse dato ascolto a casalinghe e semplici cittadini,
non lo si sarebbe scoperto nella primavera del 2006 ma già dal 2004. E
anche qua con dovizia di IP e mappe delle postazioni.
4. Se per scoprire il "Triangolo delle intercettazioni illecite", e
dintorni, si fosse dato ascolto, e la dovuta attenzione, ai percorsi
indicati da casalinghe e semplici cittadini, si sarebbe scoperta,
subito, una massa di illeciti che hanno investito e stanno investendo
alte, medie e basse sfere della sicurezza nazionale. Non dopo tre anni.
L'uragano che le ha investite sarebbe stato soltanto una tempesta, un
acquazzone, non uno tsumani.
5. Se si fosse dato retta a casalinghe e semplici cittadini il chello
ca' costa 'e cchiù-pensiero non sarebbe il pensiero dominante, e
insopportabile per casalinghe e semplici cittadini i quali, vedendo
giorno dopo giorno affermate e provate le ragioni ineccepibili delle
loro denunce, se le sono viste, invece, svolacchiare al punto tale da
essere precipitate, in picchiata, nella lettera K
Il chello ca' costa 'e cchiù-pensiero esige, come l'Idra di Lerna, che
fiducia e tasche di casalinghe e semplici cittadini vengano divorate
nella indifferenza generale. Divorate per affrontare le ingentissime
spese della giustizia e per le consulenze tecnologiche qualificate.
Spese indispensabili per affermare il principio costituzionale che la
legge è uguale per tutti e che, se hanno ragione, le loro denunce
devono stare nella lettera P. P come privilegiate. Non andare a finire
nella lettera K
Buon anno.
Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

DISTRIBUITI I PRESERVATIVI IN TUTTI GLI ISTITUTI UNIVERSITARI IN
FRANCIA
Finalmente distributori di preservativi presto in tutti gli istituti
universitari ! Mentre l'opérazione "5 preservativi ad 1 euro", messa in
atto nelle rivendite di tabacchi, incontra un reale successo con la
consegna di 10 milioni di pezzi supplementari, i preservativi
dovrebbero presto essere più presenti negli istituti universitari. Il
ministero dell'educazione nazionale sta dandosi da fare per installare
distributori in tutti gli istituti universitari d'indirizzo generale,
tecnologico e professionale, per un prezzo identico di 20 cent d'euro
l'uno. Una circolare dell'educazione nazionale, pubblicata giovedì 14
dicembre, sottolinea inoltre la necessità d'"inscrire questa misura in
un quadro pedagogico ed educativo che si appoggi sugli insegnamenti e
le sedute di éducazione alla sessualità"." Questa decisione fa seguito
agli impegni di Jacques Chirac assunti un anno fa (leggere quotidiano
di 1 dicembre 2005). Venticinque anni dopo l'apparizione dell'AIDS,
mentre, come sottolinea la circolare, "l'epidemia di AIDS rimane una
sfida fondamentale per la salute individuale e la sanità pubblica",
l'Educazione nazionale saprà infine recuperare il suo ritardo in
materia di prevenzione?
FONTE TeTu Francia (AIDS)
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MAXI-ICEBERG ALLA DERIVA
Il maxi-iceberg ha una superficie di cento chilometri quadrati:
secondo gli scienziati l'effetto serra è sul banco degli imputati per
il distacco dalla Ellesmere Island, circa 700 chilometri a sud del
Polo.
Un' isola di ghiaccio grande come una cittadina è alla deriva nelle
acque del Polo
Spessa 37 metri, la massa di ghiaccio si è staccata sedici mesi fa, il
13 agosto 2005, ma solo oggi gli scienziati hanno diffuso i particolari
dell'evento dopo aver collegato immagini da satellite con le
registrazioni dei sismografi che hanno avvertito l'impatto con l'acqua
a oltre 200 chilometri di distanza. Ghiacci vecchi 3mila anni. L'isola
Ellesmere fa parte della calotta polare Ayles, uno dei sei maggiori
ghiacciai dell'Artico canadese. Un evento del genere non ha precedenti
in 30 anni nella regione: il nuovo isolotto contiene ghiaccio vecchio
tremila anni e secondo gli esperti il suo distacco rappresenta la
prova, tangibile e drammatica, che il riscaldamento del pianeta si sta
accelerando. "È un evento straordinariamente inquietente", ha detto
Warwick Vincent, un ricercatore della Laval University che studia le
condizioni climatiche dell'Artico ed è da poco tornato da un sopraluogo
nella regione. A suo parere "siamo arrivati a un guado in fatto di
clima. Cambiamenti come questi sono il segnale che il cambiamento
avviene sempre più in fretta". Rischi per la navigazione. Secondo
Vincent, del resto, le condizioni della calotta polare sono sempre più
fragili a causa dell'effetto serra: i ghiacci dell'Artico canadese sono
del 90 per cento più piccoli rispetto a quando furono scoperti e
misurati per la prima volta cento anni fa. Il nuovo isolotto alla
deriva potrebbe rappresentare un pericolo per la navigazione e per
l'industria estrattiva se in primavera continuerà a muoversi verso sud
nel Mare di Beaufort. "Nei prossimi anni isole di ghiaccio come queste
potrebbero spostarsi in rotte popolate", ha messo in guardia Laurie
Weir del Canadian Ice Service. Fonte:www.ilgiornale.it - News inserita
da Daria Mazzali
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia