news 6 agosto
TRISTI COINCIDENZE
Stefania, una transessuale di 35 anni, è stata aggredita e ridotta in fin di
vita da un vile aggressore che l’ha poi derubata di poche cose ed è
sparito nel nulla. Questo è purtroppo quasi sempre il cliché delle
violente aggressioni che spesso portano alla morte di gay e
transessuali. Grazie alla competenza degli agenti della Squadra Mobile
che operano in questi casi, sempre più spesso i colpevoli vengono
smascherati e consegnati nelle mani della giustizia. Ciononostante il
numero dei delitti di matrice omofobica e transfobica è in costante
aumento e nel nostro paese manca un chiaro segnale politico che estenda
la legge Mancino ai reati di omofobia e transfobia. A conferma di ciò
si registra in queste ore la coincidenza con la conclusione delle
audizioni della Commissione Giustizia della Camera, che sembrerebbe
orientata a stralciare dal pacchetto antiviolenza in esame tutta la
normativa a tutela di gay, lesbiche e trans e far approvare la sola
parte relativa alle donne. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario
Mieli esprime la sua profonda solidarietà a Stefania e a tutti coloro
che le sono vicini in queste ore di ansia; si augura che le forze
dell’
ordine che stanno seguendo il caso lo risolvano al più presto
individuando e arrestando il colpevole; esprime il proprio fermo
dissenso a questa ipotesi sconcertante della Commissione Giustizia che
parrebbe ignorare che la matrice culturale della violenza alle donne,
agli omosessuali e alle transessuali è la medesima. La comunità glbt
riceve oggi l’ennesimo schiaffo, al quale non rimarrà insensibile,
da
Istituzioni parlamentari, colpite da orticaria quando si tratta di
questioni omosessuali e transessuali.
Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli - Rossana Praitano – Presidente -06/5413985 fax
06/5413971
- 3397126198
FAMILY MATTERS
Lâ Università degli Studi del Piemonte
Orientale, con l’Agedo e le associazioni di familiari spagnola (Ampgil)
e inglese (Flag), stanno realizzando il progetto “Family Mattersâ€: sostenere le famiglie per prevenire la violenza ai giovani gay e lesbiche. Finanziato dai fondi comunitari *Daphne*, il progetto ha come obiettivo produrre conoscenze utili ad aiutare le famiglie a diventare
un luogo dove i giovani gay e le giovani lesbiche trovino sostegno per
fronteggiare la violenza omofoba e dove insieme si possa costruire una
società libera da violenza e da pregiudizi. Attraverso un questionario a diffusione nazionale si vuole dare voce a genitori di ragazzi che tra i 14 e i 22 anni, sono diventati visibili in famiglia. Le interviste,
trattate in maniera assolutamente anonima dal gruppo di ricerca,
affiancheranno ai dati raccolti dal questionario le voci delle
famiglie. Per la buona riuscita della ricerca, è importante poter
raccogliere esperienze diverse: abbiamo per questo bisogno della
collaborazione di tutte/i, per far conoscere la ricerca ai familiari
che potrebbero essere interessati a partecipare. Per partecipare:
telefonate 01312283726 (martedì dalle 14.30 alle 18) oppure scrivete a progettodaphne@sp.unipmn.it - http://www.arcigayroma.it
CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE DONNE E DISCRIMINAZIONE
Le donne sono ancora vittima di discriminazione. Il Pixelle è un circolo arci
giovane, che ha dato spazio alle iniziative delle donne. Aperto da 5
socie che con l'aiuto di molte altre, hanno trasformato un grigio
capannone industriale in un luogo accogliente e piacevole. Concerti,
teatro, cineforum, presentazioni di libri e tanto altro. Ora "lo
sfratto", senza preavviso, senza possibilità di dialogo, e con
l'accusa di essere un locale "equivoco". Un locale spesso attaccato che non ha
mai avuto lo spazio mediatico per esporre il proprio punto di vista. Ma questa diaspora delle donne ha il sapore amaro della discriminazione.
Se volete scrivere un vostro un messaggio di sostegno speditelo a
info@pixelle.it lo pubblicheremo sul sito www.pixelle.it al piu' presto. Grazie a tutti e a tutte quelli che sono passati per aver fatto del Pixelle un posto diverso e speciale e grazie anche a chi
vorrà aiutarci in questa lotta alla discriminazione.
LETTERA DEL CIRCOLO DRASTICAMENTE ALLA REDAZIONE DE IL MATTINO DI
PADOVA, 5 AGOSTO 2007.
Spett.le Redazione, noi socie del circolo Drasticamente
abbiamo deciso di scrivervi per entrare nel merito di alcuni punti
della discussione sorta in seguito allo sfratto subito dal circolo
Pixelle dalla sua sede di via Austria a seguito della decisione del
consorzio ZIP (Zona Interporto di Padova). Lo facciamo perché il
nostro circolo è stato spesso ospite della sede del Pixelle. Scriviamo in
primo luogo motivate dalla rabbia per quello che si profila come l’
ennesimo attacco alle donne lesbiche. Dopo la nostra separazione dal
circolo Tralaltro all’incirca dieci anni fa, non siamo ancora
riuscite a trovare una sede stabile nella quale organizzare e ospitare le nostre attività . Meno fortunato del circolo Arcigay Tralaltro, che già da tempo risiede in una sede del comune, il circolo Drasticamente ha ripetutamente chiesto all’amministrazione comunale uno spazio –
tramite numerose raccomandate - e un incontro con il sindaco Zanonato senza che entrambe tali richieste siano mai state soddisfatte. Questo ci ha costrette ad anni di cambiamenti di sede – spesso in condivisione – i quali molte volte hanno limitato la capacità di azione della nostra
associazione. Attraverso il Pixelle abbiamo trovato un luogo dove poter svolgere le nostre attività culturali e allo stesso tempo finanziarci, ponendoci in entrambi i casi al servizio di una popolazione – quella femminile ed in particolare quella lesbica – che, rispetto alla popolazione in generale inclusa quella gay, gode di minore visibilità e spazi aggregativi e ricreativi. Purtroppo, per una decisione del
consorzio ZIP, ora il Pixelle è costretto a lasciare la sua sede. Questa decisione è arrivata in modo improvviso e colpisce tra molti locali e attività culturali presenti nell’area, proprio il Pixelle.
Il nostro dubbio è che si sia voluto trovare un capro espiatorio per giustificare una cacciata che ha il sapore amaro di una discriminazione per noi inaccettabile. Il tutto accade nella (continua) indifferenza del sindaco rispetto a questo specifico episodio e alle già citate
richieste di incontro in relazione alla richiesta di una sede. Ma anche nel silenzio di quegli esponenti apertamente gay del governo municipale i quali sono soliti schierarsi in prima linea per combattere le
disuguaglianze e ai quali competerebbe perlomeno informarsi se dietro allo sfratto del Pixelle non si nascondano intenti discriminatori contro donne e lesbiche. Attendiamo una risposta dall’uno e dagli altri come si converrebbe ad istituzioni non tanto democratiche ma
semplicemente decenti. Nel frattempo, annunciamo che daremo battaglia
nelle sedi opportune fino a quando un chiarimento sullo sfratto
repentino del Pixelle e sulla questione annosa della nostra sede non
saranno date risposte convincenti. Il circolo lesbico Drasticamente
ADOLESCENTI GAY, UN DRAMMA¦ I GENITORI? NON SANNO AIUTARLI
L'adolescenza è un momento di crisi profonda. Se poi ci si innamora di una persona dello stesso sesso è un dramma. E così accadono gli episodi di Lecco, dove una ragazzina ha tentato il suicidio perche' la madre le impediva di vedere la fidanzatina. Il 30% dei ragazzi si toglie la vita per disagi dovuti all'orientamento sessuale. FONTE Libero.it
DUE
RAGAZZI GAY SI BACIANO A ROMA, I CARABINIERI LI FERMANO, LI PORTANO IN
CASERMA E LI DENUNICIANO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA. INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE URGENTE DEI DEPUTATI RADICALI: "QUALE REATO E' STATO
COMMESSO DALLA COPPIA GAY? E A QUANTE COPPIE ETEROSESSUALI VIENE
RISERVATO LO STESSO TRATTAMENTO?".
Interrogazione dei deputati radicali Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano e Marco Beltrandi su quanto avvenuto la notte scorsa a Roma, davanti al
Colosseo. Interrogazione urgente a risposta scritta: Ai Ministri della
Difesa, degli Interni, della Giustizia, della Famiglia e delle Pari
Opportunità . Per sapere – premesso che: Secondo quanto dichiarato
dall'Arcigay di Roma e da alcuni organi di stampa, nella notte tra il
26 e 27 luglio 2007, a Roma vicino al Colosseo, in una zona frequentata da persone lesbiche e gay, una coppia gay di due ragazzi di 27 e 28 anni, che si baciava, è stata arrestata da una pattuglia di
Carabinieri. La coppia è stata portata alla Caserma militare del Celio e dopo un interrogatorio sono stati rilasciati con un verbale dal quale risulta che sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria; Per
sapere:
- quali violazioni di legge hanno commesso i due ragazzi che
si baciavano davanti al Colosseo;
- quante coppie
eterosessuali che si baciano vengono fermate, arrestate, interrogate e
poi denunciate al giudice perché si baciano davanti a un monumento;
- se non ritengano i Ministri interessati che tale vicenda sia l'ennesimo atto di gravissima discriminazione cui le persone omosessuali sono vittime in Italia;
- se non ritengano i Ministri interessati utile promuovere corsi di aggiornamento tra le
forze dell'ordine per evitare che episodi così marcatamente
discriminatori si ripetano e che aggravano la già difficile condizione degli omosessuali in Italia. I deputati radicali: Sergio D'Elia, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Bruno Mellano, Marco Beltrandi
COMITATO GAY E LESBICHE PRATO
OGGETTO: Il Comitato Gay e Lesbiche Prato viene censurato durante la serata dedicata a Tondelli
con l’interpretazione dell’On. Vladimir Luxuria. In occasione dello spettacolo “Vladimir Luxuria in Omaggio a Pier Vittorio Tondelli, la sera di venerdì 27 luglio presso il parco di Galceti (Prato), il Comitato Gay e Lesbiche Prato era stato contattato dagli organizzatori (Circoscrizione Prato Nord - COMUNE DI PRATO, Associazione Culturale Pronomos) per presenziare alla serata stessa con un banchino informativo con libri, dépliant, riviste ecc. a tematica gay, lesbica, bisessuale e trans. Fra i vari materiali esposti era presente anche una bandiera del Coordinamento Facciamo Breccia (www.facciamobreccia.org), cui il Comitato Gay e Lesbiche Prato aderisce. Tale bandiera riportava lo slogan ripetuto nelle ultime due manifestazioni organizzate dal Cordinamento, ossia “No-Vat. Più autodeterminazione. Meno Vaticano.†Alcuni membri dell’organizzazione si sono rivolti al Comitato chiedendo di togliere la bandiera dai materiali esposti, dichiarando che, per una manifestazione culturale e non politica, la bandiera era da considerarsi eccessiva. Vari membri del coordinamento hanno fatto presente come la richiesta fosse insensata, considerando la semplicitÃ
dello slogan ed il contesto della serata. Vista l’insistenza degli organizzatori, hanno deciso allora di coprire il testo della bandiera con dei pezzi di carta bianca che riportavano la dicitura “Censura
clericaleâ€, considerando questo espediente, quasi teatrale, un gesto adatto al contesto per esprimere la propria insofferenza al tentativo censorio. A questo punto alcuni degli organizzatori hanno strappato con violenza la bandiera, qualcuno ha anche affermato “Tanto con voi
bisogna fare cosìâ€. Sono seguite proteste da parte dei membri del Comitato, che sono state prontamente bloccate dal servizio d’ordine della serata. In particolare è stato impedito ai membri del comitato di incontrare l’On Vladimir Luxuria per spiegare i fatti, situazione paradossale se si considera che Vladimir Luxuria, non ancora onorevole, ha partecipato alla prima manifestazione No-Vat ed ha anche preso parola durante gli interventi finali dal palco. Il Comitato Gay e
Lesbiche Prato esprime il proprio sconcerto per un simile comportamento che nega ogni forma di dissenso verso l’ingerenza vaticana sulla politica italiana. La negazione di tale dissenso risulta assurda considerando la pesantezza dell’attacco vaticano allo sviluppo dei diritti civili per gay, lesbiche e trans in Italia. Eppure l’ organizzazione ha invitato a celebrare l’autore gay Tondelli un* parlamentare transgender che proviene dal movimento gay lesbico bisessuale e trans romano e italiano! Ci chiediamo, a parte l’ aggressività del gesto, se l’organizzazione della serata aveva una pur vaga idea del profondo senso politico che assume, nell’Italia del 2007,
invitare V.Luxuria ad interpretare “Camere separateâ€, “Pao pao†ecc.
ecc. A nostro parere non ha senso tenere insieme una reverenza muta verso un’ indiscutibile cattedra vaticana con elementi di cultura gay fatti solo fenomeno di costume o evento di tendenza. L’Italia risulta ogni giorno di più il paese della contraddizione, dove da una parte la Cassazione riconosce il diritto di un rifugiato africano alla piena espressione dell’omosessualità come elemento dell’identità da rispettare (forse esistevano altri istituti preposti a riconoscere
questa ovvietà ?) e dall’altro si denuncia una coppia gay perché si bacia in pubblico a Roma. Viene da domandarsi se mai la politica italiana, specialmente del centrosinistra, riuscirà ad uscire dal suo senso di minorità rispetto alla gerarchia della chiesa cattolica, diventando finalmente maggiorenne ed europea. Prato, 27 luglio 2007 Comitato Gay e Lesbiche Prato – 347/4637511 –
info@gayelesbicheprato.it - www.gayelesbicheprato.it
ASSOCIAZIONE RADICALE IGNAZIO SILONE LETTERA APERTA A WALTER VELTRONI
È più che mai indispensabile risolvere lo sconcertante ostracismo dell’attuale
comitato dirigente del nascente PD verso le aspirazioni ideali di noi
radicali, ritenuti (spero anche secondo lei ingiustamente, carissimo
Veltroni) “non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito
Democraticoâ€. Qui non ve la potete cavare con un triste e chirurgico “NIET†burocratico ! Questo rifiuto, apparentemente legittimo, apre delle fratture molto ampie e profonde che abbisognano per essere ricucite di organizzare una o più giornate di studio e di riflessione
congiunta tra il PD e Radicali Italiani. I burocrati facciano pure il loro mestiere ma la politica che vuol essere levatrice di nuove idealità e aspettative per questa nostra Italia si deve allertare e
ricucire lo strappo. Perciò noi dell’Associazione Radicale
“Ignazio Silone†ci appelliamo a Te ancora pieni di speranze perché tu sappia essere uomo d’onore e di parola! Ricordiamo a Te ed a tutti gli
italiani che si attendono da anni un vero partito democratico le oltre
660 parole del tuo discorso che sembrano scritte dai Silone, Rosselli
e noi radicali, parole che ci hanno indotto a batterci per poter
partecipare al processo costituente del 14 ottobre: Il partito che
immagino è un luogo aperto. Aperto, in primo luogo, ai giovani.
Aperto ai cittadini, a quei movimenti che nel corso di questi anni hanno
interpretato meglio la domanda di cambiamento, di rinnovamento della
politica, che veniva dalla società italiana. Aperto a livello
regionale, dove insieme a coloro che vengono da storie e da
appartenenze di partito dovranno partecipare, contare e decidere,
associazioni, gruppi, comitati e singoli cittadini. Così daremo vita
ad un partito federale, dove il principio dell'autonomia guiderà le
scelte riguardanti le persone che vivono e lavorano in quel determinato
territorio. Il Partito democratico, un partito che nasce dalla
confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Insomma,
ognuno di noi entra nel Partito democratico con la propria storia e la
propria identità , nessuno può chiedere a nessun altro di rinunciarvi. Rimango dell'idea che ho sostenuto in questi anni: una grande casa dei
democratici e dei socialisti. Sono convinto che il 14 ottobre sarà un
giorno importante per la democrazia italiana. Nasce, in forma nuova, un partito nuovo. Nasce consentendo a chiunque creda in questo progetto di iscriversi, naturalmente e direttamente, e di candidarsi. Associazioni e gruppi, comitati e movimenti, singole persone potranno, nello stesso
momento, formare un nuovo partito e decidere gli organi dirigenti e il
leader nazionale. E' un fatto mai accaduto prima. E' stato sempre più
facile che nuovi partiti nascessero da scissioni o da proiezioni
personali di leader carismatici. Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere, fin dal primo momento, alla stessa stregua dell'altro.
Per questo abbiamo voluto il principio "una testa, un voto". A contare, più di tutto, è il fatto che ogni giorno che passerà farà circolare e mescolare un po' di più le nostre idee, le nostre convinzioni, il nostro modo di guardare al di fuori di noi stessi. Un libero scambio
che sempre di più farà sentire ad ognuno di essere non una sola cosa, ma più d'una insieme. E cioè, semplicemente, un "democratico". Ora bisogna fare "l'ultimo miglio". Bisogna incrociare le storie e aprirsi. Bisogna arrivare ad una "indistinguibilità " organizzativa di ciascuno. Il Partito democratico non sarà un partito di ex. Sarà , finalmente, la casa dei "democratici". La più bella definizione di sé che un essere umano possa dare. Essere democratici vuol dire assumere nella propria
condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica". La politica non è una passeggiata solitaria nella quale puoi scegliere i percorsi e le soste che più ti piacciono. E' un meraviglioso viaggio collettivo. Vorrei che lo facessimo per una volta in allegria, con la serenità che in questa casa più grande, con amici nuovi, tutti possiamo essere diversi. Se questo partito, infatti,
dovesse iniziare il cammino con i difetti della politica preesistente, con i gruppi e le correnti chiuse e in conflitto, sarebbe quanto di più lontano dallo spirito che in queste ore sento attorno a noi, dalla
nuova fiducia per una possibilità che si apre. Non si comincia un nuovo
viaggio con un equipaggio dilaniato da vecchi rancori e preoccupato di
gettare dalla nave chi ad essa si affaccia per la prima volta. Una
leadership forte deve esercitare tutte le prerogative, nessuna esclusa, e deve saperlo fare ascoltando e condividendo. Il partito dispone già oggi di tante personalità e altre ancora ne verranno, altre ne conosceremo. Le opinioni di tutti saranno importanti. Non sono state
ancora precisate le regole della elezione della Assemblea Costituente,
né quelle per il segretario. Quando ciò sarà stato definito si
potrà formalizzare o meno una candidatura. Se ce ne sarà più d'una potrÃ
essere un bene. L'importante è che siano espressione di piattaforme
politiche chiaramente diverse. Altrimenti apparterrebbero, come logica,
ad un tempo che tutti vogliamo superare. Una società chiusa, rigida,
burocratica, provoca e alimenta rabbia e frustrazione. Non è questa la
via giusta. Dobbiamo decidere che Paese essere. Il Paese dell'egoismo
sociale e del corporativismo, dell'incattivimento populista e
dell'odio. Oppure un Paese che pensa positivo, volta pagina, guarda al
futuro. Parole che noi abbiamo preso sul serio portandoci a sostenere
toto corde la candidatura di Pannella ma che, se tu continuassi a
lavartene le mani, appaiono sarcastiche e beffarde. Sperando in un
sollecito riscontro. Gino Antognetti Segretario dell’Associazione
Radicale “Ignazio Silone†email: gino@associazioneradicalesilone.org
IL MARE PIu' SPORCO DEL MONDO? E' IL MEDITERRANEO: FARCITO DI SPAZZATURA
GALLEGGIANTE (SOPRATTUTTO PLASTICA), IMPREGNATO DI IDROCARBURI E ALTRI
INQUINANTI. I DATI RACCOLTI DA GREENPEACE E DA UN'ORGANIZZAZIONE
AMBIENTALISTA SPAGNOLA, OCEANA, PARLANO CHIARO.
Il Mediterraneo e' un mare relativamente piccolo; ha una superfice di 2 milioni e mezzo di
chilometri quadrati, e misura 4.000 chilometri dalle coste del Vicino
Oriente fino allo Stretto di Gibilterra. E' anche un mare «chiuso»:
il ricambio completo dell'acqua avviene all'incirca in 90 anni. Ed è un
mare invaso di spazzatura, sostiene Greenpeace - che da un paio di mesi
sta perlustrando il «mare nostrum» con la sua nave Rainbow Warrior
(in questo momento si trova nella zona spagnola, ed è per questo che ieri
il quotidiano El PaÃs ha dedicato ampio spazio all'allarme sullo stato
del Mediterraneo). Infatti presso le coste spagnole si contano 33 pezzi
di spazzatura galleggianti per metro quadro, di cui tre quarti sono
pezzi di plastica: dai frammenti ai sacchetti e le bottiglie. La
plastica «è la spazzatura più comune ed è la causa di gran parte
dei problemi per la fauna e gli uccelli marini», afferma Greenpeace. In
mare aperto la densità di spazzatura galleggiante si abbassa: può
arrivare però fino a 35 pezzi per chilometro quadrato. Ma il peggio
sta sul fondo: in media nei fondali mediterranei si contano 1.935 «pezzi»
per chilometro quadrato, che è la densità più alta di tutti i
fondali oceanici del pianeta. C'è poi l'inquinamento fluido, o liquido:
secondo uno studio di Oceana (citato da El PaÃs), nel Mediterraneo navigano
fino a 10 grammi di idrocarburi per litro. Per quanto piccolo, il
Mediterraneo è però un mare molto frequentato: un terzo della
navigazione mercantile mondiale lo attraversa, e circa il 20% del
traffico petrolifero; in media ogni anno 12mila navi solcano queste
acque. Tanto traffico è di sicuro una fonte di inquinamento, ma non la
prima: la gran parte della contaminazione presente nelle acque del
Mediterraneo viene dalla terraferma, e questo è un dato che fa
riflettere. Nel bacino mediterranea sboccano 69 fiumi, che portano ogni
anno 283 chilometri cubi d'acqua: questi fiumi, e i sistemi di
drenaggio pluviale, sono la fonte più diretta di contaminazione marina
perché vi trasportano ogni sorta di reflui (solidi e liquidi) dalle
zone urbane e industriali dell'interno. Spagna, Italia e Francia
insieme generano il 60% dell'inquinamento che affluisce al
Mediterraneo. Sulle coste mediterranee vivono circa 150 milioni di
persone a cui si aggiungono circa 200 milioni di visitatori annuali:
scarichi urbani e turismo costiero sono l'altra grande fonte di
inquinamento. La contaminazione liquida non è meno preoccupante. E
anche qui c'è un dato che fa riflettere: l'inquinamento di routine,
afferma Oceana, è assai più pericoloso di quello provocato dalle
grandi catastrofi (come gli incidenti che provocano grandi dispersioni di
petrolio o carburante). I ricercatori di Oceana sottolineano che ogni
anno 400mila tonnellate di idrocarburi sono scaricate in mare,
illegalmente e in via del tutto irregolare. Un incidente con
sversamento e «marea nera» attrae attenzione e sarà tamponato con
misure d'emergenza; non così il «normale» inquinamento. Tutto questo
si riflette in primo luogo sulla fauna marina: si pensi che il 20% delle
tartarughe marine nel Mediterraneo centrale, una specie molto studiata,
mostra contaminazione da idrocarburi. Preoccupante anche la
contaminazione da mercurio di molte specie di pesce che finiscono sulle
tavole degli umani. Le due organizzazioni ambientaliste spagnole dicono
che per riparare a questo stato di cose sono necessarie diverse azioni,
dalla diminuzione dei consumi alla moltiplicazione degli impianti di
depurazione, al controllo sullo stato delle imbarcazioni, al lavoro
educativo. La prima cosa è sapere che ogni cosa che usiamo sulla
terraferma va a finire in mare, e che il problema fa affrontato
all'inizio della catena dell'inquinamento, non alla fine. Marina Forti
Fonte:www.ilmanifesto.it INVIATO DA Promiseland.it
ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Il Ministero della Sanità ha fornito una
seconda risposta evasiva all'On. Donatella Poretti (RNP) che in
collaborazione con l’Associazione Coscioni ha presentato un’
interrogazione per chiedere di fare piena luce sul comportamento della
Commissione Nazionale sulle Cellule Staminali, istituita dal Ministro
Sirchia presso l’Istituto Superiore di Sanità e decaduta nel 2004,
senza lasciare completa evidenza o pubblicità dei finanziamenti
erogati, delle modalità adottate e dei risultati prodotti dai progetti
finanziati. L’onorevole Poretti aveva già presentato una prima
interrogazione a cui il ministero aveva risposto parzialmente, pertanto
ha presentato una seconda interrogazione a cui non è stata data
risposta e quindi una terza che ancora una volta non ha chiarito quali
documenti pubblici, siti istituzionali e riviste scientifiche diano
pubblicità e evidenza dei motivi per cui è decaduta la Commissione
nazionale sulle Cellule Staminali ovvero del motivo per cui non aveva
più ricevuto finanziamenti; degli importi dei progetti da essa
finanziati, conclusi e non; di chi e come ha scelto i revisori di tali
progetti; delle modalità di valutazione da essi adottate; dei
consuntivi amministrativi e scientifici delle attività concluse e
finanziate; del motivo dell'eventuale aumento dei fondi per il primo
bando da 7,5 Meuro, dichiarati dal comunicato 442 (2001) della
Commissione nazionale, agli 11 Meuro dichiarati dall'ISS; di chi e come
abbia valutato i progetti del secondo bando e del perché non sia stato
possibile distribuire i finanziamenti in modo da poter finanziare anche
il terzo bando atteso dalla comunità scientifica. A questa terza
interrogazione è stata data una risposta generica, in particolare l’
onorevole Poretti ha lamentato la singolarità della decisione, assunta
dall'Istituto Superiore di Sanità , di chiudere il sito internet della
citata Commissione subito dopo la cessazione dell'attivitÃ
istituzionale della stessa e a progetti ancora in corso e che la
possibilità ora suggerita dal Ministero della Sanità , per i
cittadini, di contattare telefonicamente l'ISS, non appare idonea a garantire un
livello adeguato di trasparenza. L’iniziativa dell’Onorevole
Poretti e dell’Associazione Coscioni ha preceduto di poco la notizia, data tra
venerdì e sabato, che EuroStemCells e ESTOOLS, due progetti
transnazionali di ricerca sulle cellule staminali hanno chiesto al
governo italiano di predisporre un piano a sostegno della ricerca sulle
cellule staminali embrionali. L’onorevole Poretti e l’Associazione
Coscioni si uniscono ai ricercatori europei per chiedere non solo che
il governo finanzi la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma
anche che vigili sulla legalità dei finanziamenti stanziati o giÃ
erogati per i progetti di ricerca sulle staminali adulte e sulle
eventuali lacune di trasparenza messe in atto dalla suddetta
Commissione. Di seguito nel link, i il testo integrale
dell'interrogazione: http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=587
IRAN. DEPUTATI ITALIANI SI MOBILITANO CONTRO PENA MORTE GIORNALISTI
CURDI
1 agosto 2007: "Il Parlamento italiano scende in campo nella
mobilitazione per la salvezza dalla forca di Adnan Hassanpour e Hiwa
Boutimar, i due giornalisti iraniani di etnia curda condannati a morte
la scorsa settimana da un Tribunale della Rivoluzione in quanto 'nemici
di Allah'". Lo annuncia una nota congiunta di Articolo21 e Information
Safety & Freedom (ISF), le associazioni italiane che, insieme a
Nessuno tocchi Caino, hanno raccolto per prime l'appello lanciato
dall'organizzazione Iniziativa per la Libertà di Espressione in Iran.
Stando alla nota, le firme raccolte fino a questo momento in Parlamento
sono quelle di Umberto Ranieri (presidente della commissione Esteri),
Daniele Capezzone (presidente della commissione Attività produttive),
Enzo Carra, Giuseppe Giulietti, Antonello Falomi, Paolo Gambescia,
Khaled Fuad Allam, Massimo Fiorio, Teresa Bellacovo, Laura Bafile,
Emanuele Fiano, Franco Grillini, Domenico Aurisicchio, Katia Zanotti,
Lalla Trupia, Marina Sereni, Marco Filippeschi, Sergio D'Elia, Bruno
Mellano, Giovanni Crema, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Donatella
Poretti, Donato Mosella, Augusto Rocchi, Giovanni Paglierini, Nicola
Tranfaglia , Luciano Tessitore, Alba Sasso, Emilia De Biasi, Manuela
Ghizzoni, Rosalba Benzoni, Cinzia Fontana, Laura Froner, Roberto
Zaccaria e Maura Leddi. "Le adesioni - assicurano ISF e Articolo21 -
sono ancora in corso e il loro numero aumenterà sicuramente". "Azioni
contro la sicurezza nazionale" e "contatti con organizzazioni
sovversive" sono le accuse mosse contro i due giornalisti. Adnan, che
lavorava per il settimanale Asu, chiuso nel 2005 dal ministero della
Cultura e dell'orientamento islamico, è stato accusato inoltre di
"spionaggio" per i suoi contatti con alcuni media stranieri, mentre il
suo collega oltre ad essere stato collaboratore della rivista censurata
è membro attivo della Ong ambientalista Sabzchia. FONTE Nessuno Tocchi
Caino
ZAMBIA. 97 COMMUTAZIONI
2 agosto 2007: il presidente dello
Zambia, Levy Mwanawasa, ha commutato in ergastolo le condanne a morte
di 97 prigionieri, annuncia un comunicato diffuso dalla capitale
Lusaka. Il Presidente ha anche rimesso in libertà 823 detenuti,
decongestionando in questo modo diverse prigioni del paese. Nel
comunicato, Mwanawasa si dice preoccupato per le cattive condizioni di
detenzione nel paese e assicura che il Governo sta studiando la maniera
per renderle più umane e sopportabili. Inoltre si rivolge alle
autorita' penitenziarie perche' vengano liberati anche i detenuti che
hanno osservato buona condotta e quelli più malati. Dal suo arrivo al
potere nel 2001, il capo dello stato, ex avvocato per i diritti umani e
contrario alla pena di morte, ha rifiutato di firmare ordini di
esecuzioni di condanne a morte, una formalita' prevista dal codice del
paese. Per continuare a decongestionare le prigioni – conclude il
comunicato – il Governo dello Zambia proseguirà nella revisione dei
casi ed eventualmente a raccomandare la grazia presidenziale. FONTE
Nessuno Tocchi Caino
Etichette: agedo, arcigay, discriminazione, omofobia, Pier_Vittorio_Tondelli, transessualita, Vladimir_Luxuria



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