news 5 luglio
L' AQUILA: NOTTE DI TENSIONE AL PARCO DEL SOLETROVATI COLTELLI E CATENE
Un gruppo di giovani di sinistra: “I neo fascisti volevano lo scontroâ€Una ventina di giovani identificati dalle forze dell’ordine che hanno poi recuperato, nascosti tra le siepi a ridosso di Collemaggio, un paio di coltelli, tirapugni, catene di ferro e bastoni. Armi per questa volta non impugnate, ma non certo per il ritrovato spirito di tolleranza tra le due fazioni politiche. Teatro del mancato scontro è stato il Parco del Sole dove domenica, intorno alle 4 del mattino, giovani di sinistra e anarchici stavano smontando gli stand utilizzati per una festa. Un lavoro interrotto dall’arrivo di una quindicina di giovani neofascisti (alcuni arrivati da fuori città ) che, dopo aver assistito ad un concerto in un locale del centro storico, hanno pensato di movimentare la nottata con una visita al Parco del Sole dove associazioni di sinistra, collettivi studenteschi, anarchici e comitati di base, stavano chiudendo una tre giorni di festa movimentata da spettacoli, mostre e dibattiti. Una “spedizione†che – sulla scorta di quanto accaduto qualche giorno fa a Villa Ada, dove una cinquantina di simpatizzanti di estrema destra si sono resi protagonisti di una violenta aggressione ai danni di organizzatori e spettatori della manifestazione “Roma incontra il mondo†– qualcuno aveva già messo in conto. Così nella notte fra sabato e domenica a smontare stand e palco sono rimasti in tanti. Probabilmente molti di più di quanti il gruppo neo fascista, le cui posizioni sembrano vicine a Forza Nuova, pensava di trovare. La tensione è salita alle stelle per alcuni minuti si è temuto anche il peggio. Ad impedire lo scontro fisico è stato l’arrivo di polizia e carabinieri che, ad onor del vero, avevano lasciato la zona poco prima quando, vista l’ora, sembrava archiviato il pericolo di una visita indesiderata. Agenti e carabinieri hanno bloccato i due gruppo e proceduto all’identificazione di una ventina di giovani delle due opposte fazioni. Poi la scoperta tra le siepi che costeggiano il tratto di strada che da Collemaggio arriva al megaparcheggio, di un paio di coltelli, di tre tirapugni, di una catena di ferro, nonché diversi bastoni di legno. Un ritrovamento inquietante, sul quale sono in corso indagini volte ad accertare la provenienza dell’armamentario. Intanto per le associazioni e i collettivi studenteschi “è chiarissima la volontà di aggressione mostrata dal gruppo neo fascistaâ€. Un gruppo che ha prima tenuto un concerto inneggiante all’odio razziale e che poi ha lasciato quel locale del centro storico con l’intento di attuare un vero e proprio raid al Parco del Sole. Una vicenda – si legge nel comunicato stampa di Spazio libero 51 – che merita grande attenzione. Questa nostra manifestazione, che si ripete da anni, è stata ricca di appuntamenti. I nostri dibattiti hanno stimolato l’interesse di centinaia di persone che amano il confronto e la non violenza. E’ un’iniziativa che ripeteremo. FONTE Il Centro d’Abruzzo – INVIATO DA Carla Liberatore Gaya CsFCOMUNICATO STAMPA GAYA CsFSolidarietà agli organizzatori della manifestazione: “Amore, Arte e Rivoluzioneâ€Apprendiamo con grande rammarico della vicenda occorsa nella notte fra sabato e domenica u.s., riguardante il tentativo di aggressione da parte di alcuni militanti dell’estrema destra di L’Aquila, nei confronti degli organizzatori di “Amore, Arte e Rivoluzioneâ€. Noi di Gaya CsF di L’Aquila siamo vicini a tutti coloro che subiscono violenze di ogni tipo e tentativi di violenza, in quanto crediamo profondamente nel dialogo con tutte le eventuali divergenze politiche, sociali ed idealistiche e soprattutto crediamo nella pace; poiché la nostra forma mentis è determinata da un grosso apporto culturale, nonché dalla mancanza di idiozia sociale. Riteniamo che i gesti di alcuni estremisti siano sintomatici di una carenza intellettiva e morale, pertanto consiglieremmo alle istituzioni, di sottoporre a cure psicologiche forzate, questi individui la cui mente, è ovviamente ottenebrata da falsi ideali, da frustrazioni e rabbie represse. Inoltre vorremmo far presente alle istituzioni politiche nazionali, che nella Costituzione italiana, è contemplato il divieto di organizzare gruppi “fascisti†e pertanto sarebbe opportuno che qualcuno dei tanti Deputati e Ministri che paghiamo “profumatamente†con i soldi statali, si dia da fare affinché gli incidenti avvenuti, se d’incidenti si tratta, prima a Roma nell’ambito della manifestazione “Roma incontra il mondoâ€, ed il tentativo di aggressione di L’Aquila, non si verifichino mai più; o perlomeno, che certi “gruppi politiciâ€, siano tenuti sotto strettissima osservazione da parte delle autorità competenti. E’ necessario non sottovalutare i problemi di queste condizioni sociali che si vengono a verificare, in quanto la sottovalutazione non è nient’altro che un escamotage per non affrontare il problema che si presenta e nel frattempo, le persone civili, non devono essere perseguitate dalla paura e dalle manganellate di “fascisti†senza anima e senza storia nei cuori, vittime innanzitutto della loro “intollerabile†carenza culturale e della mancanza d’intelligenza emotiva. Carla Liberatore Responsabile Nazionale di Gaya CsF (Cronisti senza Frontiere).
LA DISOCCUPAZIONE SCENDE, MA PER LE DONNE LA SITUAZIONE NON CAMBIA
"Il fatto che la disoccupazione sia scesa è certamente un dato positivo, ma un basso tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro costituisce uno spreco di risorse. L'assistenza all'infanzia è a tal fine fondamentale". Questo il commento ai dati Istat di Pia Locatelli, eurodeputata SDI e Presidente dell'Internazionale Socialista Donne, che prosegue analizzando come "ancora oggi il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è affrontato in modo marginale, è un problema 'giovane' e viene risolto in modo individuale: gli asili nido sono carenti, le famiglie si rivolgono ai nonni, alla baby sitter quando se la possono permettere o, purtroppo, sacrificano il lavoro della donna, che è nella maggior parte dei casi quello che produce minor reddito". "Insomma - prosegue l'europarlamentare socialista - occorre che il nuovo welfare si faccia carico della difficoltà di conciliare lavoro e 'casa', vita professionale (incluse le aspirazioni di carriera) e vita familiare, soprattutto per le donne. Attraverso strategie di politica sociale adeguate si riuscirà a tutelare le madri che lavorano e le famiglie a doppio reddito". "Occorre – conclude Locatelli – rafforzare la capacità programmatoria orientata a favorire l’integrazione tra le politiche di sostegno all’occupazione femminile, le politiche sociali dei servizi e quelle legate all’istruzione, l’organizzazione degli orari e le politiche di conciliazione familiare". FONTE RED.
SDI ONLINE IL GRUPPO PSE AL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AI GOVERNI DI IMPEGNARSI CONTRO LA PENA DI MORTE
Gli eurodeputati socialisti europei oggi hanno rivolto un invito urgente ai governi UE per sostenere la moratoria delle esecuzioni capitali a livello di Nazioni Unite. Il leader del gruppo Martin Schulz ha detto: “Questo è un momento critico per assicurare una risoluzione nell’Assemblea dell’ONU in corso. Il meeting dei Ministri europei a Lussemburgo del 18 giugno ha un’opportunità cruciale per contribuire a liberare il mondo dalla pena di morteâ€. Dipenderà dalla presidenza tedesca portare una proposta di decisione in questo senso. FONTE RED. SDI ONLINEARRIVA LA PILLOLA DELL'AMNESIA CANCELLA I BRUTTI RICORDIUn brutto ricordo, un'esperienza traumatica che continua a tornare in mente, tormentandoci. Che sia una storia d'amore finita male - come nel film "Se mi lasci di cancello" - o qualcosa di ancora peggiore, che per qualcuno può arrivare a rendere impossibile svolgere una semplice routine quotidiana, l'idea di poterla cancellare dalla mente, o per lo meno renderla più sopportabile, sembra un sogno. Eppure un gruppo di ricercatori annuncia di essere riuscito nell'impresa, sperimentando un farmaco che riesce a provocare una sorta di amnesia selettiva, bloccando i percorsi biochimici che fanno sì che il ricordo venga recuperato dalla mente. Gli scienziati di Harvard e della McGill University a Montréal, in Canada, hanno usato il propranololo, accoppiandolo ad una terapia psichiatrica, per far sparire le memorie spiacevoli in pazienti che hanno subito un trauma. In un lavoro pubblicato sul Journal of Psychiatric Research, le due équipe descrivono l'esperimento che ha coinvolto 19 volontari, vittime di violenza sessuale o di incidenti violenti. A loro è stato chiesto di descrivere il momento in cui hanno subìto il trauma, oltre dieci anni prima. Alcuni hanno preso il farmaco, altri un placebo, e dopo una settimana di trattamento chi aveva assunto il medicinale ricordava l'evento con minore stress rispetto agli altri. Somministrando il farmaco nel momento in cui il paziente stava ricordando il trauma i neuroscienziati sono riusciti ad affievolirlo e a cancellarne i lati spiacevoli, con risultati che aprono speranze per chi soffre di stress post-traumatico, di attacchi di ansia o panico legati ad un evento specifico scatenante. "Abbiamo dato ai pazienti un farmaco che elimina la parte emotiva del ricordo nel momento in cui lo stavano recuperando" ha spiegato al quotidiano britannico Daily Telegraph il dottor Karim Nader, della McGill University, che da anni lavora a queste ricerche. "Ne ha lasciato intatta la parte conscia, in modo che potevano ricordare tutti i dettagli, ma senza esserne devastati psicologicamente". Il ricordo, quindi, è manipolabile durante lo stadio in cui viene riportato in superficie, prima di essere definitivamente consolidato. Agendo nella fase in cui è ancora malleabile, è possibile manipolarlo, suggeriscono gli scienziati: e il farmaco usato in questo esperimento ha smantellato la via biochimica che fa sì che il ricordo si "solidifichi" una volta richiamato. Proprio quello che sognava di ottenere la protagonista del film "Se mi lasci ti cancello", che voleva cancellare i ricordi di una storia d'amore finita male per non riviverne il trauma. Per Kate Winslet e Jim Carrey non ha funzionato, eppure la scienza sta facendo progressi. Un altro gruppo di scienziati, nel laboratorio guidato da Joseph LeDoux alla New York University, è riuscito a cancellare con successo un singolo pezzetto di memoria nel cervello dei ratti, lasciando intatto il resto. Nel lavoro, pubblicato recentemente su Nature Neuroscience, gli animali erano stati addestrati per associare a due toni musicali un piccolo shock elettrico, in modo che appena sentivano il suono anticipavano la sensazione di dolore. Iniettando un farmaco specifico, UO126, gli animali "dimenticavano" di associare al suono l'idea del dolore, e quindi non avevano più paura, ma il resto dei loro ricordi era esattamente come prima. L'idea di poter cancellare in maniera selettiva ciò che non si vuole più ricordare è affascinante e potrebbe essere risolutiva per chi è tormentato da traumi passati che non si riescono a mettere a tacere. Eppure non mancano le polemiche per le possibili implicazioni di una tale manipolazione. E c'è chi sostiene che il metodo potrebbe portare a facili abusi e che prima di immettere sul mercato la pillola dell'amnesia si dovrebbero mettere a punto regole severe e ben precise per limitarne rigorosamente l'uso. FONTE repubblica.it INVIATO DA opsonline.it
CYBERCRIMINALI STUDIANO LA PSICOLOGIA DEGLI UTENTI
I cybercriminali utilizzano giochi psicologici per convincere gli utenti che utilizzano la Rete a cedere denaro e informazioni riservate, che potrebbero compromettere loro stessi e l'azienda in cui lavorano. Lo rivela il report "Giochi Psicologici" di McAfee, pubblicato con la collaborazione di uno psicologo legale, il Professor Clive Hollin dell'Università di Leicester nel Regno Unito. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale, «i criminali informatici stanno adottando tecniche sempre più abili come assumere identità che possono sembrare attendibili, coinvolgere con scherzi amichevoli e fare leva sulle emozioni umane come paura, insicurezza e avidità ». Secondo il Professor Hollin «date le giuste condizioni in termini di capacità di persuasione della comunicazione e la combinazione critica di fattori personali e circostanziali, la maggior parte delle persone potrebbe essere vulnerabile a informazioni fallaci. Ciò è vero sia per gli utenti di computer esperti che inesperti: mentre l'ingenuità potrebbe essere una spiegazione parziale, anche gli utenti più sofisticati possono essere tratti in inganno e diventare suggestionabili da messaggi illusori». In sostanza, i criminali informatici stanno cercando di manipolare il comportamento degli utenti, persuadendoli ad aprire allegati, cliccare su link o addirittura inserire informazioni riservate. Articolo di Marianna di Iorio, tratto da: www.pmi.it INVIATO DA opsonline.it
COMUNICATO STAMPA RADICALI ROMASINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
L'Assemblea annuale dell'Associazione Radicali Roma si terrà sabato 7 luglio dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 8 luglio dalle 10.00 alle 20.00 presso l'Hotel dei Congressi in Viale Shakespeare 29 a Roma. MASSIMILIANO IERVOLINO Segretario dell’Associazione Radicali Roma “Il 7 e 8 luglio presso l’Hotel dei Congressi si terrà l’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma, un appuntamento importante in cui oltre al rinnovo delle cariche verranno decise le linee guida dell’agire politico dell’associazione per l’anno 2007-2008. La nostra battaglia sul Registro delle Unioni Civili acquista oggi ancor più rilevanza considerata la candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico: la sua posizione al riguardo sarà indicativa dell’indirizzo che vuole dare al PD in tema di laicità . Ad oggi la nostra proposta di delibera popolare non è stata inviata a nessuna commissione del Comune di Roma, step imprescindibile per la successiva discussione in Aula Giulio Cesare. In linea con la tradizione radicale, abbiamo invitato al nostro congresso tutti i segretari di partito romani sperando che tale occasione possa esser colta come momento di dialogo specie con i segretari del cantiere di sinistra perché la laicità ed i diritti civili non siamo meri spot politici, ma vere e proprie battaglie che si concretizzano in azioni politiche tese reali che incidano positivamente sul vissuto dei cittadini. In questo momento assistiamo ad un vero e proprio stallo del Consiglio comunale di Roma: decisioni importanti passano per il Sindaco e la sua giunta senza dibattito, spesso il numero legale dei consiglieri non viene raggiunto ed il problema dei “pianisti†è ahimè perpetuante. Nel nostro congresso valuteremo le modalità attraverso le quali dare realizzazione ai nostri 7 odg in tema di trasparenza e legalità , presentati dal Consiglieri RnP Quadrana in sessione di bilancio: tutti approvati, ma ad oggi lettera morta! In tema si sicurezza, la voce antiproibizionista è completamente assente su temi quale la droga e la prostituzione a Roma. Durante l’assemblea verranno valutate le iniziative per sensibilizzare i cittadini su come l’antiproibizionismo e la riduzione del danno siano le vere risposte al problema sicurezza della nostra città , affinché si arrivi anche alivello locale, sulla base delle proprie competenze, ad iniziative deliberative sull’argomento. Su questi temi e su molti altri invitiamo tutti i cittadini romani a partecipare alla nostra assemblea annuale.â€RITA BERNARDINISegretaria Radicali Italiani“L’Assemblea annuale dell’Associazione Radicali Roma per il rinnovo delle cariche e per la scelta dell’indirizzo politico del prossimo anno segue le indicazioni statutarie dettate da Radicali Italiani. Tengo molto a sottolineare questo aspetto perché è proprio nell’ambito delle associazioni radicali locali che sto concentrando molte delle mieenergie affinché queste associazioni nell’originalità e libertà della loro azione ed iniziativa siano soggetti politici “pieni†nel rapporto di interdipendenza con Radicali Italiani. Radicali Roma durante quest’anno ha lavorato proprio in questo senso: ha avanzato ed avviato proposte concrete per la città di Roma, ma allo stesso tempo è stata punto di riferimento locale per le iniziative di Radicali Italiani, quale la manifestazionedel Coraggio Laico. Ottima la proposta presentata da Massimiliano Iervolino per monitorare il comportamento dei consiglieri comunali. La mia breve esperienza di Consigliera comunale a Roma risale a sei anni fa, ma non credo che i problemi di legalità da me denunciati all’epoca siano stati risolti, specie quello dei ‘pianisti’. Inoltre vorrei sottolineare che Radicali Italiani, proprio nel suo ultimo Comitato nazionale conclusosi domenica scorsa, ha deliberato una mozione particolare perché Camera e Senato adottino e rendano effettivamente pubblica l’anagrafe degli eletti. Unostrumento che permetterà ai cittadini di conoscere il comportamento dei propri rappresentanti per essere maggiormente informati nel momento elettorale. Inoltre vorrei avanzare una proposta a Radicali Roma: un’azione politica finalizzata alla pubblicazione sul sito del Comune di Roma degli acquirenti e dei prezzi di acquisto delle vendite di immobili di proprietà del Comune di Roma. Troppo spesso tali immobili, dislocati perlopiù nel centro storico, sono stati venduti nella piena clandestinità a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato a persone non proprio disagiate economicamente. Parteciperò al Congresso di Radicali Roma durante la giornata di domenica, a causa della mia partecipazione di sabato ai lavori di Chianciano, nella cosiddetta ‘Bertinoro due’.â€GIANCLAUDIO MORINITesoriere dell’Associazione Radicali Roma“In tempi in cui si fa tanto parlare di caste, costi o ‘costi delle caste’, Radicali Roma non si è limitata ad enunciare un principio, ma l’ha fatto proprio ed inverato nella sua azione politica. Infatti, più del 50% delle risorse, sempre collegate alle singole iniziative, è arrivato dai Cittadini. Sottolineando inoltre come un altro principio cardine dell’agireradicale, la trasparenza, sia stato perseguito utilizzando una parte dell’autofinanziamento per dotarsi di strumenti tecnici che consentano la videoregistrazione delle riunioni dell’Associazione, luoghi di dibattito e di confronto dove gli aderenti, i militanti e i simpatizzanti approfondiscono i temi del momento e decidono sul come affrontarli.â€ALESSANDRA PINNAPresidente dell’Associazione Radicali Roma“L’Assemblea annuale costituisce un momento cruciale per l’Associazione Radicali Roma perché è in questa sede che si valuta l’attività politica portata avanti durante l’anno trascorso e si marcano le linee guida dell’agire politico futuro. I punti statutari che differenziano l’Associazione Radicali Roma dagli altri soggetti politici sono essenzialmente tre: un congresso annuale aperto in cui si vota secondo il principio ‘one man, one vote’. L’assemblea sarà aperta a tutti, iscritti, non iscritti, simpatizzanti e semplici curiosi: una vera agorà di dibattito politico in cui tutti avranno diritto di parola. Un’assemblea annuale che permette di rinnovare il principio di legittimazione della dirigenza e dell’indirizzo politico a scadenza fissa di dodici mesi. Le tre cariche dirigenziali, Segretario, Tesoriere e Presidente, saranno votate da tutti gli iscritti, anche da coloro che si iscrivono nell’attimo prima della relazione del tesoriere, senza far ricorso a delegati, pertanto ogni votante rappresenta solo e soltanto se stesso. Questi a mio avviso sono peculiarità che caratterizzano l’Associazione Radicali Roma nella piena realizzazione della tradizione radicale.â€www.radicaliroma.com
VOLAMARESu un territorio piccolo come quello del golfo di Napoli vivono oltre 2 milioni di persone, che aumentano notevolmente in alcune aree durante i periodi di ferie.Il territorio del golfo di Napoli è però anche la sede di una serie di ambienti molto diversi tra loro che creano diversi ecosistemi, ognuno con una propria biodiversità unica al mondo, soprattutto sotto il livello del mare, che in nessun modo è protetta se non in piccole aree. A tutto questo vanno aggiunte le stratificazioni storiche ed artistiche che precedono i fenici e i greci ed arrivano alle opere di arte moderna nelle metrò dell'arte. Il golfo di Napoli è principalmente inquinato in mare dal porto di Napoli e dal fiume Sarno, ma sono altrettanto evidenti i danni sulla costa della cementificazione che supera il 70%, la mancanza di depuratori adeguati, la vendita eccessiva di barche a motore, che oggi costano quanto un'utilitaria, vanno più veloci e non posseggono nessun controllo sulle emissioni liquide, gassose ed acustiche altamente inquinanti. La risorsa mare, come risorsa economica e lavorativa, produce oggi uno sfruttamento aggressivo e demolitivo, che sta compromettendo definitivamente la biodiversità dell'intero golfo e quindi anche le sue potenzialità economiche. Ognuno di noi può fare qualcosa portando sempre con sé un sacchetto al mare, come in montagna, riempiendolo dei propri rifiuti, a partire dalle cicche di sigaretta a tutti gli imballaggi per cibo e bevande, e portando via anche qualche oggetto di plastica o di metallo abbandonato da altri, per dare il buon esempio, pratico, ogni giorno ed aumentare la civiltà , l'igiene e la bellezza della natura che ci circonda. Basta un retino e una busta di plastica poi per pulire dalle cicche e dai piccoli oggetti sparsi nelle nostre spiagge quelle ceneriere all'aperto su cui giochiamo noi e i nostri bambini. Oppure basta applicare una semplice regola: a casa mia non dormo e non mangio in una discarica e pulisco tutti i giorni fino in fondo tutto ogni mattina... Ciò nonostante le spiagge resteranno piene di oggetti ancora più minuti come i bastoncini per le orecchie in plastica: basta non comprarli e soprattutto non gettare mai nulla nello scarico fognario in casa, né a terra per strada...perché tutto prima o poi finisce a mare e quindi sulle spiagge della nostra splendida estate...AMMINISTRAZIONI E CITTADINI POSSONO CAMBIARE TUTTO E FERMARE L'ATTUALE DEVASTAZIONE IN CORSO! MAGARI ADOTTANDO IL SEGUENTE PROGETTO:1. Cambiamento dell'attuale modello di sviluppo della diportistica a favore delle barche a vela, ad energia solare o con carburanti non inquinanti;2. Rottamazione vantaggiosa delle barche a motore a favore di quelle a vela e ad energia solare, con corsi gratuiti di vela;3. Divieto dell'ancoraggio selvaggio e divieto dell'uso di ancore demolitive;4. Depuratori biologici e impianti di compostaggio per il trattamento dei fanghi residui così come cementificazione degli scarichi abusivi e denunce penali a carico dei proprietari dei relativi immobili o imprese irregolari;5. Riutilizzo delle acque bianche e piovane laddove possibile;6. Divieto di portare sacchetti di plastica a bordo e uso di sporte riutilizzabili in materiali riciclabili;7. Premialità ed obbligo alla raccolta differenziata per la diportistica e sulle coste;8. Riqualificazione e bonifica del fiume Sarno, del lungomare di Bagnoli, del porto di Napoli e di tutte altre aree portuali o costiere inquinate;9. Campagne di informazione alla popolazione generale sui divieti di gettare per terra, o direttamente negli scarichi fognari oggetti non ecocompatibili;10. Campagne di informazione specifiche ai turisti anche occasionali,ai sub ed ai proprietari di barche da diporto;11. Coinvolgimento diretto nella pulizia e salvaguardia di coste e fondali di turisti, sub e diportisti;12. Controllo dei pontili rimovibili e degli approdi fissi con limitazione d'uso alle sole barche a vela e ad energia solare;13. Divieto di approdo in tutte le baie e davanti a tutte le spiagge e coste del golfo se non presso gli approdi fissi ed in numero ridotto, stabilito per legge, mantenendo una distanza di sicurezza tra natanti superiore ai 200 metri, come avviene nel Mar Rosso o alle Maldive;14. Pari diritti per le donne e per le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale all'accesso ai circoli nautici;15. Ricostutuzione delle spiagge anche con sistemi ingegneristici moderni sul modello di Marsiglia e Barcellona.La strega malignaManliok TAGLI ASL OVVERO IL CICERO PRO DOMO SUATra poco le ASL della CAMPANIA taglieranno, e la mia è tra le più malversatrici, molti dei fondi che davano regolarmente ai propri lavoratori medici, infermieri professionali ecc ecc…oltre che tagliare le risorse per le strutture e i progetti in generale. Tutto giusto direte: se non lavoriamo e non rendiamo che ci taglino lo stipendio! Se non fosse che, come forse NON sapete, ebbene, NESSUNO TAGLIERA’ nemmeno un CENT alle CLINICHE CONVENZIONATE, garantendo in pratica gli STIPENDI dei colleghi infermieri, medici ecc ecc, del cosiddetto privato, i loro progetti e le loro strutture a prezzi folli e a scapito del servizio pubblico! La situazione è particolarmente grave per la Salute Mentale dove ogni sforzo di evitare che un paziente finisca nei MANICOMI che sono oggi le CLINICHE CONVENZIONATE falliscono soprattutto per il meccanismo perverso con cui esse vengono sovvenzionate dalle ASL. Mentre il servizio pubblico è tenuto a determinati standard di qualità elevati, al controllo ossessivo dell'orario di lavoro e alla limitazione del budget sulla base di un controllo della spesa millesimale, basato su un metodo chiamato DRG (cioè ogni azione costa tot, misura tutte le azioni in modo ossessivo e avrai il DRG completo), le strutture private sono pagate FORFETTARIAMENTE cioè convenzionalmente una cifra folle ogni anno senza nessun controllo di qualità e nessun controllo di efficacia o efficienza dei servizi erogati... APPELLO CIVICO AL BUON SENSO, sempre di CICERO PRO DOMO SUA: Fatemi lavorare il triplo ma togliete tutte le convenzioni ai privati o almeno tagliate a loro quello che vorreste tagliare del mio stipendio di inerme IMPIEGATO della SALUTE MENTALE! …fatelo per me e per la mia NON famiglia, ma fatelo anche per gli utenti che sono rinchiusi nei MANICOMI delle CLINICHE CONVENZIONATE senza che nessuno spenda un cent per progetti che gli diano nuovamente dignità , laddove non una vita decente... PETIZIONE PER LA RAGAZZA LESBICA STUPRATA DA UN GRUPPO DI OMOFOBIQualcuno ha iscritto la petizione "PER ANTONELLA E PER TUTTE LE PERSONE CHE HANNO SUBITO VIOLENZE" online. Potresti firmarla se non l'hai già fatto? GRAZIE. Ecco il link: http://www.petitiononline.com/estrela7/petition.html
CHI ERA ULRICHS ?di Massimo Consoli
Lo scorso gennaio ho ricevuto una notizia che mi ha reso molto felice, e visto che riguarda tutti noi, ve ne rendo partecipi. Non ho potuto farlo prima per le cattive condizione di salute mie e del mio computer, ma questo cambia poco perché si tratta di un’informazione più attuale che mai. Come alcuni di voi sapranno, Karl Heinrich Ulrichs (28 agosto 1825 – 14 luglio 1895) era un tedesco che nell’Ottocento, per primo, ha cercato di dare un’interpretazione scientifica positiva dell’omosessualità , pubblicando alcuni libretti sull’argomento, soffrendo persecuzioni varie e, alla fine, costretto ad abbandonare il suo paese ed a rifugiarsi nel nostro, all’Aquila, dov’è morto nel 1895 e dov’è sepolto nel cimitero locale. Per quasi un secolo il suo nome è stato misteriosamente dimenticato (come tanti altri nomi di uomini, donne, trans che hanno dato la vita per la causa in cui credevano…) poi, negli anni Ottanta ho dato inizio ad una martellante campagna per restaurarne la memoria. L’iniziativa ha avuto successo, grazie anche a vari altri personaggi che, prima di me, avevano provveduto a spianarmi la strada: Hubert Kennedy con la sua monumentale biografia su Ulrichs, Michael Lombardi Nash e Paul Nash con le loro traduzioni delle opere del pensatore tedesco, Enzo Cucco con il suo viaggio all’Aquila che aveva anticipato il mio… Oggi, gli Italiani sanno chi era Ulrichs (negli anni Settanta, probabilmente, non eravamo nemmeno in dieci in tutta la nazione…), e perfino i tedeschi lo hanno riscoperto dedicandogli addirittura strade e piazze e collane editoriali. Non sapete che soddisfazione si provi nel sentirsi responsabili di una cosa del genere. Per me Ulrichs è un po’ il nonno del movimento glbt internazionale (con una definizione inventata da Giovanni Dall’Orto che mi è sempre piaciuta), ma per un altro po’ lo sento come mio figlio, per l’affetto e la responsabilità che ho sempre sentito nei suoi confronti, per le cure che ho avuto verso di lui. E, badate bene, non condivido quasi niente del suo pensiero: non credo che l’omosessualità sia una sorta di terzo sesso, non penso di avere una psiche femminile imprigionata in un corpo maschile, non mi piace definirmi un urningo… ma gli riconosco il coraggio di essere stato il primo ad affrontare questo argomento in maniera positiva e propositiva, con un intento scientifico e utilizzando al meglio i pochi mezzi che, all’epoca, aveva a disposizione e, soprattutto, di essersi dimostrato (nei suoi dodici libretti sull’â€enigma†di questo tipo di amore) capace di modificare continuamente il suo pensiero per adattarlo alla realtà ed alle informazioni in continua evoluzione durante la seconda metà dell’Ottocento. Oggi, anche la città dell’Aquila ha deciso di dedicargli una piazza. Una iniziativa che mi commuove profondamente e, come dicevo all’inizio, mi rende molto felice. Resta una cosa da fare, che reputo importantissima: chiedere all’amministrazione delle poste un annullo speciale per il prossimo 28 agosto, anniversario della nascita di Ulrichs, abbinandolo all’istituzione della piazza a suo nome. Non è una cosa impossibile e neppure difficile. È già stato fatto nel 1997 per ricordare le “Origini del movimento gay in Italiaâ€, e poi nel 2004 per il Gay Pride a Grosseto. Basta presentare una domanda e, forse, pagare una piccola tassa alla quale sarei felicissimo di poter contribuire (nonostante in questo momento non abbia neppure i soldi per poter spedire i miei libri a chi dovrei…). Forza, militanti dell’Aquila! Il mondo aspetta un vostro intervento! E finalmente, ecco la notizia importante, che mi è stata inviata dal bravissimo Giorgio Piccinini:UN PIAZZALE VICINO AL CASTELLO SPAGNOLO PER KARL HEINRICH ULRICHS A L'AQUILA.Lo scorso 26 Gennaio 2007, alle ore 11, 30 presso la Sala preconsigliare nella sede del Comune di L’Aquila si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Antonio DiGiandomenico che ha comunicato ufficialmente la scelta della Commissione Comunale per l’onomastica stradale di conferire la titolazione del piazzale antistante l’ingresso del Castello Spagnolo a Karl Heinrich Ulrichs (giurista e latinista, 1825 – 1895) inoltre è stata sottolineata la necessità di provvedere in tempi rapidi ad una manutenzione straordinaria per la conservazione della lapide ultracentenaria presso il Cimitero Monumentale della città , e la proposta di un convegno di studi sulla figura e l’opera dello studioso tedesco spentosi a L’Aquila nel 1895, che per primo teorizzò attraverso alcune sue opere, la dignità e il rispetto delle persone omosessuali. Ricordata anche la figura del Marchese Niccolò Persichetti, noto archeologo che permise allo studioso tedesco di vivere in serenità economica gli ultimi anni di vita. La richiesta di titolazione di un area urbana, avanzata da me e altri amici nel 2001, dopo sei anni ha raggiunto positivamente il suo traguardo, un grazie ad Antonio Di Giandomenico che ha abbracciato con fattivo entusiasmo questa causa fino al suo compimento, allo scrittore Massimo Consoli che da sempre si batte energicamente per mantenere viva la memoria di personaggi spesso dimenticati, ma che sono esempio di grande civiltà e cultura, all’On. Franco Grillini che attraverso una interrogazione a portato il nome Ulrichs in parlamento, e a tutti coloro che hanno contribuito con la loro presenza alle annuali commemorazioni estive a far conoscere lo studioso tedesco. Giorgio Piccinini COMUNICATO STAMPA “I KENâ€:MAI GAY, MAI GAY,Molti ragazzi hanno vergogna del titolo, perchè hanno vergogna di Se. Lunedì è tempo di bilancio, anche per MAI GAY e se da un lato c’è la piena soddisfazione dell’associazione i Ken per l’affluenza decisa ed interessata che sta scandendo i giorni di avvio della rassegna cinematografica MAI GAY dall’altro lato c’è l’amara constatazione di quanta strada ancora ci sia dinnanzi a noi popolo Queer ( omosessuali impegnati socialmente per la comunità ) per tracciare dei percorsi condivisi di dignità con di tutti e tutte. La rassegna MAI GAY piace molto, dichiara Carlo Cremona presidente di i Ken, a tutti e tutte, piace come idea e nello specifico piacciono molto i titoli proposti, ma… il MA c’è ed è che molti ragazzi e ragazze (avvicinate nei locali e nei luoghi frequentati dal popolo omosessuale e trans della città ) denunciano di aver vergogna e di non poter portare a casa il programma della rassegna MAI GAY. Molti di loro dichiarano che non si sentono liberi e confessano la paura di ritorsioni familiari a causa del titolo esplicito della rassegna cinematografica. Il disagio che è nei loro sguardi, continua il presidente di i Ken ci dimostra quanto, il patrocinio del Comune sia importante, e di quanto esso sia ancora insufficiente a sviluppare un’ effetto di legittimazione su un’ aggettivo – GAY - che per molti è sinonimo di oppressione e di paura. La nostra battaglia contro l’odio e la paura e per una cultura ricca di Differenze continua senza esitazione offrendo nella cultura, nel cinema, oggi, le ragioni e le radici di nuovi percorsi della dignità e questo MAIGAY che ricorda il MAIDAY, grido di aiuto pare molto appropriato. Poche ancora le lesbiche ed i gay al botteghino, per paura di essere rintracciate,riconosciuti come GAY,ma molti gli etero friendly che a tali denunce si meravigliano e ci esortano ad insistere nella proposta e non demordere perché, ci confermano che non è semplice avere coraggio di essere semplicemente se stessi ma che la strada è tracciata. GIORNALISTI, ANCORA UNO SFORZO!Il 3 luglio del 1981, il New York Times dava notizia di un “Raro cancro in 41 omosessualiâ€.Il 13 luglio era la volta del New York Native (“Un cancro colpisce la comunita’ gayâ€). Quasi subito, il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive di Atlanta, nella Georgia, (CDC = Centers for Disease Control), che il precedente 5 giugno aveva messo in allarme la comunita’ medica, comincio’ a parlare di Sarkoma di Ka’posi, puntando l’accento sull’infezione opportunistica piu’ appariscente, o di Polmonite Penumocisti Carinii (MMWR = Morbidity and Mortality Weekly Report, Rapporto Settimanale sulla Morbilita’ e la Mortalita’). In generale, la stampa preferiva definizioni piu’ scandalistiche, come GRID (Gay-Related Immune Deficiency, Immunodeficienza Collegata all’Omosessualita’), Gay Cancer, Homosexual Plague, Morbo Gay… Ompo N° 71, del dicembre dello stesso anno, scriveva di “Un nuovo male americano?â€, e di “Peste del XX secoloâ€. Quest’ultima definizione era destinata a fare il giro del mondo, anche se tolta dal contesto nel quale era stata inserita e che ne avrebbe reso piu’ chiaro il significato originario. Fin dall’inizio il CDC aveva sottolineato l’immunodeficienza delle persone che cadevano ammalate, cosi’ che qualcuno comincio’ a riassumerla nell’acronimo ACID (Acquired Immunodeficiency Disease, New York Native, March 29, 1982), o CAID (Community Acquired Immunodeficiency, NYN, June 21, 1982), ed infine “AIDS†(che all’inizio voleva significare Acquired Immune Deficiency Status, prima ancora che Sindrome, ibidem). Quest’ultima sigla, suggerita gia’ a suo tempo dal CDC, venne usata di preferenza da un’organizzazione per l’assistenza medica ai gay, la GMHC (Gay Men’s Health Crisis) nel settembre dello stesso anno, mentre in Italia s’instaurava la tendenza a scrivere “A.I.D.S.†un po’ dappertutto. Ompo era il primo giornale a scrivere “Aids†(N° 79, gennaio 1985), ed infine “aids†(N° 81, marzo 1985), immediatamente seguito dal quotidiano Paese Sera (intervista al prof. Fernando Aiuti, del 7 aprile 1985). I francesi, che piu’ correttamente di noi chiamano l’aids, “sida†(come tutti gli altri popoli di lingua neolatina), hanno seguito la stessa strada: “SIDAâ€, “Sidaâ€, e infine “sida†(cfr. Gai Pied Hebdo N° 69, 14 mai 1983; N° 114, 7 avril 1984; N° 149, 22 de’cembre 1984). Poco alla volta, anche i giornalisti italiani si sono adeguati, passando dal primitivo “A.I.D.S.†all’attuale “aids†del quotidiano Il Tempo (“All’amante di Hudson solo 7,5 miliardiâ€, 23 aprile 1989). Ma se questa e’ la (logica) tendenza, ci sono ancora numerose resistenze: gli americani e gli inglesi insistono con “AIDSâ€, imitati nel nostro paese quasi solo da Il Medico d’Italia, mentre la stragrande maggioranza si e’ fermata a “Aidsâ€. Noi siamo per “aidsâ€! (per quel che riguarda il solo nome, ovviamente!). Noi siamo per “aids†per lo stesso motivo per cui siamo per “malaria†e non “mal ariaâ€, per “tbc†e non “TBCâ€â€¦ Tutte le sigle che entrano nel linguaggio quotidiano e che diventano nomi comuni vanno scritte minuscole, anche i nomi delle malattie, visto che noni non diciamo “Sifilideâ€, ma “sifilideâ€, non “Pesteâ€, ma “pesteâ€, non “Influenzaâ€, ma “influenzaâ€â€¦ Un altro problema sorge quando vogliamo indicare il malato di aids. Un gruppo di pazienti riuniti in convegno del 1983 a Denver, nel Colorado, si dette il nome di “People With Aidsâ€, “Persone Con Aidsâ€, che oggi viene comunemente siglato in “PWAâ€. L’origine di questa definizione sembra risalire a Mark Feldman che, durante una marcia con le candele tenutasi a San Francisco un mese prima della sua morte, disse: “Il 1 novembre del 1982 io ero una persona, un essere umano. Il 23 dello stesso mese, la mia diagnosi e tutta la gente mi etichettava come una vittima. Poi, cominciarono a chiamarmi ‘persona con aids’. Ebbene, come tanti di noi gia’ sanno, io sto cercando di dare una definizione di me stesso. Io sono una persona con aids, un essere umano, non una vittima, e divento un paziente solo quando vado all’ospedale…†(cfr. Dennis Altman, Aids in the Mind of America, Anchor, New York, 1987). I francesi usano talvolta, a meta’ tra l’ironico ed il polemico, “sidatiqueâ€, come gia’ dicono “chole’rique†(“colerosoâ€), “syphilitique†(“sifiliticoâ€), “herpe’tique†(“che ha l’herpesâ€), e via di questo passo. Noi, su Ompo, usiamo l’acronimo “PWAâ€, tutto maiuscolo perche’ non e’ una parola entrata nell’uso comune (e probabilmente non ci entrera’ mai), e perche’ il nostro periodico si rivolge soprattutto ad un pubblico di “addetti ai lavori†che non hanno difficolta’ ad interpretare le decine di sigle delle quali sono infarciti i nostri articoli. Ma siamo coscienti della necessita’ di un termine breve, riassuntivo, che non costringa l’italiano medio a estenuanti “calembours†o giri di parole. Non i puo’ quotidianamente dire o scrivere “persona con aidsâ€. Poiche’ noi italiani, unici tra tutti i latini abbiamo adottato l’inglese “aidsâ€, invece del piu’ confacente “sidaâ€, ne dovrebbe conseguire che la “persona con aids†andrebbe definita “aidsiticaâ€: parola impronunciabile, difficile e troppo vicina a “stiticaâ€. A parte i problemi di assonanza, le “PWA†sono tutto, meno che stitiche. Anzi, il primo tra i sintomi della sindrome e’ una diarrea profusa e inarrestabile. Potremmo provare con una sine’ddoche, estrapolando uno dei componenti della sigla (Sindrome Immuno-Deficitaria Acquisita) pe indicare il tutto del male. Ma quale? “Sindromaticoâ€? Ma la “sindrome†e’ un insieme di segni e sintomi che possono fornire infinite diagnosi. “Immunodeficitarioâ€? Forse andrebbe anche bene, ma e’ troppo lungo e vago, cosi’ com’e’ vago e onnicomprensivo “immunodepressoâ€. “Acquisitoâ€? non ha alcun senso. Forse bisogna recuperare la versione latina di “aidsâ€, cioe’ “sidaâ€, e da questa fare come i francesi (e gli spagnoli e i portoghesi), derivandone “sidaticoâ€. Non dobbiamo dimenticare, comunque, che questa parola e’ estremamente vicina a “sotadicoâ€. La Satira Sotadica di Luisa Sigea e’ un libro licenzioso di Nicolas Charter, mentre le “fasce sodicheâ€, se la memoria non m’inganna, erano quelle zone del globo terrestre nelle quali (secondo Richard Burton) era maggiormente diffusa l’omosessualita’! In ogni caso bisogna decidersi ad adottare un linguaggio comune, comprensibile da tutti. Anche nella pronuncia di “aids†abbiamo i soliti problemi derivati dall’ambiguita’ di una sigla anglosassone per niente duttile alle necessita’ della nostra lingua. Cosi’, i piu’ sofisticati pronunciano “e’izâ€, gli indecisi “ai(d)zâ€, i precisi “aiddiesseâ€â€¦ per ragioni fonetiche, e in apparente contraddizione con quanto detto sopra sulle sigle che diventano nomi comuni, crediamo che in questo caso si debba dire proprio “aiddiesseâ€, pronunciando, cioe’, tutte le singole lettere che compongono la sigla A.I.D.S. Percio’, visto che la responsabilita’ di un uso corretto della nostra lingua, e di quanto nella nostra lingua ci viene dall’estero, oggi ricade in larghissima parte sulla stampa, la radio e la televisione, i giornalisti devono poter essere messi in grado di svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile e con tutti gli strumenti adatti. Questo articolo, insieme ad un altro pubblicato sul nostro periodico in merito ai problemi di terminologia sollevati dalla problematica aids (come si dice: “Ka’posi†o “Kapo’si†o “Kaposi’â€, “emofiliaco†oppure “emofilicoâ€, ecc., Ompo N° 84, giugno 1985), cerca di venire incontro anche a questi problemi di linguaggio che potrebbero sembrare futili, ma non lo sono per niente. Basta pensare che, molto spesso, chi ci telefona in redazione perde i primi cinque minuti cercando di mettere insieme parole che non conosce bene o che non capisce affatto, oppure usando frasi perifrastiche imbarazzanti, come quel giovano che ci ha chiamato ed ha esordito affermando: “Io sono uno di quelli che hanno l’aids…â€. Percio’, giornalisti, ancora uno sforzo! Cerchiamo, tutti quanti insieme, di usare un linguaggio comune, chiaro, facilmente comprensibile e onesto senza essere allarmante e ricordiamoci che perfino nella scelta grafica di una parola si puo’ fare del terrorismo, e A.I.D.S. e’ molto piu’ “paralizzante†di aids. Massimo Consoli
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