news 23 luglio
BARI ISTITUISCE REGISTRO UNIONI CIVILI
Arriva da Bari una delle notizie più
confortanti degli ultimi giorni: il Sindaco Michele Emiliano ha dato
disposizione alla ripartizione dei servizi demografici del Comune
affinché venga istituita l'anagrafe delle unioni civili senza
distinzione tra quelle omosessuali e quelle eterosessuali. La
disposizione recita anche che nel caso di coabitazione per vincoli
affettivi, la richiesta di famiglia anagrafica dovrà essere
sottoscritta congiuntamente alla presenza dell'ufficiale di anagrafe.
"Questa normativa pone Bari al livello delle maggiori città europee in
quanto a riconoscimento paritario di tutti i cittadini senza
distinzioni di orientamento sessuale o di genere" commenta soddisfatta
Rossana Praitano, Presidente del Circolo Mario Mieli di Roma. "Anche i
Comuni del Mezzogiorno iniziano a recepire le istanze di una parte
della popolazione che chiede pari diritti per tutti; ancora più
importante che la lotta contro il pregiudizio e la discriminazione
trovi gli alleati più congeniali nelle Istituzioni ed Amministrazioni
locali che più di ogni altro possono agire nel tessuto sociale locale:
per questo motivo ci auguriamo che l'esempio di Bari possa essere
presto emulato da tanti altri Comuni, Roma in testa. Auspichiamo per
questo un intervento del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, in quanto
candidato leader del nascente PD, che dia l'esempio e sia di sprone per
il raggiungimento della pari dignità di tutti e tutte" conclude Rossana
Praitano. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Segreteria
Politica Andrea Berardicurti 06/5413985- cell 3397126198 Via Efeso,
2/A 00146 ROMA tel. 065413985 fax 065413971 - 3487708437
500 BAMBINI SODOMIZZATI DA PRETI. LA RAI TACE OMERTOSA
Il magistrato Luigi Tosti scrive una lettera al Direttore del TG1 della Rai
Caro Direttore del TG1 , dopo aver appreso dal TG della Rete La 7 delle ore 12.30 del 15
luglio 2007, la notizia secondo cui l'Arcidiocesi cattolica di Los
Angeles ha dovuto sborsare 660 milioni di dollari per tacitare 500
vittime di abusi sessuali perpetrati da preti cattolici pedofili dal
1940 in poi, e questo in vista del processo che si terrà domani 16
luglio, e che sino ad ora l'Arcidiocesi di Boston ha sborsato ben 2
miliardi di dollari per risarcire gli altri bambini sodomizzati da
altri preti cattolici, vedendosi costretta a vendere parte del proprio
cospicuo patrimonio, ho visionato con apprensione i telegiornali messi
in onda da RAI 2, ore 13, e da RAI 1, ore 13, per accertarmi che le
reti televisive della Repubblica Pontifica Italiana assolvessero, con
fedeltà, l'obbligo, su di loro gravante, di disinformare i cittadini
italiani e di occultare con diligenza le notizie che possono risultare
pregiudizievoli per il "buon nome" del Vaticano e della Chiesa
Cattolica. Ebbene, ho potuto constatatre con sommo piacere -e di ciò
non posso non compiacermente come cittadino italiota contribuente e
pagante il canone per il servizio "pubblico"- che entrambi i TG
Nazionali hanno opportunamente e diligentemente occultato questa
notizia, che è stata invece improvvidamente propalata dalla Rete 7,
preferendo diffondere altre facezie, ivi inclusa quella relativa
all'evento epocale del momento, cioè lo svolgimento quotidiano delle
vancanze del Sommo Pontefice sull' arco Alpino. Mi congratulo,
ovviamente, con la Vostra sagace ed opportuna opera di occultamento
della verità -verità che potrebbe nuocere alla sagace opera di
disinformazione di Mons. Fisichella, ad avviso del quale il fenomeno
della pedofilia avrebbe coinvolto sì e no 4 o 5 preti, e mi chiedo
anche se non sarebbe opportuno interessare il Governo della Colonia
Pontificia affinché provveda a revocare la licenza televisiva alla Rete
7, per aver diffuso notizie che possono pregiudicare il buon nome
dell'Unica Chiesa voluta dal Dio incarnato, cioè l'Unica Chiesa
legittimata a rappresentarlo, sul nostro pianeta Terra, in virtù di
procura scritta rilasciata 2.000 anni or sono. Nell'inviarvi i più
cordiali saluti mi pemetto di allegare, in calce, la notizia,
improvvidamente diffusa anche dal Messaggero.
Luigi Tosti - tosti.
luigi@yahoo.it
Preti pedofili, risarcimento record a Los Angeles.
L'Arcidiocesi pagherà 660 milioni di dollari
LOS ANGELES (15 luglio) -
Più di un milione di dollari a testa. E' il risarcimento ottenuto da
circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a
partire dagli anni Quaranta in California. A pagare l'indennizzo record
sarà l'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles, che complessivamente dovrà
sborsare 660 milioni di dollari. Lo hanno riferito gli avvocati dei
querelanti. L'accordo, arrivato all'ultimo minuto - l'inizio del
processo era fissato per lunedì - è il più costoso degli ultimi anni
per laChiesa cattolica, bersagliata da richieste di indennizzi
miliardari per numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti nei
confronti di minori. Ray Boucher, capo dei legali che hanno difeso le
vittime, ha detto che oggi ci sarà un annuncio congiunto con
l'Arcidiocesi di Los Angeles sull'accordo.
"Che schifo una società che
non difende nemmeno i propri bambini."
Paul Harris
COMUNICATO STAMPA
Napoli città ideale per la mostra "Vade Retro" La città di Lucio
Amelio, amata da Andy Warhol e Robert Mapplethorpe, in cui il concetto
di cultura è da sempre declinato in senso libero ed ampio, è per
antonomasia il luogo designato ad ospitare la mostra "Vade Retro". "Il
sindaco di Napoli è diverso dal sindaco di Milano, e questo ci fa
pensare a possibilità concrete affinché la nostra città possa ospitare
la mostra sull´omosessualità `Vade Retro´, concepita in senso moderno e
di livello europeo, che rappresenterebbe un grande richiamo al turismo
ed un motivo di riscatto per la nostra città" , dichiara Salvatore
Simioli, presidente dell´Arcigay di Napoli ,"Ricordiamo che nel
programma politico elettorale del nostro sindaco è scritto che è
proprio `sul terreno della cultura e dell´informazione´, `la lotta
contro ogni forma di discriminazione sociale derivante dal sesso,
dall´età, dall´etnia, dall´orientamento sessuale´ " "Auspichiamo",
conclude Salvatore Simioli, "che il progetto di portare la mostra qui
includa la possibilità di aprirla agli artisti locali, alla ricca
produzione di arte delle scuole napoletane e che possa riportare
all´onore della cronaca tutta una serie di attività che stanno
riformando il modo di produrre arte da noi, dal PAN al MADRE, alle
mostre di tipo privato, alle importanti produzioni locali che faticano
a raggiungere i circuiti che contano.
DONNE E INTERNET
PROGRESSO O
REGRESSO DELL'"ETERNO FEMMINEO"
Internet come l'Isola dei morti
L'Isola
dei morti di Harold Bocklin 1880
Massimo Mantellini, a mio parere, è
«l'ultimo giapponese» dei galanti alla maniera che fù - galanteria che
conquistava anche le più arcigne - che difenda, anzi esalti il ruolo e
il modo di stare in rete del mondo femminile italiano, infatti, è con
l'articolo «La rete delle Donne» che ne ha esaltato pregi, virtù e
virtuosismi telematici. Mantellini, che ha partecipato al Barcamp
tematico del FemCamp.it ospitato dal laboratorio Technèdonne.it,
scrive: «Di certo l'universo femminile in rete non è mai stato così
vivace e produttivo. I tempi maturano, e con loro la rete, grazie anche
alla partecipazione attiva delle donne. Mai come da quando esiste la
rete possiamo osservare lo scarto netto fra chi fa e chi pensa,
l'analisi sociologica dell'impatto tecnologico sull'universo femminile
dal racconto delle esperienze concrete, editoriali e imprenditoriali di
donne che hanno scelto Internet per valorizzare le proprie competenze.
Molti i progetti femminili in rete, come Style.it, capaci di coniugare
gli aspetti sociali (fornire loro uno strumento di informazione e
pubblicazione a propria misura) con quelli commerciali (creare una
comunità di utenti a margine di progetti editoriali femminili come i
magazine di Condè Nast): luoghi della rete utili per quelle migliaia di
navigatrici che anche nella Internet italiana non solo sono in rapida
silenziosa ascesa numerica ma che, sempre più spesso, decidono di
partecipare alla «grande conversazione» aprendo un blog, discutendo su
forum, magazine elettronici e liste di discussione, cercando ambiti di
interattività a propria misura. Internet resta una grande arena di
«valore assoluto» senza biglietto d'ingresso dove le donne con la loro
mai abbastanza sottolineata sensibilità ed intelligenza la faranno
presto da padrone». A differenza della rosea e galante quanto generosa
visione di Mantellini - che vede in rete un universo femminile mai
stato così vivace e produttivo come ora - invece, tranne lo sparuto
eroico drappello costituito dalle «solite note» - che vanno dal
giornalismo alle nuove tecnologie e via via fino all'imprenditoria,
alla politica ed al commercio - è proprio in Internet che si ha il
desolante impatto con la mancanza quasi totale di donne che, a
differenza degli uomini, manifestino interessi «elevati» dell'universo
femminile italiano, o perlomeno di curiosità allargata a temi non
specificamente femminili. Desolante è l'assenza di interesse, o di
partecipazione attiva, intellettuale, o solo dell'anima, a qualsiasi
problema concernente la partecipazione alla cosa pubblica, alla
cittadinanza, alla politica, al sociale, all'economia, alla curiosità
verso la scienza, la tecnologia, al cinema ed al teatro come storia del
costume o, almeno, verso lo strumento Computer-Internet, ed il suo uso.
Dai cosìdetti temi «elevati» o dagli argomenti cosìdetti «impegnativi»
o «per uomini», l'assenza delle donne italiane è pressochè totale.
Questo distacco dalla cosa pubblica è l'unica ragione che sta alla
base, quindi poche balle su quote rosa o non rosa, della macroscopica
differenza numerica che distingue, e sottolinea impietosamente,
parlamentari, ministri, sottosegretari e segretari di partito uomini
dalle donne elette o preposte alle medesime funzioni. Le donne amano il
Potere, ma non vogliono e non sanno prenderselo da sole. Sono gregarie,
per natura o per soggezione durata secoli non lo si sa ma certo è che,
lo si vede in politica, si accucciano sempre all'ombra del Potere
detenuto dal maschio detto, da loro, «misogino! maschilista!». Lo
servono come chierichette all'Altare. Ammucciano ad ogni suo ordine, ad
ogni stravaganza nefasta per il popolo terrorizzate, qualora
disobbedienti, di non essere ricandidate, rielette. Di non godere più
dell'Ombra del Potere mentre, standosene in ombra, ne godono, ne
divengono le Vestali, le Grandi complici. Ma non è solo nella cosa
pubblica e nella politica che l'universo femminile italiano non anela a
ruoli decisionali e responsabilità, e non se li assume di opinione,
almeno, bensì laddove c'è da impegnarsi, da far sentire la propria voce
l'universo femminile italiano è assente. Muto. E' l'Isola dei morti. E
tranne le note eccezioni, che confermano la triste desolante regola,
ciò ha il suo spietato specchio in Internet ove, statisticamente, le
donne sono in numero pari agli uomini, se non maggiore, per
frequentazione di siti porno e chat per incontri «ravvicinati». Perchè?
Pornografia, scambi e chat sex sostituiscono la mancanza di sesso da
parte della massa, massa oramai davvero impressionante in Italia, di
donne obese che, giustamente, dato il senso di repulsione che suscitano
nei maschi, nessuno si «fila». Internet ed i suoi strumenti, quindi non
sono, come sogna il galante generoso Mantellini, la Grande frontiera
conquistata, anche, dalle donne dalle quali, invece, è rarissimo che
arrivi una iniziativa interessante, una proposta originale, una
battaglia sociale o politica da condurre coralmente e con la forza
della convinzione, e della tecnologia che è immensa ma la cui efficacia
e forza è capita da pochi. Le donne, salvo eccezioni, tengono i propri
pc come sgabuzzini del rottamatt e, salvo lamentarsi e non fare alcuno
sforzo per capire pc e Internet, e così essere in grado di usarne le
relative difese, navigano come se facessero un giro dal parrucchiere
beccandosi cimici, pulci, hackers, virus, dialers, spammers e spioni ai
quali, invece, potrebbero dare la caccia decimandoli. Donne sveglia!
Stop all'Isola dei morti. Stop al regresso dell'eterno femminino, e
avanti con il progresso dell'impegno e della tecnologia! Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm
COMUNICATO STAMPA
E' uscito il n.2/2007 della
rivista "Il libro volante" diretta da Andrea Panerini ed edita da La
Bancarella Editrice. Il tema principale di questo secondo numero è
"Manuale di sopravvivenza alla nuova sinistra" che introduce, con un
titolo paradossale, le questioni che attengono alla ridefinizione
culturale dei valori della sinistra italiana e la domanda fondamentale:
si può ancora parlare di sinistra in Italia? Di notevole livello gli
inteventi di Rossano Pazzagli, Antonio Gai, Patrice Poinsotte, Enrico
Beni e Andrea Panerini. Le interviste, al contrario del numero
precedente, mirano a valorizzare alcuni nomi di grosso valore ma poco
conosciuti dal grande pubblico. Il giovane apologeta cattolico Matteo
Salvatti ci dice che "nessuno vi obbliga ad ascoltare la Chiesa
Cattolica" in una franca intervista in cui parla a tutto campo di
religione, laicità, politica e cultura. Aldo Grassini, direttore del
Museo "Omero" di Ancona ci introduce nel mondo dei musei "da toccare",
pensati appositamente per i non vedenti o gli ipovedenti. Stefano
Casi, attore e direttore artistico di "Teatri di vita" (rassegna
teatrale bolognese) invece ci parla del mondo del teatro italiano e di
Copi, commediografo e romanziere sudamericano poliedrico e dalla
personalità complessa. Nel campo letterario in questo numero la
redazione de "Il libro volante" ha optato per la pubblicazione di opere
selezionate di narrativa e di poesia puntando su giovani autori. E' il
caso, pertanto, di Nicola Lotto, Cristian Bufi e Nunzio Festa, tutti
scrittori under 30. Nella sezione Miscellanea, che chiude la rivista,
oltre alle recensioni di Alberto Morelli e ad altri interessanti
articoli, sono da segnalare i documenti tratti da discorsi e opere di
Altiero Spinelli (di cui ricorre il centenario dalla nascita), don
Lorenzo Milani e Gianni Anselmi. La rivista, che costa 10 euro a copia
(abbonamento annuale 30 euro), può essere ordinata presso la redazione
( info@librovolante.eu) o acquistata presso una delle librerie
convenzionate ( www.librovolante.eu).
CITY CAR…. NELL'EUROPA DELL'EST,
DOVE VENGONO FABBRICATE, GLI OPERAI RICEVONO STIPENDI DA FAME
Le signore bene, da noi, le comprano piene di accessori, senza neanche
guardare troppo il prezzo (sono utilitarie). Ma nell'Europa dell'Est,
dove vengono fabbricate, gli operai ricevono stipendi da fame. Ossia
380 euro al mese per i polacchi che costruiscono una Fiat 500, 270 per
gli slovacchi che assembrano Toyota Aygò, Peugeot 107, Citroen C1 o la
nuova Renault Twingo, appena 166 euro per gli ungheresi che fanno
nascere la Opel Agila e la Suzuki Splash e - se possibile - ancora meno
(appena 100 euro) per i brasiliani che fabbricano la Volkswagen Fox. Ma
questo è un altro discorso. In Europa, invece, il basso salario degli
operai che fabbricano Fiat 500, Toyota Aygò e soci è stato alla base di
tutta la strategia di lancio di queste vetture che non a caso vengono
fabbricate solo in quei paesi e poi distribuite in mezzo mondo. Certo,
il concetto di "stipendi da fame" è relativo: non è che Fiat, Opel e
tutti gli altri colossi industriali europei sfruttino gli operai.
Questi stipendi, nei rispettivi paesi, sono dignitosi. Anzi: le cifre
che riportiamo in questa inchiesta rappresentano solo la base del
salario (che poi cresce un po' con gli straordinari e con il lavoro
notturno), ma come ci ha raccontato un sindacalista di un paese
dell'Est che preferisce rimanere nell'anonimato, "le nostre fabbriche
non sono in Cina, fuori dal mondo. Noi siamo collegati a Internet,
vediamo i vostri programmi televisivi e in mezza giornata di macchina
possiamo arrivare nei paesi europei più ricchi. Ma con i nostri salari
siamo tagliati fuori da tutto. E questo condurrà inevitabilmente a
forti tensioni sociali". Tensioni che portano - come già successo in
molte fabbriche automobilistiche dei Paesi dell'Est a una richiesta
semplice ma - per certi versi - pazzesca: raddoppiare la paga degli
operai. Una cosa che ovviamente potrebbe destabilizzare i conti
economici di molte aziende ma che vede lavoratori e sindacati molto
compatti. Non va dimenticato che, anche a loro, scorrono continuamente
sotto gli occhi le immagini dei successi commerciali, dei fatturati
record e dei trionfi di queste macchinine sulla scena internazionale.
Insomma, un cinese che lavora nella fabbrica della Apple e che per
l'equivalente di 40 euro al mese fabbrica gli iPod alla fine sta meglio
di un polacco che lavora alla linea di montaggio della Fiat 500 o di
uno Slovacco che fa i turni alla fabbrica Toyota-Peugeot-Citroen: per
il cinese non ci sono possibili confronti di salari con Paesi
confinanti. Il suo stipendio ha un solo raffronto: quello con i suoi
cittadini. Ma c'è dell'altro: in Slovacchia, Polonia e in tutti i Paesi
dell'Est, invece, le modernissime city car sono regolarmente a listino,
anche se ovviamente a prezzi impossibili per i poveri operai. I calcoli
sono impressionanti: il costo di una 500 equivale a due anni e mezzo di
lavoro di un operaio che la costruisce, quello di una Toyota Aygò a più
di tre e via via per le altre. ARTICOLO DI VINCENZO BORGOMEO Fonte:www.
repubblica.it INVIATO DA Promiseland.it
NESSUNO TOCCHI CAINO 21.07.2007
LIBIA. INFERMIERE BULGARE, PENA DI MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO - 17
luglio 2007: il Consiglio superiore delle istanze giuridiche, massimo
organo della giustizia libica, ha commutato in ergastoli le condanne a
morte emesse nei confronti delle cinque infermiere bulgare e del medico
palestinese accusati di aver volontariamente infettato bambini con il
virus Hiv. Oggi, la commutazione giunge a poche ore dalla decisione
delle famiglie delle vittime di accettare un indennizzo pari a circa un
milione di dollari per vittima, oltre che di ritirare la richiesta di
condanna a morte per i sei imputati. La decisione dei familiari giunge
dopo giorni di trattative condotte dalla Fondazione del figlio 34enne
del leader libico Gheddafi, Seif Al-Islam, il quale ha svolto il ruolo
di mediatore. L'ergastolo potrebbe essere scontato in patria, dal
momento che Tripoli e Sofia hanno un accordo di estradizione. I sei
erano accusati di aver inoculato il virus dell'Aids ad almeno 438
bambini di Bengasi, seconda città della Libia, 56 dei quali sono morti.
Le infermiere Kristiana Valtcheva, Nassia Nenova, Valia Tcherveniachka,
Valentina Siropoulo e Snejana Dimitrova, oltre al medico Achraf Joumaa
Hajouj (un palestinese che ha ottenuto in giugno, a sua tutela, la
nazionalità bulgara), si sono sempre dichiarati innocenti e hanno
denunciato che le loro confessioni sono state estorte sotto tortura. La
Fondazione ha fatto sapere che il denaro dei risarcimenti proviene dal
Fondo Speciale d'Aiuto a Bengasi, creato nel 2005 da Tripoli e Sofia
sotto l'egida dell'Unione Europea.
ITALIA-USA. D'ELIA, GOVERNO INCAUTO
E UNILATERALE NELLA ESTRADIZIONE - 14 luglio 2007: "Dal ministro
Mastella mi sarei aspettato più prudenza e un rigore maggiore nel caso
Cipriani". Lo afferma Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel Pugno e
Segretario di Nessuno tocchi Caino, intervenendo sulla estradizione
negli Stati Uniti del cittadino italiano Benedetto
Cipriani accusato
di pluriomicidio in Connecticut. "Più che in ossequio al principio
sacrosanto di cooperazione giudiziaria - continua D'Elia -,
l'estradizione è stata decisa in ossequio al potente alleato, prova di
fedeltà agli Stati Uniti, più che atto dovuto." "Sulla certezza
assoluta del Ministro della Giustizia che non vi sia rischio neanche
teorico di pena capitale" D'Elia augura a Mastella "buona fortuna".
"Rimane però – sostiene D'Elia - un problema politico: l'assenza di
reciprocità nei rapporti di cooperazione giudiziaria con gli Stati
Uniti." "E' possibile – si chiede D'Elia – che la cooperazione debba
essere intesa sempre a senso unico?" "Non è mai successo che gli Stati
Uniti abbiano estradato in Italia un cittadino americano; a volte,
l'Italia non osa neanche chiederla." "Il Governo ha consegnato in
fretta e furia un cittadino italiano alla giustizia americana, mentre
nella vicenda Calipari, nel caso Abu Omar, nella tragedia del Cermis,
l'Italia attende da anni, non dico l'estradizione dei responsabili, ma
una prova concreta di collaborazione da parte degli Stati Uniti."
I
RAN. PROSEGUONO LE LAPIDAZIONI E LE IMPICCAGIONI PUBBLICHE - 20 luglio
2007: il quotidiano iraniano Etemad-Meli ha riportato, l'11 luglio, che
otto donne sono state condannate alla lapidazione in Iran. Due di loro
sono attualmente recluse nel carcere Evin di Teheran, due nel carcere
di Sipedar nella città sud-occidentale di Ahwaz, una nella città
settentrionale di Tabriz, una a Varamin, una nel carcere di Chobin
nella città occidentale di Qazvin e una nel carcere di Orumieh nell'
Iran nord-occidentale. Il 14 luglio un'altra donna è stata impiccata in
pubblico per omicidio secondo quanto riportato dai media locali. La
donna, identificata solo come Hurieh, 29 anni, è stata giustiziata
nella città di Tabriz, insieme ai due suoi complici, Farhad, 23 anni, e
Reza, 24. I tre, giudicati colpevoli dell'omicidio del marito della
donna e di tre suoi familiari, sono stati frustati per "relazione
illegittima e rapina", prima dell'impiccagione. Un altro cittadino
iraniano, Navid Parham, 22 anni, è stato impiccato in pubblico, a
Shiraz, per omicidio e rapina.
Intanto il 19 luglio due iraniani di
etnia curda sono stati condannati a morte per 'atti contro la sicurezza
nazionale'. Si tratta del giornalista Adnan Hassanpur e dell'attivista
sociale Hiwa Butimar. Secondo voci, non confermate, dei media iraniani,
i due avrebbero collaborato con gruppi illegali d'opposizione al
governo, ma la sorella del giornalista Hassanpur ha smentito queste
affermazioni dicendo che l'unico reato del fratello è la sua penna e
gli articoli che scrive. Articolo 21 e Isf (Information, Safety &
Freedom) hanno promosso una campagna a favore dei due uomini, a cui ha
aderito anche Nessuno tocchi Caino. "Per Nessuno tocchi Caino in Iran
la battaglia contro la pena di morte è prima di tutto una battaglia per
l'affermazione dei diritti umani e la costituzione di uno stato
democratico. Finché consentiamo al regime iraniano di continuare ad
opprimere con inaudita violenza i propri cittadini non dobbiamo
stupirci se poi l'Iran diviene una minaccia anche per la comunità e la
sicurezza internazionale," hanno dichiarato i dirigenti di NtC. "Per
noi la democrazia in Iran passa anche dalla soluzione del caso dei due
giornalisti condannati a morte per i quali è fondamentale che la
Comunità internazionale si impegni per chiedere il rispetto in Iran di
quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la
comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci sentiamo parte
attiva", hanno concluso Sergio D'Elia e Elisabetta Zamparutti.
GEORGIA (USA). SOSPESA ESECUZIONE DI TROY ANTHONY DAVIS - 16 luglio 2007: la
State Board of Pardons and Paroles della Georgia ha concesso una
sospensione di 90 giorni a Troy Anthony Davis, la cui esecuzione era
fissata per domani. La decisione è stata presa dopo una udienza a porte
chiuse durata 9 ore in cui sono stati esaminati gli elementi emersi
recentemente a favore del condannato. I 90 giorni di tempo serviranno
al Board per esaminare con più completezza quanto di sua competenza,
ossia la richiesta di clemenza. Il provvedimento di clemenza che
potrebbe emettere il Board può solo essere la commutazione della
condanna a morte in ergastolo, con o senza condizionale. Un vero e
proprio proscioglimento è invece competenza dei tribunali. Davis, 38
anni, è stato condannato a morte nel 1991 per l'omicidio del poliziotto
Mark Allen MacPhail avvenuto nel 1989 durante una rissa. Secondo i suoi
difensori, Davis, che è nero, sarebbe stato "incastrato" dai colleghi
della vittima, che era bianca. L'arma del delitto non è mai stata
ritrovata, né altre prove "fisiche" collegavano Davis all'omicidio. Una
serie di testimoni oculari, alcuni poliziotti e 9 "civili", avevano
identificato Davis, il quale, dopo aver a lungo proclamato la sua
innocenza, alla fine del processo aveva confessato, nella speranza di
ottenere almeno l'attenuante sufficiente a non essere condannato a
morte. Dopo il processo la sorella di Davis, Martina Correia, ha
ricontattato i testimoni "civili", e tra il 1999 e il 2003 ha ottenuto
da 7 di loro una deposizione giurata in cui ritrattano la
testimonianza, spesso sostenendo di essere stati "forzati" dalla
polizia. Altri 9 testimoni non ascoltati all'epoca del processo hanno
invece testimoniato che la persona che potrebbe essere colpevole dell'
omicidio è un bianco, per la precisione Sylvester "Red" Coles, che è
uno dei due testimoni oculari che non hanno ritrattato. Queste
testimonianze sono state usate per dei ricorsi davanti alla Corte di
stato, alla Corte Suprema di stato, e alla Corte d'Appello dell'11°
Circuito. I ricorsi sono stati tutti respinti per questioni
procedurali, sostenendo sostanzialmente che c'erano dei difetti di
procedura nei tempi e nei modi in cui le nuove testimonianza sono state
raccolte. Questo perché nel 1996 in Georgia è entrata in vigore una
nuova legge mirata proprio a sveltire le procedure di appello dei
condannati, fissando anche dei termini per la presentazione di nuovi
elementi. All'inizio del mese anche la Corte Suprema degli Stati Uniti
aveva rifiutato di prendere in considerazione il caso, in quanto la
legge del 1996 è stata sostanzialmente
USA: FLORIDA FINE MORATORIA. TEXAS ESTENDE PENA CAPITALE - 18 luglio 2007: il Governatore della Florida, il repubblicano Charlie Crist, ha messo fine nello stato ad
una moratoria durata sette mesi, decisa lo scorso dicembre dopo che
erano stati necessari ben 34 minuti per mettere a morte un condannato,
Angel Diaz. La moratoria era stata introdotta nel timore che la
procedura dell'iniezione letale procurasse eccessivo dolore al
condannato, in violazione della Costituzione. Christ ha messo fine alla
moratoria autorizzando l'esecuzione, in calendario il prossimo
novembre, di Mark Schwab, condannato a morte nel 1992 per avere ucciso
un ragazzo di 11 anni dopo averlo rapito e stuprato. Secondo Crist, i
cambiamenti apportati alla procedura dalla Commissione per l'
Amministrazione dell'Iniezione Letale e adottati dal Dipartimento di
Correzione della Florida sono in grado di garantire esecuzioni capitali
senza dolore. La moratoria era stata decisa dall'allora governatore
della Florida, anche lui repubblicano, Jeb Bush, nell'attesa dei
risultati di una commissione di inchiesta sulle procedure seguite
nell'esecuzione dei condannati a morte. Anche il Texas fa un passo anti-
abolizionista. Il governatore Rick Perry infatti, il 16 luglio, ha
ratificato la legge sulla violenza sessuale nei confronti di minori. La
legge HBB, approvatA a maggio dalla Camera, è detta anche "Jessica's
Law", dal nome di Jessica Lunsford, una bambina rapita e uccisa in
Florida nel 2005 da una persona con precedenti per violenza su minori.
La legge prevede condanne fino a 25 anni per il primo episodio di
molestie sessuali gravi su minori di 14 anni, e la possibilità di
condanna a morte per il secondo episodio, anche quando la vittima non
viene uccisa. La legge inoltre prevede che attraverso un dispositivo di
localizzazione satellitare (GPS) la polizia tenga una mappa aggiornata
in tempo reale dei pregiudicati per reati sessuali nei confronti di
minori. Questo aspetto della legge però è di non facile attuazione: la
Florida ha approvato una legge simile due anni fa, ma la polizia non è
ancora riuscita a rintracciare tutte le persone che risultano schedate.
La nuova legge entra in vigore il 1° settembre, e sarà applicata solo
per i reati commessi dopo quella data.
Etichette: discriminazione, Mario_Mieli, mostre, pedofilia, transessualita, unioni_civili



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