news 11 giugno
PROCESSATI E CONDANNATI DUE RADICALI RUSSI PER IL GAY PRIDE DI MOSCA
Gay pride di Mosca: processati e condannati i due radicali russi Nikolaj Khramov e Nikolay
Alekseev per aver disobbedito alle disdal giudice "pretestuose". I due
russi parteciperanno al gay pride di Roma del prossimo 16 giugno 2007.
Venerdì 8 giugno la Giudice di pace della Circoscrizione n. 369 del
quartiere Tverskaja di Mosca, Tat'jana Neverova, ha riconosciuto
colpevole il rappresentante dei radicali russi Nikolaj Khramov per aver
co-promosso il Gay pride di Mosca del 27 maggio scorso. Il radicale
russo è stato condannato per 'disobbedienza alle pretese legittime
degli agenti di polizia' e al pagamento di una multa di mille rubli.
Stessa condanna per Nikolay Alekseev in analogo processo svoltosi ieri
sabato 9 giugno. Nikolay Khramov è uno dei sette organizzatori del Gay
pride di Mosca, che era stato vietato dal Sindaco. Per questo Marco
Cappato, deputato europeo radicale, insieme ad alcuni suoi colleghi
tedeschi e italiani, tra questi Vladimir Luxuria, si erano recati la
mattina di domenica 27 maggio davanti alla residenza del Sindaco di
Mosca per consegnare una petizione firmata da 50 deputati europei
contro la decisione del divieto. Mentre veniva distribuito il testo un
gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso che dava loro
la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti e poi a
picchiare i radicali, seguiti poco dopo dalla polizia che li ha pure
arrestati trattenendo i russi in cella per 24 ore. Durante il processo,
durato più di quattro ore, il tribunale ha interrogato in qualità di
testimoni i poliziotti Gogolev, Zhukov e il vice capo della polizia
S.
P. Medjanikov che hanno reso testimonianze contradditorie, dichiarando
che Khramov ha violato una legge amministrativa. Khramov è stato
quindi
accusato di "dire bugie allo scopo di sottrarsi alla responsabilità di
quanto accaduto"; il giudice non ha quindi dato credito alle
testimonianze rese al tribunale da giornalisti, osservatori
internazionali, deputati e funzionari del Parlamento europeo, tra gli
altri quelle di Marco Cappato e Ottavio Marzocchi, considerandole
'pretestuose'. La domanda di ricusazione del giudice, presentata
dall'Avvocato di Khramov, è stata respinta. Il giudice ha rifiutato di
allegare come prove le foto della 'France Press' dove erano documentate
le violenze contro i manifestanti. Dopo le due sentenze i radicali
russi hanno dichiarato: "Siamo pronti, se necessario, a rivolgerci alla
Corte europea per i diritti umani per dimostrare la nostra innocenza.
Il 16 giugno saremo a Roma, invitati dal Comitato organizzatore del Gay
Pride 2007".
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio 06-689791
NESSUN DOGMA
Parole di laicità . Convegno organizzato da Facciamo Breccia in
occasione del Pride GLBT 2007. Venerdì 15 giugno - dalle 14.30 alle
20,00 - presso la Casa delle Culture di Via S. Crisogono, 45 – Roma.
Già dal suo costituirsi, nell’autunno 2005, il coordinamento
Facciamo
Breccia ha messo a fuoco una duplice e urgente necessità : costruire
una
mobilitazione permanente su laicità e autodeterminazione ostenendo e
alimentando, al contempo, le pratiche di piazza con un percorso di
continuo approfondimento culturale. In occasione del Primo incontro
nazionale su laicità e autodeterminazione (Bologna 12-13 novembre
2005), avevamo cominciato a tematizzare in concetti le pratiche di vita
"non conformi" creando un vocabolario aperto come strumento di
resistenza e di lotta. Da quel primo appuntamento nazionale l’
esperienza della Breccia si è coniugata ad altre lotte, ha acquisito
nuovi strumenti e il desiderio di alimentare questo percorso di
conoscenza e di rivendicazione delle "nostre" parole si è mantenuto
vivo. D’altra parte, i continui attacchi oscurantisti che si
susseguono
da mesi, hanno reso urgente la messa a fuoco di alcune parole-chiave
con cui declinare la categoria di laicità nella vita quotidiana, nelle
esperienze, nei saperi e nelle lotte. Obiettivo è quello di
riappropriarci di un lessico che, a causa delle continue torsioni
ideologiche che subisce, rischia di perdere consistenza e forza. Questo
incontro non pretende di esaurire la complessità di questa tematica
quanto, piuttosto, mira a dotarci di strumenti linguistici necessari al
percorso di liberazione da ogni forma di monocultura confessionalista.
Programma: Saluto dei/le/l* portavoce del Pride 2007 ·
Autodeterminazione Lucilla Ciambotti, Coordinamento Lesbiche Romane ·
Chiesa Lidia Cirillo, Sinistra critica · Diritti e discriminazioni
Michele Grigolo, Istituto universitario europeo · Famiglie Daniela
Danna, sociologa · Informazione Angela Azzaro, giornalista di
Liberazione · Integralismi Collettivo Antagonismogay · Istruzione
Piero
Castello, Cobas scuola · Omofobia Paolo Pedote, scrittore · Vita
Elena
Del Grosso, Genetista Università di Bologna - Rete delle Donne di
Bologna · Welfare Graziella Bertozzo, Azione gay e lesbica - Facciamo
Breccia Coordina: Nicoletta Poidimani
E’ previsto un intervento dell’
UAAR
Info su www.facciamobreccia.org
COMUNICAZIONE RADICALI ROMA
FACCIAMO COPPIA IN-COMUNE! ASSEMBLEA PUBBLICA inerente alla proposta
popolare per istituire a Roma un registro delle Unioni Civili.
Organizzata dall’Associazione Radicali Roma e dalla Rosa nel Pugno.
ROMA,12 GIUGNO 2007 Ore 16.00, Sala Gonzaga, in via della Consolazione
4 Interverranno: Gianluca Quadrana (Capogruppo della Rosa nel Pugno al
Comune di Roma) Massimiliano Iervolino (Segretario dell’Associazione
Radicali Roma) Roberto Giulioli (Capogruppo Sinistra Democratica al
Comune di Roma) Gianluca Santilli (Presidente del consiglio VI°
Municipio, Margherita) Mario Staderini (Capogruppo della Rosa nel Pugno
al I° Municipio) Imma Battaglia (Presidente Di’Gay Project),
Francesco
Paoletti (Rappresentante Circolo Uaar Roma) Gianclaudio Morini
(Tesoriere dell’Associazione Radicali Roma). Inoltre saranno presenti
alcuni consiglieri comunali di Roma che hanno firmato la proposta di
delibera popolare. Durante l’incontro l’Associazione Radicali Roma
renderà pubblica l’iniziativa che ha intenzione di intraprendere in
occasione del Gay Pride nazionale del 16 Giugno per sostenere la
proposta di delibera popolare sulle Unioni Civili a Roma,
un’iniziativa
indirizzata direttamente al Sindaco Veltroni che coinvolge l’opinione
pubblica.
Per informazioni: www.radicaliroma.com Alessandra Pinna 339-
1582226
ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE: SCIOPERO DELLA FAME
Numerose adesioni allo sciopero della fame di Gino Antognetti
Gino
Antognetti, segretario dell'associazione radicale Ignazio Silone, torna
a impegnarsi nelle sue battaglie.
"Dopo 12 mesi esatti mi sento l’
obbligo morale e civile di impegnare le mie energie in un altro
sciopero della fame per dare una mano ai compagni, Pannella, Rita
Bernardini, ed altri 300 sostenitori affinché gli staff della Merkel e
di D’Alema si mettano concretamente a scrivere la Risoluzione sulla
Moratoria Universale della Pena di Morte da proporre alla prossima
assemblea dell’Onu. Non vorremmo ricevere la stessa fregatura del
2003
operata dallo staff del Ministro Frattini che fece decadere il tutto.
Questa volta con l’iniziativa di “Nessuno Tocchi Caino†più
della
maggioranza degli stati membri dell’Onu si sono detti pronti a
firmare,
ma sono passati molti giorni e la risoluzione ancora non è stata
scritta. Siamo preoccupati. Pertanto inizio il mio digiuno a partire
dalle ore 1 di venerdì 8 giugno fino alle 24 di sabato 9. Dedicherò
queste 24 ore alla sensibilizzazione in loco a questa iniziativa
politica straordinaria. Sia grazie a voi, mezzi di informazione, sia al
tradizionale uomo-sandwich". Numerose adesioni allo sciopero della fame
di Gino Antognetti contro la pena di morte: Stefania Pezzopane –
Presidente della Provincia de L’Aquila, Avv. Vincenzo Cipolletta
Segretario Giovani Socialisti ( la Federazione Aquilana dei Giovani
Socialisti offre il pieno e incondizionato appoggio alla iniziativa
radicale sulla moratoria della pena di morte), Enrico Verini –
Margherita, Vice segretario regionale; Stefano Frezza –R.C. ;
Fioravante Mancini – Idv, segreteria aquilana; Giulio Petrilli; Prof.
Romolo Continenza – Docente Facoltà Ingegneria de L’Aquila; Celso
Cioni
– assessore Urbanistica della Provincia, segretario DC; Alberto
Baiocchetti; Andrea Tarquini; Fabrizio Giustizieri, Giuseppe Fantasia.
CIALENTE CON ANTOGNETTI CONTRO LA PENA DI MORTE
L'Aquila, 9 giu. -
"Pieno sostegno e totale solidarieta' all'iniziativa di Gino
Antognetti, segretario dell'Associazione radicale Ignazio Silone, che
ha avviato uno sciopero della fame contro la pena di morte e in
sostegno dell'applicazione della mozione Onu che ne sollecita
l'abrogazione nei Paesi che ancora la praticano", sono stati espressi
dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. In una nota il sindaco
ricorda che "sono ancora molte, infatti, in varie parti del mondo, le
nazioni che ancora praticano l'applicazione di pene capitali,
offendendo e negando quel diritto alla vita che e' un valore
fondamentale della nostra societa' ". "Recentemente - aggiunge Cialente
- i rappresentanti di numerosi Paesi hanno marciato uniti, a Roma, fino
a piazza San Pietro, per gridare il proprio no alla pena di morte e
sollecitare il voto di una mozione in tal senso da parte delle Nazioni
unite. A fronte dell'impegno intrapreso dai Governi, tuttavia - precisa
Cialente -, non e' stata ancora redatta la Risoluzione sulla Moratoria
universale della pena capitale, da me peraltro firmata come
parlamentare, da proporre alla prossima assemblea dell'Onu. Il mio
pieno sostegno, come primo cittadino, a chi porta avanti questa
battaglia, e' dettato anche dalla considerazione oggettiva che la pena
di morte, laddove e' in vigore, non ha portato ad alcuna diminuzione
della criminalita' e dei reati per cui viene applicata, continuando
semplicemente ad alimentare la spirale di violenza e di dolore che e'
proprio alla base di quei comportamenti criminosi. L'iniziativa di Gino
Antognetti - conclude il sindaco dell'Aquila - serve dunque a
contribuire alla speranza di un mondo senza pene capitali, per uno
stato di diritto che tuteli davvero la vita in tutti i suoi aspetti".
POCHI STRONZI, MA POTENTI
Rivalutiamo lo Stronzo. La Semantica è una
Scienza inesatta, ma Precisa
Le dittature hanno due variabili:
intensità e ideologia
L'intensità considera efficacia del potere,
rapporto tra forza e consenso, grado di pluralismo, mobilitazione di
massa. L'ideologia invece l'atteggiamento sociale e i valori di fondo
della dittatura verso l'ordine politico-sociale esistente, il tipo di
rappresentanza di classe. E' in base all'intensità che si distingue
tra
autoritarismo, cesarismo, totalitarismo. Nell'autoritarismo
l'intensitÃ
del potere è scarsa, si fa uso del solo potere coercitivo poiché
instaurandosi in società tradizionali non necessita del coinvolgimento
delle masse. Lascia quindi una certa libertà e autonomia, non ha
l'esigenza di controllare tutti gli aspetti della società , rappresenta
il tentativo di alcune élite conservatrici di bloccare il processo di
modernizzazione, ma ci sono stati regimi che hanno tentato di favorire
la modernizzazione traghettando la società verso un nuovo ordine. Juan
Domingo Perón Sosa militare e presidente dell'Argentina è stato uno
dei
leaders più discussi anche per aver dato asilo e nascosto i nazisti in
fuga dai processi per crimini di guerra al termine della Seconda guerra
mondiale . Lo stronzo? Urge rivalutare Lo stronzo. Terapeutico per il
Paese che, allo stronzo, sia ridata dignità semantica, forza
espressiva, ricollocazione storica. Storia che va dalle origini
dell'uomo fino ai giorni nostri e futuri. Urge che il significato
lessicale dello stronzo si riappropri del suo potere umano, secolare.
Ma cos'è Lo stronzo? Qual'è il suo significato originario? Cosa
esprime? Lo stronzo originario ha la sua grande forza. Lo stronzo
attuale invece? Non ha materialità , odore, umore, sapore. E'
pulviscolare, impalpabile, immateriale, aereo: La forza dell'epiteto
stronzo neutralizzata, socializzata, quindi depotenziata l'offesa. La
fisiologia colloca Lo stronzo nella materia corporale: Lo stronzo è un
pezzo, più o meno grande, di merda, di escremento umano, o animale.
Quindi, Lo stronzo, ha grande forza, sicura materialità . Ha la sua
Grandeur, o la sua miseria. Dipende da chi lo produce, Lo stronzo, e
poi, lo depone. Lo stronzo, è patrimonio dello stitico come del
fecondo
produttore. E' è un prodotto universale. Ma soggetto, e strettamente
legato, alla sfera del mentale, della psiche. La parola stronzo è
realtà , esige massimo rispetto, considerazione scientifica, lessicale,
umana, sociale. Identità certa, appropriata finalità . Lo stronzo,
però,
negli ultimi anni è stato svalutato dal «modernizzarsi» del
linguaggio,
sottratta la potenza della forza espressiva del puteolente repulsivo,
dell'infettante, del nauseabondo. Lo stronzo è stato sterilizzato,
reso
etereo, inodore, ridotto a evanescente espressione immateriale, meta-
fisica, astratta. Chi ha privato, Lo stronzo, della sua potenza
semantica? Chi ha lo ha reso immateriale, inodore, acqua fresca? La
moda lessicale, la semantica rivisitata. «La modernizzazione del
linguaggio». Dall'esigenza «morale» del «disinvolto» spettacolare.
Esigenza di «minimalismo disinvolto» rivolto alle masse con
«l'eleganza
popolar-minimalista» del linguaggio. Esigenza ed imperio dettati
dall'«easy going», dall'«osare» linguaggi «nuovi», «moderni»,
«attuali», «del sociale», dell'adeguarsi alla «gente». Esigenza
imposta
dal linguaggio teatrale, cinematografico, letterario, mediatico,
giornalistico, televisivo. Insomma, sottoposto ad una sorta di terapia
celentanoide. E così, Lo stronzo, è stato evirato, castrato,
depotenziato della sua espressività immediata. Reso insignificante.
Un'ameba insomma. Un essere, un'entità , allo stato larvale. Quindi,
inoffensivo. Non più ingiurioso, offensivo, bensì «socializzato».
Privato dell'esigenza del riscatto, del duello all'ultimo sangue che
tutto ristabilisce, tutto lava, riequilibra e redime dall'offesa
subìta. E' ora di riappropriarsi del Potere, del peso specifico che
caratterizzava l'epiteto stronzo. Si dia dello stronzo a chi è
stronzo.
Cioè, un pezzo di merda. Un pezzo di merda con le prerogative della
materia di cui è composto. La merda. Quindi licenza di dare dello
stronzo a chi, e a quanti, si sono approfittati e continuano ad
approfittarsi del proprio potere, dal piccolo al grande. Potere dato
dalla collocazione nei suoi gangli. Collocazione che va
dall'istituzionale al burocratico, dal sociale al sindacale, dal
politico al commerciale, dall'economico al finanziario fino al Potere
editoriale. Dal Potere statale al militare, e, salendo o scendendo per
li rami, Potere e poterelli surrettiziamente ottenuti con il malaffare.
Potere e poterelli esercitati con l'inganno, il sopruso, la
sopraffazione. Potere e poterelli avocati a se' e tenuti ben saldi con
l'inflizione, mafiosa, della umiliazione da posizioni dominanti usate a
piene mani dal burocrate di Stato corrotto come dall'infedele servitore
dello Stato, fino alle consorterie politiche di parte, sull'inerme-
indifeso cittadino. Sul suddito. Lo schiavo. Sudditi e schiavi da
strumentalizzare, depotenziare con l'inflizione della disperazione,
impotenza, paralisi. Poi, mortuaria indifferenza, apatia,
rassegnazione. Quindi assuefazione, e conseguente crollo della
democrazia. Il suddito, lo schiavo, sulla cui pelle fare carriera.
Accumulare danaro, danaro estorto. Dispensare favori in cambio di
omertà . O infliggere, surretiziamente, punizioni oscure, mafiose. Il
suddito, lo schiavo su cui al primo insorgere di segnali - legittimi e
costituzionali - di protesta, di ribellione al Sistema, operare
mutilazioni, asservimento, paralisi. Potere non naturalmente dato,
quindi, dall'affermazione Meritocratica, che è Potere universalmente
riconosciuto, e naturalmente dato dal valore professionale. Alzi la
mano chi, proprio in questi giorni devastanti ed oscuri, non ravvisa
nella terribile sequenza dei fatti che contrappongono Istituzioni a
Istituzioni, Poteri dello Stato a Poteri dello Stato, Poteri finanziari
a Poteri economici, Poteri mediatici a Poteri politici, e viceversa,
l'urgenza di rivalutare il Potere del cittadino elettore di hiamare
eventi e protagonisti con il loro nome: Stronzi. Cosa sono, infatti, se
non pezzi di merda coloro nelle cui sporche mani è stato deposto il
Potere di intercettare, dossierare, schedare, violentare, danneggiare
migliaia di cittadini onesti ed inermi con il favore di Mamma Telecom?
I politici intercettati? Nessuna pietà : i Pio Pompa se li allevano in
seno, e li strapagano, in una partita di reciproca corruzione e
asservimento. In questo Paese è prassi normale spiarsi
trasversalmente,
non solo, ma all'interno stesso della consorteria di appartenenza. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro dalle cui mani è stato concesso, in
cambio di sporchi e disonesti guadagni, e di Poteri economico-
finanziario-politico, il Potere di intercettare, dossierare,
violentare, ricattare migliaia di cittadini onesti ed inermi con le
strumentazioni ed il favore di funzionari e sedi di Mamma Telecom? Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli burocratici di Stato per insabbiare, invalidare,
depotenziare, annullare, deviare denunce ed indagini sulle
intercettazioni illecite della banda degli spioni allevati e foraggiati
a suon di miliardi da Mamma Telecom-Pirelli? Tutto ciò, che è
l'aspetto
più grave ed indigeribile, destabilizzando popolo e istituzioni. Cosa
sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno abusato dei loro Poteri
e poterelli di Stato per fare, e far fare, carriera negli Apparati
dello Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i quali hanno
avocato a se', e tuttora coprono sotto l'ombrello di Stato, il fior
fiore dei Masnadieri di Stato? Cosa sono se non pezzi di merda coloro i
quali compiono le azioni più turpi, corrompono a destra e a manca ma
poi gridano al «Pericolo Peronista»? Peròn? Un galantuomo a
confronto
dei pochi, sempre gli stessi, Stronzi ma Potenti che ci ritroviamo tra
le balle. Succhiatori di sangue, cittadinanza, anima, patria.
Giuliana
D'Olcese quota rosa di internet www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm
LA DISCONTINUITA’ DELLE CURE SUI MINORI, COME
MALTRATTAMENTO
Lisa Permiani
Chi si occupa della gestione di servizi
per minori, ed in particolare per i minori con un provvedimento dell’
Autorità Giudiziaria, ha mai sentito parlare di discontinuità delle
cure come fattore di compromissione della qualità degli interventi
erogati, potenzialmente assai dannoso per chi di questi interventi
usufruisce? O di rispetto per chi, come psicologo o assistente sociale,
lavora (passando da un contratto di sei mesi all’altro) da anni in un
servizio con impegno e passione costanti? Ciò che è successo, in
modo
tanto plateale quanto silenzioso, in un servizio comunale per la tutela
dei minori della provincia di Milano, fa pensare di no. Un po’ di
cronistoria: un comune indice un bando di gara per la gestione di un
servizio tutela minori. Peccato che le lettere di invito alla
partecipazione al bando di gara vengano inviate alle cooperative
prescelte solo 15 giorni prima della data di scadenza del bando stesso.
Peccato anche che, tra queste cooperative selezionate da un’apposita
commissione di “esperti†tra i dipendenti comunali, alcune non
fossero
assolutamente competenti nella gestione di servizi per minori. Nulla da
meravigliarsi dunque se alla data di scadenza del bando, una sola
cooperativa ha mandato un progetto: aperta la busta, viene
immediatamente cestinata, perché il progetto risulta chiaramente al di
sotto dei criteri minimi richiesti. Scompiglio nella commissione: manca
una sola settimana alla scadenza dei contratti degli psicologi e degli
assistenti sociali, che fare? inutile dire che gli operatori in
questione rimangono all’oscuro di tutto ciò, salvo recuperare
informazioni attraverso voci di corridoio e “soffiate†dall’amica
che
lavora in comune e che telefona al collega sul cellulare riportando le
ultime novità emerse al tavolo tecnico… intanto, però, che fare?
Fissiamo o no il colloquio con la mamma di Jennifer la settimana
prossima? è il caso di iniziare il sostegno psicologico con Tommaso,
e
che senso diamo al progetto di affido per Carolina? Due giorni prima
della scadenza, colpo di scena: una delle esperte della commissione si
ricorda di una cooperativa che potrebbe risolvere il problema… ecco
quindi che esce dal cappello il nome di una nota associazione di
psicologi e psicoterapeuti specializzata in interventi psicologici
nell’
ambito dell’infanzia e dell’adolescenza. Una telefonata, ed è
fatta, il
progetto arriva. Pare perfetto, i funzionari comunali sono in
visibilio. Parte il rinnovo del contratto degli psicologi: stavolta per
15 giorni. La cooperativa deve valutare ciascun operatore prima di
inserirlo nell’organico, questo periodo servirà ad una reciproca
conoscenza, e ad un eventuale passaggio di casi, spiega il responsabile
dei servizi sociali. Ma, al termine dei quindici giorni, l’incarico
di
psicologi e assistenti sociali sarà rinnovato o no? Nessuna risposta,
tocca alla cooperativa decidere, il comune se ne lava le mani. Così
come non pare curarsi del fatto che, mentre la cooperativa
“valutaâ€, i
progetti sui minori rimangono in stallo, i colloqui rimandati a data da
destinarsi, le valutazioni richieste dal Tribunale sospese. Le
difficoltà delle famiglie, i sintomi dei bambini, i comportamenti
maltrattanti dei genitori sui figli, però, quelli no, non si
sospendono. Poco importa, pare, all’amministrazione comunale e tanto
meno al responsabile della cooperativa entrante (uno psicoterapeuta)
che con una telefonata comunica a psicologi e assistenti sociali che
alla scadenza del contratto, ovvero una settimana più tardi, il loro
incarico non sarà più rinnovato. Motivazioni? Chiede una delle
operatrici “liquidateâ€. “Mah, forse, insomma, sa, ci sono i
soci
della cooperativa, e poi forse dottoressa lei non si è impegnata
abbastanza…non lo so, guardi, è solo un’impressione…ma se vuole
ne
parliamo di personaâ€. L’operatrice accetta la proposta di un
colloquio
con il responsabile, per ricevere lumi sulle motivazioni della scelta.
Lascia più volte il numero di telefono alla segretaria della
cooperativa, in attesa di una chiamata che non arriverà mai. Negli
ultimi tre giorni utili, gli psicologi e gli assistenti sociali “in
scadenza†devono affrettarsi a comunicare ai bambini, ai loro
genitori, che “spiacenti, non potremo più seguirvi, sì, a partire
giÃ
da lunedì, no, non sappiamo chi verrà al nostro posto, né quandoâ€
…Infatti nessun passaggio di casi è stato previsto, e gli utenti del
servizio sono lasciati nel buio, ad aspettare. Alcuni di loro,
esasperati, promettono che non ricominceranno da capo a raccontare la
loro vita a degli sconosciuti, quando lo hanno dovuto fare magari giÃ
due o tre volte nell’arco di un paio d’anni. In ogni caso, per
almeno
un mese nessuno glielo chiederà . Credo che una modalità di gestione
centrata solo sul rendiconto economico, o sul criterio della
minimizzazione del disagio (non però quello dei bambini, ma quello
degli operatori e funzionari comunali) che se ne infischia della
qualità del servizio, della continuità delle cure, del disagio di
minori per cui il tribunale ha richiesto degli interventi urgenti, non
sia accettabile, in un servizio la cui anima consiste nell’offrire,
su
mandato dell’autorità giudiziaria, una nuova chance a bambini
maltrattati e ai loro genitori. Credo anche che manovrare gli operatori
come pedine di un gioco di dama, dove l’amico, quello del tuo stesso
colore di “scuolaâ€, elimina il non amico, ovvero quello
dell’â€altra
scuolaâ€, al di là di qualsiasi valutazione seria di competenze,
esperienze, titoli, sia un segnale di decadenza del sistema, che –
tra
l’altro - non fa onore a chi, funzionario comunale, o, peggio,
psicologo e psicoterapeuta di fama, di queste manovre è il
burattinaio.
FONTE Altrapsicologia.it
I FATTI DELLA SECOLARIZZAZIONE.
LE PAROLE
DELLA POLITICA.
CGIL Nazionale Settore Nuovi Diritti Fondazione
Critica Liberale. Presentazione del Terzo Rapporto sulla
secolarizzazione e la laicità in Italia 13 giugno 2007, ore 15,30
Centro Congressi Cavour, Roma, via Cavour 50/a Introduzione: La
secolarizzazione della società italiana, Silvia Sansonetti - Curatrice
del Rapporto sulla secolarizzazione del Settore Nuovi Diritti della
CGIL Nazionale e della Fondazione Critica Liberale. La politica per una
società che cambia Coordina: Enzo Marzo - Fondazione Critica
Liberale,
Presidente Natale D'Amico – Ulivo, Senatore, portaparola del gruppo
italiano dell'Internazionale liberale Franco Grillini – Sinistra
democratica, Deputato Franco Monaco – Margherita, Deputato,
firmatario
della "lettera dei 60" Maurizio Turco – Rosa nel Pugno, Deputato. La
società italiana fra secolarizzazione e laicità : Coordina: Maria
Gigliola Toniollo - CGIL Nazionale, Responsabile del Settore Nuovi
Diritti Gilberto Corbellini – ordinario di Storia della Medicina,
Univ. La Sapienza Roma Ettore Masina - giornalista e scrittore,
firmatario dell'appello alla Cei sul problema delle coppie di fatto
Paolo Naso - direttore di "Protestantesimo " Rai2 Ines Valanzuolo - il
paese delle donne Conclusioni Morena Piccinini - Segreteria
confederale CGIL
L’ALTRO MARTEDI
RADIO POPOLARE
La trasmissione di
cultura ed informazione omosessuale di Radio Popolare
condotta da
Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu. Martedì 12 giugno
dalle ore 22.35 alle ore 23.30 intervista Luca Bianchini autore del
romanzo Se domani farà bel tempo Mondadori Editore e Elisa Arfini
autrice del saggio Scrivere il sesso Retoriche e narrative della
transessualità Meltemi editore. Radio Popolare FM 107.600 streaming
su
www.radiopopolare.it Email: omomail@radiopopolare.it
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