news 5 maggio
Circolo Mario Mieli, covo di terroristi.
Esprimiamo piena solidarietà ad Andrea Rivera , che per aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale.
Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue
idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come
queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere
la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea
Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare
il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai
più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano
parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei
confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora
tutto il Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, che della sua
libertà di pensiero e di critica è fieramente orgoglioso, si autoaccusa
di terrorismo, dal momento che consideriamo che la società che vuole
Ratzinger sia una società buia e intollerante. Il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli, auspica che si levino più forti e numerose da
parte del mondo politico, della cultura, del sindacato e del lavoro, le
voci in solidarietà verso chi ha il coraggio delle proprie idee e di
esprimerle liberamente e in maniera non servile. Non vorremmo
ritrovarci ai tempi dell'Inquisizione e dell'Indice dei libri proibiti.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Andrea Maccarrone –
Direttivo Tel. 3497355715
SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: RADICALI E
ASSOCIAZIONE COSCIONI SABATO 5 MAGGIO ALLE ORE 11.00 IN PIAZZA SAN
PIETRO.
Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni
manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato
Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che
prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno
cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO
TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO". Saranno presenti i
deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della
segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed
Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario
dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del
radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca
Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio
Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali
Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.
Arcigay Napoli chiede il riconoscimento delle nuove famiglie sul territorio
Arcigay Napoli
esprime vicinanza ad Udi Napoli e condivisione della richiesta inviata
al Presidente della Giunta Regionale della Campania, all'assessore alle
Politiche Sociali, ai Capigruppo regionali, di ritiro della delibera
pubblicata sul bollettino della Regione Campania n. 40 del 4/9/06, che
assegna fondi per l'acquisto della prima casa a favore di
famiglie
sposate e coppie di nuova costituzione. "La delibera regionale rivela
una arretratezza culturale irrispettosa delle esigenze delle nuove
famiglie, presenti in numero sempre maggiore sul nostro territorio, ed
applicando indirettamente trattamento diverso alle famiglie
monoparentali o alle coppie di fatto, esclude di fatto dal godimento di
benefici tra le altre, le famiglie omosessuali, con o senza figli",
afferma Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli, "la delibera
ignora del tutto che è proprio insistendo su vecchi schemi familiari,
antropologicamente e sociologicamente superati, che si creano tra le
mura domestiche situazioni in cui maturano violenze e soprusi ai danni
di donne, di persone omosesuali o transgender". Arcigay Napoli, nel
domandare, con Udi Napoli, la correzione dei criteri di accesso alla
fruizione di benefici previsti dal bando regionale, per ovviare alle
situazioni di discriminazioni al momento esistenti nei confronti delle
famiglie di fatto basate su vincoli affettivi, chiede: - di istruire
l´ufficio anagrafe, predisponendo la necessaria modulistica, affinché
rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano
richiesta, ai sensi dell´art. 33, comma 2 del D.P.R. 30 maggio 1989, l'
«Attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o
parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi» (come
riconosce l´art. 4 dello stesso Regolamento d´esecuzione), quale
pubblica attestazione delle risultanze delle schede di famiglia tenute
ai sensi dell´art. 21 D.P.R. 30 maggio 1989; - di assicurare ai membri
della famiglia anagrafica, nell´ambito delle proprie competenze e
compatibilmente con la normativa vigente, tutti i procedimenti,
benefici e opportunità amministrative di varia natura, alle medesime
condizioni riconosciute dall'ordinamento alle coppie sposate; - di
sollecitare il Parlamento, attraverso i Presidenti di Camera e Senato,
affinché affronti il tema del riconoscimento giuridico di diritti,
doveri e facoltà alle famiglie diverse da quelle scaturenti dal
matrimonio, siano esse costituite da persone dello stesso sesso, sia
esse monogenitoriali o costituite da conviventi. Nonché a sollecitare
il tema dell´affrancamento delle donne e dei giovani dalla famiglia,
mediante il riconoscimento di garanzie, tutele e vantaggi volti a
garantire la indipendenza e la effettiva autodeterminazione delle donne
e dei giovani.
COMUNICAZIONE ARCIGAY NAPOLI
Al quotidiano "Il Roma" Egregio Gianni De Felice, Mi presento, sono Christian Pinzarrone, trans
FtM e responsabile del Circolo "Anthias" Arcitrans Libellula di Napoli.
Le scrivo in merito al Suo articolo dal titolo "La Asl cade in trans e
addio Casablanca", pubblicato sul quotidiano "Il Roma" lo scorso 26
aprile. Convengo con lei per la chiara e motivata denuncia nei
confronti della cattiva organizzazione delle nostre Asl e della
"malasanità" dilagante sul nostro territorio, in quanto a questi
problemi sociali, come di certo non le sarà sfuggito, anche noi persone
transessuali siamo soggetti. Ritengo però che denunciare queste
problematiche prendendo una posizione non solo avversa ma addirittura,
mi consenta, vile, nei confronti delle persone che hanno un disturbo
dell'identità di genere, costituisca piuttosto uno "status" di comodo...
E' più facile puntare il dito contro chi è già continuamente
surclassato dalla società piuttosto che arrischiarsi a gettare un po'
di luce tra le impervie ombre della stessa e venirne a capo capendone i
malsani meccanismi. Non è certo per aspettare che altri siano a
cancellarsi o inventarsi un "pisello" o una "patatina", come Lei scrive
con gratuito sarcasmo, che le donne aspettano sei mesi per una
mammografia; queste lunghe e vergognose attese purtroppo ci sarebbero
anche senza la "problematica" trans. E le dico che anche io, nonostante
sia un cittadino italiano che paga tutte le tasse e gode dei diritti e
dei doveri relativi "alla persona" previsiti dalla Costituzione
italiana, per poter avere le mie operazioni dovrò attendere non meno di
un anno... Ecco Lei non può neanche immaginare cosa darei per
accorciare questi tempi. Che in una struttura pubblica venga effettuata
una mastectomia bilaterale per terapia contro il cancro o per questioni
inerenti all'identità sessuale cosa cambia ? Le assicuro che la prassi
medica e relativi tempi di attesa sono gli stessi. In ultimo lei chiede
nel Suo articolo che roba sono le "istanze identitarie" ? Poiché
nessuno nasce imparato, come diciamo a Napoli, le spiego per me cosa
significa questo termine: *il rispetto della persona in quanto essere
umano e cittadino, in tutte le sue sfaccettature* e come specificato,
tra le altre cose, dalla legge 164 del 1982, *il diritto dello stesso
ad essere felice*. La ringrazio per la cortese attenzione. Napoli,
30/4/2007 Cordialmente, Christian Pinzarrone
circoloanthias@arcigaynapoli.org
(Dal quotidiano Roma del 26/04/2007 )
26/04/2007 - La Asl cade in "trans" e addio Casablanca
di Gianni de
Felice - La ministra della salute Livia "Ringhio" Turco, se non ci
fosse, dovrebbero inventarla. Sennò, di che avremmo da strabiliare?
Come tutti salvo una persona sanno, la nostra epoca vive l´emergenza
droga. Prezzi crollati, frontiere con più buchi d´un formaggio
svizzero, migliaia di clandestini che spacciano. La polizia ce la mette
tutta, ma la battaglia è impari: dieci pusher vengono arrestati e
cinque vengono
scarcerati. Indulti a parte, il nostro codice è più
elastico della famosa pelle. Alcuni condomini di Milano, nelle zone
afflitte da discoteche, pub, piano bar, starlette, vallette, top model,
calciatori, indossatori, tronisti e via vippeggiando, hanno ingaggiato
guardie private notte-giorno. Avevano scoperto che i pusher nascondono
la merce nei loro cortili e vani ascensore: depositi di retrobottega.
Come per tanti altri servizi, che lo Stato dovrebbe corrispondere in
cambio delle imposte che esige, anche la sicurezza dobbiamo pagarcela
due volte. Vedete i pistoleri armati davanti alle nostre banche? Bene,
ce li abbiamo soltanto noi. Nel resto d´Europa bastano la doppia porta
blindata e la polizia di Stato. Ma torniamo all´emergenza droga. Con
tanti giovani che ne muoiono e tantissimi che ne vengono distrutti
psicologicamente e fisicamente, qual fu la bella pensata della ministra
della salute? Aumentare la quantità massima di droga cosiddetta
"leggera" ammissibile come uso personale. Come dire una chance in più
ai pusher per suddividersi la merce e giustificarne il possesso. Come
incoraggiare la diffusione della droga, invece di stroncarla con
durissime sanzioni. Quanti giovani interpretarono quella "turcata" come
un messaggio di alleggerimento: via, non stiamo a metterla giù così
pesante, un po´ di erba in più non è la fine del mondo? Qualcuno, per
fortuna, ricorse contro l´improvvido decreto e il Tar accolse. Al
momento la ministra prese cappello e annunciò appello al Consiglio di
Stato. Ne venne, per nuova fortuna, dissuasa. Quel decreto era
impopolare, una gaffe politica. Il Consiglio di Stato avrebbe potuto
respingere l´appello e la figuraccia sarebbe stata doppia. Più saggio
parlare di riordino generale della materia, annunciare l´elaborazione
di un disegno di legge, allungare i tempi, diluire e sperare che
nessuno si ricordasse più di quella bella pensata. Così fu. Ma la
ministra non è tipa da starsene lì, tranquilla, a monitorare i ritardi
delle Asl, a sorvegliare la circolazione dei topi negli scantinati di
certi ospedali, a contare quanti italiani muoiono non per cattiva
salute ma per cattiva sanità. Macché, lei è donna d´azione, sensibile a
tutte le istanze. Anche quelle dei transessuali. I quali - come
sostiene l´onorevole Vladimiro Guadagno, in arte e in politica
"Luxuria" - meritano il rispetto delle loro "istanze identitarie". Che
roba sono? Prestodetto: rifarsi il naso, gonfiarsi o spianarsi i seni,
inventarsi e cancellarsi un pisello, cancellarsi o inventarsi una
patatina. Insomma tutte quelle cose per le quali si andava, una volta,
a Casablanca: a spese proprie. Mentre ora, trattandosi di "istanze
identitarie", ed essendo ricco il budget della sanità, dovrebbero
essere fatte in qualche nostra Villa Passerina o in qualche discreto
Dick Surgery Center. è l'opinione della ministra competente, Livia
"Ringhio" Turco. «Credo - ha detto - che il servizio ospedaliero debba
prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il proprio corpo con
la sua identità», La Asl cade in trans: siamo al pisello della mutua,
alla topina della sanità? Purtroppo, non si sa chi deve prendersi
carico delle donne che aspettano sei mesi per una mammografia, degli
anziani che si sentono rinviare di tre mesi un elettrocardiogramma,
delle Tac e delle Risonanze magnetiche che vengono di fatto negate con
la tattica di rinvii impossibili. Accertamenti costosi? Sì, ma non è
che siano a buon mercato le installazioni di passere e piselli, le
sbarbature definitive, le piallature di pomi d´Adamo, i ritocchini
laringei alle corde vocali che cambiano un quasi baritono in
gorgheggiante contralto. Secondo un listino prezzi uscito in questi
giorni, per un "servizio completo" si va - salvo complicazioni -verso i
50mila euro, un centinaio di vecchi milioncini. «L´intimità della
persona va rispettata - ha sentenziato la ministra -E quindi credo che
il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo». Parole impagabili.
Surreali. Se non esistesse, l´on. Livia "Ringhio" Turco, dovrebbero
inventarla. Per avere di che strabiliare. E anche per alimentare il
serbatoio elettorale del centrodestra. Pare che ad ogni sua intervista
o apparizione tivù, conquisti cinquantamila nuovi simpatizzanti.
Prosit!
LETTERA AL CAPO DELLO STATO
Carlo Azeglio Ciampi
Presidenza della Repubblica Italiana
Caro Presidente Ciampi, Le ho fatto pervenire
( per mano di persone affidabilissime ), il 25 febbraio u.s., il testo
di un mio discorso tenuto il 9 febbraio presso la Protomoteca del
Campidoglio davanti ad un pubblico di intellettuali, deputati, etc. Non
avendo ricevuto alcun cenno di risposta da parte Sua in merito alla
questione gravissima da me sollevata, chiedo che ufficialmente venga
aperta un'inchiesta da parte delle Istituzioni. Una seria indagine da
attuare sulle reali condizioni di vita delle persone omo-, bi-, e pan-
sessuali, in collaborazione tra Forze dell'Ordine, università,
sociologi, psicologi, psichiatri, operatori sociali ed organizzazioni
panolebi. Le posso confermare che in Italia sono stato oggetto di gravi
offese e minacce, che ho subito danni relativi alle mie attività
lavorative e anche fisici, insieme ad impedimenti di un sereno
svolgersi dei sentimenti di amicizia, affettivi e di amore, come
milioni di Italiani. Attendo quindi una Sua esauriente risposta e
sicuro della Sua sensibilità umana e morale nei confronti di tutti i
cittadini, Le porgo i miei più cordiali saluti, Joan Peter Boom. -
Allegato testo: "Michelangelo" - AVETE MAI ASSASSINATO MICHELANGELO? -
di Peter Boom - Sono 42 anni che faccio il militante gay e onestamente
non so più cosa fare per rompere l'orrenda barriera antigay italiana.
Ora, a quasi 66 anni, mi sono veramente stufato e tenterò ancora di
richiamare tutti alla propria responsabilità. A cominciare dal Capo
dello Stato Ciampi, che stimo per molte ragioni, ma che ora mi sento
costretto a tirare in ballo nella sua qualità di più alto responsabile
politico in Italia. Lui, ultimamente, ha nominato gli ebrei, ma non le
altre categorie assassinate durante l'olocausto, altri numerosi esseri
umani, che ancora sono scomodi e non mi si dica che è una dimenticanza
casuale. Il Capo dello Stato rappresenta il popolo italiano, ma
evidentemente non rappresenta Michelangelo e una bella fetta dei
residenti passati, presenti e futuri. Poi c'è, molto più grave ancora,
quel capo che si spaccia per "infallibile tramite" tra un Dio
cattivissimo e l'umanità. Asserendo di rappresentare Gesù Cristo,
questo capo blatera giudizi dall'alto del suo palazzo imponente
indossando sontuose vesti ricamate d'oro. E poi i preti cacciano via
travestiti e femminielli. Una parte rilevante della popolazione è
"panolebi" (pansessuale, omosessuale, lesbico, bisessuale, trans,
etc.), gente che viene torturata psicologicamente dal non dire di certi
e dalle condanne di altri. Torturati fino alla più nera disperazione,
fino al suicidio, soprattutto coloro che vivono in provincia e sono la
maggior parte. A loro è stato insegnato che è meglio nascondere il
sesso, l'amicizia, l'affetto, l'amore e a vergognarsi di se stessi.
Alfredo Ormando non è ancora riuscito a farci vergognare tutti di
questa società che si vanta di essere civile e cristiana, neanche
bruciandosi vivo in piazza San Pietro. Quando un omosessuale
impazzisce, si droga, si dà all'alcool, si lascia ammazzare o si
suicida, allora cercano di nascondere la vera causa di tutto questo.
L'omosessuale, anche dopo morto, rimane una vergogna, come era una
vergogna fino a non molti anni fa avere un figlio andicappato. Abito a
circa 80 chilometri da Roma, città gloriosa per la sua storia, sede
della cristianità e ancora sento dire: "Ammazzerei tutti i froci",
"Meglio un figlio drogato che un figlio frocio", "Se mio figlio fosse
frocio, lo ammazzerei". Pensate che in queste condizioni una ragazza o
un ragazzo possa dire apertamente di essere gay? Rischierebbe troppo.
Non si può contare su molti spontanei "coming out" il "dichiararsi" a
causa del terrore di venir scherniti, allontanati dalla famiglia, dagli
affetti, dagli amici, di perdere il lavoro e di venir in ogno modo
ostacolato, condannato, emarginato. Nelle grandi città i gay possono
usufruire di luoghi di incontro, alcuni anche molto pericolosi come
dimostrato dall'alto numero degli omicidi. Anche lì moltissimi
nascondono ancora la propria naturale inclinazione agli amici, alla
famiglia, sul lavoro o a scuola. Chi è responsabile di tutte queste
disgrazie? Chiedo ufficialmente che venga aperto un'inchiesta da parte
delle istituzioni. Una seria indagine da attuare in collaborazione tra
Forze dell'Ordine, università, sociologi, psicologi, psichiatri,
operatori sociali e organizzazioni panolebi. Un'arma efficace contro la
distruzione continua di moltissime vite è necessaria. Non crediate che
io abbia paura di denunciare per grave inadempienza civile e sociale il
Capo dello Stato e per omicidio volontario plurimo attraverso l'uso
della parola un Papa anticristiano. Una denuncia che va fatta in
Italia, in Europa, nel mondo. Da troppo tempo è tempo di cambiare. Joan
Peter Boom Gaya CsF - via Forno di sotto 47 - 01031 - Bagnaia (VT)
Bagnaia.
SCANDALO A WASHINGTON
Coinvolto ufficialmente RANDALL
TOBIAS, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile
per gli aiuti all'estero e l'UOMO DI PUNTA DEI PROGRAMMI ANTI-AIDS
dell'amministrazione Usa BASATI SULLA CASTITA' (UDITE! UDITE!), ma si
arresta solo la maitresse. Lo scandalo ha già travolto l'eroe anti-Aids
dell'amministrazione Bush. Giro di squillo in Usa, «15 mila clienti».
Parla Madam Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione.
WASHINGTON (STATI UNITI) - Le più richieste erano le cinquantenni:
parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la
donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto
rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush.
Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di
giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non
ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i
cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff». ESCORT SERVICE - La
D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva
gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale
americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire
ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali
perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-
time: «Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il
giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin
and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23,
tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette
per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi:
non solo studentesse, ma anche casalinghe disperate, una professoressa
di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina,
un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento
della prostituzione. 15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua
lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del
segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti
all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids
dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso
confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle
ragazze del giro Pamela Martin. VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo
in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i
tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta
di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a
suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda,
tra questi, Harlan Ullman, il consulente del Pentagono a cui è
attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio
della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero
anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante
corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e
militari.
04 maggio 2007
e discriminazioni del passato e del presente, una denuncia per
scongiurare quelle del futuro. Immagino un carro pieno di omosessuali,
donne e uomini, con la divisa dei deportati dei campi di
concentramento, con il triangolo rosa accanto alla stella gialla. Ed
una domanda: la Chiesa, dov'era? Immagino un carro pieno di streghe, di
fanciulle condannate al rogo con il pretesto della loro diversità, a
memoria di tutte le donne bruciate vive dall'Inquisizione, donne la cui
unica colpa era quella di non conformarsi al ruolo che la società
teologica di quel tempo voleva imporre. Ed una domanda: la parola di
Cristo, dov'era? Immagino un carro pieno di donne incinte condannate al
turpe mercato dell'aborto clandestino, quando le probabilità di morire
prima ancora di aver vissuto, erano altissime. Ed una domanda: la
solidarietà cristiana, dov'era? Immagino un carro ospedale, con persone
malate ed altre, disperate, divise da una grata che impedisce di stare
vicini ai propri compagni. Ed una domanda: la Pietas cristiana, dov'è?
Immagino un carro pieno di persone normali, uomini in giacca e cravatta
e donne in tailleur, con un cappuccio sul volto, condannate al
silenzio. Ed una domanda : la parola di Dio sull'eguaglianza, dov'è?
Immagino un carro pieno di transessuali costrette a prostituirsi,
perché a loro non viene concessa nessuna alternativa per guadagnarsi
onestamente la vita. Ed una domanda: la giustizia divina, dov'è?
Immagino un carro pieno di uomini di razza bianca, età compresa tra i
30 e i 60 anni, rispettabili eterosessuali regolarmente sposati con
figli, accanto a fanciulle e ragazzetti tailandesi e brasiliani. Ed una
domanda: Bagnasco, perché non dici chi sono? Immagino un carro con
preti e uomini con la lupara. Ed una domanda: perché avete taciuto?
Immagino un carro pieno di preti che predicano una morale che essi per
primi disattendono, al riparo delle loro sagrestie. ed una domanda: La
morale divina, è uguale per tutti? Immagino un carro con tante lapidi
con i nomi di tutte le persone morte ammazzate o suicidate negli ultimi
anni perché amavano chi non dovevano amare. Ed una domanda: di chi è la
colpa? Immagino un carro pieno di gente normale con i loro figli. Ed
una risposta: la colpa è di tutti noi. Immagino un carro pieno di
monaci appartenenti a tutte le Fedi, insieme sulla stessa Terra, sotto
lo stesso sole. Ed una risposta: siamo tutti eguali. Isabelle Rizk
STORIE DI "COMUNE" FOLLIA
Articolo di Carla Liberatore Gaya CsF
Quella
che segue è la storia di Mario – impiegato al centralino del Comune di
L'Aquila – e Iris, il suo bel cagnone biondo, necessario alla vita di
Mario in quanto non vedente.
Mario è un non vedente e lavora al centralino del Comune di L'Aquila dal 30 dicembre del 2006 e in
ottobre, gli è stato affidato un cane-guida di nome Iris. Dall'arrivo
di Iris sono iniziati i problemi di Mario sul lavoro in quanto alcuni
suoi colleghi vedendolo arrivare all'ufficio con il suo cane guida,
iniziarono a "storcere il muso"; e la collega con cui Mario divideva la
stanza, iniziò a lamentarsi con la dirigenza del Comune perché le dava
fastidio la presenza del cane. Così la "gentile" signora ha pensato
bene di far valere il suo diritto a non condividere il posto di lavoro
con una presenza "animale". E il diritto di Mario? Bene, anzi: Male!
Mario è stato spostato a lavorare in una specie di scantinato, zeppo di
topi, escrementi di topi e veleno topicida. Per fortuna che Mario tiene
sempre Iris al guinzaglio ed è solo per questo che la sua cagnolina non
si è nutrita dell'appetibile veleno, in quanto questo veleno, proprio
per essere adatto alla funzione di sterminare i topi, ha un odore ed un
sapore gradevole per tutti gli animali. Il suddetto trasferimento di
stanza è stato un atto arbitrario di mobbing e discriminazione, senza
che nessuno si sia preso la responsabilità di questo atto. E' stato uno
spostamento coatto senza alcuna documentazione scritta che ne spiegasse
i motivi, da parte dei dirigenti del Comune di L'Aquila. Le ragioni
della collega di Mario, pare siano ascritte su di una non meglio
identificata certificazione medica, che fra l'altro non certifica
nessun tipo di allergia a peli di animale, né tantomeno certifica
disturbi cutanei, ottici e/o respiratori. Nel frattempo a Mario viene
impedito di lavorare perché gli sono stati sottratti gli strumenti in
Braill necessari allo svolgimento delle funzioni per le quali è stato
assunto; e quando va al lavoro è costretto a passare sei ore dentro l'
ufficio senza poter fare niente. Così, esasperato, si è rivolto al
Dott. Alarico Bernardi – Responsabile del Sindacato R.D.B C.U.B P.i.
di L'Aquila – il quale a sua volta ha contattato la D.ssa Cristiana
Graziani – Responsabile dell'ufficio Regionale VERDI per la tutela dei
diritti degli animali, nonché Rappresentante locale di PETA Animalisti
italiani - . S'incrociano quindi, in una vicenda tenera ma dai contorni
ingarbugliati, i diritti di un uomo diversamente abile e quelli del suo
cane guida Iris; diritti che vengono negati da una burocrazia sempre
più arrogante e che se ne frega degli aspetti umani nel quotidiano e
che ancora una volta non prende posizione in maniera ufficiale, con il
solito gioco delle "scatole cinesi", di chi si rifugia sempre dalle
responsabilità e non prende posizione né nel bene e né nel male.
Posizione invece che alle quali non si sottraggono mai i VERDI, nella
lotta per la difesa dei diritti degli animali, degli esseri umani e
dell'ambiente, che come in questo caso si espongono ufficialmente a
difesa di Mario e della sua Iris, tanto che il giorno giovedì 3 maggio
u.s. hanno indetto una conferenza stampa per raccontare questa vicenda
triste e allo stesso tempo grottesca.
SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEI
VERDI ABRUZZO CON LE DICHIARAZIONI DI WALTER CAPORALE – CAPOGRUPPO ALLA
REGIONE DEI VERDI ABRUZZO – CRISTIANA GRAZIANI E MARIO.
COMUNICATO
STAMPA VERDI REGIONE ABRUZZO
L´Aquila 3 Maggio 2007
L´AQUILA. GRAVE
DISCRIMINAZIONE CONTRO DISABILE NON VEDENTE. I VERDI CHIEDONO
INTERVENTO IMMEDIATO DALLA REGIONE.
Dichiarazione di Walter Caporale,
Capogruppo Regionale dei Verdi e di Cristiana Graziani, Medico
Veterinario responsabile Ufficio Verdi per la tutela dei diritti
Animali: L´Aquila, 3 maggio 2007 - "Sembra impossibile ," - esordisce
il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale - "ma nel terzo
millennio siamo ancora costretti a denunciare un grave e vergognoso
caso di discriminazione, questa volta a L´Aquila, nei confronti di un
disabile non vedente, Mario Di Paolo, e del suo cane guida Iris. A
Mario è stato impedito di proseguire il suo lavoro nella stanza e con
gli strumenti abituali per la funzione di centralinista: egli è stato
relegato in una stanza umida, piena di escrementi e persino di veleno
per topi diffuso nell´ambiente e pericoloso sia per l´uomo che per il
cane. Per questo motivo ho presentato una Interrogazione Urgente a
risposta immediata al Governatore della Regione, Ottaviano Del Turco,
con la richiesta di risposta al prossimo Consiglio Regionale dell´ 8
Maggio, e agli Assessori regionali competenti, affinché Mario Di Paolo,
sposato e con due figli, disabile non vedente ed il suo cane guida Iris
abbiano giustizia immediata.". "La discriminazione contro Mario" -
dichiara Cristiana Graziani - "è intollerabile, segno di inciviltà e
di regresso sociale da parte dell´Amministrazione Comunale dell´Aquila:
il nostro amico deve tornare immediatamente con il suo cane guida Iris
nella sua abituale postazione di lavoro, e non in uno scantinato umido
e stretto. Nello scantinato che ci vadano le bestie che lo hanno
discriminato". Dichiarazione di Mario Di Paolo, centralinista non
vedente del Comune di L´Aquila: "In una società che si considera
emancipata e moderna, in una città quale L´Aquila che voglia essere al
passo coi tempi e all´avanguardia, non è più tollerabile che viga la
cultura tribale del più forte che schiaccia il più debole, la
concezione dell´indifeso come essere inferiore bersaglio e obiettivo di
maltrattamento e di vituperio, l´idea che gli animali siano esseri
inferiori e che la diversità dovuta all´handicap sia una macchia da
cancellare, la nostra cattiva coscienza da rimuovere ed eliminare. Ho
denunciato con forza quanto mi è accaduto per aiutare me e gli altri
non vedenti a venir fuori da queste pastoie di arretratezza spirituale
ed intellettuale. Per questo ho deciso di raccontarvi la storia di
rifiuto e di disagio di Iris e me".
VERDI REGIONE ABRUZZO 335.790.71.20
- 0862.644.213 - 0872.49.519 - www.waltercporale.it -
gruppoverdi@regione.abruzzo.it
COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
Ti amavo senza saperlo: i gay e l'Opera. Incontro con Davide Garattini e
Sabino Lenoci.
Forse l'idea che i gay siano particolarmente attratti
dall'opera lirica è davvero uno dei tanti luoghi comuni che circondano
l'omosessualità. O forse le cose non stanno così come del resto ci dice
l'esperienza di tante persone che abbiamo conosciuto. Per capire meglio
questo aspetto molto particolare del vissuto di noi gay abbiamo deciso
di chiedere il parere di due esperti di teatro musicale e abbiamo
invitato Sabino Lenoci, editore e direttore della rivista
internazionale "L'Opera" e Davide Garattini direttore
della rivista
"Musical!". Segue, alle 20.00, la cena.
Gruppo del Guado - Cristiano
Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3
Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 - www.gaycristiani.it
12 MAGGIO: LA
GIORNATA «DEL CORAGGIO LAICO»
di Simone Sapienza - pubblicato il 01
Maggio 2007
13 maggio 1974
«Il 12 maggio, a San Giovanni, per il Family
Day manifesterà la controriforma, a Piazza Navona, con la Rnp, ci sarà
la riforma». Il leader dello Sdi, Enrico Boselli, la mette così, nel
presentare l'iniziativa che, insieme a Marco Pannella, Emma Bonino e
Rita Bernardini, ha promosso per celebrare, 33 anni dopo, il 'coraggio
laico' (è questo lo slogan dell'iniziativa) della battaglia contro il
referendum per la cancellazione della legge sul divorzio, nello stesso
giorno in cui una piattaforma cattolica ha convocato il Family Day.
«Mentre gli sconfitti e gli umiliati del 1974 celebreranno a milioni e
milioni la loro rivincita – dice Pannella - vogliamo dimostrare che c'è
un'altra Italia, quella delle conquiste civili». L'appello è a tutte le
forse laiche. Pannella chiede a Mussi e Angius di dar seguito «alle
dichiarazioni di laicità fatte al congresso dello Sdi» attivandosi per
il successo di "Coraggio Laico": «Una nuova 'cosa' politica ha forse
più successo se nasce direttamente nella lotta». La giornata del 12
sarà aperta da un convegno organizzato dall'Associazione Coscioni e da
RadioRadicale.it, dal titolo: «Il mito della famiglia naturale. La
rivoluzione dell'amore civile». INVIATO DA DGP (DìGayProject)
UCCISA IN IRAK UNA GIOVANE RAGAZZA DI 17 ANNI
A Bashika, Mosul, (Irak)
centinaia di uomini hanno ucciso lapidandola Du'a Khalil, una giovane
ragazza di 17 anni. Questo orrendo omicidio "d'onore" è stato ripreso
in diretta da vari telefonini e macchine fotografiche digitali che
mostrano anche la presenza della polizia locale del governorato del
Kurdistan iracheno. Du'a Khalil è di religione Yezidi, diffusa nel
kurdistan iracheno. Si è innamorata di un ragazzo iracheno arabo e
musulmano con cui si incontrava in grande segreto che, però, si è
rifiutato di sposarla. Umiliata e oramai "disonorata" per la sua
famiglia, è stata ospite per cinque giorni da un locale capo yezidi che
l'ha convinta a tornare dai suoi perché l'avrebbero
perdonata. Appena
tornata, i suoi parenti di cui il fratello, lo zio ed il cugino l'hanno
spogliata, picchiata a sangue e infine lapidata a morte in presenza di
centinaia di spettatori. I gruppi islamisti della regione hanno ben
pensato strumentalizzare questo
crimine per organizzare una vendetta
contro gli Yezidi. Sostengono che la giovane ragazza si era convertita
all'Islam e che è una "martire dell'Islam" perché punita per la sua
conversione. Già 23 yezidi sono stati uccisi. E' per questo, è urgente
che le autorità irachene e la polizia irachena intervengano per
arrestare i parenti di Du'à colpevoli dell'omicidio e fare chiarezza
sull'inefficienza dell'autorità locale a proteggere anche le vittime
della vendetta islamista solo perché sono di religione yezidi. Ieri ad
Arbil un'enorme manifestazione contro i crimini d'onore in Kurdistan è
stata organizzata da diverse associazioni democratiche kurde Yezidi. Le
donne in Medio Oriente sono vittime dell'oppressione partiarcale e
della violenza che siano musulmane sunnite o sciite, druze, christiane
o Yezidi. Fra i kurdi, le Nazioni Unite hanno contato 40 omicidi
d'onore dall'inizio del 2007. Firmate la petizione indirizzata al
Governo Regionale del Kurdistan Iracheno per condannare la lapidazione
di Du'a e per cancellare i "crimini d'onore" nel Kurdistan iracheno e
in Iraq Campagna Internazionale contro i Crimini d'Onore
INVIATO DA Ornella Serpa Gaya
CsF
COMUNICAZIONE
CIRCOLO LESBICO "DRASTICA….MENTE"
ECCOCI ANCORA QUI PER VOI. COME SEMPRE VI OFFRIAMO FILM, DIBATTITO, PRESENTAZIONE DI
LIBRO, TEATRO, E POI... LA TERRAZZA!!!
LUNEDÌ 7 MAGGIO ore 21 c/o Sala
ex Dazio, Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova
Proiezione film "Chutney Popcorn" di Nisha Ganatra (1999) Reena è una
giovane artista newyorkese di origini indiane, felicemente fidanzata
con Lisa. Per aiutare la sorella sterile (e novella sposa) decide di
'ospitare' per nove mesi il bambino, che sarà poi affidato alla
sfortunata coppia. Ma la famiglia di Reena, molto legata alle
tradizioni, non può tollerare una simile scelta, e Lisa certo non
accetta a cuor leggero la futura gravidanza della ragazza... Se due
sistemi di valori opposti si scontrano, è possibile che la felicità
stia a metà strada? DOMENICA 13 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova Teatro Danza LOOP DANCE a cura di
Abracalam MERCOLEDì 16 MAGGIO ore 21 c/o Circolo Arci Pixelle, via
Austria 23/e - Padova RIAPRE LA TERRAZZA DRASTICA!
Inauguriamo la
terrazza Concerto con Zeno Odorizi (fiati) e Sandra Stella (voce)
(International Pop) LUNEDÌ 21 MAGGIO ore 21 c/o Sala ex Dazio,
Barriera Saracinesca Riviera Paleocapa, 98 – Padova DONNE O MADONNE?
Casa e Chiesa come dio comanda Quanta influenza ha ancora la Chiesa
sulla libertà e l'autodeterminazione di donne e lesbiche? Ne parliamo
con tre importanti rappresentanti del femminismo italiano: Nicoletta
Poidimani – saggista e intellettuale militante Lidia Cirillo –
responsabile dei Quaderni Viola e autrice del recente libro "Da
Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria. Soggetti di liberazione, rivoluzioni
e potere" Graziella Bertozzo – movimento Facciamo breccia Per
prepararvi al dibattito date un'occhiata a questi link: http://www.nicolettapoidimani.it
http://www.clrbp.it/Comunicato_20060119.htm
http://www.facciamobreccia.org
MERCOLEDì 23 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta "Calco"
di Monica Maggi La giornalista Monica Maggi torna a sfiorarsi la pelle.
Calco è il titolo della nuova opera in versi di Monica Maggi, nota
giornalista che molto si occupa fra le altre cose di letteratura
erotica e arte. "Calco" è ancora toccare la propria pelle per sentire
quella femminilità che è il vero fiato delle liriche. Ricordo – attesa
– divenire, invece, non sono che caselle dentro le quali la poetessa
esprime la gioia di scrivere. Quella necessità che è pasto quotidiano.
Dove la vita è odorosa, indubbiamente, è una pura formalità non
incontrare l'ovvio. MERCOLEDì 30 MAGGIO ore 19 c/o Circolo Arci
Pixelle, via Austria 23/e - Padova
Terrazza Drastica presenta Susanna
in Racks Shark o la dance du ventre Venite a trovarci all'Astra! Da
mercoledì 2 a venerdì 4 maggio tornano le GIORNATE DI
CINEMA E CULTURA OMOSESSUALE al cinema Astra. A questo link trovate programma e info: http://www.cuc-cinemauno.it/?menu=gcco
Come sempre il circolo
organizzerà il suo belllliiissssimo banchetto informativo all'entrata
del cinema. Saremo lì tutte le sere dalle 20 in poi con libri,
volantini e materiale vario per soddisfare tutti i vostri dubbi e
curiosità sul Drasticamente (e non solo). - PER VOI CONTRIBUENTI TASSE
IN VISTA! Vi ricordiamo il 5 per 1000! Basta scrivere nella casella
"Sostegno al volontariato..." il codice fiscale del circolo
Drasticamente: 92072830281, è un piccolo e amonimo gesto che ci può
aiutare a sostenere le attività dell'associazione.
COMUNICAZIONE
GRUPPO PESCE MILANO
SWIM FOR LIFE 9
Swim for Life 9 è la nona edizione di una manifestazione sportiva natatoria di
beneficenza periodicamente organizzata dal Gruppo Pesce Milano. Si tratta di una gara di nuoto
categoria Master organizzata in collaborazione con la UISP Lombardia
(Unione Italiana Sport per Tutti). Al termine della competizione
agonistica riservata ai tesserati UISP, FIN e CSI, si svolgerà una
staffetta non agonistica rivolta a tutti gli appassionati di nuoto che
vogliono comunque offrire il proprio sostegno e la propria solidarietà
con un piccolo gesto concreto. I proventi della manifestazione
sportiva, saranno destinati a favore dell'ASA (Associazione
Solidarietà AIDS Onlus, Milano), che offre sostegno e assistenza delle
persone sieropositive e in stato di AIDS conclamato. L'edizione della
Swim For Life di questo anno prevede, inoltre, una
novità: l'esibizione
della prima squadra maschile di nuoto sincronizzato in Italia,
SyncDifferent. Madrina di questo evento particolare sarà Eva
Balzarotti, titolare della squadra nazionale di Nuoto Sincronizzato ai
Campionati del mondo svoltisi a Fukuoka (JPN) nel 2001 e agli Europei
di Berlino del 2002. Swim For Life 9 è aperta al pubblico e si svolgerà
nella piscina comunale di Cologno Monzese (MM2 Cologno Nord /
tangenziale est uscita 12), Domenica 13 Maggio a partire dalle ore
14.30 con il patrocinio del Comune di Cologno Monzese e della
Provincia di Milano. Per ulteriori informazioni sul programma e l'
iscrizione è possibile consultare il nostro sito internet http://www.
swimforlife-italia.org - Ringraziamo fin d'ora per il vostro sostegno e
restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti al riguardo
(telefono 340.5246398 / info@gruppopesce.org / www.gruppopesce.org )
iscriviti alla manifestazione dal nostro sito: www.swimforlife-italia.
org
DIO CRIMINALE, ASSASSINO E TERRORISTA
Dio biblico asassino,
terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida,
schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista,
sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere
venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali.
di Luigi Tosti.
Il giudice Luigi Tosti chiede, in base alla Costituzione Italiana e
alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, di poter
affiggere nei tribunali la menorà ebraica accanto al crocifisso, oppure
la rimozione del crocifisso. Presentiamo qui il significativo stralcio
di apertura di "Motivi aggiuntivi". Il documento completo verrà
presentato dal magistrato Luigi Tosti, in qualità di imputato, all'
udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al Tribunale de L'Aquila. Il
documento integrale verrà reso pubblico sul sito: http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da Axteismo dopo quella data. CORTE D'APPELLO
DELL'AQUILA - SEZIONE PENALE Udienza dibattimentale del 23 maggio 2007
MOTIVI AGGIUNTI R.G. Appelli N° 1118/2006 per l'imputato appellante
Tosti Luigi. QUESTIONE PRELIMINARE -Premetto che, avendo un interesse
alla sollecita definizione del processo, intendo rinunciare al primo
motivo d'appello, col quale ho dedotto la nullità dell'intero
dibattimento di primo grado perché celebrato in mia giustificata
assenza. Ribadisco, però, che nella mia qualità di imputato sono
costretto nuovamente a rifiutarmi di presenziare all'udienza
dibattimentale d'appello: e questo a causa dell'esposizione
generalizzata dei crocifissi cattolici nelle aule giudiziarie italiane,
imposta dal Ministro di Giustizia fascista del 1926. Ribadisco,
pertanto, l'invito a sollevare un conflitto di attribuzione nei
confronti del Ministro di Giustizia. Queste le motivazioni del mio
rifiuto e della mia richiesta.
a)Il mio rifiuto scaturisce, in primo
luogo, dall'esercizio del mio diritto primario di libertà di coscienza
(artt. 2 e 111 Cost. ed artt. 9 e 6 Convenzione per la salvaguardia dei
diritti fondamentali dell'uomo), ovverosia dalla necessità di evitare
di subire un processo da parte di giudici che non sono imparziali, come
prescritto dall'art. 111 della Costituzione e dall'art. 6 della
Convenzione, bensì inseriti in un'amministrazione giudiziaria che è
simbolicamente connotata di cattolicesimo: e, in effetti, l'esercizio
del magistero cattolico attraverso l'esposizione dell'idolo del "Dio
incarnato" (tale è Gesù Cristo, secondo il catechismo ufficiale della
Chiesa) è assolutamente incompatibile con l'obbligo di imparzialità e
di neutralità della Istituzione "Giustizia", come peraltro già
sentenziato dalla Cassazione penale, sicché non accetto di essere
giudicato da giudici che sono "parti in causa", anziché garanti
dell'imparzialità, anche simbolica, delle loro funzioni. b) In secondo
luogo il mio rifiuto scaturisce dalla necessità di evitare di subire la
lesione del mio diritto primario alla libertà di religione, garantito
sia dalla Costituzione (art. 19) che dalla Convenzione sui diritti
dell'uomo (art. 9), ovverosia del diritto di essere tenuto lontano da
idoli di Dei incarnati e da simbolismi religiosi nei quali non solo non
mi identifico ma che, anzi, detesto e condanno apertamente a causa
delle criminalità e delle immoralità che connotano il Dio della Bibbia,
che connotano il messaggio simbolico della cosiddetta "passione di
Cristo" e che connotano gli insegnamenti dogmatici e i comportamenti
altrettanto criminali, immorali, antidemocratici e lesivi dei più
elementari diritti umani tenuti dalla Chiesa cattolica. c) Infine, il
rifiuto scaturisce dall'esigenza di tutelare il mio diritto primario
all'eguaglianza ed alla non discriminazione religiosa, garantitomi sia
dall'art. 3 della Cost. che dall'art. 14 della Convenzione, dal momento
che l'Amministrazione giudiziaria italiana privilegia smaccatamente
l'esposizione dell'idolo del Dio incarnato, vietando lo stesso diritto
ai miei ed agli altrui simboli. Mi sembra abbastanza ovvio che nessuno
possa impormi -se io non lo voglio- di frequentare conventi, chiese ed
altri luoghi di culto connotati dall'ostensione dell'idolo del Dio
incarnato: alla stessa stregua, pertanto, nessuno -come
significativamente affermato dalle Corti Costituzionali di Paesi molto
più civili (Svizzera e Germania, ad esempio)- può obbligarmi ad essere
processato, pubblicamente, da Giudici visibilmente "confessionali",
cioè inseriti in un'Amministrazione giudiziaria pubblicamente connotata
di idolatria cattolica. Si tratta, innanzitutto, di una questione di
rispetto dei diritti umani, oltre che di buona educazione. Io non mi
sognerei mai di esporre nelle case altrui i miei simboli ideologici e
pretendo, dunque, che il Papa, la Chiesa e gli adepti della religione
cattolica si astengano dal marcare in modo così squallido le pareti
delle aule dei Tribunali -che non appartengono a loro ma a TUTTI i
cittadini italiani- col simbolo del loro supposto Dio incarnato. E
questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo
macabro e orrifico un messaggio altamente immorale, diseducativo e
psicologicamente deleterio, cioè l'assassinio di un Dio-figlio
perpetrato da un Dio-Padre per assurde e inconcepibili finalità di
"redenzione" di terzi "colpevoli", cioè dell'Umanità "peccatrice", ma
anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi,
di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali
crociate, di criminale razzismo, di criminali roghi contro eretici e
streghe, di criminale schiavismo, di superstizione, di criminale
discriminazione e persecuzione razziale, di criminale shoà, di
criminali rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli
omosessuali, di omofobia, di sessuofobia patologica, di intolleranza,
di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei più elementari
diritti politici ed umani alla libertà di opinione, di pensiero, di
religione e di eguaglianza, di omertosa e criminale copertura dei preti
pedofili, di falsificazioni di atti, di false reliquie, di falsi
miracoli, di truffe, di abuso della credulità popolare a fini
speculativi, di mercimonio di indulgenze e di medaglie "miracolose", di
bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di
cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.
Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla
condivisione e all'osservanza dei fondamentali precetti del codice
penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali
sui diritti dell'Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni
forma di discriminazione, non intendo minimamente subire processi da
parte di Giudici che si identificano simbolicamente e platealmente in
un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante,
stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli
omosessuali, razzista, sessuofobo e a tal punto borioso e criminale da
pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed
animali. E' la mia "debole" morale che mi impedisce tutto ciò, anche
se, ovviamente, non ho il minimo "astio" o disprezzo nei confronti di
Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dall'uomo a sua
immagine e somiglianza e, quindi, con le sue debolezze e con le sue
inclinazioni criminali. Giammai accetterei l'imposizione della croce
uncinata nazista da parte dello Stato italiano -e questo perché ripudio
ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e quindi -e a
maggior ragione- non accetto di essere processato dall'Amministrazione
Giudiziaria Italiana, connotata di "cristianità" cattolica. Se qualcuno
si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora
glorificarsi del supposto "Amore" del supposto unico Dio, nella sua
duplice versione di Dio-Padre e di Dio-Figlio incarnato, lo faccia
pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei
Tribunali dell'Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo
imponga a me che, proprio "grazie a Dio", mi identifico in valori
morali e civili diametralmente opposti. Continua (…) Rimini - L'Aquila,
1° maggio 2007 Luigi Tosti tosti.luigi@yahoo.it mobile 3384130312 -
tel. 0541789323 via Bastioni Orientali 38 - 47900 Rimini - Il
presente documento "Motivi aggiuntivi" 1 maggio 2007 sarà reso pubblico
integralmente sul sito: http://nochiesa.blogspot.com e diffuso da
Axteismo Press dopo l'udienza che si terrà il 23 maggio 2007 al
Tribunale de L'Aquila. Fonte: http://nochiesa.blogspot.com -
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici http:
//nochiesa.blogspot.com
http://nochiesa.blogspot.com
per aderire e
informazioni: ateismo@yahoo.it tel. +39 3393188116
NESSUNO TOCCHI CAINO
05.05.2007
PENA DI MORTE. ANCHE IL GABON SOTTOSCRIVE LA
DICHIARAZIONE PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI - 4 maggio
2007: nel corso di un Consiglio dei Ministri svoltosi ieri a Libreville
il Gabon ha aderito all'iniziativa italiana per la moratoria universale
sulla pena di morte decidendo di sottoscrivere la Dichiarazione che ha
così raggiunto 91 cosposnorizzazioni. La firma è stata raccolta nel
corso della missione condotta da Aldo Ajello per conto del Governo
italiano. Di seguito il comunicato del Consiglio dei Ministri nella
parte riguardante la decisione sulla moratoria: "... nel proseguo dei
lavori, e in risposta all'appello dell'Unione Europea volto a ottenere
una moratoria sull'applicazione della pena di morte, il Consiglio dei
Ministri ha deciso l'adesione del nostro paese a questa iniziativa
umanitaria internazionale, che si inserisce del resto nella logica dell'
attuale politica del presidente Omar Bongo Ondimba e del governo
gabonese in questo campo ..." Marco Pannella, Sergio D'Elia, Valter
Vecellio, Lucio Bertè, Claudia Sterzi in sciopero della fame ad
oltranza dal 16 aprile hanno dichiarato: "La firma del Gabon, paese
peraltro abolizionista di fatto, è la dimostrazione di come l'
iniziativa per la presentazione della risoluzione per la moratoria all'
Assemblea Generale dell'ONU incontri un sempre maggior sostegno. E'
proprio per questo che si rafforzano le ragioni della nostra iniziativa
nonviolenta perché sia presentata all'Assemblea Generale in corso a New
York la risoluzione pro moratoria da parte dell'Italia e di una
colazione mondiale di paesi rappresentativi di tutti i continenti
evitando di affidare una così importante iniziativa nelle sole mani
dell'Unione europea, relegando in tal modo l'universalità della
richiesta di moratoria ad un vecchio schema non più presentabile e
degno di tale obiettivo."
MALAWI. INCOSTITUZIONALE LA PENA DI MORTE
OBBLIGATORIA - 27 aprile 2007: la Corte Costituzionale del Malawi ha
dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria. Riunita a
Blantyre, la Corte stava esaminando il ricorso presentato da un
condannato a morte per omicidio, Francis Kanfantayeni, e da cinque
altri imputati. "La Sezione 210 del Codice penale è illegittima, dal
momento che stabilisce l'obbligo di condanna a morte a seguito di un
omicidio", ha detto il giudice Elton Singini leggendo la sentenza
emessa dalla Corte all'unanimità. "La pena di morte obbligatoria viola
il diritto dell'individuo che lo tutela nei confronti di trattamenti o
punizioni disumane, negando il diritto al processo equo e alla
revisione della sentenza da parte di un tribunale di grado superiore",
ha aggiunto il giudice. L'ultima persona giustiziata in Malawi è stata
impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia
fatto venire dal Sudafrica.
TUNISIA. PRESTO COALIZIONE CONTRO PENA
CAPITALE - 30 aprile 2007: è in via di formazione in Tunisia una
coalizione nazionale contro la pena di morte, annunciano fonti vicine
al Partito dell'Unità Popolare. Tra le organizzazioni coinvolte
rientrano la Sezione tunisina di Amnesty International, la Lega
Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani, la Lega dei Giornalisti,
l'Istituto Arabo per i Diritti Umani e la Lega Tunisina per la Ricerca
sullo Sviluppo. A seguito della pubblicazione da parte di alcuni
esponenti della società civile tunisina, il 18 febbraio scorso, di un
manifesto politico, le organizzazioni stanno preparando i testi del
patto costitutivo, dello statuto interno e del manifesto ufficiale.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della coalizione mondiale fondata
a Roma il 13 maggio 2002 e delle raccomandazioni espresse durante la
terza conferenza mondiale contro la pena di morte, che si è svolta lo
scorso febbraio. Alla fine del mese scorso, il ministro tunisino della
Giustizia aveva affermato che nel suo paese non è ancora tempo di
abolire la pena di morte, anche se ormai da 15 anni non si eseguono più
condanne di questo tipo. Tra i principali sostenitori della sua
abolizione figura il Partito Social Liberale tunisino, che il 13
febbraio scorso ha emesso un comunicato in cui chiede la cancellazione
di questa pena e la sua sostituzione con l'ergastolo nel caso di
crimini gravi e premeditati. Un orientamento questo cui hanno aderito
recentemente anche i giornalisti tunisini, in nome "degli alti valori
che derivano dal patrimonio civile del paese e che ne determinano la
posizione d'avanguardia in molti ambiti".
ITALIA. CAMERA, PENA DI
MORTE VIA DA COSTITUZIONE, TESTO VA A SENATO - 2 maggio 2007: la Camera
italiana ha approvato in seconda deliberazione la proposta di legge che
abolisce dalla Costituzione la pena di morte. La pdl approvata prevede
che dall'articolo 27 della Costituzione vengano soppresse, all'ultimo
comma, le parole "se non nei casi previsti dalle leggi militari di
guerra". Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa
la pena di morte". In nessun caso. I voti favorevoli sono stati 471,
con un solo voto contrario. Trattandosi di una proposta di legge
costituzionale, il testo dovra' essere approvato una seconda volta
senza modifiche anche dall'Aula del Senato, che su esso si' e' gia
espresso una volta.
USA. BOSTON GLOBE, PENA DI MORTE INCOSTITUZIONALE
- 29 aprile 2007: il metodo dell'iniezione letale – è scritto in un
editoriale del 'Boston Globe' – non costituisce una maniera umana di
giustiziare il condannato, come imporrebbe la Costituzione degli Stati
Uniti. Benche' sia stata abolita in quasi tutte le democrazie avanzate,
continua il Globe, la pena di morte sopravvive negli Usa in parte
poiche' gli Stati dove e' legale si sono sforzati di farla diventare
'asettica'. In America l'era delle impiccagioni in pubblico e'
tramontata da un pezzo, ed esse sono state sostituite da un
procedimento impersonale ed estremamente discreto che riduce al minimo
la scomodita' per chi la somministra e per il pubblico. Sebbene da
decenni ci si sforzi per far apparire la pena capitale come una
procedura puramente clinica - sforzo culminato nell'adozione
dell'iniezione letale come metodo di esecuzione largamente prevalente -
un nuovo studio analitico e scientifico delle esecuzioni in California
e North Carolina, appena pubblicato, suggerisce proprio il contrario.
Il cocktail di tre sostanze iniettate nella vena del condannato puo'
dar luogo a un doloroso fenomeno di asfissia durante il quale la
persona rimane conscia. L'iniezione letale, oltre la superficie di
'umanita' che tale metodo pretenderebbe di rappresentare, viola in
realtà la proibizione costituzionale di punire in modo crudele e
inusuale. Altri metodi che arrecano morte pressoche' immediata, come la
ghigliottina o la fucilazione, sono stati respinti come rivoltanti per
la sensibilita' attuale. Lo stesso avviene per la sedia elettrica. Ci
sono inoltre molte altre ragioni per le quali la pena capitale andrebbe
abolita: non e' un deterrente per i criminali, e' applicata in modo non
equanime a seconda delle giurisdizioni e dei gruppi sociali coinvolti,
e' irreparabile in caso di errore giudiziario. Comunque una pena di
morte rapida, indolore e pulita - conclude l'editoriale - ancora non
esiste.
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