18 maggio 2007

news 18 maggio

ROMA PRIDE 2007: APPELLO ALLE FORZE POLITICHE, SINDACATI, ASSOCIAZIONI
ITALIANE
Il 16 giugno a Roma si terrà il Roma Pride 2007 con lo slogan
"Parità, Dignità, Laicità", il cui corteo partirà da Piazzale Ostiense
per concludersi in Piazza San Giovanni. C'e' bisogno forte di
riaffermare il valore di queste tre parole, visti i continui tentativi,
che giungono da varie direzioni nonché da parte della destra italiana,
di mettere in discussione alcuni fondamentali valori, utilizzando
spesso una campagna omofobica e anti-libertaria. Non esiste democrazia
senza laicità. I cittadini italiani che si riconoscono in questo
concetto hanno il dovere di affermare con determinazione che esiste un'
altra Italia, che non vuole sprofondare nel Medioevo e che respinge gli
attacchi alle conquiste civili e sociali. Esiste un'altra Italia che
lavora per un ampliamento delle tutele e dei diritti, anche a favore
dei cittadini omosessuali e transessuali che attendono da tempo leggi e
normative presenti ormai in quasi tutta Europa. Il Coordinamento
Nazionale del Roma Pride 2007 lancia un appello a tutte le forze
politiche, i sindacati, le associazioni, gruppi e singoli che si
riconoscono nelle nostre parole d'ordine, di aderire alla
manifestazione e di impegnarsi fattivamente per la sua riuscita,
contribuendo concretamente allo sforzo organizzativo e finanziario del
Roma Pride Nazionale 2007. I tre portavoce nazionali del Coordinamento
Roma Pride 2007
Cristian Ballarin, cell. 347.8445732
Aurelio Mancuso,
cell. 335.310659
Rossana Praitano, cell. 348.7708439

UFFICIALIZZATO PERCORSO ROMA PRIDE: ARRIVO A SAN GIOVANNI
Il corteo del Pride Nazionale che si terrà a Roma il 16 Giugno 2007
partirà da Piazzale Ostiense e terminerà a piazza San Giovanni. Il
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha presentato alla
questura, che ha dato il suo assenso, il seguente percorso: Piazza di
Porta San Paolo, viale della Piramide Cestia, viale Aventino, via di
San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana,
viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni.
Piazza di Porta San Paolo (Piramide), è già stata punto di partenza
del World Pride del 2000. L' arrivo a Piazza San Giovanni è dovuto al
fatto che questa piazza, tradizionale luogo di ritrovo delle grandi
manifestazioni popolari e punto di arrivo delle marce legati ai diritti
e alla pace, è l'unica in grado di contenere le centinaia di migliaia
di persone che attendiamo per l'evento e la nostra voglia di
protagonismo sociale e civile ed è il luogo più adatto per ribadire con
la massima forza le nostre parole d'ordine di quest'anno "parità,
dignità e laicità". Un Pride dalla forte carica politica e
rivendicativa in un momento che sentiamo centrale nel confronto
democratico del nostro Paese e che speriamo richiami a manifestare
tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la libertà di
pensiero, l'uguaglianza per tutti, la giustizia e la laicità delle
istituzioni. Dati che sembravano acquisiti ma sembrano oggi rimessi in
discussione. Rossana Praitano Portavoce Pride Nazionale Roma 2007

CHI VUOLE VADA, CHI NON VUOLE MANDI!"
Il Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli apprende dalle agenzie di stampa che
il segretario dei Ds Piero Fassino ha annunciato che una delegazione
dei Ds parteciperà al Gay Pride Nazionale Unitario di Roma del 16
Giugno. Riteniamo tutto ciò insufficiente. Ricordare all'onorevole
Fassino che mai come quest'anno è necessaria invece una massiccia
presenza delle forze democratiche e laiche al Gay Pride Nazionale
Unitario per ribadire il riconoscimento pieno delle istanze delle
persone lgbt e che lo esortiamoa partecipare personalmente alla
manifestazione, dandoci così l'assicurazione che non è tornato in voga
il vecchio detto "Chi vuole vada, chi non vuole mandi". All'onorevole
Fassino e ai Ds tutti chiediamo quel "coraggio laico" che non
esaspererebbe conflitti e che darebbe agli elettori del centro-sinistra
(tra cui la maggioranza delle persone lgbt) la garanzia di aver speso
bene il proprio voto. Le parole d'ordine della Manifestazione del 16
Giugno sono Parità, Dignita, Laicità. Se è vero che la battaglia per il
riconoscimento dei diritti civili è nel dna dei Ds, sarà quello il
momento per dimostracelo. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica Andrea Berardicurti 06/5413985 – fax 06/5413971
Cell 3487708437

"AMATO VERGOGNA"
Ennesimo atto di offesa per il nostro corteo per la città di Roma, aggiungendo "ma
purtroppo c'è la Costituzione", torna a offendere la comunità
gay/lesbo/trans definendoci disagiati e sfortunati in quanto non in
grado di avere una famiglia. Tralasciando l'infelice terminologia
usata, alla quale ormai ci ha abituato, vorremmo rassicurarlo sul fatto
che gay, lebiche e trans sono in grado di essere famiglie, anzi lo sono
da tempo. Se avrà un sussulto di coraggio laico, la invitiamo a essere
presente al Pride nazionale di Roma del 16 giugno che si concluderà a
Piazza San Giovanni e che avrà come parole d'ordine PARITA', DIGNITA',
LAICITA'. Li avrà modo di rendersi conto di quanto noi ci riteniamo
fortunati della nostra condizione e di quanto siamo sfortunati nell'
essere rappresentati da un gruppo dirigente che ormai non riesce piu a
fare una dichiarazione senza dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
Rossana Praitano Portavoce Pride Nazionale 2007 cell 3487708437.
Segreteria Organizzativa
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli
tel 065413985 fax 065413971

cALDEROLI E IL BON TON DRUIDO
Il leghista Calderoli non è nuovo al linguaggio colorito
dell'osteria e sinceramente da tempo non consideriamo più le sue
esternazioni degne neppure di commento. Il senatore, noto anche per
essersi sposato con un fantasioso rito druidico, non ha perso
l'occasione offerta dalla piazza del Family day per inveire contro gli
omosessuali definiti "diversi"e concludendo le sue dichiarazioni con un
inequivocabile "W la famiglia abbasso i culattoni". Prendiamo atto che
la sua famiglia eterosessuale DOC non è stata in grado di insegnargli
né la buona educazione né il buon gusto! Il Circolo di cultura
omosessuale Mario Mieli ritiene assolutamente inaccettabile che da
parte di rappresentanti istituzionali ci si ostini ancora ad usare un
linguaggio gravemente offensivo per la dignità di milioni di cittadini.
Un linguaggio che, se si addice perfettamente al livello culturale del
senatore Calderoli, ferisce in profondità la credibilità della nostra
democrazia e la sua capacità di rappresentarci tutti e sposta il
confronto civile sul piano dell'invettiva immotivata e
dell'integralismo religioso. Già in passato avevamo chiaramente
esecrato questo tipo di invettive che mancano di qualsiasi contenuto
argomentativo; e neppure l'esserci rivolti all'autorità giudiziaria è
servito a tutelarci. Non vorremmo essere costretti a prendere atto che
nel nostro Paese esistono degli intoccabili che coprendosi del ruolo di
rappresentanza dei cittadini ritengano di essere sopra il rispetto
delle comuni leggi di convivenza civile. La nostra risposta colorata e
democratica sarà un grandissimo Gay Pride il 16 giugno a Roma. E
vedremo se allora ci si ostinerà a voler ancora definire scandalosa la
nostra legittima richiesta di uguaglianza e diritti. Andrea Maccarrone
Direttivo Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli Cell 3497355715
Circolo Mario Mieli 065413985
www.mariomieli.org


MINIGONNE DA MULTARE
Lo riferisce oggi il magazine Newsweek Polka Minigonne e scollature
osé, deputato polacco propone una 'multa'. La 'ricetta' del
conservatore Artur Zawisza "contro la tentazione sessuale" e per
stroncare la prostituzione sulle strade. Varsavia, 7 mag.
(Adnkronos/Ign) - Multare chi indossa minigonne, trucco pesante e
magliette troppo scollate per stroncare la prostituzione sulle strade
polacche. E' questa la proposta di legge "contro la tentazione
sessuale" sostenuta dal deputato conservatore polacco Artur Zawisza,
secondo quanto racconta oggi il magazine Newsweek Polska. Zawisza,
esponente del Partito per la legge e l'ordine (Pis) al potere, sta
premendo da mesi sul ministero della Giustizia perché sostenga la sua
idea, spiega il magazine. Il deputato ammette tuttavia che il
provvedimento potrebbe creare qualche confusione. "Potrebbe accadere
che una bella ragazza venga arrestata mentre torna a casa dalla
discoteca", concede. Ma si dice fiducioso che la polizia sappia
distinguere "fra le donne rispettabili e quelle che hanno perso la loro
moralità". FONTE AdnKronos. INVIATO DA Maria Ornella Serpa Gaya CsF

IO CAMMINO CON LE SPALLE aL MURO
Difficoltà per una consapevole identità
Museo d'arte moderna Vittoria Colonna Pescara, domenica 20
maggio 2007 - ore 17 intervengono: Manuela Di Nardo, Jonathan - Diritti
in movimento Porpora Marcasciano, MIT - Movimento Identità Transessuale
Claudia Toscano, AGEDO - Associazione Genitori e Amici degli
Omosessuali


OPEN MIND CATANIA
Gli ultimi tempi sono stati all' insegna di una crescente e odiosa omofobia, avallata da
politici incompetenti e codardi e dai vertici religiosi ipocriti.
Quello che l'anno scorso, ci sembro' un colpo di testa di uno sparuto
gruppo di fascisti, oggi ci pare sempre più chiaramente il risultato di
anni di odio, insulti e demonizzazioni delle liberta' degli omosessuali
e dei diversi. E' per questo che l' Open Mind ha pensato, nonostante i
tempi ridotti, di provare a dare una risposta a tali attacchi. Pensiamo
che non fare il Pride a Catania significhi far credere ai fascisti, e
chi gli e' vicino, che hanno vinto e che ci fanno paura. Ma piu' che
mai c' e' l'orgoglio e la rabbia che ci spingono a tentare di portare
in piazza chi non ha vergogna e chi crede nella liberta' e dignità di
tutt*. Alla luce del fatto che il Pride regionale non avra' luogo per
quest' anno, ci rendiamo conto che un corteo che comprenda tutte le
realtà GLBT e non, di Catania e Sicilia sia necessario, e la nostra
proposta e' di fare il corteo, sabato luglio 2007. Dobbiamo affrontare
insieme e in gran numero chi quotidianamente infanga la nostra dignità.
Solo una risposta compatta può far arrivare il messaggio. E' per questo
che speriamo in una risposta positiva da parte di tutti i gruppi "GLBT
e non" di Sicilia, poiché dalla lotta per i diritti dei gay, delle
lesbiche, dei/delle transessuali passa anche quella per la libertà e
dignità di tutte le minoranze e diversità. Froci Sempre Fascisti Mai!!!
Open Mind centro di iniziativa GLBT – Catania


COMUNICATO STAMPA CO.
DI.PEP
Noi "PROSTITUT@" siamo "VITTIME": dello Stato criminale, che ci
perseguita consegnandoci nella mani di chi ci "sfrutta" dell'ipocrita
morale maschilista, che ci ab-usa e poi ci getta via disprezzandoci di
un sistema perverso e contraddittorio, che non concede spazi vitali
dello stigma morale, fonte di abietta e tranquilla violenza ai nostri
danni del turpe potere mediatico, che ci getta in pasto all'odio che
esso stesso fomenta delle forze dell'ordine, che non ci tutelano come
per legge, ma ci vessano, percuotono e stuprano del puttanicidio,
spacciato per "crimine comune in ambienti degradati" perchè nessuno
vuole occuparsene. Ma noi "PROSTITUT@" siamo LIBER@ e COSCIENTI della
nostra SCELTA e della nostra SOGGETTIVITA' e domani attraverseremo con
i nostri corpi le strade e le piazze di Padova per dire FORTE e
CHIARO, iniziando dal sindaco di Padova, Flavio Zanonato: "BASTA
DISCRIMINAZIONI!
BASTA VIOLENZE! PER LA NOSTRA SICUREZZA ED
AUTODETERMINAZIONE DATECI SPAZI VITALI!"
Ufficio Stampa
"Co.Di.Pe.P. -
ROMA"
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)
Riferimento Stampa: Ornella Cell.: 347 18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.
com

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 13 maggio 2007
GAY: CONGRESSO
ARCIGAY; AURELIO MANCUSO E' IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE
"LA STRADA
ORMAI E' QUELLA DELLA GIUSTIZIA: CHIEDIAMO IL MATRIMONIO"
PRIMO
APPUNTAMENTO IL GAY-PRIDE UNITARIO IL 16 GIUGNO A ROMA
"Fino a ieri ci
siamo affidati alla ragionevolezza, avanzando una proposta civile e
umana come quella delle unioni civili. Oggi dobbiamo avere il coraggio
di percorrere la strada della giustizia, chiedendo che anche l'Italia
rimuova il divieto per gay e lesbiche di sposarsi con la persona che
amano, come già Canada, Olanda, Belgio, Spagna e Repubblica del Sud
Africa". Lo dice Aurelio Mancuso in conclusione del 12° congresso
nazionale di Arcigay, che lo ha appena eletto nuovo presidente di
quella che, con i suoi 180mila iscritti, è la maggiore associazione
omosessuale italiana. Mancuso, 44 anni, fino a ieri segretario
nazionale di Arcigay, prende il posto di Sergio Lo Giudice, al quale il
congresso ha riconosciuto, come già a Franco Grillini, il titolo di
presidente onorario. "Arcigay oggi intraprende un nuovo cammino che,
tenendo conto della propria storia, intende valorizzare l'associazione
come soggetto politico e sociale, rete sindacale autonoma, distante e
distinta dai partiti" ha spiegato Mancuso. Il primo grande appuntamento
sarà a Roma il prossimo 16 giugno per la manifestazione nazionale del
gay-pride cui aderisce l'intero movimento italiano lgbt (lesbiche, gay,
bisessuali e transessuali). L'assemblea congressuale ha anche eletto il
nuovo segretario nazionale, seconda carica associativa, e il consiglio
nazionale, cioè il parlamentino dell'organizzazione, che rappresenta il
principale organismo decisionale tra un congresso e l'altro. Il primo
incarico è stato assegnato a Riccardo Gottardi, 30 anni, attuale
presidente dell'associazione europea per la parità di diritti di gay e
lesbiche, Ilga Europe. Il consiglio nazionale è stato ampliato,
coerentemente con la crescita di Arcigay negli ultimi anni, da 60 a 80
componenti, rappresentativi dell'articolazione territoriale e delle
diverse sensibilità politiche dell'associazione. L'elezione di Mancuso
e Gottardi è stata accompagnata dall'approvazione di una mozione
congressuale unitaria, elaborata a partire da due mozioni contrapposte
che si sono fronteggiate nei due mesi di dibattito pre-congressuale
negli organismi locali dell'associazione. L'associazione ha inoltre
voluto rafforzare la propria autonomia politica stabilendo, per
statuto, che presidente e segretario nazionali non possano ricoprire
cariche pubbliche, partitiche o sindacali. Tra i vari ordini del giorno
approvati, anche quello che annuncia la richiesta di adesione a Libera.
Ha anche annunciato la richiesta di adesione a Libera, il network delle
associazioni italiane che si battono contro la Mafia. Ai lavori del
congresso, che col titolo "Siamo famiglie: pari dignità, pari diritti"
si è svolto a Milano tra l'11 e il 13 maggio, hanno preso parte circa
200 delegati, in rappresentanza di 180mila iscritti, raccolti in oltre
100 sedi locali (43 comitati provinciali e 65 associazioni affiliate),
e in 6 coordinamenti regionali, distribuiti in 48 province di 18
regioni italiane. Il dibatto pre-congressuale nelle sedi territoriali
dell'associazione si è tenuto tra marzo e aprile e ha coinvolto
migliaia di soci. Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
VERDI
PESCARA
I Verdi ed i comitati ambientalisti abruzzesi esprimono piena
soddisfazione per l'inizio delle indagini della Procura sulla questione
delle presunte irregolarità riguardanti i lavori del progetto Ricama-Si.
co.ra. Come è noto, negli ultimi sei mesi tramite un lavoro collettivo
e grazie a consulenze tecniche di alto livello riguardanti il progetto
Si.Co.Ra., abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare e un'
interpellanza regionale. Domani 13 maggio, durante la visita del
ministro Pecoraro Scanio all'Aquila, chiederemo ancora una volta il
blocco di questi lavori. Tra i maggiori pericoli elencati per
giustificare il blocco dei lavori delle opere previste dal progetto Si.
Co.Ra. c'era oltre allo sperpero di fondi pubblici anche l'aumento dei
rischi igienico-sanitari nei tratti di mare interessati dalle opere. Le
recenti analisi dell'Arta presso la foce del fiume Pescara ed il fosso
Vallelunga sembrano confermare nuovamente le nostre tesi. Infatti, nei
tratti dove sono stati posizionati i cosiddetti pennelli
(perpendicolari alla spiaggia) sono stati rilevati aumenti massimi
"inspiegabili" di coliformi e streptococchi fecali. Come anticipato dai
nostri studi le barriere a mare impediscono la libera circolazione e
dispersione dei coliformi e streptococchi fecali che ristagnano nelle
vicinanze di queste opere frangiflutti. Conseguenza diretta è l'aumento
dei parametri sopra al limite di legge (limite già elevato di per sè) e
quindi l'inevitabile divieto di balneazione. Per questo motivo, il
partito dei Verdi nei prossimi giorni presenterà tramite il consigliere
comunale Fausto Di Nisio un'interpellanza al comune di Pescara.
Intanto, lo sperpero dei fondi pubblici e gli scempi ambientali
continuano come i recenti lavori di ripascimento della spiaggia del
lido Riccio di Ortona dimostrano: sabbie e fanghi maleodoranti e di
colore nero prelevate dal porto di Ortona sono stati depositati in quel
tratto di spiaggia. Proprio un bel capolavoro per chi in nome del
turismo spende una montagna di soldi pubblici, si parla in totale di
oltre 100 milioni di Euro, senza ottenere i benefici promessi. Per il
bene comune di tutti, per la salute dei cittadini e delle casse
comunali, ci auguriamo che la Regione ci ascolti e che l'assessore
competente blocchi questo continuo scempio ambientale. INFO: www.
primadanoi.it -
www.marelibero.org


LETTERA APERTA AL SINDACO DI
MILANO: LETIZIA MORATTI
Gentile sindaca Letizia Moratti, Lo sa, un
cittadino di Milano, Paolo Ferigo, presidente del circolo Cig Arcigay
di Milano, è stato aggredito verbalmente e fisicamente da due
energumeni di una municipalizzata che han provato a dare una svolta
alla loro melensa serata dando di mani e in forma delinquenziale contro
il presidente. Ferigo che conosco e apprezzo, sapendolo persona mite e
di valore per le battaglie che conduce anche in Arcigay, è cittadino di
Milano. A questa città continua a dare, come moltissimi omosessuali,
non solo crescita economica ma anche valori che spesso questa città non
sa neppure riconoscere. Il Cig, come spero saprà, svolge attività di
volontariato e di
sostegno a favore di coloro che non hanno diritti ma
solo doveri; a favore di persone sieropositive o che si sentono sole e
in pericolo in una città come Milano. Paolo è stato aggredito perché
omosessuale, come avviene per tanti altri Paolo omosessuali che non
hanno il coraggio di ribellarsi e denunciare atti contro la loro
persona. Tutto questo, gentile sindaca, avviene nella città da Lei
governata. Non è passato molto tempo da quando, a Milano, la libreria
Babele è stata fatta oggetto di scritte omofobiche naziste, replicate
precedentemente anche nella sede Cig Arcigay. Succede, nella città da
Lei governata. Succede intolleranza in questa città che vanta
tolleranza. L'aggressione delinquenziale a Paolo Ferigo è l'ultima di
una serie che speriamo la città voglia fermare, dando segnali di
civiltà rimasti finora elusi, e concedendo adeguata protezione alla
vasta comunità omosessuale che vive e lavora nella capitale meneghina.
Qualche anno fa, Pietro Rutelli, allora vice presidente del Consiglio
comunale, sostenuto anche dal forzista Paolo Massari, annunciò che la
Margherita avrebbe aperto dei circoli omosessuali a Milano. Fece di
più: invitò, facendoli entrare per la porta principale di Palazzo
Marino, i rappresentanti dei movimenti gay Arcobaleno per un confronto
in Commissione Pari Opportunità. Sembrano passati, da allora, secoli di
democrazia e
confronto, svuotati a favore di acredine e inciviltà. La
Milano del confronto civile è diventata la Milano delle intolleranze e
minacce verso gli omosessuali che, nel frattempo, arricchiscono con il
loro lavoro Milano. Da troppo tempo, il Comune oggi da Lei governato,
si è dimenticato di questi suoi cittadini, li tratta con superficiale
noncuranza, li rinnega nelle tante manifestazioni pubbliche che la
città, al contrario dei suoi amministratori, accoglie con benevolenza e
affetto. Nessun segnale e presenza, neppure nei tre giorni di Congresso
nazionale di Arcigay, celebrato a Milano da più di duecento delegati.
Non se ne è dimenticato il Presidente della Repubblica che ha fatto
pervenire un suo messaggio; sono arrivati a Milano le ministre Barbara
Pollastrini ed Emma Bonino; Piero
Fassino, Franco Giordano, Enrico
Boselli, Cesare Salvi e tante altre personalità venute a dare
testimonianza e non solamente presenza politica. Lei, prima cittadina,
occasione ghiotta per dialogare con una fetta importante di suoi
amministrati ed illustri ospiti, ha pensato bene di registrarsi tra gli
assenti ingiustificati: neppure una riga scritta rivolta a quella
importante assise. Perché? Che succede in questa città che non
riconosce più i suoi cittadini migliori, anche omosessuali? Non è vero
che un sindaco, una volta eletto, deve essere amministratore e
tutelatore dei diritti di tutti i suoi cittadini? Perché lei, donna,
manager, politica, sensibile da sempre alle tematiche
antidiscriminatorie, ci guarda come nemici e non come cittadini del suo
governo? Proprio oggi, in Italia, la comunità omosessuale celebra la
Giornata contro l'omofobia. Crede che non ce ne sia bisogno visto che
ha perso anche questa occasione per stare vicina ad una fetta
consistente di suoi cittadini? I fatti capitati a Milano, ultimo quello
ai danni di Paolo Ferigo, suggeriscono una lettura diversa dai suoi
silenzi e assenze.E'' vero, come scrive Davide Romano: «Che
l'intolleranza contro i gay esista è certo. Che non muovendo un dito
per combatterla si sia corresponsabili è altrettanto certo. E'' giunto
il momento per il sindaco di decidere se andare al contrattacco o non
far nulla, assumendosene tutte le responsabilità.» Che ha deciso di
fare, sindaco Letizia Moratti? Mario Cirrito "Babilonia"

"RIDERE DEI GAY..... tra stereotipi e comicità"
In occasione della Giornata
mondiale contro l'omofobia il Gruppo Lambda e la Fondazione Sandro
Penna organizzano l'incontro sul tema: con la partecipazione di:
Alessandra COMAZZI (giornalista de La Stampa), Angelo PEZZANA
(presidente della Fondazione Sandro Penna) e PLATINETTE (beh!,
Platinette è Platinette). L'appuntamento è fissato per il giorno: 18
maggio 2007, alle ore 20,30 presso il Circolo dei Lettori, Via Bogino
9, Torino ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti. l'iniziativa
ha il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di
Torino e Coordinamento Torino Pride lgbt. E'' stata inserita nel
programma Melting Box. Si ringrazia Sky Tv e Digicast per la gentile
collaborazione. Potete consultare il ricco programma torinese della
Giornata mondiale contro l'omofobia sul sito:
www.torinopride2006.it -
Per informazioni: 011.5212033 - gruppolambda@fondazionesandropenna.it


ROSI BINDI:
ZERO IN CONDOTTA!
L'esclusione delle associazioni gay
dalla conferenza di Firenze non si può giustificare. Al ministero della
Famiglia di famiglia ce n'è solo una. Quella fondata sul matrimonio. Il
resto vada al diavolo o si sposi o si lasci, o rimanga clandestino
Bindi o Bondi? Può una vocale capovolgere il pensiero politico? A volte
in politica capitano strani sdoppiamenti di personalità, schizofrenie
che Freud ci consiglierebbe di tenere sottocontrollo. L'ambiguità può
essere creativa sessualmente, ma politicamente è puro opportunismo.
Forse è il momento di fare chiarezza, di dire da che parte si sta sui
diritti di cittadinanza. In queste settimane, ho assistito con invidia
al dibattito politico in Francia, dove è stata bandita qualsiasi
posizione antipacs e antiomosessuale. Qui in piena crociata clericale,
ci voleva anche Rosi Bindi a farci venire la depressione. Neppure la
figlia di Moro se l'è sentita di giustificare l'esclusione delle
associazioni glbtq dal convegno sulla famiglia, e ha dichiarato
sdegnata che suo padre non si sarebbe sognato di fare una cosa così e
che avrebbe decisamente dato un contributo assai più laico a questa
discussione. Lo penso anche io e quel periodo storico ce lo ha
insegnato. Rosi Bindi ha deluso chi ha creduto nel suo coraggio di
cattolica progressista. Scaricata la vicenda Dico, ha trovato la prima
occasione per riallinearsi alla Chiesa a pochi giorni dal Family Day.
Una classe politica così non ha abbastanza autonomia, e temo che non
sia capace di dare risposte all'altezza dei processi di cittadinanza
che viviamo, e delle domande che si sono dispiegate attraverso nuove
soggettività e pratiche di libertà. Il risultato è che solo in Italia
ci sono politici che si permettono di nutrire ed esercitare la propria
omofobia a destra e a manca. Del resto Rosi Bindi non è ultima nell'
elenco dei campioni italiani, al contrario nel corso degli ultimi mesi
ha collezionato diverse prese di posizione. Fra tutte l'indimenticabile
«E' meglio che un bambino resti in Africa piuttosto che sia adottato da
una coppia omosessuale». Chi avrebbe potuto dir meglio? Quale sia la
logica di Rosi Bindi posso immaginarlo: prima impone i Dico ai Ds,
mediazione al ribasso voluta dai cattolici nello schema del Pd, e poi
quando questa finisce nel binario morto del Senato, torna ad allinearsi
con le posizioni più conservatrici. L'esclusione delle associazioni gay
dalla conferenza di Firenze non si può giustificare usando come una
clava l'articolo 29 della Costituzione. E' un segnale politico,
culturale preciso, che unisce familismo a integralismo, pregiudizio,
discriminazione, omofobia. Come minimo dovrebbero toglierle mezzo
ministero, perché Rosi Bindi ha deciso di occuparsi solo di una parte
delle famiglie italiane e non di tutte. Al ministero della Famiglia di
famiglia ce n'è solo una. Quella fondata sul matrimonio. Il resto vada
al diavolo o si sposi o si lasci, o rimanga clandestino, con i propri
problemi, bisogni, progetti. Ma non era la cultura cattolica a cui
appartiene Rosy Bindi la cultura della solidarietà, dell'amore, dell'
accoglienza per antonomasia? E noi laici non credenti, non eravamo
quelli senza valori, una razza di individualisti ed egoisti? Mi auguro
che il governo rimedi in fretta a questi errori, e che la prossima
Finanziaria cominci ad occuparsi seriamente, attraverso politiche
economiche, sociali e del lavoro adeguate, dei problemi di tutte le
famiglie, le convivenze, le coppie di fatto e di coloro che da single
non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Fra cui la maggior
parte donne precarie. Quello che oggi in tanti, tantissimi si chiedono,
all'indomani della manifestazione antiDico voluta dal Vaticano è:
questo governo saprà fare chiarezza? Saprà impegnarsi sul terreno dei
diritti o deluderà le aspettative? Io penso che sarà necessario
riprendere ad agire il conflitto nella dinamica fra governo e
movimenti. Credo nel coraggio e nella forza delle idee e ripenso alle
parole di Ghandi: «Per cominciare vi ignoreranno, quindi rideranno di
voi, poi vi faranno la guerra, alla fine voi vincerete». FONTE:
Liberazione della domenica 13/05/2007 INVIATO DA ON. Titti De Simone


MOSTRA FOTOGRAFICA
"LA FATICA DELL'ESSERE DONNA"
LesClick -
dissociazione artistica di donne - organizza dal 28 maggio al 16 giugno
2007 la mostra fotografica dal titolo " La fatica dell'essere donna -
uno sguardo fotografico attraverso un femminile diverso"
L'inaugurazione si terrà il 26 maggio alle ore 18 presso la libreria
Liber.mente, via del Pellegrino 94, Roma e rimarrà aperta al pubblico
il lunedì dalle ore 16.00 alle ora 20.00 e dal martedì al sabato dalle
10.00 alle 20.00. La realtà femminile nei suoi molteplici aspetti
attraverso la rappresentazione fotografica delle fatiche, delle paure,
delle gioie e delle difficoltà dell'essere donna: questo l'obiettivo
della mostra, che nasce dal lavoro di LesClick, un gruppo eterogeneo di
donne accomunate dalla passione per la fotografia. Espongono: Roberta
Aloi, Viviana Capomaccio, Gabriella Carlei, Rita Chiliberti, Emanuela
Cuzzucoli, Cecilia d'Avos, Stefania Mele, Luisa Pappalardo, Nadia
Stabile, Patrizia Urbinati, Simona Vivaldo, Antonella Zappatore. Sito
web
www.lesclick.it

mail: ufficiostampa@lesclick.it

COMUNICATO
ASSOCIAZIONE RADICALI L'AQUILA
DOMENICA 20 MAGGIO, ORE 18
Salone Grand
Hotel Corso Federico II, 74 Incontro pubblico con DANIELE CAPEZZONE
Deputato Radicale (Presidente della Commissione Attività Produttive
della Camera dei Deputati) GIOVANI, LAVORO, QUALITÀ DELLA VITA: LE
PROPOSTE DEI RADICALI . Introduce: Gino Antognetti (candidato radicale
nella lista SDI)

COMITATO LAICO AQUILANO
Laici Come Don Sturzo,
Kennedy E De Gasperi Già sono arrivati due adesioni al Comitato Laico
Aquilano sono quella di Dario D'Alessandro, candidato di Rifondazione
Comunista e Alfredo Moroni della lista SDI, che si aggiungono a quella
di Gino Antognetti e Stefano Frapiccini.
E' Certo che se i giornali
aquilani riuscissero a pubblicare il nostro appello arriverebbero altre
adesioni: Perciò rimandiamo il comunicato stampa. NOI RADICALI E
SOCIALISTI rivolgiamo un appello a tutti i candidati, a sindaco,
consiglio comunale e circoscrizioni ed a tutti i cittadini per
costituire un osservatorio permanente per la laicità nella politica. Si
tratta di riunirsi periodicamente per difendere la laicità della
politica dai frequenti rigurgiti temporalistici di alcuni "devoti" ed
integralisti di varia natura. Le adesioni si possono indirizzare
temporaneamente al Comitato laico c/o Comitato Elettorale Cialente
Sindaco, Piazza Palazzo ed on line al ginoantognetti*hotmail.com. Un
invito a partecipare alla manifestazione indetta da Radicali e Sdi a
Piazza Navona ove da oltre 30 anni ricordiamo la vittoria referendaria
sul divorzio che ha sancito il libero formarsi di tante famiglie.
Infatti le famiglie come quelle di Berlusconi e di Ferdinando Casini
dovrebbero venire a manifestare con noi in Piazza Navona perché è solo
grazie a queste nostre battaglie politiche che la loro famiglia può
esistere liberamente ! Ma Berlusconi Casini e i loro colleghi della
Casa della Libertà non hanno questa minima onestà intellettuale! La
nostra è la vera manifestazione per le famiglie, di ogni tipo, nell'
autentico spirito costituzionale di rispetto per ogni credo ed ogni
genere. L'atteggiamento laico, come quello liberale, è basato sulla
tolleranza, sullo spirito critico, sull'antidogmatismo. Se da una parte
esiste un integralismo laico, il laicismo, dall'altra è pur vero che
esiste un cattolicesimo laico avverso a ogni forma di clericalismo. L'
opposizione laici - cattolici è, pertanto, una falsa opposizione: si
può essere uomini di profonda fede e credere ugualmente nel principio
laico (anzi una religione non invischiata nella temporalità è stata
spesso considerata più "pura" e vicina all'essenza spirituale che
costituisce il nucleo di fede). In Italia, ad esempio, maestri di
laicità sono stati cattolici del calibro di Luigi Sturzo, Alcide De
Gasperi e Carlo Arturo Jemolo, per fare solo qualche nome. Perciò
dobbiamo con triste rammarico costatare che la DC di Celso Cioni
assomiglia a quella di Fanfani-Almirante e non a quella di De Gasperi e
don Sturzo !!!!


"NUOVE FAMIGLIE"
Concorso Fotografico
Nuove Famiglie
è il primo concorso fotografico promosso e organizzato da Associazione
Arcilesbica Pisa. Il concorso offre la possibilità di intraprendere un
percorso di ricerca fotografica sulle nuove realtà familiari esistenti,
quali le coppie di fatto, le famiglie omosessuali, le famiglie
monoparentali e le famiglie allargate, nuclei vivi, di relazioni
affettive, portatori di esperienze, di stimoli emotivi, culturali,
economici, di diritti. REGOLAMENTO Partecipazione al concorso La
partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta a tutte e a tutti.
Documentazione occorrente per la selezione -Scheda di partecipazione,
compilata in ogni sua parte, in busta chiusa, senza segni di
riconoscimento, per garantire l'anonimato nella valutazione. -
Riproduzioni fotografiche. Ai fini della selezione dovranno essere
presentate un massimo di 3 foto, di dimensioni di cm. 20x30. Le foto
dovranno essere stampate su carta fotografica e supportate da un
passepartout di cartoncino bristol nero di 3 cm. Selezione Le
fotografie ammesse al concorso saranno valutate da una giuria tecnica
composta da fotografi professionisti, esperti di cinematografia e di
comunicazione. Il giudizio della giuria è inappellabile. Il quarto
premio sarà assegnato, attraverso una votazione, dal pubblico che
visiterà la mostra fotografica. Tutte le foto selezionate verranno
esposte nella mostra, allestita dal 28 maggio al 03 giugno 2007 in
piazza Chiara Gambacorti (piazza La Pera) dalle ore 10 alle ore 20. La
premiazione si terrà il giorno 1 giugno 2007 alle ore 17, nello stesso
luogo. Termine modalità di partecipazione Il materiale dovrà essere
recapitato a mano o a mezzo raccomandata con
ricevuta di ritorno, fa
fede il timbro postale, entro e non oltre l'11 Maggio 2007,
specificando sulla busta il titolo del concorso, al seguente
indirizzo: Casa della Donna - c.a. di Chiara Tarfano
via Galli Tassi n.
8 - 56127 Pisa - tel. 050 550627 - 3384435706. Inviando le foto il
partecipante dichiara di sollevare i promotori del Concorso da
qualsiasi richiesta avanzata da terzi relativa alla titolarità dei
diritti d'autore delle foto e alla violazione di altri diritti. L'invio
stesso della foto verrà considerato come accettazione del presente
regolamento. Premio Il primo classificato vince un viaggio più
soggiorno per una settimana (Grecia o Spagna) offerto dall'Associazione
C.T.S. – Pisa Il secondo classificato vince una macchina fotografica
digitale del valore di 200 euro offerta da ProntoDia- Pisa Il terzo
classificato vince un percorso benessere offerto dalla Associazione
L'Alambicco –Pisa Il quarto premio assegnato dal pubblico vince un
libro di fotografie offerto dalla libreria Tra le righe –Pisa Trasporti
ed assicurazione delle opere La consegna delle opere selezionate sarà
effettuata a cura e spese degli autori. Durante il periodo della mostra
le opere non saranno coperte da assicurazione. L'Associazione
Arcilesbica declina ogni responsabilità in caso di eventuali danni. I
lavori presentati non verranno restituiti. Trattamento dei dati
personali
I partecipanti all'iniziativa accettano implicitamente le
norme del presente
bando e acconsentono inoltre al trattamento dei dati
personali ai sensi del D.lgs. 196/03. Accettazione del regolamento e
delle condizioni La partecipazione alle selezioni comporta
l'accettazione integrale del presente regolamento L'associazione si
riserva la facoltà di non accettare immagini la cui realizzazione si
presume abbia arrecato danno e offesa al soggetto della stessa o
comunque non in linea con lo spirito del concorso. INVIATO DA On. Titti
De Simone


DICO:DE SIMONE, DA CEI ESTERNAZIONI CHE ALIMENTANO VIOLENZA
Toni usati con il preciso scopo di dividere la societa', di aumentare
l'incomprensione e alimentare la violenza contro gli omosessuali''. Lo
afferma Titti de Simone, deputata del Prc e presidente del Comitato
parlamentare pari opportunita'. ''Domani - prosegue- ricorre la
'Giornata mondiale contro l'omofobia', un appuntamento importante che
non puo' cadere nel silenzio il governo, nella ricorrenza di questa
data, ha il dovere di intervenire ricordando che tutti gli individui, a
prescindere dal genere e dal loro orientamento sessuale, hanno bisogno
di veder riconosciuti i loro diritti fondamentali''. ''Una legge contro
i reati di omofobia e il riconoscimento dei diritti delle coppie di
fatto - conclude de Simone - rappresentano il giusto modo per
cominciare da oggi a costruire una societa' tollerante, piu' giusta e
democratica''.
www.tittidesimone.it. FONTE ANSA - INVIATO DA On. Titti
De Simone

GAY: DE SIMONE (PRC), FIORONI ATTIVI CAMPAGNA CONTRO
OMOFOBIA LA SCUOLA DEVE EDUCARE AL RISPETTO DELLE DIFFERENZE
"Come
avviene in tanti paesi europei e' necessario che la scuola educhi al
rispetto delle differenze e contrasti razzismo e omofobia, per questo
le chiedo di intervenire, attivando una campagna contro l'omofobia
rivolta agli studenti di tutte le scuole italiane". E' questo l'appello
lanciato da Titti de Simone, capogruppo di Rifondazione Comunista in
commissione Cultura, in una lettera inviata al ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni nel giorno in cui si celebra la giornata mondiale
contro l'omofobia. "Il Parlamento europeo -ricorda la deputata di
Rifondazione- ha recentemente approvato una risoluzione con cui si
denuncia la preoccupante diffusione di una cultura omofobica a cui sono
particolarmente esposte le nuove generazioni, invitando i paesi dell'Ue
a predisporre appositi interventi in campo scolastico, culturale e
sociale. Purtroppo nel nostro paese atti di violenza fisica e
psicologica colpiscono anche adolescenti in percentuali allarmanti
rispetto al quadro europeo. E' il segno di una omofobia dilagante -
conclude de Simone- che va innanzitutto contrastata con antidoti
culturali adeguati". FONTE ADNKRONOS – INVIATO DA On. Titti De Simone


GAY. GOVERNO RIFERIRA' A CAMERA SU 'CLIMA OMOFOBICO'
ACCOLTA RICHIESTA
PRC, MA L'INTERVENTO SARA' DOPO IL 28 MAGGIO
(Nella settimana dopo il
28 maggio il governo riferira' in aula alla Camera sugli episodi di
omofobia che anche di recente hanno funestato il paese. E' quanto
stabilito nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che hanno
condiviso la richiesta (formalizzata ieri per lettera al presidente
Fausto Bertinotti) di Gennaro Migliore. Osserva il capogruppo del Prc:
"La situazione e' allarmante. Purtroppo, solo nelle ultime ore, in
Italia si sono susseguite due gravi aggressioni ai danni di attivisti
omosessuali, ma l'elenco di episodi di violenza e iscriminazione e'
lungo e drammatico". A giudizio di Migliore, "il clima omofobico in cui
viviamo ha raggiunto livelli preoccupanti e insopportabili e non v'e'
dubbio che debba essere adeguatamente contrastato". Di qui la richiesta
-accolta dagli altri capigruppo- di una informativa urgente da parte
del governo, a cui si dovrebbe associare la rapida calendarizzazione in
aula delle proposte di legge antidiscriminazione gia' all'esame delle
commissioni. (Gis/ Dire)


CAMERA:PRC CHIEDE INFORMATIVA GOVERNO SU
EPISODI DI OMOFOBIA
(L'informativa, e' stato successivamente
comunicato all'Aula, si terra' giorno 30 maggio
OMOFOBIA: DE SIMONE
(PRC) A FIORONI, CAMPAGNA NELLE SCUOLE
Una campagna contro l'omofobia
nelle scuole. A lanciare la proposta al ministro dell'Istruzione Beppe
Fioroni, Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione in commissione
Cultura, nel giorno in cui si celebra la lotta all'omofobia. ''Come
avviene in tanti paesi europei - prosegue l'esponente del Prc - e'
necessario che la scuola educhi al rispetto delle differenze e
contrasti razzismo e omofobia, per questo le chiedo - continua De
Simone che ha scritto una lettera al ministro - di intervenire
attivando una campagna contro l'omofobia rivolta agli studenti di tutte
le scuole italiane''. La deputata di Rifondazione fa riferimento nella
lettera alla risoluzione dell'Ue in cui si denuncia una diffusione
della cultura omofobica e che invita i Paesi a intervenire.
''Purtroppo nel nostro Paese atti di violenza fisica e psicologica
colpiscono anche adolescenti in percentuali allarmanti rispetto al
quadro europeo, conclude de Simone - e' il segno di una omofobia
dilagante che va innanzitutto contrastata con antidoti culturali
adeguati''. FONTE ANSA – INVIATO DA On. Titti De Simone


UNA
SCHIZOFRENIA TUTTA ITALIANA
Nel cuore dellacultura
laicarisiedonolestessecontraddizionidellademocrazia. Questa
schizofrenia italiana di voler tirare la giacchetta alla Chiesa per le
proprie convinzioni politiche ci conferma la pochezza
istihlzi<maledella classe politica. Si parla molto di Zapatero, ma si
dimentica come eliporti avanti il suo programma di govemo sulle libertà
chili senza cadere in polemiche con la Chiesa, la quale ha organizzato
legittimamente manifestazioni contro le iniziativedelgovemo su qucsti
temi. Ciò non è stato considerato dal govemo Zapatero come ingerenza,ma
normale dissenso democratico, senza criminalizzare la Chiesa. Forse in
Italia il bisogno di criminalizzare è figlio di una cultura
giustizialista che ha avuto il suo apice con Tangentopoli e oggi si
scaglia sulla Chiesa perché per esistere ha la necessità di avere un
nemico. Sbaglia,a mio parere, Pannella quando considera coloro che
ogginon parteciperanno, tra i quali il sottoscritto, né al Family day
né all'orgoglio laico dei don Abbondio.Sbagliaperché c'è un'Italia che
rifiuta questa visione manichea della n:altà, questo essere della Roma
o della Lazio,o credere che, da un lato, esiste soltanto il bene e,
dall'altro, soltanto il male. Tipica mentalità, quest'ultima,
dell'idealismo hegeliano, padre della cultura comunista. In realtà, ci
sono motivi giusti sia da un lato che dall',ùtro. Don Abbondio
avevapaur..ldi celebrare un matrimonio, noi caro Pannella, più che
professare una religione dell'orgoglio laico, rifiutiamo di t.:ssl:
feingabbiati, perché abbiamo ilcoraggio di andare controcorrente e di
essere dei semplici laici. "No VaticanoNo Taleban":qUt'sto ROBERTO
GIULIANO, slogan assume in sé tutte le contraddizioni culturali di una
classe politica alla ricerca di notoritetà. La clùtura laica \ive le
stesse contraddizioni della democrazia, nel senso che se il rischio
della democrazia è che in modo democratico può essere detto colui che
potrà abolirla, la cultura laica, in l'guaI misura, se viene \issuta
come ideologia è la negazione stessa della Jaidtà. Considerare il
Vaticano come i talebani significa ragionare come coloro che
considerano Bush eguale a Bin Laden, o ancora lo Stato democratico
israeliano come lo Stato iraniano. Certamente Pannella ha ragione
quando individua nel 12 maggio una data stranamente casuale per il
Family day; forse è realmente casuale, ma il dubbio rimane che in
qualche menti;:bigotta si pensi ad una ri"dncitanei confronti della
vittoria referendaria contro l'abolizione del divorzio. La
classepolitica italiana in questi ultimi anni, sia di destra che di
sinistra (concdti ormai ottoccnteschi), è espressione di due schit:
ramenti di tifoseria, invece di esserel'espressione di valoric proposte
che si confrontano sul come rispondere alle esigenze dei cittadini.
Aquesto imbarbmimento, che oggi condiziona sempre più vasti strati di
opinione pubblica, dopo la morte dell'ideologia comunista, viene
proposta la laicità come nuova ideulogia,come modernità progressista e
chi non si inchina a qut'sta nuova moda e additato come oscurantista o
reazionario, cosi come erano considerati i liberali e gli .mti
comunisti.

FAMILY DAY E DINTORNI
Di Andrea Panerini
Quello che si
temeva è accaduto. Una Caporetto (almeno a livello numerico) per il
mondo laico. Inutile nascondersi dietro un dito. E' vero che le piazze
non sono il paese. E' vero che lì c'erano solo pezzi di società. E'
però emerso in maniera drammatica l'abisso che separa la capacità di
mobilitazione del mondo cattolico dalla medesima capacità in campo
laico. E al tempo stesso, lo devo dire, è venuta la conferma
(purtroppo) della giustezza delle mie valutazioni di una settimana
prima, quando sconsigliavo agli amici dello SDI e agli amici del
movimento omosessuale di tenere una contromanifestazione nella stessa
città e lo stesso giorno del Family Day. Sapevo che la capacità
mediatica e organizzativa del Vaticano (ditta aperta da un discreto
numero di secoli) è nettamente superiore. Risultato: 10.000 contro
500.000, in rapporto di 1 a 50. Uno schiaffone tremendo che i clericali
hanno potuto dare a tutti i laici di questo paese. Ma non è il momento
di recriminazioni. E' il momento di essere preoccupati. Preoccupati per
il ritorno di clericalismo becero e populista, di un machismo mai
sopito nel nostro paese, di una omofobia strisciante che recenti studi
hanno registrato essere dilagante tra i più giovani. E' il momento di
preparare una controffensiva culturale in cui i laici di questo paese
(credenti e non credenti, cattolici e protestanti) testimoniano che un'
altra Italia è possibile, che un'altra Italia è presente. Una Italia
laica, tollerante, non spaventata dai rischi di contaminazioni, ma che
possa vedere nelle diversità una ricchezza. In cui la laicità possa
essere l'agorà, uno spazio di incontro e di discussione sereno e libero
dove poter prendere anche delle decisioni per la polis, per lo Stato,
senza prevaricare nessuna minoranza e senza che l'ideologia prevalga
sulla tolleranza. Una rilettura approfondita del Trattato sulla
tolleranza di Voltaire i nostri politici se la dovrebbero rifare (se
mai lo avevano letto prima). Dal Family Day si sono dedotte almeno tre
cose. In prima istanza si è capito che le flebili speranze che si
potevano nutrire circa l'approvazione in questa legislatura di una
legge sulle unioni civili è stata spazzata via. Poi è risultato
evidente che l'ostacolo rappresentato dalle gerarchie cattoliche non
sarà facile da eludere visto l'intreccio tra Vaticano, le lobby
economiche e il mondo politico (esemplare il fatto che a Piazza S.
Giovanni il sindaco Veltroni abbia dato tutto il supporto possibile –
comprese milioni di bottigliette d'acqua – mentre la manifestazione di
Piazza Navona è stata nei fatti ostacolata). Ed è risultato altrettanto
evidente che il Vaticano non accetta nessun tipo di discussione circa
il concetto di famiglia, di cui si ritiene portatore unico e
indiscutibile. In effetti mi risulta che tutti gli alti prelati a Roma
abbiano una famiglia "regolare" con una donna e dei figli… e che quindi
possano impartire con cognizione di causa alte lezioni in materia. L'
ipocrisia e l'intolleranza hanno di nuovo impregnato i palazzi
apostolici del Vaticano e non ci sono molte speranze di veder
nuovamente fiorire lo spirito aperto, dialogante ed ecumenico del
Concilio Vaticano II. A questo quadro si è poi aggiunta la mancanza di
pudore del centrodestra (e di parte del centrosinistra) nello
strumentalizzare il mezzo milione di Piazza S. Giovanni. Ma non è certo
con una difesa ideologica della famiglia, improntata su uno squallido
familismo e su una equivoca e vaga "legge naturale" – il cui interprete
unico sarebbe il Papa e non la scienza – che si permette ai giovani di
nutrire la speranza per il futuro, per costruire nuove famiglie. Negli
anni di governo della destra quanti provvedimenti a favore delle classi
più deboli abbiamo visto? Quanti interventi per le famiglie numerose?
Nessuno. Solo un progressivo indebolimento del welfare e una
precarizzazione selvaggia del mercato del lavoro che toglie le speranze
ai giovani. E il centrosinistra? Debolmente pervenuto sotto forma di
qualche agevolazione e nulla più. Ovviamente ad un indebolimento della
politica corrisponde un aumento dell'influenza della lobby vaticana
sulla vita pubblica. Ma allora che cosa ci raccontano questi signori?
Vogliamo veramente credere che le coppie omosessuali e la pluralità
delle famiglie siano la causa delle incertezze e dello sgretolamento di
alcuni costumi familiari? E' una operazione che si può fare, nonostante
sia palesemente falsa e ipocrita, e la nostra avvilente classe
politica, a destra e a sinistra, può insabbiare le sue responsabilità.
Ma non a lungo. Arriverà, forse, il momento in cui la coscienza civica
degli italiani si risveglierà e farà piazza pulita di tutta questa
mediocrità. Andrea Panerini Direttore de "Il libro volante"


COMUNICAZIONE LIBRERIA EVALUNA
IN OCCASIONE DELLA NOTTE MAGICA
DI SAN
GIOVANNI
EVALUNA PROPONE LA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO
UNA NOTTE MAGICA A NAPOLI MISTERI ESOTERISMO E AMORE IN UNA MAGICA
NOTTE NAPOLETANA BANDO DI CONCORSO.
Il concorso è aperto a tutti.
Possono parteciparvi autori italiani e stranieri (anche in lingua
straniera). Si può partecipare con un racconto breve di massimo 20
cartelle, una poesia un disegno, che rispecchino il tema proposto. I
lavori dovranno essere intestati a: Concorso Letterario "Una Notte
Magica a Napoli " misteri esoterismo e amore in una magica notte
napoletana…" a cura dell'associaz. Culturale evaluna Napoli e
consegnati o inviati a: Evaluna Associazione Culturale piazza Bellini
72 Napoli entro e non oltre il 24 giugno 2007 (farà fede il timbro
postale). All'elaborato dovra' essere allegata in busta chiusa una
scheda riportante: nome cognome data di nascita dell'autore,
indirizzo, numero di telefono, mail Verranno premiati i primi 10
classificati a insindacabile giudizio della giuria. Ai vincitori sarà
consegnato un diploma di merito. Per i vincitori è prevista una serata
pubblica incentrata sulla presentazione delle opera nella sede dell'
associazione. Se la qualità e la quantità degli elaborati presentati lo
permetterà, sarà edita una raccolta delle opera vincitrici. La scelta
di tali opere verrà eseguita dalla giuria a proprio insindacabile
giudizio, senza prevedere alcun obbligo verso gli autori ai quali
verranno donate 10 copie del libro pubblicato. L'invio delle opere
presuppone la cessione delle stesse all'Associazione che ne disporrà
nel modo che riterrà più opportuno, fermo restando che lo scopo
principale rimanga la divulgazione e la valorizzazione delle opere
medesime. I vincitori riceveranno comunicazione diretta o tramite mail
da parte dell'Associazione. La premiazione dei vincitori avrà luogo
nella città di Napoli, presso la sede dell'Associazione. Per qualsiasi
informazione libreriadelledonne@evaluna.it 081292372. Quota di
partecipazione euro 30.00, quale quota di iscrizione e contributo per
spese organizzative e di segreteria. Allegare copia del bonifico
bancario all'elaborato (coordinate bancarie: banca di roma filiale
piazza santa caterina Napoli intestato a: evaluna associazione
culturale numero conto 65146215 abi 03002 cab 03428). Evaluna – La
libreria delle donne – Napoli Piazza Bellini 72 (80138)
www.evaluna.it

– libreriadelledonne@evaluna.it


COMUNICAZIONE
GRUPPO DEL GUADO
Sabato 19 maggio 2007 - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36 8 per mille
alla Chiesa Cattolica? Perché e come non darlo. A prima vista non c'è
niente di male nel dare l'8 per mille alla chiesa cattolica. Ma poi, se
si analizza un po' meglio l'uso che i vertici dell'episcopato italiano
fanno di quel contributo, ci si accorge che una persona omosessuale,
anche quando è cattolica, non può più destinare l'8 per mille alla
chiesa cattolica. Per capire meglio i vari aspetti di questo problema
abbiamo deciso di invitare Vittorio Bellavite che ha tenuto una bella
relazione su questo argomento al convegno che il movimento "Noi Siamo
Chiesa" ha organizzato sulla povertà della Chiesa. Per approfondire
invece gli aspetti tecnici che riguardano la destinazione dell'8 per
mille abbiamo invece chiesto il contributo del fiscalista Riccardo
Daglio. Gruppo del Guado Cristiani Omosessuali - Via Soperga 36 - 20127
Milano Telefono 346 380 19 01 -
http://www.gaycristiani.it

NESSUNO
TOCCHI CAINO
12.05.2007
PENA MORTE. PRODI, MORATORIA VA DISCUSSA DA
ASSEMBLEA ONU IN CORSO - 8 maggio 2007: "Il mio Governo, anche sulla
base dei mandati del Parlamento europeo e del Parlamento italiano, si è
già impegnato a riaprire la questione durante l'Assemblea Generale in
corso. Conseguire l'obiettivo di una moratoria avrebbe un significato
storico e politico di enorme portata". Lo afferma il presidente del
Consiglio Romano Prodi, circa la moratoria Onu sulla pena di morte.
"L'Italia, che da 14 anni ha posto in sede ONU la questione della pena
di morte, continua a lavorare in Europa e sul piano internazionale -
sottolinea il premier - per un suo superamento attraverso, intanto, una
moratoria universale delle esecuzioni capitali. Il tema sarà all'odg
della riunione dei Ministri degli Esteri UE a Bruxelles il 14 maggio
prossimo". 'Voglio anche ringraziare Marco Pannella e gli esponenti
radicali che su questo obiettivo continuano la loro lotta nonviolenta a
testimonianza di uno straordinario impegno politico e civile', ha
aggiunto Prodi. L'intervento di Romano Prodi sulla pena di morte è
stato apprezzato dai radicali che però incalzano per riparare
all'"inaudita gestione" della vicenda da parte della presidenza tedesca
dell'Ue. Lo dichiara Marco Pannella, a nome del Partito Radicale, di
Nessuno tocchi Caino e del gruppo di esponenti radicali giunti con lui
al 23° giorno dello sciopero della fame ad oltranza: Lucio Bertè, Guido
Biancardi, Sergio D`Elia, Michele Rana, Claudia Sterzi e Valter
Vecellio. "Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente del
Consiglio Romano Prodi che ribadisce l`impegno governativo italiano
alla vigilia del Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne
dell`Unione Europea del prossimo 14 maggio - afferma Pannella. Dobbiamo
però francamente dissociarci dal tono di ordinaria amministrazione
scelto a proposito dell`iniziativa per la Moratoria quando, invece, si
tratta di compiere un ultimo tentativo per riparare alla inaudita
gestione di questa vicenda da parte della Presidenza tedesca
dell`Unione Europea che ha dato, manifestamente ed indubbiamente, un
forte contributo per proseguire, tradendo impegni e doveri
istituzionali e di moralità civile, il decennio di sabotaggio al
diritto-dovere e alla concreta possibilità dell`Assemblea Generale
dell`Onu di esprimersi a sempre più forte maggioranza a favore della
Moratoria sulla strada dell`abolizione della pena di morte. Negare
questa informazione all`opinione pubblica e ai media e` un grave errore
che, in parte il Governo italiano, forse, ha di già compiuto di fronte
all`evidenza anche, e alla scorrettezza della Presidenza tedesca".
MORATORIA. D'ELIA E MECACCI: D'ALEMA ANNUNCI DI AVER PRONTO TESTO
RISOLUZIONE - 10 maggio 2007: "Le 'indiscrezioni' di ieri provenienti
da fonti diplomatiche a Bruxelles confermano che la Presidenza dell'UE
intende rinviare a giugno ogni possibile decisione, in modo da passare
il testimone alla Presidenza portoghese e rendere cosi' impossibile la
presentazione di una Risoluzione sulla Moratoria nel corso di questa
Assemblea Generale." Inizia così la dichiarazione congiunta di Sergio D'
Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, e Matteo Mecacci,
Rappresentante all'Onu del Partito Radicale Transnazionale. "Il 23
Aprile scorso, alla fine del Consiglio Affari Generali e Relazioni
Esterne dell'UE, il Ministro degli Esteri D'Alema aveva dichiarato
'decideremo insieme con la Ue nel prossimo consiglio ministeriale di
maggio (...); nel caso in cui non ci fosse una decisione Ue ci
riserveremo di procedere autonomamente sulla base di una coalizione dei
volenterosi'. A questo punto l'atto politicamente forte ed urgente è
quello di annunciare da subito- e comunque prima di lunedì - che l'
Italia ha pronto un testo di Risoluzione da far cosponsorizzare a una
'Coalizione mondiale' di paesi rappresentativi di tutti i continenti e
da presentare in questa sessione dell'Assemblea generale, anche senza
il consenso dell'UE in quanto tale. Non è più tollerabile che si
accettino, in violazione dei precisi mandati parlamentari ricevuti dal
Parlamento Europeo e dal Parlamento Italiano, un comportamento
protervamente ostruzionistico della Presidenza tedesca dell'UE e l'
ennesimo rinvio che, come avviene da 13 anni, impedisce alle Nazioni
Unite di pronunciarsi e raggiungere un obiettivo storico per lo
sviluppo del diritto internazionale e dei diritti umani."
REGNO UNITO.
CAMERA DEI COMUNI, MOZIONE IN FAVORE DI MORATORIA - 20 aprile 2007: è
stata presentata alla Camera dei Comuni inglese una mozione che,
firmata da 34 parlamentari, nell'esprimere apprezzamenti per
l'iniziativa italiana sulla moratoria, chiede al Governo britannico di
rafforzare la propria opposizione alla pena di morte e di sostenere la
richiesta di moratoria globale. Primo firmatario Greg Mulholland, dei
Liberali Democratici, la mozione è sostenuta anche da un cospicuo
numero di parlamentari laburisti.
IRAN. OTTO ESECUZIONI TRA CUI UNA
DONNA - 11 maggio 2007 sette uomini sono stati impiccati per traffico
di droga. Cinque sono stati giustiziati in pubblico nella provincia
iraniana di Kerman, a Ravar, secondo quanto riportato il 9 maggio dal
giornale governativo Iran, che non rende noto i nomi dei giustiziati.
Gli altri due, Zaer H., 30 anni, cittadino afghano, e Majid S., sono
stati impiccati, il 5 maggio, nella città di Roodan, provincia di
Hormozgan, secondo l'Isna. Zaer era stato condannato per il traffico di
due kg di eroina, e Majid per il traffico di 44 kg di oppio e 97 di
cannabis. Non è chiaro se le esecuzioni siano state effettuate in
pubblico o in prigione.
Il 7 maggio, una donna di 30 anni, identificata
come Zahra Nazari, è stata impiccata nella prigione principale della
città iraniana di Bandar-Abbas, nel sud del paese. Lo riporta la
Resistenza iraniana, senza precisare il reato per cui era stata
condannata a morte. I giudici in un primo momento avevano ordinato per
la giovane l'esecuzione pubblica, ma altre autorità giudiziarie si sono
opposte a questo tipo di esecuzione, tenuto conto della disapprovazione
pubblica e delle critiche.
NEW JERSEY (USA). VERSO L'ABOLIZIONE DELLA
PENA CAPITALE - 10 maggio 2007: la Commissione Giustizia del Senato
del New Jersey ha approvato un progetto di legge che sostituisce la
condanna a morte con l'ergastolo senza condizionale. Approvato in
Commissione con 8 contro 2, il progetto è stato presentato dal senatore
Democratico Raymond J. Lesniak. Per il presidente della Commissione,
il senatore Democratico John H. Adler, il progetto di legge sarà
certamente approvato dal Senato, e in caso di approvazione definitiva,
il New Jersey diventerebbe il 13° stato Usa senza la pena di morte. Il
New Jersey ha effettuato l'ultima esecuzione nel 1963, e nel suo
braccio della morte sono attualmente detenuti nove uomini.

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