06 aprile 2007

news 6 aprile

GAY: SEDICENNE SUICIDA A TORINO: ARCIGAY, È SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG
"DANNOSI PER I GIOVANI GLI INSULTI DI POLITICI E PRELATI CONTRO I GAY"
"Inquietanti le parole della preside della scuola: cos'è secondo lei il bullismo? Solo percosse o minacce a
mano armata?". Anche la scritta "Sensibilizziamo i culi diversi – SS",
nel video del ragazzo disabile picchiato in classe a Torino mesi fa, si
riferiva ai gay. Secondo un'indagine europea su centinaia di studenti
italiani, oltre il 53% sente spesso a scuola insultare i gay come
"finocchi" e gli insegnanti non se ne accorgono. A scuola lo
tormentavano da un anno e mezzo dicendogli che era gay, insultandolo e
prendendolo in giro, e lui, uno studente di 16 anni di un istituto
tecnico di Torino, racconta oggi il Corriere della Sera, non ce l'ha
fatta più e si è ammazzato piantandosi un coltello nel petto e
buttandosi dal quarto piano di casa. "La protesta della madre di Marco
ha permesso di sollevare il velo su un fenomeno diffuso ma invisibile.
Il suicidio di adolescenti gay e lesbiche vessati dai compagni di
classe, e più in generale il bullismo anti-gay tra i banchi di scuola
sono realtà spesso ignorate. Il caso di Torino è solo la punta di un
iceberg". Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice,
sul caso del ragazzo di Torino che si è tolto la vita. Da un'indagine
finanziata dall'Unione europea e condotta nei mesi scorsi da Arcigay su
quasi 500 studenti e insegnanti delle scuole superiori è emerso che più
della metà dei ragazzi e delle ragazze (53,5%) sente pronunciare spesso
o continuamente, a scuola, parole offensive come "finocchio" per
indicare maschi omosessuali o percepiti come tali. Un altro 28% le
sente usare qualche volta, il 14,6% raramente, e il 3,8% mai. Ma
succede anche che dalle parole si passi ai fatti. A più del 10% degli
studenti capita di vedere spesso o continuamente un ragazzo deriso,
offeso o aggredito, a scuola, perché è o sembra omosessuale, e
raramente qualcuno interviene a difesa della vittima. Non lo fa mai
nessuno secondo il 19,2%, raramente per il 29,3%, non sa il 22,7%. I
prof inoltre non se ne accorgono. Alla stessa domanda sul frequente
verificarsi di episodi di derisione o aggressione risponde infatti
positivamente lo 0% degli adulti intervistati, mentre l'83,6% dice di
non aver mai assistito a niente di simile (www.arcigay.it/schoolmates).
"I docenti tendono a sottovalutare il fenomeno del bullismo anti-gay –
spiega Lo Giudice – anche perché molte volte gli episodi si verificano
lontano dai loro occhi e dalle loro orecchie, ad esempio durante la
ricreazione, nei corridoi, in giardino. Da altre ricerche risulta
inoltre che i tentativi di suicidio tra i giovani omosessuali sono il
doppio di quelli dei coetanei etero". "Le parole della preside dell'
istituto frequentato da Marco sono il segno di una inconsapevolezza
inquietante della scuola italiana – denuncia Lo Giudice, che è anche
insegnante in un liceo di Bologna -. Cosa significa che non c'era
bullismo ma solo 'sciocchi scherzi involontariamente crudeli'? Cos'è il
bullismo per la scuola italiana? Solo percosse o minacce a mano armata?
Non ci si rende conto di come possa essere devastante per la serena
crescita di un adolescente gay o lesbica vivere in un ambiente, com'è
la scuola italiana, in cui 'frocio' o 'lesbica' sono gli insulti più
ricorrenti e offensivi?" "Di solito il fenomeno del bullismo anti-gay è
aggravato dall'incomprensione della famiglia, che si aggiunge alla
percezione di un diffuso rifiuto sociale. Per questo è ancor più
intollerabile che, di fronte alla protesta di una madre attiva e
coraggiosa, la scuola abbia minimizzato il problema". "Solidarietà alla
mamma di Marco per la sua perdita e per il coraggio di aver denunciato
le violenze che suo figlio ha subito" viene espressa da Fabio Sacca,
responsabile giovani di Arcigay. "Noi giovani omosessuali non ne
possiamo più di essere considerati 'figli di serie B', 'studenti di
serie B', 'cittadini di serie B'. Oggi siamo soli di fronte alla
violenza e ci sono tante troppe volte ragazzi come Marco che gettano la
spugna. Se gli adulti hanno a cuore la crescita di tutti e tutte i
giovani, si attivino per eliminare le cause di isolamento e di
esclusione nei confronti degli omosessuali". "Solo poche scuole
italiane – continua ancora Lo Giudice - fra queste proprio una scuola
torinese, l'Istituto Bodoni, hanno attivato interventi contro l'
omofobia, cioè l'ostilità e il disprezzo verso le persone omosessuali.
Manca del tutto una pianificazione da parte del ministero dell'
Istruzione, in colpevole ritardo per motivi ideologici. Tutto questo,
in un contesto in cui da parte di esponenti politici o religiosi di
primo piano si susseguono ogni giorno argomentazioni razziste e
pesantemente offensive nei confronti delle persone omosessuali, con
grave danno della percezione di sé e dell'autostima di chi sta vivendo
un processo di maturazione della propria identità" Sensibilizziamo i
culi diversi – SS" era la frase che si vedeva campeggiare sulla lavagna
di un'altra classe scolastica di Torino mentre veniva picchiato il
ragazzo disabile nel noto video, finito su internet, da cui è poi
scaturito il dibattito degli ultimi mesi sul bullismo. Alcuni studenti
nei giorni successivi si "giustificarono", come riportato dalla stampa,
spiegando che quella frase corredata di simboli nazisti non si riferiva
allo studente picchiato ma "ad una scenetta in cui degli studenti di
quella classe si fingevano gay e facevano gli idioti". Ufficio stampa
Arcigay


BASTA CON IL SILENZIO!
Una giovane vita si è spenta. M.P. un ragazzo di Torino vittima degli insulti da parte dei compagni che lo assillavano dicendogli che era gay, utilizzando di volta in volta
epiteti ed ingiurie di vario tipo, si è ucciso per l'esasperazione. Per
lui la misura era colma. Non è possibile in un paese che si definisce
civile, che un ragazzo di 16 anni si uccida perché accusato di essere
gay (vero o falso che fosse). Sto osservando in silenzio questa
campagna ideologica ed omofoba portata avanti dalla Chiesa, dalla
politica ed amplificata dai Media. Come cittadina responsabile, ho
scelto il silenzio come strumento per non esasperare gli animi in un
momento così delicato nella vita politica e civile italiana. Ma di
fronte a questo ennesimo suicidio non si può tacere. Anzi, non è un
suicidio ma un vero è proprio omicidio; portato avanti da tutta la
società omofoba, dai media che esasperano il dibattito pubblico, dalla
politica che lo strumentalizza, dalla Chiesa che si è fatta voce di una
battaglia omofoba senza precedenti. Ecco le conseguenze. Una battaglia
ideologica che sta uccidendo, e ucciderà sempre di più. I media, i
politici, la Chiesa devono assumersi le loro responsabilità di fronte
alla violenza, figlia di scelte politiche irresponsabili. Vi chiedo:
fermatevi! Fermatevi prima che altre giovani vite debbano pagare con il
dono più grande, la propria vita, una battaglia ideologica senza senso.
Chiedo alle nostre famiglie, alla società evoluta di intervenire, di
non lasciarci soli, di iniziare una campagna di mobilitazione e
informazione per arginare l'arretramento conservatore della nostra
società. Le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di
dolore e di perdita. Imma Battaglia venerdì 6 alle ore 21.00 sarà
ospite di Rainews24 per parlare di questo tremendo episodio.
Imma
Battaglia
Di'Gay Project onlus
Fonte
Redazione Di'GayProject


COMUNICATO STAMPA ADESSO BASTA !
Il suicidio a Torino di un ragazzo sedicenne, isolato, perseguitato e deriso dai compagni di classe perché gay, è l'ennesimo segnale del clima di discriminazione e violenza nei
confronti di gay, lesbiche e transessuali nel nostro Paese. Una notizia
sconvolgente che ci colpisce e ci deve spingere a riflettere sulle
gravi responsabilità della politica e delle gerarchie ecclesiastiche
che continuano a esprimere concetti assurdi e ingiuriosi e a propugnare
un' apartheid legislativo di cui quest'ultimo accaduto è, purtroppo, un
ulteriore frutto. In Italia il bullismo, le violenze e le espressioni
d'odio di stampo omofobico non sono ancora un reato, mancano le più
elementari tutele e il linguaggio denigratorio di certi esponenti
politici e religiosi è tollerato in un quasi totale e assordante
silenzio e mancanza di sdegno anche da parte della stessa classe
politica. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la più
grande vicinanza umana e solidarietà ai genitori della giovane vittima.
Consapevoli del duro e lungo lavoro che ci aspetta nella società per
debellare razzismo e omofobia, invitiamo tutti a riflettere sulle
conseguenze di certe espressioni e a farsi attori di un cambiamento,
adesso necessario più che mai, se vogliamo davvero vivere in una
società migliore. Invitiamo le scuole, troppo spesso al centro di
cronache di violenza, a farsi strumenti di una cultura del rispetto per
tutti e per tutte le diversità e ad aprirsi alle associazioni glbt che
si offrono di combattere l'omofobia attraverso incontri con gli
studenti e la formazione degli insegnanti.
Andrea Berardicurti –
Segreteria Politica
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
06/5413985 339/7126198 a.berardicurti@mariomieli.org

SEDICENNE SUICIDA; ARCIGAY, INDIGNATI PER RETICENZA DEI TG RAI
"ERA DERISO PERCHE' RITENUTO GAY, NON PERCHE' FOSSE IL PIU' BRAVO"
"Siamo indignati per la reticenza sul bullismo anti-gay in cui i telegiornali Rai si sono espressi oggi nel trattare il caso del sedicenne di Torino suicidatosi perché i compagni di scuola
lo deridevano dicendo che era gay ed effeminato". L'accusa è del
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice. "Anche di fronte ad
un caso così eclatante in cui la mamma trova il coraggio e la forza di
parlare apertamente e raccontare le confidenze del figlio, quello che
emerge dai servizi giornalistici dei tg della televisione pubblica è
che il povero studente era vessato dai compagni di classe perché era il
più bravo e che forse per questo (sic!) gli dicevano che era gay. Quali
acrobazie per negare che ci sono ragazzi effeminati o che vengono
percepiti come omosessuali, e che per questo, non per altro, vengono
perseguitati e tormentati tra i banchi di scuola, spesso nell'
incomprensione o nell'indifferenza degli adulti. "L'ipocrisia della
ricostruzione dei telegiornali di oggi è la stessa che impedisce in
tante scuole italiane di parlare apertamente del pregiudizio e del
bullismo anti-gay e fa sì che tanti, troppi ragazzi e ragazze
continuino a soffrire nel silenzio generale di cui, l'abbiamo visto a
Torino, si può anche morire". Ufficio stampa Arcigay

GAY SEDICENNE SUICIDA A TORINO, ARCIGAY FIRENZE:
"CINQUE MINUTI DI SILENZIO NELLE SCUOLE PER LE GIOVANI VITTIME DELL'OMOFOBIA"
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro chiedono, a nome di Arcigay Firenze, che nelle scuole,
nella giornata di mercoledì 11 aprile, al ritorno dalle vacanze
pasquali, si sospendano le lezioni per 5 minuti di silenzio e
riflessione sui giovani vittime della discriminazione sessuale.

"Chiediamo che al rientro dalle vacanze pasquali vengano istituiti in
tutte le scuole medie inferiori e superiori italiane cinque minuti di
silenzio per riflettere sull'accaduto e sull'ormai dilagante senso di
omofobia presente nella nostra società, che continua a uccidere".
Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro, rappresentanti di Arcigay Firenze
"Il Giglio Rosa", vogliono lanciare un monito contro l'omofobia di
fronte all'ultimo episodio di suicidio di un giovane studente
omosessuale avvenuto nel torinese. M., sedicenne, si è infatti tolto la
vita con una coltellata al petto e gettandosi dal quarto piano del
palazzo in cui abitava perché continuamente tormentato e preso in giro
dai compagni di classe: "Sei come Jonathan del Grande Fratello. Ti
piacciono i ragazzi, sei gay". La madre, disperata, ha avuto il
coraggio e la forza di denunciare pubblicamente il proprio strazio e
così la propria battaglia – che non ha purtroppo avuto esito positivo –
per salvaguardare la dignità e la libertà del figlio. "La nostra
solidarietà va a tutta la famiglia del ragazzo, a chi lo amava, a chi
lo aveva compreso" continuano Piomboni e Pegoraro. "Questo è solo l'
ultimo di una dilagante serie di episodi di discriminazione e bullismo
che nelle scuole esistono e vengono sottovalutati, se non ignorati del
tutto". Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" lancia una proposta all'
Assessore all'Istruzione e alle Politiche Giovanili del Comune di
Firenze, Daniela Lastri, una proposta che spera si estenda a tutto il
territorio nazionale: "Cinque minuti di silenzio nelle scuole perché
giovani e adulti, studenti, docenti e genitori, riflettano sull'
accaduto e possano dichiarare unitamente il loro secco 'no' alla
violenza fisica e soprattutto psicologica della discriminazione". L'
Assessore ai giovani e allo sport della Regione Lombardia, Piergiorgio
Prosperini, di AN, aveva incitato alla violenza omofoba e razzista nei
giorni scorsi, proponendo, dalle pagine de Il Giornale, di "garrottare
i gay alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno
al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il
cervello scoppia". "Assessore Prosperini, evidentemente il suo metodo
non si rivela necessario. Bastano le sue parole a promuovere e
incentivare episodi come questo" ha commentato Matteo Pegoraro,
referente giovani per il Comitato Provinciale Fiorentino Arcigay.
Presidente e Segretario di Arcigay Firenze contano anche in una
risposta dell'assessore comunale Lastri per contrastare alla radice
fenomeni di questo tipo: "Abbiamo già pronti diversi progetti di
formazione per il personale scolastico e di sensibilizzazione per gli
studenti e i genitori delle scuole medie superiori. Contiamo, visto
anche questo episodio, che i presidi di Firenze e non solo aprano
finalmente le porte alle associazioni LGBT per iniziare a stimolare un
dialogo, un confronto e una crescita tra i banchi di scuola su temi
quali l'orientamento sessuale, l'identità di genere e il rispetto per
la diversità e per la dignità umana".
Matteo Pegoraro Segreteria,
Ufficio Stampa e Cerimoniale Relazioni con l'Esterno Arcigay Firenze
Tel: 340 8135204 – ufficiostampa@arcigayfirenze.it


TITTI DE SIMONE STUDENTE SUICIDA: DE SIMONE (PRC), FIORONI INDAGHI
SU SCUOLA
''Il suicidio del ragazzo gay a Torino impone un intervento
immediato del ministro Fioroni, per indagare se nella scuola siano
state attivate tutte le misure necessarie a garantire e tutelare la
serenita' di quel ragazzo da tempo perseguitato dai compagni per la sua
diversita'''. A chiedere un intervento del ministro della Pubblica
istruzione e' la deputata di Rc-Se, Titti de Simone. ''Mi chiedo se le
istituzioni scolastiche abbiamo ben in mente cosa significhi essere gay
in questo paese e soprattutto nei nostri istituti scolastici - chiede
polemicamente de Simone - non si possono continuare a ignorare questi
atteggiamenti, diffusissimi soprattutto tra i ragazzi, alimentati da un
clima da caccia alle streghe nel quale anche le Chiesa sta giocando un
ruolo importante''. ''Cosi' come il ministro della Pubblica istruzione
si dimostra sempre attento e sensibile a recepire gli allarmi dei
vertici vaticani su fantomatici attacchi alla famiglia tradizionale -
continua De Simone che e' anche presidente del comitato parlamentare
per le Pari opportunita' - allo stesso modo chiediamo un attento e
vigile atteggiamento nei confronti della intolleranza contro le
diversita'. C'e' bisogno di un antidoto culturale per sconfiggere
l'omofobia e la discriminazione. Chiediamo che venga attivata una
campagna di sensibilizzazione, nelle scuole, contro questi
atteggiamenti che minano le basi del vivere civile''. FONTE ANSA –
INVIATO DA ON. Titti De Simone

TITTI DE SIMONE UNA CHIESA CHE DIFENDE UN POTERE
Con estrema franchezza in questi mesi, fin dagli esordi di questo governo, i vertici della chiesa cattolica
hanno ingaggiato una battaglia politica per sbarrare il passo in
Parlamento ad una legge che riconosca le coppie di fatto. A qualsiasi
legge, anche ad una soluzione privatistica, come quella proposta dal
senatore Alfredo Biondi, uno dei pochi autorevoli liberali presenti
nella cosiddetta Casa delle Libertà, che prevede un semplice e per
certi versi già fattibile atto notarile di tipo privato. Una soluzione
che, per dirla anche noi chiaramente, se diventasse legge sarebbe un
mezzo scandalo, una cosa che farebbe ridere l'Europa, e indignare
migliaia di persone, una parte grande e positiva del paese che si
richiama ad una visione laica e più civile della società. La Chiesa in
questa fase non vuole affatto dialogare con un'etica laica che
disconosce, né mediare con la politica. Vuole difendere un potere, un
monopolio culturale. Lo fa quando si richiama alla famiglia
eterosessuale come unico sistema possibile di relazioni sessuali e
affettive legalizzate e riconosciute, e per questa via intende
difendere e affermare il suo monopolio dell'etica, come ha fatto per la
legge sulla fecondazione assistita, impedendo l'accesso alla donna
singola e stravolgendo l'autodeterminazione femminile. E' la rivincita
annunciata alle sconfitte subite con la legge sul divorzio e
sull'aborto. Una chiesa che non vuole il dialogo... Una battaglia di
conservazione ostinata e per nulla preoccupata dai timidi distinguo che
pure emergono nel variegato mondo cattolico, decisa a condizionare il
politico e il legislatore. Questa casta religiosa che nelle sue
posizioni più integraliste e fondamentaliste può allontanarsi da gran
parte del suo popolo, difende il suo potere innanzitutto, minacciato
dai processi di secolarizzazione che si sono affermati in Europa e dal
multiculturalismo del fenomeno migratorio. Così come le caste
economiche e sociali dei poteri forti cercano di condizionare le scelte
di governi progressisti. Sono pericolose entrambe ed entrambe vanno
contrastate politicamente e culturalmente con la medesima
determinazione. E' una stagione irrimediabilmente nuova e lontana dalle
aperture del Concilio Vaticano II, e dai tempi della DC, e destinata a
durare almeno fino a quando non emergeranno e si imporranno altre
posizioni all'interno della Chiesa. O altri schemi politici. Non c'è
compromesso che possa rasserenare gli animi d'oltre Tevere. Parlare ad
un sordo poi è impossibile. Con buona pace di chi si illudeva nel
centrosinistra che alla fine le mediazioni si sarebbero trovate. La
legge si fa o non si fa, i pasticci (dai Dico in giù) scontentano
tutti. Ciò che le gerarchie cattoliche non vogliono è chiaramente il
riconoscimento sociale, dunque pubblico, dell'amore omosessuale, della
relazione sessuale e affettiva di due persone dello stesso sesso,
(contronatura, disordinati moralmente, paragonati ai pedofili, ecc)
nella convinzione che qualsiasi apertura in questa direzione è
destinata a creare i medesimi processi già prodotti nel resto d'Europa.
E del resto è a quei processi che noi guardiamo e che auspichiamo. In
questo contesto, una legge buona sulle unioni civili sarebbe
principalmente un atto di abrogazione, di cancellazione simbolica di
una discriminazione, di uno stigma sociale perdurato per millenni. Una
forma di risarcimento che la società deve alle persone omosessuali,
quella di nominare la loro esistenza politica ovvero il loro amore.
INVIATO DA ON. Titti De Simone
FONTE Liberazione del 04/04/2007

MANLIO CONVERTI "E' MORTO" !!!
Dicono le nostre radici cristiane che a Pasqua è risorto un uomo ucciso dal pregiudizio dei
politici e dei farisei, insomma il clero della sua epoca. Quest'uomo
siamo ognuno di noi. Quest'uomo è il ragazzo di sedici anni morto
suicida ieri perché tormentato da una classe omofoba. Non ci sarà
processo, se non quello mediatico, per i compagni di classe del ragazzo
omosessuale, nessuno accuserà i loro genitori e sicuramente nessuno
metterà in relazione questa morte con la colpevole aggressione dei
politici e del clero della nostra epoca contro quelle streghe moderne
che siamo noi omosessuali. Nessuno si preoccupa infatti della sorte
della transessuale che ha dato un'indicazione stradale a Sircana o
delle transessuali che hanno salvato la vita ad Elkann, così nessuno
offrirà parole di conforto adeguate alla madre di questo ragazzo gay,
che è solo una tra le tante vittime di questa feroce campagna razzista
che culminerà con il family day, né alla madre della trans arsa viva
alla rotonda di Melito dalla camorra qualche anno fa. Non chiediamo la
pietà né la pietas e tantomeno la caritas ma neppure la tolleranza, per
le nostre persone e per le nostre famiglie: molti di noi le tutelano
negando loro l'informazione sulla propria affettività più profonda;
tanti altri sono stati scoperti per caso o per necessità e ne hanno
subito l'abbandono, l'aggressività oppure ne hanno ricevuto il pieno
supporto; un gruppo, che spero diventi quello di maggioranza, ha
volontariamente dichiarato in famiglia la propria omosessualità
affrontando l'omofobia e creando un'alleanza forte con quel pezzo di
famiglia che nemmeno l'orrore del razzismo clericale potrà più negarci.
Eppure rivolgiamo ai politici di questo umiliato e ubbidiente paese
quali tutele concrete a difesa della nostra vita, di quella della
nostra adolescenza, di quella delle nostre famiglie vorranno porre in
atto. In tutti i paesi occidentali è stato accertato che la maggior
parte delle vittime di bullismo, pedofilia e suicidio adolescenziale
sono persone omosessuali tra i 12 e 18 anni. Sopra questa realtà
oggettiva, sopra questo dramma, sopra queste vite, quelle nostre e
delle nostre madri marceranno prelati e cittadini, politici e famiglie:
ditemi voi da che parte è l'orrore del nazismo, ditemi voi dove sono
oggi le vesti nere, ma ditemi soprattutto quali atti concreti nel
quotidiano mettete in atto voi per aiutare davvero questi ragazzi e le
loro madri per onorare la memoria dell'ulteriore vittima di questa
folle guerra alle streghe. Vi invito a venire in associazione ad
Arcigay come ad Arcilesbica della vostra città, a portare solidarietà
ai giovani che sono i coetanei del ragazzo suicida o di quello arso
vivo… per creare una vera società solidale. Vi chiedo ancora di
sottrarre risorse economiche ai razzisti prelati che non vedono le
macchie del nostro sangue sulle loro nere vesti. Vi aspetto il 9 giugno
a Roma al gaypride, vestiti o travestiti, ma pur sempre uomini donne e
trans liberi e libere tranne che dal razzismo e dalle persecuzioni dei
politici e del clero della nostra epoca. Di mio ci ho forse messo poco,
troppo poco, tant'è che non riesco ancora nemmeno a presentare un corto
di un minuto pensato proprio come uno spot contro l'OMOFOBIA…ma sono
solo…
La strega maligna
Manliok


STAMPA E OMOFOBIA: IL CASO DE "IL PICCOLO" DI TRIESTE
Cari amici e amiche ed organi di stampa, Arcigay Arcilesbica Trieste ha organizzato negli ultimi giorni due iniziative importanti: la presentazione del romanzo noir di Lucia Piera De Paola
alla Libreria Minerva e l'autobiografia a quattro mani di Gianni
Vattimo. Sarà perché siamo piccoli, sarà perché siamo gay, per noi è
sempre una lotta riuscire ad avere spazio sui media locali. L'arrivo di
Gianni Vattimo, non è però sfuggito alla stampa. Il principale
quotidiano locale, Il Piccolo, si è organizzato inviando una sua
giornalista al caffé San Marco per realizzare un servizio
sull'iniziativa. L'articolo, pubblicato il giorno dopo (oggi ndr) non
contiene però alcun riferimento agli organizzatori. L'annuncio
dell'evento, apparso sullo stesso quotidiano il giorno prima era
strutturato allo stesso modo. In occasioni analoghe, qualche tempo fa,
avemmo modo di contattare un giornalista de "Il Piccolo" che ci spiegò
che anche se poteva sembrare una discriminazione, la non considerazione
dell'allora iniziativa non era dovuta ad altro che a cattiva
organizzazione interna. Infatti può sempre capitare che un comunicato
stampa venga perduto o non venga letto anche se di norma noi lo
rilanciamo a ridosso dell'iniziativa. E' curioso però che in questo
caso il comunicato sia stato letto ma si sia persa l'intestazione di
chi l'aveva inviato: che in redazione ci sia un tagliacarte impazzito
che crei ancor più disordine a noi non è dato sapere. La sensazione è
però un'altra, molto più seria, e che "gay" e "lesbica" siano termini
innominabili, in particolare per le pagine culturali. Magari possono
andar bene nei casi di cronaca dove possono accentuare l'effetto noir
del caso... Questo atteggiamento ha un termine univoco per essere
identificato: omofobia Speriamo ovviamente di sbagliarci ed è per
questo che questo testo viene inviato oltre al nostro indirizzario ed
agli organi di stampa locali e nazionali di settore anche agli
indirizzi de "Il Piccolo". Rimaniamo in fiduciosa attesa di una
risposta. Il Presidente del Circolo (Marco Reglia) PS: un
ringraziamento a quei organi di stampa che invece hanno dato risalto
completo al nostro lavoro.


RADICALI L'AQUILA IN MEMORIA DI GIANNI DI GENOVA
Nelle sue vene sembrava scorrere proprio quel sentimento fraterno che Silone evocava nei suoi scritti come "cum-panis": espandere il proprio "egoismo" fino a comprendere gli umili,
gli emarginati e quanti sono in lotta contro le ingiustizie nel mondo e
sentirli come parte inscindibile di sé stesso. Lo ricordiamo sempre
vivo e socialmente impegnato fin da quando mosse, insieme a noi
radicali, i suoi primi passi da obiettore di coscienza verso il
servizio militare e verso le strutture sociali parimenti repressive. La
sua coscienza non era mai a riposo. Quando lassù gli verrà chiesto "mi
hai mai conosciuto, hai mai fatto qualcosa per tuo fratello" lui potrà
rispondere tranquillamente di sì, col suo solito sorriso scanzonato ed
irriverente.
Gino Antognetti e Stefano Frapiccini per l'Associazione
Radicale Aquilana
"Ignazio Silone".


COMUNICAZIONE RADICALI ITALIANI
Marcia di Pasqua: continuano a giungere adesioni dal mondo
politico e dal mondo della cultura, dello spettacolo, dei media
Roma, 5 aprile 2007
Nessuno tocchi Caino, Partito Radicale Nonviolento
Transnazionale, Comunità di Sant'Egidio, Radicali Italiani, con il
Patrocinio del Comune di Roma e dell'ANCI, promuovono la Marcia di
Pasqua per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali. Il percorso
della Marcia di Pasqua che partira' domenica 8 aprile alle ore 10
(appuntamento alle ore 9.30 ) : p.zadel Campidoglio ; Quirinale;
Fontana di Trevi; P.za Colonna – Palazzo Chigi; P.za Montecitorio,
Camera dei deputati; Pantheon; Senato della Repubblica; P.za Navona;
Corso Vittorio; P.za San Pietro. Il Percorso della Marcia si può
visionare e/o stampare al seguente link: http://quikmaps.
com/full/29827. L'iniziativa vuole rafforzare, con un invito a tutte le
cittadine e i cittadini a partecipare, l'impegno espresso dal
Parlamento italiano all'unanimità e del Governo italiano a presentare
la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali
all'Assemblea Generale dell'ONU in corso e conquistare così un nuovo
diritto umano e civile per l'umanità intera. Marco Pannella, su questo
obiettivo, è in sciopero della fame dal 21 marzo. Il Comune di Roma, in
occasione della Marcia di Pasqua, illuminerà il Colosseo dalla
mezzanotte di sabato. Tra gli altri hanno finora aderito alla Marcia
di Pasqua: ASSOCIAZIONI: Nessuno luogo è lontano ; Tavola valdese;
Nazionale italiana cantanti ; Don Franco Barbero - Comunità Cristiana
di Base,Associazione Viottoli; Sinistra Romana; VIC Volontari in
carcere Don Sandro Spiano; (Cappellano Carcere Rebibbia); Don Ciotti,
Gruppo Abele; Carmen Bertolazzi - Ora d'Aria; Associazione culturale
"Puzzle-richiami fluidi; Amapi (associazione medici penitenziari
italiani); Consulta Penitenziaria del Comune di Roma; Associazione
Articolo 21; Settore Nuovi Diritti - Cgil Nazionale; Movimento Città
per Vivere d'Abruzzo; AMMINISTRAZIONI LOCALI; Regione Lazio -
Presidente Piero Marrazzo; Comune di Bolzano, Sindaco Luigi Spagnoli;
Comune di Firenze, Sindaco Leonardo Domenica; Comune di CREMONA –
sindaco Prof. Gian Carlo Corada; Comune di Pinerolo (TO) sindaco Paolo
Covato; Comune di Caselle (TO); Comune di Torre Pellice (TO); Provincia
di Belluno, Presidente Sergio Reollon; Presidente del Consiglio
Provinciale di Bolzano , Riccardo Dello Sbarba; Comune e Sindaco di
Bardonecchia (To); Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino; Presidente e
Vice Presidente Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, Giuseppa Rozzo;
Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni; Presidente provincia Firenze
Massimo Mattei. MEDIA: Redazione di Zapping; Angeli (portale di
comunicazione); L'Opinione delle Libertà, Direttore Arturo Diaconale;
Rosso di Sera, direttore Alessandro Cardulli; Stefano Menichini e
Federico Orlando, Direttore e co-Direttore di Europa; Radio Radicale.
PARLAMENTARI: Sen. Loredana De Petris ( IU-Verdi-Com); Sen. Stefano
Zuccherini (RC); Sen. Francesco Ferrante (L'ulivo); Sen. Giorgio
Benvenuto (L'ulivo); Sen. Anna Donati ( IU-Verdi-Com); Sen. Cesare
Salvi (L'ulivo) Presidente commissione giustizia; On. Roberto Poletti
(verdi); On. Gloria Buffo (l'Ulivo); On. Daniele Capezzone (RnP)
Presidente Commissione Attività Produttive; On. Gennaro Migliore
(Capogruppo Rifondazione Comunista); On. Flavia Perina (AN) direttrice
del Secolo d'Italia ; On. Andrea Ronchi, deputato e Portavoce di An;;
On. Alfonso Pecoraro Scanio, (Verdi) Ministro Ambiente; On. Angelo
Bonelli, (Capogruppo dei Verdi); On. Tommaso Pellegrino, (Verdi); On.
Grazia Francescato, Presidente Federazione dei Verdi; On. Marco Boato,
(Verdi) membro ufficio di Presidenza Camera dei Deputati; On. Franca
Chiaromonte (L'Ulivo); On. Giuseppe Sgobio, Capogruppo Comunisti
Italiani alla Camera; On Roberto Villetti, Capogruppo Rosa nel Pugno
alla Camera; On. Ida D'Ippolito Vitale (FI); On. Franco Narducci
(L'Ulivo); On. Fabio Evangelisti (Italia dei Valori); On. Leoluca
Orlando (Italia dei Valori) Presidente commissione parlamentare
questioni regionali; Sergio Zavoli (l'Ulivo); Enrico Pianetta ( DC-PRI-
IND-MPA) Ignazio Marino (l'Ulivo); Paolo Giaretta (l'Ulivo); Guido
Calvi (l'Ulivo); Natale D'Amico (l'Ulivo) membro ufficio di Presidenza
Senato; Cosimo Ventucci (FI) membro ufficio di Presidenza Senato
Giovanni Russo Spena (capo gruppo RC); Willer Bordon (l'Ulivo);
Francesco D'Onofrio (Presidente gruppo UDC); Francesco Giordano
(Segretario del PRC); Elettra Deiana (RC) Vice Presidente IV
Commissione Difesa; Dario Franceschini Capo gruppo l'Ulivo; Alessandro
Forlani (UDC); Giuseppe Giulietti (l'Ulivo); Ramon Mantovani (RC);
Pietro Marcenaro (l'Ulivo); Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)
Ministro delle Infrastrutture; Margherita Boniver (Forza Italia); On.
Clemente Mastella (pop-udeur) Ministro della Giustizia; On. Chiara
Acciarini Sottosegratrio Politiche per la Famiglia; On. Benedetto Della
Vedova. PARTITI POLITICI: PSDI; PRC ; Gruppo verdi regione Liguria;
SDI; FGS, Federazione dei Giovani Socialisti; Ds di Roma ; Riformatori
Liberali; Gruppo senato RC; ASPD (Associazione della Sinistra per il
Partito democratico); Gruppo Parlamentare Rosa nel Pugno; PERSONALITA';
Marco Risi; Francesca D'Aloja; Luca Sofri; Daria Bignardi; Domiziana
Giordano; Giorgio Albertazzi; Pasquale Squitieri; Alessandro Haber;
Pierluigi Diaco; Alessandro Cecchi Paone; Emanuele Macaluso; Andrea
Colombo; Nanni Riccobono; Iaia Vantaggiato; Maria Cuffaro; Gad Lerner;
Toni Garrani; Letizia Paolozzi; Luciano Lanna, Direttore responsabile
del Secolo d'Italia; Prof. Francesco Ceraudo, Direttore medici
penitenziari; Don Luigi Ciotti; Fabio Canino; Luciana Littizzetto;
Miriam Mafai; Barbara Palombelli; Roberta Tatafiore; Letizia Paolozzi;
Paola Bulbarelli; Sabrina Ferilli. - AMBASCIATA del Venezuela. – Capo
Ufficio Stampa: Sergio Rovasio Telefoni: 06-689791 – 337-798942 Per
adesioni: gaia.rosini@nessunotocchicaino.it
MORATORIA SULLE ESECUZIONI
- Considerato che: - sin dal 1994 e a più riprese, l'Unione europea ed
il Governo italiano hanno di fatto dissipato la forte probabilità di un
pronunciamento dell'Assemblea generale dell'Onu a favore di una
moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell'abolizione
della pena di morte; - in particolare: nel 1994, la proposta italiana
fu battuta in Assemblea Generale perché mancarono i voti di alcuni
Governi europei; nel 1999, come precisamente testimoniato e ribadito di
recente dall'allora ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro,
Francesco Paolo Fulci, venne da Bruxelles l'ordine di ritirare la
risoluzione già depositata perché non vi sarebbe stata la certezza
assoluta di vittoria; nel 2003, il Governo Berlusconi dovette
affrontare durissime polemiche anche in sede di Parlamento europeo e di
parlamento italiano per non aver ottemperato al mandato di depositare
la risoluzione all'Assemblea Generale; nel luglio 2006, la Camera dei
Deputati ha ribadito con fermezza e all'unanimità il mandato al governo
italiano di presentare, sin dall'inizio dell'Assemblea generale del
2006, la risoluzione pro moratoria; nell'ottobre 2006, di fronte all'
inerzia del Governo, la Camera dei Deputati - in grave polemica con il
governo - ha approvato all'unanimità una risoluzione che gli chiedeva
di ottemperare ai precisi impegni presi davanti al Parlamento; - a
dicembre 2006, il governo ha invece scelto di limitarsi ad una
iniziativa politica e non istituzionale con la sottoscrizione di una
mera dichiarazione di intenti contro la pena di morte senza nessun
valore formale e impegno preciso; Ricordando: - la sollevazione
dell'opinione pubblica e di quasi tutti i governi dei paesi democratici
contro la condanna e, poi, la esecuzione del dittatore Saddam Hussein;
- che il 2 Gennaio 2007, in risposta alla iniziativa nonviolenta dello
sciopero della sete di Marco Pannella, il Presidente del Consiglio e il
Governo si sono impegnati "ad avviare le procedure formali per la messa
all'ordine del giorno dell'Assemblea generale in corso della moratoria
universale sulla pena di morte"; - che il 1° febbraio, il Parlamento
europeo, con un voto pressoché unanime, ha espresso il suo "forte
sostegno all'iniziativa della Camera dei deputati e del governo
italiani invitando la Presidenza UE a presentare in tempi brevi la
risoluzione all'Assemblea generale ONU in corso"; - che ad oggi, 1°
aprile 2007, nessuna risoluzione è stata depositata alle Nazioni Unite,
né vi è notizia alcuna di un eventuale testo di risoluzione sul quale
avviare la raccolta firme per la presentazione di una risoluzione
nell'attuale Assemblea generale in corso. Ritenendo ancora
assolutamente possibile raggiungere l'obiettivo per il quale Marco
Pannella, il 21 marzo, ha ripreso lo sciopero (per ora) della fame, se
solo il Presidente del Consiglio e il Ministro degli esteri decidessero
di farne una priorità, sia pure per pochi giorni. Il Comitato Nazionale
di Radicali Italiani fa propria la proposta lanciata da Emma Bonino di
una Marcia per la moratoria delle esecuzioni che il giorno di Pasqua,
partendo dal Campidoglio e passando per il Quirinale, arrivi a San
Pietro; a tal fine invita il Sindaco di Roma e il Governo a patrocinare
e sostenere l'iniziativa e lancia un appello ai Sindaci e a tutti i
cittadini che negli anni hanno sostenuto la campagna di Nessuno tocchi
Caino e del Partito Radicale Transnazionale ad aderire subito e
partecipare alla manifestazione. Per il Comitato, tale invito dovrebbe
essere accolto in primo luogo dai parlamentari che, con i loro precisi
documenti istituzionali, avevano impegnato il Governo. INVIATO DA
Sergio Rovasio

COMUNICAZIONE Co.Di.Pep
"LA SAGRA DELLA PROSTITUTA … CONTINUA"
Grazie all'impegno del presidente del IV municipio Roma, e
dei vertici politici e delle forze dell'ordine della città capitolina,
le vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale non saranno più
costrette a "vendere il proprio corpo" ai padri e figli delle
santificate famiglie italiane sulla via Salaria - Roma. Da oggi
infatti, è operativo il disegno elucubrato lo scorso ottobre di
fotografare e multare per infrazioni stradali coloro i quali sostano o
rallentano o si fermano su quella strada. Link. Noi del Codipep - Roma siano semplicemente
spaventat@! Non è così, e neanche con i libelli informativi che i
rallentatori si vedranno recapitare a casa insieme alle ammende, che si
risolvono i problemi relazionali uomo donna. Ricordiamo che è appunto
su di un malinteso rapporto di genere che si fonda molta della
delinquenza nella prostituzione. Se le vittime non saranno più
"caricate" sulla Salaria, con molta apprensione non possiamo non
chiederci dove saranno portate a farsi "caricare", visto che sono
"vittime" di chi le gestisce che non rinuncerà certo facilmente a quel
guadagno così come non rinunceranno i padri ed i figli delle famose
famiglie italiane a questi delicati bocconcini esotici. Insomma, anche
se cerchiamo con l'ironia di sdrammatizzare, la questione è davvero
tragica. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo che il provvedimento è
essenzialmente moralista e repressivo, indegno di una pubblica
amministrazione democratica, ed avrà effetti negativi semplicemente
sulle vittime che continueranno ad essere usate ma occultatamente, con
buona pace della "cittadinanza" e dei politici che ingrasseranno sul
loro sangue. Le forze dell'ordine, al solito, continueranno a
taglieggiare, vessare e stuprare nei loro pieni poteri e saranno
applauditi per l'aiuto che stanno già dando alla repressione mentre
dell'osservanza e del rispetto della legge ancora non se ne sa nulla
neanche da quelle parti. Dei servizi sociali e delle politche che li
informano ho già raccontato la mia vicenda personale: sono veri e
propri ricatti perpetrati dall'Assessora capitolina Raffaella Milano
con la connivenza dell'alta politica e dei media che non sanno (o non
vogliono/possono) assolutamente fare il proprio dovere di informazione:
cervelli cotti nell'unto (fritto marca "mammona", ovvio!). E a
proposito di cottura e di unto ecco servita la prostituta nel giorno
della sua sagra: AVANTI MASCHIETTI, FATE IL VOSTRO DOVERE! (MA SENZA
FARVI VEDERE)
Maria Ornella Serpa
Fondatrice Co.Di.Pe.P. - ROMA
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)
Info: cell.: 347
18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.com

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