news 20 aprile
IL GRUPPO VERDI ABRUZZO E GAYA CsF, PRESENTANO:
ADELINA, LA SUA STORIA, IL SUO LIBRO.
Adelina è ragazza albanese rapita a due passi da casa, dal raket della
prostituzione, quand'era ancora un'adolescente, portata in Italia,
costretta a prostituirsi, violentata, torturata e seviziata in ogni
maniera. Adelina è fuggita dai suoi aguzzini, denunciandoli, e racconta
la sua storia nel libro: "LIBERA …. Dal raket della prostituzione",
redatto da "Iaculano Editore", costo 12 euro. L'evento verrà annunciato
in conferenza stampa il giorno 24 aprile 2007, ore 11.30, presso la
sala Ignazio Silone Regione Abruzzo (Palazzo dell'Emiciclo), via
Michele Iacobucci, 4; alla presenza di rappresentanti politici locali e
nazionali. La presentazione si terrà presso i locali dell'agenzia di
promozione culturale, in via Roio N°12, il giorno 26 Aprile, alle ore
17.30. Presenterà il doppio incontro: Carla Liberatore (Ufficio Stampa
VERDI Regione Abruzzo); relatori: Walter Caporale (Capogruppo Regionale
dei VERDI Abruzzo) e Cristiana Graziani (Gruppo Consiliare VERDI
Regione Abruzzo). INFO: Carla Liberatore Tel 329/4913797 - Cristiana
Graziani Tel. 347/0128040
Uff. Stampa VERDI Regione Abruzzo
0862/4005213 Fax 0862/400215
NOTA DELL'AUTRICE: Adelina: sono un'ex
schiava del sesso, da vittima a testimonial contro il Racket per
aiutare tutte le donne rese schiave da questo tipo di criminalità.
Autrice del libro "Libera … dal racket della prostituzione", m'impegno
ad ogni livello comparendo nei network locali e nazionali, per
raccontare la mia storia, promuovere iniziative contro il racket e per
promuovere il progetto "Tricarico" che consiste nell'apertura di una
casa d'accoglienza per le donne che si ribellano al racket della
prostituzione. Dedico il progetto "Tricarico" a tutte le forze dell'
ordine e in particolare alla Compagnia dei Carabinieri di Tricarico in
provincia di Matera ed in special modo al Maggiore Mario Tusa del 10°
Battaglione Carabinieri di Napoli e al Colonnello Giacomo Vilardo della
regione Basilicata; essendo stati loro stessi degli eroi del nostro
tempo poiché grazie alla loro tenacia dal 1998 al 2002, sono state
sottratte più di 500 donne alla criminalità organizzata e salvate dalla
schiavitù. Quando chiesi al Maggiore Mario Tusa, il 26 novembre scorso,
nell'ambito di una iniziativa in Basilicata, cosa provano loro
Carabinieri quando salvano queste donne, lui rispose: "Per tutto il
lavoro che abbiamo fatto ci ha guidato la mano di Dio, altrimenti non
avremmo potuto svolgere un lavoro così grande a livello nazionale".
Aggiunse ancora: "Tutti i bambini e le donne che abbiamo salvato, li
dedichiamo a nostro Signore Gesù e alla Madonna". Questo è uno dei
principali motivi per cui io dedico il mio progetto al Maggiore Tusa e
al Colonnello Vilardo, anche perché li ritengo un esempio da seguire.
Adelina.
ARCIGAY "ANTINOO" DI NAPOLI, AL CAPRI FILM FESTIVAL
E' centrato sul tema della diversità -
con lo slogan "La diversità: diversi ma uguali" – la prima edizione del
Capri Film Festival (http://www.caprifilmfestival.it), che dal 19 al 21
aprile porterà sull'isola azzurra decine di cortometraggi in un
concorso per giovani registi che ha come presidente di giuria la
regista Liliana Cavani. La tematica della diversità è stata fortemente
voluta dagli organizzatori del festival per la sua attualità ma anche
per l'innegabile rapporto con l'isola, che proprio sul mito della
diversità ha costruito nel tempo la sua fortuna. Nel corso della
mattinata di venerdì 20 aprile, presso l'auditorium del Palazzo
Congressi di Capri, sede del festival, in vico Sella Orta, 3, si
parlerà anche di omosessualità con un dibattito a cui interverrà tra
gli altri, il presidente dell'Arcigay di Napoli Salvatore Simioli e
vedrà la partecipazione degli studenti delle Scuole Superiori dell'
isola. "Nelle scuole italiane spesso i ragazzi che sono o sembrano
essere omosessuali sono emarginati ed oggetto di prevaricazioni ed
aggressioni", afferma Salvatore Simioli, "Avere l'occasione di
discutere con gli studenti delle superiori di diversità durante il
festival del cinema di Capri può essere quindi un utilissimo contributo
alla formazione delle nuove generazioni al valore del rispetto dell'
altro".
L' Open Mind, centro di iniziativa gay lesbica bisessuale e transessuale, ritiene inaccettabile
l'ordine del giorno del consiglio comunale di Catania, avente come
oggetto la manifestazione del family day che si svolgerà a Roma il 12
Maggio, col quale si impegna l'amministrazione comunale ad aderire alla
manifestazione in rappresentanza dell'intera città di Catania. Non ci
sentiamo rappresentat* come persone GLBT da esponenti di partiti del
Centro Destra che, in difesa della famiglia "normale", discriminano le
altre forme di relazioni e affettività possibili. Diffidiamo l'
amministrazione comunale ad aderire al family day, evento che raggruppa
la parte più retriva, omofoba, e fascista del panorama politico
"civile" del nostro paese. Reputiamo falsa e ipocrita che il pensiero
discriminatorio e omofobo possa rappresentare l'INTERA città di
Catania. Nella nostra città vivono persone libere e democratiche che
non possono essere rappresentate dai fautori di tale pensiero. Se
qualcuno di questi esponenti politici volesse aderire al family day, lo
faccia privatamente, e non in rappresentanza della città. Catania non
merita un simile affronto. OPEN MIND centro di iniziativa gay lesbica
bisessuale transessuale via gargano 33, 95129 – Catania tel./ fax
095.532685 - www.openmind.too.it
VERDI PER AREZZO
Si terrà venerdì 20 Aprile alle ore 21.15 presso il Circolo
Culturale Aurora in piazza S. Agostino n 20 ad Arezzo un incontro,
promosso dai Verdi, con il giovane regista torinese Daniele Salaris,
(http://www.myspace.com/danielesalaris) che presenterà il suo ultimo
documentario "Fuori Fuoco". Si tratta di tre episodi di difficile
confronto tra diverse identità: etnica, religiosa, politica e di
orientamento sessuale. Quattro ragazze lesbiche israeliane parlano
della loro esperienza nell'esercito; un gruppo di religious queers si
riunisce da tutto il mondo in occasione del World Pride ridimensionato
a causa della guerra contro il Libano; un gay arabo racconta se stesso
davanti allo specchio, prima di
esibirsi nella sua performance da drag
queen. Tre mondi e tre modi di vivere una terra così difficile, quella
israelo-palestinese. Otre al regista saranno presenti Fabio Roggiolani,
Consigliere Regionale, Pilar Mercanti, Presidente Commissione Pari
Opportunità della Provincia, Marco Tulli Co-portavoce Verdi Arezzo.
COMUNICAZIONE GRUPPO DEL GUADO
IL GESU' DI BENEDETTO XVI
Sabato 21
Aprile 2007 - Ore 17.00: «Ho voluto fare il tentativo di presentare il
Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero
e proprio» una figura
«storicamente sensata e convincente». Questo è
quello che il papa ha detto nel presentare il libro che pubblica il 16
aprile. Parlandone insieme vedremo se ci è davvero riuscito o se,
invece, magari senza volerlo, ha creato le premesse per una serie di
argomentazioni che possono aiutarci quando sosteniamo il nostro pieno
diritto di dirci cattolici pur non condividendo affatto molte
affermazioni che il Magistero fa quando parla delle nostre vite.
Gruppo
del Guado - Cristiano Omosessuali Milano Via Soperga 36 (MM1 Loreto,
MM2 Caiazzo, MM3 Centrale) Telefono: 346 308 19 01 - www.gaycristiani.
it
" EFFETTO SERRA SULLE "PROSTITUTE"
La ricetta repressiva e regolazionista-oppressiva proposta in tema di
"prostituzione" dal prefetto di Roma, Achille Serra, è pregiudizievole,
irresponsabile, autoritaria e, soprattutto, pericolosa e storicamente
superata. I clienti non si "scoraggeranno" con dei semplici divieti
normativi, specie se protendono a soluzioni regolazioniste, dato che il
fenomeno è essenzialmente culturale e di costume. Ridurre un fenomeno,
che assomma in sé atti di abietta e "libera" violenza, a tema di decoro
e di ordine pubblico, prevedendo rebus sic stantibus soluzioni
cooperativistiche, è faciloneria e moralismo. Propagandare le false
"ricette miracolose" d'oltralpe è abuso della fede pubblica. L'
"insofferenza della gente" e lo sfruttamento si possono validamente
affrontare e risolvere già oggi; manca semplicemente la volontà
istituzionale, degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine.
Parlare in questo modo, infine, del delicato tema delle MTS (Malattie
Sessualmente Trasmissibili) è un censurabile atto di attentato alla
salute pubblica da crassa ignoranza. Noi donne e "prostitute" temiamo
per la nostra incolumità e denunciamo pubblicamente chi, come il
prefetto Serra, cerca di istituzionalizzarci come oggetti di sfogo
maschile e macchine da soldi per chi ci sfrutta. Speriamo che il
prefetto si ravveda e si convinca a confrontarsi finalmente anche con
noi. AGENZIA SULLE DICHIARAZIONI DEL PREFETTO Roma, 13:43 -
PROSTITUZIONE: SERRA, VIETARLA IN STRADA, SI' A ZONE DEDICATE - Una
modifica normativa al codice penale che vieti l'esercizio della
prostituzione in strade e piazze. L'ha proposta il prefetto di Roma,
Achille Serra, durante i lavori della conferenza regionale sulla
sicurezza. Una modifica di questo tipo - ha spiegato Serra - "utile a
scoraggiare i clienti", ma sopratutto "a ripristinare condizioni di
decoro per le vie della citta'", lascerebbe spazio ad alternative come
"la nascita' di cooperative tra donne e l'individuazione di zone
particolari per garantire le minime condizioni di decoro, come avviene
peraltro in molte altre metropoli europee". Si tratta di soluzioni - ha
concluso il prefetto - che potrebbero anche assicurare "una limitazione
all'insofferenza della gente; una riduzione dello sfruttamento della
prostituzione; l'azzeramento del problema della clandestinita' legata
al fenomeno; la garanzia di minime condizioni igieniche, tenendo sotto
controllo pericolose malattie infettive".
Ufficio Stampa Co.Di.Pe.P. –
ROMA (Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute). Contatto
Stampa: Ornella Cell.: 347 18 47 469
e.mail: codipep@yahoo.com
COMUNICAZIONE ARCIGAY SALUTE
CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN STUDIO LGBT
UNIVERSITA' DI BOLOGNA
Un'iniziativa molto interessante per chi
desidera approfondire a livello scientifico le tematiche LGBT. Vi
segnalo che l'Università di Bologna ha approvato il Corso di Alta
Formazione "Welfare state e cittadinanza: gay, lesbiche, bisex,
trans
(GLBT)": http://www.unibo.it/NR/exeres/097124C8-F780-43A4-8856-
F0EED1FD8336.htm?WBCMODE=PresentationUnpublished
Gli insegnamenti sono:
Sociologia delle sessualità; Psicologia della salute e del rischio;
Identità e coming out in gay, lesbiche, bisessuali e trans; Servizi
socio-sanitari dedicati; Salute e MTS (malattie sessualmente
trasmissibili). Scadenza pre-iscrizioni: 17 maggio
Monte-ore: 125
Costo: 400 euro. Benché sperimentale e con ulteriori spazi di
miglioramento, ci pare già ora un'iniziativa davvero importante e da
sostenere. Maggiori info (obiettivi, docenti, modalità didattiche e di
ammissione, contatti) qui: http://www.modidi.net/lgbt/locandina.pdf -
Raffaele Lelleri Responsabile nazionale Salute e Diversità di Arcigay
ABUSI SESSUALI, STUPRI, SILENZI, CONNIVE NZE E LA NOSTRA FORTE E
DETERMINATA RIBELLIONE
Mentre all'Università di Verona si indottrina
alla "normalità": maschio possiede donna, eterosessualità normativa e
schifezze similari con un ciclo di conferenze organizzato dal collegio
universitario Don Nicola Mazza (e vale pure 2 CFU! I prodigi della
Moratti non finiscono mai di stupire) http://www.collegiomazza.
it/news/news.asp?idnews=161 gli abusi, anche e specie sessuali, a danno
delle donne vengono perpetratri liberamente dai maschietti in dolce
connivenza culturale e di sitema. Vi preghiamo di unirvi al nostro
grido di ribellione e speriamo di avervi presenti insieme a noi alla
manifestazione di Bologna. - COMUNICATO STAMPA MFPR – PALERMO- VIOLENZA
CHE OFFENDE, CHE UMILIA, CHE SCHIACCIA, CHE UCCIDE! E ancora vittime,
ogni giorno, donne adulte, donne giovani, piccole donne come la
giovanissima tredicenne di Taranto che si e'uccisa ieri gettandosi nel
vuoto da un balcone schiacciata da una vita diventata insopportabile,
una piccola vita distrutta dagli abusi sessuali subiti, dal non essere
creduta dalle istituzioni che l'avrebbero dovuta proteggere, difendere
e invece l'hanno uccisa imprigionanadola in un istituto perchè
considerata fragile psichicamente. Ma e' appena di alcuni giorni fa un'
altra notizia dell'arresto di un uomo, in provincia di Palermo, che per
anni aveva violentato la figlia, oggi di appena otto anni. Siamo
arrabbiate, indignate! Dinanzi all'aumento sempre maggiore di gravi
episodi di violenza, di abusi sessuali non possiamo non sentirci ancora
di più tutte violentate, tutte offese! E' questa società marcia che
genera la violenza contro le donne, che le stupra, che le uccide,
creando contro di esse un clima da moderno medioevo, le violenze che
toccano tutte le donne sono la punta di un'attuale situazione di
peggioramento generale delle loro condizioni di vita, di continua
oppressione, di un riaccentuarsi del maschilismo che tocca tutte le
donne. Che ogni episodio di violenza trovi forte la nostra denuncia e
protesta! Non e' possibile lottare contro la violenza verso le donne
senza lottare per rovesciare questo sistema sociale cha la alimenta. In
questa lotta vogliamo mobilitarci per conquistare le donne alla lotta
organizzata, per trasformare la nostra oppressione, la nostra rabbia in
ribellione, rivoluzione. Movimento femminista proletario rivoluzionario
mfprpalermo@email.it
COMUNICATO STAMPA - QUELLE CHE NON CI STANNO - Il
14 e il 21 Aprile sono stati organizzati 2 concerti al circolo Asi di
Selargius - comune poco distante da Cagliari – per raccogliere fondi
per pagare le spese legali di Francesco Liori e Federico Fildani gli
autori dello stupro di gruppo avvenuto a Bologna il 24 Settembre 2006
in zona Cerenaica. Questa iniziativa sostiene apertamente e rivendica
la cultura dello stupro, riproponendo il modello che tende a
riabilitare gli stupratori e a criminalizzare la donna. Ancora una
volta è l'uomo qualunque, il "bravo ragazzo", che agisce il privilegio
di maschio con il consenso non nascosto, ma anzi dichiarato, dei suoi
amici e parenti. Chi violenta e uccide è sempre maschio, garantito e
protetto dall'appartenenza al genere maschile. Ancora una volta
assistiamo all'esplicita ostilità che la società dimostra alla vittima
e alla donna "emancipata". Noi donne e lesbiche del gruppo "quelle che
non ci stanno" esprimiamo la solidarietà alla ragazza della Cirenaica
che ha avuto il coraggio di denunciare. Uccidere una donna e una
lesbica oggi in qualsiasi parte del mondo è possibile grazie alla
copertura continua fornita da chi riconosce in questo metodo lo
strumento più efficace per zittire, annientare e rendere invisibile
ogni forma di reazione che le donne attuano. La forza della denuncia è
efficace solo se ci sono relazioni fra donne, relazioni che
interrompono la complicità con il patriarcato, con le sue
manifestazioni private e pubbliche, da quelle più sottili a quelle più
abnormi. Questa donna non è sola, è sostenuta da tante donne e non è
mai stata in silenzio. Ogni donna deve sapere che può contare sulle
altre e che ribellarsi è possibile. Il 20 Aprile 2007 invitiamo tutte
le donne e lesbiche a manifestare con noi in Via Libia n. 38, Bologna
Officina di Studi, Arte e Politica website: http://www.fuoricampo.net
e-mail: info@fuoricampo.net phone/fax: +39 051349969 mobile: +39
3387322219 - INVIATO DA Ornella Serpa Gaya CsF
Assemblea di Facciamo Breccia lunedì 23 aprile ore 21 presso la Sede
di Azione Gay e Lesbica in Via Pisana 32 rosso Firenze. "Norme
normali".......
Il Ministero della Famiglia lancia la prima Conferenza
Nazionale sulla Famiglia che si terrà a Firenze dal 24 al 26 maggio.
Nel momento attuale caratterizzato dall´ormai insopportabile ingerenza
della chiesa cattolica nella politica italiana centrata sul tentativo
di limitare le iniziative legislative che riconoscano
l´autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita (aborto, diritti
riproduttivi, unioni affettive e sessuali ...), la ministra Rosy Bindi
organizza una Conferenza che dovrà segnare la linea delle politiche
governative a partire dalla riflessione sulla famiglia "come soggetto
titolare di diritti". La Conferenza, lanciata in concomitanza con la
convocazione del family day, è una chiara risposta a chi tenta dare
visibilità alle istanze politiche di donne, lesbiche, gay, trans e di
tutte le soggettività non conformi ad un modello sociale
eteropatriarcale proclamato come unico dall´ondata integralista e
oscurantista che investe il nostro paese. Rosy Bindi stessa chiarisce
quale concetto di famiglia è sotteso all´iniziativa ministeriale: "ci
vogliamo occupare delle famiglie semplici, delle famiglie normali"
tanto che il logo della Conferenza ritrae un uomo e una donna (incinta)
con un bambino in braccio ed una bambina per mano nel quale, visto che
mediamente i nuclei familiari italiani non sono certo composti da tre
figli, si può anche leggere un sostegno alla prolificità di triste
memoria. Dietro a questa definizione di "normale" emerge in controluce
l´attacco di Ratzinger agli "amori deviati" e le dure parole di
Bagnasco, presidente della CEI, contro il concetto di
autodeterminazione: "Una società che codifica l'assoluta libertà di
ciascuno su se stesso, ad esempio con l'autodeterminazione senza alcun
limite rispetto allla morte, si pone sulla via dell'implosione:
l'assoluta libertà sciolta da ogni vincolo è la premessa per qualsiasi
forma di violenza, sopraffazione, conflitto". Inoltre la Conferenza
Nazionale sulla Famiglia non ha obiettivi limitati all´Italia, anzi
propone un´Alleanza per la Famiglia, sulla scia dell'appello lanciato a
livello europeo dalla attuale presidenza tedesca dell´Unione europea,
tanto che è prevista a Firenze la presenza della ministra tedesca per
la Famiglia,, Ursula von der Layen, oltre a quella di altri
rappresentanti europei interessati al progetto. Riteniamo importante
costruire a Firenze in occasione di questa iniziativa ministeriale una
mobilitazione che ponga al centro del dibattito l´autodeterminazione di
tutte e di tutti, la necessità di politiche sociali non legate ad una
lettura ideologica e integralista, la richiesta di cancellazione di
leggi confessionali a livello nazionale (in particolare la legge 40) e
locale (la criminalizzazione dell´interruzione volontaria di gravidanza
portata avanti dalla Regione Lombardia attraverso la legge
sull´obbligatorietà del seppellimento del feto) ma anche europeo
(principalmente in Polonia dove stanno per essere varate delle leggi
fortemente discriminatorie verso donne, lesbiche, gay e trans).
Pertanto invitiamo tutte e tutti ad una prima assemblea lunedì 23
aprile, alle ore 21 presso la sede di Azione gay e lesbica in via
Pisana 32 rosso Firenze
COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
Il 19 aprile nell'approfondimento del TG2 delle 20,30 è stata messa in
onda un'intervista a terroristi pluriomicidi, i fascisti Valerio
Fioravanti e Francesca Mambro esecutori tra l'altro della strage di
Bologna del 2 Agosto 1980 che causò 85 morti e 200 feriti. Tutto questo
a corollario del libro scritto, dal giornalista Andrea Colombo
portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. In studio erano
presenti, l'autore Andrea Colombo e i senatore Paolo Guzzanti ex
presidente della già discussa Commissione Mitrokhin. A pochi giorni
dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha condannato il
terzo esecutore della strage alla Stazione di Bologna, il terrorista
Luigi Ciavardini, tutto ciò appare strumentale e depistante. È
scandaloso che il servizio pubblico si presti a simili manovre per
favorire i terroristi impedendo con tesi falsamente innocentiste un
reale approfondimento dei fatti e facendo passare come vittime gli
esecutori di quell'orrendo massacro. I processi si fanno nei tribunali!
Sarebbe bene che il servizio pubblico smettesse di alimentare le
polemiche contro i giudici, si documentasse sulle numerose sentenze
avvenuti dall'88 ad oggi e smettesse di farsi paladino ancora una volta
dei terroristi. I terroristi Mambro e Fioravanti oltre agli 85 morti e
i 200 feriti causati con l'attentato alla stazione di Bologna, hanno
ucciso altre 12 persone e hanno sempre cercato di utilizzare al meglio
la loro notorietà acquisita col sangue di vittime innocenti. È inutile
lamentarsi sul fatto che a distanza di 27 anni non si sia ancora
arrivati ai mandanti se anche il servizio pubblico contribuisce a
creare disinformazione su ciò che di certo c'è: i nomi degli esecutori ,
quello dei depistatori e gli appartenenti alla banda armata finalizzata
alla strage. Riteniamo che simili comportamenti debbano essere
censurati in modo esemplare dalla Commissione di Vigilanza responsabile
di un corretto svolgimento del servizio pubblico. Il Presidente Paolo
Bolognesi
ASSOCIAZIONE "LIBERO PENSIERO GIORDANO BRUNO"
Giornata della Terra – Vissuta con intelligenza 22 aprile
2007 – Ronciglione (Vt) – Inizio h. 16.30. Il 22 aprile si celebra la
Giornata della Terra, un momento di riflessione sulle condizioni del
pianeta e sulle sue risorse naturali. Il 22 aprile 1970 il Senatore
democratico Gaylord Nelson invitò alla mobilitazione per la salvezza
del nostro pianeta. Venti milioni di americani risposero al suo appello
e così il 22 aprile divenne la giornata internazionale del pianeta
terra, oggi celebrata in ben 174 paesi. Anche la rivista National
Geographic si è fatta promotrice di questa iniziativa e nella Tuscia l'
evento viene organizzato a Ronciglione con l'incontro fra varie
associazioni che si occupano di ecologia. Dovendo parlare della vita
sulla terra non possiamo trascurare il suo elemento per noi più vitale,
ossia l'acqua. Infatti tra tutti i beni naturali che il sottosuolo
della nostra Provincia detiene ve n'è uno altamente prezioso ed unico:
l'acqua. La "nostra" terra viene inquinata in vari modi, con le onde
elettromagnetiche della condotta di Radio Vaticana, con le discariche
nelle cave dell'Agro Falisco, con le ciminiere di Montalto e
Civitavecchia, con i pesticidi usati nelle monocolture, con la mega
antenna che Raiway vuole istallare a Blera, con gli espropri di orti
biologici per farne capannoni espositivi a Ronciglione, etc.. Ma ci
sono anche gli scarichi fognari non depurati di vari comuni, pozzi
artesiani non controllati e soprattutto la continua asportazione di
acque profonde, utilizzate dall'industria delle acque minerali (a
Nepi e Capranica) che impoverisce le falde e consente all'inquinamento
di scendere sempre più in profondità. Di fatto succede che il nostro
territorio tende pian piano a desertificarsi e ad accumulare sempre più
veleni nei serbatoi geologici, inquinati dalle infiltrazioni di acqua
superficiale che percola nelle falde. Se vogliamo che la vita su
questa terra di Tuscia possa essere possibile anche per i nostri figli
e nipoti è giunto ora il tempo di scelte improcrastinabili, legate all'
alimentazione, al tipo di beni di consumo utilizzati, al nostro
approccio generale nei confronti della vita. Il riconoscimento del
valore del nostro habitat è semplicemente necessario in quanto noi non
siamo separati dalla terra, che usiamo così brutalmente, ma parte di
essa. Tutto ciò che vien fatto di male a lei lo facciamo a noi stessi.
Un libro ed un video sull'11 settembre. Presentazione il 22 aprile a
Ronciglione. Era davvero un Boeing da 100 tonnellate quello che si è
schiantato contro il Pentagono? Dov' è finito il secondo Boeing che è
stato " visto" cadere in un campo della Pennsylvania? Come possono tre
torri, alte centinaia di metri crollare da sole su se stesse, senza
toccare nessun edificio accanto, in tempi ed in modi molto simili a
quelli delle demolizioni controllate, a causa di semplici incendi da
kerosene? Come possono 4 persone che non hanno mai guidato un jet
nella loro vita, impadronirsi di 4 aerei di quelle dimensioni e
condurli con facilità assoluta verso i loro bersagli,senza commettere,
lungo il loro tragitto, il benché minimo errore? Come può la difesa più
potente del mondo, permettere quello che hanno fatto i dirottatori,
restando a guardare per quasi 2 ore, senza riuscire, in tutto questo
tempo, ad intercettare nessuno dei quattro aerei? Sembrerebbe che, in
questo caso, si tratta di una grande allucinazione collettiva di gente
che subisce indistintamente, una mistificazione simile nella sostanza a
qualsiasi forma di religione deteriore. Su questo argomento si dilunga
un libro recente, del giornalista Massimo Mazzucco, corredato da un DVD
definitivo, che verrà presentato ed illustrato da Giorgio Vitali, in
occasione della Festa della Terra che si tiene a Ronciglione. "Cerchio
sciamanico di consapevolezza" 22 aprile 2007 – Villa Lina – Ronciglione
h. 16.30 - Visita al giardino botanico storico e riflessione
ecologista. h. 17.00 - Condivisione di esperienze e di progetti
concreti per la salvaguardia della nostra terra. h. 18.00 - Intervallo
musicale e poetico. h. 18.30 - Proiezione del video sull'11 settembre.
h. 20.00 - Cena sociale vegetariana a cura di Villa Lina. Promosso da:
Rete Bioregionale Italiana - Circolo Vegetariano VV.TT. - Associazione
Nazionale Libero Pensiero Giordano Bruno, sez. di Viterbo Info:
liberopensierovt@libero.it - circolo.vegetariano@libero.it Tel. 0761-
587200 - 3398192438
TARANTO: BAMBINA DI 13 ANNI SI SUICIDA A
SEGUITO DI UNA VIOLENZA SESSUALE SUBITA
Aveva subito una violenza sessuale da parte del vicino di casa e per questo si è uccisa
gettandosi dall'ottavo piano di una palazzina. La piccola aveva solo 13
anni. Una tragedia, avventuta a Taranto, dai contorni ancora oscuri.
Secondo gli investigatori la ragazzina aveva anche grossi problemi
psichici. Ieri era con la mamma e col papà quando a un certo punto è
andata in bagno, un ambiente con una finestra in alto su una parete: si
è arrampicata e si è gettata nel vuoto. Senza lasciare alcun messaggio.
La ragazzina, sei mesi fa, era stata messa in istituto per disposizione
di un giudice minorile. Don Di Noto: "Il suicidio di questa bambina,
innocente e pura, somiglia alla cronaca di una morte annunciata, una
martire della pedofilia."
FONTE Libero.it
MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA
IL MOVIMENTO RADICALI L'AQUILA, DIVENTA:
"ASSOCIAZIONE RADICALE".
Dopo oltre 30 anni di solitaria militanza
radicale, vivace ed antagonista, vogliamo organizzarci in associazione
per impegnarci direttamente anche su tematiche locali oltre che
transnazionali. Per esempio vogliamo impegnarci per garantire un
rapporto più democratico tra cittadini ed amministrazione con la
trasmissione via tv e via web delle sedute di consiglio comunale. L'
elettore potrà così verificare se il politico per cui ha votato
rispetta o tradisce ciò che ha promesso. E il politico non potrà
fingere. Anche i sordi devono poter seguire i lavori del Consiglio
comunale attraverso un traduttore simultaneo. Certificati e le varie
pratiche devono potersi rilasciare anche via web. È prioritario dare
ai giovani (cittadini fin qui ignorati) un Centro Polifunzionale per
attività culturali, sportive, ricreative ove possano anche trovare
lavoro. Utile anche organizzare un Bibliobus (biblioteca itinerante per
frazioni e quartieri). I fondi potranno essere ricavati da una drastica
riduzione dei costi della politica ! Altre iniziative saranno proposte
e votate in assemblea ma non ultima sarà l'impegno nella campagna "o lo
scegli o lo sciogli" per raggiungere l'obiettivo dei 5.000 iscritti per
il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, e
dell'immediato raddoppio di quelli di Radicali Italiani. Ci è sembrato
doveroso nel fondare a L'Aquila un'associazione di radicali e
simpatizzanti pensare a Silone e dedicare gran parte delle nostre
attività a diffonderne il pensiero ed a rivificarlo attraverso varie
iniziative politiche e culturali. Una delle prime sarà proprio
promuovere per l'anno 2008 le celebrazioni per il trentennale della sua
morte che culminino nella Perdonanza con una prestigiosa
rappresentazione teatrale de "L'avventura di un povero cristiano" e un
meeting internazionale dedicato alla riforma dell'Onu con la
partecipazione dei titolari di Master of Peace Studies e dei rettori
delle università che li hanno istituiti. PER ISCRIVERSI ALL'
ASSOCIAZIONE TEL. AL 348 1018898
PRIMO SCANDALO
ANTI -OMOSESSUALE
NELL'ITALIA CONTEMPORANEA
ARTICOLO DI Massimo Consoli
Roma: Amor
greco in salsa teutonica47 anni fa, nell'aprile del 1960, scoppiava un
grande scandalo nell'Italia del boom economico. Il primo grande
scandalo che riguardasse l'omosessualità. Ancora manca una
ricostruzione di quel fattaccio. Invito, perciò, gli storici del nostro
movimento, a farsi vivi, a scriverci sopra un libro. Intanto, vi mando
il capitoletto che ho pubblicato sul mio "Manifesto Gay", Malatempora
editrice, Roma, 2005, pagine 19-20 per rinfrescarvi la memoria. Massimo
Consoli - Konstantin Feile era uno scultore tedesco, trapiantato nella
capitale dalla fine della guerra, che aveva messo su un fiorente giro
internazionale di prostituzione di minorenni. Nell'aprile del 1960
scoppiò lo scandalo. Gli sequestrarono 3000 foto e più tardi lo
condannarono a 3 anni di reclusione. I quotidiani (nel frattempo mi
sembra di ricordare ch'era morto) dettero grande risalto alla notizia
che tenne banco per un periodo piuttosto lungo. Ogni giorno andavano
pubblicando foto di ragazzi in calzoncini corti, in costume da bagno,
sulla spiaggia, davanti a qualche monumento... tutti con una "pecetta"
in faccia per impedirne il riconoscimento. Gli articoli spiegavano con
orrore che questi ragazzi erano «di buona famiglia», studenti in vena
di arrotondare con qualche extra la magra paghetta settimanale. Ed il
tedesco, che aveva italianizzato il suo nome in Costantino, era
generoso con loro, non gli faceva mancare nulla, li trattava
praticamente (orribile dictu) «come figli»! Non avevo nemmeno 15 anni,
eppure compravo i quotidiani tutti i giorni per seguire quella storia
che, mi sembrava di capire, aveva a che vedere in qualche modo con me,
non fosse altro perché, al di là della pecetta, quei ragazzi mi
piacevano, ed io fantasticavo per un po' di essere un ricco americano
in arrivo a Roma, per un altro po' di stare in mezzo a loro per
metterli in guardia contro l'immoralità della prostituzione, e per un
ultimo po' d'incontrarne qualcuno per la strada per farmi raccontare, o
meglio, per farmi vedere cosa faceva co 'sti turisti. [1]Quell'episodio
ebbe delle conseguenze. Il Ministero degli Interni emanò una circolare
[2] nella quale parlava della "tendenza, sia pure incipiente, ora
manifestatasi, di iniziare ed invischiare nel torbido ambiente scolari
ed in genere giovanissimi privi di discernimento", la quale impone "che
gli organi di polizia svolgano la loro azione intesa a reprimere con
ogni possibile mezzo manifestazioni di pervertimenti sessuali, ed
eventuali conseguenze come quelle innanzi citate". La circolare
invitava gli organi di Polizia alla "repressione di manifestazioni
esteriori di pervertimento", e a "individuare e sottoporre a costante
vigilanza persone affette da omosessualità", sottolineando che si aveva
motivo di ritenere "che un non indifferente apporto all'incremento del
triste fenomeno sia dato da stranieri residenti o soggiornanti nel
nostro paese"[3]. Il governo istituì una commissione, composta da
giuristi e medici, per vedere s'era il caso d'introdurre anche in
Italia una normativa antigay. Esattamente un anno dopo, il 29 aprile
1961, il socialdemocratico Bruno Romano presentava una proposta di
legge (N° 2990), che comminava da sei mesi fino a dieci anni di
detenzione a chiunque avesse avuto rapporti omosessuali, che arrivavano
fino a vent'anni in caso di aggravanti! L'iniziativa faceva seguito ad
un precedente tentativo di cattolici democristiani e neofascisti del
Movimento Sociale del 22 gennaio 1960 (N° 1920), che così si esprimeva:
"Chiunque ha rapporti sessuali con persona dello stesso sesso è punito
con la pena della reclusione da sei mesi a due anni… Se dal fatto
deriva pubblico scandalo, la pena è aumentata… ecc." Questa legge venne
poi ripresentata tale e quale il 14 novembre 1963 (N° 759). Grazie al
cielo, non se ne fece niente!
PAROCO DI BORGARELLO (PV), CONDANNATO
PER PEDOFILIA
L'ex parroco di Borgarello (PV) don Abbiati è stato
condannato a sei anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di
tre minorenni. I ragazzini avevano all'epoca 13, 14 e 15 anni, e due di
loro sono fratelli. In concomitanza dell'episodio più grave, un
rapporto sessuale quasi completo, la difesa ha presentato un alibi, ma
il giudice dell'udienza preliminare Fabio Lambertucci non ha avuto
dubbi. Il parroco era stato arrestato nel dicembre 2004, dopo che i
ragazzini erano stati interrogati dai carabinieri su richiesta dei
genitori, e avevano ammesso i fatti: il sacerdote li conduceva in piena
campagna e lì otteneva prestazioni sessuali. L'avvocato del parroco ha
già annunciato che faranno ricorso alla Corte di Appello.
FONTE UAAR.IT
I NOMI DEI PADRI
di Emilio Carnevali
Quello che segue è un breve
elenco dei casi conclamati di pedofilia da parte di ecclesiastici in
Italia negli ultimi 6 anni. Caro Ratzinger, come la mettiamo con
l'amore debole dei tuoi uomini? L'arresto avvenuto ad Assisi lo scorso
5 aprile di don Marco Agostini - religioso della Congregazione degli
Oblati di San Francesco di Sales - ha riportato alla luce la questione
della pedofilia e delle disattenzioni della Chiesa italiana su queste
gravissime vicende. Insieme a don Marco, attualmente agli arresti
domiciliari nella sua casa di Roma, sono indagati per favoreggiamento
anche Ennio Di Giampasquale, ex parroco di San Benedetto a Pomezia, e
Germano Agostini, parroco di San Michele Arcangelo, sempre a Pomezia,
ed ex padre provinciale della stessa Congregazione degli Oblati di San
Francesco di Sales. Le accuse a carico di don Marco si riferiscono a
violenze sessuali a danni di minori perpetrate a partire dal 1993, anno
in cui il religioso prestava servizio presso la parrocchia Beata
Vergine Immacolata di Torvajanica, una localit� vicino Roma, ed era
animatore del centro giovanile "Ragazzi Nuovi". Nel 1998 don Marco, a
seguito delle prime voci che erano cominciate a circolare sul suo
conto, viene trasferito a Pomezia, dove diventa parroco di san
Benedetto. Nel 2002 viene infine mandato ad Assisi a gestire una casa
di accoglienza della Congregazione. L'inchiesta è scattata due anni fa
a partire dalla denuncia di un giovane di Torvajanica, attualmente
26enne. Sono seguite altre venti denunce di altrettanti ragazzi.
Secondo le testimonianze fin qui raccolte, le vittime degli abusi si
sarebbero rivolte anche all'allora vescovo di Albano, monsignor
Agostino Vallini (recentemente nominato cardinale da Benedetto XVI):
"Siamo andati a raccontargli cosa ci aveva fatto don Marco, ma ci disse
che erano solo chiacchiere". Una storia molto simile a ciò che è
accaduto nel 2000 ad Agrigento, con mons. Carmelo Ferraro, vicenda
sulla quale si tornerà più avanti. Del resto il caso di don Marco
Agostini non è nemmeno l'ultimo in ordine di tempo, sebbene sia uno dei
pochi che ha conquistato visibilità sui giornali e sulle televisioni.
Negli ultimi anni, casi di questo genere si sono infatti susseguiti con
una frequenza preoccupante. Eppure - se si è parlato ampiamente dello
scandalo della pedofilia con riferimento ad esempio al clero americano
- la Chiesa italiana sembra assolutamente immune, secondo il quadro
disegnato dai media e dagli stessi vescovi, da questo tipo di problema.
Il 21 maggio del 2002 il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori,
dichiarava che il fenomeno della pedofilia nel clero italiano "è
talmente minoritario che non merita attenzione specifica", non più "di
quanto non vada riservata ad altre categorie sociali". Per questo
motivo "il Consiglio permanente della Cei non ha mai parlato di casi di
pedofilia, alla Cei non c'è nessun elenco in proposito, non abbiamo né
casi in evidenza né una procedura di monitoraggio". I dati che seguono
- che si riferiscono a condanne (per la maggior parte di primo grado) e
procedimenti di indagine (che quindi non sono ancora giunti ad una
sentenza) successivi al 2000, dunque solamente agli episodi pi� recenti
- possono forse contribuire ad un esame pi� realistico della
situazione. Solo in pochi casi, infine, si è potuto risalire
all'attuale condizione canonica dei sacerdoti coinvolti. Pressoché
totale è stata la mancanza di disponibilità delle varie curie a fornire
informazioni a riguardo. 2000: Foggia, Ferrara, Napoli, Torino, Modena,
Milano Il 10 gennaio è condannato a sei anni e sei mesi di reclusione
don Giorgio Mazzoccatto per violenza sessuale a danni di minorenni. I
fatti si riferiscono alla metà degli anni '90 quando don Giorgio era
parroco di Arpinova, una frazione a una decina di chilometri da Foggia.
L'arresto era invece scattato nel 1998, quando il sacerdote era passato
a dirigere la parrocchia di Castelluccio dei Sauri, sempre in provincia
di Foggia, dove don Giorgio - tuttora sacerdote - e attualmente
residente. Sette giorni dopo questa sentenza viene condannato a 1 anno
e 9 mesi di reclusione un altro sacerdote. Sessantadue anni, residente
nella provincia di Ferrara, il prete (di lui, come di alcuni altri, non
sono state rese note le generalità) viene riconosciuto colpevole di
molestie sessuali ai danni di due bambini di 9 anni che frequentavano
il catechismo. Ancora pochi giorni dopo, il 23 gennaio, un lungo
applauso nella chiesa di S. Maria della Sanit� a Napoli, accompagna la
salma di don Giuseppe Rassello, sacerdote di 49 anni condannato nel
1991 a tre anni e sei mesi per abusi sessuali su Antonio B., un ragazzo
di 14 anni (sentenza confermata anche in appello nel 1996 pur con la
diminuzione della pena a 2 anni e un mese). La cerimonia � presieduta
dal card. Michele Giordano e vede la partecipazione, oltre che di
numerosissimi fedeli, anche del vescovo ausiliare Vincenzo Pelvi, di
mons. Bruno Forte e dell'avvocato difensore della vittima, Enrico
Tuccillo, in veste di diacono. Durante la preghiera dei fedeli, lo
stesso Tuccillo interviene con queste parole: "Signore, ho difeso te
innocente e calunniato in padre Rassello. Ora fa di lui il difensore
dei giovani, dei deboli, dei suoi figli amatissimi del rione Sanità".
Siamo al 10 febbraio, quando don Marco Gamba, parroco a Chiusa San
Michele in provincia di Torino, viene condannato a quattro anni e mezzo
di reclusione per abusi sessuali nei confronti di due giovanissimi
chierichetti. Le perquisizioni effettuate dagli investigatori hanno
inoltre rivelato il possesso da parte del sacerdote di quattromila
immagini pedo-pornografiche scaricate da Internet, oltre che di alcune
polaroid scattate a bambini di 11 e 12 anni, assidui frequentatori
della parrocchia: "All'inizio erano solo piccoli amici", ha dichiarato
don Marco, "poi ho cominciato ad accarezzarli, sempre meno castamente".
Il 20 maggio, sempre del 2000, muore di infarto don Giorgio Govoni,
parroco 59enne di Staggia di San Prospero (Modena). Il sacerdote era
stato accusato di far parte di una banda di pedofili che praticava
violenze a danni di minori nell'ambito anche di riti satanici presso il
cimitero di Massa Finalese, nel modenese. Dopo un'inchiesta giudiziaria
caratterizzata da trecento testimonianze, 57 udienze, 5.000 pagine di
atti, sette interrogazioni parlamentari, la corte ha pronunciato 14
condanne, fra i 2 e i 19 anni di carcere, e due assoluzioni,
confermando cos� l'impianto accusatorio dei pubblici ministeri Andrea
Claudiani e Carlo Marzella. Questi ultimi avevano chiesto per don
Giorgio una condanna a 14 anni, ma il decesso del prete pochi giorni
prima della sentenza ha indotto i giudici a non pronunciarsi sul suo
conto "per morte del reo". Tra i condannati anche genitori, zii e nonni
dei bambini vittime delle violenze, gi� da tempo sottratti alle
rispettive famiglie. Tra i pi� strenui sostenitori dell'innocenza di
don Giorgio vi era, fra gli altri, il vescovo di Modena mons. Benito
Cocchi e l'ex vicepresidente della Camera Carlo Giovanardi, che, dopo
le richieste dei pubblici ministeri di 130 anni complessivi di
reclusione per gli imputati coinvolti nel processo, aveva cos�
commentato: "� terrificante che un pm si basi solo sui racconti di
bambini, strappati alle famiglie". A novembre un sacerdote milanese
viene infine condannato con rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi di
reclusione per violenza sessuale su alcuni ragazzini ospitati della
comunità che dirigeva. Nel corso delle indagini svolte dalla polizia è
emerso, oltre al fatto che i ragazzini sarebbero stati intimoriti e
indotti al silenzio da chi all'interno dell'istituto sapeva, che il
religioso nei primi anni '90 aveva abusato anche di una bambina di 7
anni. 2001: Genova, Milano Il 29 gennaio 2001 il tribunale civile di
Chiavari condanna don Pino Carpi al pagamento di 30 milioni di lire per
le molestie ai danni di una ragazza 14enne all'epoca dei fatti. Don
Pino, allora parroco di Santa Margherita Ligure, era stato prosciolto
nella prima fase processuale per un vizio di forma, pur essendo stato
riconosciuto colpevole nella motivazione della sentenza. Attualmente il
sacerdote e parroco della Basilica di S. Maria di Nazareth a Sestri
Levante (Genova). Il 26 giugno don Renato Mariani, parroco di San
Giuliano Milanese, è condannato a 4 anni di reclusione per violenza
sessuale su giovani, violenza privata e appropriazione indebita.
Attualmente il sacerdote è residente con incarichi pastorali a
Garbagnate Milanese. 2002: Napoli, Milano Il 14 settembre è arrestato
in Messico, nel convento di Iztapalapa, nelle vicinanze della capitale
del Paese, un sacerdote messicano che tra il 1999 e il 2000 era stato
viceparroco in una chiesa del napoletano. Don Gaudencio, questo il nome
del prete, è stato accusato di abusi sessuali a partire dalla denuncia
di una bambina che all'epoca dei fatti aveva dieci anni e frequentava
il catechismo. Secondo le indagini della procura di Napoli si sarebbe
di fronte a "un quadro allarmante" in ordine all'ampiezza del numero di
minori coinvolti, suddivisi dal sacerdote in "gruppi distinti per età e
conseguentemente per tipologia e prestazioni sessuali". Il 30 dicembre
2002 vengono arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale
di Bari Maria Mitola per il reato di divulagazione di materiale
pedopornografico via internet. Tra gli accusati c'� anche un parroco
37enne della provincia di Milano al quale sono state sequestrate
diverse immagini pedopornografiche. 2003: Bergamo, Milano, Teramo,
Palermo, Cuneo, Oristano Il 6 maggio un'indagine condotta dal
commissariato di Rapallo in collaborazione con la questura di Genova,
porta all'arresto di una banda di pedofili costituita da quattro
persone, fra cui il parroco di una chiesa di Bergamo (D. B., 56 anni).
La banda adescava ragazzini maschi tra gli 11 e i 17 anni offrendo loro
regali costosi e proponendogli viaggi all'estero. Così Claudio
Sanfilippo, capo della squadra mobile di Genova, e Carlo Di Sarro,
dirigente del commissariato di Rapallo, hanno descritto le attivit� del
gruppo: "In poco più di sei mesi abbiamo osservato decine e decine di
adescamenti. La banda sceglieva soprattutto ragazzini provenienti da
famiglie in situazioni di disagio socio-economico. Le prestazioni dei
bambini e dei ragazzi venivano anche pagate dai 30 agli 80 euro: alcuni
venivano avviati alla prostituzione, altri si intrattenevano con il
sacerdote e i suoi complici. Era il sacerdote che forniva spesso i
soldi per le spese necessarie ad adescare i ragazzini". Il 27 maggio un
frate ex insegnante di un istituto privato di Milano � condannato a 4
anni e 8 mesi di reclusione per molestie sessuali ai danni di cinque
bambine della scuola elementare. Il 25 luglio viene arrestato don Bruno
Tancredi, 59 anni, originario di Giulianova (dove aveva servito come
diacono nella parrocchia San Flaviano) e parroco della chiesa della
frazione di Monticelli in provincia di Teramo. L'accusa è di violenze
ai danni di due minori, uno dei quali disabile, dell'età di 14 e 16
anni. Don Bruno sarà condannato dopo un processo con rito abbreviato a
6 anni di reclusione per pedofilia. Attualmente è sacerdote in diocesi
senza ricoprire alcun incarico. Il 17 settembre il Gip della Procura
della Repubblica di Palermo impone il divieto di soggiorno nel
capoluogo siciliano e nella provincia a don Paolo Turturro, parroco
antimafia della chiesa di Santa Lucia di fronte all'Ucciardone. Don
Paolo è fondatore dell'associazione "Dipingi la pace". Le indagini sono
partite dalla denuncia dei genitori di due bambini di dieci anni. Nel
corso del processo, tutt'ora in corso, i difensori dell'imputato hanno
inserito nella lista dei testimoni l'ex procuratore di Palermo
Giancarlo Caselli, l'ex sindaco Leoluca Orlando e un altro sacerdote
antimafia, Giacomo Ribaudo, parroco della Magione. L'1 ottobre la Corte
d'Appello di Torino conferma la condanna inflitta in primo grado a don
Luciano Michelotti, ex parroco di una frazione di Vicoforte (Cuneo) per
la detenzione di materiale pedopornografico. A novembre viene arrestato
un parroco di Oristano, in Sardegna, con l'accusa di pedofilia.
L'inchiesta della Procura della Repubblica di Oristano è scattata sulla
base di due denunce, una delle quali riguarda una ragazza minorenne, su
fatti che sarebbero avvenuti in parrocchia. 2004: Forlì, Torino, Roma,
Varese, Grosseto, Nuoro, Agrigento, Alessandria, Bari, Savona Dopo aver
ammesso alcune responsabilità, è condannato a 2 anni di reclusione per
pedofilia un prete della parrocchia dei Romiti di Forlì. Un anno e 8
mesi, più il pagamento di 45.000 euro per risarcimento de danni morali,
e la condanna inflitta a don Roberto Volaterra, parroco di Castagnole
Piemonte in provincia di Torino arrestato il 2 febbraio 2004 per
violenza sessuale nei confronti di una bambina di 13 anni che
frequentava l'oratorio. Al momento dell'arresto il parroco era stato
difeso con forza dai cittadini del suo paese che non avevano creduto
alla tesi della famiglia della vittima. Lo stesso sacerdote aveva per�
confessato durante l'interrogatorio dei magistrati inquirenti: "Avevo
perso la testa per quella ragazzina, le sue accuse nei miei confronti
sono vere". Attualmente don Roberto � cappellano di S. Andrea a
Savigliano (Cuneo). Una ventina di giorni dopo l'arresto del prete di
Castagnole, il 25 febbraio, viene arrestato anche il parroco della
chiesa di San Gioacchino di Colleferro, in provincia di Roma. Don Paolo
Pellegrini, di 52 anni, era gi� stato segnalato ai carabinieri nel '98
dal padre di una giovane di Colleferro per essersi denudato di fronte
alla ragazza. Ora l'accusa � di violenza sessuale aggravata su un
minorenne, e le perquisizioni effettuate dagli investigatori portano
alla luce filmati e foto che inchiodano il parroco, il quale conservava
questo materiale in canonica. L'11 giugno don Paolo � condannato con
rito abbreviato a 6 anni di reclusione, pi� il pagamento di una
provvisionale di 60.000 euro, per violenza sessuale e istigazione
all'uso di sostanze stupefacenti. Condannato in ottobre a 3 anni e 4
mesi don Roberto Mornati, sacerdote di Gavirate (Varese), accusato di
atti di pedofilia nei confronti di dodici ragazzi del paese. Il prete
ha goduto di attenuanti sia per il riconoscimento della seminfermità
mentale, sia per il pagamento di 280mila euro come risarcimento per le
vittime. Don Roberto era arrivato a Gavirate negli anni '80, trasferito
dalla Curia dopo aver gi� subito un processo per molestie. Patteggia
una pena di soli 2 anni e 6 mesi don Felice Cini, condannato l'1 luglio
per aver molestato sessualmente alcuni bambini della piccola parrocchia
di Arcille, una frazione del comune di Campagnatico (Grosseto). E a
4.600 euro ammonta la multa comminata il 20 aprile - dopo
patteggiamento - al rettore del seminario vescovile di Lanusei (Nuoro)
don Pietro Sabatini per aver comprato con carte di credito via internet
immagini a contenuto pedopornografico. Ricorre al patteggiamento anche
don Bruno Puleo, sacerdote condannato il 7 luglio a 2 anni e 6 mesi di
reclusione per abusi sessuali nei confronti di 7 ragazzi che
frequentavano il seminario di Agrigento. Una delle vittime degli abusi,
Marco Marchese, � attualmente impegnato in numerose iniziative di lotta
alla pedofilia ed � animatore dell'Associazione per la Mobilitazione
Sociale. Marco ha raccontato di aver cominciato a subire violenze
all'età di 12 anni, appena entrato in seminario. Le violenze si
protraggono per 4 anni, fino a quando il ragazzo trova la forza per
andare a parlare con il vice rettore, don Silvano Castronovo, ed il
rettore del seminario, don Gaetano Montana, che però gli rispondono di
stare tranquillo e in silenzio. Marco si rivolge allora al vescovo di
Agrigento, mons. Carmelo Ferraro: � il novembre del 2000. Anche il
vescovo non prende alcun provvedimento e nel frattempo don Bruno
continua ad abusare anche di altri ragazzi. Rivoltosi ad un avvocato,
Marco riceve l'offerta di 45 milioni di lire dalla curia, ma in
risposta decide di presentare un esposto alla procura della Repubblica.
Il giorno dopo la condanna di don Bruno, Marco invia una lettera a
mons. Ferraro (pubblicata sul n. 54 di Adista del 17 luglio 2004).
Eccone un breve stralcio: "Scrivo a lei, Eccellenza reverendissima
monsignor Carmelo Ferraro, arcivescovo metropolita della Chiesa
Agrigentina. Scrivo proprio a lei che, una sera di novembre del 2000,
ha ascoltato, quasi con indifferenza, il mio racconto. Forse lei non
immagina nemmeno quanto mi sia costato, in quell'occasione, rivivere i
momenti pi� brutti della mia vita. Ma a lei che importa? Scrivo a lei
perché sono addolorato e profondamente amareggiato dal suo silenzio.
Non per lei, di cui mi importa ben poco, ma per questa povera Chiesa,
che si ritrova ad essere guidata da una persona che non ha saputo
dirigere il gregge affidatogli, soprattutto i piccoli e gli indifesi".
Ancora attraverso patteggiamento il 14 luglio è condannato a poco più
di tre anni di reclusione per pedofilia padre Domenico Marcanti, 48
anni, animatore del doposcuola alla scuola media dell'Istituto Don
Orione di Alessandria. Bambini tra i sei mesi e i sei anni erano invece
i protagonisti di una collezione di foto pedopornografiche trovata il 3
marzo nell'abitazione di un padre domenicano, Giancarlo Locatelli, 44
anni, segretario dell'Istituto di teologia ecumenica "San Nicola" di
Bari e uno dei referenti della parrocchia di San Nicola presso
l'omonima Basilica. Infine, il 15 ottobre viene condannato a 3 anni e
mezzo di reclusione don Giorgio Barbacini per aver compiuto atti
sessuali nei confronti di un minorenne extracomunitario, con
l'aggravante di averne avuto la custodia e la tutela. I fatti risalgono
al 2000, quando don Giorgio era responsabile della comunità "Migrantes"
di Savona, istituita dalla Curia per tutelare i giovani extracomunitari
con problemi di ambientamento. Attualmente don Giorgio � stato
trasferito in un'altra diocesi; nei suoi confronti non è mai stata
avviata alcuna procedura ecclesiastica. 2005: Como, Cuneo, Arezzo,
Napoli Il 20 maggio viene arrestato il parroco di Laglio (Como) don
Mauro Stefanoni, 37 anni. � accusato di violenza sessuale su un ragazzo
di 14 anni affetto da un lieve ritardo mentale e di detenzione di
materiale pedopornografico. Il processo, inizialmente fissato per il 28
marzo 2006, � stato rinviato al 31 ottobre dopo che i legali della
difesa hanno presentato un certificato medico che attesta
l'impossibilità dell'imputato di essere presente. Attualmente don Mauro
� vicario parrocchiale presso la parrocchia SS. Crocifisso a Ponte
Tresa (Varese). Prende il nome dal titolo di un recente film di Pedro
Almodovar, La mala educaciòn, l'operazione condotta dalla questura di
Cuneo che nell'estate del 2005 porta all'arresto di don Renato
Giaccardi, 42 anni, sacerdote monregalese, originario di Magliano Alpi
(Cuneo), responsabile della preparazione religiosa, in qualità di
"vicario moniale", di alcuni istituti della diocesi di Imperia e di
Albenga. Le accuse sono induzione alla prostituzione, favoreggiamento e
sfruttamento di minorenni. Secondo quanto hanno affermato gli
inquirenti, i minorenni coinvolti sarebbero una trentina, italiani ma
soprattutto extracomunitari, tra i 13 e i 17 anni. Le "prestazioni" dei
ragazzi venivano poi ricompensate dal sacerdote con biglietti
cinematografici, gelati e dolci. Per ogni nuovo amico presentato, il
premio era invece una banconota da 10 euro. Pi� di trenta - tra giovani
e giovanissimi - sono le vittime di don Pierangelo Bertagna, parroco di
44 anni dell'abbazia di Farneta (Arezzo), arrestato l'11 luglio del
2005. Il parroco ha confessato davanti ai giudici della procura di
Arezzo tutti i reati di violenza sessuale segnalati dalle famiglie dei
bambini della sua parrocchia, pi� altri risalenti a periodi precedenti,
quando Bertagna, originario del bresciano, ancora non era entrato in
seminario. Il 15 novembre inizia un procedimento civile che vede
coinvolta la Curia arcivescovile di Napoli citata in giudizio dai
legali di un ragazzo (14enne all'epoca dei fatti) che avrebbe subito
violenza sessuale da un sacerdote dei Quartieri Spagnoli. Quest'ultimo
era stato prosciolto nel 2002 per incapacità di intendere e volere nel
momento in cui sarebbero stati commessi gli atti. Ora Luciano
Santoianni, uno dei legali del ragazzo, denuncia: "Riteniamo che la
Curia debba rispondere per la condotta tenuta da un suo sacerdote per
una vicenda che richiama molto da vicino quelle accadute negli Stati
Uniti. Crediamo infatti che questa vicenda si sarebbe potuta evitare
se, a monte, la Curia avesse esercitato una funzione di controllo e
verifica psico-attitudinale su quel sacerdote". 2006: Roma, Ferrara,
Lecce Oltre all'arresto di don Marco Agostini, di cui si è già parlato,
da segnalare per questa prima parte dell'anno anche l'avvio del
processo a un sacerdote ferrarese di 60 anni, accusato di violenze
sessuali su dieci bambine dell'asilo che gestiva nella sua parrocchia.
All'apertura del processo, avvenuta lo scorso 23 marzo, i giudici del
tribunale collegiale di Ferrara hanno per� respinto la richiesta delle
parti civili (ben 17 tra genitori ed educatrici) di citare come
"responsabili civili", per l'eventuale risarcimento di danni morali e
materiali, la Curia di appartenenza del sacerdote, la parrocchia che
gestiva, il ministero dell'Istruzione e il Csa (exprovveditorato):
secondo le parti civili, nonostante fossero state date segnalazioni
chiare della situazione dell'asilo (lettere di genitori alla Curia),
nessun ente è intervenuto e, soprattutto, ha sottovalutato le
segnalazioni stesse. Infine, lo scorso 3 maggio, viene arrestato don
Donato Bono, parroco 44enne di Sternatia, in provincia di Lecce. Il
sacerdote era stato messo agli arresti domiciliari un mese prima, dopo
essere stato trovato in auto con un minorenne impegnato in atti osceni.
Durate gli arresti domiciliari, per�, don Donato si sarebbe adoperato
per inquinare le prove a suo carico, facendo esercitare pressioni sui
genitori del minorenne e sul ragazzo stesso. A questo punto il pm
titolare dell'inchiesta, Francesco Polino, ha disposto un inasprimento
del provvedimento originario. Secondo i primi accertamenti i ragazzi
coinvolti dalle 'attenzioni' del sacerdote sarebbero una dozzina, tutti
maschi e minorenni.
FONTE Indymedia.org
NON E' MAI ESISTITO UN
GESU'
FIGLIO DI GIUSEPPE E MARIA
di Giancarlo Tranfo
Antefatto flash
- L'amico Giancarlo Tranfo, attento studioso di cristologia, dopo aver
letto e ascoltato le assurdità di Bisconti su radio Vaticana, si è
sentito toccare il nervo scoperto della "non storicità di Cristo",
nervo sensibilissimo anche per tutti noi. Tranfo, dopo avere sollevato
il quesito e averlo posto a Bisconti, ci ha scritto (a Luigi Cascioli e
a me) per farci partecipi di ventura dell'importante tema. Eccomi
pronto al fronte. E' ora che gli uomini con le gonne, del Vaticano,
diano a tutti una risposta invece di fingere di non sentire. Invitiamo
chiunque a scrivere e telefonare loro affinchè ci diano la risposta che
attendiamo. In molti hanno telefonato in Vaticano (tel. 06698921) per
chiedere spiegazioni senza ottenere nulla: una voce femminile, forse
una suora novizia, ha detto, impassibile, di chiedere alla Cei al
telefono: 06663981. Abbiamo cambiato sportello. Sembra che siano loro,
la Cei, i deputati a poter parlare e fornire prove dell'esistenza
storica di Cristo. Magari facendoci passare al telefono il sig.
Bagnasco (ma va bene chiunque di loro) forse potremmo avere l'agognata
risposta. Per chiamare gratis la Cei e il Vaticano tutti i giorni a
tutte le ore basta usare il sistema gratis www.jajah.com . Il Vaticano
dovrebbe dotarsi di un Numero Verde e di un Call center così da
occuparsi dei clienti "soddisfatti-o-rimborsati" come fanno le altre
multinazionali. Con tutti i miliardi di euro e di dollari di cui
dispone il Vaticano, uno straccio di linea telefonica gratis potrebbe
pure metterla! Ma ora godiamoci il prezioso documento di Tranfo, da
stampare e appendere al muro, una fosforescente pennellata di
intelligenza nel mare buio dell'oscurantismo. ARTICOLO DI Ennio Montesi
GIANCARLO TRANFO SCRIVE A BISCONTI ATTRAVERSO RADIO VATICANA
Al
prof. Fabrizio Bisconti: Il messaggio sotto è stato inviato a radio
Vaticana agli indirizzi: sic8@vatiradio.va; sic14@vatiradio.va;
sic21@vatiradio.va - Da: Giancarlo Tanfo - Vi prego di inoltrare questa
mia direttamente al prof. Fabrizio Bisconti, segretario della
Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Egregio professore, Ho
letto l'intervista da lei rilasciata in merito alla scoperta definita
di "fanta archeologia" della presunta tomba di Gesù di Nazaret.
Concordo pienamente con Lei sugli evidenti fini mediatici e
sensazionalistici (con conseguente ritorno in termini commerciali) sia
della notizia della scoperta (per altro non recente) chedell'annunciata
realizzazione cinematografica di un documentario. Innanzitutto, mi
presento, non per sfoggiare titoli accademici che non ho, ma
semplicemente per darle modo di cogliere il motivo e il senso di questa
mia. Mi chiamo Giancarlo Tranfo e sono l'autore di una ricerca storica
(mi autorizza a definirla tale anche se la mia storia non collima con
la sua?) o pseudo storica come lei preferisce, sul personaggio di Gesù
di Nazaret e sulla nascita del cristianesimo (il mio lavoro è
consultabile al sito web www.yeshua.it . Per farle, poi, ben
comprendere la portata dell'abisso ideologico posto tra me, studioso
dilettante, e lei, stimato professore dai titoli roboanti, le accenno
al percorso storico e culturale (scusi, pseudoculturale) che mi porta a
ritenere "fantascientifica" la scoperta, esprimendo quindi un giudizio
finale conforme al suo (quale onore…). Partiamo dalla fine: la scoperta
secondo me non è attendibile perché non è mai esistito un Gesù figlio
di Giuseppe e Maria ma sono esistiti, semmai, combattenti messianisti,
ai quali veniva riconosciuta dal popolo ebraico dignità profetica e
regale, che, nel nome della legge mosaica, spesero la propria vita per
combattere contro Roma e riscattare la propria libertà! Uno di questi
(che fu poi usato come controfigura storica nella costruzione del mito
di Gesù di Nazaret, una volta ripulito dalla matrice storica giudaico
eversiva), fu il figlio primogenito di Giuda il Galileo, discendente
davidico e fondatore della setta degli zeloti. A parlarci di Giuda e
dei suoi figli è Flavio Giuseppe ed è grazie a lui che ci accorgiamo
che i fratelli del "messia" ribelle avevano gli stessi identici nomi
degli apostoli (strano…vero?). Il resto del mito di Gesù di Nazaret,
viene dall'assemblaggio (evidentissimo) della figura di questo "re che
non regnò" con gli archetipi appartenenti agli antichi culti misterici
(dallo zoroastrismo e dal mitraismo al culto diIside/Osiride/Horus, dai
misteri dionisiaci a quelli eleusini, dal culto di Soter a quello di
Attis ecc. ecc.), con le filosofie spirituali di stampo ellenistico
(Platone, Pitagora ecc.): il tutto calato in un "minestrone"
sincretico conciliato in un "unicum" reso a tutti i costi armonico,
coerente e credibile dall'impostazione letteralista della cultura
farisaica di Paolo di Tarso, dal suo immaginario teosofico e dalla
zelante opera di "costruzione mirata" e "demolizione censoria" di
"tutto ciò che non quadrava" (leggi eresie) da parte dei "padri della
chiesa" nei primi secoli. Abbandoniamo "la coda" del discorso e
torniamo alla "testa". In passato ero un fervente cattolico con il
pallino dello studio storico. Anni fa, indignato per le blasfemie
provenienti dall'ambiente dello scetticismo laico, decisi di
addentrarmi nello studio delle antiche fonti e dei più significativi
riscontri di archeologia cristiana, allo scopo di realizzare una
ricerca tesa a confermare la storicità del Gesù dei vangeli. Con
infinita delusione, mi resi presto conto che più cercavo riscontri alle
mie aspettative, più mi imbattevo nella fragilità delle argomentazioni
storiche a sostegno della storicità di Gesù, sostenute dall'ambiente
accademico del quale Lei fa parte nonché dagli apologisti cristiani di
tutti i tempi. Senza entrare a fondo nella mia ricerca (se vuole…
divertirsi è a portata di mano), Le rammento (perché tanto già lo sa)
che: 1) non sono "storia" i vangeli in quanto narrano vicende
terribilmente inconciliabili tra loro. Non ci crede? Bene. Un
austrolopiteco sottoculturato come me, può permettersi di suggerirle un
esercizio dal "banco degli asini" in fondo alla classe? Provi a
conciliare tra loro i seguenti passi neotestamentari: - Mt. 3 : 13
-17 + Mr. 1 : 9 -11 + Gv. 1 : 29 - 34 + 3 : 25 – 30 con: Mt.
11 : 2 -3 + Lc. 7 : 18 –20 - Mt. 26 : 32 + 28 : 7, 10, 16 + Mr.
14 : 28 + 16 : 7 con: Mr. 16 : 15, 20 + At. 1 : 4 -Mt. 10 : 21
– 23 con: Mt. 16 : 21 + Mr. 9 : 30 - 32 + 12 : 10 - Mr. 15 : 24
– 25 con: Gv. 19 : 14 - Mt. 28 : 1 + Mr. 16 : 1 – 2 con: Gv. 20 :
1 - Mr. 16 : 5 con: Mt. 28 : 2 - 4 + Gv. 20 : 11 – 12 - Se ci
riuscirà mi leverò il cappello, mi inchinerò e la ossequierò fino a che
avrò vita!2) è, invece, storia IL SILENZIO dei quaranta e più storici
del tempo (primo tra tutti Flavio Giuseppe) che pur avendo assistito
(loro o i loro padri) agli straordinari miracoli del vostro Gesù, non
ne hanno fatto cenno alcuno: erano ciechi o non c'era niente da vedere
e riportare…? Pare che nessuno abbia visto nemmeno strane stelle
comete, straordinarie resurrezioni o spaventosi terremoti con
epicentro il Golgota e conseguenti eclissi. Certo è molto strano se
pensiamo che storici come Filone d'Alessandria o Giusto di Tiberiade,
che avrebbero potuto inciampare con le vesti di Gesù di Nazaret, non
abbiano notato nulla… 3) non esiste un solo riscontro archeologico,
degno di essere considerato tale, a conferma della storicità di Gesù.
Le risparmio l'elenco (tanto conosce anche quello…) degli improbabili
reperti provenienti da scavi e di quelli (più o meno riconosciuti come
storici dal vaticano) passati di mano in mano nei secoli (detti
reliquie). Non le parlo, dunque, della lancia di Longino, del velo
della Veronica, delle pietre che compongono la casa di Loreto, dell'
urna di Giacomo, dei frammenti di legno della croce con i quali è stato
calcolato che se ne possono costruire circa una trentina e di tutte le
altre centinaia di "bufale" (perfino il santo prepuzio!!!) sulle quali
si fonda la vostra … "scienza" (sic!). Mi soffermo soltanto su quello
che fu per secoli l'oggetto più venerato dai fedeli in quanto
considerato prova autentica della storicità della passione e del
martirio di Cristo: la sindone. La datazione inconfutabilmente espressa
dalla prova del carbonio 14 ha posto la parola "fine" su ogni vostra
speranza! Un discorso a parte andrebbe fatto per i ritrovamenti di
Qumran e Nag Hammadi che vi sono caduti sulla testa come docce gelate
(avreste fatto carte false per ricacciarli sotto terra…) e sui quali vi
siete affannati (come padre de Vaux insegna), attraverso le vostre
commissioni di studio, a stendere un improbabile velo di
tranquillizzante "normalizzazione" facendo passare per pazzo chiunque
avesse visto, in tali documenti,… quello che c'era effettivamente da
vedere (leggi R. H. Eisenmann). C'è dell'altro? Non mi sembra. Se mi
sbaglio me lo rammenti. Potrei continuare per ore, visto che la mia
confutazione "pseudo storica" stampata su carta occupa circa 400
pagine… ma mi fermo qui. Ora, egregio Professore, tutto ciò premesso,
mi consenta di citare un passo della sua intervista: "Sì! In passato si
ritenne di aver trovato l'Arca di Noè, altre scoperte così...
"fantasmagoriche"... Io credo che il fenomeno vada inquadrato nel
momento storico, no? Ora è il momento dei grandi "scoop", delle grandi
ricostruzioni, restituzioni pseudo-storiche, ma si tratta di fanta-
archeologia! Questo fenomeno di dire altro rispetto alla verità
storica, è un fenomeno che incomincia con il cristianesimo,
praticamente. Quindi, dobbiamo abituarci a queste false scoperte, a
queste false notizie..." Mi sa dire, per cortesia, a quale "verità
storica" si riferisce parlando del suo cristianesimo? Quali sono,
invece, le "false notizie" e le "restituzioni pseudo storiche"
considerate "altro" rispetto alla sua "verità storica"? Egregio
Professore, il "fenomeno di dire altro rispetto alla verità storica"
non "incomincia con il cristianesimo". Diciamo che è più corretto
rovesciare questo periodo: il (vostro) cristianesimo incomincia con la
pretesa di santa romana chiesa di dire altro rispetto alla verità
storica, per poi distruggere con ogni mezzo tutto ciò che non "faceva
quadrato" con quanto essa andava costruendo! Egregio professore, se lei
avesse parlato di "fede" nessuno avrebbe potuto dirle niente in quanto
chiunque è libero di credere a ciò che vuole: si può credere a
Cappuccetto rosso come a Pinocchio purchè si abbia il buon gusto di non
parlare di storicità di questi personaggi. Lei invece, non solo
considera "storia" incontestabile la sua, ma denigra quella degli altri
definendola "pseudo storia". Benissimo, scendiamo dal piano della
"fede" a quello della "storia" e sentiamo quali prove può esibire a
sostegno delle sue "verità"! Non voglio, infatti, mancare di rispetto
alla sua straordinaria preparazione, ma devo rammentarle che quando si
parla di "verità storiche" si deve anche essere pronti a dimostrarne
la fondatezza abbandonando i modelli fideistici ed accostandosi a
quelli della metodologia scientifica. In tal senso, può fornirmi, per
favore, UNA SOLA PROVA seria dell'esistenza storica del suo Gesù di
Nazaret tra quelle a sua disposizione che, a giudicare dalla certezza
che ostenta, dovrebbero essere migliaia? Me ne lanci una (una
qualsiasi) con distacco, come farebbe con un "osso al cane", e vedrà
che finirò di abbaiare. Immagino che Lei pensi "ma chi se ne importa se
uno sconosciuto abbaia, tanto, diversamente da me non ha il "megafono"
della notorietà accademica, quindi anche se abbaia nessuno lo sente…".
Se pensa questo, egregio professore, si sbaglia. Il suo silenzio (del
quale sono quasi certo) suonerà come una tromba assordante in tutto il
mondo web dei siti laici e anticlericali. Migliaia di persone
leggeranno questa mia (avendo io intenzione di dare ad essa la massima
diffusione e il massimo risalto) e tireranno le loro somme dall'
assenza di una sua risposta. Il mio sito, sul quale questa mia sarà
pubblicata, in due anni ha ricevuto 77.000 visite, mentre gli altri, ai
quali invierò questa lettera, vantano mailing list con decine di
migliaia di iscritti. La sa una cosa professore? Alla fine saranno più
le persone che leggeranno questa mia e tireranno le somme dal suo
silenzio che quelle che leggeranno la sua intervista sulla "pseudo"
storia e la fanta archeologia. Ha mai sentito parlare dello storico
Luigi Cascioli? Sono anni che vi provoca lanciandovi la stessa sfida
che io sto lanciando adesso a lei: avesse mai incontrato un accidenti
di qualcuno che abbia quantomeno tentato di metterlo a tacere!!!!
Adesso vi ha addirittura trascinato dinnanzi alla corte europea a
Strasburgo dove, a questo punto per forza, sarete prima o poi chiamati
a fornire uno straccio di prova storica sull'esistenza di Cristo,
altrimenti, caro professore, per voi verranno tempi duri: se Cascioli
otterrà la condanna per abuso della credulità popolare del parroco del
suo paese che ha affermato la storicità di Cristo sul giornale
parrocchiale, quello che ne conseguirà potrebbe essere per voi
disastroso e perfino la somministrazione dell'eucarestia potrebbe
diventare un atto illecito in quanto fondato sulla pretestuosa
esistenza concreta (il corpo e il sangue) di un personaggio che una
sentenza avente valore di legge considera mai esistito! Ecco perché io
penso che lei non mi risponderà mai! Non perché non mi consideri degno
(anche se le piacerà pensare questo) ma perché proprio non saprebbe
come farlo se non citando inutilmente fonti estranee alla storia e alla
scienza quali gli scritti dei padri della chiesa (dal II- III secolo in
poi) o al massimo il "testimonium Flavii" che è ormai universalmente
ritenuto un falso di Eusebio o, ancora, il passo degli Annali di
Tacito che, seppure lo vogliamo considerare autentico, non attesta l'
esistenza di Cristo se non sul piano del "sentito dire" ma, casomai,
quella di un movimento ad esso ispirato durante gli anni di Nerone
(comunque lontani da quelli dell'autore)... Se, invece, dovessi
sbagliarmi e un giorno, aprendo le email yeshuamail@yeshua.it dovessi
trovare una sua, mi impegno fin d'ora a dare ad essa la stessa
risonanza che per ora darò a questa mia. Se poi saprà essere anche
convincente fìnirò di abbaiare… finiremo tutti di abbaiare… e ci
inginocchieremmo dinnanzi al tabernacolo! Glielo prometto solennemente
per me e mi permetto di farlo anche a nome di tutti coloro che
pubblicheranno questa mia negli spazi web (siti, blog e forum) e nelle
newsletters di loro pertinenza. La ossequio. dott. Giancarlo Tanfo
(pseudo storico a tempo perso) yeshuamail@yeshua.it - www.yeshua.it -
Per sapere del caso di Luigi Cascioli autore del libro denuncia "La
favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di
Gesù" il cristologo che ha denunciato la Chiesa cattolica nella
persona di un suo ministro per i reati di "abuso della credulità
popolare" e "scambio di persona" e del processo al Tribunale dei
Diritti dell'Uomo di Strasburgo vai su www.luigicascioli.it
Etichette: arcigay, famiglie_di_fatto, Massimo_Consoli, radicali, Radio_Vaticana



2 Comments:
VEDI SOPRA...E CAPOVOLGI SOTTO!!!
COMUNICATO STAMPA - QUELLE CHE NON CI STANNO - Il
14 e il 21 Aprile sono stati organizzati 2 concerti al circolo Asi di
Selargius - comune poco distante da Cagliari – per raccogliere fondi
per pagare le spese legali di Francesco Liori e Federico Fildani gli
autori (E NOI LO SAPPIAMO PERCHE’ SIAMO LAUREATE-COLTE-EMANCIPATE-INTEGRATE-VIRILI-TECNOLOGICAMENTE AVANZATE E SOPRATTUTTO GIUUUSTE) dello stupro di gruppo (BEH 1+1=2 =GRUPPETTO, SE LA MATEMATICA NON è UN'OPINIONE) avvenuto a Bologna il 24 Settembre 2006
in zona Cerenaica. Questa iniziativa sostiene apertamente e rivendica
la cultura dello stupro (E IO C’ERO!!!), riproponendo il modello che tende a
riabilitare gli stupratori (C’HANNO PURE IL CURRICULUM, PROVATELI PER CREDERE) e a criminalizzare la donna (POVERA CRISTA). Ancora una volta è l'uomo qualunque (SI’ BEH, QUESTO E’ VERO IL PISELLO CE L’HANNO PERO’...), il "bravo ragazzo", che agisce il privilegio di maschio (TORNIAMO ALL’INNOMINATO) con il consenso non nascosto, ma anzi dichiarato, dei suoi amici e parenti (E CI CREDO...COME SE NON LI/LA CONOSCESSERO). Chi violenta e uccide è sempre maschio (PER FORZA COL PISELLO, LA FRANZONI C’HA IL COLTELLO...), garantito e protetto dall'appartenenza al genere maschile (SEMPRE DI QUELLO STIAMO PARLANDO...METTETELA COME VOLETE...). Ancora una volta assistiamo all'esplicita ostilità che la società dimostra alla vittima e alla donna "emancipata" (O GAY??? DI CHE STIAMO PARLANDO? SPUTATE IL ROSPO!!!). Noi donne e lesbiche (AHHH EALLOOOOORA DITELO!!!) del gruppo "quelle che non ci stanno" esprimiamo la solidarietà alla ragazza della Cirenaica che ha avuto il coraggio di denunciare (LETTERATURA PURA...DITEMI CHE LIBRO E’ LO COMPRO!!!).
Ringrazio il Giustiziere per l'ironia e agganciandomi al suo commento colgo l'occasione per esprimere la mia opinione.
Sempre che mi sia concessa questa possibilità.
Devo ammettere che durante la mia lunga carriera non ho mai riscontrato in passato un tale accanimento nei confronti di un caso di stupro.
Solitamente la giustizia fa il suo corso e la gente, pur tra le polemiche, concede il beneficio del dubbio fino alla fine, ebbene fino allo scioglimento.
Ma al momento la condanna, lungi dall’essere emessa , poiché siamo ancora in una fase di indagine, non ci consente la libertà di definizione di “etichettatura” e non è concesso nè ammissibile pronunciare una condanna.
Ci sono in questo caso di stupro molti nodi, troppe anomalie.
Il sospetto è che in questo caso ci sia molta pressione, che solitamente non si riscontra nelle situazioni di effettivo stupro.
Ora, ripeto, è presto per pronunciarsi, ci sono elementi che vanno valutati e per la professione che svolgo non è il caso di dilungarmi.
Però sarebbe opportuno non esprimere questi giudizi forti e fuori luogo.
Invito perciò tutti ad un comportamento più responsabile.
E lo dico in virtù e per amor di cognizione di causa degli avvenimenti in questione.
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