20 marzo 2007

NEWS DEL 20 MARZO 2007

L'ALTRO MARTEDI' DI RADIO POPOLARE
la trasmissione di cultura ed informazione omosessuale
di Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu Martedì 20 marzo dalle ore
22.35 alle ore 23.30 presenta Deviati Mentali a Chi? speciale
intervista a Pietro Barbetta docente di psicologia dinamica e
psicodinamica delle relazioni familiari-Università di Bergamo e
curatore del saggio La Famiglia in Disordine di Elisabeth Roudinesco
Meltemi Editore e Tutto su Luchino Visconti vizio, provocazione e
decadenza dell'omosessualità nel cinema del più grande regista del '900
a cura di Paolo Pedote
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.radiopopolare.it satellite Eutelsat Hot
Bird 13° Est, Frequenza 12.111 MHzPolarizzazione verticale.

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 19 marzo 2007
FAMILY DAY: ASSOCIAZIONI
OMOSEX ANNUNCIANO PARTECIPAZIONE
"ANCHE NOI IN PIAZZA SAN GIOVANNI CON
LE NOSTRE FAMIGLIE"
"Anche noi parteciperemo alla manifestazione del 12
maggio per le famiglie, perché anche le nostre sono famiglie italiane".
Lo annunciano in una nota congiunta le associazioni nazionali Agedo
(ass. genitori di omosessuali), Arcigay, Arcilesbica, Famiglie
arcobaleno (ass. papà e mamme omosessuali), e Liff (Lega italiana
famiglie di fatto) "Siamo famiglie italiane – si legge nella nota -.
Siamo genitori di figli gay, che amiamo vedere felici con i propri
compagni. Siamo coppie conviventi da vent'anni, senza diritti ma con
un forte consapevolezza dei nostri doveri reciproci. Siamo mamme
lesbiche che amano i propri figli, anche se per lo Stato una di noi due
è un'estranea. "Crediamo che le politiche per le famiglie vadano
consolidate. Chiediamo più assistenza per gli anziani, più asili nido,
più agevolazioni per le famiglie numerose, più case popolari. Chiediamo
anche che questi interventi siano rivolti a tutta la popolazione, senza
discriminare in base all'etnia, alla lingua, alla religione,
all'identità di genere o all'orientamento sessuale. "Rispettiamo la
Costituzione della Repubblica italiana, che nel riconoscere all'art. 29
i diritti delle famiglie sposate, non vieta in alcun modo il
riconoscimento di altre unioni e nulla toglie alle altre famiglie, e
che agli articoli 2 e 3 rispettivamente 'riconosce e garantisce i
diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni
sociali ove si svolge la sua personalità', e sancisce che 'tutti i
cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali'. "Chiediamo il
rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che
all'art. 9 stabilisce in modo distinto il diritto a sposarsi e il
diritto a costituire una famiglia, anche fuori del matrimonio". "Per
questi motivi e su questi presupposti parteciperemo alla manifestazione
del 12 maggio per le famiglie italiane in piazza San Giovanni a Roma.
Perché noi siamo famiglie". Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO
STAMPA
CINZIA RICCI GAYA CsF
Carissimi, come sapete, nei giorni 21-22-
23-24 Febbraio scorso, ho tenuto un
seminario durante l'autogestione
dell'Istituto Magistrale Matilde di Canossa, a Reggio Emilia (http:
//www.cinziaricci.it/seminario-intro.htm). Successivamente al seminario
e, peggio, alla pubblicazione delle pagine che lo raccontano,
l'Istituto è stato fatto oggetto di telefonate anonime e mails
denigratorie o ammiccanti certamente frutto della mente malata di
solerti cittadini, genitori e studenti di sana e robusta costituzione
eterosessuale, cattolica, incapaci di comprendere l'importanza del
rispetto, del dialogo, del confronto, del pluralismo e della
democrazia. Neanche la "rossa" Reggio Emilia è immune dall'omofobia,
dal disprezzo verso gli altri. Su richiesta del Preside e in accordo
con lui, ho deciso di proteggere i professori, le ragazze e i ragazzi
coinvolti direttamente o indirettamente nell'autogestione omettendone
nomi e volti. In un momento storico e politico come quello attuale,
dove siamo costretti ad assistere all'inutile, fuorviante e tedioso
dibattito sulla legittimità dei Dico, dove il Papa quotidianamente
offende le persone omosessuali, incita all'odio verso di esse e
minaccia chiunque dissenta con le sue pretese e i suoi diktat, questo
accade. Non sono in discussione i diritti di là da venire, ma quelli
che stupidamente crediamo assodati e garantiti. Informazione, cultura,
libertà di parola ed espressione, incolumità fisica e mentale, ne fanno
parte. Diritti dei quali ci stiamo facendo depredare a malapena
accorgendocene, a malapena lamentandoci. Quando non ne avremo più,
forse, troveremo la forza e il coraggio di sollevare la testa e
riprenderceli. In attesa che quel giorno arrivi e poiché indietro non
si può tornare, non rimane che opporsi, denunciare e resistere, anche a
costo della vita.
Cinzia Ricci, 17 Marzo 2007


LESBICHE PALESTINESI
C'è un gruppo che si chiama "Lesbiche Palestinesi" , che comprende sia
donne della Giudea che della Samaria ((anticamente terre dei Giudei,
cioè degli Ebrei, oggi rinominate semplicemente West Bank o Riva
Occidentale, in mano ai cosiddetti palestinesi) e include anche donne
arabe israeliane. Questo gruppo terrà una conferenza sulla situazione
delle lesbiche. La conferenza del gruppo "Lesbiche Palestinesi" , però,
non si terrà, come sarebbe logico, in quelle terre chamate palestinesi,
ma ad Haifa, nello Stato democratico di Israele. Perchè? Semplice! Se
le lesbiche si incontrassero nelle aeree palestinesi, verrebbero
assassinate. Il movimento islamico israeliano ha denunciato Israele per
avere concesso al gruppo di lesbiche di organizzare la conferenza in
terra israeliana e promette violente reazioni contro Israele se non
annullerà il permesso concesso. Israele, però, come sempre, non
rinuncerà alla sua democrazia e la conferenza delle lesbiche si terrà
lo stesso, il 28 marzo ad Haifa.
http://haaretz. com/hasen/
spages/835469. html

COMUNICATO STAMPA BABILONIA
"Babilonia
intervista il senatore Gianfranco Rotondi: «Non escludo che Grillini
possa diventare democristiano. Nella Dc storica più frequenze gay di
oggi».

E se nella Democrazia Cristiana del senatore Gianfranco
Rotondi, si verrebbe a sapere di omosessuali, li accetterebbero con
dignità? La domanda al segretario nazionale dello scudo crociato fa
parte della intervista "istituzionale" pubblicata sul nuovo numero del
mensile storico omosessuale "Babilonia". Risponde il senatore Rotondi:
«Potrei dire con una battuta che anche sotto questo aspetto era più
frequentata la Dc storica che non quell'attuale. Senz'altro
accoglieremmo queste militanze alla luce del sole così come alla mia
bimba più grande, che ha quattro anni, ho spiegato che due signori che
abitano vicino, vivono insieme perché si vogliono molto bene».
Ovviamente, Babilonia, parla con Rotondi anche dei DiCo: «La mia
posizione – spiega Rotondi – sulle unioni civili e sull'apertura ai gay
coincide con quella del Ppe e della Cdu tedesca che sono partiti di
ispirazione cristiana. Dove è lo scandalo? Fuori squadra europea ci
sono l'Udc, l'Udeur, la Margherita e Forza Italia». Ma, riconoscere
diritti alle coppie gay toglie qualcosa alla famiglia tradizionale?
«Secondo me no, - risponde il senatore Rotondi – perché si tratta di
istituti profondamente diversi. Non crediate che la mia posizione sui
DiCo sia stata applaudita dai miei iscritti: la Dc ha difeso la dignità
e la libertà della Chiesa, ma ha saputo anche dire dei "no" quando essa
chiedeva scelte politiche contrarie al progetto culturale dei cattolici
democratici». Parlando su una proposta di legge contro le
discriminazioni di cui Franco Grillini è il primo firmatario, il
segretario Rotondi confessa di non averla letta e risponde:
«Naturalmente risentirà della formazione culturale dell'on. Grillini
che non è nato democristiano, anche se non si può mai escludere che lo
diventi, visto che frequenta colleghi di partito senz'altro meno
liberali di noi democristiani». Il nuovo numero di "Babilonia" è quasi
monotematico, con interviste, reportage e servizi, tutti sulle unioni
civili e i DiCo. Dall'America parlano una coppia di gay e una coppia di
lesbiche che vivono insieme con due bambini nati da rapporti diretti.
L'etologo Daniele Fanelli ci
racconta storie raccapriccianti di chi
cerca di guarire gli omosessuali con elettrochock e barbarie varie.
Ancora due famiglie italiane, una gay e l'altra lesbica, narrano la
crescita dei propri figli e, nella discussione sui DiCo, intervengono i
maggiori esponenti del movimento omosessuale italiano, oltre alla
consueta rubrica dell'on. Franco Grillini e del segretario nazionale di
Arcigay, Aurelio Mancuso. Per i più pignoli una cronologia: "dai Pacs
ai DiCo" e una riflessione, dopo la lettera di alcuni militanti gay Ds
a Fassino, Prodi e Rutelli, su come può nascere il Partito Democratico
con il sostegno degli omosessuali o senza. E a destra? Il nuovo
direttore del "Secolo", Luciano Lanna, spiega perché è giusto aprire il
giornale di AN anche ai gay.
La redazione di "Babilonia"

LO STATO
ITALIANO NON RICONOSCE DIRITTI CIVILI UGUALI PER TUTTI
Lo Stato
Italiano non riconosce diritti civili uguali per tutti (PACS, Dico)
obbedendo ai continui interventi della chiesa cattolica, una chiesa
NON cristiana che e' causa di sofferenze e morte ( preservativi, vite
distrutte di omosessuali, pedofilia, etcetera, etcetera). Lo Stato del
Vaticano ha tutto il diritto di discriminare e/o emarginare chi le pare
sul proprio territorio, ma non di interferire nella politica italiana
ne' tantomeno di impedire che l'Italia sia un paese democratico nel
quale tutte le persone dovrebbero poter godere degli stessi diritti.
Un paese NON E' DEMOCRATICO se esistono disuguaglianze di trattamento
tra le diverse categorie di cittadini. Oggi, la discriminazione nei
paesi civili e' un reato che non fa onore alla cristianita' ne' allo
Stato del Vaticano e
neanche ai politici conniventi che propongono
come leggi le idee diaboliche e anticristiche della dirigenza
cattolica. I signori e le signore della politica che obbediscono alla
mentalita' vaticanense dovrebbero ricordarsi che chi discrimina e'
colpevole di omicidio attraverso l'uso della parola, istiga al suicidio
e crea un gravissimo disordine sociale. Sappiamo tutti che la chiesa di
Roma non e' democratica ma viene guidata in modo fortemente maschilista
(per modo di dire) da un papa ed un collegio di cardinali che esclude
le donne. Una chiesa che condanna tutti i rapporti sessuali (naturali)
se non atti alla procreazione e che si autoimpone l'astinenza sessuale
(innaturale), che ha coperto casi di pedofilia nei
propri ranghi e che
malgrado cio' si erge a sommo interprete del Cristo. Una
chiesa che
asserisce di essere conoscitrice della verita' di Dio e che invece
dimostra di essere anticristica perche' attraverso la parola predica
l'emarginazione di una gran fetta della popolazione: pansessuali,
bisessuali e omosessuali e che quindi è chiaramente causa di vite
infelici, morti e suicidi non ultimo quello di Alfredo Ormando, datosi
alle fiamme proprio in piazza san pietro.
Peter Boom Gaya CsF


ASSOCIAZIONE NAZIONALE "LIBERO PENSIERO" GIORDANO BRUNO
Sezione di
Viterbo.
CONFERENZA
"Libertà fondamentali: dalla nascita alla morte"
Sala delle Conferenze della Provincia, via Saffi, Viterbo
martedì 20
marzo 2007 - h. 16.30

"La libertà di espressione spirituale inizia
alla nascita e finisce con la
morte di ognuno". Questo indicherebbe la
nostra natura, se ascoltata con rispetto. Purtroppo uno schema mentale
è sovrapposto alla spontanea rivelazione dell'umano in noi, prima
ancora di essere italiani, cristiani o buddisti, noi siamo "uomini" ma
tale consapevolezza è talmente offuscata che le nostre intrinseche
qualità vengono sommerse da una pletora di idee, costrizioni e
strutturazioni precostituite dalla società. Si potrebbe anche definire,
con qualche eufemismo, "cultura" ma sicuramente è un recinto che
impedisce il libero pensiero. Non solo la "società civile" con le sue
regole e le sue imposizioni di nazionalità etc. costringe l'uomo ad
un'esistenza etichettata, anche le religioni contribuiscono enormemente
alla stratificazione sociale e differenziazione di quel che è
assolutamente indivisibile. Dalla nascita alla morte entriamo in una
gabbia ed uscirne sembra quasi impossibile. Vediamo cosa si potrebbe
fare. Pian piano l'uomo si sta riconoscendo sempre più abitante della
Terra e non particolarmente di una nazione od etnia. Questa tendenza
alla "globalità" va aiutata attraverso cambiamenti e riforme che
portino la libertà personale dell'uomo alla sua
originaria
manifestazione. Lasciando da parte il discorso della nazionalità che
può essere superato il momento in cui le Istituzioni sopranazionali
diverranno universalmente riconosciute e si sostituirà l'identità
nazionale con l'idea della cittadinanza planetaria. Per questo occorre
ancora attendere. Ma c'è qualcosa che si potrebbe iniziare a fare, qui
ed ora, in Italia, a Viterbo,con questo stesso Governo in carica, ed
è l'ampliamento delle libertà laiche a partire dalla nascita
dell'individuo sino alla sua dipartita. I bambini, i neonati, sono i
primi sfruttati, in senso ideologico, obbligati dai loro stessi
genitori e dalle esigenze "sociali" a subire la strumentalizzazione
religiosa. Prima ancora che abbia potuto capire cosa significhi
"religione", un bambino innocente viene obbligato ad un percorso
religioso, del tutto inconsapevolmente, cominciando con il battesimo,
poi la cresima e poi ancora la comunione. Il bambino incolpevole viene
legato ai riti e ad una fede che non conosce e non ha l'età per capire
se sia buona o cattiva. L'adesione ad una religione può avvenire solo
nell'età della ragione, come fatto personale, e non come costrizione
imposta dalla consuetudine o dalla paura. Si va a votare a 18 anni?
Anche per l'adesione religiosa bisogna avere almeno quell'età,
altrimenti è violenza e prevaricazione su minori. C'è poi il problema
della libertà espressiva della morte. Queste libertà, che vengono
invocate per il post.mortem, sono di attualità e di grande valore
sociale, anche per sottrarre il cadavere alle "lobbyes mortuarie". Si
tratta qui di sottrarre fisicamente il cadavere a qualsiasi
sfruttamento post mortuario, tenendo anche conto del rischio di
predazione degli organi. Anni fa fu presentata alla Camera dei
Deputati (dal Circolo Vegetariano VV.TT.) una petizione per un'idonea
legge sulla libertà espressiva della morte, con moltissime firme
raccolte a Viterbo ed in tutta Italia, purtroppo ancora non si vedono
risultati concreti, anzi si riscontra una ritrosia permanente a
trattare questo tema. Si capisce che gli interessi smossi dalla morte
sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i
sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare
una forma di evidente censura. Programma: Il 20 marzo 2007, a
Viterbo, si tiene una conferenza su questi temi organizzata dall'Ass.
Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno in collaborazione con altre realtà
laiche. Fra cui Accademia Kronos, Ass. Per la Cremazione (Socrem),
European Consumers, ADUC, Accademia Kronos. In termini estremamente
pratici si parlerà della libertà di poter esprimere l'affiliazione
religiosa solo con la maggiore età, si parlerà anche di un commiato
laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri, della
libertà di inumazione nel terreno prescelto, della libertà di
astenersi dall'accanimento terapeutico. In tal senso già son pronte
delle specifiche richieste che verranno avanzate, durante il convegno,
agli Enti Locali ed al Governo. Si tratta qui di sottrarre fisicamente
sia il minore che il cadavere a qualsiasi sfruttamento (tenendo anche
conto del rischio di predazione degli organi). Nella laicità dello
Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla
gestione della nascita e della morte. Interventi previsti: Osvaldo
Ercoli, Ass. Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno Ennio La Malfa,
Accademia Kronos Vittorio Marinelli, European Consumers Gianfranco
Paris, Editrice BIG Rolando Ciucciarelli, Socrem Moderatore: Paolo
D'Arpini
Info: liberopensierovt@libero.it
Tel. 0761-587200
Patrocinio
della Provincia di Viterbo e della rivista Etrurialand

APPUNTAMENTI
DEL DIGAYPROJECT
TAVOLI RACCOLTA FIRME PER IL REGISTRO SULLE COPPIE DI
FATTO
Segue la lista dei tavoli dove sarà possibile firmare la proposta
di
iniziativa popolare sul registro delle unioni civili a Roma, da
venerdì 16
Marzo a Domenica 19 Marzo.
LISTA:http://www.digayproject.
org/notizie/notizia.asp?news=3094
CINEFORUM: REINAS - IL MATRIMONIO CHE
MANCAVA
Sabato 17 Marzo, dalle ore 17:00 ci sarà la proiezione del film
Reinas.Il
cineforum si terrà nella sede del Dì Gay Project - via
costantino, 82 - a
due passi dalla metro B San Paolo.
LA STORIA:http:
//www.digayproject.org/notizie/notizia.asp?news=3095
TUTTI I VENERDI'
DALLE 23.30
OMOGENIC
Presso il Circolo degli Artisti - Roma
http://www.
digayproject.org/eventi/
TUTTI I SABATI DALLE 23.00
GORGEOUS
Presso l'
Alpheus Disco - Roma
www.gayvillage.it

http://www.gorgeousroma.it

NESSUNO TOCCHI CAINO
17.03.2007
PARLAMENTO EUROPEO. GRUPPO ALDE INSISTE
PER PRESENTAZIONE MORATORIA ASSEMBLEA GENERALE IN CORSO - 16 marzo
2007: su iniziativa del Presidente Graham Watson e dei Deputati
radicali Marco Pannella e Marco Cappato, il Gruppo ALDE (Alleanza dei
Liberali e Democratici per l'Europa) ha approvato, il 14 marzo, una
proposta di interrogazione orale con dibattito indirizzata a Consiglio
e Commissione. L'iniziativa è volta ad ottenere che siano onorati gli
impegni presi affinché l'attuale Assemblea generale dell'ONU approvi
una moratoria universale sulle esecuzioni capitali - come già chiesto
dallo stesso PE, dalla Commissione, dal Consiglio, dal Parlamento
italiano e dal Consiglio d'Europa - superando le attuali resistenze e
la vera e propria "paura di vincere" da parte dei Governi europei. Il
Gruppo ALDE chiede "per quale motivo ancora non è stato depositato, e
nemmeno predisposto, un testo di risoluzione per l'Assemblea generale"
e "quali sono gli sforzi e le azioni che la Commissione, il Consiglio e
gli Stati membri stanno dispiegando al fine di non dissipare questa
storica occasione - davvero unica anche in termini di sostegno
dell'opinione pubblica - per l'avanzamento dei diritti umani nel
mondo". La Conferenza dei Presidenti dei gruppi al PE ha dato il 15
marzo parere favorevole all'inserimento all'ordine del giorno della
prossima sessione plenaria di aprile di un dibattito con la Commissione
e il Consiglio che si concluderà con il voto su una risoluzione. All'
inizio della settimana, Emma Bonino, ministro per il commercio
internazionale e per le politiche, ha dichiarato a Radio Radicale che c'
è il rischio di un rinvio. "Col passare dei giorni - spiega la Bonino -
si rischia di ritrovarci in una situazione in cui non c'e' un voto
negativo politico esplicito ma una specie di resistenza passiva che
produce un nulla di fatto". Il ministro Bonino esprime quindi
preoccupazione perché "i giorni stanno passando in modo inesorabile" e
l'iniziativa "sposata così a fondo dal Governo italiano e con il
sostegno del Presidente della Repubblica" rischia di portare a un altro
rinvio. Da parte sua, Marco Pannella ha "acquisito la quasi-certezza
che il governo di centrosinistra, con il supporto del centrodestra, si
appresta a far decadere la proposta italiana di una moratoria sulle
esecuzioni capitali in sede Onu". L'Europarlamentare radicale e
Presidente di Nessuno tocchi Caino ha reso la dichiarazione nel corso
di un collegamento con Radio Radicale da Piazza Farnese, dove il 10
marzo si svolgeva la manifestazione in sostegno dei Dico. Bonino e
Pannella hanno chiesto un incontro urgente al premier Romano Prodi e al
ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
IRAQ. CONDANNA A MORTE
CONFERMATA PER EX VICE PRESIDENTE RAMADAN - 15 marzo 2007: una Corte d'
Appello irachena ha confermato la condanna a morte di Taha Yasin
Ramadan, ex vice presidente dell'Iraq di Saddam Hussein. La condanna
all'impiccagione potrebbe essere eseguita "in qualsiasi momento", ha
detto il giudice Munir Haddad, ricordando che, in base alla legge
irachena, l'esecuzione deve avvenire entro 30 giorni. La condanna all'
impiccagione era stata emessa lo scorso gennaio dall'Alta Corte
irachena. In origine, lo scorso 5 novembre, Ramadan era stato
condannato all'ergastolo dall'Alta Corte in relazione alla strage dei
148 sciiti di Dujail, avvenuta nel 1982, per la quale sono già stati
impiccati l'ex presidente iracheno Saddam Hussein e due suoi gerarchi,
Barzan al-Tikriti e Awad Hamed al-Bandar, rispettivamente ex capo della
polizia segreta di Saddam Hussein ed ex capo del tribunale
rivoluzionario. La Corte d'Appello aveva in seguito raccomandato per l'
imputato la pena capitale, rimandando il caso all'Alta Corte, che a sua
volta ha emesso la condanna all'impiccagione. Dopo la caduta del
regime di Saddam Hussein, avvenuta il 9 aprile 2003, la pena di morte
in Iraq era stata sospesa dall'Autorità Provvisoria della Coalizione.
E' stata reintrodotta dopo il trasferimento di poteri alle autorità
irachene, avvenuto il 28 giugno 2004. L'8 agosto 2004, a poco più di un
mese dal suo insediamento, l'allora Governo iracheno ad interim guidato
da Iyad Allawi ha varato una legge che ripristina la pena di morte per
omicidio, sequestro di persona, stupro e traffico di stupefacenti. Il 4
ottobre 2005, il Parlamento iracheno ha approvato una nuova legge anti-
terrorismo che prevede la pena di morte per "chiunque commetta ... atti
terroristici", così come per "chiunque istighi, prepari, finanzi e
metta in condizione terroristi di commettere questo tipo di crimini.
MAROCCO. IL RE CONCEDE LA GRAZIA A 14 CONDANNATI A MORTE - 2 marzo
2007: il re del Marocco ha concesso la grazia a 14 condannati alla pena
capitale, ha annunciato in televisione il Ministro della Giustizia
marocchino. La decisione giunge nell'ambito di un'amnistia che il
sovrano Mohammed VI ha concesso a un totale di 8.836 detenuti, a
seguito della nascita della sua prima figlia, la principessa Lalla
Khadija, avvenuta il 28 febbraio. Per molti osservatori si tratta di un
ulteriore segnale nella direzione dell'abolizione della pena capitale
nel paese. L'ultima esecuzione in Marocco è avvenuta nel 1993 quando
Mohammed Tabet, questore di polizia e capo dell'intelligence generale
del paese, è stato giustiziato per abuso della sua posizione e stupro
di centinaia di donne e ragazze.In occasione del Terzo Congresso
Mondiale contro la Pena di Morte, tenutosi a Parigi all'inizio di
febbraio di quest'anno, il presidente del Consiglio Consultivo per i
Diritti Umani marocchino, Idris Ben Dhikri, ha annunciato che il
Marocco abolirà la pena di morte prima del termine dell'attuale mandato
parlamentare, ossia entro la fine di aprile. Dhikri ha dichiarato
esserci un consenso generale sull'argomento, ed ha reso noto che è
stata formata una commissione giuridica incaricata di modificare il
codice penale in vista dell'abolizione.
CINA. "PIU' CAUTELA NEI CASI
CAPITALI" - 11 marzo 2007: la Cina chiede alla propria polizia e
magistratura di trattare con maggiore cautela i casi capitali. In un
documento emesso congiuntamente da Corte Suprema del Popolo, Procura
Suprema del Popolo, Ministero della Pubblica Sicurezza e Ministero
della Giustizia, viene raccomandato ai funzionari giudiziari di
rispettare con scrupolo la legge nella ricostruzione dei fatti,
raccolta delle prove, applicazione delle procedure e decisioni relative
all'entità della pena. Oltre a punire i criminali – afferma il
documento – bisogna proteggere i loro diritti umani, compreso quello a
non subire umiliazioni: non si potranno più esibire in pubblico persone
sospettate o condannate a morte. La polizia non dovrà usare la tortura
nel corso degli interrogatori, al fine di estorcere confessioni,
vietati inoltre metodi illegali di raccolta delle prove. Per quanto
riguarda i giudici, a ogni livello nella gestione di casi capitali
dovranno prestare maggiore attenzione alla validità delle prove. Tutti
gli organismi preposti all'applicazione della legge dovranno
collaborare tra loro, in modo che ogni condanna a morte venga emessa
con equità. Viene infine ricordato che la sola Corte Suprema del Popolo
ha il potere di ratifica finale delle condanne capitali.
LIBIA. "L'
EUROPA NON INTERFERISCA NEI NOSTRI AFFARI INTERNI" - 12 marzo 2007: il
Parlamento libico ha duramente criticato la campagna dell'Unione
Europea per il rilascio delle cinque infermiere bulgare e del medico
palestinese condannati a morte nel paese, riporta l'agenzia ufficiale
JANA. I sei operatori sanitari sono stati riconosciuti colpevoli di
aver intenzionalmente infettato col virus HIV 426 bambini ricoverati in
un ospedale di Bengasi. La risoluzione approvata l'11 marzo dal
Parlamento libico condanna "l'orrendo crimine commesso contro i bambini
ed esprime solidarietà e sostegno nei confronti delle loro famiglie",
oltre a "sollecitare i principi di mutuo rispetto e la non-interferenza
negli affari interni di un paese straniero". Lo scorso 18 gennaio il
Parlamento dell'Unione Europea aveva chiesto agli stati membri di
riconsiderare le loro relazioni con la Libia, in caso di mancato
rilascio dei sei operatori sanitari. La risoluzione approvata dagli
europarlamentari chiede inoltre alla Commissione europea di seguire il
caso da vicino.

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