09 gennaio 2007

news 9 gennaio

COMUNICATO STAMPA
Ratzinger fuori tempo
Repetita iuvant! Ancora una volta il Papa davanti agli ambasciatori di
175 Paesi lancia l'allarme per le "minacce" contro "la struttura
naturale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna". Sono
in atto, ha detto Benedetto XVI, "tentativi di relativizzarla
conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente
diverse". Tutto ciò costituisce una offesa "e contribuisce a
destabilizzarla". Con un amaro senso di rassegnazione ci sentiamo
ancora una volta costretti a replicare a siffatte esternazioni,
assolutamente preconcette ed ideologiche e che non trovano nessun
riscontro concreto nei Paesi in cui tali legislazioni sono da tempo
state adottate. La miglior risposta sarebbe, infatti il silenzio e
l'indifferenza verso affermazioni che per l'infimo livello
argomentativo e l'assoluta mancanza di novità non possono certo
definirsi delle notizie. Papa Benedetto XVI prosegue cocciutamente
nella sua ossessione crociata contro le unioni omosessuali. La pretesa
di dettare al mondo la morale unica accettabile, ribadita con cadenza
ormai quotidiana, sa ormai di stantio e di abusato. Forse il pontefice
non si rende conto che le leggi di uno Stato laico e democratico non
possono e non devono uniformarsi all'etica religiosa, e si dimostra
sempre meno sensibile all'autonomia della politica. La sua assoluta
mancanza del senso del tempo in cui viviamo ci muove quasi a
compassione verso tali sintomi di disadattamento e sarebbe utile
donargli una macchina del tempo per consentirgli di tornare al Medioevo
dove tra roghi e raffinate tuniche di broccato Benedetto troverebbe
finalmente pace (e lascerebbe in pace noi)! Nel ribadire l'infondatezza
delle affermazione vaticane sulla famiglia, il Circolo di Cultura
Omosessuale Mario Mieli invita la classe politica italiana tutta a
dimostrare autonomia e senso dello Stato marcando in modo
inequivocabile i limiti e i confini delle istituzioni democratiche
rispetto alle ripetitive e stonate esternazioni curiali. Circolo di
Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A - 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
348770843

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 08 gennaio 2007
PACS: ARCIGAY, PARLAMENTARI SIANO FEDELI AGLI ELETTORI,
PRIMA CHE AL PAPA
“La lealtà dei parlamentari del centrosinistra, anche di quelli
cattolici, vada prima agli elettori e al programma elettorale sulla
base del quale gli italiani li hanno votati, che alle parole del Papa”.
Questo l’appello che il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo
Giudice, rivolge alla maggioranza di governo in merito alle parole di
Ratzinger contro i Pacs e alla vigilia dell’importante appuntamento
dell’Unione a Caserta. “E’ in gioco – spiega Lo Giudice – l’
affidabilità democratica del parlamento italiano. Nei legislatori della
Repubblica, anche quelli cattolici, non prevalga un atteggiamento
lealista verso il pontefice, ma piuttosto una scelta di fedeltà al
programma elettorale e alle esigenze di eguaglianza e libertà della
società italiana, in cui già ora vige nei fatti una pluralità di forme
familiari e di convivenza. Sarebbe paradossale e antidemocratico che
parlamentari della Repubblica si sentissero vincolati nelle loro
decisioni dai diktat di un'autorità religiosa. La laicità dell'azione
politica non è un optional, ma un dovere imprescindibile di chi svolge
tale funzione. L’unico vincolo sia quello di fedeltà alla Repubblica,
alla sua Costituzione, e al benessere complessivo di tutti i suoi
cittadini. “Vogliamo sperare – conclude Lo Giudice - che questo sia
ben chiaro ai politici dell’Unione che si riuniranno tra due giorni a
Caserta e che le parole di oggi del papa non rappresentino un ostacolo
alle riforme sociali della maggioranza in materia di diritti civili”.
Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO UAAR
RIBATTEZZATA LA STAZIONE TERMINI
Il 23 dicembre il sindaco di Roma Walter Veltroni ha ufficialmente
‘ribattezzato’ la stazione Termini con il nome di Giovanni Paolo II. Le
modalità con cui si è arrivati a tale dedica sono state assai poco
trasparenti, e prive di rispetto nei confronti delle migliaia di
cittadini laici che l’avevano criticata in occasione dell’annuncio,
effettuato all’indomani della morte del pontefice. Nei quindici giorni
successivi non abbiamo purtroppo avuto modo di registrare alcuna presa
di distanza da tale decisione da parte degli esponenti politici
capitolini. Per questi motivi, l’assemblea del circolo di Roma dell’
UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - riunitasi in
data odierna, ha deciso di interrompere ogni rapporto di collaborazione
con l’amministrazione Veltroni, uscendo altresì dalla Consulta per la
libertà di pensiero e la laicità delle istituzioni, istituita presso il
Comune di Roma. L’assemblea ha deciso inoltre di aderire alla proposta
di organizzare un sit-in di protesta per sabato 13 gennaio: sarà un
primo momento di sensibilizzazione in vista della manifestazione per la
laicità dello Stato e delle istituzioni in programma sabato 10
febbraio. Nel contempo, l’UAAR invita tutti i cittadini che ancora non
lo avessero fatto a contestare il provvedimento, telefonando allo
060606 oppure scrivendo direttamente al sindaco (utilizzando il form
presente sul sito del Comune di Roma; selezionando dal menu a tendina,
come destinatario, il campo ’sindaco’; compilando il campo mittente e
lasciando un breve messaggio).

COMUNICAZIONE DI’GAYPROJECT
SEMINARIO DI PSICODINAMICA 2007
DAL 16 GENNAIO
Anche questo anno, riprendono le attività del Seminario di
Psicodinamica
condotto dalla dott.ssa Maria Ciccopiedi. Il tema affrontato nel
gruppo ha
come titolo: "Comunicazione e autocoscienza". Le attività si
svolgeranno a
partire dal 16 gennaio, attraverso 10 incontri della durata di due ore
ciascuno a cadenza quindicinale, il martedì dalle ore 21 alle 23
presso la
sede di DGP. www.digayproject.org

COMUNICATO STAMPA “UAAR”
Gli atei in Parlamento.
Mercoledì 10 gennaio la Commissione Affari Costituzionali della
Camera, a completamento delle audizioni previste per la "Legge sulla
libertà religiosa", riceverà il Segretario dell'Uaar, Giorgio
Villella. Il rappresentante dell'Uaar - Unione degli Atei e degli
Agnostici Razionalisti (sito: www.uaar.it) è stato invitato
all'audizione al pari dei rappresentanti della Conferenza Episcopale
Italiana e della altre comunità religiose che hanno stipulato Intese
con lo Stato, ivi compresi esponenti delle comunità musulmane. E'
particolarmente significativo che la Commissione abbia ritenuto
importante interpellare, su un tema che riguarda anche la libertà di
non professare alcuna religione, i rappresentanti di un gruppo sociale
a cui recenti statistiche attribuiscono almeno il 6 % dei cittadini
italiani. Molti di più della somma dei praticanti tutte le religioni
minoritarie riconosciute. La Commissione Affari Costituzionali
ottempererà a una precisa indicazione presente nell'art. 52 comma 2
della Costituzione Europea, già ratificata dal Parlamento Italiano ma
non operativa in Europa per la sospensione dovuta ai referenda in
Francia e Olanda. Tuttavia le stesse norme che impongono parità di
trattamento sia alle Comunità religiose sia alle Associazioni
filosofiche non confessionali (categoria a cui appartiene l'Uaar) sono
ugualmente valide e cogenti in Italia facendo parte del Trattato di
Amsterdam, già approvato dal Parlamento. Alle ore 14 di mercoledì 10
gennaio davanti alle transenne di Piazza Montecitorio saranno presenti
i cittadini interessati all'approvazione di una legge che tuteli e
consenta rappresentatività davanti alle Istituzioni sia alle
organizzazioni dei credenti sia dei non credenti. Vogliamo infine
ricordare che un importante segno positivo si è già avuto il 12 ottobre
2006 quando, con voto unanime, il Senato della Repubblica ha approvato
un Ordine del Giorno il cui ultimo capoverso testualmente recita: "Per
libertà religiosa si intende la libertà di praticare la propria fede,
di cambiarla o di non averne alcuna". www.uaar.it
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

COMUNICAZIONE RADICALI ITALIANI
Ancora una volta c’è bisogno delle persone più motivate e sensibili al
tema della Giustizia veramente giusta per far divenire popolare la
campagna "per la moratoria delle esecuzioni capitali". Nel Marzo del
2005, Marco Pannella, con l’iniziativa nonviolenta di uno sciopero
della sete e della fame, dava inizio e nutrimento alla significativa
lotta per una giustizia che dismettesse finalmente i panni dell’
illegalità, delle prescrizioni di classe, del non diritto dentro le
carceri, della dignità e tutela delle vittime del reato e dei
detenuti. Iniziava così la grande campagna per l’amnistia (non ancora
conclusa!) in cui insieme a voi tutti riuscimmo a rovesciare
pubblicamente i numeri di una disfatta sociale e di Stato tratteggiante
scenari tragici di milioni di procedimenti penali e civili ancora in
giacenza, presunti innocenti tenuti indebitamente in carcere, reati non
più perseguibili, procure e uffici dei magistrati impossibilitati a
dispiegare le proprie funzioni. Con la GRANDE MARCIA DI NATALE PER L’
AMNISTIA si dava corpo e sostanza alla ben più grande questione sociale
dal dopoguerra a oggi: la questione giustizia. Oggi, i recenti, tragici
episodi di inerzia, rassegnazione, di fronte al rappresentarsi pubblico
dell’oscurità attraverso l’impiego della pena capitale richiedono lo
stesso impegno, lo stesso corposo impiego di coscienza civile, la
stessa unità di intenti e partecipativi che, insieme, furono espressi
in occasione di quella grande battaglia. Ecco perché chiediamo a te, ai
tuoi cari, ai tuoi amici di partecipare allo sciopero della fame a
sostegno dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella perché sia
incardinata presso l'ONU la Risoluzione per la MORATORIA DELLE
ESECUZIONI CAPITALI. Ti chiediamo – ora che Marco Pannella ha sospeso
per 24/48 ore almeno lo sciopero della sete – di alimentare quest’
iniziativa non solo partecipando personalmente per uno o due giorni
allo sciopero della fame ma, soprattutto, allargando quest’iniziativa
presso i detenuti e i loro cari come è accaduto fruttuosamente in
passato: c’è veramente la pressante urgenza di raggiungerli per farli
aderire perché, in passato, sono stati soprattutto loro e i loro
familiari ad evidenziare con la nonviolenza del digiuno il bisogno di
legalità, di giustizia, di pace ed esigenza di riconciliazione che c’è
nel profondo della coscienza del nostro Paese. Per aderire
personalmente per uno o due giorni allo sciopero della fame, riempi il
form che trovi in http://www.radicalparty.org/sciopero_moratoria/form.
php - Per raccogliere liste di partecipanti, puoi stampare e utilizzare
il modulo sottostante
Salvatore Ferraro E Rita Bernardini

COMUNICAZIONE OPEN MIND CATANIA
Crediamo in una società in cui siano possibili molteplici percorsi
rispettosi della complessita' del transito in questo tempo e in questo
spazio che chiamiamo vita. Pensiamo che una società laica sia la più
indicata per evitare prevaricazioni e fondamentalismi. Gli attacchi
delle religioni monoteiste, nessuna esclusa, contro le persone GLBTQ ,
vedi il Pride di Gerusalemme, e in Italia l'accanimento delle alte
gerarchie vaticane contro le giuste e minime garanzie dei diritti
civili riguardanti una legge antidiscriminatoria e la tutela delle
coppie di fatto omosessuali, ci hanno suggerito l'evento che abbiamo il
piacere di presentarvi. Per ricordare Alfredo Ormando, il poeta
siciliano che si è dato fuoco in piazza S.Pietro il 13 gennaio del
1998, abbiamo invitato una voce fuori dal coro. Perchè crediamo che si
possano coniugare percorsi spirituali, per chi voglia compierli, e allo
stesso tempo avere una visione laica delle relazioni e delle regole che
una società veramente libera debba darsi. Vi invitiamo ad un confronto
con don Franco Barbero della comunità di base " VIOTTOLI" di Pinerolo ,
giorno 12 gennaio 2007 alle ore 18,30 presso il CSA Auro in via S.Maria
del Rosario 28, a Catania. Sarà un'occasione per tutt*, persone GLBTQ e
non solo, di ascoltare esperienze altre. Sabato 13 gennaio saremo in
piazza Università dalle 10 alle 14, per Alfredo e per i nostri diritti
, come a Roma ed in altre città italiane. L’Open Mind centro di
iniziativa gay lesbica bisessuale transessuale Catania, Presenta: VOCI
ALTRE. PERCORSI DI LAICITÀ E SPIRITUALITÀ OLTRE IL VATICANO. Incontro
- dibattito con don Franco Barbero, comunità cristiana di base
“Associazione Viottoli”, Pinerolo (To). Per ricordare Alfredo Ormando
12 gennaio 2007 ore 18,30 csa Auro, via S. Maria Del Rosario 28,
Catania -Open Mind centro di iniziativa gay lesbica bisessuale trans -
via Gargano 33, 95129 – Catania - tel./fax 095.532685 www.openmind.too.
it - opencatania@tiscali.it

I NUMERI AGGHIACCIANTI DELLA PEDOFILIA
Oltre 530 siti web pedopornografici e 1250 bambini fotografati in
attaggiamenti erotici e sotto violenza sessuale estrema.
Sono i dati emersi dal dossier inoltrato dalla Polizia Postale
italiana e l’Interpol di Lione, segnalati dall’Associazione Meter di
don Fortunato Di Noto in occasione della Festa dei Santi Innocenti.
I volontari di Meter in questi giorni stanno lavorando per denunciare
i siti in questione, spesso organizzati come scatole cinesi per cui all’
interno di un portale ce ne sono decine di altri. Don Di Noto osserva
che è un vero e proprio «impianto di produzione industriale mai visto
prima»: i bimbi sono come prodotti in vendita «da pagare con sistemi
bancari sofisticati e del tutto anonimi. E’ impressionante la
sistematizzazione ordinata delle foto, dell’età, dei video, delle
misure corporali, dei set fotografici». Le bambine coinvolte provengono
da tutto il mondo: Europa, Nord e Sud America, Africa. E non bisogna
pensare che il fenomeno sia lontano da casa nostra: alcune sono anche
italiane. Uno studio elaborato dopo 4 anni di ricerche, d’altronde,
evidenzia che la violenza su minori esiste in tutti i paesi, tutte le
società e in ogni gruppo sociale. E almeno 106 paesi ancora permettono
le punizioni fisiche nelle scuole. Gli abusi sessuali colpiscono 150
milioni di bambine (ben il 14% della popolazione infantile del pianeta)
e 73 milioni di maschietti (il 7%). Quasi due milioni sono nel giro
della prostituzione e della pornografia commerciata on line, un milione
e due sono coinvolti nel traffico di minori. Cifre agghiaccianti. Ma,
sottolinea don Di Noto, «oltre a pornografia e pedofilia, su cui
generalmente si concentra l’attenzione quando si parla dei pericoli in
internet, ci sono altri pericoli nel cyberspazio: l’esaltazione della
violenza e della crudeltà, la disinformazione e l’istigazione all’odio,
la pubblicità di tabacco e alcool». «Occorre proteggere i ragazzi -
sottolinea il leader di Meter- perché i contatti sessuali facili e l’
azione diseducativa dei mass media hanno reso possibile un nuovo
accesso sessuale al bambino. Il tutto accentuato con l’avvento di
internet, grazie alla facilità di reperire materiale video-fotografico
ritraente minori». E quel che è peggio è che i pedofili non agiscono
nell’ombra ma formano vere e proprie community elettroniche e cercano
persino di giustificare il proprio operato. Occorre educare i piccoli
alla cautela nel fornire i propri dati personali ad estranei e
soprattutto bisogna accompagnarli nella navigazione, preparandoli anche
all’incontro di contenuti dannosi o spiacevoli nella rete, soprattutto
per quanto riguarda le chat room. FONTE: www.ilmeridiano.info - INVIATO
DA Promiseland.it Redazione Italia

SI ALZA IL MARE, SCOMPARE UN’ISOLA
Lohachara, piccola isola nella Baia del Bengala, è stata risucchiata
nel gorgo dell'oceano in crescita e i suoi abitanti sono stati
evacuati. È il primo lembo di terra ferma che paga il prezzo prodotto
dal bombardamento di carbonio in cielo.
Il cambiamento climatico ha cominciato a mutare le carte geografiche
partendo da uno dei luoghi più popolati del pianeta. Là dove il Gange
e il Brahmaputra si gettano nella Baia del Bengala è sparita Lohachara,
diecimila persone evacuate, la prima isola abitata risucchiata nel
gorgo del mare in crescita, la prima terra pagata come "danno
collaterale" prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo. La
notizia rimbalza dal sito del giornale inglese The Independent e segue
il calvario degli isolotti già conquistati per giorni o settimane
dall'oceano che si alza rabbioso: non una risalita lineare, ma ondate
violente che cadono come un colpo di frusta sugli atolli dell'oceano
Indiano e del Pacifico sconvolgendo i villaggi, i campi, le riserve di
acqua dolce. Un'invasione che mette alla prova la sopravvivenza fisica
e psicologica degli abitanti. Quanto è possibile sopportare? Quando è
ora di arrendersi? Nelle isole Tuvalu l'esasperazione ha portato 12
mila abitanti a un passo dalla fuga, dall'esilio volontario: hanno già
chiesto asilo ambientale alla Nuova Zelanda e presto se ne andranno
perché sanno di non poter più fermare il mare. Negli arcipelaghi più
ricchi, come le Hawaii, si difendono ancora divorando le isole meno
redditizie a favore di quelle con più sdraio e ombrelloni. Spostano la
sabbia da un punto all'altro per costruire i sea walls, muri che, anno
dopo anno, si rivelano sempre più fragili e precari: un breve rinvio
della crisi più che una soluzione. L'oceano Indiano, con la sua
temperatura particolarmente alta, fa da apripista alla risalita degli
oceani guadagnando in alcune zone anche il doppio della media globale
che ormai viaggia sopra i 3 millimetri di crescita annuale. Solo nel
Golfo del Bengala, assieme alle 400 tigri che stanno per passare
dall'estinzione potenziale all'estinzione di fatto, sono a rischio
immediato una dozzina di isole abitate da 70 mila persone. E'
l'avanguardia dell'esercito dei profughi ambientali che sta per
mettersi in campo. Nel raggio di cento chilometri dalla costa vivono
oggi un miliardo e 200 milioni di persone, che nel 2080 raddoppieranno
o triplicheranno. Secondo i calcoli di Robert Nicholls, uno dei
ricercatori che da più tempo lavorano sulle previsioni climatiche,
nello scenario peggiore, equivalente alla crescita di un metro del
livello del mare per il 2080, decine di milioni di persone dovranno
lasciare le loro case: più di 50 milioni nell'area dell'oceano Indiano,
tra i 10 e i 50 milioni nella zona del Pacifico e di una parte
dell'Atlantico, quasi 10 milioni di Africa e nel Mediterraneo. Questo
scenario comporta anche forti perdite di territorio in tutti i
continenti. Il 46 per cento delle zone umide costiere verrebbe invaso
dal mare: perdite particolarmente gravi si avrebbero sulla costa
orientale degli Stati Uniti, nel golfo del Messico, nel Mar Baltico,
nel Mar Nero e nel Mediterraneo. I primi ad essere colpiti sarebbero
quelli che portano le responsabilità minori del disastro ambientale
prodotto principalmente dall'uso dei combustibili fossili. Un abitante
delle piccole isole usa una minima frazione dell'energia utilizzata da
uno statunitense, che è in cima alla piramide dei consumi, ma per molti
arcipelaghi il destino appare segnato: dalle Tuvalu alle Maldive, dalle
Kiribati alle Marshall, dalle Tonga alle Cook sembra scattato il conto
alla rovescia. Tanto che gli abitanti di queste terre precarie, un pelo
sopra il livello del mare, si sono consorziati in un cartello, l'Aosis
(Alliance of Small Island States) che raggruppa 40 paesi. Per loro la
battaglia del clima è una questione di sopravvivenza fisica. ARTICOLO
DI Antonio Cianciullo - FONTE:www.repubblica.it - News inserita da
Daria Mazzali – INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia
COMUNICATO STAMPA PSDI
PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO
04/01/2007
In merito al calo del fabbisogno statale, emerso dagli ultimi dati
forniti dal Tesoro, il Segretario Nazionale del PSDI Renato d’Andria ha
dichiarato quanto segue: “Apprendiamo con viva soddisfazione la
disponibilità di una quantità insperata di denaro pubblico. Dopo aver
utilizzato tutte le risorse economiche necessarie ad effettuare le
spese statali già programmate, la parte restante dovrebbe essere
impiegata per il finanziamento del Mezzogiorno. In particolar modo
sarebbe opportuno e auspicabile investire in infrastrutture, per dotare
anche il Sud Italia di linee Tav, e spostare nell’entroterra l’asse
ferroviario costiero, così da favorire, con la presenza di mezzi di
comunicazione adeguati, lo sviluppo dell’impresa. Nuove iniziative
imprenditoriali andrebbero inoltre incoraggiate, attraverso un’
applicazione più agile e snella della legge sull’imprenditoria
giovanile; ciò – ha spiegato Renato d’Andria -consentirebbe di far
convergere energie ed idee nuove in progetti che creino ricchezza e
posti di lavoro, in una parte del nostro paese che tanto ne ha bisogno,
sottraendole così alla morsa della malavita organizzata. Ugualmente
auspic abile è l’impiego di risorse pubbliche a sostegno dell’
imprenditoria femminile, in quanto l’economia del nostro meridione
trarrebbe grande giovamento dalla capacità di organizzare e
amministrare di cui le donne dispongono in maniera particolare.
Ovviamente una maggiore attenzione andrebbe riservata al mondo della
cultura che, adeguatamente sostenuto, rappresenta lo strumento
principale, accanto a quello imprenditoriale, per sanare l’atavico
disagio del nostro sud, le pesanti influenze della criminalità
organizzata, e per rilanciare un turismo che sia anche di qualità”.
Roma. Partito Socialista Democratico Italiano

ISOLE MISTERIOSE: ANNOBON / PAGALU', IL PARADISO CONTAMINATO.
C'era una volta e purtroppo c'è ancora un isoletta sperduta in mezzo
all'Oceano Atlantico, uno di quei luoghi baciati da tante fortune: uno
splendido isolamento, una vegetazione equatoriale lussureggiante, una
meravigliosa fauna selvatica, un mare caldo e invitante, insomma, uno
di quei luoghi destinati a diventare ciò che l'oleografia dei depliant
turistici ama definire un "paradiso tropicale". Perché allora poco
sopra ho scritto l'espressione ".e purtroppo c'è ancora." ? La ragione
è che questa favola esotica da agenzia di viaggio non ha un lieto fine,
ma a causa dell'egoismo umano sta vivendo un incubo allucinante, che ha
dell'incredibile. Scoperta il 1° gennaio del 1475 dalla spedizione
portoghese di João de Santarém e Pêro Escobar, che la battezzò "Do Anno
Bon", l'isola è di origine vulcanica, sebbene ogni attività sia cessata
da migliaia di anni: ha la forma di un ovale allargato di 6 km per 3,
per un totale di 18 kmq., 335 km. ad ovest della costa del Gabon, a
cavallo dell'Equatore nel Golfo di Guinea (1° 24´di Latitudine S, 5°
35´ di Longitudine E), dove vivono circa 2.000 abitanti, quasi tutti
discendenti di schiavi deportati da spagnoli e portoghesi. Già, perché
Annobòn, la più lontana dal continente africano fra le isole del Golfo
di Guinea, è stata a lungo contesa fra Spagna e Portogallo nel corso
degli ultimi 5 secoli, dividendo la sorte con l'isola di Fernando Poo,
ora denominata Bioko. Per tale ragione, nel 1972, all'atto della
conquista dell'indipendenza da parte della Guinea Equatoriale, Annobòn
divenne parte del nuovo Stato, unitamente a Bioko (dove si trova la
Capitale dello Stato, Malabo), da cui dista circa oltre 600 km. e al
piccolo territorio dai confini squadrati, stretto fra Gabon e Camerun,
già denominato Rio Muni.
Si trattò di una scelta alquanto strana, considerato che per viaggiare
fra Annobòn e il resto della Guinea Equatoriale è necessario transitare
nelle acque gabonesi o in quelle della Repubblica di São Tomè e
Principe, ma come in altri casi fu una decisione dettata dal passato
coloniale, che determinò i nuovi confini territoriali dei nascenti
stati africani indipendenti. Fu nel 1973 che il primo Presidente del
nascente stato, l'autoproclamato Francisco Macìas Nguema ribattezzò
l'isola col nome di Pagalù, che in portoghese creolo significa
"pappagallo", nome conservato anche dopo la presa del potere da parte
dell'onnipotente Presidente a vita Teodoro Obiang Nguema, al potere dal
1979. Annobòn / Pagalù avrebbe potuto essere comunque una rilevante
fonte di reddito per il governo guineoequatoriano, se fosse stato
utilizzato il solo potenziale turistico, ma purtroppo non è stato così.
A partire dal 1988, infatti, l'azienda britannica Buckinghamshire
avrebbe ottenuto l'autorizzazione di scaricare ad Annobòn 10 milioni di
barili di residui tossici in cambio di 1.6 milioni di dollari. Secondo
il guineoequatoriano Dr. Samuel Mba Mombe, già Segretario Generale
dell'Alleanza Nazionale per Restauración Democrática (ANRD), grazie ad
un altro accordo con il governo della Guinea Equatoriale, altre aziende
avrebbero ottenuto l'autorizzazione di scaricare in questo eden sette
milioni di tonnellate di resti nucleari: l'azienda britannica Emvatrex
ed il Gruppo Consorzio Axim di New York, avrebbero siglato infatti un
contratto per l'immagazzinaggio di due milioni di barili di resti
tossici in Annobón. Il Dr. Mba Mombe cita autorevoli fonti di stampa
internazionali, secondo le quali ogni anno il dittatore Obiang Nguema
avrebbe ottenuto circa 200 milioni di dollari per ammettere i rifiuti
industriali seppelliti in Annobón. L'azienda nordamericana avrebbe
trasferito ad Annobòn 7 milioni di tonnellate di resti nucleari
nell'arco di una decina d'anni: l'accordo prevedeva che ogni anno
venissero scaricati ad Annobòn un totale di 720.000 tonnellate di
rifiuti tossici. A fronte di tale scempio, ironia della sorte, il
regime non avrebbe reinvestito i proventi nell'isola: Annobòn sarebbe
tuttora senza automobili e strade principali, elettricità, acqua
corrente, televisione o fabbriche: la gente è priva di sale, lampade di
olio, medicine, latte, vestiti e persino fiammiferi, la scuola e il
piccolo ospedale dell'isola sono stati chiusi. L'assistente tecnico di
agronomia, il tedesco Hildegard Keck che ha operato per l'istituzione
di un sussidio della Chiesa Cattolica in Guinea Equatoriale ha
dichiarato al Dr Mba Mombe: "Ci sono indicazioni circa importanti
ritrovamenti di sostanze radioattive nel litorale di Annobón. L'isola è
protetta dai militari, tutte le comunicazioni col resto del Mondo sono
interrotte. È necessaria un'indagine urgente sulla sostanza nociva e
sui danni all'ambiente ". La scienziata linguista dell'università di
Ámsterdam, la D.ssa Marike Post è stata testimone oculare del dramma
nell'isola di Annobón prima che i militari tagliassero ogni
comunicazione con il mondo esterno. La ricercatrice ha trascorso tre
mesi in Guinea equatoriale. Ad Annobón, in particolare, si è recata per
studiare le lingue creole degli abitanti dell'isola. In seguito alle
minacce costanti dei soldati, delle spie e della polizia, la D.ssa
Marike Post ha dovuto interrompere il progetto e lasciare l'isola. Le
sue osservazioni confermano il sospetto secondo cui il regime starebbe
premendo per evacuare gli abitanti dell'isola. Gli abitanti sarebbero
bloccati nell'isola come prigionieri di un campo di concentramento,
affamati e spinti ad espatriare, ma si rifiutano di abbandonare la
proprie case: i pochi pescatori avrebbero il permesso di uscire in mare
solo con il permesso dei militari. I poveri abitanti del posto hanno
visto arrivare sull'isola molte navi, che nella loro semplicità hanno
definito "Barche della chiamata di morte": le navi avrebbero scaricato
il loro carico mortale davanti ai reefs e alle rocce del litorale di
Annobón. Il regime ha da sempre cercato di rassicurare la popolazione
asserendo che si sarebbe trattato di "pescherecci della Corea" che
avrebbero pescato illegalmente nelle acque dell'isola. Secondo la
valutazione della scienziata, Annobòn sarebbe ormai prossima a un vero
e proprio disastro ecologico, che non è dato sapere se continui
tuttora, visto che l'isola è off limits. L'isola sarebbe pesantemente
contaminata dal radón (una sostanza radioattiva). Gli esperti
dell'ambiente hanno gravi sospetti circa la presenza di forti
quantitativi di pesticidi, diossina, formaldeide, metalli pesanti,
residui dei prodotti per l'imbiancatura della carta e la difesa di
legno, cianuro e fenolo. Gli effetti sulla flora, sulla fauna e sugli
uomini sono devastanti: Tutto è iniziato con le palme, che
improvvisamente hanno smesso di produrre frutti ed hanno cominciato a
seccarsi. La gran parte delle palme è stata attaccata da una muffa
bianca, che ha portato le piante ad una rapida morte. Le malattie delle
piante, inoltre, colpiscono i banani, gli avocado, le papaie ed altri
alberi, che non producono quasi più frutta e sono invasi dalla muffa.
Le nuove piante quasi non si sviluppano: le giovani piante delle banane
non raggiungono la terza parte della grandezza raggiunta in precedenza.
Anche i pesci, alimenti di base nell'isola, mostrano difettose
alterazioni di sviluppo: raggiungono soltanto un quinto della loro
dimensione e del loro peso raggiunti prima dell'inquinamento
dell'isola. Tutti i gatti di Annobòn sono morti (c'è chi accusa i
soldati di averli mangiati): per tale ragione i topi si sono
moltiplicati, trasformandosi in un vero e proprio flagello. Il regime,
ha rifiutato tutti i programmi di aiuto per l'isola e per combattere la
diffusione dei ratti: nessuno deve essere a conoscenza dei programmi
del governo. I topi divorano tutti i raccolti, dissotterrano i tuberi,
saccheggiano ciò che resta della frutta delle piante: i ratti
insaziabili divorano tutto ciò che trovano sulla loro strada. Anche il
mondo animale dell'isola è stato colpito: lucertole, tartarughe,
serpenti, uccelli marini, scorpioni ed enormi millepiedi. I ratti
attaccano vecchi e bambini durante la notte e mordono le parti molli
dei loro corpi, orrendamente mutilati. Di conseguenza, oltre il 43% dei
bambini inferiori a cinque anni in Annobón è gravemente sottopeso. La
mortalità infantile si è elevata in due anni dal 13.8% al 17%. Il 41%
dei bambini è affetto da diarrea ed è colpito da parassitosi
intestinale. Il 29% dei bimbi soffre di anemia e paludismo, il 41% da
malattie della pelle, di scabbia il 25%, il 13% di ascessi, l'8% è
affetto da ulcere dello stomaco. Il 67% dei bambini ha tumefazioni al
viso. Fra i bambini si cominciano a contare alcuni casi di leucemia, ma
i militari fanno in modo che vengano isolati. E' sempre più elevato il
livello delle malattie della pelle che è doppio rispetto a quello dei
bambini di altre zone della Guinea Equatoriale. La stessa maggiore
incidenza riguarda il paludismo, le ulcere e le tumefazioni. La quota
dei bambini asmatici è persino di tre volte superiore al normale. Le
cause della rovina della salute degli abitanti dell'isola di Annobón,
della morte lenta delle foreste, dell'alterazione nello sviluppo della
vegetazione e della minore raccolta di frutti, sono per gli esperti
qualcosa di molto chiaro. Il noto analista internazionale Isaac Bigio,
giornalista spagnolo autore di diversi articoli su Annobòn, da me
contattato personalmente, ha confermato tutte le notizie riportate dal
Dr. Samuel Mba Mombe. Chi legge queste pagine drammatiche si chiederà
se sia stato fatto qualcosa per fermare questo vero e proprio disastro
ecologico. Il Dr. Samuel Mba Mombe, ha avuto alcuni incontri con medici
guineoecuatoriani in Germania per analizzare la situazione,
raggiungendo la decisione unanime di trasmettere lettere di protesta ai
governi di São Tomé e Principe, Camerun, Gabon e Nigeria attraverso i
relativi ambasciatori accreditati in Germania, per attrarre
l'attenzione sul pericolo e sulle conseguenze irreparabili che questo
scempio ecologico potrebbe comportare per i Paesi della zona. La
lettera è stata inoltre trasmessa per conoscenza ai mass-media, ma
pochi di questi ne hanno dato notizia con la giusta enfasi. La D.ssa
Marike Post dell'università di Amsterdam ha cercato di mobilitare
l'ONU, il Parlamento Europeo, le organizzazioni umanitarie Greenpeace,
Medici senza Frontiere e la Chiesa per fermare la contaminazione
dell'ambiente di Annobón: finora i risultati sono stati alquanto
modesti. È la stessa D.ssa Post a chiedersi drammaticamente: "Chi può
porre fine a questo crimine? Chi può aiutare la gente dimenticata di
quest'isola? " La verità è che finché l'opinione pubblica mondiale non
sarà a conoscenza di quanto sta avvenendo ad Annobòn, alla stampa e ai
politici interesserà poco la sorte dei 2.000 sventurati di un'isoletta
sperduta nell'Atlantico. Proprio per tale ragione ho deciso di scrivere
l'articolo che state leggendo, anche perché finora in Italia nessuno
aveva ancora scritto su questo argomento. Ritengo un dovere morale
informare su questa triste vicenda, almeno fino a quando perdurerà
l'isolamento di Annobòn e non sarà stato chiarito ogni dettaglio della
vicenda. I links che segnalo, purtroppo, sono quasi tutti in lingua
spagnola. Nella sezione spagnola di Wikipedia (molto completa per la
parte storica e geografica), viene fatto un breve cenno sull'argomento
a questo indirizzo web: http://es.wikipedia.org/wiki/Annob%C3%B3n - Le
notizie più dettagliate circa la distruzione dell'ambiente di Annobòn
si trovano su Afrol news, agenzia indipendente di notizie dedicate
esclusivamente al continente africano: l'articolo è firmato dal già
citato Dr. Samuel Mba Mombe
http://www.afrol.com/es/especiales/13278 che scrive un articolo anche
sul sito www.guineequatoriale-info.net , portale di notizie sulla
Guinea Equatoriale, alla pagina web
http://www.guineequatoriale-info.net/hemero/annobon.htm
L'analista internazionale spagnolo Isaac Bigio, collaboratore di
numerosi periodici fra i quali El Comercio, La Opinión, la BBC, el
Grupo de Diarios América, La Prensa ed altri, ne parla diffusamente a
questo indirizzo web: http://www.geocities.
com/novembrino2002/a0030521_01_0c.htm
Sito personale
http://www.bigio.org/nota.asp?IDNoticia=1160
Ermanno Sommariva
Per le traduzioni in lingua spagnola:Mercedes Company Puche
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

TRACCE DI PASSATO
ISCRIZIONE TROVATA NELLA CHIESA DI S. PAOLO A BALTIMORA, DATATA 1692
”DESIDERATA”
PASSA TRANQUILLAMENTE TRA IL RUMORE E LA FRETTA, E RICORDA QUANTA PACE
PUO’ ESSERCI NEL SILENZIO. FINCHE’ E’ POSSIBILE SENZA DOVERTI
ABBASSARE, SII IN BUONI RAPPORTI CON TUTTE LE PERSONE.
Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i
noiosi e gli ignoranti ; anche loro hanno una storia da raccontare. *
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. * Se
ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio
e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto
di te.* Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. *
Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che
realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo * Sii prudente nei
tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non accechi la
tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi
ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo. * Sii te stesso.
Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’
amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è
perenne come l’erba. * Accetta benevolmente gli ammaestramenti che
derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della
giovinezza. * Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’
improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte
paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una
disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei figlio dell’
universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad
essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l’universo ti
si stia schiudendo come dovrebbe. * Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue
aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa
confusione della vita. * Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i
sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. * Fai attenzione. * Cerca
di essere felice.
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

L’ALTRO MARTEDI’
RADIO POPOLARE
La trasmissione di cultura ed informazione omosessuale
di Radio Popolare
condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano Placchi e Paolo Ruiu
Martedì 9 Gennaio dalle ore 22.35 alle ore 23.30 presenta 2 gennaio
2007 La Prima Unione Registrata in Svizzera raccontata da Donatella
Zappa Associazione Imbarco Immediato e speciale intervista al filosofo
Gianni Vattimo in occasione del suo ultimo libro scritto con
Piergiorgio Paterlini Non Essere Dio Un'autobiografia a quattro mani
Aliberti editore
email: omomail@radiopopolare.it
Radio Popolare
FM 107.600
streaming su www.radiopopolare.it
satellite Eutelsat Hot Bird 13° Est,
Frequenza 12.111 MHz, Polarizzazione verticale.

COMUNICAZIONE ARCILESBICA NAPOLI
Arcilesbica Napoli è lieta di invitarvi alla presentazione dell'ultimo
lavoro di Marc de' Pasquali "I CANI ABBAIANO A POLINA"
che si terrà presso la sede associativa in vico santa caterina da
siena 67 sabato 13 gennaio ore 18.oo a seguire di battito e brindisi
per il nuovo anno e la ripresa delle attività dopo la pausa natalizia.
Marc de Pasquali, I cani non abbaiano piu' a Polina, La Chiocciola
Edizioni, pag. 116, € 5,00 Si legge in un'oretta questo librino
intelligente e postpoetico che snocciola tragedie come un'innamorata
insicura strappa ansiosa leggeri petali di margherita. Tutto può
succedere, perché già tutto è successo. Personaggi assurdi quanto reali
come li sa descrivere la scrittrice, interagiscono a Polina cittadella
accidentata, sicuramente italica. Consiglio la lettura nel tardo
pomeriggio, all'ombra, allungate su un comodo sdraio del terrazzo,
sorseggiando una fresca tisana alla menta e con un sacco di ironia a
portata di mano. Lo consiglio anche per un regalo a una vecchia amica o
a una sconosciuta che lo diventerà. Mariagrazia de’ Pasquali detta
Marc, nata il 25 luglio 1944 a Milano ove risiede, negli anni Sessanta
debutta con delle poesie su “Il presente” e con delle novelle su
“Mimosa” (in seguito su “Confidenze”). Dal 1963 al 1967 scrive critica
cinematografica su “Il Presente”, presentazioni di film d’essai al
“Circolo Culturale Charlie Chaplin” lombardo, scheda per l’
Arcivescovado di Milano le pellicole da proiettare nelle sale delle
diocesi. Il 15 ottobre 1972 organizza con Mario Mieli (autore del
saggio Elementi di critica omosessuale e del romanzo Il risveglio dei
Faraoni) il Primo Congresso Internazionale di Omosessualità nella sede
di Re Nudo a Milano (lasciando fuori la stampa) tutelato dal FUORI sul
cui giornale scriverà come responsabile COM (collettivo omosessuale
milanese) sino a che Angelo Pezzana non si federerà al Partito
Radicale. Nel frattempo lascia le amiche di via Cherubini (Lia
Cigarini, Luisa Muraro e affettuosamente le altre compagne) che
strutturano il nascente movimento femminista, poi Libreria delle donne
(Via Dogana), infine Circolo della Rosa. Nei Settanta scrisse
innumerevoli pubblicazioni e sceneggiature di fumetti porno e
altrettanti innumerevoli romanzetti rosa sotto varii pseudonimi. Nei
Novanta è consulente editoriale Feltrinelli per la narrativa italiana e
per Mondolibri/Club del Libro (della Mondadori); tiene corsi
istituzionali di scrittura e lettura in diversi comuni, è iscritta all’
Ordine dei Giornalisti (tessera N. 63740 rilasciata il 25 febbraio
1991). Dal 1982 sino al 1995 detiene una rubrica fissa sul mensile
Babilonia. Dal 1991 al 1996 collabora come critica d?arte per l’
anarchica Rivista A. Nel 1995 La Tartaruga pubblica Biondo Spinto
(Premio Arezzo 1996, secondo classificato Aldo Nove), ben recensito,
anche da Lalla Romano su Panorama. Dal 1996 scrive per le pagine
culturali della Gazzetta di Parma (un quotidiano fondato nel 1735). Nel
2001 vengono editate da Chartres le plaquettes Danze (Premio "La
Cittadella" e Premio Biennale Poesia DARS 2001), Fiori, Sante; e Le
braccia al cielo accoppiate alle opere di Federica Ricotti. Nuovi
racconti e poesie vengono pubblicati in antologie (di Mondadori, Rai-
Eri, Il Saggiatore, Marco Tropea, Guaraldi, La luna, eccetera), e in
quotidiani e periodici italiani e stranieri; diversi racconti vengono
premiati (Premio Internazionale UVISP 2000, Premio Letterario Europeo
ISPA e Premio "Zapping" RadioUno 2001), altre poesie sono pubblicate in
edizione numerate da Pulcino Elefante (come quelle di Alda Merini e
Vivian Lamarque). Nel 2004 la Biblioteca Cantonale di Lugano le ha
intitolato un Fondo (lettere, foto, articoli, inediti, acquarelli,
diari). Nel 2006 la Chiocciola di Milano pubblica I cani non abbaiano a
Polina.

NESSUNO TOCCHI CAINO
06.01.2007
PENA DI MORTE. MORATORIA ALL'ONU, SUBITO - 5 gennaio 2007: il
Presidente di Nessuno tocchi Caino e parlamentare europeo Marco
Pannella, dopo otto giorni di sciopero della fame e della sete, ha
sospeso il 3 gennaio quello della sete. Con la sua iniziativa
nonviolenta, Pannella chiede al Governo italiano, dal 1° gennaio membro
non permanente del Consiglio di Sicurezza, di assumere un impegno
formale e concreto a presentare una risoluzione per la moratoria
universale delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'ONU in
corso o in una sua sessione speciale che può essere convocata, anche su
richiesta del Consiglio di Sicurezza, in base agli articoli 8 e 9 delle
regole di procedura dell'Assemblea stessa. L’iniziativa è partita il 27
dicembre con la proposta “Nessuno tocchi Saddam” volta a scongiurare
l'esecuzione della condanna a morte dell’ex dittatore iracheno. Un
appello in tal senso, lanciato dall'associazione Nessuno Tocchi Caino,
era stato sottoscritto da oltre 200 parlamentari e 3 premi Nobel per la
pace. Dopo l'esecuzione di Saddam Hussein e con la moratoria universale
delle esecuzioni capitali, l'azione di Pannella, che prelude al Primo
Grande Satyagraha mondiale per la Pace lanciato dal Partito Radicale
Nonviolento, si propone di evitare che tutto precipiti, in Iraq e non
solo, in altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale
di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto
generalizzato dalle conseguenze incalcolabili. Il 2 gennaio, il
Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il Governo hanno dichiarato
pubblicamente il loro “impegno ad avviare le procedure formali perché
questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del
giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte”. Ma
su questo, ad oggi, non è dato sapere cosa stia avvenendo realmente e
ufficialmente a New York: se sia stato depositato alla Assemblea
Generale un testo della proposta di moratoria e quali siano le
procedure regolamentari attivate per metterla all’ordine del giorno e
portarla al voto. Secondo le stime dell'associazione Nessuno Tocchi
Caino, da anni in prima linea nella campagna contro la pena di morte,
una risoluzione proposta all'Assemblea Generale otterrebbe dai 99 ai
106 voti a favore, mentre sarebbero dai 61 ai 68 i paesi contrari e dai
19 ai 26 quelli che si asterrebbero. Nel 2003 Marco Pannella era stato
promotore della campagna "Iraq Libero" quale unica alternativa alla
guerra e all'occupazione militare, che comprendeva la richiesta di
esilio per Saddam Hussein e un'amministrazione dell'Onu in Iraq per la
transizione alla democrazia. La proposta aveva ricevuto l'adesione
della maggioranza assoluta dei parlamentari italiani di tutti gli
schieramenti, ma anche in quel caso il governo italiano, allora guidato
da Silvio Berlusconi, non aveva compiuto passi concreti in quel senso.
Nel corso della trasmissione di Radio Radicale "Radio Carcere", nella
serata del 2 gennaio, Marco Pannella ha rivolto un appello a sostenere
il grande obiettivo della moratoria con uno o due giorni di sciopero
della fame. Per aderire allo sciopero della fame vai su www.
nessunotocchicaino.it.
NAZIONI UNITE. BAN KI-MOON CORREGGE POSIZIONE SU PENA DI MORTE - 3
gennaio 2007: il neo segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha
fatto marcia indietro sulla pena di morte e ne appoggia l'abolizione,
ha detto la sua portavoce Michele Montas. Commentando l'impiccagione di
Saddam Hussein, il Segretario generale aveva detto che, anche se l'Onu
è contro la pena di morte, ''la decisione su questa materia spetta a
ciascuno degli stati membri''. La decisa correzione di rotta rispetto
alla chiara posizione abolizionista del predecessore Kofi Annan aveva
provocato polemiche sulla stampa Usa e le critiche delle organizzazioni
per i diritti umani. Sono bastate 24 ore, e la lettura dei giornali del
mattino, a provocare una inversione di marcia che suona di buon
auspicio per l'iniziativa italiana contro la pena capitale. ''Cerchiamo
di lavorare per l'abolizione'', ha dichiarato la portavoce di Ban,
osservando che sul bando delle esecuzioni non c'e' consenso: “Alle
Nazioni Unite ci fu un dibattito anni fa [nel 1994, ndr] che si
concluse con una maggioranza di stati che si rifiutarono di condannare
la pena di morte”, ha detto la portavoce osservando d'altra parte che
“se l'Assemblea generale, che ha la competenza del problema, dovesse
decidere per la moratoria delle esecuzioni”, Ban “lavorera' per farla
applicare”. Intanto, a Ginevra l'alto commissario Onu per i diritti
umani Louise Arbour ha chiesto all'Iraq lo stop delle impiccagioni dei
co-imputati di Saddam in una dichiarazione che avanzava dubbi
sull'imparzialità del processo a cui Ban ha dato, attraverso la
portavoce, ''il pieno avallo''.
UNIONE EUROPEA. PRESIDENZA TEDESCA: L'UE SI OPPONE ALLA PENA DI MORTE
IN OGNI CIRCOSTANZA - 5 gennaio 2007: "L'Unione europea si oppone alla
pena di morte in ogni circostanza", è quanto si legge in un comunicato
diffuso dalla presidenza tedesca in merito all'esecuzione dell'ex capo
di uno dei servizi segreti iracheni Barzan Ibrahim al-Tikriti e dell'ex
presidente della Corte rivoluzionaria Awad Hamed al-Badar, previste per
domenica. "L'Iraq merita un futuro migliore. A questo fine sarà
cruciale mettere insieme tutte le parti della società irachena. La
presidenza - prosegue la nota - ricorda che per raggiungere questo
importante obiettivo la persecuzione dei crimini commessi dal
precedente regime deve rispettare le richieste di un giusto processo".
Intanto la Grecia ha deciso di appoggiare l'iniziativa dell'Italia per
una moratoria universale delle esecuzioni capitali. Lo ha dichiarato
il portavoce del ministero degli Esteri greco, Yiorgos Koumoutsakos.
“La Grecia - ha detto Koumoutsakos - saluta, appoggia e contribuirà al
successo dell'iniziativa assunta dall'Italia nell'ambito delle Nazioni
Unite per l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo.“ “Già
durante la 61ma Assemblea Generale dell'ONU - ha aggiunto il portavoce
- l'Unione Europea ha presentato una Dichiarazione riguardo
all'abolizione della pena capitale, proponendo in prima fase una
moratoria delle esecuzioni.” “Tale Dichiarazione e' stata sottoscritta
da 85 Paesi fra i quali anche la Grecia insieme con i suoi partner
europei”, ha ricordato Koumoutsakos. Anche la Francia ha dichiarato che
intende sostenere gli sforzi che l'Italia vuole intraprendere all'Onu
contro la pena di morte. Lo ha detto, il 3 gennaio, il portavoce del
ministero degli Esteri di Parigi. Per Jean Baptiste Mattei, che
rispondeva ai giornalisti, ha dichiarato: "La posizione della Francia è
che bisogna operare per l'abolizione universale della pena di morte, in
stretta concertazione con i partner europei, e in tutte le istituzioni
internazionali pertinenti". Il portavoce ha poi sottolineato che "la
Francia dà pieno sostegno all'iniziativa italiana" del 20 dicembre
sulla dichiarazione alll’Onu per l’abolizione della pena di morte. Il
30 dicembre, invece, in occasione dell’esecuzione di Saddam Hussein, il
governo britannico aveva dichiarato che, pur essendo contrario alla
pena di morte, ritiene che Saddam abbia pagato per alcuni dei suoi
crimini contro gli iracheni. Lo ha affermato il ministro degli Esteri
Margaret Beckett in una nota diffusa subito dopo l'impiccagione dell'ex
presidente iracheno. “Accolgo con favore il fatto che Saddam Hussein
sia stato processato da un tribunale iracheno almeno per alcuni dei
suoi orrendi crimini commessi contro il popolo iracheno. Ora ha pagato
il suo debito”, ha dichiarato la Bekett, auspicando l'abolizione della
pena di morte in tutto il mondo “indipendentemente dalle persone
implicate o dal crimine commesso”. Un portavoce del premier Tony Blair,
attualmente in ferie in Florida, ha affermato successivamente che la
Beckett ha espresso la posizione dell'intero governo inglese.
ITALIA. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: BEL BIGLIETTO DA VISITA
MORATORIA PENA MORTE - 3 gennaio 2007: “E' un bel biglietto da visita
per l' Italia nel Consiglio di sicurezza”. Il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato così la risoluzione per
la moratoria sulla pena di morte che il Paese presenterà entrando nel
Consiglio di sicurezza dell'Onu. “E' un gesto molto significativo, una
scelta coerente con la tradizione italiana, che affonda le sue radici
nella Costituzione. Coerente anche con un comune impegno europeo: tutti
gli Stati membri dell'Unione Europea, senza nessuna eccezione, di
fronte all'esecuzione di Saddam Hussein, ovviamente indipendentemente
dal giudizio sul personaggio, hanno ribadito la contrarietà rispetto
all'esecuzione capitale”. “E' stato bello che l'Italia abbia fatto
questa scelta: l' ha fatta a nome di tutta l' Europa,” ha proseguito il
Capo dello Stato. “L' Italia deve cercare di non rappresentare solo se
stessa”, ha concluso Napolitano. Oggi 6 gennaio, a Roma, su iniziativa
del comune, verrà illuminato il Colosseo, a sostegno dell'impegno del
governo italiano e in particolare del presidente del consiglio Romano
Prodi che ha proposto al consiglio nazionale dell'Onu una moratoria
universale contro la pena di morte. Un modo - si legge in una nota del
Campidoglio- per esprimere anche la piena solidarietà al leader
radicale Marco Pannella che da giorni con lo sciopero della fame
conduce la stessa battaglia politica e civile. "Un segnale che vuole
rappresentare una speranza e un auspicio- spiega il sindaco di Roma,
Walter Veltroni- poiché abbiamo la tradizione di segnalare con
un'illuminazione speciale del monumento simbolo della capitale ogni
passo in avanti verso l'abolizione della condanna a morte nel mondo.
ITALIA. AMBASCIATORE FULCI, OGGI CONDIZIONI PROPIZIE PER MORATORIA.
NON IMPORTA AVERE CONSENSO TOTALE UE, MA DI QUELLI CHE CONTANO - 3
gennaio 2007: Francesco Paolo Fulci, ambasciatore italiano all'Onu dal
1993 al 2000, ritiene “tempestivo”, “utile” e “appropriato” il
tentativo dell'Italia di tornare a promuovere una moratoria delle
esecuzioni capitali. Protagonista al palazzo di Vetro delle battaglie
dell'Italia contro la pena di morte, Fulci e' convinto che oggi “i
tempi siano ormai maturi per riprovare una terza volta dopo gli
insuccessi del 1994 e del 1999”. Interpellato su quale sia la via
migliore da seguire, Fulci ha risposto: “Ci sono due modi per portare
avanti questa iniziativa: il primo e' farlo da soli, come avvenne nel
1994, ma purtroppo l'esperienza dimostra che senza alleati le battaglie
si perdono. Il modello da scegliere e' quello usato nel 1999, un
progetto di risoluzione presentato dall'Ue in quanto tale. La volta
scorsa il progetto non ando' a buon fine perche' qualcuno - per eccesso
di zelo - ritenne che fosse necessario avere un ulteriore avallo da
parte dei ministri degli esteri riuniti a Bruxelles. Non solo
quell'avallo non ci fu, ma giunse l'ordine a New York, a noi
ambasciatori europei, di sospendere qualsiasi iniziativa al riguardo”.
Quanto alla necessita' di avere l'unanimita' dell'Europa, Fulci ha
risposto: “L'importante non e' avere il consenso totale dell'Ue, ma il
consenso di quelli che contano. L'altra volta la preoccupazione fu di
non turbare eccessivamente, di non mettere sale sulla ferita sulle
relazioni con il grande alleato al di la' dell'Atlantico, e si ritenne
che fosse meglio mettere la sordina sull'iniziativa e sospenderla”. Per
Fulci fu una “scusa” quella di chi allora disse che non c'erano i voti:
“Posso assicurare - ha puntualizzato - che non era cosi', perche' io
personalmente avevo contattato piu' di novanta ambasciatori,
ricevendone assicurazione che sarebbero stati dalla nostra parte. Solo
che arrivo' l'ordine di Bruxelles di fermarci, e pur sapendo di essere
a un soffio dalla vittoria non presentammo la mozione”.