03 gennaio 2007

news 3 gennaio

COMUNICATO STAMPA CIRCOLO MARIO MIELI UNA POLIZIA TRAVISANTE
La polizia stradale di Cerveteri , agli ordini del comandante Claudio
Paolini, ha lanciato una vera e propria retata sulla A12 (Roma-
Civitavecchia), fermando e arrestando uomini definiti come
“insospettabili professionisti” dediti niente meno che a pratiche di
travestimento e sesso! A quanto pare per la polizia stradale si tratta
di problemi rilevanti per la sicurezza pubblica, dal momento che, non
trovando di meglio, hanno deciso di multarne una ventina per
“travisamento” in base ad un vecchio regio decreto del 1931 e agli
articolo 85 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Si tratta, ancora
una volta, di un chiaro esempio di inadeguata applicazione di quella
controversa legge pensata per colpire i criminali che celano il volto
durante furti e rapine, e non cittadini, che esercitando la loro
libertà di espressione e di identità, decidono di abbigliarsi e
truccarsi come meglio ritengono opportuno. Una legge troppo spesso
utilizzata per vessare transgender e transessuali. Forse la Polizia del
Litorale non è informata che Vladimir Luxuria, transgender, è stata
regolarmente eletta al Parlamento (nel caso decideste di arrestarla) e
che l’identità di genere è ormai riconosciuto come una normale
espressione della identità personale. Appare sempre più opportuno che
il legislatore intervenga a chiarire e correggere una situazione
inaccettabile, contraria al buon senso e ai diritti civili. Il Circolo
di Cultura Omosessuale Mario Mieli chiede un’incontro urgente al
Comandante Paolini, a cui ci presenteremo tutti “travisati” per
discutere dell’applicazione di questa normativa nei confronti di
persone transgender e nel rispetto dei diritti civili di tutti. Decida
lui se multarci o arrestarci! Il Circolo, naturalmente, mette a
disposizione a tutte le persone accusate di travisamento e atti osceni
assistenza legale gratuita. Assolutamente inaccettabili i toni scabrosi
e scandalistici dell’articolo del Messaggero, Cronaca di Roma, che
tratta la questione parlando di “pratiche proibite”, “scene
grottesche”, “vizietto”, “insospettabili professionisti”… Un livello d’
informazione da giornaletto di ventennio, irrispettoso della dignità
delle persone coinvolte.
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Tel 065413985
Fax 065413971
info@mariomieli.org

LETTERA A GAY TV
MARIO CIRRITO
Cari amici di Gay.Tv, l'annuncio dato dal vostro editore, Massimo
Scolari, durante una puntata di “Open Space” è una ferita al cuore e ai
sentimenti di battaglia che in questi anni abbiamo condiviso con voi e
gli altri media glbt. Una ferita difficile a rimarginarsi e che va a
toccare la stessa libertà d'informazione. Dunque, dopo anni di ottima
televisione, di gradimenti da parte dei telespettatori, di
partecipazione attiva verso i movimenti glbt italiani, la prima
emittente dichiaratamente gay d'Europa annuncia la chiusura a fine
gennaio per voce del suo massimo responsabile. E' una sconfitta, ancor
più che vostra, di questa società che si ostina a chiamarsi democrazia,
moderna, esportabile, senza effetti collaterali per poi svelarsi un
potenziale tossico di omofobia, di mancanza di dialogo e di concretezza
verso i diritti civili, la bolsa sicumera di sentirsi seguiti e
appagati scegliendo la parte più oscurantista e avversa agli
omosessuali. Restiamo ancora il Paese del silenzio e quando, il 31
gennaio, si spegneranno i vostri ripetitori, ci sentiremo tutti ancora
più poveri e a nulla varrà la tristezza dell'epilogo di una esperienza
che doveva essere ricchezza – e per molti versi lo è stato, anche per
noi che militiamo con la scrittura – ed è finita in una metamorfosi di
sconfitte di cui anche noi omosessuali dovremmo fare ammenda e
riflessione per non aver puntato i piedi, per l'incapacità di veicolare
i nostri desideri e le nostre conquiste, incapaci di dettare come
avviene altrove, un mercato che avrebbe potuto far vivere nella
tranquilla quotidianità la vostra e nostra emittente. Nonostante le
evoluzioni sull'idea omosessuale spiaccicata perfino nella
cartellonistica o nei traillers, nei talk show e in ogni dove, gli
spender pubblicitari sono rimasti marginali rispetto ai media
omosessuali preferendo veicolare pubblicità sui media generalisti.
Evoluzione dei costumi o piuttosto incapacità di lenire il dolore delle
ipocrisie? Prendiamoci parte del coraggio che ci appartiene raccontando
un mercato che non replica all'estero i veti italici; la paura di
marchiare il proprio logo in omosessualità per poi dimenticarla
pianificando risorse sui media glbt esteri senza chiedersi se in
seconda di copertina o all'interno vi siano immagini stridenti di dolci
ragazzi o di ragazze che amano altre donne. Concretamente, lo dico da
sempre, ci dovremmo obbligare ad una forte e solida lobby gay che
sappia farsi forza di persuasione politica e di intervento; che veicoli
i nostri tantissimi lettori e i vostri telespettatori a scelte di
mercato adeguati a salvaguardia del lavoro di tantissimi che operano
nel nostro settore. Una lobby coraggiosa che tratti da pari con il
mondo commerciale e aziendale perché seguita da uno stuolo immenso di
persone. Insomma, un brand non solo commerciale ma anche di
affermazione di diritti. Ecco, la vostra tivù, amiche e amici di Gay.Tv
si obbliga alla chiusura per l'inerzia e il disinteresse di un
mercato pubblicitario dimentico di aver perso una sana e proficua
occasione di valori che vanno oltre la mera commercializzazione di un
prodotto. La vostra fatica e i vostri investimenti hanno valori di
libertà nel logo intramontabile delle libertà individuali e non basta
la chiusura e il silenzio sulle vostre voci a farceli dimenticare.
Bravi tutti voi, con il vostro incosciente coraggio, con la verve di
questi 6 splendidi anni, con le tante personalità che si sono confuse
in video per rendere limpida la libertà di dirsi omosessuali. Ve ne
siamo grati. Non sta a noi valutare eventuali errori strategici, di
scelte editoriali e comunicazione. Non è questo il punto, sapendo la
complessità di far stare in buona salute un mezzo mediatico come la
televisione. Certi invece che il mercato pubblicitario così assente e
sordo dovrebbe fare i conti con i consumatori glbt e questi con loro.
Oggi, noi che lavoriamo nei media glbt, dovremmo incontrarci, discutere
di partnership, di come affrontare nuovi mercati e conquistare nuovi
fruitori di libertà e servizi pur nella distinzione del proprio ambito
editoriale. Non è un caso che proprio chi scrive ha voluto a Babilonia
vostri bravi colleghi, pronti a discutere con altri nuove forme di
comunicazione e sinergie. Un grazie di cuore a Massimo Scolari che,
sappiamo ci ha messo il cuore oltre ai tanti soldoni, sperando un
giorno di rivederlo in video ad annunciare una nuova era per Gay.Tv.
Grazie a tutti voi, senza distinzione di ruoli e sessi, perché avete
fatto crescere questo Paese e noi. Vi vogliamo bene e siamo certi che
l'avventura continuerà. Vostro Mario Cirrito (Babilonia)

PER LA MORATORIA ONU SUBITO!
Cosa chiedono il Partito Radicale e Nessuno tocchi Caino al Governo
italiano: - presentare una risoluzione per la moratoria universale
delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'ONU in corso o in
una sua sessione straordinaria che può essere convocata anche su
richiesta del Consiglio di Sicurezza in base agli articoli 8 e 9 delle
regole di procedura dell'Assemblea stessa; - avviare, in queste ore,
la raccolta firme di paesi di tutti i continenti a sostegno della
risoluzione. Sottoscrivi l’appello su: www.nessunotocchicaino.it

PRESEPI SCANDALOSI E.... TACCHI A SPILLO ??!?!?!
Non c'e dubbio alcuno che fare un video col telefonino e poi postarlo
in internet sia l'ultima moda. Ma e' anche altrettanto fuor di dubbio
che essere un popolo di ignoranti e zotici con una mente sigillata nel
piu' becero provincialismo cattosessuofobo anni 50 sia un classico che
non rischia mai di passar di moda. E non solo, ma si tende a indossarlo
sempre piu' spesso, specie se si e' di "centro sinistra". Ma andiamo
con ordine. Il 5 maggio o giu' di li, un professore di una scuola
alberghiera, i cui studenti non meritano minimamente la sufficenza in
quanto a "savoir faire", si presenta a scuola come tutte le mattine,
suscitando pero' un'incredibile ilarita' tra i suddetti studenti..
Motivo? Indossa un paio di jeans bianchi "attillati", un "top nero"
sotto la giacca, un cerchietto tra i capelli, e, e su questo ci
ritorneremo dopo, dei cosiddetti "tacchi a spillo". Risate e commenti
idioti si sprecano, quasi che il professore fosse vestito che so, da
Wanda Osiris, da Paris Hilton o da Orso Yoghi. Il video finisce in
rete, e da allora ad oggi 21 dicembre, giorno del solstizio d'inverno,
viene visto gia' da quasi 30.000 utenti. Va che ti va, la notizia
finisce sui giornali, che ci vanno a nozze (saranno poi gay o etero?
Bah) infiorettando il tutto e calcando inverosimilmente sul concetto di
"tacchi a spillo" e "vestito da donna". E scoppia lo scandalo, condito
di prevedibili accuse al preside che "sapeva e non e' intervenuto".
Ora, prima di lanciarci in una, comunque assolutamente necessaria,
tirata sulla liberta' di espressione, e quindi anche di abbigliamento,
partiamo comunque con una disamina tecnica. Tacchi a spillo. Prima
palese falsificazione.. dal video si vede molto chiaramente. Si tratta
di normalissimi stivaletti a punta DA UOMO col tacco largo, di quelli
che andavano di modissima negli anni 70, ma di fatto non sono mai
tramontati completamente. Passiamo ai jeans bianchi attillati. Jeans
sono, e quindi "attillati" lo sono per forza rispetto ai pantaloni
tradizionali, quelli con la piega, tipicamente da uomo, ma anche parte
integrante del tradizionale tailleur da signora. Lo scandalo sta nel
fatto che siano bianchi? Passiamo al top. Un top sotto la giacca o
semplicemente una t-shirt nera, questa si attillata? E anche se fosse?
E per quanto riguarda il cerchietto in testa, piuttosto scandalizza che
scandalizzi, dato che come hanno fatto notare in molti, va di gran moda
tra i calciatori, che come si sa, sono Maestri di Ruolo di (presunta,
ma questo e' un altro discorso) italica virilita' da ogni maschio medio
invidiata. Allora cosa giustifica tutto questo scalpore, questi
gridolini isterici, queste risatine da vera checca mascherata da psedo
macho normalista, questo si, incredibilmente "da finocchi"?? Gia'
sarebbe da spiegare cosa renda, a parte per ovvi motivi il reggiseno,
un qualunque altro capo di indumento "da uomo o da donna", e
possa/debba dare pubblico scandalo l'indossarlo. Ma qui non siamo
nemmeno un un palese caso di cross dressing. Qui siamo nel superare
appena appena una manichea, ma non scritta e quindi non vin colante,
regola di "normalita' e diversificazione", che come ben sappiamo anche
se non lo si vuole mai ammettere, sta alla base del sessismo in primo
luogo, del disprezzo e della violenza sulle donne, e da li'
all'omofobia. Se il professore fosse stato in baffi e minigonna, o in
calze a rete e gambe pelose, beh, un sorriso un po' ridanciano o un
commento salace non si sarebbero potuti evitare (anche se in una
societa' davvero liberaŠ), ma qui siamo in un ambito ben piu'
tranquillo e tranquillizzante, perfino parsimonioso. Il problema e' la
replica nella "skuola" dei mostri di intolleranza generati nella
societa' "at large", dalla propaganda politica travestita da crociata
moralizzante di salvazione dei valori tradizionali messi in pericolo
dalla "frocizzazione", che volente o nolente, non si riesce a fermare.
Purtroppo e' davvero facile accusare la scuola, nuova jungla urbana
incontrollata e incontrollabile in cui, da Columbine in avanti, si
pratica ogni sorta di efferatezze, non solo ai danni dei ragazzini
down, ma anche di quelli neri, islamici, troppo grassi, troppo magri,
troppo alti, troppo bassi, terroni, froci o juventini. E poi se ne
pubblica il video in internet. No, qui le cose stanno diversamente.
Questo e' il trionfo di quel modello di "veri maschi, veri uomini" che
il centrodestra in accordo col mondo cattolico e con la complicita' del
centrosinistra va nuovamente predicando ogni giorno. Questa e'
l'intolleranza contro l'individualismo che il modello tribale di "un
solo telefonino, un solo piano tariffario, un solo pensiero, una sola
religione" va distruggendo grazie all'ipocrisia colpevole di chi accusa
che "cedendo" sui diritti ai gay e alle coppie di fatto si ottenga la
disfatta della "famiglia tradizionale". E allora vai con la
criminalizzazione di ogni piccolo gesto di non conformita'. Lanciare
volantini da una finestra mentre passa Ratzinger diventa un'attentato
internazionale di Lesa Maesta', un atto terroristico bello e buono,
fortunatamente per una volta senza tirare in ballo Al Quaeda. Mettere
due biondissime Barbie e due prestanti Ken nel presepio di Montecitorio
un Sacrilegio assolutamente insanabile. Il problema e' che la colpa del
gogliardismo idiota, e molto scheccheggiante, dei futuri "operatori
alberghieri", e' frutto di questo stesso processo di ridicola
esagerazione e di crimininalizzazione fondamentalista di tutte le forme
di individualita' e libero pensiero, nelle minime cose, nelle
piccolezze, perfino nei gesti semplici del quotidiano. Il professore
NON era in tacchi a spillo. Il professore NON era vestito da donna.
Certo, non era nemmeno vestito da osservante maschio cattolico timorato
di un Dio vendicativo verso che infrange le convenzioni non scritte
della Norma. Era vestito da persona GIOVANE, libera, che esprime se
stessa, semplicemente, senza necessariamente come infatti ha
dichiarato, essere ne gay ne transgender. Pero' in questo trionfo
pedofilo di idee gerontocratiche e veterocattocomuniste, tutto fila. Si
criminalizza l'essere "giovani e liberi" a favore del vecchiume e del
bacchettonismo conservatore, e Francesca Mambro, nostra rivendicata
"compagna che ha sbagliato", l'aveva capito, e dichiarato, gia' circa
trent'anni fa, all'epoca del suo arresto. E proprio tale citazione
dimostra come questa questione non abbia piu' a che fare con concetti
vetusti di destra e di sinistra, ma sia invece dannatamente leggibile
in una prospettiva VA, come lo e' appunto il fatto che portatori di
tale intolleranza passatista al "nuovo che avanza" siano proprio i
pischelli, i piu' esposti alle influenze dei veri cattivi maestri,
volgari traditori come Don Infausto Bertinotti, mai compagni e che mai
hanno cominciato a sbagliare, perche' hanno sempre perseguito fin
dall'inizio una sola strada: il potere ad ogni costo. Appunto, lo
scandalo professore Non in tacchi a spillo e lo scandalo presepe gay ha
la stessa identica matrice, lo stesso identico movente, la stessa mano
ispiratrice. La logica ipocrita che porta a "vendere anche propria
madre" se fa comodo per raggiungere il potere, ma contemporaneamente a
scandalizzarsi a morte, col coltello in mano se qualcuno si permette di
insultarla, la sacralita' e moralita' di tale mamma. Che e' quello che
ha fatto appunto Don Infausto Bertinotti, l'omeliota, che non e' un
insulto ma un termine che qualifica chi scrive omelie, come ha appunto
fatto il nostro, anzi il loro, per l'Osservatore Romano. Il nostro, che
fonda un partito con un nome trotzkista e poi butta i veri trotzkisti
dal partito, il nostro che parte come comunista marxista che "la
religione e' l'oppio dei popoli" poi finisce a sposarsi in chiesa e
dichiararsi cattolico. E a votare con gioia e "comprensione" la
conferma dell'esenzione dall'ICI per la Chiesa Cattolica, in epoca di
finanziaria e di tagli alla spesa pubblica, mentre il suo degno compare
Luxuria Guadagno lo annuncia felice, dichiarando che cosi' non verra'
piu' considerato un "mangiapreti" (salvo poi successivamente dichiarare
di essersi sbagliato. Sbagliato di che? Forse fraintesoŠcerto, ha
precedenti illustri!!!), in un momento in cui mai come ora la Chiesa
Cattolica stessa tramite lo Stato Vaticano entra nella vita privata dei
semplici cittadini italiani, e cerca di dettare leggi e regole, e una
reistenza si rende necessaria. Lui, che non vuole passare da
mangiapreti, e che quindi, da gay perfetto paladino delle cause GLBT,
il popolo che maggiormente risente degli strali papali e vaticani, come
primo atto pubblico da parlamentare chiede che un monastero carolingio
di San Vincenzo al Volturno, provincia di Isernia, venga riaperto al
pubblico perche' ne possa ammirare la "suggestiva cripta". Anche i gay,
ovviamente. Non sposati, non pacsati, senza il diritto di adottare
figli ma con quello fondamentale di godere dei beni di interesse
artistico e culturale come suddetto, sicuramente meraviglioso pure in
termini Stendahl-iani, monastero. Quindi l'equazione presepio gay/
professore NON in tacchi a spillo viene confermata ma esaltata,
gonfiata e impastoiata mediaticamente dagli atteggiamenti Bertinottiani
del dichiarere in sequenza di :
a) gradire il presepe
b) invitare il Cardinale Camillo Ruini, funzionario di un paese
straniero, a dire messa in Parlamento
c) esprime disappunto per chi "provoca inutili e dannose discussioni"
quando il suo partito e il suo stesso operato sono le cause principali
di quel disappunto, di quella necessaria provocazione.
Gesto, sia detto, che risponde anche al voltafaccia clamoroso di
questo politicante sedicente "di sinistra" (e ancora per poco sedicente
"comunista", perche' non fa piu' audience) che prima "seduce gli
innocenti" della scena GLBT con promesse di una "pugna" per i loro
(nostri) sacrosanti diritti, e poi li (ci) lascia con un pugno, di
mosche e pure in faccia, col contentino (dove e a chi se non a lui,
proprio non si sa) di Luxuria-Guadagno deputato. Tutto questo per poi
trasformarsi nel "piu' amato dalla destra italiana" con piu' destrezza
e sex appeal della Cuccarini ma con lo stesso identico spessore
politico e ideologico, perfetto pure a far la corte al Vaticano ad ogni
"manina" sospinta!!!!! Finche' i personaggi pubblici, divi o politici
che siano, saranno modelli esemplari di ipocrisia e falsita', piuttosto
che di apertura mentale e di reale liberta' di essere ed agire, fuor
dalla riscrittura made in CDL di questa parola, non potremo lamentarci
se i pischelli crescono intolleranti, mediocri, conformisti e meschini
come le stars dell'Isola dei Famosi o i parlamentari, soprattutto se
"di sinistra" & sedotti dalla longa manus del revisionismo cattolico. E
solidarieta', tanta solidarieta', energia e baci, vanno al nostro
professore vero "maestro di stile", ma NON in tacchi a spillo. Magari
la prossima volta.
HELENA VELENA
TRANSGENDER interNATIONal


SCOPERTA LA PRIGIONE DI TELECOM
REPUBBLICA RIVELA:
«Durante i soggiorni nella Capitale Tronchetti Provera veniva tutelato
con l'utilizzo di personale delle Forze di Polizia»
La strabiliante notizia la ha data oggi La Repubblica a pagina 11 a
firma di Oriana Liso e Emilio Randacio. Il Corriere della Sera ha
taciuto. «Durante i soggiorni nella Capitale Tronchetti Provera veniva
tutelato con l'utilizzo di personale delle Forze di Polizia» Ma chi è
Tronchetti Provera?! E' il Presidente della Repubblica? No, è il
Presidente del Consiglio dei Ministri? No, del Senato? della Camera?
No, è il Prefetto? di Roma? Il Questore? E' il Capo della Polizia? No.
Tronchetti Provera è un cittadino italiano ne' più ne' meno come ce ne
sono altri 60 milioni, è un imprenditore ne' più ne' meno come ce ne
sono tanti in Italia comproprietari di grosse aziende private, di Tv e
di giornali. Certo, a differenza di tanti scorfani è bello, veste
Caraceni e calza Spataro, è ben lisciato e ha una moglie bellissima. Mi
chiedo e domando al buonsenso dei cittadini che con le loro tasse
pagano il mantenimento delle nostre Forze di Polizia, quale è il motivo
che giustifica il fatto che le Forze dell'Ordine pubbliche facciano la
scorta privata ad un tizio che non è il Presidente della Repubblica ne'
è un pentito mafioso in 41 bis trasferito da un carcere a un altro, ne'
è un cittadino che ricopre una carica istituzionale, nessuna. E'
semplicemente un uomo qualunque, un imprenditore molto molto ricco.
Stop. E allora? Allora, siccome è uno dei comproprietari di Telecom e
Pirelli, aziende ora tristemente stranote e strasputtanate per avere
affidato la «Security» degli utenti e dei consumatori di Telecom, e non
di Telecom, ad una letale banda di ricattatori, di malfattori e di
spioni intercettatori fuorilegge come Tavaroli, Cipriani & Mancini - e
ad altri per ora solo indagati ma con un piede già nelle patrie galere
come quello che ha intercettato il Corriere della Sera da un ufficio
Telecom di Fiumicino - chi da il diritto a Tronchetti Provera di
usufruire delle Forze di Polizia pubbliche alle dipendenze dello Stato
e sovvenzionate dai contribuenti?
E la «Security» privata affidata e pagata miliardi a Tavaroli &
Cipriani da Telecom e Pirelli non doveva fare la scorta a Tronchetti
Provera, managers e famiglia compresi? Che sia proprio questa ultima
chicca di Stato a spiegare la catena di Sant Antonio dei «meccanismi»
con i quali le svolacchiate dirottatorie sulle querele dei cittadini
illecitamente intercettati, querele che arrivavano alle Procure
«aggiustate», hanno fatto sì che finissero imprigionate nelle segrete
del braccio della morte della K ? Non avevo esagerato quando scrissi
che gli italiani sono stati governati dalla banda del buco di Telecom e
da Tronchetti Provera, non da un Governo istituzionale. Ieri, quando
questa strabiliante notizia delle scorte della Polizia di Stato a
Tronchetti Provera non era ancora ufficiale, avevo scritto: Alla
Procura di Milano.it, alla Procura di Roma.it, ai direttori e ai
giornalisti della stampa nazionale, alla FNSI. Il chello ca' costa 'e
cchiù-pensiero è il pensiero dominante. E' chello ca' costa 'e cchiù
che detta le "regole" del vivere "civile e democratico" e chi non ha i
schei per farle rispettare si arrangi e vada ad archiaviarsi
nell'armadio. Licenza poetica partenopea di una casalinga ispirata dal
celebre schetc di Totò e de Filippo: Vuò 'o gelato, vuò 'o spumone o
vuò 'a cassata? Voglio chello ca' costa 'e cchiù!! Lo Stato potrebbe
risparmiare miliardi e tempo prezioso, il cittadino tempo assai costoso
e disastroso per le sue finanze, a volte tempo fatale per la sua
sopravvivenza, non logorarsi nervi, fegato e coratella. E vivere tutti
meno infelici, risicati e scontenti. E invece NO. Se vuoi affermare un
principio, un diritto costituzionale, devi prendere chello ca' costa 'e
cchiù perchè quello che costa di meno si sa che c'è ma non fa per te. E
non si sa dov'è. E' l'araba fenicia. Veniamo al dunque. Ora che dopo
anni di insistenti segnalazioni, inascoltate, le gite a Novara e a
Fiumicino sono state fatte, e della gita a Firenze ce ne ha parlato
oggi Luigi Ferrarella sul Corsera, bisognerebbe che se ne facesse una,
come sosteniamo da anni, anche dalle parti di Arezzo. Ferrarella
racconta che "dall'''Operazione Tuscany" si ricava il possibile
coinvolgimento nelle intercettazioni illecite di una piccola società di
Firenze", una della galassia di piccole società e provider a cui erano
sottoappaltati utenti Telecom, e utenti non Telecom, per le
intercettazioni illecite. Piccole società e provider di cui casalinghe
e cittadini semplici parlano e scrivono da anni. Arezzo, ridente
cittadina avanzata tecnologicamente, opulenta e benestante, merita
davvero una gita, come quella al numero 9 di via Parco dei Medici verso
Fiumicino. Mentre Paolo Biondani, ieri sul Corsera, raccontava che
anche alcuni magistrati sono stati pedinati, intercettati e fatti
oggetto di dossieraggio, c'è qualcuno che racconta che, proprio ad
Arezzo, c'è un giudice che ha pesantemente dormito, con sibili e
gemiti, durante tutto il tempo della udienza conclusiva concernente una
causa penale su hackeraggio, pirateria informatica et similia. C'è da
notare che nel penale l'udienza conclusiva è parlata, quindi la
sentenza viene elaborata in Camera di Consiglio dopo e secondo quello
che dice l'avvocato, l'arringa, non con memorie scritte.
1. Se segnalazioni e denunce sulle intercettazioni illecite, denunce e
segnalazioni fatte da casalinghe e semplici cittadini, fossero state
tenute nella dovuta attenzione, e considerazione, già dal 2002 il Paese
avrebbe saputo, e quindi provveduto. Invece, per sapere di questo
verminaio di spioni corrotti e corruttori, si è arrivati al 2006.
2. Se per scoprire da dove partì il 4 dicembre 2004 il "baco del
Corriere" avessero prestato occhi e orecchie anche a qualche casalinga
e a qualche cittadino semplice, l'avrebbero scoperto molto tempo prima
non solo ma avrebbero scoperto che, da anni, da quell'ufficio della
centrale di Telecom sita sulla via di Fiumicino partivano il fior fiore
delle intercettazioni telematiche. Carrettate di IP e di mappe
geografiche della postazione di Fiumicino, infatti, arrivavano in tutte
le sedi competenti ma, purtroppo, chi le inviava erano casalinghe e
semplici cittadini. Quelli, però, che non dormono, sanno come si usa un
computer, sanno leggere IP e mappe, non aprono nessun allegato, non li
inviano e non clickano su link trappola inviati da sconosciuti o da
conosciuti falsi. Se si fosse prestata, la dovuta, attenzione a quelle
segnalazioni così eloquenti e precisissime, il Paese avrebbe
risparmiato una carretta di miliardi, il baco non sarebbe entrato nel
Corriere, Bonini e D'Avanzo non sarebbero stati pedinati e intercettati
e tante cose inquietanti non sarebbero continuate indisturbate per
anni. E non è detto, ne' assodato, che le intercettazioni illecite non
continuino. Anzi.
E non si venga a parlare di "normali" hacker o di "scansioni" della
rete... perchè quelli e quelle, si riconoscono al primo sguardo.
3. Se per scoprire che quel maresciallo della Guardia di Finanza
intercettava da Novara, ridente cittadina di cui qua c'è la mappa, e i
suoi dintorni, si fosse dato ascolto a casalinghe e semplici cittadini,
non lo si sarebbe scoperto nella primavera del 2006 ma già dal 2004. E
anche qua con dovizia di IP e mappe delle postazioni.
4. Se per scoprire il "Triangolo delle intercettazioni illecite", e
dintorni, si fosse dato ascolto, e la dovuta attenzione, ai percorsi
indicati da casalinghe e semplici cittadini, si sarebbe scoperta,
subito, una massa di illeciti che hanno investito e stanno investendo
alte, medie e basse sfere della sicurezza nazionale. Non dopo tre anni.
L'uragano che le ha investite sarebbe stato soltanto una tempesta, un
acquazzone, non uno tsumani.
5. Se si fosse dato retta a casalinghe e semplici cittadini il chello
ca' costa 'e cchiù-pensiero non sarebbe il pensiero dominante, e
insopportabile per casalinghe e semplici cittadini i quali, vedendo
giorno dopo giorno affermate e provate le ragioni ineccepibili delle
loro denunce, se le sono viste, invece, svolacchiare al punto tale da
essere precipitate, in picchiata, nella lettera K
Il chello ca' costa 'e cchiù-pensiero esige, come l'Idra di Lerna, che
fiducia e tasche di casalinghe e semplici cittadini vengano divorate
nella indifferenza generale. Divorate per affrontare le ingentissime
spese della giustizia e per le consulenze tecnologiche qualificate.
Spese indispensabili per affermare il principio costituzionale che la
legge è uguale per tutti e che, se hanno ragione, le loro denunce
devono stare nella lettera P. P come privilegiate. Non andare a finire
nella lettera K
Buon anno.
Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

DISTRIBUITI I PRESERVATIVI IN TUTTI GLI ISTITUTI UNIVERSITARI IN
FRANCIA
Finalmente distributori di preservativi presto in tutti gli istituti
universitari ! Mentre l'opérazione "5 preservativi ad 1 euro", messa in
atto nelle rivendite di tabacchi, incontra un reale successo con la
consegna di 10 milioni di pezzi supplementari, i preservativi
dovrebbero presto essere più presenti negli istituti universitari. Il
ministero dell'educazione nazionale sta dandosi da fare per installare
distributori in tutti gli istituti universitari d'indirizzo generale,
tecnologico e professionale, per un prezzo identico di 20 cent d'euro
l'uno. Una circolare dell'educazione nazionale, pubblicata giovedì 14
dicembre, sottolinea inoltre la necessità d'"inscrire questa misura in
un quadro pedagogico ed educativo che si appoggi sugli insegnamenti e
le sedute di éducazione alla sessualità"." Questa decisione fa seguito
agli impegni di Jacques Chirac assunti un anno fa (leggere quotidiano
di 1 dicembre 2005). Venticinque anni dopo l'apparizione dell'AIDS,
mentre, come sottolinea la circolare, "l'epidemia di AIDS rimane una
sfida fondamentale per la salute individuale e la sanità pubblica",
l'Educazione nazionale saprà infine recuperare il suo ritardo in
materia di prevenzione?
FONTE TeTu Francia (AIDS)
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF

MAXI-ICEBERG ALLA DERIVA
Il maxi-iceberg ha una superficie di cento chilometri quadrati:
secondo gli scienziati l'effetto serra è sul banco degli imputati per
il distacco dalla Ellesmere Island, circa 700 chilometri a sud del
Polo.
Un' isola di ghiaccio grande come una cittadina è alla deriva nelle
acque del Polo
Spessa 37 metri, la massa di ghiaccio si è staccata sedici mesi fa, il
13 agosto 2005, ma solo oggi gli scienziati hanno diffuso i particolari
dell'evento dopo aver collegato immagini da satellite con le
registrazioni dei sismografi che hanno avvertito l'impatto con l'acqua
a oltre 200 chilometri di distanza. Ghiacci vecchi 3mila anni. L'isola
Ellesmere fa parte della calotta polare Ayles, uno dei sei maggiori
ghiacciai dell'Artico canadese. Un evento del genere non ha precedenti
in 30 anni nella regione: il nuovo isolotto contiene ghiaccio vecchio
tremila anni e secondo gli esperti il suo distacco rappresenta la
prova, tangibile e drammatica, che il riscaldamento del pianeta si sta
accelerando. "È un evento straordinariamente inquietente", ha detto
Warwick Vincent, un ricercatore della Laval University che studia le
condizioni climatiche dell'Artico ed è da poco tornato da un sopraluogo
nella regione. A suo parere "siamo arrivati a un guado in fatto di
clima. Cambiamenti come questi sono il segnale che il cambiamento
avviene sempre più in fretta". Rischi per la navigazione. Secondo
Vincent, del resto, le condizioni della calotta polare sono sempre più
fragili a causa dell'effetto serra: i ghiacci dell'Artico canadese sono
del 90 per cento più piccoli rispetto a quando furono scoperti e
misurati per la prima volta cento anni fa. Il nuovo isolotto alla
deriva potrebbe rappresentare un pericolo per la navigazione e per
l'industria estrattiva se in primavera continuerà a muoversi verso sud
nel Mare di Beaufort. "Nei prossimi anni isole di ghiaccio come queste
potrebbero spostarsi in rotte popolate", ha messo in guardia Laurie
Weir del Canadian Ice Service. Fonte:www.ilgiornale.it - News inserita
da Daria Mazzali
INVIATO DA Promiseland.it Redazione Italia