news 22 luglio
“ANARCHICO D’AMORE “
di Hubert Kennedy
Roma, 19 luglio 2006, mercoledi´
Finalmente e´ uscito! E´ stato un parto lungo... ma ce l´abbiamo
fatta! Di che sto parlando? Di un nuovo libro, "Anarchico d´Amore", di
Hubert Kennedy, pubblicato dalla casa editrice La Fiaccola di Ragusa.
Di che si tratta? Di una biografia: la vita segreta di John Henry
Mackay, uno dei più famosi anarchici a cavallo tra l´Ottocento ed il
Novecento. Ma l´aspetto più interessante della sua vita e´ che (pochi
lo sapevano all´epoca e pochissimi lo sapevano fino ad oggi), con un
altro nome altrettanto famoso in altri ambienti, Mackay era anche
autore gay. Ed un autore piuttosto prolifico e con una gran voglia di
organizzare un movimento vero e proprio a favore di quello che lui
aveva ribattezzato "l´amore senza nome". Il libro e´ importante per
capire la situazione della comunita´ varia in Germania che, nel periodo
del quale si parla, era la piu´ vivace al mondo. Basti pensare che,
nell´arco di dieci anni, tra il 1898 ed il 1908, uscirono un migliaio
di pubblicazioni in tedesco sull´argomento! E´ importante anche perche´
rivela che il movimento anarchico e´ sempre
stato il piu´ disponibile verso i diritti gay. Mentre i marxisti delle
varie denominazioni, fino agli anni Settanta del secolo scorso, si
riempivano la bocca di "problemi sovrastrutturali", garantendo che "il
problema dell´omosessualita´ verra´ automaticamente risolto quando
trionfera´ la Rivoluzione ("Come?"... "Con la scomparsa
dell´omosessualita´"...!), gli anarchici ne dibattevano sulla loro
stampa riconoscendo che gay e lesbiche erano cittadini di serie "A", e
impegnandosi per l´abrogazione del famigerato e infausto paragrafo 175
del Codice Penale tedesco. L´autore, Hubert Kennedy, ha recentemente
pubblicato anche la biografia su
"Ulrichs, pioniere del moderno movimento gay" (Massari Editore,
Bolsena, 2005). Io ho curato la traduzione e la prefazione. Per
richiedere il libro (che costa 7.00 euro), potete rivolgervi
direttamente all´indirizzo seguente: Elisabetta Medda Via T. Fazello
133, 96017 Noto (SR) c/c postale 10874964
INVIATO DA Massimo Consoli
MANOR: IL VAMPIRO NATO IN ABRUZZO, COMPIE 122 ANNI
di Giorgio Piccinini (Luglio 04/06)
Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all’ emofagia
si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre
hanno accompagnato il percorso storico e religioso dell’uomo. Lo
"scorrere del sangue "con valenze a volte penitenziali, più spesso
salvifiche si è intrecciato simbolicamente nelle tradizioni e credenze
popolari, tramandate attraverso testimonianze, aneddoti o vere e
proprio storie volte attraverso il mistero e l’orrore ad esorcizzare un
male o "il male", quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed
"eterna" quella della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale
quanto temuto alla vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua
fuoriuscita rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell’ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell’anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell’oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell’arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816 vede
la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in Inghilterra,
scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni) da un ’ idea
del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato professionalmente
come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e conflittuale
amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome Ruthven l’
archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di nero, occhi
cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una sorte di
"bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in senso
letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell’ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l’immagine del
disfacimento dell’aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l’inversione dei ruoli, l’unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel 1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull’immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l’interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all’amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all’amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d’amore. Oltre all’
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l’aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell’Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell’estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell’epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive.
Letture consigliate:
Karl Heinrich Ulrichs, MANOR (1884), traduzione di Massimo Consoli;
“Guidemagazine”, n.7, anno VI, Luglio 2002.
Hubert Kennedy, ULRICHS, (biografia) traduzione di Roberto Cruciani;
Massari Editore, 2005
John William Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia;
Newton Compton editori, prima edizione 1993.
Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999.
Vito Teti, LA MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario)
Edizioni Manifestolibri 1994.
Per chi si fosse incuriosito, con pochi minuti... può leggere
direttamente in rete il racconto breve "Manor" di K.H.Ulrichs, e una
intrigante introduzione (grondante sangue) di Massimo Consoli
direttamente a seguire, buona lettura.
http://xoomer.alice.it/csulaquila/_sgt/m1m2s3_1.htm
COMUNICATO: PROGRAMMA 26° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DEL 2 AGOSTO 1980
BOLOGNA 2 AGOSTO 1980/2006 - PER NON DIMENTICARE
XXVI ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE
Mercoledì 2 agosto 2006 - Giornata in memoria delle vittime di tutte
le stragi
ore 6.30 - 8.30 - Parco della Montagnola, Piazza VIII Agosto: arrivo
da tutta Italia delle staffette podistiche "Per non dimenticare"
ore 8.00 – 14.00 – Stazione centrale – stand Poste Italiane - annullo
francobollo commemorativo
ore 8.30 – Sala Rossa – Palazzo d’Accursio: incontro con i familiari
delle vittime della strage del 2 agosto 1980
ore 8.45 – Sala del Consiglio comunale - Palazzo d'Accursio: incontro
con l'Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di
Bologna ed i rappresentanti delle città, degli enti e delle
associazioni aderenti alla manifestazione
ore 9.15 - Piazza Nettuno: concentramento e corteo, con i Gonfaloni
delle città, lungo via dell'Indipendenza
ore 10.10 - Piazza Medaglie d'Oro: intervento del Presidente
dell'Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di
Bologna, Paolo Bolognesi. Seguono un minuto di silenzio in memoria
delle vittime e gli interventi del Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati
e di un rappresentante delle Istituzioni
ore 11.00 - Primo Binario - Stazione di Bologna: deposizione di
corone al cippo che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver Sirotti
deceduto nella strage del treno Italicus
ore 11.15 - Piazzale EST - Stazione di Bologna: partenza treno
straordinario per San Benedetto Val di Sambro, deposizione di corone
alle lapidi che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus
e 904 Napoli-Milano
ore 11.30 – Cattedrale di San Pietro – Via dell’Indipendenza: Santa
Messa
ore 11.40 - Piazzale Cotabo - Via Stalingrado 65/13: deposizione di
corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980
ore 17.00 – Centro sportivo Biavati – Via W. Shakespeare 33 – 3a
edizione “Lo sport ricorda” partita di calcio fra Consiglio Comunale di
Bologna e Stazione di Bologna Centrale
ore 21.00 - Piazza Maggiore: CONCORSO INTERNAZIONALE DI COMPOSIZIONE
2 AGOSTO – XII EDIZIONE
ORCHESTRA SINFONICA DELLA FONDAZIONE ARTURO TOSCANINI – Direttore
Stephen Alltop
Iwona Sobotka, soprano - Mario Cassi, baritono - Mario Ancillotti,
flauto - Stefano Parrino, flauto
Programma: W. A. Mozart – Overture da “Le Nozze di Figaro”
Composizione prima classificata – “Papageno made me write this piece”
di Federico Cumar – solista Stefano Parrino Composizione seconda
classificata – “Burlesca Concertante” di Kenkichi Sakai – solista
Mario Ancillotti Composizione terza classificata – “Mozart meets me” di
Giancarlo Scarvaglieri – solista Stefano Parrino Arie di W. A. Mozart -
“Crudele.../ Non mi dir...” da Don Giovanni (soprano), “Non più andrai
farfallone amoroso” da Le Nozze di Figaro (baritono), “Fin ch'han dal
vino” da Don Giovanni (baritono), “La ci darem la mano” dal Don
Giovanni (soprano/baritono)
Diretta radiofonica Rai Radio Tre Differita televisiva Rai Tre .
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE
Il Presidente
Paolo Bolognesi
UNA NOTTE PER NON DIMENTICARE
Lunedì 24 Luglio 2006 Una notte per non dimenticare: “La strage di
Bologna” Ore 21:00 Presentazione del fumetto edito da BeccoGiallo “La
strage di Bologna” Boschetti /Ciammitti ”La strage di Bologna”
Prefazione di Carlo Lucarelli . Il 2 agosto 1980 una bomba esplode alla
stazione di Bologna causando 85 morti e 200 feriti. Ma per alcuni, la
cosiddetta "strage di Bologna" non desta sorpresa. Questa mattanza di
stampo neofascista è la conferma di quanto in alcuni ambienti si
ventilava già da tempo... Una cronaca a fumetti per ricordare ai
giovani e non solo, uno degli episodi più tragici dell’Italia
repubblicana. Saranno presenti gli autori Alex Boschetti e Anna
Ciammitti Paolo Bolognesi (Associazione tra i familiari delle vittime
della strage) Gli editori di BeccoGiallo “Ci sono i volti, le trame
oscure, la città ferita, gli 85 morti, le emozioni e alcune suggestioni
che ricordano il “Pompeo” di Andrea Pazienza. E’ la strage della
stazione raccontata a fumetti: è la prima volta che succede grazie al
lavoro di due giovani” IL DOMANI “Un documento di grande interesse per
la città” L’UNITA’ “Un’opera appassionante e chiara” RADIO FUJIKO “Il
volume in bianco e nero ha una grande forza divulgatrice, ma anche
gusto estetico e stile.” LA REPUBBLICA. Ore 22:30 “Il Viaggio…”
Spettacolo teatrale a cura di Teatro Cosmoartistic in commemorazione
della strage di Bologna. Rievocazione in forma artistica di uno degli
episodi più tragici del nostro dopoguerra per dar voce a coloro che
sono “partiti”, a chi è rimasto e alla vita che continua…. Tra parole,
immagini, musica, poesia e movimento entriamo in punta di piedi nella
memoria di quel “Viaggio…” La serata sarà intervallata da filmati,
disegni dal vivo in videoproiezione, letture sceniche. Gradevole area
ristoro nel fresco dei Giardini Lorusso a cura del Cortile Cafè Tutta
la cittadinanza è invitata a questa serata importante per la città di
Bologna a 10 giorni dal 26° anniversario della strage. INVITIAMO TUTTI
A PARTECIPARE
Il Presidente
Paolo Bolognesi
NESSUNO TOCCHI CAINO
22 LUGLIO 2006
ITALIA. PRESENTATO RAPPORTO 2006 DI NESSUNO TOCCHI CAINO- 21 luglio
2006: si è svolta a Roma la presentazione del Rapporto 2006 di Nessuno
tocchi Caino “La pena di morte nel mondo”, che evidenzia come anche nel
2005 e nei primi sei mesi del 2006 sia cresciuto il numero dei paesi a
vario titolo abolizionisti, che sono oggi 142. Di questi, i paesi
totalmente abolizionisti sono 90; gli abolizionisti per crimini
ordinari sono 10; 1 paese, la Russia, in quanto membro del Consiglio d’
Europa è impegnato ad abolirla e, nel frattempo, attua una moratoria
delle esecuzioni; quelli che hanno introdotto una moratoria delle
esecuzioni sono 5; i paesi abolizionisti di fatto, che non eseguono
cioè sentenze capitali da oltre dieci anni, sono 37. A far aumentare il
numero degli abolizionisti per ogni reato sono stati, nel corso di
questo periodo, il Tagikistan, la Liberia e le Filippine, mentre Saint
Vincent e Grenadine, Santa Lucia e Lesotho sono divenuti abolizionisti
di fatto. La Grecia e il Messico, già abolizionisti per crimini
ordinari, hanno abolito la pena di morte in tutte le circostanze. I
paesi mantenitori della pena di morte si sono ridotti a 54, e ancor
minore, rispetto agli anni precedenti, è il numero di quelli che vi
hanno fatto effettivamente ricorso: 24. Di conseguenza, è diminuito
anche il numero delle esecuzioni nel mondo, che nel 2005 sono state
almeno 5.494, avvenute per il 98,7 % in paesi totalitari e per il 98,5%
in Asia. Contrariamente a quanto si pensa, gli Stati Uniti, unico paese
del continente americano che continua a praticarle, sono responsabili
con le 60 esecuzioni del 2005 di circa l’1% del totale mondiale. In
Africa la pena di morte è caduta ormai in disuso: nel 2005 è stata
eseguita in soli quattro paesi – Uganda (8), Libia (6), Sudan (4) e
Somalia (1) – dove sono state registrate almeno 19 esecuzioni. In
Europa vi è una sola macchia che deturpa l’immagine di continente
altrimenti totalmente libero dalla pena di morte: la Bielorussia, che
nel 2005 ha effettuato almeno 2 esecuzioni. Sul triste podio dei primi
paesi boia del 2005 sono saliti la Cina (almeno 5.000), l’Iran (almeno
113) e l’Arabia Saudita (almeno 90) seguiti poi da Corea del Nord
(almeno 75); USA (60); Pakistan (42); Vietnam (almeno 27); la Giordania
(15); Mongolia, Uganda e Singapore (8); Kuwait e Yemen (almeno 7); l’
Uzbekistan (2). Cifre queste per lo più sottostimate, tenuto conto che
molti di questi paesi non forniscono statistiche ufficiali sulla
pratica della pena di morte e che dimostrano come in questi paesi la
soluzione definitiva del problema, più che alla lotta contro la pena di
morte, attiene alla lotta per la democrazia, l’affermazione dello stato
di diritto, la promozione e il rispetto dei diritti politici e delle
libertà civili. A riprendere la pratica della pena di morte dopo anni
di sospensione sono stati, l’Autorità Palestinese, la Libia, l’Iraq, la
Guinea Equatoriale e il Botswana.
ITALIA. GOVERNO SOSTERRA’ ALL’ONU MORATORIA DELLE ESECUZIONI - 21
luglio 2006: ''Se dovessi scegliere un parametro per indicare il
cammino dell’uomo verso una società più giusta, certamente direi la
battaglia contro la pena di morte''. Lo ha detto il Presidente del
Senato Franco Marini partecipando alla presentazione del Rapporto 2006
di Nessuno tocchi Caino. ''E' anche una battaglia di civilta' - ha
proseguito Marini - che e' stata formalmente e concretamente percorsa
dal Presidente messicano Vicente Fox, premiato con il riconoscimento
“L'Abolizionista dell'anno”. Dopo aver consegnato il premio al
viceministro degli Esteri messicano, Maria Del Refugio Gonzales
Dominguez, il Presidente del Senato ha voluto anche elogiare Marco
Pannella, che di 'Nessuno Tocchi Caino' è il Presidente. "Sono convinto
– ha sottolineato - che non è obbligatorio andare sempre d'accordo con
Pannella. Però voglio dire che nella storia positiva, seppure nelle sue
contraddizioni, del nostro Paese nessuno potrà dimenticare che
nell'avanzamento della nostra società e nelle battaglie per i diritti
civili lui abbia veramente conquistato un posto di rilievo di cui
voglio dargli atto". Sergio D’Elia, Segretario di NtC e deputato della
Rosa nel Pugno, ha annunciato che il prossimo 26 luglio la Camera dei
Deputati discutera' una mozione "ampiamente condivisa" dalle forze di
maggioranza e opposizione, che impegna il Governo italiano a presentare
all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si terra' in autunno,
"una proposta di risoluzione per la moratoria universale delle
esecuzioni capitali in vista dell'abolizione completa della pena di
morte". “Sono certo – ha continuato D’Elia - che ci sara' un’ampia
convergenza in Parlamento e sono sicuro che questa volta all'Assemblea
Generale la proposta di una moratoria passera' con 100-110 voti a
favore sui 192 voti disponibili dei paesi membri". Il Sottosegretario
agli Affari Esteri Bobo Craxi, con delega al multilaterale, ha
assicurato che il Governo italiano sosterra' all'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite la risoluzione per la moratoria sulle esecuzioni.
"Anche su questo tema – ha detto il Sottosegretario - non si puo'
prescindere dal multilateralismo e la pena di morte non puo' essere una
questione lasciata alla singola sovranita' dello stato". Per Marco
Pannella, "Solo una battaglia seria puo' far superare all'umanita' la
pena di morte. Il diritto alla vita si conquista se si conquista e si
difende la vita del diritto, e questo e' molto difficile. E l'onesta'
mi obbliga a dire che la vita del diritto per esempio nel nostro Paese
e' sempre meno assicurata e sempre piu' colpita". E’ stato inoltre
presentato un appello di numerose personalità del mondo della politica
e della cultura, italiane ed internazionali, affinché sia evitato il
ricorso alla pena capitale nei confronti di Saddam Hussein e dei suoi
coimputati, se verranno condannati per i gravi crimini di cui sono
accusati. L'appello è indirizzato alle autorità irachene ma anche al
Governo italiano e al Presidente della Commissione europea.


