22 luglio 2006

news 22 luglio

“ANARCHICO D’AMORE “
di Hubert Kennedy
Roma, 19 luglio 2006, mercoledi´
Finalmente e´ uscito! E´ stato un parto lungo... ma ce l´abbiamo
fatta! Di che sto parlando? Di un nuovo libro, "Anarchico d´Amore", di
Hubert Kennedy, pubblicato dalla casa editrice La Fiaccola di Ragusa.
Di che si tratta? Di una biografia: la vita segreta di John Henry
Mackay, uno dei più famosi anarchici a cavallo tra l´Ottocento ed il
Novecento. Ma l´aspetto più interessante della sua vita e´ che (pochi
lo sapevano all´epoca e pochissimi lo sapevano fino ad oggi), con un
altro nome altrettanto famoso in altri ambienti, Mackay era anche
autore gay. Ed un autore piuttosto prolifico e con una gran voglia di
organizzare un movimento vero e proprio a favore di quello che lui
aveva ribattezzato "l´amore senza nome". Il libro e´ importante per
capire la situazione della comunita´ varia in Germania che, nel periodo
del quale si parla, era la piu´ vivace al mondo. Basti pensare che,
nell´arco di dieci anni, tra il 1898 ed il 1908, uscirono un migliaio
di pubblicazioni in tedesco sull´argomento! E´ importante anche perche´
rivela che il movimento anarchico e´ sempre
stato il piu´ disponibile verso i diritti gay. Mentre i marxisti delle
varie denominazioni, fino agli anni Settanta del secolo scorso, si
riempivano la bocca di "problemi sovrastrutturali", garantendo che "il
problema dell´omosessualita´ verra´ automaticamente risolto quando
trionfera´ la Rivoluzione ("Come?"... "Con la scomparsa
dell´omosessualita´"...!), gli anarchici ne dibattevano sulla loro
stampa riconoscendo che gay e lesbiche erano cittadini di serie "A", e
impegnandosi per l´abrogazione del famigerato e infausto paragrafo 175
del Codice Penale tedesco. L´autore, Hubert Kennedy, ha recentemente
pubblicato anche la biografia su
"Ulrichs, pioniere del moderno movimento gay" (Massari Editore,
Bolsena, 2005). Io ho curato la traduzione e la prefazione. Per
richiedere il libro (che costa 7.00 euro), potete rivolgervi
direttamente all´indirizzo seguente: Elisabetta Medda Via T. Fazello
133, 96017 Noto (SR) c/c postale 10874964
INVIATO DA Massimo Consoli

MANOR: IL VAMPIRO NATO IN ABRUZZO, COMPIE 122 ANNI
di Giorgio Piccinini (Luglio 04/06)
Le origini mitiche delle ritualità legate al sangue e all’ emofagia
si perdono nella notte dei tempi, sacrifici umani e animali da sempre
hanno accompagnato il percorso storico e religioso dell’uomo. Lo
"scorrere del sangue "con valenze a volte penitenziali, più spesso
salvifiche si è intrecciato simbolicamente nelle tradizioni e credenze
popolari, tramandate attraverso testimonianze, aneddoti o vere e
proprio storie volte attraverso il mistero e l’orrore ad esorcizzare un
male o "il male", quotidiano, intangibile, la paura più ancestrale ed
"eterna" quella della morte. IL sangue, liquido rosso, tanto vitale
quanto temuto alla vista, rinchiuso, occultato nel nostro corpo, la sua
fuoriuscita rappresenta di per sé, il dolore, la vicinanza della morte;
specularmente assumerne diventa nutrimento di anima e corpo, di ri-
nascita e forza. Proprio da questo sapere che nell’ottocento "la
visione" si formalizza nella figura letteraria prettamente europea del
"vampiro" il non-morto, il maledetto che non trova la pace dell’anima,
condannato in un limbo esistenziale, nell’oscurità e alla perenne
ricerca di sangue umano, direttamente succhiato dalla vittima di turno.
Nell’arco degli ultimi due secoli sono molti gli autori che si sono
cimentati letterariamente su quello che è diventato un vero e proprio
genere, con innumerevoli varianti sul tema, ma rimangono costanti delle
componenti emotive molto forti, che conducono il lettore ad una sorte
di romantica-fascinazione per il male, idealizzata e interpretata da
questa figura cupa, tenebrosa a volte malinconica nella sua solitudine,
ma nello stesso tempo sprigionante una forte sensualità. Nel 1816 vede
la luce il racconto "The Vampire" e pubblicato nel 1819 in Inghilterra,
scritto da John William Polidori (morto suicida a 26 anni) da un ’ idea
del poeta Byron, al quale lo scrittore era legato professionalmente
come medico di fiducia, ma anche da una morbosa e conflittuale
amicizia. Possiamo considerare questo personaggio di nome Ruthven l’
archetipo del "vampiro", uomo serio, enigmatico, vestito di nero, occhi
cerulei, penetranti ma impenetrabili, privi di "anima", una sorte di
"bel tenebroso" o se vogliamo "uomo fatale" che fa strage (in senso
letterale) di donne. La figura del vampiro è molto complessa, un
analisi storica e sociale delle fobie che può aver impersonato in varie
epoche ci porterebbe molto lontano, basti accennare che Ruthven agli
inizi dell’ottocento rappresenta le paure della classe media, un
personaggio moralmente trasgressivo e quindi aderente ad una logica
"politica" insofferente ad un ordine precostituito imposto; circa cento
anni dopo il più famoso "Dracula" di Bram Stoker è l’immagine del
disfacimento dell’aristocrazia, è un Conte e quindi appartenente ad una
classe sociale che faceva del sangue (blu) dinastico la propria fonte
di potere, Dracula per rimanere nella non-vita è costretto a berne a
prescinderne dalla casata di provenienza…. Ma per quanto distanti
temporalmente nella loro nascita entrambi sono sempre la
rappresentazione della dualità umana e l’inversione dei ruoli, l’unione
degli opposti, il vivo e il morto, il giorno nel sonno e la notte nel
risveglio, donano alla vittima la morte, (a volte la non-morte) per la
loro non-vita. La sensualità precedentemente mensionata si dipana nei
percorsi più fantasiosi, non in maniera estrema e radicale come nel
romanzo libertino del settecento, ma sicuramente in una forma
esplicita. Joseph Sheridan Le Fanu nel 1872, nel suo "Carmilla" scrive
di vampirismo al femminile in storie inconfutabilmente lesbiche,
giocando molto sull’immaginario erotico del lettore maschile; se Bram
Stoker dona al suo Dracula l’interpretazione per una sottile e
sottaciuta lettura in chiave omosessuale, nel racconto breve del
tedesco Karl Heinrich Ulrichs dal titolo "Manor", il vampiro è
"orgogliosamente gay". La sua immagine è vicina a quella della
tradizione popolare e delle leggende nordiche; è bello e fascinoso ma
non ha niente a che fare col mondo aristocratico e i salotti
frequentati da gente di classe a Budapest, Praga, o Londra. Manor è un
pescatore-marinaio, in un villaggio del mare del Nord, e proprio quel
mare lo strapperà all’amore di un giovane, talmente desiderato da
tornare in vita con spoglie di vampiro pur di poter stare tutte le
notti accanto all’amato, il quale travolto dalla passione donerà tutto
il suo sangue al compagno nel ricongiungimento che lo condurrà alla
morte, un vero e proprio romantico dramma d’amore. Oltre all’
originalità (e pericolosità dato il periodo) di un soggetto cosi
esplicito, Manor ha una particolarità non indifferente, succhia il
sangue al suo amato dal capezzolo, una pratica aliena alla norma per un
vampiro, forse a sottolineare l’aspetto materno di ri-nascita nel
nutrirsi di plasma-vitale. Questa storia fa parte di una raccolta di
racconti brevi dal titolo " Storie di marinai" ( Matrosengeschichten )
e pubblicata in Germania nel 1885 ma scritta in Italia, in Abruzzo
nella città dell’Aquila, dove lo studioso e scrittore vive in esilio
gli ultimi anni della sua vita, inviso alla classe dirigente della sua
terra in quanto oppositore politico e omosessuale dichiarato. "Manor"
viene scritto tra il 22 e 30 luglio nell’estate del 1884, chissà forse
sulle rive del fiume Aterno ai piedi del colle dove si erge il
capoluogo abruzzese e dove Ulrichs come era abitudine dell’epoca, si
soleva fare i bagni, unica "spiaggia" di una piccola città di montagna.
La versione italiana viene pubblicata per la prima volta nel 2002 sulla
rivista "GuideMagazine" con la traduzione di Massimo Consoli,
utilizzando un linguaggio sintetico e scarno che non da spazio ad
eventuali (forse...) sfumature emotive.
Letture consigliate:
Karl Heinrich Ulrichs, MANOR (1884), traduzione di Massimo Consoli;
“Guidemagazine”, n.7, anno VI, Luglio 2002.
Hubert Kennedy, ULRICHS, (biografia) traduzione di Roberto Cruciani;
Massari Editore, 2005
John William Polidori, IL VAMPIRO ; traduzione di Erberto G. Petoia;
Newton Compton editori, prima edizione 1993.
Le Fanu Joesph Sheridan, CARMILLA (1871);
Edizioni Marsilio 1999.
Vito Teti, LA MELANCONIA DEL VAMPIRO (Mito,Storia,Immaginario)
Edizioni Manifestolibri 1994.
Per chi si fosse incuriosito, con pochi minuti... può leggere
direttamente in rete il racconto breve "Manor" di K.H.Ulrichs, e una
intrigante introduzione (grondante sangue) di Massimo Consoli
direttamente a seguire, buona lettura.
http://xoomer.alice.it/csulaquila/_sgt/m1m2s3_1.htm

COMUNICATO: PROGRAMMA 26° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DEL 2 AGOSTO 1980
BOLOGNA 2 AGOSTO 1980/2006 - PER NON DIMENTICARE
XXVI ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE
Mercoledì 2 agosto 2006 - Giornata in memoria delle vittime di tutte
le stragi
ore 6.30 - 8.30 - Parco della Montagnola, Piazza VIII Agosto: arrivo
da tutta Italia delle staffette podistiche "Per non dimenticare"
ore 8.00 – 14.00 – Stazione centrale – stand Poste Italiane - annullo
francobollo commemorativo
ore 8.30 – Sala Rossa – Palazzo d’Accursio: incontro con i familiari
delle vittime della strage del 2 agosto 1980
ore 8.45 – Sala del Consiglio comunale - Palazzo d'Accursio: incontro
con l'Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di
Bologna ed i rappresentanti delle città, degli enti e delle
associazioni aderenti alla manifestazione
ore 9.15 - Piazza Nettuno: concentramento e corteo, con i Gonfaloni
delle città, lungo via dell'Indipendenza
ore 10.10 - Piazza Medaglie d'Oro: intervento del Presidente
dell'Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di
Bologna, Paolo Bolognesi. Seguono un minuto di silenzio in memoria
delle vittime e gli interventi del Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati
e di un rappresentante delle Istituzioni
ore 11.00 - Primo Binario - Stazione di Bologna: deposizione di
corone al cippo che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver Sirotti
deceduto nella strage del treno Italicus
ore 11.15 - Piazzale EST - Stazione di Bologna: partenza treno
straordinario per San Benedetto Val di Sambro, deposizione di corone
alle lapidi che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus
e 904 Napoli-Milano
ore 11.30 – Cattedrale di San Pietro – Via dell’Indipendenza: Santa
Messa
ore 11.40 - Piazzale Cotabo - Via Stalingrado 65/13: deposizione di
corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980
ore 17.00 – Centro sportivo Biavati – Via W. Shakespeare 33 – 3a
edizione “Lo sport ricorda” partita di calcio fra Consiglio Comunale di
Bologna e Stazione di Bologna Centrale
ore 21.00 - Piazza Maggiore: CONCORSO INTERNAZIONALE DI COMPOSIZIONE
2 AGOSTO – XII EDIZIONE
ORCHESTRA SINFONICA DELLA FONDAZIONE ARTURO TOSCANINI – Direttore
Stephen Alltop
Iwona Sobotka, soprano - Mario Cassi, baritono - Mario Ancillotti,
flauto - Stefano Parrino, flauto
Programma: W. A. Mozart – Overture da “Le Nozze di Figaro”
Composizione prima classificata – “Papageno made me write this piece”
di Federico Cumar – solista Stefano Parrino Composizione seconda
classificata – “Burlesca Concertante” di Kenkichi Sakai – solista
Mario Ancillotti Composizione terza classificata – “Mozart meets me” di
Giancarlo Scarvaglieri – solista Stefano Parrino Arie di W. A. Mozart -
“Crudele.../ Non mi dir...” da Don Giovanni (soprano), “Non più andrai
farfallone amoroso” da Le Nozze di Figaro (baritono), “Fin ch'han dal
vino” da Don Giovanni (baritono), “La ci darem la mano” dal Don
Giovanni (soprano/baritono)
Diretta radiofonica Rai Radio Tre Differita televisiva Rai Tre .
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE
Il Presidente
Paolo Bolognesi

UNA NOTTE PER NON DIMENTICARE
Lunedì 24 Luglio 2006 Una notte per non dimenticare: “La strage di
Bologna” Ore 21:00 Presentazione del fumetto edito da BeccoGiallo “La
strage di Bologna” Boschetti /Ciammitti ”La strage di Bologna”
Prefazione di Carlo Lucarelli . Il 2 agosto 1980 una bomba esplode alla
stazione di Bologna causando 85 morti e 200 feriti. Ma per alcuni, la
cosiddetta "strage di Bologna" non desta sorpresa. Questa mattanza di
stampo neofascista è la conferma di quanto in alcuni ambienti si
ventilava già da tempo... Una cronaca a fumetti per ricordare ai
giovani e non solo, uno degli episodi più tragici dell’Italia
repubblicana. Saranno presenti gli autori Alex Boschetti e Anna
Ciammitti Paolo Bolognesi (Associazione tra i familiari delle vittime
della strage) Gli editori di BeccoGiallo “Ci sono i volti, le trame
oscure, la città ferita, gli 85 morti, le emozioni e alcune suggestioni
che ricordano il “Pompeo” di Andrea Pazienza. E’ la strage della
stazione raccontata a fumetti: è la prima volta che succede grazie al
lavoro di due giovani” IL DOMANI “Un documento di grande interesse per
la città” L’UNITA’ “Un’opera appassionante e chiara” RADIO FUJIKO “Il
volume in bianco e nero ha una grande forza divulgatrice, ma anche
gusto estetico e stile.” LA REPUBBLICA. Ore 22:30 “Il Viaggio…”
Spettacolo teatrale a cura di Teatro Cosmoartistic in commemorazione
della strage di Bologna. Rievocazione in forma artistica di uno degli
episodi più tragici del nostro dopoguerra per dar voce a coloro che
sono “partiti”, a chi è rimasto e alla vita che continua…. Tra parole,
immagini, musica, poesia e movimento entriamo in punta di piedi nella
memoria di quel “Viaggio…” La serata sarà intervallata da filmati,
disegni dal vivo in videoproiezione, letture sceniche. Gradevole area
ristoro nel fresco dei Giardini Lorusso a cura del Cortile Cafè Tutta
la cittadinanza è invitata a questa serata importante per la città di
Bologna a 10 giorni dal 26° anniversario della strage. INVITIAMO TUTTI
A PARTECIPARE
Il Presidente
Paolo Bolognesi

NESSUNO TOCCHI CAINO
22 LUGLIO 2006
ITALIA. PRESENTATO RAPPORTO 2006 DI NESSUNO TOCCHI CAINO- 21 luglio
2006: si è svolta a Roma la presentazione del Rapporto 2006 di Nessuno
tocchi Caino “La pena di morte nel mondo”, che evidenzia come anche nel
2005 e nei primi sei mesi del 2006 sia cresciuto il numero dei paesi a
vario titolo abolizionisti, che sono oggi 142. Di questi, i paesi
totalmente abolizionisti sono 90; gli abolizionisti per crimini
ordinari sono 10; 1 paese, la Russia, in quanto membro del Consiglio d’
Europa è impegnato ad abolirla e, nel frattempo, attua una moratoria
delle esecuzioni; quelli che hanno introdotto una moratoria delle
esecuzioni sono 5; i paesi abolizionisti di fatto, che non eseguono
cioè sentenze capitali da oltre dieci anni, sono 37. A far aumentare il
numero degli abolizionisti per ogni reato sono stati, nel corso di
questo periodo, il Tagikistan, la Liberia e le Filippine, mentre Saint
Vincent e Grenadine, Santa Lucia e Lesotho sono divenuti abolizionisti
di fatto. La Grecia e il Messico, già abolizionisti per crimini
ordinari, hanno abolito la pena di morte in tutte le circostanze. I
paesi mantenitori della pena di morte si sono ridotti a 54, e ancor
minore, rispetto agli anni precedenti, è il numero di quelli che vi
hanno fatto effettivamente ricorso: 24. Di conseguenza, è diminuito
anche il numero delle esecuzioni nel mondo, che nel 2005 sono state
almeno 5.494, avvenute per il 98,7 % in paesi totalitari e per il 98,5%
in Asia. Contrariamente a quanto si pensa, gli Stati Uniti, unico paese
del continente americano che continua a praticarle, sono responsabili
con le 60 esecuzioni del 2005 di circa l’1% del totale mondiale. In
Africa la pena di morte è caduta ormai in disuso: nel 2005 è stata
eseguita in soli quattro paesi – Uganda (8), Libia (6), Sudan (4) e
Somalia (1) – dove sono state registrate almeno 19 esecuzioni. In
Europa vi è una sola macchia che deturpa l’immagine di continente
altrimenti totalmente libero dalla pena di morte: la Bielorussia, che
nel 2005 ha effettuato almeno 2 esecuzioni. Sul triste podio dei primi
paesi boia del 2005 sono saliti la Cina (almeno 5.000), l’Iran (almeno
113) e l’Arabia Saudita (almeno 90) seguiti poi da Corea del Nord
(almeno 75); USA (60); Pakistan (42); Vietnam (almeno 27); la Giordania
(15); Mongolia, Uganda e Singapore (8); Kuwait e Yemen (almeno 7); l’
Uzbekistan (2). Cifre queste per lo più sottostimate, tenuto conto che
molti di questi paesi non forniscono statistiche ufficiali sulla
pratica della pena di morte e che dimostrano come in questi paesi la
soluzione definitiva del problema, più che alla lotta contro la pena di
morte, attiene alla lotta per la democrazia, l’affermazione dello stato
di diritto, la promozione e il rispetto dei diritti politici e delle
libertà civili. A riprendere la pratica della pena di morte dopo anni
di sospensione sono stati, l’Autorità Palestinese, la Libia, l’Iraq, la
Guinea Equatoriale e il Botswana.
ITALIA. GOVERNO SOSTERRA’ ALL’ONU MORATORIA DELLE ESECUZIONI - 21
luglio 2006: ''Se dovessi scegliere un parametro per indicare il
cammino dell’uomo verso una società più giusta, certamente direi la
battaglia contro la pena di morte''. Lo ha detto il Presidente del
Senato Franco Marini partecipando alla presentazione del Rapporto 2006
di Nessuno tocchi Caino. ''E' anche una battaglia di civilta' - ha
proseguito Marini - che e' stata formalmente e concretamente percorsa
dal Presidente messicano Vicente Fox, premiato con il riconoscimento
“L'Abolizionista dell'anno”. Dopo aver consegnato il premio al
viceministro degli Esteri messicano, Maria Del Refugio Gonzales
Dominguez, il Presidente del Senato ha voluto anche elogiare Marco
Pannella, che di 'Nessuno Tocchi Caino' è il Presidente. "Sono convinto
– ha sottolineato - che non è obbligatorio andare sempre d'accordo con
Pannella. Però voglio dire che nella storia positiva, seppure nelle sue
contraddizioni, del nostro Paese nessuno potrà dimenticare che
nell'avanzamento della nostra società e nelle battaglie per i diritti
civili lui abbia veramente conquistato un posto di rilievo di cui
voglio dargli atto". Sergio D’Elia, Segretario di NtC e deputato della
Rosa nel Pugno, ha annunciato che il prossimo 26 luglio la Camera dei
Deputati discutera' una mozione "ampiamente condivisa" dalle forze di
maggioranza e opposizione, che impegna il Governo italiano a presentare
all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si terra' in autunno,
"una proposta di risoluzione per la moratoria universale delle
esecuzioni capitali in vista dell'abolizione completa della pena di
morte". “Sono certo – ha continuato D’Elia - che ci sara' un’ampia
convergenza in Parlamento e sono sicuro che questa volta all'Assemblea
Generale la proposta di una moratoria passera' con 100-110 voti a
favore sui 192 voti disponibili dei paesi membri". Il Sottosegretario
agli Affari Esteri Bobo Craxi, con delega al multilaterale, ha
assicurato che il Governo italiano sosterra' all'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite la risoluzione per la moratoria sulle esecuzioni.
"Anche su questo tema – ha detto il Sottosegretario - non si puo'
prescindere dal multilateralismo e la pena di morte non puo' essere una
questione lasciata alla singola sovranita' dello stato". Per Marco
Pannella, "Solo una battaglia seria puo' far superare all'umanita' la
pena di morte. Il diritto alla vita si conquista se si conquista e si
difende la vita del diritto, e questo e' molto difficile. E l'onesta'
mi obbliga a dire che la vita del diritto per esempio nel nostro Paese
e' sempre meno assicurata e sempre piu' colpita". E’ stato inoltre
presentato un appello di numerose personalità del mondo della politica
e della cultura, italiane ed internazionali, affinché sia evitato il
ricorso alla pena capitale nei confronti di Saddam Hussein e dei suoi
coimputati, se verranno condannati per i gravi crimini di cui sono
accusati. L'appello è indirizzato alle autorità irachene ma anche al
Governo italiano e al Presidente della Commissione europea.

17 luglio 2006

news 17 luglio

LA CASSAZIONE SI ESPRIME A FAVORE DELLE UNIONI DI FATTO.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la propria
soddisfazione alla Corte di Cassazione che, per la prima volta si è
pronunciata in via di principio sulle unioni di fatto, riconoscendo un
diritto al risarcimento in caso di perdita del proprio caro. Una
eventuale estensione della tutela civile porterebbe, in linea di
principio, a riconoscere anche alle unioni di fatto il cosiddetto
“danno parentale”. I giudici non si sono limitati a considerare il
solo ambito delle famiglie “tradizionali” ma anche quello in cui
esistono situazioni di vita comune con condivisione di responsabilità e
a cui la solidarietà civile dovrebbe essere estesa. La segreteria del
Circolo commenta: “Ancora una volta la politica procede a rilento
rispetto alla trattazione e alla soluzione di temi così importanti e
presenti nella vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine
italiani. Un plauso va ai giudici che hanno coraggiosamente indicato al
governo, pur senza uscire dalle proprie competenze, la strada da
seguire per la completa equiparazione dei diritti di tutti gli
Italiani”.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
3487708437 – a.berardicurti@mariomieli.org

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 13 luglio 2006
PACS: ARCIGAY, CASSAZIONE GUARDA ALLA REALTA’, ALTRI ALL’IDEOLOGIA
“La Cassazione pronuncia parole di buon senso sui Pacs perché guarda
alla realtà concreta della vita familiare e delle relazioni umane,
contrariamente a chi assume posizioni fondate su una concezione
astratta ed ideologica della famiglia lontana dalla realtà sociale che
tutti conosciamo” così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo
Giudice, commenta la sentenza n. 15760 depositata oggi dalla Corte di
Cassazione, in cui il tribunale osserva che “l'attuale movimento per
l'estensione della tutela civile ai Pacs conduce all'estensione della
solidarietà umana a situazioni di vita in comune”. “Sarebbe
semplicemente crudele ed inumano – continua Lo Giudice – negare il
danno morale dovuto alla perdita di un proprio familiare, anche se si
tratta di un partner non sposato. Quando parliamo di Pacs e di
riconoscimento giuridico delle coppie eterosessuali o omosessuali che
lo desiderino, ci riferiamo a qualcosa che è già da diversi anni una
realtà sociale e giuridica in tutti gli altri grandi paesi europei
(Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, ecc.). Basterebbe spingere
il nostro sguardo oltre le Alpi per verificare se davvero i Pacs
possano rappresentare, come qualcuno strumentalmente sostiene, un
pericolo per la famiglia. “Ebbene, se lo facessimo ci accorgeremmo che
quei paesi, che riconoscono una pluralità di forme familiari, godono
mediamente di tassi di natalità più elevati dell’Italia, di maggiori
servizi e di maggiori tutele anche per le famiglie tradizionali. A
riprova della completa artificiosità di chi vorrebbe contrapporre i
Pacs alle famiglie sposate, i diritti delle persone omosessuali a
quelli delle persone eterosessuali. “Ringraziamo la III sezione civile
della Corte di Cassazione per aver, con la sentenza di oggi, arricchito
il dibattito in corso di uno spunto di ulteriore concretezza. Servono
meno ideologia e più razionalità, meno confessionalismo e più scienza,
meno dogmatismo e più pragmatismo nella valutazione della realtà, dei
mutamenti in corso, e delle soluzioni ai problemi delle famiglie
eterosessuali ed omosessuali”.
Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
RIFONDAZIONE COMUNISTA
PESCARA
La legge Bossi – Fini è assurda ed inumana. Informato il ministro
Ferrero sul caso Naser
La vicenda del giovane tunisino Naser Othman è l’ennesima conferma
dell’assurdità e dell’inumanità della Legge Bossi – Fini. Naser ha
sempre lavorato e non ha mai commesso reati. E’ incensurato e chiede
solo di poter restare qui e di lavorare come ha sempre fatto. Eppure
per la legge in vigore lo considera un criminale da punire con la
reclusione e/o l’espulsione. Mi fa piacere che anche esponenti della
destra siano intervenuti in solidarietà con il giovane. L’episodio
dovrebbe far riflettere tutti sull’insostenibilità dell’equazione
clandestino uguale criminale che da anni viene divulgata dalle destre.
Migliaia di persone per bene come Naser sono finiti in galera, nei
Centri di Permanenza Temporanea o sono stati espulsi ? Dev’essere
impegno di tutti noi aiutare Naser oggi, e lavorare per l’abrogazione
della Bossi – Fini al più presto. La solidarietà della cittadinanza
dimostra che l’Italia è un paese civile che può scrollarsi di dosso una
legge odiosa che non fa onore ad un paese che ha una lunga storia di
migrazioni. Ho informato della vicenda il Ministro della Solidarietà
Sociale Paolo Ferrero che si è impegnato a seguire personalmente il
caso.
Maurizio Acerbo Deputato Rifondazione Comunista
www.rifondazionepescara.org
INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF

GRANDE PUBBLICO PER GLI INTERVENTI DI GRILLINI E LUXURIA, ALLA FESTA
DELL’UNITA’ DE L’AQUILA
Si è conclusa la due giorni organizzata dalla Sinistra Giovanile al
Parco del Sole a L'Aquila avente come oggetto del discutere i PACS e il
riconoscimento delle coppie di fatto e in particolar modo i diritti
calpestati dei gay e delle donne. Martedi 11 luglio il dibattito ha
visto la partecipazione di Franco Grillini Presidente onorario
dell'ARCIGAY con un foltissimo pubblico, attento e sensibile alle
varie tematiche trattate, il 13 luglio una platea strabordante anche
all'esterno del padiglione della cultura ha accolto con entusiasmo e
partecipazione Wladimir Luxuria che una volta informata, non ha
risparmiato il suo disappunto nei confronti del vescovo di L'Aquila,
Monsignore Molinari che negli ultimi giorni aveva preso pubblicamente
un posizione di critica con parole di sfida e astio nei confronti di
questi due incontri, Vogliamo ricordare al nostro pastore di anime che
forse non bisogna avere la memoria corta, per tanti motivi, vogliamo
citarne qualcuno.... per aver tacitamente convissuto in curia col
precedente vescovo, il tristemente noto Peressin che poco
spiritualmente, preferiva aprire conti miliardari in banche estere,
(ecco dove và a finire 8 x 1000), una curia che in passato ha
appoggiato e voluto la santa Armata Bianca con tanto di Franco
Zeffirelli che inaugura un monumento (mai autorizzato) ai bambini mai
nati, salvo poi l'arresto dei presunti preti di questa setta che
praticavano esorcismi e sesso o succhiavano l'eredità di povere devote
moribonde, nessuno sà più che fine abbiano fatto… non ci scordiamo
neanche il pasticcio della Perdonanza dal quale il vescovo si è
dissociato in "calcio d'angolo" quando le acque si facevano torbide,
per non parlare delle faide interne alla curia, i preti canadesi che
facevano messe in riparazione dell'avvenuta rivoluzione francese,
contestati pure dai parrocchiani, quelli sudamericani, fino alla
attuale contesa su dove devono stare le spoglie della Beata Antonia,
certamente la popolazione aquilana non dorme più la notte, che fine
farà la povera Beata Antonia? certo che è un problema... che patetico
teatrino di provincia.... e meno male che al Parco di Sole si è parlato
della gente vera, quella che tutti i giorni si alza per andare al
lavoro o per tentare di trovarlo, che vuole vivere la propria
affettività serenamente in un mondo più libero, solidale e
democratico!
Giorgio Piccinini
http://xoomer.alice.it/csulaquila

ESECUTIVO NAZIONALE SDI-RnP
Roma 7 Luglio 2006
Presenti tutti in particolare quanti come Del Turco che
precedentemente avevano sollevato eccezioni e perplessità e quanti come
Nesi ,Signorile e Marini che si erano astenuti sulla precedente
Relazione Boselli all’Esecutivo Nazionale del 2 Giugno, la linea
proposta da Boselli e' passata alla unanimità per un percorso
federativo della Rosa nel Pugno ove strumento decisionale siano non gli
iscritti a PR e SDI o gli ascoltatori di Radio Radicale ma il milione
di elettori che si riconoscono nella RNP e che con Internet ,
referendum e primarie a determinare linea politica e programma. Questo
con una aggiunta toccata da molti e fatta propria da Boselli nella
replica , ossia che la Rosa Nel Pugno nella sua interezza con radicali
e socialisti diventi da subito e contestualmente la terza area del
Partito Democratico in discussione con cui DS e Margherita dovranno
fare riferimento da ora innanzi , escludendo la prospettiva di una
Unita' Socialista fra i soli SDI e DS.
Claudio Nicolini
INTERVENTO DI CLAUDIO NICOLINI- Membro Esecutivo SDI-RnP
La proposta federativa disincantata e moderata di Boselli è
condivisibile non solo per noi socialisti ma anche per i radicali e
soprattutto per i “nuovi” elettori , rappresentando un modello per la
Rosa Nel Pugno ma anche per il Partito Democratico in discussione al
cui tavolo dobbiamo contestualmente proporla come SDI-RnP. Tale
Federazione deve aver sedi in ogni città , usare primarie per le
candidature a tutti i livelli , usare Internet per rapide frequenti
consultazioni sul programma fra chiunque si riconosca nella RnP, ed
aprirsi immediatamente allo PSDI di Carta, ai Socialisti di Craxi, ai
Repubblicani della Sbarbati ed alle liste civiche. Qualcuno poi
dovrebbe ricordare a Pannella ed a Capato che Fortuna, Blair e Zapatero
(da loro sempre citati) sono tutti socialisti iscritti al PSE e non ad
altri gruppi nel Parlamento europeo, invitandoli a trarne le
conseguenze. La futura Federazione della RnP necessita di vincoli
(quali un Patto di legislatura a sostegno di Prodi e dell’Unione , e l’
adesione al PSE) e di regole certe (primarie,referendum,..). Similmente
lo SDI necessita di idee, meritocrazia e trasparenza nel processo
decisionale e non tanto di un nuovo vertice di giovincelli ciclicamente
inventati e messi in un angolo da vecchi leaders per il solo
mantenimento del loro potere assoluto eterno (una prassi altrove
mutuata dalla mitologia greca ) . Lo SDI ha infatti bisogno da subito
di Dipartimenti Tematici che valorizzino il notevole capitale umano
presente anche intorno a questo Tavolo ed offrano adesione ed idee all’
iniziativa di Partito Democratico con la partecipazione di tutta la RNP
come laboratorio di contenuti inevitabilmente liberalsocialisti in cui
far lavorare insieme la componente socialista e quella
liberaldemocratica senza le inevitabili complicazioni che i temi del
laicismo creano fra DS e Margherita. L’incontro a tre fra Mario Barbi ,
il sottoscritto e Rapisardi Antonucci ,fantasiosamente descritto dal
Riformista ed a cui Boselli ha fatto esplicito riferimento nella sua
relazione, fu infatti da me realmente favorito proprio nell’ottica di
un diretto rapporto fra SDI e Presidenza dell’ Ulivo per il
coinvolgimento dell’intera RnP nelle discussioni in atto sul Partito
Democratico e non solo per favorire la conoscenza diretta di due
autorevoli membri dell’Unione in Parlamento e della stessa commissione
alla Camera che prima o poi avrebbero finito per farlo da soli.

*I SANTISSIMI BEATI, VERGINI E MARTIRI, PIO, GIULIANO & MARCO!*
Dal registro degli indagati al processo di canonizzati
E una letterina affettuosa a Gianni Letta
Martiriologium Testimoni
Tutto ha inizio, qualche settimana fa, nel Concistoro svoltosi nella
SS Cappella del Beato Marco Immacolato sita nella SS Basilica di Viale
dell'Astronomia. Officiante Montezuma Gran Priore dei Crociati della
Santa Compagnia di Confindustria. Addetto alle relazioni esterne del
Beato Marco Immacolato e Capo Ufficio stampa Fratello a' Fra' che te
serve? Il Sole24Ore. Il processo di beatificazione di Fra' Giuliano
Tavaroli che, come Wojtyla, dovrà portarlo a Santo subito!, e con lui
qualche Frattaglia sFarinata e qualche Chierico di secondo piano
dell'Arciconfraternita dei Fratelli Spioni di Telecom, ha inizio nel
bel mezzo della buriana sulle intercettazioni illegali di Telecom che
rischiano di travolgere il "buon nome" dei Grandi Fratelli Coltelli di
San Forte Braschi e screditare i Fratelli-Cugini del Vice Presidente
Vicario della SS Basilica di Viale dell'Astronomia, il Gran Beato Marco
Immacolato della "Rinomata Ditta Tronchetti & Provera". Il Processo
Canonico di Fra' Tavaroli & Compagni Santi subito! Ha inizio, infatti,
con l'intervista a Il Sole24Ore, intervista snichy snichy, dell'ex
Confratello Gran Capo del Cnag e degli affiliati alla Setta Segreta
della "Rinomata Ditta a' Fra' che spiata te serve"? ditta gemellata con
la "Rinomata Ditta Telecom Tronchetti & Provera". E intanto nella SS
Basilica di Via San Solferino da Milano cosa fanno i Cugini-Fratelli di
Fra' Sole24Ore? Snichy snichy, Snupy snupy, piano piano senza fare
confusione, dalla Terra del Fuoco delle Sante Crociate contro le
intercettazioni abusive, fatte e strafatte dalle Rinomate Ditte a' Fra'
che spiata te serve? & Tronchetti & Provera, emigrano verso le Terre
Sante della Provvidenza e, transitando dalle Savoiarde Terre del
Peccato e della Lussuria, approdano nella severa Oasi di Abu Omar.
L'Oasi della Provvidenza le cui Acque Sante tutto cancellano. L'Oasi
della Provvidenza che monda dai peccati tutti i Grandi Fratelli e i
Grandi Cugini delle intercettazioni, l'Oasi che tutto purifica e
santifica. L'Oasi che dopo le Grandi Crociate pro le Rinomate Ditte a'
Fra' che spiata te serve? & Tronchetti & Provera prenderà il nome di
"Oasi a' Fra' che spiata te serve?". Già aperte le prenotazioni estive,
rigorosamente riservate per Grandi Fratelli & Grandi Sorelle Vip,
aperte presso la Rinomata "One Group", l'Agenzia "tuttofare" diretta da
quel Fra' Pio Pompa, detto pure lui a' Fra' che spiata te serve?, ex
dipendente Sip, poi Telecom, ora inquisito e "punta di diamante"
dell'affollato universo di intercettatori abusivi foraggiati ed
allevati in Terra Santa di Telecom. Quel gran pezzo di Fra' Pompa che
reclama le migliaia di file ritrovati a Roma, in Via Nazionale 230,
nella Santa Sede del Sant'Uffizzio del Sismi, file che, dice il Capo
Uffizzio Fra' Pompa, non entrarci nulla con il Sismi. Allora i file
riguardano forse le centinaia di migliaia di italiani perbene schedati
e intercettati da Telecom? A occhio e croce direi di sì. Certo che,
come Telecom, mai Terra Santa fu tanto prolifica di canaglie e
malfattori ora in odore di Eroismo e Santificazione. Tutti Eroi e Santi
Crociati deputati a "difenderci" dal terrorismo islamico? No. Non
tutti. No, nonostante il ciclone mediatico che sta per abbattersi sugli
italiani, non tutti, anzi pochini rientrano nella versione eroica di
Tavaroli veicolata e iniettata agli italiani a piccole tappe a partire
dall'intervista da lui data al quotidiano della SS Basilica di Viale
dell'Astronomia, quotidiano dell'Arciconfraternita del Beato Marco
Immacolato. La versione mediatica pro Fratello Sismi e pro il Beato
Marco Immacolato, ripresa sornionamente da qualche giorno e che si
tenta di accreditare definitivamente, è che il Sismi, e Tavaroli, e
quindi il Beato Marco Immacolato, hanno operato nell'"Interesse Supremo
della Nazione". E, sopratutto, non corrompendo qualche sFarinato ma
risvegliandone l'Amor Patrio e il Grande Spirito Crociato. Che male
c'è? Sulle "tesi innocentiste" del Beato Marco Immacolato osserva, tra
l'altro, Pier Luigi Tolardo di Quelli di Zeus www.zeusnews.it: "Perché
questa improvvisa accelerazione delle rivelazioni sul caso Abu Omar, lo
sceicco integralista, accusato di essere colluso con il terrorismo,
arrestato illegalmente da agenti Cia, con la complicità del Sismi, il
controspionaggio italiano ma all'insaputa dello stesso Governo di
allora, quello presieduto da Berlusconi che si dichiara estraneo alla
vicenda? C'è una relazione fra questa improvvisa accelerazione e il
gran clamore sui media di qualche settimana fa a proposito della
vicenda delle intercettazioni abusive su uomini politici, imprenditori,
persone dello spettacolo, giornalisti, compiute da un'agenzia di
investigazioni private ordinate e pagate dall'allora capo della
security Telecom Italia, Giuliano Tavaroli, anche a capo del Cnag, il
servizio interno a Telecom Italia per il supporto tecnico alle
intercettazioni della magistratura? Rimarrebbero molti punti oscuri:
Perché veniva fatta dal Sismi, con l'utilizzo delle intercettazioni,
opera di disinformazione anche contro avversari politici del Governo,
(del governo Berlusconi) se con la scusa di combattere i terroristi
islamici sono state fatte anche intercettazioni con altri scopi e
facendoci la cresta sopra (le intercettazioni sarebbero costate 14
milioni di euro al bilancio Telecom Italia)?". Conclude Tolardo: "E se
bruciare Pollari fosse l'ultima estrema difesa di Tavaroli?". Dal canto
mio la questione Sismi-Cia-Abu Omar la sfioro soltanto per non uscire
dal seminato ma, allo stimato amico Gianni Letta, ai tempi
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e con delega ai Servizi
Segreti, dico: Carissimo Gianni, si da' il caso che, in un governo di
qualche anno fa, la buonanima del mio fu marito ricoprì il tuo stesso
ruolo e che io abbia seguito, molto da vicino, le tappe, i luoghi, gli
usi e i costumi della sua storia politica e, fin dai tempi in cui era
Direttore del Corriere della Sera, la storia politica di quello stesso
Presidente del Consiglio di cui, la buonanima, fu primo
sottosegretario. Ti assicuro caro Gianni, che a nessun primo
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e con delega ai Servizi
Segreti, ed a nessun Presidente del Consiglio, vengono omessi i
programmi e le azioni del Sismi. Palazzo Chigi, le residenze del
Presidente del Consiglio, come per esempio Arcore, e il Ministero
dell'Interno, sono collegati a tutto e vengono informati ora per ora,
minuto per minuto, di tutto ciò che accade nel Paese. La guerra è la
guerra e ha le sue regole. Sono convinta che nessun cittadino italiano,
tranne qualche politico fazioso e menzognero, rimproverebbe al Governo
Berlusconi di avere risparmiato, con un dout des, tantissime vite umane
dagli attentati che hanno fatto a brandelli i corpi di tanti cittadini
spagnoli, inglesi, americani ecc. ecc. Gli italiani idioti e beoti non
sono. Quindi, se durante i cinque anni del Governo Berlusconi il Sismi
avesse agito senza concertare e senza informare delle sue azioni questi
tre organi di governo, vorrebbe dire, raccapricciantemente, che
l'Italia ha vissuto in un golpe continuo durato cinque anni. Governata
non dal Governo che la stragrande maggioranza degli italiani aveva
eletto, ma bensì governata dal Sismi, dai Tavaroli, dai Mancini, dai
Pollari, dai Pompa, dalla Cia, dalla affollata pletora dei funzionari e
dei tecnici corrotti di Telecom, dai piccoli providers a cui erano date
in appalto le intercettazioni illegali e, infine, vuol dire che a fare
il Presidente del Consiglio, al posto di Berlusconi, c'era un altro
imprenditore. A governare gli italiani, allora, c'era la Rinomata
ditta, la Telecom, del dottor Tronchetti & Provera. No comment caro
Gianni e un caro saluto da
Giuliana quota rosa di Internet (,-) www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm

COMUNICAZIONE
ARCILESBICA “LE MAREE”
NAPOLI
Siamo liete di presentarvi il sito del centro di documentazione di
Arcilesbica Napoli Le Maree. http://centrodocumentazionearci.splinder.
com/ Il centro si propone di promuovere la storia e la cultura lesbica,
mediante il prestito a socie e non socie di romanzi, saggi, manuali,
libri di poesia, articoli, giornali, riviste, fumetti e film. Da sempre
convinte che la parola e la conoscenza possano far regredire il
pregiudizio, speriamo che siano in tante ed in tanti coloro i quali
vorranno aderire al nostro progetto di promozione culturale delle
individualità femminile e lesbica.
Circolo culturale Arcilesbica Napoli Le Maree

DI SCLEROSI MULTIPLA, SI PUO’ GUARIRE?
Un affascinante libro che illustra un percorso di guarigione basato
sulla disintossicazione


Dopo trent’anni di ricerche sul mercurio presente nel corpo dei suoi
pazienti, il dottor Bernard Montain ha messo a punto una tecnica
terapeutica rivolta ai malati di sclerosi multipla (o sclerosi a
placche) impostata sulla disintossicazione mercuriale per mezzo di
prodotti fitoterapici e aromaterapici, su una dieta specifica e sulla
rimozione delle amalgame a base di mercurio, secondo un metodo molto
prudente. Infatti, la sclerosi multipla ha fatto la sua comparsa in
Occidente contemporaneamente all’uso delle amalgame dentarie, chiamate
comunemente piombature. Attualmente la sclerosi multipla non esiste nei
paesi poveri dove l’odontoiatria costa troppo cara per la stragrande
maggioranza della popolazione. La medicina allopatica la considera una
malattia “orfana”, cioè incurabile con i trattamenti farmacologici che
possono solo attenuarne i sintomi. Le condizioni odierne dei suoi primi
pazienti di allora sono la testimonianza vivente che la sclerosi
multipla non è più incurabile: dopo 24 anni di remissione, senza più
ricadute, con un buon recupero della salute (tutt’al più rimane qualche
lieve strascico), non è forse lecito parlare di guarigione? Bernard
Montain è dottore in chirurgia dentaria, naturopata, psicologo medico,
diplomato in medicine naturali e docente incaricato della Facoltà di
Medicina a Parigi. È anche uno scrittore affermato, oltre che
Presidente di tre associazioni, una delle quali di livello
internazionale, che operano per la salute ambientale e naturale.
Estratti dall’omonimo testo del dott. Bernard Montain, Edizioni Amrita,
aprile 2006, 176 pp., Euro 14,50, ISBN 88-87622-92-2 Info: www.amrita-
edizioni.com
INVIATO DA Promiseland.it

NESSUNO TOCCHI CAINO
15.07.06
ITALIA. CONFERENZA ‘PROMUOVERE I DIRITTI UMANI’ NELLA COREA DEL NORD -
12 luglio 2006: si è svolta a Roma la conferenza internazionale
“Promuovere i diritti umani e la libertà religiosa in Corea del Nord:
Quale via davanti noi?”, organizzata da Freedom House e dal Partito
Radicale Transnazionale, che ha visto la partecipazione di numerosi
leader religiosi e rappresentanti di organizzazioni umanitarie
provenienti dalla Corea del Sud, oltre che di alcuni noti dissidenti
politici fuggiti dalla Corea del Nord. "Siamo qui per la difesa strenua
dei diritti della persona che e' una componente essenziale delle
relazioni internazionali", ha dichiarato il Ministro per gli Affari
Europei e il Commercio Internazionale Emma Bonino, aprendo i lavori
della conferenza. ”Siamo impreparati nei confronti dei regimi
dittatoriali come quello nord coreano - ha affermato la Bonino - C'e'
il problema del che fare e come fare stretti come siamo tra interventi
militari e diplomazia tradizionale. Se riuscissimo a sostenere i
democratici presenti in questi Paesi avremmo gia' fatto notevoli passi
avanti. Il problema e' complesso e non e' un problema di import-export
della democrazia”. ”l regime nord coreano e' un dato di follia crudele
a se' stante e non e' catalogabile in nessun altro modo'', ha
proseguito il Ministro, ''bisogna far conoscere cio' che esperti,
cancellerie e vittime gia' conoscono''. Tra i partecipanti, anche Sohn
Jong-Hoon, fratello di Sohn Jong-Nam, quest’ultimo condannato a morte e
a rischio di esecuzione nella Corea del Nord. Hoon ha ricordato la
vicenda del fratello, rientrato nella Corea del Nord dopo la fuga in
Cina e la conversione al cristianesimo. Intenzionato a diffondere la
fede nel proprio paese, Nam è stato ritenuto colpevole di tradimento e
condannato alla pena capitale. "Il regime nordcoreano è più atroce di
quello di Saddam Hussein e le violazioni dei diritti umani vanno ben
oltre quello che possiamo immaginare", ha detto Son lanciando il suo
appello al Governo italiano e alla Unione Europea affinché sostengano
la causa dei diritti umani nella Corea del Nord. Il Codice penale
della Corea del Nord prevede la pena di morte per attività "in
collusione con gli imperialisti", per i trafficanti di droghe, per
"divergenza ideologica, "opposizione al socialismo" e "crimini
controrivoluzionari". In base a questo genere di reati - ha ricordato
Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e Deputato della Rosa
nel Pugno - il regime comunista ha giustiziato prigionieri politici,
oppositori pacifici, disertori o transfughi rimpatriati, ascoltatori di
trasmissioni estere, possessori di materiale stampato ritenuto
"reazionario". Sono ritenuti disertori "quanti tradiscono la
madrepatria e scappano in altri stati". Pyongyang perseguita anche per
motivi religiosi: fedeli cristiani sono stati imprigionati, picchiati,
torturati o uccisi per aver letto la Bibbia e predicato Dio, in
particolare per aver avuto rapporti con gruppi evangelici operanti
oltre confine in Cina.
CINA. CONDANNATI A MORTE SEI PASTORI PROTESTANTI - 10 luglio 2006: sei
pastori protestanti sono stati condannati a morte in Cina con l’accusa
di omicidio ed appropriazione indebita, denuncia la China Aid
Association (Caa), un'organizzazione non governativa con base negli
Stati Uniti che opera per la libertà religiosa in Cina. Secondo gli
avvocati difensori dei religiosi, le prove presentate non sono
sufficienti per incriminare nessuno dei loro assistiti e la confessione
che per i giudici ha risolto il caso è stata estorta con la tortura. I
nomi dei condannati a morte sono: Xu Shuangfu (60 anni), Li Maoxing
(55), Wang Jun (36), Zhang Min (35), Zhu Lixin (37) e Ben Zhonghai. Per
gli ultimi tre la sentenza è stata sospesa. Altri 11 coimputati sono
stati condannati a pene che variano dai 3 ai 15 anni di reclusione. Il
verdetto è stato pronunciato dal giudice Liu Qingyi, della Corte
Intermedia del Popolo di Shuangyashan, nella provincia orientale dell’
Heilongjiang. Secondo le accuse delle autorità cinesi, Xu – leader del
gruppo protestante “Tre gradi di Servizio”, con oltre 500 mila aderenti
in tutto il Paese – avrebbe ucciso insieme agli altri 16 condannati,
tutti membri del suo gruppo, 20 funzionari del gruppo Lampo
dell'oriente. Inoltre, si sarebbe appropriato di 32 milioni di yuan
[circa 3,2 milioni di euro ndr]. Per gli avvocati della difesa - Li
Heping, dello Studio Gaobo Longhua di Pechino e Zhang Lihui, che lavora
presso la sede della capitale dell’Ufficio legale Xingyun - le prove
presentate dal governo non determinano in alcun modo la colpevolezza
dei loro assistiti e sono state estorte tramite tortura, una pratica
che lo stesso governo cinese ha definito “diffusa” nelle sue carceri.
Secondo la Caa, Xu ha chiesto ai suoi avvocati di continuare ad
appellarsi presso l’Alta corte per cercare di commutare la sentenza.
La Caa sottolinea un continuo incremento nella repressione verso i
protestanti non ufficiali che aderiscono alle comunità domestiche di
tutto il Paese. Pechino permette la pratica del protestantesimo solo
all’interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), nato nel 1950 dopo
la presa di potere di Mao e l’espulsione dei missionari stranieri e dei
leader delle Chiese, anche cinesi. Le statistiche ufficiali dicono che
in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel
MTA. I protestanti non ufficiali, che si radunano nelle “chiese
domestiche” non registrate, sono stimati ad oltre 50 milioni. Nel corso
dello scorso anno, il governo ha arrestato 1958 fra pastori e fedeli
delle chiese protestanti non ufficiali.
UE. RICHIESTE ALLA CINA SU DIRITTI UMANI E RELIGIOSI - 12 luglio
2006: la Commissione Affari esteri del Parlamento europeo ha approvato
a larga maggioranza una relazione sui rapporti fra Unione Europea e
Cina in cui si chiede a Pechino maggior rispetto dei diritti umani,
della libertà religiosa e della libertà di informazione. La relazione,
nata per iniziativa dell’olandese Bastian Belder, contiene una serie di
considerazioni e richieste a Pechino in campo economico, sociale e
religioso per migliorare “il partenariato” fra UE e Cina che dura da 30
anni e che dovrebbe basarsi su “credibilità, stabilità,
responsabilità”. Viene chiesto alla Cina di eliminare il sistema del
laogai (della rieducazione attraverso campi di lavoro); si condanna la
tortura e l’internamento negli ospedali psichiatrici ai danni di
dissidenti e monaci tibetani; si chiede attenzione verso le rivolte
sociali e si domanda l’abolizione della pena di morte. Sulla libertà di
informazione, l’UE denuncia la crescente mancanza di libertà della
stampa e i sistemi di censura di internet. La relazione ha anche
diversi punti a difesa della libertà religiosa per i tibetani, i
musulmani dello Xinjiang e per i Falun Gong.
IRAN. CONDANNATA ALLA LAPIDAZIONE PER ADULTERIO - 8 luglio 2006: una
donna ritenuta colpevole di adulterio è stata condannata alla
lapidazione da un tribunale della città iraniana di Orumieh, denuncia
un gruppo curdo per la difesa dei diritti umani. La donna,
identificata come Malek Ghorbani ed originaria di Naqadeh, è
attualmente detenuta in un carcere di Orumieh, riporta l’Organizzazione
per la Difesa dei Diritti Umani in Kurdistan. La notizia compare su
diversi siti dell’opposizione al regime di Teheran. Sempre in Iran,
questa settimana, agenzie di stampa e media iraniani hanno riportato
nove esecuzioni. Davood Sh., 31 anni, riconosciuto colpevole di stupro,
è stato impiccato nella città di Shahrud. Mehdi Zori, Hoshang Kiani,
Jamalaldin Jamali e Abdol-Rahman Safar Zehi sono stati impiccati per
droganella città di Zabol. Un altro uomo, identificato solo come
Behzad, 34 anni, è stato impiccato in pubblico nella città di Isfahan.
Aveva sequestrato 230 ragazze, stuprandone 175. Alireza Ranjbar,
condannato per l’omicidio di Mohsen Yarahmadi, è stato giustiziato
nella prigione di Boroujerd, nella provincia del Lorestan. Mentre
Mohammad, 48 anni, e Hasan, 54, condannati per traffico di droga, sono
stati giustiziati nella prigione di Kerman. Inoltre, il 4 luglio, un
tribunale iraniano ha emesso 10 condanne a morte nei confronti di Ali
Mohammad-Afsaneh, dopo averlo riconosciuto colpevole di omicidio
plurimo.
BAHREIN. PENA DI MORTE PER TERRORISMO CON VITTIME - 12 luglio 2006:
il Parlamento del Bahrein ha deciso di prevedere la pena di morte solo
per gli atti terroristici che provochino perdita di vite umane, riporta
il sito Gulf daily news. Il disegno di legge anti-terrorismo,
attualmente discusso dal Parlamento, prevedeva in origine la pena
capitale anche per chi avesse attuato, finanziato, aiutato a compiere o
progettare azioni terroristiche senza perdita di vite umane. Per questi
ultimi casi, la pena di morte verrà sostituita con l’ergastolo o con
lunghe condanne detentive attraverso degli emendamenti al disegno di
legge, che saranno votati in una prossima sessione parlamentare
speciale.


13 luglio 2006

news 13 luglio

AL VIA IL PROGETTO "OMO-DISABILITA'". SI CERCANO PERSONE DA
INTERVISTARE
Prende il via la ricerca “Omo-disabilità - Quale il rapporto tra
omosessualità e disabilità?”, coordinato da Arcigay, con la
collaborazione del Centro Bolognese di Terapia della Famiglia, dell’
Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna e di Handygay di
Roma. L’indagine vuole mettere in luce l’esistenza delle persone
persone gay, lesbiche e bisessuali (GLB) che abbiano anche una
disabilità, ed evidenziare sia le problematiche sia le risorse di
questa minoranza. Chi sono e come vivono le persone gay, lesbiche e
bisessuali con disabilità? Qual è il loro grado di accettazione in
famiglia, tra gli amici, da parte di organizzazioni ed operatori
professionali specifici del settore della disabilità, e da parte di
organizzazioni e volontari GLB? Le associazioni GLB e quelle che si
occupano di disabilità sono preparate ad accogliere persone GLB con
disabilità? Quali le difficoltà nella propria vita affettiva e
sessuale? “La ricerca nasce dall’esigenza e dalla volontà di
sottolineare eventuali doppi pregiudizi e doppie discriminazioni, le
difficoltà specifiche, le risorse, i percorsi di integrazione attivati,
le richieste, i bisogni, le aspettative”, racconta Raffaele Lelleri,
Responsabile nazionale Salute di Arcigay. “Per farlo, desideriamo
realizzare una serie di interviste semi-strutturate (e possibilmente
videoregistrate) a persone della comunità GLB con disabilità”. L’équipe
cerca quindi almeno una decina di persone gay, lesbiche e bisessuali
con disabilità disposte a raccontarsi, in tutto il territorio
nazionale. Si garantisce il rispetto della privacy (verranno resi noti
solo il nome proprio o il nick, l’età e la regione di domicilio). I
risultati della ricerca serviranno, in fasi successive, a produrre
materiali di documentazione e divulgazione, al fine di sensibilizzare
sia il mondo delle associazioni GLB sia quello delle associazioni che
si occupano di disabilità. Alcuni risultati verranno inoltre
presentati al convegno annuale delle Scuole di psicoterapia sistemico-
relazionale del circuito del Centro Bolognese di Terapia della
Famiglia, previsto per fine ottobre 2006. Le persone GLB con disabilità
disposte a farsi intervistare possono contattare il numero 348/5167091
(ore pasti; oppure lasciare un messaggio in segreteria) o scrivere a
omodisabili@libero.it. La raccolta delle storie di vita si concluderà a
fine ottobre 2006. Per ulteriori INFO: Raffaele Lelleri, Responsabile
nazionale Salute di Arcigay, tel. 338.99.78.301, salute@arcigay.it

COMUNICAZIONE CGIL NUOVI DIRITTI
CGIL Nazionale - Settore Nuovi Diritti - Presentazione del II Rapporto
sulla Secolarizzazione dell'Italia Introduce: Silvia Sansonetti
Partecipa Morena Piccinini Segreteria Nazionale CGIL. Giovedi' 13
luglio 2006, ore 16 CGIL Nazionale - Sala Santi C.so d'Italia, 25 -
Roma
Dr. Maria Gigliola Toniollo
CGIL Nazionale - Settore Nuovi Diritti
C.so d'Italia, 25 - 00198 Roma
tel. +39 06 84 76 390 - fax +39 06 84 76 337
e-mail: nuovidiritti@mail.cgil.it


COMUNICATO
ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
INFORMIAMO TUTTI CHE IL MANIFESTO DEL 26° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE
DEL 2 AGOSTO 1980 E' ON LINE SUL NOSTRO SITO WEB: WWW.STRAGI.IT - I
PASSAGGI SONO: BOTTONE ASSOCIAZIONE VOCE MANIFESTI.
Il Presidente
Paolo Bolognesi


MARCIA “NO TAV”
Venerdì 14 luglio – Giornata di discussione – Movimenti, Reti e
Istituzioni dalla Val di Susa al Lazio
Si svolgerà il 14 luglio una giornata molto importante di discussione
sui temi delle Grandi Opere e della partecipazione. L’occasione è l’
arrivo della Carovana No Tav che dalla Valle di Susa è partita alla
fine di giugno e sta facendo, in un percorso «accidentato» a piedi e in
treno, molte rilevanti tappe nelle regioni italiane più coinvolte dalle
Grandi Opere. In particolare, per quanto riguarda la nostra Regione, la
Carovana farà una prima tappa il 12 a Civitavecchia, ricevuta dalle
istituzioni locali, dalle associazioni e dal movimento No Coke, il 13
mattina a Malagrotta, ricevuta dalla Rete Regionale Rifiuti. Nel
pomeriggio, sarà davanti a palazzo Chigi per incontrare i parlamentari
mentre una delegazione consegnerà ai Presidenti della Camera e del
Senato un «libro bianco» contenente le osservazioni dei comitati locali
sulle grandi opere previste nei singoli territori italiani. Il 14, la
Rete del Nuovo Municipio Nodo laziale organizza una giornata di
discussione presso la sala della Protomoteca a piazza del Campidoglio
(Roma) a partire dalle 9,30. Nella mattinata si svolgerà una sorta di
question time tra parlamentari europei e italiani, consiglieri
comunali, provinciali e regionali del Lazio «interpellati» dai
rappresentanti dei principali Comitati che ci occupano di questioni
legate alle grandi trasformazioni dei territori: grandi opere,
centrali, gassificatori, discariche… Dopo la pausa pranza, dalle 15
alle 18 si svolgerà un’assemblea alla quale prenderanno parte
associazioni, comitati, coordinamenti cittadini. Come vedi, sarà una
giornata molto significativa e l’occasione per un confronto non rituale
tra i più rilevanti comitati territoriali che hanno visto nell’
esperienza della No Tav in Val di Susa un segnale in grado di parlare a
tutte le popolazioni locali impegnate nella difesa e nella salvaguardia
dei loro territori. Certa del tuo interesse, ti invito a prendere parte
alla iniziativa della mattina di venerdì 14 luglio, presso la sala
della Protomoteca a piazza del Campidoglio, e di comunicarmi con
qualche giorno di preavviso la tua presenza.
INVIATO DA Anna Evelina Pizzo
Riferimenti: Luciana Latini - Tel. 0665932113 - Cell. 3471942273 email
llatini@regione.lazio.it

PAOLO MIELI, CORAGGIO
Egregio Direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, non Le sembri
strano che, in una giornata come questa in cui tutti siamo storditi e
felici, quasi ubriachi, dall'essere campioni del mondo, una comune
lettrice del Suo giornale, ma anche di altri, si accorga, e legga per
intero, quanto a Lei indirizzato dal vice Direttore de La Repubblica,
Giuseppe D'Avanzo che continuo a leggere puntualmente dai tempi in cui
era un professionista di punta e vanto del Suo giornale.
Come è, o dovrebbe essere, per la Politica, i giornali, e quindi i
giornalisti, prima che da altri, devono avere l'attenzione ed il
consenso dei lettori e, come diceva Indro Montanelli, i vostri giudici,
e sostenitori, sono i lettori che vengono prima di tutti, anche prima
dell'editore e della proprietà. Ciò lo ricordo a memoria perchè,
proprio Lei, caro Mieli, che di Montanelli ne ereditò la rubrica, La
Stanza, usava ripeterlo spesso, e con passione. Facendomi interprete
del comune lettore, nel caso che anche lei fosse, giustamente,
distratto dall'ebbrezza di essere cittadino della Nazione che ha vinto
il Pallone mondiale, Le trascrivo qua di seguito quanto a Lei
indirizzato dall'ex giornalista e, come si dice in gergo, punta di
diamante del Corriere della Sera, ora de La Repubblica, Giuseppe
D'Avanzo. Da quelle righe, pubblicate a pagina 30, emergono sentimenti,
valutazioni, e giudizi lucidi quanto rispettosi, in perfetta sintonia
con quanto soffrono, pensano, e giudicano, i lettori del Suo giornale,
caro Direttore. Ed emerge anche la condivisione e la solidarietà verso
il grande disagio che, sicuramente, stanno soffrendo alcuni Suoi
valenti collaboratori nel vedere la loro credibilità e la loro dignità,
di seri professionisti, messa non dico alla berlina, ma quasi. Anzi,
proprio alla berlina. Aprire le pagine concernenti la Spy Story delle
intercettazioni di Telecom, abusive ed illegali, oramai, è tutt'uno col
farsi delle grasse, quanto amare, risate. Di fronte alle cronache
francamente risibili ed imbarazzanti che, dopo un exploit iniziale di
informazione corretta, da troppo tempo il Suo giornale ammannisce circa
la Spy Story delle intercettazioni illegali in cui sono coinvolte
Telecom, ed il suo Presidente, e comproprietario del Corriere, Marco
Tronchetti Provera con tutto il suo codazzo, da incubo, di spioni
corrotti, violenti, hakers e corruttori nientepopodimeno messi a
dirigere e gestire il Cnag e la "sicurezza" di Telecom. Noi lettori del
Corsera, ed utenti e non utenti di Telecom, non sappiamo se trasecolare
e sganasciarci dal ridere o, invece, incazzarci a tal punto da
abbandonare la lettura, quindi l'acquisto, del Corsera. Coraggio
Direttore!, animo Paolo Mieli! Faccia lavorare i suoi valenti
giornalisti nel clima, dovuto loro, di rispetto e di dignità verso la
professione. Dignità e rispetto che derivano, soltanto, dall'informare
correttamente i propri lettori. Buon lavoro da Giuliana D'Olcese quota
rosa di internet www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm che, con
l'occasione, saluta ed augura buon lavoro a tutti i giornali e i
giornalisti d'Italia. Nessuno è escluso dalle mie liste. Le scrive
D'Avanzo, tra il serio e il faceto,: "Se Paolo Mieli non avesse così in
uggia il mestiere di informare i lettori che ancora hanno fiducia nel
"Corriere della Sera", si rimboccherebbe le maniche anche con
l'orticaria per capire perchè un'istituzione dello Stato (il Sismi)
paga un giornalista (Farina) per mettere a mal partito altre
istituzioni dello Stato (Palazzo Chigi e la Procura di Milano).
Chiederebbe ai suoi bravi cronisti di raccontare quali interessi
nascondono queste manovre oscure. Si sforzerebbe di spiegare ai suoi
lettori come, quando e perchè questo è avvenuto, e che cosa significa.
Ho lavorato per qualche tempo al "Corriere della Sera" e sono sicuro
che un'eccellente redazione saprà riportare nel lavoro quotidiano i
fatti la' dove oggi ci sono soltanto chiacchiere e maldicenze. (vedi,
per esempio, dico io D'Olcese, le spanzate, volutamente devianti, che
ci ha fatto ingollare il Corrierone sulle scopate e' chillu fesso do'
Principe!). Non so se Paolo Mieli l'ha mai saputo, - continua D'Avanzo
- ma so che la sua redazione non ha dimenticato che, senza
un'informazione basata sui fatti, la libertà d'opinione è soltanto una
beffa crudele". Una domanda mia a D'Avanzo, e a Olimpio del Corriere
della Sera: Come si fa per far sapere alla Procura della Repubblica di
Milano che segue la Spy Story delle intercettazioni di dare un occhio,
anche, dentro l'ENAV? Sia nella sede dell'Aeroporto Leonardo da Vinci,
Roma, che in quella di Via Salaria. Questo lo dico perchè oggi ho letto
Guido Olimpio sul Corriere che, citando D'Avanzo, scrive: "Un centro
segreto Cia-Sismi. Una "centrale d'ascolto" che potrebbe aver
consentito di spiare non solo i sospetti terroristi indicati dalla Cia,
ma, chiunque, osasse dare fastidio al Sismi". Quindi, dico io, di
spiare chiunque faceva sapere delle intercettazioni fatte abusivamente
a destra e a manca ma trovandosi tutte le porte, sbarratissime,
davanti... A cominciare dall'Ufficio legale di Telecom, nelle persone
dello staff e del direttore responsabile dottor Guglielmo Bove, a
finire al dottor Bruno Carbone responsabile dei servizi informatici
dell'ENAV.
INVIATO DA Giuliana D’olcese

«IO SCOMUNICATA DAL CARDINALE E ASSOLTA DAL PARROCO »
Quando qualche giorno fa la dottoressa Elena Cattaneo ha letto le
parole del cardinale Alfonso Lopez Trujillo non credeva ai suoi occhi:
«Va scomunicato chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali».
Sembrava che il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia si
rivolgesse proprio a chi, come lei, è impegnata da sempre in questa
delicatissima attività scientifica. «Sono cattolica e il discorso del
cardinale Trujillo non poteva lasciarmi indifferente - spiega al
Giornale la dottoressa Cattaneo, che dirige il laboratorio di biologia
delle cellule staminali del dipartimento di Scienze farmacologiche
dell'università di Milano - Il mio gruppo studia la rigenerazione delle
cellule nervose a partire da cellule staminali embrionali, ma nessuno
di noi crede per questo di dovere essere "scomunicato", anzi... ». Qual
è stata la sua prima reazione dinanzi alle dichiarazioni del cardinale
Trujillo? «Ho pensato che il pensiero di Trujillo non è condiviso da
tutta la Chiesa». Ma da una parte importante di essa, sicuramente sì.
«In molti hanno preso le distanze e la cosa mi ha fatto piacere». Ma
lei teme la «scomunica»? «Voglio credere che questa della "scomunica"
sia stata un'immagine a effetto, io comunque ho preso le mie
precauzioni... ». In che senso? «Un po' per scherzo, un po' seriamente
sono andata dal parroco del mio paese». A far cosa?? «Gli ho spiegato
la storia della "scomunica", chiedendogli di darmi un parere... ». E
lui cosa le ha detto? «Di non preoccuparmi. Che se il cardinale
Trujillo mi scomunica, a torgliermela ci pensa lui... ». Il cardinale
afferma che «distruggere embrioni equivale all'aborto». E quindi che
«la scomunica vale per la donna, i medici, i ricercatori che eliminano
l'embrione». Cosa ne pensa? «Innanzitutto noi non eliminiamo nessun
embrione, limitandoci a usare cellule destinate al congelamento
distruttivo». Nessun problema etico, quindi? «Al contrario: l'etica è
sempre al centro del nostro lavoro. Così come il rispetto per le leggi
in vigore. E poi mi lasci dire una cosa... ». Dica. «Seguendo la logica
del cardinale Trujillo bisognerebbe estendere la "scomunica" anche a
tutti i pazienti che beneficiano quotidianamente delle nostre analisi e
a tutti i ricercatori che operano sulle cellule adulte beneficiando dei
nostri test sulle embrionali». Cosa significa in parole semplici? «Che
non possiamo lavorare per compartimenti stagni. La ricerca sulle
staminali adulte deve procedere di pari passo con quella sulle
embrionali». Il motivo? «Perché le conoscenze acquisite da una parte
sono indispensabili per ottenere progressi dall'altra». Altro che
«scomunica», il problema è molto più complesso. «Affrontarlo nei
termini del cardinale Trujillo non ha senso. La verità è che la legge
40 dovrebbe consentirci di lavorare con budget finanziari molto più
ampi di quelli disponibili oggi. Fare ricerca è infatti diventato quasi
impossibile e molto si basa sulla passione e lo spirito di sacrificio
dei giovani scienziati». Giovani come lei che a 44 anni ha già alle
spalle un master al Mit di Boston. «Per tre anni ho sacrificato la
famiglia. Ma per capire che non rappresento un'eccezione, basterebbe
conoscere i 25 fantastici collaboratori con i quali fino a tarda sera
lavoriamo ogni giorno nel nostro laboratorio di biologia».
FONTE Il Giornale
ARTICOLO DI Nino Materi
INVIATO DA Associazione Coscioni

COMUNICAZIONE ASSOCIAZIONE EVALUNA
Associazione culturale - Libreria delle donne in collaborazione con
ARTENOPE associazione arci, giovedì 13 luglio 2006 Napoli esoterica
partenza piazza bellini ore 21.00 Napoli è città di magia, stregoneria,
alchimia, fantasmi e antropologia delle anime in pena, quindi, basterà
camminare per i vicoletti, scrutare nei cortili degli antichi palazzi,
per rendersi conto che il tempo è trascorso, tante sono state le
trasformazioni, ma il manto di mistero che avvolge il centro antico è
divenuto ancora più fitto e interessante da conoscere. Forse tutto è
rimasto, come afferma Matilde Serao: "un antico mistero medioevale,
sensuale e meridionale.." Le visite guidate prenderanno l´avvio, dalle
mura greche in piazza Bellini per approdare a Palazzo Spinelli passando
per l'ipogeo della Chiesa del Purgatorio ad Arco, La chiesa di San
Gregorio Armeno de il miracolo di Santa Patrizia... *Via dei Tribunali
e i suoi fantasmi: o´ munaciello, la bella `mbriana, gli spiriti della
casa; * La chiesa di S.M. della Pietrasanta, il tempio di Diana; * Le
danze sotto la luna piena e i sabba delle streghe; oggettistica
esoterica e magia delle candele; gli scongiuri e i riti contro il
malocchio, janare, pacchiane, zingare e fattucchiere; * Vico Fico al
Purgatorio ad Arco e Palazzo Spinelli (la storia di Bianca); * La
chiesa del Purgatorio ad Arco e l´antropologia delle anime in pena; *
La liquefazione del sangue dei santi e dei martiri; * Il Palazzo San
Severo e la sensuale Maria D´Avalos, il principe di San Severo e i
simboli massonici; * Regio Nilensis, la statua del Nilo, il Tempio di
Iside, il dio Mitra e altri culti iniziatici; IL CONTRIBUTO PER LA
VISITA GUIDATA E´ DI €10 (sconto 10% soci arci). E´ gradita la
prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: EVALUNA associazione
culturale - www.evaluna.it tel. 081/292372 - ARTENOPE associazione arci
- 339 5295574 e info@artenope.it


10 luglio 2006

news 10 luglio

Eccoci, qui, dopo 24 anni a festeggiare il 4° campionato del mondo,
vinto dalla nostra nazionale di calcio. Al di là di ogni evento
sportivo in sé, la vittoria in questo campionato rappresenta molto di
più per tutti gli italiani, specialmente per quelli che vivono e
lavorano all’estero e nello specifico in Germania. E’ la vittoria di
coloro che sanno essere umili senza inutili esaltazioni di
nazionalismo, di quelli che sanno lottare sempre senza arrendersi mai.
E’ la vittoria contro tutte le ingiurie che sono state scritte dai
giornali tedeschi. Certo, vincere un campionato del mondo non potrà
cambiare la condizione degli italiani all’estero, sicuramente non
cesseranno le discriminazioni verso i nostri conterranei, quasi di
sicuro alcuni tedeschi e chissà chi altro, continueranno a definirci
dei parassiti e dei mafiosi. Ma stavolta abbiamo vinto noi e con noi ha
vinto il cuore di un’intera nazione. Tutto il resto, sono solo
chiacchiere. Bravi Azzurri!!! Buena Vida a tutti e Buena Vida anche a
voi.
Carla Liberatore Gaya CsF

NOTIZIARIO GAYA CsF
10 LUGLIO 2006

COMUNICAZIONE C.S.U. L’AQUILA
“CENTRO STUDI ULRICHS “
L'Aquila - Parco del Sole (Collemaggio) Padiglione Cultura (Festa
de L'Unità) Martedi 11 luglio 2006 ore 21,00 incontro dibattito:
Liberi di scegliere, liberi di amare... un Pacs avanti! interviene
Franco Grillini presidente Onorario ARCI GAY . Mercoledi 12 luglio 2006
ore 21,00 incontro dibattito: Liberi e in Pacs interviene Vladimir
Luxuria
C.S.U. L'AQUILA http://xoomer.alice.it/csulaquila

COMUNICAZIONE GAY ROMA
“LE VITTIME DIMENTICATE”
Roma, 13 luglio 2006. Dibattito su "Le vittime dimenticate" presso la
“Sala degli Affreschi” in Via dei Mille n. 6 dalle ore 15.00 alle ore
19.00. Intervengono: Giorgio Giannini, Ferdinando De Leoni, Ulderico
Daniele, Lorenzo Benadusi, Mauro Cioffari, Dino Barlaam e Bruno
Tescari. Perché la Memoria ci aiuti sempre a trovare le ragioni stesse
della nostra convivenza civile. Progetto Biennio della Liberazione Casa
dei Diritti Sociali. LE VITTIME DIMENTICATE Giovedì 13 Luglio 2006
Presso la “Sala degli Affreschi” Via dei Mille 6 ore 15:00 - 19:00 Ore
15:00 Presentazione della giornata Intervengono: Giorgio Giannini,
docente di discipline giuridiche; Ferdinando De Leoni, Presidente ANPI;
Ulderico Daniele, Ricercatore di Antropologia presso l’Università la
Sapienza; Lorenzo Benadusi, ricercatore presso l’Università la
Sapienza; Mauro Cioffari, movimento Gayroma.it; Dino Barlaam,
Presidente AVI; Bruno Tescari, Presidente Fishc. Ore 16:30 Coffee
Break. Ore 17:00 Tavola rotonda.

LETTERA APERTA AD ARCIGAY NAZIONALE
Da tempo volevamo scrivervi, per cercare di capire le numerose
ambivalenze che animano la vostra linea politica e associazionistica, e
la situazione creatasi prima e dopo il GLBT Pride a Catania rende
questa esigenza di chiarezza notevolmente più urgente. La questione
prende l’avvio dalla ormai famosa – o meglio famigerata – lettera che
il Pegaso scrisse al quotidiano La Sicilia in occasione del GLBT Pride
2001 organizzato dall’Open Mind, in cui definiva la manifestazione una
“fiera di patologie”, e che costò al Pegaso l’espulsione da Arcigay.
Dopo qualche anno di silenzio, tra le due realtà c’è stato un
riavvicinamento, a partire dall’intervento dell’Arcigay in occasione
del Mediterranean Expo tenuto a Catania, culminato con la
riaffiliazione del circolo Pegaso. Quello che vorremmo capire è come l’
Arcigay risolve le palesi contraddizioni di questo atto. Gli anni
trascorsi, infatti, non hanno portato alcuna modifica nel pensiero di
questi signori, riammessi, dunque, con tutta l’eredità di metodologie e
contenuti che li contraddistingue. Quanto diciamo è dimostrato dalle
stesse parole dei componenti del Pegaso nella illuminante
corrispondenza – aperta – tenuta tra Giovanni Caloggero e Lorenzo
Canale, di cui alcuni passaggi sono davvero emblematici del giudizio
che essi danno a tanta parte della comunità GLBT, che “loro” dovrebbero
rappresentare. “…coloro che si attribuirono da soli (democraticamente
:) ) il diritto di organizzare i diversi Pride dal 2000 in poi, MAI
hanno invitato il Pegaso a parteciparVi…” “…il cosiddetto Pride
Catanese 2006 NON SARA' RAPPRESENTATIVO della comunita' glbt catanese,
mancando ad esso l'apporto delle istituzioni omosessuali DAVVERO
RAPPRESENTATIVE della stessa comunita'…” “…quel pride, fatto da
battone, ubriachi, drogati e donne (meglio dire una loro grottesca
caricatura) a seno nudo, mi e' sembrato e mi sembra tutt'oggi una vera
e propria fiera di patologie...”“…E' forse questa l'immagine della
comunita' omosessuale che Ella vorrebbe offrire? E' forse questa la via
strategica per portare avanti battaglie difficili da fare comprendere
alla societa' gia' ostile verso il mondo gay? Non sono forse ancora
oggi da definire patologici determinati atteggiamenti? Caro Signore, il
Pride e' strumento efficace ed intelligente di lotta e non di
ostentazione scandalistica…” “…Queste considerazioni, se le ha
formulate, le vada a fare anche al Cassero ed ai Suoi amichetti che
organizzano cene, cenette e festicciuole di autofinanziamento. Ma loro
sono piu' accettabili perche' pochi, poveretti, ed incapaci di
organizzare in grande…” “…Io, personalmente, non li riconosco come
facenti parte del movimento ma solo come componenti un reparto della
divisione psichiatrica…” Non abbiamo mai replicato a queste parole, le
risposte di altri membri della comunità GLBT sono state più che
adeguate, ma in questa sede occorre fare alcune considerazioni. Innanzi
tutto respingiamo decisamente le accuse di furto di attrezzature e
quant’altro, mosse a Francesco Tosto, che è stata persona importante
per il centro, e che ora è all’estero. Sa bene, il dott. Caloggero, che
le cose andarono diversamente. L’Open Mind non ha mai pensato di poter
rappresentare l’intera popolazione GLBT, insieme eterogeneo e spesso
contraddittorio in cui confluiscono una infinità di vissuti, scelte,
stili e forme. Ciò nonostante, le adesioni che abbiamo ricevuto quest’
anno la dicono lunga sulla condivisione di idee e modi che gran parte
del movimento GLBT ci ha mostrato. Siamo inoltre orgoglios* che ai
“nostri” Pride intervengano battone, drogati e pseudo-donne: il Pride è
un momento di festa, ma è anche un momento di forti rivendicazioni
politiche sui diritti negati, diritti che “noi” pretendiamo per tutt*,
professori e battone, drogati e architetti, pseudo-donne, pseudo-uomini
e pseudo-cani. È sconvolgente il razzismo che si legge in certe
affermazioni del Pegaso-Arcigay Catania, e il disprezzo che esprimono
riguardo transessual*, compagn* dei centri sociali – con cui spesso
condividiamo le battaglie politiche più sentite – e donne. Quale
strategia politica è sottesa all’immagine di una comunità in giacca e
cravatta per le strade, e in magliette traforate e lustrini nel buio di
una discoteca? Noi non crediamo in una sessualità normata e
normalizzata, ma nella forza rivoluzionaria dell’essere GLBT, in tutte
le sue manifestazioni. Stonewall, che si ricorda ogni anno con il
Pride, è stata una vera e propria rivolta ed è iniziata dal lancio di
una scarpa con il tacco da parte di Sylvia Rivera, una transessuale. La
follia, intesa nella sua accezione creativa, è il sale del mondo. Noi
ci teniamo la nostra pazzia, e il Pegaso-Arcigay Catania si tenga la
sua ordinaria normalità. Ancora, siamo fier* della nostra capacità di
autofinanziamento, ottenuta con quelle cenette e festicciole tanto
disprezzate dal dott. Caloggero. Grazie a questa pratica siamo
economicamente – e politicamente – autonom* e indipendent* e non
abbiamo bisogno di padrini e di padroni! Il Pegaso è un’abile realtà
commerciale. L’Open Mind fa politica. Ad ognuno il suo destino. Per
finire, perché mai avremmo dovuto invitare il Pegaso-Arcigay Catania
alle nostra manifestazioni, visto il reiterato disprezzo che ostenta
per le modalità e per il contenuto dei “nostri” Pride? E soprattutto,
perché sono tanto rammaricati di non essere stati invitati, visto il
suddetto disprezzo? Per quanto riguarda poi la manifestazione nazionale
“ORGOGLIOSO ANTIFASCISMO”, da noi proposta per il 16 settembre,
riteniamo quanto meno inopportuna l’adesione del Pegaso, vista la loro
lunga vicinanza politica con Alleanza nazionale a Catania e
precisamente con Giuseppe Arena, attuale vice-sindaco di Catania. Non
capiamo come si possano supportare i fascisti e contemporaneamente
aderire ad una manifestazione antifascista. Diverso è il discorso per
Arcigay nazionale. A questa, e a numerose altre associazioni, è stato
infatti inviato il documento politico del Catania Pride 2006, che
poteva essere sottoscritto, o meno, in piena libertà di coscienza. Chi
ha voluto, ha aderito. Chi non ha voluto, non ha aderito. Perché
dunque, per quanto accaduto a Catania il 28 giugno, Arcigay manda dei
comunicati di solidarietà in cui si “dimentica” di nominarci come Open
Mind, rivolgendosi a non meglio identificati “organizzatori”? E perché
esprime la sua solidarietà, sebbene non invitati? Perché non si assume
la responsabilità politica di non aver voluto – o potuto? – aderire al
nostro documento? Come spiega, infine, Arcigay nazionale la
riaffiliazione del circolo Pegaso? Con questa nostra, cerchiamo una
risposta ai molti interrogativi qui riportati. Catania, 7 luglio 2006.
OPEN MIND
Centro di iniziativa Gay Lesbica Bisessuale Trans-
via Gargano 33, 95129 – Catania – tel/fax 095.532685
www.openmind.too.it - opencatania@tiscali.it

*ParaSismi, PARAVENTI & PARACULI*
Dove andranno a parare lo scandalo Sismi & Marco Tronchetti Provera?
E, arresti domiciliari a parte di cui, "chissà perchè"..., Marco
Mancini numero due dei nostri servizi segreti appare sicuro, come se la
caverà il sullodato grande amico ed ex collega di Giuliano Tavaroli,
l'ex capo del Cnag e superprotetto factotum di Tronchetti Provera,
responsabile, oltre che del Cnag anche della sicurezza della Pirelli,
che passava notizie al Sismi ed ora indagato per intercettazioni
abusive in combutta con Emanuele Cipriani grande amico suo e di Marco
Mancini? Tronchetti Provera sapeva o non sapeva delle intercettazioni
illegali fatte a man bassa dai tre spioni? Per quali "collaborazioni e
consulenze" versò a Cipriani ben 14 miliardi?! 14 miliardi per cosa? E
perchè li versò su conti di banche estere? E delle intercettazioni
illegali di Tavaroli e Mancini, il generale Pollari capo degli 007,
diretto superiore di Mancini, sapeva o non sapeva? E il governo
Berlusconi, e Gianni Letta? A ben guardare la rete, gli snodi, le
postazioni telefoniche e i terminali, gli headers e gli IP delle
intercettazioni direi proprio di sì. Tel chi er Triangolo de le
Zozzerie http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_67.htm E il
governo Berlusconi, e Gianni Letta, sapevano o non sapevano della rete
costruita da Mancini per collaborare illegalmente con la Cia? E
Tronchetti Provera, se sapeva, sapeva che Gianni Letta sapeva? (se
sapeva). Qualcuno si è fatto un giretto per l'ENAV, che controlla anche
i voli Cia, a vedere come stanno messi i telefoni? Storia
intricatissima di cui gli italiani devono sapere ma che, invece,
rischia il segreto di Stato come rischia il segreto di Stato la
tragedia, avvenuta l'estate scorsa, dell'Atr 72 della Tuninter
precipitato al largo di Palermo, in modo che non se ne sappia più nulla
come per il "rapimento" di Abu Omar, Ustica, Piazza Fontana, ecc. ecc.
ecc. Quindi, è plausibile che uno Stato deleghi la libertà dei
cittadini alla gestione di un signore privato (Tronchetti)? La cosa si
fa pesante http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_58.htm E
cosa sarà di Telecom che è ingolfata dai debiti? Tronchetti Provera,
messo male finanziariamente anche a causa di Tim e Pirelli Brasile,
dovrà vendere Telecom? E a chi dovrà venderla? E La7? A Carlo De
Benedetti o alla famiglia De Agostini? Giuliana D'Olcese quota rosa di
internet che vi ricorda che risponde a tutti i vostri commenti e che
chi non riceve un mio cenno può chiamarmi sul cellulare www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
P.S.: Cito poche righe, ma significative, e condivisibili che si sia
di destra o di sinistra, dell'articolo di Eugenio Scalfari pubblicato
su La Repubblica domenica 9 Liuglio '06, pag. 1-37.: "L'aspetto più
grave, inedito e inaudito, riguarda lo spionaggio illegale ai danni di
alcuni giornalisti, (di cui, caro Scalfari, io mi sono ben resa conto,
e l'ho scritto, fin da Febbraio 2005 tanto che ho portato in giudizio
Telecom con annessi & connessi) l'ingaggio di altri, la compiacenza di
molti. (vuoi dire Tutti gli uomini del Dott.Tronchetti?). Questi fatti
configurano un attentato vero e proprio contro la libertà di stampa da
parte di un servizio preposto alla sicurezza dello Stato. Chiama
pertanto in causa direttamente il governo, il Parlamento e lo stesso
Presidente della Repubblica in quanto organi chiamati a tutelare i
diritti garantiti dalla Costituzione. Non c'è lavoro sporco che possa
essere invocato a giustificazione dei reati contro la Costituzione,
occorre che l'accertamento sia rigoroso e la sanzione inflessibile".
Prosegue Scalfari: "Ma il governo attuale, deve risolvere un altro più
semplice ma per certi aspetti più grave problema: il Sismi ha messo
sotto spionaggio illegale alcuni giornalisti, (da non dimenticare, caro
Scalfari, le abusive e violente intercettazioni subìte da migliaia di
normali cittadini) altri ne ha assoldati per depistare e intralciare
l'esercizio della giurisdizione, ha diffuso disinformazione in modo
sistematico su temi delicatissimi elencati nei giorni scorsi dal nostro
giornale con dovizia di particolari, documenti, date". www.larepubblica.
it
Giuliana D’Olcese


COMUNICAZIONE
UFFICIO STAMPA
PROSPETTIVA EDITRICE
NOVITA’:Il mondo di Nathan Never - Visioni future del nostro presente
di Marco Gianotti (saggio sul fumetto di fantascienza della Bonelli)
Divini insegnamenti di Massimo Montefiore (saggio sulle pagine
bibliche) La vita che forse di Chiara del Soldato (narrativa - un
incidente d'auto e una donna in coma con la vita che scorre comunque)
Generazioni morte di Raphael Angelo San (narrativa - tre amici studenti
da scuola serale filosofeggiano ai limiti dell'autodistruzione alla
ricerca dell'essenza). La collera del cielo di Antonio Barcella
(narrativa - due famiglie del meridione, un monastero, un santo e le
stigmate artificiali. Ma la collera è vicina). Televideo RAI Pagina
569 In vetrina i libri "Memoria di un imperfetto" di Fabio Turin e
"L'ultima magia" di Gianni La Corte Da oggi i nostri libri diventano
"Amici delle foreste" Prospettivaeditrice aderisce alla campagna di
Greenpeace Il premio Nobel Josè Saramago si è unito alla Campagna di
Greenpeace "LibriAmici dei Boschi", tesa a promuovere l'uso della carta
FSC, un marchio che garantisce che il materiale impiegato è riciclato
od ottenuto con un utilizzo sostenibile delle foreste e che la carta è
stata prodotta con tecniche poco inquinanti. La casa editrice ha
aderito e da oggi tutti i prodotti saranno certificati. Anche tu puoi
fare di più: www.greenpeace.org/italy/campagne/foreste. La voce di
Prospettiva Editoria e prostituzione www.prospettivaeditrice.
it/iniziative/lavoce.htm - Territori Prospettiva Tesionline Tanti saggi
in uscita nei prossimi mesi www.tesionline.it/news/tesi-in-libreria.jsp
- E-Book e Audiolibri in primo piano kappaeventi.com lancia i libri
del futuro www.kappaeventi.com - L'Assenzio Il pensiero prosciolto a
metà www.interrete.it/assenzio/assenzio.htm - Festival letteratura di
Calabria www.prospektiva.it/festival-calabria.htm
Prospettiva editrice & c. Sas di Giannasi Andrea
ISBN Editore 88-7418
Via Terme di Traiano, 25
00053 Civitavecchia - Roma
Tel e Fax 0766 23598
www.prospettivaeditrice.it
segreteria@prospettivaeditrice.it

NESSUNO TOCCHI CAINO
08.07.06
IRAQ. MALIKI, ‘SPERO CHE SADDAM VENGA PRESTO GIUSTIZIATO’ - 5 luglio
2006: il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki spera che Saddam
Hussein venga giustiziato presto. “Quando avverrà l’esecuzione di
Saddam?”, ha chiesto un giornalista ad al-Maliki, nel corso di una
conferenza stampa tenutasi a Kuwait City. "Presto, se Dio vuole", ha
risposto il Primo ministro iracheno. Ad al-Maliki è stato inoltre
chiesto chi ratificherà l’eventuale condanna a morte dell’ex dittatore:
“Il gruppo dirigente – ha dichiarato il Primo ministro - saprà firmare
per la sua esecuzione, così come ha fatto nel caso di precedenti
esecuzioni”. Essendo contrario alla pena capitale, il Presidente
iracheno Jalal Talabani ha dichiarato di non voler firmare il decreto
di esecuzione dell'eventuale condanna a morte di Saddam, attualmente
sotto processo per la strage degli sciiti di Dujail, avvenuta nel 1982.
La settimana scorsa lo stesso al-Maliki ha fatto sapere che i tribunali
iracheni negli ultimi due anni hanno emesso 260 condanne a morte. Di
queste, 22 sono state eseguite. Nessuno tocchi Caino ha notizie di 3
esecuzioni nel 2005 e 13 nel 2006. Al-Maliki ha fornito ai ministri le
cifre per sottolineare la necessità di portare rapidamente davanti ai
tribunali le persone accusate di violenze e di eseguire le sentenze.
PAKISTAN. OTTO GIUSTIZIATI DI UNO IN PUBBLICO - 4 luglio 2006: tre
uomini sono stati impiccati nel carcere di Gujranwala, Pakistan, per
gli omicidi di cinque persone. Si tratta dei due fratelli Ilyas e
Ghulam Abbas, e del loro cugino Asif, giustiziati dopo che i tentativi
di ottenere il perdono dai familiari delle vittime sono falliti. Per
favorire il compromesso, le impiccagioni erano state rimandate per
quattro volte. Prima di essere messi a morte, i tre avrebbero chiesto
alle loro famiglie di non cercare vendetta. Erano stati riconosciuti
colpevoli degli omicidi di cinque persone, identificate come Liaqat,
Akram, Inayat, Abid e Zahid, avvenuti 11 anni fa a seguito di diverse
liti. Il 30 giugno, un uomo, che avrebbe presumibilmente ucciso due
persone, è stato giustiziato dal sistema di sharia talebano, in un
villaggio pakistano vicino il quartier generale regionale del Nord
Waziristan, Miramshah. Ihsanullah, 30 anni, è stato portato, bendato,
nel campo d’esecuzione dagli eredi dei due uomini assassinati. Ai due
familiari delle vittime sono stati dati dei Kalashnikov, ognuno di loro
con tre proiettili, mentre un militante locale leggeva una breve
dichiarazione avvisando i presenti di trarre insegnamento dall’
esecuzione. Erano presenti centinaia di persone tra cui anche bambini.
Ihsanullah era stato accusato di aver ucciso Akhtar Zaman e Inamullah
in seguito ad una lite il 22 giugno. Era stato poi catturato dai
militanti subito dopo il fatto. I militanti hanno chiesto ai familiari
delle vittime se volevano perdonarli o vendicare il delitto come
previsto dai principi islamici dell’occhio per occhio. I familiari si
sono rifiutati di concedere il perdono scegliendo il badal, termine
Pashtun che significa vendetta. Il giorno prima, altri quattro uomini
erano stati impiccati per lo stupro di una ragazza, dopo che il
presidente Pervez Musharraf aveva respinto le loro richieste di grazia.
I nomi dei giustiziati sono: Shehzad Ahmad, 29 anni, Muhammad Ashraf,
34, Mubarik Ali, 28, e Umer Hayat, 32. “Sono stati impiccati alle 4 e
30 di mattina”, ha detto un responsabile della prigione di Faisalabad.
Tutti di religione islamica, i quattro erano stati condannati da un
tribunale anti-terrorismo per aver stuprato in gruppo una giovane di
fede cristiana, sotto la minaccia di una pistola. Avrebbero commesso il
crimine il 7 novembre 1999, nella città di Faisalabad. Le condanne a
morte erano state confermate dalla Corte Federale Islamica.
USA. ‘ANESTESISTI, NON COLLABORATE ALLE INIEZIONI LETALI’ - 3 luglio
2006: la Società Americana di Anestesia ha invitato i propri membri a
non prendere parte ad esecuzioni mediante iniezioni letali, anche se a
chiederlo fosse un tribunale. In una lettera indirizzata ai circa
37.000 membri, il presidente dell’associazione, Orin Guidry, ha
richiamato il Codice etico dell’Associazione Medica Americana, che
recita: “Il medico, che svolge un’attività finalizzata alla
preservazione della vita, non dovrebbe partecipare ad un’esecuzione
legalmente autorizzata”. L’invito giunge mentre nel Paese crescono le
critiche al metodo dell’iniezione letale: se il condannato non viene
adeguatamente anestetizzato dalla prima delle tre sostanze iniettate,
le altre due – che paralizzano muscoli e cuore – potrebbero causare
estremo dolore, violando il divieto costituzionale sulle punizioni
“crudeli e inusuali”. Un tribunale del Missouri – continua la lettera
- ha di recente stabilito che debba essere un anestesista a preparare
il mix letale, osservandone poi l’applicazione. Secondo i media locali,
lo Stato starebbe cercando anestesisti cui affidare il compito. “Un
tribunale non può modificare i principi morali di un medico solo per le
proprie necessità”, scrive Guidry. “L’iniezione letale non è un’
invenzione dell’Anestesiologia e le problematiche ad essa legate non
sono un nostro dilemma. Il sistema giuridico si è messo in un angolo e
non è nostro compito tirarlo fuori”.
MOLDOVA. VERSO ELIMINAZIONE PENA CAPITALE DALLA COSTITUZIONE - 29
giugno 2006: il Parlamento della Moldova si accinge ad eliminare dalla
Costituzione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o
nell’imminenza di una guerra. Il disegno di legge abolizionista -
sottoscritto da 44 deputati in rappresentanza di tutti i gruppi
parlamentari – è stato depositato in Parlamento e prevede l’
eliminazione dalla Costituzione del Paragrafo 3 dell’Articolo 24. Si
avvicina quindi l’avvio delle procedure che consentiranno alla Moldova
di ratificare il Tredicesimo Protocollo alla Convenzione Europea per la
Protezione dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali, relativo
all'abolizione della pena di morte in tutte le circostanze. Il Sesto
Protocollo alla suddetta Convenzione, relativo all’abolizione della
pena capitale per atti commessi in tempo di pace, è stato ratificato
dalla Moldova nel 1997. Il Paese ha abolito la pena di morte nel
dicembre del 1995. La pena di morte è mantenuta nella Transdniestria,
la zona separatista non riconosciuta a livello internazionale. Nella
regione, che si è autonomamente dichiarata indipendente dalla Moldova
nel 1990, la pena capitale è prevista in tempo di pace e di guerra. Il
metodo di esecuzione è la fucilazione e nel 2002 c'era un solo detenuto
nel braccio della morte. Le donne e i minori di 18 anni al tempo del
reato non possono essere condannati a morte. Il 6 luglio 1999, il
Presidente de facto ha firmato un decreto per una moratoria delle
esecuzioni con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 1999. La
moratoria è ancora in vigore. Secondo il Codice Penale il Presidente ha
la facoltà di concedere la grazia. La pena di morte può essere
commutata in ergastolo o sostituita con una detenzione di 25 anni.
CINA. AL VIA PROCESSI D’APPELLO CON UDIENZE PUBBLICHE - 7 luglio 2006:
a partire la 1 luglio tutti i processi d’appello relativi a casi
capitali dovranno svolgersi in Cina con udienze pubbliche. Gli avvocati
difensori potranno pronunciare le loro arringhe e gli imputati rendere
deposizioni. Le udienze – infine - saranno videoregistrate, in modo da
poter essere riesaminate. “In questo modo – ha dichiarato Xiao Yang,
presidente della Corte Suprema del Popolo - il nostro sistema
giudiziario farà riferimento a nuovi e più alti standard”. Finora le
Alte Corti provinciali hanno approvato condanne capitali solo sulla
base dei fascicoli relativi ai diversi casi giudiziari, senza ascoltare
avvocati ed imputati. Nelle intenzioni delle autorità cinesi, le nuove
misure impediranno condanne a morte sulla base di confessioni estorte
dalla polizia o dalle procure ricorrendo alla tortura. "In una
relazione della Corte Suprema sugli errori giudiziari che hanno portato
ad esecuzioni, si e' scoperto che nella maggior parte dei casi si era
fatto ricorso alla tortura per estorcere confessioni", ha spiegato il
vice capo della Corte, Zhang Jun.


COMUNICAZIONE SCUOLA DI CINEMA
Organizzato dalla Scuola di Cinema di Roma all’Isola del Cinema tocca
a te! workshop di preparazione ai provini per il Cinema, la
Televisione, la Pubblicità con Franco Alberto Cucchini uno dei più
importanti casting director del cinema in un set montato dalla scuola
nell’Isola del Cinema mercoledì 12 luglio alle 18.00 la partecipazione
è offerta dalla scuola e, quindi, interamente gratuita il workshop è a
numero programmato è necessario prenotarsi e richiedere le scene.
informazioni e prenotazioni, per richiedere le “scene” www.
scuoladicinema.it - studios: via panisperna 101, roma (stazione
termini - s. maria maggiore) (metro “cavour”) ( 06.48.15.676,
info@scuoladicinema.it - allo stand della scuola di cinema di roma all’
isola del cinema Franco Alberto Cucchini “il giudice mastrangelo 2”,
(2006), ”capri”, “la freccia nera”, “il giudice mastrangelo”, “48
ore”, (2005); “bell’antonio”, “persona non grata” (2004); “il bambino
di carta”, “al di là delle frontiere”, (2003); “marcinelle”, “giulio
cesare”, “rivoglio i miei figli”, “sogno di luna di miele italiana”,
“la guerra è finita”, (2000); “il signore dell’anima”, “l’amore
uccide”, “tutti i sogni del mondo”, “dopo la sentenza”, (2001);
“piccolo mondo antico”, “pasolini”, “assassini giorni di festa”,
(2000); “le ragazze di piazza di spagna”, “return to me”, “every day
little better”, (1999); “don milani”, “boom”, (1998); ...


News 6 luglio

CONSULTA: LEGGE TOSCANA ANTI-DISCRIMINAZIONI; ARCIGAY, LE ALTRE
REGIONI APPROVINO LEGGI ANALOGHE. GRAZIE A VERONESI PER LA PAROLE SUI
GENITORI GAY
“Finalmente la Corte costituzionale fa giustizia degli attacchi
mossi dal governo Berlusconi contro la legge anti-discriminazioni della
regione Toscana. Ora chiediamo a tutte le amministrazioni regionali
italiane di varare un’apposita legge che tuteli le persone gay,
lesbiche, bisessuali e transgender e che governo e parlamento
legiferino al più presto per quanto di loro competenza”. Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, accoglie la buona
notizia: la Consulta ha rigettato il ricorso mosso da Silvio
Berlusconi, allora presidente del Consiglio dei Ministri, contro l’
intera Legge Regionale n. 63 del 2004 “Norme contro le discriminazioni
determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. La
Corte ha infatti dichiarato illegittimi solo tre dei sedici articoli
della legge, ma unicamente in quanto relativi a materie di esclusiva
competenza statale. “Oggi salutiamo positivamente – aggiunge Lo Giudice
– anche le belle parole di Umberto Veronesi sulla genitorialità gay. L’
illustre medico e ex ministro della Salute ha ribadito, con la grande
autorevolezza che tutto il mondo gli riconosce, due semplici verità:
che ogni donna, comprese quelle lesbiche, ha diritto alla maternità e
che nessuna ricerca scientifica indica che, per crescere in modo
equilibrato, un bambino abbia bisogno di crescere con due genitori di
sesso diverso. Grazie professor Veronesi, per riaffermare la voce della
scienza in un paese così afflitto dalle ideologie”.
Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO
Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia
Iran - Rajavi : 30.000 Iraniani al parco di esposizioni dell'Bourget a
Parigi
30.000 iraniani al parco di esposizioni dell'Bourget a Parigi
sostengono il cambiamento democratico in Iran con Maryam Rajavi
Rajavi: la resistenza organizzata, con la sua vasta base popolare, è
capace di mettere in marcia il potenziale enorme del cambiamento
1 Luglio - Aujourd'oggi dopo mezzogiorno, 30.000 iraniani al parco di
esposizioni dell'Bourget, hanno partecipato alla più grande raccolta
degli iraniani all'estero. Hanno espresso la loro opposizione
all'acquisizione della bomba atomica con il regime dei mullah e ad un
intervento militare straniero in Iran e contro la politica di
condiscendenza verso i mullah. Hanno difeso il cambiamento democratico
con Maryam Rajavi la presidente della repubblica eletta della
resistenza. Gli iraniani residenti in Francia ma anche numerosi
rappresentanti della diaspora iraniana in vari paesi dell'Europa e
dell'America settentrionale hanno sottolineato unanimemente: non alla
guerra, non alla condiscendenza, sì al cambiamento democratico con
Maryam Rajavi. La Sig.ra Maryam Rajavi ha dichiarato nel suo discorso
che i dirigenti occidentali pensavano che offrendo concessioni ai
mullah e sacrificando la resistenza, avrebbero conservato gli interessi
dell'occidente. Ma il risultato di questa politica è l'arrivo al potere
di Ahmadinejad, il ravvicinamento dei mullah alla bomba atomica che
mettono il mondo dinanzi alla minaccia della guerra. Oggi c'è soltanto
una sola via per neutralizzare questo pericolo. Il rispetto della
volontà del popolo e della resistenza iraniana per un cambiamento
democratico in Iran. La presidente della repubblica eletta della
resistenza iraniana, di cui il discorso è durato 90 minuti si è
costantemente interrotto da applausi nutriti. La Sig.ra Rajavi ha
aggiunto: "Dotata di un ideale legittimo, di una forza organizzata, di
una vasta base popolare, la resistenza iraniana può fare muovere il
potenziale enorme popolare contro il regime dei mullah particolarmente
presso le donne." È per questo che ha chiamato a varie riprese ad un
referendum libero sotto l'egida dell'ONU. "La signora Rajavi ha
proseguito:" Non vogliamo né denaro, né armi all'occidente, ma vogliamo
soltanto egli resta neutrale nella lotta del popolo iraniano per il
cambiamento e che elimina l'etichetta terroristica del Mojahedin del
popolo iraniano e riconosca il diritto del popolo iraniano alla
resistenza. Parlando del pacchetto di misure incintivi ed i negoziati
dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza con il regime, la
signora Rajavi ha sottolineato: Se con i negoziati potete costringere
questo regime selvaggio ad arretrare della repressione, del terrorismo
e della bomba atomica, allora se ne rallegreremo. Ma i 25 anni scorsi
hanno dimostrato che i negoziati con questo regime non si sono
realizzati e non si realizzeranno. La presidente della repubblica
eletta della resistenza iraniana ha sviluppato in questa riunione
storica il suo programma per l'Iran di domani in quattordici punti ed
ha detto: Vogliamo una repubblica pluralistica, fondata sulla
separazione della religione e dello Stato, nella quale tutte le libertà
individuali, politiche e sociali e l'uguaglianza tra gli uomini e le
donne siano garantite in tutti i settori. Difendiamo l'abolizione della
pena di morte e desideriamo la pace, la coesistenza pacifica, ed il
ristabilimento delle relazioni diplomatiche con tutti i paesi. Vogliamo
un Iran non nucleare e sprovvisto delle armi di distruzione massiccio.
Personalità di tutta l'Europa sono intervenute all'tribuna per
difendere la terza via proposta dalla signora Rajavi. La Sig.ra Edith
Cresson ex primo ministro francese, dei sindaci di molte città della
Francia e numerosi parlamentari, Sid Ahmed Ghozali ex Premier ministro
algerino, lord Slynn of Hadley ex giudice della corte europee di
giustizia, lord Russel Johnston ex presidente riunito del parlamentare
del Consiglio d'Europa, e delle delegazioni parlamentari della Gran
Bretagna, della Germania, dell'Italia, della Svezia, della Norvegia,
della Danimarca, del Parlamento europeo, del Canada, dell'Australia ha
preso la parola. Numerosi membri del congresso americano hanno inviato
messaggi di solidarietà a questa grande riunione di iraniani per un
cambiamento democratico in Iran come la sola soluzione per impedire ai
mullah di ottenere la bomba atomica ed impedire una guerra.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 1 luglio
2006.
Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia Via delle
Egadi,15-00141-Roma Fax:06.87185026 E-Mail:donneiran@yahoo.it . Per
ulteriori notizie potete visitare il sito www.donneiran.org

COMUNICATO
JONATHAN PESCARA
L’Associazione Jonathan – Diritti in movimento ringrazia il
Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, per essere
intervenuto nel dibattito sui diritti di cittadinanza e per averci
illustrato l’ottimo lavoro svolto dalla Regione Toscana nel
riconoscimento e tutela di quei diritti ancora oggi negati soprattutto
nella nostra regione. L’Associazione prende atto che il sindaco
Luciano D’Alfonso, nonostante le richieste di dialogo e di incontro, ha
risposto con silenzi e bocciature, come, per esempio, riguardo alle
proposte di delibera presentate al consiglio comunale. Lo ha dimostrato
anche nella conferenza di mercoledì sera, quando è arrivato a dibattito
concluso senza nemmeno darci l’opportunità di una discussione pubblica,
ma preferendo improvvisarsi netturbino, con tanto di fotografo al
seguito, in spregio anche a chi, come il Presidente Martini, è venuto
da lontano a parlare con noi – e con lui. L’associazione Jonathan
apprende con sgomento la bocciatura, in sede di approvazione dello
statuto della Regione Abruzzo, dell’emendamento sull’estensione dei
diritti civili e sociali alle coppie di fatto oltre all’approvazione di
un emendamento riguardante le discriminazioni, ma troppo generico, poco
incisivo e di dubbia utilità. Non ci resta che prendere atto che nella
nostra regione e nella città di Pescara il perbenismo è imperante, e
conta più un sacco della spazzatura poggiato per terra che il diritto
di un cittadino.
NOTA DEL C.S.U. L'Aquila http://xoomer.alice.it/csulaquila - Noi
aggiungiamo con polemica ironia che nella discussione (???) sulla
approvazione del nuovo (vecchio) statuto, voluto dal governo regionale
di CENTROsinistra (votato con piena soddisfazione dal CENTRODESTRA) è
stato accolto un emendamento "sui diritti degli animali" per essere in
linea con le normative europee, ma naturalmente per le coppie di fatto
etero-gay nessun diritto... forse per il consiglio
regionale semplicemente non esistono... e pensare che il governatore
dell'Abruzzo è l'unico a rappresentare la Rosa nel Pugno, ma i suoi
petali sono volati "via col vento" e per gli elettori è rimasta solo
una maciata di spine....
JONATHAN PESCARA: www.alinvolo.org
INVIATO DA C.S.U. L’Aquila

RISPOSTA AL PAPA DALL’AGEDO
Matrimonio "ridicolizzato" dai media
Papa Ratzinger tuona contro i pacs
CITTA' DEL VATICANO - "Alto valore del matrimonio, "ridicolizzato" dai
mezzi di stampa portatori di una cultura che nega i valori. Così si è
espresso questa mattina Papa Benedetto XVI nel discorso rivolto al
nuovo ambasciatore dell'Uruguay presso la Santa Sede anche a proposito
dei Pacs. Il Papa ha sottolineato come il matrimonio sia una unione
prevista solo tra "uomo e donna", che i media invece denigrerebbero
"favorendo così l'egoismo e il disorientamento invece della generosità
e del sacrificio necessari per mantenere vitale questa autentica
cellula primaria della comunità umana". (30 giugno 2006)
http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/esteri/benedettoxvi-due/papa-
pacs/papa-pacs.html
Figli scomodi? I nostri figli gay sono scomodi : per la chiesa, per i
partiti, per lo stato e, mi dispiace dirlo, per molte delle loro stesse
famiglie. Secondo molti, sarebbe meglio se non ci fossero. In effetti,
qualcuno ha progettato e attuato soluzioni definitive al problema (dai
roghi, ai lager, alle condanne a morte). Se queste non hanno sortito i
risultati sperati è solo perchè le persone omosessuali nascono
subdolamente in seno a tradizionalissime famiglie eterosessuali. Più
efficace della morte fisica si è rivelata, invero, la morte sociale :
portare le persone omosessuali all'esclusione o ai margini della
società attraverso "campagne pubblicitarie" (antiche e moderne che
veicolano steriotipi negativi falsità e pregiudizi) le persone
omosessuali possono essere condotte così a vergognarsi di se stesse al
punto da non vivere o vivere nascostamente la propria dimenzione
affettivo-relazionale. I genitori, a cui la sorte dava un figlio
omosessuale dovevano vergognarsi per avere generato un peccatore
pervertito che andava allontanato per non gettare discredito sulla
famiglia;oppure dovevano pensare di avere generato un malato da
commiserare e di cui cercare la guarigione con cure mediche e
psichiatriche, internamenti, richieste di miracoli,il tutto
accompagnato da grandi sensi di colpa. Attualmente il peccato, la
perversione e la malattia vanno meno di moda e il political correct
impone che si convincano i genitori che i figli omosessuali vanno
rispettati e amati. Ma tutto lo sforzo viene lasciato sulle spalle dei
genitori, mentre non si adottano politiche anti-discriminatorie, non si
attua formazione, non si fanno campagne di informazione e
esplicitamente si afferma che le persone omosessuali non hanno bisogno
di tutele specifiche in relazione alla propria identità. D'altra parte
la giostra dei locali notturni, del turismo, del sesso è a
disposizione, perchè chiedere altro? Forse perchè le giostre dei
divertimenti sono belle quando sono tali, ma diventano ghettizzanti
quando sono l'unico luogo dove poter esprimere la propria identità.
Forse semplicemente perchè è arrivato il momento storico della dignità,
della visibilità, dei diritti. Prima ancora del matrimonio, pacs o
unioni civili, i nostri figli vogliono comunicarci e comunicare la
gioia di essere se stessi. Essi chiedono che la loro esistenza in
quanto persone con un'affettività amorosa omorelazionale sia prevista e
accolta con senerità da genitori, scuola, consesso civile. Pretendono
che l'omosessualità non sia più un fattore discriminante e determinante
per la qualità della vita. Tutto il resto verrà di conseguenza. Il
riconoscimento e il rispetto sociale sono importanti tanto quanto il
riconoscimento dei diritti legislativi individuali e di coppia e le due
cose devono procedere insieme. E noi genitori? Le "campagne
pubblicitarie" da qualunque parte arrivino, non ci annebbiano più la
mente. Il re è nudo!!! L'orientamento sessuale non è più nella lista
delle cose che prendiamo in considerazione per sentirci soddisfatti o
meno della relazione che ci lega ai nostri figli. Saremo felici di
aiutarli "a tirar su casa" quando troveranno l'amore e faremo festa, a
prescindere dal loro orientamento. Non ci convincerete più a
discriminare i nostri figli.
Francesca - AGEDO Palermo


FESTA DELL’UNITA’ 2006
PARCO DEL SOLE L’AQUILA 5 -16 LUGLIO
Padiglione della Cultura
sabato 8 luglio 2006 ore 18:30
Coordinamento delle donne DS Federazione dell’Aquila
Violenza sessuale:oltre l’indifferenza, oltre l’indignazione il ruolo
delle donne e degli uomini nella società, nelle istituzioni e nella
politica
Introduce e coordina il dibattito
Stefania Beltramme
Coordinatrice regionale delle Democratiche di Sinistra
Partecipano
Ivana Bartoletti
Presidente nazionale dell’Associazione Anna Lindh
Pina Fasciani
Deputata DS, gruppo Ulivo della Camera
Anna Rita Gabriele
Medica del Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Aquila
Teresa Nannarone
Avvocata, Assessora Amministrazione Provinciale dell’Aquila
Roberta Pellegrino
Coordinatrice Sportello Antiviolenza di Pescara

ROSA NEL PUGNO: LABORATORIO DEL FUTURO PARTITO DEMOCRATICO


La Rosa nel Pugno così come il Partito Democratico rischiano di
fallire se i due concetti gemelli di cross-fertilization e diversity
mangement utili alla loro nascita ed al loro consolidamento non
risulterano dall’osmosi di idee e di confronti praticati a tutti i
livelli condividendo i luoghi dell’agire quotidiano quali le sedi, le
sezione ed i circoli. A nulla serve che vengano imposti da leadership
forti come fatto sino ad ora (siano DS e Margherita per il Partito
Democratico, oppure siano SDI e Radicali per la Rosa nel Pugno) che li
coltiva unicamente per dare una nuova identità ad aggregazioni
perseguite per puro opportunismo. A nulla serve che si continui, come
accade oggi, a parlare di componenti, socialista verso radicale nella
Rosa nel Pugno, postcomunista verso postdemocristiana (con occasionale
apertura ai post-PSI) nel Partito Democratico, a mantenere ciascuno le
proprie sedi, centrali e periferiche, e a ritrovarsi, ai soli livelli
dirigenziali od in Convegni come questo, per decidere le più diverse
spartizioni. A nome dei “Socialisti Liberal per il Partito
Democratico” aderenti allo SDI-RNP intendo esprimere adesione all’
iniziativa con l’auspicio però che il Partito Democratico si faccia
davvero nei termini sopraindicati , e con la partecipazione di tutta la
RNP che anche in questa prospettiva di laboratorio del futuro Partito
Democratico ( di contenuti inevitabilmente liberalsocialisti su cui far
convergere anche il rinnovamento del PSE ) superi le sue difficoltà
attuali fra SDI e PR che sono anche quelle sotto traccia fra DS e
Margherita. Condividiamo ovviamente l’auspicio di Boselli e di Prodi
che a dare l'impronta al Partito Democratico siano le idee e lo spirito
originali delle Primarie dell’Unione che hanno lanciato Prodi verso la
Presidenza del Consiglio e mi auguro che su queste basi il confronto
diventi realmente costruttivo. A questo processo ora debbono
partecipare federandosi opportunamente con noi della Rosa nel Pugno
tutte le restanti componenti della diaspora socialista approdate a
sinistra ( PSDI di Carta, i Socialisti di Craxi ed i numerosi movimenti
ed associazioni) e tutte le liste civiche variamente presenti sul
territorio, ai fini di costruire una terza area paragonabile per
autorevolezza a DS e Margherita sia per la sua storia che per la sua
cultura liberalsocialista. La stessa RnP va infatti rapidamente
rafforzata per diventare il primo laboratorio nel quale far lavorare
insieme su una scala più ridotta la componente socialista e quella
liberaldemocratica senza le inevitabili complicazioni che i temi del
laicismo e della gestione del potere creano fra DS e Margherita.
Claudio Nicolini Membro Esecutivo SDI-Rosa nel Pugno Roma 4 Luglio
2006 COVEGNO PER IL PARTITO DEMOCRATICO

IMMORALI CONDANNE ED OFFESE
Immorali condanne ed offese continue all'indirizzo degli omosessuali
da parte di una
chiesa che non ha il coraggio nè la volontà di abiurare alla
discriminazione. Ricordiamo che discriminare nella società moderna vuol
dire delinquere. Certa gente è molto influenzabile dalle parole di
condanna che vengono soprattutto da parte della gerarchia vaticana,
crede che sia giusto e legale compiere atti aggressivi contro i gay
(Pisa, Milano, etc., etc.). A Catania il corteo del Gay Pride è stato
bloccato addirittura per un'ora da un gruppuscolo di destra fanatica.
Ci si chiede se le Forze dell'Ordine non erano informate
preventivamente da questo fattaccio che lede la libertà di tutte le
persone in un paese democratico. Purtroppo questi oscuri avvenimenti
non riguardano soltanto noi omosessuali e/o pansessuali.. Il
giudiceTosti, tempo fa, tentò - difendendo la Costituzione italiana e
la Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo - di non
discriminare i cittadini chiedendo la rimozione del simbolo religioso
del crocifisso dai luoghi pubblici. Una richiesta che qualsiasi Stato,
che si definisce laico e non
teocratico, avrebbe dovuto accogliere immediatamente senza esitare e
senza bisogno di
una sollecitazione da parte di un funzionario dello Stato. Invece lo
Stato italiano, con l'allora guardasigilli Roberto Castelli, non si
mosse. Neanche Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica di
allora prese posizione. Lo Stato italiano ha ritenuto che la richiesta
avanzata dal magistrato Tosti fosse addirittura perseguibile e
condannabile. Infatti Luigi Tosti è stato
sospeso dalle funzioni e dallo stipendio, interdetto per un anno dai
pubblici uffici e condannato a sette mesi di carcere in aggiunta di
altri procedimenti contro di lui sempre in merito al tema di questa
vicenda. E' questa l'Italia laica e democratica che viene sbandierata?
Oppure dovremmo chiamarla Italia vaticana oppure Repubblica pontificia
italiana? (vedasi http://nochiesa.blogspot.com ). Un cristologo di fama
mondiale, Luigi Cascioli, ha messo in dubbio, attraverso profondi studi
storici, l'esistenza di Cristo sporgendo una denuncia per due reati: 1.)
Abuso della credulità popolare e 2.) Sostituzione di persona (Gesù
Cristo). La Corte si è sentita in obbligo di sottolineare la
singolarità, per non dire altro, delle denuncie del Cascioli, il quale,
sempre secondo la motivazione delle Corte, tra l'altro, ha spinto la
propria impudenza fino a chiedere che si procedesse ad accertamenti
tecnici finalizzati a stabilire la storicità della figura di Cristo.
Luigi Cascioli, come premio ai suoi studi, è stato multato di Euro
millecinquecento. (vedasi: www.luigicascioli.it ). Naturalmente non è
disposto a pagare la multa e si è rivolto alla Corte Europea di
Strasburgo. Sappiamo tutti che l'Italia è molto indietro per quanto
riguarda il semplice riconoscimento dei diritti civili (Pacs, legge
contro la discriminazione), ma che fosse anche diventata uno Stato
confessionale nel quale il libero pensiero viene multato e penalizzato
questo deve farci stare all'erta, cercando nel contempo con le massime
energie a conquistare i nostri sacrosanti diritti.
Peter Boom Gaya CsF

04 luglio 2006

news 4 luglio

L'Arcigay incontra il Sindaco di Napoli
Nella giornata dedicata alla ricorrenza del Gay Pride, lo scorso 28
giugno, il capo della segreteria politica del Primo cittadino, Pasquale
Losa, in nome e per conto del Sindaco Rosa Russo Iervolino, ha
incontrato a palazzo San Giacomo l’Arcigay di Napoli. “E' stato un
incontro cordiale e concreto”, afferma Salvatore Simioli, presidente
del Comitato Provinciale Arcigay 'Antinoo' di Napoli, “Apprezziamo l’
attenzione del Sindaco ai bisogni della comunità glbt ed auspichiamo
una collaborazione fattiva, leale ed utile con la nuova
amministrazione, per la concreta realizzazione degli impegni
programmatici. Ci auguriamo che l’avvio del dialogo intrapreso con la
nuova Giunta Comunale, possa in breve tramutarsi in atti concreti, per
il benessere non solo delle persone omosessuali e transessuali
napoletane ma per la crescita della nostra amata città in termini di
rispetto delle differenze, pace sociale e progresso culturale”.
L'Arcigay di Napoli ha accolto con favore la parte del programma del
Sindaco intitolata 'Napoli sociale: i diritti di cittadinanza e della
dignità umana' [in calce gli estratti], in sintonia con alcune delle
proposte avanzate dall'Arcigay di Napoli ai forum svoltisi durante la
campagna elettorale”. All’indomani della sua riconferma a sindaco di
Napoli, Arcigay si complimentò con l’on. Rosa Russo Iervolino
sottolineandone la grande esperienza e levatura morale. Arcigay Napoli
si congratula ora con i tanti amici dell’associazione e della comunità
glbt napoletana che sono stati chiamati a ricoprire incarichi
istituzionali, tra gli altri, le pregiatissime Dolores Madaro,
assessore alla memoria della città e Valeria Valente, assessore alle
pari opportunità, ed i consiglieri Mariano Anniciello, Raffaele
Carotenuto e Leonardo Impegno. Arcigay continua a raccogliere le
adesioni alla petizione che chiede al Sindaco e alla Giunta di
realizzare a Napoli un “monumento in memoria di tutte le vittime dell’
olocausto e dei crimini d’odio” a riconoscimento della pari dignità
delle vittime dell’olocausto (zingari, omosessuali, ebrei, oppositori
politici, malati mentali, disabili, vagabondi, emigrati, testimoni di
Geova) e di quanti per motivi razziali, etnici, religiosi, di
genere , orientamento sessuale, di condizione personale e sociale,
sono ancora oggi vittime dei crimini d’odio”. Una iniziativa volta
anche ad avviare un dibattito in città sui temi della inclusione
sociale delle diversità, il rispetto e la promozione della dignità
umana e dei diritti di cittadinanza. Estratti dal programma elettorale
del sindaco, “Napoli: una città in 'movimento'”, Cap. 13, pp.67-68:
• rinforzare la rete sociale intorno ai cittadini minori per garantire
loro la tutela del benessere psico-fisico, un armonico e sano sviluppo
della personalità e innalzare il livello di sorveglianza sulla violenza
ed abuso. Quindi anche al fine di prevenire il disagio degli
adolescenti gay e lesbiche nella scuola.
• lottare contro ogni forma di discriminazione sociale derivante dal
sesso, dall’età, dall’etnia, dall’orientamento sessuale, in primo
luogo sul terreno della cultura e dell’informazione.
COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY “ANTINOO” DI NAPOLI
Vico S. Geronimo alle Monache 19 – Napoli - tel 081.552.88.15 (mer-
ven)
sito www.arcigaynapoli.org mail info@arcigaynapoli.org

COMUNICATO SINDACATO S F I D A
Roma lì 03 luglio 2006
LETTERA ALL’ASSESSORE AL TURISMO
DELLA REGIONE PUGLIA
Le spiagge pugliesi sono più accessibili ai cani e ai nudisti
e non ai disabili.
Chi scrive questa lettera è Andrea Ricciardi, padre di un ragazzo
disabile, segretario nazionale di SFIDA (Sindacato Famiglie Italiane
Diverse Abilità), pugliese (abito sul Gargano). Un gruppo di disabili
motori del Nord Italia mi ha chiesto di prenotare una vacanza sul
Gargano in una struttura con spiaggia senza barriere. Dopo aver fatto
una ricerca ho verificato che sul Gargano non esistono spiagge senza
barriere architettoniche. Tuttavia tra le spiagge del Gargano ci sono 3
spiagge per nudisti e 1 con accesso ai cani. Ho ampliato la ricerca
all’intera Puglia e mentre solo 2 spiagge sono accessibili ai
disabili, per i nudisti ce ne sono ben 14 e 3 spiagge sono accessibili
ai cani. Questi dati parlano da soli e ritengo che non diano una bella
immagine turistica della Regione Puglia più attenta ai nudisti e ai
cani che ai disabili. Con la presente, visto che in Italia sono circa
3.500.000 persone in situazione di disabilità, le chiedo un impegno
per una legge regionale che preveda nei piani di spiaggia un numero
minimo di lidi balneari senza barriere architettoniche che permettano l’
accesso al mare anche ai disabili.
Il segretario nazionale Ing. Andrea Ricciardi
S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
Sede provinciale di Foggia: via Candelaro n. 19/B - FOGGIA
tel. 0881 712065
Sede provinciale di Lecce: via Gallipoli n. 68 -
Nardò
Sede provinciale di BAT: via Dei Greci n.23 -
Barletta
Sede provinciale di Taranto: via Carlo Poma n. 5 -
Massafra
Sede provinciale di Bari: via Lama di Giotta n. 4 -
Bari
Sede provinciale di Brindisi: via Etna n.51 -
Mesagne
e-mail: infosfida@tin.it www.sindacatosfida.it tel 338
4520976

COMUNICATO STAMPA
Lunedì 3 luglio 2006 alle ore 21 presso la Saletta rossa del Palazzo
Comunale di Piombino (Via S.Antonio) avrà luogo la presentazione dell’
ultimo libro di Fabio Sorgiacomo, “Osso di piuma e altri racconti”.
Saranno presenti, oltre all’Autore, anche Rossano Pazzagli (curatore
della presentazione) e i ragazzi della classe 2A della Scuola Media
“Andrea Guardi” (sezione di Riotorto) assieme al loro preside, il prof.
Maurizio Grassi. “Ossi di piuma e altri racconti” (euro 8.00; ISBN 88-
89971-09-6) è un libro, delizioso ed educativo, ambientato in mondi
fantastici ma ancorato alla realtà odierna dove l’Autore sa cogliere
storie che poi riversa nelle pagine di questo volume che si animano
assieme ai suoi personaggi. Alcuni giovani lettori della classe 2A
Riotorto della Scuola Media “Andrea Guardi” sono stati coinvolti,
assieme alla professoressa Elisabetta Bacci, nella realizzazione della
seconda parte della pubblicazione contribuendo con piccoli brani
collegati a quelli dell’Autore e realizzando le illustrazioni del
libro. Ne risulta un libro fresco e divertente oltre che stimolante,
ideale per essere utilizzato come testo di lettura nelle scuole. Parte
del ricavato dalla vendita di questo volume sarà devoluto all’
associazione di volontariato “Spazio H”. Fabio Sorgiacomo è nato nel
1961 a Piombino (LI). Ha precedentemente pubblicato il libro di poesia
“Per strada o seduto sul letto” (Antonio Facchin editore). Svolge l’
attività di agronomo nel settore vitivinicolo. Rossano Pazzagli (1958)
è professore associato di storia moderna presso l’Università del Molise
ed è Direttore dell’Istituto di Ricerca sul territorio e sull’ambiente
“Leonardo” di Pisa. E’ stato per molti anni Sindaco di Suvereto e
Presidente del Circondario della Val di Cornia. Attualmente è
consulente dell’ANCI Toscana e Coordinatore regionale della Rete Nuovo
Municipio.
La Bancarella Editrice Via Generale Tellini n. 19 57025 Piombino (Li)
Telefono 0565.31384 Fax 0565.31384 www.bancarellaweb.eu

POESIE SPARSE:
INCONTRO CON L’AUTORE
Andrea Panerini: "Poesie sparse (1998-2003)"
A cura di Fabio Casadei Turroni
“Che funzione ha l’eros nelle tue poesie? Che è l’amore per te?”
“L’amore è una sorta di sadomasochismo continuo. È il cedere parte di
se stessi a un altro essere umano, abbandonarsi a lui. È l’esperienza
più bella che può capitare nella propria vita. Nelle mie poesie l’eros
ha un carattere tautologico, curativo.”
“Tautologico e curativo? Spiegati per favore.”
“È come una pozione miracolosa, che può far soffrire ma la cui assenza
diventa insopportabile.”
“Senti che la tua diversità sia rintracciabile nel tuo stile?”
“Siamo tutti uguale eppure diversi. Penso e spero che io possa essere
diverso da tutti gli altri. Se tu invece alludi alla diversità sessuale
non credo che la mia omosessualità sia l’unica né la più importante
caratteristica della mia poetica. Molti eterosessuali e molte donne si
sono riconosciuti nelle liriche d’amore contenute nel mio libro,
nonostante siano dedicate ad un altro uomo. Inoltre, mi arrabbio
moltissimo quando spesso vengo presentato come “poeta gay”. È un
nonsenso. Come se Catullo, Wilde e Forster fossero parte di una
categoria a parte. Un libro o è letteratura o non lo è, non importa l’
orientamento sessuale di chi lo scrive.”
“Hai contatti con altri poeti, anche non fiorentini?”
“Sono abbastanza isolato nell’ambiente poetico fiorentino che,
peraltro, è dominato da persone riconducibile all’ambiente cattolico e
sono di età avanzata. In questo contesto è difficile, per un giovane,
emergere.”
“Neruda, Quasimodo, Pavese, Rimbaud: sono citati all’inizio d’ogni
sezione della raccolta: quali sono i tuoi autori?”
“Sono un lettore onnivoro e leggo di tutto, dai romanzi alla
saggistica e, ovviamente, alla poesia. Tutti i poeti che hai menzionato
nella domanda (e che sono presenti nella raccolta) rappresentano
qualcosa anche a livello personale: Pavese è il primo amore e mi
ricorda anche una profonda depressione che ha attraversato quasi tutta
la mia adolescenza, Rimbaud è l’esempio del grande poeta eternamente
fanciullo e al tempo stesso maledetto, Quasimodo e Neruda sono la fase
di una ritrovata maturità nell’amore e nella percezione del creato.”
“Dante o Petrarca? Ariosto o Tasso? Monti o Foscolo? Pascoli o D’
annunzio?”
“Sono scelte impegnative e a volte ingiuste. Petrarca è un grandissimo
autore ma preferisco Dante per la sua fisicità anche carnale. Ariosto è
preciso e puntuale mentre Tasso più lezioso, accusa che posso rivolgere
anche a Monti, anche se ha al suo attivo una delle più belle traduzione
dell’Iliade nella nostra letteratura. Foscolo è il vero prototipo del
poeta romantico in Italia e riscuote il mio apprezzamento, con riserva.
Tra Pascoli e D’Annunzio preferisco il primo per il suo discreto e mai
forzato minimalismo ma anche D’Annunzio resta un fondamentale punto di
riferimento della nostra letteratura.”
“La seconda parte del libro spiega, quasi riga per riga, la prima.
Perché hai sentito il bisogno di notare i tuoi versi?”
“Ho voluto pubblicare un’appendice di note sia perché me lo ha chiesto
l’editore sia perché ho notato che non tutti i lettori riuscivano ad
afferrare quello che volevo dire nelle liriche. Non ho affidato l’
apparato critico a un italianista perché non li sopporto (in generale
almeno) e spesso sono forvianti rispetto alle reali intenzioni di chi
scrive.”
“Da Piombino a Firenze: qual è la situazione gay nel capoluogo
fiorentino?”
“Piombino è la mia città, dove sono nato e cresciuto, dove ho fondato
un circolo Arcigay (poi finito malissimo, purtroppo) ed è il classico
esempio della provincia italiana arretrata, seppur a volte
ipocritamente tollerante. A Firenze si respira un’aria diversa, la
città è provinciale e cosmopolita al tempo stesso, una delle città più
aperte in Italia (come Bologna e Roma). Tuttavia nell’ambiente gay
fiorentino (come anche in quello piombinese) c’è una tendenza a farsi
del male da soli, ad alimentare divisioni e meschinità. I locali poi
sono tremendamente provinciali e improntati alla più desolante
superficialità. Ma questa è, purtroppo, una tendenza di tutto il mondo
gay in Italia. È in atto, anche a livello politico, una deriva
qualunquista, dove si privilegia la dimensione distorta di lobby,
invece di puntare sulla partecipazione a tutti i livelli alla vita
politica, sociale e culturale del paese e dove la più grande
organizzazione GLBT d’Europa ha visto una partecipazione dello 0,94%
degli iscritti alle votazioni per il proprio congresso nazionale. Ma il
discorso sarebbe lungo e ci porterebbe un po’ fuori tema.”
“Sei impegnato in qualche partito politico?”
“Sono sempre stato molto indipendente e, come già detto, mi riconosco
nel socialismo liberale. In ogni caso, da più di un anno, mi sono
iscritto ai Ds per la stima che nutro verso alcuni dirigenti, perché è
il partito più vicino ai miei valori e per non mettermi da parte nell’
imminenza di decisive scelte.”
“In quale lingua ti piacerebbe scrivere se non lo facessi in
Italiano?”
“Sicuramente in francese, visto che è la lingua poeticamente più
affine alla nostra per musicalità e per semantica”
“Quanti anni hai?”
“Ventitre non ancora compiuti. Dentro me ne sento quaranta.”
“A volte ho l’impressione che l’io poetico (tu) si senta vecchio come
un ‘priapo agonizzante’, come scrivi tu, e rifiuti di riamare l’
adolescenza: ti piace sentirti più adulto dei tuoi amanti? O sentirsi
vecchio a vent’anni è solo sinonimo di acerbità, di giovinezza
iperbolizzata?”
“Non mi piace sentirmi più adulto dei miei amanti anche se a volte lo
sono stato e penso che sentirsi vecchio a vent’anni non sia sinonimo di
acerbità ma semplicemente di una adolescenza non vissuta o vissuta
male. Io valuto l’età di una persona dalla sua maturità intellettuale,
non da quella fisica o dal prosaico passare del tempo.”
“Hai iniziato presto a poetare?”
“Ho iniziato a buttare giù ‘esperimenti di versi’ a dodici, tredici
anni. Ho cominciato a fare sul serio a quindici, sedici anni quando
fondai Il Foglio Letterario, esperienza che continua (pur distorta
rispetto alle originali intenzioni) ma da cui sono uscito qualche tempo
fa. Ora mi hanno messo alla direzione di un storica testata, cessata da
qualche tempo e rinata, Il libro volante.”
“Nei tuoi versi, a volte quasi da Haiku, sei breve, quasi ellittico.
Sei timido? Hai paura d’essere prolisso?”
“No, anche perché, come ho già detto, amo molto Pavese e la sua poesia-
racconto. La brevità dei miei versi è una scelta stilistica molto
precisa e meditata che ha come scopo il concentrare i contenuti nel
contenitore e come causa l’estraniamento da una società in cui non ci
si riconosce. Inoltre sono debitore in grande misura verso Il porto
sepolto di Ungaretti, a mio avviso la raccolta poetica più importante
del Novecento europeo.”
“Ti lasci guidare dalla musicalità della lingua?”
“In poesia la musicalità del verso è essenziale. Non si improvvisa una
poesia, è frutto di scelte, anche linguistiche, difficili e meditate.”
“Come scatta la poesia? Ti gira nella frase un verso, parole o solo
ritmi da vestire con parole? Qual è il tuo verso preferito? Preferisci
i parisillabi o gli imparisillabi?”
“Non mi pongo il problema delle sillabe, che reputo storicamente
superato. La poesia scatta in maniera imprevedibile. Ho sempre con me
un taccuino e una penna per eventualmente buttare giù qualche
impressione. Poi è necessaria una rielaborazione con gli strumenti
linguistici opportuni per raggiungere il fine poetico in maniera
completa.”
“Scusa Andrea usciamo? Sono assordato.”
Usciamo, quindi, e la brezza fredda che viene dal mare mi ricorda che
Andrea è nato in spiaggia come la Cavallina Storna. Come farà mai a
viver in questa città pazzesca, skizzata, e stipata di turisti? Per
fortuna che scrive, credo. Il mare di Piombino, gli spazi ventilati, s’
insinuano nelle parole di Andrea che formano una partitura in cui il
silenzio prepondera sulle note e dona risonanze strane ad
allitterazioni che esplodono nei versi brevi, preziosità da cammeo che
s’annacquerebbero in versi più lunghi. Ma ad Andrea piace essere breve,
correre il rischio d’essere oscuro, pur di non essere prolisso. Beato
lui! Ce ne fossero di più, di poeti così!
FONTE ClubClassic.net

INTERVISTA A
MASSIMO CONSOLI
DA L’HERALD TRIBUNE
Scrittori: un prolifico campione dei diritti gay,
di Elisabetta Povoledo
International Herald Tribune, 23 giugno, 2006
FRATTOCCHIE, Italia: Massimo Consoli sporge in avanti il mento e fa
una pausa teatrale: “Hai davanti ai tuoi occhi il sintomo della
decadenza della cultura Occidentale”, declama con gusto. Quindi,
sorride. In realta’, nella sua larga tuta jeans Armani blu scuro ben
portata, nelle sue pantofole comode e nei suoi occhiali dalla montatura
grossa anni Settanta, il sessantenne Consoli non assomiglia proprio a
un corruttore della morale, in questo fresco pomeriggio di giugno. E se
poi consideri le varie cannule che pendono dal suo corpo – a ricordare
che Consoli ha speso gli ultimi anni dentro e fuori dall’ospedale per
tenere a bada un cancro – l’etichetta della dissolutezza proprio non
regge. “Aspetta un momento, fammi trovare la fonte”, dice, prima di
prendere con mossa sicura un raccoglitore con su scritto ‘1976’ per
tirarne fuori un articolo dell’epoca pubblicato su una rivista
conservatrice ormai defunta, Il Borghese. L’articolo descrive Consoli
come un “omosessuale full time e un poeta part-time”, prima di
attaccarlo per il suo attivismo pro diritti gay. “Organizza addirittura
premi letterari per autori omosessuali”, dice l’articolo. Chiaramente
Consoli, riconosciuto da tutti come uno dei fondatori del movimento
italiano per i diritti civili dei gay, e’ contento del tono sferzante
del pezzo. Lui, che ha costruito una carriera esponendosi contro la
discriminazione. E benche’ abbia parlato in pubblico da molti palchi,
il meglio di se’ lo ha dato nei suoi scritti, di cui e’ stato autore
assai prolifico negli ultimi 35 anni. Quest’uomo ha fatto della causa
gay la sua raison d'être, a cominciare da quella che lui chiama “la
Carta di Amsterdam” - una sorta di Magna Charta dei diritti dei gay
italiani, da lui redatta nel 1969 – passando per manifesti politici,
periodici autoprodotti (su tutti Ompo e Rome Gay News), una quarantina
di libri e centinaia di articoli pubblicati sulla grande stampa, sulle
riviste gay e anche su quelle pornografiche, “Ho vissuto la storia del
movimento gay”, dice, “e’ dentro di me”. La rivoluzione di internet ha
soltanto ampliato la sua visibilita’ (il suo sito e’ www.cybercore.
com/consoli). Essere nella lista dei contatti di Consoli significa
ricevere una baraonda di e-mail su vari argomenti: nuovi libri,
riflessioni minori su temi gay, notizie sulla sua salute. E’ talmente
verboso che quando le sue mail non arrivano la gente sa che qualcosa
non va. Nel suo caso, nessuna notizia significa davvero brutte notizie.
All’inizio dell’anno il silenzio duro’ piu’ d’un mese e i suoi amici si
cominciarono a preoccupare. “Le mail di Massimo sono diventate una
misura della sua salute”, dice Daniele Priori, che ha pubblicato un
libro in marzo sul poeta contemporaneo Dario Bellezza, anch’egli gay,
basato in gran parte sui racconti di Consoli relativi alla loro
amicizia. Consoli non vuole scrivere dei best seller. Seduto nel suo
studio nella sua casa sui colli vicino Roma, scartabella tra le bozze
di due libri quasi pronti per la pubblicazione – una traduzione del
libro “Anarchico d’amore”, dell’anarchico gay Hubert Kennedy, e un
lavoro sull’attivista del XIX secolo Kurt Hiller. All’orizzonte ha la
scrittura di un libro sulle barzellette gay, un altro sui gay e l’
ebraismo e infine uno sulla vita dei 12 apostoli. “E’ uno sguardo sugli
apostoli che non credo il papa apprezzera’ molto”, dice. “Massimo
pubblica in continuazione; come intellettuale e’ una figura tumultuosa,
e la cosa si riflette nei suoi scritti”, dice Domenico Nodari, della
Kaos Edizioni, una delle case che ha pubblicato alcune opere di
Consoli. I suoi libri non vendono molto, ma Nodari sostiene che questo
sia “in linea con l’industria editoriale italiana e le potenzialita’
di un piccolo editore”. Tra le righe, significa: gli italiani non
leggono molto, figuriamoci poi su questi argomenti. Consoli cerca
soprattutto di tenere viva la memoria di coloro che hanno combattuto
per i diritti dei gay prima di lui. “Mi sento come uno storico, ma sono
stato costretto a diventare un militante”, dichiara. La gran parte
delle ricerche sono state portate avanti lungo i suoi viaggi da globe-
trotter, spulciando archivi, biblioteche, librerie e antiquari. E se
anche non ha il titolo accademico di storico, e’ di certo un
ricercatore accurato. “Perfino le mie mail hanno le note a pie’ di
pagina”, dice. Dei suoi libri, quello che gli ha dato “la piu’ grande
soddisfazione” e’ stato “Homocaust”, che ricostruisce la persecuzione
degli omosessuali sotto i nazisti, volume al quale ha lavorato per ben
vent’anni. Sul muro dinanzi al suo studio campeggia incorniciata una
lettera di Simon Wiesenthal, che lo ringrazia per la scrittura dell’
opera. Ora sta lavorando a una “Etimologaya”, un dizionario etimologico
del gergo gay, raccolto sin dal 1978. Il gioco di parole del titolo e’
una caratteristica del modo di parlare di Consoli, che ama coniare
neologismi difficili da tradurre in inglese, a parte poche eccezioni
come “predofilo”. Consoli e’ un narratore nato, particolarmente portato
a regalare brillanti descrizioni della Roma gay dei tempi di Pier
Paolo Pasolini e Sandro Penna. Ma quella di allora era anche un’epoca
di segretezza. Se infatti in Italia non esistono (e non sono mai
esistite, ndt) leggi contro l’omosessualita’, la societa’ non l’ha
sempre ammessa. “Oggi se sei gay, non devi far altro che trovare il
numero di telefono di un’associazione sulle pagine gialle”, afferma
Consoli. Lui, da giovane, poteva giusto spedire lettere furtive alle
riviste gay all’estero, nella speranza di stabilire un contatto. “C’era
allora un senso di peccato assoluto”, e ogni incontro era
potenzialmente un pericolo, sostiene. “Era difficile, devi cercare di
calarti nella mentalita’ dell’epoca. Vivevamo nel terrore. Qualunque
cosa era proibita e tutto era clandestino… la gente non riesce a
crederci oggi”. Consoli ha un pallino fisso. Nel 1998, dopo aver
minacciato di portare via il suo archivio dall’Italia, il ministro
della Cultura ha riconosciuto la montagna di libri, collezioni di
riviste, cartoline, fotografie e lettere che aveva accumulato dandogli
il riconoscimento di “materiale di rilievo nazionale e d’importanza
storica, culturale e medica”. “E’ una delle cose che ho fatto che
rimarranno”, dice. Tutto il materiale e’ stato spedito all’archivio di
Stato di Roma, che custodisce le carte e i documenti di molti italiani
importanti, e li’ giace, in attesa di essere catalogato e reso di nuovo
pubblico. “Mi dissero che ci sarebbero voluti due anni per renderlo
accessibile al pubblico, ma e’ ancora tutto inscatolato”, afferma
Consoli. Il resto del materiale raccolto dal 1998 a oggi, e’ stato
invece spedito al Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” di Roma.
Luisa Montevecchi, l’archivista responsabile per la collezione
Consoli, sostiene che i documenti sono importanti per compiere
ricerche sugli studi gay, ma l’archivio di Stato manca dei fondi per
catalogarli in tempi rapidi.
TRADUZIONE DI Sciltian Gastaldi
INVIATO DA Massimo Consoli

AL PRIDE DI LONDRA IL PERSONALE GAY/LESBICO DELLA
MARINA BRITANNICA
Nel GayPride di Londra del 28 giugno 2006 sfila il personale gay-
lesbico della regia Marina britannica
I funzionari militari BRITANNICI hanno dato via libera affinchè il
personale gay-lesbico della marina marci per la prima volta e in alta
uniforme alla celebrazione annuale del GayPride della Gran-Bretagna.
Questo sabato, più di 40 marinai della Royal Navy - dai marinai di I°
grado al Comandante della Riserva -condurranno la parata attraverso
Londra, appena dopo sei anni dall' EuroPride, quando è stato permesso
legalmente per regolamento ai gay di prestare servizio nelle forze
armate apertamente. L'Independent segnala che la proposta di
partecipare al corteo in testa allo stesso quest'anno è stato discusso
più presto dal secondo comandante generale, il Vice-Ammiraglio Johns,
ad un congresso per i diritti dei gay organizzato dal gruppo
Stonewall. Il presidente esecutivo dello Stonewall, Ben Summerskill,
si è congratulato con la Royal Navy per le politiche di reciproco
rispetto per i gay, dichiarando inoltre di sperare che l'esercito e la
Royal Airforce ne seguano l'esempio. Nel 1999, la Corte Europea dei
Diritti dell'uomo ha disposto che le persone gay hanno legale diritto
di prestare servizio nelle forze armate. Prima di allora se la loro
omosessualità fosse stata scoperta sarebbero stati espulsi .
FONTE Sirius News OutQ
TRADOTTO DA Alba Montori Gaya CsF
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF


NOTIZIARIO GAYA CsF
4 LUGLIO 2006
SECONDA PARTE

Cronache Ribelli
DIO, PATRIA E FAMIGLIA
Al Gay Pride di Catania 100 forzanovisti impediscono
la manifestazione
29 Giugno 2006
È accaduto e accadrà ancora, con sempre maggiore frequenza, impunità
- perché questo governo non ha audacia, non ha argomenti, è spaccato al
suo interno fra chi, forse, ha a cuore il nostro paese e chi, invece,
si preoccupa soltanto dei propri personali interessi che solo il
consenso proveniente dall’elettorato e dai gruppi di potere cattolico-
reazionari possono garantirgli. Così può accadere che in occasione del
Gay Pride di Catania, Forza Nuova, a cui la destra ben accomodata nei
palazzi, l’integralismo clericale e tutta la marmaglia di centro
elargisce favori, strizza l’occhio, possa permettersi di bloccare una
manifestazione autorizzata, impedirne il pacifico e lecito svolgimento
– senza nulla rischiare. Bastano 100 camicie nere armate di spranghe,
croci celtiche, fiamme, striscioni omofobi e bandiere tricolori, per
fare carta straccia del codice civile, penale, della costituzione,
delle regole democratiche di quest’Italia da operetta, sempre più
somigliante ad una dittatura sudamericana. Accade che una
manifestazione regolarmente autorizzata, non possa svolgersi - ed una
che non lo è, lo diventi. Di fatto. Basta che fra i due gruppi, a far
da cuscinetto, si piazzino i cosiddetti tutori dell’ordine: brave
persone che dovrebbero far rispettare le leggi, difendere i cittadini e
che, invece di caricare sulle loro belle camionette quel centinaio di
mascalzoni con il chiodo fisso dei forni crematori, li lasciano fare,
sfilare, indisturbati. Brave persone, personcine proprio ammodo sempre
pronte a dar manganellate agli inermi, incolpevoli, pacifici
manifestanti, ai ragazzini, agli anziani, alle donne (dal G8 in poi più
nulla ci sorprende), ma quando si tratta di far sul serio rischiando di
prenderle magari da chi la pensa proprio come te… Non sappiamo quanti
dei 100 siano stati denunciati, non sappiamo se qualcuno di essi lo sia
stato. Sappiamo che, comunque vada, non faranno un giorno di galera,
sappiamo che continueranno a compiere le loro azioni perché nessuno ha
interesse a chiedergliene conto, impedirglielo. Nessuno ha la volontà o
il coraggio di rispettare la costituzione italiana e la legge. Fanno
comodo i neo(???)fascisti, a molti, troppi. Fa comodo che qualcuno
faccia il lavoro sporco e loro si prestano volentieri convinti di
essere i veri, i soli salvatori della patria: contro l’aborto, l’
autodeterminazione delle donne, il femminismo, l’immigrazione, gli
zingari, i comunisti, la minacciosa lobbie ebraica e la schifosa
massoneria omosessuale/pedofila in cui le lesbiche sono una ridicola,
ininfluente appendice sterile (feccia da stupro) e i transessuali
baldracche da incendiare. Dio, patria e famiglia. Ecco fatto. Grazie
Ratzinger, Ruini, Trujllo, Mastella, Rutelli, Bossi, Fini, Casini,
Pera, Castelli, Berlusca & Co. Da destra verso sinistra passando per il
centro. Grazie ai super garantiti sostenitori della cultura delle
disparità e del disprezzo. Questi sono gli obbrobri che avete
partorito, questi i vostri figli. Tenetevi il vostro Dio, la vostra
patria, la vostra famiglia – fanno schifo, sono roba da
sottosviluppati, da minorati mentali. Non tutti i gay, le lesbiche,
i/le transessuali sono così scemi da voler far parte del vostro
teatrino, non alle vostre condizioni. Non tutti sono così scemi da
credere che gli risparmierete i vostri forni se staranno buoni e zitti,
nascosti nei buchi lerci in cui volete ricacciarli. L’impressionante
aumento dei casi di abuso e violenza che si registra negli ultimi due
anni, in particolare dall’Aprile dell’anno scorso, contro le persone
LGBT*, gli extracomunitari, gli ebrei, i mussulmani, gli zingari, i
simpatizzanti e gli attivisti dell’area antagonista e anarchica
(snobbati dalla stampa, minimizzati dalla comunità LGBT* e dalla
sedicente società civile, negati dagli amichetti occulti o dichiarati
delle camicie nere), è il sintomo evidente, innegabile, di un
venticello che cresce e rischia di trasformarsi in uno tsunami.
Continuare a fingere di non sentirne il fischio accelererà solo i
tempi. Da mesi, nei taccuini dei giornalisti soprattutto televisivi si
è aperta una voragine che inghiotte un “certo” tipo di notizie – un
buco nero che le attrae e smaterializza, magicamente. Da mesi le penne
scrivono a singhiozzo, i cervelli sono soggetti ad improvvisi black
out: certi pensieri, certe parole, certi argomenti sì, altri no. Da
mesi le testimonianze di aggrediti si moltiplicano (molti i
giovanissimi, magari solo perché portano magliette con l’effige del
Che, o il nome di un gruppo musicale schierato politicamente) mentre le
denunce si dimezzano (spesso è la pressione dei genitori a dissuaderli
o a spingerli a ritirare la denuncia – vince la paura per le
ritorsioni, il timore del giudizio, vince la motivata certezza che non
vi sarà giustizia, protezione, quindi perché esporsi ad un supplemento
di rischio?). Da mesi assistiamo al sistematico menefreghismo di certi
inquirenti, certe procure, certi apparati dello stato che di fronte a
certi tipi di violenza, verso certe categorie di persone, non si
scompongono, non si sprecano, non si scomodano, perché non è il caso di
drammatizzare, perché non hanno mica tempo da perdere – loro. Noi sì,
invece – per guardarci le spalle, fare allarmismo, parlare a vanvera. E
non basta nemmeno che gli squadristi facciano precedere le loro
spedizioni punitive da roboanti annunci e proclami, non bastano i loro
silenzi che sono anche peggio! Quando qualcosa accade tutti giù dal
pero a parlare di casualità, schegge impazzite, eccessi, sporadicità,
ragazzate, balordi senza importanza. D’altronde il fascismo non esiste
più – il pericolo è il comunismo! Possibile che sia così difficile dire
e dirsi che siamo di fronte a forme vecchie (mai morte, mai davvero
indagate, risolte) di criminalità politica, sempre più organizzata e
inserita nel tessuto sociale? Dopo Catania toccherà a Torre del Lago,
in provincia di Lucca – la mecca del turismo LGBT* toscano. Un mese di
iniziative, di altrimenti splendide, rassicuranti, divertenti serate
friendly denominate “Mardì Gras” che i soliti noti avranno l’
opportunità di trasformare nella loro personale ribalta, nel loro spot
promozionale omo/lesbo e transfobico - puntualmente minimizzato,
attribuito ad un striminzito gruppuzzolo di semi analfabeti poco più
che imberbi. Non sono pochi, non sono analfabeti e non sono imberbi –
tutt’altro. Forse non ci saranno pestaggi, stupri – forse si
limiteranno a minacciare, spaventare, sabotare qualche evento, fare un
po’ di chiasso. I problemi veri ci sono stati prima – ignorati, negati,
screditati. E se la risposta non sarà forte e chiara, se non vi sarà un
serio e continuativo controllo – ci saranno dopo, magari in tempi non
sospetti, nuovamente ignorati, negati, screditati, soprattutto da chi
non dovrebbe prenderli sottogamba. Dio, patria e famiglia. Possibile
che nessuno abbia la faccia di ammettere che siamo noi ad avere un
problema grave di ignoranza, cecità e vigliaccheria? Molti nel
movimento LGBT* (e questa è la linea seguita acriticamente, stoltamente
o furbescamente da troppi), sostengono che occorre uscire dal
vittimismo, dare un’immagine positiva dell’omosessualità, per infondere
fiducia. Come dire che una “vittima” è per ciò stesso una lamentosa,
dannosa, inopportuna e impresentabile zavorra. Se proprio non la si può
cancellare, la si deve almeno ficcare sotto il tappeto, insieme al
pattume. Bene mostrare la giocosità, la normalità del disimpegno, la
leggerezza della superficialità, quei casi di felice integrazione e
realizzazione personale alla luce del sole, ma negare che dall’altra
parte vi sia una schiacciante maggioranza che vive nella paura e nella
vergogna, stando bene attenta a non scoprirsi perché le conseguenze
potrebbero essere drammatiche, servirà a chi non ha o crede di non
avere problemi ma non a quella maggioranza silenziosa e invisibile che
tutti fanno finta di non vedere. Dato il venticello che tira, questa
strategia è un bel po’ stupida e anche particolarmente autolesionista.
Quando il venticello sarà diventato uno tsunami, solo chi ha una
montagna di soldi sotto cui nascondersi e chi si sarà rintanato in un
bunker buttando via la chiave potrà dirsi relativamente al sicuro.
Cari, allegri cittadini con la fissazione per i Pacs, quei cento sono l’
avanscoperta di un agguerrito esercito che affonda le radici nella
nostra stessa cultura, che conta un numero considerevole e in crescita
di estimatori, sostenitori, finanziatori – altro che l’inesistente
lobbie omosessuale. Al confronto siamo un’armata brancaleone
balbuziente, destinata ad essere sbaragliata, spazzata sotto il
tappeto. SVEGLIA! Non si cambia la mentalità di una nazione partendo
dalla cima, di punto in bianco - si parte dal basso, dai fondamentali:
laicità, responsabilità individuali e collettive, partecipazione,
autoderminazione, maschilismo, sessismo, ANTIFASCISMO – ad esempio. Non
sono parole scarsamente significanti, logore. Vecchio, e illuso, è chi
crede di poter ottenere riconoscimento e diritti senza un'analisi
attenta e consapevole della storia e della realtà attuale di questo
paese, senza passare attraverso un adeguamento normativo che spinga al
superamento culturale delle disparità comunemente accettate, o non
avvertite come tali. Sei sono le cose da ottenere, subito:
1) una legge che riconosca, definisca e punisca con severità i reati
dettati da omo/lesbo e transfobia;
2) il rispetto della XII° disposizione transitoria che vieta la
ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista e
quindi, implicitamente, condanna l’apologia del fascismo;
3) lo scioglimento e il perseguimento di qualsiasi organizzazione che
promuova razzismo, xenofobia, antisemitismo, omo/lesbo e trasfobia;
4) La modifica del DECRETO LEGISLATIVO del 9 luglio 2003, n. 216 (http:
//www.cinziaricci.it/nosilence/deliri006.htm), in particolare all’art.
3 (Ambito di applicazione) ai punti 3, 4, 5, 6, e art. 4 (Tutela
giurisdizionale dei diritti);
5) l’applicazione intransigente e senza sconti delle suddette leggi;
6) la riaffermazione inequivocabile e ferma della laicità dello stato
italiano.
Il resto verrà da sé, non il contrario.
C. Ricci Gaya CsF

CALENDARIO DI LUGLIO
Roma, 2 luglio 2006
Il mese di luglio e’ on line e lo potete sfogliare andando alla
pagina: www.massimoconsoli.com/
oppure lo potete trovare anche sul mensile “Clubbing”.
Tra le cose piu’ importanti accadute in questi primi giorni mi sembra
doveroso ricordarvi che: il 1 luglio 1960 nasce a Milano Enrico
Barzaghi, una bellissima figura di militante, un ragazzo coraggioso che
l’aids si e’ portato via in maniera veramente ingiusta. il 2 luglio
1951 nasce Sylvia Rivera, che partecipo’ in prima fila allo Stonewall.
lo stesso giorno dell’anno dopo e’ la volta di Daniele Scalise, tra i
primi ad avere una rubrica glbt sulla mainstream press italiana. il 3
luglio del 1981, invece, il mondo veniva sconvolto da una notizia
inattesa: il “New York Times” pubblicava il primo articolo su di una
malattia nuova e misteriosa che, piu’ tardi, verra’ battezzata con il
nome di... aids. Un’altra breve osservazione: nel corso degli anni ho
ricordato alcuni personaggi rilevanti per la nostra cultura, sempre
allo scopo di portare avanti quel discorso di creazione e rafforzamento
di una vera e propria comunita’, con tutti i suoi riti e miti, ed
anche, perche’ no?, i suoi santi ed i suoi eroi. Ho cominciato trent’
anni fa con Pier Paolo Pasolini, commemorandone la scomparsa ogni 2
novembre all’Idroscalo di Ostia. Oggi, quella celebrazione e’
istituzionalizzata e vi partecipano molte organizzazioni e singoli
individui e, talvolta, perfino le istituzioni. Ho continuato con John
Addington Symonds, sepolto nel cimitero non cattolico di Testaccio, a
Roma (5 ottobre). Nel 1988 ho rintracciato la tomba di Kark Heinrich
Ulrichs all’Aquila (prima di me c’era stato Enzo Cucco), e da allora,
ogni 28 agosto s’e’ verificato un vero e proprio pellegrinaggio verso
il capoluogo abruzzese. Poi e’ stata la volta di Dario Bellezza, anche
lui al cimitero di Testaccio, sia in occasione della nascita (5
settembre), che della morte (31 marzo). Piu’ di recente, ho preso l’
abitudine di andare a Prima Porta, a visitare la tomba di Anselmo
Cadelli. La ricorrenza della sua morte e’ la piu’ disagevole (15
agosto) percio’ e’ meglio ricordarlo in occasione della sua nascita, il
2 marzo. Quest’anno, per la prima volta, credo di essere nell’
impossibilita’ di muovermi troppo. Non sapete che dolore mi rechi
questa limitazione di me stesso, delle mie capacita’ ma, soprattutto,
non sapete quanta paura ho che, se non ci saro’ io a stimolarvi in
continuazione, queste visite ai nostri padri e fratelli fondatori
(aspetto ancora che qualcuno di voi suggerisca o proponga una madre e
sorella fondatrice...!), avranno fine. Non voglio assolutamente che
questo accada. Voglio fortemente che le commemorazioni vadano avanti
anche senza di me anzi, che si espandano ad altri personaggi in altre
citta’ (se qualcuno si ricorda di Mario Mieli, a Milano, batta un
colpo...). Questi nostri precursori o contemporanei sono importanti per
la nostra storia, la nostra cultura, indipendentemente dalla mia
persona, e vanno ricordati per il loro valore intrinseco. Percio’ mi
permetto di farvi un piccolo ricatto: se veramente mi volete bene come
dite nelle vostre email, se veramente ho influito cosi’ tanto nella
vostra vita, se veramente ho qualche potere su di voi, dimostratemelo
facendo la cosa alla quale tengo di piu’ su tutte le altre: andate a
visitare i nostri defunti e, tanto per cominciare, trasformate il
pellegrinaggio alla tomba dell’Aquila di Karl Heinrich Ulrichs, quest’
anno (che cade di domenica 27), a mezzogiorno in punto, in una
dimostrazione di massa.
Massimo Consoli

DONNE IN IRAK
Le donne in Iraq stanno vivendo un incubo terribile nascosto al mondo
occidentale
Donne in Iraq (Walzer Natasha)
(Traduzione di Maria G. Di Rienzo dell'articolo pubblicato su "The
Guardian)
Le donne in Iraq stanno vivendo un incubo nascosto all'occidente. Una
di esse è diventata regista proprio per aprire a noi una finestra su
ciò che le donne sopportano. Rayya Osseilly, ad esempio, è una medica
irachena che si prende cura delle altre donne nell'assediata città di
Qaim. Non è sorprendente che la sua testimonianza non sia felice. "Non
provo mai la sensazione che l'oggi sia migliore di ieri", dice nel
filmato. Guardando ai resti bombardati dell'ospedale in cui lavora, è
chiaro contro quali difficoltà stia lottando. Non è usuale che sia dia
uno sguardo più da vicino a cosa accade alle donne in città come Qaim,
che ha subito un pesante attacco dalle truppe americane l'anno scorso.
L'accesso ai media occidentali è severamente ristretto. Ora, tuttavia,
abbiamo uno squarcio di questa realtà grazie ad una donna irachena che
ha viaggiato per l'intero paese e ha parlato con vedove e bambine,
dottoresse e studentesse, cercando la verità delle vite delle sue
connazionali. La regista vive a Baghdad e vuole mantenere segreta la
propria identità per timore di ritorsioni, perciò la chiamerò Zeina.
Quando le ho parlato al telefono, la prima cosa che le ho chiesto era
proprio perché sentiva il bisogno di nascondere il suo nome, e nella
sua risposta non ha fatto alcuna distinzione fra il governo e gli
'insorgentì, nel modo in cui noi la facciamo. "Temo il governo e le
milizie settarie", ha detto, "I pericoli in Iraq vengono dagli
statunitensi, dalle milizie settarie, e naturalmente anche dai
criminali, le gang, i rapitori". Zeina ha deciso di realizzare questo
film perché le cose che lei vede ogni giorno non sono viste dal resto
del mondo. "Nessuno si accorge di cosa stiamo passando. Tutti gli
iracheni sono psicologicamente traumatizzati da ciò che sta accadendo.
Conosco bambini che cominciano a tremare se solo sentono il suono di un
aeroplano o vedono un soldato. Ho visto intere famiglie smembrate. Ho
visto donne costrette a prostituirsi a causa della miseria delle loro
famiglie". Zeina non era una sostenitrice del regime di Saddam Hussein.
Durante quel periodo, lavorava come giornalista e traduttrice di
critica letteraria. "A livello politico, prima della guerra, non ero
contenta. Molte cose erano ingiuste. Non avevamo libertà di parola o di
espressione. Ma non avrei mai immaginato che le cose cambiassero in
peggio in questo modo. Non avevo mai immaginato una situazione del
genere". Sin dall'inizio delle riprese, la cinquantenne regista sapeva
che si sarebbe assunta dei rischi. "Viaggiavo in compagnia di altre due
o tre persone, in un'automobile modesta. Quando viaggiavamo verso Qaim
dovemmo attraversare il deserto, perché gli americani avevano bloccato
la strada. Era buio quando arrivammo a destinazione, e proprio di
fronte a noi si gonfiava una nuvola di polvere attraversata da lampi.
Stavamo andando giusto incontro ai fucili. La guidatrice si buttò fuori
dalla strada così in fretta che per poco non ci rovesciammo. Poi,
mentre stavamo filmando l'ospedale bombardato ed eravamo saliti sul
tetto, gli statunitensi cominciarono a spararci. Penso che non
volessero ucciderci, ma solo spaventarci. Volevamo mostrarci chi
comandava". Le riprese del gruppo che trova rifugio dalle fucilate in
un ospedale distrutto sono nel film. Invero, il film che è il risultato
del viaggio di Zeina non è un prodotto ripulito, ma piuttosto una serie
di sguardi parlanti che entrano in profondità nelle vite delle donne.
Spesso lo spettatore si sente frustrato, desideroso di maggiori
spiegazioni di quel che succede, ma data la situazione in cui sono
costretti i giornalisti, e che ha reso la maggior parte dell'Iraq
invisibile, si perdonano volentieri alla pellicola tutti i suoi limiti.
Il film è particolarmente efficace nel catturare la struttura della
vita familiare in condizioni di totale insicurezza, ed una delle
sezioni si concentra sulla storia di una bambina di otto anni,
sopravvissuta all'attacco dell'automobile in cui viaggiava con suo
padre, sua madre ed altri iracheni. Fu trasportata a un ospedale
militare, e per tre mesi se ne perdettero le tracce. La sua famiglia
non fu informata di dove si trovasse, e nel frattempo la bambina subiva
interrogatori in cui le mostravano fotografie di cadaveri chiedendole
di identificarli. Il nonno riuscì infine a rintracciarla a Baghdad, e
quando nel film la vediamo singhiozzare in grembo all'uomo, sentiamo
quasi fisicamente la frustrazione della famiglia: non vi è un'autorità
che risponda di ciò che è accaduto, e che possa dar risposta alla loro
rabbia. Zeina mostra anche, e in un modo che sicuramente dovrebbe
suscitare una pausa di riflessione anche in coloro che qui in Gran
Bretagna sostengono la guerra, come le vite delle donne siano state
colpite dalla crescita dei fondamentalismi religiosi che hanno preso
piede nel vuoto di potere imperante. "Alla tv e sui giornali c'è una
propaganda continua sulle donne", racconta Zeina, "È disgustosa, e non
ha nulla a che fare con l'Islam, ma solo con il rinchiudere le donne
nelle case e privarle dei loro diritti". Per mostrare gli effetti
negativi di questi sviluppi, Zeina ha viaggiato sino a Bassora. Per chi
ha seguito l'evolversi della situazione nel sud dell'Iraq, il fatto che
le donne vi vengano costrette ad indossare l'hijab e si impedisca loro
di vivere liberamente le loro vite, non è una novità. Ma il significato
di questo stato di cose lo capisci veramente quando vedi giovani donne
e i loro familiari narrare di minacce di morte e di pallottole inviate
a scopo intimidatorio perché una ragazza faceva sport, o non indossava
la sciarpa in testa. Come Zeina sottolinea, questo tipo di esperienza è
nuovo per la maggioranza delle donne irachene, che hanno goduto maggior
libertà economica e sociale prima dell'occupazione. "Qualche tempo fa
stavo riguardando le foto di mia zia al college, negli anni '60.
Indossa calzoncini corti e canottiera, e fa sport nei campi della
scuola. E poi ho guardato le foto delle studentesse di oggi, nello
stesso college, coperte di nero dalla testa ai piedi, con le facce
nascoste". Zeina non ha dubbi nel ritenere l'occupazione la maggior
responsabile di queste situazioni: essa ha dato ai settarismi
l'opportunità di fiorire. Ride, semplicemente, quando le chiedo se si
sente grata per la democrazia irachena. "Democrazia? Quale? Non abbiamo
democrazia, qui. La democrazia di cui parla Bush è una struttura
completamente vuota, che ha le sue basi su interessi settari ed etnici.
Che democrazia hai quando temi che la tua vita sia in pericolo, o che
tuo marito venga ucciso, se solo esprimi te stessa liberamente? Questa
democrazia è una brutta barzelletta". Rispetto all'occupazione, i
pareri delle donne irachene sono divisi quanto quelli degli uomini, e
nell'Iraq occidentale ho sentito io stessa donne inneggiare alla guerra
statunitense. Ma è difficile resistere alla forza e alla passione con
cui Zeina descrive il caos in cui la guerra ha precipitato l'Iraq. E
desidera molto continuare a documentare la situazione in cui si trovano
le donne, nonostante gli strettissimi limiti in cui è costretta a
lavorare. "Mi sento molto impedita. Voglio davvero raccontare delle
intere famiglie arrestate, dei corpi trovati, delle torture. Ma se non
sei un giornalista che lavora con gli americani, con il loro permesso,
la tua vita è in serio pericolo quando dai testimonianza su questi
fatti". Nonostante i pericoli, Zeina è ansiosa di comunicare la realtà
che vede, e vorrebbe che noi la ascoltassimo: "Vorrei che le persone in
Gran Bretagna capissero che l'occupazione dell'Iraq non fa gli
interessi nè del loro paese nè del nostro. I vostri soldati muoiono, e
nulla migliora per il popolo iracheno. Al contrario, la situazione sta
andando di male in peggio, in special modo per le donne".
FONTE Nonviolenza femminile plurale, n. 66 del 1 giugno 2006
INVIATO DA Promiseland.it

LA GRANDE TRUFFA DELLE PIRAMIDI
Un libro di Jacopo Fo illustra la probabile verità sulla costruzione
delle piramidi egizie
La grande truffa delle piramidi
Le piramidi non le hanno costruite né i faraoni né i marziani!
di Jacopo Fo
8,26 € - Edizioni Nuovi Mondi
Qui si racconta la storia di un popolo pacifico e matriarcale.
Avevano la pelle nera e costruirono le piramidi 1000 anni prima dei
faraoni, quando la valle del Nilo era una palude. Poi arrivò il
bisnonno di Tutankamen e conquistò l'Egitto. I faraoni trasformarono le
piramidi in tombe e si fregarono il merito di averle costruite. E così
cancellarono la memoria delle imprese di questi contadini-ingegneri. Ma
seguendo le tracce delle piramidi e dei tumuli che troviamo in tutto il
mondo (dalla Cina, alla Cambogia, all'India, all'America Latina,
all'Europa) E' possibile ricostruire come andarono veramente i fatti.
E poi, scusate... Erodoto racconta che Cheope per far soldi fece
addirittura prostituire sua figlia. Figuriamoci se un tipo così butta
via centinaia di miliardi per andare in paradiso. I re non credono in
Dio. Credono solo ai soldi. Se credevano in Dio, non facevano i re,
facevano gli idraulici che è un mestiere onesto.
FONTE Jacopofo.it
IVIATO DA Promiseland.it

VODAFONE:
PUBBLICITA’ E NOTE
L'ultima pubblicità della Vodafone è l'emblema del tipo di cultura
disattiva-cervelli ormai diffusa
La pubblicità della vodafone è l'emblema del tipo di cultura che si è
diffusa, sempre più, negli ultimi decenni, sia ad opera del modello di
tv commerciale disattiva-cervelli, sia a causa dell'infiltrazione
sempre più prepotente degli spot pubblicitari in ogni angolo della
nostra vita.
Di che si tratta? Lo spot inizia con una cinepresa che inquadra un
casa, come al solito pulitissima e dal design moderno, poi si
intravedono questi tizi scalmanati che scandiscono un misterioso conto
alla rovescia: 3, 2, 1, viaaa!! Che sta per accadere? I giovani
iniziano a scatenarsi, correndo da un angolo all'altro dell'abitazione
e afferrando i telefoni fissi tradizionali, staccandoli in modo crudele
dalla fidata presa telefonica a 3 punte con cui tutti abbiamo
familiarità da anni, e sostituendoli con cellulari. Cellulari? Intanto
la voce giovanile, convinta, positiva, ci dice di togliere i nostri
telefoni fissi, e che con i cellulari vodafone chiameremo tutti i
telefoni fissi d'Italia a 0 centesimi! Il tutto mentre ascoltiamo la
musica di Final Countdow, quella di Rocky per intenderci. Ma non è
finita qui, ci aspetta una personalità di assoluta garanzia, che ci
convincerà definitivamente ad aderire all'offerta: Totti...si, il
calciatore, quello che è acclamato da mezz'Italia perchè sa calciare
bene una sfera, non sa parlare italiano e pubblica libri di barzellette
(su di lui, scritte da altri) in romano. I nostri eroi oggi sono loro,
non le persone che ogni giorno lavorano duramente, seriamente, o gli
intellettuali che dedicano la loro vita a conoscere e far conoscere il
mondo che ci circonda. Noi adoriamo i calciatori, che guadagnano
milioni per correr dietro ad una sfera applicando inconsapevolmente le
leggi della fisica. Pazienza. Cosa ci dice Totti? Vediamo anche lui
intento a staccare un telefono fisso, poi accorgendosi di essere
ripreso ci dice, con aria bonaria: “Oh io ho staccato! te che fai?”.
Fine della partita. Inutile dire che mentre va avanti lo spot appaiono
alla velocità della luce delle frasi in piccolo, le note. Ah, le note,
stanno rovinando il mondo. Ci hanno abituati a considerare le note un
optional, una cosa da leggere “se si ha tempo”, “se si ha voglia”. E
invece, là in quelle piccole frasi, sempre in caratteri minuscoli, si
nasconde la verità. La verità non è nei mega cartelloni, nelle mega
scritte che ci raccontano favole facendoci sognare. La verità è nelle
note, emarginate e bistrattate! Per tornare all'esempio della
vodafone, noi le note ce le andiamo a leggere. E scopriamo che c'è uno
scatto alla risposta di 15 centesimi, si pagano 9,99euro al mese fissi
e c'è un tetto massimo di 1500 minuti al mese. Altro che il
semplicistico “chiami tutti a 0 cent”! Ma la figura di Totti avrà di
sicuro convinto molti acquirenti della bontà dell'offerta: “se la fa
Totti allora è buona!”. Io ho sfruttato l'esempio di questa pubblicità,
ma il discorso è generale, e gli spot pubblicitari fanno largo uso di
questi personaggi per cercare di attirare la nostra attenzione. E'
l'altro problema, legato non solo alle pubblicità, ma in generale alla
nostra cultura: ci fidiamo di qualsiasi persona, e soprattutto dei
personaggi dello spettacolo, i “famosi”, o quelle persone che ci
troviamo nel monitor talmente tante volte che diventano quasi dei
familiari. Siam ormai convinti del fatto che se qualcosa lo dice una
persona famosa, o l'”esperto” di turno, sia assolutamente vera.
Crediamo a quasi tutto quello che ci propongono in televisione,
leggiamo sulle riviste o sui giornali, e raramente, molto raramente,
cerchiamo di verificare se quella cosa ha un fondamento. In questo
caso, chi ci dice che utilizzare i cellulari per così tanto tempo non
sia dannoso? Nessuno studio scientifico ha dimostrato che le onde
emesse dai cellulari non siano nocive, e anzi ci sono dei centri di
ricerca che hanno avuto risultati molto interessanti, naturalmente
affossati dai media. Ma approfondirò questo aspetto prossimamente.
Continuiamo a delegare l'informazione e la cultura ai più svariati
personaggi, e questa tendenza va assolutamente contrastata, in ogni
campo. L'altro mio invito è di leggere sempre le note. Di una
pubblicità, di un sito internet, di un libro. Perchè non è bello farsi
prendere per i fondelli in questo modo, ogni giorno, in ogni occasione
buona. Fanno i furbi per convincerci della bontà del loro prodotto? E
noi li aggiriamo, leggiamo le note, riflettiamo, e decidiamo se
quell'offerta è davvero valida. Se applicassimo tutti un po' di sano
scetticismo a tutto ciò che ci riguarda, prima di prendere decisioni,
probabilmente il mondo sarebbe migliore.
Info: www.isoladikrino.splinder.com
FONTE Promiseland.it
INVIATO DA Promiseland.it