news 31 maggio
UN ALTRO OMICIDIO
Ostia, 30 maggio 2006
Roma continua ad attestarsi tra le città più omofobe di tutta Europa.
E' di oggi un altro omicidio gay, che la comunità glbtq chiama
omocidio, proprio per darne una connotazione ancora più immediata.
Questa volta il delitto riguarda un uomo di 72 anni, trovato morto in
una camera d'albergo sul litorale di Ostia. Pochi dubbi sulla matrice
omofobica del delitto. L'uomo è rientrato in albergo accompagnato da un
ragazzo extracomunitario e poco dopo i due sono stati raggiunti da un
terzo uomo. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ricorda un
ben più illustre ma analogamente drammatico omocidio, quello di Pier
Paolo Pasolini, avvenuto nel 1975? ricorda Andrea Berardicurti della
segreteria politica delll'Associazione.
Dopo più di 30 anni le circostanze degli omicidi perpetrati ai danni
di omosessuali restano più o meno invariate: si tratta spesso di
persone che vivono la loro omosessualità in maniera clandestina perché
la stigmatizzazione sociale verso gli omosessuali è ancora purtroppo
molto alta. D'altro canto le fonti di informazione spesso non aiutano a
liberare la nostra cultura da atteggiamenti omofobici. Basti pensare
che ancora oggi, a parte qualche illuminato giornalista, ogni volta che
c'è un omicidio gay, il tentativo di rendere la notizia più da gossip
sembra irrinunciabile: è quindi facilissimo leggere frasi quali
"omicidio gay maturato nel torbido mondo della prostituzione" piuttosto
che "negli ambienti omosessuali" e via dicendo. Non ci pare che quando
muore un eterosessuale qualcuno ne scriva parlando di "omicidio
maturato nel mondo eterosessuale". Questa è purtroppo la misura di come
le notizie vengono a volte passate e di come di conseguenza recepite.
Il Circolo Mario Mieli si augura che le indagini portino presto
all'individuazione dei responsabili dell'accaduto, grazie anche alla
buonissima intesa e cooperazione che ormai da anni la comunità glbt ha
con la Sezione omicidi della Questura di Roma.
Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A - 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
34877084
CAPPATO: LA COMMISSIONE INDUSTRIA RESPINGE OFFENSIVA.
COMPLIMENTI AL GOVERNO ITALIANO PER ABBANDONO DELLA LINEA BERLUSCONI
Dichiarazione di Marco Cappato, Eurodeputato, Segretario Associazione
Luca Coscioni, membro Segreteria Rosa nel Pugno La Commissione
industria del Parlamento europeo ha respinto a grande maggioranza gli
emendamenti volti ad escludere dal settimo programma quadro per la
ricerca i progetti di ricerca sulle cellule staminali embrionali, ed ha
approvato - con 31 voti a favore, 16 contrari e un'astensione -
l'emendamento di compromesso che si limita ad escludere, oltre alla
clonazione a fini riproduttivi, la tecnica del trasferimento del nucleo
cellulare (cosiddetta clonazione terpaeutica). Come Rosa nel Pugno e
Associazione Coscioni certamente proseguiremo la mobilitazione
internazionale in vista della votazione in plenaria, in particolare con
la raccolta firme sulla petizione (sottoscrivibile su (www.
freedomofresearch.org) lanciata dal Presidente della associazione
Coscioni e Direttore del Rite Levi Montalcini Center for Brain Repair,
Piergiorgio Strata, . Abbiamo auspicato che intervenisse e cambiasse
rotta anche il nuovo Governo italiano in materia, e subito ci è giunta
l'ottima notiza del ritiro della firma dalla dichiarazione da Stato
etico contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali: non
possiamo che dire, complimenti! Complimenti al Governo italiano e al
Ministro Mussi, e auguri a tutti noi affinché la finanziabilità di quei
progetti di ricerca vengano confermata nelle prossime settimane dalla
plenaria del Parlamento europeo e dal Consiglio.
FONTE Lucacoscioni.it
LA MINCHIA “3” DEL MITICO CAZZULLO
QUOTE ROSA:
CHI DI MINCHIA FERISCE
DI MINCHIA PERISCE.
La Minchia 3 del mitico Cazzullo sale su per li rami dei DS, lambisce
il Senato e approda al Quirinale dove Anna Finocchiaro, la Comandante
in Capo DS e Margherita al Senato, lancia il suo Grido di Dolore:
"Avevo le carte per andare al Quirinale!" e accusa: "Troppo
maschilismo, un uomo con il mio curricula sarebbe stato candidato alla
Presidenza della Repubblica". Minchia! Però! Che stile! Che eleganza!
Che modestia Minchia! Ma quale è l'arma letale di Cazzullo il sado-
collezionista delle più segrete sventate e incoffessabili fantasie dei
politici italiani? Iniettare nel malcapitato intervistato la Sindrome
di Stoccolma. In gara a chi gliela spara più grossa, infatti, quote
azzurre e quote rosa si consegnano anima e viscere al "Mostro del
Corsera" a confronto del quale i feroci sfottò di Gian Antonio Stella
sono beneficiate dei Beati Paolini del Sacro cuore di Maria Addolorata
della Misericordia. L'intervista-capolavoro di Aldo Cazzullo è e
resterà quella a Bondo Bondo, il coordinatore di FI, che gli confidò:
"Il Cavalier Berlusconi? è Bontà e Purezza. Due molossi divoratori li
ammansì con un grido! Come San Francesco. Ad Arcore? Si vive in una
cella, in una atmosfera francescana, tra meditazione, studio, lavoro e
preghiera". Minchia! Però! Che stile! Che eleganza! Che modestia
Minchia! Certo, il curricula della intelligente superdotata - superbona
sicula Finocchiaro, non è privo di atout, no Hatù Minchia! e, in quanto
a charme e ad appeal personale, non politico, tien deste cento Ville
Arzilla, Minchia! Ma, da magistrata a parlamentare, da Ministra per le
Pari Opportunità a relatrice nella Bicamerale di Zio Max e Bontà &
Purezza, da capo Commissione Giustizia alla Camera, a su per li Rami
Quirinaleschi, ce ne corre. E, le quote rosa, mai realizzate, non
bastano a disegnare la cornice istituzionale occorrente ad una Storia
Politica che sia la via maestra per il Colle. Colle che, prima che
l'ultimo Colle andasse al Colle, era tanto ammaliato dalla bella, ma
contegnosa, Ministra sicula, da suscitare arzille contese coniugali ai
pranzi dove il post Colle, allora Super Ministro del Tesoro, non si
sedeva se alla sua destra non era assisa la Super Maliosa collega
Ministra. E Donna Colle? A un altro tavolo, possibilmente non in vista
del tavolo del post Colle Ministro del Tesoro. Che serate!
Minchia!...... Sotto il Regno del primo Governo del Cavalier Bontà &
Purezza, Regno in cui non esisteva il Ministero per le Pari Opportunità
ma La Commissione per le Pari Opportunità presieduta dal capacissimo
Principe del Foro Tina Lagostena Bassi, avvocatessa di tutto rispetto
professionale e politico, e mai soggetta o acquattata agli ordini dal
Cavalier Bontà & Purezza ma battaglierissima sui diritti civili e delle
donne, Tina fece della Commissione un organo funzionantissimo e
indipendente ove, parlamentari come la DS Claudia Mancina e donne della
società civile di destra e di sinistra collaboravano con visibilità,
anche mediatica, a fare emergere le donne in politica, nelle
Amministrazioni pubbliche e nelle attività professionali ispirandosi al
modello Marisa Bellisario. Contemporaneamente correva l'Anno di Grazia
del Signore degli Asinelli e delle Cento Padelle ma, tra Asinelli e
Cento Padelle, le quote rosa manco pa' capa... finchè quando gli
Asinelli & le Padelle andarono al Governo, fu istituito il Ministero,
senza portafoglio, per le Pari Opportunità. Ministro l'intelligente
strafichissima Finocchiaro che, "tostissima sicula", alle Pari
Opportunità non mosse foglia che Zio Max, Zi' Violante e Zi' PDS non
vollero. E le quote rosa la' stanno. Con un grande affettuoso augurio
ai nuovi inquilini del Colle Giorgino, Clio e Giulio, tre persone
straordinarie che, solo dopo pochissimi giorni che hanno avuto il
trambusto del trasloco al Quirinale, ti ringraziano per la lettera di
auguri rispondendoti di proprio pugno con parole affettuose e mai
formali. Che signori, che eleganza, che stile, che razza. Mica come
quelli che ti vengono per casa per anni e non ti ricambiano manco il 2
Giugno quando invitano cani e porci.
Giuliana D'Olcese
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Links
Berlusconi? è Bontà e Purezza. Due molossi divoratori li ammansì con
un grido!http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_56.htm
Le Onorevoli Angelina a Buzzurronia - 'e Femmene o i Donn? Per noi
pari son
http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_26.htm
PARROCO RICONOSCIUTO COLPEVOLE
DI VIOLENZA ED
AGGRESSIONE SESSUALE
La Corte d'assise di Chambery, in Savoia, ha condannato a quindici
anni di prigione il parroco di Saint-Jean-de-Maurienne, accusato di
aver violentato e molestato sessualmente una decina di ragazzi, alcuni
dei quali minorenni. Padre Pierre Dufour è stato riconosciuto colpevole
di "violenza ed aggressione sessuale".
I giudici hanno inoltre deciso di accompagnare la pena di prigione con
una misura che vieterà al sacerdote di uscire prima di dieci anni, dal
momento che, come avevano dichiarato l'accusa, con Dufour "il rischio
di recidiva è totale e non c'è nessuna possibilità di correzione".
L'avvocato del parroco ha dichiarato che il suo cliente non farà
appello alla sentenza. Cinque delle vittime si erano costituite parte
civile.
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF
SVIZZERA: LEZIONE DI CIVILTA’
Unione civile per le coppie omosessuali
Un partenariato che soddisfa gli omosessuali. Un segno di tolleranza e
rispetto o un grave pericolo per la famiglia, cellula base della
società? Sono queste le due posizioni opposte su cui si situano i
sostenitori e gli avversari dell’unione registrata di coppie
omosessuali. La nuova legge modifica sul piano giuridico,
migliorandola, la situazione di queste coppie, ma essa non va confusa
con l’istituzione del matrimonio. In effetti, le coppie omosessuali
registrate non potranno, ad esempio, adottare un bambino o ricorrere
alla procreazione assistita. Per numerosi omosessuali, questa nuova
legge costituisce un importante passo avanti. La società occidentale ha
ormai riconosciuto la legittimità delle coppie omosessuali. Un
sondaggio condotto in Europa nel 2003 indicava che il 57% dei cittadini
approvava i matrimoni gay. Mettersi al passo con i tempi Oggi, in
Svizzera, la situazione delle coppie omosessuali resta precaria. Non ci
sono norme che regolano il diritto di successione; se un partner è
ricoverato, il compagno non ha diritto di visita perché non è
considerato membro della famiglia e anche il diritto alla pensione
resta da definire. Per mettere la legislazione al passo con i tempi, il
parlamento ha dunque varato la legge sull’unione domestica registrata;
contro questa legge, ambienti conservatori hanno impugnato il
referendum.I contenuti della legge. Il partenariato deve essere
registrato presso l’ufficio di stato civile. L’unione registrata
attesta l’impegno di due persone dello stesso sesso a condurre una vita
di coppia e ad assumere i diritti e i doveri derivanti da questa
unione. I partner si devono assistenza e rispetto reciproci. Devono
contribuire in comune, nella misura delle loro possibilità al
mantenimento della loro unione domestica. Assumono in maniera solidale
i debiti contratti. Per il patrimonio, sono sottomessi al regime della
separazione dei beni, che già figura nel diritto matrimoniale in vigore
in Svizzera. Per quanto riguarda il diritto di successione, le
assicurazioni sociali e il fisco, i partner registrati godono del
medesimo statuto accordato alle coppie eterosessuali sposate. In caso
di decesso, il partner ha diritto alla rendita vedovile. Oltre alla
questione dell’adozione e della procreazione assistita, entrambe
vietate alle coppie omosessuali, l’altro grosso tema in discussione
alle due camere è stato quello dello statuto del partner straniero. La
sua situazione sarà paragonabile a quella del partner straniero di una
coppia eterosessuale e sarà regolata dalla legge sugli stranieri,
attualmente in revisione. La nuova legge sul partenariato è stata
accolta con 112 voti contro 51 alla Camera dei deputati, mentre la
Camera alta l’ha fatta sua con 33 voti contro 5 e 4 astensioni. Destra
ultraconservatrice contro Le opposizioni sono venute dalle frange più
conservatrici della destra e nemmeno le chiese vedono di buon occhio la
nuova legge. Anche se la Federazione delle Chiese protestanti, bisogna
sottolinearlo, è favorevole alla nuova legge. Capofila del referendum
sono però l’Unione democratica federale (UDF) e il Partito evangelico.
Due piccole formazioni che dispongono in tutto di cinque deputati in
parlamento. Dicono di non avere nulla contro gli omosessuali. Hanno
lanciato il referendum perché sono convinti che si tratti di una legge
superflua, che implica un impegno sproporzionato, vista l’infima
minoranza che essa riguarda. Christian Waber, rappresentante dell’UDF
in parlamento, rileva come lo Stato garantisca già oggi i diritti degli
omosessuali, una categoria della popolazione per nulla perseguitata.
"La Confederazione – afferma – deve proteggere le istituzioni del
matrimonio e della famiglia, non le tendenze sessuali del cittadino".
In una presa di posizione ufficiale, l’UDF scrive che la registrazione
delle coppie omosessuali intacca le fondamenta dello Stato. Per questo
partito, l’omosessualità costituisce "un comportamento sessuale
sbagliato, una forma di vita contro natura". Per condannare l’
omosessualità, l’UDF si basa anche sulle sacre scritture. Un appoggio a
largo raggio In favore della legge si è invece formato un largo
schieramento trasversale ai partiti, che va dalla destra borghese e
cristiana all’estrema sinistra. La situazione giuridica delle coppie
omosessuali si è fatta con il passare del tempo insostenibile e andava
corretta, si afferma. Il Dipartimento di giustizia e polizia precisa
che è ora di porre termine alla discriminazione esistente ed eliminare
pregiudizi. È necessario anche sopprimere le disparità giuridiche
rispetto alle coppie coniugate, ad esempio nell’ambito del diritto
successorio, degli stranieri e delle assicurazioni sociali. "Vogliamo
essere percepiti come membri equiparati di questa società con tutti i
nostri pregi e difetti", sottolinea François Baur, dell’organizzazione
Pink Cross. Tendenza europea. La tendenza ad equiparare i diritti delle
coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali si manifesta a
livello europeo. Legislazioni più generose che quella svizzera sono da
anni in vigore nei paesi scandinavi. Anche Belgio, Olanda, Francia e
Germania si sono mosse in quella direzione. Perfino la cattolicissima
Spagna ha scelto la via della parificazione. In Italia, in attesa di
una legislazione nazionale, alcuni comuni si sono già messi in linea.
In Svizzera, questa parificazione è già una realtà in diversi cantoni,
in particolare a Ginevra, Zurigo e Neuchâtel. Ginevra ha svolto il
ruolo di pioniere e nel 2001 è entrata in vigore la legge sul
partenariato. Da allora decine di coppie si sono fatte registrare e nel
frattempo ci sono già stati i primi divorzi.
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF
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